REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #466 – TWO’MORROW DI BEATRICE SIMONETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione di un volume tutto da mostrarvi per i suoi pro e i suoi contro. Quando ho saputo dell’uscita di questo nuovo volume, sono subito corsa nel volerlo leggere e ringrazio la Delrai Edizioni per questa grandissima opportunità. Ecco a voi che ve ne parlo:
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Titolo: Two’morrow
Autore: Beatrice Simonetti
Pagine: 289
Data di uscita: 26 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3l8frUw
Trama: Boston, 2049. Lowell è un ragazzo al servizio della Terrorism Prevention Unit, più conosciuta come TPU. Il suo compito è quello di anticipare i reati dei soggetti che gli vengono sottoposti dall’unità anticrimine. Lui, infatti, è un anomalo, fa parte di quei pochi esseri umani che, a causa di una mutazione genetica, nascono o sviluppano capacità incredibili. Lowell, tramite il contatto cutaneo, riesce a vedere il futuro di chi lo tocca e a estrapolare il materiale che servirà poi per condannare o assolvere l’imputato. In una lotta continua per ritrovare la stabilità e il rigore, lui capirà che le carte in tavola possono essere sempre rimescolate. È l’incontro con una ragazza qualunque a fargli comprendere questo, Myrtie. Collegiale dall’animo sensibile, molto timida, la giovane è cresciuta senza una madre e con la sola guida di un padre assente, pezzo grosso della TPU e grande nemico degli anomali.

RECENSIONE

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La storia ha inizio il giorno di un grande disastro in cui gli anomali hanno ucciso tantissime persone e Beth, si è ritrovata ad assistere alle trasmissioni televisive di queste barbarie ingiustificate. E’ il 2032 ma oggi, a distanza di tanti anni è Lowell, un giovane anomalo da sempre al servizio della TPU, la Terrorism Prevention Unit, assieme a Beth a sventare attraverso il suo potere efferati e possibili criminali nel prossimo futuro. Lowell non sa cosa vuol dire stare fuori la TPU e può solo sognare cosa possa significare per lui una vita al di fuori. Quando gli viene proposta l’occasione scatena una reazione a catena di eventi che neanche lui si aspetta davvero.

Cosa succederà a Lowell e all’interno della TPU? Cosa scoprirà una volta fuori, quando vede il mondo esterno? Cosa cambierà dopo l’incontro con Myrtie?

Era sempre stata contraria alla sperimentazione sugli anomali. La reputava una pratica barbara e inumana, ma più ripensava a quanto appena visto più si sentiva in linea con il pensiero dell’opinione pubblica: quelli non erano esseri umani. Gli anomali e le persone normali non potevano proprio convivere, le sembrò ormai chiaro.

La trama è chiara, interessante e suscita sicuramente curiosità, molta curiosità. Dalla trama il tutto sembra originale, particolare e moooolto moolto carino. Poi dopo aver letto il volume precedente dell’autrice volevo assolutamente sapere come fosse questo.

La copertina è assolutamente incredibile e sono davvero soddisfatta dell’effetto visivo che essa dona al lettore. E’ leggera ma allo stesso tempo i colori scuri creano un contrasto incredibile. La farfalla, la teoria del caos e i due ragazzi all’ombra di una panchina dimenticata dal mondo. Perfetta e rappresentativa. Il titolo di questa storia è particolare, che sembra quasi dire “Due domani“, due finali, due storie, due personaggi e due strade che si possono percorrere, quella facile e quella reale, vera, forte, per i coraggiosi. Un connubio copertina titolo davvero ben fatto, come molti altri titoli della Delrai che colpiscono l’occhio del lettore ancor prima del cuore.

L’ambientazione è Boston, una città particolare e diversa da come la conosciamo ora o da come ne abbiamo sentito parlare; questo per via dell’epoca in cui questa storia è ambientata e varia dal 2032 in cui accade il fatto che cambierà la storia, cambierà la vita degli esseri umani e degli anomali che convivono con loro, sottomettendoli ad una vita che non credevano possibile.

È dura avere degli affetti. Credo che amare qualcuno sia un’inevitabile, logorante condanna. Quando sei solo non puoi soffrire. Quando non hai nessuno al tuo fianco non puoi perderlo, non puoi vacillare e non hai alcun bisogno di strappare e ricomporre il tuo cuore. Io sono così. Un tutt’uno con me stesso.

I personaggi di questa storia, per quanto sembri, non sono tantissimi ma alla fine – e ovviamente – non è la quantità che fa la qualità. I personaggi sono ben delineati e ben strutturati, coinvolgono e colpiscono. Fra i più vicini ai nostri due punti di vista troviamo Beth e Voltage che fanno anche loro parte della TPU e che scopriremo nel corso della lettura.

Lowell è un’anomalo. Ha un potere non indifferente, difficile da trovare e sempre più raro fra gli anomali. E’ un veggente. Ovvero riesce, tramite il semplice contatto a pelle a vedere il futuro e capire così, se una persona risulterà pericolosa per la società o per le persone che la circondano. Sembra essere una cosa molto bella ma Lowell è sempre stato solo, chiuso in una piccola stanza del TPU vigilato 24h su 24 e si ritrova a soffrire di ansia, di sentirsi solo, da sembrare apatico e poco incline a stare assieme agli altri. Un personaggio emblematico che cambierà e si scioglierà nel corso della storia per via delle scelte che si troverà ad affrontare.

Myrtie è una ragazza semplice, fragile e tremendamente timida. Chiusa in sé stessa, dopo la morte di sua madre ha sperato sempre di riavvicinarsi a suo padre, invano. Il lavoro l’ha portato sempre più distante da lei e lei, a un certo punto, a smesso persino di provarci. Da sempre innamorata di Alan, uno dei ragazzi più disinibiti e carini del corso di teatro, cerca di esporsi seppur risulti quasi sempre imbranata e impacciata. Una ragazza che sboccerà nel corso di questa storia.

«Nonostante l’amarezza, una parte di me ne era felice. Avrei fatto ritorno alla TPU e la mia vita sarebbe tornata alla monotonia di tutti i giorni. Poi ti ho vista seduta su quella panchina e ho mandato all’aria tutti i miei buoni propositi. Mi sono appoggiato a te e ho pensato che fosse bello condividere finalmente pensieri con qualcuno» riprende fiato e distende le braccia lungo i fianchi. «La verità è che in questo mondo grigio almeno tu hai rappresentato una luce. Ci conosciamo a malapena, lo so, eppure mi sembrava di sapere di te da sempre.»

Il perno centrale di questa storia, per quanto si pensi possano sembrare la lotta tra anomali e esseri umani, sembra concentrarsi molto più su Lowell e sulle sue emozioni, su ciò che vuole o quanto meno vorrebbe essere. Sulla vita, sulle cose che cerca di donarci e su quali siano le effettive possibilità che abbiamo.

Lo stile utilizzato, rispetto al suo primo volume sembra leggermente mutato in una direzione più semplice e meno artificiosa, sicuramente scorrevole e fluida, in questo caso in prima persona dal punto di vista dei due personaggi protagonisti.

Il personaggio di Lowell all’inizio si contraddice. Si presenta come un personaggio apatico, dedito al suo lavoro e concentrato su quello che svolge e poi lavorativamente parlando si lascia sopraffare da determinate cose e soffre di tanti problemi. Le problematiche con cui si trova a combattere all’inizio posso ben comprenderle perché le ho passare anche io però non riesco a capire fino a che questo giustifichi il resto. Per il resto resto perplessa se il messaggio della storia passi come una mera e pura differenza anomalo – normale e quindi la storia è quindi l‘epicentro della storia si basi su questo o se l’autrice volesse affrontare molto altro senza riuscirci. In effetti speravo che fosse molto più presente il lato distopico o fantastico, che la società fosse meglio rappresentata, come il mondo fosse composto del tutto e perché, che fossero chiariti tutti i dubbi che si mettono in campo costruendo questo tipo di mondo. Invece non è stato così e ci si è concentrati su tutt’altro. La cosa infatti mi ha spiazzato e mi sono ritrovata a leggere una storia che, sembra essere differente.

Il personaggio di Voltage non si capisce in quale direzione propenda. All’inizio sembra essere un personaggio abbastanza distaccato da ciò che lo circonda. Poi sembra mettere in ridicolo determinate cose e poi si redime. La storia più che essere concentrata su Lowell sembra incentrati su questo personaggio decisamente dalle idee poco chiare e lascia al lettore dei veri e propri punti interrogativi.

La storia è confusa e non aleggia il mistero e la suspance che speravo. Mi spiego. All’interno della storia risulta fin da subito comprensibile che alcuni personaggi erano incastrati con altri, quindi fin qui, la storia non fa trasparire curiosità ma sembra essere abbastanza scontato. Per quanto riguarda la confusione, invece, intendo, come ho detto prima, la storia non lascia molto intendere sul punto di vista della storia e le varie scelte che prendono i personaggi, sicuramente del tutto discutibile.

Il tema che l’autrice voleva utilizzare è percepibile, forte e distinto. Il fatto dell’anomalia come qualsiasi tipo di diversità che possiamo percepire nel nostro tempo, anche se non si esattamente se è quello che l’autrice volesse intendere per questa storia.

La lettura, quindi, è carina ma non ha coinvolto come speravo. Questa volta è un Ni.

«Non dovevi aspettarti grandi cose da lui. Non dovresti mai aspettarti niente dalle persone, in generale.» Le persone sembrano tante cose, talmente tanto infatuate dell’immagine di loro stesse da proiettare le loro idee su chi hanno di fronte. Sono l’illusione più artificiosa che ci sia, l’allucinazione perfetta. «Neanche da te? Non devo aspettarmi niente neanche da te?» mi chiede lei.

Il libro è sicuramente ben scritto, leggero e di piacevole lettura. Dopo Rodion mi aspettavo una storia forte, che colpisse, invece in alcuni punti confonde e non conclude ciò che si sperava. Consiglio a chi cerca una lettura di scoperta di se stessi e di rinascita, di cambiamento.

Beatrice Simonetti ci lascia alle porte di una città divisa in due, in cui nonostante si cerchi di sventare gli attentati e si cerchi di limitare la morte ingiustificata si capisce quanto sia fragile e flebile il futuro. Quanto una piccola cosa possa cambiarne altre e quanto questo irrimediabilmente coinvolga tutto. Da scoprire.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Leggete le altre recensioni, vi aspettiamo ovviamente:twomorrow


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Cosa ne dite? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #457 – TENEBRE E OSSA DI LEIGH BARDUGO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi un nuovo volume edito Mondadori che spero possa piacervi. Ringrazio The Golden Reader per avermi permesso di partecipare all’evento e ovviamente la Casa editrice Mondadori per la lettura in anteprima. Confesso che avevo questo libro in un angoletto da diverso tempo in inglese e finalmente è giunto il suo tempo. Ecco qui che ve ne parlo:

Titolo: Tenebre e ossa 
Autore: Leigh Bardugo
Serie: The Shadow and Bone Trilogy – Volume #1
Pagine: 240
Data di uscita: 3 Novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JsXcMj
Trama: L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

RECENSIONE

An old Alina and Malyev piece. Both belong to @lbardugo . ❤️❤️❤️ | Fan  book, The grisha trilogy, The darklingLa storia ha inizio in un tempo in cui due piccoli ragazzini Mal e Alina Starkov erano due giovani orfani in un orfanotrofio di un piccolo paese ed era tempo per loro di fare il test da Grisha. Entrambi vengono quindi reclutati nell’esercito di Ravka e la ragazza si accontenta di fare la cartografa accanto al suo amico e unico supporto, ormai divenuto tracciatore. Quello che non può sapere è che, nel mezzo di un attacco in cui Mal rimane ferito, lei salva tutti emanando una luce di cui lei non ricorda assolutamente nulla. E’ così che l’Oscuro decide di portarla tra i Grisha perchè lei sembra essere una di loro, l’unica Evocaluce del mondo e che lui cercava disperatamente da diversi anni.

