REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #594 – HIDE DI KIERSTEN WHITE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui anche oggi con una nuova recensione per voi, che riguarda una nuova uscita che speravo mi coinvolgesse parecchio, invece ha dato alte speranze per alcune e ha peccato in discesa per altre. Ma ve ne parlerò con calma. Ringrazio Miriam per aver organizzato l’evento in questione e la Mondadori per la lettura in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

9788804741619_0_536_0_75Titolo: Hide
Autore:  Kiersten White
Data di uscita: 30 agosto 2022
Pagine: 216
Editore: Mondadori

Link d’acquisto: https://amzn.to/3d1plta
Trama: La sfida: trascorrere un’intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere – per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita –, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l’eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze…

RECENSIONE

Hide. Unica regola non farti trovare di Kiersten WhiteLa storia ha inizio nel vecchio Parco delle Meraviglie, inaugurato nel 1953. Era un parco grandioso, ricco di attrazioni per grandi e piccini ed ogni stagione faceva il pienone di persone che andavano a visitarlo e a divertirsi, fino all’anno in cui una bambina sparì misteriosamente e qualche anno dopo il parco andò in rovina. Oggi, Mack, una donna sola che ha subito un grosso trauma da bambina, si limita a rimanere in vita, nonostante vorrebbe morire e, per tentare di sfondare con del denaro le viene proposto l’accesso ad un parco esclusivo, in cui il vincitore potrebbe accaparrare una cifra non indifferente a cambiargli la vita. E come viene proposto a lei, così avviene per altre quattordici persone che come lei finiscono in questo gioco dall’apparenza carino ma dal retroscena macabro e pericoloso: giocare a nascondino in un parco chiuso da anni e andato in malora.

Cosa succederà all’interno del parco? Chi vincerà il fantomatico premio? Cosa cela il vecchio Parco delle Meraviglie? Dovranno stare attenti l’uno all’altro oppure il pericolo risiede all’interno del parco stesso?

Mack si sistema con cautela, con metodo, tiene a portata di mano tutto ciò che potrebbe servirle. (…) Ava si mette accanto a lei, così vicina che i loro corpi quasi si toccano. Quando il sole fa capolino all’orizzonte, inaugurando la giornata noiosa che le attende, Ava sussurra: «Se Jaden non viene eliminato oggi, stasera gli faccio il culo». Non è un riferimento a Mack o al suo passato. Non è una domanda né una richiesta. È una proposta. Un gesto d’intimità. Ava è disposta a proteggerla.

La trama incuriosisce, seppur ricorda molto Squid Game o tutto un genere di volume che è partito con Hunger Games e che prosegue lungo il suo cammino. Nonostante sembri molto simile, le dinamiche all’intero sono strane e le regole sono tutt’altro che specifiche: l’unica cosa che è che si devono nascondere dall’alba al tramonto e uno solo di loro vincerà il denaro in palio. Il generis utilizzato è comune, di recente, la struttura narrativa e la trama sovvertono un po’ ciò che invece mi aspettavo; ve lo spiegherò nel dettaglio più avanti.

La copertina è stata mantenuta come l’originale quindi su questo punto posso dire che non ha subito modifiche e l’immagine centrale rende, visto ciò che il parco cela e nasconde. Quello che invece non amo particolarmente è il colore di sfondo che finisce per essere troppo sgargiante e come si dice a Roma: “è un cazzotto a n’occhio“. La trovo sobria nel complesso, visto che l’immagine è contenuta ma non nel colore di sfondo che crea un contrasto troppo forte e poco incline alla storia. Infatti in linea generale avrei preferito un altro tipo di colore, anche se forse bastava già un arancio o un rosso meno acceso o un giallo ocra, qualcosa di relativamente più leggero. Il titolo del volume non è stato tradotto ma anche qui, mantenuto. Hide, che significa nascondere o nascondersi, nel caso specifico del volume e di ciò che contiene è un titolo del tutto azzeccato per ciò a cui ci troveremo di fronte. Sulla copertina, sotto al titolo principale, svetta anche un sottotitolo che suona più come piccola frase da copertina che altro.  Non l’avrei aggiunto ma fa ugualmente il suo lavoro.

Kiersten White News on Twitter: "Presenting maybe the coolest book interior  that's ever existed… The end pages for HIDE, which will be an actual old  map of the Amazement Park where ourL’ambientazione è il Parco delle Meraviglie, soprannominato Asterion e si svolge tutto al suo interno; l’epoca è moderna, visto che troveremo all’interno del parco come partecipanti anche dei famosi ragazzi che lavorano in Internet.

Capisce perché Ava sta dando di matto, perché sono tutti ventati; ha paura anche lui, ma non vuole averne. E non crede che sia successo qualcosa di brutto. Pensa soltanto che qualcuno si sia comportato male. Jaden, con ogni probabilità. Non gli sembra plausibile che sia stata Linda. Sembra troppo… elegante per farlo. Però non c’entra con la sua età. Non gli ricorda per nulla la nonna, che una volta aveva sbagliato la tinta, si era ritrovata con i capelli rosa e se li era tenuti (“Al diavolo, perché no?”), che indossava magliette larghe da uomo e pantaloncini molto corti, che aveva la pelle abbronzata, morbida e grinzosa. La nonna non aveva nulla di elegante, ma era divertente, affettuosa e sincera. Sempre sincera. Gli manca tantissimo.

I personaggi di questo volume sono molti seppur la protagonista principale è pur sempre Mack. Avremo modo di conoscere meglio anche gli altri partecipanti visto che la struttura narrativa si basa su ampio spettro e cerca di catturare un po’ tutti i punti di vista all’interno del gioco: conosceremo Ava, che finirà per essere sempre assieme a Mack, Brandon, LeGrand, l’altra Ava, Jason, Rebecca, Sydney, Ian e chi più ne ha più ne metta. Ognuno con una propria maschera dietro il quale si cela un passato difficile o un qualcosa che tentano di nascondere a tutti gli altri partecipanti, ma che non possono nascondere a loro stessi.

Mack ha sofferto in passato. Ha avuto un padre che ha tentato di ucciderla e ha perso sua sorella e sua madre. E’ una donna che si nasconde ed è cresciuta con la convinzione che solo di nascosto può sopravvivere e andare avanti. Nonostante questo, però, è una donna forte e intrepida, coraggiosa e determinata per le cose a cui tiene: Ava, la ragazza ex militare che partecipa al gioco, sembra essere qualcuno su cui poter sperare e sul quale riporre sentimenti forti. La paura di perdere anche lei, però, è forte ed è legato anche a tutto il dolore ricevuto nella sua vita. Un personaggio peculiare, in cui molti possono rispecchiarsi e che finiranno per sostenere.

E allora, se tutti sono malvagi, nessuno lo è, e lui non si chiederà più se è un peccatore. Perché sì, ha peccato, ma non ha importanza. Qualsiasi cosa accada, aiuterà chiunque ne abbia bisogno. Come quella signora. Come Brandon, che gli ha offerto un posto in cui stare solo perché in qualche modo ha capito che non ha una casa. Come Ava, che ha deciso di proteggerlo quando nessun altro l’avrebbe fatto. Se il mondo intero è un inferno e la malvagità li assedia, cosa possono fare se non aiutarsi a vicenda?

6 Great Novels if You Love Spooky Theme Park Stories | by Emma Boone |  Books Are Our SuperpowerIl perno centrale di questa storia è il parco e ciò dal quale tutti, nessuno escluso, si ritroveranno a dover fuggire. Il Parco è abbandonato e i partecipanti vengono lasciati a loro stessi con poche regole e tante domande che aleggiano nell’aria fin dagli albori della settimana. Mano a mano che passeranno i giorni, il tutto finirà per essere più chiaro sia a loro, che al lettore che finirà per sostenere ciò che preferisce.

Lo stile utilizzato dal volume è articolato e descrittivo, poco incline al lato discorsivo e più incentrato sui ricordi, sui dettagli e sul conoscere i personaggi che dovranno nascondersi e partecipare a questo macabro gioco per cercare di rimanere “in gara” ancora un giorno. Scritto in terza persona, ne ho apprezzato le descrizioni e la struttura narrativa lenta, posata, che ha il suo tempo. Mi ha ricordato molto il volume La donna nel buio di Alexandra Oliva e mi ha riportato indietro di diversi anni, di diversi libri, vista la similitudine relativa allo stile di scrittura.

Nella struttura narrativa del volume ci sono dei punti forti ma ci sono anche delle problematiche evidenti che smontano tutto il quadro generale che l’autrice era riuscita a costruire. Vi elenco subito i punti di forza e debolezza del volume in questione:

  • I personaggi e la loro struttura, sono sicuramente il punto più forte su cui ha giocato l’autrice, consentendoci di conoscere a pieno tutti coloro che andranno a dare un valore aggiunto a questo volume. Ho apprezzato molto questo punto, benché la storia ci consente di conoscere non solo il protagonista principale, bensì anche tutti i personaggi che lo circondano, esplorando il loro passato e le difficoltà che li hanno spinti ad affrontare questa sfida tutti assieme e i comportamenti che questi assumono quando interagiscono l’uno con l’altro. Il libro ha una struttura di personaggi davvero unica ne suo genere, sia per come sono stati strutturati e pensati, che per come sono stati scritti su carta.
  • Il lato paranormale della storia decisamente confusionario e va da sé che questo finisce per essere un punto a sfavore per il lettore, trattandosi di un punto focale del volume e del quale si vorrebbe sapere sempre di più e che, purtroppo, non avviene nella maniera corretta. Lo sviluppo all’interno del parco e le dinamiche famigliari le abbiamo comprese, ma da dove nasce tutto questo? Cosa ne sarà in futuro? Troppe poche spiegazioni e tanta confusione che finiscono per ammazzare anche solo la bellezza e il buono del lavoro fatto dai protagonisti e dalle loro storie.
  • Il finale aperto, non è sempre un male anche perché nessuna storia finisce poi con un vero e proprio finale, ma c’è comunque un seguito, visto che chi scrive racconta una piccola parte del mondo fuori. Il problema inizia laddove questo finale resta aperto per via delle poche spiegazioni che nascono dal punto precedente.
  • Il world-building, sicuramente punto a favore. Non solo per via della mappa che è esposta all’interno del libro e favorisce un quadro più ampio una volta che ci si immerge nella lettura ma per via delle descrizioni accurate, dei punti di riferimento in cui si riesce a seguire i protagonisti passo dopo passo, nonostante si stia parlando di un semplice parco divertimenti in rovina.

Non è da sola, è vero. Ma questo non significa che non sia nascosta. Significa soltanto che ora può contare su qualcuno.

