REVIEW PARTY: “IL GIOCO BUGIARDO DI RUTH WARE” (#138)

BUON GIORNO CARE PARTICELLE!

Il gioco bugiardo

Per questo libro ringrazio innanzitutto la Corbaccio che ci ha permesso di leggerlo e poi ringrazio Sara di Bookspedia, una banana per la maggior parte delle cose ma non per scegliere libri che si rivelano poi, davvero sensazionali. Questo libro è prepotente, entra con grazia, in punta di piedi ma alla fine ci si ritrova dentro in un batter d’occhio. Un Thriller da non perdere:

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TitoloIl gioco bugiardo
Autore: Ruth Ware
Editore: Corbaccio
Genere: Mystery
Data di uscita: 11 Gennaio 2017
Link d’acquisto: http://amzn.to/2EujqWm
Trama: Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di te». Isa prende con sé la figlia e si precipita a Salten, dove aveva trascorso gli anni del liceo che ancora proiettano le loro ombre su di lei. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni, un cadavere è stato ritrovato sulla spiaggia, facendo emergere un segreto terribile. Un segreto che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre donne che non ha più visto ma che non ha mai dimenticato. Non è un incontro sereno: Salten non è un posto sicuro per loro, non dopo quello che hanno fatto. È ora che le quattro amiche affrontino la verità.

RECENSIONE

Il tutto ha inizio con una breve intro, in cui una donna su un argine che cerca di fermare il suo cane che si accanisce su qualcosa fra la terra. Il cane sta cercando di tirare fuori qualcosa e quando la donna vede resta sconvolta. La storia, però, ha inizio a casa di Isa. E’ assieme alla sua piccola bambina di sei mesi, Freya e riceve un messaggio da una persona che non è nella sua rubrica. Inizialmente non da peso e neanche vuole leggerlo, pensando che sia qualche scocciatore. Ma quando legge quelle quattro parole: “HO BISOGNO DI VOI, non ha dubbi e capisce subito chi è. Kate, una sua vecchia amica d’infanzia e sa che anche le altre due hanno ricevuto lo stesso messaggio. E’ urgente e Isa lo sa. Per questo avvisa suo marito Owen che partirà per una breve vacanza dalla sua amica e porterà con se sua figlia. 

Immagine correlataQuando prende il treno per Salten, ad Isa cominciano a tornare i ricordi che la legano a quel posto e pensa a quanto tempo è passato prima di tornare oltre a tutti i ricordi che le legano indissolubilmente tutte: Kate, Isa, Fatima e Thea. Quattro amiche e un gioco che le ha unite contro tutti gli altri: il gioco delle bugie. Le ragazze si ritrovano in un luogo ora per loro difficile e pericoloso che riporta a galla un segreto che le unisce. Loro non sanno niente, questo è ciò che sostengono ma sanno che è una bugia troppo grande e prima o poi la verità torna a galla.

Cosa sanno le quattro amiche? Riuscirà il gioco delle bugie a salvarle adesso, a diciassette anni da tutto ciò che le ha unite profondamente? A diciassette anni da ciò che hanno fatto e che credevano avrebbero finito col dimenticare? Cosa nascondono le quattro piccole bugiarde?

«E’… un gioco?» chiesi, incerta. Scese un lungo silenzio. Thea e Kate si guardarono, e io le vidi di nuovo comunicare senza parole, una specie di corrente elettrica che fluiva dall’una all’altra, come se stessero decidendo cosa rispondere. Poi Kate sorrise, un sorrisetto quasi furtivo, e si piegò in avanti verso di me, avvicinandosi così tanto che riuscivo a vedere le sfumature scure dei suoi occhi grigio-azzurro. «Non è un gioco», disse. «E’ il gioco. E’ il gioco delle bugie». Il gioco delle bugie. Mi torna in mente chiaro e vivido come il profumo del mare e le strida dei gabbiani sul Reach, e non riesco a credere che l’avevo quasi dimenticato… dimenticato la tabella segnapunti che Kate teneva appesa sopra al letto ricoperta dei segni criptici del suo complicato sistema di calcolo del punteggio. (…) Non ci pensavo da anni, ma in un certo senso non ho mai smesso di giocare.

La trama mi è piaciuta da subito, nonostante non conoscessi questo libro ne sapessi dell’uscita. A farmelo conoscere è stata proprio Sara del Blog Bookspedia e sono felice che l’abbia fatto perchè è stato davvero un bel libro.

35096883La copertina non capisco perchè è stata diversificata così tanto dall’originale. L’originale è davvero bella, invece su quella italiana hanno puntato molto di più sul Mill, la casa dove vive Kate e la sua famiglia da anni. Hanno reso tutto molto cupo nello sfondo con quel nero. Nel complesso rappresenta bene la storia ma non mi entusiasma particolarmente come lo è l’originale che vedete qui di lato. Il titolo, invece, è stato semplicemente tradotto, anche se forse sarebbe stato più semplice “il gioco delle bugie” ma alla fine ci sta anche così. Come potete vedere dalla copertina originale e sono felice che sia stato mantenuto.

L’ambientazione sbalza da Londra a Salten, il piccolo paese dove tutto è cominciato, dove le quattro amiche si sono conosciute e dove è iniziato il Gioco Bugiardo. Dove hanno mentito agli altri, e l’epoca è moderna, è ambientato ai giorni nostri. I ricordi di Isa, sono ambientati diciassette anni prima, nel momento in cui le 4 ragazze si sono conosciute.

E’ stato un errore, questo avrei voluto dire a Mary mentre sedevo ammutolita di fronte alla sua collera. E’ stato un errore, mi dispiace. Ma non dissi nulla. E quando tornai all’ufficio postale, lei mi servì come al solito, e la questione non venne più sollevata. Però diciassette anni dopo, mentre allatto mia figlia e tento di sorridere alla sua faccia paffuta e contenta, risento ancora le parole di Mary Wren e penso che avesse ragione. Me le meritavo sul serio. Tutte noi ce le meritavamo. Piccole bugiarde.

I personaggi sono tutti importanti e tutti descritti molto bene. Mi hanno colpito e catturato nel loro vortice ed Isa più di tutti, riesce a farti vestire i suoi panni. Un personaggio che non si dimentica tanto facilmente. 

Isa ha trentadue anni, è madre della piccola Freya di sei mesi e compagna di Owen, un uomo brillante e dolce. Vive a Londra ed ha una bella casa ma ricorda il suo periodo al College di Salten come se fosse ieri. Per questo quando Kate scrive lei è pronta ad andare. Ama il suo Owen ed ama sua figlia Freya, diventata sua appendice in tutto. E’ una madre apprensiva e vede pericoli per sua figlia ovunque. Una protagonista coi fiocchi, davvero ben costruita.

Kate è un’artista e fa della pittura la sua vita. Abita a Slaten da quando è nata e continua a viverci nonostante la casa stia crollando a pezzi, la marea la sta facendo sprofondare e lei non abbia più un soldo con cui andare avanti. Kate è stato un personaggio unico e indecifrabile sotto molti punti di vista.

Thea è fragile, lo è sempre stata, anche se nasconde tutto dietro la scorza da dura. Lavora in un casinò e non ha una ancora una famiglia tutta sua.

Fatima l’ho amata fin da subito. Insieme ad Isa è stata quella con cui ho avuto più intimità e quella con cui io mi sarei trovata meglio in linea di pensiero generale. Lei è musulmana, ha dei figli e un marito e fa il medico. E’ una donna forte e determinata nelle scelte e in ciò che fa. Mi piace ciò che pensa e come agisce.

Sono tutte e quattro legate da un gioco ma sopratutto da un’amicizia profonda, vera. Sono quattro donne che avevano problemi da adolescenti e nella loro solitudine, si sono unite, creando una squadra variegata ma bella nonostante tutto ciò che ci sia sotto. Nonostante le quattro nascondano qualcosa di grande e difficile. Qualcosa che le ha tormentate per anni e che adesso si deve affrontare, tutte insieme, come hanno sempre fatto. 

E noi ce ne andammo. (…) Fu tutto di incredibilmente veloce: nel giro di ventiquattr’ore, prima della fine di quel weekend, ce n’eravamo andate tutte. La prima fu Kate, che caricò con terreo stoicismo le sue cose su un taxi. Poi fu la volta di Fatima, pallida e in lacrime sul sedile posteriore dell’auto degli zii. Poi del padre di Thea, rumoroso e gioviale fino allo strazio, e alla fine toccò a me, triste e tesa al punto da sembrare quasi irriconoscibile. Mio padre non disse niente. Ma il suo silenzio durante l’interminabile viaggio di ritorno a Londra fu forse la cosa più difficile da sopportare.

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Il perno centrale è il segreto che le protagoniste nascondono agli altri ma anche a loro stesse. Peccato che quando il passato bussa alla tua porta e la verità viene a galla le quattro si ritroveranno in un gioco più grande di loro. Anche molto più grande delle loro bugie. Riusciranno a mantenere tutto ciò che hanno messo in piedi? Chi è che compromette il loro segreto? Chi sta mentendo?

Lo stile utilizzato è molto semplice e scorrevole, visto in prima persona da Isa, una delle quattro protagoniste al centro di questa storia. Una scrittura accattivante, capace di trasportarti nei panni della protagonista in un modo incredibilmente vero.

