RECENSIONE #104 – LA DONNA NEL BUIO DI ALEXANDRA OLIVA

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Per voi ho una recensione di un libro davvero intenso e particolare. Di chi sto parlando? Scopriamolo assieme! Nel frattempo, io ringrazio la Sperling&Kupfer per avermi inviato la copia e avermi permesso la lettura di questo bel libro!

la-donna-nel-buio-coverTitolo: La donna nel buio

Autore: Alexandra Oliva

Pagine336
Prezzo: Euro  19,90
Uscita:  29 agosto 2017

TramaDodici concorrenti si sfidano in un reality show ambientato in una foresta nel New England. Impegnati in una difficile gara di sopravvivenza che mette a dura prova i talenti di ognuno, non avranno modo di accorgersi che nel frattempo, nel giro di pochissimi giorni, una violenta epidemia uccide migliaia di persone. Alla fine, dei dodici concorrenti, ne resta soltanto una, Zoo, che scambierà la desolazione del mondo per una nuova fase del gioco. Determinata a non arrendersi di fronte a prove sempre più estreme e accompagnata da Brendan, un ragazzino sopravvissuto incontrato per strada, la donna prenderà drammaticamente coscienza della realtà e capirà quanto sia importante, ora più che mai, non darsi per vinta.

RECENSIONE:

La storia ha inizio coi tecnici della produzione. Il primo a morire, vittima dell’epidemia sarà proprio lui. Ignaro di questo però, controlla i monitor e decide su chi puntare le telecamere e ne discute assieme al presentatore.

Poco dopo ci ritroveremo assieme a Zoo, che in mezzo a lande desolate, cercherà provviste per il reality a cui sta partecipando. Ad ogni partecipante, all’inizio del reality è stato assegnata una bandana con un proprio colore identificativo, quindi Zoo crede, ed è convinta che tutte le cose che troverà azzurre siano lì per lei e siano un indizio messo lì dai produttori del programma. Peccato che non sa che un’epidemia ha colpito e ha ucciso tante persone e quindi si ritroverà a vagare da sola da un posto all’altro in cerca di indizi inesistenti. Brennan, il bambino che troverà, l’aiuterà nel lungo viaggio che la porterà alla ricerca degli indizi che la porteranno alla verità.

Cosa succederà a Zoo? E il reality show? Leggete per credere.

Tracker, Zoo e Air Force fanno un passo avanti e formano le squadre, scegliendo un membro alla volta. Tracker ha in mano una torcia ancora impacchettata, che non vuole. Il primo nome che fa lascia perplessi: Rancher, con la sua tazza di metallo. Una tazza di metallo quando potrebbe avere acqua extra, fiammiferi o le compresse di iodio? Serve un chiarimento. Più tardi, a Tracker verrà chiesto di sedersi e rispondere a una semplice domanda, e la sua spiegazione verrà mostrata agli spettatori. «Non mi piace il sapore dello iodio. Preferisco bollire l’acqua, prima di berla.» Zoo sceglie Engineer con il suo kit da pesca (…)

La trama è accattivante e non appena mi è arrivata la segnalazione dell’uscita sono rimasta colpita tanto da volerlo leggere e quando mi è arrivato ero super felice. Però, c’è un piccolo però. Nella trama c’è un grandissimo spoiler che rovina parte della lettura. Ho notato però che “lo spoiler” è stato fatto direttamente dall’editore originale e l’italiano è stato solo tradotto.

La copertina è molto bella e mi piace molto. L’unica cosa che mi ha disturbato è stato il titolo così modificato dall’originale, The Last One ma probabilmente capisco la scelta perchè mettere l’utima sarebbe stato ridicolo. A quel punto poteva essere lasciato come l’originale o chiamato semplicemente Nel Buio che sarebbe senza dubbio suonato figo. Ma sono solo mie congetture.

L’ambientazione, come avete letto nella trama, è una foresta nel New England e l’epoca è moderna, tutto ai giorni d’oggi, quasi fosse il grande fratello odierno solo in mezzo ai boschi.

Il gatto salta da dietro il letto e con il suo passo felpato attraversa il suo piumone spiegazzato. Mi guarda, e io guardo lui. Poi avanza piano e china la testa. La solleva di nuovo, e la china. Si direbbe che stia mangiando. E finalmente riesco a capire in che cosa consiste il suo pasto: è una mano pallida, gonfia, con le unghie scure. Il gatto sta mordicchiando la parte tra pollice e indice, da cui strappa un frammento di carne che non sanguina. Per alcuni secondi sono come bloccata, lo sguardo fisso. Non è una mano. Non è una mano.