Il volume sembra scritto , come se chi ha scritto il volume si volesse dare l’impressione di essere qualcuno che stessa vivendo la storia e stesse cercando di vivere il dubbio di tutto ciò che la circonda come lettore e non come autore. Non tende a chiarire ma a lasciare dei punti che un lettore cerca di darsi da solo. Non so se la cosa sia voluta, penso di no, però non è stata particolarmente apprezzata visto la piega che prende la storia e le domande e i dubbi che restano. Consiglio la lettura a chi vuole intraprendere qualcosa di nuovo e diverso dal solito, ma non partite con aspettative alte.

Kiersten White si lancia in una nuova avventura riuscendo in alcune cose ma peccando in altre. La storia è originale, nuova, fresca, dalle tinte noir e paranormale che avrebbe potuto rendere il doppio se fosse stato tutto valorizzato nel modo corretto. Una storia ad ogni modo di piacevole lettura che lascia suspance nei momenti giusti. E voi, siete pronti ad entrare ad Asterion, il Parco delle Meraviglie?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, vi stiamo aspettando:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate, ovviamente. Io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #583 – IL FIUME AL CONTRARIO DI JEAN-CLAUDE MOURLEVAT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per proporre un’altra lettura leggera, per ragazzi, che spero possa interessarvi. Nonostante per alcuni momenti possa sembrare strana e con poco senso, vi assicuro che la storia alla fin fine sembra interessante. Ringrazio la Rizzoli per la lettura e ve ne parlo subito:5467650-9788817161312-285x424-1

Titolo: Il fiume al contrario
Autore: Jean-Claude Mourlevat
Data di uscita: 08/03/2022
Pagine: 324
Link d’acquisto: https://amzn.to/3mhl9pX
Trama: Conosci il fiume Qjar? Quello che scorre al contrario, le cui acque rendono immortali chi ne beve anche solo una goccia? Quando Hannah, una ragazza di dodici anni, entra nella bottega di Tomek alla ricerca di quell’acqua magica, il giovane droghiere resta senza parole. Lui, orgoglioso di offrire nel suo negozio tutto ciò che al mondo c’è di più utile, non ne ha mai sentito parlare. Incuriosito e affascinato, Tomek decide di lasciare il suo piccolo villaggio e di mettersi sulle tracce di Hannah, partita alla ricerca del fiume al contrario. Un viaggio incredibile, che condurrà i due ragazzi ai confini della Terra, attraverso mondi fantastici popolati da creature insolite e meravigliose: il villaggio dei Piccoli Profumieri, la Foresta dell’Oblio, Ban Baitan, l’Isola Inesistente… Riusciranno Hannah e Tomek a trovare il fiume Qjar? O qualcos’altro, di ancora più grande, li aspetta?

RECENSIONE

water falls on rocky mountainLa storia ha inizio nella piccola drogheria del paese di Tomek. È un piccolo ragazzo tredicenne che vorrebbe viaggiare e godersi la vita ma sa che la sua vita è lì, all’interno di quella piccola drogheria di nonno Icham, in cui resterà visto che ha la responsabilità verso tutto il piccolo paese. Cambia ogni cosa quando una giovane ragazza entra in drogheria e chiede a Tomek se, fra le tante cose in vendita ci sia anche l’acqua del fiume Qjar, l’acqua di un fiume che scorre al contrario e che rende immortale chi ha l’opportunità di bere alla cima del ruscello, dove questo finisce. Tomek non ha quell’acqua in vendita, ne conosceva quel fiume ma Hannah lo coglie di sorpresa è una volta che lei esce dal piccolo negozio, pensa anche lui di partire alla ricerca di quel fiume per vivere finalmente l’avventura che sperava.

Cosa succederà a Tomek? Riuscirà a ritrovare Hannah lungo il suo percorso? Riusciranno a raggiungere il fiume e a compiere la loro missione?

«E così hai di tutto, nel tuo negozio? Proprio tutto?» chiese la ragazza. «Sì… be’, tutto quello che serve…» rispose Tomek. «Allora forse hai anche… l’acqua del fiume Qjar?» Tomek ignorava che cosa fosse, quell’acqua. Ignorava anche dove si trovasse il fiume Qjar. La ragazza lo capì e rispose prima che lui avesse modo di fare domande. «E’ un’acqua che non fa morire, non lo sapevi?»

La trama è semplice ma al tempo stesso ci rappresenta il volume molto bene. Questo volume è una delle avventure più bizzarre che io abbia mai letto. Una trama che coinvolge e una delle poche che non racconta poi troppo di come si svolge il volume nella sua interezza.

La copertina mi ha colpito con dalla sua uscita. Nonostante pensavo che fosse un’avventura che coinvolgesse i protagonisti sul fiume e che questi dovessero anche muoversi su di esso con la zattera, come rappresentato e ci fosse qualcosa del genere, non è del tutto così. In ogni caso la copertina mi piace e nonostante sembri una ragazzina quella rappresentata – e potrebbe anche essere che sia Hannah – non posso fare a meno di pensare che l’autore abbia pensato a Tomek. È una copertina che rappresenta molto il muoversi sul fiume e la forza con cui il protagonista tenta di contrastarlo per vivere a pieno tutto ciò che gli aspetta. Il titolo parla esattamente del fiume Qjar, che secondo la leggenda o per chi l’ha visto scorre al contrario e le sue acque se bevute, portano l’immortalità. È molto rappresentativo e nell’insieme rende molto.

L’ambientazione non è specificata, si partirà da un piccolo villaggio in posti sconosciuti e misteriosi che ci regaleranno tante piccole cose, tante piccole culture e tante piccole emozioni che farete fatica a non ricordare e l’epoca non è specificata ma di sicuro non è moderna. Sembra di essere all’interno di un libro di antiche credenze e piccole fiabe che riusciranno a coinvolgervi.

Tomek stabilì che sarebbe partito una mattina all’alba. Così in paese non si sarebbero accorti subito dell’assenza, e quando il vecchio Icham avrebbe trovato la sua lettera, nella sua baracca, lui sarebbe già stato lontano.

boy climbing up on treeI personaggi di questa storia sono davvero fin troppi. Conosceremo diverse persone in diversi posti, dai Piccoli Profumieri, al ragazzino e l’anziano verso Ban Baitan, al capitano della nave diretta all’isola inesistente a Marie e il suo asino e così tanti altri. Ma i veri protagonisti sono Tomek ed Hannah, che viaggiano ed esplorano nuove terre, così come all’interno di loro stessi.

Tomek è un ragazzino curioso, vorrebbe esplorare il mondo che lo circonda e vivere emozionanti avventure. Quando vede Hannah per la prima volta non è solo il fiume a mettergli curiosità ma sente di essere legato a quella piccola ragazzina, di essersi innamorato. Ed è anche per questo che decide di partire. Lei gli sembra sola e triste e decide di volergli rendere persino il soldo con cui ha pagato ciò che ha comprato, portandoselo dietro. È un personaggio che si farà valere ma vi assicuro che amerete molto di più la piccola ragazzina da cui anche lui è rimasto rapito.

Hannah è una ragazzina sveglia, scaltra e buona. Ha avuto molto dolore nella sua vita perdendo tutti coloro che la circondavano. L’unica cosa che le resta è quella per cui decide di intraprendere questo pericoloso ma magico viaggio che finirà per renderla consapevole di tutto ciò che la circonda e di quante persone possano volerle bene, in giro per il mondo. Perché casa non è solo quella nel quale siamo cresciuti ma anche quella che ci costruiamo intorno e dalle persone che finiamo per circondarci.

Post scriptum: Che cos’hai in quel sacchettino intorno al collo?
Tra il riso e le lacrime, Tomek sfilò la moneta dal borsellino e la strinse nella mano. «E’ una moneta da un soldo». rispose, «te la restituirò presto».

Il perno centrale della storia non è tanto il fiume Qjar che è il fine ultimo dell’avventura, ovvero arrivare al fiume, ma è il viaggio stesso che dona consapevolezza, domande, risposte e curiosità ai nostri due protagonisti.

person holding compassLo stile utilizzato dall’autore è leggero, fluido e scorrevole, non a caso è comunque una lettura per ragazzi. Il tutto è stato piacevole e strano, aggettivo con cui definirei gran parte delle cose che accadono all’interno del volume, persino come questo sia strutturato.

Infatti, troviamo l’epilogo del volume a metà libro e mi domandavo seriamente cosa stesse succedendo. Se avevo in mano un errore di stampa o se ci fosse qualcosa di particolare che il volume nascondesse. La storia inizia con l’avventura dal punto di vista di Tomek, in prima persona che ci narra cosa ha vissuto per arrivare al fiume, se ci riuscirà e tutto ciò che ha provato, chi ha incontrato e quali consapevolezze raggiunge da tutto questo. La seconda parte ci parla di Hannah e del motivo per il quale è stata spinta a partire con così tanto entusiasmo e forza da viaggiare da sola tra pericoli e strani incontri. Personalmente, dopo i primi due capitoli in cui i due si incontrano, ho fatto fatica a legare emotivamente con Tomek, anzi l’ho sentito poco affine così come ho trovato strana la lettura. Nella seconda parte, invece, in cui a fare da protagonista è Hannah sono riuscita ad immedesimarmi e a trovare in lei la tenerezza, la tenacia e la forza che la contraddistingue, così come tutti gli incontri e le cose che lei vive (decisamente più emozionanti e meglio descritte a mio avviso).

Le storie e i personaggi che i protagonisti stanno vivendo sembrano provenire da qualche antica fiaba di qualche cultura. Non so dirvi da cosa questi possano provenire non avendo trovato molto al riguardo ma devo dire di esserne rimasta affascinata nonostante all’inizio abbia fatto fatica ad accostare il viaggio a tutte queste cose bizzarre che avvenivano all’interno del volume. Quella che ho preferito più di tutti prima dei Profumieri è stato il paese della Principessa perdita per sette anni. È stata coinvolgente e ricca di significato, che spero apprezzerete anche voi.

gray bridge in the middle of fallsCoinvolgente e ricco di incontri originali e ben studiati, non potrete non rimanere affascinati dal contesto e dai diversi messaggi che la storia vuole trasmetterci: che l’importante non è la meta ma il viaggio e come lo si vive, che il cambiamento deve avvenire prima dentro di noi per poter cambiare, che l’avventura è sempre dietro l’angolo, bisogna soltanto avere la forza di provare e tanto tanto altro. Ma spero lo leggerete per scoprirne anche voi le peculiarità e le stranezze che contraddistinguono questo volume.

“Dio mio” pensò prima di addormentarsi, “che strano viaggio sto facendo! E come potrò raccontarlo al mio ritorno?”

