RECENSIONE #274 – LA CORTE DI ROSE E SPINE DI SARAH J. MAAS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui. Ci tengo a partire con una premessa. Ci sono state tante discussioni su questo libro e su Instagram si è arrivati anche ad offendere qualcuno perchè questo (che prendo come esempio, poteva essere qualsiasi altro libro) una ragazza lo ha definito trash. Ora, a prescindere dal fatto che uno può pensare e dire ciò che vuole perchè sono opinioni personali, e nonostante io appoggi il fatto che questo sia un libro completamente trash, lettori e lettrici o chiunque voi siate: imparate ad apprezzare le opinioni degli altri e smettetela di credervi chissà chi. 

Ringrazio comunque la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima  perchè ero curiosa come tutti gli altri nonostante ciò che ne sia uscito fuori. A voi:

978880470317hig-312x480Titolo: La corte di rose e spine
Autore: Sarah J. Maas
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 19 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2HmD1gT
Trama: “Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell’istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l’arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me.” Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L’animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge “ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita”. Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l’allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un’ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo…

RECENSIONE

Risultati immagini per court of thorn and rosesLa storia ha inizio nel bosco. Feyre si trova davanti ad una decisione difficile: uccidere il lupo per portare a casa un pasto decente e poter fare qualche soldo con la pelle, oppure starsene lì mentre quest’ultimo uccide un giovane cervo. Il lupo potrebbe essere un Fae, una creatura fatta, ed il Trattato parla chiaro. Una vita per una vita e se lei stesse per uccidere un Fae, potrebbe rimetterci la sua.

Dopo aver ucciso il lupo, preso con se la sua pelle e la carcassa del cervo ed aver fatto diversi soldi al mercato, Feyre e i suoi famigliari ricevono una sgradita sorpresa. Un grosso lupo reclama la vita di Feyre ma, invece di ucciderla, decide soltanto di portarla via con se nel mondo fatato, senza mai poter fare ritorno a casa. 

Cosa succederà a Feyre? Chi è il misterioso lupo che è venuto a prenderla? Cosa succederà ora nella sua vita e quale sarà il suo destino?

Lamentandomi per il peso, afferrai le zampe della cerva e lanciai un’ultima occhiata alla carcassa fumante del lupo. L’occhio dorato che gli restava fissava il cielo carico di neve e, per un istante, desiderai di provare pentimento per la morte di quella creatura. Ma questa era la foresta, ed era inverno.

Risultati immagini per court of thorn and rosesLa trama è ben scritta anche se troppo lunga. Forse avrei abbreviato e reso la cosa più leggera in modo che il lettore avesse modo di scoprire la cosa con calma e in solitaria senza aggiungere troppa carne al fuoco. Infatti la trama racconta quasi metà del libro messa così ed avrei evitato alla grande di scrivere così tanto.

La copertina nella versione italiana ha mantenuto i colori ma è stata leggermente modificata rispetto all’originale. Di sicuro l’originale era molto più carino ma in fin dei conti l’adattamento che ne è stato fatto non è poi così male. Il titolo è stato semplicemente tradotto e non è diventato qualcosa di particolarmente astruso o innominabile per fortuna. Quindi l’edizione è ben fatta e tirando le somme non ci si può lamentare.

L’ambientazione è completamente fantastica, un posto di nome Prythian e l’epoca è indefinita anche se sembra molto a livelli medioevali.

Non era successo. Mi strofinai gli occhi con le dita intorpidite per togliere i fiocchi che si erano depositati sulle mie ciglia. Non c’erano alberi senza corteccia a rivelare il passaggio dei cervi; evidentemente non si erano ancora spostati. Sarebbero rimasti finché non ci fosse stata più scorza, per poi dirigersi a nord, oltre il territorio dei lupi, e magari fino a Prythian, la terra delle fate, dove i mortali non osavano entrare a meno che non desiderassero morire. Sentii un brivido attraversarmi la schiena a quel pensiero, lo ignorai spostando l’attenzione su ciò che mi circondava e sul compito che mi aspettava. Era la sola cosa che mi restava da fare, l’unica che ero stata in grado di svolgere negli anni: pensare a sopravvivere fino alla fine di quella settimana, di quel giorno, o dell’ora successiva.

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi, almeno non quelli principali. Mi soffermerò a parlarvi della protagonista e voce narrante della storia e di chi la circonderà spesso nel corso di questa lettura. 

Feyre è un’umana che viene dalla zona dei mortali. Si è sempre presa cura della sua famiglia dalla morte di sua madre ed ha imparato a fare tante cose tra cui cacciare. E’ un tipo impulsivo a cui non piace sottostare alle regole. E’ impavida e non ha paura di aprire la bocca per rispondere anche quando non dovrebbe. E’ coraggiosa e si butta a capofitto quando si mette in testa qualcosa. Peccato che per due addominali tutto di lei vada miseramente a farsi benedire…

Tamlin è il Signore Supremo della Corte di Primavera. E’ un tipo chiuso, estremamente misterioso che si prende cura della sua Corte e dei suoi abitanti. Il suo amico più fidato è Lucien che si scoprirà figlio minore di un Signore Supremo di un altra Corte, esiliato. I due non possono essere più diversi l’uno dall’altro. Lucien è diretto, pungente e sempre in primo piano, in mostra. Tamlin si gode la scena in secondo piano ma alla fine è lui quello che la ruberà,” conquistando anche il cuore” della giovane Feyre.

Poi Tamlin scosse la testa, un movimento più animale che altro, e mormorò: «Mi dispiace per tua madre». Tentai di evitare una smorfia mentre mi giravo e me ne andavo. Non desideravo e non avevo bisogno delle sue condoglianze, non per mia madre, non quando non mi mancava più da anni. Che Tamlin mi considerasse pure un’umana rozza e maleducata, indegna della sua scrupolosa attenzione. 

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia è la vita di Feyre nel mondo fatato delle Corti, credo. Ancora sto cercando di capire quale possa essere il fulcro di questa storia, sono alquanto confusa. (?.?)

Lo stile utilizzato è abbastanza fluido ed il libro si legge in poco tempo nonostante tutto quello che ho riscontrato nel corso della lettura. Mettetevi seduti comodi perchè la questione è lunga.

Ho avuto modo di notare, in giro per il web, che ci sono parecchie recensioni positive riguardo questa saga ma ci sono anche macchie bianche, come me, che hanno trovato questo libro potenzialmente discutibile.

Mi sento di dover mettere in chiaro passo passo tutti i problemi che ho riscontrato nel corso della lettura che sono alla radice del libro in questione.

Oltre la traduzione che è potenzialmente discutibile ma che tralascio e faccio finta di non aver visto , in questa storia ci sono dei problemi basilari alla radice che penso sia necessario che vengano tenuti presenti.

Il word building fantasy è completamente inesistente. Le corti vengono spiegate quando la protagonista va nella libreria di Tamlin ma per il resto non ci sono cose chiave o descrizioni che lasciano a bocca aperta del luogo che troveremo. La storia delle corti e tutta la struttura fisica poteva avere un potenziale ma è stato completamente tralasciato.La Corte di Primavera è dove vive Tamlin e la sua gente e non c’è un accenno, UNO SOLO, in cui si faccia capire che in quella corte è perennemente primavera. Si parla di boschi  ma non viene accennato nulla, che ne so, alberi in fiore, riferimenti alla temperatura mite o cose simili. Non c’è nulla e le descrizioni della corte sono praticamente inesistenti. Word building, DOVE SEI?

Cosa ancora più assurda sta proprio all’origine di questa storia… Il Trattato dice che se un umano uccide un Fae si paga una vita con una vita. Feyre uccide un Fae, un soldato della corte di Primavera – senza che questo faccia nulla per contrastarla (cioè bello mio, tu sei un soldato e tutto il resto e ti fai uccidere da una così, CERTO… CERTO. Poi oltretutto lei sta lì a rifletterci un bel po’ se ucciderlo o meno. Cara, il Trattato parla chiaro quindi o lo uccidi o no) – e ovviamente invece di reclamare la vita di Feyre come si dovrebbe, Tamlin decide di portarla con se e farla vivere nell’agio più totale. Senza provare nemmeno per un secondo a tenerla come prigioniera. Tesoro mio, ha ucciso uno dei tuoi amici e tu la tieni in casa, la fai mangiare, gli impari a scrivere e… e… vi innamorate pure? (Oltre al fatto che la clemenza di cui Tamlin parla non ha senso, c’è la cara e vecchia sindrome di Stoccolma da parte di Feyre ma tralasciamo i dettagli perchè è già assurdo così.) IO BOH. 

