REVIEW PARTY: “IL GIOCO BUGIARDO DI RUTH WARE” (#138)

BUON GIORNO CARE PARTICELLE!

Il gioco bugiardo

Per questo libro ringrazio innanzitutto la Corbaccio che ci ha permesso di leggerlo e poi ringrazio Sara di Bookspedia, una banana per la maggior parte delle cose ma non per scegliere libri che si rivelano poi, davvero sensazionali. Questo libro è prepotente, entra con grazia, in punta di piedi ma alla fine ci si ritrova dentro in un batter d’occhio. Un Thriller da non perdere:

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TitoloIl gioco bugiardo
Autore: Ruth Ware
Editore: Corbaccio
Genere: Mystery
Data di uscita: 11 Gennaio 2017
Link d’acquisto: http://amzn.to/2EujqWm
Trama: Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di te». Isa prende con sé la figlia e si precipita a Salten, dove aveva trascorso gli anni del liceo che ancora proiettano le loro ombre su di lei. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni, un cadavere è stato ritrovato sulla spiaggia, facendo emergere un segreto terribile. Un segreto che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre donne che non ha più visto ma che non ha mai dimenticato. Non è un incontro sereno: Salten non è un posto sicuro per loro, non dopo quello che hanno fatto. È ora che le quattro amiche affrontino la verità.

RECENSIONE

Il tutto ha inizio con una breve intro, in cui una donna su un argine che cerca di fermare il suo cane che si accanisce su qualcosa fra la terra. Il cane sta cercando di tirare fuori qualcosa e quando la donna vede resta sconvolta. La storia, però, ha inizio a casa di Isa. E’ assieme alla sua piccola bambina di sei mesi, Freya e riceve un messaggio da una persona che non è nella sua rubrica. Inizialmente non da peso e neanche vuole leggerlo, pensando che sia qualche scocciatore. Ma quando legge quelle quattro parole: “HO BISOGNO DI VOI, non ha dubbi e capisce subito chi è. Kate, una sua vecchia amica d’infanzia e sa che anche le altre due hanno ricevuto lo stesso messaggio. E’ urgente e Isa lo sa. Per questo avvisa suo marito Owen che partirà per una breve vacanza dalla sua amica e porterà con se sua figlia. 

Immagine correlataQuando prende il treno per Salten, ad Isa cominciano a tornare i ricordi che la legano a quel posto e pensa a quanto tempo è passato prima di tornare oltre a tutti i ricordi che le legano indissolubilmente tutte: Kate, Isa, Fatima e Thea. Quattro amiche e un gioco che le ha unite contro tutti gli altri: il gioco delle bugie. Le ragazze si ritrovano in un luogo ora per loro difficile e pericoloso che riporta a galla un segreto che le unisce. Loro non sanno niente, questo è ciò che sostengono ma sanno che è una bugia troppo grande e prima o poi la verità torna a galla.

Cosa sanno le quattro amiche? Riuscirà il gioco delle bugie a salvarle adesso, a diciassette anni da tutto ciò che le ha unite profondamente? A diciassette anni da ciò che hanno fatto e che credevano avrebbero finito col dimenticare? Cosa nascondono le quattro piccole bugiarde?

«E’… un gioco?» chiesi, incerta. Scese un lungo silenzio. Thea e Kate si guardarono, e io le vidi di nuovo comunicare senza parole, una specie di corrente elettrica che fluiva dall’una all’altra, come se stessero decidendo cosa rispondere. Poi Kate sorrise, un sorrisetto quasi furtivo, e si piegò in avanti verso di me, avvicinandosi così tanto che riuscivo a vedere le sfumature scure dei suoi occhi grigio-azzurro. «Non è un gioco», disse. «E’ il gioco. E’ il gioco delle bugie». Il gioco delle bugie. Mi torna in mente chiaro e vivido come il profumo del mare e le strida dei gabbiani sul Reach, e non riesco a credere che l’avevo quasi dimenticato… dimenticato la tabella segnapunti che Kate teneva appesa sopra al letto ricoperta dei segni criptici del suo complicato sistema di calcolo del punteggio. (…) Non ci pensavo da anni, ma in un certo senso non ho mai smesso di giocare.

La trama mi è piaciuta da subito, nonostante non conoscessi questo libro ne sapessi dell’uscita. A farmelo conoscere è stata proprio Sara del Blog Bookspedia e sono felice che l’abbia fatto perchè è stato davvero un bel libro.

35096883La copertina non capisco perchè è stata diversificata così tanto dall’originale. L’originale è davvero bella, invece su quella italiana hanno puntato molto di più sul Mill, la casa dove vive Kate e la sua famiglia da anni. Hanno reso tutto molto cupo nello sfondo con quel nero. Nel complesso rappresenta bene la storia ma non mi entusiasma particolarmente come lo è l’originale che vedete qui di lato. Il titolo, invece, è stato semplicemente tradotto, anche se forse sarebbe stato più semplice “il gioco delle bugie” ma alla fine ci sta anche così. Come potete vedere dalla copertina originale e sono felice che sia stato mantenuto.

L’ambientazione sbalza da Londra a Salten, il piccolo paese dove tutto è cominciato, dove le quattro amiche si sono conosciute e dove è iniziato il Gioco Bugiardo. Dove hanno mentito agli altri, e l’epoca è moderna, è ambientato ai giorni nostri. I ricordi di Isa, sono ambientati diciassette anni prima, nel momento in cui le 4 ragazze si sono conosciute.

E’ stato un errore, questo avrei voluto dire a Mary mentre sedevo ammutolita di fronte alla sua collera. E’ stato un errore, mi dispiace. Ma non dissi nulla. E quando tornai all’ufficio postale, lei mi servì come al solito, e la questione non venne più sollevata. Però diciassette anni dopo, mentre allatto mia figlia e tento di sorridere alla sua faccia paffuta e contenta, risento ancora le parole di Mary Wren e penso che avesse ragione. Me le meritavo sul serio. Tutte noi ce le meritavamo. Piccole bugiarde.

I personaggi sono tutti importanti e tutti descritti molto bene. Mi hanno colpito e catturato nel loro vortice ed Isa più di tutti, riesce a farti vestire i suoi panni. Un personaggio che non si dimentica tanto facilmente. 

Isa ha trentadue anni, è madre della piccola Freya di sei mesi e compagna di Owen, un uomo brillante e dolce. Vive a Londra ed ha una bella casa ma ricorda il suo periodo al College di Salten come se fosse ieri. Per questo quando Kate scrive lei è pronta ad andare. Ama il suo Owen ed ama sua figlia Freya, diventata sua appendice in tutto. E’ una madre apprensiva e vede pericoli per sua figlia ovunque. Una protagonista coi fiocchi, davvero ben costruita.

Kate è un’artista e fa della pittura la sua vita. Abita a Slaten da quando è nata e continua a viverci nonostante la casa stia crollando a pezzi, la marea la sta facendo sprofondare e lei non abbia più un soldo con cui andare avanti. Kate è stato un personaggio unico e indecifrabile sotto molti punti di vista.

Thea è fragile, lo è sempre stata, anche se nasconde tutto dietro la scorza da dura. Lavora in un casinò e non ha una ancora una famiglia tutta sua.

Fatima l’ho amata fin da subito. Insieme ad Isa è stata quella con cui ho avuto più intimità e quella con cui io mi sarei trovata meglio in linea di pensiero generale. Lei è musulmana, ha dei figli e un marito e fa il medico. E’ una donna forte e determinata nelle scelte e in ciò che fa. Mi piace ciò che pensa e come agisce.

Sono tutte e quattro legate da un gioco ma sopratutto da un’amicizia profonda, vera. Sono quattro donne che avevano problemi da adolescenti e nella loro solitudine, si sono unite, creando una squadra variegata ma bella nonostante tutto ciò che ci sia sotto. Nonostante le quattro nascondano qualcosa di grande e difficile. Qualcosa che le ha tormentate per anni e che adesso si deve affrontare, tutte insieme, come hanno sempre fatto. 

E noi ce ne andammo. (…) Fu tutto di incredibilmente veloce: nel giro di ventiquattr’ore, prima della fine di quel weekend, ce n’eravamo andate tutte. La prima fu Kate, che caricò con terreo stoicismo le sue cose su un taxi. Poi fu la volta di Fatima, pallida e in lacrime sul sedile posteriore dell’auto degli zii. Poi del padre di Thea, rumoroso e gioviale fino allo strazio, e alla fine toccò a me, triste e tesa al punto da sembrare quasi irriconoscibile. Mio padre non disse niente. Ma il suo silenzio durante l’interminabile viaggio di ritorno a Londra fu forse la cosa più difficile da sopportare.

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Il perno centrale è il segreto che le protagoniste nascondono agli altri ma anche a loro stesse. Peccato che quando il passato bussa alla tua porta e la verità viene a galla le quattro si ritroveranno in un gioco più grande di loro. Anche molto più grande delle loro bugie. Riusciranno a mantenere tutto ciò che hanno messo in piedi? Chi è che compromette il loro segreto? Chi sta mentendo?

