RECENSIONE #509 – VINCENT DI BARBARA STOK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come facevo a non leggere questo volume, io che adoro le opere di Van Gogh e il suo modo di dipingere? La sua storia è stata l’unica di tutti gli autori che mi abbia mai affascinato ai tempi della scuola, sono andata a mostre su mostre ed adoro i suoi dipinti. Per cui questa storia non potevo non leggerla. Ecco che ve ne parlo subito:

71xbwgnyyplAutori: Barbara Stok
Titolo: Vincent
Data di pubblicazione: 17/07/2014
Pagine: 144
Link d’acquisto: https://amzn.to/3weqRgb
Trama: Un ritratto elegante e delicato, che ripercorre con sensibilità alcuni momenti della vita di uno dei pittori più amati della storia dell’arte. In un vortice di immagini a servizio della pittura di Van Gogh, questo libro saprà emozionarvi e mostrarvi la poesia dietro il dolore dell’esistenza di un artista profondamente tormentato. Una straordinaria prova d’autrice per Barbara Stok, autentica stella del fumetto olandese moderno.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la partenza di Vincent Van Gogh da Montmartre per la Provenza, in cui vuole dedicarsi alla pittura in tutto e per tutto cercando di trovare le meraviglie del mondo, dipingerle e magari guadagnarci qualcosa, così da non dover pesare ancora su suo fratello Theo. E’ lì che si salutano e Vincent promette di ripagare presto il fratello di tutti i soldi che lui gli sta dando per permettergli di vivere di pittura e di essere l’artista che ha sempre desiderato essere. Purtroppo tutti sappiamo come vanno le cose e per Vincent niente è stato semplice come poteva essere. Il viaggio in Provenza, segna l’inizio del percorso della vita del pittore che lo porterà a dipingere i suoi quadri migliori e che lo renderanno famoso in tutto il mondo, purtroppo solo dopo la sua morte.

Cosa succederà a Vincent? Come avrà, l’autrice, illustrato tutto il suo percorso? Lo scoprirete leggendo questa bellissima graphic novel.

Vincent di Barbara Stok 4 | likemimagazine

La trama è molto semplice che non descrive chissà quali cose ma dubito che ci sia molto altro da dire al riguardo. La storia segue dalla partenza in Provenza, grande cambiamento per la vita dell’autore fino alla fine, coprendo un vasto periodo ma riassunto e illustrato nel migliore dei modi, a mio parere. Una trama semplice ed efficace, che incuriosisce.

La copertina di questa storia è molto minimal e ci mostra il viso in primo piano di Vincent Van Gogh, come in uno dei suoi più famosi quadri, l’autoritratto. La struttura del disegno è piuttosto semplicistica ma ritengo sia il punto di forza di tutto il volume. Il titolo non poteva essere diverso trattandosi di una graphic novel sulla vita di uno dei pittori post-impressionisti più grandi e conosciuti al mondo. E’ un connubio, tra copertina e titolo, davvero interessante e curioso, utilizzando tutti gli accorgimenti possibili che potevano essere utilizzati.

L’ambientazione è la Provenza, correva l’anno 1888, in cui Vincent decide di partire e di dare vita al periodo più florido della sua vita, dove dipingerà più di 300 opere, in un posto che lo ispira in maniera particolare nonostante il tormento continui a seguirlo ancora e non lo renda mai felice. La storia ricopre più anni della vita del pittore.

Vincent by Barbara Stok

I personaggi di questa storia non sono molti, per di più la storia si concentra sul personaggio principale del volume che è il narratore e, quasi, pittore della sua stessa storia. Avremo comunque modo di scoprire sia suo fratello Theo che Paul Gauguin, autore e pittore post-impressionista libertino e particolare.

Van Gogh in questo volume risulta avere un’indole molto profonda, alla ricerca della bellezza vedendo cose magnifiche anche dove c’è una semplice distesa di campi coltivati o da coltivare. Ha un animo buono ma risente della poca vendita delle sue opere, della poca fiducia che riceve nei suoi lavori e nella ricerca estrema della perfezione. Dalla testa calda che ha riceve spesso delle batoste ma sa farsi valere. Viene reso un personaggio forte ma allo stesso tempo fragile e speranzoso di restituire la vita che gli sta permettendo suo fratello Theo. Un personaggio davvero incredibile.

Barbara Stok tekent strip over Vincent van Gogh - Digitale Kunstkrant

Il perno centrale del tutto è proprio Vincent Van Gogh, la parte più importante della sua vita che lo ha cambiato drasticamente sia come uomo che come pittore. Quasi come fosse un’autobiografia, l’autrice ci fa un regalo grandissimo e con le sue illustrazioni mostra diversi aspetti della vita di un artista che non è stato particolarmente amato in vita quando dopo la sua morte, in cui le sue opere hanno spopolato come non mai e ancora oggi sono attuali e di cui chiunque ha sentito parlare almeno una volta nella vita.

Lo stile e la grafica dell’autrice, nel raccontare questa storia è davvero piuttosto minimalista, come potete vedere sia dalla copertina che dalle strisce che vi ho lasciato all’interno della recensione. Nonostante questo l’autrice sembra cogliere l’essenza delle cose e quanto Van Gogh volesse comunicare al mondo con i suoi quadri nonostante il suo carattere difficile e i suoi modi di fare alquanto bizzarri.

Nella storia si parla specialmente del pittore e della sua vita, di come siano stati visti e vissuti i suoi quadri e di come la sua profondità e il suo tormento si ripercossero sulle sue opere. E’ una storia che non solo ci mostra i suoi più famosi quadri ma ce li mostra sotto una luce completamente diversa da come l’abbiamo sempre immaginato. La fantasia di vedere l’idea del quadro e di studiare ogni minimo dettaglio della vita del pittore, cogliendone l’essenza, la forza e la fragilità non mostrando tragicità o comicità ma soltanto la vita di un uomo che ha cambiato le regole della pittura e ha reso al mondo delle opere di valore inestimabile.

Un libro che vi consiglio di leggere, delicato, mai banale e sorprendente.

Vincent”, ritratto a fumetti di Van Gogh – Nicola D'Agostino (.net)

Il libro è una piccola perla per gli amanti di Van Gogh, sia perché ci lascia immaginare come lui possa aver concepito i suoi quadri, sia perché ci regala un bel quadro impressionistico di ciò che è stata la sua vita. Un libro da leggere, ve lo consiglio assolutamente.

Barbara Stok ci regala, nella sua semplicità, un’opera ricca di significato trascinandoci in Provenza assieme al pittore più grande di tutti i tempi. E’ attraverso i suoi disegni che insegna sia la storia di una parte importante della vita di Van Gogh che lascia un’impronta nel panorama delle graphic novel conquistandosi – probabilmente – anche la stima del famoso pittore per essere stato descritto così bene. Un libro da non perdere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA // PREVIEW REVIEW #508 – BREATHING UNDERWATER DI SARAH ALLEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Oggi vi porto una nuova recensione, di un libro uscito in lingua proprio in questi giorni. E’ una storia dolce e semplice, una storia di due sorelle davvero molto dolce. Ve ne parlo subito, ringraziando prima l’editore così come Giselle di Xpresso Book Tours per la lettura in anteprima. Ecco a voi:

**Ho ricevuto una copia di questo libro da Xpresso Book Tours come parte di un blog tour, in cambio di una recensione onesta.**

Titolo: Breathing Underwater
Autore: Sarah Allen
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 219
Lingua: Inglese
Pubblicato da: Farrar Straus and Giroux (BYR)
Link d’acquisto: https://amzn.to/3dcmqtD
Trama Originale: A sparkly, moving middle grade novel from Sarah Allen, and a big-hearted exploration of sisterhood, dreams, and what it means to be there for someone you love. 
Olivia is on the road trip of her dreams, with her trusty camera and her big sister Ruth by her side. Three years ago, before their family moved from California to Tennessee, Olivia and Ruth buried a time capsule on their favorite beach. Now, they’re taking an RV back across the country to uncover the memories they left behind. But Ruth’s depression has been getting worse, so Olivia has created a plan to help her remember how life used to be: a makeshift scavenger hunt across the country, like pirates hunting for treasure, taking pictures and making memories along the way. All she wants is to take the picture that makes her sister smile. But what if things can never go back to how they used to be? What if they never find the treasure they’re seeking? Through all the questions, loving her sister, not changing her, is all Olivia can do—and maybe it’s enough.

Trama tradotta:
Olivia è nel viaggio dei suoi sogni, con la sua fidata macchina fotografica e sua sorella maggiore Ruth al suo fianco. Tre anni fa, prima che la loro famiglia si trasferisse dalla California al Tennessee, Olivia e Ruth seppellirono una capsula del tempo sulla loro spiaggia preferita. Ora stanno attraversando il paese con un camper per scoprire i ricordi che si sono lasciati alle spalle. Ma la depressione di Ruth sta peggiorando, quindi Olivia ha creato un piano per aiutarla a ricordare com’era la vita: una caccia al tesoro improvvisata in tutto il paese, come i pirati a caccia di tesori, scattare foto e creare ricordi lungo la strada. Tutto quello che vuole è scattare la foto che fa sorridere sua sorella. Ma cosa succederebbe se le cose non tornassero mai come prima? E se non trovassero mai il tesoro che stanno cercando? In tutte le domande, amare sua sorella, non cambiarla, è tutto ciò che Olivia può fare e forse è abbastanza.

RECENSIONE

man and woman smiling while laying on lawn fieldLa storia ha inizio nella camera da letto di Olivia, dove si trova a preparare le sue cose per partire per un viaggio di una settimana assieme agli zii e a sua sorella per cercare di farla sentire un po’ meglio. Questo perché a Ruth soffre di depressione e ci sono giorni buoni ma giorni in cui ci si sente come dentro ad una Fossa. E’ per questo motivo che Olivia è davvero felice di organizzare la caccia al tesoro fotografica attraverso un viaggio in camper verso San Diego, lo stesso che le due avevano fatto tre anni prima quando si stavano per trasferire in Tennessee. 

Cosa succederà durante il loro percorso? Riuscirà Olivia a rendere il viaggio memorabile e far sorridere sua sorella ricordando i bei momenti passati insieme? Ricordando quanto è bella la vita e quanto assieme si possa essere più forti?

Ruth told me some of this herself—the tidal waves, the crash down to numbness. The rest is what I’m trying to learn from watching Ruth up close, trying my best to understand something she can only express in metaphor, trying to figure out what an inside hurt looks like on the outside. I’ve tried to learn the signs. Her signs. I want to watch Ruth’s face when we find our old box and open it up and see the shells she put inside, and her favorite necklace, and the pictures I took of her. Pictures of us dancing and playing pirates and all the times when we were happy Treasure Hunters. Because I think that will be a good day. A really good one.

La trama è molto semplice che da una partenza sprint a questa lettura e che invoglia a gettarsi in questa lettura. Una trama dolce e tenera, che incuriosisce e che mi ha spinto a voler leggere questa storia assieme alla presentazione visiva della copertina.

La copertina è meravigliosa e trovo che sia azzeccatissima per questo volume. Sia perché all’interno della storia ci sono riferimenti all’aquario che le due andranno a visitare così come il fatto che le due abbiano fatto immersioni insieme. Bello anche il riferimento a fatto che Ruth sia con i suoi abiti scuri e i suoi capelli dal taglio particolare che si ritrova a condividere la musica con sua sorella, per una volta, invece di come fa costantemente da sola all’interno del volume stesso; in più il fatto che Olivia sia poggiata sopra la spalla di Ruth e non il contrario che dimostra quanto tenga Olivia a sua sorella. Il titolo si ricollega alla copertina e lascia un senso molto più ampio di quanto sembra. Il fatto di respirare sott’acqua, la difficoltà che ne deriva e destreggiarsi in un mare di incertezze dona alla copertina e al titolo il connubio perfetto per questa storia. Non solo per il viaggio delle due ma proprio il significato stesso della depressione e di quanto possa sembrare simile al cercare di respirare sott’acqua, nei momenti più bui.

L’ambientazione della storia è un camper sul quale saremo in viaggio attraverso gli stati americani, passando per il Texas così come tanti altri posti interessanti, passando da Knoxville a San Diego in un’epoca moderna e contemporanea ai tempi di Instagram e dei social più popolari, come oggi.

“I think I’ve figured out what your superpower is,”he says. “My superpower?”“Yeah, everyone has one. Yours is finding pretty things to show other people. To try and make them happy.”Red lights of an ambulance rush by. “Ha, that’s not a superpower,”I say. “I wish it was.”“Believe me, it is,”Eddie says. “Not everybody thinks that way, and you’re really good at it.”If I was really good at making people happy, I think, then the people around me wouldn’t be sad. But I tell Eddie thanks.

silhouette of woman beside aquarium with whale sharkI personaggi di questa storia non sono molti, ci si concentra principalmente sulle due protagoniste anche se avremo modo di conoscere qualcosina anche dei due zii delle ragazze, in special modo di Ellie, di cui avremo modo di capire qualcosa di importante sul suo passato.

Olivia è una tredicenne che ama la fotografia e la bella musica così come ama sua sorella. Gli piace postare i suoi scatti su Instagram e condividerli come diario di viaggio delle sue avventure, anche le più piccole catturando l’essenza delle cose. Ma la cosa più importante per lei è Ruth e fare qualcosa per lei e per cercare di farla tornare a sorridere come una volta, condividendo i pirati, la caccia al tesoro fotografica e le belle avventure. Nonostante Olivia ci metta tutta se stessa si trova in seria difficoltà e si rende conto di quanto sia fragile sia sua sorella come se stessa. Olivia soffre un po’ la situazione, specialmente con i genitori che si preoccupano molto più facilmente di Ruth che di lei ma tiene duro per sua sorella e perché le vuole bene.

Ruth è una ragazza di sedici anni molto chiusa, che ama la musica e le belle fotografie che sa scattare sua sorella, nonostante sia molto più piccola di lei. Ruth soffre di depressione ed ha dei momenti di down in cui si chiude in se stessa e non vuole ne mangiare molto ne parlare, che la sorella chiama La Fossa, e dei momenti di Up in cui è più aperta ed espansiva. Ha un taglio di capelli davvero singolare ed ama mettersi pesanti felpe col cappuccio che coprano la sua testa e possa nascondersi.

Due protagoniste interessanti e forti, che vi sapranno coinvolgere e che saprete apprezzare.

I watch Ruth trace a finger across the wood grain of the table, and I wonder what’s going on behind her tired eyes. I know there have got to be happy memories in there. The Ruth from those pictures is in there somewhere. My plan for the next week—my plan for this trip— will be to remind her . And tomorrow, the plan begins. Tomorrow, we go on a Treasure Hunt.

photo of person reach out above the waterIl perno centrale di questa storia non è solo il viaggio sulla roulotte e la caccia al tesoro, ma la depressione e quanto questo viaggio sia importante, secondo Olivia, per sua sorella Ruth e di cui lei sia convinta che serva ad aiutare sua sorella.

