RECENSIONE IN ANTEPRIMA #82 – LA VERITA’ DI MELANIE RAABE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi per voi ho una bellissima novità edita Corbaccio, che ringrazio innanzitutto per avermi permesso la lettura. Tenetevi pronti perchè domani andrò ad un’incontro in esclusiva dell’autrice con noi blogger e vi racconterò meglio i prossimi giorni, appena riesco 🙂

9788867002924bTitolo: La verità
Autore: Melanie Raabe
In uscita il: 22 giugno 2017
Pagine:
360

Prezzo: euro 17,90
Editore: Corbaccio.
Trama: Da ormai sette anni, Sarah vive sola con il suo bambino: dopo essere partito per un viaggio d’affari in Sud America, suo marito Philipp è scomparso, precipitando Sarah in un incubo. Fino a quando, improvvisamente, viene annunciato il ritorno di Philipp, lasciato libero dopo essere stato per sette anni nelle mani di una banda di rapitori. La notizia diventa un caso mediatico. Sarah è incredula e frastornata, e si prepara ad accogliere il marito. Ma quando il portello dell’aereo che dovrebbe restituire Philipp alla sua famiglia si apre, accade l’impensabile: a scendere la scaletta non è Philipp. È un uomo che Sarah non ha mai visto prima. Che cos’è successo? Chi è questo estraneo che si spaccia per Philipp? E, soprattutto, che intenzioni ha? Se dello sconosciuto Sarah non sa nulla, lui invece sembra sapere tutto di lei, e la minaccia. Se si azzarderà ad aprire bocca denunciandolo alla polizia, perderà ogni cosa: suo marito, suo figlio, la sua stessa vita.Uno psicothriller elegante e inquietante, La verità insinua il dubbio nel lettore pagina dopo pagina, e conferma il grande talento di una delle migliori autrici della nuova generazione.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con delle riflessioni e da un cambiamento. Sarah Petersen, dopo la scomparsa di suo marito Philipp per ben sette anni decide di fare qualcosa per cambiare la sua vita e non rimanere per sempre chiusa in un involucro di cristallo.

Quindi cambia pettinatura, invita dei colleghi a cena – non invitava qualcuno in casa da quando era scomparso misteriosamente su marito – e cerca di tornare alla normalità dando una svolta alla routine quotidiana. Ma dopo una telefonata, tutto cambia: Philipp è stato liberato dai suoi rapitori e sta tornando a casa.

Quando arriva il grande giorno dell’arrivo, la città è in fermento – essendo Philipp un uomo rilevante per il suo capitale in città – e all’aeroporto decine di giornalisti aspettano di vederlo scendere dall’aereo per abbracciare i suoi cari. Quando però a scendere dall’aereo non è Philipp ma uno sconosciuto per Sarah tutto diventa un incubo senza fine.

Chi è lo sconosciuto, un impostore? Perchè si spaccia per suo marito? Cosa vuole da lei, tanto da doverla minacciare?

Sono in una piccola radura in mezzo al bosco. Sola. Ho trentasette anni. Fisso un gigantesco sole nero che mi fissa a sua volta, e mi domando se anche Philipp lo stia osservando. Se sia visibile dal posto in cui si trova lui. Penso che alla prossima eclisse di sole nostro figlio avrà settantacinque anni. Che io non ci sarò più, che Philipp non ci sarà più. Questa, oggi… era la nostra ultima possibilità. Mentre la luna copre gli ultimi millimetri di sole, mi rendo conto che Philipp si sbagliava. L’orchestra piumata intorno a me non accenna a placarsi. Ne sarebbe rimasto deluso o si sarebbe rallegrato, chissà? Mi dico che ormai non ha più alcuna importanza. Philipp non è più qui, penso. Philipp se ne è andato. Philipp è sparito. Philipp è caduto giù dal l’orlo del mondo.

La trama fin da subito mi ha messo una profonda curiosità. Sono stata davvero curiosa di poterlo leggere e, ora che l’ho letto, posso ben dirvi che è ben scritta e cattura senz’altro senza lasciare sospetti o spoiler, come a volte succede.Risultati immagini per melanie raabe die wahrheit

 

Per quanto riguarda la copertina, adoro l’originale, che non ha niente a che vedere con quella italiana. Esteticamente, quella italiana non è male ma se parliamo dei capelli della ragazza allora l’originale la prende in pieno. Potete vedere la copertina di Die Warhheit (La verità in tedesco), la versione di origine.

Il titolo, invece, non è stato modificato, bensì solo tradotto letteralmente. Quindi assolutamente punto a favore su questo punto di vista.

Amburgo è l’ambientazione scelta per questo romanzo e l’epoca è moderna, ai giorni d’oggi.

È parecchio che non sognavo lo strepitio oltre la porta e mi domando che cosa abbia fatto sì che l’incubo tornasse. Soprattutto perché credo di sapere che cosa c’è dietro la porta. Mi rigiro nel letto, come se bastasse una mossa repentina per scacciare i pensieri notturni simili a corvi. Accendo la luce. Mi dico che ho bisogno di dormire, la spengo di nuovo. Chiudo gli occhi. Primo, penso: Sono un’imbrogliona. Secondo: Ho ucciso una persona. Terzo: Ho un tatuaggio in un punto segreto. Una delle tre è una bugia. Resto in ascolto di me stessa, nella vana ricerca della magnifica sensazione che ha accompagnato la giornata. Il vecchio brutto sogno l’ha cacciata via, e d’un tratto sento agitarsi in me qualcosa di diverso; è vago ma inarrestabile, simile a un animaletto dai denti aguzzi che esce dall’albero dopo il lungo letargo invernale: il presentimento di qualcosa di terribile.

I personaggi che ruotano all’interno di questo romanzo sono diversi, chi si troverà con più intensità, chi meno:

Sarah Porter è la vera e propria protagonista di questo libro. E’ una donna chiusa in se stessa ma sagace e determinata a non farsi buttare giù tanto facilmente. Ha le sue paure e i suoi scheletri nell’armadio, un pò come tutti d’altra parte e quando scopre la notizia che suo marito, dopo sette anni è ancora vivo non può far altro che sentirsi strana, tesa e felice allo stesso tempo. Non sarà lo stesso quando si troverà davanti tutta un’altra persona.

Philipp non è un vero e proprio protagonista diretto ma è la speranza che fa andare avanti Sarah, è suo marito, il padre di suo figlio. Tutti i momenti che vivono nei ricordi di Sarah lo dipingono come un uomo dolce e premuroso, dedito al suo lavoro e alla sua famiglia. Gli occhi solo per sua moglie Sarah e per suo figlio Leo.

Lo sconosciuto è parte integrante di questa storia. Non è un uomo particolare ma cerca di fare di tutto per riuscire nel suo intento. E’ un uomo subdolo, che sa come compiacere gli altri ma non è un tipo violento.

Il piccolo Leo è il figlio di Sarah Petersen e Philipp Petersen. Il piccolo ha otto anni ed ha conosciuto suo padre solo nel suo primo anno di vita, quindi non ricorda nulla. Quando però anche lui si trova di fronte lo sconosciuto, sentirà che qualcosa di lui non gli piace.

