REVIEW PARTY – BEAUTIFUL BOY DI DAVID SHEFF (#262)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un altro evento carissimi! Ringrazio tantissimo la Sperling&Kupfer per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi coinvolto in questa iniziativa. Ci tengo col dirvi che questa è un’autobiografia e che è molto profonda. Ecco che ve ne parlo subito:

Titolo: Beautiful Boy
Autore: David Sheff
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Non-Fiction
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2GuufwH
Trama: Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione. Prima dell’incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l’adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel. In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d’allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L’ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif beautiful boy filmLa storia ha inizio come tante altre storie, un padre che racconta la sua storia e quella di suo figlio, che potrebbe essere quella di chiunque altro. Un padre che racconta della vita di Nic, suo figlio, che ha problemi di tossicodipendenza: i segnali, i segni fisici, i tipi di droghe e le conseguenze che ne derivano. Una strada in cui un padre si addentra sempre di più utilizzando mosse e contromosse di cui  difficile calcolarne i risultati. Un rapporto tra un padre e un figlio. E il cambiamento nelle loro vite da quando Nic ha iniziato a usare la droga.

Quanto è cambiata la vita di David dopo queste esperienze? E’ riuscito Nic a rendersi conto che quella la strada giusta da percorrere? Come riusciranno i due a destreggiarsi lungo il tortuoso e difficile percorso fuori dalla tossicodipendenza?

Quando nacque, era impossibile immaginare che Nic avrebbe sofferto in quel modo. I genitori vogliono soltanto il meglio per i loro figli. E io ero un tipico genitore convinto che questo non sarebbe accaduto a noi, non a mio figlio. Ma per quanto Nic, sia unico, lui è ogni figlio. Potrebbe essere il vostro.

Immagine correlataLa trama è ben descritta e rappresenta pienamente questa storia e questo libro. Una storia difficile, piena di scelte dure e di racconti di vita. Una storia che tutti dovrebbero leggere.

Per la copertina è stata utilizzata la locandina del film che è stato prodotto. Il film potete trovarlo su Amazon Prime se siete interessati a vederlo. L’originale per questa storia la vedete qui di lato. E’ sobria e sicuramente azzeccata per questa storia. Io non sono un’amante delle locandine dei film come copertine ma gli editori le utilizzano sempre più spesso e dobbiamo conviverci. Resta comunque il fatto che la copertina era migliore l’originale, come al solito. Per quanto riguarda iltitolo è stato lasciato come l’originale. 

L’ambientazione è americana, dove David Sheff vive ed è una storia che segna diversi anni nel corso della lettura. Come specifica anche l’autore adesso suo figlio ha 40 anni e vive in una casa per tossicodipendenti. Ma questa storia doveva essere raccontata.

Il venerdì successivo, dopo scuola, Nic e un amico da cui trascorre la notte giocano a calcio in giardino di Inverness. Gli preparo la borsa per la notte e cerco un maglione nel suo zaino. Non trovo il maglione, trovo invece un sacchetto di marijuana.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmI personaggi di questa storia sono reali, veri e il lettore lo percepisce fin dal primo istante, fin dalle prime parole dell’autore. Essendo un’autobiografia è difficile parlare di se stessi come dei propri cari, io non credo ne sarei mai capace e l’autore si mette in gioco raccontando una cosa difficile, che ha segnato la sua vita e quella di suo figlio. 

David è una persona straordinaria. Per quanto possa aver fatto o meno delle scelte sbagliate (che non ritengo siano da giudicare visto che se uno non ci passa, non può dirlo cosa avrebbe o non avrebbe fatto in quel caso) è un padre che ama suo figlio e farebbe di tutto perchè lui sia felice. Non c’è momento in cui non si percepisca l’amore che ha nei confronti di Nic. Nic nonostante la sua dipendenza viene descritto sempre come un ragazzo originale, mai banale e spettacolare. E’ innovativo nella musica, nei libri e in tutto ciò che fa, o almeno così la pensa suo padre.

Nel frattempo, la nostra vicinanza mi avrebbe permesso di capire immediatamente se ne avesse fato uso. Ero ingenuamente convinto che, se fosse stato tentato dalle droghe, me l’avrebbe detto. Ma mi sbagliavo.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmIl perno centrale di questa storia è proprio la droga. La storia di Nic può essere la storia di chiunque e David ha voluto condividere con tutti la sua esperienza, se così si può chiamare. Ha raccontato dalla nascita di suo figlio tutti gli avvenimenti importanti che hanno segnato entrambi e che li hanno cambiati.

Lo stile utilizzato è piuttosto semplice e molto fluido. David parla in prima persona lasciandoci prima un’introduzione su ciò che ci aspetta e poi partendo dalle origini, fin da quando Nic è piccolo. Ci sono delle parti in cui David si sofferma sulla sua adolescenza e sul fatto che anche lui abbia provato delle droghe ma non ai livelli del figlio. Il suo compagno di stanza invece si, e Nic gli ricorda quel suo vecchio compagno.

Questa storia è l’autentico amore di un padre verso un figlio. David cerca di fare di tutto per suo figlio anche se è difficile e sembra quasi impossibile e Nic gli da del filo da torcere in tutti i modi possibili. La famiglia lo ha sempre sostenuto nelle scelte e nonostante sia stato difficile per tutti, David ci lascia un pezzo grande della sua vita e del suo dolore.

La storia è descrittiva dal punto di vista della droga e l’autore tende anche a mostrare al lettore tutti gli aspetti negativi e le ripercussioni che la droga può causare sull’essere umano. Non risparmia niente e mostra queste cose insieme alle paure da padre sul fatto che suo figlio possa avere le stesse identiche cose o i stessi anni neurologici, psichici e fisici.

E’ stata una lettura intensa, che non risparmia la sofferenza e le difficoltà. Ho provato angoscia durante la lettura (positiva s’intende!). E’ difficile anche solo pensare una situazione del genere e le scelte che possono derivarne. E‘ una storia incredibilmente toccante. Da leggere.

«Se vuoi continuare a vivere qui, se vuoi che ti aiuti, che ti paghi il college, se vuoi ancora vederci…» Lo fisso negli occhi e concludo: «Vuoi morire? E’ questo che vuoi?» Nic tira un calcio contro il muro, batte i pugni sul tavolo e scoppia a piangere. «Andiamo», faccio io. Lui protesta ancora un po’ e poi mi segue fino alla macchina.

Il libro è ben scritto e approfondisce diversi aspetti. E’ interessante, inquietante e sconvolgente. Sicuramente ne consiglio la lettura a tanti ragazzi che pensano di sapere tutto della vita, che rischiano di giocarsi l’esistenza senza sapere a cosa vanno incontro.

David Sheff scrive un’autobiografia sconvolgente, che racconta tutte le sofferenze di una famiglia che lotta contro la dipendenza dalla droga del proprio figlio. Una storia forte e struggente che lascia comprendere quanto le scelte giuste o sbagliate possono fare la differenza.

Il mio voto per questo libro è abbastanza relativo. Non perchè  sia negativo o positivo ma semplicemente perchè è impossibile dare un voto alla vita di qualcun altro, sopratutto dopo tutto quello che può aver passato. Se comunque dovessi dare un voto al libro a prescindere dall’autobiografia, complessivamente darei un quattro e mezzo.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe, mi raccomando. Qui sotto:

Beautiful boy


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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

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REVIEW PARTY: NON ERA VERO DI CLAIRE MACKINTOSH (#260) + APPROFONDIMENTO

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione, nuovo evento! Spero che questo possa piacervi o interessarvi. Un nuovo thriller – visto che ultimamente mi mancano, visto che non sto leggendo altro (lo sto facendo nel frattempo, tranquilli!). Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura in anteprima e Chiara per avermi coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco qui:

9788851168186_3870984c44e7e3d4acd9ac76e1478303Titolo: Non era vero
Autore: Clare Mackintosh
Editore: Dea Planeta
Genere: Mystery
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SoaMV0
Trama: Anna è sconvolta quando, a sette mesi di distanza dalla morte per suicidio del padre, sua madre sceglie di togliersi la vita nello stesso identico modo. Almeno, questo è quanto stabilisce la polizia. Ma qualcosa dentro Anna, innamorata del suo ex terapeuta e da poco divenuta mamma, si ribella all’evidenza. Nulla, nel passato della sua famiglia, giustifica un epilogo tanto drammatico. Trascorso qualche tempo dal nuovo lutto, Anna riceve un biglietto anonimo che sembra confermare i suoi sospetti. Tanto basta a spingerla a rivolgersi alla polizia nella speranza che il caso venga riaperto. L’unico disposto a darle ascolto, però, è Murray Mackenzie, poliziotto in pensione. Mackenzie, marito devoto di una donna che soffre di depressioni violente, si impegna a riaprire ufficiosamente il caso, convinto che solo nuovi e concreti indizi potranno persuadere i colleghi a prendere sul serio i dubbi di Anna…

APPROFONDIMENTO: I LUOGHI.

