RECENSIONE #261 – IN UN CHIARO, GELIDO MATTINO DI GENNAIO ALL’INIZIO DEL VENTUNESIMO SECOLO DI ROLAND SHIMMELPFENNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi di nuovo con una recensione. Lo so che vi sto riempendo ultimamente ma ho tanti di quei libri da recuperare che penso sarà così per tanto. Sappiatelo. Spero che questa storia possa allietare la vostra giornate ed incuriosirvi fino a spingervi a leggere questo libro. Ringrazi la Fazi per avermi permesso la lettura di questo libro e ve ne parlo subito:

arton151348-c8a48Titolo: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo
Autore: Roland Schimmelpfennig
Categoria: Narrativa Straniera
Anno di pubblicazione: 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2If2TMC

TramaIn un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco. “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.

RECENSIONE

Wolf during WinterLa storia ha inizio nel bosco, in un gelido mattino di gennaio del ventunesimo secolo. Un lupo attraversa il fiume che separa la Germania dalla Polonia e avanza fino a mostrarsi a diverse persone lungo il suo cammino.

Delle persone sono ferme sull’autostrada per via di un grande incidente e tutti sono bloccati in macchina. Tomasz, sotto il cartello che costeggia all’autostrada vede il lupo e lo fotografa. Un ragazzo e una ragazza scappano assieme. Il padre alcolista cerca di ritrovare i due fuggiaschi. Una donna depressa torna e cerca di ricordare la sua gioventù e tanto altro. In tutto questo il lupo appare e scompare nei momenti più impensati e al momento giusto ma nessuno sembra riuscire a prenderlo.

Cosa succederà ai protagonisti? Che fine farà il lupo? Cosa succederà in questa importante fiaba moderna e assolutamente particolare?

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo solitario attraversò poco dopo il sorgere del sole il fiume ghiacciato che separa la Germania dalla Polonia. Il lupo veniva da est. Avanzò sulla superficie ghiacciata dell’Oder, raggiunse l’altra sponda e proseguì verso ovest. Alle spalle del fiume il sole era ancora basso sull’orizzonte.

Risultati immagini per roland schimmelpfennig one clear ice-cold january morning at the beginning of the 21st centuryLa trama è ben scritta e racconta ciò che è la storia stessa. Non ci sono ghingheri e non ci sono spoiler quindi tranquilli. Sembra lunga ma riassume molto bene questo libro e lascia pensare a cosa possa succedere. 

La copertina mi piace molto. E’ quella che mi ha catturato, lo ammetto. Molto più della trama, almeno inizialmente, senza sapere di cosa parlava il libro. Poi ho notato anche la trama e la curiosità è sicuramente aumentata. Come potete vedere qui di fianco, l’originale è stato assolutamente modificato e stranamente, dico stranamente perchè non mi capita quasi mai di preferire quella italiana, ma è assolutamente più bella quella che la Fazi ha deciso di adottare per l’Italia. Il titolo è assolutamente particolare. E’ stato utilizzato la frase dell’incipit e credo sia assolutamente originale oltre che assolutamente giusta per questo libro. All’inizio del ventunesimo secolo, in una mattina fredda un lupo si aggira fra il confine ed è lui l’assoluto protagonista di questa storia. Quindi questo titolo riassume un inizio incredibile. Bene.

L’ambientazione è tedesca. Ci si sposta sul confine ma si muove per la maggior parte in Germania. L’epoca è specificata anche sul titolo del libro, mi sembra ovvio. L’inizio del ventunesimo secolo.

La serratura del portabagagli era congelata. Sulla destra, davanti a Tomasz, c’era il cartello: ottanta chilometri per Berlino. E poi Tomasz vide il lupo. Il lupo era davanti al cartello, sul bordo della strada innevata, a non più di sette metri da lui. Un lupo, pensò Tomasz, sembra un lupo, probabilmente è un cane molto grande, chi è che lascia libero il proprio cane qui in mezzo. O magari è un lupo sul serio? Fece una foto dell’animale davanti al cartello, in mezzo alla bufera. Un lampo nell’oscurità. Un istante dopo il lupo era sparito.

I personaggi di questa storia sono volubili, miti e scostanti. Tutti diversi ma tutti con un filo conduttore unico che li ha uniti dal primo all’ultimo. Nonostante ci sia chi mi ha colpito di più e chi di meno, la storia è sicuramente interessante.

