RECENSIONE #416 – LE PAROLE NEL VENTO DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per portarvi una nuova recensione di un libro che possa piacervi. Ringrazio infinitamente Christian Antonini per la sua gentilezza e avermi permesso la lettura del volume e alla Giunti che me lo ha cortesemente inviato così da potervene parlare. Ecco a voi:

514stvrpltl._sx315_bo1204203200_Titolo: Le parole nel vento
Autore: Christian Antonini
Editore: Giunti Editore
Prezzo: 14.00 € / eBook: 8.99 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ClssJs
Trama: Nel 1935 il governo americano lancia il progetto delle Bibliotecarie a cavallo: donne in sella che portano libri e riviste alle comunità più remote e isolate. In quegli stessi mesi, nella contea di Salleville, Kentucky, la quattordicenne Lucy May Walton sogna di diventare una maestra, anche se la povertà della sua famiglia minaccia il suo futuro e la vita della sua amata cavalla Brezza di luna. Ma Lucy May non è disposta a rinunciare ai propri sogni di libertà. Così, in sella alla sua puledra, decide di fuggire da un destino segnato. Durante la fuga incontra un ragazzo ferito, un criminale in fuga dalla sua banda, che lo sta cercando perché ha deciso di restituire il bottino…

RECENSIONE

brown horse standing near grassLa storia ha inizio in Kentucky, nel 1935 in cui una ragazza, Lucy May, a galoppo di Brezza di Luna scorge delle ragazze a cavallo. Chi sono non lo so ma sogna un giorno di diventare una maestra nonostante i suoi genitori e la sua famiglia sono sempre più poveri e rischiano persino di non riuscire più a mandarla a scuola e di dover vendere il suo adorato cavallo.
Ma Lucy May non demorde e cerca di aiutare la sua famiglia come può. Quando, però, incontra un giovane in una fattoria abbandonata tutto cambia, la vita, le cose che la circondano, persino le sue priorità.
Chi è quel ragazzo misterioso? E quelle giovani a cavallo? Cosa potrà fare ora Lucy May per aiutare la sua famiglia e per salvare il suo adorato cavallo Brezza di Luna?
E’ strano essere di nuovo alla fattoria dei Carter. Con il sole alto tra le nuvole il posto non le fa più paura. Solo un po’ di tristezza.  E’ questo che succede quando una famiglia se ne va?
 
La trama narrata è semplice e diretta che in poche parole ci spiega la situazione che verremo a trovare in questo volume nella sua interezza. Una trama che rispecchia molto ciò che ci viene presentato senza incorrere in spoiler.

La copertina è originale e particolare, molto diversa dal solito anche nella sua composizione estetica visto che il libro si presenta in rigida quasi di ” tessuto” (perdonatemi ma non so come si chiama questo materiale), quasi fosse un libro di quell’epoca. Molto bello.


Il titolo è molto carino, ci porta proprio in sella a Brezza di Luna in cui le parole volano e corrono a cavallo assieme alla protagonista.

L’ambientazione, come già detto in precedenza è il Kentucky, una piccola cittadina di campagna nell’anno 1935, in cui, in quei posti il tempo sembra essersi fermato e tutto rimane sospeso in una bolla di sapone. Dei luoghi magici in cui tra fattorie, cavalli e vasti praterie tutto sembra avere un effetto persino calmante della situazione.

brown horse on body of water during daytime«Hai la forza di tuo padre, Lucille Mayflower Walton» riprende la mamma, appoggiando la schiena alla parete. «Ma nel tuo cuore c’è anche una vena selvaggia, irrequieta. Io lo so, la sento». «Indomita?» La donna annuisce, sorpresa. «E’ la parola di oggi» spiega la ragazza. «Si, indomita…». 


I personaggi di questa storia non sono molti ma i pochi presenti sono assolutamente ben delineati e ben costruiti, che lasciano il segno al lettore trasportandolo proprio in quei posti.

Lucy May Walton è una ragazzina di quattordici anni sveglia, dedita alla sua famiglia e all’aiuto della stessa facendo piccole consegne pur di prendere qualche soldo. Ama il suo cavallo Brezza di Luna che si lascia montare solo da lei e che ormai la riconosce come unica proprietaria. Ama andare a scuola e studiare e per questo vuole diventare una maestra

Galoppo china su collo di Brezza di luna, cercando di farmi leggera più che posso. I suoi zoccoli colpiscono la terra soffice con una raffica di tonfi ovattati, veloci e sicuri. Quel suono mi riempie le orecchie e sorrido: ha lo stesso ritmo del mio cuore.

silhouette photography of horse riders on treesIl perno centrale sono proprio le parole, così come ci annuncia il titolo stesso. E saranno queste parole nel vento che porteranno la nostra protagonista in una bellissima avventura alla ricerca di se stessa, del sacrificio, del valore della famiglia e dell’avventura.

Lo stile utilizzato è molto scorrevole e fluido, tipico dell’autore in questione che si legge sicuramente in poche ore. Il volume è piccolo e ci porta in un luogo e in un’epoca che in libri per ragazzi non si vede quasi mai. Sicuramente una lettura coinvolgente.

Rispetto ai volumi precedenti questo volume riporta più a livello di valori trasmessi che a livello di storia effettiva. Infatti, laddove i volumi precedenti sono riusciti ad emozionarmi dall’inizio alla fine, per questo volume ho seguito più la sua storia lasciando una scia di cose e di valori che cerca di lasciare lungo il percorso.

Le bibliotecarie a cavallo non sono state il perno centrale della situazione ma hanno fatto la loro parte nella storia lasciando al lettore qualcosa che non si conosce. Personalmente, infatti, non conoscevo questa cosa delle bibliotecarie a cavallo ed è una cosa che andrò a vedere e su cui mi piacerà informarmi.

«E’ per questo che mi aiuti? Anche se sai che voglio andare via?» «Certo. Tu hai un dono. E se rimani qui ti verrà portato via, assieme a Brezza di Luna». «Temevo che volessi fermarmi» osserva Lucy May sistemandosi una ciocca sulla fronte.

Il libro è una lettura che stavolta si affaccia ad un pubblico più grande e più maturo oltre al pubblico dei giovani a cui di solito l’autore fa fronte. Trovo sia una lettura interessante, originale, che mi sento di consigliare vivamente.

Christian Antonini scrive un volume molto diverso dai precedenti che ci mostra la bellezza delle parole, del leggere e del comunicare. Un libro che ci insegna il valore del sacrificio, la forza di volontà e l’amore per i libri e per la propria famiglia.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
 
A presto,
Sara ©

 

 

RECENSIONE #415 – INNI ALLE STELLE DI GIOPOTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Dopo un po’ che ho letto questo volume riesco finalmente a parlarvene. Ci ho messo anche un po’ per decidermi a scriverla perchè non riuscivo davvero ad esprimere qualcosa e quando è così preferisco metabolizzare il volume e scrivere qualcosa appena ho le idee chiare. o acquistato questo libro in digitale tempo fa e ve ne parlo subito. Ecco a voi.

downloadTitolo: Inni alle stelle
Autore: Giopota
Pagine: 233
Data di uscita: 7 novembre 2019
Casa editrice: Bao Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Z6BwLP
Trama: Inni è un ricco rampollo che desidera l’avventura. Lentamente, i doveri della sua famiglia stringono intorno a lui una morsa che minaccia di soffocarlo. Il lavoro all’opificio, la promessa di matrimonio, il bisogno di dimostrare il proprio valore. Partire, capire sulla strada i propri limiti, quello forse gli farebbe bene. Ma non c’è persona sana di mente che partirebbe verso una terra nella quale una guerra odiosa e violenta si sta propagando come l’infezione di una ferita. E allora Inni dovrà addurre un motivo da sognatore, da pazzo, da visionario: seguirà la Via Francigena alla ricerca del tesoro del Santo. E mentre le stelle in cielo lentamente si spengono, un giovane dal cuore inquieto scoprirà il vero significato di un cielo muto, e in assenza di parole da ascoltare, dovrà scrivere da sé le risposte che cerca.

RECENSIONE

La storia a inizio a casa di Inni, un rampollo ricco che conduce una vita programmata, fine a se stessa: il lavoro all’opificio di famiglia e il fidanzato con una persona che non ama neanche che dovrà sposare presto. Stanco o forse semplicemente annoiato, Inni parte per un lungo cammino attraverso la Via Francigena che lo porterà ad affrontare diverse, ma la vera domanda è:

Per quale motivo Inni affronta il suo viaggio? E’ per via del famoso pellegrinaggio religioso o solo per fuggire dalla vita che lo aspetta? Cerca anche lui il famoso tesoro del Santo che tutti credono perduto? Cosa succederà lungo il suo cammino?

Inni alle Stelle, un viaggio magico come la realtà | Intervista

La trama è semplice e non svela molto se non l’intro generale del volume stesso che si presenta così come viene descritto. Ovviamente una volta addentrati all’interno del viaggio i particolari saranno tanti e vi converrà prestare particolare attenzione.