Cosa succedera ad Alina? Riuscirà a capire il suo vero potere e a sprigionarlo veramente? Mal si accorgerà di lei? Cosa succederà alla corte del re, a corte dei Grisha? Cosa vorrà l’Oscuro da lei?

 «Solo io e te» disse Mal.
«Davvero?»
«Siamo sempre solo io e te, Alina.»

La trama di questa storia è molto lunga ma anche piuttosto spoilerosa e ricca di troppi contenuti. Già la storia non sembra essere poi così lunga, viste le sue pagine comunque abbastanza esigue rispetto a tanti altri fantasy, eppure nella trama si racconta ancor di più di quanto sia dovuto effettivamente al lettore. Perchè non abbreviare e rendere più misterioso il tutto? Questo sicuramente è un punto a sfavore della cosa.

Amazon.com: Shadow and Bone (Grisha Trilogy) (9780805094596): Bardugo,  Leigh: BooksLa copertina è molto carina anche se, sinceramente, l’originale è veramente il top del top, nella sua nuova versione rinnovata. Questa versione Mondadori ci si avvicina molto ma si differenzia per diverse cose, restando similare solo nel colore di alcune cose e nel disegno del cervo, anche se come vedete di lato possiamo dire che l’originale non si commenta. Ovviamente il cervo è un simbolo che vi dirà molto solo se deciderete di leggere il volume ed è un indizio molto importante seppur così risulti quasi insignificante. Il titolo è la mera traduzione dell’originale quindi devo dire che, almeno in questo non ci sono storpiature e fa la sua figura. Ovviamente i fan accaniti della serie avrebbero preferito la versione originale ma sinceramente preferisco, almeno in questo caso la versione italiana scelta dalla Mondadori.

L’ambientazione è Rafka, una terra che è divisa dalla grande Faglia d’Ombra, popolata di mostri pericolosi che tentano di uccidere chiunque tenti di attraversarla. 

«Io non sono una Grisha» dissi d’impulso. «L’evidenza suggerisce il contrario» obiettò lui senza preoccuparsi troppo. «Che cosa ti rende così sicura?» «Guardami!» «Ti sto guardando.» «Ti sembro una Grisha?» Le Grisha erano belle. Non avevano le macchie sulla pelle, i capelli spenti e le braccia scheletriche. Lui scosse la testa e si alzò. «Tu proprio non capisci»

8 Fantasy & Sci-fi Vixens Who Are Taking Charge - Rogue SkiesI personaggi in questa storia non sono tantissimi ma quelli utilizzati sono ben descritti e caratterizzati anche se non arrivano particolarmente al cuore del lettore.

Alina è un personaggio molto semplice, una ragazza insicura di se stessa, che ama da sempre la persona che conosce da quando è bambina e che le è sempre stata accanto. Vorrebbe essere diversa e vorrebbe che lui la notasse di più.

Nei personaggi più secondari rispetto quello di Alina, troviamo Mal, il migliore amico di Alina che le è stato sempre accanto. L’Oscuro è un personaggio pericolosamente emblematico che misterioso tanto da riuscire a intrigare anche la nostra protagonista principale che perde quasi il nume della ragione per lui. Un personaggio che ho valutato molto e che ho trovato interessante è Genya. E sicuramente un personaggio frivolo per come si presenta agli altri ma non è così frivolo come lascia intendere. E’ leale ad Alina e cerca di aiutarla lungo il suo percorso, è innamorata di un Grisha non interessato alle feste e nonostante sia agli ordini del re e della regina, resta al suo posto e sa il fatto suo.

Una cosa mi era chiara: la parola che i filosofi usavano per descrivere le persone nate senza alcun dono Grisha era otkazat’sya, “gli abbandonati”. Si chiamavano così anche gli orfani.

Il perno centrale di questa storia è il potere. Per quanto Alina non si aspetta il potere che le è stato riservato e nonostante questo la allontani irrimediabilmente da Mal avvicinandola all’Oscuro, il potere si concentra tra le mani dell’Oscuro che ci nasconde una cosa molto importante che verrà fuori nel corso della lettura. Inoltre la sicurezza del popolo Grisha come quello degli abbandonati, tutto sembra essere nelle mani di Alina, sarà all’altezza del compito?

Lo stile utilizzato è molto semplice e scorrevole, in prima persona dal punto di vista di Alina Starkov, una ragazza che non pensava di essere anche lei una potente Grisha.

La cosa sicuramente interessante all’interno del volume è la figura del Grisha che viene introdotta seppur non spiegata totalmente nel dettaglio, specialmente all’inizio lasciata molto a se stessa, quasi scontata. Questa trilogia è antecedente a quella di Sei di Corvi che devo leggere ancora e di cui vi dirò successivamente. I Grisha sono figure dall’aspetto bellissimo che hanno dei doni, una sorta di poteri magici per ognuno diversi e più o meno potenti e sono ritenuti una classe più potente. Questo e il world building sono dei punti di forza a livello strutturale e di racconto all’interno del testo. Non tanto quando si tratta di vedere i Grisha per quello che sono: ok i loro poteri e tutto il resto ma a livello di storia sono carenti e solo imponenti e belli nella loro fisicità. Nell’inserimenti all’interno della storia mi ha quasi ricordato il film di Shadowhunters (cito il film perchè non ho letto i volumi quindi non posso paragonarlo con un libro) e in effetti la storia ci prende: grandi poteri e intrighi d’amore, dove l’amore e i sentimenti mettono a rischio tutto il resto e tutto diventa così triste e smieloso. Non so perchè ma su questo tipo di fantasy ultimamente sono abbastanza insofferente e preferisco quelli più articolati, forti e tosti dentro.

Alina un personaggio che si concentra molto sull’apparenza. Per quanto a volte abbia sofferto anche io come lei del fatto che molte persone apparentemente sembravano meglio o migliori di me, fregandomene sempre di quello che dicono gli altri, è un personaggio che pensa che l’apparenza sia tutto e buona parte dei suoi problemi si concentrano sul fatto che i Grisha siano belli ed eterei, che lei non sia come loro e che tutto il mondo che la circonda sembra essere più “bello” di lei. Per quanto la bellezza sia un concetto che ormai nella nostra società si sovrappone a molto altro e non ci si concentri su cose che sono invece essenziali e fondamentali nella vita. Quindi non ho apprezzato molto la cosa.

Per quanto riguarda l’inizio è stato molto confuso dopo aver letto la prima parte dei due bambini, ovvero la “quasi” introduzione diciamo alla storia che ci troveremo di fronte. Per una come me, di cui sapete bene che non leggo quasi mai le trame per intero ma solo le prime righe al massimo o altrimenti mi lascio guidare dalla copertina, mi sono sentita molto confusa. Principalmente perchè la storia all’inizio risulta poco chiara  lasciando troppe informazioni che li per li non si riesce a connettere in modo preciso e corretto e si dispiegano mano a mano che la stori prende piede, sinceramente un po’ troppo in là per i miei gusti.

L’amore presente rende tutto, come vi ho detto anche prima molto “miele” e la cosa non mi ha colpito come avrei voluto che fosse. Insomma carina la storia nel complesso ma niente di particolare da farti dire davvero: Wooow che bel libro! Spero bene nel prossimo volume.

Io non appartenevo a quel mondo meraviglioso e, se non avessi trovato il modo di usare il mio potere, non vi sarei mai appartenuta.

Il libro è un buon inizio per una trilogia anche se mi aspettavo di meglio, devo essere sincera. Consiglio? Per gli amanti di un fantasy light sicuramente, se vi aspettate qualcosa di particolarmente articolato, un fantasy cazzuto e tutto il resto, allora non fa per voi.

Leigh Bardugo ci porta un fantasy young adult leggero ma ricco di magia e forze potenti che cercano di prevaricare su ogni cosa, a qualsiasi costo. Un primo volume che apre le porte ad una serie che ci porta nel mondo dei forti e bellissimi Grisha. Siete pronti a conoscerli e a cercare di sopravvivere nel loro mondo?

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Ecco a voi:

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Che ve ne pare? Fatemi sapere, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #455 – A CACCIA DEL DIAVOLO DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione per chiudere il cerchio di questa quadrilogia. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault e ringrazio le ragazze che hanno organizzato per aver portato questa serie e quest’evento e per aver organizzato tutto questo. Siete pronti?

51n8bu5h5ul._sx345_bo1204203200_Titolo: A caccia del diavolo
Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 480
Data di uscita: 11 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/34FFFIX
Trama: In questo scioccante finale della serie bestseller iniziata con Stalking Jack lo Squartatore, Audrey Rose e Thomas sono a caccia del depravato e sfuggente assassino noto come White City Devil. Un micidiale gioco del gatto e del topo li vede combattere per rimanere un passo avanti rispetto al brillante serial killer, o vedere la loro storia d’amore interrotta da una tragedia indicibile. Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono sbarcati in America, una terra audace e sfacciata a differenza delle strade signorili di Londra. Ma come Londra, la città di Chicago nasconde bene i suoi oscuri segreti. Quando i due partecipano alla spettacolare Fiera Mondiale, scoprono che l’evento irripetibile è contaminato da segnalazioni di persone scomparse e omicidi irrisolti. Determinati ad aiutare, Audrey Rose e Thomas iniziano le loro indagini, solo per trovarsi di fronte a un serial killer diverso da tutti quelli che hanno incontrato fino ad ora. Identificarlo è una cosa, ma catturarlo – e perdersi pericolosamente nel famigerato Murder Hotel che ha costruito come un terrificante dispositivo di tortura – è un’altra. Audrey Rose e Thomas vedranno risolto il loro ultimo mistero – insieme e innamorati – o le loro fortune si esauriranno quando il loro più perverso avversario farà un’ultima, devastante uccisione?

RECENSIONE

CTD: Gabriella Bujdosó | Character art, Illustration, Fan bookLa storia ha inizio dove ci siamo fermato col volume precedente e in quest’ultimo volume il cerchio finalmente si conclude e tutto viene al pettine.  Scesi dalla nave da crociera RMS Etruria, i due protagonisti si ritrovano fra le strade di New York ad attendere l’arrivo del padre di Audrey Rose dopo la missiva contenente la proposta di matrimonio per lei da parte di Thomas e allo stesso tempo si trovano a combattere con una serie di omicidi che imperversano in città. L’amore messo a dura prova e gli omicidi sempre più fitti e misteriosamente difficili da scovare.

Cosa succederà ai due protagonisti? Riusciranno a coronare il loro sogno e a porre fine alla serie di pluriomicidi che continuano a  colpire in diverse parti del mondo?

«Determinare le differenze ci aiuterà a eliminare Jack lo Squartatore dalla lista dei sospettati» intervenni, comprendendo meglio il discorso dello zio. «Ben detto, e mi riferisco a entrambi. Ora» lo zio indicò di nuovo il collo, «come si sarebbe comportato lo Squartatore? Cos’ha effettivamente fatto a ciascuna delle sue vittime?»

La trama è sicuramente intrigante ma forse troppo lunga per raccontare questo volume e troppo ricca di dettagli che potevano essere scoperti nel corso della lettura. Quindi, se l’avete evitata prima di leggere questo volume e la mia recensione, avete fatto benissimo. Sicuramente sempre meglio leggere le cose nel corso della lettura che scoprendole dalla trama, no?

