REVIEW PARTY – BEAUTIFUL BOY DI DAVID SHEFF (#262)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un altro evento carissimi! Ringrazio tantissimo la Sperling&Kupfer per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi coinvolto in questa iniziativa. Ci tengo col dirvi che questa è un’autobiografia e che è molto profonda. Ecco che ve ne parlo subito:

Titolo: Beautiful Boy
Autore: David Sheff
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Non-Fiction
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2GuufwH
Trama: Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione. Prima dell’incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l’adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel. In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d’allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L’ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif beautiful boy filmLa storia ha inizio come tante altre storie, un padre che racconta la sua storia e quella di suo figlio, che potrebbe essere quella di chiunque altro. Un padre che racconta della vita di Nic, suo figlio, che ha problemi di tossicodipendenza: i segnali, i segni fisici, i tipi di droghe e le conseguenze che ne derivano. Una strada in cui un padre si addentra sempre di più utilizzando mosse e contromosse di cui  difficile calcolarne i risultati. Un rapporto tra un padre e un figlio. E il cambiamento nelle loro vite da quando Nic ha iniziato a usare la droga.

Quanto è cambiata la vita di David dopo queste esperienze? E’ riuscito Nic a rendersi conto che quella la strada giusta da percorrere? Come riusciranno i due a destreggiarsi lungo il tortuoso e difficile percorso fuori dalla tossicodipendenza?

Quando nacque, era impossibile immaginare che Nic avrebbe sofferto in quel modo. I genitori vogliono soltanto il meglio per i loro figli. E io ero un tipico genitore convinto che questo non sarebbe accaduto a noi, non a mio figlio. Ma per quanto Nic, sia unico, lui è ogni figlio. Potrebbe essere il vostro.

Immagine correlataLa trama è ben descritta e rappresenta pienamente questa storia e questo libro. Una storia difficile, piena di scelte dure e di racconti di vita. Una storia che tutti dovrebbero leggere.

Per la copertina è stata utilizzata la locandina del film che è stato prodotto. Il film potete trovarlo su Amazon Prime se siete interessati a vederlo. L’originale per questa storia la vedete qui di lato. E’ sobria e sicuramente azzeccata per questa storia. Io non sono un’amante delle locandine dei film come copertine ma gli editori le utilizzano sempre più spesso e dobbiamo conviverci. Resta comunque il fatto che la copertina era migliore l’originale, come al solito. Per quanto riguarda iltitolo è stato lasciato come l’originale. 

L’ambientazione è americana, dove David Sheff vive ed è una storia che segna diversi anni nel corso della lettura. Come specifica anche l’autore adesso suo figlio ha 40 anni e vive in una casa per tossicodipendenti. Ma questa storia doveva essere raccontata.

Il venerdì successivo, dopo scuola, Nic e un amico da cui trascorre la notte giocano a calcio in giardino di Inverness. Gli preparo la borsa per la notte e cerco un maglione nel suo zaino. Non trovo il maglione, trovo invece un sacchetto di marijuana.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmI personaggi di questa storia sono reali, veri e il lettore lo percepisce fin dal primo istante, fin dalle prime parole dell’autore. Essendo un’autobiografia è difficile parlare di se stessi come dei propri cari, io non credo ne sarei mai capace e l’autore si mette in gioco raccontando una cosa difficile, che ha segnato la sua vita e quella di suo figlio. 

David è una persona straordinaria. Per quanto possa aver fatto o meno delle scelte sbagliate (che non ritengo siano da giudicare visto che se uno non ci passa, non può dirlo cosa avrebbe o non avrebbe fatto in quel caso) è un padre che ama suo figlio e farebbe di tutto perchè lui sia felice. Non c’è momento in cui non si percepisca l’amore che ha nei confronti di Nic. Nic nonostante la sua dipendenza viene descritto sempre come un ragazzo originale, mai banale e spettacolare. E’ innovativo nella musica, nei libri e in tutto ciò che fa, o almeno così la pensa suo padre.

Nel frattempo, la nostra vicinanza mi avrebbe permesso di capire immediatamente se ne avesse fato uso. Ero ingenuamente convinto che, se fosse stato tentato dalle droghe, me l’avrebbe detto. Ma mi sbagliavo.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmIl perno centrale di questa storia è proprio la droga. La storia di Nic può essere la storia di chiunque e David ha voluto condividere con tutti la sua esperienza, se così si può chiamare. Ha raccontato dalla nascita di suo figlio tutti gli avvenimenti importanti che hanno segnato entrambi e che li hanno cambiati.

Lo stile utilizzato è piuttosto semplice e molto fluido. David parla in prima persona lasciandoci prima un’introduzione su ciò che ci aspetta e poi partendo dalle origini, fin da quando Nic è piccolo. Ci sono delle parti in cui David si sofferma sulla sua adolescenza e sul fatto che anche lui abbia provato delle droghe ma non ai livelli del figlio. Il suo compagno di stanza invece si, e Nic gli ricorda quel suo vecchio compagno.

Questa storia è l’autentico amore di un padre verso un figlio. David cerca di fare di tutto per suo figlio anche se è difficile e sembra quasi impossibile e Nic gli da del filo da torcere in tutti i modi possibili. La famiglia lo ha sempre sostenuto nelle scelte e nonostante sia stato difficile per tutti, David ci lascia un pezzo grande della sua vita e del suo dolore.

La storia è descrittiva dal punto di vista della droga e l’autore tende anche a mostrare al lettore tutti gli aspetti negativi e le ripercussioni che la droga può causare sull’essere umano. Non risparmia niente e mostra queste cose insieme alle paure da padre sul fatto che suo figlio possa avere le stesse identiche cose o i stessi anni neurologici, psichici e fisici.

E’ stata una lettura intensa, che non risparmia la sofferenza e le difficoltà. Ho provato angoscia durante la lettura (positiva s’intende!). E’ difficile anche solo pensare una situazione del genere e le scelte che possono derivarne. E‘ una storia incredibilmente toccante. Da leggere.

«Se vuoi continuare a vivere qui, se vuoi che ti aiuti, che ti paghi il college, se vuoi ancora vederci…» Lo fisso negli occhi e concludo: «Vuoi morire? E’ questo che vuoi?» Nic tira un calcio contro il muro, batte i pugni sul tavolo e scoppia a piangere. «Andiamo», faccio io. Lui protesta ancora un po’ e poi mi segue fino alla macchina.

Il libro è ben scritto e approfondisce diversi aspetti. E’ interessante, inquietante e sconvolgente. Sicuramente ne consiglio la lettura a tanti ragazzi che pensano di sapere tutto della vita, che rischiano di giocarsi l’esistenza senza sapere a cosa vanno incontro.

David Sheff scrive un’autobiografia sconvolgente, che racconta tutte le sofferenze di una famiglia che lotta contro la dipendenza dalla droga del proprio figlio. Una storia forte e struggente che lascia comprendere quanto le scelte giuste o sbagliate possono fare la differenza.