C’è il lupo che è la figura centrale, appare e scompare quasi non esistesse e che tutti, dalla foto fatta da Tomasz, cominciano a cercare in ogni angolo sperando di vederlo. Tomasz e Agnieszka, sono i due personaggi che ho apprezzato meno in questa storia. Sono una coppia poco affiatata e sono stati i primi a fare la loro apparizione dopo il lupo oltre che i primi a trovarlo e vederlo. C’è la coppia di ragazzi che scappa di casa che si rivelano dei semplici adolescenti in fuga, ala ricerca di qualcosa di migliore. C’è il padre che esce dalla clinica per andare a cercarli, c’è il cileno misterioso e tanto altro. Tutti da scoprire.

Lavoravano dalle sei o le sette di mattina fino a notte tarda, dal lunedì al mezzogiorno del sabato. Il sabato sera andavano a ballare. «Ho fatto una foto». Lei la guardò. «Hai fotografato un lupo». «Te l’ho detto». «Secondo te il lupo l’ha fotografato tanta gente?». «No. Nessuno». «Un lupo sull’autostrada», disse lei. «In mezzo alla neve». «Nell’ingorgo. Un lupo bloccato nell’ingorgo». Lei rise. Voleva essere una spiritosaggine. Tomasz scherzava di rado. Praticamente mai.

Selective Focus Photography of Woman Holding Petaled FlowerIl perno centrale, come ho detto anche prima, è il lupo. E’ lui a primeggiare su tutto, la star indiscussa di questa storia. Il lupo lascia una scia di impronte lungo il suo percorso che lo legano a sua insaputa a tanti personaggi e alle loro vite, tutte diverse ma allo stesso modo importanti.

Lo stile utilizzato è molto semplice ma anche particolare nella costruzione della storia che sbalza da un personaggio all’altro mantenendo il filo conduttore del lupo. I personaggi sono dei più disparati e la storia originale sta proprio nel fatto che il tutto mantiene un aura fiabesca. 

Ho apprezzato molto il fatto che il lupo rimanesse la figura del mistero e che, nonostante si veda poco, sia – almeno personalmente – la più apprezzata. Ad affascinare è proprio il lupo come figura misteriosa, che tutti e nessuno sembrano aver visto e che faccia le sue apparizioni in momenti inaspettati. Interessanti personaggi sono stati inoltre i due ragazzi che scappano da casa per andare a Berlino. Sono loro che hanno fatto da collante in questa storia e che mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine di questa storia. Purtroppo, gli altri personaggi li ho trovati lenti e poco funzionali per la storia. 

Altra cosa che non ho amato particolarmente è stato il finale. La storia che si crea è interessante e piace seguire i due fuggitivi, come il fatto di seguire il lupo ma in sostanza la lettura resta in sospeso. E la cosa mi ha completamente spiazzato. Avrei preferito che la cosa coinvolgesse di più, invece mi ha lasciato appesa e senza parole. E non completamente in senso positivo.

La foto del lupo di notte sull’autostrada era in prima pagina, il giornale era lì in giro durante la pausa-colazione delle nove, e Tomasz disse a Marek, il capo, questa foto l’ho fatta io, c’è anche il mio nome. E Marek disse lo vedi, lo vedi, l’ho sempre detto che avresti fatto strada. Diventerai famoso.

Il libro è stato interessante nella sua integrità ed è stato sicuramente alternativo e curioso. Una lettura per palati esigenti, che cercano una storia originale, fiabesca in un clima incredibilmente freddo dal tocco nordico.

Roland Schimmelpfenning scrive una fiaba moderna che ci permette di viaggiare lungo il gelido confine fino alla capitale tedesca inseguendo un lupo che farà le sue apparizioni lungo il percorso. Una storia che unisce diversi personaggi in un fine comune, alla rincorsa di una figura misteriosa, che si fa desiderare e bramare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando, ci tengo!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – L’EMPORIO DEI PICCOLI MIRACOLI DI KEIGO HIGASHINO (#235)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ecco qui per voi un evento che vi incuriosirà e che spero vi porterà ad acquistare questo libro. E’ davvero un libro dolce, quindi perchè non provare? Prima però leggete la recensione! Ringrazio la Sperling&Kupfer per avermi permesso la lettura di questo libro e le partecipanti per avermi aiutato nella realizzazione di quest’evento. Ecco qui il libro di cui vi sto parlando:

978882006604_Higashino_Emporio piccoli miracoli_300X__exactTitolo: L’emporio dei piccoli miracoli
Autore: Keigo Higashino
Genere: Narrativa
Data di uscita: 20 Novembre 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2PCoz93
TramaTre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shōta, Kōhei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una cittadina di campagna quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata dell’Emporio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario del negozio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all’alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1980, più di trent’anni indietro rispetto al loro presente.  Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato.

