RELEASE PARTY E RECENSIONE IN ANTEPRIMA #130 – BLOOD OF THE PROPHET DI KAT ROSS.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

E buon venerdì! Oggi vi porto belle novità edite Dunwich Edizioni, che ringrazio per l’opportunità, il secondo libro della serie de Il Quarto Elemento iniziato con Midnight Sea (Recensione QUI). Se non avete letto il primo, – non so cosa state aspettando ma dovete farlo! – non vi consiglio di leggere la recensione ma di partire dalla recensione che vi ho linkato poco fa. Se siete temerari e non avete letto il libro potete comunque immergervi nel mondo di Kat Ross, io non vi fermerò! Ecco qui:

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Blood of the Prophet - Kindle

Titolo: Blood of the Prophet (Il Quarto Elemento –
Libro Secondo)
Autore: Kat Ross
Genere : Fantasy
Pagine: 306
Prezzo: 3,99 ebook (gratis per Kindle Unlimited) / 14,90 cartaceo
Data di uscita: 08/12/2017
LINK DI ACQUISTO: https://goo.gl/divZAH

Trama: Visionario. Alchimista. Salvatore. Santo.
Il Profeta Zarathustra è stato chiamato in molti modi. Ora
trascorre il suo tempo disegnando capre dall’aspetto bizzarro. Ecco cosa succede quando ci si ritrova in una
cella per duecento anni. Ma l’uomo che potrebbe essere impazzito, e che decisamente dovrebbe essere morto, è di colpo tornato a essere molto importante… Sono passate soltanto poche settimane da quando Nazafareen è fuggita dai sotterranei del Re con il suo daeva, Darius. Sperava di non dover mettere più piede all’interno dell’impero, ma la ricerca del Profeta l’ha condotta nell’antica città di Karnopolis. Devono trovarlo
prima che Alexander di Macedonia bruci Persepolae, e con essa la madre di Darius. Ma non sono i soli a cercarlo. Il negromante Balthazar ha i suoi piani per il Profeta, così
come il capo delle spie dei Numeratori. Mentre Nazafareen viene attirata in un gioco pericoloso, i suoi nuovi poteri prendono una brutta piega. Soltanto il Profeta comprende il segreto del suo dono, ma il prezzo di quella conoscenza potrebbe rivelarsi più di quanto Nazafareen sia disposta a pagare…


«Kat Ross ha creato un mondo misterioso, ricco di
fascino e magia, azione e colpi di scena. Una storia
originale, epica, impossibile da dimenticare. Fatevi un
favore: leggetelo!»

– (WONDERFUL MONSTER – IL BLOG DI ERIKA ZINI)

«Kat Ross si riconferma un’autrice in grado di creare un
portale verso un mondo emozionante e ricco di colpi di
scena. La sua penna ammalia il cuore dei lettori più
intrepidi che sono alla ricerca di un avventura mozzafiato
e di una straziante storia d’amore.»

(MY CREA BOOKISH KINGDOM)


RECENSIONE 

La storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata con il primo volume, in The Midnight Sea.

E’ passata qualche settimana da quando Nazafareen e il suo Daeva Darius erano riusciti nell’intento e sperava con tutta se stessa di non doversi mettere in altri guai con l’impero. Invece lo fa, perchè, dopo aver accettato un incarico davvero importante, Nazafareen e Darius seguiti da Tijah e Myra si recheranno nell’antica città di Karnopolis alla ricerca del Profeta, cercando di nascondersi, allo stesso tempo, da chi gli da la caccia. Ed hanno una scadenza importante, devono riuscire prima che Alexander di Macedonia marci su Persepolae e la bruci. Si renderanno conto presto di non essere i soli a cercare il Profeta e tra un punto di vista e l’altro, ci avventureremo in una corsa contro il tempo.

Riuscirà la nostra protagonista nel suo intento? Chi è veramente Balthazar? E perchè cerca disperatamente il Profeta? Quale posizione prenderà il Profeta? 

La candela di sego sul comodino ondeggiò mentre una leggera brezza si riversava nella stanza. Avevo mentito quando gli avevo detto sulla nave di non riuscire a sentire il potere, di non riuscire a sentire il posto del tutto-del niente che i daeva chiamavano Nesso. Lo avvertivo in ogni momento, ormai. Era la fonte da cui fluiva il potere elementale, la struttura nascosta di tutte le cose. Pensavo che avrei potuto toccarlo se avessi voluto, ma non lo facevo. In parte perché era così che gli Immortali ci avevano rintracciato alla casa del contrabbandiere. Avevano sentito quando Darius aveva utilizzato l’aria. Ma principalmente perché avevo una forte attrazione per il fuoco. Per l’elemento proibito. L’unico che i daeva non potevano usare. Se lo avessero fatto, li avrebbe uccisi. Non sapevo perché.

Risultati immagini per antica persiaLa trama è ben scritta e rappresentativa della storia. Ciò che accade è esattamente ciò che viene descritto. L’unico problema che ho trovato sta nello sviluppo di questa storia ma ve ne parlerò più avanti.

La copertina, come per il titolo, sono rimasti immutati rispetto all’originale esattamente come per il primo volume. Di questo, infatti, ne sono più che soddisfatta. E’ raro trovare edizioni così belle e significative che non vengano storpiate o rese in qualche modo da sembrare tutt’altro.

L’ambientazione è la stessa del precedente, siamo nei territori dell’antica Persia nel periodo di Zarathustra ovvero Il Profeta e di Alessandro Magno. Quindi lascio a voi l’immaginazione. Siamo a Persepolae, nei pressi del Midnight Sea e vicino al Bosforo e tutta la zona d’interesse di cui vi ho parlato.

Osservammo le stelle. Per un momento, ebbi la vertiginosa sensazione di guardare un enorme abisso, un oceano di luci pieno di strane correnti e ondate di marea che duravano milioni di anni. Poi la mano di Darius trovò la mia, calda e callosa per via della spada, e il mondo si raddrizzò di nuovo. «Anch’io ho paura, Nazafareen. Ma il Profeta ci insegna che il paradiso e l’inferno sono qui sulla Terra.» Inclinò la testa all’indietro e assaporò la notte. Sapevo che sentiva il Nesso con più intensità nella quiete dell’oscurità. «Siamo noi a decidere il nostro destino. Non il Sacro Padre. Tu e io. E c’è un’unica strada per andare avanti. La prenderemo insieme?» Gli strinsi piano la mano. «Sempre.»

 

I personaggi stavolta sono meno del previsto, almeno rispetto al primo libro ma sono sempre be scritti ed esaudenti a livello strutturale e narrativo, molto di più di quanto lo fossero nel primo volume.

Nazafareen è sempre più determinata ed impulsiva. Anche se non conosce a pieno i poteri che scorrono dentro di lei e se le manca la mano destra, è coraggiosa e non si arrende per niente al mondo. 

 

Darius, il daeva di Nazafareen è sempre misterioso e pieno di segreti, sopratutto in questo libro quando torna nella città dove è cresciuto e dove ha vissuto delle ingiustizie e sofferenze. E’ come sempre misterioso ma con Nazafareen accanto niente è impossibile.

Tijha - The Midnight SeaTijah e la sua daeva Myra, sono sempre più belle assieme, sembrano quasi due sorelle. Si supportano e si compensano a vicenda: dove Tijah è irruenta o nervosa, Myra è calma e cerca di mantenere tranquille entrambe. Sono una vera forza della natura assieme.

Insieme, questi quattro personaggi creano un mix perfetto. Non c’è mai stato uno dei quattro che avessi detestato e devo dire che questo mi accade abbastanza di rado in un libro perchè finisco, la maggior parte delle volte, per detestare un protagonista o l’altro o comunque un personaggio collegato al protagonista. E qui non mi è mai successo, adoro la squadra, tutti e quattro insieme sono formidabili.

Avremo modo di conoscere meglio Balthazar, il negromante che abbiamo intravisto almeno in parte nel primo libro. E’ un essere potente al servizio di una persona ancora più forte di lui. Determinato, ostinato e crudele, farà venire i brividi.

Gli importava solo del potere. Il negromante lo comprendeva, ma lo trovava vuoto. Il potere fine a se stesso lo annoiava. Lui cercava la conoscenza sopra tutto il resto, perché non poteva essere persa o portata via. Tu sei un pellegrino, Balthazar. Sorrise. Sì, lo era. Ed era anche altre cose. Era persino capace di provare amore, anche se di un tipo ossessivo e spietato.

