COMUNICAZIONE EVENTO: INCHIOSTRO DI GIORGIA LEURATTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Spero che possa fare al caso vostro e che riusciate a partecipare all’evento in questione ovviamente. La casa editrice Robin Edizioni, in collaborazione con la Mondadori del posto, vi presenta questo volume e vi invita alla partecipazione. Qui sotto tutti i dettagli:

Presentazione di
“INCHIOSTRO”

Di
Giorgia Leuratti

Mediatore: Giovanni Leuratti
Letture di: Giada Zacchia

Inchiostro - Giorgia Leuratti - Libro Robin 2022, Libri per tutte le tasche  | Libraccio.it

Venerdì 22 luglio dalle 18.oo presso Le Tre Porte in Via della Verdura 21/25 (Rieti)

avrà luogo la presentazione di “Inchiostro” primo libro di poesie di Giorgia Leuratti
edito da Robin Edizioni, con la collaborazione della libreria Mondadori Bookstore.
L’evento sarà mediato da Giovanni Leuratti con letture di Giada Zacchia.
La silloge poetica, opera prima della giovane autrice, reca in sé l’urgenza viscerale di
essere “esistenza”. L’inchiostro diviene per Giorgia impronta di vita in grado di
scavare nelle sfumature degli eventi e scoprire nuove e antiche suggestioni.
“Tutto il fermento che vi era all’origine della mia scrittura, attraverso Inchiostro ha
preso forma: dapprima vi era solo una confusionaria urgenza espressiva, ora il
movimento dentro di me si sta incanalando in una sua più reale traiettoria, in una
sua ricerca, in un suo linguaggio”. Giorgia Leuratti
“Inchiostro” è il mezzo stesso della sovrimpressione, materia nera e liquida che,
come il sangue, reca in sé l’urgenza di trasportare in superficie una componente
viscerale traboccante.
Concepito come materia originaria, unico mezzo che permetta alla visione di farsi
linguaggio e oggetto di trasmissione, l’inchiostro attraversa le pagine della raccolta
assegnando alle poesie- oggetto del suo imprimersi- il ruolo di organismi vitali,
agenti in una struttura che richiama quella della tragedia greca.
Cosi come tragedia restituisce l’inesauribile tentativo dell’uomo di afferrare l’origine
del proprio dolore, la raccolta muove dalla stessa urgenza: quella di scavare nelle
sfumature degli eventi e di esplorarne le suggestioni, per trovare nell’epifania
poetica, ciò che risolva la loro intermittenza.

“Aspetto
lo sgranchirsi dell’alba
il lento flettersi
delle giunture
l’afflato tremulo
degli spifferi”

Ingresso libero


Spero che chi riesce, partecipi all’evento. Sembra un libro davvero interessante. Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #255 – SCHEGGE DI PAROLE DI MARIA CRISTINA BUOSO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Un nuovo week end si affaccia e una nuova segnalazione arriva pronta per voi ovviamente. Spero che anche stavolta la lettura possa essere di vostro gradimento. Stavolta ci imbarchiamo in un libro di poesie che possa fare al caso vostro. Ecco qui a voi:

Schegge di parole: Poesie grafiche: 11 : Buoso, Maria Cristina: Amazon.it:  LibriTitolo: SCHEGGE DI PAROLE
Autore: Maria Cristina Buoso
Copertina flessibile: 54 pagine
ISBN13: 979-8724855846
Peso articolo: 68 g
PAGINE: 54 
Dimensioni: 12.7 x 0.36 x 20.32 cm
Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B08ZBJFYD3

Si muove in bilico recuperando stilemi ed atmosfere della poesia futurista, della poesia visiva, delle
avanguardie e delle sperimentazioni letterarie che hanno caratterizzato i primi decenni del ‘900, la
silloge poetica di Maria Cristina Buoso: “Schegge di parole”.
I versi si insinuano, si disgregano, prendono spesso possesso dell’intera superficie della pagina del libro, chiedono spazi e pause di volta in volta diversi; gli stessi segni di interpunzione, le onomatopee, i fonosimbolismi, il raddoppiamento delle consonanti (a creare neologismi), ad esempio, divengono protagonisti fondamentali delle varie liriche, creando così un nuovo rapporto tra lo scritto, l’immagine e di conseguenza il lettore. Nonostante ciò, le poesie… “Non uccidono alcun chiaro di luna”, come invece tuonava Filippo Tommaso Marinetti nel manifesto programmatico del Futurismo, con lo specifico intento di rompere con la tradizione classica della poesia e della letteratura, esaltando negli scritti ben altri valori come il dinamismo, l’energia, la velocità, l’uso di determinate parole a scapito di altre. Certamente, le poesie di Maria Cristina Buoso non si perdono in rivoli e descrizioni dettagliate ma conducono all’essenza, al vigore della parola, all’essenzialità anche di una sola parola che diviene verso isolato redatto in maiuscolo oppure in minuscolo rispetto magari al resto della
composizione.

A modo loro, anche le poesie contenute in “Schegge di parole” gridano una sorta di indipendenza,
una loro voglia “ribelle” di esistere, di non stare alle consuetudini di un margine che le vuole
relegate ed allineate a sinistra della pagina. Ci catapultano perfettamente nel caos di un nuovo mondo contemporaneo che è oggi fatto di tante parole (a volte forse troppe), che ci piovono addosso da più parti: dai mass-media come dalle piattaforme social, eppure in questo caos Maria Cristina Buoso riesce a porre l’accento esattamente su quelle parole che oggi ancora sono importanti e determinanti nel farsi veicolo di
sentimenti, di interiorità ed anche di denuncia delle ingiustizie del vivere quotidiano.
Le tematiche infatti affrontate in queste poesie sono le più varie (ed anche in questo senso non
rispondono ad un susseguirsi e ad una didascalia precisa): si va dal concetto di bellezza e di anima,
agli stati d’animo di donna e dell’essere umano: (“Invidia”, “Rabbia”, “Solitudine”, inadeguatezza
nel riconoscersi parte di questo mondo), fino ad assumere i toni della lucida denuncia sociale nel
mettere nero su bianco i mali, le storture, i dissidi della società contemporanea: (“Guerra”,
“Politica”, “Mafffia”, “Europa”, “Patria”).
Questo libro può considerarsi a tutti gli effetti un breve campionario ma anche un prontuario per
riconoscere e per salvare quelle parole che oggi appaiono o che rischiano di rimanere “senza senso
e senza futuro”. Al lettore l’arduo compito di farsi carico, di proteggere ma anche di lasciare andare quelle parole che maggiormente riterrà indispensabili o non indispensabili alla propria vita.
Buona lettura.