Il mio voto per questo libro è abbastanza relativo. Non perchè  sia negativo o positivo ma semplicemente perchè è impossibile dare un voto alla vita di qualcun altro, sopratutto dopo tutto quello che può aver passato. Se comunque dovessi dare un voto al libro a prescindere dall’autobiografia, complessivamente darei un quattro e mezzo.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe, mi raccomando. Qui sotto:

Beautiful boy


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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

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RECENSIONE #261 – IN UN CHIARO, GELIDO MATTINO DI GENNAIO ALL’INIZIO DEL VENTUNESIMO SECOLO DI ROLAND SHIMMELPFENNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi di nuovo con una recensione. Lo so che vi sto riempendo ultimamente ma ho tanti di quei libri da recuperare che penso sarà così per tanto. Sappiatelo. Spero che questa storia possa allietare la vostra giornate ed incuriosirvi fino a spingervi a leggere questo libro. Ringrazi la Fazi per avermi permesso la lettura di questo libro e ve ne parlo subito:

arton151348-c8a48Titolo: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo
Autore: Roland Schimmelpfennig
Categoria: Narrativa Straniera
Anno di pubblicazione: 2019
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TramaIn un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco. “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.

RECENSIONE

Wolf during WinterLa storia ha inizio nel bosco, in un gelido mattino di gennaio del ventunesimo secolo. Un lupo attraversa il fiume che separa la Germania dalla Polonia e avanza fino a mostrarsi a diverse persone lungo il suo cammino.

Delle persone sono ferme sull’autostrada per via di un grande incidente e tutti sono bloccati in macchina. Tomasz, sotto il cartello che costeggia all’autostrada vede il lupo e lo fotografa. Un ragazzo e una ragazza scappano assieme. Il padre alcolista cerca di ritrovare i due fuggiaschi. Una donna depressa torna e cerca di ricordare la sua gioventù e tanto altro. In tutto questo il lupo appare e scompare nei momenti più impensati e al momento giusto ma nessuno sembra riuscire a prenderlo.

Cosa succederà ai protagonisti? Che fine farà il lupo? Cosa succederà in questa importante fiaba moderna e assolutamente particolare?

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo solitario attraversò poco dopo il sorgere del sole il fiume ghiacciato che separa la Germania dalla Polonia. Il lupo veniva da est. Avanzò sulla superficie ghiacciata dell’Oder, raggiunse l’altra sponda e proseguì verso ovest. Alle spalle del fiume il sole era ancora basso sull’orizzonte.

Risultati immagini per roland schimmelpfennig one clear ice-cold january morning at the beginning of the 21st centuryLa trama è ben scritta e racconta ciò che è la storia stessa. Non ci sono ghingheri e non ci sono spoiler quindi tranquilli. Sembra lunga ma riassume molto bene questo libro e lascia pensare a cosa possa succedere. 

La copertina mi piace molto. E’ quella che mi ha catturato, lo ammetto. Molto più della trama, almeno inizialmente, senza sapere di cosa parlava il libro. Poi ho notato anche la trama e la curiosità è sicuramente aumentata. Come potete vedere qui di fianco, l’originale è stato assolutamente modificato e stranamente, dico stranamente perchè non mi capita quasi mai di preferire quella italiana, ma è assolutamente più bella quella che la Fazi ha deciso di adottare per l’Italia. Il titolo è assolutamente particolare. E’ stato utilizzato la frase dell’incipit e credo sia assolutamente originale oltre che assolutamente giusta per questo libro. All’inizio del ventunesimo secolo, in una mattina fredda un lupo si aggira fra il confine ed è lui l’assoluto protagonista di questa storia. Quindi questo titolo riassume un inizio incredibile. Bene.

L’ambientazione è tedesca. Ci si sposta sul confine ma si muove per la maggior parte in Germania. L’epoca è specificata anche sul titolo del libro, mi sembra ovvio. L’inizio del ventunesimo secolo.

La serratura del portabagagli era congelata. Sulla destra, davanti a Tomasz, c’era il cartello: ottanta chilometri per Berlino. E poi Tomasz vide il lupo. Il lupo era davanti al cartello, sul bordo della strada innevata, a non più di sette metri da lui. Un lupo, pensò Tomasz, sembra un lupo, probabilmente è un cane molto grande, chi è che lascia libero il proprio cane qui in mezzo. O magari è un lupo sul serio? Fece una foto dell’animale davanti al cartello, in mezzo alla bufera. Un lampo nell’oscurità. Un istante dopo il lupo era sparito.

I personaggi di questa storia sono volubili, miti e scostanti. Tutti diversi ma tutti con un filo conduttore unico che li ha uniti dal primo all’ultimo. Nonostante ci sia chi mi ha colpito di più e chi di meno, la storia è sicuramente interessante.

C’è il lupo che è la figura centrale, appare e scompare quasi non esistesse e che tutti, dalla foto fatta da Tomasz, cominciano a cercare in ogni angolo sperando di vederlo. Tomasz e Agnieszka, sono i due personaggi che ho apprezzato meno in questa storia. Sono una coppia poco affiatata e sono stati i primi a fare la loro apparizione dopo il lupo oltre che i primi a trovarlo e vederlo. C’è la coppia di ragazzi che scappa di casa che si rivelano dei semplici adolescenti in fuga, ala ricerca di qualcosa di migliore. C’è il padre che esce dalla clinica per andare a cercarli, c’è il cileno misterioso e tanto altro. Tutti da scoprire.

Lavoravano dalle sei o le sette di mattina fino a notte tarda, dal lunedì al mezzogiorno del sabato. Il sabato sera andavano a ballare. «Ho fatto una foto». Lei la guardò. «Hai fotografato un lupo». «Te l’ho detto». «Secondo te il lupo l’ha fotografato tanta gente?». «No. Nessuno». «Un lupo sull’autostrada», disse lei. «In mezzo alla neve». «Nell’ingorgo. Un lupo bloccato nell’ingorgo». Lei rise. Voleva essere una spiritosaggine. Tomasz scherzava di rado. Praticamente mai.

Selective Focus Photography of Woman Holding Petaled FlowerIl perno centrale, come ho detto anche prima, è il lupo. E’ lui a primeggiare su tutto, la star indiscussa di questa storia. Il lupo lascia una scia di impronte lungo il suo percorso che lo legano a sua insaputa a tanti personaggi e alle loro vite, tutte diverse ma allo stesso modo importanti.

Lo stile utilizzato è molto semplice ma anche particolare nella costruzione della storia che sbalza da un personaggio all’altro mantenendo il filo conduttore del lupo. I personaggi sono dei più disparati e la storia originale sta proprio nel fatto che il tutto mantiene un aura fiabesca. 

Ho apprezzato molto il fatto che il lupo rimanesse la figura del mistero e che, nonostante si veda poco, sia – almeno personalmente – la più apprezzata. Ad affascinare è proprio il lupo come figura misteriosa, che tutti e nessuno sembrano aver visto e che faccia le sue apparizioni in momenti inaspettati. Interessanti personaggi sono stati inoltre i due ragazzi che scappano da casa per andare a Berlino. Sono loro che hanno fatto da collante in questa storia e che mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine di questa storia. Purtroppo, gli altri personaggi li ho trovati lenti e poco funzionali per la storia. 

Altra cosa che non ho amato particolarmente è stato il finale. La storia che si crea è interessante e piace seguire i due fuggitivi, come il fatto di seguire il lupo ma in sostanza la lettura resta in sospeso. E la cosa mi ha completamente spiazzato. Avrei preferito che la cosa coinvolgesse di più, invece mi ha lasciato appesa e senza parole. E non completamente in senso positivo.

