SEGNALAZIONE #75 – LA VIA DEL SILENZIO DI SALVATORE LECCE E CATALDO CAZZATO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Sono qui per presentarvi un nuovo libro, questa volta un thriller e spero vi entusiasmi e vi piaccia. Ve ne parlo subito, ecco qui:

Risultati immagini per LA VIA DEL SILENZIOTitolo: La via del silenzio

Autori: Salvatore Lecce e Cataldo Cazzato 

Pagine: 292

Prezzo: 13,99 cartaceo // 6,30 ebook 

Data di pubblicazione: 23 marzo 2018

In vendita negli store online

Trama: A Walnut Creek, tranquilla cittadina della California, una studentessa viene ritrovata sgozzata, la lingua tagliata e le labbra cucite con del filo da sutura. Il capitano Jeffrey Coleman del dipartimento di San Francisco, poliziotto tenace e ostinato, credente in Dio e nel suo intervento salvifico, sarà chiamato a fare i conti con altre morti atroci, che lo getteranno in uno stato di profonda prostrazione fino a fargli smarrire la via della fede. Una via che si intreccerà fatalmente con un’altra: la via del silenzio. Una lunga scia di sangue ad opera di uno spietato serial killer che pratica mutilazioni post mortem sui corpi delle vittime, attraverso un rituale dal significato criptico che affonda le radici in un passato lontano. Chi è il mostro che riduce al silenzio delle giovani donne senza lasciare tracce? E qual è la pulsione che lo spinge a uccidere? Domande senza risposta, perché è impossibile catturare uno spettro.

BIOGRAFIA

Salvatore Lecce e Cataldo Cazzato sono due amici che vivono e lavorano a Milano, uniti dalla passione per la scrittura. Dopo la pubblicazione di un romanzo d’avventura a tinte storiche, avvenuta nel 2012, hanno sperimentato una prolifica scrittura a quattro mani sui racconti, diversi dei quali sono stati finalisti ai vari premi letterari organizzati in collaborazione con il Giallo Mondadori. In particolare: Natale con il morto,
vincitore del Premio NebbiaGialla 2015, pubblicato successivamente in appendice al “Giallo Mondadori n. 1381 – serie Classici”, e Amaranto e Porpora, di prossima pubblicazione su una collana del Giallo Mondadori, in appendice a una raccolta di racconti di Cornell Woolrich dal titolo L’impronta dell’assassino.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commentino, io vi aspetto qui, come sempre!

A presto,

Sara ©

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REVIEW PARTY: SABBIE MOBILI – TRE SETTIMANE PER CAPIRE UN GIORNO DI MALIN PERSSON GIOLITO (#182)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui in questo giovedì con la nuova uscita del momento, un thriller di cui presto, nel 2019 ci sarà una serie tv su Netflix. Ringrazio la Salani per avermi permesso la lettura e ringrazio Sara di Bookspedia, che mi ha coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco qui il libro:

9788893810166Titolo: “Sabbie mobili: Tre settimane per capire un giorno
Autore:  Malin Persson Giolito 
Editore: Salani
Genere: Thriller
Data di uscita: 31 Maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Ja26ff
TramaStoccolma, il quartiere più elegante. Nella classe di un liceo cinque persone sono a terra, colpite da una raffica di proiettili. Accanto a loro, Maja Norberg: diciotto anni appena compiuti, brava studentessa, popolare, ragazza di buona famiglia. Tra le vittime ci sono il suo fidanzato, Sebastian Fagerman, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia e la sua migliore amica, Amanda. Nove mesi dopo, il processo sta per cominciare. Maja è accusata della strage e ha trascorso un lungo periodo in custodia cautelare. I giornali non le hanno dato tregua, nessuno crede alla sua innocenza, la ragazza della porta accanto si è trasformata nella teenager più odiata di Svezia.  Peder Sander, l’avvocato difensore, ha il difficile compito di mettere in discussione quello che ormai sembra scontato per tutti, la colpevolezza della ragazza, e di fare emergere la verità di Maja. Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto? Attraverso la voce di Maja, irriverente, dura, unica, ripercorriamo i fatti fino ad arrivare a quel terribile giorno. L’incontro con Sebastian, un amore malato e totalizzante, feste, tradimenti. E, mentre il racconto prosegue, si sgretola la facciata rassicurante di una comunità agiata in cui gli adulti si voltano dall’altra parte per non vedere i loro figli che – tra violenza, tensioni razziali e problemi di droga – affondano sempre di più nelle sabbie mobili. Un crime avvincente e fuori dagli schemi, ma non solo. Sabbie mobili è un romanzo che dipinge con cruda acutezza i risvolti più bui della società occidentale di oggi. 

RECENSIONE

Risultati immagini per gif ragazza che sparaLa storia ha inizio a scuola. Maja ha fra le braccia Sebastian, suo fidanzato e figlio dell’uomo più ricco di Svezia, morto. Gli altri compagni tra cui Amanda la sua migliore amica e il suo coordinatore di classe Christer giacciono a terra con delle pallottole in corpo e nell’aria c’è odore di uova marcia e polvere da sparo.

Maja è l’unica sopravvissuta e dopo nove mesi in carcere si apre il suo processo per aver ucciso i suoi amici. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti e tutti la vedono come un mostro perchè lei era lì a puntare l’arma contro le persone a cui voleva bene e davanti al giudice non piange, non attira l’attenzione, anzi sembra impassibile.

Cosa succederà a Maja? Cos’è successo in quell’aula scolastica? Cos’è che lega tutti in quell’aula anche se sono tutti così diversi fra loro? Cosa provava Maja per Sebastian? E come vive ora tutto ciò che le sta accadendo? 

E i giornalisti. Non voglio guardare neanche loro. Capisco cosa vogliono: vogliono spiegare chi sono, dire che ero così o cosà, che la mia infanzia è stata in un certo modo, i miei genitori in un altro, che ‘non stavo bene’, che bevevo troppo, che fumavo le sigarette sbagliate; che ascoltavo la musica sbagliata, che frequentavo le persone sbagliate, che non ero ‘una ragazza normale’; che mi immaginavo delle cose e non ne capivo delle altre. A loro non interessa sapere cos’è successo, vogliono incasellarmi in un riquadro il più piccolo possibile. Perché così sarà più facile liquidarmi. Vogliono essere convinti di non avere nulla in comune con me. Solo allora riusciranno a dormire la notte. Solo allora potranno pensare che ciò che è successo a me non potrebbe mai, mai, mai succedere a loro.

La trama è ben scritta e mette la giusta curiosità al lettore che, curioso si avvicina al libro in questione. Personalmente è stata la cosa che mi ha attirato maggiormente. In genere, anche se è sbagliato lo ammetto, la prima cosa a catturarmi è la copertina. Anche se generalmente non leggo libri solo per la copertina – ci mancherebbe solo – (anche perchè generalmente quelle italiane lasciano parecchio a desiderare), mentre questo mi ha catturato da subito per la storia che cela. Una trama che rispecchia completamente il libro senza ricadere in spoiler.

Risultati immagini per störst av alltLa copertina originale è questa che trovate qui di lato. Trovo ci sia un collegamento tra la piscina della foto e la piscina di casa di Sebastian ma trovo comunque la cosa fuorviante per quanto riguarda la storia stessa. Trovo sia molto bello l’adattamento italiano anche se piuttosto inquietante. Anche qui però, non ne vedo troppo il senso ma decisamente è migliore di quella originale.

Il titolo originale, come potete vedere è Störst av allt che (traducendolo tramite Google translate che non so poi quanto sia affidabile) sarebbe approssimativamente “Più grande di tutti”. Non so di preciso a chi si riferisca ma sicuramente ha avuto un senso per l’autrice. Il titolo italiano lo trovo interessante come scelta anche se avrei evitato il sottotitolo che è senz’altro inutile e superfluo.

L’ambientazione è una piccola frazione svedese, precisamente a Djursholm. L’ambientazione, per quanto venga vista solo in alcuni punti l’ho ritenuta davvero espressiva. Difficilmente un libro mi trasporta completamente in un posto e questo ci è riuscito anche per quanto riguardava il processo stesso. L’epoca è abbastanza moderna, non è specificata ma sembra ambientata ai giorni nostri.