Il libro è senza dubbio strano, originale e particolare. Dopo l’incontro fra i due, ciò che accade sembra essere davvero inverosimile ma è da questo che ne nasce una storia che ha dell’incredibile e che vi coinvolgerà più di quanto credevate possibile.

Jean-Claude Mourlevat ci regala una storia incredibile, un viaggio alla scoperta del mondo che di circonda e di ciò che abbiamo all’interno ma che bisogna solo scoprire. A volte tutto ciò che ci serve è dentro di noi, occorre solo riuscire a trovare un modo per capirlo. Siete pronti a partire e a seguire Tomek ed Hannah per un viaggio unico e bizzarro?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se la storia può piacervi! Sono curiosa di avere le vostre impressioni!
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #582 – E LA CHIAMANO ESTATE DI JILLIAN TAMAKI E MARIKO TAMAKI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon mercoledì! Sono qui per presentarvi un’uscita che spero possa piacervi. Personalmente l’ho apprezzata ma fino ad un certo punto, vi spiegherò i motivi più avanti. Una graphic novel edita Bao Publishing, vi aspetta:

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Autore: Jillian Tamaki e Mariko Tamaki
Data di uscita: 10/07/2014
Pagine: 320
Link d’acquisto: https://amzn.to/3GBeUXm
Trama: L’estate in cui tutto cambia nelle vite di Rose e Windy comincia come un’estate qualunque nella piccola Awago Beach. C’è tutta l’indolente immobilità dei batticuori estivi, in questo piccolo capolavoro di Mariko e Jillian Tamaki. Tutta l’emozione dell’adolescenza che si sovrappone prepotente alle priorità dell’infanzia, i piccoli traumi che ci trasformano nelle persone che saremo. Un libro emozionante, davvero indimenticabile, che vi lascerà un segno sul cuore.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la partenza per le vacanze di Rose. Ricorda sempre quando era piccola ad Awago e l’unica amica che le è rimasta vive lì, e la sta aspettando. Windy è una ragazzina esuberante e ricca di risorse, Rose è decisamente più calma e tranquilla ma insieme le due creano una squadra unica nel loro genere. Nel piccolo paesino stanno accadendo strane cose e i ragazzi di età più vicini a loro, sono ormai nel pieno di ormoni e quant’altro, cosa a cui le due ancora non pensano più di tanto, Windy in special  modo. In più, i genitori di Rose stanno passando un periodo decisamente negativo per loro e rischiano di finire al capolinea.

Cosa succederà ad Awago, in questa lunga estate assieme? Cosa scopriranno dei componenti del paese e sui ragazzi che stanno sempre al piccolo Market del luogo? Con quali consapevolezze torneranno a casa le due ragazze?

E la chiamano estate: una meditazione sui rapporti – Lo Spazio Bianco

La trama è molto vaga e non dice nulla di che se non che ci si approccia all’estate delle due ragazze. Non c’è una spiegazione particolare della storia visto che, in fin dei conti, raccontando troppo si finisce per fare spoiler. La trama ha un approccio basic e minimal, e capiremo l’effettivo valore della storia soltanto sfogliando le pagine e leggendo ciò che ci troveremo di fronte.

La copertina la trovo decisamente accattivante, presentandosi così come si presenta l’originale e di cui sono particolarmente felice della scelta. La copertina si mantiene con i stessi colori di cui troveremo le tavole all’interno e vede le due protagoniste, Rose e Windy, che si buttano a mare nonostante sia un’estate che non passerà di sicuro inosservata per ognuna di loro. Il titolo si differenzia leggermente dall’originale This one summer, che stava per “Quest’estate” ha subito una modifica in E la chiamano estate che, per ciò di cui tratta la storia alla fin fine ci sta bene. Non è esattamente ciò che si voleva dire in originale ma di sicuro rende l’idea di ciò che ci troveremo di fronte.

L’ambientazione è il piccolo paese di Awago, ovviamente frutto di fantasia ma fortemente autobiografico a livello di storia per Mariko Tamaki, che racconta una delle sue estati che amava passare nel suo posto del cuore; l’epoca non è moderna come si può capire da molti dettagli ma l’anno non ci è dato saperlo per cui non so darvi un riferimento preciso; il tutto sembra quasi aggirarsi negli anni 90.

L'estate come simbolo di crescita e cambiamento: E la chiamano estate –  Balene orchi elefantesse

I personaggi di questa storia si dividono in tre fasce di età differenti ma per la maggiore si sviluppa nell’età fanciullesca in cui ci si sta avvicinando alla crescita e al cambiamento sia fisico che mentale, emotivo e sentimentale. Le due protagoniste avranno a che fare con i ragazzi del market, che sono una vera e propria peculiarità della vacanza e diventano quasi una fonte di notizie, essendo l’unica cosa che fa scalpore in paese, e i genitori di Rose – in crisi – e la mamma di Windy che cerca di sollevare loro il morale.

Rose è una ragazzina intelligente e sveglia, che ama la lettura e i film condivisi con la sua migliore amica. E’ molto legata a suo padre e fatica a trovare un punto d’incontro con la mamma che si allontana sempre più da lei e da suo padre, trascurandoli e trascurandosi irrimediabilmente. E’ un personaggio fragile, più chiuso, che cerca comunque di sbocciare mano a mano che si procede nella lettura.

Windy è uno spirito libero, ama il ballo e vede che, rispetto a Rose, resta ancora un po’ più bambina. E’ un personaggio divertente, frizzante e sfizioso, che sicuramente vi piacerà e darà una botta d’energia alla storia con il suo carattere peperino, che non sta mai fermo. Un personaggio che non si dimentica facilmente, l’amica che tutti vorrebbero avere quando si ha qualcosa che va storto e si cerca una bella distrazione.

E la chiamano estate: sempre pronti a masticare il mondo – Inchiostro  Virtuale

Il perno centrale è l’estate ad Awago Beach e tutto quello che questo porta con sé. Infatti non solo subentra il riposo e i ricordi del passato, ma una vera sensazione di qualche momento di transizione che apre un ponte su diversi fronti, non solo per preparare tutti all’inizio del nuovo anno. Una storia di comunicazione tra generazioni differenti e di cambiamento.

La grafica utilizzata è sicuramente autentica e particolare. La colorazione blu e bianco, in maniera così semplicistico, mi è capitato davvero molto poco e le tavole finiscono per essere una più bella dell’altra, concentrandosi più sul disegno e sull’autenticità del complesso che sulla trama effettiva della storia. La cosa che più di tutti finisce per colpire a livello visivo è la quantità di oggetti e dettagli che 

Lo stile narrativo infatti, come ho anche spiegato nei personaggi, si divide in tre età differenti: l’età fanciullesca delle due protagoniste principali, l’età adulta dei genitori di Rose, Alice ed Evan, e l’adolescenza ormai alle porte con la maggiore età per i due ragazzi del Market, Dunc e Jenny. Ho apprezzato molto l’approccio delle due ragazzine alla crescita e l’approccio sia fra i due genitori di Rose sia con Rose stessa, che si ritrova nel vortice e deve sia comprendere il dolore di una madre distrutta, sia cercare di far valere se stessa come figlia che vive tutto ciò. Ho apprezzato davvero poco i ragazzi del market perché completamente fuori luogo all’interno della storia e semplicemente di contorno. Pensate che avevo sperato che interagissero in qualche modo e avevo paura che le due ragazzine finissero per farsi del male con quei ragazzi più grandi di loro.

E’ stata una storia di passaggio, concentrata sulle piccole storie ma non sull’intreccio effettivo della trama, risolvendo in parte le questioni – e la sospensione crea ancora più fastidio perché a quel punto crea una sorta di finale quantomeno decente da poter dire, sono almeno soddisfatto di ciò che ho davanti. Quando trovo queste storia mi lasciano sempre piuttosto perplesse perché raccontano si qualcosa ma non hanno una vera e propria trama con una storia che interessa notevolmente il lettore, crea un passaggio, uno scorcio nella vita di personaggi che, oltretutto, non sono neanche principali. E’ stato questo a lasciarmi un po’ con l’amaro in bocca e da cui mi sarei aspettata diversamente.

E la chiamano estate: una meditazione sui rapporti – Lo Spazio Bianco

Il libro è stato un buon passatempo ma non mi ha regalato quel qualcosa che invece speravo, avendo puntato il volume da diverso tempo orsono. La delusione c’è ma comprendo che c’è una fetta di lettori a cui invece la storia può piacere molto di più quindi mi sento di consigliarla a chi si rivede nelle cose che ho descritto e a chi vuole leggere una graphic novel leggera dai disegno fenomenali.

Jillian e Mariko Tamaki ci portano all’interno di un vecchio ricordo, di una vacanza da bambine e ci mostrano tre differenti età e approcci con cui affrontare la vita, la differenza di problemi e le differenti tipologie di estate vissute da ognuno di loro. Una storia che vi ricorderà le vostre estati se amate sempre andare nello stesso posto e ritrovare vecchi volti e vecchie amicizie che non muoiono mai.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io vi aspetto comunque sempre e vi mando un abbraccio.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #571 – 8 GIORNI PER DIVENTARE FURBA DI RAFFAELLA FENOGLIO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi di una nuova recensione, anche quest’oggi. Siete pronti ad immergervi in una lettura per ragazzi? Ringrazio la Giunti per avermi permesso la lettura e l’organizzatrice dell’evento per avermi coinvolto. Ecco che vi parlo di questa nuova uscita in libreria:

8f1ba22fa93c4fd0b6193205ba027dcbTitolo: 8 giorni per diventare furba
Autore: Raffaella Fenoglio
Pagine: 264
Data di uscita: 9 marzo 2022
Link d’acquisto: https://amzn.to/3wLW1OC
Trama: Camilla Costa ha quasi quattordici anni e una reputazione di cui farebbe volentieri a meno. A scuola è per tutti l’”impedita”, quella timida, nerd, appassionata di fumetti e fotografia, che non ha mai baciato un ragazzo. Stanca di questo nomignolo, cerca di cambiare se stessa e diventare una “furba”, proprio come le ragazze più popolari della scuola. Così, mentre la mamma è ricoverata in ospedale per complicanze dovute a una gravidanza delicata, Camilla porta avanti il suo piano: cambia i vestiti, taglia i capelli, impara a fumare e fa la corte al tipo per cui ha una cotta. Ma quando le condizioni della mamma peggiorano, Camilla non si riconosce più… ma cosa sta facendo!? Vale davvero trasformarsi per piacere a una persona che ignora chi sia veramente? Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Camilla, per gli amici Kamyla, che cerca di recarsi allo studio del suo futuro psicologo. Suo padre è ossessivo nei suoi confronti e pensa che lei sia gelosa del fratello/sorella che sta per arrivare, così come per tutte le altre cose in casa di cui è il padre a non essere sicuro per l figlia, e non il contrario. Quindi Kamyla si sente più costretta che libera di andare dallo psicologo. E’ lì che avrà una delle più grandi rivelazioni e scoprirà che dal suo stesso psicologo va anche il più bello della scuola, Sergej. Lui è un bullo e lei è segretamente innamorata di lui da diverso tempo. Dopo una proposta sconcertante lui le rivela che se entro 8 giorni diventerà “Furba” allora lui potrebbe anche mettersi con lei.

