SEGNALAZIONE #225 – PERVINCA DI DANIELE POSSANZINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Pronti per un altro week end? Io si! E con questo vi porto un libro che spero sia davvero movimentato visto che si tratta di un thriller psicologico. Pronti? A voi:

PERVINCA: Un thriller psicologico, il mistero e la leggenda di un atroce inganno. Un'ipotesi surreale. di [Daniele Possanzini, Antonella Monterisi]Titolo:  Pervinca – enigma della molestia per una donna geniale
Autore: Daniele Possanzini
Genere: Thriller psicologico
Formati:
• eBook a 2.99 EUR
• copertina flessibile a 12.48 EUR (350 pagine)
Editore: Independently published (15 novembre 2019)
Lingua:  Italiano
ISBN-10: 169789531X
Cover: Antonella Monterisi
E’ un sogno ambizioso e temerario che nasce in prigione, poco prima di morire, e che sopravvive grazie alla genialità di PERVINCA, eternamente ingannata. Come vuole la leggenda.
TramaViene al mondo Pervinca e qualcuno è sicuro che la bimba abbia già utilizzato questo metodo in altre occasioni per evadere dal passato. È prigioniera speciale e creatura inafferrabile. Dovrà quindi essere catturata con la dovuta accortezza. Il suo destino è stato già scritto e nessuno, neanche lei, lo potrà più cambiare: inganno e cattura, poi tortura e morte per fame in una cella buia. Questa volta, però, Pervinca vuole riscrivere la storia e decide di non tornare più in quel periodo di violenza e schiavitù. Sfrutta allora, con genialità, le nuove tecnologie informatiche disponibili negli anni novanta. Tuttavia, non basta soltanto la sua intelligenza. Serve qualcos’altro che deve intuire, e in fretta perché il suo tempo si sta esaurendo. C’è Fiorenzo, bel marito ignaro ma fedele, e appare la giovanissima Michelle, splendida donna maledettamente ambigua con cui vive una relazione inconfessabile. Come farà Pervinca a evitare il suo destino di tortura e di morte? Riuscirà a realizzare la sua invenzione tecnologica che la aiuterà a vedere oltre quell’orizzonte che la imprigiona? Pervinca ha poco tempo a disposizione ma potrà viverlo in tutte le direzioni, come vorrà. Questa è la sua carta da giocare.

PICCOLO ESTRATTO

Una luce bianca è radente il pavimento. È intensa come solo i led possono dare e proviene dai fari
dell’auto che si allontana girando per cambiare direzione. Si muove come le lancette dei secondi di
un orologio che spazzola delicatamente la superficie rasposa ma piacevole del legno.
Immediatamente è buio pesto.
Pervinca, esausta ma soddisfatta, si infila velocemente nel letto e si gira subito a pancia in giù con la
testa sotto il cuscino a fianco di Fiorenzo che è rimasto per tutto il tempo voltato dall’altra parte.
E continua a sognare.
Fiorenzo, invece, per un po’ cerca di capire se Pervinca abbia ancora gli stessi slip e reggiseno che ha
visto sul palco, ma poi anche lui cade addormentato sotto l’antico orologio regalato dalla nonna
Luisa per le nozze e ora appeso al muro della camera da letto.
Fiorenzo non lo ha mai capito, quell’orologio. Non lo ha mai visto camminare. È rimasto sempre
fermo alle 12 e 29. La lancetta dei minuti è incastrata sul 29, mentre quella delle ore è ferma sul 12.
Non lo ha mai toccato per paura di romperlo. Saggia decisione.
Domani sarà il giorno dopo la fiera.

BIOGRAFIA

Daniele Possanzini lavora e vive con la famiglia a Pisa sulle rive del fiume Arno. Si è laureato in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa, ha lavorato negli Stati Uniti d’America e in Italia per l’automazione dei processi industriali. Successivamente ha lavorato in Belgio e in Polonia per la sicurezza delle frontiere europee, poi è tornato di nuovo in Italia e ha contribuito alla consulenza e alla comunicazione in materia di rischi associati alla catena alimentare europea. È un esperto forense di informatica e di sicurezza informatica. È competente in governance e ha contribuito alla sua armonizzazione in alcuni contesti pubblici europei. Ha svolto anche l’attività di consigliere di fiducia (Confidential Counsellor) per la protezione della dignità degli esseri umani e per la prevenzione delle molestie psicologiche e sessuali in contesti lavorativi multiculturali e multi-religiosi. Ha osservato la realtà e le relazioni umane anche dai racconti, dalle inquietudini e dalle frustrazioni delle persone, quando la dignità e i sogni vengono calpestati con tradimenti e molestie di qualsiasi tipo, anche involontari. Ha giocato a pallavolo, sciato e nuotato. Ora preferisce la montagna e le passeggiate in salita.


Cosa ve ne pare? Vi può piacere? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #528 – MEMORIE DI UN RETTILE DI SILJE O. ULSTEIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per questo libro che ho letto ad agosto sotto l’ombrellone, sta per arrivare a voi finalmente la recensione. Un thriller Nord Europeo di tutto rispetto, che spero possa incuriosirvi, specialmente per il nome peculiare che porta con sé. Ringrazio la casa editrice Marsilio per avermi permesso la lettura e ve ne parlo subito:

9788829710324_0_536_0_75Titolo: Memorie di un rettile
Autore: Silje O. Ulstein
Data di uscita: 17 giugno 2021
Pagine: 432
Collana: Farfalle

Link d’acquisto: https://amzn.to/3yMnUU0
Trama: Liv è una studentessa dall’infanzia travagliata, che annega il proprio disagio in serate a base di alcolici, heavy metal e canne con gli amici più stretti. Trova conforto nella compagnia di Nero, un piccolo di pitone moluro dal quale si sente profondamente attratta e con cui instaura una simbiosi oscura e sempre crescente. Quattordici anni dopo, in una cittadina della costa norvegese, Mariam è in giro a fare acquisti con la figlia Iben quando, dopo un banale litigio, la ragazzina si allontana facendo perdere le proprie tracce. L’ipotesi di una sparizione volontaria si trasforma per Mariam in un angosciante timore, le cui radici affondano in un altro luogo e in un altro tempo. A indagare sul caso c’è Roe Olsvik, un introverso ispettore di polizia con una condotta irreprensibile e una tragedia familiare alle spalle. Il suo comportamento improvvisamente ambiguo, però, inizia ben presto a destare dei sospetti. Che cosa lega Liv a Mariam? Quali sono i fantasmi che affliggono la vita di Roe? E qual è il ruolo di Liv all’interno dell’indagine? I personaggi di questo thriller caleidoscopico nascondono tutti un passato misterioso, qualcosa che li ha segnati e che non li abbandona. Le loro storie, in apparenza così lontane, si riveleranno intimamente legate, in un costante cambio di prospettiva dove niente è ciò che sembra, e nessuno è chi dice di essere.

RECENSIONE

brown and black snakeLa storia ha inizio con Liv e i suoi due coinquilini che decidono di prendere un rettile nero, chiamato poi ovviamente Nero, e di decidere di crescerlo e mantenerlo all’interno della casa, solo per il fatto che possa sembrare figo. Liv ha avuto un’infanzia difficile,  è solitaria, che ama fare una vita trasgressiva ma legata morbosamente al suo amato Nero

Dall’altro lato, quattordici anni dopo, abbiamo Mariam, donna e madre, alla quale sparisce in circostanze misteriose la figlia Iben. E’ lì che subito scattano le indagini da parte dell’ispettore di polizia Roe Olsvik che risulta fin dai primi momenti molto strano, chiuso, che impareremo a conoscere lentamente.

Le vite di questi personaggi sembrano essere lontane anni luce, Liv e Mariam sembrano non avere alcun legame ma presto i tasselli cominceranno a comporsi e le vite delle due sembrano essere più vicine di quello che sembra nonostante ci siano diversi anni di distanza fra le due.

Cosa lega Liv e Mariam? Riuscirà Roe e sua madre a ritrovare la piccola Iben? Cosa succederà a Nero e come potranno le sue Memorie essere utili a questa storia?

I ricordi felici arrivarono per primi. Le nostre risate quando mi faceva girare e girare nel soggiorno, finché non cadevamo rovinosamente a terra, o quando si metteva le fette di prosciutto e di formaggio sulla faccia, per farmi divertire. I ricordi del periodo prima che iniziasse ad andare a scuola, e prima che quella che si definiva mia madre cominciasse a sparire per mesi interi. Era come se quei ricordi fossero avvolti nella bambagia, o come se la mia testa diventasse di bambagia al solo pensarli. Dopo arrivarono gli sprazzi del quotidiano.

La trama è lunga ma spiega in linea principale ciò che andremo a leggere anche se non avrei allungato molto il brodo nella parte finale, in cui si può percepire qualcosa. La trovo decisamente utile anche se, sarò onesta, a catturarmi sono stati la copertina e il titolo del volume che quasi ipnoticamente mi hanno condotta a voler leggere questo libro.

La copertina la trovo intrigante, potente, che colpisce il lettore fin dal primo sguardo. Troviamo in primo piano Liv, chiusa nella sua casa che fuma una sigaretta e guarda il mondo che si muove all’esterno, così come fa anche il suo stesso rettile, chiuso con lei nella sua camera. Solo che, del rettile, almeno sulla copertina sembra non essercene traccia. La cosa sorprende e lascia interdetti visto sia il titolo che il protagonista principale, Nero (il rettile in questione). Nonostante questo però, trovo che sia una scelta giusta se interpretata come appena detto, e i colori sono semplicemente ipnotici, quindi punto a favore. Il titolo è originale e lascia i presupposti sulle quali il lettore spera di agganciarsi una volta all’interno del volume. E non rimarrete delusi perché ci saranno delle parti in cui sarà proprio il rettile a mostrare la sua visione delle cose.

do not cross police barricade tape close-up photographyL’ambientazione è norvegese; l’epoca, invece, si aggira su una fascia di quattordici anni di differenza. Liv e Mariam sono divise da quattordici lunghi anni, ma cosa le accomuna davvero?