Non so come farò ad ascoltare. Ma perdere la concentrazione è pericoloso, perché se lo faccio arrivano i rumori. Il rumore di quando sono entrati in classe e mi hanno trascinato via, il rumore della testa di Sebastian che cade a terra con un tonfo sordo. Mi rimbomba dentro, appena mi lascio andare ritorna. Mi conficco le unghie nel palmo della mano, cerco di fuggire da lì. Ma non funziona. Non riesco a eliminare quel rumore. Il mio cervello mi trascina sempre di nuovo in quella classe. A volte mentre dormo mi capita di sognare quel momento. E quello subito prima che arrivassero. Io che gli tenevo la mano sulla ferita per fermare il sangue: lui sdraiato sulle mie ginocchia e io che premevo con tutte le mie forze. Per quanto forte premessi non riuscivo a fermare il flusso di sangue. Era come cercare di trattenere l’acqua che spruzza da un tubo di gomma che si sta staccando dal rubinetto. Lo sapevate che il sangue può spruzzare? Che è impossibile da fermare con le mani? E Sebastian diventava sempre più freddo. Di notte sento ancora – ancora e ancora – le sue mani diventare sempre più fredde. Ci è voluto poco. (…) Non sapevo che si potesse sognare la sensazione che dà la pelle di qualcun altro, oppure un rumore. Eppure si può, perché a me succede di continuo.

Risultati immagini per gif ragazza che sparaI personaggi di questa storia di cui ritengo di over parlare sono soltanto due anche se ce ne sono diversi che interagiscono con la storia e con la protagonista stessa. Trovo tutti ben strutturati e costruiti finemente, uno diverso dall’altro, visti dal punto di vista di Maja. Trovo interessante il suo profilo e mi è piaciuta la struttura contorta del personaggio.

Maja Norberg. Il suo vero nome è Maria Norberg ed è una ragazzina chiusa, enigmatica e silenziosa. E’ una ragazza inizialmente misteriosa che impareremo a conoscere nel corso della lettura. Durante il romanzo sapremo tutti i suoi pensieri ed elaboreremo i suoi punti di vista rispetto i suoi compagni e la comunità che gira attorno a tutto.

Sebastian Fagerman è figlio dell’imprenditore più grande di Svezia è un ragazzo chiuso. E’ un ragazzo non particolarmente intelligente e sa che gli amici si vedono soltanto nel momento in cui mette i suoi soldi in mostra. Nonostante la sua maschera di ragazzo popolare e ricco nasconde una profonda insicurezza che lo renderà fondamentale in questa storia.

E poi’ vi bisbiglierete a vicenda, ‘tu non sei chiunque. C’è una ragione per cui dentro quella cella ci sei proprio tu’. Perché non volete certo pensare che ‘sarebbe potuto capitare a voi’. Voi volete che io abbia qualche rotella fuori posto. Volete essere sicuri di non avere niente in comune con me. Voi non ve ne andate in giro a pensare i miei pensieri, voi non avreste mai fatto quello che ho fatto io, non direste mai quello che ho detto io, ossignore quanto credete che quel che è successo a me non potrebbe mai succedere a voi, io invece me lo merito, io sono caduta nella mia fossa. Io ero ossessionata da Sebastian, avevo dei disturbi empatici, ero viziata, distante dalla realtà. Forse ero perfino tossicodipendente: non possiamo fare finta che sia così? Voi invece non siete ossessionati, voi non fate uso di droghe, voi avreste contattato la polizia. Voi non siete me. (…)  ‘Il caso è solo il modo che ha Dio per rimanere anonimo’ ha detto qualcuno. Tutto ciò che ha un significato è il risultato di una lotteria.

Il perno centrale è il processo di Maria Norberg chiamata da tutti Maja. Perchè i suoi compagni sono morti, tra cui il suo fidanzato, il suo coordinatore scolastico che lei trovava gentile e buono nei loro confronti e la sua migliore amica Amanda. Una storia particolare vista dagli occhi della ragazza accusata della morte dei suoi compagni.

Lo stile utilizzato è stato particolarmente descrittivo e fitto – a tratti un po’ lento – ma molto, molto bello. Scritto in prima persona dal punto di vista di Maja, la storia si svolge in tre settimane di processo, in cui la protagonista ripercorrerà a ritroso tutto ciò che le è accaduto. Il thriller è particolarmente complesso pieno di terminologie giuridiche, che ritengo siano state studiate con efficace minuzia e che affascinano il lettore sotto diversi punti di vista. Sbalzeremo temporalmente più e più volte durante il racconto indiretto di una ragazza sotto processo, che ripercorrerà tutti i passaggi, le amicizie, le storie d’amore, l’infanzia con i genitori e l’incontro con il giovane e affascinante Sebastian. 

La cosa bella di questo personaggio è la vastità e il modo in cui l’autrice stessa la descrive. Nonostante sia appena diciottenne, Maja è piuttosto intelligente ed ha pensieri veramente profondi per la sua età verso la società, le persone che la circondano e tutto ciò che le accade. Il personaggio appare quasi ambiguo ed è l’autrice a tessere una tela complessa che apprezzerete. Passerete dal pensare che Maja sia un’ingenua o una killer spietata a pazza o che sia priva si sentimenti, al fatto che fosse completamente sola o semplicemente sfacciata, non per forza in quest’ordine. Lo farete, ve l’assicuro. Passerete sotto diversi profili e processi che vi porteranno da detestare i personaggi ad amarli percorrendo un percorso difficile e tortuoso. Che sicuramente vi stupirà. 

Oltre al cercare di capire cos’è successo quel giorno trovo interessante, quindi, il personaggio poco comune di Maja e il suo punto di vista davvero unico nel suo genere.

Amanda non ballerà mai più. Non canterà mai più. Non ascolterà mai più musica che in realtà non le piace perché capisce che ‘dovrebbe’ piacerle. Adoravo il fatto che Amanda mi lanciasse baci volanti e me li facesse acchiappare. Era superficiale e sciocca e distante dalla realtà ed egoista e io le volevo bene. Ovvio che le volevo bene. Era la mia migliore amica in assoluto. Non avrei mai potuto farle del male. Mai mai mai. Però l’ho fatto lo stesso.

Il libro è stato sicuramente impressionante. Consiglio a tutti la lettura di questo volume che, anche se lento nel suo procedere, è assolutamente ben costruito sia a livello strutturale che di contenuti. Difficilmente riuscirete a staccare gli occhi dalle pagine, vorrete sapere tutto. Chi è avvocato poi, amerà di sicuramente questo caso perchè giuridicamente e strutturalmente ben piazzato.

Malin Persson Giolito scrive un thriller con un potere comunicativo non indifferente. La sua penna è formidabile. Riuscirete ad entrare perfettamente sia nella sequenza degli eventi che nella testa di Maja. Entrerete nella scuola e vedrete la morte da vicino. Finirete in isolamento e verrete processati. Una storia potente, che entra dentro dalla prima all’ultima pagina.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Seguite le altre tappe del Review Party qui. Non lasciatevele sfuggire:

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Cosa ve ne pare? Io spero vi incuriosisca e che possa piacervi. Attendo i vostri commentini!

A presto,

Sara ©

 

SEGNALAZIONE #73 – DUE GOCCE D’ACQUA; LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA; IL BURATTINAIO; CHI ERA MIO PADRE?; L’OSTAGGIO DI NICOLA ROCCA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto una serie di libri di uno stesso autore, che spero vi interesseranno. Come sempre, il venerdì è di segnalazione e questa volta vi porto un autore con sue diverse opere. Eccole qui per voi e… buon venerdì!

Risultati immagini per nicola roccaTitolo:  La morte ha l’oro in bocca

Autore: Nicola Rocca

E se non fosse il mattino ad avere l’oro in bocca?

