RECENSIONE #454 – UN GIOCO CHE NON SONO IO DI ELISA CORDOVANI E ALICE WALCZER BALDINAZZO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo volume che spero possa interessarvi e incuriosirvi. E’ una piccola raccolta di poesie edita NPS Edizioni che ringrazio per la lettura e per l’invio. Sono davvero felice di parlarvene. A voi:

71lajahtvzlTitolo: Un gioco che non sono io
Autore: Elisa Cordovani
Illustrazioni: Alice Walczer Baldinazzo
Curatore: Romina Lombardi
Genere: poesia
Formato: cartaceo
Prezzo: 10 euro
Pagine: 64
Uscita: 1 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3nvCJ9j
Trama: “Un gioco che non sono io” è una silloge poetica contro la violenza di genere. Una presa di posizione, per ricordarci quanto siamo fragili, vittime o carnefici dei nostri chiaroscuri e di quelli degli altri. Un invito a comprendere di quale “gioco”, psicologico e fisico, siamo succubi. E a tirarcene fuori. A dire NO, scegliendo l’amore per se stessi e per gli altri. Le poesie di Elisa Cordovani raccontano in modo lucido, profondo, straziante e lenitivo insieme, lo stupro non di un corpo, non di una mente, ma di una vita intera. Le donne ritratte nei versi vanno fino in fondo al proprio dolore, per capirlo, ma soprattutto per essere consapevoli di potergli sopravvivere. Sono donne che si trasformano nella vergogna che provano, nelle lacrime che pensano di non aver diritto a versare, negli occhi feriti dei loro padri e madri. Donne, i cui volti e pose, ritratti da Alice Walczer Baldinazzo, sono figure magnifiche che si fanno amare e ripudiare al medesimo tempo, senza che si riesca a dimenticarle.

RECENSIONE

selective focus photo of pink petaled flowersQuesta raccolta di poesie racchiude il Gioco. Come descritto nella prefazione di questo volumino davvero interessante, il gioco nasce come una cosa che da bambini è caratteristica e mano a mano che si cresce questo termine prende – a volte – delle pieghe sbagliate, come il famoso “prendersi gioco di qualcuno”. Ecco, questa raccolta è una silloge sulla violenza ma anche su quel gioco che nessuno (in questo caso direi nessunA) è più disposta a giocare. Non si è più disposti a stare alle regole di questo gioco che talvolta finisce per diventare triste, malinconico, persino violento e brutale. Le donne descritte nel loro sbocciare lento e bellissimo come un fiore e a tutti i percorsi difficili che sono costrette ad affrontare, in un mondo in cui ci vuole sempre più deboli, e noi dobbiamo cercare di mantenerci più forte. E dimostrarlo costantemente.

Vorrei mi ricordassi,
andandomi a cercare
nella bellezza mia perduta,
cadendo all’indietro,
in voci chiuse, memorie e illusioni di un’ora.

La trama è particolare e invita il lettore ad aprire il cuore a questa raccolta e ad abbandonarsi alla lettura di questo piccolo volume. Trovo che sia una trama autentica, sincera che spinge a raccogliere questo libro fra le mani, ad acquistarlo e ad accudirlo. Un libro da tenere sul comodino come monito, come forza. Una trama forte e autentica.

La copertina è davvero bellissima e visivamente, e rende l’idea di ciò che il volume rappresenta. La donna con quelle due mani in più che si muovono intorno a lei mentre le altre le coprono il volto. Assieme al titolo attirano davvero l’attenzione e questo racconta tanto. Il gioco, un gioco che non fa la persona, che non fa la donna e che non la rende cartapesta e un qualcosa di friabile, che si può calpestare.

Ho combattuto 
fino a essere
sapore della sconfitta.

Che a diventare 
uomini
si lascia segni,
senza mai darci un
nome.

person holding quartsIl perno centrale di questa raccolta di 

Lo stile utilizzato dall’autrice è melodioso, articolato e riesce a rendere intensamente la tematica trattata. Ho apprezzato tantissimo la prefazione e la spiegazione con cui l’autrice da significato ancor maggiore alla sua raccolta di poesie ivi raccolte.

Le poesie portano diverse tematiche importanti come Lo stupro ma anche diverse poesie dedicate ai genitori di Elisa Amato, ammazzata nel 2019, vittima di Femminicidio a Prato. Delle poesie che toccano nel profondo e che possono essere indirizzate a qualunque genitore abbia visto morire le proprie figlie di questa brutale barbarie ingiustificata e violenta. Una raccolta importante, forte e necessaria. 

Non ho amato alcuni passaggi nelle poesie che risultano forzati e non chiudono la poesia in modo leggero e veritiero ma quasi come se non si sapesse come chiudere. E’ capitato solo poche volte ma ho apprezzato molto i versi racchiusi dall’autrice in questa raccolta.

Le illustrazioni all’interno del volume sono uniche e stupende. L’illustratrice rende le poesie nella raccolta uniche e speciali.

Certe ore credute eterne
mi guardano i tuoi occhi,
mi mormorano come l’estate passata al mare
avvampa il tuo nome
dentro i miei occhi, di sale
e bruciore narra una notte,
l’ultima, la tua.

Consiglio questo piccolo volume agli amanti di poesie e non. E alle donne, a tutte le donne forti, coraggiose e a tutte coloro che hanno bisogno di una voce. Un libro dolce, intenso, forte.

Elisa Cordovani scrive una raccolta di poesie ricche di coscienza, di forza, dolore ed emancipazione. Poesie che portano ricordi, consapevolezze, rendendo questa raccolta di poesie toccante e indispensabile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate e se lo leggerete. Mi raccomando!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #453 – NONA GREY V.3 HOLY SISTER DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi dell’ultimo volume di Nona Grey compreso nella Titan Edition. Anche qui mi trovo a ringraziare la Mondadori Oscar Vault per la lettura in anteprima e Miriam di Me and Books che ha organizzato l’evento. Pronti per una nuova avventura? Vi stiamo aspettando:

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Titolo: Nona Grey – Holy sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 260 (ultimo volume nella titan edition da 870 pagine)
Link d’acquisto: https://amzn.to/34x9sTS
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

nona grey | Tumblr

La storia in quest’ultimo volume si divide in due. Una parte riprende gli eventi di oggi, un altro ciò che è successo tre anni prima dopo la fine del secondo volume. Nona cerca di combattere per avere una delle vesti del convento e diventare a tutti gli effetti Suor Cage e allo stesso tempo il pulsatore sembra essere nelle mani sbagliate e la guerra si fa sempre più vicino sconvolgendo gli equilibri della Chiesa ma anche quella di tutto il sistema che circonda il paese.

Cosa succederà nel convento della Dolce Misericordia? La guerra alle porte, saranno pronte a fronteggiarla? Quali sono i segreti che si celano all’interno e all’esterno del convento?

«Ho bisogno del tuo aiuto.» Markus aggrottò la fronte. «Io ti potrei dare aiuto?» «Devo fare una cosa pericolosa e illegale.»I solchi sulla fronte di Markus si accentuarono. «Perché dovresti fidarti di me? Perché abbiamo viaggiato insieme per qualche settimana dentro una gabbia, quando io avevo dieci anni e tu sette? Due anni dopo, hai rischiato di morire per colpa mia.» «Mi fido di te perché non mi hai chiesto che interesse avresti ad aiutarmi, ma solo perché dovrei affidarmi al tuo aiuto. E anche perché non mi hai mentito su quanto è successo all’Accademia.»

Holy sister more like holy fuck - Francesca Tacchi AuthorLa copertina del volume che vedete è unica per tutti e tre i volumi, come vi ho già detto. Finalmente ho trovato un’immagine che riassume tutte e tre le copertine dei volumi di cui vi abbiamo parlato, all’estero. Queste sono le copertine originali e fanno sicuramente capire come il volume è strutturato e come cambia il personaggio di Nona da un volume all’altro.

Il titolo dell’ultimo volume è Holy Sister ovvero, letteralmente Sorella santa. Qui stiamo ad intendere Sorella Divina credo, non ricordo esattamente il titolo tradotto dell’ultimo volume e – quindi – non vorrei fare una gaffe. Un titolo che racchiude un significato molto più ampio di ciò che lascia intendere così.

L’ambientazione e l’epoca sono le medesime dei volumi precedenti solo che dopo la metà del volume ci ritroveremo  per metà all’interno del volume e per metà i fuori a scoprire cosa cerca di fare Nona per salvaguardare la situazione.

La fiala in cui aveva versato le preziose gocce per gli occhi si era rotta mentre si rotolava sul pavimento della caverna. Avevano ragione le sue compagne. Le gocce non erano indispensabili per penetrare negli archivi proibiti del sommo sacerdote. A spingerla nel deposito sotterraneo era stata la vanità. Il desiderio di essere normale, di poter incrociare lo sguardo di una persona senza vederla sgranare gli occhi per lo stupore. Suora Apple sosteneva di avere messo le gocce sottochiave perché c’era il rischio che togliessero la vista a Nona. Ma ora Nona sapeva di essere stata cieca fin dall’inizio.

I personaggi di questo volume portano quello del volume precedente più qualche aggiunta che avevamo perso per la strada nei volumi precedenti. Ci personaggi più descritti ed altri meno e tutti assieme rendono la storia compatta. Personaggio che ho apprezzato particolarmente all’interno della trilogia è sicuramente Glass ma anche Ara, dal secondo volume l’ho rivalutata.

Nona Grey è un personaggio enigmatico e misterioso, che nasce come una bambina e si evolve diventando una donna forte e coraggiosa. Una donna che non combatte più solo per vendetta ma che si ritrova a scoprire dei valori fondamentali che la renderanno più forte nella vita, come l’amicizia. All’interno del convento anche se ha un carattere difficile da avvicinare ha parecchie amicizie e sorelle che tentano di aiutarla, che le sono vicine e con cui si supporta e va avanti. Questo è sicuramente un punto a favore del personaggio che la rende debole magari agli occhi di un nemico che sa conoscerla ma che la rafforza nelle piccole difficoltà o nelle cose in cui non riesce perché scopre che con questo supporto si può migliorare tutti.

«Zole è la speranza della nostra gente, ma c’è un’eroina anche in te, figliola. Io l’ho vista.» Nona non poté fare a meno di ricambiare il sorriso, anche se le doleva il viso per il freddo. Tarkax le piaceva, nonostante le sue spacconerie. Annuì e rivolse un mezzo inchino ai membri della tribù. «Che il vento vi sospinga.» Aveva imparato da Suora Rule quell’augurio comune tra gli abitanti dei ghiacci.