La stupidità delle fate (POSSIBILE? SI). Sono d’accordo che le fate e tutti gli esseri annessi e connessi al mondo in questione debbano essere tutti belli e strafighi, questo non lo metto in dubbio. C’è questo anche nei libri di Holly Black ma tra le storie della Black e questa della Maas ci sta un abisso profondissimo. Sia a livello – come vi ho detto prima – del World Building, sia per quanto riguarda la storia in sé. E su questo posso dire che oltre al fatto che sono potenzialmente belle sono anche terribilmente stupide. Ovviamente Tamlin lascia vagare Feyre come vi ho già detto in precedenza ma oltretutto lui e Lucien (che sanno benissimo che lei cerca di fuggire con annessi e connessi) parlano di un essere che può rispondere a tutte le sue domande e come tentare di catturarlo. E qui ci vorrebbe la classica GIF con la faccia da ebete che non comprende cosa sta accadendo. WHY PEOPLE, WHY?

Il ridicolo di alcune scene. Non dico che il romance non debba esserci ma c’è modo e modo per inserire il romance. QUESTA STORIA PUO’ ESSERE CONSIDERATO ESCLUSIVAMENTE UN ROMANCE, togliendoci proprio il fantasy. Il ridicolo sta ad esempio nel fatto che per un semplice bacio sulla mano da parte di Tamlin, la cara e dolce Feyre si ecciti lì, tra le gambe. Dopo aver letto ‘sta cosa non sapevo se ridere o  piangere. Poi anche per il fatto che per celebrare la Primavera il tipo debba farsi una a caso fra la tipa che lo eccita di più mi sembra davvero una cosa ai limiti dell’assurdo e oltretutto deve farlo anche per forza. Oooooh, allora scusa.

Faccio decisamente fatica a capire chi ha dato 5 cosa ha trovato di bello in questa storia. Non c’è azione, non c’è fantasy, c’è soltanto tanta confusione e romance incompreso che fa quasi ridere. Ho paura seriamente di come sono gli altri libri perchè se non ha senso questo, non oso immaginare il resto.

Annuii senza parlare. Se i quadri nei corridoi erano splendidi, allora quelli scelti per la galleria dovevano essere al di là della mia immaginazione di umana.«Molto…volentieri.» Restò fermo e mi fece un gran sorriso senza contenersi né esitare. Isaac non mi aveva mai sorriso in quel modo. Isaac non mi aveva mai lasciata quasi senza fiato. Quella sensazione era talmente stupefacente che uscii stringendo il foglio accartocciato in tasca come se in quella maniera potessi trattenere il sorriso che mi spuntava sulle labbra.

Detto questo, non penso che leggerò i seguiti di questa saga. Sono sempre stata curiosa al riguardo ed anche io non vedevo l’ora che arrivasse in Italia. Mi ha sorpreso, in maniera negativa e mi ha lasciata veramente amareggiata.

Sarah J. Maas mi hai completamente deluso. Non che mi aspettassi chissà cosa, non avevo grandi aspettative – per fortuna. Ma ancora mi sto domandando: COSA HO LETTO? 

Il mio voto per questo libro è di: 1 balena.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere vi prego. Ho bisogno di conforto. 

A presto,

Sara ©

 

REVIEW TOUR: Recensione “MACCHINE MORTALI 2, L’ORA DEI PREDONI DI PHILIP REEVE” (#273)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente con un nuovo evento per voi. Ricordate il primo libro di Macchine Mortali (Recensione QUI)? Avete visto il film uscito solo qualche mese fa? La casa editrice ha finalmente tradotto il secondo volume e speriamo continui anche con gli altri in modo da portare a termine questa serie. Ringrazio Ylenia di Cronache di lettrici accanite per l’organizzazione e per avermi coinvolto e la Mondadori per averci permesso questa lettura in super anteprima. ATTENZIONE: Vi consiglio di non leggere la recensione se non avete letto il primo volume o se avete intenzione di farlo. Questa recensione può contenere spoiler legati al primo volume. Ve ne parlo:

Macchine mortali - L'oro dei predoni di [Reeve, Philip]

Titolo: Macchine Mortali – L’ora dei predoni

Autore: Philip Reeve
Genere: Sci-Fi
Data di uscita: 19 Marzo 2019
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Trama: Sono passati ormai più di due anni dalla distruzione di Londra e Tom ed Hester, ancora insieme e sempre più innamorati l’uno dell’altra, vivono solcando i cieli a bordo della Jenny Haniver e commerciando tutto ciò che trovano lungo il loro cammino. Hester si sta persino abituando alla felicità, proprio lei che per anni ha vissuto ai margini, affamata e rassegnata alla solitudine. Finalmente sembra essersi ritagliata il suo posto nel mondo, accanto al suo Tom. Un giorno, però, dopo essere stati attaccati dallo Stormo Verde, i due precipitano nelle Lande di Ghiaccio, dove vengono soccorsi in extremis da Anchorage, una città un tempo pacifica e gloriosa ma che ora riesce a stento a sopravvivere e che si muove scivolando silenziosa come un fantasma attraverso quelle distese innevate e inospitali. Qui vengono accolti a corte da Freya Rasmussen, la giovanissima e nobile margravia della città. La ragazza, dopo la morte dei genitori a causa dell’epidemia che ha decimato la popolazione di Anchorage, ne ha assunto la guida e ha scelto di darle una nuova, spregiudicata rotta verso l’America, il continente morto. Proprio quelle terre lontane e devastate dalla Guerra dei Sessanta Minuti, dove quasi nessuno è mai riuscito a spingersi e dove si narra si trovino oasi rigogliose e lussureggianti. La permanenza nella città e, soprattutto, la vicinanza con Freya, con la quale condivide interessi e passioni, risveglieranno però in Tom la nostalgia per la sua vecchia vita londinese e inizieranno a creare un’incrinatura nel suo rapporto con Hester, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile ma pronta ad allargarsi. Tanto da spingere la ragazza, furiosa per la gelosia, a prendere una decisione che rischierà di mettere in pericolo tutto ciò per cui ha lottato fino a quel momento.

RECENSIONE

Risultati immagini per mortal engine 2 fandomLa storia ha inizio due anni dopo il primo volume. Hester e Tom sorvolano insieme i cieli con la Jenny Haniver, la vecchia aeronave rossa di Anna Fang e finalmente si godono un po’ di felicità. Sono innamorati e felici ma la pace sembra essere ad un passo dalla fine. I due vengono attaccati e si ritrovano come rifugiati ad Anchorage, una città comandata da Freya, giovanissima snob e margravia della città. Mentre i due si trovano a fare i conti con i propri sentimenti mettendo in discussione tutto ciò che hanno, qualcuno trama alle loro spalle.

Hester è in pericolo ma, cosa vogliono da lei? Cosa succederà ad Hester e Tom? Chi trama alle loro spalle? Cos’è lo Stormo Verde e cosa cercano di ottenere? Riusciranno i nostri protagonisti ad uscirne indenni?

Seduta a godersi il sole di settembre nel terrazzo della Tana dell’Aviatore, uno dei più bei caffè di Airhaven, la città sospesa, Hester scoprì che stava cominciando a credere che quella storia potesse durare per sempre. Strinse la mano di Tom sotto il tavolo e gli rivolse il suo sorriso storto. Lui la guardò con lo stesso amore con il quale, la terribile notte in cui la sua città era morta per sempre, aveva ricambiato il bacio di lei alla luce sfarfallante dei lampi di MEDUSA.

La trama è ben scritta, non ci sono spoiler evidenti ed incuriosisce il lettore che ha già letto il primo volume. Il fatto che sia troppo lunga uccide un po’ l’alone di mistero che dovrebbe girare attorno a questa storia ma non è male, devo ammetterlo. Io l’ho letta soltanto dopo aver letto il libro e devo dire che non ci sono grandi rivelazioni se non per la prima parte del libro.

La copertina è davvero molto bella ed è stata presa a pie pari dall’originale quindi come non esserne felice. Fortunatamente non hanno inventato nulla di strano ne hanno utilizzato altre immagini del film e questa rispecchia molto la storia in sé. Il titolo del libro è stato semplicemente tradotto e va benissimo così. Sapete bene quanto io non sopporti i sottotitoli visto che poteva chiamarsi semplicemente L’oro dei predoni (com’è poi all’estero / l’originale) ma ci avrei scommesso che avrebbero optato per una soluzione simile, come in genere si fa sempre in Italia.

L’ambientazione è, come per il precedente, fantastica e di pura fantasia. Dove nel primo però, abbiamo trovato Londra in una versione particolare e innovativa, stavolta troveremo città molto più piccole, come Anchorage, una città dell’Alaska o Arkangel, ispirata ad una città Russa. L’epoca è post-apocalittica ma non viene definita ne imposta dall’autore, il tutto resta molto vago ma visto la particolarità del libro ci  sta che sia rimasta molto vaga come cosa.

Immagine correlataEsther capì che tra di loro si era aperta una fessura, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile, per il momento, ma pronta ad allargarsi.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del precedente libro più qualche new entry che si farà spazio nel corso delle pagine.