Risultati immagini per gif donna nel desertoIl perno centrale stavolta è quello di salvare i daeva, gli esseri umani e il mondo intero prima che il potere cada nelle mani sbagliate. E Nazafareen assieme ai suoi amici deve cercare di salvare il Profeta Zarathustra prima che sia il nemico a raggiungerlo per primo.

Lo stile utilizzato, questa volta è stato decisamente più lento rispetto al precedente. Attenzione, la storia è sempre ben scritta e i personaggi ben costruiti ma le dinamiche sono state molto più lente rispetto al precedente.

La storia si divide in capitoli in cui è la protagonista, Nazafareen, a parlare in prima persona e capitoli in cui conosceremo Balthazar in terza persona o addirittura un altro personaggio che risiede all’interno della città ed è sotto il comando del Re. I punti di Balthazar e l’altro hanno rallentato la lettura per quanto interessante fosse scoprire i retroscena del nemico. Ma allo stesso tempo la lentezza dello scritto ha messo in piedi una corsa contro il tempo a chi riesca prima nell’intento. Quindi la cosa mi ha disturbato nella velocità di lettura ma ai fini della storia ha creato adrenalina. Dopo la metà del libro l’azione è tornata ed ha potuto scorrere molto più facilmente.

Decisi subito che non avrei più provato a toccare il potere. Non era sicuro. C’era qualcosa di rotto in me. Sarei diventata troppo temeraria, troppo autodistruttiva. Ora sapevo come si sentiva Darius quando mi aveva implorato di tenerlo sotto controllo. Quando ancora credeva di essere un Druj. Di essere cattivo. Una menzogna, ma mi domandavo se una parte di lui ci credesse ancora. In ogni caso, i suoi stessi demoni lo stavano divorando. Faceva finta di no, ed era bravissimo a fingere. Ecco come era sopravvissuto tanto a lungo.

Il libro è stato un mix di emozioni che non riesco neanche a spiegare. E’ stato a tratti difficile da digerire, almeno inizialmente, poi ha ripreso il suo flusso e mi hanno colpito tutti i retroscena che si scoprivano balzando da Nazafareen a Balthazar.

Questa saga, comunque, non si piega e resta una delle mie preferite lette in quest’anno. Questo secondo capitolo è stato, nonostante la fase di stallo iniziale, avvincente e pieno di sorprese. Nazafareen, Darius, Tijah  e Mira entrano nel cuore e sanno come conquistarti pagina dopo pagina. Sono sinceramente curiosa di sapere come finirà il terzo volume. Consiglio? Ovvio, dovete cominciare a leggere questa saga perchè merita davvero. 

“Buoni pensieri, buone parole, buone azioni. Possa il Sacro Padre guidarti e proteggerti”

Possa il Profeta proteggervi dalla fine.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ve ne pare? Leggerete questa saga? Stavate aspettando questo secondo volume! Non dovete perderlo allora. Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto,

Sara ©

 

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REVIEW PARTY – GHIACCIO COME FUOCO DI SARA RAASCH (#129)

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi un altro Review Party, la novità delle novità. Uno dei libri più attesi, il seguito di Neve come cenere (Recensione QUI) di Sara Raasch edito Mondadori che ringrazio per l’opportunità e Jessica per aver organizzato l’evento.

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Titolo: Ghiaccio come fuoco
Autore: Sara Raasch
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 5 dicembre 2017
Trama: Da tre mesi i sudditi del Regno d’Inverno sono stati liberati e il re di Primavera, Angra, è scomparso, grazie soprattutto all’aiuto di Cordell.
Ma ancora non c’è pace per gli inverniani: devono pagare il debito verso Cordell, e sono così costretti a lavorare nelle miniere. Dove portano alla luce qualcosa di molto potente e altrettanto pericoloso: l’abisso della magia di Pri
moria. Potrebbe essere l’arma definitiva per sconfiggere Angra, ma l’ultima volta che il mondo ha avuto accesso a una magia simile è precipitato verso la rovina. Così, quando il re di Cordell ordina a Meira e Theron di partire alla ricerca dei segreti della magia, la ragazza pensa di usare quel viaggio per radunare alleati con un unico scopo: evitare che i poteri dell’abisso vengano liberati. È l’unico modo per proteggere il suo popolo, e Meira è disposta a tutto pur di tenere gli inverniani al sicuro. Ma dentro di lei inizia a farsi strada un dubbio: e se la sua missione non fosse combattere solo per Inverno, ma per tutto il mondo? Saprà farlo senza mettere in pericolo le persone che ama?

RECENSIONE

La storia riprende dove l’avevamo lasciata, anzi non proprio; ha inizio tre mesi dopo la fine del primo volume. Essendo il secondo della serie iniziato con Neve come cenere e cercherò di fare meno Spoiler possibili anche se non ve lo garantisco visto che è molto difficile non parlarvi di ciò che succede visto come finisce il primo volume.

Quindi, tre mesi dopo la ripresa di Inverno da parte di Meira e della sconfitta di Angra, il popolo di Inverno sembra trovarsi di nuovo al punto di partenza. Sì, si trova a Jannuari, la capitale d’Inverno e tutti sembrano essere a casa, ma non è esattamente così. Cordell, governata da Noam, vuole trarre il giusto profitto da Inverno per l’aiuto e il supporto che ha ricevuto per ritrovare la libertà. E Meira non è disposta a starsene in silenzio e a farsi sfruttare. In più Noam dopo aver trovato nelle miniere di Inverno una cosa per lui interessante cerca di voler avere sempre più potere. Così Meira sarà costretta a ricorrere ad altri mezzi e a chiedere aiuto ad altri Regni per cercare supporto.

Riuscirà Meira nel suo intento? Avrà il supporto del suo popolo e quello degli altri Regni? Chi incontrerà lungo il suo cammino? Cosa succederà agli Inverniani questa volta? Troveranno finalmente la pace che cercano?

Non posso prevedere se troverò le chiavi e se lo farò prima di Cordell, né se riceverò le risposte su come controllare la mia magia. Anche se la ricerca dovesse rivelarsi infruttuosa, però, Inverno ne verrà comunque fuori con qualcosa in mano. Da questo viaggio tornerò con la salvezza del mio regno in pugno.

La trama è ben scritta e rappresentativa di questo volume. L’unica cosa è che se non avete letto la saga, non dovete leggere la trama di questo volume perchè potrebbe contenere Spoiler.

Risultati immagini per fan art frost like fireLa copertina è stata mantenuta come l’originale, solo la versione cambia rispetto a tutto ciò. Mentre la verione originale è stata mantenuta in Hardback, in italia abbiamo solo la Paperback, ovvero quella con la copertina flessibile. 

Il titolo non è stato storpiato, è stato tradotto semplicemente dall’originale Frost Like Fire e ne sono sinceramente felice. A quanto sembra la serie almeno sulla copertina e sul titolo è stata curata. Anche se la versione poteva essere migliore, almeno non è stato storpiato il resto.

L’ambientazione è sempre fantastica, ci troviamo a Primoria che è suddivisa in Regni delle Stagioni e i Regni del Ritmo (ma questo lo sapevate già se avete letto la recensione di Neve come cenere e se avete letto il primo volume) e l’epoca è assolutamente indefinita.

Ci sono tutti. Tutti i residenti di Jannuari, i visitatori di Autunno, qualche soldato di Cordell, ciascuno intento a socializzare tra le note della lira e un cielo che promette neve. Ogni Inverniano è riuscito a trovare almeno un dettaglio bianco da indossare in onore del nostro regno – una gonna, una sciarpa o un abito dai motivi bianchi su sfondo grigio. Centinaia di persone canute indossano capi bianchi e si muovono come tanti fiocchi di neve. Una tormenta.

I personaggi sono sempre ben delineati ma questa volta quello che mi ha dato più i nervi, oltre Mather che non l’ho mai sopportato neanche dal primo, è stato Theron. Vi analizzerò il tutto più avanti.

Risultati immagini per fan art frost like fireMeira stavolta ha piena coscienza di se, o almeno se non piena, molto di più del primo libro. E’ tosta, coraggiosa e si fa carico del Regno d’Inverno come non mai. Lo protegge, ama il suo popolo e cerca di contrastare più che mai Noam che gli mette i bastoni fra le ruote e tutti coloro che si metteranno sul suo cammino. E’ e sarà sempre la Regina guerriera.

