RECENSIONE #274 – LA CORTE DI ROSE E SPINE DI SARAH J. MAAS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui. Ci tengo a partire con una premessa. Ci sono state tante discussioni su questo libro e su Instagram si è arrivati anche ad offendere qualcuno perchè questo (che prendo come esempio, poteva essere qualsiasi altro libro) una ragazza lo ha definito trash. Ora, a prescindere dal fatto che uno può pensare e dire ciò che vuole perchè sono opinioni personali, e nonostante io appoggi il fatto che questo sia un libro completamente trash, lettori e lettrici o chiunque voi siate: imparate ad apprezzare le opinioni degli altri e smettetela di credervi chissà chi. 

Ringrazio comunque la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima  perchè ero curiosa come tutti gli altri nonostante ciò che ne sia uscito fuori. A voi:

978880470317hig-312x480Titolo: La corte di rose e spine
Autore: Sarah J. Maas
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 19 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2HmD1gT
Trama: “Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell’istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l’arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me.” Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L’animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge “ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita”. Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l’allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un’ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo…

RECENSIONE

Risultati immagini per court of thorn and rosesLa storia ha inizio nel bosco. Feyre si trova davanti ad una decisione difficile: uccidere il lupo per portare a casa un pasto decente e poter fare qualche soldo con la pelle, oppure starsene lì mentre quest’ultimo uccide un giovane cervo. Il lupo potrebbe essere un Fae, una creatura fatta, ed il Trattato parla chiaro. Una vita per una vita e se lei stesse per uccidere un Fae, potrebbe rimetterci la sua.

Dopo aver ucciso il lupo, preso con se la sua pelle e la carcassa del cervo ed aver fatto diversi soldi al mercato, Feyre e i suoi famigliari ricevono una sgradita sorpresa. Un grosso lupo reclama la vita di Feyre ma, invece di ucciderla, decide soltanto di portarla via con se nel mondo fatato, senza mai poter fare ritorno a casa. 

Cosa succederà a Feyre? Chi è il misterioso lupo che è venuto a prenderla? Cosa succederà ora nella sua vita e quale sarà il suo destino?

Lamentandomi per il peso, afferrai le zampe della cerva e lanciai un’ultima occhiata alla carcassa fumante del lupo. L’occhio dorato che gli restava fissava il cielo carico di neve e, per un istante, desiderai di provare pentimento per la morte di quella creatura. Ma questa era la foresta, ed era inverno.

Risultati immagini per court of thorn and rosesLa trama è ben scritta anche se troppo lunga. Forse avrei abbreviato e reso la cosa più leggera in modo che il lettore avesse modo di scoprire la cosa con calma e in solitaria senza aggiungere troppa carne al fuoco. Infatti la trama racconta quasi metà del libro messa così ed avrei evitato alla grande di scrivere così tanto.

La copertina nella versione italiana ha mantenuto i colori ma è stata leggermente modificata rispetto all’originale. Di sicuro l’originale era molto più carino ma in fin dei conti l’adattamento che ne è stato fatto non è poi così male. Il titolo è stato semplicemente tradotto e non è diventato qualcosa di particolarmente astruso o innominabile per fortuna. Quindi l’edizione è ben fatta e tirando le somme non ci si può lamentare.

L’ambientazione è completamente fantastica, un posto di nome Prythian e l’epoca è indefinita anche se sembra molto a livelli medioevali.

Non era successo. Mi strofinai gli occhi con le dita intorpidite per togliere i fiocchi che si erano depositati sulle mie ciglia. Non c’erano alberi senza corteccia a rivelare il passaggio dei cervi; evidentemente non si erano ancora spostati. Sarebbero rimasti finché non ci fosse stata più scorza, per poi dirigersi a nord, oltre il territorio dei lupi, e magari fino a Prythian, la terra delle fate, dove i mortali non osavano entrare a meno che non desiderassero morire. Sentii un brivido attraversarmi la schiena a quel pensiero, lo ignorai spostando l’attenzione su ciò che mi circondava e sul compito che mi aspettava. Era la sola cosa che mi restava da fare, l’unica che ero stata in grado di svolgere negli anni: pensare a sopravvivere fino alla fine di quella settimana, di quel giorno, o dell’ora successiva.

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi, almeno non quelli principali. Mi soffermerò a parlarvi della protagonista e voce narrante della storia e di chi la circonderà spesso nel corso di questa lettura. 

Feyre è un’umana che viene dalla zona dei mortali. Si è sempre presa cura della sua famiglia dalla morte di sua madre ed ha imparato a fare tante cose tra cui cacciare. E’ un tipo impulsivo a cui non piace sottostare alle regole. E’ impavida e non ha paura di aprire la bocca per rispondere anche quando non dovrebbe. E’ coraggiosa e si butta a capofitto quando si mette in testa qualcosa. Peccato che per due addominali tutto di lei vada miseramente a farsi benedire…

Tamlin è il Signore Supremo della Corte di Primavera. E’ un tipo chiuso, estremamente misterioso che si prende cura della sua Corte e dei suoi abitanti. Il suo amico più fidato è Lucien che si scoprirà figlio minore di un Signore Supremo di un altra Corte, esiliato. I due non possono essere più diversi l’uno dall’altro. Lucien è diretto, pungente e sempre in primo piano, in mostra. Tamlin si gode la scena in secondo piano ma alla fine è lui quello che la ruberà,” conquistando anche il cuore” della giovane Feyre.

Poi Tamlin scosse la testa, un movimento più animale che altro, e mormorò: «Mi dispiace per tua madre». Tentai di evitare una smorfia mentre mi giravo e me ne andavo. Non desideravo e non avevo bisogno delle sue condoglianze, non per mia madre, non quando non mi mancava più da anni. Che Tamlin mi considerasse pure un’umana rozza e maleducata, indegna della sua scrupolosa attenzione. 

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia è la vita di Feyre nel mondo fatato delle Corti, credo. Ancora sto cercando di capire quale possa essere il fulcro di questa storia, sono alquanto confusa. (?.?)

Lo stile utilizzato è abbastanza fluido ed il libro si legge in poco tempo nonostante tutto quello che ho riscontrato nel corso della lettura. Mettetevi seduti comodi perchè la questione è lunga.

Ho avuto modo di notare, in giro per il web, che ci sono parecchie recensioni positive riguardo questa saga ma ci sono anche macchie bianche, come me, che hanno trovato questo libro potenzialmente discutibile.

Mi sento di dover mettere in chiaro passo passo tutti i problemi che ho riscontrato nel corso della lettura che sono alla radice del libro in questione.

Oltre la traduzione che è potenzialmente discutibile ma che tralascio e faccio finta di non aver visto , in questa storia ci sono dei problemi basilari alla radice che penso sia necessario che vengano tenuti presenti.

Il word building fantasy è completamente inesistente. Le corti vengono spiegate quando la protagonista va nella libreria di Tamlin ma per il resto non ci sono cose chiave o descrizioni che lasciano a bocca aperta del luogo che troveremo. La storia delle corti e tutta la struttura fisica poteva avere un potenziale ma è stato completamente tralasciato.La Corte di Primavera è dove vive Tamlin e la sua gente e non c’è un accenno, UNO SOLO, in cui si faccia capire che in quella corte è perennemente primavera. Si parla di boschi  ma non viene accennato nulla, che ne so, alberi in fiore, riferimenti alla temperatura mite o cose simili. Non c’è nulla e le descrizioni della corte sono praticamente inesistenti. Word building, DOVE SEI?

Cosa ancora più assurda sta proprio all’origine di questa storia… Il Trattato dice che se un umano uccide un Fae si paga una vita con una vita. Feyre uccide un Fae, un soldato della corte di Primavera – senza che questo faccia nulla per contrastarla (cioè bello mio, tu sei un soldato e tutto il resto e ti fai uccidere da una così, CERTO… CERTO. Poi oltretutto lei sta lì a rifletterci un bel po’ se ucciderlo o meno. Cara, il Trattato parla chiaro quindi o lo uccidi o no) – e ovviamente invece di reclamare la vita di Feyre come si dovrebbe, Tamlin decide di portarla con se e farla vivere nell’agio più totale. Senza provare nemmeno per un secondo a tenerla come prigioniera. Tesoro mio, ha ucciso uno dei tuoi amici e tu la tieni in casa, la fai mangiare, gli impari a scrivere e… e… vi innamorate pure? (Oltre al fatto che la clemenza di cui Tamlin parla non ha senso, c’è la cara e vecchia sindrome di Stoccolma da parte di Feyre ma tralasciamo i dettagli perchè è già assurdo così.) IO BOH. 

