REVIEW PARTY: Recensione #496 – HEARTSTOPPER V3 DI ALICE OSEMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un volume che non vedevo l’ora che uscisse. Amo tantissimo questa serie e i due protagonisti principali di questa storia e ringrazio sia Oscar Vault per la lettura in anticipo sia Miriam per aver organizzato l’evento per questo volume. Un libro di una serie che adoro tantissimo. Potete scoprire le recensioni dei primi due volumi se cercate nel blog. Ecco:

978880473430hig-313x480-1Titolo: Heartstopper v.3
Autore: Alice Oseman
Data di uscita: 2 Marzo 2021
Pagine: 384
Link d’acquisto: https://amzn.to/3aDzTKH
Trama: Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. “Heartstopper” parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.

RECENSIONE

La storia inizia esattamente dove l’avevamo lasciata nel volume precedente. I due sono innamorati e Nick ha trovato conferme con sua madre nel suo coming out così come Charlie ha confermato ai suoi genitori che Nick è il suo fidanzato. Entrambi stanno superando delle fasi importanti nella loro vita e le paure per ognuno di loro stanno lentamente venendo a galla, così come i due non sono ancora pronti a mettere in piazza il loro amore parlandone con gli amici. L’inaspettata gita a Parigi arriva proprio al momento giusto per mescolare tutte le carte.

Saranno finalmente pronti Nick e Charlie a lasciare liberi i propri sentimenti e a mostrarsi per quello che realmente provano? Cosa scoprirà Nick su Charlie che ancora non sapeva? Quali sono le paure di Charlie per la relazione e per Nick oltre che per tutto ciò che li circonda? Riusciranno ad amarsi liberamente, come dovrebbe essere?

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La trama è molto semplicistica ma assolutamente in linea per questa storia. Heartstopper non è solo amore ma un’insieme di messaggi forti e potenti che l’autrice cerca di trasmettere al lettore della serie. Mentre nel primo era più concentrato sulla scoperta dell’amore fra i due, dal secondo volume la storia va nel crescendo delle tematiche e tutto si fa più interessante, più importante, più potente.

La copertina, come per le precedenti, è in linea e perfettamente mantenuta come l’originale. Ed è assolutamente adorabile come le precedenti. Stavolta troviamo Charlie e Nick per mano con una piantina in mano di Parigi, fra le strade della grande capitale dell’amore. Una copertina che rappresenta gran parte di questa storia. Il titolo del volume mantiene l’onda dei precedenti, così come l’originale e aggiunge soltanto il numero del volume relativo, concentrando il tutto e per tutto sulla differenziazione della copertina in cui si nota il vero e proprio cambiamento della coppia protagonista di questa storia.

L’epoca è susseguente ai volumi precedenti, ambientato tra l’Inghilterra e la Francia, in questo volume e che ci permette di vedere anche Parigi fra gli scorci delle pagine illustrate dalla Oseman.

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I personaggi di questa storia sono diversi e stavolta ci concentriamo sempre su più personaggi. Restano comunque i due principali, colonne portanti della serie e dell’amore reciproco che hanno l’uno per l’altro ma ci concentreremo e conosceremo anche i loro amici, i loro amori, le loro storie, così come le redenzioni, i cambiamenti, e i legami e le difficoltà che riserbano l’uno per l’altro. Avremo anche modo di scoprire legami fra due professori e il loro modo di interagire all’interno della gita scolastica, pensate un po’!

Nick e Charlie restano il fulcro su cui girerà la storia e conosceremo molto l’uno dell’altro approfondendo sia cose di cui non si era a conoscenza e a problematiche che si presenteranno all’interno del volume. Conosceremo il fratello di Nick, completamente diverso caratterialmente da suo fratello e scopriremo che Nick parla fluentemente francese per via di suo padre. Scopriremo le paure di Charlie di esporre i suoi sentimenti agli altri e del fatto che metterebbe a rischio anche Nick. Del fatto dell’alimentazione e che mangia poco e che questo si riflette sulla sua salute. Una serie di cose che scopriremo dei due protagonisti e che ci permetteranno di avvicinarci a loro ancor di più.

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Il perno centrale di questa storia verte sia sull’amore ma anche sul valore dell’amicizia, sull’omofobia, sui problemi alimentari e su tanto tanto altro che scoprirete all’interno di questo volume e che non voglio spoilerarvi.

Lo stile utilizzato e la grafica di questo libro continuano e seguono la scia dei volumi precedenti, con la storia illustrata in bianco e nero ma dalla composizione delle pagine colorate e dalle copertine sgargianti e ricche di allegria. Un volume che racconta la storia di un amore adolescenziale e che con questo porta molto altro, di cui vado fierissima e di cui sono felice di parlare. 

La curiosità del volume, che sicuramente in pochi hanno notato è la consequenzialità delle pagine che non contano quelle del volume in corso ma continuano imperterrite e seguono e scorrono come se fosse un unico e lunghissimo volume. E’ una cosa che non mi è mai capitata, personalmente, o di cui forse non avevo mai fatto caso prima ma è assolutamente originale e peculiare. Chissà il perché di questa scelta.

A parte questo che è una cosa a livello grafico, la storia anche stavolta concentra dei temi profondi e che fanno riflettere e che spingono il lettore in argomenti spinosi nonostante mantenga leggerezza e dolcezza in ogni pagina mostrando e trasmettendo ogni emozione che si cela in ogni dubbio, incertezza o discussione in cui la questione è in essere. C’è molto in questo volume, che  l’autrice vuole farci sapere: le paure di Charlie riguardo Nick e ciò che ha passato e che potrebbe peggiorare; il fatto dei problemi alimentari o dei tagli; dell’amore e dei problemi legati all’amicizia; dell’omofobia e dei silenzi. Le tematiche affrontate sono tante, tutte ugualmente importanti e che credo affronteremo ancor più approfonditamente nei seguiti di questa serie. La cosa meravigliosa è che l’autrice affronta tutto questo con una leggerezza disarmante e che piace tantissimo.

Oltre ad affezionarsi ai due protagonisti, il lettore si trova a fare il tifo per loro, a sentirsi nei loro stessi panni affrontando le loro problematiche così da vicino che sembra quasi che questi due protagonisti siano reali e che siano accanto a noi. Adoro Nick e Charlie ogni pagina che passa.

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Il libro è un’ottima prosecuzione per questa serie che sto adorando sempre di più e che amo pagina dopo pagina. Un terzo volume che mette tutti con i piedi per terra ma che lascia volare con i sentimenti permettendoci di legare con i personaggi più che mai. Una serie che consiglio assolutamente sia agli amanti delle graphic novel così come agli amanti delle storie d’amore, delle storie di amicizia, di scoperta e di tante tematiche attuali importanti.

Alice Oseman illustra e scrive una serie che entra nel cuore del lettore passo dopo passo, delicatamente ammaliando d’amore e di sentimenti e domande forti, che ognuno di noi dovrebbe farsi. Un libro che inneggia alla forza dell’amore e alla forza di essere se stessi senza paure, anche se combattere con il mondo odierno è difficile. Una serie che adorerete e di cui vi innamorerete, statene pur certi.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, che, come me hanno pubblicato e sono uscite quest’oggi. Siete pronti a scoprire anche altri punti di vista? Ecco a voi i nomi dei blog dove potete andare a trovarle:

Review Party Heartstopper 3


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Cosa ve ne pare? Pensate di leggerlo e di continuare la serie o di scoprirla per la prima volta? Io spero che se ancora non avete letto i precedenti, deciderete di dargli un’opportunità. Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE // REVIEW #495 – VENGEANCE OF HOPE // LA VENDETTA DELLA SPERANZA DI P. J. BERMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente riesco a parlarvi di questo libro. So che è tanto che attendete un mio responso su questo volume e da tanto che è anche segnato come in lettura. Tra una cosa e l’altra è stato sempre rimandato ma è giusto anche che io ponga fine alla lettura di questo volume anche per l’autore che mi attende da mezzo secolo xD Spero potrai perdonarmi Peter e ti ringrazio per la pazienza nei miei confronti oltre ad avermi permesso di leggere il tuo volume. Ho acquistato il secondo volume così da leggerlo successivamente e ve ne parlerò, spero entro la fine dell’anno visto che quest’anno voglio utilizzarlo per recuperare diverse cose arretrate. Ecco a voi che ve ne parlo:

downloadTitolo originale: Vengeance of Hope: Can freedom ever be for all?
Titolo: La vendetta della speranza v.1
Autore: P.J. Berman
Pagine: 431
Data di uscita all’estero: 14 Novembre 2018
Data di uscita italia: 12 gennaio 2021
Traduttore: Giuseppe Raccosta
Link d’acquisto: https://amzn.to/2NKSPOE
Trama: Can freedom ever be for all? How do you save a nation from tyranny? 
When the King of Bennvika dies in suspicious circumstances and a foreign usurper named Jostan Kazabrus seizes the throne, ruthlessly imposing his will on the population, a disunited triumvirate of leaders and their followers must attempt to resist him. The first is Silrith, the ousted philanthropic Princess who had been expected to take the throne. The second is Ezrina, a vengeful rebel who is desperate to overturn the years of ethnic oppression of her people, the Hentani. The third is Zethun, a minor noble who believes the only way to fight for the common people is to abolish the monarchy altogether. As the various factions fight the threat of tyranny and religious persecution, each must be prepared to make the ultimate sacrifice for their cause. 

Trama tradotta: La libertà potrà mai essere per tutti? Come salvi una nazione dalla tirannia? Quando il Re di Bennvika muore in circostanze misteriose ed un usurpatore straniero di nome Jostan Kazabrus s’impadronisce del trono, imponendo spietatamente la sua volontà sulla popolazione, un triumvirato disunito di leader e dei loro seguaci deve tentare di resistergli. La prima è Silrith, la spodestata Principessa filantropa che ci si aspettava salisse al trono. La seconda è Ezrina, una ribelle vendicativa che desidera disperatamente ribaltare gli anni di oppressione etnica del suo popolo, gli Hentani. Il terzo è Zethun, un piccolo nobile che crede che l’unico modo di lottare per la gente comune sia abolire del tutto la monarchia. Mentre le varie fazioni affrontano la minaccia della tirannia e della persecuzione religiosa, ogni condottiero deve essere pronto a compiere l’estremo sacrificio per la loro causa.

RECENSIONE

woman in black and white floral sleeveless dressLa storia di questo primo volume della serie ha inizio in un giorno nefasto, un giorno che per tre persone, i protagonisti, cambierà improvvisamente ogni cosa. Silrith, discendente legittima e figlia di Re Lissoll di Bennvika, viene dichiarata colpevole di aver avvelenato suo padre per prendere il trono, proprio quando suo cugino Jostan è ritornato da pochi giorni. E’ Afanya, la sua personale ancella ad incolparla per cercare di scaglionare se stessa dall’essere accusata di aver avvelenato il piatto del Re su sua richiesta. Dall’altra parte c’è Erzina, una ribelle che cerca a tutti i costi la sua ribalta e quella del suo popolo oppresso per tanti anni, il popolo Hentai. E c’è Zethun, un nobile che fa parte della congrega dei Demokroi e cerca di mettere sempre avanti i diritti del popolo, cercando di sfidare la monarchia, spodestando i nobili dalle terre che hanno deturpato e rubato alla povera gente che voleva solo mangiare. Tre personaggi unici e diversi fra loro ma con degli ideali forti e che si faranno sentire.

Cosa succederà a Silrith una volta resa colpevole? Come riuscirà a farsi ascoltare Zethun? Come farà Erzina per tentare di far riemergere un popolo da sempre denigrato e ripudiato?

«E’ troppo rischioso». «Che razza di uomo sei? E’ il nostro paese quello di cui stiamo parlando». Stava diventando sempre più agitata. «Sai, sembra strano che tu fossi contento di insegnarmi a combattere, mentre ora sei così riluttante nel farlo per davvero.»  «Non posso prendere le armi contro il Re». «Pensavo fossi più forte di così.» replicò lei esasperata , dandogli di nuovo la schiena.

La trama di questa storia è ben scritta e molto, molto semplice se non addirittura introduttiva. Non dice molto di ciò che accadrà all’interno del volume ma ci preannuncia tre diversi personaggi che saranno i cardini di questa storia. Trovo interessante la scelta, sicuramente voluta, di non dire troppo al lettore che, incuriosito, si ritroverà a scoprire questo mondo e questa storia immergendosi completamente.

La copertina è originale e particolare e l’illustrazione riprende in maniera del tutto assoluta sia la copertina originale, sia la storia stessa. Possiamo vedere le spalle della giovane Silrith, a capo di ribelli, di coloro che la sostengono e di tanti eretici di altre terre, così come tante altre popolazioni che sperano in lei, nella libertà e in un mondo migliore. A capo di tutto questo un personaggio forte e autoritario che cerca di riprendere ciò che le è stato portato via. Il titolo è la mera traduzione dell’originale e apprezzo il fatto che sia stato mantenuto, così come per quanto riguarda la copertina. E’ un titolo originale, unico e mai utilizzato ne mai sentito quindi gioca a favore dell’autore in primis oltre che alla storia stessa che si ritrova con un titolo del tutto naturale, semplice e genuino oltre che distintivo. 

L’ambientazione di partenza è il regno diBennvika ma che si muoverà tra diversi territori, arrivando a Rildayorda e molti altri luoghi da scoprire; l’epoca sembra essere medioevale anche se non è specificata ne è specificato una data o un era particolare per lo sviluppo di questa storia.

«Mia Regina, non sarà vostro zio Lord Yathrud a guidare l’esercito?» Silrith arrestò il passo e lo aggredì verbalmente. «Io guiderò le mie truppe. Ovviamente, utilizzerò l’esperienza e l’assistenza di mio zio a mio vantaggio, ma come posso aspettarmi che le mie truppe combattano e muoiano per la mia causa, se io non lo faccio? Pensate che sarei una condottiera migliore se mi nascondessi nei miei alloggi come una bambina spaventata, invece di prendere il controllo del mio stesso destino? È questo il tipo di sovrano che preferireste servire?»

brown wooden handle bar on brown wooden tablepersonaggi di questa storia sono davvero tantissimi e parlarvi di ognuno di loro ci vorrebbe davvero tantissimo tempo per cui mi limiterò a parlarvi generalmente dei personaggi ricorrenti e di cui si parlerà maggiormente all’interno del volume. 

