REVIEW PARTY: Recensione in anteprima (#291) – ABSENCE 3, LA MEMORIA CHE RESTA DI CHIARA PANZUTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una fine di una trilogia che mi è entrata nel cuore e di cui vado fiera del fatto che sia completamente italiana. Una storia davvero davvero incredibile che vi terrà sulle spine e vi farà emozionare. Ringrazio la casa editrice Fazi Editore per averci permesso la lettura di questo libro e tutte le ragazze che hanno partecipato all’evento. ATTENZIONE: Ovviamente se non avete letto i precedenti la recensione contiene Spoiler. Ecco qui che ve ne parlo.

41yyyrc1rjl._sx327_bo1204203200_Titolo: Absence 3 – La memoria che resta
Autore: Chiara Panzuti
Collana: Lainya
Prezzo: 15.00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JsSbRH
Trama: In questo episodio conclusivo della serie di Absence, la squadra Gamma è di nuovo riunita, ma i rapporti sono tesi e le liti frequenti: Jared e Christabel non si fidano più di Faith, dopo il periodo che ha trascorso con gli Alfa sull’isola di Bintan; Scott è l’unico a non dubitare della sua lealtà. Decisa a proteggere i suoi amici e a conoscere il vero scopo del gioco spietato che li ha resi invisibili al mondo, Faith segue le indicazioni della mappa lasciatale da Ephraim, prima dell’ultima prova a Clyde River. Raggiunge così la squadra Alfa a Iqaluit, Canada, dove la ragazza comincia a scoprire la vera identità di Davon, l’uomo in nero, i fantasmi che abitano l’impetuosa Abigail e la natura della sua attrazione verso Ephraim. A poco a poco tutti i tasselli andranno finalmente al loro posto, componendo il disegno crudele congegnato dall’Illusionista, un uomo ossessionato dal proprio passato e divorato dal desiderio di vendetta. Nella prova finale, il suo piano perverso condurrà Faith e i suoi amici a scontrarsi con i propri limiti, il dolore e la morte, ma soprattutto svelerà loro il valore dell’amicizia e la forza interiore maturata da ciascuno durante quell’atroce esperienza. Tornare a essere visibili è davvero essenziale per realizzare se stessi? Fino a che punto l’essere riconosciuti dagli altri determina la nostra esistenza?

RECENSIONE

grayscale photography of woman wearing hijabLa storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata con il libro precedente. Faith era finita a Bintan, separata da quella che ormai è la sua famiglia più che una squadra. E’ diventata forte ed ha maturato la consapevolezza di potercela fare, di poter combattere per tornare alla vita di sempre, per essere di nuovo qualcuno al mondo. Ha imparato a combattere ed ha trovato dei validi componenti nella squadra degli Alpha, dove non pensava di trovare qualcuno che sia disposta ad aiutarla davvero. 

Riusciranno le squadre a completare il quadro delle prove? Riusciranno ad appropriarsi di nuovo di loro stessi e di ciò che hanno perso? Dove si nasconde l’Illusionista? Ma sopratutto chi è? 

Avevo camminato parecchio per arrivare fin là, ma in quel periodo della mia vita camminare significava respirare, e respirare significava reagire, muoversi, decidere. In mezzo agli alberi, mi sentivo parte di quel tutto, invisibile nella forma ma presente, reale come una medusa.

La trama è ben strutturata e mette ancora più curiosità. Ammetto di averla letta, come mi capita per quasi tutte le trame, di leggerla tutta mentre scrivo la recensione. Di questo libro non ho proprio letto la trama perchè volevo gustarmi sorprese e tutto avendo carta bianca e cercando di non avere alcun tipo di informazione. Ed infatti, dopo averla letta ora, mi sono resa conto di quanto io abbia fatto bene a non leggerla fino a questo momento. Mi sono gustata la sorpresa degli eventi tutti insieme. Ovviamente se volete leggere questa trilogia dall’inizio vi conviene non leggere questa trama.

La copertina è dello stesso stampo delle precedenti, stile che la LainYA in genere usa per le sue collane. Lo sfondo nero predomina la scena ma l’importante è ciò che c’è all’interno, un cuore che sembra essere diventato di ghiaccio e che combatterà fino alla fine per salvare se stessa e chi le sta intorno. Non amo particolarmente lo stile complessivo che viene adottato per queste copertine ma se devo sceglierne una sinceramente preferisco la medusina del secondo volume. Il titolo di questo libro segue i precedenti e sono felice che sia La memoria che resta la cosa principale, che sia quella il fulcro che poi ricopre tutta la storia come inno alla rinascita, e a tutto quello che i personaggi porteranno inesorabilmente con loro alla fine di questo lungo e pericoloso percorso.

L’ambientazione di questa storia è sempre in giro per il mondo. Avremo modo di conoscere altre città che non abbiamo scoperto prima come Iqaluit a Nuuk , città fredde di cui sentiremo il gelo fin nelle ossa e ci lasceremo trasportare nella scia egli eventi. L’epoca è come sempre quella odierna e attuale.

«Qui stiamo parlando di ordini e gerarchia», specificò Yoon in tono cortese. «Argomenti che, direi, non ti competono». «Tu pensi?», sibilai di rimando. «Da quando mi hai iniettato l’NH1 in corpo, i tuoi affari sono diventati anche miei». «Hai mai visto un topo da laboratorio elencare a gran voce i suoi diritti?». «No. Ma se volevi delle cavie mute dovevi scegliere topi, non persone».

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I personaggi delle prime battute che troviamo sono Faith ed Ephraim, poi torneremo a vedere il solo ed unico punto di vista di Faith come anche per i volumi precedenti. Impareremo a conoscere sicuramente meglio i componenti della squadra Alpha oltre a tutto quello che c’è dietro a ciò che ha reso loro invisibili e tutto ciò che fino a quel momento hanno affrontato.

Di Ephraim abbiamo già cominciato a sapere qualcosa nel secondo volume e devo dire che nonostante tutto, non è un personaggio da sottovalutare. E’ stato interessante scoprire il suo punto di vista anche se avrei preferito saperne molto di più di Abigail che si è rivelata davvero il personaggio del momento che, assieme a Faith completa un quadro davvero unico e iconico per questa serie.

Faith da come l’abbiamo scoperta all’inizio, chiusa, timida, che non avrebbe fatto del male neanche ad una mosca è sempre più maturata e si è rivelata un vero portento anche nelle intuizioni, nella scaltrezza e nelle scelte. E’ più consapevole di se stessa e della sua forza e sa che può contare solo su se stessa se vuole uscirne veramente. In questa storia si passa ad odiare definitivamente Jared anche se era un personaggio che amavo molto nel primo volume. L’unico a rimanere costante è Scott che è quello che si rivela essere sicuramente il mio preferito in assoluto.

Ero pronta per avanzare nel nulla, preoccupandomi solo dei miei passi, ed ero pronta anche a dimenticare, a essere dimenticata. A un certo punto, dovremo tutti dirci addio. Ripensai alle parole dette a Ephraim; poi avvolsi le braccia attorno ai fianchi e mi abbracciai. Stretta stretta.

person standing on seashore viewing calm seaIl perno centrale di questa storia è il siero NH1 che hanno tutti i personaggi delle varie squadre. Sono diventati invisibili e lì dove prima era una gara contro le altre squadre, si sono scoperti più uniti che mai rivelando quanto l’unione possa fare la forza contro un nemico comune. 

Lo stile utilizzato è diretto, fluido e semplice. La storia si legge in pochissimo tempo e, come è stato per i libri precedenti, la storia è davvero incredibile.

Ricca di azione, la storia è una sorpresa dopo l’altra lungo il viaggio attraverso nuovi territori ognuno alla propria ricerca di se stesso oltre che della soluzione al problema. Faith, fin troppo sicura delle sue mosse (anche troppo direi!) cerca di vincere i demoni che ha dentro se stessa e di cercare di trovare la risposta migliore alle sue domande, anche se è difficile.

In particolar modo sono rimasta soddisfatta dell’azione creata ed il susseguirsi di emozioni che l’autrice attraverso Faith riesce a trasmettere al lettore. Se devo essere sincera non ho apprezzato molto il passaggio Jared – Ephraim di Faith ma è stato reso comunque molto leggero e non invasivo a livello della storia. (Grazie Chiara!) Abigail, come vi ho detto prima si annuncia uno dei personaggi chiave che apprezzeremo sempre più, assieme all’uomo in nero, Davon.

Questa storia ha lasciato un vuoto dentro di me incredibile come ad ogni fine serie che si rispetti. Sono soddisfatta delle scelte intraprese dell’autrice anche per quanto riguarda il finale, rimanendo onesto senza diventare smieloso o – comunque – senza mettere cose che avrebbero potuto distorcere la storia nella sua interezza. Inutile dire che mi piange il cuore e che nel finale mi sono emozionata e commossa tantissimo (NON MI VERGOGNO DI DIRLO SAPPIATELO! xD)

«Ci rivediamo a Nord», bisbigliai. «Ci rivediamo a Nord», disse Jared. «Ci rivediamo a Nord», disse Christabel. Scott sorrise. (…) E, avanzando lungo il corridoio, in una tempesta di tuoni, sparai a ogni figura che si muoveva, senza più cadere, senza più esitare, come mi era stato insegnato. Equilibrista su un filo, senza passato o futuro, ma solo in quel presente. Perché quella ero io.

