BLOGTOUR: LA LISTA DELLE COSE CHE NON DIMENTICHERO’ MAI DI VAL EMMICH – RECENSIONE (#179)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui… nuovo giorno nuovo Blogtour. Oggi vi presento l’uscita in arrivo in libreria – proprio oggi – per la Piemme, che ringrazio molto. Un libro dolcissimo che sono sicura vi piacerà. Un grazie enorme anche a Sara che mi ha coinvolto in questa bella iniziativa per questo libro. Ecco che ve lo presento:

51sPpg9lRKL._SX323_BO1,204,203,200_Titolo: La lista delle cose che non dimenticherò mai

Autore: Val Emmich
Editore: Piemme
Genere: Narrativa
Data di uscita: 22 maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2J0b92e
Trama: La piccola Joan ricorda tutto, ma proprio tutto. Non lo fa apposta. Ha un “disturbo della memoria autobiografica”. Si ricorda qualunque giorno della sua vita in ogni minimo dettaglio. Per esempio, quante volte sua madre ha pronunciato la frase «Non sbaglia un colpo» negli ultimi sei mesi (ventisette) o che cosa indossava quel giorno di sei anni fa in cui il nonno la portò a pescare (degli orrendi calzettoni). Ma Joan non vuole essere la bambina che ricorda tutto. Vuole essere la bambina che nessuno può dimenticare. E forse l’occasione per farsi ricordare arriva quando viene a stare a casa sua Gavin, un amico di gioventù del papà e come lui cantante e musicista. Joan lo conosce da sempre, e decide di farsi aiutare da lui nell’impresa che la renderà famosa: vincere il Concorso per nuovi cantautori indetto dalla sua scuola. Ma Gavin, purtroppo, non può aiutare nessuno: ha appena perso il suo compagno, Sydney, e con lui anche la gioia di vivere. Così, sarà Joan ad aiutare Gavin. A ricordare. I momenti che lui e Sydney hanno vissuto insieme, le piccole cose, ogni dettaglio che la bambina, negli anni, ha immagazzinato nella sua portentosa memoria. E, in cambio, forse, Gavin la aiuterà a scrivere la sua canzone…

RECENSIONE

Risultati immagini per gif chitarreLa storia si divide su due punti di vista. Tutto ha inizio con la piccola Joan fuori da scuola. Sono passate da un pezzo le quattro e mezza e suo padre sembra aver dimenticato di passare a prenderla. La professoressa è rimasta lì con lei ad aspettare suo padre mentre riflette su quante lei cose riesca a ricordare rispetto agli altri. Joan ha l’HSAM ovvero memoria autobiografica altamente funzionale e ricorda qualsiasi data da quella in cui si è macchiata la sua maglia preferita con del burro a quella in cui è morta sua nonna o tante altre cose ed ama la musica. Appunta tutto su un quaderno, anche le canzoni che scrive e suona la chitarra. Gavin è un attore discretamente famoso e ha interpretato una serie televisiva. E’ un amico dei genitori di Joan e ha perso da poco l’amore della sua vita, Sydney. Per questo i due si incontreranno.

Cosa succede fra la piccola Joan e il triste Gavin? Riuscirà Joan a scrivere la sua canzone per il contest? Gavin riuscirà a trovare un po’ di pace e a metabolizzare il suo lutto?

Le persone trovano un sacco di scuse quando non si ricordano di qualcosa. Danno la colpa a problemi di udito, o magari al fatto che sono troppo occupate, o troppo vecchie, o troppo stanche. Ma la verità è che non hanno spazio sufficiente dentro le loro scatole. Quando stavo per compiere cinque anni, la mamma mi ha regalato una scatola per le mie opere d’arte. Non ne poteva più che sparpagliassi in giro per casa disegni e progetti. Allora mi ha detto di scegliere i pezzi più importanti perché nella scatola non c’era spazio sufficiente per conservarli tutti. È così che funziona con il cervello della gente: c’è spazio solo per i ricordi più importanti, il resto si getta via. Però quando tocca a me essere gettata via perché non sono abbastanza importante è difficile non abbandonarsi alla depressione come fa John Lennon nel White Album quando canta I’m lonely and I wanna die. Specie considerando che io non getterei mai via nessuno, perché nel mio cervello lo spazio non manca mai. Voglio solo un po’ di giustizia.

La trama mi è saltata subito all’occhio e l’ho trovata dolcissima, per questo quando mi è stato proposto l’evento ho detto subito si. E’ una storia dolce e la trama incuriosisce e cattura nel modo giusto. Non potete perdervi questa lettura, assolutamente.

Risultati immagini per val emmich bookPer quanto riguarda la copertina devo dire che sono davvero entusiasta della scelta italiana della Piemme. Guardando poi l’originale che lascia decisamente a desiderare, stavolta, sono più che soddisfatta dell’adattamento italiano che rispecchia in pieno la storia, in tutto e per tutto. Ottimo lavoro sicuramente. 

Il titolo originale come potete vedere dalla copertina originale qui di lato è The Reminders che significa “I promemoria“. In italiano sarebbe stato sicuramente sminuente e sono davvero felice che sia diventato La lista delle cose che non dimenticherò mai. Sicuramente molto lungo ma decisamente appropriato per riassumere questa storia e azzeccato.

L’ambientazione si divide, almeno inizialmente, fra Los Angeles dove vive Gavin e The Heights, vicino a New York dove vive Joan. Da casa sua si ha una vista sul fiume Hudson fino a Manhattan. La storia comunque si svolge per la maggior parte a casa di Joan o comunque a New York. L’epoca è senza dubbio moderna, ambientata ai giorni d’oggi, precisamente nel 2013.

La rievocazione di Joan mi dà la sensazione di riconnettermi in qualche modo con il vero Sydney. Ho provato una specie di ebbrezza, di esaltazione, di pietoso sollievo dalla tristezza. Mi ha fatto superare la serata. Ci sono stati dei buchi nel suo racconto, ogni volta che è andata in bagno o ha perso la concentrazione, ma quasi non me ne sono accorto. Quello che c’era è stato così vivido e tipico di lui da creare una sensazione di realtà. Per diversi secondi di seguito ho sentito che Syd era qui davvero, che eravamo insieme, anche se solo per pochi istanti.

I personaggi di questa storia non sono tantissimi ma sono davvero ben costruiti i principali e la famiglia di Joan. I sentimenti e le emozioni di entrambi i protagonisti sono ben strutturati e calibrati e la cosa che stupisce è come i personaggi riescano ad entrare dentro fin nel profondo.

Joan è una bambina di dieci anni davvero intelligente. Oltre ad avere HSAM che le consente di ricordare qualsiasi cosa, lei vuole essere ricordata. Scrive canzoni, ama la musica e sa suonare la chitarra. Il suo doppio nome è Lennon come il cantante perchè i suo padre amava quel cantante e lei conosce tutte le loro canzoni. E’ una bambina arguta e sveglia. Non veste mai allo stesso modo perchè altrimenti un vestito corrisponderebbe a due ricordi e lei non può permetterselo. Si affezionerà a Gavin e diventeranno l’ancora una dell’altro.

Immagine correlataGavin è un uomo che sognava da una vita di fare l’attore ed ora ha debuttato in una serie televisiva. E’ triste per aver perso l’uomo e l’amore della sua vita, Sydney. Sydney era la cosa più importante per lui e si sente perso senza di lui. Quando va a trovare i genitori di Joan per cambiare aria trova una strana sintonia con la bambina che ricorda tutte le volte che Sydney è stato lì da loro. Lo aiuta a ricordare dei bei momenti, che anche se fanno male gli consentono di avere Sydney ancora lì con lui.

Penso alle centinaia di canzoni che papà ha scritto e registrato qui nel suo studio. Posso sentirle nella mia testa e posso anche vedere tutto quello che è successo qui, come il quartetto d’archi che papà aveva reclutato, e il quadro che era caduto dalla parete mentre papà suonava troppo forte la batteria, e quando era mancata la corrente cancellando una delle sue canzoni e così aveva dovuto riprendere daccapo e registrare per la seconda volta ogni singolo strumento. Difficile immaginare cosa succederà dopo nello studio. Lo vedo ogni anno a scuola quando cambiamo aula, o quando al centro commerciale un ristorante chiude e uno nuovo apre nello stesso posto. Presto papà toglierà tutte le sue cose e questo appartamento sembrerà vuoto e delle nuove persone vorranno riempirlo con la loro roba. Ma per me questo posto non sarà mai vuoto, sarà sempre pieno, perché ovunque guardo, tutto attorno, vedo quello che gli altri non vedono: i ricordi.

