RECENSIONE #95 – NOI SIAMO TUTTO DI NICOLA YOON.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Come procedono le vostre vacanze? Io bene, sono qui per voi con una nuova recensione! Di chi vi parlerò? Di un libro molto particolare, che mi ha emozionato e che ho letto con pochissime ore.

Eccolo:

91JRV5YArZLTitolo: Noi siamo tutto
Autore: Nicola Yoon
UN FILM ATTESISSIMO: DA SETTEMBRE AL CINEMA.
Pagine:  320
Prezzo: Euro  17,90
Uscita:  16 maggio 2017
TramaMadeline è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto famosa che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno: per questo non esce di casa, non l’ha mai fatto in diciassette anni. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera Carla. Ma un giorno un camion di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede… lui. Il suo nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano. E anche se nella vita è impossibile prevedere tutto, Madeline in quell’esatto momento prevede che si innamorerà di lui. Anzi ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche un solo giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con una pagina bianca. Madeline sta sfogliando uno dei nuovi libri incellofanati e decontaminati che sua madre le ha comprato. Ad ogni libro, anche se sa che nessuno potrà portarglieli via, chiede un riscatto in caso il libro venga smarrito. Che siano fantasiose o meno non importa, niente può impedire alla ragazza di sognare. Eccone un esempio:

Un pic nic insieme a me (Madeline) tra i pollini di un campo di papaveri, gigli e tageti a perdita d’occhio, sotto un terso cielo estivo.

Dentro casa di Madeline, o meglio ancora Maddy, l’aria è filtrata e lei non può uscire fuori ne mettere il naso fuori casa. Perchè? Perchè è malata, una malattia chiamata SCID. Questo tipo di malattia è molto rara ed è una malattia che indebolisce il sistema immunitario e, senza misure protettive, risulta fatale, a causa delle di gravi infezioni che possono causarsi nel paziente. Quindi Maddy è costretta a vivere le sue giornate da reclusa con sua madre, quando non lavora, e la sua infermiera Carla.

Tutto però cambia quando arrivano i nuovi vicini di casa e Maddy diventa curiosa di scoprire i loro orari e le loro abitudini ed incontra un ragazzo Olly, che le farà perdere la testa.

Chi è quel ragazzo misterioso? Cosa accadrà alla nostra protagonista? Uscirà di casa per cercare di vivere un giorno perfetto?

«Sua figlia è in casa?» domanda Olly a voce alta prima che lei possa chiudere la porta. «Speravamo che ci facesse fare un giro nei dintorni». Il mio cuore accelera e pulsa contro la cassa toracica. Ha appena chiesto di me? Nessun estraneo è mai passato a trovarmi fin’ora. A eccezione della mamma, di Carla e dei miei insegnanti, il mondo sa a malapena della mia esistenza.

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Copertina originale

La trama è molto carina e ben scritta. Mette la giusta curiosità e non ricade in spoiler gratuiti, quindi molto bene.

 

La copertina? Non ne parliamo. Non capisco perché è stata utilizzata la locandina del film quando poteva essere utilizzata l’originale. Lo stesso vale per il titolo. Poteva essere tradotto o lasciato direttamente l’originale che forse non faceva una piega. Guardate come era bello se fosse rimasto l’originale? Molto meglio di sicuro. 

L’epoca è moderna e l’ambientazione si aggira fra la casa di Madeline, in America e le Hawaii. Davvero un libro delizioso.

Con tutti i messaggi che ci siamo scambiati finora ero convinta di conoscerlo, ma adesso che me lo trovo davanti mi fa un altro effetto. E’ più alto di quanto credessi e molto più muscoloso, ma non grosso. Le braccia sono magre e scolpite e i bicipiti riempiono tutta la manica della maglietta nera. Ha la pelle abbronzata, di un colore bruno dorato. Calda al tatto, probabilmente. «Sei diverso da come mi aspettavo», confesso senza pensarci. Lui fa un gran sorriso, e sotto l’occhio dentro gli compare una fossetta. «Lo so. Più sexy, no? Tranquilla, puoi anche dirmelo». Comincio a sghignazzare.

I personaggi non sono poi molti ma sono assolutamente fondamentali.

Madeline, o Maddy se vogliamo, è la nostra protagonista in prima persona. Il libro sembra essere il suo diario. Le sue parole e le sue emozioni traspaiono forti e immediate; da esse traspare l’adolescenza rubata dalla sua malattia, 

Olly è un ragazzo carino e accattivante ma anche premuroso e pieno di problemi in famiglia. Si finge forte e se ne fa una corazza ma non è per niente così, anzi ne risente molto della sua situazione familiare. Con Madeline è premuroso e dolce, è innamorato come non mai. Chi non desidererebbe un ragazzo del genere?

Carla è l’infermiera personale di Madeline che l’assiste quando sua madre non è in casa. E’ l’unica vera amica e complice di Madeline che l’aiuterà a conoscere Olly, il misterioso vicino di casa che ha conquistato il cuore della piccola Maddy.

La mamma di Madeline è una dottoressa. Si prende cura di Madeleine dalla morte di suo marito e del fratello di Madeleine stessa. Ogni giorno controlla il suo stato ed è apprensiva riguardo la sua malattia. Una donna apparentemente forte.

Olly: io ho bisogno che tu non corra rischi. Non voglio perderti
Madeline: Ma se mi hai a malapena trovata!
Madeline: Ti sei pentito?
Olly: Di cosa? Del bacio?
Olly: Sinceramente?
Madeline: Ovvio
Olly: no
Olly: e tu?
Madeleine: No.

Il perno centrale è la malattia di Madeleine, la SCID. Madeline quindi è costretta a vivere in casa senza poter mai uscire all’esterno e l’aria in casa sua è filtrata.

Lo stile utilizzato è semplice e diretto. Il libro sembra essere una specie di diario di Madeline in cui ci sono disegni, chat, mail, pagine di dizionari, ricordi e racconti oltre la storia narrata.

Il finale era comprensibile e accettabile; a metà del libro avevo intuito che poteva essere tale ma non ne ero completamente certa. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla lettura davvero coinvolgente, semplice e spontanea. Si riesce a percepire lo stato d’animo e i cambiamenti di Maddy attraverso le sue parole e si impara a conoscerla e a ponderare le sue stesse scelte. Davvero un’ottima lettura.

Olly mi guarda, non credente di fronte a, non dico una prova, ma almeno alla possibilità dell’esistenza di Dio. Mi stringe fra le braccia e ci ritroviamo avvinghiati, il suo viso affondato tra i miei capelli e il mio schiacciato contro il suo petto. Tra i nostri due corpi non passa nemmeno la luce del giorno. «Non morire» mi supplica. «Non morirò».

Il libro mi è piaciuto molto. Leggero e ideale da leggere in vacanza quindi sono felice di averlo portato con me.

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Gif tratta dal film

Mi sono bastate poche ore per terminarlo e ve lo consiglio senza ombra di dubbio. Il fatto che abbia disegni, chat e mail rende tutto molto immediato e veloce da leggere oltre che estremamente leggero.

Nicola Yoon entra nella mia lista di autori che preferisco e sono felice dell’esordio che sia stato così ben riuscito. Non vedo l’ora di vedere il film nelle sale dl 21 settembre!

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Vi piace? Lo leggerete? Io sono ansiosa di vedere il film al cinema e scoprire come è stato riadattato. Vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #94 – LA FINE DEL MONDO ARRIVA DI VENERDI’ DI ISABEL C. ALLEY

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi abbiamo una recensione che aspettavate da un pò di tempo. Purtroppo, essendo in vacanza, ho poco tempo per dedicarmi al blog e scrivo non appena mi è possibile. Adesso bando alle ciance ed eccovi la recensione: 

copertina-acinf-sito2b252812529Titolo: La fine del mondo arriva di venerdì
Autore: Isabel C. Alley
Casa editrice: auto-pubblicato
Genere: Romance
Data di pubblicazione: 19 maggio 2017
Formato: ebook (cartaceo presto disponibile)
Prezzo ebook: € 2,99
Pagine: 280
Trama: Può una piccola decisione, apparentemente priva d’importanza, cambiare un’intera esistenza? Può l’amore, il sentimento più brillante e puro che esista, risvegliare un cuore assopito e renderlo allo stesso tempo così vulnerabile? Giulia avrebbe potuto ottenere la vita perfetta: una brillante carriera da avvocato, due splendidi bambini, un marito medico elegante e distinto. Invece si ritrova sola, in una mattinata di fine giugno, a boccheggiare per i trenta gradi della sua casa e il post-sbronza del venerdì sera. Durante il suo viaggio verso una meta solida e sfarzosa, uno strano meccanismo arriva a cambiare la direzione dei binari su cui il treno Giulia si sta muovendo: un meccanismo che porta il nome di Lia. È la sua nuova coinquilina, romana, con una zazzera enorme di riccioli in testa, a scuotere Giulia dall’apatia che tormenta le sue giornate, portandola con sé nel mondo della rievocazione storica. È là, tra allegri festeggiamenti, danze intorno al fuoco, abiti di lino e radure immerse nei monti che Giulia conosce la libertà, la spensieratezza, l’amore. È là che conosce Fran. Fran, capace di portare l’oro dell’estate nel grigio inverno di Giulia. In estate, però, nascono anche le tempeste e non sempre le tempeste si placano. A volte possono lasciare dietro di loro un vuoto oscuro, come se ci si trovasse, tutto a un tratto, alla fine del mondo. La fine del mondo può arrivare nel momento più inaspettato, prendendo da sola un appuntamento con ognuno di noi. Per Giulia ha scelto il venerdì. 