Il perno centrale di questa storia è la guerra che attende fuori dalle porte del Convento, alle suore e le sorelle che lo popolano. E’ la vita di una ragazza che è stata in gabbia e ora ha trovato un posto da chiamare casa ed un combattere per far si che rimanga tale.
nona grey | Tumblr

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo dei volumi precedenti con dei cambiamenti per quanto riguarda il tipo di struttura narrativa rispetto al resto dei volumi. Ogni volume si caratterizza con qualcosa di particolare e in quest’ultimo l’autore suddivide i capitoli fra ciò che è ora e ciò che era tre anni prima, ai tempi della fine della storia precedente.

Il tipo di scrittura utilizzata non è semplice e non aiuta per la storia e per la fluidità del volume. Come vi ho detto anche nel volume precedente c’è azione, c’è movimento e ci sono tanti avvenimenti che si susseguono ma sembrano svolgersi al rallentatore. Duecento pagine sembrano diventare il doppio per la fatica di lettura che si fa nel leggere questo volume e posso dirvi che questa cosa mi è accaduta raramente in volumi fantasy anche più complessi e articolati di questo. In genere non ho problemi di questo tipo, eppure con questa storia ho fatto davvero fatica a proseguire e per tirare avanti è stata dura nonostante l’azione sia molta. Non si riesce a trovare una vera empatia con i personaggi per cui si fa vera e propria fatica a sentirli vicini. Forse è anche questo che rende lo stile difficile da digerire dal lettore.

Comunque trovo incredibile come sia stato costruito il mondo e la struttura gerarchica della società, del convento e la politica stessa. E’ interessante e da scoprire, sicuramente un punto a favore come quello dei poteri che scaturiranno in queste pagine dell’ultimo volume che conclude la trilogia.

Non ho amato fin dall’inizio la scelta del convento. Cioè, ho sempre sperato che fosse questione del primo volume e che Nona si distanziasse dal mondo che l’ha cresciuta, eppure la storia si è concentrata troppo all’interno del convento tra lezioni e prove, quando il mondo fuori si stava sgretolando. Ci sono state molte lezioni inutili a mio parere e poteva essere sicuramente più snello concentrando parte della storia altrove o movimentando le questioni all’esterno più che all’interno. Mi è sembrato un misto di tante cose che l’autore voleva provare ma ha mixato male.

La scelta della classe finale di Nona mi ha spiazzato seppur ci sia una vera e propria spiegazione della cosa. Dopo tutta la fatica fatta mi immaginavo una scelta differente e forse per spiazzare l’autore ha scelto ciò che è stato scritto per Nona. Eppure è quello che non vedo cucito addosso a lei. Così come non vedo davvero nel suo personaggio il fatto di voler restare nella sua confort zone. Perchè non voler tentare di volere una vita all’esterno? Di provare cosa c’è fuori ma di limitarsi solo a quello che c’è all’interno perchè lo si conosce? Un po’ banalotto su questo.

Il fragore di una battaglia può essere descritto come un ruggito, e a volte lo è letteralmente. Quando mille guerrieri si lanciano alla carica, un ruggito li precede e sommerge ogni altro rumore. Ma tra l’attacco e il contrattacco si levano le grida dei feriti troppo gravi per restare quieti, ma non ancora vicini abbastanza ad attraversare il Sentiero e trovare il silenzio eterno. C’è il cozzare delle armi, il più spesso contro gli scudi, perché la mischia serrata è cosa brutta e cruenta e concede ben poco spazio alla scherma. Ci sono le disperate invocazioni d’aiuto, e ci sono i singhiozzi degli sconfitti. Kettle sentiva tutte queste cose.

Il libro è il volume conclusivo di questa storia che chiude un cerchio importante per Nona Grey e le suore del convento della Dolce Misericordia. È un volume che mi sento di consigliare solo in parte.

Mark Lawrence scrive una trilogia intrigata, articolata, per animi forti. Non saprei dirvi se sia il caso di gettarvi accanto a Nona ma se vorrete entrare nel Convento, sappiate che c’è sempre un posto per voi per una nuova assassina.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:
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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente! Io vi aspetto.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #452 – NONA GREY V.2 GREY SISTER DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi del secondo volume di Nona Grey compreso nella Titan edition della Mondadori Oscar Vault che ringrazio per la lettura in anteprima, assieme a Miriam che ha organizzato quest’evento. Ve ne parlo subito:

Nb: per i curiosi della trilogia trovate online la recensione del primo volume.
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Titolo: Nona Grey v.2 Grey Sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 328 (La titan edition ha le pagine complessive di ogni volume)
Link d’acquisto: https://amzn.to/3jedCEg
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

ArtStation - Shadowless, Reide Perigo

La storia parte due anni dopo gli avvenimenti del primo volume. Nona Grey è ormai in un’altra fase della sua vita, è più grande ed ha raggiunto una consapevolezza diversa da quando è entrata nel convento della Dolce Misericordia. Ha delle amiche e delle sorelle che la supportano e che le vogliono bene perché hanno capito com’è fatta veramente, mentre altre la vorrebbero soltanto fuori dal convento. Dentro di lei si insinua qualcosa di potente, un’ombra che ha un nome e cerca di spingerla ad uccidere mentre lei tenta di accaparrarsi il posto da sorella Grigia nonostante sia Rossa.

Ma cosa succederà a Nona? Cosa la porterà a cambiare e a dover considerare qualcosa di completamente diverso da ciò che aveva immaginato per lei? Quali rischi potrebbe correre? Perché è stata salvata e cresciuta all’interno del convento?

«Avvelenatrice.» Kettle trovò la forza per alzare la mano, insinuando le dita pallide tra i capelli fiammanti di Apple. La tenne così per un istante. «Avvelenami.» E con un grido Apple premette il palmo nero, mettendoci tutta la forza che aveva, mentre con l’altra mano estraeva dalla ferita il pugnale dell’assassina. E insieme all’acciaio e al sangue ne cavò fuori un veleno nero come l’inchiostro, generato dalle tenebre che si annidano negli spazi fra le stelle.

Vi invito a scoprire la copertina del volume originale, Grey sister. Ovviamente per quella italiana non cambia nulla visto che si tratta di un unica copertina che racchiude tutti e tre i volumi assieme. È assolutamente originale il connubio inglese di tutte e tre le copertine utilizzate e sarebbe stato carino se all’interno della titan ci fosse una piccola copertina rappresentativa anche in bianco e nero per suddividere i volumi. Non so se nel definitivo questa cosa esiste ma almeno nel digitale italiano non c’è.

Il titolo di questo secondo volume è Grey sister. Sorella Grigia, come la classe che si ritroverà ad affrontare Nona Grey con lezioni e questioni che la metteranno a dura prova e la porteranno ad ingegnarsi in maniera decisamente interessante.Mark Lawrence בטוויטר:

L’ambientazione e l’epoca sono le medesime del volume precedente solo che dopo la metà del volume ci ritroveremo anche molto fuori dal convento della Dolce Misericordia. È interessante scoprire il mondo che circonda il convento, senza dubbio.

“Intendevo, perché sono più preoccupate per le tonache da lavare e qualche strappo da ricucire… Qui c’è sotto qualcosa. Non mentirmi, demone. Ti costringerò a nasconderti nelle mie dita e le metterò di nuovo sulla fiamma.” “Io ti masticherò le ossa e ti farò sputare sangue!” “Ma sai già che vincerò io. Perciò, dimmelo.” “La paura le ha legate.” “O slegate?” “I fili che le legano a quel posto, a quelle caverne… la paura li ha sciolti. Ha fatto dissolvere quei ricordi. Il tempo di arrivare su, e tutto questo non sarà per loro che un brutto sogno. L’holothour le ha fatte dimenticare.” “E io, allora? Perché ci penso ancora?” “Ti ho protetta io.” “Non ti credo. Tu sai solo mentire.”

I personaggi di questa storia si muovono su quelli del volume precedente con più o meno qualche nuova comparsa.Trovo i personaggi ben costruiti seppur in alcuni casi molto deboli perché non trascinano il lettore nei loro panni totalmente. Sembra trattenuta, quasi l’autore sia frenato sul personaggio e non voglia scoprirlo interamente.

Nona Grey resta comunque la principale intrattenitrice del nostro volume che scopriremo più grande, matura e nonostante nasca nel primo volume molto più violenta sembra quasi redimersi ed avere una coscienza. Sembra riconoscere l’amicizia e quanto questo l’abbia aiutata e la stia aiutando da quando ha messo piede nel convento. Inoltre l’utilizzo di Kheot risulta pedante, sembra spingerla sempre all’omicidio, ad uccidere gente e nonostante sia una vera e propria presenza non ha molto di comunicativo. Mi aspettavo qualcosa di più parlato, dialoghi, non solo aiuti quando fa comodo e strani ricatti. Comunque…

Altro personaggio che qui ci troveremo davanti è la Badessa Glass, ovvero la Sorella del convento che nel primo volume ha salvato Nona Grey da morte certa. Ci ritroviamo a comprendere i problemi che si pongono alla donna che è ora nelle condizioni più alte di rango e si trova a far fronte con chi cerca di smontarla ma anche con le ragazze del convento. È un personaggio che nonostante sia al centro del volume risulta sempre enigmatico e misterioso seppur abbia una capacità particolarmente innata di cacciarsi fuori dai guai e di risolvere le cose.

«Sei sbadata. Non lo controlli. Te l’ho visto sui polsi quando combattiamo, e sul collo quando strilli.» (…) «Tu non sai quello che dici! Non hai visto un bel niente!» Zole si strinse nelle spalle. «Sul ghiaccio, noi conosciamo i klaulathu. Noi non fuggiamo da quei “demoni” urlanti come voialtri che vivete rintanati nel Corridoio.» Nona si astenne dal farle notare che Zole era rintanata lì con loro da almeno cinque anni a quella parte. «Klaulathu? Tu sai come si fa a sbarazzarsene?» Keot le risalì per la spina dorsale. “Io posso andarmene solo quando tu muori.” Zole si alzò. «È possibile, ma difficile. Meglio conviverci. Loro appartengono agli Scomparsi, capisci? Sono pezzi che gli Scomparsi hanno abbandonato prima di attraversare il Sentiero.»

Il perno centrale di questo volume è la classe grigia e tutto quello che aspetta Nona Grey fuori dalle porte del convento. Perché sembra essere così tanto preziosa? Cosa continuano a nasconderci? Perché Glass l’ha salvata dalla morte e per anni l’ha istruita a combattere? Things Get Worse for Nona Grey in Grey Sister - The B&N Sci-Fi and Fantasy  Blog

Lo stile del volume è il medesimo del volume precedente. La scrittura è articolata e a volte sicuramente pedante anche perché già la storia di per sé non è poi così veloce, così viene addirittura rallentata.

