REVIEW PARTY – UN MILIONE DI VOLTE BUONANOTTE DI KRISTINA MCBRIDE (#250)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una bellissima novità della Newton compton che ringrazio per averci permesso quest’evento e la lettura in anteprima e un grazie alle altre ragazze che mi hanno aiutato a rendere bellissimo questo evento. Siamo qui per portarvi la recensione in anteprima di questo libro nelle librerie proprio oggi, che spero possa catturarvi come ha fatto con me. Ecco qui: 

41nI2uvdO4LTitolo: Un milione di volte buonanotte
Autore: Kristina McBride
Genere: Young Adult
Data di uscita: 17 Gennaio 2019
Link d’acquisito: https://amzn.to/2TNrcm5
Trama: La notte della festa prima delle vacanze, la diciassettenne Hadley prende “in prestito” l’auto di Ben, il suo ragazzo.Ovviamente senza dirglielo. Peccato che Ben non sia un tipo che lascia correre, e si vendica postando sui social una foto compromettente di Hadley senza veli, a beneficio di tutta la scuola. Quando viene avvertita di quello che sta succedendo, Hadley si trova a dover prendere una decisione. Può tornare indietro alla festa e costringere Ben a eliminare la foto oppure vendicarsi a sua volta portando la sua adorata macchina il più lontano possibile dalla sperduta cittadina dell’Ohio in cui vivono. Nel primo caso il piano per vendicarsi potrebbe portare alla luce segreti sconvolgenti. Nell’altro Hadley si ritroverebbe intrappolata nell’auto con il suo ex, Josh, costretta a rivivere con lui tutti gli errori commessi nel passato, incluse le cause della loro rottura. Hadley è di fronte al bivio e può scegliere solo una delle due strade… o forse no?

RECENSIONE

White FlowersLa storia ha inizio in Ohio, una piccola cittadina ed è sera. Hadley e le sue amiche si stanno dirigendo su una vecchia collina perchè è l’anniversario della morte di Penny, migliore amica di Hadley, Mia e Brooklyn con la macchina dell’attuale ragazzo di Hadley, Ben. Quando arrivano alla torre però, incontrano Josh, l’ex di Hadley che ora tutti odiano nella sua scuola ed Hadley riceve una notifica sui social in cui Ben, per ripicca al fatto che Hadley ha preso la sua auto senza permesso, ha messo una foto in cui lei è praticamente nuda. Ben dice che fino a che non riavrà la macchina, non toglierà la foto. Le tre si rimettono in macchina dando un passaggio anche a Josh e fanno per tornare alla festa in città ma si ritrovano di fronte a un bivio. Tornare in città ed andare alla festa restituendo a Ben la macchina o andarsene a fare un giro ancora per un po’. E’ lì che incontrano una macchina che sale e rischia di prenderli e in quell’esatto momento il tempo sembra dividersi ed in un solo istante entrambe le scelte sembrano realizzarsi.

Cosa succederà ad Hadley? Come sarà e cosa scoprirà lungo il viaggio con il suo ex Josh, in macchina? Cosa potrebbe succedere invece se tutti fossero rimasti in città e fossero andati alla festa? 

Mi sembrò bello – incredibilmente bello – essere viva, essere alla guida di quell’auto con le mie migliori amiche. Avvolte dalla musica, dall’aria fresca e dalla luce della luna. Era uno di quei momenti che non avrei mai dimenticato. Immaginai ci fosse anche Penny in macchina, con il vento a scompigliarle i capelli color caramello, gli occhi chiusi, le braccia alzate fuori dal tettuccio e le mani che si muovevano al ritmo del basso. La sentii con noi, la sua leggerezza e meraviglia, il modo in cui avrebbe riso della paura di Mia e di quella di Brooklyn, che ne aveva ma cercava di nasconderla; tutto questo mentre si congratulava con me per aver lasciato la festa.

Risultati immagini per a million times goodnight bookLa trama fornisce un quadro completo della situazione e vi consiglio di leggerla bene se non avete idea di cosa può darvi questo libro. Inizialmente come di mio solito che non leggo tutta la trama non capivo perchè nei capitoli succedevano due cose diverse in contemporanea. Mea culpa, lo so. Ma è stata brevissima e abbiamo subito compreso cosa stesse succedendo. A parte questo buona trama.

La copertina italiana la trovo davvero adorabile seppur la faccia sembrare quasi una tenera storia d’amore quando non lo è affatto. Comunque preferisco molto quella italiana a quella originale – che vedete qui di lato – che lascia intendere ovviamente lo sliding door ma non è poi così accattivante. In effetti mi trovo ad ammettere che questa volta a catturarmi, molto prima della trama è stata la copertina della Newton. La trama è servita a convincermi del tutto a voler leggere questo libro, tutto qui. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale, niente di più niente di meno. E da una parte è un bene che non sia diventato altro visto la bellezza in cui questa frase viene compresa all’interno del volume.

L’ambientazione è una piccola cittadina americana, ad Oak Grove in Ohio e l’epoca è assolutamente moderna, una storia ambientata ai giorni nostri ma davvero particolare sotto tutti i punti di vista.

Mia emise un grido acuto. Brooklyn urlò qualcosa menzionando Gesù. Josh mi afferrò il braccio stringendolo con forza. Tutto accadde al rallentatore, dando alla scena una sorta di distacco onirico. Ero seduta lì, intrappolata, senza un posto in cui andare. Sentii l’eco di un urlo mentre fissavo i fari bluastri della macchina in arrivo, vidi lunghe ciocche di capelli fluttuare fuori dal tettuccio aperto e guardai il logo della BMW sul cofano scivolarmi contro. Josh lasciò cadere il sacchetto delle Skittles e un’esplosione di colori invase la macchina. Poi ci fu una travolgente folata di vento, la sensazione di galleggiare nello spazio. Il mondo intorno a me si frantumò in milioni di minuscoli pezzi. Svoltai a destra e poi a sinistra nell’arco di un solo respiro.

Man and Woman Wearing Jackets Near Seaside Under Cloudy SkyI personaggi di questa storia non sono tantissimi e ritengo sia necessario soffermarsi sulle figure più importanti nella lettura.

Hadley ovviamente è un cardine importante e trasporta questa storia sotto due aspetti completamente diversi ed inaspettati che la condurranno lungo un percorso che si infittisce sempre di più. Hadley è insicura ed ama Josh anche se non stanno più insieme da dopo la morte di Penny. E’ una ragazza determinata e decide per una sera di essere avventata e impulsiva proprio come avrebbe fatto la sua migliore amica Penny se fosse ancora viva.

Josh è l’altra parte della storia. Seppur non vediamo la storia dal suo punto di vista, possiamo osservare quanto gran parte delle cose girino attorno a lui e lo rendano un protagonista interessante e dolce. Brooklyn e Mia sono le due migliori amiche di Hadley e insieme a Penny formavano un quartetto interessante. Entrambe sono quasi la voce della coscienza di Hadley e, seppur i due personaggi sembrano a volte assomigliarsi fra loro, sono indispensabili in alcuni passaggi della storia per far si che questa si svolga nel migliore dei modi possibili. Hadley, Josh, Brooklyn e Mia condividono la perdita di Penny e sarà proprio lei ad avvicinarli lungo questa avventura in parte piuttosto pericolosa.

Quando anche Mia mi raggiunse, le afferrai la mano e me la tirai dietro, cercando di dimenticare cos’era successo l’ultima volta che eravamo state insieme sotto quegli alberi. Eravamo noi quattro – Mia, Brooklyn, Penny e io –, circondate da musica e risate, con l’energia della festa che vibrava nell’aria notturna. Penny era davanti a me, lo sguardo assente, quando ci disse che se ne stava andando. Quando ci eravamo salutate, avevo notato una sorta di brivido nella sua voce; ma avevo deciso di ignorarlo, godendomi il calore del suo abbraccio.

White Light House in the Middle of SeaIl perno centrale di questa storia è, nonostante agli inizi sembri solo una cosa di passaggio, la morte di Penny. Quella è stato il principio di una serie di scoperte che la protagonista farà in entrambe le parti che vedremo all’interno del libro. Il volume infatti è diviso in due parti: una in cui Hadley parte con Josh e non riporta la macchina a Ben e l’altra in cui lei riporta la macchina al legittimo proprietario. Entrambe sono scelte che Hadley potrebbe percorrere, entrambe diversissime fra loro ma con una consapevolezza comune. Sicuramente una storia da leggere.

Lo stile utilizzato è semplice e super fluido. Ho letto questo libro nel giro di qualche ora al massimo e sono davvero davvero felice di averlo letto. E’ stato sicuramente nuovo ed innovativo sia nella storia che nella struttura del libro che è davvero particolare.

Non mancherà sicuramente l’adrenalina e la suspance. Vi sentirete trascinati all’interno di questa storia e mano a mano che si scoprono le cose comincerete a volerne sapere sempre di più. Le due storie si dividono,una in quella del viaggio – fuga che porterà alla luce dapprima i sentimenti tra Josh e Hadley prima ancora della storia, l’altra nel semplice rientro e al relativo caos che ne sussegue. Personalmente ho trovato molto più realistica la parte in cui Hadley ritorna alla festa e non quella in cui fugge ma devo ammettere che entrambe sono state ben costruite e ben pensate.