Giro in tondo su me stessa, divento un serpente che si morde la coda: devo rivivere tutto ciò da cui sono fuggita.

I personaggi di questa storia sono diversi e differenti l’uno dall’altro e sono ben delineati, costruiti a puntino e interessanti dal primo all’ultimo. L’unico che non è riuscito a coinvolgermi a pieno è stato il commissario anche se fa il suo lavoro molto bene all’interno del volume.

Liv è una ragazza sola e solitaria, con un passato piuttosto tormentato. E’ una ragazza che entra in simbiosi con il suo pitone birmano e si sente terribilmente sola seppur conviva con due suoi amici e sia molto festaiola. E’ una ragazza particolare che conoscerete ancor meglio soltanto leggendo.

Mariam è una donna che cerca di educare al meglio sua figlia ed è per questo che dopo un litigio la bambina si allontana e la madre non riesce più a ritrovarla. Mariam ha tanti difetti, pensa poco alle conseguenze seppur sia intelligente, ha un marito buono e ama sua figlia Iben. Un personaggio peculiare, una madre devastata che deve ritrovare sua figlia.

Roe è un ispettore di polizia tormentato da ciò che le è accaduto in passato. E’ strano e quando gli viene affidato il caso sembra essere a suo agio nonostante i suoi colleghi notino che c’è qualcosa che non va. E’ un uomo misterioso, introverso e piuttosto chiuso verso il mondo esterno. Riuscirà a trovare la piccola Iben?

Nero è il pitone di Liv. E’ un animale che brama e desidera sempre di più e si ritrova a crescere con la protagonista divenendo enorme, tanto da occupare la stanza come fosse la sua tana. E’ un serpente intelligente, che però sembra anche lui a modo suo legato a Liv seppur sia comunque irritato con lei perché non può essere libero. Il protagonista principale di questa storia, lo apprezzerete tantissimo.

I serpenti almeno sono onesti, pensai. Non cercano di occultare le proprie azioni con chiacchiere sulla morale. Noi uomini parliamo del bene e del male, e un attimo dopo pecchiamo contro quello che abbiamo appena detto. L’essere umano è una specie che ha innalzato muri di legno e di pietra intorno a sé e alla sua cosiddetta cattiveria, che ha chiamato la sua preda bistecca e finto che non sia mai stata viva. Perché giocare a un gioco del genere? Se una donna ha ucciso il marito viene condannata per aver agito contro natura. Perché non prendiamo in considerazione la femmina del ragno che divora il suo partner subito dopo l’accoppiamento? Ammetteremmo che anche noi siamo così. Che è la natura a essere così.

silhouette photo of woman and girl on shorelineIl perno centrale di questa storia è la sparizione della bambina che muove il thriller all’interno del volume nonostante il rettile prenda buona parte della storia si strisci lungo tutto il volume con disinvoltura. Un fulcro potente, che coinvolge il lettore fino a farlo sentire parte della storia stessa.

Lo stile utilizzato è articolato ma poco complesso, più che altro molto descrittivo. Nonostante non ami molto lo stile di questo genere la storia è riuscita a coinvolgermi e a farmi sentire all’interno della lettura, specialmente per quanto riguarda Nero, il pitone.

Le memorie del rettile, così come il punto di vista di chi interagirà con il serpente, riesce a far sentire il lettore come se avesse il rettile accanto, di viverlo. Certo, chi non ama molto i rettili magari non può apprezzare al 100% la storia ma posso assicurare che riesce a prendere sotto ogni punto di vista che non credevo fosse possibile. Nero, infatti è la cosa che affascina più di ogni altra cosa all’interno del volume ed è una cosa peculiare, originale e senz’altro unica nel suo genere. Tutto avrei pensato tranne che un volume per via di un rettile potesse divenire così interessante e così coinvolgente.

Ogni punto di vista che viene utilizzato, Liv, Mariam, Roe o Nero stesso, vengono presi in prima persona quindi si riesce a sentire e a percepire ancora meglio le emozioni e le sensazioni provate da ognuno dei vari personaggi che intrigati tra loro, tesseranno una trama non indifferente di eventi e di legami che verranno fuori mano a mano che la storia prenderà piede. L’autrice tesse una trama di un thriller che coinvolge e tesse legami famigliari, legami con gli animali e l’amore di una madre che cerca di ritrovare sua figlia.

Conclusa la conversazione, mi sdraio sul letto, fisso i pannelli bianchi sul soffitto che così tante volte sono rimasta a osservare negli anni in cui ho vissuto qui. Capisco che Tor sia disperato, e se decidesse di chiamare la polizia capirei anche questo. Mi addolora che lui debba affrontare tutto da solo. Ma non posso tornare indietro. Devo trovare Iben.

Una storia che, seppur non particolarmente complessa nella costruzione, mantiene qualcosa di misterioso che attira il lettore nel vortice degli eventi, fino a sentirsi parte del tutto. Consiglio la lettura di questo volume, senza ombra di dubbio.

Silje O. Ulstein ci porta in Norvegia, in una storia che prende un arco di quattordici anni e ci snoda dettagli e particolarità lunghe quasi quanto la vita di un rettile. Le memorie di un animale pericoloso, maestoso e potente, una storia che cambierà ogni vostra concezione al riguardo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #222 – DELITTO IN ARENA DI FEDERICA LEVA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi vi porto un nuovo libro che magari potrebbe interessarvi. Siete pronti per un nuovo volume interessante e magari che potrebbe anche piacervi? Io spero di si e intanto vi lascio tutti i dettagli e un estratto per farvi capire di cosa parla. A voi.

Delitto in Arena by Federica LevaTITOLO: Delitto in Arena
AUTORE: Federica Leva

GENERE: Cozy mystery, con una investigatrice amatoriale che
affianca il seducente (ma insopportabile) commissario nella risoluzione
di un caso di omicidio.
Ci sono parti romantiche (non erotiche) e preciso che non si tratta né
di un thrillerone nordico né di un noir puro.
Lunghezza: 380 pagine
Venduto da Amazon in ebook, Ku e cartaceo.
https://www.amazon.it/dp/B09CHD376M

A tutte le lettrici che amano gli intrighi,
qualche delitto
e un po’ d’amore!

Trama: Quando un famoso soprano viene trovato morto nel suo camerino, nell’Arena di Verona, i sospetti cadono sulla sua sostituta, la giovane Desirée Chevalier. Ma Desirée è decisa a dimostrare la propria innocenza e inizia a indagare da sola, anche a costo di scontrarsi con l’affascinante, ma glaciale, commissario a capo delle indagini, Manuel
Sartori. Quale segreto si nasconde nei camerini dell’Arena? Chi è l’uomo che segue Desirée per la città e che forse cerca perfino di ucciderla, durante uno spettacolo? Il giovane soprano potrebbe aver visto qualcosa, la
notte del delitto, ma è solo per questo che qualcuno la vuole morta? Protetta da Sartori, che si muove per difenderla ogni volta che si mette nei guai, Desirée scava in un mondo ostile, fatto di passioni, rivalità e ricatti, arrivando a svelare un intrigo che non avrebbe mai sospettato. La vita è un palcoscenico spietato, chérie…