TRAMA: Il corpo di un uomo viene rinvenuto nel proprio appartamento. Steso a terra, le mani sul cuore. Una cravatta dorata al collo. Sulla scena del crimine intervengono il commissario Walker, Polizia di Stato, sezione Omicidi, Milano. Tutto farebbe pensare a un delitto passionale. Sarebbe tutto più semplice. L’assassino verrebbe arrestato e il caso sarebbe chiuso. Nulla di più semplice. Ma qualche giorno più tardi si verifica un episodio simile. Un altro uomo ritrovato morto. Nella stessa posizione. Al collo ha la stessa cravatta dorata. In bocca una piastrina d’oro con dei simboli incisi sopra. Walker non ha dubbi: si tratta di un serial killer. Quello che in seguito la stampa chiamerà Il Killer della Cravatta. Da qui inizia uno spietato inseguimento nei confronti di un assassino che sembrerebbe non esistere, talmente i suoi delitti risultino rasentare la perfezione. Il caso diventa talmente scottante che Walkerè costretto a lavorare anche di notte, senza però scovare uno straccio di prova che possa inchiodare l’assassino. Le indagini sembrano non portare da nessuna parte e nel frattempo l’assassino continua a uccidere. Poi c’è un delitto, parecchio diverso dagli altri. Walker è convinto che la verità debba essere ricercata all’interno di quell’omicidio. Ci sbatte la testa giorno e notte, ma niente. Dopo cinque vittime è ancora al punto di partenza. La cattura del killer sembrerebbe impossibile, sennonché un giorno il commissario riceve una telefonata. Il misterioso mittente conosce una persona che ha in casa una piastrina simile a quelle ritrovate nella bocca delle vittime. David Walker è convinto di aver scovato l’assassino. Solo quando si reca a casa di quest’uomo capisce di aver preso un granchio. L’ennesimo. Poi, il padre dell’uomo che ha in casa una piastrina gli racconta di una vicenda di sangue vecchia di circa trent’anni. E alla fine gli fa un nome. Un cognome, per la precisione. Quello dell’assassino. Per Walker è una doccia gelata. Un crampo gli strappa il cuore, un brutto presagio lo avvolge da dietro, portandolo nell’oscurità. Dentro di sé è consapevole di aver scoperto la verità, ma si vuole autoconvincere che non sia così. Quella realtà sarebbe troppo dolorosa da sopportare. Un thriller intricato, nel quale si insediano le vite di molteplici personaggi, tutti apparentemente colpevoli, ma tutti con un alibi di ferro. Un dolore profondo, covato per decenni. Una vendetta maturata a poco a poco. Un killer spietato, che non si fermerà fino a che la propria giustizia non sarà stata fatta. Tutto questo è “LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA”

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Risultati immagini per nicola roccaTitolo:  Il burattinaio

Autore: Nicola Rocca

Una ragazza assassinata.

Una stanza a soqquadro.

Un cadavere che deve sparire.

La vicenda di Carlo Noccia inizia così.

TRAMA: Carlo vuole aiutare l’amico Silvio, autore dell’omicidio, ma si rende conto che non sarà semplice uscire indenni da quella sanguinosa vicenda. Da soli non possono nascondere il cadavere: il rischio di essere visti è troppo grosso. Così Carlo si rivolge a tutte le persone che potrebbero dar loro una mano, mentre il tempo trascorre inesorabile. Mille paure lo attanagliano. Una su tutte:  se qualcuno lo tradisse? Se a incastrarlo fosse proprio Silvio? Sospetti, angosce, smarrimenti, tutto si accumula nella mente di Carlo. Poi, Silvio ha un’idea che potrebbe salvarli. Sembra fatta, ma succede qualcosa di inaspettato. Come una lama nella schiena, un vortice di vento fa cadere la maschera della menzogna, presentando a Carlo il conto salato della verità. Perché, a volte, nella vita, nulla è come appare. E ciò che guardiamo non è ciò che stiamo vedendo. E tu? Cosa faresti se al tuo risveglio trovassi un cadavere sul pavimento? Saresti disposto a rischiare tutto ciò che hai per salvare il tuo migliore amico? 

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Risultati immagini per nicola roccaTitolo:  Due gocce d’acqua

Autore: Nicola Rocca

TRAMA: Chantal ha sempre avuto tutto dalla vita. Affetti, amore, serenità e gioia. Poi, nell’ultimo anno, la vita ha smesso di sorriderle, togliendole tutto ciò che prima le aveva donato. Un giorno, però, la fortuna torna a bussare alla sua porta. In chat conosce Alfredo, titolare di un Bed & Breakfast in Toscana. I due chattano per qualche giorno, parlando del più e del meno. Infine, lui le propone un lavoro al B&B. È una grande occasione, ma significherebbe trasferirsi a cinquecento chilometri da casa. Non è una scelta semplice. Chantal mette sul piatto della bilancia i pro e i contro, e accetta la proposta di Alfredo. Due giorni dopo si trova al Bed & Breakfast. L’approccio non è dei migliori: quel posto è lugubre, isolato e sembra dimenticato da Dio. L’intenzione di Chantal sarebbe quella di tornarsene da dove è venuta. Ma una soleggiata giornata di febbraio le fa cambiare idea. E poi c’è lui, Alfredo: una persona a modo, cortese, gentile. E molto, molto carino. Così Chantal decide di restare. Tutto sembra filare liscio, fino a che un giorno non è costretta a recarsi al paese. Lì sente le voci che girano. Quel B&B è maledetto. C’è qualcuno che si aggira lì attorno. Che rapisce, stupra e uccide le ragazze che lavorano al B&B. Chantal si sente mancare. Sarebbe più semplice fare i bagagli e sparire. Ma qualcosa le dice che non potrà farlo, fino a che non avrà confermato o smentito quelle terribili voci. Due gocce d’acqua è un thriller psicologico, che gioca con la psiche, i sentimenti, le sensazioni e gli stati d’animo dei personaggi. Un groviglio di figure prende parte a questa vicenda e sarà impossibile distinguere i buoni dai cattivi fino all’ultima pagina. Dov’è il bene? Dov’è il male? Impossibile dirlo, visto che molte volte i due sono talmente vicini che tra di loro si interpone solamente una linea sottile. Impercettibile. Spesso il male è dentro di noi. Altre volte, invece, è nella persona che ci sta accanto. 

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Risultati immagini per nicola roccaTitolo: Chi era mio padre?

Autore: Nicola Rocca

 A volte è meglio non sapere e rimanere nel dubbio, piuttosto che venire a conoscenza di un’agghiacciante verità.

TRAMA:  Anna è una donna come tante: quarant’anni, un marito, una figlia. Un giorno qualcuno la mette al corrente che l’uomo che credeva essere suo padre, in realtà è solamente un genitore putativo. Presa dal panico inizia la folle ricerca di un nome, di un cognome, di un padre biologico, della verità. Dopo aver sollevato mari e monti, grazie anche all’aiuto di un investigatore privato, sopraggiunge alla vera identità dell’uomo che l’ha messa al mondo. Ma a quel punto si rende conto che quella che dovrebbe essere la fine di un segreto, altro non è che l’inizio di un nuovo enigma fatto di omicidi, corruzione, tradimenti e pazzia. Un misterioso enigma radicato in una storia vecchia di quarant’anni. Una storia che ha il sapore del sangue e della follia. Chi era mio padre? è una vicenda dai contorni noir ambientata nella Bergamasca; un thriller mozzafiato, a tratti psicologico; un intrecciarsi di avvenimenti avvincenti e accattivanti che, grazie ai numerosi colpi di scena, non darà pace al lettore finché non sarà giunto alla fine dell’arcano. Ma anche una volta svelato il mistero, qualcuno rimarrà sicuramente con l’amaro in bocca. L’amaro che solamente l’occultamento di una morte riesce a dare.

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Risultati immagini per nicola roccaTitolo: L’ostaggio

Autore: Nicola Rocca

Racconto

TRAMA: Rino Falcone torna in libertà dopo cinque anni trascorsi in galera. Prima di finire al fresco era ricco, potente, indistruttibile. Era Il Boss. Aveva una famiglia, un bella casa, macchine di lusso. Aveva tutto. Ora, invece, non ha più nulla. Un mittente misterioso, però, gli propone di rimettersi in gioco, lasciandogli nella cassetta della posta un pacco con tutte le istruzioni da seguire. Un colpo da portare a termine. Una donna da prendere in ostaggio. Un milione di euro che gli cambierà la vita. Rino Falcone deve fare la sua scelta: prendere al volo quell’occasione, oppure lasciar perdere. Un dubbio lo tormenta: se quella fosse una trappola per farlo finire di nuovo al fresco? Una cosa è certa: qualsiasi strada Rino Falcone deciderà di percorrere, la sua vita non sarà più la stessa. L’ostaggio è un racconto noir che scorre rapido, in una successione di eventi che porteranno a un epilogo inaspettato. Perché, spesso, la realtà non è come ci appare.