Il perno centrale di questa storia è diviso in due ma al contempo si unisce in una cosa sola. L’amore di una bambina per la musica e la fissazione di essere ricordata da tutti e il dolore di un uomo che ha perso tutto il suo mondo, la persona che amava. Quando queste due anime si incontrano ne nascerà qualcosa di meraviglioso. Unico.

Lo stile utilizzato è decisamente semplice e conciso. I capitoli si alternano passando dalla piccola e sensibile Joan al timoroso e chiuso Gavin. Entrambi soli uniti dalla passione per la musica e per i ricordi.

Joan vuole essere ricordata come lei ricorda qualsiasi cosa per via dell’HSAM. Gavin vorrebbe Sydney, l’uomo della sua vita, di nuovo acanto e si serve dei ricordi della piccola bambina per non dimenticare. Il tricheco e il merlo uniti più che mai nella scrittura di una canzone che li porterà a ricordare, sorridere, riflettere e commuoversi. Entrerete nel cuore di Gavin e vi aggrapperete al suo amore per Sydney amandoli entrambi, così diversi ma allo stesso tempo simili.

Interessante è la tematica dello HSAM di cui conoscevo molto poco se non nulla. Approfondirete questo assieme alla piccola protagonista che vi sembrerà un piccolo prodigio. Inoltre, all’interno del libro ci sono dei disegni che sono davvero unici e apprezzerete, assieme alla storia stessa.

E terrete per meno la piccola Joan lungo il suo percorso musicale ma anche a quello dei ricordi. Una storia davvero tenera e scorrevole, che leggerete in pochissime ore.

Finalmente la mia memoria mi serve a qualcosa. Rifaccio la stessa strada che ho fatto con Gavin quando siamo andati in città, giù per la collina e attraverso Hoboken. Diventa più difficile quando arrivo alla metropolitana, perché Gavin aveva usato una tessera gialla per superare i tornelli, ma io la tessera gialla non ce l’ho. A tutto il resto ci ho pensato. Sulla schiena ho la Gibson di papà e dentro la sua custodia morbida ci sono tutte le mie cose: il mio diario, il borsellino con gli spiccioli, i plettri di Sydney, le gomme da masticare e i documenti che ha mandato Felicia. Ma niente tessera gialla.

Il libro è stato davvero molto carino e decisamente tenero. Questo libro una volta iniziato non si riesce a smettere di leggere, consigliato!

Val Emmich scrive un romanzo che narra il dolore di un uomo e la passione di una bambina uniti dal vortice dei ricordi e dalla musica che li accompagnerà lungo il corso della storia. Una storia toccante, profonda e piena di dolcezza.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


Ecco la lista delle tappe che potete seguire. Seguiteli e non ve ne pentirete!

Val Emmich - calendario


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE FILM: HOTARU NO MORI E (“VERSO I BOSCHI DELLE LUCCIOLE”)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Eccomi qui con una nuova recensione tutta per voi. Ho visto questo film diverse settimane fa e sono felice di presentarvelo qui visto che mi è piaciuto in particolar modo. Non dura molto ma mi sento di consigliarvelo vivamente, sono sicura vi piacerà! Ecco qui: 

Immagine correlataTitolo: Hotaru No Mori E

Tipologia: Film

Durata: 45 minuti

Dove potete trovarlo: Streaming

Lingua: (Personalmente l’ho visto in italiano) ma in rete potrete trovare italiano oppure Giapponese –  Sottotitolato Italiano.

Tratto dal manga Hotaru No Mori E

TramaHotaru Takegawa è una ragazza di città che, ogni anno, trascorre le sue vacanze estive dallo zio in un paese in montagnaQuando era piccola, andò ad esplorare la Montagna del Dio, nonostante si dicesse che fosse pericoloso, e si perse nel bosco. Gin, uno spettro con le sembianze di un ragazzo e con una maschera di volpe che ha una maledizione che gli vieta di toccare gli esseri umani, sente la bambina piangere e corre in suo soccorso, riportandola a casa. Tra i due nasce una profonda amicizia che spinge Hotaru, ogni estate, ad andarlo a trovare e Gin ad aspettarla.

RECENSIONE

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La storia ha inizio con la giovane Hotaru Takegawa che si dirige come tutti gli anni a casa di suo zio. Lei è adolescente e non vede l’ora di arrivare al villaggio di suo zio per andare a trovare Gin

E’ proprio nella foresta che i due si incontrano, quando Hotaru era solo una bambina. Si è smarrita nel bosco e comincia a piangere e Gin le appare per aiutarla. La bambina cerca più volte di toccarlo ma lui la allontana prontamente, per poi riportarla a casa dopo averle spiegato che lui non può toccare esseri umani. Lì nascerà una nuova e profonda amicizia fra una bambina e uno spirito della Montagna.

Cosa succederà ai due protagonisti? Continueranno a vedersi per anni e anni, solo d’estate? Cos’è che unisce uno spirito e un piccolo essere umano?

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I personaggi all’interno di questo breve film si contano sulle dita di una mano ma sono davvero ben fatti e, nonostante la storia sia fantastica, sembra così reale che vi emozionerà fin nel profondo.

Hotaru è una ragazzina quando tutto ha inizio e la conosceremo da lì in poi. La vedremo crescere anno dopo anno, estate dopo estate e voi non riuscirete a fare a meno di lei. E’ una ragazzina intelligente, perspicace e determinata. Non abbandona Gin e non si spaventa quando gli altri spiriti si presentano a lei. Una bambina unica e speciale.

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Gin è uno spirito della Montagna che ha le sembianze di un essere umano e la maschera di una volpe. Il Dio della Montagna gli ha imposto una maledizione: nessun contatto umano, altrimenti sarebbe scomparso nel nulla. Gin è uno spirito unico nel suo genere che ha preso a cuore la piccola Hotaru tanto da aspettarla tutti gli anni e vederla crescere mentre lui resta sempre uguale.

Immagine correlataLa grafica è spettacolare ed evocativa. Ho apprezzato particolarmente questo manga, seppur nella sua brevità. E’ una storia sul valore profondo dell’amicizia, della crescita e della fiducia fra uomo e spirito. Un incontro fugace che porta i due a condividere tante cose, la propria vita fino a condividersi l’uno con l’altro.

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Inoltre, la storia è decisamente  piena di significato.  Il finale è stato davvero unico, una storia commovente e dolce. Avrei voluto che la storia proseguisse e fosse più lunga ma è davvero una storia che vi consiglio se volete vedere un breve e tenero film manga. La storia si muove tra realtà e fantasia ed è così che conquisterà il cuore di chi lo guarda: tutto appare così normale che gli spiriti sembrano essere ovunque nel bosco e anche fra di noi.

Una storia che vi conquisterà. Consigliato!


Cosa ne pensate? Vi piace? Io ve lo consiglio perché davvero molto bello e significativo e sono sicura che se amate storie con amicizie profonde, questa fa sicuramente per voi.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY + GIVEAWAY: “ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO DI GAIL HONEYMAN” (#178)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE!

Oggi vi porto una novità in uscita oggi per la Garzanti che ringrazio per averci permesso la lettura e ringrazio Sara di Bookspedia, come sempre, per avermi coinvolto in questa bellissima iniziativa. Il libro è stato piuttosto interessante e sono sicura che piacerà anche a voi. Ecco qui che ve lo presento:

91dWIhUlFeLTitolo: Eleanor Oliphant sta benissimo
Autore: Gail Honeyman 
Genere: Fiction
Data di uscita: 17 maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2L8BYiW
TramaMi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

Anzi: benissimo.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif incendioLa storia ha inizio in un giorno come tanti. Eleanor Oliphant è una donna trentenne poco incline alla moda che adora i cruciverba e la vodka. La vita di Eleanor Olphant sembra, in apparenza, andare benissimo. Ogni mercoledì sua madre la chiama dal carcere e lei le racconta la sua triste routine fatta di lavoro, la sua pianta Polly di cui si prende cura e poco altro. Le racconta persino del suo nuovo progetto: conquistare il cuore di un uomo, Johnnie Lomond, un musicista della sua zona di cui lei sembra essersi innamorata. Ma la vita Eleanor Olphant va tutt’altro che bene: lei è una donna sola. Tutto si sconvolge  un giorno in cui il suo Pc sembra non essere funzionante e si rivolge e Raymond, un nuovo collega che si occupa di computer. Lei lo trova sciatto, quasi un bambino. Quando Eleanor si ritrova di ritorno a casa dal lavoro percorre un tratto di strada con il giovane collega. E’ lì, quando un anziano crolla a terra e i due lo soccorrono che la vita di Eleanor Oliphant cambierà passo dopo passo.