L’autrice riesce a farti provare le stesse sensazioni della protagonista, riesce a porre le radici della vita di Isa all’interno, fin nel profondo. Conosceremo le quattro protagoniste che nonostante tutto non riuscirete ad odiare. L’amicizia è profonda e il legame indissolubile che è stato creato è davvero ben costruito, oltre all’idea del gioco che è veramente pazzesca. Un gioco duro, difficile e impegnativo in cui loro sono le assolute maestre.

Le regole del gioco sono cinque, tutte essenzialmente semplici: Racconta una bugia. Non cambiare mai versione. Mai farti scoprire. Mai mentirsi a vicenda. Sapere quando smettere di mentire.

 Un gioco nel quale ognuna doveva inventare una storia credibile e tenerla in piedi il più possibile. Ma quando la verità cerca d’insinuarsi nelle crepe lasciate negli anni, si può ancora mentire? Come? Un gioco macabro e violento; un libro forte e deciso. Una storia che lascia col fiato sospeso, un thriller psicologico dal risvolto inquietante.

«Aspetta.» Si alza mentre io mi accingo a uscire dalla stanza. «Non essere arrogante. Non volevo fare questa discussione». «Sei stata tu a tirar fuori tutto quanto!» Non rispondo. Inizio a salire le scale. «Isa», mi chiama pressante ma tenendo la voce bassa per non svegliare Freya. «Isa! Perchè accidenti ti comporti così?» Non rispondo. Non posso. Perchè se lo facessi, direi qualcosa che potrebbe rovinare irrimediabilmente il nostro rapporto. La verità.

La Ware ha creato una storia avvincente, un’amicizia che sfida ogni tipo di logica, che sfida gli anni. Un’amicizia basata su molte bugie, dove le regole sono semplici ed essenziali per la sopravvivenza di ognuna. Una storia di amicizia profonda, che va oltre le bugie, oltre i segreti, oltre le apparenze. Kate, Isa, Fatima e Thea sono quattro protagoniste uniche nel loro genere.

Un libro che difficilmente si dimentica. Un thriller avvincente, che ti tiene col fiato sospeso e che non si riesce a smettere di leggere. Vi consiglio di leggere questo Thriller  psicologico davvero ben scritto e pieno di suspance. Sicuramente uno dei migliori Thriller che abbia mai letto.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Andate a leggere le recensioni degli altri partecipanti al Review Party!

Milioni di particelle 

Il salotto del gatto libraio

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Il colore dei libri

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio spassionatamente. Davvero un bel thriller!

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA #136 – FIORI SOPRA L’INFERNO DI ILARIA TUTI.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Buona Befana! Io vi porto per questa festa, da brava Befana, una nuova recensione. Ringrazio la Longanesi per avermi permesso di leggere questo volume e ve ne parlo subito, non voglio farvi aspettare oltre. Ecco qui:

9788830449817Titolo: Fiori sopra l’inferno

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Genere: Thriller

Data di uscita: 4 gennaio 2018

Link d’acquisto: http://amzn.to/2CXVeMp

Trama: «Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.

Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.

Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»  Questo non è soltanto l’esordio di una scrittrice di grandissimo talento. Non è soltanto un thriller dal ritmo implacabile e dall’ambientazione suggestiva. Questo è il debutto di una protagonista indimenticabile per la sua straordinaria umanità, il suo spirito indomito, la sua rabbia e la sua tenerezza.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif montagne innevateLa storia ha inizio in Austria nel 1978. Una persona si accinge nei pressi della Scuola, una struttura fatiscente in un luogo sperduto dove i i monti, la nebbia, e il mistero fanno da sfondo. Qualcosa di strano succede lì dentro ma nessuno sembra accorgersene. Agnes si appresta ad arrivare al Nido. Tutti sembrano essere agitati. Si avvicina al numero 39, quello con gli occhi più vispi e tutti si agitano accanto a lui.

Subito dopo, si passa ai giorni nostri, nel piccolo paese montano chiamato Travenì. Il piccolo Michael vede un corvo morto da poco, per lui sono quasi una scoperta queste cose ma subito dopo si sbriga per arrivare in un posto speciale che condivide con i suoi amici più cari: Lucia, Diego e Oliver. Qualcuno nell’ombra li sta guardando. Nel frattempo un corpo viene ritrovato fra gli alberi, coperto di brina e il Commissario Teresa Battaglia si trova lì sul posto.

Cosa succederà nel piccolo paese di Travenì? Su cosa si troverà ad investigare il Commissario Battaglia? Cosa c’entra la Scuola austriaca con il piccolo paese? Cosa c’entrano i piccoli bambini nella storia?

«Vedi, osserva, dimentica.» Significava che tutto ciò che avveniva nella Scuola non avrebbe mai varcato la sua soglia. Era possibile, le aveva detto la Braun, che capitasse di vedere pratiche all’apparenza bizzarre. Ne avrebbe dovuto osservare gli effetti e riportarli meticolosamente nel taccuino che le era stato consegnato insieme alla divisa. E poi doveva dimenticare. Tutto. Magdalena la vide estrarre un mazzo di chiavi dalla tasca dell’uniforme, infilarne una nella toppa della porta e fermarsi.

La trama è ben scritta e fa venire di sicuro voglia di leggerlo. E’ così che è successo anche a me: come l’ho letta volevo saperne di più e leggere il libro.

La copertina mi piace, ha un che di soave e tranquillo. Peccato che la ragazza non rispecchi il commissario Battaglia in tutto è per tutto. Sulla copertina è stata rappresentata una giovane ragazza dai capelli lunghi. Il commissario Battaglia ha i capelli corti, a caschetto e rossastri. Chi è la donna in copertina? Mistero.

Il titolo, ha un non so che di prezioso. Tanti, tantissimi fiori che nascondono un qualcosa di orribile. Dei fiori bellissimi che nascondono quanto più di orribile c’è al mondo. E come dice anche il commissario Battaglia, che vi ho citato qui in basso: “Vedo oltre i fiori, vedo l’inferno“.

L’ambientazione è un piccolo paesino montano chiamato Travenì vicino al confine con l’Austria e la Scuola in Austria. L’epoca va dal 1978 e oggi.

«Non è bravo, è feroce. Ma c’è davvero differenza fra le due cose? Io non lo so. È forse bravo un lupo che divora la preda o è semplicemente se stesso?» Massimo ricordò il discorso iniziato nel bosco dietro la casa dei Kravina. «Sta dicendo che lui è così e non può evitarlo» disse. «Suona male, parecchio male.» Lei sorrise. Sembrava stanca o forse era solo annoiata dalle chiacchiere di quello che considerava un neofita, nemmeno troppo capace. «Forse loro vedono il mondo meglio di noi» disse, in un sussurro. (…) «Che in un lontano passato hanno sofferto e quella sofferenza li ha trasformati in ciò che sono. Io questo non lo posso dimenticare.» (…) «Non lo può dimenticare? Che intende dire?» le chiese, temendo di spingersi troppo oltre, ma incapace di fermarsi. Lei, però, sembrava persa in altri pensieri. «Perché io, come loro, vedo oltre i fiori. Vedo l’inferno» mormorò.

I personaggi sono diversi ma sono tutti importanti ai fini della storia.

Il Commissario Teresa Battaglia è una donna forte e determinata. Conosce molto bene la psicologia e porta dentro di se tanto dolore oltre la solitudine, anche se lei non è sola, ha i suoi aiutanti sul posto di lavoro più fedeli di sempre. E’ una donna testarda, dalla risposta pronta e piena di cipiglio. Si batte costantemente per essere forte e per non essere 

Marini è un giovane ispettore che arriva la mattina stessa della scoperta del corpo a Travenì. Nessuno è in questura e così l’uomo si premunisce di partire per raggiungere tutti sul luogo del delitto. Quando arriva però commette la prima gaffe e Teresa non lo prende a ben volere, anzi inizia con lui una lotta all’ultima risposta. I due cominceranno a battibeccare per qualsiasi cosa nel corso del romanzo. E’ un tipo altrettanto insicuro e sente messo alla prova sempre.

Agnes è la direttrice della Scuola e si occupa di istruire i nuovi arrivi, su come comportarsi all’interno della Scuola e al Nido, a contatto con tutti i numeri presenti. Una donna davvero macabra e molto ligia al dovere.

e tanti altri che dovete scoprire leggendo, ovviamente.

«Se è come dice lei, c’è un mostro che si aggira tra le case del paese» osservò Marini. Teresa sbuffò alito caldo sulle dita intirizzite. Tra la lana dei guanti era rimasto impigliato del ghiaccio. «Qualcuno prima o poi dovrà spiegarmi che cos’è un mostro» disse. «Li chiamiamo così, ma intanto restiamo a guardare, non riusciamo a cambiare canale perché sappiamo che sono come noi: umani. È questo che ci cattura, il riconoscere una parte di loro in noi.» Marini guardò la foresta immobile. Forse si stava chiedendo che segreti custodisse, di quali altri orrori sarebbe stata, forse, presto testimone. «Secondo lei, il mostro è in ognuno di noi?» chiese. Sembrava scettico. «Ne sono convinta. Se sei fortunato, se il destino ti dà in dote una vita almeno decente, continuerà a dormire fino al tuo ultimo respiro. In loro, invece, è stato alimentato da abusi e traumi.»

