RECENSIONE #101 – MORTE SENZA RESURREZIONE DI ROBERTO MARTINEZ GUZMAN.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Che raccontate? Io sono in giro con una mia amica ma nel frattempo vi penso e guardate qua cos’ho per voi! Vi torna in mente questo libro? Ve ne ho parlato QUI. Allora? Ve lo ricordate?! Ecco qui la recensione tanto attesa. Non preoccupatevi perchè presto arriveranno anche le altre, sto cercando di recuperare in fretta.

2780Titolo: Morte senza resurrezione
Autore: Roberto Martínez Guzmán
Traduttrice: Cinzia Rizzotto
Prezzo: 2,64 euro
Genere: thriller
Pagine: 234
LINK AMAZON: https://www.amazon.it/dp/B01N28TPYU
TramaUna serie di omicidi minaccia la tranquilla città di Ourense, senza che tra di loro vi sia nessun nesso apparente. Ma un segno distintivo lasciato dall’assassina conferma che sono stati commessi tutti dalla stessa persona: Emma, una ragazza estremamente intelligente con un piano elaborato e un motivo che la porta ad agire in quel modo. Sarà Eva, ispettore di polizia, ad occuparsi del caso. Comincia così una corsa contro
il tempo per evitare altre morti.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in chiesa. E’ la domenica delle palme e una donna è al confessionale, serena e determinata. Confessa ciò che sta per fare e cerca l’assoluzione. Un assoluzione che il prete non riesce a dare perchè sa che ciò che farà la donna è troppo grande, troppo pericoloso.

Poco più tardi Emma torna a casa, dice poche parole a sua madre e da Vigo parte per Barcellona Saints. La donna però è diretta a Ourense, una delle fermate intermedie. Trova un alloggio in una casa per studenti e una volta sistemata si mette davanti sette palline da golf, ognuna con una foto davanti: i suoi obiettivi. Conosceremo i diversi personaggi con cui avrà a che fare la nostra protagonista nel percorso del libro, uno per ogni giorno della settimana a cominciare dal lunedì.

Cosa avrà in mente Emma, fredda e calcolatrice? Riuscirà Eva, l’ispettore di polizia, a risalire alla colpevole e fermare tutto il suo progetto? Leggete!

Lui obbedì. Immobile, notò che una delle mani della ragazza smetteva di toccarlo, mentre l’altra si era fermata sul codino, ed ebbe la sensazione che stesse minacciando di tirarla. «Perché mi prendi per la coda?» protestò col tono di un bimbo insoddisfatto. Non poté dire altro. Sentì un violento strattone all’indietro e uno strappo nel collo. Un taglio veloce, sicuro, fermo, da sinistra a destra. Poi, dolore, umidità, l’impossibilità di parlare, di urlare, e alla fine la luce si trasformò in tenebra. Quando tutto fu concluso, Emma lasciò cadere il corpo lentamente, fino a terra.

La trama è breve ma la trovo piuttosto scarna e poco accattivante. Infatti sono partita già demoralizzata pensando che la storia, vista la trama, potesse essere scialbo, poco condito e poco significativo. Invece è tutt’altro. Il libro è un crescendo di eventi c’è sempre più curiosità andando avanti nella lettura.

La copertina non è niente di speciale e c’entra in qualche modo nella storia se vogliamo ammetterlo. Uno penserebbe leggendo che sarebbe meglio altro ma fidatevi, anche se non attira così com’è, ha il suo perchè. Il titolo è particolare. Non a caso il libro parte dalla domenica delle palme e si sviluppa nella settimana santa. Dovete leggere per credere.

L’ambientazione come ho detto all’inizio, si sviluppa tra Ourense, per la maggior parte, e Vigo in Spagna e l’epoca è pressoché moderno.

«Mi dica, cos’ha scoperto?» le chiese mentre chiudeva la porta «crede che si tratti della stessa persona di ieri?» «Sì, sono quasi sicura di sì.» «Indizi?» «La storia del cellulare di Vigo» rispose Eva, negando con la testa. «Per il resto, è un’attrice squisita. Non lascia niente in sospeso. Piomba nelle loro vite a sorpresa, si guadagna la loro fiducia in pochissimo tempo e quando sono da soli e non la vede nessuno agisce con precisione. È fredda, crudele e intelligentissima.» 

I personaggi non sono poi moltissimi, sopratutto i principali. La storia sbalza da Emma ad Eva ed è tutta al femminile. Un punto a favore sicuramente visto che di donne in versione killer se ne vedono e sentono poche, (così brave poi xD).

Emma è spietata, decisa e meticolosa. Ha un piano ben elaborato e niente e nessuno può fermarla dalla sua furia omicida. E’ un personaggio davvero ben costruito ed è stato il mio preferito in assoluto. Meticolosa, precisa che va dritta al punto e non si ferma, non si lascia intimorire da nessuno. Tenetevene bene alla larga, perchè può essere pericolosa.

Eva è un’ispettore di polizia molto intelligente e perspicace. Si ritrova a dover indagare sulle strane morti ad Ourense. Anche se è un personaggio importante, nel romanzo sembra quasi messo da parte e viene data più luce ad Emma, il personaggio che preferisco. Riuscirà a porre fine alla serie di omicidi di Emma?

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«Sì e sono uno che non si fida mai delle coincidenze. Sono al corrente del caso che sta seguendo lei e, mi creda, l’ho preso in considerazione nell’indagine sulla morte di Aurora. Ma le ribadisco che, almeno per ora,» volle sottolineare questo particolare «dobbiamo pensare che questa donna si è suicidata.» Il volto di Eva rifletteva la desolazione di chi vede sfumare la propria pista principale. Ad ogni modo aveva appena fatto il suo ingresso in centrale Sara, disposta a fornire l’identikit della donna che aveva incrociato al pub. Per il momento si sarebbero dovuti accontentare di quello, pensò Eva. «Ma comunque tra ieri e oggi abbiamo raccolto molte informazioni, dai vicini di casa» proseguì l’ispettore Lago dall’altra parte della linea.

Il perno centrale è la Settimana Santa. Una settimana, i morti iniziano dal lunedì e sulla scena del crimine, l’unica cosa che li accomuna è una misera pallina da Golf. Cosa spinge Emma a fare tutto questo? Come fa ad adescare queste persone senza nemmeno conoscerle? E sopratutto, perchè le uccide così brutalmente?

