REVIEW PARTY: LA LADRA DI NEVE DI DANIELLE PAIGE.

BUON POMERIGGIO CARI E BEI LETTORI!

Oggi ho un Review Party per voi! Di cosa parleremo oggi? Del nuovo libro in uscita oggi per la DeAgostini che ringrazio per l’opportunità che ci ha dato! Volete scoprirlo? Ecco che ve ne parlerò fra poco!
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ladradineveTitolo:  La ladra di Neve
Autore: Danielle Paige
Editore: DeAgostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 17 ottobre 2017
Trama: Per sedici, lunghi anni Snow ha vissuto rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Ma di una cosa è sempre stata certa: lei non è mai stata pazza. Ogni notte, incontra nei suoi sogni un uomo bellissimo e misterioso che la incita a fuggire e a scoprire la verità sul suo passato. Finalmente, grazie all’aiuto del suo unico amico Bale, Snow riesce a fuggire dall’ospedale e a rifugiarsi in un bosco poco lontano. Qui il confine tra sogno e realtà diventa presto labile, finché Snow si ritrova in un altro mondo. Un mondo dove ogni cosa è di ghiaccio. È Algid, il Regno di Neve. Tra terribili inganni, fughe rocambolesche e amori impossibili, Snow scopre un segreto antico: è lei l’erede al trono di Algid, figlia di un tiranno disposto a ucciderla pur di preservare il potere. Ma adesso che Snow ha ritrovato se stessa reclama ciò che è suo, e per averlo è pronta a combattere.

RECENSIONE:

Parto dicendo che questa storia è un Retelling de La regina delle Nevi di Andersen e, avendola letta quando ero più piccola, sono partita piuttosto entusiasta nel leggere il libro sperando di ritrovarcene almeno un pò. Ciò che troviamo in Andersen, dimenticatelo, perchè qui ne verrà utilizzata solo una scrematura fine. Sarà una fantasy fiabesco e vi trasporterà nel gelido inverno di Algid.


La storia ha inizio con il racconto di cosa Bale sia per Snow. Bale ha bruciato la sua abitazione quando aveva sei anni ed era stato portato all’ospedale psichiatrico dove si sono, poi, conosciuti.

I due cercano di incontrarsi di nascosto ma succede un qualcosa che allontanerà Bale da Snow e costringerà i dottori a separarli ed a non permettergli di vedersi. Così, Snow comincerà a fare strani incubi, ad avere reazioni spropositate con le sue compagne, come Gazza che non ha mai sopportato. Quando uno strano ragazzo vestito da dottore si presenterà nella sua stanza dicendo di smettere di prendere le medicine che sopprimono la sua vera natura, comincerà la vera e propria ribellione della ragazza che la porterà anche a cercare di uscire dall’ospedale psichiatrico.

Cosa succederà a Snow? Riuscirà a fuggire ed arrivare all’Albero? Cosa succederà una volta che arriverà ad Algid?

«Sì, Snow, in te si nasconde un grande dono. Puoi controllare l’inverno e dominare il gelo, il ghiaccio e la neve. Sei l’erede al trono, colei che è destinata a privare il re del suo potere… o a elevarlo ad altezze ancora maggiori. Solo tu puoi scegliere la tua strada.» A quelle parole sentii il battito del mio cuore accelerare: avevo una scelta. Fino a quel momento non avevo mai avuto la possibilità di scegliere. Al Whittaker erano sempre gli altri a prendere le decisioni per me: che cosa indossare, che cosa mangiare, che cosa fare, quando dormire. Perfino con chi parlare. Cavoli, la sola ragione per cui mi trovavo lì era che qualcuno aveva trascinato Bale dentro uno specchio e io non avevo avuto altra scelta che venire a riprenderlo. «Come avete fatto a rompere lo specchio? E dove sono i pezzi, adesso?» chiesi.

La trama non è propriamente corretta almeno inizialmente. Snow non ha vissuto da sempre dentro un ospedale psichiatrico, bensì ci è stata mandata a cinque anni. Però immagino sia stato per non dover raccontare troppo, e ci si può passare sopra.

Risultati immagini per stealing snow copertina originaleLa copertina è stata lasciata esattamente come l’originale. Ce ne sono due versioni che sono state utilizzate all’estero e preferisco questa che è stata mantenuta in Italia. L’altra versione la trovate qui di lato, e ve la metto qui giusto per mostrarvela e rendervi partecipi in caso non lo sappiate.

Il titolo è stato semplicemente tradotto. Tecnicamente, tradotto letteralmente è Rubare la neve ma è sinceramente migliore l’arrangiamento italiano piuttosto che ciò che poteva uscirne fuori.

L’ambientazione sbalza dal Whittaker a New York ad Algid, quindi la storia sbalza tra realtà e finzione; l’epoca sembra, almeno per quanto riguarda New York, moderna. Per quanto riguarda Algid, sembra quasi di essere in una fiaba medievale, principi, duchesse e ladri, magia e tutto ciò a cui voi non crederete mai.

«Mi pare che di magia ne abbiate abbastanza» osservai. Jagger scosse la testa. «La maggior parte delle fialette ne contiene solo un quantitativo minimo. Non è sufficiente.» Sufficiente per che cosa?, avrei voluto chiedergli, ma sapevo che sarebbe stato inutile. «E come si fa a distinguerle?» «Dai colori.» Ognuna di quelle pozioni aveva un effetto diverso, proprio come i sette nani di Vern. Ne presi una dorata, simile a quella che avevo visto usare da Fathom sull’orchidea. «Questa è in grado di guarire le persone?» «È magia, non l’Onnipotente.» Non riuscivo a immaginare Jagger venerare qualcosa che non fosse lui stesso. «Però la vendete dicendo che lo fa.» «A volte per guarire è sufficiente crederci» rispose.

I personaggi che troveremo all’interno della lettura sono molti ma mi soffermerò su quelli fondamentali all’interno della lettura e che ritroveremo sicuramente più degli altri:

Snow è una ragazza particolare. E’ rinchiusa in un ospedale psichiatrico e conosce poco il mondo fuori che la circonda. L’unica certezza sono le sue compagne, Vern che è l’infermiera che l’assiste per la maggior parte del tempo, che lei reputa amica e Bale. Snow si è sempre sentita inadeguata lì dentro, come se non appartenesse a quel posto e cominciano ad accadere cose strane quando la ragazza comincia a tirare fuori la rabbia che ha dentro. 

Bale è l’innamorato di Snow. Si sono conosciuti dentro l’ospedale psichiatrico ma da subito sono riusciti ad entrare in empatia uno con l’altro. E’ l’esatto opposto di Snow: dove lei è ghiaccio, lui è fuoco. E non è una metafora, lui è stato rinchiuso in quel posto proprio perchè aveva appiccato fuoco in casa sua e sente sempre che vorrebbe bruciare ogni cosa. E’ fuoco puro.

Jagger è un tipo strano. E’ un ladro e assieme alla sua congrega di ladre tenuta in piedi dalla regina Margot compie furti, … . Sembra attratto  da Snow ma si comporta in modo strano in più di un’occasione, sopratutto inizialmente. Avrete modo di conoscerlo, non temete ma sicuramente è un personaggio che ritengo più interessante di Bale.

Troveremo anche Kai, Margot, la Signora del Fiume, il Re Lazar e chi più ne ha più ne metta ma voglio lasciarvi la curiosità di andarli a scoprire da soli.

«Non sei pazza, Snow. È solo che ti hanno mentito. Tu non sei cattiva, hai la magia. La tua non è una maledizione, è un dono. Sarò anche un bugiardo, ma non ti mentirei mai su questo.» Pronunciò quelle parole come assolvendomi da ogni colpa e paura, semplicemente dicendomi la verità che avevo aspettato di sentire per tutta la vita. Quando si sporse ancora su di me, non ero sicura di potergli resistere. Mi baciò sulla guancia. Non potevo permettergli di avvicinarsi più di così. Però lui non faceva mistero di volermi ancora più vicino.

Il perno centrale è proprio la protagonista Snow. Lei è la chiave di tutto, crede di essere pazza ma non lo è, lei è la principessa del regno di Algid e non vuole sapere di esserlo. L’unica cosa che vuole è liberare Bale.

Lo stile utilizzato è stato fin troppo semplice e lo dico così perché non è in maniera propriamente positiva. Questo lo dico perchè ho notato delle cose che non mi sono piaciute per niente. Il tutto è scritto in prima persona da Snow ma questo c’entra ben poco, vi spiegherò fra poco.

Il fatto dell’ospedale psichiatrico. Tutto sembra sottovalutato: le pillole (che poi perchè dargli quei nomi?), il fatto che si incontrassero in segreto, il vero e proprio contesto e il fatto che ci fossero oggetti che non dovrebbero essere utilizzati. Non saprei neanche spiegarvelo, ma più che essere dentro un ospedale psichiatrico, inizialmente, mi sembrava di essere in un circo dove ognuno dava il meglio di se. All’inizio anche il motivo per cui fosse stata portata lì mi è sembrata sciocca ma poi è cambiato, almeno questo, perchè tutto si spiega.