La copertina mi ha attirato dal primo momento in cui l’ho vista. La trovo luminosa e che riflette ciò che il libro sta cercando di trasmetterci. Inni, il protagonista che con il suo libro in mano segue la Via Francigena alla ricerca di se stesso, del suo destino o di ciò che semplicemente cercava. Il titolo è controverso e il nome si sposa completamente con il resto. D’altra parte credevo che non fosse Inni come nome ma semplicemente un canto alle stelle. Invece il titolo intende proprio Inni, il protagonista alle stelle che gli indicheranno la strada per questo nuovo volume.

L’ambientazione è fantastica ma riprende un tratto e nomi realmente esistenti anche se effettivamente non sembrano avvicinarsi molto se si vede complessivamente la storia. Ci si muoverà quindi seguendo la via che dai Pirenei porta verso la Galizia, un tratto del Cammino di Santiago; l’epoca essendo fantastico non è definito ma ha dei tratti quasi medioevali.

Il Cammino di Santiago diventa un fumetto dove il cielo si fa buio ...

I personaggi di questa storia sono diversi ed incontreremo particolari ed originali soggetti che accompagneranno Inni lungo il suo viaggio nonostante non pensava di trovare delle persone con cui confrontarsi e stare bene condividendo la medesima avventura. Ho trovato sicuramente più interessanti i personaggi che lo circondavano, come la ragazza, piuttosto che il protagonista principale.

Inni è un personaggio molto enigmatico, soprattutto all’inizio. Si presenta come il classico tipo che ha tutto ed è annoiato da tutto, l’eterno indeciso, tanto da voler cercare di staccarsi dalla sua famiglia per poter costruire qualcosa che possa essere suo e suo soltanto. Nonostante la famiglia e quella che appare come la sua fidanzata cercano di dissuaderlo lui parte alla ricerca di qualcosa che è molto più importante della meta stessa. Nel corso del suo viaggio scoprirà valori importanti per se stesso e cosa vuole dalla sua vita. Nonostante nasca come un personaggio non particolarmente simpatico a primo impatto, piano piano cerca il cambiamento quindi la situazione si solleva mano a mano che si procede nella lettura.

Storia di un cercatore di stelle – La Connessione Tra i Libri

Il perno centrale di questa storia è il pellegrinaggio della Via Francigena, il libro misterioso e la ricerca di Inni che lo porterà a scoprire cose su se stesso, sulle persone e sulle cose che lo circondano, inondandolo di sicurezze che prima di sicuro non aveva.

Lo stile utilizzato e la grafica sono assolutamente caratteristici ed identificativi di Giopota; infatti l’autore sembra quasi prendere il protagonista del volume precedente e trasportarlo pari pari qui, presentandocelo con altro nome ed altra veste. Infatti, almeno personalmente parlando avrei preferito che i tratti distintivi di Inni fossero diversi rispetto al personaggio protagonista del volume precedente Un anno senza te.

La cosa che invece non riesce proprio ad arrivare è il concetto contorto su cui tutta la storia si baserà e su cui i personaggi si muovono. Tutto il lato fantasy, la magia, il libro e chi più ne ha più ne metta confondono il lettore lasciando tutto molto al caso per poi arrivare alla fine frettolosamente e non concludendo le mille domande che il lettore si è posto durante tutto il percorso di Inni. Ok, tutto è intenso, magico e sicuramente unico ma è anche molto confuso e non lascia una sensazione piacevole completa e di soddisfazione vera che può derivare dalla lettura stessa.

BAO Publishing: le prime immagini del nuovo fumetto fantasy di ...

Il libro è curioso nella sua presentazione ma non coinvolge e non spiega quello che effettivamente dovrebbe. Personalmente l’ho trovato molto bello visivamente. Per il resto non saprei.

Giopota con Inni alle stelle ci porta, con il suo tratto che lo caratterizza, in un mondo fantastico dove percorrendo un lungo cammino si cerca oltre ad un immenso tesoro perduto anche tutto ciò che uno non si aspetterebbe mai: un vero e proprio viaggio alla ricerca di se stessi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate potrebbe piacervi? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – Recensione in anteprima #414 : MOMO DI JONATHAN GARNIER E RONY HOTIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una recensione di un libro che è riuscito davvero ad emozionarmi e che mi ha lasciato una sensazione piacevole, un libro che conserverò con assoluto piacere. Ringrazio la casa editrice Tenué per la lettura in anteprima e l’organizzatrice che ci ha coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito:

momo_cover_store-330x534-1Titolo: MOMO
Autore: Jonathan Garnier e Rony Hotin
Casa editrice: Tunué
Collana: Tipitondi
Pagine: 176
Prezzo: Euro 16,90
Link d’acquisto:
Trama: Momo è una bambina di cinque anni, vive con la nonna in un piccolo villaggio portuale della Normandia. Ditanto in tanto la bambina va sul ponte per riuscire a vedere la barca del padre, marinaio d’altura obbligato dal lavoro a passare lunghi periodi in mare. 

RECENSIONE

La storia di Momo ha inizio al faro, dove lei e la nonna cercano in lontananza il padre della piccola partito ormai diverso tempo addietro. Momo  ha al mondo solo suo padre e sua nonna. Quest’ultima si occupa di lei a tempo pieno anche se è anziana e con una bambina di cinque anni vivace come Momo, niente è semplice. In più, nel piccolo paese la ragazzina avrà modo di conoscere e farsi amici le persone più bizzarre a cui si andrebbe mai a pensare. Momo è intraprendente, bizzarra, furba e molto sveglia ma anche molto sola.
Riuscirà la piccola bambina a farsi degli amici? Chi incontrerà al paese che  si affezionerà lei? Cosa succederà tanto da sconvolgere il suo piccolo mondo da bambina? 

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno - L'Ambidextre

La trama è ben scritta anche se mi sono trovata a dover cancellare le ultime righe – per questa recensione – perchè ci sono davvero dei spoiler che sarebbe bello scoprire e leggere senza doverli trovare sulla trama. Sono sicura che non avrebbe avuto la stessa valenza leggere le cose dalla trama quindi siete al sicuro. Vi ho abbreviato e potrete leggere tranquillamente di cosa tratta questo volume.

La copertina del libro è davvero meravigliosa e rappresenta la vera essenza di questo libro mostrandoci Momo in tutta la sua tenerezza e semplicità. Momo è una piccola bambina dai capelli rossi e scombinati, vestita alla maschiaccio e che non ha molti amici. E’ una ragazzina tenerissima che vi saprà conquistare. Il titolo è semplice e non è stato ne tradotto ne modificato dall’originale. Momo è il nome della nostra dolcissima protagonista che riesce ad emozionare il lettore solo con il suo visino adorabile. Un connubio tra copertina e titolo davvero unico.

L’ambientazione è in Normandia, in Francia, in un piccolo paese in cui molte persone si conoscono fra loro, quindi una circoscrizione molto piccola mentre l’epoca sembra riferirsi intorno al 1990, quando Dragon Ball, il cartone animato che tutti conosciamo sembrava spopolare molto più di ora (ve lo dico perchè all’interno del fumetto verrà citato).

Critique d'album : Momo - Tome 1/2, par Jonathan Garnier, Rony ...

I personaggi di questa storia sono diversi a partire dalla protagonista principale a tutti coloro che faranno parte della sua cerchia. Dei personaggi che dalla nonna al pescatore, al barbone misterioso ai piccoli ragazzini amanti di Dragon Ball fino ad arrivare alla ragazzina adolescente con il gruppo di ragazzini annessi interagiscono con lei, riusciranno tutti ad entrarvi nel cuore.

Momo è una ragazzina di cinque anni adorabile. Come tutti i bambini cerca di fare di testa sua, di ribellarsi e di andare contro – a volte – a sua nonna solo per il gusto di contraddirla. Nonostante questo è una bambina che adora sua nonna e che ama le piccole cose anche se vorrebbe avere suo padre più vicino visto che è lontano da tanto e le manca terribilmente. E’ una bambina dai capelli sempre scombinati, dallo zaino giallo che con tanta ingenuità e bontà e tenerezza saprà conquistarvi pagina dopo pagina.

Rony HOTIN-sous-bois, ville fleurie*: HUM, NEW WORKS FROM THE BEYOND

Il perno centrale di questa storia sono i cinque anni di Momo, il suo animo da bambina, la bontà e l’amore per la sua nonna e per il suo papà. Una storia commovente che saprà regalarvi emozioni profonde, ve lo assicuro.

Lo stile e la grafica utilizzata in questa storia sono estremamente semplici e, con dei colori che si mantengono su una colorazione più tenue rispetto al solito. E’ un libro molto veloce che si legge in pochissimo tempo e che sono sicura potrete amare. 

L’unica cosa che inizialmente non riuscivo a comprendere è dove tutto sarebbe andato a parare ma mano a mano la storia inizia a prendere una direzione univoca anche se parte mostrando i personaggi e lasciandoci un quadro generale completo e sicuro di ciò che sta mostrando al lettore.

La storia, che seguirà le vicende della piccola Momo e percependo tutte le sue emozioni, i sentimenti e consapevolezze che – nonostante la sua tenera età – riuscirà a stupirvi. Una storia che riesce a trasmettere tanti valori: l’amicizia, l’amore per i nonni, il dolore della perdita e la nostalgia di essere bambini. Una storia che vi lascerà tante emozioni, tante consapevolezze e un’infinità di cose belle, vi stupirà non ve ne pentirete.