Cosa succederà ad Eleanor Oliphant? Cosa cambierà nella sua vita? Basta un gesto per cambiare la vita di una persona? Come riuscirà la nostra protagonista a stare bene, anzi benissimo?

Io ero Eleanor, la piccola, triste Eleanor Oliphant, con il mio lavoro patetico, la mia vodka e le mie cene da sola, e lo sarei sempre stata. Niente e nessuno – e certamente non quel cantante, che si stava sistemando i capelli durante l’assolo di chitarra di un altro membro della band – avrebbe potuto cambiare le cose. Non c’era speranza, le cose non si potevano riparare. Io non potevo essere riparata. Al passato non si poteva sfuggire, né lo si poteva disfare. Un’illusione durata settimane intere, mi resi conto, senza fiato: ecco la verità nuda e cruda. Sentii disperazione e nausea che si mescolavano dentro di me, e poi calò rapidamente quell’umore nero, nerissimo, e familiare.

Risultati immagini per eleanor oliphant is completely fineLa trama è sicuramente curiosa così strutturata perchè sembra essere proprio Eleanor a rivolgersi al lettore. Io me ne sono innamorata praticamente subito e non vedevo l’ora che uscisse questo libro per leggerlo. Ve lo dico, non ne sono rimasta per nulla delusa. E’ un libro davvero brillante e coinvolgente. Eleanor Oliphant non vi deluderà!

La copertina è davvero meravigliosa e sono felice che sia stata mantenuta l’originale. Il fatto che sia rappresentata una casa è il simbolo in cui Eleanor si rifugia. Il fatto che questa sia fatta con dei fiammiferi lascia comprendere quanto “il castello” sia fragile. Oltretutto il fiammifero rappresenta l’incendio per Eleanor e come questo abbia cambiato la sua vita. Davvero particolare. Il titolo originale è Eleanor Oliphant is completly fine e l’adattamento italiano è stato semplicemente tradotto e arrangiato. Non è stato modificato alcunché almeno nell’aspetto del libro, il che è una gioia.

L’epoca è senz’altro moderna. Eleanor si barcamena nel nostro presente cercando di rimanere a galla, nella sua solitudine e nella sua ordinaria routine.

Se qualcuno ti chiede come stai, si aspetta che tu risponda BENE. Non devi dire che la sera prima ti sei addormentata piangendo perché erano due giorni di fila che non parlavi con un’altra persona. Devi dire: BENE. Quando avevo cominciato a lavorare per Bob c’era una donna più vecchia in ufficio, cui mancavano pochi mesi alla pensione. Era spesso assente perché doveva badare alla sorella, che aveva un cancro alle ovaie. Questa collega più vecchia non parlava mai di cancro, non pronunciava nemmeno la parola, e accennava alla malattia solo con i termini più vaghi. Capisco che allora quest’approccio fosse considerato assolutamente abituale. Ai giorni nostri la solitudine è il nuovo cancro, una cosa vergognosa e imbarazzante, così spaventosa che non si osa nominarla: gli altri non vogliono sentire pronunciare questa parola ad alta voce per timore di esserne contagiati a loro volta, o che ciò possa indurre il destino a infliggere loro il medesimo orrore. 

Immagine correlataI personaggi sono davvero ben descritti e ben strutturati. La protagonista è resa così reale da far quasi paura, tutte le sue manie, la sua quotidianità, completa e vera nella sua interiorità ed esteriorità.

Eleanor Oliphant è una donna trentenne, chiusa ed estremamente fragile. Le uniche visite che riceve sono gli assistenti sociali perché sua madre è in carcere. Quest’ultima, invece, le telefona sempre di mercoledì sera e tra un insulto e l’altro parla con sua figlia. E’ una contabile, tiene all’igiene e all’educazione, non ha problemi a dire quello che pensa ed è critica verso gli altri e con se stessa. Inoltre la donna ha un grande sfregio sulla faccia come sulle mani dovuta dall’ustione che si è procurata in un incidente.

Raymond è un ragazzo che si occupa del reparto d’informatica nella società in cui lavora anche Eleanor. E’ lì, infatti, che i due si conoscono. E’ un ragazzo sveglio, intelligente e premuroso. Si prende cura della propria madre e si affeziona quasi immediatamente ad Eleanor, senza un apparente motivo. E’ gentile e aiuterà la nostra protagonista nel corso del libro, diventando il primo vero amico che abbia mai avuto.

«Ci vediamo presto, eh? Stammi bene», disse. Sembrava che parlasse sul serio riguardo a entrambe le cose, che effettivamente ci saremmo rivisti presto e che voleva che io stessi bene. Sentii un calore dentro di me, una sensazione piacevole e radiosa, come un tè caldo in una mattina fredda.«Stammi bene anche tu, Raymond», risposi. E lo pensavo sul serio.

Il perno centrale di questa storia è proprio la protagonista Eleanor. La storia si basa sulla parte della vita in cui le vengono poste davanti delle alternative come dei gesti gentili, delle persone inaspettate a cui volere bene, e l’accettazione di se stessi per ciò che si è elaborando il proprio passato. E’ proprio questo che succederà alla giovane protagonista di questa storia.

Lo stile utilizzato è stato piuttosto semplice anche se non propriamente scorrevole come potrebbe sembrare. La storia, comunque, è coinvolgente e sfacciatamente difficile. La narrazione sbalza tra momenti in cui Eleanor sarà sarcastica e divertente ad altri in cui vi sentirete dannatamente giù di morale. Comunque, nonostante Eleanor non sia una persona facile e fin dalle prime pagine vi sembrerà sfacciata, puntigliosa e precisa, andando avanti nel corso della lettura vi sembrerà tutt’altro che questo. Anzi, vi ritroverete persino a giustificare il suo bizzarro comportamento in determinate situazioni, comprendendola e amandola.

La tematica all’interno del libro, però, è decisamente ben sviluppata ed Eleanor non è certo una persona facile da gestire. Eleanor ha vissuto un passato burrascoso e difficile, ha una madre che la fa sentire una nullità e non ha alcun amico/a con cui confidarsi. Tutti pensano che lei sia strana ma verrà alla luce la cosa più importante di tutte. L’evento che ha vissuto da bambina e di cui ne porta le cicatrici sulla pelle l’ha resa com’è oggi.

 

“Eleanor”, dissi a me stessa, “a volte giudichi la gente troppo in fretta. Ci sono un sacco di ragioni per cui potrebbero non avere l’aspetto delle persone che vorresti vedere sedute accanto a te su un autobus, ma non si può riassumere qualcuno con un’occhiata di dieci secondi. Non è un tempo sufficiente. Non c’è niente di male nell’essere sovrappeso, no? Magari mangiano perché sono tristi, proprio come tu bevevi vodka. Potrebbero avere avuto dei genitori che non gli hanno mai insegnato a cucinare o a mangiare cose salutari. Potrebbero essere disabili e non essere in grado di fare esercizio, oppure avere una malattia che gli fa acquistare peso nonostante ogni loro sforzo. E tu non puoi saperlo, Eleanor. ” La voce nella mia testa – la mia voce – era in realtà molto ragionevole e razionale, iniziavo a rendermene conto. Era la voce della mamma a giudicare in continuazione e a incoraggiarmi a fare lo stesso. La mia voce e i miei pensieri cominciavano a piacermi davvero. Ne volevo di più. Mi facevano sentire bene, calma persino. Risultati immagini per gif ragazza solaMi facevano sentire me stessa.

Il libro in questione è davvero una piccola perla. Sono felice che sia stato portato in Italia e che abbia avuto la possibilità di presentarvelo. Un romanzo unico, un piccolo gioiello che tutti dovrebbero leggere.

Gail Honeyman è un’autrice davvero eccezionale. La sua penna è unica e riesce a rappresentare Eleanor Oliphant rendendola quasi un’amica agli occhi del lettore. Una storia che vi farà commuovere, divertire e riflettere allo stesso tempo. Una storia di una donna che capisce che l’unico modo per vivere davvero è imparare ad aprire il proprio cuore.

Il mio voto per questo libro è: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


GIVEAWAY

Vuoi provare a vincere una copia di Eleanor Oliphant sta benissimo? Le regole da seguire sono semplicissime: 

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Il giveaway va dal 17 al 20 maggio.