Snow, bella mia, deciditi! Prima vuoi Bale, perchè lui è l’amore della tua vita: Bale è tutto quello che lei ha sempre voluto, lo ami ed è una sicurezza da quando è bambina. Poi incontra Kai e allora comincia a vacillare e sembra essere lui per poche pagine, l’uomo che ha sempre desiderato. Ma non è finita qui. Perchè ne abbiamo un altro: Jagger. Jagger è il ladro che seduce, ma farà sul serio? E lei cade ai suoi piedi! Ma ATTENZIONE, comunque continua a pensare che ama Bale. Facciamo la conta? Coerenza portami via! Per non parlare del fatto che siano tutti tremendamente affascinanti e belli.

In alcuni tratti, Snow, per i comportamenti che ha assunto mi è sembrata pazza davvero. Impressione o meno, mi ha dato questo, non saprei spiegarvelo meglio.

La storia inizialmente è lenta e poco sicura. Quando Snow è all’ospedale psichiatrico tutto sembra andare a rilento, per non parlare di quando arriva ad Algid. Jagger la porterà lì ma poi se la perde per strada e viene salvata dalla Signora del Fiume. Fino alla metà è stato decisamente ridondante e poco stabile, come se non sapesse che piega dovesse prendere. Dopo la metà del libro accade una cosa dopo l’altra ed è un continuo susseguirsi di eventi che cambieranno tutto: rivelazioni, segreti, sotterfugi e verità. Finalmente dopo prende una piega decisamente migliore e sembra coinvolgere un tantino in più.

Jagger mi tirò dentro a una nicchia, spingendomi dolcemente contro il muro, e mi prese la mano nella sua. «Se va tutto a rotoli, bevi questa e di’ “Casa”…» iniziò. Con le dita mi spinse una fialetta verde nel palmo, e per un attimo pensai che stesse per baciarmi. «Casa mia è dall’altra parte dell’Albero» ribattei cercando di nascondere la delusione. Mi guardò intuendo ciò a cui stavo pensando anche senza bisogno dell’incantesimo di comunione. «Non ti farà arrivare fin là, solo fino al Claret. Ti riporterà da me. Ti giuro che ti porterà solo dove hai bisogno di andare. Ma prendila soltanto se non c’è altro modo.» Mi morsi il labbro riflettendo. E poi afferrai la fiala.

La cosa che mi è piaciuta è stato il fatto che, nonostante tutto, sia stato coinvolgente almeno per quanto riguarda il lato dell’azione (perchè il romance faceva pena, come vi ho già accennato). In alcuni tratti mi ha ricordato Cuore Oscuro della Novik, letto una settimana fa o due. 

Con questo non voglio dire che il libro è difficile digerire da un occhio attento e che ama particolarmente il genereQuesto non può definirsi fantasy ma più un qualcosa che tende ad avvicinarsi al fiabesco e che si mantiene su una linea abbastanza leggera e poco concreta.

Il finale è sconvolgente e lascia sul filo del rasoio e quindi sono curiosa comunque  di sapere cosa succederà nel prossimo libro, visto che ce ne sarà un secondo. E’ stata una storia di sicuro nuova ed un retelling particolare ma poteva essere davvero figo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Mi raccomando, non dimenticate di passare a leggere tutte le recensioni dei Blog partecipanti che ringrazio per aver contribuito e per la loro disponibilità!

Li trovate nell’immagine qui sotto:

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Cosa ne pensate? Volete leggerlo? Fatemi sapere cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE #112 – SETTE GIORNI DI TE DI CECILIA VINESSE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, mentre vi scrivo starò in palestra a ballare ma come vedete non vi abbandono mai e vi penso sempre! Ringrazio la Piemme per avermi inviato la copia del libro, davvero molto carino. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: Sette giorni di te 

Autore: Cecilia Vinesse

Editore: Piemme

Data: 12 settembre 2017

Genere: Young Adult

Trama: Sophia ha sette giorni da trascorrere a Tokyo prima di tornare negli Stati Uniti. Sette giorni per salutare la città elettrica, il suo migliore amico e il ragazzo per il quale ha coltivato per anni una cotta semi-segreta. Sette giorni perfetti… fino a che Jamie Foster-Collins non ritorna in Giappone e rovina tutto. Jamie e Sophia hanno una storia finita col cuore infranto, e l’ultima cosa che Sophia vuole è che lui le rovini la partenza con il suo stupido arrivo. Tuttavia, col passare della settimana, le relazioni che ha pensato fossero stabili cominciano ad esplodere intorno a lei. E Jamie è quello che la aiuta a raccogliere i pezzi. Sophia è costretta ad ammettere che forse ha giudicato male Jamie, ma i loro sette brevi giorni di avventure a Tokyo porteranno a qualche cosa oltre che ai saluti?

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Sophia, sette giorni prima della sua partenza da Tokyo per il New Jersey. A casa fa caldo ed, anche se cerca in tutti i modi di preparare la sua valigia ma non ci riesce e dopo aver discusso con sua sorella decide di uscire di casa.

Assieme a Mika e David, amici di Sophia da tanto tempo, scopre che Jamie è appena tornato in città. Sophia non vuole vederlo perchè qualche anni prima, prima che lui partisse da Tokyo ha fatto soffrire la nostra giovane protagonista tanto che non riesce a starsene lì con i suoi amici ad aspettare l’arrivo di Jamie Foster-Collins così che decide di andarsene. Ma i due sono destinati comunque ad incontrarsi.

Cosa succederà nella settimana prima della partenza definitiva di Sophia? Cosa cambierà fra lei e Jamie? Riuscirà a seppellire il rancore? Riuscirà a capire tutto ciò che è rimasto incompreso fino a quel momento?

«Non lo so. Mi mancherà la T-Cad, credo. E non riesco a immaginare di fare qualcosa senza Mika e David». Cercai altre cose da dire. «E mi mancheranno i rumori. I treni che sento da casa mia, le cicale in estate. Ho pensato perfino di registrarli: sì lo so, è una stupidata. E mi mancherà il gelato Ramune del konbini e il cibo nei contenitori di plastica. Si,  mi mancheranno i bento*. E quelle scatole di dolci con quegli incarti bellissimi che si trovano nei grandi magazzini. Le adoro. E poi…» schiacciai l’erba fra le dita. «Ma tanto che importa?» A me importa disse Jamie sorridendo. Mi strinsi nelle spalle. (…) Quella era casa mia.

La trama è concisa e dritta al punto. Già leggendo le prime righe mi ero incuriosita e sono subito corsa a chiedere se potevo recensirla. Non ho resistito. E poi non ci sono spoiler, che anche questo è un bene ai fini della lettura.

La copertina mi piace molto. E’ stata utilizzata la versione originale e  sono doppiamente felice: sia perchè è bella, sia perchè il titolo non è stato storpiato in qualcosa di completamente diverso. L’originale infatti, è Seven Days of You e trovo che sia stato fatto davvero un buon lavoro.

Risultati immagini per gif tokio cittàL’ambientazione è Tokyo e – diciamocela tuttafinalmente un’ambientazione diversa fra tutti i romanzi rosa che ho letto fin’ora. Sono rimasta colpita e affascinata, adoro il Giappone e spero un giorno di poterci andare. Alla fine troverete anche un Glossario con i termini giapponesi che utilizza l’autrice e la loro spiegazione. Si vede bene, inoltre, quanto l’autrice conosca la metropoli e quanto ne ami l’essenza perchè riesce a descriverla benissimo. L’epoca è moderna, contemporanea, svolto ai giorni d’oggi in una metropoli davvero fantastica.

Arrivammo in una strada più stretta e silenziosa. Trasalii quando un gruppo di persone uscì di corsa da un vicolo, in un turbinio di voci e abiti luccicanti. Jamie e io restammo immobili. Ci guardammo un attimo negli occhi e poi ci voltammo nello stesso momento, e questo mi fece sentire leggerissima. Mi stavo innamorando di lui. Ecco perchè ero così decisa a restare con lui tutta la notte. Ecco perchè continuavo ad avvicinarmi a lui anche se non era necessario. Era spaventoso e scoraggiante, ma ero attratta da lui come se avesse avuto un suo campo gravitazionale.

I personaggi non sono tantissimi, in questa storia sono abbastanza concentrati e delineati finemente. 

Sophia è una diciassettenne molto particolare. Non ha vizi, è una ragazza semplice e porta sempre un orologio che le ha regalato suo padre da bambina. Sono entrata in empatia con la protagonista Sophia proprio perchè è un elemento semplice, curioso e matura finemente all’interno del romanzo.

Jamie è un tipo assolutamente particolare. Sembra che di Sophia non sia più interessato come lo era anni prima, sembra essere diverso ma non è mai cambiato. E’ dolce, premuroso e maturo per la sua età. Insomma, chi non vorrebbe un ragazzo così?

Mika, David e Caroline sono gli amici più stretti che Sophia ha a Tokyo, se non gli unici. Caroline non la reputa troppo sua amica ma si renderà presto conto che anche lei le è indispensabile all’interno della comitiva. Mika è una ragazza esaltata, che crede che il mondo sia ai suoi piedi e David, per come l’ho visto io, è semplicemente uno sfigato. Non c’è stato un secondo in cui l’abbia immaginato figo. Mai. Già solo per il fatto del soprannome che da alla protagonista. A parte Caroline, che è quella che si avvicina un pochino di più, caratterialmente a Sophia, Mika e David sono gli esatti opposti. Ma devo dire che è stato tutto amalgamato finemente e sono stati delineati piuttosto bene: ci si riesce a fare un quadro generale degli amici di Sophia già dalle prime pagine quindi potete ben comprendere quanto siano stati descritti bene.