I personaggi, ovvero i concorrenti del reality sono tanti e tutti diversi fra loro. Vi accennerò qualcosa su ognuno di loro ma dovrete scoprirli da soli leggendo il libro. Posso dirvi soltanto che sono stati ben costruiti e differenziati l’un l’altro e, questo, moltiplicato per dodici personaggi vuol dire che è stato fatto davvero un bel lavoro. Ecco qui:

Zoo è il soprannome che viene dato alla protagonista all’interno del reality show nel nostro libro e la sua voce sarà quella preponderante. E’ carismatica, piena di risorse

Non mancherà pero, la visione in terza persona degli altri concorrenti, ognuno con i propri soprannomi proprio come la protagonista:

Abbiamo Engineer, Air Force, Cheerleader Boy, Black Doctor, Rancher, Biology, Asian Chick, Banker, poi ci sono quelli che spiccano più di tutti perchè sono quelli che si fanno notare di più degli altri:

Tracker è l’uomo che tutti vorrebbero. Conosce un sacco di cose sulla sopravvivenza, sa orientarsi, trovare tracce e così via. E’ un tipo di poche parole, ma sa il fatto suo. Io lo vorrei di sicuro in squadra con me.

Exorcist è il più antipatico del gruppo e quello che ritroveremo un pò più presente perchè lui e Waitress, battibeccano sempre. Comincia a parlare da solo e dal suo soprannome potete ben capire cosa fa nella sua vita.

Waitress è una ragazza dai capelli rossi, che nel programma c’è soltanto capitata perchè mancava la ragazza immagine all’interno del programma. E’ la classica tipa che ha paura di rompersi le unghie, il classico peso inutile in casi come questi.

Brennan invece, è il bambino che incontrerà Zoo e che gli permetterà di rendersi conto che tutto ciò che sta succedendo è realtà. E’ un bambino in gamba e pieno di qualità. Si affeziona a Zoo da subito.

Zoo apre gli occhi. C’è una figura scura e sfocata davanti all’apertura del rifugio che divide con Tracker. Sta bloccando la luce dell’alba. Per un attimo, il giocane dimentica dove si trova, dimentica di aver dormito accanto al partner della sfida. Cerca gli occhiali. La memoria e la vista risolvono tutto. Vede il suo compagno accovacciato, girato dall’altra parte, la padella accanto a lui. «Colazione a letto?» gli chiede ma, mentre pronuncia quelle parole, impallidisce. Tracker la guarda, poi si volta verso una scatoletta vicino ai suoi piedi e tira fuori l’indizio successivo.

Il perno centrale è appunto il reality show Nel Buio. I partecipanti al reality sono parte attiva del libro e di tutto ciò che succederà nei giorni a venire.

Lo stile utilizzato è stato semplicemente unico. Alexandra Oliva è stata minuziosa e precisa, ogni singola cosa era celata nel dettaglio. E’ vero che è stato lento considerando la lettura sommaria ma è stato ben scritto e mi sono facilmente ritrovata al posto del lettore.

Riesce a coinvolgere e a farti entrare nel reality oltre che a metterti nei panni della protagonista Zoo. Il libro inoltre è suddiviso capitolo per capitolo: alternati, uno parla dei concorrenti quando ha avuto inizio il reality e uno di Zoo nel momento in cui si è manifestata l’epidemia, 38 giorni dopo l’inizio del reality e delle riprese. Quindi si entra sia nei panni della protagonista e si vivono le sue emozioni, sia si capisce tutto ciò che c’è dietro al reality e come sono tutti i partecipanti, soggetto per soggetto.

Comincio a credere che sia la mia reale destinazione, e non una semplice direzione; che l’abbiano fatto sul serio, che mi abbiano sgombrato il cammino per condurmi là. «Cerchiamoci un posto in cui trascorrere la notte», dico a Brennan. «Domattina attraverseremo il fiume». Il mio annuncio sembra dargli nuova energia e accelera il passo, quasi iniziando a correre.

Per essere un esordio, è stato fatto un lavoro davvero coi fiocchi. E’ vero, a volte mi è sembrato lento e macabro, sopratutto quando Zoo vede i morti e li scavalca come niente fosse pensando che fossero manichini o quando aprivano gli animali e toglievano le interiora in maniera assai descrittiva.

Il libro quindi, è stato particolare ma bello. Ti permette di conoscere tante cose nuove: dai retroscena che può avere un reality show alle tecniche di sopravvivenza escogitate come scuoiare un animale, accendere un fuoco…. E ammetto di esserne rimasta colpita. Consiglio vivamente la lettura di questo libro davvero unico e interessante!

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Dovete, perché merita!

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE #102 – IL SEGRETO DELLA LIBRERIA SEMPRE APERTA DI ROBIN SLOAN.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Buon pomeriggio cari lettori! Finalmente riesco a fare la recensione di questo libro. Sto recuperando più in fretta possibile, sappiatelo! E’ un vecchio libro che aveva comprato mia madre e che non avevo avuto modo di leggere fin’ora. Cosa ne penso? Lo saprete fra poco! 

robin-sloan-1367344540Titolo: Il segreto della libreria sempre aperta

Autore: Robin Sloan
Collana: Narratori Corbaccio
Pagine: 320 
TramaLa crisi ha centrifugato Clay Jannon fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l’hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno… di notte. Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all’inizio. I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa… Clay si butta a capofitto nell’analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google… E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra, scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora…

RECENSIONE:

La storia ha inizio con Clay Jannon in libreria. Il pezzo iniziale lo troverete proprio nello spezzone qui sotto. Poi la storia “prende vita” (se così si può dire) da un ricordo e come tutto è cominciato.