La storia per quanto riguarda la politica e la religione sembra ben strutturata anche se a volte tutti questi intrighi politici/sotterfugi/nomi e quant’altro sono talmente tanti che rischiano di confondere il lettore. Si deve sempre restare attenti alla lettura nonostante questa a volte sia moolto lenta e poco incline a voler carburare veramente. La prima parte resta pesante e pedante almeno fino alla prova in cui Nona si ingegna e si rianima completamente, poi mako a mano ricomincia la discesa.

Gli eventi e le scene di azione sono tante ma il volume non scorre. Così come per quanto riguarda il primo volume, si fa una vera e propria fatica a dover proseguire nella lettura. Leggi una ventina di pagine e sembra di averne lette 100. Non so se sia colpa dello stile dell’autore o della storia ma è veramente molto lento nel carburare nonostante l’azione non tardi ad arrivare.

Il fatto della presenza dentro di lei, in certi momenti sembra solo molesto e poco produttivo. Perché utilizzare questo ”personaggio” se poi è utile solo per aiutare in situazioni in cui lei non ce la farebbe ma non è utile ne comodo in altro senso? Perché proprio questa scelta? Perché proprio lui? Gli interrogativi nel corso della lettura sono tanti e avrete modo più o meno di capirli.

Da apprezzare invece il punto di vista della Badessa Glass che arricchisce e aggiunge crediti alla storia. Nonostante resti misteriosa questi personaggio da del valore aggiunto e dei perché alla storia arricchendola sicuramente.

«Non pensavo che credessi a quella storia della Prescelta.» Kettle raggiunse i primi due assalitori e si chinò per recuperare le sue stelle da lancio con l’aiuto di un coltello. «Infatti, non ci credo.» «Allora, perché?» La seconda stella venne fuori con un gorgoglio macabro. Alle sue spalle, Kettle udì la voce di Zole, così bassa che riuscì a malapena a sentirla. «Perché è mia amica.»

Il libro ha delle fondamenta che hanno del potenziale. Lo sviluppo, purtroppo comincia a non convincere più e spero che l’ultimo volume mi faccia ricredere su tutta la storia in generale. Consiglio? Ni. Leggete i pro e i contro per comprendermi al meglio.

Mark Lawrence ci mostra, attraverso gli occhi di Nona, un mondo duro e difficile per cui bisogna tirare fuori tutta la forza possibile per cercare di sopravviverne. Una storia non per tutti sicuramente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #451 – PUMPKINHEAD DI RAINBOW ROWELL & FAITH ERIN HICKS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa. Stiamo per giungere alla fine delle letture di questo pienissimo periodo di ottobre e sto (QUASI?) per tornare a respirare. Forse. Comunque, detto questo, ringrazio la Mondadori Oscar per averci permesso la lettura in anteprima di questo volume e ringrazio Miriam di Me and Books per avermi invitata a partecipare a questo evento. Ecco a voi:
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Titolo: Pumpkinhead
Autore: Rainbow Rowell & Faith Erin Hicks
Pagine: 228
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 20 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/30T5dQC
Trama: Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni… L’amata scrittrice Rainbow Rowell e l’artista vincitrice dell’Eisner Award Faith Erin Hicks si sono unite per creare questa storia tenera e divertente su due adolescenti che imparano cosa significhi dire addio a un posto – e a una persona – senza rimpianti.

RECENSIONE

Letto tutto in una folata, la storia ha inizio ad una fiera che tutti gli anni si fa nella cittadina di Josiah e Deja e loro sono i due che più di tutti si ono sempre impegnati per essere i primi ed essere reclutati nuovamente alla fiera successiva per poter scegliere di nuovo in quale banchetto poter stare e far parte. Josiah vorrebbe passare l’ultima fiera prima di dover partire per il college in maniera semplice e divertente, alla solita Casetta del Mais e Fagioli. Dall’altra parte Deja vede per lui l’ultima opportunità per rivelarsi finalmente alla ragazza che insegue da tre anni ma che, per vergogna e altro, non ha mai avuto il coraggio di avvicinare e si lascia convincere.

Cosa succederà ai due ragazzi? Riusciranno a raggiungere la ragazza misteriosa su cui fantastica da diversi anni? Cosa cambierà nel loro percorso e nella sera della fiera? Cosa capiranno Josiah e Deja?
Rainbow Rowell's First Graphic Novel Serves Up Comedy and Romance - The New  York Times
La trama è semplice, spontanea e dolcissima. Io non sapevo di cosa parlava perché mi sono lasciata ispirare particolarmente dalla copertina e dal titolo così come per quando era uscito all’estero. Leggere le trame delle graphic novel è sempre difficile perché sono brevi e a volte dicono tanto, quindi mi sono lasciata trascinare dalla corrente e devo dire di essere rimasta colpita positivamente.

La copertina è bellissima e sono davvero felice che la Mondadori abbia mantenuto anche qui l’originale. In primo piano vediamo Josiah e Deja nel campo di zucche, con i vestiti della fiera autunnale che si svolge al loro paese. I due non possono essere più diversi fra loro ma non sanno quanto simili possono essere veramente. Il titolo è stato mantenuto come l’originale anche perché forse era difficile giungere ad una conclusione riguardo ad una traduzione effettiva. Il complesso che fa copertina e titolo è magico così come è per quanto riguarda l’originale.

L’ambientazione è la fiera del paese, una fiera che si svolge tutti gli anni nel periodo di Halloween. L’ultima fiera prima del college per i protagonisti. L’epoca è moderna, ambientato ai giorni d’oggi.

The Perfect Fall Read: Pumpkinheads by Rainbow Rowell, Faith Erin Hicks |  Bookspoils

I personaggi di questa storia sono principalmente due, i due che troviamo in copertina e di cui vi ho parlato fino ad ora. Due personaggi che entrano nel cuore dalla prima all’ultima pagina.

Josiah è un ragazzo timido, che ama la fiera che viene organizzata ogni anno e si ritrova a voler essere sempre il primo dell’annuario per poter stare al passo. È un ragazzo diligente e dedito ad una determinata cosa quando questa le viene affidata. Ma la sua timidezza smonta un po’ la sua forza di farsi avanti nonostante abbia a cuore determinate persone.

Deja è una ragazza molto espansiva, l’esatto contrario di Josiah. È una ragazza che ama il cibo e che ha avuto molti flirt ma con cui è rimasta sempre in buoni rapporti. Un personaggio unico nel suo genere, che vi conquisterà.

Pumpkin heads: Amazon.it: Rowell, Rainbow, Hicks, Faith Erin: Libri in  altre lingue
Il perno centrale di questa storia sembra essere l’infatuazione di Josiah per una ragazza della fiera che, ha sempre visto negli ultimi anni a quello stesso evento ma che non ha mai avuto il coraggio di avvicinare per il suo fare timido. C’è Deja, l’amica che da anni si ritrova a condividere lo stesso banchetto, ad aiutarlo proprio nell’ultima fiera prima di partire per il college.
Lo stile e la grafica utilizzati sono fantastici. Le illustrazioni di Faith Erin Hicks sono incredibili e rendono la storia che la Rowell ha costruito per questi personaggi, davvero unica e speciale.

La costruzione del personaggio di Deja colpisce finalmente la struttura letteraria odierna, così come la bisessualità e quindi l’orientamento sessuale come inserito anche nei volumi precedenti come Carry On. Infatti Deja non ha i tratti ripidi della ragazza ”magra e apparentemente perfetta” che ritroviamo in molti libri ma ha delle caratteristiche comuni, in cui tutti si possono ritrovare e sensibili ad una tematica importante, così come per quanto riguarda la sessualità. Sono felice che finalmente, seppur in maniera marginale e non del tutto analitica questi temi vengano affrontati e vengano scardinati i cardini.

Mi ha fatto sorridere come Deja cercasse costantemente qualcosa da mangiare e finisse miseramente per perderlo solo per cercare di stare al passo con Josiah e i spostamenti della ragazza misteriosa. E teneramente anche lui attende ben disposto le file seppur abbiano fretta di raggiungere la meta.

Nonostante la storia sia di una lunghezza nella media in fatto di pagine, per quanto riguarda la storia è stato davvero breve, racchiuso in troppo poco tempo lasciando molti interrogativi che spero vagano colmati con un prossimo volume magari. La trama e ciò che succede era abbastanza evidente, si riesce a comprendere fin dalle prime pagine dive voglia andare a parare. Nonostante questo speravo in qualcosa di leggermente diverso nel finale, invece no. Quindi bello nei temi, nei disegni e tutto ma la storia è molto semplicistica e fin troppo prevedibile.
La última noche (Sin límites): Amazon.es: Rowell, Rainbow: Libros
Questa graphic novel è dolcissima e sicuramente invito chiunque ami le storie d’amore e chi ama il genere illustrato a leggere questa storia. E’ carinissimo e sicuramente consiglio.

Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks sono una coppia unica e creano un volume magico, dolce che rincorre l’amore per accorgersi che a volte è semplicemente dove non lo credevamo possibile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Le trovate in questi altri blog:

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Che ve ne pare? Siete curiosi di scoprire questo nuovo volume che arriva in libreria? Io vi aspetto come sempre con opinioni e quant’altro.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #450 – NONA GREY V.1 RED SISTER. DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io sto bene e sono felice finalmente che questo periodo strapieno d letture sta per terminare. Non vedo l’ora di tornare a leggere con una frequenza medio- normale perché così è follia. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso la lettura e Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento. A voi:41e14bxfnsl._sx345_bo1204203200_

Titolo: Nona Grey v.1 – Red Sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 864
Data di uscita: 13 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3jedCEg
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

ArtStation - I come with knives, Francesca RestaLa storia ha inizio con una svemtata esecuzione. Nona Grey è solo una bambina ma ha del sangue che la rende potente ed estremamente veloce. Per questo è riuscita ad uccidere Raymel Tacsis per vendicare una sua più cara amica. Così, dopo essere stata chiusa fra le sbarre e la sua esecuzione ormai è alle porte, viene salvata da Sorella Glass, una suora del convento della Dolce Misericordia. È lì, infatti, che Nona verrà portata, allevata e addestrata a diventare un’assassina. Ed ha tutto inizio da lì, in quel convento in cui le ragazze vengono salvate e cresciute in un percorso duro, ricco di insidie e di insegnamenti.

Cosa succederà all’interno del convento? Perché Nona è stata salvata ed è stata scelta da Sorella Glass? Cosa ha il destino in serbo per lei?

Nona pensò a Raymel Tacsis, a letto nel palazzo di suo padre, attorniato da uomini dell’Accademia che sudavano per impedirgli di morire. Saida era morta: Nona ne aveva visto i piedi spuntare da sotto al telone, nel cortile del carcere, i calzari ancora imbrattati dal sangue di Raymel. Non provava pietà per lui. «Spero che torni indietro pieno di demoni e che gli divorino il cuore.»