Il libro è stato sicuramente un finale degno di questa trilogia che chiude un quadro al completo senza lasciare nulla al caso. Consiglio sicuramente la lettura di questa storia a tutti i miei lettori. Leggete Absence, sono sicura che non ve ne pentirete.

Chiara Panzuti è entrata nel mio cuore in punta di piedi ed è riuscita ad emozionarmi dall’inizio alla fine di questa storia cogliendo sia l’aspetto drammatico dell’invisibilità, all’azione che porta al riscatto fino ad arrivare alla dolce consapevolezza che al mondo non siamo invisibili e bisogna lottare per questo. Combattendo i propri mostri si uscirà da questa storia con tante cose in più e altrettante in meno. Sarà la memoria che resta di tutto questo a fare la differenza. Chiara è una vera forza della natura e sono davvero felice di aver letto questa serie.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando, anche loro vi stanno aspettando:

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Cosa ne pensate? Spero prenderete in considerazione la lettura di questa trilogia!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione (#290) – L’ULTIMA NOTTE DELLA NOSTRA VITA DI ADAM SILVERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una delle uscite più attese degli ultimi periodi e sono felice di essere riuscita a leggere in anteprima questo volume. Ringrazio Il Castoro Editore per la lettura in anteprima e la mia cara e vecchia banana Sara di Bookspedia che mi ha invitato. Sono felice di presentarvelo, eccolo qui:

ultima-notteTitolo: L’ultima notte della nostra vita
Autore: Adam Silvera
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LAJ2cO
Trama: Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

RECENSIONE

person holding gray skull illustrationLa storia ha inizio con una telefonata. Nessuno vorrebbe riceverla, soprattutto se arriva da Death-Cast, un servizio che annuncia che entro le prossime 24 ore si morirà. In una sera come tante altre questa telefonata raggiunge diverse persone ma ci sono due ragazzi che vorrebbero ancora vivere la loro vita, sognare, viaggiare e crearsi un futuro. Un futuro che non avranno mai. Quando Mateo riceve la sua telefonata è a casa e cerca di prendere tempo, spera sia uno scherzo ma non lo è. Quando Rufus riceve la sua telefonata sta picchiando a sangue l’attuale fidanzato della sua ex ragazza. Entrambi soli, entrambi con poche ore da vivere si incontreranno su un app, Last Friend e decideranno di essere l’uno l’ultimo amico dell’altro, nella giornata più bella della loro vita.

Cosa succederà ai due giovani ragazzi? Quali consapevolezze riusciranno a ricavarne? Riusciranno, a sentirsi vivi, nonostante stiano per morire? 

Non importa se non ci buttiamo col paracadute per non correre rischi, anche se così non avremo mai l’occasione di volare come i miei supereroi preferiti. Non importa se teniamo la testa bassa quando passiamo accanto a una gang in un quartiere malfamato. Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.

La trama è incisiva e dritta al punto. Peccato che lasci già intendere l’inevitabile. Nonostante questo io me ne sono innamorata subito, ancora prima che venisse annunciato in Italia. Io l’avevo messo nella mia lista di libri da leggere quando era in inglese, potete figurarvi quando ho saputo che usciva in Italia. Sono abbastanza masochista nel scegliere libri di questo tipo, lo so, ma chi ama libri di questo genere so che può capirmi. 

La copertina è davvero meravigliosa e sono felice che abbiano deciso di lasciarla invariata rispetto all’originale. Come si può notare i due amici sono in giro per la città ma sotto, la loro ombra riflette la morte, ovvero colei che li segue e li accompagna durante il loro viaggio insieme, lungo le ultime ore che gli restano da vivere. Entrambi decidono di volerle vivere uno accanto all’altro. 

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Il titolo è stato leggermente modificato dall’originale ed è decisamente migliore della traduzione effettiva e letterale che ne sarebbe derivata. They both die at the end, che in italiano sta per Entrambi muoiono alla fine, era decisamente un tantino triste ed anche molto avvilente nei confronti di questa storia. Sono felice del risultato che ne è derivato dall’adattamento italiano perchè dice tutto lo stesso – come l’originale – essendo più elegante e descrivendo la storia per quello che effettivamente è.

L’ambientazione della storia è New York, solo in un’epoca molto più moderna ed evoluta della nostra, in cui c’è un servizio che sa quando stiamo per morire e come una persona può utilizzare tanti servizi e tante cose in riferimento al fatto che si sta per morire.

Non si deve fare beneficenza, aiutare gli anziani ad attraversare la strada o salvare cuccioli nella speranza di essere ripagati. Non troverò mai la cura per il cancro o la soluzione al problema della fame nel mondo, ma piccoli atti di gentilezza possono fare tanto. (…) «Credo che gli abbiamo svoltato la giornata semplicemente non facendo finta che fosse invisibile. Grazie per averlo guardato insieme a me». «Spero che abbiamo aiutato la persona giusta»

person holding Canon DSLR cameraI personaggi della storia sono davvero tanti ma io mi limiterò a parlarvi dei due punti di vista principali, i due veri protagonisti di questa storia di amicizia, di consapevolezza e di morte. Mateo e Rufus non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro.

Mateo veniva preso in giro quando era a scuola ed ha solo la sua migliore amica che con sua figlia gli regalano un po’ di sole nella sua vita poco illuminata. E’ un tipo a cui piace passare del tempo a seguire gli ultimi giorni degli altri su Death Cast e non avrebbe mai pensato che sarebbe stato nche lui protagonista di questa dolorosa ultima avventura. Suo padre è in coma ed è l’unica persona che gli è rimasta al mondo a parte la sua amica e non può fare altro che cercare un amico online per sentirsi meno solo nell’Ultima notte della loro vita.

Rufus è un ragazzo che ha visto morire la sorella e i suoi genitori in un giorno e negli ultimi tempi è cresciuto da affidatario e si è fatto degli amici, i Plutone, dei ragazzi che lo fanno sentire accettato e più a casa possibile. E’ un ragazzo sveglio e intelligente ma non ha paura di usare le mani quando servono, sopratutto se servono per dare una lezione a chi se lo merita. Rufus ha sofferto tanto quando anche Aimee l’ha lasciato e si è sentito ancora più vuoto di prima. Ed è proprio mentre si trova a scappare da tutti i demoni del passato che decide di provare una cosa nuova incontrando quello che sarà il suo ultimo migliore amico.

«Non vado da nessuna parte, conferma Mateo». Ha un sorriso gentile. «Cosa facciamo?» «Quello che vuoi». «Andiamo a vivere un momento speciale?» «Pensavo lo stessimo già facendo, ma perchè no».

Il perno centrale di questa storia è ciò che sta nel mezzo fra la vita e la morte. E’ il tempo che pensiamo di avere ma che non basta mai e che ci accorgiamo di aver sprecato nel momento in cui ci rendiamo conto di essere arrivati alla fine. E’ questo che accompagna i due protagonisti lungo questa storia, la consapevolezza di essere arrivati alla fine ma di avere – nonostante tutto – ancora un giorno per rimediare, un giorno da vivere come se fosse tutta la vita.

two men clapping each other on shoreLo stile utilizzato dall’autore è diretto e dritto al punto, semplice e scorrevole. La struttura narrativa dei personaggi si divide sia nei due protagonisti principali che in altri personaggi che vedremo per una pagina o due ma che costruiranno tutto ciò che circonderà il cuore principale della storia.

La storia funziona molto dal lato malinconico e della tristezza e lascia dei messaggi esaustivi e profondi su come soltanto nell’ultimo giorno ci si renda effettivamente conto di ciò che avevamo e di ciò che stiamo perdendo. Nonostante, comunque, sia stata scorrevole e fluida dal punto di vista della lettura e la storia sia stata toccante e lasci intendere quanto le persone non prendano sul serio la propria vita o non la vivano abbastanza a pieno, ci sono state delle cose che mi hanno lasciato in bilico e con una piccolissima parte di insoddisfazione. 

Pensavo che alla fine del libro avrei versato fiumi di lacrime – e lo so di per certo perchè con questo tipo di libri o comunque con una storia triste, difficilmente riesco a trattenermi – invece non è stato così. Non dico che sono rimasta delusa da questa cosa, ci mancherebbe, ma sono rimasta delusa proprio dalla mancanza di pathos nel finale che ti lascia l’amaro in bocca e ti fa stringere lo stomaco. 

L’inserimento di troppi personaggi che hanno incontrato i due protagonisti ma che sono decisamente superflui. Per qualcuno devo dire che potevano starci ed erano posizionati anche ad hoc ma alcuni lasciano dei dubbi esistenziali che fanno sorgere delle domande, come il tipo alla fine che si ricollega poi ad un altro personaggio secondario.

Ciò che nasce fra i due protagonisti non era davvero necessario. Secondo me si poteva tenere una profonda amicizia che li lega per via della morte. Ho trovato la cosa molto forzata e quindi ha smontato tutto ciò che per me era la parte importante della storia, in fin dei conti, ovvero quando i due protagonisti arrivano alle battute finali della storia. L’importante era vivere quell’ultimo giorno, uscirne vincitori (per quanto sia possibile considerarla tale), cambiati, diversi e un po’ meno soli.

