RECENSIONE #381 – TI CHIAMO DOMANI DI RITA PETRUCCIOLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon lunedì miei prodi seguaci! Nonostante sia a lavoro a studio in questo momento, la recensione si auto pubblicherà come sempre e sono qui per portarvi una nuova recensione che spero apprezzerete. Una Graphic Novel semplice ma carina che in questi giorni dovreste trovare anche in offerta. E’ così che io l’ho acquistata sullo store kindle e sono felice dell’acquisto fatto. Edito Bao Publishing, spero che possa incuriosirvi. Ecco qui:

4180io-9gulTitolo: Ti chiamo domani
Autore: Rita Petruccioli
Pagine: 144
Data di uscita: 30 maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Qt5GUs

Trama: Due sconosciuti in un camion, da Tolosa alla Sabina. Due giorni di viaggio, i silenzi, le domande. Due storie che, raccontate ad alta voce, fanno capire a entrambi che a volte bisogna guardarsi con gli occhi di un altro, per decidere che qualcosa deve cambiare.

RECENSIONE

La storia  ha inizio a Tolosa, la giovane Chiara si sveglia nel bel mezzo della notte e decide di chiamare suo padre perchè vuole tornare a casa, in Sabina, nei pressi di Roma. La ditta di trasporti per cui lavora suo padre gli permette un viaggio veloce assieme ad un camionista di fiducia che passa di là e viaggia verso Roma. Chiara vuole tornare a casa e trova un passaggio da un camionista di nome Daniele, un tipo chiuso e schivo.

Cosa succederà durante il lungo viaggio di Chiara? Cosa l’ha spinta a partire così improvvisamente? Cosa imparerà da Daniele? E cosa Daniele imparerà da lei?

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La trama è semplice e visto la piccola entità della storia che riprende un piccolo momento della vita che a volte può essere un semplice attimo in cui si decide di porre la vita davanti a delle scelte importanti. Un semplice momento che può cambiare tutto o niente.

La copertina del volume è unica e meravigliosa e sicuramente rappresenta la storia sotto vari aspetti, la vista di Chiara dal finestrino del camion di Daniele mentre è in viaggio e riflette su ciò che l’ha portata ad andarsene da Tolosa tanto in fretta. Il titolo è assolutamente in linea con la storia e la copertina e di sicuro rappresenta il fulcro di tutto, ciò da cui tutto ha avuto inizio.

L’ambientazione parte da Tolosa e si propaga lungo l’autostrada che va da Tolosa alla Sabina romana, un lungo viaggio che apporterà nuove consapevolezze; l’epoca è assolutamente moderna, al giorno d’oggi.

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I personaggi di questo volume sono coloro di cui vi ho parlato anche all’interno della trama. Due personaggi che all’apparenza e all’inizio sembrano non molto convinti l’uno dell’altro ne di se stessi ma che al lettore, nel loro piccolo appariranno molto chiari.

Daniele è un tipo schivo, chiuso che ama stare per i fatti propri. Non ama molto parlare di se ne del suo passato ed è evitato da tutti i camionisti della società per il semplice fatto che non sembra sia molto affidabile. Fidatevi di me, amerete questo personaggio.

Per quanto riguarda Chiara, è un personaggio assolutamente adorabile. E’ una ragazza che ama divertirsi, vorrebbe innamorarsi come si deve ed ha paura ed incertezza su ciò che l’aspetta nel futuro. Ama Il deserto dei tartari ed è una ragazza che con delle piccole cose ama personalizzare luoghi o posti in cui va per renderli molto più simili a casa sua. Una ragazza insicura, che vi stupirà.

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Il perno centrale di questa storia risiede proprio in quel Ti chiamo domani. Il semplice momento in cui Chiara fugge si rende conto che tutto ciò che aveva appena promesso era sbagliato, tutto ciò che stava vivendo era sbagliato ma piuttosto che affrontarlo fugge lasciando tutti con un Ti chiamo domani. La connessione con l’anima di Daniele, uomo chiuso e schivo trasformeranno quel piccolo lato insicuro e incerto di Chiara. Una storia semplice ma originale e unica nel suo genere.

Per quanto riguarda la grafica del volume è molto basic, i colori si mantengono su una scala di azzurro, blu e qualche tonalità di giallo e rosa, mantenendosi sul pastello e lasciando alle persone le tonalità di bianco e mantenendo l’azzurro solo per quanto riguarda i racconti e i ricordi del passato.

Lo stile utilizzato in questa storia, ripeto, è molto semplice, la storia non è particolarmente lunga ma al suo interno, anche nelle sue piccole cose potrete scorgere sentimenti unici e contrastanti, due persone sole con due età differenti, con due caratteri e due modi differenti di reagire alla vita, in una posizione scomoda. Forse però, affrontare queste cose in due e confidarsi non è una soluzione così sciocca o futile, anzi, trasmetterà ad entrambi un messaggio che sarà importante ognuno per la propria causa. Una storia profonda, sia per quanto riguarda Chiara che per Daniele. Da leggere.

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Il volume è un piccolo gioiello che, nonostante non trasmetta una storia chissà quanto lunga, la compensa per intensità. Un libro che prende un piccolo attimo di quotidianità e lo trasforma in un momento di confessione e di redenzione verso se stessi, perdonandosi di ciò che si è fatto e ciò che non è lo stato.

Rita Petruccioli con la sua graphic novel ci trasmette sentimenti contrastanti, emozionando il lettore sotto aspetti differenti e unendo due anime sole in un momento che non dimenticheranno tanto facilmente.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #379 – RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO DI JENNIFER NIVEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui, di nuovo, per portarvi un’altra recensione. Lo so che nella settimana precedente sono stata abbastanza assente ma con tutti gli eventi che ci sono stati, c’è stato anche molto nervosismo anche nell’ambiente lavorativo e a casa tornavo praticamente stremata, tanto da non voler scrivere molto. Perdonatemi, spero comprenderete. Nel frattempo, per farvi compagnia, vi parlo di questo volume finalmente, di cui ringrazio la Dea per l’evento che abbiamo fatto nelle settimane precedenti:

9788851179038_f449420c65ecda6dd7f75c2baa66f847Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autore:Jennifer Niven
Target: 14+
Pagine: 384
Link d’acquisto: https://amzn.to/33h0qs4
TramaÈ una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani di altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere di incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

RECENSIONE

Risultato immagini per raccontami di un giorno perfettoLa storia ha inizio sul tetto della scuola. Violet guarda il grande vuoto sotto di lei e non vorrebbe far altro che buttarsi giù e farla finalmente finita. Solo che sul tetto c’è anche Finch, che ha avuto la sua stessa idea in quella mattina. Lui è il buffone della scuola, quello che tutti evitano o deridono, lei è la ragazza popolare; e quando sul tetto Finch riesce a convincere Violet a scendere, tutti credono che sia stata proprio lei ad aver salvato Finch dal suicidio e non l’opposto. Finch resta folgorato da Violet e cerca di avvicinarsi sempre più a lei ma niente è come sembra, per nessuno dei due.

Cosa nasconde davvero Finch? Perchè Violet voleva tentare il suicidio? Cosa succederà fra i due? Riuscirà davvero l’amore a curare entrambi?

Oggi è un buon giorno per morire? È quello che mi chiedo la mattina, quando mi sveglio. A scuola, quando mi sforzo di tenere gli occhi aperti mentre il professor Schroeder continua con la sua lagna. A tavola, mentre faccio passare il piatto coi fagiolini. La sera, a letto, quando non riesco a prendere sonno perché il mio cervello rifiuta di spegnersi per tutto quello su cui c’è da riflettere. Oggi è il giorno? E se non oggi, quando? Me lo chiedo anche in questo momento, mentre sto in piedi su un cornicione a sei piani di altezza dal suolo.

Risultato immagini per all the bright placesLa trama della storia, forse racconta anche troppo ed io avrei evitato di dare troppe informazioni precise lasciando mistero per quanto riguarda parte dei due protagonisti. Una trama ricca ma assolutamente in linea con la storia e fortunatamente non rivela molto.

La copertina della versione originale è assolutamente in linea con la storia e rappresenta tutto sia per i suoi post-it che per la violetta che per il disegno che vi è sopra uno dei post-it. La versione italiana, per quanto riguarda questa che trovate qui è la copertina realizzata per l’uscita del film ed è stata utilizzata, quindi la locandina di Netflix e non è che mi faccia poi impazzire molto – non sono a favore delle locandine sulle copertine dei libri. Per quanto riguarda la precedente utilizzata, e vi basterà girare per il web per trovarla, è davvero fuori linea e la trovo davvero molto scarna se non del tutto deludente. Voi che ne pensate? 

