RECENSIONE #622 – VICTORIES GREATER THAN DEATH, LA PIETRA DI TALGAN DI CHARLIE JANE ANDERS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Siete pronti per una nuova uscita spaziale? Per questa lettura debbo ringraziare la casa editrice Fanucci editore per avermelo permesso. Ci ho messo un pochino nel tentare di tirare fuori una recensione di questo libro, che ho avuto il delirio tra eventi, vacanze di natale e simili e il tutto è andato a scalare fino ad oggi. Mi dispiace e spero siate pronti per questo volume che ho in serbo per voi:

9788834743263_0_536_0_75Titolo: Victories Greater Than Death – La pietra di Talgon
Autore: Charlie Jane Anders
Pagine: 330
Genere: Sci-Fi

Data di uscita: 2 Settembre 2022
Link d’acquisto: https://amzn.to/3HzRWSD
Trama: Tina Mains non è un’adolescente comune. Ha un lume di salvataggio interplanetario nel petto, e trascorre ogni giorno di vita sulla Terra in trepidante attesa che questo lume si attivi e che i suoi alleati alieni, che da piccola l’avevano nascosta sulla Terra per proteggerla, la vengano a prendere per riportarla nello spazio e permetterle di compiere il suo destino: sconfiggere un terribile nemico intergalattico e far trionfare la giustizia. In quest’ardua impresa spaziale, Tina potrà fare affidamento sulla sua migliore amica Rachael e su un equipaggio di alieni e terrestri determinato a portare a termine la missione, costi quel che costi. Riusciranno a salvare l’universo da ciò che lo minaccia e a ristabilirne l’equilibrio?

RECENSIONE

laya rose art — Tina & Rachael & Elza from Victories Greater Than...

La storia ha inizio sulla Terra, ai giorni d’oggi, sembrerebbe in America. Una ragazza di nome Tina Mains sta aspettando che si accenda il lume e cerca di mettersi addirittura a rischio per cercare di stimolarlo, assieme alla sua amica Rachael che l’assiste. Questo lume di salvataggio interplanetario si accenderà nel suo petto quando sarà pronta per dover tornare da dove è venuta, ovvero dallo spazio, perché i suoi alleati alieni – che da piccola l’avevano nascosta sul nostro pianeta per proteggerla – la vengano a prendere e la riportino nello spazio per compiere il suo destino. Sconfiggere un nemico potente all’interno della galassia non è da poco e per lei inizia un’avventura grandiosa e pericolosa quando si accorge di non essere totalmente quello che tutti si aspettavano da lei ma di essere semplicemente se stessa.

Cosa succederà nello spazio? Quali consapevolezze risiederanno in Tina e la sua migliore amica? Riusciranno a sconfiggere l’agognato nemico o finirà male per loro? Cosa sono disposti a perdere per cercare di salvaguardare il resto della galassia?

Mi sento come se avessi quasi dimenticato una cosa davvero importante, ma la mia migliore amica era lì per ricordarmela.

La trama è piuttosto esaustiva di ciò che ci troveremo a leggere e finisce per incuriosire i lettori che amano lo spazio e che vogliono ritrovarsi catapultati in un’epopea spaziale tra alieni e astronavi. Non c’è nulla di particolarmente esagerato né di troppo dettagliato nella trama e finisce per mostrarci solo la breve prima parte della storia, che si smuoverà successivamente e poco alla volta.

La copertina è stata mantenuta come l’originale e, nonostante non sia così rappresentativa di Tina per come viene descritta sul volume, trovo che sia molto bella e mette in risalto la particolarità dei suoi capelli e del suo colorito originale. Così esposta, la copertina utilizzata, non si può non apprezzare per i colori e perché finisce per attirare i lettori, in un modo o nell’altro. Il titolo è stato mantenuto anche qui, come l’originale. La traduzione letterale, se volessi mostrarvela, sarebbe stata questa: Vittorie più grandi della morte e ritengo che sia stata più saggia la scelta di mantenere il tutto così com’è, aggiungendo solo il sottotitolo in Italiano in rifermento a cosa c’è di importante in questo volume: La Pietra di Talgan. Vi dirò successivamente a cosa si riferisce e avrete modo di scoprirla anche leggendo il volume, ovviamente.

