SEGNALAZIONE #207 – RACCONTI DI AMORI E SOLITUDINI DI ZUCCHI DANTE

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per lasciarvi un nuovo volume che spero possa incuriosirvi e piacervi. Siete curiosi di scoprire una nuova raccolta di racconti? Ecco a voi di cosa parlo, lasciatevi incuriosire:

Racconti di amori e solitudini: presentazione e intervista a Dante ZucchiTitolo: Racconti di amori e solitudini
Autore: Dante Zucchi
Pagine: 100
Editore: PAV Edizioni
Link: QUI

Sinossi: La raccolta “I racconti dell’argine” vuole essere un insieme di alcuni brevi racconti legati alla mia
terra, la Bassa modenese, dove l’argine del Secchia è parte fisica ed emozionale del territorio. Dall’argine i contorni dell’orizzonte ti arrivano sfuocati come passati attraverso un filtro magico di un qualche dio dispettoso che prova un sadico piacere nel nasconderti la bellezza del creato. Sull’argine nascono amori e si spengono amori in un susseguirsi di nascita e morte Alla paura atavica dell’esondazione del fiume si è aggiunta recentemente la paura del terremoto
eppure basta il sorriso di una ragazza o la mano caritatevole di uno sconosciuto perché il tuo animo possa vedere la rinascita. L’aria calda e afosa di una notte piena di zanzare, può essere anche quella spensierata di un amore inaspettato e per questo indimenticabile. Una notte nebbiosa può diventare un’occasione festosa e gioviale, dove l’amicizia e l’affetto si ubriacano di parole che superano ogni velleità, ogni offesa, liberandoti da tutti i veleni di questo mondo. L’amore che aspetti non è quello che compri con le auto di lusso sfrecciando nelle freeway americane, o nella profumata Provenza, ma probabilmente ce l’hai lì vicino a te, anche se sei nella Bassa; è sempre stato con te, basta saperlo vedere.


Raccolta premiata con menzione d’onore nel concorso “Metamorfosi”

Dal racconto: Perdere il treno

Quella sera Leo si sentiva solo e qual’é il locale dove la tua solitudine si esprime al meglio? Una
discoteca. Una discoteca affollata ed esplosiva su un divanetto con la testa appoggiata alla spalla di
una sconosciuta più nuda che vestita, con un qualche drink di troppo, con gli occhi chiusi a pensare,
a interrogarsi, a sognare, a piangersi addosso, alle occasioni perdute e alle promesse che in futuro
non sarebbe più successo. Una baraonda di sensazioni, di emozioni che giravano, giravano,
andavano e ritornavano.

Dal racconto: Quando gli dei parlavano agli uomini

….qualcuno avrebbe guardato il cielo e si sarebbe sentito solo e abbandonato da tutto e da tutti e si
sarebbe chiesto “ma non c’è nessuno lassù?” e nessuno avrebbe risposto, lasciando quella domanda
galleggiare all’infinito nell’aria dolce e profumata della notte, …
Dal racconto: Una favola moderna
«Non credo sia amore, Orazio. Solo voglia di qualcuno con cui stare e parlare senza problemi, senza
paure, senza temere di essere fraintesi» ……
«Io ti posso dire tutte le stupidate di questo mondo e poi scherzarci sopra. Anche questo vuol dire
stare insieme. Tu mi accetti e non vuoi niente da me, non pretendi nulla, solo stare qui insieme. Sai
cosa vuol dire per me? Tutto».


BREVE BIOGARFIA dell’ autore:

Zucchi Dante è Laureato in economia e Commercio nel marzo 1975 presso l’Università di Modena. Sposato con
quattro figli. Dal 1978 ha sempre lavorato in diversi settori ricoprendo diverse figure professionali
soprattutto di carattere amministrativo. Da sempre appassionato di storia, almeno da una trentina
d’anni ha affiancato a questa anche la passione per la scrittura. Interessi ai quali poteva dedicare
solamente parte degli week-end o la notte, fino a quando nell’Aprile 2018 non è andato in pensione.
Libero da impegni professionali ha potuto così dedicarsi completamente alle sue passioni
occupandosi di storia, soprattutto alto medievale, e di scrivere racconti.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere che ne pensate su questo volume ovviamente. Io vi aspetto come sempre.