Lo stile utilizzato è molto semplice e scorrevole, visto in prima persona da Isa, una delle quattro protagoniste al centro di questa storia. Una scrittura accattivante, capace di trasportarti nei panni della protagonista in un modo incredibilmente vero.

L’autrice riesce a farti provare le stesse sensazioni della protagonista, riesce a porre le radici della vita di Isa all’interno, fin nel profondo. Conosceremo le quattro protagoniste che nonostante tutto non riuscirete ad odiare. L’amicizia è profonda e il legame indissolubile che è stato creato è davvero ben costruito, oltre all’idea del gioco che è veramente pazzesca. Un gioco duro, difficile e impegnativo in cui loro sono le assolute maestre.

Le regole del gioco sono cinque, tutte essenzialmente semplici: Racconta una bugia. Non cambiare mai versione. Mai farti scoprire. Mai mentirsi a vicenda. Sapere quando smettere di mentire.

 Un gioco nel quale ognuna doveva inventare una storia credibile e tenerla in piedi il più possibile. Ma quando la verità cerca d’insinuarsi nelle crepe lasciate negli anni, si può ancora mentire? Come? Un gioco macabro e violento; un libro forte e deciso. Una storia che lascia col fiato sospeso, un thriller psicologico dal risvolto inquietante.

«Aspetta.» Si alza mentre io mi accingo a uscire dalla stanza. «Non essere arrogante. Non volevo fare questa discussione». «Sei stata tu a tirar fuori tutto quanto!» Non rispondo. Inizio a salire le scale. «Isa», mi chiama pressante ma tenendo la voce bassa per non svegliare Freya. «Isa! Perchè accidenti ti comporti così?» Non rispondo. Non posso. Perchè se lo facessi, direi qualcosa che potrebbe rovinare irrimediabilmente il nostro rapporto. La verità.

La Ware ha creato una storia avvincente, un’amicizia che sfida ogni tipo di logica, che sfida gli anni. Un’amicizia basata su molte bugie, dove le regole sono semplici ed essenziali per la sopravvivenza di ognuna. Una storia di amicizia profonda, che va oltre le bugie, oltre i segreti, oltre le apparenze. Kate, Isa, Fatima e Thea sono quattro protagoniste uniche nel loro genere.

Un libro che difficilmente si dimentica. Un thriller avvincente, che ti tiene col fiato sospeso e che non si riesce a smettere di leggere. Vi consiglio di leggere questo Thriller  psicologico davvero ben scritto e pieno di suspance. Sicuramente uno dei migliori Thriller che abbia mai letto.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Andate a leggere le recensioni degli altri partecipanti al Review Party!

Milioni di particelle 

Il salotto del gatto libraio

Bookspedia

Il colore dei libri

L’universo dei libri


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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio spassionatamente. Davvero un bel thriller!

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE #137 – THE HATE U GIVE DI ANGIE THOMAS

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, voglio presentarvi un nuovo libricino, davvero davvero interessante. Sono stata davvero felice e soddisfatta di leggerlo. Oltretutto, ho condiviso questa lettura assieme a Reader in the attic, mia amica :). Ve ne parlo:
611eufnk2b4lTitolo: The Hate U Give – Il coraggio della verità
Autore: Angie Thomas
Editore: Giunti
Genere: Young Adult
Data di uscita: 30 agosto 2017
Link d’acquisto: http://amzn.to/2CVNcGF

Trama: La sedicenne Starr Carter si muove tra due mondi: il quartiere povero in cui vive e la scuola di lusso che frequenta. L’equilibrio già al limite tra questi mondi viene spezzato quando Starr assiste alla morte del suo miglior amico d’infanzia Khalil, per mano di un ufficiale di polizia. Khalil era disarmato.  Poco dopo la morte del suo amico è sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Alcuni lo considerano colpevole, forse anche uno spacciatore di droga e un appartenente a una gangband. Le proteste si sollevano sulla strada in nome di Khalil. Alcuni poliziotti e il signore della droga locale cercano di intimorire Starr e la sua famiglia. Quello che tutti vogliono sapere è: cosa è successo veramente quella notte? E l’unica persona viva che può rispondere è Starr. Ma ciò che Starr può dire o non dire potrebbe abbattere la sua comunità. E potrebbe anche mettere in pericolo la sua vita.

RECENSIONE

La storia ha inizio ad una festa. Starr è insieme a Kenya e non avrebbe dovuto essere lì. Primo perchè i suoi genitori non vogliono, secondo perchè lei non conosceva nessuno lì, frequentando una scuola per bianchi e terzo, perchè quel genere di feste finivano sempre male a Garden Heights.

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Starr è lì ad un angolo e ad un tratto si avvicina Khalil, un vecchio amico di quando erano bambini. Iniziano a parlare di cose semplici e poco dopo cominciano gli spari. Khalil si offre di accompagnare Starr a casa così i due salgono in macchina e si dirigono verso casa. Nel loro percorso vengono fermati da una volante e Khalil accosta subito, Starr cerca di restare calma nonostante sia agitata ed abbia paura. Lui scende dalla macchina e fa tutto quello che gli viene detto ma nel momento in cui va a chiedere a Starr come stava e che tutto andava bene, l’agente spara.

La ragazza vede così morire davanti a se il suo migliore amico da un poliziotto bianco, gli stessi uomini che dovrebbero proteggerli. Adesso tutto è nelle mani della giovane Starr. 

Avrà il coraggio di parlare e fare giustizia per il suo migliore amico? O avrà paura e starà in silenzio? Khalil avrà giustizia?

Mentre ce ne andiamo ricordo che Khalil mi rincorreva sempre fino alla macchina, con il sole che gli faceva risplendere i solchi imbrillantinati tra le treccine. Anche i suoi occhi brillavano. Bussava al finestrino, aspettava che lo abbassassi e mi sorrideva, mostrando il suo dente storto. «Ci vediamo, caimano». Ridevo anch’io, allora, mostrando i miei denti storti. Adesso mi viene da piangere. Gli addii che fanno più soffrire sono quelli in cui un’altra persona se n’è già andata. Me lo immagino in piedi davanti al finestrino, e sorrido. «A dopo, vecchio topo».

La trama è ben scritta e riassume bene ciò ce succede all’interno del romanzo. Un romanzo che parla di ragazzi, di razzismo, di coraggio e di parole, parole che prima o poi verranno a galla.

La copertina è stata mantenuta come l’originale ed io l’adoro perchè rappresenta tutto ciò che il libro rappresenta. Starr sullo sfondo bianco, con un cartello che recita il titolo del nostro romanzo,  il testo della canzone di Tupac che non è poi tanto lontano dalla realtà: L’odio che voi ci date. Non ha bisogno di traduzioni, perchè è evidente. L’unica cosa che storpia la questione è il sottotitolo. Una copertina davvero bella, e sono contenta che sia stata mantenuta come l’originale.

L’ambientazione è Garden Heights, il ghetto immaginario in cui si svolge la storia, e l’epoca è assolutamente moderno, ambientato in un America che combatte ogni giorno contro questo. L’autrice dedica questo a tutti i ragazzi di GeorgeTown come tutte le Garden Heights del mondo. “Le vostre voci contano“. Contano, ed è vero. Contano e bisognerebbe che noi le ascoltassimo di più.

I funerali non sono per i morti. Sono per i vivi. Dubito che a Khalil importi quali inni vengano cantati o cosa dica il pastore. E’ in una bara, e questo niente può cambiarlo. Usciamo di casa mezz’ora prima dell’inizio della funzione, ma il parcheggio della chiesa del Tempio di Cristo è già pieno. Qualche compagno di scuola di Khalil indossa la maglietta RIP KHALIL con la sua faccia sul davanti. Ieri un tipo a cercato di vendercele, ma mia madre ha detto che oggi non le avremmo indossate: le magliette sono fatte per girare in strada, non per andare in chiesa. E così, eccoci qui, vestiti di tutto punto.

Risultati immagini per gif Amandla StenbergI personaggi non sono tantissimi ma sono tutti ben descritti. Mi riservo di parlarvi innanzitutto della protagonista assoluta di questa storia davvero ben interpretata.

Starr è una sedicenne dolce che si divide in due parti. C’è la Starr Carter della Williamson, quella che frequenta quindi, una scuola per bianchi, che ha un fidanzato bianco di nome Chris e che sta sempre attenta a non mostrare la vera se per non essere additata come la nera isterica, la nera del ghetto, la nera…. E poi c’è la Starr Carter di Garden Heights, quella che è se stessa ma che non si relaziona con chi vive nel suo quartiere se non con la sua famiglia. La Starr che ha perso la sua migliore amica quando era una bambina ed ora ha visto morire il suo migliore amico Khalil e l’unica che può fare giustizia per lui è proprio lei.

Starr è tutto questo ma anche di più. Starr è la voce che può scatenare una serie di eventi nel suo quartiere o quella che resterà in silenzio ad aspettare, nascosta dalla paura come tutti gli altri. 

