REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #594 – HIDE DI KIERSTEN WHITE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui anche oggi con una nuova recensione per voi, che riguarda una nuova uscita che speravo mi coinvolgesse parecchio, invece ha dato alte speranze per alcune e ha peccato in discesa per altre. Ma ve ne parlerò con calma. Ringrazio Miriam per aver organizzato l’evento in questione e la Mondadori per la lettura in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

9788804741619_0_536_0_75Titolo: Hide
Autore:  Kiersten White
Data di uscita: 30 agosto 2022
Pagine: 216
Editore: Mondadori

Link d’acquisto: https://amzn.to/3d1plta
Trama: La sfida: trascorrere un’intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere – per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita –, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l’eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze…

RECENSIONE

Hide. Unica regola non farti trovare di Kiersten WhiteLa storia ha inizio nel vecchio Parco delle Meraviglie, inaugurato nel 1953. Era un parco grandioso, ricco di attrazioni per grandi e piccini ed ogni stagione faceva il pienone di persone che andavano a visitarlo e a divertirsi, fino all’anno in cui una bambina sparì misteriosamente e qualche anno dopo il parco andò in rovina. Oggi, Mack, una donna sola che ha subito un grosso trauma da bambina, si limita a rimanere in vita, nonostante vorrebbe morire e, per tentare di sfondare con del denaro le viene proposto l’accesso ad un parco esclusivo, in cui il vincitore potrebbe accaparrare una cifra non indifferente a cambiargli la vita. E come viene proposto a lei, così avviene per altre quattordici persone che come lei finiscono in questo gioco dall’apparenza carino ma dal retroscena macabro e pericoloso: giocare a nascondino in un parco chiuso da anni e andato in malora.

Cosa succederà all’interno del parco? Chi vincerà il fantomatico premio? Cosa cela il vecchio Parco delle Meraviglie? Dovranno stare attenti l’uno all’altro oppure il pericolo risiede all’interno del parco stesso?

Mack si sistema con cautela, con metodo, tiene a portata di mano tutto ciò che potrebbe servirle. (…) Ava si mette accanto a lei, così vicina che i loro corpi quasi si toccano. Quando il sole fa capolino all’orizzonte, inaugurando la giornata noiosa che le attende, Ava sussurra: «Se Jaden non viene eliminato oggi, stasera gli faccio il culo». Non è un riferimento a Mack o al suo passato. Non è una domanda né una richiesta. È una proposta. Un gesto d’intimità. Ava è disposta a proteggerla.

La trama incuriosisce, seppur ricorda molto Squid Game o tutto un genere di volume che è partito con Hunger Games e che prosegue lungo il suo cammino. Nonostante sembri molto simile, le dinamiche all’intero sono strane e le regole sono tutt’altro che specifiche: l’unica cosa che è che si devono nascondere dall’alba al tramonto e uno solo di loro vincerà il denaro in palio. Il generis utilizzato è comune, di recente, la struttura narrativa e la trama sovvertono un po’ ciò che invece mi aspettavo; ve lo spiegherò nel dettaglio più avanti.

La copertina è stata mantenuta come l’originale quindi su questo punto posso dire che non ha subito modifiche e l’immagine centrale rende, visto ciò che il parco cela e nasconde. Quello che invece non amo particolarmente è il colore di sfondo che finisce per essere troppo sgargiante e come si dice a Roma: “è un cazzotto a n’occhio“. La trovo sobria nel complesso, visto che l’immagine è contenuta ma non nel colore di sfondo che crea un contrasto troppo forte e poco incline alla storia. Infatti in linea generale avrei preferito un altro tipo di colore, anche se forse bastava già un arancio o un rosso meno acceso o un giallo ocra, qualcosa di relativamente più leggero. Il titolo del volume non è stato tradotto ma anche qui, mantenuto. Hide, che significa nascondere o nascondersi, nel caso specifico del volume e di ciò che contiene è un titolo del tutto azzeccato per ciò a cui ci troveremo di fronte. Sulla copertina, sotto al titolo principale, svetta anche un sottotitolo che suona più come piccola frase da copertina che altro.  Non l’avrei aggiunto ma fa ugualmente il suo lavoro.

Kiersten White News on Twitter: "Presenting maybe the coolest book interior  that's ever existed… The end pages for HIDE, which will be an actual old  map of the Amazement Park where ourL’ambientazione è il Parco delle Meraviglie, soprannominato Asterion e si svolge tutto al suo interno; l’epoca è moderna, visto che troveremo all’interno del parco come partecipanti anche dei famosi ragazzi che lavorano in Internet.

Capisce perché Ava sta dando di matto, perché sono tutti ventati; ha paura anche lui, ma non vuole averne. E non crede che sia successo qualcosa di brutto. Pensa soltanto che qualcuno si sia comportato male. Jaden, con ogni probabilità. Non gli sembra plausibile che sia stata Linda. Sembra troppo… elegante per farlo. Però non c’entra con la sua età. Non gli ricorda per nulla la nonna, che una volta aveva sbagliato la tinta, si era ritrovata con i capelli rosa e se li era tenuti (“Al diavolo, perché no?”), che indossava magliette larghe da uomo e pantaloncini molto corti, che aveva la pelle abbronzata, morbida e grinzosa. La nonna non aveva nulla di elegante, ma era divertente, affettuosa e sincera. Sempre sincera. Gli manca tantissimo.

I personaggi di questo volume sono molti seppur la protagonista principale è pur sempre Mack. Avremo modo di conoscere meglio anche gli altri partecipanti visto che la struttura narrativa si basa su ampio spettro e cerca di catturare un po’ tutti i punti di vista all’interno del gioco: conosceremo Ava, che finirà per essere sempre assieme a Mack, Brandon, LeGrand, l’altra Ava, Jason, Rebecca, Sydney, Ian e chi più ne ha più ne metta. Ognuno con una propria maschera dietro il quale si cela un passato difficile o un qualcosa che tentano di nascondere a tutti gli altri partecipanti, ma che non possono nascondere a loro stessi.

Mack ha sofferto in passato. Ha avuto un padre che ha tentato di ucciderla e ha perso sua sorella e sua madre. E’ una donna che si nasconde ed è cresciuta con la convinzione che solo di nascosto può sopravvivere e andare avanti. Nonostante questo, però, è una donna forte e intrepida, coraggiosa e determinata per le cose a cui tiene: Ava, la ragazza ex militare che partecipa al gioco, sembra essere qualcuno su cui poter sperare e sul quale riporre sentimenti forti. La paura di perdere anche lei, però, è forte ed è legato anche a tutto il dolore ricevuto nella sua vita. Un personaggio peculiare, in cui molti possono rispecchiarsi e che finiranno per sostenere.

E allora, se tutti sono malvagi, nessuno lo è, e lui non si chiederà più se è un peccatore. Perché sì, ha peccato, ma non ha importanza. Qualsiasi cosa accada, aiuterà chiunque ne abbia bisogno. Come quella signora. Come Brandon, che gli ha offerto un posto in cui stare solo perché in qualche modo ha capito che non ha una casa. Come Ava, che ha deciso di proteggerlo quando nessun altro l’avrebbe fatto. Se il mondo intero è un inferno e la malvagità li assedia, cosa possono fare se non aiutarsi a vicenda?

6 Great Novels if You Love Spooky Theme Park Stories | by Emma Boone |  Books Are Our SuperpowerIl perno centrale di questa storia è il parco e ciò dal quale tutti, nessuno escluso, si ritroveranno a dover fuggire. Il Parco è abbandonato e i partecipanti vengono lasciati a loro stessi con poche regole e tante domande che aleggiano nell’aria fin dagli albori della settimana. Mano a mano che passeranno i giorni, il tutto finirà per essere più chiaro sia a loro, che al lettore che finirà per sostenere ciò che preferisce.

Lo stile utilizzato dal volume è articolato e descrittivo, poco incline al lato discorsivo e più incentrato sui ricordi, sui dettagli e sul conoscere i personaggi che dovranno nascondersi e partecipare a questo macabro gioco per cercare di rimanere “in gara” ancora un giorno. Scritto in terza persona, ne ho apprezzato le descrizioni e la struttura narrativa lenta, posata, che ha il suo tempo. Mi ha ricordato molto il volume La donna nel buio di Alexandra Oliva e mi ha riportato indietro di diversi anni, di diversi libri, vista la similitudine relativa allo stile di scrittura.

Nella struttura narrativa del volume ci sono dei punti forti ma ci sono anche delle problematiche evidenti che smontano tutto il quadro generale che l’autrice era riuscita a costruire. Vi elenco subito i punti di forza e debolezza del volume in questione:

  • I personaggi e la loro struttura, sono sicuramente il punto più forte su cui ha giocato l’autrice, consentendoci di conoscere a pieno tutti coloro che andranno a dare un valore aggiunto a questo volume. Ho apprezzato molto questo punto, benché la storia ci consente di conoscere non solo il protagonista principale, bensì anche tutti i personaggi che lo circondano, esplorando il loro passato e le difficoltà che li hanno spinti ad affrontare questa sfida tutti assieme e i comportamenti che questi assumono quando interagiscono l’uno con l’altro. Il libro ha una struttura di personaggi davvero unica ne suo genere, sia per come sono stati strutturati e pensati, che per come sono stati scritti su carta.
  • Il lato paranormale della storia decisamente confusionario e va da sé che questo finisce per essere un punto a sfavore per il lettore, trattandosi di un punto focale del volume e del quale si vorrebbe sapere sempre di più e che, purtroppo, non avviene nella maniera corretta. Lo sviluppo all’interno del parco e le dinamiche famigliari le abbiamo comprese, ma da dove nasce tutto questo? Cosa ne sarà in futuro? Troppe poche spiegazioni e tanta confusione che finiscono per ammazzare anche solo la bellezza e il buono del lavoro fatto dai protagonisti e dalle loro storie.
  • Il finale aperto, non è sempre un male anche perché nessuna storia finisce poi con un vero e proprio finale, ma c’è comunque un seguito, visto che chi scrive racconta una piccola parte del mondo fuori. Il problema inizia laddove questo finale resta aperto per via delle poche spiegazioni che nascono dal punto precedente.
  • Il world-building, sicuramente punto a favore. Non solo per via della mappa che è esposta all’interno del libro e favorisce un quadro più ampio una volta che ci si immerge nella lettura ma per via delle descrizioni accurate, dei punti di riferimento in cui si riesce a seguire i protagonisti passo dopo passo, nonostante si stia parlando di un semplice parco divertimenti in rovina.

Non è da sola, è vero. Ma questo non significa che non sia nascosta. Significa soltanto che ora può contare su qualcuno.

Il volume sembra scritto , come se chi ha scritto il volume si volesse dare l’impressione di essere qualcuno che stessa vivendo la storia e stesse cercando di vivere il dubbio di tutto ciò che la circonda come lettore e non come autore. Non tende a chiarire ma a lasciare dei punti che un lettore cerca di darsi da solo. Non so se la cosa sia voluta, penso di no, però non è stata particolarmente apprezzata visto la piega che prende la storia e le domande e i dubbi che restano. Consiglio la lettura a chi vuole intraprendere qualcosa di nuovo e diverso dal solito, ma non partite con aspettative alte.

Kiersten White si lancia in una nuova avventura riuscendo in alcune cose ma peccando in altre. La storia è originale, nuova, fresca, dalle tinte noir e paranormale che avrebbe potuto rendere il doppio se fosse stato tutto valorizzato nel modo corretto. Una storia ad ogni modo di piacevole lettura che lascia suspance nei momenti giusti. E voi, siete pronti ad entrare ad Asterion, il Parco delle Meraviglie?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, vi stiamo aspettando:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate, ovviamente. Io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #583 – IL FIUME AL CONTRARIO DI JEAN-CLAUDE MOURLEVAT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per proporre un’altra lettura leggera, per ragazzi, che spero possa interessarvi. Nonostante per alcuni momenti possa sembrare strana e con poco senso, vi assicuro che la storia alla fin fine sembra interessante. Ringrazio la Rizzoli per la lettura e ve ne parlo subito:5467650-9788817161312-285x424-1

Titolo: Il fiume al contrario
Autore: Jean-Claude Mourlevat
Data di uscita: 08/03/2022
Pagine: 324
Link d’acquisto: https://amzn.to/3mhl9pX
Trama: Conosci il fiume Qjar? Quello che scorre al contrario, le cui acque rendono immortali chi ne beve anche solo una goccia? Quando Hannah, una ragazza di dodici anni, entra nella bottega di Tomek alla ricerca di quell’acqua magica, il giovane droghiere resta senza parole. Lui, orgoglioso di offrire nel suo negozio tutto ciò che al mondo c’è di più utile, non ne ha mai sentito parlare. Incuriosito e affascinato, Tomek decide di lasciare il suo piccolo villaggio e di mettersi sulle tracce di Hannah, partita alla ricerca del fiume al contrario. Un viaggio incredibile, che condurrà i due ragazzi ai confini della Terra, attraverso mondi fantastici popolati da creature insolite e meravigliose: il villaggio dei Piccoli Profumieri, la Foresta dell’Oblio, Ban Baitan, l’Isola Inesistente… Riusciranno Hannah e Tomek a trovare il fiume Qjar? O qualcos’altro, di ancora più grande, li aspetta?