La foto del lupo di notte sull’autostrada era in prima pagina, il giornale era lì in giro durante la pausa-colazione delle nove, e Tomasz disse a Marek, il capo, questa foto l’ho fatta io, c’è anche il mio nome. E Marek disse lo vedi, lo vedi, l’ho sempre detto che avresti fatto strada. Diventerai famoso.

Il libro è stato interessante nella sua integrità ed è stato sicuramente alternativo e curioso. Una lettura per palati esigenti, che cercano una storia originale, fiabesca in un clima incredibilmente freddo dal tocco nordico.

Roland Schimmelpfenning scrive una fiaba moderna che ci permette di viaggiare lungo il gelido confine fino alla capitale tedesca inseguendo un lupo che farà le sue apparizioni lungo il percorso. Una storia che unisce diversi personaggi in un fine comune, alla rincorsa di una figura misteriosa, che si fa desiderare e bramare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando, ci tengo!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV/ FILM – YOUR NAME, SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Era davvero un secolo che volevo vedere questo film ma non so per quale motivo continuavo a rimandare. Probabilmente perchè sapevo che era bello e che mi avrebbe lasciato sconvolta, come tutte le opere di Makoto Shinkai. Sia lui che Mihazaki riescono a scombussolarmi per qualsiasi cosa e sapevo che avrebbe fatto male vederlo. Non perchè è stato brutto ma perchè è stato davvero bellissimo. Sono ancora colpita, ancora sto male dentro. Ecco che ve ne parlo:

your-name_bhweTitolo: Your Name

Titolo originale: 君の名は Kimi no na wa  – Significa: “Il tuo nome.” o “Qual è il tuo nome?

Durata: 1 h e 46 minuti.

Piattaforma: Netflix

Trama: Mitsuha, una ragazza di provincia, e Taki, giovane di Tokyo, sconosciuti entrambi delusi dalle loro quotidianità, si ritrovano un giorno a vivere in sogno una la vita dell’altro. Lasciandosi dei messaggi per il “risveglio” inizieranno a comunicare e a conoscersi, cercando di capire la loro strana relazione e il legame che li unisce e si rafforza notte dopo notte, sogno dopo sogno, mentre incombe il passaggio di una misteriosa cometa…

TRAILER

RECENSIONE

Risultati immagini per gif your nameParto per gradi anche se è difficile. Anche se questo film è stato sconvolgente. Anche se questo film mi ha lasciato a bocca aperta e non so che parole utilizzare per dirvi che dovete assolutamente vederlo. Io recupererò anche il manga, è ufficiale.

La storia si divide su due fronti, nei giorni in cui sta per passare una particolare e unica cometa. 

 

 

Immagine correlata

Taki

Mitsuha è una ragazza che abita in un piccolo paesino di periferia. Ha due migliori amici, una sorellina più piccola e sua nonna che tiene a loro. Suo padre dopo la morte della madre ha deciso di dedicarsi al paese più che alle sue figlie ed è di nuovo candidato come sindaco. Mitsuha non vede l’ora di crescere e poter andare a Tokyo per poter studiare in città. Vuole smettere di stare in quel piccolo buco di paese che non ha nulla da offrirle se non antiche storie e miti della foresta, come il dio protettore locale Musubi e quant’altro.

 

 

Dall’altra parte c’è Taki, studente di Tokyo che vive con suo padre e si mantiene gli studi lavorando al Giardino delle Parole, ristorante dove è innamorato della sua giovane e affascinante direttrice di sala ma non ha il coraggio di farsi avanti.

Immagine correlataEntrambi aspettano il passaggio della cometa che ogni giorno sembra sempre più vicino. Nonostante questo entrambi si ritrovano a vivere una bizzarra avventura che non immaginano neanche. Si ritrovano a giorni alterni a vivere nel corpo dell’altro. E la cosa li scombussola non poco. Entrambi però ogni volta che si svegliano il giorno successivo non ricordano il nome dell’altro.

Ma perchè i due si scambiano di corpo? Perchè succede questo? Perchè non ricordano i nomi? Perchè improvvisamente non succede più?

Una storia che emoziona e che entra nel cuore, quella di è una delle opere d’arte che più segnano il corso della sua carriera. Dopo aver visto anche il Giardino delle Parole (trovate la Recensione QUI se non ve lo ricordate), che ricorre anche all’interno di questo film sia come ristorante in cui lavora Taki, sia l’insegnante che ha Taki al liceo. Quella è la protagonista del film appena citato.

Risultati immagini per gif your nameIl filo rosso è una cosa parecchio ricorrente sin dall’inizio del film e si propaga in tutta la storia. Sappiamo tutti quanto è importante nella cultura giapponese Il filo rosso. E’ chiamato filo rosso del festino, 運命の赤い糸 Unmei no akai ito, ed è una leggenda popolare che nasce in Cina ma si è diffusa poi in tutto il Giappone. Secondo la tradizione, fin dalla nascita ognuno di noi, ogni persona, porta un filo rosso invisibile che è legato al mignolo della mano sinistra. Questo lo lega inesorabilmente alla propria anima gemella. In questa storia il filo rosso lo troviamo nei capelli di Mitsuha ma non è solo quello. Tutto in questa storia lascia intendere che siamo inesorabilmente tutti legati da un filo rosso  e che questo ci lega a delle persone per sempre. Anche se non ricordiamo, o non sappiamo, il loro nome.

Immagine correlata

Mitsuha

La storia non è soltanto una storia che unisce due ragazzi in questa paradossale avventura uno nel corpo dell’altra, ma è molto di più. Ci sarà una spiegazione più grande e ciò che incastrerà ogni cosa è proprio il passaggio della famosa cometa che inesorabilmente sorvola il cielo, minacciosa e bellissima.

Taki  e Mitsuha inesorabilmente si innamoreranno l’uno dell’altra ma il loro legame sarà difficile e pieno di insidie che vi consiglio di scoprire. 

Risultati immagini per gif your name

La storia di Your Name vi prenderà come mai vi è successo prima. La grafica è spettacolare come ogni lavoro di Shinkai e vi catturerà per la sua bellezza sia nella veridicità che assumono i vari personaggi, sia nelle piccole cose che li circondano. Persino il ramen o una bottiglia d’acqua sembra disegnata alla perfezione. A vederla, sembra persino difficile replicarle, potete figurarvi. 

L’unica cosa che mi ha lasciata un tantino perplessa è sul fatto del nome. Perchè non lo ricordano? Non sembra spiegato in nessun frangente eppure la cosa funziona. Makoto Shinkai, nonostante il successo del film ha detto espressamente “Non andate a vedere il mio film, è incompleto”. Sinceramente, questa incompletezza non l’ho notata. So solo che se ne risulta la bellezza visiva e storica della storia di questi due ragazzi.

Immagine correlata

Insomma, Your Name è una storia fantastica di amicizia, amore, legami unici e inesorabili alla ricerca di un nome, quello che i due costantemente inseguono e che cercano di afferrare.

Una storia che commuove, emoziona e smuove le viscere anche della persona più difficile al mondo.