Lo stile utilizzato è diretto e coinvolgente. Ho letto questo libro in pochissimo tempo ed è stato una vera scoperta.

Un thriller avvincente, che non parte con il solito standard con cui dobbiamo scoprire l’assassino. Qui l’assassino è ben chiaro ma si vuole capire il perchè agisce in un determinato modo e come architetta tutto perfettamente, ogni giorno collegato al successivo.

Dopodiché l’uomo smise di parlare e la stanza rimase in silenzio; un silenzio denso, sepolcrale, difficile da digerire. Dopo un istante fu Eva a romperlo: «Sai chi erano le altre persone delle due macchine?» «Non esattamente» disse lui, aprendo le mani come per scusarsi «in sostanza quelli che ha ammazzato. Sandra era preoccupata solo di se stessa».

Il libro è stato un thriller ben realizzato e decisamente interessante. Si scopre mano a mano andando avanti nella lettura e posso dire che non è per niente scontato e il finale lascia l’amaro in bocca.

Roberto Martinez Guzman mi ha davvero stupito, ha creato un thriller con protagoniste al femminile che è stato prepotente, crudo e meticoloso. Una storia veloce, descritto quasi come fosse un film, dalla trama accattivante. Lo consiglio? Certo, non potete perdervi questo bel thriller.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

quattro-e-mezzo


Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commentino che io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

 

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BLOGTOUR: “MORTE SENZA RESURREZIONE DI ROBERTO MARTINEZ GUZMAN”: CINQUE MOTIVI PER LEGGERE IL ROMANZO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi vi presento la tappa di un nuovo BlogTour al 04 al 10 Settembre! Il libro sto per presentarvelo fra poco e posso dirvi che si tratta di una novità che trovate nei store online!

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Un thriller avvincente:

2780Titolo: Morte senza resurrezione
Autore: Roberto Martínez Guzmán
Traduttrice: Cinzia Rizzotto
Prezzo: 2,64 euro
Genere: thriller
Pagine: 234
LINK AMAZON: https://www.amazon.it/dp/B01N28TPYU
Trama: Una serie di omicidi minaccia la tranquilla città di Ourense, senza che tra di loro vi sia nessun nesso apparente. Ma un segno distintivo lasciato dall’assassina conferma che sono stati commessi tutti dalla stessa persona: Emma, una ragazza estremamente intelligente con un piano elaborato e un motivo che la porta ad agire in quel modo. Sarà Eva,
ispettore di polizia, ad occuparsi del caso. Comincia così una corsa contro
il tempo per evitare altre morti.

LA MIA TAPPA E’: CINQUE MOTIVI PER LEGGERE IL ROMANZO.

Eccovi i miei cinque motivi:

1. La scrittura è semplice e accattivante, cattura il lettore e lo coinvolge addentrandosi in scenari di morte senza pietà e omicidi che, come traccia, lasciano solo un lungo ed elaborato piano. 

2. Emma è fredda, spietata e meticolosa, la protagonista perfetta per questo genere di libri. Dall’altra parte abbiamo Eva, un’ispettore di polizia determinato a fare giustizia. Un connubio perfetto.

3. Ha un tema centrale pieno di significato ed un finale inaspettato.

4. E’ brillante e mai scontato. Fino all’ultimo ti tiene con il fiato sospeso e non si smettere di leggere solo per sapere come va a finire.

5. Se amate il giallo e i thriller non potete perdervi questo libro. E’ un thriller coinvolgente e pieno di suspance. Per chiunque voglia iniziare ad inoltrarsi nel genere, questo è un ottimo inizio.



TAPPE BLOGTOUR:

4/9 – Intervista autore – The Mad Otter
5/9 – Presentazione personaggi – Over the hills and far away
6/9 – Intervista traduttrice – Book Lover
7/9 – Estratti – Sognare
8/9 – Playlist – Dipendente dai libri
9/9 – Cinque motivi per leggere il romanzo – Milioni di particelle 

10/9 – Recensione – Different Magazine e I libri: il mio passato, il mio presente e il mio futuro


Cosa ne pensate? Vi piace? Seguite tutte le tappe e non dimenticate la mia recensione che arriverà a breve, così da poter scoprire com’è questo libro!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #97 – LA DONNA SILENZIOSA DI DEBBIE HOWELLS.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Ecco qui per voi una recensione in anteprima! Troverete questo thriller in libreria da oggi! Ringrazio la Newton Compton per avermi permesso la lettura e ora, ve ne parlo!

Ecco qui:

la-donna-silenziosa_9303_x1000Titolo: La donna silenziosa
Autore: Debbie Howells
In uscita il: 24/08/2017

ISBN: 9788822709851
Pagine: 336
Prezzo: € 2,99 / € 10,00

TramaQuando Rosie Anderson, una ragazza di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero… 

Un thriller psicologico avvincente e una storia piena di segreti oscuri, ossessione e suspense. Tutti hanno dei segreti ma alcuni sono più pericolosi di altri
Una cittadina in stato di shock. Una famiglia lacerata. Chi nasconde la verità?

RECENSIONE:

La storia ha inizio con Rosie. I minuti prima di morire il cervello sembra elaborare tutto ad una velocità infinitesimale e Rosie, l’ha appena vissuto sulla sua pelle.

Si, perchè Rosie è morta e la sua storia ha inizio in una piccola cittadina in cui la protagonista Kate, si alterna con Rosie, e i suoi ricordi in vita e Delphine, la sorella di Rosie, che comparirà più raramente.

Kate ha un marito e sua figlia Grace e tutto ha inizio quando al telefono, viene a sapere della scomparsa di Rosanna Anderson o meglio Rosie, figlia di Neal e Joanna Anderson i due ricconi del paese. Kate, avendo la figlia coetanea a Rosie, si sente avvilita e preoccupata anche perchè aveva iniziato a conoscere Rosie poco tempo prima quando le aveva chiesto di avvicinarsi ai suoi cavalli. Non appena in paese si viene a scoprire che Rosie è morta, Kate cerca di avvicinarsi alla sua famiglia e fa di tutto per cercare di aiutarli, legandosi particolarmente a Joanna, per le amiche Jo.