La copertina di quest’ultimo volume segue la scia dei precedenti e trovo che il giallo sia assolutamente azzeccato per questo scenario. In mano ad Audrey, quello che sembra essere il bastone da passeggio che Thomas ha regalato lei, per difendersi anche da attacchi di qualcuno che potrebbe essere in agguato. Non poteva essere scelta migliore questa. Il titolo stavolta ci presenta una caccia al “Diavolo”. Cosa si intenderà con questo vi sarà dato scoprirlo solo se leggerete il volume. Ovviamente non può trattarsi del Diavolo, quindi vi consiglio di scoprire quest’ultimo volume della quadrilogia per scoprire di cosa si tratta. Tradotto, ovviamente come per i volumi precedenti fedelmente dall’originale.

L’epoca segue il filone dei volumi precedenti, quindi siamo sempre attorno agli stessi anni. Cambia l’ambientazione visto che ci troviamo a New York e siamo sbarcati in America con l’RMS Etruria.

Lo scrutai, senza vergogna. I suoi occhi erano cupi, velati di preoccupazione. E faceva bene ad avere paura; persino io stentavo a riconoscermi. Non avrei dovuto gioire di tanta violenza, eppure non potevo negare quanto mi sentissi incredibilmente viva quando studiavo la morte. Forse era il demone dentro di me che implorava di essere liberato. Senza ulteriori indugi, lo accontentai.

Pin on Stalking Jack the Ripperpersonaggi di questa storia sono i stessi dei volumi precedenti e ritroveremo molto di ciò che abbiamo lasciato nel primo e nel secondo volume, ovvero ritroveremo la zia e il padre di Audrey, Draciana e Ileana, addirittura Mefistifele e il circo del chiaro di luna e via discorrendo.

Troviamo un Thomas che dovrà scontrarsi con la sua famiglia e ciò che si troverà di fronte, un Cresswell molto meno sicuro di sé quando si trova davanti un componente della sua famiglia che tenta di schiacciarlo. La cosa importante è che comunque non si lascia abbattere da questo ma trova un modo vero e proprio per proseguire in questo.

Audrey Rose dall’altro si ritrova a dover rimettere avanti i mostri e i ricordi del passato, di suo fratello e di tutto ciò che le è successo mettendo davanti a se il bilancio di tutto ciò che le è accaduto negli ultimi tempi. Anche se l’amore sembra essere minacciato e la gamba sembra dare i suoi problemi alla giovane protagonista, Audrey non si abbatte e cerca di tirare avanti ad ogni costo.

Lottai per non farmi risucchiare dal vortice emotivo che infuriava dentro di me, nella speranza di non dare di stomaco in quel preciso istante. Come un sole dorato che s’innalza in cielo, un nuovo incubo si profilava all’orizzonte. Il mio adorato fratello ci aveva nascosto qualcos’altro. Un segreto che  stravolgeva tutto ciò che pensavo di conoscere.

Il perno centrale di questa storia si divide su due binari. Viaggia sulla storia d’amore dei due protagonisti che ha un concentrato molto evidente in questa storia, molto più dei volumi precedenti, perchè qui cercano di coronare il loro sogno di sposarsi, e ci troveremo a dover affrontare un nuovo “mostro”. Colui che ora chiamiamo il Diavolo e che sta per diventare il nuovo Jack Lo Squartatore, stavolta di New York. Riusciranno i due protagonisti a tenere in piedi la loro storia d’amore ed a catturare l’omicida che si aggira tra le strade Newyorkesi?

STALKING JACK THE RIPPER boxed sets are hitting shelves in one week!  preview bonus material here + FAQ | Audrey rose, Book art, Fan bookLo stile utilizzato in questo volume è il medesimo dei volumi precedenti, sempre dal dal punto di vista di Audrey Rose.

I problemi che susseguivano nei volumi precedenti non cambiano in questo volume: si ripresenta sia la banalità per quanto riguarda il giallo, poco forte e scontato, come per i volumi precedenti. Anche la storia smielosa d’amore tra i due e la banalità con cui Mr Cresswell sia ripetitivo e scontato. Un uomo così, non lo sopporterei, perdonatemi.

La cosa che cambia rispetto ai volumi precedenti è l’amore presente. Rispetto all’efferata voglia di risolvere gli omicidi in questo volume ci si concentra maggiormente sull’amore della coppia, portando il matrimonio e tutto ciò che poi ne consegue in questo volume.

Per il resto il volume resta lo stesso dei libri precedenti, molto bello nel tipo di scrittura e nel presentare storicamente le cose seppur l’autrice si sia presa – come ammette lei ogni fine del libro – diverse libertà temporali e quant’altro. Per il resto, non fa impazzire, devo ammetterlo. Carino, leggibile ma resta pur sempre uno young adult molto più rispetto a tutto il resto che poteva lasciare al lettore. Consiglio la serie? A chi ama in particolar modo lo young adult senza troppe pretese, si. Se cercate molto altro, ve lo dico sinceramente, no.

«Se è troppo per te…» «Sto bene, Sir.» Appoggiai il bastone alla gamba del tavolo e mi legai il grembiule in vita. «Devo effettuare l’incisione preliminare, o volete che vi assista mentre la eseguite?»

Il libro conclude una serie ricca di viaggi, avventure, illusioni e amore. Una storia che rincorre omicidi in lungo e in largo nel mondo, alla ricerca del vero colpevole. Riuscirete a stare al passo con Audrey Rose e Thomas?

Kerri Maniscalco chiude un cerchio ponendo l’obiettivo che pone l’inizio di una storia fra due persone che si amano e che si completano anche sul punto di vista lavorativo. Continua a rincorrere omicidi su omicidi ma lasciando molto più spazio all’amore e a ciò che possono finalmente sognare i due protagonisti, con tutte le difficoltà del caso. Una serie leggera, ricca di viaggi e avventure e di misteriosi omicidi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne pensate di questa saga? Pensate che possa piacervi e che possiate dargli una chance? Fatemi sapere, mi raccomando!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #453 – NONA GREY V.3 HOLY SISTER DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi dell’ultimo volume di Nona Grey compreso nella Titan Edition. Anche qui mi trovo a ringraziare la Mondadori Oscar Vault per la lettura in anteprima e Miriam di Me and Books che ha organizzato l’evento. Pronti per una nuova avventura? Vi stiamo aspettando:

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Titolo: Nona Grey – Holy sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 260 (ultimo volume nella titan edition da 870 pagine)
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Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

nona grey | Tumblr

La storia in quest’ultimo volume si divide in due. Una parte riprende gli eventi di oggi, un altro ciò che è successo tre anni prima dopo la fine del secondo volume. Nona cerca di combattere per avere una delle vesti del convento e diventare a tutti gli effetti Suor Cage e allo stesso tempo il pulsatore sembra essere nelle mani sbagliate e la guerra si fa sempre più vicino sconvolgendo gli equilibri della Chiesa ma anche quella di tutto il sistema che circonda il paese.

Cosa succederà nel convento della Dolce Misericordia? La guerra alle porte, saranno pronte a fronteggiarla? Quali sono i segreti che si celano all’interno e all’esterno del convento?

«Ho bisogno del tuo aiuto.» Markus aggrottò la fronte. «Io ti potrei dare aiuto?» «Devo fare una cosa pericolosa e illegale.»I solchi sulla fronte di Markus si accentuarono. «Perché dovresti fidarti di me? Perché abbiamo viaggiato insieme per qualche settimana dentro una gabbia, quando io avevo dieci anni e tu sette? Due anni dopo, hai rischiato di morire per colpa mia.» «Mi fido di te perché non mi hai chiesto che interesse avresti ad aiutarmi, ma solo perché dovrei affidarmi al tuo aiuto. E anche perché non mi hai mentito su quanto è successo all’Accademia.»

Holy sister more like holy fuck - Francesca Tacchi AuthorLa copertina del volume che vedete è unica per tutti e tre i volumi, come vi ho già detto. Finalmente ho trovato un’immagine che riassume tutte e tre le copertine dei volumi di cui vi abbiamo parlato, all’estero. Queste sono le copertine originali e fanno sicuramente capire come il volume è strutturato e come cambia il personaggio di Nona da un volume all’altro.

Il titolo dell’ultimo volume è Holy Sister ovvero, letteralmente Sorella santa. Qui stiamo ad intendere Sorella Divina credo, non ricordo esattamente il titolo tradotto dell’ultimo volume e – quindi – non vorrei fare una gaffe. Un titolo che racchiude un significato molto più ampio di ciò che lascia intendere così.

L’ambientazione e l’epoca sono le medesime dei volumi precedenti solo che dopo la metà del volume ci ritroveremo  per metà all’interno del volume e per metà i fuori a scoprire cosa cerca di fare Nona per salvaguardare la situazione.

La fiala in cui aveva versato le preziose gocce per gli occhi si era rotta mentre si rotolava sul pavimento della caverna. Avevano ragione le sue compagne. Le gocce non erano indispensabili per penetrare negli archivi proibiti del sommo sacerdote. A spingerla nel deposito sotterraneo era stata la vanità. Il desiderio di essere normale, di poter incrociare lo sguardo di una persona senza vederla sgranare gli occhi per lo stupore. Suora Apple sosteneva di avere messo le gocce sottochiave perché c’era il rischio che togliessero la vista a Nona. Ma ora Nona sapeva di essere stata cieca fin dall’inizio.

I personaggi di questo volume portano quello del volume precedente più qualche aggiunta che avevamo perso per la strada nei volumi precedenti. Ci personaggi più descritti ed altri meno e tutti assieme rendono la storia compatta. Personaggio che ho apprezzato particolarmente all’interno della trilogia è sicuramente Glass ma anche Ara, dal secondo volume l’ho rivalutata.

Nona Grey è un personaggio enigmatico e misterioso, che nasce come una bambina e si evolve diventando una donna forte e coraggiosa. Una donna che non combatte più solo per vendetta ma che si ritrova a scoprire dei valori fondamentali che la renderanno più forte nella vita, come l’amicizia. All’interno del convento anche se ha un carattere difficile da avvicinare ha parecchie amicizie e sorelle che tentano di aiutarla, che le sono vicine e con cui si supporta e va avanti. Questo è sicuramente un punto a favore del personaggio che la rende debole magari agli occhi di un nemico che sa conoscerla ma che la rafforza nelle piccole difficoltà o nelle cose in cui non riesce perché scopre che con questo supporto si può migliorare tutti.

«Zole è la speranza della nostra gente, ma c’è un’eroina anche in te, figliola. Io l’ho vista.» Nona non poté fare a meno di ricambiare il sorriso, anche se le doleva il viso per il freddo. Tarkax le piaceva, nonostante le sue spacconerie. Annuì e rivolse un mezzo inchino ai membri della tribù. «Che il vento vi sospinga.» Aveva imparato da Suora Rule quell’augurio comune tra gli abitanti dei ghiacci.

Il perno centrale di questa storia è la guerra che attende fuori dalle porte del Convento, alle suore e le sorelle che lo popolano. E’ la vita di una ragazza che è stata in gabbia e ora ha trovato un posto da chiamare casa ed un combattere per far si che rimanga tale.
nona grey | Tumblr

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo dei volumi precedenti con dei cambiamenti per quanto riguarda il tipo di struttura narrativa rispetto al resto dei volumi. Ogni volume si caratterizza con qualcosa di particolare e in quest’ultimo l’autore suddivide i capitoli fra ciò che è ora e ciò che era tre anni prima, ai tempi della fine della storia precedente.

Il tipo di scrittura utilizzata non è semplice e non aiuta per la storia e per la fluidità del volume. Come vi ho detto anche nel volume precedente c’è azione, c’è movimento e ci sono tanti avvenimenti che si susseguono ma sembrano svolgersi al rallentatore. Duecento pagine sembrano diventare il doppio per la fatica di lettura che si fa nel leggere questo volume e posso dirvi che questa cosa mi è accaduta raramente in volumi fantasy anche più complessi e articolati di questo. In genere non ho problemi di questo tipo, eppure con questa storia ho fatto davvero fatica a proseguire e per tirare avanti è stata dura nonostante l’azione sia molta. Non si riesce a trovare una vera empatia con i personaggi per cui si fa vera e propria fatica a sentirli vicini. Forse è anche questo che rende lo stile difficile da digerire dal lettore.

