RECENSIONE #383 – TI AMERO’ DA QUI DI VANESSA SOBRERO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con un’altra recensione per voi. Spero che possa piacervi visto che è stata una completa novità anche per me. Ho scoperto questo libricino tra le offerte di Amazon di questi giorni e ne ho approfittato, visto che le poesie mi piacciono ho deciso di darle un’opportunità. Ve ne parlo subito:

41ityezmhcl._sx322_bo1204203200_Titolo: Ti amerò da qui
Autore: Vanessa Sobrero
Illustratore: Chiara Turati
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2020
Genere: Poesie
Pagine: 120
Prezzo: 12.00/ ebook 0.99
Editore: Self-publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QOUotJ
Sinossi: “C’è una canzone francese che dice: mi fai ballare sulla punta delle dita, come una sigaretta. Ed è così che l’ho sempre vissuto io l’amore, come una sigaretta che viene tenuta in una mano, fatta ballare, baciata, consumata e poi gettata via. Ma non tutto l’amore è fatto per essere consumato e gettato via, non tutto l’amore è fatto per andarsene. Ci sono amori che restano: le amicizie.
Non mi piacciono le virgole e non credo nella punteggiatura. Mi piacciono gli spazi, i vuoti in cui lasciar cadere le parole, in cui far riecheggiare i silenzi. Mi piace fare a pezzi i versi e lasciarli spezzati, un po’ come me.
E un po’ come te, credo.
Queste poesie sono per te, che hai avuto il cuore spezzato a metà, in tre quarti e in un milione di pezzi. Per te che hai amato da dietro un angolo, o da chilometri di distanza. Per te che ti sei illuso, che hai amato l’inafferrabile con speranza.
Per te che sei rimasto.”

RECENSIONE

Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls: Segnalazione: TI AMERÒ ...La raccolta di poesie è piccola e semplice. Vanessa Sobrero ci conduce in un viaggio alla completa ricerca dei sentimenti, l’amore prima di tutto. L’amore conduttore principale di questa raccolta che si snoda in tre grandi canali: AMARE ANDARSENE e RESTARE.

Insieme alle illustrazioni di Chiara Turati, l’autrice ci mostra il suo mondo e si denuda di tutto ciò che prova effettivamente mostrandoci sopratutto il suo lato debole, lo stesso poi, che la rende forte.

Cosa ci si può aspettare da questa raccolta? Lo scopriremo insieme, venite con me.

ho baciato
con i miei occhi
le linee spesse del tuo volto
così tante volte
che i miei sogni
sono il tuo ritratto.

La trama è stata quella che mi ha catturato più di ogni altra cosa e penso che riesca a raggiungere il cuore di ogni buon lettore amante delle poesie. E’ stata proprio questa a convincermi a comprare il piccolo volume in ebook ed è proprio questa che spero vi convinca e vi induca a leggere il libro. Non c’è niente di più vero delle parole di Vanessa.

La copertina è molto dolce anche se, rispetto a tutti i disegni e le illustrazioni che troviamo all’interno della raccolta, questo è quello che mi piace meno. Comunque lo ritengo assolutamente rappresentativa del volume vista la ragazza che tiene il so cuore stretto anche se vorrebbe donarlo a qualcuno. Il titolo è dolce e raccoglie tutto quello che l’autrice comunica con questa raccolta. Io Ti amerò da qui, qui dove sono. Un po’ alla “Io ti amo ma è giunto il momento in cui mi fermo ad aspettare te”, mettiamola così, in termini molto spicci.

il tuo sguardo
mi attraversa
come
la notte
attraversa
le vetrate vuote
dei negozi.

Cover Reveal: Ti amerò da quiIl perno centrale della raccolta è l’amore per la maggior parte legato alla sofferenza di averlo perso o del fatto che sia distante o semplicemente non più corrisposto. La sofferenza di aver amato un qualcuno che 

Lo stile utilizzato nella raccolta è molto semplice e devo dire di aver apprezzato molto la sua raccolta se non fosse giusto per una nota dolente. Ci sono delle parti in cui nelle poesie si diventava ridondanti e molte cominciavano a somigliarsi l’un l’altra. “Meraviglioso, bellissimo” come anche per altro che viene scritto. Sembra in alcuni punti essere ripetitiva perdendosi quasi in un bicchiere d’acqua. Ci sono delle poesie bellissime, meravigliose e ci sono delle poesie che, leggendole non riuscivo a capire se l’avevo già letta – e questo lo dico perchè si somigliano fra loro. Per fortuna questo accade in una parte breve e solo per quanto riguarda la prima parte dell’opera.

AMARE ANDARSENE e RESTARE sono le tre parti in cui è suddivisa la raccolta. Nella prima parte troviamo la parte più struggente, quella in cui si ama ancora e ci si accorge sia della mancanza che di quanto si stia soffrendo per questo. Nella seconda parte, chiamata ANDARSENE , inizia la consapevolezza in cui ci si accorge che la sofferenza resta solo tale se non c’è qualcuno dall’altra parte a condividerla o se non c’è nessuno che combatte con te per essa e per l’amore che ogni giorno si tenda di dare. Si comincia a pensare a quanto sia rimasto di tutto quello che abbiamo provato nella prima parte e a quanto sia effettivamente giusto. RESTARE è breve, semplice ma è la parte sicuramente più importante dell’opera. Quella in cui ci si rende conto che la cosa più importante siamo noi e noi soltanto e se non ci amiamo prima noi e non capiamo quali sono le nostre priorità, allora non siamo in grado di amare come vogliamo neanche gli altri ne di renderci conto di cosa ci fa male e cosa no o, ancora, di cosa è giusto per noi.

La chicca che rende speciale questa raccolta sono i disegni. Questi, rendono ancor più potente la poesia e la scrittura dell’autrice rendendo tutto leggero, magico e unico. Complimenti alla disegnatrice perchè il tocco è leggero e meraviglioso.

e mi sei rimasto incastrato
tra le costole
tra le gambe
sulle labbra
senza
ancora
nemmeno 
toccarmi.