Kate finirà in un vortice pieno di mistero. Chi sarà il colpevole della morte di Rosie? E perchè uccidere una ragazza brava, giudiziosa e piena di talento? Cosa voleva dalla ragazza, chi l’ha uccisa?

Ascolto il suo appello disperato, lo osservo: è pallido e teso, il dolore che prova gli si legge in faccia. Chiede a tutti noi, a tutti, di mettersi nei suoi panni. Di immaginare che quella scomparsa sia nostra figlia. A chiunque sappia qualcosa, per quanto banale e di poco conto, chiede per favore, per favore, di farsi avanti. Quelle parole eloquenti e accorate accompagnano un’immagine di Rosie apparsa sullo schermo. È lì in tutta la sua bellezza, con quei capelli chiari e lo sguardo distante. Do un’occhiata a Grace, che ha il viso rigato dalle lacrime. Al secondo «Per favore», la voce di Neal si spezza, e così anche il mio cuore.

Risultati immagini per the bones of youLa trama è ben scritta e attira sicuramente la lettura. Ero davvero curiosa quando ho visto che questo libro era in uscita, sopratutto per due cose: perchè ultimamente sto scoprendo molti thriller fantastici sia per la copertina, che è fighissima.

Per la copertina, questa volta, devo ammetterlo – Halleluja! – la Newton Compton ha fatto un ottimo lavoro. Ho visto che ci sono varie copertine straniere dello stesso libro, questa però le supera tutte di gran lunga e si mantiene comunque su una linea già utilizzata in precedenza. Non cambiano però i colori sgargianti che tende ad usare l’editore italiano, come potete notare (rispetto alla copertina di lato). Però evo dire che è una copertina davvero carina ed è stato fatto un buon lavoro, per una volta!

Il titolo è stato largamente cambiato. Come potete vedere qui di lato, l’originale era The Bones Of You. In italiano abbiamo deciso di farlo diventare La Donna Silenziosa non so tramite quale mago! Le ossa di te ci faceva schifo (per chi non l’ha capito è ironico). Ma visto che poteva essere fatto di peggio, andiamo avanti.

L’epoca è moderna, siamo ai giorni nostri e l’ambientazione è un piccolo paesino di cui – se non sbaglio – non viene citato il nome.

Delphine

Abbiamo tutti un destino. È stata Rosie a dirmelo. Un futuro che è già scritto – noi non lo conosciamo, ma è fermo lì, e ogni cosa che accade, ogni scelta che fai, ogni persona che incontri non fa altro che avvicinarti ad esso. Rosie mi ha detto che conosceva il suo. Già da un po’. Mi ha detto che sarebbe morta.

I personaggi sono molti e girano su più fronti ma io vi parlerò di quelli che fanno da protagonisti e voci narranti della storia.

Kate è in prima persona la protagonista assoluta. E’ una donna forte, ama la sua famiglia e si fa in quattro per gli altri. Quando Rosie viene ritrovata morta cerca subito di rendersi disponibile per fare qualcosa, ed entra in casa della famiglia Anderson dapprima in punta di piedi, poi con tutte le scarpe. Si ritrova in qualcosa di più grande di lei, che non sa gestire.

Rosie è una ragazza che ha sopportato tante cose nella sua vita e nel suo piccolo si oppone a ciò che le viene negato con tata forza anche se lei lo desidera ardentemente. E’ una ragazza dedita allo studio e alla famiglia, sopratutto a sua sorella. Una ragazza dal cuore d’oro.

Delphine è una bambina di dodici anni molto intelligente. Rosie la chiamava Della ed erano molto legate. Delphine è una bambina molto sveglia ma anche taciturna e riservata. Non si espone e soffre più degli altri della perdita di sua sorella.

Avrete modo di conoscere Joanna e Neal Anderson, la famiglia di Kate, Laura una giornalista, Rachel, amica di Kate. Insomma dovete leggerlo per scoprire il mistero 🙂

Rimane in silenzio, mentre scendo dall’auto e con calma entro in casa, perché non può costringermi a dire ciò che non voglio. Può fare quello che vuole, rifilarmi le occhiate più affilate e rivolgermi qualsiasi domanda, la situazione non cambierà. Custodisco il segreto dentro di me, là dove nessuno può arrivare, nessuno a parte me. Dentro il mio animo, dove posso ripetere il suo nome ancora e ancora e nessuno può sentirmi. Si chiama Adam, dico tra me e me, gli occhi fissi sulla schiena di mio padre. Adam. Adam. Adam. Le bugie sono come la farina, come un tumore maligno. Crescono, lievitano. Incontro Adam in pausa pranzo. E tutti i martedì pomeriggio, quando vado in biblioteca a restituire libri che non dovrebbero ancora essere restituiti. O il giovedì, quando andiamo a correre – solo che alla fine né io né lui ci mettiamo le scarpe da corsa. Passeggiamo e basta.

Il perno centrale è la morte di Rosanna Anderson. Dopo la sua morte nel paese si scatena lo sgomento generale e Kate si ritrova i sensi di colpa, perchè sua figlia invece è viva e decide di andare a trovare la famiglia che ha subito la perdita.

Lo stile utilizzato è semplice e scorrevole. La storia è un susseguirsi di pezzi di ricordi di Rosie, della vita di Kate e dei stralci di Delphine, tutti uniti in un unica storia che si intreccia creando un thriller psicologico mediocre.

La più forte in tutto questo è proprio Rosie che affronta nuovamente tutto ciò che le è stato fatto, subendolo ancora, rendendolo prepotente e forte anche in chi lo legge. Quindi ho apprezzato le sue parti e il suo punto di vista.

Il personaggio di Kate non mi è andato giù neanche per un millesimo di secondo. Si fida troppo delle parole degli altri e non dubita mai un secondo di cosa le viene detto. Possibile che una persona sia buona a tal punto? C’è di mezzo un omicidio e tu ti fidi ciecamente di ciò che ti viene detto? Mi sembra piuttosto singolare e poco credibile.