Mather è sempre lo stesso, forte, ribelle, poco incline al dovere e impetuoso. Un tipo che non ho sopportato molto neanche nel primo libro ma che, per questo volume, è stato deciso di dargli una voce, cosa che non condivido molto anche perchè per la maggior parte è stato poco utile e poco costruttivo.

Theron è l’erede al trono di Cordell e il suo pensiero va contro suo padre in tutto e per tutto, almeno da come lo ricordavamo nel primo volume. Qui, Theron avrà delle reazioni piuttosto strane ma saranno del tutto giustificate e troveranno una base anche piuttosto forte, quindi… Theron, dai, sei perdonato ma solo ‘sta volta è!

Gli altri personaggi che troveremo saranno più o meno i stessi del precedente ma avremo anche tante aggiunte.

Simon, Re di Estate che Meira incontrerà lungo il suo percorso. Un uomo che pensa solo al vino e al piacere ma mai al suo popolo, ridotto per la maggior parte in povertà e in schiavitù. Ceridwen, la sorella di Simon e principessa di Estate, una ragazza molto simile a Meira sotto molti punti di vista, schietta, forte e audace. Va contro i principi del suo stesso fratello e sarà una spalla per la nostra protagonista. Un personaggio di cui mi è piaciuto molto leggere.

Conosceremo anche altri due regni del ritmo e i loro re e regine, Giselle di Yakim e Jesse di Ventralli. Sarà molto interessante andare alla scoperta di nuovi regni e usanze particolari per ognuno di loro. Bello, davvero bello.

Mi manca il respiro, lacrime brucianti mi scorrono lungo le guance. I suoi occhi arrossati per l’alcol incontrano i miei e vi si soffermano quel tanto da mostrarmi il dolore, la realtà che cala su di lui. «Mia regina» dice. Cerco a tentoni la maniglia alle mie spalle e apro la porta davanti ai volti confusi di Conall e Garrigan, la cui confusione non fa che aumentare alla vista di Mather che esce in corridoio. Se ne va. Come se niente fosse. Senza un addio, un ultimo sguardo. Come se non ci fossimo amati.

Il perno centrale è salvare Inverno dalla presa salda di Cordell. Non bastava Angra con Primavera nel primo volume. Adesso Meira ha liberato Inverno sotto l’aiuto di Cordell e loro vogliono la loro parte, Noam vuole la sua parte. La pretende e Meira non è disposta a dargliela.

Lo stile di scrittura è stato sempre descrittivo e prolisso ma assolutamente unico della Raasch, il mondo che ha creato è stato davvero fantastico.

Mentre il primo libro è stato più incentrato sull’azione, questo era concentrato sulla politica e sulla preparazione di ciò che avverrà nel terzo capitolo di questa interessante saga fantasy.

La cosa che non mi è andata giù completamente è stata la suddivisione delle voci narranti. Non c’è più solo Meira in prima persona ma anche Mather, solo che lui ha voce in terza persona. Il suo punto di vista l’ho trovato inutile e poco produttivo. Solo ad un certo punto si è ritrovato ad essere utile per capire un determinato avvenimento. Poi basta. Ma la cosa non andrà ad influire molto sul voto finale perchè il libro mi è piaciuto davvero molto.

Altra cosa che mi ha dato i nervi è stato Theron. Il comportamento è completamente cambiato rispetto al primo libro e piano a piano, nel corso delle pagine cominci a seguire la stessa linea di pensiero di Meira nei suoi confronti, se non peggio. Io l’ho detestato molto ma sappiate che è tutto spiegato, non è impazzito dall’oggi al domani.

«Ma io sono il retaggio di Inverno.» Mi si spezza la voce. «Sono l’unica che può…» «Smettila!» Nessa agita le braccia in direzione di tutte le persone nella stanza. «Non sei l’unica. Questo è il mio regno tanto quanto è il tuo. È anche la mia guerra.» “È anche la mia guerra, Sire! Lasciami combattere. Posso essere d’aiuto, lo so!” Le parole di Nessa riecheggiano in me come ricordi e io mi limito a guardarla sbattendo le palpebre. Tutte le decine di volte in cui ho urlato contro Sire quelle stesse frasi. 

Il libro è stato molto molto bello. Sinceramente ho apprezzato di più il primo ma questo non ha niente da invidiare al precedente se non un pò più di azione. Adesso mi aspetto fuoco e fiamme dal terzo volume.

Sara Raasch ha creato un mondo davvero fuori dal comune, un fantasy davvero interessante che coinvolge e che è un insieme di magia, retaggi e lotta al potere. Una storia piena di valori, che spingerà la Regina d’Inverno a lottare con tutta se stessa per il bene di se stessa e del suo popolo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Voglio un super commentone e dovete iniziare a leggere questa saga perchè merita assolutamente.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – LA PRIGIONIERA DEL GHIACCIO E DELLA NEVE DI RUTH LAUREN (#128)

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

E buon martedì! Ecco qui che vi presento un libro edito DeAgostini che ringrazio per avermi permesso la lettura e Sara di Bookspedia per aver organizzato l’evento. Un libro che promette tanto, davvero tanto e che sono stata felice di leggere in anteprima:

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Titolo: La prigioniera del ghiaccio e della neve

Autore: Ruth Lauren

Editore: De Agostini

Genere: Fantasy

Data di uscita: 5 dicembre 2017

Trama: In un mondo di ghiaccio dove la pace tra i regni è costata un caro prezzo, la tredicenne Valor desidera solo farsi catturare e finire in prigione. Essere arrestata è infatti l’unico modo per salvare la sorella gemella Sasha, incastrata per il furto del carillon che rappresenta la pace tra i popoli. Su di lei ora pende una condanna a morte e Valor non intende abbandonarla. Ma è solo quando entrambe si trovano rinchiuse nella fortezza più sicura e blindata al mondo che la ragazza comprende quanto grave sia la situazione. Perché nessuno è mai uscito vivo dalla prigione di Demidova. Nessuno è mai evaso. Valor però non intende arrendersi, e con l’aiuto di Sasha e dei loro improbabili compagni di prigione scopre una verità spaventosa. Una verità che rischia di distruggere per sempre tutto ciò che conosce.

RECENSIONE

La storia ha inizio in una fredda mattina a Demidova, il Paese dove vive Valor assieme a sua madre e a suo padre e sua sorella gemella Sasha. A Demidova, Sasha ha portato via qualcosa, un Carillon,  il fulcro per la pace tra il popolo di Demidova della Regina Ana e quello di Magadanskya di lady Olegevna, e, per averlo rubato è finita a Tyur’ma. Tyur’ma è una prigione. La peggiore del Paese dove il ghiaccio e la neve si infiltrano fin nelle profondità e il freddo s’insinua fin nelle ossa. Una prigione per ragazzi dai tredici ai sedici anni costretti a fare i schiavi e dove fin’ora nessuno era mai riuscito a scappare. Valor è disposta a tutto pur di riabbracciare sua sorella, persino a mettere in atto un attentato al principe Anatol scoccando una freccia verso di lui, ma senza colpirlo. Il piano è perfetto e dopo aver conosciuto Feliks, un ladruncolo di strada, viene catturata e portata al cospetto della Regina che la costringe a passare l’ergastolo a Tyur’ma.

Riuscirà Valor a ritrovare Sasha? Riuscirà ad attuare il suo piano e riuscire ad evadere assieme a sua sorella dalla prigione di ghiaccio e neve?

Quando ci avviciniamo ai cancelli dorati dei giardini reali, dal palazzo spuntano altre guardie. Vorrei urlare che non sono un’assassina, che non sono pericolosa, che non sono quello che pensano. Ma non posso farlo. I cancelli si aprono. Entro nei giardini e mi faccio coraggio. Presto otterrò quello che voglio.

La trama è stata la prima cosa che mi ha messo curiosità in questa storia. Fin dall’inizio, quando ho letto la mail con le novità mi sono detta: “devo leggerlo!”. E spero che metta la giusta dose di curiosità anche a voi perché è stato davvero un libro molto carino.

Risultati immagini per the princess of ice and snow ruth lawrenLa copertina è assolutamente meravigliosa e in confronto all’originale, che trovate qui di lato, davvero non c’è paragone che tenga. Sono davvero felice quindi, che la DeAgostini abbia fatto un bel lavoro e non vedo l’ora di averlo fra le mani. Il titolo è stato tradotto così come lo vedete dall’originale e non è stato storpiato quindi io trovo che sia stato fatto un lavoro doppiamente ben fatto. 