ESTRATTO

Era tempo di scoprire qualcosa di più, sulla sospettata, e di farla cadere in contraddizione. Magari, perfino di farla crollare. Si appoggiò con disinvoltura allo schienale di legno della sedia. «Andava d’accordo con la vittima?» indagò. «No. Nessuno andava d’accordo con lei.» Le sopracciglia di Manuel scattarono verso l’alto. Non si era
aspettato una risposta così brusca, così sincera. «Come mai?» «Aveva un talento raro e ne era consapevole» Desirée sollevò la tazzina con il tè, ancora caldo, e bevve un sorso. «E in nome di quel talento, si sentiva autorizzata a calpestare chiunque lavorasse con lei.» Abbassò la tazza, un gesto lento, seduttivo, e Manuel provò un fremito. Piccola intrigante! Distolse lo sguardo dalle sue labbra, carnose e inumidite dal tè. Le aveva bagnate apposta, la strega, per cercare di distrarlo dall’indagine? Ah, ma non sapeva con chi aveva a che fare, quella sfacciata canterina! «Con chi è stata arrogante, la Melnikova?» domandò, la voce ruvida come un ruggito.
«Con tutti, o quasi. L’ho sentita polemizzare con il regista e il tenore, ma era prepotente soprattutto con chi riteneva inferiore.» «E considerava inferiore anche lei?» Desirée esitò, in difficoltà, e strinse la tazza tra le mani. Stava Cercando conforto perché non sapeva come rispondere, o perché qualche ricordo la turbava? «Non mi ha risparmiato parole sgarbate, da quando sono entrata nel cast» confessò.
«L’ha insultata anche questa sera?»
«Sì, prima dello spettacolo.»
«E lei come ha reagito?»
«Non ho raccolto le provocazioni e me ne sono andata» Il suo sguardo si fece quasi duro. «Ci sono testimoni che possono confermarlo.» «E ci sono anche testimoni che possono giurare che non sia stata lei a ucciderla, dopo lo spettacolo?» Lei sembrò trattenersi dall’insultarlo. «Ero al rinfresco, quando è stata strangolata!» gli ricordò.
Strozzata, non strangolata. «Ma è stata lei a trovarla. Un caso curioso, non trova?» E ora ti racconto com’è andata, bellezza. «Era arrabbiata, forse anche furiosa per il successo della sua rivale. Un successo che sarebbe stato suo, se le avessero permesso di cantare. Come non capirla, se ha voluto togliere di mezzo un fastidioso intralcio che si frapponeva tra lei e una sfolgorante carriera?» «Commissario» Una mano che stringeva la tazza era quasi bianca,
tant’era tesa. «Se i sostituti andassero in giro ad ammazzare i titolari, al mondo non ci sarebbero più cantanti da un bel pezzo!» A Manuel sfuggì un sorrisetto. «Quale devastante perdita, per il mondo dell’arte» commentò, sprezzante. «Perché, per voi, questa è arte, non è vero?» Lei lo fulminò con un’occhiata. «È arte, commissario, e mi
dispiace che non abbia abbastanza sensibilità da comprenderlo!» «Ma ne ho abbastanza da capire che una persona arrabbiata e delusa possa uccidere, magari in preda a un impulso. Non tutti gli omicidi vengono pianificati nel tempo.» «Lei vaneggia!» «Le piacerebbe, vero?» Manuel intrecciò le mani sul tavolo, senza distogliere lo sguardo dal suo. «Ma, forse, in questi anni ho semplicemente imparato a conoscere l’animo umano meglio di lei.» Desirée si raddrizzò sulle spalle, un gesto risoluto. «Non ho ucciso io la Melnikova!» dichiarò. «Non ho l’abitudine di ammazzare
le titolari delle opere in cui vengo scritturata!» Forse era vero, ma… «Prima d’ora non era mai stata chiamata in un teatro così importante, vero?» «Si sbaglia, ho cantato anche a…!» «…E venire qui, senza potersi esibire… Che inaccettabile spreco!» Quando era entrato nel camerino, poco prima, Desirée era pallida e spaventata. Un cucciolo bagnato, senza voce. Adesso, era arrossata e furiosa. «Cerchi altrove il suo colpevole, sceriffo!» gl’intimò, sporgendosi
verso di lui. «Cerchi moventi validi e prove. Soprattutto prove! Io ho solo avuto la sventura di trovare il corpo senza vita della Melnikova, e soltanto perché il maestro Heller mi ha ordinato di sollecitarla a non tardare ancora. Qui dentro, dopo la calata del sipario, c’è stata una grande confusione. Le altre cantanti si sono cambiate e sono uscite presto, ma lei si è trattenuta in camerino più a lungo. Parli con le sarte, con il suo compagno, con gli ammiratori. Le hanno portato
tanti fiori, c’era il camerino pieno, quando ho aperto la porta. Potrebbe essere stato uno dei suoi visitatori, a ucciderla.» «E lei dove è stata, mentre le sue colleghe si cambiavano e ricevevano fiori?»

Biografia e altri romanzi

Medico e psicoterapeuta. Ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con una trentina di premi conseguiti e una dozzina di primi posti. Ha pubblicato numerosi articoli e racconti su riviste, fanzine e antologie di genere. Il racconto Sacrilege (2012) è stato pubblicato in inglese dalla casa editrice Inkbeans di Los Angeles nell’antologia The Gage Project, mentre il racconto L’ultima notte di San Valentino è stato tradotto in
spagnolo, inglese, francese, russo e portoghese. Il romanzo fantasy Echi dalle Terre Sommerse, (2014, Sereture Ed.),
è in commercio, oltre che in Italia, anche nei paesi di lingua spagnola. Il romanzo Cantico sull’oceano (Edito in precedenza dalla NPlibri, 2006, e dalla Sesat Ed., 2013, e ora edito come self) è disponibile anche in spagnolo. Nell’agosto 2016 ha pubblicato il romanzo Animato con fuoco, edito in precedenza dalla Zecchini Ed. con il titolo Radici di sabbia (2002). Nel novembre 2016 ha pubblicato il romance contemporaneo Bugiardo per amore. Nel giugno 2017 ha pubblicato il romance contemporaneo Brucia per me. Nell’autunno 2017 ha pubblicato sotto pseudonimo un racconto dedicato al Ciclo Bretone e, con il suo nome, un racconto umoristico, La Sindrome di Amadio. Nel marzo 2018, ha pubblicato il romance contemporaneo Incendiami l’anima e nell’ottobre dello stesso anno il romance contemporaneo Irraggiungibile. Nel 2019, ha pubblicato un romance sotto pseudonimo. Nel dicembre 2019, ha pubblicato la fiaba Cenerentola e la scarpetta di cristallo con illustrazioni di Aurora Stella, disponibile in vaie lingue.
Nel 2020 ha pubblicato un libretto interattivo per bambini: Creiamo insieme il cielo stellato, il libretto Impara a scrivere con i colori, e il romance contemporaneo Un vicino… very hot! É stata membro di giuria e presidente di vari concorsi letterari, tra cui Artenuova (Genova), QuiEdit (Verona) e Piero Chiara (Varese). Gestisce un blog letterario in cui presenta romanzi self ed editi da CE di altri autori (www.iromanzisiraccontano.it) e un suo blog personale.


Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Vi piace la copertina? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #523 – BUNNY BOY DI LORENZA GHINELLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon lunedì! Oggi la giornata si fa ricca di suspance, visto che vi porto un thriller edito Marsilio Editore che mi ha sorpreso e mi ha convinto tantissimo. Una storia davvero incredibile, di cui ringrazio l’editore per l’entusiasmante lettura. Ecco che ve ne parlo subito:

9788829709625_0_0_626_75Autore: Lorenza Ghinelli
Titolo: Bunny Boy
Pagine: 176
Collana: Farfalle
ISBN: 978-88-297-0962-5
In uscita: 13 maggio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3y2h0e1
Trama: Dicembre 2018. La testa di un uomo a cui sono stati asportati gli occhi viene ritrovata in un sacco di plastica ai piedi di un cassonetto. Il resto del corpo, privato anche del cuore e delle mani, viene scoperto il giorno dopo dentro un pozzetto dell’acqua piovana, in stato di decomposizione. Nel frattempo Nina, undici anni, viene obbligata dai genitori a tornare in psicoterapia, per superare un trauma che sei mesi prima le è quasi costato la vita e a cui tutti imputano la sua attuale insonnia. In realtà, da quando è diventata sorda, Nina è afflitta da terrificanti visioni sonore, che altro non sono che presagi di morte; le sue notti sono tormentate da incubi ambientati proprio all’interno di un pozzetto dell’acqua piovana. Mentre il killer – un ragazzino spezzato che crescendo si è trasformato in un oscuro e spietato vendicatore chiamato Bunny Boy – continua a uccidere, la bambina a poco a poco si rende conto di essere in qualche modo connessa a lui, e soprattutto di essere la sola a poterlo fermare. Per riuscirci, con l’aiuto di vecchi e nuovi alleati, si vede costretta a calarsi nel pozzo nero e profondo dei ricordi dell’assassino: i suoni e le visioni che la perseguitano appartengono infatti al passato di Bunny Boy, dove si nasconde una frattura che non può essere sanata né ricomposta, ma alla quale Nina dovrà comunque dare ascolto. Insieme alle ormai diciannovenni Rasha e Nur e al diciassettenne Alfredo, suo fratello, la bambina si troverà catapultata in un’avventura che porterà ognuno di loro a confrontarsi con le ragioni del male. I quattro ragazzi si addentreranno in un territorio in cui l’infanzia può essere nera e cannibale, ma comunque degna di essere riconosciuta. Quello che non sanno è se gli sarà concesso di riemergerne indenni.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Nina che sta crescendo, non è più una bambina come nel primo volume che segue le sue vicende, Tracce dal Silenzio. Nina è una bambina divenuta sorda dopo un incidente e dopo quanto le è accaduto nel volume precedente la madre decide che per lei è meglio parlare con qualcuno visto che la notte non riesce a dormire ed è perseguitata dagli incubi. Il problema però non sono solo gli incubi ma il semplice fatto che quando toglie l’audio processore dall’orecchio per mettersi a letto, le visioni, le voci e quant’altro comincia a perseguitarla in maniera più viva e accesa rispetto a quanto accadeva in precedenza. Dall’altra parte c’è Bunny Boy, un serial killer che da ragazzo ha sofferto molto e il suo soprannome lo contraddistingue. E’ proprio il contatto tra il killer e Nina che metterà la ragazzina sempre più in allerta e ci permetterà di scoprire quanto più la vita del piccolo ragazzo che è divenuto un uomo pericoloso e aggressivo. 

Cosa lo avrà portato a diventare così? Cosa scoprirà Nina sul suo conto? Riusciranno a fermarlo prima che sarà troppo tardi? Quale mistero si nasconde dietro l’uomo che chiamavano Bunny Boy?

Ha cominciato a scombinarsi dopo l’incidente che l’ha resa sorda. Be’, anche quello è stato un trauma. Nina comincia a pensare che la vita sia un susseguirsi di colpi male assorbiti, come i lividi contro cui si continua a sbattere, senza volerlo. O forse i traumi sono come un martello che picchia contro un muro: in alcune persone certi punti possono cedere e attraverso quei buchi si può scorgere un altrove impensabile.

La trama è forse un filino lunga e fin troppo dettagliata. Sono felice di non averla letta prima di leggere il libro ma di affidarmi alle prime righe di lettura. E’ davvero lunga e si rischia di incappare in spoiler quindi eviterei sinceramente la lettura della trama completa, questo è poco ma sicuro. Troppo dettagliata.

La copertina di questa storia è davvero bella e allo stesso tempo terrificante. Nonostante uno s’immagini di trovare all’interno del volume un uomo dalla maschera da coniglio, può e deve aspettarsi sicuramente qualcosa di molto più articolata e profonda proprio come l’avevo pensata io. Sono felice che sia così e la trovata, rispetto al volume precedente è geniale oltre ogni limite. Una copertina davvero meravigliosa, non c’è che dire. Per quanto riguarda il titolo anche qui è stato fatto centro. Bunny Boy non è solo il soprannome che un bullo ha dato a quello che sarà poi il serial killer di questa storia, è molto di più. E l’accoppiata con la copertina è vincente, non c’è che dire.