«Sono desideri» rispose lui. «Vuoi scriverne uno anche tu?» «E cosa scrivo?» chiesi. «Per esempio, “vorrei poter restare a Tokyo per sempre”?» «Ah-Ah. E tu, che scriveresti?» Lui inspirò. «Che fosse veramente così». Mi voltai, con le guance che avvampavano. Volevo che fosse vero, lo volevo tanto da far paura. «Se potessi esprimere un desiderio» disse precipitosamente «vorrei che tu non andassi via».

Il perno centrale risiede proprio nel titolo stesso. Sette giorni prima di una partenza, sette giorni racchiusi in ogni pagina, il countdown che scorre a ritmi lenti e poi veloci. Mi sono ritrovata io stessa a vivere quella settimana come se fosse l’ultima assieme ai miei amici più cari, come se fossi stata io quella che doveva partire. Sette giorni in cui Sophia ha scoperto se stessa e l’amore nascosto per Jamie che piano piano uscirà fuori e sarà il più bello di tutti.

Lo stile utilizzato è stato semplice e estremamente coinvolgente. Sono entrata nel pieno della storia e mi sono ritrovata a vestire i panni di Sophia con tutte le scarpe: ebbene sì, la storia è narrata in prima persona.

Per quanto Sophia possa sembrare, a volte, immatura per la sua età, non è un personaggio sbagliato. Conosco gente che a vent’anni è più immatura di lei o che quantomeno ha il modo di fare molto simile, quindi ci sta. Ho sentito tante critiche mosse al personaggio proprio per questo ma io ritengo che sia un tipo di personaggio alternativo quanto comune. Non siamo tutti uguali ne reagiamo tutti con la stessa testa (E meno male direi).

L’unica cosa di cui sono assolutamente curiosa è cosa succede dopo, che temo non verremo mai a sapere, a meno che l’autrice non voglia scriverne un seguito. (Ti prego fammo per me 😀 ) Il finale, quindi, è aperto e lascia all’immaginazione. Solo che io volevo sapereeeeeeeeeeee. *Ok, basta Sara, calmati!*

«Ogni volta che sento di aver trovato il mio posto, lo devo lasciare». «Non tutte le volte». Spinse la gamba contro la mia. Mi strinsi nelle spalle e mi strofinai gli occhi, che senza dubbio erano di un bel rosso acceso. «E almeno tu sai di aver trovato il tuo posto» continuò Jamie. «Io non sono sicuro di averlo mai avuto». (…) Si voltò verso di me. «Quello che volevo dire è che non mi sono mai sentito a casa da nessuna parte. Mi sono sempre sentito metà in un posto e metà in un altro. Come se non fossi mai stato dove dovevo essere, tranne…ora. Tranne qui, con te». Chiusi gli occhi e qualche lacrima mi scorse giù per le guance. «Secondo me sei tu che scegli sussurrò. Io credo che sia tu a decidere qual’è il tuo posto, e ci sono posti che ti ricorderanno sempre chi si. Devi solo sceglierli».

Questo libro è stato dolcissimo.Immagine correlata

Cecilia Vinesse è riuscita ad insinuarsi dentro dolcemente, con una storia che fa battere il cuore. Mi ha ricordato tutte le volte in cui mi sposto dal posto dove vado per un mese in vacanza, dove ci sono le persone che per me contano come se fossero la mia famiglia. Ed anche se so che li rivedrò l’anno successivo fa sempre male lasciarli e lasciare quel posto che, per me, è come se fosse casa mia. Uno Young  Adult leggero, da leggere in poche ore.

Consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo. Una storia di amicizia, d’amore, di partenze e di maturità. Un libro ambientato dall’altra parte del mondo ma che ti fa sentire a casa dalla prima all’ultima pagina. Una storia d’amore bellissima.

Il mio voto per questo libro: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere se lo leggerete o se lo avete letto, mi raccomando!

Alla prossima,

Sara ©

RECENSIONE #111 – CUORE OSCURO DI NAOMI NOVIK.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi ho una novità per voi che trovate in libreria da pochissimo. Ringrazio la Mondadori Chrysalide per avermi inviato questo libro e ve ne parlo subitissimo!!!

cuore2boscuro1Titolo: Cuore oscuro
Autore: Naomi Novik
Pagine: 432
Data di uscita: 26 settembre 2017
Prezzo: 19.50 euro
AUTOCONCLUSIVO
TramaAgnieszka è una contadina diciassettenne goffa e sgraziata che vive insieme alla famiglia in un piccolo villaggio del regno di Polnya. Su tutti loro incombe la presenza maligna del Bosco, che sta progressivamente divorando l’intera regione. Per mantenere al sicuro se stessi e i loro villaggi dalle minacciose creature del Bosco e dai sortilegi mortali che lì si compiono, tutti gli abitanti della valle si affidano a un misterioso e solitario mago noto con il nome di Drago. Quest’ultimo sembra l’unico, infatti, in grado di controllare con la sua magia il potere imperscrutabile e oscuro del Bosco. In cambio della sua protezione, però, l’uomo pretende un tributo: ogni dieci anni avrà la possibilità di scegliere una ragazza tra le diciassettenni della valle e di portarla con sé nella sua torre. Un destino a detta di tutti terribile quasi quanto finire nelle grinfie del Bosco. Con l’avvicinarsi del giorno della scelta, Agnieszka ha sempre più paura. Come tutti dà infatti per scontato che il Drago non potrà che scegliere Kasia, la più bella e coraggiosa delle “candidate” nonché sua migliore amica. Ma quando il Drago comunica la sua decisione, lo sgomento è generale.

RECENSIONE

Bene, bene! Iniziamo subito, lettori.

La storia ha inizio con Agnieszka al villaggio che dice che per quanto si senta narrare del Drago nella sua valle, lui, non mangia le ragazze. In cambio della protezione che lui ha da offrire alla valle dove la nostra protagonista vive, il Drago prende una ragazza diciassettenne e la tiene con se nella torre per dieci lunghi anni.

Agnieszka non è tanto preoccupata per se stessa perché sa già che non verrà mai presa dal Drago: lei è goffa, impacciata e un pò disastrata; è preoccupata che venga portata via la sua migliore amica Kasia che, a detta di tutto il paese, è la candidata perfetta per essere scelta dal Drago: è gentile, ha portamento, temperamento e coraggio da vendere. Tutti si preparano per il giorno della scelta e quando tutti si trovano di fronte il potente mago chiamato Drago hanno paura di essere portate via, tutte tranne Kasia, che già conosce il suo destino. La scelta del Drago, però, non ricadrà sulla giovane e aggraziata Kasia ma sull’impiastro di Agnieszka e lo sgomento è generale. Il Drago la porta via con se e lei comincia la sua nuova vita, all’interno della Torre. Agnieszka non è come le altre ragazze: la torre gli sta stretta e il Drago è tutto men che meno simpatico. Ma questo è solo l’inizio di un’avventura fantastica, fatta di magia, amicizia, amore e il Bosco.

Si, avete capito bene… Il Bosco è il nemico e si sta espandendo. Voi avete paura del Bosco? Ce la farà Agnieszka assieme al Drago a sconfiggerlo? Riuscirà a salvare il suo villaggio? 

«Ma non ci sono siepi!» ruggì lui. «Secondo me…» esordii con fare pensoso, parlando all’aria «… la colpa è del fatto che passi troppo tempo da solo, al chiuso, dimenticandoti che gli esseri viventi non restano sempre dove li metti». Impietrito dalla rabbia, mi ordinò di lasciare la stanza.

La trama è veritiera in ciò che accade all’inizio ma non c’è il fulcro di tutto. Non accenna al Bosco ed al fatto che è da esso stesso nasce la cosa. Che lui si propaga e contagia.

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La copertina? Posso dire che quella italiana, rispetto a tutte le altre, è semplicemente orribile?! Guardate queste due di lato. Non le trovate bellissime? Addirittura non saprei quale scegliere. Il titolo, invece, è stato completamente cambiato. In inglese era Uprooted e significa Sradicato/a. Secondo il mio modesto parere sarebbe potuto rimanere il titolo originale, ecco tutto.

L’ambientazione è la valle in cui il Bosco imperversa e la protgonista vive in uno dei tanti paesini appartenenti alla valle stessa, chiamato Dvernik. E’ un ambientazione inventata e decisamente particolare. L’epoca sembra piuttosto antica, fatta di re e soldati, enormi castelli, torri e imponenti montagne, quindi direi una sorta di Medioevo.

E mentre gli uomini che invece erano venuti mi guardavano, lì in piedi accanto al Drago, io non avrei saputo definire cosa passava sui loro volti. Portavo di nuovo abiti normali, eppure anche andandosene continuavano a osservarmi… Non con ostilità, ma nemmeno come  uno di loro avrebbe normalmente guardato la figlia di un taglialegna di Dvernik. Era lo stesso tipo di sguardo che avevo rivolto io al principe Marek la prima volta che lo avevo visto. Mi osservavano e riconoscevano in me un personaggio uscito da una storia, che poteva passarti accanto ed essere scrutato, ma non apparteneva alla tua vita. 