La stupidità delle fate (POSSIBILE? SI). Sono d’accordo che le fate e tutti gli esseri annessi e connessi al mondo in questione debbano essere tutti belli e strafighi, questo non lo metto in dubbio. C’è questo anche nei libri di Holly Black ma tra le storie della Black e questa della Maas ci sta un abisso profondissimo. Sia a livello – come vi ho detto prima – del World Building, sia per quanto riguarda la storia in sé. E su questo posso dire che oltre al fatto che sono potenzialmente belle sono anche terribilmente stupide. Ovviamente Tamlin lascia vagare Feyre come vi ho già detto in precedenza ma oltretutto lui e Lucien (che sanno benissimo che lei cerca di fuggire con annessi e connessi) parlano di un essere che può rispondere a tutte le sue domande e come tentare di catturarlo. E qui ci vorrebbe la classica GIF con la faccia da ebete che non comprende cosa sta accadendo. WHY PEOPLE, WHY?

Il ridicolo di alcune scene. Non dico che il romance non debba esserci ma c’è modo e modo per inserire il romance. QUESTA STORIA PUO’ ESSERE CONSIDERATO ESCLUSIVAMENTE UN ROMANCE, togliendoci proprio il fantasy. Il ridicolo sta ad esempio nel fatto che per un semplice bacio sulla mano da parte di Tamlin, la cara e dolce Feyre si ecciti lì, tra le gambe. Dopo aver letto ‘sta cosa non sapevo se ridere o  piangere. Poi anche per il fatto che per celebrare la Primavera il tipo debba farsi una a caso fra la tipa che lo eccita di più mi sembra davvero una cosa ai limiti dell’assurdo e oltretutto deve farlo anche per forza. Oooooh, allora scusa.

Faccio decisamente fatica a capire chi ha dato 5 cosa ha trovato di bello in questa storia. Non c’è azione, non c’è fantasy, c’è soltanto tanta confusione e romance incompreso che fa quasi ridere. Ho paura seriamente di come sono gli altri libri perchè se non ha senso questo, non oso immaginare il resto.

Annuii senza parlare. Se i quadri nei corridoi erano splendidi, allora quelli scelti per la galleria dovevano essere al di là della mia immaginazione di umana.«Molto…volentieri.» Restò fermo e mi fece un gran sorriso senza contenersi né esitare. Isaac non mi aveva mai sorriso in quel modo. Isaac non mi aveva mai lasciata quasi senza fiato. Quella sensazione era talmente stupefacente che uscii stringendo il foglio accartocciato in tasca come se in quella maniera potessi trattenere il sorriso che mi spuntava sulle labbra.

Detto questo, non penso che leggerò i seguiti di questa saga. Sono sempre stata curiosa al riguardo ed anche io non vedevo l’ora che arrivasse in Italia. Mi ha sorpreso, in maniera negativa e mi ha lasciata veramente amareggiata.

Sarah J. Maas mi hai completamente deluso. Non che mi aspettassi chissà cosa, non avevo grandi aspettative – per fortuna. Ma ancora mi sto domandando: COSA HO LETTO? 

Il mio voto per questo libro è di: 1 balena.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere vi prego. Ho bisogno di conforto. 

A presto,

Sara ©

 

REVIEW TOUR: Recensione “MACCHINE MORTALI 2, L’ORA DEI PREDONI DI PHILIP REEVE” (#273)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente con un nuovo evento per voi. Ricordate il primo libro di Macchine Mortali (Recensione QUI)? Avete visto il film uscito solo qualche mese fa? La casa editrice ha finalmente tradotto il secondo volume e speriamo continui anche con gli altri in modo da portare a termine questa serie. Ringrazio Ylenia di Cronache di lettrici accanite per l’organizzazione e per avermi coinvolto e la Mondadori per averci permesso questa lettura in super anteprima. ATTENZIONE: Vi consiglio di non leggere la recensione se non avete letto il primo volume o se avete intenzione di farlo. Questa recensione può contenere spoiler legati al primo volume. Ve ne parlo:

Macchine mortali - L'oro dei predoni di [Reeve, Philip]

Titolo: Macchine Mortali – L’ora dei predoni

Autore: Philip Reeve
Genere: Sci-Fi
Data di uscita: 19 Marzo 2019
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Trama: Sono passati ormai più di due anni dalla distruzione di Londra e Tom ed Hester, ancora insieme e sempre più innamorati l’uno dell’altra, vivono solcando i cieli a bordo della Jenny Haniver e commerciando tutto ciò che trovano lungo il loro cammino. Hester si sta persino abituando alla felicità, proprio lei che per anni ha vissuto ai margini, affamata e rassegnata alla solitudine. Finalmente sembra essersi ritagliata il suo posto nel mondo, accanto al suo Tom. Un giorno, però, dopo essere stati attaccati dallo Stormo Verde, i due precipitano nelle Lande di Ghiaccio, dove vengono soccorsi in extremis da Anchorage, una città un tempo pacifica e gloriosa ma che ora riesce a stento a sopravvivere e che si muove scivolando silenziosa come un fantasma attraverso quelle distese innevate e inospitali. Qui vengono accolti a corte da Freya Rasmussen, la giovanissima e nobile margravia della città. La ragazza, dopo la morte dei genitori a causa dell’epidemia che ha decimato la popolazione di Anchorage, ne ha assunto la guida e ha scelto di darle una nuova, spregiudicata rotta verso l’America, il continente morto. Proprio quelle terre lontane e devastate dalla Guerra dei Sessanta Minuti, dove quasi nessuno è mai riuscito a spingersi e dove si narra si trovino oasi rigogliose e lussureggianti. La permanenza nella città e, soprattutto, la vicinanza con Freya, con la quale condivide interessi e passioni, risveglieranno però in Tom la nostalgia per la sua vecchia vita londinese e inizieranno a creare un’incrinatura nel suo rapporto con Hester, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile ma pronta ad allargarsi. Tanto da spingere la ragazza, furiosa per la gelosia, a prendere una decisione che rischierà di mettere in pericolo tutto ciò per cui ha lottato fino a quel momento.

RECENSIONE

Risultati immagini per mortal engine 2 fandomLa storia ha inizio due anni dopo il primo volume. Hester e Tom sorvolano insieme i cieli con la Jenny Haniver, la vecchia aeronave rossa di Anna Fang e finalmente si godono un po’ di felicità. Sono innamorati e felici ma la pace sembra essere ad un passo dalla fine. I due vengono attaccati e si ritrovano come rifugiati ad Anchorage, una città comandata da Freya, giovanissima snob e margravia della città. Mentre i due si trovano a fare i conti con i propri sentimenti mettendo in discussione tutto ciò che hanno, qualcuno trama alle loro spalle.

Hester è in pericolo ma, cosa vogliono da lei? Cosa succederà ad Hester e Tom? Chi trama alle loro spalle? Cos’è lo Stormo Verde e cosa cercano di ottenere? Riusciranno i nostri protagonisti ad uscirne indenni?

Seduta a godersi il sole di settembre nel terrazzo della Tana dell’Aviatore, uno dei più bei caffè di Airhaven, la città sospesa, Hester scoprì che stava cominciando a credere che quella storia potesse durare per sempre. Strinse la mano di Tom sotto il tavolo e gli rivolse il suo sorriso storto. Lui la guardò con lo stesso amore con il quale, la terribile notte in cui la sua città era morta per sempre, aveva ricambiato il bacio di lei alla luce sfarfallante dei lampi di MEDUSA.

La trama è ben scritta, non ci sono spoiler evidenti ed incuriosisce il lettore che ha già letto il primo volume. Il fatto che sia troppo lunga uccide un po’ l’alone di mistero che dovrebbe girare attorno a questa storia ma non è male, devo ammetterlo. Io l’ho letta soltanto dopo aver letto il libro e devo dire che non ci sono grandi rivelazioni se non per la prima parte del libro.

La copertina è davvero molto bella ed è stata presa a pie pari dall’originale quindi come non esserne felice. Fortunatamente non hanno inventato nulla di strano ne hanno utilizzato altre immagini del film e questa rispecchia molto la storia in sé. Il titolo del libro è stato semplicemente tradotto e va benissimo così. Sapete bene quanto io non sopporti i sottotitoli visto che poteva chiamarsi semplicemente L’oro dei predoni (com’è poi all’estero / l’originale) ma ci avrei scommesso che avrebbero optato per una soluzione simile, come in genere si fa sempre in Italia.

L’ambientazione è, come per il precedente, fantastica e di pura fantasia. Dove nel primo però, abbiamo trovato Londra in una versione particolare e innovativa, stavolta troveremo città molto più piccole, come Anchorage, una città dell’Alaska o Arkangel, ispirata ad una città Russa. L’epoca è post-apocalittica ma non viene definita ne imposta dall’autore, il tutto resta molto vago ma visto la particolarità del libro ci  sta che sia rimasta molto vaga come cosa.