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno - L'Ambidextre

Il libro è una piccola gemma preziosa, una delle più belle graphic novel che abbia letto ricordandoci quante cose siano importanti fin da quando si è bambini. Un libro che mi sento di consigliare a grandi e piccini, davvero una bella lettura.

Jonathan Garnier e Rony Hotin scrivono e disegnano una storia tenera, dolce ricca di consapevolezze e di sentimenti. Una lettura che ci riporta alla tenera età di Momo consentendoci di provare malinconia e nostalgia per le cose che abbiamo passato anche noi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni! Spero vi piacciano, le trovate qui:
Momo

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

REVIEW TOUR: Recensione #412 – LA CITTA’ DI OTTONE DI S.A. CHAKRABORTY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Cosa mi raccontate? Io sto bene a parte il fatto che sono un po’ stanca per il lavoro e non vedo l’ora che arrivino le vacanze. Oggi voglio portarvi una lettura che ho fatto in questi giorni e spero possa incuriosirvi edita Mondadori che ringrazio per la lettura. Ringrazio anche Miriam del blog Me and books per avermi coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito.

unnamedTitolo: La Città di Ottone
Serie: The Daevabad #1
Autore: S.A. Chakraborty
Genere: YA, Fantasy
Link d’acquisto: https://amzn.to/3egXsYY
Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli..

RECENSIONE

Tea Reading by simonbon on DeviantArtLa storia ha inizio in Egitto dove Nahiri è una ragazza che per sopravvivere si arrangia nel truffare ricchi ottomani con riti del tè e previsioni ciò che chi ha di fronte si aspetta di sentirsi dire. Ma non è soltanto quello, lei riesce a percepire quando una persona ha qualcosa che non va e sembra riuscire a curare questa cosa con molta facilità se non è un fattore irrimediabile. Nonostante questo, nel corso di una delle sue sedute, accade qualcosa di strano, misterioso e la vita di Nahiri cambia drasticamente. Nel suo cammino incontrerà un essere affascinante, Dara che dapprima si mostrerà enigmatico e le rivela di essere parte di un qualcosa di molto più grande di lei e di esserne l’ultima discendente. Dall’altra parte, abbiamo il Principe Alyzad, che nella capitale di Daevabad si trova a fare tutto ciò che suo padre non si aspetterebbe da uno dei possibili eredi al trono. Le strade dei due li porteranno a doversi incontrare mettendo sul piatto tutto quello che pensavano fossero solo antiche credenze perdute.
 
Cosa succederà a Nahiri? Chi è Dara? Perché vuole portarla nella capitale? Cosa le sta nascondendo? Riuscirà Alyzad a prendere il trono o è troppo giovane per ambire a questo ruolo? Perché si comporta diversamente da suo padre ed è molto attaccato ai piani degli shafit?
 
“Ed essi controlleranno i venti e saranno signori dei deserti. E sarà la fine per ogni viaggiatore che si smarrirà nelle loro terre…” Quei versi le risuonavano nella mente; li aveva uditi negli anni in cui aveva finto di sapere tutto sul soprannaturale. Le parole si riferivano a un essere che terrorizzava incalliti guerrieri e avveduti mercanti dal Maghreb al fiume Indo. Un antico essere, di cui si diceva che vivesse per ingannare e terrorizzare il genere umano. Un jinn. L’Afshin era un jinn. Un vero e proprio jinn.
 
La trama è dettagliata e ci da un quadro abbastanza preciso della situazione anche se si concentra molto su Nahiri nonostante ci siano due POV all’interno della storia che contano entrambi e danno due pesi differenti in questa storia. Quindi si, ci sta ma… perchè non si parla anche dell’altro lato della medaglia? Perchè non si da importanza anche al secondo personaggio di questo volume? Non saprei.

La copertina è molto bella ed è stata utilizzata una delle versioni estere anche se l’altra versione la trovo decisamente più bella visivamente. Questa rappresenta se si guarda bene i dettagli, parte delle cose che troveremo all’interno del volume. Per quanto riguarda il titolo, invece, abbiamo una traduzione semplice e concisa visto che il titolo originale è comunque City of Brass. Posso solo che essere soddisfatta dell’edizione che ne è venuta fuori.

Ci troviamo nel diciottesimo secolo, in Egitto dove ha inizio la storia di Nahiri. Per quanto riguarda invece il principe Alyzad ci troviamo nella capitale daeva, Daevabad soprannominata la città di ottone. Un luogo magico e misterioso.

Discover - INPRNT«Hai… hai un nome?» L’uomo socchiuse gli occhi luminosi. «Dovresti sapere che non si chiedono cose simili.» «Perché?» «C’è potere nei nomi. Non sono informazioni che il mio popolo condivide liberamente.» «Baseema ti ha chiamato Afshin.» Il daeva scosse la testa. «Quello è solo un titolo… E un titolo vecchio e piuttosto inutile, fra l’altro.» «E quindi non mi vuoi dire il tuo vero nome?» «No.»

I personaggi di questa storia sono diversi ma la storia avendo due punti di vista completamente diversi ci permetterà di conoscere sia il principe e possibile erede al trono della capitale Daevabad, sia per quanto riguarda la sventurata Nahiri, apparentemente umana che truffa ottomani pur di sopravvivere.

Nessuno dei due, comunque è ciò che sembra. Nahiri non è umana e scopriremo nel corso della lettura cosa sarà e la cosa avrà inizio quando conoscerà l’affascinante Dara, un misterioso uomo che cerca di trascinarla a tutti i costi e contro ogni pericolo nella capitale d’ottone.

Per quanto riguarda il giovane principe Alyzad, invece, non sembra somigliare molto a suo padre e a suo fratello maggiore ma sembra prediligere delle passioni e delle tendenze verso gli shafit, una comunità che non è proprio daeva ma più umanizzante se così la vogliamo definire, all’interno della capitale stessa. E questo porta il principe in una posizione scomoda persino di fronte a suo padre che propende solo ed esclusivamente sui Daeva e cerca di dare priorità loro pur di mantenere la pace in città. Due personaggi molto diversi fra loro legati da un destino che finisce per avvinarli.

«Ci hai traditi, hai tradito le stesse persone che la tua famiglia doveva proteggere. Pensi che abbia importanza come mi ammazzi? Cento altri prenderanno il mio posto. Tu soffrirai… in questo mondo e nel prossimo.» C’era un’acredine selvaggia nella sua voce. «E Dio ti porterà via le persone che ti sono più care.» A suo padre lampeggiarono gli occhi, ma si mantenne calmo. «Slegategli le mani prima di tornare ai vostri posti» disse alle guardie. «Vediamo come corre.»

The Daevabad Trilogy - Alizayd | art by Slaymate | History nerd ...Il perno centrale di questa storia si trova fra le strade di Daevabad, la città dei daeva e dei jinn e capitale della magia vera e propria. Lì Nahiri scoprirà la verità su se stessa e Alyzad cerca di costruire se stesso e ciò che vorrebbe per il suo popolo.

Lo stile utilizzato è intenso e particolarmente prolisso, sopratutto quando si cerca di dare un quadro alla situazione e al mondo che ci circonda. Infatti la lettura è tutt’altro che veloce e devo ammettere di averci messo un’eternità per finirlo, sembrava non finisse mai.

Non posso sicuramente dare un voto basso per il world-building e per la costruzione sia dei personaggi che sono sicuramente il punto migliore di questo volume. Oltre a tutto ciò che riguarda la cultura, le tradizioni popolari e delle leggende che girano attorno al volume. Su questo niente da dire ed è sicuramente ben costruito, studiato con minuzia, tutto molto interessante. Anche se, in alcuni punti, sarebbe stato utile una sfoltita o una riduzione perchè non rimane particolarmente fluido e finisce per risultare pesante a chi non mastica molto il fantasy.

La storia sembra una preparazione a ciò che ci troveremo per il prossimo volume perchè, sebbene la struttura e la composizione del mondo sia eccellente e ben argomentata, non accade poi granché e finisce per interessare sicuramente più Alyzad che Nahiri anche se devo dire che entrambi se la sono battuta un po’ nel corso del volume. Ci sono dei punti in cui l’erede al trono risulta pesante e ripetitivo, persino noioso e ci sono dei punti in cui Nahiri sembra annullarsi rispetto agli inizi diventando quasi qualcosa che non sembra più essere ciò che ci viene presentato all’inizio. E la storia – colpo di fulmine, amore e love story che avviene all’interno del volume – l’ho trovata piuttosto forzata.

Nel complesso, quindi non posso di certo dire che sia una storia scritta male perché è un volume sicuramente apprezzabile, studiato a livello di dettagli, di poteri, tribù, credenze e chi più ne ha più ne metta ma a livello generale della storia non è riuscito a trasmettere qualcosa di concreto e spero che funga da preparazione per ciò che ci aspetta in futuro. Lo spero seriamente. Probabilmente andrò contro la maggior parte delle persone che l’hanno letto e amato ma non sono riuscita ad affezionarmi e a legare emotivamente con i personaggi e ho fatto difficoltà a comprendere anche le loro scelte. La stessa Nahiri non sembra avere uno scopo preciso all’interno della situazione: ok, sei l’ultima della tue stirpe e quindi sei importante – questo non glielo toglie nessuno – ma quale è lo scopo di tutto questo? Quale è lo scopo di rimettere in piedi di nuovo tutto? Questo sembra non arrivare mai e il lettore – o almeno personalmente – ne sono rimasta appesantita cercando di trovare uno scopo che al momento sembra invisibile. Spero e punto tutto nel seguito.