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BIOGRAFIA

Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Sotto il Monte. Esordisce nel mondo della narrativa, nel dicembre del 2013, con “FRAMMENTI DI FOLLIA” (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013). Nell’estate del 2014 pubblica “CHI ERA MIO PADRE?” (Silele Edizioni), il suo primo romanzo thriller, che nel gennaio del 2015 scala le classifiche di Amazon, rimanendo in vetta per più di tre settimane. A quel punto decide di autopubblicarsi, e lo fa con alcuni brevi racconti in formato digitale [Cold Case; L’unica soluzione possibile; Un ragazzo sveglio; Un impellente bisogno; Prato Gold (Un maledetto figlio di puttana)]. Soddisfatto, crea il marchio Enneerre, con il quale pubblica LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA (2015), il suo secondo romanzo e DUE GOCCE D’ACQUA (2016), il suo terzo romanzo. Nel giugno del 2017 esce la seconda edizione di CHI ERA MIO PADRE?, con il marchio Enneerre. IL BURATTINAIO, che l’autore ama definire un esperimento, è il suo quarto romanzo L’OSTAGGIO, il suo ultimo racconto breve. Attualmente sta lavorando a un nuovo romanzo, che vedrà la luce entro la fine del 2018.

LINK

PAGINA AUTORE AMAZON: https://www.amazon.it/Nicola-Rocca/e/B01MG8HVZJ/ref=dp_byline_cont_ebooks_1

PAGINA AUTORE FACEBOOK: https://www.facebook.com/Nicola-Rocca-Pagina-Autore-151121111745557/

PAGINA PRIVATA FACEBOOK: https://www.facebook.com/nicola.rocca.775


 

Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commentino! Aspetto un bel commento.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: L’ESTATE SENZA RITORNO DI VIVECA STEN (#176)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Oggi sono qui con un nuovo libro, un nuovo thriller in arrivo nelle librerie che spero vi piacerà come è piaciuto a me. Ringrazio la Marsilio editore per avermi dato la possibilità di organizzare l’evento e di promuovere questo libro. Spero davvero vi piacerà:

3170929Titolo: L’estate senza ritorno
Autore: Viveca Sten
Pagine: 432
Prezzo: 18,50 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/2KPxaij
Trama: Weekend di solstizio a Sandhamn. In occasione della tradizionale festa di mezza estate, le barche a vela affollano il porto e i pontili sono presi d’assalto da gruppi di ragazzi che si riuniscono per celebrare il giorno più lungo dell’anno. Nella folla, nessuno sente la disperata richiesta di aiuto di una di loro, che finisce per accasciarsi sulla riva, priva di sensi. Anche Nora Linde si prepara a una serata di festa insieme a Jonas, con cui ha iniziato da poco una relazione che l’ha aiutata a gettarsi alle spalle un matrimonio infelice. Ma l’entusiasmo lascia il posto all’angoscia quando Wilma, la figlia quattordicenne di Jonas, scompare e sulla spiaggia viene trovato il corpo senza vita di un suo amico. Dalla centrale di Nacka a Stoccolma, l’ispettore Thomas Andreasson raggiunge l’isola dell’arcipelago per guidare le indagini e fare luce su una storia ingarbugliata in cui, in un mondo di adolescenti smarriti, ognuna delle persone coinvolte ha la propria versione dei fatti e la propria verità da difendere.

RECENSIONE

Risultati immagini per SandhamnLa storia ha inizio al porto di Sandhamn, un’isola al largo di Stoccolma, la sera del Solstizio d’estate. Una ragazza disorientata, senza una scarpa e spaventata, al molo si aggira fra la gente ma tutti non sembrano nemmeno fare caso a lei. Tutti sono talmente intenti nei festeggiamenti, fra musica e alcool che non sembrano accorgersi di lei. Quel giorno, Nora è a casa con il suo compagno Jonas e la figlia di quest’ultimo, Wilma, insiste per poter rimanere alla festa del solstizio fino a tardi. Suo padre si lascia convincere ed la ragazza va alla festa. Ma all’una la ragazza ancora non torna a casa e non riescano a rintracciarla in nessun modo. La mattina dopo, mentre Jonas e Nora sono ancora intenti nelle ricerche della ragazzina, il corpo di un adolescente viene trovato sulla spiaggia, nascosto da qualche arbusto. Non si tratta di Wilma ma si tratta di un amico.

Dove si è cacciata Wilma? Chi ha ucciso il giovane ragazzo sulla spiaggia? I due fatti sono collegati o è stato tutto un caso? Riuscirà Thomas Andreasson incaricato del caso a risolvere la situazione?

Tobias sprofondò di nuovo nel divano, sembrava sul punto di riaddormentarsi lì davanti ai suoi occhi.«Allora sarà con Felicia. » Adrian stava perdendo la pazienza.«Non hai sentito quello che ho appena detto? Felicia è da noi, alla stazione di polizia. » Stavolta le parole fecero effetto, e sul volto di Tobias apparve un vago stupore. Adrian continuò: «È con Ebba. Ma io vorrei capire dov’è Victor. È venuto anche lui con voi su quell’altra barca?» «No, non mi pare. » «Quand’è stata l’ultima volta che l’hai visto?» Tobbe aveva un’aria sperduta. Si passò una mano tra i capelli, guardando incerto il poliziotto.«Sa che non lo so?»

Risultati immagini per viveca sten I stundens hettaLa trama è fluida e ben strutturata, sicuramente mette la giusta curiosità al lettore che curioso cerca un libro interessante. Questo è il quinto libro di una serie che l’autrice stessa ha scritto. In Italia ne sono arrivati solo alcuni, ma non temete perchè sono a se stanti e potete leggerli anche in solitaria. Sicuramente, dopo aver letto questo, sono curiosa di leggere anche i precedenti per conoscere meglio i personaggi principali che ritroveremo in ogni volume.

La copertina italiana la trovo decisamente molto, molto bella, molto più di quanto lo sia l’originale che sembra quasi essere una copertina per quei libri di guide turistiche. Voi non credete? 

Il titolo originale è Svedese, I stundens Hetta, che dal traduttore ho potuto vedere che letteralmente significa “In un periodo caldo”. Posso comprendere la traduzione visto che la storia è ambientato alla festa del solstizio di Sandhamn ma trovo decisamente più azzeccato l’adattamento italiano che ne è stato fatto. Insomma, la copertina e il titolo di questo titolo adottati dalla Marsilio sono davvero unici e veramente belli, a mio parere.

L’ambientazione della storia è Sandhamn, una città svedese situata a Sandö, una piccola isola e l’epoca in cui la storia prende vita è il 2008. 

Probabilmente in tutta Skärkarlshamn non c’era posto migliore per nascondere un cadavere. Quantomeno se si voleva evitare di trasportarlo per un bel pezzo.«In altre parole, era la soluzione più semplice. » «Sì, diciamo di sì. » Thomas stava andando verso le case grigie quando Nilsson lo chiamò.«Ho trovato qualcosa, vieni a vedere. » Il tecnico sfilò con estrema cautela un cellulare dalla tasca degli shorts color kaki del ragazzo morto. Era un Eriksson e non esattamente il modello più a buon mercato.«Con questo dovresti riuscire a identificarlo. » Thomas soppesò l’oggetto nella mano. Chi sei?, si domandò. Da dove vieni?

I personaggi descritti e introdotti in questa storia sono decisamente variegati e molteplici. Avrete modo di conoscere i dettagli di ogni personaggio, in un modo o nell’altro. In più, tutti gli altri personaggi sono ben descritti e mai lasciati al caso. Tutti sono ben impostati, anche i ragazzi più giovani di cui si tratta del periodo adolescenziale. Nonostante questo, l’autrice riesce a trattarlo veramente bene immedesimandosi nelle problematiche dei giovani.

Thomas Andreasson è un’ispettore che dalla centrale di Nacka a Stoccolma, viene chiamato sull’isola di Sandhamn per guidare l’indagine relativa ad un omicidio avvenuto durante il solstizio. Thomas è un uomo forte e determinato nel suo lavoro ma al contempo fragile nella vita privata. Un personaggio singolare e decisamente interessante sotto molti punti di vista.

Nora Linde è un avvocato che ha divorziato con il precedente marito e che ha a carico due figli e la figliastra del giovane compagno di cui è innamorata. E’ una donna caparbia e sicura ma anche allo stesso tempo preoccupata per le sorti della piccola Wilma e per ciò che succede sull’isola. Thomas e Nora si conoscono da diverso tempo e, dalle pagine di questo volume, la cosa si nota senza ombra di dubbio.

«Dobbiamo andare» disse. Anjou salutò Thomas con un cenno e lo seguì. Anche Thomas si alzò.«Sarebbe bene che andassimo subito a casa tua» disse a Nora.«Da un momento all’altro arriverà anche Margit. » le accarezzò la guancia per farle forza.«Ma Jonas dov’è?» «Ancora a casa. Sta chiamando gli altri amici di Wilma per sentire se qualcuno sa qualcosa. Spero proprio che tu abbia ragione… » Il suo tono era molto dubbioso. lo spero anch’io, pensò Thomas.