A presto,
Sara ©

COVER REVEAL # – VIVI DI CHIARA CAVINI BENEDETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova uscita per voi che spero possa incuriosirvi. Siete curiosi di scoprire la copertina e di cosa si tratta? Questa settimana, lo giuro riprendo il tutto con regolarità, dovete scusarmi ma ho avuto un periodo un po’ così in cui ho rallentato tutto e avevo bisogno di staccare un po’. Sto tornando e più forti di prima. Ecco qui per voi:

TITOLO: Vivi
SERIE: Come una fenice #3
AUTORE: Chiara Cavini Benedetti
EDITORE: Queen Edizioni
GENERE: Distopico
PAGINE: 400
FORMATO: Ebook – copertina flessibile
PREZZO: Ebook € 3,99 – cartaceo 12,90
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11/06/2021
NB: Libro disponibile in libreria e store online

Trama:

Un mondo distrutto dalla guerra.
Una città rinata dalla paura.
Un segreto oscuro, che non può essere cancellato.
Un’unica via di salvezza, che potrebbe essere irraggiungibile.
Alex e Nicholas non hanno più scelta. Il tempo scorre e la loro fine si sta avvicinando, decisa e
inevitabile. Se vogliono sopravvivere, devono lottare. Anche se, questa volta, i loro sforzi
potrebbero non essere sufficienti.
Dicono che l’amore possa superare qualsiasi ostacolo. Il loro riuscirà a sopravvivere alla morte?

*Ultimo volume della trilogia

LA COPERTINA

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Biografia Autore

Chiara Cavini-Benedetti è nata nel 1996 a Firenze, città che ha poi lasciato per trasferirsi in Scozia,
dove adesso lavora come Assistant Editor. Per lei, la scrittura non è solo una passione a cui non
sa rinunciare, ma è anche un’ancora di salvezza a cui si è sempre aggrappata nei periodi più
difficili della sua vita. “Come una Fenice”, suo romanzo di esordio e primo volume di una trilogia,
ripercorre con velati tratti biografici una storia che parla di paura, di dolore, di fiamme, di amore.
Una storia che parla di forza. La forza di non lasciarsi schiacciare, la forza di sapersi rialzare. La
forza di rinascere dalle proprie ceneri. Esattamente come una fenice.


Vi piace la copertina? Pensate sia inerente alla trama e che possa coinvolgervi? Fatemi sapere, io vi aspetto ovviamente!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #206 – L’ULTIMO RINTOCCO DI DIEGO PITEA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente in un altro fine settimana e più andiamo avanti più ci avviciniamo all’estate. Speriamo anche che la situazione migliori per tutti, sono davvero esausta di tutto questo marasma. Però, ci tengo a tirarvi su il morale, quindi ecco che vi lascio una libro che spero vi incuriosisca:

L'ultimo rintocco eBook: Pitea, Diego : Amazon.it: Kindle StoreAutore: Diego Pitea
Titolo: “L’ultimo rintocco”
Editore: goWare
Numero pagine: 424
Genere: thriller psicologico
Protagonista: Richard Dale, psicologo Asperger con la passione per la liquirizia e gli scacchi
Personaggi principali: Doriana guerriera, profiler U.A.C.V., Marani commissario U.A.C.V.
Ambientazione: Roma giorni nostri
Trama: “L’essenza del male ha preso forma umana”. È questo che pensa Richard Dale, psicologo e criminologo, entrando nella  camera da letto di un appartamento alla periferia di Roma. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”. A interpellarlo è Marani, il capo dell’Unità Analisi Crimini Violenti, per indagare sull’“Escissore”, un serial killer edonista, crudele e geniale, con il vezzo di lasciare sulla scena del crimine degli indizi che, opportunamente decifrati, permettono di risalire all’identità della prossima vittima. Coadiuvato dalla profiler Doriana Guerrera, Dale analizzerà, come in una macabra caccia al tesoro, le tracce lasciate dall’assassino, ma quando tutto sembra aver fine avrà inizio il vero incubo, che lo porterà a scontrarsi con le sue paure più profonde e con un nuovo rompicapo all’apparenza insolubile… fino allo scoccare dell’ultimo rintocco.