«I tuoi antenati inorridirebbero se vedessero con che facilità rubi.» «Da quel che dici, i miei antenati inorridirebbero anche solo a sapere della mia esistenza.» Tirò fuori da un involto una crosta di pane raffermo. «È così che va il mondo. A questo punto, di sicuro qualcuno è entrato in casa mia al Cairo e ha rubato le mie cose.» Lui buttò un ramo spezzato sul fuoco, da cui si sollevò una pioggia di scintille. «E questo ti rende migliore?» «Qualcuno ruba a me, io rubo ad altri e sono sicura che, prima o poi, le persone che ho derubato prenderanno qualcosa che non appartiene a loro. È un circolo» 

Il libro è stata sicuramente una scoperta a livello di struttura e trovo che l’autrice abbia reso il mondo originale, unico agli occhi del lettore. Non posso dire lo stesso della storia che mi ha coinvolto ma non mi ha lasciato quello che speravo e che – credo e spero – ci regali il secondo volume visto che ci sono tutti i presupposti.

S. A. Chakraborty ci porta fra l’Egitto e una capitale di potere e creature magiche che uniscono credenze e leggende popolari. Una storia che, nel cuore di Daevabad ci arricchirà di magie e ci mostrerà che i Nahid non sono scomparsi ma sono pronti a risorgere e a portare una nuova luce alla città.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Ecco a voi.

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #410 – IL RAGAZZO DEL FIUME DI TIM BOWLER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi di un volume che sono riuscita a leggere grazie alla Mondadori e di cui non vedo l’ora di parlarvi. E’ stata una lettura veloce ma di cui sono rimasta soddisfatta. Ecco qui , per voi:

978880472281hig-628x965-1Titolo: Il ragazzo del fiume
Autore: Tim Bowler
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 5 Maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3fhc0Za
Trama: Jess è nata per nuotare. Per lei l’acqua viene prima di tutto e tutti, ma non di suo nonno. Quando scopre che gli resta poco tempo da vivere, decide di aiutarlo a esaudire il suo ultimo desiderio: tornare nel paese della sua infanzia per portare a termine un dipinto misterioso, “Il ragazzo del fiume”. Jess vuole risolvere l’enigma del dipinto e capire perché per il nonno sia tanto importante, ma un secondo mistero le occupa la mente: quello del ragazzo del fiume in carne e ossa, il cui incontro diventa anche l’inizio di una sfida che Jess dovrà vincere prima che sia troppo tardi.

RECENSIONE

aerial photography of body of water with trees aroundLa storia ha inizio prima della partenza per le vacanze. Jess è una ragazzina che ama nuotare ed è con suo nonno in piscina che è lì che la assiste e la supporta come sempre. Ma Jess nota che c’è qualcosa che non va e, quando suo nonno cade in piscina all’improvviso, il suo mondo si destabilizza. Nessuno della famiglia ha più voglia di andare in vacanza con il nonno che peggiora a vista d’occhio ma insiste purché si parta per andare in un luogo in cui lui ha vissuto i primi quindici anni della sua vita e dove non è più tornato. Un luogo con un fiume misterioso che finisce per attirare Jess sempre di più.
Cosa succederà in quella vacanza? Chi è il ragazzo del fiume? Perchè il nonno non le dice il motivo del suo dipinto? Cosa sta succedendo a Jess e alla sua famiglia e, soprattutto, a suo nonno?

Non cominciò con il ragazzo del fiume. Ma cominciò, come erano cominciate tante cose, con il nonno e con una nuotata. Soltanto più tardi, ripensandoci, Jess si rese conto che il ragazzo del fiume era sempre stato parte di lei, come un frammento di sogno. E quel sogno era la sua vita.

La trama di questa storia è molto bella ma persino troppo descrittiva quindi consiglio di leggere le prime righe e non addentrarsi troppo nella lettura della stessa. Non ci sono spoiler salienti nell’aria ma dopo aver letto il libro vi dico che se avessi letto tutta la trama probabilmente non avrebbe avuto lo stesso sapore la storia. 

La copertina di questa edizione, rispetto alle precedenti è sicuramente fantastica e rende molto ciò che il nonno della protagonista cerca di trasmettere nel suo quadro. Una copertina favolosa ed emozionante che, dopo aver letto il libro non riuscirà più ad abbandonarvi per via del suo significato. 

Il titolo di questo volume chiude il cerchio, assieme alla copertina, di tutto ciò che questo volume può rappresentare. Laddove la copertina rappresenta il vero e proprio quadro, il titolo ne fa da cornice e rende quest’edizione davvero meravigliosa. Davvero molto, molto bella la struttura visiva del volume.

Eppure stava tornando là. Lo guardò, rannicchiato sul sedile e immerso in un sonno profondo. Forse li avrebbe sorpresi.Forse, durante quella vacanza, avrebbe riacquistato la salute e sarebbe tornato forte come una volta. Ma più Jess lo guardava, più si sentiva spaventata. Alla fine, anche lei si addormentò.

man wearing teal and black shorts standing beside waterfallsI personaggi di questa storia non sono molti ma sono assolutamente ben caratterizzati. La protagonista Jess e suo nonno sono uniti da un legame unico e indissolubile che si nota pagina dopo pagina e continua a unirli sempre più, uniti dallo strano ragazzo del fiume.

Jess è una ragazzina curiosa, è un abile nuotatrice ed ama molto suo nonno che a sua volta si rivede in lei. E’ una ragazzina determinata, perspicace e intuitiva che ha un profondo legame con l’acqua e con suo nonno.

L’anziano nonno di Jess, Pop, è un uomo che ama la pittura ed è da sempre un tipo da non contraddire, ostinato e determinato nelle sue scelte, portandole a termine in un modo o nell’altro. Quel fiume è una cosa che gli è rimasta sempre impressa, visto che ci ha vissuto i primi 15 anni della sua vita vicino a quel fiume, in quel piccolo paesino sperduto.

L’acqua fluiva scura e lucente, gorgogliando tra le rocce, per poi allontanarsi verso la campagna, più in basso, oltre la casa. E Jess sentiva che una parte di lei se ne andava insieme a quell’acqua, fino al mare. Sospirò. Quel posto aveva qualcosa di strano, che forse la turbava, ma non la spaventava. Era come se lì ci fosse uno spirito, non un demone o un fantasma, ma uno spirito del fiume, degli alberi e delle colline, uno spirito che trasformava ogni cosa in un incantesimo.

grayscale photography of man swimmingIl perno centrale di questa storia sta tutto nel titolo e nella copertina di questo volume. Il ragazzo del fiume è una figura misteriosa che incuriosirà Jess nella sua dimora sul fiume nel corso delle sue vacanze. Chi è quello strano ragazzo che lei vede notte e giorno nei pressi del fiume? Perchè è lì e da dove viene? Cosa vuole da lei?

Lo stile utilizzato è semplicissimo, fluido e scorrevole adatto anche a giovani lettori, si riesce a terminare tranquillamente in qualche ora. Scritto in terza persona, questo romanzo porta con se qualcosa di magico e allo stesso tempo unico che ci trascina all’interno di quel fiume assieme a Jess e al suo strano ragazzo che appare e scompare quasi per magia. E’ una storia di un legame fra nonno e nipote, e un luogo magico e misterioso. Una storia di accettazione della perdita e del dolore. Una storia che rileggerei sicuramente.

Nonostante questo ragazzo del fiume sia una figura che si spiegherà poi nel corso della lettura non sono riuscita davvero a comprendere il “come sia possibile”, perchè questo non viene spiegato ma lasciato alla semplice e tacita unione delle cose. Ok, la lettura ha la sua magia che in qualche modo deve rimanere sospesa e deve lasciarci la curiosità ma quella stessa curiosità non è stata colmata dalle spiegazioni derivanti dal ragazzo del fiume. Quindi la lettura è poetica ed è riuscita ad appassionarmi ma non ha il voto pieno che avrei voluto proprio perchè c’è qualcosa che resta sospeso e non sono riuscita a spiegarmi del tutto. Così mi sono limitata a dargli io stessa una spiegazione mia come interpretazione personale. Ovviamente con questo non voglio dire che il finale sia aperto. Il finale è chiuso e la storia si conclude.

«Non riesci a dormire?» le chiese. Jess scosse la testa. «Nemmeno io. Continuo a pensare a quanto è diverso questo posto da quello che ricordo. » La guardò intensamente, con gli occhi che brillavano nell’oscurità. «Tutto cambia, Jess. Tutto. Niente resta uguale. Niente dura per sempre. Non possiamo farci nulla. Dobbiamo accettarlo.» Jess capiva quello che le stava dicendo, ma non voleva sentirlo. Detestava l’idea che le cose potessero cambiare. Avrebbe voluto che tutto restasse uguale per sempre. E anche se qualcosa doveva cambiare, non voleva che accadesse in quel momento.