Immagine correlataEsther capì che tra di loro si era aperta una fessura, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile, per il momento, ma pronta ad allargarsi.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del precedente libro più qualche new entry che si farà spazio nel corso delle pagine.

Sempre ben strutturati, Hester e Tom si confermano in assoluto i protagonisti principali che si fanno strada lungo il difficile percorso che li metterà nuovamente alla prova. Hester si conferma ancora la mia preferita in assoluto e in questo volume avremo modo di scoprire tutta la sua fragilità. Per quanto nel primo volume questa cosa possa essere affiorata, abbiamo visto Hester come una dura, una combattente aggressiva e vendicativa. Invece in questo libro i sentimenti di Hester verranno finalmente alla luce e potremo vederla sia sotto un altro aspetto, sia nella sua completezza. Tom, invece, si conferma un personaggio volubile di cui non si sa mai cosa aspettarsi e anche qui, ne vedremo delle belle. Non è di sicuro un personaggio intelligente o particolarmente forte e spero che Hester possa trovare qualcuno di migliore, che possa apprezzarla seriamente per quello che è, non uno che sia pronto a dimenticarla per nulla.

Caul e Freya sono le new entry e non potevano essere più diversi l’uno dall’altro. Il primo è un Ragazzo Perduto ed è sveglio, intelligente ed emotivo. Infatti nonostante abbia il divieto di avvicinarsi ai “Mosci” (ovvero le altre persone che non fanno parte della loro combriccola) si lascia incuriosire ed emozionare dalla storia di Hester e Tom. Così, dove Caul sembra somigliare in qualche modo più ad Hester, Freya riprende in parte qualche tratto di Tom. (Solo io ho notato queste somiglianze?) Freya è una ragazzina messa a capo di una città troppo giovane, ce ama la storia e gli Antichi. E’ viziata, scialba e decisamente poco interessante sia generalmente che come personaggio. 

«Il solo fatto che un Predatore necessiti di un cervello e di un sistema nervoso di provenienza umana non significa che la sua forma debba essere per forza umana.
Perché accontentarsi di due sole gambe e di due sole braccia? Perché accontentarsi di due occhi? Perché preoccuparsi di fargli una bocca? Non mangiano e noi non li abbiamo costruiti per intrattenere conversazioni brillanti…» Con un gesto teatrale strappò i teli di plastica coperti di brina, rivelando (…) Predatori con occhi supplementari dietro la testa. Hester si portò una mano alla bocca, trattenendo il fiato, terrorizzata.

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Il perno centrale di questa storia risiede in buona parte nella Jenny Haniver di Anna Fang. Molti si domandano il perchè, dopo la morte di Anna siano stati Tom ed Hester a prenderla e, tra chi non riesce a darsi pace per la morte di Anna Fang e chi cerca soltanto di inglobare più città possibili, i due dovranno cercare di restare uniti continuando a combattere per la propria vita.

Lo stile utilizzato è il medesimo che abbiamo riscontrato nel libro precedente. Il libro è fluido e scorrevole, si legge in pochissime ore. Nonostante la storia sembrasse terminata con il primo volume e poteva quasi sembrare uno standalone (visto il finale), l’autore ha trovato un modo per andare avanti con questa serie e lo ha fatto in maniera semplice portando avanti la storia di Hester.

Per quanto ci siano diversi punti di vista che si susseguono e che potrebbero confondere il lettore (come vi avevo detto nella recensione del primo volume), rispetto al libro precedente, questo sembra quasi muoversi in maniera differente, come se l’autore nel frattempo abbia evoluto la sua scrittura e sia leggermente maturato. Infatti, anche a livello di descrizioni l’ho trovato leggermente più completo e non ho riscontrato troppo la sensazione diciamo “semplicistica” che mi aveva trasmesso il primo.

La cosa che ho notato e sembra poco realistica è stato l’attaccamento di Hester a Tom da farla sembrare quasi una stupida se lui non è lì con lei. E’ passata da essere la tipa tosta che non si piega di fronte a nulla al fatto di sentirsi persa se Tom non c’è. Dico io: Perchè? Visto il carattere di Hester avrebbe dovuto prenderlo a calci in culo subito e non fare ciò che ha fatto lei. Non è da Hester. Cioè, ok darle dei sentimenti verso questo ragazzo – che tra l’altro trovo completamente discutibile (bel faccino, finto altruista/perbenista ma con poca personalità) – ma la sua reazione mi ha spiazzato. Avrei preferito lo prendesse a mazzate, voi no? xD

«Buona fortuna!» gli aveva detto il ragazzo quando si erano abbracciati nel boccaporto, e Tom stava cominciando a rendersi conto di quanta gliene sarebbe servita per quella missione quasi impossibile.

Il libro è decisamente un ottimo sequel e, invece di fare come la maggior parte dei secondi libri delle serie che tendono a peggiorare, questo migliora decisamente sopratutto dal piano della scrittura dell’autore. Cominciate a prendere i considerazione questa serie perchè più si va avanti, più si fa interessante.

Philip Reeve è un autore innovativo e sorprendente. Crea un mondo unico ed assolutamente originale dove la cosa che sorprende più di tutte – nonostante la caratteristica principale siano queste città/macchine predatrici – è proprio la protagonista Hester. Una storia particolare che amerete mano a mano.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando:

19 Marzo: 

20 Marzo:

21 Marzo: 

22 Marzo:


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Cosa ne pensate? Continuerete questa serie o la inizierete?  Fatemi sapere 😀

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #272 – REBEL IL TRADIMENTO DI ALWYN HAMILTON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI! 

Finalmente, eccoci qui che riesco a parlarvi del secondo libro della serie Rebel. Non voglio farvi spoiler per cui non vi conviene leggere la recensione o la trama di questo libro se non avete letto il primo volume. Io vi consiglio la serie. Per i temerari  per chi ha letto la saga, benvenuti, accomodatevi. Ecco qui:
7419677feae84f25ab27a5c5687c483264388j-4z96mknpTitolo: Rebel –  Il tradimento
Autore: Alwyn Hamilton
Editore: Giunti
Genere: Fantasy
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TramaAmani, ormai consapevole dei poteri sovrannaturali ereditati dal padre, si è unita alle forze della resistenza in lotta contro il Sultano. Gli scontri stanno sfuggendo al controllo del principe Ahmed per evolvere verso una guerra che i ribelli non sono ancora pronti a vincere: quando in una remota città del deserto la filosofia della ribellione viene usata per giustificare un massacro, anche tra i seguaci di Ahmed scoppiano i primi profondi contrasti. Segreti e antichi rancori familiari, agguati, tradimenti, un susseguirsi di colpi di scena in un mondo in cui nulla è ciò che sembra: Amani arriverà a chiedersi se davvero il Sultano è un tiranno, come lo dipingono i ribelli, e non invece un sovrano che cerca disperatamente di difendere il paese che ama dall’invasione di un nemico straniero. Un mondo di passioni intense dove i padri sono pronti a uccidere i propri figli, ma anche dove l’amore è ardente come il deserto.

RECENSIONE

Risultati immagini per TRAITOR Alwyn Hamilton fanartLa storia ha inizio esattamente dove l’abbiamo lasciata nel primo volume. 

Amari si è schierata con Jin dalla parte del Principe Ribelle Ahmed e, dopo aver scoperto di possedere dei poteri ereditati dal padre, decide di prendere parte alle operazioni quando ogni tipo di attacco viene utilizzato come scusa passando da un semplice attacco giustificato a un semplice massacro. Tutti si mobilitano e mettono a repentaglio la propria vita.

Amari e Jin ce la faranno? Cosa succederà ai due giovani amanti? E Ahmed riuscirà a prendere il potere e spodestare suo padre?

«Sei una di loro?» Una voce si innalzò acuta sopra il mormorio della folla. Una donna con uno sheema giallo si fece largo fino alla prima fila. (…) Nel modo in cui aveva pronunciato la parola «loro» c’era qualcosa di strano. Come se avesse voluto dire «Demdji».

La trama è ben scritta e non porta con se spoiler (ovviamente contiene spoiler come secondo volume di una saga! Non leggetela se non avete letto o avete intenzione di leggere il primo volume). Curiosità, tanta curiosità!

Risultati immagini per traitor of the throneLa copertina è simile alla precedente e sono state fatte tutte con lo stesso stampo ed è una versione che viene utilizzata anche all’estero. Prediligo più l’altro tipo tra quelle originali ma alla fine non è malaccio come soluzione dopotutto. Qui di lato vi lascio comunque l’altra versione così che vi rendiate conto della differenza e magari mi diciate quale vi piace di più fra le due. Il titolo è stato un po’ modificato come vi avevo detto anche per il volume precedente. Non so per quale motivo sia stata adottata la tecnica del sottotitolo invece di dargli un vero e proprio titolo come l’originale ma va bene. Il tradimento c’è, “del trono” no ma potete comunque intuirlo di cosa si parla se avete letto il primo volume.