Ci saranno altri personaggi, come Mirko, Miriam, Constanze, che troverete all’interno ma che non vi svelerò per non togliervi tutto il piacere della lettura e per incuriosirvi ancora di più.

Lo sconosciuto

Apro il borsone, prendo il cellulare dalla piccola tasca interna, l’accendo. Grimm non ha ancora richiamato. Tengo a freno la mia impazienza. Niente di ciò che accade è un bene o un male in sé. Siamo noi a dargli significato. Mi sdraio sul letto, mi stiracchio. (…) Guai a perdere la concentrazione. Ci sono cose che posso fare anche senza le informazioni di Grimm. Mi rialzo, prendo il libro dal borsone, ne sfioro con le dita il dorso logoro. Sun Tzu, L’arte della guerra. Lo apro, leggo un appunto scritto a mano: Sottomettere l’esercito nemico senza combattere è prova di suprema abilità. Pazienza. Disciplina. Funzionare. Fare ciò che va fatto. Chiudo per un attimo gli occhi. Sono pronto. Dopodiché mi avvicino alla finestra e aspetto l’alba.

 

Il perno centrale risiede e si nasconde proprio all’interno del titolo: La verità. Tutto ruota attorno allo sconosciuto che si spaccia per il marito di Sarah Petersen e cosa vuole da lei, i segreti che nasconde Sarah e quelli dello sconosciuto. La verità verrà a galla?

Nello stile, almeno inizialmente ho avuto una leggera difficoltà a nell’abituarmi per quanto ha riguardato le prime dieci pagine, perchè non riuscivo davvero a capire cosa c’entrava tutto quello che stava accadendo con la trama che avevo letto. Andando avanti l’ho letteralmente divorato, lasciandomi dentro quella malinconia fine che ti si attacca addosso e non ti lascia per niente al mondo.

La scrittura è stata articolata e ben strutturata ma assolutamente coinvolgente. Un thriller psicologico ben pensato e mai banale ne tanto meno scontato. Ti porta a dubitare di tutti e di nessuno tenendoti sulle spine fino all’ultima pagina.


La cosa che mi sono chiesta è stata una sola ma non posso porvi il quesito altrimenti svelerei tante, troppe cose ma se è come è stato spiegato allora potrebbe essere possibile.


Bevo un altro sorso di birra, ne assaporo l’amaro. « Quando crediamo di amare una persona… amiamo veramente la persona? O non amiamo solo il modo in cui ci fa sentire? » Lei riflette un attimo. « Entrambe le cose, suppongo » dice infine. « Ma allora com’è che a un certo punto smettiamo di amarci? Se ciò che amiamo non fosse solo il modo in cui una certa persona ci fa sentire, ma la persona in sé… Com’è possibile che a un certo punto smettiamo di amarla… solo perché magari ha fatto qualcosa che non ci piace? » La donna fa spallucce e si gira. Probabilmente fa conversazioni del genere ogni sera ed è stufa. Sono stufa anch’io.

Il libro è stato una vera e propria scoperta. Non conoscevo l’autrice e devo dire di essere felice di aver esplorato il suo mondo e di aver letto il suo romanzo.

Melanie Raabe, è una vera e propria garanzia nell’ambito dei thriller psicologici. Ho amato dalla prima all’ultima pagina entrando nella testa di Sarah in completa contrapposizione con quella dello sconosciuto. Una rivelazione dopo l’altra che tiene sulle spine fino all’ultima riga, racchiudendo il tutto in un finale decisamente sorprendente.

Vi consiglio la lettura di questo libro e, a questo punto non posso far altro che pensare che non vedo l’ora di incontrare l’autrice, domani per stringerle la mano per il suo bellissimo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Voi lo leggerete? Io dico che non potete perderlo! Aspetto commenti!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #81 – LA DONNA DI GHIACCIO DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO BEI LETTORI!

E buona domenica! Oggi ho per voi una nuova recensione per i lettori appassionati di Thriller (ma anche non). Un libro che mi ha lasciato col fiato sospeso. Ringrazio la Newton Compton per avermi inviato questo libro! Vi sto parlando di:

la-donna-di-ghiaccio_9018_x1000Titolo: La donna di ghiaccio
Autore: Robert Bryndza

Prezzo: Ebook 2.99 €
Data di uscita: 25 Maggio 2017
Trama: Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare… Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

RECENSIONE: 

La storia ha inizio con una giovane ragazza che viene pedinata, rapita e poi uccisa brutalmente. Lei è la donna di ghiaccio del titolo. Proprio perchè viene ritrovata in condizioni pietose nell’acqua ghiacciata dietro ad un museo. Il ragazzo che la ritrova è in stato di shock ed è qui che entra in azione Erika Foster, Detective specializzata per tipi di casi come questo.

Si pensa che la ragazza ritrovata sia la giovane Andrea Douglas-Brown figlia di Simon e Diana Douglas-Brown, famosi in tutto il paese perchè ricchi impresari. Quindi il caso diventa mediatico e la polizia cerca di non mettere subito in mezzo la stampa mentre I Douglas-Brown daranno del filo da torcere a tutti.

Si creeranno discrepanze nelle indagini ma non vi dirò nulla i più perchè dovrete solo che leggere. Riuscirà Erika Foster a risolvere il caso? Cosa nascondeva Andrea? E perchè è stata brutalmente uccisa?

«Lord Douglas-Brown. Non è stato uno dei maggiori appaltatori governativi per la guerra in Iraq? E mentre faceva parte della squadra del governo?»
«La politica non c’entra niente.»
«E quando mai mi sono curata della politica, signore?»
«Andrea Douglas-Brown è scomparsa nella mia zona. Lord Douglas-Brown ha fatto enormi pressioni. E’ un uomo influente, capace di dare una spinta a una carriera o di distrugerla. Più tardi ho un appuntamento con il commissario capo e con non so quale agente governativo…»
«Quindi il punto è la sua carriera?»

La trama è ben scritta e mi ha colpito fin da quando ne segnalai l’uscita. Generalmente non amo molto il genere che propone una serie di eventi di un determinato poliziotto e che quindi, in seguito riporterà vari casi dello stesso Poliziotto/detective. Però questo inizio è davvero buono e mi ha colpito per diversi fattori che vi parlerò più avanti.

La copertina (e qui devo dire Grazie Newton FINALMENTE!!!) è davvero molto bella e miracolo dei miracoli è stata l’asciata come l’originale. Il formato del libro è grande ma cattura ed è davvero bello perchè sembra ghiaccio vero e cristallino. Il titolo è stato leggermente modificato, invece. Era The Girl in the Ice, che tradotto era La ragazza nel ghiaccio. E’ stato tradotto come potete ben vedere in La donna di ghiaccio. Su la donna invece di ragazza potrei anche starci ma perchè di ghiaccio? Lasciate nel ghiaccio, dico io. Ma sono piccoli dettagli e quindi sorvolo.

Il libro è ambientato in Inghilterra e l’epoca è senza dubbio moderna.

