TEASER TUESDAY #44

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be Reading. Stamani ero in viaggio per il luogo delle mie vacanze e sono stanca morta ma ho lasciato comunque l’articolo per voi. Lo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
 spoil
er!
 Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

Devo leggere, in questa settimana, che sono rimasta indietro, Hotel delle Muse di Ann Kidd Taylor edito Corbaccio che vi avevo parlato nel BlogTour .

Ecco a voi lo spezzone:

Ogni volta che il mio periodo di ricerca terminava, tutto ciò che avevo messo da parte e ignorato  – Daniel compreso – tornava inevitabilmente a galla, come la marea che torna a proclamare la spiaggia. Potevo già sentire lo sciabordio del passato, l’immagine ostinata di Daniel il giorno in cui ci dicemmo addio, la sua schiena incorniciata dal bagliore del sole di Miami che entrava dalla finestra, e tutto il silenzio che ne seguì. Il ricordo tornava senza alcuna pietà, questa volta. Trenta. Era colpa dell’età? Tutti gli orologi ticchettavano più forte.

E sto leggendo Isabella E I Pedoni Danzanti:  di Katherine Jane Boodman edito Elister Edizioni che devo assolutamente recuperare.

Ecco lo spezzone:

Isabella non aveva nessuna intenzione di dire alla nonna che aveva paura. Quando diceva ai suoi genitori che aveva timore di spegnere la luce della camera perché un troll viveva nel suo armadio, loro scoppiavano a ridere, dicendo che i troll non esistevano. Per qualche ragione il troll era invisibile agli occhi dei suoi genitori, lei però sapeva che c’era, aveva visto i suoi occhi verdi, sporcati dal nero del buio. Se avesse spento la luce, quell’essere l’avrebbe presa, perché i troll amano il buio così come temono la luce, perciò Isabella imparò a tenere accesa, ogni notte, la piccola lampadina che aveva a fianco al letto, e fece attenzione a non dire più a nessuno che aveva paura di qualcosa, se non voleva che ridessero di lei. Nonna Dorotea si addentrò nell’oscurità della stanza, prese uno straccio da sopra una pila di scatoloni e lo usò per spolverare la finestra.


Cosa ne pensate? Vi piacciono? Vi farò sapere non appena mi sarà possibile!

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #43

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Era qualche settimana che non postavo questa rubrica ed è venuto il momento di metterla, non vi pare! Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be ReadingLo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
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• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
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Sto leggendo Wolf 2 – Il giorno della vendetta di Ryan Graudin edito DeAgostini.

Ecco lo spezzone:

C’era una benda avvolta intorno alla metà inferiore del suo braccio sinistro. La garza doveva essersi impigliata nei frammenti seghettati della finestra, perchè aveva cominciato a srotolarsi sul gomito e stava cadendo sempre più velocemente. La pelle sottostante era ricoperta di segni neri. In un primo momento Luka pensò fosse sangue secco, ma più guardava quella macchia scura più si rendeva conto che aveva una forma. Le linee fluivano e defluivano in figure distinte. Code, zampe, zanne… Erano lupi. Tatuati sul braccio. Inchiostro che di sicuro Adele non aveva l’anno precedente. Le forme sparirono quando lei si infilò un giubbotto e si chinò ad allacciarsi gli stivali. Probabilmente a quel punto le SS  avevano trovato il kimono e stavano disseminando uomini e armi in ogni parte del giardino.

E Seven Dreams di Giovanni Magliulo che mi ha inviato l’autore tempo fa e dovevo assolutamente recuperare.

Ecco lo spezzone:

Ormai li separavano pochi metri. Il tremore, la corsa e il peso della corazza gli fecero cadere la spada e fu così che si ritrovò disarmato al cospetto del mostro. Lesaroth era alto un metro e settanta e l’orco lo sovrastava. Gork aveva già sollevato l’ascia oltre le scapole. Una lacrima scese dall’angolo dell’occhio sinistro di Lesaroth e rigò la guancia sporca di polvere. La lingua azzurra del demonio passò desiderosa sulle labbra, lasciando scorrere sul mento una sostanza appiccicosa. Il ragazzo lo guardò con un misto di ammirazione e terrore quando si rese conto che l’orco aveva l’acquolina in bocca. Per una frazione di secondo si fissarono a vicenda, poi Gork sorrise compiaciuto e con un urlo ruotò la scure. Lesaroth si coprì la testa con le mani, ma non accadde nulla. Quando rialzò il capo, la battaglia imperversava intorno a lui ma dell’orco non c’era traccia. Di lui era rimasto solo il risucchio dell’aria che sostituiva il suo ingombro volumetrico.