L’ambientazione è la stessa del medesimo volume precedente, in Italia e l’epoca si addentra tra il 2018 e gli anni in cui il piccolo Bunny Boy cresceva. E’ una storia moderna, anche se ambientata qualche anno fa.

Si dice che i padri chiedano ai figli di seguire i propri sogni. Ma lo si dice perché i padri non hanno idea di cosa sognino i figli. Se lo sapessero tremerebbero al vento, come foglie appese ai rami solo perché ignorano di essere morte.

grayscale photo of rabbit plush toyI personaggi di questa storia sono diversi e tutti particolari, originali, unici e sorprendenti. Stavolta, molto più di quanto faccia Nina, la protagonista di questa storia, ci si concentra molto più sul killer seriale, su il nostro pericoloso Bunny Boy. Avremo modo di conoscere anche altri elementi all’interno della storia e di approfondire determinate conoscenze, come la mamma di Nina, Sara e Alfredo, Rasha e Nur.

Il killer che con questo nome si addentra in città e fa incetta di vittime sezionandole o trovando uno strano gusto perverso nell’uccidere, è stato un bambino e un ragazzo problematico. Ama da sempre Kenshiro, il suo super eroe preferito ed ha avuto una situazione famigliare difficile oltre che a livello di frequentazioni e amicizie. L’unica persona che gli è stato veramente vicino è sua madre che ama e a cui ha voluto molto bene. E’ un personaggio che si svelerà pagina dopo pagina e che riuscirete perfino a comprendere, in qualche modo.

Dall’altra parte abbiamo Nina che diventa sempre più adulta, sempre più grande. Arriverà il ciclo e con questo aumenteranno le visioni e il fastidio quando l’apparecchio acustico verrà tolto. La notte arrivano le visioni, gli incubi e sarà sempre più difficile dormire oltre ad essere semplicemente creduta per via di tutto quello che riesce a vedere in quel momento. E’ una ragazzina forte, che cerca solo conforto e vorrebbe essere ascoltata ma è sempre più difficile se nessuno ti crede.

«Mio figlio va bene così com’è, grazie». Sa di amare sua madre. E’ tutto ciò che gli resta. Sono rimasti soli contro il mondo, lo sono sempre stati. Ma Vincenzo non lo capisce, o forse sì. Forse è proprio per questo che si atteggia a padrone.

Il perno centrale di questa storia sta tutta nella vita da ragazzo del serial killer. Bunny Boy non è solo un’omicida è stato un ragazzo e un bambino che ha sofferto che si sente solo ed ha continuato ad esserlo anche da adulto. Il fulcro è proprio il “ragazzo-coniglio” e la sua storia oltre al fatto che per il suo passato risulta pericoloso.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, molto leggero, fluido e scorrevole. Mantiene la terza persona sia per quanto riguarda Nina che per quanto riguarda il killer e la sua storia oltre che per i relativi personaggi che incontreremo nel corso della lettura.

La caratteristica di questo volume, oltre al fatto di essere macabro e cruento come il volume precedente, è l’empatia tra il lettore e il serial killer. In tanti thriller che ho letto, questa è probabilmente la prima volta che mi succede e trovo che sia sorprendente quanto nonostante sia brutale, pericoloso e sbagliato quello che stia facendo, si riesca a comprendere le sue scelte, si riesca a CAPIRLO. E questo l’ho trovato il punto cardine su cui si aggira il volume, molto più di quanto riesca a fare Nina. Anche io da più piccola mi sono sentita come lei ma la vicinanza a Bunny Boy mi ha portato a comprendere davvero a fondo le sue scelte e ciò che lo ha portato ad uccidere. Un libro crudele, forte e incredibile ma trovo che fra i due che ho letto dell’autrice, questo sia ad un livello incredibilmente più alto del precedente.

La maturità e l’evoluzione del personaggio di Nina giocano una componente importante all’interno del libro e avremo modo di scoprire di lei dei cambiamenti sia a livello fisico, che emotivo oltre che sul piano dei suoi strani poteri soprannaturali. Trovo che sia una trovata incredibile e che sia stata trattata con il giusto peso e l’equilibro giusto. Un personaggio che si mantiene ancora in disparte ma che piano piano si addentra all’interno prendendo sempre più consapevolezza di sé, specialmente per quanto riguarda la fase finale.

Il libro si ferma con un epilogo che è pronto ad aprire altre porte per Nina e che la rende sia più consapevole di cosa le accade, sia il bene che può fare per fermare tutto ciò che le accade lasciando quindi la possibilità di un terzo volume sempre sulla scia dei primi due. Con queste prospettive, spero arrivi e sarei curiosa di scoprire di cosa si tratta e come verrà trattato stavolta sia il potere di Nina, sia il prossimo omicida.

«Sei dei nostri?» Gli sguardi di tutti convergono verso un unico punto di fuga: la porta che incornicia l’uomo con la camicia stazzonata e la sacca floscia appesa alla spalla. La sua espressione sembra smottare, una frana d’imbarazzo. L’uomo china il capo e se ne va da dove è venuto, lasciando una voragine dove prima c’era soltanto una porta. «Non ha retto l’emozione dello spettacolo» dice Giulio Greco Tutti ridono. Ride anche Sara. Risate che formano un fiume che sciaborda fino a colpire alle spalle l’uomo con la sacca. In quel fiume, lui teme di annegare.

Il libro è un secondo volume che può essere collegato al primo per via della storia di Nina ma può essere letto benissimo anche in maniera singola e autonoma. E’ un thriller emozionante, cruento e ricco di emozioni forti che riescono a coinvolgere il lettore fin nel profondo.

Lorenza Ghinelli ci porta e ci lascia in bilico fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, muovendoci tra Nina e il pericoloso Bunny Boy che si aggira fra le strade e uccide uomini. Una scrittrice che sorprende sempre di più e di cui sono curiosa di leggere ancora molto altro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Bunny Boy e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Bunny Boy o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Pensate che possa fare il caso vostro e possa piacervi? Fatemi sapere ovviamente, sono curiosa! Vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #209 – IL SIGNORE DEI PICCIONI DI STEFANO STANZIONE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Raccontatemi un po’ di voi mentre vi parlo di questo nuovo libro che spero possa piacervi, come le altre cose che ogni settimana vi propongo. Come sempre vi aspetto ovviamente! A voi:

Il Signore dei piccioni: (Collana Segreti in giallo) eBook: Stanzione,  Stefano: Amazon.it: Kindle StoreTitolo: Il Signore dei piccioni
Autore: Stefano Stanzione
Collana editoriale: Segreti in giallo
Genere: Drama/Thriller soprannaturale
Pagine: 193
Cartaceo: € 9,99 E-Book: €1,99 lancio (€2,99)
Uscita: 19 Settembre 2020

SINOSSI: Ponza. È qui che l’ex campione di boxe Eric Dove ha deciso di trascorrere il resto dei suoi giorni. Lontano dai riflettori, in solitudine, l’ormai settantenne gloria del pugilato vive con l’unica compagnia dei suoi piccioni. Una serie di incontri e morti, però, sconvolgono la sua routine e la vita sull’isola. In quello che si rivelerà uno strano incidente perde la vita una sua cara amica: Emilia. Il tragico evento lo spinge a guardarsi intorno. Eric cerca di capire cosa sia realmente accaduto nella notte in cui la giovane è morta sulla statale 49. Quale terribile segreto cela questa strada maledetta? E così, finisce per condurre una vera e propria indagine, tra politica e corruzione, paranormale e superstizione, che lo condurrà in un vortice di rivelazioni, fino alla più inaspettata delle verità.

AUTORE

Stefano Stanzione è nato a Napoli ma romano d’adozione, nel 2006 ottiene il diploma in sceneggiatura, presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione, a Cinecittà. Nello stesso anno, frequenta un master in scrittura
cinematografica e televisiva presso L’Istituto Europeo di Design. Ha scritto e diretto un suo cortometraggio “Attraverso i suoi occhi”, trasmesso sul canale “Rai futura Tv”, dopo essere stato selezionato all’interno del concorso “La città in
corto”, presso l’università La Sapienza. Lavora come dialoghista per la docu-fiction “Task Force”, per la regia di Luca
Guardabascio, collaborando anche sul set. Un suo racconto horror/fantasy, “Sangue di fata”, viene inserito tra le migliori opere partecipanti all’interno di un concorso “Vaults 2008”, indetto da Ferrara Edizioni e pubblicato all’interno di un volume, in vendita sul negozio on-line. La casa editrice Coniglio Editore pubblica sulla propria rivista online, Comics Web, “Dolce come fiele”, breve storia a fumetti da lui sceneggiata. La rivista viene presentata, in formato cartaceo, al Lucca Comics 2010. Nel 2012 e nel 2013 fa ritorno personalmente alla fiera medesima, grazie alla casa editrice Absoluteblack Edizioni che pubblica una sua breve storia nelle antologie “Orde n°2 – cacciatore di zombie”, “Orde 3 – Zombie War”. Tra i vari autori che partecipano all’antologia, vi sono anche Andrea Cavaletto e Luigi Siniscalchi, autori della Sergio Bonelli. “Orde 2” è stata recensita dal sito http://www.horrormagazine.it mentre “Sugar Clown Robinson “ da lui scritta, contenuta in “Orde 3”, è stata giudicata la storia migliore dal sito http://www.fumettodautore.com” Nel 2014 scrive una biografia sul poliziotto Joe Petrosino, inserita all’interno del romanzo “Pietre sull’oceano – la storia di Giovanni Esposito e Joe Petrosino” di Luca Guardabascio, edito da Historica Edizioni. Nel 2015 la Rudis Edizioni pubblica un suo racconto dal titolo “Un cigno con ali di mosca” che viene inserito nell’antologia “Amare”. Ma la sua passione per i fumetti è sempre al primo posto: nel Maggio 2017 pubblica con l’associazione culturale Prankster Comics, “Baby Death”, breve albo di genere Urban/Fantasy. Il programma radiofonico Comics Noise, dedica un’intervista all’autore in occasione dell’uscita dell’albo. Nel 2021 è prevista l’uscita del primo albo di “Nemo Antrax”, una miniserie di genere post-apocalittico da lui ideata, per la Tora Edizioni. Attualmente vive a Castelfidardo, nelle Marche, assieme alla sua ragazza.

