SEGNALAZIONE #206 – L’ULTIMO RINTOCCO DI DIEGO PITEA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente in un altro fine settimana e più andiamo avanti più ci avviciniamo all’estate. Speriamo anche che la situazione migliori per tutti, sono davvero esausta di tutto questo marasma. Però, ci tengo a tirarvi su il morale, quindi ecco che vi lascio una libro che spero vi incuriosisca:

L'ultimo rintocco eBook: Pitea, Diego : Amazon.it: Kindle StoreAutore: Diego Pitea
Titolo: “L’ultimo rintocco”
Editore: goWare
Numero pagine: 424
Genere: thriller psicologico
Protagonista: Richard Dale, psicologo Asperger con la passione per la liquirizia e gli scacchi
Personaggi principali: Doriana guerriera, profiler U.A.C.V., Marani commissario U.A.C.V.
Ambientazione: Roma giorni nostri
Trama: “L’essenza del male ha preso forma umana”. È questo che pensa Richard Dale, psicologo e criminologo, entrando nella  camera da letto di un appartamento alla periferia di Roma. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”. A interpellarlo è Marani, il capo dell’Unità Analisi Crimini Violenti, per indagare sull’“Escissore”, un serial killer edonista, crudele e geniale, con il vezzo di lasciare sulla scena del crimine degli indizi che, opportunamente decifrati, permettono di risalire all’identità della prossima vittima. Coadiuvato dalla profiler Doriana Guerrera, Dale analizzerà, come in una macabra caccia al tesoro, le tracce lasciate dall’assassino, ma quando tutto sembra aver fine avrà inizio il vero incubo, che lo porterà a scontrarsi con le sue paure più profonde e con un nuovo rompicapo all’apparenza insolubile… fino allo scoccare dell’ultimo rintocco.

Biografia

Diego Pitea ha 45 anni e vive a Reggio Calabria, nella punta dello Stivale. Ha iniziato a scrivere a causa di un giuramento, dopo un evento doloroso: la malattia di sua madre. Il tentativo è andato bene perché il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista al premio “Tedeschi” della Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo: Qualcuno mi uccida. È sposato con Monica – quella del libro – e ha tre figli meravigliosi: Nano, Mollusco e Belva.

Curiosità

L’idea del libro mi venne mi venne di colpo, come tutte le trame dei miei libri, mentre passeggiavo in vacanza sul lungomare di Palermo. Definita la storia, avevo bisogno di qualcosa per il rompicapo del libro, ma per diverso tempo girai a vuoto. Mi serviva qualcosa di misterioso ma al tempo stesso
reale, qualcosa che la gente avrebbe potuto riconoscere. La soluzione me la diedero le mie agenti letterarie di allora. Mi descrissero un oggetto strano che raccontava una storia straordinaria, quella che serviva per il mio libro. Ne restai talmente colpito che passando da Roma, con il libro già
scritto, volli andare a vederlo. Non mi dilungo troppo per non rivelare nulla della trama. In questo libro compare per la prima volta la figura di Samuele, il figlio di Richard Dale, che avrà una parte
fondamentale nel quarto libro e sono elencate alcune delle passioni di Dale – e mie: scacchi, pittura e le sue famose liquirizie.

Estratto

Prima parte
Capitolo 1
11 agosto
L’uomo in tuta bianca passò loro copriscarpe di plastica, una cuffia e dei guanti azzurri. Li indossarono in silenzio e con movimenti esperti. Era una procedura familiare che eseguivano, ormai, con il pilota automatico, come una liturgia, come la vestizione del prete prima della messa. L’uomo porse loro un barattolo verde. Richard v’infilò controvoglia indice e medio, estraendo una sostanza cerosa bianca che si passò sotto il naso. Odiava quel maledetto odore, odiava quella sensazione di dita attaccaticce e il bruciore che lasciava per giorni, ma era un prezzo che pagava quasi volentieri. Il fetore stagnante proveniente dall’interno l’aveva convinto a non fare troppo lo schizzinoso. «Comincia la festa» fece all’indirizzo di Doriana. Lei annuì. Fece segno all’uomo in tuta bianca di precederli. Oltrepassarono una porta in legno con un buco al centro coperto da un foglio di compensato. Una lampadina pendeva dal soffitto e illuminava un corridoio con l’intonaco scrostato a chiazze irregolari. «La stanza è quella in fondo a destra» fece l’uomo con la tuta bianca. La voce attraverso la mascherina suonò falsa, metallica. Su un tavolinetto sulla sinistra, Richard vide due foto: nella prima una donna con in braccio un bambino di circa tre anni, lo sfondo leggermente sfocato, da cui s’intravedeva uno scivolo e un’altalena; l’altra ritraeva la stessa donna, quasi in primo piano, abbracciata a un uomo stempiato a cui mancava un incisivo; sorridevano, sembravano felici. I sorrisi, i figli, il cane. Lo aveva notato in diversi luoghi nei quali era stato per un omicidio: le persone ci tenevano a mostrare gli aspetti migliori della loro vita, come un esorcismo, come una barriera che tenesse lontano il male. Sarebbe stato bello, pensò. Purtroppo non era servito a niente. Oltrepassarono una cucina che si apriva sulla destra. Un tavolo bianco scheggiato in più punti e quattro sedie, una delle quali spaiata. Diverse macchie di umidità calavano dal tetto in corrispondenza dell’angolo più lontano; erano sul punto di ricongiungersi per attaccare la parte bassa del muro. Svoltarono a sinistra. La porta della stanza da letto. Il fetore, nonostante la canfora, si fece più intenso. Vennero investiti da un’aria pregna, che li avvolse come un sudario. Richard ebbe l’impressione che l’umidità fosse sul punto di condensarsi in tante piccole goccioline. L’uomo con la tuta bianca si scostò e, senza dire niente, ritornò indietro. Davanti, un ambiente quadrato tre per tre. Altri uomini in tuta bianca si muovevano in silenzio come in un rito pagano. Addossato alla parete di fronte vi era un letto con la testiera in ottone e sopra, appeso, un quadro che raffigurava la Madonna, i lineamenti del viso erano stati dipinti in maniera così approssimativa da farla sembrare un efebo. Uno degli uomini del team della scientifica si sporse sul letto, la macchina fotografica a pochi centimetri dal dipinto, per cogliere una scritta sulla superficie del vetro: “Rosso”. Degli schizzi di sangue tracciavano un solco immaginario che partiva da un lenzuolo candido, adagiato sul pavimento, di fronte al letto. Sotto, un corpo.


Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

 

 

RECENSIONE #510 – LA RAGAZZA SCOMPARSA DI ANGELA MARSONS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui che vi porto una nuova recensione che spero possiate apprezzare. Scusate il rallentamento nelle recensioni ma è un periodo un po’ pieno di cose e sto leggendo a rilento. Ringrazio la casa editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura di cui vi parlo ed ecco a voi:

51fo1myjiylTitolo: La ragazza scomparsa
Autore: Angela Marsons
Data di uscita: 31 agosto 2017
Pagine: 439
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sUaFi7
Trama: Charlie e Amy, due bambine di soli nove anni, compagne di gioco, scompaiono all’improvviso. Un messaggio recapitato alle rispettive famiglie conferma l’ipotesi peggiore: le giovani sono state rapite. È l’inizio di un incubo. Poco tempo dopo, un secondo messaggio è ancora più mostruoso. I malviventi mettono le due famiglie l’una contro l’altra, minacciando di uccidere una delle due bambine. Per la detective Kim Stone e la sua squadra il caso è più difficile del solito. I rapitori potrebbero davvero trasformarsi in assassini spietati. Bisogna agire con rapidità e trovare la pista giusta. E Kim ha intuito che nel passato delle due famiglie si nascondono degli oscuri segreti… 

RECENSIONE

two women holding flowersLa storia ha inizio una mattina come tante altre per le due piccole migliori amiche Charlie ed Amy. Solo che loro due sono scomparse inspiegabilmente. Viene lasciato un messaggio ad entrambe le famiglie con una richiesta alquanto meschina e pericolosa. La famiglia che avesse fatto l’offerta più alta, avrebbe rivisto la figlia. E’ qui che entra in gioco Kim, ispettore della polizia che cerca in tutti i modi di farsi affidare il caso visto che una delle bimbe scomparse è di una sua conoscenza del passato, Karen

Riuscirà Kim e il suo team di poliziotti a risolvere il caso e a riportare a casa le bambine? Cosa si conosce dei rapitori e cosa vogliono davvero? Riusciranno le due famiglie, amiche da una vita, a non sfaldare il loro rapporto nonostante l’evidente asta che verrà a crearsi?

«Non potrò mai dimenticare quello che è successo dopo», esclamò Karen, con un sorriso che non riuscì a illuminarle gli occhi. «C’erano scarpe nuove da tutte le parti». Scosse la testa. «Allora, non sapevamo niente di te. Non parlavi ad anima via del tuo passato – anzi, parlavi poco in generale – ma si capiva che eri una tipa determinata». Kim accennò un sorriso. «E vuoi che mi occupi del caso perché ti ho fatto guadagnare un paio di scarpe nuove?» «No, Kim. Voglio che te ne occupi perché sono sicura che, se deciderai di aiutarti, riabbraccerò mia figlia».

La trama di questa storia è curiosa ed è ciò che poi accade in questo volume, senza fronzoli e senza spoiler anche se l’ultima frase l’avrei comunque risparmiata. E’ una trama ben strutturata e ben costruita per un thriller d’effetto.

Lost Girls: A fast paced, gripping thriller novel: Volume 3: Amazon.it:  Marsons, Angela: Libri in altre lingueLa copertina di questo volume è strutturata bene, tipica dei thriller della casa editrice e dei thriller americani e riprendendo una delle versioni originali utilizzate. Ritrae lo scantinato o comunque il luogo dove le due piccole sembrano essere trattenute in ostaggio. E sicuramente è d’impatto oltre che rappresentativo della storia stessa. Il titolo di questo volume, invece, viaggia con l’originale e diffida di poco. Mentre quest’ultimo, che vedete di lato, si basa su Lost Girls che è al plurale e quindi poteva essere tradotto come Ragazze Scomparse, il titolo italiano si basa su un’unica ragazza scomparsa. Anche se le ragazze sono comunque due all’interno del volume e quindi non capisco la scelta della traduzione.