Personalmente ho apprezzato molto il lato adolescenziale che si cela all’interno della storia e come l’autrice mette in mostra il causa -> conseguenza che tante volte – sopratutto i giovani – si dimentica molto facilmente. O come i social network possano rovinare una vita e cambiare un’intera esistenza, ruolo fondamentale in questa lettura.

L’unica cosa che non ho particolarmente gradito è stato il finale in cui – forse sono io che mi aspettavo qualcosa di diverso, non so – avrei voluto più spiegazioni e non un semplice mix delle cose. Spiegazioni che ci tenevo ad avere sia in merito alle scelte, che magari alla scelta di una o l’altra cosa. Non fraintendetemi, non ha un finale aperto o “brutto” ma mi aspettavo di sicuro qualcosa di diverso. Posso soltanto dire che il libro mi ha gasato dall’inizio alla fine ed il finale ha spento un po’ ciò che si era creato nel corso della lettura. Oltretutto non posso spiegarvi nel dettaglio perchè non voglio farvi spoiler ovviamente e quindi mi mantengo sul vago.

Altra cosa negativa è stata la non caratterizzazione forte e predominante di Hadley rispetto a tutte le altre. Hadley è di sicuro un personaggio interessante ma poco di spicco all’interno della lettura; Josh, invece, è quello che mi ha letteralmente coinvolto all’interno della storia. A controbilanciare le cose è stata Penny, di cui si sentiva forte e chiara la mancanza, anche se la conosceremo solo tramite le parole di Hadley per la maggior parte – è colei che trascinerà tutta la storia e la manterrà viva.

Mentre percorrevo il corridoio e salivo le scale che portavano al secondo piano fui assalita dai ricordi: Penny che mi preparava a mezzanotte i pancake con le gocce di cioccolato, ballando in continuazione; che saltava sul letto del fratello, cantando e usando la spazzola come microfono, solo per infastidirlo; che sorrideva con malignità mentre architettava un’altra delle sue avventure losche. La sicurezza incredibile che emanava quando si muoveva, la facilità con cui scoppiava a ridere, il modo che aveva di vivere ogni momento senza paura o rimpianto. Mi fermai davanti alla porta della stanza di Penny e respirai a fondo. Dovevo sapere la verità, ma non ero felice di mettere sottosopra la stanza della ragazza che avevo pianto per tutto l’anno. Brooklyn e Mia mi seguivano, così silenziose che non le sentivo; avvertivo più che altro la loro presenza. 

Il libro è molto bello, non sono riuscita a staccare gli occhi dall’inizio alla fine dalla lettura e mi sento di consigliarlo a tutti coloro che cercano una storia nuova, unica e intrigante. Non sarà il libro dell’anno ma è sicuramente una lettura curiosa.

Kristina McBride scrive una storia particolare, originale e avvincente. Un libro che prende contemporaneamente due strade e ce le mostra nei punti in cui si discostano ma anche nei punti in cui si avvicinano. Una storia di scelte, una storia che vale come due. Vi conquisterà.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le recensioni degli altri blog che trovate qui sotto. Saranno online oggi e domani:

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Un abbraccio a tutti e aspetto vostri pareri!

A presto,

Sara ©

 

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RECENSIONE #249 – LE CENERI DELLA FENICE – THE FADE DI JANE FADE MERRICK.

BUON POMERIGGIO CARISSIME PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente… e dico finalmente… eccomi qui con la recensione di questo libro. E’ diverso tempo che dovevo leggerlo e dico finalmente perchè ho trovato un buchino di tempo per leggerlo. Quindi ora ve ne parlo e ringrazio l’autrice per avermi concesso la lettura del suo libro. Ecco qui:

510hbYRrvhLAutore: Jane Fade Merrick
Titolo: Le Ceneri della Fenice – The Fade
Genere: Narrativa generale | Slice-of-life
Pagine: 196
Editore: Youcanprint (autopubblicato)
Prezzo: € 13,00 / Ebook: € 2,99

Link d’acquisto: https://amzn.to/2AJ1GXN
TramaFade è una ventiquattrenne che vive per strada fra i disagi e i pericoli di una metropoli che ingoia chiunque non tenga il passo con il suo ritmo, con l’unica compagnia di un paio di rollerblade malandati con i quali tenta la fuga dalla sua stessa realtà e un coltello da cucina che brandisce contro chiunque rappresenti un pericolo. Per una serie di coincidenze, che poi coincidenze si scopriranno non essere, incontra un bambino dallo sguardo stralunato e i capelli tinti di rosa che comincia a seguirla dappertutto nel vano tentativo di stringere amicizia con lei. Il ragazzino si presenterà come Jag e, dopo averla messa alle strette, le proporrà di partire insieme a lui per raggiungere una delle band più popolari del pianeta: i Momuth – di cui è fan sfegatato – per diventare il loro finanziatore maggioritario. Con stupore della ragazza, il moccioso mostrerà di avere mezzi e liquidità per attuare il suo strambo piano. Arrivati a destinazione incontreranno Nef, leader della band, il quale entrerà a far parte di un gioco più grande di lui. “Le Ceneri della Fenice – The Fade” si impernia sull’aspetto introspettivo dei personaggi e i loro modi diametralmente opposti di confrontarsi con se stessi per relazionarsi col mondo circostante. La forzata coesistenza dei tre protagonisti li spingerà ad affrontare una diversa visione della realtà, a rivedere le proprie radicate convinzioni e a reagire di conseguenza. Si toccano temi quali la vita, la morte, le difficoltà all’uniformarsi alle regole societarie, la consapevolezza delle proprie scelte e la volontà di portarle a termine.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio per strada dove Fade è una giovane ragazza con i rollerblade ai piedi, uno coltello sempre nella fodera ed i capelli stranamente acconciati con il gel. Insomma, Fade non passa inosservata ma è anche sola e vive in una casa abbandonata e ruba per tirare a campare. Tutti si chiedono chi è Fade, tutti l’allontanano e nessuno osa avvicinarsi a lei, tranne Jag, un piccolo bambinetto esuberante e rompiscatole con un camice bianco ed i capelli rosa.

Cosa succederà a Fade ora che Jag è entrato nella sua vita? Cosa vuole Jag da lei? E cosa farà lei quando sarà costretta a starsene con i Momuth, famosa band di cui lei non sa nulla?

Scivolava veloce per le strade su dei rollerblade malandati, in costante fuga dalla realtà, allineando il moto all’orchestra dei suoi pensieri. Tutti la conoscevano ma nessuno sapeva chi fosse veramente; viveva di espedienti, non aveva una famiglia e chissà cosa le era capitato per finire vittima di una metropoli che ingoia senza pietà le persone che non ne seguono il ritmo. Non c’era modo di avvicinarla, troppo difficile da seguire. Lasciava solo l’ombra del suo passaggio, tant’è che le era stato dato il nome di ‘The Fade’.

La trama mi piace anche se forse è un tantinello lunga per descrivere il poco che basta per incuriosire il lettore. E’ ben scritta e di sicuro invoglia alla lettura ma alcune cose potevano essere lasciate in un alone misterioso e poteva essere sicuramente più corta, tutto qui.

La copertina è davvero bellissima come tutti i disegni all’interno del libro. Non posso che complimentarmi per la grafica e per i disegni perchè sono davvero molto belli oltre che estremamente rappresentativi della storia in sé. Complimenti davvero alla disegnatrice perchè a Fade sta benissimo questo volto, come a quello di tutti gli altri. E la copertina è assolutamente rappresentativa della storia. Il titolo è azzeccatissimo ed è fantastica anche l’idea dell’autrice di utilizzare il nome per intero della protagonista come pseudonimo da scrittrice. E’ particolare ed una cosa del genere l’ho vista con i due autori delle Lorien Legacies che si facevano chiamare Pittacus Lore, come uno dei più potenti al’interno del libro. Devo ammettere che visivamente è impeccabile, il libro di sicuro tenta che è una meraviglia.

L’ambientazione è apparentemente ignota. La protagonista parla del posto in cui vive e nel posto poi in cui troveranno i Momuth ma nulla di specifico; l’epoca è moderna, la storia è ambientata al giorno d’oggi.

Fade correva fra i vicoli come presa dal panico, come se stesse cercando di sfuggire alla tempesta di congetture che le rimbombava in testa. Correva per scapparne, correva perché lo scivolare lineare sull’asfalto le permetteva di rientrare in sintonia con i suoi pensieri più neutri. Ma non funzionò, tornò a casa a stento e si gettò sul letto tenendosi la testa, ormai ostaggio di un turbinio di strilli, rumori assordanti e raffiche di immagini che si accavallano impazziti in uno spazio troppo stretto per contenerli. Accartocciata come una lattina si lasciò andare a uno straziante urlo di dolore, per poi collassare sul materasso del suo misero monolocale.

Risultati immagini per the fade le ceneri della feniceI personaggi in cui ci imbatteremo non sono moltissimi ma ritengo di dovervi parlare di quelli che incontreremo maggiormente all’interno della lettura. Di sicuro la protagonista Fade è stata la mia preferita ma improvvisamente non sarà più sola, ed ecco qui apparire anche in prima fila Jag e Nef, membro amatissimo della band dei Momuth.

Fade ha 24 anni ed il suo vero nome è Jane Merrick anche se a lei non piace, tanto da non dirlo a nessuno. Va sempre in giro con i suoi rollerblade, da quando si alza in piedi al mattino a quando se ne va a dormire la sera. Porta con se un coltello, ha una strana acconciatura e se ne va in giro a rubacchiare per mangiare qualcosa. Si fa chiamare Fade ed è una ragazza dura, chiusa ma anche scontrosa ed evasiva. 