Ad un certo punto, la storia diventa persino banale. Sono riuscita a capire chi fosse il colpevole già da prima della metà del libro – non che ci volesse un genio – e mi sono imposta di cercare di rimanere in pista per capire almeno il perché di tutto quanto, ma non mi ha coinvolto come doveva. Poco condito e ripetitivo in alcuni punti. La cosa più sconvolgente è la scena del bacio di Neal (non vi dico riferito a chi /che cosa altrimenti ricadrei in spoler e non voglio). Vi pare normale? No, capitemi!

Ed è stato un peccato perché mi aspettavo davvero tanto da questo thriller. 

Per un momento, sono di nuovo in quella stanza, con la bambina che sta piangendo. E in piedi accanto a lei, le dico: «Va tutto bene, Della. Non sei sola». Sono di fronte a mia sorella ora. Le prendo una mano, le alzo il viso e asciugo le sue lacrime, cercando di farle sentire le mie braccia intorno a lei. Di farle sapere che le voglio bene, che sono a posto e presto sarà a posto anche lei. E poi il miracolo accade. Solleva lo sguardo e i nostri occhi si incrociano. Soltanto pochi centimetri separano i nostri volti. Sussulta e, per un momento, sembra quasi che mi veda.

Il libro aveva tutti i requisiti per essere un buon libro. Peccato che non è stato come mi aspettavo e il voto è colato a picco mano a mano che andavo avanti nella lettura.

Ho lasciato la sufficienza perchè sommariamente è buono ma mi ha ricordato molto Dentro l’acqua di Paula Hawkins: storia carina, thriller avvincente solo sotto alcuni punti di vista e l’assassino che si capisce già prima della metà del libro.

Che lo leggo a fare se uno mi toglie il gusto di trovare ciò per cui sto leggendo il libro?

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Vi piace? Io vi aspetto come sempre con un commento!

A presto,

Sara©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #82 – LA VERITA’ DI MELANIE RAABE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi per voi ho una bellissima novità edita Corbaccio, che ringrazio innanzitutto per avermi permesso la lettura. Tenetevi pronti perchè domani andrò ad un’incontro in esclusiva dell’autrice con noi blogger e vi racconterò meglio i prossimi giorni, appena riesco 🙂

9788867002924bTitolo: La verità
Autore: Melanie Raabe
In uscita il: 22 giugno 2017
Pagine:
360

Prezzo: euro 17,90
Editore: Corbaccio.
Trama: Da ormai sette anni, Sarah vive sola con il suo bambino: dopo essere partito per un viaggio d’affari in Sud America, suo marito Philipp è scomparso, precipitando Sarah in un incubo. Fino a quando, improvvisamente, viene annunciato il ritorno di Philipp, lasciato libero dopo essere stato per sette anni nelle mani di una banda di rapitori. La notizia diventa un caso mediatico. Sarah è incredula e frastornata, e si prepara ad accogliere il marito. Ma quando il portello dell’aereo che dovrebbe restituire Philipp alla sua famiglia si apre, accade l’impensabile: a scendere la scaletta non è Philipp. È un uomo che Sarah non ha mai visto prima. Che cos’è successo? Chi è questo estraneo che si spaccia per Philipp? E, soprattutto, che intenzioni ha? Se dello sconosciuto Sarah non sa nulla, lui invece sembra sapere tutto di lei, e la minaccia. Se si azzarderà ad aprire bocca denunciandolo alla polizia, perderà ogni cosa: suo marito, suo figlio, la sua stessa vita.Uno psicothriller elegante e inquietante, La verità insinua il dubbio nel lettore pagina dopo pagina, e conferma il grande talento di una delle migliori autrici della nuova generazione.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con delle riflessioni e da un cambiamento. Sarah Petersen, dopo la scomparsa di suo marito Philipp per ben sette anni decide di fare qualcosa per cambiare la sua vita e non rimanere per sempre chiusa in un involucro di cristallo.

Quindi cambia pettinatura, invita dei colleghi a cena – non invitava qualcuno in casa da quando era scomparso misteriosamente su marito – e cerca di tornare alla normalità dando una svolta alla routine quotidiana. Ma dopo una telefonata, tutto cambia: Philipp è stato liberato dai suoi rapitori e sta tornando a casa.

Quando arriva il grande giorno dell’arrivo, la città è in fermento – essendo Philipp un uomo rilevante per il suo capitale in città – e all’aeroporto decine di giornalisti aspettano di vederlo scendere dall’aereo per abbracciare i suoi cari. Quando però a scendere dall’aereo non è Philipp ma uno sconosciuto per Sarah tutto diventa un incubo senza fine.

Chi è lo sconosciuto, un impostore? Perchè si spaccia per suo marito? Cosa vuole da lei, tanto da doverla minacciare?

Sono in una piccola radura in mezzo al bosco. Sola. Ho trentasette anni. Fisso un gigantesco sole nero che mi fissa a sua volta, e mi domando se anche Philipp lo stia osservando. Se sia visibile dal posto in cui si trova lui. Penso che alla prossima eclisse di sole nostro figlio avrà settantacinque anni. Che io non ci sarò più, che Philipp non ci sarà più. Questa, oggi… era la nostra ultima possibilità. Mentre la luna copre gli ultimi millimetri di sole, mi rendo conto che Philipp si sbagliava. L’orchestra piumata intorno a me non accenna a placarsi. Ne sarebbe rimasto deluso o si sarebbe rallegrato, chissà? Mi dico che ormai non ha più alcuna importanza. Philipp non è più qui, penso. Philipp se ne è andato. Philipp è sparito. Philipp è caduto giù dal l’orlo del mondo.

La trama fin da subito mi ha messo una profonda curiosità. Sono stata davvero curiosa di poterlo leggere e, ora che l’ho letto, posso ben dirvi che è ben scritta e cattura senz’altro senza lasciare sospetti o spoiler, come a volte succede.Risultati immagini per melanie raabe die wahrheit

 

Per quanto riguarda la copertina, adoro l’originale, che non ha niente a che vedere con quella italiana. Esteticamente, quella italiana non è male ma se parliamo dei capelli della ragazza allora l’originale la prende in pieno. Potete vedere la copertina di Die Warhheit (La verità in tedesco), la versione di origine.

Il titolo, invece, non è stato modificato, bensì solo tradotto letteralmente. Quindi assolutamente punto a favore su questo punto di vista.

