REVIEW TOUR: Recensione #522 – LIGHT OF HOME – UN FARO NELLA TEMPESTA DI TARA SIVEC.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Buona domenica innanzitutto. Sono qui per portarvi una nuova recensione di cui ringrazio la casa editrice Always Publishing per avermi coinvolto, così come l’organizzatrice. Un libro impegnativo ma molto bello. Ecco che ve ne parlo subito:

cover-light-of-home-bassaTitolo: Light of Home – un faro nella tempesta
Autore: Tara Sivec

Data di uscita: 1 luglio 2021
Pagine: 300

Link d’acquisto: https://amzn.to/3wt64nP
Trama: Jefferson Fisher III non si aspetta di incontrare l’amore della sua vita al liceo, proprio nel giorno in cui ha deciso di arruolarsi in marina. Eppure, con l’arrivo di Lucy Butler sull’isola della sua famiglia, il mondo di Fisher si capovolge. Lei è diversa da tutte le altre e, anche se il bisogno di servire il Paese è irrinunciabile per Fisher, il giovane amore tra lui e Lucy non si lascia scoraggiare. Missione dopo missione, lei e Fisher si tengono in contatto, si frequentano, si amano, fino a diventare marito e moglie e costruirsi una vita insieme proprio lì, sull’isola al largo della costa orientale degli Stati Uniti che ha visto sbocciare il loro amore. Per quattordici anni, Lucy rappresenterà la luce della speranza, il faro in grado di condurre di nuovo a casa Fisher dai posti più orribili, di curarlo da tutte le sue ferite, fisiche e psicologiche. Ma dopo cinque missioni all’estero, Fisher è un uomo diverso: comincia a non essere più in grado di superare i traumi inflitti dalla guerra e finirà per rendersi conto di essersi trasformato in una minaccia per coloro che lo circondano. Così, per curarsi da un grave disturbo post traumatico e per permettere a Lucy di essere di nuovo felice, l’ex militare è costretto a un cambiamento radicale: abbandonare la sua vita precedente. Fisher divorzia da Lucy e si trasferisce sulla terraferma, in un centro per veterani. Dopo un anno di intensa terapia, il faro che per tutta la vita lo ha guidato torna a ricondurre Fisher a casa, sull’isola, per un’ultima volta. Stavolta, lui è pronto a convincere Lucy che è guarito e che il suo cuore non ha mai smesso di battere per il suo primo e unico amore. Ma se Fisher e Lucy desiderano davvero che la loro storia si concluda con un lieto fine, dovranno ripercorrere tutti i dolori del loro passato per poter costruire il futuro insieme.

RECENSIONE

brown and black lighthouse on rocky hill near body of water under blue and white cloudyLa storia ha inizio alla fine di un amore. Lucy è stata per tanto tempo accanto a Fisher nei momenti di difficoltà derivanti dal suo lavoro nei Marines. Fisher soffre del disturbo post traumatico da stress, ha avuto dei periodi difficili nella sua vita e fin dall’inizio tutto sembra remare contro Lucy, vittima e lui carnefice. Si scoprirà successivamente che c’è molto più di questo dietro gli accadimenti che si interpongono fra i due e che l’amore che Lucy ha messo via in un cassetto così come il dolore di Fisher per aver perso un amore grande per lui per via dei suoi modi di fare e di tutto ciò che ha passato.

Riusciranno i due a ritrovarsi? L’amore fra i due è veramente finito o c’è qualcosa che si potrà riparare e i due sono disposti ad amarsi e a ritrovarsi ancora?

Ci sono giorni in cui penso a quella porta come una barriera tra me e gli angoli bui del mio subconscio, un luogo in cui ammassare gli scheletri del mio passato così che non debba più guardarli o pensarci. Altri giorni, invece, quella porta si spalanca e sono costretto a rivivere tutti gli errori che ho commesso. Posso entrare nella stanza, con il sudore che mi cola sulla schiena, e passare le mani su ogni oggetto che mi ha reso l’uomo che sono diventato. Posso rovistare nella scatola di scarpe in fondo al letto e sfiorare con la punta delle dita ogni lettera che lei mi ha mandato, posso raccogliere la Purple Heart dal comò e sentire il peso freddo della medaglia di bronzo e il fiocco di seta viola nel palmo della mano, e posso alzare lo zaino dal pavimento nell’angolo della stanza e sentire l’odore del calore del deserto e il sentore metallico del sangue secco che macchia il tessuto mimetico.

La trama la trovo decisamente lunga seppur sia ben scritta. Trovo che poteva essere utilizzata una versione ridotta che incuriosisse maggiormente il lettore, più di quanto faccia questa in realtà, che si snoda a lungo e rischia di svelare fin troppo della storia che effettivamente andremo a leggere.

Fisher's Light (English Edition) eBook: Sivec, Tara: Amazon.it: Kindle StoreLa copertina è davvero carinissima, dolce e dai colori tenui. Il faro dell’isola primeggia su tutto, dove si incentra la storia ed è il punto più importante per la storia. Rispetto alla copertina estera cambia ma a livello di colori si mantiene lo stesso così come il soggetto all’interno del volume. Trovo che la versione italiana, in questo caso sia più carina in cui si può intravedere anche una donna che scruta l’orizzonte. Il titolo del volume non mi fa particolarmente impazzire, specialmente il sottotitolo in italiano. O lo scrivi in italiano o lo scrivi in inglese. Anche se avrei lasciato Fisher’s Light, rendeva molto più di quanto avrebbe reso così, lo assicuro.

man in brown and green camouflage jacket standing near tree during daytimeL’ambientazione è Fisher’s Island, venticinque chilometri al largo della costa del South Carolina, nel bel mezzo dell’oceano Atlantico e l’epoca oscilla fra diversi anni, da quando Fisher e Lucy si sono conosciuti al presente in cui si ritrovano dopo un anno che non so vedevano e il divorzio alle spalle.

Sono un mostro. Se ci fosse una parola più forte per descrivere la persona che sono diventato, la userei, ma questa dovrà andare bene finché non mi viene in mente qualcosa di meglio. Non avrei dovuto accendere la luce. Sarei dovuto rimanere al buio e cercare di convincermi che quello che è successo stasera non è reale. Ma, mentre sono qui sdraiato con il tenue bagliore dell’abat-jour, non riesco a distogliere lo sguardo dalle prove del mio comportamento disgustoso.

I personaggi di questa storia non sono tantissimi e ci si concentra soprattutto su i due personaggi principali della storia che sono Fisher e Lucy. Avremo modo di conoscere anche Trip, il nonno di Fisher, così come Ellie e Bobby, gli amici dei due personaggi.

Fisher è un uomo che ha sempre amato il suo lavoro nonostante lo abbia portato sempre più nel baratro. E’ un uomo deciso, temerario, forte e coraggioso. Ma allo stesso tempo la fragilità e i problemi derivanti dal lavoro lo hanno portato sempre più lontano dalla famiglia e dalle persone che ama. E oltre a rendersene conto, la cosa brutta è che non è riuscito a fermare il vortice in cui era finito fino a che non è riuscito ad uscirne. Ora sembra intenzionato a tornare su i suoi passi e riprovare a conquistare l’ex moglie Lucy, che ha fatto soffrire per via dei suoi comportamenti. Riuscirà a conquistarla una seconda volta? Il personaggio forte, resiliente e che ho apprezzato molto.

Lucy è una donna che è sempre stata fragile, si è sempre sentita inutile e poco bella, semplicemente carina. Si è sentita inutile specialmente con suo marito che l’ha sempre trattata con poco tatto. E’ una donna che sa quello che vuole e che continua ad amare Fisher anche dopo tutto quello che c’è stato, anche quando sta cercando di andare avanti, anche quando tutto ciò che è stato è stato forte e doloroso da digerire. Un personaggio incredibile, dolce e riflessivo.

Da ingenua qual ero pensavo che sarebbe bastato. Non mi ero aspettata di veder scomparire ogni volta un altro pezzo di Fisher, ma dopo l’ultima missione all’estero non rimaneva ormai più niente dell’uomo che amavo da quando avevo sedici anni. Il ragazzo che, sicuro di sé, mi aveva dato il primo bacio ai piedi del Faro Fisher, e che alcuni anni più tardi mi aveva chiesto di sposarlo in quello stesso punto elencando tutti i motivi per cui mi amava, non esisteva più. Al suo posto c’era un uomo pieno di rabbia e depresso, che non riusciva a liberarsi dai suoi incubi e incolpava me del fatto di essere bloccato qui, dove sembrava che la sua oscurità si espandesse invece di affievolirsi.

woman sitting on dock under cumulus cloudsIl perno centrale della storia si sviluppa principalmente su i due personaggi e sulla loro storia d’amore oltre alle difficoltà che ha avuto Fisher nel corso del suo lavoro da militare. Quella vita, per chi va in missione non è semplice e tutti i disturbi e i problemi che ne derivano hanno intaccato l’amore che i due provano l’uno per l’altra.

Lo stile utilizzato in questa storia è molto semplice e scorrevole, molto fluido e leggibile nel giro di qualche ora al massimo. La storia è scritta in prima persona e si divide tra Fisher e Lucy, il loro presente e il passato così come i vecchi diari di Fisher e quant’altro che ci porteranno a scoprire ogni piccolo passo nella vita di entrambi i personaggi e dell’evoluzione della loro storia d’amore nel tempo.

Il fatto che ci sia l’introduzione dell’autrice sui problemi a cui i Marines in rientro a casa si trovano a combattere è la migliore introduzione al volume. E inoltre nella storia rende molto bene l’idea, sia all’interno del paese sia per quanto riguarda Fisher stesso che Lucy. L’autrice riesce a rendere meravigliosamente i sentimenti e le emozioni provate da ognuno dei personaggi prendendo il tutto e sfruttandolo su ogni fronte, al meglio. Non c’è parte che non riesca a rendere i propri sentimenti e che non riesca ad esprimerli al meglio.

Ho apprezzato il fatto che il sesso e l’erotismo non sia stata la cosa predominante della cosa altrimenti avrei fatto fatica nel proseguire perché non sarebbe neanche sembrato troppo veritiero. Per fortuna non ci sono molte scene e solo alcune sembrano marcate ma non rendono il tutto forzato, anzi si armonizzano molto con il testo che le circonda. L’ho trovata una storia dolce tutto sommato.

L’unica pecca che non mi fa dare un voto massimo a questa lettura è il fatto che a tratti risulti scontata e facile a livello di contenuto e di cosa possa succedere ai due protagonisti. Seppur la storia sia ben scritta e le emozioni arrivano dritte al punto e colpiscono molto bene l’animo del lettore, si capisce fin dal primo momento dove andrà a parare la storia riguardo ai due protagonisti.

Non posso essere felice perché ha perso una parte significativa di sé. Voglio solo che mi parli, che mi permetta di scacciare alcuni dei suoi demoni, ma non so più come fare. Non so perché non mi permette di avvicinarmi. Ogni volta che va nella camera degli ospiti e sbatte la porta, mi sento come se stesse sbattendo la porta del suo cuore e io non avessi più la chiave per aprirla.

La storia è davvero molto bella, intensa ed emozionante. Un libro che consiglio agli amanti del romantico e di storie che sanno colpire il cuore del lettore pagina dopo pagina, dalla prima all’ultima.

Tara Sivec ci porta su una piccola isola del South Carolina e ci coinvolge in un amore tormentato e difficile ma che può rinascere anche dall’asfalto. Una lettura che vi consiglio di intraprendere, lo apprezzerete.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate di questo volume? Fatemi sapere se vi piacerebbe leggerlo ovviamente. Io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #521 – CUORE DI SPINE DI BREE BARTON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci oggi con una nuova uscita librosa per voi che spero possa incuriosirvi. Edito Harper Collins che ringrazio per la possibilità di lettura in anteprima e Cin per aver organizzato l’evento ed avermi incluso. Sono felice finalmente di aver letto questo volume che è da tanto che ho in libreria in versione originale, autografato, e non ero ancora riuscita a leggerlo. Quindi il grazie è doppio. Ecco qui:

51xsta2bo2sTitolo: Cuore di spine
Autore: Bree Barton

Pagine: 348
Data di uscita: 27 maggio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/2UJlWp5
Trama: In un antico regno fluviale, dove un tocco può uccidere e i corpi sono veri e propri strumenti di guerra, Mia Rose è la giovane figlia del capo dei Cacciatori delle Gwyrach, donne capaci di manipolare carne, ossa, respiro e sangue. Le stesse che hanno ucciso sua madre senza un graffio.
È tutta la vita che si allena per seguire le orme del padre, ma ora Mia si ritrova promessa sposa al principe Quin: sembra finito il tempo dell’attrezzatura da cacciatrice, nel suo futuro si prospettano eleganti abiti di seta che non le corrispondono. Decisa a ogni costo a seguire la propria strada, la ragazza progetta la fuga, ma non immagina che a tradirla sarà il suo corpo. E se anche lei possedesse la magia che ha giurato di distruggere?
Mentre si svelano i segreti del passato, Mia dovrà imparare a fidarsi del suo cuore, anche se potrebbe costarle la vita.