Clay è un web designer, sa occuparsi di informatica ma è disoccupato. Trova lavoro in una piccola libreria bistrattata in un angolo sperduto in città, dal signor Penumbra. Clay accetta di buon grado l’assunzione ma si fa sempre più curioso davanti le bizzarre richieste del signor Penumbra. Lì, Clay conoscerà Kat e assieme a lei e al suo amico Neal cercheranno di decifrare un antico manoscritto che li incuriosisce.

Quale sarà il segreto della libreria sempre aperta? Cosa scoprirà Clay? Cosa nasconde il signor Penumbra?

Perso tra le ombre degli scaffali, quasi ruzzolo giù dalla scala. Sono esattamente a metà. Il pavimento della libreria è lontano sotto di me, come la superficie di un pianeta che mi sono lasciato alle spalle. Le cime degli scaffali mi sovrastano là dove dominano le tenebre: non c’è molto spazio tra i libri e la luce non riesce a filtrare. Forse anche l’aria è più rarefatta. Mi pare di scorgere un pipistrello. Mi sto reggendo con tutte le forze, una mano sulla scala, l’altra sul bordo di un ripiano, le dita rattrappite fino a sbiancarsi. Guardo oltre le nocche, passando in rassegna i dorsi, finché non lo trovo. Eccolo lì, il libro che sto cercando.

La trama è lunga, forse anche troppo e poteva essere decisamente più concisa ma non ricade in spoiler gratuiti quindi tutto rientra nella norma. Oltretutto sembra essere fuorviante, speravo veramente fosse migliore.

La copertina non è niente di speciale anche se devo dire che rispecchia il libro in tutta sincerità. Manca il pc e il quadretto è completo. Il titolo è lungo ma rispecchia molto il libro, anche se “La libreria del signor Penumbra” mi sarebbe piaciuto di più.

L’epoca è senza dubbio contemporanea e l’ambientazione è americana.

« Dimmi », continuò lui, « qual è il tuo libro preferito? » Avevo la risposta pronta. Non c’era storia. « Signor Penumbra, non è uno solo, ma una trilogia. Non è scritta benissimo e forse è troppo lunga e la fine è tremenda, ma l’ho letta tre volte, e ho incontrato il mio miglior amico perché entrambi ne eravamo appassionati in prima media. » Tirai il fiato. « Il mio libro preferito è Le cronache del canto del drago.» Penumbra inarcò un sopracciglio e poi sorrise. « Bene, molto bene. » Le sue labbra si allargarono, mettendo in mostra due file di denti serrati e bianchissimi. Strizzò di nuovo le palpebre, squadrandomi. « Ma sei capace di salire su una scala? »

personaggi sono molti ma alla fine se andiamo a stringere, quelli importanti sono veramente contati.

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Clay Jannon è un web designer che si ritrova disoccupato e riesce a trovare lavoro nella piccola libreria del signor Penumbra. E’ un tipo molto curioso e decisamente intelligente ma non particolarmente interessante. E’ scialbo e privo di interessi a parte il suo computer e l’insana fissazione per il segreto di Penumbra.

Kat è un genio dell’informatica, non a caso lavora da Google. La cosa che mi ha fatto più ribrezzo di questo personaggio è stato il fatto che sembrava non lavarsi. Ogni volta che Clay la guardava aveva indosso sempre la stessa maglietta. Cavolo, o hai un’intera fornitura di magliette tutte uguali o fai schifo da paura. Come fa a essere affascinante una così?! Inoltre non sapeva parlare altro che di computer, codici e lavoro lavoro lavoro. Ma quanto sei noiosa, no?

Il signor Penumbra è un vecchietto simpatico ma ambiguo ed enigmatico. Nel suo negozio da ordini strani e scompare misteriosamente ma dopo tutto sa il fatto suo. E’ un tipo in gamba.

e altri personaggi che scoprirete se deciderete di leggere il libro.

Kat aggrotta la fronte «Perchè?» «Non hai a disposizione sufficiente memoria.»
«Oh, ma fammi il piacere…»
«Nossignore»
«Non esiste un computer abbastanza potente. Nemmeno la tua…»
«BigBox»
«Per la precisione. Troppo piccola. Spiacente.»
Allarga le braccia, come a cingere il marciapiede, il parco, le strade poco oltre.
«Questo è più grande».
Il serpente di folla continua indomito ad avanzare.

Il perno centrale è, come dice il titolo del libro, il segreto della libreria sempre aperta, quella del signor Penumbra. Cosa nasconde il signor Penumbra? Tutto sembra essere così strano, gente bizzarra, archivi lunghissimi….

