RECENSIONE IN ANTEPRIMA #100 – THE STORE DI JAMES PATTERSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Lettori di tutta Italia e oltre! Ecco per voi una nuova recensione in anteprima. James Patterson torna in libreria per tutti i suoi fan (ma anche per chi voglia cominciare a scoprirlo!). Io personalmente ho scoperto Patterson con questo libro; Cioè, lo conoscevo già di fama ma non avevo mai letto niente di suo e di questo ero assolutamente curiosa. Ringrazio la Longanesi per l’invio e vi parlo di questo libro davvero alternativo.

39795-image003Autore: James Patterson

Titolo: The store

In libreria dal: 15 settembre 2017

Pagine: 300

Prezzo: 16.40 eurot

Trama: “The Store” è il più grande negozio on line del mondo, dominatore assoluto del mercato e delle vite di tutti, anche se nessuno se n’è ancora accorto. Come recita il claim pubblicitario, “The Store sa i tuoi bisogni prima che li sappia tu”, e infatti, non solo può consegnare ogni cosa di cui i clienti hanno necessità grazie all’utilizzo di droni, ma riesce persino a prevedere e anticipare le esigenze dei consumatori. Per la maggior parte delle persone tutto questo non è un problema, ma Jacob e Megan Brandeis, due scrittori newyorchesi, hanno delle riserve, e decidono di scoprire quale verità si cela dietro a “The Store”. Anche se non hanno più un contratto editoriale, anche se la vita è sempre più difficile per chi, come loro, si occupa di parole e carta stampata, c’è qualcosa che a loro non mancherà mai: il fiuto per una buona storia. Una storia che deve essere raccontata, a ogni costo. Così, prendono una decisione che potrebbe avere conseguenze inimmaginabili: si infiltrano in “The Store” per scoprire dall’interno quali siano i veri meccanismi che governano quel colosso commerciale. Svelarne i segreti potrebbe essere lo scoop del secolo, potrebbe cambiare la vita dell’intera nazione. Ma potrebbe anche porre fine alla loro.

RECENSIONE:

Jacob Brandeis sta scappando e porta con se un manoscritto. I droni in città che passano sopra la città lo cercano e qualcuno sembra riconoscerlo. Lui però non demorde, deve portare un manoscritto alla sua agente, deve farcela e deve fare in modo che venga pubblicato.

Subito dopo, senza se e senza ma, si passa a otto mesi prima, a come tutto è iniziato. Jacob e Megan sono due scrittori che fino a prima dell’arrivo sul mercato del colosso di The Store erano due scrittori affermati. The Store è una specie di Amazon, dove inizialmente veniva utilizzato solo per comprare le cose e farsele consegnare a casa; una volta che The Store ha preso piede ed è diventato un colosso, ha instaurato una specie di proprio credo a cui la gente non può rifiutarsi di sottostare, perchè The Store decide per qualsiasi cosa. Dopo The Store, il collasso per i due giovani protagonisti è stato inevitabile e vivevano sul lastrico. Quando presentano l’ultimo libro al sito pioniere il libro viene cestinato e rifiutato. Da quel momento balena nelle loro teste un’idea folle ma grandiosa, che potrebbe rimetterli in pista e decidono di metterla in pratica.

Riusciranno nel loro intento? Saranno più forti di ciò che troveranno una volta approdati tra le grinfie del temerario nemico?

«Ma, dal momento che The Store è così grande e sta continuando a crescere, fra tre mesi potremmo essere promossi. Solo tre mesi.» «Questo è quanto», conclusi, sperando che la decisione con cui avevo pronunciato quelle parole mi facesse recuperare punti e che il discorso finisse lì. Certo, erano stupiti. Molto stupiti. e, sì, continuarono a sfotterci con battute sui contadini, sui repubblicani e sulla squadra di football dei Cornhuskers.  Ma guardandomi intorno capii che avevano abboccato tutti. (…) Gettai uno sguardo fuori dalla finestra e vidi un drone impegnato a registrare tutto ciò che accadeva intorno alla nostra tavola. Mi accorsi anche che Anne Gutman mi stava fissando. Eravamo buoni amici, vecchi amici. Il suo sorriso tirato mi disse che non si era bevuta una sola parola.

La trama invita a leggere il libro. Io l’ho adorata fin da subito e mi ha convinto a scegliere questo libro. Conosco l’autore dall’epoca dei tempi ma non avevo mai letto niente di suo perchè non mi ha mai ispirato particolarmente ma questa lettura mi ha catturata da subito, già dalla sua trama.

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La copertina italiana, rispetto all’originale che trovate qui di lato, devo dire che mi piace di più. E’ decisamente più rappresentativa della storia in se mentre l’originale sembra non entrarci nulla con il libro e ciò che narra. Quindi, punto decisamente a favore della Longanesi.  Il titolo è decisamente rappresentativo e meno male, non è stato cambiato per nessuna versione esistente del libro, almeno fin’ora. Grazie. Perchè altrimenti non oso immaginare cosa potrebbe diventare.

L’ambientazione è futuristica, in un futuro decisamente prossimo, nel 2020.

«È una telecamera», osservai. «Una telecamera microscopica, come una… telecamera di sorveglianza.» La fissammo come se avessimo appena trovato un diamante raro, e immagino che, in un certo senso, fosse proprio così. Fui io a spezzare il silenzio. «Figli di puttana! A New York abbiamo le telecamere di sorveglianza per strada, ma qui stiamo passando il limite, cazzo! Delle telecamere dentro casa nostra!» «Jacob, calmati.» «Insomma, Megan! Uno non ha il diritto di aspettarsi un livello ragionevole di privacy nella sua casa?» «Magari nel Nebraska ci sono leggi diverse.» «No.» Stavo tremando di rabbia. «Non si può fare una cosa del genere in casa di qualcuno. È illegale!»

I personaggi sono molti ma mi soffermerò su i principali che interverranno in questo libro.

Jacob Brandeis è il personaggio principale e quello su cui gira tutta la storia. E’ autoritario quanto basta, crede nella legge e nelle cose giuste, ama scrivere e adora la sua famiglia. E’ un uomo intelligente e perspicace, a tratti anche un tantino geloso.

Megan è la moglie di Jacob. Appoggia suo marito in tutto, ma quando si troverà alla stregua di The Store si ritroverà a mentire per cercare di rimanere sana e salva.

Alex e Lindsay sono i figli di Jacob e Megan. I due ragazzi sono dapprima semplici e dediti alle regole della casa. Una volta che entrano a far parte del meccanismo di The Store sembrano diventare completamente altre persone. Non vi dirò di più, dovrete leggervelo da soli.

La struttura dei personaggi è stata posta in maniera interessante e vi dirò più avanti cosa ne penso del personaggio principale della storia.

« Questo libro che state scrivendo… » « Cosa c’è? » lo incalzò Megan. « Smettete. Smettete di lavorarci. Smettete di scriverlo. » « Perché? » domandai. « Vi prego, smettete e basta », rispose Alex. « Ma perché? » domandai di nuovo. « È una cattiva idea. » Di colpo l’onnipresente sorriso svanì del tutto dalla sua faccia. Arrivato alla porta, Alex si girò e aggiunse: « Una pessima idea».

