RECENSIONE #590 – BUGIARDE NATE DI E. LOCKHART.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa, ma non mi sono dimenticata di voi. In questi giorni gli impegni sono tanti e sto cercando di tirare le somme delle letture prima di agosto e di cui vorrei parlarvi. Ho acquistato questo volume come è uscito, avendo amato L’estate dei segreti perduti. Come potevo perderlo? E quindi sono qui a parlarvene.

9791221202403_0_536_0_75Titolo: Bugiarde nate
Autore: E. Lockhart
Data di uscita: 12 luglio 2022
Pagine: 333
Link d’acquisto: https://amzn.to/3Bmvd9S
Trama: Prima di L’estate dei segreti perduti , prima che tutto andasse storto, prima della vacanza perfetta finita in tragedia… c’erano loro: le ragazze della famiglia Sinclair. Un’ereditiera travolgente, un ragazzo irresistibile. Un’estate di tradimenti imperdonabili e terribili errori.
Le sorelle Sinclair contano i giorni che le separano dalle vacanze a Beechwood, l’isola privata su cui trascorrono ogni meravigliosa estate, tra lunghe nuotate nell’oceano e spumeggianti aperitivi a bordo piscina. Ma stavolta le cose saranno diverse. Da quando una tragedia ha spezzato la vita della più giovane erede dei Sinclair, Rosemary, niente sull’isola potrà più essere come prima. O forse sì? La cosa peggiore di perdere una sorella è dimenticarla. E la famiglia Sinclair sembra aver ristabilito una nuova normalità, nell’estate senza Rosemary. Solo per Carry il vuoto lasciato da sua sorella resta incolmabile. Soltanto lei sembra non riuscire a superare il suo ricordo e voltare pagina. L’unico modo che ha per soffocare il dolore è anestetizzarlo con i medicinali… almeno fino a quando sull’isola dei Sinclair non arrivano tre ragazzi: George, Major e, soprattutto, l’affascinante e misterioso Pfeff, che sa cosa significa non sprecare un chiaro di luna. O un solo attimo della vita. Per Carrie e le sue sorelle inizia così un’estate magica, in cui scopriranno la forza del loro legame. Un’estate costellata di passione ma anche di segreti, tradimenti e bugie. Un’estate che le segnerà per sempre.

RECENSIONE

two women surrounded by lavender under nimbus cloudsLa storia ha inizio con Carrie adulta che, dopo la morte di suo figlio continua a vederlo e a parlare con lui, esattamente come gli accadeva da ragazza con sua sorella Rosemary. Jonathan Sinclair Dennis, detto Johnny vuole sentire la sua storia e quella delle sue zie, di cosa è accaduto sull’isola di tanto irreparabile quando erano solo delle bambine e cosa è cambiato all’interno della famiglia Sinclair.
Carrie fa fatica a ricordare quell’estate tanto agognata ma non si tira indietro con suo figlio, non questa volta: ha bisogno di dire tutta la verità per liberarsi – forse? o finalmente – da un qualcosa che non ha mai detto a nessuno all’infuori della sua famiglia.

Cosa succede sull’isola di Beechwood? Come cambia la vita della famiglia dopo la scomparsa di Rosemary? Cosa succederà una volta che i ragazzi approderanno sull’isola? Quali segreti nasconde la famiglia Sinclair da non poterne parlare con nessuno?

Sii motivo d’orgoglio per la famiglia. Ecco uno dei molti motti che nostro padre ripeteva spesso a tavola. In realtà significava: rappresentateci degnamente. Non per te stessa, ma perché la reputazione dei Sinclair esige rispetto. Il modo in cui le persone ti vedono, è il modo in cui vedono tutti noi.

La trama non è articolata e non dice troppo visto che preannuncia soltanto degli arrivi, quindi devo dire di esserne abbastanza soddisfatta. Pensavo dicesse molto di più quando ho letto il primo pezzo ma sappiate che ho acquistato il volume ad occhi chiusi già solo sapendo che era il prequel di uno dei miei libri preferiti. E’ una trama ben composta, mette la giusta suspance e sappiate che c’è tanto altro da scoprire dietro tutto ciò che accadrà fra Carrie e le sue sorelle sarà da rimanerne atterriti.

La copertina segue la scia del volume precedente per quanto riguarda i colori utilizzati ed il soggetto centrale che, nel primo volume era uno e in questo si divide in due. Sinceramente, non amo molto la scelta che ne è risultata poi effettivamente perché non è accattivante e non dice praticamente nulla neanche a livello di storia, eppure almeno la linea del precedente la segue, quindi ha almeno uno scopo di qualche tipo. Resta il fatto che non è del tutto inerente e non mi fa impazzire come avevo sperato. Il titolo originale era Family of Liars, che si rifà al primo volume (We are Liars) ma non nella traduzione. Effettivamente visto che già nella traduzione originale non erano stati particolarmente clementi chiamando il volume L’estate dei segreti perduti – che come potete vedere non c’entra nulla con l’originale – speravo si mantenesse su qualcosa di simile o che si giungesse ad una traduzione più o meno vicina a ciò che il libro diceva. Invece no, e un po’ di delusione c’è.

L’ambientazione è l’isola di Beechwood da cui non ci si sposta dall’inizio alla fine del volume; l’epoca si aggira, facendo due calcoli da come la pone l’autrice all’interno del volume, nell’estate dell’anno 1987 in cui Caroline – Carrie – ha diciassette anni.

Come me, Cenerentola si trasforma e da deforme diventa bella e altolocata. Il suo nuovo aspetto è il mio nuovo aspetto. Ma io sono anche una sorellastra. Sono vanitosa e ossessionata dalla mia vita, consumata dal desiderio di piacere ai miei genitori, disperatamente alla ricerca d’amore e approvazione mi mutilo, vedo le mie sorelle come rivali.
Sanguino.

silhouette of person looking at sunsetI personaggi di questa storia sono diversi e tutti con una peculiarità che li contraddistingue da tutto il resto. A fare da sfondo c’è la famiglia Sinclair e le sorelle di Carrie ma la protagonista principale è lei che ci racconta le vicende di un’estate tormentata e che porterà con sé una valanga di segreti da seppellire e da lasciare sull’isola.

Carrie è una ragazzina che fin da quando era bambina era insicura. Le sue sorelle sono tutte bellissime e lei, con quel viso squadrato da operare, non è mai stata bella agli occhi degli altri, neanche di suo padre visto che i Sinclair dovevano essere tutti perfetti e in riga con gli standard della famiglia. Carrie difficilmente si è sentita una vera Sinclair ed è l’unica che è rimasta legata ai ricordi di sua sorella Rosemary, morta quando era piccola e quasi dimenticata poco dopo. Carrie è l’unica che riesce a “vederla” ancora, se così possiamo dire. E’ una ragazza che non appena scopre il primo amore si sente presa finalmente in considerazione ma è anche quella che comprende la delusione molto prima degli altri, visto che sa che può stare dietro l’angolo. E’ una ragazza forte e determinata, nonostante le sue fragilità e ci farà comprendere i veri Sinclair di cosa sono capaci, ci svelerà i segreti di una famiglia apparentemente perfetta e ci metterà dentro tutte le sue fragilità di bambina, ragazza e donna.

Percorro un sentiero che appartiene ai miei genitori. Lo percorro come percorro le passerelle di legno che hanno costruito per tutta Beechwood. Non so come fare a deviare strada. Se mi allontano e mi addentro tra i cespugli, sotto gli alberi o sulla sabbia, non importa. Sono comunque sulla loro isola.

woman behind leavesIl perno centrale di questa storia è l’estate in cui le sorelle Sinclair sono state più divise e unite che mai al tempo stesso. Un’estate che cambia le loro prospettive e la loro vita non solo a livello sentimentale – per via delle scoperte sessuali e dei ragazzi/e – ma anche emotive per i ricordi del loro passato nei confronti della piccola sorella scomparsa e di ciò che accadrà che le renderà unite più che mai. La famiglia dei Sinclair non si piega, non molla e non si lascia scalfire da niente, quindi: come reagiranno tutti di fronte a determinate cose che accadranno?

Lo stile utilizzato dall’autrice è molto simile a come era impostato il volume che l’ha resa celebre. La differenza principale sta nel fatto che laddove ne L’estate dei segreti perduti le frasi erano brevi, concise, dirette e andava spesso a capo con frasi molto brevi, qui si è dilungata molto di più e l’ha resa molto più romanzata anche se lo stesso interessante. 

Ho apprezzato molto il quadro generale della situazione e delle tematiche introdotte: che le famiglie e le persone non sono perfette come le vediamo, un piccolo personaggio LGBTQ+ e l’amore verso la famiglia (Carrie con Rosemary e il loro legame fraterno), così come la forza di accettarsi per quello che si è e tutte le altre cose negative che succedono e come vengono affrontate dalla protagonista – visto che la famiglia tende sempre molto a mascherare il tutto. 

Il personaggio di Carrie è un epicentro di emozioni e sentimenti contrastanti che si muovono in bilico su un filo che la famiglia stessa tenta di manovrare, inutilmente. E’ l’arrivo dei ragazzi sull’isola a mettere in dubbio ogni cosa, persino il legame fra le stesse sorelle. I ragazzi non sono da meno ed essendo dei veri e propri vulcani di ormoni sia loro che le ragazze che sono alla scoperta delle loro prime cotte e dei primi amori, finiscono in un vortice che rischia di metterli anche in pericolo portando a non fidarsi più l’una dell’altro. Su questo punto l’ho trovato ben fatto ed ho anche apprezzato molto come tutta la famiglia riesca a mantenere il silenzio e la compostezza di fronte ad eventi che cambiano repentinamente il corso della vita. Ho apprezzato molto come è stato gestito il tutto, i dubbi che vengono instillati e le visioni che Carrie ha della sua piccola sorella, proprio come Cady ne L’estate dei segreti perduti. Il finale lascia a bocca aperta, lo apprezzerete.

«Non vuoi mai parlare di lei» dico tra i singhiozzi. «Non vuoi mai parlare di niente. E’ tutto vietato. Non ho più il mio viso, non riconosco la persona che vedo allo specchio e la gente muore e soffre, è su tutti i giornali. Ma non ne parliamo mai. Non so nemmeno come affrontarlo: la vita degli altri, la mia, Rosemary…»

Questo prequel è stato interessante ma non particolarmente audace ed emozionante come è stato il suo predecessore. Carino, godibile e mi ha riportato indietro nel tempo di diversi anni – quando avevo letto il primo volume – ma ha qualcosa che non mi ha emozionato come il primo volume.