Lo stile utilizzato è molto delicato e semplice, che si legge nel giro di poche ore anche per chi non mastica l’inglese molto bene (parlo da Italiana ovviamente). E’ una storia molto leggera e fluida nonostante la storia tratti un argomento molto pesante e altrettanto delicato.

Ci sono due risvolti all’interno di questa storia: uno è positivo e l’altro è negativo nonostante io parli da persona a cui il libro è piaciuto molto.

L’aspetto positivo è molto banale ma non così scontato fra due sorelle. L’amore fra le due sorelle e le difficoltà che si ritrovano ad affrontare assieme, l’una tenendo la mano dell’altra seppur a volte non sembrino andare molto d’accordo e Ruth sembra chiusa per via della depressione. Olivia cerca di condividere quanto le è possibile ed organizza questo viaggio apposta per lei, per mostrarle tutto l’amore che ha per lei e la gratitudine solo perché sia sua sorella. E’ un sentimento assolutamente positivo e trovo che sia stato trasmesso alla massima potenza rendendolo genuino e spontaneo, come dovrebbe essere sempre.

L’altro lato della medaglia, ovvero l’aspetto negativo sta nella malattia di Ruth. La depressione è una malattia infida, che si insinua al di sotto e che a volte è anche difficile da notare. Posso dirlo perché ne ho sofferto – non a livelli da prendere medicinali particolarmente pesanti – ma ci sono passata anche io e me ne rendo conto ancora quando ho dei momenti che mi buttano giù.  Quindi non è un sentimento a me sconosciuto ed è anche per questo che ho deciso di buttarmi su questo libro perchè mi incuriosiva l’argomento e mi piacciono queste tematiche forti e importanti. In alcuni momenti, più che soffrire di depressione, Ruth sembra avere il classico periodo che ha ogni adolescente che si chiude in se stesso ed ha bisogno dei suoi momenti. In altre occasioni invece la sua malattia sembra essere più evidente, e sembra quasi essere reale. Quindi ho apprezzato lo sforzo e la calibratura dell’autrice su questo ma in alcuni momenti è piuttosto minimal e poco reale a livello di impatto emotivo con la malattia vera e propria. 

Altro punto, il peso che viene dato ad Olivia: gestire sua sorella e se stessa. Il fatto che Olivia si senta quasi colpevole della malattia della sorella, tanto da dover organizzare il viaggio – che non metto in dubbio sia una cosa meravigliosa – ma che i genitori acconsentano mettendo tutto sulle spalle della figlia minore che ovviamente comincia a risentire del peso di quanto ha di fronte mano a mano che passano le ore e i giorni a contatto con sua sorella Ruth. Così come non ho apprezzato il fatto che Olivia cerchi di far sentire in colpa la sorella per il tatuaggio. Le sue parole in quel momento non mi sono piaciute molto ma ho soprasseduto trattandosi di una protagonista tredicenne che dimostra e dovrebbe dimostrare la sua età in queste circostanze. In molte altre, specie per qualche ragionamento sembra più grande ma trovo che sia stata ben calibrata. Dall’altro lato ho apprezzato però il fatto dei genitori consapevoli e vicini alla figlia, pronti ad aiutarla, così come gli zii, pronti a tutto per le proprie nipoti, aspetto non da poco in queste storie, che viene spesso messo da parte o addirittura trova il genitore/parente distante o del tutto assente.

La cosa però a colpirmi maggiormente sotto una luce del tutto positiva è come questa storia riesca ad insinuarsi nel cuore toccando le corde giuste, parlandoci col cuore conquistandoci con le parole di Olivia nei confronti del mondo, della situazione e con l’amore per sua sorella. E’ una storia dolcissima ed emozionante che ho apprezzato e che rileggerei volentieri perché sa entrarti dentro e colpire dritto al cuore, nonostante quanto detto e le complicazioni che derivano nel trattare tematiche di questo tipo.

These are the kinds of Ruth situations I’ve always been terrible at, even before Ruth got sick. The knowing-what-to-say part. The comforting part. I can never get the tone right, like a singer always slightly off-key. I try, but can always tell I come off like a trite, ignorant cheer captain instead of someone who really cares. It seems like this should be such an obvious thing, comforting my sister. But somehow for me, knowing exactly what to say to make her feel better is like a bird knowing how to breathe underwater. But I have to try. Another step closer. I want her to know that I don’t care about our dumb argument anymore, and I’ve put it behind me. That there will be more opportunities. That she should always keep working on her songs and her own things no matter what, because they’re amazing.

Il libro è una storia per ragazzi piacevole che mi sento di consigliare soprattutto nelle scuole, visto l’argomento delicato e molto attuale. Una storia che mi sento di consigliare ai più piccoli ma anche agli adulti che si vogliono addentrare in una storia unica e sotto il pelo dell’acqua.

Non avevo ancora letto nulla di Sarah Allen, nonostante sia già uscito un libro in precedenza anche in Italia, Coraggiosa come una ragazza (What Stars Are Made of). L’autrice ci trascina in un viaggio itinerante attraverso gli scatti fotografici, la musica e l’amore indissolubile di due sorelle che si sostengono a vicenda e continueranno a farlo sempre. Una storia da leggere!

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

PREVIEW REVIEW

I received a copy of this book from Xpresso Book Tours as part of a blog tour, in exchange for an honest review.

The story begins in Olivia’s bedroom, where she is packing her things to go on a week-long trip with her uncles and her sister to try to make her feel a little better. This is because Ruth suffers from depression and there are good days but days when it feels like inside a Pit. It is for this reason that Olivia is so happy to organize the photographic treasure hunt through an RV trip to San Diego, the same one the two had done three years earlier when they were about to move to Tennessee.
What will happen during their journey? Will Olivia make the trip memorable and make her sister smile by remembering the good times they had together? Remembering how beautiful life is and how much stronger you can be together?

The plot is very simple that gives a sprint start to this reading and that invites you to throw yourself into this reading. A sweet and tender plot, which intrigues me and which prompted me to want to read this story together with the visual presentation of the cover.

The cover is wonderful and I find it fits perfectly for this volume. Both because within the story there are references to the aquarium that the two will visit as well as the fact that the two have dived together. Also nice is the reference to the fact that Ruth is with her dark clothes and her hair with a particular cut that finds herself sharing the music with her sister, for once, instead of constantly coming alone within the volume itself; plus the fact that Olivia is leaning over Ruth’s shoulder and not the other way around which shows how much Olivia cares about her sister. The title links back to the cover and leaves a much broader sense than it seems. The fact of breathing underwater, the difficulty that comes with it and juggling in a sea of ​​uncertainties gives the cover and the title the perfect combination for this story. Not only for the journey of the two but the very meaning of depression and how similar it can seem to trying to breathe underwater, in the darkest moments.

The setting of the story is a camper on which we will be traveling through the American states, passing through Texas as well as many other interesting places, passing from Knoxville to San Diego in a modern and contemporary era at the time of Instagram and social media. popular, like today.

I watch Ruth trace a finger across the wood grain of the table, and I wonder what’s going on behind her tired eyes. I know there have got to be happy memories in there. The Ruth from those pictures is in there somewhere. My plan for the next week—my plan for this trip— will be to remind her. And tomorrow, the plan begins. Tomorrow, we go on a Treasure Hunt.

The characters in this story are not many, we focus mainly on the two protagonists even if we will also get to know a little bit of the girls’ two uncles, especially Ellie, of which we will be able to understand something important about her past.

Olivia is a 13-year-old who loves photography and beautiful music as much as she loves her sister. He likes to post his shots on Instagram and share them as a travel diary of his adventures, even the smallest ones, capturing the essence of things. But the most important thing for her is Ruth and to do something for her and to try to make her smile as she once did, sharing the pirates, the photographic treasure hunt and the beautiful adventures. Although Olivia gives her all she finds herself in serious trouble and realizes how fragile her sister is as herself. Olivia suffers a little from the situation, especially with her parents who worry much more easily about Ruth than about her but hold on for her sister and because she loves her.

Ruth is a very closed sixteen-year-old girl who loves music and beautiful photographs that her sister can take, despite being much smaller than her. Ruth suffers from depression and has moments of down in which she closes in on herself and does not want to eat much or talk, which her sister calls La Fossa, and the moments of Up in which she is more open and expansive. She has a very unique haircut and loves to wear heavy hoodies that cover her head and can hide.

Two interesting and strong protagonists, who will know how to involve you and that you will know how to appreciate.

The central focus of this story is not just the caravan ride and the treasure hunt, but the depression and how important this journey is, according to Olivia, to her sister Ruth and that she believes it helps her sister.

The style used is very delicate and simple, which can be read within a few hours even for those who do not chew English very well (I speak Italian of course). It is a very light and fluid story despite the fact that the story deals with a very heavy and equally delicate subject.
There are two implications to this story: one is positive and the other is negative despite the fact that I speak as a person who liked the book a lot.

The positive aspect is very trivial but not so obvious between two sisters. The love between the two sisters and the difficulties they find themselves facing together, one holding the hand of the other even if at times they don’t seem to get along very well and Ruth seems closed due to depression. Olivia tries to share as much as possible and organizes this trip especially for her, to show her all the love she has for her and her gratitude just because she is her sister. It is an absolutely positive feeling and I find that it has been transmitted at maximum power making it genuine and spontaneous, as it should always be.

The other side of the coin, which is the downside, is Ruth’s disease. Depression is a treacherous disease, which creeps underneath and which is sometimes even difficult to notice. I can say this because I have suffered from it – not at levels to take particularly heavy medicines – but I have been through it too and I still realize it when I have moments that bring me down. So it is not a feeling unknown to me and it is also for this reason that I decided to throw myself on this book because I was intrigued by the subject and I like these strong and important themes. In some moments, rather than suffering from depression, Ruth seems to have the classic period that every teenager has that closes in on herself and needs her moments of hers. On other occasions, however, her illness seems to be more evident, and it almost seems to be real. So I appreciated the effort and the calibration of the author on this but in some moments it is rather minimal and not very real in terms of emotional impact with the actual disease.

Another point, the weight given to Olivia: managing her sister and herself. The fact that Olivia feels almost guilty of her sister’s illness, so much so that she has to organize the trip – which I do not doubt is a wonderful thing – but that the parents agree by putting everything on the shoulders of the younger daughter who obviously begins to suffer from the weight of what he has in front of him as the hours and days pass in contact with his sister Ruth. Just as I dislike the fact that Olivia tries to make her sister feel guilty about her tattoo. I did not like her words at that moment but I postponed it since it is a thirteen-year-old protagonist who demonstrates and should demonstrate her age in these circumstances. In many others, especially for some reasoning it seems bigger but I find that she has been well calibrated. On the other hand, however, I appreciated the fact of the parents aware and close to their daughter, ready to help her, as well as the uncles, ready to do anything for their nieces, an aspect not just in these stories, which is often put aside or even find the distant or absent parent / relative.

However, the thing that strikes me most in a totally positive light is how this story manages to insinuate itself in the heart by touching the right chords, talking to us from the heart, conquering us with Olivia’s words towards the world, the situation and with the love for her sister. It’s a very sweet and exciting story that I appreciated and that I would gladly reread because she knows how to enter you and hit you straight to the heart, despite what has been said and the complications that arise in dealing with issues of this type.

The book is a pleasant story for children that I feel I can recommend especially in schools, given the delicate and very current topic. A story that I can recommend to children but also to adults who want to delve into a unique story under the surface of the water.

I had not yet read anything by Sarah Allen, although a book has already been published previously in Italy, Coraggiosa come una ragazza (What Stars Are Made of). The author takes us on a traveling journey through the photographs, the music and the indissoluble love of two sisters who support each other and will continue to do so forever. A story to read!

The vote for this book: 4 stars.


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TROVATE LE ALTRE RECENSIONI IN INGLESE E GLI ALTRI APPROFONDIMENTI IN BASSO A QUESTO LINK. Ovviamente per chiunque voglia approfondire può tradurre le pagine con la sezione traduci di google.

XPRESSO BOOK TOUR – SARAH ALLEN, BREATING UNDERWATER


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Cosa ve ne pare? Pensate possa piacervi come libro (se leggete in lingua ovviamente)? E per tutti gli altri speriamo venga tradotto in Italia! Vi aspetto come sempre ovviamente!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #508 – LA LISTA DELLE COSE SEMPLICI DI LUCIA RENATI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui con un nuovo libro per voi che mi è piaciuto davvero tanto. Spero ovviamente sia lo stesso per voi, perché merita davvero questo libro! Ringrazio molto la casa editrice Sperling&Kupfer per avermi permesso la lettura di cui vi parlo subito. Ecco a voi:

Titolo: La lista delle cose semplici
Autore: Lucia Renati
Data di uscita: 16 marzo 2021
Pagine: 272
Prezzo: Euro 16,90

Link d’acquisto: https://amzn.to/3fz9dh8
Trama: Camilla e Sara sono gemelle. La lista delle dieci cose più importanti da fare nella vita l’hanno stilata insieme, a nove anni: arrivare a cento salti, dire la verità, baciare solo per vero amore… Quando Sara, appena undicenne, viene a mancare tragicamente, Camilla si trova a dover crescere senza la sua metà, a dover ricalcolare la rotta della sua vita. Ma come si riparte dopo un dolore così grande? Così Camilla per anni relega in un angolo di cuore quel tassello di vita che però compare in ogni sua scelta e la tiene bloccata al passato. Cinica e disillusa, ora che è adulta, lavora come giornalista in una tv locale. Impermeabile all’amore di Andrea, il fidanzato devoto che prova con la dolcezza a raggiungere il suo cuore, crede che i sentimenti siano sopravvalutati. A scalfire la sua corazza ci provano anche Tea, amica d’infanzia e collega un po’ fricchettona, e i suoi genitori, Walter e Teresa, che convivono con un dolore inimmaginabile senza parlarne mai. Perché perdere un figlio è una cosa alla quale non si riesce a dare un posto, né fuori, né dentro di noi. Vent’anni dopo la morte di Sara, Camilla ritrova per caso quella lista di cose semplici scritta da bambine e non riesce più a ignorarla. Il tentativo di mettere in pratica quel decalogo farà venire a galla un potente segreto di famiglia.

RECENSIONE

photo of woman's face reflectionLa storia ha inizio una mattina come tante altre per Camilla. Si alza al fianco di Andrea e va a lavorare al giornale, un lavoro che ama tantissimo ma più di ogni cosa, ogni giorno l’accompagna il dolore per la sorella gemella Sara, persa quando avevano dieci anni. E’ un pensiero che la segue costantemente e che ha spento la sua vita drasticamente, spingendola anche a fare il lavoro di cui si occupa e tutta la sua vita. Camilla non ha mai avuto qualcosa di diverso e pensa che tutto vada bene così, anche se, così com’è sembra tremendamente sbagliato.

Cosa è successo a Sara  quel fatidico giorno? Perché Camilla non riesce a cambiare la sua vita e si lascia trascinare da un vortice negativo che sembra risucchiarla e renderla costantemente infelice? Come la lista delle cose semplici potrà cambiare, finalmente, la sua vita?