Il titolo di questa storia  è ciò che Finch ripete spesso, vorrebbe un giorno perfetto e di viverne almeno uno prima di morire. Ma qual è davvero, il giorno perfetto? In originale, il titolo All the bright Places sta per “Tutti quei luoghi luminosi“. Forse in italiano non avrebbe reso granché ma penso sarebbe stato sicuramente originale e diverso da tutto ciò che abbiamo visto fino ad ora. 

L’ambientazione è l’Indiana ed è assolutamente piacevole scoprire le sue meraviglie con i protagonisti di questa storia. L’epoca è contemporanea, ai giorni nostri.

Non sto nemmeno ad ascoltare la spiegazione sullo svolgimento del tema. Mi tolgo un pelucco dalla gonna. Ho mal di testa. Dev’essere colpa degli occhiali. Eleanor aveva una vista peggiore della mia. Me li tolgo e li appoggio sul banco. A lei stavano bene. A me stanno da schifo, specie con la frangia. Ma forse, a forza di portarli, diventerò come lei. Vedrò quello che vedeva lei. Potrò essere tutte e due allo stesso tempo, così nessuno sentirà più la sua mancanza. Soprattutto io.

Risultato immagini per raccontami di un giorno perfettoI personaggi di questa storia sono i protagonisti stessi che ci racconteranno questa storia dai loro punti di vista, passando di capitolo in capitolo da uno all’altra.

Violet è una ragazza semplice, che amava le feste e la bella compagnia essendo sempre stata la ragazza popolare. Da quando ha perso sua sorella in un incidente stradale non è più stata la stessa, è spenta ed evita gli amici, le feste. Si costringe a portare gli occhiali di sua sorella anche se rischiano di rovinarle la vista e le stanno male solo per sentirla vicina.

Finch è un ragazzo che pur di non essere ordinario cerca di attirare l’attenzione rendendosi sia invadente che quasi fastidioso, persino per i suoi stessi professori. E’ un ragazzo che ama fare tante cose ma che allo stesso tempo nasconde qualcosa al suo interno, qualcosa che lo ha cambiato quando era più piccolo e che, ogni tanto, torna a fargli visita. Scrivere parole chiave sui post-it, ad esempio, lo aiuta molto.

«Cos’è che ti fa più paura?» (…) «Morire. Perdere i miei genitori. Restare qui per il resto della mia vita. Non riuscire a trovare la mia strada. Essere una persona ordinaria. Perdere quelli che amo.» Chissà se sono compreso anch’io nel gruppo. (…) «E a te?» (…) Penso: Quello che mi fa più paura è Fare attenzione; mi fa paura l’Ultima Caduta; mi fa paura il Grande Sonno e il Trascurabile senso di ineluttabile catastrofe. Quello che mi fa più paura sono io. «Niente».

Risultato immagini per raccontami di un giorno perfettoIl perno centrale di questa storia sono le problematiche dei due personaggi e delle loro vite che, seppur difficili, complicate e piene di sofferenza, li porta a tirare fuori ciò che c’è di buono in loro e ciò che gli altri sembrano non vedere.

Lo stile utilizzato è molto semplice e, per chi ha letto altri libri della Niven sa di cosa sto parlando, il suo stile è fluido, si legge in poco tempo e la storia nonostante le tematiche resta molto leggera.

I temi affrontati oltre al bipolarismo e alla depressione sono anche il suicidio e tanto altro, che potrete scoprire solo se leggerete la storia. I temi ci sono, sono importanti, ma sotto certi aspetti non sono stati trattati come dovevano. Questo ve lo spiegherò fra poco.

Nonostante questo ci sono delle cose che non ho apprezzato particolarmente di questa lettura nella struttura della storia. Infatti, principalmente il tutto si divide in due punti di vista.

C’è quello per cui si guarda la storia nel suo complesso, i due protagonisti e la visione generale della storia che per quanto mi riguarda si può anche definire ok, visto che nell’insieme è stato molto carino specialmente per l’approccio dei due. La loro storia d’amore è davvero molto carina e apprezzo lo sforzo di Violet di comprendere Finch, come quello di Finch di tirare fuori Violet dal vuoto in cui lei si era rinchiusa. In più è stato sicuramente interessante scoprire le meraviglie dell’Indiana assieme ai due.

L’altro punto si fissa sulla struttura del romanzo e delle problematiche che ne fuoriescono a livello di storia, di relazioni interpersonali fra i vari soggetti riguardo le problematiche preposte e sui veri problemi che presentano i stessi protagonisti.

  1. Finch nel corso della storia, nonostante si nota il suo bipolarismo, il suo modo di essere eccentrico e di attirare l’attenzione pur di non sentirsi solo e denigrato, il fatto che nonostante questo sia sempre messo da parte e la situazione famigliare pregressa lo spingono ad essere un ragazzo problematico. Nel corso della storia le problematiche fuoriescono ma a prescindere dal bipolarismo del soggetto, non si riesce davvero a comprendere il suo gesto più grande (non posso parlarvi di cosa, perdonatemi! Mi comprenderete se deciderete di leggere il libro!). Tutto risulta misterioso e Violet non riesce a spiegare nulla, niente fuoriesce davvero e il motivo del gesto resta incompreso a tutti, lettore compreso. (Oltre al fatto che tutto resta completamente un mistero anche dopo. WHY PEOPLE? WHY?!) La trama parla di un Finch depresso che non fuoriesce totalmente nel volume ma ci si sofferma sul fatto dei post-it, della chiusura del personaggio rispetto al mondo esterno ma non su ciò che prova davvero e questa è una pecca sostanziale a livello della storia. Ho cercato davvero di empatizzare con il personaggio ma è stato difficile perchè quando vi era un punto di appiglio visibile, l’autrice lo tirava indietro buttando in mezzo l’ironia o non mostrando quel punto debole, mascherandolo. 
  2. I professori, gli adulti, e le persone che li circondano, dal momento in cui il suicidio di Finch sembra essere particolarmente evidente a tutti, dove sono? Perché non indagano? Perché lasciano che sia tutto così leggero e prendono tutto sotto gamba? Questo punto mi ha lasciato piuttosto sconcertata e non sono riuscita davvero a comprendere la scelta dell’autrice. Perché non aiutare un giovane in difficoltà? Perchè Violet non si affida a persone adulte e che possono consigliarla quando tutto sembra diventare difficile? Questo punto resta per me davvero un mistero.

Questi due punti sono quelli che più mi hanno lasciata perplessa a livello di struttura effettiva ma ci sarebbe da ampliare i discorsi solo che non posso approfondire, altrimenti dovrei spoilerare praticamente tutto il libro per farmi comprendere.

Scrive Prima di morire voglio e tira una riga. (…) Finch comincia a scrivere: Suonare la chitarra come Jimmy Page. Scrivere una canzone che cambierà il mondo. Conoscere La Grande Affermazione. Contare qualcosa. Diventare la persona che sono destinata a diventare e ritenermi soddisfatto. Scoprire cosa significa avere un vero amico. Contare qualcosa. Io per un po’ resto impalata a leggere, poi scrivo: Smettere di aver paura. Smettere di pensare troppo. Riempire i vuoti lasciati. Ricominciare a guidare. Scrivere. Respirare. Finch resta alle mie spalle. È talmente vicino che sento il suo fiato sul collo. Si fa avanti e aggiunge: Prima di morire voglio vivere un giorno perfetto.

Per quanto riguarda la votazione di questo libro sono davvero combattuta. La storia è stata scorrevole, fluida, piacevole ma allo stesso tempo ha diverse problematiche che proprio non sono riuscita a digerire. Quindi mi limito e lascio la storia in balia di un misero e striminzito 3 anche se puntava più ad essere un due e mezzo. Perdonatemi, ma è davvero difficile calibrare le due cose.