Immagine correlataNon si ha un vero e proprio luogo di appartenenza. Viene citata Beachy Head, una scogliera o promontorio da cui i genitori di Anna sembra si siano suicidati. Questo posto si trova effettivamente in Inghilterra. La vista è affascinante, non c’è che dire ma è anche il luogo in cui avvengono maggiori suicidi. Per questo la polizia non esita un secondo a classificarli come tale. Il mare è per la maggior parte alta marea ma è comunque un posto incredibile da visitare anche se personalmente avrei un pochino paura. Ecco una citazione proprio di quel luogo, suggestivo, folkloristico e magico, quasi misterioso:

Il promontorio si ergeva sopra di lui, ogni passo lo portava un po’ più in alto rispetto al livello del mare. Secondo il folklore locale, a Beachy Head convergevano diverse “linee temporanee” o “linee di prateria” negative che inducevano al suicidio gli individui particolarmente suscettibili. Murray non credeva alla magia e ai misteri, ma era difficile ignorare il potere di quel luogo.

C’è un piccolo pub dove i residenti sembrano conoscersi ma allo stesso tempo pericoloso. “Un luogo di ossessione e agonia”, cito dal libro. Ed è proprio così, perchè Anna non riesce a darsi pace per la morte dei propri genitori.

Altro luogo fulcro di questa storia è la casa dei genitori di Anna dove essa stessa ora vive e convive con il suo ex terapeuta Mark e sua figlia Ella di pochi mesi. E’ una casa molto grande , situata in un quartiere chic del posto. Tanti sono i segreti nascosti dai genitori di Anna, tante sono le cose non dette ed i ricordi della vita da adolescente o da bambina riaffiorano più volte nella mente della giovane protagonista.

Mercedes Benz Parked in a RowAltro posto da non sottovalutare è la Johnson’s Cars. Il rivenditore di auto tirato su con tanta fatica dal padre di Anna di cui adesso lei gestisce solo la parte da supervisore mentre Billy, suo zio, ne ha preso le redini. Anche se tutto va in malora è un luogo di lavoro e sacrificio, un luogo che non ha rilievo fondamentale per la maggior parte della storia ma che è popolato di ricordi e di lavoro sodo. Un luogo in cui anche Anna tanti anni addietro, prima di lavorare per Save the Children ha cominciato come addetta alle vendite per imparare il mestiere.

RECENSIONE

Person Holding Baby's Feet in Selective Focus PhotographyDopo aver perso il padre in un misterioso suicidio alla scogliera, sette mesi dopo anche la madre di Anna replica il suicidio e si getta anche lei dalla scogliera. Dopo un anno lei convive con il suo terapeuta Mark dal quale ha avuto una bambina che ha due mesi. Quando alla porta arriva uno strano biglietto con su scritto: “Suicidio. Ne sei sicura?” per Anna si infiamma una vecchia ferita ancora aperta e mille dubbi cominciano ad insinuarsi verso tutto e tutti. Così, mette tutto in mano al detective Murray che sembra essere l’unico a prendere sul serio la situazione.

Cosa succederà ancora a casa di Anna? Cosa le nascondevano i suoi genitori? Chi è che si prende gioco di lei e della sua famiglia? E’ davvero un suicidio quello dei suoi genitori?

Ho smesso di andare in terapia quando mi sono resa conto che tutte le parole del mondo non avrebbero potuto restituirmi i miei genitori. Ora oscillo tra il dolore e la tristezza. E per quelli non esiste cura.

Risultati immagini per let me lieLa trama racconta la base di ciò che accade in questo libro, gli inizi e quanto narra a storia limitandosi a fondare le basi e non sparpagliando spoiler gratuiti. Per fortuna.

La copertina è interessante. Rispetto al libro precedente che era stato portato in Italia, questa copertina mi piace molto, davvero. Nonostante quella originale che vedete qui di lato è sicuramente più appropriata al libro perchè racconta una vicenda che effettivamente succede, mentre in quella italiana c’è una donna al buio in bicicletta in una strada di periferia nei boschi, posso dirvi che quella italiana attira molto di più l’attenzione, almeno per questa volta. Devo ammetterlo. O almeno è l’effetto che fa a me. Il titolo, invece, è stato completamente modificato. Non so perchè non sia stato adottato un semplice “Lasciami mentire” che era poi la semplice traduzione del libro ma Non era vero. Non ne ho idea e non suona neanche bene come invece avrebbe fatto la traduzione dell’originale, molto più veritiera rispetto al resto. Boh.

Dell’ambientazione ve ne ho parlato all’interno dell’approfondimento, sopra alla recensione e l’epoca è senza alcun dubbio moderna.

Penso ai miei genitori che precipitarono per centocinquanta metri nelle acque ghiacciate del mare. E mi domando se ci fosse qualcuno, su quella scogliera, a spingerli. «Voglio solo delle risposte, Laura.» Lei tiene gli occhi fissi nella tazza, e aspetta parecchio prima di parlare. «A volte, non riceviamo quelle che vorremmo.»

Man Wearing Black Officer UniformI personaggi di questa storia sono allo stesso tempo le voci narranti di questa storia. Sono due protagonisti diametralmente opposti ma con un fondo praticamente comune. Oltre a cercare la verità da questa storia, entrambi sono tenaci e non mollano l’osso.

Anna è una donna di venticinque anni che sta con il suo ex terapista che ha quasi il suo doppio degli anni e con il quale ha una figlia. Ha Laura, che per lei è quasi come una sorella, figlia della migliore amica della madre e di cui la madre è madrina. E’ una donna sconvolta dalla morte dei suoi genitori e che non riesce a rassegnarsi al fatto che i due si siano suicidati. Quando infatti riceve il biglietto e cominciano ad insinuarsi i dubbi dentro di lei, tutto si apre e la situazione diventa complessa. Persino pericolosa.

Murray è un poliziotto che ora si occupa soltanto dell’accoglienza e della reception, che è quasi in pensione. E’ un poliziotto e detective di vecchio stampo, che ha lavorato tanti anni nella sezione Omicidi e che preferisce segnarsi tutto sul suo taccuino piuttosto che utilizzare il pc. Un poliziotto che non si lascia intimidire e che si mette in gioco lasciandosi guidare dalle sensazioni e non dai fatti. Uno degli ultimi poliziotti davvero capaci rimasti in servizio.

C’è una terza voce, in corsivo che vi invito a scoprire. Fin da subito si capisce chi è e poi si divide e diventa un’altra. Non voglio spoilerarvi nulla quindi dovete leggerlo se volete capire questo punto.

«È ora» dico. Voglio sapere tutto dei miei genitori. Tutto ciò su cui ho sempre chiuso un occhio. Tutto ciò che speravo non fosse vero. Devo sapere ogni cosa. Chi erano i loro amici? E i loro nemici? Chi li ha spinti giù da quella scogliera?

Il perno centrale della storia si aggira attorno al mistero della morte dei genitori di Anna. Si sono davvero suicidati? O sono stati uccisi? Questo è il continuo punto interrogativo sia del detective che indaga per Anna, sia per Anna che si ritrova a dover affrontare una situazione straziante e a doverla rivivere ancora e ancora, scoprendo sempre più segreti dei suoi genitori.

Person Holding Dried PlantLo stile utilizzato è tipico della Mackintosh. Avendo letto già un suo libro non avrei sperato da meno e sicuramente riconosco i tratti che ho trovato anche nel primo volume. Ed infatti a non cambiare è stata proprio la lentezza che ho riscontrato all’inizio. La dinamica della storia forse, in questo volume, è leggermente migliore del precedente. Però, rispetto al primo volume l’ho trovato lento agli inizi.

Il primo trenta percento del libro è stato parecchio lento, che non sembrava che direzione prendere. L’unico che riusciva ad incuriosirmi è Murray Mackenzie, il detective della polizia che è praticamente in pensione ma continua ad andare a lavoro per soddisfare la sua vita dalle mancanze casalinghe. Poi finalmente ha preso un senso ed Anna è diventata un protagonista potenziale in tutti i sensi. 

La storia è sicuramente interessante e misteriosa al punto giusto. Sopratutto quando c’è un twist e tutto cambia, mescolando le carte di nuovo. Vi assicuro che è una storia sicuramente da non lasciarsi sfuggire, l’autrice vi piacerà.