Segreti in Giallo Edizione
www. segretiingialloedizioni.com
segretiingialloedizioni@gmail.com


Che mi dite? Pensate possa piacervi? Io vi aspetto come sempre ovviamente con opinioni e quant’altro! Resto a vostra disposizione sempre!

A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE #208 – SARA’ IL NOSTRO SEGRETO DI MARIA TERESA STERI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui e già si sente profumo d’estate seppur l’anno non sia cominciato dei migliori, questo lo so. Sembra quasi di essere finiti nel loop dell’anno precedente. Speriamo migliori fino a terminare, altro non possiamo sperare. A parte questo, vi lascio questo bel volume che spero vi incuriosirà. A voi:

Sarà il nostro segreto: (Thriller Psicologico) eBook: Steri, Maria Teresa:  Amazon.it: Kindle StoreTitolo: Sarà il nostro segreto
Autore: Maria Teresa Steri
Data di pubblicazione: 5 maggio 2020
Genere: thriller psicologico
Pagine: 316

Trama: È notte fonda quando Valeria viene trascinata fuori casa dal marito Filippo, senza una spiegazione. Dopo una frenetica corsa, l’auto finisce fuori strada e Filippo perde la vita. Per la polizia non ci sono dubbi: si è trattato di omicidio. Disperata e stordita dall’accaduto, Valeria si rifugia presso la villa di famiglia del marito, che ospita una biblioteca privata dedicata alla musica. Con lo scorrere dei giorni, nella soffocante atmosfera della casa cominciano a emergere segreti collegati alla biblioteca e al fratello di Filippo, Raffaele, da sempre innamorato di Valeria. Mentre le indagini della polizia tentano di sbrogliare il caso, Valeria deve fare i conti con l’immenso dolore per aver perso l’uomo che amava. Una sfida che si fa ancora più ardua quando si convince che per vendicare la morte di Filippo c’è una sola strada: uccidere Raffaele. Il dubbio si insinua sottopelle. Cresce. Diventa ossessione. 

Ebook o cartaceo in vendita su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B087YS37B7/
Prezzo ebook: 2,99 €
Prezzo cartaceo: 11,00 €
GRATIS con Kindle Unlimited
Primi capitoli scaricabili in pdf da qui: bit.ly/3f86j0j

Biografia autrice

Maria Teresa Steri è nata nel 1969 e cresciuta a Gaeta. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia si è
trasferita a Roma, dove vive attualmente con il marito. Ha collaborato come giornalista pubblicista
nella redazione di quotidiani e riviste per la scrittura di articoli, la revisione di testi e l’impaginazione.
Cura il blog Anima di carta ( https://animadicarta.blogspot.com/ ) dedicato a chi ama scrivere e leggere.
Si interessa di scrittura creativa e antroposofia. È un’appassionata di Alfred Hitchcock. I suoi autori di
narrativa preferiti sono Ruth Rendell e Joyce Carol Oates. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo
romanzo, “I Custodi del Destino” (Deinotera Editrice, fuori catalogo). Nel 2015 è uscito “Bagliori nel
buio”, un noir sovrannaturale, nel 2017 il thriller esoterico “Come un dio immortale” e nel 2019 la
seconda edizione del primo romanzo, interamente riveduto, con il titolo “Tra l’ombra e l’anima”.
“Sarà il nostro segreto” è il suo ultimo romanzo, pubblicato nel 2020.


ESTRATTO

L’idea di ucciderlo prese forma il giorno del mio compleanno. In altre circostanze avrei organizzato una cena in famiglia, sarei uscita a festeggiare con gli amici o avrei optato per un tête-à-tête in casa, solo io e te. In un altro tempo, un’altra vita. Ormai tu non c’eri più, e celebrare la mia nascita era diventato irrilevante. Un giorno qualunque.
Era tarda mattina, quando scesi in cucina per la colazione e trovai in bella vista una torta, poggiata proprio al centro del tavolo. Una sontuosa costruzione di pan di Spagna al cacao, rivestita di glassa a specchio, sormontata da riccioli di cioccolato e circondata da ciuffi di panna, come una regina attorniata dalla sua corte. In cima spiccava una candelina a forma di “35”. Non era difficile intuire chi l’avesse preparata. Il profumo tentatore del cioccolato si spandeva per la stanza, mentre contemplavo il dolce, combattuta tra la stizza e il desiderio di affondarvi un dito come una bambina incapace di contenersi.

Contatti:
Blog: https://animadicarta.blogspot.com/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/mariateresasteri.books/
Facebook: https://www.facebook.com/mariateresa.steri
Instagram: https://www.instagram.com/mariateresasteri/


Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Fatemi sapere, io vi aspetto come sempre!

A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE #206 – L’ULTIMO RINTOCCO DI DIEGO PITEA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente in un altro fine settimana e più andiamo avanti più ci avviciniamo all’estate. Speriamo anche che la situazione migliori per tutti, sono davvero esausta di tutto questo marasma. Però, ci tengo a tirarvi su il morale, quindi ecco che vi lascio una libro che spero vi incuriosisca:

L'ultimo rintocco eBook: Pitea, Diego : Amazon.it: Kindle StoreAutore: Diego Pitea
Titolo: “L’ultimo rintocco”
Editore: goWare
Numero pagine: 424
Genere: thriller psicologico
Protagonista: Richard Dale, psicologo Asperger con la passione per la liquirizia e gli scacchi
Personaggi principali: Doriana guerriera, profiler U.A.C.V., Marani commissario U.A.C.V.
Ambientazione: Roma giorni nostri
Trama: “L’essenza del male ha preso forma umana”. È questo che pensa Richard Dale, psicologo e criminologo, entrando nella  camera da letto di un appartamento alla periferia di Roma. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”. A interpellarlo è Marani, il capo dell’Unità Analisi Crimini Violenti, per indagare sull’“Escissore”, un serial killer edonista, crudele e geniale, con il vezzo di lasciare sulla scena del crimine degli indizi che, opportunamente decifrati, permettono di risalire all’identità della prossima vittima. Coadiuvato dalla profiler Doriana Guerrera, Dale analizzerà, come in una macabra caccia al tesoro, le tracce lasciate dall’assassino, ma quando tutto sembra aver fine avrà inizio il vero incubo, che lo porterà a scontrarsi con le sue paure più profonde e con un nuovo rompicapo all’apparenza insolubile… fino allo scoccare dell’ultimo rintocco.

Biografia

Diego Pitea ha 45 anni e vive a Reggio Calabria, nella punta dello Stivale. Ha iniziato a scrivere a causa di un giuramento, dopo un evento doloroso: la malattia di sua madre. Il tentativo è andato bene perché il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista al premio “Tedeschi” della Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo: Qualcuno mi uccida. È sposato con Monica – quella del libro – e ha tre figli meravigliosi: Nano, Mollusco e Belva.

Curiosità

L’idea del libro mi venne mi venne di colpo, come tutte le trame dei miei libri, mentre passeggiavo in vacanza sul lungomare di Palermo. Definita la storia, avevo bisogno di qualcosa per il rompicapo del libro, ma per diverso tempo girai a vuoto. Mi serviva qualcosa di misterioso ma al tempo stesso
reale, qualcosa che la gente avrebbe potuto riconoscere. La soluzione me la diedero le mie agenti letterarie di allora. Mi descrissero un oggetto strano che raccontava una storia straordinaria, quella che serviva per il mio libro. Ne restai talmente colpito che passando da Roma, con il libro già
scritto, volli andare a vederlo. Non mi dilungo troppo per non rivelare nulla della trama. In questo libro compare per la prima volta la figura di Samuele, il figlio di Richard Dale, che avrà una parte
fondamentale nel quarto libro e sono elencate alcune delle passioni di Dale – e mie: scacchi, pittura e le sue famose liquirizie.