Lo stile è monotono e per niente accattivante.  Ho fatto molta fatica a leggere questo libro. Inizialmente le mie aspettative erano davvero alte, tutto è andato svanendo mano a mano che andavo avanti nella lettura.

Il mistero/segreto di questa libreria sempre aperta è davvero sciocco e di poco impatto. Tutto il libro Clay cerca di far decifrare un codice che non ha alcuna rilevanza o almeno lo ha in maniera davvero superficiale ma sembra essere di vitale importanza. Penumbra è l’unico personaggio che mi è piaciuto perchè l’unico che effettivamente trasmetteva un minimo di mistero, anche se si riferiva infondato.

L’unica cosa che inizialmente sembrava riconducibile a qualcosa di strano e misterioso potevano essere le persone che venivano a prendere dei libri nella libreria e il fatto che doveva essere annotato sul registro come erano vestiti, come era il tempo di fuori, che accento aveva la gente che visitava la libreria e cose del genere.

Ci ho provato, lo giuro, ci ho provato ma è una delle storie più bizzarre che abbia mai letto con il meno senso logico.

A mezzanotte, penetrerò nella Sala di Lettura portandomi dietro il mio marchingegno. Non ci sarà nessuno a disturbarmi. Con massima velocità e discrezione, scansionerò non uno ma due volumi, e poi mi volatilizzerò. Deckle mi ha avvisato che il lavoro dovrà essere finito per l’alba, senza lasciare tracce.

Il libro è stato noioso e ridondante. Clay cercava di risolvere un mistero – giuro faccio fatica a chiamarlo mistero perchè per me non lo era. Non mette curiosità e sembra anonimo. L’unica cosa su cui si rivela interessante e su cui l’autore sa ritrovarsi bene è il fatto di Google e tutto ciò che ne consegue con tutti i termini informatici del caso. (Non a caso l’autore Robin Sloan è ex dipendente della Twitter).

Purtroppo, chiunque voglia provare a leggerlo può farlo. Il mio è soltanto un parere personale, quindi può darsi che voi riusciate ad apprezzarlo meglio di quanto abbia fatto io.

Il mio voto per questo libro è di: 2 conchiglie 

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 Cosa ne pensate? Lo avete letto in precedenza visto che è vecchio come libro? Lasciate i vostri pareri/commenti/opinioni qui sotto, io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #101 – MORTE SENZA RESURREZIONE DI ROBERTO MARTINEZ GUZMAN.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Che raccontate? Io sono in giro con una mia amica ma nel frattempo vi penso e guardate qua cos’ho per voi! Vi torna in mente questo libro? Ve ne ho parlato QUI. Allora? Ve lo ricordate?! Ecco qui la recensione tanto attesa. Non preoccupatevi perchè presto arriveranno anche le altre, sto cercando di recuperare in fretta.

2780Titolo: Morte senza resurrezione
Autore: Roberto Martínez Guzmán
Traduttrice: Cinzia Rizzotto
Prezzo: 2,64 euro
Genere: thriller
Pagine: 234
LINK AMAZON: https://www.amazon.it/dp/B01N28TPYU
TramaUna serie di omicidi minaccia la tranquilla città di Ourense, senza che tra di loro vi sia nessun nesso apparente. Ma un segno distintivo lasciato dall’assassina conferma che sono stati commessi tutti dalla stessa persona: Emma, una ragazza estremamente intelligente con un piano elaborato e un motivo che la porta ad agire in quel modo. Sarà Eva, ispettore di polizia, ad occuparsi del caso. Comincia così una corsa contro
il tempo per evitare altre morti.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in chiesa. E’ la domenica delle palme e una donna è al confessionale, serena e determinata. Confessa ciò che sta per fare e cerca l’assoluzione. Un assoluzione che il prete non riesce a dare perchè sa che ciò che farà la donna è troppo grande, troppo pericoloso.

Poco più tardi Emma torna a casa, dice poche parole a sua madre e da Vigo parte per Barcellona Saints. La donna però è diretta a Ourense, una delle fermate intermedie. Trova un alloggio in una casa per studenti e una volta sistemata si mette davanti sette palline da golf, ognuna con una foto davanti: i suoi obiettivi. Conosceremo i diversi personaggi con cui avrà a che fare la nostra protagonista nel percorso del libro, uno per ogni giorno della settimana a cominciare dal lunedì.

Cosa avrà in mente Emma, fredda e calcolatrice? Riuscirà Eva, l’ispettore di polizia, a risalire alla colpevole e fermare tutto il suo progetto? Leggete!

Lui obbedì. Immobile, notò che una delle mani della ragazza smetteva di toccarlo, mentre l’altra si era fermata sul codino, ed ebbe la sensazione che stesse minacciando di tirarla. «Perché mi prendi per la coda?» protestò col tono di un bimbo insoddisfatto. Non poté dire altro. Sentì un violento strattone all’indietro e uno strappo nel collo. Un taglio veloce, sicuro, fermo, da sinistra a destra. Poi, dolore, umidità, l’impossibilità di parlare, di urlare, e alla fine la luce si trasformò in tenebra. Quando tutto fu concluso, Emma lasciò cadere il corpo lentamente, fino a terra.