RECENSIONE

Risultati immagini per piccolo negozio tipico giapponeseLa storia ha inizio con i tre giovani ladri Shōta, Kōhei e Atsuya che scappano dalla propria auto che si ferma e si nascondono nel vecchio Emporio Namiya. E’ lì che accade una cosa curiosa, i tre cominciano a ricevere della strana corrispondenza e scoprono che l’Emporio Namiya in passato, riceveva delle lettere da chi aveva bisogno di consigli per dei problemi. A scrivere è Lepre della Luna ma è soltanto la prima di una lunga lista di persone che cominceranno ad intrecciarsi ed a rivelarsi pagina dopo pagina. I tre ladri, l’emporio e 

Cosa è successo all’interno di quell’Emporio? Chi è che scrive all’Emporio? Quali segreti si celano dietro quella strana sera in cui i tre ladri sono entrati al vecchio Emporio ed il vecchio proprietario? 

Un emporio è diventato famoso perché risolve qualunque problema. Il negozio in questione è l’Emporio Namiya, nella città di XX. Se di notte si infila nella buca sulla serranda una lettera in cui si parla dei propri tormenti, la mattina si trova la risposta nella cassetta per il latte dietro il negozio. Ce ne parla il proprietario, il signor Namiya Yūji, un uomo allegro di settantadue anni: «Tutto è nato da un battibecco con i bambini del vicinato. Continuavano a storpiare apposta il nome del negozio, chiamandolo Emporio dei problemi. Siccome sull’insegna c’è scritto che possiamo ordinare le cose e di consultarci senza remore, mi hanno chiesto se allora potevano rivolgersi a me per i loro problemi. Quando gli ho risposto che erano i benvenuti, quelli sono venuti davvero.

La trama è ben scritta e di sicuro mette curiosità a chi si trova davanti questo libro. Personalmente, infatti, appena ne ho saputo dell’uscita ne sono rimasta colpita. Leggendola non potete non rendervene conto anche voi, se amate questo genere di storie.

Risultati immagini per keigo higashino namiyaLa copertina utilizzata sembra quasi la copertina di un manga ed è davvero bella se la vedete così. In effetti coincide con una delle versioni originali anche se ce ne sono anche altre due che non metterò qui ma troverete facilmente online. Comunque sono felice che sia stata mantenuta questa copertina perchè fra le tre è decisamente la più bella oltre che la più accattivante. Il titolo originale è “Namiya zakkaten no kiseki” che non so di preciso cosa voglia dire ma presumo non vada molto lontano dall’originale. Comunque il titolo in italiano è proprio la descrizione effettiva di questa storia e non si poteva riassumere meglio.

L’ambientazione di questa storia è tutta Giapponese, un piccolo paesino e l’epoca varia da quella di oggi al passato, nel 1979/80 in cui hanno inizio le prime lettere ai tre ladruncoli. Un incredibile intreccio tra passato e presente che dovrete soltanto scoprire.

«Grazie per il sogno», e il suo volto appagato di fronte alla morte sono stati il mio premio più grande. Non sono riuscita ad andare alle Olimpiadi, ma ho avuto qualcosa che vale più di una medaglia d’oro. Signor Namiya, grazie davvero. Se non avessi parlato con lei avrei perso qualcosa di prezioso, e lo avrei rimpianto per tutta la vita. Mi inchino di fronte alla sua capacità di vedere oltre le cose e la ringrazio dal profondo del cuore. Forse non vive più in questa casa, ma prego affinché la mia lettera riesca comunque a raggiungerla.