Il libricino è una raccolta piccola e contenuta che con i suoi disegni vi emozionerà ancor di più. Personalmente ritengo che l’autrice ha parecchio potenziale e deve cercare di lavorare molto sulla non ripetizione di alcune cose. Su delle poesie ha colpito dritta al cuore, mentre su altra si è persa di più. Consiglio comunque la lettura, sicuramente.

Vanessa Sobrero è in grado di trascinarci nel dolore dell’amore cogliendone le sue sfumature e di mostrarci sia quello che ne deriva da questo, sia la rinascita. Un percorso leggero che in punta di piedi assieme ai disegni di Chiara Turati rendono questo libro genuino e sicuramente originale. Una ragazza che ama da lontano, che ama da QUI e spera che, presto o tardi ci sia qualcuna che la raggiunga in quel posto.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #382 – IL FUOCO DI LAURA BATES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, vi porto una nuova recensione e ringrazio la Rizzoli editore per avermi permesso di leggere questo volume., che spero davvero possiate prendere in considerazione, perchè è stata davvero una lettura interessante e che tutti dovrebbero leggere. Ecco a voi che ve lo presento:

4616561-9788817144223-285x424-1Titolo: Il fuoco
Autore: Laura Bates
Pagine: 352
Data di uscita: 4 Febbraio 2020

Link d’acquisto: https://amzn.to/39MyaQ8

TramaAnna ha cambiato città, buttato il telefono e chiuso tutti i suoi profili social. Nulla sembra legarla al passato in cui è accaduto l’”incidente” che ha spinto lei e sua madre a trasferirsi dalla grande città in un incantevole villaggio della costa scozzese che sembra vivere fuori dal tempo. Non è facile costruirsi delle nuove amicizie e una nuova vita, ed è proprio quando pensa di avercela fatta, di non essere più sola, che tutto precipita. Mentre deve fare i conti con il passato e con l’inferno in cui si sta trasformando il presente, non è un caso che Anna si appassioni alla storia di Maggie, una ragazza che, secoli prima, era stata accusata di stregoneria in quello stesso villaggio. Due storie, le loro, che s’intrecciano a distanza di centinaia di anni e che testimoniano come una diceria possa dar vita a un’insensata caccia alle streghe, allora come oggi.

RECENSIONE

close view of bonfireLa storia ha inizio con il trasferimento di Anna Clark nella sua nuova scuola nel piccolo paese di Saint Monans. Si trasferiscono, sia per il nuovo lavoro della madre, sia per ciò che è accaduto nella vecchia scuola di Anna, per cui sua madre ha pensato bene che andarsene e cambiare aria sarebbe stato migliore entrambi. Non è così semplice adattarsi ad un nuovo ambiente e farsi nuove amicizie ma Anna riesce ad appassionarsi, tramite un progetto scolastico, alla storia di una donna locale di nome Maggie che secoli prima era stata accusata di stregoneria. E più Anna comincia a scavare nella storia, più la storia la sente sua perchè il passato per quanto possa essere passato torna a farle visita e cerca nuovamente di distruggerla.

Riuscirà Anna ad uscire da ciò che si porta dietro dalla sua vecchia scuola? Riuscirà a ricostruire il caso di Maggie restituendole la dignità perduta nel suo secolo? Cosa la lega tanto a Maggie e cosa è successo davvero nella vecchia scuola?

Quando avevo undici anni, il mio insegnante di inglese mi disse ce il fuoco è come una tigre: immagino ci stesse facendo una lezione sulle similitudini. Affermò che una tigre è arancione e feroce e balza in avanti, e che può essere bellissima, ma anche letale. Mr Watson si sbagliava. Il fuoco è mille volte più letale di una tigre: non lo puoi fermare con una pallottola o un recinto, e distrugge tutto ciò che incontra sulla sua strada.

La trama è ben scritta e rappresenta assolutamente la storia. Non racconta più di quello che deve e suscita sicuramente curiosità, quindi sicuramente un’ottimo lavoro. Fin dal primo momento ero curiosa riguardo questa storia, quindi non posso che essere soddisfatta della scelta.

Risultato immagini per laura bates the burningPer la copertina originali ci sono due edizioni, una che è uguale a quella utilizzata in Italia, l’altra invece, riprende in parte la copertina originale, a variare molto sono i colori assunti all’interno della stessa. La trovate qui di lato. Personalmente preferisco l’altra versione, quella che abbiamo utilizzato anche per l’Italia. Il titolo originale, come vedete è The Burning che sta per “L’incendio” e non per Il fuoco. 

L’ambientazione è Saint Monans, un piccolo paesino scozzese di poche anime. Anna si trasferisce lì da Birmingham. L’epoca è moderna ma avremo modo di conoscere anche un’altra epoca nel frattempo, quella in cui vive Maggie, intorno al 1600 – 1700. Due storie che si intrecciano nonostante secoli di differenza.

A piece of dangling pearl and flowers jewelry.

La parte peggiore non sono le parole. Sono i nomi. Ogni commento affianca una foto in miniatura di qualcuno che conosco. Con cui sono andata a scuola per anni. Qualcuno che avrei definito amico. Che si trovava accanto a e con un panno in testa nel presepe della scuola elementare o con cui ho scambiato occhiate spaventate mentre sudavamo sopra i fogli delle simulazioni di esame. (…) Qualcuno che conosce tutte queste cose di me e ugualmente pensa che io meriti quelle parole. Quand’è che è scomparso tutto il resto della mia vita?

I personaggi di questa storia che vengono posti in evidenza non sono molti. Abbiamo quasi sempre la nostra protagonista Anna Clark, che si scontrerà con una donna del passato Maggie, uccisa per stregoneria. Che connessione hanno queste due donne? Lo scopriremo all’interno di questo volume.

Anna Clark ha lasciato la vecchia scuola per via di un fatto increscioso e questo non è neanche il suo vero nome, o almeno non è il suo vero cognome. E’ una ragazza insicura, che vorrebbe solo delle amicizie vere e che si appassiona subito alla storia di una donna locale che è stata accusata di stregoneria, per via di un progetto scolastico. Anna è una protagonista che potrebbe essere una ragazza qualunque al liceo, una delle tante fragili anime che girano nei corridoi e cercano solo qualcuno che li apprezzi per ciò che sono. E’ una ragazza che si è fidata, che ha commesso un errore e quello soltanto.