E. Lockhart tornando a Beechwood island, ci riporta quasi indietro nel tempo, in un luogo dove tutto deve essere sotto controllo, perchè i Sinclair sono così: ligi al dovere e devono essere rappresentati degnamente per cui ogni componente della famiglia deve essere degno e fiero al tempo stesso di essere un Sinclair. Ma quali segreti nascondono veramente? Siete pronti ad approdare su un’isola che riuscirà a farvi dubitare persino del più buono e dolce dei Sinclair?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Spero di si, ma prima di leggere questo dovrete leggere L’estate dei segreti perduti in modo da comprendere tutti i collegamenti e i legami famigliari al meglio. Io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #586 – ULTIMO SANGUE DI DIEGO DI DIO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi di cui devo ringraziare sia la casa editrice, La corte editore, che l’autore che è anche il mio insegnante e direttore dell’agenzia letteraria Saper scrivere di cui – un giorno spero – di riuscire a finire anche il corso che fra una cosa e l’altra finisce sempre per essere rimandato. Dopo tutto questo preambolo, ecco qui che vi parlo di questo volume di camorra che spero possa piacervi, com’è piaciuto a me. Ecco che ve ne parlo:

9788831209977_0_424_0_75Titolo: Ultimo Sangue
Autore: Diego Di Dio
Data di uscita: 26 maggio 2022
Casa editrice: La Corte Editore
Pagine: 366

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Trama: Alisa e Buba sono due sicari professionisti. Lavorano spalla a spalla nella Napoli in cui si consuma una guerra taciturna tra due imperi criminali. Quando don Luigi e suo figlio Gabriele vengono brutalmente uccisi, però, tutto cambia. Donna Teresa, ora vedova e assetata di vendetta, assolda i due killer per porre fine, una volta per tutte, all’intera vicenda. La boss del crimine ha una missione per loro: trovare e ammazzare la figlia di don Pasquale, responsabile di aver ordito il piano che ha portato allo sterminio della sua famiglia. In questo mondo di corruzione, fatto di armi e incline ai tradimenti, si muovono Alisa e Buba, che nel frattempo devono fare i conti con un passato dal quale non vorrebbero fare altro che fuggire. Perché non sono solo assassini. Sono due sopravvissuti. E in una realtà divorata dall’odio e consumata dal desiderio incontrollabile di potere, sanno che possono fidarsi solamente l’uno dell’altra. Ma sarà sufficiente? Un’ultima missione, un’ultima rivincita, un ultimo sangue.

RECENSIONE

La storia ha inizio con due amanti che se ne stanno nascosti, due amanti che hanno una rivelazione l’uno per l’altra ma non sanno esattamente quale sia il momento adatto per farlo. I due finiscono per morire così come hanno di incontrarsi: di nascosto, con i rimorsi e i rimpianti di chi ha scelto una vita sbagliata o troppo difficile, rischiosa e pericolosa. Poi passiamo a Buba e Ali, sono due sicari professionisti che lavorano per i mafiosi e svolgono lavori per loro: a loro non importa quale sia l’incarico o per cosa o chi si combatte. Se decidono di prendere un incarico lo portano a termine. Ed è così che hanno preso l’incarico di Donna Teresa di uccidere quella che era la fidanzata del figlio, brutalmente ucciso assieme a suo padre e marito della donna. Ali e Buba sono forti, veloci, scaltri ma incredibilmente solitari e fragili nonostante tutto.

Riusciranno a portare a termine questo nuovo compito? Riusciranno a buttare fuori il proprio passato e questa vita che è così difficile e dura e che li tiene sempre alla prova? Cosa succederà nel corso di questa missione?

«Tu sei pazzo, orso» dice, mentre il suo viso sembra ridere e piangere allo stesso tempo. «Completamente pazzo, lo sai?» Franco conosce quell’espressione. Anche per questo si è innamorato di lei. «Sono pazzo, ma ho ragione. Lo sai che è così.» Un rumore dall’esterno. Lontano o vicino, non saprebbe dirlo. Ha qualcosa di sbagliato, come un oggetto fuori posto. Franco si volta verso la piazza, aggrottando la fronte. «Ma chi…» Ha il tempo di cogliere un movimento furtivo tra gli alberi, prima che il cuore gli salga in gola. «Vattene!» grida, allontanando Paola con una spallata. Capisce che è troppo tardi, quando il rimbombo di uno sparo gli fa volare la sigaretta di mano.

La trama è ben scritta e interessante. Nonostante non ami particolarmente le storie di mafia e simili ho fatto difficoltà ad accettare di leggere il volume ma ne sono rimasta sorpresa una volta che mi ci sono immersa completamente. È davvero una storia ben scritta e ben caratterizzata, che riuscirà a coinvolgere anche i più abietti a questo genere, Ve lo assicuro.

La copertina è davvero molto, molto bella. In linea con le copertine della casa editrice, ci mostra una donna bendata su una mano insanguinata che fa il simbolo di una pistola. Che sia la dea bendata o Ali o addirittura Laura, non ci è dato saperlo. La trovo davvero molto interessante e ben fatta rispetto alle precedenti dell’autore e mi piace molto. Lascia presagire del sangue, della ”guerra” se così si può dire. Il titolo che troviamo è ambiguo almeno per ciò che potrebbe succede all’interno della lettura. Per il resto lo trovo giusto e ben costruito, sia per l’affiliazione alla copertina sia generalmente per la storia stessa.

L’ambientazione è tutta Italiana, siamo tra Soccavo e Napoli e troviamo diversi luoghi che – chi è della zona credo – magari può perfino riconoscere; ho trovato interessante il fatto che sia l’autore che un altro di cui ho letto una storia gialla / poliziesca abbia dei riferimenti a luoghi che si conoscono e siano descritti egregiamente. Quindi complimenti all’autore, senza dubbio. L’epoca non è modernissima ma riuscirete ad ambientarvi velocemente e senza problemi.

«Lo sapevi che lavorava per Gabriele mio?» Mi stringo nelle spalle. «Non ci sentivamo da tanto tempo. Venticinque anni, quasi. Ci siamo persi di vista quando… quando…» Quando ci siamo persi di vista, io e Ciruzzo Diegarmando? Nemmeno lo so, nemmeno me lo ricordo. Queste cose accadono così. Non c’è un giorno preciso, un momento esatto. Perdersi è un fenomeno che accade e basta, un processo che sfuma in maniera così impalpabile da coglierti di sorpresa solo alla fine, quando ormai è tardi.

I personaggi di questa storia sono molti e sono descritti in maniera strutturata ma anche emotivamente stabile. Cioè si riescono a comprendere davvero bene i loro stati emotivi e la storia prende una piega del tutto inaspettata che renderà anche i personaggi più difficili, davvero vicini e ricchi di emozioni portanti, che vi lasceranno senza parole. Più di tutti a rendere migliore ogni cosa sono i due protagonisti principali, ovvero i due sicari professionisti. Non potrete fare a meno di apprezzarli e ve ne parlo:

Ali è una sopravvissuta. Ha avuto un passato burrascoso, sia per via di suo padre sia per ciò che le è accaduto dopo. È stato Buba a salvarla in quanti più modi possibili, anche se l’ha comunque mantenuta in un giro sbagliato di cose, sia per lui che per lei. È una donna allenata, addestrata ma fragile che cerca un riscatto nella sua vita. Ama da sempre Buba anche se ha amato qualcuno anche prima di lui.

Buba è un uomo forte e coraggioso, così come protettivo, almeno per quanto riguarda Ali. È un combattivo, va sempre diritto con e verso i suoi principi, mantenendoli ben saldi e non si lascia piegare tanto facilmente. Quando inizia una missione cerca di portarla a termine ma si sente sempre in debito verso Ali, il fatto di doverla proteggere e tutto il resto è quello che rischia di far minare le loro stesse missioni.

«Alì…» Mi tira verso di sé, in silenzio. Ci abbracciamo in un movimento perfetto. I nostri corpi aderiscono in una maniera impeccabile. Non diciamo una parola, non ne abbiamo bisogno. Rimaniamo stretti, il mio viso schiacciato contro il suo petto, i respiri che disegnano un suono appena percepibile. Forse siamo due persone cattive e non meritiamo niente di bello. O forse siamo due persone rese cattive dalla vita. Siamo l’inferno generato dalle contraddizioni del mondo, ma in fondo anche noi meritiamo che qualcuno ci stringa tra le braccia, che qualcuno aderisca a noi come Buba sta aderendo al mio corpo, in questo momento.

Il perno centrale della storia è il compito di uccidere Lucia, figlia del boss rivale a Donna Teresa, cosa che sembra difficile e quasi impraticabile, vista l’astuzia del rivale. È una missione difficile, quasi suicida per quanti pochi uomini vengono utilizzati ma sembra essere efficace. Cosa succederà a Buba e Ali?

Lo stile utilizzato si divide in due modi: in prima persona per quanto riguarda Ali e in terza quando si tratta di altri soggetti all’interno del volume. Ha un tipo di scrittura articolata, ricca di dettagli – a volte leggermente ripetitiva a lungo andare, devo ammetterlo. Nonostante questo trovo che la lettura sia ricca, piacevole e scorrevole nella sua più totale complessità.

Ho apprezzato molto la storia tra Ali e Buba e il loro legame profondo. Ancor di più il passato di Ali, che ci permette di legarci a lei in maniera del tutto indissolubile, rispetto a quanto succede con Buba. La scrittura ci permette di legarci ai personaggi e di sentirli vicini, quasi fossero nostri amici profondi. E nel corso delle missioni abbiamo paura per loro e per cosa gli possa succedere. Questo credo sia la cosa migliore che possa succedere all’interno di un libro ed è importante che le connessioni con i personaggi rendano il tutto ancor più reale, vicino, nonostante la storia non appartenga neanche lontanamente vicino alla mia realtà.

La trama del volume è interessante e le dinamiche sono ben sviluppate anche se a volte sembra un po’ fiacco non tanto nel tema della vendetta ma come vengono sviluppati gli eventi, gli attacchi. E’ pur vero che i due personaggi sono persone, hanno sentimenti reciproci e quant’altro ma la situazione diventa paradossale laddove si è dei sicari professionisti. Non si può dare spazio a certi tipi di sentimenti senza mandare all’aria qualcosa. La storia è stata molto bella, non fraintendetemi ,ma sotto questo aspetto mi ha lasciato spiazzata seppur è stato uno dei migliori libri sul genere, coinvolgente e ricco.

Una macchina costruita per uccidere, che adesso era lì, a contatto con la mia pelle, come un prolungamento delle braccia, dei sensi, dell’anima. E mentre sparavo e il rinculo mi spostava all’indietro, tutto acquistava, forse, un senso. Ogni cosa andava al suo posto, perché quei proiettili, sparati in maniera goffa e imprecisa, non centravano un bersaglio, ma colpivano tutto ciò che non avrei mai potuto essere, tutto ciò che non sarei mai diventata. Colpivano il dolore ultimo, quello feroce e primordiale, che aveva un nome, un viso, una logica.

Il libro è davvero interessante, ricco di emozioni, pathos e azione. Un libro della mafia, sulla mafia e sulle emozioni delle persone, giuste o sbagliate che siano le loro azioni e le loro scelte. Consiglio la lettura, questo è poco ma sicuro.

Diego Di Dio ha una penna incredibilmente emozionante. Sa toccare le corde giuste e riesce a rendere evocativo, significativo e combattivo questo libro ricco di azione e suspance, così come ricco di sentimenti contrastanti e difficili prove da superare.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco che vi lascio la locandina dell’evento e i partecipanti. Potrete trovare nelle rispettive date citate anche da loro, le recensioni di questo stesso libro. Ecco a voi:

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27 giugno – Paper Purrr
28 giugno – La libreria di Anna
4 luglio – Hope and Paper
5 luglio – Les Fleurs Du Mal
6 luglio – Amore per i libri e non sol
7 luglio – Milioni di particelle
8 luglio – L’angolo dei libri
11 luglio – Buona Lettura


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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Io spero possa piacervi e che lo prendiate in considerazione.