Sempre ben strutturati, Hester e Tom si confermano in assoluto i protagonisti principali che si fanno strada lungo il difficile percorso che li metterà nuovamente alla prova. Hester si conferma ancora la mia preferita in assoluto e in questo volume avremo modo di scoprire tutta la sua fragilità. Per quanto nel primo volume questa cosa possa essere affiorata, abbiamo visto Hester come una dura, una combattente aggressiva e vendicativa. Invece in questo libro i sentimenti di Hester verranno finalmente alla luce e potremo vederla sia sotto un altro aspetto, sia nella sua completezza. Tom, invece, si conferma un personaggio volubile di cui non si sa mai cosa aspettarsi e anche qui, ne vedremo delle belle. Non è di sicuro un personaggio intelligente o particolarmente forte e spero che Hester possa trovare qualcuno di migliore, che possa apprezzarla seriamente per quello che è, non uno che sia pronto a dimenticarla per nulla.

Caul e Freya sono le new entry e non potevano essere più diversi l’uno dall’altro. Il primo è un Ragazzo Perduto ed è sveglio, intelligente ed emotivo. Infatti nonostante abbia il divieto di avvicinarsi ai “Mosci” (ovvero le altre persone che non fanno parte della loro combriccola) si lascia incuriosire ed emozionare dalla storia di Hester e Tom. Così, dove Caul sembra somigliare in qualche modo più ad Hester, Freya riprende in parte qualche tratto di Tom. (Solo io ho notato queste somiglianze?) Freya è una ragazzina messa a capo di una città troppo giovane, ce ama la storia e gli Antichi. E’ viziata, scialba e decisamente poco interessante sia generalmente che come personaggio. 

«Il solo fatto che un Predatore necessiti di un cervello e di un sistema nervoso di provenienza umana non significa che la sua forma debba essere per forza umana.
Perché accontentarsi di due sole gambe e di due sole braccia? Perché accontentarsi di due occhi? Perché preoccuparsi di fargli una bocca? Non mangiano e noi non li abbiamo costruiti per intrattenere conversazioni brillanti…» Con un gesto teatrale strappò i teli di plastica coperti di brina, rivelando (…) Predatori con occhi supplementari dietro la testa. Hester si portò una mano alla bocca, trattenendo il fiato, terrorizzata.

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Il perno centrale di questa storia risiede in buona parte nella Jenny Haniver di Anna Fang. Molti si domandano il perchè, dopo la morte di Anna siano stati Tom ed Hester a prenderla e, tra chi non riesce a darsi pace per la morte di Anna Fang e chi cerca soltanto di inglobare più città possibili, i due dovranno cercare di restare uniti continuando a combattere per la propria vita.

Lo stile utilizzato è il medesimo che abbiamo riscontrato nel libro precedente. Il libro è fluido e scorrevole, si legge in pochissime ore. Nonostante la storia sembrasse terminata con il primo volume e poteva quasi sembrare uno standalone (visto il finale), l’autore ha trovato un modo per andare avanti con questa serie e lo ha fatto in maniera semplice portando avanti la storia di Hester.

Per quanto ci siano diversi punti di vista che si susseguono e che potrebbero confondere il lettore (come vi avevo detto nella recensione del primo volume), rispetto al libro precedente, questo sembra quasi muoversi in maniera differente, come se l’autore nel frattempo abbia evoluto la sua scrittura e sia leggermente maturato. Infatti, anche a livello di descrizioni l’ho trovato leggermente più completo e non ho riscontrato troppo la sensazione diciamo “semplicistica” che mi aveva trasmesso il primo.

La cosa che ho notato e sembra poco realistica è stato l’attaccamento di Hester a Tom da farla sembrare quasi una stupida se lui non è lì con lei. E’ passata da essere la tipa tosta che non si piega di fronte a nulla al fatto di sentirsi persa se Tom non c’è. Dico io: Perchè? Visto il carattere di Hester avrebbe dovuto prenderlo a calci in culo subito e non fare ciò che ha fatto lei. Non è da Hester. Cioè, ok darle dei sentimenti verso questo ragazzo – che tra l’altro trovo completamente discutibile (bel faccino, finto altruista/perbenista ma con poca personalità) – ma la sua reazione mi ha spiazzato. Avrei preferito lo prendesse a mazzate, voi no? xD

«Buona fortuna!» gli aveva detto il ragazzo quando si erano abbracciati nel boccaporto, e Tom stava cominciando a rendersi conto di quanta gliene sarebbe servita per quella missione quasi impossibile.

Il libro è decisamente un ottimo sequel e, invece di fare come la maggior parte dei secondi libri delle serie che tendono a peggiorare, questo migliora decisamente sopratutto dal piano della scrittura dell’autore. Cominciate a prendere i considerazione questa serie perchè più si va avanti, più si fa interessante.

Philip Reeve è un autore innovativo e sorprendente. Crea un mondo unico ed assolutamente originale dove la cosa che sorprende più di tutte – nonostante la caratteristica principale siano queste città/macchine predatrici – è proprio la protagonista Hester. Una storia particolare che amerete mano a mano.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando:

19 Marzo: 

20 Marzo:

21 Marzo: 

22 Marzo:


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Cosa ne pensate? Continuerete questa serie o la inizierete?  Fatemi sapere 😀

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: “Recensione – IL CUSTODE DELLE TEMPESTE DI CATHERINE DOYLE” (#270)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione per voi. Sono davvero felice di avere avuto la possibilità di leggere questo libro in anteprima perchè è stato davvero molto particolare. Un libro per ragazzi di cui ringrazio la Mondadori per la lettura ed Elisa per avermi coinvolto in questa iniziativa. Ecco che ve ne parlo, spero vi piaccia:

il-custode-delle-tempesteTitolo: Il Custode delle Tempeste
Autore: Catherine Doyle 
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy

Data di uscita: 12 Marzo 2019

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Trama: A ogni generazione, l’isola di Arranmore sceglie un Custode delle Tempeste che incarni il suo potere e difenda la sua magia se il Nemico dovesse tornare. E per il nonno di Fionn è giunto il tempo di cedere il passo al nuovo Custode.
Fionn ha il terrore del mare, tanto che quando approda ad Arranmore per l’estate, vuole solo tornare sulla terraferma. L’isola della sua stirpe, però, lo aspetta da molto tempo e lo reclama a sé, rivelandogli la sua magia. Presto Fionn si lascerà sedurre dalla ricerca di una grotta sommersa, capace di esaudire i desideri. Ma una forza malvagia si sta destando nelle profondità dell’isola, ed è più vicina a lui di quanto non immagini.

RECENSIONE

Lighted Candle on Black Steel HolderLa storia ha inizio sotto un albero. Un ragazzo e una ragazza sono ai piedi di un albero che verrà colpito da un fulmine e il Custode delle Tempeste viene scelto. E’ solo l’inizio di una magica storia…

Fionn arriva sull’isola di Arranmore assieme a sua sorella Tara per passare delle vacanze estive. La loro madre è stanca e li spedisce per un periodo dal nonno, il Custode delle tempeste dell’isola di Arranmore. Fin da subito i due non sanno che farsene di quel posto, sanno già che sono destinati ad annoiarsi. Ma dove Tara troverà compagnia con il giovane di cui è innamorata e si mette alla ricerca di un antica Grotta che si dica  esprima un desiderio, Fionn si avvicina sempre di più a suo nonno cercando di scovare i segreti dell’isola e ciò che nasconde. Ciò che Fionn non sa è che l’isola è magica, le voci che sente sono sempre più insistenti e che le candele che suo nonno custodisce tanto gelosamente nascondono dei profondi segreti.

Cosa succederà sull’isola? Cosa scoprirà il giovane eroe Fionn? Quali magie e quali segreti nasconde l’isola e i suoi abitanti? Cosa gli nasconde suo nonno?

Ma la ragazza non lo ascoltava. Si stava già allontanando a passi alteri tra i fiori selvatici e l’erba fradicia, il mento sollevato verso il cielo piangente. Avrebbe voluto richiamarla, dirle che quella cosa era molto più grande di lei – più grande di loro due – ma era svanita nel nulla, lasciandosi dietro solo una lievissima increspatura nell’erba. Il ragazzo tentò di dominare la paura. Da qualche punto nelle profondità della terra avanzava di nuovo l’oscurità, un’oscurità più spaventosa di qualunque altra cosa il mondo avesse mai visto. E ormai era troppo tardi per fermarla.

Immagine correlataLa trama è ben strutturata e mette subito curiosità. Ammetto che avevo adocchiato questo libro ben prima che venisse proposto l’evento visto che le storie per ragazzi mi affascinano sempre molto visto che in alcuni casi sono migliori persino di quelle per adulti. Una storia che mischia una famiglia e dei ragazzi di oggi alla magia tradizionale.

La copertina è davvero incredibile e originale. Il disegno mi piace davvero molto e sono davvero entusiasta del fatto che abbiano lasciato l’originale proprio come è stato per il titolo. Quest’ultimo infatti, è stato semplicemente tradotto senza fronzoli e quindi posso soltanto ritenermi soddisfatta dell’accoppiata che ne è uscita fuori. (Potete vedere qui di lato che effettivamente non è cambiato nulla)

L’ambientazione è fantastica e assolutamente inventata, ovvero l’isola di Arranmore e l’epoca è abbastanza moderna, visto che i ragazzi parlano di internet quando sono a casa loro, a Dublino.