Maggie è una donna del luogo che, secoli prima, è stata accusata di stregoneria solo per aver commesso l’errore di aver amato l’uomo sbagliato. Anche lei si è fidata di una persona e quella stessa persona l’ha tradita. E’ questo che unisce questa donna locale, semplice e buona ad Anna Clark.

«Lo scoprirà mai qualcuno?» Alza le mani come un predicatore che si rivolge alla comunità di fedeli. «CHI E’ ANNA CLARK?» Le gente ride e applaude mentre Louise si siede, e io rido e scuoto la testa, facendo finta che sia tutto un grande scherzo. Le mie budella però, si stanno docilmente accartocciando, come se fossero di carta velina e qualcuno avesse dato fuoco agli angoli.

person walking of fireIl perno centrale di questa storia è l’incidente di Anna e le etichette che una persona attacca ad un’altra solo per una diceria o per un fatto che accade e questa diceria viaggia, si espande, si propaga e come il fuoco niente riesce a fermarlo se c’è solo chi lo alimenta.

Lo stile utilizzato dall’autrice è molto semplice e fin dalle prime pagine noterete quanto sia scorrevole il testo oltre al fatto che la storia è estremamente coinvolgente.

La tematica trattata nel volume, per quanto riguarda quello che succede alla protagonista, è assolutamente importante e attuale. Non voglio spoilerarvi di che si tratta perchè è sicuramente da leggere e da scoprire. Dico solo come ho detto fino ad ora: si tratta di fiducia e di una diceria che si trasforma in fuoco e questo fuoco arde forte se viene alimentato bene. 

Il legame che l’autrice è riuscita a creare fra Anna e la donna accusata di stregoneria in quel paese, Maggie, è sorprendente. Nonostante le storie sono diverse e sembrano non essere effettivamente connesse fra loro, mano a mano anche il lettore si accorgerà della connessione che c’è fra le due cose e che praticamente ancora oggi succede quello che succedeva allora. Non si viene accusati di stregoneria o bruciati vivi ma anche oggi si tende ad umiliare fino allo stremo – e a volte questo porta anche molte persone al suicidio oltre che alla depressione o alla solitudine. L’autrice lancia un messaggio forte e potente, che spero voi leggiate e decidiate di prendere in considerazione.

Ho apprezzato il fatto della collana e come Anna riesca a percepire Maggie in lei. E’ stato una storia autentica, che ho sentito sulla pelle e sembrava quasi di vivere le emozioni e il disagio sia della protagonista ma anche della donna accusata di stregoneria. Molto incentrato sui sentimenti, Il fuoco vi entrerà dentro per restare. Un ottimo lavoro, davvero.

Fisso il fuoco, scorgendovi delle ombre che non sono pronta ad affrontare, facce che non sono pronta a ricordare. E una foto, un’immagine che balugina e ondeggia di fronte a me, gialla e arancione, prendendo fuoco più volte nei miei occhi.

Lasciatemi dire: FINALMENTE. Finalmente, dopo una serie di libri che mi entusiasmano più o meno, eccone uno che mi entra nel cuore e fa centro al primo colpo. Il libro è una vera e piccola perla preziosa che chiunque dovrebbe leggere, soprattutto in età adolescenziale. La consiglio comunque a tutti, sicuramente un buon libro.

Laura Bates scrive una storia attuale che colpisce fin nel profondo l’anima del lettore. Una diceria che unisce due anime in due secoli differenti distruggendo tutto intorno a loro come se un fuoco che brucia qualsiasi cosa. Una storia che è fuoco stesso, da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

TEASER TUESDAY #55

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Come va la vita in casa? Io continuo a lavorare e da domani, invece di fare smart working con tutta probabilità rientriamo tutte in ufficio. Staremo a vedere come va la questione ma la vedo molto dura. Nonostante questo, vi porto questa rubrica, ideata da Should be Readingil Teaser Tuesday! Lo spiego sempre in cosa consiste il (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
 spoil
er!
 Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri!)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.


519t5dailbl._sy445_ql70_ml2_Questa settimana ho in programma di leggerne tre per cui vi parlerò per primo di un volume leggero ma spero interessante, essendo un secondo volume. Sto parlando di La Leggenda dei Quattro – Il clan delle tigri di Cassandra O’Donnell.

Ecco lo spezzone:

– Non gliel’ho chiesto: l’ho supplicata di aiutarmi -rettificò Bregan. Clea spalancò gli occhi, sorpresa. Il principe dei Taigan non era certo il tipo che supplicava qualcuno. Era troppo fiero, troppo orgoglioso per abbassarsi a… No, impossibile, eppure qualcosa nel suo sguardo diceva che non stava mentendo. – Perchè, Bregan? Cosa vuoi? Cosa ti aspetti da me? Lui la scrutò a lungo. – Lo sai benissimo cosa voglio.  Clea distolse lo sguardo – Non posso dire nulla. – Dov’è Maya?

 


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Altro libro che leggerò in settimana è Mi mancherai all’infinito di Mattia OllerongiS edito Sperling&Kupfer, un libro che spero possa piacermi anche perchè promette bene ed io sono parecchio ispirata. Spero mantenga le mie aspettative, sono fiduciosa.

Ecco a voi un piccolo pezzo all’interno del volume:

Sei di chi

magari non trova le parole

per dirti ciò che prova,

allora te lo dimostra

(e forse è meglio così)


41ityezmhcl._sx322_bo1204203200_Altro libro che vorrei leggere è una piccola raccolta di poesie che ho acquistato su Amazon in ebook in questi giorni e che spero sia molto bellina visto che mi ha attirato appena l’ho vista. Ti amerò da qui di Vanessa Sobrero. 

La poesia è la stessa che trovate su amazon se deciderete di acquistarlo. Io sinceramente mi sono affidata molto a senso ma la trama mi ha convinto quindi spero anche questo rispecchi le mie aspettative. Ecco a voi:

“ho baciato
con i miei occhi
le linee spesse del tuo volto
così tante volte
che i miei sogni
sono un tuo ritratto.