L’ambientazione è fantastica, nel pieno del deserto. Stavolta ci troviamo più vicini al palazzo del Sultano. L’epoca, come per il libro precedente,è indefinita.

«Sai che non si deve chiedere a una Demdji di fare promesse.» Avrebbe potuto essere l’ultima volta che la vedevo. Questo valeva sempre, ogni volta che ci separavamo, ma quella volta più che mai. Ero in territorio nemico. «E sai altrettanto bene che per me è impossibile stare lontana dai guai.»

Risultati immagini per TRAITOR Alwyn Hamilton fanartI personaggi, come per il libro precedente sono ben costruiti e si mantengono ben stabili nel tempo nonostante i cambiamenti che ruotano loro attorno.

Jin e Amari sono sempre ben presenti, visto che Amari è la protagnonista principale di questa trilogia. Conosceremo però nuovi personaggi e ne approfondiremo di vecchi. Conosceremo meglio il Principe Ribelle, Ahmed, un principe giusto e ponderato. Un personaggio serio e composto che prende delle decisioni difficili ma necessarie. Incontreremo anche Shazad e tanti altri, come ritroveremo Tamid. E’ una storia ricca di sorprese… tenetevi pronti!

Tamid era di certo uno dei primi ragazzi della nostra età che avesse mai incontrato, uno che non fosse suo fratello. Non mi sorprendeva che pensasse di amarlo. Ed era intelligente e gentile. Forse lo amava davvero. Aveva ragione. Non potevo abbandonarlo una seconda volta.

Il perno centrale di questo libro risiede tutto nel titolo. Il tradimento del trono, lo schieramento di Amani con il Principe Ribelle e suo fratello. Tutto risiede lì e in tutto quello che il sultano non fa, per tutto ciò che accade e per tutto ciò che viene mascherato. Una storia piena di mistero che non si può semplicemente riassumere in un punto. Assolutamente da leggere.

Risultati immagini per TRAITOR Alwyn HamiltonLo stile utilizzato è il medesimo del volume precedente: scorrevole e fluido oltre che estremamente coinvolgente. L’autrice non lascia scampo e ama donare ai suoi lettori continui colpi di scena che trasformeranno tutto in un’avventura misteriosa e magica dal ritmo incalzante.

Vi consiglio assolutamente questa storia, come la precedente (e spero) la successiva. E’ una serie che incanta e lascia con gli occhi incollati alle pagine dalla prima all’ultima pagina. Vi assicuro che è un fantasy nel deserto ben costruito, con un world building mozzafiato ed colpi di scena che si susseguono l’un l’altro.

«Non sono bravo a perdere le persone, Amani, e sai bene che non me ne importa niente di questo paese». Mi fece scivolare le dita fra i capelli, facendomi rabbrividire. «Non come Ahmed, non come Shazad. Sono venuto qui perchè mi importa di lui, mi importa di Delila, e loro amano questo posto. Mi importa di te, e tu sei questo posto. Pensavo che avrei dovuto cavarmela da solo, visto che eri così decisa a lasciare questo mondo. Ma poi sei sparita e avrei rivoltato il deserto pur di ritrovarti». Volevo dire qualcosa di appropriato. Volevo dirgli che non doveva aver paura che morissi. Ma sarebbe stata una bugia.

Un secondo libro davvero sorprendente. In genere il secondo delle trilogie è quello che rallenta un po’ di più, invece è andato persino meglio del primo. Tenete questa trilogia in considerazione perchè ne vale davvero la pena.

Alwyn Hamilton scrive una trilogia davvero incredibile e questo secondo volume rispecchia le aspettative se non le migliora addirittura. Una storia di tradimento, magia e mistero che vi avvolgerà e vi scalderà lungo le dune del deserto. Perdetevi assieme ad Amari e Jin, non ve ne pentirete!

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – Recensione “LA EX MOGLIE DI JESS RYDER” (#271)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Preparatevi perchè a marzo farete il pieno di eventi e recensioni di tantissimi libri in uscita quindi vi consiglio di stare attenti alle prossime recensioni perchè sono in arrivo una valanga di libri attesissimi in Italia! 😀 Per questo libro ringrazio la Newton Compton per averci permesso la lettura e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi invitato a partecipare. Ecco qui che vi parlo di questo thriller:

undefinedTitolo: La ex moglie
Autore: Jess Ryder
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Data di uscita: 14 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SUHqsF
Trama: Natasha è fresca di nozze e la sua vita è praticamente perfetta: ha una casa da sogno, suo marito Nick è molto premuroso e ama alla follia la sua bellissima bimba di nome Emily. C’è solo una cosa che stride nel quadretto armonioso della sua vita: Jen, la ex moglie di suo marito. È una donna invadente e non sembra essersi affatto rassegnata all’idea di essere stata lasciata. Nick con lei è piuttosto accondiscendente, e Natasha finisce sempre per lasciar perdere perché si fida di suo marito e dei suoi sentimenti. Un giorno Natasha torna a casa e scopre che Nick e Emily sono svaniti nel nulla senza lasciare traccia. Persino le loro cose non ci sono più. Perché Nick avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Le ore passano e l’angoscia attanaglia la giovane donna che, mettendo da parte tutto l’orgoglio pur di ritrovare la sua bambina, si decide a chiedere aiuto all’ultima persona al mondo da cui vorrebbe un favore: Jen. Nonostante l’abbia sempre considerata invadente e si trovi a disagio a parlare con lei, la disperazione le suggerisce che forse la ex moglie di Nick potrebbe essere l’unica a sapere qualcosa in grado di aiutarla. Ma Natasha può davvero fidarsi delle sue parole?

RECENSIONE

Baby Wearing Pink Crew Neck Cap Sleeve Shirt Between 2 Person Standing during DaytimeLa storia ha inizio con Anna oggi. Sta tornando a casa e passando per una strada sulla quale non passa mai rischi di essere derubata ma un uomo la lascia andare. Riconosce quella voce e resta ossessionata dal fatto di essere stata ritrovata.

Poi si torna indietro di qualche tempo, a come Natasha, fresca di nozze e con una bambina nata da poco stia vivendo il suo sogno con un uomo ricco e adorabile, Nicky. L’unico problema? La sua ex-moglie Jen che assiduamente si presenta alla porta o cerca in tutti i modi di mettere i bastoni fra le ruote nella loro relazione. Quando Nicky e sua figlia spariscono… l’unica a cui chiedere aiuto sembra essere lei, Jen, l’ex-moglie.

Chi sta mentendo? Cosa vuole Jen da Natasha? Cosa succederà alle due donne? Dove sono andati e perchè sono spariti Nicky e la piccola e innocente Emily?

«Scusa», disse per la seconda volta quella sera. «Lo so che non è corretto nei tuoi confronti – sei grandiosa ad affrontarlo. Vorrei tanto poter dire a Jen di non presentarsi qui in continuazione, ma non ce la faccio. È molto infelice e mi sento responsabile». «Lei vuole riprenderti, Nick», dissi tirandomi giù il maglione. «Che sciocchezza». «Dico davvero, il suo unico scopo è liberarsi di me». «Be’, non ci riuscirà». Mi abbracciò forte, togliendomi quasi l’aria dai polmoni. «Ti amo, Natasha, e non permetterò a nessuno di separarci».

Risultati immagini per jess ryder ex wifeLa trama è ben strutturata e potete leggere tranquillamente perchè non ci sono ne spoiler ne accenni a ciò che possa succedere. Tutto resta misterioso e ne vedrete delle belle all’interno del libro, potete starne certi.

La copertina è diversa dall’originale ma, sinceramente, in questo caso il lavoro è sicuramente migliore dell’originale. *Segnatevi questa data signori perchè probabilmente non mi sentirete mai più dire una cosa del genere, EPPURE E’ SUCCESSO!!!! Ahahah * Ok, tornando seri, diciamo che apprezzo molto di più la copertina originale, punto. Voi che ne pensate? Il titolo non è stato cambiato e per una volta sono persino felice che sia stato semplicemente tradotto. La Newton ha il brutto vizio di agghindare i titoli come più li aggrada e sono addirittura sorpresa che non sia diventata La quasi perfetta Ex-Moglie. Ne sarebbero stati capaci. Quindi sono felice della soluzione che è stata adottata.