In più c’era la possibilità che almeno un personaggio spiegasse come effettivamente fa Death Cast a sapere quando si muore. Ok che non nasce come un fantasy o una storia per cui quello sia effettivamente necessario ma forse anche questo ha contribuito nella mia insoddisfazione generale. Già il fatto di sapere quando si muore una cosa è effettivamente strana e praticamente impossibile, ma se avesse avuto una spiegazione anche misera probabilmente mi sarei accontentata. Invece sembra quasi che neanche l’autore sappia spiegarsi questa cosa o che lo ha ritenuto superfluo anche se è poi su questo servizio che nasce la storia e su cui si basa.

A parte questo ho trovato la storia davvero significativa a livello emotivo e di emozioni che trasmette. Il tema principale è importante e condivido il fatto di vivere una vita ricca di avventure che ci lasceranno soddisfatti di quello che abbiamo fatto, non solo cose che ci fanno andare avanti tanto per. E’ una storia che vi farà entrare nel cuore i due personaggi principali e che custodirete nel cuore per un bel po’ di tempo.

«Hai ragione. Hai proprio ragione. Stanno sparendo un sacco cose, tutto, tutti stanno morendo. Gli esseri umani fanno proprio schifo. Pensiamo di essere indistruttibili e immortali (…)». «Non agiamo mai», afferma Mateo, «reagiamo soltanto quando ci rendiamo conto che il tempo sta per scadere».

Il libro è sicuramente una lettura che vi lascerà tante emozioni coinvolgenti. Quella predominante è sicuramente la tristezza e la malinconia come la speranza costante che i due possano salvarsi, che Death Cast per loro possa essersi sbagliato. E voi, cosa fareste se vi dicessero che questo è il vostro ultimo giorno di vita?

Adam Silvera arriva al cuore del lettore dalla prima all’ultima pagina lasciando quell’alone di tristezza che stringe il cuore. Una lettura coinvolgente ed emozionante che vi porterà in giro per New York in un ultimo giorno che ci trascina in un avventura malinconica e dolcissima.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni mi raccomando! Eccole qui:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere che ve ne sembra e se lo leggerete!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: Recensione (#289) – THE KINGDOM DI JESS ROTHENGERG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi voglio parlarvi di questo libro per via di un evento di oggi! Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura in anteprima di questo libro davvero interessante e ringrazio Ely di Il regno dei libri per aver organizzato l’evento. Ecco qui che ve ne parlo:

Risultati immagini per the kingdom jessTitolo: The Kingdom
Autore: Jess Rothenberg
Editore: De Agostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 16 Aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2VKw00c
Trama: Benvenuta nel Regno dove “per sempre felici e contenti” non è solo una promessa. È una regola. Voli virtuali negli universi dei propri libri preferiti. Nuotate in compagnia delle sirene. Safari tra elefanti a strisce e purosangue dalle ali di farfalla. Questo e molto altro diventa possibile quando si varcano i cancelli del Regno, il parco a tema più straordinario di tutti i tempi. Ma l’attrazione principale sono loro: le sette principesse androidi create per intrattenere i visitatori. Sempre bellissime, sempre sorridenti, sempre pronte a trasformare i sogni in realtà. Ana, una delle predilette dal pubblico, ama la vita nel Regno. La felicità delle famiglie che accoglie ogni mattina all’ingresso è la sua felicità. Tutto cambia, però, quando Ana incontra Owen. Owen, il ragazzo dagli occhi color cioccolato che lavora nello zoo del parco, è il primo umano che non la tratta come una macchina, il primo che le fa provare un’emozione non contemplata dagli ingegneri che hanno programmato i suoi circuiti: l’amore. E quando Owen sparisce nel nulla, lasciandosi dietro solo un braccialetto carbonizzato, la favola si trasforma in incubo. Accusata di omicidio, Ana si ritrova a combattere per la sua stessa vita, e scopre che nello scintillante Regno che ha sempre chiamato casa niente è come sembra… Echi di Westworld e Il racconto dell’ancella risuonano in questo romanzo folgorante, che ha il ritmo mozzafiato di un thriller ed è al contempo una struggente storia d’amore e una toccante riflessione su che cosa, in fondo, ci rende umani.

RECENSIONE

crystal castle with fireworks at nightLa storia ha inizio a Kingdom, un luogo dove il lieto fine è la cosa più importante. Kingdom è un grande parco tematico in cui ci sono specie di animali ibridi per la maggior parte estinti sul pianeta e le sette bellissime e meravigliose Fantasiste, le principesse del regno che, felici, accolgono e si prendono cura di chi fa visita al parco. Ognuna con i propri compiti da svolgere, sono ragazze bellissime e adorabili altamente computerizzate. Ana ama le sue sorelle ed anche se a volte è invidiosa di quelle che sono le più amate del regno si sente felice. E’ quando Nia, sorella di Ana e principessa di Kingdom, comincia a dare dei brutti segnali che la vita di Ana comincia a cambiare e la principessa androide comincia a maturare dubbi su tutti coloro che la circondano tranne che sul giovane Owen, il custode del parco, che sembra volerla aiutare. Peccato che, anche quando quest’ultimo sembra essere morto la colpa va proprio ad Ana che finisce sotto processo.

Cosa succederà a Kingdom? Quali segreti scoprirà Ana? Cosa c’è fuori dal regno che per le Fantasiste è impossibile  oltre che impensabile da raggiungere? Quali sono le differenze fra gli umani e le fantasiste androidi?

ANA: Non ci parlo più, con lei. Mi ha fatto soffrire. DOTT. FOSTER: Ah sì? E dove ti fa male? ANA: [Si posa una mano sul cuore] DOTT. FOSTER: Interessante. ANA: È tutto quello che ha da dire? DOTT. FOSTER: Che cosa vorresti che dicessi? ANA: Delle scuse sarebbero gradite. DOTT. FOSTER: Va bene. Mi dispiace. ANA: Sta mentendo. DOTT. FOSTER: Come fai a saperlo? ANA: Perché ha distolto lo sguardo. Lo fa sempre, appena prima di mentire. DOTT. FOSTER: Mi conosci bene. Come io conosco te. ANA: Lei pensa di conoscermi, ma non è vero. Lei non mi conosce affatto.

La trama è ben scritta anche se è molto più incentrata su Owen che sul resto. Ana comincia a cambiare quando sua sorella Nia, la preferita fra tutte le Fantasiste comincia a dare segnali di squilibrio. E’ questo a dare il via ad una carrellata di eventi che porteranno Ana dov’è ora, in un processo in tribunale per la morte di Owen. Per il resto è sicuramente curiosa e invita alla lettura.

Risultati immagini per the kingdom jess rothenbergRisultati immagini per the kingdom jess rothenbergLa copertina italiana è davvero raccapricciante. Già la prima che avevano annunciato era tremenda, questa ancora di più ed hanno rovinato una vera e propria opera d’arte. Vi basta guardare le due copertine che sono state utilizzate nella versione originale che vedete qui di lato. Sono entrambe meravigliose, non trovate? Personalmente preferisco di più quella con il viso in primo piano ma trovo bella anche l’altra. 

Il titolo, almeno questo, è stato risparmiato da un atroce destino ed è stato conservato come l’originale. Sono felice che non sia stato storpiato e che sia rimasto così. Se si pensa che poteva diventare “Il regno del lieto fine” o cose similari a questa mi sarei andata a seppellire da qualche parte. Fortunatamente almeno quello è sopravvissuto e devo dire che sono soddisfatta, almeno in parte.

L’ambientazione è il parco tematico più bello di tutti i tempi: The Kingdom. Ognuno può fare ciò che vuole e ciò che ha sempre sognato: incontrare e parlare con le bellissime Fantasiste, esprimere un desiderio lanciando una moneta nella fontana, incontrare maestosi animali ed esplorare tutte le tematiche del parco, dalla Laguna con le Sirene a la vetta della montagna con la Neve. Un mondo particolare, magico ed incredibile. L’epoca della storia è abbastanza futuristica, diversi anni dopo di noi ma si concentrerà molto più nel parco quindi non saremo dare una definizione precisa al tempo se non per la tecnologia decisamente avanzata. Mi pare che venga accennata in un certo momento l’epoca ma non ricordo di preciso l’anno.

Solo quando mi ritrovo nell’atrio un tempo maestoso dell’arena di Sea Land – ora deserto e buio, l’ombra di se stesso – mi rendo conto che è la prima volta che vado intenzionalmente in un luogo in cui non mi è consentito andare. È un comportamento imprevedibile. Sgrano gli occhi. Io sono imprevedibile.

Immagine correlataI personaggi di questa storia sono diversi ma mi concentrerò esclusivamente sulla protagonista principale di questa storia, la Fantasista Ana. E’ un personaggio che nel corso della lettura cambia e si svela, rivelando ciò che è diventata nel corso del tempo e come si è evoluta.

Ana è un androide, una fantasista, una delle principesse del The Kingdom che soddisfa le richieste delle persone che visitano il parco e porta gioia e felicità a chi le è accanto. E’ un androide molto intelligente ed è affezionato e legato molto a sua sorella Pania, che lei chiama Nia. E’ curiosa e nonostante sia impostata per agire in un determinato modo, fa delle scelte tute sue che la porteranno dove è ora. Un personaggio enigmatico ma sensibile, ricco di sorprese.