Alberto Barina

BIOGRAFIA AUTORE

Scrive le prime cose quando era giovanissima, inizia con fiabe e poesie, crescendo amplia la sua scrittura con racconti brevi, copioni, romanzi e gialli. La poesia “Aiutami” è stata inserita nell’Antologia Multimediale “Una poesia per Telethon”, a scopo benefico (2004). La poesia “Pace in Guerra” nel concorso indetto da A.L.I.A.S. (Melbourne – Australia), ha ricevuto la Menzione D’Onore. La poesia “Bugie”
(Stones of Angles) è stata inserita nel Vol. 6 – In Our Own Words: A Generation Defining Itself – Edited by Marlow Perse Weaver U.S.A. (2005). Ha vinto il terzo premio nel Concorso Letterario “Joutes Alpines” dell’Associantion Rencontres Italie Annecy (Francia) per la Sez. Prosa (Italia) con il racconto “Il vecchio
album” (1997). Questi sono solo alcuni dei vari riconoscimenti che ha ricevuto. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui nel 2017 “Anime” e “Vernissage” nel 2021.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente, io al solito vi aspetto e spero possa piacervi. Un abbraccio.

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #547 – MORTE VERDE DI RONALD ARKHAM

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi vi porto un racconto che spero possa incuriosirvi. Io l’ho trovato davvero strano e ve ne parlerò lungo questa recensione. Siete curiosi di scoprire cosa ci troveremo a leggere? Ecco che ve ne parlo:

51nindc2qulTitoloMorte verde
AutoreRonald Arkham
GenereThriller
Casa editriceSelf Publishing
Data di Pubblicazione: 18 maggio 2021
FormatoCartaceo, Ebook
Pagine104
Link d’acquisto: https://amzn.to/30eI5yZ
TramaUn antico male si risveglia per inghiottire un paesino nell’oblio. Una cometa misteriosa, un incidente imperdonabile. A Carfax, un piccolo villaggio sperduto nel bosco, le persone cominciano a scomparire. Lilith, la piccoletta dagli occhi smeraldo, dovrà sviluppare tutte le proprie risorse per sopravvivere alla spietata fame delle tenebre.

RECENSIONE

green white and black abstract paintingLa storia ha inizio nel cuore di Carfax in cui cominciano a succedere strani avvenimenti: le persone cominciano a sparire misteriosamente o finiscono per impazzire definitivamente. Tra animali e persone, nessuno sembra essere più al sicuro nei pressi del paese, così come a passeggiare tra i boschi.

Cosa sta succedendo a Carfax? Riuscirà a salvarsi qualcuno? Come è possibile fermare quanto sta accadendo nella zona?

Non aveva ancora incrociato un essere umano quel giorno. Si avviò all’ultimo piano per godersi il panorama e cercare un minimo di sollievo dall’oscurità. Carfax, il luogo in cui era nata e cresciuta, era diventato un paese fantasma.

La trama è piuttosto breve in vista del fatto che, in ogni caso, si tratta di un racconto. Scrivere qualcosa di più lungo e articolato equivale a spiegare troppo di ciò che avviene all’interno, quindi trovo che sia ben scritta, corretta ed esaustiva del racconto che andremo a leggere. Una trama ben fatta.

La copertina che mi sarei aspettata, nel mio immaginario, è sicuramente diversa da come si presenta poi effettivamente. L’albero poteva anche starci ma nel complesso mi aspettavo qualcosa di più “verde” diciamo. Un bosco, una cittadina spersa nel verde, delle persone nel bosco. Insomma, mi sarei aspettata qualcosa di diverso vista la storia e la tipologia di storia utilizzata. L’albero può essere bene o male riconducibile ma per i colori e la scelta non trovo dei collegamenti veri e propri. Per quanto riguarda il titolo, a differenza della copertina, è inerente a ciò che viene narrato e lascia un alone di mistero per quanto riguarda questa morte di colore verde. Perché è proprio questo il colore? Cosa starà a significare? Lo scopriremo solo leggendo ovviamente, ed avremo le risposte relative a questo titolo originale e peculiare.

L’ambientazione è Carfax, un paesino sperso tra i boschi e lontano dalla civiltà; l’epoca non è de tutto specificata. Potrebbe essere applicata a qualsiasi epoca anche se mi aggirerei poco dopo il medioevo o giù di lì avendo dei richiami antichi.

Il cellulare dentro il teschio portaoggetti vibrò ed emise una tenera vocina.
Muuu
Ronnie muggì e spalancò la palpebra sinistra. Era la suoneria per i messaggi di Lilith. 
Porta qua subito il culo!
Lui rispose quasi ad occhi chiusi.
Deh ma quanto sei dolce oggi! Hai fatto il bidet nella nutella?
Lilith era la persona preferita di Ronnie, anche perché era l’unico essere vivente che sopportava. Forse l’unica umana che avesse qualche onda cerebrale compatibile con le sue. Questo non toglieva il fatto che fosse un esserino demoniaco.

man standing behind green plantI personaggi all’interno del volume sono molteplici e vengono inter-cambiati quasi ad ogni capitolo. Solo alcuni troveremo in maniera più ricorrente di altri, come per quanto riguarda la protagonista di questa storia, Lilith, che cercherà di barcamenarsi in un mondo pericoloso che cercherà di uccidere o portare con sé anche lei. In tutto questo a darle supporto ci sarà il suo amico Ronnie e avremo modo di conoscere le diverse persone della cittadina, dalla signora con il cane all’uomo che le dà fastidio e via dicendo.