Che ne pensate? Vi piacciono? Quale dei tre fa più per voi? Fatemi sapere mi raccomando che io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

 

 

 

RECENSIONE #381 – TI CHIAMO DOMANI DI RITA PETRUCCIOLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon lunedì miei prodi seguaci! Nonostante sia a lavoro a studio in questo momento, la recensione si auto pubblicherà come sempre e sono qui per portarvi una nuova recensione che spero apprezzerete. Una Graphic Novel semplice ma carina che in questi giorni dovreste trovare anche in offerta. E’ così che io l’ho acquistata sullo store kindle e sono felice dell’acquisto fatto. Edito Bao Publishing, spero che possa incuriosirvi. Ecco qui:

4180io-9gulTitolo: Ti chiamo domani
Autore: Rita Petruccioli
Pagine: 144
Data di uscita: 30 maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Qt5GUs

Trama: Due sconosciuti in un camion, da Tolosa alla Sabina. Due giorni di viaggio, i silenzi, le domande. Due storie che, raccontate ad alta voce, fanno capire a entrambi che a volte bisogna guardarsi con gli occhi di un altro, per decidere che qualcosa deve cambiare.

RECENSIONE

La storia  ha inizio a Tolosa, la giovane Chiara si sveglia nel bel mezzo della notte e decide di chiamare suo padre perchè vuole tornare a casa, in Sabina, nei pressi di Roma. La ditta di trasporti per cui lavora suo padre gli permette un viaggio veloce assieme ad un camionista di fiducia che passa di là e viaggia verso Roma. Chiara vuole tornare a casa e trova un passaggio da un camionista di nome Daniele, un tipo chiuso e schivo.

Cosa succederà durante il lungo viaggio di Chiara? Cosa l’ha spinta a partire così improvvisamente? Cosa imparerà da Daniele? E cosa Daniele imparerà da lei?

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La trama è semplice e visto la piccola entità della storia che riprende un piccolo momento della vita che a volte può essere un semplice attimo in cui si decide di porre la vita davanti a delle scelte importanti. Un semplice momento che può cambiare tutto o niente.

La copertina del volume è unica e meravigliosa e sicuramente rappresenta la storia sotto vari aspetti, la vista di Chiara dal finestrino del camion di Daniele mentre è in viaggio e riflette su ciò che l’ha portata ad andarsene da Tolosa tanto in fretta. Il titolo è assolutamente in linea con la storia e la copertina e di sicuro rappresenta il fulcro di tutto, ciò da cui tutto ha avuto inizio.

L’ambientazione parte da Tolosa e si propaga lungo l’autostrada che va da Tolosa alla Sabina romana, un lungo viaggio che apporterà nuove consapevolezze; l’epoca è assolutamente moderna, al giorno d’oggi.

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I personaggi di questo volume sono coloro di cui vi ho parlato anche all’interno della trama. Due personaggi che all’apparenza e all’inizio sembrano non molto convinti l’uno dell’altro ne di se stessi ma che al lettore, nel loro piccolo appariranno molto chiari.

Daniele è un tipo schivo, chiuso che ama stare per i fatti propri. Non ama molto parlare di se ne del suo passato ed è evitato da tutti i camionisti della società per il semplice fatto che non sembra sia molto affidabile. Fidatevi di me, amerete questo personaggio.

Per quanto riguarda Chiara, è un personaggio assolutamente adorabile. E’ una ragazza che ama divertirsi, vorrebbe innamorarsi come si deve ed ha paura ed incertezza su ciò che l’aspetta nel futuro. Ama Il deserto dei tartari ed è una ragazza che con delle piccole cose ama personalizzare luoghi o posti in cui va per renderli molto più simili a casa sua. Una ragazza insicura, che vi stupirà.

Risultato immagini per TI CHIAMO DOMANI DI RITA PETRUCCIOLI

Il perno centrale di questa storia risiede proprio in quel Ti chiamo domani. Il semplice momento in cui Chiara fugge si rende conto che tutto ciò che aveva appena promesso era sbagliato, tutto ciò che stava vivendo era sbagliato ma piuttosto che affrontarlo fugge lasciando tutti con un Ti chiamo domani. La connessione con l’anima di Daniele, uomo chiuso e schivo trasformeranno quel piccolo lato insicuro e incerto di Chiara. Una storia semplice ma originale e unica nel suo genere.

Per quanto riguarda la grafica del volume è molto basic, i colori si mantengono su una scala di azzurro, blu e qualche tonalità di giallo e rosa, mantenendosi sul pastello e lasciando alle persone le tonalità di bianco e mantenendo l’azzurro solo per quanto riguarda i racconti e i ricordi del passato.

Lo stile utilizzato in questa storia, ripeto, è molto semplice, la storia non è particolarmente lunga ma al suo interno, anche nelle sue piccole cose potrete scorgere sentimenti unici e contrastanti, due persone sole con due età differenti, con due caratteri e due modi differenti di reagire alla vita, in una posizione scomoda. Forse però, affrontare queste cose in due e confidarsi non è una soluzione così sciocca o futile, anzi, trasmetterà ad entrambi un messaggio che sarà importante ognuno per la propria causa. Una storia profonda, sia per quanto riguarda Chiara che per Daniele. Da leggere.

Risultato immagini per TI CHIAMO DOMANI DI RITA PETRUCCIOLI

Il volume è un piccolo gioiello che, nonostante non trasmetta una storia chissà quanto lunga, la compensa per intensità. Un libro che prende un piccolo attimo di quotidianità e lo trasforma in un momento di confessione e di redenzione verso se stessi, perdonandosi di ciò che si è fatto e ciò che non è lo stato.