Amburgo è l’ambientazione scelta per questo romanzo e l’epoca è moderna, ai giorni d’oggi.

È parecchio che non sognavo lo strepitio oltre la porta e mi domando che cosa abbia fatto sì che l’incubo tornasse. Soprattutto perché credo di sapere che cosa c’è dietro la porta. Mi rigiro nel letto, come se bastasse una mossa repentina per scacciare i pensieri notturni simili a corvi. Accendo la luce. Mi dico che ho bisogno di dormire, la spengo di nuovo. Chiudo gli occhi. Primo, penso: Sono un’imbrogliona. Secondo: Ho ucciso una persona. Terzo: Ho un tatuaggio in un punto segreto. Una delle tre è una bugia. Resto in ascolto di me stessa, nella vana ricerca della magnifica sensazione che ha accompagnato la giornata. Il vecchio brutto sogno l’ha cacciata via, e d’un tratto sento agitarsi in me qualcosa di diverso; è vago ma inarrestabile, simile a un animaletto dai denti aguzzi che esce dall’albero dopo il lungo letargo invernale: il presentimento di qualcosa di terribile.

I personaggi che ruotano all’interno di questo romanzo sono diversi, chi si troverà con più intensità, chi meno:

Sarah Porter è la vera e propria protagonista di questo libro. E’ una donna chiusa in se stessa ma sagace e determinata a non farsi buttare giù tanto facilmente. Ha le sue paure e i suoi scheletri nell’armadio, un pò come tutti d’altra parte e quando scopre la notizia che suo marito, dopo sette anni è ancora vivo non può far altro che sentirsi strana, tesa e felice allo stesso tempo. Non sarà lo stesso quando si troverà davanti tutta un’altra persona.

Philipp non è un vero e proprio protagonista diretto ma è la speranza che fa andare avanti Sarah, è suo marito, il padre di suo figlio. Tutti i momenti che vivono nei ricordi di Sarah lo dipingono come un uomo dolce e premuroso, dedito al suo lavoro e alla sua famiglia. Gli occhi solo per sua moglie Sarah e per suo figlio Leo.

Lo sconosciuto è parte integrante di questa storia. Non è un uomo particolare ma cerca di fare di tutto per riuscire nel suo intento. E’ un uomo subdolo, che sa come compiacere gli altri ma non è un tipo violento.

Il piccolo Leo è il figlio di Sarah Petersen e Philipp Petersen. Il piccolo ha otto anni ed ha conosciuto suo padre solo nel suo primo anno di vita, quindi non ricorda nulla. Quando però anche lui si trova di fronte lo sconosciuto, sentirà che qualcosa di lui non gli piace.

Ci saranno altri personaggi, come Mirko, Miriam, Constanze, che troverete all’interno ma che non vi svelerò per non togliervi tutto il piacere della lettura e per incuriosirvi ancora di più.

Lo sconosciuto

Apro il borsone, prendo il cellulare dalla piccola tasca interna, l’accendo. Grimm non ha ancora richiamato. Tengo a freno la mia impazienza. Niente di ciò che accade è un bene o un male in sé. Siamo noi a dargli significato. Mi sdraio sul letto, mi stiracchio. (…) Guai a perdere la concentrazione. Ci sono cose che posso fare anche senza le informazioni di Grimm. Mi rialzo, prendo il libro dal borsone, ne sfioro con le dita il dorso logoro. Sun Tzu, L’arte della guerra. Lo apro, leggo un appunto scritto a mano: Sottomettere l’esercito nemico senza combattere è prova di suprema abilità. Pazienza. Disciplina. Funzionare. Fare ciò che va fatto. Chiudo per un attimo gli occhi. Sono pronto. Dopodiché mi avvicino alla finestra e aspetto l’alba.

 

Il perno centrale risiede e si nasconde proprio all’interno del titolo: La verità. Tutto ruota attorno allo sconosciuto che si spaccia per il marito di Sarah Petersen e cosa vuole da lei, i segreti che nasconde Sarah e quelli dello sconosciuto. La verità verrà a galla?

Nello stile, almeno inizialmente ho avuto una leggera difficoltà a nell’abituarmi per quanto ha riguardato le prime dieci pagine, perchè non riuscivo davvero a capire cosa c’entrava tutto quello che stava accadendo con la trama che avevo letto. Andando avanti l’ho letteralmente divorato, lasciandomi dentro quella malinconia fine che ti si attacca addosso e non ti lascia per niente al mondo.

La scrittura è stata articolata e ben strutturata ma assolutamente coinvolgente. Un thriller psicologico ben pensato e mai banale ne tanto meno scontato. Ti porta a dubitare di tutti e di nessuno tenendoti sulle spine fino all’ultima pagina.


La cosa che mi sono chiesta è stata una sola ma non posso porvi il quesito altrimenti svelerei tante, troppe cose ma se è come è stato spiegato allora potrebbe essere possibile.


Bevo un altro sorso di birra, ne assaporo l’amaro. « Quando crediamo di amare una persona… amiamo veramente la persona? O non amiamo solo il modo in cui ci fa sentire? » Lei riflette un attimo. « Entrambe le cose, suppongo » dice infine. « Ma allora com’è che a un certo punto smettiamo di amarci? Se ciò che amiamo non fosse solo il modo in cui una certa persona ci fa sentire, ma la persona in sé… Com’è possibile che a un certo punto smettiamo di amarla… solo perché magari ha fatto qualcosa che non ci piace? » La donna fa spallucce e si gira. Probabilmente fa conversazioni del genere ogni sera ed è stufa. Sono stufa anch’io.

Il libro è stato una vera e propria scoperta. Non conoscevo l’autrice e devo dire di essere felice di aver esplorato il suo mondo e di aver letto il suo romanzo.

Melanie Raabe, è una vera e propria garanzia nell’ambito dei thriller psicologici. Ho amato dalla prima all’ultima pagina entrando nella testa di Sarah in completa contrapposizione con quella dello sconosciuto. Una rivelazione dopo l’altra che tiene sulle spine fino all’ultima riga, racchiudendo il tutto in un finale decisamente sorprendente.