Tutto immobile e morto. Anche l’infame fabbrica Mulder sembrava abbandonata. Si chiese se non fosse il caso di fuggire a Ozwich. Anche se sin da bambina aveva sviluppato una specie di allergia per le città e la modernizzazione. Lei era una romantica, una nostalgica. Una piccola figura in movimento rovinò la staticità del panorama. Un bambino stava portando in grembo un fagotto verso il cuore del bosco.

Il perno centrale è, per l’appunto, la morte verde e tutto ciò che accade di misterioso in questo paese. Non solo le persone muoiono o scompaiono in misteriose circostanze ma nel bosco accadono delle cose che non sembrano catturare ogni abitante fino a portarlo alla follia più assoluta. E’ una storia misteriosa, che vi spingerà a chiedervi cosa ci sia dietro tutto questo.

Lo stile utilizzato è articolato ma non troppo complesso. Scritto in terza persona, la storia si focalizza sull’aspetto principale di ciò che avviene passando di singolo in singolo portando alla luce quanto più possibile. Ovviamente la storia essendo solo un racconto è molto breve e si focalizza ad ampio spettro sul generale, cogliendo l’essenza di ciò che sta accadendo all’interno del posto in questione. Il tipo di scrittura è ben composta e fluida, mi ha colpito fin dall’inizio solo la storia non è riuscita a coinvolgermi come doveva. Probabilmente anche non avere empatia con i personaggi non ha aiutato molto. Concentrandosi sul generale, infatti, si tralascia l’emozione di cosa si prova in quel momento che non arriva molto seppur ci siano dei momenti in cui il volume si sente che è in crescendo e la paura comincia ad albergare fra i soggetti coinvolti.

La cosa che non sono riuscita a comprendere bene è il mistero su cosa si fonda. Nonostante ci sia una spiegazione finale e si risalga a cosa sia accaduto veramente e cosa li abbia condotti a questo punto, posso dirvi che si resta con delle domande, si resta un pochino incompleti. Questa è stata la cosa a lasciarmi più perplessa e avrei preferito avere un chiarimento maggiore nonostante la storia mi sia piaciuta generalmente. Con molta probabilità se fosse stato più lungo il racconto, avrebbe chiarito magari i punti in cui mi sono sentita persa e avrebbe dato un’occasione migliore sia all’autore di chiarire bene tutto, sia al lettore di comprendere meglio le domande che si è posto.

Tutto il regno teme e disprezza la misteriosa creatura. In ogni strada voci infamanti e assurde circolano sul suo conto. Strega rinnegata, morte personificata, mostro proveniente da un altro pianeta, scarto di un futuro dannato.

Il libro è un racconto che si smuove fra il paranormale e il mistery. E’ una storia che, se devo dirla tutta, non mi ha coinvolto come speravo e che per alcuni versi non sono riuscita a comprendere del tutto, come se mancasse qualcosa per chiudere il cerchio; non so se mi spiego. Consiglio agli amanti del genere e dei racconti, potrebbe interessarvi, ne sono abbastanza certa.

Ronald Arkham ci porta in un luogo dove il mistero ci accompagna come mettiamo il piede fuori di casa ma che può insediarsi persino all’interno e riuscire a toccare corde e situazioni che non si credevano possibili. Un antico male si risveglia e voi siete pronti a non farvi prendere?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

Vuoi acquistare Morte verde e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Morte verde o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fare al caso vostro? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL # – UNIPORN DI AUTORI VARI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Io nel frattempo, in questo mercoledì di primo dicembre vi porto una novità divertente e che spero possa incuriosirvi. Ecco che ve ne parlo subito, non temete:

Titolo: Uniporn
Autore: Autori vari
Genere: Racconti erotici
Data di uscita: 16 dicembre 2021

Link:  –
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: circa 230
Prezzo: eBook 2,99€

Trama: Sette autori per sette racconti erotici ma con un elemento in comune: l’unicorno. Tra sogni, arazzi, feste, set televisivi, ricette, evocazioni e ticchettii si dipana una tela arcobaleno intessuta da modi diversi
di raccontare. Il regalo di Natale della Collana Over the Rainbow ai suoi lettori per trascorrere le festività con un tocco di malizia.

LA COPERTINA

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Cosa ne pensate? Per le prossime news sul volume attenderemo il 16 Dicembre. Io come sempre vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #530 – UN FILM CHE ODIO A MORTE DI COSTANTINO POMPA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova raccolta di poesie, che spero possa piacervi. E’ un autore che vorrebbe essere conosciuto e spero che le sue poesie possano avvicinarsi a voi come è successo a me e che possiate ritrovarvi un po’ in lui. Ecco a voi che ve ne parlo subito:

71bnqh358wlTitolo: Un film che odio a morte
Autore: Costantino Pompa
Editore: Augh!
Data di uscita: 7 marzo 2018
Link d’acquisto: https://www.ibs.it/film-che-odio-a-morte-libro-costantino-pompa/e/9788893432016
Trama: Se sei arrivato fin qui, con un libro aperto, un libro di poesie, sei una creatura affamata. Non di solo pane. Come il nostro poeta, come Costantino Pompa. Forse hai gli occhi pieni di speranze, di ricordi del passato, e ti arrampichi per trattenere e raccontare voci altrimenti dimenticate. Forse combatti perché non si perdano le memorie, non si cancellino le macchie d’inchiostro dalla punta delle dita. Forse sei capitato qui per caso e poi, per un gesto d’amore, hai deciso di restare. Di una sola cosa sei sicuro. Malgrado tutto, siamo ancora tra i vivi.

RECENSIONE

person raishing his handLa raccolta di Costantino ci trascina in un piccolo mondo di una persona affamata di scrittura, di trovare il proprio posto nel mondo e di essere accettati per ciò che si è. 

