RECENSIONE #416 – LE PAROLE NEL VENTO DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per portarvi una nuova recensione di un libro che possa piacervi. Ringrazio infinitamente Christian Antonini per la sua gentilezza e avermi permesso la lettura del volume e alla Giunti che me lo ha cortesemente inviato così da potervene parlare. Ecco a voi:

514stvrpltl._sx315_bo1204203200_Titolo: Le parole nel vento
Autore: Christian Antonini
Editore: Giunti Editore
Prezzo: 14.00 € / eBook: 8.99 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ClssJs
Trama: Nel 1935 il governo americano lancia il progetto delle Bibliotecarie a cavallo: donne in sella che portano libri e riviste alle comunità più remote e isolate. In quegli stessi mesi, nella contea di Salleville, Kentucky, la quattordicenne Lucy May Walton sogna di diventare una maestra, anche se la povertà della sua famiglia minaccia il suo futuro e la vita della sua amata cavalla Brezza di luna. Ma Lucy May non è disposta a rinunciare ai propri sogni di libertà. Così, in sella alla sua puledra, decide di fuggire da un destino segnato. Durante la fuga incontra un ragazzo ferito, un criminale in fuga dalla sua banda, che lo sta cercando perché ha deciso di restituire il bottino…

RECENSIONE

brown horse standing near grassLa storia ha inizio in Kentucky, nel 1935 in cui una ragazza, Lucy May, a galoppo di Brezza di Luna scorge delle ragazze a cavallo. Chi sono non lo so ma sogna un giorno di diventare una maestra nonostante i suoi genitori e la sua famiglia sono sempre più poveri e rischiano persino di non riuscire più a mandarla a scuola e di dover vendere il suo adorato cavallo.
Ma Lucy May non demorde e cerca di aiutare la sua famiglia come può. Quando, però, incontra un giovane in una fattoria abbandonata tutto cambia, la vita, le cose che la circondano, persino le sue priorità.
Chi è quel ragazzo misterioso? E quelle giovani a cavallo? Cosa potrà fare ora Lucy May per aiutare la sua famiglia e per salvare il suo adorato cavallo Brezza di Luna?
E’ strano essere di nuovo alla fattoria dei Carter. Con il sole alto tra le nuvole il posto non le fa più paura. Solo un po’ di tristezza.  E’ questo che succede quando una famiglia se ne va?
 
La trama narrata è semplice e diretta che in poche parole ci spiega la situazione che verremo a trovare in questo volume nella sua interezza. Una trama che rispecchia molto ciò che ci viene presentato senza incorrere in spoiler.

La copertina è originale e particolare, molto diversa dal solito anche nella sua composizione estetica visto che il libro si presenta in rigida quasi di ” tessuto” (perdonatemi ma non so come si chiama questo materiale), quasi fosse un libro di quell’epoca. Molto bello.


Il titolo è molto carino, ci porta proprio in sella a Brezza di Luna in cui le parole volano e corrono a cavallo assieme alla protagonista.

L’ambientazione, come già detto in precedenza è il Kentucky, una piccola cittadina di campagna nell’anno 1935, in cui, in quei posti il tempo sembra essersi fermato e tutto rimane sospeso in una bolla di sapone. Dei luoghi magici in cui tra fattorie, cavalli e vasti praterie tutto sembra avere un effetto persino calmante della situazione.

brown horse on body of water during daytime«Hai la forza di tuo padre, Lucille Mayflower Walton» riprende la mamma, appoggiando la schiena alla parete. «Ma nel tuo cuore c’è anche una vena selvaggia, irrequieta. Io lo so, la sento». «Indomita?» La donna annuisce, sorpresa. «E’ la parola di oggi» spiega la ragazza. «Si, indomita…». 


I personaggi di questa storia non sono molti ma i pochi presenti sono assolutamente ben delineati e ben costruiti, che lasciano il segno al lettore trasportandolo proprio in quei posti.

Lucy May Walton è una ragazzina di quattordici anni sveglia, dedita alla sua famiglia e all’aiuto della stessa facendo piccole consegne pur di prendere qualche soldo. Ama il suo cavallo Brezza di Luna che si lascia montare solo da lei e che ormai la riconosce come unica proprietaria. Ama andare a scuola e studiare e per questo vuole diventare una maestra

Galoppo china su collo di Brezza di luna, cercando di farmi leggera più che posso. I suoi zoccoli colpiscono la terra soffice con una raffica di tonfi ovattati, veloci e sicuri. Quel suono mi riempie le orecchie e sorrido: ha lo stesso ritmo del mio cuore.

silhouette photography of horse riders on treesIl perno centrale sono proprio le parole, così come ci annuncia il titolo stesso. E saranno queste parole nel vento che porteranno la nostra protagonista in una bellissima avventura alla ricerca di se stessa, del sacrificio, del valore della famiglia e dell’avventura.

Lo stile utilizzato è molto scorrevole e fluido, tipico dell’autore in questione che si legge sicuramente in poche ore. Il volume è piccolo e ci porta in un luogo e in un’epoca che in libri per ragazzi non si vede quasi mai. Sicuramente una lettura coinvolgente.

Rispetto ai volumi precedenti questo volume riporta più a livello di valori trasmessi che a livello di storia effettiva. Infatti, laddove i volumi precedenti sono riusciti ad emozionarmi dall’inizio alla fine, per questo volume ho seguito più la sua storia lasciando una scia di cose e di valori che cerca di lasciare lungo il percorso.

Le bibliotecarie a cavallo non sono state il perno centrale della situazione ma hanno fatto la loro parte nella storia lasciando al lettore qualcosa che non si conosce. Personalmente, infatti, non conoscevo questa cosa delle bibliotecarie a cavallo ed è una cosa che andrò a vedere e su cui mi piacerà informarmi.

«E’ per questo che mi aiuti? Anche se sai che voglio andare via?» «Certo. Tu hai un dono. E se rimani qui ti verrà portato via, assieme a Brezza di Luna». «Temevo che volessi fermarmi» osserva Lucy May sistemandosi una ciocca sulla fronte.

Il libro è una lettura che stavolta si affaccia ad un pubblico più grande e più maturo oltre al pubblico dei giovani a cui di solito l’autore fa fronte. Trovo sia una lettura interessante, originale, che mi sento di consigliare vivamente.

Christian Antonini scrive un volume molto diverso dai precedenti che ci mostra la bellezza delle parole, del leggere e del comunicare. Un libro che ci insegna il valore del sacrificio, la forza di volontà e l’amore per i libri e per la propria famiglia.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
 
A presto,
Sara ©

 

 

RECENSIONE #415 – INNI ALLE STELLE DI GIOPOTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Dopo un po’ che ho letto questo volume riesco finalmente a parlarvene. Ci ho messo anche un po’ per decidermi a scriverla perchè non riuscivo davvero ad esprimere qualcosa e quando è così preferisco metabolizzare il volume e scrivere qualcosa appena ho le idee chiare. o acquistato questo libro in digitale tempo fa e ve ne parlo subito. Ecco a voi.

downloadTitolo: Inni alle stelle
Autore: Giopota
Pagine: 233
Data di uscita: 7 novembre 2019
Casa editrice: Bao Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Z6BwLP
Trama: Inni è un ricco rampollo che desidera l’avventura. Lentamente, i doveri della sua famiglia stringono intorno a lui una morsa che minaccia di soffocarlo. Il lavoro all’opificio, la promessa di matrimonio, il bisogno di dimostrare il proprio valore. Partire, capire sulla strada i propri limiti, quello forse gli farebbe bene. Ma non c’è persona sana di mente che partirebbe verso una terra nella quale una guerra odiosa e violenta si sta propagando come l’infezione di una ferita. E allora Inni dovrà addurre un motivo da sognatore, da pazzo, da visionario: seguirà la Via Francigena alla ricerca del tesoro del Santo. E mentre le stelle in cielo lentamente si spengono, un giovane dal cuore inquieto scoprirà il vero significato di un cielo muto, e in assenza di parole da ascoltare, dovrà scrivere da sé le risposte che cerca.

RECENSIONE

La storia a inizio a casa di Inni, un rampollo ricco che conduce una vita programmata, fine a se stessa: il lavoro all’opificio di famiglia e il fidanzato con una persona che non ama neanche che dovrà sposare presto. Stanco o forse semplicemente annoiato, Inni parte per un lungo cammino attraverso la Via Francigena che lo porterà ad affrontare diverse, ma la vera domanda è:

Per quale motivo Inni affronta il suo viaggio? E’ per via del famoso pellegrinaggio religioso o solo per fuggire dalla vita che lo aspetta? Cerca anche lui il famoso tesoro del Santo che tutti credono perduto? Cosa succederà lungo il suo cammino?

Inni alle Stelle, un viaggio magico come la realtà | Intervista

La trama è semplice e non svela molto se non l’intro generale del volume stesso che si presenta così come viene descritto. Ovviamente una volta addentrati all’interno del viaggio i particolari saranno tanti e vi converrà prestare particolare attenzione.

La copertina mi ha attirato dal primo momento in cui l’ho vista. La trovo luminosa e che riflette ciò che il libro sta cercando di trasmetterci. Inni, il protagonista che con il suo libro in mano segue la Via Francigena alla ricerca di se stesso, del suo destino o di ciò che semplicemente cercava. Il titolo è controverso e il nome si sposa completamente con il resto. D’altra parte credevo che non fosse Inni come nome ma semplicemente un canto alle stelle. Invece il titolo intende proprio Inni, il protagonista alle stelle che gli indicheranno la strada per questo nuovo volume.