A presto,
Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #575 – CITTA’ IN FIAMME DI DON WISLOW.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi di nuovo su questi schermi per una nuova recensione, stavolta misteriosa e oscura, che ci porta e ci consente di immergerci in piccoli racconti horror di cui ringrazio l’autore per la lettura. Ecco che ve ne parlo subito:

9788869059667_0_536_0_75Titolo: Città in fiamme
Autore: Don Wislow
Data di uscita: 26 aprile 2022
Pagine: 400
Primo romanzo di una trilogia
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Trama: Due imperi criminali si spartiscono il controllo del New England. Finché una bellissima Elena di Troia dei giorni nostri non si mette in mezzo tra irlandesi e italiani, scatenando una guerra che li spingerà a uccidersi a vicenda, distruggerà un’alleanza e metterà a ferro e fuoco l’intera città. Se potesse scegliere, Danny Ryan vorrebbe una vita senza crimine e un posto al sole tutto per sé. Ma quando quel sanguinoso conflitto si inasprisce, mettendo i fratelli l’uno contro l’altro, la conta dei morti sale vertiginosamente e lui si ritrova costretto a mettere da parte i suoi desideri e a prendere una decisione che cambierà per sempre la sua esistenza: per salvare gli amici a cui è legato da sempre e la famiglia che ha giurato di proteggere assume il comando, diventa uno stratega spietato, l’eroe di un gioco insidioso in cui chi vince vive e chi perde muore. E forgerà una dinastia che dalle strade polverose di Providence arriverà fino agli studios di Hollywood e agli scintillanti casinò di Las Vegas.

RECENSIONE

red and black basketball hoopLa storia ha inizio a bordo piscina. Danny è con sua moglie Terry quando improvvisamente una donna bellissima entra in scena in una piscina. Ha un fisico statuario e tutto il suo corpo dice una sola cosa: sesso. Danny lo nota subito ma anche sua moglie non è da meno e capiranno molto presto che è proprio questa donna a portare i guai a Providence. Questa donna infatti, sta con i noto figlio dei Moretti con cui Danny e tutta la famiglia di Terry, i Murphy, sono in combutta. E’ anche noto che Liam, fratello di Terry e famoso per rompere le uova nel paniere al figlio dei Moretti, non riesca a tenere a freno le mani ed è da qui che tra le due famiglie si riapriranno vecchie faglie mai del tutto sanate.

Cosa succederà a Danny? Cosa scopriranno sul conto dei Moretti e cosa vogliono dai Murphy? Da quanto tempo questa guerra va avanti e a cosa serve tutto questo? Riuscirà Liam e la bella donna di nome Pam a portare scompiglio e a scatenare una nuova guerra fra clan?

E’ vero, pensa Danny. Liam ama i propri scherzi e se la cava sempre senza un graffio. Gli piace soprattutto far incazzare Paulie, probabilmente perché riuscirci è facile. E Danny si sente come quando ha visto Pam per la prima volta mentre usciva dall’acqua. Lei porterà guai. Le donne così belle di solito li portano.

La trama è abbastanza lunghina e devo ammettere che nel leggerla non ero riuscita a focalizzare bene di cosa avrebbe trattato questa storia se non una disputa fra clan mafiosi in cui al centro sembra esserci una bella donna, come Elena fu a Troia. La trama ci mostra un punto di vista differente, ben composto e strutturato in maniera da porre molte curiosità al lettore.

La copertina italiana, devo dire, non mi fa particolarmente impazzire. La versione estera, seppur più semplice ha dei colori che tengono maggiormente e nel quadro generale almeno visivamente attira di più. La versione italiana è stata scelta un po’ per la continuità delle copertine con i vecchi volumi dello stesso autore, un po’ per l’imprinting della casa editrice che ha in Italia e che fornisce un quadro definitivo. Vediamo il protagonista di questa storia, o almeno così sembra – Danny – che corre verso un molo o un ponte, non è ben chiaro. E’ chiara però la fuga del personaggio e il rosso che ci pone in evidenza il fuoco emanato dello stesso titolo. Quest’ultimo, invece, non ha subito modifiche dall’originale se non la mera traduzione letterale del testo. Trovo che sia azzeccato visto che la città viene messa a ferro e fuoco in base alle necessità che hanno i vari clan. Essendo il primo di una trilogia si presenta piuttosto bene e sono curiosa di sapere come si sviluppano gli altri volumi, specialmente a livello di copertina.

L’ambientazione è una città, attualmente a capo del Rhode Island, in America; dico attualmente perché si sviluppa in un’epoca differente visto che ci troviamo nel 1986 e i tempi sia in America, come nel resto del mondo erano decisamente differenti, cosa che noteremo molto all’interno del volume stesso, nel corso della lettura.

Nessuno, dalla Stip di Las Vegas, a Sunset Boulevard, a Pennsylvania Avenue, voleva che Madeline McKay scrivesse le sue memorie. Intorno a Danny Ryan fu stesa una rete di protezione. Intorno a suo figlio, che la odiava.

bridge over water under cloudy sky during daytimeI personaggi all’interno del volume sono davvero molteplici che, almeno all’inizio della lettura, finiscono per confondere un pochino. Infatti c’è una pressoché infinita lista di nomi che vengono menzionati almeno inizialmente e si fa fatica ad incasellare ma poi si riesce ad avere un quadro abbastanza chiaro della situazione.

Danny è il personaggio principale di questa storia che lo vede marito di Terry, figlia del potente Murphy. Nonostante sia il marito di un potente clan della zona, non viene visto molto bene e fa fatica a farsi un nome, così come a farsi semplicemente rispettare. E’ stato abbandonato fin da piccolo a suo padre e non ha conosciuto sua madre finché non è diventato grande ma che odia perché è stato abbandonato. Madeline infatti è un personaggio forte e determinato, devoto molto più ai soldi e a venere il proprio corpo che a ciò che ha davanti ma fa di tutto per aiutare suo figlio che ora sembra essere in difficoltà. Danny ama sua moglie e farebbe di tutto per lei, ma sa che per stare nella famiglia deve dare molto di più, mettersi in gioco e prendere le redini di tutto ciò che potrebbe capitare da un momento all’altro. Un personaggio circondato da altri che sono degni di nota e che ci trascineranno in una storia pericolosa.

D’inverno lì non c’è nessuno. Nessuno lo vede. L’acqua è gelida, il mare lo avvolge e lo prende. Sal lotta tra le onde, perché ha cambiato ida e ora vuol vivere, ma ora la decisione spetta all’oceano, non a lui. Il mare restituisce solo quello che non vuole tenersi. Lo getta sulla riva e Sal si afferra agli scogli scivolosi, fin quando raccoglie abbastanza forze per tirarsi su. Decide che vale la pena vivere per uccidere Pat Murphy.

Il perno centrale di questo primo volume è la guerra tra clan che viene a strutturarsi all’interno del volume. Niente all’inizio lascia presagire i sotterfugi e la politica che si nasconde dietro ai Murphy e dietro ai Moretti, così come l’astio che c’è fra le due famiglie e i due gruppi. E’ una storia che lascia 

Lo stile utilizzato è scorrevole, fluido e altamente leggibile, scritto in terza persona e incentrato dal punto di vista di Danny seppur ci mostri diverse storie e diversi personaggi, nel corso della lettura. Nonostante mi piacciano thriller – specialmente psicologici – e gialli e, nonostante questo tipo di storie con mafia e quant’altro non sia esattamente il mio genere preferito, posso dire che alla fine si è lasciato leggere e i personaggi diventano coinvolgenti abbastanza da gettare nel tritacarne anche il lettore, tanto da farlo sentire parte integrante di ciò che sta succedendo a Providence e ai due clan che si fronteggiano. In special modo, per quanto riguarda determinati personaggi che riescono a rendere scorrevole la lettura e a consentire l’immedesimazione. Un po’ meno per quanto riguarda la struttura della storia e di quanto ci si aspettava dalla trama ed ora vi spiego perché.

Il paragone dell’Iliade moderna, è ricorrente sia all’interno della trama così come all’interno dei paragrafi nel volume anche se il riferimento sembra essere meramente iniziale e poi continuo sul punto di vista della guerra fra clan, niente di più. Pam, la bella donna che dovrebbe fungere da punto di rottura e di caos, fa il suo lavoro solo all’inizio e poi sparisce quasi del tutto di scena, lasciando che siano gli uomini a gestire la scena completa. E’ giusto in parte che sia così visto la tematica e visto come è stata incentrata la storia. Un po’ meno visto che sembrava essere lei il vero fulcro intorno al quale si aggirava tutto e attorno al quale si poteva pensare che la storia potesse girare. Invece, la delusione sotto questo punto di vista ha influito abbastanza, viste le precedenti diciture e visto quanto fosse decantato all’inizio.

Ho trovato, invece, egregio – anche se un pochino superato con i tempi di oggi ma in linea con quello in cui è ambientato il volume – le tematiche utilizzate, il rispetto dei tempi utilizzati in cui c’era razzismo, omofobia e la versione della donna come ancora un oggetto o un trofeo da conquistare. Anche l’ambientazione e i luoghi citati sembravano così ben curati, reali e sembrava di poterci camminare bene, tanto erano ben realizzati, così come le singole storie dei personaggi che vengono citati e menzionati all’interno della lettura: si guardi Danny che riesce a trascinare il lettore lungo tutto il libro e la storia di sua madre Madeline oppure Sal. Questa è stata senza dubbio la cosa che ho apprezzato molto più della guerra fra clan, molto più di diverse dinamiche. Infatti, come ho già detto e ribadisco: la struttura dell’ambiente così come le tematiche e le singole storie dei personaggi catturavano molto più di altre cose.

La storia nasce e si struttura in maniera interessante, anche se non riesce a coinvolgermi mai completamente. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Danny e alle sue scelte ma ho sentito, lungo il corso della lettura, come se mi mancasse qualcosa, come se mancasse qualcosa nella storia, come se ci fosse qualcosa che crea una buca che non viene, poi, completamente coperta. Infatti, nonostante il complesso di cose e vite dei rispettivi personaggi che compongono questa storia, la storia è abbastanza fine a sé stessa, una guerra di luoghi da conquistare, di droga e di guerra fra clan che finiscono quasi per essere simile a tante altre – o almeno è l’impressione che mi ha suscitato.

Poi è gennaio, il 1988, cazzo, e ricomincia la guerra.

Il libro è stato un buon primo volume, con il mix necessario che serve a stimolare il lettore a proseguire con i volumi successivi e questo è di certo un punto a favore. Mi sento però di consigliare questa lettura solo agli amanti del genere, magari chi non ama particolarmente storie di mafia e/o simili, non so quanto possa addentrarsi in una storia simile, seppur i personaggi facciano il loro egregio lavoro e coinvolgano tantissimo il lettore.