Una raccolta sulla speranza, sul modo di vedere il mondo e sul fatto di viverlo continuamente affondando le unghie nel terreno e sul fatto che niente può cancellare ciò che siamo stati, magari basta solo scrivere qualche altra riga per diventare qualcos’altro.

Siete pronti ad ascoltare ciò che Costantino ha da dire al mondo? Riuscirete a ritrovarvi nelle sue parole? 

Lamenti notturni
Ho fame e non ho voglia
di crepare. Per questo
non scenderò a patti
col mio stomaco e
soffrirò nel buio
di una stanza orrenda
e che vorrei far saltare
in aria. E questo film
lo odio a morte.

La trama è incoraggiante ed incuriosisce subito. Si parla della vita, della speranza e della fame di qualcosa che dobbiamo continuare ad avere costantemente nella vita.

La copertina è molto semplice, si adatta agli standard della collana Augh! Edizioni mantenendo il loro stile, adattandoci comunque il riferimento a ciò che viene esposto nel titolo, ovvero i film. Quindi è la pellicola cinematografica a fare da sfondo a questo piccolo volume di poesie.

Il titolo è coinvolgente e attira il lettore che si chiederà di cosa effettivamente parli questa raccolta di poesie. Sembra da questo che si andrà a parlare di qualcosa relativo a film con la vita stessa ed effettivamente è proprio di questo che andremo a trattare e a leggere.

Valere la pena
Vorrei essere importante e decisivo
e non mi importerebbe di esserlo
per il potere di ricavarne.
Fosse anche soltanto per l’amore
di un pugno di persone.
Vorrei essere uno
che valga la pena
ricordare di aver amato:
l’esempio che io
vidi negli eroi,
che un bambino sogna di essere.

Il perno centrale di questa storia verte sulla forza di andare sempre avanti, oltre tutto ciò che la vita di difficile ci pone davanti. Ed è nell’insieme della raccolta che questo viene fuori, così come la voglia di essere guardato, non solo visto. Una raccolta forte e al contempo semplice che potrebbe colpirvi se condividete anche voi tutto questo.

person standing on brown wooden dock during daytimeLo stile utilizzato dall’autore è molto semplice. Le poesie non sono mai particolarmente brevi e concise ma ogni poesia colpisce e mette a nudo una parte dell’autore.

Le poesie – o parte di esse – che vedete all’interno della recensione sono quelle che mi hanno colpito maggiormente e che spero possano colpire anche voi. La cosa che magari mi sarei aspettata di più è una divisione in parti in cui c’è un crescendo o una specie di cambiamento relativo all’animo umano così come alla poesia stessa. L’ho trovato, su questo punto di vista, lasciato un po’ al caso e nonostante le poesie siano belle e colpiscano nel profondo. Così come mi sarebbe piaciuto che  la raccolta fosse poco più lunga, tutto qui.

(…)
E quando ve ne andrete via
a mostrare il bottino della famelica sentenza
io avrò ancora versi, pensieri, cuori che battono col mio.

Il libro è una piccola raccolta di una piccola bestia selvatica che cerca di sgomitare e farsi spazio, famelica in un mondo che cerca di seppellirci sempre di più, angosciandoci di insicurezze e dolore. Ma c’è sempre un modo per uscirne, e a volte anche scriverlo può salvarci, proprio come ha fatto l’autore di questa raccolta.

Costantino Pompa ci mostra la vita come fosse un film per ognuno di noi e delle difficoltà che ne derivano. Nonostante la vita possa sembrarlo, sta a noi viverla senza finire per odiarla (o almeno non troppo). Una lettura che consiglio vivamente.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questo volume? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #525 – HAIKU. IL FIORE DELLA POESIA GIAPPONESE BASHO ALL’OTTOCENTO A CURA DI ANNA DEL PRA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione. Scusatemi se non sono riuscita prima ma in questi giorni non mi è stato possibile neanche riposarmi per bene perché sempre piena di cose da fare anche a ora di pranzo. Eccomi qui che vi porto una nuova recensione che spero possiate apprezzare. A voi:

31vxen02dylTitolo: Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Basho all’Ottocento
A cura di Elena del Pra
Data di uscita: 6 luglio 2017
Pagine: 282
Link d’acquisto: https://amzn.to/3l6RQXM
Trama: Lo haiku, la più piccola forma di poesia esistente, scandito in tre versi di cinque, sette, cinque sillabe, affonda le radici nel passato remoto della cultura nipponica: originariamente era la prima strofa (hokku) di un componimento più lungo, ma acquistò un’importanza sempre crescente fino a essere riconosciuto come genere indipendente. Questa antologia ne segue lo sviluppo dalla prima grande fioritura nel seicento, epoca di profondo rinnovamento sociale in Giappone, fino alle soglie della contemporaneità, attraverso le traduzioni che mirano a restituire al pubblico italiano l’icasticità e la purezza di una forma espressiva che ha sempre affascinato l’occidente.

RECENSIONE

Japanese lantern over city bike at nighttimeQuesta raccolta di Haiku è una vera e propria perla che arriva dall’Oriente. A cura di Elena Del Pra, la raccolta di Haiku viaggia attraverso gli anni, in Oriente e passa di autore in autore fino ad arrivare all’Ottocento.

Questi tipi di componimenti divennero in Giappone sempre più importanti nel corso degli anni portando sia un vento di novità, sia una corrente inaspettata in un’epoca in cui le cose stavano per cambiare profondamente anno dopo anno.

Con questo volume sono certa che anche i lettori italiani possano apprezzare la bellezza dentro e dietro poche parole essenziali e uniche oltre che assolutamente originali – seppur non sembri così.

c’è una meta
per il vento dell’inverno:
il rumore del mare

kogarashi no
hate wa arikeri
umi no oto

La trama della raccolta è molto semplice e ci parla generalmente di cosa ci troveremo di fronte. Non qualcosa di assolutamente particolare, ci spiega di queste piccole frasi brevi che racchiudono al loro interno molto più di quello che effettivamente sembra. Semplice e decisa, la trama ci porta molto meno della bellezza di ciò che andremo a leggere, quindi sfogliare per credere.