Jennifer Niven ci permette di conoscere la storia di due ragazzi che si sono ricostruiti aiutandosi l’uno con l’altro, verso il percorso in salita e il diventare adulti, che li aspetta. Una storia dura e commovente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #378 – AURORA RISING DI JAY KRISTOFF & AMIE KAUFMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Chiusi ancora dentro casa? Io continuo ad andare a lavoro alternandomi con lo smart working e questo periodo mi sento molto più strana del solito, sia per la situazione surreale che ci circonda sia perchè c’è nervosismo e tensione ovunque si va, la gente evita qualsiasi cosa, sembra tutto fuorché umano. Oggi vi porto comunque una bella novità che spero possa davvero incuriosirvi. E’ una lettura spaziale che si adatta bene, in una piccola parte, anche a questi giorni in cui siamo confinati in casa. Ringrazio la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima e ringrazio D

51lFCv0nziLTitolo: Aurora Rising

Autore: Jay Kristoff e Amie Kauffman
Genere: Sci-Fi
Data di uscita: 10 Marzo 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Q137ZA
Trama: Siamo nel 2380 e i cadetti appena diplomati della Aurora Academy stanno per essere assegnati alle loro prime missioni.
L’allievo migliore Tyler Jones è pronto a recrutare la squadra dei suoi sogni, ma il suo stupido eroismo lo vede bloccato con la feccia dell’Accademia, persone che nessun altro vorrebbe… Un diplomatico arrogante cintura nera in sarcasmo 
Una scienziata sociopatica con la passione di fotografare i suoi compagni
Un mago della tecnologia con il più grande chip della galassia sulle spalle
Un guerriero alieno con problemi a gestire la rabbia
Un pilota maschiaccio che non è per niente attratta da lui, in caso ve lo steste domandando
E la squadra di Ty non è nemmeno il problema più grande- questo sarebbe Aurora Jie-Lin O’Malley, la ragazza che ha appena salvato dallo spazio interdimensionale. Intrappolata in un sonno per due secoli, Auri è un ragazza al di fuori del tempo e di portata. Ma potrebbe essere il catalizzatore che potrebbe far iniziare una guerra e la squadra di perdenti di Ty potrebbe essere l’ultima possibilità dell’intera galassia.
Non sono gli eroi che ci meritiamo. Sono semplicemente quelli che siamo riusciti a trovare. Nessuno vada in panico.

RECENSIONE

Risultato immagini per fan art aurora risingLa storia ha inizio nello spazio, nell’Accademia Aurora, dove il giovane Tyler Jones, il giorno dopo dovrà affrontare la Selezione. Lui non ha nulla da temere, visto che è uno dei migliori della sua classe ma preso dall’imprevista paura di non riuscire esce dall’Accademia dirigendosi con la sua navicella, nella Piega, da solo. E’ assolutamente vietato allontanarsi dalll’Accademia ma lui spera di rientrare di lì a pochi minuti, per non creare alcun tipo di problema. Quello che non si aspetta di trovare, all’interno della Piega è una Nave spaziale con tutto il suo equipaggio morto, di cui, l’unica viva è una ragazza terrestre che dorme nella sua cella criogenica. Per salvare la vita alla giovane, Tyler perde la Selezione e si ritrova a svolgere delle missioni più tristi della Galassia assieme agli scarti dell’Accademia stessa: Scarlett, sua sorella e Cat che decidono di seguirlo per non lasciarlo solo, Kal guerriero alieno con problemi di gestione della rabbia, Finian un idiota ultra tecnologico, Zila una ragazza sociopatica che se ne resta per la maggior parte in silenzio.

La squadra non promette niente di buono, ma cosa succederà con la giovane ragazza terrestre di nome Aurora? Cosa ha in serbo l’Accademia per loro? Cosa nasconde Aurora? Cosa succederà ai nostri bizzarri protagonisti?

Lo stesso colore delle stelle che scintillano là fuori in mezzo a tutto quel nero infinito. E il mio ultimo pensiero prima di svenire? Non è quello di aver salvato la vita a qualcuno, quello di non avere idea di come siamo riusciti a coprire gli ultimi duecento metri che ci separavano dalla camera stagna del Phantom, né che dovremmo essere tutti e due morti. È che mi perderò la Selezione.

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La trama di questa storia è particolare e assolutamente divertente. A vederla e a leggerla così sembra la storia di un gruppo davvero bizzarro ma posso garantirvi, che dietro questa storia c’è molto, molto di più. 

La copertina è molto bella e sono felice che sia stata utilizzata la versione originale anche in Italia. Quando avevano dato la notizia dell’uscita avevo seriamente paura di come potesse essere modificata la copertina, quando ho visto la versione finale ho tirato un sospiro di sollievo, sono davvero felice della scelta. Grazie, Mondadori. Anche per quanto riguarda il titolo, non ci sono state modifiche ed è rimasto come è l’originale. Sono davvero curiosa di leggere il secondo volume di questa storia, il primo è stato assolutamente incredibile.

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L’ambientazione è lo spazio e si viaggerà attraverso diversi pianeti partendo dall’Accademia Aurora, in un’epoca che si aggira molti anni dopo di noi, esattamente nel 2380.

Mentre salpiamo via dalle braccia di Aurora, osservo i monitor di poppa e vedo un’altra decina di Longbow, punte di freccia argentate che schizzano nell’oscurità. Vedo l’Accademia in tutto il suo splendore: un porto urbano di cupole armoniose, bagliori luccicanti e forme impossibili sospeso nel nulla più assoluto. La forza di gravità della nostra spinta contrasta l’assenza di peso, ma io lo sento comunque, proprio fuori dall’involucro della Longbow. Il grande vuoto. Il luogo dove do il meglio di me stessa.

I personaggi di questa storia sono i diversi componenti della squadra che si alterneranno con le loro voci a raccontarci ciò che accadrà dentro e fuori l’Accademia, dentro e fuori la squadra 312, da un punto di vista completamente diverso ogni volta che si cambia soggetto.

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Abbiamo Aurora O’Malley, la giovane e misteriosa ragazza ritrovata all’interno della Piega che giorno dopo giorno impressionerà sempre più la Squadra, Tyler Jones, Alfa della squadra e giovane tattico per quanto riguarda ogni tipo di decisione. Abbiamo Zila, una ragazza silenziosa e sociopatica che ci dirà poco e niente ma che è la Cervellona del gruppo e Cat un maschiaccio mancato che con i suoi tatuaggi e il suo modo rude porta tutti nello spazio con le sue abilità di volo assolutamente imbattibili. Per questo, viene soprannominata Zero. Scarlett sorella di Tyler e compagna di stanza di Cat. Loro sono tutti terrestri. Poi abbiamo due razze completamente diverse l’una dall’altra. Uno Syldrathy e un Betraskiano. Rispettivamente Kal, un tipo dalle orecchie a punta che sa combattere come nessuno e che lotta giorno dopo giorno per mantenere la calma anche in situazioni in cui non dovrebbe essercene e Finian, un buffone di prima categoria ma che sa quello che fa con la tecnologia più disparata. 

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Come avrete notato, un gruppo particolare e strano che assieme farà scintille di tutti i tipi e vi farà divertire, ridere, piangere, combattere, sperare e molto altro. Un viaggio originale, al centro dello spazio.

Non dev’essere facile per lei. Duecento anni fuori dal tempo. Tutto quello che aveva, tutti quelli che conosceva sono spariti. Non so quante persone sarebbero ancora in piedi, dopo una cosa del genere. E lei non solo è in piedi e si muove, ma combatte anche. Vuole ottenere le risposte nell’unico modo che conosce. Ha cuore e coraggio, questa ragazza. E, se anche de Stoy non ci avesse detto che si trattava di un carico prezioso, questo per me conta molto.

Il perno centrale di questa storia è Aurora. Non Aurora l’Accademia, bensì l’Aurora che Tyler recupererà a bordo della vecchia nave spaziale all’interno della Piega dove lei risulta essere l’unica superstite. Tutti cominciano a cercarla, a darle la caccia e via via il mistero si infittisce sempre più. Cosa c’entra la squadra 312 in tutto questo?

Lo stile utilizzato dai due autori è incredibile e ci riporta molto a quanto abbiamo sempre trovato nei loro libri. Non so chi si sia occupato dei vari personaggi, se abbiano avuto una suddivisione in questo senso o se abbiano collaborato ai fini di tutta la storia ma posso dire che questi sono completamente ben amalgamati. 

La storia riprende il vecchio modello che i due personaggi utilizzano quando raccontano le epopee nello spazio ma cambiano sia la struttura del libro, raccontandola passando da un personaggio all’altro senza utilizzare il modello basato sui Files, come per quanto riguardava Illuminae, e cambia il modello di squadra. Ovvero, sono diversi soggetti ma stavolta tutti insieme a combattere la stessa causa che, seppur anche nei volumi della precedente saga era lo stesso, erano divisi di due in due da volume a volume. Per quanto riguarda questo, invece, abbiamo una vera e propria storia in cui tutti ne fanno parte come parte attiva del subito ed immediato presente della storia in corso. Inoltre è stato aggiunto un piccolo apparecchio di nome Magellano che non sarà veramente come il caro e vecchio AIDAN che ho amato alla follia, ma che è pronto a intervenire anche in casi in cui non è opportuno. Insomma, gli autori hanno fatto un po’ un mix di cose del vecchio volume e ne hanno aggiunte e apportate molte di nuove.