Don Wislow è stata una scoperta, almeno personalmente parlando, non conoscendo l’autore ed essendomi approcciata ad una sua lettura per la prima volta in assoluto. E’ un autore che spicca nel panorama e di cui spero prendiate in considerazione la lettura di questo libro come punto di partenza verso il suo piccolo mondo fatto di corruzione, clan pericolosi e famiglie che cercano un disperato equilibrio.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Vi piacerebbe leggerlo? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV # – UNO DI NOI STA MENTENDO SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Oggi vi porto una recensione di una serie televisiva che spero vi possa interessare. Per chi è curioso la serie si basa sul libro di Karen McManus, Uno di noi sta mentendo edito Mondadori. E dopo la trasposizione, ecco qui che ve ne parlo:

maxresdefaultTitolo: Uno di noi sta mentendo
Stagione: Uno
Episodi: 8
Durata media episodi: 45 minuti
Lingua: Italiano
Piattaforma: Netflix
Basato sul libro di Karen McManus, Uno di noi sta mentendo edito Mondadori (Recensione del volume QUI)
Trama: Cinque liceali diversi tra loro finiscono insieme in punizione. Un omicidio e alcuni misteri li spingono a unire le forze in un giallo con un gioco del gatto con il topo. Guarda tutto ciò che vuoi.

TRAILER

RECENSIONE

Ecco perché guardare Uno di noi sta mentendo!La storia ha inizio una mattina come tante alla Bayview High, solo che non finirà normalmente come una classica giornata scolastica. Cinque ragazzi si ritrovano in punizione per cause che sembrano a loro non dovute. Fra loro ci sono la bella bionda Addy, la promessa del Football Cooper, la ragazza diligente e promessa al comitato scolastico e prima coi voti Bronwyn e il ragazzaccio Nate; tutti assieme a Simon, figlio del Sindaco che si diverte a postare segreti sui studenti di tutta la scuola su una app di sua creazione. Tutti nella scuola hanno un motivo per odiare Simon perché tutti nascondono anche un piccolo segreto che non si vorrebbe fosse scoperto. Improvvisamente Simon si sente male e sembra non esserci alcun modo per aiutarlo. Così i quattro ragazzi si ritrovano indagati per l’omicidio di uno dei ragazzi più odiati della scuola.

Cosa è successo veramente a Simon? Chi è il colpevole dietro tutto questo? Cosa nasconde ognuno dei protagonisti di questa storia e cosa nascondeva Simon stesso?

Quando esce Uno di noi sta mentendo?

Gli attori della serie sono stati ben strutturati nonostante mi aspettassi tutt’altro e gli unici che sembrano rispecchiare totalmente la descrizione originale finiscono per essere Nate e Addy. Ovviamente non si può sperare in una copia perfetta e sono comunque contenta di come sia stato gestito a livello di personaggi. La recitazione e la struttura narrativa della storia viene composta in maniera altrettanto buona: funziona la divisione delle puntate e il fatto che ce ne sia una per tutti e instilli un sospetto per ognuno di loro esattamente per come avviene con il libro stesso.

Uno di noi sta mentendo – Recensione

La struttura delle puntate infatti, è fatta in modo che chi guarda possa dubitare di ognuno e possa trarre delle conclusioni che vanno a mescolarsi l’una con l’altra non appena si aggiungono altre prove e altri fatti. Qui ho trovato sicuramente più rassicurante il lavoro della polizia rispetto a quello che c’è stato nel volume, che invece non mi aveva coinvolto ne convinto molto.

I personaggi sono stati ben interpretati e non hanno subito modifiche rispetto al volume. Ovviamente non potrete non innamorarvi di Bronwyn e Nate che si rincorrono continuamente ma essendo molto diversi avranno non pochi problemi; oppure non potrete non sentirvi vicino a Cooper diviso fra la sua sessualità e lo sport; o Addy che nonostante fin dal primo momento sembra essere la classica bionda stupida e senza cervello, finisca per sorprendere chiunque ed instaura un legame di amicizia profondo sia con Cooper che con gli altri. Ciò che mi ha sorpreso è stata Janae che nel volume è molto defilata e a parte ma si unisce qui al club del delitto (Ovvero i quattro indiziati) nonostante fosse quasi l’unica amica di Simon.

Ovviamente pensate che la serie è basata su un target giovanile: ambientata in un contesto scolastico, riprende il teen drama quasi alla “Elite” (che non è psicologico a differenza di questo) e tutto ciò che ne consegue nonostante sia un thriller psicologico. E questo non si differenzia neanche dalla struttura del volume perché anch’esso ha lo stesso target di lettura: è un thriller young adult. Quindi se partite convinti che ci sia altro, sappiate questo e poi non abbiate da ridire sul target, perché è abbastanza ovvio.

Uno di noi sta mentendo: dall'aula di punizione alla tombaA non convincermi è stato sicuramente il finale. C’è qualcosa che si differenzia nettamente dal libro nella parte finale tant’è d instillare il dubbio di andare a rileggere il volume visto il tempo che era passato ovviamente (e potevo benissimo confondere quelle quattro idee che ho). Eppure non è stato così e il finale che è stato scelto presuppone si l’arrivo di una seconda stagione – se questa avrà successo – ma non capisco perché sia stata così impostata visto che il secondo volume del libro esiste ed è stato pubblicato e ci si potrebbe basare esclusivamente su quello e non su cose in più.

La serie è ben fatta e chi ha letto il volume può solo che apprezzare la composizione e lo svolgimento – per il finale ve l’ho già detto ma sono comunque curiosa di sapere come si adatterà il seguito. Ovviamente la serie merita di essere vista anche per chi non conosce il volume e – chissà – magari vi spingerà a leggerlo (chi può dirlo). Consiglio!

Uno di noi sta mentendo, la recensione - Movieplayer.it


Cosa ne pensate? L’avete vista o la guarderete? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #555 – UNA NOTTE BUIA DI SETTEMBRE DI VALERIO MARRA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui finalmente con una nuova uscita di cui sto per parlarvi. Ringrazio la casa editrice Newton Compton per la lettura e la Saper Scrivere agenzia letteraria per avermi permesso di partecipare a questo evento. Ecco che vi parlo di questo giallo, che spero possa interessarvi:

41pdrl9yyalTitolo: Una notte buia di settembre
Autore: Valerio Marra
Data di uscita: 02 Settembre 2021
Pagine: 208
Link d’acquisto: https://amzn.to/3FSQgiW
Trama: Dall’autore del bestseller La donna del lago
Un caso complicato per il commissario Festa
Il chitarrista Angelo Donati – membro di una band che è stata famosa per circa un decennio, ma ora sul viale del tramonto – viene trovato morto nel suo appartamento. L’uomo pare essere stato strangolato. Il commissario Festa, incaricato delle indagini, è convinto che la vittima conoscesse il suo assassino: la serratura dell’appartamento infatti non è stata forzata. Le indagini si muovono su due filoni, strettamente connessi: quello legato al mondo della droga e quello relativo all’ambiente musicale. La dipendenza dalla cocaina aveva infatti reso il musicista inaffidabile e inviso agli altri membri della band e anche alla sua stessa fidanzata. Mentre scava nei rapporti di Donati, Festa scopre che la vicenda è molto più sfaccettata e intricata di quanto pensasse, e che la musica e la droga potrebbero non essere le uniche due chiavi per risolverla…

RECENSIONE

blue bmw car in a dark roomLa storia ha inizio con una morte. Un uomo, il giovane Angelo Donati, chitarrista di una bando molto in voga ai Castelli Romani, viene ritrovato morto nel suo appartamento dalla badante della signora che abita al piano di sopra. Sul posto non tardano ad arrivare coloro che si occuperanno del caso, ovvero i poliziotti del commissariato di Via Sciadonna, a Frascati. Un caso che non sembra destare troppo il Commissario Festa e la sua squadra che sembrano arrivare anche troppo facilmente ad una soluzione del caso anche se la pista sembra dividersi sempre più fra droga e musica. Così, il passato di Donati, così come per tutti gli indiziati coinvolti cominciano a venire a galla, minuto dopo minuto.

Cosa scoprirà il Commissario Festa? Riuscirà a capire chi è il colpevole di questo omicidio? Cosa nascondeva davvero, Angelo Donati?

Era un ragazzo. Indossava un paio di jeans color ghiaccio e una t-shirt nera con la stampa di un teschio. I capelli lunghi velavano appena il volto grigio. Una guancia era appoggiata sulla moquette e un occhio semiaperto fissava in alto senza espressione. Aveva un fisico magro e un viso squadrato dai lineamenti marcati. Russo si piegò in avanti. Un brivido gli risalì lungo la colonna vertebrale. Mille aghi ghiacciati sembrarono colpirlo all’unisono. Scosse la testa, e continuò a osservare la scena: a terra, a pochi centimetri dalla salma, c’erano tre libri, un accendino giallo e blu, una chitarra elettrica e una banconota stropicciata da venti euro. A circa due metri dal cadavere, invece, si potevano distinguere alcuni schizzi di sangue chiaro, assorbiti parzialmente dalla moquette.

La trama della storia la trovo in linea, inerente e che riesce ad incuriosire quanto dovrebbe. Non ci sono spoiler e il tutto si mantiene su una linea vaga lasciando lo spazio di immaginazione e di dubbio al lettore per quanto riguarda la lettura che sta andando ad affrontare. Una buona trama, senza ombra di dubbio.

La copertina la trovo buia, cupa e in linea più con lo standard della casa editrice che di quello che è poi la storia. Infatti il tutto è ambientato ai Castelli Romani e il Ponte che invece sembra essere illustrato nella copertina rimanda quasi a Venezia. Ora non sono esattamente una cima in queste cose ma conosco persone che buzzicano la zona che io stesa frequento e il ponte illustrato mi non mi sembra del luogo. Sicuramente sul ponte, l’ombra che si vede è del Commissario Festa. Non so, di certo non è questa la copertina che mi sarei aspettata per questo volume però per un giallo può starci. Il titolo è inerente e rimanda sia a un qualcosa che verrà spiegato poi all’interno del volume, nelle battute finali, sia perché la storia si svolge in una sera di settembre quindi questo lo trovo in linea con ciò che ci mostra sia la storia che su quanto ci verrà poi spiegato.

La storia è ambientata ai Castelli Romani, tra Frascati e Rocca Priora in cui si svolge omicidio e in cui si trova il commissariato stesso; l’epoca non viene specificata anche se da come si comportano i personaggi e da come viene strutturato il tutto non sembra propriamente recente o almeno non è quella l’dea che ne deriva dalla lettura.

Settembre, dunque, era tornato. Settembre, con le promesse di inizio estate non sempre mantenute. Settembre, che profuma ancora di caldo, ma minaccia il freddo e l’inizio di un nuovo lunghissimo inverno. Settembre, che significa solitudine. Se respiri forte, però, puoi ancora sentire l’odore delle storie d’amore, dei tavolini all’aperto, della salsedine e dei concerti in piazza. Era tornato settembre.
Portando con sé la morte.

teal and brown electric guitarI personaggi di questa storia sono davvero tanti. Avremo modo di conoscere non solo il Commissario Festa, anche tutta la squadra che lo seguirà lungo le indagini: Moretti e Capri. Così come Antonella Greco o Barbara. In più a tutti i personaggi che ritengo siano fissi all’interno di questi volumi che seguono la linea del Commissario, ci sono quelli variabili: Donati, il suo amico della band Pratesi, la fidanzata Sofia, il liutaio per quanto riguarda le chitarre e il famoso compositore Zevi.