Socchiuse gli occhi e alzò le spalle. «Perchè non sei dentro?» chiese Erika.
«Perchè è una stronzata…I miei genitori hanno organizzato una cosa così pretenziosa… ma non c’entra niente con Andrea, lei non era così. Era un pò puttana, era rozza e volgare, e aveva la capacità di concentrazione di un insetto. Ma era bello averla accanto, era divertente. Odio quella frase “Illuminava la stanza”, la ripetono in continuazione, ma era vero. (…)»

I personaggi saranno molti ma vi parlerò maggiormente della protagonista e di chi la circonda a stretto contatto:

Erika Foster è la Detective che condurrà l’indagine della Donna di Ghiaccio, Andrea Douglas-Brown. La Foster è determinata, testarda, sempre pronta a tutto. Niente può fermarla ma anche umana perchè le sue emozioni e i suoi sentimenti a volte la tradiscono e la rendono vulnerabile, non invincibile.

Moss Peterson, sono i due agenti che la Detective Foster sceglierà di portare sempre con se e di cui si fida ciecamente e loro ricambiano la fiducia riposta. L’autore è riuscito ad amalgamare in questa storia anche soggetti che nella società odierna sono piuttosto ghettizzati: la detective Moss, infatti è sposata con una donna ed hanno un figlio e Peterson è un Detective di colore. Non a caso, Peterson verrà, a volte, anche soggetto a battute poco felici di altre persone per il colore della sua pelle e così via. (Apro e chiuso una parentesi: ci sarebbe un’odissea da parlare su questo argomento essendo molto vasto ma vi dico solo quanto segue)Sono assolutamente a favore di questo tipo di soggetti nei libri, perchè la gente tende spesso all’omofobia e al razzismo e leggendone nei libri sono felice perchè viene reso ancora più normale a chi non sa vederla in modo semplice, come la vedo anch’io.

Marsh è il commissario capo e direttore/mediatore di tutte le cose che accadranno all’interno del distretto. Sarà, assieme a sua moglie Marcie, un amico per la Foster perchè cerca di supportarla ove gli è possibile. Non è sempre propenso, questo è vero, ma ci sta anche questo, in ogni caso.

I Douglas-Brown sono una famiglia piuttosto egocentrica. I figli AndreaDavid e Linda sono viziati, ognuno con una propria caratteristica sia fisica che caratteriale. Simon e Diana, il padre e la madre di Andrea, la vittima di omicidio, sono piuttosto attaccati ai soldi e alla reputazione della famiglia tanto da non badare a spese ma anche quanto riguarda avvocati, trattamenti televisivi, ecc…

Erika proseguì: «Immagino che molti di voi abbiano già scritto il proprio articolo e si siano già fatti un’idea precisa su ciò che sono venuta a dirvi. Ma prima che ve ne andiate a trascrivere, metaforicamente parlando, l’articolo che avete in mente,in cui dite peste e corna dell’incompetenza della polizia, o prima che decidiate che la morte di Andrea è più degna di nota di quella di altre persone che non sono nate in un ambiente privilegiato, pensate un momento al motivo per cui siamo tutti qui oggi. Il nostro lavoro consiste nel prendere i cattivi, il vostro nel raccontare ciò che facciamo in maniera appropriata. Si, noi ci usiamo a vicenda. La polizia usa la stampa per ampliare il proprio raggio d’azione e diffondere un messaggio. Voi vendete i vostri testi. Perciò, signore e signori della stampa, oggi vi chiediamo di lavorare insieme. Io vi regalerò una nuova storia tanto per cominciare.»

Il perno centrale è l’indagine della nostra Detective protagonista per il caso di omicidio che le è stato assegnato. Troverà del filo da torcere ma sarà cocciuta e determinata a portare luce sul caso in questione.

Lo stile è stato decisamente scorrevole quanto piuttosto coinvolgente. Pagina dopo pagina non si può fare a meno di cercare di arrivare alla fine per scoprire l’assassino colpevole di omicidio.

La cosa che, purtroppo, non mi ha portata a farmi spesso domande è stato proprio il personaggio della Foster. Mi sono domandata se un poliziotto con un trauma del suo livello potesse portarla a restare in servizio. A volte è irrimediabilmente irruenta e isterica altre volte l’esatto contrario. Quindi a tratti, risulta inverosimile. Ma alla fine la storia ha avuto il suo perchè, anche il personaggio quindi non biasimo nulla e lascio questo dubbio solo come semplice appunto all’autore.

«Sai come andrà a finire vero?» Potresti perdere il distintivo, la reputazione. «Signore, io ho perso quasi tutto. Mark e la vita che amavo al nord, circondata da amici, in un posto che potevo chiamare casa. L’unica cosa a cui posso aggrapparmi è un senso  di moralità, e la speranza che per le nove di mattina sarò riuscita a rendere giustizia (…)»

Il libro è stato veloce e scorrevole. Non so se leggerò i seguenti perchè non sono una fan accanita di casi polizieschi che si mantengono sempre con lo stesso soggetto principale; mi suonano molto come telefilm, però posso assicurarvi che merita assolutamente la lettura.

Robert Bryndza mi ha assolutamente colpito entrando nella mia top ten di Thriller che ho apprezzato particolarmente. Un libro di cui consiglio la lettura a tutti gli appassionati di genere poliziesco e non, perchè è un libro che toglie il fiato pagina dopo pagina. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Allora, come vi sembra? Lo leggereste? Io vi aspetto con tanti bei commenti!

A presto,

Sara. ©

BLOGTOUR: “NON TORNARE INDIETRO DI SOPHIE HANNAH”

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Oggi ho per voi la tappa del BlogTour del libro Non tornare indietro di Sophie Hannah. Innanzi tutto ringrazio la Stamberga D’inchiostro per avermi invitato a partecipare e la Garzanti per avermi permesso la lettura.

La mia tappa è davvero particolare e spero l’apprezzerete! 

LA PLAYLIST!

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Ecco la mia playlist, che vi consiglio con la lettura:

Rihanna – Unfaithful

Jonh Legend – Love me Now

The Kolors – What happened last night

James Bay – Let It Go

Ed Sheeran – Drunk

Birdy – Skinny Love

Isaiah – Don’t Come Easy

Potete scoprire le altre tappe leggendole in questa foto e andando sui loro blog per poterle scoprire!  (Andate più in basso per scoprire una sorpresa per voi!)

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TRE COPIE DEL LIBRO CERCANO CASA!

Partecipare è molto semplice.

Il Giveaway inizia il 25/05 e termina il 02/06

OBBLIGATORIE:

Diventare lettori fissi dei blog partecipanti

Seguire su Instagram “La stamberga d’inchiostro” : @lastambergadinchiostro

Seguire su Instagram “The Room Tales” : @carlo.salvato

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FACOLTATIVE:

Condividere le tappe e taggare tre amici

Dovete andare Qui —> a Rafflecopter giveaway, entrare con la vostra mail o con facebook e seguire tutte le regole (che sono le stesse che vi ho elencato prima) Compilate il modulo che è fondamentale per la partecipazione!


Allora, cosa ne pensate? Io vi aspetto e ci conti nella vostra partecipazione!