Nel silenzio carico di rabbia che seguì, la mente di Fionn cominciò a ronzare. Ormai non poteva più ignorare la verità: l’aveva vista. L’aveva vissuta. Arranmore traboccava di segreti. Di cose impossibili. Sii coraggioso. L’isola era intrisa di magia. Questa è la tua avventura. E lui avrebbe trovato un modo per servirsene.

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi e ci si soffermerà molto sul giovane protagonista Fionn oltre che su suo nonno e sua sorella che completeranno il suo personaggio standogli costantemente attorno. Tara è davvero odiosa e assieme a quello che sarà poi il suo fidanzato faranno veramente una bella accoppiata. Personaggio da apprezzare è invece il nonno dei due ragazzi, il Custode delle Tempeste dell’isola di Arranmore. Un uomo che ha un potere grande sulle spalle ed una grande responsabilità, in più ha con se delle candele davvero magiche oltre che dei poteri incredibili.

Fionn Boyle è un bambino forse fin troppo sveglio, curioso e perspicace, ha solo un unica grande paura: il mare. Non ama il mare e non è neanche molto coraggioso. Però non si stanca mai di rispondere a sua sorella Tara che lo punzecchia costantemente. E’ un bambino instancabile e che non si lascia sorprendere da tutto ciò che lo circonda, anzi lo accoglie con tanta curiosità nonostante tutto quello che incombe sull’isola e la minaccia della terribile strega Morrigan. Un protagonista semplice e genuino che vi conquisterà.

Il passato si era ormai assestato intorno a loro, e c’era vita lì, tra gli alberi e i campi. Vita antica. «Oh» disse Fionn sottovoce.«Non siamo soli. » Il nonno lo guardò con la coda dell’occhio.«Naturale che non lo siamo. » Poi il cielo cominciò a urlare. 

Island During Golden Hour And Upcoming StormIl perno centrale di questa storia è proprio l’isola di Arranmore e tutto il mistero che l’avvolge. Ebbene si, perchè questa è un’isola magica in cui tutti gli abitanti sanno che l’isola ha vita propria e che il solo ed unico che protegge l’equilibrio dell’isola stessa è il Custode delle Tempeste. Ai tempi ci fu una guerra fra Morrigan, una potente strega malvagia e Dragda. Scoprirete molto di più leggendo questa storia.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e fluido. Il libro si legge davvero molto velocemente visto il fatto che è anche molto breve. E’ una storia per ragazzi davvero molto singolare ed ho apprezzato l’originalità che l’autrice ha utilizzato per sfruttare tutta la storia.

Oltre a questo ho amato i paesaggi e le descrizioni. Nel corso della lettura sembrava di essere veramente sull’isola tant’è che era descritta bene. I luoghi sono suggestivi e non c’è momento in cui non vorreste anche voi una candela per poter vedere ciò che vede Fionn con suo nonno. Posso assicurarvi che l’idea è davvero unica nel suo genere ed i luoghi vi incanteranno.

La storia è comunque piena di ricca di tematiche velate ma ben salde ed evidenti nel corso della lettura. Sentiremo ben presente la perdita e la forza del coraggio. Anche la famiglia è una cosa che ricorre spesso all’interno della lettura anche se Tara e Fionn sembrano tutt’altro che uniti. Se leggerete questa storia, saprete di cosa sto parlando.

Dove l’ho trovato particolare nella storia dell’isola, delle candele e della magia che circonda tutto, l’ho trovato scontato nella trama. Non accade quasi nulla all’interno del libro e tutto rimane persino troppo statico. E’ pur vero che c’è tanta magia e tanto mistero da parte del nonno Custode di Fionn ma non è possibile che si riduca semplicemente a questo. Possibile che non c’è nient’altro? Possibile che dobbiamo aspettare il secondo volume per far sì che qualcosa accada?  Infatti è sembrato quasi un volume di preparazione per ciò che avverrà dopo. 

Non metto in dubbio che la storia sia stata molto carina da leggere sia per la magia che l’avvolge sia per il contesto. Peccato che tutto si incastri – le visioni delle candele e la realtà – senza creare quella suspance da azione che l’autrice ha creato. Questa cosa, infatti, non è stata soddisfatta. Per Fionn, come per me è stato un volume di scoperta di un mondo incredibile e magico ma di cui tutte le voci che sente e il fatto della magia della strega sia rimasto irrisolto.

«Dove sono andato quando ho acceso quella candela?» «Hai seguito la tempesta. » Il nonno parlò in tono disinvolto, neanche si riferisse a una fetta di torta alle carote che aveva mangiato dopo pranzo. (…) «L’isola è fatta di molti strati, Fionn. Di tutti i momenti che ci hanno preceduto. Ieri notte, accendendo quella candela, hai scelto di vedere uno strato diverso e intanto ti sei perso questo.» L’uomo si fermò al centro del salotto e si girò a guardarlo, sul viso un’aria di trionfo. «Semplice, no?» «È la faccenda più complicata che abbia mai sentito» replicò Fionn.

La storia nella sua interezza è stata molto affascinante e suggestiva. Peccato che per il resto non si sia evoluto molto. Infatti spero che nel secondo volume di questa duologia ci sia più azione visto che Fionn può prendere piede a pieno ritmo. Consiglio la lettura agli amanti di libri per ragazzi e per chi voglia fare un viaggio su un’isola davvero e dico davvero unica.

Catherine Doyle scrive una storia per ragazzi magica dal fascino misterioso e intrigante con un personaggio curioso e intraprendente, che si ritrova  a scoprire cosa è il coraggio, la magia e la famiglia. 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, mi fa davvero piacere sapere le vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – Recensione “IL FABBRICANTE DI SOGNI DI R. M. ROMERO” (#269)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno nuova recensione e sopratutto… nuovo evento! Ringrazio tantissimo Susy per avermi invitato a partecipare, come sempre carinissima, e la DeAgostini per averci permesso la lettura di questo libro davvero interessante e commovente. Vi consiglio fin da ora la lettura, poi ve lo spiego anche qui, non temete. Ecco qui la mia recensione:

download.jpgTitolo: Il fabbricante di sogni
Autore: R.M. Romero
Genere: Historical Fiction/ Fantasy
Data di uscita: 26 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2HioRwq

TramaCracovia, 1939. Solo chi crede nella magia può sopravvivere alla realtà. Karolina è una bambola che vive nella Terra incantata dei Giocattoli, almeno fino al giorno in cui una terribile guerra infrange l’idillio. Costretta a fuggire, Karolina si trova come per magia a Cracovia, nella bottega di un vecchio giocattolaio. Jozef è un uomo burbero e solitario che pensa solo per sé, ma con l’arrivo di Karolina la sua vita cambia. Nella bottega torna il sorriso e il giocattolaio, su consiglio di Karolina, si avvicina anche a un violinista ebreo e a sua figlia, per cui inizia a realizzare splendidi giocattoli. Ma, quando tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, l’ombra nera del nazismo si allunga su Cracovia. I nuovi amici ebrei sono in pericolo, e Jozef non intende abbandonarli per nessun motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso.

RECENSIONE

Assorted Plush Toys and LightsLa storia ha inizio nella Terra delle bambole dove vive Karolina. Il mondo della piccola bambola è stato invaso dai ratti che hanno conquistato tutto con la forza e lei si trova a dover fuggire. Lei non vorrebbe andare nel mondo degli umani ma è proprio lì che viene portata dal vento gentile. Si ritrova in un negozio pieno di giocattoli e fa la conoscenza con un solitario uomo di nome Cyryl, il Giocattolaio di Cracovia. E’ il 1939 e c’è aria di guerra per le strade della capitale polacca e l’uomo resta sconvolto dal fatto che la sua bambola abbia preso a parlare.

Perchè Karolina si è ritrovata proprio nel negozio del giocattolaio? Cosa succederà ai due protagonisti di questa storia? Riusciranno i tedeschi ad invadere Cracovia, proprio come i ratti hanno assaltato la terra di Karolina?

Il Giocattolaio si mise all’opera, dando gli ultimi ritocchi alle finiture del tetto con un coltello sottile. La sua mano si muoveva così rapida che sembrava non potesse fermarla nemmeno se avesse voluto. Incise uno squisito motivo ondulato così armonioso da ricordare a Karolina la glassa di una torta. Mentre lavorava le lacrime del Giocattolaio si placarono, e lei pensò di sapere il perché. Creare qualcosa la faceva sempre sentire meglio. Solo quando stava con le mani in mano non riusciva a scacciare le paure che minacciavano di farsi strada nel suo cuore.

Risultati immagini per r m romero booksLa trama – che ho al momento segnalato alla DeA e spero venga corretta – è sbagliata. Il Giocattolaio si chiama Cyryl e non Josef. C’è stata evidentemente una defiance. Per il resto se sostituite il nome non ci sono problemi e la storia è quella, senza fronzoli e senza spoiler.  