Biografia

Diego Pitea ha 45 anni e vive a Reggio Calabria, nella punta dello Stivale. Ha iniziato a scrivere a causa di un giuramento, dopo un evento doloroso: la malattia di sua madre. Il tentativo è andato bene perché il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista al premio “Tedeschi” della Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo: Qualcuno mi uccida. È sposato con Monica – quella del libro – e ha tre figli meravigliosi: Nano, Mollusco e Belva.

Curiosità

L’idea del libro mi venne mi venne di colpo, come tutte le trame dei miei libri, mentre passeggiavo in vacanza sul lungomare di Palermo. Definita la storia, avevo bisogno di qualcosa per il rompicapo del libro, ma per diverso tempo girai a vuoto. Mi serviva qualcosa di misterioso ma al tempo stesso
reale, qualcosa che la gente avrebbe potuto riconoscere. La soluzione me la diedero le mie agenti letterarie di allora. Mi descrissero un oggetto strano che raccontava una storia straordinaria, quella che serviva per il mio libro. Ne restai talmente colpito che passando da Roma, con il libro già
scritto, volli andare a vederlo. Non mi dilungo troppo per non rivelare nulla della trama. In questo libro compare per la prima volta la figura di Samuele, il figlio di Richard Dale, che avrà una parte
fondamentale nel quarto libro e sono elencate alcune delle passioni di Dale – e mie: scacchi, pittura e le sue famose liquirizie.

Estratto

Prima parte
Capitolo 1
11 agosto
L’uomo in tuta bianca passò loro copriscarpe di plastica, una cuffia e dei guanti azzurri. Li indossarono in silenzio e con movimenti esperti. Era una procedura familiare che eseguivano, ormai, con il pilota automatico, come una liturgia, come la vestizione del prete prima della messa. L’uomo porse loro un barattolo verde. Richard v’infilò controvoglia indice e medio, estraendo una sostanza cerosa bianca che si passò sotto il naso. Odiava quel maledetto odore, odiava quella sensazione di dita attaccaticce e il bruciore che lasciava per giorni, ma era un prezzo che pagava quasi volentieri. Il fetore stagnante proveniente dall’interno l’aveva convinto a non fare troppo lo schizzinoso. «Comincia la festa» fece all’indirizzo di Doriana. Lei annuì. Fece segno all’uomo in tuta bianca di precederli. Oltrepassarono una porta in legno con un buco al centro coperto da un foglio di compensato. Una lampadina pendeva dal soffitto e illuminava un corridoio con l’intonaco scrostato a chiazze irregolari. «La stanza è quella in fondo a destra» fece l’uomo con la tuta bianca. La voce attraverso la mascherina suonò falsa, metallica. Su un tavolinetto sulla sinistra, Richard vide due foto: nella prima una donna con in braccio un bambino di circa tre anni, lo sfondo leggermente sfocato, da cui s’intravedeva uno scivolo e un’altalena; l’altra ritraeva la stessa donna, quasi in primo piano, abbracciata a un uomo stempiato a cui mancava un incisivo; sorridevano, sembravano felici. I sorrisi, i figli, il cane. Lo aveva notato in diversi luoghi nei quali era stato per un omicidio: le persone ci tenevano a mostrare gli aspetti migliori della loro vita, come un esorcismo, come una barriera che tenesse lontano il male. Sarebbe stato bello, pensò. Purtroppo non era servito a niente. Oltrepassarono una cucina che si apriva sulla destra. Un tavolo bianco scheggiato in più punti e quattro sedie, una delle quali spaiata. Diverse macchie di umidità calavano dal tetto in corrispondenza dell’angolo più lontano; erano sul punto di ricongiungersi per attaccare la parte bassa del muro. Svoltarono a sinistra. La porta della stanza da letto. Il fetore, nonostante la canfora, si fece più intenso. Vennero investiti da un’aria pregna, che li avvolse come un sudario. Richard ebbe l’impressione che l’umidità fosse sul punto di condensarsi in tante piccole goccioline. L’uomo con la tuta bianca si scostò e, senza dire niente, ritornò indietro. Davanti, un ambiente quadrato tre per tre. Altri uomini in tuta bianca si muovevano in silenzio come in un rito pagano. Addossato alla parete di fronte vi era un letto con la testiera in ottone e sopra, appeso, un quadro che raffigurava la Madonna, i lineamenti del viso erano stati dipinti in maniera così approssimativa da farla sembrare un efebo. Uno degli uomini del team della scientifica si sporse sul letto, la macchina fotografica a pochi centimetri dal dipinto, per cogliere una scritta sulla superficie del vetro: “Rosso”. Degli schizzi di sangue tracciavano un solco immaginario che partiva da un lenzuolo candido, adagiato sul pavimento, di fronte al letto. Sotto, un corpo.


Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

 

 

SEGNALAZIONE #205 – LA DONNINA DEI MISTERI DI RONALD ARKHAM.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va? Ecco qui che arriva un nuovo week end e spero arrivi anche per voi il meritato riposo settimanale. Io in effetti non vedo l’ora che arrivi domani sera. Nel frattempo vi lascio una nuova novità in arrivo:

LA DONNINA DEI MISTERI (Italian Edition) by [Ronald Arkham]Titolo: LA DONNINA DEI MISTERI
Autore: Ronald Arkham
Pagine: 84
Data di uscita:
02 Febbraio 2021
Genere: Raccolta di racconti
Link amazon: https://www.amazon.it/dp/B08X6C6VR3/

Trama: Macabre cronache di una favolosa donnina fuori di testa

BREVI ESTRATTI

“La vita è un mosaico composto da terribili idee di ogni
genere.”

“E’ assurdo come un semplice pezzo di carta possa stravolgere il corso degli eventi.”

“Mentre i raggi delicati dell’alba accarezzavano le case dell’antico borgo, un piccolo cuoricino vivente si destò dal suo prezioso sonno.”

BIOGRAFIA

RONALD ARKHAM è lo pseudonimo di un 32enne brianzolo che lavora come Customer Care in un’azienda di energie rinnovabili. Questa sua prima pubblicazione è una raccolta composta di 8 racconti soprannaturali con una vena umoristica. La protagonista di tutte le storie è sempre Pillolina, una dolce donnina che durante episodi di vita quotidiana si imbatte in fenomeni paranormali. In estate pubblicherà il suo primo
romanzo MORTE VERDE.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente, io sono curiosa come sempre di sapere che ne pensate!

A presto,

Sara ©

 

SEGNALAZIONE #204 – LA VENDETTA DI NIRAK DI MARIA CRISTINA PIZZUTO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con una nuova uscita che spero possa incuriosirvi. La copertina è molto semplice e la storia sembra particolare. Che ve ne pare? A voi:

Titolo: La vendetta di Nirak
Autrice: Maria Cristina Pizzuto
Genere: Fantasy con connotati fiabeschi, romantici e gotici.
Pagine: 146
Editore: PubMe
Uscita: 24 febbraio 2021
Formati disponibili: Cartaceo 15,00€
Trama: Questo libro raccoglie la trilogia delle avventure di Castel Marina, o meglio le peripezie all’interno di un Castello di un piccolo borgo, che sorge a picco sul mare. Esse sono delle storie raccontate, da nonna Erica ai nipoti, in una delle tante vacanze invernali davanti ad un caldo caminetto. Si parte a descrivere l’infanzia e l’adolescenza della Signorina Elisabetta, la figlia del Sig. Nirak, padrone del castello, fino ad un fatidico incidente, che porterà Elisabetta alla morte e così anche a quella di suo padre. Il Castello diventerà un albergo. Da qui parte il susseguirsi di persecuzioni e vendette del fantasma del Sig. Nirak nei confronti dei clienti, alla ricerca di un’anima simile a quella della sua bambina deceduta e farla sua per sempre. Ma lo spettro non ha fatto i conti con lo spirito di Elisabetta, che continuerà a proteggere le persone prese di mira, dall’incubo del fantasma di suo padre. Solo il sacrificio di Sabrina, molto simile caratterialmente ad Elisabetta, porrà fine a tutte le vendette del Sig. Nirak restituendo tranquillità alle generazioni future.