L’ambientazione della storia non è espressamente specificato, ma sembriamo trovarci in America, almeno per quanto riguarda l’inizio di questa storia. Successivamente andremo a finire nello spazio e conosceremo pianeti e mondi strani, una galassia abitata da strane creature – buone e cattive – che si schiereranno nella lettura da una o dall’altra parte e lo spostamento ci consentirà di vederne diversi. L’epoca è piuttosto moderna, almeno da come si presenta sul pianeta Terra, il tutto sembra muoversi nell’epoca attuale, pur fantastica e fantascientifica che sia la storia.

laya rose art — Tina & Rachael & Elza from Victories Greater Than...Un momento dopo alzo lo sguardo e vedo avvicinarsi l’Indomita, con lo scafo graffiato e ammaccato, adesso tinto di viola e verde e argento per via dell’aurora. Vorrei urlare di gioia, ma i miei polmoni non riescono a produrre un urlo.  Così mi limito a ridere e sento l’ansia defluire mentre sul fianco dell’astronave appare un’apertura, vicino all’hangar di carico, e ci inghiottisce.

I personaggi di questa storia sono tanti e tutti propriamente strutturati e ben composti. Ci troviamo a scoprire tutto ciò che accade all’interno della storia sotto il punto di vista di Tina ma ci muoveremo e avremo modo di conoscere molti personaggi che avranno a che fare con lei. In primis c’è Rachael, la sua migliore amica di sempre – terrestre e umana – che la supporta da sempre e sogna che lei si realizzi fin da quando Tina ne ha memoria. E’ un segreto grande quello che Tina porta con sé e avere una persona che crede in noi è sicuramente un buon punto di partenza e una buona spalla di cui fidarsi: Rachael è buona, chiusa in determinati momenti, visto la sofferenza che ha avuto nella sua vita e spesso ha bisogno dei suoi spazi per riprendersi ma non è mai una persona sulla quale non si possa contare. Subito dopo che Tina subisca il lume e venga reclutata a bordo dell’Indomita le sorprese non tarderanno ad arrivare e ci saranno altri personaggi con cui avremo a che fare, umani per di più, perché vengono reclutati visto la mancanza di personale a bordo dell’astronave: Elza sarà parte fondamentale e importante di questo processo evolutivo oltre che sentimentale, Damini e così tanti altri ragazzi che, come Tina si troveranno catapultati in una realtà completamente fuori dal comune. Non per questo, ovviamente, non conosceremo anche il capitano attuale dell’Indomita e il Ootha’ar, così come tanti altri personaggi  bordo dell’astronave. Ma non voglio parlarvi di tutti, altrimenti dovrei parlare parecchi, prima di spiegarvi tutto.

Tina aspetta fin da sempre di essere reclamata dagli alieni che l’hanno lasciata sul pianeta quando era in fasce, eppure, ha comunque paura di ciò che l’aspetta. Vive tutto fino a quel momento con incoscienza e con poca esperienza di ciò che sta per accaderle ma non appena il suo lume si manifesta e reclama i suoi antenati a prenderla, anche tutti coloro che l’aspettavano per ucciderla emergono e finisce subito in pericolo. E’ una ragazza sveglia, sagace, coraggiosa e attaccata molto alle persone a cui tiene ovvero la sua migliore amica ed è intrepida nel voler cercare di salvare il salvabile, seppur ciò che tutti si aspettavano da lei non si palesa come tutti speravano. Perché in Tina è stato racchiusa la vecchia Capitana dell’Indomita che dopo la comparsa del lume si sarebbe dovuta palesare con ricordi e con l’aiuto autorevole e forte di cui tutti avevano bisogno… peccato che ritrova solo dei sprazzi fugaci e diventa una specie di enciclopedia vivente senza riuscire ad accedere a ricordi della vecchia Capitana, in alcun modo. E’ un personaggio bizzarro, che si costruisce nel corso del volume e che diventa più forte mano a mano che si va avanti nel corso della lettura.

Sono sicura solo di una cosa: Elza e Damini sono proprio dietro di me e, finché riuscirò a stare in piedi, non permetterò che succeda niente di male a nessuna delle due.