Comunque trovo incredibile come sia stato costruito il mondo e la struttura gerarchica della società, del convento e la politica stessa. E’ interessante e da scoprire, sicuramente un punto a favore come quello dei poteri che scaturiranno in queste pagine dell’ultimo volume che conclude la trilogia.

Non ho amato fin dall’inizio la scelta del convento. Cioè, ho sempre sperato che fosse questione del primo volume e che Nona si distanziasse dal mondo che l’ha cresciuta, eppure la storia si è concentrata troppo all’interno del convento tra lezioni e prove, quando il mondo fuori si stava sgretolando. Ci sono state molte lezioni inutili a mio parere e poteva essere sicuramente più snello concentrando parte della storia altrove o movimentando le questioni all’esterno più che all’interno. Mi è sembrato un misto di tante cose che l’autore voleva provare ma ha mixato male.

La scelta della classe finale di Nona mi ha spiazzato seppur ci sia una vera e propria spiegazione della cosa. Dopo tutta la fatica fatta mi immaginavo una scelta differente e forse per spiazzare l’autore ha scelto ciò che è stato scritto per Nona. Eppure è quello che non vedo cucito addosso a lei. Così come non vedo davvero nel suo personaggio il fatto di voler restare nella sua confort zone. Perchè non voler tentare di volere una vita all’esterno? Di provare cosa c’è fuori ma di limitarsi solo a quello che c’è all’interno perchè lo si conosce? Un po’ banalotto su questo.

Il fragore di una battaglia può essere descritto come un ruggito, e a volte lo è letteralmente. Quando mille guerrieri si lanciano alla carica, un ruggito li precede e sommerge ogni altro rumore. Ma tra l’attacco e il contrattacco si levano le grida dei feriti troppo gravi per restare quieti, ma non ancora vicini abbastanza ad attraversare il Sentiero e trovare il silenzio eterno. C’è il cozzare delle armi, il più spesso contro gli scudi, perché la mischia serrata è cosa brutta e cruenta e concede ben poco spazio alla scherma. Ci sono le disperate invocazioni d’aiuto, e ci sono i singhiozzi degli sconfitti. Kettle sentiva tutte queste cose.

Il libro è il volume conclusivo di questa storia che chiude un cerchio importante per Nona Grey e le suore del convento della Dolce Misericordia. È un volume che mi sento di consigliare solo in parte.

Mark Lawrence scrive una trilogia intrigata, articolata, per animi forti. Non saprei dirvi se sia il caso di gettarvi accanto a Nona ma se vorrete entrare nel Convento, sappiate che c’è sempre un posto per voi per una nuova assassina.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:
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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente! Io vi aspetto.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #449 – LE DIECIMILA PORTE DI JANUARY DI ALIX E. HARROW.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

978880472864higTitolo: Le diecimila porte di January
Autore: Alix. E. Harrow
Serie: Autoconclusivo
Data pubblicazione: 13  Ottobre 2020
Genere: Fantasy
Pagine: 396
Link d’acquisto: https://amzn.to/3kaoGDV
Trama: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura… Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: Le diecim por. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei…

RECENSIONE

ten thousand doors of january | TumblrLa storia ha inizio in un’antica dimora del Vermont, in cui un giovane padre viene accolto dal padrone di casa assieme alla sua figlia. Quel padre lavorerà per il padrone di casa, il signor Locke alla ricerca di artefatti e oggetti misteriosi in giro per il mondo e la bambina, January Scaller si ritroverà a dover crescere tra le grinfie di un uomo che cerca di tenerla lontano dai guai , custodendola in casa come uno dei rari manufatti che riporta il suo stesso padre. Le cose cambiano quando un giorno la giovane ritrova una Porta e incuriosita si ritrova ad aprirla. Quando lo fa, ciò che vede dall’altra parte la lascia stupefatta e curiosa di saperne di più riguardo a ciò che ha visto. Infatti da quel luogo si riporterà una moneta e questo sembra essere solo l’inizio di una strana e magica avventura.

Cosa succederà a January? Cosa sono queste misteriose porte che si trova di fronte? Quale segreto celano? E il libro che si troverà a leggere, l’aiuterà a carpire i segreti di tutto ciò che le sta accadendo?

I libri odorano di brividi da due soldi o di ricerche scrupolose, di peso letterario o misteri irrisolti. Questo aveva un odore diverso da qualsiasi altro volume avessi mai preso in mano. (…) Aveva l’odore dell’avventura raccolta in mezzo alla natura più selvaggia, distillata fino a ottenere un vino raffinato e versata su ogni pagina. Ma sto correndo troppo. Le storie vanno raccontate in ordine, con un inizio, una parte centrale e una fine.

La trama è lunga, forse anche troppo. Avendola letta dopo aver letto il volume, posso dire che forse racconta anche troppo e poteva essere scritta in maniera sicuramente più sintetica ma allo stesso modo da poter incuriosire il lettore. Nonostante questo non ci sono spoilerissimi ma tante cose che vengono scritte e che si trovano al suo interno sarebbe un piacere scoprirle solo leggendo il libro in questione.

La copertina è meravigliosa in ogni sua fibra, dai fiori, al lucchetto all’edizione italiana che è tutto dire, sia per come è stata sviluppata, sia per il colore delle pagine che per tanto altro. Lasciata come l’originale non poteva essere migliore di così, con il chiavistello al centro, che lascia presagire un mondo bellissimo aldilà di quella porta. Manca solo una chiave per aprirla e poi… poi dove vorreste trovarvi voi se quella porta potesse aprirsi? Il titolo, tradotto così com’è dall’originale da alla copertina un vero e proprio significato autentico, così come la storia in generale.

L’ambientazione è il Vermont, in America e, per quanto riguarda l’epoca si corre l’anno 1901. Un luogo e un anno particolari, in cui un padre si ritrova solo con una figlia a cui baderà il suo “datore” di lavoro e che si preoccuperà di crescerla seppur non abbia il suo stesso colore di pelle e seppur non sia docile e mansueta come dovrebbe essere per Locke, il proprietario di casa.

«Non ti viene mai voglia di andartene via?» La domanda mi sfuggì di bocca prima che potessi chiedermi da dove fosse saltata fuori. Jane posò il libro spalancato sulla trapunta e mi guardò. «Via da dove?» «Non saprei, via da Villa Locke. Dal Vermont. Da tutto.» Ci fu un attimo di silenzio, durante il quale mi resi conto di due cose contemporaneamente.

alix e. harrow | Tumblrpersonaggi di questa storia non sono poi così tanti, principalmente abbiamo un grande flusso principale che verte su January la protagonista principale di questa storia. Ci sono altri personaggi che circondano questa bellissima e autentica protagonista e c’è un altro lato importante che merita una chiave di lettura interessante nel volume. Il signor Locke è un personaggio fondamentale per buona parte nell’inizio del volume perché si occupa a pieno regime della crescita della ragazza. Jane è una ragazza che subentrerà a lettura inoltrata ma sarà un appoggio fondamentale per la protagonista. 

January è una ragazza orfana di madre che vive assieme al signor Locke, in una prestigiosa villa ricca di reperti antichi e preziosi. Suo padre Julian è un dipendente del signor Locke e sta spesso via per viaggi alla ricerca di misteriosi reperti. January è sempre stata una ragazzina curiosa ed esuberante, un’amante della lettura, impavida. Succedono però determinate cose che portano January a diventare silenziosa e taciturna. E’ una ragazza principalmente sola e l’unico appiglio dall’esterno è il giovane e misterioso ragazzo che riesce a portargli la gioia quando arriva Bad, il piccolo cucciolo di cane che l’accompagna.

Julian, il padre di January, è un elemento fondamentale  all’interno di questa storia. All’inizio sembra essere un personaggio marginale, a cui il lettore difficilmente fa caso. Ma quando la ragazza trova LE DIECIM POR, le cose cambiano e cominciano ad assumere un valore decisamente diverso nei confronti di questo personaggio.

«Forse. Forse no. Forse si è soltanto perso ed è là fuori da qualche parte. Magari ha trovato una Porta, ci è caduto attraverso ed è
in un altro mondo, un mondo migliore, dove non ci sono persone come voi.» Come risposta era a metà tra “assolutamente folle” e “patetica”.

Il perno centrale di questa storia sono le Porte. Che siano Diecimila o una sola, January si troverà al centro di un conflitto per salvaguardare la chiusura di tutte le porte che collegano il mondo ad altri mondi, a universi paralleli e a mondi meravigliosi che January riesce a vedere e che suo padre si è trovato a vivere in prima persona.

Lo stile utilizzato è essenzialmente semplice e fluido in un punto e leggermente più articolato per quanto riguarda un altro senso. La storia fondamentalmente verte su January, in prima persona e la storia prosegue veloce, tanto che si può leggere veramente in pochissimo tempo, qualche ora è più che sufficiente. La parte leggermente più complessa sono le parti del libro che January si ritroverà fra le mani e che leggerà nella storia, quindi ci troveremo di fronte a capitoli che all’inizio sembrano scritti da un famoso ricercatore e mano a mano si sciolgono sempre di più.

Ho apprezzato che il personaggio di January non fosse il classico personaggio bianco stereotipato. Infatti, una ragazza col colore della sua pelle nella casa di un bianco ricco e potente, era vista per la maggiore – alle feste – come un animale da compagnia. Effettivamente, a quei tempi era così e una donna dal colore di pelle più scuro era effettivamente vista male dalla società che la circondava, soprattutto se aveva bei vestiti e viveva in una casa lussuosa. Infatti, Locke ha sempre cercato di mantenerla al margine, chiusa in casa tanto da farla sentire sola. Ho apprezzato molto anche il lato del manicomio e di mostrare al lettore che impatto avesse a quei tempi, dire una qualche fantasia o cercare di andare contro a qualcuno apparentemente “più forte“.

Il personaggio di January però non ha davvero costruito un legame col lettore, o almeno non con me. Non sono riuscita a sentirmi parte dei suoi pensieri e delle sue condivisioni ma ho quasi apprezzato di più il punto di vista di Julian, suo padre. Un personaggio che invece riesce a entrare nel cuore nonostante non sia poi così centrale è il cane Bad. I sentimenti di January nei suoi confronti, infatti, sono talmente forti che il lettore si preoccupa veramente nei confronti dell’animale. Poi avendo anche io un cane l’ho preso un po’ a cuore, ecco. 

L’idea delle Porte è sicuramente originale e sorprendente. Ancora non mi era mai capitato di immergermi in un libro con questa magia particolare (E so che ce ne sono) anche se devo dire, da bambina sognavo una cosa simile e avrei voluto tante volte aprire la Porta e trovarmi in un altro posto magico. Quindi sicuramente l’idea delle Porte, del libro LE DIECIM POR e tutto quello che è legato a questo è sicuramente sorprendente anche se non così eclatante. Non avendo come sempre letto tutta la trama ma basandomi principalmente sul titolo del volume mi ero immaginata che il volume si incentrasse di più sulle porte, sul passaggio da un mondo all’altro, sulla magia e su tanta fuga, cose rocambolesche… Invece January smorza un po’ questa fantasia che invece troveremo nel volume che si troverà a leggere.

«Potresti… leggermelo ad alta voce? Ho appena finito il quarto capitolo.» Jane mi sorrise rivelando la fessura tra i denti. «Certo.» Aprì il libro e cominciò a leggere.