Silrith è una ragazza, un’erede al trono che si ritrova improvvisamente sola e accusata di omicidio del suo stesso padre seppur sia innocente. Da subito si dimostra una donna con molto carattere, forte e indipendente e che non si lascia scomporre troppo, ne segue tantissimo i protocolli reali ma che ama il suo popolo e il suo regno. L’amore per lei infatti è anche ricambiato e nessuno ha problemi a seguirla adocchi chiusi visto che lei è la prima a schierarsi in prima linea.

Zethun vuole fare qualcosa per il popolo a cui stanno togliendo sempre di più e al quale non sta rimanendo niente. Sente che l’essere Demokroi deve pur servire a qualcosa e il solo fatto di poter proporre delle cose al re, ascoltando il volere delle persone depredate delle loro terre è molto forte e da tenere in considerazione. E’ un uomo valoroso che si batte per i diritti ma che allo stesso tempo istiga la popolazione alla rivolta nonostante lui non ne prenda mai parte. Un personaggio piuttosto enigmatico.

Erzina, nonostante sia stata quella più vessata è il personaggio che è riuscita a coinvolgermi meno. E’ devota ad una divinità e crede che ritrovando un ciondolo perduto, potrebbe riacquisire la fortuna da tenpo perduta per il suo popolo Hentani che da anni è stato messo all’angolo e deriso. E’ una donna che non si tira indietro, forte e determinata pronta a tutto pur di riuscire nel suo intento. Fredda e calcolatrice, non si fa scrupolo di chi non ne ha avuto con lei.

«Un soldato fa ciò che gli viene ordinato» rispose lui, cercando di ignorare i suoi movimenti ma senza riuscire a controllare la reazione delle sue parti basse, ed era sicuro che lei l’aveva notato. «Ma avrete pure libero arbitrio?» domandò lei in tono cospiratorio. «Non c’è qualcosa che volete?» In quel momento, inconsciamente, Gasbron guardò verso Silrith, che stava chiaramente passando una bella serata ridendo, flirtando e ballando con Shappa. Ezrina se ne accorse. «Ah, capisco» disse maliziosamente. Gasbron mantenne un freddo silenzio e smise di muoversi, svelando il suo disagio. «Non posso biasimarvi» continuò in tono seducente Ezrina. «È squisita, vero? Davvero incantevole.»

Il perno centrale di questa storia, almeno fino a una prima parte del volume non sembra essere ben comprensibile. Forse la quantità di personaggi, di nomi e territori aiuta a confondere il lettore un pochino, tutti e tre i personaggi sono alla ricerca di qualcosa, seppur non sia la stessa. Ognuno a modo suo cerca di conquistare qualcosa per se stesso e per le persone che li circondano. Forse il perno centrale è questo o forse questo è solo l’inizio di una storia ancor più grande che si svilupperà molto di più nel secondo e nel terzo volume. Staremo a vedere…

gray steel sword on ground during daytimeLo stile dell’autore è molto articolato, severo e giusto per quanto riguarda un buon fantasy. Da apprezzare anche l’elenco dei personaggi all’inizio che aiuta ne corso della lettura e che se non ci fosse stato avrebbe causato serie problematiche di lettura. La struttura della storia è molto buona anche se diverse volte mi sono domandata dove volesse andare a parare tutto questo, non solo a livello di riprendere ciò che sembra essere andato perso ma a livello ancor più grande e di storia generale; cosa che anche nella trama non è chiara. Ovviamente nel corso della storia si delineano dei punti comuni fra i vari personaggi e spero di saperne molto di più nel secondo volume, che spero mi dia soddisfazioni. Vi dirò qui di seguito le cose che hanno creato maggior problemi all’interno della lettura:

Troppi personaggi. Premetto che io adoro molto i fantasy con diversi punti di vista diversi che si ricongiungono in un determinato momento e, con questa storia, almeno agli inizi sembrava aver tutte le carte in regola per essere l’ideale. Solo che i personaggi sono diventati troppi. Troppi nomi di personaggi, troppi territori, troppi intrighi e troppi sotterfugi che confondono ancor più il lettore che cerca di raccapezzarsi in ciò che sta leggendo. Io posso ben comprendere la smania di voler raccontare e delineare una storia chiara e il più trasparente possibile ma raccontare TUTTO TUTTO è davvero impossibile. E’ sembrato, per l’appunto, che l’autore volesse raccontare quanto più della storia, quanti più dettagli possibili spiegando e spiegando tantissime cose – per carità – utilissime per la storia e una buona costruzione del tutto. Ad un certo punto però sono sembrati eccessivi, troppo tutto. Avrei preferito si dicesse meno, si limitasse ai tre personaggi principali limitandosi a riunire i loro punti di vista in qualcosa che li unisse tutti alla fine. Invece non mi ha convinto come speravo potesse fare questa storia.

Troppa autorità, troppe scene di guerra e pochi ma veri e reali sentimenti. Mi spiego. Quello che più di tutti mi ha sorpreso è stato il carattere di Silrith che, nonostante sia stato il personaggio che ho seguito con maggiore interesse, è stata fredda, calcolatrice troppo avvezza a sentimenti, così come capita anche negli altri personaggi dell’autore. Non fraintendetemi, si percepisce l’amore per il popolo, la forza e il carisma, il carattere o la rabbia e la vendetta di altri personaggi ma allo stesso tempo è l’autore stesso che non sembra comunicarli con passione e non li mostra reali ed effettivi. Insomma, ai personaggi manca del sentimento. Perchè per Silrith non vi è mai stato un momento che parlasse del legame con suo padre e del fatto che si senta devastato di averlo perso? Perchè mentre combatte non pensa al suo passato, ai suoi ideali e a suo padre (immagino magari) che le ha lasciato tutto questo e le ha insegnato anche molto altro. Perchè non si racconti del perchè Jostan sembra volere a tutti i costi quel regno e sia così avvezzo a voler uccidere, alla morte, alla vendetta e a tutto questo? Perché Erzina non racconta delle cose sul suo passato, eventi che possono averla traumatizzata o cose che possono essere accadute al suo popolo invece di meri racconti che trapelano quasi come leggende popolari? Non so, mi sarei aspettata molto più di questo.

Il world building, invece, è stata la cosa migliore del volume. Oltre ad aver trovato e immaginato territori sconosciuti, il mondo sembra essere chiaro e le descrizioni realistiche e ben improntate. Infatti, sia il regno di Bennvika che tutti i territori circostanti e le popolazioni con culture, armi e vesti diverse, colpiscono e rendono chiara la visione dell’insieme e delle strade, dei boschi e dei castelli che ci troveremo a vivere e dell’avventura nella quale ci stiamo immergendo. Di sicuro questo è che un punto a favore molto importante.

Insomma, tanta lotta, sangue, potere e intrighi politici che legano e intrecciano tantissimi personaggi fra loro e che non sembrano volersi disfare tanto facilmente. Un regno da riconquistare, delle terre da riassegnare ai loro legittimi proprietari, una donna emarginata e pronta a riprendere in mano ciò che le è stato tolto e ciò che ha subito per anni. C’è tanto di questo e la storia è ben scritta, colpisce e fa il suo lavoro solo speravo in qualcosa con un pizzico in più. 

Vi sono molti che credono che staremmo meglio senza nessun Re, a prescindere da chi ha o meno ucciso per raggiungere la sua posizione. Presto tutti sapranno che la Principessa Silrith è viva. Le persone comuni sono stanche di rischiare la loro vita per Re e Lord che non valutano il loro sacrificio. Necessitiamo di un monarca che possa mantenere la pace, altrimenti non se ne fa nulla.»

Il libro è stato sicuramente un buon punto di partenza ma mi aspetto molto molto altro dai prossimi volumi. Un primo volume con combattimenti feroci, intrighi e politica che per un lettore che ama questo genere di letture unite ad un pizzico di storicità, può essere una lettura giusta ed equilibrata anche se sono curiosa dei prossimi volumi e di vedere cosa succederà.

P. J. Berman ci lascia una storia di forza e di amore per il popolo, per le radici e per l’onore. Un primo volume che apre un varco verso un castello, tra uomini che lottano per il potere e la verità e l’uguaglianza. Siete pronti ad armarvi e a scendere in battaglia per difendere ciò in cui credete? E voi, da che parte vi schiererete?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

ENGLISH REVIEW

The story of this first volume of the series begins on a disastrous day, a day that for three people, the protagonists, will suddenly change everything. Silrith, a legitimate descendant and daughter of King Lissoll of Bennvika, is found guilty of poisoning her father to take the throne, just when her cousin Jostan returned a few days ago. It is Afanya, her personal maid who blames her for trying to stagger herself from being accused of poisoning the King’s plate at her request. On the other side there is Erzina, a rebel who seeks at all costs her limelight and that of her people oppressed for so many years, the Hentai people. And there is Zethun, a noble who is part of the Demokroi coven and always tries to put forth the rights of the people, trying to challenge the monarchy, ousting the nobles from the lands they have defaced and stolen from the poor people who just wanted to eat. Three unique and different characters but with strong ideals that will make themselves felt.

What will happen to Silrith once she is guilty? How will Zethun manage to make himself heard? How will Erzina try to re-emerge a people who have always been denigrated and repudiated?

The plot of this story is well written and very, very simple if not introductory. It does not say much about what will happen inside the volume but it foretells us three different characters who will be the cornerstones of this story. I find interesting the choice, certainly deliberate, not to say too much to the reader who, intrigued, will find himself discovering this world and this story by immersing himself completely.

The cover is original and particular and the illustration completely reproduces both the original cover and the story itself. We can see the shoulders of the young Silrith, leader of rebels, of those who support her and of many heretics from other lands, as well as many other peoples who hope in her, in freedom and in a better world. At the head of all this a strong and authoritarian character who tries to take back what was taken away from her. The title is a mere translation of the original and I appreciate the fact that it has been kept, as well as the cover. It is an original title, unique and never used or never heard so it plays in favor of the author in the first place as well as the story itself which is found with a completely natural, simple and genuine title as well as distinctive.

The starting setting is the kingdom of Bennvika but which will move between different territories, arriving in Rildayorda and many other places to discover; the epoch seems to be medieval even if it is not specified nor is a particular date or era specified for the development of this story.

The characters in this story are really many and talking to you about each of them would take a very long time so I will just generally talk to you about the recurring characters and which will be discussed more in the volume.

Silrith is a girl, an heir to the throne who suddenly finds herself alone and accused of murdering her own father even though he is innocent. She immediately proves to be a woman with a lot of character, strong and independent and who does not let herself be broken down too much, she follows the royal protocols a lot but who loves her people and her kingdom. In fact, love for her is also reciprocated and no one has problems following her with closed eyes as she is the first to take the front line.

Zethun wants to do something for the people from whom they are taking away more and more and from whom nothing is left. He feels that being Demokroi has to serve something and the mere fact of being able to propose things to the king, listening to the will of the people looted from their lands is very strong and to be taken into consideration. He is a brave man who fights for rights but at the same time instigates the population to revolt even though he never takes part in it. A rather enigmatic character.

Erzina, despite being the most vexed, is the character who managed to involve me least. She is devoted to a divinity and believes that by finding a lost pendant, she could regain her long-lost fortune for her Hentani people who have been cornered and mocked for years. She is a woman who does not hold back, strong and determined ready to do anything to succeed in her intent. Cold and calculating, she has no qualms about anyone who hasn’t had any with her.

The central pivot of this story, at least up to the first part of the volume, does not seem to be well understood. Perhaps the amount of characters, names and territories helps to confuse the reader a little, all three characters are looking for something, even if it is not the same. Each in his own way tries to conquer something for himself and for the people around them. Perhaps the central pivot is this or perhaps this is just the beginning of an even greater story that will develop much more in the second and third volumes. We’ll see…

The author’s style is very articulate, severe and right as far as good fantasy is concerned. Also to be appreciated is the list of characters at the beginning which helps in the course of reading and which if it had not been there would have caused serious reading problems. The structure of the story is very good even if several times I have wondered where all this was going to end, not only at the level of resuming what seems to have been lost but at an even greater level and of general history; something that even in the plot is not clear. Obviously in the course of the story some common points are outlined between the various characters and I hope to know a lot more in the second volume, which I hope will give me satisfaction. I will tell you below the things that have created the most problems in reading:

Too many characters. I really love fantasy with different points of view that come together at a given moment and, with this story, at least at the beginning it seemed to have all the credentials to be ideal. Only the characters have become too many. Too many names of characters, too many territories, too many intrigues and too many subterfuges that confuse even more the reader who tries to understand what he is reading. I can well understand the desire to tell and outline a clear and as transparent story as possible but to tell EVERYTHING EVERYTHING is really impossible. It seemed, in fact, that the author wanted to tell as much of the story, as many details as possible, explaining and explaining many things – for heaven’s sake – very useful for the story and a good construction of the whole. At one point, however, they seemed excessive, too much. I would have preferred to say less, to limit itself to the three main characters simply to bring their points of view together in something that united them all in the end. Instead he didn’t convince me as I hoped this story could do.

Too much authority, too many war scenes and few but true and real feelings. Let me explain.What surprised me most of all was the character of Silrith who, despite being the character I followed with the greatest interest, was cold, calculating too accustomed to feelings, as happens in the other characters of the author. Don’t get me wrong, you can perceive the love for the people, the strength and charisma, the character or the anger and revenge of other characters but at the same time it is the author himself who does not seem to communicate them with passion and does not show them real and actual. In short, the characters lack the feeling. Why has there never been a moment for Silrith that she talks about the bond with her father and the fact that she feels devastated that she has lost him? Because while she is fighting she does not think about her past, her ideals and her father (I guess maybe) who left her all this and taught her much more. Why don’t you tell why Jostan seems to want that kingdom at all costs and is so used to wanting to kill, to death, to revenge and all this? Why doesn’t Erzina tell things about her past, events that may have traumatized her or things that may have happened to her people instead of mere tales that leak almost like popular legends? I don’t know, I would have expected a lot more than that.

The World building, on the other hand, was the best thing about the volume. In addition to having found and imagined unknown territories, the world seems to be clear and the descriptions realistic and well imprinted. In fact, both the kingdom of Bennvika and all the surrounding territories and populations with different cultures, weapons and clothes, strike and make clear the vision of the whole and of the roads, woods and castles that we will find ourselves living and adventure in which we are immersing ourselves. For sure this is a very important plus.