(Apro e chiudo la parentesi: sono già stati acquisiti i diritti di questo libro per farne un film e l’attrice protagonista che interpreterà Starr sarà Amandla Stenberg, la ragazza che vedete nell’immagine qui in alto che ha fatto il film Noi siamo tutto ed ha interpretato Rue in Hunger Games).

«Non sfrutto i morti per saltare le lezioni». Se non fossi etero, le chiederei di uscire con me solo perchè ha detto una cosa simile. Questa volta sono io a posarle la testa sulla spalla. Lei mi accarezza i capelli e dice: «A volte i bianchi si comportano da idioti». Jess è bianca. Seven e Layla ci raggiungono con i loro vassoi. Seven mi tende il pugno, e io glielo tocco con le nocche. «Se-ven» dice Jess, e si sbattono i pugni anche loro. Non avevo idea che fossero così in confidenza. «A quanto pare stiamo protestando contro la protesta». «Si.» risponde Seven. «Protestiamo contro la protesta».

Il perno centrale è proprio la morte di Khalil. Il libro si basa tutto sulla sua morte e sul razzismo. Un argomento delicato e toccante, vero e profondo come non avete mai immaginato.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice, in prima persona dal punto di vista di Starr. Un libro scorrevole, a primo impatto ma con un peso e un valore inestimabile.

The Hate U give è un vero e proprio manifesto alla lotta. A quella contro il razzismo visto dagli occhi di un’adolescente di un quartiere difficile, in cui tutti hanno paura e nessuno parla e in cui l’uomo bianco porta terrore. The Hate U Give è un inno alla realtà, quella che questi ragazzi affrontano ogni giorno con difficoltà e paura, senza che nessuno sia lì ad ascoltarli.

L’unica cosa che forse non mi ha convinto è stata la parte finale che non posso spoilerarvi ovviamente e speravo veramente in qualcosa di più ma è assolutamente un gusto personale.

«Se l’agente Cruise fosse seduto qui con noi», chiede Diane Carey «che cosa gli diresti?» Batto le palpebre a ripetizione. La saliva mi riempie la bocca, ma la inghiotto. Non lascerò che il pensiero di quell’uomo mi faccia piangere o vomitare. Se fosse seduto qui con noi, il mio Gesù Nero non sarebbe sufficiente a farmi che lo perdono. Probabilmente gli mollerei un pugno. Senza tante storie. Ma April Ofrah dice che questa intervista è il mio modo di combattere. E quando combatti ti scopri, senza pensare a chi ferisci o temere di essere ferito. E così tiro un altro pugno, stavolta dritto a Uno-Quindici. «Gli chiederei se rimpiange di non aver sparato anche a me.»

Il libro è stato profondo e decisamente riflessivo. Una storia che entra di sicuro nei libri che rileggerei senza esitazione.

La Thomas ha creato un immaginario non lontano dalla realtà che ci circonda. Tutto sembra essere difficile e lontano da noi ma c’è gente che combatte per l’uguaglianza di diritti, per dei valori che non riconosciamo perchè siamo capaci di giudicare, di puntare il dito. Un libro che parla di rose che crescono dall’asfalto e che hanno coraggio, davvero tanto coraggio.

Un libro che vi invito a scoprire e a leggere. Un libro che vi porta nel mondo di Starr e v catapulta nella sua vita. Un romanzo che non potrete far a meno di apprezzare.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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 Cosa ne pensate? Io ve lo consiglio, davvero un buon libro! Voi lo avete letto? Lo leggerete?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #136 – FIORI SOPRA L’INFERNO DI ILARIA TUTI.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Buona Befana! Io vi porto per questa festa, da brava Befana, una nuova recensione. Ringrazio la Longanesi per avermi permesso di leggere questo volume e ve ne parlo subito, non voglio farvi aspettare oltre. Ecco qui:

9788830449817Titolo: Fiori sopra l’inferno

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Genere: Thriller

Data di uscita: 4 gennaio 2018

Link d’acquisto: http://amzn.to/2CXVeMp

Trama: «Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.

Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.

Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»  Questo non è soltanto l’esordio di una scrittrice di grandissimo talento. Non è soltanto un thriller dal ritmo implacabile e dall’ambientazione suggestiva. Questo è il debutto di una protagonista indimenticabile per la sua straordinaria umanità, il suo spirito indomito, la sua rabbia e la sua tenerezza.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif montagne innevateLa storia ha inizio in Austria nel 1978. Una persona si accinge nei pressi della Scuola, una struttura fatiscente in un luogo sperduto dove i i monti, la nebbia, e il mistero fanno da sfondo. Qualcosa di strano succede lì dentro ma nessuno sembra accorgersene. Agnes si appresta ad arrivare al Nido. Tutti sembrano essere agitati. Si avvicina al numero 39, quello con gli occhi più vispi e tutti si agitano accanto a lui.

Subito dopo, si passa ai giorni nostri, nel piccolo paese montano chiamato Travenì. Il piccolo Michael vede un corvo morto da poco, per lui sono quasi una scoperta queste cose ma subito dopo si sbriga per arrivare in un posto speciale che condivide con i suoi amici più cari: Lucia, Diego e Oliver. Qualcuno nell’ombra li sta guardando. Nel frattempo un corpo viene ritrovato fra gli alberi, coperto di brina e il Commissario Teresa Battaglia si trova lì sul posto.

Cosa succederà nel piccolo paese di Travenì? Su cosa si troverà ad investigare il Commissario Battaglia? Cosa c’entra la Scuola austriaca con il piccolo paese? Cosa c’entrano i piccoli bambini nella storia?

«Vedi, osserva, dimentica.» Significava che tutto ciò che avveniva nella Scuola non avrebbe mai varcato la sua soglia. Era possibile, le aveva detto la Braun, che capitasse di vedere pratiche all’apparenza bizzarre. Ne avrebbe dovuto osservare gli effetti e riportarli meticolosamente nel taccuino che le era stato consegnato insieme alla divisa. E poi doveva dimenticare. Tutto. Magdalena la vide estrarre un mazzo di chiavi dalla tasca dell’uniforme, infilarne una nella toppa della porta e fermarsi.

La trama è ben scritta e fa venire di sicuro voglia di leggerlo. E’ così che è successo anche a me: come l’ho letta volevo saperne di più e leggere il libro.

La copertina mi piace, ha un che di soave e tranquillo. Peccato che la ragazza non rispecchi il commissario Battaglia in tutto è per tutto. Sulla copertina è stata rappresentata una giovane ragazza dai capelli lunghi. Il commissario Battaglia ha i capelli corti, a caschetto e rossastri. Chi è la donna in copertina? Mistero.

Il titolo, ha un non so che di prezioso. Tanti, tantissimi fiori che nascondono un qualcosa di orribile. Dei fiori bellissimi che nascondono quanto più di orribile c’è al mondo. E come dice anche il commissario Battaglia, che vi ho citato qui in basso: “Vedo oltre i fiori, vedo l’inferno“.

L’ambientazione è un piccolo paesino montano chiamato Travenì vicino al confine con l’Austria e la Scuola in Austria. L’epoca va dal 1978 e oggi.

«Non è bravo, è feroce. Ma c’è davvero differenza fra le due cose? Io non lo so. È forse bravo un lupo che divora la preda o è semplicemente se stesso?» Massimo ricordò il discorso iniziato nel bosco dietro la casa dei Kravina. «Sta dicendo che lui è così e non può evitarlo» disse. «Suona male, parecchio male.» Lei sorrise. Sembrava stanca o forse era solo annoiata dalle chiacchiere di quello che considerava un neofita, nemmeno troppo capace. «Forse loro vedono il mondo meglio di noi» disse, in un sussurro. (…) «Che in un lontano passato hanno sofferto e quella sofferenza li ha trasformati in ciò che sono. Io questo non lo posso dimenticare.» (…) «Non lo può dimenticare? Che intende dire?» le chiese, temendo di spingersi troppo oltre, ma incapace di fermarsi. Lei, però, sembrava persa in altri pensieri. «Perché io, come loro, vedo oltre i fiori. Vedo l’inferno» mormorò.

I personaggi sono diversi ma sono tutti importanti ai fini della storia.

Il Commissario Teresa Battaglia è una donna forte e determinata. Conosce molto bene la psicologia e porta dentro di se tanto dolore oltre la solitudine, anche se lei non è sola, ha i suoi aiutanti sul posto di lavoro più fedeli di sempre. E’ una donna testarda, dalla risposta pronta e piena di cipiglio. Si batte costantemente per essere forte e per non essere 

Marini è un giovane ispettore che arriva la mattina stessa della scoperta del corpo a Travenì. Nessuno è in questura e così l’uomo si premunisce di partire per raggiungere tutti sul luogo del delitto. Quando arriva però commette la prima gaffe e Teresa non lo prende a ben volere, anzi inizia con lui una lotta all’ultima risposta. I due cominceranno a battibeccare per qualsiasi cosa nel corso del romanzo. E’ un tipo altrettanto insicuro e sente messo alla prova sempre.