Estratto

Prima parte
Capitolo 1
11 agosto
L’uomo in tuta bianca passò loro copriscarpe di plastica, una cuffia e dei guanti azzurri. Li indossarono in silenzio e con movimenti esperti. Era una procedura familiare che eseguivano, ormai, con il pilota automatico, come una liturgia, come la vestizione del prete prima della messa. L’uomo porse loro un barattolo verde. Richard v’infilò controvoglia indice e medio, estraendo una sostanza cerosa bianca che si passò sotto il naso. Odiava quel maledetto odore, odiava quella sensazione di dita attaccaticce e il bruciore che lasciava per giorni, ma era un prezzo che pagava quasi volentieri. Il fetore stagnante proveniente dall’interno l’aveva convinto a non fare troppo lo schizzinoso. «Comincia la festa» fece all’indirizzo di Doriana. Lei annuì. Fece segno all’uomo in tuta bianca di precederli. Oltrepassarono una porta in legno con un buco al centro coperto da un foglio di compensato. Una lampadina pendeva dal soffitto e illuminava un corridoio con l’intonaco scrostato a chiazze irregolari. «La stanza è quella in fondo a destra» fece l’uomo con la tuta bianca. La voce attraverso la mascherina suonò falsa, metallica. Su un tavolinetto sulla sinistra, Richard vide due foto: nella prima una donna con in braccio un bambino di circa tre anni, lo sfondo leggermente sfocato, da cui s’intravedeva uno scivolo e un’altalena; l’altra ritraeva la stessa donna, quasi in primo piano, abbracciata a un uomo stempiato a cui mancava un incisivo; sorridevano, sembravano felici. I sorrisi, i figli, il cane. Lo aveva notato in diversi luoghi nei quali era stato per un omicidio: le persone ci tenevano a mostrare gli aspetti migliori della loro vita, come un esorcismo, come una barriera che tenesse lontano il male. Sarebbe stato bello, pensò. Purtroppo non era servito a niente. Oltrepassarono una cucina che si apriva sulla destra. Un tavolo bianco scheggiato in più punti e quattro sedie, una delle quali spaiata. Diverse macchie di umidità calavano dal tetto in corrispondenza dell’angolo più lontano; erano sul punto di ricongiungersi per attaccare la parte bassa del muro. Svoltarono a sinistra. La porta della stanza da letto. Il fetore, nonostante la canfora, si fece più intenso. Vennero investiti da un’aria pregna, che li avvolse come un sudario. Richard ebbe l’impressione che l’umidità fosse sul punto di condensarsi in tante piccole goccioline. L’uomo con la tuta bianca si scostò e, senza dire niente, ritornò indietro. Davanti, un ambiente quadrato tre per tre. Altri uomini in tuta bianca si muovevano in silenzio come in un rito pagano. Addossato alla parete di fronte vi era un letto con la testiera in ottone e sopra, appeso, un quadro che raffigurava la Madonna, i lineamenti del viso erano stati dipinti in maniera così approssimativa da farla sembrare un efebo. Uno degli uomini del team della scientifica si sporse sul letto, la macchina fotografica a pochi centimetri dal dipinto, per cogliere una scritta sulla superficie del vetro: “Rosso”. Degli schizzi di sangue tracciavano un solco immaginario che partiva da un lenzuolo candido, adagiato sul pavimento, di fronte al letto. Sotto, un corpo.


Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

 

 

RECENSIONE #510 – LA RAGAZZA SCOMPARSA DI ANGELA MARSONS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui che vi porto una nuova recensione che spero possiate apprezzare. Scusate il rallentamento nelle recensioni ma è un periodo un po’ pieno di cose e sto leggendo a rilento. Ringrazio la casa editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura di cui vi parlo ed ecco a voi:

51fo1myjiylTitolo: La ragazza scomparsa
Autore: Angela Marsons
Data di uscita: 31 agosto 2017
Pagine: 439
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sUaFi7
Trama: Charlie e Amy, due bambine di soli nove anni, compagne di gioco, scompaiono all’improvviso. Un messaggio recapitato alle rispettive famiglie conferma l’ipotesi peggiore: le giovani sono state rapite. È l’inizio di un incubo. Poco tempo dopo, un secondo messaggio è ancora più mostruoso. I malviventi mettono le due famiglie l’una contro l’altra, minacciando di uccidere una delle due bambine. Per la detective Kim Stone e la sua squadra il caso è più difficile del solito. I rapitori potrebbero davvero trasformarsi in assassini spietati. Bisogna agire con rapidità e trovare la pista giusta. E Kim ha intuito che nel passato delle due famiglie si nascondono degli oscuri segreti… 

RECENSIONE

two women holding flowersLa storia ha inizio una mattina come tante altre per le due piccole migliori amiche Charlie ed Amy. Solo che loro due sono scomparse inspiegabilmente. Viene lasciato un messaggio ad entrambe le famiglie con una richiesta alquanto meschina e pericolosa. La famiglia che avesse fatto l’offerta più alta, avrebbe rivisto la figlia. E’ qui che entra in gioco Kim, ispettore della polizia che cerca in tutti i modi di farsi affidare il caso visto che una delle bimbe scomparse è di una sua conoscenza del passato, Karen

Riuscirà Kim e il suo team di poliziotti a risolvere il caso e a riportare a casa le bambine? Cosa si conosce dei rapitori e cosa vogliono davvero? Riusciranno le due famiglie, amiche da una vita, a non sfaldare il loro rapporto nonostante l’evidente asta che verrà a crearsi?

«Non potrò mai dimenticare quello che è successo dopo», esclamò Karen, con un sorriso che non riuscì a illuminarle gli occhi. «C’erano scarpe nuove da tutte le parti». Scosse la testa. «Allora, non sapevamo niente di te. Non parlavi ad anima via del tuo passato – anzi, parlavi poco in generale – ma si capiva che eri una tipa determinata». Kim accennò un sorriso. «E vuoi che mi occupi del caso perché ti ho fatto guadagnare un paio di scarpe nuove?» «No, Kim. Voglio che te ne occupi perché sono sicura che, se deciderai di aiutarti, riabbraccerò mia figlia».

La trama di questa storia è curiosa ed è ciò che poi accade in questo volume, senza fronzoli e senza spoiler anche se l’ultima frase l’avrei comunque risparmiata. E’ una trama ben strutturata e ben costruita per un thriller d’effetto.

Lost Girls: A fast paced, gripping thriller novel: Volume 3: Amazon.it:  Marsons, Angela: Libri in altre lingueLa copertina di questo volume è strutturata bene, tipica dei thriller della casa editrice e dei thriller americani e riprendendo una delle versioni originali utilizzate. Ritrae lo scantinato o comunque il luogo dove le due piccole sembrano essere trattenute in ostaggio. E sicuramente è d’impatto oltre che rappresentativo della storia stessa. Il titolo di questo volume, invece, viaggia con l’originale e diffida di poco. Mentre quest’ultimo, che vedete di lato, si basa su Lost Girls che è al plurale e quindi poteva essere tradotto come Ragazze Scomparse, il titolo italiano si basa su un’unica ragazza scomparsa. Anche se le ragazze sono comunque due all’interno del volume e quindi non capisco la scelta della traduzione.

L’ambientazione e l’epoca sono il Black Country nel 2015, una storia abbastanza moderna.

«Lo mandi ora?», chiese Symes, sprofondando di nuovo nel divano. Will non capiva la sua impazienza. Non era il messaggio che avrebbe cambiato la vita delle due famiglie. Non era il messaggio che avrebbe mandato in frantumi la loro esistenza, che avrebbe causato un dolore irreparabile: quello era previsto per l’indomani, ma Symes non riusciva ad aspettare.

I personaggi di questa storia sono diversi e ci sono diversi punti di narrazione diversi nonostante la storia si mantenga comunque in terza persona. Avremo modo di conoscere i rapinatori e i loro modi di fare, di vedere le due bambine rapite e le famiglie delle stesse, così come la squadra di Kim. 

Il fulcro, però, attorno al quale ruota la storia è la vita dell’ispettrice Kim Stone. E’ una poliziotta che prende a cuore le cose ed è impulsiva, ci mette molto sentimento anche quando dovrebbe prendere le cose in maniera più distaccata. E’ molto legata al suo collega che la supporta e l’aiuta a rimettersi in carreggiata. E’ una donna forte e intraprendente che ci mette tutta se stessa quando fa qualcosa. E’ determinata e vuole riportare a casa le due bambine a costo di rinunciare a tutto ciò che crede mettendo in ballo persino la sua stessa carriera.

Per catturarla bisognava capire la paura. Dopo due stagioni in Afghanistan, Symes conosceva le scelte indotte dalla paura cieca. Era una paura che non trovava posto nella realtà quotidiana, esiste solo quando temi veramente per la tua vita. Prima di un salto di bungee jumping, la paura montava in tutto il corpo mischiata a eccitazione e adrenalina. Ma la vera paura non lasciava spazio a nessun’altra emozione. Si faceva strada dalla pelle e scavava fino ad arrivare all’osso. Non diventava parte di te. Diventava te. Ogni respiro, ogni sguardo, ogni movimento era permeato di paura, e nessun esercizio di respirazione poteva farla sparire.

Il perno centrale di questa storia è il rapimento delle due bambine e il ricatto che ne deriva. Nasce sia una caccia all’uomo ma, allo stesso tempo, anche l’astio per la gara tra le due famiglie che metterà ancora più tensione ad ognuno, persino ai rapitori stessi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole, la storia è scritta in terza persona e si compone di diverse voci, dalla vittima al carnefice svelando mano a mano tutto il processo che ne verrà fuori. Misteri, segreti e intrighi all’interno delle famiglie stesse, così come negli animi di tutti i componenti della squadra prendono sempre più piede e mescolano persone e personaggi in una storia con una trama incredibilmente sorprendente. 

Bella è la determinazione dell’ispettrice protagonista che conquista il lettore con il suo carattere irascibile, sentimentale e prorompente. La cosa fondamentale è non far entrare i sentimenti in gioco ma a rompere i schemi della poliziotta semplice che investiga su un determinato caso sono le sue emozioni coinvolgenti che ci permettono di avvicinarci a lei e di sentirla vicina, di sentirci simili a lei o di comprendere a pieno il suo lavoro. E’ un personaggio che intriga e lascia di stucco, e mi ha sorpreso positivamente.

La cosa che non fa impazzire completamente è la risoluzione del caso che, nonostante fino all’ultimo è difficile, pericoloso e ricco di azione e suspance, lascia con l’amaro in bocca. Non per cosa succede ma proprio perché che si risolve si capisce da un bel pezzo e la lettura comincia a sbriciolarsi mano mano, seppur continui a piacere la storia e come questa sia stata sviluppata. Infatti l’idea dell’asta e del ricatto sono originali, la soluzione invece lascia a desiderare. Nonostante questo ho apprezzato molto la lettura, che ho trovato interessante.