Vi consiglio la lettura di questo libro e, a questo punto non posso far altro che pensare che non vedo l’ora di incontrare l’autrice, domani per stringerle la mano per il suo bellissimo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Voi lo leggerete? Io dico che non potete perderlo! Aspetto commenti!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #81 – LA DONNA DI GHIACCIO DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO BEI LETTORI!

E buona domenica! Oggi ho per voi una nuova recensione per i lettori appassionati di Thriller (ma anche non). Un libro che mi ha lasciato col fiato sospeso. Ringrazio la Newton Compton per avermi inviato questo libro! Vi sto parlando di:

la-donna-di-ghiaccio_9018_x1000Titolo: La donna di ghiaccio
Autore: Robert Bryndza

Prezzo: Ebook 2.99 €
Data di uscita: 25 Maggio 2017
Trama: Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare… Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

RECENSIONE: 

La storia ha inizio con una giovane ragazza che viene pedinata, rapita e poi uccisa brutalmente. Lei è la donna di ghiaccio del titolo. Proprio perchè viene ritrovata in condizioni pietose nell’acqua ghiacciata dietro ad un museo. Il ragazzo che la ritrova è in stato di shock ed è qui che entra in azione Erika Foster, Detective specializzata per tipi di casi come questo.

Si pensa che la ragazza ritrovata sia la giovane Andrea Douglas-Brown figlia di Simon e Diana Douglas-Brown, famosi in tutto il paese perchè ricchi impresari. Quindi il caso diventa mediatico e la polizia cerca di non mettere subito in mezzo la stampa mentre I Douglas-Brown daranno del filo da torcere a tutti.

Si creeranno discrepanze nelle indagini ma non vi dirò nulla i più perchè dovrete solo che leggere. Riuscirà Erika Foster a risolvere il caso? Cosa nascondeva Andrea? E perchè è stata brutalmente uccisa?

«Lord Douglas-Brown. Non è stato uno dei maggiori appaltatori governativi per la guerra in Iraq? E mentre faceva parte della squadra del governo?»
«La politica non c’entra niente.»
«E quando mai mi sono curata della politica, signore?»
«Andrea Douglas-Brown è scomparsa nella mia zona. Lord Douglas-Brown ha fatto enormi pressioni. E’ un uomo influente, capace di dare una spinta a una carriera o di distrugerla. Più tardi ho un appuntamento con il commissario capo e con non so quale agente governativo…»
«Quindi il punto è la sua carriera?»

La trama è ben scritta e mi ha colpito fin da quando ne segnalai l’uscita. Generalmente non amo molto il genere che propone una serie di eventi di un determinato poliziotto e che quindi, in seguito riporterà vari casi dello stesso Poliziotto/detective. Però questo inizio è davvero buono e mi ha colpito per diversi fattori che vi parlerò più avanti.

La copertina (e qui devo dire Grazie Newton FINALMENTE!!!) è davvero molto bella e miracolo dei miracoli è stata l’asciata come l’originale. Il formato del libro è grande ma cattura ed è davvero bello perchè sembra ghiaccio vero e cristallino. Il titolo è stato leggermente modificato, invece. Era The Girl in the Ice, che tradotto era La ragazza nel ghiaccio. E’ stato tradotto come potete ben vedere in La donna di ghiaccio. Su la donna invece di ragazza potrei anche starci ma perchè di ghiaccio? Lasciate nel ghiaccio, dico io. Ma sono piccoli dettagli e quindi sorvolo.

Il libro è ambientato in Inghilterra e l’epoca è senza dubbio moderna.

Socchiuse gli occhi e alzò le spalle. «Perchè non sei dentro?» chiese Erika.
«Perchè è una stronzata…I miei genitori hanno organizzato una cosa così pretenziosa… ma non c’entra niente con Andrea, lei non era così. Era un pò puttana, era rozza e volgare, e aveva la capacità di concentrazione di un insetto. Ma era bello averla accanto, era divertente. Odio quella frase “Illuminava la stanza”, la ripetono in continuazione, ma era vero. (…)»

I personaggi saranno molti ma vi parlerò maggiormente della protagonista e di chi la circonda a stretto contatto:

Erika Foster è la Detective che condurrà l’indagine della Donna di Ghiaccio, Andrea Douglas-Brown. La Foster è determinata, testarda, sempre pronta a tutto. Niente può fermarla ma anche umana perchè le sue emozioni e i suoi sentimenti a volte la tradiscono e la rendono vulnerabile, non invincibile.

Moss Peterson, sono i due agenti che la Detective Foster sceglierà di portare sempre con se e di cui si fida ciecamente e loro ricambiano la fiducia riposta. L’autore è riuscito ad amalgamare in questa storia anche soggetti che nella società odierna sono piuttosto ghettizzati: la detective Moss, infatti è sposata con una donna ed hanno un figlio e Peterson è un Detective di colore. Non a caso, Peterson verrà, a volte, anche soggetto a battute poco felici di altre persone per il colore della sua pelle e così via. (Apro e chiuso una parentesi: ci sarebbe un’odissea da parlare su questo argomento essendo molto vasto ma vi dico solo quanto segue)Sono assolutamente a favore di questo tipo di soggetti nei libri, perchè la gente tende spesso all’omofobia e al razzismo e leggendone nei libri sono felice perchè viene reso ancora più normale a chi non sa vederla in modo semplice, come la vedo anch’io.

Marsh è il commissario capo e direttore/mediatore di tutte le cose che accadranno all’interno del distretto. Sarà, assieme a sua moglie Marcie, un amico per la Foster perchè cerca di supportarla ove gli è possibile. Non è sempre propenso, questo è vero, ma ci sta anche questo, in ogni caso.