I personaggi che vengono introdotti sono molti ma io vi parlerò dei principali che troveremo all’interno di questo volume.

Agnieszka o meglio Nieszka è una ragazza davvero unica nel suo genere. Non è utile in niente se non a sporcarsi continuamente ed essere davvero fastidiosa. Ma in qualsiasi cosa farà, con o senza l’aiuto del Drago, riuscirà nell’intento. 

Il Drago non è un vero e proprio drago con le ali e tutto il resto. Per quanto il nome possa trarre in inganno, e credete ha ingannato anche me – non avendo letto tutta la trama PRIMA di iniziare la lettura, ahimè come faccio sempre – è un mago. E’ un uomo chiuso, silenzioso e irascibile ma ha un lato sensibile. E’ potente e risoluto. Riuscirà a mettere in riga la giovane protagonista?

 

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Kasia è la migliore amica di Nieszka. Lei sa fare qualsiasi cosa, è educata, è coraggiosa, sa cucinare, … e sarà all’interno del volume una parte fondamentale, che muove un pò tutto. Ho apprezzato molto questo  personaggio, che in punta di piedi, fa molto all’interno del volume e aiuta la protagonista in più di un’occasione senza mai tradirla. Una vera amica su cui contare.

 

—> [Ho trovato questa FanArt che vedete di lato nel Web e si dica rappresenti Nieszka e il Drago. Beh Nieszka più o meno nella mia mente è stata così ma il Drago nella mia testa aveva i capelli lunghi, lisci e neri; un tipo un pò lugubre, tipo i cantanti metal. (Lo so che ora starete ridendo ma non chiedetemi perchè!)]

«Stai bene?» chiesi. «Mi ha detto di non temere di essere ancora corrotta». La bocca le si mosse piano, il fantasma di un sorriso. «E che  se potevo temere di esserlo, probabilmente non lo ero». Poi, ancora più inaspettatamente aggiunse: «Mi ha detto anche che gli dispiaceva che avessi paura di lui… Paura di essere scelta, intendo. E che non prenderà più nessun’altra».

Risultati immagini per gif  bosco oscuroIl perno centrale più che la torre del drago e la protagonista principale è il Bosco. Il Bosco cattura, il Bosco si espande, il Bosco contagia. Non c’è fine alla sua ira, non c’è fine al suo propagarsi. Chi potrà fermarlo? Lo scoprirete leggendo.

Lo stile utilizzato è stato semplice, quasi una fiaba, ma a dir poco scorrevole e molto lento. In certi momenti il libro sembrava non finire mai; invece di diminuire, le pagine sembravano aumentare e questo ha un peso rilevante perchè una lettura dovrebbe essere fluida (non dico sempre ma quasi).

Il punto di vista è in prima persona, proprio da Agnieszka. Lei non è stata dei miei preferiti semplicemente perchè viene dipinta come goffa e impacciata, non ha idea di cosa fare ma, come lo fa, ci riesce. Ehm… va beeeneee. Tutta sta fortuna? Che culo*!  Dammene un pò anche a me! (*Scusate il francesismo). Non dico che l’eroe deve essere figo e deve saper gestire la situazione – anche perchè personaggi di questo tipo li detesto – ma questa ha talmente fortuna che gli riesce sempre tutto, non sbaglia mai?

Come potete notare l’antagonista della storia è una cosa bizzarra: Il Bosco (se non l’avevate capito); per quanto possa risultare bizzarro ha il suo fascino.

Ho amato il Drago e mi è dispiaciuto che per buona parte poi venga messo da parte. Che fine fa in quel momento? Perchè sembra essere scomparso e non si preoccupa più di ciò che succede? MISTERO!

Uno dei soldati era un ragazzo della mia età, e si stava dando da fare per lucidare la punta della picca (…). Non sembrava imbronciato o infelice; aveva scelto di diventare un soldato. Forse aveva una storia che cominciava così (…) Anche quella era una storia; avevano tutti delle storie. Avevano madri o padri, sorelle o amanti. Non erano soli al mondo, privi di qualunque affetto. Mi sembrava profondamente ingiusto trattarli come monete dentro la borsa. Avevo voglia di andare a parlare con quel ragazzo, di chiedergli come si chiamava, di scoprire quale fosse realmente la sua storia. Però sarebbe stato disonesto, una concessione gratuita ai miei personali sentimenti. Sentivo che i soldati capivano perfettamente che li trattavamo come numeri, tanti cosà possiamo sacrificarli, tanti così sarebbero troppi, e non come fossero singoli individui.

Complessivamente non è stato male. Ero davvero curiosa di leggerlo e sono rimasta felice di averlo fatto ma non completamente soddisfatta, purtroppo.

Ho diverse considerazioni da fare ai fini del voto. Se si considera come storia seria a tutti gli effetti probabilmente avrei dato un voto più basso di quello che ho intenzione effettivamente di dare. Se lo si legge con l’intenzione di un fantasy leggero,  che tende molto più alla fiaba allora posso dire che la votazione va a salire perchè su questo lato è stato efficace. Consiglio? Se apprezzate il genere e volete leggere una fiaba fantasy si ma senza troppe pretese, sappiatelo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie

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Cosa mi dite? Vi piace questo libro? Lo leggerete? Fatemi sapere, sono curiosa!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #110 – ALLA DERIVA DI CHRIS SIMMS.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Avete tirato un sospiro di sollievo ieri che non ho pubblicato niente è?! *E zaak!* Oggi eccomi qua con qualcosa per voi!  Devo assolutamente ringraziare la Leone Editore per avermi inviato una copia di questo libro. Se non vi ricordate di cosa state parlando potete innanzitutto trovare la Cover Reveal che avevo fatto, QUI, ma ve ne parlo comunque.

alla-deriva_fronteTitolo: Alla deriva
Autore: Chris Simms
Editore: Leone editore
Data di pubblicazione: 21 settembre 2017
Collana: MISTÉRIA
Pagine: 448
Prezzo: 14,90 euro

Trama:  L’ispettore di Manchester Jon Spicer e il suo collega Rick vengono incaricati di indagare sul brutale assassinio di un richiedente asilo russo, ma si trovano in un vicolo cieco quando l’identità dell’uomo si rivela falsa. Gli unici indizi sono un gommone trovato alla deriva, delle misteriose lettere restituite dal mare e una flottiglia di paperelle di gomma che navigano in direzione della costa britannica. Intanto altri richiedenti asilo iniziano a morire, ognuno ucciso nello stesso orribile modo. Anche Spicer e la sua famiglia si trovano in mortale pericolo, perché la sua ex moglie Alice, un’assistente sociale, sta cercando di aiutare una giovane donna, che è il prossimo obiettivo del killer.

RECENSIONE:

La storia ha inizio su una nave cargo. Il mare è in tempesta e tutto sembra prospettarsi nel peggiore dei modi. Dei container cominciamo a muoversi, per il mare in tempesta, finchè non si aprono e cominciano a uscirne delle persone. Il comandante resta sorpreso di commerciare esseri umani mentre un uomo sulla nave ordina di gettare le persone a mare. Il comandante cerca di dissuaderli dal commettere un’atrocità ma l’uomo lo minaccia dicendogli che potrebbe fare la stessa fine. 

Subito dopo, Oliver, salva una balena spiaggiata su una costa e, subito dopo, si accorge di alcune paperelle a riva e ne prende una che porta con se. Ecco che, ancora più avanti troviamo Jon Spicer, ispettore di polizia, in casa di Carmel, una giornalista che ha conosciuto da poco, dopo essere stato cacciato da casa sua da sua moglie Alice. E’ ignaro di tutto ciò che sta per succedere. Un’indagine che gli cambierà la vita,  la più importante di tutte.

Cosa scoprirà l’ispettore di polizia? Perchè la nave trasportava persone? Perchè delle paperelle gialle sono giunte a riva?

LETTERA NOVE

La notte scorsa non ci sono state tempeste. I lamenti della signora anziana e suo marito che parlava da solo disturbavano tutti gli altri. Nel buio, il bambino ha viso delle palle di fuoco galleggiare sul mare. Credeva fossero streghe. Per calmarlo gli ho detto che erano navi venute a cercarci. Ho sentito Parviz che pregava. All’alba, l’anziano cinese ha chiesto aiuto Si è alzato in piedi, ma ero troppo debole per raggiungerlo. Ha fatto un passo fuori dalla zattera e non c’era più.

La trama è interessante ma si ritrova a fare uno spoiler – non troppo rilevante – ma c’è! Ciò che viene descritto nella trama, nelle ultime righe poteva essere risparmiato e lo spoiler è bensì evidente dopo aver letto il libro. Tutto questo perchè le ultime righe sono la parte finale del libro. *Oooooooooooh!* Ebbene si, cari lettori, è così. Io penso che dopo le prime righe, la trama ha perso il nesso con il perno centrale del libro e sia andato da se, ma è solo un punto di vista personale.