Risultati immagini per piccolo negozio tipico giapponeseI personaggi di questa storia sono davvero tantissimi. I tre giovani ladri sono soltanto la punta iniziale di questa storia ma sono, proprio come tutti gli altri, collegati alla vicenda dell’Emporio. Il vero protagonista principale oltre al proprietario dell’Emporio che il libro avrà modo di esporvi sia dagli occhi dei vari corrispondenti, che da suo figlio. I tre giovani sono dei ladri piuttosto pasticcioni, insoddisfatti della vita che cercano di meglio e quando si trovano alle prese con questa bellissima avventura si rendono conto di non essere completamente inutili come hanno sempre creduto di essere. 

Comunque l’Emporio Namiya è il vero protagonista di questa storia. E’ un luogo in cui in passato, l’uomo proprietario della struttura ha utilizzato sia come un vero e proprio emporio sia come luogo in cui le persone potessero condividere i propri problemi. Inizialmente l’uomo appendeva le risposte fuori dal negozio perchè riceveva domande sciocche e futili e lui trovava delle risposte divertenti ma a mano a mano la corrispondenza anonima si fece sempre più fitta e l’uomo rispose privatamente ad ognuno che chiedeva un consiglio, un aiuto, qualsiasi cosa. L’Emporio in tanti anni, anche dopo la scomparsa del proprietario è rimasto un luogo unico, magico e nel cuore di chi gli ha scritto, persino dopo trentasei anni dalla scomparsa del vecchio proprietario.

«…La cosa importante è se la mia risposta fosse giusta o no. Anzi, non solo quella volta. È fondamentale che io sappia come siano state le tante risposte che ho scritto in questi anni per ciascuno di coloro che mi hanno chiesto consiglio. Le ho sempre scritte dopo aver riflettuto a lungo, e posso affermare che non c’è stata una sola volta in cui abbia risposto a vanvera. Ma in realtà non so se siano veramente state utili ai loro destinatari. Potrebbe anche essere che, seguendo i miei consigli, si siano invece ritrovati profondamente infelici. Nell’attimo in cui ho preso coscienza di questo non ho più avuto pace. Non me la sentivo di continuare a consigliare la gente a cuor leggero. Per questo ho chiuso il negozio.»

Immagine correlataIl perno centrale, come vi ho già detto è l’Emporio Namiya ma lo è anche la magia. La magia che collega passato e presente in una corrispondenza invitante e curiosamente positiva agli occhi del lettore. L’Emporio Namiya è un mistero come lo sono tutte le persone che gli hanno scritto, legate da un filo invisibile che le connette tutte, senza escludere nessuno.

Lo stile utilizzato per questa storia è stato molto semplice ed abbastanza fluida soprattutto per quanto riguarda la parte iniziale e in quella finale. Alcune parti nel centro sembrano essere ridonanti ma mai uguali gli uni agli altri. Si parte dai tre ladruncoli all’interno dell’Emporio che scappano dopo aver rubato e si comincia a passare di persona in persona. Conosceremo la Lepre della Luna, il Musicista Pescivendolo, il signor Namiya e suo figlio, il Cagnolino Smarrito ed altri personaggi che lasceranno l’impronta all’interno di questa storia.

La cosa sorprendente di questa storia è il fatto che tutti questi personaggi sono collegati inesorabilmente e sembrano essersi “sfiorati”almeno una volta nella loro vita. Una storia dolce, toccante e commovente, sopratutto prendendo il punto di vista del proprietario dell’Emporio che ha lasciato una scia di consigli che nel bene o nel male hanno aiutato la vita o a riflettere le persone che sono passate per il suo Emporio. In più, anche i tre giovani ladri hanno fatto lo stesso e sono maturati, evoluti e cambiati nel corso della lettura. Personalmente quello che ho apprezzato di più è stato proprio il proprietario perchè da lui si riesce a comprendere tutto, il vero motivo per cui lo faceva e tutto il resto. Il finale è comunque sconvolgente e inaspettato e dopo questa lettura sono curiosa di sapere come diavolo abbia fatto l’autore ad incastrare ogni più piccolo dettaglio. Una storia interessante, seppur lenta a tratti, ma curiosa, che spero deciderete di scoprire e provare.