La trama del volume include generalmente quella di tutti e tre i volumi racchiudendo la storia generale così come si presenta. È curiosa, intrigante e misteriosa. Spero che anche i volumi seguenti diano soddisfazione alla storia nel suo complesso.

La copertina è particolare e molto bella anche se si distanzia molto da quelle utilizzate all’estero. Vi consiglio di andare a scorgere le originali in giro per il web se volete perché attirano decisamente di più di quanto attiri questa versione italiana. Il titolo per questo volume, Nona Grey, racchiude in questa titan edition la raccolta dei tre volumi: Red Sister, Grey Sister e Holy Sister. In questo primo volume ovvero Red Sister, Sorella Rossa la copertina originale è davvero molto bella e vi consiglio di cercarla in rete. Una Titan edition che piace per il fatto che siamo tre volumi tutti assieme in un’unica raccolta.

L’ambientazione è tutta particolare, nel mondo di Abeth, la terra in cui avranno luogo queste vicende. L’epoca sembra essere quasi medioevale anche se con strane caratteristiche che non pensavamo di trovare specialmente per un convento di suore.

«La nostra storia è vasta e noi ormai ci siamo ristretti, quindi forse le sue lezioni non calzano più. Tagliati la stoffa su misura, dicono alcuni. Ma la storia della terra offre lezioni ben più importanti di quelle sui re e le loro dinastie. Ci si può leggere la storia del ghiaccio. Il racconto del nostro sole morente, scolpito nella roccia e nei ghiacciai. Queste sono le lezioni da cui dipende la vita di tutti noi. E quando la luna verrà meno, dipenderà da quelle anche la nostra morte.»

I personaggi di questa storia sono diversi, tutti molto intriganti ma allo stesso tempo molto da contorno alla protagonista di questa storia. L’unica ad esporsi leggermente di più, oltre ad essere la Suora che ha trovato e salvato Nona, Sorella Glass e Clera che la accompagnerà lungo il suo percorso in entrata al convento, dispensandole consigli.

Nona Grey in questo primo volume è ancora una piccola bambina di nove anni che si affaccia al mondo e di cui tante cose le sono sconosciute. Pensate che non riesce neanche a sapere cosa sia un globo e non conosce la forma sulla terra in cui vive. È una ragazzina che viene dal nulla, una contadina, ma con il sangue è Hunska che si contraddistinguono dai colori scuri e dalla rapidità e velocità. È interessante come avremo modo di valutare la crescita, lo sviluppo e la maturità di questo personaggio mano a mano che gli anni andranno avanti.

«Noi non siamo fatte per la guerra. Non siamo veloci: quasi ogni animale può batterci in corsa o sfuggirci, segugio, gatto, ratto o passero che sia. Non siamo forti: un mulo, un hoola, un orso, a parità di peso sono tutti tre, forse anche cinque volte più forti di un uomo. E voi non siete uomini». «In compenso, noi siamo intelligenti e precise. Questi sono i nostri strumenti. Intelligenza e precisione. Vi sto insegnando a combattere senz’armi per due motivi. Primo, perché ci sono occasioni in cui non avrete a disposizione un’arma. Secondo, perché allenandovi a questo tipo di scontro, imparerete cos’è il dolore senza essere distrutte, e imparerete cos’è la rabbia senza uccidere nessuno.»

Il perno centrale di questo primo volume è l’entrata di Nona Grey nel convento della Dolce Misericordia fin da bambina, mostra le sue più forti e profonde caratteristiche. La sua forza e la sua essenza, verranno temperate ancor di più stando all’interno del Convento. Mark Lawrence: ThatThornGuy.com

Lo stile utilizzato dall’autore è particolarmente articolato e ricco ma allo stesso tempo sia scorrevole che pesante. Infatti la storia si legge facilmente solo che sembra non camminare perché si incentra molto all’interno del convento, alle lezioni e non si muove molto da dove ci si trova. Non si legge sicuramtente in poco tempo, questo è certo e ci vuole molta concentrazione per seguire nomi, fatti, storia e via discorrendo.

I flashback si, ma forse un po’ troppi? I continui flashback di Nona sicuramente sono di aiuto a comprendere maggiormente la storia di come lei è arrivata fino a quel punto. È carino e intrigante ma allo stesso tempo rallenta molto la lettura e la storia portandola sempre indietro e mai avanti.

Un punto di partenza buono ma che non fa impazzire, nonostante il finale lasci aperta una porta che non vedremo l’ora di aprire con il secondo volume. Infatti l’intero volume, da quel che ho capito, sembra seguire le vicende di Nona sotto diverse fasi del suo personaggio lungo la sua crescita.

Il wordbuilding c’è ma lo immaginavo più d’impatto. Chiusi dentro il convento avremo modo di conoscere diverse cose attraverso il luogo stesso e attraverso i ricordi di Nona ma di cui immagino andremo a conoscerlo meglio nei prossimi volumi – o almeno spero.

La trama per quanto riguarda il fatto di una scuola di assassini ricorda molto Nevernight e lo stile duro di Jay Kristoff. Ovviamente questo volume è uscito sicuramente prima anche se Nona non riesce a coinvolgere come invece è riuscita a farlo Mia Corvere. Nonostante questo le lezioni e le cose sembrano essere abbastanza similari nonostante ci siano poi delle differenze tra un volume e l’altro.

«Sei sicura che in mezzo a quel sangue non ce n’è del tuo?» domandò la badessa. Nona fletté le mani, le dita vischiose che già si appiccicavano una all’altra. «Sono
sicura.» «Allora, fila. Metti a posto quel coltello, e non ne riparleremo più. Proteggerti è mio dovere, ed è dovere di tutte le tue sorelle quassù. Non hai bisogno di una lama.»

Il primo volume apre le porte ad una storia che spero si riveli sinceramente ancor più interessante di questa, se così vogliamo chiamarla, introduzione. Spero che nei prossimi volumi la storia sia ancora più interessante e cruenta, così come si presenta anche all’inizio. Spero solo lo sia ancor di più. Consiglio come inizio di una trilogia che apre le porte a qualcosa di dark, misterioso ed estremamente potente.

Mark Lawrence ci porta all’interno di un convento in cui le ragazze cercheranno la loro strada come assassine. Uno scrittore molto criticato ma di cui ero curiosa di scoprire Nona e il suo mondo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate di una storia simile e se pensate che possa piacervi. Vi aspetto!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #449 – LE DIECIMILA PORTE DI JANUARY DI ALIX E. HARROW.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

978880472864higTitolo: Le diecimila porte di January
Autore: Alix. E. Harrow
Serie: Autoconclusivo
Data pubblicazione: 13  Ottobre 2020
Genere: Fantasy
Pagine: 396
Link d’acquisto: https://amzn.to/3kaoGDV
Trama: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura… Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: Le diecim por. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei…

RECENSIONE

ten thousand doors of january | TumblrLa storia ha inizio in un’antica dimora del Vermont, in cui un giovane padre viene accolto dal padrone di casa assieme alla sua figlia. Quel padre lavorerà per il padrone di casa, il signor Locke alla ricerca di artefatti e oggetti misteriosi in giro per il mondo e la bambina, January Scaller si ritroverà a dover crescere tra le grinfie di un uomo che cerca di tenerla lontano dai guai , custodendola in casa come uno dei rari manufatti che riporta il suo stesso padre. Le cose cambiano quando un giorno la giovane ritrova una Porta e incuriosita si ritrova ad aprirla. Quando lo fa, ciò che vede dall’altra parte la lascia stupefatta e curiosa di saperne di più riguardo a ciò che ha visto. Infatti da quel luogo si riporterà una moneta e questo sembra essere solo l’inizio di una strana e magica avventura.

Cosa succederà a January? Cosa sono queste misteriose porte che si trova di fronte? Quale segreto celano? E il libro che si troverà a leggere, l’aiuterà a carpire i segreti di tutto ciò che le sta accadendo?

I libri odorano di brividi da due soldi o di ricerche scrupolose, di peso letterario o misteri irrisolti. Questo aveva un odore diverso da qualsiasi altro volume avessi mai preso in mano. (…) Aveva l’odore dell’avventura raccolta in mezzo alla natura più selvaggia, distillata fino a ottenere un vino raffinato e versata su ogni pagina. Ma sto correndo troppo. Le storie vanno raccontate in ordine, con un inizio, una parte centrale e una fine.

La trama è lunga, forse anche troppo. Avendola letta dopo aver letto il volume, posso dire che forse racconta anche troppo e poteva essere scritta in maniera sicuramente più sintetica ma allo stesso modo da poter incuriosire il lettore. Nonostante questo non ci sono spoilerissimi ma tante cose che vengono scritte e che si trovano al suo interno sarebbe un piacere scoprirle solo leggendo il libro in questione.

La copertina è meravigliosa in ogni sua fibra, dai fiori, al lucchetto all’edizione italiana che è tutto dire, sia per come è stata sviluppata, sia per il colore delle pagine che per tanto altro. Lasciata come l’originale non poteva essere migliore di così, con il chiavistello al centro, che lascia presagire un mondo bellissimo aldilà di quella porta. Manca solo una chiave per aprirla e poi… poi dove vorreste trovarvi voi se quella porta potesse aprirsi? Il titolo, tradotto così com’è dall’originale da alla copertina un vero e proprio significato autentico, così come la storia in generale.

L’ambientazione è il Vermont, in America e, per quanto riguarda l’epoca si corre l’anno 1901. Un luogo e un anno particolari, in cui un padre si ritrova solo con una figlia a cui baderà il suo “datore” di lavoro e che si preoccuperà di crescerla seppur non abbia il suo stesso colore di pelle e seppur non sia docile e mansueta come dovrebbe essere per Locke, il proprietario di casa.

«Non ti viene mai voglia di andartene via?» La domanda mi sfuggì di bocca prima che potessi chiedermi da dove fosse saltata fuori. Jane posò il libro spalancato sulla trapunta e mi guardò. «Via da dove?» «Non saprei, via da Villa Locke. Dal Vermont. Da tutto.» Ci fu un attimo di silenzio, durante il quale mi resi conto di due cose contemporaneamente.

alix e. harrow | Tumblrpersonaggi di questa storia non sono poi così tanti, principalmente abbiamo un grande flusso principale che verte su January la protagonista principale di questa storia. Ci sono altri personaggi che circondano questa bellissima e autentica protagonista e c’è un altro lato importante che merita una chiave di lettura interessante nel volume. Il signor Locke è un personaggio fondamentale per buona parte nell’inizio del volume perché si occupa a pieno regime della crescita della ragazza. Jane è una ragazza che subentrerà a lettura inoltrata ma sarà un appoggio fondamentale per la protagonista. 