In short, a lot of struggle, blood, power and political intrigues that bind and intertwine many characters with each other and who do not seem to want to unravel so easily. A kingdom to be reconquered, lands to be reassigned to their rightful owners, a marginalized woman ready to take back what has been taken from her and what she has suffered for years. There is so much of this and the story is well written, it hits and does its job just hoping for something with a little more.

The book was certainly a good starting point but I expect much, much more from the next volumes. A first volume with fierce fights, intrigues and politics that for a reader who loves this kind of reading combined with a pinch of historicity, can be a fair and balanced reading even if I’m curious about the next volumes and to see what will happen.

P. J. Berman leaves us a story of strength and love for the people, for roots and for honor. A first volume that opens a passage towards a castle, between men who fight for power and truth and equality. Are you ready to arm yourself and go into battle to defend what you believe in? And you, which side will you take?

My vote for this book: Three stars and an half.

tre e mezzo

Thanks to the author for the free copy

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, io ci tengo e vi aspetto!

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #492 – IL CANTO DI CALLIOPE DI NATALIE HAYNES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui a chiudere la settimana con una nuova recensione che spero possa piacervi. Sicuramente per gli amanti dei miti greci questa è una storia da non perdere, così come le storie di donne, di guerra e dell’antica Grecia. Il canto di Calliope è questo e molto altro e spero possa piacervi. Ringrazio la Sonzogno per avermi permesso la lettura ovviamente e ve ne parlo subito:

9788845401435_0_0_626_75Titolo: Il canto di Calliope
Autore: Natalie Haynes
Pagine: 320
Data di uscita: 21 gennaio 2021
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Trama: Una donna sola corre nella notte, intorno a lei la sua città che brucia. Fuori dalle mura, la regina e altre sventurate attendono un destino che verrà deciso dai vincitori. È la caduta di Troia. Dieci interminabili anni di guerra sono giunti alla tragica conclusione, mentre le avventure dei protagonisti andranno a ispirare, nei secoli a venire, le opere di artisti e scrittori. «Cantami o Musa» invoca il sommo poeta Omero, che ha raccontato le gesta degli eroi. Ma Calliope, musa della poesia epica, questa volta è meno accomodante: è convinta che non tutto sia stato narrato, che qualcosa di fondamentale, legato alle figure femminili, manchi ancora per completare l’affresco. Se il bardo vuole che lei canti, allora lei canterà insieme a tutte le donne coinvolte nella grande tragedia. Dando voce a ciascuna di loro, Calliope prende in mano la storia e ce la racconta da una nuova prospettiva. Ecco Andromaca, Cassandra, Pentesilea, Clitennestra, che vengono alla ribalta, con i loro pensieri, con i complicati risvolti psicologici delle loro scelte, con la sete di vendetta, la solitudine, la dignità di fronte alla morte. E poi tutte le altre, da Penelope a Briseide, da Creusa a Ifigenia, dalle troiane che, vinte, saranno rese schiave, alle greche che attendono il rientro dei loro uomini, senza dimenticare le capricciose divinità che governano le sorti dei mortali. Attingendo alle fonti antiche, anche le meno note, Natalie Haynes rivisita una delle più grandi narrazioni di tutti i tempi, facendoci palpitare di commozione accanto alle leggendarie eroine, e trasmettendoci il sentimento vivo di come la guerra di Troia e la sua epopea appartengano alle donne non meno che agli uomini.

RECENSIONE

white concrete pillarsLa storia ha inizio con Calliope che viene chiamata a cantare le gesta degli antichi eroi dal poeta e scrittore che vorrebbe esserne ispirato. Ma Calliope è stanca di acclamare gli uomini e le loro gesta quando nella guerra tra Greci e Troiani no vi erano solo uomini ed eroi ma anche le donne. Quelle che hanno sofferto per la perdita del loro marito, quelle che hanno combattuto al fianco e contro gli uomini stessi, schierandosi contro i più forti pur di raggiungere la morte, chi ha perso la sorella e chi ha perso se stessa. Nella guerra e nei racconti non vi è spazio solo per gli uomini, anche le donne hanno la loro parte ma nessuno le ha mai considerate e Calliope farà loro un regalo inaspettato: parlerà di loro e delle loro gesta che valgono come tutti gli altri.

Di quali donne ci canterà Calliope? Cosa succede a tutte le donne citate? Riuscirà a far ricredere anche il narratore delle gesta che anche le donne hanno un valore e sono altrettanto importanti? Cosa cambierà vedendo le cose da questa prospettiva?

Da tempo aveva imparato a tacere, anche se non non riusciva a trattenere il flusso di parole che le saliva dalle labbra. Nessuna delle donne piangeva. I mariti, i padri, i fratelli e i figli morti erano ferite recenti. Li avevano pianti di notte e si erano strappate i capelli e le vesti. Ma i greci che le sorvegliavano avevano poco tempo per le lamentazioni funebri. 

La trama di questa storia è particolare e articolata che ci dirige esattamente dove questa storia vuole portarci, ovvero lontano, nell’antica Grecia, nella guerra di Troia di cui in tanti hanno cantato delle gesta degli eroi e degli uomini che ne hanno preso parte. Ma le donne? Non valgono esattamente quanto gli uomini in una guerra? Non soffrono come gli uomini? Qui, la rivisitazione della guerra dell’antica mitologia greca, rivisitata in chiave del tutto femminile. Assolutamente una trama che descrive bene questa storia.

Risultato immagini per THOUSAND OF SHIP BOOKLa copertina di questo volume, devo ammetterlo, è curiosa e mi piace. Riprende i canoni della casa editrice e gioca con i colori dei vasi greci mantenendo un colore sull’arancione quasi tramonto, non particolarmente acceso mettendo in primo piano Calliope, la musa ispiratrice dei canti degli eroi. Sul retro della copertina vedremo tante altre donne che, come Calliope, vedono e vivono il flusso della guerra sotto una luce unica. Sinceramente, mi piace l’adattamento della versione italiana, ma l’edizione originale che vedete qui di lato è davvero unica. Non trovate anche voi? Quale delle due preferite? Il titolo, molto diverso dall’originale che tradotto letteralmente sarebbe stato grossomodo “Un migliaio di navi”, trovo che sia un adattamento molto interessante e decisamente migliore di quanto non sia la stessa versione originale. Un titolo che riassume la storia stessa che non è altro che un canto della musa Calliope delle donne nella guerra.

L’ambientazione è la Grecia, passando da Troia ad Itaca fin sull’Olimpo; l’epoca è la guerra di Troia, periodo in cui si svolge sia l’Iliade che l’Odissea.

Mentre il sangue fluiva tra le labbra di lei, ad Achille, mancò il respiro. A lui, che mai aveva mostrato esitazione o paura. Vide gli occhi della donna annebbiarsi, come per una cataratta. La vide aprire la bocca e dire una sola parola, e poi la luce si oscurò. Achille guardò il cielo, pieno di orrore, e sentì una voce volgare ridere alle sue spalle. Si voltò e infilzò l’uomo senza pensarci: non avrebbe mai saputo chi era colui che aveva ucciso. Vide gli altri greci che scappavano, per paura che se la sarebbe presa anche con loro Non li considerò nemmeno, preso solo dalla donna e dalla sua bocca piena di sangue.  Si domandò se mai qualcun altro fosse morto pronunciando la parola “grazie”.

woman in white tank top with curly hairI personaggi di questa storia sono tantissime e diverse tra loro, nonostante tutte stiano combattendo contro o per qualcosa, come i loro compagni, mariti e figli. Una storia di donne coraggiose, forti ma anche fragili e che, ognuna con le proprie debolezze riuscirà a conquistarvi. 

Tra le tante donne –  vi parlerò di alcune di loro come:

Pentesilea, l’amazzone, una donna forte che faceva parte di un gruppo di donne davvero potenti e meravigliose. Questa donna ha perso sua sorella e si tuffa nella guerra solo per cercare la morte e ritrovare sua sorella. L’unico che però può sconfiggerla veramente è solo Achille.

Le troiane, tra cui vi è la regina di Troia e moglie di Priamo, e le sue tre figlie uniche sopravvissute tra cui Artemide e Cassandra che sono provate dalla guerra e rese prigioniere, le cui verranno scelte da alcuni uomini.

C’è Penelope che aspetta incessante il ritorno del suo Odisseo che nonostante tutto preferisce tutto fuorché tornare a casa. E’ una donna forte che si ritrova ad ingannare ma impara dopo anni a disinnamorarsi dell’illusione di ciò che credeva fosse possibile. Briseide la quale le viene uccisa la famiglia dall’esercito dei mirmidoni con a capo Achille e viene scelta proprio da lui e la quale alla fine finirà per affezionarsi a Patroclo e sarà costretta a passare le sue giornate con Achille nell’accampamento. E Leodamia che perde suo marito e passa giorni a piangerlo, in silenzio sperando che questo ritorni da lei anche se non c’è più nulla di lui su questo mondo.

C’è Atena, Afrodite, Teti, Clitennestra, Ifigenia, Eris e tante tante altre unite da volti stanchi e stanche da una guerra che loro non hanno voluto ma di cui sono diventate comunque ugualmente protagoniste e comunque parte di una dura prova per tutte le loro vite.

Ne fu certa quando lo abbracciò per l’ultima volta, dopo aver viaggiato con lui fino alla nave per poterlo salutare mentre partiva. Di nuovo gli chiese di tenersi indietro dalle coste sabbiose di Troia, di essere l’ultimo, di essere il penultimo, di essere tutto tranne che il primo dei greci a mettere piede sul suolo straniero. Aveva nascosto le lacrime al marito in modo da lasciargli il ricordo del suo sorriso. Ma appena non fu più in grado di vederla, scoppiò a piangere senza mai fermarsi. Stette a guardare la sua figura che si allontanava, finché non riuscì più a distinguerla, e poi rimase a osservare la nave che diventava un puntino.

Il perno centrale di questa storia sono le donne. Nell’antica Grecia e nella mitologia la forza non erano solo Achille ed Ettore che erano sul campo; non è solo Patroclo che si sacrifica per Achille, non è solo Odisseo che parte in una grandiosa avventura. Sono anche le donne che attendono a casa, o che perdono i loro compagni e famigliari, donne che vengono rese schiave o vengono stuprate. Nella guerra c’è l’eroe che combatte sul campo e c’è l’eroina che dall’altro lato della medaglia compensa e soffre ed ha paura e perde quanto di più importante ha al mondo, persino la propria dignità.

lit candleLo stile utilizzato in questo volume non è sicuramente scorrevole quindi non aspettatevi una lettura da finire in pochissimo tempo ma è una lettura intensa, emozionante e necessaria. Il volume si suddivide in piccoli capitoli che creano una storia uniforme, ognuno su una donna o su un gruppo di donne in varie parti dove la guerra imperversa tra le strade delle città.

La cosa più importante, oltre al valore stesso della donna in quanto tale e il messaggio che questo libro cerca di comunicare al lettore, è anche il world building della storia stessa. Nonostante sia una storia che è stata scritta secoli e secoli fa, l’autrice riesce a rendere innovativo ogni cosa, anche quella più conosciuta come, ad esempio, la storia di Achille e  Agamennone che per Briseide scatenano l’ira degli dei e una pestilenza incombe sul campo. 

Ci sono tante storie di donne non molto conosciute, messe in rilievo dall’autrice e riportate dandole il giusto valore o quello che avrebbero dovuto avere anche prima. Imponente è la voce di Calliope, la musa che canta al poeta e lo convince a scrivere di donne e di tutto ciò che loro stesse sono per la guerra e ciò che hanno vissuto nella loro eroicità, nel loro dolore e nella loro tragicità.

Un libro non di semplice lettura ma che consiglio di leggere ad ognuno di voi, vi piacerà potete starne certi.

Ah, ma adesso ho capito il problema. Non sono le loro morti a preoccuparlo. E’ che sa quello he sta per accadere, e teme che ci sarà più tragedia che epica. Guardo il suo petto che si alza e si abbassa, mentre si concede un riposo inquieto. Le morti degli uomini sono epiche, le morti delle donne sono tragiche: è questo il problema? Ha frainteso la natura stessa del conflitto. L’epica è fatta di innumerevoli tragedie, tessute insieme. Gli eroi non diventano diventano eroi senza massacri e i massacri hanno sia cause e conseguenze. E queste non cominciano né finiscono sul campo di battaglia.

Il libro è di sicuro una lettura che tutti dovrebbero affrontare. Una lettura innovativa, interessante e per tutti gli amanti della mitologia greca. Una storia per le donne che hanno lottato e che continuano a lottare e una storia per gli uomini, che li aiuti a comprendere quanto, in una guerra di qualsiasi tipo, non solo letterale, 

Natalie Hayes riscrive una storia in chiave innovativa, interessante e originale, puntando tutto sulla forza delle donne. Una storia di coraggio, di dolore, di forza e di donne che contano quanto un uomo nonostante non abbiano in mano una spada e non combattano sul campo. Le donne affrontano un altro tipo di guerra e starà a voi scoprirla.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere, io vi aspetto ovviamente.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #490 – IL CUORE DELLE COSE DI NATSUME SOSEKI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero davvero possa piacervi. Un libro sicuramente particolare e che potrebbe colpire davvero il cuore di ognuno di voi. Un libro che vi spiazzerà. A voi:

51r4ul1wsslTitolo: Il cuore delle cose
Autore: Natsume Soseki
Pagine: 279 
Data di uscita: 10 luglio 2014
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca

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Trama: Il 30 luglio 1912 si spense in Giappone l’imperatore Meiji. Nei giorni successivi, durante i solenni funerali di Stato, il generale Nogi, in un atto di junshi, di accompagnamento del proprio signore nella morte, si uccise insieme con la propria moglie. I due eventi luttuosi scossero profondamente il Giappone del tempo. Scompariva, infatti, con l’imperatore, non soltanto l’epoca cui il sovrano aveva dato il nome, ma l’intero mondo racchiuso esemplarmente nel gesto del generale: l’universo della tradizione e degli antichi costumi nipponici. Due anni dopo, Natsume Soseki pubblicò Kokoro (Il cuore delle cose), l’opera che è oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose. Protagonista dell’opera è il «maestro», un uomo che nella solitudine e nel distacco dal mondo cerca la via per accedere a sé stesso. Il prezzo, tuttavia, da pagare per essere nati in un tempo saturo di «libertà, di indipendenza e del nostro egoismo», è davvero alto. Come a segnalare la perdita totale dell’identità, nessuno dei personaggi ha, in questo romanzo, un nome. Né il giovane studente che, nella prima parte, descrive il proprio incontro con il maestro, né quest’ultimo o sua moglie e neppure l’amico morto indicato semplicemente come K. Tutti i legami, inoltre, anche quelli più sacri, sono infranti. Il cuore delle cose, tuttavia, non è soltanto la struggente narrazione della fine di un’epoca, poiché indica anche una via di salvezza nel tempo in cui gli antichi dèi sono fuggiti: la prospettiva di un’esistenza dove le passioni umane sono filtrate da un superiore distacco che ne attenua le asperità e le rende più universali.