C’è delusione sul suo viso. Conosco anche quella sensazione. Tira fuori la mano, vuota. Rimette a posto il cassetto e lascia la bottiglia nel suo nascondiglio. Non dice niente a Laura, e io non mi sento più esclusa grazie a questa piccola complicità di cui Anna non è nemmeno consapevole. Ci sono segreti che non dovrebbero essere condivisi con nessuno fuori della propria famiglia. Altri che non dovrebbero essere condivisi in assoluto.

Il libro è sicuramente un buon thriller. Non lo metterei nella mia top ten ma è un buon libro e sicuramente lo consiglio.

Clare Mackintosh è sicuramente una scrittrice interessante. Si conferma molto brava nella srittura della vita reale. Riesce a rendere qualsiasi storia reale, quasi fosse accaduta veramente e quasi fosse vicino al lettore tanto da poterla toccare. E’ sicuramente interessante, da leggere di sicuro.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni e gli altri approfondimenti. Vi aspettiamo, ecco qui l’immagine dove sono elencati:

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Cosa ne pensate? Vi piace? Siete curiosi di leggere questo libro? Fatemi sapere, mi raccomando.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #259 – LA DONNA PERFETTA DI MAGDA STACHULA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Prima di tutto per questo libro devo ringraziare la Giunti per avermi inviato questo thriller e per avermi permesso la lettura. Detto questo, posso cominciare ad introdurvi il libro e la recensione, che spero vi piaccia. Eccolo qui:

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Titolo: La donna perfetta
Autore: Magda Stachula 
Genere: Thriller
Data di uscita: 30 gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Smzsx4
Trama: Bella, colta, indipendente, Anita ha trent’anni e una vita apparentemente perfetta. Finché il suo matrimonio con Adam non entra in crisi: i due non riescono ad avere un figlio, e poco a poco quello che per Adam è un desiderio, per Anita diventa una vera e propria ossessione. Lavorando su internet, Anita non esce quasi più di casa e passa le giornate cercando online giocattoli e vestitini per il suo bambino. Bambino che però, nonostante le cure per la fertilità consigliate dalla ginecologa, continua a non arrivare. La sua unica distrazione ormai è spiare il mondo esterno attraverso l’occhio delle webcam situate nelle varie città. Intanto Adam, esasperato dagli sbalzi di umore e dagli improvvisi scatti di rabbia della moglie, passa sempre più tempo fuori casa e cerca consolazione altrove. Finché nell’appartamento cominciano a succedere cose strane… Anita trova un vestito nell’armadio che non ricorda di aver mai avuto: è sicura che non sia suo. E di lì a poco, nella sua borsa, compare un rossetto. A chi appartengono quegli oggetti? Suo marito ha portato in casa un’altra donna? Oppure è tutto frutto della sua paranoia, come sostiene Adam? Sta impazzendo, o davvero qualcuno sta tentando di insinuarsi nella sua vita facendo leva sulle sue insicurezze?

RECENSIONE

Man And Woman Sitting On BenchLa storia ha inizio come tante coppie. Anita e Adam si amavano tanto. Si sono incontrati un giorno per caso e da quel giorno non si sono mai lasciati. Anita è tanto che sogna di avere un figlio ma sa che con Adam non sembra avere speranze, ne che a lui sembri importare granché. Infatti i due sembrano in un periodo di piena crisi di coppia. Lei lavora a casa ed inoltre si diverte ad osservare i passeggeri di un tram a Praga e si affeziona ad un artista che vede quasi tutti i giorni che soprannomina Zo. Anita è bellissima e indipendente mentre lui lavora in ufficio e non vede l’ora di alzarsi la mattina per uscire di casa ed allontanarsi da lei che urla per ogni cosa. Nell’appartamento cominciano a succedere cose strane e nell’armadio cominciano ad apparire vestiti che Anita non ha comprato, nella borsetta appare un rossetto che lei  sicura di non avere mai avuto.

Perchè Adam gli gioca questi scherzi meschini? Chi è veramente che fa queste cose? Una semplice fantasia di Anita? Uno scherzo crudele di Adam? O c’è dell’altro? Cosa succede dentro casa dei due giovani sposi?

Dicono che sia breve la strada che porta dall’amore all’odio. E’ vero: io a volte la amo, a volte la odio. E questi due sentimenti sono così forti, così reali. Ieri le ho mentito. Le ho detto che dovevo lavorare, ma in realtà non mi andava di passare con le la mattinata. Mi ha creduto e io mi sono sentito sollevato quando è uscita di casa.

Risultati immagini per magda stachula booksLa trama incuriosisce senza dubbio. E’ stato questa a portarmi a leggere questo libro. Mi piacciono molto i psicologici ed è sicuramente particolare.

La copertina originale è senza dubbio bellissima e rende assolutamente la storia in tutto e per tutto. Sia l’occhio che il tram. Quella italiana è stato mantenuta la “base” dell’occhio – che mette si inquietudine, oltre a somigliare a Lady Gaga (non chiedetemi perchè, vi prego) – ma non c’è altro. Mi piace molto quella originale se devo dirla tutta. Voi cosa ne pensate? Il titolo è stato completamente modificato ma se pensiamo che la traduzione è “Tram Mazacì“, una linea del tram di Praga non avrebbe suonato poi granché. Quindi penso sia stata la cosa migliore cambiarlo un po’. Certo La donna perfetta non completa totalmente a questo libro ma ci sta sommariamente.

L’ambientazione di questa storia è Cracovia, dove vivono Anita e Adam, i protagonisti assoluti della storia. Poi ci sono anche degli altri protagonisti che vedrete lungo il corso della storia ma anche Praga sarà un fulcro importante per questa storia ; l’epoca è moderna, ai giorni nostri.

La vita sa essere crudele: c’è chi riesce a raggiungere i propri scopi senza il minimo impegno, mentre altri, che si fanno in quattro per vedere dei risultati, falliscono inesorabilmente. Non c’è giustizia.

Woman Wearing Gray Eyeglasses Holding TreeI personaggi di questa storia sono quattro, ovvero i punti di vista che troveremo lungo le pagine di questa storia. Sono tutti diversi ma tutti assolutamente particolari e caratteristici.

Anita, Adam, Eryk Marta non possono essere più diversi l’uno dall’altra. Anita è una donna che sa di essere ancora attraente ma che vuole creare disperatamente la sua famiglia con Adam. Iniziare ad avere un bambino, condividere le gioie di casa anche se sa di non riuscirci. Questo la fa diventare atta, la fa avere degli squilibri che la portano ad urlare, ad arrabbiarsi con il vicino del piano sottostante e di accusare Adam anche della più piccola cosa. Adam d’altra parte è un uomo superficiale. Ama il suo lavoro e cerca di farlo al meglio ma è anche stanco dei comportamenti di Anita per cui cerca di andare e guardare altrove di nascosto da sua moglie. Ed è lì che incontra Marta. Marta è una donna bella anche lei, sembra essere dolce, si preoccupa per Adam ma è sempre molto misteriosa. Avremo modo di conoscerla meglio nel dettaglio mano a mano che leggerete la storia. Non ho intenzione di fare spoiler. Eryk nasce per puro caso e sembra infilato nella storia così, tanto per. Invece ha un suo motivo. E’ un artista e quando gli viene commissionato di creare due repliche fedeli di due opere d’arte, lui non fa una piega, anzi, lavora sodo per questo. E’ un uomo che è innamorato dell’arte.

Tutt’a un tratto, nascosto nell’erba non distante da me, si è messo a strillare un fagiano. Lei si è girata nella mia direzione. Allora ho iniziato a correre, senza badare agli steli secchi che mi frustavano il corpo. Sono scappata per salvarmi.

Train passingIl perno centrale di questa storia è il bambino di Anita. Adam e Anita non riescono ad avere un bambino. Questo porta i due ad allontanarsi sempre di più, perchè porta Anita ad essere sempre più irascibile e ad uscire di casa solo quando deve andare ad una visita ginecologica e porta Adam a cercare la felicità perduta altrove.

Lo stile utilizzato è stato abbastanza semplice e poco incline a fronzoli, come si suol dire. Nonostante sia abbastanza fluido, agli albori la storia mi è sembrata lenta e non sembrava carburare. Non carburava perchè non succedeva nulla se non le continue liti fra Anita e Adam che esasperano un pochino il lettore. Finalmente ad un certo punto la storia comincia a prendere piede e la curiosità comincia a nascere ma non dalle cose che Anita comincia a trovare dentro casa. Comincia dalle piccole cose, come da una cosa che succede sempre in casa di Anita e Adam, di cui non posso parlarvi, nasce dal fatto che Anita guarda sempre attraverso la sua web cam e spia questo tram di Praga in cui ci aspetta di vedere Zo e si aspetta di capire qualcosa in più della vita in quella città.