L’ambientazione è fantastica ma riprende un tratto e nomi realmente esistenti anche se effettivamente non sembrano avvicinarsi molto se si vede complessivamente la storia. Ci si muoverà quindi seguendo la via che dai Pirenei porta verso la Galizia, un tratto del Cammino di Santiago; l’epoca essendo fantastico non è definito ma ha dei tratti quasi medioevali.

Il Cammino di Santiago diventa un fumetto dove il cielo si fa buio ...

I personaggi di questa storia sono diversi ed incontreremo particolari ed originali soggetti che accompagneranno Inni lungo il suo viaggio nonostante non pensava di trovare delle persone con cui confrontarsi e stare bene condividendo la medesima avventura. Ho trovato sicuramente più interessanti i personaggi che lo circondavano, come la ragazza, piuttosto che il protagonista principale.

Inni è un personaggio molto enigmatico, soprattutto all’inizio. Si presenta come il classico tipo che ha tutto ed è annoiato da tutto, l’eterno indeciso, tanto da voler cercare di staccarsi dalla sua famiglia per poter costruire qualcosa che possa essere suo e suo soltanto. Nonostante la famiglia e quella che appare come la sua fidanzata cercano di dissuaderlo lui parte alla ricerca di qualcosa che è molto più importante della meta stessa. Nel corso del suo viaggio scoprirà valori importanti per se stesso e cosa vuole dalla sua vita. Nonostante nasca come un personaggio non particolarmente simpatico a primo impatto, piano piano cerca il cambiamento quindi la situazione si solleva mano a mano che si procede nella lettura.

Storia di un cercatore di stelle – La Connessione Tra i Libri

Il perno centrale di questa storia è il pellegrinaggio della Via Francigena, il libro misterioso e la ricerca di Inni che lo porterà a scoprire cose su se stesso, sulle persone e sulle cose che lo circondano, inondandolo di sicurezze che prima di sicuro non aveva.

Lo stile utilizzato e la grafica sono assolutamente caratteristici ed identificativi di Giopota; infatti l’autore sembra quasi prendere il protagonista del volume precedente e trasportarlo pari pari qui, presentandocelo con altro nome ed altra veste. Infatti, almeno personalmente parlando avrei preferito che i tratti distintivi di Inni fossero diversi rispetto al personaggio protagonista del volume precedente Un anno senza te.

La cosa che invece non riesce proprio ad arrivare è il concetto contorto su cui tutta la storia si baserà e su cui i personaggi si muovono. Tutto il lato fantasy, la magia, il libro e chi più ne ha più ne metta confondono il lettore lasciando tutto molto al caso per poi arrivare alla fine frettolosamente e non concludendo le mille domande che il lettore si è posto durante tutto il percorso di Inni. Ok, tutto è intenso, magico e sicuramente unico ma è anche molto confuso e non lascia una sensazione piacevole completa e di soddisfazione vera che può derivare dalla lettura stessa.

BAO Publishing: le prime immagini del nuovo fumetto fantasy di ...

Il libro è curioso nella sua presentazione ma non coinvolge e non spiega quello che effettivamente dovrebbe. Personalmente l’ho trovato molto bello visivamente. Per il resto non saprei.

Giopota con Inni alle stelle ci porta, con il suo tratto che lo caratterizza, in un mondo fantastico dove percorrendo un lungo cammino si cerca oltre ad un immenso tesoro perduto anche tutto ciò che uno non si aspetterebbe mai: un vero e proprio viaggio alla ricerca di se stessi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate potrebbe piacervi? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – Recensione in anteprima #414 : MOMO DI JONATHAN GARNIER E RONY HOTIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una recensione di un libro che è riuscito davvero ad emozionarmi e che mi ha lasciato una sensazione piacevole, un libro che conserverò con assoluto piacere. Ringrazio la casa editrice Tenué per la lettura in anteprima e l’organizzatrice che ci ha coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito:

momo_cover_store-330x534-1Titolo: MOMO
Autore: Jonathan Garnier e Rony Hotin
Casa editrice: Tunué
Collana: Tipitondi
Pagine: 176
Prezzo: Euro 16,90
Link d’acquisto:
Trama: Momo è una bambina di cinque anni, vive con la nonna in un piccolo villaggio portuale della Normandia. Ditanto in tanto la bambina va sul ponte per riuscire a vedere la barca del padre, marinaio d’altura obbligato dal lavoro a passare lunghi periodi in mare. 

RECENSIONE

La storia di Momo ha inizio al faro, dove lei e la nonna cercano in lontananza il padre della piccola partito ormai diverso tempo addietro. Momo  ha al mondo solo suo padre e sua nonna. Quest’ultima si occupa di lei a tempo pieno anche se è anziana e con una bambina di cinque anni vivace come Momo, niente è semplice. In più, nel piccolo paese la ragazzina avrà modo di conoscere e farsi amici le persone più bizzarre a cui si andrebbe mai a pensare. Momo è intraprendente, bizzarra, furba e molto sveglia ma anche molto sola.
Riuscirà la piccola bambina a farsi degli amici? Chi incontrerà al paese che  si affezionerà lei? Cosa succederà tanto da sconvolgere il suo piccolo mondo da bambina? 

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno - L'Ambidextre

La trama è ben scritta anche se mi sono trovata a dover cancellare le ultime righe – per questa recensione – perchè ci sono davvero dei spoiler che sarebbe bello scoprire e leggere senza doverli trovare sulla trama. Sono sicura che non avrebbe avuto la stessa valenza leggere le cose dalla trama quindi siete al sicuro. Vi ho abbreviato e potrete leggere tranquillamente di cosa tratta questo volume.

La copertina del libro è davvero meravigliosa e rappresenta la vera essenza di questo libro mostrandoci Momo in tutta la sua tenerezza e semplicità. Momo è una piccola bambina dai capelli rossi e scombinati, vestita alla maschiaccio e che non ha molti amici. E’ una ragazzina tenerissima che vi saprà conquistare. Il titolo è semplice e non è stato ne tradotto ne modificato dall’originale. Momo è il nome della nostra dolcissima protagonista che riesce ad emozionare il lettore solo con il suo visino adorabile. Un connubio tra copertina e titolo davvero unico.

L’ambientazione è in Normandia, in Francia, in un piccolo paese in cui molte persone si conoscono fra loro, quindi una circoscrizione molto piccola mentre l’epoca sembra riferirsi intorno al 1990, quando Dragon Ball, il cartone animato che tutti conosciamo sembrava spopolare molto più di ora (ve lo dico perchè all’interno del fumetto verrà citato).

Critique d'album : Momo - Tome 1/2, par Jonathan Garnier, Rony ...

I personaggi di questa storia sono diversi a partire dalla protagonista principale a tutti coloro che faranno parte della sua cerchia. Dei personaggi che dalla nonna al pescatore, al barbone misterioso ai piccoli ragazzini amanti di Dragon Ball fino ad arrivare alla ragazzina adolescente con il gruppo di ragazzini annessi interagiscono con lei, riusciranno tutti ad entrarvi nel cuore.

Momo è una ragazzina di cinque anni adorabile. Come tutti i bambini cerca di fare di testa sua, di ribellarsi e di andare contro – a volte – a sua nonna solo per il gusto di contraddirla. Nonostante questo è una bambina che adora sua nonna e che ama le piccole cose anche se vorrebbe avere suo padre più vicino visto che è lontano da tanto e le manca terribilmente. E’ una bambina dai capelli sempre scombinati, dallo zaino giallo che con tanta ingenuità e bontà e tenerezza saprà conquistarvi pagina dopo pagina.

Rony HOTIN-sous-bois, ville fleurie*: HUM, NEW WORKS FROM THE BEYOND

Il perno centrale di questa storia sono i cinque anni di Momo, il suo animo da bambina, la bontà e l’amore per la sua nonna e per il suo papà. Una storia commovente che saprà regalarvi emozioni profonde, ve lo assicuro.

Lo stile e la grafica utilizzata in questa storia sono estremamente semplici e, con dei colori che si mantengono su una colorazione più tenue rispetto al solito. E’ un libro molto veloce che si legge in pochissimo tempo e che sono sicura potrete amare. 

L’unica cosa che inizialmente non riuscivo a comprendere è dove tutto sarebbe andato a parare ma mano a mano la storia inizia a prendere una direzione univoca anche se parte mostrando i personaggi e lasciandoci un quadro generale completo e sicuro di ciò che sta mostrando al lettore.

La storia, che seguirà le vicende della piccola Momo e percependo tutte le sue emozioni, i sentimenti e consapevolezze che – nonostante la sua tenera età – riuscirà a stupirvi. Una storia che riesce a trasmettere tanti valori: l’amicizia, l’amore per i nonni, il dolore della perdita e la nostalgia di essere bambini. Una storia che vi lascerà tante emozioni, tante consapevolezze e un’infinità di cose belle, vi stupirà non ve ne pentirete.

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno - L'Ambidextre

Il libro è una piccola gemma preziosa, una delle più belle graphic novel che abbia letto ricordandoci quante cose siano importanti fin da quando si è bambini. Un libro che mi sento di consigliare a grandi e piccini, davvero una bella lettura.

Jonathan Garnier e Rony Hotin scrivono e disegnano una storia tenera, dolce ricca di consapevolezze e di sentimenti. Una lettura che ci riporta alla tenera età di Momo consentendoci di provare malinconia e nostalgia per le cose che abbiamo passato anche noi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni! Spero vi piacciano, le trovate qui:
Momo

Vuoi acquistare Momo e sostenere il Blog? Acquista da Qui: MOMO o dal generico Link AmazonAmazon.
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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

REVIEW TOUR: Recensione #412 – LA CITTA’ DI OTTONE DI S.A. CHAKRABORTY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Cosa mi raccontate? Io sto bene a parte il fatto che sono un po’ stanca per il lavoro e non vedo l’ora che arrivino le vacanze. Oggi voglio portarvi una lettura che ho fatto in questi giorni e spero possa incuriosirvi edita Mondadori che ringrazio per la lettura. Ringrazio anche Miriam del blog Me and books per avermi coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito.

unnamedTitolo: La Città di Ottone
Serie: The Daevabad #1
Autore: S.A. Chakraborty
Genere: YA, Fantasy
Link d’acquisto: https://amzn.to/3egXsYY
Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli..