Jag è un soprannome, il suo vero nome è Nathan Obraz ed è un piccolo bambino dall’acconciatura rosa. E’ esuberante e gli piace molto esssere al centro dell’attenzione… E’ un piccolo genio ed è un vero rompiscatole. Si intrufola nella vita degli altri solo perchè ha i soldi per farlo, nulla di più. Ho trovato il personaggio particolarmente fastidioso oltre che poco utile ai fini della storia.

Nef, o meglio Neffen Shaw è il componente di una band musicale di fama, i Momuht. Insieme a Ted, Joana e Jess formano questa band e lui è il rubacuori in tutto e per tutto. Ogni sera ama spassarsela con una diversa ed ama la bella vita. Quando Jag e Fade appariranno nella sua vita, tutto comincerà ad assumere diverse sfumature e Nef comincerà pian piano a cambiare.

Altri pensieri le si insinuarono nel cervello, si domandò il perché fosse arrivata fin lì. Aveva permesso a degli estranei di invadere la sua vita, di conoscere le sue debolezze; soprattutto lo aveva permesso all’unico, in tutto lo studio, con cui non avrebbe dovuto minimamente parlare.

Immagine correlataIl perno centrale della storia risiede tutto dentro la fragile e scontrosa ragazza dai capelli rossi con i rollerblade ai piedi. Lei è un mistero, nessuno riesce a comprenderla pienamente e la conoscerete mano a mano, pagina dopo pagina. Da quando incontrerà Jag troverà la parte di se che non pensava di avere e sarà un crescendo per il personaggio che maturerà sempre di più.

Lo stile utilizzato è stato piuttosto semplice e particolarmente fluido, ho letto il libro in brevissimo tempo. Ho amato molto il legame che viene a crearsi fra Nef e Fade, è stato un crescendo pagina dopo pagina, come i due si legano inesorabilmente l’una all’altro, veramente molto bello.

Qui arrivano le note dolenti ma prima devo fare una piccola precisazione. Il libro nella sua integrità e nella sua storia mi è piaciuto molto. La cosa che lo “appesantisce” e soffoca/abbassa molto il mio giudizio personale sono diverse cose che ho notato nel corso della storia e di cui ho preso nota perchè volevo parlarvene. Però la cosa che vorrei teneste a mente è che nella sua storia il libro è davvero interessante, è un peccato che io abbia trovato tante cose negative.

Partiamo in maniera graduale. La prima cosa che ho trovato è la troppa frenesia nel testo. Sicuramente se la storia fosse stata scritta in maniera più calma sarebbe stata molto più bella. Con calma intendo distendendo e spalmando la storia su più pagine visto la sua brevità. E’ vero, si può avere una buona storia anche con trenta pagine – non è questo il punto – ma questa storia sembra essere scritta da una persona che va di corsa. Tutto è frenetico, tutto si accavalla, non c’è un momento godibile con calma perchè tutto diventa veloce, si accavalla e la storia perde il suo fascino narrativo.

La storia della setta e del diavolo l’ho trovata veramente banale e inutile oltre che poco credibile. E’ durata due pagine ed è morta come è iniziata. Il legame fra band, Jag e Fade poteva avvenire in diecimila milioni di modi diversi e questo è stato sicuramente il peggiore della storia, perchè oltretutto finisce nel dimenticatoio subito dopo che è iniziato. (Why, people? Why…?)

Il personaggio di Jag è strampalato, di sicuro particolare ed originale ma continuo ancora adesso a domandarmi quale sia il suo senso. E’ apparso a Fade sembrando quasi un illusione, uno strano scherzo della sua mente ma effettivamente come personaggio ha fatto davvero poco e niente se non creare casini e mettere avanti i suoi soldi. Niente di più o di meno.

Altra cosa che mi ha lasciato un po’ nel dubbio è ciò che ha subito Fade  è stato brutale e la rende un personaggio particolarmente fragile. C’è un particolarev(un fatto proprio specifico intendo, non proprio tutto – spero che l’autrice mi capisca perchè non voglio ne fare spoiler ovviamente) che viene descritto e che lei subisce ma la cosa che non mi quadra sta qui: perchè Fade subisce quelle cose e poi con Nef non si fa alcuno scrupolo? – e spero che l’autrice mi abbia capito, in caso contrario ne parleremo in privato. Altra cosa, sempre riguardo ai problemi di Fade: perchè Nef e tutti gli altri quando vengono a conoscenza della verità su di lei, non hanno paura ma addirittura la compatiscono. Ok la pietà ma biasimare e giustificare le sue azioni senza nemmeno conoscere cosa ha fatto? Che poi ritengo davvero assurdo che lei possa aver fatto quello che ha fatto (scusate il gioco di parole) e andarsene in giro con un coltello come se tutto fosse apposto.

Il finale che sembra andare di corsa. Sembrava che non si vedesse l’ora di arrivare ala fine. Per quanto sia rimasta emotivamente scossa da tutte le cose che sono accadute e che il libro a livello emotivo abbia colpito – perchè le frasi sul quaderno di Fade sono veramente stupende come alcune considerazioni che ci sono nel corso della lettura – il finale sembrava correre come se ci fosse qualcuno che avesse puntato la pistola in testa all’autrice. Non c’è pathos e sentimento. Soltanto una fine. Invece credo che si doveva approfondire maggiormente l’aspetto finale che è stato tralasciato alla grande.

Aveva una gran voglia di sbronzarsi, ma anche quel passatempo, ormai, era legato alla ragazza e alle notti in cui si erano ubriacati insieme. Era fottuto: ogni singola abitudine della sua vita era impregnata dal ricordo di lei.

Personalmente, ritengo che l’idea della musica e della band è stata sicuramente una cosa interessante ed un punto di connessione che l’autrice avrebbe potuto sfruttare maggiormente. La musica avrebbe potuto aiutare ed essere un legame incredibile fra i personaggi e fungere da collante per tutta la storia. Invece si è limitato soltanto ad essere un motivo di movimento della band per spostarsi durante le tournée. 

Jane Fade Merrick è sicuramente un’autrice dotata di talento e ritengo che questa storia sia da leggere nonostante tutti i difetti che ho elencato. Fade ha un potenziale che fuoriesce lungo le pagine ed entra nella pelle pagina dopo pagina. Per non parlare dei disegni che sono stupendi.

Il mio voto per questo libro è di:  2 balene e mezzo.

due e mezzo


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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Un abbraccio a tutti e aspetto vostri pareri!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #248 – LE GUERRIERE DEL GHIACCIO E DELLA NEVE DI RUTH LAUREN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente riesco a parlarvi di questo libro! E’ un po’ che l’ho letto, ne sono consapevole ma tra varie recensioni, articoli e cavoli personali da fare alcune recensioni sono scalate ai limiti dell’inverosimile e sono qui per rimediare. Non so se ricordate l’evento collegato a questo libro QUI (secondo libro della serie iniziata con La prigioniera del ghiaccio e della neve – Recensione QUI) ma è arrivato il momento di parlarne. Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura. Ecco qui:

le-guerriere-del-ghiaccio-e-della-neveTitolo: Le guerriere del ghiaccio e della neve
Autore: Ruth Lauren
Genere: Fantasy
Data di uscita: 13 Novembre 2018
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TramaÈ trascorso un mese da quando Valor è riuscita a liberare sua sorella Sasha dalla prigione più sicura del regno e a scagionarla da tutte le accuse, incastrando chi tramava contro la corona. Ma i problemi non sono finiti perché la principessa Anastasia è stata rapita e la regina chiede aiuto proprio a Valor, l’eroina del Paese. La ragazza accetta il pericoloso incarico e riunisce attorno a sé gli amici più fidati per una missione che richiederà un coraggio straordinario. Quando però anche la regina scompare, le cose si complicano: l’intero regno è in pericolo. Valor e Sasha sono pronte ad addentrarsi nei meandri ghiacciati di Demidova, e portare allo scoperto anche i segreti più oscuri, pur di salvare il loro popolo.

RECENSIONE

Arrow Feather Stock Selective FocusLa storia ha inizio al palazzo reale di Magadanskya. Valor si trova lì con la sua famiglia, distante da Demidova per via del fatto che il padre e la sorella Sasha devono avere informazioni dal sovrintendente generale di Magadanskya, lady Olegevna e sono ad una cena. Il padre e la sorella tardano ad arrivare a tavola e lei va a cercarli. E’ il quel momento che sente che sua sorella gli sta nascondendo qualcosa. Ma cosa? Non appena sono di ritorno a casa Valor comincia a seguire la sorella nella speranza di capire cosa sta accadendo e viene a conoscenza che il principe Anatol è accusato di aver complottato con sua sorella Anastasia ora che è fuggita di prigione. E’ lì che la regina da un compito importante a Valor e lei dovrà aiutare a far si che a Demidova torni l’ordine e che tutto torni alla normalità.

Cosa succederà ora che Anatol è prigioniero e lei e sua sorella Sasha sono le uniche a porte fare qualcosa? Cosa succederà a Demidova? Dove si è nascosta la principessa Anastasia?

Sasha mi terrà all’oscuro di tutto. Non ha nessuna intenzione di dirmi che Anatol è stato arrestato, non mi dirà che è stato messo al bando, né perché. Non mi dirà niente di niente.