Il perno centrale gira tutto attorno all’accensione del lume di Tina. Una volta che questo si attiva, tutto sia per lei che per gli extraterresti dell’intera galassia dovrebbe cambiare, peccato che non sia tutto come si sperava. Marrant, vecchio amico divenuto acerrimo nemico della vecchia Capitana dell’Indomita sta mettendo a rischio l’intera galassia e in pericolo milioni di abitanti visto che è alla ricerca della Pietra di Talgan e l’unica che sa le coordinate è la vecchia Capitana. Peccato che Tina non ricordi nulla che possa aiutarli a raggiungere la pietra e Marrant non è disposto a fermarsi di fronte a questo. Una storia che si aggira attorno ad un’aliena nascosta da una reincarnazione umanizzata  e da una misteriosa pietra che può aiutare nel salvataggio della galassia. Ma sarà come tutti sperano?

Lo stile utilizzato non è particolarmente fluido e la storia finisce per non sembrare più di sole 300 pagine ma di molte di più visto il suo ritmo piuttosto lento e poco scorrevole. Questo è stato dettato non tanto dal fatto che il volume sia descrittivo e articolato perché lo è entro certi limiti ed è anche veloce quando ci sono dialoghi ma per la scrittura che risulta confusa e questo finisce per essere un grande contro per un libro fantascientifico, ambientato nello spazio.

Mi spiego meglio. Inizialmente quando mi è capitato nei primi capitoli ho pensato di avere una svista e tornavo indietro a leggere di nuovo, credendo di essermi persa dei passaggi ma andando avanti nel corso della lettura, mi sono accorta che questo accadeva molto più spesso di quello che immaginava. Si salta da una cosa a l’altra e si saltano determinate dinamiche sbalzando il lettore avanti, quasi l’autrice non sapesse – in quei determinati pezzi – dove andare a parare la situazione o, peggio, dare per scontato al lettore determinate cose. Il che è preoccupante, visto che tante cose servono per costruire un buon libro e ritengo che, alcune scene, dovevano essere gestite molto meglio di come sono state fatte. Questo è stato piuttosto disturbante e nel corso della lettura, se avviene più e più volte, finisce per creare fastidio e basta.

Punto a favore: l’ambientazione e la descrizione generale che, sommariamente, hanno creato un mondo e una galassia degna di essere girata con le astronavi. I mondi sono del tutto particolari ed ogni cultura, ogni tipologia di abitante per pianeta, così come ogni spiegazione che avviene anche nel glossario non sembra essere lasciato al caso.

Valorizzato il senso di genere e la libertà con cui ognuno si sente libero di esprimersi attraverso razze, sessualità e generi. E’ stato variegato e ben rappresentato sotto alcuni aspetti, sotto altri invece finisce per diventare troppo estremizzando la cosa e rendendola quasi di troppo. Perché ogni essere che si presenta deve obbligatoriamente rappresentarsi con la propria sessualità o il proprio genere? E’ una cosa ben costruita se non finisce per essere un continuo e che finisce per rendere tutto pesante e poco fluido ai fini della lettura.

L’originalità per quanto riguardava la partenza del volume stesso, ha lasciato un pochino a desiderare. Mi ha ricordato molto l’inizio di Sono il numero Quattro di Pittacus Lore in cui numero Quattro aspettava di ricevere il suo potere, nel suo caso Lume per poter combattere gli alieni nello spazio e anche qui lui era stato mandato sulla Terra, con tanto di protettore. Qui non abbiamo un protettore, c’è la mamma e c’è la migliore amica ma almeno per quanto riguarda l’inizio mi ha lasciato abbastanza destabilizzata. E’ pur vero che la storia prende poi una piega diversa ma non ho potuto non pensare a questa somiglianza, ecco tutto.

Una storia lenta e poco scorrevole seppur abbia un buon inquadramento spaziale e il word-building sia interessante. Ci avevo sperato e ne sono rimasta un tantino delusa. Spero che il proseguimento di questa storia migliori e cambi radicalmente modo di porsi e di strutturare il volume l’autrice.

Chosen Identities – with Charlie Jane Anders | Breaking the Glass Slipper

Il libro è stato molo peggio di ciò che mi aspettavo. Data la copertina e da come si presentava la storia, mi aspettavo qualcosa di epico e unico all’interno dello spazio ma non sono riuscita a trovare ciò che credevo lasciasse questo volume. La scrittura è confusa, poco dinamica e finisce per essere tutto quasi troppo semplice, per ciò che invece si voleva rappresentare – secondo me.