Basta che compiliate questo modulo per partecipare e seguiate le regole (che sono le stesse che vi ho elencato poco fa): a Rafflecopter giveaway


Seguite le altre tappe qui sotto, vi aspettano e sono sicuro che andrete a vederle. Eccole qui:

Oliphant


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Cosa ne pensate? Vi entusiasma, lo leggerete? Fatemi sapere i vostri pensieri!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE / REVIEW #177 – THE CASTOFFS V.3 RISE OF THE MACHINES DI M.K. REED, BRIAN SMITH, KENDRA WELLS E WYETH YATES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon inizio settimana! Ho ricevuto questa copia digitale da leggere grazie a NetGalley e all’editore, in cambio di un’onesta recensione. Quindi vi parlo di questo libro, questa graphic Novel, il terzo volume cominciato con The Castoff v.1: Mage against the Machine, che ho recensito: QUI. Il secondo volume è recensito QUI.

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Titolo: The Castoffs, V.3: Rise of the Machines

Autore: M.K. Reed, Brian Smith, Molly Ostertag, Kendra Weels  e Wyeth Yates
Pagine: 137
Editore: Lion Forge
Lingua: Inglese
Link d’acquisto: https://amzn.to/2jTD4mj

Trama originale: Our intrepid heroes―mages Trinh, Charris, and Ursa―have made great strides in learning to work together as a team. But the darkness is coming, and a foe from their past has grown more formidable. Will their combined talents be enough to defeat the ever-expanding Surrogate army? An army that has swallowed up so many mages more powerful than they are?

Trama tradotta da meI nostri intrepidi eroi – maghi Trinh, Charris e Ursa – hanno fatto grandi progressi nell’imparare a lavorare insieme come un team. Ma l’oscurità sta arrivando e un nemico del loro passato è diventato ancor più formidabile. I loro talenti combinati saranno sufficienti per sconfiggere l’esercito Surrogate (delle Macchine) in continua espansione? Un esercito che ha inghiottito tanti maghi molto più potenti di loro?

RECENSIONE

La storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata e per non farvi troppi spoiler ne parlerò in modo molto ampio. Inizialmente le nostre tre Maghe sono partite in missione per conto del loro capo villaggio. Dopo aver affrontato varie incombenze e svolto diversi compiti, CharrisUrsa e Thrin si trovano in un villaggio umano dove hanno avuto uno scontro nell’episodio precedente. Il villaggio è semi distrutto ma loro non si danno per vinte e trovano diverse cose da fare. Nel frattempo Amira e le Macchine diventano sempre più potenti e avanzano pronte a distruggere i Maghi. 

Cosa succederà alle nostre tre protagoniste? Chi incontreranno nel villaggio? Chi cambierà le loro vite? Cosa succederà quando i Maghi si scontreranno con le Macchine? La guerra avrà finalmente inizio?

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La copertina, stavolta è davvero meravigliosa. Questa batte sicuramente le precedenti e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Quella che vedete in copertina è Amira, la madre di Ursa, che da Maga quale è, è passata dal lato nemico ed è a capo delle Macchine. 

Il titolo, The Castoffs: Rise of the Machine lascia intendere molto, soprattutto nel sottotitolo,  L’ascesa delle macchine già mette sull’attenti e ci da un messaggio. Quello che speravo, ovvero una svolta dal lato della storia, in questo volume ci sarà e spero che venga mantenuta nei successivi a venire.

Questa volta siamo in un villaggio umano, Plumstead , dove le nostre eroine erano arrivate nel corso del secondo volume. Non ci sposteremo da qui, se non alla fine o nei pezzi in cui vedremo all’opera la madre di Ursa, terribile Maga che ha acquisito in se le Macchine, da sempre acerrime nemiche dei Maghi.

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I personaggi che troveremo, almeno i principali sono sempre gli stessi essendo le tre protagoniste principali. L’unica cosa che cambia tra ThrinUrsa e Charris è che finalmente le ragazze riescono a lavorare di squadra. 

Un nuovo personaggio introdotto è Omarion, padre di Ursa che conosceremo in questo volume e che oltre ad essere, almeno apparentemente una brava persona ha un lato misterioso avendo perso la memoria tanti anni prima e non ricordando di avere avuto Ursa come figlia. Amira, la madre di Ursa, è a capo dei Surrogati/ Macchine e, in questo volume, posso assicurarvi che le cose si faranno un tantino più complicate. Sono curiosa di sapere come sarà il quarto volume essendo entrati in modalità scontro.

Altro personaggio che avremo modo di approfondire è Rosalba o Ro, che si è unita alla squadra ed essendo più grande delle ragazze si occupa della situazione e della loro incolumità, nonostante le tre siano abbastanza in grado di prendersi cura di se stesse. Inoltre, conosceremo meglio un personaggio che abbiamo incontrato alla fine del secondo volume e che è un Mago abbastanza svampito e discutibile. Sto parlando di Duncan, che darà una mano al villaggio, si innamorerà e scopriremo diverse cose su di lui. Un personaggio sicuramente discutibile ma ben fatto.

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Il perno centrale in questo volume, comincia a delinearsi, rispetto ai precedenti. Le Macchine si avvicinano, la guerra sembra essere alle porte e le tre metteranno a repentaglio la loro vita assieme a Rosalba, Duncan e altri tre Maghi che sono con loro per salvare gli altri. Riusciranno nell’intento? Lo sapremo nei prossimi volumi.

La grafica utilizzato è la stessa del libro precedente e mi piace molto. E’ sicuramente questo che mi spinge a leggere questi volumi oltre alla curiosità di sapere se la storia prenderà una piega interessante.

Resto dell’opinione della scorsa recensione. Non capisco perché creare questi volumi separati quando la storia, almeno nei primi due poteva essere senz’altro compressa e passare alla parte interessante come ciò che accade in questo volume. Questo non ci è dato saperlo, fatto sta che la storia in questo terzo volume di questa saga tra Maghi e Macchine, prende una piega decisamente interessante rispetto ai precedenti.

Sono curiosa di sapere che piega prenderà il quarto volume che si prospetta interessante, visto il finale di questo volume. Spero solo che i combattimenti non siano scontati ne di scontati altrimenti invece di migliorare, peggioriamo.

L’unica cosa che non ho apprezzato particolarmente in questo volume è stata l’accoglienza di Omarion nei confronti di Ursa. Troppo semplice, troppo facile, troppo veloce. Non come mi sarei aspettato che reagisse. Cioè, scopri di avere una figlia in più e – si, hai perso la memoria e tutto il resto – ma seriamente la inviti subito a casa tua e l’abbracci come se niente fosse. Un po’ difficile almeno a mio parere.

Sono invece particolarmente felice per Thrin, ma non voglio dirvi nulla altrimenti non c’è gusto, no?!

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Spero che la storia vada sempre a migliorare e che finalmente sia i personaggi che la storia acquisiscano un senso molto più ampio di ciò che hanno inteso nei primi due volumi. Ci sta bene il conoscere i personaggi ma mettere in evidenza quello invece del filo conduttore e del combattimento tra Maghi e Macchine fa perdere molto. Spero che d’ora in avanti si migliori soltanto.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo



Review

The story begins exactly where we left it and not to make too many spoilers I will talk about it very broadly. Initially, our three Mages went on a mission on behalf of their village chief.  After having faced various tasks and performed various tasks, Charris, Ursa and Thrin are in a human village where they had a fight in the previous episode. The village is semi-destroyed but they do not give up and find different things to do. Meanwhile Amira and the Machines become more and more powerful and advance ready to destroy the Mage.

What will happen to our three protagonists? Who will meet in the village? Who will change their lives? What will happen when Wizards clash with the machines? Will the war finally start?

The cover, this time is really wonderful. This certainly beats the previous ones and I was pleasantly surprised. What you see on the cover is Amira, Ursa’s mother, who from Mage as she is, has passed from the enemy side and is head of the Machines.

The title, The Castoffs: Rise of the Machine suggests a lot, especially in the subtitle, The rise of the machines already puts to attention and gives us a message. What I hoped, that is a turning point on the side of the story, in this volume will be there and I hope it will be maintained in the following to come.

This time we are in a human village, Plumstead, where our heroines had arrived during the second volume. we will not move from here, if not at the end or in the pieces where we will see at work the mother of Ursa, terrible sorceress who has acquired in itself the Machines, always bitter enemies of the wizards.

The characters we will find, at least the main ones are always the same being the three main protagonists. The only thing that changes between Thrin, Ursa and Charris is that finally the girls are able to work as a team.

A new character introduced is Omarion, father of Ursa whom we will know in this volume and who besides being, at least apparently a good person has a mysterious side having lost his memory many years ago and not remembering to have had Ursa as a daughter. Amira, Ursa’s mother, is in charge of the Surrogates / Machines and, in this volume, I can assure you that things will be a little more complicated. I’m curious to know how the fourth volume will be, having entered the clash mode.