La trama è confusionaria in alcuni punti e specifica cose che stanno all’interno del libro. Personalmente avrei impostato la cosa in un altro modo ma ovviamente non leggetela se avete intenzione di leggere il primo volume e ancora non lo avete fatto.

Risultati immagini per seeker of the crownLa copertina rispecchia lo standard del primo volume ed, anche se non somiglia minimamente a quella estera originale devo ammettere che è molto bella, anzi forse persino migliore. Mi piace la versione estera ma la trovo cupa e quella italiana risalta molto di più nel colore e nel personaggio di Valor in primo piano. Non lo pensate anche voi? Il titolo si allontana molto dall’originale che come vedete qui di lato è Seeker of the crown, ovvero Cercatrice della corona tradotta proprio alla lettera. Non che suoni fantasticamente ma avrei evitato di ripetere di nuovo del ghiaccio e della neve come per il primo libro. Comunque è sicuramente una soluzione migliore a ciò che ne sarebbe uscito traducendo il titolo in maniera letterale.

L’ambientazione è come sempre Demidova, un luogo di fantasia da sembrare quasi reale, con caratteristiche che sembrano riportare alla Russia ed è di un epoca che sicuramente non ci appartiene ma che è particolare e piena di fascino. L’ambiente che circonda questa storia sembra quasi magico sia per la neve sia per la descrizione dei luoghi che affascinano anche solo leggendoli. Un ambientazione particolare ma unica nel suo genere.

«Accetti? Mi aiuterai a catturare Anastasia e a riabilitare il nome di mio figlio?» Ripenso a quello che la principessa ha fatto a mia sorella, alle conseguenze che ci sono state per la mia famiglia, per la famiglia reale, e per tutta Demidova. E quando ci rifletto, quando rifletto su quello che la sovrana mi sta chiedendo, mi rendo conto che la risposta è una sola. «Sì» rispondo. «Accetto.»

I personaggi di questa storia sono i stessi che abbiamo incontrato nel primo volume più qualche aggiunta o comunque vecchi personaggi in maniera molto più approfondita. Sicuramente, oltre alla piccola Valor, il personaggio che mi ha sempre colpito è stato il giovane principe Anatol. E’ pieno di valori positivi, è leale, coraggioso e non si lascia intimorire da niente, rispettando sempre ciò che è giusto. Avremo modo di vedere meglio da vicino i componenti della famiglia reale che nel primo volume abbiamo visto davvero pochissimo. Sono sempre più entusiasta del personaggio di Anatol che è dolce e buono, carattere difficile per un reale in ascesa.

Valor e Sasha sono due sorelle coraggiose e piene di grinta. Entrambe, ognuna a suo modo contribuiscono a rendere questa storia unica. Sasha è metodica, calcolatrice ed abbastanza tranquilla, l’esatto opposto della giovane Valor che è imprevedibile, avventata ed imprudente. Dove c’è da andare Valor va senza farsi troppe domande ne senza progettare grandi piani. Valor è semplice, forte e con il suo arco riesce a destreggiarsi molto bene mentre Sasha è più silenziosa. Due protagoniste diametralmente e caratterialmente opposte ma molto simili fra loro.

Non riesco a credere che siamo arrivati a questo (…) Quando mi sono fatta arrestare e incarcerare a Tyur’ma, riuscivo a pensare solo a mia sorella. Ora è Demidova ad avere bisogno di aiuto. Del mio aiuto. Il peso di questa consapevolezza mi schiaccia al punto da mandarmi quasi nel panico.

Photo of Brown House Near MountainIl perno centrale di questa storia è salvare Demidova. Anastasia è fuggita di prigione, Anatol è agli arresti e la Regina Ana scompare misteriosamente. Valor e la sua famiglia sono una delle poche famiglie che conosce e vive a stretto contatto con la famiglia reale e sono gli unici che possono aiutarli. Riusciranno le nostre eroine a salvare Demidova e il regno?

Lo stile utilizzato è sicuramente fluido, come lo è stato per il libro precedente ed è sicuramente una storia che leggerete nel giro di poche ore. Dove nel primo libro la famiglia è stata un fattore predominante, qui troveremo le due sorelle finalmente a contatto ma Valor è costantemente insicura della sorella Sasha perchè sa che continua a tenerle nascoste diverse cose. Anche la storia romantica non è saltata fuori e quindi mi trovo ad ammettere che finalmente ci siamo!

La cosa con cui storco di più la bocca è sempre l’età della protagonista. Tredici/quattordici anni lo trovo un po’ difficile e poco credibile ai fini di tutto ciò che succede all’interno di questo libro e del precedente. Quindi come La prigioniera del ghiaccio e della neve, anche per questo non sono riuscita a figurarmi la protagonista come anche sua sorella Sasha soltanto delle giovani bambine che salvano un regno.

Nonostante questo la storia di questo volume è buona come il precedente. Mentre nel primo il salvataggio di Sasha e le prigioni sono state una cosa centrale del volume cogliendo quasi esclusivamente i dettagli delle prigioni, qui ci troveremo a percorrere e letteralmente esplorare le strade del regno di Demidova. E sicuramente, almeno dal lato dell’ambientazione è d’effetto molto di più questo volume. La storia è comunque coinvolgente e piena di azione ma la storia del primo volume mi aveva coinvolto leggermente di più.

«Se mai dovessimo trovarla, dovrò dirle tutto.» «Avrà comunque te» rispondo, perché non so come confortarlo. «Non capisci» ribatte lui ad alta voce. «Ci hanno traditi tutti, e lei è sparita. Io… non ho nessuno.» Poi sospira e si lascia cadere a terra. Penso ai miei genitori: mi sono stati portati via, ma non sono spariti. Non abbandonerebbero mai me e Sasha, però so quanto fa male stare lontano da loro, sapere che sono preoccupati per noi. (…) «Mi dispiace» dico ad Anatol. «Ma hai comunque tutti noi. Siamo qui con te.»

Il libro è stato sicuramente un seguito interessante, che vi consiglio di leggere se avete affrontato la lettura del primo volume. E, per chi non avesse letto il primo volume vi consiglio di dare un’occasione a questa storia perché è davvero molto carina. Vi catturerà portandovi in un regno di neve e ghiaccio in cui niente è come sembra.

Ruth Lauren è una scrittrice davvero originale. Crea un mondo unico in cui i valori fondamentali sono quelli che dovrebbero far pare di noi in ogni singolo giorno, ovvero l’amicizia, la famiglia, la lealtà e il coraggio di lottare per quello in cui si crede. Un fantasy leggero e ricco di azione. Lo amerete.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Un abbraccio a tutti e aspetto vostri pareri!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – “LA RAGAZZA NELL’ACQUA DI ROBERT BRYNDZA” (#247)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una recensione che sicuramente aspettavate. Il primo thriller dell’anno e partiamo con i presupposti giusti. Robert Bryndza si conferma sicuramente uno degli autori di polizieschi che più preferisco. Sono felice di partecipare a questo evento di cui ringrazio la casa editrice Newton Compton per la lettura in anteprima e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi coinvolto. Ecco di cosa vi sto parlando:

la-ragazza-nellacqua-x1000Titolo: La ragazza nell’acqua
Autore: Robert Bryndza
Genere: Thriller
Data di uscita: 3 Gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2CM9ARM

TramaIl detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?

RECENSIONE

Group of People in Assorted-color of Clothes during Night TimeLa storia ha inizio nella cava di Hydes, nella periferia di Londra, nel 1990. Due uomini stanno trasportando un fagotto su una barca e lo gettano in fondo al lago profondo e denso della cava. Un vecchio che li stava guardando poco più in là si fa scoprire e viene colpito anche lui purché stia zitto.

Oggi, Erika Foster sta indagando su un caso di droga e una soffiata li conduce alla cava di Hydes, dove deve trovare nell’acqua una quantità ingente di droga. Oltre quello però, trova anche un fagotto contenente le ossa di Jessica Collins, una bambina scomparsa venti anni prima.

Cosa farà la detective Erika Foster? Riuscirà ad avere il caso e a risolverlo? Un caso tosto, che nessuno prima d’ora è riuscito mai a risolvere, un caso lungo anni. Cosa succederà ora che verrà riaperto?

«Dev’essere affascinante. Mi sono arruolato da pochi anni, questa è la prima volta che collaboro con l’unità subacquea», commento John. «In realtà troviamo tonnellate di roba orribile. La cosa peggiore è quando t’imbatti nei sacchi pieni di cuccioli». «Che razza di bastardi. Faccio la poliziotta da venticinque anni, ma ogni volta mi sorprendo di fronte agli abissi di depravazione che può toccare la gente».

La trama è ben scritta e non ci sono spoiler, tranquilli. E’ accattivante e mi ha incuriosito molto fin da quando ne è stata annunciata l’uscita. Sicuramente molto di più del secondo libro dell’autore che è arrivato in Italia diversi mesi fa – La vittima perfetta – ed invece non mi ha incuriosito nella trama.

Risultati immagini per dark water robert bryndzaIl titolo originale è Dark Water e sinceramente l’adattamento in italiano non è dei più intelligenti visto che dentro l’acqua non è una ragazza ma una bambina. Non so chi in questo caso adatta i titoli ma anche con La donna di ghiaccio la Newton ha avuto lo stesso problema. Il titolo era The girl in the ice e da ragazza che era diventa donna. La casa editrice ha il magico potere di raddoppiare l’età a quanto pare :O ma sorvoliamo. La copertina è stata mantenuta come l’originale e devo dire che il risultato per le copertine di Bryndza sono un vero successone. Mi piacciono molto e sono parecchio soddisfatta.