Ho trovato la storia assolutamente originale e ben scritta anche se è normale non amare tutti i personaggi. Ognuno con la propria difficoltà del caso e della propria personalità, porta il lettore ad immedesimarsi in colui che si avvicina di più al caso nostro. Ci sono dei personaggi che si adattano più ad uno scrittore e altri, all’altro ma trovo che siano perfettamente amalgamati. La struttura è fluida e non si nota minimamente il fatto che sia stato scritto a quattro mani. Una lettura assolutamente piacevole.

Come personaggi ho apprezzato molto Kal e il suo modo rude e chiuso di stare con la squadra, così come Zila che preferisce il silenzio a tutta la restante parte. Nonostante questo, abbiamo Finian che risulta divertente e cerca di dissuadere il tutto portando un po’ di ironia, esattamente come fa Aurora sotto certi aspetti. Nonostante io sia molto simile a Finian per quanto riguarda il lato caratteriale del fare lo scemo ma con il mondo dentro, ho trovato delle affinità anche con Zila e il suo lato chiuso ma anche con Kal per la sua fedeltà verso la persona che ama e verso il suo Io interiore che combatte giorno dopo giorno per non esplodere davvero. Resto comunque affascinata da Kal e da Zila e penso che ne vedremo delle belle nel prossimo volume (spero Zila venga approfondita), ma quest’ultimo pezzo riguarda espressamente il mio aspetto completamente soggettivo riguardo i personaggi in questione.

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«Quello che volevo dire» si corregge, «è che è stato incredibile. Non potrei essere più orgoglioso di stare al fianco di ognuno di voi.» Sono le parole giuste. E, dopo averle ascoltate, ogni membro della squadra raddrizza un po’ la schiena.

Il libro è assolutamente incredibile e non posso che consigliarvi questa lettura, sia che voi amiate la fantascienza e lo sci-fi sia che amiate libri in cui il mistero e l’avventura. Un viaggio nello spazio incredibile, alla ricerca della verità che vi permetterà di conoscere nuove razze aliene, nuovi mondi e virus che rischiano di contaminare l’intera galassia (In tema con questo periodo direi xD)

Amie Kaufman e Jay Kristoff ci portano di nuovo a bordo di navicelle spaziali dove stavolta, nonostante ci siano comunque pericoli similari ai volumi precedenti nella galassia, ci troviamo con una squadra assolutamente bizzarra ma che vi catturerà il cuore. Consiglio assolutamente la lettura!

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #370 – PER CHI E’ LA NOTTE DI ALDO SIMEONE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione che spero possa piacervi. Un libro dalla storia particolare ed originale che ci mostrerà un posto nuovo che io, personalmente, non conoscevo e storicamente importante. Ringrazio la Fazi editore per avermi permesso la lettura di questo volume. Ve ne parlo subito, non temete. Vi sto parlando di:
per-chi-exx-la-notte-673x1024-1Autore: Aldo Simeone
Titolo: Per chi è la notte
Collana: Le strade
Pagine: 284
Prezzo in libreria: € 16
Prezzo E-Book: € 7.99
Data Pubblicazione: 05-09-2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2vRRzjR
Trama: Mentre la seconda guerra mondiale si avvia verso la fase più cruenta, tra i monti della Garfagnana c’è un paese che sembra rimasto escluso dalla Storia e in cui la vita è scandita da antiche leggende. Per gli abitanti di Bosconero è più forte il divieto di entrare nel bosco del timore della guerra e delle terribili notizie che arrivano dal fronte. In paese si racconta che tra gli alberi si nascondano inquietanti creature: gli streghi, spiriti che, dopo il tramonto, si aggirano con un cero in mano, il loro indice che arde e non si consuma, in un’infinita processione. Chi sono? Qual è la risposta alla loro oscura domanda: «Per chi è la notte?». Francesco, di undici anni, vive con la madre, malinconica e distaccata, e con la nonna che nutre le sue fantasie con i racconti popolari. Il ragazzino non ha amici e vive isolato perché, secondo le dicerie paesane, è figlio di un disertore. Ma quel marchio infame non è la sua unica vergogna. Ancora più inconfessabile è il richiamo del bosco, nonostante la paura di ciò che in esso si annida. All’arrivo dei nazisti, e dopo l’apparizione di strane luci nel fitto degli alberi, sarà Tommaso, un ragazzino dagli occhi verdi e dai capelli rossi, giunto misteriosamente da solo in fuga dalla città, a convincere Francesco a violare quell’estremo confine, oltre il quale bisogna scegliere da che parte stare. Un esordio nitido e visionario che guarda al dramma della Storia con gli occhi candidi e coraggiosi di un bambino. Un romanzo di formazione dallo stile evocativo, suggestivo come il paesaggio magico e incantato dei monti della Garfagnana. Un racconto, tenero e straziante, sulla fine dell’infanzia.

RECENSIONE

aerial photo of green treesLa storia ha inizio in un piccolo paese in Italia, nei pressi della Garfagnana, in cui un ragazzino di undici anni scopre il cambiamento per quanto riguarda se stesso ma anche nei confronti delle persone che lo circondano e nel paese stesso che, costretto dalla guerra, cede ogni giorno sempre più alle difficoltà. Dal suo amico Secondo, alla Matta del paese, alla nonna che cerca di tenerlo lontano dal Bosconero e dai famigerati Streghi che lo popolano, Francesco che di secondo nome fa Pacifico, si troverà costretto ad affrontare la verità su ciò che ha separato la sua famiglia ed ha costretto suo padre ad andarsene di casa, a ciò che popola il bosco e cosa significa affrontare la guerra. Non solo quella effettiva, che si trovava in Italia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, anche quella interna che sembra logorarlo giorno dopo giorno. Tutto cambierà quando conoscerà il piccolo Tommaso.

Cosa succederà a Bosconero? Riuscirà Tommaso a scoprire qualcosa di più sugli Streghi e sul bosco che tanto lo affascina? Il padre di Pacifico è ancora vivo? Cosa scoprirà veramente il giovane protagonista?

A quel tempo morire non era la cosa peggiore. Non era nemmeno l’ultima. Questo a Bosconero lo sapevamo tutti. La guerra succedeva, e a volte te la dimenticavi, perché la sentivi normale, come la morte.

La trama è ben scritta anche se molto lunga e descrittiva, anche troppo. Infatti quando scelsi di leggere il libro mi limitai a leggere le prime due o tre righe, come faccio di solito, per evitare di spoilerarmi il libro e togliermi il gusto della lettura. Forse questa trama è un po’ troppo lunghina ed io non la leggerei tutta se fossi in voi ma è assolutamente rappresentativa della storia in questione.

La copertina di questo volume è davvero incredibile e, scusate se lo ammetto, ma è stata proprio lei ad attirarmi nella lettura. Rispetto alle altre copertine della Casa editrice in questione, questa mi ha attratto molto e sono rimasta poi incuriosita sia dal titolo che porta con sé, che la trama. Il titolo, è l’apice di tutta la lettura e racchiude l’intero significato di questa particolarissima storia. A Per chi è la notte, forse l’unica cosa che manca è un bel punto interrogativo e il titolo sarebbe stato il top perchè avrebbe rappresentato proprio la domanda che racchiude tutta questa storia e a cui si cerca di rispondere.

L’ambientazione è Garfagnana e il Bosconero, un piccolo paesino che si trova nei pressi di Garfagnana, oggi l’attuale Bosconero è Fabbriche di Careggine, un paesino fantasma abbandonato dal 1947, subito dopo la guerra dove oggi c’è un lago artificiale che viene svuotato dopo anni per riportare alla luce il piccolo paese ancora intatto. Lepoca in cui è ambientata questa storia è nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.

«Perché non fai come tutti gli altri?». Aggrottò la fronte per chiedermi spiegazioni. «Mi evitano». Si strinse nelle spalle e fissò la vallata. «Che colpa c’abbiamo noi se siamo figli di babbi sbagliati?». Fu per quella risposta che gli perdonai tutte le sfottiture, i silenzi e le improvvise sparizioni, le botte e le verità spiattellate in faccia. Per quella risposta accettai anche che non fossimo amici. Forse Secondo non era migliore degli altri, ma era come me.

closeup photography of bong maskI personaggi di questa storia non sono poi molti e sicuramente è opportuno concentrarsi molto più sul protagonista principale, il nostro Francesco che di secondo nome fa Pacifico. Non ci sono molti altri personaggi che spiccano davvero se non Secondo, un ragazzo del paese che sembra arrogante e saccente ma che, nonostante tutto ha un rapporto quasi di amicizia con Pacifico, e il piccolo Tommaso, un giovane dai capelli rossi che il Don ha tenuto per un po’ nascosto nella chiesa.