L’ambientazione e l’epoca sono il Black Country nel 2015, una storia abbastanza moderna.

«Lo mandi ora?», chiese Symes, sprofondando di nuovo nel divano. Will non capiva la sua impazienza. Non era il messaggio che avrebbe cambiato la vita delle due famiglie. Non era il messaggio che avrebbe mandato in frantumi la loro esistenza, che avrebbe causato un dolore irreparabile: quello era previsto per l’indomani, ma Symes non riusciva ad aspettare.

I personaggi di questa storia sono diversi e ci sono diversi punti di narrazione diversi nonostante la storia si mantenga comunque in terza persona. Avremo modo di conoscere i rapinatori e i loro modi di fare, di vedere le due bambine rapite e le famiglie delle stesse, così come la squadra di Kim. 

Il fulcro, però, attorno al quale ruota la storia è la vita dell’ispettrice Kim Stone. E’ una poliziotta che prende a cuore le cose ed è impulsiva, ci mette molto sentimento anche quando dovrebbe prendere le cose in maniera più distaccata. E’ molto legata al suo collega che la supporta e l’aiuta a rimettersi in carreggiata. E’ una donna forte e intraprendente che ci mette tutta se stessa quando fa qualcosa. E’ determinata e vuole riportare a casa le due bambine a costo di rinunciare a tutto ciò che crede mettendo in ballo persino la sua stessa carriera.

Per catturarla bisognava capire la paura. Dopo due stagioni in Afghanistan, Symes conosceva le scelte indotte dalla paura cieca. Era una paura che non trovava posto nella realtà quotidiana, esiste solo quando temi veramente per la tua vita. Prima di un salto di bungee jumping, la paura montava in tutto il corpo mischiata a eccitazione e adrenalina. Ma la vera paura non lasciava spazio a nessun’altra emozione. Si faceva strada dalla pelle e scavava fino ad arrivare all’osso. Non diventava parte di te. Diventava te. Ogni respiro, ogni sguardo, ogni movimento era permeato di paura, e nessun esercizio di respirazione poteva farla sparire.

Il perno centrale di questa storia è il rapimento delle due bambine e il ricatto che ne deriva. Nasce sia una caccia all’uomo ma, allo stesso tempo, anche l’astio per la gara tra le due famiglie che metterà ancora più tensione ad ognuno, persino ai rapitori stessi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole, la storia è scritta in terza persona e si compone di diverse voci, dalla vittima al carnefice svelando mano a mano tutto il processo che ne verrà fuori. Misteri, segreti e intrighi all’interno delle famiglie stesse, così come negli animi di tutti i componenti della squadra prendono sempre più piede e mescolano persone e personaggi in una storia con una trama incredibilmente sorprendente. 

Bella è la determinazione dell’ispettrice protagonista che conquista il lettore con il suo carattere irascibile, sentimentale e prorompente. La cosa fondamentale è non far entrare i sentimenti in gioco ma a rompere i schemi della poliziotta semplice che investiga su un determinato caso sono le sue emozioni coinvolgenti che ci permettono di avvicinarci a lei e di sentirla vicina, di sentirci simili a lei o di comprendere a pieno il suo lavoro. E’ un personaggio che intriga e lascia di stucco, e mi ha sorpreso positivamente.

La cosa che non fa impazzire completamente è la risoluzione del caso che, nonostante fino all’ultimo è difficile, pericoloso e ricco di azione e suspance, lascia con l’amaro in bocca. Non per cosa succede ma proprio perché che si risolve si capisce da un bel pezzo e la lettura comincia a sbriciolarsi mano mano, seppur continui a piacere la storia e come questa sia stata sviluppata. Infatti l’idea dell’asta e del ricatto sono originali, la soluzione invece lascia a desiderare. Nonostante questo ho apprezzato molto la lettura, che ho trovato interessante.

«Che vuole dire?» «Che quelle erano urla di orrore, non di dolore. C’è una differenza». «Come fa a saperlo?» Lui non batté ciglio. «Si fidi, lo so».

Il libro è stato molto intenso, colpisce dalla prima all’ultima pagina e non si vede l’ora di scoprire il destino delle due ragazzine. Un thriller ben costruito seppur il finale è abbastanza noto e poco difforme dal genere, da cui è difficile distanziarsi o creare diversità.

Angela Marson cattura con la sua scrittura ipnotica e travolgente mettendoci nei panni di Kim Stone e insegue dei rapinatori pericolosi che agiscono nell’ombra. Una storia che vi farà entrare in un incubo in cui due famiglie si contenderanno, attraverso il denaro, le proprie figlie. Una storia

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #494 – NON SVEGLIARTI DI LIZ LAWLER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Un libro che ho acquistato tempo fa e che era ora di leggere prima che finisse nei meandri dei libri dimenticati. Quindi eccomi qui con un libro recuperone e che spero possa piacervi, anche se decisamente particolare come volume e non del tutto convincente. Per saperne di più vi basterà leggere la recensione qui sotto:

non-svegliartiTitolo: Non svegliarti
Autore: Liz Lawler
Data di uscita: 30 agosto 2018
Pagine: 319
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ayVfZL
Trama: La cosa peggiore non è ciò che ti è accaduto. È che nessuno ti crede. 
Quando Alex Taylor apre gli occhi, è distesa su un tavolo operatorio. Deve avere avuto un incidente, per questo non ricorda nulla. Ma è un medico, lavora in un ospedale, e sicuramente a breve i suoi colleghi la aiuteranno a ricostruire cosa è successo. C’è solo un problema. La persona che le sta di fronte non è un medico. E la scelta che la obbliga a compiere è indicibile. Poi Alex si risveglia. È molto confusa e non ha idea di come possa essersi salvata. Non appena i primi ricordi dell’esperienza traumatica riappaiono, nessuno è disposto a crederle. Le dicono che ha immaginato tutto, che è stato solo un brutto incubo. Emarginata dai colleghi, dalla famiglia e dal partner, Alex sta per cedere definitivamente all’idea di essere diventata pazza. ma poi incontra un’altra vittima.

RECENSIONE

person in blue gloves and blue denim jeansLa storia ha inizio un giorno come tanti altri per la dottoressa Alex Taylor. Solo che quando ha aperto gli occhi non era sulla brandina dell’ospedale a riposare tra un turno e l’altro e neanche a casa a dormire. Era su un tavolo operatorio, legata e cerca di capire autodiagnosticandosi dolori o ferite eventuali, cercando di capire cosa possa esserle accaduto. Non ricorda nulla di ciò che le è accaduto e con ogni probabilità ha avuto un incidente. La persona che, però, si presenta a lei non è un medico, non lo riconosce per via delle luci e la sua voce è metallica. Quest’ultimo sembra essere pericoloso e la obbliga ad una scelta pericolosa. Alex di seguito si risveglia in ospedale e quando lei comincia a realizzare cosa le è successo e decide di andare dalla polizia e di raccontare, nessuno sembra crederle e sembra tutto frutto della fantasia.

Ma è davvero tutto frutto della sua fantasia? Cosa è successo veramente su quel tavolo operatorio? E chi sarà disposto a credere alla dottoressa Alex? Cosa succederà a lei e alle persone che la circondano?

Alex, per quanto fragile, non poté fare a meno di chiedersi come mai tutti morissero dalla voglia di portarla via da lì con tanta fretta. E se la polizia avesse voluto fare altre domande? Se avessero arrestato qualcuno o catturato il suo aggressore? In circostanze normali quando viene commesso un crimine le vittime non fanno i bagagli per andarsene in vacanza, no? Ed era proprio questo, sospettava il motivo per cui erano tutti così premurosi. Non credevano che fosse stato commesso alcun crimine. Non credevano che lei fosse la vittima.

Don't Wake Up: Amazon.it: Lawler, Liz: Libri in altre lingueLa trama è molto buona anche se avrei evitato di imprimere determinati dettagli e di lasciare, specialmente nel finale, qualcosa di più vago. Io come sempre, quando ho acquistato il volume mi sono limitata a leggere le prime righe e ne sono rimasta colpita ma era da un po’ che volevo leggerlo e recuperarlo. Di sicuro incuriosisce?

La copertina è interessante e oltre ad essere piuttosto macabra, rispecchia a pieno il volto della dottoressa nel momento in cui viene anestetizzata sul tavolo operatorio e la sua vita sembra apparentemente essere appesa a un filo. E’ in bianco e nero e la trovo davvero molto azzeccata rispetto a quella utilizzata all’estero. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale quindi non è nulla di speciale o niente di cambiato rispetto all’originale. La casa editrice è molto fantasiosa e sono felice che non abbia trovato cose o soluzioni strane per questo volume e leggerne soltanto la traduzione è fantastico.

L’epoca è abbastanza moderna e contemporanea anche se l’anno non è specificato.

«Ho visto molti uomini e molte donne raggiungere il punto critico nelle loro vite. (…) Le consiglio di parlare con qualcuno, dottoressa Taylor. La mente umana è fragile. Può ingannarci quando meno ce l’aspettiamo e può punirci in modo che nessuno è in grado di spiegare. Quando si sentirà pronta, si rimetterò in piedi. Avrà di nuovo una vita normale».

I personaggi di questa storia non sono tantissimi ma la storia si concentra su diversi livelli e su diversi personaggi che faranno da contorno al personaggio principale della storia, ovvero l’infermiera e dottoressa Alex Taylor. Ci sono i due poliziotti, Greg e Laura i cui sono esattamente l’uno l’opposto dell’altra. Greg è paziente e cerca di risalire ai dettagli dando a tutto una spiegazione e cercando un punto di vista anche per l’innocenza di Alex, mentre Laura tende a demolirla credendola soltanto colpevole. C’è il fidanzato di Alex, Patrick che nonostante sembra esserle vicino all’inizio non sembra crederle davvero, c’è Fiona, collega da tanti anni esuberante e vanitosa. 