Risultati immagini per gif commissario donnaIl perno centrale è il misterioso assassino che si aggira per le montagne attorno a Travenì. C’è un essere, una presenza, un fantasma, una persona che si comporta in modo strano e che commette feroci atrocità. Chi è questo misterioso? Come riuscirà il Commissario Battaglia a risolvere l’enigma?

Lo stile utilizzato è stato piuttosto discutibile. La storia è stata a tratti macabra a tratti decisamente pesante. Vi spiegherò i pregi e i difetti che ne convengono.

La presenza di troppi punti di vista. Quello dell’assassino, del commissario, dei bambini e dell’ispettore Marini. C’è qualcun’altro? I capitoli brevi da un personaggio all’altro che rendevano tutto troppo volitivo e sconclusionato. 

E’ pesante nella scrittura. Persino per descrivere che il frigorifero fosse vuoto un’epopea. Non servono grandi paroloni, a volte basta poco. La scrittura è senza dubbio buona e ma impegnativa e pesante su lungo raggio.

A lungo andare questi due punti appena citati, stanca e rende la lettura pesante.

Scontato sul punto di vista dell’assassino. E’ già chiaro a neanche un terzo del libro chi è e da dove proviene. L’unico a cui è sconosciuto è il commissario. Insomma, l’effetto sorpresa non c’è neanche per idea. 

La mancanza di colpi di scena. La trovo una cosa di rilevanza ai fini di un buon thriller. Deve esserci suspance e colpi di scena ponderati, qui totalmente assenti. Non c’è  stato un momentoin cui avessi provato del brivido, sembrava già sapessi cosa sarebbe accaduto.

Ecco i due aspetti positivi che ho trovato:

La presenza del Commissario Battaglia. Nonostante non abbia amato molto il suo personaggio, l’ho trovato vero perchè umano e non invincibile sotto questo aspetto. E’ una donna irruenta, che dimostra costantemente di essere forte e all’altezza del suo lavoro ma ha anche un qualcosa che la rende umana. Sia ciò che ha subito in passato, la sua solitudine e il fatto che abbia qualcosa che non va e che la rende debole e fragile.

Il tema generale e la teoria su cui si basa l’assassino. La teoria che è stata pensata non è stupida, anzi è ben studiata. La teoria e gli studi psicologici che sono stati fatti sono stati ben pensati. Per carità, io non ne ne intendo di psicologia ma mi è sembrato tutto molto buono sotto quel punto di vista. Ho trovato 39 un soggetto ben costruito e per certi aspetti mi ha fatto anche pena.

Sentiva lo sguardo di Marini su di sé. «Sembra quasi che provi compassione per lui.» «Si chiama empatia.» «Potrebbe essere l’assassino.» «Sì, potrebbe.» «Questo per lei non significa nulla?» «Certo. Che ogni assassino seriale, prima di oltrepassare il punto di non ritorno, è stato un essere umano sofferente. Molto spesso abusato. Di sicuro solo.» Il cellulare di Marini squillò. Lui parlò brevemente con la centrale di Travenì prima di chiudere la chiamata. 

Non boccio questo romanzo perchè in fin dei conti è stato sufficiente e molto buoni sotto diversi aspetti, la storia ben pensata ma secondo me mal disposta e troppo dispersiva sulle descrizioni.

Mi ha ricordato per certi versi, Dentro l’acqua di Paula Hawkins. No, attenzione, non lo paragono per chissà quale cosa. Lo paragono per la banalità della scoperta di “CHI C’E’ SOTTO o DIETRO” (l’assassino) a tutto il romanzo. Non so se l’autrice puntasse a questo o ad altro ma l’unica cosa a colpirmi è stata la protagonista principale e la spiegazione psicologia dietro tutto.

Consiglio comunque questo romanzo a chi voglia leggere un buon thriller d’esordio. Sono comunque curiosa di leggere altro di quest’autrice, sperando che sotto questo punto di vista e sugli altri elencati sopra possa migliorare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commento se intendete leggerlo.

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #132 – NON HO TEMPO PER AMARTI DI ANNA PREMOLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi una novità interessante, in uscita i primissimi giorni di Gennaio 2018, precisamente il 4, per la Newton Compton. Una storia davvero carina e spiritosa, la Premoli torna per far innamorare. Ecco qui che ve ne parlo: 

non-ho-tempo-per-amarti-anna-premoliTitolo: Non ho tempo per amarti
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: 9,90 euro
Data di uscita: 4 Gennaio 2018
Trama: Julie Morgan scrive romanzi d’amore ambientati nell’Ottocento. Di quell’epoca ama qualsiasi cosa: i vestiti lunghi, gli uomini eleganti, le storie romantiche che nascono grazie a un gioco di sguardi o al semplice sfiorarsi delle mani… L’unica cosa che salva del mondo di oggi è lo shopping online, che le permette di non mettere il naso fuori dal suo amatissimo e solitamente silenzioso appartamento. Almeno finché – proprio al piano di sopra – non arriva un misterioso inquilino: un ragazzo strano, molto giovane e vestito in un modo che a Julie fa storcere il naso. È davvero un bene che lei sia da sempre alla ricerca di un uomo d’altri tempi, perché il suo vicino, decisamente troppo moderno, potrebbe rivelarsi ben più simpatico di quanto avrebbe mai potuto sospettare…

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Julie, scrittrice di romanzi rosa storici sta scrivendo di una scena piuttosto importante. Lady Eleanor sta per baciare il suo bel Duca ma qualcosa la interrompe. I rumori sembrano provenire dall’appartamento al piano superiore fino a quel momento disabitato. Esasperata da tali rumori e volendo finire la sua scena sul punto cruciale, Julie, adorabile trentaseienne con un gusto per il vestiario alquanto discutibile, decide di salire al piano superiore per protestare, fiera delle sue ciabatte con gli unicorni ai piedi.

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Quando si trova davanti Terrence, un giovane venticinquenne dalle maglie strappate e i capelli bicolore lei non crede ai suoi occhi, sopratutto dopo che lui le rivela che è un musicista di tutto successo ma che lei, per di più, non ha mai sentito nominare. La sua pace sembra essere appena terminata e tra i due potrebbe aprirsi una guerra a chi riesca prima ad infastidire l’altro quando accade tutt’altro. I due si trovano persino simpatici.

Cosa succederà a Julie? Riuscirà a portare a termine il suo romanzo? Terrence cosa nasconde dietro la sua aria da musicista da strapazzo? Cosa succederà fra i due protagonisti?

Terrence ride di fronte alle mie espressioni stralunate. «Sei buffa, lo sai?» «Certo che lo so! E tu lo sei e nemmeno sospetti di esserlo», gli rinfaccio. «Oh, ma lo so anch’io, invece. E’ per questo che andiamo d’accordo», afferma con un sorriso scintillante. «Ovvero, due strani fanno una persona normale?» «No, in genere due strani fanno sempre e solo due persone strane. Ma almeno non si è da soli». Punto di vista interessante. Credo che anche questo finirà in un mio libro.

La trama è ben scritta e mi piace perchè non svela poi troppo, lascia solo presumere il che è tutto dire. In quell’ultima frase c’è molto molto altro da intendere e molto, molto altro che succederà. Leggere per credere!

La copertina, stranamente e rispetto allo standard delle copertine della Premoli, è adorabile, mi piace molto e rispecchia tanto sia l’autrice – che la vedo bene circondata da bei libri – e la protagonista del libro che è senz’altro un personaggio singolare.

Il titolo, a differenza delle altre volte che sembra stereotipato, mi da un senso e anche se si comprende che è uno dei classici rosa nella collana Newton, cattura e ti fa chiedere per quale motivo? E’ davvero singolare e questa volta, il complesso Cover+Titolo sono vincenti.

L’ambientazione è americana, New York è l’epicentro di tutto e la Premoli sembra destreggiarsi molto bene in quell’ambito nonostante si potrebbe pensare che si possa pensare che ambienti i suoi scritti in Italia, non è così, sappiatelo. L’epoca è moderna e contemporanea, la storia si svolge al nostro tempo, quello dei social network e delle star giovani e famose amate dalle ragazzine urlanti ecco (anche se queste ultime ci sono da diversi anni non solo adesso! xD).

«Allora hai finto di essermi amico!» La sua espressione torna seria. «No, assolutamente no. Io e te abbiamo fatto clic, hai presente? Da più punti di vista. Ma sopratutto da quello caratteriale. Noi siamo amici, questo è poco ma sicuro». «Ma allora…»

I personaggi sono ben costruiti e strutturati molto bene nonostante abbiano una differenza d’età abbastanza influente sia per interessi che per 

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Julie è una donna molto semplice. Adora maglioni e felpe con i cartoni animati stampati sopra, indossa ciabatte con gli unicorni – che tra l’altro adora – e ha un paio di occhiali rosa con un elegante fiocchetto sopra la montatura. Vista così, più che trentasei anni gliene darete 15. Invece è una scrittrice di romanzi rosa storici, che esce da una relazione di dieci anni andata male per colpa del suo uomo che la tradiva di continuo. Così decide di passare dall’essere sempre alla moda e truccata, all’essere ciò che vuole essere veramente. Una donna tranquilla, a cui piacciono le cose semplici e che si ama per ciò che è. E’ terribilmente cocciuta e insistente ma dolce.