Nonostante siano passati vent’anni, la chiesa è ancora gremita. E’ una cosa che mi stupisce sempre. Sarà che quando muore un bambino la gente si ricorda che esiste il male. E quindi anche il bene. Perciò, ogni tanto, conviene farsi vedere in chiesa, ché non si sa mai. Questa è l’occasione per guardare il dolore da vicino.  E’ la cosa più affascinante: entrare nel dolore degli altri e guardarlo di traverso, come fanno i gatti quando si strusciano contro lo stipite di una porta fino alla fine della coda per poi entrare in un’altra stanza. Una volta lì, però, se ne infischiano di tutto.

La trama, nonostante io non lo faccia praticamente mai, quando ho visto il libro l’ho letta dall’inizio e alla fine e mi ha davvero incantata. E’ una storia profonda e mi ha incuriosito e quindi sono qui, l’ho letto e mi piace. Una trama che incuriosisce e per chi ama queste storie è il massimo e vi innamorerete di tutto questo, entreranno nel vostro cuore.

La copertina è davvero dolce e significativa. Le due sorelle che sono una avanti all’altra che si seguono l’un l’altra e sanno, in quell’età innocente di avere sia tutto il tempo del mondo, sia di poter fare quello che si vuole nella vita. E’ un’immagine spontanea, che rimanda ai giochi da bambini che tutti amavamo a quell’età. Il titolo della storia è l’epicentro di ogni cosa che c’è in questo volume. La lista delle cose semplici è la lista che Camilla e Sara avevano fatto da bambine ma che non hanno potuto mantenere perché Sara è morta. E Camilla l’aveva dimenticata, nella sua stanza che ormai ha lasciato da diversi anni. E ora che quella lista torna a galla, cosa succederà?

white and black striped textileL’ambientazione è italiana e l’epoca è moderna anche se non si mantiene solo sull’odierno ma passa al 1996 e agli anni in cui Camilla e Sara sono bambine, prima della morte di Sara, quando è morta o comunque ricordi dell’infanzia che hanno segnato Camilla nel profondo.

Con in mano la lista scritta da me e da Sara, qui, dentro la mia stanza, ho la conferma di quello che penso da tutta la mia vita: non si deve mai tornare nei posti o nei pensieri in cui si è stati felici. Si rischia di provare delle emozioni. Di sentire qualcosa. Io sto così bene con addosso il mio mantello dell’invulnerabilità. Cosa ci guadagnerei a stare lì? Ad andare a cercare una Camilla che è morta e sepolta da vent’anni proprio tra queste mura, in questa casa, in questa camera?

I personaggi di questa storia non sono tanti. Conosceremo attraverso gli occhi della protagonista: Tea, la sua migliore amica; i genitori della giovane, Epifanio il capo della redazione della redazione in cui lavora e Andrea, il fidanzato.

Camilla, però è la protagonista principale di questa storia e la narratrice di questa storia. Camilla è una donna che lavora per il giornale, che ha un fidanzato che la ama amorevolmente ed ha una famiglia che sembra non sopportare perché ogni volta che rimette piede in casa ripensa a sua sorella gemella morta quando erano bambine. E’ una donna fragile, di sani principi e inquadrata nel lavoro che adora fare ma ha perso il suo lato infantile, il suo lato semplice, ha perso le cose erano un tempo e avrebbero potuto rendere la sua vita èiù bella e più semplice. Ora, sulla soglia dei trent’anni e con la lista in mano, Camilla torna a pensare a sua sorella, che non se n’è mai andata da dentro di lei ma che, con quella lista, le regala speranza e ottimismo, una vita diversa e una nuova prospettiva, più felice.

E’ solo un pezzo di carta, Camilla, non può ucciderti. Ho paura delle cose minuscole. Di quelle che nessuno considera pericolose. E’ una fottuta paura incontrollabile di qualcosa che non c’è ancora e che nemmeno ha un nome, ma esiste già nel mio archivio delle potenziali cose che potrebbero accadermi se decidessi di fare qualcosa che non è stato previsto o pianificato dopo giorni, mesi anni di valutazioni. E’ un foglio scritto da due bambine di undici anni che pensavano che la morte non esistesse. Mi stupisco di quanto può battere il mio cuore. Era molto tempo che non ci facevo più caso.

Il perno centrale di questa storia è La lista delle cose semplici che Camilla trova in una circostanza un po’ strana, andando nella vecchia casa dei suoi, una volta in cui era con Andrea ad andarci, nonostante lei preferisse andarci in solitaria.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, fluido, scorrevole e il libro si legge in pochissimo tempo. E’ una storia che sa emozionare ed apprezzo tantissimo che all’interno della lettura ci siano molti aspetti riflessivi e che l’autrice si intrattiene in punti su cui far riflettere il lettore in profondità.

La storia è un viaggio nelle viscere della coscienza e dell’animo di Camilla così come nella sua famiglia e nel dolore che l’accompagna da tanti anni e di cui non hanno neanche veramente parlato. E’ la storia di come tutti hanno sempre evitato qualcosa di importante e di cui finalmente prendono consapevolezza affrontando il dolore, le emozioni, la crescita e la vita stessa, sotto diversi punti di vista e sotto differenti modalità. Camilla è rimasta per anni intrappolata in una vita che non sente veramente sua, prigioniera di un dolore che sembra quasi non aver mai realizzato e La lista delle cose semplici arriva in un momento provvidenziale per lei, a ridosso dei suoi trent’anni.

E’ una storia profonda, in cui si mette in risalto non solo gli aspetti dei punti nella lista e il cambiamento che si sviluppa all’interno di ognuno di loro, a partire da Camilla per poi passare anche a suo padre e a suo madre. Il legame di Camilla con il suo papà all’inizio non sembra essere così chiaro ma stupisce dalla prima all’ultima pagina e la storia che lui si ritrova a scrivere emoziona quasi più di tutto. Ho apprezzato ogni singola pagina di questo volume e le tematiche affrontate in maniera dolce e spontanea oltre che estremamente emozionante.

Chi dice di essere felice mente. Perché quando arriviamo in cima allo scivolo, tutto quello che vogliamo scendere senza farci male.

Tratto da vicende autobiografiche, il libro è delicato, audace e commovente. Una storia che tocca l’animo del lettore e di cui consiglio la lettura ad ognuno di voi. Penso potrebbe piacervi, quindi perché non provare?

Lucia Renati scrive qualcosa di sé e ci mette tutta se stessa: il dolore, l’amore, la forza e il coraggio di cambiare. Adesso vi basta prendere un foglio, una penna e pensare a dieci cose semplici che vorreste si mantenessero tali nel corso della vostra vita e di leggerla ogni volta che vi sentite persi o infelici. E’ un libro commovente, che tutti dovrebbero leggere.  

Il mio voto per questo libro è di: 5 Balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate di leggerlo? Siete un pochino curiosi? Fatemi sapere cosa ne pensate, io sono assolutamente curiosa di sapere e di avere vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #506 – LA REGINA DEL NULLA DI HOLLY BLACK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi con una nuova recensione per voi. Ringrazio tantissimo la Mondadori per la lettura del terzo volume della serie e spero che possa piacere anche a voi. Se amate le storie di fate e di regni fatati, questa è la storia che fa per voi. Ecco:

978880472149hig-312x480-1Titolo: La regina del nulla
Autore: Holly Black
Data di uscita: 12 gennaio 2021
Pagine: 264
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sk1Y07
Trama: Lui porterà la corona e il trono alla distruzione. Il potere è più facile conquistarlo che mantenerlo: un’amara lezione che Jude ha dovuto imparare sulla propria pelle dopo aver accettato di liberare dal suo controllo Cardan, il re malvagio, in cambio di un potere sconfinato. Ora la ragazza, Regina degli Elfi esiliata e mortale, ancora sconvolta dal tradimento di Cardan, attende solo il momento in cui potrà riprendersi ciò che lui le ha sottratto. L’occasione propizia si presenta grazie a Taryn, la sua gemella, la cui vita mortale è in pericolo. Per salvarla Jude sarà infatti costretta a fare ritorno alla corte del re e a fare i conti con i sentimenti che prova per lui. Ma nulla è come lo ha lasciato. Una guerra feroce è in arrivo e Jude finisce per esserne coinvolta. Quando poi un maleficio potente e fino a quel momento silente si diffonde, generando il panico ovunque, sarà costretta a scegliere tra la sua ambizione e la sua umanità.

RECENSIONE

1,180 Likes, 26 Comments - Gabriella Bujdosó 🇭🇺 (@gabriella.bujdoso) on  Instagram: “Queen of Nothing . Second post of… | Queen of nothing, Prince  art, Holly blackLa storia ha inizio esattamente dopo la fine del volume precedente, Il re malvagio. Quest’ultimo volume della trilogia ha inizio con Jude nel mondo dei mortali, esiliata dal suo stesso Re Cardan nonostante fosse lei sua moglie, la Somma Regina degli Elfi. Nel suo mondo, dove lei dovrebbe vivere da sempre visto che anche lei è una mortale, se ne sta con sua sorella Vivi, creatura del regno fatato assieme al piccolo erede al trono degli Elfi Farnia, facendo qualche lavoretto per il regno fatato nonostante sia nel mondo dei mortali. Jude si sente esclusa, si sente fuori dal suo mondo e l’occasione per tornare nel Regni degli Elfi si presenta con Taryn, che ha bisogno di qualcuno che menta al suo posto in un’inchiesta e lei è il candidato ideale perchè, oltre ad essere identiche alla sorella, è l’unica che non è soggetta a potere magico e che può mentire al suo posto. E’ così che tutte le carte si mescoleranno nuovamente, cambiando il destino del Regno stesso.

Cosa succederà a Jude non appena si troverà al cospetto del Re Cardan? La riconoscerà? Cosa sta accadendo al Regno magico? Sono vere le voci che girano sul Trono degli Elfi messo a rischio dall’armata guidata da Madoc?

Dicono che i bambini del mondo magico non siano come i bambini mortali. Dicono che non abbiano bisogno di molto amore o di farsi rincalzare le coperte la sera, ma che possano dormire felici buttati nel freddo angolo di un salone da ballo, raggomitolati in una tovaglia. Dicono che non abbiano bisogno di essere nutriti, che si accontentino di leccare la rugiada e di rubare pane e minestra dalle cucine. Dicono che non abbiano bisogno di essere consolati perché è raro che piangano. Ma se i bambini del mondo magico non hanno bisogno di molto amore, i principi del mondo magico hanno bisogno di essere guidati.

La trama della storia è intensa e particolarmente vaga. E non lo dico tanto per dire, anzi è assolutamente un bene visto che è il finale della serie e non avere spoiler già in partenza non è cosa da poco. Ho apprezzato questa cosa e sono felice che sia stata così composta. 

La copertina del volume, come per i volumi precedenti si basa sull’originale e apprezzo molto che non sia stato modificato per tutta la serie. Ovviamente il volume non ha particolarità evidenti e si compone di una struttura semplice ma efficiente. Quanto in copertina rappresenta, invece, esattamente ciò che ci troveremo a leggere. La corona in ombra, quasi risucchiata dal giacchio, simbolo di Jude in esilio e il trono appeso ad un filo con Cardan al limite delle sue possibilità, il serpente – che non vi spiegherò ma che ha il suo significato – e il sangue sulla neve che sembra quasi cambiare … capirete poi perchè (non posso dirvi tutto!). Il titolo è la mera traduzione dall’inglese The queen of nothing che è l’originale. Ho apprezzato molto che sia stato composto questo connubio particolare e se ne da merito alla casa editrice per aver mantenuto tale la cosa.

L’ambientazione si sposta dal regno magico degli Elfi e delle creature fatate, da Insmire al mondo mortale, la storia si dispiega su più fronti e avremo modo di scoprie entrambe le parti ma di concentrarci molto sul regno magico attraverso i luoghi più oscuri oltre che il castello principale dove il Re ha dimora; l’epoca sembra moderna nel mondo mortale – anche se non è specificato. Ovviamente non c’è una data quindi per scoprire la trilogia dovrete partire dal primo volume, Il principe Crudele e farvi un’idea di come vi immaginate questo mondo.

PhantomRin on Twitter | Holly black, Holly black books, Character artDa bambina, sognavo di tornare nel mondo mortale. Io, Taryn e Vivi ripensavamo com’era, al profumo di erba appena tagliata e all’odore di benzina, a giocare ad acchiapparella nel giardino dei vicini e a galleggiare nell’acqua clorata delle piscine d’estate. Sognavo il tè freddo fatto con la polverina e i ghiaccioli all’arancia. Mi mancavano cose terra terra, come l’odore dell’asfalto caldo, i festoni di fili elettrici tra i lampioni, i jingle delle pubblicità. E adesso che sono condannata a restare per sempre nel mondo dei mortali, il mondo magico mi manca come l’aria. È la magia a mancarmi di più. Sono in astinenza da magia. E forse anche dalla paura. È come se passassi le mie giornate a fantasticare, irrequieta, mai completamente sveglia.

I personaggi di questa storia sono gli stessi dei volumi precedenti anche se avremo qualche cambiamento di sorta a livello di carattere o di maturità e di emotività dei personaggi già a noi conosciuti. L’unico personaggio per cui mi aspettavo un plot twist è Taryn ma non c’è stato e mi ha lasciato con non pochi dubbi al riguardo.

Jude Duarte sembra essere determinata esattamente come nei primi volumi ma in questo ha un sete di vendetta di voler tornare al mondo magico più di quanto si possa immaginare. E’ un personaggio forte, indipendente e coraggioso seppur a volte troppo impulsivo e al quale non sono riuscita a legarmi completamente per via del suo attaccamento al trono e al potere come qualcosa di assoluto, di viscerale e che la rende odiosa, soprattutto nella seconda parte del volume. Nonostante questo ho apprezzato la sua forza di spirito e il fatto di insidiarsi nel regno degli elfi pur essendo una semplice mortale e non un essere fatato.

Per quanto riguarda Cardan, sembra essersi rammollito tutto assieme e non rende giustizia al Cardan iniziale del primo volume. Nonostante non abbia amato particolarmente questo personaggio e aver odiato il fatto che nel primo volume fosse pieno di prosopopea e utilizzasse il bullismo verso Jude stessa, in questo volume ha perso di verve a livello caratteriale. Mantiene la forza e la determinazione che lo contraddistingue, così come quella cattiveria e sfacciataggine che lo contraddistingue ma sembra essersi oltre ogni modo rammollito. Il cambiamento è apprezzabile ma il repentino cambiamento spiazza il lettore che conosce il principe dei libri precedenti; sembra, però, essere maturato dopotutto.

«Ho gli incubi. Di quel posto. Il mondo magico. Non riesco a dormire. Guardo la gente per strada e mi chiedo se sono vittime di sortilegi. Questo mondo ha già abbastanza mostri, abbastanza persone che vogliono approfittarsi di me o farmi del male o privarmi dei miei diritti. Preferisco non sapere che c’è un altro mondo popolato di mostri.» «Quindi è meglio non sapere?» le chiedo. Lei si adombra e tace.