RECENSIONE

Tea Reading by simonbon on DeviantArtLa storia ha inizio in Egitto dove Nahiri è una ragazza che per sopravvivere si arrangia nel truffare ricchi ottomani con riti del tè e previsioni ciò che chi ha di fronte si aspetta di sentirsi dire. Ma non è soltanto quello, lei riesce a percepire quando una persona ha qualcosa che non va e sembra riuscire a curare questa cosa con molta facilità se non è un fattore irrimediabile. Nonostante questo, nel corso di una delle sue sedute, accade qualcosa di strano, misterioso e la vita di Nahiri cambia drasticamente. Nel suo cammino incontrerà un essere affascinante, Dara che dapprima si mostrerà enigmatico e le rivela di essere parte di un qualcosa di molto più grande di lei e di esserne l’ultima discendente. Dall’altra parte, abbiamo il Principe Alyzad, che nella capitale di Daevabad si trova a fare tutto ciò che suo padre non si aspetterebbe da uno dei possibili eredi al trono. Le strade dei due li porteranno a doversi incontrare mettendo sul piatto tutto quello che pensavano fossero solo antiche credenze perdute.
 
Cosa succederà a Nahiri? Chi è Dara? Perché vuole portarla nella capitale? Cosa le sta nascondendo? Riuscirà Alyzad a prendere il trono o è troppo giovane per ambire a questo ruolo? Perché si comporta diversamente da suo padre ed è molto attaccato ai piani degli shafit?
 
“Ed essi controlleranno i venti e saranno signori dei deserti. E sarà la fine per ogni viaggiatore che si smarrirà nelle loro terre…” Quei versi le risuonavano nella mente; li aveva uditi negli anni in cui aveva finto di sapere tutto sul soprannaturale. Le parole si riferivano a un essere che terrorizzava incalliti guerrieri e avveduti mercanti dal Maghreb al fiume Indo. Un antico essere, di cui si diceva che vivesse per ingannare e terrorizzare il genere umano. Un jinn. L’Afshin era un jinn. Un vero e proprio jinn.
 
La trama è dettagliata e ci da un quadro abbastanza preciso della situazione anche se si concentra molto su Nahiri nonostante ci siano due POV all’interno della storia che contano entrambi e danno due pesi differenti in questa storia. Quindi si, ci sta ma… perchè non si parla anche dell’altro lato della medaglia? Perchè non si da importanza anche al secondo personaggio di questo volume? Non saprei.

La copertina è molto bella ed è stata utilizzata una delle versioni estere anche se l’altra versione la trovo decisamente più bella visivamente. Questa rappresenta se si guarda bene i dettagli, parte delle cose che troveremo all’interno del volume. Per quanto riguarda il titolo, invece, abbiamo una traduzione semplice e concisa visto che il titolo originale è comunque City of Brass. Posso solo che essere soddisfatta dell’edizione che ne è venuta fuori.

Ci troviamo nel diciottesimo secolo, in Egitto dove ha inizio la storia di Nahiri. Per quanto riguarda invece il principe Alyzad ci troviamo nella capitale daeva, Daevabad soprannominata la città di ottone. Un luogo magico e misterioso.

Discover - INPRNT«Hai… hai un nome?» L’uomo socchiuse gli occhi luminosi. «Dovresti sapere che non si chiedono cose simili.» «Perché?» «C’è potere nei nomi. Non sono informazioni che il mio popolo condivide liberamente.» «Baseema ti ha chiamato Afshin.» Il daeva scosse la testa. «Quello è solo un titolo… E un titolo vecchio e piuttosto inutile, fra l’altro.» «E quindi non mi vuoi dire il tuo vero nome?» «No.»

I personaggi di questa storia sono diversi ma la storia avendo due punti di vista completamente diversi ci permetterà di conoscere sia il principe e possibile erede al trono della capitale Daevabad, sia per quanto riguarda la sventurata Nahiri, apparentemente umana che truffa ottomani pur di sopravvivere.

Nessuno dei due, comunque è ciò che sembra. Nahiri non è umana e scopriremo nel corso della lettura cosa sarà e la cosa avrà inizio quando conoscerà l’affascinante Dara, un misterioso uomo che cerca di trascinarla a tutti i costi e contro ogni pericolo nella capitale d’ottone.

Per quanto riguarda il giovane principe Alyzad, invece, non sembra somigliare molto a suo padre e a suo fratello maggiore ma sembra prediligere delle passioni e delle tendenze verso gli shafit, una comunità che non è proprio daeva ma più umanizzante se così la vogliamo definire, all’interno della capitale stessa. E questo porta il principe in una posizione scomoda persino di fronte a suo padre che propende solo ed esclusivamente sui Daeva e cerca di dare priorità loro pur di mantenere la pace in città. Due personaggi molto diversi fra loro legati da un destino che finisce per avvinarli.

«Ci hai traditi, hai tradito le stesse persone che la tua famiglia doveva proteggere. Pensi che abbia importanza come mi ammazzi? Cento altri prenderanno il mio posto. Tu soffrirai… in questo mondo e nel prossimo.» C’era un’acredine selvaggia nella sua voce. «E Dio ti porterà via le persone che ti sono più care.» A suo padre lampeggiarono gli occhi, ma si mantenne calmo. «Slegategli le mani prima di tornare ai vostri posti» disse alle guardie. «Vediamo come corre.»

The Daevabad Trilogy - Alizayd | art by Slaymate | History nerd ...Il perno centrale di questa storia si trova fra le strade di Daevabad, la città dei daeva e dei jinn e capitale della magia vera e propria. Lì Nahiri scoprirà la verità su se stessa e Alyzad cerca di costruire se stesso e ciò che vorrebbe per il suo popolo.

Lo stile utilizzato è intenso e particolarmente prolisso, sopratutto quando si cerca di dare un quadro alla situazione e al mondo che ci circonda. Infatti la lettura è tutt’altro che veloce e devo ammettere di averci messo un’eternità per finirlo, sembrava non finisse mai.

Non posso sicuramente dare un voto basso per il world-building e per la costruzione sia dei personaggi che sono sicuramente il punto migliore di questo volume. Oltre a tutto ciò che riguarda la cultura, le tradizioni popolari e delle leggende che girano attorno al volume. Su questo niente da dire ed è sicuramente ben costruito, studiato con minuzia, tutto molto interessante. Anche se, in alcuni punti, sarebbe stato utile una sfoltita o una riduzione perchè non rimane particolarmente fluido e finisce per risultare pesante a chi non mastica molto il fantasy.

La storia sembra una preparazione a ciò che ci troveremo per il prossimo volume perchè, sebbene la struttura e la composizione del mondo sia eccellente e ben argomentata, non accade poi granché e finisce per interessare sicuramente più Alyzad che Nahiri anche se devo dire che entrambi se la sono battuta un po’ nel corso del volume. Ci sono dei punti in cui l’erede al trono risulta pesante e ripetitivo, persino noioso e ci sono dei punti in cui Nahiri sembra annullarsi rispetto agli inizi diventando quasi qualcosa che non sembra più essere ciò che ci viene presentato all’inizio. E la storia – colpo di fulmine, amore e love story che avviene all’interno del volume – l’ho trovata piuttosto forzata.

Nel complesso, quindi non posso di certo dire che sia una storia scritta male perché è un volume sicuramente apprezzabile, studiato a livello di dettagli, di poteri, tribù, credenze e chi più ne ha più ne metta ma a livello generale della storia non è riuscito a trasmettere qualcosa di concreto e spero che funga da preparazione per ciò che ci aspetta in futuro. Lo spero seriamente. Probabilmente andrò contro la maggior parte delle persone che l’hanno letto e amato ma non sono riuscita ad affezionarmi e a legare emotivamente con i personaggi e ho fatto difficoltà a comprendere anche le loro scelte. La stessa Nahiri non sembra avere uno scopo preciso all’interno della situazione: ok, sei l’ultima della tue stirpe e quindi sei importante – questo non glielo toglie nessuno – ma quale è lo scopo di tutto questo? Quale è lo scopo di rimettere in piedi di nuovo tutto? Questo sembra non arrivare mai e il lettore – o almeno personalmente – ne sono rimasta appesantita cercando di trovare uno scopo che al momento sembra invisibile. Spero e punto tutto nel seguito.

«I tuoi antenati inorridirebbero se vedessero con che facilità rubi.» «Da quel che dici, i miei antenati inorridirebbero anche solo a sapere della mia esistenza.» Tirò fuori da un involto una crosta di pane raffermo. «È così che va il mondo. A questo punto, di sicuro qualcuno è entrato in casa mia al Cairo e ha rubato le mie cose.» Lui buttò un ramo spezzato sul fuoco, da cui si sollevò una pioggia di scintille. «E questo ti rende migliore?» «Qualcuno ruba a me, io rubo ad altri e sono sicura che, prima o poi, le persone che ho derubato prenderanno qualcosa che non appartiene a loro. È un circolo» 

Il libro è stata sicuramente una scoperta a livello di struttura e trovo che l’autrice abbia reso il mondo originale, unico agli occhi del lettore. Non posso dire lo stesso della storia che mi ha coinvolto ma non mi ha lasciato quello che speravo e che – credo e spero – ci regali il secondo volume visto che ci sono tutti i presupposti.