«Sei un’anomalia, Ana» dice Owen, sorridendo. «E questo mi rende pericolosa.» «No.» Owen scuote la testa. «Ti rende bella.» Sento scaldare le guance. Lentamente percepisco che la distanza tra noi ricomincia a diminuire. «Ma lo scopriranno» dico. «Lo scoprono sempre…»

Il perno centrale di questa storia è il processo di Ana per il presunto omicidio di Owen, il custode del parco tematico. E questo comporta sia una serie di ricordi del prima del processo e ciò che invece accade adesso, nel corso del processo e delle indagini.

Lo stile utilizzato è molto semplice e decisamente fluido, infatti la storia si legge davvero in pochissimo tempo, qualche ora al massimo. Una storia accattivante e scorrevole che vi porterà in un parco giochi tematico ricco di avventura e azione in cui le Fantasiste non possono uscire.

Il punto di vista di Ana è sicuramente una delle cose più difficili da strutturare di questa storia. E’ sempre difficile avere a che fare con robot / androide e non è sempre facile far passare ciò che stanno pensando. E il fattore dei sentimenti influenza molto questo discorso perchè è difficile dare dei sentimenti ad una macchina e capire fino a che limite si voglia arrivare. Infatti qui l’autrice ha giocato su un punto difficile e devo dire che sembra essersela cavata abbastanza bene, in maniera da far sembrare Ana ciò che è senza snaturare il suo essere una macchina ne rendendola come tutti gli umani.

La struttura del libro è stata decisamente interessante e sono rimasta davvero soddisfatta anche del fatto che ci fossero delle vere eproprie trascrizioni i interrogatori e quant’altro. E’ stata interessante e coinvolgente oltre che di lettura veloce ed immediata. Sarebbe stato bello avere all’inizio del libro una mappa del parco per avere il quadro completo del The Kingdom. Sicuramente sarebbe stato bello e sicuramente coinvolgente visto che tutti i parchi a tema ne hanno uno. No?

L’unica pecca è la prevedibilità di alcune cose che sono accadute nel corso della storia, sopratutto verso la fine, oltre che la prevedibilità dei discorsi che avrebbero potuto fare gli avvocati d’accusa. Non mi sarei immaginato nulla di meno da loro ed era ovvio che fosse strutturato a quella maniera.  Nonostante questo, il finale è riuscito comunque a sorprendermi a suo modo ma non posso svelarvi oltre.

Loro mi osservano. E così faccio la cosa che ho sempre fatto, quella che sono programmata per fare ogni volta che una telecamera punta nella mia direzione. Sorrido.

Il libro è sicuramente una storia coinvolgente e per gli amanti sia del genere fantascientifico che del fantasy. Una storia unica nel suo genere, uno standalone che vi catturerà e vi trascinerà alla ricerca della verità per Ana e per tutte le fantasiste. Consiglio sicuramente la lettura, non potete lasciarvelo sfuggire.

Jess Rothengerg scrive una storia interessante e originale. Ambientata in un luogo magico che tutti vorrebbero visitare, in cui i sogni sembrano diventare realtà per grandi e piccini, esplorando le differenze fra umano e androide. Benvenuti a The Kingdom, un luogo che vi farà sognare, amare e… tremare.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, spero possano piacervi ed interessarvi. Eccole qui:

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione (#288) – LE RAGAZZE NON POSSONO ENTRARE DI EMILY LOCKHART.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ecco che oggi vi porto una nuova recensione per un evento in cui devo ringraziare sia la Dea per averci permesso la lettura in anteprima, sia Chronicles of Bookaholic per avermi coinvolta. Ho letto anche gli altri libri dell’autrice e non volevo lasciarmi sfuggire questa opportunità. Spero che voi leggiate la recensione. Fatemi sapere che ne pensate: 

51twfsdqa3l._sx337_bo1204203200_Titolo: Le ragazze non possono entrare
Autore: Emily Lockhart
Genere: Youg Adult
Data di uscita: 30 Aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2vq4kyR
Trama: Frankie ha tutto quello che una ragazza potrebbe desiderare. È bella, intelligente, non ha paura di dire quello che pensa e ha tutti i ragazzi ai suoi piedi, compreso Matthew, eccentrico, ricchissimo e irresistibile. Matthew è anche il leader della più antica società segreta del liceo super posh che entrambi frequentano. E Frankie darebbe qualunque cosa per entrarne a far parte. Per la prima volta nella sua vita, però, sembra proprio che debba accettare un “no” come risposta. Perché queste sono le regole. Perché le ragazze non possono entrare. Nel prestigiosissimo Ordine dei Basset Hound le donne non sono ammesse: tutti i membri sono rigorosamente maschi. Ma Frankie non è una studentessa come le altre. E non si ferma solo perché qualcuno le ha detto che per lei non c’è posto. Neanche se questo finisse con lo stravolgere le regole della scuola più antica e rinomata del mondo.