RECENSIONE

La storia ha inizio dalla fine. Giulia si alza e vede lo sguardo di suo marito e si sente bene, completa e amata. Poco dopo, Giulia torna assieme ad Elena alla Teuta Iolair di Monterenzio e Fran, un suo vecchio amore non sembra guardarla nemmeno. Poi dopo  viene spiegato tutto ciò che è l’ha portata fino a quel punto e tutto ciò che le succede cinque anni prima, quando tutto era effettivamente cominciato.

Cosa è successo a Giulia? Chi è Fran e perché cerca di evitare il so sguardo? Cosa cambierà in Giulia in questi cinque anni?

Nel sedermi su un panchetto libero, scambio uno sguardo con Elena. Mi fa un cenno titubante e io le rispondo con un sorriso luminoso, come forse lei non ne vedeva da un anno. Allora alza la lattina davanti a sé e si schiarisce la gola.  «Ai grandi ritorni. Che possano essere duraturi e pieni di allegre soddisfazioni!».  La voce tonante di Claudio fa riecheggiare il motto del nostro gruppo per tutto lo spiazzo d’erba. Molti degli sguardi che mi circondano si posano su di me, ma non mi sento in imbarazzo. Con i miei compagni non ce n’è mai stato bisogno. 

La trama è molto buona e ben scritta, di sicuro invoglia il lettore.

La copertina è una delle cose che mi ha spinto maggiormente nella lettura di questo romanzo. Un libro self davvero ben curato sotto questo aspetto e vuol dire molto perché in genere se ne vedono davvero di tutti i colori. Invece, questa copertina, merita davvero un applauso perché è molto bella, ben strutturata e rientra molto nella storia. Quindi punto a favore. Anche il titolo anche mi piace tutto sommato. E’ originale e ben pensato.

L’epoca è contemporaneo/moderna e l’ambientazione del libro si aggira per la maggior parte a Monterenzio Celtica.

Presi tra le mani il mio nuovo gioiello e lo osservai da vicino. Si notava come fosse realizzato a mano e alcune parti non erano del tutto rifinite, ma quelle particolarità lo rendevano ancora più speciale. «È meraviglioso… ma non penso sia filologico».  Fran rispose ridendo alla mia battuta. «No, lo credo anche io».  «Allora lo indosserò di sera, quando la gente non lo noterà».  «Affare fatto. È un buon compromesso».  «Perché un’aquila? È disegnata anche sullo stendardo della Teuta».  «Iolair vuol dire “Aquila” in gaelico, appunto. Sono stati i fondatori del gruppo a scegliere il nome: ogni membro è libero e può volare in alto lasciandosi trasportare dal vento delle sue passioni. Trovo che sia molto adatto allo spirito che ci accomuna».  Romantico e appropriato, Teuta Iolair, libero e leggero come un’aquila. Speravo che un giorno lo sarei stata anche io.   

I personaggi sono molti ma vi parlerò comunque di quelli più importanti all’interno di questa lettura.

Giulia è una ragazza benestante. Tutto il suo mondo era il suo appartamento, il suo ragazzo Alex, gli amici ricchi e i suoi studi universitari per diventare avvocato, come volevano i suoi genitori. Nella sua vita sembra essere ogni cosa al proprio posto fino a quando nella sua vita non arriva Lia e tutte le sue certezze cominciano a vacillare. E’ così perfetta la sua vita? E’ questo ciò che vuole veramente?

Lia è particolare. Ironica e spensierata. Fa le cose che più le piacciono e agisce di petto nelle situazioni difficili. E’ lei che farà conoscere a Giulia Monterenzio e la rievocazione storica con la Teuta Iolair.

Elena è una ragazza con la testa sulle spalle. Conosce Giulia alla Teuta, come tutti gli altri ragazzi, e sarà un’ottima confidente per lei.

Fran è uno dei ragazzi della Teuta Iolair di Monterenzio. E’ un ragazzo molto particolare che sembra capire Giulia come nessun altra. E’ dolce, presente e sensibile ma anche particolarmente indeciso e strano.

Alex è il ragazzo di Giulia. Studia per fare il medico ed è il classico belloccio figlio di papà. 

Potevo trovare la risposta alzando lo sguardo verso le piattaforme rialzate dove la gente, tra cui Alex e i nostri amici, stava ancora ballando. “Allora, forse, c’è un altro tipo di problema”  “Ricorda che c’è sempre una scelta”. Potevo brillare anche io come le stelle in quel cielo. Mi bastava soltanto evocare il vento che soffiasse via la nebbia oscura che mi circondava. Ehilà ragazze. Scusate, ma ero fuori con gli altri. Anche io ci sto. Lia, quando, dove e come?  Scrissi quel messaggio a cascata, senza neanche rileggerlo prima di inviarlo.

Il perno centrale è il cambiamento della protagonista Giulia, della consapevolezza che assume con il proseguire della sua vita, la Teuta Iolair e l’amore per Fran. Per la maggior parte del libro mi sono domandata spesso se l’autrice abbia mai partecipato in una di queste tenute alla rievocazione storica di Monterenzio ma immagino di si visto che mi è sembrata conoscerla davvero bene.

Lo stile utilizzato è stato articolato e molto descrittivo. La fluidità non è mai stata di casa anche se per la metà del libro, nonostante la pesantezza di alcune parti, avrei dato un buon voto. Tutto è calato dopo la metà e vi spiegherò il motivo mano mano, non temete.

L’unico “errorino” che ho notato ma è facilmente aggirabile e comprensibile è questo ma non ci do peso poi molto perchè ci sono cose che mi hanno sconcertato” un pò di più:


“All’improvviso, un paio di braccia mi circondò e mi strinse saldo, con così tanta forza da lasciare trasparire la disperazione.”


NB: Potrebbero esserci spoiler per poter spiegare determinate cose. Quindi se state leggendo o se volete leggere il libro non proseguite oltre.

  1. I pensieri di Giulia sono stati corretti almeno per quanto riguarda la prima parte. Dopo essere stata accantonata da Fran tutte le sue elucubrazioni sono state LEGGERMENTE esagerate. Le lettere, la pressione le cose che durano secoli e una vita.
  2. Quando si parlerà di Lia. Alcune cose specialmente ciò che la riguarda si risolve con neanche una pagina scarsa (parlo dell’incidente). Tutto troppo veloce. E lei la dimentica come se niente fosse.
  3. La depressione in cui SEMBRA essere caduta Giulia, non traspare neanche un momento. Certo, lei e pesante e pensa sempre a Fran, non riesce a mettersi l’anima in pace e via dicendo ma per alcune ragazze questo è semplicemente realtà. Ci si innamora e non ci si riesce a dare pace in casi di esiti negativi. Tutto il trasporto di Lia nel suo vortice non è stato minimamente spiegato ne è mai apparso.
  4. La semplicità con cui Giulia cambia le sue cose. Secoli e secoli di pensieri e motivazioni sull’amore, sui pensieri della vita, sulle decisioni. E POCHE RIGHE, RIPETO, POCHE RIGHE per far cadere Giulia dalle nuvole su Lia, per cambiare amicizie, per dimenticare Fran, per farsi una nuova vita.
  5. Il cambio repentino di Alex. A meno che uno non abbia ricevuto una botta in testa di quelle pesanti o non abbia perso la memoria, non cambia così come è cambiato lui. Immaginate un figlio di papà, abituato all’agio e al lusso che non accetta che la sua ragazza faccia determinate cose improvvisamente cambia idee e opinioni e si ritrovi a cambiare drasticamente. No. Non esiste.