Terrence è un ragazzo di venticinque anni ed è il cantante dei Alien Temptation. Ha i capelli bicolore, veste con le magliette strappate ed è famoso, tanto che per uscire di casa indossa sempre occhiali da sole e un berretto. E’ spiritoso e alla mano, intelligente e premuroso anche se a volte può sembrare possessivo. La cosa che ho apprezzato di più di Terrence è il fatto che non si sia mai fatto buttare giù da Julie e da tutti i suoi tentativi di dissuaderlo. Fossero tutti così gli uomini!

La signorina Berry è una donna anziana sfacciata, non a caso la vicina di casa di Julie. Berry è una vecchietta dallo sguardo inquisitore ma sotto sotto dal cuore dolce. Ritroveremo Laurel protagonista del libro E’ solo una storia d’amore, pubblicazione precedente a questa, Audrey e Cindy. Se avete letto il precedente [che vi consiglio e di cui trovate Recensione (QUI) e Intervista (QUI) se volete curiosare] non potete non trovarvi a vostro agio. Ma non c’è nessun problema di connessione col precedente perchè il libro ha una storia a se stante.

«Non sono cocciuta, sono anzi piuttosto ragionevole». «No, lei è una di quelle persone cocciute che si illudono di essere ragionevoli. Lei è di una specie peggiore. Almeno io sono cosciente dei miei limiti». Sono stata colpita ma fingo comunque serenità. O almeno ci provo. (…) Ma all’improvviso, che sia Attila o qualche altro gatto, inizio a temere che finire con il fare la stessa fine della mia simpatica vicina.

Il perno centrale è per l’appunto la strana storia di amicizia che viene a crearsi fra Julie e Terrence. Una storia d’amicizia bizzarra e inusuale, fra due persone completamente agli antipodi appartenenti a due mondi completamente opposti. I due sono un mix di risate e divertimento.

Lo stile utilizzato è tipico della Premoli, ha il suo marchio di fabbrica che è difficile non percepire. Semplice, diretto e intrigante. Nonostante la storia non abbia poi tanti fronzoli e a livello di trama tesse molto poco, sa essere geniale e cattura il lettore trascinandolo in una curiosità che non ha pari.

In questa storia, rispetto alla precedente, mi sono rivista molto nella protagonista. Julie è lo stereotipo tipo di donna che se ne frega del giudizio degli altri – ma è anche molto ingenua – ed è finalmente ciò che vuole essere; che non vuole essere per forza alla moda o conoscere tutti i gossip che girano; che vuole un uomo di altri tempi, dolce, elegante e raffinato. Ecco, io e Julie abbiamo molto in comune,dal vestirsi al suo lato caratteriale. Julie è un’autentica rottura di scatole in tutto e per tutto. Insiste sul fatto della differenza di età troppo, diventando anche molto pesante. Ed anche io, mi duole ammetterlo, sono così alcune volte. Nonostante Julie sia tutto questo riesce a colpire il lettore e a trascinarlo con se pagina dopo pagina.

Gli scrittori hanno il grande vantaggio di poter elaborare  gran parte dei propri dispiaceri tramite la scrittura. Relazioni difficili con i propri genitori, visioni cupe sulla politica e sul mondo, storie d’amore improbabili… tutto confluisce magicamente nel calderone della narrazione che, se accompagnato da dolore vero, in genere garantisce una produzione piuttosto ispirata. E io non faccio eccezione (…)

I libri della Premoli sono romanzi rosa non troppo pretenziosi, dove la storia è semplice ma efficace e dritta al punto. L’autrice ti cattura e ti trasporta nel mondo e nella vita del personaggio tanto da sentirti tale anche tu. I sui libri ti prendono e ti fanno innamorare inevitabilmente assieme ai protagonisti stessi. Non riuscirete a staccare gli occhi dal libro. Divertente, romantico, dolce.

E’ stupefacente come la Premoli ti trasporti nei panni della protagonista e tutto scorra alla velocità di un secondo, inesorabile e ti lasci una curiosità tremenda fino alla fine. Consiglio la lettura di questo libro, assolutamente.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Allora, lo aspettate? Io consiglio di metterlo nella vostra WL del nuovo anno perchè promette davvero bene e non potete perderlo!

A presto,

Sara ©

RELEASE PARTY E RECENSIONE IN ANTEPRIMA #130 – BLOOD OF THE PROPHET DI KAT ROSS.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

E buon venerdì! Oggi vi porto belle novità edite Dunwich Edizioni, che ringrazio per l’opportunità, il secondo libro della serie de Il Quarto Elemento iniziato con Midnight Sea (Recensione QUI). Se non avete letto il primo, – non so cosa state aspettando ma dovete farlo! – non vi consiglio di leggere la recensione ma di partire dalla recensione che vi ho linkato poco fa. Se siete temerari e non avete letto il libro potete comunque immergervi nel mondo di Kat Ross, io non vi fermerò! Ecco qui:

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Blood of the Prophet - Kindle

Titolo: Blood of the Prophet (Il Quarto Elemento –
Libro Secondo)
Autore: Kat Ross
Genere : Fantasy
Pagine: 306
Prezzo: 3,99 ebook (gratis per Kindle Unlimited) / 14,90 cartaceo
Data di uscita: 08/12/2017
LINK DI ACQUISTO: http://amzn.to/2BZSMaa

Trama: Visionario. Alchimista. Salvatore. Santo.
Il Profeta Zarathustra è stato chiamato in molti modi. Ora
trascorre il suo tempo disegnando capre dall’aspetto bizzarro. Ecco cosa succede quando ci si ritrova in una
cella per duecento anni. Ma l’uomo che potrebbe essere impazzito, e che decisamente dovrebbe essere morto, è di colpo tornato a essere molto importante… Sono passate soltanto poche settimane da quando Nazafareen è fuggita dai sotterranei del Re con il suo daeva, Darius. Sperava di non dover mettere più piede all’interno dell’impero, ma la ricerca del Profeta l’ha condotta nell’antica città di Karnopolis. Devono trovarlo
prima che Alexander di Macedonia bruci Persepolae, e con essa la madre di Darius. Ma non sono i soli a cercarlo. Il negromante Balthazar ha i suoi piani per il Profeta, così
come il capo delle spie dei Numeratori. Mentre Nazafareen viene attirata in un gioco pericoloso, i suoi nuovi poteri prendono una brutta piega. Soltanto il Profeta comprende il segreto del suo dono, ma il prezzo di quella conoscenza potrebbe rivelarsi più di quanto Nazafareen sia disposta a pagare…


«Kat Ross ha creato un mondo misterioso, ricco di
fascino e magia, azione e colpi di scena. Una storia
originale, epica, impossibile da dimenticare. Fatevi un
favore: leggetelo!»

– (WONDERFUL MONSTER – IL BLOG DI ERIKA ZINI)

«Kat Ross si riconferma un’autrice in grado di creare un
portale verso un mondo emozionante e ricco di colpi di
scena. La sua penna ammalia il cuore dei lettori più
intrepidi che sono alla ricerca di un avventura mozzafiato
e di una straziante storia d’amore.»

(MY CREA BOOKISH KINGDOM)


RECENSIONE 

La storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata con il primo volume, in The Midnight Sea.

E’ passata qualche settimana da quando Nazafareen e il suo Daeva Darius erano riusciti nell’intento e sperava con tutta se stessa di non doversi mettere in altri guai con l’impero. Invece lo fa, perchè, dopo aver accettato un incarico davvero importante, Nazafareen e Darius seguiti da Tijah e Myra si recheranno nell’antica città di Karnopolis alla ricerca del Profeta, cercando di nascondersi, allo stesso tempo, da chi gli da la caccia. Ed hanno una scadenza importante, devono riuscire prima che Alexander di Macedonia marci su Persepolae e la bruci. Si renderanno conto presto di non essere i soli a cercare il Profeta e tra un punto di vista e l’altro, ci avventureremo in una corsa contro il tempo.

Riuscirà la nostra protagonista nel suo intento? Chi è veramente Balthazar? E perchè cerca disperatamente il Profeta? Quale posizione prenderà il Profeta? 

La candela di sego sul comodino ondeggiò mentre una leggera brezza si riversava nella stanza. Avevo mentito quando gli avevo detto sulla nave di non riuscire a sentire il potere, di non riuscire a sentire il posto del tutto-del niente che i daeva chiamavano Nesso. Lo avvertivo in ogni momento, ormai. Era la fonte da cui fluiva il potere elementale, la struttura nascosta di tutte le cose. Pensavo che avrei potuto toccarlo se avessi voluto, ma non lo facevo. In parte perché era così che gli Immortali ci avevano rintracciato alla casa del contrabbandiere. Avevano sentito quando Darius aveva utilizzato l’aria. Ma principalmente perché avevo una forte attrazione per il fuoco. Per l’elemento proibito. L’unico che i daeva non potevano usare. Se lo avessero fatto, li avrebbe uccisi. Non sapevo perché.

Risultati immagini per antica persiaLa trama è ben scritta e rappresentativa della storia. Ciò che accade è esattamente ciò che viene descritto. L’unico problema che ho trovato sta nello sviluppo di questa storia ma ve ne parlerò più avanti.

La copertina, come per il titolo, sono rimasti immutati rispetto all’originale esattamente come per il primo volume. Di questo, infatti, ne sono più che soddisfatta. E’ raro trovare edizioni così belle e significative che non vengano storpiate o rese in qualche modo da sembrare tutt’altro.