Il perno centrale di questa storia sta tutto nel titolo. Jude è una vita che sogna di essere qualcosa di più per il Regno degli Elfi ed ora che ne aveva la possibilità era stata esiliata. Non può essere la Regina del regno ma soltanto una Regina del nulla. Spodestata da ogni cosa ed esiliata, l’opportunità si presenta grazie a Taryn la gemella di Jude, che sembra essere stata un po’ doppiogiochista. Cosa succederà in questo volume conclusivo?

PhantomRin — “the Queen” Jude - “The Wicked King”...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei volumi precedenti, leggero, fluidissimo, semplice e scorrevole scritto in prima persona dal punto di vista di Jude; infatti la storia si legge nel giro di qualche ora. E questo vale sia per questo terzo volume così come per i primi due volumi della serie.

Il world building resta il punto forte della storia per via sia di come è stato pensato e costruito, sia per l’effettiva realizzazione e i movimenti dei personaggi nei luoghi e le descrizioni che ne derivano. E’ interessante la scelta del mondo e delle varie corti all’interno del Regno fatato e delle varie Corti, così come le descrizioni di luoghi, arredamenti e abiti. Questo gioca un ruolo predominante ed è una caratteristica che la Black fa sua.

L’unica cosa in cui l’autrice ha peccato un po’ è nel non voler spargere del sangue in più per rendere il tutto leggermente più credibile e originale, forte e cruente. Tutto si concentra sulla storia di Cardan e di Jude e del Regno degli Elfi da salvare quando si perde di vista la morte di Locke, così come il cambiamento di Taryn nel secondo volume. Mi sarei aspettata la morte di uno dei personaggi, magari non principali ma sarebbe stato interessante il risvolto e il cambiamento che ne sarebbe derivato. E non parlo solo dalla parte del male, questo poteva accadere anche nel bene, ai personaggi vicino ai principali.

Credo che il problema fondamentale della serie sia stato il secondo volume che ha creato una sorta di declino e trasformato Jude e Cardan in maniera differente da come si prospettavano nel primo volume. Comunque, il risvolto di questo terzo volume è interessante e originale ma soprattutto leggero. E’ stata, tutto sommato, una bella lettura.

«Cardan non è stato un bambino facile e con il tempo non ha fatto che peggiorare. Strillava per essere preso in braccio e quando lo prendevo, mi mordeva e scalciava per scendere. Vedeva un gioco e ne era ossessionato finché non ce l’aveva e dopo bruciava tutti i pezzi. Quando non sarete più un suo desiderio, vi odierà.» La guardo. «È la bontà del tuo cuore che ti spinge a mettermi in guardia?» Mi sorride. «Ve lo dico perché ormai non ha più importanza. Siete già spacciata, Somma Regina degli Elfi. Voi lo amate. Lo amavate già quando mi avete fatto domande su di lui anziché su vostra madre. E lo amerete ancora, ragazza mortale, anche quando i suoi sentimenti evaporeranno come la rugiada al mattino.»

Il libro è una buona conclusione di serie anche se negli sviluppi sarebbe stato interessante qualche evoluzione differente da quanto è stato effettivamente sviluppato. Consiglio questo volume, o la serie se non l’avete letta prima, agli amanti degli esseri fatati, dell’Irlanda e delle creature del bosco come maghi, elfi e quant’altro preparandovi ad un’avventura mai letta prima.

Holly Black chiude la trilogia con una storia dal sapore di sangue e magia. Una storia che racchiude la magia, la determinazione e il coraggio in un’unica storia, mettendo il potere sul piatto. Una corona, un regno in rovina e una profezia che potrebbe avverarsi sempre più. Una regina del nulla più assoluto se non di se stessa. E voi, con chi vi schiererete?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ve ne pare? Pensate di leggere questa trilogia o di recuperare questo volume se avete letto i precedenti? Vi aspetto come sempre e vi mando un abbraccio forte!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #505 – UP ALL NIGHT DI GIULIA ARGNANI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Ecco qui con una nuova lettura che ho intrapreso giorni fa. Un libro che spero possa piacere anche a voi e che vi incuriosisca. Acquistato durante il primo lockdown, in offerta, non vedevo l’ora di leggerlo e ne ho approfittato ora che avevo un buchino piccino piccino. Ecco che ve ne parlo:

51vatanqw9lTitolo: Up all night!
Autore: Giulia Argnani
Data di uscita: 21 giugno 2018
Pagine: 172
Link d’acquisto: https://amzn.to/2MVKbgp
Trama: La graphic novel d’esordio di Giulia Argnani (Janis Joplin: Piece of My Heart)!
Come in Janis, è la musica il filo che si snoda per le sue pagine e sottolinea la storia d’amore della fotografa Chiara e della musicista Greta, ragazze che passeranno insieme un anno indimenticabile. Un viaggio che tra momenti di grande felicità e delusioni porterà le due a capirsi meglio.
Il volume contiene un capitolo extra inedito!

RECENSIONE

La storia ha inizio con Chiara che rientra a casa, dopo varie commissioni del periodo pre-natalizio ricco e pieno di impegni. E’ stanca e quando si mette a letto non riesce a dormire perché i pensieri sembrano prendere il sopravvento; è così che decide di uscire e di andare in un locale di musica live dove quella sera si esibisce Greta con la sua chitarra e una canzone che conoscerete sicuramente – ma che non vi dirò. E’ in quel momento, questo strano incontro del destino cambierà la vita ad entrambe.

Cosa succederà a Chiara, ora che ha incontrato Greta? E Greta, donna di mondo dalle certezze ferree, riuscirà a mantenere saldi i suoi cardini o vacillerà? Cosa cambierà fra le due?

ARF! 2018, Edizioni BD: Intervista a Giulia Argnani, autrice di Up All Night  | Fumetti - BadTaste.it

La trama di questa storia è molto, molto semplicistica e nella breve descrizione dice quanto più è possibile sul lasciare indizi per questa storia. Scrivere meno era impossibile ma lo era anche farlo di più, altrimenti si sarebbe finiti in una serie di spoiler non necessari.

La copertina è davvero molto carina e rappresentativa della storia che andremo a leggere, seppur sia in bianco e nero mentre la copertina ci lascia immaginare i colori delle nostre due protagoniste: Chiara che fissa il lettore nella speranza di essere salvata, forse? O di raccontarci qualcosa con lo sguardo? Greta invece è immersa nella sua musica e non sembra neanche accorgersi della ragazza al suo fianco talmente è concentrata. Il titolo della storia è ciò che rappresenta un po’ questa storia. Up all night! ovvero In piedi tutta la notte, è quello che fanno le due protagoniste per via dei concerti e delle serate di Greta che suona in vari locali e Chiara che i ritrova a seguirla fotografando le loro imprese e avventure. Ma non è solo questo che le terrà sveglie, c’è anche l’amore l’una per l’altra che le trascinerà in un vortice che le fa fare le ore piccole praticamente ogni sera.

L’epoca è abbastanza moderna e contemporanea, forse siamo solo indietro di qualche anno, non di più.

a clacca piace leggere...: anteprima ~ up all night

I personaggi di questa storia sono molto pochi e il campo si ristringe alle due protagoniste della storia che ci ritroveremo a leggere, che ci condurranno un passo dopo l’altro attraverso l’incontro tra due persone terribilmente diverse che si trovano in un momento in cui entrambe cercano l’evasione e qualcosa da condividere con una persona dissimile ma terribilmente unica e da non lasciarsi scappare.

Chiara è una ragazza molto chiusa, riservata che vive in casa con i suoi parenti e sua nonna anche se ha una parte esclusivamente per lei. Per la nonna farebbe di tutto infatti annulla spesso tante cose per lei. Ama la fotografia e ha suonato anche dei strumenti seppur sia accaduto quando andava all’oratorio. E’ una ragazza semplice, vulnerabile e anche piuttosto fragile.

Greta fin dal primo momento si presenta come un fiume in piena: le piace divertirsi, viaggiare in diverse parti del mondo e conoscere quanta più gente possibile, si adatta a qualsiasi luogo per vivere e adora la sua musica e dove questa la porta ogni giorno. E’ uno spirito libero, una ragazza di mondo che sente, dopo aver incontrato Chiara, di aver forse trovato il posto in cui fermarsi.

Up all night: musica, passioni e lunghe notti insonni – Lo Spazio Bianco

Il perno centrale di questa storia non è solo la musica o la fotografia, passioni delle due protagoniste ma molto, molto di più. Questa storia è l’imprevedibilità della vita e le sorprese che a volte questa può riservarci. Possono arrivare amore o amicizia, dolore o condivisione, emozioni positive o negative che possono arrivare cos’, all’improvviso. 

Lo stile e la grafica utilizzati sono belli, leggeri e delicati. La storia, come potete vedere dalle immagini allegate in recensione potete vedere che la storia si struttura in bianco e nero ed è molto molto carino nonostante mi aspettavo fosse a colori.

Le tematiche affrontate sono tante, a partire dagli attacchi di panico di Chiara, dall’amore fra le due donne ed io apprezzo molto il fatto che la storia abbia tematiche LGBTQ+, così come si parla di amicizia, di dolore e di grandi sentimenti importanti. Il più importante sembra essere il destino: ogni giorno ci confrontiamo con diverse realtà e incontriamo tante persone ma quanti sono davvero in grado di cambiare la nostra vita seppur per un breve e intenso attimo?

Questa è la storia di due donne in cui il destino regala qualcosa di intenso e bellissimo che può durare un secondo o una vita. Ma che importa? L’importante è viverlo a pieno, no? Una storia che saprà catturarvi, fidatevi.

IoVoceNarrante - Dalla parola all'immagine: Up all night una storia d'amore  a ritmo di musica

Il libro in questione è stata una lettura inaspettata. Nonostante il finale non sia come me lo aspettavo mi è piaciuto molto di più di come invece poteva finire. Una graphic novel romantica e dolorosa che affronta diverse tematiche importanti e che ci lascia con un dolce velo di malinconia.

Giulia Argnone ci fa viaggiare quasi fossimo su una giostra mostrandoci tanti sentimenti quanto un inverno può darci e quanto la vita stessa riesce a donarci, regalandoci persone, ricordi da costruire, la musica e tantissime cose belle ma che può regalarci contemporaneamente anche il dolore, la nostalgia e la malinconia del tempo che scorre – a volte fin troppo veloce.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

Senza titolo-1

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Se amate le graphic novel e la musica, questa storia fa per voi! Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #504 – ELBRUS DI MARCO CAPOCASA E GIUSEPPE DI CLEMENTE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi eccoci qui con un nuovo libro per voi che spero vi possa interessare. Siete pronti ad immergervi in una storia ricca di fantascienza. Ringrazio tantissimo gli autori per avermi inviato la copia e per avermi permesso la lettura. Ecco che ve ne parlo, qui.

9788868684693_0_0_626_75Titolo: Elbrus
Autore: Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente
Data di uscita: 02 marzo 2021
Pagine: 314
Editore: Armando Curcio Editore
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sa3Bh0
Trama: Anno Domini 2113.
La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

RECENSIONE

La storia ha inizio su un cornicione di un palazzo sul quale un uomo, Sokolov, farnetica strane cose e sembra avere delle visioni. Per questo è sul bordo e vuole buttarsi giù, per fare in modo che queste finiscano e tutto possa tornare alla normalità. Dall’altra parte c’è Lubomir, un uomo che si sente molto vicino al caso dello stilista famoso sul cornicione perché anche lui avverte qualcosa, ha delle strane visioni e quant’altro. E ancora c’è Nigul, un giornalista di un’emittente locale che incuriosito dal caso di Sokolov si trova ad investigare per trovare la verità che si nasconde profonda tra l’EASA e la vetta del monte Elbrus dove si studia un modo per la sopravvivenza dell’uomo e lo spazio.

Cosa scoprirà il curioso giornalista? Cosa sta accadendo al pianeta? E cosa sta cambiando in Sokolov e in Lubomir? Cosa nascondono gli scienziati e i studiosi del genoma umano e della vita sul pianeta terra?

Mark si guarda allo specchio nella toilette. Fissa lo sguardo nei propri occhi, gli stessi di sempre, gli stessi dei suoi fratelli coloni. A volte, preso dalla quotidianità, seppellisce in strati di subconscio la sua natura. L’uomo che avvelena il proprio mondo, l’uomo che deve rifugiarsi sottoterra, l’uomo che ha una sola speranza di sopravvivere lasciando la Terra, l’uomo che per fare tutto questo si affida a loro, procreati in via assistita e in modo massivo ma con l’amore che una madre morente, l’Umanità, può donare ai propri figli pronti ad essere esuli e fondatori di nuovi mondi.

La trama la trovo fuorviante per certi versi e troppo articolata. Già dopo aver letto le prime righe ci si chiede cosa ci si aspetta realmente da questa storia e se questa non finisca per essere esclusivamente prolissa e troppo descrittiva. Ve lo premetto, in alcuni punti lo è, ma trovo che l’idea e l’insieme di ciò che ne viene fuori, sia interessante e studiato.

La copertina è originale senza dubbio, visto che non ce ne sono molte con lo spazio con vista terra. Lo spiraglio centrale di colore differente e l’insieme rende il tutto particolare. Ho apprezzato l’insieme anche se finisce per non essere troppo impattante per ciò che la storia realmente comunica. Il titolo di questa storia, non conoscendo il nome del monte Elbrus in Russia e vedendolo a primo impatto sul volume avevo immaginato che fosse stato collegato a qualcosa di spaziale inventato dagli autori data la particolarità del nome stesso. Invece è molto più reale di quello che sembra e la spiegazione vi sarà chiara mano a mano che procederete nel corso della lettura.

L’ambientazione è la Terra ma lo è anche lo spazio. E’ il nostro pianeta e il nostro sistema solare in un’epoca che si aggira diversi anni più avanti rispetto a noi oggi. La storia si aggira su un arco temporale che prende diversi in particolare, l’Anno Domini (A.D) 2155 su cui si concentra più spesso e il 2113 o 2118 da cui tutto sembra aver inizio.

Tutti ascoltarono senza pronunciare nemmeno una parola. Non ce ne fu bisogno. E tutti quei bei ragazzi ebbero la più intensa lezione su [Frehm] a cui avessero potuto sperare di partecipare.

I personaggi di questa storia sono diversi e all’inizio sembra difficile riuscire ad incastrarli tutti ma vi assicuro che il collegamento è rapido e veloce e comprensibilissimo nell’immediato seppur all’inizio confonda il cambio punto di vista. Nella trama vi ho presentato i personaggi che troveremo con maggior ricorrenza seppur Sokolov sia parte del tutto e ci troveremo a seguire le vite di altri personaggi, non solo la loro.