RECENSIONE

water falls on rocky mountainLa storia ha inizio nella piccola drogheria del paese di Tomek. È un piccolo ragazzo tredicenne che vorrebbe viaggiare e godersi la vita ma sa che la sua vita è lì, all’interno di quella piccola drogheria di nonno Icham, in cui resterà visto che ha la responsabilità verso tutto il piccolo paese. Cambia ogni cosa quando una giovane ragazza entra in drogheria e chiede a Tomek se, fra le tante cose in vendita ci sia anche l’acqua del fiume Qjar, l’acqua di un fiume che scorre al contrario e che rende immortale chi ha l’opportunità di bere alla cima del ruscello, dove questo finisce. Tomek non ha quell’acqua in vendita, ne conosceva quel fiume ma Hannah lo coglie di sorpresa è una volta che lei esce dal piccolo negozio, pensa anche lui di partire alla ricerca di quel fiume per vivere finalmente l’avventura che sperava.

Cosa succederà a Tomek? Riuscirà a ritrovare Hannah lungo il suo percorso? Riusciranno a raggiungere il fiume e a compiere la loro missione?

«E così hai di tutto, nel tuo negozio? Proprio tutto?» chiese la ragazza. «Sì… be’, tutto quello che serve…» rispose Tomek. «Allora forse hai anche… l’acqua del fiume Qjar?» Tomek ignorava che cosa fosse, quell’acqua. Ignorava anche dove si trovasse il fiume Qjar. La ragazza lo capì e rispose prima che lui avesse modo di fare domande. «E’ un’acqua che non fa morire, non lo sapevi?»

La trama è semplice ma al tempo stesso ci rappresenta il volume molto bene. Questo volume è una delle avventure più bizzarre che io abbia mai letto. Una trama che coinvolge e una delle poche che non racconta poi troppo di come si svolge il volume nella sua interezza.

La copertina mi ha colpito con dalla sua uscita. Nonostante pensavo che fosse un’avventura che coinvolgesse i protagonisti sul fiume e che questi dovessero anche muoversi su di esso con la zattera, come rappresentato e ci fosse qualcosa del genere, non è del tutto così. In ogni caso la copertina mi piace e nonostante sembri una ragazzina quella rappresentata – e potrebbe anche essere che sia Hannah – non posso fare a meno di pensare che l’autore abbia pensato a Tomek. È una copertina che rappresenta molto il muoversi sul fiume e la forza con cui il protagonista tenta di contrastarlo per vivere a pieno tutto ciò che gli aspetta. Il titolo parla esattamente del fiume Qjar, che secondo la leggenda o per chi l’ha visto scorre al contrario e le sue acque se bevute, portano l’immortalità. È molto rappresentativo e nell’insieme rende molto.

L’ambientazione non è specificata, si partirà da un piccolo villaggio in posti sconosciuti e misteriosi che ci regaleranno tante piccole cose, tante piccole culture e tante piccole emozioni che farete fatica a non ricordare e l’epoca non è specificata ma di sicuro non è moderna. Sembra di essere all’interno di un libro di antiche credenze e piccole fiabe che riusciranno a coinvolgervi.

Tomek stabilì che sarebbe partito una mattina all’alba. Così in paese non si sarebbero accorti subito dell’assenza, e quando il vecchio Icham avrebbe trovato la sua lettera, nella sua baracca, lui sarebbe già stato lontano.

boy climbing up on treeI personaggi di questa storia sono davvero fin troppi. Conosceremo diverse persone in diversi posti, dai Piccoli Profumieri, al ragazzino e l’anziano verso Ban Baitan, al capitano della nave diretta all’isola inesistente a Marie e il suo asino e così tanti altri. Ma i veri protagonisti sono Tomek ed Hannah, che viaggiano ed esplorano nuove terre, così come all’interno di loro stessi.

Tomek è un ragazzino curioso, vorrebbe esplorare il mondo che lo circonda e vivere emozionanti avventure. Quando vede Hannah per la prima volta non è solo il fiume a mettergli curiosità ma sente di essere legato a quella piccola ragazzina, di essersi innamorato. Ed è anche per questo che decide di partire. Lei gli sembra sola e triste e decide di volergli rendere persino il soldo con cui ha pagato ciò che ha comprato, portandoselo dietro. È un personaggio che si farà valere ma vi assicuro che amerete molto di più la piccola ragazzina da cui anche lui è rimasto rapito.

Hannah è una ragazzina sveglia, scaltra e buona. Ha avuto molto dolore nella sua vita perdendo tutti coloro che la circondavano. L’unica cosa che le resta è quella per cui decide di intraprendere questo pericoloso ma magico viaggio che finirà per renderla consapevole di tutto ciò che la circonda e di quante persone possano volerle bene, in giro per il mondo. Perché casa non è solo quella nel quale siamo cresciuti ma anche quella che ci costruiamo intorno e dalle persone che finiamo per circondarci.

Post scriptum: Che cos’hai in quel sacchettino intorno al collo?
Tra il riso e le lacrime, Tomek sfilò la moneta dal borsellino e la strinse nella mano. «E’ una moneta da un soldo». rispose, «te la restituirò presto».

Il perno centrale della storia non è tanto il fiume Qjar che è il fine ultimo dell’avventura, ovvero arrivare al fiume, ma è il viaggio stesso che dona consapevolezza, domande, risposte e curiosità ai nostri due protagonisti.

person holding compassLo stile utilizzato dall’autore è leggero, fluido e scorrevole, non a caso è comunque una lettura per ragazzi. Il tutto è stato piacevole e strano, aggettivo con cui definirei gran parte delle cose che accadono all’interno del volume, persino come questo sia strutturato.

Infatti, troviamo l’epilogo del volume a metà libro e mi domandavo seriamente cosa stesse succedendo. Se avevo in mano un errore di stampa o se ci fosse qualcosa di particolare che il volume nascondesse. La storia inizia con l’avventura dal punto di vista di Tomek, in prima persona che ci narra cosa ha vissuto per arrivare al fiume, se ci riuscirà e tutto ciò che ha provato, chi ha incontrato e quali consapevolezze raggiunge da tutto questo. La seconda parte ci parla di Hannah e del motivo per il quale è stata spinta a partire con così tanto entusiasmo e forza da viaggiare da sola tra pericoli e strani incontri. Personalmente, dopo i primi due capitoli in cui i due si incontrano, ho fatto fatica a legare emotivamente con Tomek, anzi l’ho sentito poco affine così come ho trovato strana la lettura. Nella seconda parte, invece, in cui a fare da protagonista è Hannah sono riuscita ad immedesimarmi e a trovare in lei la tenerezza, la tenacia e la forza che la contraddistingue, così come tutti gli incontri e le cose che lei vive (decisamente più emozionanti e meglio descritte a mio avviso).

Le storie e i personaggi che i protagonisti stanno vivendo sembrano provenire da qualche antica fiaba di qualche cultura. Non so dirvi da cosa questi possano provenire non avendo trovato molto al riguardo ma devo dire di esserne rimasta affascinata nonostante all’inizio abbia fatto fatica ad accostare il viaggio a tutte queste cose bizzarre che avvenivano all’interno del volume. Quella che ho preferito più di tutti prima dei Profumieri è stato il paese della Principessa perdita per sette anni. È stata coinvolgente e ricca di significato, che spero apprezzerete anche voi.

gray bridge in the middle of fallsCoinvolgente e ricco di incontri originali e ben studiati, non potrete non rimanere affascinati dal contesto e dai diversi messaggi che la storia vuole trasmetterci: che l’importante non è la meta ma il viaggio e come lo si vive, che il cambiamento deve avvenire prima dentro di noi per poter cambiare, che l’avventura è sempre dietro l’angolo, bisogna soltanto avere la forza di provare e tanto tanto altro. Ma spero lo leggerete per scoprirne anche voi le peculiarità e le stranezze che contraddistinguono questo volume.

“Dio mio” pensò prima di addormentarsi, “che strano viaggio sto facendo! E come potrò raccontarlo al mio ritorno?”

Il libro è senza dubbio strano, originale e particolare. Dopo l’incontro fra i due, ciò che accade sembra essere davvero inverosimile ma è da questo che ne nasce una storia che ha dell’incredibile e che vi coinvolgerà più di quanto credevate possibile.

Jean-Claude Mourlevat ci regala una storia incredibile, un viaggio alla scoperta del mondo che di circonda e di ciò che abbiamo all’interno ma che bisogna solo scoprire. A volte tutto ciò che ci serve è dentro di noi, occorre solo riuscire a trovare un modo per capirlo. Siete pronti a partire e a seguire Tomek ed Hannah per un viaggio unico e bizzarro?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se la storia può piacervi! Sono curiosa di avere le vostre impressioni!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #581 – VOCE DEL MARE DI NATASHA BOWAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon martedì! Come state? Spero bene! Oggi sono qui con voi per presentarvi una nuova uscita tutta marina, che con il mio blog finisce per essere anche in tinta tra l’altro. Per la lettura debbo ringraziare la casa editrice Mondadori, e Martina per aver organizzato l’evento in questione. Ecco che ve ne parlo subito:
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Titolo: Voce del mare
Autore: Natasha Bowan
Data di uscita: 24 maggio 2022
Pagine: 252
Link d’acquisto: https://amzn.to/3t5CE06
Trama: Un tempo, quando era ancora umana, Simi pregava gli dèi. Ora che è una sirena, una Mami Wata, è al loro servizio, anche se non riesce a rinunciare ai ricordi della sua vita precedente. Il suo compito, come quello delle sue sei sorelle, è di cercare e raccogliere le anime degli uomini e delle donne gettati in mare dalle imbarcazioni cariche di schiavi dirette al Nuovo Mondo; e, dopo averle onorate, fare in modo che possano tornare, benedette, alla loro terra d’origine. Ma un giorno, quando da una di quelle navi viene buttato in acqua un ragazzo ancora in vita, avviene l’impensabile. Simi decide di portarlo in salvo, contravvenendo così a una delle più antiche e inviolabili disposizioni divine. Per fare ammenda, sarà costretta a recarsi al cospetto di Olodumare, il Creatore Supremo, ma per poterlo incontrare, dovrà prima affrontare un viaggio pieno di ostacoli, nel corso del quale incontrerà terre ricche di insidie e creature leggendarie e si ritroverà ancora una volta a sfidare gli dèi, mettendo a rischio non solo il destino di tutte le Mami Wata ma anche quello del mondo così come lo ha conosciuto fino ad allora.

RECENSIONE

Book Review: Skin of the Sea, by Natasha Bowen • Glam Adelaide

La storia ha inizio in fondo al mare. Simidele è una Mami Wata, una sirena dalla pelle color ebano e dalla capigliatura riccia, scura. Le Mami Wata hanno un compito importante nel loro habitat: accogliere i morti nel mare ed accompagnare il loro spirito affinché faccia un viaggio piacevole. Simidele è divenuta una di esse da poco ed ha ancora dei ricordi della sua precedente vita da umana e, nonostante sia così devota a Yemoja, vorrebbe tanto avere l’opportunità di tornare indietro; infatti sono dei vecchi ricordi a perseguitarla. In un attacco ad una nave cade in mare un giovane schiavo, ma questo è ancora vivo e non morto come tutti gli spiriti che Simidele deve accogliere. Nel suo salvare questo giovane ragazzo, Simidele mette nei guai se stessa, Yemoja e tutte le Mami Wata. E’ per questo che dovrà recarsi a Oludumare per cercare di risolvere la situazione.

Riuscirà nell’intento? Cosa scoprirà sul ragazzo che ha salvato? Riuscirà a compiere il suo destino e rendersi finalmente conto di quanto è importante il suo compito di Mami Wata? Cosa succederà lungo il suo viaggio, pericoloso e impervio?

Sento la corrente che mi trascina e, per un istante, sono tentata di lasciare che mi poti via con sé, ma poi mi ricordo della nave. Lo scricchiolio del vascello riecheggia nelle profondità, poi l’acqua si infrange e sibila sotto il peso di un corpo che affonda. Una donna, la pelle di un bruno scuro nell’acqua. Non appena le afferro la man, mi sale la rabbia al pensiero di un’altra morte celata dal mare. La tengo sempre più stretta; il suo corpo urta contro il mio i nostri capelli s’intrecciano. “Che tu possa essere in pace, sorella”. Lascio le dita della donna e mi volto, senza guardare il suo corpo che affonda negli abissi. Una figlia, una moglie, una madre. Le mie lacrime si mescolano al sale dell’oceano.

La trama è ben costruita, ben scritta anche se abbastanza lunghina in realtà per la storia in sé. Mi sarei pronunciata il minimo, almeno per quanto riguarda la storia generalmente e avrei stretto sulla parte finale della trama in cui ci si dilunga in cose abbastanza inutili e che possono benissimo essere poi trovate una volta che si va a leggere il volume.

La copertina è stata mantenuta così come l’originale e trovo che sia la struttura della copertina che l’insieme del volume, della composizione grafica del volume sia molto molto carina. In primo piano possiamo vedere Simidele, la bellissima Mami Wata in forma di sirena che ci osserva profondamente. Al collo si intravede la sua collana, che le rende riconoscibile e tale; il colore generale utilizzato rende davvero molto bene e nel complesso la trovo molto molto bella. Il titolo dalla sua fa la sua parte, anche se non è stato letteralmente tradotto dall’originale ”Skin of the sea” che letteralmente sta per Pelle del mare. Ovviamente potete comprendere bene che il significato letterale non avrebbe avuto alcun senso e per questo sia stato trovato un escamotage piuttosto decente, sia ne significato generale che nel contesto vero e proprio.