Le cose che personalmente non ho digerito sono state alcune e adesso ve le spiego.

Non si comprende davvero il lavoro di Anita. Sappiamo che può lavorare da casa, che i clienti la pagano bene e che riesce a spiare con questa telecamera ovunque ma non sappiamo effettivamente nulla di ciò che fa.

Il fatto che le singole cose che Anita trova in casa non abbiano il giusto peso come in un buon thriller psicologico. Anita da la colpa ad Adam ma la cosa sembra sparire lì. Anita non si fa altre domande, non indaga, non cerca di capire. Anzi, capisce tutto dopo, con l’andare avanti della storia.

Non lo definirei un vero e proprio psicologico perchè intuiamo fin da principio chi è il colpevole delle apparizioni dentro casa di Anita e Adam. Non capiamo subito il perchè ma avrei preferito che questa voce fosse apparsa dopo, magari verso la fine per spiegare determinate cose e non fin dall’inizio. Quindi il lettore non è lì a porsi domande e non si fa tutta questa fatica insomma. Sappiate che questo non è un fattore determinante. Cioè, lo sappiamo ma il personaggio è ben costruito ed ha il suo perchè. Non posso dirvi di più.

Altra motivazione ma da non leggere se non si ha voglia di un piccolo spoiler. Questa è comunque una motivazione soggettiva e non c’entra con la storia ma solo opinione personale. Sinceramente dopo il tradimento di Adam, più volte ripetuto, io farei fatica seriamente anche solo a pensare che uno possa anche solo toccarmi. Ok tutto il contesto ma lo trovo assurdo che tutto torni come prima di cominciare.

Nonostante tutto questo, però, la storia è stata intrigante. Vi giuro che dopo le prime 70/80 pagine, ha cominciato a piacermi e sono rimasta sempre più coinvolta da Anita e dai suoi sospetti. Si spiegano diverse cose nel corso del volume che portano alla luce molti fatti e molte caratteristiche del carattere di Anita che credevamo di non sopportare e giuro che amerete il suo personaggio. La web cam diventerà anche per voi un ossessione e vorrete sapere sempre di più di ogni cosa, ve lo assicuro. Devo dire che dopo quelle prime pagine, la storia è andata ed è stata anche buona. Di sicuro ve lo consiglio se sapete aspettare e se siete curiosi.

I neon colorati irradiano luce ovunque. Insieme ai clacson delle auto si sente il consueto sciabordio. La Moldava oggi è molto irrequieta, le sue acque agitate urtano violentemente contro le fiancate delle barche attraccate sul lungofiume. Se non fosse per le innumerevoli luci della città notturna, basterebbe sollevare la testa per vedere un cielo senza nuvole, punteggiato di stelle, buio e impossibile come il fiume che scorre più in basso.

Il libro è stato sicuramente particolare e lento ad ingranare, quasi come una macchina Diesel. Però, poi è andato e mi è piaciuto molto. Sicuramente non rientra fra una delle prime scelte tra i thriller psicologici che ho letto ma è curioso e ben strutturato. Mette curiosità e si vuole sicuramente sapere come andrà a finire.

Magda Stachula è un autrice polacca sicuramente da non sottovalutare. Ritengo che questo libro, nonostante si insinui lentamente, sia un buon thriller. Una storia che affascina, cattura e che ci farà viaggiare attraverso la lente di una web-cam in diverse città.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Vi interessa? Siete curiosi? Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – SEMPRE E SOLO LEAH DI BECKY ALBERTALLI (#257)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una lettura davvero interessante. Della serie di Tuo, Simon perchè riprende i personaggi ma assolutamente distaccato dalla storia precedente – riprende soltanto qualche fatto riguardo Simon ma si può leggere anche in solitaria se si ha voglia -, riparte un anno dopo con Leah, migliore amica di Simon. Ringrazio la Mondadori per avermi permesso la lettura di questo volume in anteprima e ringrazio Sara di Bookspedia per avermi coinvolto in questo evento. Ecco qui il libro:

Titolo: Sempre e solo Leah
Autore: Becky Albertalli
Genere: Young Adult
Data di uscita: 5 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2G7dmbp
Trama: Quando suona la batteria insieme al gruppo, Leah Burke non sbaglia un colpo, ma ultimamente la sua vita fatica a tenere il ritmo. Con la scelta dell’università alle porte, una mamma single adorabile ma scombinata e la perenne sensazione di essere un’outsider in mezzo ai suoi amici e alle loro famiglie perfette, Leah avverte che qualcosa è offbeat, fuori tempo. E ora che il suo forte interesse per Abby sta diventando amore, non ha il coraggio di confidare a nessuno di essere attratta anche dalle ragazze, nemmeno a Simon, il suo migliore amico serenamente gay. Basteranno il suo pungente senso dell’umorismo e il suo sguardo irresistibilmente cinico sul mondo a farle vincere la paura di perdere ciò che ha di più prezioso, aiutandola a trovare di nuovo la nota giusta? Fragili e insicuri, ma anche vulcanici e irriverenti, gli amici di Simon tornano a farci battere il cuore.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif leah love, simonLa storia ha inizio un anno dopo Tuo, Simon ma in questa storia la nostra assoluta protagonista è Leah. Leah è in aula di musica con le sue compagne con cui ha una band e stanno decidendo il da farsi, o forse è meglio dire che stanno litigando. Tutto sembra essere lontano e vicino allo stesso tempo: la recita scolastica di cui Simon, Abby e Nick fanno parte, la scelta universitaria e l’amore che sembra tormentarla. Ogni volta lo stomaco le si aggroviglia quando vede Nick con Abby e vorrebbe esserci lei al posto suo.

Cosa succederà a Leah? Riuscirà a riscattarsi e amare come desidera? Riuscirà a dire tutto quello che prova per Abby Suso, la ragazza più in della scuola?

«Va bene, allora, Simon…» «Sì, Simon. » Sento un nodo alla gola. Perché quando Bram pronuncia il suo nome, lo fa mettendoci tutto se stesso. Come se valesse la pena dedicarci la massima cura. È una cosa davvero dolcissima, eppure, porca miseria, a volte mi scatena un’invidia… Non sono solo Simon e Bram, ovvio, ma le coppie in generale. E non è solo per il fatto che si baciano. Immagino di essere Simon che trascorre la giornata con la consapevolezza che qualcuno lo sta pensando. Dev’essere questa la parte migliore dell’innamorarsi: sentirsi a casa nel cervello di qualcun altro.

Risultati immagini per leah off the offbeatLa trama sicuramente incuriosisce e lascia spazio molto all’immaginazione oltre che parla di vita vera, la scelta del college e di come sarà il futuro. Una trama adattissima, che ci regalerà una storia dolce e unica.

La copertina è carina, sembra quasi sia la futura locandina del film. L’originale di sicuro non la batte nessuno ma trovo molto carino l’adattamento che ne è uscito fuori. Voi che ne pensate? Il titolo di questa storia è stato completamente modificato dall’originale che era “Leah on the Offbeat” quasi come a dire che Leah fosse fuori tempo, Leah fuori dal beat, cose del genere. Avrei preferito ma tenessero Leah fuori dal beat o cose simili ma comunque è simpatico l’adattamento ma non ne capisco il senso.

L’ambientazione è la medesima del volume precedente solo che ci troviamo all’ultimo anno e i studenti sono costretti a scegliere quale college / università frequentare. L’Epoca è moderna, ambientata ai giorni d’oggi.

Ogni tanto Garrett fa così. Mi scrive all’improvviso cose che non danno il via a nessuna conversazione. Semplici affermazioni. Non so mai come rispondergli. A dire la verità, a volte ho la sensazione di piacergli. Cioè, forse lo sto solo immaginando e Garrett è semplicemente un imbecille, ma mi resta sempre il dubbio.Anch’io!, comincio a scrivere, ma mi sembra una cosa del tipo: “oddio garrett ti amo tanto per favore baciami”. Così cancello e resto a fissare il telefono; poi lo riscrivo senza il punto esclamativo, lo cancello di nuovo, e infine ci rinuncio e mi guardo il manga Fruits Basket. Ecco come sono combinata. Non riesco neanche a digitare un testo di due parole senza dare di matto. E per quel ragazzo non ho nemmeno una misera cotta. Se ce l’avessi, a questo punto sarei morta.rip, Leah Burke. Deceduta per imbecillite fulminante.