L’ambientazione della storia si aggira tra Londra dove c’è tutto il “Prima” e dove scopriremo la vita di Natascha assieme a quella di suo marito e Morton, una piccola cittadina dove troviamo Anna che nel presente si trova  a fare i conti con tutto quello che le è successo. Il libro è sviluppato alla nostra epoca, ai giorni nostri 😀

Certe volte mi guardo allo specchio e non riconosco il mio riflesso. Ma era quello che volevo. Una metamorfosi. Solo che nel mio caso il cigno è tornato a essere un brutto anatroccolo. La gente cambia in continuazione. Cambia zona, inizia una nuova carriera, si tinge i capelli, smette di tingerli, perde peso o lo acquista, cerca appuntamenti online, trova nuovi partner, si sposa o si risposa e, in generale, si crea una nuova vita. Alcuni di loro trovano la felicità. Perché non può essere così anche per me? Lo sai perché, risponde quella voce spietata nella mia testa.

Woman in Water Wearing BrassiereI personaggi di questa storia sono pochi ma ben delineati, sopratutto la protagonista principale, Tasha. La storia si dividerà in diverse parti temporali e con il punto di vista di due personaggi che saranno fondamentali per la storia. 

Natasha è una donna buona, con un marito ed una figlia che ama. E’ più piccola di suo marito e vorrebbe solo essere accettata dai genitori di lui che invece di lei non vogliono proprio saperne. E’ una donna buona ed anche piuttosto ingenua e avremo modo di conoscerla sempre meglio, mano a mano che la storia andrà avanti.

Anna è ora una donna che fugge dal passato. Si è ricreata una vita in un piccolo paese stando attenta a non stringere troppe relazioni sociali. Nonostante questo però, il passato la perseguita e la costringe ad andare dallo psicologo per cercare del sollievo.

Nicky è un uomo enigmatico e Jen non aiuterà di certo. Jen è l’altra faccia della medaglia, l’ex moglie di Nicky, l’attuale marito di Natasha e padre di Emily. La donna avrebbe sempre voluto un figlio e la vita che ora ha suo marito e la sua compagna. Per questo sta sempre in mezzo ai piedi. E’ una donna misteriosa e da cui si deve stare molto attenti.

Jen mi rivolse un saluto ubriaco con la mano. «Di’ a Nicky da parte mia che non ce la faccio più. È andato fin troppo per le lunghe. Fin troppo!». Sospirai. «Che cosa?» «Il vostro matrimonio!», strillò. Sam mi rivolse uno sguardo comprensivo e chiuse lo sportello. Mentre li guardavo andar via, mi resi conto che sulla macchina erano ancora esposti i contrassegni.

Photo of Woman Walking Barefoot on SeashoreIl perno centrale della storia è la piccola Emily figlia di Nicky e Natasha che diventa una specie di premio per il più furbo. Jen è il jolly che si muove e modella tutti a proprio piacimento e tutto si sposta senza essere mai sicuri di nulla. Una storia particolare, sicuramente.

Lo stile utilizzato dall’autrice è molto scorrevole, il libro si legge davvero in poco tempo. Si divide in due punti di vista principali, in prima persona ed ulteriormente divisi temporalmente in Prima e Adesso.

La cosa che mi ha lasciato un po’ di stucco è stato il semplice fatto per cui ad un certo punto le reazioni di Natasha diventano quasi assurde e poco realistiche. Quando dovrebbe rivolgersi alle autorità o a qualcuno che può aiutarla decide di agire da sola, nel completo mistero. Questa cosa devo ammettere che mi ha lasciato con la bocca storta perchè mi sarei aspettato altre reazioni. Tutto diventa persino assurdo per la piega che tutto prende. In più a mettere la ciliegina sulla torta è l’apparizione di Sam che non ha senso perchè appare e non gli viene data una collocazione finale. Oltrettutto è anche abbastanza statico nel primo 40 % del libro, quando mi aspettavo molto più movimento, molta più azione.

Il finale resta quasi in bilico. La storia si conclude, non fraintendetemi, ma resta in modo che sembra possa accadere qualcosa che non sapremo mai. E la cosa non mi ha particolarmente entusiasmato. Avrei preferito che la cosa si chiudesse definitivamente non lasciando neanche un minimo dubbio sospeso. Non so, probabilmente la cosa è soggettiva ed è capitato solo a me ma non ho apprezzato granché questo finale – intendo proprio l’ultima voce narrante e ciò che dice (non posso dirvi oltre). 

La cosa positiva di questo thriller psicologico è il continuo dubbio che si insinua nella mente del lettore. A cosa credere? Chi sta mentendo? Le carte sono sempre in completo movimento e non si riesce ad avere una visione chiara di chi sta mentendo o di chi sta combinando qualcosa.

Mi precipitai in camera da letto e spalancai il guardaroba di Nick. Come quello di Emily, era praticamente vuoto. Doveva essere passato a prendere la sua roba mentre ero all’asilo. Caddi in ginocchio senza fiato. Nick mi aveva lasciato. E la cosa peggiore era che si era portato via Emily. Ero stata ingannata. 

Un buon thriller, scorrevole ma sicuramente non fra i miei preferiti. Consiglio comunque la lettura per chi è a caccia di un buon thriller psicologico che continua ad insinuare dubbi su dubbi.

Jess Ryder entra nello scenario dei thriller con una storia particolare e sicuramente originale nel suo complesso. Una storia in cui l’amore e le menzogne sono in continuo movimento. Una storia in cui bisogna stare attenti a coloro che ci circondano, sopratutto dall’ex-moglie.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando:

EX MOGLIE


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, mi fa davvero piacere sapere le vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #271 – FISH BOY DI CHLOE DAYKIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi anche oggi con una recensione di un libro che spero possa emozionarvi e piacervi. Ringrazio tantissimo la Giunti per avermi permesso la lettura di questo libro per ragazzi davvero molto interessante. Ecco che ve ne parlo:

008533f59cb546e3a1993a194653c4fd-ntrlkfwiTitolo: Fish Boy
Autore: Chloe Daykin
Editore: Giunti
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 30 Gennaio 2019

Link d’acquisto: https://amzn.to/2CjfZmN

Trama: Billy ha 12 anni, adora l’oceano e la natura, e di fronte alla vita ha un’infinità di domande. Il suo mito è David Attenborough, il naturalista che ha una risposta a ogni domanda. Il padre lavora in un negozio, è premuroso e cerca di compensare le attenzioni mancate della madre, sempre stanca e affetta da affaticamento cronico. Così Billy è attratto dal mondo marino, dove non ci sono compagni che rubano le scarpe o una madre che non gioca con suo figlio… e una notte decide di immergersi sott’acqua e abbandonarsi. Per fortuna Patrick, il suo nuovo e unico amico, con un grosso atto di coraggio lo salva prima che sia troppo tardi… e l’avventura ha inizio!

RECENSIONE

Boy Soaked in WaterLa storia ha inizio un giorno come tanti altri. Billy come tutte le mattine va a nuotare e, mentre si trova a pensare alla sua ricerca di scienze, si trova davanti agli occhialini un pesce che comincia a parlargli. La cosa sembra strana e più torna in acqua, più il mistero si infittisce.

Billy, soprannominato Fish Boy proprio perchè ama il mare ed ama nuotare è un tipo solitario ed a scuola viene facilmente bullizzato dai suoi compagni. Ha un amico immaginario, un naturalista che da sempre ottimi consigli su animali e cose che possono accadere ed ha due genitori che lo amano molto, nonostante non gli stiano più dietro come prima, sopratutto ora che sua madre sta poco bene. Quando a scuola un bambino nuovo, Patrick, lo difende, Billy sente di aver trovato finalmente un amico vero, di cui fidarsi. Ma il pesce continua a parlare una strana lingua e nessuno sa cosa voglia dire…

Perchè quel pesce ha scelto proprio lui? Cosa vorrà dal giovane Fish Boy? Riuscirà Billy ad accettare se stesso, la malattia di sua madre e il suo nuovo amico Patrick?

Dal 1914 ad oggi, più di mille persone sono scomparse nel nulla in un’area di circa un milione e trecentomila chilometri quadrati. Scomparse dai radar, scomparse dalla faccia della Terra. Semplicemente, scomparse. Quella zona è stata chiamata il “Triangolo delle Bermuda”, e da allora quel nome le è rimasto addosso. Io penso che sia rassicurante dare un nome alle cose, per questo è stato fatto: ora che quella zona possiamo nominarla, ci sentiamo un po’ meglio. Come se dando un nome a qualcosa fossimo in grado di averla sotto controllo, anche se in realtà continuiamo a non capirne nulla. Poteva essere chiamata “La Melma che Inghiotte” o “La Bocca Assassina”. Potrebbe essere un buco nero, un portale spalancato su un’altra galassia o un campo di forze alieno. La sola verità è che non ne sappiamo nulla, nulla di nulla, e non facciamo che tirare a indovinare.