Lei si attiva subito, ma si è davvero disposti a cambiare così tanto, per farsi accettare e amare? Perché non si può piacere per come si è? Cosa intende Sergej con il diventare “Furba”? Cosa succederà effettivamente a Kamyla?

La mia mente immagina la pagina dell’agenda con gli appuntamenti di oggi nella quale campeggia un’unica scritta:
COSTA KAMYLA:
SINDROME DA ABBANDONO FAMILIARE.
CASO DISPERATO

La trama è lunga e ben scritta, strutturata in maniera semplice e lineare su ciò di cui parlerà la storia stessa. Essendo un libro per ragazzi la storia riflette un animo molto leggero e anche dalla trama, oltre che dal titolo si comprende bene ciò di cui la storia parlerà. Sicuramente incuriosisce, non vi è dubbio.

La copertina è davvero molto carina, sia perché rappresenta bene ciò che andremo a leggere ovviamente. La cosa che mi ha catturato più di tutte è il fatto che questa sembra quasi essere una graphic novel per come è impostata, invece è un romanzo per ragazzi.  Possiamo subito notare le due facce di Kamyla, quella che è e quella che dovrebbe diventare per piacere a Sergej. Il titolo è anch’esso molto blando e in effetti più semplice di così non si poteva. Otto sono i giorni che ha Kamyla dal giorno in cui ha ricevuto la proposta da Sergej al giorno del suo compleanno per diventare Furba e vincere del tutto sul cuore del ragazzo. L’unica cosa che ci rimane in sospeso e che anche all’interno del volume non si comprende del tutto è il fatto di diventare “Furba”; cosa intende il ragazzo con questo? Lo scopriremo solo leggendo il volume.

L’ambientazione non sembra essere del tutto specificate, mi sembra che siamo a Roma, ma non lo dico con sicurezza perché ho letto il volume diversi giorni fa e non ricordo esattamente. Per l’epoca ci muoviamo ai giorni d’oggi, una storia contemporanea e moderna.

«Allora per me va bene, ma a due condizioni. Che sabato prossimo vieni qua e mi dimostri che sei diventata Furba, perché io in giro con un’Impedita, lo so come ti chiami, non ci vado. Capito? E se passiamo una bella serata ci possiamo anche mettere assieme». Cosa, cosa? Ha detto davvero che mi accompagna? Sarà il MIO CAVALIERE? Mi sta girando la testa.

woman sitting on gray concrete wallI personaggi di questa storia non sono tantissimi, tant’è che la storia si concentra principalmente sul protagonista principale che ci narra la storia della sua prova al cambiamento. Intorno a lei ci sono Oliver, un ragazzo da cui Camilla è attratta ma che non potrà mai ricambiarla, oltretutto l’unico che sembra essere savio e che cerca di aiutarla; ci sono il padre e la madre di Camilla e fra i due finirete per amare un pochino la mamma.

Kamyla, o Camilla, è una ragazzina timida, chiusa. Non le piace apparire e si comporta in maniera diligente, è studiosa e precisa. Non sopporta la pressione di suo padre che pensa che l’arrivo del nuovo bambino possa cambiare il modo di vedere e di fare le cose della stessa Kamyla. Dall’altra parte lei sembra molto legata a sua madre che se ne sta in ospedale e con cui lei ama parlare e passare del tempo. Kamyla è innamorata di Sergej, il bello e bullo della scuola ma per essere notata da lui, può solo cercare di cambiare e somigliare a tutte quelle ragazzine che fumano, si mettono in mostra e hanno tatuaggi. E’ una ragazzina acqua e sapone, buona, che ingenuamente pensa che cambiando può rendere se stessa migliore, ma non si deve cambiare così per qualcun altro, non vi pare?

«Mi sa che per farti diventare Furba dovrò lavorare parecchio». Super Fabiola! Infila le mani nell’armadio, come un pianista esperto sfiora le grucce ed estrae alcuni vestiti senza neppure guardarli, ma poi sul suo braccio appaiono come per magia un jeans, una camicia e un bellissimo gilet a disegni geometrici. «Ora vado a lavarmi, quando torno facciamo un piano d’attacco, okay? Non c’è tempo da perdere». Eh già! Non sarà un lavoretto da poco.

Il perno centrale di questa storia sta nel cambiamento della protagonista per adattarsi a quello che gli altri vogliono da lei è incentrata sul diventare furbi in pochi giorni snaturandosi solo per cercare di avere un ragazzo, per cercare di essere considerate e di non essere più agli occhi di tutti un Imbranata o come viene chiamata Camilla “Impedita”.

Lo stile utilizzato è molto leggero, di scorrevole lettura, tant’è che si legge davvero nel giro di poche ore. La cosa che non ho apprezzato particolarmente è come è stato scritto; ok che è un volume per ragazzi e quindi il linguaggio si deve mantenere sotto una sfera non troppo prolissa ne descrittiva o particolare ma trovo che sia quasi infantile rispetto all’età per i quali il libro stesso è diretto. Non mi fraintendete, non è un’offesa verso il volume, ma una semplice critica al fatto che sembra essere scritto per un target di lettori più piccoli rispetto ai quali invece la storia mira. Anche perché è dai dieci anni la lettura e la protagonista è una quindicenne e ci sono diversi volumi che ho letto con protagonisti della stessa età ed erano scritti diversamente rispetto a questo. E’ ovvio che non scriviamo tutti allo stesso modo ma l’impressione è stata questa.

Le tematiche trattate, invece, le ho trovate interessanti e in linea con tanti ragazzi di oggi che si mettono in mostra, usano i cellulari o seguono gli altri per moda, per farsi notare o per avere seguaci non rendendosi conto che la cosa più importante invece è essere se stessi. Infatti nel volume, la protagonista viene bullizzata, viene chiamata Impedita, proprio perchè non segue la massa ed è diversa dal resto. Peccato che sogna di diventare come gli altri anche solo per piacere ad un ragazzo, che poi non sembra essere un granché. Quindi una storia che pone in evidenza questa tematica importante e da non sottovalutare, specialmente nell’età della protagonista che è quella in cui tra gli adolescenti questo accade all’ordine del giorno e restare se stessi finisce per essere difficile, se non si ha un carattere forte e deciso in quello che si vuole davvero. Cambiare per una persona, in special modo, resta il punto focale, e in cui l’unico che sembra dirlo veramente e cercare di far ragionare sembra essere Oliver. Ma si può cambiare per qualcuno, in soli otto giorni?

Si passava le mani affusolate tra i capelli, i più folti e lucidi del mondo, e sorrideva, mostrando le sue fossette sexy sulle guance.
Tump. Tump. Tump.
Sì mamma, proprio proprio lui. Annuisco. «Sono contenta, Kamyla» abbassa la voce. «Uscite insieme?»
Tump. Tump. Tump.
Faccio una smorfia. «Forse sabato, alla mia festa»

Il libro è un piccolo monito per i tanti ragazzi di oggi che pensano che per piacere a qualcuno bisogna snaturarsi, cambiare ed essere ciò che non si è veramente. Una storia che i ragazzi spero possano prendere in considerazione, per via di questo messaggio importante.

Raffaella Fenoglio ci consente di vestire i panni di una ragazza che vuole essere diversa solo per conquistare un ragazzo, solo per non sentirsi più diversa. Ma è davvero così facile cambiare se stessi? Come si può rimanere se stessi, forti e determinati, in un mondo che ci vuole tutti diversi? Volete scoprire con noi se Kamyla ce la farà o si renderà conto che essere se stessi è la cosa migliore?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia l’editore per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, nei giorni precedenti e quelle di oggi, ovviamente. Come sempre vi aspetto. Ecco a voi i blog partecipanti:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se pensate che il volume possa piacervi. Io come sempre vi aspetto qui, ovviamente!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #565 – LA VENDETTA DEGLI DEI DI HANNAH LYNN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Augurissimi a tutte le donne, non solo oggi ma tutti i giorni! In questo martedì della donna con un libro su una donna forte e audace che vi lascerà a bocca aperta. Siete curiosi di sapere di chi sto parlando? Ringrazio tantissimo la Newton Compton per avermi permesso la lettura del volume e vi lascio ciò di cui vi sto per parlare:

9788822767103_0_536_0_75Titolo: La vendetta degli dei
Autore: Hannah Lynn
Data di uscita: 7 marzo 2022
Pagine: 320 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3MrskYs
Trama: Regina dal potere sconfinato, moglie assassina e vendicatrice, madre tradita e amorevole, figura capace di slanci e sentimenti di grande intensità o donna crudele e senza cuore? È davvero difficile provare empatia per una donna che tradisce il marito, Agamennone, e che lo uccide al suo ritorno da Troia assieme al proprio amante, senza conoscere fino in fondo le sofferenze a cui è stata sottoposta fin dalla giovane età. Una donna che ha dovuto sopportare l’omicidio del precedente marito e del figlio uccisi brutalmente, l’assassinio della figlia Ifigenia sacrificata con l’inganno agli dei dal padre. Senza contare le umiliazioni pubbliche, i soprusi e gli abusi a cui la regina di Micene deve sottostare per il bene pubblico. E così, in un racconto appassionante e commovente, Clitennestra assume sembianze di una modernità impressionante e il lettore si ritrova avvinto da una spirale di odio, amore, violenza e spargimenti di sangue di familiari che non ha eguali nella mitologia greca.

RECENSIONE

white head bustLa storia ha inizio con Agamennone che si reca da un sacerdote, Calcante. Con la nave per via del vento non riesce a tornare a Troia e sa che è colpa degli Dei, deve essere colpevole di qualcosa che non è consapevole di aver compiuto contro le stesse divinità. Calcante non ha problemi ad esporre cosa lo rende colpevole contro la Dea della Caccia, Artemide. E una richiesta davvero grande gli viene chiesta quella di sacrificare sua figlia Ifigenia. Una richiesta che sarà la goccia che farà traboccare il vaso per la moglie del famoso re dei re, Clitennestra. Una moglie e madre e donna che ha subito tanto, troppo. Una donna che sacrifica tutto ma che non ha più nulla da perdere.