Il libro è un fantasy autoconclusivo davvero originale che permette al lettore di sognare e sperare che, aprendo una semplice Porta, possiamo trovare un mondo bellissimo, un luogo lontano in cui poter andare o sognare di restare. Un libro che mi sento di consigliare, nonostante tutto.

Alix. E. Harrow stravolge e sovverte le regole del mondo con le Porte che possono portare il lettore dal nostro mondo a dei mondi paralleli, strani, pieni di creature e artefatti misteriosi. Le Porte sono diecimila, sarete pronti a varcarne almeno una?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #448 – IN FUGA DA HOUDINI DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene. Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione di cui ringrazio le ragazze che hanno organizzato l’evento e la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso di leggere il volume in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

NB: Trattandosi di un terzo volume di una serie, è impossibile non rivelare qualcosa relativo al volume precedente. Detto questo, a vostro rischio e pericolo leggere questa recensione.

infugadahoudinikerrimaniscalcoTitolo: In fuga da Houdini
Autore: Kerri Maniscalco
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 552
Prezzo: € 20,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/31aE9we
Trama: Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

RECENSIONE

libri narrativa, libri letteratura, libri horror

La storia ha inizio dove abbiamo lasciato col volume precedente. A bordo del RMS Etruria, Audrey Rose e Thomas Creswell stanno con lo zio Jonathan e una nuova minaccia incombe laddove inizia uno spettacolo di magia da far terrore a la maggior parte delle persone che vi assistono. Sbalordimento, sorpresa, magia, con Mefistofele che è a capo di questa compagnia e presenta i numeri. È un uomo misterioso che si presenta da sempre con una maschera. Improvvisamente la prima sera dello spettacolo una giovane donna muore e una sera dopo l’altra la morte continua a colpire implacabile.

Cosa succederà durante il viaggio? Cosa scoprirà Audrey Rose? Riusciranno ad acciuffare l’omicida che si aggira sulla nave da crociera? Chi sarà stavolta il colpevole che si nasconde nell’ombra?

«L’offerta rimane sempre valida. Ho la sensazione che molto presto avrete dei ripensamenti. Dopotutto, l’omicidio non è altro che un gioco di prestigio, no?». Sperai non avesse notato l’esitazione dei miei passi mentre mi affrettavo sulla passeggiata buia, ignorando i brividi che mi correvano lungo la schiena. L’omicidio era davvero un gioco di prestigio. E, se il colpevole era un prestigiatore abbastanza esperto, c’era la concreta possibilità che riuscisse a farla franca.

La trama è semplice e inerente a cosa ci troveremo di fronte. Forse troppo spoilerosa in un determinato frangente ma per il resto ben strutturata. Sicuramente a bordo di una crociera sembra tutto più interessante e le sorprese con il circo e l’illusionismo non tarderanno ad arrivare.

La copertina segue l’onda dei precedenti ma se devo dirvi la verità è forse quella che mi piace di più fra tutte. Oltre al fatto che era il volume di cui ero più curiosa in assoluto il blu del vestito di Audrey in copertina e la RMS sullo sfondo rendono tutto magico come le carte che tiene in mano. Insomma, l’edizione come per i precedenti volumi è esteticamente incredibile. Il titolo è la traduzione dell’originale anche se, come per quanto riguarda i volumi precedenti il nome in copertina è quasi una comparsa. Effettivamente però è l’unico che abbia una consistenza fisica fra tutti quelli utilizzati e non troppo immaginaria e lasciata al caso. Almeno qui Houdini si vede, si conosce un poco e si ha a che fare con lui in qualche modo, seppur fugace e sempre distante dalla protagonista.

L’ambientazione  questa volta è nel pieno dell’oceano a bordo dell’RMS Etruria, una nave da crociera dei tempi. E’ sicuramente una bella idea seppur poco sviluppata effettivamente visto che i luoghi a bordo della nave sono poco descritti ma si limita solo in alcuni contesti; l’epoca segue la linea della storia e ci troviamo nel 1889.

Il numero era durato appena tre secondi, e come fossero riusciti a compiere un’impresa tanto difficile in così poco tempo era proprio un mistero. Mi chiesi se al mondo esistesse un luogo da cui Harry Houdini non sarebbe riuscito a scappare. O una trappola con cui non avrebbe potuto imprigionare qualcun altro. L’ultima vittima era stata appesa per le caviglie; forse avevamo appena trovato l’artefice di quella faticosa prodezza.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente per quanto riguarda i principali anche se stavolta troveremo molto più da parte Thomas e avremo modo di vedere Audrey in difficoltà alle prese con Mefistofele. Avremo modo di scontrarci con nuovi personaggi che non approfondiremo molto,

Review + Giveaway: Escaping From Houdini | Jack ripper, Audrey rose, Audry  rosePer quanto riguarda Audrey Rose e Thomas non troviamo molti cambiamenti nel loro personaggio base. Audrey è sempre più fragile e invece di dedicarsi più alle autopsie e ai corpi cerca di svagarsi sempre più e a prendere sotto braccio la cosa che finisce per passare quasi in secondo piano. Infatti dopo Jack lo Squartatore, Audrey non sembra essere più la stessa e laddove qui inizia sempre con l’amore per il caro Thomas, anche questo sembra perdersi quando l’illusione e la magia entrano a far parte della vita di Audrey e Mefistofele entra di prepotenza scardinando ogni cosa, anche la fiducia fra i due.

Mefistofele è il nuovo personaggio di questo volume ed è un illusionista de il Circo al chiaro di luna. Gira sempre con la maschera e riesce a sedurre le donne che lo guardano o che hanno a che fare con lui. Tutti al circo contano su di lui, cercano la sua approvazione e fanno in modo che lui sia il centro di tutto nonostante tutto. E’ un bravo presentatore, molto bravo con le parole, incute timore e sa fare bene il suo lavoro di illusionista, non c’è che dire.

«Gettare del fumo davanti a un paio di specchi non è come compiere progressi scientifici o ingegneristici che possano debellare malattie e salvare vite.» «Permettetemi di dissentire, Miss Wadsworth. Esistono molti modi per aiutare le persone. Talvolta la gente ha bisogno di risate e distrazioni, insieme a diagnosi e cure mediche.» Mefistofele mi studiò. «Dato che siete una studentessa di Medicina di così grande talento, forse dovreste essere aperta a esplorare altre strade. Io potrò anche offrire “solo” qualche futile ora di distrazione, ma ad alcuni bastano per tirare avanti nei momenti più difficili. La speranza è una forza invisibile ma potentissima. Non sminuitene l’importanza.»

Il perno centrale di questa storia, nonostante gli omicidi sembrano essere ormai una costante all’interno della vita di Audrey Rose, sembra essere l’illusionismo e la magia e la compagnia in cui è incluso anche Houdini in qualche modo. A bordo della nave da crociera il pericolo è dietro l’angolo.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei libri precedenti, scritto in maniera articolata e finemente interessante a livello di struttura della scrittura e nello stile. Carente in tutto il resto. In terza persona dal punto di vista di Audrey la storia si sviluppa nello stesso modo particolarmente prevedibile. Vi spiego i motivi di ciò che vi sto esponendo.

La storia effettivamente riporta di nuovo omicidi in catena, una sera dopo l’altra ogni sera dell’evento del circo. E, nonostante sia scritto nella trama e io non l’avevo letta prima di iniziare a leggere il volume, devo dire che avevo capito che sarebbero state in serie praticamente da subito.

Le morti e gli assassini seriali, capitano tutti a loro? Possibile che questa protagonista risulti peggio di Conan il Detective? La cosa sembra quasi assurda. Ovunque vanno capita che muore una serie di persone su cui loro si improvvisano detective. Ormai non è neanche più capire cosa accade ai loro corpi perché per la maggior parte ci pensa lo zio o Thomas a dedurre, è più giocare a fare i detective e a capire cosa può succedere.

Il personaggio di HOUDINI? Vale come tutti gli altri personaggi e, come vi ho detto prima risulta essere l’unico con un po’ di senso perché almeno lo vediamo effettivamente come da titolo. Nonostante questo la delusione è abbastanza evidente e in questa serie vediamo i nomi dei personaggi portati praticamente solo nel titolo.

L’amore tutto miele tra Audrey e Thomas, fin dall’inizio risulta quasi stomachevole. Siete carini insieme, per carità ma vi prego basta. Fate cadere il latte alle ginocchia, per non dire altro. Finalmente infatti la storia di Audrey si allontana un po’ da Thomas per concentrarsi su Mefistofele e su Audrey così da allontanarla da tutto questo miele – nonostante tra l’altro Thomas risulti  abbastanza geloso.

Se non fosse per la storia della protagonista, legata ai precedenti sarebbe un buon libro da leggere in solitaria. Messo nella serie diventa prevedibile nella scoperta dell’assassino, nella serie di omicidi, nella storia d’amore e resta interessante solo per la scrittura particolare dell’autrice e per ciò che ha creato attorno ai singoli personaggi.

Una nuvola fluttuò davanti alla luna, oscurando il cielo per qualche
istante. Era mezzanotte, ed ero stata avvertita: non dovevo stringere patti nel cuore della notte. Mefistofele si sporse in avanti, gli occhi fissi nei miei. «Abbiamo un accordo, dunque?»

Il libro in questione è sicuramente una lettura interessante ma piuttosto banalotta se presa con i suoi seguiti. Consiglio a chi ha iniziato la serie di continuarla, ovviamente. Per chi la dovesse iniziare? Solo se amate lo young adult e dei bei posti a cui fare visita.

Kerri Maniscalco scrive una serie che segue una fila di omicidi nella fine dell’ottocento, inizi novecento. Una serie che passa attraverso diversi stati e, in questo ci porta a bordo di una crociera ricca di misteri e omicidi. Siete pronti ad affrontare l’illusionismo del Circo al chiaro di luna?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite?
A presto,
Sara ©

REWIEW PARTY: Recensione #447 – LA GUERRA DEI PAPAVERI DI R.F. KUANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi un nuovo evento che porta una recensione in cui avrò molto da dirvi e sarà ricca di contenuti ma che ci terrei particolarmente ci dedicaste i minuti che servono. Insomma spero la leggiate tutta e con attenzione. E’ un libro interessante, non adatto a tutti e spero che per quanto ne siate attratti possiate comprendere ogni minuzia che ho spiegato per voi. Ringrazio l’Oscar Vault Mondadori per avermi permesso la lettura e ringrazio Miriam per aver organizzato l’evento.

715hSgZfhHL._SL1500_Titolo: La guerra dei papaveri
AutoreR. F. Kuang
FormatoFormato Kindle / cartaceo

Prezzo: 9,99 €
Copertina rigida: 22,00 €
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TramaOrfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo…

RECENSIONE

Midnight Designs: The Poppy War – Read at MidnightLa storia ha inizio un un piccolo luogo sperduto di una remota regione dell’Impero. Runin, che conosceremo come Rin, è un’orfana adottata dalla famiglia Fang che spaccia oppio e nasconde il tutto gestendo un piccolo negozio di cui Rin è costretta a fare la commessa. Trattata come una schiava all’interno della famiglia, i Fang decidono che per lei è giunto il momento di essere venduta come moglie a qualche ricco benestante. Ma Rin non vuole questa vita per se stessa, lei è nata per qualcosa di più grande ed è pronta a dimostrarlo iscrivendosi all’esame per entrare alla più grande accademia militare dell’Impero, la Sinegard. E’ difficile, la strada in salita e tutto per lei si mette difficile quando si deve combattere per cercare di non finire sposa ma in schiavitù; una strada che la porterà a scoprire cose importanti di se stessa e delle persone che la circondano.

Cosa farà Rin? Riuscirà ad evitare il matrimonio ed entrare alla Sinegard? Cosa le succederà durante il suo percorso di crescita?