La copertina è piuttosto banale, molto semplice e dai colori sicuramente non accesi. Comunque resta in tema,  riporta sia i colori tenui che dei dettagli visivi che ci portano in Oriente immediatamente. Infatti il volume, nella sua semplicità riesce a fare il suo dovere e a portarci in luoghi dove anche se siamo a chilometri e chilometri di distanza, riusciremo a sentirci a casa. 

canal between cherry blossom treesIl titolo di questa raccolta è decisamente semplice, efficace. Non c’è un Haiku o qualcosa che visivamente ad impatto avrebbe fatto più effetto ma si mantiene sul mostrare al lettore intorno a quale epoca ci si muove e di cosa andremo a leggere all’interno del volume stesso. Tutto molto delicato e lineare.

L’ambientazione è l’Oriente ovviamente, anche se non espressamente indicata all’interno della raccolta, sono tutti autori dell’Oriente e l’epoca si addentra da quando questo tipo di corrente, o di scrittura, gli Haiku da Basho fino ad arrivare all’Ottocento.

che ci sia la luna
sul sentiero notturno
di chi porta i fiori

hana wo en
shisha no yomichi ni
tsuki wo kana

silhouette of man near outsideIl perno centrale di questa raccolta sono gli Haiku stessi, ovvero dei piccoli componimenti poetici Giapponesi. Sicuramente in lingua madre rendono di più ma sono lo stesso molto significativi. Gli Haiku sono nati in Giappone e sono dei componimenti che hanno continuato a svilupparsi nei secoli in maniera sempre più delicata, cambiando di mano in mano in base a chi li scriveva. In questa raccolta sono stati inclusi degli Haiku davvero molto belli.

Lo stile per racchiudere l’intero volume è sostanzialmente molto pratico. C’è una breve introduzione alla vita dell’autore e poi una serie dei suoi Haiku – presumo i più belli – che loro hanno scritto e composto. Gli Haiku nascono in maniera molto leggera ma diventano presto una corrente affermata e molti autori decidono di seguirne le orme e la corrente mano a mano che si procede nel corso dei secoli.

Ho preferito alcuni Haiku più di altri e ho trovato la raccolta molto potente emotivamente oltre che a tratti decisamente commovente. Nonostante i componimenti siano piuttosto brevi e concisi, racchiudono molto più di quello che si pensi: la guerra, la perdita di un figlio, l’amore, l’osservare un paesaggio, un semplice pensiero sconnesso. E’ una raccolta che racchiude l’amore per gli altri, per ciò che ci circonda e per tutto quello che a volte diamo per scontato, seppur sia racchiuso in delle brevi righe.

L’unica pecca di questo volume sta sia nella grafica interna del volume, dove mi sarei aspettata più oriente, anche solo dei disegni a bordo pagina o qualcosa che rimandasse all’oriente per portare ancor di più il volume ad un livello successivo, sia il semplice fatto che avrei preso qualche Haiku in più per ogni autore, rendendo il volume sia più lungo ma allo stesso tempo anche più corposo di contenuti.

ad una ad una
si affacciano nel freddo
le stelle

sorezore no
hoshi arawaruru
samusa kana

Il libro è una raccolta poetica emozionante, delicata e sentimentalmente molto potente. Consiglio la lettura agli amanti dell’Oriente, a chi ama le poesie o le frasi brevi e concise. E’ un libro che seppur piccolo dona e regala molto al lettore. Consiglio.

Elena del Pra, che si è presa cura di tutto questo, portando alla luce in Italia la possibilità di conoscere questi componimenti la trovo una scelta molto interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere ovviamente, io come sempre vi aspetto e spero che possa fare al caso vostro. Un caro abbraccio.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #517 – IL MARTELLO NELLA TESTA DI STEFANO FORTELLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo libro di poesie nel frattempo che si va avanti e si leggono nuovi volumetti che sto recuperando per voi. Devo anche recuperare su Instagram ma mi sto rimettendo in careggiata piano piano quindi presto novità per voi. Spero che questo volume, comunque possa piacervi. A voi:

il-martello-nella-testaTitoloIl martello nella testa: Dark poetry
AutoreStefano Fortelli
GenerePoesia
Casa editriceHelios Edizioni
Data di Pubblicazione15 gennaio 2021
FormatoCartaceo, Ebook
Pagine71
Link d’acquisto: https://amzn.to/3fIey5j
Trama: Arriva la stagione in cui si perde la leggerezza. Quando resta poco asfalto da poter divorare e ci si rassegna all’idea che le cose, fuori e dentro di noi, non possano cambiare. Ci osserviamo e osserviamo il mondo con le sue brutture, inermi, dal braccio della morte, mentre batte incessante nella testa un martello. E arriva il momento in cui rischi di impazzire, quello in cui l’unica salvezza è gettare su un foglio bianco le frequenze di quel battere.

RECENSIONE

Questa raccolta di poesie è qualcosa che ho sentito subito dentro, subito mia, perché anch’io ho avuto quel martello nella testa per fin troppo tempo. E’ una raccolta di poesie oscure, emozionanti, coraggiose. Delle poesie che si scrivono nei momenti duri e difficili, in cui si rischia di impazzire e in cui l’unica cosa che sembra salvarci è gettare su carta tutte le emozioni che sembra ci stiano divorando. Una raccolta di poesie strazianti, che ci permettono di entrare nella testa e nelle paure più intime dell’autore così come possiamo ritrovare una parte di noi, che almeno una volta, magari abbiamo passato o attraversato.

Cosa riuscirà a trasmetterci l’autore con queste poesie? Cosa vuole dirci davvero e quanto ha da dire?

Inganni del cuore
Quante storie andate,
dentro le poesie
Rianimiamo le nostre verità
con l’afflato di un respiro
Ci inchiodiamo alla croce
lasciando libera una mano
Le scriviamo in bilico
tra la vita e la morte
per chi non leggerà.