L’ambientazione è l’Oceano e le terre africane e per l’epoca ci troviamo a metà del 1400, la storia tratta principalmente le tratte degli schiavi ed è questo che hanno a cuore le Mami Wata, così come l’autrice stessa che le introduce in questo periodo anche per via della mitologia africana che viene inserita all’interno del volume.

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«Dimmi, Simidele. Ti fidi di me e credi nella missione che ti ho affidato?» Yemoja mi fissa, i riccioli scuri che ondeggiano nella brezza. Annuisco. La mia fede nell’orisha non conosce limiti, ma è sempre più facile abbandonarsi alla sua guida nelle acque aperte, quando i miei ricordi si dissolvono, trascinati via dalle maree.

I personaggi all’interno del volume non ce ne sono poi molti, anzi. Ci si concentra quasi esclusivamente su Simi, la protagonista e voce narrante del volume, e di Kola, il ragazzo che lei ha salvato e che andrà in viaggio con lei verso Oludumare. Fin dal primo momento nessuno dei due sa come comportarsi con l’altro non avendo uno mai visto una Mami Wata e l’altra non sapendo come comportarsi con gli esseri umani dopo essere stata tale e dopo aver ricevuto questo compito, che le consente di avvicinarsi a loro solo da morti. E’ un crescendo che mano a mano si sviluppa all’interno della storia e che ci consente di conoscere entrambi i personaggi, così come tutti coloro che girano attorno.

Simi è divenuta da poco una Mami Wata ed ha continue visioni sulla sua vita passata: ricordi di sua madre, della sensazione di vivere sulla terraferma e quant’altro. Sogna tutt’ora di poter tornare ad essere umana, cosa che non le capiterà mai più. Le è proibito parlare con gli umani, innamorarsi di loro o salvarli ma quest’ultimo non è riuscito a comprenderlo del tutto visto che quando Kola finisce in mare, vivo, tenta di salvarlo. E’ una ragazza/sirena davvero speciale, determinata sui suoi obiettivi ma comunque fragile. E’ un personaggio che nella sua composizione generale ci consente di sentirla davvero molto vicina a livello emotivo e l’ho apprezzata molto per questo, per la sua caparbietà e per il suo senso di responsabilità nonostante cerchi comunque un passato che non potrà più avere.

Kola è un ragazzo misterioso, come capita a quasi a tutti i volumi di questo tipo. Fin dal primo momento risulta essere un tipo chiuso ma curioso e ligio al dovere verso la sua famiglia. Infatti ha un legame davvero profondo con i suoi fratelli e sente di doverli aiutare e di dover tornare al suo villaggio natio, nonostante sia più volte che rischia la morte e nonostante inizialmente non sembri molto riconoscente a Simi, più che altro pretende di dover tornare a casa. Questo sicuramente spiazza un pochino ma è il suo egoismo, in parte, a renderlo tale poi ai fini della storia.

«Simidele. Ascoltami. So che sistemerai le cose. Ciò che è fatto è fatto. Non possiamo cambiare il passato, solo imparare da esso. Quello che succederà dopo dipende solo da te».

The Little mermaid is Mami Wata

Il perno centrale della storia è tutto incentrato sull’errore di calcoli, se così vogliamo chiamarlo, di Simidele. Avendo salvato Kola mette a repentaglio ogni cosa, sia il suo essere Mami Wata, sia il viaggio che questa cosa la porta a compiere. E’ una storia che si incentra su un viaggio in mare alla ricerca della redenzione, del perdono e di tutto ciò che questo comporterà. Una storia di cultura africana e di miti che non conosciamo quasi per niente. Una storia che nonostante sia un retelling de La Sirenetta di Andersen, riporta tanti nuovi riferimenti che fanno riflettere il lettore, pagina dopo pagina.
Lo stile utilizzato è semplice e di piacevole e scorrevole lettura, vista in prima persona dal punto di vista di Simidele. La lettura del volume, nonostante non sia già molto grande di suo, si riduce drasticamente vista la fluidità con cui il tutto si muove e si vorrebbe che la storia non finisse con così tanta facilità.

L’epicentro del volume che è quello che poi mantiene tutto e crea curiosità e stimoli all’interno della lettura sono il world Building che è davvero ben strutturato e interessante, così come la mitologia africana, la schiavitù e il fatto che finalmente ci sia anche una sirenetta nera. E l’inclusione in questo volume è davvero grandiosa così come è fantastico la mitologia Yoruba e il contesto africano che apre le porte a qualcosa che non conoscevamo e che rende interessante la lettura fin dal principio. Si fa davvero fatica a lasciar andare il libro e lo trovo unico nel suo genere, non tanto per la sirenetta e il discorso del retelling che ovviamente è abbastanza ripetitivo a lungo andare, ma il fatto che sia tutto così originale, nuovo, fresco e introduca tematiche importanti e sono anche ben sviluppate.

Il finale si mantiene quasi aperto così da consentire un seguito che inizialmente non doveva esserci e che, invece, è stato poi realizzato e di cui potremo leggere se verrà portato in Italia anche quello. E’ una storia che ci fa sognare e che ho apprezzato molto se non fosse per l’innamoramento dei due, cosa che avrei preferito si mantenesse differentemente. Ma conoscendo il classico, si sa dove sarebbe andato a parare, quindi la meraviglia non è stata neanche troppa in realtà, ed è proprio per questo che magari cambiare le carte in tavola e mantenere un’amicizia piuttosto che un amore avrebbe reso ancor più sorpresa al tutto.

Tieni bene a mente l’obiettivo di questo viaggio e nonlasciarti… travolgere dai sentimenti. Per nessun essere umano.
(…)
Appartieni al mare ora. E’ proibito.

Il libro è una piccola perla sia per chi ha amato il grande classico de La Sirenetta di Andersen ma anche per chi si ritrova nel culto e nel mito africano, nella mitologia yoruba, sia per tutti quelli che vogliono scoprire delle credenze che non conoscevano e vogliano approfondire qualcosa che non si conosceva così apertamente. Consiglio senza alcuna esitazione la lettura del volume, così immersiva e delicata, tale da rendere questo viaggio unico nel suo genere.

Natasha Bowan ci regala un volume che, seppur tratti un retelling di una storia conosciuta e famosissima, finisce per essere sensazionale e originale in tutte le sue forme. Una vera storia immersiva nel cuore dell’oceano che ci consentirà di conoscere il mare, gli uomini e i miti africani nella loro bellezza, regalandoci una storia di una ragazza che sogna di riscattarsi e di poter vivere in un mondo decisamente migliore.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, spero possiate apprezzare:

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Fatemi sapere che ne pensate, spero possa piacervi!
A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #578 – AURORA’S END DI AMIE KAUFMAN E JAY KRISTOFF.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa ed oggi vi parlo di questo ultimo volume della trilogia, che spero possa incuriosirvi come sempre. Ringrazio l’organizzatrice dell’evento, Miriam di Me and Books, e ringrazio la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima. Ve ne parlo subito:

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Autore: Amie Kaufman e Jay Kristoff
Data di uscita: 26 aprile 2022
Pagine: 372
Link d’acquisto: https://amzn.to/389VtZ7
Trama: Ma è davvero la fine? Cosa può succedere quando chiedi a un branco di perdenti, casi disciplinari e disadattati di salvare la galassia da una forza oscura e antica? Che quest’ultima ha la meglio, ovviamente. No, aspettate… Non. Così. In. Fretta.

Abbiamo lasciato la Squadra 312 alle prese con una missione impossibile. La paura li ha fatti lavorare bene insieme (era ora!) mentre imperversava una battaglia intergalattica e una super arma minacciava di annientare la Terra. Tutto, però, è andato terribilmente storto, ovvio. Ma sapete una cosa? Non sempre la fine della storia rappresenta proprio la fine. E il gruppo di Ty ha ancora una possibilità per riscrivere la sua. Forse due. La faccenda è complicata, però. Riuscite a immaginarvi Zila, Fin e Scarlett (e Magellano!) che diventano amici, poi diventano nemici e infine diventano eroi che fanno la storia? Certo, come no. E riuscite a immaginarvi Tyler, Kal e Auri che uniscono le loro forze a quelle di due degli esseri più odiati dell’intero universo? Mmm, ok, va bene. E tutto ciò servirebbe a salvare la galassia dalla distruzione? Ecco, per questo ci vorrebbe un miracolo bello e buono. Ma la nostra squadra ci ha insegnato che niente è davvero impossibile, perciò fate un bel respiro e preparatevi ad affrontare l’ultimo strepitoso capitolo della saga “Aurora Cycle”!

RECENSIONE

Pairing Squad 312 with Songs (Aurora Rising) – The Bookish MutantLa storia ha inizio esattamente dove l’abbiamo lasciata con il volume precedente. Zila, Fin e Scarlett sono finiti in uno strano scherzo del destino, he li ha portati nel 2177 e che li costringe a rivivere un loop di azioni inspiegate in cui continuano a morire. Kal e Auri sono con Caersan, i due grilletti assieme per cercare d convincere quest’ultimo a collaborare per fermare il Raham. Dall’altro lato c’è Tyler che gira per la galassia dopo aver avuto una visione di un esplosione al centro del Congresso della Legione Aurora e cerca di raggiungere per tentare o improvvisare qualcosa che cerchi di fermare il tutto.

Cosa succederà ai vari protagonisti? Riusciranno a ricongiungersi e  trovare la loro strada? Quali cose si nascondono dietro la comparsa dei misteriosi oggetti? Riusciranno a sconfiggere il Ra’aham?

Per favore, aspettate almeno che…» «Fuoco!» Sui sensori appare una sottile linea luminosa. Siamo senza motori, senza navigatore, senza difese. Dovremmo essere già morti, inceneriti insieme ad Aurora e all’Arma. Ma per qualche motivo trovo ingiusto dover morire un’altra volta. La luce si avvicina. «Per favore…» Il missile colpisce. Il fuoco squarcia il ponte. BUM

La trama della storia è lunga ma non particolarmente dettagliata. Infatti cerca di prendere il tutto molto alla larga senza addentrarsi nei fatti che sono accaduti nel volume precedente. Tante volte, nelle trame dei libri successivi al primo, questo non accade e ci sono sempre dei riferimenti ben forbiti. In questo caso i due autori sono stati molto bravi a creare queste trame così innovative e intelligenti. Sicuramente un ottimo lavoro, visto che si evitano anche tanti spoiler indesiderati.

La copertina della storia segue la scia delle copertine precedenti e mantiene la linea originale. Apprezzo molto che siano state mantenute e che per la versione italiana ci sia la plastica di contorno come sovraccoperta a proteggere sia il volume, che a renderlo unico così come è stato per la precedente saga dei due autori. In primo piano questa volta abbiamo Finian, il betraskano, che stavolta sarà al centro di diverse cose e si spiegherà la presenza sia del suo volto, sia dell’erba dietro di lui, che deriva dal pianeta Octavia e che si è impossessata di Cat così come di tutti quelli che fanno parte del Raham; il titolo dell’opera è stato mantenuto come l’originale e non è stato tradotto, così come vale per i volumi precedenti ovviamente. Ho trovato la scelta già buona all’epoca e continuerò a dirlo – anche perché tradotto sarebbe venuto sicuramente un mezzo scempio.

L’ambientazione è come sempre lo spazio e l’epoca, questa volta si suddivide in due punti completamente differente. Si passerà dall’anno 2830 all’anno 2177 e si agirà sotto due livelli differenti, così come la storia che si chiarirà soltanto dopo aver ricomposto completamente il quadro.

Tutto l’amore che provava per me le ardeva nello sguardo, andato in mille pezzi come vetro quando le dissi che non avremmo dovuto, né potuto, stare insieme dopo quella notte. Avrei dovuto amarla meglio di così. Avrei dovuto amarla di più. E cerco di dirglielo, con il fiato che mi rimane, con le labbra che premo contro le sue, aprendo la mente e riversandola in lei, dicendole che mi dispiace.

7 idee su Aurora cycle | libri, guida al disegno, fandomI personaggi di questa storia sono i medesimi dei volumi precedenti, ovvero tutta la squadra 312.  Dopo aver perso Cat nel primo volume, che è quella che abbiamo conosciuto meno di altri, abbiamo avuto la new entry di Saedii, sorella di Kal, troviamo i vecchi personaggi che cercheranno di rimanere in vita e si ritroveranno costantemente in bilico, non sapendo della sopravvivenza dell’altro, visto che i vari personaggi sono divisi e collocati in diversi luoghi dello spazio.

In questo volume ha mantenuto il ruolo chiave i personaggio di Zila che finalmente, dopo averlo conosciuto e compreso, si schiude e sboccia completamente, riuscendo a coinvolgere il lettore sempre di più, facendoci addirittura emozionare con lei e per lei. Ho trovato questo personaggio molto simile a come sono io, quindi il completo fiorire è stato un processo evolutivo davvero degno di nota. Anche gli altri personaggi hanno assunto una discreta maturità durante il corso di questa trilogia ma il percorso più forte va di sicuro a Zila.

«Ci hai insegnato la guerra» gli dico. «Ci hai insegnato la paura. Ci hai insegnato il sangue e la rabbia e il nemico. Eppure, persino Saedii è riuscita ad amare un umano. (…)» (…) «I tuoi figli sono sempre vissuti all’ombra del tuo odio. Tuttavia Saedii ha fatto una cosa così bella…» Fisso mio padre, scuotendo la testa. «Pensa a cosa avremmo potuto fare, se solo ci avessi amati.»