S. A. Chakraborty ci porta fra l’Egitto e una capitale di potere e creature magiche che uniscono credenze e leggende popolari. Una storia che, nel cuore di Daevabad ci arricchirà di magie e ci mostrerà che i Nahid non sono scomparsi ma sono pronti a risorgere e a portare una nuova luce alla città.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Ecco a voi.

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #409 – FIGLI DI VIRTU’ E VENDETTA DI TOMI ADEYEMI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ciao a tutti bei lettori! Oggi sono qui per portarvi il secondo libro di una serie parecchio attesa visto che il primo volume lo abbiamo letto nel lontano 2018. Ringrazio tantissimo la casa editrice Rizzoli per averci permesso la lettura e ringrazio Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento che mi consente di portarvelo oggi. TROVATE LA RECENSIONE DEL PRIMO VOLUME QUI. Ve ne parlo subito:

NB: Il volume è il secondo di una trilogia quindi se non avete letto il primo e volete farlo, non leggete quanto sotto perchè qui e lì potrebbero esserci spoiler dovuti inevitabilmente dalla spiegazione della recensione, come la trama stessa che riporta anch’essa spoiler.

downloadTitolo: Figli di Virtù e vendetta
Autore: Tomi Adeyemi
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy
Data di uscita: 9 giugno 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2YdW9Ue
Trama: Un tempo i magi, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati e di riportare la magia al suo popolo. Conosce i pericoli della sua stupefacente terra, dove si aggirano i leopardi della neve e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua, ma fin da bambina esercita l’arte della lotta e della sopravvivenza ed è pronta a guidare la rivolta.

RECENSIONE

Pin on bibliotheque of feels and fanartLa storia ha inizio laddove è terminata la precedente. La magia è tornata a scorrere nelle vene dei maji e delle persone a cui era stato provato con la forza. Il re è stato assassinato, Inan erede al trono sembra morto ucciso dalle mani di una delle due ragazze protagoniste, Zélie ed Amari, così diverse e così unite per una causa comune. Ora resta solo una cosa da fare per rimettere tutto al proprio posto, imporre sul trono la principessa Amari. Ciò che, però, le due non si aspettano è di trovare tutt’altro al loro arrivo.

Cosa mette a repentaglio la vita e il trono? Cosa sta succedendo a Orisha? Cosa dovranno fare Zelie e l’erede al trono Amari? C’è qualcuno che continuerà a dar loro filo da torcere?

Cerco di non pensare a lui. Ma, quando lo faccio, sento il rumore delle maree. Baba era con me la prima volta che le udii. La prima volta che le ho avvertite. Un po’ come il richiamo di una ninnananna che ci allontanava dal sentiero nella foresta, in direzione del mare. La brezza oceanica mi arruffava i capelli ricci sciolti. Tra le foglie rade filtrava qualche raggio di sole.

Children of Virtue and Vengeance (Legacy of Orisha Book 2 ...La trama è ben scritta, ci presenta bene il volume anche se – devo essere sincera – dopo aver letto il primo volume avevo dei dubbi su come questo potesse effettivamente continuare. Devo ammettere che, nonostante tutto, soni rimasta piacevolmente sorpresa.

La copertina è davvero molto bella e sono felice che lo stile di entrambe sia stato mantenuto come l’originale. E’ stata modificata lo stile della scrittura che nell’originale è molto bello e particolareggiato ma posso dire di ritenermi soddisfatta già che la copertina non sia stata cambiata drasticamente diventando qualcosa di improponibile come avviene spesso nell’editoria italiana. Devo dire che ultimamente tutte le case editrici si stanno impegnando e stanno cercando di mantenere lo stile delle originali quindi punto sicuramente a favore, non c’è che dire. Il titolo è tradotto dall’originale e non posso dire che l’accoppiata con la copertina rende giustizia – in qualche modo – all’originale. Quindi double win.

Book Fanartist — My only ship in Children of Blood and Bone.L’ambientazione di questo libro, come per quanto riguarda il volume precedente, è sempre Orisha, un mondo in cui ci sono vari clan, persone con i caratteristici capelli bianchi che portano dentro di loro l’assopita magia che era stata precedentemente repressa. In questa trilogia l’epoca non è specificata anche se ci sono molti tratti caratteristici di tribù, castelli, comunque cose medioevali se così vogliamo dire.

«Non faccio promesse.» «Fa’ semplicemente del tuo meglio.» Poso la mano sulla sua. «Abbiamo sacrificato decisamente troppo per perdere questa battaglia.»

I personaggi di questa storia sono tanti, incontreremo molti volti nuovi ed avremo modo di approfondirne di vecchi. Conosceremo un nuovo lato di Zélie e uno per quanto riguarda Amari, così legate all’inizio da qualcosa che ora sembra addirittura contrapporle. Ci sarà un terzo personaggio che non mi aspettavo di ritrovare – o che forse non ricordavo che si addentrerà nella lettura e prenderà sempre più piede all’interno della lettura migliorando quanto era in precedenza e mostrandosi sicuramente molto di più.

«Cos’è stato del progetto degli dei?» chiedo. «Cos’è stato della promessa di restare sempre al mio fianco?» «Come posso stare al tuo fianco dopo che Baba è morto per dare maggior potere a quella disgraziata di tua madre e ai suoi tîtán?» «È ingiusto.» Mi bruciano le guance per lo schiaffo delle sue parole. Mi guarda torvo, come se fossi un mostro. Come se fossi stata io a scoccare la freccia che ha ucciso suo padre. «Anch’io ho perso qualcuno in questa guerra.» «Dovrei forse piangere per quel bastardo di tuo padre?»

Il perno centrale di questa storia è incentrato sul risentimento, sulla vendetta, sul ritorno completo della magia nel mondo di Orisha pur di riportare a tutti i maji, ciò che gli è stato tolto con la forza. Dopo anni di soppressioni e soprusi, nessuno è disposto a rimanere in silenzio, è ora finalmente di farsi sentire.

Asma Faizal on Twitter: "I AM SO EXCITED FOR CHILDREN OF BLOOD AND ...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume  precedente utilizzando la prima persona per tutti i personaggi a cui darà voce.

Per quanto riguarda proprio questo, in primo piano di rilevante importanza troviamo sicuramente Zélie anche se è più particolarmente ferita che altro e sembra risvegliarsi passata la metà del volume. Comunque per quanto l’autrice si impegni, non riesce ancora a piacermi completamente. Amari cerca  Per quanto riguarda Inan, credevo ci fossero dei peggioramenti ma il personaggio sembra aver finalmente aver preso piede rispetto al volume precedente.

Per quanto riguarda la tematica del volume in questione riporta le intenzioni del volume precedente mostrandoci una volta ancora quanto le discriminazioni siano ancora presenti e quanto i protagonisti debbano far valere i propri diritti sia per quanto riguarda il popolo stesso e come parte di esso sia per quanto riguarda la magia.

Una lettura dinamica e avvincente che pagina dopo pagina scorre veloce, ci riempie di azione – a volte anche in maniera eccessiva visto che non sembra esserci un momento di vero e proprio respiro – e che sembra maturare in meglio rispetto al precedente volume.

«Mi dispiace per tutto ciò che la mia famiglia ha fatto» continuo, «ma non permetterti di comportarti come se il mio dolore non fosse autentico. Non sei l’unica ad avere delle cicatrici, Zélie! La mia famiglia ha fatto male a me tanto quanto ne ha fatto a te!» 

Il libro è sicuramente un secondo volume determinante, che si fa sentire esattamente come il volume precedente, anche se personalmente ho preferito il primo. Consiglio la lettura della trilogia agli appassionati di fantasy.

Tomy Adeyemi ci rispedisce nel cuore dei protagonisti permettendoci di sentire e percepire con autenticità le emozioni e i sentimenti dei vari personaggi. Una storia di ribellione in cui un popolo cerca di ottenere con le proprie forze tutto quello che ormai sembrava perduto.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la lettura in anteprima in omaggio

Rimanete sintonizzati e leggete le altre recensioni che trovate sul web proprio oggi. Eccole a voi:

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Cosa ve ne pare? Aspettavate questo secondo volume? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

 

RECENSIONE #408 – ESSI VENNERO DI RAFFAELE FIORILLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io oggi vi porto questa recensione di un primo libro – penso di una serie – sci-fi e di fantascienza ambientata in Italia, in cui gli alieni arrivano per la prima volta in Italia. Una storia particolare. Ecco che ve ne parlo:
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Titolo: Essi vennero
Autore: Raffaele Fiorillo
Pagine: 100
Data di uscita: 1 maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3dwvJDC
Trama: Una storia di Primo Contatto interamente ambientata in Italia.
Siamo soli nell’Universo?
Una tiepida mattina di inizio Maggio del 2042 questa grande domanda riceve finalmente la sua risposta: la razza extraterrestre dei “Grigi” atterra in diversi angoli di un pianeta Terra già martoriato dalla sovrappopolazione e dall’eccessivo inquinamento, portando distruzione e violenza oltre ogni limite immaginabile. Cadono i governi, la razza umana viene decimata e i pochi esseri umani superstiti sopravvivono qui e lì nascondendosi sottoterra, bollendo acqua piovana e trafugando il cibo dove possibile. Giulia, poco più che ventenne, è l’unica persona conosciuta ad essere scappata dalla prigionia aliena e quando incontrerà Giovanni e il suo gruppo di sopravvissuti in una Napoli orribilmente lacerata penserà di aver trovato la salvezza, ma un grosso segreto è ben celato dentro di lei.