Non vi resta che vedere questo film se ancora non lo avete fatto. Io nel frattempo corro in fumetteria a comprare il manga. Lo voglio assolutamente.


Cosa ne pensate? Vi piace? Lo vedrete? Se lo avete visto, come lo avete trovato? Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: NON ERA VERO DI CLAIRE MACKINTOSH (#260) + APPROFONDIMENTO

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione, nuovo evento! Spero che questo possa piacervi o interessarvi. Un nuovo thriller – visto che ultimamente mi mancano, visto che non sto leggendo altro (lo sto facendo nel frattempo, tranquilli!). Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura in anteprima e Chiara per avermi coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco qui:

9788851168186_3870984c44e7e3d4acd9ac76e1478303Titolo: Non era vero
Autore: Clare Mackintosh
Editore: Dea Planeta
Genere: Mystery
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SoaMV0
Trama: Anna è sconvolta quando, a sette mesi di distanza dalla morte per suicidio del padre, sua madre sceglie di togliersi la vita nello stesso identico modo. Almeno, questo è quanto stabilisce la polizia. Ma qualcosa dentro Anna, innamorata del suo ex terapeuta e da poco divenuta mamma, si ribella all’evidenza. Nulla, nel passato della sua famiglia, giustifica un epilogo tanto drammatico. Trascorso qualche tempo dal nuovo lutto, Anna riceve un biglietto anonimo che sembra confermare i suoi sospetti. Tanto basta a spingerla a rivolgersi alla polizia nella speranza che il caso venga riaperto. L’unico disposto a darle ascolto, però, è Murray Mackenzie, poliziotto in pensione. Mackenzie, marito devoto di una donna che soffre di depressioni violente, si impegna a riaprire ufficiosamente il caso, convinto che solo nuovi e concreti indizi potranno persuadere i colleghi a prendere sul serio i dubbi di Anna…

APPROFONDIMENTO: I LUOGHI.

Immagine correlataNon si ha un vero e proprio luogo di appartenenza. Viene citata Beachy Head, una scogliera o promontorio da cui i genitori di Anna sembra si siano suicidati. Questo posto si trova effettivamente in Inghilterra. La vista è affascinante, non c’è che dire ma è anche il luogo in cui avvengono maggiori suicidi. Per questo la polizia non esita un secondo a classificarli come tale. Il mare è per la maggior parte alta marea ma è comunque un posto incredibile da visitare anche se personalmente avrei un pochino paura. Ecco una citazione proprio di quel luogo, suggestivo, folkloristico e magico, quasi misterioso:

Il promontorio si ergeva sopra di lui, ogni passo lo portava un po’ più in alto rispetto al livello del mare. Secondo il folklore locale, a Beachy Head convergevano diverse “linee temporanee” o “linee di prateria” negative che inducevano al suicidio gli individui particolarmente suscettibili. Murray non credeva alla magia e ai misteri, ma era difficile ignorare il potere di quel luogo.

C’è un piccolo pub dove i residenti sembrano conoscersi ma allo stesso tempo pericoloso. “Un luogo di ossessione e agonia”, cito dal libro. Ed è proprio così, perchè Anna non riesce a darsi pace per la morte dei propri genitori.

Altro luogo fulcro di questa storia è la casa dei genitori di Anna dove essa stessa ora vive e convive con il suo ex terapeuta Mark e sua figlia Ella di pochi mesi. E’ una casa molto grande , situata in un quartiere chic del posto. Tanti sono i segreti nascosti dai genitori di Anna, tante sono le cose non dette ed i ricordi della vita da adolescente o da bambina riaffiorano più volte nella mente della giovane protagonista.

Mercedes Benz Parked in a RowAltro posto da non sottovalutare è la Johnson’s Cars. Il rivenditore di auto tirato su con tanta fatica dal padre di Anna di cui adesso lei gestisce solo la parte da supervisore mentre Billy, suo zio, ne ha preso le redini. Anche se tutto va in malora è un luogo di lavoro e sacrificio, un luogo che non ha rilievo fondamentale per la maggior parte della storia ma che è popolato di ricordi e di lavoro sodo. Un luogo in cui anche Anna tanti anni addietro, prima di lavorare per Save the Children ha cominciato come addetta alle vendite per imparare il mestiere.

RECENSIONE

Person Holding Baby's Feet in Selective Focus PhotographyDopo aver perso il padre in un misterioso suicidio alla scogliera, sette mesi dopo anche la madre di Anna replica il suicidio e si getta anche lei dalla scogliera. Dopo un anno lei convive con il suo terapeuta Mark dal quale ha avuto una bambina che ha due mesi. Quando alla porta arriva uno strano biglietto con su scritto: “Suicidio. Ne sei sicura?” per Anna si infiamma una vecchia ferita ancora aperta e mille dubbi cominciano ad insinuarsi verso tutto e tutti. Così, mette tutto in mano al detective Murray che sembra essere l’unico a prendere sul serio la situazione.

Cosa succederà ancora a casa di Anna? Cosa le nascondevano i suoi genitori? Chi è che si prende gioco di lei e della sua famiglia? E’ davvero un suicidio quello dei suoi genitori?

Ho smesso di andare in terapia quando mi sono resa conto che tutte le parole del mondo non avrebbero potuto restituirmi i miei genitori. Ora oscillo tra il dolore e la tristezza. E per quelli non esiste cura.

Risultati immagini per let me lieLa trama racconta la base di ciò che accade in questo libro, gli inizi e quanto narra a storia limitandosi a fondare le basi e non sparpagliando spoiler gratuiti. Per fortuna.

La copertina è interessante. Rispetto al libro precedente che era stato portato in Italia, questa copertina mi piace molto, davvero. Nonostante quella originale che vedete qui di lato è sicuramente più appropriata al libro perchè racconta una vicenda che effettivamente succede, mentre in quella italiana c’è una donna al buio in bicicletta in una strada di periferia nei boschi, posso dirvi che quella italiana attira molto di più l’attenzione, almeno per questa volta. Devo ammetterlo. O almeno è l’effetto che fa a me. Il titolo, invece, è stato completamente modificato. Non so perchè non sia stato adottato un semplice “Lasciami mentire” che era poi la semplice traduzione del libro ma Non era vero. Non ne ho idea e non suona neanche bene come invece avrebbe fatto la traduzione dell’originale, molto più veritiera rispetto al resto. Boh.

Dell’ambientazione ve ne ho parlato all’interno dell’approfondimento, sopra alla recensione e l’epoca è senza alcun dubbio moderna.

Penso ai miei genitori che precipitarono per centocinquanta metri nelle acque ghiacciate del mare. E mi domando se ci fosse qualcuno, su quella scogliera, a spingerli. «Voglio solo delle risposte, Laura.» Lei tiene gli occhi fissi nella tazza, e aspetta parecchio prima di parlare. «A volte, non riceviamo quelle che vorremmo.»

Man Wearing Black Officer UniformI personaggi di questa storia sono allo stesso tempo le voci narranti di questa storia. Sono due protagonisti diametralmente opposti ma con un fondo praticamente comune. Oltre a cercare la verità da questa storia, entrambi sono tenaci e non mollano l’osso.