Il libro è una lettura dolce, veloce e che mi sento di consigliare sopratutto ai più piccoli. Nei più grandi troverete la consapevolezza, la malinconia e la nostalgia di quei ricordi che credevate perduti. Una lettura che emoziona. 

Tim Bowler scrive una storia che porta con sé la bellezza del passato, della consapevolezza della perdita e del dolore che ne deriva. Il ragazzo del fiume saprà addentrarsi nel cuore come lo stesso corso del fiume che sa essere impetuoso o calmo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE MANGA # – IL PREZZO DELLA VITA (trilogia) DI SUGARU MIAKI E SHOUICHI TAGUCHI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene ovviamente. Sono qui per portarvi la recensione di una nuova tripletta di volumi manga che spero possa incuriosirvi ed interessarvi di cui io vi parlerò in generale. Un manga che ho scoperto per puro caso e di cui non vedo l’ora di parlarvi. Eccolo qui:

ilprezzodiunavita_coverTitolo: Il prezzo di una vita
Autori: Sugaru Miaki, Shouichi Taguchi
Editore: JPOP Manga
Link d’acquisto cofanetto: https://amzn.to/2zLldcq
Trama: Un ragazzo che passa le sue giornate nell’apatia più totale si imbatte un giorno in un negozio misterioso dove è possibile vendere la propria vita, il proprio tempo o la propria salute. Convinto di non avere davanti a sé anni degni di essere vissuti e attanagliato dalle difficoltà finanziarie, decide di darne via la maggior parte, tenendosi solo tre mesi. Quello che non sa è che dovrà passarli sorvegliato da Miyagi, una ragazza che lo terrà d’occhio ventiquattro ore su ventiquattro… 

RECENSIONE

La storia ha inizio un giorno come tanti altri per Kusunoky, un giovane universitario che non riesce a pagarsi più niente perchè a corto di soldi e non riesce a realizzarsi nella sua vita. Si ritrova a vendere i suoi ultimi averi, dei libri e dei CD ed è lì che incontra un uomo che gli fa una proposta: vendere la propria vita ad una società che la valuterà come deve. Ed è così che va a finire, Kusunoky stanco e avvilito per la sua vita miserevole vende la sua vita e si lascia solo tre mesi a disposizione in cui verrà tenuto d’occhio da una sorvegliante: Miyagi. Questa giovane ragazza è silenziosa, nessuno sembra vederla e continua a seguire Kusunoky ovunque. 

Cosa nasconde davvero la ragazza? Si può veramente vendere la propria vita? Cosa scoprirà il giovane Kusunoky dopo aver venduto la sua vita? Come cambierà la sua vita nei suoi ultimi tre mesi? Si può davvero arrivare a vendere la propria vita perchè la si ritiene inutile e priva di senso?

Il prezzo di una vita – Recensione | MegaNerd.it

La trama di questa storia è ben scritta e incuriosisce per la storia che, nonostante possa apparire triste e drammatica, insegnerà al lettore una grande lezione: non tutto è perduto e non occorre mai darsi veramente per vinti. Una lettura che vi emozionerà.

La copertina di questi tre volumi riportano tutti la giovane Miyagi che rappresenta quasi l’emblema di tutto, sia per Kusunoky che per la storia stessa. E’ lei che cambierà la prospettiva delle cose come la stessa vita del protagonista nell’esatto momento in cui le loro strade si incontreranno. Il titolo è semplice anche se abbastanza lungo nel sottotitolo. Il prezzo di una vita, comunque, riassume molto bene ciò che avremo di fronte riassumendo in breve persino la trama stessa. Un’ottima accoppiata, sicuramente.

L’ambientazione è un paese giapponese e l’epoca è moderna, ai nostri giorni.

Il prezzo di una vita | Saresti interessato a mettere in vendita ...

I personaggi di questa storia sono essenzialmente due, coloro con cui avremo a che fare per tutta la durata del manga, ovvero il giovane Kusunoky e la bella e misteriosa Miyagi.

Kusunoki è un ventenne scoraggiato dalla vita per via dei problemi finanziari e tanto da portarlo a voler morire piuttosto che andare avanti ad arrancare qualcosa di bello, qualcosa che non riesce a trovare. Ama la lettura e la musica. La strada più semplice sembra arrendersi ed è proprio quello che farà. Può un ragazzo giovane, che può aspettarsi tanto dalla vita, avere una prospettiva futura, amicizie e quant’altro, sentirsi privo e senza nulla tanto da voler arrendersi piuttosto che combattere? Un personaggio che inizialmente mi è sembrato persino altezzoso piuttosto che avvilito. Mano a mano però tesse la sua tela e si rivela sempre di più. 

Miyagi sembra tutto fuorché umana, specialmente agli inizi. E’ silenziosa, se ne sta nel suo angoletto e il suo viso nasconde una maschera di perenne indifferenza ma sotto quella scorza, si nasconde tanto che non riusciamo a vedere davvero se non con l’interagire con Kusunoki. I due si somigliano più di quanto sembri e questo, per uno strano scherzo del destino, li ha fatti incontrare.

Il prezzo di una vita, in fumetteria dal 17 luglio

Il perno centrale di questa storia è la vita. Può davvero, avere un prezzo? Quanto può valere? Una storia che si incentra sul significato e sull’importanza del non arrendersi anche se tutto possa diventare difficile.

Lo stile utilizzato e la grafica sono semplici, scorrevoli, in pieno stile manga. Tutti e tre i volumi si leggono in pochissimo tempo e portano un vero messaggio importante per chi lo legge oltre per chi si trova nella condizione di Kusunoki.

Una storia ricca, da non sottovalutare che ci mostra quanto quello che sottovalutiamo, in alcuni casi, è importante più di tutto il resto. Non si può dare un valore ad una vita ma quella di ognuno di noi ha valore allo stesso modo, dipende soltanto in che modo decidiamo di arricchirla e di renderla migliore. Una lettura che mi sento di consigliare assolutamente.

kusunoki Tumblr posts - Tumbral.com

Il cofanetto dei tre volumi, ci mostra il significato della vera esistenza, del valore della vita e di quanto ogni singola cosa che ci accade assieme alle persone che ci circondano, possono determinare ciò che veramente saremo. Un trio manga importante, originale che sicuramente consiglio.

Il mio voto per questi volumi è di: 4 balene .

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Libro acquistato

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Cosa ve ne pare? Pensate possa fare al caso vostro? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #409 – UNA GIORNATA NERA DI ALDO COSTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Terminato la scorsa settimana, riesco a portarvi finalmente la recensione di questo volume di cui devo ringraziare la Marsilio Editore per avermi permesso la lettura. Sono sicura che lo troverete interessante, un thriller dai tratti opachi ma che fa il suo dovere e colpisce. Ecco che ve ne parlo:
 
downloadAutore: Aldo Costa
Titolo: Una giornata nera
Pagine: 256
Collana: LUCCIOLE
ISBN: 978-88-297-0514-6
Prezzo: Cartaceo 14,00 euro /EBOOK7,99 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/30ePbko
TramaUna brutta costruzione di cemento in equilibrio su un precipizio appare tra le curve della strada costiera. Sarà un bar? Una trattoria per camionisti? È comunque il primo locale pubblico dopo chilometri di curve percorse sotto il peso di un’afa opprimente. L’uomo e la donna viaggiano da ore sotto il sole implacabile, e sono di pessimo umore per qualcosa che è successo la sera prima. Quella breve vacanza avrebbe dovuto riavvicinarli, ma niente sta andando per il verso giusto. Hanno proprio bisogno di un caffè, così decidono di fermarsi. La breve pausa distensiva si prolunga però oltre ogni possibile previsione, caricandosi di una tensione crescente. L’oste, un personaggio sgradevole e untuoso, li stordisce di chiacchiere e continua a servirgli piatti che loro non hanno ordinato. All’arrivo del conto, esorbitante, l’irritazione dell’uomo raggiunge il culmine. È una catena di eventi che sarebbe possibile spezzare in qualsiasi momento, e che invece si dipana inesorabilmente fino all’attimo in cui tutto collassa, così che una giornata storta come ne possono capitare a chiunque si trasforma in un incubo senza ritorno. 

RECENSIONE

gray rock formation beside body of water during daytimeLa storia ha inizio in vacanza, su una statale piena di tornanti in cui un macchina sfreccia veloce. La coppia in macchina è stanca e avrebbero entrambi voglia di un caffè ma, sulla strada, non sembra esserci molto finché non compare alla vista una locanda. Un baro o una trattoria non importa: i due non sono tentati di fermarsi. Quando alla fine si ritrovano ad entrare nella locanda, è lì che comincia la loro giornata, una vera e propria giornata nera. A partire da quell’oste strano, strampalato che fa tutto tranne quello che gli viene richiesto dai due che vorrebbero solo bere un semplice caffè, nulla di più.
 
Cosa succederà a quella locanda fra le scogliere? Cosa renderà la giornata così nera, tanto da cambiare completamente le loro vite? Quanto questa giornata cambierà le loro vite?
 