RECENSIONE


La storia ha inizio nel cuore pulsante di Napoli. Delle strane strutture appaiono all’improvviso sulla Terra e i Grigi invadono per la prima volta il pianeta atterrando a Napoli, Taranto, Milano e vicino Catania. Una ragazza sta scappando per le strade e viene salvata da un gruppo di superstiti, Nadia è una poliziotta da poco in servizio che si ritrova assieme ad una famiglia con dei bambini superstiti fra le strade di Taranto, un reporter si trova in un osservatorio lontano da Milano, una donna che vive in un paesino nei pressi di Catania con i propri genitori e tutti loro sono accomunati dall’infimo destino di avere a che fare con gli alieni che hanno invaso la Terra.

Cosa ci fanno sul pianeta? E qual è il loro scopo? Perchè hanno invaso la Terra? Cosa faranno i giovani protagonisti per tentare di fermare gli invasori che sembrano troppo forti da poter distruggere? Esiste davvero un modo per fermarli?

«Ci fu una grossa esplosione, forse un incidente. Io e pochi altri siamo cascati per terra, liberi dai macchinari ai quali eravamo legati, e abbiamo provato a scappare cercando di uscire all’esterno. Ho corso con tutte le forze che avevo, senza mai voltarmi indietro mentre dalle mie spalle provenivano rumori simili a degli spari. Quando sono arrivata all’esterno e mi sono resa conto di correre in mezzo al cemento, all’aria aperta, ho capito di essere rimasta sola e ho continuato a correre fino allo sfinimento.»

La trama è semplice e riesce sicuramente a mettere curiosità al lettore che cerca di scoprire una nuova lettura. Un libro sicuramente adatto per gli amanti del genere.

La copertina non mi entusiasma particolarmente, se devo essere completamente sincera, anche se fa il suo lavoro perchè descrive sommariamente ciò di cui tratterà il libro anche se l’avvicinamento della copertina lascia pensare che questo sia pacifico; dimenticatelo perchè sarà tutt’altro. Il titolo colpisce, sia per la descrizione del volume stesso che per come presenta il volume nella sua interezza.

L’ambientazione è tutta italiana, si passa da Napoli a Taranto fino a Milano e Catania quindi passando per più luoghi del nostro paese. L’epoca è futuristica, ambientato nell’anno 2042.

Dal nero ottaedro, ancora immerso in acqua, fuoriuscirono molti altri di Loro e una volta sulla terraferma si unirono ai loro compagni, massacrando chiunque incontrassero e facendo della città il loro personale parco giochi. In Italia erano le 19:35 del 9 Maggio 2042, il giorno che tutta l’Umanità ricordava come il “Giorno Zero”. Il giorno in cui Essi vennero.


I personaggi in questa storia sono vari e ci troveremo in diverse situazioni, differenti dinamiche e luoghi d’Italia che tutti conosciamo.

Si passerà da Giulia che è scappata dagli alieni e viene ritrovata da Giovanni, nel cuore di Napoli. Due personaggi a cui vi affezionerete subito. Poi passiamo a John, che si trova in un osservatorio poco fuori Milano assieme ad altri due ricercatori.. A Camilla vicino Catania che si trova in una situazione surreale in cui una persona si nomina Ministro e venera gli alieni sacrificando esseri umani pur di restare in pace con loro. E a Nadia, una poliziotta alle prime armi nel cuore tarantino che vedremo molto poco e speriamo di rivedere in un volume successivo. Tutti personaggi molto forti, ben caratterizzati, che avremo modo di approfondire mano a mano che si andrà avanti nel corso della storia.

«Mi dispiace non aver potuto venire prima a vedere questo posto alla luce del giorno. Ci ha lavorato così tanto.»

Il perno centrale di questa storia è l’invasione degli alieni sul pianeta terra e ciò che faranno le persone a rischio da queste creature alte, grige e potenzialmente pericolose.

Lo stile utilizzato in questa storia è abbastanza semplice e fluido. La storia, non essendo poi così lunga, si legge sicuramente in brevissimo tempo. Scritta in terza persona, ci si troverà nei panni di vari personaggi in giro per l’Italia e sicuramente in luoghi che potremo bene o male conoscere. Difficile non essere stati o a Milano o a Napoli e quindi vi ritroverete nei panni di persone comuni nel nostro territorio nazionale.

Home - Angeli in Astronave: LO SCIENZIATO NUCLEARE MEHRAN KESHE ...

Strutturalmente, non sono riuscita a comprendere del tutto la tempistica sul quale questa storia si sviluppa. E’ Maggio del 2042 quando gli alieni giungono sulla terra ma i personaggi e l’ambiente con cui ci ritroveremo ad avere a che fare è un luogo che sembra preso d’assedio da diversi mesi, uno scenario apocalittico. Si passa da scene in cui sembra appena accaduto a scene in cui il tutto sembra essere accaduto mesi e mesi prima quindi devo dire che questo è piuttosto spiazzante. Avrei preferito che ad inizio di ogni capitolo ci fosse il mese e il cambiamento di periodo, magari scritto ad esempio: Napoli, Maggio 2042. Se cambia al capitolo successivo: Napoli, Giugno 2042. Altrimenti non si comprende davvero a pieno la situazione.

Altra cosa che mi ha lasciato perplessa è stata la piena fiducia di Giulia in coloro che l’hanno salvata. Ok, sicuramente meglio degli alieni ma chi dice che puoi fidarti ciecamente di loro? Chi le dice che non possono farle del male? Oltre al fatto che non sia poi un granché spaventata o tormentata da quello che ha subito visto le condizioni in cui è stata ritrovata. Deve pur avere un qualche tipo di trauma, delle paure verso le persone che le si avvicinano o verso gli esseri, un accenno a qualche cosa. Gli tolgono il fil di ferro dalla bocca e lei torna completamente normale.

Nonostante questo la lettura risulta ricca di azione e, di certo, non ci si annoia. Una lettura sicuramente avvincente, su questo non c’è che dire, che apre un mondo per un secondo volume – spero – davvero interessante.

Il gelo calò attorno a loro e nessuno dei presentì disse una parola per molte ore. L’atmosfera di morte della superficie sembrò calare anche all’interno di quel diroccato edificio ed attendere lì dentro che qualcosa cambiasse sembrò essere un destino peggiore della morte. Ma non c’era nient’altro che potevano fare. L’intera umanità sembrava giunta alla fine del suo breve percorso all’interno della galassia.

Il libro riesce a coinvolgere essendo creativo e ricco di dinamiche e azione che rendono la lettura interessante e avvincente. Un libro che consiglio agli amanti del genere.

Raffaele Fiorillo scrive un primo volume di una storia ricca di azione, che ci apre le porte per una nuova storia tutta da scoprire.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Vi piacerebbe leggerlo? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA // PREVIEW REVIEW #406 – NOWHERE ON EARTH DI NICK LAKE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi sono qui per portarvi una recensione di un libro che sta per uscire in lingua inglese e che non vedevo l’ora di leggere visto che il precedente libro dell’autore è stato molto apprezzato dalla sottoscritta. Ringrazio Netgalley per avermi permesso la lettura e vi lascerò qui una recensione in italiano e in inglese ovviamente. A voi:

Titolo: Nowhere on Earth9781984896445_0_0_0_75
Autore: Nick Lake
Data di uscita: 26 Maggio 2020
Lingua: Inglese
Pagine: 304
Link d’acquisto: https://amzn.to/3cAR9PB
Trama originale:  Sixteen-year-old Emily is on the run. Between her parents and the trouble she’s recently gotten into at school, she has more than enough reason to get away. But when she finds a little boy named Aidan wandering in the woods, she knows she needs to help him find his way home. But getting home is no easy matter, especially when Emily finds out that Aidan isn’t even from Earth. When their plane crashes into the side of a snowy mountain, it’s up to Emily to ensure Aidan and their pilot, Bob, make it off the mountain alive. Pursued by government forces who want to capture Aidan, the unlikely team of three trek across the freezing landscape, learning more about each other, and about life, than they ever thought possible.

Trama tradotta da me: La sedicenne Emily è in fuga. Tra i suoi genitori e il problema che ha recentemente incontrato a scuola, ha sufficienti ragioni per volersene andare. Ma quando trova un bambino di nome Aidan che vaga nei boschi, sa che deve aiutarlo a trovare la strada di casa. Ma tornare a casa non è facile, soprattutto quando Emily scopre che Aidan non è nemmeno dalla Terra. Quando il loro aereo si schianta sul fianco di una montagna innevata, spetta a Emily assicurarsi che Aidan e il loro pilota, Bob, riescano a scappare dalla montagna. Inseguiti dalle forze governative che vogliono catturare Aidan, la squadra improbabile di tre escursionisti attraverso il paesaggio gelido, imparando di più l’uno sull’altro e sulla vita, di quanto abbiano mai creduto possibile.

RECENSIONE

wreck airplaneLa storia ha inizio con uno schianto. Emily, clandestina su un aereo da trasporto merci non immagina che l’aereo stia precipitando e che assieme a lei rischi la vita anche Aidan, quello che lei sostiene sia suo fratellino. Entrambi ne escono indenni e con loro anche il pilota Bob, che si unirà loro in questa avventura. Schiantati nel parco nazionale in Alaska, nel freddo della neve e delle temperature glaciali, si trovano tutti e tre a dover fuggire da degli uomini che li stanno cercando, degli uomini in nero. Aidan non è un essere umano ma un alieno ed è finito sulla terra per sbaglio ed Emily cercherà di proteggerlo per permettergli di tornare a casa.

Riuscirà l’adolescente Emily, nell’intento? Cosa scopriranno lungo il percorso? Il pilota cercherà di aiutarli? Quale posto dovranno raggiungere per permettere ad Aidan di tornare a casa?