Il perno centrale di questa storia si aggira attorno alla sconfitta del Raham e di tutto ciò che di negativo sta distruggendo la galassia. In questo volume tutti i nodi verranno al pettine e tutte le cose finiranno per essere spiegate pagina dopo pagina, rendendo tutto chiaro e ricco di dinamicità e azione. Non c’è un secondo in cui vi annoierete in questo volume, ve lo garantisco.

RECENSIONE #569 – AURORA BURNING DI AMIE KAUFMAN E JAY KRISTOFF. | Milioni  di ParticelleLo stile utilizzato utilizzato è il medesimo che è stato utilizzato per i volumi precedenti: scritto in prima persona e ogni capitolo viene suddiviso per protagonista, incentrandosi su ognuno di loro mantenendo però, il seguito della storia e intrecciandosi davvero bene. Ho apprezzato questa cosa fin dall’inizio seppur all’inizio magari la questione poteva confondere. La scrittura si mantiene semplice, fluida rimanendo di piacevole lettura per tutto il volume, per l’intera trilogia.

Il loop temporale iniziale per quanto figo, ad un certo punto all’inizio sembrava di leggere sempre le stesse cose e alla lunga finiva per stancare un pochino. E’ stato descritto benissimo, pensato altrettanto benissimo ma, forse, utilizzato un po’ troppo e finisce per essere ripetitivo. La pecca è sicuramente questa, in special modo nelle prime pagine che servono per l’appunto ad introdurci al volume e a darci un primo segnale della storia. Nonostante la ripetitività, però, ho trovato la cosa geniale specialmente ai fini della storia, che ha sorpreso e che non mi aspettavo assolutamente. Quindi la costruzione complessiva che ne è derivata è stata interessante e ben composta. L’unica cosa che ha finito per lasciarmi perplessa sono stati i cambi continui di Aurora e Kal e quel trattino che su dei pezzi resta sospeso e non si riesce a comprendere bene nel complesso perché sia stato utilizzato effettivamente.

La storia, stavolta, non introduce grandi personaggi se non uno che cambierà un po’ le sorti della storia e ci chiuderà un cerchio non indifferente. Infatti, il finale, per come il tutto si ricollega, punto dopo punto, crea un collage di pezzi che combaciano perfettamente fra loro e di cui non sono riuscita a trovare una pecca, né una cosa che non mi fosse chiara. Su questo, i due autori sono stati davvero molto bravi, niente da dire.

«De’na vosh, aam’nai» dice. «De’na siir.» Guardo verso l’ammiraglia di Saedii che fluttua nel buio al largo del nostro porto, e senza dire nulla lancio un’occhiata interrogativa a Scar. «Non abbiate paura, amici miei» traduce mia sorella. «Non abbiate rimpianti.» «Dun belis tal’dun. Nu belis tal’satha.» «La fine non è una fine. E la morte non è una sconfitta.»
«An’la téli saii.» 
«Ci rivedremo…»
«Sì, questa la conosco.»
«… Ah, sì?»
Annuisco, a voce bassa. «Ci rivedremo tra le stelle.»

Il libro è il volume conclusivo di una trilogia che finisce col botto e lascia il fiato sospeso. Tutto ciò che credevamo impossibile, diventerà possibile. Tutto quello che credevate di sapere e di aver capito, verrà ribaltato completamente. Una storia al limite tra ragazzi e adulti che ci consente di porci ai limiti dello spazio e del tempo, e che vi consiglio di sicuro.

Amie Kaufman & Jay Kristoff ci consentono di volare nello spazio e di viaggiarci attraverso, sfidando confini e leggi della fisica che permetteranno ai nostri protagonisti di combattere la forza più potente della galassia. Due autori che sanno amalgamare bene ogni parola e creano una storia ricca di emozionanti avventure. Siete pronti ad unirvi alla Squadra 312, a combattere e salvare la galassia?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia l’editore per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando! Come sempre, vi aspettiamo, qui:

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Vi piacerebbe leggerlo? Se vi interessa, leggete la trilogia ovviamente! Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #565 – LA VENDETTA DEGLI DEI DI HANNAH LYNN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Augurissimi a tutte le donne, non solo oggi ma tutti i giorni! In questo martedì della donna con un libro su una donna forte e audace che vi lascerà a bocca aperta. Siete curiosi di sapere di chi sto parlando? Ringrazio tantissimo la Newton Compton per avermi permesso la lettura del volume e vi lascio ciò di cui vi sto per parlare:

9788822767103_0_536_0_75Titolo: La vendetta degli dei
Autore: Hannah Lynn
Data di uscita: 7 marzo 2022
Pagine: 320 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3MrskYs
Trama: Regina dal potere sconfinato, moglie assassina e vendicatrice, madre tradita e amorevole, figura capace di slanci e sentimenti di grande intensità o donna crudele e senza cuore? È davvero difficile provare empatia per una donna che tradisce il marito, Agamennone, e che lo uccide al suo ritorno da Troia assieme al proprio amante, senza conoscere fino in fondo le sofferenze a cui è stata sottoposta fin dalla giovane età. Una donna che ha dovuto sopportare l’omicidio del precedente marito e del figlio uccisi brutalmente, l’assassinio della figlia Ifigenia sacrificata con l’inganno agli dei dal padre. Senza contare le umiliazioni pubbliche, i soprusi e gli abusi a cui la regina di Micene deve sottostare per il bene pubblico. E così, in un racconto appassionante e commovente, Clitennestra assume sembianze di una modernità impressionante e il lettore si ritrova avvinto da una spirale di odio, amore, violenza e spargimenti di sangue di familiari che non ha eguali nella mitologia greca.

RECENSIONE

white head bustLa storia ha inizio con Agamennone che si reca da un sacerdote, Calcante. Con la nave per via del vento non riesce a tornare a Troia e sa che è colpa degli Dei, deve essere colpevole di qualcosa che non è consapevole di aver compiuto contro le stesse divinità. Calcante non ha problemi ad esporre cosa lo rende colpevole contro la Dea della Caccia, Artemide. E una richiesta davvero grande gli viene chiesta quella di sacrificare sua figlia Ifigenia. Una richiesta che sarà la goccia che farà traboccare il vaso per la moglie del famoso re dei re, Clitennestra. Una moglie e madre e donna che ha subito tanto, troppo. Una donna che sacrifica tutto ma che non ha più nulla da perdere.

Cosa succederà a questa donna distrutta dal dolore di anni di soprusi e violenza e da anni che l’hanno cambiata fin nel profondo? Cosa le succederà e cosa cambierà nella sua vita?

«La dea accetterà un unico sacrificio», disse. «Un’unica morte sul suo altare nel tempio di Aulide».
Agamennone annuì in fretta. «Sì, qualunque cosa desideri. Mi rimetterò subito in marcia. Me ne occuperò questa sera stessa». Un’unica morte. Era abbastanza semplice. Doveva solo scoprire quale animale. Chinò la testa in segno di rispetto per l’indovino, ma quando la rialzò, il vecchio gli prese la mano. «Non è un animale che vuole», disse, con una voce che avrebbe potuto avere mille anni. «Ma una fanciulla. La tua figlia più bella, Ifigenia».

A Spartan's Sorrow by Hannah M. LynnLa trama esprime davvero bene ciò che ci troveremo davanti per chi deciderà di leggere il volume. E’ una storia che nonostante l’ambientazione e ciò che porta con sé attraverso la mitologia Greca, lascia spazio ad un’attualità profonda e toccante. Una trama ben costruita.

La copertina, nonostante mantenga la linea del volume precedente e si attenga anche alla linea di molte copertine sulla tematica dell’antica Grecia usciti per altri editori, come la Sonzogno, non colpisce particolarmente. Forse questo ammetto che è più carina del volume precedente ma l’originale, sia per quanto riguarda questa che il precedente della stessa autrice, Il segreto di Medusa, sarebbero stati davvero belli se avessero mantenuto la linea originale. A colpo d’occhio avrebbero fatto un bell’effetto, devo ammetterlo. Nonostante questo, per gli amanti dell’Antica Grecia e simili, la scelta fatta non è stata mal pensata e fa il suo dovere. Il titolo in originale, come potete vedere anche dalla copertina originale qui di lato era “A Spartan’s Sorrow, ovvero Il dolore di uno Spartano. Non so per quale motivo non sia stato tradotto più o meno vicino a questo ma si sia andati su tutt’altro, eppure sarebbe stato sicuramente curioso come titolo anche per via del fatto che la protagonista a muoversi è femminile.

L’ambientazione è l’Antica Grecia ovviamente, come avrete sicuramente intuito, non che ci voglia molto ad immaginarlo ed è il palazzo, a Micene, il fulcro nel quale tutto si basa e i movimenti in cui principalmente verranno svolti i fatti anche se ovviamente non sarà tutto concentrato lì all’interno.; l’epoca si aggira attorno al 458 a.C.

«Si tratta di vostra figlia, Ifigenia», disse l’uomo. «Devi mandarla ad Aulide». «Mandarla ad Aulide?».
Gli occhi del messaggero finalmente si illuminarono e sul suo volto comparve un’espressione reverente. «Ad Aulide vostra figlia verrà data in sposa», disse, «al grande guerriero Achille».

brown painted structuresI personaggi di questa storia sono diversi e ci si concentrerà molto sulla vita a palazzo di Clitennestra, del rapporto con i suoi figli, con l’amante Egisto e con il marito Agamennone. 

Clitennestra è la protagonista principale del volume. Nonostante ci sia Oreste che segue la madre e finisce per prendere parte alla storia di più di quanto ci si aspetta, la vera protagonista è la regina e moglie di Agamennone. E’ una donna che ha tradito, che appare fredda e calcolatrice ma che dietro la sua maschera di forza e freddezza si nasconde molto altro che scopriremo nel corso della lettura e che ci consentirà di conoscere questo personaggio, reinterpretato dall’autrice, sotto un aspetto a cui magari nessuno aveva mai pensato.

«Cosa devo fare?», gridò. «Come posso affrontare di nuovo tutto questo?». Entrò una raffica così brutale che la fece cadere all’indietro sul pavimento di pietra, spegnendo le lampade e precipitando la stanza in un’oscurità assoluta. Ansimando di dolore, lei si costrinse a tornare in piedi. «Ti prego, ti prego, dimmi cosa fare!». Il fulmine fu così puro, così vivido, da darle l’impressione che Zeus in persona le avesse parlato all’orecchio. E quando la mattina seguente si svegliò, a tempesta passata, la sua mente era più limpida che mai. Sapeva perfettamente che cosa doveva fare.

Il perno centrale della storia è Clitennestra e tutto ciò che ruota attorno al suo ruolo di donna all’interno di una società che la denigra, che la tratta come pezza da piedi o peggio ancora da soprammobile. Perché è così che la donna era trattata e in quanto moglie del Re di Micene, non c’è molto da fare se non adempiere ai doveri coniugali e badare ai figli, messi anch’essi sotto la lente degli dei e del padre stesso. Il ruolo della donna è il fulcro attorno a cui gira la storia che nonostante sia una storia dell’Antica Grecia finisce per essere fin troppo attuale.

Lo stile utilizzato utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, secondo volume della trilogia sulle donne della mitologia Greca che ci pone in evidenza una donna non troppo conosciuta come Medusa nel primo volume ma che anche qui ci pone in evidenza una tematica importante e forte, mettendo in primo piano l’essere donna e quanto sia stato difficile – anche tutt’ora lo è – esserlo nella società patriarcale. Scritto in terza persona, la storia finisce per affascinare il lettore per come viene scritta e impostata, nello stesso identico modo in cui è stata impostato il volume precedente su Medusa.

Il modus operandi segue il volume precedente che pensavo fosse un caso isolato; mi ero lamentata nel primo volume del fatto che ci fosse una parte della storia dedicata all’eroe che tenta di uccidere Medusa. Anche qui Oreste, figlio di Agamennone e Clitennestra cerca vendetta e vuole uccidere sua madre per vendicare la morte di suo padre, avvenuta per mano di lei. Quindi, avendo letto già il volume precedente devo dire di non essere rimasta particolarmente sorpresa della scelta fatta perché, in fondo in fondo, me la immaginavo.

Nonostante Clitennestra sia stata sempre raffigurata come una moglie fredda, calcolatrice, falsa e vendicativa in questo volume non solo potremo notare tutto questo con i suoi gesti e nelle sue parole – si veda il tradimento con il cugino del marito Agamennone – ma potremo anche vedere uno spiraglio, il suo racconto, la sua verità e ciò che l’ha portata ad essere così com’è. Non tutto nasce per forza marcio e Clitennestra in questo racconto nasce come una donna si forte ma sola, delusa e usata. E’ una donna che in quanto tale ha subito parecchie cose visto anche il tempo in cui è ambientato e la valenza sociale della donna ai tempi, che non la esula dal fatto di essere una fedifraga e un’assassina ma ci consente di capire il perché dei suoi gesti sia nei confronti del marito Agamennone, sia i risvolti su i suoi stessi figli.

Le tematiche all’interno della storia, quindi, sono importanti e forti e finiscono per colpire ogni donna che deciderà di leggere questo volume. Perché non solo si finirà per comprendere i motivi ma si finirà per sentirsi vicini a Clitennestra e alle sue scelte, cercando di capire le sue emozioni e di posizionarsi nel mezzo tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Una lettura che vi colpirà, questo è poco ma sicuro.