Anna è una donna di venticinque anni che sta con il suo ex terapista che ha quasi il suo doppio degli anni e con il quale ha una figlia. Ha Laura, che per lei è quasi come una sorella, figlia della migliore amica della madre e di cui la madre è madrina. E’ una donna sconvolta dalla morte dei suoi genitori e che non riesce a rassegnarsi al fatto che i due si siano suicidati. Quando infatti riceve il biglietto e cominciano ad insinuarsi i dubbi dentro di lei, tutto si apre e la situazione diventa complessa. Persino pericolosa.

Murray è un poliziotto che ora si occupa soltanto dell’accoglienza e della reception, che è quasi in pensione. E’ un poliziotto e detective di vecchio stampo, che ha lavorato tanti anni nella sezione Omicidi e che preferisce segnarsi tutto sul suo taccuino piuttosto che utilizzare il pc. Un poliziotto che non si lascia intimidire e che si mette in gioco lasciandosi guidare dalle sensazioni e non dai fatti. Uno degli ultimi poliziotti davvero capaci rimasti in servizio.

C’è una terza voce, in corsivo che vi invito a scoprire. Fin da subito si capisce chi è e poi si divide e diventa un’altra. Non voglio spoilerarvi nulla quindi dovete leggerlo se volete capire questo punto.

«È ora» dico. Voglio sapere tutto dei miei genitori. Tutto ciò su cui ho sempre chiuso un occhio. Tutto ciò che speravo non fosse vero. Devo sapere ogni cosa. Chi erano i loro amici? E i loro nemici? Chi li ha spinti giù da quella scogliera?

Il perno centrale della storia si aggira attorno al mistero della morte dei genitori di Anna. Si sono davvero suicidati? O sono stati uccisi? Questo è il continuo punto interrogativo sia del detective che indaga per Anna, sia per Anna che si ritrova a dover affrontare una situazione straziante e a doverla rivivere ancora e ancora, scoprendo sempre più segreti dei suoi genitori.

Person Holding Dried PlantLo stile utilizzato è tipico della Mackintosh. Avendo letto già un suo libro non avrei sperato da meno e sicuramente riconosco i tratti che ho trovato anche nel primo volume. Ed infatti a non cambiare è stata proprio la lentezza che ho riscontrato all’inizio. La dinamica della storia forse, in questo volume, è leggermente migliore del precedente. Però, rispetto al primo volume l’ho trovato lento agli inizi.

Il primo trenta percento del libro è stato parecchio lento, che non sembrava che direzione prendere. L’unico che riusciva ad incuriosirmi è Murray Mackenzie, il detective della polizia che è praticamente in pensione ma continua ad andare a lavoro per soddisfare la sua vita dalle mancanze casalinghe. Poi finalmente ha preso un senso ed Anna è diventata un protagonista potenziale in tutti i sensi. 

La storia è sicuramente interessante e misteriosa al punto giusto. Sopratutto quando c’è un twist e tutto cambia, mescolando le carte di nuovo. Vi assicuro che è una storia sicuramente da non lasciarsi sfuggire, l’autrice vi piacerà.

C’è delusione sul suo viso. Conosco anche quella sensazione. Tira fuori la mano, vuota. Rimette a posto il cassetto e lascia la bottiglia nel suo nascondiglio. Non dice niente a Laura, e io non mi sento più esclusa grazie a questa piccola complicità di cui Anna non è nemmeno consapevole. Ci sono segreti che non dovrebbero essere condivisi con nessuno fuori della propria famiglia. Altri che non dovrebbero essere condivisi in assoluto.

Il libro è sicuramente un buon thriller. Non lo metterei nella mia top ten ma è un buon libro e sicuramente lo consiglio.

Clare Mackintosh è sicuramente una scrittrice interessante. Si conferma molto brava nella srittura della vita reale. Riesce a rendere qualsiasi storia reale, quasi fosse accaduta veramente e quasi fosse vicino al lettore tanto da poterla toccare. E’ sicuramente interessante, da leggere di sicuro.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni e gli altri approfondimenti. Vi aspettiamo, ecco qui l’immagine dove sono elencati:

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Cosa ne pensate? Vi piace? Siete curiosi di leggere questo libro? Fatemi sapere, mi raccomando.

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #107 – INTO THE DREAM, QUANDO L’AMORE E’ SACRIFICIO DI ALYCIA BERGER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente sono tornata a lavoro. Voi penserete che sono impazzita ma a starmene tutto il giorno ammalata dentro casa stava diventando una noia assoluta per una che non sta mai ferma. Sono qui che vi porto una nuova segnalazione autori che spero possa interessarvi, come sempre. Vi lascio tutti i dettagli qui sotto e spero che possiate trovare tutto curioso. Ecco  a voi:

Risultati immagini per Into the Dream - Quando l'amore è sacrificioTitolo: Into the Dream – Quando l’amore è sacrificio 
Autore: Alycia Berger  
Editore: Self publishing 
Pagine: 311
Genere: Contemporary romance – Urban fantasy 
Data di pubblicazione: 9 dicembre 2018
Prezzo: 0,99 euro  (promozione di dicembre) in ebook -prossimamente in cartaceo.
Store: Amazon, Kobo, Play Store, Apple Store e principali librerie italiane on line
Sinossi: Newport, Oregon, 1998
La vita di Chase Runner, guida turistica presso l’Oregon Coast Aquarium, viene irrimediabilmente capovolta quando in un tragico incidente stradale la sua ex moglie perde la vita e sua figlia diventa cieca. 
Decisivo si rivelerà l’incontro con un’orca dai comportamenti tutt’altro che ordinari e una sirena giunta sulla Terra per riprendersi ciò che le è stato sottratto. Tuttavia, Isabelle non è una semplice sirena, e la verità che lei cerca di nascondere porterà entrambi a una scelta.
Un’intensa e struggente storia d’amore sospesa tra la vita e la morte, tra un’insidiosa realtà fatta di complotti e una fantasia alimentata da leggende e creature bizzarre.
Ogni storia ha qualcosa da raccontare, Into the dream parla di un amore che è anche sacrificio.Biografia 

Alycia Berger vive a Milano e ha 25 anni. Amante folla lettura, scrittura, disegno e videogiochi, Alycia si impegna attraverso i suoi libri a trasmettere messaggi di speranza affrontando i temi poi disparati che riguardano la realtà di oggi, senza scordare di far ridere e sognare. 
“Vicino a te ritorno ad Amare” è il suo esordio, pubblicato prima in self nel 2016 e poi nel 2017 con la casa editrice Lettere Animate, nonché vincitore di un concorso internazionale svoltosi a Milano. Pubblicherà con la Butterfly Edizioni un altro libro nel 2019.

Estratto

«Allora è questo che devi dirmi, Isa. Tu che cosa desideri realmente, al di là delle tue paure?»
«Il mio desiderio?» ripeté lei.
Alle ultime sillabe la sua voce si fece flebile e mozzata, come se una mano invisibile si fosse insinuata avida in gola per afferrarle le corde vocali e stringerle in una morsa, impedendole di aggiungere dell’altro. O forse era semplicemente la risposta che, intrisa di speranze e desideri, non aveva fatto i conti con una verità amara, tortuosa, da lei stessa mal concepita, e che ora si trovava incatenata all’interno di un tunnel esattamente nel punto dove esso stava terminando. Proprio come lei, che vagava ormai da tempo prigioniera di un corpo del tutto scollegato dalla sua anima lungo la sottile linea di confine tra la realtà e l’eterno, senza riuscire a oltrepassarla.
Trasse un lungo respiro, stando ben attenta a non incrociare lo sguardo indagatore di Chase, quest’ultimo in silenzio. Gli sorrise velatamente.
«E se non mi ricordassi più di te al mio risveglio?»
In risposta ricevette una dolce carezza sulla guancia.
«Ricominceremo dalle presentazioni, così potremo innamorarci di nuovo.»