Risultati immagini per SandhamnIl perno centrale è la festa del Solstizio di mezza estate dell’isola di Sandhamn. E’ da lì che la storia ha inizio e dalla quale si creano misteriosi intrecci e vengono fuori strani risvolti nella storia.

Lo stile che è stato utilizzato è decisamente fluido e scorrevole. Ad un tratto la storia è sembrata rallentare per soffermarsi su ulteriori dettagli che probabilmente non erano così richiesti ma non rendono meno vera e intensa la lettura. Avrei infatti preferito che ci fosse qualche colpo di scena in più, non per forza di particolare rilevanza ma che aiutassero a tenere tutto più vivo ad un certo punto. Insomma che non fossero concentrati tutti alla fine.

Ho apprezzato particolarmente l’ambientazione scandinava. Non ho mai letto libri con quest’ambientazione e devo dire che l’autrice ha descritto il posto egregiamente e lo ha reso talmente bello da voler immediatamente a fare un viaggio in quelle terre. L’autrice sembra avere così tanta dimestichezza col posto che descrive da farlo sembrare il posto in cui vivi, da farlo sembrare vivido e reale.

I personaggi sono stati ben impiantati e veri. In particolar modo Thomas mantiene l’aspetto di persona umana sotto tutti gli aspetti. Ha perso una figlia quando era molto piccola, si sente provato della perdita di quel ragazzo e del dolore dei genitori tanto da non riuscire ad essere di alcun aiuto, neanche morale. E’ un poliziotto ma è anche un uomo allo stesso tempo. Ho apprezzato molto questo aspetto, perchè molto spesso si tende a far diventare questo, diciamo, l’eroe della situazione, dimenticando la sua umanità e che fa errori come tutti gli altri. Il personaggio che è arrivato meno è stata, invece, Nora. Sembra essere troppo accondiscendente e fredda anche nel modo in cui cerca la sua figliastra. Non so, mi ha dato quest’impressione ma probabile che il suo personaggio sia stato meglio spiegato nei libri precedenti.

Thomas conosceva le statistiche a memoria, vittima e assassino di solito si conoscono. Era molto raro che il colpevole fosse un perfetto estraneo.«Cos’altro abbiamo?» «Ecco, bravo. Al momento direi nient’altro» rispose Margit. La collega fece una smorfia preoccupata.«È morto un ragazzo adolescente e noi non abbiamo idea di cosa sia successo, davvero non so se sia più credibile pensare a un ignoto assassino o a uno della sua cricca. » l’aria della stanza si fece d’un tratto pesante nonostante la finestra spalancata.

Il libro è stata decisamente una bella scoperta. Sono felice di aver avuto l’opportunità di presentarvi questo volume, che sicuramente vi consiglio. Una storia interessante, un thriller misterioso e avvincente.

Viveca Sten scrive un thriller scandinavo che si lascia leggere in poche ore, dai tratti decisamente accattivanti. Una vacanza che si trasforma in un incubo, una festa estiva che porta con se un cadavere sulla spiaggia. Una storia che vi catturerà per la grande curiosità che riesce a suscitare.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Seguite le tappe delle altre blogger che vedete qui sotto, nell’immagine. Non ve ne pentirete:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se avete letto questo libro o se lo leggerete e cosa ne pensate!

A presto,

Sara ©

 

 

REVIEW PARTY: “L’AMICA PERFETTA DI EMILY LOCKHART” (#175)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un nuovo Review Party ragazzi! Era da un po’ che non ce n’era uno ed era ora di tornare in pista con una novità DeAgostini che ringrazio per averci permesso la lettura. Ringrazio anche Sara, la banana di Bookspedia  che mi ha invitato a partecipare! Ecco qui:

L'amica perfetta di [Lockhart, E.]Titolo: L’amica perfetta
Autore: E. Lockhart
Pagine: 315
Genere: Young Adult
Data di uscita: 8 maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2jrPK3L
Un’amicizia ossessiva.
un amore sbagliato.
un omicidio, o forse due.

Trama: È furba, decisa, determinata. Jule West Williams nella vita ha subito tante ingiustizie e sa che cosa significa non avere niente. È per questo che ora nulla la spaventa. Jule non ha paura di scappare, innamorarsi, reinventarsi in mestieri e vite sempre nuovi, ma anche sempre più pericolosi. Ed è proprio tra una vita e l’altra che incontra Imogen. Le due ragazze non hanno praticamente niente in comune. Immie è ricca, di buona famiglia, vive tra New York, Londra e Martha’s Vineyard. Ha tutto ciò che Jule ha sempre desiderato. Eppure tra loro c’è subito intesa. L’intesa diventa amicizia e poi ossessione: improvvisamente a Jule la vicinanza di Imogen non basta più. Lei vuole essere Imogen. In un attimo, il legame tra loro diventa un vortice che gira sempre più veloce. E da cui, una volta risucchiati, è impossibile uscire… vivi.
Dalla penna magistrale dell’autrice bestseller di L’estate dei segreti perduti, una nuova suspense psicologica che non lascia scampo: un romanzo unico, diabolicamente congeniato e sorprendente.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif donna cambia identitàLa storia ha inizio nella camera di un resort, il Playa Grande, nella Bassa California dove Jule era ospite da quattro settimane. Jule è una diciottenne orfana decisamente molto particolare. Sta fuggendo da qualcosa o da qualcuno ma è ancora tutto un mistero. Jule, però. è combattiva, ruba carte di identità, documenti e passaporti di altre donne o ragazze, cambia parrucca e si spaccia per altre persone perchè a lei piace vestire i panni degli altri. In particolare, sente la mancanza di una vecchia amica di scuola, Imogen Sokoloff. Una ragazza con un portamento innato, che l’ha accolta e l’ha accettata quando nessuno l’aveva mai fatto prima. A Jule, Imogen piace. Piacciono i suoi viaggi, i suoi soldi e tutto quello che lei avrebbe sempre voluto per se ma che, purtroppo, non ha.

Cosa succederà a Jule? Cosa si scoprirà mano a mano che la storia prenderà vita e si tornerà indietro di un anno? Come si sono ritrovate le due amiche? Come è nato tutto questo?

Ora, prova a immaginarti protagonista di un film. Ombre fugaci accarezzano la tua pelle liscia, mentre cammini. Sotto i vestiti affiorano i primi lividi, ma i tuoi capelli sono perfetti. Hai a disposizione minuscoli dispositivi, armi metalliche potenti, frutto di una tecnologia eccezionale. Puoi contare su veleni e antidoti. Sei il centro della storia. Tu, e nessun altro. La tua storia inizia in modo interessante, con quell’educazione così insolita. Ora sei spietata, sei brillante, non hai paura di niente e di nessuno. Ti sei lasciata alle spalle una scia di cadaveri, perché sei disposta a tutto pur di sopravvivere: ma è normale amministrazione, nient’altro. Sei uno schianto, nella luce che filtra dalle vetrine del bar messicano. Hai le guance arrossate, dopo aver lottato. E i tuoi vestiti, be’, ti donano parecchio.

La trama è ben scritta e mette sicuramente curiosità. Io ero già curiosa di mio ma è un caso a parte. Ho amato il libro precedente, L’estate dei segreti perduti che, se non avete letto dovete assolutamente farlo perchè ne vale la pena. Ed è sicuramente più bello anche di questo che vi sto presentando adesso.33843362

La copertina italiana almeno secondo il mio parere, che è modestamente soggettivo, non c’entra nulla con la storia. Invece trovo che l’originale, che vedete qui di lato, sia molto, molto bella e sicuramente rappresentativa di questa storia. Non credete?

Il titolo originale, come potete vedere, è Genuine Fraud che letteralmente è “Vera Frode“. Noi l’abbiamo trasformato in L’amica perfetta, che ci sta e rimane in tema con la storia ma forse smorza un po’ il lato thriller che c’è in questa storia.

L’ambientazione si sposta in varie parti del mondo: si passa da San José del Cabo a Los Angeles, a New York, Londra e Martha’s Vineyard. E questi sono solo alcuni dei posti citati. e l’epoca è moderna ed è tutto ambientato tra il 2016 e il 2017 in cui la storia prosegue a sbalzi. Si passa da un mese all’altro, si retrocede e si va avanti scoprendo i fatti passo dopo passo.

