REVIEW PARTY: Recensione #440 – QUI C’E’ TUTTO IL MONDO DI CRISTIANA ALICATA E FILIPPO PARIS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova uscita proprio da oggi in libreria che spero vi incuriosisca davvero tanto. Una graphic novel emozionante e dolcissima di cui ringrazio la Tunué per la lettura in anteprima e Federica per l’organizzazione dell’evento. Ecco che ve ne parlo:

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Autore: Cristiana Alicata e Filippo Paris
Pagine: 196
Data di uscita: 24 Settembre 2020
Genere: Graphic Novel

Link d’acquisto: https://amzn.to/2EjiQ3j
Trama: Amicizia al femminile, resistenza al conformismo, diversità, voglia di scappare da un mondo percepito come lontano e ostile. “Qui c’è tutto il mondo” è la storia di Anita e delle sue due amiche: Tina, con cui condivide l’energia e la vitalità, entrambe mal disposte a essere incanalate nei binari di un comportamento femminile canonico, e Elena, una bambina con un soffio al cuore, delicata ma capace di comprendere la diversità e non rifiutarla. È proprio questo attrito fra ciò che si sente e ciò che si viene costretti a essere quello che Anita vive sulla propria pelle nella maniera confusa e incerta, ma istintiva e sincera, tipica dei ragazzi. Basta preferire gli abiti comodi dei maschietti (come quelli del fratellino Filippo) o giocare a calcio per provare già difficoltà a inserirsi e per venire additati come diversi. Un graphic novel di formazione delicato e coinvolgente.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un ricordo di Anita, a casa di suo nonno che si occupa della vigna e le spiega delle rose. La rosa tiene lontano determinati organismi e protegge le viti durante il loro percorso di crescita; Anita sa che la rosa l’aiuterà nella sua vita è Tina, con cui condivide l’amicizia e la forza del sopravvivere al mondo adulto e ai genitori che, con diversi problemi possono non essere così vicini ai loro figli. Altra loro amica è Elena, una ragazzina dai lineamenti e dai modi di fare meno rudi e mascolini rispetto alle altre due. Le tre cercano di farsi forza fra di loro cercando di supportarsi, da stringersi e condividere i loro dolori, le loro problematiche famigliari e quelle personali.

Cosa riusciranno a combinare le tre amiche? Cosa le spingerà tanto in là da cercare una via di fuga dal mondo che conoscono? Dove sarà il loro mondo?

Gli stereotipi di genere in "Qui c'è tutto il mondo"

La trama è semplice e diretta al cuore del lettore che cercherà nel volume di lasciare con tutta la leggerezza e la tenerezza possibile, tanti temi importanti per dei giovani protagonisti e per il lettore stesso.

La copertina è molto bella, incentrata sia sul personaggio principale che si vede ritratta nella sua interezza, sia il punto in cui tutto sembra voler cambiare per i personaggi di questa storia. Il titolo riprende una frase che dice Tina sul molo che vedete in copertina. E’ una frase che, vista così nel titolo non si riesce a dargli un vero senso, mentre quando lo troveremo nel testo ci ricondurrà a un posto dove effettivamente in quel momento sembra esserci l’essenziale, o come dice Tina, il mondo. Un titolo significativo ed evocativo. Un connubio perfetto tra

L’epoca non è ai giorni nostri ma torniamo indietro, in una via di mezzo fra la nostra epoca e quella dei giorni nostri, nell’anno 198.

Gli stereotipi di genere in "Qui c'è tutto il mondo"

I personaggi di questa storia sono importanti, ben determinati e con costruzione determinata, che arriva dritta al cuore del lettore. Personaggi intrigati e interessanti, una storia con sfumature anche LGBT, sull’identità di genere e sulla scoperta di se stessi.

Anita è una ragazzina che cerca molto l’approvazione di suo padre. Si sente costretta nei panni di una ragazza e vorrebbe vestirsi e sentirsi a suo agio anche con dei vestiti da ragazzo e con atteggiamenti da ragazzo. A casa, sua madre ha tanti problemi legati alla depressione e Anita non vuole condividere i suoi spazi con lei che la maltratta e la impaurisce. Elena è un’amica speciale per lei e si sente particolarmente attratta dalla sua presenza.

Tina è un’amica vera, una di quelle che trovi una volta e difficilmente troverai ancora. Ha una vita famigliare frastagliata ed è sempre stata abituata a doversi battere per rimanere in piedi e combattere con la giungla che la circonda. Non si fa problemi a sfidare i maschi e ha un posto tutto suo dove poter stare in pace assieme alla sua amica Anita. Più di tutto, però, vuole fuggire e andarsene via di casa, lontano e non tornare mai più.

Qui c'è tutto il mondo, recensione: il buio dell'anima | Cultura Pop

Il perno centrale di questa storia è la crescita, l’identità, il cercare finalmente se stessi e dare un senso alla propria vita. Un romanzo su un’età difficile e di passaggio in cui ogni piccola cosa è importante per crescere, cambiare e determinare 

Lo stile e la grafica utilizzato è molto delicato. A colori, questa graphic novel cattura l’essenza dell’essere bambini e del cercare di carpire le paure, i dolori, gli amori e le insicurezze che ci accompagnano quando siamo ancora piccoli. La grafica è ben strutturata e delineata, i colori sono forti e smunti al tempo stesso, dipende dal momento in cui ci incontreremo ma avremo modo di concentrarci su vari accadimenti che succederanno in questa storia.

Le tematiche affrontate sono difficili ma al tempo stesso importanti, sia per i protagonisti che si ritroveranno a fronteggiare delle situazioni non semplici, sia per il lettore che potrebbe ritrovarsi in determinate occasioni o anche solo sentirsi vicino a queste dolci bambine che cercano di trovare il loro spazio nel mondo.

La depressione – o almeno quello che sembra essere – della madre di Anita. Questo è uno dei punti forti che spingeranno Anita a voler fuggire di casa e che vedremo in modo del tutto evidente nel corso del volume. Il fatto che lei la veda come un mostro, che dorma sempre o che la maltratti. Ho trovato la questione importante anche se avrei preferito fosse affrontata in maniera migliore dai figli della donna – parlo dopo il rientro e non posso dire altro.

I tratti mascolini utilizzati per Anita e Tina rispetto ad Elena risaltano  una sfumatura che gli autori hanno cercato di inserire nel volume e di cui lasciano che sia il lettore a cercare di scoprire il resto. Ad accentuare questo è ciò che sembra provare Anita per Elena quando sono vicine o quando condividono cose assieme. Questa sfumatura LGBT+ è stata inaspettata ma apprezzatissima perché spalanca le porte anche ai bambini oltre a chi vorrà leggere questo volume.

Ho trovato questa lettura delicata, dolce e ricca di tratti del passato, della vita di bambini che vogliono fuggire da una vita che sembra difficile, non appartenergli. Una storia che parla di identità, di amicizia e di molto altro.

Questa graphic novel è davvero un volume di formazione. Una storia semplice ma allo stesso tempo di tematiche importanti che meritano la lettura dalla prima all’ultima pagina. Un libro che mi sento di consigliare assolutamente.

Cristiana Alicata e Filippo Paris ci consentono di tornare bambini, di pensare a quanto almeno una volta ci siamo sentiti stretti nella nostra vita e nei nostri panni tanto da voler fuggire. Tanto da voler essere in qualsiasi altro posto, anche Qui , dove, c’è tutto il mondo.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Spero che leggerete le altre recensioni e che andrete a scovare altre opinioni e pareri al riguardo. A voi gli altri partecipanti:

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Cosa ne dite? Che ve ne pare? Lo aspettavate? Vi aspetto come sempre con idee e opinioni.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #439 – UNA NOTTE AL FASHION DI LILY CARPENETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un volume MM romance che spero vi incuriosisca. Ringrazio la casa editrice Over The Rainbow, Pub Me per avermi permesso la lettura, ovviamente. Ecco che ve ne parlo subito:
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Titolo: Una notte al Fashion
Autore: Lily Carpenetti
Genere: Storia d’amore
Data di uscita: 18/09/2020
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: 196
Prezzo: eBook 2,99€ – cartaceo 12,90€
Link d’acquisto: https://amzn.to/2FzZ8R2
Trama: Il Fashion. Un locale fuori mano, luogo perfetto per incontri
clandestini. Tutti lo conoscono, ma pochi ammettono di frequentarlo o di esserci passati vicino. Michele e Christian si ritrovano lì, ognuno alla ricerca disperata di evasione. Michele, soffocato dalla provincia ristretta in cui vive, è costretto a tenere nascosti i propri gusti sessuali. Christian, intrappolato nel ruolo di figlio perfetto, è spinto a ricercare la trasgressione nei momenti liberi. Il loro primo incontro si consuma in fretta nei bagni, famelico e urgente, tanto che Christian, confuso dall’alcool, è convinto di essere stato con una donna. L’amplesso tuttavia lascia loro addosso un’impronta impossibile da cancellare che li spinge a cercarsi ancora, lottando contro le proprie remore per trasformare una notte al Fashion in qualcosa di più.

RECENSIONE

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La storia ha inizio un giorno come tanti altri per Michele e il suo amico Gianluca: un noioso pomeriggio di prospettive basse per entrambi solo per permettere a Michele di stare il più lontano dai propri genitori con cui non si trova granché. E per vincere la noia e provare qualcosa di alternativo cerca di convincere Gianluca ad accompagnarlo al Fashion, un locale in un posto isolato e di non buona reputazione. Gianluca cerca di dissuaderlo ed è proprio lì che Michele, da una serata focosa al Fashion, troverà qualcosa di inaspettato quando incontrerà Christian.

Cosa succederà ai due ragazzi al Fashion? E al di fuori? Si incontreranno nuovamente? Cosa scatterà fra i due oltre alla passione e al desiderio irrefrenabile?

Michele, seduto a gambe incrociate sul copriletto chiaro, si incurva in avanti e sbuffa in aria un anello di fumo della sigaretta che approfitta di fumare di nascosto ogni volta che si rifugia nella stanza di Gianluca: più o meno tutte le volte che gli si presenta la possibilità di uscire di casa. Lui non fuma, ma gli permette di farlo nella sua camera da letto, proprio come gli concede sempre tutto ciò che chiede. Ogni capriccio.

La trama intriga sicuramente e, per gli amanti del romance e del MM questo è il libro che fa per voi. Se non siete molto avvezzi al romance e a buona parte di erotico, questo sicuramente non è il libro che fa per voi. Per il resto, sono sicura che saprete apprezzarlo perché è esattamente ciò che la trama ci lascia presagire.