January è una ragazza orfana di madre che vive assieme al signor Locke, in una prestigiosa villa ricca di reperti antichi e preziosi. Suo padre Julian è un dipendente del signor Locke e sta spesso via per viaggi alla ricerca di misteriosi reperti. January è sempre stata una ragazzina curiosa ed esuberante, un’amante della lettura, impavida. Succedono però determinate cose che portano January a diventare silenziosa e taciturna. E’ una ragazza principalmente sola e l’unico appiglio dall’esterno è il giovane e misterioso ragazzo che riesce a portargli la gioia quando arriva Bad, il piccolo cucciolo di cane che l’accompagna.

Julian, il padre di January, è un elemento fondamentale  all’interno di questa storia. All’inizio sembra essere un personaggio marginale, a cui il lettore difficilmente fa caso. Ma quando la ragazza trova LE DIECIM POR, le cose cambiano e cominciano ad assumere un valore decisamente diverso nei confronti di questo personaggio.

«Forse. Forse no. Forse si è soltanto perso ed è là fuori da qualche parte. Magari ha trovato una Porta, ci è caduto attraverso ed è
in un altro mondo, un mondo migliore, dove non ci sono persone come voi.» Come risposta era a metà tra “assolutamente folle” e “patetica”.

Il perno centrale di questa storia sono le Porte. Che siano Diecimila o una sola, January si troverà al centro di un conflitto per salvaguardare la chiusura di tutte le porte che collegano il mondo ad altri mondi, a universi paralleli e a mondi meravigliosi che January riesce a vedere e che suo padre si è trovato a vivere in prima persona.

Lo stile utilizzato è essenzialmente semplice e fluido in un punto e leggermente più articolato per quanto riguarda un altro senso. La storia fondamentalmente verte su January, in prima persona e la storia prosegue veloce, tanto che si può leggere veramente in pochissimo tempo, qualche ora è più che sufficiente. La parte leggermente più complessa sono le parti del libro che January si ritroverà fra le mani e che leggerà nella storia, quindi ci troveremo di fronte a capitoli che all’inizio sembrano scritti da un famoso ricercatore e mano a mano si sciolgono sempre di più.

Ho apprezzato che il personaggio di January non fosse il classico personaggio bianco stereotipato. Infatti, una ragazza col colore della sua pelle nella casa di un bianco ricco e potente, era vista per la maggiore – alle feste – come un animale da compagnia. Effettivamente, a quei tempi era così e una donna dal colore di pelle più scuro era effettivamente vista male dalla società che la circondava, soprattutto se aveva bei vestiti e viveva in una casa lussuosa. Infatti, Locke ha sempre cercato di mantenerla al margine, chiusa in casa tanto da farla sentire sola. Ho apprezzato molto anche il lato del manicomio e di mostrare al lettore che impatto avesse a quei tempi, dire una qualche fantasia o cercare di andare contro a qualcuno apparentemente “più forte“.

Il personaggio di January però non ha davvero costruito un legame col lettore, o almeno non con me. Non sono riuscita a sentirmi parte dei suoi pensieri e delle sue condivisioni ma ho quasi apprezzato di più il punto di vista di Julian, suo padre. Un personaggio che invece riesce a entrare nel cuore nonostante non sia poi così centrale è il cane Bad. I sentimenti di January nei suoi confronti, infatti, sono talmente forti che il lettore si preoccupa veramente nei confronti dell’animale. Poi avendo anche io un cane l’ho preso un po’ a cuore, ecco. 

L’idea delle Porte è sicuramente originale e sorprendente. Ancora non mi era mai capitato di immergermi in un libro con questa magia particolare (E so che ce ne sono) anche se devo dire, da bambina sognavo una cosa simile e avrei voluto tante volte aprire la Porta e trovarmi in un altro posto magico. Quindi sicuramente l’idea delle Porte, del libro LE DIECIM POR e tutto quello che è legato a questo è sicuramente sorprendente anche se non così eclatante. Non avendo come sempre letto tutta la trama ma basandomi principalmente sul titolo del volume mi ero immaginata che il volume si incentrasse di più sulle porte, sul passaggio da un mondo all’altro, sulla magia e su tanta fuga, cose rocambolesche… Invece January smorza un po’ questa fantasia che invece troveremo nel volume che si troverà a leggere.

«Potresti… leggermelo ad alta voce? Ho appena finito il quarto capitolo.» Jane mi sorrise rivelando la fessura tra i denti. «Certo.» Aprì il libro e cominciò a leggere.

Il libro è un fantasy autoconclusivo davvero originale che permette al lettore di sognare e sperare che, aprendo una semplice Porta, possiamo trovare un mondo bellissimo, un luogo lontano in cui poter andare o sognare di restare. Un libro che mi sento di consigliare, nonostante tutto.

Alix. E. Harrow stravolge e sovverte le regole del mondo con le Porte che possono portare il lettore dal nostro mondo a dei mondi paralleli, strani, pieni di creature e artefatti misteriosi. Le Porte sono diecimila, sarete pronti a varcarne almeno una?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:


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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi?
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #448 – IN FUGA DA HOUDINI DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene. Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione di cui ringrazio le ragazze che hanno organizzato l’evento e la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso di leggere il volume in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

NB: Trattandosi di un terzo volume di una serie, è impossibile non rivelare qualcosa relativo al volume precedente. Detto questo, a vostro rischio e pericolo leggere questa recensione.

infugadahoudinikerrimaniscalcoTitolo: In fuga da Houdini
Autore: Kerri Maniscalco
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 552
Prezzo: € 20,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/31aE9we
Trama: Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

RECENSIONE

libri narrativa, libri letteratura, libri horror

La storia ha inizio dove abbiamo lasciato col volume precedente. A bordo del RMS Etruria, Audrey Rose e Thomas Creswell stanno con lo zio Jonathan e una nuova minaccia incombe laddove inizia uno spettacolo di magia da far terrore a la maggior parte delle persone che vi assistono. Sbalordimento, sorpresa, magia, con Mefistofele che è a capo di questa compagnia e presenta i numeri. È un uomo misterioso che si presenta da sempre con una maschera. Improvvisamente la prima sera dello spettacolo una giovane donna muore e una sera dopo l’altra la morte continua a colpire implacabile.

Cosa succederà durante il viaggio? Cosa scoprirà Audrey Rose? Riusciranno ad acciuffare l’omicida che si aggira sulla nave da crociera? Chi sarà stavolta il colpevole che si nasconde nell’ombra?

«L’offerta rimane sempre valida. Ho la sensazione che molto presto avrete dei ripensamenti. Dopotutto, l’omicidio non è altro che un gioco di prestigio, no?». Sperai non avesse notato l’esitazione dei miei passi mentre mi affrettavo sulla passeggiata buia, ignorando i brividi che mi correvano lungo la schiena. L’omicidio era davvero un gioco di prestigio. E, se il colpevole era un prestigiatore abbastanza esperto, c’era la concreta possibilità che riuscisse a farla franca.

La trama è semplice e inerente a cosa ci troveremo di fronte. Forse troppo spoilerosa in un determinato frangente ma per il resto ben strutturata. Sicuramente a bordo di una crociera sembra tutto più interessante e le sorprese con il circo e l’illusionismo non tarderanno ad arrivare.

La copertina segue l’onda dei precedenti ma se devo dirvi la verità è forse quella che mi piace di più fra tutte. Oltre al fatto che era il volume di cui ero più curiosa in assoluto il blu del vestito di Audrey in copertina e la RMS sullo sfondo rendono tutto magico come le carte che tiene in mano. Insomma, l’edizione come per i precedenti volumi è esteticamente incredibile. Il titolo è la traduzione dell’originale anche se, come per quanto riguarda i volumi precedenti il nome in copertina è quasi una comparsa. Effettivamente però è l’unico che abbia una consistenza fisica fra tutti quelli utilizzati e non troppo immaginaria e lasciata al caso. Almeno qui Houdini si vede, si conosce un poco e si ha a che fare con lui in qualche modo, seppur fugace e sempre distante dalla protagonista.

L’ambientazione  questa volta è nel pieno dell’oceano a bordo dell’RMS Etruria, una nave da crociera dei tempi. E’ sicuramente una bella idea seppur poco sviluppata effettivamente visto che i luoghi a bordo della nave sono poco descritti ma si limita solo in alcuni contesti; l’epoca segue la linea della storia e ci troviamo nel 1889.

Il numero era durato appena tre secondi, e come fossero riusciti a compiere un’impresa tanto difficile in così poco tempo era proprio un mistero. Mi chiesi se al mondo esistesse un luogo da cui Harry Houdini non sarebbe riuscito a scappare. O una trappola con cui non avrebbe potuto imprigionare qualcun altro. L’ultima vittima era stata appesa per le caviglie; forse avevamo appena trovato l’artefice di quella faticosa prodezza.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente per quanto riguarda i principali anche se stavolta troveremo molto più da parte Thomas e avremo modo di vedere Audrey in difficoltà alle prese con Mefistofele. Avremo modo di scontrarci con nuovi personaggi che non approfondiremo molto,

Review + Giveaway: Escaping From Houdini | Jack ripper, Audrey rose, Audry  rosePer quanto riguarda Audrey Rose e Thomas non troviamo molti cambiamenti nel loro personaggio base. Audrey è sempre più fragile e invece di dedicarsi più alle autopsie e ai corpi cerca di svagarsi sempre più e a prendere sotto braccio la cosa che finisce per passare quasi in secondo piano. Infatti dopo Jack lo Squartatore, Audrey non sembra essere più la stessa e laddove qui inizia sempre con l’amore per il caro Thomas, anche questo sembra perdersi quando l’illusione e la magia entrano a far parte della vita di Audrey e Mefistofele entra di prepotenza scardinando ogni cosa, anche la fiducia fra i due.

Mefistofele è il nuovo personaggio di questo volume ed è un illusionista de il Circo al chiaro di luna. Gira sempre con la maschera e riesce a sedurre le donne che lo guardano o che hanno a che fare con lui. Tutti al circo contano su di lui, cercano la sua approvazione e fanno in modo che lui sia il centro di tutto nonostante tutto. E’ un bravo presentatore, molto bravo con le parole, incute timore e sa fare bene il suo lavoro di illusionista, non c’è che dire.

«Gettare del fumo davanti a un paio di specchi non è come compiere progressi scientifici o ingegneristici che possano debellare malattie e salvare vite.» «Permettetemi di dissentire, Miss Wadsworth. Esistono molti modi per aiutare le persone. Talvolta la gente ha bisogno di risate e distrazioni, insieme a diagnosi e cure mediche.» Mefistofele mi studiò. «Dato che siete una studentessa di Medicina di così grande talento, forse dovreste essere aperta a esplorare altre strade. Io potrò anche offrire “solo” qualche futile ora di distrazione, ma ad alcuni bastano per tirare avanti nei momenti più difficili. La speranza è una forza invisibile ma potentissima. Non sminuitene l’importanza.»