Another character that we will investigate is Rosalba or Ro, who has joined the team and being bigger than the girls takes care of the situation and their safety, despite the three are able to take care of themselves. Moreover, we will know better a character that we met at the end of the second volume and that is a fairly fading and questionable magician. I’m talking about Duncan, who will help the village, fall in love and discover several things about him. a certainly questionable but well done character.

The central pivot in this volume begins to take shape, compared to the previous ones. The Machines are approaching, the war seems to be at the door and the three will jeopardize their lives together with Rosalba, Duncan and three other Wizards who are with them to save the others. Will they succeed? We will know it in the next volumes.

The graphics used are the same as the previous book and I really like it. This is surely what drives me to read these volumes as well as the curiosity to know if the story will take an interesting turn.

Rest of the opinion of the last review. I do not understand why creating these separate volumes when the story, at least in the first two could certainly be compressed and move to the interesting part as what happens in this volume. This is not known to us, the fact is that the story in this third volume of this saga between Magicians and Machines, takes a decidedly interesting turn than the previous ones.

I’m curious to know that fold will take the fourth volume that is interesting, given the final of this volume. I only hope that the fights are not discounted or discounted otherwise instead of improving, we get worse.

The only thing that I did not particularly appreciate in this volume was the welcoming of Omarion towards Ursa. Too simple, too easy, too fast. Not as I would have expected it to react. That is, discover you have one more daughter and – yes, you have lost your memory and all the rest – but seriously invite her to your home and hug her as if nothing had happened. A bit ‘difficult at least in my opinion.

I’m particularly happy for Thrin, but I do not want to tell you anything, otherwise there’s no taste, no?

I hope that history always goes on improving and that finally both the characters and the story acquire a much wider sense of what they understood in the first two volumes. It’s good to know the characters but to highlight that instead of the common thread and the fight between Mage and Machines makes you lose a lot. I hope that from now on it will only be improved.

My rating for this book is: 3 stars and a half.


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se siete curiosi, a presto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: L’ESTATE SENZA RITORNO DI VIVECA STEN (#176)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Oggi sono qui con un nuovo libro, un nuovo thriller in arrivo nelle librerie che spero vi piacerà come è piaciuto a me. Ringrazio la Marsilio editore per avermi dato la possibilità di organizzare l’evento e di promuovere questo libro. Spero davvero vi piacerà:

3170929Titolo: L’estate senza ritorno
Autore: Viveca Sten
Pagine: 432
Prezzo: 18,50 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/2KPxaij
Trama: Weekend di solstizio a Sandhamn. In occasione della tradizionale festa di mezza estate, le barche a vela affollano il porto e i pontili sono presi d’assalto da gruppi di ragazzi che si riuniscono per celebrare il giorno più lungo dell’anno. Nella folla, nessuno sente la disperata richiesta di aiuto di una di loro, che finisce per accasciarsi sulla riva, priva di sensi. Anche Nora Linde si prepara a una serata di festa insieme a Jonas, con cui ha iniziato da poco una relazione che l’ha aiutata a gettarsi alle spalle un matrimonio infelice. Ma l’entusiasmo lascia il posto all’angoscia quando Wilma, la figlia quattordicenne di Jonas, scompare e sulla spiaggia viene trovato il corpo senza vita di un suo amico. Dalla centrale di Nacka a Stoccolma, l’ispettore Thomas Andreasson raggiunge l’isola dell’arcipelago per guidare le indagini e fare luce su una storia ingarbugliata in cui, in un mondo di adolescenti smarriti, ognuna delle persone coinvolte ha la propria versione dei fatti e la propria verità da difendere.

RECENSIONE

Risultati immagini per SandhamnLa storia ha inizio al porto di Sandhamn, un’isola al largo di Stoccolma, la sera del Solstizio d’estate. Una ragazza disorientata, senza una scarpa e spaventata, al molo si aggira fra la gente ma tutti non sembrano nemmeno fare caso a lei. Tutti sono talmente intenti nei festeggiamenti, fra musica e alcool che non sembrano accorgersi di lei. Quel giorno, Nora è a casa con il suo compagno Jonas e la figlia di quest’ultimo, Wilma, insiste per poter rimanere alla festa del solstizio fino a tardi. Suo padre si lascia convincere ed la ragazza va alla festa. Ma all’una la ragazza ancora non torna a casa e non riescano a rintracciarla in nessun modo. La mattina dopo, mentre Jonas e Nora sono ancora intenti nelle ricerche della ragazzina, il corpo di un adolescente viene trovato sulla spiaggia, nascosto da qualche arbusto. Non si tratta di Wilma ma si tratta di un amico.

Dove si è cacciata Wilma? Chi ha ucciso il giovane ragazzo sulla spiaggia? I due fatti sono collegati o è stato tutto un caso? Riuscirà Thomas Andreasson incaricato del caso a risolvere la situazione?

Tobias sprofondò di nuovo nel divano, sembrava sul punto di riaddormentarsi lì davanti ai suoi occhi.«Allora sarà con Felicia. » Adrian stava perdendo la pazienza.«Non hai sentito quello che ho appena detto? Felicia è da noi, alla stazione di polizia. » Stavolta le parole fecero effetto, e sul volto di Tobias apparve un vago stupore. Adrian continuò: «È con Ebba. Ma io vorrei capire dov’è Victor. È venuto anche lui con voi su quell’altra barca?» «No, non mi pare. » «Quand’è stata l’ultima volta che l’hai visto?» Tobbe aveva un’aria sperduta. Si passò una mano tra i capelli, guardando incerto il poliziotto.«Sa che non lo so?»

Risultati immagini per viveca sten I stundens hettaLa trama è fluida e ben strutturata, sicuramente mette la giusta curiosità al lettore che curioso cerca un libro interessante. Questo è il quinto libro di una serie che l’autrice stessa ha scritto. In Italia ne sono arrivati solo alcuni, ma non temete perchè sono a se stanti e potete leggerli anche in solitaria. Sicuramente, dopo aver letto questo, sono curiosa di leggere anche i precedenti per conoscere meglio i personaggi principali che ritroveremo in ogni volume.

La copertina italiana la trovo decisamente molto, molto bella, molto più di quanto lo sia l’originale che sembra quasi essere una copertina per quei libri di guide turistiche. Voi non credete? 

Il titolo originale è Svedese, I stundens Hetta, che dal traduttore ho potuto vedere che letteralmente significa “In un periodo caldo”. Posso comprendere la traduzione visto che la storia è ambientato alla festa del solstizio di Sandhamn ma trovo decisamente più azzeccato l’adattamento italiano che ne è stato fatto. Insomma, la copertina e il titolo di questo titolo adottati dalla Marsilio sono davvero unici e veramente belli, a mio parere.

L’ambientazione della storia è Sandhamn, una città svedese situata a Sandö, una piccola isola e l’epoca in cui la storia prende vita è il 2008. 

Probabilmente in tutta Skärkarlshamn non c’era posto migliore per nascondere un cadavere. Quantomeno se si voleva evitare di trasportarlo per un bel pezzo.«In altre parole, era la soluzione più semplice. » «Sì, diciamo di sì. » Thomas stava andando verso le case grigie quando Nilsson lo chiamò.«Ho trovato qualcosa, vieni a vedere. » Il tecnico sfilò con estrema cautela un cellulare dalla tasca degli shorts color kaki del ragazzo morto. Era un Eriksson e non esattamente il modello più a buon mercato.«Con questo dovresti riuscire a identificarlo. » Thomas soppesò l’oggetto nella mano. Chi sei?, si domandò. Da dove vieni?

I personaggi descritti e introdotti in questa storia sono decisamente variegati e molteplici. Avrete modo di conoscere i dettagli di ogni personaggio, in un modo o nell’altro. In più, tutti gli altri personaggi sono ben descritti e mai lasciati al caso. Tutti sono ben impostati, anche i ragazzi più giovani di cui si tratta del periodo adolescenziale. Nonostante questo, l’autrice riesce a trattarlo veramente bene immedesimandosi nelle problematiche dei giovani.

Thomas Andreasson è un’ispettore che dalla centrale di Nacka a Stoccolma, viene chiamato sull’isola di Sandhamn per guidare l’indagine relativa ad un omicidio avvenuto durante il solstizio. Thomas è un uomo forte e determinato nel suo lavoro ma al contempo fragile nella vita privata. Un personaggio singolare e decisamente interessante sotto molti punti di vista.

Nora Linde è un avvocato che ha divorziato con il precedente marito e che ha a carico due figli e la figliastra del giovane compagno di cui è innamorata. E’ una donna caparbia e sicura ma anche allo stesso tempo preoccupata per le sorti della piccola Wilma e per ciò che succede sull’isola. Thomas e Nora si conoscono da diverso tempo e, dalle pagine di questo volume, la cosa si nota senza ombra di dubbio.