Il più importante e che di certo merita maggior rilievo rispetto agli altri è il Commissario Festa: un uomo risoluto, intuitivo, solitario, che va dritto al punto e a cui non piace perdere tempo. E’ un commissario che tutti rispettano e che sul quale sanno di poter contare. Resta comunque un personaggio che più di tanto non si espone e viene spesso emarginato per mettere in risalto gli altri personaggi che lo circondano. Infatti a colpirmi più di altri sono stati Moretti e Barbara, che nei discorsi lasciano davvero spunti importanti di riflessione che vanno dall’amore alla famiglia. Avrei sinceramente preferito sapere qualcosa e avere maggiori informazioni su Festa, essendo lui l’anima di tutto e sul quale la dinamica dell’indagine si svolge.

«Come si fa a svegliarsi una mattina e decidere di non amare più? Come si fa a non amare più la persona con la quale hai condiviso tutto?» «Giulio, non è successo da un giorno all’altro. Si è trattato di un processo lento, graduale, continuo…». «E se non fosse così?». Barbara aggrottò la fronte. Moretti si passò una mano tra i pochi capelli arruffati. «Voglio dire: se, invece, questa fosse solo l’evoluzione naturale dell’amore?» «No, non è così. Proprio tu mi dicesti che l’amore rende felici, facendoci apparire quasi folli agli occhi degli altri…». «Certo. Ma questo forse all’inizio. L’amore è anche mostrare le proprie fragilità, discutere per le faccende domestiche. L’amore è quotidianità». Lei sorseggiò il vino. Moretti fece un colpo di tosse prima di riprendere a parlare. «Sai, di mia moglie mi mancano anche i litigi…». (…) «Ho detto qualcosa di sbagliato?» «No, no. È così vero che fa paura…».

man wearing police uniform selective focus photoIl perno centrale della storia si concentra sul presunto omicidio del chitarrista Angelo Donati. La storia infatti, si muove su tutto questo e sulla vita della squadra di via Sciadonna, che nonostante le difficoltà lavorative e nonostante gli intoppi che si possono incontrare, continua a proseguire e a cercare di destreggiarsi in una vita difficile e imprevedibile.

Lo stile utilizzato dall’autore è particolare, quasi ricercato e ben articolato nonostante sia del tutto fluido. Scritto in terza persona, la storia si divide e si lascia trascinare da diversi personaggi della storia. Il problema che ho riscontrato non è tanto sul testo, che ho trovato corretto, ben composto e fin troppo rigoroso ma nella storia vera e propria ed adesso vi spiego ciò di cui sto parlando.

Il giallo c’è e i dubbi su chi sia il colpevole ci sono e fanno il loro lavoro; ho temuto per un attimo che il colpevole fosse scontato e – per fortuna non è stato così – anche se ci si può arrivare molto rapidamente analizzando il testo lungo la sua corsa e la sua lettura. Questo punto è stato a favore della lettura e trovo che sia stato fatto un buon lavoro generale, soprattutto per quanto riguarda il giallo e la serie. Infatti l’autore riesce a dividere le varie piste: droga, amore, soldi e a creare tre moventi che possono risultare banali creando un qualcosa di differente dal solito. Invece, il finale mi ha lasciato dubbiosa rispetto alla risoluzione del caso ma non vi dirò perché altrimenti lo spoiler è evidente e non posso per ovvi motivi.

Però, manca qualcosa e quel qualcosa, lo troviamo in ciò che sto per dirvi, ovvero: La mancanza di coinvolgimento da parte del Commissario Festa così come le sensazioni generali derivate dai personaggi. I sentimenti e le emozioni sono quelle con le quali ho fatto più difficoltà ad avvicinarmi così come ai personaggi stessi che tendono a tenere un profilo basso; infatti, gli unici a cui mi sono sentita vicina sono stati Moretti e Barbara e sono gli unici sul quale l’autore sembra essersi sbottonato un po’ e sul quale sembra aver puntato leggermente più degli altri. La struttura narrativa e la storia generale così come la trama sono buone, il giallo vale ma non arriva come dovrebbe, sembra sempre manchi un pizzico di qualcosa e questa mancanza ci fa desiderare un qualcosa in più. Ho fatto fatica ad entrare in connessione con ognuno di loro e la storia, a lungo andare finisce per risultare quasi piatta anche se a livello di tensione e pathos per la scoperta dell’omicida non è mancata. 

Probabile che la cosa sia dovuta dal fatto che non ho letto i precedenti e che non conoscevo il contorno del Commissario e dei vari personaggi? Può darsi ma essendo comunque un libro che può essere letto anche come standalone (da solo) mi ha lasciato sospesa in un limbo strano e indefinito, che tutt’ora non saprei descrivervi.

«Non ricordi?» «No». «Sai, ogni tanto mi chiedo che fine facciano i ricordi. Se c’è un posto dove vanno a finire quando non li ricordiamo più»

Il libro resta, ad ogni modo, un buon giallo. Mi sento di consigliare questo libro agli amanti di libri di genere, di storie di omicidi e di serie con un commissario sulle quali si potranno leggere una serie di volumi a lui dedicati. Da leggere quando si ha voglia di una lettura tensiva ma allo stesso tempo senza particolari pretese.

Valerio Marra è uno scrittore da tenere in memoria per le prossime letture. Un giallo che vi lascerà sospesi in un vortice che si divide su tre fronti e dal quale dovremo cercare di uscire nel migliore modo possibile. Com’è morto davvero, Angelo Donati? 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite anche le altre recensioni, mi raccomando! Ecco a voi:

Copia di REVIEW PARTY


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Cosa ve ne pare? Potrebbe piacervi questo volume? Fatemi sapere, che io come sempre vi aspetto a braccia aperte!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #225 – PERVINCA DI DANIELE POSSANZINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Pronti per un altro week end? Io si! E con questo vi porto un libro che spero sia davvero movimentato visto che si tratta di un thriller psicologico. Pronti? A voi:

PERVINCA: Un thriller psicologico, il mistero e la leggenda di un atroce inganno. Un'ipotesi surreale. di [Daniele Possanzini, Antonella Monterisi]Titolo:  Pervinca – enigma della molestia per una donna geniale
Autore: Daniele Possanzini
Genere: Thriller psicologico
Formati:
• eBook a 2.99 EUR
• copertina flessibile a 12.48 EUR (350 pagine)
Editore: Independently published (15 novembre 2019)
Lingua:  Italiano
ISBN-10: 169789531X
Cover: Antonella Monterisi
E’ un sogno ambizioso e temerario che nasce in prigione, poco prima di morire, e che sopravvive grazie alla genialità di PERVINCA, eternamente ingannata. Come vuole la leggenda.
TramaViene al mondo Pervinca e qualcuno è sicuro che la bimba abbia già utilizzato questo metodo in altre occasioni per evadere dal passato. È prigioniera speciale e creatura inafferrabile. Dovrà quindi essere catturata con la dovuta accortezza. Il suo destino è stato già scritto e nessuno, neanche lei, lo potrà più cambiare: inganno e cattura, poi tortura e morte per fame in una cella buia. Questa volta, però, Pervinca vuole riscrivere la storia e decide di non tornare più in quel periodo di violenza e schiavitù. Sfrutta allora, con genialità, le nuove tecnologie informatiche disponibili negli anni novanta. Tuttavia, non basta soltanto la sua intelligenza. Serve qualcos’altro che deve intuire, e in fretta perché il suo tempo si sta esaurendo. C’è Fiorenzo, bel marito ignaro ma fedele, e appare la giovanissima Michelle, splendida donna maledettamente ambigua con cui vive una relazione inconfessabile. Come farà Pervinca a evitare il suo destino di tortura e di morte? Riuscirà a realizzare la sua invenzione tecnologica che la aiuterà a vedere oltre quell’orizzonte che la imprigiona? Pervinca ha poco tempo a disposizione ma potrà viverlo in tutte le direzioni, come vorrà. Questa è la sua carta da giocare.

PICCOLO ESTRATTO

Una luce bianca è radente il pavimento. È intensa come solo i led possono dare e proviene dai fari
dell’auto che si allontana girando per cambiare direzione. Si muove come le lancette dei secondi di
un orologio che spazzola delicatamente la superficie rasposa ma piacevole del legno.
Immediatamente è buio pesto.
Pervinca, esausta ma soddisfatta, si infila velocemente nel letto e si gira subito a pancia in giù con la
testa sotto il cuscino a fianco di Fiorenzo che è rimasto per tutto il tempo voltato dall’altra parte.
E continua a sognare.
Fiorenzo, invece, per un po’ cerca di capire se Pervinca abbia ancora gli stessi slip e reggiseno che ha
visto sul palco, ma poi anche lui cade addormentato sotto l’antico orologio regalato dalla nonna
Luisa per le nozze e ora appeso al muro della camera da letto.
Fiorenzo non lo ha mai capito, quell’orologio. Non lo ha mai visto camminare. È rimasto sempre
fermo alle 12 e 29. La lancetta dei minuti è incastrata sul 29, mentre quella delle ore è ferma sul 12.
Non lo ha mai toccato per paura di romperlo. Saggia decisione.
Domani sarà il giorno dopo la fiera.

BIOGRAFIA

Daniele Possanzini lavora e vive con la famiglia a Pisa sulle rive del fiume Arno. Si è laureato in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa, ha lavorato negli Stati Uniti d’America e in Italia per l’automazione dei processi industriali. Successivamente ha lavorato in Belgio e in Polonia per la sicurezza delle frontiere europee, poi è tornato di nuovo in Italia e ha contribuito alla consulenza e alla comunicazione in materia di rischi associati alla catena alimentare europea. È un esperto forense di informatica e di sicurezza informatica. È competente in governance e ha contribuito alla sua armonizzazione in alcuni contesti pubblici europei. Ha svolto anche l’attività di consigliere di fiducia (Confidential Counsellor) per la protezione della dignità degli esseri umani e per la prevenzione delle molestie psicologiche e sessuali in contesti lavorativi multiculturali e multi-religiosi. Ha osservato la realtà e le relazioni umane anche dai racconti, dalle inquietudini e dalle frustrazioni delle persone, quando la dignità e i sogni vengono calpestati con tradimenti e molestie di qualsiasi tipo, anche involontari. Ha giocato a pallavolo, sciato e nuotato. Ora preferisce la montagna e le passeggiate in salita.


Cosa ve ne pare? Vi può piacere? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #528 – MEMORIE DI UN RETTILE DI SILJE O. ULSTEIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per questo libro che ho letto ad agosto sotto l’ombrellone, sta per arrivare a voi finalmente la recensione. Un thriller Nord Europeo di tutto rispetto, che spero possa incuriosirvi, specialmente per il nome peculiare che porta con sé. Ringrazio la casa editrice Marsilio per avermi permesso la lettura e ve ne parlo subito:

9788829710324_0_536_0_75Titolo: Memorie di un rettile
Autore: Silje O. Ulstein
Data di uscita: 17 giugno 2021
Pagine: 432
Collana: Farfalle

Link d’acquisto: https://amzn.to/3yMnUU0
Trama: Liv è una studentessa dall’infanzia travagliata, che annega il proprio disagio in serate a base di alcolici, heavy metal e canne con gli amici più stretti. Trova conforto nella compagnia di Nero, un piccolo di pitone moluro dal quale si sente profondamente attratta e con cui instaura una simbiosi oscura e sempre crescente. Quattordici anni dopo, in una cittadina della costa norvegese, Mariam è in giro a fare acquisti con la figlia Iben quando, dopo un banale litigio, la ragazzina si allontana facendo perdere le proprie tracce. L’ipotesi di una sparizione volontaria si trasforma per Mariam in un angosciante timore, le cui radici affondano in un altro luogo e in un altro tempo. A indagare sul caso c’è Roe Olsvik, un introverso ispettore di polizia con una condotta irreprensibile e una tragedia familiare alle spalle. Il suo comportamento improvvisamente ambiguo, però, inizia ben presto a destare dei sospetti. Che cosa lega Liv a Mariam? Quali sono i fantasmi che affliggono la vita di Roe? E qual è il ruolo di Liv all’interno dell’indagine? I personaggi di questo thriller caleidoscopico nascondono tutti un passato misterioso, qualcosa che li ha segnati e che non li abbandona. Le loro storie, in apparenza così lontane, si riveleranno intimamente legate, in un costante cambio di prospettiva dove niente è ciò che sembra, e nessuno è chi dice di essere.