«Non parla tanto, vero?» chiese Han. «Neanche si presenta. Che coglione.»  «Non ne ha bisogno» disse Kitay in tono di scherno. «Tutti sanno chi è.» «Forte e misterioso» disse Venka trasognata, e si mise a ridacchiare con Niang. «Forse non sa parlare» suggerì Nezha. «Lo sapete com’erano gli speerliani. Selvaggi e assetati di sangue. A malapena sapevano cosa fare se non gli si davano ordini.» «Gli speerliani non erano degli idioti» protestò Niang.

La trama è interessante, originale e incuriosisce già a primo impatto. Una storia che coinvolge e cerca di introdurre il lettore in una storia forte, coinvolgente e potente. Tutto ciò che trovate nella trama troverete, ma anche oltre, anche di più, persino più forte.

La copertina è fantastica e sono felicissima che la Mondadori abbia mantenuto l’originale perchè era davvero difficile uguagliarla in alcun modo. Tutto in questa stupenda edizione fa presagire bellezza e dedizione, così com’è la protagonista di questa storia. Il titolo è stato semplicemente tradotto così com’è ed è interessante. Avrei sicuramente preferito il titolo originale ma anche così rende.

L’ambientazione è un punto che gioca molto a favore e sicuramente, il word building è una delle cose con una struttura studiata, precisa e meticolosa. Sarebbe davvero difficile parlarvi di questo mondo, si finirebbe per sminuirlo. Riprende dai tratti nipponici e riporta tutto ciò che di quello si aveva un tempo. Finalmente una storia che ci porta in un luogo che sogno di andare a visitare, con una cultura differente dalla nostra, che rende tutto magico e scenografico.

La prima volta fece turbinare delle foglie ai suoi piedi senza muovere un muscolo. Rin pensò che fosse uno scherzo del vento. Poi lui lo fece una seconda volta e una terza, per dimostrarle che ne aveva il totale controllo.  (…) «È sovrannaturale.» Jiang aveva un’aria compiaciuta. «La parola sovrannaturale è adatta a definire qualsiasi cosa non rientri nella tua attuale concezione del mondo. È importante che tu sospenda l’incredulità. Ho bisogno che accetti semplicemente che queste cose sono possibili.» «Vi aspettate che io accetti il fatto che siete un dio?» «Non essere sciocca. Non sono un dio» disse lui. «Sono un semplice mortale che si è svegliato e ha scoperto il potere della consapevolezza.»

Midnight Designs: The Poppy War – Read at Midnight in 2020 | Poppies,  Graphic design, GraphicI personaggi sono davvero i più variegati possibili all’interno della storia. In primo luogo ci ritroviamo a perderci nei panni di Rin e a cercare di capire la sua mentalità, la sua scalata verso ciò che l’aspetta e il modo in cui cerca di conquistare il mondo attorno partendo dal nulla. Ho letto un’intervista dell’autrice in cui “paragona” se così vogliamo definirlo a la vita di Mao Zedong che nasce come un uomo che veniva dal nulla, da una piccola provincia di Hunan ed è diventato un dittore genocida. Ha voluto intraprendere il percorso mentale che lei ha immaginato debba aver intrapreso lui.  Dice l’autrice stessa: “Come passi dalle radici che avevano Mao e Rin, a detenere un potere inimmaginabile e causare così tanta sofferenza con esso? Come lo giustifica mentalmente a te stesso?” Insomma voleva scoprire psicologicamente come poteva nascere un dittatore o comunque qualunque potere che venga dal nulla. Quindi prende un personaggio, Rin, e utilizza lo stesso schema mentale partendo dal fatto che Rin voleva salvare i suoi amici e se stessa e come fare per rendere questo possibile se il mondo attorno crolla inesorabilmente? Starete a vedere.

Altri personaggi di cui si circonderà Rin saranno alcuni completamente opposti, come Kitay che è un ragazzo semplice, caparbio e fondamentalmente tranquillo seppur studioso e disciplinato a Nezha irruento, saccente e superbo. Avremo modo di avere molto a che fare con Altan, coloro che tutti chiamano l’ultimo speerliano , dagli occhi rossi e dalla forza mostruosa. Inoltre avrete modo di far entrare nel vostro cuore il Maestro di demologia Jiang che per i suoi modi di insegnamento nel cercare di aprire la mente alle cose che ci circondano mi ha ricordato il mio insegnante di italiano, che spronava a far lo stesso. Sicuramente una varia serie di personaggi interessanti e da scoprire.

«Perché nel Nikan sono contrari all’uso di droghe?» (…) «Perché l’uso di sostanze psichedeliche è associato all’annebbiamento della mente, al potenziale sprecato e al disordine sociale. Perché i tossicodipendenti possono dare poco alla società. Perché è una piaga persistente nel nostro paese, un’eredità della cara Federazione.» Jiang annuì lentamente. «Ben detto. Sei d’accordo?» Rin fece spallucce. A Tikany, nei covi degli oppiomani, ne aveva viste a sufficienza di cose per conoscere gli effetti della dipendenza. Capiva perché le leggi dovessero essere tanto severe. «Ora sì» disse con prudenza. «Ma suppongo che cambierò idea dopo che avrete detto la vostra.»

Midnight Designs: The Poppy War | Poppies, War, ArtistLo stile utilizzato è complesso, articolato non particolarmente scorrevole ma coinvolgente. Per quanto sia moralmente ed emotivamente difficile sorreggere questa storia, non posso essere più orgogliosa di avergli dato una possibilità.

Il volume si ispira in chiave fantasy al periodo delle guerre sino-giapponesi, nel periodo del massacro di Nanchino, un insieme di crimini di guerra che l’esercito giapponese fece a Nanchino. Infatti è noto come Lo stupro di Nanchino, uno dei periodi più cruenti e crudeli di quel periodo. Oltretutto riprende in piccola parte anche le guerre dell’Oppio. La storia storicamente si divide in queste due fasce storiche, giocandoci molto e mettendoci molto fantasy che renderà la lettura ancor più interessante.

La scelta del personaggio di Rin è stata assolutamente focale e originale. E’ una ragazza determinata, che si spinge oltre il limite pur di non subire abusi. Arriva a farsi del male verso se stessa pur di non sacrificarsi agli altri e non essere succube di nessuno. E’ determinata a conquistarsi le sue libertà seppur sia particolarmente ottusa in determinati contesti. E questa suo essere ottuso la porterà a scontrarsi in diversi contesti che la metteranno alla prova: la rabbia che non riesce ad incanalare e che sfoga verso chi ha tentato di sottometterla, i ragionamenti profondi con un insegnante misteriosamente ridicolo ma potente e pieno di segreti, una scelta di assumere qualcosa che la cambiasse per sempre e non le permettesse una determinata cosa, e tanto altro.

In particolar modo quest’ultima cosa che non ho volutamente detto ma che scoprirete solo leggendo può lasciare il lettore sconcertato seppur non vi sia alcun obbligo che perché sia donna allora tutto deve essere scritto che debba andare in un determinato modo. Credo che sia stata una delle scelte più coraggiose e audaci da parte dell’autrice degli ultimi tempi, una scelta azzardata ma che personalmente piace e da un valore in più alla forza che Rin cerca di mettere in ciò che fa e in ciò che vuole diventare in futuro.

Le atrocità della guerra sono reali, vive, si riesce a sentire tutto sulla propria pelle. Si riesce a percepire l’angoscia, i risentimenti, la vendetta, la rabbia di un popolo messo alla gogna e la speranza di riprendere in mano quel poco che resta nonostante anche i più vicini siano quelli da temere di più. Rin si farà strada in un mondo crudele, che vuole vederla sconfitta e perdente, che preferisce vederla morta.

Ho apprezzato il fatto che non vi fosse alcuna storia d’amore. [FINALMENTEEEEEEE!] Basta tutte ste storie latte e miele, non ci servono o almeno ci stanno ma non sempre. A volte il libro è bello anche senza storie d’amore, no? C’è tantissima amicizia, c’è rispetto, rivalità e timore, scoperta di se stessi, interrogativi, paure, sangue e tanto altro. Dimenticate l’amore fru fru insomma. E sinceramente, ringrazio l’autrice di non aver inserito niente al riguardo se non qualche timido e fugace sguardo di Rin nei confronti di Altan. E per fortuna si limita solo a questo. E – per quanto si vocifera ci sono anche personaggi asex!!!! Sono felice che non si riduca all’amore, alla storia sentimentale per salvare il mondo. MEEEWH _._ Finalmente una storia – perdonatemi il francesismo – con i controcoglioni sotto tanti e differenti aspetti.

Altro punto importante nella storia sono l’uso di oppio e droghe e lo sciamanesimo. Le droghe sono viste come un mal nell’abuso ma allo stesso tempo anche un aiuto per la magia, per raggiungere gli Dei che possono aiutare la protagonista e altri personaggi a far fuoriuscire il potere, a connettersi con il mondo. Sicuramente è un punto di vista curioso e originale ma non colpisce a pieno. Perchè dargli potere se poi, in alcuni casi devono dipendere da questo? La frase di Rin sotto riflessione sull’uso delle droghe mi ha colpito – tant’è che ve l’ho riportato anche qui, nella striscia in alto; la risposta di Jiang spiazza ma rende ciò che l’autrice cerca di trasmettere tra il connubio di utilizzo e non (non c’è citata quindi dovrete scovarla nel libro se volete saperne di più). Il lato sciamanico è interessante ed è il primo libro in cui mi trovo a sentirne parlare. Ho apprezzato Jiang e il suo ruolo all’interno di questo, il modo in cui si arriva a parlare di sciamanesimo e in cui esso esce all’esterno. 

Nonostante questo libro sia grande, potente e assolutamente incredibile non riesco a dare il massimo dei voti perché dopo si esce dai schemi dell’Accademia, in special modo quando Altan prende una parte importante all’interno della situazione, le cose cominciano a diventare ripetitive, pesanti e quasi ridondanti. Infatti per un terzo il volume scorre e la storia si concentra all’interno della struttura scolastica in cui il solo compito di Rin sembra quello di restare, quello di battere l’antagonista del momento, Nezha. Si concentra molto sull’utilizzo dei suoi poteri e tutto il resto che cerca di apprendere da Jiang, il suo insegnante di demologia. Quello che succede successivamente però, porta Rin completamente alla deriva, in cui non si riconosce più e sembra aver perso i binari di ciò che voleva diventare. Comincia a seguire consigli di altri e non ragiona più con la sua testa. Insomma, Rin finisce completamente alla deriva per via della trama ricca di avvenimenti che finiscono per concentrarsi su tutt’altro e lasciandola allo scoperto. Forse anche troppo.  Quindi non riesco davvero a comprendere la scelta di Rin di continuare a seguire quello che ormai è solo un folle piuttosto che i principi che aveva coltivato fino a quel tempo. Perché continuare a cercare vendetta per un principio che non sentiva così forte, che non sentiva così suo? E’ una spiegazione che non riesco a darmi effettivamente.

«No, intendo, a chi somigliano?» chiese Kitay. «Ai nikariani? Tutti gli abitanti della Federazione provengono dal continente orientale. Se non sono come gli esperiani, allora devono avere una faccia in qualche modo normale.» Rin non capiva che importanza potesse avere. «E cosa c’entra?» «Non vuoi vedere che faccia ha il nemico?» chiese Kitay. «No, non voglio» rispose lei. «Perché in quel caso potrei considerarli umani. Ma non lo sono. Stiamo parlando della gente che durante l’ultima invasione dava l’oppio ai bambini di due anni. Della gente che ha massacrato gli speerliani.» (…) «Che importanza ha adesso? Stanno arrivando, noi invece stiamo qua ad aspettarli e alla fine della giornata saranno vivi solo i vincitori. La guerra non determina chi ha ragione. La guerra determina chi resta.»