«Che vuole dire?» «Che quelle erano urla di orrore, non di dolore. C’è una differenza». «Come fa a saperlo?» Lui non batté ciglio. «Si fidi, lo so».

Il libro è stato molto intenso, colpisce dalla prima all’ultima pagina e non si vede l’ora di scoprire il destino delle due ragazzine. Un thriller ben costruito seppur il finale è abbastanza noto e poco difforme dal genere, da cui è difficile distanziarsi o creare diversità.

Angela Marson cattura con la sua scrittura ipnotica e travolgente mettendoci nei panni di Kim Stone e insegue dei rapinatori pericolosi che agiscono nell’ombra. Una storia che vi farà entrare in un incubo in cui due famiglie si contenderanno, attraverso il denaro, le proprie figlie. Una storia

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #494 – NON SVEGLIARTI DI LIZ LAWLER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Un libro che ho acquistato tempo fa e che era ora di leggere prima che finisse nei meandri dei libri dimenticati. Quindi eccomi qui con un libro recuperone e che spero possa piacervi, anche se decisamente particolare come volume e non del tutto convincente. Per saperne di più vi basterà leggere la recensione qui sotto:

non-svegliartiTitolo: Non svegliarti
Autore: Liz Lawler
Data di uscita: 30 agosto 2018
Pagine: 319
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ayVfZL
Trama: La cosa peggiore non è ciò che ti è accaduto. È che nessuno ti crede. 
Quando Alex Taylor apre gli occhi, è distesa su un tavolo operatorio. Deve avere avuto un incidente, per questo non ricorda nulla. Ma è un medico, lavora in un ospedale, e sicuramente a breve i suoi colleghi la aiuteranno a ricostruire cosa è successo. C’è solo un problema. La persona che le sta di fronte non è un medico. E la scelta che la obbliga a compiere è indicibile. Poi Alex si risveglia. È molto confusa e non ha idea di come possa essersi salvata. Non appena i primi ricordi dell’esperienza traumatica riappaiono, nessuno è disposto a crederle. Le dicono che ha immaginato tutto, che è stato solo un brutto incubo. Emarginata dai colleghi, dalla famiglia e dal partner, Alex sta per cedere definitivamente all’idea di essere diventata pazza. ma poi incontra un’altra vittima.

RECENSIONE

person in blue gloves and blue denim jeansLa storia ha inizio un giorno come tanti altri per la dottoressa Alex Taylor. Solo che quando ha aperto gli occhi non era sulla brandina dell’ospedale a riposare tra un turno e l’altro e neanche a casa a dormire. Era su un tavolo operatorio, legata e cerca di capire autodiagnosticandosi dolori o ferite eventuali, cercando di capire cosa possa esserle accaduto. Non ricorda nulla di ciò che le è accaduto e con ogni probabilità ha avuto un incidente. La persona che, però, si presenta a lei non è un medico, non lo riconosce per via delle luci e la sua voce è metallica. Quest’ultimo sembra essere pericoloso e la obbliga ad una scelta pericolosa. Alex di seguito si risveglia in ospedale e quando lei comincia a realizzare cosa le è successo e decide di andare dalla polizia e di raccontare, nessuno sembra crederle e sembra tutto frutto della fantasia.

Ma è davvero tutto frutto della sua fantasia? Cosa è successo veramente su quel tavolo operatorio? E chi sarà disposto a credere alla dottoressa Alex? Cosa succederà a lei e alle persone che la circondano?

Alex, per quanto fragile, non poté fare a meno di chiedersi come mai tutti morissero dalla voglia di portarla via da lì con tanta fretta. E se la polizia avesse voluto fare altre domande? Se avessero arrestato qualcuno o catturato il suo aggressore? In circostanze normali quando viene commesso un crimine le vittime non fanno i bagagli per andarsene in vacanza, no? Ed era proprio questo, sospettava il motivo per cui erano tutti così premurosi. Non credevano che fosse stato commesso alcun crimine. Non credevano che lei fosse la vittima.

Don't Wake Up: Amazon.it: Lawler, Liz: Libri in altre lingueLa trama è molto buona anche se avrei evitato di imprimere determinati dettagli e di lasciare, specialmente nel finale, qualcosa di più vago. Io come sempre, quando ho acquistato il volume mi sono limitata a leggere le prime righe e ne sono rimasta colpita ma era da un po’ che volevo leggerlo e recuperarlo. Di sicuro incuriosisce?

La copertina è interessante e oltre ad essere piuttosto macabra, rispecchia a pieno il volto della dottoressa nel momento in cui viene anestetizzata sul tavolo operatorio e la sua vita sembra apparentemente essere appesa a un filo. E’ in bianco e nero e la trovo davvero molto azzeccata rispetto a quella utilizzata all’estero. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale quindi non è nulla di speciale o niente di cambiato rispetto all’originale. La casa editrice è molto fantasiosa e sono felice che non abbia trovato cose o soluzioni strane per questo volume e leggerne soltanto la traduzione è fantastico.

L’epoca è abbastanza moderna e contemporanea anche se l’anno non è specificato.

«Ho visto molti uomini e molte donne raggiungere il punto critico nelle loro vite. (…) Le consiglio di parlare con qualcuno, dottoressa Taylor. La mente umana è fragile. Può ingannarci quando meno ce l’aspettiamo e può punirci in modo che nessuno è in grado di spiegare. Quando si sentirà pronta, si rimetterò in piedi. Avrà di nuovo una vita normale».

I personaggi di questa storia non sono tantissimi ma la storia si concentra su diversi livelli e su diversi personaggi che faranno da contorno al personaggio principale della storia, ovvero l’infermiera e dottoressa Alex Taylor. Ci sono i due poliziotti, Greg e Laura i cui sono esattamente l’uno l’opposto dell’altra. Greg è paziente e cerca di risalire ai dettagli dando a tutto una spiegazione e cercando un punto di vista anche per l’innocenza di Alex, mentre Laura tende a demolirla credendola soltanto colpevole. C’è il fidanzato di Alex, Patrick che nonostante sembra esserle vicino all’inizio non sembra crederle davvero, c’è Fiona, collega da tanti anni esuberante e vanitosa. 

E poi c’è Alex Taylor che dice di essere stata aggredita e nessuno sembra crederle davvero. E’ un personaggio forte, autoritario e dedito al lavoro da tutta la vita. Ama il suo lavoro e si trova spaesata quando tutti le danno contro e sembrano non dare il giusto peso a ciò che dice. E’ vero, ha subito diverse cose nel corso della sua vita e ha vissuto cose difficili, come la morte di diversi pazienti… ma può tutto questo arrivare a farla sembrare pazza o un’assassina o tutt’altro da come sembra mostrarsi alle persone che la circondano? Qual è la verità che circonda la dottoressa?

Le parole di Lilian Armstrong potevano essere semplicemente l’ultimo patetico tentativo di una donna morente di darsi una spiegazione di quello che le stava accadendo. Alex pregava che fosse così. Altrimenti voleva dire che lui era là fuori; poteva ancora fare del male e il suo non era stato un caso isolato. Stava ancora giocando al dottore, ma ora uccideva le sue vittime.

Il perno centrale di questa storia è la verità. Qual è la verità? Perché nessuno è disposto a credere ad Alex? Ha davvero sognato tutto o può essere reale e dovrà combattere da sola contro il mondo? Tutto sembra essere appeso ad un filo, anche la verità.

person holding white printer paperLo stile utilizzato dall’autrice è molto semplice, in terza persona che segue le vicende della protagonista Alex Taylor. E’ una storia ben scritta, scorrevole e sicuramente leggibile in poco tempo. Il lato del thriller psicologico è la cosa che sicuramente aiuta a proseguire nella lettura perché suscita una grande curiosità dal lato psicologico della lettura. Il lettore è costantemente in dubbio sulla veridicità dei fatti e si domanda se sia tutto frutto della mente della dottoressa o se sia realmente accaduto e lei stia dicendo la verità. Questo è di continuo messo in dubbio e gioca un ruolo fondamentale all’interno della lettura stessa. Su questo piano la lettura è interessante e intrigante.

Nonostante sul lato psicologico abbia coinvolto la storia non conquista come dovrebbe e ci sono troppe cose che suonano stonate e poco probabili oltre che poco reali. Sembra quasi di essere all’interno di un film molto particolareggiato e non in un libro ben caratterizzato a livello di struttura della storia stessa. Sia l’elicottero che alcune delle cose sono poco tangibili ed effettive che non sembrano essere all’altezza della storia e troppo esagerate per la storia stessa.

I due poliziotti che invece di collaborare si punzecchiano per via del fatto che una dei due è innamorata dell’altro. E ci si aggiunge anche il fatto della carriera. Perché invece di collaborare per trovare una soluzione l’autrice si inoltra in una situazione del genere creando ancor più scompiglio? Non ho apprezzato sicuramente che fra i due ci sia quest’astio continuo e che invece di collaborare tutto resta piatto e diventa una lotta uno contro l’altra piuttosto di trovare una soluzione comune.

Decise che non avrebbe più combattuto la sua paura; non avrebbe provato ad astrarsi da quello che le accadeva, da quello che stava per subire. Avrebbe accolto l’orrore nella sua mente, e così forse il suo cuore l’avrebbe tradita e sarebbe morta.

Il libro è un buon thriller ma non dei migliori che abbia letto. E’ un punto di partenza di sicuro per l’autrice per migliorare il lato che va troppo oltre ma è un buon thriller psicologico per passare il tempo. Consiglio se cercate una storia leggera e di poche pretese ma che sappia mantenervi sulle spine.