Il perno centrale di questa storia, nonostante gli omicidi sembrano essere ormai una costante all’interno della vita di Audrey Rose, sembra essere l’illusionismo e la magia e la compagnia in cui è incluso anche Houdini in qualche modo. A bordo della nave da crociera il pericolo è dietro l’angolo.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei libri precedenti, scritto in maniera articolata e finemente interessante a livello di struttura della scrittura e nello stile. Carente in tutto il resto. In terza persona dal punto di vista di Audrey la storia si sviluppa nello stesso modo particolarmente prevedibile. Vi spiego i motivi di ciò che vi sto esponendo.

La storia effettivamente riporta di nuovo omicidi in catena, una sera dopo l’altra ogni sera dell’evento del circo. E, nonostante sia scritto nella trama e io non l’avevo letta prima di iniziare a leggere il volume, devo dire che avevo capito che sarebbero state in serie praticamente da subito.

Le morti e gli assassini seriali, capitano tutti a loro? Possibile che questa protagonista risulti peggio di Conan il Detective? La cosa sembra quasi assurda. Ovunque vanno capita che muore una serie di persone su cui loro si improvvisano detective. Ormai non è neanche più capire cosa accade ai loro corpi perché per la maggior parte ci pensa lo zio o Thomas a dedurre, è più giocare a fare i detective e a capire cosa può succedere.

Il personaggio di HOUDINI? Vale come tutti gli altri personaggi e, come vi ho detto prima risulta essere l’unico con un po’ di senso perché almeno lo vediamo effettivamente come da titolo. Nonostante questo la delusione è abbastanza evidente e in questa serie vediamo i nomi dei personaggi portati praticamente solo nel titolo.

L’amore tutto miele tra Audrey e Thomas, fin dall’inizio risulta quasi stomachevole. Siete carini insieme, per carità ma vi prego basta. Fate cadere il latte alle ginocchia, per non dire altro. Finalmente infatti la storia di Audrey si allontana un po’ da Thomas per concentrarsi su Mefistofele e su Audrey così da allontanarla da tutto questo miele – nonostante tra l’altro Thomas risulti  abbastanza geloso.

Se non fosse per la storia della protagonista, legata ai precedenti sarebbe un buon libro da leggere in solitaria. Messo nella serie diventa prevedibile nella scoperta dell’assassino, nella serie di omicidi, nella storia d’amore e resta interessante solo per la scrittura particolare dell’autrice e per ciò che ha creato attorno ai singoli personaggi.

Una nuvola fluttuò davanti alla luna, oscurando il cielo per qualche
istante. Era mezzanotte, ed ero stata avvertita: non dovevo stringere patti nel cuore della notte. Mefistofele si sporse in avanti, gli occhi fissi nei miei. «Abbiamo un accordo, dunque?»

Il libro in questione è sicuramente una lettura interessante ma piuttosto banalotta se presa con i suoi seguiti. Consiglio a chi ha iniziato la serie di continuarla, ovviamente. Per chi la dovesse iniziare? Solo se amate lo young adult e dei bei posti a cui fare visita.

Kerri Maniscalco scrive una serie che segue una fila di omicidi nella fine dell’ottocento, inizi novecento. Una serie che passa attraverso diversi stati e, in questo ci porta a bordo di una crociera ricca di misteri e omicidi. Siete pronti ad affrontare l’illusionismo del Circo al chiaro di luna?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne dite?
A presto,
Sara ©

A PROPOSITO DI… LA SAGA DI DESCENDER DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi dell’ultimo episodio della saga di Descender che avete seguito con questa rubrica. Giunti all’ultimo volume finiamo di seguire le vicende di Tim-21 e ci muoveremo in Ascender seguendo le vicende di un altro personaggio della storia nello stesso mondo ma diversi anni dopo. Cosa succederà nella prossima serie lo sapremo quando pubblicheranno nei prossimi periodi quindi passeremo ad altro nel frattempo.

La saga di Descender è composta da sei volumi:

  1. Stella di latta
  2. Luna meccanica
  3. Singolarità
  4. Macchine orbitali
  5. La rivolta dei robot
  6. La guerra delle macchine

Vi farò una recensione generale che spero apprezzerete!

Descender vol. 3: Singolarità (Lemire, Nguyen) – Lo Spazio Bianco

Questa saga ambientata nello spazio si apre con il risveglio di Tim-21 in un mondo ormai disabitato e privo di popolazione. Tim-21 è un robot rimasto dormiente per dieci anni che si sveglia e cominci la caccia al suo ritrovamento perchè parte importante di una catena di Robot potenti. Ma TIM-21 ha in mente una sola persona da ritrovare: Andy, quello che per lui è stato un fratello dieci anni prima, della famiglia a cui era stato affidato.

Cosa succederà ora che Tim-21 è sveglio? Chi gli darà la caccia? Perchè il mondo è così in pericolo? Come faranno a salvare loro stessi e chi li circonda?

Descender Vol. 2: Luna Meccanica & Descender Vol. 3: Singolarità |  RecensioneIl perno principale di questa serie sono i robot. Anche ora sappiamo tutti anche vedendo diversi film suoi robot che molto spesso vengono rappresentati come quelli che rubano spazio all’uomo e possono prendere il sopravvento sul mondo. Fin da sempre sembra essere una paura comune anche se l’uomo continua ad inseguire lo stesso il progresso tentando di raggiungere la costruzione di queste tecnologie ultra avanzate. Il mondo di Descender è popolato da umani e robot che in alcuni casi vivono in pace fra loro mentre in altri pianeti e in altri casi vengono utilizzati come schiavi, come oggetti che è poi quello che effettivamente sono. Il problema sorge proprio qui. Queste macchine hanno raggiunto un livello tale di consapevolezze e di emozioni che riescono a provare rabbia, risentimento, affetto, paura, vendetta. Emozioni umane che rendono le macchine stesse ancor più pericolose di quanto non lo fossero in precedenza.

La minaccia dei Mietitori resta la maggiore causa di disappunto fra i robot e gli esseri umani. I Mietitori erano venuti per distruggere e lo hanno fatto ed ora l’uomo cerca vendetta per ciò che è stato fatto. Tim-21 sembra essere un portavoce collegato ai misteriosi Mietitori ma effettivamente cosa si nasconde dietro tutto questo? E’ la verità? Cosa succederà a Tim-21 e alle persone, robot  o chiunque lo circondi?

La struttura dei disegni è davvero incredibile. L’acquerello utilizzato è leggero che passa da colori forti ai tenui in base alla situazione in cui ci si trova ed è estremamente interessante la scelta dei colori in questo modo. SI passa dal forte al leggero e quei tratti non colorati che restano bianchi rendono il tutto speciale e unico nel suo genere.

Descender vol 1 - una recensione ammirata - Dimensione FumettoLa storia, invece, in alcuni punti perde di intensità. Si concentra molto sui personaggi che sono il punto forte della storia ma tralascia in alcuni punti la storia principale dandola un po’ troppo per scontata. Ci sono alcune cose, infatti, che non essendo spiegate restano sospese e non comprese al massimo dal lettore. Si parlava di legame fra Tim-21 e i Mietitori. La spiegazione effettiva non c’è, c’è questo legame, c’è il mistero dei robot e tutto ma resta molto enfatizzato. Come per quanto riguarda altre cose. Concentrato molto sulla vita dei personaggi ma poco su ciò che effettivamente serviva a comprendere a pieno la storia.

Il finale è molto bello e aperto a ciò che ci si aspetta da Ascender, la prossima serie ambientata nello stesso molto ma diversi anni dopo con un altro personaggio. Interessante la scelta e vedremo cosa ci riserverà il futuro con questa serie.

Consiglio questa serie agli amanti dei robot, della fantascienza e dello spazio. Ovviamente anche agli amanti delle graphic novel.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate di questa Space Saga? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

REWIEW PARTY: Recensione #447 – LA GUERRA DEI PAPAVERI DI R.F. KUANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi un nuovo evento che porta una recensione in cui avrò molto da dirvi e sarà ricca di contenuti ma che ci terrei particolarmente ci dedicaste i minuti che servono. Insomma spero la leggiate tutta e con attenzione. E’ un libro interessante, non adatto a tutti e spero che per quanto ne siate attratti possiate comprendere ogni minuzia che ho spiegato per voi. Ringrazio l’Oscar Vault Mondadori per avermi permesso la lettura e ringrazio Miriam per aver organizzato l’evento.

715hSgZfhHL._SL1500_Titolo: La guerra dei papaveri
AutoreR. F. Kuang
FormatoFormato Kindle / cartaceo

Prezzo: 9,99 €
Copertina rigida: 22,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ite2Xi
TramaOrfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo…

RECENSIONE

Midnight Designs: The Poppy War – Read at MidnightLa storia ha inizio un un piccolo luogo sperduto di una remota regione dell’Impero. Runin, che conosceremo come Rin, è un’orfana adottata dalla famiglia Fang che spaccia oppio e nasconde il tutto gestendo un piccolo negozio di cui Rin è costretta a fare la commessa. Trattata come una schiava all’interno della famiglia, i Fang decidono che per lei è giunto il momento di essere venduta come moglie a qualche ricco benestante. Ma Rin non vuole questa vita per se stessa, lei è nata per qualcosa di più grande ed è pronta a dimostrarlo iscrivendosi all’esame per entrare alla più grande accademia militare dell’Impero, la Sinegard. E’ difficile, la strada in salita e tutto per lei si mette difficile quando si deve combattere per cercare di non finire sposa ma in schiavitù; una strada che la porterà a scoprire cose importanti di se stessa e delle persone che la circondano.

Cosa farà Rin? Riuscirà ad evitare il matrimonio ed entrare alla Sinegard? Cosa le succederà durante il suo percorso di crescita?

«Non parla tanto, vero?» chiese Han. «Neanche si presenta. Che coglione.»  «Non ne ha bisogno» disse Kitay in tono di scherno. «Tutti sanno chi è.» «Forte e misterioso» disse Venka trasognata, e si mise a ridacchiare con Niang. «Forse non sa parlare» suggerì Nezha. «Lo sapete com’erano gli speerliani. Selvaggi e assetati di sangue. A malapena sapevano cosa fare se non gli si davano ordini.» «Gli speerliani non erano degli idioti» protestò Niang.

La trama è interessante, originale e incuriosisce già a primo impatto. Una storia che coinvolge e cerca di introdurre il lettore in una storia forte, coinvolgente e potente. Tutto ciò che trovate nella trama troverete, ma anche oltre, anche di più, persino più forte.

La copertina è fantastica e sono felicissima che la Mondadori abbia mantenuto l’originale perchè era davvero difficile uguagliarla in alcun modo. Tutto in questa stupenda edizione fa presagire bellezza e dedizione, così com’è la protagonista di questa storia. Il titolo è stato semplicemente tradotto così com’è ed è interessante. Avrei sicuramente preferito il titolo originale ma anche così rende.