«È vero, ma le barriere si innalzano per contenere l’ostilità. Se l’odio non esiste, non c’è bisogno di alcuna barriera».  «Ma come posso convivere con qualcosa che fa così male?».  «Fa male perché sei tu a trattenerlo. Se lo lasciassi andare, sono convinta che finirebbe di tormentarti».  «Non si può smettere di amare, non quando il sentimento è così radicato da essere totalmente parte di te».  «Hai ragione, non si può smettere di amare, ma si può smettere di farsi male. Puoi fare pace con te stessa e con il mondo esterno accettando ciò che Fran ha deciso. Prima te ne convincerai e prima ricomincerà la tua rinascita».  «E ammettere la sconfitta, dopo aver lottato così tanto?». 

Purtroppo dopo la metà, il libro si perde per strada. Tutte le radici che vengono gettate si sciolgono e bastano davvero poche pagine per risolvere tutto il libro e tutto ciò che accade alla nostra protagonista.

Ammetto di essere rimasta non poco delusa. Mi aspettavo davvero tanto e dopo la metà, tutto il mio entusiasmo si è smontato.

Il libro era potenzialmente buono, poteva essere una buona storia, lo ammetto, ma non posso che rimanere coerente con tutte le spiegazioni che ho dato per la mia votazione.

Il mio voto per questo libro è di: 2 conchiglie e mezzo.due-e-mezzo


Cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Lasciate un bel commento!

A presto,

Sara. ©

 

RECENSIONE #93 – ISABELLA E I PEDONI DANZANTI – IL MONDO OLTRE IL QUADRO DI KATHERINE JANE BOODMAN

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Cosa ho per voi? Un libro del catalogo Elister Edizioni, che ringrazio per avermi permesso la lettura che andrò a recensire! Di che si tratta?

Eccolo qui:

isabella-e-i-pedoni-danzantiTitoloIsabella e i Pedoni Danzanti – Il mondo oltre il quadro Vol. 1

AutoreKatherine Jane Boodman

EditoreElister Edizioni

GenereFantasy e realismo magico

Prezzo€ 2.99 e-book

Pagine146

TramaIsabella è una bambina di nove anni e vive con i suoi due genitori. Ogni giorno, dopo scuola, va dalla nonna in attesa che i suoi genitori finiscano di lavorare. Andare dalla nonna significa mangiare un sacco di dolci ma anche cacciarsi nei guai. Nella soffitta buia, tra polvere e termiti, su di una parete ammuffita, c’è un quadro raffigurante una strana scacchiera, un bosco tenebroso, una torre bislunga e un castello alle pendici di una montagna. Qual è stato l’errore di Isabella? Quello di toccare il quadro! Isabella si è ritrovata così in un posto alquanto strano, dove il sole e la luna si alternano a loro piacimento, esistono valli senza suoni, le foto di bambini orfani parlano e si muovono, le belle fanciulle vengono chiuse in gabbie d’oro, i boschi sono disseminati di cadaveri, bestie assetate di sangue e morte. Si tratta di Marichon e che da cinquant’anni non vede che orrori e sofferenze. Una storia oltre l’incredibile, che dimostra quanto una semplice bambina sia in grado di fare la differenza. Un libro pieno di stranezze e di avventura, un posto dove ci si perde e non sempre si riesce a trovare la via di casa. Riuscirà Isabella a sopravvivere e a tornare a casa?

RECENSIONE:

La storia ha inizio in casa di nonna Dorotea che, avendo ricevuto visita dalla sua nipote Isabella, prepara dei biscotti tutti per lei. Nella soffitta piena di cianfrusaglie, buia e piena di insetti, Isabella scorge un quadro che la cattura da subito. Un’enorme scacchiera al centro, della boscaglia e una torretta in lontananza. Ne rimane folgorata e non può far altro che toccarlo. Con il solo tocco, Isabella, dolce bimba di soli nove anni, si ritrova catapultata all’interno del quadro.

Come farà la giovane a tornare a casa? Cosa e chi incontrerà lungo il suo cammino? Riuscirà a tornare da sua nonna?

Il freddo banchettava con le sue ossa. Stringeva le mani in un freddo abbraccio e il suo cuore batteva al ritmo della paura. Mille occhi la guardavano e non tutti erano accoppiati. Molte creature ne possedevano solo uno. La luna, le stelle, il sole erano stati inghiottiti perché troppo deboli per risplendere. Il buio aveva vinto. L’oscurità lì era di casa.

La trama è scritta molto bene ed invoglia alla lettura. Fa sembrare tutto quasi come una fiaba per bambini e mette la giusta curiosità. Infatti è stata proprio la prima da cui ho cominciato a recuperare di tutte le letture Elister che dovevo affrontare. Il peccato è che non si è rivelata tale ma vi spiegherò più avanti.

Per la copertina non posso che fare i miei complimenti a chi se n’è occupato. Rispetto a tutte le copertine della Elister edizioni questa spicca sicuramente di originalità essendo le copertine del catalogo somiglianti fra loro. Il titolo è abbastanza lungo ma la seconda parte è solo un sottotitolo. Mi sono sfuggiti nel corso della lettura quali fossero i Pedoni Danzanti. Ovviamente parlando di un quadro con una scacchiera i pedoni saranno le persone nel quadro forse? La cosa non mi è del tutto chiara e spero di avere – magari con la seconda parte – un chiarimento in questo senso. Però tutto sommato è un titolo originale e innovativo, quindi punto a favore.

L’epoca è moderna per quanto riguarda l’inizio. All’interno del quadro tutto sembra passare a una specie di medioevo o comunque a qualcosa di più antico rispetto ai nostri tempi. Per quanto riguarda l’ambientazione, la bambina vive con sua nonna in una società attuale. Nel quadro, invece, la bimba si ritrova in un regno a lei sconosciuto dove accadono cose bizzarre.

A volte non ci rendiamo conto di come tutto ha inizio, ci ritroviamo in mezzo e basta. Ci svegliamo un giorno e ci accorgiamo che il nostro cuore è invaso dall’amore. Ci chiediamo perché, perché proprio ora? Perché non domani o perché non ieri? Perché proprio ora, in questo esatto istante, il nostro cuore inizia a battere diversamente? È un battito caldo e ritmato, veloce e inarrestabile. Quel battito è in grado di darti forza e coraggio, ti spinge oltre i tuoi limiti e ti fa pensare che sacrificarsi per amore, in fondo, è un dono.

I personaggi? Non ce ne sono poi moltissimi. Ritengo però di dovervi parlare del personaggio principale.

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E’ tutto nelle mani di Isabella. E’ lei la vera ed unica protagonista, quella che ritroveremo in tutto il libro e alla quale si attribuirà tutto ciò che accade.

E’ una bambina intelligente, curiosa e piena di carisma, adora i dolci, in particolar modo i biscotti che le prepara sua nonna e che può mangiare solo quando va da lei. Ha anche tante paure, come quella del buio perchè sa che un Troll sarà pronta a mangiarla.

Entrare in questo mondo nuovo le ha permesso di essere più forte e coraggiosa ma ci sono delle pecche su questo personaggio davvero notevoli.

E’ una bambina e dovrebbe comportarsi come tale. Infatti, peccato che, negli panni di una bambina, l’autrice non ci si sia messa quasi mai. Per la maggior parte dello scritto, la bambina si comporta come un’adulta. Ad esempio, trascina l’enorme portone a fargli da zattera, e via discorrendo. Per non parlare dei discorsi. A volte sembra essere una bambina, altre volte però non sembra essere tale.

Ho sperato più di una volta che incontrasse qualcosa di negativo lungo il suo cammino, tipo il famoso Troll di cui ha tanto paura. Infatti, l’alterazione giorno e notte avrebbe dovuto procurarle paura come tante altre cose che le accadono che sembrano esserle del tutto normale. 

Son d’accordo che un bambino è fantasioso e si fa meno impressionare da determinati avvenimenti ma ha pur sempre le proprie paure che non sono state colmate.

«Eri tu l’uomo di cui mi ero innamorata, la persona che mi aveva aiutato a capire cosa significava amare. Sono riuscita a rispondere a quella domanda solo perché mi ero innamorata… mi ero innamorata di te! Quando mi misi a studiare, mentre rileggevo tutte le poesie sull’amore, mi venivi in mente sempre e solo tu, Louis. Era un’invasione! Tu mi avevi invaso anima, cuore e corpo. La risposta a quella domanda eri tu.» confessò Tessa dopo anni di silenzi e parole taciute per orgoglio. Isabella guardò Louis. Era stralunato, scioccato, sbigottito. Credeva di essere sposato con una donna che lo aveva scelto per necessità, e ora si era reso conto che, invece, Tessa lo aveva sposato perché lo amava.

Il perno centrale è per l’appunto il mondo all’interno del quadro e il ritorno a casa della piccola Isabella. 