Cosa succederà a questa donna distrutta dal dolore di anni di soprusi e violenza e da anni che l’hanno cambiata fin nel profondo? Cosa le succederà e cosa cambierà nella sua vita?

«La dea accetterà un unico sacrificio», disse. «Un’unica morte sul suo altare nel tempio di Aulide».
Agamennone annuì in fretta. «Sì, qualunque cosa desideri. Mi rimetterò subito in marcia. Me ne occuperò questa sera stessa». Un’unica morte. Era abbastanza semplice. Doveva solo scoprire quale animale. Chinò la testa in segno di rispetto per l’indovino, ma quando la rialzò, il vecchio gli prese la mano. «Non è un animale che vuole», disse, con una voce che avrebbe potuto avere mille anni. «Ma una fanciulla. La tua figlia più bella, Ifigenia».

A Spartan's Sorrow by Hannah M. LynnLa trama esprime davvero bene ciò che ci troveremo davanti per chi deciderà di leggere il volume. E’ una storia che nonostante l’ambientazione e ciò che porta con sé attraverso la mitologia Greca, lascia spazio ad un’attualità profonda e toccante. Una trama ben costruita.

La copertina, nonostante mantenga la linea del volume precedente e si attenga anche alla linea di molte copertine sulla tematica dell’antica Grecia usciti per altri editori, come la Sonzogno, non colpisce particolarmente. Forse questo ammetto che è più carina del volume precedente ma l’originale, sia per quanto riguarda questa che il precedente della stessa autrice, Il segreto di Medusa, sarebbero stati davvero belli se avessero mantenuto la linea originale. A colpo d’occhio avrebbero fatto un bell’effetto, devo ammetterlo. Nonostante questo, per gli amanti dell’Antica Grecia e simili, la scelta fatta non è stata mal pensata e fa il suo dovere. Il titolo in originale, come potete vedere anche dalla copertina originale qui di lato era “A Spartan’s Sorrow, ovvero Il dolore di uno Spartano. Non so per quale motivo non sia stato tradotto più o meno vicino a questo ma si sia andati su tutt’altro, eppure sarebbe stato sicuramente curioso come titolo anche per via del fatto che la protagonista a muoversi è femminile.

L’ambientazione è l’Antica Grecia ovviamente, come avrete sicuramente intuito, non che ci voglia molto ad immaginarlo ed è il palazzo, a Micene, il fulcro nel quale tutto si basa e i movimenti in cui principalmente verranno svolti i fatti anche se ovviamente non sarà tutto concentrato lì all’interno.; l’epoca si aggira attorno al 458 a.C.

«Si tratta di vostra figlia, Ifigenia», disse l’uomo. «Devi mandarla ad Aulide». «Mandarla ad Aulide?».
Gli occhi del messaggero finalmente si illuminarono e sul suo volto comparve un’espressione reverente. «Ad Aulide vostra figlia verrà data in sposa», disse, «al grande guerriero Achille».

brown painted structuresI personaggi di questa storia sono diversi e ci si concentrerà molto sulla vita a palazzo di Clitennestra, del rapporto con i suoi figli, con l’amante Egisto e con il marito Agamennone. 

Clitennestra è la protagonista principale del volume. Nonostante ci sia Oreste che segue la madre e finisce per prendere parte alla storia di più di quanto ci si aspetta, la vera protagonista è la regina e moglie di Agamennone. E’ una donna che ha tradito, che appare fredda e calcolatrice ma che dietro la sua maschera di forza e freddezza si nasconde molto altro che scopriremo nel corso della lettura e che ci consentirà di conoscere questo personaggio, reinterpretato dall’autrice, sotto un aspetto a cui magari nessuno aveva mai pensato.

«Cosa devo fare?», gridò. «Come posso affrontare di nuovo tutto questo?». Entrò una raffica così brutale che la fece cadere all’indietro sul pavimento di pietra, spegnendo le lampade e precipitando la stanza in un’oscurità assoluta. Ansimando di dolore, lei si costrinse a tornare in piedi. «Ti prego, ti prego, dimmi cosa fare!». Il fulmine fu così puro, così vivido, da darle l’impressione che Zeus in persona le avesse parlato all’orecchio. E quando la mattina seguente si svegliò, a tempesta passata, la sua mente era più limpida che mai. Sapeva perfettamente che cosa doveva fare.

Il perno centrale della storia è Clitennestra e tutto ciò che ruota attorno al suo ruolo di donna all’interno di una società che la denigra, che la tratta come pezza da piedi o peggio ancora da soprammobile. Perché è così che la donna era trattata e in quanto moglie del Re di Micene, non c’è molto da fare se non adempiere ai doveri coniugali e badare ai figli, messi anch’essi sotto la lente degli dei e del padre stesso. Il ruolo della donna è il fulcro attorno a cui gira la storia che nonostante sia una storia dell’Antica Grecia finisce per essere fin troppo attuale.

Lo stile utilizzato utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, secondo volume della trilogia sulle donne della mitologia Greca che ci pone in evidenza una donna non troppo conosciuta come Medusa nel primo volume ma che anche qui ci pone in evidenza una tematica importante e forte, mettendo in primo piano l’essere donna e quanto sia stato difficile – anche tutt’ora lo è – esserlo nella società patriarcale. Scritto in terza persona, la storia finisce per affascinare il lettore per come viene scritta e impostata, nello stesso identico modo in cui è stata impostato il volume precedente su Medusa.

Il modus operandi segue il volume precedente che pensavo fosse un caso isolato; mi ero lamentata nel primo volume del fatto che ci fosse una parte della storia dedicata all’eroe che tenta di uccidere Medusa. Anche qui Oreste, figlio di Agamennone e Clitennestra cerca vendetta e vuole uccidere sua madre per vendicare la morte di suo padre, avvenuta per mano di lei. Quindi, avendo letto già il volume precedente devo dire di non essere rimasta particolarmente sorpresa della scelta fatta perché, in fondo in fondo, me la immaginavo.

Nonostante Clitennestra sia stata sempre raffigurata come una moglie fredda, calcolatrice, falsa e vendicativa in questo volume non solo potremo notare tutto questo con i suoi gesti e nelle sue parole – si veda il tradimento con il cugino del marito Agamennone – ma potremo anche vedere uno spiraglio, il suo racconto, la sua verità e ciò che l’ha portata ad essere così com’è. Non tutto nasce per forza marcio e Clitennestra in questo racconto nasce come una donna si forte ma sola, delusa e usata. E’ una donna che in quanto tale ha subito parecchie cose visto anche il tempo in cui è ambientato e la valenza sociale della donna ai tempi, che non la esula dal fatto di essere una fedifraga e un’assassina ma ci consente di capire il perché dei suoi gesti sia nei confronti del marito Agamennone, sia i risvolti su i suoi stessi figli.

Le tematiche all’interno della storia, quindi, sono importanti e forti e finiscono per colpire ogni donna che deciderà di leggere questo volume. Perché non solo si finirà per comprendere i motivi ma si finirà per sentirsi vicini a Clitennestra e alle sue scelte, cercando di capire le sue emozioni e di posizionarsi nel mezzo tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Una lettura che vi colpirà, questo è poco ma sicuro.

Il suo unico rimpianto fu di non poterlo guardare negli occhi. Era un peccato che lui non potesse vederla mentre lo ripagava per tutto ciò che aveva fatto patire a lei e ai suoi cari. Eppure, mentre il re barcollava all’indietro e cadeva nell’acqua che ancora esalava vapori, si rese conto che non le importava più. Era sufficiente. China sul suo corpo, osservò le bolle rosate farsi sempre più rade fino a fermarsi del tutto. Aveva compiuto il proprio dovere. Aveva protetto i suoi figli.

Il libro che segue le vicende famigliari e gli intrighi che si basano su violenza e sangue così come sui tradimenti e l’amore di un madre che si sente sola e he cerca di combattere per se stessa e per i propri figli. Se amate storie di questo tipo, uniteci la mitologia e l’Antica Grecia e il gioco è fatto: state pur certi che è il libro che fa per voi.

Hannah Lynn è un autrice che prende dei personaggi femminili complessi e incompresi quasi totalmente e li trasforma dandogli una voce forte e potente che finisce per sovvertire quello in cui – magari – si è sempre creduto. Una secondo volume ricco di significato e che ci spinge ad essere curiosi riguardo chi sarà la terza protagonista di questa trilogia al femminile.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni relative all’evento di oggi! Vi aspettiamo ovviamente numerosi:
Banner 1920x1080 La vendetta degli Dei


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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro questo volume? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto numerosi!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #564 – TROPPO FACILE AMARTI IN VACANZA DI GIACOMO KEISON BEVILACQUA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa, dove finalmente oggi è giovedì e l’aria del fine settimana comincia ad aleggiare attorno a noi ovviamente. Oggi sono qui per parlarvi di un volume che ho acquistato e che ho voluto leggere visto che Il suono del mondo a Memoria dello stesso autore mi aveva toccato il cuore. Ecco che vi parlo subito di cosa andremo a leggere:

51drcs-ih-l._sx367_bo1204203200_Titolo: Troppo facile amarti in vacanza
Autore: Giacomo Keison Bevilacqua
Pagine: 241
Data di uscita: 13/05/2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sB9FC7
Trama: Tanti narratori raccontano il mondo dopo l’apocalisse. Giacomo Bevilacqua lo racconta mentre l’apocalisse sta avvenendo, ed è un fenomeno lento, silenzioso e inquietante. Più che un libro distopico, un libro sulla disillusione, raccontata attraverso il lungo viaggio a piedi da sud a nord di una ragazza e del suo cane, in un’Italia via via sempre più sommersa dall’acqua. Sincero, malinconico, simbolico e concreto, questo è anche un racconto amaro, in cui la speranza è poco più che un retrogusto, e il futuro va costruito un giorno alla volta, perché non esistono certezze al di là del fatto che il sole sorgerà anche domani.

RECENSIONE

La storia ha inizio a Roma o tra ciò che ne resta. Linda B. e il suo cane bianco Follia sono in procinto di partire perché questo Paese che è l’Italia non lo sente più suo, non le piace cosa è diventato e cosa è diventata lei e sta finendo lentamente alla rovina, nel degrado più totale. Linda decide quindi di abbandonare Roma, il suo piccolo “porto sicuro”, dirigendosi verso il confine. Lungo la strada e il percorso Linda incontrerà soggetti strani, persone inquietanti e mano a mano che la strada della città lascerà il posto alla campagna sempre più, le cose cambieranno e anche le consapevolezze e il modo di fare di Linda assumerà fattezze differenti a seconda di cosa vivrà e vedrà. E l’incontro con Aman sembra già aver cambiato molto.