La copertina è piuttosto semplice e, se devo essere completamente sincera non attira particolarmente a occhio. Ovviamente, se doveva esserci un tipo macho e muscoloso, allora preferisco cento volte questa. Non sopporto le copertine con un “figaccione” sulla copertina che serve solo a far pubblicità, attirare l’attenzione sul volume e nient’altro. E’ sobria, non cattura ma sicuramente rispecchia l’idea dell’entrata del Fashion, su questo non c’è dubbio. Il titolo del libro è sicuramente inerente alla storia trattata e a quello che ci troviamo davanti una volta immersi nella lettura. Questa notte al Fashion sarà l’emblema di tutta la storia e il punto da cui tutto nasce.
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L’ambientazione è tutta Italiana, nelle vicinanze di Padova e l’epoca è attuale e moderna, ai giorni nostri.

«È proprio di questo che parlavo. Non ti senti mai soffocare a ripercorrere di continuo le stesse strade e rifare i medesimi gesti, settimana dopo settimana? Ogni santissima domenica andiamo al bar e prendiamo un panino. Estate e inverno, sempre la stessa routine. Da anni. L’unica cosa che cambia è che da giugno il vecchio Gianni trascina il biliardino all’aperto, sotto il pergolato.» E poi, senza aspettare una risposta, con un pesante sospiro Michele lascia la camera, passando il magone a Gianluca.

I personaggi principali di questa storia sono i due che ci accompagneranno nel corso del volume, ovvero Michele e Christian. Due personaggi diversi fra loro ma abbastanza complementari che cattureranno il lettore con i loro modi di fare e con i loro modi di interagire fra loro.

Michele è un ragazzo di appena 18 anni che ama i ragazzi e non vede l’ora di sperimentare la perdita della verginità. Vuole divertirsi, vuole trovare qualcuno e vuole andare al Fashion per essere lontano da occhi indiscreti. Non ama molto la compagnia dei suoi genitori di cui ha paura anche del loro giudizio visto che non sanno nulla della sua omosessualità. È un ragazzo petulante e riflessivo.

Christian è un ragazzo più grande di Michele, dai capelli lunghi e fluenti che passa la sua vita tra ragazze e il Fashion e che, vivendo da solo, si da alla pazza gioia non dando valore alle persone con cui sta, come per quanto riguarda se stesso. È un ragazzo a cui piace il brivido, un tipo rude e semplice.

«Se decidi di provare, hai il mio numero» sorride, infine. «Bastava farmelo memorizzare nel cellulare.» «Così lo memorizzi nelle vene» ribatte l’altro, ammiccante. Non perde tempo a spiegargli quanto poco senso abbia quella affermazione. Ma, di fatto, il suo corpo ha già memorizzato. Michele. Non il numero. E non è intenzionato a lasciarlo andare. Anche se quell’idea continua a terrorizzarlo e continua a ritenere troppo complicata una frequentazione con lui.

Il perno centrale è proprio la notte passata al Fashion. Alla passione che travolge e consuma i due protagonisti appena si incontrano e che li porta a cercarsi ancora e ancora. Il Fashion, un luogo e un locale che lascia a desiderare per la sua fama ma che lascerà un segno indelebile per i nostri protagonisti.

Lo stile utilizzato è abbastanza semplice, scorrevole e assolutamente fluido. Nonostante le pagine non siano poi tantissime, si legge comunque in pochissimo tempo, basato su due punti di vista, sia quello di Michele che quello di Christian.

La lettura è stata piuttosto leggera e sono felice di come si sia risolta anche nel finale.

Non ho trovato molto veritiero il fatto di Christian all’inizio. Ok, non ti accorgi che è un uomo e può anche darsi visto che era completamente ubriaco… Quindi passi questo ma la domanda effettiva mi sorge quando Christian sparisce e la cosa viene del tutto emarginata e non affrontata dall’autrice. Christian scompare quando si accorge di essere stato con un uomo e si spiega solo quando sarà Michele ad andarlo a cercare. La cosa mi è sembrata risolutiva, si, ma non si perché mi è parsa superficiale sotto questo aspetto.

Un punto che sicuramente mi avrebbe fatto piacere era quello di cercare di far parlare Michele con i genitori della sua relazione. Sicuramente non è una cosa facile né a farsi né a scriverlo effettivamente ma trovo che mantenere questa storia solo su i due quasi fosse una storia quasi surreale e non effettivamente legata al mondo che li circonda, sembra troppo eterea e poco reale.

Anche al mare la questione si ripete. Ok, comprendo che in Italia come nel mondo l’omofobia è reale però non affrontarla o non gestire neanche una situazione di questo genere o neanche parlarne con parenti, un qualcosa insomma, avvalora il fatto che sembra essere più eterea, segreta e non effettiva.

Nonostante questo e nonostante il fatto che io non ami molto erotici e affini, ho trovato la storia leggera, godibile, in cui il lettore riesce ad affezionarsi ai protagonisti e a sentirli vicini. Nel mio caso forse ho sentito molto più vicino Christian visto che Michele in alcuni casi mi è sembrato più infantile, più semplicistico e poco pratico.

Per il resto, vi ripeto, ho trovato la lettura piacevole per la mia domenica pomeriggio in cui ho passato a leggerlo.

Michele è così. O lo odi, o lo ami. E lui… E lui è perdutamente innamorato di Michele, anche se non sa come fare per offrirgli ciò che merita. Per avere una storia con lui. Anche se, per il ragazzo, la Nutella nella sua dispensa era già sinonimo di una relazione seria. E forse lo era davvero, prima che lui distruggesse tutto per le sue paure.

Il libro è sicuramente una buona lettura per passare un pomeriggio alternativo. Consiglio la lettura sicuramente agli amanti del romance.

Lily Carpenetti scrive una storia romantica, erotica che si accende in un locale malfamato e prosegue come nessuno dei due protagonisti credeva possibile. Una storia d’amore e di passione.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni in questo Review Tour. Vi aspettiamo ovviamente!

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Cosa ne pensate? Pensate che possa piacervi questa lettura? Fatemi sapere ovviamente. Io vi aspetto!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #432 – SULLE TRACCE DI JACK LO SQUARTATORE DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ed eccomi di nuovo qui per portarvi la recensione del primo volume come promesso. Ringrazio come sempre la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima e per averci permesso di seguire così da vicino questo volume e Deborah e Mariarita per aver organizzato l’evento. Che ne pensate? A voi:

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TitoloSulle tracce di Jack Lo Squartatore
AutoreKerri Maniscalco
GenereFantastico
Casa editrice: Mondadori
Data di Pubblicazione15 settembre 2020
FormatoCartaceo
Pagine372
Link d’acquisto: In aggiornamento

Trama: È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile. Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

RECENSIONE

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La storia ha inizio con un bisturi. Audrey Rose sta con suo zio Jonathan e sta aprendo un corpo per un autopsia e cercare di carpire come è morto. Audrey è da sempre affascinata dal mondo di suo zio tanto da entrare e seguire le lezioni che svolge in aula vestita e spacciandosi per un giovane ragazzo. Ad accorgersi di lei è Thomas, uno studente intelligente e smaliziato che si getta a capofitto nelle stesse identiche curiosità della giovane, covando per lei qualcosa di più di una semplice amicizia. Una storia sulle tracce di un’omicida che pare essere Jack Lo Squartatore.

Lo sarà veramente? Cosa scopriranno Audrey e Thomas? Cosa succede nella Londra di fine Ottocento? Chi è il misterioso assassino che si aggira fra le vie di Londra? Cosa scopriranno i due giovani protagonisti?

 «Sarà fatto, Mister…?» Il modo in cui enfatizzò l’appellativo maschile non lasciava spazio a fraintendimenti; Thomas aveva capito perfettamente che non ero un ragazzo, ma aveva deciso di stare al gioco per chissà quale motivo.  Di fronte a quell’atto di pietà mi ammorbidii un po’, abbassando la voce in modo che soltanto lui potesse sentirmi. Il cuore riprese a battere all’impazzata all’idea di condividere il mio segreto con qualcuno. «Wadsworth. Mi chiamo Audrey Rose Wadsworth.»

La trama incuriosisce fin dal primo impatto e mi piace molto l’effetto di mistero che lascia la lettura e l’introduzione di questo romanzo. Non porta con sé effettivi spoiler invogliando alla lettura del volume.

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La copertina è sicuramente interessante e apprezzo il fatto che l’editore italiano abbia mantenuto la stessa versione dell’originale. Con Audrey in primo piano, mostra la giovane con un piccolo pugnale che rimanda ed allude al titolo e al personaggio di Jack Lo Squartatore. Il titolo è incoraggiante, rimasto come l’originale e utilizzando e solo le mere e semplici traduzioni. Apprezzo sicuramente l’attaccamento di ogni volume ad un personaggio storico importante o comunque conosciuto anche se effettivamente non viene poi preso molto in considerazione.

L’ambientazione e l’epoca sono assolutamente interessanti, nella Londra di fine Ottocento anche se, molte cose inserite sono anche troppo contemporanee per l’epoca rispetto a quanto viene descritto. Ho trovato la struttura generale abbastanza buona e il contemporaneo non disturba nonostante questo non sia adatto alla tempistica e ai tempi descritti.

«Statemi vicino, Wadsworth» si raccomandò Thomas. «Non mi piace come vi guardano questi balordi.» Lo scrutai con la coda dell’occhio e avvertii una lieve sensazione di calore diffondersi per tutto il corpo. «State attento, Mister Cresswell. Qualcuno potrebbe pensare che io vi stia a cuore.»

I personaggi di questa storia sono interessanti, ben strutturati e incentrati nell’epoca in cui sono concepiti anche se alcune relazioni e alcune cose sono più moderne e concepite proprio per la fascia young adult. Centrali, oltre alla protagonista femminile ci sono Thomas e lo zio Jonathan che completeranno l’altra parte della medaglia.

Audrey Rose Wadsworth è una ragazza perspicace ed intelligente che ha un fratello che cerca di prendersi cura di lei ma decisamente più sfuggente di quanto sembra. Ama tantissimo la medicina e occuparsi di autopsie e di misteri e segreti a cui solo un cadavere può ricondurre. Un personaggio che non si ama tanto facilmente e vedremo come cambierà nei corsi delle lettura dei vari volumi.

Thomas è un personaggio arguto, deduttivo e perspicace oltre che interessante. Non è mai noioso anche se a tratti troppo smielato nei confronti di Audrey che cerca di mantenerlo in riga. E’ un tipo che ama chi sa tenergli testa ed è forte.