Lo stile utilizzato è molto semplice, quasi fiabesco. Vi vado a parlare dei problemi fondamentali che ho riscontrato all’interno della lettura:

  1. Delle pecche sul protagonista ve ne ho parlato in precedenza (basta risalire in alto), quindi vado avanti.
  2. Gli orrori/errori che, spero vivamente, siano dovuti a distrazione. (Cosa oltretutto strana perchè mi sono domandata: “la casa editrice non li ha notati?“). Qui ve ne lascio degli esempi che ho avuto modo di notare – e spero siano soltanto questi – :

Sentì la chiave girare nella toppa della porta, sentì il cigolio causato dalla chiusura prolungata della porta.


La zattera di Isabella si arenò tra all’acqua ghiacciata del fiume.


«I corvi ammaestrati del castello le portavano ciò che le serviva per rimanere in vita. Le truppe di Rayon l’avevano resa ceca e sola, ma ora con lei ci sono Ingrid e Simon.»


3. In più abbiamo il mistero su cui si fonda poi tutto il libro. Quello del quadro. Perchè la nonna ne possedesse uno in casa sua e perchè (oltre il fatto che la nonna non abbia tentato nemmeno un minimo di nasconderlo) l’alone di mistero non venga svelato almeno un pò dico io?! Il libro sembra terminare com’è iniziato, sembra quindi chiudersi, non lasciando quindi presagire il continuo. Troveremo finalmente svelati i misteri che tanto ci attanagliano la mente? Lo spero.

4. Tutto si risolve con un misero discorso di Isabella. Possibile? Ci sta una volta, ma tutte le volte?

«Quindi voi racchiudete nelle tele solo le persone a cui volete bene?» chiese Isabella, con la candela sempre in mano. «No, a volte vi racchiudo anche l’odio e la rabbia. Anche loro fanno parte di me.» rispose Sua Maestà con lo sguardo fisso sul lume della candela. «Perché non separarvene? Perché non tenerli lontani?» chiesa placidamente Isabella, cercando di guardare la sovrana negli occhi. Quegli occhi così simili a quelli di Isabella, così simili a quelli di Nonna Dorotea. «Per ricordarmi di essere umana.» spiegò la regina, stringendo appena le spalle. Lo sguardo di Sua Maestà, così simile a quello di Nonna Dorotea, fece riemergere nella mente di Isabella un pensiero. «Maestà…»

Purtroppo questo libro non mi ha catturato come doveva. Ho cercato più e più volte di essere positiva nella lettura ma più andavo avanti e più sembrava smontarsi da solo, tassello dopo tassello. Il coinvolgimento è stato del tutto assente ed in alcuni punti è sembrato essere una storia piatta. Non ci sono eventi negativi per Isabella tanto da costringerla ad una scelta difficile o a qualcosa che metta a repentaglio la sua vita. A tutto c’è sempre stata una soluzione ovvia, troppo.

Mi aspetto molto dal secondo libro e spero che sia davvero migliore perchè credo che l’autrice sia in grado di cambiare e migliorarsi. 

Purtroppo è questo.

Il mio voto per questo libro è di: un pesciolino e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo? Vi aspetto come sempre con dei commenti.

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #92 – SEVEN DREAMS DI GIOVANNI MAGLIULO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

E buon inizio fine settimana! Ecco per voi una nuova recensione tutta da scoprire! Ringrazio l’autore per avermi permesso la lettura e vado avanti. Di cosa sto parlando?

Ecco qui:

518wwo30dml-_sy346_Titolo: Seven Dreams
Autore: Giovanni Magliulo
Editore: Panesi Edizioni
Data di pubblicazione: 24 marzo 2017
Genere: Fantasy
Formato: Ebook €0,99
SinossiUn gladiatore, un operaio del Nevada, il capo di una tribù africana, un orco cannibale, un’esperta di veleni, un rettile in grado di sputare acido e un enigmatico cavaliere sadico vengono strappati alle rispettive realtà e richiamati dal mago Eris nel regno di Duryan. Al gruppo viene affidata la missione di assassinare Wizen, un incantatore sul punto di aprire un varco tra le dimensioni allo scopo di muovere il proprio esercito alla conquista di tutti i mondi. Lo sforzo per il sortilegio appena lanciato uccide Eris, che prima di morire confida ai sette prescelti di aver legato le loro anime con un incantesimo, allo scopo di obbligarli a collaborare: se anche uno solo di loro dovesse morire, allora morirebbero tutti. Con l’unica speranza di tornare alle rispettive realtà riposta nelle mani dello stesso Wizen, ai prescelti non rimane che tentare di sopravvivere tanto ai pericoli provenienti da un mondo sconosciuto quanto alle loro stesse personalità disturbate.

RECENSIONE:

Primo di una serie di libri che usciranno successivamente, Seven Dreams, ha inizio sotto diversi punti di vista, uno per ogni personaggio che incontreremo all’interno di questa storia: il gladiatore Centurio, Butch operaio del Nevada, il capo di una tribù africana Zuma, Gork, un orco cannibale, Elavh un’esperta di veleni, un rettile in grado di sputare acido di nome Karma e un enigmatico cavaliere oscuro Caos, accompagnato dal suo fedele Imp Berius. Questi personaggi che vivono in diversi mondi e/o in epoche diverse vengono strappati dalle loro vite e vengono trasortati magicamente nel regno di Duryan dal potente mago Eris.

I personaggi saranno legati da un sortilegio piuttosto potente fatto per portarli a collaborare fra loro: Se solo uno di loro dovesse morire rischierebbero di morire tutti. Tutto questo per cercare di completare una missione piuttosto suicida in partenza: uccidere Wizen, un mago talmente potente da voler aprire i varchi fra i mondi per creare il caos più totale.

Riusciranno ad andare d’accordo i nostri eroi? Riusciranno nell’intento? Lo scopriremo sicuramente!

Zuma guardò l’elmo di Caos e il diavoletto appollaiato sulla sua spalla.  «Mi chiamo Berius», disse il mostriciattolo.  «Cosa sei?», chiese Centurio.  «Un imp.»  Zuma inarcò le sopracciglia.  «Un diavolo minore, dell’Ottavo Cerchio.»  «E questo che significa?», chiese Butch. «Niente di particolare. L’Ottavo Cerchio è il nome della mia regione d’origine. Il mio mondo si chiama Egrabut.»  «E tu?», chiese Centurio rivolgendosi al cavaliere.  «Il suo nome è Caos», disse Berius. Lo sguardo interrogativo di Centurio passò da Zuma a Caos.  «Non puoi parlare?»  Le nere fessure dell’elmo fissarono il volto accigliato del gladiatore.  «Sono io la sua voce», rispose l’imp.

La trama è ben scritta e suscita senza dubbio curiosità. E’ quella che mi ha spinto a leggere questo libro, quindi un lavoro ben fatto.

La copertina non mi fa impazzire particolarmente ma è comunque ben costruita e da la possibilità di scorgere i profili dei sette protagonisti che troveremo all’interno del volume. Il titolo mi piacerebbe capire su cosa si basa il sogno. La traduzione è Sette sogni quindi Sette i protagonisti e su questo non c’è dubbio. Al fatto dei sogni non riesco a farmene un’idea ne a dare un senso effettivo ma saprà spiegarcelo l’autore se vorrà, ovviamente per farci capire al meglio tutto.

L’epoca non è del tutto specificata anche se sembra piuttosto antica, quasi medioevo oserei dire, e l’ambientazione scelta è il regno di Duryan facente parte di uno dei tanti mondi su cui vengono trasportati ii protagonisti.

«Anche se questo porterà alla morte di altri innocenti?»  «Sì», disse Centurio.  Lo sguardo di Elavh incontrò quello di Butch.  «E tu?», gli chiese. Lui sembrò spiazzato dalla domanda. Aprì la bocca e la richiuse, poi distolse lo sguardo. «Siete porci ed egoisti per natura», disse Elavh e si allontanò a testa bassa nella foresta.  «Aspetta!», le urlò dietro Butch e la seguì. «Vattene», disse lei continuando a camminare. Lui la afferrò per il gomito ma Elavh si voltò di scatto e lo schiaffeggiò.  Butch si portò una mano al viso.  «Anche volendo, non posso fare niente.» «Se non scegli da che parte stare rimarrai nella tua ignavia e dipenderai sempre dagli altri. Se vuoi sollevarti dalla meschina condizione in cui vegeti comincia a fare ciò che ritieni giusto.»  Butch sbatté le palpebre e rimase a fissarla mentre si allontanava.

I personaggi principali sono sette, come ho avuto modo di spiegarvi anche all’inizio. A parte la confusione iniziale che ho avuto nell’associare il nome all’effettivo personaggio tutto sembra essere proseguito tranquillamente.