Rita Petruccioli con la sua graphic novel ci trasmette sentimenti contrastanti, emozionando il lettore sotto aspetti differenti e unendo due anime sole in un momento che non dimenticheranno tanto facilmente.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #149 – GOCCE DI MEDITERRANEO, SCORCI POETICI DI SARA BORTOLUZ.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state miei bei lettori? Sono felice oggi di portarvi una nuova segnalazione che spero possiate apprezzare come le precedenti. Questa volta si parla di poesie, quindi, amanti elle poesie fatevi avanti. A voi:

Risultato immagini per Gocce di Mediterraneosottotitolo: Scorci poeticiTitolo: Gocce di Mediterraneo
sottotitolo: Scorci poetici
Autore: Sara Bortoluz
Editore: Santelli
Genere: Poesia
Data uscita: 12 giugno 2019
Pagine: 128
Prezzo cartaceo: 9,90 euro

SINOSSI: Gocce di Mediterraneo è una raccolta di 46 poesie e ‘scorci poetici’, che coniugano l’elemento paesaggistico e culturale con la dimensione filosofico-introspettiva, suddivisa in quattro sezioni: Arpeggi, Antichi miraggi, Colori e fragranze e Raggi di luna. I temi affrontati spaziano dal significato della vita all’amore, dai temi ambientali e sociali alla fugacità del tempo, dalla più schietta realtà ai reami del sogno, dalla nostalgia per il passato all’apprensione e alla curiosità per il futuro. Protagonista incontrastato è il Mediterraneo, scrigno di inesauribili meraviglie e custode silenzioso di miti e
leggende, che non si presenta come un solo paesaggio, ma piuttosto un insieme di paesaggi, ciascuno con le proprie manifestazioni e sfumature, le proprie civiltà e la propria cultura, che fanno diventare i paesaggi fisici paesaggi dell’anima. Tante piccolissime gocce diverse tra loro formano il mare. Tra le sue onde l’anima vibra, si increspa e si specchia liberandosi dalle catene della razionalità per abbracciare l’infinito in una spontanea e sincera comprensione di sé stessa. La riflessione poetica scaturisce da questa cornice: il Mediterraneo è lo spunto per un cammino alla scoperta di un vivace caleidoscopio di emozioni e di sensazioni che si originano dal mondo tangibile per poi fuggire sulle ali dell’invisibile.

BIOGRAFIA AUTRICE

Sara Bortoluz è nata a Feltre (BL) nel 1990 dove vive tuttora. Laureata in Lingue e civiltà moderne e contemporanee presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e successivamente in Relazioni internazionali presso il medesimo ateneo, si interessa di tematiche legate alla cooperazione internazionale e alla diversità culturale. Ha pubblicato alcuni articoli in riviste e blog di attualità e in newsletter di ONG, come ad esempio Citizens Rights Watch di Londra. Alcuni dei suoi racconti e poesie sono apparsi su blog e in antologie di
autori vari.


Che ne pensate? Fatemi sapere se può piacervi! Vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #380 – QUESTO OSCURO DUETTO DI VICTORIA SHWAB.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente riesco a portarvi la recensione di questo libro di cui, dovete scusarmi il ritardo ma ci sono stati eventi nell’intermezzo e con il lavoro è slittato tutto. Ho letto il primo volume di questo libro in lingua originale e non mi ha convinto davvero del tutto ma sono speranzosa per quanto riguarda il secondo volume. Ringrazio la Giunti editore per avermi permesso la lettura. Ve ne parlo subito: 

downloadTitolo: Questo nostro oscuro duetto
Autore: Victoria Schwab
Genere: Fantasy
Data di uscita: 8 gennaio 2020
Pagine: 413
Link d’acquisto: https://amzn.to/39HMlpQ
TramaNel secondo e ultimo episodio della serie Monsters of Verity torniamo nelle strade infestate dai mostri, tra giochi di potere e nuovi intrighi. – Ma Kate Harker non ha paura dei mostri. Li caccia, li uccide ed è anche brava. Ora Kate vive a Property e combatte. August Flynn, il mostro che bramava di diventare umano, ora vive a Verity e combatte. Le loro strade sono destinate a incontrarsi di nuovo. Così come i loro cuori. Ora, infatti, la guerra è iniziata. I mostri stanno vincendo. E uno nuovo mostro li sta aspettando – uno che si nutre di caos e fa emergere il lato oscuro delle sue vittime. Kate deve tornare a Verity. August dovrà lasciarla tornare.

RECENSIONE

person in black hoodieLa storia riparte qualche tempo dopo la fine del volume precedente. Kate è scappata da Verity e vive ormai a Prosperity, dove è riuscita anche a farsi degli amici. A lei sembra ancora strano tutto ciò che la circonda ma a farle compagnia nella monotonia sono i Mostri che decidono di comparire anche a Prosperity. E’ lì che si metterà a caccia e questa stessa caccia la riporta a Verity, dove August è a capo di una squadra, anche lui a caccia di mostri. Entrambi sembrano essere cambiati ma entrambi combattono per la stessa identica causa. 

Riuscirà August a ritrovare se stesso, tornando quello che voleva essere un umano? Riuscirà Kate ad uscire dal labirinto che la riconduce e la condanna al suo cognome?

Amica. La parola le rimbalzò contro le costole, così forte da lasciarla senza fiato. Perchè lei conosceva un segreto: c’erano due tipi di mostri, quelli che infestavano le strade e quelli che vivevano nella tua mente. Lei era in grado di combattere contro i primi, ma i secondi erano più pericolosi. Erano sempre, sempre un passo avanti a te. Non avevano denti o artigli, non si nutrivano di carne o di sangue o di cuori. Semplicemente, ti ricordavano cosa succede quando apri il tuo cuore a qualcuno.

La trama è semplice e non rivela quasi nulla di ciò che accade se non che i due protagonisti saranno costretti ad incontrarsi nuovamente ma con delle consapevolezze diverse rispetto quanto riguarda il volume precedente. Non è una trama particolarmente interessante ma almeno non spoilera niente e credo sia giusto così.

La copertina è molto bella e riprende il precedente che ho letto quindi direi Top, sicuramente anche se non comprendo la retromarcia della Giunti riguardo le copertine. La prima fu pubblicata con la versione Uk, questo secondo volume con la versione USA ed è stata anche modificata la copertina del primo volume. Comprendete bene però, che chi ha già il primo volume si ritrova con una serie con due copertine che fra loro non ci azzeccano proprio nulla. Un mistero profondo. Il titolo è stato semplicemente riproposto, come l’originale apponendo la traduzione come sottotitolo. Niente di più niente di meno. Forse la scelta migliore in questo caso.