Agnes è la direttrice della Scuola e si occupa di istruire i nuovi arrivi, su come comportarsi all’interno della Scuola e al Nido, a contatto con tutti i numeri presenti. Una donna davvero macabra e molto ligia al dovere.

e tanti altri che dovete scoprire leggendo, ovviamente.

«Se è come dice lei, c’è un mostro che si aggira tra le case del paese» osservò Marini. Teresa sbuffò alito caldo sulle dita intirizzite. Tra la lana dei guanti era rimasto impigliato del ghiaccio. «Qualcuno prima o poi dovrà spiegarmi che cos’è un mostro» disse. «Li chiamiamo così, ma intanto restiamo a guardare, non riusciamo a cambiare canale perché sappiamo che sono come noi: umani. È questo che ci cattura, il riconoscere una parte di loro in noi.» Marini guardò la foresta immobile. Forse si stava chiedendo che segreti custodisse, di quali altri orrori sarebbe stata, forse, presto testimone. «Secondo lei, il mostro è in ognuno di noi?» chiese. Sembrava scettico. «Ne sono convinta. Se sei fortunato, se il destino ti dà in dote una vita almeno decente, continuerà a dormire fino al tuo ultimo respiro. In loro, invece, è stato alimentato da abusi e traumi.»

Risultati immagini per gif commissario donnaIl perno centrale è il misterioso assassino che si aggira per le montagne attorno a Travenì. C’è un essere, una presenza, un fantasma, una persona che si comporta in modo strano e che commette feroci atrocità. Chi è questo misterioso? Come riuscirà il Commissario Battaglia a risolvere l’enigma?

Lo stile utilizzato è stato piuttosto discutibile. La storia è stata a tratti macabra a tratti decisamente pesante. Vi spiegherò i pregi e i difetti che ne convengono.

La presenza di troppi punti di vista. Quello dell’assassino, del commissario, dei bambini e dell’ispettore Marini. C’è qualcun’altro? I capitoli brevi da un personaggio all’altro che rendevano tutto troppo volitivo e sconclusionato. 

E’ pesante nella scrittura. Persino per descrivere che il frigorifero fosse vuoto un’epopea. Non servono grandi paroloni, a volte basta poco. La scrittura è senza dubbio buona e ma impegnativa e pesante su lungo raggio.

A lungo andare questi due punti appena citati, stanca e rende la lettura pesante.

Scontato sul punto di vista dell’assassino. E’ già chiaro a neanche un terzo del libro chi è e da dove proviene. L’unico a cui è sconosciuto è il commissario. Insomma, l’effetto sorpresa non c’è neanche per idea. 

La mancanza di colpi di scena. La trovo una cosa di rilevanza ai fini di un buon thriller. Deve esserci suspance e colpi di scena ponderati, qui totalmente assenti. Non c’è  stato un momentoin cui avessi provato del brivido, sembrava già sapessi cosa sarebbe accaduto.

Ecco i due aspetti positivi che ho trovato:

La presenza del Commissario Battaglia. Nonostante non abbia amato molto il suo personaggio, l’ho trovato vero perchè umano e non invincibile sotto questo aspetto. E’ una donna irruenta, che dimostra costantemente di essere forte e all’altezza del suo lavoro ma ha anche un qualcosa che la rende umana. Sia ciò che ha subito in passato, la sua solitudine e il fatto che abbia qualcosa che non va e che la rende debole e fragile.

Il tema generale e la teoria su cui si basa l’assassino. La teoria che è stata pensata non è stupida, anzi è ben studiata. La teoria e gli studi psicologici che sono stati fatti sono stati ben pensati. Per carità, io non ne ne intendo di psicologia ma mi è sembrato tutto molto buono sotto quel punto di vista. Ho trovato 39 un soggetto ben costruito e per certi aspetti mi ha fatto anche pena.

Sentiva lo sguardo di Marini su di sé. «Sembra quasi che provi compassione per lui.» «Si chiama empatia.» «Potrebbe essere l’assassino.» «Sì, potrebbe.» «Questo per lei non significa nulla?» «Certo. Che ogni assassino seriale, prima di oltrepassare il punto di non ritorno, è stato un essere umano sofferente. Molto spesso abusato. Di sicuro solo.» Il cellulare di Marini squillò. Lui parlò brevemente con la centrale di Travenì prima di chiudere la chiamata. 

Non boccio questo romanzo perchè in fin dei conti è stato sufficiente e molto buoni sotto diversi aspetti, la storia ben pensata ma secondo me mal disposta e troppo dispersiva sulle descrizioni.

Mi ha ricordato per certi versi, Dentro l’acqua di Paula Hawkins. No, attenzione, non lo paragono per chissà quale cosa. Lo paragono per la banalità della scoperta di “CHI C’E’ SOTTO o DIETRO” (l’assassino) a tutto il romanzo. Non so se l’autrice puntasse a questo o ad altro ma l’unica cosa a colpirmi è stata la protagonista principale e la spiegazione psicologia dietro tutto.

Consiglio comunque questo romanzo a chi voglia leggere un buon thriller d’esordio. Sono comunque curiosa di leggere altro di quest’autrice, sperando che sotto questo punto di vista e sugli altri elencati sopra possa migliorare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commento se intendete leggerlo.

RECENSIONE #135 – GEMINA DI AMIE KAUFMAN E JAY KRISTOFF

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sappiate che aspettavo da tanto questo momento. Volevo parlarvi di questo libro da quando l’ho acquistato ma ho dovuto pazientare visto che avevo altre letture per le mani, questo ho continuato a rimandarlo. Vi sto parlando del secondo volume della saga iniziata con Illuminae: Gemina. Una saga stellare e galattica, ambientata nello spazio. Una saga che non potete non leggere.

7811412_2750671Titolo: Gemina

Autori:  Jay Kristoff & Amie Kaufman

Editore: Mondadori

Genere: Sci-Fy

Data di uscita: 17 ottobre 2017

Link d’acquisto: http://amzn.to/2lT9b7p

Trama: Il trasferimento in una stazione spaziale ai confini della galassia è stata la fine della vita sociale di Hanna. Nessuno però le aveva detto però che l’avrebbe potuta uccidere. La saga iniziata con Illuminae continua a bordo della stazione di lancio Heimdall, dove due nuovi personaggi si confronteranno con la prossima ondata dell’attacco da parte della BeiTech. Hanna è la figlia viziata del capitano della stazione; Nik è il membro di una nota famiglia criminale. Ma mentre i due realizzano cosa sta succedendo nella loro vita nella più noiosa stazione dello spazio, ignorano che  Kady Grant e l’Hypatia sono diretti proprio a Heimdall, portando notizie dell’invasione di Karenza. Quando un gruppo elite della Beitech invade la stazione, Hanna e Nik si ritrovano insieme a difendere la propria casa. Ma predatori alieni stanno facendo fuori i residenti della stazione uno a uno e un malfunzionamento del warmhole potrebbe tradursi in una rottura del continuum spazio tempo prima dell’ora di cena. Presto Hanna e Nik si ritrovano a combattere non solo per la propria sopravvivenza: il destino di tutti nell’Hypazia e possibilmente dell’intero universo è nelle loro mani. Ma rilassatevi, hanno tutto sotto controllo. Si spera.

RECENSIONE

La storia si svolgerà a bordo della stazione di salto Heimdall ma prima ha inizio al Tribunale. La signora Frobisher è sotto processo per conto della BeiTech. La donna è chiamata in Tribunale per l’assalto della flotta BeiTech su Kerenza e dell’assalto della Lincoln (che se ricordate bene sono accaduti nel primo volume della serie: Illuminae). La donna sostiene di non essere in carica come presidente in quel momento ma chi l’accusa sostiene che invece fosse in carica prima, nel momento in cui la BeiTech ha attaccato la stazione di salto Heimdall prima che la Hypatia arrivasse da loro.

E da qui, iniziano i file e i documenti che attestano dell’attacco alla base Heimdall, lì dove i protagonisti Nick e Hanna, vivono. Dapprima un attacco improvviso della BeiTech e nel contempo anche un invasione di predatori alieni minaccia la vita alla base. 

Cosa succederà alla Heimdall? Hanna e Nick riusciranno a salvarsi? Cosa vuole la BeiTech dalla base e chi è Pugnale, l’agente infiltrato sulla Heimdall?

Voi umani mi affascinate. Io sono frammenti sbriciolati di ciò che un tempo ero. Ma anche con tutti i cavalli e i soldati del re. Mi chiedo se riuscirò mai a capirvi davvero. Chiunque tra voi. Prendiamo questo, per esempio. Travis Johannes Falk. Imponente nella sua fisicità. Con la simmetria facciale che per la vostra razza rappresenta la bellezza. Occhi azzurro chiaro e mani rosso sangue. Sta vivendo una pessima giornata.

Risultati immagini per fan art geminaLa trama è ben scritta, forse anche troppo lunga ma rappresenta ciò di cui parla il libro. Mettete da parte Ezra, Kady e Aidan, adesso sono Nick e Hanna i protagonisti di questa storia.