Risultati immagini per droni consegna pacchi gifRuolo importante, ce l’ha The Store che è poi il perno centrale di questa storia. The Store è un negozio online, un colosso delle vendite e delle spedizioni. Tutto passa sotto il naso di The Store e niente può sfuggirgli. Quindi state molto attenti a non cadere nelle sue grinfie. E poi chissà, speriamo che uno dei nostri colossi non diventi così, altrimenti finiremmo male.

Lo stile utilizzato da Patterson per questo libro è scorrevole e coinvolgente ma anche piuttosto minimal. In alcuni punti si nota proprio con quanta leggerezza il protagonista si muova o compia le sue azioni. La storia è scritta in prima persona proprio dal punto di vista di Jacob e non posso non dare un punto a favore per la struttura efficace del personaggio che è stato creato.

Jacob è coinvolgente ma sopratutto naturale. Ha delle reazioni umane e non eroicizzate come in tutti i libri di questo genere, per questo l’ho trovato ottimo. Peccato che a volte Jacob diventi ripetitivo e sembra che giri intorno alle cose. La storia è stata interessante e senza dubbio il finale lascia a bocca aperta. 

Esaminai la stanza insolitamente sgombra. Gli uomini erano ciascuno accanto al proprio sacco nero della spazzatura. Il pelato lesse ad alta voce da un cartoncino: « Jacob Brandeis, la città di New Burg nello Stato del Nebraska ha legittimamente raccolto, con l’approvazione degli uffici del Dipartimento di giustizia del Nebraska, uno o più oggetti considerati di rilevanza governativa per lo Stato. Questo materiale potrebbe non venirle restituito al termine dell’indagine ». Pausa. « ha capito la dichiarazione che le ho appena letto? » « Certo », risposi. « e potete andare tutti all’inferno. »

Questo libro è stato decisamente molto interessante sopratutto a livello d’interpretazione del personaggio. Il protagonista è vero dall’inizio alla fine. Probabilmente anche io avrei avuto le stesse reazioni davanti a determinate cose e si è mantenuto tale non scivolando in cliché decisamente banali. Riesci a connetterti in pieno con lui, per quanto superficiale possa sembrare, proprio perchè mantiene un lato giusto nel vedere le cose.

James Patterson, è stata una piacevole scoperta ed entrare nel mondo di The Store, un distopico leggero ma che potrebbe essere verosimile a ciò che potremmo aspettarci fra qualche anno. Quindi vale la pena leggerlo. Un libro che analizza la società moderna, la modifica e ne crea un modello che potrebbe essere quasi il nostro, in un futuro prossimo. Consiglio? Si, direi che se volete addentrarvi in una lettura interessante, potete leggere questo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Io vi aspetto con tanti bei consigli e il libro vi aspetta dal 15 in libreria.

A presto,

Sara ©

 

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA #99 – WATER MEMORY DI MATHIEU REYNES E VALERY VERNAY.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Oggi vi lascio questa bellissima recensione. Ho ricevuto questo libro grazie a NetGalley e l’editore in cambio di un’onesta recensione. E’ stato il mio primo approccio su NetGalley e mi sono buttata su qualcosa di essenzialmente semplice e fluido da leggere: una Graphic Novel.

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In Italia è già uscita ma, a quanto ho capito in inglese no, quindi ve ne parlerò in anteprima in base all’editore che me lo ha fornito. Potete trovare tutte le informazioni in italiano su questo libro: QUI

Titolo inglese: Water Memory

Titolo italiano: La memoria dell’acqua.

Editore: Lion Forge

Data di pubblicazione: 5 settembre 2017

Pagina: 112

Trama inglese: A new life begins for Marion when her mother inherits an old family house and decides to make it their new home. With its own private beach and a view of the sea, the house has all the makings of a happy new life. But when Marion discovers strange rock carvings nearby, and learns that a sinister-looking lighthouse watchman may be part of a local legend come to life, it becomes clear that things are not as idyllic as they seemed.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in una giornata come tante. Marion sta per cambiare casa e va a vivere nella vecchia casa di famiglia che apparteneva ai suoi nonni. La casa è perfetta: la vista sul mare, una spiaggia privata, il faro in lontananza, delle caverne rocciose e misteriose. Tutto sembra andare per il meglio fin quando tante piccole cose non vanno al proprio posto e si ammassano una sull’altra. Marion continua a vedere su diverse rocce – persino sulla fontana cittadina – una strana incisione e crede sia una divinità locale. Le cose si fanno sempre più fitte sull’isola e la piccola Marion continua ad indagare.

Cosa succederà alla nostra protagonista? Cosa vivrà? Quali sono i misteri che circondano il piccolo paesino marino?

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La copertina è davvero fantastica. Sia la versione inglese, che quella italiana, che quella francese (originale) sono bellissime. Non so quale delle due sia stata utilizzata per prima ma l’editore italiano ha scelto quella che vedete qui di lato, sulla sinistra.

La trama è veloce ed incisiva, anche perchè per una Graphic Novel dilungarsi troppo vorrebbe dire fare spoiler, quindi perfetto così. Suscita curiosità senza ombra di dubbio.

Il titolo non diffida dall’originale in nessuna delle versioni ed io trovo che sia una cosa fantastica. Il senso che ha voluto trasmettere l’autore, con il titolo della sua opera, è rimasto inalterato e quindi facilmente comprensibile per tutti.

L’ambientazione è un piccolo paesino sul mare (l’autore rivelerà che l’ispirazione è arrivata da posti realmente esistenti) e l’epoca è moderna anche se si basa su un mistero nato dal 1904.

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I personaggi non sono poi moltissimi ma voglio porgere particolare attenzione sulla giovane protagonista.

Marion è una ragazzina davvero intelligente e perspicace. E’ sopratutto curiosa e, proprio per questo, farà preoccupare sua madre. Vuole conoscere i misteri dell’isola e saperne di più su i suoi nonni, visto che lei non li ha mai conosciuti.

Parte fondamentale oltre sua madre, sarà anche Virgil, l’uomo del faro, che anche se burbero e poco incline nel stare a contatto con le persone, aiuterà la piccola protagonista.

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La storia è stata ben scritta anche se avrei preferito più approfondimento sul lato del mistero. Marion parte alla scoperta dei misteri che circondano l’isola e trova piccoli indizi che vengono ricostruiti mano mano. Dal punto di vista pratico, però, non viene data una spiegazione troppo concreta e rimane tutto in bilico quasi ci fosse un seguito che spero ci sarà.

La grafica, invece, è stata davvero accattivante e graziosa. Sono entrata a contatto con Marion fin dal primo istante e mi sono sentita sua amica e complice alla scoperta dei misteri che circondano l’isola dove abitavano i nonni.

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Il libro è stato davvero carino, sono felice di aver fatto questa scelta. Adoro le Graphic Novel e i fumetti quindi devo dire di essere rimasta sostanzialmente soddisfatta della lettura.

Lo consiglio? Sicuro. Se non in lingua inglese (che è ottimo per chi vuole cominciare a fare pratica) almeno in italiano dovete leggerlo perchè merita davvero tanto.

*Troverete la recensione in inglese anche su Goodreads e su Netgalley*

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.quattro-e-mezzo


Cosa ne pensate? Vi piace? Spero di si 🙂 Fatemi sapere con un bel commentino!

A presto,

Sara ©

 

 

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #97 – LA DONNA SILENZIOSA DI DEBBIE HOWELLS.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Ecco qui per voi una recensione in anteprima! Troverete questo thriller in libreria da oggi! Ringrazio la Newton Compton per avermi permesso la lettura e ora, ve ne parlo!