La trama della raccolta sembra muoversi in punta di piedi, così come la raccolta stessa seppur sia di tutt’altro colore, di tutt’altro avviso e potenza. La trama è spontanea, genuina e penso sinceramente che poteva essere davvero difficile fare di meglio su questo punto di vista.

La copertina, detta francamente, non mi fa impazzire. Non per l’accostamento del soggetto utilizzato al titolo ma proprio la composizione generale dell’impostazione tra immagine, colori e font utilizzato. Probabilmente mi sarei aspettata un immagine di un uomo tormentato, uno sfondo bianco o addirittura un disegno minimal di un uomo seduto con la testa fra le mani. Non so, probabilmente c’era molto su come impostare visivamente la raccolta nel modo migliore ma immagino ci sia anche la scelta dell’autore – probabilmente – dietro al risultato attuale, quindi avrà i suoi buoni motivi al riguardo. Trovo che, personalmente, poteva essere sfruttato diversamente ma nel complesso, il titolo compensa il resto.

Il titolo della raccolta non poteva essere più azzeccato di così. Le poesie sono un vero e proprio martello nella testa, così come viene posto nel titolo, quindi quale scelta poteva essere migliore? Nessuna probabilmente. Trovo sia un titolo giusto, equilibrato e pensato nei minimi dettagli per ciò che l’autore voleva esprimere per la sua raccolta. Questo titolo porta alla mente il rumore di un martello che batte, come un qualcosa che entra dentro l’animo e s’insinua nelle pieghe della mente distruggendo ogni cosa buona, trapassando e abbattendo ogni cosa.

Ultima notte
Ho lasciato una lettera
sul frigo spento e il mazzo
di chiavi sotto lo zerbino
Ho gettato l’immondizia
nel bidone in fondo al viale
in quest’aria cha sa ancora di notte
e senza voltarmi ho proseguito
Poco importa se la leggerai,
poco, se sarai lì al mio ritorno
Dopo tutto, poco importa ora
se un giorno mi vorrai capire

Il perno centrale di questa silloge parla di tutto quello che un dubbio, un pensiero negativo o dei tarli nella testa, proprio come un martello si ritrovano a colpire l’animo di una persona fino a penetrare nelle ossa, distruggendo ogni cosa possibile. E nel momento stesso in cui il martello sembra distruggere ogni cosa c’è la parte che cerca di sopravvivere cercando di mantenere il tutto in equilibrio nonostante non sia affatto semplice.

Lo stile utilizzato dall’autore è al tempo stesso leggero nel suo modo di scrivere e dello scorrere del testo, così come è potente ciò che cerca di comunicarci. Una scrittura originale, di piacevole lettura ma che allo stesso tempo si mantiene sul dark, dando quel tocco di oscuro, di emozione dura, cruenta, che colpisce il lettore riga dopo riga, pagina dopo pagina. Le due parti, separate dallo scritto degli Scheletri nell’armadio, colpisce e, nonostante la sua stranezza complessiva del testo, il tutto completa la parte successiva alla precedente. E le due parti collimano perfettamente assieme.

Rispetto alla raccolta precedente, L’Ultimo Giorno – Versi dell’Aldilà, di cui trovate la recensione online, ho trovato questa raccolta ancor più forte ed emozionante. Fra le due ho preferito questa, sia per la maturità che per la struttura della raccolta oltre al semplice fatto che in questi versi ci si può ritrovare molto più facilmente, visto che ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di avere come un martello nella testa. Con frasi brevi e concise e con poesie che arrivano dritte al cuore del lettore, le poesie diventano qualcosa che si vive oltre che si legge.

Due anni
Dicono, che a credere di essere
infermo, ci si ammali per davvero
Ma io non volevo ammalarmi:
questo stesso giorno di
due anni fa, volevo morire
Da allora non c’è stato giorno
in cui non lo abbia sperato
Sono ancora qui che aspetto
e solo mi consola il fatto
che di questi anni, non
mi resti alcun ricordo

Con questo libro, c’è un salto di qualità di un’autore che mi era piaciuto ma che non mi aveva colpito a pieno con la sua opera precedente. Ho trovato questa raccolta forte, diretta e ricca di coinvolgimento emotivo.

Stefano Fortelli s’insinua, s’insedia e colpisce il lettore, come il suo stesso martello che sembra averlo turbato tanto, con una raccolta originale, empatica. Un insieme Una lettura che mi sento di consigliarvi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Senza titolo-2

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere se lo leggerete e se pensate possa piacervi, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #207 – RACCONTI DI AMORI E SOLITUDINI DI ZUCCHI DANTE

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per lasciarvi un nuovo volume che spero possa incuriosirvi e piacervi. Siete curiosi di scoprire una nuova raccolta di racconti? Ecco a voi di cosa parlo, lasciatevi incuriosire:

Racconti di amori e solitudini: presentazione e intervista a Dante ZucchiTitolo: Racconti di amori e solitudini
Autore: Dante Zucchi
Pagine: 100
Editore:  Lupi editore
Link: QUI

Sinossi: La raccolta “I racconti dell’argine” vuole essere un insieme di alcuni brevi racconti legati alla mia
terra, la Bassa modenese, dove l’argine del Secchia è parte fisica ed emozionale del territorio. Dall’argine i contorni dell’orizzonte ti arrivano sfuocati come passati attraverso un filtro magico di un qualche dio dispettoso che prova un sadico piacere nel nasconderti la bellezza del creato. Sull’argine nascono amori e si spengono amori in un susseguirsi di nascita e morte Alla paura atavica dell’esondazione del fiume si è aggiunta recentemente la paura del terremoto
eppure basta il sorriso di una ragazza o la mano caritatevole di uno sconosciuto perché il tuo animo possa vedere la rinascita. L’aria calda e afosa di una notte piena di zanzare, può essere anche quella spensierata di un amore inaspettato e per questo indimenticabile. Una notte nebbiosa può diventare un’occasione festosa e gioviale, dove l’amicizia e l’affetto si ubriacano di parole che superano ogni velleità, ogni offesa, liberandoti da tutti i veleni di questo mondo. L’amore che aspetti non è quello che compri con le auto di lusso sfrecciando nelle freeway americane, o nella profumata Provenza, ma probabilmente ce l’hai lì vicino a te, anche se sei nella Bassa; è sempre stato con te, basta saperlo vedere.