RECENSIONE

alabama, architettura, campusFrankie Landau-Banks è una ragazzina che sta per frequentare il secondo anno di una prestigiosa scuola chiamata Alabaster Academy. Frankie è una ragazza semplice e abbastanza comune, che ha una cotta da secoli per il rampollo Matthew, il ragazzo più popolare della scuola. Quando Matthew comincia a notare Frankie e la coinvolge nelle sue attività, la ragazza si rende conto di essere cresciuta e di essere più carina rispetto all’anno precedente in cui era semplicemente invisibile. E così, comincia a far parte della vita dei ragazzi popolari fino a che scopre l’Ordine dei Basset Hound, una specie di congrega in cui sono ammessi solo maschi.
Cosa succederà all’Alabaster? Frankie sarà disposta ad accettare di essere esclusa dall’Ordine? E come si ribellerà al fatto che all’interno dell’Ordine le donne non sono ammesse?
All’inizio del secondo anno di liceo Frankie Landau-Banks non era niente di tutto questo. Era una ragazza a cui piaceva leggere, che aveva avuto un solo ragazzo, che si divertiva nel Club di Dibattito e che a casa teneva ancora dei gerbilli in una gabbietta. Era assai intelligente, ma non c’era niente di insolitamente ambizioso o strano nel funzionamento della sua mente. Il suo cibo preferito era il guacamole, il suo colore preferito era il bianco. Non era mai stata innamorata.
Risultati immagini per the disreputable history of frankie landau banksLa trama è ben scritta e rappresenta il libro nella sua integrità. Nonostante non mi abbia incuriosita granché ero comunque curiosa di leggere il libro perchè conosco l’autrice e volevo saperne di più.
La copertina, se devo essere totalmente sincera, è orribile. Lo so che non mi risparmio ma dico la verità, per quanto soggettiva sia. Inizialmente era stata annunciata una copertina diversa e riprendeva una delle versioni originali del libro (che non è questa che vedete di lato) ma era decisamente più carina di questa definitiva che vedrete in libreria. Quindi, preferisco senza ombra di dubbio la versione originale che vedete qui di lato e quella che avevano annunciato in precedenza.
Il titolo del libro riprende il semplice fatto che le ragazze non sono ammesse all’Ordine. Ed anche qui, secondo me si poteva optare per una semplice traduzione del titolo originale: “La poco raccomandabile storia di Frankie Landau-Banks“. Certo, sarebbe sicuramente stata troppo lunga ma avrebbe reso molto di più quello che è effettivamente il libro in questione.
L’ambientazione è una prestigiosa scuola per ricchi, l’Alabaster Academy e l’epoca è abbastanza recente. Nonostante il libro sia di qualche anno addietro è moderno quanto basta. Quindi ambientato ai nostri tempi 😀
Quei ragazzi erano così sicuri del loro posto nel mondo – così profondamente certi di avere un valore e un futuro – da non aver bisogno di filtri o di maschere.
adolescente, amore, calzatureI personaggi di questa storia di cui vale la pena parlare non sono tanti e sinceramente non trovo molto utile soffermarsi su chi circonda la protagonista ma preferisco soffermarmi di più sulla protagonista stessa che è colei che trascina poi tutta la storia.
Frankie è una giovane adolescente che frequenta il secondo anno. Sua sorella Zara è lontana per il college ma si sentono assiduamente. La sua migliore amica è Tish, la sua coinquilina del dormitorio che ha un fidanzato di nome Artur. Frankie ama molto leggere ed è brava a scuola. Nell’ultimo anno è cresciuta ed ha sviluppato un fisico molto più da donna rispetto all’anno precedente quando era ancora “invisibile”. Infatti ora cominciano a notarla e Matthew, quello per cui Frankie sa tutto e di cui ha una cotta da sempre, riesce ad avvicinarla. A lei sembra strano che sia stata scelta proprio lei fra tanta gente.
«Frankie?» «Sì?» «Non farti cancellare, però.» «Eh?» «Non farti cancellare» disse Zada. «È questo che intendo riguardo la maglietta.» «Non preoccuparti» rispose Frankie. «Sono indelebile.»
 di adulto, amore, concentrarsi, donnaIl perno centrale di questa storia, oltre l’Ordine dei Basset Hound a cui non è permesso l’accesso alle donne è il femminismo e la voglia di riscatto da parte delle donne sopratutto da parte della protagonista Frankie. Perchè anche le ragazze non possono essere incluse? Perchè devono essere sempre trattate come pezzi da collezione? Questa storia si basa principalmente su questo oltre che a mostrare una panoramica dell’Accademia piuttosto ampia.
Lo stile utilizzato è molto fluido e la storia scorre abbastanza bene nel suo complesso. Infatti ci sono volute poche ore per finire di leggere questo libro.
Questa storia, quando è cominciata, mi ha lasciata perplessa. Poi ho cercato di comprendere come l’autrice stava sviluppando la storia e sono entrata nella sua ottica. Non è la prima volta che leggo quest’autrice. Ho letto altri suoi due libri: L’estate dei ricordi perduti (la recensione non c’è sul blog perchè l’ho letto molto prima del blog) l’ho amato infinitamente mentre L’amica perfetta (Recensione QUI) è stato un vero fiasco.
Questo libro si ferma nel mezzo perchè è stato davvero difficile analizzarlo a 360°. Nonostante il libro sia vecchio di diversi anni e anni fa diversi argomenti erano ancora acerbi rispetto a come adesso vengono valutati, posso dire che l’autrice non se l’è cavata poi così male e può essere ancora visto come un libro che affronta una tematica importante e porta avanti il femminismo.
La protagonista è abbastanza contraddittoria e, non so per quale motivo, ha ricordato un mix le due protagoniste dei libri precedenti che ho letto nei comportamenti – non nei pensieri. 
La contraddizione risiede laddove sembra che la giovane si definisca (o semplicemente sembri) diversa da tutte le altre ragazze della sua scuola o da un adolescente media.
Per come si presenta, Frankie sembra essere molto più matura per una ragazza della sua età ma ci sono diverse incongruenze che risaltano ad un occhio particolarmente attento. 
Il rapporto fra Frankie e Matthew e le battute pessime che i due si scambiano. Mentre Frankie dice di essere diversa e da voler pensare, dire o fare o sembrare quello che vuole, fa esattamente quello che fanno tutte le altre adolescenti. ” L’unica cosa che mi ha colpito è stata la lite che la ragazza ha avuto con il suo ex fidanzato in cui si è fatta valere, sopratutto nelle cose che ha detto. Quello che invece mi innervosisce è quello che pensa dopo, ovvero pensa di aver fatto bene ad urlare davanti ad un locale pieno di gente. Oppure per il solo fatto di essersi isolata dalla sua amica o dai suoi compagni soltanto perchè innamorata. Quindi lei fa lo stesso che fanno tutte le altre ragazze pensando invece di essere diversa e alternativa soltanto perchè rischia a fare cose che altri non si sarebbero permessi di fare, come mettersi seduti al tavolino dei ragazzi più grandi quando non c’è nessuno o via discorrendo.
Frankie è contraddittoria su molte questioni. Si batte perchè le donne abbiano lo stesso trattamento degli uomini e poi adora stare con Matthew che non esita due secondi a comandarla a bacchetta o a cospirare cose dietro di lei. Nonostante anche sua sorella gli dica di non farsi cancellare da Matthew e i suoi amici, Frankie si fa trascinare dalla massa e sembra diventare apatica davanti a diverse questioni interessandosi solo di ciò che le fa più comodo. Oltretutto nel corso della storia la scusa del femminismo e di voler entrare nell’Ordine per essere considerata alla parità degli uomini passa in secondo piano e comincia a fare tutto soltanto per avere riconoscimento e per essere semplicemente accettata in un gruppo. Ad un certo punto il femminismo non c’entra più nulla e tutto diventa una cosa per cui Frankie cerca solo di essere accettata dai “vip” della scuola per diventare qualcuno e per avere approvazione.
Quindi è un personaggio piuttosto ambiguo e non ho amato molto qualche suo comportamento. Nonostante questo affronta una tematica importante. L’autrice evidenzia il femminismo di Frankie e quanto sia importante la parità al giorno d’oggi nonostante non ci sia anche nei discorsi più stupidi.
E Frankie non solo adorava Matthew: adorava il suo mondo. Lui e i suoi amici sembravano… migliori di lei e delle altre persone che frequentava. Non era per il denaro. Non era neanche per la popolarità. I vestiti costosi e il rango sociale non facevano colpo su Frankie. Ma era un fatto che il denaro e la popolarità rendessero molto facile la vita di Matthew, Dean, Alfa e Callum. (…) Non avevano paura di infrangere le regole perché raramente, per loro, c’erano conseguenze. Erano liberi. Erano stupidi. Erano sicuri di sé.
Il libro è sicuramente molto più per un pubblico adolescenziale e sicuramente lo consiglio per quel target. Una storia leggera con cui passare qualche ora affrontando comunque una tematica odierna e necessaria.
Emily Lockhart scrive una storia di adolescenti, cercando di porre in evidenza quanto le donne siano emarginate per determinate cose o ritenute deboli/non siano cose per loro/ o qualsiasi altro cliché 
Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.
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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, noi vi aspettiamo! Ecco qui:

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Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto 😀

A presto,

Sara ©

REVIEW TOUR – Recensione: L’ULTIMO GELIDO INVERNO, parte prima DI KATUSCIA OLIVA (#284)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un nuovo evento che questa volta vede protagonista un libro auto-pubblicato di cui sono felice di parlarvi. Ringrazio le organizzatrici e l’autrice per avermi coinvolto. Quando me l’hanno proposto ero abbastanza curiosa di saperne di più ed ora vi parlerò delle mie impressioni e del libro. Qui tutti i dettagli:

Risultati immagini per L'ultimo gelido inverno katiuscia olivaTitolo: L’ultimo gelido inverno, Parte prima
Autore: Katuscia Oliva
Prima Parte – È diviso in due volumi: il primo è uscito il 25 marzo, il secondo sarà pubblicato invece a fine aprile/inizio maggio.
Data di uscita: 25 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Io0cYn
Trama: “Ho scoperto quanto la vita potesse essere crudele nell’istante stesso in cui mio padre chiuse gli occhi per sempre, lasciandomi in balia di un avverso destino. Da allora non ho più una casa, non ho più una famiglia, non ho neppure l’amore. Combatto ogni giorno per sopravvivere, ma non è facile senza qualcuno accanto, senza due braccia forti che mi stringano a sé per infondermi il coraggio di cui sento un disperato bisogno. Sognavo di diventare uno dei ricercatori più stimati di tutta la Scozia, invece sono finita a fare la cameriera in una ricca famiglia di armatori. In quell’immensa villa di tre piani trascorro le giornate a pulire e riordinare, sopportando in silenzio le angherie della figlia più giovane e l’inspiegata crudeltà di quello maggiore. Ogni volta che incontro i suoi occhi di ghiaccio sento il mio corpo rabbrividire: com’è possibile che un uomo mai visto prima provi tutto quell’odio senza che io gli abbia mai fatto nulla? Solo il mio vicino di casa Patrick riesce a farmi sentire serena nonostante tutto. La vita è dura anche per lui, ma ci facciamo forza a vicenda. Ci scaldiamo con un sorriso in questo gelido inverno. Ed entrambi speriamo in un futuro migliore.”

RECENSIONE

acqua, bagnasciuga, cieloDopo la morte dei genitori, Alexis Lexi per gli amici, si ritrova a dover fare i conti con i debiti che suo padre le ha lasciato un mare di debiti e si ritrova a dover sgobbare continuamente per non rischiare di vedersi portare via tutto. I suoi unici amici è il vicino di casa Patrick che, con suo figlio Jimmy, diventano l’unica ancora di salvezza per andare avanti. Quando perde l’ultimo lavoro che stava svolgendo, Alexis si ritrova disperata, fino a che non le viene consigliato di fare un colloquio per una famiglia a quattro ore di distanza da casa. La paga sembra essere buona, peccato che la famiglia si pone come arrogante e supponente ed Alexis fatica ogni giorno sempre di più.

Cosa succederà ora che Alexis lavorerà per i McAlister? Chi si avvicinerà a lei? Quali consapevolezze avrà la giovane, lungo il suo difficile percorso lavorativo?

«Patrick ti prometto che sarò forte» gli dissi in un impeto di coraggio, mentre lui tornava a guardarmi. «Domani mi metterò subito alla ricerca di qualche altro impiego e alla fine i miei sforzi saranno premiati» gli sorrisi un poco. «Sfrutta la tua intelligenza» fu il suo saggio consiglio. «Se la vita non fosse stata tanto crudele saresti diventata il fisico più bravo e preparato di tutta la Scozia, ma questo non significa che tu non possa riprendere gli studi e realizzare così il tuo sogno un giorno.»

Per la trama trovo molto dolce ciò che l’autrice ha deciso di utilizzare. Non descrive la situazione al 100% però è interessante notare la voce della protagonista e ciò che pensa. Quindi di sicuro mette curiosità.

La copertina è davvero molto carina ma l’ho trovata leggermente fuori dalla storia generale. Cioè se si prende il lato sognatore e speranzoso della giovane Alexis che spera una vita diversa, allora può anche starci ma se si prende la storia in se non c’entra granchè. Penso che l’autrice volesse comunicare il semplice fatto che Alexis spera in qualcosa di migliore per il suo futuro ed ama le piccole cose, come il mare che sta osservando.