Ecco qui:

la-donna-silenziosa_9303_x1000Titolo: La donna silenziosa
Autore: Debbie Howells
In uscita il: 24/08/2017

ISBN: 9788822709851
Pagine: 336
Prezzo: € 2,99 / € 10,00

TramaQuando Rosie Anderson, una ragazza di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero… 

Un thriller psicologico avvincente e una storia piena di segreti oscuri, ossessione e suspense. Tutti hanno dei segreti ma alcuni sono più pericolosi di altri
Una cittadina in stato di shock. Una famiglia lacerata. Chi nasconde la verità?

RECENSIONE:

La storia ha inizio con Rosie. I minuti prima di morire il cervello sembra elaborare tutto ad una velocità infinitesimale e Rosie, l’ha appena vissuto sulla sua pelle.

Si, perchè Rosie è morta e la sua storia ha inizio in una piccola cittadina in cui la protagonista Kate, si alterna con Rosie, e i suoi ricordi in vita e Delphine, la sorella di Rosie, che comparirà più raramente.

Kate ha un marito e sua figlia Grace e tutto ha inizio quando al telefono, viene a sapere della scomparsa di Rosanna Anderson o meglio Rosie, figlia di Neal e Joanna Anderson i due ricconi del paese. Kate, avendo la figlia coetanea a Rosie, si sente avvilita e preoccupata anche perchè aveva iniziato a conoscere Rosie poco tempo prima quando le aveva chiesto di avvicinarsi ai suoi cavalli. Non appena in paese si viene a scoprire che Rosie è morta, Kate cerca di avvicinarsi alla sua famiglia e fa di tutto per cercare di aiutarli, legandosi particolarmente a Joanna, per le amiche Jo.

Kate finirà in un vortice pieno di mistero. Chi sarà il colpevole della morte di Rosie? E perchè uccidere una ragazza brava, giudiziosa e piena di talento? Cosa voleva dalla ragazza, chi l’ha uccisa?

Ascolto il suo appello disperato, lo osservo: è pallido e teso, il dolore che prova gli si legge in faccia. Chiede a tutti noi, a tutti, di mettersi nei suoi panni. Di immaginare che quella scomparsa sia nostra figlia. A chiunque sappia qualcosa, per quanto banale e di poco conto, chiede per favore, per favore, di farsi avanti. Quelle parole eloquenti e accorate accompagnano un’immagine di Rosie apparsa sullo schermo. È lì in tutta la sua bellezza, con quei capelli chiari e lo sguardo distante. Do un’occhiata a Grace, che ha il viso rigato dalle lacrime. Al secondo «Per favore», la voce di Neal si spezza, e così anche il mio cuore.

Risultati immagini per the bones of youLa trama è ben scritta e attira sicuramente la lettura. Ero davvero curiosa quando ho visto che questo libro era in uscita, sopratutto per due cose: perchè ultimamente sto scoprendo molti thriller fantastici sia per la copertina, che è fighissima.

Per la copertina, questa volta, devo ammetterlo – Halleluja! – la Newton Compton ha fatto un ottimo lavoro. Ho visto che ci sono varie copertine straniere dello stesso libro, questa però le supera tutte di gran lunga e si mantiene comunque su una linea già utilizzata in precedenza. Non cambiano però i colori sgargianti che tende ad usare l’editore italiano, come potete notare (rispetto alla copertina di lato). Però evo dire che è una copertina davvero carina ed è stato fatto un buon lavoro, per una volta!

Il titolo è stato largamente cambiato. Come potete vedere qui di lato, l’originale era The Bones Of You. In italiano abbiamo deciso di farlo diventare La Donna Silenziosa non so tramite quale mago! Le ossa di te ci faceva schifo (per chi non l’ha capito è ironico). Ma visto che poteva essere fatto di peggio, andiamo avanti.

L’epoca è moderna, siamo ai giorni nostri e l’ambientazione è un piccolo paesino di cui – se non sbaglio – non viene citato il nome.

Delphine

Abbiamo tutti un destino. È stata Rosie a dirmelo. Un futuro che è già scritto – noi non lo conosciamo, ma è fermo lì, e ogni cosa che accade, ogni scelta che fai, ogni persona che incontri non fa altro che avvicinarti ad esso. Rosie mi ha detto che conosceva il suo. Già da un po’. Mi ha detto che sarebbe morta.

I personaggi sono molti e girano su più fronti ma io vi parlerò di quelli che fanno da protagonisti e voci narranti della storia.

Kate è in prima persona la protagonista assoluta. E’ una donna forte, ama la sua famiglia e si fa in quattro per gli altri. Quando Rosie viene ritrovata morta cerca subito di rendersi disponibile per fare qualcosa, ed entra in casa della famiglia Anderson dapprima in punta di piedi, poi con tutte le scarpe. Si ritrova in qualcosa di più grande di lei, che non sa gestire.

Rosie è una ragazza che ha sopportato tante cose nella sua vita e nel suo piccolo si oppone a ciò che le viene negato con tata forza anche se lei lo desidera ardentemente. E’ una ragazza dedita allo studio e alla famiglia, sopratutto a sua sorella. Una ragazza dal cuore d’oro.

Delphine è una bambina di dodici anni molto intelligente. Rosie la chiamava Della ed erano molto legate. Delphine è una bambina molto sveglia ma anche taciturna e riservata. Non si espone e soffre più degli altri della perdita di sua sorella.

Avrete modo di conoscere Joanna e Neal Anderson, la famiglia di Kate, Laura una giornalista, Rachel, amica di Kate. Insomma dovete leggerlo per scoprire il mistero 🙂

Rimane in silenzio, mentre scendo dall’auto e con calma entro in casa, perché non può costringermi a dire ciò che non voglio. Può fare quello che vuole, rifilarmi le occhiate più affilate e rivolgermi qualsiasi domanda, la situazione non cambierà. Custodisco il segreto dentro di me, là dove nessuno può arrivare, nessuno a parte me. Dentro il mio animo, dove posso ripetere il suo nome ancora e ancora e nessuno può sentirmi. Si chiama Adam, dico tra me e me, gli occhi fissi sulla schiena di mio padre. Adam. Adam. Adam. Le bugie sono come la farina, come un tumore maligno. Crescono, lievitano. Incontro Adam in pausa pranzo. E tutti i martedì pomeriggio, quando vado in biblioteca a restituire libri che non dovrebbero ancora essere restituiti. O il giovedì, quando andiamo a correre – solo che alla fine né io né lui ci mettiamo le scarpe da corsa. Passeggiamo e basta.

Il perno centrale è la morte di Rosanna Anderson. Dopo la sua morte nel paese si scatena lo sgomento generale e Kate si ritrova i sensi di colpa, perchè sua figlia invece è viva e decide di andare a trovare la famiglia che ha subito la perdita.

Lo stile utilizzato è semplice e scorrevole. La storia è un susseguirsi di pezzi di ricordi di Rosie, della vita di Kate e dei stralci di Delphine, tutti uniti in un unica storia che si intreccia creando un thriller psicologico mediocre.

La più forte in tutto questo è proprio Rosie che affronta nuovamente tutto ciò che le è stato fatto, subendolo ancora, rendendolo prepotente e forte anche in chi lo legge. Quindi ho apprezzato le sue parti e il suo punto di vista.