La trama è breve ma la trovo piuttosto scarna e poco accattivante. Infatti sono partita già demoralizzata pensando che la storia, vista la trama, potesse essere scialbo, poco condito e poco significativo. Invece è tutt’altro. Il libro è un crescendo di eventi c’è sempre più curiosità andando avanti nella lettura.

La copertina non è niente di speciale e c’entra in qualche modo nella storia se vogliamo ammetterlo. Uno penserebbe leggendo che sarebbe meglio altro ma fidatevi, anche se non attira così com’è, ha il suo perchè. Il titolo è particolare. Non a caso il libro parte dalla domenica delle palme e si sviluppa nella settimana santa. Dovete leggere per credere.

L’ambientazione come ho detto all’inizio, si sviluppa tra Ourense, per la maggior parte, e Vigo in Spagna e l’epoca è pressoché moderno.

«Mi dica, cos’ha scoperto?» le chiese mentre chiudeva la porta «crede che si tratti della stessa persona di ieri?» «Sì, sono quasi sicura di sì.» «Indizi?» «La storia del cellulare di Vigo» rispose Eva, negando con la testa. «Per il resto, è un’attrice squisita. Non lascia niente in sospeso. Piomba nelle loro vite a sorpresa, si guadagna la loro fiducia in pochissimo tempo e quando sono da soli e non la vede nessuno agisce con precisione. È fredda, crudele e intelligentissima.» 

I personaggi non sono poi moltissimi, sopratutto i principali. La storia sbalza da Emma ad Eva ed è tutta al femminile. Un punto a favore sicuramente visto che di donne in versione killer se ne vedono e sentono poche, (così brave poi xD).

Emma è spietata, decisa e meticolosa. Ha un piano ben elaborato e niente e nessuno può fermarla dalla sua furia omicida. E’ un personaggio davvero ben costruito ed è stato il mio preferito in assoluto. Meticolosa, precisa che va dritta al punto e non si ferma, non si lascia intimorire da nessuno. Tenetevene bene alla larga, perchè può essere pericolosa.

Eva è un’ispettore di polizia molto intelligente e perspicace. Si ritrova a dover indagare sulle strane morti ad Ourense. Anche se è un personaggio importante, nel romanzo sembra quasi messo da parte e viene data più luce ad Emma, il personaggio che preferisco. Riuscirà a porre fine alla serie di omicidi di Emma?

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«Sì e sono uno che non si fida mai delle coincidenze. Sono al corrente del caso che sta seguendo lei e, mi creda, l’ho preso in considerazione nell’indagine sulla morte di Aurora. Ma le ribadisco che, almeno per ora,» volle sottolineare questo particolare «dobbiamo pensare che questa donna si è suicidata.» Il volto di Eva rifletteva la desolazione di chi vede sfumare la propria pista principale. Ad ogni modo aveva appena fatto il suo ingresso in centrale Sara, disposta a fornire l’identikit della donna che aveva incrociato al pub. Per il momento si sarebbero dovuti accontentare di quello, pensò Eva. «Ma comunque tra ieri e oggi abbiamo raccolto molte informazioni, dai vicini di casa» proseguì l’ispettore Lago dall’altra parte della linea.

Il perno centrale è la Settimana Santa. Una settimana, i morti iniziano dal lunedì e sulla scena del crimine, l’unica cosa che li accomuna è una misera pallina da Golf. Cosa spinge Emma a fare tutto questo? Come fa ad adescare queste persone senza nemmeno conoscerle? E sopratutto, perchè le uccide così brutalmente?

Lo stile utilizzato è diretto e coinvolgente. Ho letto questo libro in pochissimo tempo ed è stato una vera scoperta.

Un thriller avvincente, che non parte con il solito standard con cui dobbiamo scoprire l’assassino. Qui l’assassino è ben chiaro ma si vuole capire il perchè agisce in un determinato modo e come architetta tutto perfettamente, ogni giorno collegato al successivo.

Dopodiché l’uomo smise di parlare e la stanza rimase in silenzio; un silenzio denso, sepolcrale, difficile da digerire. Dopo un istante fu Eva a romperlo: «Sai chi erano le altre persone delle due macchine?» «Non esattamente» disse lui, aprendo le mani come per scusarsi «in sostanza quelli che ha ammazzato. Sandra era preoccupata solo di se stessa».

Il libro è stato un thriller ben realizzato e decisamente interessante. Si scopre mano a mano andando avanti nella lettura e posso dire che non è per niente scontato e il finale lascia l’amaro in bocca.