Charlie Jane Anders scrive una storia che verrà presto trasposta in una serie TV da Micheal B. Jordan e che credo, per come impostata e improntata, verrà resa nel modo migliore sicuramente sotto questo aspetto, a mio parere. Spero venga fatto un buon lavoro e che nel secondo volume del libro, il tutto migliori, specialmente la narrazione all’interno del volume stesso. Spero che prosegui tutto nella maniera più lineare possibile. Spero la scrittura migliori e la storia venga resa ancora meglio dai libri a venire.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene e mezzo

due e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questa lettura? Spero vi riesca ad appassionare più di quanto sia riuscita ad appassionare me, purtroppo. Come sempre vi aspetto qui.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #621 – MI STAI ASCOLTANDO? DI TILLIE WALDEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, con una nuova recensione per voi che spero possa incuriosirvi e interessarvi. E’ una graphic novel che vi farà viaggiare lungo una scia di colori psichedelici e di emozioni represse che non vedono l’ora di emergere. Vi parlo subito di questa storia che ho acquistato poco tempo fa e di cui non vedevo l’ora di parlare. Ecco a voi:

81gxtzlazcsTitolo: Mi stai ascoltando?
Autore: Tillie Walden
Data di uscita: 3 giugno 2021
Editore: Bao Publishing

Pagine: 320
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ZMBfdF
Trama: Due amiche partono per un viaggio on the road su un mondo diverso ma al tempo stesso terribilmente simile al nostro. Il viaggio diventa scoperta: di se stesse, del loro rapporto, del mondo in cui vivono. E più vanno avanti, più capiscono che l’unico modo per trovare il proprio posto è guardarsi indietro. Tillie Walden si conferma una delle autrici più mature della propria generazione, capace di creare personaggi e dialoghi degni di Carver calati in universi fantastici specchio delle anime di tutti noi.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un viaggio. Lou si è messa in macchina, in partenza verso un luogo verso i parenti e, d’altra parte c’è Beatrice, Bea per gli amici, che decide di partire per McKinney dove ha amici e si muove a piedi dopo aver perso il suo autobus, con una grande valigia ma in realtà vuole andare lontano, molto lontano. Un viaggio che le farà incontrare, visto che Lou conosce la famiglia di Bea e la incontra per puro caso in un posto di passaggio per entrambe. Sarà questo luogo ad unirle e che le permetterà di unirsi in qualcosa di inimmaginabile, ricco di colori e avventure irrealistiche e magiche. A completare il tutto vi è l’incontro con la gatta Diamond che non è solo quello che sembra e cambierà definitivamente le sorti del loro incontro.

Cosa succederà lungo il loro viaggio verso l’ignoto? Cosa unirà queste due donne? Cosa si nasconde dietro la piccola micia Diamond che si intrufola nelle loro vite? Cosa metterà a rischio le vite delle due donne e cosa cambierà per sempre il loro modo di approcciare verso il mondo esterno? Cosa regalerà ad entrambe, questo viaggio?

Mi stai ascoltando? - In fuga da se stessi - Nerdando.com

La trama di questa storia è molto semplice, almeno quella che ho estrapolato da Amazon e trovo che le due non nascano come due amiche ma come conoscenti e si uniscano sotto tutti gli aspetti possibili, in primis quello di esporsi come persone uniche, vere e senza filtri all’altra persona, interagendo in maniera del tutto differente e ritrovandosi a condividere un avventura diversa da ciò che immaginavano. E’ una trama ben composta ma avrei rivoluzionato almeno questo piccolo dettaglio iniziale, che non è da poco.

La copertina è la cosa che mi piace di più di tutto il volume ed è quello che mi ha sempre attratto di questo volume, fin dalla sua uscita all’estero. E dopo aver letto la storia posso dire che questa copertina, mantenuta esattamente come l’originale, rappresenta assolutamente ciò che troveremo all’interno del volume: un viaggio in auto di due donne e del piccolo gatto che ha necessità di tornare a casa e loro vogliono ritrovare il suo padrone. Il titolo della storia è stato semplicemente tradotto dall’originale e non è stato modificato nulla di particolare. La cosa che si apprezza di più è, di certo, il significato che si cela dietro la domanda che viene posta nel titolo. Entrambe le donne si sentono quasi fuori dal mondo, non ascoltate e piene di emozioni, problemi e sentimenti repressi che fanno fatica ad esternare e quindi la domanda sorge spontanea. Le due si staranno davvero ascoltando? Saranno disposte a venirsi incontro?