La trama di questo libro è ben scritta, riesce a catturare da subito e mette tanta tanta curiosità fin dal primo istante. Io ho un debole per i libri per ragazzi perchè ne ho scoperti tanti davvero belli e sono felice che questo sia no di quelli. 

La copertina di questo libro è davvero incredibile e l’ho amata in particolar modo. Sono felice perchè è stata mantenuta come l’originale e rispecchi la storia in tutta la sua integrità. C’è Billy e c’è il piccolo pesce Bob a fargli compagnia. Il disegno della copertina come tutti quelli che troveremo all’interno del volume sono davvero sorprendenti e sono davvero entusiasta del risultato che ha ottenuto questo libro. Il titolo è stato mantenuto come l’originale, non è stato neanche tradotto e riassume la storia così come la copertina, creando fra le due cose un mix unico e completo, che racconta la storia così com’è. Un’accoppiata vincente.

L’epoca è moderna, ai giorni nostri, una storia di un bambino che lotta contro i giudizi e il bullismo delle persone e contro una malattia che piega sempre di più sua madre.

Penso sia come con i lividi. La gente capisce quando qualcosa ti fa male solo quando quel dolore è ben visibile, quando lascia il segno. E quando questo succede, in effetti il male è passato, la gente crede a quello che vede. Se lo vedi, ci credi . E se la gente non lo vede, è un tuo problema. Ti lasciano solo.

Gray FishI personaggi di questa storia non sono tantissimi ma sono tutti ben strutturati, ognuno con le proprie caratteristiche ben delineate. Sicuramente a spiccare è il protagonista principale e voce narrante di questa storia, il piccolo Fish Boy: Billy.

Billy è un ragazzino intelligente che viene spesso bullizzato a scuola e non ha un amico. E’ intelligente e ama guardare dei documentari di cui conosce praticamente quasi tutto, talmente tanto da avere come amico immaginario David Attenborough, un naturalista. Ama la sua famiglia: si preoccupa per sua madre che sta sempre male e adora suo padre che fa di tutto per farlo divertire. Il piccolo Billy ama il mare e passa a nuotare al mare vicino casa tutte le mattine prima di andare a scuola. L’unico amico che riesce a farsi, oltre Patrick, un ragazzino che lo difende a differenza di tutti gli altri, è un piccolo sgombro di nome Bob che comincerà a parlargli.

Mi torna in mente quando ero piccolo, io e lei al parco sull’elefantino rosso, il camion dei vigili del fuoco, l’altalena di copertoni, e quella volta che il copertone è rimbalzato indietro andandole addosso e mamma è caduta a terra facendo finta di essere morta. A papà piaceva inseguirci, dovevamo correre fino alla stradina e poi nel prato. E io pensavo che sarebbe sempre stato così. Correvamo come se avessimo potuto correre per l’eternità, come se fosse stato possibile non fermarsi mai, come se le nostre gambe avessero potuto continuare a muoversi così, all’infinito.

Time Lapse Photography of Boy in Black Shorts Jumping on Body of WaterIl perno centrale di questa storia sta tutto nel mare. Quando un piccolo sgombro si avvicina a Fish Boy dicendogli una parola incomprensibile, Billy non sa cosa pensare. Quando poi un nuovo compagno Patrick diventa suo amico e crede in ciò che ha visto tutto comincia a prendere una forma, a muoversi e il piccolo pesce non sembra più solo un miraggio ma una realtà d’impatto per il giovane protagonista tanto da metterlo a dura prova.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole. Ho letto questo libro nel giro di poche ore e dovete credermi se vi dico che incanta sotto tutti i punti di vista, dalla grafica alla storia. Per i pensieri e le idee, sia Patrick che Billy sono sembrati molto più grandi per la loro età su certe cose ma non hanno sfociato in cose del tutto assurde. Billy è molto intelligente ed ama i documentari, per questo ne sa tante e Patrick studia la magia da tanto tempo, è un abile mago, tanto da fare invidia persino a Billy.

I disegni che troverete all’interno del libro sono spettacolari e rendono questa storia ancora più magica, mostrando il contatto fra il piccolo Fish Boy e il mare stesso, la natura e la fauna che lo accompagneranno in questo viaggio incredibile e fantastico. Pagina dopo pagina entrerete sempre più a contatto fra Billy e il mare e lo strano sgombro Bob che assieme ai suoi compagni coinvolgerà Billy in un’avventura misteriosa, al largo, nel mare aperto.

Ho trovato questa storia davvero incredibile e originale. Mi ha ricordato in qualche modo Tutta colpa delle Meduse, che io ho adorato in ogni sua forma. Il mare sicuramente mi affascina in maniera particolare ma la storia mi ha catturato e mi ha trasportato accanto al piccolo Fish Boy. Mi sono innamorata di questo libro già dalle prime due pagine, posso solo dirvi questo e sono sicura che anche per voi sarà altrettanto.

Io sono Fish Boy. La mia mente si muove al ritmo delle onde. I miei pensieri ribollono come un mare in tempesta. Io sono Fish Boy. Io sono io.

Il libro è stato tenero, semplice e ricco di emozioni. L’ambiente famigliare che circonda Billy, le amicizie uniche e formidabili ed il tema del bullismo rendono questo libro unico.

Chloe Daykin, con questo libro, si conferma una dolcissima scoperta. Il libro scivola come l’acqua e riempie a mano a mano il cuore del lettore sedimentandosi piano nel cuore. Un libro che ci trasporta in mezzo alle meraviglie del mare. Consigliatissimo.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, mi fa davvero piacere sapere le vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: “Recensione – IL CUSTODE DELLE TEMPESTE DI CATHERINE DOYLE” (#270)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione per voi. Sono davvero felice di avere avuto la possibilità di leggere questo libro in anteprima perchè è stato davvero molto particolare. Un libro per ragazzi di cui ringrazio la Mondadori per la lettura ed Elisa per avermi coinvolto in questa iniziativa. Ecco che ve ne parlo, spero vi piaccia:

il-custode-delle-tempesteTitolo: Il Custode delle Tempeste
Autore: Catherine Doyle 
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy

Data di uscita: 12 Marzo 2019

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Trama: A ogni generazione, l’isola di Arranmore sceglie un Custode delle Tempeste che incarni il suo potere e difenda la sua magia se il Nemico dovesse tornare. E per il nonno di Fionn è giunto il tempo di cedere il passo al nuovo Custode.
Fionn ha il terrore del mare, tanto che quando approda ad Arranmore per l’estate, vuole solo tornare sulla terraferma. L’isola della sua stirpe, però, lo aspetta da molto tempo e lo reclama a sé, rivelandogli la sua magia. Presto Fionn si lascerà sedurre dalla ricerca di una grotta sommersa, capace di esaudire i desideri. Ma una forza malvagia si sta destando nelle profondità dell’isola, ed è più vicina a lui di quanto non immagini.

RECENSIONE

Lighted Candle on Black Steel HolderLa storia ha inizio sotto un albero. Un ragazzo e una ragazza sono ai piedi di un albero che verrà colpito da un fulmine e il Custode delle Tempeste viene scelto. E’ solo l’inizio di una magica storia…

Fionn arriva sull’isola di Arranmore assieme a sua sorella Tara per passare delle vacanze estive. La loro madre è stanca e li spedisce per un periodo dal nonno, il Custode delle tempeste dell’isola di Arranmore. Fin da subito i due non sanno che farsene di quel posto, sanno già che sono destinati ad annoiarsi. Ma dove Tara troverà compagnia con il giovane di cui è innamorata e si mette alla ricerca di un antica Grotta che si dica  esprima un desiderio, Fionn si avvicina sempre di più a suo nonno cercando di scovare i segreti dell’isola e ciò che nasconde. Ciò che Fionn non sa è che l’isola è magica, le voci che sente sono sempre più insistenti e che le candele che suo nonno custodisce tanto gelosamente nascondono dei profondi segreti.

Cosa succederà sull’isola? Cosa scoprirà il giovane eroe Fionn? Quali magie e quali segreti nasconde l’isola e i suoi abitanti? Cosa gli nasconde suo nonno?

Ma la ragazza non lo ascoltava. Si stava già allontanando a passi alteri tra i fiori selvatici e l’erba fradicia, il mento sollevato verso il cielo piangente. Avrebbe voluto richiamarla, dirle che quella cosa era molto più grande di lei – più grande di loro due – ma era svanita nel nulla, lasciandosi dietro solo una lievissima increspatura nell’erba. Il ragazzo tentò di dominare la paura. Da qualche punto nelle profondità della terra avanzava di nuovo l’oscurità, un’oscurità più spaventosa di qualunque altra cosa il mondo avesse mai visto. E ormai era troppo tardi per fermarla.