L’ambientazione di questa storia è Londra, una piccola zona di periferia in cui in una strada di famiglie piuttosto benestanti  e l’epoca è moderna. Solo che il caso ha una lunghezza temporale piuttosto estesa e dal 1990 in cui la piccola Jessica è scomparsa ma l’indagine è effettuata ai giorni nostri.

Erika scoppiò a ridere. «Scusa, Peterson», gli disse. «Fa niente», sorrideva anche lui. Si era scordata quanto fosse divertente lavorare insieme a Moss e Peterson, e non si era resa conto che le mancavano. Andarono a fondo al parcheggio e chiamò l’ascensore. «E’ bello avervi entrambi qui, grazie. Anche se temo che ci sarà ben poco da ridere oggi. Questo è un caso bello tosto».

Selective Focus Photography of Desk Full of Rolled Papers I personaggi di questa storia sono diversi e sono tutti molto interessanti anche se la principale resta sempre e comunque la detective Erika Foster. Troveremo nuovamente Moss e Peterson e devo dire che avremo modo di conoscere meglio Peterson rispetto a Moss e sono stata davvero felice che si sia avvicinato a lei. Ritroveremo vecchi personaggi e ce ne saranno di nuovi, vi piaceranno.

Erika Foster è la solita detective che abbiamo incontrato anche nei libri precedenti. E’ una donna determinata e pronta a tutto pur di porre giustizia e di risolvere i casi. E’ una frana nelle relazioni sentimentali soltanto perchè dopo la morte di Mark si sente tremendamente in colpa ad andare avanti. E’ una donna coraggiosa e forte anche se al contempo fragile. Sono felice della relazione che ha instaurato con Moss e Peterson perchè sono anche loro due dei validi poliziotti e ci volevano nella sua vita. Scopriremo sua sorella Lenka e i suoi dolci nipotini in questo volume, scopriremo la rabbia e la sagacia di una donna che non si arrende.

«D’accordo, per oggi basta così. Vi serve tempo. State un po’ insieme. Noi rivedremo le dichiarazioni dei testimoni e magari torneremo a farvi delle domande su ciò che non ci è chiaro. Uno dei miei agenti si terrà in contatto con voi», disse Erika. Fece un cenno a Peterson e uscirono alla svelta.

Risultati immagini per federal agentIl perno centrale di questa storia è la scomparda di Jessica Collins, una bambina di soli sette anni che era uscita per andare ad una festa ma a quella festa non è mai arrivata. E’ l’autunno del 1990 quando Jessica scompare e molte sono le ricerche, viene accusato un maniaco del posto ma viene rilasciato. Il caso viene misteriosamente archiviato, fino al momento in cui Erika Foster, la detective intenta in un operazione di recupero di droga alla cava di Hydes, trova un fagotto con all’interno le ossa di un cadavere. E’ la piccola Jessica. Il caso si riapre.

Lo stile dell’autore è tremendamente fluido e scorrevole tant’è che leggerete questo libro nel giro di qualche ora al massimo (io ci ho messo un pochino di più dividendolo in qualche giorno per via di diverse cose da fare) e vi assicuro che difficilmente riuscirete a staccare gli occhi dal libro.

Erika mi piace, mi piace come personaggio, il cambiamento che ne deriva in questo libro a livello sentimentale perchè il personaggio matura nuovi spunti, nuove relazioni e nuove indagini, ovviamente. Mi piace il fatto di Peterson e del suo ostinato attaccamento a Mark, com’è normale che sia.

La cosa che mi è piaciuta di questo caso è stata la sua originalità e la sua difficoltà al tempo stesso visto che si trattava di un arco temporale piuttosto ampio, un caso in cui le prove erano difficili da reperire se non impossibili e l’autore è stato bravo nel selezionare dettagli e nel scegliere una cosa particolare e sicuramente nuova, che non mi aspettavo.

La cosa che invece ha abbassato la mia votazione rispetto al libro precedente è che già da prima della metà del libro avevo captato chi poteva essere il colpevole. Non temete, non viene ne specificato ne lasciato intendere ma ultimamente ho quasi una specie di radar con i colpevoli e devo dire che – NONOSTANTE NON SIA MAI STATA COMPLETAMENTE SICURA perchè l’autore è stato molto bravo ad instillare più di un dubbio – ho centrato in pieno l’obiettivo. E la cosa comincia a spaventarmi seriamente (scherzo ahahahh). Quindi questo ha abbassato un pochino l’asticella perchè nonostante il caso fosse complicato da interpretare, Erika in alcuni momenti è sembrata poco lucida e presente nel cogliere piccole sfumature e dettagli che poteva cogliere anche prima e non passare la palla ad Amanda (posso parlare per metafore perchè non posso spiegarvi tutta la situazione).

«A volte un azzardo è proprio quello che ci vuole», disse Peterson. Si voltò verso la cava, nascosta dalle foglie e dall’erica. «E pensare che per tutti questi anni è sempre stata qui, a meno di due chilometri chilometri da casa», disse.

Questa serie poliziesca resta comunque una delle mie preferite anche se potete leggere tranquillamente questo come primo libro. L’unico filo conduttore è la vita di Erika Foster e potete leggerli separatamente anche se io vi consiglio di cominciare da La donna di ghiaccio ovviamente. Vi piacerà se amate i gialli, i thriller e siete anche voi pronti a tutto pur di risolvere dei casi complicati, a volte quasi impossibili.

Robert Bryndza vi catapulta ancora una volta nelle periferie di Londra, in un caso di scomparsa difficile, se non addirittura impossibile. Erika Foster sarà determinata anche se si scoraggerà per via delle pressioni e delle difficoltà. Le ossa di una bambina sono state ritrovate nella profondità dell’acqua di una cava. Tenete gli occhi aperti.

Il mio voto per questo libro è: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, quelle di oggi e quelle di ieri! Mi raccomando! 

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere che ne pensate e se vorrete leggerlo!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #246 – RODION DI BEATRICE SIMONETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci con un altro libro letto e con la seconda recensione del 2019.  Spero che possa piacervi come è piaciuto a me. Io ho concluso il 2018 con questa lettura e mi ritengo davvero soddisfatta dalla scelta fatta. Ho acquistato questo libro alla fiera Più Libri, Più Liberi di Roma e sono felice di averlo fatto. Ecco qui:

8ad24-46777692_2829578400401182_6562346777133973504_nTitolo: Rodion 
Autore: Beatrice Simonetti
Genere: Ucronico
Editore: Delrai Edizioni
Prezzo: 3,99 (ebook) e 16,50 (cartaceo)
Data di pubblicazione: 05 Dicembre 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QUXXRi
TramaTula, 4 settembre 1946. Rodion è un bambino di nazionalità russa che sopravvive a stento nella dura realtà dei campi di isterilimento nazista. La Germania ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e, insieme ai suoi alleati, ha creato un regime fanatico e totalitario in tutto il mondo. Tredici anni dopo, Edmund è l’altra faccia della medaglia: un giovane tedesco vittima della folle propaganda nazista che cela oscuri retroscena, mascherandoli con nobili ideali, ai quali il ragazzo crede con assoluta fedeltà. 
Il desiderio di difendere la patria si concretizza presto in una chiamata alle armi e lì la lotta di Edmund Heyder si tramuta gradualmente in un percorso di dubbi e incertezze sulla validità di un pensiero che uccide l’umanità. Famiglia, amicizia, rispetto di sé e del prossimo, patriottismo, dignità, orgoglio e amore gravitano attorno a lui e alla verità che un sovietico rimane pur sempre un essere umano.

RECENSIONE

Green Army Toys Selective-focus PhotographyLa storia ha inizio nel 1945. La Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dai tedeschi e Hitler adesso ha preso il potere ancor di più su gran parte dell’europa e in Russia.

E’ lì che i Petrov stanno per essere uccisi. Rodion e suo fratello Andrej, malato da qualche giorno, stanno per assistere alla morte dei propri genitori e Rodion è solo un bambino quando da retta al consiglio di sua madre di scappare via e mettersi in salvo. Così, lascia suo fratello malato in balia dei tedeschi e scappa, corre lontano. Qualche anno più tardi ci troviamo in Germania, dall’altro lato della barricata dove Edmund Heyder giovane tedesco. Quest’ultimo non vuole altro che entrare a far parte dell’esercito, arruolarsi e portare avanti gli ideali della sua famiglia, proprio come suo padre, morto in guerra. E’ proprio quando si arruola il giovane Heyder che le cose cambiano e il giovane capisce che gli ideali che credeva erano solo sue fantasie, che l’uomo è crudele e che è pronto ad uccidere anche per niente.

Cosa scoprirà Heyder nel corso di questa storia? A quali considerazioni arriverà? Quanto dovrà essere forte per sopportare tutto il dolore che gli verrà inflitto e verrà inflitto a chi gli sta intorno?

Non sopportava quel ragazzo, né tantomeno si sentiva un eroe. Semplicemente non avrebbe lasciato che la vita di un essere umano si spegnesse per un motivo così futile, un’ingenuità. Mai come in quell’istante aveva sentito vivide le parole di Alatiel, scritte in fondo alla lettera che lo aveva raggiunto. Un essere umano è un essere umano. Non poteva voltare le spalle a questo: tutto, ma non questo. Rimani sempre te stesso, non perdere mai la via di casa.