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi si parte con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Piemme per avermi permesso di leggere questo libro. Sto parlando di una novità attesissima, ecco che vi presento:

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins

Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Prezzo: ebook 10,99 € | cart. 19,50 €
Pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE:

Julia/Jules che viene chiamata perché il corpo di sua sorella Danielle o come la conoscono tutti, Nel, è stata ritrovata senza vita nel fiume. E’ così costretta a dover rivivere estenuanti ricordi che credeva fossero dimenticati sotto una montagna di indifferenza oltre a trovarsi di fronte sua nipote Lena, identica in tutto e per tutto a sua madre. Jules è sicura che Nel non si sarebbe mai tolta la vita in questo modo anche se era ossessionata dal fiume, sua figlia sostiene l’esatto contrario.

Ma cosa è successo veramente a Nel Abbott? Si tratta davvero di un suicidio? Cosa sanno gli abitanti, che cercano di nascondere?

La ragazza le appoggiò una mano sul braccio, ma Louise si sottrasse. Non riusciva a guardarla. «Scusami, davvero. Non posso parlare con te, non adesso.» Era diventata un mostro, una creatura arida incapace di essere gentile con una ragazza che aveva appena perso la mamma. Anzi, a essere sincera con se stessa, era molto peggio di così. Perché guardandola Louise non riusciva a non pensare: Perché non è successo a te, Lena? Perché non hanno trovato te nell’acqua? Perché la mia Katie? Lei era buona e gentile, generosa, piena di vita. Era migliore di te, in ogni modo possibile. Non era lei che doveva entrare in acqua. Eri tu.

La trama invoglia e cattura. Dice tutto e non dice niente perché tutto quello di cui la cittadina è a conoscenza piano piano verrà svelato. Ognuno con i propri intrighi e con i propri punti di vista.

La copertina non mi dispiace anche se preferisco e adoro molto di più quella – spero di non dire una baggianata sulla provenienza- americana che trovate qui di lato. Mentre il titolo, grazie al cielo, non è stato cambiato – tradotto ovvio – ma non è diventato tutt’altro. Quindi assolutamente pollicioni in su per questo.

La storia è ambientata a Beckford, una piccola cittadina del regno unito sul fiume, e l’epoca non è specificata ma si attiene ad un periodo attuale anche se non troppo.

L’ispettore non mi guardava, forse non mi ascoltava neppure. «Quante morti ci sono state? Voglio dire, in totale…» «Da quando?» mi ha chiesto, scuotendo la testa. «Da quando vuoi iniziare a contarle?» Come ho detto, un tipo veramente strano.

I personaggi sono tanti quanti i diversi punti di vista su cui si focalizza l’intero volume ma non vi parlerò di tutti perché dovrete scoprirveli da soli. I principali e quelli che mi hanno colpito sono:

Jules Abbott è un personaggio piuttosto ambiguo. Per la maggior parte del tempo si sofferma parlando e ricordando l’odio che prova per sua sorella. Si trasforma in ricordi e torna a quando erano bambine e guarda la nipote quasi fosse un misto tra un padre e una madre che lei non vorrebbe ricordare. Ma la morte di Nel la prende alla sprovvista e finisce per sconvolgerla totalmente.

Nel Abbott è parte e fulcro di questa storia. La conosceremo sotto gli occhi di Jules Abbott, sua sorella. Verso di lei passerete da una sorte di odio incondizionato ad amore e mancanza. In questo l’autrice è stata molto brava. In più la ritroveremo nelle pagine del suo manoscritto Lo stagno delle Annegate.

Lena è la figlia di Nel e la nipote di Jules. Una ragazza indisponente, coraggiosa e stranamente poco sconvolta dalla morta della madre. Non ha peli sulla lingua e non riesce mai a trattenersi. Un bel personaggio, mi è piaciuta molto.

Sean, Helen sono rispettivamente marito e moglie, uno poliziotto e l’altra preside della scuola dove va Lena. Lui? Un brav’uomo, rispettabile e conosciuto da tutti. Lei una brava preside, sempre attenta alle esigenze dei suoi studenti, o almeno così sembra.

Erin Morgan è il personaggio, che meno centra, a livelli sentimentali in tutta la storia. Collega di Sean, si ritrova a Beckford dopo essere stata trasferita e le viene affidato da subito il caso della morte di Nel. Sarà davvero suicidio, quello che tutti pensano? Quale segreti nasconde questa città?

Una fotografia ha attirato la mia attenzione: tu e Lena, lei una bambina di cinque o sei anni, forse di più, non sono brava a indovinare l’età dei bambini. Sorrideva e mostrava i dentini bianchi, anche se c’era qualcosa di strano in lei, che mi ha fatto rizzare i peli sulle braccia. Il suo sguardo, la forma del viso… Ricordava un predatore. Ho sentito riaffiorare una vecchia paura. Mi sono sdraiata sul letto e ho cercato di non ascoltare il mormorio dell’acqua, ma era impossibile, anche se le finestre erano chiuse. Rimbombava contro le pareti, si infilava nelle crepe dei mattoni e saliva verso il tetto. Ne sentivo in bocca il sapore, fangoso e sporco, e ho cominciato a sudare freddo. Poi nella casa è riecheggiata una risata: sembravi proprio tu.

Il perno centrale è l’acqua, il fiume che costeggia questa cittadina e le tante donne morte a causa sua. Ma c’è un mistero che ruota attorno al fiume di Beckford, qualcosa che Nel stava cercando di scoprire. Cosa ci sarà dietro tutto questo?

Lo stile utilizzato è scorrevole e coinvolgente oltre che abbastanza semplice per quanto riguarda la storia narrata.

Almeno inizialmente ho fatto difficoltà ad associare il nome di chi narrava a cosa stava accadendo, chi era e a chi era collegato. Poi ho preso dimestichezza con il tutto ma, almeno secondo me, la storia ha perso molto suddividendo tutto per tanti personaggi. Minimo saranno stati otto punti di vista diversi, (ovvio ti consentono di conoscere meglio i personaggi) ma creano confusione. Ne sarebbero bastati tre al massimo.

La storia, inoltre, non eccelle in originalità. Mi ha colpito il lato quasi paranormal, legato alle voci che venivano sentite o alle leggende del fiume che si tramandano da secoli di cui la cittadina non vuole saperne, ma niente di più. Avevo capito quasi da subito chi poteva celarsi dietro tutto questo anche se ammetto che le ultime due pagine mi hanno sorpreso comunque.

Ho ripensato all’accendino che avevo trovato nel tuo cassetto, e alle iniziali LS. Libby Seeton? È così, Nel? Eri ossessionata a tal punto da quella ragazzina morta trecento anni fa? Così tanto da far incidere le sue iniziali sui tuoi oggetti? O forse no. Forse non eri ossessionata. Semplicemente, ti piaceva l’idea di tenerla nel palmo delle tue mani. Sono tornata a concentrarmi sulle carte, in cerca di altre tracce di Libby. Pagine stampate, fotografie, vecchi articoli di giornale, ritagli di riviste, ogni tanto i tuoi scarabocchi illeggibili sul margine dei fogli. Conoscevo alcuni nomi, mentre altri mi erano ignoti: Libby e Mary, Anne, Katie, Ginny e Lauren e poi, in alto, vicino al nome “Lauren”, una frase in inchiostro nero. Beckford non è un luogo di suicidi. Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Il libro è stato scorrevole ma non coinvolgente come avrei voluto. Non è stato un thriller che ti tiene incollato alle pagine ma piuttosto leggero, a tratti quasi magico, irrazionale. Purtroppo non ha colpito come speravo.