Raccolta premiata con menzione d’onore nel concorso “Metamorfosi”

Dal racconto: Perdere il treno

Quella sera Leo si sentiva solo e qual’é il locale dove la tua solitudine si esprime al meglio? Una
discoteca. Una discoteca affollata ed esplosiva su un divanetto con la testa appoggiata alla spalla di
una sconosciuta più nuda che vestita, con un qualche drink di troppo, con gli occhi chiusi a pensare,
a interrogarsi, a sognare, a piangersi addosso, alle occasioni perdute e alle promesse che in futuro
non sarebbe più successo. Una baraonda di sensazioni, di emozioni che giravano, giravano,
andavano e ritornavano.

Dal racconto: Quando gli dei parlavano agli uomini

….qualcuno avrebbe guardato il cielo e si sarebbe sentito solo e abbandonato da tutto e da tutti e si
sarebbe chiesto “ma non c’è nessuno lassù?” e nessuno avrebbe risposto, lasciando quella domanda
galleggiare all’infinito nell’aria dolce e profumata della notte, …
Dal racconto: Una favola moderna
«Non credo sia amore, Orazio. Solo voglia di qualcuno con cui stare e parlare senza problemi, senza
paure, senza temere di essere fraintesi» ……
«Io ti posso dire tutte le stupidate di questo mondo e poi scherzarci sopra. Anche questo vuol dire
stare insieme. Tu mi accetti e non vuoi niente da me, non pretendi nulla, solo stare qui insieme. Sai
cosa vuol dire per me? Tutto».


BREVE BIOGRAFIA dell’ autore:

Zucchi Dante è Laureato in economia e Commercio nel marzo 1975 presso l’Università di Modena. Sposato con
quattro figli. Dal 1978 ha sempre lavorato in diversi settori ricoprendo diverse figure professionali
soprattutto di carattere amministrativo. Da sempre appassionato di storia, almeno da una trentina
d’anni ha affiancato a questa anche la passione per la scrittura. Interessi ai quali poteva dedicare
solamente parte degli week-end o la notte, fino a quando nell’Aprile 2018 non è andato in pensione.
Libero da impegni professionali ha potuto così dedicarsi completamente alle sue passioni
occupandosi di storia, soprattutto alto medievale, e di scrivere racconti.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere che ne pensate su questo volume ovviamente. Io vi aspetto come sempre.

A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE #205 – LA DONNINA DEI MISTERI DI RONALD ARKHAM.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va? Ecco qui che arriva un nuovo week end e spero arrivi anche per voi il meritato riposo settimanale. Io in effetti non vedo l’ora che arrivi domani sera. Nel frattempo vi lascio una nuova novità in arrivo:

LA DONNINA DEI MISTERI (Italian Edition) by [Ronald Arkham]Titolo: LA DONNINA DEI MISTERI
Autore: Ronald Arkham
Pagine: 84
Data di uscita:
02 Febbraio 2021
Genere: Raccolta di racconti
Link amazon: https://www.amazon.it/dp/B08X6C6VR3/

Trama: Macabre cronache di una favolosa donnina fuori di testa

BREVI ESTRATTI

“La vita è un mosaico composto da terribili idee di ogni
genere.”

“E’ assurdo come un semplice pezzo di carta possa stravolgere il corso degli eventi.”

“Mentre i raggi delicati dell’alba accarezzavano le case dell’antico borgo, un piccolo cuoricino vivente si destò dal suo prezioso sonno.”

BIOGRAFIA

RONALD ARKHAM è lo pseudonimo di un 32enne brianzolo che lavora come Customer Care in un’azienda di energie rinnovabili. Questa sua prima pubblicazione è una raccolta composta di 8 racconti soprannaturali con una vena umoristica. La protagonista di tutte le storie è sempre Pillolina, una dolce donnina che durante episodi di vita quotidiana si imbatte in fenomeni paranormali. In estate pubblicherà il suo primo
romanzo MORTE VERDE.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente, io sono curiosa come sempre di sapere che ne pensate!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #511 – IL TEMPO PERSO IN AEROPORTO DI LORENZO FOLTRAN

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi finalmente riprendo piano piano con le recensioni. Perdonate se per qualche giorno mi avete visto a singhiozzo ma ho un periodo un po’ confuso e ho bisogno di rimettere in linea le idee. Ringrazio tantissimo l’editore Graphe.it per avermi permesso la lettura di questo volume e anche all’autore. Eccoci che ve ne parlo subito:

41jfdmjdl._sx304_bo1204203200_Titolo: Il tempo perso in aeroporto
Autore: Lorenzo Foltran
Data di uscita: 7 aprile 2021
Pagine: 102 
Editore : 
Graphe.it

Link d’acquisto: https://amzn.to/2RTsPTv
Trama: Non una semplice antologia, ma una raccolta organica nella quale i singoli testi poetici sono organizzati in modo tale da raccontare una storia. Il tempo è il tema di questa raccolta che in tre sezioni ne esplora le molte sfumature. Esso appare come un elemento relativo che si dilata, si comprime, e che soprattutto passa, in rapporto però allo spazio dentro al quale scorre: la dimensione del sogno e della realtà alternativa dei videogame, l’ambiente non cronologico del ricordo o della riflessione, sono contrapposti allo scandire alienante della vita vera, dove il tempo è percepito soprattutto come perdita. Così il lettore procede fra giorni senza calendario o calendari appesi al muro per nasconderne le crepe; si riconosce fra ore piene e vuote, nei minuti precisi che occorrono per cucinare una pastasciutta che però risulta insipida. Insieme alla giornata si rischia di perdere talvolta la strada o il senso di sé: scrivere è allora l’antidoto al disperdersi dei propri momenti, anche quando è soltanto esaurita la pila dell’orologio.