«E cos’hai risposto a quel foglio bianco?» Yūji però scosse la testa. «Non rivelo il contenuto delle risposte. Te l’ho già detto.» Takayuki scrollò le spalle e avviò il motore, ma prima che avesse il tempo di far partire l’auto Yūji disse: «Un attimo!» Takayuki frenò di colpo. Seduto al posto del passeggero, Yūji fissò l’edificio per un po’. Era il negozio che, per diversi anni, gli aveva fornito sostentamento. Non vi era alcun dubbio che gli pesasse molto doversene distaccare. E inoltre per lui non si trattava soltanto di un’attività commerciale. «Va bene», sussurrò in un soffio.«Andiamo. » «Ti sei messo l’anima in pace?» «Sì. Con questo, tutto è terminato»

Il libro è stato dolce, incredibilmente unico nel suo genere ed assolutamente originale. L’ambientazione poi, rende il tutto ancora più bello anche se avrei voluto che fosse più presente qualche credenza Giapponese, quando invece ci si è limitato solo a qualche parola ed a qualche cosa caratteristica del posto.

Keigo Higashino è un autore che s’insinua tra realtà e fantasia e ci permette di vivere un’emozionante avventura all’interno del piccolo Emporio Namiya. Un libro che fa riflettere sul peso delle parole; una storia che ci spinge tra passato e futuro in un vortice di lettere cariche d’aiuto, di emozioni e di vita vera.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando, non perdetevele! Le trovate qui:

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Cosa ne pensate, di questo libro? Lo leggerete? Siete curiosi abbastanza? Io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #95 – IL VOLO DEL GRIFO DI ANGELAROSA WEILER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Risultati immagini per IL VOLO DEL GRIFOTitolo: Il volo del grifo
Genere: Narrativa
Pagine: 172
Editore: Lettere Animate
Data di pubblicazione: 25 Agosto 2018
ISBN: 9788871124360.

E-book: QUI

Breve esposizione del contenuto:
Grifo è un aviatore caduto da eroe al termine della seconda guerra mondiale. Lascia una vedova che porta in grembo sua figlia, una bimba destinata a crescere in un contesto
difficile, a diventare una ragazza insicura. Il desiderio di ritrovare in sé un segno anche minimo del coraggio e della solidità paterne la spinge a percorrere le vie del cielo. Il volo
inizia come una ricerca, ma diventa una passione. Il destino ha però in serbo un percorso
diverso per quella donna, un percorso particolare e complesso che la porterà a sentirsi
vicina ed unita a quel padre mai conosciuto.

SINOSSI

Una famiglia distrutta dalla guerra. Un padre aviatore, nome di battaglia Greif, Grifo, caduto da eroe; di lui, al momento della mia nascita, restano solo fotografie e ricordi. Una madre vedova, capofamiglia, costretta ad occuparsi più di sussistenza che di coccole e carezze. Una nonna austera, volitiva e forte. Il confronto con la sorellastra, nata già grande, raziocinante ed accorta, la figlia che tutti vorrebbero. Un inizio difficile per una piccola vita nel grande caos dell’immediato dopoguerra italiano.

Ben presto mi convinco di essere una perdente nata, di non valere nulla, di non poter
combinare niente di buono. Mi adagio nell’ombra di altre persone, forti, determinate, sicure. Il prezzo da pagare è alto: si tratta di rinunciare al proprio modo di essere, ai propri sogni, alle proprie aspirazioni. L’ombra è una gabbia, una gabbia è una struttura costruita per contenere chi la abita e per privare di uno dei beni più preziosi al mondo: la libertà.

Nell’unico impeto di coraggio della giovinezza, decido di intraprendere quel volo sognato e mai spiccato. In un piccolo aeroclub di provincia, in modo del tutto fortuito, incontro chi mi insegna a percorrere le vie del cielo. Forzo la porta della gabbia, spicco il volo alla ricerca delle emozioni e delle esperienze provate da quel padre tanto grande quanto sconosciuto, con la speranza di scoprire dentro me stessa un segno della sua natura.

Un secondo incontro del tutto fortuito tarpa quelle ali che, appena spuntate, ancora insicure, battono il cielo ed il profondo di me stessa, alla ricerca del mio vero io. Mi innamoro nell’uomo che diverrà mio marito e che da subito assume il ruolo di direttore d’orchestra della mia esistenza. Per potermi accomodare nella sua ombra, per ricevere da lui protezione e sicurezza, cose di cui ancora sento un grande bisogno, mi viene imposto di rinunciare a quel volo appena spiccato. Per amore di lui, per l’insita paura di non farcela da sola, o forse per tutte e due le cose, dico addio alla mia unica passione.