La trama è ben scritta ma forse nella fine rende pesante il tutto. Nonostante questo, è stata proprio la trama a catturarmi quindi non potrà fare altrimenti con voi. Non ci sono spoiler e vi assicuro che per chi ama questo genere di libri, sia l’ucronico che storico, potete assolutamente amare questa storia.

Il titolo di questo libro è il fulcro della storia ed è assolutamente rappresentativo di questa storia. Non si poteva scegliere titolo migliore di questo, lo ammetto. Ammetto anche che sarebbe davvero difficile trovarne un altro dopo aver letto il libro, fidatevi! La copertina è davvero molto bella ed anche se all’interno trovate le illustrazioni con l’idea iniziale di come doveva essere la copertina – trovo che per il design e l’idea ci sono andati molto vicini ed è veramente accattivante (almeno personalmente). Trovo che la copertina renda il libro senza alcun dubbio e trovo che sia molto bello anche agli interni, come tutti i libri Delrai che sono sempre molto curati.

L’ambientazione di questa storia è in gran parte la Germania, da Dresda a a dei campi di isterilimento o a Voronez anche se la storia ha inizio a Tula, in Russia. E l’epoca è ai tempo della Seconda Guerra Mondiale o subito dopo/prima. La storia si suddivide in più punti e non dimenticatevi di prestare particolare attenzione alle date prima di leggere per non confondervi perchè sono davvero fondamentali ai fini della storia.

«Siamo uomini. Siamo fatti tutti egualmente di carne e siamo tutti uguali» continuò lei. Il discorso di Ilse parlava di uguaglianza e di amore. Edmund capiva e condivideva le sue parole, seppure a fatica. La donna che gli si rivolgeva raccontava di un qualcosa che anche lui stava iniziando a conoscere. Sapeva dentro di sé, sicuro che, se non l’avesse fatto, la sua stessa esistenza sarebbe vacillata, rendendo vana la sua vita e il ricordo dei suoi più profondi ideali. E nulla avrebbe avuto più senso.

Close-Up Photography of a Man Holding RifleI personaggi di questo libro sono molto pochi ma essenziali per la riuscita della storia e del libro. Ci sono diversi personaggi che incontreremo più e più volte e che racconteranno la loro vita, il perchè loro siano diventati così ed il perchè di tutti questi strani collegamenti lungo il corso della storia. La madre Charlotte, Alatiel, Wagner e tanti altri che incontrerete solo se deciderete di leggere il libro.

Edmund Heyder è un giovane forte e promettente. Alatiel, sua migliore amica fin dall’infanzia ha sempre cercato di trasmettergli dei valori incredibili che andavano anche contro gli insegnamenti tedeschi, insegnamenti in cui l’uomo è semplicemente un uomo e non superiore a qualcun altro. Alatiel è una fonte d’ispirazione per lui come lo è suo padre, morto in guerra. E’ per questo che Edmund si arruola e spera di diventare un tedesco pronto a tutto. Peccato che niente è come l’aveva immaginato. I tedeschi uccidono bambini, stuprano donne indifese e tanto altro soltanto perchè si ritengono superiori. Edmund è combattuto e all’interno del campo troverà soldati pronti ad accusarlo per ogni cosa. Edmund è un ragazzo dalla scorza e dall’animo nobile, che diventa un uomo dalla scorza d’acciaio ma al contempo giusto.

Pregò affinché Edmund fosse ancora vivo. Il respiro le morì in petto. «Avete ragione. E’ inutile pensare in momenti come questo. La Germania vincerà anche questa guerra» le promise. Alatiel non riuscì ad augurarsi le stesse cose.

Il perno centrale di questa storia è proprio l’umanità. In questo libro non c’è umanità almeno non in come venga raccontato ed è proprio Edmund a cercare l’umanità perduta di un popolo accecato dal potere, dalla superiorità e dalla guerra. Un mondo che poteva essere il nostro e che – per fortuna non lo è stato. Un mondo che ha perso il suo senso e che soltanto chi è ancora in grado di provare empatia e umanità può risollevare.

Soldiers Standing in Line Near BuildingLo stile dell’autrice, nella sua incredibile fluidità è incredibilmente pungente e perfino crudele. Non si risparmiano le scene più cruente tanto da sembrare vere e da sentirle proprie. Dolori, sofferenze, amore e perdono. Una storia che tocca tanti tasti importanti in cui racchiude la storia di un ragazzo che vuole essere uomo credendo in degli ideali che non troverà dove andrà a cercarli. 

Scritto in terza persona, Rodion è la storia in cui è racchiuso sia Edmund che Rodion in cui entrambi condividono un destino crudele, un mondo che loro non vogliono ma sopratutto che loro non hanno scelto. Segreti, attimi rubati, lettere misteriose e campi di isterilimento dove soltanto chi ha una corazza forte e l’animo di un guerriero riesce a sopravvivere.

L’unica cosa che ho trovato a tratti destabilizzante sono le date che sconvolgono un po’ la situazione visto che si passa avanti e indietro lungo il corso degli anni ma sono riuscita comunque a districarmi bene in fin dei conti. Sono rimasta perplessa sulla scelta di una parte finale che non posso rivelare e se ne avrò modo ne parlerò con chi leggerà il libro o magari con l’autrice, se ce ne sarà occasione. Perchè no. Però è sicuramente una storia che merita un’occasione.

«Edmund è un uomo giusto». (…) «Sono soltanto un uomo». Edmund sollevò le braccia in segno di resa. «Soltanto questo». «E’ quello che ripetiamo anche noi, quando ci torturate, quando violentate le nostre donne e uccidete i nostri figli» proruppe Andrej. «Ma voi credete di essere un popolo eletto, pensate di poter decidere per la vita di altri vostri simili!» Edmund non batté ciglio, annuì e rispettò le parole disperate dell’altro. Sapeva che era la verità, non poteva in alcun modo giustificarsi. Il popolo tedesco si era macchiato di atrocità anche sotto i suoi occhi. «Mi dispiace» riuscì soltanto a dire.

Un libro che sinceramente mi sento di consigliare a qualsiasi lettore, sia a chi ama fantasy, sia a chi ama un genere completamente opposto. Una storia potente, fatta di uomini che sono soltanto uomini e nulla di più. Una storia che poteva essere la nostra e non lo è stata, che racconta l’altra faccia della medaglia. Una storia di due giovani e del loro destino. Germania, 1945. La guerra è finita. Ma Rodion ha tanto da dire. Lui vi sta aspettando.

Beatrice Simonetti è sicuramente un’autrice emergente degna di considerazione. Rodion è un libro che stupisce come lettura di genere ma che colpisce il lettore nei punti più nascosti, lì dove la sua umanità e dove le emozioni più assopite si nascondono. Rodion è quel vento pungente nelle mattine d’inverno, è uno schiaffo inaspettato, un colpo basso che vi stordirà. Un’ottima lettura che non dovete perdere.

Il mio voto per questo libro è: 5 balene.

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Cosa ne pensate?! Io di sicuro ve lo consiglio ❤ A prestissimo,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #245 – HO SPOSATO UN MASCHILISTA DI JOANNE BONNY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto la recensione di un libro rosa, una commedia romantica che aprirà il nostro 2019 per la Newton Compton editori. Ringrazio l’editore per avermi permesso la lettura e ve ne parlo subitissimo. Ecco qui:

ho-sposato-un-maschilista-x1000Titolo: Ho sposato un maschilista
Autore: Joanne Bonny
In uscita il: 03/01/2019
Prezzo: € 10,00

Link d’acquisto: https://amzn.to/2AfPy07
Trama: Dopo essersi vista negare ingiustamente la meritata promozione, la giornalista Emma Fontana decide di fondare una rivista per donne, «Revolution». Ma proprio quando sta per essere eletta femminista dell’anno, Emma scopre che i suoi migliori amici l’hanno iscritta al reality show Chi vuol sposare un milionario? Per dieci giorni il giovane e ricchissimo Marco Bernardi ospiterà venti ragazze nella sua villa e sceglierà tra loro la sua fidanzata. All’inizio Emma è furiosa solo all’idea di dover competere per sedurre un maschilista fatto e finito, e parte per Como con l’obiettivo di approfittare della ghiotta occasione per screditare lo show. La sua missione si rivela però più ardua del previsto, a causa delle prove imbarazzanti, dell’atteggiamento sessista di Marco e delle concorrenti pronte a tutto pur di diventare la futura signora Bernardi. A complicare le cose ci si mette anche il fratello maggiore di Marco, Leonardo, tanto affascinante quanto sospettoso delle reali intenzioni di Emma. Mentre i suoi sentimenti nei confronti dei fratelli Bernardi si fanno ogni giorno più intricati, Emma si troverà a mettere in discussione certezze e pregiudizi: e se in fondo fosse lei stessa la sua avversaria più pericolosa?

RECENSIONE

Woman Taking SelfieLa storia ha inizio con Emma che fonda una rivista per donne, chiamata Revolution, due anni dopo un episodio di maschilismo nei suoi confronti. Non è stata scelta come giornalista di punta nella sua vecchia redazione proprio perchè donna. Così Emma è sia a capo della rivista Revolution che femminista incallita. Un giorno come tanti però, suonano alla sua porta delle persone che cercano proprio Emma per partecipare ad un programma televisivo maschilista e sessista a cui l’hanno iscritta i suoi amici e colleghi di lavoro, in cui un uomo deve scegliere in dieci giorni la donna da portare all’altare. Emma è contrariata e non vuole partecipare ma gli viene proposta dai suoi colleghi, la possibilità di scriverci su un reportage e carpire tutti i segreti dietro questo reality, cosa spinge le donne a partecipare e via dicendo…

Cosa succederà alla nostra cara Emma? Riuscirà a portare a termine la missione affidatale o finirà per andare contro i suoi stessi principi? Cosa scoprirà Emma partecipando al programma per conquistare il bello e famoso Marco Bernardi?