E poi c’è Alex Taylor che dice di essere stata aggredita e nessuno sembra crederle davvero. E’ un personaggio forte, autoritario e dedito al lavoro da tutta la vita. Ama il suo lavoro e si trova spaesata quando tutti le danno contro e sembrano non dare il giusto peso a ciò che dice. E’ vero, ha subito diverse cose nel corso della sua vita e ha vissuto cose difficili, come la morte di diversi pazienti… ma può tutto questo arrivare a farla sembrare pazza o un’assassina o tutt’altro da come sembra mostrarsi alle persone che la circondano? Qual è la verità che circonda la dottoressa?

Le parole di Lilian Armstrong potevano essere semplicemente l’ultimo patetico tentativo di una donna morente di darsi una spiegazione di quello che le stava accadendo. Alex pregava che fosse così. Altrimenti voleva dire che lui era là fuori; poteva ancora fare del male e il suo non era stato un caso isolato. Stava ancora giocando al dottore, ma ora uccideva le sue vittime.

Il perno centrale di questa storia è la verità. Qual è la verità? Perché nessuno è disposto a credere ad Alex? Ha davvero sognato tutto o può essere reale e dovrà combattere da sola contro il mondo? Tutto sembra essere appeso ad un filo, anche la verità.

person holding white printer paperLo stile utilizzato dall’autrice è molto semplice, in terza persona che segue le vicende della protagonista Alex Taylor. E’ una storia ben scritta, scorrevole e sicuramente leggibile in poco tempo. Il lato del thriller psicologico è la cosa che sicuramente aiuta a proseguire nella lettura perché suscita una grande curiosità dal lato psicologico della lettura. Il lettore è costantemente in dubbio sulla veridicità dei fatti e si domanda se sia tutto frutto della mente della dottoressa o se sia realmente accaduto e lei stia dicendo la verità. Questo è di continuo messo in dubbio e gioca un ruolo fondamentale all’interno della lettura stessa. Su questo piano la lettura è interessante e intrigante.

Nonostante sul lato psicologico abbia coinvolto la storia non conquista come dovrebbe e ci sono troppe cose che suonano stonate e poco probabili oltre che poco reali. Sembra quasi di essere all’interno di un film molto particolareggiato e non in un libro ben caratterizzato a livello di struttura della storia stessa. Sia l’elicottero che alcune delle cose sono poco tangibili ed effettive che non sembrano essere all’altezza della storia e troppo esagerate per la storia stessa.

I due poliziotti che invece di collaborare si punzecchiano per via del fatto che una dei due è innamorata dell’altro. E ci si aggiunge anche il fatto della carriera. Perché invece di collaborare per trovare una soluzione l’autrice si inoltra in una situazione del genere creando ancor più scompiglio? Non ho apprezzato sicuramente che fra i due ci sia quest’astio continuo e che invece di collaborare tutto resta piatto e diventa una lotta uno contro l’altra piuttosto di trovare una soluzione comune.

Decise che non avrebbe più combattuto la sua paura; non avrebbe provato ad astrarsi da quello che le accadeva, da quello che stava per subire. Avrebbe accolto l’orrore nella sua mente, e così forse il suo cuore l’avrebbe tradita e sarebbe morta.

Il libro è un buon thriller ma non dei migliori che abbia letto. E’ un punto di partenza di sicuro per l’autrice per migliorare il lato che va troppo oltre ma è un buon thriller psicologico per passare il tempo. Consiglio se cercate una storia leggera e di poche pretese ma che sappia mantenervi sulle spine.

Liz Lawler è un’autrice che potrebbe sorprenderci, migliorando con altri thriller che magari ci presenterà in futuro e come primo libro è un buon punto di partenza. Scrive una storia che vi terrà sulle spine.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libro acquistato

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Pensate possa piacervi? Fatemi sapere che ne pensate, io sono sinceramente curiosa. Vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #473 – UNA PESANTE VERITA’ DI NORA ROBERTS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi finalmente riesco a parlarvi di questo libro che dopo varie peripezie e rimandi sono riuscita a terminare. Ringrazio tantissimo la Leggereditore per avermi permesso la lettura di cui vi parlo suuuuuuuuubito. Ecco qui per voi questo libro:

downloadTitolo: Una pesante verità
Autore: Nora Roberts
Genere: Fiction
Data di uscita: 27 Febbraio 2020
Pagine: 417
Link d’acquisto: https://amzn.to/2IPfrf1
TramaCosa c’è dietro quelle porte chiuse? In superficie i Bigelow sembrano essere la famiglia ideale. In una casa elegante e perfettamente conservata, ai piedi dei Blue Ridge Mountains in Carolina del Nord, il giovane Zane Bigelow si sente come un prigioniero di guerra. I genitori sono, di fatto, degli estranei: il chirurgo di successo e la sua elegante moglie fanno sporadiche apparizioni alle recite dei loro figli o alle partite di baseball ma, al riparo da occhi estranei, chiusi tra le mura domestiche, Zane e sua sorella Britt, vivono nel terrore e nel dolore. Mentre la violenza di suo padre scoppia – con la silenziosa complicità di sua madre – e diventa sempre più opprimente, Zane conta gli anni, i mesi e i giorni che mancano alla sua fuga. Assediato dalla paura per la sua stessa vita, cerca di simulare una quieta serenità mentre di nascosto scrive i suoi veri pensieri su un diario segreto. Quando finalmente la facciata crolla, il ragazzo inizia a capire che alcune persone sono disposte ad affrontare il peso della verità, anche se dolorosa e opprimente. Anni dopo, Zane, promettente avvocato, torna a Lakeview, dove conosce una giovane donna, Darby McCray, che dietro alla sua grinta e al suo ottimismo nasconde un trascorso di ferite profonde quanto quelle dei fratelli Bigelow e dalle quali ha trovato la forza di emergere. Ma il passato, a volte, torna a bussare alla porta…

RECENSIONE

man in black crew neck shirtLa storia ha inizio a casa Bigelow, dove un giorno come tanti altri i due figli Zane e Britt si ritrovano a tornare a casa e trovare la madre riversa sul pavimento piena di sangue. Britt, la piccola di casa grida ed è Zane a prendere le difese per paura che per la prima volta metta le mani addosso anche a lei; la difende. E’ lì che ha inizio l’inferno per Zane e sua sorella che si accorgono sempre più della follia del padre che famoso in città, nasconde dietro la facciata della bella famiglia tutta la sua crudeltà che seguita sempre di più. 

Ma cosa succede quando la facciata della bella famiglia crolla? Come riusciranno ad uscire da questo incubo? Ne usciranno per davvero? Cosa succederà una volta che questi due giovani saranno ormai adulti?

Mentre era seduta accanto a lui, assicurandosi che mangiasse, capì che non poteva scappare, non poteva fuggire e lasciare Britt. Doveva rimanere. Doveva diventare più forte. Doveva diventare abbastanza forte da reagire. Non per proteggere sua madre, ma sua sorella.

La trama è particolare ma praticamente racconta tutta la storia. Perché spoilerare tutto qui, quando ci si poteva limitare come ho fatto poco fa e limitarsi a mostrare al lettore poco e niente, il tanto che basta per incuriosirlo. Non la pensate anche voi così?

Under Currents by Nora RobertsLa copertina è semplice e rappresenta quella che potrebbe essere casa Bigelow, in una delle tante ville nei pressi della Carolina del Nord e, seppur non mi convinca ne dica nulla di particolare rende un po’ l’insieme di questa storia e ciò da cui parte. Lo sfondo è sempre questo, anche se passano gli anni, anche se tutto cambia. Il titolo è semplice, poco articolato e diverso sicuramente da quello che è l’originale che poteva semplicemente tradursi come Sotto la corrente o forse Contro corrente a voler esagerare. Il fatto di chiamarlo Una doppia verità sicuramente si riferisce sicuramente alla doppia facciata della famiglia Bigelow.

brown house surrounded by treesL’ambientazione di questo volume è una piccola città americana Lakeview; l’epoca prende un arco di diversi anni per finire nel 2017.

Scrisse per più di un’ora. Quando fu troppo stanco per scrivere oltre, prese una moneta dal salvadanaio e la usò per svitare la presa d’aria. Nascose il suo quaderno all’interno. Ripose le penne anche se ne aveva esaurita una. Poi tornò a letto, e si mise a dormire.

I personaggi di questa storia sono diversi e immessi in diverse fasi del romanzo, ma tutti coloro che sono stati utilizzati non sono ne innovativi ne particolarmente interessanti. Sono stati piatti, troppo semplici e banali e la struttura più interessante erano le scene in cui c’era il padre che mettendo quello stato di ansia e paura, rende la lettura leggermente più accattivante.

Zane è più interessante nella versione da ragazzo; determinato, sfrontato e coraggioso. Con l’andare degli anni sembra aver lasciato la corda e abbandonato il coraggio e la determinazione combattiva seppur sia freddo negli eventi e riesca a calcolare bene il tutto senza farsi prendere dal panico. Non è comunque un personaggio che ho apprezzato particolarmente. Britt, dal canto suo la vediamo bene nella prima parte quando ancora è piccola ma quando è grande praticamente scompare dalla circolazione. Sappiamo solo che lavoro fa e che ha una sua famiglia.

Per quanto riguarda Darby è veramente scialba come personaggio e non mi ha detto niente dall’inizio alla fine sia per quanto riguarda il suo lavoro sia per quanto riguarda il fatto che sappia difendersi e che abbia una storia similare a quella di Zane. Prevedibile, scontato e non entusiasmante perchè fa tutto facile, tutto riesce in poco tempo e nessuna difficoltà se non ciò che poi accade.

Ora, la sua vita è finita. Il buio e la solitudine diventarono conforti. Vi si aggrappò perché iniziò a temere ciò che la sua vita sarebbe diventata una volta che quella porta si fosse aperta di nuovo.

Il perno centrale di questa storia è complesso visto che il romanzo si compone di più livelli. E’ la doppia verità, la doppia faccia della famiglia Bigelow ed è la doppia opportunità che questa famiglia può sperare di vivere, nel futuro. E’ tante cose ma allo stesso tempo una cosa sola.

woman in gray shirt standing on pathway surrounded by green plants during daytimeLo stile utilizzato da questa storia è semplice e scorrevole, peccato il fatto che la storia risulti prevedibile così come noiosa a livelli estremi. Un mix tra rosa dai risvolti thrillereschi non troppo emozionanti.