RECENSIONE

silhouette of person across gray cloudsDopo aver letto il precedente volume di Lorenzo Foltran, In tasca la paura di volare, non potevo tirarmi indietro e dovevo leggere questo piccolo volume sulla poesia.

Il tempo è una cosa che personalmente mi ha sempre affascinato. Ci sono momenti che passano veloci, volano e altri momenti in cui tutto si comprime e il tempo sembra rallentare e da quasi il senso che non passi mai. Eppure passano entrambi nello stesso modo, lo scorrere è esattamente lo stesso, siamo noi che lo viviamo in maniera differente in base a come lo viviamo e a quale peso diamo alle cose. In questa raccolta si passa dallo scorrere veloce dei giochi e di quanto questo cambi quando uno è fermo, in attesa di qualcosa e si guarda attorno. Una raccolta sul tempo e sulla vita quella di Lorenzo Foltran, che spiazza e allo steso tempo ci accomuna tutti in un modo o nell’altro.

Misuro il tempo perso in aeroporto
all’andata e al ritorno.
(…)

La trama è decisamente molto semplice e ci introduce al mondo in cui Foltran cerca di catapultarci pagina dopo pagina. E’ una raccolta di poesie sul tempo, sulla vita e sui giochi, sui piccoli dettagli e sul punto di vista che ognuno può dare ad una piccola cosa, rispetto al punto di vista di un’altra persona. E’ una trama interessante e curiosa che cattura anche i più piccoli amanti della poesia contemporanea.

La copertina è molto minimal, anche rispetto al volume precedente. Per i libri di poesie adoro questo imprinting nella struttura del volume quindi posso dirmi soddisfatta della scelta della casa editrice di mantenere uno standard sobrio ma al tempo stesso efficace, con il titolo ben in evidenza. Sul retro della copertina troviamo comunque un disegno che rimanda ai manga giapponesi con un uomo con la valigia, in attesa, come fosse in aeroporto. Assolutamente in linea con tutto il resto. Il titolo è originale ed è questo più di ogni altra cosa – oltre al fatto che avevo già letto dell’autore in sé – a spingermi alla lettura del volume. Il tempo che si aspetta in aeroporto può sembrare lunghissimo se si attende di imbarcarsi, così come se si aspetta il ritorno di qualcuno e, se ci si sofferma sul guardarsi attorno si possono scorgere le piccole sfumature delle persone che si muovono attorno a noi e di tutto ciò che succede.

La mia preferita, tra tutte le preposte c’è anche questa volta. E’ una cosa in cui mi sono rivista quindi l’ho sentita parlarmi e dirmi sono qui per te. Eccola qui:

E’ successo davvero.
Erano giorni, luoghi
dove tu eri diversa,
anche se eri la stessa,
quella che non sei in vero
e che non sei per finta
nemmeno se per esserlo
ti sei impegnata al massimo.

planes at airport during daytimeIl perno centrale di questa raccolta è il tempo. Il tempo visto come attesa sia come piccole movenze delle persone che abbiamo a fianco o che abbiamo visto nel corso della nostra vita. E’ un tempo unico e indivisibile che ognuno vive e percepisce in maniera differente dando il proprio peso relativo in base all’angolazione in cui una cosa viene vista e vissuta. E’ una storia 

Lo stile utilizzato dall’autore si è evoluto ed ha maturato una consapevolezza maggiore rispetto al precedente volume, aggiungendo anche dei pezzi particolarmente lunghi. Nonostante questo apprezzo maggiormente i scritti brevi e concisi in cui riesce ad esprimere tutto se stesso nel migliore dei modi, molto più di quando allunga il tutto.

L’opera viene strutturata e divisa in tre parti: 

Il tempo perso in aeroporto. E’ questa la parte in cui l’autore si concentra sul tempo e analizza ogni piccolo dettaglio di ciò che riesce a scorgere e analizzare guardandosi semplicemente attorno. O almeno questa è l’impressione che sembra dare leggendo questa prima parte della raccolta. Dei pezzi che ci portano in aeroporto, seduti e in attesa della prossima partenza o dell’arrivo di qualcuno.

Sogni interattivi. Questa è la parte assai più strana e particolare oltre che originale che io abbia mai letto. Da giocatrice in alcune cose mi ci sono ritrovata e sono riuscita a comprendere la profondità di ciò che vuole cercare di trasmettere anche solo parlando di videogiochi. Qui l’autore prende il nome del videogioco e ci scrive su qualcosa di diverso dal solito, innovativo e che non mi era mai capitato di analizzare sotto quest’aspetto. Divertente, leggero e originale.

Adesso. E’ la parte introspettiva e che si riferisce – presumo – al momento stesso in cui viene scritto, quasi in concomitanza con il vissuto dell’autore stesso. Dall’alzarsi dal letto la mattina e al peso che una giornata di lavoro può portare ai ricordi a cui la mente ci consente di viaggiare. Anche qui ci ritroviamo nella modernità e nella quotidianità delle cose di tutti i giorni, spingendoci a riflettere su ciò che ci circonda.

Soppeso a coperta
il tepore nascosto
tra le piume e il lenzuolo.
Sogno appena rimosso
del sonno che è rimasto.
Ricordo, no, anzi, sento
ancora al ventre il peso:
il giorno di lavoro
passato e già futuro.

Questa raccolta di poesie ci porta in una dimensione in cui il tempo diventa assolutamente relativo, in un periodo in cui a volte il tempo sembra essere persino monotono, con giornate una uguale all’altra. Una raccolta semplice, originale e attuale. Consiglio la lettura per gli amanti della poesia e non, soprattutto per chi vede il tempo sotto una luce e una prospettiva completamente differente.

Lorenzo Foltran ci trascina nel suo mondo che potrebbe essere quello di ognuno di noi, analizzando ogni piccolo briciolo di tempo che ci circonda, come a guardare una clessidra che lentamente lascia cadere i suoi granelli. Una piccola raccolta da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Senza titolo-2

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©