Approdiamo insieme alla maturità, ciascuno nel suo ruolo, poi all’improvviso giunge l’ora di apprendere quella lezione che per troppo tempo ho evitato: devo imparare a fidarmi di me stessa, a cavarmela da sola, a fare delle scelte ed a difenderle. Sono costretta ad uscire dall’ombra, l’uomo che ho sposato è segnato da una grave forma di disabilità che lo rende piccolo e fragile. Per amor suo, dei nostri inseparabili compagni a quattro zampe, della nostra vita insieme, entro in azione. Vengo sorretta da angeli in carne ed ossa miracolosamente apparsi lungo la nostra strada, che mi insegnano a volermi bene per poter a mia volta amare in modo efficace e consapevole. Ricordo le lontane parole di mia madre “La vita è una lotta”. E’ giunto il momento di imparare a combattere. Sbaglio, mi impongo di imparare dagli errori, reagisco contro chi tenta di fermarmi, mi difendo, vengo costretta ad attaccare per prima, deliberatamente, affrontando poi il contrattacco, le conseguenze delle mie azioni. Il seme di quel padre ma conosciuto, impavido e caparbio combattente del cielo, germoglia e fiorisce in quel variegato e vario giardino che è la vita al tempo del mio autunno. Grifo è di nuovo in volo.

BIOGRAFIA

Il mio paese natale, Sesto Calende, si specchia nelle acque del Verbano. Da tempo vivo lontana da quelle sponde, ma le immagini e le emozioni legate all’infanzia ed all’adolescenza trascorse in terra lombarda occupano un posto speciale nel mio cuore e sono oggetto di quotidiana rievocazione. Ho trascorso la giovinezza e l’età adulta lavorando come interprete e traduttrice. A causa del mio lavoro, ho viaggiato molto ed ho dovuto accettare ripetuti spostamenti di sede. La lettura è sempre stata il mio passatempo preferito in assoluto. Ho letto di tutto, avidamente, sin dalla più tenera età. Musica, danza e cinema sono le altre mie passioni. Per converso, non ho mai brillato in
alcuna specialità sportiva: l’unica attività alla quale mi dedico da sempre e con piacere è il trekking, nonché, molto più banalmente, la quotidiana corsa in compagnia dei miei cani in quella splendida campagna toscana che da diverso tempo è la mia casa.
Approdata alla maturità, terminata l’attività lavorativa, ho sentito il desiderio di trasformarmi da lettrice in scrittrice ed ho iniziato quasi per gioco a creare dei personaggi, una trama, un intreccio tra spunti di fantasia e stralci di vita vissuta. Così è nato Il Volo del Grifo, il mio libro di debutto.


Cosa ne pensate? Lo conoscevate? Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #89 – LE CENERI DELLA FENICE, THE FADE DI JANE FADE MERRICK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova segnalazione che spero possa interessarvi. Vi parlerò di questo libro più avanti visto che lo leggerò e vi farò una recensione. Sono davvero curiosa e spero possa incuriosire anche voi. Ecco tutti i dati:

Risultati immagini per Le Ceneri della Fenice - The Fade"Autore: Jane Fade Merrick
Titolo: Le Ceneri della Fenice – The Fade
Genere: Narrativa generale | Slice-of-life | Donne contemporanee
Età: +14
Pagine: 196
Formato: 15x21cm
Editore: Youcanprint (autopubblicato)
Prezzo: € 13,00
Ebook: € 2,99
TramaFade è una ventiquattrenne che vive per strada fra i disagi e i pericoli di una metropoli che ingoia chiunque non tenga il passo con il suo ritmo, con l’unica compagnia di un paio di rollerblade malandati con i quali tenta la fuga dalla sua stessa realtà e un coltello da cucina che brandisce contro chiunque rappresenti un pericolo. Per una serie di coincidenze, che poi coincidenze si scopriranno non essere, incontra un bambino dallo sguardo stralunato e i capelli tinti di rosa che comincia a seguirla dappertutto nel vano tentativo di stringere amicizia con lei. Il ragazzino si presenterà come Jag e, dopo averla messa alle strette, le proporrà di partire insieme a lui per raggiungere una delle band più popolari del pianeta: i Momuth – di cui è fan sfegatato – per diventare il loro finanziatore maggioritario. Con stupore della ragazza, il moccioso mostrerà di avere mezzi e liquidità per attuare il suo strambo piano. Arrivati a destinazione incontreranno Nef, leader della band, il quale entrerà a far parte di un gioco più grande di lui. “Le Ceneri della Fenice – The Fade” si impernia sull’aspetto introspettivo dei personaggi e i loro modi diametralmente opposti di confrontarsi con se stessi per relazionarsi col mondo circostante. La forzata coesistenza dei tre protagonisti li spingerà ad affrontare una diversa visione della realtà, a rivedere le proprie radicate convinzioni e a reagire di conseguenza. Si toccano temi quali la vita, la morte, le difficoltà all’uniformarsi alle regole societarie, la consapevolezza delle proprie scelte e la volontà di portarle a termine.