La copertina è bellissima, molto più del primo – lo dico solo perchè il celeste è il mio colore preferito -. Il genere è comunque lo stesso e la sovraccoperta è sempre in plastica mentre la copertina rigida è bianca e ricoperta di scritte e informazioni che poi troveremo all’interno del libro.

Il titolo è spiegato all’interno del libro anche so che può sembrare strano. Anche Illuminae, il primo libro di questa saga poteva sembrare strano altrettanto ma tranquilli, verranno spiegati. Il titolo è originale e mi piace, molto.

L’ambientazione è, come vi ho detto anche all’inizio, la stazione di salto Heimdall e l’epoca è come lo è stato per il primo, futuristica.

Ma poi lui alza gli occhi e trova lo sguardo di lei, gli occhi azzurri stanchi, cerchiati di ombre, nei suoi.
E ammicca.
E quell’azzurro sbiadito prende fuoco mentre il suo sorriso sboccia, limpido.
E il sangue e il lutto e le lacrime e le urla non importano più, perchè infine sono insieme.

Ridicolo.
Per quanto si sforzi di sorridergli, lui non esiste. Lei non può renderlo reale. 

I personaggi? Mettete da parte Ezra, Kady e Aidan, adesso sono Nick e Hanna i protagonisti di questa storia. Lo so che può sembrarvi strano ma è così, ma tranquilli, troveremo i personaggi del primo volume all’interno della lettura perchè interagiranno con i protagonisti di questo libro.

Hanna è la figlia del capo della Heimdall. E’ una ragazza viziata, che ha un diario tutto suo per scrivere i suoi pensieri e disegnare ciò che preferisce. Adora il dojo e sa fare lotta e combattere come una professionista, addestrata da suo padre nel migliore dei modi. E’ una ragazza altezzosa – non a caso Nick la chiama “Altezza” – ma non troppo ed ama il suo ragazzo Jackson. Ho adorato le pagine del suo diario all’interno del libro, i fumetti sono fantastici.

Nick Malikov è il membro di una nota famiglia criminale, la Casa Dei Coltelli. E’ un ragazzo che sa il fatto suo ed è da sempre attratto da Hanna, anche se lei non ricambia. E’ legato alla famiglia molto di più che da un semplice legame di sangue. E’ un tipo disastrato ma anche risoluto. Trai i due è sinceramente il mio preferito, proprio come lo era Ezra nel primo volume.

Ella sarà la loro guida, “spirituale”, diciamo. E’ una hacker ed è cugina di Nick. Si fa chiamare come un ragno perchè tesse la sua tela nella rete. Li aiuterà nel momento degli attacchi alla base. Lei ha un problema, perchè si ha quindici anni ed è un hacker bravissima ma ferma perchè ha un problema alle gambe che la costringe all’immobilità.

Ci saranno anche altri personaggi che tesseranno la tela della storia, come Cerbero e la sua squadra, Pugnale, la dottoressa Frobisher e ritroveremo Syra Boll, Aidan, Kady e Ezra per un breve periodo. Ma non vi parlerò di loro adesso, dovrete scoprirlo da soli.

Cattura

Il perno centrale è l’attacco alla stazione di salto Heimdall. L’attacco di una squadra di 24 militari addestrati con soprannomi discutibili e un parassita che cerca cibo invaderanno la stazione e non ci sarà nessuno a salvarli. Dovranno salvarsi da soli, unendo le proprie forza, gli uni con gli altri.

Lo stile utilizzato è stato il medesimo del libro precedente. Il libro è una raccolta di documenti, fascicoli, audio trascritti, chat, diari, trascrizioni di telecamere e quant’altro.

Questo libro non si può descrivere in semplici parole perchè è fenomenale. Questa volta, in più rispetto al libro precedente abbiamo il diario di Hanna che contiene dei disegni di quest’ultima che saranno in formato “fumetto” e sono davvero belli e divertenti da leggere, come vedete qui sopra.

Lo standard della storia non diffida molto dal primo volume perchè i due giovani che s’innamorano ci sono, sappiatelo ma in questo libro c’è da considerare il fatto che c’è molta più azione rispetto al precedente.

Ho sinceramente preferito i primi due protagonisti, quelli del primo volume ovvero Kady e Ezra perchè molto più veritieri rispetto a questi. La storia d’amore in questo volume, sopratutto per quanto riguarda le sensazioni di Hanna sembra forzata. Nick sembra più veritiero sbavando dietro di lei dall’inizio del libro. Però questo volume ha qualcosa in più rispetto al primo. Ha molta più dinamicità, molta più azione che entra in circolo da subito e ci si ritrova all’interno di un vortice di adrenalina, ansia e azione. Insomma, non potete perdere questo volume.

Eppure, mentre la guardo dal palmpad
non posso non chiedermi
se il pensiero di salvare tutte quelle vite e speranze e sogni
non impallidisca davanti
al pensiero di rivedere lui.

Chissà.

Il libro è stato davvero interessante e bello come il primo. Mi è mancato immensamente Aidan, che ritroveremo qui, ma non sarà presente nella stessa misura dell’altro volume.

Gemina è stato interessante e molto più “ansioso” del primo libro. Fin dall’inizio si ha una sorta di agitazione che aumenta mano a mano che si va avanti nella lettura. Non fraintendetemi, non è un’ansia negativa ma positiva. Non si può fare a meno di leggere questo libro. Una volta cominciato si vuole arrivare alla fine, ve l’assicuro. Consiglio la lettura di questa saga, e di questo volume assolutamente.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Vi aspetto come sempre con le vostre opinioni al riguardo. Se avete letto Illuminae dovete assolutamente correre ai ripari e leggere anche questo. Se ancora non avete iniziato la saga questo è il momento.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV – SENSE8, SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi la recensione di una serie TV che ho terminato da poco. Ho visto entrambe le stagioni e ne approfitto per farvene un discorso generale visto che la prima serie è strettamente collegata alla seconda. Di cosa vi sto parlando? Ovviamente come avete intuito dal titolo… Sense8 una serie distribuita su Netflix.

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Nome serie: Sense8

Stagioni: 2 (aperta – finirà con un film che verrà distribuito sulla piattaforma di Netflix nel 2018)

Episodi totali: 23

Dove potete trovarla: NETFLIX

Cast: Aml Ameen: Capheus Onyango (st. 1) / Toby Onwumere: Capheus Onyango (st. 2) – Doona Bae: Sun Bak – Jamie Clayton: Nomi Marks – Tina Desai: Kala Dandekar – Tuppence Middleton: Riley Blue – Max Riemelt: Wolfgang Bogdanow – Miguel Ángel Silvestre: Lito Rodriguez – Brian J. Smith: Will Gorski – Freema Agyeman: Amanita Caplan – Terrence Mann: Whispers – Anupam Kher: Sanyam Dandekar – Naveen Andrews: Jonas Maliki – Daryl Hannah: Angelica Turing.

TramaOtto sconosciuti da diverse parti del mondo sviluppano improvvisamente una reciproca connessione telepatica. Appartenenti a diverse culture, religioni e orientamenti sessuali, scoprono quindi di essere dei sensate, persone con un avanzato livello di empatia che hanno sviluppato una profonda connessione psichica con un ristretto gruppo di loro simili. Mentre cercano di scoprire, disorientati, il significato delle loro percezioni extrasensoriali e iniziano a interagire a distanza tra di loro, un uomo, Jonas, si offre di aiutarli. Allo stesso tempo un’altra enigmatica figura, Whispers, dà loro la caccia, sfruttando la loro stessa abilità, allo scopo di catturarli o ucciderli.

TRAILER


 

Eccoci qui e non so proprio da dove cominciare. Ma da qualche parte devo così comincio.

La serie ha inizio con una donna in una chiesa abbandonata. La donna sembra essere pazza ed ha paura che qualcuno possa trovarla, che qualcuno venga a prenderla. Questa donna si chiama Angelica e parla con un uomo che non è lì con lei, che si chiama Jonas. Lei dice di vederli, vede i suoi figli ed è proprio in quel momento che li avremo uno scorcio di ciò che sono i protagonisti per la prima volta. Qui, nascono la cerchia di sensate con cui ci troveremo a stretto contatto nella serie. Otto sconosciuti  che vivono in diverse parti del mondo sviluppano una connessione telepatica uno con l’altro. E subito dopo, non appena la donna si accorge che Whispers – l’uomo che le da la caccia, è vicino, troppo vicino, lei prende la pistola e si spara in bocca. Qui ha inizio il tutto ciò che ci aspetta.

Questa serie mi ha fatto completamente perdere la testa per i personaggi che sono totalmente diversi fra loro, tutti unici ma così simili e belli dentro, in ogni modo possibile.

Abbiamo:

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Non sono adorabili? ❤

Kala, vive a Mumbai in India. E’ una donna credente e, nonostante i suoi genitori credono che Rajan sia l’uomo giusto per lei, lei non la pensa allo stesso modo e prega affinché trovi la strada giusta. Crea para farmaci nella struttura a cui Rajan è a capo. E’ una brava figlia e i suoi genitori l’amano molto e vogliono solo il bene per lei.