La storia è ambientata a Demidova, un paese dalle sembianze russe, dove il freddo è la caratteristica principale, governata da Re e Regine. L’epoca è indefinita anche se sembra in parte medioevale o giù di lì. Per non dire baggianate preferisco dirvi che è “incasellabile” all’interno di una fascia temporale. 

In lontananza, le cupole a forma di cipolla del palazzo reale risplendono sulla città. Le case e le botteghe, i moli, le scuole, la piazza acciottolata e i cancelli dorati dei giardini reali… è tutto bellissimo. E così distante da noi. Non riesco a smettere di pensare alla richiesta di Nicolai, ma questo non vuol dire che risponderò. «Non pensavo che si potesse sentire nostalgia di un posto» dico. E invece io la sento. In fondo al cuore, mi manca casa mia. Chissà se riuscirò mai a tornare in città… O se la vedrò per sempre così, da lontano…

I personaggi utilizzati sono stati descritti ma anche misteriosi nel punto giusto, niente da ridire su questo ed io vi parlerò di coloro che troverete maggiormente all’interno di questa lettura:

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Valor è una ragazzina forte e coraggiosa. Sa utilizzare l’arco in maniera egregia, avendo imparato da sua madre, una Cacciatrice. Ed è determinata e disposta a tutto pur di salvare sua sorella.

Sasha è la sorella gemella di Valor. E’ lei che è rinchiusa in prigione per aver rubato il Carillon tanto prezioso per il suo paese. Quando però Valor raggiungerà la prigione non sarà facile come sembra trovare sua sorella perchè lei è finita nelle Mani Nere. Sasha è una ragazzina in gamba e con le parole riesce sempre a sistemare tutto. Ama molto anche lei sua sorella.

Feliks è un piccolo ladruncolo che Valor incontrerà lungo il suo cammino. E’ intelligente, furbo e sprezzante del pericolo. Farà subito squadra con Valor e gli sarà di grande aiuto. Kate, invece, inizialmente non sembrava delle più simpatiche ma è cambiata nel corso del libro. Sarà la compagna di cella di Valor con cui essa stessa si ritroverà a condividere problemi e piani per cercare di evadere.

Trovere anche molti altri personaggi, che conoscerete e apprezzerete, e altri che detesterete. Non vi resta davvero che leggerlo!

«È stato questo a farti cambiare idea?» Katia abbassa lo sguardo e stringe le mani in grembo. «È stato il modo in cui parlavi di Sasha. Il desiderio che avevi di liberarla. Tutto quello a cui hai rinunciato per cercare di fare qualcosa che, francamente, è impossibile. Io…» Stringe i denti e, quando alza la testa, ha gli occhi lucidi. Si asciuga le lacrime con una mano. «Anch’io avevo una sorella. Eravamo molto unite, come te e Sasha. Ma lei era più piccola di me. Una volta, mia madre mi chiese di restare a casa per badare a lei, ma io non lo feci. Cielo, mi ero messa in testa di andare a una stupida festa, e quando tornai, lei era morta. Era annegata. È solo colpa mia. E poi, tutto quello che ho fatto dopo… scappare, rubare… è per quello che sono qui.» Katia si volta a guardarmi con gli occhi velati di lacrime, ma anche lucenti e speranzosi. «Però posso aiutarti a salvare tua sorella.»

Il perno centrale è, appunto il legame di Valor a sua sorella Sasha. Farebbe di tutto per salvarla e di tirarla fuori dalla prigione, anche se sa che ha rubato qualcosa di importante per il suo paese. Valor ama sua sorella, mettendo sempre prima Sasha a se stessa, un legame famigliare che difficilmente si riesce a trovare nei libri.

Risultati immagini per prigione di ghiaccio e neve gifLo stile utilizzato è stato di grande impatto e semplicemente scorrevole oltre che assolutamente di veloce lettura, tant’è che ho impiegato veramente pochissimo per terminarlo.

La storia è piena di colpi di scena, è interessante e con un valore talvolta importante, che a volte le storie perdono di vista: la famigliaIl cordone ombelicale che lega le due sorelle è talmente grande che nessuno sembra poterle separare. E sono grata che non ci sia stata di mezzo la storiella romantica perchè avrebbe smontato tutto. Finalmente un libro come si deve!

In più pensavo che andando all’interno della prigione il libro diventasse monotono e noioso, invece è stato tutt’altro. Ci sono molti colpi di scena, amicizie inaspettate, Pacificatori, la direttrice, e talmente tante cose che accadranno che lasceranno il lettore a bocca aperta.

L’unica cosa che mi ha sempre un pò frenato è stata questa di cui sto per parlarvi. Nonostante questa sia una storia per ragazzi e la protagonista sia solo una tredicenne non sono mai riuscita ad immaginare Valor come tale. L’ho vista sempre più grande, una sedicenne/diciassettenne al massimo. Perchè è abbastanza difficile immaginare una ragazzina di quell’età essere così furba e scaltra.

Mi fermo. La landa è punteggiata dai cadaveri dei lupi. Chiazze scure macchiano le loro pellicce e la neve. Chino la testa per un attimo, e quando mi volto, vedo la direttrice Kirov immobile, che mi fissa. I Pacificatori si stringono intorno a lei. Mi guardano tutti. «Ve l’avevo detto che… ho una certa dimestichezza con arco e frecce.»

Un libro davvero sorprendente. La prigioniera del ghiaccio e della neve ti trascina in un mondo fantastico, fatto di ragazzi coraggiosi, di sorelle unite e di collaborazione in un ambientazione con fondo russo, pieno di mistero, potere e amore fraterno. E mi stupisco sempre di più di queste storie per ragazzi, perchè appassionano, a volte, molto di più di quanto faccia effettivamente un libro per adulti.

Consiglio assolutamente la lettura di questo libro ed ammetto che sono assolutamente curiosa, adesso, di voler leggere il seguito e di sapere cosa accadrà alle due sorelle andando avanti nel tempo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo

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Ecco a voi tutti i link partecipanti al Review Party! Mi raccomando, non perdete le altre recensioni!

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Cosa ne pensate cari lettori? Io vi aspetto come sempre con dei bei commenti, visto il libro, molto carino! Su, su, fatemi sapere le vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #127 – LA MENZOGNA DI CECELIA AHERN.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi devo ringraziare tantissimo innanzi tutto la Rizzoli, per avermi inviato la copia digitale del libro. Adoro la Ahern da sempre e non vedevo l’ora di leggere questo libro ed ho fatto bene, davvero! Ecco che ve ne parlo:

511wbsh52vlTitolo: La menzogna

Autore: Cecelia Ahern

Editore: Rizzoli
Genere: Fiction
Data di uscita: 9 Novembre 2017
Trama: «Ci sono tre categorie di ricordi nella mia memoria: le cose che voglio dimenticare, le cose che non riesco a dimenticare e le cose che avevo dimenticato di aver dimenticato finché non mi sono tornate in mente.» Comincia con queste parole la storia di Sabrina, trentenne insoddisfatta divisa tra un rapporto ormai incrinato con il marito, i tre figli e un lavoro in piscina che le risulta noioso e insopportabile, e Fergus, l’anziano padre, ricoverato in una casa di riposo dopo un terribile ictus. E comincia così perché è una storia di ricordi negati e taciuti, di piccoli e grandi segreti famigliari, di momenti che osservati sotto una nuova luce possono assumere colorazioni e significati diversi. La nuova luce passa attraverso il vetro screziato di una collezione di biglie che viene misteriosamente recapitata a Fergus. È da lì che inizia la ricerca di Sabrina, un percorso sofferto eppure illuminante che la porterà ad affacciarsi nell’infanzia del padre, nelle giornate, nelle passioni e nelle storie del bambino che è stato. Scavare nel passato significa per la ragazza sfiorare i nervi scoperti di un rapporto minato da assenze e inquietudini, dalle immagini vivide del matrimonio infelice dei genitori. Un incontro, quello tra il padre e sua figlia, capace di riscrivere le esistenze di entrambi, di riportare ordine in una costellazione famigliare in cui i ricordi, acquistando un peso e un valore diversi, vanno a comporre un nuovo presente. Cecelia Ahern ci accompagna in un racconto a due voci originale e travolgente, mostrandoci quanto sia vero che spesso le persone che conosciamo meno sono proprio quelle a cui siamo sempre stati accanto.