RECENSIONE

brown and black snakeLa storia ha inizio con Liv e i suoi due coinquilini che decidono di prendere un rettile nero, chiamato poi ovviamente Nero, e di decidere di crescerlo e mantenerlo all’interno della casa, solo per il fatto che possa sembrare figo. Liv ha avuto un’infanzia difficile,  è solitaria, che ama fare una vita trasgressiva ma legata morbosamente al suo amato Nero

Dall’altro lato, quattordici anni dopo, abbiamo Mariam, donna e madre, alla quale sparisce in circostanze misteriose la figlia Iben. E’ lì che subito scattano le indagini da parte dell’ispettore di polizia Roe Olsvik che risulta fin dai primi momenti molto strano, chiuso, che impareremo a conoscere lentamente.

Le vite di questi personaggi sembrano essere lontane anni luce, Liv e Mariam sembrano non avere alcun legame ma presto i tasselli cominceranno a comporsi e le vite delle due sembrano essere più vicine di quello che sembra nonostante ci siano diversi anni di distanza fra le due.

Cosa lega Liv e Mariam? Riuscirà Roe e sua madre a ritrovare la piccola Iben? Cosa succederà a Nero e come potranno le sue Memorie essere utili a questa storia?

I ricordi felici arrivarono per primi. Le nostre risate quando mi faceva girare e girare nel soggiorno, finché non cadevamo rovinosamente a terra, o quando si metteva le fette di prosciutto e di formaggio sulla faccia, per farmi divertire. I ricordi del periodo prima che iniziasse ad andare a scuola, e prima che quella che si definiva mia madre cominciasse a sparire per mesi interi. Era come se quei ricordi fossero avvolti nella bambagia, o come se la mia testa diventasse di bambagia al solo pensarli. Dopo arrivarono gli sprazzi del quotidiano.

La trama è lunga ma spiega in linea principale ciò che andremo a leggere anche se non avrei allungato molto il brodo nella parte finale, in cui si può percepire qualcosa. La trovo decisamente utile anche se, sarò onesta, a catturarmi sono stati la copertina e il titolo del volume che quasi ipnoticamente mi hanno condotta a voler leggere questo libro.

La copertina la trovo intrigante, potente, che colpisce il lettore fin dal primo sguardo. Troviamo in primo piano Liv, chiusa nella sua casa che fuma una sigaretta e guarda il mondo che si muove all’esterno, così come fa anche il suo stesso rettile, chiuso con lei nella sua camera. Solo che, del rettile, almeno sulla copertina sembra non essercene traccia. La cosa sorprende e lascia interdetti visto sia il titolo che il protagonista principale, Nero (il rettile in questione). Nonostante questo però, trovo che sia una scelta giusta se interpretata come appena detto, e i colori sono semplicemente ipnotici, quindi punto a favore. Il titolo è originale e lascia i presupposti sulle quali il lettore spera di agganciarsi una volta all’interno del volume. E non rimarrete delusi perché ci saranno delle parti in cui sarà proprio il rettile a mostrare la sua visione delle cose.

do not cross police barricade tape close-up photographyL’ambientazione è norvegese; l’epoca, invece, si aggira su una fascia di quattordici anni di differenza. Liv e Mariam sono divise da quattordici lunghi anni, ma cosa le accomuna davvero?

Giro in tondo su me stessa, divento un serpente che si morde la coda: devo rivivere tutto ciò da cui sono fuggita.

I personaggi di questa storia sono diversi e differenti l’uno dall’altro e sono ben delineati, costruiti a puntino e interessanti dal primo all’ultimo. L’unico che non è riuscito a coinvolgermi a pieno è stato il commissario anche se fa il suo lavoro molto bene all’interno del volume.

Liv è una ragazza sola e solitaria, con un passato piuttosto tormentato. E’ una ragazza che entra in simbiosi con il suo pitone birmano e si sente terribilmente sola seppur conviva con due suoi amici e sia molto festaiola. E’ una ragazza particolare che conoscerete ancor meglio soltanto leggendo.

Mariam è una donna che cerca di educare al meglio sua figlia ed è per questo che dopo un litigio la bambina si allontana e la madre non riesce più a ritrovarla. Mariam ha tanti difetti, pensa poco alle conseguenze seppur sia intelligente, ha un marito buono e ama sua figlia Iben. Un personaggio peculiare, una madre devastata che deve ritrovare sua figlia.

Roe è un ispettore di polizia tormentato da ciò che le è accaduto in passato. E’ strano e quando gli viene affidato il caso sembra essere a suo agio nonostante i suoi colleghi notino che c’è qualcosa che non va. E’ un uomo misterioso, introverso e piuttosto chiuso verso il mondo esterno. Riuscirà a trovare la piccola Iben?

Nero è il pitone di Liv. E’ un animale che brama e desidera sempre di più e si ritrova a crescere con la protagonista divenendo enorme, tanto da occupare la stanza come fosse la sua tana. E’ un serpente intelligente, che però sembra anche lui a modo suo legato a Liv seppur sia comunque irritato con lei perché non può essere libero. Il protagonista principale di questa storia, lo apprezzerete tantissimo.

I serpenti almeno sono onesti, pensai. Non cercano di occultare le proprie azioni con chiacchiere sulla morale. Noi uomini parliamo del bene e del male, e un attimo dopo pecchiamo contro quello che abbiamo appena detto. L’essere umano è una specie che ha innalzato muri di legno e di pietra intorno a sé e alla sua cosiddetta cattiveria, che ha chiamato la sua preda bistecca e finto che non sia mai stata viva. Perché giocare a un gioco del genere? Se una donna ha ucciso il marito viene condannata per aver agito contro natura. Perché non prendiamo in considerazione la femmina del ragno che divora il suo partner subito dopo l’accoppiamento? Ammetteremmo che anche noi siamo così. Che è la natura a essere così.

silhouette photo of woman and girl on shorelineIl perno centrale di questa storia è la sparizione della bambina che muove il thriller all’interno del volume nonostante il rettile prenda buona parte della storia si strisci lungo tutto il volume con disinvoltura. Un fulcro potente, che coinvolge il lettore fino a farlo sentire parte della storia stessa.

Lo stile utilizzato è articolato ma poco complesso, più che altro molto descrittivo. Nonostante non ami molto lo stile di questo genere la storia è riuscita a coinvolgermi e a farmi sentire all’interno della lettura, specialmente per quanto riguarda Nero, il pitone.

Le memorie del rettile, così come il punto di vista di chi interagirà con il serpente, riesce a far sentire il lettore come se avesse il rettile accanto, di viverlo. Certo, chi non ama molto i rettili magari non può apprezzare al 100% la storia ma posso assicurare che riesce a prendere sotto ogni punto di vista che non credevo fosse possibile. Nero, infatti è la cosa che affascina più di ogni altra cosa all’interno del volume ed è una cosa peculiare, originale e senz’altro unica nel suo genere. Tutto avrei pensato tranne che un volume per via di un rettile potesse divenire così interessante e così coinvolgente.

Ogni punto di vista che viene utilizzato, Liv, Mariam, Roe o Nero stesso, vengono presi in prima persona quindi si riesce a sentire e a percepire ancora meglio le emozioni e le sensazioni provate da ognuno dei vari personaggi che intrigati tra loro, tesseranno una trama non indifferente di eventi e di legami che verranno fuori mano a mano che la storia prenderà piede. L’autrice tesse una trama di un thriller che coinvolge e tesse legami famigliari, legami con gli animali e l’amore di una madre che cerca di ritrovare sua figlia.

Conclusa la conversazione, mi sdraio sul letto, fisso i pannelli bianchi sul soffitto che così tante volte sono rimasta a osservare negli anni in cui ho vissuto qui. Capisco che Tor sia disperato, e se decidesse di chiamare la polizia capirei anche questo. Mi addolora che lui debba affrontare tutto da solo. Ma non posso tornare indietro. Devo trovare Iben.

Una storia che, seppur non particolarmente complessa nella costruzione, mantiene qualcosa di misterioso che attira il lettore nel vortice degli eventi, fino a sentirsi parte del tutto. Consiglio la lettura di questo volume, senza ombra di dubbio.

Silje O. Ulstein ci porta in Norvegia, in una storia che prende un arco di quattordici anni e ci snoda dettagli e particolarità lunghe quasi quanto la vita di un rettile. Le memorie di un animale pericoloso, maestoso e potente, una storia che cambierà ogni vostra concezione al riguardo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #222 – DELITTO IN ARENA DI FEDERICA LEVA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi vi porto un nuovo libro che magari potrebbe interessarvi. Siete pronti per un nuovo volume interessante e magari che potrebbe anche piacervi? Io spero di si e intanto vi lascio tutti i dettagli e un estratto per farvi capire di cosa parla. A voi.

Delitto in Arena by Federica LevaTITOLO: Delitto in Arena
AUTORE: Federica Leva

GENERE: Cozy mystery, con una investigatrice amatoriale che
affianca il seducente (ma insopportabile) commissario nella risoluzione
di un caso di omicidio.
Ci sono parti romantiche (non erotiche) e preciso che non si tratta né
di un thrillerone nordico né di un noir puro.
Lunghezza: 380 pagine
Venduto da Amazon in ebook, Ku e cartaceo.
https://www.amazon.it/dp/B09CHD376M

A tutte le lettrici che amano gli intrighi,
qualche delitto
e un po’ d’amore!