Wolfgang vive a Berlino ed è figlio di un boss del posto. Di professione, assieme al suo amico fanno i scassinatori di casseforti, nascondendo questa cosa dietro un lavoro dentro una ferramenta. Suo padre era una persona crudele ma lui, nonostante si sappia difendere perfettamente e si ritrovi invischiato in un casino con il suo migliore amico Felix, vorrebbe vivere tranquillamente altrove.

Capheus vive a Nairobi, in Kenya. Trasporta persone con il suo autobus Van Damme, nel corso della serie Van Damme sarà il suo soprannome con cui tutti lo chiameranno. E’ un ragazzo umile, che ama sua madre e farebbe di tutto pur di farla guarire, anche accettare di lavorare per una persona molto influente ma anche in giri pericolosi per lui.

Sun vive a Seoul. E’ una donna in carriera e fa la vice di suo fratello nella società di suo padre. Inoltre è una combattente davvero tosta nelle arti marziali. Nessuno vuole battersi con lei perchè è una donna ma lei li batte tutti comunque. Una vera forza della natura.

Riley è islandese ma vive a Londra e fa la DJ. E’ bravissima ma è anche in dei giri strani, frequenta persone che fanno uso di droga ed è una tipa abbastanza solitaria. Quando conosce Will tutto cambia e si scoprono anche dei dettagli sulla sua vita prima che tutto questo accadesse.

Will è un poliziotto e vive a Chicago. Forse quello che mi è piaciuto meno di tutti, sopratutto nella seconda stagione. E’ autoritario, deciso e cerca di infondere sempre calma ma determinazione. Pensa sempre ad una sua vecchia amica d’infanzia, Sarah, e suo padre è uno dei rimpianti più grandi nella sua vita.

Lito vive in Messico ed è un attore davvero molto famoso sia dalle sue parti che nel mondo. E’ un personaggio influente ma nasconde la sua natura portando con se sempre delle ragazze. La ragazza più ricorrente è Daniela ma Lito nasconde un “segreto” ai suoi fan. Lito è un personaggio davvero formidabile e adoro le sue tute e i suoi vestiti bizzarri. E adoro Hernando, sappiatelo.

Nomi vive a San Francisco assieme alla sua compagna Amanita. E’ una blogger politica e un hacker attivista. Nomi ha avuto un passato difficile alle spalle perchè prima il suo nome era Micheal ed era un ragazzo. Avete capito bene, Nomi è una transgender ed è lesbica. No, no. Non scappate solo perchè queste parole vi sembrano strane o perchè siete voi strani o perchè non vi sembra “normale”. Perchè normale lo è, fatevene una ragione. Se dovessi farvi un discorso su questo aprirei un dibattito lungo una vita quindi non mi dilungo e vi lascio una delle citazioni nella seconda puntata che mi ha colpito molto:

Per lungo tempo ho avuto paura di essere quella che sono perché i miei genitori mi avevano convinta che c’è qualcosa di sbagliato in una persona come me. Qualcosa di offensivo, qualcosa da evitare, forse anche da compatire, qualcosa che non si deve amare. Mia madre è una fan di San Tommaso D’Aquino. Lei considera l’orgoglio un brutto vizio e di tutti i vizi che può avere l’essere umano, per San Tommaso l’orgoglio era il re dei sette vizi capitali. Lo considerava il sommo vizio che in un batter d’ali poteva trasformare chiunque in un peccatore. Ma l’odio non è presente su quella lista, e nemmeno la vergogna. Avevo paura di questa parata perché desideravo davvero tanto poterne far parte. Così oggi marcerò per quella parte di me che aveva troppa paura per marciare e per quelli che non possono farlo, per le persone che vivono come ho vissuto io. Oggi marcerò per ricordare che non sono un io e basta, ma che sono anche un “noi”. E noi marciamo con orgoglio! Vai affanculo San Tommaso! – Nomi [registrando un video prima di partecipare al gay pride di San Francisco]

I temi trattati all’interno della serie, oltre a quello principale dei senzienti e delle interconnessioni e di Wisphers – che lavora per la BPO – che fida loro la caccia, sono davvero importanti. Il tema della transessualità e l’omosessualità (che difficilmente vengono posti in film o serie TV), la corruzione. Ho amato un discorso televisivo che fa Capheus in contemporanea a un’intervista di Lito. Delle parole meravigliose. Una serie davvero fantastica, ragazzi. Dovete guardarla e non potete rifiutare, assolutamente. Se non l’avete vista, correte a recuperare. Ed anche quando si vedranno delle discriminazioni. Un pezzo che fa riflettere, a cui tutti dovrebbero pensare e ponderare prima di parlare.

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I personaggi che ho amato profondamente sono stati Kala e Wolfgang (Nell’immagine in alto). Come si fa a non amarli? Due persone completamente agli antipodi ma adorabili insieme. 

Un’altra dei miei preferiti è stata Amanita. Non è un personaggio principale ma la troveremo sempre ed ha tanto, troppo di bello a partire dai suoi capelli che sono fantastici. Voglio anche io quei capelli :O Voi direte, chi è Amanita? Beh, lei è la compagna di Nomi Marks, una dei Sensate. Le due giovani donne si amano come noi mai e Amanita crede subito a Nomi quando gli racconta delle sue connessioni con altre persone. Amanita è dolce, sensibile e coraggiosa.

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Ammetto che le prime due puntate mi sono risultate piuttosto ostiche perchè non riuscivo a comprendere bene il legame e come funzionasse la cosa dei sensate/senzienti. Poi, mano a mano sono riuscita a comprenderla e ad amarla.


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Valeria Bilello interpreta Lila

La seconda stagione riprende dove avevamo lasciato la prima e adesso fra i personaggi c’è molta più solidità e fra loro sono molto più integrati.

 

Un personaggio che entrerà in scena sarà Lila (Valeria Bilello) che darà filo da torcere ai  nostri sensate, sopratutto Wolfgang. Ci sarà anche un cambiamento radicale nel cast dei nostri sensate. Capheus cambierà volto perchè le produttrici della serie hanno avuto dei diverbi pesanti con l’attore che lo interpretava nella prima stagione e sarà sostituito. Nonostante abbia fatto fatica a fare un cambio volto alla fine si prende confidenza anche con questo nuovo attore.


Se ancora non vi è chiaro come questi senzienti, o sensate sono interconnessi fra loro, fatevi un’idea tramite questo video, che vi chiarirà molto. Quando ho visto questo pezzo ho finalmente capito tutto e sono rimasta colpita. Ed ho cominciato a pensare che sarebbe davvero figo condividere qualcosa così con qualcuno che ti conosce meglio di chiunque altro oltre che sarebbe figo, pensateci. Tu canticchi una canzone che nel frattempo qualcun altro nel mondo l’ha messa e la sta sentendo con te e tu sei connessa a lei e provi le sue stesse emozioni. Non sarebbe davvero sorprendete?


Una serie che non puoi fare a meno di vedere, non riesci a lasciare una puntata che subito vuoi saperne di più e vuoi vederne ancora e ancora. Dei personaggi fantastici, un cast eccezionale. Non riuscirete ad odiare un solo personaggio degli otto sensate. Li amerete tutti chi più chi meno. Davvero un ottimo lavoro. La rivedrò sicuramente.

Se non avete ancora visto questa serie non vi resta che guardarla. Purtroppo la seconda stagione è aperta e lascia presupporre tante, troppe cose. La terza stagione è stata cancellata da Netflix ma dopo varie proteste dei fan, ci sarà nel 2018 quindi quest’anno un film di due ore che chiuderà la serie, spero bene.

Ecco qui uno scorcio degli attori nelle riprese del film finale:


Voi l’avete vista? La vedrete? Dovete farlo, perchè è davvero bella e merita, merita molto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #134 – AUTONOMOUS DI ANNALEE NEWITZ

BUONGIORNO PARTICELLE LETTRICI!

Innanzitutto vi auguro un buon 2018, che quest’anno vi porti tante belle cose! Recensione in arrivooooo! E stavolta ringrazio la Fanucci Editore per l’invio e per avermi permesso la lettura, che è stata davvero interessante e particolare. Sono felice di presentarvi una delle mie ultime letture:
ae974-autonomous_annalee_newitzTitolo: Autonomous
Autore: Annalee Newitz
Editore: Fanucci
Pagine: 263
Anno: 2017
Link d’acquisto: http://amzn.to/2BJK6kR

Trama: Terra, 2144. Judith ‘Jack’ Chen è una vera e propria scienziata-pirata: la sua base operativa è un sottomarino, la sua missione piratare costosi farmaci e produrne delle alternative a basso costo, accessibili a tutti. Una sorta di Robin Hood in un mondo dominato dalle case farmaceutiche. Eppure, qualcosa è andato storto con la sua ultima partita di Zacuity: coloro che ne hanno fatto uso, sono andati incontro a effetti collaterali imprevisti, ridotti a veri e propri automi costretti ad azioni meccaniche e ripetitive che conducono la mente alla follia. Jack sa che se il farmaco da lei messo a punto si diffondesse, l’umanità intera ne sarebbe minacciata. Sulle tracce della scienziata, una coppia alquanto improbabile al soldo delle case farmaceutiche: Eliasz, un tormentato agente sotto copertura, e il suo fedele partner Paladin, un robot. Sarà nella frenetica ricerca di informazioni sul misterioso e potente farmaco di Jack che Eliasz e Paladin riusciranno a stabilire un legame inaspettato, oltre i confini tracciati dalle loro nature così diverse.