«Se potessi, tu… tenteresti davvero una cosa del genere con l’aiuto della scienza? La morte potrebbe diventare un ricordo del passato, dunque?» I confini tra giusto e sbagliato erano meno definiti, quando c’era di mezzo una persona cara. La vita sarebbe stata totalmente diversa se nostra madre fosse stata ancora con noi, ma… quella creatura avrebbe potuto dirsi davvero lei? Rabbrividii al pensiero di ciò che sarebbe potuto accadere. «No, non credo che lo farei».

Il perno centrale di questa storia è la ricerca dell’omicida seriale che nell’Ottocento ”infesta” Londra e le sue strade, portando la protagonista di questa storia è il suo collega di studi sulle sue tracce.

Stalking Jack The Ripper Aesthetic by simplyshelbs16 on DeviantArt

Lo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice, in prima persona dal punto di vista di Audrey, fluido, scorrevole e leggibile praticamente in qualche ora o poco più. Nonostante la storia quindi, sia ambientata in un’epoca differente dal solito standard young adult ed abbia delle definizioni e delle strutture che all’epoca non erano sicuramente indicate, non appesantiscono la lettura e rendono tutto molto più leggero.

Per quanto riguarda il titolo, mi sarei sicuramente aspettata di vedere tracce del personaggio richiamato in copertina. Invece finisce per essere un mistero fitto rimanendo tale, cosa che potrebbe anche non essere stato lui. Mi spiego meglio. Il personaggio c’è ed è evidente, mantiene la storia che trovate anche in giro per il web, con la differenza che ci si aspettava fosse più misterioso e più difficile da scovare. Insomma si da un volto a questo personaggio e non è neanche troppo difficile da percepire, se devo dirla tutta. Quindi optare per un titolo simile e poi attribuire si, i fatti accaduti a Londra in quegli anni per poi scoprire lo scopo del suo utilizzo mi ha fatto sinceramente un po’ ridere. Il finale è veramente inopportuno e quasi come se non sapesse come chiudere il cerchio. Spero che l’utilizzo dei prossimi personaggi richiamati in copertina sia migliore perché in parte era anche per questi che ero curiosa di scoprire questa serie.

Sicuramente come giallo, il volume lascia abbastanza a desiderare. Avrei voluto sicuramente più suspence da lettrice anche di thriller e gialli ma su questo il libro pecca molto e se cercate una storia che pensate possa vertere in questo senso, vi sbagliate di grosso. E’ una lettura particolare, dark e misteriosa ma non abbastanza enigmatica come si sperava.

Punto a favore da una parte e a sfavore dall’altra è quello del femminismo. A favore perchè nella storia la cosa piace e si riesce a comprendere quanto sia innovativo il suo spirito e la forza di ribellarsi per non essere solamente per pizzi e merletti ma avere del fegato, poter studiare e fare cose che fanno gli uomini, esattamente come loro o forse anche meglio. Dall’altra punto negativo perchè utilizzarlo nell’epoca non sembra particolarmente indicato e adatto. Per il resto, sono totalmente d’accordo dell’utilizzo che ne ha fatto l’autrice e sono assolutamente a favore della questione.

Mi scrollai di dosso lo stordimento, quindi annuii. Ero ancora spaventata dall’aggressione, ecco tutto. La ragazza che cantava la sua triste filastrocca non avrebbe corso alcun pericolo, quella notte. Il mostro stava andando a casa. «Sì.» Distolsi lo sguardo. «Resta nell’ombra, e corri più veloce che puoi.»

Il libro è un buon inizio di serie anche se non so come sarà per i prossimi volumi. Mi immaginavo una storia più complessa per quanto riguarda il dark e il mistero però spero migliori nei prossimi volumi.

Kerri Maniscalco ci inoltra nella Londra di fine Ottocento e nel suo mondo con questo primo volume alla ricerca di un misterioso assassino. Una serie che si scopre pagina dopo pagina.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Pensate possa piacervi? Fatemi sapere, io vi aspetto sempre ovviamente!

A presto,

Sara ©

BLOGTOUR: PREVIEW REVIEW // RECENSIONE IN ANTEPRIMA #430 – GIRL WITH THREE EYES DI PRIYA ARDIS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi una novità che spero possa incuriosirvi e che possiate apprezzarla. Un libro che ho letto in lingua per via di un evento che lo promuove e spero che – almeno per gli amanti della lettura anche in lingua – sia un volume in più da aggiungere alla lista. Ringrazio l’editore, l’autrice e Giselle, l’organizzatrice dell’evento. Ve ne parlo subito:
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Titolo: Girl With Three Eyes
Autore: Priya Ardis
Data di uscita: 11 Agosto 2020
Genere: Fantasy, Young Adult
Lingua: Inglese
Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=TJbUzyLCWpQ&feature=youtu.be
Link d’acquisto: 
Synopsis: She would hate her third eye less if it actually gave her special powers. When her secret is threatened, she may be the only one who can save the kingdom. Sixteen-year-old Kira puts on a show about having empathic abilities, but she miraculously wakes a highborn boy from a coma after a near-fatal accident on mountainous slopes. When his father threatens to expose her “magic” to the queen unless she attends the kingdom’s most elite academy as a bodyguard. Soon, she’s immersed in a strange new life—one of being a simple student trying out for the school’s skyboarding team. Her fake life becomes the life she’s always wanted, but Kira cannot escape who she truly is. And as a sinister foe lurks closer than she suspects… Will she risk her freedom to develop the vision to unmask a killer before the crown falls? Girl with Three Eyes is a young adult fantasy series. If you like strong female protagonists, futuristic fairy tales, and epic tournaments, then you’ll love Priya Ardis’s heart-racing adventure.
Trama tradotta da me: Odierebbe meno il suo terzo occhio se le desse davvero poteri speciali. Quando il suo segreto è minacciato, potrebbe essere l’unica che può salvare il regno. La sedicenne Kira mette in scena uno spettacolo sulle capacità empatiche, ma risveglia miracolosamente un ragazzo di nobili origini dal coma dopo un incidente quasi fatale sui pendii montuosi. Il padre del giovane minaccia di esporre la sua “magia” alla regina a meno che non frequenta l’accademia più elitaria del regno come guardia del corpo. Presto, sarà immersa in una strana vita, quella di essere una semplice studentessa che prova per la squadra di skyboard della scuola. La sua vita finta diventa la vita che ha sempre desiderato, ma Kira non può sfuggire a chi è veramente. E mentre un sinistro nemico si nasconde più vicino di quanto lei sospetti … Rischierà la sua libertà per sviluppare la visione per smascherare un assassino prima che la corona cada? Girl with Three Eyes è una serie fantasy per giovani adulti. Se ti piacciono le protagoniste femminili forti, le fiabe futuristiche e i tornei epici, allora adorerai l’avventura di Priya Ardis.

RECENSIONE

ArtStation - 1001 Dome Palace , Stefan Stankovic Città Fantasy, Il Mondo Della Fantasia, Storia Antica, Illustrazione Fantasy, Fuoco, Luoghi, Città, Arte Surreale, Arte FantasyLa storia ha inizio in un piccolo paese di perifera. Kira Shine è una ragazzina che ama lo skyboard e per racimolare qualche soldo, suo padre sfrutta il suo misterioso e magico dono truffando le persone facendo credere che lei avrebbe curato i loro problemi; Ebbene si, Kira ha un terzo occhio, sulla fronte. Un vero e proprio occhio che si apre in momenti particolari come quando Kira ha paura o è particolarmente stressata. Quando un alto funzionario del regno chiede loro aiuto per la caduta di suo figlio dallo Skyboard a cui Kira aveva assistito, lei cerca di dissuaderlo, non sa come aiutarlo veramente. Quando misteriosamente riesce nell’intento l’uomo la ricatta e finisce per andare con loro nella metropoli, dove diventerà la guardiana di suo figlio, nascondendo il tutto spacciandosi per una lontana cugina. 

Per quale motivo Trace, il figlio del funzionario è in pericolo? Cosa sta succedendo in città? Quale mistero lega Kira a Trace e al giovane principe erede al trono che segue gli studi nella stessa scuola? Perchè il terzo occhio è tanto importante?

I walked inside. The stranger straightened, showing he was decently tall. Strength shone from his eyes. His gaze raked me from head to toe. “She is young.” My father shut the door. “She is very talented.” My hand fisted, my fingers digging into my palms. Then, the stranger moved back to reveal another person on my father’s dilapidated chair. There lay the boy from the mountain—pretty boy—the one I’d left to three healers. The bearded stranger put a hand on the boy’s head. “Do whatever it takes. Just help him.”

La trama è scritta molto bene, lascia molto all’immaginazione per quanto riguarda la storia complessiva e non ci lascia spoiler sul futuro. Tutto molto misterioso, questo sicuramente la cosa che riesce ad attirare di più. Cosa succederà alla ragazza con tre occhi?

La copertina la trovo davvero, davvero bella. Non so per quale motivo ma questa strana corona con l’occhio al centro m ha messo curiosità ancor prima di leggere la trama. E’ una copertina semplice, funzionale e che lascia affascinato il lettore che cerca di comprendere il legame che c’è fra quella corona, l’occhio, il sangue e il titolo di questo volume. Quest’ultimo infatti, a dominare la storia ed a lasciare l’impronta per chi cerca di capire qualcosa in più sul volume. Un titolo dritto al punto, focale e interessante.

Tre - Swipe ⬅️ for the process — I love painting three eyes 👀 and I really  enjoyed drawing the full eyebrows. … | Third eye art, Eye art, Digital  painting portraitL’ambientazione ha inizio a Kushmari il paese dove inizialmente viveva Kira, e si sposta nel cuore del Rajekstan, a  Raj City, dove è insediato il principe ed erede al trono e dove converge il fulcro del popolo. L’epoca sembra essere futuristica anche se ci troviamo in un posto molto similare all’India e di cui ritroveremo i colori, le spezie e la bellezza visiva.

Run, Kira. You’re a fraud. Whatever he thinks you can do, you know you can’t. But I couldn’t. I took steps back until the heels of my boots teetered at the top edge of the stairs. Guardsmen surrounded me like a noose. “What if I say no?”

I personaggi di questa storia sono molto interessanti e si amalgamano fra loro mano a mano che la lettura va avanti. Inoltre si riesce anche a percepire il cambiamento e la maturità dei diversi personaggi nello sviluppo di questo volume. Sia per quanto riguarda Kira e Trace, ma anche per se stessa, per il modo di porsi col principe e la corte e con Sir Lyon.

Kira Shine è un’amante dello skyboard. Non è brava, è un vero e proprio talento. Nonostante questo è impulsiva, testarda e riesce a stento a tenere a freno la lingua. E’ comunque una ragazza che porta con sé un fardello non indifferente: ha ereditato da sua madre un terzo occhio che sta sulla fronte e si apre nei momenti di particolare stress o di difficoltà. E’ un personaggio che riuscirete ad apprezzare nel corso della lettura.