 
E’ lei a scegliere il tavolino. Preferisce quello incastonato più a fondo nella veranda; è il più lontano dalla strada, per quanto tre passi possano essere compresi nella definizione di lontano. Dal tavolino e dalla veranda si scorge una porzione di montagna. Il mare è da qualche parte, sotto di loro e quasi non si sente. C’è bonaccia.
 
La copertina è assolutamente in linea con il catalogo Marsilio ed è proprio quella che è riuscita a catturare la mia attenzione portandomi proprio su questo volume. Scoprendo poi la sua trama ho scoperto che il tipo di lettura, faceva proprio il caso mio come tutti quegli amanti di thriller psicologici originali e particolari. E’ la trama a coinvolgere il lettore anche se rivela leggermente troppo e sarebbe stata più utile in maniera più concisa e breve.
 
Il titolo di questa storia è assolutamente azzeccato e ci riporta nel pieno della storia presentandolo proprio così com’è. Una giornata nera sarò quella che coinvolgerà la coppia in vacanza come il lettore che leggerà il libro e si ritroverà a condividere con loro questa esperienza.
 
L’ambientazione è una locanda sulla scogliera e l’epoca è assolutamente moderna, in una giornata come tante altre di una qualsiasi coppia in vacanza.
 
L’uomo appallottola lo scontrino e lo getta nel portacenere. Non era previsto. Tra tutte le opzioni possibili, la donna non aveva messo in conto che lui potesse attuare una rimozione così semplice e drastica. E’ un gesto di totale indifferenza quello di buttare lo scontrino. E’ disprezzo puro.
 
aerial photography of coastal rock with big wavesI personaggi di questa storia sono ben definiti e strutturati in modo dettagliato e preciso, con quel mistero intelligente e meticoloso che nasconde i loro segreti svelandoli a poco a poco, così come dovrebbe essere in una storia di questo tipo.
 
I personaggi non hanno un nome, sono Lei e Lui e il terzo incomodo ovvero l’oste e tutto ciò che accadrà alla locanda in cui si fermeranno. Lui e lei sembrano essere due personaggi molto peculiari ed enigmatici, che nascondono qualcosa che si riveleranno mano a mano che leggeremo questo volume assieme a loro. Ebbene si, perchè ci sono dei segreti che sono più grandi e che, prima o poi, rischiano di venire a galla. Due personaggi che sicuramente lasciano qualcosa al lettore.

Non si sente nessuna voce provenire dall’interno. In un certo senso è un bene: non stanno litigando.Esiste però la possibilità che il locale sia più ampio e profondo di quanto appaia all’esterno.

road during daytimeIl perno centrale di questa storia è proprio questa locanda misteriosa fra le scogliere che da a picco sul mare. Un luogo lontano dal chiasso della città, lungo i tornanti di una strada che conduce chissà dove, in un luogo unico e in cui nessuno dei due – Lei o  Lui – possono immaginare.
 
Lo stile utilizzato è articolato, quasi poetico ma allo stesso tempo fluido che si lascia leggere in brevissimo tempo, una manciata di ore è sufficiente.
 
La peculiarità dell’autore è assolutamente quello di non dare dei nomi ai suoi protagonisti, quasi avesse il terrore di affezionarsi loro. Non so il vero motivo della sua scelta ma è assolutamente originale, la prima volta che personalmente mi capita ed anche molto difficile da gestire, nel complesso. Lei, Lui, l’oste. Tre personaggi su cui ruoterà attorno tutta la storia.
 
Nonostante la parte iniziale della trama (perchè io non le leggo mai tutta se non alla fine del volume per evitare possibili spoilerini di qualsiasi tipo) mi abbia messo delle aspettative diverse riguardo a quanto poi si sia effettivamente presentato, il lato psicologico almeno inizialmente tarda a farsi sentire se non uno dei due personaggi principali che sembra lanciare qualche strana avvisaglia. Infatti avrei preferito che questo lato fosse più incisivo e più determinante.
 
Il finale resta sospeso anche se non risulta del tutto aperto. E’ interessante anche se c’è sempre un velo di sospensione che ci porta a chiederci effettivamente cosa possa essere successo in seguito. Sicuramente un thriller originale per il suo modo di presentarsi, per il suo stile narrativo e per i personaggi a cui non viene dato alcun nome.
 
Si avvicina lentamente al baratro. Quando vede il mare, viene colta dalla nausea. La superficie schiumosa è laggiù in fondo, molto più in basso di quanto credesse. Forse sono cento metri, forse di più. Inspira profondamente per ricacciare indietro il panico, poi volta la testa e cerca di intercettare la direzione dello sguardo di lui per sapere dove cercare. Che cosa o chi, lo sa già.
 
Il libro è un piccolo thriller che ci lascia con il fiato sospeso alla ricerca di qualcosa che renda questo giorno indimenticabile, in tutti i sensi possibili. Una lettura che mi sento di consigliare ai palati fini, che cercano un thriller non tanto incentrato sull’azione quanto sul cambiamento nelle poche ore in cui si incentra.
 
Aldo Costa riesce, con la sua scrittura dettagliata e incalzante, a creare una giornata che ha quasi dell’inverosimile. Una giornata come tante altre che può cambiare persino la vita per quanto può cambiare colore.
 
Il mio voto per questo libro è: 3 balene e mezzo.
 
tre e mezzo
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere mi raccomando, io vi aspetto ovviamente.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #409 – FIGLI DI VIRTU’ E VENDETTA DI TOMI ADEYEMI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ciao a tutti bei lettori! Oggi sono qui per portarvi il secondo libro di una serie parecchio attesa visto che il primo volume lo abbiamo letto nel lontano 2018. Ringrazio tantissimo la casa editrice Rizzoli per averci permesso la lettura e ringrazio Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento che mi consente di portarvelo oggi. TROVATE LA RECENSIONE DEL PRIMO VOLUME QUI. Ve ne parlo subito:

NB: Il volume è il secondo di una trilogia quindi se non avete letto il primo e volete farlo, non leggete quanto sotto perchè qui e lì potrebbero esserci spoiler dovuti inevitabilmente dalla spiegazione della recensione, come la trama stessa che riporta anch’essa spoiler.

downloadTitolo: Figli di Virtù e vendetta
Autore: Tomi Adeyemi
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy
Data di uscita: 9 giugno 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2YdW9Ue
Trama: Un tempo i magi, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati e di riportare la magia al suo popolo. Conosce i pericoli della sua stupefacente terra, dove si aggirano i leopardi della neve e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua, ma fin da bambina esercita l’arte della lotta e della sopravvivenza ed è pronta a guidare la rivolta.

RECENSIONE

Pin on bibliotheque of feels and fanartLa storia ha inizio laddove è terminata la precedente. La magia è tornata a scorrere nelle vene dei maji e delle persone a cui era stato provato con la forza. Il re è stato assassinato, Inan erede al trono sembra morto ucciso dalle mani di una delle due ragazze protagoniste, Zélie ed Amari, così diverse e così unite per una causa comune. Ora resta solo una cosa da fare per rimettere tutto al proprio posto, imporre sul trono la principessa Amari. Ciò che, però, le due non si aspettano è di trovare tutt’altro al loro arrivo.

Cosa mette a repentaglio la vita e il trono? Cosa sta succedendo a Orisha? Cosa dovranno fare Zelie e l’erede al trono Amari? C’è qualcuno che continuerà a dar loro filo da torcere?

Cerco di non pensare a lui. Ma, quando lo faccio, sento il rumore delle maree. Baba era con me la prima volta che le udii. La prima volta che le ho avvertite. Un po’ come il richiamo di una ninnananna che ci allontanava dal sentiero nella foresta, in direzione del mare. La brezza oceanica mi arruffava i capelli ricci sciolti. Tra le foglie rade filtrava qualche raggio di sole.

Children of Virtue and Vengeance (Legacy of Orisha Book 2 ...La trama è ben scritta, ci presenta bene il volume anche se – devo essere sincera – dopo aver letto il primo volume avevo dei dubbi su come questo potesse effettivamente continuare. Devo ammettere che, nonostante tutto, soni rimasta piacevolmente sorpresa.

La copertina è davvero molto bella e sono felice che lo stile di entrambe sia stato mantenuto come l’originale. E’ stata modificata lo stile della scrittura che nell’originale è molto bello e particolareggiato ma posso dire di ritenermi soddisfatta già che la copertina non sia stata cambiata drasticamente diventando qualcosa di improponibile come avviene spesso nell’editoria italiana. Devo dire che ultimamente tutte le case editrici si stanno impegnando e stanno cercando di mantenere lo stile delle originali quindi punto sicuramente a favore, non c’è che dire. Il titolo è tradotto dall’originale e non posso dire che l’accoppiata con la copertina rende giustizia – in qualche modo – all’originale. Quindi double win.

Book Fanartist — My only ship in Children of Blood and Bone.L’ambientazione di questo libro, come per quanto riguarda il volume precedente, è sempre Orisha, un mondo in cui ci sono vari clan, persone con i caratteristici capelli bianchi che portano dentro di loro l’assopita magia che era stata precedentemente repressa. In questa trilogia l’epoca non è specificata anche se ci sono molti tratti caratteristici di tribù, castelli, comunque cose medioevali se così vogliamo dire.