RECENSIONE

Mt. FujiLa storia ha inizio un giorno come tanti altri. Un giorno in cui un ragazzo incontra un uomo che lo incuriosirà dal primo momento e che chiamerà Maestro. E’ così che si crea un legame fra due uomini di età diverse, quasi come un padre e un figlio, che li unirà in passeggiate, profondi pomeriggi passati a chiacchierare e a discutere sulla vita e sulle possibilità ancora da affrontare e tutte quelle già portate a termine dall’altro. Una storia che è uno scambio di sentimenti reciproci di due persone molto diverse ma che sanno comprendersi molto, anche nel loro reciproco silenzio.

Cosa succederà nella vita del ragazzo e cosa cambierà frequentando il vecchio Maestro? E cosa cambierà nel Maestro ora che ha conosciuto questo ragazzo curioso e incline a saperne molto di più del suo silenzio interiore che ormai lo perseguita da anni? Cosa succederà ad entrambi?

Era una persona completamente sconosciuta al mondo. Nessuno, quindi, lo considerava per il suo sapere e per le sue idee, all’infuori di me che avevo con lui un rapporto di stretta amicizia. E gli dicevo sempre che me ne dispiaceva molto. Lui, senza farci caso, rispondeva soltanto che non aveva senso che le persone come lui parlassero in pubblico.

La trama nonostante non sembra coinvolgere completamente, mi ha colpito per questo “Due anni dopo, Natsume Soseki pubblicò Kokoro (Il cuore delle cose), l’opera che è oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose”. E’ un pezzo che mi ha incuriosito profondamente e mi ha spinto a voler leggere ancor di più, questo volume. Una trama giusta, che non racconta molto della storia ma che ci lascia un quadro di cosa ci si aspetta da questa lettura e vi assicuro che non ve ne pentirete.

La copertina è semplice, leggera e ricorda proprio uno dei giardini e dei posti che vengono visitati dai due durante le loro camminate. Un luogo che appare pacifico, silenzioso e in cui uno può perdersi completamente nei silenzi e nelle riflessioni per anni. Una copertina che comunica tantissimo, in special modo della storia seppur possa sembrare lontano anni luce dalla stessa racconta di una Tokyo o di un qualsiasi altro luogo del Giappone fermo dagli sbalzi del tempo impervio che scorre inesorabilmente. Il titolo è stata la cosa che più di tutte mi ha spinto a leggere il volume. Ho scoperto questo volume per puro caso, mentre guardavo un manga, Voglio mangiare il tuo pancreas, e ne sono rimasta affascinata da questo. E’ stato proprio il titolo a spingermi a cercarlo ed eccomi qui, una delle prime letture di questo 2021 che veramente mi hanno colpito l’anima. Un titolo che colpisce proprio nel cuore delle cose, che racconta la malinconia che ci si porta dentro una volta che si arriva alla fine di tutto, al tramonto inequivocabile di tutte le cose.

L’ambientazione è tutta orientale, ci troviamo a Tokyo e ci muoviamo fra i piccoli paesi limitrofi nel periodo prima delle guerre mondiali. Un’epoca che segna, come dice la trama stessa, un cambiamento molto importante per il Giappone e per i suoi abitanti che seguivano assiduamente una morale etica e un codice dettato da chi era al comando in quel momento.

«C’è davvero colpa, nell’amore?» domandai all’improvviso. «Certamente». Il tono della risposta era forte, come lo era stato prima. «Ma perché?» «Lo capirai presto. Anzi, dovresti già averlo capito. Il tuo cuore non è stato reso inquieto dall’amore, qualche tempo fa?» Provai a cercare dentro di me, ma vi trovai il vuoto. Non c’era niente che io potessi ricordare. «Dentro di me non c’è nemmeno una ragione d’amore. Maestro, non intendo nasconderle niente». «Proprio perché non hai una ragione d’amore, ti muovi. Se tu fossi innamorato di qualcuno, invece non sentiresti il bisogno di muoverti». «Ora non mi sto muovendo». «Non ti sei forse mosso verso di me perché ti sentivi insoddisfatto?» «Si, forse è così. Ma questo non ha nulla a che vedere con l’amore». «E’ un gradino verso l’amore».

silhouette of man near outsideI personaggi di questo volume non sono molti ma sono ben costruiti e donano al lettore molto di più che se fossero stati tanti e diversi. Il ragazzo e il Maestro sotto diversi aspetti sono molto similari fra loro ma c’è una sostanziale differenza che si assottiglia mano a mano che il volume prende a scorrere e pagina dopo pagina si scopre la verità delle cose, il vero motivo per cui il Maestro è così chiuso e perché anche sua moglie abbia paura di non essere mai stata abbastanza per lui. Due personaggi iconici che si cercano e si scoprono parola dopo parola e che entreranno nel cuore del lettore per via della semplicità ma anche per il modo di vedere la vita – che si può condividere o meno – ma che sicuramente spinge il lettore a pensare ancor di più a ciò che abbiamo intorno, ciò che ci spinge ad essere ciò che siamo e nelle scelte che facciamo.

Il ragazzo è curioso e si lega molto facilmente al maestro in maniera altrettanto curiosa, per caso. Trova molto più affinità con lui che con i propri famigliari da cui si è allontanato proprio per il semplice fatto di non condividere quasi nulla con loro e sentircisi quasi sempre in estrema difficoltà. E’ un personaggio studioso e caparbio ma anche inesperto della vita in generale cercando curiosità in quella altrui e nel passato del Maestro che incontrerà lungo il suo percorso di vita.

Il Maestro è un personaggio piuttosto enigmatico. E’ chiuso e spesso quando gli si fanno su di lui tende molto ad evadere e a portare la discussione su tutt’altro. Non gli piace che ci si concentri su di lui ed è un uomo che, affezionato al ragazzo spinge per farlo riflettere sulle cose a cui lui non presta attenzione o che tende a trattare con superficialità. E’ un uomo dal passato misterioso, che ha perso un suo amico quando era ancora uno studente e che non lavora, vive con sua moglie in maniera agiata e la tratta in maniera educata oltre che con rispetto. E’ una figura misteriosa, di cui scopriremo la sua storia solo nella terza parte del volume.

Quando ho letto la tua lettera – (…) – ho capito di avere agito male. Ho pensato che avrei dovuto scriverti. Ho preso in mano il pennello, ma l’ho deposto sul tavolo prima ancora di avere tracciato una riga. Ti avrei scritto le stesse cose che ti scrivo ora, ma allora era troppo presto  e vi ho rinunciato. Questo è il motivo per cui ti ho mandato quel semplice telegramma dicendoti che non era necessario il tuo arrivo.

White cherry blossom hanging from a tree over an Asian-style roofIl perno centrale di questa storia sta tutta nel titolo. Il cuore delle cose e quanto, queste, alle volte possano sembrare difficili sia da sopportare che da portare avanti nel corso della vita. Una storia che parla di un amore quasi fraterno, una chiusura che deriva da tanta nostalgia e tanti sentimenti racchiusi in un angolo del cuore e che il giovane ragazzo riesce a far emergere dal cuore del Maestro. Una storia che parla di un tramonto che, in tutta sincerità, non poteva essere scritta in maniera più egregia di questa.

Lo stile utilizzato dall’autore non è di certo fluido ma riflessivo e ben scritto oltre che ben costruito per un romanzo dei primi del novecento. Per quanto all’inizio la caratteristica dei capitoli brevissimi spalmati in un massimo di due o tre pagine pensavo mi avrebbero disturbato, invece ha reso la lettura migliore di quanto credevo. La storia si divide in tre parti: Il maestro e io in cui i due protagonisti faranno la loro conoscenza e si avvicineranno sempre di più; I miei genitori e io, una breve parte in cui il ragazzo torna a casa per la malattia di suo padre ed è costretto a separarsi dalla quotidianità e dalla routine che ha ormai imparato a condividere assieme al suo Maestro; e la parte finale e la più lunga, ovvero Il maestro e il suo testamento morale in cui il Maestro si racconta e svela quelle parti di lui che lo mostravano chiuso e così distante dalle cose che lo circondano. All’inizio, non sapendo questo non riuscivo davvero a comprendere dove volesse andare a parare questa storia ma l’ho trovata davvero interessante e ricca di spunti significativi una volta che avviene la svolta della terza e ultima parte.

Infatti l’unico che riesce ad aprire il cuore del Maestro è proprio il ragazzo che, nel corso della loro frequentazione, nonostante fosse curioso del suo passato ed è spinto più volte a chiedere sia a lui che a sua moglie il perché di tanta riservatezza e risolutezza, non riceve alcuna risposta concreta. In fin dei conti è l’unico che riesce a ricevere una risposta a tutte quelle domande alla fine di un’epoca segnata dalla morte di un imperatore, di una guida per il paese in cui tanti avevano creduto fermamente. Un ragazzo che riesce a scalfire il cuore più duro di tutti fino a farsi raccontare, mettendo a nudo ogni cosa, anche bella o crudele che sia.

Le riflessioni sono importanti non solo per il ragazzo che viene spinto a pensare a tutto ciò che potrebbe e non deve lasciarsi sfuggire nel corso della sua vita ma anche per il lettore stesso. Il Maestro è una figura importante per tutto il corso del volume, sia per il suo passato difficile, sia per le sue scelte poco convenzionali, sia per la malinconia e la tristezza che porta con sé da una vita e che non riesce veramente ad abbandonarlo se non dopo aver svelato finalmente tutto quello che di pesante aveva portato nel cuore per anni e anni. Un uomo dalle radici ferme, dal cuore forte ma allo stesso tempo con una fardello che sembra accompagnarlo da sempre. Infatti l’uomo sembra essere depresso e non voglio utilizzare questo termine con leggerezza perché ci sono passata anche io; però è proprio così che l’ho visto. Un uomo che non lascia andare il suo passato e si lascia cullare ogni giorno dal rimorso e da ciò che nella vita poteva essere migliore per lui e che invece non ha fatto. Una storia difficile, sicuramente non per tutti ma che spero decidiate di leggere con la delicatezza che merita.

Forse ripeto cose notissime, ma io penso che perché nasca l’amore ci debba inizialmente essere il senso della novità, e che questo stimolo possa non essere avvertito da due persone che sanno tutto l’uno dell’altra. Come l’odore dell’incenso si sente solo nell’attimo in cui comincia a bruciare, e come il sapore del sakè viene avvertito nell’istante in cui si inizia a berlo, allo stesso modo c’è nell’amore un attimo nel quale si avverte tutto il suo potere. Ci potrà forse essere affetto, ma non amore, fra due persone che sono arrivate a conoscersi senza mai avere afferrato quell’attimo.

Il libro è davvero una piccola perla dei primi del Novecento arrivato in Italia molti anni dopo. Ultimamente è stato rivisitato ed è uscito in questa edizione che trovo completa e interessante. Un libro che, per chi ama la narrativa e la letteratura orientale è sicuramente un must che dovete leggere, così come chi ama libri riflessivi e importanti. Io non ho mai letto troppi libri di questo tipo ma l’ho adorato. Un libro da leggere.

Natsume Soseki scrive un libro significativo e potente, dall’inizio alla fine entrando nel cuore del lettore in punta di piedi ed insediandosi pagina dopo pagina. Un libro che nasce per far riflettere il lettore e che ci mostra la bellezza della fine, la malinconia delle cose perdute e di un’epoca importante per il Giappone. Una storia che farà riflettere anche i cuori più duri. 

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questo volume da leggere? Fatemi sapere, è molto bello ed, io ovviamente, vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #488 – IL REGNO CAPOVOLTO DI MARIE LU.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Dopo aver letto questo libro sono rimasta colpita della quantità di cose che ho scoperto e di cui non ero a conoscenza sula vita di W. A. Mozart. E’ stata una lettura originale, musicale e magica. Ringrazio la casa editrice Mondadori Oscar Vault per avermi permesso la lettura e Miriam di Me and Books per avermi coinvolto nell’evento. Ve ne parlo subito:

9788804735175_0_0_626_75Titolo: Il regno capovolto
Autore:
Marie Lu
Genere:
fantasy
Data di uscita: 2 febbraio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3tuvX6u
Trama: NATA CON UNO STRAORDINARIO DONO musicale, la piccola Nannerl Mozart ha un solo desiderio: essere ricordata per sempre. Ma, anche se incanta le platee con le sue straordinarie interpretazioni, ha poche speranze di diventare una celebre compositrice. È una ragazza nell’Europa del Diciottesimo secolo, e ciò significa che comporre per lei è proibito. Suonerà fino a quando avrà raggiunto l’età da marito: su questo il suo tirannico padre è stato ben chiaro. Ogni anno che passa le speranze di Nannerl si fanno più sottili, mentre il talento del suo amato fratellino Wolfgang diventa sempre più brillante, e finisce per oscurarla. Ma un giorno giunge un misterioso straniero da una terra magica, con un’offerta irresistibile: può far diventare il sogno di Nannerl realtà. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo. Nel suo primo romanzo storico, l’autrice bestseller del “New York Times” Marie Lu intesse una storia rigogliosa e poetica che parla di musica, magia e dell’indissolubile legame tra un fratello e una sorella.

RECENSIONE

Risultato immagini per fan art marie the kingdom of backLa storia parla di un talento. Conoscete tutti Wolfgang Amadeus Mozart o almeno una volta nella vita vi è capitato di poter ascoltare almeno una delle sue composizioni. Questa è la storia di sua sorella Maria Anna Mozart, meglio conosciuta come Nannerl che ha paura di essere dimenticata nonostante la sua musica sia importante tanto quella di suo fratello Wolferl. Una storia in cui due fratelli che vivono di musica sotto un padre che cerca di coltivare con dedizione il loro talento, di come entrambi amino la musica e di quanto vogliano che continui sempre a far parte della loro vita.