Il titolo mi piace e rispecchia molto il lato dell’inverno che più di una volta la giovane protagonista si troverà a spiegare. Quindi lo trovo molto comunicativo.

L’ambientazione è fra Stirling, in Scozia, dove vive la giovane Alexis e dove vive la famiglia McAlister, a quattro ore di distanza. L’epoca è moderna, ambientato al giorno d’oggi.

La porta sbatté con cattiveria. Il giovane McAlister se n’era appena andato senza neppure aiutarmi, senza neanche chiedermi se stessi bene. Ci fu solo totale indifferenza da parte sua. Mi trascinai nella mia camera trattenendo urla di dolore. Ero sicura che quella notte non sarei riuscita a chiudere occhio e di fatto, questo, fu ciò che effettivamente accadde.

collo, donna, maglietta biancaI personaggi sono molto pochi e ritengo sia giusto soffermarsi sui due protagonisti su cui ruota attorno la storia. Alexis e il rampollo della famiglia McAllister, Arthur.

Alexis è una ragazza che ha sempre faticato nella sua vita dopo la morte di suo padre. Rimasta così orfana di entrambi i genitori ha dovuto rinunciare agli studi in fisica per riuscire a risanare i debiti di suo padre ed è sempre in pena per paura che possano portarle via tutto. E’ orgogliosa ed è una grande lavoratrice instancabile anche se avrebbe voluto vivere un adolescenza normale, come tante altre persone, avere un ragazzo e delle amiche. E’ una ragazza insicura e fragile che fa TROPPA difficoltà ad imporsi ma ha due persone che cercano di aiutarla a stare su di morale e sono il suo vicino di casa Patrick ed il suo piccolo bambino Jimmy.

Arthur, il figlio più grande dei figli McAlister si presenta come un uomo irritante e maleducato. Non c’è nulla di positivo in lui ed ogni volta che i due si incrociano è sempre guerra aperta. E’ arrogante e pretende molto più di ciò che gli spetta. In seguito, diventa subito il tipo da sposare, adorabile e premuroso. Un personaggio che sto ancora cercando di comprendere a fondo.

«Ti ho già detto che è inutile che fai la carina con me, sei una donna insopportabile.» «Le rammento che, se la voglio aiutare, è anche per tornare al più presto a casa. Mi manca la mia famiglia e non vedo l’ora di stare con le persone che amo.» Quando finii di pronunciare quelle parole portai una mano alla bocca. Mio dio, avevo appena definito Patrick e Jimmy la mia famiglia… Pensai al libro sui dinosauri che avevo acquistato il giorno prima, quello che mi era costato venti sterline ma che non ero riuscita comunque a lasciare sullo scaffale. La verità era che amavo troppo quel bambino, gli volevo un bene immenso e lo stesso sentimento lo provavo anche per il padre. Per poco non scoppiai in lacrime a seguito della fitta che avvertii al cuore nel pensare a loro due.

caramella, cibo, coloriIl perno centrale di questa storia è la vita della giovane protagonista Lexi che si ritrova piena di debiti da saldare e si ritrova costretta ad accettare un lavoro in una famiglia di ricchi viziati dove sono abituati a trattare gli altri con sufficienza e arroganza. Una sfida nella vita di Lexi, che ancora una volta la mette davanti a sfide difficili.

Lo stile utilizzato è semplice e delicato, molto scorrevole. Infatti, ho letto questo libro nel giro di poco, due giorni al massimo, quindi potete ben comprendere la sua fluidità.

Nonostante questo ho trovato diverse cose di cui vorrei discutere con voi riguardo la storia che non mi hanno completamente convinto a parte la fluidità della storia.

Sembra di aver letto due libri completamente distinti. La prima metà del libro inquadra Lexi, la sua situazione finanziaria, il suo lavoro, l’arrivo in casa McAlister con annessa e connessa arroganza della famiglia e delle domestiche, e le difficoltà che incombono sulla giovane nei primi mesi lavorativi. Fin qui nulla da dire anche se tendenzialmente il libro ad un certo punto si fa leggermente pesantino e ripetitivo. Come fra i due giovani protagonisti inizia la storia d’amore sembra che sia iniziato un altro libro. Alexis menziona poco il lavoro nella casa ed Arthur è completamente rimbecillito d’amore (in senso buono del termine ovviamente xD). Inoltre Arthur subisce un cambiamento repentino non indifferente quindi difficile o persino impossibile pensare che siano la stessa persona ma di questo vi parlerò fra poco. 

L’incoerenza del personaggio di Arthur. Inizia con l’odio verso la giovane Lexi senza apparente motivo (e già qui c’è da aprire una parentesi che lascerò da parte perchè ebbene si, lui non ha idea del motivo) e poi mano a mano il tipo in questione cambia nei confronti della giovane protagonista. Continua a dire di non sopportarla e poi di punto in bianco la porta in giro e la tratta con riserbo e arriva addirittura ad aiutarla persino finanziariamente più di quanto dovesse. Io ancora sto cercando di capire il carattere e, sopratutto, cosa ha nella testa questo tipo. Più che maturare, il personaggio di Arthur sembra essere diventato un altro. Non  c’è maturità che tenga. A trent’anni dovresti essere bello che maturo, invece certe volte sembra comportarsi come un ragazzino di quindici e non capisco davvero. Nonostante il libro ad un certo punto faccia comprendere anche il punto di vista del giovane Arthur io sono ancora confusa. 

Altra cosa, il personaggio di Lexi. A parte il fatto che è ripetitiva e pesante per la maggior parte della storia non riesco davvero a capire le sue scelte. Ogni volta che si crea un problema ulteriore ai tanti che già ha, invece di affrontarlo a testa alta succede una di queste due cose:

  1. Piange.
  2. elemosina pietà in ogni dove.

Per non parlare del fatto di Grant. ALERT SPOILER La giovane, dopo essere stata molestata dal giovane Grant e che in varie occasioni Artur ha fatto finta di non vedere cosa stesse accadendo (cosa ben grave secondo me), cade irrimediabilmente nel pensare che Artur sia un bell’uomo. Scusa, non era colui che ti trattava di merda ogni tre per due e colui che nonostante tutto quello che è successo si è svegliato solo dopo diversi episodi? FINE SPOILER Trovo il personaggio di Lexi abbastanza irritabile e per quanto sia troppo buona io credo che ci voglia una sferzata ogni tanto. Essere buoni non è sinonimo di essere stupidi e Lexi avrebbe dovuto usare molto più pugno fermo invece di piagnucolare o rispondere alle offese con il suo essere sapere, risultando soltanto saccente e persino più patetica agli occhi degli altri. Invece di essere valorizzata, quindi, nel corso della storia Lexi viene smontata tassello dopo tassello. Solo su una cosa – e questa devo dargliene merito – si mantiene corretta e non cede. I soldi. E’ orgogliosa e non permette a nessuno di farsi aiutare se non per estrema difficoltà.

Il fatto che sia scontato il fatto che, nonostante i due che non si sopportano reciprocamente finiscano per innamorarsi. Il classico cliché che faccio finta di non notare perchè la storia in fin dei conti è stata carina seppur ci sono i problemi che vi ho elencato prima. Non so perchè si tendi sempre a stare con chi ci ha fatto del male – sindrome di Stoccolma portami via – ma Alexis perdonerà il giovane quasi senza nemmeno essersene accorti.

Importante è il messaggio che passa in queste pagine, ovvero il costante sacrificio a cui la giovane protagonista si sottopone notte e giorno. Lexi è costantemente infelice e insoddisfatta, sia perchè cerca di tenere a galla i pochi ricordi e la casa della sua famiglia sia perchè sopprime tutte le cose che potrebbero renderla felice, lavorando talmente tanto da non riuscire mai a fare niente per se. Ed anche l’orgoglio fa da padrone. Sono felice che almeno Lexi non si sia venduta l’anima per i soldi e che sia rimasta con i piedi ben saldi a terra. Questo devo dargliene atto e sono felice che non sia caduta nella rete su questo lato.

«Stai ferma qui a riposare e non provare più ad alzarti» mi ordinò sollevando il dito indice, incutendomi quasi paura con quel gesto. Poi si allontanò verso l’uscio, si girò un’ultima volta a guardarmi. «I supereroi esistono solo nelle favole Alexis Donal» concluse severo, richiudendo la porta dietro di sé.

Il libro è carino nel suo complesso e sono davvero combattuta, ancora ora, nel dare il mio giudizio finale perchè non sono del tutto convinta del voto che sto per dare. Fatto sta, mi tengo comunque sul neutro e lascio a voi la scelta di leggere questo libro o meno. Per il resto non posso che dire che l’autrice è stata molto dolce nell’esprimere Alexis e tutte le sue vicende.