«Non faccio promesse.» «Fa’ semplicemente del tuo meglio.» Poso la mano sulla sua. «Abbiamo sacrificato decisamente troppo per perdere questa battaglia.»

I personaggi di questa storia sono tanti, incontreremo molti volti nuovi ed avremo modo di approfondirne di vecchi. Conosceremo un nuovo lato di Zélie e uno per quanto riguarda Amari, così legate all’inizio da qualcosa che ora sembra addirittura contrapporle. Ci sarà un terzo personaggio che non mi aspettavo di ritrovare – o che forse non ricordavo che si addentrerà nella lettura e prenderà sempre più piede all’interno della lettura migliorando quanto era in precedenza e mostrandosi sicuramente molto di più.

«Cos’è stato del progetto degli dei?» chiedo. «Cos’è stato della promessa di restare sempre al mio fianco?» «Come posso stare al tuo fianco dopo che Baba è morto per dare maggior potere a quella disgraziata di tua madre e ai suoi tîtán?» «È ingiusto.» Mi bruciano le guance per lo schiaffo delle sue parole. Mi guarda torvo, come se fossi un mostro. Come se fossi stata io a scoccare la freccia che ha ucciso suo padre. «Anch’io ho perso qualcuno in questa guerra.» «Dovrei forse piangere per quel bastardo di tuo padre?»

Il perno centrale di questa storia è incentrato sul risentimento, sulla vendetta, sul ritorno completo della magia nel mondo di Orisha pur di riportare a tutti i maji, ciò che gli è stato tolto con la forza. Dopo anni di soppressioni e soprusi, nessuno è disposto a rimanere in silenzio, è ora finalmente di farsi sentire.

Asma Faizal on Twitter: "I AM SO EXCITED FOR CHILDREN OF BLOOD AND ...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume  precedente utilizzando la prima persona per tutti i personaggi a cui darà voce.

Per quanto riguarda proprio questo, in primo piano di rilevante importanza troviamo sicuramente Zélie anche se è più particolarmente ferita che altro e sembra risvegliarsi passata la metà del volume. Comunque per quanto l’autrice si impegni, non riesce ancora a piacermi completamente. Amari cerca  Per quanto riguarda Inan, credevo ci fossero dei peggioramenti ma il personaggio sembra aver finalmente aver preso piede rispetto al volume precedente.

Per quanto riguarda la tematica del volume in questione riporta le intenzioni del volume precedente mostrandoci una volta ancora quanto le discriminazioni siano ancora presenti e quanto i protagonisti debbano far valere i propri diritti sia per quanto riguarda il popolo stesso e come parte di esso sia per quanto riguarda la magia.

Una lettura dinamica e avvincente che pagina dopo pagina scorre veloce, ci riempie di azione – a volte anche in maniera eccessiva visto che non sembra esserci un momento di vero e proprio respiro – e che sembra maturare in meglio rispetto al precedente volume.

«Mi dispiace per tutto ciò che la mia famiglia ha fatto» continuo, «ma non permetterti di comportarti come se il mio dolore non fosse autentico. Non sei l’unica ad avere delle cicatrici, Zélie! La mia famiglia ha fatto male a me tanto quanto ne ha fatto a te!» 

Il libro è sicuramente un secondo volume determinante, che si fa sentire esattamente come il volume precedente, anche se personalmente ho preferito il primo. Consiglio la lettura della trilogia agli appassionati di fantasy.

Tomy Adeyemi ci rispedisce nel cuore dei protagonisti permettendoci di sentire e percepire con autenticità le emozioni e i sentimenti dei vari personaggi. Una storia di ribellione in cui un popolo cerca di ottenere con le proprie forze tutto quello che ormai sembrava perduto.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la lettura in anteprima in omaggio

Rimanete sintonizzati e leggete le altre recensioni che trovate sul web proprio oggi. Eccole a voi:

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Cosa ve ne pare? Aspettavate questo secondo volume? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

 

RECENSIONE #408 – ESSI VENNERO DI RAFFAELE FIORILLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io oggi vi porto questa recensione di un primo libro – penso di una serie – sci-fi e di fantascienza ambientata in Italia, in cui gli alieni arrivano per la prima volta in Italia. Una storia particolare. Ecco che ve ne parlo:
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Titolo: Essi vennero
Autore: Raffaele Fiorillo
Pagine: 100
Data di uscita: 1 maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3dwvJDC
Trama: Una storia di Primo Contatto interamente ambientata in Italia.
Siamo soli nell’Universo?
Una tiepida mattina di inizio Maggio del 2042 questa grande domanda riceve finalmente la sua risposta: la razza extraterrestre dei “Grigi” atterra in diversi angoli di un pianeta Terra già martoriato dalla sovrappopolazione e dall’eccessivo inquinamento, portando distruzione e violenza oltre ogni limite immaginabile. Cadono i governi, la razza umana viene decimata e i pochi esseri umani superstiti sopravvivono qui e lì nascondendosi sottoterra, bollendo acqua piovana e trafugando il cibo dove possibile. Giulia, poco più che ventenne, è l’unica persona conosciuta ad essere scappata dalla prigionia aliena e quando incontrerà Giovanni e il suo gruppo di sopravvissuti in una Napoli orribilmente lacerata penserà di aver trovato la salvezza, ma un grosso segreto è ben celato dentro di lei.

RECENSIONE


La storia ha inizio nel cuore pulsante di Napoli. Delle strane strutture appaiono all’improvviso sulla Terra e i Grigi invadono per la prima volta il pianeta atterrando a Napoli, Taranto, Milano e vicino Catania. Una ragazza sta scappando per le strade e viene salvata da un gruppo di superstiti, Nadia è una poliziotta da poco in servizio che si ritrova assieme ad una famiglia con dei bambini superstiti fra le strade di Taranto, un reporter si trova in un osservatorio lontano da Milano, una donna che vive in un paesino nei pressi di Catania con i propri genitori e tutti loro sono accomunati dall’infimo destino di avere a che fare con gli alieni che hanno invaso la Terra.

Cosa ci fanno sul pianeta? E qual è il loro scopo? Perchè hanno invaso la Terra? Cosa faranno i giovani protagonisti per tentare di fermare gli invasori che sembrano troppo forti da poter distruggere? Esiste davvero un modo per fermarli?

«Ci fu una grossa esplosione, forse un incidente. Io e pochi altri siamo cascati per terra, liberi dai macchinari ai quali eravamo legati, e abbiamo provato a scappare cercando di uscire all’esterno. Ho corso con tutte le forze che avevo, senza mai voltarmi indietro mentre dalle mie spalle provenivano rumori simili a degli spari. Quando sono arrivata all’esterno e mi sono resa conto di correre in mezzo al cemento, all’aria aperta, ho capito di essere rimasta sola e ho continuato a correre fino allo sfinimento.»

La trama è semplice e riesce sicuramente a mettere curiosità al lettore che cerca di scoprire una nuova lettura. Un libro sicuramente adatto per gli amanti del genere.

La copertina non mi entusiasma particolarmente, se devo essere completamente sincera, anche se fa il suo lavoro perchè descrive sommariamente ciò di cui tratterà il libro anche se l’avvicinamento della copertina lascia pensare che questo sia pacifico; dimenticatelo perchè sarà tutt’altro. Il titolo colpisce, sia per la descrizione del volume stesso che per come presenta il volume nella sua interezza.

L’ambientazione è tutta italiana, si passa da Napoli a Taranto fino a Milano e Catania quindi passando per più luoghi del nostro paese. L’epoca è futuristica, ambientato nell’anno 2042.

Dal nero ottaedro, ancora immerso in acqua, fuoriuscirono molti altri di Loro e una volta sulla terraferma si unirono ai loro compagni, massacrando chiunque incontrassero e facendo della città il loro personale parco giochi. In Italia erano le 19:35 del 9 Maggio 2042, il giorno che tutta l’Umanità ricordava come il “Giorno Zero”. Il giorno in cui Essi vennero.


I personaggi in questa storia sono vari e ci troveremo in diverse situazioni, differenti dinamiche e luoghi d’Italia che tutti conosciamo.

Si passerà da Giulia che è scappata dagli alieni e viene ritrovata da Giovanni, nel cuore di Napoli. Due personaggi a cui vi affezionerete subito. Poi passiamo a John, che si trova in un osservatorio poco fuori Milano assieme ad altri due ricercatori.. A Camilla vicino Catania che si trova in una situazione surreale in cui una persona si nomina Ministro e venera gli alieni sacrificando esseri umani pur di restare in pace con loro. E a Nadia, una poliziotta alle prime armi nel cuore tarantino che vedremo molto poco e speriamo di rivedere in un volume successivo. Tutti personaggi molto forti, ben caratterizzati, che avremo modo di approfondire mano a mano che si andrà avanti nel corso della storia.

«Mi dispiace non aver potuto venire prima a vedere questo posto alla luce del giorno. Ci ha lavorato così tanto.»

Il perno centrale di questa storia è l’invasione degli alieni sul pianeta terra e ciò che faranno le persone a rischio da queste creature alte, grige e potenzialmente pericolose.