BIOGRAFIA

Sono nata a Milano e la mia infanzia l’ho trascorsa a Bresso (MI) All’età di 13 anni la mia famiglia si è separata. Mio papà è rimasto a Bresso, (MI) mentre io e mio fratello di 10 anni in meno di me, siamo andati ad abitare a Gorgonzola (MI). Ho fatto lì tutte le superiori. Era un liceo scientifico sperimentale ad indirizzo ambientale. Ho fatto i primi 6 mesi di università alla Bicocca con facoltà di Geologia. Al secondo anno avrei potuto prendere l’indirizzo di geologia marina ma mi sono fermata molto prima perché avevo capito che non era quella la mia vera vocazione. Appena ho trovato lavoro sono uscita da scuola. Ho scritto dalla 3° media circa, in primis poesie poi mi sono dedicata sia a quelle che a scrivere racconti con modalità diverse di scrittura. Attualmente abito a Fara Gera d’Adda (BG).


Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto e vi abbraccio.

A presto,
Sara©

SEGNALAZIONE #203 – TUTTO CIO’ CHE SIAMO DI MONICA BRIZZI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state miei cari lettori? Eeeeeeh eccoci qui finalmente con una nuova uscita che spero possa interessarvi, soprattutto agli animi romanticoni 😀 Infatti vi porto una storia che spero vi emozionerà. A voi:

Segnalazione: "Tutto ciò che siamo" di Monica Brizzi, Self Publishing - La  bottega dei libriTitolo: Tutto ciò che siamo 
Autore: Monica Brizzi
Genere: contemporary romance – autoconclusivo 
Serie: Social Series #2
Editore: self publishing 
Uscita: 1 marzo
Formato: ebook e cartaceo
Prezzo: € 2,99 
Pagine: 234
Link di acquisto:
Amazon
Kobo 

Sinossi/ quarta di copertina:

Gianluca Zetti è il mio peggior amico. O miglior nemico.  È intelligente e acuto, superficiale e poco empatico. Bello, ricco e con il mondo ai suoi piedi. È un ex calciatore, attualmente giornalista. È la mia nemesi. E lavoriamo insieme. Zoe Liu Gambetti è una giornalista, la migliore del suo genere. Bella da far male, vegana e orgogliosa, è la mia spina nel fianco. Da tutta la vita. La sua scrivania è a due passi dalla mia. Il che significa che sono finito.  

La Social Series è composta dai romanzi autoconclusivi:

  • Per un bacio e (molto) più
  • Tutto ciò che siamo 
L’autrice:

Autrice. Moglie. Mamma. Lettrice. Docente. Adora inventare storie e scriverle. Oltre a Tutto ciò che siamo è autrice della trilogia La Principessa dei Mondi e dei romance Ogni singola cosaAmore, libri e piccole follieÈ qui che volevo stare e Per un bacio e (molto) più, primo volume stand alone della Social Series.

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Come vi sembra? Potrebbe fare al caso vostro? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, ovviamente. Io come sempre vi aspetto.
A presto,
Sara ©
 
 
 
 
 
 

SEGNALAZIONE #202 – L’ULTIMA FATA 3 – CUORI INFRANTI DI STEFANIA BERNARDO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui di nuovo con voi con una nuova uscita che spero possa piacervi e incuriosirvi. Che ne pensate? Fatemi sapere cosa ne pensate, mi raccomando! Ecco a voi:

Segnalazione: "L'ultima Fata 3 - Cuori Infranti" di Stefania Bernardo, Self  Publishing - La bottega dei libriTITOLO: L’Ultima Fata 3 – Cuori Infranti
AUTORE: Stefania Bernardo
EDITORE: Self – Publishing
VOLUME: N. 3 (conclusivo della saga L’Ultima Fata)
LUNGHEZZA 240 pagine
GENERE: rosa storico – fantasy
DATA DI USCITA: 26 febbraio 2021
PREZZO: 0,99 €
FORMATI DISPONIBILI: ebook, cartaceo e Kindle Unlimited
GLI ALTRI DUE VOLUMI DELLA SAGA
1 – Il signore dei Boschi
2 – La Corte Malvagia

QUARTA DI COPERTINA: C’era delicatezza e potenza, in lei, in quel momento. La stessa che mostrava la natura durante il temporale. Una bellezza mozzafiato eppure pericolosa. Il cuore infranto di una fata può essere il più crudele dei nemici. William è ritornato in Scozia ma decide di voltare le spalle ai vecchi legami. Una decisione, la sua, in grado di scatenare conseguenze imprevedibili. Eira, rimasta sola, tenterà in ogni modo di comprendere il potere che cresce in lei sempre più forte. Un richiamo che si tinge di tinte oscure. Una maledizione che sta per essere spezzata. Cuori Infranti è l’ultimo volume di una saga che vi farà immergere in oscure lotte di potere tra i clan, seguendo le orme del Piccolo Popolo e di un amore complicato e testardo come la Scozia.