Cosa succederà lungo il percorso? Quali sono le consapevolezze che assumerà Linda? Cosa scoprirà lungo il percorso e quali sono le cose che le permetteranno di andare avanti?

troppo facile amarti in vacanza recensione

La trama è semplice e non troppo elaborata. Si muove in punta di piedi e ci lascia un quadro generale della situazione visto il fatto della distopia e del mondo che sta crollando è ancora in fase di discesa e il peggio può ancora arrivare. E’ coinvolgente e ci spinge a leggere il volume per cercare di capire cosa può succedere a questa ragazza con il suo fidato compagno di viaggio.

La copertina si rifà ad un evento che accade all’interno del volume stesso, quando tutto sembra essere difficile ma Linda riesce a trovare comunque dell’ironico e un motivo per andare avanti. Niente la può fermare, ne un’inondazione ne altro. La copertina, così come il titolo che si mostra particolare e all’apparenza privo di significato logico, ha un suo perché e intimorisce il lettore che cerca di trovarvi subito un qualche significato. Il titolo, infatti,  parla di amore inteso come per se stessi, per gli altri, e per Aman stesso che Linda scoprirà nel corso della storia, e la pone sotto l’aspetto della vacanza, come se questa fuga fosse una vera e propria vacanza o uno stacco da tutto il resto. E quindi apparentemente può essere o sembrare più facile amare qualcuno in vacanza anche se vacanza poi non è.

Partendo da Roma e passando per i piccoli sobborghi e paesi vicino fino ad allontanarci, Troppo facile amarti in vacanza ci porta in una versione distopica e futuristica in cui vediamo Roma e i paesi attorno dilaniati da piante, acqua e il cambiamento è in atto. Il tutto sembra aver perso il fascino e potere da un pezzo quindi avremo modo di riconoscere dove ci troviamo ma il tutto peggiora drasticamente andando avanti nel corso del volume.

Troppo facile amarti in vacanza: ce ne parla l'autore | Fumetti -  BadTaste.it

I personaggi della storia non sono poi molti anche se andremo ad incontrare diverse persone nel corso del volume stesso che si scontreranno con la nostra Linda e avranno a che cambieranno sia ciò che lei è, sia il punto di vista del lettore riguardo la storia stessa. C’è una serie di personaggi non indifferente su questo e la costruzione è ben fatta anche se finiscono per risultare quasi assurdi vista la loro modo di porsi verso gli altri e nel mondo.

Linda B. è una ragazza sagace e determinata. L’unico compagno degno di nota è il suo cane bianco di nome Follia che viaggia con lei e non chiede nulla, solo amore incondizionato. Linda è determinata ad andare via da un paese che non le appartiene più e in cui non si riconosce ma per cui porta rancore, rabbia e per cui avrebbe ancora tanto da dare (effettivamente però sembra non ci sia più nulla da dare). E’ impulsiva, diretta e nonostante sembri che non si lascia scalfire da nulla ha tanta emotività e tante fragilità nascoste che nel corso della lettura, seppur percettibile, emergeranno.

Aman è un personaggio che segue le vicende di Linda e che con i suoi discorsi oltre a ciò che ha da offrirle risulta più adulto e maturo. E’ una persona pacata e tranquilla nonostante le vicende familiari e personali che ha subito e che confida a Linda aiutandola a comprendere ciò che significa il suo viaggio stesso, le sue azioni e la sua impulsività, cercando di ponderare le scelte fatte. E’ un personaggio che inizialmente non riusciremo a comprendere al meglio ma che si svelerà mano a mano che si leggerà il volume.

BAO Publishing: Giacomo Bevilacqua ci parla di Troppo facile amart...

Il perno centrale si muove su un bilico e in un contesto difficile, in un’epoca in cui tutto è in continuo cambiamento e in cui niente sembra essere al sicuro. E’ proprio quello che ci viene posto: il cambiamento interiore di consapevolezza e di presa coscienza delle cose, del dolore e la maturità che ne consegue nonostante il mondo si stia muovendo completamente nella direzione opposta.

Lo stile e la grafica utilizzati all’interno del volume sono centrati sulla distopia in corso e sul cambiamento in contrapposizione tra il mondo che ci circonda e la protagonista stessa che finiscono in conflitto e sembrano rincorrersi laddove possibile per cercare una soluzione al tutto. La lettura, nonostante la lucidità e la bellezza dei colori delle tavole utilizzate e disegnate dall’autore, è pesantina e non del tutto scorrevole come invece mi aspettavo.

Il viaggio che si sposta sotto diversi aspetti e attraverso differenti luoghi, un racconto malinconico e sconvolgente mentre ci mostra il marcio attraverso tutti gli incontri che Linda avrà nel corso dei suoi spostamenti verso il confine. Ed è proprio lì che si concentra il tutto perché il percorso è impervio e le difficoltà mostrate sembrano quasi rappresentare dei gironi infernali in cui le persone irrimediabilmente si stanno ponendo e serve davvero tanta forza per andare avanti.

Il viaggio stesso finisce per essere un percorso di formazione sia per la protagonista Linda, sia per il lettore stesso che si rende conto di ciò a cui stiamo andando inesorabilmente incontro. Devo ammettere che, nel corso della lettura ho provato anche ribrezzo per determinate cose che Linda ha subito, direttamente o meno e ci si pone la domanda più difficile di tutti ma allo stesso tempo quella che veramente è da porsi: è questo il futuro che ci aspetta? Per questo Linda si trova costretta a fuggire: sia dalla rabbia sia dalle cose che è costretta a vivere e che le fanno male, le provocano rabbia. E’ una lettura che pone sotto i riflettori l’Italia e in cui si nota la visione della società e la piega orribile verso la quale stiamo andando, sottolineando la difficoltà dei pochi di emergere e di trovare il loro posto nel mondo e di difenderlo quando c’è sempre più del marcio che s’insidia in ogni dove. Infatti con questo volume, l’autore sembra quasi denunciare ciò che accade o quantomeno a giustificare la fuga di ciò che di buono rimane, laddove non c’è più niente da prendere o da salvare.

Troppo Facile Amarti In Vacanza, il nuovo fumetto edito BAO Publishing

Il libro rispetto ad altri lavori di Bevilacqua non mi ha convinto pienamente anche se in questo volume è possibile scorgere la frustrazioni e le preoccupazioni dell’autore ora che il mondo sta cambiando, anche in peggio in alcuni casi – visto che comunque questo volume è stato composto nel periodo del lock down. E’ una lettura sicuramente originale anche se devo dire non mi ha colpito come avrei sperato facesse.

Giacomo Keison Bevilacqua ci porta nel cuore dell’Italia, mostrandoci un personaggio e la maturità crescente di questo lungo la scoperta del mondo della circonda e di ciò che si ha al proprio interno come atto d’amore verso se stessi e verso il proprio paese. Un viaggio come una scoperta o come una vacanza che tale non è e che ci consente di amare ogni piccola cosa che non si è riuscita a comprendere davvero. Siete pronti a combattere per voi stessi e per ciò in cui credete anche se il mondo attorno sta cadendo a pezzi?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libri acquistato

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Cosa ne pensate? Può essere un volume che potrebbe interessarvi? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #562 – ASCESA ALLA DIVINITA’ DI NEON YANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Siamo giunti alla conclusione di questo cammino con questo ultimo volume che ci porta ancora una volta all’interno del protettorato e ci mostra il retroscena della Protettrice. Ringrazio ancora una volta la Mondadori per avermi permesso la lettura e ringrazio Miriam di Me and Books per avermi coinvolto nell’evento. Ecco che vi parlo del volume conclusivo che chiude un cerchio per questa serie:

9788804745129_0_536_0_75Titolo: Ascesa alla divinità
Serie: Il tensorato, Volume 4
Autore:
Neon Yang

Data di uscita: 23 novembre 2021
Pagine: 120
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sR5yAe
Trama: La Protettrice è morta. Per cinquant’anni ha governato il Tensorato conformandolo a propria immagine, relegando i nemici negli angoli più remoti. Per mezzo secolo il mondo è ruotato attorno a lei, occupata a costruire le sue armate, addestrare i Tensori, afferrare le redini del destino. Ma ora che è morta i suoi seguaci tremano, e gli avversari esultano. Solo in una lontana taverna, nel territorio ribelle, la sua più accesa rivale non gioisce: Lady Han ha fatto di tutto per deporre la Protettrice, ma ora può solo piangerne la perdita. Perché ricorda bene come tutto è cominciato, quando la Protettrice era giovane, ancora senza corona, e una danzatrice disperata osò innamorarsene. 

RECENSIONE

JY Yang Tensorate Series covers - Yuko ShimizuLa storia narra le vicende di Huarong, conosciuta da tutti come Lady Han e di come abbia conosciuto e sia finita al servizio della Protettrice. L’evoluzione e la crescita di Lady Han che viene influenzata dalle cose che le accadono lungo il suo percorso: essere stata venduta al miglior offerente da bambina, essere stata utilizzata come mero oggetto del divertimento degli uomini fino ad essere notata da una dei discendenti non diretta del Protettore attuale. E’ così che le due cresceranno assieme: l’una disposta a imparare ogni cosa pur di saggiare la libertà, l’altra irremovibile e pericolosa, sempre sull’attenti nei confronti degli altri.

Cosa scoprirà Han su quella che diventerà la futura Protettrice? Cosa riuscirà ad ottenere dalla sua vicinanza? Come cambierà la sua vita dopo aver affrontato tutto questo?

Nelle notti in cui non riesco a dormire, mi piace tormentarmi immaginando un mondo dove mia sorella venga portata via al posto mio. Un mondo dove lei diventa una cortigiana, mentre io, invece, resto indietro al suo posto. Che cosa sarei diventata? Una contadina? Una cucitrice? La moglie di un ragazzotto un po’ tardo, con le caviglie gonfie e la voce rauca a furia di urlare? E avrei uno stuolo di marmocchi, anche. Figli a cui affidare la cura della casa, figli che si occupino dei campi… Figli! Cazzo, sarei terribilmente infelice. No, non rimpiango la mia vita. Sì, ho fatto un sacco di casino da tutte le parti, ma almeno è stato eccitante, mi spiego? Naturalmente, so che questo non è vero. Nemmeno mia sorella ha finito i suoi giorni da semplice contadina. Forse, sarei diventata una ribelle in ogni caso. 