Cosa mi dite? Voi cosa state leggendo? Vi piacciono i spezzoni?

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #42

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Cosa raccontate? Come state? Io bene, sto preparando un sacco di Blogtour per voi! Anzi domani restate sintonizzati per l’ultima tappa del BT di Time Deal! Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be ReadingLo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

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Sto leggendo due libri questa settimana.

Un cattivo ragazzo come te di Huntley Fitzpatrick edito DeAgostini che ringrazio per l’invio e vi avviso che inizierà il BlogTour di questo libro a breve!

«Dovresti smetterla con quelle» dice Jase osservando fuori dal finestrino, senza puntarmi addosso uno sguardo accusatore. Faccio per buttare via l’ultimo mozzicone, ma poi mi fermo. Sì, bravo, buttalo vicino alla macchinina a pedali della piccola Patsy, e alla  bicicletta celeste con le rotelle di George. E poi, George pensa che io abbia già smesso. «Non posso» ribatto. «Ci ho provato. E poi ho smesso con l’alcol, le droghe e il sesso. Dovrò pur mantenere qualche vizio, altrimenti sarei troppo perfetto.» Jase esplode in un risolino. «Sesso? Non c’è bisogno di rinunciare a quello.» Apre la portiera e inizia a scendere. «Per come lo facevo io, sì. Dovevo smetterla di andar dietro a chiunque respirasse.» Ora è lui a sembrare a disagio. «Era una dipendenza anche quella?» chiede, metà dentro e metà fuori dalla macchina, spingendo con la punta di una Converse la pila di vecchi giornali davanti al sedile del passeggero. «Non nel senso che, insomma, dovevo farlo per forza, o cose del genere. Era solo… un altro modo per sfogarmi. Per affogare i dispiaceri.» Annuisce come se capisse, ma ovviamente non capisce. Dovrò spiegarglielo. «Mi ubriacavo alle feste. Andavo con ragazze che non mi piacevano o che non conoscevo neppure. Non era neanche così divertente.» «Immagino di no.» Scende dalla macchina.

E sto leggendo The Gift di Rebecca Daniels edito Dunwich edizioni che ringrazio per l’invio.

Ecco lo spezzone:

Katie si sforzò di continuare a sorridere, anche se la paura del contraccolpo in arrivo continuava ad aumentare. «Che succede? Non ti piace?» «Al diavolo, spero proprio di no», borbottò Matt. «Cos’è questa schifezza commerciale? Meglio Johnny Cash.»
«No, la canzone mi piace. È solo che ho una strana sensazione. Come se avessi già vissuto tutto questo. Mi sento ancora confusa.» «Come la festa di Rick che c’è già stata», rispose Katie, annuendo. Le sembrava di vedere una luce provenire dalla carreggiata opposta, il primo cambiamento reale all’esterno dell’auto da quando quel viaggio infinito era cominciato. «Già, proprio così. Ma non è possibile. Voglio dire, siamo qui. Ci stiamo andando ora.» Julie scoppiò a ridere, una risata forzata che poco si abbinava alla canzone che continuava a uscire dagli altoparlanti. «Cioè, neanche io posso essere così in ritardo.» Katie cominciava a sentire puzza di bruciato. Abbassò lo sguardo e vide un filo di fumo che si sollevava dalla scatola di cartone. Lasciò cadere l’involucro a terra e continuò a tenere lo sguardo sulla luce in lontananza. Pareva non essersi avvicinata, ma ormai era questione di tempo. «Forse dovresti rispondere alla tua amica.» Julie lanciò un’occhiata al cellulare sul cruscotto, quindi si aggrappò con ancora più forza al volante.


Cosa ne pensate? Vi piacciono? Vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #41

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Come va? Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be Reading. Lo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
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Questa settimana affronterò diverse letture:

  • I quattro regni di Pietro Davide Tulipano che mi ha inviato l’agenzia letteraria Saper scrivere, che ringrazio ancora molto.