Roberto Martinez Guzman mi ha davvero stupito, ha creato un thriller con protagoniste al femminile che è stato prepotente, crudo e meticoloso. Una storia veloce, descritto quasi come fosse un film, dalla trama accattivante. Lo consiglio? Certo, non potete perdervi questo bel thriller.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commentino che io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

 

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #100 – THE STORE DI JAMES PATTERSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Lettori di tutta Italia e oltre! Ecco per voi una nuova recensione in anteprima. James Patterson torna in libreria per tutti i suoi fan (ma anche per chi voglia cominciare a scoprirlo!). Io personalmente ho scoperto Patterson con questo libro; Cioè, lo conoscevo già di fama ma non avevo mai letto niente di suo e di questo ero assolutamente curiosa. Ringrazio la Longanesi per l’invio e vi parlo di questo libro davvero alternativo.

39795-image003Autore: James Patterson

Titolo: The store

In libreria dal: 15 settembre 2017

Pagine: 300

Prezzo: 16.40 eurot

Trama: “The Store” è il più grande negozio on line del mondo, dominatore assoluto del mercato e delle vite di tutti, anche se nessuno se n’è ancora accorto. Come recita il claim pubblicitario, “The Store sa i tuoi bisogni prima che li sappia tu”, e infatti, non solo può consegnare ogni cosa di cui i clienti hanno necessità grazie all’utilizzo di droni, ma riesce persino a prevedere e anticipare le esigenze dei consumatori. Per la maggior parte delle persone tutto questo non è un problema, ma Jacob e Megan Brandeis, due scrittori newyorchesi, hanno delle riserve, e decidono di scoprire quale verità si cela dietro a “The Store”. Anche se non hanno più un contratto editoriale, anche se la vita è sempre più difficile per chi, come loro, si occupa di parole e carta stampata, c’è qualcosa che a loro non mancherà mai: il fiuto per una buona storia. Una storia che deve essere raccontata, a ogni costo. Così, prendono una decisione che potrebbe avere conseguenze inimmaginabili: si infiltrano in “The Store” per scoprire dall’interno quali siano i veri meccanismi che governano quel colosso commerciale. Svelarne i segreti potrebbe essere lo scoop del secolo, potrebbe cambiare la vita dell’intera nazione. Ma potrebbe anche porre fine alla loro.

RECENSIONE:

Jacob Brandeis sta scappando e porta con se un manoscritto. I droni in città che passano sopra la città lo cercano e qualcuno sembra riconoscerlo. Lui però non demorde, deve portare un manoscritto alla sua agente, deve farcela e deve fare in modo che venga pubblicato.

Subito dopo, senza se e senza ma, si passa a otto mesi prima, a come tutto è iniziato. Jacob e Megan sono due scrittori che fino a prima dell’arrivo sul mercato del colosso di The Store erano due scrittori affermati. The Store è una specie di Amazon, dove inizialmente veniva utilizzato solo per comprare le cose e farsele consegnare a casa; una volta che The Store ha preso piede ed è diventato un colosso, ha instaurato una specie di proprio credo a cui la gente non può rifiutarsi di sottostare, perchè The Store decide per qualsiasi cosa. Dopo The Store, il collasso per i due giovani protagonisti è stato inevitabile e vivevano sul lastrico. Quando presentano l’ultimo libro al sito pioniere il libro viene cestinato e rifiutato. Da quel momento balena nelle loro teste un’idea folle ma grandiosa, che potrebbe rimetterli in pista e decidono di metterla in pratica.

Riusciranno nel loro intento? Saranno più forti di ciò che troveranno una volta approdati tra le grinfie del temerario nemico?

«Ma, dal momento che The Store è così grande e sta continuando a crescere, fra tre mesi potremmo essere promossi. Solo tre mesi.» «Questo è quanto», conclusi, sperando che la decisione con cui avevo pronunciato quelle parole mi facesse recuperare punti e che il discorso finisse lì. Certo, erano stupiti. Molto stupiti. e, sì, continuarono a sfotterci con battute sui contadini, sui repubblicani e sulla squadra di football dei Cornhuskers.  Ma guardandomi intorno capii che avevano abboccato tutti. (…) Gettai uno sguardo fuori dalla finestra e vidi un drone impegnato a registrare tutto ciò che accadeva intorno alla nostra tavola. Mi accorsi anche che Anne Gutman mi stava fissando. Eravamo buoni amici, vecchi amici. Il suo sorriso tirato mi disse che non si era bevuta una sola parola.

La trama invita a leggere il libro. Io l’ho adorata fin da subito e mi ha convinto a scegliere questo libro. Conosco l’autore dall’epoca dei tempi ma non avevo mai letto niente di suo perchè non mi ha mai ispirato particolarmente ma questa lettura mi ha catturata da subito, già dalla sua trama.