Sicuramente non è un libro per tutti e vi invito a leggerlo solo se esclusivamente curiosi, amanti del genere e delle storie cruenti, forti, decise e pericolose. Un fantasy originale, che vi consiglio, nonostante una parte sia stato più pesante delle altre.

R. F. Kuang scrive una storia coinvolgente, che ci trascina in una scuola, nella crudeltà della vita e nella forza di spirito per cercare di costruirsi un futuro come per quanto riguarda se stessi. Un primo volume di una trilogia che apre le porte a un mondo denso di minacce, poteri e crudeltà. Una storia che non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Le trovate in questi altri blog:

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Che ve ne pare? Siete curiosi di scoprire questo nuovo volume  tutto da leggere? 🙂

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: RECENSIONE #443 – HEARTSTOPPER V.2 DI ALICE OSEMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene e sono davvero felice di portarvi questo secondo bel volume della serie della Oseman edito Mondadori Oscar Vault. Sono ultra felice di questo arrivo e sono ultra felice di parlarvene perchè questa storia è una delle graphic novel più belle e dolci degli ultimi tempi.

NB: Trattandosi di un secondo volume, potrebbero esserci spoiler riferiti ovviamente al primo. Quindi se volete proseguire, sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo.
978880472881higTitolo: Heartstopper V2
Autore: Alice Oseman
Editore: Mondadori
Genere: Graphic Novel
Data di uscita: 6 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/35KKCB3
Trama: Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia. Ma l’amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso.

RECENSIONE

La storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata con il volume precedente. Charlie alla festa ha baciato Nick, dimostrando finalmente di essere innamorato di lui a tutti gli effetti. E’ Nick a reagire a questo bacio andando via e sparendo dalla circolazione. Adesso è Charlie ad aver paura di aver combinato qualcosa di irreparabile, di non poter riavere più indietro il suo amico Nick sentendosi in difetto e sentendo di aver fatto un disastro. I due sono entrambi in un limbo da cui devono cercare di uscire.

Ma come? Cosa succederà fra Nick e Charlie? Riuscirà Nick ad elaborare il tutto e giungere finalmente ad una conclusione su se stesso e su ciò che vuole davvero? Charlie riuscirà finalmente a trovare e ad avere l’amore che tanto desidera?

Heartstopper Volume Two - Alice Oseman, ed 2019 - eMAG.ro

La trama è semplice, breve e poco esplicativa. Essendo un secondo volume e trattandosi di una graphic novel direi che è giustissimo così e non lasciare troppe informazioni è la riuscita migliore per una storia simile. Meglio leggere e restarne rapiti direttamente.

La copertina è adorabile. E’ stata mantenuta come l’originale e sono davvero felice della riuscita che sta avendo, come sono felice che finalmente la Mondadori si stia operando per portare tantissimi bei titoli in Italia con una grafica ben fatta e con il bordo colorato, come sarà anche per questi volumi. Il titolo si adatta al primo volume, mantenuto anche qui come l’originale e non perde niente della serie. C’è infatti scritto Volume 2 ed è ben visibile sulla maglia di Nick. Un connubio copertina e titolo ben fatto.

L’epoca è moderna, ambientato ai giorni nostri, una storia attualissima da tematiche davvero importanti!! Quindi attualissimo.

Narlie | Shipping Wiki | Fandom

I personaggi di questa storia sono sempre Charli e Nick che si fanno più smielosi, più uniti e semplicemente meravigliosi pagina dopo pagina. Come non innamorarsi di questi due personaggi? Difficilissimo ed io vi consiglio di iniziare a perdervi fra le loro scene dolcissime, buffe e da giovani ragazzi innamorati quali sono.

Nick è un personaggio che si fa mano a mano sempre più adorabile nel corso della lettura. Sembra il classico orsacchiottone da abbracciare, passatemi il termine ma ha l’aria coccolosa e tenera. E’ un ragazzo che, in questo volume, troveremo confuso e alla ricerca di se stesso. Nonostante apprezzi la compagnia dei suoi amici comincia a rendersi conto di coloro che contano davvero piuttosto delle apparenze. Ha molto a cuore la mamma e il suo cagnolino.

Charlie è un ragazzo fragile che richiede attenzioni continue perchè perennemente insicuro. Nonostante personalmente preferisca Nick, trovo che sia un personaggio davvero singolare e ben sviluppato nel contesto e nella storia. La sua famiglia lo tiene molto in considerazione e accetta qualsiasi tipo di scelta, come dovrebbe essere in ogni famiglia e purtroppo non sempre è così. La voce di Charlie è adorabile ed ha costantemente bisogno di supporto emotivo vista la sua fragilità.

Heartstopper vol.1 - Alice Oseman - Recensione - Appunti di Zelda

Il perno centrale di questa storia è la ricerca di se stessi, l’identità di Nick in questo caso e i valori dell’amore e dell’amicizia. Come l’importanza del coming out. Una secondo volume d’impatto e necessario, in tutti i sensi.

Lo stile e la grafica utilizzato sono i medesimi del volume precedenti: immagini brevi e dirette sulle pagine, significative ed esclusivamente in bianco e nero. La lettura è veloce, si legge nel giro di venti minuti al massimo se vogliamo esagerare.

La tematica all’interno di questo volume è la cosa che me lo ha fatto apprezzare di più. L’identità sessuale di Nick, la ricerca di se stesso, le sue paure e l’accettazione di se stesso e di chi lo ama e gli sta a fianco. Facciamo un passo indietro. Nick ha sempre avuto fidanzate di sesso femminile, quindi resta spiazzato quando in Charlie scopre di più di un amico e comincia a provare qualcosa di più. Si spaventa, non riesce a comprendere, a darsi una spiegazione. Cosa gli sta accadendo? Si è semplicemente innamorato di Charlie ma renderlo effettivamente così e dirlo ad alta voce o dimostrarlo è ben diverso rispetto a cosa si trova a provare. Dall’altra parte ci sono il giudizio degli altri e la paura di questo, la paura della non accettazione da parte degli amici, dai famigliari e dalle persone che gli sono accanto. Riuscirà Nick in tutto questo? E riuscirà a fare coming out esponendo effettivamente se stesso agli altri, sentendosi finalmente pronto?

Una storia che pone tanti piccoli obiettivi e tante piccole domande che si pongono tanti altri ragazzi nel mondo. Una storia che sento attuale, moderna e vicina a me perché è una tematica che ho a cuore. Mi auguro che tanti di voi decidano di leggere questo volume e il precedente perché è davvero molto bello e intenso oltre che leggero.

Heartstopper Volume 1 by Alice Oseman | South Dublin Reads

Il libro è un misto di tenerezza, accettazione, amicizia, amore. Sentimenti ed emozioni che al giorno d’oggi servirebbero sempre un po’ di più. Una serie che mi sento sempre più di consigliare.

Alice Oseman scrive e illustra una storia d’amore potente e tenera allo stesso tempo tra due giovani ragazzi che cercano di scoprire se stessi, il mondo che li circonda e l’amore stesso. Una lettura unica e meravigliosa; un libro dolcissimo.

Il mio voto per questo volume è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando, vi aspettiamo:

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Cosa ne dite? Che ve ne pare? Lo aspettavate? Vi aspetto come sempre con idee e opinioni.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #440 – QUI C’E’ TUTTO IL MONDO DI CRISTIANA ALICATA E FILIPPO PARIS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova uscita proprio da oggi in libreria che spero vi incuriosisca davvero tanto. Una graphic novel emozionante e dolcissima di cui ringrazio la Tunué per la lettura in anteprima e Federica per l’organizzazione dell’evento. Ecco che ve ne parlo:

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Autore: Cristiana Alicata e Filippo Paris
Pagine: 196
Data di uscita: 24 Settembre 2020
Genere: Graphic Novel

Link d’acquisto: https://amzn.to/2EjiQ3j
Trama: Amicizia al femminile, resistenza al conformismo, diversità, voglia di scappare da un mondo percepito come lontano e ostile. “Qui c’è tutto il mondo” è la storia di Anita e delle sue due amiche: Tina, con cui condivide l’energia e la vitalità, entrambe mal disposte a essere incanalate nei binari di un comportamento femminile canonico, e Elena, una bambina con un soffio al cuore, delicata ma capace di comprendere la diversità e non rifiutarla. È proprio questo attrito fra ciò che si sente e ciò che si viene costretti a essere quello che Anita vive sulla propria pelle nella maniera confusa e incerta, ma istintiva e sincera, tipica dei ragazzi. Basta preferire gli abiti comodi dei maschietti (come quelli del fratellino Filippo) o giocare a calcio per provare già difficoltà a inserirsi e per venire additati come diversi. Un graphic novel di formazione delicato e coinvolgente.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un ricordo di Anita, a casa di suo nonno che si occupa della vigna e le spiega delle rose. La rosa tiene lontano determinati organismi e protegge le viti durante il loro percorso di crescita; Anita sa che la rosa l’aiuterà nella sua vita è Tina, con cui condivide l’amicizia e la forza del sopravvivere al mondo adulto e ai genitori che, con diversi problemi possono non essere così vicini ai loro figli. Altra loro amica è Elena, una ragazzina dai lineamenti e dai modi di fare meno rudi e mascolini rispetto alle altre due. Le tre cercano di farsi forza fra di loro cercando di supportarsi, da stringersi e condividere i loro dolori, le loro problematiche famigliari e quelle personali.

Cosa riusciranno a combinare le tre amiche? Cosa le spingerà tanto in là da cercare una via di fuga dal mondo che conoscono? Dove sarà il loro mondo?

Gli stereotipi di genere in "Qui c'è tutto il mondo"

La trama è semplice e diretta al cuore del lettore che cercherà nel volume di lasciare con tutta la leggerezza e la tenerezza possibile, tanti temi importanti per dei giovani protagonisti e per il lettore stesso.

La copertina è molto bella, incentrata sia sul personaggio principale che si vede ritratta nella sua interezza, sia il punto in cui tutto sembra voler cambiare per i personaggi di questa storia. Il titolo riprende una frase che dice Tina sul molo che vedete in copertina. E’ una frase che, vista così nel titolo non si riesce a dargli un vero senso, mentre quando lo troveremo nel testo ci ricondurrà a un posto dove effettivamente in quel momento sembra esserci l’essenziale, o come dice Tina, il mondo. Un titolo significativo ed evocativo. Un connubio perfetto tra

L’epoca non è ai giorni nostri ma torniamo indietro, in una via di mezzo fra la nostra epoca e quella dei giorni nostri, nell’anno 198.

Gli stereotipi di genere in "Qui c'è tutto il mondo"

I personaggi di questa storia sono importanti, ben determinati e con costruzione determinata, che arriva dritta al cuore del lettore. Personaggi intrigati e interessanti, una storia con sfumature anche LGBT, sull’identità di genere e sulla scoperta di se stessi.

Anita è una ragazzina che cerca molto l’approvazione di suo padre. Si sente costretta nei panni di una ragazza e vorrebbe vestirsi e sentirsi a suo agio anche con dei vestiti da ragazzo e con atteggiamenti da ragazzo. A casa, sua madre ha tanti problemi legati alla depressione e Anita non vuole condividere i suoi spazi con lei che la maltratta e la impaurisce. Elena è un’amica speciale per lei e si sente particolarmente attratta dalla sua presenza.

Tina è un’amica vera, una di quelle che trovi una volta e difficilmente troverai ancora. Ha una vita famigliare frastagliata ed è sempre stata abituata a doversi battere per rimanere in piedi e combattere con la giungla che la circonda. Non si fa problemi a sfidare i maschi e ha un posto tutto suo dove poter stare in pace assieme alla sua amica Anita. Più di tutto, però, vuole fuggire e andarsene via di casa, lontano e non tornare mai più.