Una protagonista forte e coraggiosa, un regno oscuro in cui solo le donne possono avere la magia e ogni donna è sospettata di possederla.

RECENSIONE

Quiet YA Reads — noverantale: Mia and Quinn from Heart of Thorns...La storia ha inizio con il progetto di una fuga. Mia, figlia del capo dei Cacciatori delle potenti Gwyrach, sta per sposare Quin, figlio di una grande casata per unire non solo due famiglie ma per assumere ulteriore potere. Mia ha imparato a cacciare e si allena da una vita per poter vendicare sua madre, morta per mano di una Gwyrach – donne capaci di manipolare carne, sangue, ossa, respiro – ma suo padre ha in serbo per lei molto di più, vuole che lei si sistemi. Perché una donna non può scegliere, una donna non può fare le sue scelte col cuore, proprio come si sono amati i suoi due genitori. E allora è lì che progetta la sua fuga, per fare in modo che lei e sua sorella possano fuggire assieme per sconfiggere e cacciare quei potenti demoni. Non può però sottrarsi al matrimonio quando si rende conto che sua sorella non reggerebbe mai una fuga. E’ proprio il giorno del matrimonio che le sorti della vita dei due giovani sposi cambieranno per sempre.

Cosa succederà a Quin? E Mia cosa farà per cercare di salvaguardare la situazione? Cosa succederà ora che qualcuno sembra averli messi in pericolo ed entrambi sembrano essersi ritrovati soli?

Mia aveva provato con tutte le forze a dissuadere il padre. Le ragazze del Regno del Fiume non avevano quasi mai voce in capitolo sugli uomini da sposare, eppure Mia era stata tanto ingenua da credere che per lei sarebbe stato diverso. Sotto la tutela paterna, negli ultimi tre anni era stata addestrata come Cacciatrice ed era sicura che il padre non l’avrebbe ceduta al più alto offerente. Invece, per quanto avesse supplicato, lui era stato irremovibile.

La trama è ben scritta e lineare a ciò che viene presentato all’interno del volume. E’ curiosa e riesce ad attirare il lettore nella speranza che scelga questo volume come prossima lettura.

La copertina è davvero molto bella e in linea con l’originale che si presenta con lo stesso stile per quanto riguarda il titolo, sia per quanto riguarda l’immagine presentata. Ci sono le spine e c’è una freccia che sarà significativa in questo frangente. Non è una copertina che da degli indizi enormi ma cattura e fa veramente bene alla vista. L’unica cosa che non mi fa impazzire è la scelta della casa editrice di portarlo solo in ebook. Intanto spero di leggere anche i seguiti e di vederli pubblicati anche in Italia. Il titolo è stato semplicemente tradotto, niente di così trascendentale e sono felice del connubio che è venuto a crearsi anche nell’edizione italiana. E’ un insieme ottimo direi.

L’ambientazione è il Regno del Fiume, la terra di Kaer Killian e una serie di territori partoriti dalla mente dell’autrice che riesce a trasportarci in un regno lontano, ricco di pericoli e insidie; l’epoca non è definita, ma sembra quasi di trovarci in una specie di epoca medioevale visti gli abiti e la scelta su cui sono ricaduti determinati dettagli dell’autrice.

«Chiedo scusa, Vostra Grazia» disse Mia. «Non era mia intenzione…» Karri la interruppe con un gesto della mano. «Hai tutti i diritti di esprimere la tua opinione. Il giorno in cui ci proibiranno di farlo, allora saremo davvero perdute. Dato, però, che presto diventeremo sorelle, posso darti un consiglio?» Mia annuì. «Attenta a mio padre, Mia. Potete anche avere un nemico in comune, ma lui non è tuo amico».

I personaggi di questa storia non sono tantissimi o almeno è così che ci si presenta all’inizio. Avremo a che fare con Mia, sua sorella e suo padre e Quin che vedremo comunque in maniera molto limitata. Ci si concentra molto di più sul personaggio principale di questa storia, ovvero la protagonista indiscussa.

Mia è una ragazza che vuole cacciare. E non vuole cacciare dei semplici animali, studia da tutta la vita le mappe, l’anatomia dei corpi e si allena con i Cacciatori per poter uccidere e finalmente dare la vendetta che si merita sua madre. Perchè le Gwyrach hanno distrutto quanto di più bello avevano lei e sua sorella e suo padre. Solo che non è questo il suo destino, quello che deve fare è sposare un uomo che non ama e che non condivide le sue stesse idee. E’ una ragazza sveglia, intelligente e forte oltre che incredibilmente coraggiosa. Le manca sua madre ed è una ragazza sveglia.

Quin è un tipo che fin dal primo momento si dimostra strano ed enigmatico. Non si sa esattamente se è possibile fidarsi di lui e sarà così anche andando avanti nel corso della lettura. Un personaggio che si ritroverà invischiato con Mia molto più di quanto credeva possibile ma è un tipo di personaggio che non fa impazzire particolarmente.

Erano quasi arrivati alla Cappella, quando il padre fece un gesto incomprensibile. Le lasciò il braccio e le premette la mano sui reni, salda e pesante. Quando parò, usò un tono basso e brusco. «Tua madre ti amava più di qualsiasi altra cosa. Non ho mai visto un cuore simile. Un amore del genere è potente. L’amore è una magnetite, una forza irresistibile che niente può fermare, nemmeno la morte. Anche tu possiedi questo amore. Perciò corri rosellina. Corri libera e veloce come il vento».

Book Review: Heart of Thorns by Bree Barton – RemarkablylisaIl perno centrale di questa storia sono le Gwyrach. Queste sono donne demone, con poteri misteriosi, oscuri che manipolano il sangue, il respiro e le ossa. E’ qualcosa di misterioso e magico che non si riesce a comprendere bene fin dal primo momento ma sarà più chiaro mano a mano che si andrà avanti nel corso della lettura ovviamente.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice, scorrevole e di veloce lettura. Infatti, scritto in terza persona, la storia si snoda in maniera del tutto semplice e la lettura non risulta in nessun modo pesante nonostante non sia qualcosa di così originale.

La storia all’inizio sembra essere qualcosa che sembra già sentito. La ragazza che viene costretta a a sposare un principe che non vuole e non è in grado di decidere per se stessa viste le politiche che tramano sotto tutta la storia. Inoltre a ciò che succede a Mia al matrimonio, cosa che non coglie affatto di sorpresa, anzi era bensì immaginabile. Infatti sono rimasta delusa dal vero e proprio modo in cui la storia prende piede, lenta all’inizio e incentrata sul matrimonio per poi ricadere in dei cliché poco interessanti. Mano a mano che prende piede l’azione si fa più interessante ma il dinamismo resta e la storia resta pur sempre scorrevole e di piacevole lettura.

L’idea particolare si basa sul fatto del concetto della donna. Qui viene presa la donna come demone e trasformata in una creatura che può modellare diverse cose, positivo o negativo che sia così come un oggetto che non può decidere di se stessa e che deve essere manipolata. Anche il solo fatto di portare i guanti per via della possibile magia che può uscirne fuori è un pretesto per dominare. La società è prettamente maschilista all’interno del volume e la stessa protagonista deve farsi strada per cercare di cambiare sia il pensiero radicato all’interno sia il sistema. La cosa difficile è che ad essere demoni sono proprio le donne stesse che rappresentano una minaccia per il mondo in cui Mia si ritrova a vivere.

La lettura è consigliata sicuramente ad un pubblico di giovani lettori, dai 13 anni in su, visto che comunque è leggero, veloce ed è un fantasy molto young adult nonostante ci siano premesse e idee che fanno riflettere anche i più grandi. Il finale lascia molto in sospeso e sono curiosa di sapere cosa succederà nel prossimo volume. Speriamo solo arrivi presto!

«Per i quattro dèi» mormorò lui. Mia si lambiccò il cervello. Quin sarebbe dovuto morire. Si guardò le mani, ancora fradice del suo sangue. «Mi hai guarito» disse lui in tono sommesso. No. Impossibile. Per tre anni Mia aveva studiato il corpo umano. Una ferita di una tale gravità e profondità non scompariva con un semplice contatto della mano. A meno che… A meno che.

Primo di una trilogia, questo volume è stato una lettura piacevole che consiglio a chi vuole provare una trilogia nuova, per giovani lettori e scorrevole nella lettura.

Bree Barton ci porta all’interno di un mondo fatto di creature con poteri che possono creare e distruggere. Una Cacciatrice e un principe in un mondo di demoni in cui nessuno è ciò che sembra e tutto potrebbe sorprendervi. Una lettura che vi consiglio nonostante tutto, un fantasy leggero.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni che stiamo lasciando per voi. Vi aspettiamo ovviamente. Ecco qui:

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Cosa ne pensate? Pensate che possa piacervi? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #517 – IL MARTELLO NELLA TESTA DI STEFANO FORTELLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo libro di poesie nel frattempo che si va avanti e si leggono nuovi volumetti che sto recuperando per voi. Devo anche recuperare su Instagram ma mi sto rimettendo in careggiata piano piano quindi presto novità per voi. Spero che questo volume, comunque possa piacervi. A voi:

il-martello-nella-testaTitoloIl martello nella testa: Dark poetry
AutoreStefano Fortelli
GenerePoesia
Casa editriceHelios Edizioni
Data di Pubblicazione15 gennaio 2021
FormatoCartaceo, Ebook
Pagine71
Link d’acquisto: https://amzn.to/3fIey5j
Trama: Arriva la stagione in cui si perde la leggerezza. Quando resta poco asfalto da poter divorare e ci si rassegna all’idea che le cose, fuori e dentro di noi, non possano cambiare. Ci osserviamo e osserviamo il mondo con le sue brutture, inermi, dal braccio della morte, mentre batte incessante nella testa un martello. E arriva il momento in cui rischi di impazzire, quello in cui l’unica salvezza è gettare su un foglio bianco le frequenze di quel battere.

RECENSIONE

Questa raccolta di poesie è qualcosa che ho sentito subito dentro, subito mia, perché anch’io ho avuto quel martello nella testa per fin troppo tempo. E’ una raccolta di poesie oscure, emozionanti, coraggiose. Delle poesie che si scrivono nei momenti duri e difficili, in cui si rischia di impazzire e in cui l’unica cosa che sembra salvarci è gettare su carta tutte le emozioni che sembra ci stiano divorando. Una raccolta di poesie strazianti, che ci permettono di entrare nella testa e nelle paure più intime dell’autore così come possiamo ritrovare una parte di noi, che almeno una volta, magari abbiamo passato o attraversato.

Cosa riuscirà a trasmetterci l’autore con queste poesie? Cosa vuole dirci davvero e quanto ha da dire?

Inganni del cuore
Quante storie andate,
dentro le poesie
Rianimiamo le nostre verità
con l’afflato di un respiro
Ci inchiodiamo alla croce
lasciando libera una mano
Le scriviamo in bilico
tra la vita e la morte
per chi non leggerà.

La trama della raccolta sembra muoversi in punta di piedi, così come la raccolta stessa seppur sia di tutt’altro colore, di tutt’altro avviso e potenza. La trama è spontanea, genuina e penso sinceramente che poteva essere davvero difficile fare di meglio su questo punto di vista.

La copertina, detta francamente, non mi fa impazzire. Non per l’accostamento del soggetto utilizzato al titolo ma proprio la composizione generale dell’impostazione tra immagine, colori e font utilizzato. Probabilmente mi sarei aspettata un immagine di un uomo tormentato, uno sfondo bianco o addirittura un disegno minimal di un uomo seduto con la testa fra le mani. Non so, probabilmente c’era molto su come impostare visivamente la raccolta nel modo migliore ma immagino ci sia anche la scelta dell’autore – probabilmente – dietro al risultato attuale, quindi avrà i suoi buoni motivi al riguardo. Trovo che, personalmente, poteva essere sfruttato diversamente ma nel complesso, il titolo compensa il resto.

Il titolo della raccolta non poteva essere più azzeccato di così. Le poesie sono un vero e proprio martello nella testa, così come viene posto nel titolo, quindi quale scelta poteva essere migliore? Nessuna probabilmente. Trovo sia un titolo giusto, equilibrato e pensato nei minimi dettagli per ciò che l’autore voleva esprimere per la sua raccolta. Questo titolo porta alla mente il rumore di un martello che batte, come un qualcosa che entra dentro l’animo e s’insinua nelle pieghe della mente distruggendo ogni cosa buona, trapassando e abbattendo ogni cosa.