Il suo unico rimpianto fu di non poterlo guardare negli occhi. Era un peccato che lui non potesse vederla mentre lo ripagava per tutto ciò che aveva fatto patire a lei e ai suoi cari. Eppure, mentre il re barcollava all’indietro e cadeva nell’acqua che ancora esalava vapori, si rese conto che non le importava più. Era sufficiente. China sul suo corpo, osservò le bolle rosate farsi sempre più rade fino a fermarsi del tutto. Aveva compiuto il proprio dovere. Aveva protetto i suoi figli.

Il libro che segue le vicende famigliari e gli intrighi che si basano su violenza e sangue così come sui tradimenti e l’amore di un madre che si sente sola e he cerca di combattere per se stessa e per i propri figli. Se amate storie di questo tipo, uniteci la mitologia e l’Antica Grecia e il gioco è fatto: state pur certi che è il libro che fa per voi.

Hannah Lynn è un autrice che prende dei personaggi femminili complessi e incompresi quasi totalmente e li trasforma dandogli una voce forte e potente che finisce per sovvertire quello in cui – magari – si è sempre creduto. Una secondo volume ricco di significato e che ci spinge ad essere curiosi riguardo chi sarà la terza protagonista di questa trilogia al femminile.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni relative all’evento di oggi! Vi aspettiamo ovviamente numerosi:
Banner 1920x1080 La vendetta degli Dei


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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro questo volume? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto numerosi!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #562 – ASCESA ALLA DIVINITA’ DI NEON YANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Siamo giunti alla conclusione di questo cammino con questo ultimo volume che ci porta ancora una volta all’interno del protettorato e ci mostra il retroscena della Protettrice. Ringrazio ancora una volta la Mondadori per avermi permesso la lettura e ringrazio Miriam di Me and Books per avermi coinvolto nell’evento. Ecco che vi parlo del volume conclusivo che chiude un cerchio per questa serie:

9788804745129_0_536_0_75Titolo: Ascesa alla divinità
Serie: Il tensorato, Volume 4
Autore:
Neon Yang

Data di uscita: 23 novembre 2021
Pagine: 120
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sR5yAe
Trama: La Protettrice è morta. Per cinquant’anni ha governato il Tensorato conformandolo a propria immagine, relegando i nemici negli angoli più remoti. Per mezzo secolo il mondo è ruotato attorno a lei, occupata a costruire le sue armate, addestrare i Tensori, afferrare le redini del destino. Ma ora che è morta i suoi seguaci tremano, e gli avversari esultano. Solo in una lontana taverna, nel territorio ribelle, la sua più accesa rivale non gioisce: Lady Han ha fatto di tutto per deporre la Protettrice, ma ora può solo piangerne la perdita. Perché ricorda bene come tutto è cominciato, quando la Protettrice era giovane, ancora senza corona, e una danzatrice disperata osò innamorarsene. 

RECENSIONE

JY Yang Tensorate Series covers - Yuko ShimizuLa storia narra le vicende di Huarong, conosciuta da tutti come Lady Han e di come abbia conosciuto e sia finita al servizio della Protettrice. L’evoluzione e la crescita di Lady Han che viene influenzata dalle cose che le accadono lungo il suo percorso: essere stata venduta al miglior offerente da bambina, essere stata utilizzata come mero oggetto del divertimento degli uomini fino ad essere notata da una dei discendenti non diretta del Protettore attuale. E’ così che le due cresceranno assieme: l’una disposta a imparare ogni cosa pur di saggiare la libertà, l’altra irremovibile e pericolosa, sempre sull’attenti nei confronti degli altri.

Cosa scoprirà Han su quella che diventerà la futura Protettrice? Cosa riuscirà ad ottenere dalla sua vicinanza? Come cambierà la sua vita dopo aver affrontato tutto questo?

Nelle notti in cui non riesco a dormire, mi piace tormentarmi immaginando un mondo dove mia sorella venga portata via al posto mio. Un mondo dove lei diventa una cortigiana, mentre io, invece, resto indietro al suo posto. Che cosa sarei diventata? Una contadina? Una cucitrice? La moglie di un ragazzotto un po’ tardo, con le caviglie gonfie e la voce rauca a furia di urlare? E avrei uno stuolo di marmocchi, anche. Figli a cui affidare la cura della casa, figli che si occupino dei campi… Figli! Cazzo, sarei terribilmente infelice. No, non rimpiango la mia vita. Sì, ho fatto un sacco di casino da tutte le parti, ma almeno è stato eccitante, mi spiego? Naturalmente, so che questo non è vero. Nemmeno mia sorella ha finito i suoi giorni da semplice contadina. Forse, sarei diventata una ribelle in ogni caso. 

La trama stavolta svicola e striscia lungo una linea di demarcazione generale. Dalla storia non si comprende molto di quanto qui viene affermato, si capirà solo dopo un bel po’ e andando avanti nel corso della lettura. Nonostante questo, il caso vuole che la trama sia interessante e chiarisce fin dal principio ciò che s’insedia dietro questa lettura e risulta ancor migliore la lettura stessa che ne deriva. Una bella trama e una storia altrettanto interessante, molto più dei precedenti.

La copertina segue la linea dei volumi precedenti e stavolta pone al centro la Protettrice stessa, simbolo di questa storia e madre dei Gemelli Mokoya e Akhea. Quindi finisce per essere la base di tutto ciò che viene a crearsi sin dal primo volume. Il tutto finisce per essere un emblema, anche la copertina stessa e trovo che questa volta sia ancor più azzeccata e dai colori ancor più significativi, sgargianti, determinati, esattamente come la Protettrice. Il titolo con l’Ascesa alla divinità riporta in gioco ciò che è stata temuta e venerata quasi quanto le divinità stesse: la Protettrice. E’ un titolo particolare e sicuramente originale, che si riesce a comprendere soltanto dopo aver letto il volume. Trovo il connubio giusto anche per quanto viene rappresentato sulla copertina, quindi a mio parere discreto.

L’ambientazione e l’epoca i mantengono sulla linea del volume precedente susseguendosi solo negli anni in cui si trova oggi Lady Han e in cui racconta ma ritorna indietro, persino prima della nascita dei gemelli, ovvero a quando Lady Han ormai anziana era solo una bambina e si racconta, riportando in vita con la sua memoria la Protettrice ormai morta.

Avrei dovuto fare di più per lei? E cosa avrei potuto fare? A quel tempo, ero concentrata su una e una sola cosa: sopravvivere. Pensi che questo mi renda egoista? Non ho mai detto di essere perfetta. Chi tra noi lo è?

The Ascent to Godhood Ends the Acclaimed Tensorate Series on a Powerful,  Personal Note - B&N ReadsI personaggi sono sicuramente differenti da ciò che viene riportato dai volumi precedenti. Siccome prima ci siamo soffermati sui gemelli e sui personaggi che talvolta incontreranno lungo il loro cammino, stavolta a parlare è una donna che ha conosciuto molto da vicino la Protettrice e che ora è a capo di un movimento che mette a repentaglio il Protettorato stesso accanto ad Akhea e all’amata donna che ha perso l’amore nel volume precedente. La vera protagonista di questa storia non è tanto la Protettrice che avremo modo di conoscere meglio fin dalle prime pagine, ma Lady Han stessa che avrà modo di mettersi a nudo e ripercorrere la propria vita. Un personaggio che mi ha colpito e che, a differenza dei volumi precedenti, ho sentito molto più vicino, molto più “reale”.

Lady Han è una donna ormai forte, a capo di una fazione di ribelli contro il Protettorato, è una donna libera che ha lottato per esserlo fin da quando era piccola, rimanendo al servizio degli altri, venendo abusata o usata, venduta  fino a quando non è entrata nelle grazie della discendente del Protettore che l’ha presa sotto la sua ala e le ha insegnato quanto più possibile e l’ha fatta sentire libera nonostante non lo fosse apertamente. Un personaggio determinato, forte che ha combattuto per tutta la sua esistenza e che continua a combattere nonostante la perdita di una persona a cui è stata vicino per tanti anni e che adesso è sarà ancor più difficile da dimenticare.

Dissi a me stessa: “Io non sarò così. Troverò il modo di diventare una persona che può fare quello che le pare”. E poi, la sorte mi portò da lei, e la mia vita intraprese una strada che non avrei mai potuto immaginare. Vedo quello sguardo nei tuoi occhi. So a cosa stai pensando: è stato amore a prima vista, io imprigionata all’istante nelle ragnatele della fortuna. Che idea romantica. Ma la realtà non è affatto questa.

Il perno centrale di questa storia viaggia sul “prima” rispetto agli avvenimenti del primo volume. Si tratta della vita di Lady Han, l’ancella, amante e confidente oltre che spia della Protettrice ormai morta. Nonostante venga raccontata come un ricordo si parte da molto prima dei gemelli, da molto prima del Tensorato e dei vari movimenti, della guerra stessa. Trovo che sia un volume ben composto e ci lascia un retroscena indispensabile, che ci toccherà da vicino. Sicuramente inaspettato a mio parere.

JY Yang Tensorate Series covers - Yuko ShimizuLo stile utilizzato è il medesimo dei volumi precedenti a livello di scrittura. Per quanto riguarda la struttura narrativa, invece, ci troveremo di fronte a un vero e proprio cambiamento che si è sviluppato nel corso dei volumi. I primi due narravano una storia composta in modo standard e ordinario, il terzo volume come vi ho già detto si componeva di documenti e resoconti che l’investigatrice aveva preso in mano e cercava di analizzare, e in questo si prende atto di un racconto vero e proprio in prima persona della vita di Lady Han in cui sembra interagire con il lettore attraverso domande e simili ma scopriremo presto chi è l’interlocutore con cui invece sta parlando. La storia scorre tutta in questo modo, rispondendo a domande che non vengono scritte all’interno del volume ed è la risposta a creare il tutto. Trovo che la trovata di questi ultimi due volumi sia geniale, specialmente per quanto riguarda quest’ultimo volume.

La pecca di questo ultimo volume sta nella sua lunghezza. Così come sono stati divisi i volumi finiscono per andare in ordine decrescente di pagine e quest’ultimo si riduce ad una manciata di pagine che finiscono prima di quando sono iniziate. E questa storia è stata quella che ha finito per coinvolgermi maggiormente. Peccato quindi per la lunghezza sia a livello di costo di libro che lo trovo esoso per un quantitativo simile sia a livello di storia perché poteva essere arricchito maggiormente e sarebbe risultata comunque una bella e originale storia.

Trovo che fra i quattro volumi questo sia stato il migliore sia a livello di storia sia a livello di racconto, per come è impostato e per le tematiche in esso riportate. Si parla di abusi, di spionaggio, di politiche e intrighi, amore ma anche tanto dolore represso, potere, libertà. Nonostante potesse essere sviluppato su un qualcosa di più lungo, trovo che sia davvero una lettura che vale la pena fare se si ha letto tutta la saga ovviamente.

L’autore ci pone davanti il “cattivo” della situazione, l’antagonista e ce lo svela sotto gli occhi del suo compagno più fedele: la sua ancella. E’ quasi un plot twist (anche se non è questo il termine giusto ma lo scrivo solo per farvi rendere l’idea) che rende il tutto ancor più originale e ci tiene con il fiato sospeso presentandoci com’era e cosa è diventata anche per colpa di tutte le cose che le sono successe nel corso della sua vita.

“Non potrò mai più fidarmi di nessuno” mi disse una notte, mentre giacevamo a letto. “Nelle giuste condizioni, persino il cane più fedele e affettuoso può rivoltarsi e mordere. Persino la persona più affidabile può tradire. E io non ho intenzione di sopportare un’altra volta le ferite di una sorpresa del genere.” “Io non ti tradirò mai” le dissi. E ti assicuro che, in quel momento, lo credevo sinceramente, con tutta me stessa. La amavo così tanto, e provavo una tale compassione per lei, una tale rabbia per ciò che aveva subito. Volevo proteggerla. Volevo restare al suo fianco per sempre. Lei rise. “Anche tu, mia adorata peonia. Anche tu ti rivolterai contro di me, quando sarà il momento.”

Il libro è stata una chiusura di serie davvero interessante e coinvolgente. La  quadrilogia comincia portando con se qualche dubbio e domanda ma mano a mano finiscono per dissiparsi  non appena si va avanti con la lettura e si giunge a questo quarto e ultimo volume che chiude meglio di come ha iniziato.