My hands curled into fists. I said evenly, “I’m not trained to protect anyone. I don’t even know how to fight.” “However, you can see into any cruel heart.” His eyes locked onto mine. “You have an incredible gift, an invaluable one. I am not here by coincidence. Rumors and whispers led me to the great healer of Kushmari Village. Then, I diligently watched for weeks until I found your father. You are not exactly a healer. You are something even more powerful. I fully intend to hone your gift to my end.”

The Art Of Animation — Gran Blue Fantasy Città Fantasy, Il Mondo Della Fantasia, Arte Fantasy, Paesaggi Anime, Luoghi, Natura, Arte Fantastica, Bei PostiIl perno centrale di questa storia, nonostante si pensasse fosse il terzo occhio di Kira, almeno fino alla metà del volume sembra essere lo Skyboard. Successivamente, tutto si trasforma per far riprendere la scena centrale al terzo occhio e al suo mistero.

Lo stile è stato molto scorrevole e fluido, si legge in poco tempo e non si rimane delusi dalla scrittura anche se ho trovato delle stranezze piuttosto singolari, sopratutto come viene presentata l’età dei personaggi. Probabilmente è un modo di dire in lingua ma non essendoci abituata non riuscivo inizialmente a comprendere, utilizzando quasi il metodo francese. Quindi dicendo ad esempio “Seven and ten” per intenderci. Per il resto, per essere una lettura in lingua ho letto cose più complesse quindi è leggera veloce e pratica anche per chi è alle prime armi con l’inglese.

La storia ha al suo interno molto della cultura Hindù che affascina e cerca di carpirne ancor di più i suoi palazzi, la struttura e l’organizzazione anche se ho trovato la storia molto più focalizzata sulla scuola e sullo sport dello Skyboard rispetto al resto. Lo Skyboard sembra essere uno sport molto simile allo snowboard ma con dei particolari motori di cui non so dirvi. Su questo non è stato esattamente chiaro, comunque lo skyboard è si un punto di movimento e fa parte della storia ma non pensavo che riuscisse quasi completamente a dominarla. 

In poche parole? Troppo sport e poco fantasy. Dal titolo e dalla copertina mi sarei aspettata molta più enfasi, mistero fitto e intrighi legati al terzo occhio di Kira, ma per buona parte del volume si parla di questo come un dono e basta senza neanche spiegare a cosa serva questo dono tanto nascosto. Misteri su misteri che continuano a convergere sullo sport ma che perde d vista il punto focale della storia. Su questo infatti, la storia perde molto e sono rimasta delusa da ciò che ne deriva. Mi sarei aspettata molta più dinamicità, misteri e sangue.

Andando avanti con il volume si fa intrigante soprattutto il “cattivo” della situazione, l’antagonista che nonostante una parte risulti scontato, dall’altra parte c’è qualcosa che riuscirà a sorprendere il lettore lasciandolo senza parole.

My gut turned inside out. Holy Rama. Ajay Viskander, the crown prince of Rajekstan, smiled down at me with deep brown eyes. He held out his hand. “Well done, Kira Shine. I’m happy to finally meet you.” I would meet you anytime. I stood there gaping at his Royal Hotness, my body battered and sweaty. His woodsy scent surrounded me. As gingerly as if he held a live grenade, I placed a suddenly boneless hand in his. Lightning crackled. A shock of electricity from his fingertips zapped my skin.

Il libro è un inizio di serie abbastanza coinvolgente, sia nella storia che nelle dinamiche. Un ingresso nel mondo di un India fantasy che riesce a meravigliare. Spero nei prossimi volumi ci sia più fantasy e meno sport così da rendere la lettura più avvincente.

Priya Ardis è sicuramente un’autrice da tenere in considerazione. Scrive una storia che la lega alle sue credenze e rende l’India in cui ci troveremo, un regno magico e ricco di colori, misteri e particolarità.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

PREVIEW REVIEW

The story begins in a small suburban town. Kira Shine is a little girl who loves skyboarding and to make some money, her father exploits her mysterious and magical gift by scamming people into believing that she would cure their problems; Yes, Kira has a third eye on her forehead. A real eye that opens in particular moments such as when Kira is afraid or is particularly stressed. When a high-ranking official of the kingdom asks them for help with her son falling off the Skyboard that Kira witnessed, she tries to dissuade him, she doesn’t know how to really help him. When he mysteriously succeeds in the man’s intent, he blackmails her and ends up going with them to the metropolis, where she will become the guardian of her son, hiding everything by pretending to be a distant cousin.

Why is Trace, the officer’s son in danger? What’s happening in the city? What mystery links Kira to Thrace and the young prince heir to the throne who is studying in the same school? Why is the third eye so important?

You will feel little in life. Somedays you will feel small. But it will pass. Be brave. Be strong. Be my sunshine. 

The plot is very well written, leaves a lot to the imagination in terms of the overall story and leaves no spoilers about the future. All very mysterious, this is certainly the thing that manages to attract the most. What will happen to the girl with three eyes?

I find the cover really, really beautiful. I don’t know why, but this strange crown with the eye in the center made me curious even before reading the plot. It is a simple, functional cover that fascinates the reader who tries to understand the link between that crown, the eye, the blood and the title of this volume. The latter in fact, to dominate the story and to leave an imprint for those seeking to understand something more about the volume. A title straight to the point, focal and interesting.

The setting begins in Kushmari, the country where Kira initially lived, and moves to the heart of Rajekstan, in Raj City, where the prince and heir to the throne is installed and where the fulcrum of the people converges. The era seems to be futuristic even if we are in a place very similar to India and of which we will find the colors, the spices and the visual beauty..

The characters in this story are very interesting and blend with each other as the reading progresses. Furthermore, it is also possible to perceive the change and maturity of the different characters in the development of this volume. Both as regards Kira and Trace, but also for herself, for the way of dealing with the prince and the court and with Sir Lyon.

Kira Shine is a skyboard lover. She is not good, she is a real talent. Despite this, she is impulsive, stubborn and can barely hold her tongue. However, she is a girl who carries a considerable burden with her: she inherited from her mother a third eye that is on the forehead and opens in moments of particular stress or difficulty. He is a character that you will be able to appreciate in the course of reading.

The central pivot of this story, although it was thought to be Kira’s third eye, at least up to half the volume seems to be the Skyboard. Subsequently, everything is transformed to make the central scene resume the third eye and its mystery

The style was very smooth and fluid, you read in a short time and you are not disappointed with the writing even if I found some rather unique oddities, especially how the age of the characters is presented. It is probably a way of saying in the language but since I was not used to it I could not initially understand, using almost the French method. So saying for example “Seven and ten” so to speak. For the rest, to be a language reading I have read more complex things so it is light, fast and practical even for those who are new to English.

The story has a lot of Hindu culture within it that fascinates and tries to capture even more its buildings, structure and organization even if I found the story much more focused on school and the sport of Skyboard than the rest. Skyboarding seems to be a very similar sport to snowboarding but with particular engines that I can’t tell you about. On this it was not exactly clear, however the skyboard is a point of movement and is part of the story but I did not think it could almost completely dominate it.

In short words? Too much sport and not much fantasy. From the title and the cover I would have expected much more emphasis, dense mystery and intrigues related to Kira’s third eye, but for a large part of the volume we talk about this as a gift and that’s it without even explaining what this hidden gift is for. Mysteries upon mysteries which continue to converge on sport but which lose sight of the focal point of the story. On this in fact, the story loses a lot and I was disappointed by what comes from it. I would have expected much more dynamism, mysteries and blood.

Going forward with the volume, especially the “bad” of the situation becomes intriguing, the antagonist who although one part is taken for granted, on the other hand there is something that will surprise the reader leaving him speechless.

The book is a fairly engaging series start, both in story and dynamics. An entrance into the world of a fantasy India that manages to amaze. I hope in the next volumes there is more fantasy and less sport to make the reading more compelling. I would like to recommend it as a first approach to English, certainly a good start to the saga that I hope will turn into much more.

Priya Ardis is definitely an author to be taken into consideration. She writes a story that binds her to her beliefs and makes the India in which we will find ourselves, a magical kingdom full of colors, mysteries and peculiarities.

My vote for this book is: 3 stars and an half.


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A presto,
Sara ©

RECENSIONE #416 – LE PAROLE NEL VENTO DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per portarvi una nuova recensione di un libro che possa piacervi. Ringrazio infinitamente Christian Antonini per la sua gentilezza e avermi permesso la lettura del volume e alla Giunti che me lo ha cortesemente inviato così da potervene parlare. Ecco a voi:

514stvrpltl._sx315_bo1204203200_Titolo: Le parole nel vento
Autore: Christian Antonini
Editore: Giunti Editore
Prezzo: 14.00 € / eBook: 8.99 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ClssJs
Trama: Nel 1935 il governo americano lancia il progetto delle Bibliotecarie a cavallo: donne in sella che portano libri e riviste alle comunità più remote e isolate. In quegli stessi mesi, nella contea di Salleville, Kentucky, la quattordicenne Lucy May Walton sogna di diventare una maestra, anche se la povertà della sua famiglia minaccia il suo futuro e la vita della sua amata cavalla Brezza di luna. Ma Lucy May non è disposta a rinunciare ai propri sogni di libertà. Così, in sella alla sua puledra, decide di fuggire da un destino segnato. Durante la fuga incontra un ragazzo ferito, un criminale in fuga dalla sua banda, che lo sta cercando perché ha deciso di restituire il bottino…

RECENSIONE

brown horse standing near grassLa storia ha inizio in Kentucky, nel 1935 in cui una ragazza, Lucy May, a galoppo di Brezza di Luna scorge delle ragazze a cavallo. Chi sono non lo so ma sogna un giorno di diventare una maestra nonostante i suoi genitori e la sua famiglia sono sempre più poveri e rischiano persino di non riuscire più a mandarla a scuola e di dover vendere il suo adorato cavallo.
Ma Lucy May non demorde e cerca di aiutare la sua famiglia come può. Quando, però, incontra un giovane in una fattoria abbandonata tutto cambia, la vita, le cose che la circondano, persino le sue priorità.
Chi è quel ragazzo misterioso? E quelle giovani a cavallo? Cosa potrà fare ora Lucy May per aiutare la sua famiglia e per salvare il suo adorato cavallo Brezza di Luna?
E’ strano essere di nuovo alla fattoria dei Carter. Con il sole alto tra le nuvole il posto non le fa più paura. Solo un po’ di tristezza.  E’ questo che succede quando una famiglia se ne va?
 
La trama narrata è semplice e diretta che in poche parole ci spiega la situazione che verremo a trovare in questo volume nella sua interezza. Una trama che rispecchia molto ciò che ci viene presentato senza incorrere in spoiler.