Ultima notte
Ho lasciato una lettera
sul frigo spento e il mazzo
di chiavi sotto lo zerbino
Ho gettato l’immondizia
nel bidone in fondo al viale
in quest’aria cha sa ancora di notte
e senza voltarmi ho proseguito
Poco importa se la leggerai,
poco, se sarai lì al mio ritorno
Dopo tutto, poco importa ora
se un giorno mi vorrai capire

Il perno centrale di questa silloge parla di tutto quello che un dubbio, un pensiero negativo o dei tarli nella testa, proprio come un martello si ritrovano a colpire l’animo di una persona fino a penetrare nelle ossa, distruggendo ogni cosa possibile. E nel momento stesso in cui il martello sembra distruggere ogni cosa c’è la parte che cerca di sopravvivere cercando di mantenere il tutto in equilibrio nonostante non sia affatto semplice.

Lo stile utilizzato dall’autore è al tempo stesso leggero nel suo modo di scrivere e dello scorrere del testo, così come è potente ciò che cerca di comunicarci. Una scrittura originale, di piacevole lettura ma che allo stesso tempo si mantiene sul dark, dando quel tocco di oscuro, di emozione dura, cruenta, che colpisce il lettore riga dopo riga, pagina dopo pagina. Le due parti, separate dallo scritto degli Scheletri nell’armadio, colpisce e, nonostante la sua stranezza complessiva del testo, il tutto completa la parte successiva alla precedente. E le due parti collimano perfettamente assieme.

Rispetto alla raccolta precedente, L’Ultimo Giorno – Versi dell’Aldilà, di cui trovate la recensione online, ho trovato questa raccolta ancor più forte ed emozionante. Fra le due ho preferito questa, sia per la maturità che per la struttura della raccolta oltre al semplice fatto che in questi versi ci si può ritrovare molto più facilmente, visto che ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di avere come un martello nella testa. Con frasi brevi e concise e con poesie che arrivano dritte al cuore del lettore, le poesie diventano qualcosa che si vive oltre che si legge.

Due anni
Dicono, che a credere di essere
infermo, ci si ammali per davvero
Ma io non volevo ammalarmi:
questo stesso giorno di
due anni fa, volevo morire
Da allora non c’è stato giorno
in cui non lo abbia sperato
Sono ancora qui che aspetto
e solo mi consola il fatto
che di questi anni, non
mi resti alcun ricordo

Con questo libro, c’è un salto di qualità di un’autore che mi era piaciuto ma che non mi aveva colpito a pieno con la sua opera precedente. Ho trovato questa raccolta forte, diretta e ricca di coinvolgimento emotivo.

Stefano Fortelli s’insinua, s’insedia e colpisce il lettore, come il suo stesso martello che sembra averlo turbato tanto, con una raccolta originale, empatica. Un insieme Una lettura che mi sento di consigliarvi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere se lo leggerete e se pensate possa piacervi, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #515 – LA REPUBBLICA DEL DRAGO DI R.F. KUANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione che spero possa sia incuriosirvi che piacervi. E’ il secondo volume della trilogia che ha avuto inizio con La guerra dei papaveri e di cui ringrazio sia Miriam che ha organizzato l’evento che la Mondadori per la lettura in anteprima. Ero curiosa dopo la lettura del primo volume e sono felice di aver avuto questa opportunità. A voi:

NB. Se non avete letto il primo volume, nella recensione potrebbero esserci spoiler inevitabili per raccontare e recensire questo secondo volume.

9788804739265_0_221_0_75Titolo: La repubblica del drago
AutoreR. F. Kuang
FormatoFormato Kindle / cartaceo

Prezzo: 9,99 €
Copertina rigida: 22,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SwTs0U
Trama: Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall’oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri. Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell’Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l’unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell’ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l’Imperatrice e instaurare una repubblica. Né l’Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c’è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.

RECENSIONE

yin nezha on TumblrLa storia riprende dove l’abbiamo lasciata nel volume precedente. Abbiamo solo una piccola intro in cui si vedono Nezha e Mingha che vanno in esplorazione e si ritrovano in una brutta situazione, che capiremo soltanto più avanti. Rin è stata caricata a bordo della nave, dopo che Altan ha lasciato a lei il comando del gruppo dei Cike rimasti. E’ da lì che hanno intenzione di ripartire, cercando di dare la caccia alla donna più pericolosa dell’Impero, l’Imperatrice Daji che li ha sfruttati per poi decidere di disfarsene quando possibile. Guerriera e con il potere della fenice al suo interno, Rin si trova in un vortice in cui sostenere il suo potere e tutto il dolore che ha passato diventa quasi impossibile ed ogni cosa sembra andare sempre più a rotoli. E’ in quel momento che qualcuno giunge a loro con una proposta che mette i Cike rimasti e Rin stessa, in una condizione impossibile da cambiare e allettante da mettere in atto. Spodestare il potere ed avere finalmente la sua vendetta.

Ma sarà realmente così ciò che le viene imposto? Riuscirà nel suo intento e a porre fine all’Impero? Cosa succederà a Rin e al suo gruppo di cike?

Si spalancò l’abisso. Era l’unica occasione in cui succedeva, quando la mente di Rin correva lontano, troppo fuori controllo per tenersi al riparo dall’unica cosa cui non si concedeva di pensare. Sorvolava l’isola arcata, guardava la montagna fiammea eruttare, lingue di lava fusa riversarsi dalla cima, rivoli scorrere verso le città sottostanti. Vide persone sfigurate, bruciate, schiacciate e trasformate in fumo in un istante. E fu facilissimo, come soffiare su una candela, come schiacciare una falena con un dito. Lei l’aveva voluto ed era successo. L’aveva voluto come fa un dio.

La trama è intensa, particolare e originale. Racchiude tutto ciò che troveremo all’interno di questo volume. Dice buona parte di ciò che avviene all’inizio ma si mantiene sul vago, quindi per capire cosa succede si dovrà sfogliare il volume e leggerlo, immergendoci di nuovo nel mondo di Rin ovviamente.

La copertina segue la linea del volume precedente quindi posso dire di essere soddisfatta della scelta della Mondadori di continuare nella linea e di colorare il bordo delle pagine con il blu, come è stato con l’arancione del primo volume. Sul piano visivo sono davvero entusiasta che vengano sfornate queste meraviglie e questa edizione è davvero favolosa, all’interno e all’esterno. Il titolo è stato tradotto dall’originale, non ci sono state variazioni al riguardo e sono felice che nonostante tutto sia rimasto invariato ma solo ed esclusivamente tradotto.

L’ambientazione e l’epoca della storia sono le medesime del volume precedente. Confermo che il world building del volume è intrigante e originale su tutta la linea quindi non basterebbe raccontarvelo e descrivervelo brevemente per raccontarlo e per mostrarvelo. Basato sul lato nipponico all’epoca della guerra dell’Oppio, la storia si fa intensa e potente, descrivendo il tutto con solerzia e grazia, in ogni minimo dettaglio.

I ricordi potevano anche essere ingannevolmente placidi. Talvolta Rin vedeva dei bambini dalla pelle scura correre su e giù per una spiaggia bianca e incontaminata. Vedeva alte fiamme ardere sulla costa, non pire funebri, non fiamme devastanti, ma fuochi di bivacco. Falò. Focolari, caldi e accoglienti. E alle volte, vedeva gli speerliani, in numero sufficiente da popolare un villaggio fiorente. Si stupiva sempre di quanti fossero, un’intera razza di persone che talvolta temeva di essersi soltanto immaginata. Se la Fenice indugiava, Rin riusciva persino a cogliere stralci di conversazioni in una lingua che quasi capiva, scorci di volti che quasi riconosceva. Non erano le spietate fiere delle leggende nikariane, né i guerrieri scriteriati voluti dall’Imperatore Rosso e costretti a rimanere tali da ogni regime successivo. Amavano, ridevano e gridavano intorno al fuoco. Erano persone.

David Ardinaryas Lojaya - The Poppy War coverI personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente, con qualche aggiunta e ovviamente, qualcuno in meno visto le perdite che sono avvenute ne La guerra dei papaveri. Non troveremo i professori della Sinegard o Altan ma ritroveremo dei personaggi che erano stati tralasciati all’interno del volume precedente come ad esempio Kitay. Avremo altri personaggi che si aggiungeranno alla lista ma non voglio spoilerarvi cose che dovrete e potrete scoprire solo leggendo.

Rin, rispetto al primo volume, la troviamo sicuramente in un punto in cui si trova a dover scegliere se continuare a nascondere il dolore sopprimendolo con gli oppiacei o combatterlo. Ha i sensi di colpa per Altan, così come ha gli attacchi di panico e la paura di non poter fare nulla per aiutare i Cike ed avere finalmente la sua vendetta. E’ un personaggio ruvido, spigoloso e chiuso ma allo stesso tempo un personaggio che potrebbe somigliare a molte persone che si sentono esattamente allo stesso modo seppur non abbiano dei poteri forti come i suoi. Un personaggio che, seppur verso la fine del primo volume sembrava essersi fatta trascinare dagli eventi, riprende qui in mano la situazione cercando di capovolgere se stessa e gli altri.

«Perché?» disse alla fine. «Cercavo di vedere com’è stato» rispose lui.  «Per chi?» «Per loro, per capire cos’hanno provato. Nel momento in cui tutto è successo. Nei loro ultimi istanti. Volevo sapere come si sono sentiti quando è giunta la fine.» «Non si prova nulla» disse lei. Un’altra atroce fitta di dolore le risalì per il braccio, e Rin batté il pugno contro il pavimento per cercare di lenire il dolore stringendo i denti finché non fu passato.  «Una volta Altan me ne ha parlato» disse. «Dopo un po’ non sei più capace di respirare. E poi ansimi tanto forte che il dolore se ne va. Non muori bruciato, muori per mancanza d’aria. Soffochi, Kitay. Ecco com’è la fine.»

Midnight Designs: The Burning God Phone Wallpapers – Read at MidnightIl perno centrale di questo volume si basa su quanto sembra comunicarci il titolo, che ci dice molto su quanto accadrà in questo volume. Altan ha lasciato tutto in mano a Rin e lei si trova a comando dei Cike, cercando di trovare la sua vendetta verso l’imperatrice. E’ lì che c’è chi vuole spodestare questo e vuole creare una Repubblica, la Repubblica del Drago. In questo il tutto è molto chiaro, molto più di quanto fosse il primo volume, seppur le vicende si estendano in un raggio piuttosto ampio.

Lo stile utilizzato in questo volume è lo stesso del volume precedente ma con una scrittura più consapevole e a tratti più leggera rispetto alla precedente, seppur sempre coinvolgente. Ho trovato il volume molto più fluido di quanto lo sia stato il volume precedente oltre che più dinamico a livello di azioni seppur a volte i tanti nomi tra persone e città – anche se li conosciamo già visto il volume precedente – tendono a confondere in maniera del tutto leggera.

Il cambiamento di Rin. Ho trovato il lato del personaggio principale e la sua evoluzione a livello di maturità, un cambiamento ineccepibile e ben sviluppato. Nonostante in questo secondo volume fuoriescano tutte le sue difficoltà e le sue fragilità fisiche ed emotive, ho trovato questo cambiamento misurato e giusto. E’ un personaggio che ammette di avere delle difficoltà, che conosce i propri limiti ed ha le sue paure. Nonostante voglia affrontare determinate cose anche da sola, dentro di sé è consapevole che non può farcela e le serve l’aiuto maggiore possibile. E’ stata una riscoperta e un cambiamento incredibile di Rin, rispetto al primo volume.

Le tematiche importanti che riguardano la protagonista principale: tra abuso di oppio e l’ansia. Ciò che rendono il personaggio fragile e umano come ognuno di noi sono le difficoltà di sostenere il dolore, la fragilità e le proprie paure. Rin infatti preferisce sommergersi completamente e farsi costantemente di oppiacei pur di non sentire quel dolore che sembra attanagliarla costantemente. La paura è tanta, il dolore è forte e la testa sembra non fermarsi mai da quelle visioni difficili. Gli attacchi d’ansia e di panico sono delle cose che mi hanno permesso di avvicinarmi maggiormente al personaggio principale, che dal primo volume avevo sentito più distante, avendo sofferto anche io di ansia e di attacchi di panico, e di aver avuto le sue stesse fragilità emotive. E’ un personaggio complesso, che si snoda all’interno della storia in maniera molto buona nonostante nel primo volume, specialmente nella seconda parte non era riuscita a coinvolgermi molto.

La guerra per arrivare alla Repubblica. Nonostante sia tutto difficile e la guerra, la rivoluzione e tutto ciò che ne deriva per cambiare le cose a livello storico e sociale, sembra esserci qualcosa sotto sin dal principio. Qualcosa che scopriremo mano a mano che si procederà nel corso della lettura rivelandosi ancor più intrigato politicamente rispetto a come si presentava. Il potere e la politica all’interno del volume, seppur in maniera abbastanza secondaria sono la cosa su cui la storia si basa e l’autrice riesce a cogliere il segno anche qui, portando l’attenzione sulla Repubblica e la speranza che l’Impero possa definitivamente crollare.