«Dobbiamo andare» disse. Anjou salutò Thomas con un cenno e lo seguì. Anche Thomas si alzò.«Sarebbe bene che andassimo subito a casa tua» disse a Nora.«Da un momento all’altro arriverà anche Margit. » le accarezzò la guancia per farle forza.«Ma Jonas dov’è?» «Ancora a casa. Sta chiamando gli altri amici di Wilma per sentire se qualcuno sa qualcosa. Spero proprio che tu abbia ragione… » Il suo tono era molto dubbioso. lo spero anch’io, pensò Thomas.

Risultati immagini per SandhamnIl perno centrale è la festa del Solstizio di mezza estate dell’isola di Sandhamn. E’ da lì che la storia ha inizio e dalla quale si creano misteriosi intrecci e vengono fuori strani risvolti nella storia.

Lo stile che è stato utilizzato è decisamente fluido e scorrevole. Ad un tratto la storia è sembrata rallentare per soffermarsi su ulteriori dettagli che probabilmente non erano così richiesti ma non rendono meno vera e intensa la lettura. Avrei infatti preferito che ci fosse qualche colpo di scena in più, non per forza di particolare rilevanza ma che aiutassero a tenere tutto più vivo ad un certo punto. Insomma che non fossero concentrati tutti alla fine.

Ho apprezzato particolarmente l’ambientazione scandinava. Non ho mai letto libri con quest’ambientazione e devo dire che l’autrice ha descritto il posto egregiamente e lo ha reso talmente bello da voler immediatamente a fare un viaggio in quelle terre. L’autrice sembra avere così tanta dimestichezza col posto che descrive da farlo sembrare il posto in cui vivi, da farlo sembrare vivido e reale.

I personaggi sono stati ben impiantati e veri. In particolar modo Thomas mantiene l’aspetto di persona umana sotto tutti gli aspetti. Ha perso una figlia quando era molto piccola, si sente provato della perdita di quel ragazzo e del dolore dei genitori tanto da non riuscire ad essere di alcun aiuto, neanche morale. E’ un poliziotto ma è anche un uomo allo stesso tempo. Ho apprezzato molto questo aspetto, perchè molto spesso si tende a far diventare questo, diciamo, l’eroe della situazione, dimenticando la sua umanità e che fa errori come tutti gli altri. Il personaggio che è arrivato meno è stata, invece, Nora. Sembra essere troppo accondiscendente e fredda anche nel modo in cui cerca la sua figliastra. Non so, mi ha dato quest’impressione ma probabile che il suo personaggio sia stato meglio spiegato nei libri precedenti.

Thomas conosceva le statistiche a memoria, vittima e assassino di solito si conoscono. Era molto raro che il colpevole fosse un perfetto estraneo.«Cos’altro abbiamo?» «Ecco, bravo. Al momento direi nient’altro» rispose Margit. La collega fece una smorfia preoccupata.«È morto un ragazzo adolescente e noi non abbiamo idea di cosa sia successo, davvero non so se sia più credibile pensare a un ignoto assassino o a uno della sua cricca. » l’aria della stanza si fece d’un tratto pesante nonostante la finestra spalancata.

Il libro è stata decisamente una bella scoperta. Sono felice di aver avuto l’opportunità di presentarvi questo volume, che sicuramente vi consiglio. Una storia interessante, un thriller misterioso e avvincente.

Viveca Sten scrive un thriller scandinavo che si lascia leggere in poche ore, dai tratti decisamente accattivanti. Una vacanza che si trasforma in un incubo, una festa estiva che porta con se un cadavere sulla spiaggia. Una storia che vi catturerà per la grande curiosità che riesce a suscitare.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Seguite le tappe delle altre blogger che vedete qui sotto, nell’immagine. Non ve ne pentirete:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se avete letto questo libro o se lo leggerete e cosa ne pensate!

A presto,

Sara ©

 

 

REVIEW PARTY: “L’AMICA PERFETTA DI EMILY LOCKHART” (#175)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un nuovo Review Party ragazzi! Era da un po’ che non ce n’era uno ed era ora di tornare in pista con una novità DeAgostini che ringrazio per averci permesso la lettura. Ringrazio anche Sara, la banana di Bookspedia  che mi ha invitato a partecipare! Ecco qui:

L'amica perfetta di [Lockhart, E.]Titolo: L’amica perfetta
Autore: E. Lockhart
Pagine: 315
Genere: Young Adult
Data di uscita: 8 maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2jrPK3L
Un’amicizia ossessiva.
un amore sbagliato.
un omicidio, o forse due.

Trama: È furba, decisa, determinata. Jule West Williams nella vita ha subito tante ingiustizie e sa che cosa significa non avere niente. È per questo che ora nulla la spaventa. Jule non ha paura di scappare, innamorarsi, reinventarsi in mestieri e vite sempre nuovi, ma anche sempre più pericolosi. Ed è proprio tra una vita e l’altra che incontra Imogen. Le due ragazze non hanno praticamente niente in comune. Immie è ricca, di buona famiglia, vive tra New York, Londra e Martha’s Vineyard. Ha tutto ciò che Jule ha sempre desiderato. Eppure tra loro c’è subito intesa. L’intesa diventa amicizia e poi ossessione: improvvisamente a Jule la vicinanza di Imogen non basta più. Lei vuole essere Imogen. In un attimo, il legame tra loro diventa un vortice che gira sempre più veloce. E da cui, una volta risucchiati, è impossibile uscire… vivi.
Dalla penna magistrale dell’autrice bestseller di L’estate dei segreti perduti, una nuova suspense psicologica che non lascia scampo: un romanzo unico, diabolicamente congeniato e sorprendente.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif donna cambia identitàLa storia ha inizio nella camera di un resort, il Playa Grande, nella Bassa California dove Jule era ospite da quattro settimane. Jule è una diciottenne orfana decisamente molto particolare. Sta fuggendo da qualcosa o da qualcuno ma è ancora tutto un mistero. Jule, però. è combattiva, ruba carte di identità, documenti e passaporti di altre donne o ragazze, cambia parrucca e si spaccia per altre persone perchè a lei piace vestire i panni degli altri. In particolare, sente la mancanza di una vecchia amica di scuola, Imogen Sokoloff. Una ragazza con un portamento innato, che l’ha accolta e l’ha accettata quando nessuno l’aveva mai fatto prima. A Jule, Imogen piace. Piacciono i suoi viaggi, i suoi soldi e tutto quello che lei avrebbe sempre voluto per se ma che, purtroppo, non ha.

Cosa succederà a Jule? Cosa si scoprirà mano a mano che la storia prenderà vita e si tornerà indietro di un anno? Come si sono ritrovate le due amiche? Come è nato tutto questo?

Ora, prova a immaginarti protagonista di un film. Ombre fugaci accarezzano la tua pelle liscia, mentre cammini. Sotto i vestiti affiorano i primi lividi, ma i tuoi capelli sono perfetti. Hai a disposizione minuscoli dispositivi, armi metalliche potenti, frutto di una tecnologia eccezionale. Puoi contare su veleni e antidoti. Sei il centro della storia. Tu, e nessun altro. La tua storia inizia in modo interessante, con quell’educazione così insolita. Ora sei spietata, sei brillante, non hai paura di niente e di nessuno. Ti sei lasciata alle spalle una scia di cadaveri, perché sei disposta a tutto pur di sopravvivere: ma è normale amministrazione, nient’altro. Sei uno schianto, nella luce che filtra dalle vetrine del bar messicano. Hai le guance arrossate, dopo aver lottato. E i tuoi vestiti, be’, ti donano parecchio.

La trama è ben scritta e mette sicuramente curiosità. Io ero già curiosa di mio ma è un caso a parte. Ho amato il libro precedente, L’estate dei segreti perduti che, se non avete letto dovete assolutamente farlo perchè ne vale la pena. Ed è sicuramente più bello anche di questo che vi sto presentando adesso.33843362

La copertina italiana almeno secondo il mio parere, che è modestamente soggettivo, non c’entra nulla con la storia. Invece trovo che l’originale, che vedete qui di lato, sia molto, molto bella e sicuramente rappresentativa di questa storia. Non credete?

Il titolo originale, come potete vedere, è Genuine Fraud che letteralmente è “Vera Frode“. Noi l’abbiamo trasformato in L’amica perfetta, che ci sta e rimane in tema con la storia ma forse smorza un po’ il lato thriller che c’è in questa storia.