Il personaggio di Kate non mi è andato giù neanche per un millesimo di secondo. Si fida troppo delle parole degli altri e non dubita mai un secondo di cosa le viene detto. Possibile che una persona sia buona a tal punto? C’è di mezzo un omicidio e tu ti fidi ciecamente di ciò che ti viene detto? Mi sembra piuttosto singolare e poco credibile.

Ad un certo punto, la storia diventa persino banale. Sono riuscita a capire chi fosse il colpevole già da prima della metà del libro – non che ci volesse un genio – e mi sono imposta di cercare di rimanere in pista per capire almeno il perché di tutto quanto, ma non mi ha coinvolto come doveva. Poco condito e ripetitivo in alcuni punti. La cosa più sconvolgente è la scena del bacio di Neal (non vi dico riferito a chi /che cosa altrimenti ricadrei in spoler e non voglio). Vi pare normale? No, capitemi!

Ed è stato un peccato perché mi aspettavo davvero tanto da questo thriller. 

Per un momento, sono di nuovo in quella stanza, con la bambina che sta piangendo. E in piedi accanto a lei, le dico: «Va tutto bene, Della. Non sei sola». Sono di fronte a mia sorella ora. Le prendo una mano, le alzo il viso e asciugo le sue lacrime, cercando di farle sentire le mie braccia intorno a lei. Di farle sapere che le voglio bene, che sono a posto e presto sarà a posto anche lei. E poi il miracolo accade. Solleva lo sguardo e i nostri occhi si incrociano. Soltanto pochi centimetri separano i nostri volti. Sussulta e, per un momento, sembra quasi che mi veda.

Il libro aveva tutti i requisiti per essere un buon libro. Peccato che non è stato come mi aspettavo e il voto è colato a picco mano a mano che andavo avanti nella lettura.

Ho lasciato la sufficienza perchè sommariamente è buono ma mi ha ricordato molto Dentro l’acqua di Paula Hawkins: storia carina, thriller avvincente solo sotto alcuni punti di vista e l’assassino che si capisce già prima della metà del libro.

Che lo leggo a fare se uno mi toglie il gusto di trovare ciò per cui sto leggendo il libro?

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Vi piace? Io vi aspetto come sempre con un commento!

A presto,

Sara©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #84 – RECESSIVE DI IRENE GRAZZINI.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi ho una recensione in Anteprima solo per voi! Ringrazio la Fanucci per la copia omaggio e per avermi permesso di fare questa bella lettura.

recessiveTitolo: Recessive
Autore: Irene Grazzini
Editore: Fanucci
Genere: Fantasy – Distopico
Uscita ebook: 15 giugno 2017 e Prezzo: €4,99
Uscita cartaceo: 29 giugno 2017 e Prezzo: €14,90

Un’avvincente storia di fiducia, amore e amicizia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
Trama: In un mondo sferzato dal ghiaccio e spezzato dall’odio, tra tempeste di neve, enormi città robotizzate e antiche rovine, continua la travolgente avventura delle sorelle Claire ed Eleanor. Dopo una rocambolesca missione all’interno della Cupola, Eleanor si ritrova ora prigioniera nella City, tra le grinfie di Jordan e del Dominante Gabriel Swan, governatore da oltre quindici anni. Il loro scopo è estorcerle importanti informazioni su dove siano nascosti Clare e i Recessivi, ed Eleanor dovrà dimostrare grande forza d’animo e coraggio. Da parte sua, Claire è determinata a liberarla ed è disposta a tutto pur di riuscirci. Anche a partire con l’ambiguo signor Yan per intraprendere un lungo e avventuroso viaggio che li condurrà alla ricerca dei misteriosi Dragoni di Giada, senza i quali non potrebbe mai portare a termine la sua nuova missione. Ma nel Mondo di Fuori si annidano potenti alleati quanto subdoli nemici. E mentre Claire deve decidere di chi fidarsi, e pagarne a caro prezzo le conseguenze, Eleanor lotta duramente per sopravvivere…

RECENSIONE:

La storia riparte da dove l’abbiamo lasciata quindi se non avete letto il primo libro e non volete spoiler inutili non leggete la recensione. Io comunque cerco di non farne ma alcuni sono piuttosto impossibili da evitare.

Eleanor ha permesso a Claire di scappare dalla City rimanendo prigioniera di Gabriel Swan, il sindaco della città.

Quindi la storia si divide in due: ciò che accade ad Eleanor all’interno della City e cosa cerca di fare Claire per poter tirare fuori Eleanor da lì. Avremo un piccolo punto di vista in più, sempre tutto in terza persona, e verrà inserito Diego, un ragazzo davvero strano che si ritrova a scappare dalla sua città perchè inseguito da Raul, una persona pericolosa a detta sua.

Tutto si fa più avvincente, pieno di intrighi e di azione, una saga che dovete soltanto che iniziare.

«Avresti dovuto vedere le smorfie di Claire la prima volta che ha assaggiato la zuppa di licheni» commentò, accennando un sorriso. Questo a Chan non lo disse, ma i ricordi più belli erano quelli in cui c’era anche sua sorella. «Robb e gli altri baderanno a lei. Se la caverà anche senza di me. Non credo che lei ne sia consapevole, ma ha un’incredibile forza di volontà. Nonostante quello che le hanno inculcato in tutti questi anni, ha avuto il coraggio di lasciarsi alle spalle il mondo che conosceva. Ha rinnegato la sua gente per entrare in un gruppo che l’ha sempre guardata con sospetto. E tutto per la convinzione di fare la cosa giusta». Devi amarla moltissimo, disse Chan dopo qualche attimo di silenzio. «E’ la metà di me di cui ho sempre sentito la mancanza, anche se prima non me ne rendevo conto.»

Il titolo è l’unica cosa che è cambiata sulla copertina, della serie fantasia portami via. Oltretutto avevo immaginato che il titolo fosse questo visto che il primo era Dominant. Mi domando adesso come sarà il prossimo?

La trama è ben scritta e non fa troppi spoiler a parte partire da dove eravamo rimasti. Quindi è assolutamente un bene!

L’ambientazione stavolta si sposta dalla City al Mondofreddo fino ad arrivare alla Confederazione Vesuviana mentre l’epoca è sempre Post Apocalittica.

Torva, pericolosa e bellissima. Claire socchiuse gli occhi. Si, era proprio Eleanor, evocata da quelle brevi e intense parole, che l’avevano sfiorata come frammenti di ali di farfalla.  Per un attimo le sembrò di vedere la sorella, davanti a lei, e la sensazione fu così forte da lasciarla senza fiato. Sussurrò il suo nome nella penombra, nello spazio immenso e sottile che le divideva. E si sentì di nuovo completa.

I personaggi? Per i principali troveremo per la maggior parte quelli che già conosciamo ma ci saranno delle new entry!

Claire ed Eleanor le abbiamo già viste nel libro precedente. Claire adesso è determinata a riavere sua sorella con se e non più una sempliciotta ragazza uscita dalla City. Eleanor invece da un lato sa di essere in trappola e un esca, dall’altra è determinata a non rivelare nulla di dove ha sempre vissuto.

Ci sarà sempre Arthur e il Signor Yan che stavolta sarà molto più presente e ben determinato rispetto al primo volume. Un mercante che sa destreggiarsi attraverso i cieli con la sua Carovana, il suo dirigibile volante.

Subentrerà Diego, un ragazzo squattrinato, che nasconde un segreto e sarà un clandestino che li accompagnerà e alla fine sarà parte della squadra.