Se la storia si fosse mantenuta tra il terrore della famiglia e avesse camminato su questo binario mantenendo il focus centrale sul padre e sui figli e su come ne potevano uscire, potevo sicuramente dire tranquillamente: questo libro vince su tutto perché la prima parte era davvero incredibile e realistica, così come la parte successiva sempre riferita al padre. Peccato che l’autrice abbia preso un’accozzaglia di tematiche tra: violenza domestica, l’importanza di sapersi difendere, la giustizia, il sapersi riscattare, cambiare se stessi, la forza di riuscire ad uscirne, l’amore vero; e abbia mischiato queste tematiche creando un frullato mal riuscito finendo per annoiare il lettore. Nonostante questo devo lanciare una freccia in favore dell’autrice che con le tematiche trattate e con la violenza domestica proposta è riuscita a rendere benissimo l’effetto tanto da farlo sentire vivo e tale al lettore che si immedesima in questa lettura. Io ho vissuto una situazione, ovviamente non così grave e non di violenza fisica ma avendo vissuto momenti di terrore psicologico posso capire cosa hanno provato questi personaggi quando hanno pensato di non riuscire ad uscirne mai.

Sicuramente un punto a sfavore lo ha giocato l’introduzione del personaggio di Darby. Non c’entra niente e si accosta male a tutto il contesto non rendendo veramente ciò che l’autrice, con questa introduzione sperava di ottenere, perdendosi in un bicchiere d’acqua. Ha finito per creare due personaggi troppo simili tra loro (Zane e Darby), ha tralasciato la storia per strada e si è focalizzata sul loro passato comune convinta che questo avrebbe aiutato ai fini della storia. A un certo punto ho persino pensato: possibile che questi sono così sfigati da avere tutto contro? La parte del padre di Zane poteva essere comprensibile visto come la storia prende piede ma il resto eccede troppo e finisce per andare sia fuori dai binari che fuori storia totalmente.

Quindi la storia finisce, oltre ad annoiare anche a narrare una storia che sembra perdere il punto focale lasciando quasi che sia la storia ad andare da sé rispetto a quello che effettivamente volesse l’autrice. Quasi non sapesse come finire la storia in questione.

I suoi nonni che lo guardavano commossi. Sua sorella sorridente. Lee che teneva il bambino in modo che Emily potesse alzarsi e fare il tifo. Il suo mondo. Le sue vere fondamenta. Doveva costruirci sopra qualcosa d’importante.

Il libro ha sicuramente una struttura buona, la lettura veloce e leggera ma non ha colpito molto come avrebbe dovuto. Consiglio? Non saprei.

Nora Roberts regala una storia particolare, con tematiche importanti seppur unite l’una a l’altra per cercare di dimostrare quanto sia pericolosa la violenza domestica e quanto questa possa cambiare la nostra vita e le nostre scelte. Ma abbiamo sempre una possibilità e si deve scegliere per il meglio per noi.

Il mio voto per questo libro: 2 balene e mezzo.

due e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi raccomando, sono curiosa di avere opinioni o qualsiasi cosa vogliate scrivermi! 

A presto,

Sara ©

BLOGTOUR – IN FUGA DA HOUDINI DI KERRI MANISCALCO: IL CIRCO NEI ROMANZI YOUNG ADULT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi un nuovo evento per voi che spero possa piacervi. Seguiamo l’evento e ringrazio sia la Mondadori Oscar Vault che le ragazze  che hanno organizzato l’evento. Ecco a voi di cosa vi sto parlando:

infugadahoudinikerrimaniscalcoTitolo: In fuga da Houdini
Autore: Kerri Maniscalco
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 552
Prezzo: € 20,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/31aE9we
Trama: Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

La mia tappa?

IL CIRCO NEI ROMANZI YOUNG ADULT.

Anche stavolta, la tappa meno azzeccata degli ultimi tempi visto che si, mi piace il circo nei libri ma non ne ho letti molti, anzi oserei dire quasi per niente.

Il circo è uno spettacolo da strada, dal vivo, che si divide in varie esibizioni  e prove di attività fisica, scene divertenti o prove spettacolari in una pista circolare in un tendone, quasi sempre. Le esibizioni itineranti possono essere di giocoleria, di acrobazia, un tempo con animali (che ora si hanno sempre meno o forse neanche più), spettacoli divertenti di clown e così via.

Il circo dell'invisibile - Camilla Morgan Davis - copertinaIl circo della notte - Erin Morgenstern - Libro - BUR Biblioteca Univ.  Rizzoli - Best BUR | IBSCi sono libri con il circo che mi piacerebbe leggere, come Il circo della notte di Erin Mongerstern o Il circo dell’Invisibile di Camilla Morgan Davis e ancora non sono riuscita a leggerlo. Sono due libri che mi hanno sempre intrigato, specialmente il primo e vorrei farlo. 

Non conosco da poter analizzare molti volumi che parlano di circo ma negli ultimi tempi si tende molto a spettacolarizzare il circo fino a renderlo quasi magico.  Il circo nello young adult è sempre più presente ed è quasi sempre incentrata sul fantasy piuttosto che sulla realtà effettiva del circo, vista come semplice meno come effettivo circo ma più come vero e proprio spettacolo magico in cui ci si sente partecipi in prima persona rispetto al passivo guardare lo spettacolo.

Notti al circo di Angela Carter ci porta in qualcosa di storico, ambientato indietro negli anni, in cui la storia è articolata e pesante ma allo stesso tempo svela i segreti e tutto ciò che può nascondere un vero e proprio circo. Torna qui il circo reale, quello che si conosce, niente di assolutamente fantasy. Quindi se cercate qualcosa di concreto, ve lo consiglio.

Notti al circo | Angela Carter | Fazi Editore

Libri che ho letto legati al circo e di cui vi posso parlare sono Caraval di Stephanie Garber, una specie di circo itinerante, se così vogliamo chiamarlo molto particolare in cui ognuno di noi vorrebbe andare almeno una volta. Caraval ci pone al centro di un circo magico, unico ed estremamente particolare, decisamente fantasy.

Caraval: Amazon.it: Garber, Stephanie, Scotto di Santillo, M. C.: Libri

By a Charm and a Curse di Jamie Questell che lessi in inglese in cui a far da padrone è Le Grand’s Carnival Fantastic ed anche qui il circo fantasy e magico è al centro di tutto e rende la storia particolare seppur, in questo caso, non mi abbia poi fatto impazzire.

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In fuga da Houdini, la recensione del terzo caso

Per quanto riguarda il Circo che troveremo all’interno del volume in questione, ovvero In fuga da Houdini, il circo è macabro, tenebroso e spaventoso. Oltre a singoli spettacoli di magia e di escapologia troveremo molto mistero e a far da padrone al tutto c’è Mefistofele che tra inganni e belle parole, cela dietro la sua maschera tutti i segreti possibili, che il lettore deve solo cercare di comprendere. 

Questo tipo di circo, effettivamente, è molto più reale e inserendo anche la figura di Houdini – per quel che si vede – possiamo dire che è interessante il punto di vista introdotto. Certo, mi sarei aspettata di vedere molto più spettacolo che parole su parole e di magia effettiva ne abbiamo vista poca.

Sono comunque curiosa di sapere se avete letto libri legati al circo e cosa ne pensate ovviamente.


Seguite le altre tappe del Blogtour, mi raccomando:

03-02 calendario


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Cosa ne dite? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #417 – ULTIMO RESPIRO DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi la recensione di un volume thriller edito Newton Compton che ringrazio per la lettura di questo libro. Ero davvero curiosa visto che ho seguito i volumi di Erika Foster – tutti stand alone, che si possono leggere singolarmente che si agganciano l’un l’altro solo per la vita di Erika Foster – e l’autore riesce da sempre a coinvolgermi nelle sue storie. Ve ne parlo subito:

51knm5ohzblAutore: Robert Bryndza
Titolo: Ultimo respiro
Genere: Thriller
Data Pubblicazione: 1 Giugno 2020
Pagine: 353
Prezzo cartaceo: € 9,40 – 12,90
Prezzo ebook: € 2.99
Link d’acquisto: https://amzn.to/2W9Nhi1
Trama: Il corpo di una donna viene ritrovato in un cassonetto, con gli occhi spalancati e i vestiti ricoperti di sangue, e la detective Erika Foster è tra i primi a giungere sulla scena del crimine. Il problema è che questa volta il caso non è suo.
Mentre tenta di assicurarsi un posto nella squadra investigativa, Erika non può fare a meno di notare che le caratteristiche del ritrovamento ricordano un omicidio irrisolto avvenuto quattro mesi prima. Il cadavere di un’altra donna, abbandonato in un luogo analogo, presentava una ferita identica: un’incisione fatale sull’arteria femorale. Nell’ombra c’è un assassino che adesca le sue vittime online, nascondendosi sotto una falsa identità. Le sue prede sono donne giovani e attraenti. Quando un’altra ragazza scompare, per Erika e la sua squadra ha inizio una corsa contro il tempo sulle tracce di un individuo terribilmente sadico. Ma come si può catturare un killer che non sembra nemmeno esistere?

RECENSIONE

woman with white hair in black shirtLa storia ha inizio con un omicidio. Un uomo nei pressi di un cassonetto lascia il cadavere di una giovane ragazza brutalmente uccisa. Questa viene ritrovata da uno studente, poco più tardi, quando va a gettare la spazzatura. Un nuovo caso per la detective Erika Foster che non si butta a capofitto in un caso che non le appartiene nemmeno e in cui cerca di fare di tutto pur di riuscire a farne parte. Un caso che sembra somigliare ad qualcosa accaduto quattro mesi prima rimasto un caso isolato.

Chi è questo omicida? E’ un caso isolato o se ne presenteranno altri? Riuscirà Erika a vedersi assegnare il caso? Quali saranno le mosse di Erika e quali quelle dell’omicida? Cosa succederà in questo caso?

Con un unico movimento fluido la tirò fuori dal bagagliaio e la posò sui sacchi neri, richiudendo il coperchio del cassonetto. Si guardò intorno: era solo, ancora più solo adesso che lei se n’era andata. Risalì in macchina e ripartì. Il viaggio verso casa era lungo.