Immagine correlataLa trama è ben strutturata e mette subito curiosità. Ammetto che avevo adocchiato questo libro ben prima che venisse proposto l’evento visto che le storie per ragazzi mi affascinano sempre molto visto che in alcuni casi sono migliori persino di quelle per adulti. Una storia che mischia una famiglia e dei ragazzi di oggi alla magia tradizionale.

La copertina è davvero incredibile e originale. Il disegno mi piace davvero molto e sono davvero entusiasta del fatto che abbiano lasciato l’originale proprio come è stato per il titolo. Quest’ultimo infatti, è stato semplicemente tradotto senza fronzoli e quindi posso soltanto ritenermi soddisfatta dell’accoppiata che ne è uscita fuori. (Potete vedere qui di lato che effettivamente non è cambiato nulla)

L’ambientazione è fantastica e assolutamente inventata, ovvero l’isola di Arranmore e l’epoca è abbastanza moderna, visto che i ragazzi parlano di internet quando sono a casa loro, a Dublino.

Nel silenzio carico di rabbia che seguì, la mente di Fionn cominciò a ronzare. Ormai non poteva più ignorare la verità: l’aveva vista. L’aveva vissuta. Arranmore traboccava di segreti. Di cose impossibili. Sii coraggioso. L’isola era intrisa di magia. Questa è la tua avventura. E lui avrebbe trovato un modo per servirsene.

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi e ci si soffermerà molto sul giovane protagonista Fionn oltre che su suo nonno e sua sorella che completeranno il suo personaggio standogli costantemente attorno. Tara è davvero odiosa e assieme a quello che sarà poi il suo fidanzato faranno veramente una bella accoppiata. Personaggio da apprezzare è invece il nonno dei due ragazzi, il Custode delle Tempeste dell’isola di Arranmore. Un uomo che ha un potere grande sulle spalle ed una grande responsabilità, in più ha con se delle candele davvero magiche oltre che dei poteri incredibili.

Fionn Boyle è un bambino forse fin troppo sveglio, curioso e perspicace, ha solo un unica grande paura: il mare. Non ama il mare e non è neanche molto coraggioso. Però non si stanca mai di rispondere a sua sorella Tara che lo punzecchia costantemente. E’ un bambino instancabile e che non si lascia sorprendere da tutto ciò che lo circonda, anzi lo accoglie con tanta curiosità nonostante tutto quello che incombe sull’isola e la minaccia della terribile strega Morrigan. Un protagonista semplice e genuino che vi conquisterà.

Il passato si era ormai assestato intorno a loro, e c’era vita lì, tra gli alberi e i campi. Vita antica. «Oh» disse Fionn sottovoce.«Non siamo soli. » Il nonno lo guardò con la coda dell’occhio.«Naturale che non lo siamo. » Poi il cielo cominciò a urlare. 

Island During Golden Hour And Upcoming StormIl perno centrale di questa storia è proprio l’isola di Arranmore e tutto il mistero che l’avvolge. Ebbene si, perchè questa è un’isola magica in cui tutti gli abitanti sanno che l’isola ha vita propria e che il solo ed unico che protegge l’equilibrio dell’isola stessa è il Custode delle Tempeste. Ai tempi ci fu una guerra fra Morrigan, una potente strega malvagia e Dragda. Scoprirete molto di più leggendo questa storia.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e fluido. Il libro si legge davvero molto velocemente visto il fatto che è anche molto breve. E’ una storia per ragazzi davvero molto singolare ed ho apprezzato l’originalità che l’autrice ha utilizzato per sfruttare tutta la storia.

Oltre a questo ho amato i paesaggi e le descrizioni. Nel corso della lettura sembrava di essere veramente sull’isola tant’è che era descritta bene. I luoghi sono suggestivi e non c’è momento in cui non vorreste anche voi una candela per poter vedere ciò che vede Fionn con suo nonno. Posso assicurarvi che l’idea è davvero unica nel suo genere ed i luoghi vi incanteranno.

La storia è comunque piena di ricca di tematiche velate ma ben salde ed evidenti nel corso della lettura. Sentiremo ben presente la perdita e la forza del coraggio. Anche la famiglia è una cosa che ricorre spesso all’interno della lettura anche se Tara e Fionn sembrano tutt’altro che uniti. Se leggerete questa storia, saprete di cosa sto parlando.

Dove l’ho trovato particolare nella storia dell’isola, delle candele e della magia che circonda tutto, l’ho trovato scontato nella trama. Non accade quasi nulla all’interno del libro e tutto rimane persino troppo statico. E’ pur vero che c’è tanta magia e tanto mistero da parte del nonno Custode di Fionn ma non è possibile che si riduca semplicemente a questo. Possibile che non c’è nient’altro? Possibile che dobbiamo aspettare il secondo volume per far sì che qualcosa accada?  Infatti è sembrato quasi un volume di preparazione per ciò che avverrà dopo. 

Non metto in dubbio che la storia sia stata molto carina da leggere sia per la magia che l’avvolge sia per il contesto. Peccato che tutto si incastri – le visioni delle candele e la realtà – senza creare quella suspance da azione che l’autrice ha creato. Questa cosa, infatti, non è stata soddisfatta. Per Fionn, come per me è stato un volume di scoperta di un mondo incredibile e magico ma di cui tutte le voci che sente e il fatto della magia della strega sia rimasto irrisolto.

«Dove sono andato quando ho acceso quella candela?» «Hai seguito la tempesta. » Il nonno parlò in tono disinvolto, neanche si riferisse a una fetta di torta alle carote che aveva mangiato dopo pranzo. (…) «L’isola è fatta di molti strati, Fionn. Di tutti i momenti che ci hanno preceduto. Ieri notte, accendendo quella candela, hai scelto di vedere uno strato diverso e intanto ti sei perso questo.» L’uomo si fermò al centro del salotto e si girò a guardarlo, sul viso un’aria di trionfo. «Semplice, no?» «È la faccenda più complicata che abbia mai sentito» replicò Fionn.

La storia nella sua interezza è stata molto affascinante e suggestiva. Peccato che per il resto non si sia evoluto molto. Infatti spero che nel secondo volume di questa duologia ci sia più azione visto che Fionn può prendere piede a pieno ritmo. Consiglio la lettura agli amanti di libri per ragazzi e per chi voglia fare un viaggio su un’isola davvero e dico davvero unica.

Catherine Doyle scrive una storia per ragazzi magica dal fascino misterioso e intrigante con un personaggio curioso e intraprendente, che si ritrova  a scoprire cosa è il coraggio, la magia e la famiglia. 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, mi fa davvero piacere sapere le vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – Recensione “IL FABBRICANTE DI SOGNI DI R. M. ROMERO” (#269)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno nuova recensione e sopratutto… nuovo evento! Ringrazio tantissimo Susy per avermi invitato a partecipare, come sempre carinissima, e la DeAgostini per averci permesso la lettura di questo libro davvero interessante e commovente. Vi consiglio fin da ora la lettura, poi ve lo spiego anche qui, non temete. Ecco qui la mia recensione:

download.jpgTitolo: Il fabbricante di sogni
Autore: R.M. Romero
Genere: Historical Fiction/ Fantasy
Data di uscita: 26 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2HioRwq

TramaCracovia, 1939. Solo chi crede nella magia può sopravvivere alla realtà. Karolina è una bambola che vive nella Terra incantata dei Giocattoli, almeno fino al giorno in cui una terribile guerra infrange l’idillio. Costretta a fuggire, Karolina si trova come per magia a Cracovia, nella bottega di un vecchio giocattolaio. Jozef è un uomo burbero e solitario che pensa solo per sé, ma con l’arrivo di Karolina la sua vita cambia. Nella bottega torna il sorriso e il giocattolaio, su consiglio di Karolina, si avvicina anche a un violinista ebreo e a sua figlia, per cui inizia a realizzare splendidi giocattoli. Ma, quando tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, l’ombra nera del nazismo si allunga su Cracovia. I nuovi amici ebrei sono in pericolo, e Jozef non intende abbandonarli per nessun motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso.

RECENSIONE

Assorted Plush Toys and LightsLa storia ha inizio nella Terra delle bambole dove vive Karolina. Il mondo della piccola bambola è stato invaso dai ratti che hanno conquistato tutto con la forza e lei si trova a dover fuggire. Lei non vorrebbe andare nel mondo degli umani ma è proprio lì che viene portata dal vento gentile. Si ritrova in un negozio pieno di giocattoli e fa la conoscenza con un solitario uomo di nome Cyryl, il Giocattolaio di Cracovia. E’ il 1939 e c’è aria di guerra per le strade della capitale polacca e l’uomo resta sconvolto dal fatto che la sua bambola abbia preso a parlare.

Perchè Karolina si è ritrovata proprio nel negozio del giocattolaio? Cosa succederà ai due protagonisti di questa storia? Riusciranno i tedeschi ad invadere Cracovia, proprio come i ratti hanno assaltato la terra di Karolina?