Avremo modo di conoscere meglio il Sindaco Gabriel Swan e ritroveremo anche Jordan in dei panni, anche diversi da come l’abbiamo trovato in precedenza.

Chan è uno dei personaggi che ho adorato di più. Una spia provetta all’interno della City ed è un personaggio che acquista valore, carattere e fascino.

«Grazie». «Non ringraziarmi» replicò lei, più duramente di quanto intendesse. Era vero, l’aiuto del Terramante le avrebbe fatto comodo. (…) «Aveva un’altra questione di cui occuparsi. Ti stiamo mettendo nei guai». «No, mi state dando la possibilità di ricordare chi sono davvero».

Il perno centrale in questo volume è liberare Eleanor dalle grinfie della City e del sindaco Swan. Le due ragazze saranno separate e Claire cercherà di fare di tutto per liberare Eleanor, ma gli ostacoli che incontrerà sono davvero tanti.

Lo stile utilizzato è stato il medesimo del precedente. Però questo è arrivato molto di più del precedente.

C’è stata molta più azione ed è stato coinvolgente. Ho amato Claire e Arthur e la loro vicinanza, per cui Diego è stato fondamentale in questo. Ho adorato Chan che abbiamo già trovato nel primo volume ed acquista quel qualcosa in più, che me lo ha fatto adorare.

C’è soltanto una chicca (che fa parte del repertorio di tutti i libri che non sopporto poi molto) che mi fa ridere in generale in tutti i libri, del tipo: profuma di muschio (o qualsiasi tipo di profumo che sia) e hai appena combattuto, sei sudato o non so cosa. Cose improbabili insomma, ma va be sono dettagli che accenno e passo avanti.

Eleanor li aveva mandati a mente senza difficoltà. Il computer che affermava di essere sua madre si era infiltrato nella rete delle telecamere dell’aeropista e nei computer di bordo per estrarre le informazioni utili sulle aeronavi e sul personale presente. Questo avrebbe semplificato notevolmente il loro piano. «Sarà comunque rischioso aveva fatto notare».

Il libro è stato pieno di colpi di scena, pieno di suspance molto più del precedente che sopratutto nella parte centrale era rimasto più lento.

Questa saga è iniziata in punta di piedi e passo dopo passo sta diventando qualcosa davvero emozionante. Un distopico italiano che sorprende.

Sono davvero curiosa di leggere il seguito per sapere come andrà a finire tutta questa storia, che ha preso davvero una piega interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-1.jpg


Cosa ne pensate? Lasciate un bel commento, che io vi aspetto.

Alla prossima,

Sara. ©

 

 

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #82 – LA VERITA’ DI MELANIE RAABE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi per voi ho una bellissima novità edita Corbaccio, che ringrazio innanzitutto per avermi permesso la lettura. Tenetevi pronti perchè domani andrò ad un’incontro in esclusiva dell’autrice con noi blogger e vi racconterò meglio i prossimi giorni, appena riesco 🙂

9788867002924bTitolo: La verità
Autore: Melanie Raabe
In uscita il: 22 giugno 2017
Pagine:
360

Prezzo: euro 17,90
Editore: Corbaccio.
Trama: Da ormai sette anni, Sarah vive sola con il suo bambino: dopo essere partito per un viaggio d’affari in Sud America, suo marito Philipp è scomparso, precipitando Sarah in un incubo. Fino a quando, improvvisamente, viene annunciato il ritorno di Philipp, lasciato libero dopo essere stato per sette anni nelle mani di una banda di rapitori. La notizia diventa un caso mediatico. Sarah è incredula e frastornata, e si prepara ad accogliere il marito. Ma quando il portello dell’aereo che dovrebbe restituire Philipp alla sua famiglia si apre, accade l’impensabile: a scendere la scaletta non è Philipp. È un uomo che Sarah non ha mai visto prima. Che cos’è successo? Chi è questo estraneo che si spaccia per Philipp? E, soprattutto, che intenzioni ha? Se dello sconosciuto Sarah non sa nulla, lui invece sembra sapere tutto di lei, e la minaccia. Se si azzarderà ad aprire bocca denunciandolo alla polizia, perderà ogni cosa: suo marito, suo figlio, la sua stessa vita.Uno psicothriller elegante e inquietante, La verità insinua il dubbio nel lettore pagina dopo pagina, e conferma il grande talento di una delle migliori autrici della nuova generazione.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con delle riflessioni e da un cambiamento. Sarah Petersen, dopo la scomparsa di suo marito Philipp per ben sette anni decide di fare qualcosa per cambiare la sua vita e non rimanere per sempre chiusa in un involucro di cristallo.

Quindi cambia pettinatura, invita dei colleghi a cena – non invitava qualcuno in casa da quando era scomparso misteriosamente su marito – e cerca di tornare alla normalità dando una svolta alla routine quotidiana. Ma dopo una telefonata, tutto cambia: Philipp è stato liberato dai suoi rapitori e sta tornando a casa.

Quando arriva il grande giorno dell’arrivo, la città è in fermento – essendo Philipp un uomo rilevante per il suo capitale in città – e all’aeroporto decine di giornalisti aspettano di vederlo scendere dall’aereo per abbracciare i suoi cari. Quando però a scendere dall’aereo non è Philipp ma uno sconosciuto per Sarah tutto diventa un incubo senza fine.

Chi è lo sconosciuto, un impostore? Perchè si spaccia per suo marito? Cosa vuole da lei, tanto da doverla minacciare?

Sono in una piccola radura in mezzo al bosco. Sola. Ho trentasette anni. Fisso un gigantesco sole nero che mi fissa a sua volta, e mi domando se anche Philipp lo stia osservando. Se sia visibile dal posto in cui si trova lui. Penso che alla prossima eclisse di sole nostro figlio avrà settantacinque anni. Che io non ci sarò più, che Philipp non ci sarà più. Questa, oggi… era la nostra ultima possibilità. Mentre la luna copre gli ultimi millimetri di sole, mi rendo conto che Philipp si sbagliava. L’orchestra piumata intorno a me non accenna a placarsi. Ne sarebbe rimasto deluso o si sarebbe rallegrato, chissà? Mi dico che ormai non ha più alcuna importanza. Philipp non è più qui, penso. Philipp se ne è andato. Philipp è sparito. Philipp è caduto giù dal l’orlo del mondo.

La trama fin da subito mi ha messo una profonda curiosità. Sono stata davvero curiosa di poterlo leggere e, ora che l’ho letto, posso ben dirvi che è ben scritta e cattura senz’altro senza lasciare sospetti o spoiler, come a volte succede.Risultati immagini per melanie raabe die wahrheit

 

Per quanto riguarda la copertina, adoro l’originale, che non ha niente a che vedere con quella italiana. Esteticamente, quella italiana non è male ma se parliamo dei capelli della ragazza allora l’originale la prende in pieno. Potete vedere la copertina di Die Warhheit (La verità in tedesco), la versione di origine.

Il titolo, invece, non è stato modificato, bensì solo tradotto letteralmente. Quindi assolutamente punto a favore su questo punto di vista.

Amburgo è l’ambientazione scelta per questo romanzo e l’epoca è moderna, ai giorni d’oggi.