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La copertina italiana non mi ispira granché, sopratutto dopo aver letto il libro. Sarebbe sicuramente stato più adatto qualcosa nel mare o delle papere di gomma se non addirittura delle lettere in mare. E già questa che vedete di lato, rende l’idea. Non so se sia effettivamente l’originale ma è una di quelle inglesi. Il titolo si discosta ma non troppo dal precedente ma penso che l’adattamento italiano sia ottimo.

La storia è ambientata nel 2008, penso l’anno in cui è stato effettivamente scritto, infatti la prima pubblicazione sembra risultare nel 2010 ed ambientato tra Manchester e Londra.

«Non ti preoccupare» disse Jon, piegandosi su un ginocchio in modo da poter guardare sua figlia negli occhi. «Per Carmel non c’è nessun problema. Per nessuno di noi, tesoro.» Lo sguardo di Holly era fermo sulla lavatrice nell’angolo della cucina. All’interno, le sue lenzuola giravano lentamente, senza fine. (…) «Si lava tutto. Ora, tornerai a stare da noi, non è vero?» Holly annuì esitante, la valigetta sul pavimento accanto a un sacchetto di plastica con il pigiama ancora umido.

personaggi e i soggetti utilizzati sono davvero tantissimi e non mancheranno i nomi che (almeno personalmente) mi hanno confuso. Ritengo sia comunque necessario approfondire i protagonisti di questa vicenda.

Jon è il classico ispettore di polizia che si concentra su un caso e vuole portarlo a termine. Peccato non sia così anche nell’ambito famigliare. Perchè? Perchè sua moglie l’ha lasciato perchè non era mai presente in casa ma sempre concentrato sul lavoro tanto da non prestare attenzione neanche alla propria figlia Holly. Ama la sua famiglia, ma non riesce a tenersela stretta, tutto sommato. E’ un uomo dedito al proprio lavoro quindi ma anche abbastanza particolare. 

Alice è una psichiatra forte e coscienziosa anche se ostinata su determinate cose. Ho odiato Braithwaite, il compagno con cui è attualmente, in tutti i modi possibili e immaginabili perseguendo lo stesso pensiero di Jon su di lui. Alice non è da sottovalutare.

Oliver, almeno inizialmente me lo ero perso per strada. Ebbene si, perchè si vede all’inizio quando salva la balena e prima che si ritrovi ne passa un bel pò. Per cui quando si ritorna nella sua parte, ci si ritrova spiazzati e non si capisce il nesso logico con cui è collegato al resto. Sappiate che ciò che vi ho appena detto potrebbe salvarvi se mai decideste di leggere questo libro. Quindi bisogna prestare molta attenzione sul suo personaggio e sul ruolo che esso compie. Oliver, è un uomo semplice, che vive con poco e niente e si arrangia con quello che ha. Un personaggio particolare ma interessante.

Prese la giacca dallo schienale della sedia. «Anche se non vedo l’ora di godermi la sua faccia quando gli dirò che un richiedente asilo di lingua russa ha chiamato il suo ufficio poche ore prima che venisse decapitato con la garrota». Rick si alzò. «Ottima prospettiva. E lui c’è in questo momento?» «A quanto ha detto la donna che ha risposto al telefono, si». «Ridimmi il suo nome?» Jon mise la busta di plastica in una valigetta sottile. (…)

Il perno centrale sono le lettere che vengono ritrovate all’interno delle paperelle di gomma. Sono il fulcro di ogni cosa e contengono più di quanto non venga dato a vedere, oltre che l’unica cosa che mi ha messo curiosità.

Lo stile di scrittura utilizzato è stato essenzialmente caotico. Nella prima metà del libro è stato lento, pesante e confusionario nella maniera più assoluta. L’unica cosa chiara è stata la vita sentimentale del protagonista che seguiva un filo logico. Il resto non si riesce a comprendere fino a che non si passa la metà del libro. 

Il finale frettoloso. Un’epopea per cercare una connessione, tutti pezzi sfalsati e incompresi e il finale corre come non mai. Perchè? Mistero. Il libro poteva essere decisamente ridotto in termini di lunghezza e nei discorsi superflui.

In genere riesco a divorare libri di questo genere, ma con questo non ci sono riuscita, anzi, ho fatto fatica ad andare avanti. Dopo la metà, e nella parte finale è stato, invece, interessante e coinvolgente. Si perde sistematicamente su dettagli storici e intrighi politici e su nomi accennati e poco approfonditi. L’unica cosa che mi ha VERAMENTE messo curiosità, come vi ho detto anche prima, sono state le lettere della donna sulla zattera. Peccato che non è abbastanza per tenerti a galla nella lettura. 

Il personaggio di Jon, poi, è interessante soltanto quando cerca di concentrarsi nei casi che svolge e non per tutto il resto. Fa l’ispettore di polizia ma si ritrova a vivere in una casa piccola con una donna che nemmeno ama, Carmel. In più sembra che patisca la fame. Ok, i poliziotti non sono di certo la categoria più pagata del mondo ma da lì a morire di fame ce ne passa, non credete? Un personaggio bizzarro. Ho preferito Rick, che in tutto ciò era concentrato solo sulle lettere e nient’altro, quindi vi lascio immaginare il quadro.

Jon imboccò Fairfield Street sulla destra e individuò un’unica ragazza al lavoro all’ombra del ponte ferroviario sul retro della stazione di Piccadilly. Non poté fare a meno di cercare la Saab di Braithwaite perfino mentre Rick ricominciava a parlare. «Lettera dodici. Un’altra di quelle già pubblicate l’altro giorno. Vuoi sentirla ancora?» Jon annuii. La sua convinzione si rafforzava.

Il libro non mi ha convinto pienamente. Si è ripreso solo nella parte finale in cui tutto si risolve. I colpi di scena non sono mancati e sono stati giusti, anche quelli che riguardano la zattera stessa, oltre che nel finale.

Consiglio? Ni. Non mi ha entusiasmato particolarmente. E’ stato noioso per tutta la parte iniziale oltre che decisamente confusionario e si è ripreso sul finale che è stato, invece, avvincente. Può piacere o non piacere, secondo me. Quindi il mio voto è abbastanza standard. Per il resto sta a voi, leggerlo e farmi sapere cosa ne pensate! 

Il mio voto per questo libro è: 3 pesciolini

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commento se avete letto il libro o se pensate di leggerlo! Io vi aspetto come sempre, sappiatelo!

Alla prossima,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #109 – GHOST OF GAUDI’ DI EL TORRES E JESUS ALONSO IGLESIAS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco un’altra novità che ho ricevuto grazie a NetGalley in cambio di un onesta recensione. Pertanto è in lingua, almeno al momento, potrebbe arrivare in Italia? Non ne ho idea ma è davvero molto semplice da leggere in inglese quindi io ve la consiglio comunque. Una Graphic Novel che dovete leggere! Ecco qui:

ghost-of-gaudi-tome-0Titolo: Ghost of Gaudì

Autore: El Torres e Jesus Alonso Iglesias

Pagine: 120

Editore: The Lion Forge

Data di uscita (in inglese): 17 ottobre 2017

Lingua originale: Spagnolo

TramaSomeone is committing barbarous murders throughout Barcelona, focusing on locations designed by renowned visionary architect Antoni Gaudi. The police have no clues, but a young woman is thrust into the investigation by a man resembling the late Gaudi himself, led to the scenes of the crimes before they even occur… could be a precognizant ghost? A visual tour through the beautiful streets of Barcelona on a true edge-of-your-seat thriller written by El Torres and illustrated by Jesus Alonso, both natives of the city. Winner of several awards in Spain.

Trama tradotta da me: Qualcuno sta commettendo omicidi barbarici in tutta Barcellona, concentrandosi sulle posizioni progettate dal rinomato architetto visionario Antonio Gaudì. La polizia non ha indizi, ma una giovane donna che crede di aver visto un uomo simile al vecchio Gaudì stesso, portato sulle scene del crimine prima che esse si verifichino.  Potrebbe essere un fantasma premonitore? Un tour visivo attraverso le bellissime strade di Barcellona su un vero e proprio thriller di frontiera, scritto da El Torres e illustrato da Jesù Alsonso, entrambi nativi della città. Vincitore di diversi premi in Spagna.

RECENSIONE:

La storia ha inizio a Barcellona e una serie di immagini delle grandiose opere di Gaudì e un’insieme di parole e sensazioni. Il tutto ha inizio, però, quando ci troviamo all’interno di un supermercato e troviamo Antonia.

Antonia è una semplice commessa che sta finendo il suo turno di lavoro. E’ sera e aspetta di tornare a casa ma, mentre è al telefono con sua figlia ecco che un uomo attraversa la strada e sta per essere investito da una macchina che corre a grande velocità. Antonia non ci pensa su due volte e cerca di salvare l’uomo, ma finisce all’ospedale. E lì, scopre che colui che ha salvato, sembra essere il fantasma di Gaudì, che si aggira per la città, silenzioso.

Il problema è che in città, vengono uccise delle persone e sembrano andare in sequenza in base a quale opera di Gaudì stia visitando Antonia, tanto da portarla a credere di avere a che fare con un qualcosa di premonitore. La polizia comincerà ad investigare dopo il primo omicidio.

Riuscirà la polizia a capire cosa sta succedendo? Antonia cosa c’entra in tutto questo?  