“We can’t walk it?” “No,” she said. Silence again. “So we’re lost?”“Not yet,” she said. “Not yet. I’m going to get you home, I promise.”

Trama curiosa che da subito attira il lettore anche se promette molto, mettendo parecchie carte in tavola che, nel corso della storia invece, deludono. Quindi devo ammettere di non essere rimasta particolarmente colpita dalla trama riletta dopo aver letto il libro.

La copertina è assolutamente rappresentativa della storia, sia per il fatto della luna che per la vista del cielo nel bel mezzo degli alberi. Nonostante ci siano diverse versioni della copertina, trovo che questa sia quella che lo rappresenti al meglio e che, personalmente, mi piace di più. Il titolo è particolare, come essere in nessun luogo e allo stesso tempo dappertutto. Sicuramente ben pensato visto che Aidan è sulla terra ma non fa parte di essa, quindi apprezzato.

Ambientato nel Wrangell-St.Elias National Park, in Alaska, la nostra giovane protagonista cerca di raggiungere Anchorage per aiutare Aidan, e l’epoca sembra essere abbastanza moderno, una storia sicuramente contemporanea anche se non è specificato un vero e proprio anno in cui essa è ambientata.

“They’ll come,” he said. He didn’t sound too convinced. Alaska was a big place. “They’ll see the smoke, don’t worry.” She squinted up. The mountain was wreathed in fog. “Hmm,” she said. But that was exactly what she was worrying about—that they might come. Some people wanted to be lost, and she was one of them.

snow-covered tree lot during daytimeI personaggi di questa storia non sono tantissimi e sono piuttosto delineati seppur non mi abbiano convinto a pieno nella loro interezza.

Aidan, nonostante sia il personaggio chiave di questa storia, non è ciò che ti aspetti e non riesce ad arrivare effettivamente al lettore se non per cosa dice Emily. Ma ciò che dice la ragazza sembra contrastare un po’ rispetto a come lui stesso si presenta e non sono riuscita a trovare una vera e propria connessione con questo personaggio ne con il legame che viene a crearsi fra i due se non verso il finale.

Emily è una ragazza fragile, che si attacca ad Aidan quasi fosse un’ancora di salvezza e crea un legame famigliare che a lei è sempre venuto a mancare. Ha la forza e la tenacia degli insegnamenti di suo padre ma cerca di farsi accettare sia dalla famiglia che dagli amici. A scuola succede qualcosa che continua a segnarla e a cui lei pensa spesso. Un personaggio emblematico che guiderà questa storia lungo il percorso innevato delle montagne dell’Alaska.

“What do you mean?” she said. “You saw me as a I really am,” he said. “When you found me. So you’re the one who will remember me. When I’m gone.” She looked down at him, her little brother, whom she’d only just met, who would soon be gone. “And I will remember you,” he said. Silence, for a long moment. Then, Emily went over to Aidan, and very deliberately took his hand. “Look at them,” said Emily’s mom. Her face window-rained by tears, tracking on her pale skin. “They’ve always been a pair.”

Il perno centrale di questa storia è Aidan. Essendo di una razza aliena e potendo fare determinate cose oltre ad avere delle caratteristiche è entrato nel cuore di Emily e allo stesso tempo lui si sente legato a lei come ad una vera e propria componente familiare.

person standing in front of trees covered by snowLo stile utilizzato è molto diverso rispetto all’approccio che ha avuto in Luna 2, il volume precedente, pubblicato in Italia per Mondadori, all’estero chiamato Satellite. La struttura narrativa per quel volume era con punteggiatura non lineare, senza maiuscole e con uno stile sicuramente singolare. In questo volume passiamo in terza persona con una struttura assolutamente lineare.

Per quanto riguarda la storia, posso dire che non mi ha entusiasmato molto come invece avevo sperato, soprattutto per dei fattori determinanti. 

Emily è un personaggio che non riesce ad arrivare completamente, proprio come accade per Aidan. Per quanto riguarda Bob, lasciamo proprio stare. Emily crea un legame particolare con Aidan ma allo stesso tempo finisce anche per esserne gelosa riguardo ai suoi genitori anche se non è suo fratello. In più, tutte le sue abilità che le vengono propinate sembrano quasi essere forzate e poco inerenti al volume. Il padre le ha insegnato tante cose ma sembrano essere state inserite soltanto per essere utilizzate in questo contesto.

Il fatto dei genitori di Emily. La loro presenza – oltre al fatto di essere completamente ingiustificata e completamente fuorviante – non viene neanche spiegata ma minimizzata con il semplice fatto “eravamo preoccupati”. Why? Questa cosa mi ha lasciato completamente stordita.

Il fatto che Aidan abbia dei strani persuasivi che non vengono spiegati del tutto – neanche da lui – ma che allo stesso tempo non servono a nulla se non a dare il messaggio e la morale finale. Perchè non creare più azione, più momenti di contatto con chi vuole esaminarlo e poterlo rendere in qualche modo operativo e -SOPRATTUTTO – UTILE?

L’azione sembra esserci solo al momento che l’aereo precipita e mantiene la suspance che possa accadere qualcosa da un momento all’altro cosa che si trova a deludere il lettore perchè l’azione è pressocché inesistente per il 60% del volume. Il bello comincia quando si raggiunge la svolta finale e tutto acquista un senso, persino il legame fra Aidan ed Emily che dapprima sembra quasi minimo. Nel finale tutto sembra essere incredibilmente migliore del resto ed è riuscito anche ad emozionarmi.

Per quanto riguarda la storia nel suo complesso è un Ni, infatti anche nella votazione finale mi mantengo su una sufficienza più scarsa che altro. Una fuga rocambolesca, lenta, con avvenimenti più strani che altro che, secondo il mio parere, l’autore non è riuscito a gestire come voleva.

“I have looked in their heads as I have looked in yours. And, Emily, here is the thing. It is funny to me that you have so many stories about us invading. About us taking over the world. As if war was a universal language, as if it was the thing that makes all creatures the same.”She nodded. She couldn’t speak. Her voice would crack. Her voice would break. Her voice would fall, like their plane, and be in pieces, all over the world. “It seems strange to me,”Aidan continued. “Because the most universal language is love, isn’t it? It’s the thing we all understand. I look into your parents’heads, and it’s all I see. All I see is love. All I see is love, for you.”

Una storia che suona quasi come un retelling o una specie di rivisitazione molto alla lontana del famoso ET, che non è riuscita a colpirmi come invece speravo e, come è stato per il suo libro precedente. Consiglio esclusivamente agli amanti del genere, non a chi cerca una storia ricca di azione ma qualcosa di incentrato più sui sentimenti e sulle emozioni oltre al fatto della creatura extraterrestre.

Nick Lake mantiene la strada delle stelle, passando dal Satellite alla Terra invertendo le parti con il volume precedente. Laddove in Satellite si voleva scendere sulla Terra ora dalla Terra si cerca di tornare nello spazio. Una storia particolare, un viaggio unico.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia omaggio

RECENSIONE IN INGLESE

The story begins with a crash. Emily, clandestine on a freight plane, does not imagine that the plane is crashing and that with her, Aidan, who she claims to be her little brother, is also risking her life. Both come out unscathed and with them also the pilot Bob, who will join them in this adventure. Crashed in the national park in Alaska, in the cold of the snow and glacial temperatures, all three find themselves having to flee from men who are looking for them, men in black. Aidan is not a human being but an alien and ended up on earth by mistake and Emily will try to protect him to allow him to return home.

Will the teenager Emily be able to do it? What will they discover along the way? Will the pilot try to help them? What place will they have to reach to allow Aidan to go home?

Curious plot that immediately attracts the reader even if it promises a lot, putting several cards on the table that, throughout history, however, disappoint. So I have to admit that I wasn’t particularly impressed by the reread after reading the book.

The cover is absolutely representative of the story, both for the fact of the moon and for the view of the sky in the middle of the trees. Although there are several versions of the cover, I find that this is the one that best represents it and that, personally, I like best. The title is particular, like being nowhere and at the same time everywhere. Definitely well thought out since Aidan is on earth but not part of it, so appreciated.

Set in Wrangell-St. Elias National Park, Alaska, our young protagonist tries to reach Anchorage to help Aidan, and the era seems to be quite modern, a definitely contemporary story even if a real year is not specified.

The characters in this story are not many and are rather outlined although they have not fully convinced me in their entirety.

Despite being the key character in this story, Aidan is not what you expect and can’t actually get to the reader except for what Emily says. But what the girl says seems to contrast a little with respect to how he presents himself and I was unable to find a real connection with this character nor with the bond that is created between the two if not towards the end.

Emily is a fragile girl, who sticks to Aidan as if she were a lifeline and creates a family bond that has always failed her. He has the strength and tenacity of his father’s teachings but tries to make himself accepted by both family and friends. At school something happens that continues to mark her and that she often thinks about. An emblematic character who will guide this story along the snowy path of the Alaska mountains.

The central pivot of this story is Aidan. Being of an alien race and being able to do certain things as well as having characteristics, he entered Emily’s heart and at the same time he feels tied to her as a real family member.

The style used is very different from the approach he had in Luna 2, the previous volume, published in Italy for Mondadori, abroad called Satellite. The narrative structure for that volume was with nonlinear punctuation, without capital letters and with a definitely singular style. In this volume we pass in the third person with an absolutely linear structure.

As for the story, I can say that I was not as enthusiastic as I had hoped, especially for the determining factors. Emily is a character who can’t quite get there, just like Aidan does. As for Bob, let’s just leave it alone.