È parecchio che non sognavo lo strepitio oltre la porta e mi domando che cosa abbia fatto sì che l’incubo tornasse. Soprattutto perché credo di sapere che cosa c’è dietro la porta. Mi rigiro nel letto, come se bastasse una mossa repentina per scacciare i pensieri notturni simili a corvi. Accendo la luce. Mi dico che ho bisogno di dormire, la spengo di nuovo. Chiudo gli occhi. Primo, penso: Sono un’imbrogliona. Secondo: Ho ucciso una persona. Terzo: Ho un tatuaggio in un punto segreto. Una delle tre è una bugia. Resto in ascolto di me stessa, nella vana ricerca della magnifica sensazione che ha accompagnato la giornata. Il vecchio brutto sogno l’ha cacciata via, e d’un tratto sento agitarsi in me qualcosa di diverso; è vago ma inarrestabile, simile a un animaletto dai denti aguzzi che esce dall’albero dopo il lungo letargo invernale: il presentimento di qualcosa di terribile.

I personaggi che ruotano all’interno di questo romanzo sono diversi, chi si troverà con più intensità, chi meno:

Sarah Porter è la vera e propria protagonista di questo libro. E’ una donna chiusa in se stessa ma sagace e determinata a non farsi buttare giù tanto facilmente. Ha le sue paure e i suoi scheletri nell’armadio, un pò come tutti d’altra parte e quando scopre la notizia che suo marito, dopo sette anni è ancora vivo non può far altro che sentirsi strana, tesa e felice allo stesso tempo. Non sarà lo stesso quando si troverà davanti tutta un’altra persona.

Philipp non è un vero e proprio protagonista diretto ma è la speranza che fa andare avanti Sarah, è suo marito, il padre di suo figlio. Tutti i momenti che vivono nei ricordi di Sarah lo dipingono come un uomo dolce e premuroso, dedito al suo lavoro e alla sua famiglia. Gli occhi solo per sua moglie Sarah e per suo figlio Leo.

Lo sconosciuto è parte integrante di questa storia. Non è un uomo particolare ma cerca di fare di tutto per riuscire nel suo intento. E’ un uomo subdolo, che sa come compiacere gli altri ma non è un tipo violento.

Il piccolo Leo è il figlio di Sarah Petersen e Philipp Petersen. Il piccolo ha otto anni ed ha conosciuto suo padre solo nel suo primo anno di vita, quindi non ricorda nulla. Quando però anche lui si trova di fronte lo sconosciuto, sentirà che qualcosa di lui non gli piace.

Ci saranno altri personaggi, come Mirko, Miriam, Constanze, che troverete all’interno ma che non vi svelerò per non togliervi tutto il piacere della lettura e per incuriosirvi ancora di più.

Lo sconosciuto

Apro il borsone, prendo il cellulare dalla piccola tasca interna, l’accendo. Grimm non ha ancora richiamato. Tengo a freno la mia impazienza. Niente di ciò che accade è un bene o un male in sé. Siamo noi a dargli significato. Mi sdraio sul letto, mi stiracchio. (…) Guai a perdere la concentrazione. Ci sono cose che posso fare anche senza le informazioni di Grimm. Mi rialzo, prendo il libro dal borsone, ne sfioro con le dita il dorso logoro. Sun Tzu, L’arte della guerra. Lo apro, leggo un appunto scritto a mano: Sottomettere l’esercito nemico senza combattere è prova di suprema abilità. Pazienza. Disciplina. Funzionare. Fare ciò che va fatto. Chiudo per un attimo gli occhi. Sono pronto. Dopodiché mi avvicino alla finestra e aspetto l’alba.

 

Il perno centrale risiede e si nasconde proprio all’interno del titolo: La verità. Tutto ruota attorno allo sconosciuto che si spaccia per il marito di Sarah Petersen e cosa vuole da lei, i segreti che nasconde Sarah e quelli dello sconosciuto. La verità verrà a galla?

Nello stile, almeno inizialmente ho avuto una leggera difficoltà a nell’abituarmi per quanto ha riguardato le prime dieci pagine, perchè non riuscivo davvero a capire cosa c’entrava tutto quello che stava accadendo con la trama che avevo letto. Andando avanti l’ho letteralmente divorato, lasciandomi dentro quella malinconia fine che ti si attacca addosso e non ti lascia per niente al mondo.

La scrittura è stata articolata e ben strutturata ma assolutamente coinvolgente. Un thriller psicologico ben pensato e mai banale ne tanto meno scontato. Ti porta a dubitare di tutti e di nessuno tenendoti sulle spine fino all’ultima pagina.


La cosa che mi sono chiesta è stata una sola ma non posso porvi il quesito altrimenti svelerei tante, troppe cose ma se è come è stato spiegato allora potrebbe essere possibile.


Bevo un altro sorso di birra, ne assaporo l’amaro. « Quando crediamo di amare una persona… amiamo veramente la persona? O non amiamo solo il modo in cui ci fa sentire? » Lei riflette un attimo. « Entrambe le cose, suppongo » dice infine. « Ma allora com’è che a un certo punto smettiamo di amarci? Se ciò che amiamo non fosse solo il modo in cui una certa persona ci fa sentire, ma la persona in sé… Com’è possibile che a un certo punto smettiamo di amarla… solo perché magari ha fatto qualcosa che non ci piace? » La donna fa spallucce e si gira. Probabilmente fa conversazioni del genere ogni sera ed è stufa. Sono stufa anch’io.

Il libro è stato una vera e propria scoperta. Non conoscevo l’autrice e devo dire di essere felice di aver esplorato il suo mondo e di aver letto il suo romanzo.

Melanie Raabe, è una vera e propria garanzia nell’ambito dei thriller psicologici. Ho amato dalla prima all’ultima pagina entrando nella testa di Sarah in completa contrapposizione con quella dello sconosciuto. Una rivelazione dopo l’altra che tiene sulle spine fino all’ultima riga, racchiudendo il tutto in un finale decisamente sorprendente.

Vi consiglio la lettura di questo libro e, a questo punto non posso far altro che pensare che non vedo l’ora di incontrare l’autrice, domani per stringerle la mano per il suo bellissimo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Voi lo leggerete? Io dico che non potete perderlo! Aspetto commenti!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #67 – RUIN ME. Ogni volta che mi spezzi il cuore DI DANIELLE PEARL.

BUONA POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco qui che oggi inizio la settimana con una bella recensione del nuovo libro che è in uscita proprio oggi in libreria per DeAgostini editore che ringrazio infinitamente per l’invio.

9ab25-9788851147631_0_0_1475_80Titolo: Ruin me. Ogni volta che mi spezzi il cuore
Autore: Danielle Pearl.
Pagine: 320 
Data di pubblicazione: 24 aprile 2017
Collana: Le gemme
Sinossi: Libertà. Ecco che cos’ha sempre significato il college per Carl. Libertà da tutti gli errori del liceo. Libertà dai ricordi, dalle ferite, e dalla tragica notte che ha segnato la sua vita. Ma le cose non vanno proprio come si è immaginata. Una sera, durante una festa, Carl si ritrova faccia a faccia con il suo passato: il ragazzo che ama e odia con la stessa intensità. Quando Tucker si rende conto di essere intrappolato nello stesso college di Carl, i ricordi riaffiorano prepotenti. Non sono passati molti mesi da quando era pronto a consegnare il suo cuore a Carl. Per fortuna si era reso conto in tempo di che razza di persona fosse: una bugiarda manipolatrice. Eppure, mentre il cervello di Tucker grida di stare alla larga da Carl, il suo corpo non fa che desiderarla. Ogni giorno di più.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Carleigh bambina con cui fa una sorpresa a sua madre assieme a suo padre William. Un prologo semplice e spontaneo, la felicità da cui tutto prende vita e si trasforma.