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La trama è semplice, diretta e rispecchia in tutto e per tutto ciò che è la storia stessa. Non cade in spoiler ed è ben strutturata perchè mette la giusta curiosità al lettore che è in cerca di un buon libro.

La copertina è davvero bellissima. Quello che vedete, per chi non lo sapesse, è uno dei corridoi di Casa Batllò. L’uomo che lascia la scia di sangue è il fantasma di Gaudì. All’interno del volume, sono rimasta colpita dal fatto che alla fine sono state messe tutte le copertine che non sono state approvate per un motivo o per un altro. Il titolo è semplice ma va dritto al punto nella storia.

L’ambientazione, come avete ben capito è Barcellona, la bellissima Barcellona che io ho visitato proprio l’anno scorso e mi ha riportato con la mente e il cuore proprio al suo interno e ne sono davvero felice. L’epoca è moderna, la storia è ambientata al giorno d’oggi.

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I personaggi non sono tantissimi ma sono tutti fondamentali.

Antonia, o meglio, Toni, è audace e coraggiosa. Non esita un secondo per salvare la vita di un anziano che stava per essere investito. Crede in qualcosa di misterioso che si nasconde all’interno delle opere di Gaudì, oltre che nel loro fascino. Una donna qualunque che poteva trovarsi in una situzione simile. Antonia, è forte. In tutti i sensi.

L’ispettore Jamie è colui che indagherà sugli omicidi all’interno delle case/opere di Gaudì. E’ dedito al proprio lavoro e non si arrende davanti alle difficoltà. Un uomo deciso e autoritario.

Gaudì è la colonna portante di tutto il libro. E su di lui che si basa la storia ed è il vero e proprio perno centrale del libro. Le sue opere sono ricorrenti ed è proprio lì che verranno ritrovati i morti. Quindi queste saranno macchiate di sangue ma non perderanno mai il loro fascino anzi, questa storia ha reso i monumenti di Gaudì ancora più emblematiche.

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La grafica è davvero magnifica. Barcellona e i suoi monumenti storici sono riprodotti al millesimo e sembrava di essere immersi completamente all’interno della città. Davvero fantastico. L’unica cosa macabra erano le persone morte che venivano ritrovate: inquietanti.

La storia, inoltre, è davvero interessante. Sembra oscillare fra un thriller e qualcosa di paranormale che si risolverà nel migliore dei modi. Lascia il lettore con il fiato sospeso e sulle spine fino all’ultima pagina. 

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Il libro è stato fluido, scorrevole e fantastico sotto molti punti di vista. Come vi ho già detto, la grafica è stupenda e l’autore non ha esitato a spiegare anticipatamente come è nata l’idea e, alla fine, tutto ciò che c’è stato dietro il suo lavoro.

Torres e Iglesias hanno creato un connubio unico e particolare. Un thriller avvincente con sfumature caratteristiche, per nulla scontato. Lo sfondo della città è stato davvero unico e ha aiutato a fondere il tutto. Il lettore resterà estasiato.

Consiglio questo libro? Ovviamente. Una Graphic Novel che potete leggere tranquillamente anche in inglese per il suo linguaggio semplice e intuitivo. 

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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RECENSIONE IN INGLESE:

*I received this book thanks to Netgalley and the publisher in exchange of honest reivew*

The story begins in Barcelona and a series of images of Gaudí’s biggest works and a set of words and feelings. It all starts, however, when we are inside a supermarket and we find Antonia. Antonia is a simple job that is ending her shift. It is evening and is waiting to go home but while on the phone with her daughter here is a man crossing the road and is about to be hit by a car that runs at great speed. Antonia does not think twice and tries to save the man, but ends at the hospital. And there, he finds out that the one who saved him seems to be the ghost of Gaudi, who is heading for the city, silent. The problem is that in the city, people are killed and appear to go in sequence according to what Gaudí’s work is visiting Antonia, so as to bring her to believe that he has to do with a premonition. The police will begin investigating after the first murder. Will the police figure out what’s going on? What does Antonia have to do with this?

The cover is really beautiful. What you see, for those who do not know it, is one of the corridors of Casa Batllò. The man who goes astray is the ghost of Gaudi. Inside the volume, I was struck by the fact that in the end, all the covers that were not approved for one reason or another were placed. The title is simple but goes straight to the point in the story. The setting, as you well understood, is Barcelona, ​​the beautiful Barcelona I visited just last year and brought me with my mind and heart right inside and I’m really happy with it. The era is modern, history is set today.

The characters are not so many but they are all fundamental. Antonia, or rather, Toni, is bold and courageous. It does not hesitate a second to save the life of an elder who was about to be invested. He believes in something mysterious that is hidden within Gaudí’s works, as well as in their charm. Any woman who could be in such a situation. Antonia, she is strong.in all senses. Inspector Jamie is the one who will investigate homicides inside Gaudí’s houses / works. He is devoted to his work and does not give up on the difficulties. A decisive and authoritarian man. Gaudi is the supporting column of the whole book. And it’s about history that is based on it and it’s the very centerpiece of the book.his works are recurring and it is precisely where the dead will be found. So these will be stained with blood but will never lose their charm, indeed, this story made Gaudi’s monuments even more emblematic.

The graphics are really great. Barcelona and its historic monuments are reproduced at the millennium and seemed to be completely immersed in the city. Really amazing. The only macabre thing was the dead people who were found: disturbing. The story is also very interesting.it seems to oscillate between a thriller and something paranormal that will resolve in the best of ways. Leave the player with the suspended breath and thorns up to the last page.

The book was fluid, sliding and fantastic in many ways. As I have already said, the graphics are wonderful and the author has not hesitated to explain in advance how the idea was born and, in the end, everything that was behind his work. Torres and Iglesias have created a unique and unique blend. A thrilling thriller with distinctive shades, for no consideration.the city’s background was really unique and helped to blend everything. The reader will be ecstatic. Do I recommend this book? Obviously. A Graphic Novel that you can easily read also in English for its simple and intuitive language. My vote for this book is: 5 Stars.


Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commentino, che io vi aspetto, come sempre ❤

Alla prossima,

Sara ©

REVIEW PARTY: VOLEVO ESSERE LA TUA RAGAZZA DI MEREDITH RUSSO (RECENSIONE #108)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE!

Sono felice di presentarvi il libro che approda in libreria proprio in questi giorni. Ringrazio l’organizzatrice del Review Party, Sonia, e la Newton Compton per averci permesso di realizzarlo.

Ma adesso, adiamo avanti! Ecco che vi presento il libro: 

volevo-essere-la-tua-ragazza_9404_x10001Titolo: Volevo essere la tua ragazza

Autore: Meredith Russo

In uscita il: 28/09/2017

Prezzo: € 2,99 ebook / 10,00 € cartaceo

ISBN: 9788822712486

Pagine: 288

Il bestseller americano più premiato dell’anno

TramaAmanda Hardy si è appena trasferita, e nella nuova scuola non conosce ancora nessuno. Vorrebbe farsi dei nuovi amici, ma ha un segreto, e per mantenerlo non deve dare troppa confidenza alle persone. Almeno questo è il suo proposito. Ma quando incontra il dolce e accomodante Grant, Amanda non può fare a meno di lasciarlo entrare, poco alla volta, nella sua vita. Man mano che trascorrono il tempo insieme, Amanda si rende conto di quante cose si sta perdendo nel tentativo di tenere al riparo il proprio cuore. Giorno dopo giorno si ritrova a voler condividere con Grant tutto di se stessa, compreso il suo passato. Ma è terrorizzata all’idea che, una volta saputa la verità, il ragazzo non sarà in grado di vedere oltre, e si allontanerà per sempre. Qual è il terribile segreto che Amanda non vuole rivelare? Un nome: Andrew. È il nome con cui Amanda era conosciuta nella vecchia scuola e nella vita che ha rinnegato. Ma davvero la verità può avere un prezzo così alto?

RECENSIONE:

La storia ha inizio in autobus. Amanda si trasferisce da Smyrne, poco fuori da Atlanta, dove viveva con sua madre a Lambertville, da suo padre. Dopo vari avvenimenti che in passato hanno cambiato irreparabilmente il suo modo di essere e di fare, cambia città principalmente per respirare una nuova aria, dove nessuno la conosca veramente. Perchè Amanda ha un segreto da proteggere e questo segreto si chiama Andrew. In più si è imposta che stare a Lambertville servirà soltanto per studiare e diplomarsi. Niente cavolate o perdite di tempo inutili.

Peccato che niente va come si era programmato. Riesce a farsi delle amiche e i ragazzi cominciano a correrle dietro come api col miele. In particolare spiccherà Grant ed Amanda non riuscirà a resisterle.

Cosa succederà alla nostra protagonista? Riuscirà a mantenere il suo segreto? Riuscirà Amanda ad amare Grant come vorrebbe?

 

Sorrise e trotterellò verso la panchina. Layla e Anna sembravano pronte a esplodere quando le raggiunsi sulle tribune. «A quanto pare Parker ha un rivale», disse Anna, con un sorriso radioso, attorcigliandosi le lunghe chiome bionde tra le dita. «Tre parole», disse Layla sollevando un dito. «Goffo. Impacciato. Adorabile. È stato fantastico». Sorrisi così forte che mi fecero male le guance. Per un attimo sentii cosa si provava a essere una ragazza normale.