Emily creates a special bond with Aidan but at the same time also ends up being jealous of her about her parents even if she is not her brother. In addition, all her skills that are offered to her seem almost to be forced and not very inherent in volume. Her father taught her many things but they seem to have been inserted only to be used in this context.

The fact of Emily’s parents. Their presence – besides being completely unjustified and completely misleading – is not even explained but minimized with the simple fact “we were worried”. Why? This thing left me completely stunned.

The fact that Aidan has strange persuasives that are not fully explained – not even by him – but that at the same time are useless if not to give the message and the final moral. Why not create more action, more moments of contact with those who want to examine it and be able to make it in some way operational and – ESPECIALLY – USEFUL?

The action seems to be there only when the plane crashes and maintains the suspense that something may happen at any moment which is to disappoint the reader because the action is almost non-existent for 60% of the volume. The beauty begins when the final turning point is reached and everything acquires a meaning, even the bond between Aidan and Emily which at first seems almost minimal. In the end, everything seems to be incredibly better than the rest and also managed to excite me.

As for the story as a whole is a Ni, in fact even in the final vote I keep on a sufficiency scarcer than anything else. A daring escape, slow, with stranger events than anything else that, in my opinion, the author was unable to manage as he wanted.

A story that sounds almost like a retelling or a kind of reinterpretation very far from the famous ET, which has failed to hit me as I hoped and, as it was for his previous book. I recommend only to lovers of the genre, not to those looking for an action-packed story but something more focused on feelings and emotions in addition to the fact of the extraterrestrial creature.

Nick Lake keeps the way of the stars, going from the Satellite to the Earth by reversing the parts with the previous volume. Where in Satellite one wanted to go down to Earth now from Earth one tries to return to space. A particular story, a unique journey.

My vote for this book is: 3 stars.


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere bei lettori se può piacervi e se lo leggerete. Mi piacerebbe avere vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

REVIEW TOUR # – HUNGER GAMES (PREQUEL), BALLATA DELL’USIGNOLO E DEL SERPENTE DI SUZANNE COLLINS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto una lettura che non vedevo l’ora giungesse in Italia e arrivasse nelle nostre librerie: il prequel della saga di Hunger Games dove il protagonista sarà il nostro Corolanius Snow da giovane. Siete curiosi di saperne di più?

libro-hunger-games-copertina-ballata-usignolo-serpenteTitolo: Hunger Games – Ballata dell’usignolo e del serpente
Autore: Suzanne Collins
Genere: Distopico
Data di uscita: 19 Maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3gqgRbL
Trama: L’AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO. È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

RECENSIONE

Coriolanus Snow | The Hunger Games Wiki | FandomLa storia inizia agli albori del decimo anno degli Hunger Games. La guerra ancora è viva nei cuori degli abitanti di Capitol e per gli abitanti dei distretti. Corolanius Snow se ne sta in casa con sua cugina Tigris e va all’accademia anche se sa che la sua famiglia rischia molto, di perdere tutto il denaro e la fama della loro famiglia. Il giovane Snow di soli diciotto anni è all’Accademia e neanche immagina che gli Hunger Games stiano cambiando e loro studenti siano una prima parte del cambiamento: diventeranno mentori dei tributi. Vuole cercare di recuperare la fama perduta ma sembra difficile anche quando gli viene assegnato il tributo femmina del Distretto 12, Lucy Gray, una ragazza esuberante e canterina.

Come riuscirà Corolanius a convincere di essere il migliore sulla pista? Come può cercare di far vincere il suo tributo? Cosa succederà al giovane Snow e al suo tributo? 

Corolanius si trascinò per le scale, i pensieri più cupi che mai al ricordo della povera cameriera stramazzata in stada per la fame. Quanto poteva aspettarsi che reggesse, Lucy Gray? Deperiva in fretta. Era debole e assente. Ferita e spezzata. Ma sopratutto moriva di  fame a poco a poco. Era possibile che l’indomani non sarebbe riuscita a stare in piedi. Se non avesse trovato un modo per sfamarla, sarebbe morta ancora prima che gli Hunger Games iniziassero.

La trama è audace e curiosa anche se racconta anche troppo di ciò che ci troveremo davanti. Fossi stato in loro avrei tentato di restare sul vago, cercando di svilupparmi sulla politica e sul fatto che Corolanius Snow sta per intraprendere la sua prima annata di Hunger Games partecipando come mentore.

La copertina è molto bella e intrigante. Il verde, colore del serpente misto all’oro della spilla che contraddistingue la ghiandaia imitatrice anche se qui non parleremo di lei. Nell’intreccio al centro c’è l’usignolo che contraddistinguerà il tributo femmina del Distretto 12, Lucy Gray adorabile cantate provetta e il serpente che contraddistingue – diciamo – lo Snow che tutti conosciamo. Una copertina particolare e rappresentativa. Il titolo racchiude tutto ciò che c’è da sapere su questo prequel e, si ritrova a completare la copertina.

Posts tagged as #presidentsnow | PicbabunAmbientato ai decimi Hunger Games in una Panem ancora devastata dalla guerra, ci troviamo ancora una volta a Capitol City, ma molto diversa da come la conoscevamo. Una Capitol povera e a rischio, persino per quanto riguarda l’arena dei giochi e i giochi stessi.

«Guardate tutte quelle persone» disse la dottoressa Gaul. «Mandano pane ad una ragazzina con il cuore spezzato anche se non sono convinte che possa vincere. Cosa ci insegna questo?» (…) «La gente è pazza» sogghignò Livia.

I personaggi di questa storia sono diversi anche se ci concentreremo sicuramente a conoscere meglio colui che diventerà il Presidente di Capitol City con la fama che lo contraddistingue. Una serie di personaggi come Tigris e il Capo Stratega e molti altri personaggi sono sicuramente importanti alla costruzione di Snow stesso. Persino i singoli tributi dei Distretti faranno la loro parte.

Corolanius Snow ha le basi pragmatiche ed enigmatiche che lo contraddistinguono ma è sicuramente molto diverso da ciò che troveremo nella serie di Katniss. Si può comprendere il fatto del veleno, delle sue scelte in fatto di uccisioni e di comprendere determinate cose molto prima degli altri ma il suo carattere resta comunque quello di un giovane che cerca di riscattarsi e  resta invischiato nella sua stessa rete non riuscendone più ad uscire. Nonostante lui non faccia parte degli Hunger Games sembra quasi che questi costituiscano tutta la sua vita e che anche lui vi sia all’interno, in modo completamente diverso e del tutto inaspettato persino per lui.

Lucy Gray, tributo del Distretto 12, dall’altro lato è il tributo che nessuno si aspetta e, personalmente, mi ha fatto più tenerezza che altro. E’ priva di alcun particolare che la faccia spiccare se non quello del canto anche se rispetto agli altri sembra decisamente molto più sveglia e lo capirete da alcune sue frasi nei confronti del giovane Snow.

«Come ti sembra il tempo nel Distretto 12, Jubilee? Eh, proprio freddo, Lucky. Freddo in luglio, Jubilee? Sicuro, freddo come uno Snow!»

President Snow - The Hunger Games - Taking of Lives -Il perno centrale di questo volume è la politica che ruota attorno a Capitol City, il dopo guerra ed i primi anni degli Hunger Games dove Snow comincia la sua ascesa nonostante sia nel periodo più nero della sua vita. E questa, comincia proprio dalla decima edizione degli Hunger Games.

Lo stile utilizzato dall’autrice è sicuramente molto più concentrato, molto più descrittivo e politico rispetto a quanto abbiamo trovato negli Hunger Games precedenti. Non particolarmente fluido e sicuramente più brutale rispetto a ciò che conoscevamo prima ma assolutamente in linea, anche inaspettato per certi aspetti.

Scritto il terza persona e già da questo si differenzia dai precedenti, ci mostra Capitol City e gli Hunger Games, il loro rapporto con la città e come questi siano nati a poco a poco diventando poi quelli che troveremo ai tempi di Katniss evolvendosi di anno in anno. Riusciremo a comprendere la politica e le dinamiche che si nascondono all’interno della struttura gerarchica della Capitale e di come i ragionamenti di coloro che comandano porteranno alle modifiche degli Hunger Games, spettacolarizzandoli sempre più. E’ sicuramente intrigante questo punto di vista e il pensiero che viene a svilupparsi anche se corrotto, spregevole e cudele. E’ comunque la base degli Hunger Games.

Nonostante questo ho trovato il personaggio di Lucy Gray soltanto di contorno, poco all’interno della struttura complessiva del volume e la sua stravaganza dovuta al cantare davvero poco inerente al contesto. Non so perchè ma il personaggio non è riuscito davvero a convincermi come doveva e speravo fosse più incisivo non solo per Snow ma anche per il contesto stesso. Anche il legame con Snow si regge su un filo sottile e l’ho trovato poco intenso, forse volto solo a dare un sentimento o un lato più umano al Corolanius che noi non conoscevamo. Nonostante questo, Lucy non è riuscita a toccarmi ed ho apprezzato molto più Corolanius e qualche personaggio che lo circonda da vicino, nella stessa Capitol City.

Un libro sicuramente non per tutti, molto più intenso, riflessivo e politico rispetto ai precedenti. Ci mostra la base degli Hunger Games, il serpente e l’usignolo, la vita vera e il reality show così come è stato progettato. 

Ecco cosa gli avevano ricordato i serpenti la prima volta che li aveva visti. Erano uguali al vestito di Lucy Gray. Quali fossero sempre stati il suo destino…

Per chi ha letto la trilogia degli Hunger Games sicuramente questo è un libro da non perdere. Consiglio la lettura agli amanti della saga e, per chi volesse avvicinarsi alla lettura di questo volume consiglio prima la lettura della trilogia e poi di questo volume.