L’ambientazione si sposta in varie parti del mondo: si passa da San José del Cabo a Los Angeles, a New York, Londra e Martha’s Vineyard. E questi sono solo alcuni dei posti citati. e l’epoca è moderna ed è tutto ambientato tra il 2016 e il 2017 in cui la storia prosegue a sbalzi. Si passa da un mese all’altro, si retrocede e si va avanti scoprendo i fatti passo dopo passo.

Si svegliò in preda a uno stato d’euforia. Era in una città nuova, in un Paese nuovo, la città di La fiera delle vanità e Grandi speranze. Era la città di Immie, ma sarebbe diventata anche la sua, proprio come i libri che Immie amava erano diventati una parte di lei. Aprì le tende. Londra era proprio davanti ai suoi occhi: autobus rossi e taxi neri come la pece formicolavano nel traffico, su e giù per le strade strette. Gli edifici sembravano vecchi di secoli. Jule pensò a tutte le esistenze che si stavano consumando di fronte a lei, persone che guidavano a sinistra, che mangiavano pudding, bevevano tè, guardavano la TV. Jule non provava rimorsi, né dolore, era come se avesse cambiato pelle. Pensò a se stessa come a un giustiziere solitario, un supereroe a cui era stata concessa una tregua momentanea, una spia. Era più coraggiosa di qualsiasi altra persona in quell’hotel e in tutta Londra, era la più coraggiosa in assoluto.

Immagine correlataI personaggi non sono poi tantissimi all’interno di questa storia ma sono decisamente elaborati e ben descritti.

Jule è una ragazza  davvero particolare. Non si può definire in qualche modo perché non ha un carattere tutto suo, è un misto preso dalle persone che incontra. In particolar modo cerca di somigliare in tutto e per tutto a Imogen. E’ proprio Jule che condurrà il gioco all’interno di questo libro.

Imogen è una ragazza ribelle, che ha un patrimonio enorme e lo spende andandosene in giro quando le pare e piace. Si stufa presto delle persone che ha intorno, come trova qualcuno di più interessante, lo rimpiazza con qualcuno di nuovo. E’ una tipa decisamente poco interessante che Jule venera. Vorrebbe essere esattamente come lei.

Prese anche a vedere le mostre che le suggeriva Maddie. Pensando a Imogen, Jule rallentava il passo mentre attraversava le sale e lasciava vagare i pensieri. Immie non avrebbe mai dedicato particolare attenzione a nessun museo. Non avrebbe cercato di approfondire la storia dell’arte, né di memorizzare date e nomi di opere. No, lei li avrebbe visitati pigramente, permettendo allo spazio esterno di influire sul suo stato d’animo. Si sarebbe fermata ad apprezzarne la bellezza, limitandosi a esistere, senza desiderare nient’altro. Ormai c’era così tanto di Immie, dentro Jule. Era una consolazione.

Il perno centrale è l’ossessione di Jule per Imogen tanto da farla diventare un’ombra di se stessa e della sua stessa amica. Un’ossessione talmente forte da confondere se stessa con la persona che finge di essere. 

Lo stile utilizzato è stato decisamente fluido e scorrevole, su questo l’autrice sa sicuramente distinguersi ed ho potuto notare che ha maturato il tipo di scrittura passando da andare a capo per ogni singola e piccola frase a un evoluzione, rimanendo sempre nel suo stile.

La cosa che apprezzo particolarmente è il modo in cui l’autrice riesce a districare la storia, passando per ogni capitoli a momenti antecedenti a quello appena narrato o avanti, mescolando fatti e azioni ma lasciando tutto perfettamente chiaro al lettore. Chi legge non sarà confuso, anzi, tutt’altro.

Ci sono diverse cose che ho riscontrato in questo volume e che non sono state molto chiare. Troppe cose rimaste in sospeso e troppe cose di cui non si sa dove l’autrice volesse andare a parare. Vi spiego.

Ho trovato tutto molto ovvio e persino banale. Il fatto che la casa editrice abbia sponsorizzato il libro parlando di omicidio non ha decisamente aiutato. Già il libro è scontato di suo (SPOILERed è percepibile cosa possa essere successo ad Imogen già con ciò che viene narrato nel libro. Poi la casa editrice scrive in prima pagina Facebook: “Un omicidio, forse due”. E’ ovvio che non sono d’aiuto ed hanno spoilerato una parte fondamentale del libro che era meglio non rivelare.

Per non parlare del fatto di Paolo. Apparso due o tre volte nel corso della lettura, è stato lasciato sempre un po’ al margine ma, in fin dei conti… che fine fa Paolo? Tutto resta in sospeso e non si riesce a capire esattamente che piega doveva prendere quel povero personaggio, sedotto e abbandonato. Era passeggero? Possibile ma allora perché introdurlo, renderlo accattivante e intrigante agli occhi della protagonista e poi mantenerlo in sospeso senza dargli una giusta collocazione?

Infatti, l’autrice non è riuscita a chiudere il cerchio perfettamente. Non come ha fatto con il suo primo volume, che ripeto, ho adorato. Questo mi ha lasciato una scia di “Mah…” uno dopo l’altro. Infatti è rimasta sospesa Noa, è rimasto sospeso Forrest ed è rimasta sospesa persino la protagonista stessa. Non voglio entrare nello specifico per non fare spoiler ma ci sono troppe cose che l’autrice non ha valutato nel modo corretto e che mi hanno lasciato spiazzata sotto diversi fronti.

«Mi piaci» mormorò. «Penso… immagino che ormai tu l’abbia capito, ma dovevo dirtelo.» Anche a Jule lui piaceva. E si piaceva, insieme a lui. Ma non era se stessa, insieme a Paolo. Non sapeva quale parte di lei gli piacesse. Non sapeva nemmeno chi fosse, la persona che gli piaceva. Forse era Immie. O forse era Jule. Non sapeva più come fare a distinguerle. Jule profumava di gelsomino come Imogen, parlava come Imogen, amava gli stessi libri di Imogen. Quelle cose erano vere. Jule era orfana come Immie, una persona che si era fatta da sé, una ragazza con un passato misterioso. Sentiva che c’era tanto di Imogen in lei, e viceversa. Ma Paolo pensava che Patti e Gil fossero i suoi genitori. Credeva che Jule fosse stata al college con la povera Brooke Lannon. Era convinto che fosse ebrea e ricca e che possedesse un appartamento a Londra. Quelle menzogne erano parte di ciò che lui amava di lei.

Non c’è sicuramente il miglior libro riuscito di sempre. Dalla Lockhart sicuramente mi aspettavo molto di più. Questo libro mi ha lasciato una scia di forse e in alcuni punti completamente in sospeso. Oltretutto non ha dato un senso completo, una piena visione al quadro generale e credo sia una pecca fondamentale in questa storia. Carina per passare il tempo ma davvero niente di che.

Emily Lockhart ha cercato di creare una storia di amicizia possessiva tanto da diventare pericolosa. Una storia sicuramente particolare ma purtroppo non riuscitissima. Una storia di un’amicizia che si trasforma in ossessione e in molto, molto di più.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene.

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Ecco le altre tappe, se volete seguirle:

Amica perfetta


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se avete letto questo libro o se lo leggerete e cosa ne pensate!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #174 – TI ASPETTO DA SEMPRE DI AVA DELLAIRA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui, ancora una volta con una recensione librosa solo ed esclusivamente per voi! Un grazie grandissimo alla Sperling&Kupfer per avermi permesso di leggere questo splendido libro. Ve ne parlerò fra poco, non temete. Ecco qui:
424978882006HIG_1_227X349_exactTitolo: Ti aspetto da sempre
Autore: Ava Dellaira
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Young Adult
Data di uscita: 6 marzo 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2FsiTnV
Trama: Tutti siamo in cerca di qualcosa. Un amore, un nuovo inizio, un futuro. Angie, per esempio, è in cerca di risposte. Ha diciassette anni, ama la storia e le scienze (biologia, in particolare), la corsa, il formaggio alla piastra con i bordi bruciacchiati, il calcio, il caffè schiumato con il latte di soia, i dischi in vinile, la musica hip-hop sparata a palla nelle cuffie; ma tutto questo non le basta per dire chi è veramente. Vive sola con la madre nel New Mexico. Il padre non l’ha mai incontrato, ma sa di assomigliargli molto. E l’unica cosa che la madre riesce a raccontarle, senza affogare tra le lacrime, è che è morto prima che lei nascesse. Un giorno, però, in fondo a un cassetto nella camera di sua madre, Angie trova una fotografia che le fa pensare che finora tutta la sua vita possa essere stata una bugia. Così decide di partire alla volta di Los Angeles, con la speranza che cercare la verità sulle sue origini e sul padre possa aiutarla a capire meglio se stessa. Cosa ci sarà in fondo alla strada, Angie ancora non lo sa. Ma è determinata a scoprirlo.