Centurio, il gladiatore. Sembra essere un pò il leader velato della combriccola che viene a crearsi. Riesce ad instaurare un buon rapporto con Zuma e Butch e riesce a gestire Gork in maniera eccellente. Si rende conto prima di tutti della situazione ed  il primo a non tirarsi indietro sulle cose.

Butch operaio del Nevada, è un tipo lagnoso, che si butta giù e non riesce a farsi accettare ne sentirsi accettato all’interno del gruppo. Un personaggio pesante sotto tutti i punti di vista.

Zuma, capo di una tribù africana ed esperto di caccia sembra essere il più saggio di tutta l’intera compagnia. Riesce ad instaurare un buon rapporto con Centurio con il quale si confida e cerca di mantenere l’equilibrio fra tutti i componenti.

Gork è l’orco cannibale. Devoto a Gorush, la divinità della sua specie, detesta gli umani ma comprende che non può fare a meno di aiutarli e proteggerli per sopravvivere. Forte, mastodontico e costantemente affamato è un punto cardine per il gruppo.

Elavh un’esperta di veleni, una donna irascibile, scostante e tremendamente cocciuta. Riesce ad andare d’accordo con tutti e con nessuno. E’ un personaggio subdolo e pieno di misteri ancora irrisolti.

Karma è la rettile che riesce ad uccidere le sue prede sputando acido. Sa volare ma non sa comunicare con gli altri. Fino a buona parte del libro non avremo modo di leggere di lei ma la scopriremo andando avanti nella lettura quando si affezionerà ad Elavh.

Il cavaliere oscuro Caos, e la sua voce data dall’Imp Berius, sono gli unici due che mi hanno effettivamente messo curiosità. Non toglie mai il suo elmo e riesce a diffondere il caos dove passa. Gli altri compagni lo descrivono sadico e incomprensibile ma io lo trovo affascinante nel suo mistero.

«Il motivo è semplice. Gork e Caos hanno culture ed esperienze passate molto diverse dalle nostre.» «Certo, Gork è abituato a mangiare le persone e per Caos l’omicidio è un divertimento. Mi sembra ovvio che abbiano più problemi di noi ad adattarsi.» Lei annuì.  «Al limite, potrebbero anche rifiutarsi di farlo. Mi riferisco a Caos in particolare. Gork ci disprezza perché è stato plagiato dalla sua religione. Non ha mai scelto di odiarci, glielo hanno inculcato e da bravo devoto lo ha sempre fatto. Ma il sadismo di Caos mi sembra una scelta deliberata.»  «E perché per Karma il discorso sarebbe diverso?» Elavh guardò il rettile.  «L’istinto le consente di fare la cosa giusta senza bisogno di comprendere il motivo delle proprie azioni.» Centurio osservò accigliato gli occhi gialli del rettile. «Lo so, è una condizione difficile da immaginare», disse lei. «Ma secondo me è un vantaggio.» 

Il perno centrale è per l’appunto uccidere Wizen e ristabilire l’ordine nel regno. Ma è effettivamente questa la missione dei sette personaggi? Non c’è comunque un intrigo di potere sotto la richiesta del mago Eris e del Re Auriel che spinge da sempre la guerra contro il mago? I protagonisti si faranno carico di tante domande che avremo modo di scoprire nel corso della lettura.

Lo stile utilizzato è piuttosto buono ma ho diversi punti da dover analizzare a fondo e che non mi hanno completamente convinto.

La storia è una senza ombra di dubbio originale e allo stesso tempo utilizza un tipo di personaggi visti nei fantasy tradizionali. Mi ha ricordato molto I Quattro regni di Davide Tulipano per il modo in cui è stato scritto. (Era solo un appunto e non ho nulla da dire su questo).

NB: Potrebbero esserci Spolier che sono dovuti alle spiegazioni che devo fare!

  1. Butch è un tipo decisamente inutile per tutto il romanzo, non c’è momento che sia stato utile se non per il casco che fa luce per quei miseri secondi in cui è servito. Per la maggior parte o si lamentava per qualcosa, o se ne stava in un angolo, o combina guai inutili. L’utilità di questo personaggio? Scassare l’anima abbiamo capito che sembra riuscirci ma spero che risulti utile in qualche altro frangente altrimenti doveva essere debellato.

  2. Il mondo in cui è stato strutturato è completamente abbandonato a se stesso. I personaggi viaggiano su questa Strada Maestra che li porta da qualche parte di poco definito ma oltre quello sappiamo veramente poco sull’origine del posto in cui siamo approdati.

  3. Le scene inutili che avrei debellato completamente. Ad esempio quando sono invitati nella casa dai bambini e tutto ciò ce ne consegue. Completamente inutile e superficiale.

  4. Elavh, che razza di donna sei?” E’ scostante, puntigliosa e irascibile, questo lo abbiamo capito tutti ma è incoerente e scostante. Ha scatti per cose futili quando, invece, le cose importanti le scivolano addosso come non fossero successe. Esempio lampante: la violenza subita. Possibile che riesca a dimenticarla così facilmente?

  5. Il mistero che aleggia attorno ai personaggi. Sono sicura che con l’andare del tempo verrà svelato l’arcano che nasconde ognuno di loro, solo che per alcuni la cosa è stata protratta per troppo tempo. Nessuno si scopre e resta tutto in piedi per miracolo. Se almeno uno, non dico tanto, dei personaggi, avesse svelato il suo passato – principalmente Butch o Elavh a questo punto – sarebbe stato migliore.

La sua espressione si addolcì quando riportò lo sguardo sul profilo di Elavh. «E poi lei mi pulì le ferite e si occupò di me. In fin dei conti non ero solo. C’era qualcuno che provava nei miei confronti, se non affetto, almeno empatia. Parlo di quella naturale comprensione che si prova verso qualunque essere umano. Quella che sembra mancare a tutti tranne che a lei.»  Zuma lo osservò passarsi i palmi delle mani sulle palpebre chiuse. «Ma ho capito che la solitudine mi stava portando ad aggrapparmi a un appiglio che in realtà non esisteva. Perché, in fondo, anche lei è molto più simile a voi che a me.»

Tutto sommato non mi è dispiaciuto perchè è risultata una lettura gradevole ma effettivamente poco concreta. 

Il finale aperto non lascia presagire nulla sulla loro direzione o su ciò che potrebbe accadere anche se sicuramente non sarà nulla di buono. Magliulo ha utilizzato uno stile tradizionale riconducibile, tra ambientazioni paesaggistiche e personaggi, ai fantasy classici. Sono sicura che i seguiti prenderanno una piega migliore rendendo la saga più avvincente. Purtroppo tutte le cause elencate poco sopra non mi portano ad un voto convincente in tutti i sensi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-3.jpg


Cosa ne pensate? Vi ispira questa lettura? Io aspetto tanti bei commentini!

A presto,

Sara.©

RECENSIONE #91 – WOLF 2 – IL GIORNO DELLA VENDETTA DI RYAN GRAUDIN.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Ecco qui una nuova recensione. Finalmente sono riuscita a portare a termine una delle letture della settimana avendo tutto davvero nel pieno ed essendo piena di cose da fare. Non vi ho abbandonato, tranquilli, vi penso sempre!

Ecco per voi che vi parlo del secondo ed ultimo volume della saga di Wolf:

09888-wolf-2-il-giorno-della-vendettaTitolo: Wolf 2- Il giorno della vendetta
Autore: Ryan Graudin
Editore: DeAgostini
Genere: Distopico
Serie: Secondo ed ultimo volume. Iniziato con Wolf – La ragazza che sfidò il destino.
Data di uscita: 6 giugno 2017
TramaGermania, 1956. La Resistenza festeggia: finalmente la guerra è finita. Yael, la ragazza dagli straordinari poteri che è miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento, ha ucciso Hitler davanti agli occhi del mondo intero. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare. Per portare a termine la propria missione, Yael ora non potrà più contare su un’identità segreta e dovrà imparare a fidarsi degli uomini che fino a quel momento ha tradito: Luka e Felix. Insieme a loro si spingerà oltre ogni limite pur di far cadere il Nuovo Ordine. Ma quando in gioco ci sarà la vita di chi ama fino a che punto sarà disposta ad arrivare?

RECENSIONE:

NB: Innanzi tutto ci tengo ad avvisarvi che se non avete letto il primo e avete intenzione di farlo non so se vi conviene proseguire nella lettura della recensione perchè potrei ricadere in spoiler per spiegare determinate cose. Cercherò di farne il meno possibile perchè detesto farli però potrebbero esserci. Per i più temerari, benvenuti.

La storia ha inizio dove era finita la precedente. Yael, sotto l’aspetto di Adele Wolf arriva alla fine del Tour dell’Asse e al Ballo riesce ad assassinare Hitler. L’omicidio finisce in diretta e nei paesi del Reich si scatena la Resistenza che non aspettava altro che questo segnale da parte della Valchitsa, la lupa, giovane protagonista di questa storia.