Francesco / Pacifico è un ragazzino particolarmente solitario. Non è un tipo che ama la compagnia, neanche quella di Secondo, infatti si limita ad acconsentire i suoi modi senza prendere davvero una posizione. Francesco ha problemi di salute ed è particolarmente triste da quando suo padre ha abbandonato la loro casa per scappare dalla guerra. In più, è confinato in paese perchè chiunque si addentra nel bosco, finisce per diventare uno strego. Questo  ciò che ha sempre raccontato la nonna a Francesco e ciò a cui lui ha finito per credere, tanto da pensare che anche suo padre lo sia diventato. Tutto nel paese sembra girare attorno all’antica leggenda e tutti si tengono alla larga dal Bosco. Francesco, invece, ne è attratto proprio come tutte le cose che sembrano proibite e noi cerchiamo di ottenere comunque soltanto per mero spirito di contraddizione.

«Si chiama Bosco delle Sorti. È pericoloso. Ci si può entrare solo con la bulletta». «Con cosa?». «Col permesso scritto. È per via degli streghi. Dopo il tramonto, si vedono delle luci. Le ho viste pure io». «Cosa sarebbero questi streghi?». «Anime cattive. Morti, forse. Vanno dopo il tramonto, in processione al lume di candela e, se li incontri, ti chiedono: “Per chi è la notte?”. Se sai la risposta, puoi andare. Sennò, fingono di riaccompagnarti a casa, ma in realtà resti con loro per sempre».

worm's-eye view photography of forestIl perno centrale di questa storia è il bosco con gli Streghi e risiede tutto nel titolo. Perchè nel titolo direte voi? Perchè è nel Bosco che gli streghi domandano “Per chi è la notte?”. Se non si sa rispondere a questa domanda si diventa streghi e si finisce per vagare all’interno del bosco per sempre. Questa è la leggenda ed è così che Francesco, detto anche Pacifico, cercherà di ritrovare suo padre.

Lo stile utilizzato dall’autore è molto semplice, il libro è abbastanza contenuto e si legge nel giro di davvero poco tempo. Non è ultra scorrevole ma posso dire di piacevole lettura.

Sicuramente il top di questa storia è l’ambientazione che ha sviluppato l’autore. Ha preso un luogo veramente esistito ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e ci ha montato sopra una storia surreale, a tratti anche magica. Ho amato il posto descritto e le sue sfaccettature, compreso il bosco, tant’è che speravo fosse un posto effettivamente esistente. Infatti nei ringraziamenti verrà citato e sono felice di aver scoperto una cosa che prima non conoscevo.

Per quanto riguarda il protagonista non è riuscito a colpirmi come doveva ma forse anche dal fatto che il suo cambiamento e tutte le cose che saranno scoperte all’interno del volume non sono poi chiare come si doveva. Ancora non riesco a capire davvero la figura di Tommaso ed ho davvero pensato che il nostro protagonista soffrisse di qualche patologia grave. Non posso dirvi di cosa si tratta od a cosa ho pensato altrimenti influirei sulla vostra percezione se decideste di leggere il libro ma sono ancora parecchio frastornata dalla questione. Infatti non rimane molto chiaro dove effettivamente va a parare su alcuni punti. La tematica del cambiamento e il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è sicuramente chiaro ma ci sono tante sfaccettature all’interno del volume, secondo me, lasciate a se stesse e questo è sicuramente un punto a sfavore.

Infatti tra questo e l’ambientazione e la storia la bilancia resta abbastanza equilibrata e punto sicuramente a consigliare la lettura. Infatti ho trovato la storia sicuramente non monotona e ben strutturata oltre che quasi surreale e magica, dettata sia dall’ambientazione e delle leggende del posto, sia dalla fantasia del piccolo Francesco e di chi lo circonda pur di salvarlo e di tenerlo al sicuro dalla guerra. Una storia che mi sento di consigliare a tutti quei lettori che amano storie ambientate in epoche passate ma con un pizzico in più, che sanno toccare il cuore.

«Tu smetti di credere agli streghi, e io smetto di credere alla guerra». Aggrottai la fronte, contrariato. Ma i suoi occhi erano verdi come le cose più antiche e, quando ti puntavano, non avevi scampo. Ripetutamente, fece di sì con la testa. «Non è mica possibile». «Cosa?». «Smettere di avere paura». «Sì, invece. Si sceglie anche quello». «Si sceglie tutto per te?». Mi sorrise. «Te sei grullo», ripetei.

Il libro è sicuramente una lettura che tutti dovrebbero intraprendere. Nonostante ci siano state delle cose che non mi hanno convinto pienamente, la storia è originale, piacevole e si scoprono delle cose nuove e assolutamente innovative, in tempo di guerra in cui ormai è anche solo difficile immaginare di ambientare un libro che finisce per essere etichettato come monotono.e

Aldo Simeone è sicuramente un autore da tenere in considerazione. Ho apprezzato molto questa lettura per l’ambientazione originale e unica al mondo, credo, o almeno in tutti i libri che io abbia letto fino ad ora. Una storia particolare, quasi magica anche se difficile, dura che ci dimostra il duro percorso e il cambiamento dalla giovinezza all’adolescenza.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: Recensione #369 – FIORE DI SANGUE DI CRYSTAL SMITH.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui bei lettoriiiii! Oggi vi porto una nuova uscita che finalmente giunge anche in Italia e posso parlarvene 😀 Ringrazio la Mondadori per avermi permesso la lettura del volume e l’organizzatrice dell’evento che mi ha permesso di partecipare e diparlarvi di questo volume. Ecco a voi:

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Titolo: Fiore di sangue

Autore: Crystal Smith
Genere: Fantasy
Data di uscita: 14 Gennaio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/36UN8lh
Trama: Quella di Aurelia di Renalt non è per niente una vita da principessa delle favole. Dotata di poteri straordinari, è costretta a nasconderli perché nel suo regno la legge vieta il ricorso alla magia e il Tribunale, un’istituzione speciale assetata di sangue, punisce spietatamente chiunque venga accusato di stregoneria o sorpreso a praticarla. Il suo destino, inoltre, è di sposarsi con un ragazzo che non ha mai incontrato di persona, principe ereditario del Regno di Achlev, per assicurare una pace duratura tra quest’ultimo e il suo regno. Quando però il suo segreto viene svelato, Aurelia è costretta a scappare dal palazzo. Sola e alla deriva, giunge in un nuovo regno, dove insperatamente ha la possibilità di ricominciare da zero. Fingendosi una comune suddita, infatti, per la prima volta da quando è nata può affrontare la sua vita in totale libertà. Qui finalmente scopre la felicità che un’esistenza lontana dagli intrighi politici e dai compromessi può regalare. Qui può mettere a frutto l’oscura magia che le scorre nelle vene e che la lega a una misteriosa e potentissima pianta chiamata sanguefoglia. Ma i fantasmi del passato non la lasciano in pace a lungo. Infatti, nel momento in cui verrà a conoscenza di un piano nefasto del Tribunale che minaccia l’esistenza stessa del suo regno, dovrà scegliere tra la sua nuova vita e quella che pensava di essersi lasciata alle spalle. Con la certezza che se non riuscirà ad agire prima che il Tribunale faccia la sua ultima mossa potrebbe perdere ben più della corona.

RECENSIONE

La storia ha inizio in Piazza. Aurelia di Renalt è una principessa e non dovrebbe trovarsi lì in compagnia della sua più fidata guardia Kellan. Eppure non ce la fa a non vedere ciò che succede al suo popolo, ciò che succede a chi fa ricorso alla magia, principalmente alle donne. Infatti, Aurelia, dotata di poteri particolari cerca in tutti i modi di nasconderli per rischiare di non essere uccisa dalla legge che vieta l’utilizzo della magia. Il Tribunale, infatti, giustizia chiunque senza scrupoli, accusando chi pratica stregoneria o anche solo pensino l’abbia praticata. In più, per rendere salva la sua vita, è promessa sposa ad un Principe che non conosce del regno di Achlev. Quando il suo segreto è messo a repentaglio, Aurelia è costretta a fuggire.

Cosa succederà alla Principessa di Renalt? Riuscirà a salvare se stessa e il regno che sta per cadere nelle mani del pericoloso Tribunale? Riuscirà a padroneggiare la magia e ad utilizzarla al meglio?