L’ambientazione è la stessa del precedente, siamo nei territori dell’antica Persia nel periodo di Zarathustra ovvero Il Profeta e di Alessandro Magno. Quindi lascio a voi l’immaginazione. Siamo a Persepolae, nei pressi del Midnight Sea e vicino al Bosforo e tutta la zona d’interesse di cui vi ho parlato.

Osservammo le stelle. Per un momento, ebbi la vertiginosa sensazione di guardare un enorme abisso, un oceano di luci pieno di strane correnti e ondate di marea che duravano milioni di anni. Poi la mano di Darius trovò la mia, calda e callosa per via della spada, e il mondo si raddrizzò di nuovo. «Anch’io ho paura, Nazafareen. Ma il Profeta ci insegna che il paradiso e l’inferno sono qui sulla Terra.» Inclinò la testa all’indietro e assaporò la notte. Sapevo che sentiva il Nesso con più intensità nella quiete dell’oscurità. «Siamo noi a decidere il nostro destino. Non il Sacro Padre. Tu e io. E c’è un’unica strada per andare avanti. La prenderemo insieme?» Gli strinsi piano la mano. «Sempre.»

I personaggi stavolta sono meno del previsto, almeno rispetto al primo libro ma sono sempre be scritti ed esaudenti a livello strutturale e narrativo, molto di più di quanto lo fossero nel primo volume.

Nazafareen è sempre più determinata ed impulsiva. Anche se non conosce a pieno i poteri che scorrono dentro di lei e se le manca la mano destra, è coraggiosa e non si arrende per niente al mondo. 

Darius, il daeva di Nazafareen è sempre misterioso e pieno di segreti, sopratutto in questo libro quando torna nella città dove è cresciuto e dove ha vissuto delle ingiustizie e sofferenze. E’ come sempre misterioso ma con Nazafareen accanto niente è impossibile.

Tijha - The Midnight SeaTijah e la sua daeva Myra, sono sempre più belle assieme, sembrano quasi due sorelle. Si supportano e si compensano a vicenda: dove Tijah è irruenta o nervosa, Myra è calma e cerca di mantenere tranquille entrambe. Sono una vera forza della natura assieme.

Insieme, questi quattro personaggi creano un mix perfetto. Non c’è mai stato uno dei quattro che avessi detestato e devo dire che questo mi accade abbastanza di rado in un libro perchè finisco, la maggior parte delle volte, per detestare un protagonista o l’altro o comunque un personaggio collegato al protagonista. E qui non mi è mai successo, adoro la squadra, tutti e quattro insieme sono formidabili.

Avremo modo di conoscere meglio Balthazar, il negromante che abbiamo intravisto almeno in parte nel primo libro. E’ un essere potente al servizio di una persona ancora più forte di lui. Determinato, ostinato e crudele, farà venire i brividi.

Gli importava solo del potere. Il negromante lo comprendeva, ma lo trovava vuoto. Il potere fine a se stesso lo annoiava. Lui cercava la conoscenza sopra tutto il resto, perché non poteva essere persa o portata via. Tu sei un pellegrino, Balthazar. Sorrise. Sì, lo era. Ed era anche altre cose. Era persino capace di provare amore, anche se di un tipo ossessivo e spietato.

Risultati immagini per gif donna nel desertoIl perno centrale stavolta è quello di salvare i daeva, gli esseri umani e il mondo intero prima che il potere cada nelle mani sbagliate. E Nazafareen assieme ai suoi amici deve cercare di salvare il Profeta Zarathustra prima che sia il nemico a raggiungerlo per primo.

Lo stile utilizzato, questa volta è stato decisamente più lento rispetto al precedente. Attenzione, la storia è sempre ben scritta e i personaggi ben costruiti ma le dinamiche sono state molto più lente rispetto al precedente.

La storia si divide in capitoli in cui è la protagonista, Nazafareen, a parlare in prima persona e capitoli in cui conosceremo Balthazar in terza persona o addirittura un altro personaggio che risiede all’interno della città ed è sotto il comando del Re. I punti di Balthazar e l’altro hanno rallentato la lettura per quanto interessante fosse scoprire i retroscena del nemico. Ma allo stesso tempo la lentezza dello scritto ha messo in piedi una corsa contro il tempo a chi riesca prima nell’intento. Quindi la cosa mi ha disturbato nella velocità di lettura ma ai fini della storia ha creato adrenalina. Dopo la metà del libro l’azione è tornata ed ha potuto scorrere molto più facilmente.

Decisi subito che non avrei più provato a toccare il potere. Non era sicuro. C’era qualcosa di rotto in me. Sarei diventata troppo temeraria, troppo autodistruttiva. Ora sapevo come si sentiva Darius quando mi aveva implorato di tenerlo sotto controllo. Quando ancora credeva di essere un Druj. Di essere cattivo. Una menzogna, ma mi domandavo se una parte di lui ci credesse ancora. In ogni caso, i suoi stessi demoni lo stavano divorando. Faceva finta di no, ed era bravissimo a fingere. Ecco come era sopravvissuto tanto a lungo.

Il libro è stato un mix di emozioni che non riesco neanche a spiegare. E’ stato a tratti difficile da digerire, almeno inizialmente, poi ha ripreso il suo flusso e mi hanno colpito tutti i retroscena che si scoprivano balzando da Nazafareen a Balthazar.

Questa saga, comunque, non si piega e resta una delle mie preferite lette in quest’anno. Questo secondo capitolo è stato, nonostante la fase di stallo iniziale, avvincente e pieno di sorprese. Nazafareen, Darius, Tijah  e Mira entrano nel cuore e sanno come conquistarti pagina dopo pagina. Sono sinceramente curiosa di sapere come finirà il terzo volume. Consiglio? Ovvio, dovete cominciare a leggere questa saga perchè merita davvero. 

“Buoni pensieri, buone parole, buone azioni. Possa il Sacro Padre guidarti e proteggerti”

Possa il Profeta proteggervi dalla fine.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ve ne pare? Leggerete questa saga? Stavate aspettando questo secondo volume! Non dovete perderlo allora. Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – GHIACCIO COME FUOCO DI SARA RAASCH (#129)

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi un altro Review Party, la novità delle novità. Uno dei libri più attesi, il seguito di Neve come cenere (Recensione QUI) di Sara Raasch edito Mondadori che ringrazio per l’opportunità e Jessica per aver organizzato l’evento.

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Titolo: Ghiaccio come fuoco
Autore: Sara Raasch
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 5 dicembre 2017
Trama: Da tre mesi i sudditi del Regno d’Inverno sono stati liberati e il re di Primavera, Angra, è scomparso, grazie soprattutto all’aiuto di Cordell.
Ma ancora non c’è pace per gli inverniani: devono pagare il debito verso Cordell, e sono così costretti a lavorare nelle miniere. Dove portano alla luce qualcosa di molto potente e altrettanto pericoloso: l’abisso della magia di Pri
moria. Potrebbe essere l’arma definitiva per sconfiggere Angra, ma l’ultima volta che il mondo ha avuto accesso a una magia simile è precipitato verso la rovina. Così, quando il re di Cordell ordina a Meira e Theron di partire alla ricerca dei segreti della magia, la ragazza pensa di usare quel viaggio per radunare alleati con un unico scopo: evitare che i poteri dell’abisso vengano liberati. È l’unico modo per proteggere il suo popolo, e Meira è disposta a tutto pur di tenere gli inverniani al sicuro. Ma dentro di lei inizia a farsi strada un dubbio: e se la sua missione non fosse combattere solo per Inverno, ma per tutto il mondo? Saprà farlo senza mettere in pericolo le persone che ama?

RECENSIONE

La storia riprende dove l’avevamo lasciata, anzi non proprio; ha inizio tre mesi dopo la fine del primo volume. Essendo il secondo della serie iniziato con Neve come cenere e cercherò di fare meno Spoiler possibili anche se non ve lo garantisco visto che è molto difficile non parlarvi di ciò che succede visto come finisce il primo volume.

Quindi, tre mesi dopo la ripresa di Inverno da parte di Meira e della sconfitta di Angra, il popolo di Inverno sembra trovarsi di nuovo al punto di partenza. Sì, si trova a Jannuari, la capitale d’Inverno e tutti sembrano essere a casa, ma non è esattamente così. Cordell, governata da Noam, vuole trarre il giusto profitto da Inverno per l’aiuto e il supporto che ha ricevuto per ritrovare la libertà. E Meira non è disposta a starsene in silenzio e a farsi sfruttare. In più Noam dopo aver trovato nelle miniere di Inverno una cosa per lui interessante cerca di voler avere sempre più potere. Così Meira sarà costretta a ricorrere ad altri mezzi e a chiedere aiuto ad altri Regni per cercare supporto.

Riuscirà Meira nel suo intento? Avrà il supporto del suo popolo e quello degli altri Regni? Chi incontrerà lungo il suo cammino? Cosa succederà agli Inverniani questa volta? Troveranno finalmente la pace che cercano?

Non posso prevedere se troverò le chiavi e se lo farò prima di Cordell, né se riceverò le risposte su come controllare la mia magia. Anche se la ricerca dovesse rivelarsi infruttuosa, però, Inverno ne verrà comunque fuori con qualcosa in mano. Da questo viaggio tornerò con la salvezza del mio regno in pugno.