La trama è assolutamente in linea e non lascia alcuno spoiler, anzi. Su questo devo dire che non ci sono problemi, ecco.

La copertina è stata mantenuta come l’originale, solo accentuata nei colori. Inizialmente non mi entusiasmava particolarmente ma una volta fra le mani posso dire che fa il suo effetto ed è davvero carino. Il titolo non capisco perchè è stato modificato. If I was your girl è l’originale e bastava tradurlo con Se fossi la tua ragazza ma forse è stato fatto perchè suona relativamente meglio.

Apro e chiudo parentesi! —> (La cosa che non ho apprezzato particolarmente perchè potrebbe sembrare un’arma a doppio taglio, è la scritta sul retro della copertina: Una storia d’amore come tutte le altre, ma non proprio. Lì per lì quando l’ho letta mi ha causato disturbo, non per qualche motivo particolare ma perchè può sembrare che il fatto che la protagonista sia Transessuale sia qualcosa di diverso. Poi ho riflettuto su ciò che la casa editrice, forse, voleva evidenziare: che fosse una storia particolare; e la frase serviva solo per accalappiare lettori. Quindi era solo una mia piccola riflessione, niente di che).

L’epoca si comprende anche dagli accenni Tumblr, Instagram e social attualmente in uso che fa comprendere la modernità della cosa. L’ambientazione è Lambertville, un piccolo comune nel New Jersey.

«Sei un bravo figlio», disse, biascicando un po’. «Figlia. Scusa. Mi dispiace tanto». «Non ti preoccupare». «Sembri felice». «Lo sono, credo». «Mi piace quando sorridi. Ti voglio bene». Si rendeva conto che non pronunciava quelle parole da dieci anni almeno? «Anch’io ti voglio bene», risposi. Mi strinse in un abbraccio forte e mi baciò la guancia senza darmi il tempo di reagire in alcun modo, poi barcollò fino al letto. 

I personaggi all’interno del libro sono molti e ben costruiti ma il principale è uno e vorrei soffermarmi proprio su di lei, il protagonista:

Amanda è la protagonista di questa storia. Amanda ha un passato davvero terribile e sconvolgente ma di una cosa è sempre stata sicura: voleva essere una donna. Amanda affronta un cambiamento nel suo passato e sembra essere donna a tutti gli effetti ma ha anche paura che qualcuno possa ferirla. Ebbene Amanda ha un segreto: Andrew. Questo è il suo nome con cui è nato, e sul suo certificato di nascita è scritto bello e chiaro: maschio. Si, il segreto che Amanda nasconde, trasferendosi da suo padre è quello di essere transessuale.

Spieghiamo bene a tutti cosa significhi Transessuale così da togliere ogni tipo di dubbi che possiate avere:Il transessuale e’ una persona affetta da disturbo dell’identita’ di genere, la cui identita’ sessuale fisica non e’ corrispondente alla condizione psicologica dell’identita’ di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l’obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici.”

Grant, è un ragazzo umile e si occupa della sua famiglia come un ragazzo d’oro. Quando scorge per la prima volta Amanda, non sembra essere così interessato, tanto che si fa avanti per un suo amico ma lo è eccome. Inizialmente mi era davvero piaciuto, alla fine non mi ha dato una sensazione positiva ma avrete modo di scoprirlo leggendo.

Le amiche che troverà saranno davvero uniche nel loro genere e dovrete leggerlo per capirlo. Io non vi dirò di più.

«Ah», dissi. Mi alzai e presi i pochi piatti rimasti per aiutare Grant. Lavammo le stoviglie in silenzio. Lui con lo sguardo perso nel vuoto, e io che avevo paura di chiedere cosa stesse succedendo. «Sei pronta ad andare?», disse sistemando l’ultimo piatto sullo sgocciolatoio. «Sì», risposi, e Grant mi fece un sorriso veloce. Baciò sua madre sulla guancia e ci avviammo. «Grazie per la cena», dissi mentre prendevo la borsa. Aprì gli occhi semichiusi come se si fosse appena svegliata e mi strinse in un abbraccio. All’inizio mi irrigidii, ma poi ricambiai la stretta. Odorava di sigarette, menta e limone. «Grazie», mi disse. «Per cosa?» «Perché fai sorridere il mio ragazzo».

Il perno centrale è proprio il segreto che nasconde Amanda. Si nasconde dietro di esso e se ne fa uno scudo, il che è semplicemente comprensibile. Si innamorerà e cercherà di vivere una vita nuova, come aveva sempre sperato. Ci riuscirà?

Lo stile è semplice e diretto. Ho letto il libro in poche ore ed è semplicemente volato. La storia balza tra ciò che vive attualmente Amanda e ciò che le è successo in passato nella sua vita e l’ho trovato interessante, sia per conoscerla meglio come personaggio, sia per saperne di più su determinate cose e argomenti su cui non sono molto ferrata, mettiamola così.

Ci sono due cose che non mi hanno convinto a pieno. Il fatto che, quando Grant e Amanda si innamorano si perde il tempo logico di connessione della storia e si passa da un punto temporale all’altro – tipo improvvisamente è già finito il semestre o cose simili (non i capitoli su cui si scopre del passato di Amanda). E che il finale sia decisamente  frettoloso oltre che in parte scontato. Mi aspettavo una cosa simile dall’inizio, quindi su questo punto è stato abbastanza prevedibile ma comunque bello, nella maniera più assoluta.

Ho apprezzato la nota dell’autrice e la parte finale dei ringraziamenti e concordo con lei. Siete bellissimi e meritate tutto l’amore del mondo. Non fatevi abbattere da ciò che la società pensa di voi e, anche se è difficile, non mollate. Mai.

La conversazione proseguiva e Bee e Virginia erano arrivate ai progetti per il college, alle relazioni passate e ai racconti di bagordi e serate. «Sono contenta che ci sia sintonia tra voi», dissi sorridendo. Mi ci era voluto un po’ per capire cosa stessi provando, ma poi ci ero arrivata: era la sensazione di due parti di me che si riunivano. Era la bellezza di essere onesti. «Scusate se parlo poco. È solo che sono felice. Pensavo che non avrei mai potuto avere tutto questo». Virginia mi sorrise nello specchietto, con calore e saggezza. «Tu puoi avere tutto quello che vuoi, quando riesci ad accettare che te lo meriti»

Il libro è stato una piccola scoperta. L’ho letto in un soffio e sono rimasta piuttosto colpita. La storia narrata si basa su tematiche forti e attuali perchè mette in evidenza tutti i problemi che affrontano i transessuali (ma come tutte le altre categorie come gli omosessuali e via dicendo) : vengono insultati, derisi, picchiati e anche non accettati dai propri genitori. E sono state affrontate nel modo più veritiero possibile.

Lo consiglio? Si, voi tutti dovete leggere questo libro. Meredith Russo con questo esordio ha abbattuto i muri dei pregiudizi ed ha tirato fuori il lato che non viene mai mostrato. Ha messo bianco su nero ed ha creato una storia d’amore bella, originale e piena di verità nel mondo di oggi.

 

Il mio voto per questo libro è di: 4 e mezzo.

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Ecco a voi le tappe di questo Review! Ovviamente andate a scoprire le recensioni di ognuna di noi, è bello scorgere in ognuno dettagli diversi e opinioni interessanti:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se lo leggerete, perchè merita davvero.

A presto.

Sara ©

RECENSIONE #107 – WONDER WOMAN: WARBRINGER DI LEIGH BARDUGO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Come state? La settimana inizia alla grande e per darvi la carica ecco una recensione su un’amazzone, una donna forte che incanta da anni fumetti e adesso ne è diventato un libro! Ringrazio la Rizzoli e la Fabbri che mi ha dato la possibilità di leggerlo.

ddfdgTitolo: Wonder Woman  Warbringer (DC Icons #1)

Autore: Leigh Bardugo

Data di pubblicazione: 31 agosto 2017

Editore: Fabbri Editori

Prezzo: 17,00 €

Pagine: 500

Trama: Diana, la futura Wonder Woman, è una giovane principessa amazzone che vive su un’isola completamente ignara di ciò che accade nel mondo. La sua vita però cambia completamente quando un giorno salva dalle onde una ragazza di nome Alia: tempeste e terremoti iniziano a scatenarsi sull’isola e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo, che gli rivela che Alia è una Warbringer, ovvero una portatrice di guerra e odio. Ucciderla o purificarla: queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. E siccome tra le due ragazze è ormai nata un’amicizia, partiranno insieme per un lungo viaggio da New York alla Grecia, affrontando sfide difficili, nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.

RECENSIONE:

Innanzi tutto dimenticatevi il film perchè questa storia non gli somiglia minimamente ne riprende idea da quello. Quindi questa volta dobbiamo astenerci dal fare commenti: il film è peggiore del libro o viceversa, anche perchè non c’entrano niente. 

Detto questo vado avanti e cominciamo:

La storia ha inizio a Themyscira. Diana sta per gareggiare assieme alle sue sorelle Amazzoni e sa che potrebbe vincere perchè ha studiato un passaggio diverso dalle altre concorrenti. Si è preparata molto in segreto e sa dentro di lei che può farcela: Non si partecipa a una gara per perdere, questo le ripete sua madre e ne fa un credo.