ESTRATTO

Lei fermò i suoi passi e poi girò di scatto il volto. Parte della treccia si era sciolta e ora fili d’oro le incorniciavano il viso.
La foschia del bosco li aveva quasi raggiunti e sembrava che Eira stesse fluttuando su un mare di nuvole. Gli occhi ardevano,
limpidi come l’acqua di fonte e allo stesso tempo furenti come le spume delle onde in un giorno di tempesta. C’era delicatezza
e potenza, in lei, in quel momento. La stessa che mostrava la natura durante il temporale. Una bellezza mozzafiato eppure
pericolosa. William si ritrovò a trattenere il respiro, stretto a metà tra un rispetto reverenziale e l’amore che non riusciva più a
fermare.

L’AUTRICE

Stefania Bernardo nasce a Ivrea il 17 dicembre 1985. È autrice di romance storici e d’avventura. Ha esordito con
il romanzo La Stella di Giada, a cui fanno seguito Royal Fortune e Scura come la notte. Affascinata dalla storia
inglese e scozzese, ha studiato con particolare attenzione il XVIII secolo, gli Hannover, le rivolte giacobite e le
biografie dei pirati più famosi dell’epoca. Bliss è il suo primo romanzo contemporaneo.

Contatti:
Sito: stefaniabernadoblog.com
Facebook: https://www.facebook.com/stefaniabernardoautrice/
Instagram: https://www.instagram.com/stefania_bernardo_/
Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/184468896212475/185641676095197


Cosa ne pensate? Fatemi sapere io vi aspetto sempre ovviamente con opinioni e qualsiasi cosa vogliate!

A presto,
Sara ©

COVER REVEAL – COME LE ALI DEL PETTIROSSO DI GIORDANO ALFONSO RICCI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Cosa mi raccontate miei bei lettori? Siete pronti a scoprire una novità in arrivo nelle nostre librerie / store online? Un libro che si prospetta interessante e che io vi lascio scoprire, proprio qui sotto. Ha anche una bellissima copertina! A voi:

Titolo: Come le ali del pettirosso
Autore:
Giordano Alfonso Ricci
In uscita il
: 23 aprile 2021

Collana: Thalia
Editore: Saga editore

Trama: Augusto è un uomo ordinato, metodico, soddisfatto e orgogliosi dei suoi risultati. Ma anche
eccessivamente razionale, capace di ingabbiare le sue emozioni. È il destino, il ricordo di un
amore lasciato in sospeso, che un giorno rompe la tranquilla routine fatta di lezioni in
università – e discussioni con Rodica, la sua governante. Colei che tenta di rompere i suoi muri
argini a emozioni considerate pericolose per il suo equilibrio. Il passato torna ed esige di essere
ascoltato. Sullo sfondo struggente e malinconico di un Venezuela piegato da una profonda crisi
economica e sociale, Augusto si trova a scegliere: se seguire il suo istinto e abbattere la barriera
dei sentimenti o rifugiarsi ancora una volta nella razionalità.

LA COPERTINA

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BIOGRAFIA

In una biografia che si rispetti andrebbero riportate solo le notizie che abbiano un qualche significato. Come ad esempio le origini umili e borghesi di provincia, la provenienza da una terra aspra e struggente come il Molise e poi la seconda vita da un continente all’altro con la valigia sempre pronta da “cervello in fuga” (ammesso che ne siano rimaste tracce apprezzabili almeno al microscopio). Nella terza e quarta vita si sceglie. Giordano Alfonso Ricci ha scelto la campagna romana, gli asini, i cavalli e le piante di olivo. Le regole delle cose semplici e la differenza tra forma e sostanza sono le basi con le quali inizia e conclude ogni corso dei suoi allievi. La scrittura è rimasta intrappolata tra le molte vite. Nella prima, un vecchio editore di provincia gli regalò una macchina da scrivere olivetti lettera 22 e molti altri insegnamenti. Il resto conta poco. Numeri e algoritmi con i quali convive tra gli olivi sono assai meno significanti (per lui) del canto d’amore di un
pettirosso.