Personaggi

Fade – Età: 24
Il suo vero nome è Jane Merrick ma questo nessuno lo sa. Se ne va in giro per la città su dei rollerblade malandati, rubando per sopravvivere e portando con sé un coltello da cucina per minacciare chiunque provi ad avvicinarla. Scontrosa e sfuggente, le è stato affibbiato il soprannome “The Fade”. Spesso si accrocca una ridicola acconciatura a metà strada fra il punk e il freak, che la gente trova utile per avvistarla da lontano e cambiare strada. Sulla gamba sinistra una spettrale cicatrice le ricorda ogni giorno chi è e perché si trovi in quelle condizioni. Incontrerà Jag, ragazzino petulante che le metterà sottosopra la vita.

Jag – Età: 10
Il suo vero nome è Nathan Obraz, ma si presenta a tutti col nome di Jag.
Iperattivo e petulante come dovrebbe concernere a un moccioso della sua età, se non fosse che se ne va in giro con i capelli tinti di rosa, un camice da scienziato in miniatura e un sorriso da psicopatico stampato sul volto. Nonostante la sua giovane età, ha ben chiari gli obiettivi nella sua vita, purtroppo questi prevedono lo stravolgimento delle vite altrui solo per soddisfare i suoi primordiali capricci di bambino.

Nef – Età: 34
Nome completo Neffen Shaw. Componente di una band musicale di fama planetaria conosciuta con il nome di Momuht e, come tale, se la tira da morire. Si incasina l’esistenza per un messaggio lasciato su internet da ubriaco, un messaggio talmente strambo che non si sarebbe mai aspettato che qualcuno lo potesse aver letto e decifrato. Si dovrà ricredere il giorno in cui Jag e Fade entreranno con prepotenza nella sua vita, ritrovandosi a dover gestire un bambino con manie di onnipotenza e un’ingestibile stramba sui roller. Praticamente non capirà niente di cosa sta accadendo fino alla fine
del romanzo. Momuht La band di Nef è composta da esseri di specie faunistica senziente e si chiamano rispettivamente Ted, Joanna e Jess.

Ted è il chitarrista e colui che compone gran parte delle canzoni, è emo da far schifo, con perenne ciuffo spiaccicato davanti alla faccia che sembra che l’abbia leccato una mucca, è in continuo conflitto verbale con Nef causa opposte visuali di vita, viene sgridato in continuazione. Però è bravo a suonare. Ha una tresca segreta, ma non troppo, con Joanna.

Joanna è la cantante. Piccola e grintosa, vagamente goth nel look, ama tutto quello che è riferito alla cultura giapponese (in altre parole il cibo e i cartoni animati), per questo le è stato appioppoato il soprannome di Sushi. Sta sempre appiccicata allo smartphone per messaggiare, ma quando canta lo fa per bene.

Jess è il batterista spilungone. Ha un’ego smisurato (persino più di quello di Nef), è sboccato e dice chiaramente quello che pensa in faccia (e la maggior parte delle volte ciò che pensa è offensivo). Anche se ha il ritmo nel sangue, ha un debole per la musica classica.

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L’autrice

Jane Fade Merrick è lo pseudonimo che usa l’autrice nel tentativo di rimanere anonima.
Scrittrice per diletto, crede nel self-publishing come reale mezzo di pubblicazione, non come mero ripiego alle case editrici tradizionali.

Dove trovarlo 
Gratis e completo: https://www.wattpad.com/user/janefademerrick
Cartaceo e ebook

Youcanprint: https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/le-ceneri-della-fenice-the-fade-9788892646766.html

Feltrinelli: http://www.lafeltrinelli.it/libri/jane-fade-merrick/2145923
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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se interessati e se vi ha colpito! Io sono qui che aspetto opinioni!

A presto,

Sara ©