Ma se a Nannerl venisse offerta un’occasione irripetibile? Se un misterioso essere fatato le proponesse di realizzare il suo sogno e di fare in modo che non venga mai dimenticata? Cosa succederà a lei e a suo fratello? E cosa vorrà in cambio da lui questo misterioso ragazzo fatato di nome Hyacinthus?

«Mamma» le chiesi infine. «Di che cosa hai paura, tu?» Lei rise e si avvicinò per darmi un buffetto sul naso. La sua voce era ricca di vibrato, come il suono di un buon violoncello. «Ho paura del freddo, piccolina, perché mi fanno male le ossa. Provo paura quando sento storie di guerre e di pestilenze.» Un’ombra di serietà attraversò il suo sguardo, come succedeva spesso quando parlava della propria infanzia. «Ho paura per te e per Woferl, come tutte le mamme.» «E tu?» (…) «Ho paura di essere dimenticata» dissi. La verità emerse, perfetta, e resa ancora più forte dall’essere stata espressa a voce alta. 

La trama è ben costruita, interessante e coinvolgente. Avendola letta, come mi capita quasi sempre, dopo aver letto il volume la trovo adeguata alla storia e non ci sono spoiler, ne altro. Sicuramente coinvolgente, questa storia racchiude musica, luoghi magici e desideri che tutti vorrebbero realizzare. E voi, siete curiosi di entrare a scoprire Il regno capovolto?

La copertina la trovo davvero stupenda. E’ stata mantenuta come la versione originale con, in primo piano, l’albero capovolto simbolo per l’appunto del Regno Capovolto citato anche nel titolo stesso. Il titolo originale era leggermente diverso ” The Kingdom Of Back” che trovo anche molto difficile da tradurre letteralmente, quindi trovo che la scelta è stata adeguata, sicuramente un buon compromesso. Insieme, titolo e copertina sono una gioia per gli occhi e racchiudono tutto ciò che la storia ci vuole comunicare, seppur visto così non sembra dirci un granché, ve ne do atto. All’inizio anche io non sapevo cosa aspettarmi dal significato di copertina e titolo ma devo dire di trovarlo giusto e in linea con la storia proposta.

Risultato immagini per the kingdom of back fandomL’ambientazione e l‘epoca di questa storia, si aggira nel XVIII secolo in cui i due fratelli Mozart, ancora bambini,  iniziano la loro scoperta verso la musica e le tournée che li portano in giro per vari luoghi in giro tra Germania e Austria.

«Io sono il tuo custode, Nannerl. Dimmi cosa vuoi. Troverò il modo di dartelo.» “Dimmi cosa vuoi.” Nessuno mi aveva mai offerto queste parole. Una lenta e strisciante sensazione di gelo mi serpeggiò nelle dita e mi appesantì le braccia, intorpidendole. Gli occhi del ragazzo mi stavano ipnotizzando. «Ma fai attenzione a ciò che desideri» continuò lui. «I desideri finiscono spesso per prendere di sorpresa chi li formula.»

personaggi di questa storia non sono tantissimi e seguono le vicende dei fratelli Mozart. Per cui conosceremo al meglio la sorella, e protagonista principale oltre che voce narrante, del famoso compositore, rivisitata come una donna a cui le è stato impedito di emergere visto l’epoca e visto il fatto che per le donne era impossibile anche solo pensare di comporre musica. Una voce forte e autentica, scritta da una penna ormai conosciuta anche dal panorama italiano per altri volumi fantasy e distopici molto conosciuti. Vi parlerò di loro e di come sono stati impostati.

Nannerl è la sorella maggiore di Wolfgang, che ama la musica fin da bambina. Suo padre la spinge sempre a suonare meglio di quanto può e lei non si sottrae anche se sa di essere costantemente sotto esame, molto di più di quanto poi accade al fratello minore. E’ una ragazza coscienziosa, che adora suo fratello ma di cui prova anche molto invidia visto che lui può comporre, potrà essere ricordato per il suo talento, mentre lei con la crescita è destinata a diventare moglie e madre interrompendo tutti i suoi sogni sul futuro.

Wolferl è il piccolo prodigio, quello che in futuro sarà il famoso compositore. E’ un bambino fragile, che si ammala spesso e che ha un talento per la musica fin da piccolino. Ricorda la musica in maniera sorprendente e compone come mai prima. E’ un ragazzino sveglio, audace e, come ogni bambino si getta a capofitto nelle cose con l’innocenza che contraddistingue i più piccoli. E’ un ragazzino esuberante e fantasioso sia con la musica che di persona. E’ protettivo verso sua sorella e sa mantenere i segreti.

Hyacinthus è il personaggio principale del Regno Capovolto. Si presenta la prima volta a Nannerl in sogno e da lì, nascerà uno scambio fitto di incontri e di misteriose creature che popolano un mondo con gli alberi che crescono al contrario e in cui qualcosa di brutto sembra essere accaduto. Ma cosa vuole esattamente Hyacinthus lo scopriremo solo leggendo, non posso di certo rivelarlo io. E’ una creatura fatata, magica, che si circonda di piccole creaturine magiche ed è legato indissolubilmente al nostro mondo e ai Mozart dalla musica.

Mi tirai le coperte fino al mento e mi immaginai il principe che dondolava il capo di qua e di là osservandomi con i suoi occhi luminosi dall’altro lato della camera. Speravo che ci fosse. Mi strinsi ancora più forte il quaderno al petto e spalancai gli occhi cercandolo nel buio, poi mi addormentai con quell’immagine ancora stampata nei pensieri.

Risultato immagini per fan art marie the kingdom of backIl perno centrale di questa storia sembra essere la musica a primo acchito conoscendo la figura di Mozart, ma non è così. Questa è la storia di due fratelli, della loro forza e della loro passione per la musica e del desiderio ardente di una donna che desidera diventare qualcuno, proprio come aspira suo fratello. Il non essere dimenticati, questo è il fulcro del volume insieme a molto, molto altro.

Lo stile dell’autrice è molto delicato e semplice, fluido e scorrevole. La storia, scritta in prima persona dal punto di vista di Nannerl Mozart, ci mostra la storia dagli occhi della sorella del compositore più famoso di tutti i tempi sotto una veste speciale, magica.

Devo fare una piccola premessa, ammettendo che, prima di leggere questo libro, non sapevo che Wolfgang avesse una sorella e tantomeno che avesse un talento musicale come suo fratello. Non sapevo che Mozart la implorò di inviarle le sue composizioni ne che in una tournée tirarono fuori insieme un mondo fantastico e immaginario. L’autrice ha unito questo ad una buona dose di fantasy e ha creato una storia magica e potente, dando una possibilità, quella di essere qualcuno e di essere ricordata anche alla sorella Nannerl. Un messaggio che sembra forte, importante, persino per quella che hai tempi era una bambina ma che vede superare giorno dopo giorno dalla forza dirompente di suo fratello, con la “fortuna” di essere nato uomo e con la possibilità di tirare fuori il proprio talento alla luce del sole.

Alle donne di quel secolo come prima era impossibile anche solo immaginare che potessero comporre e l’autrice riesce a dare una voce importante per il personaggio di Nannerl, così come riesce a descrivere la donna, la pubertà e i problemi relativi al fatto che la donna non nascesse per emergere ma soltanto per essere una brava moglie, per trovare un marito e per fare dei figli. Nonostante la storia fosse ambientata diversi secoli addietro, trovo che sia stata scritta con precisione e solerzia, cosa importante per improntare una storia di questo calibro storico. Sicuramente su questo la storia ha tanti punti a favore.

Ci sono dei punti in cui la storia mi ha lasciato dei punti interrogativi non riuscendo a comprendere il vero fantasy e dove volesse andare a parare veramente. Il tutto sembra essere confuso, sconclusionato e non si comprende veramente se Nannerl veda tutto come un mero sogno partorito dalla sua mente o se sia qualcosa di più forte e potenzialmente magico. Così come non si capisce il vero significato delle apparizioni di Hyacinthus e di ciò che le chiede ogni volta che la incontra. Questo lato è davvero misterioso, incuriosisce ma mette anche a dura prova il lettore che si sente frastornato e continua a non comprendere il vero significato fino a che non si giunge quasi alla fine. Questo disturba un pochino ma tutto si chiude nel migliore dei modi ed è questo ciò che conta. Temevo rimanesse più sospeso, invece chiude un cerchio in maniera profonda e ben costruita.

E’ interessante la scelta del nome Hyacintus che riporta un personaggio che verrà utilizzato all’interno di una delle più famose sonate di Mozart, così come anche la citazione di alcune che poi saranno per lui delle grandi idee e delle grandi opere, come citare il famoso Papageno.

La cosa he sicuramente colpisce più del fantasy, più della musica e più di ogni altra cosa all’interno di questo volume è il rapporto tra fratello e sorella, il legame fraterno. E, quest’ultimo è qualcosa di forte, autentico, veritiero, fatto di scaramucce, invidie ma comunque e sempre tanto amore. Quello che colpisce maggiormente di questo rapporto è quanto sia reale e tocchi il lettore pagina dopo pagina non risultando mai pesante e mai sottotono. Mantiene sempre la sua veridicità e chiunque abbia un fratello può rispecchiarsi in tutto ciò che accade a questi due personaggi.

Era stato abbandonato, dimenticato, come temevo di esserlo anch’io un giorno, e anelava con tutto il suo animo a un mondo in cui non gli era possibile ritornare. «Questo accade ai bambini che vengono dimenticati, Woferl» conclusi abbassandomi per dagli un bacio sulla fronte. Ero esausta e il castello ora mi pareva fin troppo reale. Gettando uno sguardo a Woferl, notai che per fortuna si era riaddormentato. «Sono perduti per sempre» mormorai a me stessa, «null’altro che un ricordo svanito.»

Il libro è originale, musicale e fantastico. Un’opera mantenuta segreta nel cassetto per tanto tempo e che coltiva mentre venivano pubblicati altri suoi grandi volumi che colpisce con una audacia e una magia fuori dal comune. Consiglio agli amanti di musica, specialmente classica, agli amanti del fantasy e a chiunque creda che al mondo ci sia una possibilità per ognuno di noi. Un libro che spero leggiate.

Marie Lu scrive una storia fatata che ci porta, a ritmo di una musica leggera e armoniosa, nell’illusione e nei sogni dei due fratelli Mozart. Una storia che, tra realtà e fantasia sovrasta ogni confine e ci porta in un Regno incredibile e illusorio. Siete pronti per finire anche voi nel Regno Capovolto?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni di quest’evento per sapere anche altre opinioni al riguardo del volume in questione. Siete curiosi? Eccole qui:

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Cosa ne pensate? Pensate possa piacervi questo volume? Fatemi sapere mi raccomando, io ci tengo e vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #484 – RAMO DI SILVIA VANNI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi. Acquistato durante la pandemia in super offerta digitale, non vedevo l’ora di leggerlo. Quindi l’ho recuperato. Eccoci qui con un nuovo libro edito Bao Publishing dolce, tenero e ricco di significato. Ecco qui:

514pocpy5zlTitolo: Ramo
Prezzo
: 18,00
Autori: Silvia Vanni
Data di pubblicazione: 19/09/2019
Genere: Per non saper né vivere né morire
Pagine: 144
Link d’acquisto: https://amzn.to/3iCycQg
Trama: Omar suonava il pianoforte, ma ora è morto. Eppure… la sua anima non ha perso coscienza di sé, vede ancora i vivi. Come mai? Che abbia a che fare con l’enorme dolore che prova Altea, che ha appena perso il fidanzato in un tragico incidente? In che modo il decesso del giovane è legato alla morte di Omar, e alla sua incapacità di lasciar andare le vestigia della sua vita ormai terminata? Una giovane donna che non vuole più vivere e un uomo che non accetta di essere morto; potranno guarirsi a vicenda? Difficile a dirsi, soprattutto ora che Omar non è che un pallido riflesso della persona che era, e forse anche per questo lo potete chiamare… Ramo. Il romanzo grafico di esordio, come autrice completa, della talentuosa Silvia Vanni.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la giovane altea spezzata per la morte del suo fidanzato in un terribile incidente. Sua zia la chiama per andare al funerale e cercare di metabolizzare la sua morte ma lei non ce la fa, è più forte di lei. Dall’altra parte c’è Omar, un ragazzo spezzato alla vita troppo presto, un ragazzo che amava il pianoforte e la musica. L’anima, il fantasma di quel giovane ragazzo vaga ancora per le strade, fra la sua casa, il ristorante dove suonava sempre e fra le cose di Altea con cui si sono conosciuti diverso tempo prima.

Perchè Omar non riesce a staccarsi dalle cose e resta a rimuginare su ciò che continua a vedere? Cosa cambierà nella vita di Altea ora che ha perso una figura importante per se stessa e per il suo futuro? Quale legame c’è  fra lei e Omar?

Ramo di Silvia Vanni - Recensione | NerdPool

La trama di questa storia dice tanto e lo dice fatto bene, in maniera semplice, toccante, sfidando i punti giusti ed incuriosendo il lettore. Una trama che colpisce dritti al cuore e che porta il lettore in una dimensione che si infila fra quella reale e quella del pre morte, in cui i fantasmi sono presenti per portare a termine qualcosa.

Il titolo di quest’opera riporta il nome di Omar, un anagramma che il personaggio ha deciso di darsi visto che ormai il corpo di Omar è morto ed è presente nel mondo solo la sua anima. Quindi trovo che sia assolutamente interessante come sia stata pensata. La copertina è meravigliosa e trovo interessante Ramo in primo piano con Altea nello sfondo con il locale alle spalle. Nella copertina c’è tutto, nei minimi dettagli e mi ha sempre incuriosito il fatto del “fantasma” che si vede in primo piano. E’ stato questo a spingermi a leggere il volume oltre alla struttura e la tipologia di disegno della storia.

L’epoca e l’ambientazione non sono esattamente specificati. Sembra essere moderno abbastanza e si aggira fra la casa dove Altea viveva con il suo fidanzato da poco e il ristorante dove lavorava Omar a suonare il pianoforte per allietare i clienti che ci andavano.