La copertina è originale e particolare, molto diversa dal solito anche nella sua composizione estetica visto che il libro si presenta in rigida quasi di ” tessuto” (perdonatemi ma non so come si chiama questo materiale), quasi fosse un libro di quell’epoca. Molto bello.


Il titolo è molto carino, ci porta proprio in sella a Brezza di Luna in cui le parole volano e corrono a cavallo assieme alla protagonista.

L’ambientazione, come già detto in precedenza è il Kentucky, una piccola cittadina di campagna nell’anno 1935, in cui, in quei posti il tempo sembra essersi fermato e tutto rimane sospeso in una bolla di sapone. Dei luoghi magici in cui tra fattorie, cavalli e vasti praterie tutto sembra avere un effetto persino calmante della situazione.

brown horse on body of water during daytime«Hai la forza di tuo padre, Lucille Mayflower Walton» riprende la mamma, appoggiando la schiena alla parete. «Ma nel tuo cuore c’è anche una vena selvaggia, irrequieta. Io lo so, la sento». «Indomita?» La donna annuisce, sorpresa. «E’ la parola di oggi» spiega la ragazza. «Si, indomita…». 


I personaggi di questa storia non sono molti ma i pochi presenti sono assolutamente ben delineati e ben costruiti, che lasciano il segno al lettore trasportandolo proprio in quei posti.

Lucy May Walton è una ragazzina di quattordici anni sveglia, dedita alla sua famiglia e all’aiuto della stessa facendo piccole consegne pur di prendere qualche soldo. Ama il suo cavallo Brezza di Luna che si lascia montare solo da lei e che ormai la riconosce come unica proprietaria. Ama andare a scuola e studiare e per questo vuole diventare una maestra

Galoppo china su collo di Brezza di luna, cercando di farmi leggera più che posso. I suoi zoccoli colpiscono la terra soffice con una raffica di tonfi ovattati, veloci e sicuri. Quel suono mi riempie le orecchie e sorrido: ha lo stesso ritmo del mio cuore.

silhouette photography of horse riders on treesIl perno centrale sono proprio le parole, così come ci annuncia il titolo stesso. E saranno queste parole nel vento che porteranno la nostra protagonista in una bellissima avventura alla ricerca di se stessa, del sacrificio, del valore della famiglia e dell’avventura.

Lo stile utilizzato è molto scorrevole e fluido, tipico dell’autore in questione che si legge sicuramente in poche ore. Il volume è piccolo e ci porta in un luogo e in un’epoca che in libri per ragazzi non si vede quasi mai. Sicuramente una lettura coinvolgente.

Rispetto ai volumi precedenti questo volume riporta più a livello di valori trasmessi che a livello di storia effettiva. Infatti, laddove i volumi precedenti sono riusciti ad emozionarmi dall’inizio alla fine, per questo volume ho seguito più la sua storia lasciando una scia di cose e di valori che cerca di lasciare lungo il percorso.

Le bibliotecarie a cavallo non sono state il perno centrale della situazione ma hanno fatto la loro parte nella storia lasciando al lettore qualcosa che non si conosce. Personalmente, infatti, non conoscevo questa cosa delle bibliotecarie a cavallo ed è una cosa che andrò a vedere e su cui mi piacerà informarmi.

«E’ per questo che mi aiuti? Anche se sai che voglio andare via?» «Certo. Tu hai un dono. E se rimani qui ti verrà portato via, assieme a Brezza di Luna». «Temevo che volessi fermarmi» osserva Lucy May sistemandosi una ciocca sulla fronte.

Il libro è una lettura che stavolta si affaccia ad un pubblico più grande e più maturo oltre al pubblico dei giovani a cui di solito l’autore fa fronte. Trovo sia una lettura interessante, originale, che mi sento di consigliare vivamente.

Christian Antonini scrive un volume molto diverso dai precedenti che ci mostra la bellezza delle parole, del leggere e del comunicare. Un libro che ci insegna il valore del sacrificio, la forza di volontà e l’amore per i libri e per la propria famiglia.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
 
A presto,
Sara ©

 

 

RECENSIONE #415 – INNI ALLE STELLE DI GIOPOTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Dopo un po’ che ho letto questo volume riesco finalmente a parlarvene. Ci ho messo anche un po’ per decidermi a scriverla perchè non riuscivo davvero ad esprimere qualcosa e quando è così preferisco metabolizzare il volume e scrivere qualcosa appena ho le idee chiare. o acquistato questo libro in digitale tempo fa e ve ne parlo subito. Ecco a voi.

downloadTitolo: Inni alle stelle
Autore: Giopota
Pagine: 233
Data di uscita: 7 novembre 2019
Casa editrice: Bao Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Z6BwLP
Trama: Inni è un ricco rampollo che desidera l’avventura. Lentamente, i doveri della sua famiglia stringono intorno a lui una morsa che minaccia di soffocarlo. Il lavoro all’opificio, la promessa di matrimonio, il bisogno di dimostrare il proprio valore. Partire, capire sulla strada i propri limiti, quello forse gli farebbe bene. Ma non c’è persona sana di mente che partirebbe verso una terra nella quale una guerra odiosa e violenta si sta propagando come l’infezione di una ferita. E allora Inni dovrà addurre un motivo da sognatore, da pazzo, da visionario: seguirà la Via Francigena alla ricerca del tesoro del Santo. E mentre le stelle in cielo lentamente si spengono, un giovane dal cuore inquieto scoprirà il vero significato di un cielo muto, e in assenza di parole da ascoltare, dovrà scrivere da sé le risposte che cerca.

RECENSIONE

La storia a inizio a casa di Inni, un rampollo ricco che conduce una vita programmata, fine a se stessa: il lavoro all’opificio di famiglia e il fidanzato con una persona che non ama neanche che dovrà sposare presto. Stanco o forse semplicemente annoiato, Inni parte per un lungo cammino attraverso la Via Francigena che lo porterà ad affrontare diverse, ma la vera domanda è:

Per quale motivo Inni affronta il suo viaggio? E’ per via del famoso pellegrinaggio religioso o solo per fuggire dalla vita che lo aspetta? Cerca anche lui il famoso tesoro del Santo che tutti credono perduto? Cosa succederà lungo il suo cammino?

Inni alle Stelle, un viaggio magico come la realtà | Intervista

La trama è semplice e non svela molto se non l’intro generale del volume stesso che si presenta così come viene descritto. Ovviamente una volta addentrati all’interno del viaggio i particolari saranno tanti e vi converrà prestare particolare attenzione.

La copertina mi ha attirato dal primo momento in cui l’ho vista. La trovo luminosa e che riflette ciò che il libro sta cercando di trasmetterci. Inni, il protagonista che con il suo libro in mano segue la Via Francigena alla ricerca di se stesso, del suo destino o di ciò che semplicemente cercava. Il titolo è controverso e il nome si sposa completamente con il resto. D’altra parte credevo che non fosse Inni come nome ma semplicemente un canto alle stelle. Invece il titolo intende proprio Inni, il protagonista alle stelle che gli indicheranno la strada per questo nuovo volume.

L’ambientazione è fantastica ma riprende un tratto e nomi realmente esistenti anche se effettivamente non sembrano avvicinarsi molto se si vede complessivamente la storia. Ci si muoverà quindi seguendo la via che dai Pirenei porta verso la Galizia, un tratto del Cammino di Santiago; l’epoca essendo fantastico non è definito ma ha dei tratti quasi medioevali.

Il Cammino di Santiago diventa un fumetto dove il cielo si fa buio ...

I personaggi di questa storia sono diversi ed incontreremo particolari ed originali soggetti che accompagneranno Inni lungo il suo viaggio nonostante non pensava di trovare delle persone con cui confrontarsi e stare bene condividendo la medesima avventura. Ho trovato sicuramente più interessanti i personaggi che lo circondavano, come la ragazza, piuttosto che il protagonista principale.

Inni è un personaggio molto enigmatico, soprattutto all’inizio. Si presenta come il classico tipo che ha tutto ed è annoiato da tutto, l’eterno indeciso, tanto da voler cercare di staccarsi dalla sua famiglia per poter costruire qualcosa che possa essere suo e suo soltanto. Nonostante la famiglia e quella che appare come la sua fidanzata cercano di dissuaderlo lui parte alla ricerca di qualcosa che è molto più importante della meta stessa. Nel corso del suo viaggio scoprirà valori importanti per se stesso e cosa vuole dalla sua vita. Nonostante nasca come un personaggio non particolarmente simpatico a primo impatto, piano piano cerca il cambiamento quindi la situazione si solleva mano a mano che si procede nella lettura.

Storia di un cercatore di stelle – La Connessione Tra i Libri

Il perno centrale di questa storia è il pellegrinaggio della Via Francigena, il libro misterioso e la ricerca di Inni che lo porterà a scoprire cose su se stesso, sulle persone e sulle cose che lo circondano, inondandolo di sicurezze che prima di sicuro non aveva.

Lo stile utilizzato e la grafica sono assolutamente caratteristici ed identificativi di Giopota; infatti l’autore sembra quasi prendere il protagonista del volume precedente e trasportarlo pari pari qui, presentandocelo con altro nome ed altra veste. Infatti, almeno personalmente parlando avrei preferito che i tratti distintivi di Inni fossero diversi rispetto al personaggio protagonista del volume precedente Un anno senza te.

La cosa che invece non riesce proprio ad arrivare è il concetto contorto su cui tutta la storia si baserà e su cui i personaggi si muovono. Tutto il lato fantasy, la magia, il libro e chi più ne ha più ne metta confondono il lettore lasciando tutto molto al caso per poi arrivare alla fine frettolosamente e non concludendo le mille domande che il lettore si è posto durante tutto il percorso di Inni. Ok, tutto è intenso, magico e sicuramente unico ma è anche molto confuso e non lascia una sensazione piacevole completa e di soddisfazione vera che può derivare dalla lettura stessa.

BAO Publishing: le prime immagini del nuovo fumetto fantasy di ...

Il libro è curioso nella sua presentazione ma non coinvolge e non spiega quello che effettivamente dovrebbe. Personalmente l’ho trovato molto bello visivamente. Per il resto non saprei.