Il world-building della storia si mantiene efficiente e coerente con la storia narrata e trovo che sia una delle cose più belle, sull’oriente. E’ studiata, precisa e calibrata agli anni in cui viene sviluppata e trovo tutto molto studiato e calibrato dall’autrice. Trovo questo secondo volume qualcosa di ancor più dinamico rispetto al precedente, cosa che difficilmente accade con il volume centrale di ogni trilogia che si rispetti. In generale si va sul calante e si riprende sul terzo, invece ho trovato la linearità giusta ed equilibrata.

«Non sai quanto male faccia. È nella mia testa… la dea è sempre qui dentro, e fa male…» «Non è la dea.» Vaisra si alzò in piedi e attraversò la stanza per andare da lei. «È la rabbia. E la paura. Ti sei trovata in battaglia per la prima volta, e i tuoi nervi non hanno retto. Sei sempre terrorizzata. Credi tutti ti stiano cercando per ucciderti, e vuoi che sia così, perché questo ti dà una scusa per far loro del male. Non è solo un problema degli speerliani, riguarda i soldati in generale. E non puoi curarlo con l’oppio. Non c’è via di scampo.» «Allora cosa…» Lui le appoggiò la mano sulla spalla. «Affronta questa cosa. Accetta che sia la tua condizione. Combattila.»

Il libro in questione è un secondo volume interessante che prosegue la storia in maniera dinamica e interessante, mai banale. Ho trovato la storia degna di nota e se vi piace il genere, vi consiglio assolutamente la lettura perché questa serie merita particolarmente la lettura. 

R. F. Kuang ci trasporta ancora nel mondo di Rin, in cui la vita è difficile ma restare in piedi e con i propri valori lo è ancora di più. Un mondo in bilico, una possibile caduta dell’Impero e un’enorme minaccia che potrebbe cambiare ogni cosa. Una storia che non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni oggi e domani, noi vi aspettiamo ovviamente! Ecco dove potrete trovarle:

Copia di REVIEW PARTY (1)


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Cosa ne dite? Fatemi sapere se lo leggerete e se pensate possa piacervi, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #514 – DELLA STESSA SOSTANZA DEI PADRI – POESIE AL MASCHILE DI DAVIDE ROCCO COLACRAI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione per voi che spero possa coinvolgervi e piacervi. E’ una raccolta molto intensa e sono davvero felice di aver avuto l’opportunità di leggerla. Ve ne parlo subito e ringrazio molto l’autore per avermi permesso la lettura. Ecco qui:

9788833285382_0_0_626_75Titolo: “Della stessa sostanza dei padri – Poesie al maschile”
Autore: Davide Rocco Colacrai
Pagine: 72
Prezzo: Euro 11,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/3tZH1Yg
Trama: Ogni componimento ha un preciso rimando ad un uomo, un amico, un personaggio pubblico; questi uomini ispirano, con la propria vita e le proprie opere, versi eleganti che cristallizzano e fissano su carta tematiche potenti e attuali, spesso difficili da affrontare.

Ci sono versi dedicati alla pazzia e ai manicomi, alla droga, al suicidio, all’omosessualità nei campi di concentramento e l’onta familiare di scoprire un parente gay, ai migranti e alla loro terribile fine, alle lotte politiche anti-dittatoriali.

Molte poesie sono ispirate a personaggi afferenti alla sfera personale dell’autore ma tanti altri sono personaggi famosi; ci sono infatti versi ispirati e dedicati a Rudolf Nureyev, al giovane calciatore calabrese Nunzio Lo Cascio, allo scrittore anti castrista Reinaldo Arenas, a Stefano Cucchi e allo scienziato Stephen Hawking.

Davide Rocco Colacrai riesce con disinvoltura ad affrontare tante tematiche forti e dolorose grazie all’uso sapiente degli aggettivi e delle figure retoriche che si contaminano continuamente con altri “media” letterari e non (narrativa, film, canzoni).

Questa silloge, come molto bene descrive lo stesso autore, si può considerare come una risposta a “Istantanee Donna – Poesie al femminile” ma anche “un importante punto di evoluzione nella mia vita, contemporaneamente un nuovo punto di arrivo e un nuovo punto di partenza; è una presa di coscienza, umana ma anche spirituale, che prima mi mancava”.

RECENSIONE

silhouette of man and woman kissing on beach during sunsetLa raccolta di poesie è un insieme di poesie dedicate a persone vicine e lontane all’autore, tutti personaggi e persone di sesso maschile, che sono stati padri, bambini, amici, professori o personaggi storici. E’ una raccolta che fin dalle prime battute risulta potente, che lascia riflettere il lettore su tematiche importanti.

Da Rudolf Nureyev a Wonder, da Stefano Cucchi al professore scolastico, all’amico suicida, la raccolta racchiude una forza dirompente che si snoda poesia dopo poesia racchiudendo l’anima dell’autore così come l’essenza che lui stesso ha cercato di racchiudere per ogni persona che, delicatamente, ha descritto.

Riusciranno queste poesie a colpire il lettore con tutta la loro forza?

Creo il senso alla vita con il corpo
da quando ho capito che è il mio strumento
per parlare al mondo,
per temperare la solitudine
a cui mi ha destinato il mio sogno
e dare voce all’urgenza di essere libero
e liberare quel canto
che brucia come lava e moltiplica la girandola del mio cuore
nell’infinito bianco di rosa
dove riconosco Dio.

La trama è articolata ma racchiude con tutta la forza ciò che la raccolta e le poesie cercano di comunicare. Personalmente, quando leggo le poesie mi lascio molto guidare dal titolo dell’opera e poi passo alla lettura del volume senza troppe cerimonie perché voglio gustare l’essenza della poesia stessa. E qui è stato proprio così. Il libro è davvero molto bello e la trama utilizzata racchiude l’essenza della raccolta, anche se per comprenderla a pieno dovrete leggerlo.

La copertina è piuttosto semplice anche se non capisco l’accostamento del disegno in bianco e nero sotto e l’accostamento di ciò che ne deriva, sopra. Una viola e la schiena di un uomo che come musica si accosta alla poesia che melodiosa l’accompagna. E’ una copertina sicuramente originale ma sarebbe stato di certo preferibile che fosse utilizzata solo la versione che si vede al centro senza il bordo esterno. 

Il titolo racchiude tutta la raccolta senza ombra di dubbio. Non sono tutti padri quelli di cui si ritroverà a parlare l’autore ma sono uomini che hanno colpito e hanno scolpito qualcosa nel cuore dell’autore, tanto da sentire l’esigenza di voler parlare e trasmettere ciò che loro hanno trasmesso lui. Un titolo che completa e ci indica la completezza di questa particolare e originale raccolta.

Scivolava attraverso i giorni Wonder,
leggero come un assolo di grano
quando il cielo è un immenso cuscino azzurro
che dà riposo ai sogni.

E le ricordo ancora le sembianze di Wonder,
imperfette come l’amore,
quello vero.

black white and red textileLo stile è semplice, melodioso e lineare, che racchiude una grande ricchezza al proprio interno, non solo l’emozione e le tematiche trattate.

Le poesie dedicate tutte a persone e personaggi diversi  l’uno dall’altro racchiudono una chiave della poesia al maschile non solo in senso lato, ovvero come genere che li identifica in quanto tali ma come quadro, come emozioni che essi stessi provano, o che comunque l’autore ha provato ad immaginare e a fare proprie.

Nonostante la società si stia evolvendo e molte storie, molte poesie e molti libri vertono verso uno spirito differente, qui l’autore ci porta in una confort zone che si potrebbe conoscere ma che non è del tutto scontata come sembra. In effetti si parla di sentimenti oltre che di persone quindi mi trovo a dover dire che ho trovato la raccolta davvero molto toccante e innovativa.

Le tematiche trattate sono le più varie e cambiano in base al soggetto che viene evidenziato all’inizio della poesia, nel suo titolo, cogliendo sia la persona che aggiungendo una citazione – a volte – e mostrando di chi si andrà a parlare. Personalmente le prime due sono le poesie che mi hanno colpito l’anima ma ognuna di queste ha colpito modo proprio in base a ciò che l’autore voleva dire al lettore, quasi volesse parlare con quella persona stessa.

Sarà il mio corpo al tramonto di gelso
a parlare di me,
con il mio nome allungato verso l’infinito
dove l’ombra del sudario
tace la sua assenza,
a rilevare la cura che ha infranto il mio asse
in un macello
dove Dio è una virgola d’uomo, (…)

Un piccolo volume di cui sicuramente vi consiglio la lettura, ad amanti di poesie e non. E’ una raccolta che sa cogliere l’essenza delle cose e trasmetterla a chi legge. Siete curiosi di scoprire questa raccolta di poesie al maschile?

Davide Rocco Colacrai arricchisce l’animo di ciascuno di cui si è ritrovato a scrivere, sia quello del lettore che si sente parte integrante, colpito dalle emozioni che si vogliono lasciare al lettore. Un libro che sa toccare le corde dell’animo e che saprà impressionare e colpire nel profondo.

Il mio voto per questo volume è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia l’autore e la casa editrice per copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate di dare un’opportunità a questo volume? Fatemi sapere, ovviamente. Io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #509 – VINCENT DI BARBARA STOK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come facevo a non leggere questo volume, io che adoro le opere di Van Gogh e il suo modo di dipingere? La sua storia è stata l’unica di tutti gli autori che mi abbia mai affascinato ai tempi della scuola, sono andata a mostre su mostre ed adoro i suoi dipinti. Per cui questa storia non potevo non leggerla. Ecco che ve ne parlo subito:

71xbwgnyyplAutori: Barbara Stok
Titolo: Vincent
Data di pubblicazione: 17/07/2014
Pagine: 144
Link d’acquisto: https://amzn.to/3weqRgb
Trama: Un ritratto elegante e delicato, che ripercorre con sensibilità alcuni momenti della vita di uno dei pittori più amati della storia dell’arte. In un vortice di immagini a servizio della pittura di Van Gogh, questo libro saprà emozionarvi e mostrarvi la poesia dietro il dolore dell’esistenza di un artista profondamente tormentato. Una straordinaria prova d’autrice per Barbara Stok, autentica stella del fumetto olandese moderno.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la partenza di Vincent Van Gogh da Montmartre per la Provenza, in cui vuole dedicarsi alla pittura in tutto e per tutto cercando di trovare le meraviglie del mondo, dipingerle e magari guadagnarci qualcosa, così da non dover pesare ancora su suo fratello Theo. E’ lì che si salutano e Vincent promette di ripagare presto il fratello di tutti i soldi che lui gli sta dando per permettergli di vivere di pittura e di essere l’artista che ha sempre desiderato essere. Purtroppo tutti sappiamo come vanno le cose e per Vincent niente è stato semplice come poteva essere. Il viaggio in Provenza, segna l’inizio del percorso della vita del pittore che lo porterà a dipingere i suoi quadri migliori e che lo renderanno famoso in tutto il mondo, purtroppo solo dopo la sua morte.

Cosa succederà a Vincent? Come avrà, l’autrice, illustrato tutto il suo percorso? Lo scoprirete leggendo questa bellissima graphic novel.

Vincent di Barbara Stok 4 | likemimagazine

La trama è molto semplice che non descrive chissà quali cose ma dubito che ci sia molto altro da dire al riguardo. La storia segue dalla partenza in Provenza, grande cambiamento per la vita dell’autore fino alla fine, coprendo un vasto periodo ma riassunto e illustrato nel migliore dei modi, a mio parere. Una trama semplice ed efficace, che incuriosisce.

La copertina di questa storia è molto minimal e ci mostra il viso in primo piano di Vincent Van Gogh, come in uno dei suoi più famosi quadri, l’autoritratto. La struttura del disegno è piuttosto semplicistica ma ritengo sia il punto di forza di tutto il volume. Il titolo non poteva essere diverso trattandosi di una graphic novel sulla vita di uno dei pittori post-impressionisti più grandi e conosciuti al mondo. E’ un connubio, tra copertina e titolo, davvero interessante e curioso, utilizzando tutti gli accorgimenti possibili che potevano essere utilizzati.

L’ambientazione è la Provenza, correva l’anno 1888, in cui Vincent decide di partire e di dare vita al periodo più florido della sua vita, dove dipingerà più di 300 opere, in un posto che lo ispira in maniera particolare nonostante il tormento continui a seguirlo ancora e non lo renda mai felice. La storia ricopre più anni della vita del pittore.

Vincent by Barbara Stok

I personaggi di questa storia non sono molti, per di più la storia si concentra sul personaggio principale del volume che è il narratore e, quasi, pittore della sua stessa storia. Avremo comunque modo di scoprire sia suo fratello Theo che Paul Gauguin, autore e pittore post-impressionista libertino e particolare.