BAO Publishing: Ramo, I doni di Edo e le altre novità di luglio | Fumetti -  BadTaste.it

I personaggi di questa storia sono pochissimi e sono concentrati espressamente sui due di cui vi ho parlato fin dall’inizio. I personaggi sono semplici, spontanei e ben costruiti che, pagina dopo pagina, si lasciano amare dal lettore.

Altea è una giovane ragazza dal sogno infranto. Ha appena preso in affitto casa con il proprio ragazzo quando quest’ultimo muore, per via di un incidente. Dal cuore tenero ed anche un po’ fragile e poco avvezza a farsi sentire davvero. Innamorata dei bei locali dove riposare la mente e il corpo e in cui ascoltare della buona musica è una ragazza sofferente e addolorata ma forte che cerca la rinascita spinta anche dal misterioso e invisibile Ramo.

Ramo acronimo di ciò che in vita era Omar, è un personaggio dolce e che si lascia amare così come da “fantasma” o da anima che ancora si trova sulla terra per qualsiasi cosa sembra essergli rimasta sospesa, sia da come si racconta su com’è stato quando era in vita. Un personaggio delicato, onesto, trasparente. Un’anima gentile che raramente riusciamo ad incontrare nella vita.

Ramo: anteprima della graphic novel di Silvia Vanni | Fumetti - BadTaste.it

Il perno centrale di questa storia ha diversi significati tutti da scoprire. C’è l’amore non corrisposto, la consapevolezza della morte che ha colpito il giovane ragazzo così come la morte che ha colpito il ragazzo di Altea distruggendo i suoi sogni e i suoi progetti e la forza di rinascere.

Lo stile e la trama della storia sono molto, molto determinati e che arrivano dritti dove l’autrice sperava probabilmente; la grafica utilizzata nei disegni e nelle illustrazioni ha dei colori che attingono a tavole pastello e che si tingono di scuro nei momenti più bui o dolorosi. Più chiaro è il disegno e il colore quando ci si lascia trasportare dai ricordi. I disegni hanno sicuramente dei tratti distintivi che sicuramente ci porteranno a riconoscere subito la penna e i  disegni dell’autrice.

Leggero è il tratto di chi sa parlare d’amore a senso unico, di dolore, accettazione e forza nella solitudine con poche pagine illustrate, con una forza e una raffinatezza unica, quasi distintiva dell’autrice stessa. La storia di un amore a senso unico riguarda Ramo e di come quest’amore continui ad essere tale anche nella morte, in cui ne resta comunque addolorato ma allo stesso tempo malinconico di non aver potuto fare di più prima, di non essere stato più forte ed affrontare le conseguenze. La storia del dolore (doppio) di Altea e l’accettazione dello stesso stando e rimanendo nella più completa solitudine. I passi che compie Altea sono forti, coraggiosi e lasciano una scia di nostalgia non indifferente.

Nonostante non siano la stessa persona il fidanzato morto della giovane e Omar / Ramo, (perché vi sembrerà sia così!) resterete divisi in due storie che si intrecceranno in una sola, rendendo questo volume unico e originale.

Ramo – Il poetico graphic novel di Silvia Vanni | Tropismi

Il libro di quest’autrice è davvero dolce e commovente. Una storia che ci spinge a riflettere e che lascia in sospeso su quanto le cose non dette, di sensi di colpa e di un amore leggero come una piuma che s’insinua inaspettatamente nel lettore, così come nei cuori dei due protagonisti.

Silvia Vanni illustra e racconta la malinconia, il dolore e la tristezza con cui può colpirci duramente la vita ma allo stesso tempo la forza con cui poter rinascere singolarmente così come cercare di fare sempre ciò che amiamo o almeno di rincorrerlo.

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #483 – ASSEDIO E TEMPESTA DI LEIGH BARDUGO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una terza recensione di fila per questa settimana. Non siete curiosi di leggere e scoprire come ha continuato la serie iniziata con Tenebre e Ossa? Ringrazio la Mondadori per averci permesso la lettura in anteprima e The Golden Reader per aver organizzato l’evento in questione. A voi:

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Titolo: Assedio e Tempesta
Autore: Leigh Bardugo
Libro due della serie: The Shadow and Bone Trilogy #2 / La trilogia di Tenebre e ossa
Editore: Mondadori
Data di uscita: 19 gennaio 2021
Pagine: 300
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ikTcuJ
Trama: “Non sarà sempre così” dissi a me stessa. “Più tempo passerai da libera, più diventerà facile.” Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell’acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d’Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L’Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d’Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l’aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d’Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l’Evocaluce dovrà scegliere tra l’esercizio del potere e l’amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l’imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l’Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

RECENSIONE

storm and siege | Explore Tumblr Posts and Blogs | Tumgir

La storia riprende poco dopo dove l’abbiamo lasciata con il primo volume. Alina e Mal sono due fuggitivi e cercano di tenersi lontano da ciò che l’Oscuro cerca da Alina, cercando di dimenticare tutto ciò che è accaduto. Ma come puoi farlo davvero quando sei così importante e ricercata che questo viene a prenderti ovunque tu possa pensare di nasconderti? Ovviamente l’Oscuro è sulle loro tracce e appena giungerà da loro non sarà di certo clemente come si immaginava, ricattandoli e portando con sé sia Alina che Mal, lungo il suo percorso che punta dritto all’ascesa sul trono di Ravka.

Cosa succederà nel Regno? Quali decisioni dovrà prendere Alina per cercare di salvaguardare se stessa, Mal e Ravka? Riusciranno a sventare il piano dell’Oscuro e riportare la pace a Ravka?

Di nuovo, l’Oscuro scosse la testa. «Come la rendete facile voi due. Io pungo lui, e tu sanguini.» «E tu questo non riesci minimamente a capirlo, vero?» Lui allungò un bracciò e picchiettò un dito sul collare di Morozova, lasciando che la sua mano mi sfiorasse la gola. Persino quel minimo contatto aprì la connessione tra di noi e un flusso di potere mi vibrò dentro come un campanello. «Capisco quanto basta» disse piano. «Voglio vederlo» riuscii a dire. «Ogni giorno. Voglio sapere che sta bene.»

La trama di questa storia è particolare ma ben scritta e sicuramente accattivante. Dopo aver letto il primo volume (leggerla solo in questo caso ovviamente per evitare spoiler indesiderati), ci pone davanti una prospettiva nuova e interessante, sicuramente da scoprire, il tutto all’interno del mondo Grisha.

La copertina e il suo stile segue la scia del volume precedente e quindi sono fiduciosa per quanto riguarda anche il terzo volume. Nonostante nel primo non si riesce a comprendere cosa significhi davvero il cervo se non fino alla fine del volume, qui riusciremo a capire il perché di queste figure di animali e il loro vero significato all’interno della storia stessa. Finalmente tutto assume una sfumatura interessante e la spiegazione sembra avere un qualche senso. Il titolo è una traduzione letterale del secondo volume, niente più niente di meno. Ovviamente se per il primo volume è stato così apprezzo la scelta di mantenere la stessa linea d’onda anche per quanto riguarda il titolo. Così si crea una trilogia interessante, ricca di significato e bella esteticamente da vedere.

L’epoca è indefinita ma seguiamo la scia e gli eventi del primo volume; l’ambientazione è sempre Ravka e il mondo dei Grisha, decisamente originale e particolare, innovativo e interessante che ci spinge a conoscere un nuovo mondo fantasy tutto da scoprire.

«So che cosa provi quando sei con il tracciatore» disse. «Ne dubito.» Lui fece un gesto sprezzante con la mano. «No, non l’assurdo desiderio che ancora si deve spegnere. Io conosco la verità nel tuo cuore. La solitudine. La crescente consapevolezza della tua diversità.» Si chinò su di me. «Il dolore che provoca.» Cercai di nascondere il mio turbamento nel riconoscermi in quelle parole. «Non so di che cosa parli» dissi, ma quella frase suonò falsa alle mie orecchie. «Non passerà mai, Alina. Peggiorerà soltanto, malgrado tutte le sciarpe dietro cui ti nasconderai e le bugie che racconterai, e per quanto lontano o quanto veloce tu possa scappare.»

Grisha Fan Art: Morozova's Herd by Momocha | Shadow And Bone Fandom

I personaggi di questo volume si mantengono per certi versi quelli dei volumi precedenti per quanto riguarda la protagonista e il tracciatore che l’accompagna e che l’ama. Per il resto avremo modo di scoprire nuovi personaggi interessanti ai fini della storia. Nonostante questo, i personaggi non hanno un exploit brillante e non coinvolgono se non per la new entry che sicuramente piace e cattura il lettore.

Alina è la protagonista indiscussa, molto più consapevole del potere di cosa è realmente e più forte anche fisicamente. Un po’ meno psicologicamente in cui la situazione sembra porla a rischio continuo e non riesce a rimanere completamente lucida. Mal diventa più odioso agli occhi del lettore e cerca di mantenere l’attenzione di Alina solo per lui presentandosi sempre più egoisticamente. Un personaggio non sopportabile.

L’Oscuro si presenta sotto una voce differente e particolare, che conosceremo più da vicino. Questo, però, non lo esime dal fatto di essere molto spento in questa storia rispetto al volume precedente e non coinvolgente come mi sarei aspettata da come dovrebbe essere un vero cattivo.

Nikolai fa il suo ingresso nella storia in questo volume ed è il secondogenito in linea di successione al trono di Ravka. È un personaggio forte, determinato, dalla parola sempre pronta e dalle grandi ambizioni. Un personaggio che incuriosisce e pone una nuova luce all’interno di questa trilogia. A mio parere, fino ad ora il personaggio dal risvolto migliore.

Mal mi gettò le braccia intorno e io lo strinsi a me, sentendo la sua camicia bagnata contro la mia guancia, ascoltando il battito del suo cuore, aggrappandomi all’incredibile verità che eravamo ancora vivi. Poi, a dispetto del sangue versato e degli amici perduti, la ciurma della goletta esplose in grida esultanti. Fischiavano, ululavano, abbaiavano e ringhiavano.

ArtStation - Nikolai Lantsov, Jolinda MakinenIl perno centrale di questa storia sono le sorti di Ravka. L’oscuro vuole la Faglia, vuole il trono e il potere ed è quanto Alona e gli altri Grisha non sono disposti a dargli. E tre misteriosi e potenti animali sembrano essere più importanti di quanto sembra.

Lo stile utilizzato dall’autrice è scorrevole e piuttosto semplice anche se devo dire che almeno nella stesura e nella narrazione c’è stato sicuramente un avanzamento di livello rispetto al volume precedente. Scritto in terza persona, la storia segue sempre in modo ravvicinato le vicende di Alina e tutto quello che effettivamente la circonda.

Miglioramento della scrittura. Per quanto riguarda la scrittura sicuramente si nota come, rispetto al primo volume, questa abbia subito un discreto miglioramento, sia a livello descrittivo, sia per quanto riguarda i dialoghi. Quindi, in generale la storia e lo stile dell’autrice sono decisamente migliorati e posso dirvi di esserne solo che felice. Il primo volume non mi ha convinto molto neanche a livello di storia ma posso dirvi che almeno un miglioramento c’è e devo riconoscerglielo.

Per quanto riguarda i personaggi sono si, ben caratterizzati, ma allo stesso tempo dal carattere poco incisivo e dai tratti fin troppo comuni. Alina e Mal sono scontati e l’Oscuro sembra essere peggiorato dal primo volume. L’unico personaggio degno di nota è il principe Nikolai che finalmente da una nota di vigore a questa storia ed esalta sia un’ideale – seppur sia scontato – e che da movimento e curiosità alla storia. Un personaggio fresco, che si divide fra due vite e che diventa accattivante a livello narrativo e di storia.

La storia migliora e finalmente si capiscono molte cose che con il primo volume erano soltanto poste ma non del tutto spiegate. Così come il mondo che viene presentato in modo chiaro e trasparente. La storia, però sarò sincera, non riesce a coinvolgermi al 100%. Sembra sempre esserci qualcosa che non torna, qualcosa che non va ne su ne giù e resta sospeso nel bilico che non consente il vero e proprio sviluppo della stessa e l’interesse del lettore si sofferma più sul mondo e il world building interessante, rispetto al resto.

«Basta» sussurrai. Nessuno sembrò sentirmi. «Per favore» gracchiai. «Mal…» «Sei diventata una vera assassina, Alina.» 

Il libro è sicuramente un secondo volume di una trilogia particolare e originale, decisamente migliore rispetto al primo volume. Consiglio la trilogia? Agli amanti del genere fantasy, ma senza troppe pretese ricordando che è un volume di diversi anni fa e che la storia si mantiene sul semplice fra poteri, magia e Oscurità e Luce.

Leigh Bardugo scrive una secondo volume che ci permette di addentrarci ancor di più all’interno dell’avventura e all’interno dei famosi e potenti Grisha. L’Oscuro cerca di portare tutti nell’oblio più totale e solo la luce di Alina può cercare di fermarlo. Siete pronti per addentrarvi in queste terre ricche di misteriosi pericoli?

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni di quest’evento. Mi raccomando:

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Cosa ne dite? Fatemi sapere, mi raccomando. Sono curiosa di avere vostre opinioni! Vi aspetto ovviamente.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #482 – LA STIRPE DELLA GRU DI JOAN HE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Finalmente in Italia è arrivato e sono felicissima di averlo letto e di parlarvene in super anteprima. Ringrazio la Oscar Vault per avermi permesso la lettura di questo volume in anteprima e ringrazio Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento. Ecco a voi il volume e la recensione:

978880472880HIGTitolo: La stirpe della Gru
Autore: Joan He
Pagine: 455
Prezzo:€ 22,00
Data di uscita: 19 gennaio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3il7HOY
Trama: La principessa Hesina di Yan ha sempre desiderato sfuggire alle responsabilità della corona, per vivere nell’anonimato. Ma quando il suo amato padre muore, viene gettata nell’arena dei giochi di potere e diventa all’improvviso sovrana di un regno incredibilmente instabile. Per di più, Hesina è convinta che il re sia stato ucciso, e che l’omicida sia qualcuno che le è molto vicino. La corte è piena di ipocriti e delatori che non vedono l’ora di approfittare della morte del monarca per accrescere la propria influenza: ciascuno di loro potrebbe essere l’assassino. I suoi consiglieri vorrebbero che Hesina accusasse il regno confinante di Kendi’a, il cui governante ha già radunato le truppe per la guerra. Determinata invece a trovare il vero colpevole e con qualche dubbio sulla fedeltà della sua stessa famiglia, Hesina compie un gesto disperato: si rivolge a un’indovina, il Giaggiolo argenteo. Un atto di tradimento, punibile con la morte, poiché la magia nel regno di Yan è da secoli vietata dalla legge. Seguendo le parole della veggente, Hesina chiede aiuto ad Akira, un delinquente patentato dalla mente brillante e acuta, un detenuto che nasconde più di un segreto. Il futuro del regno di Yan è in pericolo: riuscirà Hesina ad avere giustizia per suo padre? O il prezzo da pagare sarà troppo alto?