La trama è ben scritta e rappresentativa di questo volume. L’unica cosa è che se non avete letto la saga, non dovete leggere la trama di questo volume perchè potrebbe contenere Spoiler.

Risultati immagini per fan art frost like fireLa copertina è stata mantenuta come l’originale, solo la versione cambia rispetto a tutto ciò. Mentre la verione originale è stata mantenuta in Hardback, in italia abbiamo solo la Paperback, ovvero quella con la copertina flessibile. 

Il titolo non è stato storpiato, è stato tradotto semplicemente dall’originale Frost Like Fire e ne sono sinceramente felice. A quanto sembra la serie almeno sulla copertina e sul titolo è stata curata. Anche se la versione poteva essere migliore, almeno non è stato storpiato il resto.

L’ambientazione è sempre fantastica, ci troviamo a Primoria che è suddivisa in Regni delle Stagioni e i Regni del Ritmo (ma questo lo sapevate già se avete letto la recensione di Neve come cenere e se avete letto il primo volume) e l’epoca è assolutamente indefinita.

Ci sono tutti. Tutti i residenti di Jannuari, i visitatori di Autunno, qualche soldato di Cordell, ciascuno intento a socializzare tra le note della lira e un cielo che promette neve. Ogni Inverniano è riuscito a trovare almeno un dettaglio bianco da indossare in onore del nostro regno – una gonna, una sciarpa o un abito dai motivi bianchi su sfondo grigio. Centinaia di persone canute indossano capi bianchi e si muovono come tanti fiocchi di neve. Una tormenta.

I personaggi sono sempre ben delineati ma questa volta quello che mi ha dato più i nervi, oltre Mather che non l’ho mai sopportato neanche dal primo, è stato Theron. Vi analizzerò il tutto più avanti.

Risultati immagini per fan art frost like fireMeira stavolta ha piena coscienza di se, o almeno se non piena, molto di più del primo libro. E’ tosta, coraggiosa e si fa carico del Regno d’Inverno come non mai. Lo protegge, ama il suo popolo e cerca di contrastare più che mai Noam che gli mette i bastoni fra le ruote e tutti coloro che si metteranno sul suo cammino. E’ e sarà sempre la Regina guerriera.

Mather è sempre lo stesso, forte, ribelle, poco incline al dovere e impetuoso. Un tipo che non ho sopportato molto neanche nel primo libro ma che, per questo volume, è stato deciso di dargli una voce, cosa che non condivido molto anche perchè per la maggior parte è stato poco utile e poco costruttivo.

Theron è l’erede al trono di Cordell e il suo pensiero va contro suo padre in tutto e per tutto, almeno da come lo ricordavamo nel primo volume. Qui, Theron avrà delle reazioni piuttosto strane ma saranno del tutto giustificate e troveranno una base anche piuttosto forte, quindi… Theron, dai, sei perdonato ma solo ‘sta volta è!

Gli altri personaggi che troveremo saranno più o meno i stessi del precedente ma avremo anche tante aggiunte.

Simon, Re di Estate che Meira incontrerà lungo il suo percorso. Un uomo che pensa solo al vino e al piacere ma mai al suo popolo, ridotto per la maggior parte in povertà e in schiavitù. Ceridwen, la sorella di Simon e principessa di Estate, una ragazza molto simile a Meira sotto molti punti di vista, schietta, forte e audace. Va contro i principi del suo stesso fratello e sarà una spalla per la nostra protagonista. Un personaggio di cui mi è piaciuto molto leggere.

Conosceremo anche altri due regni del ritmo e i loro re e regine, Giselle di Yakim e Jesse di Ventralli. Sarà molto interessante andare alla scoperta di nuovi regni e usanze particolari per ognuno di loro. Bello, davvero bello.

Mi manca il respiro, lacrime brucianti mi scorrono lungo le guance. I suoi occhi arrossati per l’alcol incontrano i miei e vi si soffermano quel tanto da mostrarmi il dolore, la realtà che cala su di lui. «Mia regina» dice. Cerco a tentoni la maniglia alle mie spalle e apro la porta davanti ai volti confusi di Conall e Garrigan, la cui confusione non fa che aumentare alla vista di Mather che esce in corridoio. Se ne va. Come se niente fosse. Senza un addio, un ultimo sguardo. Come se non ci fossimo amati.

Il perno centrale è salvare Inverno dalla presa salda di Cordell. Non bastava Angra con Primavera nel primo volume. Adesso Meira ha liberato Inverno sotto l’aiuto di Cordell e loro vogliono la loro parte, Noam vuole la sua parte. La pretende e Meira non è disposta a dargliela.

Lo stile di scrittura è stato sempre descrittivo e prolisso ma assolutamente unico della Raasch, il mondo che ha creato è stato davvero fantastico.

Mentre il primo libro è stato più incentrato sull’azione, questo era concentrato sulla politica e sulla preparazione di ciò che avverrà nel terzo capitolo di questa interessante saga fantasy.

La cosa che non mi è andata giù completamente è stata la suddivisione delle voci narranti. Non c’è più solo Meira in prima persona ma anche Mather, solo che lui ha voce in terza persona. Il suo punto di vista l’ho trovato inutile e poco produttivo. Solo ad un certo punto si è ritrovato ad essere utile per capire un determinato avvenimento. Poi basta. Ma la cosa non andrà ad influire molto sul voto finale perchè il libro mi è piaciuto davvero molto.

Altra cosa che mi ha dato i nervi è stato Theron. Il comportamento è completamente cambiato rispetto al primo libro e piano a piano, nel corso delle pagine cominci a seguire la stessa linea di pensiero di Meira nei suoi confronti, se non peggio. Io l’ho detestato molto ma sappiate che è tutto spiegato, non è impazzito dall’oggi al domani.

«Ma io sono il retaggio di Inverno.» Mi si spezza la voce. «Sono l’unica che può…» «Smettila!» Nessa agita le braccia in direzione di tutte le persone nella stanza. «Non sei l’unica. Questo è il mio regno tanto quanto è il tuo. È anche la mia guerra.» “È anche la mia guerra, Sire! Lasciami combattere. Posso essere d’aiuto, lo so!” Le parole di Nessa riecheggiano in me come ricordi e io mi limito a guardarla sbattendo le palpebre. Tutte le decine di volte in cui ho urlato contro Sire quelle stesse frasi. 

Il libro è stato molto molto bello. Sinceramente ho apprezzato di più il primo ma questo non ha niente da invidiare al precedente se non un pò più di azione. Adesso mi aspetto fuoco e fiamme dal terzo volume.

Sara Raasch ha creato un mondo davvero fuori dal comune, un fantasy davvero interessante che coinvolge e che è un insieme di magia, retaggi e lotta al potere. Una storia piena di valori, che spingerà la Regina d’Inverno a lottare con tutta se stessa per il bene di se stessa e del suo popolo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Eccovi tutti i Blog partecipanti! Non dimenticate di seguirli, mi raccomando:

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Cosa ne pensate? Voglio un super commentone e dovete iniziare a leggere questa saga perchè merita assolutamente.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – LA PRIGIONIERA DEL GHIACCIO E DELLA NEVE DI RUTH LAUREN (#128)

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

E buon martedì! Ecco qui che vi presento un libro edito DeAgostini che ringrazio per avermi permesso la lettura e Sara di Bookspedia per aver organizzato l’evento. Un libro che promette tanto, davvero tanto e che sono stata felice di leggere in anteprima:

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Titolo: La prigioniera del ghiaccio e della neve

Autore: Ruth Lauren

Editore: De Agostini

Genere: Fantasy

Data di uscita: 5 dicembre 2017

Trama: In un mondo di ghiaccio dove la pace tra i regni è costata un caro prezzo, la tredicenne Valor desidera solo farsi catturare e finire in prigione. Essere arrestata è infatti l’unico modo per salvare la sorella gemella Sasha, incastrata per il furto del carillon che rappresenta la pace tra i popoli. Su di lei ora pende una condanna a morte e Valor non intende abbandonarla. Ma è solo quando entrambe si trovano rinchiuse nella fortezza più sicura e blindata al mondo che la ragazza comprende quanto grave sia la situazione. Perché nessuno è mai uscito vivo dalla prigione di Demidova. Nessuno è mai evaso. Valor però non intende arrendersi, e con l’aiuto di Sasha e dei loro improbabili compagni di prigione scopre una verità spaventosa. Una verità che rischia di distruggere per sempre tutto ciò che conosce.

RECENSIONE

La storia ha inizio in una fredda mattina a Demidova, il Paese dove vive Valor assieme a sua madre e a suo padre e sua sorella gemella Sasha. A Demidova, Sasha ha portato via qualcosa, un Carillon,  il fulcro per la pace tra il popolo di Demidova della Regina Ana e quello di Magadanskya di lady Olegevna, e, per averlo rubato è finita a Tyur’ma. Tyur’ma è una prigione. La peggiore del Paese dove il ghiaccio e la neve si infiltrano fin nelle profondità e il freddo s’insinua fin nelle ossa. Una prigione per ragazzi dai tredici ai sedici anni costretti a fare i schiavi e dove fin’ora nessuno era mai riuscito a scappare. Valor è disposta a tutto pur di riabbracciare sua sorella, persino a mettere in atto un attentato al principe Anatol scoccando una freccia verso di lui, ma senza colpirlo. Il piano è perfetto e dopo aver conosciuto Feliks, un ladruncolo di strada, viene catturata e portata al cospetto della Regina che la costringe a passare l’ergastolo a Tyur’ma.