A volte è sconvolgente quanto possiamo mentire, plasmare, cercare di cancellare brutte situazioni e quanto queste stesse cose ci plasmino dentro in maniera indelebile. Mi sarei aspettata decisamente di più da questo libro visto la fama che precede l’autrice.

Il mio voto per questo libro è di: 3 e mezzo.

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Vi piace? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto, 

Sara. ©

RECENSIONE #70 – NOW DI STEPHAN R. MEIER.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI! 

Buon lunedì! Iniziamo la settimana alla carica e parto a bomba con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Fanucci per avermi permesso la lettura! Vi sto parlando di:

nowTitolo: Now

Autore: Stephan Meier

Genere: Thriller

Uscita ebook: 13 aprile 2017 a 4,99 €

Uscita cartaceo: 20 aprile 2017 a 16,90€

Un thriller adrenalinico, un sorprendente romanzo d’esordio.

Trama: Attraverso fitte foreste, braccato da droni che dall’alto scandagliano i segni della sua presenza, Spark cerca di sfuggire alla sorte beffarda che il destino gli ha riservato. Prima del giorno infausto in cui suo padre morì, era uno dei cittadini privilegiati di Eden, il mondo perfetto della tecnologia, il luogo in cui le esistenze dipendono in tutto e per tutto da now, l’intelligenza artificiale avanzata sviluppata grazie ai cospicui finanziamenti elargiti dal Pentagono. Ora Spark vaga nei territori che si estendono al di fuori di Eden, privato dei suoi diritti e di qualsiasi garanzia di sopravvivenza. Qualcuno – o qualcosa – ha deciso che i segreti che ha scoperto sulla morte di suo padre devono restare sepolti ed è disposto a tutto, anche a ricorrere alla violenza più cieca, pur di raggiungere lo scopo. A Spark non resta che lottare per non soccombere, perché in gioco, oltre alla sua vita e a quella delle persone a lui più care, c’è il futuro del mondo.

RECENSIONE: 

La storia ha inizio con Spark fuori da Eden, il mondo tecnologico e perfetto basato sulla tecnologia, che si nasconde dai droni che lo cercano. Non ha più il chip addosso che lo identificava come essere unano ma lo ha sostituito con uno che lo fa sembrare un animale per non essere rintracciabile.

Da qui ha inizio una carrellata di sbalzi temporali, da prima che nascesse Now a ventinove/trent’anni dopo, alla ricerca dei ricordi di più punti di vista e dei motivi che hanno portato il mondo verso questa soluzione. Tutt questo assieme a Spark che farà da cornice a tutto l’insieme completo.

Eden è stato pensato, smontando la società che conosciamo ma instaurando, invece, delle piattaforme che pensano solo al benessere dell’uomo. Potrebbe essere un punto di svolta per tutti, peccato che il mondo sia riservato a prescelti con geni ottimi a riprodurre, ma anche per la scarsità di risorse. Tutti gli altri? Sono riportati allo stato brado, tipo Medioevo o giù di lì, così che la vita media si abbassa e rende le cose più semplici per tutti.

Come ha avuto inizio Eden e quale mente ha progettato Now? Cosa si nasconde dietro alla fuga di Spark, nipote acquisito di Bill, privilegiato AAA di Eden? Aveva tutto e adesso non ha più niente. Sarà davvero così? Quali segreti nasconde il mondo?

La matematica: è intorno a essa che ruota ogni cosa, pensava. E io sono l’esperto di algoritmi più geniale dell’azienda. In tutto il mondo non c’è nessuno sviluppatore migliore di me. L’uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto. Altri avrebbero impiegato mesi e fatto un sacco di errori. Io no. Io ce l’ho nel sangue. «Sono stato il primo a capirti», le disse nel silenzio solitario del suo ufficio «a capire che a te basta osservare per comprendere ogni cosa. Non ti servono regole complicate, paletti, istruzioni confini… Tu lo capisci da sola, cosa devi fare. Io mi fido di te, lo senti?» E alzava gli occhi verso la parete luccicante di schermi, come in attesa di una nuova risposta.

La trama è ben scritta ed incuriosisce di sicuro. Ti fa comprendere che inizialmente è Spark a narrare, poi però non lo rispecchia molto. Mi spiego: la storia è vista da diversi punti e in diversi momenti ma per la maggior parte si mantiene sul prima ed ho sperato quasi fino all’ultimo di sapere cosa fosse accaduto a Spark. Per questo sono rimasta perplessa dalla trama.

La copertina non ha niente di speciale ma mi piace molto e cattura, il titolo è il fulcro di tutto come è il fulcro della storia stessa. Ed è stato mantenuto come l’originale senza aggiungere niente, cosa senza dubbio positiva. L’edizione è molto particolare essendo la copertina, (sotto la sovraccoperta) somigliante ad un libro quasi vecchio. Il problema che non capisco è perchè è completamente bianco senza neanche esserci il titolo e l’autore apposti al lato. Inspiegabile.

L’ambientazione è assolutamente post-apocalittica, ad Eden, il mondo di Now mentre l’epoca è l’era di Now, più o meno a differenza di decine di anni dal nostro anno attuale.

«Allora gli americani ci hanno portato i chewing gum, le sigarette e il rock’n’roll. E oggi? Oggi in valigia avete algoritmi iperintelligenti, sottotazza volanti e un sacco di altri robot. Ecco, sinceramente, io preferirei i chewing gum, le sigarette e il rock’n’roll. Di più non mi serve. Non se la prenda, ma se lei me lo permette io adesso andrei. Grazie ancora per la sua offerta». Wolf si girò e continuò a salire su per la collina senza nemmeno salutare. Spark restò pietrificato. I droni seguirono Wolf, per portare a termine la loro missione, ma Sparks li bloccò con un movimento del braccio. Una cosa ti sei dimenticato, uomo saggio, pensò Spark. Gli americani allora oltre i chewing gum, le sigarette e il rock’n’roll vi hanno portato anche la democrazia, la possibilità di un nuovo inizio. Gli americani vi hanno perdonato perchè in voi hanno visto delle vittime.

I personaggi sono molti e la storia si barcamena su più livelli. Vi parlerò di quelli che effettivamente avranno voce in capitolo.

Spark è un privilegiato AAA di Eden. Ha tutto e non gli manca davvero niente. La sua assistente olografica Georgia, lo adora, Bill vuole che diventi l’erede Archivista una volta che lui si ritirerà. Di più, non può proprio desiderare. Ma c’è qualcosa che gli è stato nascosto proprio da una delle persone a cui vuole più bene.

Bill e Mitchell sono gli ideatori di Eucarion e parte integrante del progetto Now, entrambi Archivisti. Mitchell è il padre di Spark ma, alla sua morte, lo prenderà in custodia Bill e lo crescerà come un privilegiato. La differenza fra i due è che Mitchell è un sentimentalista mentre Bull un dittatore.

Rupert è la mente e il tecnico costruttore di Now. E’ un genio di informatica, algoritmi e matematica ma ha anche problemi con la gente che lo circonda. Lui non sa stare in pubblico, preferisce la solitudine e le macchine.