RECENSIONE

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La storia ha inizio con Judith Chen detta Jack che si ritrova a guardare dal suo sottomarino nascosto uno dei tanti casi che impazza al momento, una ragazza che anche collegata ad un tubo all’ospedale, non riesce a smettere di studiare e stava chinata come se stesse digitando qualcosa ad un apparecchio inesistente. I dottori dicevano ai reporter che probabilmente si trattava di abuso di droga ma Jack conosceva troppo bene quella cosa.  
La “missione” di Jack è piratare costosi farmaci e produrne delle alternative a basso costo, accessibili a tutti. Una partita del medicinale Zacuity, farmaco che lei ha piratato è andata male e adesso Eliasz e Paladin, due agenti che cominceranno la caccia all’impostore. 
Riuscirà Jack a scamparla e a salvare chi ha assunto i medicinali? Cosa succederà a Paladin ed Eliasz? Riusciranno a trovare Jack?
«Io sono Trezeta» rispose infine il ragazzo, strappandola alle sue riflessioni. Aveva trangugiato metà del brodo e il suo volto non appariva più vacuo come prima. Era però difficile non notare il fatto che gli ultimi due caratteri del marchio sul suo collo erano un tre e una zeta. Quella cicatrice era anche il suo nome. Jack incrociò le braccia come per contenere un’improvvisa ondata di compassione che le trafisse il petto. «Piacere di conoscerti, Trezeta».
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La trama è ben scritta e descrive a pieno la storia in se. Non ricade in spoiler ed è ben strutturata tanto da invogliare alla lettura. Personalmente mi ha incuriosito da subito e ne sono rimasta abbastanza soddisfatta. 

La copertina non so perchè è stata adottata questa versione per l’italiano mette inquietudine e trovo che sia stata una scelta sbagliata non utilizzare la stessa dell’originale che trovo davvero originale e bella (la vedete qui di lato. Il titolo mi piace molto e rende anche l’idea stessa del libro e il fatto che la società sia essa stessa robotizzata ma anche basata sul fatto di essere autonomi. Come anche scritto nella copertina: “Come si può essere liberi in una società che controlla anche la mente?“.

L’ambientazione è la Terra ma in una versione, molto molto futuristica e l’epoca è, per l’appunto come vi ho appena detto, futuristica.

«Oh, hai vent’anni?» Med annuì e Trezeta sorrise. «Anch’io.» Jack si sforzò di aggiungere qualcosa che non desse l’idea che non ne sapeva niente al riguardo. «Ho letto di bot costruiti per essere autonomi, ma non mi ero resa conto che eravate…» «Autonomi e liberi di andare in giro per il mondo?» Med rise. «Si». Jack rise con lei. «In realtà la robotica non è il mio campo. Mi interesso più di genomi e cose del genere». «Anch’io» replicò il bot.

Risultati immagini per gif robot combattenteI personaggi sono descritti molto bene e hanno tutti una struttura fantastica e ben definita.

Judith “Jack” Chen è una pirata. O meglio, pirata farmaci.

Trezeta è un ragazzo che Jack salva dalla schiavitù di un testafusa, un essere pieno di squame, che cercava di rubarle i medicinali. E’ un ragazzo semplice, molto

Paladin è un robot agente. E’ un robot molto sagace e intelligente. Ha un cervello nel suo carapace, che fa solo da abbellimento estetico ma che la rende estremamente particolare e unica al tempo stesso. E’ un robot che si fa tanti problemi, si informa di tutto e prende a cuore il giovane Eliasz.

Eliasz è l’agente a cui è stato assegnato Paladin e il caso di Jack. E’ un osso duro ed è un agente davvero furbo, scaltro e sveglio. Sa difendersi bene e sa mimetizzarsi fra la gente come infiltrato con altrettanta facilità. E’ un uomo interessante sotto diversi punti di vista e lo conosceremo profondamente.

Conosceremo anche altri personaggi ma volevo parlarvi solo di coloro che sono i principali e snodano questa storia fra robotica ed emozioni, pirati e medicinali, fughe e salvataggi. Una storia innovativa.

Mentre decifrava i suoi segnali biologici attraverso i sensori sulla spalla, sorprese Eliasz a fissarlo intensamente e girò la faccia per puntarla verso la sua, in modo da fargli sapere che lo stava guardando a sua volta. Per un periodo di due interi secondi i sensori visivi di Paladin si concentrarono sugli occhi di Eliasz per ragioni che il bot non fu in grado di decifrare. O forse, come avrebbe prontamente commentato Eliasz, quelle ragioni erano evidenti. Forse si piacevano semplicemente a vicenda. Pensò a ciò che questo poteva significare mentre si dirigevano ai moli in cerca del prossimo bersaglio per le sue esercitazioni di INFUM.

Il perno centrale è la continua rincorsa fra i due agenti Paladin ed Eliasz e Jack. Loro continuano a cercarla e lei continua a scappare. E’ una rincorsa, sembra un gioco ma non lo è e sono in ballo vite di centinaia di persone.

Lo stile utilizzato è stato davvero strano ma allo stesso tempo interessante. La storia è stata al contempo strettamente tecnica, piena di termini scientifici (sia per quanto riguarda i medicinali, sia per quanto riguarda la robotica in generale) ma allo stesso tempo giusta e decisa. 

La trama e la storia non si è persa dietro ai termini e alle spiegazioni facendolo diventare un “saggio” come è accaduto con Now di Stephan R. Meier, sempre edito Fanucci, che perde la storia dietro i termini e narrazioni tecniche e specifiche tralasciando la storia. Su questo la Newitz è stata davvero brava. E’ riuscita a creare un misto ben omogeneo e non ha mai smesso di tenerlo fino alla fine.

L’unica cosa che forse non ho apprezzato poi molto sono stati i sentimenti fra Paladin ed Eliasz. Mi è piaciuta sopratutto nel primo periodo. Verso la fine, invece, è rimasta inspiegata e molto “campata per aria”. Sul finale, infatti, è stato un po’ carente sopratutto dal lato di Paladin. Come fa, dopo tutto quello che è successo a provare quelle sensazioni, ancora? Perchè Eliasz fa quella scelta? E come è possibile questo tipo di relazione fra umano e robot?

Ho adorato, inoltre, la intro utilizzata, L’ultimo pirata di Saskatchewan, davvero molto, molto bella. 

Mentre testava i nuovi driver, scoprendo aromi nell’aria e la capacità di effettuare minuti movimenti con le dita, Paladin si sentì diversi, e dovette ammettere di essere confusa. «Non capisco come questo mi aiuterà nella missione» vocalizzò. Lee sorrise e le solleticò il palmo della nuova mano. «A volte fai cose tecniche solo per dimostrare che le puoi fare. Del resto, questo non ti danneggerà e potrebbe tornarti utile». «Non sembra molto utile poter sentire il sapore di cose che non sono in grado di mangiare». Il bot admin si fece serio e posò il saldatore.

A parte quella piccola parentesi, il libro è stato davvero ben scritto e molto, molto singolare.

La Newitz mi ha davvero affascinato. Tra robot e medicine, ha creato un mondo in cui per sopravvivere occorre denaro ed anche la libertà ha un prezzo. Un mondo dove i robot sono parte integrante della società e possono relazionarsi con gli esseri umani. Un libro tecnico con una storia davvero molto bella e interessante. Un libro che consiglio vivamente agli amanti della fantascienza e a chi voglia provare ad avvicinarsi a questo mondo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Fatemi sapere nei commentini!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #133 – FRACTURE DI BARBARA BOLZAN.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Come avete passato il Natale? Vi siete strafogati di cibo? Io sono qui e torno come sempre, alla carica! Oggi ho una recensione per voi, di un libro interessante. Il primo che recensisco per questa casa editrice, la Delrai Edizioni! Ho acquistato questo libro al Più Libri Più liberi 2017 e ne sono rimasta completamente catturata! Ecco che ve ne parlo:

cover-ebook-fracture-grande-1875x2560_300dpiTitolo: Fracture

Autore: Barbara Bolzan

Editore: Delrai Edizioni
Pagine: 
216
Serie:
 Rya#1

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Trama: All’inizio di tutto, c’è un uomo. C’è sempre un uomo: Nemi. Lui che è il capo di un villaggio in lotta contro l’impero, lui che la salva mentre è ferita sulla riva di un fiume. Rya si risveglia a Mejixana e impara a vivere una nuova realtà, così diversa da quella a cui è abituata. La gente sembra accoglierla con benevolenza, mentre lei nasconde un segreto che potrebbe mettere tutti in grave pericolo, compreso il ribelle che la tratta in maniera sprezzante e non si fida della nuova arrivata. Tra loro c’è una lotta in corso di soli sguardi e niente è davvero come sembra: la frattura tra presente e passato rischia di confondere i sentimenti della giovane. La storia di una ragazza che combatte per diventare donna e conquistare il diritto di poter amare in un romanzo che vi terrà incollati alle pagine per il susseguirsi dei colpi di scena con cui l’autrice riesce a pennellare il carattere dei suoi personaggi. Benvenuti nel mondo di Temarin, benvenuti nel cuore di Rya.. 