Trama: Quando un famoso soprano viene trovato morto nel suo camerino, nell’Arena di Verona, i sospetti cadono sulla sua sostituta, la giovane Desirée Chevalier. Ma Desirée è decisa a dimostrare la propria innocenza e inizia a indagare da sola, anche a costo di scontrarsi con l’affascinante, ma glaciale, commissario a capo delle indagini, Manuel
Sartori. Quale segreto si nasconde nei camerini dell’Arena? Chi è l’uomo che segue Desirée per la città e che forse cerca perfino di ucciderla, durante uno spettacolo? Il giovane soprano potrebbe aver visto qualcosa, la
notte del delitto, ma è solo per questo che qualcuno la vuole morta? Protetta da Sartori, che si muove per difenderla ogni volta che si mette nei guai, Desirée scava in un mondo ostile, fatto di passioni, rivalità e ricatti, arrivando a svelare un intrigo che non avrebbe mai sospettato. La vita è un palcoscenico spietato, chérie…

ESTRATTO

Era tempo di scoprire qualcosa di più, sulla sospettata, e di farla cadere in contraddizione. Magari, perfino di farla crollare. Si appoggiò con disinvoltura allo schienale di legno della sedia. «Andava d’accordo con la vittima?» indagò. «No. Nessuno andava d’accordo con lei.» Le sopracciglia di Manuel scattarono verso l’alto. Non si era
aspettato una risposta così brusca, così sincera. «Come mai?» «Aveva un talento raro e ne era consapevole» Desirée sollevò la tazzina con il tè, ancora caldo, e bevve un sorso. «E in nome di quel talento, si sentiva autorizzata a calpestare chiunque lavorasse con lei.» Abbassò la tazza, un gesto lento, seduttivo, e Manuel provò un fremito. Piccola intrigante! Distolse lo sguardo dalle sue labbra, carnose e inumidite dal tè. Le aveva bagnate apposta, la strega, per cercare di distrarlo dall’indagine? Ah, ma non sapeva con chi aveva a che fare, quella sfacciata canterina! «Con chi è stata arrogante, la Melnikova?» domandò, la voce ruvida come un ruggito.
«Con tutti, o quasi. L’ho sentita polemizzare con il regista e il tenore, ma era prepotente soprattutto con chi riteneva inferiore.» «E considerava inferiore anche lei?» Desirée esitò, in difficoltà, e strinse la tazza tra le mani. Stava Cercando conforto perché non sapeva come rispondere, o perché qualche ricordo la turbava? «Non mi ha risparmiato parole sgarbate, da quando sono entrata nel cast» confessò.
«L’ha insultata anche questa sera?»
«Sì, prima dello spettacolo.»
«E lei come ha reagito?»
«Non ho raccolto le provocazioni e me ne sono andata» Il suo sguardo si fece quasi duro. «Ci sono testimoni che possono confermarlo.» «E ci sono anche testimoni che possono giurare che non sia stata lei a ucciderla, dopo lo spettacolo?» Lei sembrò trattenersi dall’insultarlo. «Ero al rinfresco, quando è stata strangolata!» gli ricordò.
Strozzata, non strangolata. «Ma è stata lei a trovarla. Un caso curioso, non trova?» E ora ti racconto com’è andata, bellezza. «Era arrabbiata, forse anche furiosa per il successo della sua rivale. Un successo che sarebbe stato suo, se le avessero permesso di cantare. Come non capirla, se ha voluto togliere di mezzo un fastidioso intralcio che si frapponeva tra lei e una sfolgorante carriera?» «Commissario» Una mano che stringeva la tazza era quasi bianca,
tant’era tesa. «Se i sostituti andassero in giro ad ammazzare i titolari, al mondo non ci sarebbero più cantanti da un bel pezzo!» A Manuel sfuggì un sorrisetto. «Quale devastante perdita, per il mondo dell’arte» commentò, sprezzante. «Perché, per voi, questa è arte, non è vero?» Lei lo fulminò con un’occhiata. «È arte, commissario, e mi
dispiace che non abbia abbastanza sensibilità da comprenderlo!» «Ma ne ho abbastanza da capire che una persona arrabbiata e delusa possa uccidere, magari in preda a un impulso. Non tutti gli omicidi vengono pianificati nel tempo.» «Lei vaneggia!» «Le piacerebbe, vero?» Manuel intrecciò le mani sul tavolo, senza distogliere lo sguardo dal suo. «Ma, forse, in questi anni ho semplicemente imparato a conoscere l’animo umano meglio di lei.» Desirée si raddrizzò sulle spalle, un gesto risoluto. «Non ho ucciso io la Melnikova!» dichiarò. «Non ho l’abitudine di ammazzare
le titolari delle opere in cui vengo scritturata!» Forse era vero, ma… «Prima d’ora non era mai stata chiamata in un teatro così importante, vero?» «Si sbaglia, ho cantato anche a…!» «…E venire qui, senza potersi esibire… Che inaccettabile spreco!» Quando era entrato nel camerino, poco prima, Desirée era pallida e spaventata. Un cucciolo bagnato, senza voce. Adesso, era arrossata e furiosa. «Cerchi altrove il suo colpevole, sceriffo!» gl’intimò, sporgendosi
verso di lui. «Cerchi moventi validi e prove. Soprattutto prove! Io ho solo avuto la sventura di trovare il corpo senza vita della Melnikova, e soltanto perché il maestro Heller mi ha ordinato di sollecitarla a non tardare ancora. Qui dentro, dopo la calata del sipario, c’è stata una grande confusione. Le altre cantanti si sono cambiate e sono uscite presto, ma lei si è trattenuta in camerino più a lungo. Parli con le sarte, con il suo compagno, con gli ammiratori. Le hanno portato
tanti fiori, c’era il camerino pieno, quando ho aperto la porta. Potrebbe essere stato uno dei suoi visitatori, a ucciderla.» «E lei dove è stata, mentre le sue colleghe si cambiavano e ricevevano fiori?»

Biografia e altri romanzi

Medico e psicoterapeuta. Ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con una trentina di premi conseguiti e una dozzina di primi posti. Ha pubblicato numerosi articoli e racconti su riviste, fanzine e antologie di genere. Il racconto Sacrilege (2012) è stato pubblicato in inglese dalla casa editrice Inkbeans di Los Angeles nell’antologia The Gage Project, mentre il racconto L’ultima notte di San Valentino è stato tradotto in
spagnolo, inglese, francese, russo e portoghese. Il romanzo fantasy Echi dalle Terre Sommerse, (2014, Sereture Ed.),
è in commercio, oltre che in Italia, anche nei paesi di lingua spagnola. Il romanzo Cantico sull’oceano (Edito in precedenza dalla NPlibri, 2006, e dalla Sesat Ed., 2013, e ora edito come self) è disponibile anche in spagnolo. Nell’agosto 2016 ha pubblicato il romanzo Animato con fuoco, edito in precedenza dalla Zecchini Ed. con il titolo Radici di sabbia (2002). Nel novembre 2016 ha pubblicato il romance contemporaneo Bugiardo per amore. Nel giugno 2017 ha pubblicato il romance contemporaneo Brucia per me. Nell’autunno 2017 ha pubblicato sotto pseudonimo un racconto dedicato al Ciclo Bretone e, con il suo nome, un racconto umoristico, La Sindrome di Amadio. Nel marzo 2018, ha pubblicato il romance contemporaneo Incendiami l’anima e nell’ottobre dello stesso anno il romance contemporaneo Irraggiungibile. Nel 2019, ha pubblicato un romance sotto pseudonimo. Nel dicembre 2019, ha pubblicato la fiaba Cenerentola e la scarpetta di cristallo con illustrazioni di Aurora Stella, disponibile in vaie lingue.
Nel 2020 ha pubblicato un libretto interattivo per bambini: Creiamo insieme il cielo stellato, il libretto Impara a scrivere con i colori, e il romance contemporaneo Un vicino… very hot! É stata membro di giuria e presidente di vari concorsi letterari, tra cui Artenuova (Genova), QuiEdit (Verona) e Piero Chiara (Varese). Gestisce un blog letterario in cui presenta romanzi self ed editi da CE di altri autori (www.iromanzisiraccontano.it) e un suo blog personale.


Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Vi piace la copertina? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #523 – BUNNY BOY DI LORENZA GHINELLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon lunedì! Oggi la giornata si fa ricca di suspance, visto che vi porto un thriller edito Marsilio Editore che mi ha sorpreso e mi ha convinto tantissimo. Una storia davvero incredibile, di cui ringrazio l’editore per l’entusiasmante lettura. Ecco che ve ne parlo subito:

9788829709625_0_0_626_75Autore: Lorenza Ghinelli
Titolo: Bunny Boy
Pagine: 176
Collana: Farfalle
ISBN: 978-88-297-0962-5
In uscita: 13 maggio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3y2h0e1
Trama: Dicembre 2018. La testa di un uomo a cui sono stati asportati gli occhi viene ritrovata in un sacco di plastica ai piedi di un cassonetto. Il resto del corpo, privato anche del cuore e delle mani, viene scoperto il giorno dopo dentro un pozzetto dell’acqua piovana, in stato di decomposizione. Nel frattempo Nina, undici anni, viene obbligata dai genitori a tornare in psicoterapia, per superare un trauma che sei mesi prima le è quasi costato la vita e a cui tutti imputano la sua attuale insonnia. In realtà, da quando è diventata sorda, Nina è afflitta da terrificanti visioni sonore, che altro non sono che presagi di morte; le sue notti sono tormentate da incubi ambientati proprio all’interno di un pozzetto dell’acqua piovana. Mentre il killer – un ragazzino spezzato che crescendo si è trasformato in un oscuro e spietato vendicatore chiamato Bunny Boy – continua a uccidere, la bambina a poco a poco si rende conto di essere in qualche modo connessa a lui, e soprattutto di essere la sola a poterlo fermare. Per riuscirci, con l’aiuto di vecchi e nuovi alleati, si vede costretta a calarsi nel pozzo nero e profondo dei ricordi dell’assassino: i suoni e le visioni che la perseguitano appartengono infatti al passato di Bunny Boy, dove si nasconde una frattura che non può essere sanata né ricomposta, ma alla quale Nina dovrà comunque dare ascolto. Insieme alle ormai diciannovenni Rasha e Nur e al diciassettenne Alfredo, suo fratello, la bambina si troverà catapultata in un’avventura che porterà ognuno di loro a confrontarsi con le ragioni del male. I quattro ragazzi si addentreranno in un territorio in cui l’infanzia può essere nera e cannibale, ma comunque degna di essere riconosciuta. Quello che non sanno è se gli sarà concesso di riemergerne indenni.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Nina che sta crescendo, non è più una bambina come nel primo volume che segue le sue vicende, Tracce dal Silenzio. Nina è una bambina divenuta sorda dopo un incidente e dopo quanto le è accaduto nel volume precedente la madre decide che per lei è meglio parlare con qualcuno visto che la notte non riesce a dormire ed è perseguitata dagli incubi. Il problema però non sono solo gli incubi ma il semplice fatto che quando toglie l’audio processore dall’orecchio per mettersi a letto, le visioni, le voci e quant’altro comincia a perseguitarla in maniera più viva e accesa rispetto a quanto accadeva in precedenza. Dall’altra parte c’è Bunny Boy, un serial killer che da ragazzo ha sofferto molto e il suo soprannome lo contraddistingue. E’ proprio il contatto tra il killer e Nina che metterà la ragazzina sempre più in allerta e ci permetterà di scoprire quanto più la vita del piccolo ragazzo che è divenuto un uomo pericoloso e aggressivo. 

Cosa lo avrà portato a diventare così? Cosa scoprirà Nina sul suo conto? Riusciranno a fermarlo prima che sarà troppo tardi? Quale mistero si nasconde dietro l’uomo che chiamavano Bunny Boy?

Ha cominciato a scombinarsi dopo l’incidente che l’ha resa sorda. Be’, anche quello è stato un trauma. Nina comincia a pensare che la vita sia un susseguirsi di colpi male assorbiti, come i lividi contro cui si continua a sbattere, senza volerlo. O forse i traumi sono come un martello che picchia contro un muro: in alcune persone certi punti possono cedere e attraverso quei buchi si può scorgere un altrove impensabile.

La trama è forse un filino lunga e fin troppo dettagliata. Sono felice di non averla letta prima di leggere il libro ma di affidarmi alle prime righe di lettura. E’ davvero lunga e si rischia di incappare in spoiler quindi eviterei sinceramente la lettura della trama completa, questo è poco ma sicuro. Troppo dettagliata.