Yael scappa per non essere presa in ostaggio ma viene inseguita da Luka che finirà, assieme a Felix, per essere uno dei compagni del viaggio di ritorno a Germania. Qualcosa però andrà storto e i ragazzi si ritroveranno coinvolti in un viaggio turbolento, fatto di bugie, pericoli, minacce e tante altre cose.

Cosa succederà alla nostra protagonista? Chi incontrerà durante il suo viaggio? Riuscirà a salvare se stessa ed i suoi compagni di viaggio?

La ragazza cominciò a srotolare le bende. Quello che vide le spezzò il fiato e le disegnò linee dure come graffi intorno alle labbra. «Ho cercato di sistemare le dita…ma…» Alcune cose sono troppo rotte per poterle aggiustare. Questo aveva detto Felix alla ragazza a Tokyo, quando credeva di proteggere Adele da se stessa. Questo sentiva ora, fin dentro alla polvere delle sue stesse ossa frantumate.

La trama parte esattamente da dove avevamo lasciato la precedente quindi se avete intenzione di leggere il precedente e ancora non l’avete fatto, non leggete la trama di questo perché vi rovina il gusto della lettura precedente. Tutto sommato però è buona e scritta bene.

La copertina è molto bella, tutto sommato mi piace ed è similare alla precedente ma dai colori meno sgargianti. Però l’originale resta imbattibile, questa versione è carina ma è “italianizzata“. Il titolo vale la stessa cosa che vi ho detto riguardo al precedente. Non ne capisco l’utilità del sottotitolo e del cambio nome. Poteva essere lasciato l’originale, “Il giorno della Vendetta” mi suona come slogan pubblicitario e vi prego, no, non ci sta.

L’epoca e l’ambientazione sono le medesime dei precedenti ma siamo dove è finito il precedente. Il Tour dell’Asse è terminato a Tokyo, quindi da quel punto di partenza si arriverà a Molotov, in Russia e si tornerà a Germania. Siamo nel 1956, dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, sotto la dittatura di Adolf Hitler. E’ un distopico che parte dal presupposto che la guerra sia finita con la Germania e il Giappone Vincitori.

Girò il viso in quel suo modo ferocemente bello, un lupo artico. Le sopracciglia inarcate. Luka si schiarì la gola. «Credo di non piacere molto alla tua nuova-vecchia amica». «Non piacevi neanche a me quando ci siamo incontrati la prima volta.» disse lei. Quando ci siamo incontrati la prima volta. Ci volle un momento a Luka per ricordare. Era stato nell’Olympiastradion. Yael indossava la faccia di Adele, parlava con le parole di Adele. Aveva capelli lucenti, la pelle luminosa di pioggia. A Luka la pelle bruciava di rabbia nel vedere Adele Wolfe in carne e ossa, per la prima volta dopo il sanguinoso scontro a Osaka. «Quello non conta. Pensavo fossi Adele. Se avessi saputo che eri tu…» «Sarebbe stato ancora peggio» disse Yael tranquilla nella notte che scorreva loro accanto. «Mi piacerebbe pensare di no» rispose Luka.

I personaggi, alcuni, non tutti sono i medesimi del libro precedente ma ne troveremo anche di nuovi. Avremo sempre:

Yael, la protagonista “mutapelle” centrale della nostra storia, una ragazza forte ma piena di scheletri nell’armadio e di persone che porta con se, nel cuore. Odia uccidere le persone, anche se a volte è costretta a farlo ed ha un cuore grande. Davvero.  Nonostante tutto quello che ha subito e continua a subire.

Felix è il fratello di Adele Wolf, la ragazza a cui Yael aveva rubato l’identità e il volto stesso. Sarà talmente legato alla sua famiglia per diventare una persona riprovevole sotto tutti i punti di vista. Questo suo lato è stato comprensibile, in parte giustificato ma completamente detestabile.

Luka si è rivelato tutt’altro rispetto al primo volume. E’ un tipo che si nasconde dietro ad una corazza di ironia sprezzante e superiorità per nascondere il suo essere debole. E’ un ragazzo davvero meraviglioso che io ho adorato sempre di più andando avanti nella lettura.

Ci sono altre persone di cui vorrei parlarvi ma per non fare spoiler non faccio nomi. Poi troveremo anche dei personaggi comunque secondari ma ben costruiti che troverete mano a mano che procederete nella lettura.

Ogni personaggio è stato strutturato molto bene e si riesce a definirlo in maniera precisa e dettagliata. Si riescono a provare le cose che vengono descritte e si riesce, anche, a amare/odiare determinati personaggi.

Questa le andava bene. Avrebbe gradito uno specchio, ma non ne aveva davvero bisogno. Sapeva che la sua faccia era giusta. Lo capiva dal modo in cui la stava guardando Luka. Aveva le palpebre arrossate dalle lacrime; e la fiamma di un’idea, di un piano, di un’urgenza di cambiare le cose ancora ruggiva dietro le sue iridi color indaco. «E’ la tua faccia migliore fin’ora» disse.

Il perno centrale è porre fine a questa dittatura e cercare di portare a compimento la ribellione della Resistenza in modo che vinca definitivamente sul paese.

Lo stile utilizzato è stato il medesimo del precedente. In questo volume avremo modo di conoscere meglio anche Felix e Luka e il loro passato, il perchè dei loro comportamenti. 

In alcuni punti, Yael diventa ripetitiva sotto il punti di vista delle perdite che ha subito nella sua vita ma l’azione all’interno del volume è sempre crescente e non si può fare a meno di apprezzarla. Nonostante questo ho completamente amato questo volume, come il precedente. La storia, scritta sempre in terza persona, balza da Yael a Felix, a Luka.

Si, lei ancora affrontava ogni giorno in cui il sole sorgeva. Si, ancora si fermava a recitare i coloro nomi ogni note in cui calava il buio. «Ricordo». Da dove veniva, attraverso cosa era passata. «I morti saranno sempre con noi». L’occhio di Vlad fu scosso da un fremito mentre lui si appoggiava allo schienale della sedia. «Ma non intendevo che dovresti prenderti del tempo per riflettere, Yael. Intendevo che dovresti prenderti del tempo. (…)».

Concludo dicendo che questa duologia è stata davvero esaltante. Premetto che il periodo storico in cui è ambientato, sotto la dittatura Hitleriana, non l’amo particolarmente, ma mi sono assolutamente ricreduta su questo piano.

Una storia ben fatta, ben costruita. Si riesce ad entrare nella storia, a viverla in prima persona e si capiscono tante cose di quei tempi. Quante persone hanno perso, come sono stati trattati e le condizioni di terrore in cui versava la popolazione.

Sono stata completamente rapita da questa storia, nonostante la Graudin in  alcuni punti sia stata ripetitiva in ciò che prova Yael. Mi sono sentita marchiata anche io delle sue stesse perdite e di tutto ciò che ha passato. Il finale poi non ve ne parlo, mi sono addirittura commossa. 

Una storia sorprendente e spettacolare. Consiglio, consiglio, consiglio!

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-1.jpg


Cosa ve ne pare? Io ve lo consiglio! Vi aspetto con tanti bei commenti!!

A presto,

Sara. ©

 

 

RECENSIONE #90 – WOLF LA RAGAZZA CHE SFIDO’ IL DESTINO DI RYAN GRAUDIN.

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Come va? Io tutto bene, si avvicinano le vacanze e no vedo l’ora di partire! Oggi cos’ho per voi? La recensione di un libro che mi ha colpito e che è entrato dentro in una maniera spropositata . Ecco di cosa sto parlando:
9788851148201_de3e54a2d8f956906b2c33eb75d5c08cTitolo: Wolf – La ragazza che sfidò il destino
Autore: Ryan Graudin
Editore: De Agostini
Data di uscita: 16 maggio 2017
TramaÈ il 1956, e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’ Impero Giapponese governa il mondo. Ogni anno, per ricordare la loro Grande Vittoria, le forze al potere organizzano una gara motociclistica che attraversa i continenti da Berlino a Tokyo. Il premio per il vincitore? Un incontro privato con Adolf Hitler. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per stare ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state portate via. Ora la Resistenza le ha dato una possibilità: vincere la gara, avvicinare Hitler e ucciderlo. Una missione apparentemente impossibile, che Yael è decisa a portare a termine a qualunque costo. Almeno fino a quando un avversario dal fascino irresistibile non entra in gioco…

RECENSIONE:

La storia ha inizio su di un treno di deportazione nel 1944. Gli ebrei sono stipati, ammucchiati, sui vagoni di un treno in arrivo ad un campo di concentramento. Yael è soltanto una bambina e sente ripetere il suo nome nel rumore delle rotaie. Quando arrivano a destinazione la bambina viene classificata per l’Esperimento 85, un progetto a lungo termine su cui stava lavorando un certo Dott. Geyer. Sulla bambina vengono fatti diversi esperimenti e riescono a farla diventare una muta-pelle.