Giopota con Inni alle stelle ci porta, con il suo tratto che lo caratterizza, in un mondo fantastico dove percorrendo un lungo cammino si cerca oltre ad un immenso tesoro perduto anche tutto ciò che uno non si aspetterebbe mai: un vero e proprio viaggio alla ricerca di se stessi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate potrebbe piacervi? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – Recensione in anteprima #414 : MOMO DI JONATHAN GARNIER E RONY HOTIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una recensione di un libro che è riuscito davvero ad emozionarmi e che mi ha lasciato una sensazione piacevole, un libro che conserverò con assoluto piacere. Ringrazio la casa editrice Tenué per la lettura in anteprima e l’organizzatrice che ci ha coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito:

momo_cover_store-330x534-1Titolo: MOMO
Autore: Jonathan Garnier e Rony Hotin
Casa editrice: Tunué
Collana: Tipitondi
Pagine: 176
Prezzo: Euro 16,90
Link d’acquisto:
Trama: Momo è una bambina di cinque anni, vive con la nonna in un piccolo villaggio portuale della Normandia. Ditanto in tanto la bambina va sul ponte per riuscire a vedere la barca del padre, marinaio d’altura obbligato dal lavoro a passare lunghi periodi in mare. 

RECENSIONE

La storia di Momo ha inizio al faro, dove lei e la nonna cercano in lontananza il padre della piccola partito ormai diverso tempo addietro. Momo  ha al mondo solo suo padre e sua nonna. Quest’ultima si occupa di lei a tempo pieno anche se è anziana e con una bambina di cinque anni vivace come Momo, niente è semplice. In più, nel piccolo paese la ragazzina avrà modo di conoscere e farsi amici le persone più bizzarre a cui si andrebbe mai a pensare. Momo è intraprendente, bizzarra, furba e molto sveglia ma anche molto sola.
Riuscirà la piccola bambina a farsi degli amici? Chi incontrerà al paese che  si affezionerà lei? Cosa succederà tanto da sconvolgere il suo piccolo mondo da bambina? 

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno - L'Ambidextre

La trama è ben scritta anche se mi sono trovata a dover cancellare le ultime righe – per questa recensione – perchè ci sono davvero dei spoiler che sarebbe bello scoprire e leggere senza doverli trovare sulla trama. Sono sicura che non avrebbe avuto la stessa valenza leggere le cose dalla trama quindi siete al sicuro. Vi ho abbreviato e potrete leggere tranquillamente di cosa tratta questo volume.

La copertina del libro è davvero meravigliosa e rappresenta la vera essenza di questo libro mostrandoci Momo in tutta la sua tenerezza e semplicità. Momo è una piccola bambina dai capelli rossi e scombinati, vestita alla maschiaccio e che non ha molti amici. E’ una ragazzina tenerissima che vi saprà conquistare. Il titolo è semplice e non è stato ne tradotto ne modificato dall’originale. Momo è il nome della nostra dolcissima protagonista che riesce ad emozionare il lettore solo con il suo visino adorabile. Un connubio tra copertina e titolo davvero unico.

L’ambientazione è in Normandia, in Francia, in un piccolo paese in cui molte persone si conoscono fra loro, quindi una circoscrizione molto piccola mentre l’epoca sembra riferirsi intorno al 1990, quando Dragon Ball, il cartone animato che tutti conosciamo sembrava spopolare molto più di ora (ve lo dico perchè all’interno del fumetto verrà citato).

Critique d'album : Momo - Tome 1/2, par Jonathan Garnier, Rony ...

I personaggi di questa storia sono diversi a partire dalla protagonista principale a tutti coloro che faranno parte della sua cerchia. Dei personaggi che dalla nonna al pescatore, al barbone misterioso ai piccoli ragazzini amanti di Dragon Ball fino ad arrivare alla ragazzina adolescente con il gruppo di ragazzini annessi interagiscono con lei, riusciranno tutti ad entrarvi nel cuore.

Momo è una ragazzina di cinque anni adorabile. Come tutti i bambini cerca di fare di testa sua, di ribellarsi e di andare contro – a volte – a sua nonna solo per il gusto di contraddirla. Nonostante questo è una bambina che adora sua nonna e che ama le piccole cose anche se vorrebbe avere suo padre più vicino visto che è lontano da tanto e le manca terribilmente. E’ una bambina dai capelli sempre scombinati, dallo zaino giallo che con tanta ingenuità e bontà e tenerezza saprà conquistarvi pagina dopo pagina.

Rony HOTIN-sous-bois, ville fleurie*: HUM, NEW WORKS FROM THE BEYOND

Il perno centrale di questa storia sono i cinque anni di Momo, il suo animo da bambina, la bontà e l’amore per la sua nonna e per il suo papà. Una storia commovente che saprà regalarvi emozioni profonde, ve lo assicuro.

Lo stile e la grafica utilizzata in questa storia sono estremamente semplici e, con dei colori che si mantengono su una colorazione più tenue rispetto al solito. E’ un libro molto veloce che si legge in pochissimo tempo e che sono sicura potrete amare. 

L’unica cosa che inizialmente non riuscivo a comprendere è dove tutto sarebbe andato a parare ma mano a mano la storia inizia a prendere una direzione univoca anche se parte mostrando i personaggi e lasciandoci un quadro generale completo e sicuro di ciò che sta mostrando al lettore.

La storia, che seguirà le vicende della piccola Momo e percependo tutte le sue emozioni, i sentimenti e consapevolezze che – nonostante la sua tenera età – riuscirà a stupirvi. Una storia che riesce a trasmettere tanti valori: l’amicizia, l’amore per i nonni, il dolore della perdita e la nostalgia di essere bambini. Una storia che vi lascerà tante emozioni, tante consapevolezze e un’infinità di cose belle, vi stupirà non ve ne pentirete.

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno - L'Ambidextre

Il libro è una piccola gemma preziosa, una delle più belle graphic novel che abbia letto ricordandoci quante cose siano importanti fin da quando si è bambini. Un libro che mi sento di consigliare a grandi e piccini, davvero una bella lettura.

Jonathan Garnier e Rony Hotin scrivono e disegnano una storia tenera, dolce ricca di consapevolezze e di sentimenti. Una lettura che ci riporta alla tenera età di Momo consentendoci di provare malinconia e nostalgia per le cose che abbiamo passato anche noi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni! Spero vi piacciano, le trovate qui:
Momo

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

REVIEW TOUR: Recensione #412 – LA CITTA’ DI OTTONE DI S.A. CHAKRABORTY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Cosa mi raccontate? Io sto bene a parte il fatto che sono un po’ stanca per il lavoro e non vedo l’ora che arrivino le vacanze. Oggi voglio portarvi una lettura che ho fatto in questi giorni e spero possa incuriosirvi edita Mondadori che ringrazio per la lettura. Ringrazio anche Miriam del blog Me and books per avermi coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito.

unnamedTitolo: La Città di Ottone
Serie: The Daevabad #1
Autore: S.A. Chakraborty
Genere: YA, Fantasy
Link d’acquisto: https://amzn.to/3egXsYY
Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli..

RECENSIONE

Tea Reading by simonbon on DeviantArtLa storia ha inizio in Egitto dove Nahiri è una ragazza che per sopravvivere si arrangia nel truffare ricchi ottomani con riti del tè e previsioni ciò che chi ha di fronte si aspetta di sentirsi dire. Ma non è soltanto quello, lei riesce a percepire quando una persona ha qualcosa che non va e sembra riuscire a curare questa cosa con molta facilità se non è un fattore irrimediabile. Nonostante questo, nel corso di una delle sue sedute, accade qualcosa di strano, misterioso e la vita di Nahiri cambia drasticamente. Nel suo cammino incontrerà un essere affascinante, Dara che dapprima si mostrerà enigmatico e le rivela di essere parte di un qualcosa di molto più grande di lei e di esserne l’ultima discendente. Dall’altra parte, abbiamo il Principe Alyzad, che nella capitale di Daevabad si trova a fare tutto ciò che suo padre non si aspetterebbe da uno dei possibili eredi al trono. Le strade dei due li porteranno a doversi incontrare mettendo sul piatto tutto quello che pensavano fossero solo antiche credenze perdute.
 
Cosa succederà a Nahiri? Chi è Dara? Perché vuole portarla nella capitale? Cosa le sta nascondendo? Riuscirà Alyzad a prendere il trono o è troppo giovane per ambire a questo ruolo? Perché si comporta diversamente da suo padre ed è molto attaccato ai piani degli shafit?
 
“Ed essi controlleranno i venti e saranno signori dei deserti. E sarà la fine per ogni viaggiatore che si smarrirà nelle loro terre…” Quei versi le risuonavano nella mente; li aveva uditi negli anni in cui aveva finto di sapere tutto sul soprannaturale. Le parole si riferivano a un essere che terrorizzava incalliti guerrieri e avveduti mercanti dal Maghreb al fiume Indo. Un antico essere, di cui si diceva che vivesse per ingannare e terrorizzare il genere umano. Un jinn. L’Afshin era un jinn. Un vero e proprio jinn.
 
La trama è dettagliata e ci da un quadro abbastanza preciso della situazione anche se si concentra molto su Nahiri nonostante ci siano due POV all’interno della storia che contano entrambi e danno due pesi differenti in questa storia. Quindi si, ci sta ma… perchè non si parla anche dell’altro lato della medaglia? Perchè non si da importanza anche al secondo personaggio di questo volume? Non saprei.

La copertina è molto bella ed è stata utilizzata una delle versioni estere anche se l’altra versione la trovo decisamente più bella visivamente. Questa rappresenta se si guarda bene i dettagli, parte delle cose che troveremo all’interno del volume. Per quanto riguarda il titolo, invece, abbiamo una traduzione semplice e concisa visto che il titolo originale è comunque City of Brass. Posso solo che essere soddisfatta dell’edizione che ne è venuta fuori.

Ci troviamo nel diciottesimo secolo, in Egitto dove ha inizio la storia di Nahiri. Per quanto riguarda invece il principe Alyzad ci troviamo nella capitale daeva, Daevabad soprannominata la città di ottone. Un luogo magico e misterioso.

Discover - INPRNT«Hai… hai un nome?» L’uomo socchiuse gli occhi luminosi. «Dovresti sapere che non si chiedono cose simili.» «Perché?» «C’è potere nei nomi. Non sono informazioni che il mio popolo condivide liberamente.» «Baseema ti ha chiamato Afshin.» Il daeva scosse la testa. «Quello è solo un titolo… E un titolo vecchio e piuttosto inutile, fra l’altro.» «E quindi non mi vuoi dire il tuo vero nome?» «No.»

I personaggi di questa storia sono diversi ma la storia avendo due punti di vista completamente diversi ci permetterà di conoscere sia il principe e possibile erede al trono della capitale Daevabad, sia per quanto riguarda la sventurata Nahiri, apparentemente umana che truffa ottomani pur di sopravvivere.

Nessuno dei due, comunque è ciò che sembra. Nahiri non è umana e scopriremo nel corso della lettura cosa sarà e la cosa avrà inizio quando conoscerà l’affascinante Dara, un misterioso uomo che cerca di trascinarla a tutti i costi e contro ogni pericolo nella capitale d’ottone.