La trama è ben scritta anche se avrei evitato alcuni dettagli nelle ultime righe lasciando che sia il lettore a concentrarsi sulla storia senza conoscere troppi particolari prima della lettura. Personalmente infatti non sapevo nemmeno di cosa parlasse, mi sono esclusivamente concentrata sulla copertina e sul fatto che i volumi precedenti dell’autore mi hanno coinvolto sempre.

Last Breath: A gripping serial killer thriller that will have you ...La copertina rientra e si rifà alla serie della Foster che la casa editrice ci ha presentato fino ad ora. Questa forse, in effetti, è la copertina migliore nonostante anche le altre si rifanno molto a ciò che dicono. La copertina di Ultimo respiro rappresenta il volto della ragazza fra terra e rifiuti, un corpo privo di vita, che spaventa e ci presenta un quadro di ciò che ci troveremo davanti a questo volume. Il titolo del volume si differenzia dai precedenti volumi della serie e, proprio come per quanto riguarda la copertina rende il volume migliore sotto molti aspetti. Proprio come per quanto riguarda l’originale, è stato semplicemente tradotto e non modificato in cose differenti. Quindi sicuramente un punto a favore sul lato estetico.

person's left hand covered with red glittersL’ambientazione è Londra in uno dei tanti distretti della città; l’epoca è moderna, contemporanea, ambientato ai giorni nostri più che mai.

«L’hanno buttata via come un sacco di immondizia», disse. «Chi farebbe mai una cosa simile?». Erika guardò fuori dal finestrino, desiderando con tutta sé stessa di poter dare una risposta a quella domanda. Sparks comparve al cancello, con addosso la tuta della scena del crimine. L’unica cosa che Erika poteva fare, adesso, era andarsene.

I personaggi di questa storia sono gli stessi dei volumi precedenti, solo che questa volta avremo modo di concentrarci in maniera chiara e vedere la prospettiva del serial killer in tutta la sua interezza e nella sua complessità.

Erika Foster è di sicuro l’emblema della storia come per quanto riguarda la polizia e le indagini. Sempre più vicina a Peterson e unita da un legame di amicizia con Moss e i suoi precedenti agenti che la stanno aiutando nel suo lungo percorso e nei suoi precedenti casi, la Foster si rivela sempre più interessante. E’ un personaggio chiuso, riservato ma che colpisce dritto al cuore.

Darryl è un uomo basso, con il volto tondo ed i capelli laccati che ha visto suo fratello morire ed ha una madre alcolizzata ed un padre poco presente. E’ un uomo che adesca le donne con la tecnologia e lavora in una ditta assieme a molti altri dipendenti. Vive ancora con i suoi genitori ed è un personaggio che imparerete a conoscere nel corso della lettura.

«Andrà tutto bene. Non ti avrebbe chiesto di far parte del team se non ti avesse voluto». «L’importante è che mi abbia chiamato per i motivi giusti», rispose lui. «È così. Lei guarda oltre qualunque cosa ci sia tra voi, e vede quello che vedo io. Un agente brillante».

Il perno centrale di questa storia è la morte misteriosa di una donna ritrovata in un cassonetto. Questa può essere collegata ad un’altra morte similare avvenuta diversi mesi prima di cui Erika di sente fin da subito dentro cercando di indagare persino quando non le spetta.

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Lo stile utilizzato è tipico dell’autore che riesce a coinvolgere e a tenere sulle spine il lettore dalla prima all’ultima riga sia per quanto riguarda la vita della Detective Foster sia per quanto riguarda il caso su cui sta indagando. Il volume si legge nel giro di qualche ora ed avrete modo di scoprire

Uno stand alone che segue la linea temporale dei volumi precedenti per quanto riguarda la vita della detective ma che porta un nuovo caso incredibile di cui pone una domanda molto importante, specialmente al giorno d’oggi: Quanto possiamo fidarci della tecnologia e di chi ci si nasconde dietro? Siamo davvero così sicuri di chi legge i nostri profili? Degli sconosciuti che decidiamo di incontrare o con cui parlare? Questo è sicuramente il messaggio più importante che l’autore cerca di porre davanti agli occhi del lettore. 

Inoltre, inoltrandoci nella vita della detective Foster avremo modo di scoprire il suo approccio alla vita personale e come piano piano cerca di uscire dal vortice del dolore di cui sembrava essere circondata fin dal primo volume. Nonostante questo, però, ho notato la concentrazione dell’autore molto più sul caso che sulla vita di Erika che prende luce più nel finale rivelando i sentimenti che tanto credeva di celare. Una lettura che segue ed insegue un misterioso omicida che avremo modo di conoscere nel corso del volume. Un thriller originale che ci pone obiettivi autentici e domande da porsi.

«Lo so che non potrò mai sostituire Mark. E va bene così. Prenditi tutto il tempo che ti serve». Si sporse di nuovo e chiuse il rubinetto. Erika osservò quel viso fiero e affascinante, i capelli scuri ora corti e rasati. Si avvicinò e gli posò una mano sulla guancia. «Non posso sostituire una persona che non c’è più… Mark se n’è andato, James. Lo diceva sempre che se fosse morto prima di me, io avrei dovuto…». Non riuscì a terminare la frase. «Continuare a vivere?». Annuì. «Ma è questa la cosa più dura. Continuare a vivere. Imparare a farlo per conto mio, e poi insieme a qualcun altro».

Un libro che mi sento di consigliare, così come la serie che riguarda questa detective. Dei libri imperdibili scritti da una penna che vi conquisterà pagina dopo pagina.

Robert Bryndza ci porta un thriller intenso, carico di mistero e di adrenalina, mistero, in cui persino il lettore si domanda come catturare qualcuno che sembra essere invisibile. Un nuovo caso per la nostra affezionata detective che continuerà fra vita personale e lavoro a destreggiarsi in casi unici e misteriosi.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate di questo nuovo capitolo di quest’autore? Che ne pensate? Fatemi sapere, che io vi aspetto come sempre!
A presto,
Sara©

 

RECENSIONE #409 – UNA GIORNATA NERA DI ALDO COSTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Terminato la scorsa settimana, riesco a portarvi finalmente la recensione di questo volume di cui devo ringraziare la Marsilio Editore per avermi permesso la lettura. Sono sicura che lo troverete interessante, un thriller dai tratti opachi ma che fa il suo dovere e colpisce. Ecco che ve ne parlo:
 
downloadAutore: Aldo Costa
Titolo: Una giornata nera
Pagine: 256
Collana: LUCCIOLE
ISBN: 978-88-297-0514-6
Prezzo: Cartaceo 14,00 euro /EBOOK7,99 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/30ePbko
TramaUna brutta costruzione di cemento in equilibrio su un precipizio appare tra le curve della strada costiera. Sarà un bar? Una trattoria per camionisti? È comunque il primo locale pubblico dopo chilometri di curve percorse sotto il peso di un’afa opprimente. L’uomo e la donna viaggiano da ore sotto il sole implacabile, e sono di pessimo umore per qualcosa che è successo la sera prima. Quella breve vacanza avrebbe dovuto riavvicinarli, ma niente sta andando per il verso giusto. Hanno proprio bisogno di un caffè, così decidono di fermarsi. La breve pausa distensiva si prolunga però oltre ogni possibile previsione, caricandosi di una tensione crescente. L’oste, un personaggio sgradevole e untuoso, li stordisce di chiacchiere e continua a servirgli piatti che loro non hanno ordinato. All’arrivo del conto, esorbitante, l’irritazione dell’uomo raggiunge il culmine. È una catena di eventi che sarebbe possibile spezzare in qualsiasi momento, e che invece si dipana inesorabilmente fino all’attimo in cui tutto collassa, così che una giornata storta come ne possono capitare a chiunque si trasforma in un incubo senza ritorno. 

RECENSIONE

gray rock formation beside body of water during daytimeLa storia ha inizio in vacanza, su una statale piena di tornanti in cui un macchina sfreccia veloce. La coppia in macchina è stanca e avrebbero entrambi voglia di un caffè ma, sulla strada, non sembra esserci molto finché non compare alla vista una locanda. Un baro o una trattoria non importa: i due non sono tentati di fermarsi. Quando alla fine si ritrovano ad entrare nella locanda, è lì che comincia la loro giornata, una vera e propria giornata nera. A partire da quell’oste strano, strampalato che fa tutto tranne quello che gli viene richiesto dai due che vorrebbero solo bere un semplice caffè, nulla di più.
 
Cosa succederà a quella locanda fra le scogliere? Cosa renderà la giornata così nera, tanto da cambiare completamente le loro vite? Quanto questa giornata cambierà le loro vite?
 
 
E’ lei a scegliere il tavolino. Preferisce quello incastonato più a fondo nella veranda; è il più lontano dalla strada, per quanto tre passi possano essere compresi nella definizione di lontano. Dal tavolino e dalla veranda si scorge una porzione di montagna. Il mare è da qualche parte, sotto di loro e quasi non si sente. C’è bonaccia.
 
La copertina è assolutamente in linea con il catalogo Marsilio ed è proprio quella che è riuscita a catturare la mia attenzione portandomi proprio su questo volume. Scoprendo poi la sua trama ho scoperto che il tipo di lettura, faceva proprio il caso mio come tutti quegli amanti di thriller psicologici originali e particolari. E’ la trama a coinvolgere il lettore anche se rivela leggermente troppo e sarebbe stata più utile in maniera più concisa e breve.
 
Il titolo di questa storia è assolutamente azzeccato e ci riporta nel pieno della storia presentandolo proprio così com’è. Una giornata nera sarò quella che coinvolgerà la coppia in vacanza come il lettore che leggerà il libro e si ritroverà a condividere con loro questa esperienza.
 
L’ambientazione è una locanda sulla scogliera e l’epoca è assolutamente moderna, in una giornata come tante altre di una qualsiasi coppia in vacanza.
 