Suzanne Collins ci riporta all’interno dell’arena attraverso gli occhi del ragazzo che diventerà il potere di Panem. Un prequel potente, devastante e brutale che ci mostra un’altra Capitol City, un ragazzo che ci mostra la riconquista di se stesso e del suo nome.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia omaggio

Seguite le tappe dei prossimi giorni e quelle di questa settimana. Eccole a voi, parti di esse:

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #401 – LE BLACK HOLES DI BORJA GONZALES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per questo libro devo ringraziare tantissimo la Oscar Vault che mi ha permesso la lettura visto che è da diverso tempo che l’ho puntato e volevo leggerlo. Sono davvero felice che mi sia stato permesso per cui sono felice di parlarvene. A voi:

foto-generiche-88638Titolo: Le Black Holes
Autore
: Borja Gonzales

Genere: Graphic Novel
Uscita: 19 Maggio 2020
Prezzo: Ebook 12,99 euro / Cartaceo 20,00 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/364E6Dq
TramaGloria, Laura e Cristina vogliono mettere su una band punk chiamata “The Black Holes”. Hanno tutto ciò che serve: talento, presenza, istinto. Solo il loro background musicale è un po’ debole. Ma non è questo il loro principale problema: non appena iniziano a provare, infatti, un’aura di inquietudine  pervade la loro vita quotidiana. Ricorda dei fatti avvenuti 160 anni prima che continuano a perseguitare una di loro.

RECENSIONE

La storia ha inizio nel 1856 in un bosco vicino al lago dove una ragazza, Teresa, incontra uno scheletro. Teresa non è spaventata da quest’incontro anzi appare interessata e comincia a fargli domande, tipo se fosse morto. Lo scheletro sembra evasivo, cerca le stelle allontanandosi dalla giovane curiosa sempre di più cercando di evadere attraverso le stelle, il cielo e Teresa resta lì fino a che non torna a casa. Poi passeremo nel 2016 dove Gloria, Laura e Cristina, in cui tre amiche vogliono creare un gruppo punk rock chiamato Le Black Holes.

Cosa accomuna le tre ragazze del 2016 con la giovane del 1856? Riusciranno le tre a creare il gruppo punk rock? Riuscirà Teresa ad essere se stessa e ad esprimere la sua passione come meglio crede?

zostańwdomu i czytaj komiksy. Przegląd premier kwietnia – Między ...

La trama della storia è semplice e descrive a grandi linee ciò che ci troveremo a leggere. Personalmente ad avermi incuriosito sono state le tavole presentate dall’editore e i disegni dell’autore che sono veramente particolari e unici nel suo genere. Scoprirete che questa è una storia quasi “psichedelica“, mettiamola così.

La copertina è assolutamente fantastica, che riporta una scena all’interno del volume assolutamente particolare e fuori dal comune. Una copertina strampalata ma che porta con sé l’essenza del libro stesso assieme a tutti i colori principali utilizzati. Il titolo completa la copertina ed è anch’esso parte del tutto, rappresenta questa storia chiamata come la Band che le tre giovani cercano di creare.

L‘ambientazione è una cittadina che costeggia un lago in entrambe le poche che si sviluppano in questa storia. E’ lo steso luogo e la storia si suddivide, come già vi ho esposto tra il 1856 e il 2016, in cui qualcosa lega le due date.

The Black Holes. - Gildia.pl - księgarnia internetowa - komiksy ...

I personaggi di questa storia si suddividono nel gruppo delle giovani ragazze e la giovane del 1856.

Teresa quindi, nel 1856, è una giovane che ama viaggiare la fantasia, le piacciono le storie particolari, fantastiche e questo le piace se non che per questo rischia di essere scambiata per pazza e rinchiusa. Con sua sorella ha un legame particolare che vive, a volte, sul filo del rasoio, in cui le due si ricattano ma poi si riavvicinano, come bisticciano tutte le sorelle. 

Le tre amiche, invece, Gloria, Laura e Cristina cercano un modo per evadere dal quotidiano volendo creare questa band che prende il nome da una passione di una delle tre per Stephen Hawking. Nessuna delle tre sa suonare alcuno strumento ma sembrano tutte o quasi convinte di riuscire in questo. Tre amiche differenti fra loro, tra le quali una si distinguerà di più delle altre. 

The Black Holes', un cómic sobre sensaciones - RTVE.es

Il perno centrale di questa storia sta nel legame che sta fra il 1856 e il 2016, un legame che il lettore scoprirà nel corso della lettura.

Lo stile e la grafica utilizzata sono, come avete potuto notare, assolutamente di colori che si distanziano da loro addirittura contrastandosi fra loro. Il nero, il bianco, il verde bottiglia e un rosso che tende quasi al rosa sono i colori che contraddistingueranno questa Graphic Novel scorrevole, leggera e di lettura veloce.

I personaggi sono stilizzati, i dettagli delle figure umane stilizzate, tendente quasi a Nightmare Before Christmas seppur non sia tridimensionale. E’ infatti, sotto  questo punto di vista, davvero incredibile. La storia fin dal primo momento ci appare particolare, non si riesce a capire la connessione che l’autore cerca di dare alle due epoche così diverse e distanti fra loro. Mano a mano che la storia prende piede questo comincia a delinearsi e si capirà il perchè di tanti dettagli e di tante cose che non si riuscivano davvero a comprendere.

L’unica cosa che, seppur su tanti aspetti l’autore abbia spiegato e reso chiaro ciò che voleva dirci, su altre lascia un dubbio profondo, non spiegando davvero cosa le unisce lasciando tutto molto sospeso. Spero che l’autore ci chiarirà con un secondo volume perchè, se dovesse finire così, ho davvero dei seri dubbi che devono assolutamente essere chiariti. Quindi spero bene e confido che questo secondo volume venga scritto e prodotto dall’autore. Speriamo bene.

La librería Mercurio se llena de las figuras de Borja González | Hoy

Un libro assolutamente particolare, sia per i suoi colori che per i suoi disegni che per la storia stessa. Una storia che mi sento di consigliare sopratutto agli amanti delle graphic novel o a chi ama storie che lasciano il segno per il loro aspetto e per la loro storia.

Borja Gonzales illustra e scrive una storia che unisce due diverse generazioni, che saprà stupirci con i suoi colori e con i suoi disegni misteriosi ed intriganti. Una lettura intrigante.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate di questa Graphic Novel? Vi piace? Siete curiosi? Fatemi sapere cosa ne pensate, perchè sono davvero curiosa di avere vostre idee e opinioni.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #395 – UN SOLO MONDO DI MICHAEL FOREMAN.

BUON POMERIGGIO MIE CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io tutto bene, finalmente giunge il week end ed io posso parlarvi di un’altra lettura intrapresa in questa settimana. Ringrazio la Camelozampa per avermi permesso la lettura e ve ne parlo subito. A voi:

un-solo-mondo-cover-webTitolo: Un solo mondo
Autore e illustratore: Michael Foreman
traduzione di Sara Saorin
età: 4+
Collana: Le Piume
Prezzo: euro 15,00
ISBN: 9788899842895
Stampato su carta ecologica FSC
Link d’acquisto Amazon: Ancora non disponibile (aggiornerò appena possibile)
Trama: Due bambini raccolgono un secchiello di acqua del mare e ne fanno il loro mondo in miniatura.
Ben presto però comprendono quanto, per dar vita al loro gioco, hanno sottratto al mondo reale. Capiscono come sia compito di tutti noi proteggere il nostro pianeta, tanto meraviglioso quanto fragile. Perché il mondo è uno solo, e davvero il suo futuro è nelle nostre mani.

RECENSIONE

Farvi una descrizione dettagliata di questo volume è davvero difficile anche per via della sua brevità quindi farò una recensione diversa dal solito e vi parlerò delle cose principali che caratterizzano questo libricino meraviglioso.

La copertina e il titolo già lasciano presagire la bellezza dell’opera che ci troveremo davanti e – personalmente parlando – non potevo lasciarmelo sfuggire sia perchè rientra a tema con il blog sia perchè mi ha incuriosito particolarmente a prima vista. La balena, l’azzurro, i rifiuti che navigano nel mare e il titolo che primeggia ciò che abbiamo e che, sovente, ci dimentichiamo.

Un solo mondo - Casa Editrice Camelozampa

Un poetico racconto fatto di disegni a colori artistici e sorprendenti, questo piccolo libro per bambini è di una visibilità sorprendente che, di sicuro, non lascia indifferenti.

Personalmente, seppur un libro per bambini lo trovo davvero molto corto ed avrei preferito che il messaggio che i due bambini cercano di dare a chi legge, fosse di maggiore impatto per un occhio da bambino. Perché, per quanto un adulto possa ritrovare il messaggio che l’autore cerca di donarci e su cui farci riflettere, per un bambino è difficile capirne a pieno il significato.

Visivamente, però, non posso dire che il volume non sia d’impatto. I disegni e la grafica utilizzata, i colori pastello tenui e il blu che caratterizzano il libro creano un punto a favore per questa storia e sicuramente un punto i cui i più piccoli possono perdersi, concentrarsi e ricordarne la bellezza con semplicità.

Consiglio questa lettura come regalo per i piccoli lettori, ai figli di tutti coloro che magari avranno modo di leggere questa recensione. Una lettura semplice, veloce, che i più piccoli apprezzeranno per i colori e per il modo in cui tutti sapranno 

Michael Foreman ci porta sui fondali del mare con gli occhi di un bambino che, da innocente, cerca di salvare ciò che altri stanno tristemente distruggendo. Una visione che molte persone dimenticano ma che sarebbe giusto ricordare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

 


Cosa ve ne pare miei cari lettori? Un bel regalo per i più piccoli. Io nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©