Qualche hanno dopo, nel 1956, dove è ambientata la nostra storia Yael è un’adolescente ed è uscita a farsi tatuare – di nascosto – cinque lupi su un braccio. Uno per ogni persona importante che ha perso nella sua vita: Babushka, Mamma, Miriam, Aaron-Klaus e Vlad. Come dice lei: “Cinque nomi, cinque storie, cinque anime. E promette loro che riuscirà ad uccidere il Furer Hitler o morirà provandoci partecipando al Tour Dell’Asse (una gara sulle Zundapp che attraversa tutto il mondo). Il vincitore ha la possibilità di incontrare il Furer al ballo del Vincitore. Così Yael si spaccerà per la precedente Vincitrice Adele Wolf per tentare di vincere la gara.

Un occasione unica per la nostra giovane protagonista che fa parte della Resistenza. Riuscirà nell’intento? Cosa le succederà? Cosa scopriremo nel lungo viaggio che l’attende?

Di tutti quegli sguardi lei ne percepiva solo due. Quelli che scavavano, scavavano, scavavano sulla sua schiena. Alla ricerca di un passato che non era nei suoi ricordi. Creando voragini che lei non poteva riempire. Non credere che mi sia dimenticato di quello che hai fatto. Non ti resta più niente da dimostrare. E hai tutto da perdere. Aveva la faccia di Adele, ma non avrebbe mai potuto essere lei. Yael era una ragnatela, composta da spazi vuoti e fili e fragili nulla. Un’altra voce uscì dagli altoparlanti: la sua. Quella che azionava gli eserciti e rovesciava regni. Quella capace di ammutolire un intero stadio. (…) C’era solo lui. La voce che Yael doveva mettere a tacere. Non era solo nata per farlo. Era stata creata per farlo. Con i suoi aghi. I suoi uomini.

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Copertina originale

La trama incuriosisce e spinge a prendere il libro fra le mani per cominciarlo a leggere. Premetto che cose che riguardano periodi storici non sono il mio forte e tendo ad evitarli ma questo è un distopico decisamente particolare. Ben scritta 🙂

La copertina mi piace molto anche se preferisco senza ombra di dubbio l’originale, più in tinta con l’epoca in cui si svolge e il contesto in cui si muove. Precedentemente era stata sviluppata dalla DeA una copertina diversa che è stata riadattata in base all’uscita del secondo volume. Decisamente migliore della precedente, lo ammetto ma l’originale non si batte, mi dispiace.

Il titolo non capisco perchè sia stato cambiato. Potevano lasciare Wolf ma il sottotilo “La ragazza che sfidò il destino” mi sembra una pubblicità della parmalat. L’originale non gli piaceva? Penso proprio di no – a questo punto – anche se lo preferivo ecco.

Siamo nel 1956, in ambiente tedesco. Adolf Hitler ha vinto la guerra assieme al Giappone e si sono divisi il mondo in due parti, il Terzo Reich e la sfera di Co-Prosperità.

Infilò una mano in tasca, accarezzò la bambolina di legno nella piega della linea della vita, e cercò di non pensare a tutti i pezzi che aveva dovuto lasciarsi indietro, anche se il suo cuore era una ferita aperta. Erano di carne o legno? Faceva differenza? Entrambi potevano bruciare…Il volto di Bernice Vogt scomparve. La ragazza fantasma sussurrò a un cielo senza fumo: «Sono Yael. Sono viva». Il paradiso – pieno di occhi dei morti e di stelle – rispose con un altro sussurro: Sei speciale. Puoi vivere. Cambierai le cose. -BASTA CAMMINARE DRITTA ADESSO CORRI NON GUARDARE INDIETRO – Yael si voltò e svanì fra i pini.

I personaggi sono molti ma vi parlerò di quelli che troveremo spesso, ovvero:

Immagine correlata

Yael è una ragazza forte, determinata e combattiva proprio come un lupo. Non si lascia intimorire e sa combattere da vero guerriero addestrato in ogni occasione. La ragazza non è, però, chiusa e insensibile come cerca di far trasparire. Ha un cuore grande e non sopporta le perdite.

Felix è il fratello di Adele Wolf, la vincitrice del Tour dell’Asse nel 1955, l’anno precedente. E’ un ragazzo legato alla famiglia, ai valori ed è irruento ma anche protettivo. Un ragazzo molto particolare.

Luka è un tipo piuttosto ambiguo. Un giorno carezze e l’altro schiaffi ma sarà una guida e una parte fondamentale per Yael all’interno del romanzo stesso. Lo conosceremo ancora meglio nel secondo volume dove si capiscono tanti dei suoi segreti.

Katsuo è chiuso per tutta la durata del libro. E’ il vincitore nipponico delle edizioni precedenti. Orgoglioso, ha i suoi scagnozzi sempre ai suoi piedi e non ama perdere.

Ci sono anche tanti altri personaggi che troveremo più volte ma che vi lascio scoprire mano a mano.

«Tu sei più forte di questo ma devi convincertene. E potrai farlo solo se ti consenti di guardare.» «E allora? Dovrei limitarmi a guardarlo? Ogni minuto di ogni giorno?» «Ricordi da dove vieni e cosa hai passato. Ma guardi avanti. Nel mirino. Anche se ti resta un occhio solo.» Yael guardò di nuovo. Il braccio le tremava di meno, ora che Vlad glielo stringeva. «I fantasmi resteranno, proprio come i tuoi numeri e come le mie cicatrici. Come il nostro dolore.» Lui tirò via la mano. Ma non devi aver paura di loro. Ricorda e sentiti dilaniare. Yael rimise il braccio sul tavolo.

Il perno centrale è, per l’appunto, riuscire nell’intento di uccidere Hitler per riportare la pace nel mondo ed un governo migliore. Yael proverà con tutte le sue forze e lotterà con i pugni e con i denti per vendicare ciò che ha perso.

Lo stile utilizzato è semplice ma anche piuttosto articolato. La storia è stata ben pensata e non fondata su semplice fantasia. Molte cose sono state studiate e pianificate come anche spiega nella nota finale del libro l’autrice.

Ho adorato le parti in cui venivano spiegati i cinque lupi tatuati sul braccio di Yael e come lei li ha vissuti in primo piano. Il libro è scritto in terza persona ma non si fatica ad entrare nell’ottica e nel mondo in cui la nostra protagonista vive.

«Non c’è ritorno a una cosa del genere». A Yael venne quasi da sorridere, perché aveva ragione lui. Perchè c’erano tante cose da cui non era tornata. Perché tutte quelle versioni di lei erano sparpagliate sul suo braccio e iniziava solo ora a rimetterle assieme. «Forse il mondo è sbagliato…ma non devi essere tu a salvarlo» continuò il ragazzo. «Qualcuno deve farlo» ribattè lei.

Non mi resta dunque, che consigliarvi questo piccolo gioiello. Un libro storico, fantastico, distopico che parla di vendetta ma anche di valori, di amicizia, di amore e di famiglia.

La Graudin mi ha davvero sorpreso. Fino a poco tempo fa ero stata titubante se comprare o meno questo volume. Quando poi è approdato in Italia anche il secondo, non ho resistito, e li ho portati a casa entrambi, soddisfatta ma anche insicura di ciò che avrei trovato. Mi sono assolutamente ricreduta. Un libro pieno di azione che lascia col fiato sospeso pagina dopo pagina e che non si può non leggere!

Già sto leggendo il secondo ed ultimo volume di questa duologia e posso dirvi che promette sempre meglio. Quindi vi consiglio di cominciare a leggere questo libro!

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-1.jpg


Cosa ne pensate? Lo leggerete/lo avete letto? Io ve lo consiglio!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #89 – THE GIFT DI REBECCA DANIELS.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Ecco per voi una nuova recensione. Mi scuso innanzi tutto per il ritardo nella pubblicazione di questa recensione ma ho avuto il caos la scorsa settimana e sono riuscita a preparare i post in maniera contata tutti in una sera e li ho distribuiti. Questo non ci sono riuscita. Perdonatemi.