Per quanto riguarda il giovane principe Alyzad, invece, non sembra somigliare molto a suo padre e a suo fratello maggiore ma sembra prediligere delle passioni e delle tendenze verso gli shafit, una comunità che non è proprio daeva ma più umanizzante se così la vogliamo definire, all’interno della capitale stessa. E questo porta il principe in una posizione scomoda persino di fronte a suo padre che propende solo ed esclusivamente sui Daeva e cerca di dare priorità loro pur di mantenere la pace in città. Due personaggi molto diversi fra loro legati da un destino che finisce per avvinarli.

«Ci hai traditi, hai tradito le stesse persone che la tua famiglia doveva proteggere. Pensi che abbia importanza come mi ammazzi? Cento altri prenderanno il mio posto. Tu soffrirai… in questo mondo e nel prossimo.» C’era un’acredine selvaggia nella sua voce. «E Dio ti porterà via le persone che ti sono più care.» A suo padre lampeggiarono gli occhi, ma si mantenne calmo. «Slegategli le mani prima di tornare ai vostri posti» disse alle guardie. «Vediamo come corre.»

The Daevabad Trilogy - Alizayd | art by Slaymate | History nerd ...Il perno centrale di questa storia si trova fra le strade di Daevabad, la città dei daeva e dei jinn e capitale della magia vera e propria. Lì Nahiri scoprirà la verità su se stessa e Alyzad cerca di costruire se stesso e ciò che vorrebbe per il suo popolo.

Lo stile utilizzato è intenso e particolarmente prolisso, sopratutto quando si cerca di dare un quadro alla situazione e al mondo che ci circonda. Infatti la lettura è tutt’altro che veloce e devo ammettere di averci messo un’eternità per finirlo, sembrava non finisse mai.

Non posso sicuramente dare un voto basso per il world-building e per la costruzione sia dei personaggi che sono sicuramente il punto migliore di questo volume. Oltre a tutto ciò che riguarda la cultura, le tradizioni popolari e delle leggende che girano attorno al volume. Su questo niente da dire ed è sicuramente ben costruito, studiato con minuzia, tutto molto interessante. Anche se, in alcuni punti, sarebbe stato utile una sfoltita o una riduzione perchè non rimane particolarmente fluido e finisce per risultare pesante a chi non mastica molto il fantasy.

La storia sembra una preparazione a ciò che ci troveremo per il prossimo volume perchè, sebbene la struttura e la composizione del mondo sia eccellente e ben argomentata, non accade poi granché e finisce per interessare sicuramente più Alyzad che Nahiri anche se devo dire che entrambi se la sono battuta un po’ nel corso del volume. Ci sono dei punti in cui l’erede al trono risulta pesante e ripetitivo, persino noioso e ci sono dei punti in cui Nahiri sembra annullarsi rispetto agli inizi diventando quasi qualcosa che non sembra più essere ciò che ci viene presentato all’inizio. E la storia – colpo di fulmine, amore e love story che avviene all’interno del volume – l’ho trovata piuttosto forzata.

Nel complesso, quindi non posso di certo dire che sia una storia scritta male perché è un volume sicuramente apprezzabile, studiato a livello di dettagli, di poteri, tribù, credenze e chi più ne ha più ne metta ma a livello generale della storia non è riuscito a trasmettere qualcosa di concreto e spero che funga da preparazione per ciò che ci aspetta in futuro. Lo spero seriamente. Probabilmente andrò contro la maggior parte delle persone che l’hanno letto e amato ma non sono riuscita ad affezionarmi e a legare emotivamente con i personaggi e ho fatto difficoltà a comprendere anche le loro scelte. La stessa Nahiri non sembra avere uno scopo preciso all’interno della situazione: ok, sei l’ultima della tue stirpe e quindi sei importante – questo non glielo toglie nessuno – ma quale è lo scopo di tutto questo? Quale è lo scopo di rimettere in piedi di nuovo tutto? Questo sembra non arrivare mai e il lettore – o almeno personalmente – ne sono rimasta appesantita cercando di trovare uno scopo che al momento sembra invisibile. Spero e punto tutto nel seguito.

«I tuoi antenati inorridirebbero se vedessero con che facilità rubi.» «Da quel che dici, i miei antenati inorridirebbero anche solo a sapere della mia esistenza.» Tirò fuori da un involto una crosta di pane raffermo. «È così che va il mondo. A questo punto, di sicuro qualcuno è entrato in casa mia al Cairo e ha rubato le mie cose.» Lui buttò un ramo spezzato sul fuoco, da cui si sollevò una pioggia di scintille. «E questo ti rende migliore?» «Qualcuno ruba a me, io rubo ad altri e sono sicura che, prima o poi, le persone che ho derubato prenderanno qualcosa che non appartiene a loro. È un circolo» 

Il libro è stata sicuramente una scoperta a livello di struttura e trovo che l’autrice abbia reso il mondo originale, unico agli occhi del lettore. Non posso dire lo stesso della storia che mi ha coinvolto ma non mi ha lasciato quello che speravo e che – credo e spero – ci regali il secondo volume visto che ci sono tutti i presupposti.

S. A. Chakraborty ci porta fra l’Egitto e una capitale di potere e creature magiche che uniscono credenze e leggende popolari. Una storia che, nel cuore di Daevabad ci arricchirà di magie e ci mostrerà che i Nahid non sono scomparsi ma sono pronti a risorgere e a portare una nuova luce alla città.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Ecco a voi.

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #409 – FIGLI DI VIRTU’ E VENDETTA DI TOMI ADEYEMI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ciao a tutti bei lettori! Oggi sono qui per portarvi il secondo libro di una serie parecchio attesa visto che il primo volume lo abbiamo letto nel lontano 2018. Ringrazio tantissimo la casa editrice Rizzoli per averci permesso la lettura e ringrazio Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento che mi consente di portarvelo oggi. TROVATE LA RECENSIONE DEL PRIMO VOLUME QUI. Ve ne parlo subito:

NB: Il volume è il secondo di una trilogia quindi se non avete letto il primo e volete farlo, non leggete quanto sotto perchè qui e lì potrebbero esserci spoiler dovuti inevitabilmente dalla spiegazione della recensione, come la trama stessa che riporta anch’essa spoiler.

downloadTitolo: Figli di Virtù e vendetta
Autore: Tomi Adeyemi
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy
Data di uscita: 9 giugno 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2YdW9Ue
Trama: Un tempo i magi, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati e di riportare la magia al suo popolo. Conosce i pericoli della sua stupefacente terra, dove si aggirano i leopardi della neve e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua, ma fin da bambina esercita l’arte della lotta e della sopravvivenza ed è pronta a guidare la rivolta.

RECENSIONE

Pin on bibliotheque of feels and fanartLa storia ha inizio laddove è terminata la precedente. La magia è tornata a scorrere nelle vene dei maji e delle persone a cui era stato provato con la forza. Il re è stato assassinato, Inan erede al trono sembra morto ucciso dalle mani di una delle due ragazze protagoniste, Zélie ed Amari, così diverse e così unite per una causa comune. Ora resta solo una cosa da fare per rimettere tutto al proprio posto, imporre sul trono la principessa Amari. Ciò che, però, le due non si aspettano è di trovare tutt’altro al loro arrivo.

Cosa mette a repentaglio la vita e il trono? Cosa sta succedendo a Orisha? Cosa dovranno fare Zelie e l’erede al trono Amari? C’è qualcuno che continuerà a dar loro filo da torcere?

Cerco di non pensare a lui. Ma, quando lo faccio, sento il rumore delle maree. Baba era con me la prima volta che le udii. La prima volta che le ho avvertite. Un po’ come il richiamo di una ninnananna che ci allontanava dal sentiero nella foresta, in direzione del mare. La brezza oceanica mi arruffava i capelli ricci sciolti. Tra le foglie rade filtrava qualche raggio di sole.

Children of Virtue and Vengeance (Legacy of Orisha Book 2 ...La trama è ben scritta, ci presenta bene il volume anche se – devo essere sincera – dopo aver letto il primo volume avevo dei dubbi su come questo potesse effettivamente continuare. Devo ammettere che, nonostante tutto, soni rimasta piacevolmente sorpresa.

La copertina è davvero molto bella e sono felice che lo stile di entrambe sia stato mantenuto come l’originale. E’ stata modificata lo stile della scrittura che nell’originale è molto bello e particolareggiato ma posso dire di ritenermi soddisfatta già che la copertina non sia stata cambiata drasticamente diventando qualcosa di improponibile come avviene spesso nell’editoria italiana. Devo dire che ultimamente tutte le case editrici si stanno impegnando e stanno cercando di mantenere lo stile delle originali quindi punto sicuramente a favore, non c’è che dire. Il titolo è tradotto dall’originale e non posso dire che l’accoppiata con la copertina rende giustizia – in qualche modo – all’originale. Quindi double win.

Book Fanartist — My only ship in Children of Blood and Bone.L’ambientazione di questo libro, come per quanto riguarda il volume precedente, è sempre Orisha, un mondo in cui ci sono vari clan, persone con i caratteristici capelli bianchi che portano dentro di loro l’assopita magia che era stata precedentemente repressa. In questa trilogia l’epoca non è specificata anche se ci sono molti tratti caratteristici di tribù, castelli, comunque cose medioevali se così vogliamo dire.

«Non faccio promesse.» «Fa’ semplicemente del tuo meglio.» Poso la mano sulla sua. «Abbiamo sacrificato decisamente troppo per perdere questa battaglia.»

I personaggi di questa storia sono tanti, incontreremo molti volti nuovi ed avremo modo di approfondirne di vecchi. Conosceremo un nuovo lato di Zélie e uno per quanto riguarda Amari, così legate all’inizio da qualcosa che ora sembra addirittura contrapporle. Ci sarà un terzo personaggio che non mi aspettavo di ritrovare – o che forse non ricordavo che si addentrerà nella lettura e prenderà sempre più piede all’interno della lettura migliorando quanto era in precedenza e mostrandosi sicuramente molto di più.

«Cos’è stato del progetto degli dei?» chiedo. «Cos’è stato della promessa di restare sempre al mio fianco?» «Come posso stare al tuo fianco dopo che Baba è morto per dare maggior potere a quella disgraziata di tua madre e ai suoi tîtán?» «È ingiusto.» Mi bruciano le guance per lo schiaffo delle sue parole. Mi guarda torvo, come se fossi un mostro. Come se fossi stata io a scoccare la freccia che ha ucciso suo padre. «Anch’io ho perso qualcuno in questa guerra.» «Dovrei forse piangere per quel bastardo di tuo padre?»