Neon Yang ci porta ancora una volta all’interno del Tensorato e ci permette di conoscere al meglio l’apice della struttura della storia e come sia arrivata ad essere ciò che è stata attraverso gli occhi della sua più fedele compagna, ai tempi d’oro della sua ascesa al potere. Un racconto che apre le porte ad una storia intensa, ricca di ninnoli e segreti inconfessabili. Siete pronti a scoprire il potere e come ha preso realmente piede? Siete pronti a scoprire come si può diventare veramente liberi?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco che vi lascio le altre recensioni tutte per voi:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questa serie? Fatemi sapere, ovviamente io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW TOUR: Recensione #522 – LIGHT OF HOME – UN FARO NELLA TEMPESTA DI TARA SIVEC.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Buona domenica innanzitutto. Sono qui per portarvi una nuova recensione di cui ringrazio la casa editrice Always Publishing per avermi coinvolto, così come l’organizzatrice. Un libro impegnativo ma molto bello. Ecco che ve ne parlo subito:

cover-light-of-home-bassaTitolo: Light of Home – un faro nella tempesta
Autore: Tara Sivec

Data di uscita: 1 luglio 2021
Pagine: 300

Link d’acquisto: https://amzn.to/3wt64nP
Trama: Jefferson Fisher III non si aspetta di incontrare l’amore della sua vita al liceo, proprio nel giorno in cui ha deciso di arruolarsi in marina. Eppure, con l’arrivo di Lucy Butler sull’isola della sua famiglia, il mondo di Fisher si capovolge. Lei è diversa da tutte le altre e, anche se il bisogno di servire il Paese è irrinunciabile per Fisher, il giovane amore tra lui e Lucy non si lascia scoraggiare. Missione dopo missione, lei e Fisher si tengono in contatto, si frequentano, si amano, fino a diventare marito e moglie e costruirsi una vita insieme proprio lì, sull’isola al largo della costa orientale degli Stati Uniti che ha visto sbocciare il loro amore. Per quattordici anni, Lucy rappresenterà la luce della speranza, il faro in grado di condurre di nuovo a casa Fisher dai posti più orribili, di curarlo da tutte le sue ferite, fisiche e psicologiche. Ma dopo cinque missioni all’estero, Fisher è un uomo diverso: comincia a non essere più in grado di superare i traumi inflitti dalla guerra e finirà per rendersi conto di essersi trasformato in una minaccia per coloro che lo circondano. Così, per curarsi da un grave disturbo post traumatico e per permettere a Lucy di essere di nuovo felice, l’ex militare è costretto a un cambiamento radicale: abbandonare la sua vita precedente. Fisher divorzia da Lucy e si trasferisce sulla terraferma, in un centro per veterani. Dopo un anno di intensa terapia, il faro che per tutta la vita lo ha guidato torna a ricondurre Fisher a casa, sull’isola, per un’ultima volta. Stavolta, lui è pronto a convincere Lucy che è guarito e che il suo cuore non ha mai smesso di battere per il suo primo e unico amore. Ma se Fisher e Lucy desiderano davvero che la loro storia si concluda con un lieto fine, dovranno ripercorrere tutti i dolori del loro passato per poter costruire il futuro insieme.

RECENSIONE

brown and black lighthouse on rocky hill near body of water under blue and white cloudyLa storia ha inizio alla fine di un amore. Lucy è stata per tanto tempo accanto a Fisher nei momenti di difficoltà derivanti dal suo lavoro nei Marines. Fisher soffre del disturbo post traumatico da stress, ha avuto dei periodi difficili nella sua vita e fin dall’inizio tutto sembra remare contro Lucy, vittima e lui carnefice. Si scoprirà successivamente che c’è molto più di questo dietro gli accadimenti che si interpongono fra i due e che l’amore che Lucy ha messo via in un cassetto così come il dolore di Fisher per aver perso un amore grande per lui per via dei suoi modi di fare e di tutto ciò che ha passato.

Riusciranno i due a ritrovarsi? L’amore fra i due è veramente finito o c’è qualcosa che si potrà riparare e i due sono disposti ad amarsi e a ritrovarsi ancora?

Ci sono giorni in cui penso a quella porta come una barriera tra me e gli angoli bui del mio subconscio, un luogo in cui ammassare gli scheletri del mio passato così che non debba più guardarli o pensarci. Altri giorni, invece, quella porta si spalanca e sono costretto a rivivere tutti gli errori che ho commesso. Posso entrare nella stanza, con il sudore che mi cola sulla schiena, e passare le mani su ogni oggetto che mi ha reso l’uomo che sono diventato. Posso rovistare nella scatola di scarpe in fondo al letto e sfiorare con la punta delle dita ogni lettera che lei mi ha mandato, posso raccogliere la Purple Heart dal comò e sentire il peso freddo della medaglia di bronzo e il fiocco di seta viola nel palmo della mano, e posso alzare lo zaino dal pavimento nell’angolo della stanza e sentire l’odore del calore del deserto e il sentore metallico del sangue secco che macchia il tessuto mimetico.

La trama la trovo decisamente lunga seppur sia ben scritta. Trovo che poteva essere utilizzata una versione ridotta che incuriosisse maggiormente il lettore, più di quanto faccia questa in realtà, che si snoda a lungo e rischia di svelare fin troppo della storia che effettivamente andremo a leggere.

Fisher's Light (English Edition) eBook: Sivec, Tara: Amazon.it: Kindle StoreLa copertina è davvero carinissima, dolce e dai colori tenui. Il faro dell’isola primeggia su tutto, dove si incentra la storia ed è il punto più importante per la storia. Rispetto alla copertina estera cambia ma a livello di colori si mantiene lo stesso così come il soggetto all’interno del volume. Trovo che la versione italiana, in questo caso sia più carina in cui si può intravedere anche una donna che scruta l’orizzonte. Il titolo del volume non mi fa particolarmente impazzire, specialmente il sottotitolo in italiano. O lo scrivi in italiano o lo scrivi in inglese. Anche se avrei lasciato Fisher’s Light, rendeva molto più di quanto avrebbe reso così, lo assicuro.

man in brown and green camouflage jacket standing near tree during daytimeL’ambientazione è Fisher’s Island, venticinque chilometri al largo della costa del South Carolina, nel bel mezzo dell’oceano Atlantico e l’epoca oscilla fra diversi anni, da quando Fisher e Lucy si sono conosciuti al presente in cui si ritrovano dopo un anno che non so vedevano e il divorzio alle spalle.

Sono un mostro. Se ci fosse una parola più forte per descrivere la persona che sono diventato, la userei, ma questa dovrà andare bene finché non mi viene in mente qualcosa di meglio. Non avrei dovuto accendere la luce. Sarei dovuto rimanere al buio e cercare di convincermi che quello che è successo stasera non è reale. Ma, mentre sono qui sdraiato con il tenue bagliore dell’abat-jour, non riesco a distogliere lo sguardo dalle prove del mio comportamento disgustoso.

I personaggi di questa storia non sono tantissimi e ci si concentra soprattutto su i due personaggi principali della storia che sono Fisher e Lucy. Avremo modo di conoscere anche Trip, il nonno di Fisher, così come Ellie e Bobby, gli amici dei due personaggi.

Fisher è un uomo che ha sempre amato il suo lavoro nonostante lo abbia portato sempre più nel baratro. E’ un uomo deciso, temerario, forte e coraggioso. Ma allo stesso tempo la fragilità e i problemi derivanti dal lavoro lo hanno portato sempre più lontano dalla famiglia e dalle persone che ama. E oltre a rendersene conto, la cosa brutta è che non è riuscito a fermare il vortice in cui era finito fino a che non è riuscito ad uscirne. Ora sembra intenzionato a tornare su i suoi passi e riprovare a conquistare l’ex moglie Lucy, che ha fatto soffrire per via dei suoi comportamenti. Riuscirà a conquistarla una seconda volta? Il personaggio forte, resiliente e che ho apprezzato molto.

Lucy è una donna che è sempre stata fragile, si è sempre sentita inutile e poco bella, semplicemente carina. Si è sentita inutile specialmente con suo marito che l’ha sempre trattata con poco tatto. E’ una donna che sa quello che vuole e che continua ad amare Fisher anche dopo tutto quello che c’è stato, anche quando sta cercando di andare avanti, anche quando tutto ciò che è stato è stato forte e doloroso da digerire. Un personaggio incredibile, dolce e riflessivo.

Da ingenua qual ero pensavo che sarebbe bastato. Non mi ero aspettata di veder scomparire ogni volta un altro pezzo di Fisher, ma dopo l’ultima missione all’estero non rimaneva ormai più niente dell’uomo che amavo da quando avevo sedici anni. Il ragazzo che, sicuro di sé, mi aveva dato il primo bacio ai piedi del Faro Fisher, e che alcuni anni più tardi mi aveva chiesto di sposarlo in quello stesso punto elencando tutti i motivi per cui mi amava, non esisteva più. Al suo posto c’era un uomo pieno di rabbia e depresso, che non riusciva a liberarsi dai suoi incubi e incolpava me del fatto di essere bloccato qui, dove sembrava che la sua oscurità si espandesse invece di affievolirsi.

woman sitting on dock under cumulus cloudsIl perno centrale della storia si sviluppa principalmente su i due personaggi e sulla loro storia d’amore oltre alle difficoltà che ha avuto Fisher nel corso del suo lavoro da militare. Quella vita, per chi va in missione non è semplice e tutti i disturbi e i problemi che ne derivano hanno intaccato l’amore che i due provano l’uno per l’altra.

Lo stile utilizzato in questa storia è molto semplice e scorrevole, molto fluido e leggibile nel giro di qualche ora al massimo. La storia è scritta in prima persona e si divide tra Fisher e Lucy, il loro presente e il passato così come i vecchi diari di Fisher e quant’altro che ci porteranno a scoprire ogni piccolo passo nella vita di entrambi i personaggi e dell’evoluzione della loro storia d’amore nel tempo.

Il fatto che ci sia l’introduzione dell’autrice sui problemi a cui i Marines in rientro a casa si trovano a combattere è la migliore introduzione al volume. E inoltre nella storia rende molto bene l’idea, sia all’interno del paese sia per quanto riguarda Fisher stesso che Lucy. L’autrice riesce a rendere meravigliosamente i sentimenti e le emozioni provate da ognuno dei personaggi prendendo il tutto e sfruttandolo su ogni fronte, al meglio. Non c’è parte che non riesca a rendere i propri sentimenti e che non riesca ad esprimerli al meglio.

Ho apprezzato il fatto che il sesso e l’erotismo non sia stata la cosa predominante della cosa altrimenti avrei fatto fatica nel proseguire perché non sarebbe neanche sembrato troppo veritiero. Per fortuna non ci sono molte scene e solo alcune sembrano marcate ma non rendono il tutto forzato, anzi si armonizzano molto con il testo che le circonda. L’ho trovata una storia dolce tutto sommato.

L’unica pecca che non mi fa dare un voto massimo a questa lettura è il fatto che a tratti risulti scontata e facile a livello di contenuto e di cosa possa succedere ai due protagonisti. Seppur la storia sia ben scritta e le emozioni arrivano dritte al punto e colpiscono molto bene l’animo del lettore, si capisce fin dal primo momento dove andrà a parare la storia riguardo ai due protagonisti.

Non posso essere felice perché ha perso una parte significativa di sé. Voglio solo che mi parli, che mi permetta di scacciare alcuni dei suoi demoni, ma non so più come fare. Non so perché non mi permette di avvicinarmi. Ogni volta che va nella camera degli ospiti e sbatte la porta, mi sento come se stesse sbattendo la porta del suo cuore e io non avessi più la chiave per aprirla.

La storia è davvero molto bella, intensa ed emozionante. Un libro che consiglio agli amanti del romantico e di storie che sanno colpire il cuore del lettore pagina dopo pagina, dalla prima all’ultima.

Tara Sivec ci porta su una piccola isola del South Carolina e ci coinvolge in un amore tormentato e difficile ma che può rinascere anche dall’asfalto. Una lettura che vi consiglio di intraprendere, lo apprezzerete.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate di questo volume? Fatemi sapere se vi piacerebbe leggerlo ovviamente. Io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #521 – CUORE DI SPINE DI BREE BARTON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci oggi con una nuova uscita librosa per voi che spero possa incuriosirvi. Edito Harper Collins che ringrazio per la possibilità di lettura in anteprima e Cin per aver organizzato l’evento ed avermi incluso. Sono felice finalmente di aver letto questo volume che è da tanto che ho in libreria in versione originale, autografato, e non ero ancora riuscita a leggerlo. Quindi il grazie è doppio. Ecco qui:

51xsta2bo2sTitolo: Cuore di spine
Autore: Bree Barton

Pagine: 348
Data di uscita: 27 maggio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/2UJlWp5
Trama: In un antico regno fluviale, dove un tocco può uccidere e i corpi sono veri e propri strumenti di guerra, Mia Rose è la giovane figlia del capo dei Cacciatori delle Gwyrach, donne capaci di manipolare carne, ossa, respiro e sangue. Le stesse che hanno ucciso sua madre senza un graffio.
È tutta la vita che si allena per seguire le orme del padre, ma ora Mia si ritrova promessa sposa al principe Quin: sembra finito il tempo dell’attrezzatura da cacciatrice, nel suo futuro si prospettano eleganti abiti di seta che non le corrispondono. Decisa a ogni costo a seguire la propria strada, la ragazza progetta la fuga, ma non immagina che a tradirla sarà il suo corpo. E se anche lei possedesse la magia che ha giurato di distruggere?
Mentre si svelano i segreti del passato, Mia dovrà imparare a fidarsi del suo cuore, anche se potrebbe costarle la vita.

Una protagonista forte e coraggiosa, un regno oscuro in cui solo le donne possono avere la magia e ogni donna è sospettata di possederla.

RECENSIONE

Quiet YA Reads — noverantale: Mia and Quinn from Heart of Thorns...La storia ha inizio con il progetto di una fuga. Mia, figlia del capo dei Cacciatori delle potenti Gwyrach, sta per sposare Quin, figlio di una grande casata per unire non solo due famiglie ma per assumere ulteriore potere. Mia ha imparato a cacciare e si allena da una vita per poter vendicare sua madre, morta per mano di una Gwyrach – donne capaci di manipolare carne, sangue, ossa, respiro – ma suo padre ha in serbo per lei molto di più, vuole che lei si sistemi. Perché una donna non può scegliere, una donna non può fare le sue scelte col cuore, proprio come si sono amati i suoi due genitori. E allora è lì che progetta la sua fuga, per fare in modo che lei e sua sorella possano fuggire assieme per sconfiggere e cacciare quei potenti demoni. Non può però sottrarsi al matrimonio quando si rende conto che sua sorella non reggerebbe mai una fuga. E’ proprio il giorno del matrimonio che le sorti della vita dei due giovani sposi cambieranno per sempre.