Lo stile utilizzato in questa storia è abbastanza semplice e fluido. La storia, non essendo poi così lunga, si legge sicuramente in brevissimo tempo. Scritta in terza persona, ci si troverà nei panni di vari personaggi in giro per l’Italia e sicuramente in luoghi che potremo bene o male conoscere. Difficile non essere stati o a Milano o a Napoli e quindi vi ritroverete nei panni di persone comuni nel nostro territorio nazionale.

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Strutturalmente, non sono riuscita a comprendere del tutto la tempistica sul quale questa storia si sviluppa. E’ Maggio del 2042 quando gli alieni giungono sulla terra ma i personaggi e l’ambiente con cui ci ritroveremo ad avere a che fare è un luogo che sembra preso d’assedio da diversi mesi, uno scenario apocalittico. Si passa da scene in cui sembra appena accaduto a scene in cui il tutto sembra essere accaduto mesi e mesi prima quindi devo dire che questo è piuttosto spiazzante. Avrei preferito che ad inizio di ogni capitolo ci fosse il mese e il cambiamento di periodo, magari scritto ad esempio: Napoli, Maggio 2042. Se cambia al capitolo successivo: Napoli, Giugno 2042. Altrimenti non si comprende davvero a pieno la situazione.

Altra cosa che mi ha lasciato perplessa è stata la piena fiducia di Giulia in coloro che l’hanno salvata. Ok, sicuramente meglio degli alieni ma chi dice che puoi fidarti ciecamente di loro? Chi le dice che non possono farle del male? Oltre al fatto che non sia poi un granché spaventata o tormentata da quello che ha subito visto le condizioni in cui è stata ritrovata. Deve pur avere un qualche tipo di trauma, delle paure verso le persone che le si avvicinano o verso gli esseri, un accenno a qualche cosa. Gli tolgono il fil di ferro dalla bocca e lei torna completamente normale.

Nonostante questo la lettura risulta ricca di azione e, di certo, non ci si annoia. Una lettura sicuramente avvincente, su questo non c’è che dire, che apre un mondo per un secondo volume – spero – davvero interessante.

Il gelo calò attorno a loro e nessuno dei presentì disse una parola per molte ore. L’atmosfera di morte della superficie sembrò calare anche all’interno di quel diroccato edificio ed attendere lì dentro che qualcosa cambiasse sembrò essere un destino peggiore della morte. Ma non c’era nient’altro che potevano fare. L’intera umanità sembrava giunta alla fine del suo breve percorso all’interno della galassia.

Il libro riesce a coinvolgere essendo creativo e ricco di dinamiche e azione che rendono la lettura interessante e avvincente. Un libro che consiglio agli amanti del genere.

Raffaele Fiorillo scrive un primo volume di una storia ricca di azione, che ci apre le porte per una nuova storia tutta da scoprire.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Vi piacerebbe leggerlo? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #407 – CINQUEMILA CHILOMETRI AL SECONDO DI MANUELE FIOR.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per portarvi una nuova recensione che spero possa incuriosirvi e piacervi. Ho acquistato questo piccolo volume in edicola con il corriere della sera ed ero particolarmente curiosa di leggerlo quindi mi sono buttata a capofitto e non potevo lasciarmelo sfuggire. Il prezzo anche era abbastanza vantaggioso quindi non mi resta che parlarvene:

81rvymkcclAutrice: Manuele Fior
Titolo: Cinquemila chilometri al secondo
Pagine: 143
Prezzo: attualmente a 10,90 euro in edicola con il corriere della sera
Editore: Coconino Press
Link d’acquisto: https://amzn.to/2T2ENrL
Trama: Piero, Lucia e il loro amico Nicola. Una delicata graphic novel dei sentimenti, narrata con i colori ora sommessi ora accesi di Manuele Fior: il ritratto di una generazione precaria anche negli affetti, sospesa tra il desiderio di fuga e la nostalgia delle proprie radici.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un trasloco. Lucia e sua madre arrivano in città e, mentre la madre comincia a far portare all’interno la mobilia e l’arredamento Lucia se ne frega e attira sguardi del vicino Piero e del suo migliore amico che sta in casa da lui, che cercano di farsi notare. Lucia sembra abbastanza riservata ma i due riescono nell’intento e seguiremo la vita di Piero negli anni, lungo il suo percorso di vita in cui il suo chiodo fisso resta comunque Lucia, anche se la sua vita è andata avanti.

Cosa è successo nella vita di Piero che ha portato ad allontanarlo da Lucia? Cosa fa ora Lucia? Perchè Lucia torna nei sogni di Pietro a tormentarlo? Avrà fatto davvero la scelta giusta, tanto tempo prima?

Cinquemila chilometri al secondo di Manuele Fior - SALT Editions

La trama è breve e semplice. Non credo ci sia altro che poteva essere davvero aggiunto visto che la storia è piuttosto breve e se venisse raccontata troppo qui, non avrebbe effettivamente senso. La trama ci annuncia quanto ci basta sapere portandoci un quadro generale della situazione in cui ci andremo a trovare.

La copertina è meravigliosa, sicuramente la scena migliore all’interno del libro e sono felice che sia stata questa perchè è stata proprio l’immagine rappresentata che mi ha spinto a comprare questo volume, oltre al suo titolo. Ebbene lo ammetto. Più che spinta dalla trama ad incuriosirmi davvero è stata la copertina e il titolo che a mio modesto parere sono assolutamente vincenti per rappresentare questa storia. Il titolo, infatti, rappresenta i chilometri che sembrano separare i personaggi di questa storia lungo la loro vita e ciò che li accomuna. Al secondo proprio perchè la storia rappresenta una vita e sembra quasi passare in un secondo tant’è che va veloce.

L’epoca del volume sbalza da un anno all’altro, viaggiando anche da un posto all’altro. Dall’Italia fino a raggiungere luoghi lontani dove solo la memoria sa portarci.

CINQUEMILA CHILOMETRI AL SECONDO - Manuele Fior

I personaggi di questa storia sono sostanzialmente tre: Piero, Lucia e Nicola. Nonostante questi tre personaggi siano presenti tutti, all’interno del volume, quello che seguiremo con maggiore interesse sarà sicuramente Piero.

Piero è un ragazzo che si scopre fin dal primo momento innamorato di Lucia, ne è particolarmente attratto oltre ad essere anche particolarmente timido per parlarle. Seguiremo le vicende della vita di Piero, il vero protagonista di questa storia, in vari continenti dove Lucia e Nicola, nonostante siano lontani, continuino a seguirlo così come dice anche il titolo: a Cinquemila chilometri al secondo. Piero è un personaggio standard, timido, sveglio e perennemente innamorato di Lucia e riesce a conquistare il lettore proprio per questo. Lucia e Nicola, dall’altra parte, sembrano essere molto più similari fra di loro che con Piero.

Cinquemila chilometri al secondo di Manuele Fior – Lo Spazio Bianco

Il perno centrale di questa storia sta nell’inizio, laddove l’incontro fra i tre, Nicola Lucia e Piero si compie. E’ in quel momento che tutti e tre indissolubilmente saranno legati l’un l’altro da un legame che difficilmente riesce a dissolversi, anche se la vita continua ad andare avanti. Anche se sono passati tanti anni.

Lo stile e la grafica utilizzata dall’autore è molto basilare e sono i colori a fare tutto il lavoro catturando il lettore da un lato visivo sicuramente molto affascinante. I disegni, per l maggiore vengono sopraffatti dal colore che domina intere sezioni e porzioni di ricordi in base al periodo e alla situazione che i protagonisti stessi vivono. Ogni colore, infatti, si focalizza su un luogo, un ricordo o qualcosa che sta accadendo.

La storia sostanzialmente è molto basilare, non c’è niente di particolarmente eclatante anche se non sono riuscita a comprendere a pieno il significato della scena finale e la scelta che compie Lucia. La cosa mi ha lasciato decisamente perplessa, quasi ci fosse un qualcosa che l’autore ha dato per scontato ma al lettore non arriva in modo diretto e quindi resta un vero e proprio mistero. Questo, se devo essere completamente sincera, non mi ha convinto del tutto. 

Nonostante questo, è comunque una graphic novel molto bella, semplice e che proprio per questo affascina e la storia sembra far viaggiare anche il lettore attraverso la storia che narra. Un libro sommariamente ben sviluppato, apprezzato in primis per disegni e colori che catturano e poi per la sua storia che corre veloce tra tempo e spazio anche se il finale lascia un “Meh

CINQUEMILA CHILOMETRI AL SECONDO - Manuele Fior - Paperblog

Una graphic novel che viaggia a cinquemila chilometri al secondo. Una storia maliziosa, spregiudicata, alla ricerca di un ricordo che, a volte, dovrebbe solo restare tale.

Manuele Fior ci conduce in un viaggio tra il tempo e lo spazio, in cui i ricordi d’infanzia sono lì a fare da padroni. Un mix di colori sgargianti, ricordi dolce amari, tra amori e amicizie non facili da dimenticare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Libro acquistato

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, come sempre vi aspetto qui per opinioni, idee e letture.

A presto,

Sara ©