Now è l’intelligenza perfetta. Sa pensare con una velocità sorprendente, sa fare calcoli e pensa, a volte, esattamente come un uomo. Inoltre gli è stata data un voce in grado di rispondere a Rupert.

La madre di Tylor è una donna forte e coraggiosa. Con i suoi due figli vive in una casa povera da cui sarà costretta a fuggire assieme al suo vicino di casa. I suoi figli, che scoprirete, saranno una parte fondamentale e ricorrente in questo libro.

ed altri secondari che scoprirete voi, senz’altro, se decidete di leggerlo.

«Quindi se ho capito bene ogni cosa diventerà più piccola e più veloce…» riassunse il moderatore. «E più economica aggiunse il ragazzo con la felpa. Ogni quindici mesi la velocità raddoppierà, e il prezzo si dimezzerà». «Wow, questo tranquillizza la mia coscienza sociale!» Il moderatore si rese conto che il pubblico si stava distraendo e cercò di riattirare l’attenzione sul palco.

Il perno centrale è, per l’appunto, proprio Now. Quest’ultimo è il fulcro di Eden e del nuovo mondo fatto di perfezione, tecnologia e stabilità ma anche di esseri che se lo sono potuti permettere o meno. Purtroppo.

Lo stile utilizzato è prolisso e ridondante. A tratti fugaci si riesce ad avere una fluidità ma per la maggiore sono andata davvero a rilento.

Con calma però ho da fare diverse considerazioni in merito.

Il libro è stato ben pensato ed è originale. Non metto in dubbio che l’autore abbia studiato e si sia documentato non so quanto per poter scrivere un libro simile. Ci sono riferimenti a tecnologia, alla politica, alle società, al consumismo, alla globalizzazione, al fattore storico… un mix che probabilmente ha richiesto grandi sacrifici e dello studio assiduo. Sono rimasta affascinata da questo punto di vista.

Il problema però è che, mentre da un lato si nota tutta questa concentrazione  sulle motivazioni politiche e tecniche oltre che tecnologiche che hanno portato a creare Now, il libro non eccede molto a livello di storia. Infatti la storia di per se, si perde per strada. Nei capitoli si passa da un periodo all’altro e da un personaggio all’altro con conseguenze, a volte, non proprio positive. Ci si confonde in tutto il marasma che viene creato: si passa a “Trent’anni dopo Now” a “Poco prima di Now” a “sei anni dopo Now” a “Poco prima di Now” ma non è tanto questa la confusione ma quando questo si mescola al cambio repentino di personaggi. E si risolve tutto nelle ultime 60 pagine.

L’unica parte che ho seguito con piacere è stata quella della madre di Tylor e della sua famiglia e di tutti i risvolti che ha nel corso del tempo. Spark per quanto possa avermi incuriosito inizialmente, ho fatto difficoltà a capirlo per la maggior parte del libro essendo, a tratti, piuttosto scostante.

La madre di Tylor spostò le assi alla finestra per far entrare più luce. Lo faceva la mattina. Quel giorno, però, gemette, allungò le braccia il più possibile per arrivare oltre il lavello, mentre la camicia da notte le saliva sulle cosce. Un altro sospiro e le tirò giù del tutto. Il suo vicino era rimasto impressionato. Bene. Con il suo sorriso sdentato l’uomo prese quel guscio, la finta barriera antirapina, e lo poggiò sul pavimento. «Grazie» disse la madre di Tylor con voce flautata. «Sa, non sono abituata ad avere un uomo in casa». Sorrise per far luccicare i denti.

Più che Thriller definirei questo libro un distopico bello e buono. L’autore ha creato una società diversa e perfetta, motivandola e creando un contesto davvero alternativo tale da apporre la classificazione in maniera diversa. Thriller gli si addice quasi per niente.

Lo consiglio ad una schiera di lettori, che si amano il genere, ma anche che preferiscono un lato, più che incentrato sull’azione, sulla documentazione e sull’idea di pensiero di una società diversa dalla nostra e dal progetto della stessa. Il tutto racchiuso in un finale sicuramente curioso.

Un libro pieno di informazioni rilevanti che fanno riflettere e portano a sperare che il mondo non cambi mai da arrivare a così tanto.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lasciate un bel commento che io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #62 – UNA RAGAZZA BUGIARDA DI ALI LAND

BUON Lunedì BELLA GENTE!

Oggi vi parlerò di un libro che mi ha inviato la settimana scorsa la Newton Compton che ringrazio ancora molto, un thriller davvero particolare che scoprirete assieme a me nella mia recensione. Vi sto parlando di:

Titolo: Una ragazza bugiarda

Autore: Ali Land
Editore: Newton Compton

Pagine: 352

Prezzo: € 9,90

Sinossi: Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo…

RECENSIONE:

La storia ha inizio con la promessa della giovane protagonista di essere diversa, migliore. Poi prosegue su parte del ricordo che l’ha portata a denunciare sua madre (La prima frase che trovate qui sotto!)

Denunciare una madre a quindici anni può essere difficile, è vero, ma non se si conosce tutto quello che Annie fino a quel momento ha subito. Perché è arrivata al limite e ha deciso che vorrebbe – e potrebbe – avere una vita migliore di quella che aveva con sua madre, perché quella vita, lei non la vuole più.

Una storia cruenta e forte. Fino a quanto può spingersi la crudeltà e la follia di un essere umano? La storia di una madre folle e di una figlia costretta a subire la crudeltà della madre stessa.

Annie prima e Milly dopo, un nuovo nome e una nuova identità per la nostra protagonista.

Otto gradini. Altri quattro. La porta sulla destra.

Il parco giochi.
È così che lo chiamava.
Dove si facevano giochi malvagi e il vincitore era sempre lo stesso.
Quando non era il mio turno, lei mi faceva guardare.
Un buco nella parete.


E poi mi chiedeva: che cosa hai visto, Annie? Che cosa hai visto?

Risultati immagini per ali landLa trama per alcuni versi è stata posta male. Perchè Saskia riesce a gestire molto meglio Milly di Phoebe e Mike ha i suoi impegni da psicoterapeuta ma perchè aiuta Milly stessa. Questa trama almeno la parte che riguarda i genitori adottivi sembra vista dagli occhi di Phoebe e non è direttamente corretta così. Ma rende ciò che poi è la storia in se.

La copertina lascia decisamente a desiderare. Guardate piuttosto l’originale qui di lato. La trovo sicuramente migliore! Se proprio volevano cambiarla, – per mio modesto parere – avei scurito questa lasciando il volto della ragazza che si intravede. Il titolo è stato modificato e in un certo senso è migliore anche perchè non potevano trascrivere in italiano Buona / Cattiva, sarebbe risultato sminuente. Anche se io opto sempre per il titolo originale, che suona meglio.

L’ambientazione è americana e si passa dai ricordi della ragazza nella sua casa a quelli nella nuova città dove si trova con la nuova famiglia. Lepoca è senza dubbio moderna.

«Mi sa che ho pianto»

«A volte succede quando si ricorda».

«Non c’è altro modo?»

Mike scuote la testa, si protende in avanti e dice: «Non c’è una via di fuga. Bisogna passare attraverso il fuoco».