Si svegliò in preda a uno stato d’euforia. Era in una città nuova, in un Paese nuovo, la città di La fiera delle vanità e Grandi speranze. Era la città di Immie, ma sarebbe diventata anche la sua, proprio come i libri che Immie amava erano diventati una parte di lei. Aprì le tende. Londra era proprio davanti ai suoi occhi: autobus rossi e taxi neri come la pece formicolavano nel traffico, su e giù per le strade strette. Gli edifici sembravano vecchi di secoli. Jule pensò a tutte le esistenze che si stavano consumando di fronte a lei, persone che guidavano a sinistra, che mangiavano pudding, bevevano tè, guardavano la TV. Jule non provava rimorsi, né dolore, era come se avesse cambiato pelle. Pensò a se stessa come a un giustiziere solitario, un supereroe a cui era stata concessa una tregua momentanea, una spia. Era più coraggiosa di qualsiasi altra persona in quell’hotel e in tutta Londra, era la più coraggiosa in assoluto.

Immagine correlataI personaggi non sono poi tantissimi all’interno di questa storia ma sono decisamente elaborati e ben descritti.

Jule è una ragazza  davvero particolare. Non si può definire in qualche modo perché non ha un carattere tutto suo, è un misto preso dalle persone che incontra. In particolar modo cerca di somigliare in tutto e per tutto a Imogen. E’ proprio Jule che condurrà il gioco all’interno di questo libro.

Imogen è una ragazza ribelle, che ha un patrimonio enorme e lo spende andandosene in giro quando le pare e piace. Si stufa presto delle persone che ha intorno, come trova qualcuno di più interessante, lo rimpiazza con qualcuno di nuovo. E’ una tipa decisamente poco interessante che Jule venera. Vorrebbe essere esattamente come lei.

Prese anche a vedere le mostre che le suggeriva Maddie. Pensando a Imogen, Jule rallentava il passo mentre attraversava le sale e lasciava vagare i pensieri. Immie non avrebbe mai dedicato particolare attenzione a nessun museo. Non avrebbe cercato di approfondire la storia dell’arte, né di memorizzare date e nomi di opere. No, lei li avrebbe visitati pigramente, permettendo allo spazio esterno di influire sul suo stato d’animo. Si sarebbe fermata ad apprezzarne la bellezza, limitandosi a esistere, senza desiderare nient’altro. Ormai c’era così tanto di Immie, dentro Jule. Era una consolazione.

Il perno centrale è l’ossessione di Jule per Imogen tanto da farla diventare un’ombra di se stessa e della sua stessa amica. Un’ossessione talmente forte da confondere se stessa con la persona che finge di essere. 

Lo stile utilizzato è stato decisamente fluido e scorrevole, su questo l’autrice sa sicuramente distinguersi ed ho potuto notare che ha maturato il tipo di scrittura passando da andare a capo per ogni singola e piccola frase a un evoluzione, rimanendo sempre nel suo stile.

La cosa che apprezzo particolarmente è il modo in cui l’autrice riesce a districare la storia, passando per ogni capitoli a momenti antecedenti a quello appena narrato o avanti, mescolando fatti e azioni ma lasciando tutto perfettamente chiaro al lettore. Chi legge non sarà confuso, anzi, tutt’altro.

Ci sono diverse cose che ho riscontrato in questo volume e che non sono state molto chiare. Troppe cose rimaste in sospeso e troppe cose di cui non si sa dove l’autrice volesse andare a parare. Vi spiego.

Ho trovato tutto molto ovvio e persino banale. Il fatto che la casa editrice abbia sponsorizzato il libro parlando di omicidio non ha decisamente aiutato. Già il libro è scontato di suo (SPOILERed è percepibile cosa possa essere successo ad Imogen già con ciò che viene narrato nel libro. Poi la casa editrice scrive in prima pagina Facebook: “Un omicidio, forse due”. E’ ovvio che non sono d’aiuto ed hanno spoilerato una parte fondamentale del libro che era meglio non rivelare.

Per non parlare del fatto di Paolo. Apparso due o tre volte nel corso della lettura, è stato lasciato sempre un po’ al margine ma, in fin dei conti… che fine fa Paolo? Tutto resta in sospeso e non si riesce a capire esattamente che piega doveva prendere quel povero personaggio, sedotto e abbandonato. Era passeggero? Possibile ma allora perché introdurlo, renderlo accattivante e intrigante agli occhi della protagonista e poi mantenerlo in sospeso senza dargli una giusta collocazione?

Infatti, l’autrice non è riuscita a chiudere il cerchio perfettamente. Non come ha fatto con il suo primo volume, che ripeto, ho adorato. Questo mi ha lasciato una scia di “Mah…” uno dopo l’altro. Infatti è rimasta sospesa Noa, è rimasto sospeso Forrest ed è rimasta sospesa persino la protagonista stessa. Non voglio entrare nello specifico per non fare spoiler ma ci sono troppe cose che l’autrice non ha valutato nel modo corretto e che mi hanno lasciato spiazzata sotto diversi fronti.

«Mi piaci» mormorò. «Penso… immagino che ormai tu l’abbia capito, ma dovevo dirtelo.» Anche a Jule lui piaceva. E si piaceva, insieme a lui. Ma non era se stessa, insieme a Paolo. Non sapeva quale parte di lei gli piacesse. Non sapeva nemmeno chi fosse, la persona che gli piaceva. Forse era Immie. O forse era Jule. Non sapeva più come fare a distinguerle. Jule profumava di gelsomino come Imogen, parlava come Imogen, amava gli stessi libri di Imogen. Quelle cose erano vere. Jule era orfana come Immie, una persona che si era fatta da sé, una ragazza con un passato misterioso. Sentiva che c’era tanto di Imogen in lei, e viceversa. Ma Paolo pensava che Patti e Gil fossero i suoi genitori. Credeva che Jule fosse stata al college con la povera Brooke Lannon. Era convinto che fosse ebrea e ricca e che possedesse un appartamento a Londra. Quelle menzogne erano parte di ciò che lui amava di lei.

Non c’è sicuramente il miglior libro riuscito di sempre. Dalla Lockhart sicuramente mi aspettavo molto di più. Questo libro mi ha lasciato una scia di forse e in alcuni punti completamente in sospeso. Oltretutto non ha dato un senso completo, una piena visione al quadro generale e credo sia una pecca fondamentale in questa storia. Carina per passare il tempo ma davvero niente di che.

Emily Lockhart ha cercato di creare una storia di amicizia possessiva tanto da diventare pericolosa. Una storia sicuramente particolare ma purtroppo non riuscitissima. Una storia di un’amicizia che si trasforma in ossessione e in molto, molto di più.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene.

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Ecco le altre tappe, se volete seguirle:

Amica perfetta


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A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV – LA CASA DI CARTA SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi vi porto una bella serie Tv, che ho visto su Netfix in queste settimane, qui sul blog e sono davvero felice di parlarvene visto che l’ho semplicemente adorata. Vi avverto fin da ora che domani non scriverò alcun articolo – in fondo è festa anche per me, no? 🙂 – e ci sentiamo mercoledì! Eccomi qui con la recensione di una delle serie più belle che abbia mai visto fino ad ora: 

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Titolo: La casa di carta

Titolo originale: La casa de Papel

Serie suddivisa in due parti. Uscita prima parte della serie: 2 maggio 2017

Prima parte: 13 episodi

Seconda parte: 9 episodi

Personaggi e interpreti: Úrsula Corberó è «Tokyo» – Itziar Ituño è Raquel Murillo –  Álvaro Morte è «Professore» – Paco Tous è «Mosca» – Pedro Alonso è «Berlino» – Alba Flores è «Nairobi» – Miguel Herrán è «Rio» – Jaime Lorente è «Denver» – Enrique Arce è Arturo Román – María Pedraza è Alison Parker Darko Peric è «Helsinki» – Francesca Manicone è Mónica Gaztambide

Trama: Il Professore assolda una giovane ladra e 7 altri criminali per una super rapina alla Zecca di Stato Spagnola. La ragazza soprannominata Tokyo è la voce narrante che della storia. 