I personaggi di questa storia non sono molti, cioè troveremo sempre Simon e Bram come Nick ed Abby, riuscendo persino a conoscerli meglio di quanto non sia già accaduto nel primo volume. Però vorrei concentrarmi sulla protagonista davvero singolare.

Leah è incredibilmente brava a suonare la batteria ed è bravissima nel disegno ma non si sente mai all’altezza. È una tipa tosta, a tratti detestabile nella sua arroganza ma è allo stesso tempo fragile. Non vuole che sua madre esca con un riccone tanto da trattare male anche la madre ed ha paura di mostrarsi per ciò che è. Infatti, si trova costantemente a invidiare Simon e Bram per aver fatto coming out, e il fatto che sono felici assieme. Leah è bisessuale anche se tutti la credono eterosessuale. Leah vive ogni secondo inseguendo con la mente e con gli occhi Abby Suso, amica del loro gruppo e incredibile ragazza che tutti invidiano.

Simon in questo volume sembra diventare una specie di idiota e la cosa non mi è piaciuta granché. È ovvio che per gli amici uno vorrebbe che andasse tutto bene ma laddove non è così non si può costringere uno ad essere felice secondo le proprie regole. È scorretto. E Simon più di una volta calca la mano, cosa che ho detestato non poco.

È fissata con i balli scolastici. Se li è sparati tutti, persino quando era al primo anno, o al penultimo, incinta di quattro mesi e mezzo. Ha questa teoria, che tutti i film per teenager dovrebbero concludersi con la scena del ballo.«Mi pare che tutti i film per teenager finiscano già con la scena del ballo» le ho detto. Li trova romantici. Una volta me ne ha spiegato la ragione.«È un momento in cui i problemi restano in sospeso. Le persone sembrano diverse, e sono tutte un po’ più generose le une con le altre. » (…) Mia madre, però, ha aggiunto: «Tenerci davvero, ricordo bene quella sensazione. Era bella. Non c’era spazio per snobismi. C’è qualcosa nei balli scolastici di molto sincero».

Risultati immagini per gif leah love, simonIl perno centrale di questa storia è Leah. Leah che fa dei disegni fantastici, Leah che suona la batteria da fare invidia, Leah che viene costantemente “inseguita” da Garrett che è innamorato di lei ma che lei non ricambia. Leah che vorrebbe soltanto essere notata da Abby che invece sta con Nick.

Lo stile utilizzato è tipico della Albertalli, semplice e diretto oltre che estremamente fluido. Scritto in prima persona da parte di Leah la lettura scorre veloce e pagina dopo pagina vi ritroverete sempre di più nei panni di Leah.

Dove all’inizio del libro, l’autrice tende a mostrare più l’insieme delle vicende che accadono all’interno della scuola viste sempre dal punto di vista di Leah, dopo si concentra molto di più sui sentimenti di Leah e su tutto ciò che le gira attorno. È incredibile quanto Leah mi sia arrivata in maniera diretta e l’abbia sentita molto di più di quanto io abbia sentito Simon nel libro precendente. La sua voce è prorompente, diretta ed è incredibilmente divertente nella sua ironia pungente. In certi momenti mi ha ricordato molto me, quindi devo dire di essermi affezionata a lei in maniera particolare.

Forse non ho apprezzato tanto ciò che dice ad un certo punto Abby ma credo sia comunque una reazione normale viste le circostante. Non posso dirvi di più perché rischio di fare spoiler ma è un libro che sicuramente dovete leggere. Tematiche attuali in una storia adolescenziale? Credo che la Albertalli abbia fatto un ottimo lavoro.

«Non vedo l’ora.Leah, andremo a una vera festa del college!» «Mmm. » «No, dico sul serio: sarà grandioso. Ti rendi conto che questo è solo l’inizio?» «L’inizio di cosa?» Sprofonda all’indietro, con un sorriso sognante.«Della vita vera. Dell’età adulta. » «È terribile. » «È fantastico.» Alzo gli occhi al cielo, ma quando mi sorride non posso fare altro che sorriderle anch’io.

È sicuramente una storia che non potete lasciarvi sfuggire. Io ve lo consiglio e spero che seguirete il mio consiglio. Ovviamente vi conviene partire da Tuo, Simon se volete avere un quadro generale di tutti i personaggi ma Leah è davvero incredibile.

Becky Albertalli è una scrittrice che sicuramente lascia il segno. A mio modesto parere è un autrice che colpisce e vi innamorerete dei suoi personaggi. Leah è incredibile e spero la apprezzerete come l’ho apprezzata io.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni su questi blog, mi raccomando:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi raccomando, perchè sono davvero curiosa 😀
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY #255 – IL MIO NOME E’ VENUS BLACK DI HEATHER LLOYD.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto un nuovo evento e spero che possa interessarvi. Ringrazio la casa editrice Sperling&Kupfer che ci ha permesso la lettura in anteprima e ringrazio tantissimo Sara di Bookspedia per avermi coinvolto 😀 Vi lascio questo libro, che spero vi piacerà, fatemi sapere cosa ne pensate! Eccola qui:

Titolo: Il mio nome è Venus Black
Autore: Heather Lloyd
Genere: Young Adult
Data di uscita: 29 Gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2CMvgMm
TramaEverett, Stato di Washington, 1980. Venus Black ha quasi quattordici anni, ottimi voti e due grandi amori: l’astronomia e il suo fratellino Leo, autistico. Una sera di febbraio però la ragazza si macchia di un crimine che segna per sempre il suo destino e quello della sua famiglia: uccide il suo patrigno. Rinchiusa in un carcere minorile, Venus rifiuta di difendersi, di spiegare; si limita a gridare tutta la sua rabbia contro la madre. Nel frattempo, Leo sparisce nel nulla e Venus non si dà pace.
Quasi sei anni dopo, la ragazza esce di prigione. Perduta l’adolescenza, le restano una valigia di vecchi vestiti, un’identità falsa e la determinazione di scappare dal suo passato. Senza più alcun contatto con sua madre, né notizie di suo fratello, decide di ricominciare da zero a Seattle, sempre tenendosi ai margini, diffidente e solitaria. Ma mentre nuovi incontri sfiorano la sua orbita, con la tentazione di un’amicizia, e forse di un amore, riaffiorano anche antiche ferite. E Venus si rende conto che non potrà mai trovare un futuro finché non farà i conti con il passato e con la verità che più la tormenta: che cosa ne è stato di Leo.