La trama stavolta svicola e striscia lungo una linea di demarcazione generale. Dalla storia non si comprende molto di quanto qui viene affermato, si capirà solo dopo un bel po’ e andando avanti nel corso della lettura. Nonostante questo, il caso vuole che la trama sia interessante e chiarisce fin dal principio ciò che s’insedia dietro questa lettura e risulta ancor migliore la lettura stessa che ne deriva. Una bella trama e una storia altrettanto interessante, molto più dei precedenti.

La copertina segue la linea dei volumi precedenti e stavolta pone al centro la Protettrice stessa, simbolo di questa storia e madre dei Gemelli Mokoya e Akhea. Quindi finisce per essere la base di tutto ciò che viene a crearsi sin dal primo volume. Il tutto finisce per essere un emblema, anche la copertina stessa e trovo che questa volta sia ancor più azzeccata e dai colori ancor più significativi, sgargianti, determinati, esattamente come la Protettrice. Il titolo con l’Ascesa alla divinità riporta in gioco ciò che è stata temuta e venerata quasi quanto le divinità stesse: la Protettrice. E’ un titolo particolare e sicuramente originale, che si riesce a comprendere soltanto dopo aver letto il volume. Trovo il connubio giusto anche per quanto viene rappresentato sulla copertina, quindi a mio parere discreto.

L’ambientazione e l’epoca i mantengono sulla linea del volume precedente susseguendosi solo negli anni in cui si trova oggi Lady Han e in cui racconta ma ritorna indietro, persino prima della nascita dei gemelli, ovvero a quando Lady Han ormai anziana era solo una bambina e si racconta, riportando in vita con la sua memoria la Protettrice ormai morta.

Avrei dovuto fare di più per lei? E cosa avrei potuto fare? A quel tempo, ero concentrata su una e una sola cosa: sopravvivere. Pensi che questo mi renda egoista? Non ho mai detto di essere perfetta. Chi tra noi lo è?

The Ascent to Godhood Ends the Acclaimed Tensorate Series on a Powerful,  Personal Note - B&N ReadsI personaggi sono sicuramente differenti da ciò che viene riportato dai volumi precedenti. Siccome prima ci siamo soffermati sui gemelli e sui personaggi che talvolta incontreranno lungo il loro cammino, stavolta a parlare è una donna che ha conosciuto molto da vicino la Protettrice e che ora è a capo di un movimento che mette a repentaglio il Protettorato stesso accanto ad Akhea e all’amata donna che ha perso l’amore nel volume precedente. La vera protagonista di questa storia non è tanto la Protettrice che avremo modo di conoscere meglio fin dalle prime pagine, ma Lady Han stessa che avrà modo di mettersi a nudo e ripercorrere la propria vita. Un personaggio che mi ha colpito e che, a differenza dei volumi precedenti, ho sentito molto più vicino, molto più “reale”.

Lady Han è una donna ormai forte, a capo di una fazione di ribelli contro il Protettorato, è una donna libera che ha lottato per esserlo fin da quando era piccola, rimanendo al servizio degli altri, venendo abusata o usata, venduta  fino a quando non è entrata nelle grazie della discendente del Protettore che l’ha presa sotto la sua ala e le ha insegnato quanto più possibile e l’ha fatta sentire libera nonostante non lo fosse apertamente. Un personaggio determinato, forte che ha combattuto per tutta la sua esistenza e che continua a combattere nonostante la perdita di una persona a cui è stata vicino per tanti anni e che adesso è sarà ancor più difficile da dimenticare.

Dissi a me stessa: “Io non sarò così. Troverò il modo di diventare una persona che può fare quello che le pare”. E poi, la sorte mi portò da lei, e la mia vita intraprese una strada che non avrei mai potuto immaginare. Vedo quello sguardo nei tuoi occhi. So a cosa stai pensando: è stato amore a prima vista, io imprigionata all’istante nelle ragnatele della fortuna. Che idea romantica. Ma la realtà non è affatto questa.

Il perno centrale di questa storia viaggia sul “prima” rispetto agli avvenimenti del primo volume. Si tratta della vita di Lady Han, l’ancella, amante e confidente oltre che spia della Protettrice ormai morta. Nonostante venga raccontata come un ricordo si parte da molto prima dei gemelli, da molto prima del Tensorato e dei vari movimenti, della guerra stessa. Trovo che sia un volume ben composto e ci lascia un retroscena indispensabile, che ci toccherà da vicino. Sicuramente inaspettato a mio parere.

JY Yang Tensorate Series covers - Yuko ShimizuLo stile utilizzato è il medesimo dei volumi precedenti a livello di scrittura. Per quanto riguarda la struttura narrativa, invece, ci troveremo di fronte a un vero e proprio cambiamento che si è sviluppato nel corso dei volumi. I primi due narravano una storia composta in modo standard e ordinario, il terzo volume come vi ho già detto si componeva di documenti e resoconti che l’investigatrice aveva preso in mano e cercava di analizzare, e in questo si prende atto di un racconto vero e proprio in prima persona della vita di Lady Han in cui sembra interagire con il lettore attraverso domande e simili ma scopriremo presto chi è l’interlocutore con cui invece sta parlando. La storia scorre tutta in questo modo, rispondendo a domande che non vengono scritte all’interno del volume ed è la risposta a creare il tutto. Trovo che la trovata di questi ultimi due volumi sia geniale, specialmente per quanto riguarda quest’ultimo volume.

La pecca di questo ultimo volume sta nella sua lunghezza. Così come sono stati divisi i volumi finiscono per andare in ordine decrescente di pagine e quest’ultimo si riduce ad una manciata di pagine che finiscono prima di quando sono iniziate. E questa storia è stata quella che ha finito per coinvolgermi maggiormente. Peccato quindi per la lunghezza sia a livello di costo di libro che lo trovo esoso per un quantitativo simile sia a livello di storia perché poteva essere arricchito maggiormente e sarebbe risultata comunque una bella e originale storia.

Trovo che fra i quattro volumi questo sia stato il migliore sia a livello di storia sia a livello di racconto, per come è impostato e per le tematiche in esso riportate. Si parla di abusi, di spionaggio, di politiche e intrighi, amore ma anche tanto dolore represso, potere, libertà. Nonostante potesse essere sviluppato su un qualcosa di più lungo, trovo che sia davvero una lettura che vale la pena fare se si ha letto tutta la saga ovviamente.

L’autore ci pone davanti il “cattivo” della situazione, l’antagonista e ce lo svela sotto gli occhi del suo compagno più fedele: la sua ancella. E’ quasi un plot twist (anche se non è questo il termine giusto ma lo scrivo solo per farvi rendere l’idea) che rende il tutto ancor più originale e ci tiene con il fiato sospeso presentandoci com’era e cosa è diventata anche per colpa di tutte le cose che le sono successe nel corso della sua vita.

“Non potrò mai più fidarmi di nessuno” mi disse una notte, mentre giacevamo a letto. “Nelle giuste condizioni, persino il cane più fedele e affettuoso può rivoltarsi e mordere. Persino la persona più affidabile può tradire. E io non ho intenzione di sopportare un’altra volta le ferite di una sorpresa del genere.” “Io non ti tradirò mai” le dissi. E ti assicuro che, in quel momento, lo credevo sinceramente, con tutta me stessa. La amavo così tanto, e provavo una tale compassione per lei, una tale rabbia per ciò che aveva subito. Volevo proteggerla. Volevo restare al suo fianco per sempre. Lei rise. “Anche tu, mia adorata peonia. Anche tu ti rivolterai contro di me, quando sarà il momento.”

Il libro è stata una chiusura di serie davvero interessante e coinvolgente. La  quadrilogia comincia portando con se qualche dubbio e domanda ma mano a mano finiscono per dissiparsi  non appena si va avanti con la lettura e si giunge a questo quarto e ultimo volume che chiude meglio di come ha iniziato.

Neon Yang ci porta ancora una volta all’interno del Tensorato e ci permette di conoscere al meglio l’apice della struttura della storia e come sia arrivata ad essere ciò che è stata attraverso gli occhi della sua più fedele compagna, ai tempi d’oro della sua ascesa al potere. Un racconto che apre le porte ad una storia intensa, ricca di ninnoli e segreti inconfessabili. Siete pronti a scoprire il potere e come ha preso realmente piede? Siete pronti a scoprire come si può diventare veramente liberi?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco che vi lascio le altre recensioni tutte per voi:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questa serie? Fatemi sapere, ovviamente io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #173 – VILLA RUSMUNDA DI DIEGO S.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Siete tornati alle vostre attività? Avete ripreso le vostre cose e la normalità delle cose? Che mi raccontate? Io vi porto una nuova segnalazione nel frattempo, che spero possa allietarvi. A voi:

Villa Rosmunda: Romanzo eBook: S., Diego: Amazon.it: Kindle StoreTitolo: Villa Rosmunda
Autore: Diego S.
Editore: Indipendently Published
ISBN: 9788822887726
Genere: Thriller paranormale, Fantasy, Giallo
Data di uscita: 9 gennaio 2017
Formati disponibili: ebook e cartaceo
Pagine: 183
Prezzo: 0,99 (ebook); 9,99 (cartaceo)
Link acquisto: Amazon (https://tinyurl.com/y4y3wtbw); disponibile su Kindle Unlimited
Trama: Novembre 2016. La quiete stantia di un paesino di provincia viene sconvolta da un
susseguirsi di eventi nefasti, lungo una scia di morti a cui nessuno riesce a dare una
spiegazione. Sarà allora che tre giovani uomini decideranno di addentrarsi nelle viscere di
un antico e spaventoso mistero, dove la Fine sembrerà un sollievo rispetto all’Inferno che
si prospetta all’orizzonte. 

Tra fantasia e Storia, archeologia e suspense, Villa Rosmunda è un viaggio oltre lo spazio
e il tempo: il resoconto di una realtà che cede, collassa e non lascia alcuna via di scampo.

Booktrailer I: https://www.youtube.com/watch?v=09gm_ot-7VQ
Booktrailer II: https://youtu.be/siNAOm5OZw8
Pagina FB: https://www.facebook.com/writerdiego/
Instagram: https://www.instagram.com/writerdiego/
Goodreads profile: https://www.goodreads.com/author/show/4624889.Diego_S_

Estratto:

Affrettò il passo, in modo quasi automatico. Per quanto deserta, in quella strada era tutt’altro che solo. Proseguì con affanno, impedito dalla divisa un po’ sporca, mentre refoli di vento gli remavano contro, quasi a volerlo sospingere in senso opposto. Girò in una traversa, salì lungo una pendenza fino alla via soprastante.
“Fermati… Datti pace”. Era il suo corpo a chiederlo, ormai stremato. Doveva smettere, prendere fiato, anche solo per un secondo. Li vide, una volta riaperti gli occhi e ridato aria ai suoi sgangherati polmoni. Uno, sette, poi dieci, quindici. Forse venti. Li avvertiva come laser puntati addosso: occhi dorati di una colonia felina. No… non erano gatti. Metteva a fuoco quelle figure distorte che si accalcavano intorno a lui nel silenzio, in uno spazio fattosi ormai deserto. Pian piano, il vuoto gli parava dinanzi. E non era come lo aveva immaginato. 
(Cap. XXIII, pp. 106-107)

Biografia

Diego S., classe 1985, ama da sempre raccontare storie. Ha pubblicato libri di poesie e, nel 2017, il suo primo romanzo. Con Villa Rosmunda è alla sua seconda prova narrativa. Divoratore di libri e di musica, recalcitra a definirsi ‘scrittore’.