«No ma… Emma non tornerà. Mai più». «Oh, e perchè?» «Perchè è morta». Guardo allibita Alessio, che scuote la testa in risposta. «Oddio, ma è terribile!», esclama Valeria. «Secondo me questo programma porta sfiga, Val», si intromette il cameraman. «Prima la tizia si rompe la gamba, ora questa che ci rimette la pelle…» «Ma quando è accaduto?», insiste la donna. «E come?» «Il gatto». «Il gatto?», esclamano loro in coro. «Il gatto?», sussurriamo io e Ale. «E’ stata divorata dal suo gatto. Ieri sono tornata da un viaggio e quando ho rimesso piede nell’appartamento l’ho trovata a pezzi, con quel gattaccio che stava ancora banchettando sul suo cadavere!» «Santi numi!»

La trama della storia è ben scritta e rappresenta bene la storia anche se in fin dei conti non avrei espressamente terminato raccontando buona parte della storia. Avrei preferito che buona parte della storia fosse lasciata al mistero e non espressamente raccontata nella trama. Personalmente non l’ho letta prima di leggere il libro e mi sono basata solo sulle poche cose che ci erano state dette alla presentazione del libro il giorno dell’incontro con l’editore ma per chi si ritrova a leggere la trama questo può essere sicuramente un lato negativo, devo ammetterlo. Per questo buona parte delle volte leggo soltanto le prime righe della trama e mi fermo. Altrimenti si correi il rischio di sapere troppo, no?

La copertina di questo libro non è che mi fa impazzire particolarmente e non che centri molto con la storia ma è comunque particolare e non pacchiana con immagini tipo “coppia melensa in primo piano” che è ancor più fuorviante di questa. Non c’è una copertina originale perchè il libro è un esordio tutto italiano ed il nome dell’autrice è soltanto uno pseudonimo. Il titolo invece si adatta molto bene alla storia anche se non è il genere di titolo che preferisco. Quindi alla fine se si vede il quadro generale completo alla fine non è poi troppo male, anzi, è tutto molto carino. L’ambientazione è tutta italiana e l’epoca è moderna e contemporanea.

«Non vedo l’ora di incontrare Marco, e tu? Caspita, sei pallida come un cadavere. La truccatrice ha davvero esagerato con la cipria». La bionda infila una mano nell’ampia scollatura, ne estrae una piccola confezione di fard e me lo spalma generosamente sul viso. «Ora va molto meglio!», esclama soddisfatta. «Forza, andiamo a conoscere il nostro principe azzurro!»

Risultati immagini per reality showI personaggi di questa storia sono tantissimi, tutti diversi e bizzarri ma metto in evidenza l’unico e vero personaggio di questa storia che racchiude poi tutto il fulcro di questa storia. Nonostante la giovane protagonista sia circondata di bellissime ragazze e da un aitante milionario cerca-moglie, lei non sfigura affatto, anzi, sembra essere la persona con più sale in zucca di tutti quanti.

Emma Fontana è una donna in carriera, che ama il giornalismo ed appunto per questo è la capo redattrice della rivista Revolution, nata da lei. E’ una femminista, sostenitrice convinta della causa visto com’è stata ingiustamente licenziata nel posto di lavoro precedente, in cui si è dato credito al fatto che l’uomo non debba partorire, avere bambini e via discorrendo. La giovane non si è lasciata scoraggiare e non si lascia scoraggiare anche all’interno del programma che la metterà in difficoltà per la maggior parte del tempo. Emma si sente a disagio davanti a quelle belle ragazze e non sa fare le cose che fanno loro e oltretutto trova incredibilmente ridicolo che tutte quelle donne debbano svendersi al primo offerente. Siamo donne, cavolo! Possibile che basti un uomo con i soldi per mandarci in pappa il cervello? Inoltre Emma crede che le donne siano già troppo in competizione e che invece di essere una contro l’altra, dovrebbero cominciare a sostenersi. Quando però Emma incontra Marco e comincia a vederlo per ciò che è veramente le sue sicurezze cominciano a vacillare. Marco Bernardi è un uomo giovane, con molti followers e ricco da far paura. A differenza del fratello che gestisce la società famigliare, Marco ha la testa solo per le belle donne e per il divertimento. Ed Emma odia di lui il fatto che usa le donne come un semplice oggetto. Tenetevi pronti… ci saranno scintille. (in tutti i sensi!)

«Visto che Emma ha continuato a battersi pur restando da sola, si può dire che sia stata l’unica vincitrice di questa prova. Quindi io dico che un’altra sfida è inutile e che questa sera sarà lei la ragazza con la quale uscirò». A ripensarci pulire le stalle non era così male.

Man Holding Remote ControlIl perno centrale di questa storia è l’amore che nonostante sia solo una piccola fetta del libro è ciò che racchiude tutta la storia. Il reality show è solo un protesto in cui la storia si muove e che – sono sicura – vi divertirà.

Lo stile utilizzato è semplice, scorrevole e l’autrice è sicuramente di buona penna. Di sicuro non dovete perdere occasione di leggere questo libro che sicuro attuale, originale e alternativo oltre che irrimediabilmente rosa come piace a tanti.

L’originalità della storia sta nel fatto del reality show che gioca un ruolo principale e fondamentale per questa storia, che la rende sa attuale che sicuramente accattivante per chi ama questo genere di programmi televisivi. Personalmente, infatti, la cosa che mi ha divertito di più è stato sicuramente il reality e le sfide fra le ragazze – che seppur stupide, trash o sessiste come ripete più volte anche Emma dall’inizio alla fine. Questo funziona e rende la lettura accattivante ponendo curiosità su tutte le partecipanti che alla fine si rivelano anche loro mano a mano nel corso della storia.

La cosa che invece ho trovato scadente è stato proprio il lato divertente della storia. Il libro stesso è definito la commedia romantica più divertente dell’anno ma devo ammettere che le battute difficilmente mi hanno strappato un sorriso. Emma cerca nella sua serietà di gettare aneddoti divertenti o di fare battute che, in alcuni punti sono pungenti e vere e in altre penose. Se l’autrice l’ha fatto con l’intento di dare una stoccata o di dire ciò che pensa ci riesce benissimo perchè la storia su questo piano rende molto ma se l’ha fatto per cercare di far ridere il lettore… ahimè devo dire che non ci è riuscita. PS: il pezzo del gatto – che ho riportato come citazione anche in recensione – non ci stava. No. Ma no che è un no secco. Dai… Anche se fosse non è neanche un minimo credibile. Anche un bambino ha più fantasia, no? Ripeto quindi, se l’intento era ironico ma con l’intento di dire cose che si pensano, allora è la mia prima fan visto che ha messo su carta quello che penso in determinate occasioni.

A parte questo, ammetto che la storia è sicuramente ben costruita anche se abbastanza lunghina per gli standard – non che ce ne siano di prefissati. Non fraintendetemi, intendevo che è lunghina come storia per il fatto che alcune cose potevano benissimo essere declassate o tolte.

«Emma!», strilla Titti, puntandomi un dito contro. «Il tuo anello!» Per la seconda volta la platea sul divano si ammutolisce, mentre sollevo la mano sinistra e guardo la pietra incastonata nel cerchietto argentato. Non è più rosa. E’ diventata rossa.

Il libro è sicuramente un buon rosa con cui passare una lettura leggera e spensierata e sono sicura del fatto che questo libro vi piacerà. E’ un rosa alternativo, che utilizza uno schema diverso dal solito ed esplora il lato del reality che è sicuramente la parte più interessante.

Joanne Bonny con questa storia ci immerge in una buona dose di rosa carica di divertimento, prove e rivalità. Una storia in cui femminismo e maschilismo agli antipodi finiranno per scontrarsi. E voi, siete disposte ad inoltrarvi in un reality show in cui un milionario vi offre la possibilità di sposarlo?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Un abbraccio a tutti e aspetto vostri pareri!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #244 – IL DESTINO HA ALI DI CARTA DI TOR UDALL.

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Se avete seguito il BlogTour lungo il corso di questa settimana avrete già sentito parlare di questo libro. Se vi siete persi la mia tappa ecco che ve la lascio QUI, così che potete recuperarla tranquillamente. Oggi vi porto in dei giardini speciali, in cui tutto è possibile e in cui delle persone sono accomunate da qualcosa che scopriremo mano a mano nel corso della storia. Ecco qui di cosa sto parlando:

7cb8f-immagineTitolo: Il destino ha ali di carta
Autore: Tor Udall
Data di uscita: 13 Settembre 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2MlxnJK
Trama:Come ogni giorno, la giovane Chloe è seduta in riva al lago circondata da alberi secolari. Qui, al sicuro nel silenzio dei Kew Gardens, il più grande giardino botanico di Londra, Chloe si dedica all’arte degli origami con cui cerca di dare voce a quello che non riesce a dire. Fare origami è l’unico modo per sentirsi protetta da una colpa segreta che non riesce a lasciar andare. Come lei, anche Jonah ha scelto i Kew Gardens per allontanarsi dal caos e rimettere insieme i pezzi di un’esistenza su cui sente di non avere più il controllo. I due ragazzi sembrano non avere nulla in comune, se non di essere anime solitarie e alla deriva. Eppure l’anziano Harry Barclay, il custode dei giardini che li osserva ogni giorno, sa che non è così. Sono mesi che la sua vita scorre secondo un antico rituale: assistere al mutare delle stagioni, preservare le piante più deboli, rispondere alle domande strambe della piccola Milly, la bambina appassionata di fiori rari che gli fa compagnia. Ma soprattutto sono mesi che Harry aspetta. Aspetta che quella promessa che il giardino custodisce possa finalmente essere realizzata. Sa che Chloe e Jonah sono quelli giusti per svelare un segreto lontano. Per raccontare di un amore che supera i confini del tempo. Solo allora loro quattro saranno liberi. Solo allora, proprio come gli origami di Chloe, potranno dare nuova forma alle loro ali fragili e volare in alto per riconquistarsi il loro posto nel mondo.