RECENSIONE

Photo of Woman Wearing Green SweaterQuello che riusciamo a comprendere fin da subito è che Venus Black, tredicenne che sogna di andare nello spazio e che è molto brava a scuola, viene portata via dalla polizia e rinchiusa in un riformatorio. Non si sa esattamente cosa ha fatto, se non che sia stata crudele verso il suo patrigno Raymond e che l’abbia ucciso. Ma proprio nel momento in cui la madre decide di trovare una sistemazione provvisoria per se stessa e per il piccolo Leo, fratello autistico della giovane Venus, lui scompare misteriosamente. Nessuno sa o sospetta che a prendere il bambino sia stato il fratello di Raymond. Venus non riesce a darsi pace per suo fratello e cinque anni dopo quando esce dal riformatorio vuole soltanto rifarsi una vita.
Cosa farà ora Venus? E Leo è ancora vivo? Cosa succederà ai giovani fratelli legati dal destino e dalle stelle?
A questo punto mia madre si mette a piangere mentre mi implora di rivolgerle la parola. Non sono abituata a vederla così e questo mi mette a disagio. È come se avessi più potere di lei. E in un certo senso è vero. Ho fatto la cosa peggiore della mia vita e lei non riesce nemmeno a punirmi. Ecco perché è così sconvolta. Dopo un po’ smette e inizia a fissarmi in maniera strana. Quando prende la borsa dal pavimento, penso che stia per andarsene e mi sento molto sollevata, perché non rivolgere la parola a qualcuno richiede un sacco di energia. Invece lei si sporge dalla sedia e, come se fosse un segreto, mi sussurra: «Venus, non sei nemmeno un po’ pentita di quello che hai fatto?» 
Risultati immagini per my name is venus blackLa trama incuriosisce. E’ stata la prima cosa a colpirmi quando ho deciso di voler leggere questo libro. E spero che questa possa colpire anche voi. Forse racconta un po’ troppo della storia ma non è malaccio.
La copertina originale è davvero stupenda e non capisco perchè non è stata mantenuta la versione originale piuttosto che questa “stereotipata”, presa dalle classiche immagini free che si trovano in rete e appiccicata in copertina. Quindi si, carina, magari rappresenta anche il riemergere di Venus dopo tutto quello che ha subito ma ritengo che l’originale è senza dubbio migliore. Che ne pensate voi? Il titolo è stato semplicemente tradotto ed almeno qui non è stato combinato un disastro, quindi almeno su questo punto posso ritenermi soddisfatta.
L’ambientazione si sposta da Everett nello Stato di Washington a Seattle, lungo la costa americana. L‘epoca parte dal 1980, anno in cui Venus viene rinchiusa in riformatorio e da cui tutto ha inizio.
Adesso vorrei chiamare Jackie e urlarle: «Visto? Ti eri sbagliata. E invece io ho sempre avuto ragione su Raymond!» Ma so che non farò mai quella telefonata, perché se i miei amici verranno a sapere la verità su di lui, si pentiranno di avermi conosciuta. E poi, se affermassi: «L’ho sempre detto», darei l’impressione di avere previsto ciò che sarebbe accaduto, mentre in realtà non ne avevo la minima idea. Questa è un’altra delle ragioni che mi hanno portato qui. Niente è come sembra. Succede la stessa cosa con lo spazio. Oggetti che appaiono rotondi potrebbero non esserlo, stelle che sembrano vicine potrebbero essere lontane miliardi di chilometri. Ed è così anche con le persone. Solo che invece di essere troppo lontani per vedere la verità, probabilmente siete troppo vicini.
Two Persons Walking on Grassy FieldI personaggi di questa storia non sono tantissimi e quelli presenti sono costruiti abbastanza bene, sopratutto per quanto riguarda Leo. I personaggi che girano attorno alla protagonista sono pochi e l’unico che si fa strada è il fratello di Raymond, Tinker è colui che ha portato via Leo da casa e che pensa di poterlo accudire. Quest’ultimo infatti è un personaggio particolare e a tratti anche inquietante.
Venus mi piace ma ha un continuo alone di mistero che la fa sembrare sia la ragazza irascibile e con problemi di gestione della rabbia (in base a come viene descritta) che una ragazza qualsiasi che voleva studiare. Venus sa che ciò che ha fatto è orribile ma allo stesso tempo è convinta di aver fatto il giusto. E’ una ragazza forte anche se al contempo fragile e legata tantissimo al suo fratellino più piccolo che ha da sempre accudito come fosse sua madre. Venus matura con il proseguire della storia, lo vedrete soltanto leggendolo.
Leo invece, è ben fatto sia nel suo problema che nella sua composizione. Il fratello di Raymond è detestabile ma nonostante il piccolo sappia attentamente di non conoscere quell’uomo continua a stare con lui. Leo è un ragazzino autistico e nonostante il fatto che detesti il farsi toccare e mangi molta mortadella è sorprendente ed ama sua sorella in maniera imprescindibile. Tant’è che diverse cose gli ricordano lei.
Leo sogna sua sorella. Le stelle sul suo soffitto. I pianeti in fila indiana. È disteso sul letto e lei sta contando. Ha una voce dolce, che non gli fa male. Quando si sveglia crede di essere nell’armadio a muro con la coperta viola. Invece si sbaglia. È lì, in quello strano letto. L’uomo con i capelli arancioni è là fuori con la tele. Gli manca tanto la sua coperta viola. 
Rule of Thirds Photography of Girl Holding Tree LeavesIl perno centrale di questa storia è tutto ciò che ruota attorno a Venus Black. Ovvero il riformatorio, la sua uscita e la sua vita di fuori. Persino suo fratello che lei vorrebbe avere sempre accanto e che non vorrebbe mai lasciare per niente al mondo. Infatti, quando scopre che è scomparso cerca persino di scappare dal riformatorio pur di andare a cercarlo. 
Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e piuttosto fluido, essendo i capitoli molto molto brevi quindi posso dirvi che leggerete questo libro nel giro di qualche ora al massimo se siete particolarmente veloci o comunque presi dal libro.
La cosa con cui non sono riuscita ad entrare in connessione però, è stato il mantenimento dell’autrice distaccato dai fatti.  O almeno è l’impressione che da il testo durante il corso della lettura. Non sono riuscita a sintonizzarmi sulla sua onda e talvolta sopratutto per quanto riguarda le parti di Venus sembra tutto completamente distante.
Lato completamente innovativo ed emotivamente profondo è il punto di vista del piccolo Leo a cui non fa capo solo la malattia in se ma ne vengono analizzati i sentimenti, i modi di agire e comportamentali. Leo è un bambino speciale e con tutti i problemi del caso l’autrice riesce ad analizzarlo perfettamente rendendolo uno dei personaggi migliori in questa storia.
La storia è stata comunque – sotto diversi aspetti – interessante e ricca di spunti di riflessione e riscatto che pongono in evidenza la sofferenza e l’amore che Venus prova verso suo fratello Leo. Verso se stessa Venus può ricostruirsi una vita.
Ripenso alla stella marina, ma stavolta mi chiedo perché il ragazzino abbia dato per scontato che volesse essere salvata. E se invece avesse strisciato sul fondo oscuro dell’oceano per un tempo immemorabile e fosse stanca e sfinita? Forse voleva soltanto riposare un poco sulla sabbia tiepida, prima di morire.
Il libro è stato piuttosto costruttivo ed evolutivo lungo il percorso. Venus Black parte da un principio in cui sembra distrutta e distruttiva a allo stesso tempo riesce a maturare cercando di estirpare il proprio passato. 
Heather Lloyd scrive una storia di riscatto e di rinascita, un libro sicuramente particolare. L’autrice si addentra in una vita di due fratelli uniti dal dolore e dalla solitudine e cercherà di riportarli a casa.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Non potete mancare!

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Cosa ve ne pare? Vi piace l’idea? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – LA CHIMICA DEGLI OPPOSTI DI RANDA ABDEL-FATTAH (#253)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi con una nuova recensione che spero possa interessarvi. Ringrazio la Mondadori per la lettura in anteprima e ringrazio Sara di Bookspedia per avermi coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco a voi il libro:

978880470785HIGTitolo: La chimica degli opposti
Autore: Randa Abdel-Fattah
Genere: Young Adult
Data di uscita: 22 Gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QYyEZt

Trama: Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all’accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall’altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall’Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, “stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino”, però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.

RECENSIONE

Protesters On the Street

La storia ha inizio ad una protesta. Micheal sta sostenendo il partito in ascesa di suo padre che mira a difendere i valori del paese opponendosi con tutte le forze all’arrivo via mare dei rifugiati. Mina, trasferita da poco nella sua zona, si trova dall’altra parte della barricata essendo arrivata dall’Afghanistan ed essendo entrata nel paese con un barcone. Lui nota il suo volto fra la folla e i due si ritrovano ben presto in classe insieme. E’ lì che Micheal tenterà di approcciare con lei ma non nel verso giusto visto che la addita come una che “Salta la fila”. Mina non si lascia intimidire e nonostante sia attratta da lui, e viceversa, lei inizia a trattarlo con la sufficienza che merita visto che non sa neanche della sofferenza che ha patito lungo il percorso. Micheal si ritroverà così a riflettere sul fatto che forse suo padre non ha ragione come crede e che ognuno è libero di avere un proprio pensiero.

Ruscirà la campagna del padre di Michael ad entrare in vigore? Riuscirà la famiglia di Mina ad essere accettata, come tutte le altre che puntualmente sbarcano ogni giorno? Riuscirà Michael a farsi un’idea tutta sua nonostante tutto quello che la famiglia gli ha sempre detto? Cosa succederà fra Michael e Mina?

L’atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d’autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo.

Immagine correlata

La trama è ben scritta e rappresenta molto bene questo originale Young Adult che si concentra su temi attuali e molto importanti nella società d’oggi. Non ci sono spoiler ed incuriosisce avvicinandosi sia alla sfera dei giovani che degli adulti visti i temi trattati.

La copertina italiana è carina, rappresentativa sicuramente del libro e la preferisco molto di più all’originale che vedete qui di lato. Strano ma vero signori! Segnatevi questa data perché difficilmente dico una cosa simile. 😀 Il titolo del libro è stato completamente modificato. Sarebbe potuto diventare Quando Michael incontra Mina ma detta molto francamente sarebbe stato proprio brutto da sentire. Molto meglio l’adattamento che ne è stato fatto, che risalta sia la storia che parte del contesto.

L’ambientazione di questa storia è l’Australia, che difficilmente ho visto nelle storie e nei libri, nei giorni d’oggi, con tutte le difficoltà che affrontiamo anche noi in Italia.