RECENSIONE

Descendant of the Crane Fanart Sticker by CW - Art From A Friend - White  Background - 3"x3" | Fan art, Art, Canvas printsLa storia ha inizio una notte come tante altre nel regno di Yan, solo che è una notte in cui Hesina, erede al trono di Yan dopo la morte di suo padre, è in cerca di risposte. Sembra che la ragazza pensi che suo padre non possa essere semplicemente morto ma possa essere stato addirittura assassinato. Ma da chi, non è dato saperlo ed è per questo che la giovane Hesina va in cerca di risposte al quartiere delle lanterne rosse, dove degli indovini sono lì nascosti e di cui lei si vuole servire per scoprire la verità sulla scomparsa di suo padre.  Solo che collaborare con gli indovini viene considerato tradimento, punibile anche con la morte visto che la magia nel regno di Yan è vietata da secoli. 

Riuscirà Hesina di Yan a diventare la regina di Yan e allo stesso tempo scoprire se suo padre sia stato davvero assassinato? Cosa sta succedendo all’interno del Regno? Riuscirà Hesina a ripristinare la pace, a combattere i fantasmi del passato e destreggiarsi fra la falsità e una politica che rende il suo paese instabile?

La cortigiana parlò prima che potesse farlo Caiyan. «Dunque dimmi, principessa Hesina.» Appallottolò il fazzoletto insanguinato e lo gettò nel braciere ai loro piedi, dove fu subito avvolto da una vampata di fiamme. «Cosa desideri vedere?»

La trama della storia è lunga ma rappresenta un quadro della storia in via generale e molto inquadrato. Non ci fa spoiler ma ci dona una linea e il punto di partenza di questa storia molto leggero, intraprendente e incuriosisce il lettore dalla prima all’ultima riga. Pronti dopo questa trama a gettarvi in questa storia?

Il titolo è interessante ed è un risultato della traduzione originale, leggermente modificata. “Descendant of the crane” è letteralmente Discendente della Gru, ma credo che il risultato che ne è derivato sia giusto e ben strutturato, rendendo sicuramente di più che della scelta di traduzione letterale. La copertina è unica ed incredibile. Amata già dalla versione originale e mantenuta anche nella versione italiana, la copertina è quanto di più bello ci sia nelle copertine degli ultimi tempi; sia per la rappresentazione della storia stessa, sia perché rappresenta Hesina, la sua paura di addentrarsi nel buio in cui dovrà brancolare per trovare la verità e la gru, simbolo della sua famiglia e del ninnolo che suo padre le aveva regalato.

Book Cover: DESCENDANT OF THE CRANE on BehanceL’epoca non sembra essere specificata e trattandosi di una storia fantastica e di luoghi inventati non saprei darvi un’epoca, senza ombra di dubbio posso dirvi che non è moderna; l’ambientazione è il regno di Yan, essenzialmente immaginario ma ambientato su base orientale affacciandosi ad un quadro generico similare a Cina o Giappone di secoli fa.

«A volte…» La voce di Hesina si bloccò. Provò di nuovo. «A volte ho paura di scoprire segreti che non dovrei conoscere.» O che era reputata indegna di conoscere, nel caso di sua madre. «Ma voglio essere più coraggiosa. Più forte. Voglio essere degna della verità. E mi piacerebbe… mi piacerebbe moltissimo se tu potessi aiutarmi.» “Per favore.”  Dopo un lungo istante, Akira annuì. Poi si sottrasse al suo tocco. La mano di Hesina precipitò, ma il suo cuore no. Era l’inizio della loro collaborazione, non la fine.

I personaggi di questa storia sono unici e originali, sicuramente ricchi di carattere, forza e determinazione. Non vi parlerò di tutti ma vi lascerò un quadro generale di con chi avremo a che fare. Il personaggio principale è sicuramente la futura erede al trono di Yan, Hesina, ma l’accompagneranno in questo viaggio diverse figure: abbiamo Cayan fratellastro e colui di cui Hesina si fida ciecamente e che diventerà suo vice-consigliere, Lilian, sorella gemella di Cayan e un’amica per la nostra protagonista principale. Abbiamo Sanjing, fratello di Hesina e combattente in prima linea sempre pronto a farsi avanti per lei e il misterioso Akira, il ragazzo con l’asta che, come da indicazioni del Gaggiolo argenteo (l’indovino) ladro e criminale, imprigionato nelle segrete ma liberato e utilizzato come rappresentante nel processo che indice Hesina per la morte del padre. Ci saranno anche tanti altri personaggi minori ma tutti questi hanno una struttura e una composizione molto brillante e con dei tratti distintivi per ognuno di loro. Personaggi quindi ben caratterizzati.

Hesina di Yan è una ragazza che pensava solo a voler fuggire dalle proprie responsabilità ma l’improvvisa morte del padre sconvolge tutti i suoi piani e si ritrova più determinata che mai a cercare i colpevoli della morte di suo padre con tutte le armi a sua disposizione. Hesina era molto attaccata a suo padre, molto più di quanto non lo fosse con sua madre, lui la chiamava Uccellino e cercava sempre di aprirle gli occhi, di farle imparare quanto più possibile e di renderla preparata a un’eredità futura. Per quanto Hesina sia giovane e inesperta alla guida del suo popolo, si ritrova più determinata che mai e si incastra alla perfezione nel cerchio di menzogne e falsità che girano all’interno della corte, dove ognuno cerca di prevalere l’altro. E’ un personaggio forte, una protagonista determinata a scoprire la verità con un amore viscerale verso il proprio padre. E’ forte, coraggiosa e non si tira indietro, neanche se si tratta di sfidare le leggi imposte dal popolo e di tentare la sorte con degli indovini.

«Ma l’hai visto con i tuoi occhi? Ha davvero preso fuoco?» «No, ma è quello che mi hanno detto gli uomini!» Le voci si placarono quando Hesina spalancò le braccia. «Il mondo è pieno di imbroglioni» urlò sopra il crepitio alle sue spalle. «E non c’è imbroglione più grande della paura. Stanotte, siamo caduti vittime della paura. Le abbiamo permesso di accecarci. Abbiamo creduto di stare dando la caccia ai mostri…»

Il perno centrale di questa storia e che spinge Hesina alla verità, alla forza e al governo di un regno subdolo e pieno di persone che tentano di distruggerlo, è la verità sulla morte di suo padre. Non c’è niente che valga di più della verità, seppur sia difficile, seppur sembra non venire mai a galla, seppur nessuno dopo tutto le ridarà indietro suo padre. Hesina ci mette tutta se stessa per ritrovare se stessa assieme a suo padre.

Author Spotlight | Behind The Pages With Hayley Chewins – Tale Out LoudLo stile utilizzato dall’autore non è ne particolarmente complesso ne articolato, è una storia semplice e scorrevole seppur con un disegno orientale e un mondo, così come lo stesso regno di Yan, deciso e decisamente affascinante. Scritto in terza persona, la storia segue principalmente le vicende di Hesina e i suoi movimenti, le sue scelte e tutti coloro che la circondano consentendoci di avvicinarci sempre di più a lei.

L’ambientazione e la struttura del luogo basato su luoghi e tradizioni orientali sono il punto forte di questo libro e rendono la lettura magica e potente. Quello che sicuramente avrei voluto vedere di più poteva essere qualche riferimento al cibo orientale o a delle vere e proprie tradizioni. Allora si che avrebbe fatto la differenza. 

C’è una breve attrazione/ amore ma che non diventa il perno centrale e resta defilato, non facendo cadere questa storia nel banale. E’ ben scritto e l’ideale di Hesina, quello del padre e della sua morte, la forza e il coraggio di scovare la verità spingono la ragazza a fare delle scelte anche politicamente sbagliate o particolarmente prevedibili però rendono la storia ancor più interessante e particolare, unica e originale.

La confusione finale non aiuta il lettore, soprattutto nella parte finale. Per come era stato presentato all’origine il volume sembrava essere uno stand-alone e speravo lo fosse. Per la confusione che invece viene proposta e per la parte finale sembra che ci sia una prosecuzione di qualche tipo. Tutto resta confuso, persino molti dettagli sui personaggi, come ad esempio Akira. A lui viene data fiducia solo per via della predizione dell’indovino (e non l’ho trovata una mossa completamente intelligente da parte della futura regina di Yan) ma per quale motivo lui continua ad assecondarla? Perché resta? Si, nel libro viene spiegato qualcosa e Akira si apre con la regina, ma siamo sicuri sia la verità? E cosa lo spinge a continuare quando potrebbe andarsene? Sicuramente nasconde molto più di quello che da a vedere e la storia non chiarisce questa cosa. Quindi sicuramente confusione su alcune cose che si potranno chiarire solo se uscirà un volume successivo. E spero sia così perché solo così potrò rendere più alto il volume di questo libro. Il senso finale è veramente sconcertante così proposto, troppo confuso e spero che l’autrice chiarisca al più presto tutto per il bene dei suoi lettori e della sua stessa storia.

Nonostante questo, la lettura è stata piacevole e scorrevole, ho apprezzato la storia e i meccanismi politici all’interno del volume, come la forza del personaggio principale di sfidare chiunque si trovi sul cammino anche se si ritrova a rischiare in primo piano. La storia mi ha ricordato molto La battaglia delle tre corone per l’intrigo politico preposto ma solo per questo. 

«Ho paura» ammise. «Se do al lupo un pezzo di ciò che vuole, non ne bramerà ancora?» Ma non era un lupo quello che dava la caccia a Hesina. Era la paura del popolo. O la governava o ne sarebbe stata governata. A ogni modo, il sangue era destinato a scorrere.

Il libro sicuramente è un volume ricco di azione, politica, poteri di corte e processi reali che tendono ad incastrare sempre qualcuno. Una storia che mi sento di consigliare a chi ama il genere e a chi vuole approcciarsi ad una realtà orientale in modo semplice ma al contempo forte e deciso. Un libro che apre le porte all’oriente e vi trascina a corte.

Joan He ci porta nelle terre orientali alla ricerca della verità sulla morte del re. Sarete pronti a scendere in campo con la regina di Yan per scoprire non solo la verità sulla morte di suo padre ma sulle radici nascoste del suo popolo e scoprire di più sulla magia degli indovini? 

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni collegate all’evento in questione. Vi aspettano anche loro con la loro opinione. 

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Cosa ne dite? Pensate possa fare il caso vostro? Pensate possa piacervi? Fatemi sapere ovviamente. Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #481 – SORCERY OF THORNS DI MARGARET ROGERSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi sono qui per portarvi in anteprima una nuova lettura fantasy che sta aspettando solo voi. Ringrazio la Oscar Vault Mondadori per la lettura in anteprima e Miriam per aver organizzato quest’evento. Siete curiosi di scoprirlo? Ecco a voi che ve ne parlo:

978880473508HIG (1)Titolo: Sorcery of Thorns 
Autore: Margaret Rogerson
Collana: Fantastica
Pagine: 444
Prezzo: € 22,00
Data di uscita: 19 gennaio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/35Q8r9N
TramaTrovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia. Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero. A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.

RECENSIONE

rosiethorns88 — Ink Stains and Iron Chains! A papercraft made for...La storia ha inizio con una prova per la giovane apprendista Elisabeth, allevata in una delle Grandi Biblioteche dalla Direttrice che si è presa cura di lei fin da quando era bambina. Una ragazza che cerca in tutti i modi di imparare in quanto apprendista per diventare poi una Guardiana della Biblioteca, un ruolo di massima responsabilità. Quello di cui, però, la giovane è ignara è il fatto che qualcosa sta per accadere all’interno del plesso e sembra essere  molto più grande di lei. Così si ritrova fra le grinfie del Magister Nathaniel Thorn, un mago molto potente che la scorta fino alla capitale dove dovrà essere interrogata per la sua condotta pericolosa e impudente e per quanto accaduto nella notte nella libreria di Summerhall.

Cosa succederà ad Elisabeth e al suo sogno una volta giunta in città? Cosa cambierà una volta conosciuti Nathaniel e il suo domestico Silas? Cosa succederà di pericoloso ma soprattutto, magico?

Lo schianto del coperchio ruppe il silenzio sepolcrale della camera blindata. La cassa non sarebbe più stata aperta per anni, forse per decenni. Era al sicuro. Non costituiva una minaccia. Ma Elisabeth non riusciva ad allontanare dai suoi pensieri il suono di quella voce, o la sensazione che con il Libro degli Occhi non fosse finita… e che lui non avesse ancora finito con lei.

La trama ci apre le porte dell’inizio di questa storia consentendoci di avere un quadro generale della situazione. Forse avrei evitato di farla così dettagliata raccontandoci il primo centinaio di pagine della storia e forse anche di più in linea del tutto generale. Sarebbe stata sicuramente più interessante nel creare solo suspense e curiosità nel lettore, cosa che fa ugualmente ma ci svela già diverse cosette.

La copertina è fantastica e sono felice che sia stata portata così come l’originale e, forse, anche meglio visti i dettagli e le minuzie che ultimamente la casa editrice sta utilizzando per i propri volumi. Il titolo di questa storia è stato mantenuto come l’originale anche perché traducendo letteralmente giungiamo a questa conclusione: “Stregoneria dei Thorns” che suona davvero male e, creare qualcosa di vagamente simile, ammetto che sarebbe rimasto molto complicato. Sono felice per la scelta messa in atto dalla casa editrice nel mantenere titolo e così anche la copertina crei un connubio visivo decisamente interessante.

Charlie Bowater - Cover art for Sorcery of Thorns by Margaret Robinson,  2019 | Art, Fantasy art, Art inspirationL’epoca è indefinita ma sembra quasi medioevale; comunque trattandosi di località e di una storia fantasy è difficile dirlo con sicurezza e precisione se non specificato dall’autore; l’ambientazione di questa storia è del tutto fantastica e inventata dall’autore. Tutto ha inizio nella zona di Summershall e ci si muove all’interno della regione giungendo alla capitale,  fulcro centrale di questa storia.