Cosa succederà a Quin? E Mia cosa farà per cercare di salvaguardare la situazione? Cosa succederà ora che qualcuno sembra averli messi in pericolo ed entrambi sembrano essersi ritrovati soli?

Mia aveva provato con tutte le forze a dissuadere il padre. Le ragazze del Regno del Fiume non avevano quasi mai voce in capitolo sugli uomini da sposare, eppure Mia era stata tanto ingenua da credere che per lei sarebbe stato diverso. Sotto la tutela paterna, negli ultimi tre anni era stata addestrata come Cacciatrice ed era sicura che il padre non l’avrebbe ceduta al più alto offerente. Invece, per quanto avesse supplicato, lui era stato irremovibile.

La trama è ben scritta e lineare a ciò che viene presentato all’interno del volume. E’ curiosa e riesce ad attirare il lettore nella speranza che scelga questo volume come prossima lettura.

La copertina è davvero molto bella e in linea con l’originale che si presenta con lo stesso stile per quanto riguarda il titolo, sia per quanto riguarda l’immagine presentata. Ci sono le spine e c’è una freccia che sarà significativa in questo frangente. Non è una copertina che da degli indizi enormi ma cattura e fa veramente bene alla vista. L’unica cosa che non mi fa impazzire è la scelta della casa editrice di portarlo solo in ebook. Intanto spero di leggere anche i seguiti e di vederli pubblicati anche in Italia. Il titolo è stato semplicemente tradotto, niente di così trascendentale e sono felice del connubio che è venuto a crearsi anche nell’edizione italiana. E’ un insieme ottimo direi.

L’ambientazione è il Regno del Fiume, la terra di Kaer Killian e una serie di territori partoriti dalla mente dell’autrice che riesce a trasportarci in un regno lontano, ricco di pericoli e insidie; l’epoca non è definita, ma sembra quasi di trovarci in una specie di epoca medioevale visti gli abiti e la scelta su cui sono ricaduti determinati dettagli dell’autrice.

«Chiedo scusa, Vostra Grazia» disse Mia. «Non era mia intenzione…» Karri la interruppe con un gesto della mano. «Hai tutti i diritti di esprimere la tua opinione. Il giorno in cui ci proibiranno di farlo, allora saremo davvero perdute. Dato, però, che presto diventeremo sorelle, posso darti un consiglio?» Mia annuì. «Attenta a mio padre, Mia. Potete anche avere un nemico in comune, ma lui non è tuo amico».

I personaggi di questa storia non sono tantissimi o almeno è così che ci si presenta all’inizio. Avremo a che fare con Mia, sua sorella e suo padre e Quin che vedremo comunque in maniera molto limitata. Ci si concentra molto di più sul personaggio principale di questa storia, ovvero la protagonista indiscussa.

Mia è una ragazza che vuole cacciare. E non vuole cacciare dei semplici animali, studia da tutta la vita le mappe, l’anatomia dei corpi e si allena con i Cacciatori per poter uccidere e finalmente dare la vendetta che si merita sua madre. Perchè le Gwyrach hanno distrutto quanto di più bello avevano lei e sua sorella e suo padre. Solo che non è questo il suo destino, quello che deve fare è sposare un uomo che non ama e che non condivide le sue stesse idee. E’ una ragazza sveglia, intelligente e forte oltre che incredibilmente coraggiosa. Le manca sua madre ed è una ragazza sveglia.

Quin è un tipo che fin dal primo momento si dimostra strano ed enigmatico. Non si sa esattamente se è possibile fidarsi di lui e sarà così anche andando avanti nel corso della lettura. Un personaggio che si ritroverà invischiato con Mia molto più di quanto credeva possibile ma è un tipo di personaggio che non fa impazzire particolarmente.

Erano quasi arrivati alla Cappella, quando il padre fece un gesto incomprensibile. Le lasciò il braccio e le premette la mano sui reni, salda e pesante. Quando parò, usò un tono basso e brusco. «Tua madre ti amava più di qualsiasi altra cosa. Non ho mai visto un cuore simile. Un amore del genere è potente. L’amore è una magnetite, una forza irresistibile che niente può fermare, nemmeno la morte. Anche tu possiedi questo amore. Perciò corri rosellina. Corri libera e veloce come il vento».

Book Review: Heart of Thorns by Bree Barton – RemarkablylisaIl perno centrale di questa storia sono le Gwyrach. Queste sono donne demone, con poteri misteriosi, oscuri che manipolano il sangue, il respiro e le ossa. E’ qualcosa di misterioso e magico che non si riesce a comprendere bene fin dal primo momento ma sarà più chiaro mano a mano che si andrà avanti nel corso della lettura ovviamente.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice, scorrevole e di veloce lettura. Infatti, scritto in terza persona, la storia si snoda in maniera del tutto semplice e la lettura non risulta in nessun modo pesante nonostante non sia qualcosa di così originale.

La storia all’inizio sembra essere qualcosa che sembra già sentito. La ragazza che viene costretta a a sposare un principe che non vuole e non è in grado di decidere per se stessa viste le politiche che tramano sotto tutta la storia. Inoltre a ciò che succede a Mia al matrimonio, cosa che non coglie affatto di sorpresa, anzi era bensì immaginabile. Infatti sono rimasta delusa dal vero e proprio modo in cui la storia prende piede, lenta all’inizio e incentrata sul matrimonio per poi ricadere in dei cliché poco interessanti. Mano a mano che prende piede l’azione si fa più interessante ma il dinamismo resta e la storia resta pur sempre scorrevole e di piacevole lettura.

L’idea particolare si basa sul fatto del concetto della donna. Qui viene presa la donna come demone e trasformata in una creatura che può modellare diverse cose, positivo o negativo che sia così come un oggetto che non può decidere di se stessa e che deve essere manipolata. Anche il solo fatto di portare i guanti per via della possibile magia che può uscirne fuori è un pretesto per dominare. La società è prettamente maschilista all’interno del volume e la stessa protagonista deve farsi strada per cercare di cambiare sia il pensiero radicato all’interno sia il sistema. La cosa difficile è che ad essere demoni sono proprio le donne stesse che rappresentano una minaccia per il mondo in cui Mia si ritrova a vivere.

La lettura è consigliata sicuramente ad un pubblico di giovani lettori, dai 13 anni in su, visto che comunque è leggero, veloce ed è un fantasy molto young adult nonostante ci siano premesse e idee che fanno riflettere anche i più grandi. Il finale lascia molto in sospeso e sono curiosa di sapere cosa succederà nel prossimo volume. Speriamo solo arrivi presto!

«Per i quattro dèi» mormorò lui. Mia si lambiccò il cervello. Quin sarebbe dovuto morire. Si guardò le mani, ancora fradice del suo sangue. «Mi hai guarito» disse lui in tono sommesso. No. Impossibile. Per tre anni Mia aveva studiato il corpo umano. Una ferita di una tale gravità e profondità non scompariva con un semplice contatto della mano. A meno che… A meno che.

Primo di una trilogia, questo volume è stato una lettura piacevole che consiglio a chi vuole provare una trilogia nuova, per giovani lettori e scorrevole nella lettura.

Bree Barton ci porta all’interno di un mondo fatto di creature con poteri che possono creare e distruggere. Una Cacciatrice e un principe in un mondo di demoni in cui nessuno è ciò che sembra e tutto potrebbe sorprendervi. Una lettura che vi consiglio nonostante tutto, un fantasy leggero.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni che stiamo lasciando per voi. Vi aspettiamo ovviamente. Ecco qui:

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Cosa ne pensate? Pensate che possa piacervi? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #517 – IL MARTELLO NELLA TESTA DI STEFANO FORTELLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo libro di poesie nel frattempo che si va avanti e si leggono nuovi volumetti che sto recuperando per voi. Devo anche recuperare su Instagram ma mi sto rimettendo in careggiata piano piano quindi presto novità per voi. Spero che questo volume, comunque possa piacervi. A voi:

il-martello-nella-testaTitoloIl martello nella testa: Dark poetry
AutoreStefano Fortelli
GenerePoesia
Casa editriceHelios Edizioni
Data di Pubblicazione15 gennaio 2021
FormatoCartaceo, Ebook
Pagine71
Link d’acquisto: https://amzn.to/3fIey5j
Trama: Arriva la stagione in cui si perde la leggerezza. Quando resta poco asfalto da poter divorare e ci si rassegna all’idea che le cose, fuori e dentro di noi, non possano cambiare. Ci osserviamo e osserviamo il mondo con le sue brutture, inermi, dal braccio della morte, mentre batte incessante nella testa un martello. E arriva il momento in cui rischi di impazzire, quello in cui l’unica salvezza è gettare su un foglio bianco le frequenze di quel battere.

RECENSIONE

Questa raccolta di poesie è qualcosa che ho sentito subito dentro, subito mia, perché anch’io ho avuto quel martello nella testa per fin troppo tempo. E’ una raccolta di poesie oscure, emozionanti, coraggiose. Delle poesie che si scrivono nei momenti duri e difficili, in cui si rischia di impazzire e in cui l’unica cosa che sembra salvarci è gettare su carta tutte le emozioni che sembra ci stiano divorando. Una raccolta di poesie strazianti, che ci permettono di entrare nella testa e nelle paure più intime dell’autore così come possiamo ritrovare una parte di noi, che almeno una volta, magari abbiamo passato o attraversato.

Cosa riuscirà a trasmetterci l’autore con queste poesie? Cosa vuole dirci davvero e quanto ha da dire?

Inganni del cuore
Quante storie andate,
dentro le poesie
Rianimiamo le nostre verità
con l’afflato di un respiro
Ci inchiodiamo alla croce
lasciando libera una mano
Le scriviamo in bilico
tra la vita e la morte
per chi non leggerà.

La trama della raccolta sembra muoversi in punta di piedi, così come la raccolta stessa seppur sia di tutt’altro colore, di tutt’altro avviso e potenza. La trama è spontanea, genuina e penso sinceramente che poteva essere davvero difficile fare di meglio su questo punto di vista.

La copertina, detta francamente, non mi fa impazzire. Non per l’accostamento del soggetto utilizzato al titolo ma proprio la composizione generale dell’impostazione tra immagine, colori e font utilizzato. Probabilmente mi sarei aspettata un immagine di un uomo tormentato, uno sfondo bianco o addirittura un disegno minimal di un uomo seduto con la testa fra le mani. Non so, probabilmente c’era molto su come impostare visivamente la raccolta nel modo migliore ma immagino ci sia anche la scelta dell’autore – probabilmente – dietro al risultato attuale, quindi avrà i suoi buoni motivi al riguardo. Trovo che, personalmente, poteva essere sfruttato diversamente ma nel complesso, il titolo compensa il resto.

Il titolo della raccolta non poteva essere più azzeccato di così. Le poesie sono un vero e proprio martello nella testa, così come viene posto nel titolo, quindi quale scelta poteva essere migliore? Nessuna probabilmente. Trovo sia un titolo giusto, equilibrato e pensato nei minimi dettagli per ciò che l’autore voleva esprimere per la sua raccolta. Questo titolo porta alla mente il rumore di un martello che batte, come un qualcosa che entra dentro l’animo e s’insinua nelle pieghe della mente distruggendo ogni cosa buona, trapassando e abbattendo ogni cosa.

Ultima notte
Ho lasciato una lettera
sul frigo spento e il mazzo
di chiavi sotto lo zerbino
Ho gettato l’immondizia
nel bidone in fondo al viale
in quest’aria cha sa ancora di notte
e senza voltarmi ho proseguito
Poco importa se la leggerai,
poco, se sarai lì al mio ritorno
Dopo tutto, poco importa ora
se un giorno mi vorrai capire

Il perno centrale di questa silloge parla di tutto quello che un dubbio, un pensiero negativo o dei tarli nella testa, proprio come un martello si ritrovano a colpire l’animo di una persona fino a penetrare nelle ossa, distruggendo ogni cosa possibile. E nel momento stesso in cui il martello sembra distruggere ogni cosa c’è la parte che cerca di sopravvivere cercando di mantenere il tutto in equilibrio nonostante non sia affatto semplice.

Lo stile utilizzato dall’autore è al tempo stesso leggero nel suo modo di scrivere e dello scorrere del testo, così come è potente ciò che cerca di comunicarci. Una scrittura originale, di piacevole lettura ma che allo stesso tempo si mantiene sul dark, dando quel tocco di oscuro, di emozione dura, cruenta, che colpisce il lettore riga dopo riga, pagina dopo pagina. Le due parti, separate dallo scritto degli Scheletri nell’armadio, colpisce e, nonostante la sua stranezza complessiva del testo, il tutto completa la parte successiva alla precedente. E le due parti collimano perfettamente assieme.

Rispetto alla raccolta precedente, L’Ultimo Giorno – Versi dell’Aldilà, di cui trovate la recensione online, ho trovato questa raccolta ancor più forte ed emozionante. Fra le due ho preferito questa, sia per la maturità che per la struttura della raccolta oltre al semplice fatto che in questi versi ci si può ritrovare molto più facilmente, visto che ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di avere come un martello nella testa. Con frasi brevi e concise e con poesie che arrivano dritte al cuore del lettore, le poesie diventano qualcosa che si vive oltre che si legge.