Nigul è un giornalista di un’ente locale con carisma e determinazione. Il suo spirito, assieme ad un piccolo aiuto esterno, lo porteranno sulle tracce della verità, di quanto accaduto nel lontano 2113 e che ora sembra riversarsi su Sokolov così come su Lubomir. E’ un personaggio che ci accompagnerà spesso incuriosendo il lettore facendo da conduttore della curiosità che accompagnerà sia lui come il lettore stesso.

Lubomir è un uomo solo, che ha delle strane visioni ma che non riesce a comprendere da cosa possono derivare, perchè non sono le sue. Il tutto è accaduto improvvisamente e si trova a doversi giustificare persino con la donna che sta cominciando ad amare solo ora. E’ un uomo duro, schivo ma che cerca di ricevere e di ricavare dalle sue visioni qualcosa da scoprire. E’ così che quando sente del caso di Sokolov e ha modo di incontrare Nigul, avrà modo di mettere in discussione tutta la sua vita.

E lì, nel 2113 c’è uno dei scienziati, David, che seguiremo con maggiore interesse. E’ un uomo intrappolato in un matrimonio in crisi dal quale non riesce a uscire e dalla carriera universitaria avanzata, nonostante abbia avuto problemi in passato con l’EASA, una potente organizzazione mondiale. Per ila sua passione e per le sue conoscenze gli viene fatta una proposta che sembra non poter rifiutare seppure non rientri nei suoi standard e minano ulteriormente sia il matrimonio che la sua vita stessa, tutto ciò in cui crede.

Nigul comincia a pensare di dover parlare di nuovo con Lubomir e confrontarsi con lui sui ricordi di Sokolov, sperando che questo possa portare ulteriori sviluppi. Un’indagine lunga e tortuosa come mai nella sua carriera gli era capitato di dovere e, soprattutto, di voler affrontare.

Il perno centrale di questa storia non è solo il fatto che la Terra è al collasso, anzi questo sembra andare in secondo piano quando la storia comincia a prendere piede. Io ritengo che il perno centrale di tutto sia la dimostrazione di quanto a volte l’uomo sia stupido e sfrutti tutto quello che può sfruttare senza pensare alle conseguenze vere che poi ne derivano. Quello che accade ai scienziati di questa storia che li ridicolizzerà anche un po’, portandoli in un punto in cui la morale e l’etica dell’uomo stesso viene messa in discussione.

Lo stile utilizzato dai due autori è singolare. Non so dire esattamente se uno si sia occupato più del lato tecnico e della struttura fisica di strumenti, della materia e della questione genetica e spaziale mentre l’altro si sia concentrato più sull’aspetto della storia, dei legami e della fluidità delle connessioni fra personaggi o se i due abbiano amalgamato la cosa assieme; però posso dire che in alcuni punti è sembrato che il punto di divisione dei due autori sia stato proprio quello. La tecnicità, i dettagli tecnico-scientifici, le spiegazioni fino al minimo dettaglio – a volte esasperandolo anche – e il lato dei personaggi e dei loro legami affettivi o con la storia stessa. O almeno è l’impressione che è arrivata a me.

Scritto in terza persona da ogni protagonista di questa storia, trovo che la connessione e l’introspezione dei personaggi sia esclusiva, originale e assolutamente incredibile. E’ stato proprio questo a spingermi avanti con la lettura spingendomi a voler capire come andasse a finire seppur in determinate occasioni abbia davvero fatto fatica a proseguire per via dei troppi dettagli, troppa artificiosità, mettiamola così. In alcuni punti la storia scorre bene, fluida e pregna di sentimenti e di emozioni che trascinano il lettore sentendosi vicino ai protagonisti e a quanto accade loro, dall’altra rallenta tantissimo e si fa fatica sugli aspetti scientifici – che sono importanti nella stessa maniera, così come le descrizioni – ma fin troppo specifici rendendo persino difficile proseguire. Questa la trovo una cosa da dover calibrare per un futuro lavoro che magari i due vorranno ancora intraprendere assieme. Devo dire però, che il contrasto è stato altalenante quindi non ha pesato tantissimo ai fini della storia… ma c’è stato.

Ho trovato, invece, i personaggi e l’idea di questa storia davvero buona. I collegamenti temporali giusti, le connessioni fra i vari personaggi sorprendente e illuminante la tematica trattata che riporta un futuro prossimo che potrebbe essere il nostro, chissà o forse quello di un universo parallelo. Specialmente per alcuni personaggi si mette in discussione la morale e l’etica, il modo di vivere e il dover mettere in discussione i valori di una vita. L’equilibrio stabilito dai due autori è sorprendente e determinata a dare il giusto effetto che fuoriesce in tutta la sua integrità e originalità. Ho trovato la storia ben scritta, mai banale e si sente, una volta chiuso il libro, il duro lavoro che i due autori hanno affrontato assieme mettendolo su carta. Ho apprezzato molto questa storia di fantascienza e spero che possa colpire anche voi.

“E’ così difficile affrontare l’ultima fase della propria esistenza?”, chiede con franchezza Sirje. David distoglie lo sguardo. Una ridda di pensieri confusi gli turbinano nella testa e nessuno di essi è del tutto chiaro. Ma ugualmente la tormentano. “Dipende da quale esistenza hai condotto”.

Il libro è una vera chicca per gli amanti dello spazio, della scienza, e della fantascienza oltre che degli alieni. Magari non si realizzerà mai il fatto degli alieni, o forse si ma quanto detto prima non è molto lontano dalla realtà e siamo delle creature su un pianeta con risorse limitate, che prima o poi finiranno. Cosa resterà? Se vi ritrovate in tutto ciò e siete curiosi di saperne di più, questa storia fa per voi. Consiglio.

Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente uniscono scienza e sentimenti in una storia che parla di un futuro che potrebbe colpire ciascuno di noi o le generazioni future. Una storia che ci porta nello spazio ma che ci fa sentire anche a casa, sulla Terra in cui viviamo tutti i giorni. Una lettura originale.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringraziano gli autori per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente e se amate la fantascienza questo è un libro che fa per voi. Vi aspetto per vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #502 – L’ULTIMA CREATURA. REGNI DISTRUTTI DI ERICA PRONTERA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Apriamo il turno delle recensioni di questa settimana parlandovi di una lettura fantasy molto leggera ma allo stesso tempo intrigante, di cui avevo sicuramente bisogno in questo periodo. Ringrazio la casa editrice Elpìs Editore per avermi permesso la lettura e la ragazza che mi ha invitato all’evento per permettermi di partecipare all’evento. Ecco a voi che ve ne parlo:

9788899682668_0_0_626_75-1Titolo: L’ultima Creatura – Regni distrutti
Autore: Erica Prontera
Editore: Elpìs Editore
Genere: Fantasy
Pagine: 380
Data di uscita: 18 Marzo 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3rG6sho
TramaLenora ha sedici anni quando il suo mondo viene capovolto in maniera irreversibile: suo padre ha ottenuto un lavoro prestigioso a Monry ed entrambi sono costretti a trasferirsi al castello reale. Gli abitanti del luogo, però, si dimostreranno subito disgustati da lei, da quello che si nasconde all’interno del suo corpo. Lenora, infatti, non è un mutamorfo come tutti gli altri. L’essere che vive dentro di lei si nutre delle paure altrui, condizionando il suo modo di vivere. Inoltre, alcuni componenti della famiglia reale sono diabolici, senza scrupoli. Tra quelle mura si nascondono enormi segreti che verranno a galla e contro cui Lenora dovrà combattere. Non è l’unica a non trovare conforto in quel luogo: anche Jannik, un ragazzo che lavora al castello, prova la stessa sensazione. Quando si incontrano, lui sembra sempre sul punto di scappare. Nei suoi occhi chiari si nasconde un tormento che non può rivelare a nessuno. Neppure a Lenora. Sono ancora molte, infatti, le cose che lei non sa, come il vero motivo di quel trasferimento: lei.
L’ultima creatura di una specie estinta.

RECENSIONE

sitting woman beside treeLa storia ha inizio con la storia in cui i tre Regni siano stati divisi e su come la stabilità dei Tre regni, quello dei Mutamorfi, delle Fate e degli Elfi sia stato anteposto alla sete di conquista del Re dei Mutamorfi. Ogni volta che aveva voglia di attaccare un Regno perché credeva di essere minacciato subissava l’altro e l’ultima creatura di genere femminile di una determinata specie veniva tenuta a palazzo. E’ così che Lenora finisce al palazzo di Re Elras in un mondo in cui tutti sembrano guardarla con occhi disgustati per il fatto che è una creatura molto particolare, forgiata appositamente e di una specie quasi del tutto estinta, se non fosse per lei. Gli unici che sembrano avvicinarsi a lei oltre la sua guardia e suo padre sono un compagno di classe e Jannik, un ragazzino misterioso che incontra al mercato e dice di essere il paggetto dell’erede che deve restare nascosto al mondo finché non sarà il giorno della sua proclamazione. Tutti la evitano perché Lenora è un drago, una delle più potenti creature al mondo.

Per quale motivo Lenora se ne sta lì nel palazzo fra le grinfie del Re Elras e il suo primogenito Marlock? Cosa succederà all’interno del Regno? E cosa cambierà dopo la proclamazione dell’erede?

Chiusi gli occhi e mi beai del calore che sprigionavano le sue braccia. Prima c’erano le mie sorelle, a cui potevo affidare il mio stato d’animo. Loro non erano come me, ma mi capivano. Cercavano di darmi una mano ad affrontare la mia vera natura dopo che la mamma ci aveva lasciato. Quando erano partite, papà era rimasto l’ultimo della famiglia a supportarmi. Mi aveva detto che un giorno le cose sarebbero andate meglio per noi e io gli avevo creduto. Ma per me il trasferimento non era “meglio”, in quel castello non mi sentivo al sicuro. Non mi sentivo a casa.

La trama di questa storia incuriosisce il lettore e lascia in sospeso al punto giusto. Tutto della trama ti dice leggimi, in special modo per chi ama le storie fantasy young adult. Non avendola letta prima, come quasi sempre mi capia e lasciandomi trascinare da titolo, copertina ho pensato che potesse fare per me. In effetti è stato così, ed è una storia che vi piacerà, posso assicurarvelo. 

La copertina di questo volume è molto particolare e sicuramente originale anche se non mi fa impazzire. Riflette una parte di questo volume dove troviamo in primo piano Jannik e Lenora. Sullo sfondo il trono che spetta all’erede di Elras e i regni sui mosaici in alto. Vi è il Regno degli Elfi, Il regno dei Mutaformi e il regno distrutto, che vedete con il musaico rotto e da cui entra la luce. E’ una copertina ben costruita e mi piace nel messaggio che lascia e come rappresenta la storia per il resto, se si prendono i colori e le scelte dei personaggi in bianco, non mi lascia un granché. Il titolo è interessante e già da questo c’è aria di presagio di un seguito fin da quando ho deciso di leggerlo. In effetti è così, quindi tenetevi pronti a dei volumi successivi se deciderete di leggere questo volume. L’ultima creatura ovviamente si riferisce a Lenora essendo l’ultima della sua specie ad essere ancora viva.

L’ambientazione di questa storia è il Regno di Monry, dove si estende il Regno di R14, dove regna il Re Elras. Non è specificata l’epoca ma il world building è ben costruito e la storia si concentra in un mondo davvero ben descritto e delineato in maniera molto reale e vivida.

Non mi sarei piegata al principe. Magari sarebbe riuscito a farmi andare a quello stupido ballo, ma non avrebbe ottenuto niente più di quello. Avevo paura, una dannata paura, di quelle che si insidiano nelle viscere e non ti lasciano respirare. Alle otto e trenta avrei conosciuto il Sire, sarei stata sotto gli occhi di tutti: la loro principale paura, il loro incubo, si sarebbe manifestato in quella sala. Ero il mostro da cui i bambini scappavano impauriti. Ero l’abominio da cui la gente cercava di nascondersi.

person wearing red and white coatI personaggi di questa storia non sono tantissimi. O meglio, quelli che circondano i due protagonisti principali sono diversi, come Pasiox il migliore amico di Lenora nella scuola e l’unico che sembra accettarla sia come amica che come compagna di studi e molto altro, così come la domestica delle cucine che resta fedele a Jannik in ogni occasione, o come la donna delle stoffe che comprende i disagi di Lenora e le crea dei vestiti meravigliosi, o ancora Brawn, la guardia personale di Lenora e il gatto virtuale.

Lenora è una ragazza che sa come tenere a bada un drago che dimora dentro di lei da una vita. Sa che deve mangiare della carne una volta al giorno e sa che deve fare un bagno per rilassare le squame e per evitare che tutto inevitabilmente collassi. Da sempre è stata abituata a tutto questo ma non era abituata a finire in una corte ricca di persone che la utilizzano solo come un trofeo da esibire o come un’arma da tenere a disposizione. Nessuno sembra preoccuparsi veramente per lei, anche se viene presa in giro a scuola, anche se dentro il palazzo gli unici a parlare con lei sono suo padre, la sua guardia e il suo gatto virtuale. E’ una ragazza forte, determinata che cerca la verità e che vuole essere se stessa al cento percento.

Jannik sembra essere il paggetto dell’erede che nessuno ha mai avuto modo di vedere. E’ un ragazzo in gamba, sveglio e che conosce tutti i segreti della corte e del castello avendo stretto contatto con il principe. E’ fin dal primo momento un ragazzo esuberante, poco incline alle regole e che cerca di avvicinare Lenora perchè la sente molto vicina a lui come tipo di situazione che si ritrova a vivere.

Nelle loro solitudini i due cominceranno a confrontarsi e a trovare dei punti comuni che nel Regno non sono giusti ne per loro come per la popolazione stessa. Il Re manipola ogni cosa, perfino la Regina stessa e nessuno sembra essere disposto a far si che questo continui a ripetersi ancora.

Soltanto poche ore dopo mi risvegliai con una nuova consapevolezza: se la Regina non pensava che io fossi un abominio, allora non lo avrei pensato neppure io. Accettare me stessa non era mai stato semplice, soprattutto dopo l’arrivo a Monry, ma non avevo mai visto tanta gentilezza in una persona sola. Lei era potente e immortale e non vedeva in me un mostro. Dovevo provarci anche io. Era ormai tardi per andare a scuola: se mi fossi assentata, non se ne sarebbe accorto nessuno. C’era qualcos’altro che dovevo fare. Recuperai da sotto il letto il libro che mi aveva dato Jannik. Passai le dita sulla copertina e accarezzai il dorso, poi lo aprii e andai direttamente all’ultima pagina che avevo letto.

blue and purple snakeskinIl perno centrale di questa storia è il Regno distrutto e, come dice anche il titolo “L’ultima Creatura” ovvero Lenora, una ragazza che può trasformarsi in un possente drago che può prendere possesso di lei in qualsiasi momento se non tenuto sotto controllo. Una creatura che il Re meschino di un popolo ha voluto per lui e a cui lei non ha intenzione di piegarsi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è fin dal primo momento molto semplice e scorrevole, quasi minimal. Mi piace il fatto che la storia sia passata in maniera fluida e leggera dalla prima all’ultima pagina nonostante abbia comunque un lato fantasy non indifferente e che il mondo sia costruito in maniera davvero particolare.