I lividi sulle braccia, che comparivano ogni tanto alla luce della torcia, sbiadirono dal viola intenso a un giallo malaticcio. Nel mondo di sopra passò una settimana. La sua routine non cambiava mai, finché un giorno, dopo che la saracinesca si fu sollevata con lo stridio del ferro sulla pietra, nel corridoio risuonarono due serie di passi invece di una. Elisabeth sapeva cosa significava: alla fine i maghi erano venuti a prenderla.

I personaggi di questa storia, essendo uno stand alone, si concentrano e sono sostanzialmente molto pochi, stringendosi ad un campo di tre figure che si muovono fra loro. Sono molto legati e allo stesso tempo molto ben strutturati essendo gli unici su cui la storia ruota effettivamente. Ho trovato tutti i personaggi ben caratterizzati ma non mi hanno colpito come speravo.

Elisabeth è sicuramente il punto focale e la protagonista principale di questo romanzo. E’ intraprendente, non si lascia intimidire e si butta nelle cose pur di ottenere ciò che vuole. Vorrebbe tantissimo diventare Guardiana di una delle Grandi Biblioteche magiche, che è una grande responsabilità. E’ molto affezionata alla Direttrice, che l’ha allevata e ha una sola amica, Katrien, l’unica che l’abbia accettata quando tutte la scansavano, diffidenti. 

Sorcery of Thorns by KatanaSonata on DeviantArtNathaniel e Silas sono due personaggi molto diversi fra loro ma allo stesso tempo essendo cresciuti assieme riescono a intendersi molto bene. Il primo dalla battuta sempre pronta e completamente spigliato e a suo agio con se stesso, l’altro più cupo e misterioso, sono complementari e uniti fra loro sia come intesa personale sia come presenza.

«Perché sei venuto a prendermi a Summershall?» domandò, voltandosi all’improvviso verso Nathaniel. «Perché proprio tu e non qualcun altro?» La durezza del suo tono lo prese alla sprovvista. Il sorriso gli svanì dalle labbra così come il luccichio negli occhi, che tornarono grigi e freddi come braci spente. «Quando è arrivato il rapporto al Magisterium, ho riconosciuto il tuo nome.» «Come? Non te l’ho mai detto.» «Me l’ha detto la Direttrice.» Vide la sua espressione e spiegò: «Volevo sapere il nome della ragazza che mi aveva quasi ucciso con una libreria. Mi sembrava saggio, nel caso ti avessi incrociata di nuovo».

Il perno centrale di questa storia sono sicuramente la magia e i libri. Un mondo che ricorda molto Harry Potter, anche se sono i libri il vero fenomeno di questa storia e la colonna portante di tutto. La magia unita a delle grandi biblioteche da proteggere crea un mix potente e unico per ogni lettore.

Lo stile utilizzato è molto semplice e scorrevole seppur la storia sia ben descritta e ricca di dettagli. Scritta in terza persona, la storia segue principalmente e in maniera ravvicinata le vicende che riguardano la giovane apprendista Bibliotecaria, Elisabeth. 

Lì dove il world building sembra fare più scena rispetto al resto – anche se non del tutto completo visto che per comprimere tutti i dettagli in un unico libro – l’autrice ha cercato di rendere questo efficace e interessante. E’ un mondo nuovo, ricco di libri che sono vivi ed anche molto potenti, Bibliotecari e Guardiani – “guerrieri” e allo stesso tempo di Magister, di Grimori, demoni e magia piuttosto potente

Ho trovato i personaggi parecchio scialbi e poco accattivanti, specialmente Elisabeth. Un po’ spenta, il classico tipo “voglio fare tutto ma allo stesso tempo non voglio fare niente”. Poco comunicativa e allo stesso tempo non troppo originale. Il protagonista in cerca di rivalsa e di cambiamenti, decisamente non una novità. Quello che cerca di revitalizzare il tutto è il duo tra Silas e Nathaniel che, però, non regalano niente di particolarmente innovativo. Il classico tipo misterioso e dalla battuta spigliata, molto similare al Thomas Cresswell de Sulle tracce di Jack lo Squartatore. Silas è sicuramente l’anello che brilla su tutto il resto risultando sicuramente più accattivante e curioso degli altri personaggi.

Il finale può o non lasciare un po’ la situazione aperta ma sempre dipende dal punto di vista del lettore. Sicuramente partendo con l’idea che questo è un semplice stand alone, si sa in partenza che sarà un volume unico quindi non mi aspetto nulla di più e mi va bene così. Ho trovato la storia sommariamente di piacevole lettura e scorrevole. Carino, semplice e non del tutto originale; non mi ha fatto particolarmente impazzire, lo ammetto.

«Pronta, signorina Scrivener?» chiese, offrendole il braccio. Il cuore di Elisabeth saltò un battito. Forse aveva giudicato male Nathaniel, ma su una cosa aveva avuto ragione. C’era un mago che la voleva morta. E la stava aspettando, da qualche parte là fuori. Con un senso di gelo nelle ossa, annuì e prese il suo braccio.

Il libro è sicuramente un fantasy interessante che ci porta in un mondo magico, fantastico e ricco di mirabolanti avventure. Una storia che consiglio a chi ama i libri ma soprattutto  chi vuole approcciare in maniera soft al fantasy young adult.

Margaret Rogerson scrive una storia

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite anche le altre recensioni, le trovate qui, mi raccomando! Ecco a voi:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Che mi dite? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #480 – IL FIATO DI EDITH DI NICOLA PESCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi eccoci con una terza recensione della settimana per voi di un libro che è uscito da poco e che volevo leggere. Ringrazio la casa editrice NPE Edizioni per la lettura e ve ne parlo subito. Ecco a voi:

Titolo: Il fiato di Edith51rzl7iw0ll._sx382_bo1204203200_
Autore
:
Pesce Nicola

Collana: Himself
Formato volume: cartonato in imitlin avorio e testo in rilievo rosso
ISBN: 9788836270088
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sgkEyh
Trama: “Il fiato di Edith” è un romanzo ambientato in una Irlanda di un indefinito secolo passato, tra prati verde scuro, piccole casette e grandi nebbie. Un ragazzo di dieci anni o poco più, inseguendo una palla di pezza rotolata ai piedi di una collina, scorge una casa diversa dalle altre. Entra attraverso la porta socchiusa e vede una famiglia in piedi accanto a un lettino, di fronte a un fuoco scoppiettante. Distesa sul lettino, la piccola Edith, una bimba malata dai lunghissimi capelli rossi, che respira a piccoli sorsi. È così che il piccolo Jonathan cade suo malgrado in una favola. Non si sa come esattamente, si parla di un maleficio, di una strega… una volta… e la piccola Edith non può vivere come le altre persone, per il suo cuore troppo debole.

RECENSIONE

La storia ha inizio fra le colline nebulose d’Irlanda in cui un bambino curioso, Jonathan, si addentra in una casa in collina e scorge una bambina che se ne sta sdraiata sul letto e parla a malapena. Il suo nome è Edith e sembra stare molto male. I suoi genitori non sanno come porre rimedio alla cosa e la figlia sembra essere vittima di una maledizione. Jonathan si affeziona tantissimo alla ragazza e trova in lei un punto a cui poggiarsi e un mistero da risolvere, specialmente per quanto riguarda il maleficio di cui la piccola sembra essere vittima.

Cosa è successo veramente alla piccola Edith? Riuscirà Jonathan a rimanerle vicino e a scacciare questo profondo maleficio? Cosa cambierà nella vita di Jonathan e in quella di Edith ormai profondamente legate?

Poi una voce, che non si aspettava, gli arrivò all’orecchio come una carezza troppo leggera. «Ritornerai?» aveva chiesto Edith, e dopo era caduta in uno svenimento prima ancora che lui potesse risponderle.

La trama di questa storia ci mostra l’inizio di questa storia e di come questa prenda effettivamente piega, forse anche meglio di come il libro si presenta agli occhi del lettore.

Il titolo è sicuramente quanto di più inerente a questa storia. La storia si basa sul maleficio a cui è soggetta Edith e il suo fiato sembra pesante, tanto che sembra quasi un miracolo che respiri. Il suo fiato e la sua voce è quanto di più importante per Jonathan e per il lettore che prenderà fra le mani questo volume. Su Edith dipendono le sorti della storia, quindi trovo il titolo sicuramente azzeccato. La copertina è piuttosto minimalista. Non mi fa impazzire, se devo essere sincera, ma ha il suo fascino misterioso. Sembra essere il volto di Edith che sogna di vivere come tutti gli altri ragazzi/e della sua età, di correre nel vento. Per questo motivo è sicuramente una copertina figurativa, per il resto troppo semplice per dirvi di più.

L’epoca è misteriosa e ignota ma non sembra essere ambientato quasi nel medioevo. Non so dirvi se questa cosa però sia corretta e veritiera, per cui mi limiterò a dirvi che è nell’epoca che vi ho appena detto in cui mi sono immaginata questa storia. L’ambientazione è l’Irlanda, di cui nessun altro dettaglio ci è dato sapere.

Ma era come se quell’uccellino, all’entrare di altra gente, perdesse improvvisamente di valore. Era come se quell’uccellino – senza che lo sapesse nemmeno – guadagnando in giubilo perdesse in bellezza, in profondità. Ma in cosa risiedeva il valore di quell’uccellino? Era proprio la tristezza intrinseca a dargli valore?, o lo decideva Jonathan, lo decidevano i suoi occhi di bambino, di uno in mezzo a quattro, di nessuno? Non era egoista.

I personaggi di questa storia non sono molti e sono poco sviluppati, soprattutto per quanto riguarda Edith. Conosceremo molto poco di lei se non ciò che la caratterizza, la “maledizione” che porta con sé e che la mette nella condizione in cui si trova. Scopriremo però le scelte della bambina quando ci si avvia verso il finale del volume. Motivata più dallo spirito della compagnia e dalla solitudine, si accompagna a Jonathan in cui trova un compagno e un amico.

Jonathan è il ragazzino che sicuramente conosceremo di più, scopriremo i suoi pensieri, le sue paure, il semplice fatto di essere ammaliato dalla piccola bambina e di prodigarsi per lei. Jonathan è un ragazzino che resta al suo fianco, l’unico che cerca di trovare una soluzione e l’unico che si ritrova persino a pagare per questo. E’ un ragazzino intelligente e devoto, che dona fiducia e sembra quasi innamorarsi della piccola.

«Dimmi la verità: vorresti stare tra le mie braccia adesso?» Una civetta in lontananza rispose in vece di Edith. «Sentirei i battiti del tuo cuore,» continuò Jonathan, «come quello di un uccellino impazzito, poi, come sempre, si calmerebbe, stavolta adattandosi al mio respiro, lento. Chiuderesti gli occhi, come li chiudi a volte quando ti faccio una carezza. E il tuo cuore diventerebbe possente e calmo, come quello di un bellissimo cavallo che dorma nel buio. Sentiremmo solo i nostri respiri. Dopo, io dormirei per la prima volta dopo tanti giorni. Tu dormiresti. Che bello sarebbe dormire insieme senza una parola. «Nel buio ti sussurrerei che ti voglio bene. Ma staresti già dormendo. Sognando. Sognando un vento che spoglia dei loro orecchini i ciliegi in fiore, di un camino che crepita su una montagna nella neve.

Il perno centrale di questa storia sembra essere il maleficio a cui è soggetta Edith. E’ costretta a letto con un filo di voce e non si riesce quasi a parlare. Un ragazzino si avvicina e resta assieme a lei, la prende a cuore visto che è sola e anche i genitori di lei, chiedono a lui di restare. Lui lo fa incondizionatamente, cercando di salvare la piccola Edith; è questa l’unica cosa che conta.

Lo stile utilizzato dall’autore è al contempo articolato e singolare, non del tutto fluido per una storia di sole 120 pagine, però scritto in modo poetico e incisivo, sicuramente non da tutti. Questo infatti è una lama a doppio taglio: laddove l’autore è prolisso o si perde nei meandri dei dettagli decantandone le lodi e la bellezza, perde a livello di trama e di storia. Con questo non dico che la storia non mi sia piaciuta ma per alcune cose se ne perde molte altre che sono fondamentali ai fini di una storia ben scritta e ben delineata e improntata.

Infatti, resta confuso il motivo per il quale questa bambina sia vittima di questo maleficio. Il libro si concentra molto sui sentimenti del giovane ragazzo e sul messaggio che vuole cercare di condurre quando il volume giunge alla fine ma perde il suo valore dal momento che non spiega quasi nulla: ne come la ragazza sia stata vittima di questo maleficio, ne perché e perde per la via il vero senso e significato di questa storia.

La tematica del volume lascia presagire molto seppur con la scrittura l’autore tenda molto a confondere il lettore. Il messaggio se penso sia quello che ho compreso nel leggere il libro, è chiaro, se non alla fine del libro ma il trascorso non e i presupposti di certo lo sono meno. Inoltre non ho ben compreso il perché del finale di questa storia sia così e il ciclo si ripete e alla fine a pagare è solo uno, perché non viene reciprocamente resa la cosa. Era un trucco? Un inganno? Era quella stessa cosa il maleficio verso qualcun altro? Non so spiegarvi perché ma le domande sono troppe e meritano troppe risposte che, con molta probabilità non avverranno mai. Quindi la storia ha sicuramente molte crepe e carenze.

Il quinto giorno più bello della loro vita fecero una passeggiata in un bosco, le loro dita si sfiorarono e Jonathan per la prima volta ebbe paura di morire.

Il libro narra un racconto sicuramente particolare sia nella struttura narrativa, sia nella storia stessa che, però, non raggiunge veramente a fondo il cuore del lettore. Consiglio? Se amate storie dal ritmo e dalla tonalità fiabesca con un tipo di scrittura quasi poetico, questo può fare per voi. Altrimenti, direi di no.

Nicola Pesce scrive una storia di due ragazzini che si trovano in circostanze strane, curiose e che si ritrovano a condividere qualcosa di particolare che li unirà e li porterà a cercare di risolvere il fitto e intrigato mistero che li avvolge.

Il mio voto per questo libro: si barcamena tra 2 e mezzo / 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©