«Come ti senti all’idea di andare in Iraq?» chiede Joe a papà.«Non sei spaventato, dato che è così pericoloso?» All’improvviso Nathan si raddrizza e interviene prima che possiamo impedirglielo. «Papà dice che i musulmani sono violenti, perciò è ovvio che sia spaventato. Ma, sai, il nostro pappagallo è stato investito da una macchina per strada l’anno scorso. La morte è ovunque, non solo in Iraq. »

Portrait of Young Woman

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi. Oltre ai due protagonisti principali che sono il filo conduttore di questa storia, troveremo altri personaggi piuttosto influenti, come Terrence, bullo e migliore amico di Michael o Paula la quale ha una famiglia ricca sfondata ma si sente sola e poco amata o la famiglia di Michael che ha un ruolo centrale nella tematica del libro. Infatti il padre è a capo di un partito che cerca di bloccare l’arrivo dei migranti sui barconi e che ci siano meno clandestini e immigrati in Australia.

Michael è un ragazzo studioso e devoto alla sua famiglia. Quando suo padre gli chiede di aiutarlo nelle preparazioni per le campagne televisive che lo impegnava o nell’attività del partito, lui non si oppone. Quando gli prospettano il suo futuro nell’architettura come suo padre, non si oppone. Ama suo fratello e lo protegge dai bulli ed è amico di Terrence, un’idiota della sua classe che si diverte a bullizzare e sfruttare gli altri. È un ragazzo che maturerà nel corso del libro e capirà che vuole pensare con la sua testa e smettere di farlo con la testa degli altri.

Mina è intelligente, tanto da vincere una borsa di studio che la porterà a spostare l’intera famiglia in un altro quartiere. Quando era più piccola, ha viaggiato su un barcone che l’ha portata fino in Australia. Ha perso suo fratello e lotta per ciò che è giusto. Trova in Paula un’ottima amica su cui contare. Ama la sua famiglia e si impegna anche nell’aiuto con il ristorante afghano.

È il decimo compleanno di Hasan ed è ora di tagliare la torta. L’ho cercato tutto il pomeriggio, ma era troppo occupato a giocare con gli amici e mi faceva solo ciao con la mano ogni volta che lo chiamavo. Continuo a rincorrerlo, sorridendo. Lui ride così tanto che è costretto a fermarsi per riprendere fiato. Lo afferro dalle spalle.“Preso!” grido, facendolo girare. Balzo indietro terrorizzata. Il suo viso è privo di connotati. È così anonimo che mi spaventa: sono la sorella sopravvissuta; la sorella che non è nemmeno in grado di ricordare che aspetto avesse il fratellino. Il senso di colpa mi tormenta anche nel sonno.

Man and Woman Holding Each Others Hand Wrapped With String Lights

Il perno centrale di questa storia è il tema dell’immigrazione e della lotta per i pari diritti. Una storia in cui l’amore fa dolo da sfondo ma che apre gli occhi e il cuore di chi non ha mai visto oltre.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e particolarmente fluido. I capitoli si alternano fra Michael e Mina, in prima persona così da riuscire ad avere un quadro completo della situazione.

Nonostante la trama lo faccia sembrare più una storia d’amore che altro, questo libro parla di tutt’altra cosa. Si concentra molto sulla politica, sul razzismo e sull’immigrazione. Sono temi attuali e sicuramente ben trattati ma nonostante la storia sia coinvolgente ed interessante, tralascia i personaggi facendoli navigare nell’oblio più assoluto, sopratutto per quanto riguarda Mina. Ok, lei è una ferma sostenitrice delle sue idee e porta con se la sofferenza ma a mio modesto parere è stato tralasciato molto di questo personaggio rendendolo superfluo e poco interessante.

Però, dove Mina cola a picco, Michael fa un percorso decisamente interessante sia nei confronti degli altri che verso se stesso. Si vede proprio quanto il personaggio maturi, molto di più rispetto a Mina. Cambiano i suoi pensieri, il suo modo di fare, di essere e di porsi agli altri.

Il libro tratta temi importanti e attuali come l’immigrazione, la lotta per i pari diritti, politica ma anche solitudine con un piccolo contorno d’amore. La storia parla di maturità, di libertà di pensiero e di scelte, scelte che nella vita ci cambiano totalmente solo se decidiamo che è arrivato il momento di essere noi stessi. Un libro dalla voce importante ma allo stesso tempo poco coinvolgente e anonimo nella storia nel suo complesso. Forse saranno stati i personaggi ma avrei preferito sentirmi più coinvolta e meno spettatrice lontana della vicenda.

Prima di Mina la mia vita era come un puzzle già completato. Poi è arrivata lei, che ha rovesciato il mio bel puzzle sul pavimento. Devo ricominciare tutto da capo e cercare di immaginare dove posso mettere i vari pezzi. Ma alcune delle tessere non entrano più nel punto in cui entravano prima. Questo pensiero mi terrorizza. Com’è possibile che i miei genitori abbiano ragione, che siano brave persone, se ciò significa far del male a gente come Mina?

Il libro colpisce emotivamente e porta dei validi argomenti che attanagliano molto anche la popolazione italiana, non solo quella Australiana che viene mostrata sul libro ma manca del pathos e della sostanza che serve nel corso della lettura. Gli argomentazioni e le tematiche sono importanti e d’impatto ma sembra quasi mancare del sentimento, almeno per come è arrivato a me. Un libro che comunque consiglio ai giovani ma anche agli adulti. Una storia interessante e ricca d’attualità.

Randa Abdel-Fattah scrive una storia che lancia un grido disperato, quasi una denuncia verso le continue battaglie contro l’immigrazione. Una storia importante che porta con sé sia la leggerezza degli adolescenti sia la forza di un popolo che fugge per salvarsi da barbarie e guerre, non perché odia la sua terra.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite i blog partecipanti, mi raccomando! Eccoli qui:

22 Gennaio
– Aria’s Wild
– Bookspedia
– Il colore dei libri

23 Gennaio
– Milioni di Particelle
– Chiara in bookland
– L’universo dei libri

Vuoi acquistare La chimica degli opposti e sostenere il Blog? Acquista da Qui: La chimica degli opposti o dal generico Link Amazon: Amazon

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere se vi incuriosisce, mi raccomando!
A presto,
Sara ©

BOOKTOUR: RECENSIONE #252 – LA COLPEVOLE DI AMANDA ROBSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui con un thriller edito Piemme, che ringrazio per la lettura in anteprima e ringrazio Rosaria per avermi coinvolto in questa bella iniziativa da lei organizzata. 😀 Spero che questo libro vi piaccia, eccolo qui:

downloadTitolo: La colpevole
Autore: Amanda Robson
Editore: Piemme
Genere: Thriller
Data di uscita: 22 Gennaio 2019 
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QYyEZt
Trama: Due gemelle molto diverse, Zara e Miranda, sono legate da qualcosa di potente, più potente ancora del sangue. Forse è il segreto terribile che hanno condiviso nell’infanzia, o forse la fragilità che Zara si è portata dietro per tutta la vita, a tenerle indissolubilmente legate l’una all’altra, e a intrecciare i loro destini in modo inestricabile. Finché sulla scena fa la sua comparsa Sebastian Templeton.
«Sebastian, Sebastian, Sebastian, dovunque guardi c’è lui. Zara Cunningham: fino a che punto ne sei innamorata?» si chiede Zara, sorpresa lei stessa della violenza con cui Sebastian si è impadronito del suo cuore. E dire che lo ha incontrato banalmente al supermercato, per puro caso.
È apparentemente per puro caso, però, che Sebastian sembra pian piano avvicinarsi anche a Miranda. E ben presto Zara si accorgerà che i loro sguardi si allacciano un po’ troppo spesso, nonostante Miranda sia l’unica persona di cui Zara si fidi. L’unica in grado di proteggerla. Miranda, Zara, Sebastian: che cosa succederà in questo strano, tragico triangolo di amori, legami familiari, gelosie, passione erotica? E quando Zara verrà trovata morta, di chi è davvero la colpa?

RECENSIONE

Twins Sitting Next to Each OtherLa storia ha inizio con una morte. La polizia viene chiamata perchè una donna ha ucciso sua sorella, è lei stessa a dichiararsi colpevole ed è allo stesso tempo sotto shock per averlo fatto. Poi si torna indietro. Miranda e Zara sono due sorelle gemelle che si vogliono bene. Miranda è protettiva nei confronti di Zara per via dei tanti problemi che sua sorella ha avuto e per il fatto che ha tentato più volte di togliersi la vita. Tutto sembra andare per il verso giusto fino al momento in cui Sebastian entra nella vita di Zara. Quest’ultimo è un uomo di bell’aspetto e inizia anche a lavorare dove lavora Miranda mettendosi sempre più fra le due sorelle.