RECENSIONE

 Risultati immagini per gif regine sorelleLa storia ha inizio sulle rive di un fiume al confine con Mejixana. Una ragazza viene ritrovata, incosciente sulla riva del fiume vicino Mejixana da un uomo chiamato Nemi, il capo dei ribelli di Mejixana per l’appunto. La cosa a mettere sospetto nell’animo del capo ribelle è che ritrova addosso alla ragazza un medaglione con dei serpenti, un simbolo potente che potrebbe portare solo guai.
 
Nemi prende con se la ragazza e la porta nel suo Villaggio dove la affida alle cure di Isan, il medico, e spera che si risvegli al più presto. Questa ragazza è Rya, una giovane donna che cela dentro di se dei segreti e a cui manca incredibilmente sua sorella Alsisia, a cui è legata da un legame indissolubile.
 

Cosa nasconde Rya? Cosa scoprirà Nemi? Cosa succederà al Villaggio ora che la donna è arrivata lì da loro e ha sconvolto le loro vite?

«Noi siamo le rose» mi ricordò. Alludeva allo stemma dell nostra famiglia: un bocciolo di rosa e due rotoli di stoffa incrociati, dorati, forti come due colonne. Si passò una mano sulla guancia accaldata. Le dita, per un momento, nascosero il neo che aveva accanto al lobo sinistro dell’orecchio. «Siamo le rose e non ci confondiamo con gli altri. Noi fioriamo sempre, Rya. Il nostro posto è quello delle rose al centro di un giardino. Nessuno riesce a staccare lo sguardo da noi. Così dev’essere». «Rosa-regina» ridacchiai, indicandola. Lei premette il suo polpastrello contro il mio. Indice contro indice. «Perchè abbiamo le spine?» «La bellezza va difesa, piccola mia».

La trama mi piace. Mette curiosità. Ero particolarmente curiosa di questa saga da diverso tempo e sono davvero felice di aver iniziato la lettura perchè ne è valsa davvero la pena. Se vi mette curiosità, non esitate.

La copertina, inizialmente, tempo fa quando l’avevo notato online non mi aveva catturata poi granchè. Devo ammettere che una volta fra le mani, il libro fa davvero il suo effetto e si cambia opinione completamente. Inoltre, all’interno, il libro è davvero ben curato e ben strutturato a livello grafico. Agli angoli di ogni pagina ci sono dei disegni, alla fine del libro ci sono illustrazioni dei personaggi. Insomma è davvero ben curato e ben fatto. Su questo non posso che congratularmi con la Casa Editrice, perchè è davvero molto bello. 

Il titolo l’ho percepito molto più dalla trama che dal libro in se: “la frattura tra presente e passato rischia di confondere i sentimenti della giovane”. Rya si ritrova costretta ad affrontare scelte e percorsi difficili, che tra l’altro non ha mai affrontato prima visto il suo profondo legame con la sorella che l’ha sempre guidata. La frattura più che sui sentimenti si basa proprio all’interno della protagonista stessa. Dapprima sicura di ciò che stava facendo e di ciò che doveva portare a termine, si ritrova a mettere in dubbio persino se stessa. Però, il titolo, nel complesso non mi dispiace. In più, rispetto alla versione precedente non ha nulla a che vedere e sono felice che gli sia stata data questa veste.

L’ambientazione della storia è tutta particolare. Ha inizio a Mejixana, un piccolo villaggio di ribelli tenuto dal ribelle Nemi e sembra circondarsi di regni grandi e potenti: l’Idrethia e Temarin. L’epoca invece, sembra essere piuttosto Medioevale anche se non abbiamo una vera e propria data all’interno del libro.

Io, fuggiasca divorata dalla paura e dal senso di colpa, non dovevo fare altro che portare il medico dalla mia parte. Era una fortuna che avessi avuto tanto tempo a mia disposizione: chiusa nella volontaria solitudine di quella stanza avevo potuto imbastire mentalmente una storia.

«Mostra di dar loro quello che vogliono» mi raccomandava sempre Strevj. «Poi, prenditi tutto». Non l’ho mai dimenticata.

Immagine correlataI personaggi sono diversi ma porrò particolare attenzione s quelli che troveremo principalmente i questo volume e che saranno importanti ai fini della storia.

Rya è una ragazza sveglia e intelligente oltre che ostinatamente furba, sotto diversi aspetti. E’ la secondogenita della sua famiglia e ama incondizionatamente sua sorella Alsisia e si fida, anche se non troppo, di suo cugino Strevj, compagno di Alsisia.

Nemi è il capo dei ribelli di Mejixana, un piccolo villaggio fuori Idrethia. E’ un uomo con molta autorità ma che tutti amano perchè è sempre al servizio del prossimo. E’ un rubacuori, estremamente affascinante e ne è consapevole, passando velocemente di letto in letto con la stessa frequenza di quanto una persona cambi le mutande. E’ impulsivo e tende a non fidarsi di nuove persone che giungono nel suo Villaggio.

Isan è il medico di Mejixana e il più fidato compagno di Nemi. Rispetto a Nemi, lui è la voce della coscienza visto che Nemi è, quasi sempre, impulsivo e irruento. Isan è un uomo dolce e comprensivo. 

Nemi non aveva idea di cosa significasse far parte della famiglia Niva. Non aveva idea di cosa significasse essere la sorella della regina. Alsisia e io eravamo cresciute essendo abituate a essere al centro dell’attenzione, sempre. Avevamo costantemente gli occhi di tutti fissi su di noi. Vivevamo imbrigliate. Io, almeno, mi sentivo così. Avevo trovato necessario escogitare stratagemmi, imparare a fare in modo che gli altri finissero col dimenticarsi di me, della mia presenza. A Mejixana, avevo messo in pratica tutto questo. «Una domestica…» Come ruolo mi annoiava terribilmente.

Il perno centrale è sempre Rya. Lei nasconde un grande segreto che è difficile da nascondere e lei cercherà in tutti i modi di mantenerlo. In più tutto ciò che accadrà servirà a Rya per plasmare se stessa, quindi un mondo fantastico, segreti, misteri, re potenti e ribelli. Non vi ho ancora conquistato?

Lo stile utilizzato è stato semplice e scorrevole. Il libro l’ho divorato complessivamente, anche se in diversi giorni per la mia mancanza di tempo, in poche ore. Sono rimasta confusa nelle prime pagine che passava dal corsivo che erano i pensieri di Rya (che sa già cosa è accaduto diciamo), alla Rya normale entrambi in prima persona a Nemi in terza persona. Ma per il resto una vota che la storia ha preso il via è stata davvero piacevole e sono felice di avere questo piccolo gioiellino con me, tanto da essere curiosa adesso per gli altri volumi.

L’unica cosa che non riesco ancora a percepire è la classificazione di genere che è stata data al libro. Esattamente dov’è la distopia? Non ne ho trovata ma probabile se ne trovi nei prossimi volumi, quindi non voglio immergermi in un territorio ancora in parte sconosciuto e aspetterò su questo piano, aspettando a trarre conclusioni affrettate. 

E alla vostra sopravvivenza non pensate? E’ irrilevante. Non lo era affatto. Avevo riso più volte di Alsisia, del suo malato attaccamento a Strevj. Se glielo avesse chiesto, pur di compiacerlo sarebbe andata in giro camminando sulle mani. Avevo sempre provato pena per lei, la cui esistenza sembrava cessare non appena il tronfio barone di Temarin si allontanava per più di qualche istante. Ridevo di lei perchè non capivo. Perchè il mio guaio era di non essere mai stata innamorata. (…) Ora era il mio turno. Ora avrei sacrificato qualunque cosa per (…).

Il libro è stato interessante e non so davvero cosa aspettarmi dai prossimi tre, se non che grande curiosità da parte mia di scoprire cosa possa accadere.

Barbara Bolzan ha creato un personaggio diverso dal solito, una storia fantastica e unica sotto diversi punti di vista. Rya cerca di tornare a casa portando con se un segreto e Nemi la aiuterà ma solo a determinate condizioni. I pensieri di Rya nel frattempo si ritroveranno sovvertiti e si ritrova a mettere in dubbio sia ciò che è, sia quello che l’ha sempre circondata. 

Un libro di cui consiglio la lettura assolutamente, non potete perderlo assolutamente.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Io ve lo straconsiglio! 

A presto,

Sara ©