Riuscirà Valor a ritrovare Sasha? Riuscirà ad attuare il suo piano e riuscire ad evadere assieme a sua sorella dalla prigione di ghiaccio e neve?

Quando ci avviciniamo ai cancelli dorati dei giardini reali, dal palazzo spuntano altre guardie. Vorrei urlare che non sono un’assassina, che non sono pericolosa, che non sono quello che pensano. Ma non posso farlo. I cancelli si aprono. Entro nei giardini e mi faccio coraggio. Presto otterrò quello che voglio.

La trama è stata la prima cosa che mi ha messo curiosità in questa storia. Fin dall’inizio, quando ho letto la mail con le novità mi sono detta: “devo leggerlo!”. E spero che metta la giusta dose di curiosità anche a voi perché è stato davvero un libro molto carino.

Risultati immagini per the princess of ice and snow ruth lawrenLa copertina è assolutamente meravigliosa e in confronto all’originale, che trovate qui di lato, davvero non c’è paragone che tenga. Sono davvero felice quindi, che la DeAgostini abbia fatto un bel lavoro e non vedo l’ora di averlo fra le mani. Il titolo è stato tradotto così come lo vedete dall’originale e non è stato storpiato quindi io trovo che sia stato fatto un lavoro doppiamente ben fatto. 

La storia è ambientata a Demidova, un paese dalle sembianze russe, dove il freddo è la caratteristica principale, governata da Re e Regine. L’epoca è indefinita anche se sembra in parte medioevale o giù di lì. Per non dire baggianate preferisco dirvi che è “incasellabile” all’interno di una fascia temporale. 

In lontananza, le cupole a forma di cipolla del palazzo reale risplendono sulla città. Le case e le botteghe, i moli, le scuole, la piazza acciottolata e i cancelli dorati dei giardini reali… è tutto bellissimo. E così distante da noi. Non riesco a smettere di pensare alla richiesta di Nicolai, ma questo non vuol dire che risponderò. «Non pensavo che si potesse sentire nostalgia di un posto» dico. E invece io la sento. In fondo al cuore, mi manca casa mia. Chissà se riuscirò mai a tornare in città… O se la vedrò per sempre così, da lontano…

I personaggi utilizzati sono stati descritti ma anche misteriosi nel punto giusto, niente da ridire su questo ed io vi parlerò di coloro che troverete maggiormente all’interno di questa lettura:

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Valor è una ragazzina forte e coraggiosa. Sa utilizzare l’arco in maniera egregia, avendo imparato da sua madre, una Cacciatrice. Ed è determinata e disposta a tutto pur di salvare sua sorella.

Sasha è la sorella gemella di Valor. E’ lei che è rinchiusa in prigione per aver rubato il Carillon tanto prezioso per il suo paese. Quando però Valor raggiungerà la prigione non sarà facile come sembra trovare sua sorella perchè lei è finita nelle Mani Nere. Sasha è una ragazzina in gamba e con le parole riesce sempre a sistemare tutto. Ama molto anche lei sua sorella.

Feliks è un piccolo ladruncolo che Valor incontrerà lungo il suo cammino. E’ intelligente, furbo e sprezzante del pericolo. Farà subito squadra con Valor e gli sarà di grande aiuto. Kate, invece, inizialmente non sembrava delle più simpatiche ma è cambiata nel corso del libro. Sarà la compagna di cella di Valor con cui essa stessa si ritroverà a condividere problemi e piani per cercare di evadere.

Trovere anche molti altri personaggi, che conoscerete e apprezzerete, e altri che detesterete. Non vi resta davvero che leggerlo!

«È stato questo a farti cambiare idea?» Katia abbassa lo sguardo e stringe le mani in grembo. «È stato il modo in cui parlavi di Sasha. Il desiderio che avevi di liberarla. Tutto quello a cui hai rinunciato per cercare di fare qualcosa che, francamente, è impossibile. Io…» Stringe i denti e, quando alza la testa, ha gli occhi lucidi. Si asciuga le lacrime con una mano. «Anch’io avevo una sorella. Eravamo molto unite, come te e Sasha. Ma lei era più piccola di me. Una volta, mia madre mi chiese di restare a casa per badare a lei, ma io non lo feci. Cielo, mi ero messa in testa di andare a una stupida festa, e quando tornai, lei era morta. Era annegata. È solo colpa mia. E poi, tutto quello che ho fatto dopo… scappare, rubare… è per quello che sono qui.» Katia si volta a guardarmi con gli occhi velati di lacrime, ma anche lucenti e speranzosi. «Però posso aiutarti a salvare tua sorella.»

Il perno centrale è, appunto il legame di Valor a sua sorella Sasha. Farebbe di tutto per salvarla e di tirarla fuori dalla prigione, anche se sa che ha rubato qualcosa di importante per il suo paese. Valor ama sua sorella, mettendo sempre prima Sasha a se stessa, un legame famigliare che difficilmente si riesce a trovare nei libri.

Risultati immagini per prigione di ghiaccio e neve gifLo stile utilizzato è stato di grande impatto e semplicemente scorrevole oltre che assolutamente di veloce lettura, tant’è che ho impiegato veramente pochissimo per terminarlo.

La storia è piena di colpi di scena, è interessante e con un valore talvolta importante, che a volte le storie perdono di vista: la famigliaIl cordone ombelicale che lega le due sorelle è talmente grande che nessuno sembra poterle separare. E sono grata che non ci sia stata di mezzo la storiella romantica perchè avrebbe smontato tutto. Finalmente un libro come si deve!

In più pensavo che andando all’interno della prigione il libro diventasse monotono e noioso, invece è stato tutt’altro. Ci sono molti colpi di scena, amicizie inaspettate, Pacificatori, la direttrice, e talmente tante cose che accadranno che lasceranno il lettore a bocca aperta.

L’unica cosa che mi ha sempre un pò frenato è stata questa di cui sto per parlarvi. Nonostante questa sia una storia per ragazzi e la protagonista sia solo una tredicenne non sono mai riuscita ad immaginare Valor come tale. L’ho vista sempre più grande, una sedicenne/diciassettenne al massimo. Perchè è abbastanza difficile immaginare una ragazzina di quell’età essere così furba e scaltra.

Mi fermo. La landa è punteggiata dai cadaveri dei lupi. Chiazze scure macchiano le loro pellicce e la neve. Chino la testa per un attimo, e quando mi volto, vedo la direttrice Kirov immobile, che mi fissa. I Pacificatori si stringono intorno a lei. Mi guardano tutti. «Ve l’avevo detto che… ho una certa dimestichezza con arco e frecce.»

Un libro davvero sorprendente. La prigioniera del ghiaccio e della neve ti trascina in un mondo fantastico, fatto di ragazzi coraggiosi, di sorelle unite e di collaborazione in un ambientazione con fondo russo, pieno di mistero, potere e amore fraterno. E mi stupisco sempre di più di queste storie per ragazzi, perchè appassionano, a volte, molto di più di quanto faccia effettivamente un libro per adulti.

Consiglio assolutamente la lettura di questo libro ed ammetto che sono assolutamente curiosa, adesso, di voler leggere il seguito e di sapere cosa accadrà alle due sorelle andando avanti nel tempo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo

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Ecco a voi tutti i link partecipanti al Review Party! Mi raccomando, non perdete le altre recensioni!

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Cosa ne pensate cari lettori? Io vi aspetto come sempre con dei bei commenti, visto il libro, molto carino! Su, su, fatemi sapere le vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: “IL CIELO E’ OVUNQUE DI JANDY NELSON” (#121)

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Eccoci, qui, con un nuovo Review Party di un libro in uscita oggi in tutte le librerie! Voi direte, ma quanti ne escono al giorno? Tantissimi, ma questo dovete segnarlo perchè è stato davvero molto carino e ve ne parlerò tra poco. Prima ringrazio la Rizzoli per l’opportunità e Sandy de La stamberga d’inchiostro per aver organizzato il tutto. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: Il cielo è ovunque

Autore: Jandy Nelson
Editore: Rizzoli
Genere: Young Adult
Data di uscita: 16 novembre 2017 
Trama: Lennie, 16 anni, ha sempre vissuto dietro le quinte, ben contenta di lasciare le luci dei riflettori alla sorella maggiore Bailey. Così, quando quest’ultima muore all’improvviso, Lennie si ritrova scaraventata in un mondo di cui non ha mappe né riferimenti, completamente alla deriva. Per tenere ferma la barca della vita, Lennie si rende conto di aver bisogno di cose molte diverse, praticamente opposte, che solo due persone sembrano capaci di offrirle: Toby, l’ex ragazzo di Bailey, è l’unico che capisce il suo dolore, e Joe, che si è appena trasferito in città, ha da regalarle quella energia e quella musica che lei teme di aver perso per sempre. Ma sole e luna non possono stare nello stesso cielo, e Lennie si ritroverà a dover affrontare il più antico dei dilemmi: stare accovacciati di fronte alla piccola luce di un fuoco che muore, o prendere il coraggio a due mani e alzarsi ad affrontare il buio, in cerca di una luce più grande?