Il world building. Questo è annunciato dalla storia sin dal prologo e avremo modo di scoprire come è formata Monry e da quali creature la popolano mano a mano che la storia prenderà a scorrere pagina dopo pagina. Ho trovato che sia la descrizione iniziale che la mappa all’inizio siano funzionali e determinanti per comprendere al meglio la storia. Anche le creature all’interno di ogni mondo sono spiegate e sono felice che siano state anche introdotte ulteriori spiegazioni nel volume che la ragazza scopre con dei libri così da percepire ancora meglio il tutto.

Il punto di vista dei personaggi. Il fatto che i capitoli vengano nominati con il nome, fin dall’inizio con Lenora lasciano presagire che un secondo personaggio prima o poi sarebbe uscito fuori e arrivati nel bel mezzo della storia avremo modo di passare anche al punto di vista di Jannik. Entrambi in prima persona ovviamente, permettendoci così di scoprire la storia sotto due punti differenti. Avrei preferito che i capitoli fossero nominati con il nome e non con un’anteprima gigantesca del nome anche perché non è necessario. Sarebbe bastato anche piccolo prima dell’inizio del capitolo ma numerando il capitolo normalmente. Non so, forse è una cosa stupida ed estremamente soggettiva ma è una cosa che mi ha colpito da subito e non mi ha fatto un effetto positivo. Però le immagini al lato delle squame e via discorrendo le ho adorate, azzeccate e ben poste.

Nonostante questa storia sia ricca di cliché e contiene un’amore che è palese a tutti fin dall’inizio e che potrebbe far storcere il naso agli amanti del fantasy più arduo e forte, è una storia che mi ha regalato un tuffo nella leggerezza di cui avevo un disperato bisogno. Oltre al semplice fatto che mi ha portato all’interno di una grande avventura, ricca di magia, di creature pericolose e che si trasformano in magici animali, a due ragazzi insicuri – in cui ogni ragazzo odierno può rispecchiarsi – che tentano di cambiare il mondo. Ovvero una storia con tanti messaggi talvolta nascosti o velati o evidenti e che incanteranno i lettori, specialmente i più giovani. Il messaggio più potente è di certo quello della diversità fisica per cui Lenora si ritrova ad essere denigrata dalle altre persone o guardata con disprezzo. Questo è l’aspetto migliore e in cui mi sono rispecchiata molto perchè ho trovato delle somiglianze e un qualcosa che mi legasse indissolubilmente alla protagonista.

Che peccato. È davvero stupenda. Quei capelli argentei… sono sicuro che sia un Drago meraviglioso. » L’uomo fece una pausa. «Dobbiamo attaccare i Camaleonti prima che scoprano quello che stiamo architettando. Abbiamo poco tempo.» Lo disse di getto, senza tanti preamboli, e mi diede la conferma che stavo cercando e che non volevo arrivasse. Quegli uomini avevano ucciso mia madre. Avevano decimato il mio popolo, distrutto la mia terra. Sapevo chi erano. I Cacciatori.

Quindi, se cercate una ventata di libertà e un’avventura ricca di azione, di strategie di corte e di un’amore che sta nascendo tra l’infida corte che tenta di rendere uno un manichino e l’altra un fenomeno da baraccone in una guerra fra popolazioni, questo è il libro che fa per voi. Un primo volume di una serie che dovete leggere anche solo per sentirvi liberi, almeno un po’.

Erica Prontera scrive una storia che ci permette di viaggiare in un luogo magico e di vivere una vera avventura stando seduti sul proprio divano. Una volta addentrati all’interno della corte di Monry vi sarà difficile uscirne senza aver legato con Lenora e Jannik. Una lettura che consiglio.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Pensate possa piacervi? Seguite le altre recensioni dell’evento e fatemi sapere ovviamente, io al solito vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #501 – RESTA CON ME DI TAMI OLDHAM ASHCRAFT & SUSEA MCGEARHAR.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un nuovo libro per voi, anche se è uscito da un diverso tempo ed era un po’ che avrei voluto leggerlo. Ho visto il film quando è uscito al cinema ma non ho mai avuto modo di leggerlo ed ora eccomi qui. Siete curiosi di sapere com’è questo libro? Avete visto il film? Ve ne parlo subito:

9788869053641_0_221_0_75Titolo: Resta con me 
Autore: Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhar.
Data di uscita: 4 luglio 2018
Pagine: 300
Link d’acquisto: https://amzn.to/2NcookI
Trama: Un’incredibile storia vera. 41 giorni dispersi nel Pacifico.
Giovani, innamorati e con un roseo futuro di fronte, Tami Oldham e il suo fidanzato Richard Sharp hanno trascorso alcuni mesi a visitare le isole polinesiane a bordo di una piccola barca a vela. Sono skipper provetti, e la proposta di portare l’Hazana, un modernissimo yacht a vela, fino al porto di San Diego è per loro un’occasione imperdibile che accettano con entusiasmo. Quando salpano da Tahiti il cielo è limpido e azzurro, ma a poco più di due settimane dalla partenza scoprono che un violento uragano sta facendo rotta su di loro, e avanza così velocemente che non c’è modo di sfuggirgli. È una delle tempeste più violente della storia, e i due giovani si ritrovano ad affrontare pioggia battente, onde alte come grattacieli e venti che soffiano a quasi 260 chilometri all’ora. Tami scende sotto coperta, e proprio mentre si sta assicurando con una cima sente Richard gridare. Un rumore assordante, e poi il buio. Tami rimane incosciente per ore. Quando si risveglia l’imbarcazione è semidistrutta. Non ci sono navi né terra in vista, solo una sconfinata distesa d’acqua tutto intorno.

RECENSIONE

Watch Exclusive 'Adrift' Trailer | FandangoLa storia ha inizio con l’incontro di Tami e Richard. I due si sono incontrati sul molo e lui era fidanzato in una relazione sull’orlo della crisi mentre Tami si sente subito attratta da quel ragazzo dagli occhi azzurri e dolci. I due sono skipper professionisti e sanno navigare con delle barche così come conoscono le leggi del mare. Assieme, da innamorati, hanno affrontato diversi viaggi e si sono divertiti in diversi luoghi passando via mare e quando viene proposto ad entrambi di portare un moderno yacht a vela, l’Hazana, al porto di San Diego per una lauta ricompensa, non ci pensano due volte e si buttano a capofitto nell’impresa. Quello che non sanno è che si ritroveranno nel mezzo del uragano Raymond che, cambia improvvisamente rotta e si ritrova sui loro passi.

Cosa succederà a Tami e Richard una volta a bordo dell’Hazana? Cosa cambierà nelle loro vite e come farà a prendere in mano la vita, la giovane Tami, dopo il potente uragano? Riusciranno a salvarsi e a tornare a casa nonostante la barca resti in parte distrutta?

Inoltre, sapevo che, se non fossi tornata a casa, mia mamma non avrebbe mai e poi mai spesso di cercarmi. Ero tutto ciò che le rimaneva, dato che lei e mio padre avevano divorziato quando io ero poco più di una bambina. Si era sentita altrettanto afflitta, quando mio padre se n’era andato? Impossibile: il divorzio era stato una scelta condivisa. Nessuno mi aveva chiesto se Richard se ne poteva andare: lui se n’era andato e basta, era sparito. Avrebbe potuto tranquillamente essere un divorzio. Solo che lui non voleva lasciarmi. Mi amava e io amavo lui.

La trama è molto semplice e racconta la vera storia di quanto accaduto nel mezzo dell’Oceano Pacifico ai due skipper Tami e Richard. Non c’è niente di particolarmente speciale, solo il fatto che è lunghina. Non ci sono spoiler ma all’interno del volume, nelle prime pagine c’è l’immagine e la dedica che lasciano comprendere bene cosa succederà all’interno del volume. Per chi ha visto il finale si sa che cosa succede però chi non conosce la storia, è uno spoiler seppur in molti la conoscano. Io l’ho trovata molto dolce e significativa, una storia dura, forte ma coraggiosa.

Red Sky in Mourning: A True Story of Love, Loss, and Survival at Sea by Tami  Oldham AshcraftLa copertina è molto carina ed è stata utilizzata la locandina del film uscito al cinema. Trovo che sia sicuramente interessante questa trovata, specialmente per attirare giovani lettori che hanno visto il film. In effetti la copertina originale non è niente di troppo attraente quindi sicuramente se vogliamo far giocare a favore “l’accalappia” il lettore, questa funziona molto di più. Il titolo originale all’inizio, lo vedete qui di lato e sarebbe stato in Italiano “Cielo rosso di mattina“. Il titolo del film originale era Adrift ovvero “Alla deriva” ed è stata la scelta migliore quella del titolo attuale preposto.

L’ambientazione di quanto accade realmente ai due protagonisti di questo racconto è nell’oceano Pacifico, corre l’anno 1983. 

Afferrai la camicia a fiori che adoravo vedergli addosso e me la portai al petto. Ondeggiando fino ad assopirmi, mi chiesi come facessi a sapere dov’era Richard: era nel mio cuore. Io, invece, dov’ero? Forse l’indomani, al rossore dell’alba, lo avrei scoperto. Le prime luci del giorno spesso rivelano una manna, un presagio di sviluppi positivi.

Adrift (2018) - remy_46 Photo (41547692) - FanpopI personaggi di questa storia sono principalmente due anche se ci aggiungerei un terzo personaggio piuttosto particolare e introspettivo che si ritroverà a interagire con Tami nel bel mezzo del disastro a bordo della Hazana. Dei protagonisti determinati e da quanto ho potuto vedere dall’intervista in inglese a Tami, anche molto forti emotivamente.

Tami è la protagonista e voce narrante della storia. E’ una ragazza che ama il mare e i paesi esotici fin da sempre, così come ama il suo lavoro e stare sulle barche. Ha un forte spirito di sacrificio e di sopravvivenza e ama tantissimo Richard, fin dal primo momento in cui i due si sono visti e conosciuti. In questo racconto è una ragazza e una donna forte, coraggiosa e determinata oltre che tremendamente fragile e innamorata della vita che le si prospetta davanti assieme al suo amato Richard.

Richard è un uomo che viene colpito dalla giovane Tami fin da subito e ne resta ammaliato. Dai profondi occhi azzurri è un ragazzo che ama il mare e le imbarcazioni e dopo aver vissuto grandi e dolcissime avventure con la sua amata, propone di portare l’Hazana a San Diego per un po’ di soldi, che potrebbero fare comodo. E’ un personaggio che vivremo attraverso gli occhi di Tami e di cui potremo rimanere piacevolmente sorpresi. Un bel personaggio ed è stata anche una bella persona nella realtà, da come se ne parla e dal suo profondo amore e sacrificio nei confronti di Tami.

Mi infilai la maglietta di Richard e mi cinsi con le braccia, ballando lentamente. Chiusi gli occhi. Non avevo più voglia di guardare Cassiopea. Ero gelosa. Forse Richard era lassù insieme a lei e la conduceva a passo di valzer lungo la sua favolosa via.

Il perno centrale di questa storia è la difficoltosa e coraggiosa avventura di Tami e Richard. E’ una storia di mare, di barche e di solitudine. Una storia commovente, dolce e difficile ma che vi incuriosirà e di cui vorrete saperne sempre di più. Una storia che parla di mare, di amore e di vita oltre che di esclusiva sopravvivenza e dolore.

ADRIFT GIFs - Find & Share on GIPHYLo stile utilizzato dalla sopravvissuta a quest’avventura e dalla scrittrice che ha unito i pezzi ed ha scritto questa storia di due giovani innamorati colpiti dall’uragano Raymond nel pieno dell’Oceano Pacifico nel 1983.

La storia è composta di 300 pagine scritte molto larghe, con un tempo di lettura molto veloce se non fosse stato per alcuni dettagli tecnici specifici delle imbarcazioni e della navigazione di cui molti di noi non sono a conoscenza (almeno per quanto riguarda me). Ovviamente, per ovviare questo, c’è anche un glossario alla fine del libro per rendere tutto più semplice e cercare di mostrare al lettore di cosa si tratti. Questa cosa dei dettagli specifici all’interno della lettura rallentano un po’ lo scorrimento della storia ma ci sono degli intermezzi in cui ci sono i ricordi di Richard e Tami assieme che condividono la loro storia d’amore da come si sono conosciuti a come sono arrivati a partire per San Diego con questa imbarcazione ultra moderna.

L’autobiografia riportata all’interno del volume è straziante, forte e assolutamente comunicativa. La cosa che ho notato in differenza rispetto al film è che a parlare con Tami, all’interno del volume, è quella che lei chiamerà la Voce. Nel film viene focalizzato Richard per buona parte, anche per mascherare il tutto e sinceramente su questo ho preferito il fatto che Richard fosse lì e la trasposizione cinematografica su questo ha colpito maggiormente – almeno me. Poi i due attori che hanno interpretato il film sono due dei miei preferiti, per cui potete immaginare. Quindi sarà la voce a portare avanti la sopravvivenza di Tami e che sia stata la voce di Richard, la sua stessa voce o quella di Dio non è dato saperlo perchè anche Tami se lo chiede più volte ma trovo che sia stata uno spiraglio verso la vita, il coraggio di ricominciare e spingere sempre ad essere vivi e a combattere per se stessi.

All’interno del volume, sono riportate delle foto dei due protagonisti come le foto dei ritrovamenti della barca o della partenza, così come tante altre cose. Potrete scoprire e vivere questa storia sia attraverso le parole di Tami che attraverso le immagini che vi colpiranno e vi resteranno nel cuore.

Pertanto, di prima mattina, bordeggiai avanti e indietro, a poca distanza dall’ingresso costellato di scogli corallini. Ero davvero vicina eppure lontanissima. Non potevo semplicemente essere già lì? No, non potevo. Mi sentivo confusa. Sapevo che sarei cambiata. Sapevo che non sarei più stata la ragazza innocente e spensierata di prima. Avevo paura della civiltà a poche miglia da me e, al tempo stesso, ero eccitata. Le lacrime mi rigarono il viso.

Il libro è stato stravolgente e commovente. Vi consiglio la lettura se cercare un’autobiografia e se amate questo genere di storie, se siete appassionati di viaggi in barca e se amate le storie drammatiche, struggenti e di un amore che dura per sempre.

Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhar creano assieme una melodiosa armonia che si muove in balia del mare e che ci culla lungo lo straziante e  difficile ciclo della vita che ci regala tantissimo e che ci può portare via il mondo con una sola e forte tempesta. Una biografia potente, che apprezzerete.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate possa piacervi come libro? Vi aspetto mi raccomando! Un abbraccio forte.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE // ENGLISH REVIEW #499 – DELICATES DI BRENNA THUMMLER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io sono qui per parlarvi di una nuova recensione seguito di Sheets, che ho recensito diverso tempo fa. Siete curiosi di scoprire la recensione del primo volume QUI e sono felice di parlarvi di questo secondo volume. Ecco a voi:

71ubcz43blTitolo: Delicates (Sequel di Sheets)
Autore: Brenna Thummler
Data di uscita: 16 marzo 2021
Pagine: 317
Lingua: Inglese

Link d’acquisto: https://amzn.to/2O7RMsx
Trama: Following the events of the bestselling graphic novel, Sheets, Delicates brings Brenna Thummler’s beloved characters, artwork, and charm back to life. Marjorie Glatt’s life hasn’t been the same ever since she discovered a group of ghosts hiding in her family’s laundromat. Wendell, who died young and now must wander Earth as a ghost with nothing more than a sheet for a body, soon became one of Marjorie’s only friends. But when Marjorie finally gets accepted by the popular kids at school, she begins to worry that if anyone learns about her secret ghost friends, she’ll be labeled as a freak who sees dead people. With Marjorie’s insistence on keeping Wendell’s ghost identity a secret from her new friends, Wendell begins to feel even more invisible than he already is. Eliza Duncan feels invisible too. She’s an avid photographer, and her zealous interest in finding and photographing ghosts gets her labeled as “different” by all the other kids in school. Constantly feeling on the outside, Eliza begins to feel like a ghost herself. Marjorie must soon come to terms with the price she pays to be accepted by the popular kids. Is it worth losing her friend, Wendell? Is she partially to blame for the bullying Eliza endures? Delicates tells a powerful story about what it means to fit in, and those left on the outside. It shows what it’s like to feel invisible, and the importance of feeling seen. Above all, it is a story of asking for help when all seems dark, and bringing help and light to those who need it most.

Trama (tradotta da me): Dopo gli eventi del romanzo grafico bestseller, Sheets, Delicates riporta in vita gli amati personaggi, le opere d’arte e il fascino di Brenna Thummler. La vita di Marjorie Glatt non è più stata la stessa da quando ha scoperto un gruppo di fantasmi nascosti nella lavanderia a gettoni della sua famiglia. Wendell, che morì giovane e ora deve vagare per la Terra come un fantasma con nient’altro che un lenzuolo per corpo, divenne presto uno degli unici amici di Marjorie. Ma quando alla fine Marjorie viene accettata dai ragazzi popolari a scuola, inizia a preoccuparsi che se qualcuno viene a conoscenza dei suoi amici fantasmi segreti, verrà etichettata come un mostro che vede persone morte. Con l’insistenza di Marjorie nel mantenere segreta l’identità fantasma di Wendell ai suoi nuovi amici, Wendell inizia a sentirsi ancora più invisibile di quanto non sia già. Anche Eliza Duncan si sente invisibile. È un’appassionata fotografa e il suo zelante interesse nel trovare e fotografare i fantasmi la fa etichettare come “diversa” da tutti gli altri bambini della scuola. Sentendosi costantemente fuori, Eliza inizia a sentirsi lei stessa come un fantasma. Marjorie deve presto fare i conti con il prezzo che paga per essere accettata dai ragazzi popolari. Vale la pena perdere la sua amica, Wendell? È parzialmente da incolpare per il bullismo che Eliza sopporta? Delicates racconta una storia potente su cosa significa adattarsi e su quelli che rimangono all’esterno. Mostra cosa vuol dire sentirsi invisibili e l’importanza di sentirsi visti. È soprattutto una storia di chiedere aiuto quando tutto sembra buio e portare aiuto e luce a coloro che ne hanno più bisogno.

RECENSIONE

La storia ha inizio qualche periodo dopo gli eventi di Sheets. Marjorie ha una comitiva di amici molto popolari adesso e finalmente oltre al lavoro alla lavanderia riesce ad avere una vita sociale, riesce non solo a vedere dei fantasmi ma qualcuno di reale che la considera e la porta con se agli eventi e alle feste più gettonate. E’ per questo che Marjorie ha paura che i suoi amici scoprino dei fantasmi e che possano abbandonarla per le sue stranezze incomprese. Wendell, d’altro canto, è il solito fantasma burlone che vorrebbe sempre giocare e divertirsi con la sua amica ma, per la prima volta comincia a sentirsi più solo di quel che è, comincia a sentirsi come Eliza, arrivata a scuola da poco e che cerca nelle sue fotografie di catturare fantasmi perché è proprio così che si sente: invisibile e un fantasma che cammina. E’ nei pressi della zona dove Wendell e Marjorie che le due si incontrano per la prima volta e si scontreranno nel corso della storia.

Cosa vuole Wendell da Marjorie? Riuscirà la ragazza della lavanderia a rendersi conto di quanto sia sbagliato per lei il suo nuovo gruppo di amici? Riuscirà ad avere la forza che le serve per maturare, cambiare ed essere se stessa veramente?

Delicates by Brenna Thummler | Graphic Novel Review | Northern Plunder

La trama di questa storia è molto lunga e ci mostra anche più di quello che dovrebbe, mi sarei limitata a raccontare meno lasciando curiosità al lettore; magari la cosa migliore sarebbe stata quella di mettere meno dettagli e inserire invece le ultime frasi che spingono curiosità riguardo cosa tratta la storia in questo secondo volume.

La copertina di questo secondo volume riprende la linea del primo volume sui colori e sui tratti della storia ma stavolta in primo piano troviamo l’obiettivo di Eliza, una ragazza che crede ai fantasmi e non vede l’ora di trovarne uno da fotografare. Infatti al centro dell’obiettivo c’è Wendell che non potrebbe essere un fantasma più reale ed esplosivo. Trovo la copertina giusta e in linea con ciò che accadrà all’interno del libro e che non vi rivelerò ovviamente. Il titolo è molto semplice e come per il volume precedente si compone di un’unica parola che racchiude tutto: Delicati, ovvero uno dei tipi di lavaggi che vengono fatti in lavatrice ed è proprio quello su cui questa storia si fonda. Stavolta la storia è delicata, con tematiche ancora più importanti di quelle del legame umano e fantasma e della solitudine. Qui c’è molto molto di più.

L’ambientazione e l’epoca sono le stesse del volume precedente: una piccola cittadina non definita anche perchè di questa vedremo ben poco: la casa e lavanderia dove vive e lavora Marjorie e la scuola che quest’ultima frequenta, in una storia fine anni 90, una ventina di anni fa probabilmente per abbigliamenti e via discorrendo.

Delicates — Brenna Thummler

I personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente, con qualche aggiunta sinceramente degna di nota. In questo volume ho trovato la ragazza del volume precedente più spenta nonostante abbia degli amici e di quanto fosse più felice sola con Wendell e i suoi amici fantasmi.

Marjorie sta diventando grande e lascia sempre più da parte la lavanderia. Sente le responsabilità da adolescente, sente le responsabilità verso il suo fratellino anche se il padre cerca di allontanarla dal lavoro per farle vivere la sua adolescenza nel migliore dei modi possibili. Nonostante ora abbia degli amici popolari nella scuola, Marjorie non sembra essere così felice ed è  perennemente in disaccordo con ciò che fanno e dicono i suoi compagni nonostante non glielo dica apertamente e si tenga tutto dentro, mantenendosi distante e distaccata. La cosa che più infastidisce è il fatto che non agisca e non tira fuori ciò che invece vorrebbe dire e si nasconde dietro la paura dei fantasmi e di come sarebbe giudicata senza pensare che già quello che fanno lei lo trova tremendamente sbagliato anche se continua a stare accanto a quelle persone.

Wendell è un fantasma di un ragazzino morto e non sembra essere cambiato molto dal primo volume se non per il fatto che vorrebbe continuare a fare i giochi e le cose che faceva prima non rendendosi conto di quanto la sua amica Marjorie sta cambiando e crescendo ed essere un fantasma non è così facile nel mondo umano. Comincia quindi a sentire un velo di solitudine che lo rende ancor più infantile nella speranza di attirare l’attenzione su di lui non solo della sua vecchia amica ma del lettore stesso.

 Eliza è una ragazza che ha un professore nella sua stessa scuola e che ama tantissimo la fotografia. Più di ogni cosa nelle sue fotografie vorrebbe catturare dei fantasmi e spera di poterne finalmente vedere uno davvero. Perchè i fantasmi? Perchè Eliza si sente sola, emarginata e completamente invisibile, come se camminasse fra le strade, nella scuola e ovunque lei andasse e nessuno potesse vederla davvero. Eliza è un personaggio che potrebbe essere ognuno di noi e in cui tutti possono rispecchiarsi e a cui mi sono sentita particolarmente legata.

Delicates by Brenna Thummler | Graphic Novel Review | Northern Plunder

Il perno centrale di questa storia è molto diversa dal volume precedente. Questa storia ci mostra l’importanza di essere visti almeno una volta, e il lato invisibile che buona parte di noi può aver vissuto almeno una volta nella vita. Un racconto e una graphic novel potente su quelli che rimangono fuori dal coro, degli emarginati, la storia di qualcuno che vorrebbe ardentemente essere visto.

Lo stile utilizzato è molto semplice e l’autrice si riconferma davvero strabiliante, meravigliosa e semplice sia per quanto riguarda le tavole e la grafica dai colori leggeri, dai toni pastello che sembrano sul cromato rosso sia per quanto riguarda questa storia che colpisce ogni punto che vuole colpire.

Ho apprezzato tantissimo la tematica dell’essere invisibile e del sentirsi emarginato, il personaggio di Eliza alla ricerca del fantasma da fotografare nella speranza di sentirsi meno sola e apprezzata da qualcuno come lei. Eppure le sue foto sono dei semplici paesaggi e l’unica che sembra avere con se dei veri fantasmi è Marjorie che ora se ne sta con degli amici che non apprezzano molto la sua compagnia e viceversa. In effetti Marjorie sembra stare con loro solo per il semplice fatto di essere in e popolari e di sentirsi per una volta parte di un gruppo, non perchè li ritiene davvero degli amici allontanando come tutti Eliza seppur dandole uno spiraglio.

Non ho apprezzato molto questo cambiamento di Marjorie e il cambio di posizione. Anche lei ha sofferto le stesse cose, anche lei si sentiva sola e poco amata, specialmente dopo il dolore famigliare e tutto ciò che le è successo. Mi ha stupito che in alcune occasioni non abbia fatto nulla per Eliza, che non sia intervenuta nelle prese in giro dei suoi amici verso altre persone e che non abbia cercato o quantomeno provato a far capire che stavano sbagliando. Si è limitata al semplice silenzio. Posso capire questa posizione, che è la stesa che molti giovani di oggi assumono pur di far parte di un gruppo e si lasciano trascinare dagli altri ma è sinonimo di poca personalità e di non essere veramente qualcosa di forte. Questo l’ho trovato avvilente per il suo personaggio, un cambio strano e particolare che in alcuni punti me l’ha fatta persino odiare; avrei voluto dirle “Sveglia e guardati attorno!”. Mi sono sentita molto affine al personaggio di Eliza che prende piede pagina dopo pagina e fa il suo esordio portando al centro di tutto l’emarginazione e la solitudine, tema attuale e potente che ho apprezzato tantissimo.

La cosa triste è che Wendell diventa una specie di soprammobile, un ripiego che l’autrice sembra aver messo in mezzo per via dei fantasmi che Eliza voleva fotografare ma non gli ha dato un vero ruolo fondamentale se non quello metaforico della tematica stessa. Infatti anche Wendell cerca di farsi notare così come Eliza.

Delicates — Brenna Thummler

Il libro è di una potenza strabiliante e lo apprezzerete persino di più del primo volume sentendovi almeno come uno dei personaggi di questa storia. Non potete non rispecchiarvi in uno di loro. La storia è sicuramente da leggere, seppur in inglese e spero che arrivi presto anche in Italia visto che il primo volume è stato tradotto. Consiglio assolutamente, soprattutto ai giovani lettori.

Brenna Thummler si conferma ancor di più, oltre che illustratrice, una vera e propria narratrice di una storia interessante, da tematiche moderne. Una storia di amicizia, di accettazione e della rinascita, dell’emarginazione e del sentirsi invisibili in mezzo a tanta gente. Una storia reale, semplice e genuina che fa riflettere.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

ENGLISH REVIEW

The story begins sometime after the events of Sheets. Marjorie has a group of very popular friends now and finally in addition to working at the laundry she manages to have a social life, she not only manages to see ghosts but someone real who considers her and takes her with them to the most popular events and parties. This is why Marjorie is afraid that her friends will discover ghosts and that they may abandon her for her misunderstood weirdness. Wendell, on the other hand, is the usual prankster ghost who always wants to play and have fun with her friend but, for the first time, he begins to feel more alone than he is, he begins to feel like Eliza, recently arrived at school and who tries to capture ghosts in his photographs because that’s exactly how he feels: invisible and a walking ghost. It is near the area where Wendell and Marjorie that the two meet for the first time and will clash over the course of the story.

What does Wendell want from Marjorie? Will the laundry girl realize how wrong her new group of friends is for her? Will she be able to have the strength she needs to mature, change and truly be herself?

The plot of this story is very long and shows us even more than it should, I would have limited myself to telling less, leaving the reader curious; maybe the best thing would have been to put fewer details and instead insert the last sentences that prompt curiosity about what the story is about in this second volume.

The cover of this second volume takes up the line of the first volume on the colors and traits of the story but this time in the foreground we find the lens of Eliza, a girl who believes in ghosts and can’t wait to find one to photograph. In fact, at the center of the lens is Wendell who couldn’t be a more real and explosive ghost. I find the right cover and in line with what will happen inside the book and which I will not reveal to you obviously. The title is very simple and as for the previous volume it consists of a single word that encompasses everything: Delicates, which is one of the types of washes that are done in the washing machine and that is precisely what this story is based on. This time the story is delicate, with themes even more important than those of the human and ghost bond and loneliness. There is much much more here.

The setting and the time are the same as in the previous volume: a small town not defined also because we will see very little of it: the house and laundry where Marjorie lives and works and the school she attends, in a story at the end of the years 90, about twenty years ago probably for clothing and so on.

The characters in this story are the same as in the previous volume, with some genuinely noteworthy additions. In this volume I found the dullest girl from the previous volume despite having friends and how happier she was alone with Wendell and her ghost friends.

Marjorie is growing up and is leaving the laundry more and more aside. She feels the responsibilities as a teenager, she feels the responsibilities towards her little brother even if her father tries to take her away from work to make her live her adolescence in the best possible way. Although she now has popular friends in the school, Marjorie doesn’t seem to be that happy and is perpetually at odds with what her classmates do and say despite not telling her openly and keeping it all inside, keeping aloof and detached. The thing that bothers the most is the fact that she does not act and does not bring out what instead she would like to say and hides behind the fear of ghosts and how she would be judged without thinking that already what they do she finds it terribly wrong even if she continues to stay. next to those people.

Wendell is a ghost of a dead kid and he doesn’t seem to have changed much since the first volume except for the fact that he would like to keep doing the games and things he did before not realizing how much his friend Marjorie is changing and growing and being. a ghost is not that easy in the human world. He then begins to feel a veil of loneliness that makes him even more childish in the hope of drawing attention to him not just from his old friend but from the reader himself.