L’ambientazione è un punto che gioca molto a favore e sicuramente, il word building è una delle cose con una struttura studiata, precisa e meticolosa. Sarebbe davvero difficile parlarvi di questo mondo, si finirebbe per sminuirlo. Riprende dai tratti nipponici e riporta tutto ciò che di quello si aveva un tempo. Finalmente una storia che ci porta in un luogo che sogno di andare a visitare, con una cultura differente dalla nostra, che rende tutto magico e scenografico.

La prima volta fece turbinare delle foglie ai suoi piedi senza muovere un muscolo. Rin pensò che fosse uno scherzo del vento. Poi lui lo fece una seconda volta e una terza, per dimostrarle che ne aveva il totale controllo.  (…) «È sovrannaturale.» Jiang aveva un’aria compiaciuta. «La parola sovrannaturale è adatta a definire qualsiasi cosa non rientri nella tua attuale concezione del mondo. È importante che tu sospenda l’incredulità. Ho bisogno che accetti semplicemente che queste cose sono possibili.» «Vi aspettate che io accetti il fatto che siete un dio?» «Non essere sciocca. Non sono un dio» disse lui. «Sono un semplice mortale che si è svegliato e ha scoperto il potere della consapevolezza.»

Midnight Designs: The Poppy War – Read at Midnight in 2020 | Poppies,  Graphic design, GraphicI personaggi sono davvero i più variegati possibili all’interno della storia. In primo luogo ci ritroviamo a perderci nei panni di Rin e a cercare di capire la sua mentalità, la sua scalata verso ciò che l’aspetta e il modo in cui cerca di conquistare il mondo attorno partendo dal nulla. Ho letto un’intervista dell’autrice in cui “paragona” se così vogliamo definirlo a la vita di Mao Zedong che nasce come un uomo che veniva dal nulla, da una piccola provincia di Hunan ed è diventato un dittore genocida. Ha voluto intraprendere il percorso mentale che lei ha immaginato debba aver intrapreso lui.  Dice l’autrice stessa: “Come passi dalle radici che avevano Mao e Rin, a detenere un potere inimmaginabile e causare così tanta sofferenza con esso? Come lo giustifica mentalmente a te stesso?” Insomma voleva scoprire psicologicamente come poteva nascere un dittatore o comunque qualunque potere che venga dal nulla. Quindi prende un personaggio, Rin, e utilizza lo stesso schema mentale partendo dal fatto che Rin voleva salvare i suoi amici e se stessa e come fare per rendere questo possibile se il mondo attorno crolla inesorabilmente? Starete a vedere.

Altri personaggi di cui si circonderà Rin saranno alcuni completamente opposti, come Kitay che è un ragazzo semplice, caparbio e fondamentalmente tranquillo seppur studioso e disciplinato a Nezha irruento, saccente e superbo. Avremo modo di avere molto a che fare con Altan, coloro che tutti chiamano l’ultimo speerliano , dagli occhi rossi e dalla forza mostruosa. Inoltre avrete modo di far entrare nel vostro cuore il Maestro di demologia Jiang che per i suoi modi di insegnamento nel cercare di aprire la mente alle cose che ci circondano mi ha ricordato il mio insegnante di italiano, che spronava a far lo stesso. Sicuramente una varia serie di personaggi interessanti e da scoprire.

«Perché nel Nikan sono contrari all’uso di droghe?» (…) «Perché l’uso di sostanze psichedeliche è associato all’annebbiamento della mente, al potenziale sprecato e al disordine sociale. Perché i tossicodipendenti possono dare poco alla società. Perché è una piaga persistente nel nostro paese, un’eredità della cara Federazione.» Jiang annuì lentamente. «Ben detto. Sei d’accordo?» Rin fece spallucce. A Tikany, nei covi degli oppiomani, ne aveva viste a sufficienza di cose per conoscere gli effetti della dipendenza. Capiva perché le leggi dovessero essere tanto severe. «Ora sì» disse con prudenza. «Ma suppongo che cambierò idea dopo che avrete detto la vostra.»

Midnight Designs: The Poppy War | Poppies, War, ArtistLo stile utilizzato è complesso, articolato non particolarmente scorrevole ma coinvolgente. Per quanto sia moralmente ed emotivamente difficile sorreggere questa storia, non posso essere più orgogliosa di avergli dato una possibilità.

Il volume si ispira in chiave fantasy al periodo delle guerre sino-giapponesi, nel periodo del massacro di Nanchino, un insieme di crimini di guerra che l’esercito giapponese fece a Nanchino. Infatti è noto come Lo stupro di Nanchino, uno dei periodi più cruenti e crudeli di quel periodo. Oltretutto riprende in piccola parte anche le guerre dell’Oppio. La storia storicamente si divide in queste due fasce storiche, giocandoci molto e mettendoci molto fantasy che renderà la lettura ancor più interessante.

La scelta del personaggio di Rin è stata assolutamente focale e originale. E’ una ragazza determinata, che si spinge oltre il limite pur di non subire abusi. Arriva a farsi del male verso se stessa pur di non sacrificarsi agli altri e non essere succube di nessuno. E’ determinata a conquistarsi le sue libertà seppur sia particolarmente ottusa in determinati contesti. E questa suo essere ottuso la porterà a scontrarsi in diversi contesti che la metteranno alla prova: la rabbia che non riesce ad incanalare e che sfoga verso chi ha tentato di sottometterla, i ragionamenti profondi con un insegnante misteriosamente ridicolo ma potente e pieno di segreti, una scelta di assumere qualcosa che la cambiasse per sempre e non le permettesse una determinata cosa, e tanto altro.

In particolar modo quest’ultima cosa che non ho volutamente detto ma che scoprirete solo leggendo può lasciare il lettore sconcertato seppur non vi sia alcun obbligo che perché sia donna allora tutto deve essere scritto che debba andare in un determinato modo. Credo che sia stata una delle scelte più coraggiose e audaci da parte dell’autrice degli ultimi tempi, una scelta azzardata ma che personalmente piace e da un valore in più alla forza che Rin cerca di mettere in ciò che fa e in ciò che vuole diventare in futuro.

Le atrocità della guerra sono reali, vive, si riesce a sentire tutto sulla propria pelle. Si riesce a percepire l’angoscia, i risentimenti, la vendetta, la rabbia di un popolo messo alla gogna e la speranza di riprendere in mano quel poco che resta nonostante anche i più vicini siano quelli da temere di più. Rin si farà strada in un mondo crudele, che vuole vederla sconfitta e perdente, che preferisce vederla morta.

Ho apprezzato il fatto che non vi fosse alcuna storia d’amore. [FINALMENTEEEEEEE!] Basta tutte ste storie latte e miele, non ci servono o almeno ci stanno ma non sempre. A volte il libro è bello anche senza storie d’amore, no? C’è tantissima amicizia, c’è rispetto, rivalità e timore, scoperta di se stessi, interrogativi, paure, sangue e tanto altro. Dimenticate l’amore fru fru insomma. E sinceramente, ringrazio l’autrice di non aver inserito niente al riguardo se non qualche timido e fugace sguardo di Rin nei confronti di Altan. E per fortuna si limita solo a questo. E – per quanto si vocifera ci sono anche personaggi asex!!!! Sono felice che non si riduca all’amore, alla storia sentimentale per salvare il mondo. MEEEWH _._ Finalmente una storia – perdonatemi il francesismo – con i controcoglioni sotto tanti e differenti aspetti.

Altro punto importante nella storia sono l’uso di oppio e droghe e lo sciamanesimo. Le droghe sono viste come un mal nell’abuso ma allo stesso tempo anche un aiuto per la magia, per raggiungere gli Dei che possono aiutare la protagonista e altri personaggi a far fuoriuscire il potere, a connettersi con il mondo. Sicuramente è un punto di vista curioso e originale ma non colpisce a pieno. Perchè dargli potere se poi, in alcuni casi devono dipendere da questo? La frase di Rin sotto riflessione sull’uso delle droghe mi ha colpito – tant’è che ve l’ho riportato anche qui, nella striscia in alto; la risposta di Jiang spiazza ma rende ciò che l’autrice cerca di trasmettere tra il connubio di utilizzo e non (non c’è citata quindi dovrete scovarla nel libro se volete saperne di più). Il lato sciamanico è interessante ed è il primo libro in cui mi trovo a sentirne parlare. Ho apprezzato Jiang e il suo ruolo all’interno di questo, il modo in cui si arriva a parlare di sciamanesimo e in cui esso esce all’esterno. 

Nonostante questo libro sia grande, potente e assolutamente incredibile non riesco a dare il massimo dei voti perché dopo si esce dai schemi dell’Accademia, in special modo quando Altan prende una parte importante all’interno della situazione, le cose cominciano a diventare ripetitive, pesanti e quasi ridondanti. Infatti per un terzo il volume scorre e la storia si concentra all’interno della struttura scolastica in cui il solo compito di Rin sembra quello di restare, quello di battere l’antagonista del momento, Nezha. Si concentra molto sull’utilizzo dei suoi poteri e tutto il resto che cerca di apprendere da Jiang, il suo insegnante di demologia. Quello che succede successivamente però, porta Rin completamente alla deriva, in cui non si riconosce più e sembra aver perso i binari di ciò che voleva diventare. Comincia a seguire consigli di altri e non ragiona più con la sua testa. Insomma, Rin finisce completamente alla deriva per via della trama ricca di avvenimenti che finiscono per concentrarsi su tutt’altro e lasciandola allo scoperto. Forse anche troppo.  Quindi non riesco davvero a comprendere la scelta di Rin di continuare a seguire quello che ormai è solo un folle piuttosto che i principi che aveva coltivato fino a quel tempo. Perché continuare a cercare vendetta per un principio che non sentiva così forte, che non sentiva così suo? E’ una spiegazione che non riesco a darmi effettivamente.

«No, intendo, a chi somigliano?» chiese Kitay. «Ai nikariani? Tutti gli abitanti della Federazione provengono dal continente orientale. Se non sono come gli esperiani, allora devono avere una faccia in qualche modo normale.» Rin non capiva che importanza potesse avere. «E cosa c’entra?» «Non vuoi vedere che faccia ha il nemico?» chiese Kitay. «No, non voglio» rispose lei. «Perché in quel caso potrei considerarli umani. Ma non lo sono. Stiamo parlando della gente che durante l’ultima invasione dava l’oppio ai bambini di due anni. Della gente che ha massacrato gli speerliani.» (…) «Che importanza ha adesso? Stanno arrivando, noi invece stiamo qua ad aspettarli e alla fine della giornata saranno vivi solo i vincitori. La guerra non determina chi ha ragione. La guerra determina chi resta.»