Peccato che, durante il percorso, la ragazza anche se in vantaggio, si lascia colpire da ciò che accade fuori, al limitare della protezione dell’isola.

La Thetis, una nave, esplode e Diana si getta in mare per cercare di salvare qualcuno. Troverà Alia e cercherà di salvarla dalla morte anche se portare un umano sull’isola potrebbe costarle la sua stessa permanenza e potrebbe essere esiliata.

Cosa succederà a Diana? Chi è Alia? Cosa spingerà Diana ad aiutare la giovane che scoprirà essere una Warbringer?

Lei si era sempre sentita sola a Themyscira, ma Alia era altrettanto isolata in quella immensa metropoli… forse anche di più. Il palazzo dell’Efeseo era monumentale, ma era stato costruito per il bene comune, uno spazio dove le persone si recavano per le udienze con la regina e dove si tenevano lezioni sulle varie materie. Le donne che servivano Diana e Ippolita erano anche loro amiche, con cui mangiavano e si allenavano. Chi in un modo, chi in un altro, tutte servivano Themyscira e tutte erano guerriere. Erano tutte uguali. Per questo motivo molte ritenevano che non fosse necessaria una regina, soltanto un consiglio eletto. Forse quella missione avrebbe liberato sia Diana sia Alia. Diana avrebbe avuto l’opportunità di sentirsi davvero integrata tra le sue sorelle e Alia quella di avere una vita serena e pacifica.

Sulla trama io sono andata a scatola vuota, lo ammetto. Non l’ho letta quando ho richiesto di leggere il libro. Mi sono affidata al buon nome dell’autrice – io non ho mai letto nulla di suo ancora ma dicono che i suoi libri siano molto belli – e dalla copertina oltre al fatto che ero curiosa di Wonder Woman in generale. Quindi la trama l’ho letta una volta terminato il libro. E’ esattamente ciò che narra la storia.

Risultati immagini per gif wonder womanLa copertina è molto bella ed è stata mantenuta come l’originale, quindi si può chiedere di meglio? Peccato che nella mia testa Wonder Woman ormai sua mora e non bionda ma è un dettaglio. Anche il titolo, come la copertina, non ha subito modifiche e quindi sono felice per questo.

L’ambientazione si sposta da Themyscira a New York fino nel Mar Egeo, in Grecia. e l’epoca, fuori dall’isola di Themyscira, è assolutamente moderna, ai giorni d’oggi.

Mia madre è più vecchia di queste pietre, rifletté mentre si mescolavano alla folla. Nel mondo mortale, il mio popolo è materiale da museo. Miti. Leggende. Manufatti. Ippolita e le amazzoni erano scomparse dal mondo molto prima che quel tempio venisse costruito. Diana studiò gli invitati che ridevano e sorseggiavano calici di vino. La vita umana non è altro che il battito d’ali di una falena che svanisce in un istante.«Questa sala è stata progettata per replicare il luogo dove il tempio si trovava in origine» spiegò Nim, con gli occhi scintillanti, mentre si avvicinavano a un tavolo. Molte teste si erano già girate alla vista di Jason e Alia, mani che sventolavano per salutarli e chiamarli. «La vasca piena d’acqua rappresenta il Nilo e la parete di vetro ricorda gli argini. » «Sai quello che nessuno ti ha chiesto?» disse Theo. 

I personaggi su cui si basa il romanzo sono essenzialmente due, le parti e i punti di vista all’interno del libro:

Diana è la principessa di Tehemyscira, Amazzone e figlia di Ippolita, la regina. E’ chiamata Figlia della Terra perchè non è sull’isola come tutte le sue sorelle, morte in guerra nel mondo degli umani. Lei è stata plasmata dalla terra ed è nata già sull’isola per volere di sua madre Ippolita. E’ una ragazza audace, forte e coraggiosa ma anche molto sensibile. Vorrebbe solo essere una vera Amazzone, riconosciuta valorosa come le sue stesse sorelle Amazzoni.

Alia è una Warbringer ma non sa di esserloo fino a quando non incontra Diana e viene salvata proprio da quest’ultima. E’ una ragazza semplice e fa difficoltà a credere alla giovane Amazzone ma finirà per essere sua amica

«Come fa a non incolparmi?» singhiozzò Alia.«Io lo faccio. » Diana si sforzò di cercare le parole capaci di consolarla e trovò soltanto quelle che diceva a se stessa quando aveva la sensazione che l’isola fosse troppo piccola per lei, quando le frecciate di Tek erano troppo dolorose.«Non possiamo evitare come siamo nate. Non possiamo evitare quello che siamo, soltanto scegliere come vivere la nostra vita. » Alia scosse la testa in un moto di rabbia.«Dimmi che una parte di te non si è pentita di avermi salvata» sibilò.«Sappiamo entrambe che avrei dovuto morire in quel naufragio.» L’Oracolo non aveva forse detto la stessa cosa? All’epoca Diana se n’era quasi convinta, ma adesso rifiutava di accettare quell’idea.«Se quel giorno tu fossi annegata o se morissi in questo preciso istante, sarebbe soltanto questione di tempo, ma nascerebbe una nuova War bringer (…).»

Risultati immagini per gif wonder womanIl perno centrale è l’arrivo di Alia sull’isola. Alia è una Warbringer, una portatrice di guerra e odio. Alia non può restare sull’isola ma non può neanche vivere nel mondo degli umani perchè provocherebbe una guerra imminente. E se la Warbringer dovesse morire ne nascerebbe subito un’altra. L’unica opzione è portare Alia a Terapne a purificarsi per permettere di porre fine alla stirpe delle Warbringer.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e coinvolgente. Ti fa sembrare di essere sul posto e di seguire Diana e Alia passo dopo passo. Ci sono dei colpi di scena inaspettati e l’autrice sicuramente mi ha colpito per il suo stile accattivante e diretto con il lettore. Riesce a creare empatia e reputo che sia una cosa rara, perchè – almeno per me – con pochi autori accade, o è accaduto lo stesso.

La cose che non ho condiviso sono essenzialmente tre:

Primo. Il finale: poco creativo; sembrava che l’autrice non sapesse come far finire la storia.

Secondo. All’inizio sono partita in quarta ed ero entusiasta, dopo la metà l’entusiasmo è andato a diminuire sempre più. Il fatto degli Dei che si palesavano nel corpo degli amici di Alia mi ha fatto tornare in mente un altro libro, La biblioteca delle anime di Ramson Riggs quando c’è lo scontro finale. Non c’entra nulla, lo so ma mi ha ricordato quello e siccome il finale di quel libro mi è sembrato un po’ scemotto, questo in alcuni pezzi mi è sembrato altrettanto. Tutto qui.

Terzo. Diana, almeno in parte, non sembrava realistica. Ok che non capiva niente del mondo degli umani che la circondava e sono d’accordo ma, in alcuni tratti, non era totalmente convincente. Infatti ho apprezzato di più Alia e la sua franchezza nei suoi discorsi e nei suoi comportamenti perchè più veritiera.

«Perché… ho bisogno di liberarmi. » «Certo, dalla maledizione!» «No» disse lei con le guance in fiamme.«Liberarmi. » Theo alzò i pollici.«Capito. » Il ragazzo girò sui tacchi e si avviò sul sentiero, ma mentre si chinava a prendere la tanica, Alia lo chiamò.«Ehi, Theo!» «Sì?» «La sera del ricevimento al Metropolitan, come mai hai fatto i complimenti a tutte tranne a me?» Lui sorrise.«Perché con quel vestito dorato mi hai mandato in pappa il cervello. » Alia roteò gli occhi. «Seh, come no. » Theo fece un paio di passi, poi si fermò.«Alia?» «Che cosa c’è?» «Quella sera al ricevimento sembravi un tesoro nascosto. »

Il libro è stato carino e, come vi ho già detto in precedenza, abbastanza coinvolgente. Peccato che non mi abbia entusiasmato come doveva. Mi ha coinvolto perchè volevo sicuramente sapere come andava a finire e il tipo di scrittura ha aiutato ma non è stato come avrei sperato.

(Piccola parentesi) — > La storia del film è stata sicuramente più avvincente e mi è piaciuta di più, niente da togliere alla scrittura e alla composizione del libro. – ATTENZIONE: non che qui non ci fosse azione – ma la tipologia di storia mi ha entusiasmato poco.  ATTENZIONE NUOVAMENTE: lo so che all’inizio ho detto di non fare paragoni fra libro e film perchè non c’entrano niente. E’ vero è così. Infatti io parlo semplicemente di storia e di contenuti.

Sono comunque curiosa di leggere altri libri dell’autrice perchè ne ho sentito parlare solo che bene e mi piacerebbe leggere la duologia di Six Of Crows.

Il mio voto per questo libro è di: 3 e mezzo.

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La serie DC Icons si compone dei seguenti libri ma ogni libro è assolutamente uno stand alone e non si è costretti a leggere gli altri:

1.  Wonder Woman: Warbringer di Leigh Bardugo (#1)

2.  Batman: Nightwalker di Marie Lu (#2)

3.  Superman di Matt De La Pena (#3)

4.  Catwoman di Sarah J. Maas (#4)


Cosa ne pensate? Lo leggerete? Lo avete già letto? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©.