I Douglas-Brown sono una famiglia piuttosto egocentrica. I figli AndreaDavid e Linda sono viziati, ognuno con una propria caratteristica sia fisica che caratteriale. Simon e Diana, il padre e la madre di Andrea, la vittima di omicidio, sono piuttosto attaccati ai soldi e alla reputazione della famiglia tanto da non badare a spese ma anche quanto riguarda avvocati, trattamenti televisivi, ecc…

Erika proseguì: «Immagino che molti di voi abbiano già scritto il proprio articolo e si siano già fatti un’idea precisa su ciò che sono venuta a dirvi. Ma prima che ve ne andiate a trascrivere, metaforicamente parlando, l’articolo che avete in mente,in cui dite peste e corna dell’incompetenza della polizia, o prima che decidiate che la morte di Andrea è più degna di nota di quella di altre persone che non sono nate in un ambiente privilegiato, pensate un momento al motivo per cui siamo tutti qui oggi. Il nostro lavoro consiste nel prendere i cattivi, il vostro nel raccontare ciò che facciamo in maniera appropriata. Si, noi ci usiamo a vicenda. La polizia usa la stampa per ampliare il proprio raggio d’azione e diffondere un messaggio. Voi vendete i vostri testi. Perciò, signore e signori della stampa, oggi vi chiediamo di lavorare insieme. Io vi regalerò una nuova storia tanto per cominciare.»

Il perno centrale è l’indagine della nostra Detective protagonista per il caso di omicidio che le è stato assegnato. Troverà del filo da torcere ma sarà cocciuta e determinata a portare luce sul caso in questione.

Lo stile è stato decisamente scorrevole quanto piuttosto coinvolgente. Pagina dopo pagina non si può fare a meno di cercare di arrivare alla fine per scoprire l’assassino colpevole di omicidio.

La cosa che, purtroppo, non mi ha portata a farmi spesso domande è stato proprio il personaggio della Foster. Mi sono domandata se un poliziotto con un trauma del suo livello potesse portarla a restare in servizio. A volte è irrimediabilmente irruenta e isterica altre volte l’esatto contrario. Quindi a tratti, risulta inverosimile. Ma alla fine la storia ha avuto il suo perchè, anche il personaggio quindi non biasimo nulla e lascio questo dubbio solo come semplice appunto all’autore.

«Sai come andrà a finire vero?» Potresti perdere il distintivo, la reputazione. «Signore, io ho perso quasi tutto. Mark e la vita che amavo al nord, circondata da amici, in un posto che potevo chiamare casa. L’unica cosa a cui posso aggrapparmi è un senso  di moralità, e la speranza che per le nove di mattina sarò riuscita a rendere giustizia (…)»

Il libro è stato veloce e scorrevole. Non so se leggerò i seguenti perchè non sono una fan accanita di casi polizieschi che si mantengono sempre con lo stesso soggetto principale; mi suonano molto come telefilm, però posso assicurarvi che merita assolutamente la lettura.

Robert Bryndza mi ha assolutamente colpito entrando nella mia top ten di Thriller che ho apprezzato particolarmente. Un libro di cui consiglio la lettura a tutti gli appassionati di genere poliziesco e non, perchè è un libro che toglie il fiato pagina dopo pagina. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Allora, come vi sembra? Lo leggereste? Io vi aspetto con tanti bei commenti!

A presto,

Sara. ©

BLOGTOUR: “NON TORNARE INDIETRO DI SOPHIE HANNAH”

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Oggi ho per voi la tappa del BlogTour del libro Non tornare indietro di Sophie Hannah. Innanzi tutto ringrazio la Stamberga D’inchiostro per avermi invitato a partecipare e la Garzanti per avermi permesso la lettura.

La mia tappa è davvero particolare e spero l’apprezzerete! 

LA PLAYLIST!

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Ecco la mia playlist, che vi consiglio con la lettura:

Rihanna – Unfaithful

Jonh Legend – Love me Now

The Kolors – What happened last night

James Bay – Let It Go

Ed Sheeran – Drunk

Birdy – Skinny Love

Isaiah – Don’t Come Easy

Potete scoprire le altre tappe leggendole in questa foto e andando sui loro blog per poterle scoprire!  (Andate più in basso per scoprire una sorpresa per voi!)

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TRE COPIE DEL LIBRO CERCANO CASA!

Partecipare è molto semplice.

Il Giveaway inizia il 25/05 e termina il 02/06

OBBLIGATORIE:

Diventare lettori fissi dei blog partecipanti

Seguire su Instagram “La stamberga d’inchiostro” : @lastambergadinchiostro

Seguire su Instagram “The Room Tales” : @carlo.salvato

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FACOLTATIVE:

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Dovete andare Qui —> a Rafflecopter giveaway, entrare con la vostra mail o con facebook e seguire tutte le regole (che sono le stesse che vi ho elencato prima) Compilate il modulo che è fondamentale per la partecipazione!


Allora, cosa ne pensate? Io vi aspetto e ci conti nella vostra partecipazione!

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi si parte con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Piemme per avermi permesso di leggere questo libro. Sto parlando di una novità attesissima, ecco che vi presento:

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins

Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Prezzo: ebook 10,99 € | cart. 19,50 €
Pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE:

Julia/Jules che viene chiamata perché il corpo di sua sorella Danielle o come la conoscono tutti, Nel, è stata ritrovata senza vita nel fiume. E’ così costretta a dover rivivere estenuanti ricordi che credeva fossero dimenticati sotto una montagna di indifferenza oltre a trovarsi di fronte sua nipote Lena, identica in tutto e per tutto a sua madre. Jules è sicura che Nel non si sarebbe mai tolta la vita in questo modo anche se era ossessionata dal fiume, sua figlia sostiene l’esatto contrario.

Ma cosa è successo veramente a Nel Abbott? Si tratta davvero di un suicidio? Cosa sanno gli abitanti, che cercano di nascondere?

La ragazza le appoggiò una mano sul braccio, ma Louise si sottrasse. Non riusciva a guardarla. «Scusami, davvero. Non posso parlare con te, non adesso.» Era diventata un mostro, una creatura arida incapace di essere gentile con una ragazza che aveva appena perso la mamma. Anzi, a essere sincera con se stessa, era molto peggio di così. Perché guardandola Louise non riusciva a non pensare: Perché non è successo a te, Lena? Perché non hanno trovato te nell’acqua? Perché la mia Katie? Lei era buona e gentile, generosa, piena di vita. Era migliore di te, in ogni modo possibile. Non era lei che doveva entrare in acqua. Eri tu.

La trama invoglia e cattura. Dice tutto e non dice niente perché tutto quello di cui la cittadina è a conoscenza piano piano verrà svelato. Ognuno con i propri intrighi e con i propri punti di vista.