RECENSIONE

La storia ha inizio con dei ricordi di Sabrina, ricordi strani, ricordi che la gente tende a dimenticare perchè troppo strani o troppo imbarazzanti. Da lì comincia un alternanza di capitoli fra Sabrina e Fergus, suo padre che conosceremo invece, da bambino fino ad oggi.

Fergus è un piccolo bambino insicuro e il prete della sua scuola, lo punisce. Lo chiude in uno sgabuzzino e un altro prete, però gentile, gli lascia delle biglie per dargli forza. Da lì, le biglie diventeranno la sua vita, in tutto e per tutto.

Cosa scoprirà Sabrina di suo padre? Cosa scoprirà di se stessa?

Non dico agli altri di cosa abbiamo parlato io e mamma, e non dico loro nemmeno che abbiamo giocato a biglie insieme. Voglio che rimanga tra lei e me. Quella settimana mamma smette di vestirsi di nero e ci prepara una torta di susine per dolce, ma non dico a nessuno perché. Una cosa che ho imparato, prima tenendo le biglie in tasca nel caso padre Murphy mi chiudesse nello stanzino, poi uscendo con Hamish e facendo credere agli altri bambini che non avevo mai giocato a biglie prima, è che avere dei segreti mi fa sentire potente.

La trama è molto accattivante e rappresenta la storia così com’è. Sabrina e Fergus sono due persone che si conoscono da una vita ma sembra quasi che Sabrina non abbia mai conosciuto il suo vero padre. Un racconto a due voci molto interessante.

Risultati immagini per the marble collectorLa copertina è stata cambiata a pie pari come il titolo stesso. Non che io la trovi brutta, anzi, mi piace ma perché renderla completamente differente dall’originale? Il titolo non riesco a capire da dove possa provenire. Dalle bugie del padre? Ok, posso essere d’accordo ma il titolo era The Marble Collector, ovvero Il collezionista di biglie. Perché farlo diventare La Menzogna?! Era tanto bella la traduzione che poteva nascerne. MISTERO.

La storia si svolge come sempre in Irlanda, luoghi preferiti dalla nostra autrice, che come sempre utilizza il suo paese per svolgere le sue storie e l’epoca è moderna per quanto riguarda Sabrina e sessant’anni più vecchia per quanto riguarda Fergus, che scorre gli anni da quando ne aveva solo 5 a quando ne ha più di sessanta.

La collezione di biglie copre tutto il pavimento: sono bellissime, luccicano sul tappeto come un cielo stellato. La casa è silenziosa ma adesso mi ronza la testa. Prendo il primo gruppo di biglie sulla lista. La scatola di bloodies che ho mostrato a papà, quella catalogata con il nome «Alleati». Inizio a lucidarle, come per scusarmi di non aver saputo prima della loro esistenza. Ho un talento speciale per ricordare cose che le persone dimenticano e ora so una cosa importante su papà che lui si è sempre tenuto per sé e che ora ha dimenticato. Cose che vogliamo dimenticare, cose che non riusciamo a dimenticare e cose che avevamo dimenticato di aver dimenticato finché non ci tornano in mente.C’è una nuova categoria. Tutti abbiamo cose che non vorremmo mai dimenticare. E tutti abbiamo bisogno di una persona che le ricordi, nel caso serva.

I personaggi utilizzati e strutturati all’interno della lettura sono molti ma mi sento in dovere di parlarvi specialmente di due persone che hanno composto mano a mano la storia:

Sabrina è una donna insoddisfatta della piega che ha preso la sua vita. Lei è sempre stata molto brava a tenere a mente tutto, ogni particolare che la gente di se non ricorda. Ha dei figli piccoli, un marito e un padre che scoprirà piano piano nel corso del libro: suo padre Fergus non è come lo aveva sempre conosciuto. Ha mentito, ha mentito sempre.

Fergus è il padre di Sabrina. Mano a mano che proseguiremo nella lettura conosceremo Fergus durante tutto il percorso della sua vita: Come è stato, come è e avremo modo anche di capire come sarà. Ama la sua famiglia, soprattuto suo fratello Hamish e sua madre. Ma più di chiunque altro ama le sue biglie, che si ritroverà a collezionare nel corso della sua vita.

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Gli altri personaggi che troverete all’interno del libro, sono molti ma li scoprirete tutti se deciderete di leggere il libro: i fratelli di Fergus e sua madre, Mattie, Gina, Cat, Aidan e molti altri.

«Un giorno arrivò al pub praticamente ballando e offrì da bere a tutti. Jimmy mi dice, prendendomi la testa tra le mani. Oggi è il giorno più bello della mia vita. Per capire che cosa lo rendesse così euforico, dovetti aspetta- re che mi accadesse qualcosa di simile. Quando è nato il mio primo figlio è stato il giorno più felice della mia vita e sono entrato ballando al pub proprio come aveva fatto tuo papà. E a quel punto mi sono reso conto di che cosa gli fosse capitato: aveva avuto un bambino. È stato un aprile di circa trent’anni fa, forse un po’ di più.» Il mio compleanno. «È vero?» chiedo, incapace di cancellarmi il sorriso dal volto.«Giuro sui miei nipoti» dice lui alzando le mani. E io gli credo.

Il perno centrale sono le biglie e la scoperta della vita di Fergus sotto diversi punti di vista: quello del diretto interessato e quello di sua figlia che lo scopre piano piano.

Lo stile utilizzato è il medesimo di tutti i libri della Ahern: scorrevole, leggero e semplicemente unico. Il libro finisce alla velocità della luce e come sempre non ci si riesce a staccare gli occhi dalle pagine.

La storia è scritta sotto due punti di vista: quello di Sabrina e quello di Fergus. L’unica pecca che stavolta debbo farle è la parte di Sabrina. All’inizio non mi piaceva particolarmente e preferivo quello del piccolo Fergus. 

Ho adorato la relazione di Fergus con suo fratello Hamish. Sono stati legati tutta la vita da un filo indissolubile, che nessuno potrà mai cancellare.

E’ questo che sta cercando di dirmi mio fratello maggiore? Continuo per un po’ a cercare dei segnali cifrati, poi mi rendo conto che è tutto alla luce del sole: c’è davvero un messaggio nella bottiglia. Hamish non l’ha scritto su un biglietto che ha infilato all’interno, ha semplicemente trovato una bottiglia con dentro una biglia. È quella il messaggio nella bottiglia. E mi arriva forte e chiaro. Dice: Ci sono ancora, Fergus. Non ti ho dimenticato, non ho dimenticato le biglie come tutti gli altri, so quanto sono importanti per te. Ho visto questa e ho pensato a te. Non ho ancora smesso di farlo. Mi dispiace per tutto quel che è successo. Possiamo essere amici. Il messaggio dice: Tregua.

Cecelia Ahern è una garanzia, come sempre. Ho adorato il suo libro, come tutti i precedenti. Mi sono commossa nella parte finale, un libro che rileggerei di nuovo, sicuramente. 

Un libro che vi consiglio, che entra nel cuore piano piano e ne esce difficilmente. Leggetelo, mi raccomando!

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Cosa ne pensate? Io adoro e ho sempre adorato la Ahern ma lo giuro, non sono di parte per questo libro. Era tanto che non leggevo qualcosa di suo – a parte Flawed ma è un altro genere -. Mi è piaciuto dall’inizio alla fine e non potete perderlo. Veramente.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #126 – THE CASTOFFS V.2: INTO THE WASTELAND DI M.K. REED, BRIAN SMITH, KENDRA WELLS E WYETH YATES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buona domenica! Ho ricevuto questa copia digitale da leggere grazie a NetGalley e all’editore, in cambio di un’onesta recensione. Quindi vi parlo di questo libro, questa graphic Novel, il secondo volume cominciato con The Castoff v.1: Mage against the Machine, che ho recensito: QUI.

61m2bimcumgl-_sx323_bo1204203200_Titolo: The Castoffs, V.2: Into The Wastelands

Autore: M.K. Reed, Brian Smith, Molly Ostertag, Kendra Weels  e Wyeth Yates
Pagine: 144
Editore: Lion Forge
Lingua: Inglese

Trama: Charris, Trinh, and Ursa have managed to work together long enough to defeat the evil Priestess and her hive-mind robot army, the Surrogate. They journey back to the village of Clifton to reunite with their guild, but once there, they discover that the Priestess may not be defeated after all, and a much larger threat may be looming. A secret from Ursa’s past threatens to break the fragile trust between the three mages, but they must overcome their differences and work together if they stand a chance of surviving the coming darkness. 