Due anni
Dicono, che a credere di essere
infermo, ci si ammali per davvero
Ma io non volevo ammalarmi:
questo stesso giorno di
due anni fa, volevo morire
Da allora non c’è stato giorno
in cui non lo abbia sperato
Sono ancora qui che aspetto
e solo mi consola il fatto
che di questi anni, non
mi resti alcun ricordo

Con questo libro, c’è un salto di qualità di un’autore che mi era piaciuto ma che non mi aveva colpito a pieno con la sua opera precedente. Ho trovato questa raccolta forte, diretta e ricca di coinvolgimento emotivo.

Stefano Fortelli s’insinua, s’insedia e colpisce il lettore, come il suo stesso martello che sembra averlo turbato tanto, con una raccolta originale, empatica. Un insieme Una lettura che mi sento di consigliarvi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Senza titolo-2

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere se lo leggerete e se pensate possa piacervi, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #515 – LA REPUBBLICA DEL DRAGO DI R.F. KUANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione che spero possa sia incuriosirvi che piacervi. E’ il secondo volume della trilogia che ha avuto inizio con La guerra dei papaveri e di cui ringrazio sia Miriam che ha organizzato l’evento che la Mondadori per la lettura in anteprima. Ero curiosa dopo la lettura del primo volume e sono felice di aver avuto questa opportunità. A voi:

NB. Se non avete letto il primo volume, nella recensione potrebbero esserci spoiler inevitabili per raccontare e recensire questo secondo volume.

9788804739265_0_221_0_75Titolo: La repubblica del drago
AutoreR. F. Kuang
FormatoFormato Kindle / cartaceo

Prezzo: 9,99 €
Copertina rigida: 22,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SwTs0U
Trama: Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall’oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri. Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell’Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l’unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell’ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l’Imperatrice e instaurare una repubblica. Né l’Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c’è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.

RECENSIONE

yin nezha on TumblrLa storia riprende dove l’abbiamo lasciata nel volume precedente. Abbiamo solo una piccola intro in cui si vedono Nezha e Mingha che vanno in esplorazione e si ritrovano in una brutta situazione, che capiremo soltanto più avanti. Rin è stata caricata a bordo della nave, dopo che Altan ha lasciato a lei il comando del gruppo dei Cike rimasti. E’ da lì che hanno intenzione di ripartire, cercando di dare la caccia alla donna più pericolosa dell’Impero, l’Imperatrice Daji che li ha sfruttati per poi decidere di disfarsene quando possibile. Guerriera e con il potere della fenice al suo interno, Rin si trova in un vortice in cui sostenere il suo potere e tutto il dolore che ha passato diventa quasi impossibile ed ogni cosa sembra andare sempre più a rotoli. E’ in quel momento che qualcuno giunge a loro con una proposta che mette i Cike rimasti e Rin stessa, in una condizione impossibile da cambiare e allettante da mettere in atto. Spodestare il potere ed avere finalmente la sua vendetta.

Ma sarà realmente così ciò che le viene imposto? Riuscirà nel suo intento e a porre fine all’Impero? Cosa succederà a Rin e al suo gruppo di cike?

Si spalancò l’abisso. Era l’unica occasione in cui succedeva, quando la mente di Rin correva lontano, troppo fuori controllo per tenersi al riparo dall’unica cosa cui non si concedeva di pensare. Sorvolava l’isola arcata, guardava la montagna fiammea eruttare, lingue di lava fusa riversarsi dalla cima, rivoli scorrere verso le città sottostanti. Vide persone sfigurate, bruciate, schiacciate e trasformate in fumo in un istante. E fu facilissimo, come soffiare su una candela, come schiacciare una falena con un dito. Lei l’aveva voluto ed era successo. L’aveva voluto come fa un dio.

La trama è intensa, particolare e originale. Racchiude tutto ciò che troveremo all’interno di questo volume. Dice buona parte di ciò che avviene all’inizio ma si mantiene sul vago, quindi per capire cosa succede si dovrà sfogliare il volume e leggerlo, immergendoci di nuovo nel mondo di Rin ovviamente.

La copertina segue la linea del volume precedente quindi posso dire di essere soddisfatta della scelta della Mondadori di continuare nella linea e di colorare il bordo delle pagine con il blu, come è stato con l’arancione del primo volume. Sul piano visivo sono davvero entusiasta che vengano sfornate queste meraviglie e questa edizione è davvero favolosa, all’interno e all’esterno. Il titolo è stato tradotto dall’originale, non ci sono state variazioni al riguardo e sono felice che nonostante tutto sia rimasto invariato ma solo ed esclusivamente tradotto.

L’ambientazione e l’epoca della storia sono le medesime del volume precedente. Confermo che il world building del volume è intrigante e originale su tutta la linea quindi non basterebbe raccontarvelo e descrivervelo brevemente per raccontarlo e per mostrarvelo. Basato sul lato nipponico all’epoca della guerra dell’Oppio, la storia si fa intensa e potente, descrivendo il tutto con solerzia e grazia, in ogni minimo dettaglio.

I ricordi potevano anche essere ingannevolmente placidi. Talvolta Rin vedeva dei bambini dalla pelle scura correre su e giù per una spiaggia bianca e incontaminata. Vedeva alte fiamme ardere sulla costa, non pire funebri, non fiamme devastanti, ma fuochi di bivacco. Falò. Focolari, caldi e accoglienti. E alle volte, vedeva gli speerliani, in numero sufficiente da popolare un villaggio fiorente. Si stupiva sempre di quanti fossero, un’intera razza di persone che talvolta temeva di essersi soltanto immaginata. Se la Fenice indugiava, Rin riusciva persino a cogliere stralci di conversazioni in una lingua che quasi capiva, scorci di volti che quasi riconosceva. Non erano le spietate fiere delle leggende nikariane, né i guerrieri scriteriati voluti dall’Imperatore Rosso e costretti a rimanere tali da ogni regime successivo. Amavano, ridevano e gridavano intorno al fuoco. Erano persone.

David Ardinaryas Lojaya - The Poppy War coverI personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente, con qualche aggiunta e ovviamente, qualcuno in meno visto le perdite che sono avvenute ne La guerra dei papaveri. Non troveremo i professori della Sinegard o Altan ma ritroveremo dei personaggi che erano stati tralasciati all’interno del volume precedente come ad esempio Kitay. Avremo altri personaggi che si aggiungeranno alla lista ma non voglio spoilerarvi cose che dovrete e potrete scoprire solo leggendo.

Rin, rispetto al primo volume, la troviamo sicuramente in un punto in cui si trova a dover scegliere se continuare a nascondere il dolore sopprimendolo con gli oppiacei o combatterlo. Ha i sensi di colpa per Altan, così come ha gli attacchi di panico e la paura di non poter fare nulla per aiutare i Cike ed avere finalmente la sua vendetta. E’ un personaggio ruvido, spigoloso e chiuso ma allo stesso tempo un personaggio che potrebbe somigliare a molte persone che si sentono esattamente allo stesso modo seppur non abbiano dei poteri forti come i suoi. Un personaggio che, seppur verso la fine del primo volume sembrava essersi fatta trascinare dagli eventi, riprende qui in mano la situazione cercando di capovolgere se stessa e gli altri.

«Perché?» disse alla fine. «Cercavo di vedere com’è stato» rispose lui.  «Per chi?» «Per loro, per capire cos’hanno provato. Nel momento in cui tutto è successo. Nei loro ultimi istanti. Volevo sapere come si sono sentiti quando è giunta la fine.» «Non si prova nulla» disse lei. Un’altra atroce fitta di dolore le risalì per il braccio, e Rin batté il pugno contro il pavimento per cercare di lenire il dolore stringendo i denti finché non fu passato.  «Una volta Altan me ne ha parlato» disse. «Dopo un po’ non sei più capace di respirare. E poi ansimi tanto forte che il dolore se ne va. Non muori bruciato, muori per mancanza d’aria. Soffochi, Kitay. Ecco com’è la fine.»

Midnight Designs: The Burning God Phone Wallpapers – Read at MidnightIl perno centrale di questo volume si basa su quanto sembra comunicarci il titolo, che ci dice molto su quanto accadrà in questo volume. Altan ha lasciato tutto in mano a Rin e lei si trova a comando dei Cike, cercando di trovare la sua vendetta verso l’imperatrice. E’ lì che c’è chi vuole spodestare questo e vuole creare una Repubblica, la Repubblica del Drago. In questo il tutto è molto chiaro, molto più di quanto fosse il primo volume, seppur le vicende si estendano in un raggio piuttosto ampio.

Lo stile utilizzato in questo volume è lo stesso del volume precedente ma con una scrittura più consapevole e a tratti più leggera rispetto alla precedente, seppur sempre coinvolgente. Ho trovato il volume molto più fluido di quanto lo sia stato il volume precedente oltre che più dinamico a livello di azioni seppur a volte i tanti nomi tra persone e città – anche se li conosciamo già visto il volume precedente – tendono a confondere in maniera del tutto leggera.

Il cambiamento di Rin. Ho trovato il lato del personaggio principale e la sua evoluzione a livello di maturità, un cambiamento ineccepibile e ben sviluppato. Nonostante in questo secondo volume fuoriescano tutte le sue difficoltà e le sue fragilità fisiche ed emotive, ho trovato questo cambiamento misurato e giusto. E’ un personaggio che ammette di avere delle difficoltà, che conosce i propri limiti ed ha le sue paure. Nonostante voglia affrontare determinate cose anche da sola, dentro di sé è consapevole che non può farcela e le serve l’aiuto maggiore possibile. E’ stata una riscoperta e un cambiamento incredibile di Rin, rispetto al primo volume.

Le tematiche importanti che riguardano la protagonista principale: tra abuso di oppio e l’ansia. Ciò che rendono il personaggio fragile e umano come ognuno di noi sono le difficoltà di sostenere il dolore, la fragilità e le proprie paure. Rin infatti preferisce sommergersi completamente e farsi costantemente di oppiacei pur di non sentire quel dolore che sembra attanagliarla costantemente. La paura è tanta, il dolore è forte e la testa sembra non fermarsi mai da quelle visioni difficili. Gli attacchi d’ansia e di panico sono delle cose che mi hanno permesso di avvicinarmi maggiormente al personaggio principale, che dal primo volume avevo sentito più distante, avendo sofferto anche io di ansia e di attacchi di panico, e di aver avuto le sue stesse fragilità emotive. E’ un personaggio complesso, che si snoda all’interno della storia in maniera molto buona nonostante nel primo volume, specialmente nella seconda parte non era riuscita a coinvolgermi molto.

La guerra per arrivare alla Repubblica. Nonostante sia tutto difficile e la guerra, la rivoluzione e tutto ciò che ne deriva per cambiare le cose a livello storico e sociale, sembra esserci qualcosa sotto sin dal principio. Qualcosa che scopriremo mano a mano che si procederà nel corso della lettura rivelandosi ancor più intrigato politicamente rispetto a come si presentava. Il potere e la politica all’interno del volume, seppur in maniera abbastanza secondaria sono la cosa su cui la storia si basa e l’autrice riesce a cogliere il segno anche qui, portando l’attenzione sulla Repubblica e la speranza che l’Impero possa definitivamente crollare.

Il world-building della storia si mantiene efficiente e coerente con la storia narrata e trovo che sia una delle cose più belle, sull’oriente. E’ studiata, precisa e calibrata agli anni in cui viene sviluppata e trovo tutto molto studiato e calibrato dall’autrice. Trovo questo secondo volume qualcosa di ancor più dinamico rispetto al precedente, cosa che difficilmente accade con il volume centrale di ogni trilogia che si rispetti. In generale si va sul calante e si riprende sul terzo, invece ho trovato la linearità giusta ed equilibrata.

«Non sai quanto male faccia. È nella mia testa… la dea è sempre qui dentro, e fa male…» «Non è la dea.» Vaisra si alzò in piedi e attraversò la stanza per andare da lei. «È la rabbia. E la paura. Ti sei trovata in battaglia per la prima volta, e i tuoi nervi non hanno retto. Sei sempre terrorizzata. Credi tutti ti stiano cercando per ucciderti, e vuoi che sia così, perché questo ti dà una scusa per far loro del male. Non è solo un problema degli speerliani, riguarda i soldati in generale. E non puoi curarlo con l’oppio. Non c’è via di scampo.» «Allora cosa…» Lui le appoggiò la mano sulla spalla. «Affronta questa cosa. Accetta che sia la tua condizione. Combattila.»

Il libro in questione è un secondo volume interessante che prosegue la storia in maniera dinamica e interessante, mai banale. Ho trovato la storia degna di nota e se vi piace il genere, vi consiglio assolutamente la lettura perché questa serie merita particolarmente la lettura. 

R. F. Kuang ci trasporta ancora nel mondo di Rin, in cui la vita è difficile ma restare in piedi e con i propri valori lo è ancora di più. Un mondo in bilico, una possibile caduta dell’Impero e un’enorme minaccia che potrebbe cambiare ogni cosa. Una storia che non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni oggi e domani, noi vi aspettiamo ovviamente! Ecco dove potrete trovarle:

Copia di REVIEW PARTY (1)


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A presto,

Sara ©