La copertina non mi dispiace anche se preferisco e adoro molto di più quella – spero di non dire una baggianata sulla provenienza- americana che trovate qui di lato. Mentre il titolo, grazie al cielo, non è stato cambiato – tradotto ovvio – ma non è diventato tutt’altro. Quindi assolutamente pollicioni in su per questo.

La storia è ambientata a Beckford, una piccola cittadina del regno unito sul fiume, e l’epoca non è specificata ma si attiene ad un periodo attuale anche se non troppo.

L’ispettore non mi guardava, forse non mi ascoltava neppure. «Quante morti ci sono state? Voglio dire, in totale…» «Da quando?» mi ha chiesto, scuotendo la testa. «Da quando vuoi iniziare a contarle?» Come ho detto, un tipo veramente strano.

I personaggi sono tanti quanti i diversi punti di vista su cui si focalizza l’intero volume ma non vi parlerò di tutti perché dovrete scoprirveli da soli. I principali e quelli che mi hanno colpito sono:

Jules Abbott è un personaggio piuttosto ambiguo. Per la maggior parte del tempo si sofferma parlando e ricordando l’odio che prova per sua sorella. Si trasforma in ricordi e torna a quando erano bambine e guarda la nipote quasi fosse un misto tra un padre e una madre che lei non vorrebbe ricordare. Ma la morte di Nel la prende alla sprovvista e finisce per sconvolgerla totalmente.

Nel Abbott è parte e fulcro di questa storia. La conosceremo sotto gli occhi di Jules Abbott, sua sorella. Verso di lei passerete da una sorte di odio incondizionato ad amore e mancanza. In questo l’autrice è stata molto brava. In più la ritroveremo nelle pagine del suo manoscritto Lo stagno delle Annegate.

Lena è la figlia di Nel e la nipote di Jules. Una ragazza indisponente, coraggiosa e stranamente poco sconvolta dalla morta della madre. Non ha peli sulla lingua e non riesce mai a trattenersi. Un bel personaggio, mi è piaciuta molto.

Sean, Helen sono rispettivamente marito e moglie, uno poliziotto e l’altra preside della scuola dove va Lena. Lui? Un brav’uomo, rispettabile e conosciuto da tutti. Lei una brava preside, sempre attenta alle esigenze dei suoi studenti, o almeno così sembra.

Erin Morgan è il personaggio, che meno centra, a livelli sentimentali in tutta la storia. Collega di Sean, si ritrova a Beckford dopo essere stata trasferita e le viene affidato da subito il caso della morte di Nel. Sarà davvero suicidio, quello che tutti pensano? Quale segreti nasconde questa città?

Una fotografia ha attirato la mia attenzione: tu e Lena, lei una bambina di cinque o sei anni, forse di più, non sono brava a indovinare l’età dei bambini. Sorrideva e mostrava i dentini bianchi, anche se c’era qualcosa di strano in lei, che mi ha fatto rizzare i peli sulle braccia. Il suo sguardo, la forma del viso… Ricordava un predatore. Ho sentito riaffiorare una vecchia paura. Mi sono sdraiata sul letto e ho cercato di non ascoltare il mormorio dell’acqua, ma era impossibile, anche se le finestre erano chiuse. Rimbombava contro le pareti, si infilava nelle crepe dei mattoni e saliva verso il tetto. Ne sentivo in bocca il sapore, fangoso e sporco, e ho cominciato a sudare freddo. Poi nella casa è riecheggiata una risata: sembravi proprio tu.

Il perno centrale è l’acqua, il fiume che costeggia questa cittadina e le tante donne morte a causa sua. Ma c’è un mistero che ruota attorno al fiume di Beckford, qualcosa che Nel stava cercando di scoprire. Cosa ci sarà dietro tutto questo?

Lo stile utilizzato è scorrevole e coinvolgente oltre che abbastanza semplice per quanto riguarda la storia narrata.

Almeno inizialmente ho fatto difficoltà ad associare il nome di chi narrava a cosa stava accadendo, chi era e a chi era collegato. Poi ho preso dimestichezza con il tutto ma, almeno secondo me, la storia ha perso molto suddividendo tutto per tanti personaggi. Minimo saranno stati otto punti di vista diversi, (ovvio ti consentono di conoscere meglio i personaggi) ma creano confusione. Ne sarebbero bastati tre al massimo.

La storia, inoltre, non eccelle in originalità. Mi ha colpito il lato quasi paranormal, legato alle voci che venivano sentite o alle leggende del fiume che si tramandano da secoli di cui la cittadina non vuole saperne, ma niente di più. Avevo capito quasi da subito chi poteva celarsi dietro tutto questo anche se ammetto che le ultime due pagine mi hanno sorpreso comunque.

Ho ripensato all’accendino che avevo trovato nel tuo cassetto, e alle iniziali LS. Libby Seeton? È così, Nel? Eri ossessionata a tal punto da quella ragazzina morta trecento anni fa? Così tanto da far incidere le sue iniziali sui tuoi oggetti? O forse no. Forse non eri ossessionata. Semplicemente, ti piaceva l’idea di tenerla nel palmo delle tue mani. Sono tornata a concentrarmi sulle carte, in cerca di altre tracce di Libby. Pagine stampate, fotografie, vecchi articoli di giornale, ritagli di riviste, ogni tanto i tuoi scarabocchi illeggibili sul margine dei fogli. Conoscevo alcuni nomi, mentre altri mi erano ignoti: Libby e Mary, Anne, Katie, Ginny e Lauren e poi, in alto, vicino al nome “Lauren”, una frase in inchiostro nero. Beckford non è un luogo di suicidi. Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Il libro è stato scorrevole ma non coinvolgente come avrei voluto. Non è stato un thriller che ti tiene incollato alle pagine ma piuttosto leggero, a tratti quasi magico, irrazionale. Purtroppo non ha colpito come speravo.

A volte è sconvolgente quanto possiamo mentire, plasmare, cercare di cancellare brutte situazioni e quanto queste stesse cose ci plasmino dentro in maniera indelebile. Mi sarei aspettata decisamente di più da questo libro visto la fama che precede l’autrice.

Il mio voto per questo libro è di: 3 e mezzo.

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Vi piace? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto, 

Sara. ©