RECENSIONE

Risultati immagini per Kew GardensLa storia ha inizio con un mix di personalità alquanto diverse ma che sono destinate ad incontrarsi. C’è Jonah che ha perso sua moglie e pensa che la vita non abbia più alcun senso senza di lei e siede spesso alla panchina dedicata a sua moglie al Kew Gardens; c’è Chloe, studiosa e appassionata di origami che sceglie il Kew Gardens per allontanare le negatività e sentirsi serena; c’è Harry, guardiano del parco che osserva tutto, le persone, il cambiare delle stagioni ed il cambiamento inesorabile delle sue piante; e poi c’è la piccola Milly che gira nel parco ed Harry si prende cura di lei.

Come si incroceranno le vite dei quattro protagonisti? Che piega prenderanno le loro vite ora che sono destinati inesorabilmente a sfiorarsi l’un l’altra senza riuscire a lasciarsi andare?

Questa è la piega del tempo. La curva di un’ora. Ogni cosa è talmente immobile che sembra sbagliato perfino respirare. Il silenzio si propaga uniforme  dell’appartamento mentre Jonah rimane in piedi, a prendere polvere. Aspetta che Audrey entri nella stanza con un sorrisetto e una tazza di tè. La fessura tra i suoi incisivi… una bellezza sconfinata. La testa di un tulipano abbandona la presa. Jonah rimane in piedi in mezzo ai petali, la luce morta. Ma sua moglie non mette sul fuoco il bollitore, non entra con quel sorriso incerto e luminoso. Fuori dalla finestra, Kew Road è maculata di primavera e di gente che passa. Il cielo è al posto giusto, come pure le cime degli alberi che lui riesce a vedere oltre il muro dei giardini botanici. (…) È come se durante la notte il mondo si fosse riorganizzato.

La trama è molto accattivante. Io ne sono rimasta colpita come l’ho letta e spero che anche per voi accada lo stesso perchè è sicuramente una storia che merita la lettura. Fidatevi.

Risultati immagini per tor udall a thousand paper birdsLa copertina è davvero molto bella e avere il libro fra le mani rende davvero l’idea di quello che la storia vuole raccontare. Gli origami e lo sfondo verde sicuramente sono la cosa che più colpisce mentre per quanto riguarda la bambina forse me la immaginavo io un po’ più grande ma alla fine ci sta bene lo stesso. La Garzanti in genere è molto portata con le copertine e sono felice che questa rientra a pieno con la storia. L’originale che vedete qui di lato è sicuramente particolare e colpisce molto a prima vista. Voi quale delle due preferite?

Il titolo si distanzia molto dall’originale ma è ugualmente carino nel significato che vuole trasmettere. Come potete vedere “A thousand paper birds” poteva diventare Un migliaio di uccellini di carta e non avrebbe suonato decisamente bene per questa storia. Credo che sia giusto così tutto sommato.

L’ambientazione è il Kew Gardens di Londra e l’epoca è moderna, contemporanea. Il fatto che sia ambientato ai giorni nostri gli da ancor di più una sfaccettatura particolare e reale, in modo da sentirla vicino a noi.

Ben presto scoprì che la parola giapponese kami non voleva dire solo «carta» ma anche «Dio». Chloe aveva amato la storia della creazione. Da bambina era incantata dall’immensa immaginazione che aveva fatto il mare, i frutti, le stelle… e, il venerdì, una balena. Se lei era davvero nata a somiglianza di Dio, cos’altro avrebbe potuto desiderare se non di creare, come il grande Creatore, giocando con un universo foggiato dalla carta e da un respiro? Ma in questo giorno d’estate l’aspirante dio sta facendo un casino. L’airone si rovescia.

Paper CranesI personaggi di questa storia come vi ho già accennato sono ben 4 anche se ridurrei a tre veri principali perchè Milly si limita ad essere una figura che si muove nel parco e che interagisce in maniera diversa con tutti e tre i protagonisti in modo diverso. Vi parlerò un po’ di più degli altri tre, in modo che possiate apprezzare ancor di più questa storia.

Chloe è una donna insicura, chiusa e che accetta ciò che la vita le da senza farsi troppi problemi. Le piace fare sesso e fare dei bellissimi origami che riescono a renderle le giornate migliori. Quando incontra Jonah non pensa che tutto possa cambiare e si sente calma anche se l’uomo la scombussola non poco nella sua vita. E’ una donna curiosa e non si lascia intimidire da nulla. Jonah è un uomo che ha perso la moglie che amava più di se stesso. Si sente perso senza di lei e quando incontra Chloe la trova particolare ma di una compagnia gradevole. E’ un uomo indeciso, insicuro e particolare. Entrambi sono personaggi molto simili per certi versi ma completamente diversi per altri. 

Harry è un uomo anziano guardiano dei Kew Gardens e tutti i giorni nota tutto ciò che avviene all’interno del parco con particolare interesse: le persone che passano e quello che fanno, le sue piante e lo scorrere inesorabile del tempo sia in solitaria che con Milly, l’insolita bambina che ha deciso di crescere da quando si è persa all’interno del parco. E’ un uomo che incuriosisce e che è quello che più tiene in piedi sia gli altri personaggi sia la storia stessa. Un cardine importante per questa storia che ha bisogno di un uomo saggio e che conosce il posto meglio di chiunque altro.

«Qual è il tuo odore preferito?» Lui non la vede in faccia però sa che, avendola fatta aspettare, Chloe ha aggrottato la fronte. «Non so. Qual è il tuo?» «La pelle forse. O il mare.» «E le lacrime?» Gli viene in mente Audrey che piange, poi che nuota nel Mediterraneo, l’odore della sua pelle levigata dal sole. L’infanzia nel Devon. «Forse è il sale?» chiede. Chloe si gira su un fianco e apre un occhio assonnato. «Lo sapevi che le lacrime sono diverse a seconda del motivo per cui si piange? Le lacrime di gioia sono chimicamente diverse da quelle di dolore.»

Il perno centrale di questa storia sta tutta nei giardini del Kew Gardens. I giardini nascondono una magia particolare che consente di vivere questa magica storia di amore, di ritrovare se stessi, di pace e di dolcezza al pieno. Una storia che unisce quattro anime e le rende consapevoli di loro stessi e del loro potenziale oltre a ciò che possono dare ancora al mondo. 

Lo stile utilizzato è particolarmente articolato e per questo non particolarmente fluido anche se la storia è essenzialmente breve. Nonostante questo non ho impiegato molto per finire di leggere il libro e la pecca che ho riscontrato è stata soltanto quella che però va ad influire in buona parte sul voto finale. Se fosse stata fluida sicuramente sarebbe stata una storia da cinque assicurato.

Comunque non per questo dovete demordere da leggere questa storia ricca di sorprese, che di sicuro non delude. Pagina dopo pagina sono rimasta sempre più sorpresa di quanto l’autrice sia stata in gamba nel costruire tutto, sia l’unione dei 4 personaggi, sia la struttura che alla fin fine è incentrata e limitata ai giardini di Kew Gardens. Per questo molto difficile perchè lo sfondo della storia non cambia mai ma l’autrice riesce con la sua maestria a rendere ogni piccolo particolare di questi giardini davvero magico ed interessante.

Mentre esce dal bagno, Chloe ha un capogiro: il motivo bianco sul pavimento vortica. Sa che il mal di testa non le passerà. Strappa distrattamente un foglio di carta igienica e comincia a piegarlo. L’origami le ha dimostrato che nulla è scolpito nella pietra. Un uccello può essere ripiegato in una barchetta, un pesce, un kimono o in qualsiasi altro oggetto stravagante. Certe volte anela a tornare alle sue pieghe originali. La carta comincia a logorarsi. Si stanca, si ribella. Anche le storie possono essere disfatte per dar loro forme diverse. Dipende da chi le racconta. La verità è versatile; Chloe può piegarla e ripiegarla. Trasforma la carta igienica in un uccello, poi in una scatola… Quanto si può manipolare la carta?

Il libro è sicuramente consigliato sia a chi ama storie semplici ma anche da chi cerca una storia particolare e ad effetto. Io spero che prendiate in considerazione il mio consiglio.

Tor Udall scrive una storia delicata, incentrata sul realismo magico che unisce origami, amore e una buona dose di originalità. Dei giardini in cui sarete felici di perdervi assieme ai personaggi di questa storia.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Io ve lo consiglio 😀 Fatemi sapere se lo leggerete!

A presto,

Sara ©