Qui c'è tutto il mondo, recensione: il buio dell'anima | Cultura Pop

Il perno centrale di questa storia è la crescita, l’identità, il cercare finalmente se stessi e dare un senso alla propria vita. Un romanzo su un’età difficile e di passaggio in cui ogni piccola cosa è importante per crescere, cambiare e determinare 

Lo stile e la grafica utilizzato è molto delicato. A colori, questa graphic novel cattura l’essenza dell’essere bambini e del cercare di carpire le paure, i dolori, gli amori e le insicurezze che ci accompagnano quando siamo ancora piccoli. La grafica è ben strutturata e delineata, i colori sono forti e smunti al tempo stesso, dipende dal momento in cui ci incontreremo ma avremo modo di concentrarci su vari accadimenti che succederanno in questa storia.

Le tematiche affrontate sono difficili ma al tempo stesso importanti, sia per i protagonisti che si ritroveranno a fronteggiare delle situazioni non semplici, sia per il lettore che potrebbe ritrovarsi in determinate occasioni o anche solo sentirsi vicino a queste dolci bambine che cercano di trovare il loro spazio nel mondo.

La depressione – o almeno quello che sembra essere – della madre di Anita. Questo è uno dei punti forti che spingeranno Anita a voler fuggire di casa e che vedremo in modo del tutto evidente nel corso del volume. Il fatto che lei la veda come un mostro, che dorma sempre o che la maltratti. Ho trovato la questione importante anche se avrei preferito fosse affrontata in maniera migliore dai figli della donna – parlo dopo il rientro e non posso dire altro.

I tratti mascolini utilizzati per Anita e Tina rispetto ad Elena risaltano  una sfumatura che gli autori hanno cercato di inserire nel volume e di cui lasciano che sia il lettore a cercare di scoprire il resto. Ad accentuare questo è ciò che sembra provare Anita per Elena quando sono vicine o quando condividono cose assieme. Questa sfumatura LGBT+ è stata inaspettata ma apprezzatissima perché spalanca le porte anche ai bambini oltre a chi vorrà leggere questo volume.

Ho trovato questa lettura delicata, dolce e ricca di tratti del passato, della vita di bambini che vogliono fuggire da una vita che sembra difficile, non appartenergli. Una storia che parla di identità, di amicizia e di molto altro.

Questa graphic novel è davvero un volume di formazione. Una storia semplice ma allo stesso tempo di tematiche importanti che meritano la lettura dalla prima all’ultima pagina. Un libro che mi sento di consigliare assolutamente.

Cristiana Alicata e Filippo Paris ci consentono di tornare bambini, di pensare a quanto almeno una volta ci siamo sentiti stretti nella nostra vita e nei nostri panni tanto da voler fuggire. Tanto da voler essere in qualsiasi altro posto, anche Qui , dove, c’è tutto il mondo.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Spero che leggerete le altre recensioni e che andrete a scovare altre opinioni e pareri al riguardo. A voi gli altri partecipanti:

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Cosa ne dite? Che ve ne pare? Lo aspettavate? Vi aspetto come sempre con idee e opinioni.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #439 – UNA NOTTE AL FASHION DI LILY CARPENETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un volume MM romance che spero vi incuriosisca. Ringrazio la casa editrice Over The Rainbow, Pub Me per avermi permesso la lettura, ovviamente. Ecco che ve ne parlo subito:
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Titolo: Una notte al Fashion
Autore: Lily Carpenetti
Genere: Storia d’amore
Data di uscita: 18/09/2020
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: 196
Prezzo: eBook 2,99€ – cartaceo 12,90€
Link d’acquisto: https://amzn.to/2FzZ8R2
Trama: Il Fashion. Un locale fuori mano, luogo perfetto per incontri
clandestini. Tutti lo conoscono, ma pochi ammettono di frequentarlo o di esserci passati vicino. Michele e Christian si ritrovano lì, ognuno alla ricerca disperata di evasione. Michele, soffocato dalla provincia ristretta in cui vive, è costretto a tenere nascosti i propri gusti sessuali. Christian, intrappolato nel ruolo di figlio perfetto, è spinto a ricercare la trasgressione nei momenti liberi. Il loro primo incontro si consuma in fretta nei bagni, famelico e urgente, tanto che Christian, confuso dall’alcool, è convinto di essere stato con una donna. L’amplesso tuttavia lascia loro addosso un’impronta impossibile da cancellare che li spinge a cercarsi ancora, lottando contro le proprie remore per trasformare una notte al Fashion in qualcosa di più.

RECENSIONE

people partying inside room

La storia ha inizio un giorno come tanti altri per Michele e il suo amico Gianluca: un noioso pomeriggio di prospettive basse per entrambi solo per permettere a Michele di stare il più lontano dai propri genitori con cui non si trova granché. E per vincere la noia e provare qualcosa di alternativo cerca di convincere Gianluca ad accompagnarlo al Fashion, un locale in un posto isolato e di non buona reputazione. Gianluca cerca di dissuaderlo ed è proprio lì che Michele, da una serata focosa al Fashion, troverà qualcosa di inaspettato quando incontrerà Christian.

Cosa succederà ai due ragazzi al Fashion? E al di fuori? Si incontreranno nuovamente? Cosa scatterà fra i due oltre alla passione e al desiderio irrefrenabile?

Michele, seduto a gambe incrociate sul copriletto chiaro, si incurva in avanti e sbuffa in aria un anello di fumo della sigaretta che approfitta di fumare di nascosto ogni volta che si rifugia nella stanza di Gianluca: più o meno tutte le volte che gli si presenta la possibilità di uscire di casa. Lui non fuma, ma gli permette di farlo nella sua camera da letto, proprio come gli concede sempre tutto ciò che chiede. Ogni capriccio.

La trama intriga sicuramente e, per gli amanti del romance e del MM questo è il libro che fa per voi. Se non siete molto avvezzi al romance e a buona parte di erotico, questo sicuramente non è il libro che fa per voi. Per il resto, sono sicura che saprete apprezzarlo perché è esattamente ciò che la trama ci lascia presagire.

La copertina è piuttosto semplice e, se devo essere completamente sincera non attira particolarmente a occhio. Ovviamente, se doveva esserci un tipo macho e muscoloso, allora preferisco cento volte questa. Non sopporto le copertine con un “figaccione” sulla copertina che serve solo a far pubblicità, attirare l’attenzione sul volume e nient’altro. E’ sobria, non cattura ma sicuramente rispecchia l’idea dell’entrata del Fashion, su questo non c’è dubbio. Il titolo del libro è sicuramente inerente alla storia trattata e a quello che ci troviamo davanti una volta immersi nella lettura. Questa notte al Fashion sarà l’emblema di tutta la storia e il punto da cui tutto nasce.
people standing on stage with purple lights

L’ambientazione è tutta Italiana, nelle vicinanze di Padova e l’epoca è attuale e moderna, ai giorni nostri.

«È proprio di questo che parlavo. Non ti senti mai soffocare a ripercorrere di continuo le stesse strade e rifare i medesimi gesti, settimana dopo settimana? Ogni santissima domenica andiamo al bar e prendiamo un panino. Estate e inverno, sempre la stessa routine. Da anni. L’unica cosa che cambia è che da giugno il vecchio Gianni trascina il biliardino all’aperto, sotto il pergolato.» E poi, senza aspettare una risposta, con un pesante sospiro Michele lascia la camera, passando il magone a Gianluca.

I personaggi principali di questa storia sono i due che ci accompagneranno nel corso del volume, ovvero Michele e Christian. Due personaggi diversi fra loro ma abbastanza complementari che cattureranno il lettore con i loro modi di fare e con i loro modi di interagire fra loro.

Michele è un ragazzo di appena 18 anni che ama i ragazzi e non vede l’ora di sperimentare la perdita della verginità. Vuole divertirsi, vuole trovare qualcuno e vuole andare al Fashion per essere lontano da occhi indiscreti. Non ama molto la compagnia dei suoi genitori di cui ha paura anche del loro giudizio visto che non sanno nulla della sua omosessualità. È un ragazzo petulante e riflessivo.

Christian è un ragazzo più grande di Michele, dai capelli lunghi e fluenti che passa la sua vita tra ragazze e il Fashion e che, vivendo da solo, si da alla pazza gioia non dando valore alle persone con cui sta, come per quanto riguarda se stesso. È un ragazzo a cui piace il brivido, un tipo rude e semplice.

«Se decidi di provare, hai il mio numero» sorride, infine. «Bastava farmelo memorizzare nel cellulare.» «Così lo memorizzi nelle vene» ribatte l’altro, ammiccante. Non perde tempo a spiegargli quanto poco senso abbia quella affermazione. Ma, di fatto, il suo corpo ha già memorizzato. Michele. Non il numero. E non è intenzionato a lasciarlo andare. Anche se quell’idea continua a terrorizzarlo e continua a ritenere troppo complicata una frequentazione con lui.

Il perno centrale è proprio la notte passata al Fashion. Alla passione che travolge e consuma i due protagonisti appena si incontrano e che li porta a cercarsi ancora e ancora. Il Fashion, un luogo e un locale che lascia a desiderare per la sua fama ma che lascerà un segno indelebile per i nostri protagonisti.

Lo stile utilizzato è abbastanza semplice, scorrevole e assolutamente fluido. Nonostante le pagine non siano poi tantissime, si legge comunque in pochissimo tempo, basato su due punti di vista, sia quello di Michele che quello di Christian.

La lettura è stata piuttosto leggera e sono felice di come si sia risolta anche nel finale.

Non ho trovato molto veritiero il fatto di Christian all’inizio. Ok, non ti accorgi che è un uomo e può anche darsi visto che era completamente ubriaco… Quindi passi questo ma la domanda effettiva mi sorge quando Christian sparisce e la cosa viene del tutto emarginata e non affrontata dall’autrice. Christian scompare quando si accorge di essere stato con un uomo e si spiega solo quando sarà Michele ad andarlo a cercare. La cosa mi è sembrata risolutiva, si, ma non si perché mi è parsa superficiale sotto questo aspetto.

Un punto che sicuramente mi avrebbe fatto piacere era quello di cercare di far parlare Michele con i genitori della sua relazione. Sicuramente non è una cosa facile né a farsi né a scriverlo effettivamente ma trovo che mantenere questa storia solo su i due quasi fosse una storia quasi surreale e non effettivamente legata al mondo che li circonda, sembra troppo eterea e poco reale.

Anche al mare la questione si ripete. Ok, comprendo che in Italia come nel mondo l’omofobia è reale però non affrontarla o non gestire neanche una situazione di questo genere o neanche parlarne con parenti, un qualcosa insomma, avvalora il fatto che sembra essere più eterea, segreta e non effettiva.

Nonostante questo e nonostante il fatto che io non ami molto erotici e affini, ho trovato la storia leggera, godibile, in cui il lettore riesce ad affezionarsi ai protagonisti e a sentirli vicini. Nel mio caso forse ho sentito molto più vicino Christian visto che Michele in alcuni casi mi è sembrato più infantile, più semplicistico e poco pratico.

Per il resto, vi ripeto, ho trovato la lettura piacevole per la mia domenica pomeriggio in cui ho passato a leggerlo.

Michele è così. O lo odi, o lo ami. E lui… E lui è perdutamente innamorato di Michele, anche se non sa come fare per offrirgli ciò che merita. Per avere una storia con lui. Anche se, per il ragazzo, la Nutella nella sua dispensa era già sinonimo di una relazione seria. E forse lo era davvero, prima che lui distruggesse tutto per le sue paure.

Il libro è sicuramente una buona lettura per passare un pomeriggio alternativo. Consiglio la lettura sicuramente agli amanti del romance.

Lily Carpenetti scrive una storia romantica, erotica che si accende in un locale malfamato e prosegue come nessuno dei due protagonisti credeva possibile. Una storia d’amore e di passione.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Sara ©