L’ambientazione ha inizio con Prosperity e si ritorna a Verity, la città partorita dalla mente dell’autrice suddivisa fra nord e sud, come nel primo volume in cui la suddivisione si sente davvero poco perchè la città è chiusa ed in quarantena per via dei Mostri che la popolano; l’epoca è indefinita anche se sembra moderna da quel che ne risulta.

«Te lo sto raccontando, no? Ogni tanto qualcuno combina qualche casino. La tensione sale, si commettono degli errori. In questi casi non danno altri esempi. Quando succede, il soldato sparisce e basta. Tra di noi c’è un detto: Soro viene per i cattivi, Ilsa si occupa dei pentiti». Conclusero un altro giro di pista prima che Kate parlasse di nuovo. «E August?» Colin ansimava: «Che cosa vuoi sapere?» «Be’, se Soro raccoglie le anime dei cattivi e Ilsa quelle dei pentiti, August quali raccoglie?» Mony sbuffò: «Quelle di tutti gli altri».

brown violinI personaggi di questa storia sono diversi e ce ne sono di nuovi ma i principali restano comunque coloro su cui ruota tutta la storia. Ci saranno nuovi mostri come Alice, Soro e conosceremo meglio Isla. August e Kate sembrano essere cambiati entrambi.

Kate è più forte, audace, combattiva, la degna figlia di suo padre nonostante abbia una costante paura contro i mostri. E’ una tipa tosta, ha scoperto cosa vuol dire avere degli amici e cerca in August ciò che sperava di aver lasciato quando era andata via da Verity.

August non è più lo stesso da quando Kate è andata via. Sente la voce di suo fratello Leo nella sua mente, non riesce più ad essere il mostro che voleva essere umano ma riesce ad essere solo ciò che effettivamente è: un Sunai. Suona la sua melodia dal violino e cattura le anime, tutte quelle che gli altri non riescono a catturare. E’ un personaggio particolare e fragile, forse molto di più di quanto non lo sia Kate.

«Una volta ti ho odiato disse lei all’improvviso». August alzò la testa di scatto. «Come?» «Quando ci siamo incontrati. Ti ho odiato. Sai perchè?» «Perchè ero un mostro?» «No. Perchè volevi essere umano. Avevi tutto questo potere, tutta questa forza, e volevi gettare via tutto… e per cosa? Per l’occasione di essere debole, inerme. Ho pensato che eri un’idiota. Poi però ti ho visto bruciare vivo, per questo sogno. Ti ho visto andare in pezzi, per tenerlo stretto, e allora ho capito qualcosa. Non si tratta di cosa sei, August, si tratta di chi sei, e quel ragazzo stupido, pieno di soni, quello non era un errore, o un’illusione, o uno spreco di energia. Eri tu». Si chinò in avanti. «E allora, dove sei andato?»

woman standing near wallIl perno centrale di questa storia è, ancora una volta Verity e i suoi mostri, solo che questi al momento sono molto più pericolosi di quanto si credeva, molto più di quanto era nel primo volume. I Corsai, i Malchai e i Sunai sembrano essere niente in confronto a ciò che sta per raggiungere la città. Bisogna combattere prima conm i mostri che si hanno dentro per sconfiggere quelli al di fuori.

Lo stile utilizzato è apparentemente semplice anche se non particolarmente fluido. Ammetto di aver avuto seria fatica a continuare la lettura  sia per quanto riguarda lo stile, sia per la struttura della storia.

I problemi alla base di questo libro sono tante. Quella più grande di tutte è il semplice fatto che esso stesso sia stato scritto. E dico seriamente, era evitabile al 100%. Non dico questo perchè il libro è brutto o perchè non mi è piaciuto ma perchè tendenzialmente, il volume, non ha una trama solida ed efficace.

Ciò che nel primo volume era la novità, ovvero i mostri, in questo volume è sembrato semplicemente ridondante e, non fanno decisamente più effetto, non perchè non ne abbiano ma perchè non hanno più la centralità della storia, anzi ne sono solo accessorio. Anche il fatto che August sia un Sunai perde di valore. Figo, invece, il lato combattivo di Kate che si scopre impavida e affronta i mostri anche per dimostrarsi migliore di quanto sia stato suo padre.

Il fatto dei mostri al proprio interno. Se fosse stata solamente una cosa retorica magari avrebbe avuto persino senso ma questa cosa, accadendo in senso reale ed effettivo per quanto riguarda ENTRAMBI i protagonisti, mi sembra una vera e propria esagerazione. Ripeto, ENTRAMBI. Non bastava che il problema fosse soltanto di uno dei due protagonisti? No, Kate ha un mostro potente, quasi demoniaco, August ha suo fratello a rendere tutto piuttosto ridicolo (che poi non si comprende nemmeno se sia effettivamente così o se è solo ciò che August pensava avrebbe detto suo fratello in determinate occasioni).

Il libro finisce per essere piatto. La prima parte è soltanto uno “stabilizzatore” o un’introduzione di ciò che ci aspetteremo. Tutto troverà un senso quando ci avviciniamo  verso la terza parte dove l’azione comincia a farsi sentire, ma ormai siamo già oltre il 75% del volume. Se per il primo volume ho avuto dei dubbi e delle incertezze e la storia non sembrava prendere il volo davvero, in questa nasce e muore così come è iniziata. Non aveva neanche ragione di esistere, secondo il mio modesto parere personale.

Finale scontato come pochi. Non posso dirvi nulla al riguardo, ci mancherebbe ma con un po’ di fantasia credo possiate arrivarci da soli, se avete letto il primo volume. In questo caso, comunque, mi astengo da qualsiasi tipo di commento sia perchè non posso, sia perché, cosa dire?!