Cosa ne pensate? Cosa ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando, ci tengo a saperlo se vi piace!
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #259 – LA DONNA PERFETTA DI MAGDA STACHULA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Prima di tutto per questo libro devo ringraziare la Giunti per avermi inviato questo thriller e per avermi permesso la lettura. Detto questo, posso cominciare ad introdurvi il libro e la recensione, che spero vi piaccia. Eccolo qui:

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Titolo: La donna perfetta
Autore: Magda Stachula 
Genere: Thriller
Data di uscita: 30 gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Smzsx4
Trama: Bella, colta, indipendente, Anita ha trent’anni e una vita apparentemente perfetta. Finché il suo matrimonio con Adam non entra in crisi: i due non riescono ad avere un figlio, e poco a poco quello che per Adam è un desiderio, per Anita diventa una vera e propria ossessione. Lavorando su internet, Anita non esce quasi più di casa e passa le giornate cercando online giocattoli e vestitini per il suo bambino. Bambino che però, nonostante le cure per la fertilità consigliate dalla ginecologa, continua a non arrivare. La sua unica distrazione ormai è spiare il mondo esterno attraverso l’occhio delle webcam situate nelle varie città. Intanto Adam, esasperato dagli sbalzi di umore e dagli improvvisi scatti di rabbia della moglie, passa sempre più tempo fuori casa e cerca consolazione altrove. Finché nell’appartamento cominciano a succedere cose strane… Anita trova un vestito nell’armadio che non ricorda di aver mai avuto: è sicura che non sia suo. E di lì a poco, nella sua borsa, compare un rossetto. A chi appartengono quegli oggetti? Suo marito ha portato in casa un’altra donna? Oppure è tutto frutto della sua paranoia, come sostiene Adam? Sta impazzendo, o davvero qualcuno sta tentando di insinuarsi nella sua vita facendo leva sulle sue insicurezze?

RECENSIONE

Man And Woman Sitting On BenchLa storia ha inizio come tante coppie. Anita e Adam si amavano tanto. Si sono incontrati un giorno per caso e da quel giorno non si sono mai lasciati. Anita è tanto che sogna di avere un figlio ma sa che con Adam non sembra avere speranze, ne che a lui sembri importare granché. Infatti i due sembrano in un periodo di piena crisi di coppia. Lei lavora a casa ed inoltre si diverte ad osservare i passeggeri di un tram a Praga e si affeziona ad un artista che vede quasi tutti i giorni che soprannomina Zo. Anita è bellissima e indipendente mentre lui lavora in ufficio e non vede l’ora di alzarsi la mattina per uscire di casa ed allontanarsi da lei che urla per ogni cosa. Nell’appartamento cominciano a succedere cose strane e nell’armadio cominciano ad apparire vestiti che Anita non ha comprato, nella borsetta appare un rossetto che lei  sicura di non avere mai avuto.

Perchè Adam gli gioca questi scherzi meschini? Chi è veramente che fa queste cose? Una semplice fantasia di Anita? Uno scherzo crudele di Adam? O c’è dell’altro? Cosa succede dentro casa dei due giovani sposi?

Dicono che sia breve la strada che porta dall’amore all’odio. E’ vero: io a volte la amo, a volte la odio. E questi due sentimenti sono così forti, così reali. Ieri le ho mentito. Le ho detto che dovevo lavorare, ma in realtà non mi andava di passare con le la mattinata. Mi ha creduto e io mi sono sentito sollevato quando è uscita di casa.

Risultati immagini per magda stachula booksLa trama incuriosisce senza dubbio. E’ stato questa a portarmi a leggere questo libro. Mi piacciono molto i psicologici ed è sicuramente particolare.

La copertina originale è senza dubbio bellissima e rende assolutamente la storia in tutto e per tutto. Sia l’occhio che il tram. Quella italiana è stato mantenuta la “base” dell’occhio – che mette si inquietudine, oltre a somigliare a Lady Gaga (non chiedetemi perchè, vi prego) – ma non c’è altro. Mi piace molto quella originale se devo dirla tutta. Voi cosa ne pensate? Il titolo è stato completamente modificato ma se pensiamo che la traduzione è “Tram Mazacì“, una linea del tram di Praga non avrebbe suonato poi granché. Quindi penso sia stata la cosa migliore cambiarlo un po’. Certo La donna perfetta non completa totalmente a questo libro ma ci sta sommariamente.

L’ambientazione di questa storia è Cracovia, dove vivono Anita e Adam, i protagonisti assoluti della storia. Poi ci sono anche degli altri protagonisti che vedrete lungo il corso della storia ma anche Praga sarà un fulcro importante per questa storia ; l’epoca è moderna, ai giorni nostri.

La vita sa essere crudele: c’è chi riesce a raggiungere i propri scopi senza il minimo impegno, mentre altri, che si fanno in quattro per vedere dei risultati, falliscono inesorabilmente. Non c’è giustizia.

Woman Wearing Gray Eyeglasses Holding TreeI personaggi di questa storia sono quattro, ovvero i punti di vista che troveremo lungo le pagine di questa storia. Sono tutti diversi ma tutti assolutamente particolari e caratteristici.

Anita, Adam, Eryk Marta non possono essere più diversi l’uno dall’altra. Anita è una donna che sa di essere ancora attraente ma che vuole creare disperatamente la sua famiglia con Adam. Iniziare ad avere un bambino, condividere le gioie di casa anche se sa di non riuscirci. Questo la fa diventare atta, la fa avere degli squilibri che la portano ad urlare, ad arrabbiarsi con il vicino del piano sottostante e di accusare Adam anche della più piccola cosa. Adam d’altra parte è un uomo superficiale. Ama il suo lavoro e cerca di farlo al meglio ma è anche stanco dei comportamenti di Anita per cui cerca di andare e guardare altrove di nascosto da sua moglie. Ed è lì che incontra Marta. Marta è una donna bella anche lei, sembra essere dolce, si preoccupa per Adam ma è sempre molto misteriosa. Avremo modo di conoscerla meglio nel dettaglio mano a mano che leggerete la storia. Non ho intenzione di fare spoiler. Eryk nasce per puro caso e sembra infilato nella storia così, tanto per. Invece ha un suo motivo. E’ un artista e quando gli viene commissionato di creare due repliche fedeli di due opere d’arte, lui non fa una piega, anzi, lavora sodo per questo. E’ un uomo che è innamorato dell’arte.

Tutt’a un tratto, nascosto nell’erba non distante da me, si è messo a strillare un fagiano. Lei si è girata nella mia direzione. Allora ho iniziato a correre, senza badare agli steli secchi che mi frustavano il corpo. Sono scappata per salvarmi.