SEGNALAZIONE #201 – IL SIGNORE DELLA COMUNICAZIONE DI MARIA CHIARA PIAZZA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? E buon giovedì cari e bei lettori ed oggi vi porto un nuovo libro che spero – ovviamente come sempre – che possa incuriosirvi e piacervi. La copertina promette bene, no? Curiosi? Ecco a voi:

Il signore della comunicazione - Maria Chiara Piazza - Libro - ISEAF - I  sassi neri. Serie verde | IBSTitolo: Il signore della comunicazione
Autore: Maria Chiara Piazza
Editore: ISEAF Books
Collana: I sassi neri. Serie verde
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 8 ottobre 2020
Pagine: 22
Brossura
EAN: 9788832212211
Genere: Urban Fantasy
Peso: 0,374 Kg
Dimensione: 15x2x21 cm

Trama: Hermes, il dio della comunicazione, è un anziano pellegrino che vaga per la Terra incessantemente, presidiando ogni flusso di notizie. Ma tutto è un Far West e tutto è mosso da vanità. Vorrebbe farla finita, ma a un immortale non è concesso neanche di morire. Non resta che la vendetta, con un piano di comunicazione volto al male per realizzare, attraverso Social Media, Dark Web, Fake News e balorde app informatiche, il suo programma di distruzione totale. Sarà l’arrivo sulla scena di Marie, infaticabile ufficio stampa dell’ONU, di una celebre coppia di youtubers e di uno scienziato pazzo a mandare di traverso i suoi piani, mostrando che ancora per l’uomo, forse, c’è una flebile speranza.

ESTRATTO

CAPITOLO PRIMO

PROLOGO
IL VECCHIO PELLEGRINO

Avanzava solitario, con passo fermo e pesante. La testa piegata verso terra, senza guardarsi intorno, senza contare più le miglia percorse, né il tempo trascorso. Camminava. Camminava sempre. Ora in una landa infuocata ripresa dall’alto da un elicottero; ora sul luogo di un delitto illuminato da un flash; ora nel corridoio di un Ministero spiato da una fonte in incognito; ora su un barcone clandestino alla deriva, inquadrato da un fotoreporter. Il suo incedere aveva un ritmo rallentato, viaggiava su una frequenza fissa, con un’andatura moderata e prudente. Attraversava folle di persone in fuga da paesi in guerra, code di automobili su autostrade allagate, scalava gli spalti di uno stadio in delirio e percorreva navate di cattedrali gremite. Sapeva parlare ogni lingua, padroneggiava tutte le culture e conosceva la totalità dello scibile. Il mondo, nella sua vastità, era il luogo della sua esistenza e, percorrendolo incessantemente, dava forma e sostegno alla sua dottrina. Non si fermava mai, non poteva farlo, il suo compito lo obbligava ad andare ovunque ci fosse bisogno di lui. Nei secoli, il suo potere si era esteso in maniera titanica, ma contrariamente i segni di questa potenza non risiedevano nella sua fisicità. Poeti, scultori e storici lo avevano sempre ritratto come un giovane atletico senza barba. Oggi, invece, era un vecchio canuto, irsuto e appesantito. Il viso rugoso, il corpo segnato dai colpi del tempo e dalla sua vertiginosa evoluzione. Gli occhi stretti in piccole fessure lasciavano intravedere poco della sua forza e della sua astuzia proverbiale. Uno sguardo spento e triste contrassegnava il suo viso, rivolto al mondo con rassegnato disinganno. Ad ogni passo, si sosteneva al suo caduceo o kerỳkeion, un bastone vecchio e scheggiato come lui. A tracolla portava sempre un borsellino di pelle, custode di una molteplicità di risorse. Un piccolo guscio di tartaruga era il ciondolo che ondulava intorno al suo collo, un avvoltoio lo scortava dall’alto volando e un gallo, dal piumaggio nero, trotterellava zelante al suo seguito. I suoi abiti da viaggiatore erano consunti e strappati in più punti. L’himation, il mantello che gli ricadeva sulle spalle, usurato da millenni di peripezie, era liso e frusto e nulla faceva ipotizzare che quell’indumento potesse essere tanto prodigioso, da renderlo invisibile ad occhio umano. I mortali non potevano vedere né lui, né gli animali a lui sacri che lo accompagnavano sempre. Da secoli ormai, aveva scelto di non apparire, di non intervenire più sul libero arbitrio altrui, ma solo di presenziare agli eventi e catalogare gli atti. Gli bastava battere le mani o schioccare le dita o soffiare l’aria con le labbra, sulle orecchie degli uomini, perché il suo potere si manifestasse, assecondando le loro relazioni, trasmissioni e informazioni. Sapeva da tempo che il suo intervento non avrebbe contribuito a migliorare le cose, l’uomo era divenuto un corridore indipendente, incurante dei segnali divini e poco incline all’ascolto. Portava come di consueto il petaso e i talari, il cappello e i sandali alati, strumenti indispensabili al suo mestiere, ma anche quei simboli divini erano consumati e logori. Riusciva ancora a volare, certo, ma quanta fatica ad ogni salto nello spazio, quanto dolore sentiva sulle gambe e sulla schiena ad ogni svolta e atterraggio. Lo sbattere delle ali non era più agile e lesto come un tempo, si era fatto arduo e gravoso. Un’artrosi connaturata lo piegava e non c’era cura per la sua infermità. Neppure il riposo gli era consentito, era vincolato alla sua natura e alla sua funzione. Era una macchina ammaccata, ingolfata e lorda che procedeva solo per inerzia. Poteva ritrovarsi di fronte allo scenario spaventoso di intere foreste abbattute da venti tempestosi di scirocco, oppure a quello di ruderi di costruzioni, divelte da terremoti, e di corpi morti sotto le macerie. L’ubiquità era il suo dono e la sua maledizione.