August la afferrò per un braccio. «Che farai quando lo trovi, Kate? Come lo ucciderai? Sei sicura di poterlo uccidere, con i suoi artigli dentro la testa?» La guardò mentre cercava di dire di sì, vide le parole che le si bloccavano in gola. Quando alla fine rispose, la sua voce era flebile. «Non lo so» disse, incrociando il suo sguardo. «Ma che sia dannata se lascerò che lui uccida me. Tu puoi rifiutarti di affrontare i tuoi mostri, August. Ma io combatterò il mio».

Il libro è sicuramente una lettura particolare per quanto riguarda la sua struttura generale ma non nella storia complessiva. Questo secondo volume era opzionale e non necessario. Se sul primo volume non ero totalmente convinta, questo ha affossato la situazione. Sinceramente, non saprei se consigliarvi questa duologia visto che molti, a differenza mia hanno un’opinione completamente contrastante.

Victoria Shwab, sicuramente si conferma un’autrice che non so se leggerei ancora. Sono curiosa della trilogia uscita già in Italia ma non rientra fra le priorità. Una lettura che affascina per via dei Mostri e delle loro peculiarità, ma niente di più.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #379 – RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO DI JENNIFER NIVEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui, di nuovo, per portarvi un’altra recensione. Lo so che nella settimana precedente sono stata abbastanza assente ma con tutti gli eventi che ci sono stati, c’è stato anche molto nervosismo anche nell’ambiente lavorativo e a casa tornavo praticamente stremata, tanto da non voler scrivere molto. Perdonatemi, spero comprenderete. Nel frattempo, per farvi compagnia, vi parlo di questo volume finalmente, di cui ringrazio la Dea per l’evento che abbiamo fatto nelle settimane precedenti:

9788851179038_f449420c65ecda6dd7f75c2baa66f847Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autore:Jennifer Niven
Target: 14+
Pagine: 384
Link d’acquisto: https://amzn.to/33h0qs4
TramaÈ una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani di altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere di incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

RECENSIONE

Risultato immagini per raccontami di un giorno perfettoLa storia ha inizio sul tetto della scuola. Violet guarda il grande vuoto sotto di lei e non vorrebbe far altro che buttarsi giù e farla finalmente finita. Solo che sul tetto c’è anche Finch, che ha avuto la sua stessa idea in quella mattina. Lui è il buffone della scuola, quello che tutti evitano o deridono, lei è la ragazza popolare; e quando sul tetto Finch riesce a convincere Violet a scendere, tutti credono che sia stata proprio lei ad aver salvato Finch dal suicidio e non l’opposto. Finch resta folgorato da Violet e cerca di avvicinarsi sempre più a lei ma niente è come sembra, per nessuno dei due.

Cosa nasconde davvero Finch? Perchè Violet voleva tentare il suicidio? Cosa succederà fra i due? Riuscirà davvero l’amore a curare entrambi?

Oggi è un buon giorno per morire? È quello che mi chiedo la mattina, quando mi sveglio. A scuola, quando mi sforzo di tenere gli occhi aperti mentre il professor Schroeder continua con la sua lagna. A tavola, mentre faccio passare il piatto coi fagiolini. La sera, a letto, quando non riesco a prendere sonno perché il mio cervello rifiuta di spegnersi per tutto quello su cui c’è da riflettere. Oggi è il giorno? E se non oggi, quando? Me lo chiedo anche in questo momento, mentre sto in piedi su un cornicione a sei piani di altezza dal suolo.

Risultato immagini per all the bright placesLa trama della storia, forse racconta anche troppo ed io avrei evitato di dare troppe informazioni precise lasciando mistero per quanto riguarda parte dei due protagonisti. Una trama ricca ma assolutamente in linea con la storia e fortunatamente non rivela molto.

La copertina della versione originale è assolutamente in linea con la storia e rappresenta tutto sia per i suoi post-it che per la violetta che per il disegno che vi è sopra uno dei post-it. La versione italiana, per quanto riguarda questa che trovate qui è la copertina realizzata per l’uscita del film ed è stata utilizzata, quindi la locandina di Netflix e non è che mi faccia poi impazzire molto – non sono a favore delle locandine sulle copertine dei libri. Per quanto riguarda la precedente utilizzata, e vi basterà girare per il web per trovarla, è davvero fuori linea e la trovo davvero molto scarna se non del tutto deludente. Voi che ne pensate? 

Il titolo di questa storia  è ciò che Finch ripete spesso, vorrebbe un giorno perfetto e di viverne almeno uno prima di morire. Ma qual è davvero, il giorno perfetto? In originale, il titolo All the bright Places sta per “Tutti quei luoghi luminosi“. Forse in italiano non avrebbe reso granché ma penso sarebbe stato sicuramente originale e diverso da tutto ciò che abbiamo visto fino ad ora. 

L’ambientazione è l’Indiana ed è assolutamente piacevole scoprire le sue meraviglie con i protagonisti di questa storia. L’epoca è contemporanea, ai giorni nostri.

Non sto nemmeno ad ascoltare la spiegazione sullo svolgimento del tema. Mi tolgo un pelucco dalla gonna. Ho mal di testa. Dev’essere colpa degli occhiali. Eleanor aveva una vista peggiore della mia. Me li tolgo e li appoggio sul banco. A lei stavano bene. A me stanno da schifo, specie con la frangia. Ma forse, a forza di portarli, diventerò come lei. Vedrò quello che vedeva lei. Potrò essere tutte e due allo stesso tempo, così nessuno sentirà più la sua mancanza. Soprattutto io.

Risultato immagini per raccontami di un giorno perfettoI personaggi di questa storia sono i protagonisti stessi che ci racconteranno questa storia dai loro punti di vista, passando di capitolo in capitolo da uno all’altra.

Violet è una ragazza semplice, che amava le feste e la bella compagnia essendo sempre stata la ragazza popolare. Da quando ha perso sua sorella in un incidente stradale non è più stata la stessa, è spenta ed evita gli amici, le feste. Si costringe a portare gli occhiali di sua sorella anche se rischiano di rovinarle la vista e le stanno male solo per sentirla vicina.

Finch è un ragazzo che pur di non essere ordinario cerca di attirare l’attenzione rendendosi sia invadente che quasi fastidioso, persino per i suoi stessi professori. E’ un ragazzo che ama fare tante cose ma che allo stesso tempo nasconde qualcosa al suo interno, qualcosa che lo ha cambiato quando era più piccolo e che, ogni tanto, torna a fargli visita. Scrivere parole chiave sui post-it, ad esempio, lo aiuta molto.