Van Gogh in questo volume risulta avere un’indole molto profonda, alla ricerca della bellezza vedendo cose magnifiche anche dove c’è una semplice distesa di campi coltivati o da coltivare. Ha un animo buono ma risente della poca vendita delle sue opere, della poca fiducia che riceve nei suoi lavori e nella ricerca estrema della perfezione. Dalla testa calda che ha riceve spesso delle batoste ma sa farsi valere. Viene reso un personaggio forte ma allo stesso tempo fragile e speranzoso di restituire la vita che gli sta permettendo suo fratello Theo. Un personaggio davvero incredibile.

Barbara Stok tekent strip over Vincent van Gogh - Digitale Kunstkrant

Il perno centrale del tutto è proprio Vincent Van Gogh, la parte più importante della sua vita che lo ha cambiato drasticamente sia come uomo che come pittore. Quasi come fosse un’autobiografia, l’autrice ci fa un regalo grandissimo e con le sue illustrazioni mostra diversi aspetti della vita di un artista che non è stato particolarmente amato in vita quando dopo la sua morte, in cui le sue opere hanno spopolato come non mai e ancora oggi sono attuali e di cui chiunque ha sentito parlare almeno una volta nella vita.

Lo stile e la grafica dell’autrice, nel raccontare questa storia è davvero piuttosto minimalista, come potete vedere sia dalla copertina che dalle strisce che vi ho lasciato all’interno della recensione. Nonostante questo l’autrice sembra cogliere l’essenza delle cose e quanto Van Gogh volesse comunicare al mondo con i suoi quadri nonostante il suo carattere difficile e i suoi modi di fare alquanto bizzarri.

Nella storia si parla specialmente del pittore e della sua vita, di come siano stati visti e vissuti i suoi quadri e di come la sua profondità e il suo tormento si ripercossero sulle sue opere. E’ una storia che non solo ci mostra i suoi più famosi quadri ma ce li mostra sotto una luce completamente diversa da come l’abbiamo sempre immaginato. La fantasia di vedere l’idea del quadro e di studiare ogni minimo dettaglio della vita del pittore, cogliendone l’essenza, la forza e la fragilità non mostrando tragicità o comicità ma soltanto la vita di un uomo che ha cambiato le regole della pittura e ha reso al mondo delle opere di valore inestimabile.

Un libro che vi consiglio di leggere, delicato, mai banale e sorprendente.

Vincent”, ritratto a fumetti di Van Gogh – Nicola D'Agostino (.net)

Il libro è una piccola perla per gli amanti di Van Gogh, sia perché ci lascia immaginare come lui possa aver concepito i suoi quadri, sia perché ci regala un bel quadro impressionistico di ciò che è stata la sua vita. Un libro da leggere, ve lo consiglio assolutamente.

Barbara Stok ci regala, nella sua semplicità, un’opera ricca di significato trascinandoci in Provenza assieme al pittore più grande di tutti i tempi. E’ attraverso i suoi disegni che insegna sia la storia di una parte importante della vita di Van Gogh che lascia un’impronta nel panorama delle graphic novel conquistandosi – probabilmente – anche la stima del famoso pittore per essere stato descritto così bene. Un libro da non perdere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA // PREVIEW REVIEW #508 – BREATHING UNDERWATER DI SARAH ALLEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Oggi vi porto una nuova recensione, di un libro uscito in lingua proprio in questi giorni. E’ una storia dolce e semplice, una storia di due sorelle davvero molto dolce. Ve ne parlo subito, ringraziando prima l’editore così come Giselle di Xpresso Book Tours per la lettura in anteprima. Ecco a voi:

**Ho ricevuto una copia di questo libro da Xpresso Book Tours come parte di un blog tour, in cambio di una recensione onesta.**

Titolo: Breathing Underwater
Autore: Sarah Allen
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 219
Lingua: Inglese
Pubblicato da: Farrar Straus and Giroux (BYR)
Link d’acquisto: https://amzn.to/3dcmqtD
Trama Originale: A sparkly, moving middle grade novel from Sarah Allen, and a big-hearted exploration of sisterhood, dreams, and what it means to be there for someone you love. 
Olivia is on the road trip of her dreams, with her trusty camera and her big sister Ruth by her side. Three years ago, before their family moved from California to Tennessee, Olivia and Ruth buried a time capsule on their favorite beach. Now, they’re taking an RV back across the country to uncover the memories they left behind. But Ruth’s depression has been getting worse, so Olivia has created a plan to help her remember how life used to be: a makeshift scavenger hunt across the country, like pirates hunting for treasure, taking pictures and making memories along the way. All she wants is to take the picture that makes her sister smile. But what if things can never go back to how they used to be? What if they never find the treasure they’re seeking? Through all the questions, loving her sister, not changing her, is all Olivia can do—and maybe it’s enough.

Trama tradotta:
Olivia è nel viaggio dei suoi sogni, con la sua fidata macchina fotografica e sua sorella maggiore Ruth al suo fianco. Tre anni fa, prima che la loro famiglia si trasferisse dalla California al Tennessee, Olivia e Ruth seppellirono una capsula del tempo sulla loro spiaggia preferita. Ora stanno attraversando il paese con un camper per scoprire i ricordi che si sono lasciati alle spalle. Ma la depressione di Ruth sta peggiorando, quindi Olivia ha creato un piano per aiutarla a ricordare com’era la vita: una caccia al tesoro improvvisata in tutto il paese, come i pirati a caccia di tesori, scattare foto e creare ricordi lungo la strada. Tutto quello che vuole è scattare la foto che fa sorridere sua sorella. Ma cosa succederebbe se le cose non tornassero mai come prima? E se non trovassero mai il tesoro che stanno cercando? In tutte le domande, amare sua sorella, non cambiarla, è tutto ciò che Olivia può fare e forse è abbastanza.

RECENSIONE

man and woman smiling while laying on lawn fieldLa storia ha inizio nella camera da letto di Olivia, dove si trova a preparare le sue cose per partire per un viaggio di una settimana assieme agli zii e a sua sorella per cercare di farla sentire un po’ meglio. Questo perché a Ruth soffre di depressione e ci sono giorni buoni ma giorni in cui ci si sente come dentro ad una Fossa. E’ per questo motivo che Olivia è davvero felice di organizzare la caccia al tesoro fotografica attraverso un viaggio in camper verso San Diego, lo stesso che le due avevano fatto tre anni prima quando si stavano per trasferire in Tennessee. 

Cosa succederà durante il loro percorso? Riuscirà Olivia a rendere il viaggio memorabile e far sorridere sua sorella ricordando i bei momenti passati insieme? Ricordando quanto è bella la vita e quanto assieme si possa essere più forti?

Ruth told me some of this herself—the tidal waves, the crash down to numbness. The rest is what I’m trying to learn from watching Ruth up close, trying my best to understand something she can only express in metaphor, trying to figure out what an inside hurt looks like on the outside. I’ve tried to learn the signs. Her signs. I want to watch Ruth’s face when we find our old box and open it up and see the shells she put inside, and her favorite necklace, and the pictures I took of her. Pictures of us dancing and playing pirates and all the times when we were happy Treasure Hunters. Because I think that will be a good day. A really good one.

La trama è molto semplice che da una partenza sprint a questa lettura e che invoglia a gettarsi in questa lettura. Una trama dolce e tenera, che incuriosisce e che mi ha spinto a voler leggere questa storia assieme alla presentazione visiva della copertina.

La copertina è meravigliosa e trovo che sia azzeccatissima per questo volume. Sia perché all’interno della storia ci sono riferimenti all’aquario che le due andranno a visitare così come il fatto che le due abbiano fatto immersioni insieme. Bello anche il riferimento a fatto che Ruth sia con i suoi abiti scuri e i suoi capelli dal taglio particolare che si ritrova a condividere la musica con sua sorella, per una volta, invece di come fa costantemente da sola all’interno del volume stesso; in più il fatto che Olivia sia poggiata sopra la spalla di Ruth e non il contrario che dimostra quanto tenga Olivia a sua sorella. Il titolo si ricollega alla copertina e lascia un senso molto più ampio di quanto sembra. Il fatto di respirare sott’acqua, la difficoltà che ne deriva e destreggiarsi in un mare di incertezze dona alla copertina e al titolo il connubio perfetto per questa storia. Non solo per il viaggio delle due ma proprio il significato stesso della depressione e di quanto possa sembrare simile al cercare di respirare sott’acqua, nei momenti più bui.

L’ambientazione della storia è un camper sul quale saremo in viaggio attraverso gli stati americani, passando per il Texas così come tanti altri posti interessanti, passando da Knoxville a San Diego in un’epoca moderna e contemporanea ai tempi di Instagram e dei social più popolari, come oggi.

“I think I’ve figured out what your superpower is,”he says. “My superpower?”“Yeah, everyone has one. Yours is finding pretty things to show other people. To try and make them happy.”Red lights of an ambulance rush by. “Ha, that’s not a superpower,”I say. “I wish it was.”“Believe me, it is,”Eddie says. “Not everybody thinks that way, and you’re really good at it.”If I was really good at making people happy, I think, then the people around me wouldn’t be sad. But I tell Eddie thanks.

silhouette of woman beside aquarium with whale sharkI personaggi di questa storia non sono molti, ci si concentra principalmente sulle due protagoniste anche se avremo modo di conoscere qualcosina anche dei due zii delle ragazze, in special modo di Ellie, di cui avremo modo di capire qualcosa di importante sul suo passato.

Olivia è una tredicenne che ama la fotografia e la bella musica così come ama sua sorella. Gli piace postare i suoi scatti su Instagram e condividerli come diario di viaggio delle sue avventure, anche le più piccole catturando l’essenza delle cose. Ma la cosa più importante per lei è Ruth e fare qualcosa per lei e per cercare di farla tornare a sorridere come una volta, condividendo i pirati, la caccia al tesoro fotografica e le belle avventure. Nonostante Olivia ci metta tutta se stessa si trova in seria difficoltà e si rende conto di quanto sia fragile sia sua sorella come se stessa. Olivia soffre un po’ la situazione, specialmente con i genitori che si preoccupano molto più facilmente di Ruth che di lei ma tiene duro per sua sorella e perché le vuole bene.

Ruth è una ragazza di sedici anni molto chiusa, che ama la musica e le belle fotografie che sa scattare sua sorella, nonostante sia molto più piccola di lei. Ruth soffre di depressione ed ha dei momenti di down in cui si chiude in se stessa e non vuole ne mangiare molto ne parlare, che la sorella chiama La Fossa, e dei momenti di Up in cui è più aperta ed espansiva. Ha un taglio di capelli davvero singolare ed ama mettersi pesanti felpe col cappuccio che coprano la sua testa e possa nascondersi.

Due protagoniste interessanti e forti, che vi sapranno coinvolgere e che saprete apprezzare.

I watch Ruth trace a finger across the wood grain of the table, and I wonder what’s going on behind her tired eyes. I know there have got to be happy memories in there. The Ruth from those pictures is in there somewhere. My plan for the next week—my plan for this trip— will be to remind her . And tomorrow, the plan begins. Tomorrow, we go on a Treasure Hunt.

photo of person reach out above the waterIl perno centrale di questa storia non è solo il viaggio sulla roulotte e la caccia al tesoro, ma la depressione e quanto questo viaggio sia importante, secondo Olivia, per sua sorella Ruth e di cui lei sia convinta che serva ad aiutare sua sorella.

Lo stile utilizzato è molto delicato e semplice, che si legge nel giro di poche ore anche per chi non mastica l’inglese molto bene (parlo da Italiana ovviamente). E’ una storia molto leggera e fluida nonostante la storia tratti un argomento molto pesante e altrettanto delicato.

Ci sono due risvolti all’interno di questa storia: uno è positivo e l’altro è negativo nonostante io parli da persona a cui il libro è piaciuto molto.

L’aspetto positivo è molto banale ma non così scontato fra due sorelle. L’amore fra le due sorelle e le difficoltà che si ritrovano ad affrontare assieme, l’una tenendo la mano dell’altra seppur a volte non sembrino andare molto d’accordo e Ruth sembra chiusa per via della depressione. Olivia cerca di condividere quanto le è possibile ed organizza questo viaggio apposta per lei, per mostrarle tutto l’amore che ha per lei e la gratitudine solo perché sia sua sorella. E’ un sentimento assolutamente positivo e trovo che sia stato trasmesso alla massima potenza rendendolo genuino e spontaneo, come dovrebbe essere sempre.

L’altro lato della medaglia, ovvero l’aspetto negativo sta nella malattia di Ruth. La depressione è una malattia infida, che si insinua al di sotto e che a volte è anche difficile da notare. Posso dirlo perché ne ho sofferto – non a livelli da prendere medicinali particolarmente pesanti – ma ci sono passata anche io e me ne rendo conto ancora quando ho dei momenti che mi buttano giù.  Quindi non è un sentimento a me sconosciuto ed è anche per questo che ho deciso di buttarmi su questo libro perchè mi incuriosiva l’argomento e mi piacciono queste tematiche forti e importanti. In alcuni momenti, più che soffrire di depressione, Ruth sembra avere il classico periodo che ha ogni adolescente che si chiude in se stesso ed ha bisogno dei suoi momenti. In altre occasioni invece la sua malattia sembra essere più evidente, e sembra quasi essere reale. Quindi ho apprezzato lo sforzo e la calibratura dell’autrice su questo ma in alcuni momenti è piuttosto minimal e poco reale a livello di impatto emotivo con la malattia vera e propria. 