Eccovi lo spezzone:

«Si parla di un grande potenziamento nella produzione di armamenti degli orchi», intervenne Therfond. «Esattamente», rispose il re. La sua conferma giunse come un macigno per i soldati della scorta, i quali avevano sentito quel genere di discorsi ma speravano, forse ingenuamente, che fossero solo delle dicerie come molte altre. Chiacchiere che trovavano terreno fertile tra il popolo, il quale era rimasto diffidente verso gli orchi fin dai tempi della Guerra Nefasta, combattuta molti secoli addietro. Così provarono quella triste sensazione che ognuno avverte quando, sapendo che una grave minaccia sta per manifestarsi, spera che giunga presto una smentita. E più la ragione lo spinge a credere che questa smentita sia impossibile, più il cuore vi confida. Ma il re sconvolse e distrusse le loro speranze quando continuò: «Quella che avviene a Guruth-Or è una vera e propria corsa agli armamenti. Nelle loro terre, gli orchi si stanno organizzando per armare un esercito che, stando alle voci, sarebbe abbastanza imponente per sferrare un attacco a tutti gli altri regni.»

  • Dream Magic di Joshua Khan edito DeAgostini, che ringrazio molto per l’invio, il secondo volume della serie iniziata con Shadow Magic.

Eccovi lo spezzone:

Ma adesso era a Geenna. Geenna. La terra degli incubi. Quante storie gli avevano raccontato i suoi genitori la sera, di spettri e vampiri che infestavano le gelide paludi del Paese delle Tenebre? Storie che si erano rivelate più vere di quanto avrebbe mai potuto immaginare. A volte Thorn si sentiva davvero inutile, e lontano da casa. Forse sarei dovuto tornare. Aveva avuto l’occasione di salpare alla volta del villaggio di Pugna, on il suo laghetto, gli alberi di mele, e l’infinita Foresta di Cernunnos alle spalle. Meglio che te la tolga dalla testa. Non sarebbe tornato a casa. Era scappato, e suo padre lì era ricercato. Il futuro di Thorn – come quello di tutta la sua famiglia – era a Geenna, al servizio della Casa Shadow.

  • e Ogni orizzonte della Notte di Maurizio Vicedomini che mi ha inviato l’autore stesso e che ho terminato ieri.

Eccovi anche qui lo spezzone:

Sembrerà tutto contro di noi. Eppure io sarò stato un bravo lavoratore, avrò cercato di essere un bravo padre, un bravo marito. In un attimo capirò cos’aveva provato mio padre nel momento in cui aveva guardato la finestra indispettito. Rinunce. Anche mia moglie dovrà patire delle rinunce. E io, che avrei dovuto sostenerla e donarle tutto ciò che sarebbe stato in mio potere, non potrò impedirlo. Sarà il mio fallimento. Solo allora avrò capito mio padre. Appoggerò la bolletta sul tavolo. Sarà inutile continuare a guardarla, a rileggere la cifra esorbitante segnata in fondo. Mi girerò verso Stefania con un’espressione contratta e cercherò nei suoi occhi un sussurro di accusa. Ma non lo troverò. E allora capirò anche mia madre. Avrò vissuto fino a quel momento con la convinzione di avere un solo compito per la mia famiglia: non fargli mancare nulla. E avrò creduto che quel compito fosse esclusivamente mio.


Cosa ne pensate? Lasciate un bel commento 🙂

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #40

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Come va? Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be Reading. Lo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
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Ci sono vari libri che ho in lettura in questa settimana e che devo leggere assolutamente. Come al solito cambio i miei piani dalla settimana precedente come avrete notato dal WWWWednesday ma dovevo. This savage song è scalato alla prossima settimana ma non temente che lo leggerò! 