RECENSIONE

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La storia ha inizio un giorno qualunque, in una casa qualunque, in New Mexico, dove una diciassettenne di nome Angie che ama biologia, la corsa e la musica hip-hop, come tanto tanto altro, ma ha bisogno di sapere chi è veramente. Non riesce a decidere il suo futuro scolastico ne lavorativo ne riesce a dire che ama ad un ragazzo con cui si rincorre da una vita. Tutto perché lei ha una carnagione scura mentre sua madre è bianco latte e tutti gli ripetono sempre che probabilmente lei è stata adottata. Tutto perchè lei non ha mai conosciuto suo padre, che sua madre Marilyn dice morto, ma di cui non dice nulla più delle lacrime che ogni volta sgorgano prima di riuscire a parlare.

Marilyn da ragazza ha avuto un’adolescenza difficile e combattuta, sua madre voleva farla diventare una star del cinema ma lei non ci ha mai creduto perchè lei voleva solo andarsene lontano e scappare via. Quando però si trasferisce con sua madre a Los Angeles conosce un ragazzo, James, di cui si innamorerà e che le cambierà la vita completamente.

Cosa scoprirà Angie di così grande da farla scappare di casa assieme a Sam alla ricerca di suo padre? Cosa è successo negli anni in cui Marilyn ha conosciuto James? Cosa succederà a madre e figlia, messe di fronte alla dura realtà da affrontare e dalla quale non possono tirarsi indietro?

Adesso James la sta fissando in quel suo modo indecifrabile. Lei non aveva mai detto a nessuno delle sue foto immaginarie, e comincia a chiedersi se non avesse dovuto continuare a farlo. Ma poi lui sorride. Marilyn si rende conto che è la prima volta che le sorride davvero, mostrando i denti e tutto il resto, e probabilmente è una delle cose più belle che abbia mai visto. Tutto il suo viso si anima, ed è così luminoso da squarciare la foschia quasi la bruciasse. «Figo, quello che fai», le dice. «Ti ammiro». Marilyn è raggiante. «Se voi diventare bravo a fare qualcosa, l’unica soluzione è esercitarsi, fare pratica», continua lui. «Vero. (…) Quando ho cominciato io a scattare fotografie, è stato come rimettere insieme dei pezzetti di me».

La trama è molto pertinente e la trovo davvero molto buona e adatta a descrivere questo romanzo. Mi piace molto ed è quella che sicuramente mette curiosità.

Risultati immagini per in search of us ava dellairaLa copertina originale è quella che trovate qui di fianco ma ho potuto vedere che ce n’è una versione estera utilizzata, che è esattamente uguale a quella usata in Italia. Solo nei colori è leggermente più forte quella italiana mentre l’altra è più spenta. Comunque adoro la versione originale che vi ho lasciato qui. Non ha nulla di speciale eppure è davvero unica nel suo genere, non credete?

Il titolo è stato modificato totalmente. Noi abbiamo deciso di far diventare In search of us ovvero “In cerca di noi” in Ti aspetto da una vita. Carino ma, almeno secondo me, poteva essere semplicemente tradotto, no?

L’ambientazione di partenza è il New Mexico precisamente ad Albuquerque e si sposta fino a Los Angeles, nel quartiere di Hollywood dove si svolge quasi tutta la storia. L’epoca si sposta a seconda della protagonista con cui si verrà a contatto. Si passa da oggi con Angie a diciassette anni prima, con Marilyn sua madre.

Marilyn le rilegge, ancora e ancora; comincia a pensare alla bambina di sette anni seduta sulle ginocchia di sua madre, guarda se stessa in tv, con in mano un My Little Pony nuovo di zecca. (…) Pensa anche alla ragazzina di tredici anni che si era spaventata a morte quando aveva cominciato a crescerle il seno. Alla ragazzina che, per un periodo di tempo, aveva smesso di mangiare per vedere se si sarebbe appiattito di nuovo, scomparendo nel suo corpo. Alla ragazzina che non riusciva più a recitare le sue battute senza farsi prendere dal panico. Diventare un’altra persona non è una cosa che succede in un istante. No: i passi per reinventarsi sono lenti. Marilyn pensa alla migrazione verso ovest: chilometri interminabili da percorrere, un carro coperto come unico riparo. Ma se sopravvivevi, i freddi inverni dell’Est diventavano un ricordo lontano. E arrivavi da un’altra parte. Dove diventavi un’altra persona. Eppure. Ciò che la mente con il tempo lascia andare, il corpo se la ricorda. Sempre.

Immagine correlataI personaggi non sono tantissimi ma sono tutti essenziali all’interno di questa storia. Questo romanzo si basa su due protagoniste unite da parentela, con un passato che le unisce, la vita di Marilyn e quella di Angie. Personaggi sviluppati decisamente molto bene ma anche vagamente somiglianti, non a caso sono madre e figlia. Entrambe non sanno cosa le aspetta nel futuro e sono insicure.

Marilyn è una donna apparentemente forte che ha cresciuto sua figlia come meglio ha potuto e che ha avuto un adolescenza difficile, a tratti tormentata ma con un amore per James davvero unico. Quando lei è con James tutto è diverso, quando è con la sua famiglia si sente a casa e sente di appartenere a qualcosa, finalmente.

Angie è una ragazza che ha sempre amato Sam ma non è mai riuscito a dimostrarglielo, non  mai riuscita a dirgli che lo ama come vorrebbe. Si sente ancorata e non sa qual’è il futuro che l’attende. Quindi parte alla ricerca di se stessa, del suo passato e della verità.

La vede anche Sam; senz’altro, perchè accelera per raggiungerla. Sono ancora indietro di un paio di isolati, quando l’auto nera svolta a destra in una strada secondaria. Sam la segue, e percorrono una via piena di auto parcheggiate, buia e silenziosa, una strada come tante. Quanti, tra i sette miliardi di abitanti della Terra, hanno la testa annebbiata? Quanti hanno un desiderio struggente nel cuore? Quanti stanno inseguendo degli estranei? Quanti stanno cercando il loro padre? 

Risultati immagini per gif hollywoodIl perno centrale è la ricerca del suo passato da parte di una delle due protagoniste, Angie. Nel suo passato, inoltre, ricerca anche se stessa e spera che trovando suo padre o qualcosa che lo colleghi a lui, lei possa finalmente crescere, comprendere e cambiare.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e decisamente fluido sotto molti aspetti. La storia si divide su due livelli differenti e su due personaggi che sono estremamente connessi ma che hanno avuto una vita differente. La storia si divide tra Marilyn, di cui conosceremo il suo periodo felice, in cui ha scoperto l’amore e ha avuto sua figlia ed Angie, la quale non riesce a crescere perchè in cerca della verità su suo padre.

Una storia ricca di sentimenti e di emozioni completamente contrastanti. Una storia che vi farà innamorare, vi farà piangere e vi farà emozionare. Da un lato l’adolescenza tormentata di Marilyn che vive in una casa con un giocatore di poker incallito che si ubriaca ogni giorno e con sua madre che vuole farla diventare una star e la usa a suo piacimento, costringendola a lunghi digiuni e a estenuanti provini a cui non vorrebbe mai partecipare. Dall’altro lato Angie che è cresciuta senza un padre e trova una fotografia di sua madre e suo padre, e si mette in cerca del suo stesso passato e delle sue origini.

Clic. «Sembri pronta per spiccare il volo», le dice, sottovoce. E’ radiosa, sullo sfondo rosa del cielo della sera. «In certe sere che ho trascorso qui, ho provato esattamente quella sensazione…» Angie guarda la Città degli Angeli, e si ricorda della domanda che le aveva rivolto Sam: «Non credi che, se tuo padre fosse qui, cioè, se potesse parlare con te, ti direbbe che per amore ne vale la pena? Indipendentemente da quanto possa durare?» Si, pensa adesso. Le direbbe così. 

Il libro è stato davvero bello, molto più di quanto effettivamente mi aspettassi. E’ stata una scoperta davvero molto bella, che consiglio di sicuro ad ogni lettore che voglia intraprendere una lettura non troppo impegnativa ma piena di significato, che sappia emozionare sotto ogni sua forma.

Ava Dellaira scrive una storia con valori importanti. Una storia famigliare, di rinascita e di scoperta del proprio passato, delle proprie origini ma anche della scoperta di se stessi. Perchè sulla Terra ci sono miliardi di persone ma a volte l’unica che rincorriamo per tutta la vita è quasi sempre quella che ha iniziato la corsa, ma non ce ne accorgiamo quasi mai.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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