La vera storia ha inizio subito dopo in cui si passa alla Carleigh adolescente che si concede la tanto libertà desiderata, ottenuta una volta che ha iniziato il college. Vuole andare ad una festa con la sua compagna di stanza, Devin, per dimenticare Tucker, il suo primo e tormentato amore. L’unica cosa che non si aspetta è di trovarselo alla festa perchè lui ha cominciato il suo stesso college. Entrambi si trovano davanti alla consapevolezza che è difficile stare effettivamente lontani uno dall’altra. Riusciranno a dimenticarsi reciprocamente? O non riusciranno a fare a meno uno dell’altro?

E per la prima volta mi dico che forse non è tutta colpa mia se io e Tucker ci siamo lasciati. Perché io lo amavo così. Quindi, se non ce l’abbiamo fatta, è possibilissimo che Tucker non mi abbia mai amato nello stesso modo. Non come Cap ama Rory. Non come lo amavo io. Come lo amo io. Questa rivelazione scuote di nuovo quello che resta del mio cuore spezzato e so che devo fuggire prima che le lacrime siano troppo evidenti. Ma da come Tuck sgrana gli occhi è chiaro che si è reso conto di cosa ha detto e delle implicazioni delle proprie parole. Ma non riesce nemmeno a negarlo, si limita a fissarmi con un misto di pietà e rimpianto.

La trama mi ha colpito da subito ed essendo io una romanticona non ho potuto fare a meno di volerlo leggere. E’ accattivante ed invita alla lettura lasciando quella sorta di vedo non vedo. Decisamente buono.

La copertina è stata lasciata come l’originale, le è stato dato solo un po’ più di colore. Ma punto sicuramente a favore il fatto che sia stata mantenuta tale. Il titolo invece è stato cambiato. L’originale era In Ruin e non so perché abbiamo dovuto cambiarlo aggiungendo quello strano “sotto-titolo” che tra l’altro era meglio evitare.

L’epoca è moderna e si comprende sicuramente da diversi dettagli anche se non espressamente indicata, e la storia è ambientata in america anche se non specificato chiaramente.

Aspetto che faccia la prossima mossa – che la sua mano scenda ancora più in basso o che mi faccia sdraiare sulla schiena – ma non lo fa. La sua mano invece mi si posa sulla nuca e mi spinge il viso contro il suo collo, fermandolo con il proprio mento, le sue dita che affondano nel cuoio capelluto come se fosse disposto a fare qualunque cosa per tenermi qui. Con l’altro braccio mi cinge la vita, e io amo e odio il fervore con cui mi abbraccia. Dice così tanto e così poco allo stesso tempo. Perché so che non può significare quello che credo.

I personaggi che incontreremo sono molti ma mi soffermerò su i protagonisti perché sono sicuramente quelli più degni di nota, ovviamente. Gli altri li scoprirete leggendo.

Carleigh è una ragazza carina e intelligente con le idee chiare per il proprio futuro. Il passato però non è dei più rosei e dentro di lei nasconde tante insicurezze e bugie. Adora suo fratello Billy di cui si occupa personalmente per assenza dei due genitori e studia con Devin, sua compagna di stanza al college. Manipolatrice e bugiarda, ecco come viene definita, ma io non l’ho mai vista in questi termini.

Tucker è un ragazzo affascinante, deciso e determinato. Anche lui porta un passato difficile da digerire che lo rende vulnerabile, sotto alcuni aspetti. Ha vinto una borsa di studio e condivide con la madre, l’unica che gli sia rimasta, le feste e tutto il tempo possibile.

Ma cos’hanno in comune questi due personaggi?

Si amano. O quanto meno si amavano in passato. Tucker è il classico bello, figo ma piuttosto carente in fatto d’intelletto ragionando per l’80% con il suo amico nei pantaloni. Carleigh furbetta ma, forse, quella che soffre di più la separazione che è avvenuta fra i due.

Entrambi si evitano ma non riescono a fare a meno uno dell’altra. E quindi il cerchio si ristringerà fino a farli riavvicinare. Come? E sarà decisivo per continuare la loro storia o per lasciarsi definitivamente? Beh, questo non posso dirvelo, non voglio fare spoiler quindi dovrete leggerlo se volete che ci siano risposte a queste domande.

«E tu non hai mai detto una parola. Ogni volta che dicevi di amarmi…» «Ma io ti amo, Tuck!» grido. Sarò anche colpevole come dice, ma non gli ho mai mentito su questo. Tucker ha conquistato il mio cuore sin da quando eravamo bambini. Sarà sempre suo, anche se non lo vuole più. «Eri l’unica persona con cui parlavo di lui!» sbotta. Eri. «Lo so» mormoro.

Il perno centrale è proprio questa tormentata storia che non si capisce che piega prende dall’inizio fino alla fine. In più affronta temi importanti come lo stupro, che nasce dall’idea di un progetto di web marketing di Carleigh e affronta tematiche difficili.

Lo stile ha un ritmo coinvolgente tale da catturarti sin dalle prime pagine. La storia si suddivide su due punti di vista: quello di Carleigh e quello di Tucker.

La voce di Tucker è forte e prorompente mentre Carleigh risulta più debole fra i due.

La cosa che non mi è andata giù fino in fondo è stata la sottomissione di Carleigh alle situazioni che si creavano. Cioè, mi spiego. Per quanto Tucker possa essere innamorato è pur sempre un uomo e posso capire i suoi istinti maschili ma Carleigh è troppo permissiva verso Tuck, troppo tormentata, troppo tutto. Inizialmente infatti è risultata un filo ridondante questo sempre a pensare a lui e bla bla bla. Molto difficile per una donna fra l’altro (o almeno parlo per me – ovvio che dipende dalla situazione – ma al suo posto non avrei mai fatto le sue scelte. Sarei stata sicuramente più diretta, ecco).

In più la storia prenderà più archi temporali. Passerà da ciò che accade attualmente a ciò che è accaduto in passato: come i due si sono incontrati, com’è nato il loro amore, la loro prima volta.

L’erotico che c’è stato all’interno del libro, almeno secondo i miei standard, non è stato pesante perché di lettura scorrevole ma ripetitivo a lungo andare. Potevano essere descritte due scene!? Non di più, secondo me.

«Wow, Carleigh. Non avevo capito quanto sei ingenua. Mi sono bastati meno di cinque minuti per notare come ti ha guardato il primo giorno di lezione. Te l’ho detto. Tucker Green ti ama. Anzi, certe volte, dalla sua espressione, pare che ti ami così tanto da odiarti per questo. Ma dubito che ci sia qualcosa che non farebbe per rivederti sana e salva. Se c’è qualcuno in grado di fare questo per me è proprio Tucker. Anzi, conto proprio su questo.» Il mio cuore batte più veloce alle sue parole.

Ruin me è stato un romance misto ad erotismo con una piccola sfumatura di thriller, quanto basta per immergere il lettore e lasciarlo in una scia davvero interessante.

Una storia coinvolgente che non mi è dispiaciuta affatto, anzi tutt’altro. Mi sono innamorata con loro ed ho vissuto questa storia appieno. Un libro che consiglio a chi piace il genere, che sicuramente dovete leggere!