Train passingIl perno centrale di questa storia è il bambino di Anita. Adam e Anita non riescono ad avere un bambino. Questo porta i due ad allontanarsi sempre di più, perchè porta Anita ad essere sempre più irascibile e ad uscire di casa solo quando deve andare ad una visita ginecologica e porta Adam a cercare la felicità perduta altrove.

Lo stile utilizzato è stato abbastanza semplice e poco incline a fronzoli, come si suol dire. Nonostante sia abbastanza fluido, agli albori la storia mi è sembrata lenta e non sembrava carburare. Non carburava perchè non succedeva nulla se non le continue liti fra Anita e Adam che esasperano un pochino il lettore. Finalmente ad un certo punto la storia comincia a prendere piede e la curiosità comincia a nascere ma non dalle cose che Anita comincia a trovare dentro casa. Comincia dalle piccole cose, come da una cosa che succede sempre in casa di Anita e Adam, di cui non posso parlarvi, nasce dal fatto che Anita guarda sempre attraverso la sua web cam e spia questo tram di Praga in cui ci aspetta di vedere Zo e si aspetta di capire qualcosa in più della vita in quella città.

Le cose che personalmente non ho digerito sono state alcune e adesso ve le spiego.

Non si comprende davvero il lavoro di Anita. Sappiamo che può lavorare da casa, che i clienti la pagano bene e che riesce a spiare con questa telecamera ovunque ma non sappiamo effettivamente nulla di ciò che fa.

Il fatto che le singole cose che Anita trova in casa non abbiano il giusto peso come in un buon thriller psicologico. Anita da la colpa ad Adam ma la cosa sembra sparire lì. Anita non si fa altre domande, non indaga, non cerca di capire. Anzi, capisce tutto dopo, con l’andare avanti della storia.

Non lo definirei un vero e proprio psicologico perchè intuiamo fin da principio chi è il colpevole delle apparizioni dentro casa di Anita e Adam. Non capiamo subito il perchè ma avrei preferito che questa voce fosse apparsa dopo, magari verso la fine per spiegare determinate cose e non fin dall’inizio. Quindi il lettore non è lì a porsi domande e non si fa tutta questa fatica insomma. Sappiate che questo non è un fattore determinante. Cioè, lo sappiamo ma il personaggio è ben costruito ed ha il suo perchè. Non posso dirvi di più.

Altra motivazione ma da non leggere se non si ha voglia di un piccolo spoiler. Questa è comunque una motivazione soggettiva e non c’entra con la storia ma solo opinione personale. Sinceramente dopo il tradimento di Adam, più volte ripetuto, io farei fatica seriamente anche solo a pensare che uno possa anche solo toccarmi. Ok tutto il contesto ma lo trovo assurdo che tutto torni come prima di cominciare.

Nonostante tutto questo, però, la storia è stata intrigante. Vi giuro che dopo le prime 70/80 pagine, ha cominciato a piacermi e sono rimasta sempre più coinvolta da Anita e dai suoi sospetti. Si spiegano diverse cose nel corso del volume che portano alla luce molti fatti e molte caratteristiche del carattere di Anita che credevamo di non sopportare e giuro che amerete il suo personaggio. La web cam diventerà anche per voi un ossessione e vorrete sapere sempre di più di ogni cosa, ve lo assicuro. Devo dire che dopo quelle prime pagine, la storia è andata ed è stata anche buona. Di sicuro ve lo consiglio se sapete aspettare e se siete curiosi.

I neon colorati irradiano luce ovunque. Insieme ai clacson delle auto si sente il consueto sciabordio. La Moldava oggi è molto irrequieta, le sue acque agitate urtano violentemente contro le fiancate delle barche attraccate sul lungofiume. Se non fosse per le innumerevoli luci della città notturna, basterebbe sollevare la testa per vedere un cielo senza nuvole, punteggiato di stelle, buio e impossibile come il fiume che scorre più in basso.

Il libro è stato sicuramente particolare e lento ad ingranare, quasi come una macchina Diesel. Però, poi è andato e mi è piaciuto molto. Sicuramente non rientra fra una delle prime scelte tra i thriller psicologici che ho letto ma è curioso e ben strutturato. Mette curiosità e si vuole sicuramente sapere come andrà a finire.

Magda Stachula è un autrice polacca sicuramente da non sottovalutare. Ritengo che questo libro, nonostante si insinui lentamente, sia un buon thriller. Una storia che affascina, cattura e che ci farà viaggiare attraverso la lente di una web-cam in diverse città.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Vi interessa? Siete curiosi? Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #258 – SEI ANCORA QUI DI DANIEL WATERS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Innanzitutto prima voglio partire con il presupposto che ho visto prima il film del libro. Non sono una che si lascia sconvolgere o che non legge più il libro se ha visto prima il film. Anzi, ci sono molte volte che è stato proprio il film a spingermi a leggere il libro e si è rivelato in ogni caso migliore del film. Dopo questo sono rimasta leggermente confusa da quante cose effettivamente abbiano inventato all’interno del film… poi ho deciso di continuare a leggere senza pensare al film ed è stato migliore. Voglio ringraziare la Sperling&Kupfer per avermi permesso questa lettura, ed ora andiamo oltre. Ecco qui:

978882006643HIG-250x380.jpgTitolo: Sei ancora qui
Autore: Daniel Waters
Prezzo: 17.90 € / eBook: 8.99 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2UvevMZ
TramaVeronica Calder, sedici anni, non ha sempre paura dei fantasmi. A volte quasi non le importa di vederli ovunque attorno a sé. Fanno parte della sua vita ormai, non può evitarli. Eppure, ci sono giorni in cui farebbe volentieri a meno di incontrare l’inquietante signora all’angolo di Case Street, o di dividere lo specchio con lo sconosciuto ragazzo biondo apparso come se niente fosse alle sue spalle. Ma è così dall’Evento, ovvero dal cataclisma che ha messo fine alla vita di milioni di persone. Da allora gli spiriti delle vittime sono dappertutto, abitano le città in un’insolita e quotidiana convivenza con i sopravvissuti. Per alcuni, la loro presenza è a tratti persino confortante, un modo come un altro per avere i propri cari ancora accanto a sé. Veronica preferirebbe che quelle anime potessero riposare, ma in fondo, anche per lei, vedere suo padre ogni mattina, seduto al solito posto in cucina, a leggere il giornale, è meglio di non vederlo affatto. C’è qualcuno, però, che ancora non si è arreso a questa nuova realtà. Qualcuno che, distrutto dal dolore, ha deciso di mettere in atto un piano tanto ambizioso quanto terribile. Un piano che soltanto Veronica può fermare.

RECENSIONE

Risultati immagini per sei ancora qui film gifLa storia ha inizio in un giorno come tanti altri per Veronica Calder. E’ nella doccia di casa e non si aspetta che proprio mentre sta per uscire di trovarselo davanti, a rimirarsi nello specchio e a pettinarsi i capelli. Solitamente non si lascia spaventare dai fantasmi ma quel misterioso ragazzo apparso nel suo bagno l’ha spaventata perchè si è sentita osservata, non come suo padre che ogni giorno appare in cucina, al suo solito posto.