Il perno centrale di questa storia è incentrato sul risentimento, sulla vendetta, sul ritorno completo della magia nel mondo di Orisha pur di riportare a tutti i maji, ciò che gli è stato tolto con la forza. Dopo anni di soppressioni e soprusi, nessuno è disposto a rimanere in silenzio, è ora finalmente di farsi sentire.

Asma Faizal on Twitter: "I AM SO EXCITED FOR CHILDREN OF BLOOD AND ...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume  precedente utilizzando la prima persona per tutti i personaggi a cui darà voce.

Per quanto riguarda proprio questo, in primo piano di rilevante importanza troviamo sicuramente Zélie anche se è più particolarmente ferita che altro e sembra risvegliarsi passata la metà del volume. Comunque per quanto l’autrice si impegni, non riesce ancora a piacermi completamente. Amari cerca  Per quanto riguarda Inan, credevo ci fossero dei peggioramenti ma il personaggio sembra aver finalmente aver preso piede rispetto al volume precedente.

Per quanto riguarda la tematica del volume in questione riporta le intenzioni del volume precedente mostrandoci una volta ancora quanto le discriminazioni siano ancora presenti e quanto i protagonisti debbano far valere i propri diritti sia per quanto riguarda il popolo stesso e come parte di esso sia per quanto riguarda la magia.

Una lettura dinamica e avvincente che pagina dopo pagina scorre veloce, ci riempie di azione – a volte anche in maniera eccessiva visto che non sembra esserci un momento di vero e proprio respiro – e che sembra maturare in meglio rispetto al precedente volume.

«Mi dispiace per tutto ciò che la mia famiglia ha fatto» continuo, «ma non permetterti di comportarti come se il mio dolore non fosse autentico. Non sei l’unica ad avere delle cicatrici, Zélie! La mia famiglia ha fatto male a me tanto quanto ne ha fatto a te!» 

Il libro è sicuramente un secondo volume determinante, che si fa sentire esattamente come il volume precedente, anche se personalmente ho preferito il primo. Consiglio la lettura della trilogia agli appassionati di fantasy.

Tomy Adeyemi ci rispedisce nel cuore dei protagonisti permettendoci di sentire e percepire con autenticità le emozioni e i sentimenti dei vari personaggi. Una storia di ribellione in cui un popolo cerca di ottenere con le proprie forze tutto quello che ormai sembrava perduto.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la lettura in anteprima in omaggio

Rimanete sintonizzati e leggete le altre recensioni che trovate sul web proprio oggi. Eccole a voi:

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Cosa ve ne pare? Aspettavate questo secondo volume? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

 

RECENSIONE #408 – ESSI VENNERO DI RAFFAELE FIORILLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io oggi vi porto questa recensione di un primo libro – penso di una serie – sci-fi e di fantascienza ambientata in Italia, in cui gli alieni arrivano per la prima volta in Italia. Una storia particolare. Ecco che ve ne parlo:
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Titolo: Essi vennero
Autore: Raffaele Fiorillo
Pagine: 100
Data di uscita: 1 maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3dwvJDC
Trama: Una storia di Primo Contatto interamente ambientata in Italia.
Siamo soli nell’Universo?
Una tiepida mattina di inizio Maggio del 2042 questa grande domanda riceve finalmente la sua risposta: la razza extraterrestre dei “Grigi” atterra in diversi angoli di un pianeta Terra già martoriato dalla sovrappopolazione e dall’eccessivo inquinamento, portando distruzione e violenza oltre ogni limite immaginabile. Cadono i governi, la razza umana viene decimata e i pochi esseri umani superstiti sopravvivono qui e lì nascondendosi sottoterra, bollendo acqua piovana e trafugando il cibo dove possibile. Giulia, poco più che ventenne, è l’unica persona conosciuta ad essere scappata dalla prigionia aliena e quando incontrerà Giovanni e il suo gruppo di sopravvissuti in una Napoli orribilmente lacerata penserà di aver trovato la salvezza, ma un grosso segreto è ben celato dentro di lei.

RECENSIONE


La storia ha inizio nel cuore pulsante di Napoli. Delle strane strutture appaiono all’improvviso sulla Terra e i Grigi invadono per la prima volta il pianeta atterrando a Napoli, Taranto, Milano e vicino Catania. Una ragazza sta scappando per le strade e viene salvata da un gruppo di superstiti, Nadia è una poliziotta da poco in servizio che si ritrova assieme ad una famiglia con dei bambini superstiti fra le strade di Taranto, un reporter si trova in un osservatorio lontano da Milano, una donna che vive in un paesino nei pressi di Catania con i propri genitori e tutti loro sono accomunati dall’infimo destino di avere a che fare con gli alieni che hanno invaso la Terra.

Cosa ci fanno sul pianeta? E qual è il loro scopo? Perchè hanno invaso la Terra? Cosa faranno i giovani protagonisti per tentare di fermare gli invasori che sembrano troppo forti da poter distruggere? Esiste davvero un modo per fermarli?

«Ci fu una grossa esplosione, forse un incidente. Io e pochi altri siamo cascati per terra, liberi dai macchinari ai quali eravamo legati, e abbiamo provato a scappare cercando di uscire all’esterno. Ho corso con tutte le forze che avevo, senza mai voltarmi indietro mentre dalle mie spalle provenivano rumori simili a degli spari. Quando sono arrivata all’esterno e mi sono resa conto di correre in mezzo al cemento, all’aria aperta, ho capito di essere rimasta sola e ho continuato a correre fino allo sfinimento.»

La trama è semplice e riesce sicuramente a mettere curiosità al lettore che cerca di scoprire una nuova lettura. Un libro sicuramente adatto per gli amanti del genere.

La copertina non mi entusiasma particolarmente, se devo essere completamente sincera, anche se fa il suo lavoro perchè descrive sommariamente ciò di cui tratterà il libro anche se l’avvicinamento della copertina lascia pensare che questo sia pacifico; dimenticatelo perchè sarà tutt’altro. Il titolo colpisce, sia per la descrizione del volume stesso che per come presenta il volume nella sua interezza.

L’ambientazione è tutta italiana, si passa da Napoli a Taranto fino a Milano e Catania quindi passando per più luoghi del nostro paese. L’epoca è futuristica, ambientato nell’anno 2042.

Dal nero ottaedro, ancora immerso in acqua, fuoriuscirono molti altri di Loro e una volta sulla terraferma si unirono ai loro compagni, massacrando chiunque incontrassero e facendo della città il loro personale parco giochi. In Italia erano le 19:35 del 9 Maggio 2042, il giorno che tutta l’Umanità ricordava come il “Giorno Zero”. Il giorno in cui Essi vennero.


I personaggi in questa storia sono vari e ci troveremo in diverse situazioni, differenti dinamiche e luoghi d’Italia che tutti conosciamo.

Si passerà da Giulia che è scappata dagli alieni e viene ritrovata da Giovanni, nel cuore di Napoli. Due personaggi a cui vi affezionerete subito. Poi passiamo a John, che si trova in un osservatorio poco fuori Milano assieme ad altri due ricercatori.. A Camilla vicino Catania che si trova in una situazione surreale in cui una persona si nomina Ministro e venera gli alieni sacrificando esseri umani pur di restare in pace con loro. E a Nadia, una poliziotta alle prime armi nel cuore tarantino che vedremo molto poco e speriamo di rivedere in un volume successivo. Tutti personaggi molto forti, ben caratterizzati, che avremo modo di approfondire mano a mano che si andrà avanti nel corso della storia.

«Mi dispiace non aver potuto venire prima a vedere questo posto alla luce del giorno. Ci ha lavorato così tanto.»

Il perno centrale di questa storia è l’invasione degli alieni sul pianeta terra e ciò che faranno le persone a rischio da queste creature alte, grige e potenzialmente pericolose.

Lo stile utilizzato in questa storia è abbastanza semplice e fluido. La storia, non essendo poi così lunga, si legge sicuramente in brevissimo tempo. Scritta in terza persona, ci si troverà nei panni di vari personaggi in giro per l’Italia e sicuramente in luoghi che potremo bene o male conoscere. Difficile non essere stati o a Milano o a Napoli e quindi vi ritroverete nei panni di persone comuni nel nostro territorio nazionale.

Home - Angeli in Astronave: LO SCIENZIATO NUCLEARE MEHRAN KESHE ...

Strutturalmente, non sono riuscita a comprendere del tutto la tempistica sul quale questa storia si sviluppa. E’ Maggio del 2042 quando gli alieni giungono sulla terra ma i personaggi e l’ambiente con cui ci ritroveremo ad avere a che fare è un luogo che sembra preso d’assedio da diversi mesi, uno scenario apocalittico. Si passa da scene in cui sembra appena accaduto a scene in cui il tutto sembra essere accaduto mesi e mesi prima quindi devo dire che questo è piuttosto spiazzante. Avrei preferito che ad inizio di ogni capitolo ci fosse il mese e il cambiamento di periodo, magari scritto ad esempio: Napoli, Maggio 2042. Se cambia al capitolo successivo: Napoli, Giugno 2042. Altrimenti non si comprende davvero a pieno la situazione.

Altra cosa che mi ha lasciato perplessa è stata la piena fiducia di Giulia in coloro che l’hanno salvata. Ok, sicuramente meglio degli alieni ma chi dice che puoi fidarti ciecamente di loro? Chi le dice che non possono farle del male? Oltre al fatto che non sia poi un granché spaventata o tormentata da quello che ha subito visto le condizioni in cui è stata ritrovata. Deve pur avere un qualche tipo di trauma, delle paure verso le persone che le si avvicinano o verso gli esseri, un accenno a qualche cosa. Gli tolgono il fil di ferro dalla bocca e lei torna completamente normale.

Nonostante questo la lettura risulta ricca di azione e, di certo, non ci si annoia. Una lettura sicuramente avvincente, su questo non c’è che dire, che apre un mondo per un secondo volume – spero – davvero interessante.

Il gelo calò attorno a loro e nessuno dei presentì disse una parola per molte ore. L’atmosfera di morte della superficie sembrò calare anche all’interno di quel diroccato edificio ed attendere lì dentro che qualcosa cambiasse sembrò essere un destino peggiore della morte. Ma non c’era nient’altro che potevano fare. L’intera umanità sembrava giunta alla fine del suo breve percorso all’interno della galassia.

Il libro riesce a coinvolgere essendo creativo e ricco di dinamiche e azione che rendono la lettura interessante e avvincente. Un libro che consiglio agli amanti del genere.

Raffaele Fiorillo scrive un primo volume di una storia ricca di azione, che ci apre le porte per una nuova storia tutta da scoprire.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Vi piacerebbe leggerlo? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©