Cosa succederà fra le due sorelle? Cosa combinerà Sebastian per indurre Miranda a sospettare di lui e a volerlo allontanare dalla sorella? Cosa c’è alla base di questo sentimento di Sebastian per Zara?

Le parole muoiono nell’aria, proprio come sua sorella. Però loro smettono semplicemente di respirare, non c’è tutto quel sangue. Si smarrisce in quegli occhi campanula. L’altra torna a cingerla con un braccio e lei le si aggrappa, singhiozzante. La donna le accarezza la schiena, le sussurra nell’orecchio, la dondola avanti e indietro cullandola come una bimba. Resta così per un po’. Non sa quanto. Il tempo l’ha abbandonata a se stessa. A un certo punto, in quell’intervallo di tempo cui lei non appartiene più, il collo smette di sanguinarle. A un certo punto, in quell’intervallo di tempo, il suo appartamento viene invaso. Individui in tute di cellophane, con cuffie di plastica e guanti di lattice. Un fotografo. Un esercito di investigatori in borghese, una folla in abito scuro. Qualcuno le si avvicina. Non riesce a distinguerlo bene; tutto è annebbiato, niente è più a fuoco. Le sta dicendo qualcosa, ma lei non riesce a sentirlo.

Risultati immagini per the guilt amanda robsonLa trama è ben scritta, per carità, mette sicuramente curiosità come ha fatto con me quando ho letto a malapena le prime tre righe (sapete bene che non leggo mai tutta la trama, non è la prima volta che ve lo dico). Peccato per un piccolo intoppo che vi spiegherò più avanti. Nel frattempo posso dirvi soltanto di non leggerla e se l’avete già fatto… la frittata è fatta. 

La copertina è molto bella ed è esattamente uguale all’originale, come potete vedere. E’ particolare e non capisco molto il senso del fazzoletto viola e lo sfondo giallo ma sicuramente, in una libreria, cattura visivamente. Il titolo è stato sicuramente tradotto  dall’originale anche se avrei evitato di mettere La colpevole ma fare proprio come l’originale e lasciare soltanto “Colpevole”. Sarebbe stato meno indicativo del soggetto e vago come lo è per l’originale.

L’epoca è sicuramente moderna, ambientata ai giorni nostri. Una storia contemporanea, un thriller psicologico interessante.

«Vale per tutti» riesco a dire mentre gli rivolgo quello che mi auguro sembri un sorriso comprensivo.«Ma nel mio caso è diverso. » Ora l’espressione è burrascosa.«A volte se non sto da solo, completamente solo per un po’, mi sento come se… come se… » Balbetta, la voce gli si spezza.«Come se il mio mondo fosse sul punto di svanire per sempre. Come se il cielo potesse crollarmi addosso e schiacciarmi se non fuggo, ogni tanto, io e nessun altro. » Recupera la pinta dal tavolino e prende una lunga sorsata. Osservo il suo pomo d’Adamo salire e scendere mentre inghiotte.«L’importante è che tu poi abbia voglia di tornare.» Lo sguardo gli si addolcisce. «Tornerò sempre, Zara»

I personaggi di questo libro sono sostanzialmente tre. Zara, Miranda e Sebastian. Sono dei personaggi ben costruiti, molto differenziati tra loro anche se ognuno a modo proprio sembra avere un qualcosa similare all’altro. Le due sorelle sono connesse per vie familiari ma anche per tutto quello che hanno passato insieme. Sebastian l’ho odiato da come ha messo piede nel libro ma c’è anche lui e dovrete farvelo andare bene diciamo almeno nella lettura.

Zara è la più fragile fra le due sorelle. Ha provato a tagliarsi le vene due volte e la seconda era vicina ad andarsene davvero. Quindi se ne sta con Miranda e sembra aver trovato la felicità quando Sebastian irrompe nella sua vita con un incontro fugace al supermercato. Miranda è fra le due sorelle quella più precisa, metodica e che ospita in casa Zara ed in seguito anche Sebastian per tenere sopratutto sotto controllo sua sorella. Più che una sorella Miranda è stata quasi una madre. E’ una gran lavoratrice e mette avanti la salute di sua sorella per prima, anche stando male lei stessa.

Sebastian è un uomo enigmatico e particolarmente persuasivo. Manipolatore fin dal primo momento, è un uomo dai mille segreti che capirete fin dal primo istante ma che si svelerà piano piano, pagina dopo pagina. Un uomo che non si fa problemi a mettere contro le due sorelle, fin dall’inizio.

«Scusa se ti ho disturbato mentre cucinavi. » Mi si chiude lo stomaco. Digrigno i denti. Disturbato mentre cucinavo. Eppure riesco a mettere insieme un sorriso pallido e a fingere di perdonarlo. Per il tuo bene, Zara. Ma è una pace provvisoria. Ti garantisco che non c’è verso che io permetta a quest’uomo di distruggerti. Né gli permetterò di distruggere me.

Woman in Water Clearing His Face of WaterIl perno centrale della storia è l’omicidio di una delle due sorelle gemelle. Quale delle due è morta non ci è dato saperlo per buona parte del libro e lo scopriremo mano a mano che andremo avanti nel corso della lettura. E’ interessante il fatto che si parte dalla morte, dall’omicidio e si ritorni sistematicamente indietro per cercare di capire dove si colloca il male, cosa è successo e come sia morta una delle due sorelle.

Lo stile del libro è semplice, immediato e diretto. Leggerete questo libro in pochissimo tempo e si divide in quattro punti di vista – che sono sempre 3 ma la quarta è colei che fra le due ha ucciso la sorella: Zara, Miranda e Sebastian. Tutte le voci sono al contempo interessanti ma fin da subito si capisce quanto Sebastian non abbia psicologicamente tutte le rotelle al proprio posto.

Torniamo al discorso della trama. La Piemme qui ha toppato completamente. Il libro fa di tutto, fin dall’inizio (e lo mantiene per buona parte del libro), per non far capire di chi è la colpa e quale delle due sorelle è morta. E’ una cosa che lascia il dubbio ed il lettore vuole cercare di capire quale delle due è stata ad uccidere l’altra. E’ voluto dall’autrice e NON doveva essere svelato nella trama. MA GRAZIE PIEMME. Per puro caso i sono ritrovata a leggere tutta la trama al mio ragazzo che voleva sapere cosa stavo leggendo. Ed ecco qui che Sara (Aka io) muore quando si autospoilera la lettura leggendo LA TRAMA. LA TRAMA. Ma come cavolo si fa dico io.Dopo aver letto la trama il mio giudizio si è abbassato considerevolmente perchè ha rovinato completamente il gusto della lettura.

E’ stato sicuramente interessante mantenere le due sorelle nell’anonimato almeno riguardo la morte di quale delle due sorelle ma era chiaro e cristallino quanto Sebastian fosse una parte integrante e attiva della situazione. Infatti, per quanto possa dirsi psicologico, questo thriller con il fatto che la morte c’è stata fin da subito l’unica cosa a tenere curiosità è il fatto che non si sa quale delle due sorelle sia morta e cosa le abbia portate a questo. Peccato che se uno legge tutta la trama si rovina il libro.

Il finale mi ha lasciato decisamente… meeeh. Sopratutto l’epilogo che nelle ultime frasi l’ho trovato davvero con poco senso da parte sua. Non posso dirvi chi ovviamente ma vedrete se deciderete di leggerlo. Comunque non fraintendete, il libro nel complesso è molto bello fino alla fine, non mi sono piaciute delle frasi nel finale che trovo davvero senza alcun senso.

Gli occhi di Jill sono calmi come un lago d’inverno, algidi, chiarissimi. Siede fissandomi, le mani allacciate in grembo. «Quella carogna non si metterà tra me e mia sorella. Se le dice che l’abbiamo fatto, negherò tutto» le annuncio. Gli occhi di Jill si scuriscono appena. Le dita si arricciano. «Potresti fare così, certo. » Negare. Negare. Negare. Una negazione tanto ribadita e profonda che la menzogna diventerà verità nella mia testa.

Il libro è sicuramente un buon thriller. Ne ho letti di migliori ma questo è sicuramente uno psicologico molto buono su quel punto di vista. Tiene sulle spine e nonostante una delle due sorelle sia già morta all’inizio del libro c’è suspense e curiosità. 

Amanda Robson scrive un thriller psicologico interessante che parte dall’omicidio e torna indietro mostrando tutte le falle nel sistema famigliare e del legame delle sorelle, sia con l’arrivo di Sebastian a sconvolgere le loro esistenze. Una storia intrigante, che coinvolge il lettore dall’inizio alla fine.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe del Booktour, mi raccomando! Vi stiamo aspettando. Ecco qui:robson cal (1)


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A presto,

Sara ©