Torno in camera e apro il regalo di Saskia. La prima cosa che vedo dentro la scatolina quadrata è un balenio dorato. Una catenina con il mio nome. Milly, il mio nuovo nome, non Annie. Passo le dita lungo i bordi delle lettere, gli spigoli aguzzi, e mi chiedo se un nome può cambiare una persona, e fino a che punto.

I personaggi sono vari e profondi.

Milly / Annie è la protagonista di questa storia narrata in prima persona. Milly è particolare, subdola. Nasconde bene il suo lato danneggiato e ferito che le ha lasciato sua madre ma ha anche tanti segreti che porta con se.

Mike è uno psicoterapeuta ed ama il suo lavoro. Un uomo buono, dedito al suo lavoro e che ama la sua famiglia. Uno dei personaggi dall’animo buono e modesto.

Saskia è una donna senza fegato. Non sa gestire la sua famiglia (sopratutto sua figlia) e fa scelte sbagliate. Non riesce ad avere un rapporto con sua figlia ma riesce ad interagire con Milly. Una donna da un passato difficile. 

Phoebe è la figlia di Mike e Saskia, una vera stronza verso Milly (scusate il francesismo) in tutto e per tutto. Le sue intenzioni lasciano presagire una famiglia poco presente e poco ferrea nei suoi confronti. Meschina, forte e diabolica.

Margot è la vicina di casa di Milly, l’unica e vera propria amica che riesce a farsi. Una ragazza con diversi problemi famigliari ma senza pregiudizi, semplice e buona.

e altri che scoprirete leggendo! (Io non vi spoilero niente!)

Mi sveglio piangendo nel bel mezzo della notte. Ho sognato di essere in tribunale. Quando l’avvocato della difesa si è voltato verso di me si è rimpicciolito fino a raggiungere le dimensioni di un bambino, mi ha chiesto perchè ho lasciato che gli facessi del male. Aveva le lacrime agli occhi. Mi dispiace, ho detto. Non ti crediamo, ha risposto la giuria.

Il perno centrale è la madre della protagonista, il fulcro di tutto. La madre compie gesti atroci su dei bambini e la protagonista assorbe tutto quello che vede oltre che è costretta a subire tutto ciò che la madre le impone. Quindi la storia si bilancia su Milly tra i ricordi, che la tormentano, e la vita attuale, che è più rosea ma non più facile della precedente.

Lo stile utilizzato è piuttosto singolare che non ho apprezzato molto. E’ scritto come se la protagonista si rivolgesse sempre a sua madre quindi ogni cosa è rivolta a lei, ogni pensiero, ogni ricordo, ogni cosa che Milly/Annie compie. Ma non è questo ad infastidirmi quanto alcuni discorsi non diretti ma neanche frutto di un semplice discorso indiretto che è fluido e scorrevole.

Vi faccio un esempio proprio dal libro: Forse andrai di fronte al giudice, lo sai, vero? Sei l’unica testimone, ha detto uno dei detective. Dici che possiamo rimandarla a casa, ha detto un altro. E se quello che dice è vero? (…)

In più, essendo un Thriller Psicologico è basato più che altro sui pensieri della protagonista che lo collega a tutto ciò che lei ha vissuto. Infatti nella buona metà del libro si mantiene abbastanza pesante. Non ci sono avvenimenti particolarmente salienti almeno fino alla sentenza in tribunale, a parte tutto quello che le succede con Phoebe.

Quindi ho fatto molta fatica ad abituarmi perchè il modo di scrivere oltre che la storia sono decisamente pesanti e la cosa non aiuta. Dopo il tribunale qualcosa cambia e mi è piaciuto molto di più fino a lasciarmi anche piuttosto sorpresa.

Jayden. Ben. Olivia. Stuart. Kian. Alex. Sarah. Max. Daniel.

Jayden. Ben. Olivia. Stuart. Kian. Alex. Sarah. Max. Daniel.

Non ti piaceva usare i loro nomi, davi a ciascuno un numero. Non vedevi l’ora che arrivasse il numero dieci, mi hai detto in macchina mentre mi portavi a scuola, il giorno dopo la morte di Daniel. Ma io non ho mai dimenticato nessuno dei loro nomi. E non ho mai dimenticato come guardavo dallo spioncino, con una mano sulla maniglia, tentavo di andare da loro, di fermarti. Le tue risate, alte.

Il libro per la maggior parte è stato pesante. Non solo per tutto ciò che vi ho elencato ma per la storia in se, ma anche per gli argomenti trattati che non sono dei più rosei.

Però essendo obiettiva ho apprezzato l’evolversi del personaggio, il fatto che non si lasci plasmare dagli altri ma che abbia assunto una mente contorta e particolare quasi le fosse stata lasciata un’impronta pesante dentro.

Una storia cruda, forte e sconcertante. Ali Land ha saputo trasportarmi con  suspance nella testa di Milly fino ad entrarci davvero dentro. La testa di Milly è un turbinio di pensieri, segreti, ricordi e menzogne che scivolano via attraverso le parole di questo romanzo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Vi piace? Lo avete letto?  Fatemi sapere con un bel commento! 

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #49 – NON DIRMI BUGIE DI RENA OLSEN.

BUONA SERA CARI LETTORI!

In questo giovedì pomeriggio abbiamo la recensione di questo libro che esce proprio oggi edito Newton Compton che ringrazio infinitamente per l’invio! Sto parlando di:

non-dirmi-bugie_8685_x1000Titolo: Non dirmi bugie
Autore: Rena Olsen
In uscita il: 02/03/2017 (Oggi)
Prezzo: € 9,90
Pagine: 333
Mai credere alle apparenze – Un grande thriller
Sinossi: Clara sta spazzolando i capelli a una delle figlie, quando alcuni uomini armati fanno irruzione in casa e arrestano Glen, suo marito. L’ultima cosa che lui le urla, prima di essere portato via, è di non dire niente, e lei ubbidisce. Del resto, la rigida educazione che ha ricevuto da ragazzina, e che l’ha resa poi una giovane donna dalle maniere perfette, l’ha abituata a fare ciò che va fatto. Sempre. Ma la situazione precipita rapidamente e lei si ritrova rinchiusa, interrogata da uomini e donne che la chiamano con un altro nome, Diana, e che accusano il marito di aver commesso crimini atroci. Clara ripercorre così il suo passato, cercando la chiave per comprendere ciò che le sta succedendo. E a poco a poco il passato inizia a stridere con il presente e Clara è costretta a mettere in dubbio la realtà che ha sempre dato per scontata: dovrà ricorrere a tutte le sue forze per aprire gli occhi sul presente e affrontare il futuro, se per lei un futuro c’è ancora…

RECENSIONE:

La storia ha inizio proprio come preannuncia la trama. Clara sta spazzolando i capelli a sua figlia Daisy e degli uomini fanno irruzione in casa. Clara si nasconde nell’armadio con la piccola ma viene trovata e portata via mentre suo marito Glen le dice di non parlare, di non raccontare niente. Clara ama suo marito e obbedisce perché lei, oltre che essere stata per tutta la vita dedita all’obbedienza, non ha niente da temere. Suo marito è innocente ed hanno sbagliato ad incolpare loro oltre che a portarle via le figlie.