Sto leggendo Let me Kiss You Hard di Valentina Bindi, che mi ha inviato l’autrice e che ringrazio. Ecco lo spezzone:

Siamo in pausa e ci siamo spostate nella sala dove si fuma, c’è un’enorme nube di fumo che alle volte mi ricorda la campagna in inverno, non riesco a vedere le teste dei presenti e questo è tutto un dire. «Anna, stai bene?» «Sì. È solo che…» Tiro una boccata dalla sigaretta e mi fisso i piedi in maniera assente, forse dovrei rivalutare un po’ la mia inutile e scialba vita. «Dimmi, mi sembri pensierosa.» «Sì, è così. Secondo te cosa dovrei fare?» Scuote la testa e mi guarda allibita. «Che intendi?» «Della mia vita.» La mia domanda le fa rimanere a mezz’aria la sigaretta, poi dopo essersi guardata intorno e averla spenta, mi fissa pensando a una risposta plausibile. «Dunque, non hai molta scelta no? Lavori, vivi da sola con un gatto. Certo questo può far pensare che sei pazza, ma del resto è così.» Le do una botta in testa e lei ride. «No sul serio, sei pazza. Comunque credo che tu debba uscire di più, intendo per capire quello che vuoi. Potresti andare al parco e meditare un po’ sul da farsi, ascoltare che cosa fanno le persone nel tempo libero. Uscire dal tuo mondo fatto solo di gatti e musica, e dal mio.»

 

Sto leggendo Le mamme ribelli non hanno paura di Giada Sundas per cui avrete una sorpresa a fine settimana edito Garzanti che ringrazio per la lettura. Ecco lo spezzone:

«Hai fatto il piano del parto?» mi domandò la biondina tutta denti. “Merda, il piano del parto!” Avevo stilato un meraviglioso piano per il mio parto, l’avevo studiato nei minimi dettagli e avevo pensato a tutto senza tralasciare alcuna possibilità, avevo anche deciso di esporlo a chi mi avrebbe seguita in modo piuttosto nazi con la bacchetta e la lavagnetta bianca, riportando esempi e statistiche. Se fosse stato necessario avrei anche fatto partire una conference call con l’università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera per un confronto sulle procedure. Alla fine avrei chiesto se ci fossero domande e avrei consegnato un test con venti quesiti a risposta aperta, se il risultato non fosse stato soddisfacente, avrei richiesto un altro team per il parto. Ovviamente lo avevo lasciato a casa.

 

In più abbiamo Dentro l’acqua di Paula Hawkins edito Piemme che ringrazio infinitamente per l’invio di cui sono a buon punto. Ecco lo spezzone:

La cosa strana è che ricordo tutto molto bene. Troppo bene. Com’è possibile che le cose che mi sono successe a otto anni siano perfettamente chiare nella mia memoria, e invece, per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare se ho parlato con i colleghi per spostare quell’incontro con il cliente? Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo. Oggi, mentre guidavo, più mi avvicinavo a Beckford, più il passato mi si ripresentava davanti, schizzando in ogni direzione come i passeri quando volano fuori da una siepe, improvviso e inevitabile. Tutta quella natura, quel verde incredibile, il giallo acido e squillante della ginestra mi bruciavano il cervello, e forse è anche colpa loro se ho cominciato a vederli, i miei ricordi, uno dopo l’altro: io a quattro o cinque anni in braccio a papà che mi porta a fare il bagno nel fiume, i miei gridolini di gioia, i tuoi tuffi dalle rocce, ogni volta più in alto. I picnic sulla riva sabbiosa dell’acqua, il sapore della crema solare sulle labbra, i grossi pesci scuri pescati a valle, oltre il mulino. Tu che torni a casa con le gambe piene di graffi, perché hai esagerato con i salti, e mordi forte un tovagliolo mentre papà ti disinfetta. No, tu non piangi, non davanti a me.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere cosa state leggendo!

A presto,

Sara ©

TEASER TUESDAY #39

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

E buon 25 Aprile a tutti! Oggi inizio per direttissima con questo Teaser Tuesday, la rubrica del giorno ideata da Should be Reading. Lo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

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So leggendo Fiore di Cactus di Francesca Lizzio che segnalerò questo venerdì e troverete la recensione nel fine settimana. Ecco lo spezzone:

Non sono riuscita a spingermi nella lettura oltre la prima pagina. Ho avuto paura di vedere nero su bianco di essere cambiata, anche se ne sono consapevole. Un conto è saperlo, un conto è vederselo sbattere in faccia e sentirsi peggiori di quanto non ci si senta già. Stiamo atterrando. Non riesco a smettere di ripensare alle parole di Isa: «I miei genitori hanno deciso di aprire una libreria e devi esserci anche tu. Ho anche trovato casa, vedrai, sarà divertente lavorare e vivere insieme!» Lei non sta più nella pelle e anch’io prima di salire sull’aereo avevo la stessa impazienza. Adesso invece tremo come una foglia. Sono fatta male.