Cosa ve ne pare? Pensate che sia interessante? Che possa incuriore le vostre menti? Fatemi sapere, ovviamente!

A presto,

Sara

SEGNALAZIONE #172 – SANGUE NERO DI DYVINA SOLLENA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova segnalazione che spero possa piacervi. Un libro che sembra particolare, 

Uscita #paranormal: TITOLO: Sangue Nero

AUTORE: Dyvina Sollena

GENERE: Romance/Paranormale

EDITORE: Self Publishing (Kindle Direct Publishing)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 21/07/2020

PAGINE: 382

COSTO EBOOK: € 2,99 (Kindle Unlimided)

“A volte ci si arrabbia quando si ha qualcosa da nascondere. E quando si ha qualcosa da nascondere significa che esistono dei segreti.”

TRAMA: Rebecca Janette Cross, Reb per gli amici, è una giornalista ambiziosa decisa a scovare quella notizia che le consentirà di scrivere un articolo sensazionale con il quale arrivare al successo nel suo campo, permettendole così di allontanarsi da Hazycreek che l’ha vista nascere. Quando una notte si intrufolerà nella villa dei temuti Winterbourne, incontrerà l’oscuro e affascinante Sebastian, unico figlio maschio erede della potente famiglia. Il giovane uomo con la sua seducente bellezza e maestria nel non rispondere alle domande di Reb, riuscirà a spezzare tutte le certezze della ragazza su quello che credeva di conoscere dei suoi concittadini facendole iniziare un’estenuante battaglia con se stessa. In bilico fra l’accecante, quanto inspiegabile, passione per Sebastian e la certezza che qualcosa di oscuratamene maligno si sta muovendo fra le persone di Hazycreek, Reb cercherà una risposta a tutte le sue domande che invece di trovare risoluzione, aumenteranno sempre più. Una lotta tra corpo e mente, tra cuore e ragione, tra giusto e sbagliato che metterà alla prova le sue convinzioni e la sua tenacia nel risolvere il mistero della sua città. E quando scoprirà la verità nascosta dietro a quei segreti, la vita di Rebecca non sarà più la stessa.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE:

Dyvina Sollena, nata a Venezia nel 1986, vive a Mestre assieme al compagno, al figlio e ai suoi tre gatti. Introversa e riservata ha scoperto la scrittura all’età di nove anni dalla quale non si è più allontanata. Ama il paranormale e i misteri, i miti e le leggende da cui trae ispirazione per raccontare le sue storie.

LINK AUTORE:

https://dyvinasollena.wordpress.com/

https://www.facebook.com/dyvina.sollena

https://www.facebook.com/dyvinasollenaautrice/


Come state? Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi raccomando che io vi aspetto sempre!

A presto,

Sara ©

 

SEGNALAZIONE #171 – I LUOGHI OSCURI DEL CUORE DI JILL BARNETT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui anche oggi con una nuovissima segnalazione per voi dall’autrice che ormai segnalo da parecchio tempo per i suoi libri. Siete curiosi di scoprire un altro libro ed entrare nell’atmosfera con un lungo estratto? Ecco a voi:

I luoghi oscuri del cuore eBook: Barnett, Jill, N., Marianna ...Titolo: I luoghi oscuri del cuore
Autore: Jill Barnett
Editore: Babelcube Inc.
Traduttore: Marianna N.
Prezzo: 5,77 euro su Amazon
Store in vendita: Amazon, Kobo, IBS, LaFeltrinelli.it, GooglePlay e Apple.

Sinossi: L’autrice bestseller del New York Times, Jill Barnett trascina i lettori nella calda costa della California in una storia profondamente commovente sul potere del perdono.
Una sera fatidica cambia la vita e il destino di tre donne innocenti: Kathryn, Laurel e Julia Peyton quando incrociano la strada del ricco magnate del petrolio californiano Victor Banning e i suoi nipoti Jud e Cale, che ha allevato per diventare proprio come lui: predatori affamati in un mondo uomo-mangia-uomo… Almeno fino a quando non incontrano una giovane donna di nome Laurel Peyton e tra loro cambia tutto.

Dicono de I luoghi oscuri del cuore:

Ritmo veloce e provocatorio… I luoghi oscuri del cuore è un romanzo potente sul destino, le scelte, i legami familiari, e il modo in cui sono tutti connessi con le nostre vite.”
—L’autrice de L’usignolo bestseller del New York Times, Kristin Hannah

“Jill Barnett accompagna i lettori in un viaggio sapientemente scritto e profondamente
emotivo nei recessi più oscuri del cuore umano.”
—L’autrice de Una scelta impossibile bestseller del New York Times, Susan Elizabeth
Philips

“Tragedia, vendetta, amore e ossessione sono le forze in gioco in questa storia avvincente. Piena di indimenticabili personaggi e turbolenti passioni di cui i lettori ne parleranno a lungo dopo aver finito il libro.”
—L’autrice di Primadonna acclamata e premiata dalla critica, Megan Chance

“I lettori che cercano una lettura con i fiocchi la troveranno leggendo questo libro
magistrale.”
—Romantic Times

“La Barnett ha un innato senso dell’umorismo. I suoi personaggi sono freschi e briosi e il
suo stile è piacevole da leggere, una ventata di aria fresca.”
—Publishers Weekly

Biografia autrice

Jill Barnett incanta i lettori con il suo mix di storie originali fatte di amore e risate.
Publishers Weekly ha dato al suo libro, Il cavaliere dei miei sogni (I Romanzi Mondadori), un’opinione stellare, definendolo “esilarante… I suoi personaggi sono gioiosi e freschi, il suo stile è piacevole da leggere, come un raggio di sole estivo.” Detroit Free Press al libro Joy la strega (I Romanzi Mondadori), uno dei migliori libri dell’anno, hanno dichiarato, “La Barnett ha uno stile fantastico perché con una battuta riesce a dare vita a una storia d’amore.” Tutti gli altri suoi libri hanno avuto il plauso della critica e da allora sono apparsi nelle classifiche dei bestseller del New York Times, USA Today, Publishers’ Weekly, il Washington Post, Barnes and Noble e Waldenbooks, che ha assegnato a Jill il premio National Waldenbooks. Ne sono state stampate 7 milioni di copie e le sue opere sono state pubblicate in 21 lingue. Jill vive con la sua famiglia nel Nord-Ovest del Pacifico.

ESTRATTO

CAPITOLO 1

California del Sud
Le serate calde e senza vento erano la norma a Los Angeles, un luogo dove quasi tutto era una messinscena e il clima raramente si faceva notare. Lì, a essere sotto i riflettori erano gli eventi e le persone. Quasi tutte le sere i riflettori illuminavano il cielo da qualche parte in città. Quella sera, di fronte alla Galleria d’Arte La Cienega. C’erano tutti i frequentatori abituali delle mostre d’arte, nomi presenti nelle cronache mondane, antichi e nuovi ricchi, insieme a poeti esistenzialisti e bohémien che riempivano ogni caffetteria da Hollywood a Hermosa Beach. Noti critici d’arte chiacchieravano di prospettiva e significati, discutevano del messaggio sociale. Adoravano l’artista, una donna vibrante ed esotica le cui enormi tele erano piene di violenti schizzi di colore, e scrivevano del suo lavoro in termini lusinghieri e audaci quanto le opere stesse, paragonandola agli espressionisti astratti come Pollock e de Kooning. Rachel Espinosa era la beniamina della scena artistica di LA, e la moglie di Rudy Banning. Rudy arrivò in ritardo alla mostra, dopo aver bevuto per tutto il pomeriggio. Suo padre aveva ragione, era un idiota, una cosa che era più facile da ingoiare se accompagnata da una bottiglia di scotch. I riflettori erano spenti quando parcheggiò l’auto fuori dalla Galleria. Una volta dentro, si appoggiò alla porta d’ingresso per riprendere l’equilibrio. Una coltre di fumo di sigaretta aleggiava sulla marea di baschi neri, cappelli di feltro grigi e chignon. In un angolo, una piccola band suonava uno strano mix di calypso e jazz: una contaminazione tra Harry Belafonte e Dave Brubeck. Il liquore scorreva, c’erano pile di sigarette a ogni pochi metri su alti piedestalli d’argento, e il catering era catalano, insolito, ma utilizzato per suffragare la bugia che sua moglie, Rachel Maria-Teresa Antonia Espinosa, facesse parte dell’alta aristocrazia spagnola. Quella era la sua sera e il suo tocco era ovunque. Rachel era dall’altra parte della sala, sotto un faretto e davanti a uno dei suoi pezzi più grandi e più recenti, il Ginsberg Howls. La folla la circondava, ma quasi tutti restavano a un metro di distanza, come se avessero paura di avvicinarsi troppo a una simile icona. Un giornalista del Los Angeles Times la stava intervistando, mentre un fotografo con le maniche arrotolate le girava intorno, scattando foto con i flash diretti e accecanti. Rachel si girò verso la macchina fotografica, assumendo una posa accuratamente studiata che Rudy le aveva già visto fare prima: braccio sollevato, un bicchiere da martini con tre cipolline in mano. Stasera era vestita in arancione brillante. Sapeva bene qual era il suo posto in quella stanza. Rudy si servì da bere da un vassoio retto da un cameriere di passaggio, poi tracannò il whiskey prima di arrivare a tre metri da lei. All’inizio lei non lo vide, poi si voltò con istintiva repentinità e lo guardò dritto negli occhi. Ciò che successe in quel momento fu solo un pallido ricordo di quello che era stato un tempo, i giorni in cui uno sguardo dall’altra parte di una stanza avrebbe fatto sparire tutto ciò che avevano intorno. L’espressione di sua moglie si addolcì, finché lui non mise il bicchiere vuoto su un vassoio di passaggio afferrandone un altro pieno e poi sollevò sarcasticamente il bicchiere e lo svuotò mentre lei lo guardava senza lasciar trasparire nulla.


Vi è piaciuto? Siete curiosi? Che ne pensate? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©