«Perché volete stare qui, Aurelia? Che bene potrà mai farvi?» Non avevo una risposta ragionevole, quindi tacqui. Mi limitai a giocherellare nervosamente con il bracciale-amuleto attorno al polso coperto dal guanto; era l’ultimo dono del mio defunto padre e indossarlo mi aveva sempre dato conforto. Necessitavo di calma, ora che il boia dal cappuccio nero stava arrivando, seguito da un ecclesiastico del Tribunale con l’annuncio che il Gran Magistrato Toris de Lena stava salendo sul palco…

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La trama è molto lunga e moolto spoilerosa. Nel senso che poteva dire molto meno ma racconta quasi metà libro. Signori miei, ecco il perchè non leggo quasi mai la trama per intero ma solo le prime righe. Comunque è sicuramente intrigante e incuriosisce spingendo alla lettura.
La copertina è sicuramente particolare ed apprezzo molto il fatto che sia stata lasciata così come l’originale. All’interno, troviamo sicuramente tutto ciò che la storia ci vuole comunicare. C’è il fiore di Sanguifoglia al centro, la corona, il pugnale e il castello, la corona e l’albero, il nastro. Tanti piccoli dettagli che ci lasciano dei segnali riguardanti la storia ma che a vista non ci dicono effettivamente niente. Quindi sicuramente un connubio giusto delle cose che rende tutto curioso e intrigante. Il titolo Blood Leaf, in italiano, sta a significare Foglia di sangue. Nella traduzione quindi non ci siamo distanziati molto e posso dire che, in fin dei conti, sicuramente è stato trovato un compromesso più che giusto. Insieme quindi, copertina e titolo, rispecchiano molto l’originale.
L’ambientazione e l’epoca sono assolutamente di fantasia dell’autrice. Sembra quasi una sottospecie di Medioevo, con il Tribunale che punisce le donne come streghe anche se non la possiedono affatto. Poi ci sono persone che la magia la possiedono davvero ma non vengono punite, come dei personaggi all’interno di questo libro. Per quanto riguarda l’ambientazione ci troviamo in contesa fra due Regni che fra loro adottano due modi di vivere completamente diversi: Renalt e Achlev.

Ero la prima principessa di Renalt da quasi due secoli – quantomeno, la prima di cui non ci si fosse sbarazzati in segreto al momento della nascita. Era mio dovere onorare il patto che aveva posto fine alla guerra secolare tra il nostro paese e Achlev, sposandone l’erede. Per centosettantasei anni il popolo aveva creduto che la mancanza di eredi femmine alla corona fosse il segno che noi non saremmo mai stati sullo stesso piano degli sporchi e licenziosi Achlevani, una prova della nostra superiorità morale. La mia nascita aveva scosso la fede nella monarchia, nei reali che avevano avuto la sfacciataggine non solo di generare una figlia, ma addirittura di tenerla. A volte arrivavo a capirli.

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I personaggi di questa storia non sono molti ma sono sicuramente ben delineati quelli che ci vengono mostrati. Soprattutto, da subito, avremo modo di notare le peculiarità che contraddistinguono la Principessa Aurelia.

Aurelia è una ragazza che non emergeva di certo per il suo status sociale. Principessa femmina dopo oltre 500 anni, si dedica a sua madre dopo la morte del re e a suo fratello Conrad, prossimo erede al trono. Kellan, la sua guardia personale è anche il suo unico amico e primo amore di sempre. Aurelia ha un potere antico e inestimabile, il potere del sangue, forse derivante dal fiore di sanguifoglia, che la rende una persona sicuramente pericolosa agli occhi del regno se dovesse essere scoperta.

Zan, dall’altro lato, è un personaggio misterioso e ambiguo. Aurelia lo conoscerà ad Achlev e sarà un altro personaggio chiave di questa storia che aiuterà la nostra protagonista. Un personaggio di cui non posso parlarvi molto ma che apprezzerete, ne sono sicura.

«Sei molto odiata dal tuo popolo, principessa. Dovresti approfittare di ogni gentilezza ti venga offerta. È la tua unica possibilità.» «Il mio popolo mi odia perché voi gli avete detto che può farlo. Che deve farlo. Voi e il vostro dannato Tribunale.»

Il perno centrale di questa storia è il Tribunale. È quest’ultimo che condanna la magia e conduce quasi come una caccia alle streghe. Aurelia stessa utilizza la magia ed è in pericolo nella sua stessa terra pur essendo la Principessa. Anzi, proprio per questo rischia molyo più di altri.

Lo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice oltre che estremamente fluido. Infatti, si legge nel giro di qualche ora e sicuramente non è una lettura che annoia.

La storia è originale sotto il punto di vista del potere di Aurelia, la magia del sangue e tutto ciò che ne deriva. Per quanto riguarda il resto, invece, il libro sa già di visto. La Principessa che scappa, la solitudine, il personaggio misterioso in soccorso che è comunque un personaggio importante all’interno del volume, la storia d’amore (per fortuna marginale!), il salviamo le nostre chiappette e quelle del regno. Insomma, niente di nuovo e se cercate qualcosa di originale di certo la storia non brilla per questo.

Il world building ed i personaggi sono sicuramente i punti forti di questa storia. Il personaggio di Aurelia e quello di Zan oltre tutti coloro che circondano questa storia sono strutturati molto bene e la storia del regno di Achlev come quello di Renalt e gli Empyreani è assai ben studiata. Sicuramente un punto a favore.

Nonostante questo, consiglio sicuramente la lettura e aspetto il secondo volume con molta curiosità. Il finale qui sembra essere abbastanza chiuso ma ci sarà una seconda storia che si legherà evidentemente alle vicende del primo volume.

Il fantasma di Gilroy fece un gestaccio dalla gabbia sopra di noi.«Oh, be’» disse Ray. «Almeno, con Gilroy nei paraggi, nessuno cerca di sconfinare nel mio territorio. Ed è un buon promemoria.» Avevo ancora la mano davanti al naso. «Di cosa?» «Della fragilità dell’esistenza, naturalmente. E del fatto che re Domhnall è un bastardo che quando perde al gioco prima fa giustiziare chi vince e subito dopo emana un decreto per abolire le carte.»

Il libro è stato senza alcun dubbio una lettura piacevole, anche se non brilla particolarmente di originalità. Una lettura che, nonostante tutto, mi sento di consigliare. Un retelling fantasy decisamente particolare.

Crystal Smith ci porta all’interno di un viaggio attraverso due regni che si contendono un potere molto più grande di quanto credono. Una storia di potere, sovversione e riscatto verso se stessi e verso gli altri.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando! Se ci leggete, ci fa davvero piacere:

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #367 – IL MATRIMONIO DEI SEGRETI DI SAMANTHA DOWNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa. Oggi però, vi porto un libro di cui partecipo all’evento e spero che possa interessarvi. Un thriller psicologico davvero interessante, dai risvolti misteriosi e inquietanti. Un libro in uscita per la Newton Compton che ringrazio per la lettura in anteprima e l’organizzatrice dell’evento che ha organizzato ogni piccolo dettaglio. A voi il libro:
il-matrimonio-dei-segreti-x1000TitoloIl matrimonio dei segreti
AutoreSamantha Downing
GenereThriller
Data di Pubblicazione: 27 gennaio 2020
Pagine384
Link d’acquisto: https://amzn.to/2sYMl4O
Trama: La nostra è una storia d’a­more piuttosto ordinaria. Ho conosciuto una bellissima donna, mi sono innamorato perdutamente di lei. Abbiamo avuto due figli.

E, come molte coppie, abbiamo finito per trasferirci in una bella villetta in un quartiere residenziale. La vita ci ha regalato l’opportunità di avere qualcuno con cui condividere ogni cosa. E così, quando ci siamo annoiati della monotonia quotidiana, abbiamo potuto contare l’uno sull’altra. Da fuori sembriamo una coppia normale. Potremmo essere i tuoi vicini; i genitori degli amici dei tuoi figli; i conoscenti con cui fai quattro chiacchiere al supermercato o gli amici degli amici con cui ogni tanto vai a cena.
Ma tutti i matrimoni nascondono un segreto che li mantiene vivi. Un trucco grazie al quale l’unione tra due persone rimane salda e ardente come il primo giorno.
Il nostro segreto è che ci piace uccidere.

RECENSIONE

a family of four on a beachLa storia ha inizio in un bar qualsiasi, un bar in cui un uomo di nome Tobias sta cercando di abbordare una donna non particolarmente carina e particolarmente sola. La verità è che Tobias non è sordo e il suo intento è di conoscerla più da vicino, fino a scoprire i suoi punti deboli e cercare di vedere se è idonea per lui e per sua moglie Millicent, che lo aspetta a casa. Entrambi conservano un segreto molto più grande di quello che lasciano sembrare. Ad entrambi piace uccidere e, per non assumersi la colpa, cercano di approfittare del vecchio killer del posto, ormai libero chissà dove. Quando la prima donna uccisa salta fuori, in paese comincia la paura e il terrore. Owen Oliver sembra essere tornato.