E riprendo finalmente Vassa in the Night che mi ero fermata. Non rimetterò nuovamente lo spezzone perchè già c’era. Vi lascio il link così che potrete andare a leggerlo.

Spezzone Vassa in the Night di Sarah Porter


Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #38

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi inizio per direttissima con questo Teaser Tuesday, la rubrica del giorno ideata da Should be ReadingLo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
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spoiler!
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Questa settimana ho tre letture di cui vi parlo subito lasciandovi un bel estratto di ognuno!

Sto leggendo Passenger di Alexandra Bracken una novità edita Sperling & Kupfer e che sono così curiosa di proseguire! Ecco lo spezzone:

Non c’era una singola parte di Etta che non si sentisse esposta e malconcia; il dolore conficcato nella testa non riusciva ad attenuare l’odore rancido di sangue e secrezioni, e di qualcos’altro che le ricordava i fuochi d’artificio.
Guardando di viso in viso – i berretti fatti a maglia, una parrucca storta e sgualcita, qualche occhio lucido frettolosamente sfregato sulle spalle – la sua mente iniziò a mettere insieme i pezzi come se stesse leggendo a vista un nuovo pezzo musicale. Le note divennero misure e le misure frasi, finché l’intera melodia la pervase.
Non si trovava al museo. Perciò, ovviamente, chi l’aveva salvata doveva averla trascinata in strada, lontano dalla strana esplosione di luce e rumore. La sua pelle, i capelli e il vestito erano fradici, perché…perché era scattato l’allarme antincendio, giusto?

In più, sto leggendo L’equazione di Cassandra di Lorenzo Quadraro che mi ha inviato personalmente l’autore e che ringrazio molto. Ecco lo spezzone tutto per voi:

L’aria fresca entrava dalla finestra e Giulio se ne stava sdraiato e sfinito di fianco a lei. Le scostò dolcemente il lato biondo dei capelli e nella penombra il tatuaggio sulla sua spalla sembrava guardarlo. Il lontano sciabordio del mare immergeva tutta la camera in un’atmosfera magica e sensuale.
– In questo momento mi viene in mente il testo di una canzone – le disse, sedendosi e incrociando le gambe.
– Certo che non sai stare fermo un secondo tu – rispose Adele con un sorriso, mentre si asciugava un rivolo di sudore alla base del col-lo.
– Il testo dice: “Se i muri stessero guardando e potessero vedere il tuo viso, sono sicuro che parlerebbero e so anche quello che direbbe-ro…”.
– E cosa direbbero i muri di questa camera?
– Direbbero: “Non abbiamo mai visto niente del genere, assolu-tamente niente del genere”

In più sto leggendo Pax di Sara Pennypacker che mi ha inviato gentilmente la Rizzoli che ringrazio infinitamente. Ecco a voi lo spezzone:

Il ragazzo non oppose resistenza, quindi nemmeno la volpe oppose resistenza. Pendeva inerme e vulnerabile dalla presa dell’uomo, benché fosse ormai abbastanza spaventata da poter mordere. Non avrebbe contrariato i suoi umani quel giorno. Il padre aprì la portiera della macchina e marciò sulla ghiaia e sui ciuffi di erbacce fino al margine del bosco. Il ragazzo scese e li seguì. Il padre depose il volpacchiotto, e lui balzò fuori portata. Fissò lo sguardo sui suoi due umani, notando che erano ormai quasi alti uguali. Il ragazzo era cresciuto molto negli ultimi tempi. Il padre indicò il bosco. Il ragazzo guardò suo padre per un lungo momento, gli occhi ancora pieni di lacrime. E poi si asciugò il viso sul collo della maglietta e annuì. Infilò una mano in tasca e ne trasse un vecchio soldatino di plastica, il gioco preferito della volpe. Il volpacchiotto si mise all’erta, pronto per quel passatempo familiare. 


Cosa ne pensate? Vi piacciono questi due estratti? Io vi aspetto!

Alla prossima,

Sara. ©