TRAILER


RECENSIONE

Immagine correlata

Il tutto ha inizio in un giorno qualunque. Una ragazza di nome Tokyo è ricercata per una rapina in cui il suo fidanzato è morto. Telefona a sua madre per dirle che sta partendo e se si possono incontrare per salutarsi definitivamente. Poco dopo la ragazza viene fermata da un uomo in macchina, che dice di essere il Professore e che sa che sta andando incontro al carcere sicuro perché la madre collabora con la Polizia. La ragazza non le crede e lui gli mostra le foto scattate fuori dalla sua abitazione in cui i poliziotti erano intenti a collaborare con la madre della ragazza. Quindi il Professore insiste e dice che vuole fargli guadagnare 2,8 milioni di euro e la porta a Toledo, in un posto dove per cinque mesi conoscerà altri 7 criminali assoldati da lui per la più grande rapina del secolo,alla Zecca di Stato di Madrid. Le uniche regole: niente rapporti personali fra i criminali e un nome fittizio per tutti. Nessuno deve conoscere il nome dell’altro ne il suo passato.

Cosa succederà ai rapinatori? Riusciranno nell’intento? In cosa consiste il loro piano?  Saranno pronti anche a ciò per il quale non erano preparati?

I ragazzi vestiti con tute da lavoro rosse e una semplice maschera di Dalì, riusciranno ad entrare all’interno della Zecca di Stato creando il panico assoluto, sia per quanto riguarda la polizia che per gli ostaggi. I rapinatori hanno tutti i nomi di città e la voce narrante sarà proprio la nostra cara Tokyo.

Immagine correlataIl Professore è un uomo decisamente arguto, geniale ed intelligente che ha pianificato questa rapina sotto ogni aspetto possibile e immaginabile. E’ un tipo chiuso e riservato  Ha pianificato ogni mossa e contromossa e muove le pedine all’interno in base a ciò che accade all’esterno. Ma ogni cosa perfetta può avere un punto debole e, quando si manifesterà i tasselli cominceranno a cadere. Ed è il primo a compiere un errore avvicinandosi troppo all’ispettore che si occupa del caso, la poliziotta Raquel Murillo.

Tokyo è una ragazza impulsiva e testa calda in tutto e per tutto. E’ fragile ma allo stesso tempo non riesce a stare con le mani in mano per più di qualche ora che da di matto. E’ insicura ma allo stesso tempo ha trovato una delle cose più sicure nella sua vita: il piccolo Rio e si è innamorata di lui nonostante il Professore avesse espressamente vietato qualsiasi tipo di relazione. Ovunque va lascia cadaveri dietro di se, proprio come le ha detto Mosca una volta. 

Rio è il programmatore e l’hacker del gruppo ed è anche il più giovane di tutti. Ricercato dall’Interpol è un esperto di tecnologia e non ha mai impugnato un’arma in vita sua. E’ un giovane sognatore e spera che Tokyo, una volta finito tutto, andrà a vivere con lui.

Denver è il figlio di un altro partecipante alla rapina, Mosca.E’ un tipo non particolarmente intelligente, violento ed ha sempre fatto dei piccoli reati nella sua vita. Non doveva essere compreso all’interno della rapina ma Mosca ha fatto di tutto purché sia stato compreso. E’ e resta il mio personaggio preferito sotto molti aspetti e per l’evoluzione che ha all’interno della rapina stessa.

Mosca è il padre di Denver. Ha trascinato suo figlio all’interno della rapina per salvarlo da ciò che poteva accadergli all’esterno. E’ un ex minatore ed, infatti, all’interno della Zecca si occupa di scavi in qualsiasi tipo di situazione ed è proprio per questo che è stato assoldato per scavare la via d’uscita dalla Zecca.

Berlino è il Capo degli otto criminali all’interno della Zecca. E’ lui che si occupa di dirigere le operazioni all’interno e di avere contatto diretto con il Professore all’esterno. E’ un tipo decisamente particolare, è persuasivo, parlerebbe ore ed ore solo per il gusto di sentirsi ed è un tipo strano, subdolo e maligno. Ispira sicuramente terrore. L’attore è stato davvero sublime nell’interpretazione di questo personaggio.

Nairobi è una donna molto forte che si è unita alla causa, come tutti gli altri all’interno, per avere un futuro migliore. Madre single,  si è sempre guadagnata da vivere facendo la falsaria ed infatti, all’interno della rapina, il suo ruolo è quello di delle banconote da rubare.

Oslo è sicuramente uno dei personaggi che si vede e si capisce di meno. E’ serbo ed è estremamente silenzioso, infatti non comunica mai con gli altri, solo con il suo compagno militare Helsinki.

Helsinki è il fedele compagno di Oslo. Hanno un passato insieme pieno di violenza e come soldato quindi hanno una mentalità militare. E’ un tipo enigmatico ma in fondo è un tipo buono, sembra un gigante ma in qualche momento ha anche un’aria buona.

Una rapina perfetta in cui parti di ciò che era programmato va lentamente in fumo e tutti si ritrovano a dover combattere per la libertà, per la vita e per i soldi con tutti loro stessi.

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Gli attori sono stati davvero fenomenali in tutto e per tutto. Amerete alcuni e odierete altri ma non potrete fare a meno di stare dalla parte dei rapinatori. Alcuni degli ostaggi sono insopportabili in special modo il direttore della Zecca, il signor Arturo Roman che metterà in difficoltà gli altri ostaggi più di una volta e darà del filo da torcere ai ladri. L’ispettore Raquel Murillo è un altro tassello che si aggiunge al quadro e che completa il resto della storia, che vedremo quando non saremo completamente concentrati sulla rapina. La conosceremo intimamente, nei suoi segreti e nella sua famiglia, una donna fragile ma allo stesso tempo forte e decisa. Un cast davvero unico e una serie davvero ben pensata. E’ stata definita la migliore serie che sia stata mai prodotta dalla Spagna. Come perderla allora?

Potrete vedere le puntate in italiano come in spagnolo con i sottotitoli italiani se volete seguire la versione originale della serie. Questo però non importa. La prima parte rimane in sospeso e tutto si conclude nella seconda parte in cui le carte si rimescoleranno e tutto torna in gioco, anche peggio di prima.

Una serie davvero particolare, una rapina, otto ladri professionisti e un Professore, sentimenti, amicizie, ostaggi ed emozioni. Una poliziotta, amori improbabili e milioni, su milioni di euro.

Immagine correlataUna serie che dovete assolutamente guardare e che amerete, ne sono più che sicura. Non riuscivo a staccarmi dallo schermo e il giorno dopo ero di nuovo lì a guardare le puntate proprio perché non riuscivo a resistere. Una serie che ti tiene sulle spine puntata dopo puntata, che vi farà ridere ma anche piangere. Una storia fenomenale, un caso unico nel suo genere.


Ps: Netflix ha annunciato una terza parte, probabilmente uno spin-off di uno dei personaggi, in cui non si sa cosa potrà succedere, anche se spero non sfoci in cavolata visto che il tutto è terminato con la seconda parte e sono soddisfatta del finale.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commento, sia se avete visto la serie, sia se siete curiosi di vederla. Io vi aspetto in ogni caso!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #170 – I FIGLI DEL MALE DI ANTONIO LANZETTA

BUON POMERIGGIO CARISSIME PARTICELLE!

Come va? Sono qui con una nuova recensione tutta per voi. Oggi vi porto un thriller che mi ha lasciato col fiato sospeso e che, posso sinceramente dirvi, non mi aspettavo così. Ringrazio La Corte Editore per avermi permesso la lettura di questo libro di cui vi sto per parlare. Ecco qui:

downloadTitolo: I figli del male
Autore: Antonio Lanzetta
Casa Editrice: La Corte Editore
Genere: Thriller
Pagine: 356
Link d’acquisto: https://amzn.to/2vewYFW
Trama: È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un’auto su una spiaggia vicino Castellaccio. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un biglietto con un messaggio contenente solo due parole: Lui vede. Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore diventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva promesso di non farsi più coinvolgere, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che invece continua a tormentarlo. Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora. Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista. Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume. Gli anni in cui tutto ebbe inizio.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif boscoLa storia ha inizio con una ragazza incinta che non riesce a muoversi, descrivendo ciò che ha al suo interno un mostro. Sembra essere in uno scantinato o comunque in un posto dove è tenuta prigioniera. Un uomo, l’albanese, è lì accanto a lei e la donna lo prega di non farle del male. E lui gli toglie dal grembo quel bambino. “Sei libera adesso” le dice. 

La storia continua con Damiano Valente che si sveglia e si prepara come tutte le mattine, la sua gamba che gli duole per la quale utilizza il bastone e a Salerno nel 1987 con Flavio, dopo aver ricevuto il suo primo regalo da quelli che non sono i veri genitori si trova a dover condividere dei momenti con quello che sarà il suo fratello acquisito, Mattia. La storia si alternerà fra questi due personaggi e il piccolo Tommaso nel 1950. Strani omicidi stanno per accadere e tutto sembra non aver molto senso.