Altro punto, il peso che viene dato ad Olivia: gestire sua sorella e se stessa. Il fatto che Olivia si senta quasi colpevole della malattia della sorella, tanto da dover organizzare il viaggio – che non metto in dubbio sia una cosa meravigliosa – ma che i genitori acconsentano mettendo tutto sulle spalle della figlia minore che ovviamente comincia a risentire del peso di quanto ha di fronte mano a mano che passano le ore e i giorni a contatto con sua sorella Ruth. Così come non ho apprezzato il fatto che Olivia cerchi di far sentire in colpa la sorella per il tatuaggio. Le sue parole in quel momento non mi sono piaciute molto ma ho soprasseduto trattandosi di una protagonista tredicenne che dimostra e dovrebbe dimostrare la sua età in queste circostanze. In molte altre, specie per qualche ragionamento sembra più grande ma trovo che sia stata ben calibrata. Dall’altro lato ho apprezzato però il fatto dei genitori consapevoli e vicini alla figlia, pronti ad aiutarla, così come gli zii, pronti a tutto per le proprie nipoti, aspetto non da poco in queste storie, che viene spesso messo da parte o addirittura trova il genitore/parente distante o del tutto assente.

La cosa però a colpirmi maggiormente sotto una luce del tutto positiva è come questa storia riesca ad insinuarsi nel cuore toccando le corde giuste, parlandoci col cuore conquistandoci con le parole di Olivia nei confronti del mondo, della situazione e con l’amore per sua sorella. E’ una storia dolcissima ed emozionante che ho apprezzato e che rileggerei volentieri perché sa entrarti dentro e colpire dritto al cuore, nonostante quanto detto e le complicazioni che derivano nel trattare tematiche di questo tipo.

These are the kinds of Ruth situations I’ve always been terrible at, even before Ruth got sick. The knowing-what-to-say part. The comforting part. I can never get the tone right, like a singer always slightly off-key. I try, but can always tell I come off like a trite, ignorant cheer captain instead of someone who really cares. It seems like this should be such an obvious thing, comforting my sister. But somehow for me, knowing exactly what to say to make her feel better is like a bird knowing how to breathe underwater. But I have to try. Another step closer. I want her to know that I don’t care about our dumb argument anymore, and I’ve put it behind me. That there will be more opportunities. That she should always keep working on her songs and her own things no matter what, because they’re amazing.

Il libro è una storia per ragazzi piacevole che mi sento di consigliare soprattutto nelle scuole, visto l’argomento delicato e molto attuale. Una storia che mi sento di consigliare ai più piccoli ma anche agli adulti che si vogliono addentrare in una storia unica e sotto il pelo dell’acqua.

Non avevo ancora letto nulla di Sarah Allen, nonostante sia già uscito un libro in precedenza anche in Italia, Coraggiosa come una ragazza (What Stars Are Made of). L’autrice ci trascina in un viaggio itinerante attraverso gli scatti fotografici, la musica e l’amore indissolubile di due sorelle che si sostengono a vicenda e continueranno a farlo sempre. Una storia da leggere!

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

PREVIEW REVIEW

I received a copy of this book from Xpresso Book Tours as part of a blog tour, in exchange for an honest review.

The story begins in Olivia’s bedroom, where she is packing her things to go on a week-long trip with her uncles and her sister to try to make her feel a little better. This is because Ruth suffers from depression and there are good days but days when it feels like inside a Pit. It is for this reason that Olivia is so happy to organize the photographic treasure hunt through an RV trip to San Diego, the same one the two had done three years earlier when they were about to move to Tennessee.
What will happen during their journey? Will Olivia make the trip memorable and make her sister smile by remembering the good times they had together? Remembering how beautiful life is and how much stronger you can be together?

The plot is very simple that gives a sprint start to this reading and that invites you to throw yourself into this reading. A sweet and tender plot, which intrigues me and which prompted me to want to read this story together with the visual presentation of the cover.

The cover is wonderful and I find it fits perfectly for this volume. Both because within the story there are references to the aquarium that the two will visit as well as the fact that the two have dived together. Also nice is the reference to the fact that Ruth is with her dark clothes and her hair with a particular cut that finds herself sharing the music with her sister, for once, instead of constantly coming alone within the volume itself; plus the fact that Olivia is leaning over Ruth’s shoulder and not the other way around which shows how much Olivia cares about her sister. The title links back to the cover and leaves a much broader sense than it seems. The fact of breathing underwater, the difficulty that comes with it and juggling in a sea of ​​uncertainties gives the cover and the title the perfect combination for this story. Not only for the journey of the two but the very meaning of depression and how similar it can seem to trying to breathe underwater, in the darkest moments.

The setting of the story is a camper on which we will be traveling through the American states, passing through Texas as well as many other interesting places, passing from Knoxville to San Diego in a modern and contemporary era at the time of Instagram and social media. popular, like today.

I watch Ruth trace a finger across the wood grain of the table, and I wonder what’s going on behind her tired eyes. I know there have got to be happy memories in there. The Ruth from those pictures is in there somewhere. My plan for the next week—my plan for this trip— will be to remind her. And tomorrow, the plan begins. Tomorrow, we go on a Treasure Hunt.

The characters in this story are not many, we focus mainly on the two protagonists even if we will also get to know a little bit of the girls’ two uncles, especially Ellie, of which we will be able to understand something important about her past.

Olivia is a 13-year-old who loves photography and beautiful music as much as she loves her sister. He likes to post his shots on Instagram and share them as a travel diary of his adventures, even the smallest ones, capturing the essence of things. But the most important thing for her is Ruth and to do something for her and to try to make her smile as she once did, sharing the pirates, the photographic treasure hunt and the beautiful adventures. Although Olivia gives her all she finds herself in serious trouble and realizes how fragile her sister is as herself. Olivia suffers a little from the situation, especially with her parents who worry much more easily about Ruth than about her but hold on for her sister and because she loves her.

Ruth is a very closed sixteen-year-old girl who loves music and beautiful photographs that her sister can take, despite being much smaller than her. Ruth suffers from depression and has moments of down in which she closes in on herself and does not want to eat much or talk, which her sister calls La Fossa, and the moments of Up in which she is more open and expansive. She has a very unique haircut and loves to wear heavy hoodies that cover her head and can hide.

Two interesting and strong protagonists, who will know how to involve you and that you will know how to appreciate.

The central focus of this story is not just the caravan ride and the treasure hunt, but the depression and how important this journey is, according to Olivia, to her sister Ruth and that she believes it helps her sister.

The style used is very delicate and simple, which can be read within a few hours even for those who do not chew English very well (I speak Italian of course). It is a very light and fluid story despite the fact that the story deals with a very heavy and equally delicate subject.
There are two implications to this story: one is positive and the other is negative despite the fact that I speak as a person who liked the book a lot.

The positive aspect is very trivial but not so obvious between two sisters. The love between the two sisters and the difficulties they find themselves facing together, one holding the hand of the other even if at times they don’t seem to get along very well and Ruth seems closed due to depression. Olivia tries to share as much as possible and organizes this trip especially for her, to show her all the love she has for her and her gratitude just because she is her sister. It is an absolutely positive feeling and I find that it has been transmitted at maximum power making it genuine and spontaneous, as it should always be.

The other side of the coin, which is the downside, is Ruth’s disease. Depression is a treacherous disease, which creeps underneath and which is sometimes even difficult to notice. I can say this because I have suffered from it – not at levels to take particularly heavy medicines – but I have been through it too and I still realize it when I have moments that bring me down. So it is not a feeling unknown to me and it is also for this reason that I decided to throw myself on this book because I was intrigued by the subject and I like these strong and important themes. In some moments, rather than suffering from depression, Ruth seems to have the classic period that every teenager has that closes in on herself and needs her moments of hers. On other occasions, however, her illness seems to be more evident, and it almost seems to be real. So I appreciated the effort and the calibration of the author on this but in some moments it is rather minimal and not very real in terms of emotional impact with the actual disease.

Another point, the weight given to Olivia: managing her sister and herself. The fact that Olivia feels almost guilty of her sister’s illness, so much so that she has to organize the trip – which I do not doubt is a wonderful thing – but that the parents agree by putting everything on the shoulders of the younger daughter who obviously begins to suffer from the weight of what he has in front of him as the hours and days pass in contact with his sister Ruth. Just as I dislike the fact that Olivia tries to make her sister feel guilty about her tattoo. I did not like her words at that moment but I postponed it since it is a thirteen-year-old protagonist who demonstrates and should demonstrate her age in these circumstances. In many others, especially for some reasoning it seems bigger but I find that she has been well calibrated. On the other hand, however, I appreciated the fact of the parents aware and close to their daughter, ready to help her, as well as the uncles, ready to do anything for their nieces, an aspect not just in these stories, which is often put aside or even find the distant or absent parent / relative.

However, the thing that strikes me most in a totally positive light is how this story manages to insinuate itself in the heart by touching the right chords, talking to us from the heart, conquering us with Olivia’s words towards the world, the situation and with the love for her sister. It’s a very sweet and exciting story that I appreciated and that I would gladly reread because she knows how to enter you and hit you straight to the heart, despite what has been said and the complications that arise in dealing with issues of this type.

The book is a pleasant story for children that I feel I can recommend especially in schools, given the delicate and very current topic. A story that I can recommend to children but also to adults who want to delve into a unique story under the surface of the water.

I had not yet read anything by Sarah Allen, although a book has already been published previously in Italy, Coraggiosa come una ragazza (What Stars Are Made of). The author takes us on a traveling journey through the photographs, the music and the indissoluble love of two sisters who support each other and will continue to do so forever. A story to read!

The vote for this book: 4 stars.


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TROVATE LE ALTRE RECENSIONI IN INGLESE E GLI ALTRI APPROFONDIMENTI IN BASSO A QUESTO LINK. Ovviamente per chiunque voglia approfondire può tradurre le pagine con la sezione traduci di google.

XPRESSO BOOK TOUR – SARAH ALLEN, BREATING UNDERWATER


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Cosa ve ne pare? Pensate possa piacervi come libro (se leggete in lingua ovviamente)? E per tutti gli altri speriamo venga tradotto in Italia! Vi aspetto come sempre ovviamente!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #508 – LA LISTA DELLE COSE SEMPLICI DI LUCIA RENATI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui con un nuovo libro per voi che mi è piaciuto davvero tanto. Spero ovviamente sia lo stesso per voi, perché merita davvero questo libro! Ringrazio molto la casa editrice Sperling&Kupfer per avermi permesso la lettura di cui vi parlo subito. Ecco a voi:

Titolo: La lista delle cose semplici
Autore: Lucia Renati
Data di uscita: 16 marzo 2021
Pagine: 272
Prezzo: Euro 16,90

Link d’acquisto: https://amzn.to/3fz9dh8
Trama: Camilla e Sara sono gemelle. La lista delle dieci cose più importanti da fare nella vita l’hanno stilata insieme, a nove anni: arrivare a cento salti, dire la verità, baciare solo per vero amore… Quando Sara, appena undicenne, viene a mancare tragicamente, Camilla si trova a dover crescere senza la sua metà, a dover ricalcolare la rotta della sua vita. Ma come si riparte dopo un dolore così grande? Così Camilla per anni relega in un angolo di cuore quel tassello di vita che però compare in ogni sua scelta e la tiene bloccata al passato. Cinica e disillusa, ora che è adulta, lavora come giornalista in una tv locale. Impermeabile all’amore di Andrea, il fidanzato devoto che prova con la dolcezza a raggiungere il suo cuore, crede che i sentimenti siano sopravvalutati. A scalfire la sua corazza ci provano anche Tea, amica d’infanzia e collega un po’ fricchettona, e i suoi genitori, Walter e Teresa, che convivono con un dolore inimmaginabile senza parlarne mai. Perché perdere un figlio è una cosa alla quale non si riesce a dare un posto, né fuori, né dentro di noi. Vent’anni dopo la morte di Sara, Camilla ritrova per caso quella lista di cose semplici scritta da bambine e non riesce più a ignorarla. Il tentativo di mettere in pratica quel decalogo farà venire a galla un potente segreto di famiglia.

RECENSIONE

photo of woman's face reflectionLa storia ha inizio una mattina come tante altre per Camilla. Si alza al fianco di Andrea e va a lavorare al giornale, un lavoro che ama tantissimo ma più di ogni cosa, ogni giorno l’accompagna il dolore per la sorella gemella Sara, persa quando avevano dieci anni. E’ un pensiero che la segue costantemente e che ha spento la sua vita drasticamente, spingendola anche a fare il lavoro di cui si occupa e tutta la sua vita. Camilla non ha mai avuto qualcosa di diverso e pensa che tutto vada bene così, anche se, così com’è sembra tremendamente sbagliato.