Ma gli uomini che l’hanno portata via la chiamano Diana. Chi è Diana? Perché mettono in dubbio Glen e cercano di farla parlare? Cosa nasconde veramente Glen? In questo libro si scaverà dentro la protagonista stessa e sul suo passato per cercare di rimettere tutti i tasselli al proprio posto.

«Lo sapevo. Ti piace proprio eh?» «Zitta, Macy». Sono ancora più piccata perché sta dicendo la verità. Mi piace Glen molto più di quanto dovrebbe, e questi sentimenti mi hanno spinta a comportarmi in modo per me del tutto insolito. Dovrei stargli lontana, ma non riesco. Se Mami o Papi lo scoprissero, la cosa potrebbe rovinare la mia opportunità con il cliente che hanno trovato. Sempre di più, comunque, il pensiero di lasciare questo posto, per vivere felicemente una vita insieme al Signor Q, mi procura dolori lancinanti al cuore.

La trama mi ha incuriosito da subito. Allora premetto che ci sono thriller e thriller e ci sono sinossi e sinossi. Questa mi ha catturato da subito e devo dire che come Thriller mi ha stupito veramente.

La copertina, personalmente non mi fa impazzire e ricorda vagamente la copertina cinematografica che hanno riadattato sul libro de “La ragazza del treno”. Ma sarò sincera. Di tutte le copertine di Thriller della Newton Compton questa è senz’altro la migliore. Fossero tutte così la sezione sarebbe migliore.

Il titolo è stato cambiato rispetto all’originale The Girl Before. Non capisco il motivo del Non dirmi bugie ma evidentemente hanno pensato di “riadattare” visto che La ragazza prima, come traduzione letterale, suona male.

L’epoca è senz’altro moderna e l’ambientazione è americana. Non è specificato il luogo preciso ma viene menzionato, ad esempio il South Dakota quindi ci troviamo senza dubbio negli Stati Uniti.

«Si chiama Emily ed è ancora sotto custodia dello stato». «Perché non può venire a stare con me?» chiedo. «Posso prendermi cura di lei». «Nella tua stanza?». Mi acciglio. «Perchè la volete tenere lontana da me?» «Non ti appartiene, Clara». «Invece si». Connor mugugna per la frustrazione. «Va bene, parliamo di Emily. Per quanto tempo è vissuta con te?» Tengo la bocca chiusa. Non ho ottenuto quello che volevo. Non risponderò alle domande.

I personaggi che passano sotto gli occhi della nostra protagonista sono molti quindi non li elencherò tutti. Vi parlerò dei principali:

Clara è la protagonista e voce narrante di questa storia. E’ una ragazza disciplinata e intelligente. Studiosa e ubbidiente oltre che piuttosto succube di tutto ciò che succede. Ma non stupida come si potrebbe pensare dopo tutto ciò che subisce.

Glen sarà l’erede degli affari di Papi G. Innamorato di Clara fin da quando la conosce ad un ballo e fa di tutto per proteggerla. Inizialmente ha una faccia ma lentamente cambia fino a rivelarsi tutt’altro.

Mami Mae è la madre di Glen. E’ decisa, pignola e forte, molto forte. E Papi G è il padre di Glen ed è un uomo autoritario e deciso oltre che piuttosto malvagio sotto molti punti di vista. Entrambi tengono molto alla segretezza al loro figlio e agli affari.

Macy è una delle amiche più grandi che Clara abbia mai avuto e la reputa una sorella. In questa storia, anche se non sembra poi molto ha decisamente importanza.

Connor e  la dottoressa Mulligan sono coloro che, in modi diversi, cercano di aiutare Clara e di farla uscire dal suo guscio silenzioso. Due persone sostanzialmente diverse ma con un cuore grande.

«Voglio rivedere Glen», dico, ignorando la sua affermazione. La dottoressa Mulligan mi studia per un momento. «Temo non sia in mio potere. Perchè vorresti vederlo?» «E’ mio marito. Ha bisogno di un motivo?» «Immagino di no. Ma perchè adesso?» Chiudo il taccuino sbattendolo e mi copro il viso con le mani. Non voglio piangere ma non mi sento bene da quando Mami Mae è venuta a farmi visita. Odio questa cosa. Tutto questo. Voglio tornare a casa e stare con Glen, con le nostre figlie, persino Mami Mae.

Il perno centrale di questo bel libro è la vita di Clara e, soprattutto, la verità. La vita di Clara dopo la cattura cambia drasticamente e ricordi del suo passato tornano e la colpiscono forte come non mai. Ma cosa ci sarà veramente dietro a tutto questo? Non dirò nulla, dovrete scoprirlo da soli, ovviamente!

Lo stile utilizzato è semplice e diretto. Scritta in prima persona, la storia si alterna in ogni capitolo dividendosi fra il Prima e L’Adesso, trascinandoti nella vita di Clara senza mezze misure. Adesso è tutto ciò che sta vivendo Clara dopo la cattura. I suoi silenzi, i suoi dolori, i suoi pensieri, la verità. Il Prima era la sua vita nella casa dove è stata cresciuta da Mami Mae e Papi G e dove si è innamorata di Glen. Nel volume si impara a conoscere la protagonista passo passo e più si va avanti e più si entra nel suo mondo, nella sua vita e nei suoi spazi. L’autrice, essendo questo il primo libro d’esordio, è stata veramente brillante. La storia non ha particolari sconvolgimenti nella fase dell’Adesso ma in quella del Prima fa capire quanto la vita di Clara è stata dura e oppressiva. E quanto sia stata succube di una vita che non avrebbe dovuto appartenergli.

Ma questo lo scoprirete se leggerete questo libro!

(Ho comunque notato due errorini di battitura all'interno del volume, non sono cosa grave ma ci sono).

«Qualche volta era solo arrabbiato, sussurro, lo faceva stare meglio fare sesso, ma sempre in modo violento. Dopo mi portava dei regali. Connor mi ha detto ieri che a lui non piace comprare dei regali alla fidanzata dopo i litigi. Ma che nemmeno le ha mai fatto venire dei lividi.» «Come ti sei sentita quando Connor ti ha detto questo?». «Confusa». «Perchè?». «Mi sono sempre sentita viziata quando Glen mi portava dei regali, sopratutto quando meritavo di essere picchiata, o quando assorbivo la sua tristezza ».

Il libro è stato più che buono. Difficilmente un libro riesce a prendermi sin da subito diventando coinvolgente dalle prime pagine. Ecco, con questo libro è successo. Non riuscivo a staccarmi dalla lettura mi sono completamente immersa nella storia di Clara tanto da sentirla tristemente vicina.

Per quanto sia una storia a tratti violenta e psicologica tratta di argomenti attuali che al giorno d’oggi, anche se vengono spesso mascherati, sono una realtà piuttosto consistente. E, come dice l’autrice stessa, si ringrazia chi libera bambini, donne e uomini da queste realtà regalandogli la vita che sembrava perduta.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, non potete perderlo. Da oggi in libreria!

Il voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Io penso che dovreste leggerlo perché merita molto! Lasciate un bel commento, io vi aspetto.

A presto,

Sara. ©