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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E voi? Volete leggerlo? Cosa state aspettando, lasciatemi un bel commento!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #42 – MADAME CLAUDEL E’ IN UN MARE DI GUAI DI AURELIE VALOGNES

BUONASERA CARI LETTORI!

Ringrazio innanzitutto la Newton Compton per avermi inviato questo libro che sto per recensire e vi ricordo che potrete trovare questo romanzo in libreria dal 9 febbraio. Ecco a voi:

madame-claudel-e-in-un-mare-di-guai_8678_x1000Titolo: Madame Claudel è in un mare di guai
Autore: Aurélie Valognes
In uscita il: 09/02/2017
Prezzo: € 9,90
Pagine: 224
Sinossi: Ferdinand Brun vive a Parigi, al numero 8 di Rue Bonaparte, ha ottantatré anni e non gli piacciono le persone. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo – è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata Madame Suarez. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al suo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé.

RECENSIONE:

La storia ha inizio alla fine. Fernand Brun, protagonista, sta per traslocare dalla casa in cui viveva. Non se ne capisce il motivo, come è giusto che sia (è solo il prologo), ma sta per partire.

Poi si torna un pò indietro, dodici mesi prima, e si racconta tutto ciò che succede nell’anno nel condominio 8 di Rue Bonaparte. Si conosceranno vecchiette moderne, bambine impiccione e portinaie battagliere. Un libro simpatico e spiritoso ma non del tutto convincente.

Ma non si può continuare così. Madame Suarez ha preso questa decisione dopo la morte del suo uccellino preferito: in quanto capo del condominio, ha il dovere di prendere le misure necessarie. Così, con l’aiuto delle sue complici, ha architettato un piano per far sloggiare Monsier Brun al più presto.

La trama diciamo che è corretta a parte le ultime 3 righe. Non accetta l’aiuto, ci si ritrova dentro con tutte le scarpe ed invece di uscirne come ha sempre fatto, Fernand Brun ci cade dentro con tutte le scarpe e si affeziona.

La copertina è decisamente raffinata e molto carina. Stranamente, fra tante copertine della Newton che mettono i brividi, questa è decisamente semplice e deliziosa al punto giusto per questa storia. Il titolo invece non riesco a collegarlo. Non essendo Madame Claudel quella nei guai, anzi è colei che trova un amico. Madame Suarez era quella dispettosa e odiosa oltre al protagonista.

L’ambientazione è Parigi, in un condominio di un quartiere molto tranquillo e l’epoca è molto moderna, decisamente dei vecchiarelli dei nostri tempi!

Gli manca qualcos’altro, rispetto al giorno prima e a quello prima ancora. Juliette! Sospira… è questo che lo angustia! Non è venuta oggi. Anche se non aveva detto che sarebbe tornata, Ferdinand l’ha aspettata per pranzo. Aspettata? Non esageriamo… Ma in fin dei conti quella ragazzina è di bona compagnia. Un po’ come Daisy, ma a modo suo. Maleducata, sempre a dire tutto quello che le passa per la testa, senza rispetto per i grandi. Ma divertente, comunque, con le due domande impertinenti e le sue letture improbabili.

I personaggi non sono molti ma sono simpatici:

Fernand Brun, il protagonista. Un uomo burbero, solitario e dispettoso. Una ne pensa e cento ne combina ed è decisamente tremendo. Ma mi ha fatto sorridere molto nei suoi tentativi di fuggire dal mondo. L’unico amore della sua vita è Daisy, il suo cane che muore e lo costringe a restare solo e a lottare per trovare ancora una ragione per proseguire.

Juliette è una bambina del piano sovrastante. E’ impicciona, chiacchierona ed anche un pò impertinente ma cerca solo le attenzioni che non ha a casa o che ha perduto.

Madame Claudel è la classica vecchietta dolce e buona oltre che moderna. Da tutto per i suoi nipoti e per la sua famiglia. E’ davvero deliziosa, precisa e puntuale. Un bel personaggio.

Madame Suarez, la vipera portinaia del condominio. Un essere strano e preciso, assillante, testardo. Provare per credere insomma. Un comandante dell’esercito è meno peggio.

Marion è la figlia di Ferdinand. Non vi racconterò molto di lei se non che potrete scoprirla leggendo, anche se non se ne parla molto.

« Non ho nessun altro posto dove andare, io! Sarebbe più pratico se fosse lei a trasferirsi, no? Ha una casa al mare! E poi, se me ne vado, come ci resterà Juliette? Per lei sono un pò il nonno che non ha avuto. Va bene, è vero che anche lei mi mancherà. Alla fine mi piace, quella ragazzina. Ha un qualcosa che mi fa pensare a [….]»

Il perno centrale è il condominio 8 in Rue Bonaparte e tutte le vicissitudini che avranno luogo all’interno del condominio stesso. Una volta che Monsieur Brun vi entrerà renderà la vita difficile a tutti con metodi poco ortodossi ma decisamente divertenti.

Lo stile utilizzato è stato un pò incompreso. Si passa ad un personaggio all’altro – anche se ci si mantiene di più su quello di Ferdinand – in modo veloce e frettoloso a volte non scendendo in troppi dettagli.

Vi spiego cosa non mi ha convinto in questo libro, perchè non è poco:

Come è stato scritto, lo stile utilizzato, ecco. Non metto in dubbio che suddividere in semplici e brevi capitoli renda tutto più veloce e scorrevole. Lo è lì per lì ma è assolutamente poco condito. Non viene spiegato molto e viene lasciato tutto molto al caso.

E’ quindi superficiale. Non ha grandi emozioni e non vengono approfondite sopratutto nel rapporto che si crea tra Juliette ed il protagonista Ferdinand. Il rapporto è decisamente minimizzato e mi è dispiaciuto molto perchè avrei preferito saperne molto di più, essendo parte portante e principale della storia. Oltre questo anche la fine non mi ha decisamente convinto a pieno.

In alcuni casi la storia pecca di originalità. C’è umorismo e la cosa mi ha decisamente divertito ma ci sono sia cose strane e poco veritiere sia poco fluido nella storia. Breve e concisa, troppo dritta al punto e poco innovativo. Mancano punti di svolta e la storia ad un ceto punto risulta persino piatta.

Inoltre, la parola “Vegliardo” verrà ripetuto centinaia di volte nel corso del romanzo. Un sinonimo, no? Non so quante volte lo avrò trovato ed era piuttosto ripetitivo.

« Ma in che secolo vive, Fernand? Nessuna donna tollererebbe l’un percento delle sue parole e delle sue azioni! Oppure dovrebbe trovarne una senza memoria. Mi dica se le interessa, ho dei contatti! E poi la pianti di mettere tutto in conto alla sfortuna:  le donne la lasciano perchè le fa fuggire. Punto! E non è neanche  capace di imparare dai propri errori… Guardi come si sta comportando con Madame Claudel […]»

Il libro in se è stato carino ma non troppo. Simpatico e divertente ma molto poco dettagliato e troppo lasciato al caso.

Comunque una lettura leggera e alternativa oltre che poco impegnativa. Per chi è senza troppe pretese e vuole leggere un romanzo francese leggero e divertente allora è il libro che fa per voi. Ecco che lascio la mia sentenza, purtroppo non troppo positivo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Lasciate un commento!!!

A presto,

Sara. ©