Trama tradotta in italiano (da me)Charris, Trinh e Ursa sono riusciti a lavorare insieme abbastanza a lungo da sconfiggere la malvagia Sacerdotessa e il suo esercito di robot mente-alveari, il surrogato. Tornano al villaggio di Clifton per riunirsi con la loro corporazione, ma una volta lì, scoprono che la Sacerdotessa non può essere sconfitta, dopotutto, e una minaccia molto più grande potrebbe incombere. Un segreto del passato di Ursa rischia di rompere la fragile fiducia tra i tre maghi, ma devono superare le loro differenze e lavorare insieme se hanno una possibilità di sopravvivere alle tenebre in arrivo.

RECENSIONE

La storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata con il primo volume. Non voglio farvi spoiler quindi vi dirò lo stretto necessario al riguardo.

Il piccolo trio formato dalle nostre eroine, Thrin, Ursa e Charris è riuscita in una parte del loro intento e fanno ritorno al villaggio per avvisare i loro compagni. Nel frattempo incontrano tre Maghi nel loro cammino che ritroveremo nel corso di questa lettura ed usciranno fuori risposte a dei misteri sulla vita di Ursa.

Il mistero si infittisce, ma riusciranno le tre ad evitare che le Macchine distruggano tutto? Riusciranno a non farsi mettere i bastoni fra le ruote? Riusciranno ad andare d’accordo e collaborare insieme?

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La trama già da come comincia, parte male: “sono riusciti a lavorare insieme abbastanza a lungo”. Quando? Dove? E’ già tanto che si sopportano tutte e tre insieme e tu mi dici lavorare abbastanza a lungo?! No. Il resto poi è abbastanza veritiero, se non che alla fine in questo volume non succede quasi nulla di particolarmente eclatante a parte i segreti che vengono fuori (che erano già limpidi come l’acqua) e una dipartita di Maghi che vanno contro la loro stessa “Congrega“.

La copertina mi piace molto anche se ho visto che ce n’è anche una versione più chiara, tendente all’arancione e sembra molto più bella. Non che questa non mi piaccia, io adoro il blu ma quello rende di più visivamente e non oscura i personaggi. Il titolo è sempre simile al precedente, titolo e sottotitolo. Stavolta abbiamo una nuova traduzione. I Reietti: nella landa desolata. Non è propriamente lo specchio della storia ma va bene, lasciamolo da parte e andiamo avanti. 

L’ambientazione è fantastica e l‘epoca ha un non so che di post-apocalittico ma non saprei dire perché non è specificata ma ci troviamo al villaggio di Clifton dove arrivano i nostri eroi in cui ci sono i loro compagni maghi.

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Cattura15I personaggi che troveremo sono i medesimi del libro precedente più qualche aggiunta.

C’è sempre Charris, Thrin e Ursa ma avremo modo di conoscerle meglio sia noi che di conoscersi fra di loro.

A fare il suo ingresso ci sarà Rosalba o meglio Ro, una ragazza dai poteri davvero sorprendenti che aiuterà nella missione la nostra giovane squadra al femminile.

Avremo sicuramente modo di conoscere un pò meglio Leda, una persona che si dimostra sagace, intelligente e comprensiva. Da l’impressione di essere una Maga astuta  ma anche dolce come una madre.

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Il perno centrale stavolta non è ben definito anche perchè questo libro sembra quasi di preparazione per i successivi. Mi è piaciuto ma penso che tra il primo e questo, avrebbero potuto benissimo accorparli per renderlo migliore. Spezzettarlo così non rende giustizia alla storia.

La grafica è la medesima del libro precedente e al riguardo non ho nulla da sire se non che in certi momenti sembra disegnato da uno e in certi momenti da un altro. Ma credo che, essendo tante le persone che ci lavorano su, si scambiano in questo senso.

Quello che mi stupisce è perchè creare una serie di libri così lunga se la storia si sviluppa a piccole dosi: avrebbero potuto costruire un libro più grande dove contenerli tutti ed evitare passaggi superflui, tipo quelli che avvengono in questo libro.

L’unica cosa interessante che accade è vedere tanti tipi di maghi diversi scontrarsi fra loro per esercitarsi e mettersi ala prova, niente di più. La storia sembra essersi bloccata per far spazio ad altri dettagli e il filo principale segue una spirale ancora fioca per poter intravedere qualcosa di essenziale. Ancora non c’è effettivamente qualcosa su cui focalizzarsi.

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In sostanza, la storia ha molte potenzialità ma gli autori preferiscono suddividere i libri in parti più o meno discutibili. Sarebbe stato decisamente più pratico un volume con molte pagine ma che contenesse la storia completa. Sembra quasi che abbiano cercato di tirare la storia avanti per forza, mettendo da parte il filo conduttore.

Consiglio comunque, perchè nonostante tutto è una Graphic Novel leggera e senza troppe pretese. Ideale per passare il tempo. 🙂

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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RECENSIONE IN INGLESE

The story begins where we left it with the first volume. I do not want to spoiler you so I’ll tell you the strictness you need about it. The little trio formed by our heroines, Thrin, Ursa and Charris have succeeded in a part of their intent and return to the village to alert their comrades. Meanwhile, they meet three Wizards in their journey that we will find in the course of this reading and they will come up with answers to mysteries about Ursa’s life.

The mystery is squeezed, but will the three succeed in preventing the Machines destroying everything? Will they not be able to put their sticks in the wheels? Will they get along and work together?

The plot since it started, badly, “I managed to work together long enough.” When? Where is it? is it so much that they all bear three together and you tell me to work long enough ?! No. The rest then is quite truthful, except that at the end of this volume there is almost nothing particularly striking apart from the secrets that come out (which were already as clear as water) and a departure of magicians who go against their own “coven”.

The cover I really enjoy, even though I have seen that there is also a lighter version, tending to the orange and looks much more beautiful. Not that I do not like it, I love blue but that makes it more visually and does not obscure the characters. the title is always similar to the previous title and subtitle. This time we have a new translation. The Castoff: Into the Watland. It’s not really the mirror of history but it’s okay, let’s leave it and go on.

The setting is fantastic and the era has a do not know it post-apocalyptic but I can not tell why it’s not specified but we are in the village of Clifton where our heroes come in where they are their mage companions.

The characters we will find are the same as those in the previous book plus some additions.

There is always Charris, Thrin and Ursa, but we will have a chance to know them better than ourselves and to know each other. To make his entry there will be Rosalba or better Ro, a girl with really amazing powers that will help our young female team in the mission. We will surely know a little better about Leda, a person who is wise, intelligent and understanding. by the impression of being a smart Maga but also sweet as a mother.

The central pin this time is not well defined because this book seems to be almost preparation for the next. I liked it, but I think between the first and the next, they could have made it very easy to make it better. Brushing it does not make justice to the story.

The graphic is the same as in the previous book and in that regard I have nothing to do but if at some point it seems to be drawn by one and at some moments from another. But I think, being so many people working on us, they swap in that direction. What amazes me is why to create a series of books so long if the story unfolds in small doses: they could have built a bigger book to keep them all and avoid unnecessary passages, such as those in this book.

The only interesting thing that happens is to see so many different types of magicians clash with each other to practice and test themselves, nothing more. history seems to be blocked to make room for other details and the main thread follows a spiral still dim to see something essential. There is still nothing to focus on yet.

In essence, history has many potentialities but authors prefer to divide books into more or less controversial parts. It would have been a much more practical volume with many pages but containing the full story. it almost seems that they have tried to pull the story forward by force, setting aside the lead.

I still advise, because despite everything, it is a light and unpretentious Graphic Novel. Ideal for spending time. My rating for this book: 3 stars.


Cosa ve ne pare? Vi ricordo, ancora una volta, (lo so: *Sara basta abbiamo capito*) che questa Graphic Novel è in inglese ed è il secondo volume della serie dei The Castoffs. 

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: “IL SEGNO DELLA TEMPESTA DI FRANCESCA NOTO” (#124)

BUONA SERA CARI LETTORI!