Sicuramente non è un libro per tutti e vi invito a leggerlo solo se esclusivamente curiosi, amanti del genere e delle storie cruenti, forti, decise e pericolose. Un fantasy originale, che vi consiglio, nonostante una parte sia stato più pesante delle altre.

R. F. Kuang scrive una storia coinvolgente, che ci trascina in una scuola, nella crudeltà della vita e nella forza di spirito per cercare di costruirsi un futuro come per quanto riguarda se stessi. Un primo volume di una trilogia che apre le porte a un mondo denso di minacce, poteri e crudeltà. Una storia che non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Le trovate in questi altri blog:

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Che ve ne pare? Siete curiosi di scoprire questo nuovo volume  tutto da leggere? 🙂

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #446 – THUNDERHEAD DI NEAL SHSTERMAN

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci di nuovo qui con una serie di nuove recensioni in settimana che partono con questo secondo volume della serie che ha avuto inizio con Falce. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per la lettura in anteprima e Beatrice per aver organizzato questo grande e bellissimo evento. Trovate se siete curiosi QUI la recensione del primo volume. A voi:

Titolo: Thunderhead
Autori: Neal Shusterman
Collana: Oscar Fantastica
Genere: Fantasy YA
Uscita: 13 ottobre
Pagine: 360
Serie: La Trilogia della Falce #2
Link d’acquisto: https://amzn.to/2FqaUhq
Trama: In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci. Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti. Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente. Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento. Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

RECENSIONE

Citra Terranova (Scythe Anastasia) | Arc of a Scythe Wiki | Fandom
La
storia ha inizio quasi un anno dopo rispetto a dove l’avevamo lasciata. Citra è assieme a Madame Curie e con la sua veste da falce turchese, dona un mese di tempo alle persone che deve spigolare per dare modo loro di poter fare le ultime cose e salutare i propri cari. Un motivo, quello della compassione, che porta scompiglio nel consiglio e che la rende pericolosa perché porta idee innovative ma allo stesso tempo pericolose che mettono in pericolo la sua stessa vita. Rowan dall’altra parte è diventato ciò che tutti soprannominano Mastro Lucifero. Non essendo falce gode dell’immunità donatole da Citra ma al tempo stesso si dedica alla rimozione in via definitiva delle falci corrotte come Mastro Goddard, colui che lo ha istruito lungo il suo percorso da apprendista Falce. Nel frattempo una nuova figura si fa largo in mezzo a loro, il Thunderhead che vede e sente tutto.

Cosa farà il Thunderhead? Starà ancora una volta a guardare o deciderà di intervenire per cercare di riportare l’ordine laddove tutto si sta miseramente disgregando? Cosa succederà a Citra e Rowan?

Rowan sapeva che doveva lasciare quel posto. Anche se nessuno aveva seguito Tyger, la Compagnia sarebbe presto riuscita a risalire al suo nascondiglio. Molto probabilmente, una squadra era già sulle sue tracce, con il compito di eliminarlo. I due si salutarono, e Rowan mise alla porta il suo vecchio amico in tutta fretta. Un minuto dopo che Tyger fu uscito, anche Rowan se ne andò, portando con sé solo uno zaino pieno zeppo di armi e la sua veste nera.

La trama del volume è intricata ed interessante sotto differenti aspetti. Io come semrpe mi riservo di leggerla dopo aver letto il volume per non incappare in spoiler che potrebbero anddensarvisi. Non ci sono spoiler evidenti ma per chi ancora non ha avuto modo di leggere il primo volume è bene non leggere di cosa si parla in questa trama.

La copertina segue la linea del volume precedente e segue la versione originale. Mentre nella prima i colori vertevano sul rosso e predominava la scena, in questo volume il turchese si fa spazio e rappresenta il colore della tunica che veste Citra. Sullo sfondo, si vede anche la veste da falce nera che contraddistingue il colore in cui si nasconde Rowan. Entrambi rappresentati in questo volume si fanno spazio sempre più nel volume. Il titolo di questa storia è stato mantenuto così come l’originale e ci trascina nel mondo del Thunderhead in tutti i sensi.

L’ambientazione è la MidAmerica, una specie di America del Nord, in chiave differente da come l’abbiamo sempre vista. L’epoca è moderna, in un futuro post apocalittico in cui lo stesso Thunderhead ha rimesso in ordine le leggi del mondo e ha riportato gli equilibri nel mondo.

Prima che assumessi il comando del mondo, la Terra aveva una
capacità massima di dieci miliardi di abitanti. Oltre quel limite, avrebbe raggiunto la saturazione, che avrebbe portato carestia e sofferenza, fino alla totale disgregazione della società. Io ho cambiato quella crudele realtà. È sorprendente vedere quanta vita umana può sopportare
un ecosistema ben gestito. (…) Tremo al pensiero della sofferenza che una tale implosione planetaria potrebbe provocare. Grazie al cielo, sono qui per impedirlo. – Il Thunderhead

I personaggi di questa storia sono gli stessi dei volumi precedenti, con qualche aggiunta. Scordatevi Citra e Rowan che conoscevate dal primo volume perché sono maturi, più sicuri di loro stessi e differenti in tutto e per tutto. Quello che resta loro è l’umiltà e la correttezza nel portare a termine i loro compiti.

Citra o con il suo nome da falce Anastasia, ormai vive assieme a Madame Curie e si trova bene con lei. Ha iniziato a spigolare ma da sempre un mese alle persone selezionate per sistemare le priore cose e salutare i suoi cari. In breve si lascia commuovere dalle persone e prova compassione per loro anche se compie ugualmente il suo lavoro con la sua veste turchese. A casa non si sente più come si sentiva prima e rischia comportandosi così per spigolare di mettersi contro anche gli altri dle cosniglio delle falci. È una ragazza determinata, divenuta più forte nel corso del tempo anche se molto più enigmatica di prima.

Rowan si spaccia ormai per Mastro Lucifero uccidendo e bruciando i corpi delle falci corrotte nel mondo, riportando tutto nel giusto. O almeno così crede. Non è una falce vera e propria ma gode ancora dell’immunità anche se non gli spettava. È un ragazzo forte e coraggioso oltre che sveglio e particolarmente audace per la sua età.

Greyson è stato cresciuto dal Thunderhead ed è un ragazzo abbastanza semplice. Spera sempre che la sua famiglia lo prenda in considerazione ma non è mai stato così. Un personaggio che si farà avanti, che si mostrerà determinato a sovrastare anche Il Thunderhead se necessario. Un introduzione molto interessante quella di questo personaggio.

Fu allora che le venne in mente una frase che le aveva detto una volta Maestro Faraday. “Quando si diventa falce, la famiglia è la prima vittima.” Non parlarono più per il resto del pranzo e, dopo aver sparecchiato e messo i piatti in lavastoviglie, Citra annunciò: «Ora devo andare». I genitori non cercarono di trattenerla. Il momento era imbarazzante tanto per loro quanto per lei. La madre non aveva più l’aria risentita, semplicemente rassegnata. Gli occhi le si riempirono di lacrime, ma tentò di nasconderle abbracciandola stretta. Citra se ne accorse lo stesso. «Torna presto, tesoro. Questa è sempre casa tua.»
Ma non lo era più, e lo sapevano tutti.

Rowan Damisch (Scythe Lucifer) | Arc of a Scythe Wiki | Fandom

Il perno centrale di questa storia risiede tutto nel titolo: il Thunderhead. Quest’ultimo è colui che controlla tutto, una potente intelligenza artificiale che controlla ogni cosa senza interferire. Tutto deve andare nel modo corretto, tutto deve esserlo per far funzionare le cose nel migliore dei modi eppure è difficile non intervenire quando qualcuno o qualcosa minaccia molto più delle falci ma il mondo è l’equilibrio stesso.

Lo stile utilizzato è il medesimo del volume precedente. I punti di vista questa volta sbalzano da Citra a Rowan con l’inserimento di Greyson. La differenza principale nella caratterizzazione del volume sta nell’utilizzo di frasi e pezzi di ciò che dice e pensa il Thunderhead. Mentre nei primi volumi trovavamo le pagine di diario di Madame Curie, Mastro Faraday o Mastro Goddard, questa volta ci si concentra sul Thunderhead. Per quanto fosse interessante il punto di vista di chi tutto controlla, risulta ripetitivo ed avrei preferito leggere seriamente punti di vista effettivi di Rowan e Citra, di cosa fanno e cosa dicono.

La struttura delle morti non cambia, solo la misericordia di Citra comincia a colpire il sistema delle Falci nel profondo e comincerà a minacciarne il funzionamento. Interessante ma piuttosto scontatello su questo piano. In effetti, a questo punto diventa interessante il punto di vista di Rowan che avrei voluto fosse più approfondito specialmente all’inizio.

L’introduzione di un nuovo personaggio cala all’interno della storia un nuovo spunto per ripartire e per dar modo a questo secondo volume di muoversi e svilupparsi. Infatti dubito che senza Greyson ci sarebbe stato lo stesso risultato. La cosa di maggior interesse è il fatto che questi viene dal Thunderhead ed ha visto il funzionamento delle cose all’interno, che ha visto il mondo che lo circonda e che cerca di essere imparziale anche se a volte non sempre sembra essere possibile.

Il tema della morte è il più ricorrente ed è interessante come è stato sviluppato. Un po’ meno per la storia generale e per lo sviluppo distopico che ne è venuto fuori, leggermente banalotto e semplicistico. L’amore lo avrei sinceramente evitato concentrandomi più sulla brutalità e sulla riflessione ma sono scelte. Nel complesso non posso dire che la storia sia una brutta storia perché non è così. È fluida, scorrevole e godibile.

Citra non poté fare a meno di notare le macchie di sangue sull’asfalto, proprio sul ciglio del cratere, nel punto in cui era caduto il giovane che aveva salvato loro la vita. Madame Curie, che riusciva a leggere nell’animo della ragazza più di quanto lei volesse, si accorse del suo sguardo. «Dimenticalo, Anastasia, quel poveretto non è un nostro problema.» «Lo so» ammise Citra. Ma non era disposta a lasciar correre. Non era proprio nella sua natura.

Il libro è un secondo volume interessante seppur in genere i secondi volumi siano di passaggio. Colpi di scena interessanti anche se la struttura generale della storia lascia a desiderare. Per chi ha letto il primo volume, sicuramente consiglio.

Neal Shusterman ci porta di nuovo in un mondo popolato da falci che spigolano e portano la morte. Un mondo che ora si regge su un equilibrio precario e su cui bisogna stare attenti. Riuscirete a non finire spigolati?

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

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Seguite le altre recensioni di oggi e dei prossimi giorni. Ecco a voi:

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Cosa ne dite? Che ve ne pare di questo secondo volume? Fatemi sapere se volete leggerlo e se seguirete le vicende di questi due personaggi.
A presto,
Sara ©