La copertina italiana è molto carina ma come potete vedere qui di lato, quella originale è davvero spettacolare. Se avessero tenuto questa sarebbe stato proprio il top del top. Quella che c’è non mi dispiace ma non c’è davvero confronto, mi dispiace. Il titolo è stato cambiato. In inglese, The Dollmaker of Krakow sarebbe stato il Fabbricante di bambole di Cracovia e messa così sarebbe suonato davvero orribile. In questo caso ammetto che l’adattamento è sicuramente stato geniale tanto da rendere molto la delicatezza di questo libro nel suo complesso.

L’ambientazione è Cracovia e la storia ha inizio nell’anno 1939 e si sviluppa lungo il periodo in cui Hitler fa l’ingresso in Polonia e lungo la Seconda Guerra Mondiale osservando il cambiamento di una città in pace.

«E tu, come hai combattuto la tua guerra?» (…) «Vivendo per vedere il giorno seguente, e quello dopo ancora… e tenendo una parte del cuore al riparo dalle bombe e dal fuoco nemico» rispose piano il Giocattolaio. «È quella la parte che ti aiuterà ad andare avanti quando tutto sarà finito.» Karolina si sedette con un sospiro. «Preferirei vincere che sopravvivere e basta.» «Nell’ultima guerra, all’inizio avrei voluto fare come il principe Krakus, ed essere io a mettere fine al conflitto, anche se sapevo che era impossibile» spiegò l’uomo. «Ma il fatto che non potessi aiutare tutti non significava che non potessi aiutare almeno qualcuno.» «Che intendi dire?» domandò la bambola. «Ho perso la gamba salvando la vita a un compagno» confessò Brzezick. «Non ho rimpianti. Tenevo a lui, e non volevo che si facesse del male. Anche salvare la vita di una sola persona ha valore, Karolina. E tu puoi aiutare Rena comportandoti da amica leale. Così lei non si sentirà sola com’è capitato a noi in passato»

Doll With Grey Eyes and Brown HairI personaggi di questa storia sono stati decisamente interessanti e tutti ben strutturati. Sicuramente il mio preferito, ancor più di Karolina, la dolce bambola, è stato Cyryl Brzezick.

Cyryl è il Giocattolaio di Cracovia. E’ un uomo che ha combattuto in guerra ed ha perso una gamba ed ora esercita l’attività che un tempo faceva sua madre. Cyryl oltre ad essere un semplice giocattolaio è anche una specie di mago. Infatti è lui ad aver chiamato Karolina dal mondo delle bambole ed è lo stesso che crea incredibili giocattoli per i bambini di Cracovia. E’ un uomo buono e dolce che farebbe di tutto per il giusto e per un sorriso. E’ un uomo sostanzialmente infelice che ritrova la felicità quando incontra Karolina.

Karolina è una piccola bambola di legno dalle lunghe trecce bionde e dal viso tenero. E’ una bambola audace e temeraria, che non si spaventa di dire le cose che pensa e che si butta a capofitto nelle cose che fa. Nella Terra dei Giocattoli, Karolina era una sarta e creava incredibili abiti a cui allegava dei desideri. E’ una bambola speciale che si compensa molto bene con il carattere del Giocattolaio e che si affezionerà a lui fin dal primo istante, capendo la bontà dell’uomo che si trova davanti.

Eppure la bambola trovava quei desideri quasi sleali, perché sapeva che in un altro mondo, dall’altra parte del firmamento, la sua gente stava soffrendo, e promise a se stessa che avrebbe fatto di più per aiutarla. Ora che il Giocattolaio aveva trovato serenità e amicizia, di sicuro lui e Karolina sarebbero stati in grado di riportare la pace anche nel suo paese.

Woman Holding DollIl perno centrale di questa storia sta tutta nella magia. Le bambole hanno un’anima e una volta che sono abbandonate o dimenticate tornano alla loro terra d’origine. A fare in modo che questo succeda e che ci sia un legame fra i mondi ci sono persone come il Giocattolaio. Tutto questo, inoltre, è preso in un periodo e in un contesto storico difficile in cui Cracovia comincia a dividersi mano a mano fra chi è ebreo e chi no per colpa della guerra e dei tedeschi nazisti sotto il dominio di Hitler.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e diretto, infatti la storia si legge tranquillamente in qualche ora. La storia, scritta in terza persona, mostra la storia del Giocattolaio ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e si alterna anche tutto ciò che ha spinto Karolina a fuggire dalla guerra nella Terra dei Giocattoli e dei ricordi, quindi, della bambola.

Ci sono delle cose che non hanno risposto completamente alle mie domande e che mi hanno lasciata perplessa ma sommariamente la storia è stata davvero molto riflessiva e toccante.

La cosa molto bella è stato l’incredibile legame che sembra esserci fra la Terra dei Giocattoli  e delle bambole con la realtà. La guerra imperversa sia nel mondo da dove viene Karolina che quello degli umani ed è proprio questo che accomuna fin da subito i protagonisti di questa storia. Storicamente parlando, infatti l’autrice è stata molto brava a gestire la situazione mostrando il cambiamento nella città e nelle persone che ci vivono, il fatto che gli ebrei vengano allontanati o che i tedeschi prendano sempre più piede a Cracovia. Il cambiamento è sicuramente la cosa che colpisce di più a mio parere, anche molto più del fatto della magia e delle bambole.

Non è propriamente spiegata la magia che che lega i Maghi alle Bambole.  Vi spiego glio: la bambola arriva dalla Terra delle Bambole e dei Giocattoli e si ritrova con questo Giocattolaio che è un mago. Ci sono altri Maghi al mondo e ci sono anche molte altre creature che appaiono e scompaiono come il nulla come se niente fosse. La situazione è già fantastica e strana di suo ma, chiunque alla fine scopra il segreto e veda Karolina parlare non ne rimane troppo colpito a parte il Giocattolaio. Comunque la cosa resta sospesa nell’aria. Si, la magia aiuterà il Giocattolaio e Katerina nel loro intento di aiutare in tempo di guerra ma l’ho trovata molto superficiale nella spiegazione complessiva. 

Il finale poi, seppur spiegato nella nota dell’autrice, mi ha convinto in un senso a non in un altro. Non posso ovviamente raccontare dove ho riscontrato ciò che sto dicendo senza fare spoiler quindi mi terrò sul vago. Comprendo la necessità dell’autrice di voler narrare un periodo difficile e di essere stata a visitare qui luoghi ma non condivido la scelta nel finale. Questa sul finale è una cosa più soggettiva che altro quindi non influirà nel mio giudizio finale.

Complessivamente posso dire di essere rimasta soddisfatta della storia e del libro. E’ una storia fantastica, con tanta magia, ma con un fondamento storico importante. L’idea di utilizzare le bambole è sicuramente una trovata innovativa e originale.

«Magari non riusciremo ad aiutare la mia gente, ma ciò non vuol dire che tu abbia perso la tua magia, né che io abbia sprecato il mio tempo in questo mondo» disse la bambola. Più parlava, più le sue parole suonavano vere. (…) Il Giocattolaio alzò il capo e rise. Fu un suono pieno, gioioso che sembrò farsi strada attraverso la sua stanchezza. «La magia è una cosa strana» commentò. «Non assume mai la forma che ti aspetti.»

Il libro è toccante, drammatico e commovente. Una storia che consiglio sicuramente ai miei lettori e che sono certa apprezzerete senza alcuna esitazione. Da leggere!

R. M. Romero scrive una storia che mira al cuore del lettore in cui potenza, originalità e magia si mescolano creando un vortice di emozioni incredibili. Una storia che parla di coraggio, di amore ma sopratutto di umanità, quella che nel corso della storia sembra sempre venire meno.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, mi raccomando:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro, mi farebbe piacere!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – LA RAGAZZA INVISIBILE DI BLUE JEANS (#267)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente. Questo evento doveva esserci già giorni fa, ma finalmente riusciamo a parlarvene. Da oggi avrete tre giorni belli pieni in cui ci saranno recensioni di questo libro che spero possa piacervi. Ringrazio le ragazze che mi hanno aiutato a realizzare l’evento, Sandy de La stamberga d’inchiostro che ha fatto il banner, come sempre bellissimo, e la DeAgostini per averci permesso di leggere questo libro. Ecco che ve ne parlo:

9788851168278_0_0_300_75Titolo: La ragazza invisibile
Autore: Blue Jeans
Genere: Thriller
Data di uscita: 26 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2GXUoEw
TramaUna mattina di maggio Aurora Rios viene trovata morta nella palestra della scuola. Qualcuno le ha inflitto un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato una mazza da baseball accanto al corpo martoriato. È forse questo il primo momento in cui i compagni si accorgono veramente di Aurora, la “ragazza invisibile”. A diciassette anni, Aurora non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei. La sua morte fa chiasso, forse troppo, finché tutti ammutoliscono. Perché all’improvviso diventano sospettati per il delitto. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo? Julia Plaza è ossessionata da questa domanda. Compagna di classe di Aurora, Julia ha un’intelligenza e una memoria prodigiose ed è in grado di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. Così, quasi per gioco, inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui Julia non può più uscire: perché niente è come sembra e il colpevole potrebbe essere proprio accanto a lei.