Ma cosa sta per succedere veramente? Cosa combineranno i due coniugi? Riusciranno a mantenere saldo il loro matrimonio, la loro famiglia e la morte di queste giovani donne? Quanto questo segreto resterà tale?

E, tutt’a un tratto, Lindsay. Il suo volto sorridente mi fissa dallo schermo. Lindsay, con gli occhi castani, a mandorla, le trecce bionde, l’abbronzatura naturale e i grandi denti bianchi. È scomparsa l’anno scorso. Ha fatto capolino nei notiziari per una settimana, poi non se ne è parlato più. Senza una famiglia che la tenesse in tivù, nessuno si è interessato a lei. Lindsay non era una bambina scomparsa; non era indifesa. Era una donna adulta e in meno di sette giorni è stata dimenticata. Non da me. Ricordo ancora la sua risata. Era abbastanza contagiosa da far ridere anche me. Rivederla mi fa ricordare quanto mi piacesse.

Risultati immagini per samantha downing he started it: the new psychological thriller from #1 bestselling author of my lovely wifeLa trama è una specie di mini racconto da parte del protagonista di questa storia e dice esattamente cosa succede all’interno di questo libro, ovviamente senza sapere di cosa andrà a parlare nello specifico. La trama è intricata e densa di mistero e suspance che io cercherò i mantenere tale, non temete.

La copertina è stata mantenuta come l’originale, non ci sono stati cambiamenti. Non i fa impazzire se devo essere sincera ma lascia presupporre molto di ciò che ci si aspetta dalla storia. Per quanto riguarda il titolo, invece, è stato modificato. Se fosse stato tradotto alla lettera, sarebbe stato “La mia moglie adorabile” ma, effettivamente, suona davvero male quindi preferisco l’adattamento che ne è stato fatto. Inoltre, il titolo originale è ancora più “spoileroso” del resto – e già l’immagine lascia presupporre parecchio – quindi per uno che si lascia condurre dalla trama, devo dire che è abbastanza ben pensato.

L’ambientazione è Hidden Oaks, in Portland negli Stati Uniti, l’epoca è assolutamente moderna, ambientata ai giorni nostri, in posto in cui i media fanno sempre più da padroni.

Così lavorava Owen Oliver. Rapiva sempre una nuova vittima dopo che la precedente era stata trovata. Mentre setaccio i social, sento aumentare l’adrenalina. Non è una vera e propria scarica, non ancora, ma lo sarà presto. Io e Millicent riporteremo Owen a Hidden Oaks. Non vedo l’ora.

girl sticking her head in car of windowI personaggi di questa storia non sono tantissimi e questa, tende a concentrarsi quasi esclusivamente sulla voce narrante oltre che sulla moglie di questa.

Tobias“, ovvero quello che si spaccia per lui, il marito di Millicent è un uomo che in famiglia non ha un ruolo particolarmente rilevante. E’ il classico uomo che prende direttive dalla moglie ed esegue, agendo da spettatore passivo della vita dei suoi figli agendo in maniera forte solo quando è strettamente necessario. E’ un insegnante di tennis perchè non ha continuato la sua vecchia carriera e questa lo aggrada di più. Essere Tobias lo porta in una dimensione alternativa in cui sembra cancellare tutto ciò che lo precede ed entra nella parte del sordo che adesca donne per selezionarle. Queste donne poi verranno uccise. Il nostro protagonista è un uomo non particolarmente sveglio ma un buon personaggio, sicuramente caratterizzato nei minimi dettagli.

Millicent è l’altro lato della medaglia. E’ una donna che sembra ligia al dovere, sempre pronta sul lavoro, sulla sua famiglia e mantiene tutto saldo, persino gli assassinii che lei e suo marito progettano. Tutto sembra sfiorarla in un modo molto semplice che lei riesce a gestire con autorità e supremazia anche se non acclamata. E’ una donna sveglia, enigmatica, che nasconde molto più di quello che da a vedere, questo è poco ma sicuro.

Un centesimo «Ecco come dovrei chiamarti», dissi. «Penny». «Penny?» «Millicent». «Oddio». «Hai pure i capelli rossi», aggiunsi. «Penny? Stai scherzando?». Sorrisi. «Penny». Mi guardò scuotendo la testa. Ero innamorato, senza alcun dubbio, ma non gliel’avevo mai detto ad alta voce. Preferivo chiamarla Penny. Alla fine, ci dichiarammo e smisi di chiamarla Penny. Ma ora che lei ha resuscitato quel nome, non voglio perderlo di nuovo.

Il perno centrale della storia risiede all’interno della famiglia di Millicent. Lei è una donna super organizzata, con un bel lavoro, un bel marito e due figli, Rory e Jenna. Tutto fila liscio fino al momento in cui su moglie e marito cala una maschera ed uno diventa Tobias, un uomo sordo che adesca le donne e l’altra colei che le tortura e le uccide. Entrambi hanno un segreto, riportare un vecchio killer tra le fila della piccola città di Hidden Oaks. Ci riusciranno?

Lo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice e piuttosto fluido. Ha una buona tempistica sia per quanto riguarda l’effetto sorpresa sia la suspance. Nonostante il fatto che arrivati ad un certo punto era davvero palese ed evidente dove sarebbe andato a parare, il libro non è mai stato noioso, anzi si voleva sapere come sarebbe andato a finire.

Il personaggio principale è il marito di Millicent, che narra in prima persona ciò che succede nella normalità della sua famiglia e ciò che lo circonda sia per quanto riguarda sua moglie e i suoi figli ma anche il lavoro e il suo alter ego, il sordo Tobias, che lo porta ad assumere una posizione particolare. 

Millicent è il personaggio più scontato fra i due e di cui ero già sicura di tutto ciò che stava accadendo e di cosa ha sempre avuto in mente. Nonostante questo, devo ammettere che la lettura è stata una buona lettura che mi ha trasportato proprio nella cittadina e l’ha trasformata quasi nella realtà. In effetti, il punto forte di questa lettura è sicuramente la capacità dell’autrice di far immedesimare il lettore in ogni piccola particella e fibra di questa storia, trasportando tutto e tutti all’interno della piccola cittadina in cui si consumano gli omicidi brutali di queste donne, dapprima torturate e poi miseramente uccise. Una lettura davvero oscura, misteriosa e interessante.

«No, è…». Non mi viene in mente nessun’altra parola. «Pazzesco». Alzo le spalle. «Va bene, è pazzesco». E orribile. «Amare un mostro non è una cosa brutta?» «Non lo sapevi quando ti sei innamorata di lui, no?» «No». «E non ti sei innamorata di lui perché era un mostro, giusto?». Fa spallucce. Sorride. «E come faccio a saperlo?». Non so cosa rispondere.

Il libro è ben scritto ed è pieno di colpi di scena che si susseguono e mantengono il lettore sulle spine. Un thriller psicologico che sicuramente mi sento di consigliare ed è tanto che non ne trovavo uno che mi prendesse come invece è accaduto con questo volume. Per dirvi che, potete fidarvi, è sicuramente una buona lettura.

Samantha Downing è un’autrice che è riuscita a stuzzicare la mia fantasia e che sicuramente è da tenere d’occhio. Un libro che ti lascia col fiato sospeso e che si fa leggere. Un buon thriller, di quelli che non leggevo da tempo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco qui gli altri partecipanti all’evento, che spero andrete a fargli visita. Ecco qui:

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW TOUR – Recensione #: LA PRINCIPESSA DEI MONDI 2, MIRIKA DI MONICA BRIZZI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Siete pronti per immergervi in una nuova avventura? Il secondo volume della trilogia de La Principessa dei Mondi vi aspetta in libreria ed oggi tocca a e parlarvene. Ringrazio tantissimo l’autrice per avermi permesso la lettura del suo libro e ve ne parlo subito subito. Ecco a voi che ve lo presento:

MirikaTitolo: Mirika – La Principessa dei Mondi #2 (serie composta da tre romanzi)
Autore:Monica Brizzi
Genere: romance distopico
Editore: Genesis Publishing 
Uscita: 29 novembre 2019
Formatoebook e cartaceo 
Prezzo: € 3,99 
Prezzocartaceo: €10,60
Pagine: 266
Link d’acquisto:  https://amzn.to/34auAw2
Sinossi: Il mondo è in pieno caos. La Terra cerca di non soccombere alle perdite che conflitti, sfruttamento delle risorse e cambiamenti climatici hanno causato. Mirika, intanto, si fa umiliare dal sovrano che spadroneggia su entrambi i pianeti.
Ciò nonostante, le cose stanno per cambiare. Perché Niris sa cosa la aspetta e non può in alcun modo sottrarsi ai suoi doveri. Mentre cerca di capire come gestire ciò che è diventata con ciò che prova per Max, il suo nome diventa leggenda, a fianco di quello del capo dei ribelli e dell’intera sezione che gestisce, H. Da una città all’altra, tra numeri, perdite e nuove conoscenze, Max e Niris sono pronti per la loro nuova missione. Mirika è il secondo avventuroso volume della saga romance-distopica La Principessa dei Mondi. Siete pronti a ritrovare i tanto amati personaggi de La Terra? Vol. 2 della Trilogia La Principessa dei Mondi.