Scusate il ritardo ma oggi è stata una giornataccia ed io dovevo finire di scrivere la recensione che ho finito solo poco fa. Sono dolorante e stanchissima ma non vi abbandono sappiatelo. Oggi per voi ho pronto un bel Review Party di cui ringrazio la Saper Scrivere e la Astro Editore per l’invio e per avermi invitato a partecipare! Ecco che ve ne parlo:

cover_il-segno-della-tempesta-2Titolo: Il segno della tempesta
Autore: Francesca Noto
Data d’uscita: 18 Aprile 2016
Editore: Astro Edizioni
Prezzo: € 2,99 Ebook / € 12,67 Cartaceo
Trama: Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. Anni dopo, le sue capacità tornano a manifestarsi con forza. In preda a strani sogni premonitori, Lea decide di fuggire verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent’anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio – come il suo dono – fa parte di un disegno più grande. Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Lea. Lea è una ragazza fragile ma allo stesso tempo forte: convive da sempre con un dono speciale: percepisce le emozioni degli altri e la cosa si fa prepotente nel momento in cui conosceremo la protagonista. 

La ragazza è stanca di ciò che gli succede, di vivere le emozioni altrui e di sogni premonitori e decide di partire con una destinazione davvero curiosa: le Everglades. Partendo per la zona più selvaggia della Florida, Lea conosce Sven, un ragazzo con cui entra subito in empatia, il quale non ha emozioni particolarmente negative per lei e da cui lei si sente attirata da un legame invisibile.

Chi è Sven? Cosa succederà a Lea una volta giunti a destinazione? Cosa succederà ai due una volta che scopriranno la verità su ciò che sta accadendo?

Quel cavallo sembrava aver perso ogni fiducia nel genere umano, tornato alla natura selvaggia delle sue origini. Raido, l’avevano chiamato, come la runa del viaggio e della scoperta. Un nome significativo, scelto da Kenneth in uno dei suoi inspiegabili, intuitivi impulsi.«Ehi, bello…», mormorò piano, guardandolo, provando con cautela a stendere una mano verso di lui. Una profferta di pace. I suoi occhi verdi risplendevano di una luce gentile, mentre cercava lo sguardo scuro e guizzante dello stallone.«Raido, siamo qui per aiutarti. Non c’è più niente di cui avere paura…». In realtà, le parole non avevano importanza. Era il tono, quello che contava. 

Immagine correlataLa trama è avvincente e invoglia sicuramente alla lettura.

La copertina è carina ma forse avrei preferito che fosse meno “cartoonizzata”. Sarebbe stato sicuramente migliore qualcosa di effettivamente reale, misto a qualcosa di fantastico, com’è il libro stesso, ecco. Il titolo mi piace molto. Ovviamente si deve entrare nel vivo della storia per capire effettivamente a cosa si riferisce ma è ben pensato e, come ho detto poco fa, mi piace.

Essendo un Urban fantasy c’è del fantastico nelle ambientazioni, sappiatelo ma ci sono anche posti e ambienti effettivamente esistenti: Sven è New Yorkese, Lea è italiana e l’epoca è moderna: urban da questo.

Attraverso quali occhi aveva guardato il mondo, pochi istanti prima? “Non ero io”, questo continuava a ripeterle la sua mente paralizzata dallo spavento.“E allora chi?”. Per un attimo, se lo domandò: stava facendo bene a partire da sola verso un posto dall’altra parte del mondo, seguendo le suggestioni di un sogno? Le sembrò la più grande follia che avesse mai deciso di vivere. Ma lentamente il cuore calmò i battiti, e smise di sbattere contro le sue costole come un animale impazzito contro le sbarre della sua gabbia. Riprese fiato, rendendosi conto di quanto fosse facile respirare, e uscì sul pianerottolo. La normalità fece breccia nel guscio di inquietudine che le si era chiuso intorno, permettendole di pescare le chiavi dalla borsa senza che le tremassero troppo le mani, e di aprire la porta al secondo tentativo. Non capiva.

personaggi sono molti e sono ben costruiti.

Lea è una ragazza dolce e decisamente fragile. Lei è la Runa Bianca ed è un elemento importante all’interno di questa storia. Inoltre, ha un dono davvero particolare: riesce a percepire le emozioni delle persone che la circondano tanto da diventare sue. Sembra essere trascinata nel vortice delle vite degli altri e devo dire che questo mi ha suscitato curiosità perchè volevo capire come questo potesse essere utile ai fini della storia stessa.

Sven è un ragazzo dapprima misterioso ma mano a mano che si va avanti si scoprono tante cose di lui. E’ uno scrittore famoso in incognita ed ha molte cicatrici sul corpo. E’ molto misterioso ma a Lea da pace e sembra essere in sintonia con lui, come se lo conoscesse da sempre.

Trovarono un piccolo chiosco che preparava daiquiri, e si fermarono lì. Per un po’, Lea succhiò la bevanda ghiacciata dalla cannuccia senza parlare, osservando Sven di sottecchi. Lui invece guardava il mare, le barche che esponevano cartelli per le brevi gite intorno alla baia, e aveva nelle ombre sotto agli zigomi due pozzi pensosi, chiaroscuri di perplessità.«Sai, stavo pensando che è un bellissimo caso, quello che ci ha fatti incontrare qui, in questo posto». Lei si ritrovò a sorridere.«A due passi dalle Everglades», mormorò piano, in risposta.«Lo penso anch’io, Sven. Solo che forse non è stato un caso»

Il perno centrale sono Lea, che è la Runa Bianca, e Sven, che sono legati da un filo indissolubile che li lega fin nel profondo.

Lo stile utilizzato è abbastanza complesso e poco fluido. L’autrice preferisce focalizzarsi molto di più sulle descrizioni che su altro e a, volte, lo ha reso più o meno pesante. Analizzerò qui di seguito i punti che più ritengo opportuni:

Fino alla prima metà del libro ciò che accade è tutto molto confuso e tu sei più confuso dei protagonisti stessi. Lo dico perché mi è successo. E nella prima parte è ancora più accentuato, dopo la metà comincia un po’ di azione (e meno male).

La prolissità. Per carità, non posso dire che il libro fosse scritto male, anzi, tutt’altro. L’autrice ha uno stile particolare e piuttosto ben strutturato. Il problema è che appensantivano la lettura e la scorrevolezza del testo. In più ho trovato ridondante il fatto che, da quando Lea ha incontrato Sven, l’inizio dei capitoli è un susseguirsi: passarono giorni, passarono giorni, passarono giorni. Ci sta una via lì? :O

L’inverosimile di alcune scene. Sven è bello e bla bla bla ma la sua storia ha dell’infondato: ti risvegli dal coma, ok non hai i genitori e tutto il resto ma addirittura nessuno riesce a risalire a chi sei? Tanto da doverti inventare un nuovo te stesso? Non saprei quanto possa essere veritiero. In più i due si conoscono, (tralasciando che Lea si trovi a suo agio con ciò che lui le trasmette) ti fidi ciecamente di questo appena conosciuto? E lui di te? Come  alcuni discorsi… li ho trovati incompresi. Belli, ma incompresi, tipo questo che trovate subito qui sotto.

«Poco fa. Ti ho vista che già correvi. Prima… mi sono svegliato da un sogno. Un sogno in cui c’era il mare, e l’alba… e mi sembrava di vederti, ma di colpo ho aperto gli occhi e ho sentito che dovevo venire qui. E quando ti ho vista correre sulla spiaggia, allora ho capito. Luce… tantissima luce. Sembrava che il mondo mi stesse parlando, che stesse cercando di dirmi qualcosa. Ero certo che tu stessi provando le stesse cose, che avessi sentito quello che avevo sentito io. Era il suono del mondo». Lea annuì in silenzio. Era una bella sensazione, stare distesi su quella spiaggia e sapere che si provava lo stesso sentimento.

Insomma, il libro si è mantenuto su una linea abbastanza strana. E’ stato interessante ma ha avuto molti punti con cui non mi trovo. 