Katuscia Oliva scrive di una storia difficile, di una ragazza in difficoltà che cerca di nuotare in un mare che cerca di affondarla. Una storia che ci ricorda quanto sia difficile cercare di restare a galla quando la vita ti mette tutto contro.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Ringrazio l’autrice per la copia omaggio

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A presto,
Sara ©

 

REVIEW PARTY: Recensione L’ORSO E L’USIGNOLO DI KATHERINE ARDEN (#277)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Innanzitutto voglio ringraziare la mia banana che finalmente domani rivedo, Sara di Bookspedia per avermi invitato a partecipare e ringrazio la Fanucci per averci permesso la lettura in anteprima. Ecco qui che vi presento una nuova e interessante serie da leggere. A voi la recensione del primo volume:

9263848_3791295Titolo: L’orso e l’usignolo
Autore: Katherine Arden
Editore: Fanucci editore
Data d’uscita: 3 aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2YGhYv4
Trama: In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l’inverno dura la maggior parte dell’anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alësa tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell’inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può “vedere” e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell’intera comunità: le colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. Vasilisa è l’unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre: l’Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini. Nell’incantevole scenario della tundra russa, il primo capitolo di una nuova trilogia fantasy.

RECENSIONE

Risultati immagini per katherine arden the bear and the nightingaleLa storia ha inizio un gorno d’inverno. Dunja, la badante della famiglia Petrovna sta raccontando una storia e lì, Marina Petrovna dice di essere incinta di una nuova figlia, colei che sarà Vasilisa, che sarà forte, indomita, magica e piena di coraggio.

Ed è proprio così che sarà la giovane ragazza che vedremo dalla nascita lungo il suo percorso di crescita alla scoperta di se stessa e dei suoi poteri. Tutto nel villaggio sembra essere calmo e sereno, le creature e gli uomini vivono legati dalla tradizione e dai racconti ma quando arriva Anna, quella che sarà la matrigna di Vasilisa e il giovane parroco, tutto verrà messo in discussione.

Cosa succederà nel percorso di crescita di Vasilisa? Cosa scoprirà di se stessa e di chi la circonda? Le storie che le raccontava Dunja, sono vere? Cosa rischiano gli abitanti del posto?

«Molto bene, tienilo al sicuro per lei, allora, finché non sarà grande… ma non oltre. Non credo debba spiegarti cosa succederà se mi inganni. »

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Le copertine della serie completa in inglese.

La trama è molto buona. A prescindere dal fatto che io avevo puntato questo libro da diverso tempo addietro, mette sicuramente curiosità anche per chi lo nota per la prima volta. Di sicuro, a chi piacciono le favole, le ambientazioni russe e le rivisitazioni, apprezzerà questa storia, non c’è che dire. 

Per la copertina sono davvero entusiasta del fatto che sia stata utilizzata una delle due versioni originali. Personalmente preferivo l’altra versione ma anche questa è molto bella ed è da ringraziare per il solo fatto che sia stata lasciata così. Io la trovo molto veritiera con la storia e sicuramente rappresentativa.

Il titolo è stato semplicemente tradotto, quindi il mix tra i due è sicuramente vincente. Sono anche qui soddisfatta del risultato e che non ne sia uscito fuori qualcosa di strano o che non c’entrava nulla con il resto.

L’ambientazione è un piccolo villaggio poco fuori dalla capitale Mosca, in Russia. Un luogo fatato, in mezzo ai boschi. L’epoca è indefinita anche se sembra 

«Non è colpa di Vasja se Madre è morta» aggiunse Saša, con tono più sommesso. Pëtr non disse nulla, Saša si alzò in piedi, fece un inchino al genitore e spense la candela con un soffio.

I personaggi di questa storia sono molti e sono tutti caratterizzati molto bene. L’autrice, nonostante abbia inserito nella storia molte comparse e molti personaggi fissi avrebbe potuto avere caos e somiglianze fra i vari personaggi, quando invece, è riuscita e destreggiarsi molto bene.

Ritengo di dovervi parlare di Vasilisa molto più che degli altri personaggi, essendo loei la vera protagonista di questa storia. Di Vasilisa Petrovna, sua madre non aveva dubbi fin prima della sua nascita. Sarebbe stata forte e coraggiosa oltre che avrebbe avuto i stessi poteri di sua nonna. E così è stato anche se con la sua nascita ha condotto sua madre alla morte. 

Vasilisa essendo la più piccola di casa e quindi un po’ quella più viziata, ha sempre infranto le regole e non è mai stata agli ordini di nessuno. E’ selvaggia e temeraria e non si fa sottomettere. Ama la sua famiglia e i suoi fratelli, sopratutto suo padre Petr e la Dunja, la donna che si occupa di loro da quando sono nati. Vasilisa è una ragazzina che riesce a vedere le piccole creature che a circondano e riesce ad amarle e farsi amare da tutte per la sua gentilezza e per la sua sagacia. Ha un rapporto particolare con i cavalli e riuscirà persio a parlare con loro. Non c’è dubbio che Vasja, sia un personaggio davvero unico e inimitabile, non vi pare?

«Perché dovrei scegliere di morire?» «Tre nascite. Una morte» sintetizzò il Bannik.«Non è così? Non dimenticarmi, Vasilisa Petrovna.»

Immagine correlataIl perno centrale della storia è Vasilisa stessa che, lungo il percorso che la porta dalla nascita all’adolescenza, si trova di fronte a situazioni diverse che la metteranno davanti a delle scelte, a volte anche difficili. 

Lo stile utilizzato è stato molto raffinato e particolare. La storia, riprende una delle favole russe più famose, quella di Vasilisa La Bella e la plasma come meglio crede. Ne ho lette anche altre di questa rappresentazione e questa, a mio parere, si discosta molto per tante cose ma che sicuramente mantiene le ambientazioni magiche e misteriose.

L’autrice porta alla luce diverse favole russe raccontate da Dunja, che non so se siano effettivamente vere nella cultura russa, ma che funzionano e rendono la storia straordinariamente particolare e bella da leggere.

Nonostante poi, questo sia un libro “DI PRESENTAZIONE” diciamo, dei prossimi due che ne verranno – perchè racconta da prima della nascita e mano a mano tutto il percorso di crescita di Vasilisa e molto poco del fulcro dell’azione – è stato veramente un ottimo libro. L’autrice è riuscita a raccontare i primi quindici anni della giovane Vasilisa, della sua famiglia e del suo villaggio in maniera eccelsa, portando con se tutti i cambiamenti che sono derivati nel corso del tempo e plasmando la storia nel corso degli anni, cosa davvero molto difficile.

Nel corso della lettura non si riesce a capire dove voglia arrivare la storia e, sopratutto, non si capisce chi siano l’Orso e l’Usignolo che vengono poi citati all’interno del libro. Tutto sembra essere meravigliosamente incomprensibile e misterioso ma la storia si svela a mano a mano e capiremo percorrendo passo passo tutte le cose assieme a Vasilisa stessa. E’ sicuramente un libro innovativo e originale che spero si faccia ancora più interessante nei prossimi volumi. 

«Il re dell’inverno ti aiuterà» disse. «Ha promesso. Lo abbiamo sentito tutti. È molto vecchio, ed è nemico del tuo nemico. Ma non devi fidarti di lui. » (…) «Ti credo» mormorò Vasja. «Tu sei mia amica.» «Che il tuo cuore sia puro, Vasilisa Petrovna»

Il libro è sicuramente un inizio di serie sorprendente. E’ originale, cupo e misterioso, ricco di informazioni che ci serviranno per i prossimi volumi. Non posso che consigliare questo volume di sicuro agli amanti del fantasy ma anche a chi piacciono le favole russe e le ambientazioni russe, magiche e ricche di meraviglie.

Katherine Arden mi ha colpito in ogni sua sfumatura.Una storia che vi trasporterà nel gelo dell’inverno, in un bosco infestato di creature magiche. Non riuscivo a staccare gli occhi dalla lettura. Un libro emozionante e raffinato. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe, mi raccomando:

Orso e usignolo bnner (1)


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Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere, mi raccomando che ci tengo!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – Recensione Il FILO ROSSO DEL DESTINO DI MIA ANOTHER (#276)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altro evento. La storia che so per presentarvi è una storia pubblicata in self-publishing e ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro in anteprima. Non è esattamente il genere di storia che prediligo, ne mi aspettavo che fosse più erotico che altro ma non voglio dirvi cosa ne penso tutto subito quindi vi lascio leggere la recensione. Ecco qui:

FILOROSSO_cover_HDTitolo: Il filo rosso del destino
Autore: Mia Another
Editore: Self-publishing
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Trama: Secondo un’antica leggenda, ogni persona è legata alla propria anima gemella attraverso un invisibile filo rosso. Non importa dove e quando, se è giusto o sbagliato, se lo vogliano o no: esse sono destinate a incontrarsi. Quando Isabel è partita per Tokyo, si è portata dietro una valigia piena di determinazione e di fogli bianchi da riempire con i suoi disegni. Con le mani sporche di grafite e la testa fra i libri, ha iniziato a studiare arte in una delle accademie più prestigiose del mondo. Nello schematico caos della sua nuova routine da studentessa, non avrebbe mai immaginato di poter trovare l’amore. Ty è dolce, premuroso e passionale, un fidanzato modello. Sarebbe una follia rischiare di perderlo. Sarebbe come squarciare la tela di un quadro perfetto. Ma se ci fosse qualcosa di tremendamente affascinante, dietro a quella tela? Ryuu porta con sé il buio e la calma di un lago ghiacciato. Nei suoi occhi neri c’è un abisso impenetrabile, è solitario, cupo, inflessibile, non sorride mai. Ma Ryuu possiede qualcosa che Isabel desidera ardentemente. Padroneggia un’arte antica che la ossessiona, che non la fa dormire la notte, che cerca di riprodurre nei suoi disegni e che risveglia il lato più intenso della sua ispirazione. Quello che sta per fare è sbagliato, immorale, inaccettabile. È crudele. 
Tre persone, tre vite, tre fili rossi si intrecciano nella corda tesa del destino.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio a Tokyo. Isa è una studentessa di arte ed è eccezionale nel disegno. Quando incontra Tyler, scatta la passione ed i due diventano presto inseparabili. Ty è un ragazzo che si fa notare ma che allo stesso tempo è dolce e attento nei confronti di Isa. Tutto comincia a cambiare quando Isa incontra per la prima volta il migliore amico e coinquilino di Tyler, Ryuu. E’ un tipo chiuso e riservato oltre che impertinente.