RECENSIONE

white concrete house near cliff during daytimeQuesto secondo volume, riprende la storia tre mesi dopo la fine del primo volume. Niris ha avuto un allenamento intenso, spirituale e fisico per diventare una combattente sia per quanto riguarda i combattimenti contro chi può colpirla e ferirla, sia contro il passato che continua a perseguitarla. E, nonostante tutto il percorso che ha intrapreso, il cuore batte ancora e sempre più per Max. E’ il suo pensiero continuo ed è ciò che la spinge a tornare a quella che ora può chiamare “Casa”.

Cosa succederà tra Niris e Max? Riusciranno a portare uno spiraglio di luce fra la Terra e Mirika? Riuscirà Niris a scontrarsi con suo fratello ed avere finalmente un riscontro dopo tutto ciò che a subito?

«Allora, mi spieghi chi sei?» Aspettai qualche istante, lasciai che i miei pensieri si arrampicassero su uno specchio immaginario alla ricerca di una soluzione, ma non la trovai. Non avrei potuto nascondere a lungo come mi chiamavo davvero, né cosa rappresentavo. «In poche parole? Il nemico» risposi. «Per entrambi i pianeti che conosci» proseguii. Diressi il mio sguardo su di lui e confessai. «Il mio nome è Niristilia.»

La trama è ben strutturata e curiosa, sicuramente fa venir voglia di leggere il secondo volume una volta che è stato letto il primo. Invito a non leggere la recensione di questo secondo volume, ovviamente, se non avete letto e avete intenzione di leggere il primo volume.

La copertina di questo secondo volume segue il modello del volume precedente e non se ne allontana. Forse, se devo essere sincera, per i colori mi convinceva molto più la precedente ma alla fine sono soddisfatta del fatto che sia stata mantenuta in linea al volume precedente e sono curiosa di sapere come si chiamerà e come verrà sviluppata quella del terzo volume. Il titolo di questo volume mantiene la linea del primo ma stavolta ci si sposta su Mirika, dove una volta preso piede della situazione si sposterà anche la nostra giovane protagonista. Ripeto, sono curiosa di scoprire come verrà gestito il tutto, assolutamente.

L’ambientazione di questo volume è la Terra ma avremo modo anche di conoscere Mirika e di vederla finalmente con gli occhi di Niris non solo per i ricordi di quando ci ha vissuto ma con uno sguardo nuovo. L’epoca è la medesima del volume precedente, l’anno 2320.

Miei déi, cos’era. Cos’era quella sensazione che mi sconvolgeva, che schiacciava e allungava e stringeva e arrotolava i pensieri  e il battito del cuore. Cos’era vederlo. Cos’era sentirmi in quel modo. Perdermi all’idea di toccarlo, stargli vicino, parlargli.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del primo volume, Charles a parte perchè lui sarà l’aggiunta maggiore e principale in questa storia e, avendo fatto allenamento 3 mesi assieme in addestramento.

Niris sembra essere molto più consapevole di se stessa e delle sue capacità, anche se porta dietro i suoi strascichi, tipo quello di non riuscire a dormire sul letto. E’ un personaggio semplice a differenza invece, di Max. Un uomo per la maggior parte incomprensibile ed enigmatico. L’unica cosa su cui siamo veramente sicuri è che sembra aver perso la testa per la giovane principessa Aliena.

«Che cos’è?» domandai quando fu terminata. «Allarme bomba. Quando suona significa che il governo sta per lanciarne una da qualche parte.» Non me ne resi conto fino a quando Max non mi abbracciò: dondolavo. Dondolavo come avevo sempre fatto quando la realtà era troppo difficile da digerire. Dondolavo come avevo fatto fino a qualche mese prima. Non mi era mai successo da Uko, almeno non dopo i primi tre giorni. Non mi piacque. Mi immobilizzai e riportai lo schermo davanti agli occhi, ripetendomi che non dovevo pensare. Non avrei più dondolato. O pianto. O lasciato che il terrore prendesse il sopravvento. Mai più.

Il perno centrale di questa storia gira tutta attorno a Niris, sia per quanto riguarda il suo passato che il suo futuro. Una storia che si divide la Terra e Mirika e, allo stesso tempo, tenta di unirle e riappacificarle.

Lo stile utilizzato è semplice, delicato come solo l’autrice sa fare e scorrevole. Il libro si legge nel giro di una manciata di ore e, nonostante ci siano delle cose che ancora non riescono a convincermi del tutto, è stata una bella lettura.

La cosa che in primis davvero non riesco a spiegarmi è essenzialmente il dilemma che mi affligge più di tutto. Niris, all’inizio sembra essere finalmente pronta dopo il duro allenamento fisico e mentale a tornare nel mondo, a vivere la realtà che la circonda ed affrontarla nel migliore dei modi. Ma laddove una nella sua posizione si concentrerebbe e cercherebbe un modo per cambiare la situazione, lei sembra preoccuparsi soltanto dell’amore. Perchè fin dall’inizio del suo duro allenamento non cita neanche una volta qualche moto di vendetta verso il fratello? Perchè alla fine del suo cambiamento il primo pensiero è sempre Max? Il pensiero più logico sarebbe dovuto essere il suo futuro, farla pagare a chi l’ha ridotta in quel modo, a chi l’ha consegnata alla Terra e a chi ha cercato di disintegrarla giorno dopo giorno. Per questo trovo che i pensieri di Niris, dopo tutto quello che ha passato siano piuttosto irrazionali. Già nel primo volume avevo notato questa cosa ma era meno accennata e speravo che in questo ci fosse stata l’esplosione di questo lato del suo carattere. Speravo ci fosse un passaggio dello scalino che non è avvenuto, soprattutto nella parte iniziale che era secondo me quella fondamentale a trasmettere questo messaggio.

La storia d’amore ci sta, non la denigro e penso sia anche corretta se fosse stata inserita come accessorio e non come movimento principale della storia. Ma questo penso lo abbiate capito anche dopo la recensione del primo volume. Infatti, il primo 50 % del volume non ci si concentra molto su altro ma quasi esclusivamente sui sentimenti di Niris e Max. Finalmente e successivamente, Niris avrà modo di tornare su Mirika e mettere a dura prova i suoi insegnamenti nei tre lunghi mesi di addestramento. Riuscirà la giovane Mirikiana a riscattarsi ed a trovare la pace tanto desiderata?

Nonostante questo, ho comunque trovato la storia ben strutturata, molto più di quanto lo fosse stato il primo volume. Finalmente i personaggi cominciano a muoversi e a dare una svolta al tutto e sono sicuramente curiosa di come si svilupperà il terzo e ultimo volume di questa storia. Restiamo in attesa :O

«Fare schermo.» Chiusi gli occhi e il bianco invase tutto. Non c’era più la camera, non c’era più Max, non c’erano più le luci. C’era solo il bianco. Una volta fatto arrivare, sarebbe stato facile tranquillizzarmi. «Che cos’è questo schermo?» «È il sistema che ho trovato per fermare tutto. Chiudo gli occhi e riempio il mondo di bianco. Cancello ogni cosa.» «E funziona?» «Per adesso sì.» «Ti serve per cancellare me?» chiese, la voce bassa. Mi voltai verso di lui e sentii lo stomaco precipitare a terra. Come potevo fargli credere cose del genere?

Il libro è stata una lettura sicuramente piacevole che mi sento di consigliare molto di più a chi ama le storie d’amore a chi preferisce i distopici o cose simili. Una storia sui sentimenti, sulle fragilità e sulla forza con cui si superano determinati problemi.

Monica Brizzi è sicuramente un’autrice da non sottovalutare. Con la sua scrittura leggera e scorrevole riesce ad addentrarsi nel cuore del lettore e, assieme a Niris e Max, ci condurrà tra la Terra e Mirika alla ricerca della verità.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio l’autrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare di questo secondo volume? Fatemi sapere mi raccomando, sono curiosa di sapere le vostre opinioni.
A presto,

Sara ©.