RECENSIONE

Crime Scene Do Not Cross SignagePrimo di una trilogia, La ragazza invisibile, ha inizio con la giovane Aurora che esce di casa per un appuntamento con qualcuno alla scuola. Si è preparata per bene e una volta giunta a destinazione, nei spogliatoi della scuola senza farsi vedere da nessuno si trova davanti qualcuno che lei non si aspetta. Poco dopo ci troveremo con Julia Plaza, compagna di classe di Aurora con un padre poliziotto e una madre medico legale che vengono chiamati d’urgenza nella scuola. Poco dopo Julia scoprirà che Aurora è stata trovata morta negli spogliatoi e il caso è stato affidato ai suoi genitori. Così, lei e il suo migliore amico Emilio – un emarginato della sua classe con cui lei si trova bene – cominciano ad investigare sulla sua morte.

Chi ha ucciso Aurora, la ragazza invisibile, la ragazza con cui nessuno parlava? Quali segreti si muovono dietro il piccolo paese? Cosa scoprirà Jules?

La donna sospira e si passa una mano sugli occhi. Poi si infila le dita fra i capelli, nervosa, e si morde le labbra prima di rispondere alla figlia e dirle quello che Miguel Ángel le ha appena riferito per telefono. «È stato trovato il corpo di un’adolescente… senza vita. L’hanno trovata morta nella vostra scuola. Credono si tratti di Aurora. Mi hanno assegnato il caso.»

Risultati immagini per la chica invisibleLa trama cattura di sicuro al primo colpo. E’ stata la prima cosa a prendermi e ad incuriosirmi e in effetti non sbaglia un colpo. E potete stare tranquilli, non ci sono spoiler evidenti.

La copertina è davvero molto carina nonostante non sia poi nulla di che. Solo che ce la vedo bene la protagonista con lo sguardo della ragazza in copertina. Sui cambiamenti nulla da dire visto che l’originale è la stessa e non è stata cambiata; stesso discorso vale per il titolo. L’originale era La chica invisibile in spagnolo quindi come potete vedere non ci sono stati molti cambiamenti. 

L’ambientazione è un piccolo paesino spagnolo, in cui tutti si conoscono e l’epoca è moderna. Tutto è ambientato ai giorni nostri.

Non ci posso credere. Ho appena scoperto che hanno trovato Aurora morta a scuola. Mio Dio! Sembra sia stata assassinata. Vanesa lancia un urlo e Ingrid si copre la bocca con la mano. Julia, dal canto suo, scambia uno sguardo con Iván, che si affretta ad abbracciare la fidanzata. Una studentessa del Rubén Darío è morta assassinata. Sembra un brutto sogno. La verità è che l’intero paese è appena sprofondato in un incubo.

Risultati immagini per la chica invisibleI personaggi di questa storia non sono poi tantissimi ed infatti impareremo, mano a mano nel corso della lettura, a conoscere bene i pochi che si muovono e si snodano lungo le vicende. Sicuramente il lato maggiore ce l’ha Jules anche se è Aurora quella che è stata uccisa.

Ebbene si, perchè Jules è una ragazzina perspicace e particolarmente intelligente. Entrambi i genitori sono coinvolti ed indagano nel caso, così lei si sente autorizzata a mettersi in mezzo per scoprire qualcosa riuscendo anche ad anticipare la polizia. Lei è da sempre innamorata di Ivàn, un ragazzo più grande di lei che improvvisamente sembra parlarle ed è la migliore amica di Emilio, un ragazzo particolare ed emarginato, con dei capelli blu. Emilio dall’altro lato non ha un buon rapporto con i suoi genitori e prima che Jules arrivasse in città era amico con Aurora. Emilio da quando non parla più con Aurora si è innamorato di Jules e non riesce a confessarglielo. Così inizia ad indagare assieme a lei sulla morte di Aurora.

I commenti, nel gruppo Whatsapp della classe, si succedono senza sosta. Anzi, si sono addirittura intensificati da quando i media hanno confermato l’omicidio di Aurora Ríos. Quasi tutta la classe ne parla e si dispiace per l’accaduto. Emilio invece preferisce tacere. I suoi compagni sono dei grandissimi ipocriti. È convinto che siano solo in pochi a essere davvero dispiaciuti per la morte della ragazza, invisibile per la maggior parte di loro. Forse non dispiace a nessuno.

Il perno centrale di questa storia sta tutta nella morte di Aurora. La ragazza invisibile è misteriosa e ci sono tante cose che escono fuori a mano a mano che si procede nel corso della lettura.

Lo stile utilizzato è molto semplice ed intuitivo. Nonostante il libro sia un bel mattoncino si legge molto velocemente e non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine.

L’unica cosa negativa sta nel fatto che Julie si trovi a fare la detective molto prima della polizia, cosa poco credibile. La cosa può accadere una volta per puro caso ma addirittura cercare di risolvere il caso mi sembra un po’ troppo.

La storia è fitta e densa, carica di suspance e nonostante non ci siano parecchi colpi di scena, la storia mantiene il suo ritmo adrenalinico e tiene il lettore col fiato sospeso fin dalla prima pagina. Non c’è momento in cui vi chiederete: chi ha ucciso Aurora? Riusciranno a scovare il colpevole? Chi è l’Assassino della Bussola? Un thriller ben costruito, non ve ne pentirete.

Il finale è davvero incredibile e spero che portino presto gli altri libri della trilogia perchè sono davvero curiosa di saperne di più. Quindi speriamo che la DeA ci ascolti e sopratutto voi, leggete questo libro, mi raccomando!

Woman With Blue Eyes Wrapped in a Pink ClothLa polizia è troppo vicina, è in agguato. Potrebbe fare ricerche e imbattersi in quelle fotografie. Quelle immagini, che non fanno male a nessuno, potrebbero però rappresentare la fine di tutto. La sua fine. Non capirebbe nessuno. Nessuno starebbe a sentire. La società condanna questo tipo di cose. È il male. Roba da persona malata. Fanculo alla società e al puritanesimo! Sono solo istinti, e non si può lottare contro i propri istinti. È impossibile.

Il libro è scritto molto bene ed è decisamente un thriller ben strutturato. Sono felice di aver scoperto quest’autore e aspetterò gli altri libri con ansia. Consiglio la lettura, assolutamente.

Blue Jeans, pseudonimo di Francisco de Paula Fernández González, scrive un thriller emozionante e avvincente. Tutto si mescola, sembra sempre di essere sul punto di scoprire tutto ma ogni pagina è una scoperta in più rispetto alla precedente che completa un quadro originale e sorprendente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo


Seguite gli altri blog, in questo lungo e bel calendario ricco di recensioni:

La ragazza invisibile - calendario


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: NON ERA VERO DI CLAIRE MACKINTOSH (#260) + APPROFONDIMENTO

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione, nuovo evento! Spero che questo possa piacervi o interessarvi. Un nuovo thriller – visto che ultimamente mi mancano, visto che non sto leggendo altro (lo sto facendo nel frattempo, tranquilli!). Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura in anteprima e Chiara per avermi coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco qui:

9788851168186_3870984c44e7e3d4acd9ac76e1478303Titolo: Non era vero
Autore: Clare Mackintosh
Editore: Dea Planeta
Genere: Mystery
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SoaMV0
Trama: Anna è sconvolta quando, a sette mesi di distanza dalla morte per suicidio del padre, sua madre sceglie di togliersi la vita nello stesso identico modo. Almeno, questo è quanto stabilisce la polizia. Ma qualcosa dentro Anna, innamorata del suo ex terapeuta e da poco divenuta mamma, si ribella all’evidenza. Nulla, nel passato della sua famiglia, giustifica un epilogo tanto drammatico. Trascorso qualche tempo dal nuovo lutto, Anna riceve un biglietto anonimo che sembra confermare i suoi sospetti. Tanto basta a spingerla a rivolgersi alla polizia nella speranza che il caso venga riaperto. L’unico disposto a darle ascolto, però, è Murray Mackenzie, poliziotto in pensione. Mackenzie, marito devoto di una donna che soffre di depressioni violente, si impegna a riaprire ufficiosamente il caso, convinto che solo nuovi e concreti indizi potranno persuadere i colleghi a prendere sul serio i dubbi di Anna…

APPROFONDIMENTO: I LUOGHI.

Immagine correlataNon si ha un vero e proprio luogo di appartenenza. Viene citata Beachy Head, una scogliera o promontorio da cui i genitori di Anna sembra si siano suicidati. Questo posto si trova effettivamente in Inghilterra. La vista è affascinante, non c’è che dire ma è anche il luogo in cui avvengono maggiori suicidi. Per questo la polizia non esita un secondo a classificarli come tale. Il mare è per la maggior parte alta marea ma è comunque un posto incredibile da visitare anche se personalmente avrei un pochino paura. Ecco una citazione proprio di quel luogo, suggestivo, folkloristico e magico, quasi misterioso:

Il promontorio si ergeva sopra di lui, ogni passo lo portava un po’ più in alto rispetto al livello del mare. Secondo il folklore locale, a Beachy Head convergevano diverse “linee temporanee” o “linee di prateria” negative che inducevano al suicidio gli individui particolarmente suscettibili. Murray non credeva alla magia e ai misteri, ma era difficile ignorare il potere di quel luogo.