L’uomo appallottola lo scontrino e lo getta nel portacenere. Non era previsto. Tra tutte le opzioni possibili, la donna non aveva messo in conto che lui potesse attuare una rimozione così semplice e drastica. E’ un gesto di totale indifferenza quello di buttare lo scontrino. E’ disprezzo puro.
 
aerial photography of coastal rock with big wavesI personaggi di questa storia sono ben definiti e strutturati in modo dettagliato e preciso, con quel mistero intelligente e meticoloso che nasconde i loro segreti svelandoli a poco a poco, così come dovrebbe essere in una storia di questo tipo.
 
I personaggi non hanno un nome, sono Lei e Lui e il terzo incomodo ovvero l’oste e tutto ciò che accadrà alla locanda in cui si fermeranno. Lui e lei sembrano essere due personaggi molto peculiari ed enigmatici, che nascondono qualcosa che si riveleranno mano a mano che leggeremo questo volume assieme a loro. Ebbene si, perchè ci sono dei segreti che sono più grandi e che, prima o poi, rischiano di venire a galla. Due personaggi che sicuramente lasciano qualcosa al lettore.

Non si sente nessuna voce provenire dall’interno. In un certo senso è un bene: non stanno litigando.Esiste però la possibilità che il locale sia più ampio e profondo di quanto appaia all’esterno.

road during daytimeIl perno centrale di questa storia è proprio questa locanda misteriosa fra le scogliere che da a picco sul mare. Un luogo lontano dal chiasso della città, lungo i tornanti di una strada che conduce chissà dove, in un luogo unico e in cui nessuno dei due – Lei o  Lui – possono immaginare.
 
Lo stile utilizzato è articolato, quasi poetico ma allo stesso tempo fluido che si lascia leggere in brevissimo tempo, una manciata di ore è sufficiente.
 
La peculiarità dell’autore è assolutamente quello di non dare dei nomi ai suoi protagonisti, quasi avesse il terrore di affezionarsi loro. Non so il vero motivo della sua scelta ma è assolutamente originale, la prima volta che personalmente mi capita ed anche molto difficile da gestire, nel complesso. Lei, Lui, l’oste. Tre personaggi su cui ruoterà attorno tutta la storia.
 
Nonostante la parte iniziale della trama (perchè io non le leggo mai tutta se non alla fine del volume per evitare possibili spoilerini di qualsiasi tipo) mi abbia messo delle aspettative diverse riguardo a quanto poi si sia effettivamente presentato, il lato psicologico almeno inizialmente tarda a farsi sentire se non uno dei due personaggi principali che sembra lanciare qualche strana avvisaglia. Infatti avrei preferito che questo lato fosse più incisivo e più determinante.
 
Il finale resta sospeso anche se non risulta del tutto aperto. E’ interessante anche se c’è sempre un velo di sospensione che ci porta a chiederci effettivamente cosa possa essere successo in seguito. Sicuramente un thriller originale per il suo modo di presentarsi, per il suo stile narrativo e per i personaggi a cui non viene dato alcun nome.
 
Si avvicina lentamente al baratro. Quando vede il mare, viene colta dalla nausea. La superficie schiumosa è laggiù in fondo, molto più in basso di quanto credesse. Forse sono cento metri, forse di più. Inspira profondamente per ricacciare indietro il panico, poi volta la testa e cerca di intercettare la direzione dello sguardo di lui per sapere dove cercare. Che cosa o chi, lo sa già.
 
Il libro è un piccolo thriller che ci lascia con il fiato sospeso alla ricerca di qualcosa che renda questo giorno indimenticabile, in tutti i sensi possibili. Una lettura che mi sento di consigliare ai palati fini, che cercano un thriller non tanto incentrato sull’azione quanto sul cambiamento nelle poche ore in cui si incentra.
 
Aldo Costa riesce, con la sua scrittura dettagliata e incalzante, a creare una giornata che ha quasi dell’inverosimile. Una giornata come tante altre che può cambiare persino la vita per quanto può cambiare colore.
 
Il mio voto per questo libro è: 3 balene e mezzo.
 
tre e mezzo
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere mi raccomando, io vi aspetto ovviamente.
A presto,
Sara ©

 

RECENSIONE #390 – ERA IL MIO MIGLIORE AMICO DI GILLY MACMILLAN.

BUON POMERIGGIO MIEI CARI BEI LETTORI!

Sono qui per portarvi una recensione di un libro che avrei dovuto leggere molto tempo addietro e che era rimasto da parte per un bel po’ di tempo. Ora finalmente riesco a parlarvene – ringrazio la casa di editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura – e spero possa incuriosirvi ed interessarvi. Che ne pensate?

71sjxdlws6lTitolo: Era il mio migliore amico (ORA MODIFICATO DALLA CASA EDITRICE IN “CATTIVI AMICI”)
Autore: Gilly Macmillan
Editore: Newton compton
Genere: Thriller
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Vs093p

RECENSIONE

two men clapping each other on shoreLa storia ha inizio una sera come tante altre per una coppia di giovani amici. Una sera che, cambierà le loro vite irrimediabilmente. Noah è un ragazzo un poco viziato che ha un profondo segreto oltre che un unico e solo migliore amico: Abdi. Quest’ultimo è un ragazzino che viene dalla Somalia, intelligente e assolutamente generoso. Quella sera, i due, dopo la mostra dei genitori di Noah si allontanano misteriosamente da casa nel cuore della notte. Una notte fresca, strana, in cui i due non dovrebbero essere in giro a scorrazzare come se nulla fosse. Qualcosa di irreparabile accade quella sera e tutto diventa più difficile sia per la vita dei due migliori amici, sia per la polizia che per le persone che li circondano.

Cosa è successo veramente ai due amici? Cosa comporta per la polizia questo caso? Riuscirà Clemo a non farsi invischiare fra vecchi “nemici” che cercano di affossarlo e le questioni sociali che ne derivano dal caso? Cosa si nasconde dietro l’amicizia dei due giovani?

«E’ fuori di sé per il dolore.» «Lo saresti anche tu, no?» Annuisco. Guardo le persone in strada che cominciano ad aprire gli ombrelli e la pioggia che picchia contro il vetro come grandine. (…) Certe volte è difficile impedire all’infelicità altrui di infiltrartisi nelle ossa.

La trama è ben scritta e mette curiosità almeno per quanto si pensa possa essere successo ai due amici. Per il resto, mi sarei aspettata molta più suspance di quanto invece viene lasciata all’interno del volume ma, di questo, vi parlerò più avanti. La trama incuriosisce ma se vi aspettate parecchia suspance, non è questo il libro adatto a voi.

Cattivi amici eBook: Macmillan, Gilly: Amazon.it: Kindle StoreLa copertina che c’è in questa recensione è quella che è stata utilizzata i primi tempi di uscita del libro e devo dire che non è che mi abbia mai fatto particolarmente impazzire. Non rappresenta molto la storia ne cosa succede quindi non riesco proprio a capire il nesso se non per il fatto della farfalla che da un senso di fragilità. Altrimenti nient’altro mi sovviene alla mente. Per quanto riguarda il titolo, vale lo stesso discorso della copertina e non mi fa impazzire proprio come per quanto riguarda la copertina. Non si avvicina neanche lontanamente all’originale ne a quello che c’è e trovate oggi nelle librerie. Ebbene si, ad oggi il libro si intitola Cattivi Amici (Perché alla casa editrice piace cambiare a quanto pare) e la copertina è questa che vedete accanto all’originale.

L’ambientazione è la città di Bristol e l’epoca è moderna, ambientata ai giorni nostri, in cui è presente anche il razzismo poichè i due protagonisti sono due ragazzi provenienti da due luoghi diversi, da realtà diverse ed essendo appartenenti a due etnie diverse.

Ho cercato di ricordare com’era la mia vita prima della mia diagnosi ed è da lì che ho trovato la mia risposta: «Normale». La “normalità” non esiste, ha detto Abdi. «Sai cosa voglio dire».

I personaggi di questa storia sono diversi ed il punto di vista si divide su vari personaggi che interagiranno con la storia in questione.

Quello che ritengo sia particolarmente degno di nota è l’ispettore Clemo. E’ un personaggio intrigante che cela un passato difficile e tormentato ed infatti troveremo uno strascico all’interno di questo volume, ovvero Emma Zangh. Non conoscendo il passato di quest’autore posso dedurre da qualcosa ciò che è stato ma non posso sapere con precisione cosa sia successo veramente. Interessante è il suo modo di approcciare con gli altri e con il suo collega, è una persona scaltra e intelligente oltre che intuitivo e sveglio.

Per quanto riguarda Noah ed Abdi sono due ragazzini completamente diversi se pur qualche punto sia abbastanza comune fra i due. Noah è viziato e figlio di genitori ricchi di cui suo padre è un fotografo e “reporter” – se così vogliamo definirlo – delle realtà più difficili come le comunità somale nei loro posti di origine. Per quanto riguarda Abdi è un ragazzino intelligente, che aiuta la sua comunità ed e che si impegna in tutto ciò che fa con passione e dedizione.

Penso al ragazzo scomparso e spero che sia scaltro e sano e salvo e recito una preghiera a un dio in cui non credo, chiedendogli di far sì che (…) non abbia le mani sporche di sangue.

man in black police uniformIl perno centrale è la storia di un’amicizia e di quanto questa non sia quella tutti hanno sempre visto. Parecchie cose non dette sono state nascoste dai due l’un l’altro e questo ha portato – oltre a tanti segreti – anche a delle ingiustizie e a elle cose che entrambi hanno sempre represso. Cosa nasconde Noah e cosa Abdi?

Lo stile utilizzato per questa lettura è prolisso e non particolarmente scorrevole. La storia si suddivide nei giorni in cui accadono le varie cose e, all’interno dei giorni si passa ai vari punti di vista analizzandoli uno ad uno. Si passa da Noah ad Abdi, a Sophia la sorella di Abdi, alla teste, al poliziotto Clemo la cui vita sembra essere tornata in carreggiata dopo uno scivolone precedente (e forse i volumi precedenti su di lui erano interessanti. Infatti la storia merita una lettura quasi esclusivamente per lui, altrimenti è secca e particolarmente scontata. E’ più interessante la sua vita, e vi ho detto tutto). E’ stata una lettura che mi ha veramente affaticato, nel senso che è stata lenta e ho impiegato un’infinità per finirlo solo per il semplice fatto che non riusciva a coinvolgermi davvero.