Cosa ve ne pare? Pensate possa piacervi? Io spero di si, c’è anche un bel prologo! Io vi aspetto come sempre.

A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE #200 – ELBRUS DI GIUSEPPE DI CLEMENTE E MARCO CAPOCASA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per proporvi una nuova segnalazione di un libro di cui vi avevo già parlato e che ho già recensito (trovate QUI la recensione) ma che se vi siete persi, è giusto che lo prendiate in considerazione. Ecco a voi:

Risultato immagini per Elbrus Autore: Giuseppe Di Clemente e Marco CapocasaTitolo: Elbrus
Autore: Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa
Pagine: 313
Data di uscita: 15 ottobre 2020
Editore: Curcio 
Trama: Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

BOOKTRAILER

ESTRATTO

Eccola l’arroganza dell’uomo che erode gli equilibri che la natura ha costruito in milioni di anni, a
opinione di molti l’ennesimo sopruso, un abominio di leghe di metallo.

BIOGRAFIA

Giuseppe Di Clemente nasce a Roma nel 1976. Appassionato fin da ragazzo di astronomia e fantascienza, la necessità di comprendere talune dinamiche della nostra esistenza lo porta a conseguire la laurea in economia, il che dà un’ulteriore impronta alla sua personalità, contribuendo a una visione complessa e contraddittoria del mondo. Nasce così il suo primo romanzo Oltre il Domani (L’Erudita – Giulio Perrone Editore, 2019), un racconto trasversale, dove la fantascienza è genere e pretesto per interrogarsi sul futuro degli uomini.

Marco Capocasa, antropologo molecolare, deve la sua passione per la fantascienza alle letture dei classici di questo genere. Laureato in Scienze Biologiche e in Antropologia Culturale, successivamente ha conseguito un dottorato di ricerca in Antropologia Molecolare. Autore di decine di articoli su riviste scientifiche internazionali, insieme a Giovanni Destro Bisol ha recentemente pubblicato due libri di divulgazione scientifica: Italiani. Come il DNA ci aiuta a capire chi siamo (Carocci, 2016) e Intervista
impossibile al DNA. Storie di scienza e umanità (il Mulino, 2018). Elbrus è il suo esordio nella narrativa del fantastico.

https://scholar.google.com/citations?user=NUcLwEYAAAAJ&hl=it
https://www.researchgate.net/profile/Marco_Capocasa
https://www.goodreads.com/author/dashboard?ref=nav_profile_authordash


Cosa ne pensate? Pensate che possa piacervi? Fatemi sapere, io sono sempre curiosa di avere vostre opinioni, vostre idee!

A presto,
Sara ©