C’è un piccolo pub dove i residenti sembrano conoscersi ma allo stesso tempo pericoloso. “Un luogo di ossessione e agonia”, cito dal libro. Ed è proprio così, perchè Anna non riesce a darsi pace per la morte dei propri genitori.

Altro luogo fulcro di questa storia è la casa dei genitori di Anna dove essa stessa ora vive e convive con il suo ex terapeuta Mark e sua figlia Ella di pochi mesi. E’ una casa molto grande , situata in un quartiere chic del posto. Tanti sono i segreti nascosti dai genitori di Anna, tante sono le cose non dette ed i ricordi della vita da adolescente o da bambina riaffiorano più volte nella mente della giovane protagonista.

Mercedes Benz Parked in a RowAltro posto da non sottovalutare è la Johnson’s Cars. Il rivenditore di auto tirato su con tanta fatica dal padre di Anna di cui adesso lei gestisce solo la parte da supervisore mentre Billy, suo zio, ne ha preso le redini. Anche se tutto va in malora è un luogo di lavoro e sacrificio, un luogo che non ha rilievo fondamentale per la maggior parte della storia ma che è popolato di ricordi e di lavoro sodo. Un luogo in cui anche Anna tanti anni addietro, prima di lavorare per Save the Children ha cominciato come addetta alle vendite per imparare il mestiere.

RECENSIONE

Person Holding Baby's Feet in Selective Focus PhotographyDopo aver perso il padre in un misterioso suicidio alla scogliera, sette mesi dopo anche la madre di Anna replica il suicidio e si getta anche lei dalla scogliera. Dopo un anno lei convive con il suo terapeuta Mark dal quale ha avuto una bambina che ha due mesi. Quando alla porta arriva uno strano biglietto con su scritto: “Suicidio. Ne sei sicura?” per Anna si infiamma una vecchia ferita ancora aperta e mille dubbi cominciano ad insinuarsi verso tutto e tutti. Così, mette tutto in mano al detective Murray che sembra essere l’unico a prendere sul serio la situazione.

Cosa succederà ancora a casa di Anna? Cosa le nascondevano i suoi genitori? Chi è che si prende gioco di lei e della sua famiglia? E’ davvero un suicidio quello dei suoi genitori?

Ho smesso di andare in terapia quando mi sono resa conto che tutte le parole del mondo non avrebbero potuto restituirmi i miei genitori. Ora oscillo tra il dolore e la tristezza. E per quelli non esiste cura.

Risultati immagini per let me lieLa trama racconta la base di ciò che accade in questo libro, gli inizi e quanto narra a storia limitandosi a fondare le basi e non sparpagliando spoiler gratuiti. Per fortuna.

La copertina è interessante. Rispetto al libro precedente che era stato portato in Italia, questa copertina mi piace molto, davvero. Nonostante quella originale che vedete qui di lato è sicuramente più appropriata al libro perchè racconta una vicenda che effettivamente succede, mentre in quella italiana c’è una donna al buio in bicicletta in una strada di periferia nei boschi, posso dirvi che quella italiana attira molto di più l’attenzione, almeno per questa volta. Devo ammetterlo. O almeno è l’effetto che fa a me. Il titolo, invece, è stato completamente modificato. Non so perchè non sia stato adottato un semplice “Lasciami mentire” che era poi la semplice traduzione del libro ma Non era vero. Non ne ho idea e non suona neanche bene come invece avrebbe fatto la traduzione dell’originale, molto più veritiera rispetto al resto. Boh.

Dell’ambientazione ve ne ho parlato all’interno dell’approfondimento, sopra alla recensione e l’epoca è senza alcun dubbio moderna.

Penso ai miei genitori che precipitarono per centocinquanta metri nelle acque ghiacciate del mare. E mi domando se ci fosse qualcuno, su quella scogliera, a spingerli. «Voglio solo delle risposte, Laura.» Lei tiene gli occhi fissi nella tazza, e aspetta parecchio prima di parlare. «A volte, non riceviamo quelle che vorremmo.»

Man Wearing Black Officer UniformI personaggi di questa storia sono allo stesso tempo le voci narranti di questa storia. Sono due protagonisti diametralmente opposti ma con un fondo praticamente comune. Oltre a cercare la verità da questa storia, entrambi sono tenaci e non mollano l’osso.

Anna è una donna di venticinque anni che sta con il suo ex terapista che ha quasi il suo doppio degli anni e con il quale ha una figlia. Ha Laura, che per lei è quasi come una sorella, figlia della migliore amica della madre e di cui la madre è madrina. E’ una donna sconvolta dalla morte dei suoi genitori e che non riesce a rassegnarsi al fatto che i due si siano suicidati. Quando infatti riceve il biglietto e cominciano ad insinuarsi i dubbi dentro di lei, tutto si apre e la situazione diventa complessa. Persino pericolosa.

Murray è un poliziotto che ora si occupa soltanto dell’accoglienza e della reception, che è quasi in pensione. E’ un poliziotto e detective di vecchio stampo, che ha lavorato tanti anni nella sezione Omicidi e che preferisce segnarsi tutto sul suo taccuino piuttosto che utilizzare il pc. Un poliziotto che non si lascia intimidire e che si mette in gioco lasciandosi guidare dalle sensazioni e non dai fatti. Uno degli ultimi poliziotti davvero capaci rimasti in servizio.

C’è una terza voce, in corsivo che vi invito a scoprire. Fin da subito si capisce chi è e poi si divide e diventa un’altra. Non voglio spoilerarvi nulla quindi dovete leggerlo se volete capire questo punto.

«È ora» dico. Voglio sapere tutto dei miei genitori. Tutto ciò su cui ho sempre chiuso un occhio. Tutto ciò che speravo non fosse vero. Devo sapere ogni cosa. Chi erano i loro amici? E i loro nemici? Chi li ha spinti giù da quella scogliera?

Il perno centrale della storia si aggira attorno al mistero della morte dei genitori di Anna. Si sono davvero suicidati? O sono stati uccisi? Questo è il continuo punto interrogativo sia del detective che indaga per Anna, sia per Anna che si ritrova a dover affrontare una situazione straziante e a doverla rivivere ancora e ancora, scoprendo sempre più segreti dei suoi genitori.

Person Holding Dried PlantLo stile utilizzato è tipico della Mackintosh. Avendo letto già un suo libro non avrei sperato da meno e sicuramente riconosco i tratti che ho trovato anche nel primo volume. Ed infatti a non cambiare è stata proprio la lentezza che ho riscontrato all’inizio. La dinamica della storia forse, in questo volume, è leggermente migliore del precedente. Però, rispetto al primo volume l’ho trovato lento agli inizi.

Il primo trenta percento del libro è stato parecchio lento, che non sembrava che direzione prendere. L’unico che riusciva ad incuriosirmi è Murray Mackenzie, il detective della polizia che è praticamente in pensione ma continua ad andare a lavoro per soddisfare la sua vita dalle mancanze casalinghe. Poi finalmente ha preso un senso ed Anna è diventata un protagonista potenziale in tutti i sensi. 

La storia è sicuramente interessante e misteriosa al punto giusto. Sopratutto quando c’è un twist e tutto cambia, mescolando le carte di nuovo. Vi assicuro che è una storia sicuramente da non lasciarsi sfuggire, l’autrice vi piacerà.

C’è delusione sul suo viso. Conosco anche quella sensazione. Tira fuori la mano, vuota. Rimette a posto il cassetto e lascia la bottiglia nel suo nascondiglio. Non dice niente a Laura, e io non mi sento più esclusa grazie a questa piccola complicità di cui Anna non è nemmeno consapevole. Ci sono segreti che non dovrebbero essere condivisi con nessuno fuori della propria famiglia. Altri che non dovrebbero essere condivisi in assoluto.

Il libro è sicuramente un buon thriller. Non lo metterei nella mia top ten ma è un buon libro e sicuramente lo consiglio.