Cosa succederà ai tre protagonisti di questa storia? Come si intrecceranno le tre vite? Cosa hanno in comune Damiano, Flavio e Tommaso? Chi sono i Figli Del Male?

Lui aveva imparato a conoscere la vera natura dell’uomo, sapeva cosa erano capaci di fare le persone. L’aveva visto, ogni giorno. L’aveva sentito scorrere sulla sua pelle, infettandogli il sangue come il virus in quel film. Il Male era vivo e si respirava con la polvere che riempiva l’aria. Forse, si era detto mentre sorseggiava il suo tè, era quello il senso ultimo. Il Male, alla fine, li avrebbe uccisi tutti.

La trama è ben scritta e mette la giusta curiosità su chi è curioso riguardo il libro in questione. E’ anche una trama che non ha spoiler evidenti quindi potete leggerla tutta senza problemi.

Risultati immagini per antonio lanzetta i figli del maleLa copertina, almeno personalmente, non mi entusiasma particolarmente. Potrebbe rendere sotto certi aspetti la storia del libro ma poteva essere sicuramente migliore magari aggiungendo qualche dettaglio in più oppure pensare a qualcosa con le bambole appese. Non so ma penso che rende la storia solo fino ad un certo punto. Il titolo è la cosa che più di tutti, oltre la trama, ha catturato la mia attenzione. A parte questo, ho comunque trovato azzeccata la scelta dell’autore che racchiude tutto il volume nel titolo. Avevo compreso da questo che poteva esserci un qualcosa di misterioso, che andava oltre la comprensione e così è stato.

L’ambientazione è Castellaccio, un piccolo paese in Italia, e l’epoca della storia si muove tra il 1950 ad Oggi, a sbalzi temporali in cui si cerca di collegare quanto succede nel presente con ciò che è successo in passato.

Goffredo era pazzo, lo dicevano tutti in paese. Era caduto dalle braccia della mamma mentre lo allattava. Dicevano anche questo, di lui. Se lo vedevano in giro, i ragazzi lo prendevano a sassate. Per Teresa però il vecchio non era cattivo, e nemmeno pazzo. Viveva da solo sulle montagne insieme a una capra e un paio di galline. Aveva avuto una moglie una volta, e anche un figlio. Una famiglia di cui prendersi cura. Un giorno però, tornato dalla montagna, li aveva trovati morti. Si era tenuto i corpi in casa per mesi, fino a quando la puzza non era arrivata fino a Castellaccio. Nessuno sapeva cosa fosse accaduto alla famiglia di Goffredo, o forse chi ne era a conoscenza preferiva tenerlo per sé. Era più facile dare del pazzo a qualcuno, che provare a capirlo.

I personaggi sono ben strutturati e uno indipendente dall’altro anche se c’è qualche somiglianza uno con l’altro che non riuscirete a cogliere subito ma sarà piuttosto evidente arrivata ad un certo punto. Sono tre personaggi in tre età diverse ma che si completano uno con l’altro.

Damiano Valente è un personaggio molto schivo, chiuso e assolutamente misterioso. Nonostante questo, lui è molto attaccato a Flavio, che lo reputa un amico. Ha bisogno del suo bastone per via della sua gamba e ha un senso “dell’umorismo” piuttosto fine. Un personaggio mite e controverso ma interessante.

Tommaso è un ragazzino sveglio e intelligente. Fa il lattaio a Castellaccio e adora la sorella Teresa, che difende come può. Il suo migliore amico è Mimì, il classico ragazzotto del posto che si fa giustizia da solo. Tommaso è un ragazzino che sembrerà essere a se stante ma è colui che terrà in piedi tutto.

Flavio è un ragazzo che lavora a La Quiete, clinica Psichiatrica e si affeziona al caso di una ragazza, Roberta, che sembra essere chiusa in se stessa e non vuole comunicare con nessuno. Il suo cane Jack è una delle cose più importanti che ha oltre ai vecchi ricordi e le poche cose ricevute in eredità da suo nonno.

Una ragazza così carina nel mezzo del nulla. Posso vedere la forma delle tue tette, sotto quel giubbino. Annuì. Le fece cenno di salire a bordo. «Grazie!» Lei scivolò sul sedile. Allungò un braccio per chiudere la portiera, ma era troppo tardi. Il freddo l’aveva seguita nell’abitacolo. «Dove ti porto?» chiese Massimo. Lei sorrise. Un sorriso gelido. «Dove lui non può vederci.»

Risultati immagini per gif impiccatoIl perno centrale sono I Figli Del Male e tutto ciò che il titolo nasconde. Un thriller oscuro dalle presenze concitanti e dalle voci che riecheggiano talmente tanto da coinvolgere il lettore stesso in un valzer con la morte.

Lo stile utilizzato è stato piuttosto articolato e non troppo scorrevole come avevo pensato. In questo l’autore è piuttosto bravo ma trovo che a momenti sia risultato pesante ai fini descrittivi.

Il libro è stato un misto di persone diverse e di diverse generazioni che s’intrecciano una con l’altra anche se non sembra avere un nesso logico, almeno non all’inizio. Infatti per buona parte dell’inizio la storia confonde il lettore spostandosi da uno all’altro in questo modo. Infatti, la storia passa dal 1950, subito dopo la guerra, con il personaggio di Tommaso, il lattaio di Castellaccio, fratello minore di Teresa e figlio di un uomo crudele, che lo picchiava e che Tommaso stesso detestava con tutto se stesso a oggi con Damiano, uno scrittore che aveva promesso a se stesso di lasciarsi tutto alle spalle fino a Flavio, amico di Damiano, che lavora in una clinica psichiatrica chiamata La Quiete. Questo continuo spostamento ha creato una certa spossatezza, l’unico che riusciva a reggere il tutto e fungeva da filo conduttore, almeno inizialmente, è il piccolo Tommaso.

Ho trovato ben costruito il personaggio di Tommaso, forse il migliore di tutti quelli che sono stati introdotti e che fanno da protagonisti in questa storia. L’unica cosa che lo riguarda è il fatto della lettura. Dice che Tommaso essendo figlio di lattaio non è mai andato a scuola, però quando trova le lettere della sorella riesce a leggerle. Chi ha insegnato a leggere a Tommaso? In più quando la ragazzina che era sempre con lui gli chiede se sapesse leggere lui lo conferma con aria strana, quasi non volesse sfigurare davanti a lei. Insomma la cosa non sembra esattamente chiara così com’è. Ultimo aggiornamento: Dopo aver parlato con l’autore c’è stato un misunderstanding, probabilmente mio, in tutto questo. Non c’è scritto che lui non abbia imparato a leggere e qualcuno, come la sorella avrebbe potuto impararglielo. Dalla lettura, almeno personalmente, è arrivato ciò che vi ho spiegato sopra. 🙂

Una storia originale e sicuramente pensata piuttosto bene. Niente è lasciato al caso e l’autore ha dimostrato di riuscire a padroneggiare bene e a districarsi anche attraverso gli anni, cosa non facile in scrittura e in cui molto spesso, altri falliscono miseramente.

Lo Sciacallo arrancò per le scale fino alla porta. Voleva uscire da quella casa, e voleva farlo subito. Annaspò alla ricerca della maniglia, gli mancava l’aria. Si sentiva come se gli avessero squarciato la gola e poi lo avessero lasciato lì, tra quelle mura, in attesa di morire. Era stato l’Uomo del salice a brandire la lama, vibrando un colpo preciso, proprio sotto il pomo d’Adamo. Damiano si era illuso che un colpo di pistola bastasse per mettere a posto le cose. Si sbagliava. Giulio non era mai morto. La sua essenza impregnava le mura di quella casa, avvelenava il terreno. Era ovunque. Nelle pietre, nella terra, nelle radici infette del salice bianco. L’Uomo del salice era Castellaccio. Lo Sciacallo riuscì a spalancare la porta, e si gettò fuori.

Il libro è stato davvero interessante sotto molti punti di vista, non scontato e costruito finemente. Un thriller che vi consiglio assolutamente.

Antonio Lanzetta ci trasporta in un thriller psicologico con un fine anche più profondo, quasi esoterico. Un libro che ci trasporta a Castellaccio e ci permette di viaggiare nell’arco di diversi anni, in compagnia di diverse generazioni a confronto che si scontrano e si riallacciano creando un vortice di segreti, misteri e intrighi che dovrete solo scoprire.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo


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Sara ©