Isa e Ryuu fin da subito non riescono ad andare d’accordo e per i due sembra non esserci proprio speranza di instaurare un legame pacifico e amichevole. Quando però Isa riceve un compito da un suo professore e mostra un disegno a Ryuu in entrambi scatta qualcosa e Ryuu accetta di aiutarla per il suo disegno.

Cosa succederà ai tre protagonisti? Tyler scoprirà cosa stanno combinando la sua ragazza ed il suo migliore amico? Chi è legato indissolubilmente dal filo rosso?

«La tua mente è offuscata, Ryuu. Non puoi capire.» afferma, sembrando quasi lucido, per un secondo. «Un giorno troverai anche tu la tua Saya. E niente sarà più come prima. Niente.» ripete. (…) «Ti sbagli. Non permetterò mai a una donna di rovinarmi corpo e mente.» Koji si sveglia solo per ridacchiare, irritandomi ancora di più. «Cos’hai da ridere?!» «Anche le scimmie cadono dagli alberi. Se dici certe cose ad alta voce, inviti il destino a giocare con te.»

La trama è molto buona e sicuramente mette curiosità. In parte è stata la trama a deviare ciò di cui parlavo all’inizio. Non mi aspettavo una storia particolarmente erotica ma che girasse tutto molto di più sulla leggenda del filo rosso come ricorda anche la trama stessa. Invece la storia si, adotta il filo rosso del destino come – diciamo  – un “motivo” per far avvicinare i due personaggi.

La copertina è spettacolare. Nonostante ora sappia che cosa il tutto sta a significare – ed è abbastanza raccapricciante a dir la verità – la trovo davvero pazzesca. Complimenti vivissimi al disegnatore perchè ha creato veramente un’opera d’arte. Quando l’ho vista mi ha colpito subito, è davvero un bel disegno e un’ottima rappresentazione. Il titolo è molto carino, in parte rappresentativo della storia, e crea un quadro decisamente completo con la copertina. Trovo che insieme stiano particolarmente bene e che sia bellissimo il risultato ottenuto.

L’ambientazione è tutta orientale. Siamo a Tokyo e sono felice che finalmente un’autrice si sia cimentato in qualcosa di diverso dal solito ed abbia portato qualcosa di innovativo. Io amo l’oriente, in special modo il Giappone e l’autrice è riuscita a trasportarmi proprio in quei luoghi. L’epoca è moderna, ambientato ai giorni d’oggi.

«Sai… piace anche a me.» mormora a un certo punto Ryuu, dopo aver preso un lungo respiro. «Cosa?» «L’inverno.» risponde, abbassando le palpebre. «Siamo più simili di quanto credessi.» Non posso permettergli di guardarmi e intuire quello che sto provando. Devo andarmene, prima che si volti verso di me.

Woman Sitting on Bench OutdoorsI personaggi di questa storia sono i narratori stessi, ovvero Ryuu ed Isa sono i caratteri principali di questa storia. Tutti e due avranno un loro personale punto di vista così da poter comprendere al meglio la loro storia ed i motivi che li spingono a fare determinate scelte. 

Isa è una donna irlandese che non si piega. Non a caso viene paragonata ad una tigre, indomita e fiera. Ama il disegno ed è affascinata dal posto in cui vive nonostante sia fin troppo distante da casa. Condivide un piccolo appartamento con un amica con cui si imparano la lingua reciprocamente l’una dall’altra. E’ fidanzata con Tyler ma quando si lascia affascinare dalla pratica del kinbaku, si avvicina pericolosamente a Ryuu, tanto da sconvolgere tutti i suoi piani.

Ryuu è un completo mistero. Silenzioso, risoluto, enigmatico, è un tipo che non si lascia intimorire da niente e nessuno e che è pungente quanto basta. Nonostante ci sia anche il suo punto di vista è il più difficile da inquadrare perchè si sbottona molto lentamente e risulta riservato persino quando è lui stesso a raccontarsi e a raccontare. Studia medicina e per la maggior parte cerca di stare al dojo con suo zio, piuttosto che nel suo appartamento.

Tyler, assieme a Ryuu, è uno studente di medicina. Si sta specializzando in pediatria ed è un ragazzo semplice, occidentale. Infatti a predominare sono i suoi capelli biondi che di certo non passano inosservati. E’ un ragazzo che, nonostante il suo consapevole fascino, è dolce e gentile, sopratutto con la sua cara e amata Isa.

Come personaggio nella vita di tutti i giorni sicuramente preferirei Tyler. E’ quello che rispetto a tutti gli altri resta consapevole e coscienzioso. Quella che però ho trovato più forte e meglio strutturata a livello di emozioni e struttura complessiva è sicuramente Isa. Non so se l’autrice si ritrovi in lei ma è il personaggio che funziona di più.

«Conosci la leggenda del filo rosso del destino?» mi chiede mio zio, appoggiandosi allo stipite della porta. «È legato al mignolo della tua mano sinistra. Non puoi vederlo, questo è scontato. Dall’altro capo, c’è la persona che è destinata a te, la tua anima gemella, e non è detto che lei ti stia aspettando. Forse, per il momento, appartiene a un altro uomo. Forse ti ignora, o addirittura ti odia, ma non puoi farci niente. Nessuno può farci niente. Il filo si accorcerà e voi vi avvicinerete. Continuerete a incontrarvi, perché siete fatti l’uno per l’altra, e prima o poi…» «Va’ a dormire, Koji. Sei ubriaco.»

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia, più che essere il semplice filo rosso che collega le persone destinate a stare insieme, è il kinbaku, una specie di disciplina giapponese. Questa pratica consiste nel legare una persona con delle corde in circostanze chiaramente erotiche. Sinceramente, non ne avevo mai sentito parlare prima e qui di lato, nella foto, potete vedere una dimostrazione pratica di questa cosa. Da qui, si spiega poi, anche il significato della copertina ovviamente.

Lo stile utilizzato è semplice e diretto, che rendono il testo fluido e leggibile in pochissimo tempo. La storia è scritta sicuramente molto bene, infatti l’autrice riesce a coinvolgere emotivamente il lettore sotto tutti gli aspetti – persino quando Isa è legata dalle corde – sentendosi libera e particolarmente a suo agio nel descrivere le scene di sesso (che non sono così scontate da descrivere).

Il percorso evolutivo della storia è in crescendo. E’ curioso il fatto che sia ambientato in Giappone – che l’autrice riesce a rendere molto bene visto che sembra di essere lì – ed innovativo il fatto che la storia sia basata sulla leggenda del filo rosso e sul fatto del kinbaku. Ma, dove è originale da un lato, pecca dall’altro. Infatti, l’evoluzione sentimentale dei personaggi è sicuramente prevedibile. Infatti dal trio che si presenta agli inizi e da come Ryuu si pone nei confronti di Isa e viceversa, si comprende che c’è della chimica fra i due e che sicuramente scatterà qualcosa. Questa è l’unica cosa che ho riscontrato che non mi ha fatto impazzire perché usa il cliché che è di base per questo tipo di storie.

Di base è una storia piuttosto erotica. La trama è fuorviante in questo senso e voi sapete bene che non prediligo particolarmente questo genere di storie. Nonostante questo, però, la storia è stata complessivamente piacevole e molto carina.

Mi porge un carboncino, uno di quelli che lei usa spesso. (…) Sarà un lavoro lungo e tedioso, soprattutto quando dovrò dedicarmi ai dettagli, ma sarà perfetto. Un foglio troppo piccolo non potrebbe mai contenere tutto ciò che ho dentro. «Che cos’è, Isa-chan? Un albero?» mi chiede la mia amica, piegando la testa di lato, come fanno i cuccioli quando sentono un rumore insolito. «È inchiostro. E corde.» rispondo, con la voce che trema di fervore. Ripenso a quell’attimo, mentre guardavo il soffitto ligneo e sentivo il profumo nostalgico delle candele. Io sono l’inchiostro. E Ryuu… lui è tutto il resto.

Sommariamente è un buon libro. Le cose che ho trovato molto belle sono quelle riflessive o comunque i punti come quelli che ho inserito anche all’interno di questa recensione. Consiglio la lettura ad un pubblico sicuramente adulto e spero possa piacervi.

Mia Another è sicuramente un’autrice che riesce a sorprendere. Pagina dopo pagina travolge il lettore in una relazione torbida e passionale che si muove sospesa fra corde e sesso.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo


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Sara ©