Eliza is a girl who has a teacher in her own school and who loves photography very much. More than anything in his photographs he would like to capture ghosts and hopes to finally be able to see one for real. Why ghosts? Because Eliza feels alone, marginalized and completely invisible, as if she were walking in the streets, in the school and everywhere she went and no one could really see her. Eliza is a character who could be each of us and in which everyone can reflect and to which I felt particularly attached.

The central pivot of this story is very different from the previous volume. This story shows us the importance of being seen at least once, and the invisible side that most of us may have experienced at least once in our life. A powerful tale and graphic novel about those who stay out of the crowd, the marginalized, the story of someone who longs to be seen.

The style used is very simple and the author reconfirms herself as truly amazing, wonderful and simple both in terms of the tables and graphics in light colors, with pastel tones that appear on the red chrome and in terms of this story that affects every point that wants to hit.

I really appreciated the theme of being invisible and feeling marginalized, the character of Eliza in search of the ghost to photograph in the hope of feeling less alone and appreciated by someone like her. Yet her photos are simple landscapes and the only one who seems to have real ghosts with her is Marjorie who is now with friends who do not appreciate her company very much and vice versa. In fact, Marjorie seems to be with them only for the simple fact of being in and popular and for once feeling part of a group, not because she really considers them friends, distancing Eliza like everyone else, albeit giving her a glimmer.

I didn’t really appreciate this change of Marjorie and the change of position. She also suffered the same things, she too felt lonely and unloved, especially after the family pain and all that happened to her. I was amazed that on some occasions she did nothing for Eliza, that she did not intervene in the teasing of her friends towards other people and that she did not try or at least try to make them understand that they were wrong. It limited itself to mere silence. I can understand this position, which is the same that many young people today take in order to be part of a group and let themselves be carried away by others but it is synonymous with little personality and not really being something strong. I found this disheartening for her character, a strange and peculiar change that in some places even made me hate her; I wanted to say “Wake up and look around!”. I felt very close to the character of Eliza who takes hold page after page and makes her debut bringing to the center of all marginalization and loneliness, a current and powerful theme that I appreciated very much.

The sad thing is that Wendell becomes a kind of ornament, a makeshift that the author seems to have put in the middle because of the ghosts that Eliza wanted to photograph but did not give him a real fundamental role other than the metaphorical one of the theme itself. In fact, even Wendell tries to get noticed as well as Eliza.

The book is of astonishing power and you will appreciate it even more than the first volume by feeling at least like one of the characters in this story. You cannot fail to reflect yourself in one of them. The story is definitely worth reading, albeit in English and I hope it will soon arrive in Italy as the first volume has been translated. I absolutely recommend, especially to young readers.

Brenna Thummler is even more confirmed, as well as an illustrator, a real narrator of an interesting story, with modern themes. A story of friendship, acceptance and rebirth, marginalization and feeling invisible in the midst of so many people. A real, simple and genuine story that makes you think.

My rating for this book is: 4 stars and a half .


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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto come sempre con le vostre opinioni.

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #497 – WILDER GIRLS DI RORY POWER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon giovedì! Finalmente il fine settimana sta arrivando e io sono felice di parlarvi di questo volume di cui ero curiosa fin dal primo momento. Siete curiosi di sentirne parlare? E’ azzeccato sicuramente per il periodo anche se i risvolti sono leggermente diversi. Ve ne parlo subito:

978880473407hig-319x480-1Titolo: Wilder Girls
Autore: Rory Power
Data di uscita: 23 febbraio 2021
Pagine: 252 
Link d’acquisto: https://amzn.to/2PgEfiJ
Trama: Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell’istituto, su un’isola al largo della costa americana. Un’epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l’altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l’epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l’un l’altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c’è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

RECENSIONE

La storia ha inizio una sera come tante altre da quando è arrivato il Tox sull’isola di Raxter, in cui vi era una prestigiosa una scuola femminile. Hetty se ne sta sul tetto assieme alle sue amiche Byatt e Reese e con il suo occhio solo che ormai è uno dei tratti distintivi della malattia che si sta prendendo tutta l’isola. Ha preso le mani che ormai sono argentate e squamose di Reese, la colonna vertebrale all’infuori di Byatt e ognuna delle insegnanti e delle ragazze che vivono in quella scuola in modo del tutto diverso. Sono isolate su quell’isola in attesa di una cura in cui si stanno prodigando la Marina militare ed altre forze dell’ordine. Isolate da questa misteriosa e pericolosa epidemia, le ragazze devono cercare di sopravvivere.

Cosa succederà al terzetto di amiche? Come riusciranno a sopravvivere in quarantena chiuse in quella scuola in cui ormai cibo e acqua scarseggiano? Come cambierà qualcosa quando ognuna di loro lotta ogni giorno fra la vita e la morte?

Un altro rumore dalla macchia e poi di nuovo silenzio. La strada è vuota. Io tengo il mio fucile sollevato, non si sa mai; il mirino davanti all’occhio sinistro. L’altro occhio è morto, è diventato cieco durante una crisi. La palpebra superiore si è chiusa fondendosi con quella inferiore, e sotto sta crescendo qualcosa. È così per tutte, qui. Siamo malate e strane, e non sappiamo perché.

La trama della storia è interessante e curiosa oltre che originale. Non avrei approfondito molto, però. Io quando ho acquistato il libro, presa da una voglia di leggere questo libro praticamente subito ho letto le prime tre righe della trama e la prima pagina del volume che sono quelle che mi convincono di più quando acquisto un volume. Però ora che la leggo dopo aver finito il volume mi accorgo di aver fatto bene a non leggerla tutta. L’ultima parte, quella di Byatt era evitabile visto che questo accade ben più in là all’interno del volume. Insomma spoiler non necessari, ci si poteva limitare a cose più semplici e contenute e avrebbe sortito lo stesso effetto.

La copertina è una delle copertine più belle degli ultimi tempi e mi ha incuriosito da tantissimo tempo, fin dalla sua uscita in lingua. Appena l’ho visto esposto ho detto fra me e me “Tu verrai a casa con me…” e così è stato. La copertina italiana è uguale all’originale e sono davvero entusiasta che la casa editrice abbia deciso di portare il volume esattamente come quello estero e che non abbia apportato cambiamenti se non che sulla costina di un rosa/fucsia troppo appariscente a mio modesto parere. E’ comunque una copertina meravigliosa che rispecchia la storia narrata. Il titolo è stato mantenuto come l’originale e anche qui, son felice che non sia diventato qualcosa tipo “Ragazze selvaggeperché non l’avrei potuto sopportare. Quindi il mix titolo copertina vince così e sono felice che sia stato mantenuto tale.

L’ambientazione è in un punto realmente esistente seppur l’isola non esista; mi spiego, la storia è ambientata al largo della costa del Maine, sull’isola di Raxter, inventata e partorita dalla mente dell’autrice.  Lepoca della storia della storia è moderna , ambientata circa 2 anni dopo che il Tox si è insediato e ha prese piede sull’isola stessa.

Alla fine cala il silenzio, il gruppo intorno a Emmy comincia a disperdersi. Lei sembra stare bene, pe una prima crisi. Le sue gambe sono incerte quando si alza in piedi e perfino da dove mi trovo io le vene del suo collo spiccare scure, come fossero lividi. C’è un accenno di applauso mentre Emmy si spazza i jeans. Julia,  una ragazza della Squadra della Barca, stacca un pezzo dal suo panino raffermo e glielo lancia. Qualcuno stanotte le lascerà un dono sotto il cuscino. Forse un paio di forcine, o una pagina strappata da una delle riviste che ancora girano tra le camere. Landry la abbraccia ed Emmy è raggiante, orgogliosa di averla superata così bene. Arriverà più tardi, penso, quando calerà l’adrenalina, quando non ci sarà Landry a guardare: il vero dolore. Il cambiamento.

Wilder Girls Portraits – Laya Rose ArtI personaggi che si muovono attorno a questa storia sono diverse e le protagoniste narranti sono due seppur la storia si aggira principalmente attorno a tre delle ragazze dell’istituto seppur ne conosceremo anche molte altre.

Hetty è il personaggio narrante principale ed oltre ad essere la più intraprendente del gruppo ha una forza da vendere visto anche la sua visione limitata ad un occhio solo. Ha a cuore più di ogni altra cosa le sue amiche, in special modo Byatt. 

Byatt è un personaggio che vedremo in prima persona in occasione particolare. E’ molto legata ad entrambe le sue amiche ma le piace passare molto tempo con Hetty. Nonostante tutte sembrano devastate da questo morbo, dall’epidemia, Byatt sembra l’unica a non essere troppo sconvolta, anzi le piace il cambiamento che la sta attraversando e ne vorrebbe sempre di più. E’ una ragazza dai tratti caratteristici che viene messa in evidenza per cercare di salvarla.

Reese è chiusa a riccio se non riesce ad aprirsi completamente con qualcuno. Silenziosamente ammira e prova dei sentimenti per una delle sue due amiche ma non ha il coraggio ne la forza di dirlo se non sia l’altra ad accorgersene per davvero. E’ un personaggio marginale fra le tre ma ho trovato dolcissimo il legame descritto con il proprio padre che la rende un personaggio davvero unico e genuino all’interno del gruppo. Il mio personaggio preferito, devo ammetterlo.

«Te lo ricordi?» grido all’improvviso. La brezza invernale mi strappala voce dalla bocca. «Com’era prima?» Lei volta la testa verso di me. Mi domando se sta pensando alle stesse cose a cui sto pensando io. A quando guardavamo dal portico le ragazze dell’ultimo anno che scendevano sulla spiaggia con i loro vestiti bianchi del diploma. A quando intrecciavo le dita con le sue durante le adunanze e ce le stringevamo forte per non ridere. A quando nella sala da pranzo, con gli ultimi echi del sole che entravano dalle finestre all’inglese, cantavamo un inno stonato prima di sederci a mangiare. «Si» rispose Byatt.

Il perno centrale della storia è il Tox e come cercare di uscirne, se mai ci sarà una soluzione. E’ una storia molto particolare, cruda e forte che vi porterà al centro di un’epidemia ma non come quella che stiamo vivendo, un’epidemia che ti logora da dentro e di cui non si sa quando ti porterà via. Una malattia che logora il corpo e lo modifica.

woman in black leather jacket holding black rifleLo stile utilizzato dall’autrice non è di certo scorrevole ma articolato e allo stesso tempo cruento, crudele e sfrontato. Ho apprezzato molto la storia e mi è piaciuta ma, nonostante mi sia piaciuta e mi abbia coinvolto e colpito tenendomi incollata dalla prima all’ultima pagina, ho trovato alcune cose che potevano essere sicuramente sviluppate in modo migliore di quanto siano state scritte.

In alcuni punti la storia sembra più “mostrata” che “raccontata” e forse è per questa che, a volte, si fa più fatica a proseguire che altro. La storia ha già molte impronte young adult, dai discorsi concentrati delle ragazze e dalle scelte che vengono effettuate dalle stesse e questo lo rende molto adatto ad un pubblico più giovane ma, a prescindere da questo, la storia non sembra raccontare le azioni e farle vivere alla protagonista in determinate occasioni ma solo raccontarle. Hetty non sembra così dilaniata dal dolore della perdita della sua amica; si la cerca, vorrebbe averla accanto e le manca come è giusto ma non si percepisce come dovrebbe così come tante altre cose. Così come quando ci si ritrova a dover colpire o a uccidere. Non si sentono i sentimenti e le emozioni come avrei voluto e il personaggio che sembrano trasudare più emozioni sono quelli che si distanziano dal protagonista stesso: prendiamo ad esempio Reese oppure Teddy. Questi sono personaggi che vi intrigheranno maggiormente.

Il fatto di mantenere la storia ad una lunghezza limitata quando le domande sono tante e non vengono assolutamente risolte in questo volume. Non so se ci sarà un secondo volume visto il finale un po’ strano di questa storia che non mi ha convinto del tutto e che spero ci aiuterà a mettere un punto vero a questa storia. Ci sono domande irrisolte sul morbo, sul finale stesso, sulla vera e propria risoluzione di questa cosa che resta sospesa. In effetti sembra quasi il finale di uno di quei film horror che non sai come va a finire veramente anche se puoi serenamente immaginarlo. In questo caso non è così facile immaginarlo ma mi sarei aspettato un libro approfondito e con qualche spiegazione in più arrivato al punto in cui si trova. Troppe cose sospese, troppe cose che vorrei sapere e che spero avremo modo di sapere prima o poi. Se così non fosse la trovo comunque una storia interessante e presa con il piacere di leggere una storia originale e per ragazzi.

La cosa che invece ho apprezzato più di tutto è l’ambientazione e il world building della storia oltre hai risvolti creepy ed horror, crudi e violenti che le stesse protagoniste si ritrovano a fare. Le uccisioni, il sangue, le cose e le scelte che sono destinate a compiere sono per chi ha tanti fegato e le ragazze sembrano averne da vendere pur di restare in vita. Gli animali sembrano essere diventati più pericolosi ed anche loro stesse sono diverse da quando sono arrivate lì, stanno o potrebbero morire o veder cambiare il loro corpo o perderne direttamente la connessione e impazzire. Questo risvolto del libro è stata una cosa sensazionale e la cosa che mi ha colpito di più e che di certo colpirà in pieno anche voi.

Anche il risvolto della scelta della scuola femminile e di tutti i personaggi femminili che sono forti e mantengono e resistono più all’epidemia rispetto a quanto succede se colpisce gli uomini. E’ una storia che su questo piano mi ha intrigato ma di cui mi aspettavo di più almeno sul punto di vista dei legami dei

Sopra di noi i pini salgono incespicando verso il cielo. Più alti di quanto dovrebbero essere, con i tronchi più grossi, i rami che si dividono mille volte e le chiome che filtrano quel poco sole che c’è, rendendo la luce torbida e sospesa. Tutto sembra dimenticato, come se fossimo i primi esseri umani a passare di qui in cent’anni. Nessuna traccia di ruote sulla strada, nessun segno che questo sia mai stato da quello che è ora. Non dovremmo essere qui. Questo posto non ci appartiene più.

Il libro è oscuro, pericoloso e in cui bisogna avere uno stomaco forte oltre che uno spirito da combattente. Consiglio questo genere di letture a chi piacciono i distopici o i libri dai risvolti horror, o storie di strane epidemie morbose ricordando che è comunque una storia per ragazzi, classificato come young adult, non paragonabili di certo a libri tipo Stephen King. Ha però il suo fascino.

Rory Power ci trascina su un’isola pericolosa in cui un’intera scuola e delle amiche si ritroveranno ad affrontare crisi, cambiamenti del corpo, crisi, sangue e morte. Sarete abbastanza coraggiosi per approdare sull’isola di Raxter? Riuscirete a sopravvivere a tutto questo?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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A presto,

Sara ©