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La copertina italiana, rispetto all’originale che trovate qui di lato, devo dire che mi piace di più. E’ decisamente più rappresentativa della storia in se mentre l’originale sembra non entrarci nulla con il libro e ciò che narra. Quindi, punto decisamente a favore della Longanesi.  Il titolo è decisamente rappresentativo e meno male, non è stato cambiato per nessuna versione esistente del libro, almeno fin’ora. Grazie. Perchè altrimenti non oso immaginare cosa potrebbe diventare.

L’ambientazione è futuristica, in un futuro decisamente prossimo, nel 2020.

«È una telecamera», osservai. «Una telecamera microscopica, come una… telecamera di sorveglianza.» La fissammo come se avessimo appena trovato un diamante raro, e immagino che, in un certo senso, fosse proprio così. Fui io a spezzare il silenzio. «Figli di puttana! A New York abbiamo le telecamere di sorveglianza per strada, ma qui stiamo passando il limite, cazzo! Delle telecamere dentro casa nostra!» «Jacob, calmati.» «Insomma, Megan! Uno non ha il diritto di aspettarsi un livello ragionevole di privacy nella sua casa?» «Magari nel Nebraska ci sono leggi diverse.» «No.» Stavo tremando di rabbia. «Non si può fare una cosa del genere in casa di qualcuno. È illegale!»

I personaggi sono molti ma mi soffermerò su i principali che interverranno in questo libro.

Jacob Brandeis è il personaggio principale e quello su cui gira tutta la storia. E’ autoritario quanto basta, crede nella legge e nelle cose giuste, ama scrivere e adora la sua famiglia. E’ un uomo intelligente e perspicace, a tratti anche un tantino geloso.

Megan è la moglie di Jacob. Appoggia suo marito in tutto, ma quando si troverà alla stregua di The Store si ritroverà a mentire per cercare di rimanere sana e salva.

Alex e Lindsay sono i figli di Jacob e Megan. I due ragazzi sono dapprima semplici e dediti alle regole della casa. Una volta che entrano a far parte del meccanismo di The Store sembrano diventare completamente altre persone. Non vi dirò di più, dovrete leggervelo da soli.

La struttura dei personaggi è stata posta in maniera interessante e vi dirò più avanti cosa ne penso del personaggio principale della storia.

« Questo libro che state scrivendo… » « Cosa c’è? » lo incalzò Megan. « Smettete. Smettete di lavorarci. Smettete di scriverlo. » « Perché? » domandai. « Vi prego, smettete e basta », rispose Alex. « Ma perché? » domandai di nuovo. « È una cattiva idea. » Di colpo l’onnipresente sorriso svanì del tutto dalla sua faccia. Arrivato alla porta, Alex si girò e aggiunse: « Una pessima idea».

Risultati immagini per droni consegna pacchi gifRuolo importante, ce l’ha The Store che è poi il perno centrale di questa storia. The Store è un negozio online, un colosso delle vendite e delle spedizioni. Tutto passa sotto il naso di The Store e niente può sfuggirgli. Quindi state molto attenti a non cadere nelle sue grinfie. E poi chissà, speriamo che uno dei nostri colossi non diventi così, altrimenti finiremmo male.

Lo stile utilizzato da Patterson per questo libro è scorrevole e coinvolgente ma anche piuttosto minimal. In alcuni punti si nota proprio con quanta leggerezza il protagonista si muova o compia le sue azioni. La storia è scritta in prima persona proprio dal punto di vista di Jacob e non posso non dare un punto a favore per la struttura efficace del personaggio che è stato creato.

Jacob è coinvolgente ma sopratutto naturale. Ha delle reazioni umane e non eroicizzate come in tutti i libri di questo genere, per questo l’ho trovato ottimo. Peccato che a volte Jacob diventi ripetitivo e sembra che giri intorno alle cose. La storia è stata interessante e senza dubbio il finale lascia a bocca aperta. 

Esaminai la stanza insolitamente sgombra. Gli uomini erano ciascuno accanto al proprio sacco nero della spazzatura. Il pelato lesse ad alta voce da un cartoncino: « Jacob Brandeis, la città di New Burg nello Stato del Nebraska ha legittimamente raccolto, con l’approvazione degli uffici del Dipartimento di giustizia del Nebraska, uno o più oggetti considerati di rilevanza governativa per lo Stato. Questo materiale potrebbe non venirle restituito al termine dell’indagine ». Pausa. « ha capito la dichiarazione che le ho appena letto? » « Certo », risposi. « e potete andare tutti all’inferno. »

Questo libro è stato decisamente molto interessante sopratutto a livello d’interpretazione del personaggio. Il protagonista è vero dall’inizio alla fine. Probabilmente anche io avrei avuto le stesse reazioni davanti a determinate cose e si è mantenuto tale non scivolando in cliché decisamente banali. Riesci a connetterti in pieno con lui, per quanto superficiale possa sembrare, proprio perchè mantiene un lato giusto nel vedere le cose.