Per quanto riguarda a storia su cui investigare è veramente triste se non per il fatto che si parla anche un po’ di razzismo – anche se in maniera quasi del tutto decentrata – e, questo, porta a creare delle faide all’interno del posto in cui c’è una comunità Somala molto concentrata e ben avviata. Su questo tema non ho nulla da dire, la comunità Somala è ben descritta anche se non ne conoscevo le radici profonde ed è stato interessante scoprirlo. La storia comunque e questo ultimo dettaglio poteva rendere molto di più se fosse stata la storia più accattivante. Per il resto, a parte questo piccolo dettaglio, la storia fra i due amici è fiacca e mi aspettavo che il thriller si incentrasse molto di più su un qualcosa di estremamente coinvolgente, che ci fossero dei misteri e che la storia risultasse più dinamica e coinvolgente. Fino alla prima metà del libro non succede quasi niente ed il finale è assolutamente scontato, e prevedibile.

Quindi, non so se darò una vera e propria opportunità a quest’autore la prossima volta. Sicuramente mi ha incuriosito Clemo e la sua caratterizzazione che mi spingono a leggere i volumi precedenti ma se la caratterizzazione del thriller è così debole, dubito che faccia il caso mio.

Penso a mia sorella, al fatto che il mio lavoro consista nell’aiutare le persone come lei, ma non so se me lo lascerà fare.

Il libro è stata una lettura che, purtroppo non ha saputo coinvolgermi come avrei sperato. Ci ho messo davvero tanto a finire di leggerlo proprio per questo, quindi non so quanto sia un bene consigliarvelo.

Gilly MacMillan scrive un thriller intrigato, pieno di segreti ma che non sa destreggiarsi abbastanza nella storia soffermandosi fin troppo sui singoli personaggi e sulle loro vite più che su ciò che succede davvero. 

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene e mezzo

due e mezzo

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, come sempre vi aspetto qui per opinioni, idee e letture.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #367 – IL MATRIMONIO DEI SEGRETI DI SAMANTHA DOWNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa. Oggi però, vi porto un libro di cui partecipo all’evento e spero che possa interessarvi. Un thriller psicologico davvero interessante, dai risvolti misteriosi e inquietanti. Un libro in uscita per la Newton Compton che ringrazio per la lettura in anteprima e l’organizzatrice dell’evento che ha organizzato ogni piccolo dettaglio. A voi il libro:
il-matrimonio-dei-segreti-x1000TitoloIl matrimonio dei segreti
AutoreSamantha Downing
GenereThriller
Data di Pubblicazione: 27 gennaio 2020
Pagine384
Link d’acquisto: https://amzn.to/2sYMl4O
Trama: La nostra è una storia d’a­more piuttosto ordinaria. Ho conosciuto una bellissima donna, mi sono innamorato perdutamente di lei. Abbiamo avuto due figli.

E, come molte coppie, abbiamo finito per trasferirci in una bella villetta in un quartiere residenziale. La vita ci ha regalato l’opportunità di avere qualcuno con cui condividere ogni cosa. E così, quando ci siamo annoiati della monotonia quotidiana, abbiamo potuto contare l’uno sull’altra. Da fuori sembriamo una coppia normale. Potremmo essere i tuoi vicini; i genitori degli amici dei tuoi figli; i conoscenti con cui fai quattro chiacchiere al supermercato o gli amici degli amici con cui ogni tanto vai a cena.
Ma tutti i matrimoni nascondono un segreto che li mantiene vivi. Un trucco grazie al quale l’unione tra due persone rimane salda e ardente come il primo giorno.
Il nostro segreto è che ci piace uccidere.

RECENSIONE

a family of four on a beachLa storia ha inizio in un bar qualsiasi, un bar in cui un uomo di nome Tobias sta cercando di abbordare una donna non particolarmente carina e particolarmente sola. La verità è che Tobias non è sordo e il suo intento è di conoscerla più da vicino, fino a scoprire i suoi punti deboli e cercare di vedere se è idonea per lui e per sua moglie Millicent, che lo aspetta a casa. Entrambi conservano un segreto molto più grande di quello che lasciano sembrare. Ad entrambi piace uccidere e, per non assumersi la colpa, cercano di approfittare del vecchio killer del posto, ormai libero chissà dove. Quando la prima donna uccisa salta fuori, in paese comincia la paura e il terrore. Owen Oliver sembra essere tornato.

Ma cosa sta per succedere veramente? Cosa combineranno i due coniugi? Riusciranno a mantenere saldo il loro matrimonio, la loro famiglia e la morte di queste giovani donne? Quanto questo segreto resterà tale?

E, tutt’a un tratto, Lindsay. Il suo volto sorridente mi fissa dallo schermo. Lindsay, con gli occhi castani, a mandorla, le trecce bionde, l’abbronzatura naturale e i grandi denti bianchi. È scomparsa l’anno scorso. Ha fatto capolino nei notiziari per una settimana, poi non se ne è parlato più. Senza una famiglia che la tenesse in tivù, nessuno si è interessato a lei. Lindsay non era una bambina scomparsa; non era indifesa. Era una donna adulta e in meno di sette giorni è stata dimenticata. Non da me. Ricordo ancora la sua risata. Era abbastanza contagiosa da far ridere anche me. Rivederla mi fa ricordare quanto mi piacesse.

Risultati immagini per samantha downing he started it: the new psychological thriller from #1 bestselling author of my lovely wifeLa trama è una specie di mini racconto da parte del protagonista di questa storia e dice esattamente cosa succede all’interno di questo libro, ovviamente senza sapere di cosa andrà a parlare nello specifico. La trama è intricata e densa di mistero e suspance che io cercherò i mantenere tale, non temete.

La copertina è stata mantenuta come l’originale, non ci sono stati cambiamenti. Non i fa impazzire se devo essere sincera ma lascia presupporre molto di ciò che ci si aspetta dalla storia. Per quanto riguarda il titolo, invece, è stato modificato. Se fosse stato tradotto alla lettera, sarebbe stato “La mia moglie adorabile” ma, effettivamente, suona davvero male quindi preferisco l’adattamento che ne è stato fatto. Inoltre, il titolo originale è ancora più “spoileroso” del resto – e già l’immagine lascia presupporre parecchio – quindi per uno che si lascia condurre dalla trama, devo dire che è abbastanza ben pensato.

L’ambientazione è Hidden Oaks, in Portland negli Stati Uniti, l’epoca è assolutamente moderna, ambientata ai giorni nostri, in posto in cui i media fanno sempre più da padroni.

Così lavorava Owen Oliver. Rapiva sempre una nuova vittima dopo che la precedente era stata trovata. Mentre setaccio i social, sento aumentare l’adrenalina. Non è una vera e propria scarica, non ancora, ma lo sarà presto. Io e Millicent riporteremo Owen a Hidden Oaks. Non vedo l’ora.

girl sticking her head in car of windowI personaggi di questa storia non sono tantissimi e questa, tende a concentrarsi quasi esclusivamente sulla voce narrante oltre che sulla moglie di questa.

Tobias“, ovvero quello che si spaccia per lui, il marito di Millicent è un uomo che in famiglia non ha un ruolo particolarmente rilevante. E’ il classico uomo che prende direttive dalla moglie ed esegue, agendo da spettatore passivo della vita dei suoi figli agendo in maniera forte solo quando è strettamente necessario. E’ un insegnante di tennis perchè non ha continuato la sua vecchia carriera e questa lo aggrada di più. Essere Tobias lo porta in una dimensione alternativa in cui sembra cancellare tutto ciò che lo precede ed entra nella parte del sordo che adesca donne per selezionarle. Queste donne poi verranno uccise. Il nostro protagonista è un uomo non particolarmente sveglio ma un buon personaggio, sicuramente caratterizzato nei minimi dettagli.

Millicent è l’altro lato della medaglia. E’ una donna che sembra ligia al dovere, sempre pronta sul lavoro, sulla sua famiglia e mantiene tutto saldo, persino gli assassinii che lei e suo marito progettano. Tutto sembra sfiorarla in un modo molto semplice che lei riesce a gestire con autorità e supremazia anche se non acclamata. E’ una donna sveglia, enigmatica, che nasconde molto più di quello che da a vedere, questo è poco ma sicuro.

Un centesimo «Ecco come dovrei chiamarti», dissi. «Penny». «Penny?» «Millicent». «Oddio». «Hai pure i capelli rossi», aggiunsi. «Penny? Stai scherzando?». Sorrisi. «Penny». Mi guardò scuotendo la testa. Ero innamorato, senza alcun dubbio, ma non gliel’avevo mai detto ad alta voce. Preferivo chiamarla Penny. Alla fine, ci dichiarammo e smisi di chiamarla Penny. Ma ora che lei ha resuscitato quel nome, non voglio perderlo di nuovo.

Il perno centrale della storia risiede all’interno della famiglia di Millicent. Lei è una donna super organizzata, con un bel lavoro, un bel marito e due figli, Rory e Jenna. Tutto fila liscio fino al momento in cui su moglie e marito cala una maschera ed uno diventa Tobias, un uomo sordo che adesca le donne e l’altra colei che le tortura e le uccide. Entrambi hanno un segreto, riportare un vecchio killer tra le fila della piccola città di Hidden Oaks. Ci riusciranno?

Lo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice e piuttosto fluido. Ha una buona tempistica sia per quanto riguarda l’effetto sorpresa sia la suspance. Nonostante il fatto che arrivati ad un certo punto era davvero palese ed evidente dove sarebbe andato a parare, il libro non è mai stato noioso, anzi si voleva sapere come sarebbe andato a finire.

Il personaggio principale è il marito di Millicent, che narra in prima persona ciò che succede nella normalità della sua famiglia e ciò che lo circonda sia per quanto riguarda sua moglie e i suoi figli ma anche il lavoro e il suo alter ego, il sordo Tobias, che lo porta ad assumere una posizione particolare. 