Il Giocattolaio si mise all’opera, dando gli ultimi ritocchi alle finiture del tetto con un coltello sottile. La sua mano si muoveva così rapida che sembrava non potesse fermarla nemmeno se avesse voluto. Incise uno squisito motivo ondulato così armonioso da ricordare a Karolina la glassa di una torta. Mentre lavorava le lacrime del Giocattolaio si placarono, e lei pensò di sapere il perché. Creare qualcosa la faceva sempre sentire meglio. Solo quando stava con le mani in mano non riusciva a scacciare le paure che minacciavano di farsi strada nel suo cuore.

Risultati immagini per r m romero booksLa trama – che ho al momento segnalato alla DeA e spero venga corretta – è sbagliata. Il Giocattolaio si chiama Cyryl e non Josef. C’è stata evidentemente una defiance. Per il resto se sostituite il nome non ci sono problemi e la storia è quella, senza fronzoli e senza spoiler.  

La copertina italiana è molto carina ma come potete vedere qui di lato, quella originale è davvero spettacolare. Se avessero tenuto questa sarebbe stato proprio il top del top. Quella che c’è non mi dispiace ma non c’è davvero confronto, mi dispiace. Il titolo è stato cambiato. In inglese, The Dollmaker of Krakow sarebbe stato il Fabbricante di bambole di Cracovia e messa così sarebbe suonato davvero orribile. In questo caso ammetto che l’adattamento è sicuramente stato geniale tanto da rendere molto la delicatezza di questo libro nel suo complesso.

L’ambientazione è Cracovia e la storia ha inizio nell’anno 1939 e si sviluppa lungo il periodo in cui Hitler fa l’ingresso in Polonia e lungo la Seconda Guerra Mondiale osservando il cambiamento di una città in pace.

«E tu, come hai combattuto la tua guerra?» (…) «Vivendo per vedere il giorno seguente, e quello dopo ancora… e tenendo una parte del cuore al riparo dalle bombe e dal fuoco nemico» rispose piano il Giocattolaio. «È quella la parte che ti aiuterà ad andare avanti quando tutto sarà finito.» Karolina si sedette con un sospiro. «Preferirei vincere che sopravvivere e basta.» «Nell’ultima guerra, all’inizio avrei voluto fare come il principe Krakus, ed essere io a mettere fine al conflitto, anche se sapevo che era impossibile» spiegò l’uomo. «Ma il fatto che non potessi aiutare tutti non significava che non potessi aiutare almeno qualcuno.» «Che intendi dire?» domandò la bambola. «Ho perso la gamba salvando la vita a un compagno» confessò Brzezick. «Non ho rimpianti. Tenevo a lui, e non volevo che si facesse del male. Anche salvare la vita di una sola persona ha valore, Karolina. E tu puoi aiutare Rena comportandoti da amica leale. Così lei non si sentirà sola com’è capitato a noi in passato»

Doll With Grey Eyes and Brown HairI personaggi di questa storia sono stati decisamente interessanti e tutti ben strutturati. Sicuramente il mio preferito, ancor più di Karolina, la dolce bambola, è stato Cyryl Brzezick.

Cyryl è il Giocattolaio di Cracovia. E’ un uomo che ha combattuto in guerra ed ha perso una gamba ed ora esercita l’attività che un tempo faceva sua madre. Cyryl oltre ad essere un semplice giocattolaio è anche una specie di mago. Infatti è lui ad aver chiamato Karolina dal mondo delle bambole ed è lo stesso che crea incredibili giocattoli per i bambini di Cracovia. E’ un uomo buono e dolce che farebbe di tutto per il giusto e per un sorriso. E’ un uomo sostanzialmente infelice che ritrova la felicità quando incontra Karolina.

Karolina è una piccola bambola di legno dalle lunghe trecce bionde e dal viso tenero. E’ una bambola audace e temeraria, che non si spaventa di dire le cose che pensa e che si butta a capofitto nelle cose che fa. Nella Terra dei Giocattoli, Karolina era una sarta e creava incredibili abiti a cui allegava dei desideri. E’ una bambola speciale che si compensa molto bene con il carattere del Giocattolaio e che si affezionerà a lui fin dal primo istante, capendo la bontà dell’uomo che si trova davanti.

Eppure la bambola trovava quei desideri quasi sleali, perché sapeva che in un altro mondo, dall’altra parte del firmamento, la sua gente stava soffrendo, e promise a se stessa che avrebbe fatto di più per aiutarla. Ora che il Giocattolaio aveva trovato serenità e amicizia, di sicuro lui e Karolina sarebbero stati in grado di riportare la pace anche nel suo paese.

Woman Holding DollIl perno centrale di questa storia sta tutta nella magia. Le bambole hanno un’anima e una volta che sono abbandonate o dimenticate tornano alla loro terra d’origine. A fare in modo che questo succeda e che ci sia un legame fra i mondi ci sono persone come il Giocattolaio. Tutto questo, inoltre, è preso in un periodo e in un contesto storico difficile in cui Cracovia comincia a dividersi mano a mano fra chi è ebreo e chi no per colpa della guerra e dei tedeschi nazisti sotto il dominio di Hitler.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e diretto, infatti la storia si legge tranquillamente in qualche ora. La storia, scritta in terza persona, mostra la storia del Giocattolaio ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e si alterna anche tutto ciò che ha spinto Karolina a fuggire dalla guerra nella Terra dei Giocattoli e dei ricordi, quindi, della bambola.

Ci sono delle cose che non hanno risposto completamente alle mie domande e che mi hanno lasciata perplessa ma sommariamente la storia è stata davvero molto riflessiva e toccante.

La cosa molto bella è stato l’incredibile legame che sembra esserci fra la Terra dei Giocattoli  e delle bambole con la realtà. La guerra imperversa sia nel mondo da dove viene Karolina che quello degli umani ed è proprio questo che accomuna fin da subito i protagonisti di questa storia. Storicamente parlando, infatti l’autrice è stata molto brava a gestire la situazione mostrando il cambiamento nella città e nelle persone che ci vivono, il fatto che gli ebrei vengano allontanati o che i tedeschi prendano sempre più piede a Cracovia. Il cambiamento è sicuramente la cosa che colpisce di più a mio parere, anche molto più del fatto della magia e delle bambole.

Non è propriamente spiegata la magia che che lega i Maghi alle Bambole.  Vi spiego glio: la bambola arriva dalla Terra delle Bambole e dei Giocattoli e si ritrova con questo Giocattolaio che è un mago. Ci sono altri Maghi al mondo e ci sono anche molte altre creature che appaiono e scompaiono come il nulla come se niente fosse. La situazione è già fantastica e strana di suo ma, chiunque alla fine scopra il segreto e veda Karolina parlare non ne rimane troppo colpito a parte il Giocattolaio. Comunque la cosa resta sospesa nell’aria. Si, la magia aiuterà il Giocattolaio e Katerina nel loro intento di aiutare in tempo di guerra ma l’ho trovata molto superficiale nella spiegazione complessiva. 

Il finale poi, seppur spiegato nella nota dell’autrice, mi ha convinto in un senso a non in un altro. Non posso ovviamente raccontare dove ho riscontrato ciò che sto dicendo senza fare spoiler quindi mi terrò sul vago. Comprendo la necessità dell’autrice di voler narrare un periodo difficile e di essere stata a visitare qui luoghi ma non condivido la scelta nel finale. Questa sul finale è una cosa più soggettiva che altro quindi non influirà nel mio giudizio finale.

Complessivamente posso dire di essere rimasta soddisfatta della storia e del libro. E’ una storia fantastica, con tanta magia, ma con un fondamento storico importante. L’idea di utilizzare le bambole è sicuramente una trovata innovativa e originale.

«Magari non riusciremo ad aiutare la mia gente, ma ciò non vuol dire che tu abbia perso la tua magia, né che io abbia sprecato il mio tempo in questo mondo» disse la bambola. Più parlava, più le sue parole suonavano vere. (…) Il Giocattolaio alzò il capo e rise. Fu un suono pieno, gioioso che sembrò farsi strada attraverso la sua stanchezza. «La magia è una cosa strana» commentò. «Non assume mai la forma che ti aspetti.»

Il libro è toccante, drammatico e commovente. Una storia che consiglio sicuramente ai miei lettori e che sono certa apprezzerete senza alcuna esitazione. Da leggere!

R. M. Romero scrive una storia che mira al cuore del lettore in cui potenza, originalità e magia si mescolano creando un vortice di emozioni incredibili. Una storia che parla di coraggio, di amore ma sopratutto di umanità, quella che nel corso della storia sembra sempre venire meno.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, mi raccomando:

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Sara ©