La copertina di questa storia è davvero bella e allo stesso tempo terrificante. Nonostante uno s’immagini di trovare all’interno del volume un uomo dalla maschera da coniglio, può e deve aspettarsi sicuramente qualcosa di molto più articolata e profonda proprio come l’avevo pensata io. Sono felice che sia così e la trovata, rispetto al volume precedente è geniale oltre ogni limite. Una copertina davvero meravigliosa, non c’è che dire. Per quanto riguarda il titolo anche qui è stato fatto centro. Bunny Boy non è solo il soprannome che un bullo ha dato a quello che sarà poi il serial killer di questa storia, è molto di più. E l’accoppiata con la copertina è vincente, non c’è che dire.

L’ambientazione è la stessa del medesimo volume precedente, in Italia e l’epoca si addentra tra il 2018 e gli anni in cui il piccolo Bunny Boy cresceva. E’ una storia moderna, anche se ambientata qualche anno fa.

Si dice che i padri chiedano ai figli di seguire i propri sogni. Ma lo si dice perché i padri non hanno idea di cosa sognino i figli. Se lo sapessero tremerebbero al vento, come foglie appese ai rami solo perché ignorano di essere morte.

grayscale photo of rabbit plush toyI personaggi di questa storia sono diversi e tutti particolari, originali, unici e sorprendenti. Stavolta, molto più di quanto faccia Nina, la protagonista di questa storia, ci si concentra molto più sul killer seriale, su il nostro pericoloso Bunny Boy. Avremo modo di conoscere anche altri elementi all’interno della storia e di approfondire determinate conoscenze, come la mamma di Nina, Sara e Alfredo, Rasha e Nur.

Il killer che con questo nome si addentra in città e fa incetta di vittime sezionandole o trovando uno strano gusto perverso nell’uccidere, è stato un bambino e un ragazzo problematico. Ama da sempre Kenshiro, il suo super eroe preferito ed ha avuto una situazione famigliare difficile oltre che a livello di frequentazioni e amicizie. L’unica persona che gli è stato veramente vicino è sua madre che ama e a cui ha voluto molto bene. E’ un personaggio che si svelerà pagina dopo pagina e che riuscirete perfino a comprendere, in qualche modo.

Dall’altra parte abbiamo Nina che diventa sempre più adulta, sempre più grande. Arriverà il ciclo e con questo aumenteranno le visioni e il fastidio quando l’apparecchio acustico verrà tolto. La notte arrivano le visioni, gli incubi e sarà sempre più difficile dormire oltre ad essere semplicemente creduta per via di tutto quello che riesce a vedere in quel momento. E’ una ragazzina forte, che cerca solo conforto e vorrebbe essere ascoltata ma è sempre più difficile se nessuno ti crede.

«Mio figlio va bene così com’è, grazie». Sa di amare sua madre. E’ tutto ciò che gli resta. Sono rimasti soli contro il mondo, lo sono sempre stati. Ma Vincenzo non lo capisce, o forse sì. Forse è proprio per questo che si atteggia a padrone.

Il perno centrale di questa storia sta tutta nella vita da ragazzo del serial killer. Bunny Boy non è solo un’omicida è stato un ragazzo e un bambino che ha sofferto che si sente solo ed ha continuato ad esserlo anche da adulto. Il fulcro è proprio il “ragazzo-coniglio” e la sua storia oltre al fatto che per il suo passato risulta pericoloso.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, molto leggero, fluido e scorrevole. Mantiene la terza persona sia per quanto riguarda Nina che per quanto riguarda il killer e la sua storia oltre che per i relativi personaggi che incontreremo nel corso della lettura.

La caratteristica di questo volume, oltre al fatto di essere macabro e cruento come il volume precedente, è l’empatia tra il lettore e il serial killer. In tanti thriller che ho letto, questa è probabilmente la prima volta che mi succede e trovo che sia sorprendente quanto nonostante sia brutale, pericoloso e sbagliato quello che stia facendo, si riesca a comprendere le sue scelte, si riesca a CAPIRLO. E questo l’ho trovato il punto cardine su cui si aggira il volume, molto più di quanto riesca a fare Nina. Anche io da più piccola mi sono sentita come lei ma la vicinanza a Bunny Boy mi ha portato a comprendere davvero a fondo le sue scelte e ciò che lo ha portato ad uccidere. Un libro crudele, forte e incredibile ma trovo che fra i due che ho letto dell’autrice, questo sia ad un livello incredibilmente più alto del precedente.

La maturità e l’evoluzione del personaggio di Nina giocano una componente importante all’interno del libro e avremo modo di scoprire di lei dei cambiamenti sia a livello fisico, che emotivo oltre che sul piano dei suoi strani poteri soprannaturali. Trovo che sia una trovata incredibile e che sia stata trattata con il giusto peso e l’equilibro giusto. Un personaggio che si mantiene ancora in disparte ma che piano piano si addentra all’interno prendendo sempre più consapevolezza di sé, specialmente per quanto riguarda la fase finale.

Il libro si ferma con un epilogo che è pronto ad aprire altre porte per Nina e che la rende sia più consapevole di cosa le accade, sia il bene che può fare per fermare tutto ciò che le accade lasciando quindi la possibilità di un terzo volume sempre sulla scia dei primi due. Con queste prospettive, spero arrivi e sarei curiosa di scoprire di cosa si tratta e come verrà trattato stavolta sia il potere di Nina, sia il prossimo omicida.

«Sei dei nostri?» Gli sguardi di tutti convergono verso un unico punto di fuga: la porta che incornicia l’uomo con la camicia stazzonata e la sacca floscia appesa alla spalla. La sua espressione sembra smottare, una frana d’imbarazzo. L’uomo china il capo e se ne va da dove è venuto, lasciando una voragine dove prima c’era soltanto una porta. «Non ha retto l’emozione dello spettacolo» dice Giulio Greco Tutti ridono. Ride anche Sara. Risate che formano un fiume che sciaborda fino a colpire alle spalle l’uomo con la sacca. In quel fiume, lui teme di annegare.

Il libro è un secondo volume che può essere collegato al primo per via della storia di Nina ma può essere letto benissimo anche in maniera singola e autonoma. E’ un thriller emozionante, cruento e ricco di emozioni forti che riescono a coinvolgere il lettore fin nel profondo.

Lorenza Ghinelli ci porta e ci lascia in bilico fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, muovendoci tra Nina e il pericoloso Bunny Boy che si aggira fra le strade e uccide uomini. Una scrittrice che sorprende sempre di più e di cui sono curiosa di leggere ancora molto altro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate che possa fare il caso vostro e possa piacervi? Fatemi sapere ovviamente, sono curiosa! Vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #209 – IL SIGNORE DEI PICCIONI DI STEFANO STANZIONE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Raccontatemi un po’ di voi mentre vi parlo di questo nuovo libro che spero possa piacervi, come le altre cose che ogni settimana vi propongo. Come sempre vi aspetto ovviamente! A voi:

Il Signore dei piccioni: (Collana Segreti in giallo) eBook: Stanzione,  Stefano: Amazon.it: Kindle StoreTitolo: Il Signore dei piccioni
Autore: Stefano Stanzione
Collana editoriale: Segreti in giallo
Genere: Drama/Thriller soprannaturale
Pagine: 193
Cartaceo: € 9,99 E-Book: €1,99 lancio (€2,99)
Uscita: 19 Settembre 2020

SINOSSI: Ponza. È qui che l’ex campione di boxe Eric Dove ha deciso di trascorrere il resto dei suoi giorni. Lontano dai riflettori, in solitudine, l’ormai settantenne gloria del pugilato vive con l’unica compagnia dei suoi piccioni. Una serie di incontri e morti, però, sconvolgono la sua routine e la vita sull’isola. In quello che si rivelerà uno strano incidente perde la vita una sua cara amica: Emilia. Il tragico evento lo spinge a guardarsi intorno. Eric cerca di capire cosa sia realmente accaduto nella notte in cui la giovane è morta sulla statale 49. Quale terribile segreto cela questa strada maledetta? E così, finisce per condurre una vera e propria indagine, tra politica e corruzione, paranormale e superstizione, che lo condurrà in un vortice di rivelazioni, fino alla più inaspettata delle verità.

AUTORE

Stefano Stanzione è nato a Napoli ma romano d’adozione, nel 2006 ottiene il diploma in sceneggiatura, presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione, a Cinecittà. Nello stesso anno, frequenta un master in scrittura
cinematografica e televisiva presso L’Istituto Europeo di Design. Ha scritto e diretto un suo cortometraggio “Attraverso i suoi occhi”, trasmesso sul canale “Rai futura Tv”, dopo essere stato selezionato all’interno del concorso “La città in
corto”, presso l’università La Sapienza. Lavora come dialoghista per la docu-fiction “Task Force”, per la regia di Luca
Guardabascio, collaborando anche sul set. Un suo racconto horror/fantasy, “Sangue di fata”, viene inserito tra le migliori opere partecipanti all’interno di un concorso “Vaults 2008”, indetto da Ferrara Edizioni e pubblicato all’interno di un volume, in vendita sul negozio on-line. La casa editrice Coniglio Editore pubblica sulla propria rivista online, Comics Web, “Dolce come fiele”, breve storia a fumetti da lui sceneggiata. La rivista viene presentata, in formato cartaceo, al Lucca Comics 2010. Nel 2012 e nel 2013 fa ritorno personalmente alla fiera medesima, grazie alla casa editrice Absoluteblack Edizioni che pubblica una sua breve storia nelle antologie “Orde n°2 – cacciatore di zombie”, “Orde 3 – Zombie War”. Tra i vari autori che partecipano all’antologia, vi sono anche Andrea Cavaletto e Luigi Siniscalchi, autori della Sergio Bonelli. “Orde 2” è stata recensita dal sito http://www.horrormagazine.it mentre “Sugar Clown Robinson “ da lui scritta, contenuta in “Orde 3”, è stata giudicata la storia migliore dal sito http://www.fumettodautore.com” Nel 2014 scrive una biografia sul poliziotto Joe Petrosino, inserita all’interno del romanzo “Pietre sull’oceano – la storia di Giovanni Esposito e Joe Petrosino” di Luca Guardabascio, edito da Historica Edizioni. Nel 2015 la Rudis Edizioni pubblica un suo racconto dal titolo “Un cigno con ali di mosca” che viene inserito nell’antologia “Amare”. Ma la sua passione per i fumetti è sempre al primo posto: nel Maggio 2017 pubblica con l’associazione culturale Prankster Comics, “Baby Death”, breve albo di genere Urban/Fantasy. Il programma radiofonico Comics Noise, dedica un’intervista all’autore in occasione dell’uscita dell’albo. Nel 2021 è prevista l’uscita del primo albo di “Nemo Antrax”, una miniserie di genere post-apocalittico da lui ideata, per la Tora Edizioni. Attualmente vive a Castelfidardo, nelle Marche, assieme alla sua ragazza.

Segreti in Giallo Edizione
www. segretiingialloedizioni.com
segretiingialloedizioni@gmail.com


Che mi dite? Pensate possa piacervi? Io vi aspetto come sempre ovviamente con opinioni e quant’altro! Resto a vostra disposizione sempre!

A presto,
Sara ©