Millicent è il personaggio più scontato fra i due e di cui ero già sicura di tutto ciò che stava accadendo e di cosa ha sempre avuto in mente. Nonostante questo, devo ammettere che la lettura è stata una buona lettura che mi ha trasportato proprio nella cittadina e l’ha trasformata quasi nella realtà. In effetti, il punto forte di questa lettura è sicuramente la capacità dell’autrice di far immedesimare il lettore in ogni piccola particella e fibra di questa storia, trasportando tutto e tutti all’interno della piccola cittadina in cui si consumano gli omicidi brutali di queste donne, dapprima torturate e poi miseramente uccise. Una lettura davvero oscura, misteriosa e interessante.

«No, è…». Non mi viene in mente nessun’altra parola. «Pazzesco». Alzo le spalle. «Va bene, è pazzesco». E orribile. «Amare un mostro non è una cosa brutta?» «Non lo sapevi quando ti sei innamorata di lui, no?» «No». «E non ti sei innamorata di lui perché era un mostro, giusto?». Fa spallucce. Sorride. «E come faccio a saperlo?». Non so cosa rispondere.

Il libro è ben scritto ed è pieno di colpi di scena che si susseguono e mantengono il lettore sulle spine. Un thriller psicologico che sicuramente mi sento di consigliare ed è tanto che non ne trovavo uno che mi prendesse come invece è accaduto con questo volume. Per dirvi che, potete fidarvi, è sicuramente una buona lettura.

Samantha Downing è un’autrice che è riuscita a stuzzicare la mia fantasia e che sicuramente è da tenere d’occhio. Un libro che ti lascia col fiato sospeso e che si fa leggere. Un buon thriller, di quelli che non leggevo da tempo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco qui gli altri partecipanti all’evento, che spero andrete a fargli visita. Ecco qui:

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #355 – TRACCE DAL SILENZIO DI LORENZA GHINELLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI

Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero possa davvero piacervi. Innanzitutto ringrazio la Marsilio per avermi permesso la lettura di questo volume ed ora vi parlerò di questa storia a tratti macabra ma allo stesso tempo veloce e coinvolgente. Ecco a voi che vi parlo di un piccolo libro di una storia intensa. A voi:
ghinelli-199x300Autore: Lorenza Ghinelli
Titolo: Tracce dal silenzio
Collana: Lucciole
ISBN: 978-88-297-0257-2
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Trama: Nina, dieci anni, è diventata sorda dopo essere stata investita davanti a casa. I genitori, decisi a lasciarsi quel brutto ricordo alle spalle, si trasferiscono in una nuova casa confinante con il parco. L’unica vicina si chiama Rebecca, ha ottantaquattro anni e brutti ricordi che la perseguitano. Per la vecchia, Nina è un raggio di sole. Per Nina, Rebecca è la nonna che ha perduto. Ogni sera, prima di dormire, Nina si toglie l’apparecchio acustico e nel silenzio si addormenta, ma una notte una musica la sveglia: è una canzone vecchissima che lei non ha mai conosciuto. Soprattutto, la bambina è l’unica a sentirla. In quella notte, a quell’ora, nella stessa città un ragazzo viene ucciso. Non sarà l’unica volta che Nina sentirà quella musica. Non sarà l’unico episodio di sangue a cui dovrà, con l’aiuto del fratello, porre fine.

RECENSIONE

girl walking on brown grass near trees during daytime

La storia ha inizio a casa della piccola Nina, una dolce e adorabile bambina che qualche tempo prima ha avuto un incidente e ne è uscita sorda. E’ notte fonda e tutti stanno dormendo, tutti tranne Nina. La piccola bambina diventata sorda a seguito di un incidente si alza nel cuore della notte, senza l’apparecchio acustico e sente una musica provenire da fuori al citofono. La musica è spettrale, spaventosa ma questo non la frena dal cercare di curiosare un po’. Se non che sua madre la coglie in piedi e crede che sua figlia abbia un problema. Quello che nessuno sa è che quella stessa notte qualcuno è stato ucciso e tutto sembra essere collegato. Intanto, una simpatica vecchina di nome Rebecca suona alla porta di casa di Nina e la piccola bimba comincia a fare torte e dolci con lei.

Perchè Nina la sera sente sempre una strana musica senza il tuo apparecchio? Cosa succede la notte quando la musica imperversa nell’aria? Perchè accadono queste misteriose morti? Cosa c’entra Nina con tutto questo?

«Cosa ti è preso, me lo dici?» le chiese Sara. «Ho sentito una canzone». «Oh, Nina». Gli occhi tristi della mamma le avevano appena ricordato che non era possibile. «Allora perchè vi siete svegliati?» «La corrente, Nina. Ha fatto sbattere la porta della tua camera». Non l’aveva sentita. Per forza: era sorda. Eppure in quel momento ne fu più sicura che mai: la musica, la voce, non le aveva affatto sognate.

La trama incuriosisce molto. E’ stata, oltre la copertina, la cosa ad attrarmi di più. Pensavo che dalla trama fosse una storia incentrata di più su qualcosa di esoterico o particolare mentre alla fine Nina sembra essere solo la chiave di risoluzione di tutto ciò che accadrà. Trovo comunque sia molto avvincente ed accattivante per chi cerchi una lettura originale e particolare.

La copertina è una delle migliori copertine che ha fatto la Marsilio. Mi piace il colore e il risultato generale della stessa. E’ assolutamente rappresentativa della storia narrata e trovo davvero sia una delle più belle e meglio riuscite di questa casa editrice negli ultimi tempi. Il titolo della storia è semplice e sicuramente inerente a ciò che si descrive e alla storia proposta. Tracce dal silenzio per via della musica che Nina riesce a percepire nel silenzio, è questo che crea un connubio tra copertina e titolo fornendo una soluzione originale e innovativa. Bello il complesso; ottimo lavoro!

L’ambientazione è tutta italiana e la storia si sviluppa ai giorni nostri, senza ombra di dubbio.

“Quando noi vediamo una ragazza passeggiar, cosa facciam? Noi la seguiam, e con occhio scaltro, poi cerchiam d’indovinar cosa c’è da capo a pié”.

girl holding bear while sitting on bench

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi ma quelli che ci sono li ho trovati ben costruiti e ottimamente strutturati. Pagina dopo pagina si delineano i dettagli e i retroscena che nasconde ogni personaggio nel profondo.

Rebecca, molto più di quanto lo sia la piccola Nina, è un personaggio che si scopre man a mano che si scorre nel corso della lettura. All’inizio sembra essere la classica vecchina vicina di casa in cui si carpisce dalle pagine in corsivo ciò che ha passato nel corso della Guerra. Proseguendo la lettura, invece, si evince che Rebecca è tutto tranne che una adorabile e simpatica vecchietta. Ma questo lo lascio scoprire a voi, non vi dirò di più. Nina, dal canto suo è una ragazzina davvero adorabile. Si lascia amare pagina dopo pagina e la sua dolcezza conquisterà il lettore sotto tutti i punti di vista. Pensavo che la sordità fosse più pesante e più invalidante ma con il suo apparecchio la piccola riesce ad ascoltare come sempre. Due personaggi che si contrastano fra loro per i caratteri e per ciò che fanno ma che creano un connubio funzionante all’interno di questa storia.

«Sto sognando» sussurrò Nina. «E’ solo un sogno». Nei sogni le persone possono camminare sulle penne dei corvi e persino volare. Nei sogni si possono esplorare i misteri. Non si muore nei sogni.

Il perno centrale di questa storia sono degli omicidi che avvengono in città ed il fatto che tutte le volte che ne accade uno, Nina riesce a sentire una strana musica senza apparecchi acustici, quindi anche se lei è sorda. Tutto sembra macabro, strano e misterioso ma mano a mano si avrà modo di scoprire sempre più cose riguardo gli avvenimenti che accadono.

girl holding white rabbitLo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice e scorrevole, suddiviso dal punto di vista sia della piccola Nina in terza persona che attraverso i ricordi della vecchina vicina di casa, Rebecca. E’ una storia particolare, originale e a tratti quasi macabra.

La cosa che non mi ha colpito poi come dovrebbe è stato il semplice fatto che, laddove sembrava dalla trama una storia in cui Nina fosse coinvolta con il suo problema della sordità e del fatto che lei sembrasse speciale, risulta invece essere soltanto un “accessorio” della storia principale. Nina è il filo conduttore che unisce la sua vita a quella di Rebecca di cui, mano a mano nel corso del volume, si scoprirà la vita.

I trascorsi famigliari di Nina e le vicende della madre, del padre e del fratello li ho trovati decisamente fuori tono e poco inerenti alla storia. Finiscono per essere un contorno che arricchisce la storia ma non da niente in più rispetto a quello che magari avrebbe potuto. Speravo che le vicende che si sviluppavano in separata sede fossero collegate alla fine in qualche modo e rendessero il tutto ancora più misterioso, invece si sono rivelate soltanto un aggiunta per dare una voce in più al libro. A questo punto, avrei preferito che Nina fosse più coinvolta nella vicenda e risultasse davvero quello che la trama lascia intendere, ovvero che ci fosse un lato diciamo quasi “magico” o “paranormale”. Tutto qui.

Nonostante questo, ho trovato sicuramente interessante scoprire la misteriosa esistenza di Rebecca e il suo passato con Maria Sole e Francesco oltre al legame che la vecchia instaura con la piccola bambina. Infatti, Rebecca rivede in lei la sua defunta sorella, quando era soltanto una giovane ragazza. Il lato di Rebecca è risultato interessante e ha dato un tocco oscuro e minaccioso alla storia rivelando una donna che cerca vendetta per il proprio passato.

In lontananza come un grido di Erinni, le sirene, i megafoni, le voci straniere, americane. La guerra è finita. Per Rebecca e Francesco è appena iniziata.

Il libro è sicuramente una storia scorrevole e piacevole. Ci sono cose che ho apprezzato di più e altre di meno ma spero comunque prendiate in considerazione la lettura nel suo complesso. Lo farete?

Dalla penna di Lorenza Ghinelli ne esce una storia misteriosa, ricca di retroscena e ricordi che inquietano e che lasciano al lettore sempre più curioso di scoprire la verità su ciò che accade veramente nel corso della notte. Una storia macabra, misteriosa, che vi consiglio.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!
A presto,
Sara ©