James Patterson, è stata una piacevole scoperta ed entrare nel mondo di The Store, un distopico leggero ma che potrebbe essere verosimile a ciò che potremmo aspettarci fra qualche anno. Quindi vale la pena leggerlo. Un libro che analizza la società moderna, la modifica e ne crea un modello che potrebbe essere quasi il nostro, in un futuro prossimo. Consiglio? Si, direi che se volete addentrarvi in una lettura interessante, potete leggere questo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Io vi aspetto con tanti bei consigli e il libro vi aspetta dal 15 in libreria.

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #99 – WATER MEMORY DI MATHIEU REYNES E VALERY VERNAY.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Oggi vi lascio questa bellissima recensione. Ho ricevuto questo libro grazie a NetGalley e l’editore in cambio di un’onesta recensione. E’ stato il mio primo approccio su NetGalley e mi sono buttata su qualcosa di essenzialmente semplice e fluido da leggere: una Graphic Novel.

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In Italia è già uscita ma, a quanto ho capito in inglese no, quindi ve ne parlerò in anteprima in base all’editore che me lo ha fornito. Potete trovare tutte le informazioni in italiano su questo libro: QUI

Titolo inglese: Water Memory

Titolo italiano: La memoria dell’acqua.

Editore: Lion Forge

Data di pubblicazione: 5 settembre 2017

Pagina: 112

Trama inglese: A new life begins for Marion when her mother inherits an old family house and decides to make it their new home. With its own private beach and a view of the sea, the house has all the makings of a happy new life. But when Marion discovers strange rock carvings nearby, and learns that a sinister-looking lighthouse watchman may be part of a local legend come to life, it becomes clear that things are not as idyllic as they seemed.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in una giornata come tante. Marion sta per cambiare casa e va a vivere nella vecchia casa di famiglia che apparteneva ai suoi nonni. La casa è perfetta: la vista sul mare, una spiaggia privata, il faro in lontananza, delle caverne rocciose e misteriose. Tutto sembra andare per il meglio fin quando tante piccole cose non vanno al proprio posto e si ammassano una sull’altra. Marion continua a vedere su diverse rocce – persino sulla fontana cittadina – una strana incisione e crede sia una divinità locale. Le cose si fanno sempre più fitte sull’isola e la piccola Marion continua ad indagare.

Cosa succederà alla nostra protagonista? Cosa vivrà? Quali sono i misteri che circondano il piccolo paesino marino?

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La copertina è davvero fantastica. Sia la versione inglese, che quella italiana, che quella francese (originale) sono bellissime. Non so quale delle due sia stata utilizzata per prima ma l’editore italiano ha scelto quella che vedete qui di lato, sulla sinistra.

La trama è veloce ed incisiva, anche perchè per una Graphic Novel dilungarsi troppo vorrebbe dire fare spoiler, quindi perfetto così. Suscita curiosità senza ombra di dubbio.

Il titolo non diffida dall’originale in nessuna delle versioni ed io trovo che sia una cosa fantastica. Il senso che ha voluto trasmettere l’autore, con il titolo della sua opera, è rimasto inalterato e quindi facilmente comprensibile per tutti.

L’ambientazione è un piccolo paesino sul mare (l’autore rivelerà che l’ispirazione è arrivata da posti realmente esistenti) e l’epoca è moderna anche se si basa su un mistero nato dal 1904.

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I personaggi non sono poi moltissimi ma voglio porgere particolare attenzione sulla giovane protagonista.

Marion è una ragazzina davvero intelligente e perspicace. E’ sopratutto curiosa e, proprio per questo, farà preoccupare sua madre. Vuole conoscere i misteri dell’isola e saperne di più su i suoi nonni, visto che lei non li ha mai conosciuti.

Parte fondamentale oltre sua madre, sarà anche Virgil, l’uomo del faro, che anche se burbero e poco incline nel stare a contatto con le persone, aiuterà la piccola protagonista.

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La storia è stata ben scritta anche se avrei preferito più approfondimento sul lato del mistero. Marion parte alla scoperta dei misteri che circondano l’isola e trova piccoli indizi che vengono ricostruiti mano mano. Dal punto di vista pratico, però, non viene data una spiegazione troppo concreta e rimane tutto in bilico quasi ci fosse un seguito che spero ci sarà.

La grafica, invece, è stata davvero accattivante e graziosa. Sono entrata a contatto con Marion fin dal primo istante e mi sono sentita sua amica e complice alla scoperta dei misteri che circondano l’isola dove abitavano i nonni.

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Il libro è stato davvero carino, sono felice di aver fatto questa scelta. Adoro le Graphic Novel e i fumetti quindi devo dire di essere rimasta sostanzialmente soddisfatta della lettura.

Lo consiglio? Sicuro. Se non in lingua inglese (che è ottimo per chi vuole cominciare a fare pratica) almeno in italiano dovete leggerlo perchè merita davvero tanto.

*Troverete la recensione in inglese anche su Goodreads e su Netgalley*

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.quattro-e-mezzo


Cosa ne pensate? Vi piace? Spero di si 🙂 Fatemi sapere con un bel commentino!

A presto,

Sara ©