Ecco a voi:

the-gift

Titolo: The Gift (Katie Corfield #1)
Autore: Rebecca Daniels

Genere: Thriller sovrannaturale
Prezzo: ebook 3,99 € | cartaceo 12,90 €
Data di uscita: 19 giugno 2017
Pagine: 240
TramaKatie Corfield ha un dono: riesce a entrare nella mente delle persone in coma, a guidarle in sogno e infine a riportarle in vita. Con l’aiuto di Matt O’Brien, suo amico e assistente, è riuscita a salvare molte persone. La fama è però un’arma a doppio taglio e Katie lo scopre sulla sua pelle quando viene rapita dal boss Alexander Mancini. L’uomo, incurante delle guerre tra clan che stanno dividendo Boston, ha il solo obiettivo di salvare il figlio Daniel, caduto in coma dopo un tentato omicidio. Mentre Katie è costretta a intervenire da sola in una situazione in cui fallire equivale a morire, Matt cercherà in tutti i modi di raggiungerla nel disperato tentativo di salvarle la vita.
Rischiando di perdere se stessa nei violenti ricordi di Daniel Mancini, Katie scoprirà che l’aggressore del giovane è molto più vicino di quanto creda.

RECENSIONE:

Innanzi tutto ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi permesso la lettura e mi scuso per il ritardo nella pubblicazione! Adesso passiamo alla recensione!

La storia ha inizio con Katie Corfield assieme ad una ragazza Julie Camp, in macchina e stanno andando ad una festa. La ragazza non sa perchè Katie si ritrova a sedere di fianco a lei. Sembra tutto confuso, strano, quasi fosse tutto un sogno, ma non lo è.

Julie Camp è in coma e Katie è nella sua mente. Dopo l’incidente e dopo essersi risvegliata dal coma, la nostra protagonista ha un inguaribile dono: quello di salvare le persone che sono in coma assieme ad un amico che la sostiene e la guida, Matt O’Brien. Lei può risvegliarle ma solo se hanno il coraggio di affrontare il momento del trauma.

La ragazza si risveglia e tutto sembra andare nel verso giusto. Fin quando Katie non torna a casa e mettendosi a letto pensa di soffrire di paranoie. Sente qualcuno grattare alla porta di casa. Peccato che questo non sia solo immaginazione ma pura realtà. Katie verrà rapita dal boss Alexander Mancini.

Cosa vorrà il boss da lei? Cosa si aspetta? Cosa farà Katie per cercare di salvare la vita a se stessa e alle persone che la circondano?

Le stesse persone che da un po’ di tempo a quella parte non si facevano più vedere. «Capisco», disse Hultman. Rimase in silenzio per un istante, quindi aggiunse: «Ascolti, lei mi sembra una brava persona. Ho l’impressione che non mi stia dicendo tutto, ma mi creda: la cosa migliore da fare è darci più informazioni possibili. Noi siamo dalla sua parte e dalla parte della sua amica. Non commetta l’errore che fanno tutti.» «Cioè?» «Pensare di poter risolvere questo problema da solo. È stupido e le porterà solo altri problemi.» Matt sospirò. Come avrebbe potuto raccontare tutto a quei due poliziotti senza passare per pazzo?

La trama è ben costruita e non spoilera cose che accadono anche se l’ultima frase poteva essere facilmente evitabile. Mette troppo la pulce all’orecchio e a quel punto tutto rimane troppo comprensibile.

La copertina è particolare ma estremamente affascinante; non è la solita copertina ma è pensata. Non scontata, ecco tutto. Il titolo mi piace ed è facilmente intuibile (si veda sulla copertina LIBRO PRIMO) che ci sia un seguito a tutto questo. Vi dirò, il libro sembra completamente auto-conclusivo, quindi non immagino cosa ci sia nel secondo volume. Sarà un altro caso della nostra Katie, magari collegato al precedente o magari no, anche se spero sia diverso altrimenti si rimescola soltanto il brodo e non si conclude nulla.

L’epoca è moderna e la scelta dell’ambientazione è ricaduta su Boston.

«È ancora nella mente di Daniel?» domandò Mancini. La voce era monocorde, come quella di un riproduttore vocale digitale. Non avrebbe avuto senso mentire. Di sicuro le guardie all’esterno avevano sentito lo scambio di battute tra lei e Katie, e avrebbero riportato tutto al loro capo. «Prima si è svegliata. Ha detto però di voler fare subito un altro tentativo e si è addormentata giusto qualche minuto fa.» «Strano», commentò Mancini. «Pensavo avesse bisogno di riposo tra un tentativo e l’altro.» Gli occhi del criminale si fissarono in quelli di Rachel. «Credi mi abbia mentito?» «No, signore», rispose lei, scuotendo il capo con più enfasi del dovuto. «Credo solo sia terrorizzata all’idea di deluderla.» Mancini annuì e abbassò lo sguardo sulla ragazza addormentata. «Già, lo credo anch’io. Magari non è un male. La paura è una delle più grandi spinte motivazionali al mondo. Può fare miracoli.»

I personaggi non sono stati tantissimi ed io vi parlerò dei principali:

Katie è una ragazza molto enigmatica. E’ chiusa caratterialmente anche con le persone con cui si trova bene. Non incline a rapporti sentimentali, si chiude a riccio ed è assolutamente altruista. Utilizza il suo dono a scopo gratuito.

Matt è il socio di Katie e l’aiuta nel suo lavoro di risveglio delle persone in coma grazie alla voce, che riesce a trasmetterla nella sua mente. Evita che lei possa perdersi e restare in coma assieme a chi cerca di svegliare. E’ segretamente innamorato di Katie e sa che lei, probabilmente, non lo ricambierà mai.

Alexander Mancini è il boss della malavita di Boston. Assieme a Nick Mancini, suo fratello, Jimmy ed altri scagnozzi è il più temuto in città ma anche quello più ricercato. Un personaggio ambiguo, che agisce tra i sentimenti e il lavoro.

Daniel è un personaggio davvero particolare ma decisamente comprensibile. E’ stato quello, secondo me, meglio costruito. Il suo migliore amico è il suo cane sua amata è Annabelle. Un personaggio misterioso, tutto da scoprire.

«Ehi, io sono solo una voce nella tua testa. Queste cose sei tu a pensarle.» «Sono pensieri paranoici.» «Su questo siamo d’accordo. E, tanto per concludere il discorso, arriviamo al punto. Tu non vuoi restare qui per paura di rivivere il momento della sparatoria. Tu vuoi restare qui perché non vuoi affrontare il mondo reale. Un mondo in cui sei solo e non sei in grado di gestire niente di niente. Non sei stato neanche capace di avere un dialogo decente con la ragazza che sostieni di amare. Tutto ciò che pensavi di aver costruito è crollato come un castello di carte al primo sbuffo di vento.»

Il perno centrale sta tutto nel titolo. The Gift, il dono che ha Katie di poter salvare le persone in coma e di aiutarle – per quanto le è possibile – a svegliarsi.

Lo stile utilizzato è semplice. Scritto in terza persona, il testo inquadra ed abbraccia più personaggi e riesce a farli conoscere tutti, nessuno escluso.

La parte, secondo me, più inutile è stata quella della polizia e degli agenti che parlavano fra loro, poteva essere del tutto evitabile. La pecca è stata la prevedibilità del colpevole. Ancor prima di metà libro avevo già capito chi era. E’ stato rimarcato troppo spesso ed è finito per essere banale.

Altra cosa che non mi ha convinto, purtroppo, è stata la mancanza di coinvolgimento all’interno della storia. E’ assolutamente soggettivo e posso comprenderlo ma è rimasto tutto troppo sospeso sul fatto della prigionia e del “provo e riprovo“. Avrei quasi preferito che lei si perdesse almeno un pò nella testa di Daniel così che rendesse tutto più complesso.

«Credo sia il nostro uomo.» Lei non rispose. «Non mi piace questo tuo atteggiamento, ragazza. Ricorda chi sei. Ti vedo immersa in ricordi che non ti appartengono. Se non la smetti subito mi avvicino e ti bacio, okay?» Lei emise una risatina nervosa e Daniel provò di nuovo quella staffilata interiore. No, era decisamente gelosia. Forse perché quel tizio avrebbe voluto baciare una ragazza con il volto di Annabelle? O forse perché lui si stava davvero legando a una persona che neanche aveva mai conosciuto dal vivo? Bradley attirò la sua attenzione graffiandolo con la zampa sullo stinco come quando nella realtà era disperatamente affamato. «Be’, ti ha conosciuto nel posto più intimo che possa esistere. Dentro te stesso. Credo che valga di più.»

Detto questo, con mio profondo dispiacere, devo dire che mi sarei aspettata molto di più. Ero partita super convinta che il libro fosse una bomba e il mio entusiasmo si è spento mano a mano.

L’idea è senza dubbio buona e l’autrice ha avuto molta fantasia nell’elaborare tutto. Quindi non metto in dubbio la difficoltà nello scrivere l’elaborato ma forse, proprio questo concentrarsi sul dono di Katie, ha fatto perdere di vista il fulcro e la vera bellezza di questo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commento.

A presto,

Sara. ©