«Cos’è che ti fa più paura?» (…) «Morire. Perdere i miei genitori. Restare qui per il resto della mia vita. Non riuscire a trovare la mia strada. Essere una persona ordinaria. Perdere quelli che amo.» Chissà se sono compreso anch’io nel gruppo. (…) «E a te?» (…) Penso: Quello che mi fa più paura è Fare attenzione; mi fa paura l’Ultima Caduta; mi fa paura il Grande Sonno e il Trascurabile senso di ineluttabile catastrofe. Quello che mi fa più paura sono io. «Niente».

Risultato immagini per raccontami di un giorno perfettoIl perno centrale di questa storia sono le problematiche dei due personaggi e delle loro vite che, seppur difficili, complicate e piene di sofferenza, li porta a tirare fuori ciò che c’è di buono in loro e ciò che gli altri sembrano non vedere.

Lo stile utilizzato è molto semplice e, per chi ha letto altri libri della Niven sa di cosa sto parlando, il suo stile è fluido, si legge in poco tempo e la storia nonostante le tematiche resta molto leggera.

I temi affrontati oltre al bipolarismo e alla depressione sono anche il suicidio e tanto altro, che potrete scoprire solo se leggerete la storia. I temi ci sono, sono importanti, ma sotto certi aspetti non sono stati trattati come dovevano. Questo ve lo spiegherò fra poco.

Nonostante questo ci sono delle cose che non ho apprezzato particolarmente di questa lettura nella struttura della storia. Infatti, principalmente il tutto si divide in due punti di vista.

C’è quello per cui si guarda la storia nel suo complesso, i due protagonisti e la visione generale della storia che per quanto mi riguarda si può anche definire ok, visto che nell’insieme è stato molto carino specialmente per l’approccio dei due. La loro storia d’amore è davvero molto carina e apprezzo lo sforzo di Violet di comprendere Finch, come quello di Finch di tirare fuori Violet dal vuoto in cui lei si era rinchiusa. In più è stato sicuramente interessante scoprire le meraviglie dell’Indiana assieme ai due.

L’altro punto si fissa sulla struttura del romanzo e delle problematiche che ne fuoriescono a livello di storia, di relazioni interpersonali fra i vari soggetti riguardo le problematiche preposte e sui veri problemi che presentano i stessi protagonisti.

  1. Finch nel corso della storia, nonostante si nota il suo bipolarismo, il suo modo di essere eccentrico e di attirare l’attenzione pur di non sentirsi solo e denigrato, il fatto che nonostante questo sia sempre messo da parte e la situazione famigliare pregressa lo spingono ad essere un ragazzo problematico. Nel corso della storia le problematiche fuoriescono ma a prescindere dal bipolarismo del soggetto, non si riesce davvero a comprendere il suo gesto più grande (non posso parlarvi di cosa, perdonatemi! Mi comprenderete se deciderete di leggere il libro!). Tutto risulta misterioso e Violet non riesce a spiegare nulla, niente fuoriesce davvero e il motivo del gesto resta incompreso a tutti, lettore compreso. (Oltre al fatto che tutto resta completamente un mistero anche dopo. WHY PEOPLE? WHY?!) La trama parla di un Finch depresso che non fuoriesce totalmente nel volume ma ci si sofferma sul fatto dei post-it, della chiusura del personaggio rispetto al mondo esterno ma non su ciò che prova davvero e questa è una pecca sostanziale a livello della storia. Ho cercato davvero di empatizzare con il personaggio ma è stato difficile perchè quando vi era un punto di appiglio visibile, l’autrice lo tirava indietro buttando in mezzo l’ironia o non mostrando quel punto debole, mascherandolo. 
  2. I professori, gli adulti, e le persone che li circondano, dal momento in cui il suicidio di Finch sembra essere particolarmente evidente a tutti, dove sono? Perché non indagano? Perché lasciano che sia tutto così leggero e prendono tutto sotto gamba? Questo punto mi ha lasciato piuttosto sconcertata e non sono riuscita davvero a comprendere la scelta dell’autrice. Perché non aiutare un giovane in difficoltà? Perchè Violet non si affida a persone adulte e che possono consigliarla quando tutto sembra diventare difficile? Questo punto resta per me davvero un mistero.

Questi due punti sono quelli che più mi hanno lasciata perplessa a livello di struttura effettiva ma ci sarebbe da ampliare i discorsi solo che non posso approfondire, altrimenti dovrei spoilerare praticamente tutto il libro per farmi comprendere.

Scrive Prima di morire voglio e tira una riga. (…) Finch comincia a scrivere: Suonare la chitarra come Jimmy Page. Scrivere una canzone che cambierà il mondo. Conoscere La Grande Affermazione. Contare qualcosa. Diventare la persona che sono destinata a diventare e ritenermi soddisfatto. Scoprire cosa significa avere un vero amico. Contare qualcosa. Io per un po’ resto impalata a leggere, poi scrivo: Smettere di aver paura. Smettere di pensare troppo. Riempire i vuoti lasciati. Ricominciare a guidare. Scrivere. Respirare. Finch resta alle mie spalle. È talmente vicino che sento il suo fiato sul collo. Si fa avanti e aggiunge: Prima di morire voglio vivere un giorno perfetto.

Per quanto riguarda la votazione di questo libro sono davvero combattuta. La storia è stata scorrevole, fluida, piacevole ma allo stesso tempo ha diverse problematiche che proprio non sono riuscita a digerire. Quindi mi limito e lascio la storia in balia di un misero e striminzito 3 anche se puntava più ad essere un due e mezzo. Perdonatemi, ma è davvero difficile calibrare le due cose.

Jennifer Niven ci permette di conoscere la storia di due ragazzi che si sono ricostruiti aiutandosi l’uno con l’altro, verso il percorso in salita e il diventare adulti, che li aspetta. Una storia dura e commovente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene

Senza titolo-3 (2)

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A presto,

Sara ©