Cosa è successo a Sara  quel fatidico giorno? Perché Camilla non riesce a cambiare la sua vita e si lascia trascinare da un vortice negativo che sembra risucchiarla e renderla costantemente infelice? Come la lista delle cose semplici potrà cambiare, finalmente, la sua vita?

Nonostante siano passati vent’anni, la chiesa è ancora gremita. E’ una cosa che mi stupisce sempre. Sarà che quando muore un bambino la gente si ricorda che esiste il male. E quindi anche il bene. Perciò, ogni tanto, conviene farsi vedere in chiesa, ché non si sa mai. Questa è l’occasione per guardare il dolore da vicino.  E’ la cosa più affascinante: entrare nel dolore degli altri e guardarlo di traverso, come fanno i gatti quando si strusciano contro lo stipite di una porta fino alla fine della coda per poi entrare in un’altra stanza. Una volta lì, però, se ne infischiano di tutto.

La trama, nonostante io non lo faccia praticamente mai, quando ho visto il libro l’ho letta dall’inizio e alla fine e mi ha davvero incantata. E’ una storia profonda e mi ha incuriosito e quindi sono qui, l’ho letto e mi piace. Una trama che incuriosisce e per chi ama queste storie è il massimo e vi innamorerete di tutto questo, entreranno nel vostro cuore.

La copertina è davvero dolce e significativa. Le due sorelle che sono una avanti all’altra che si seguono l’un l’altra e sanno, in quell’età innocente di avere sia tutto il tempo del mondo, sia di poter fare quello che si vuole nella vita. E’ un’immagine spontanea, che rimanda ai giochi da bambini che tutti amavamo a quell’età. Il titolo della storia è l’epicentro di ogni cosa che c’è in questo volume. La lista delle cose semplici è la lista che Camilla e Sara avevano fatto da bambine ma che non hanno potuto mantenere perché Sara è morta. E Camilla l’aveva dimenticata, nella sua stanza che ormai ha lasciato da diversi anni. E ora che quella lista torna a galla, cosa succederà?

white and black striped textileL’ambientazione è italiana e l’epoca è moderna anche se non si mantiene solo sull’odierno ma passa al 1996 e agli anni in cui Camilla e Sara sono bambine, prima della morte di Sara, quando è morta o comunque ricordi dell’infanzia che hanno segnato Camilla nel profondo.

Con in mano la lista scritta da me e da Sara, qui, dentro la mia stanza, ho la conferma di quello che penso da tutta la mia vita: non si deve mai tornare nei posti o nei pensieri in cui si è stati felici. Si rischia di provare delle emozioni. Di sentire qualcosa. Io sto così bene con addosso il mio mantello dell’invulnerabilità. Cosa ci guadagnerei a stare lì? Ad andare a cercare una Camilla che è morta e sepolta da vent’anni proprio tra queste mura, in questa casa, in questa camera?

I personaggi di questa storia non sono tanti. Conosceremo attraverso gli occhi della protagonista: Tea, la sua migliore amica; i genitori della giovane, Epifanio il capo della redazione della redazione in cui lavora e Andrea, il fidanzato.

Camilla, però è la protagonista principale di questa storia e la narratrice di questa storia. Camilla è una donna che lavora per il giornale, che ha un fidanzato che la ama amorevolmente ed ha una famiglia che sembra non sopportare perché ogni volta che rimette piede in casa ripensa a sua sorella gemella morta quando erano bambine. E’ una donna fragile, di sani principi e inquadrata nel lavoro che adora fare ma ha perso il suo lato infantile, il suo lato semplice, ha perso le cose erano un tempo e avrebbero potuto rendere la sua vita èiù bella e più semplice. Ora, sulla soglia dei trent’anni e con la lista in mano, Camilla torna a pensare a sua sorella, che non se n’è mai andata da dentro di lei ma che, con quella lista, le regala speranza e ottimismo, una vita diversa e una nuova prospettiva, più felice.

E’ solo un pezzo di carta, Camilla, non può ucciderti. Ho paura delle cose minuscole. Di quelle che nessuno considera pericolose. E’ una fottuta paura incontrollabile di qualcosa che non c’è ancora e che nemmeno ha un nome, ma esiste già nel mio archivio delle potenziali cose che potrebbero accadermi se decidessi di fare qualcosa che non è stato previsto o pianificato dopo giorni, mesi anni di valutazioni. E’ un foglio scritto da due bambine di undici anni che pensavano che la morte non esistesse. Mi stupisco di quanto può battere il mio cuore. Era molto tempo che non ci facevo più caso.

Il perno centrale di questa storia è La lista delle cose semplici che Camilla trova in una circostanza un po’ strana, andando nella vecchia casa dei suoi, una volta in cui era con Andrea ad andarci, nonostante lei preferisse andarci in solitaria.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, fluido, scorrevole e il libro si legge in pochissimo tempo. E’ una storia che sa emozionare ed apprezzo tantissimo che all’interno della lettura ci siano molti aspetti riflessivi e che l’autrice si intrattiene in punti su cui far riflettere il lettore in profondità.

La storia è un viaggio nelle viscere della coscienza e dell’animo di Camilla così come nella sua famiglia e nel dolore che l’accompagna da tanti anni e di cui non hanno neanche veramente parlato. E’ la storia di come tutti hanno sempre evitato qualcosa di importante e di cui finalmente prendono consapevolezza affrontando il dolore, le emozioni, la crescita e la vita stessa, sotto diversi punti di vista e sotto differenti modalità. Camilla è rimasta per anni intrappolata in una vita che non sente veramente sua, prigioniera di un dolore che sembra quasi non aver mai realizzato e La lista delle cose semplici arriva in un momento provvidenziale per lei, a ridosso dei suoi trent’anni.

E’ una storia profonda, in cui si mette in risalto non solo gli aspetti dei punti nella lista e il cambiamento che si sviluppa all’interno di ognuno di loro, a partire da Camilla per poi passare anche a suo padre e a suo madre. Il legame di Camilla con il suo papà all’inizio non sembra essere così chiaro ma stupisce dalla prima all’ultima pagina e la storia che lui si ritrova a scrivere emoziona quasi più di tutto. Ho apprezzato ogni singola pagina di questo volume e le tematiche affrontate in maniera dolce e spontanea oltre che estremamente emozionante.

Chi dice di essere felice mente. Perché quando arriviamo in cima allo scivolo, tutto quello che vogliamo scendere senza farci male.

Tratto da vicende autobiografiche, il libro è delicato, audace e commovente. Una storia che tocca l’animo del lettore e di cui consiglio la lettura ad ognuno di voi. Penso potrebbe piacervi, quindi perché non provare?

Lucia Renati scrive qualcosa di sé e ci mette tutta se stessa: il dolore, l’amore, la forza e il coraggio di cambiare. Adesso vi basta prendere un foglio, una penna e pensare a dieci cose semplici che vorreste si mantenessero tali nel corso della vostra vita e di leggerla ogni volta che vi sentite persi o infelici. E’ un libro commovente, che tutti dovrebbero leggere.  

Il mio voto per questo libro è di: 5 Balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate di leggerlo? Siete un pochino curiosi? Fatemi sapere cosa ne pensate, io sono assolutamente curiosa di sapere e di avere vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #506 – LA REGINA DEL NULLA DI HOLLY BLACK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi con una nuova recensione per voi. Ringrazio tantissimo la Mondadori per la lettura del terzo volume della serie e spero che possa piacere anche a voi. Se amate le storie di fate e di regni fatati, questa è la storia che fa per voi. Ecco:

978880472149hig-312x480-1Titolo: La regina del nulla
Autore: Holly Black
Data di uscita: 12 gennaio 2021
Pagine: 264
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sk1Y07
Trama: Lui porterà la corona e il trono alla distruzione. Il potere è più facile conquistarlo che mantenerlo: un’amara lezione che Jude ha dovuto imparare sulla propria pelle dopo aver accettato di liberare dal suo controllo Cardan, il re malvagio, in cambio di un potere sconfinato. Ora la ragazza, Regina degli Elfi esiliata e mortale, ancora sconvolta dal tradimento di Cardan, attende solo il momento in cui potrà riprendersi ciò che lui le ha sottratto. L’occasione propizia si presenta grazie a Taryn, la sua gemella, la cui vita mortale è in pericolo. Per salvarla Jude sarà infatti costretta a fare ritorno alla corte del re e a fare i conti con i sentimenti che prova per lui. Ma nulla è come lo ha lasciato. Una guerra feroce è in arrivo e Jude finisce per esserne coinvolta. Quando poi un maleficio potente e fino a quel momento silente si diffonde, generando il panico ovunque, sarà costretta a scegliere tra la sua ambizione e la sua umanità.

RECENSIONE

1,180 Likes, 26 Comments - Gabriella Bujdosó 🇭🇺 (@gabriella.bujdoso) on  Instagram: “Queen of Nothing . Second post of… | Queen of nothing, Prince  art, Holly blackLa storia ha inizio esattamente dopo la fine del volume precedente, Il re malvagio. Quest’ultimo volume della trilogia ha inizio con Jude nel mondo dei mortali, esiliata dal suo stesso Re Cardan nonostante fosse lei sua moglie, la Somma Regina degli Elfi. Nel suo mondo, dove lei dovrebbe vivere da sempre visto che anche lei è una mortale, se ne sta con sua sorella Vivi, creatura del regno fatato assieme al piccolo erede al trono degli Elfi Farnia, facendo qualche lavoretto per il regno fatato nonostante sia nel mondo dei mortali. Jude si sente esclusa, si sente fuori dal suo mondo e l’occasione per tornare nel Regni degli Elfi si presenta con Taryn, che ha bisogno di qualcuno che menta al suo posto in un’inchiesta e lei è il candidato ideale perchè, oltre ad essere identiche alla sorella, è l’unica che non è soggetta a potere magico e che può mentire al suo posto. E’ così che tutte le carte si mescoleranno nuovamente, cambiando il destino del Regno stesso.

Cosa succederà a Jude non appena si troverà al cospetto del Re Cardan? La riconoscerà? Cosa sta accadendo al Regno magico? Sono vere le voci che girano sul Trono degli Elfi messo a rischio dall’armata guidata da Madoc?

Dicono che i bambini del mondo magico non siano come i bambini mortali. Dicono che non abbiano bisogno di molto amore o di farsi rincalzare le coperte la sera, ma che possano dormire felici buttati nel freddo angolo di un salone da ballo, raggomitolati in una tovaglia. Dicono che non abbiano bisogno di essere nutriti, che si accontentino di leccare la rugiada e di rubare pane e minestra dalle cucine. Dicono che non abbiano bisogno di essere consolati perché è raro che piangano. Ma se i bambini del mondo magico non hanno bisogno di molto amore, i principi del mondo magico hanno bisogno di essere guidati.

La trama della storia è intensa e particolarmente vaga. E non lo dico tanto per dire, anzi è assolutamente un bene visto che è il finale della serie e non avere spoiler già in partenza non è cosa da poco. Ho apprezzato questa cosa e sono felice che sia stata così composta. 

La copertina del volume, come per i volumi precedenti si basa sull’originale e apprezzo molto che non sia stato modificato per tutta la serie. Ovviamente il volume non ha particolarità evidenti e si compone di una struttura semplice ma efficiente. Quanto in copertina rappresenta, invece, esattamente ciò che ci troveremo a leggere. La corona in ombra, quasi risucchiata dal giacchio, simbolo di Jude in esilio e il trono appeso ad un filo con Cardan al limite delle sue possibilità, il serpente – che non vi spiegherò ma che ha il suo significato – e il sangue sulla neve che sembra quasi cambiare … capirete poi perchè (non posso dirvi tutto!). Il titolo è la mera traduzione dall’inglese The queen of nothing che è l’originale. Ho apprezzato molto che sia stato composto questo connubio particolare e se ne da merito alla casa editrice per aver mantenuto tale la cosa.

L’ambientazione si sposta dal regno magico degli Elfi e delle creature fatate, da Insmire al mondo mortale, la storia si dispiega su più fronti e avremo modo di scoprie entrambe le parti ma di concentrarci molto sul regno magico attraverso i luoghi più oscuri oltre che il castello principale dove il Re ha dimora; l’epoca sembra moderna nel mondo mortale – anche se non è specificato. Ovviamente non c’è una data quindi per scoprire la trilogia dovrete partire dal primo volume, Il principe Crudele e farvi un’idea di come vi immaginate questo mondo.

PhantomRin on Twitter | Holly black, Holly black books, Character artDa bambina, sognavo di tornare nel mondo mortale. Io, Taryn e Vivi ripensavamo com’era, al profumo di erba appena tagliata e all’odore di benzina, a giocare ad acchiapparella nel giardino dei vicini e a galleggiare nell’acqua clorata delle piscine d’estate. Sognavo il tè freddo fatto con la polverina e i ghiaccioli all’arancia. Mi mancavano cose terra terra, come l’odore dell’asfalto caldo, i festoni di fili elettrici tra i lampioni, i jingle delle pubblicità. E adesso che sono condannata a restare per sempre nel mondo dei mortali, il mondo magico mi manca come l’aria. È la magia a mancarmi di più. Sono in astinenza da magia. E forse anche dalla paura. È come se passassi le mie giornate a fantasticare, irrequieta, mai completamente sveglia.