Una storia con una trama accattivante con un tipo di scrittura interessante ma che non mi ha catturato come speravo. Consiglio? Non so dirvi,  si e no ma l’aspetto e l’essenza è sempre singolare e soggettivo quindi non sarò io a frenarvi se avete tanta voglia di leggerlo, sappiatelo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Ecco la locandina con i blog partecipanti che dovete andare a trovare, mi raccomando:Noto_review-party-def_locandina


Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere con un bel commentino, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #123 – LA FORZA IMPREVEDIBILE DELLE PAROLE DI CLARA SANCHEZ.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi sono qui con una nuova recensione. Abbiate pazienza, lo so che l’avete avuta una anche ieri ma dovevo recuperare un pò di letture terminate e quindi eccomi qui che sforno recensioni come se non ci fosse un domani. Ringrazio la Garzanti per avermi inviato la copia digitale del romanzo. Ecco che ve ne parlo:
88116753919788811675396-4-300x460Titolo: La forza imprevedibile delle parole
Autore:  Clara Sánchez
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di uscita: 6 Novembre 2017
Trama: All’improvviso il silenzio della casa sembra avvolgere ogni cosa. Natalia ha appena accompagnato le figlie all’aeroporto e non le resta che aspettare il ritorno del marito dal lavoro. Non è questa la vita che aveva immaginato. Non era così che si vedeva dopo i quarant’anni. Per questo quando le arriva l’invito a un aperitivo nell’elegante casa di un’amica decide di accettare. Ma quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio di chiacchiere diventa qualcosa di più. Perché quella sera Natalia incontra l’affascinante Raúl Montenegro. L’ombroso avventuriero la conquista con i suoi racconti e, accanto a lui, Natalia ritrova una voglia di vivere che credeva perduta. Perché a volte le parole hanno un potere inaspettato e la loro forza può essere imprevedibile. Dal giorno seguente, però, Natalia comincia a ricevere strani biglietti, che la riempiono di dubbi. Non riesce a spiegarsi questo comportamento di Raúl: nulla durante il loro primo incontro le aveva lasciato presagire di non potersi fidare di lui. Finché l’uomo le propone un incontro al quale poi non si presenta. Al suo posto c’è uno sconosciuto, che le rivela che Raúl è fuori città. Natalia non riesce a credergli: capisce che l’incontro di quella sera forse non è stato casuale; capisce che qualcosa le viene nascosto. Ma non può immaginare che quel qualcosa sia il centro di un fitto intrico di inganni e di bugie. E Natalia si scopre suo malgrado pedina di una partita che può vincere solo trovando dentro di sé tutta la forza di cui è capace.

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Natalia. Ha appena portato le figlie all’aeroporto e la casa è avvolta in un silenzio innaturale. La donna è sposata da tanti anni con Costantino, un uomo spesso in viaggio per lavoro. Lei si sente sola e comincia a sentirsi insoddisfatta della sua vita. Sente che manca qualcosa e così una sera, invece di restare nuovamente sola, accetta l’invito di una sua vecchia amica.

Con questo invito Natalia incontra Raúl, che la conquista subito grazie al suo sguardo, ai suoi riccioli scuri e alla sua aria misteriosa mista a qualche parola di circostanza. Natalia, comincia a pensare a Raúl e vuole fare in modo di incontrarlo nuovamente e conquistarlo.

Cosa accadrà a Natalia? Riuscirà ad incontrare nuovamente Raúl? Riuscirà a conquistare l’uomo di cui si è innamorata?

 «E perché questa spinta a spostarsi continuamente da un luogo all’altro?» gli chiese lei facendosi girare intorno al collo la catena d’oro intervallata da piccole perle. Perché lui era così. Paesi nuovi, gente nuova, lingue nuove, altre usanze: quella era la sua vita. Il whisky gli aveva dato forza e sprigionava attraverso gli occhi tutto il suo essere. 

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La trama è veloce e semplice e descrive la scena anche meglio di quanto sia scritto all’interno del libro, e vi ho detto tutto. Questo pezzo, sembra invece non entrarci molto nel contesto, ne all’interno della storia: “E Natalia si scopre suo malgrado pedina di una partita che può vincere solo trovando dentro di sé tutta la forza di cui è capace.”

La copertina mi piace molto l’adattamento italiano visto che l’originale lascia molto a desiderare ed anche il titolo è stato completamente stravolto e modificato. L’originale Piedras Preciosaspietre preziose è diventato La forza imprevedibile delle parole. Perchè? Era sostanzialmente molto semplice tradurre questo titolo. Invece no, ma va bene, sorvoliamo.

L’ambientazione è tutta spagnola, come l’autrice tra l’altro, anche se non specificata e l’epoca è relativamente moderna, forse una ventina di anni fa, o almeno è l’idea che ha dato a me.

Sorsi lenti, lunghi e assaporati con calma, che iniziarono a trattenerlo al bancone per le tre ore della durata delle lezioni. E ci fu un momento in cui Amando chiuse anche con le lezioni, ma valeva la pena andare nei pressi della scuola, sedersi a un tavolo del bar, veder entrare piccole ondate di allievi e professori senza futuro e conservare la labile speranza che con loro prima o poi entrasse Raquelita. 

I personaggi non sono moltissimi e non sono poi molto ben costruiti. L’unica che sono riuscita ad inquadrare è stata la protagonista. Gli altri sono stati molto sfuggenti e poco compresi.

Abbiamo Natalia, una donna che si sente sola, trascurata da suo marito, e quindi decide di provare a cambiare andando alla festa della sua amica. Lì conosce Raúl con cui scambia al massimo due parole ma si sente subito coinvolta e attratta. Natalia è una tipa piuttosto ingenua e credulona.

Raúl è un uomo che conosceremo molto poco all’interno della lettura per poterlo effettivamente dargli un tono. E’ un tipo molto strano ma non riesco a dirvi molto di più visto che è stato un personaggio piuttosto emblematico e trattato in modo molto schivo.

Amando è un tipo con due facce, un abile manipolatore, uno stratega molto intelligente. In questa storia, questo personaggio comincia in punta di piedi e mano a mano si sviluppa in modo sempre più contorto.

Quell’incombenza si concluse quando un giorno la voce le rispose che Raúl Montenegro era lì. Natalia riagganciò. Lui era lì: e adesso che cosa avrebbe fatto? Cosa avrebbe fatto una qualunque delle altre al posto suo? Era capitato anche a loro? Non poteva lasciar passare i giorni sapendo che lui si muoveva e respirava sotto il suo stesso cielo, a mezz’ora dalla Colonia Blanca.

Il perno centrale è Natalia e la sua insoddisfazione, è la ricerca di un qualcosa di diverso in Raul e gli incontri che cerca di organizzare per rincontrarlo.

Lo stile utilizzato è stato pesantissimo. Inizialmente non si riusciva neanche a capire dove eravamo collocati, tant’è che ho riletto la trama per cercare di raccapezzarmi e trovo che la cosa sia senz’altro sconvolgente.

La forza imprevedibile delle parole è stato il romanzo d’esordio di Clara Sànchez, in Italia ormai conosciutissima, in Spagna è stato pubblicato nel 1989 e arriva da noi soltanto oggi, ne sono stati pubblicati prima altri di questo.

Diverso tempo fa comprai uno dei suoi libri: La voce invisibile del vento. Lessi il primo capitolo e mi annoiai tremendamente così che lo lasciai lì, mentre mia madre prese coraggio e lo lesse. Confermò la mia tesi e lo trovò veramente pesante, quindi non fui convinta di riprendere la lettura nemmeno così. Con questo, voglio dire che ho cercato con La forza imprevedibile delle parole di dare una seconda chance alla Sanchez, cosa che, probabilmente, non avrei dovuto dare.

Doveva indicare un indirizzo al tassista e gli disse di andare all’aeroporto. “L’aeroporto è un buco in tutte le città da dove scappare verso altre città”, pensò Raúl, e il tassista si voltò e lo guardò come se lo avesse sentito. Andava verso l’aeroporto sotto la pioggia del pomeriggio, fra strade che scomparivano disfatte dai vetri sporchi e bagnati…

Questo piccolo libro è stato davvero pesante e noioso: invece di 150 pagine mi è sembrato di leggerne 700. L’unica cosa che, invece, non posso rimproverare all’autrice è il suo modo ricercato di scrivere e di porsi perché si differenzia molto da tanti altri scrittori.

Detto questo non posso che concludere la recensione lasciando la mia sentenza, purtroppo, negativa. Consiglio? Non saprei, se volete osare sappiate che ogni giudizio è assolutamente soggettivo e non preclude la lettura se uno voglia tentare.

Il mio voto per questo libro è di: 2 conchiglie.

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Cosa ne pensate cari lettori? Concordate con me? Fatemi sapere le vostre opinioni se lo avete letto o magari cosa ne pensate dell’autrice se avete letto altri suoi libri!

A presto,

Sara ©