Clare Mackintosh è sicuramente una scrittrice interessante. Si conferma molto brava nella srittura della vita reale. Riesce a rendere qualsiasi storia reale, quasi fosse accaduta veramente e quasi fosse vicino al lettore tanto da poterla toccare. E’ sicuramente interessante, da leggere di sicuro.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni e gli altri approfondimenti. Vi aspettiamo, ecco qui l’immagine dove sono elencati:

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Cosa ne pensate? Vi piace? Siete curiosi di leggere questo libro? Fatemi sapere, mi raccomando.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY #255 – IL MIO NOME E’ VENUS BLACK DI HEATHER LLOYD.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto un nuovo evento e spero che possa interessarvi. Ringrazio la casa editrice Sperling&Kupfer che ci ha permesso la lettura in anteprima e ringrazio tantissimo Sara di Bookspedia per avermi coinvolto 😀 Vi lascio questo libro, che spero vi piacerà, fatemi sapere cosa ne pensate! Eccola qui:

Titolo: Il mio nome è Venus Black
Autore: Heather Lloyd
Genere: Young Adult
Data di uscita: 29 Gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2CMvgMm
TramaEverett, Stato di Washington, 1980. Venus Black ha quasi quattordici anni, ottimi voti e due grandi amori: l’astronomia e il suo fratellino Leo, autistico. Una sera di febbraio però la ragazza si macchia di un crimine che segna per sempre il suo destino e quello della sua famiglia: uccide il suo patrigno. Rinchiusa in un carcere minorile, Venus rifiuta di difendersi, di spiegare; si limita a gridare tutta la sua rabbia contro la madre. Nel frattempo, Leo sparisce nel nulla e Venus non si dà pace.
Quasi sei anni dopo, la ragazza esce di prigione. Perduta l’adolescenza, le restano una valigia di vecchi vestiti, un’identità falsa e la determinazione di scappare dal suo passato. Senza più alcun contatto con sua madre, né notizie di suo fratello, decide di ricominciare da zero a Seattle, sempre tenendosi ai margini, diffidente e solitaria. Ma mentre nuovi incontri sfiorano la sua orbita, con la tentazione di un’amicizia, e forse di un amore, riaffiorano anche antiche ferite. E Venus si rende conto che non potrà mai trovare un futuro finché non farà i conti con il passato e con la verità che più la tormenta: che cosa ne è stato di Leo.

RECENSIONE

Photo of Woman Wearing Green SweaterQuello che riusciamo a comprendere fin da subito è che Venus Black, tredicenne che sogna di andare nello spazio e che è molto brava a scuola, viene portata via dalla polizia e rinchiusa in un riformatorio. Non si sa esattamente cosa ha fatto, se non che sia stata crudele verso il suo patrigno Raymond e che l’abbia ucciso. Ma proprio nel momento in cui la madre decide di trovare una sistemazione provvisoria per se stessa e per il piccolo Leo, fratello autistico della giovane Venus, lui scompare misteriosamente. Nessuno sa o sospetta che a prendere il bambino sia stato il fratello di Raymond. Venus non riesce a darsi pace per suo fratello e cinque anni dopo quando esce dal riformatorio vuole soltanto rifarsi una vita.
Cosa farà ora Venus? E Leo è ancora vivo? Cosa succederà ai giovani fratelli legati dal destino e dalle stelle?
A questo punto mia madre si mette a piangere mentre mi implora di rivolgerle la parola. Non sono abituata a vederla così e questo mi mette a disagio. È come se avessi più potere di lei. E in un certo senso è vero. Ho fatto la cosa peggiore della mia vita e lei non riesce nemmeno a punirmi. Ecco perché è così sconvolta. Dopo un po’ smette e inizia a fissarmi in maniera strana. Quando prende la borsa dal pavimento, penso che stia per andarsene e mi sento molto sollevata, perché non rivolgere la parola a qualcuno richiede un sacco di energia. Invece lei si sporge dalla sedia e, come se fosse un segreto, mi sussurra: «Venus, non sei nemmeno un po’ pentita di quello che hai fatto?» 
Risultati immagini per my name is venus blackLa trama incuriosisce. E’ stata la prima cosa a colpirmi quando ho deciso di voler leggere questo libro. E spero che questa possa colpire anche voi. Forse racconta un po’ troppo della storia ma non è malaccio.
La copertina originale è davvero stupenda e non capisco perchè non è stata mantenuta la versione originale piuttosto che questa “stereotipata”, presa dalle classiche immagini free che si trovano in rete e appiccicata in copertina. Quindi si, carina, magari rappresenta anche il riemergere di Venus dopo tutto quello che ha subito ma ritengo che l’originale è senza dubbio migliore. Che ne pensate voi? Il titolo è stato semplicemente tradotto ed almeno qui non è stato combinato un disastro, quindi almeno su questo punto posso ritenermi soddisfatta.
L’ambientazione si sposta da Everett nello Stato di Washington a Seattle, lungo la costa americana. L‘epoca parte dal 1980, anno in cui Venus viene rinchiusa in riformatorio e da cui tutto ha inizio.
Adesso vorrei chiamare Jackie e urlarle: «Visto? Ti eri sbagliata. E invece io ho sempre avuto ragione su Raymond!» Ma so che non farò mai quella telefonata, perché se i miei amici verranno a sapere la verità su di lui, si pentiranno di avermi conosciuta. E poi, se affermassi: «L’ho sempre detto», darei l’impressione di avere previsto ciò che sarebbe accaduto, mentre in realtà non ne avevo la minima idea. Questa è un’altra delle ragioni che mi hanno portato qui. Niente è come sembra. Succede la stessa cosa con lo spazio. Oggetti che appaiono rotondi potrebbero non esserlo, stelle che sembrano vicine potrebbero essere lontane miliardi di chilometri. Ed è così anche con le persone. Solo che invece di essere troppo lontani per vedere la verità, probabilmente siete troppo vicini.
Two Persons Walking on Grassy FieldI personaggi di questa storia non sono tantissimi e quelli presenti sono costruiti abbastanza bene, sopratutto per quanto riguarda Leo. I personaggi che girano attorno alla protagonista sono pochi e l’unico che si fa strada è il fratello di Raymond, Tinker è colui che ha portato via Leo da casa e che pensa di poterlo accudire. Quest’ultimo infatti è un personaggio particolare e a tratti anche inquietante.
Venus mi piace ma ha un continuo alone di mistero che la fa sembrare sia la ragazza irascibile e con problemi di gestione della rabbia (in base a come viene descritta) che una ragazza qualsiasi che voleva studiare. Venus sa che ciò che ha fatto è orribile ma allo stesso tempo è convinta di aver fatto il giusto. E’ una ragazza forte anche se al contempo fragile e legata tantissimo al suo fratellino più piccolo che ha da sempre accudito come fosse sua madre. Venus matura con il proseguire della storia, lo vedrete soltanto leggendolo.
Leo invece, è ben fatto sia nel suo problema che nella sua composizione. Il fratello di Raymond è detestabile ma nonostante il piccolo sappia attentamente di non conoscere quell’uomo continua a stare con lui. Leo è un ragazzino autistico e nonostante il fatto che detesti il farsi toccare e mangi molta mortadella è sorprendente ed ama sua sorella in maniera imprescindibile. Tant’è che diverse cose gli ricordano lei.
Leo sogna sua sorella. Le stelle sul suo soffitto. I pianeti in fila indiana. È disteso sul letto e lei sta contando. Ha una voce dolce, che non gli fa male. Quando si sveglia crede di essere nell’armadio a muro con la coperta viola. Invece si sbaglia. È lì, in quello strano letto. L’uomo con i capelli arancioni è là fuori con la tele. Gli manca tanto la sua coperta viola. 
Rule of Thirds Photography of Girl Holding Tree LeavesIl perno centrale di questa storia è tutto ciò che ruota attorno a Venus Black. Ovvero il riformatorio, la sua uscita e la sua vita di fuori. Persino suo fratello che lei vorrebbe avere sempre accanto e che non vorrebbe mai lasciare per niente al mondo. Infatti, quando scopre che è scomparso cerca persino di scappare dal riformatorio pur di andare a cercarlo. 
Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e piuttosto fluido, essendo i capitoli molto molto brevi quindi posso dirvi che leggerete questo libro nel giro di qualche ora al massimo se siete particolarmente veloci o comunque presi dal libro.
La cosa con cui non sono riuscita ad entrare in connessione però, è stato il mantenimento dell’autrice distaccato dai fatti.  O almeno è l’impressione che da il testo durante il corso della lettura. Non sono riuscita a sintonizzarmi sulla sua onda e talvolta sopratutto per quanto riguarda le parti di Venus sembra tutto completamente distante.
Lato completamente innovativo ed emotivamente profondo è il punto di vista del piccolo Leo a cui non fa capo solo la malattia in se ma ne vengono analizzati i sentimenti, i modi di agire e comportamentali. Leo è un bambino speciale e con tutti i problemi del caso l’autrice riesce ad analizzarlo perfettamente rendendolo uno dei personaggi migliori in questa storia.
La storia è stata comunque – sotto diversi aspetti – interessante e ricca di spunti di riflessione e riscatto che pongono in evidenza la sofferenza e l’amore che Venus prova verso suo fratello Leo. Verso se stessa Venus può ricostruirsi una vita.
Ripenso alla stella marina, ma stavolta mi chiedo perché il ragazzino abbia dato per scontato che volesse essere salvata. E se invece avesse strisciato sul fondo oscuro dell’oceano per un tempo immemorabile e fosse stanca e sfinita? Forse voleva soltanto riposare un poco sulla sabbia tiepida, prima di morire.
Il libro è stato piuttosto costruttivo ed evolutivo lungo il percorso. Venus Black parte da un principio in cui sembra distrutta e distruttiva a allo stesso tempo riesce a maturare cercando di estirpare il proprio passato. 
Heather Lloyd scrive una storia di riscatto e di rinascita, un libro sicuramente particolare. L’autrice si addentra in una vita di due fratelli uniti dal dolore e dalla solitudine e cercherà di riportarli a casa.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Non potete mancare!

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Cosa ve ne pare? Vi piace l’idea? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©