I personaggi di questa storia sono gli stessi dei volumi precedenti anche se avremo qualche cambiamento di sorta a livello di carattere o di maturità e di emotività dei personaggi già a noi conosciuti. L’unico personaggio per cui mi aspettavo un plot twist è Taryn ma non c’è stato e mi ha lasciato con non pochi dubbi al riguardo.

Jude Duarte sembra essere determinata esattamente come nei primi volumi ma in questo ha un sete di vendetta di voler tornare al mondo magico più di quanto si possa immaginare. E’ un personaggio forte, indipendente e coraggioso seppur a volte troppo impulsivo e al quale non sono riuscita a legarmi completamente per via del suo attaccamento al trono e al potere come qualcosa di assoluto, di viscerale e che la rende odiosa, soprattutto nella seconda parte del volume. Nonostante questo ho apprezzato la sua forza di spirito e il fatto di insidiarsi nel regno degli elfi pur essendo una semplice mortale e non un essere fatato.

Per quanto riguarda Cardan, sembra essersi rammollito tutto assieme e non rende giustizia al Cardan iniziale del primo volume. Nonostante non abbia amato particolarmente questo personaggio e aver odiato il fatto che nel primo volume fosse pieno di prosopopea e utilizzasse il bullismo verso Jude stessa, in questo volume ha perso di verve a livello caratteriale. Mantiene la forza e la determinazione che lo contraddistingue, così come quella cattiveria e sfacciataggine che lo contraddistingue ma sembra essersi oltre ogni modo rammollito. Il cambiamento è apprezzabile ma il repentino cambiamento spiazza il lettore che conosce il principe dei libri precedenti; sembra, però, essere maturato dopotutto.

«Ho gli incubi. Di quel posto. Il mondo magico. Non riesco a dormire. Guardo la gente per strada e mi chiedo se sono vittime di sortilegi. Questo mondo ha già abbastanza mostri, abbastanza persone che vogliono approfittarsi di me o farmi del male o privarmi dei miei diritti. Preferisco non sapere che c’è un altro mondo popolato di mostri.» «Quindi è meglio non sapere?» le chiedo. Lei si adombra e tace.

Il perno centrale di questa storia sta tutto nel titolo. Jude è una vita che sogna di essere qualcosa di più per il Regno degli Elfi ed ora che ne aveva la possibilità era stata esiliata. Non può essere la Regina del regno ma soltanto una Regina del nulla. Spodestata da ogni cosa ed esiliata, l’opportunità si presenta grazie a Taryn la gemella di Jude, che sembra essere stata un po’ doppiogiochista. Cosa succederà in questo volume conclusivo?

PhantomRin — “the Queen” Jude - “The Wicked King”...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei volumi precedenti, leggero, fluidissimo, semplice e scorrevole scritto in prima persona dal punto di vista di Jude; infatti la storia si legge nel giro di qualche ora. E questo vale sia per questo terzo volume così come per i primi due volumi della serie.

Il world building resta il punto forte della storia per via sia di come è stato pensato e costruito, sia per l’effettiva realizzazione e i movimenti dei personaggi nei luoghi e le descrizioni che ne derivano. E’ interessante la scelta del mondo e delle varie corti all’interno del Regno fatato e delle varie Corti, così come le descrizioni di luoghi, arredamenti e abiti. Questo gioca un ruolo predominante ed è una caratteristica che la Black fa sua.

L’unica cosa in cui l’autrice ha peccato un po’ è nel non voler spargere del sangue in più per rendere il tutto leggermente più credibile e originale, forte e cruente. Tutto si concentra sulla storia di Cardan e di Jude e del Regno degli Elfi da salvare quando si perde di vista la morte di Locke, così come il cambiamento di Taryn nel secondo volume. Mi sarei aspettata la morte di uno dei personaggi, magari non principali ma sarebbe stato interessante il risvolto e il cambiamento che ne sarebbe derivato. E non parlo solo dalla parte del male, questo poteva accadere anche nel bene, ai personaggi vicino ai principali.

Credo che il problema fondamentale della serie sia stato il secondo volume che ha creato una sorta di declino e trasformato Jude e Cardan in maniera differente da come si prospettavano nel primo volume. Comunque, il risvolto di questo terzo volume è interessante e originale ma soprattutto leggero. E’ stata, tutto sommato, una bella lettura.

«Cardan non è stato un bambino facile e con il tempo non ha fatto che peggiorare. Strillava per essere preso in braccio e quando lo prendevo, mi mordeva e scalciava per scendere. Vedeva un gioco e ne era ossessionato finché non ce l’aveva e dopo bruciava tutti i pezzi. Quando non sarete più un suo desiderio, vi odierà.» La guardo. «È la bontà del tuo cuore che ti spinge a mettermi in guardia?» Mi sorride. «Ve lo dico perché ormai non ha più importanza. Siete già spacciata, Somma Regina degli Elfi. Voi lo amate. Lo amavate già quando mi avete fatto domande su di lui anziché su vostra madre. E lo amerete ancora, ragazza mortale, anche quando i suoi sentimenti evaporeranno come la rugiada al mattino.»

Il libro è una buona conclusione di serie anche se negli sviluppi sarebbe stato interessante qualche evoluzione differente da quanto è stato effettivamente sviluppato. Consiglio questo volume, o la serie se non l’avete letta prima, agli amanti degli esseri fatati, dell’Irlanda e delle creature del bosco come maghi, elfi e quant’altro preparandovi ad un’avventura mai letta prima.

Holly Black chiude la trilogia con una storia dal sapore di sangue e magia. Una storia che racchiude la magia, la determinazione e il coraggio in un’unica storia, mettendo il potere sul piatto. Una corona, un regno in rovina e una profezia che potrebbe avverarsi sempre più. Una regina del nulla più assoluto se non di se stessa. E voi, con chi vi schiererete?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ve ne pare? Pensate di leggere questa trilogia o di recuperare questo volume se avete letto i precedenti? Vi aspetto come sempre e vi mando un abbraccio forte!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #505 – UP ALL NIGHT DI GIULIA ARGNANI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Ecco qui con una nuova lettura che ho intrapreso giorni fa. Un libro che spero possa piacere anche a voi e che vi incuriosisca. Acquistato durante il primo lockdown, in offerta, non vedevo l’ora di leggerlo e ne ho approfittato ora che avevo un buchino piccino piccino. Ecco che ve ne parlo:

51vatanqw9lTitolo: Up all night!
Autore: Giulia Argnani
Data di uscita: 21 giugno 2018
Pagine: 172
Link d’acquisto: https://amzn.to/2MVKbgp
Trama: La graphic novel d’esordio di Giulia Argnani (Janis Joplin: Piece of My Heart)!
Come in Janis, è la musica il filo che si snoda per le sue pagine e sottolinea la storia d’amore della fotografa Chiara e della musicista Greta, ragazze che passeranno insieme un anno indimenticabile. Un viaggio che tra momenti di grande felicità e delusioni porterà le due a capirsi meglio.
Il volume contiene un capitolo extra inedito!

RECENSIONE

La storia ha inizio con Chiara che rientra a casa, dopo varie commissioni del periodo pre-natalizio ricco e pieno di impegni. E’ stanca e quando si mette a letto non riesce a dormire perché i pensieri sembrano prendere il sopravvento; è così che decide di uscire e di andare in un locale di musica live dove quella sera si esibisce Greta con la sua chitarra e una canzone che conoscerete sicuramente – ma che non vi dirò. E’ in quel momento, questo strano incontro del destino cambierà la vita ad entrambe.

Cosa succederà a Chiara, ora che ha incontrato Greta? E Greta, donna di mondo dalle certezze ferree, riuscirà a mantenere saldi i suoi cardini o vacillerà? Cosa cambierà fra le due?

ARF! 2018, Edizioni BD: Intervista a Giulia Argnani, autrice di Up All Night  | Fumetti - BadTaste.it

La trama di questa storia è molto, molto semplicistica e nella breve descrizione dice quanto più è possibile sul lasciare indizi per questa storia. Scrivere meno era impossibile ma lo era anche farlo di più, altrimenti si sarebbe finiti in una serie di spoiler non necessari.

La copertina è davvero molto carina e rappresentativa della storia che andremo a leggere, seppur sia in bianco e nero mentre la copertina ci lascia immaginare i colori delle nostre due protagoniste: Chiara che fissa il lettore nella speranza di essere salvata, forse? O di raccontarci qualcosa con lo sguardo? Greta invece è immersa nella sua musica e non sembra neanche accorgersi della ragazza al suo fianco talmente è concentrata. Il titolo della storia è ciò che rappresenta un po’ questa storia. Up all night! ovvero In piedi tutta la notte, è quello che fanno le due protagoniste per via dei concerti e delle serate di Greta che suona in vari locali e Chiara che i ritrova a seguirla fotografando le loro imprese e avventure. Ma non è solo questo che le terrà sveglie, c’è anche l’amore l’una per l’altra che le trascinerà in un vortice che le fa fare le ore piccole praticamente ogni sera.

L’epoca è abbastanza moderna e contemporanea, forse siamo solo indietro di qualche anno, non di più.

a clacca piace leggere...: anteprima ~ up all night

I personaggi di questa storia sono molto pochi e il campo si ristringe alle due protagoniste della storia che ci ritroveremo a leggere, che ci condurranno un passo dopo l’altro attraverso l’incontro tra due persone terribilmente diverse che si trovano in un momento in cui entrambe cercano l’evasione e qualcosa da condividere con una persona dissimile ma terribilmente unica e da non lasciarsi scappare.

Chiara è una ragazza molto chiusa, riservata che vive in casa con i suoi parenti e sua nonna anche se ha una parte esclusivamente per lei. Per la nonna farebbe di tutto infatti annulla spesso tante cose per lei. Ama la fotografia e ha suonato anche dei strumenti seppur sia accaduto quando andava all’oratorio. E’ una ragazza semplice, vulnerabile e anche piuttosto fragile.

Greta fin dal primo momento si presenta come un fiume in piena: le piace divertirsi, viaggiare in diverse parti del mondo e conoscere quanta più gente possibile, si adatta a qualsiasi luogo per vivere e adora la sua musica e dove questa la porta ogni giorno. E’ uno spirito libero, una ragazza di mondo che sente, dopo aver incontrato Chiara, di aver forse trovato il posto in cui fermarsi.

Up all night: musica, passioni e lunghe notti insonni – Lo Spazio Bianco

Il perno centrale di questa storia non è solo la musica o la fotografia, passioni delle due protagoniste ma molto, molto di più. Questa storia è l’imprevedibilità della vita e le sorprese che a volte questa può riservarci. Possono arrivare amore o amicizia, dolore o condivisione, emozioni positive o negative che possono arrivare cos’, all’improvviso. 

Lo stile e la grafica utilizzati sono belli, leggeri e delicati. La storia, come potete vedere dalle immagini allegate in recensione potete vedere che la storia si struttura in bianco e nero ed è molto molto carino nonostante mi aspettavo fosse a colori.

Le tematiche affrontate sono tante, a partire dagli attacchi di panico di Chiara, dall’amore fra le due donne ed io apprezzo molto il fatto che la storia abbia tematiche LGBTQ+, così come si parla di amicizia, di dolore e di grandi sentimenti importanti. Il più importante sembra essere il destino: ogni giorno ci confrontiamo con diverse realtà e incontriamo tante persone ma quanti sono davvero in grado di cambiare la nostra vita seppur per un breve e intenso attimo?

Questa è la storia di due donne in cui il destino regala qualcosa di intenso e bellissimo che può durare un secondo o una vita. Ma che importa? L’importante è viverlo a pieno, no? Una storia che saprà catturarvi, fidatevi.

IoVoceNarrante - Dalla parola all'immagine: Up all night una storia d'amore  a ritmo di musica

Il libro in questione è stata una lettura inaspettata. Nonostante il finale non sia come me lo aspettavo mi è piaciuto molto di più di come invece poteva finire. Una graphic novel romantica e dolorosa che affronta diverse tematiche importanti e che ci lascia con un dolce velo di malinconia.

Giulia Argnone ci fa viaggiare quasi fossimo su una giostra mostrandoci tanti sentimenti quanto un inverno può darci e quanto la vita stessa riesce a donarci, regalandoci persone, ricordi da costruire, la musica e tantissime cose belle ma che può regalarci contemporaneamente anche il dolore, la nostalgia e la malinconia del tempo che scorre – a volte fin troppo veloce.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

Senza titolo-1

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Se amate le graphic novel e la musica, questa storia fa per voi! Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©