Liz Lawler è un’autrice che potrebbe sorprenderci, migliorando con altri thriller che magari ci presenterà in futuro e come primo libro è un buon punto di partenza. Scrive una storia che vi terrà sulle spine.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libro acquistato

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Pensate possa piacervi? Fatemi sapere che ne pensate, io sono sinceramente curiosa. Vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #473 – UNA PESANTE VERITA’ DI NORA ROBERTS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi finalmente riesco a parlarvi di questo libro che dopo varie peripezie e rimandi sono riuscita a terminare. Ringrazio tantissimo la Leggereditore per avermi permesso la lettura di cui vi parlo suuuuuuuuubito. Ecco qui per voi questo libro:

downloadTitolo: Una pesante verità
Autore: Nora Roberts
Genere: Fiction
Data di uscita: 27 Febbraio 2020
Pagine: 417
Link d’acquisto: https://amzn.to/2IPfrf1
TramaCosa c’è dietro quelle porte chiuse? In superficie i Bigelow sembrano essere la famiglia ideale. In una casa elegante e perfettamente conservata, ai piedi dei Blue Ridge Mountains in Carolina del Nord, il giovane Zane Bigelow si sente come un prigioniero di guerra. I genitori sono, di fatto, degli estranei: il chirurgo di successo e la sua elegante moglie fanno sporadiche apparizioni alle recite dei loro figli o alle partite di baseball ma, al riparo da occhi estranei, chiusi tra le mura domestiche, Zane e sua sorella Britt, vivono nel terrore e nel dolore. Mentre la violenza di suo padre scoppia – con la silenziosa complicità di sua madre – e diventa sempre più opprimente, Zane conta gli anni, i mesi e i giorni che mancano alla sua fuga. Assediato dalla paura per la sua stessa vita, cerca di simulare una quieta serenità mentre di nascosto scrive i suoi veri pensieri su un diario segreto. Quando finalmente la facciata crolla, il ragazzo inizia a capire che alcune persone sono disposte ad affrontare il peso della verità, anche se dolorosa e opprimente. Anni dopo, Zane, promettente avvocato, torna a Lakeview, dove conosce una giovane donna, Darby McCray, che dietro alla sua grinta e al suo ottimismo nasconde un trascorso di ferite profonde quanto quelle dei fratelli Bigelow e dalle quali ha trovato la forza di emergere. Ma il passato, a volte, torna a bussare alla porta…

RECENSIONE

man in black crew neck shirtLa storia ha inizio a casa Bigelow, dove un giorno come tanti altri i due figli Zane e Britt si ritrovano a tornare a casa e trovare la madre riversa sul pavimento piena di sangue. Britt, la piccola di casa grida ed è Zane a prendere le difese per paura che per la prima volta metta le mani addosso anche a lei; la difende. E’ lì che ha inizio l’inferno per Zane e sua sorella che si accorgono sempre più della follia del padre che famoso in città, nasconde dietro la facciata della bella famiglia tutta la sua crudeltà che seguita sempre di più. 

Ma cosa succede quando la facciata della bella famiglia crolla? Come riusciranno ad uscire da questo incubo? Ne usciranno per davvero? Cosa succederà una volta che questi due giovani saranno ormai adulti?

Mentre era seduta accanto a lui, assicurandosi che mangiasse, capì che non poteva scappare, non poteva fuggire e lasciare Britt. Doveva rimanere. Doveva diventare più forte. Doveva diventare abbastanza forte da reagire. Non per proteggere sua madre, ma sua sorella.

La trama è particolare ma praticamente racconta tutta la storia. Perché spoilerare tutto qui, quando ci si poteva limitare come ho fatto poco fa e limitarsi a mostrare al lettore poco e niente, il tanto che basta per incuriosirlo. Non la pensate anche voi così?

Under Currents by Nora RobertsLa copertina è semplice e rappresenta quella che potrebbe essere casa Bigelow, in una delle tante ville nei pressi della Carolina del Nord e, seppur non mi convinca ne dica nulla di particolare rende un po’ l’insieme di questa storia e ciò da cui parte. Lo sfondo è sempre questo, anche se passano gli anni, anche se tutto cambia. Il titolo è semplice, poco articolato e diverso sicuramente da quello che è l’originale che poteva semplicemente tradursi come Sotto la corrente o forse Contro corrente a voler esagerare. Il fatto di chiamarlo Una doppia verità sicuramente si riferisce sicuramente alla doppia facciata della famiglia Bigelow.

brown house surrounded by treesL’ambientazione di questo volume è una piccola città americana Lakeview; l’epoca prende un arco di diversi anni per finire nel 2017.

Scrisse per più di un’ora. Quando fu troppo stanco per scrivere oltre, prese una moneta dal salvadanaio e la usò per svitare la presa d’aria. Nascose il suo quaderno all’interno. Ripose le penne anche se ne aveva esaurita una. Poi tornò a letto, e si mise a dormire.

I personaggi di questa storia sono diversi e immessi in diverse fasi del romanzo, ma tutti coloro che sono stati utilizzati non sono ne innovativi ne particolarmente interessanti. Sono stati piatti, troppo semplici e banali e la struttura più interessante erano le scene in cui c’era il padre che mettendo quello stato di ansia e paura, rende la lettura leggermente più accattivante.

Zane è più interessante nella versione da ragazzo; determinato, sfrontato e coraggioso. Con l’andare degli anni sembra aver lasciato la corda e abbandonato il coraggio e la determinazione combattiva seppur sia freddo negli eventi e riesca a calcolare bene il tutto senza farsi prendere dal panico. Non è comunque un personaggio che ho apprezzato particolarmente. Britt, dal canto suo la vediamo bene nella prima parte quando ancora è piccola ma quando è grande praticamente scompare dalla circolazione. Sappiamo solo che lavoro fa e che ha una sua famiglia.

Per quanto riguarda Darby è veramente scialba come personaggio e non mi ha detto niente dall’inizio alla fine sia per quanto riguarda il suo lavoro sia per quanto riguarda il fatto che sappia difendersi e che abbia una storia similare a quella di Zane. Prevedibile, scontato e non entusiasmante perchè fa tutto facile, tutto riesce in poco tempo e nessuna difficoltà se non ciò che poi accade.

Ora, la sua vita è finita. Il buio e la solitudine diventarono conforti. Vi si aggrappò perché iniziò a temere ciò che la sua vita sarebbe diventata una volta che quella porta si fosse aperta di nuovo.

Il perno centrale di questa storia è complesso visto che il romanzo si compone di più livelli. E’ la doppia verità, la doppia faccia della famiglia Bigelow ed è la doppia opportunità che questa famiglia può sperare di vivere, nel futuro. E’ tante cose ma allo stesso tempo una cosa sola.

woman in gray shirt standing on pathway surrounded by green plants during daytimeLo stile utilizzato da questa storia è semplice e scorrevole, peccato il fatto che la storia risulti prevedibile così come noiosa a livelli estremi. Un mix tra rosa dai risvolti thrillereschi non troppo emozionanti.

Se la storia si fosse mantenuta tra il terrore della famiglia e avesse camminato su questo binario mantenendo il focus centrale sul padre e sui figli e su come ne potevano uscire, potevo sicuramente dire tranquillamente: questo libro vince su tutto perché la prima parte era davvero incredibile e realistica, così come la parte successiva sempre riferita al padre. Peccato che l’autrice abbia preso un’accozzaglia di tematiche tra: violenza domestica, l’importanza di sapersi difendere, la giustizia, il sapersi riscattare, cambiare se stessi, la forza di riuscire ad uscirne, l’amore vero; e abbia mischiato queste tematiche creando un frullato mal riuscito finendo per annoiare il lettore. Nonostante questo devo lanciare una freccia in favore dell’autrice che con le tematiche trattate e con la violenza domestica proposta è riuscita a rendere benissimo l’effetto tanto da farlo sentire vivo e tale al lettore che si immedesima in questa lettura. Io ho vissuto una situazione, ovviamente non così grave e non di violenza fisica ma avendo vissuto momenti di terrore psicologico posso capire cosa hanno provato questi personaggi quando hanno pensato di non riuscire ad uscirne mai.

Sicuramente un punto a sfavore lo ha giocato l’introduzione del personaggio di Darby. Non c’entra niente e si accosta male a tutto il contesto non rendendo veramente ciò che l’autrice, con questa introduzione sperava di ottenere, perdendosi in un bicchiere d’acqua. Ha finito per creare due personaggi troppo simili tra loro (Zane e Darby), ha tralasciato la storia per strada e si è focalizzata sul loro passato comune convinta che questo avrebbe aiutato ai fini della storia. A un certo punto ho persino pensato: possibile che questi sono così sfigati da avere tutto contro? La parte del padre di Zane poteva essere comprensibile visto come la storia prende piede ma il resto eccede troppo e finisce per andare sia fuori dai binari che fuori storia totalmente.

Quindi la storia finisce, oltre ad annoiare anche a narrare una storia che sembra perdere il punto focale lasciando quasi che sia la storia ad andare da sé rispetto a quello che effettivamente volesse l’autrice. Quasi non sapesse come finire la storia in questione.

I suoi nonni che lo guardavano commossi. Sua sorella sorridente. Lee che teneva il bambino in modo che Emily potesse alzarsi e fare il tifo. Il suo mondo. Le sue vere fondamenta. Doveva costruirci sopra qualcosa d’importante.

Il libro ha sicuramente una struttura buona, la lettura veloce e leggera ma non ha colpito molto come avrebbe dovuto. Consiglio? Non saprei.

Nora Roberts regala una storia particolare, con tematiche importanti seppur unite l’una a l’altra per cercare di dimostrare quanto sia pericolosa la violenza domestica e quanto questa possa cambiare la nostra vita e le nostre scelte. Ma abbiamo sempre una possibilità e si deve scegliere per il meglio per noi.

Il mio voto per questo libro: 2 balene e mezzo.

due e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi raccomando, sono curiosa di avere opinioni o qualsiasi cosa vogliate scrivermi! 

A presto,

Sara ©