Ogni mattina Veronica, insieme alla sua amica Janine,va a scuola e fa sempre lo stesso percorso e dall’Evento sempre più fantasmi appaiono, molti anche più vecchi rispetto al solito. Si ferma ad osservare persino la ragazza che appare sempre davanti la porta del suo professore, Bittner. Qualcuno però trama nell’ombra e cerca di approfittare di questo misterioso evento per poter riportare indietro la propria figlia dalla morte.

Riuscirà Veronica ad accorgersi di cosa sta accadendo attorno a lei? Chi è il fantasma che è apparso nel suo bagno e cosa vuole da lei? Cosa i fantasmi vogliono da lei?

Mi preparo. La cosa più facile è trovare un momento passato e aggrapparsi a esso. Con un piccolo sforzo e un po’ i energia, il ricordo di un ricordo può tornare a essere visibile. Il tempo non è completamente lineare. Lei chiude l’acqua e prende l’asciugamano che aveva appoggiato alla barra della tenda. Mi sforzo. Scosta la tenda, e mi vede.

Break My Heart 1,000 TimesLa trama è ben scritta e sicuramente mette curiosità, su questo non c’è dubbio. Peccato che questo si smonta non appena si comincia a leggere perchè l’autore lascia intendere sin da subito il mistero intorno a cosa si aggira.

Per la copertina italiana è stata adattata la versione della locandina del film. Sinceramente avrei preferito di più la versione originale ma sono scelte che la Sperling intraprende spesso quando c’è il film in uscita, quindi dobbiamo arrangiarci. Non è particolarmente brutta ma avrei preferito l’originale che rende molto più l’idea. Il titolo è completamente differente dell’originale che tradotto avrebbe potuto essere Break My heart 1000 times e devo ammettere che in questo caso tradurre sarebbe suonato male e probabilmente non avrebbe reso l’idea. Mi piace molto di più l’adattamento italiano che ne è stato fatto sinceramente.

L’ambientazione è un piccolo paesino e l’epoca è moderna, forse anche un po’ post-apocalittico.

«Quello è Pesce», disse Kirk, in un sussurro. Si, lo era, ma come Veronica non l’aveva mai visto; tanto per cominciare, sorrideva… un sorriso sincero, non quel ghigno disincantato che mostrava in aula. Aveva una testa piena di cappelli, e non aveva la pancia. Nonostante il video fosse lievemente sgranato, la pelle non era avvizzita e gli occhi non erano gonfi. Veronica pensò a sua madre, e rifletté che forse non era necessario morire per diventare un fantasma. Dubitò che questa teoria comparisse da qualche parte, nel libro di Pesce.

Risultati immagini per gif i still see youI personaggi di questa storia non sono tantissimi e li troveremo come punti di vista  all’interno della storia. Ve ne parlerò non troppo approfonditamente anche perchè vorrei che scopriste da soli la profondità che si celano dietro ognuno di essi. 

Veronica Calder è fredda ma anche fragile e nonostante abbia fegato da vendere, nella situazione in cui si troverà anche lei avrà paura. E’ una ragazza che ha perso suo padre e che se lo rivede apparire tutte le mattine a colazione, seduto al suo solito posto, come fantasma. Lui sfoglia il giornale, beve dalla tazza e poi solleva lo sguardo e le sorride. Non ricorda cosa le avesse detto in quella mattina ma trova la cosa tremendamente triste. Veronica salta di ragazzo in ragazzo, non ne ha mai uno fisso perchè ha una paura terribile ma non lo dirà mai apertamente. Solo quando qualcuno comincerà ad avere dei riguardi verso di lei comincerà a capire che la paura è solo dettata dal fatto di dover soffrire.

Dall’altro lato avremo la voce del professor Bittner e quella del fantasma del bagno. Il professore è un calcolatore e manipolatore. Fin da subito capiremo cosa di orribile ha in mente. Il fantasma del bagno è un mistero che Veronica si ritroverà a svelare mano a mano lungo il corso della lettura e che di certo io non vi svelerò. Ma posso dirvi soltanto che sarà un valido aiuto per Veronica, nonostante tutto quello che sta per succedere.

Con lo sguardo fisso davanti a sé, cercò di evocare l’immagine del padre. Quanto sarebbe stata diversa la sua vita, se fosse stato ancora con loro. Si chiese se le sarebbe mancato di più, se il suo fantasma non fosse apparso ogni giorno.

Immagine correlataIl perno centrale della storia sta tutto nei fantasmi o nelle immagini, così vengono definiti all’interno della storia. Tutti sembrano essere presi da questa cosa, tutti questi fantasmi che girano per la città, durano qualche misero secondo ma sono fra noi e ripetono delle azioni che facevano quando erano in vita. Una minaccia trama nell’ombra e Veronica è nel mirino.

Lo stile utilizzato è stato molto fluido e ben strutturato. Nonostante quindi, abbia letto questo libro nel giro di qualche misera ora, ci sono diverse cose che non sono riuscita a comprendere fino in fondo e con il quale mi trovo in disaccordo con le scelte dell’autore.

Punto misterioso Numero Uno: L’Evento. Si, c’è tutto il fatto che ne sono rimasti queste incredibili scie di fantasmi o immagini che aumentano e che portano di nuovo le persone che abbiamo amato così vicine a noi ma allo stesso tempo non spiega assolutamente nulla. L’Evento è un totale punto interrogativo e non spiega assolutamente nulla. Io mi domando: PERCHE‘? 

Punto misterioso Numero Due: Il professor Bittner. Non capisco perchè l’autore ha deciso di tirare in ballo il professore e tutto ciò che ha in mente di fare sin dall’inizio del libro, togliendo il gusto al lettore di volersi mantenere di più in un alone di mistero. Già si sapeva dove voleva andare a parare. Ed è stato prevedibile e questa cosa ha tolto il gusto a gran parte della lettura.

Posso dire che il film, sotto l’aspetto del professore è stato fatto molto meglio – nonostante il fatto che sul libro sia un vecchio e nel film sia giovane. Fino all’ultimo si mantiene il mistero e non si riesce a comprendere dove si andrà a parare. Così doveva essere, così sarebbe stato meglio.

A parte questo, però, ho trovato interessante la scelta dei fantasmi che di sicuro incuriosisce il lettore. Personalmente è stato proprio questo a catturarmi del libro e penso sia la cosa che abbia incuriosito un po’ tutti. E’ una cosa creepy e inquietante ma anche ben fatta.

La madre di Veronica è accanto al tavolo della cucina. Allunga una mano esitante, verso il punto in cui appare l’immagine del marito. La mano fluttua, e la sua espressione mi fa pensare che sia lei quella intrappolata. Mi appoggio all’amore. (…) Immagino l’amore, lo contemplo e lo sento, finché io stesso non divento amore; è tutto quello che posso fare.

Il libro è stato…. sufficiente. Non l’ho trovato particolarmente emozionante. L’idea dei fantasmi è molto originale e bella ma il contesto intorno è stato gestito decisamente male.

Daniel Waters scrive quindi una storia paranormale a tratti macabra, che ha dei risvolti piuttosto prevedibili, ma che crea una strana aura. E’ un libro strano, pieno di fantasmi e immagini che appariranno e scompariranno sempre allo stesso momento, alla stessa ora, tutti i giorni. Non è inquietante?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©