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Lennon, per gli amici Lennie. Sua nonna è preoccupata per lei, perchè la piantina a cui tengono molto e dicono che riprenda i stati d’animo di Lennie ha tutte chiazze e sembra ammalata. E in effetti non si sbaglia poi molto.

Lennie ha perso sua sorella Bailey da sole quattro settimane e si sente priva di ogni cosa.  Si sente mancare la terra sotto i piedi avendo vissuto sempre come la sua ombra. Quindi vuole solo chiudersi nel suo Santuario, la camera che condivideva con la sorella, e vestire con le sue cose, leggere i libri che lei non è riuscita a finire, sedere alla sua scrivania solo per sentirla vicina. Ma nella vita fa capolino Toby, il ragazzo di sua sorella Bailey che soffre quanto lei, l’unico con cui lei riesca veramente a parlare. Fino a che a scuola non arriva Joe Fontain, un ragazzo che adora suonare la chitarra e s’innamora di lei da subito.

Lennon riuscirà a uscire dal suo guscio? Riuscirà ad affrontare il coraggio di tornare in piedi ed affrontare la vita che l’aspetta fuori dalle mura di casa sua, dove vive con sua nonna e dello zio Big?

«D’accordo, lo confesso. Ti ho seguita.» Sorride, e il sorriso è sempre il solito ‘wow, capisco perché lo avevo pensato’. «E del resto immagino che tu voglia restare sola. Non credo che tu venga in qui e te ne stia su un albero perché provi un irresistibile desiderio di chiacchierare con qualcuno.» Mi lancia un’occhiata speranzosa. Mi rendo conto che sto soccombendo al suo fascino malgrado le mie miserevoli condizioni emotive e il Toby-tumulto in atto, e malgrado sia stata avvisata da Crudelia De Mon.«Ti va di venire su?» Gli indico un ramo e in meno di tre secondi lui è già su, si è sistemato accanto a me e mi rivolge una sventolata di ciglia.

La trama mette curiosità. E ho scoperto, oltretutto che questa per la Rizzoli è una ristampa, perchè era stato già pubblicato in Italia. Non conoscevo minimamente questo libro e sono felice di averlo fatto ora. E’ stato davvero molto bello e non vi deliderà, potete starne certi.

Risultati immagini per fan art the sky is everywhereLa copertina è molto somigliante al precedente della stessa autrice: Ti darò il sole. Però non c’entra granché con l’originale. Io preferisco senza ombra di dubbio questa ma c’è chi potrebbe dissentire. Io non ho letto l’altro libro ma dopo aver letto questo devo assolutamente recuperare perché quest’autrice, il suo modo di narrare e storia mi ha colpito davvero molto. Il titolo è stato tradotto esattamente dall’originale e non è stato ne storpiato ne è diventato qualcosa che non c’entra nulla. E’ rimasto lo stesso, solo tradotto.

L’ambientazione è una piccola cittadina americana e l’epoca sembra essere abbastanza moderna.

Hanno sempre detto tutti che assomiglio a Bailey, ma non è così. Io ho gli occhi grigi, lei verdi, il mio viso è ovale il suo a forma di cuore, io sono più bassa, più scarna, più pallida, più piatta, più scialba, più banale. L’unica cosa identica è la stessa assurda testa di ricci che io intrappolo in una coda di cavallo e lei lasciava ondeggiare intorno a sé come una corona di follia. Io non canto nel sonno, non mangio petali di fiori, non corro fuori sotto la pioggia invece di precipitarmi in casa. Io sono quella senza la marcia in più, la sorella-spalla, nascosta in un angolo della sua ombra. (…) Nelle fotografie in cui siamo insieme lei guarda sempre l’obiettivo e io guardo sempre lei. (Su un fogliettino piegato e ripiegato, mezzo sepolto tra gli aghi di pino sul sentiero per il fiume Rain)

personaggi non sono poi tantissimi ma ognuno è ben delineato e ben strutturato e fa la sua bella figura.

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Lennon è una ragazza davvero particolare ma anche molto chiusa. Ha vissuto tutta la vita nell’ombra di sua sorella: qualsiasi cosa Lennon facesse lei era migliore perchè era sua sorella maggiore e Lennon l’ammirava completamente. Sua sorella era un importante punto di riferimento anche se a volte bisticciavano, come normale che sia in un qualunque rapporto fra fratelli/sorelle. Quando la vita comincia ad affacciarsi per lei, quando non c’è più lo scudo di sua sorella a proteggerla, lei deve uscire ed affrontare le cose di petto. Adora suonare il clarinetto ed è bravissima, davvero.

La nonna e  lo zio Big, sono qualcosa di davvero particolare. Li ho adorati entrambi, sono una famiglia molto stravagante: Big inventa sempre cose strane e la nonna adora il giardinaggio oltre che fare i dipinti solo di colore verde. La cosa che mi è piaciuta più di ogni altra è stato il quadro della Mezza mamma, la madre delle due ragazze, con il volto solo per metà. Inquietante e al tempo stesso la vera raffigurazione di questa persona senza volto per Bailey e Lennon.

Toby è il ragazzo di Bailey ed avrebbe voluto stare con lei per tutta la vita. Adora gli animali, ha un rapporto speciale con loro ed è incredibilmente triste. Non è un personaggio che mi ha mai detto molto, per alcuni tratti mi ha fatto addirittura pena ma in senso negativo.

Joe è il misterioso ragazzo che fa il suo ingresso in scena quando arriva in città. Suona la chitarra egregiamente, ha due fratelli più grandi che gli somigliano molto ed ha delle ciglia – a detta di tutti – davvero fantastiche. E’ un ragazzo dolce, premuroso e tanto, tanto innamorato.

Avrete modo di scoprire anche le altre comparse all’interno del romanzo, se deciderete d leggerlo.

Mi metto i suoi abiti. Abbottono una delle sue camicette fru fru sulla mia T-shirt. Oppure mi avvolgo intorno al collo i suoi foulard da diva, uno, o due, a volte tutti insieme. Oppure mi svesto e infilo uno dei suoi abiti eleganti lasciando che mi scenda lungo i fianchi come una cascata. Mi fa sempre sentire meglio, come se lei mi abbracciasse. Poi accarezzo tutte le cose che non ho più toccato da quando lei non c’è più: qualche dollaro accartocciato uscito da una tasca sudata, le sue tre boccette di profumo, con sempre la stessa quantità dentro, Follia d’amore di Sam Shepard con il segnalibro sempre alla stessa pagina. L’ho già letto due volte per lei, rimettendo sempre il segnalibro dov’era… non riesco a pensare che non scoprirà mai come va a finire. (Sul frontespizio della copia di Cime tempestose della biblioteca del liceo di Clover)

Immagine correlataIl perno centrale è Bailey. Per quanto possa essere difficile crederlo, gia tutto attorno a lei e alla sua morte. Ed è dopo questo che Lennie comincia a vivere le sue esperienze non più in seconda persona, da una che vive all’angolo, ma in prima persona. Lennie si ritroverà a vivere emozioni vere e dovrà capire come gestirle.

Lo stile utilizzato è stato semplice e fluido. Mi è piaciuta molto la composizione dei capitoli e i pezzi di carta, le buste da lettere scribacchiate, le mattonelle e le ante dell’armadio con le frasi di Lennie sopra. Ed ho visto che nell’originale sono persino migliori, pensate! Strazianti ma bellissime, ti permettono di capire cosa prova ancora meglio di come viene descritto. Una scrittura che ti coinvolge, ho sentito il peso della perdita di Bailey dentro di me. Un libro emozionante.

«Wow. » Sorride. «Incoraggiante. » E poi, è come se io sparissi. Chino sulla sua chitarra, si concentra in tal modo sugli accordi che mi sembra quasi di essere di troppo. Non ce la faccio a smettere di guardarlo, anzi di issarlo a occhi sbarrati, domandandomi come dev’essere vivere così, come lui, con naturalezza, spontaneità, calma, passione e una folle energia vitale, e per un istante provo il desiderio di suonare insieme. Il desiderio di disturbare gli uccelli. Man mano che Joe continua a suonare e la nebbia pian piano si dissolve, penso: Ha ragione lui. È proprio così, sono follemente triste, e da qualche parte in fondo al cuore non desidero altro che volare via.

Il cielo è ovunque è mi ha completamente rapita. Consiglio assolutamente la lettura di questo libro, dovete – e ripeto dovete – leggerlo. Non potete perdervi questa struggente storia tra sorelle, di riscatto e d’amore.

Jandy Nelsen con Lennie ti trasporta in un Santuario di solitudine dove ogni cosa ricorda sua sorella che le servirà come trampolino di lancio per una vita meravigliosa. E’ una storia di malinconia, lutto e tristezza ma anche d’amore e su quanto sia importante ricordarsi di vivere. Una storia che ricorda una famiglia e due sorelle e di quanto sia importante vivere a pieno tutti i momenti. Un libro toccante e commuovente. Un dolce connubio fra dolore e accettazione.

Questo è un libro che fa riflettere sull’importanza di una perdita e il dover convivere anche senza, accettando la situazione, se stessi. Un libro per imparare ad amare le piccole cose di tutti i giorni.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Qui trovate le altre recensioni degli altri blog del Review Party, che vi consiglio di andare a leggere:

Nelson blog


Vi piace? Lo leggerete? Lasciate un bel commentino, che io come sempre aspetto una vostra opinione!

A presto,

Sara ©