L’ambientazione della storia è un Texas magico e reale entro certi limiti mentre l’epoca è decisamente indefinita seppur sembri contemporanea. Non vi è una anno specifico a cui questo volume si affaccia ma è abbastanza contemporaneo e ben strutturato.

Mi stai ascoltando? - In fuga da se stessi - Nerdando.com

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi, anzi la storia si concentra su tre soggetti; due di questi si incontrano in un momento in cui la vita richiedeva loro un cambio drastico e per avvenire, avevano bisogno di incontrarsi e che questo avvenisse lungo lo stesso tratto di viaggio. Diamond, la piccola gattina che sembra essersi persa farà da collante per le due ragazze, donne in viaggio attraverso loro stesse in compagnia di qualcuno che possa comprendere e ascoltare il lato oscuro che si nasconde a tutti.

Bea è una ragazza che si trova a voler scappare lontano dalla sua condizione famigliare e da tutto ciò che ne concerne. E’ una ragazza in gamba, piena di entusiasmo e di senso di appartenenza ed è proprio quest’ultimo che cerca, oltre a una sana dose di ascolto di emozioni e problemi che la circondano. Si affeziona tantissimo alla gatta Diamond e cerca a tutti i costi nel ritrovare il suo padrone, anche affrontando percorsi e momenti difficili, pericolosi che mettono quasi a rischio le loro stesse vite.

Lou dice che sta andando a trovare dei parenti ma non è assolutamente pronta a ciò che le aspetta, ne a ciò che troverà ne a dove sta andando esattamente. E’ una donna poco più grande di quanto lo sia Bea e deciderà non solo, con maturità, di non lasciare la ragazza a piedi nel pieno senso di responsabilità ma anche di impararle a guidare o di starle vicino tutto il tempo che le occorre. Nel frattempo, però, finisce per rendersi conto di quanto anche lei avesse bisogno di evadere, di parlare e sentirsi ascoltati da qualcuno.

Category: Tillie Walden - KINDERCOMICS

Il perno centrale di questa storia risiede tutto nel titolo di questo volume: Mi stai ascoltando? E’ una domanda che poniamo persino a noi stessi, immaginate a qualcun altro. Quante volte abbiamo bisogno di essere ascoltati? Quante volte avremo bisogno, in momenti difficili che le persone che ci sono accanto ci ascoltino e a volte la cosa non avviene come noi speriamo? E’ una domanda che ci pone in una condizione per la quale lottiamo, per la quale a volte non ci sentiamo abbastanza compresi e chiediamo aiuto. Ma quante volte troviamo qualcuno disposto a farlo davvero? Quante volte ci siamo sentiti davvero ascoltati? E’ un tema ricorrente all’interno del volume e che si percepisce lungo il viaggio e il percorso strano, originale e particolare che le due dovranno affrontare.

Lo stile e la grafica utilizzate sono uniche e che ci portano in un mondo unico e, per chi conosce la Walden, ci riconducono in un mondo fatto di colori strani, non così omogenei fra loro ma che riescono a catturare l’occhio e l’attenzione del lettore che tra colori e storia unisce due mondi differenti e si crea qualcosa di unico e originale.

I luoghi utilizzati e illustrati dall’autrice sono attuali ed esistenti – visto che ci troviamo in Texas ma in un contesto che contiene della fantasia, dell’irreale, ai limiti del magico dove due donne si incontrano e decidono di intraprendere un viaggio che avrebbero dovuto o voluto fare – dipende dai casi – da sole, e decidano di farlo assieme. Nonostante il precedente volume dell’autrice (Su un raggio di sole) che verte esclusivamente nello spazio abbia la stessa aurea e le stesse colorazioni, per questo ha molto meno aspetto fantascientifico ma incentrato sulla realtà visionaria con abbondanza di un contesto magico e fuori dal normale. E si differenzia totalmente, invece, dal tratto autobiografico che abbiamo visto in Trottole.

Come nei precedenti volumi della stessa autrice, però, non mancano i messaggi e le tematiche importanti che emergono pagina dopo pagina anche se cerca di mescolarle e posizionarle in un contesto differente e difficile dal solito. Il perno centrale, come vi ho già menzionato poco fa, è l’ascolto e – nonostante la diffidenza iniziale fra le due – iniziano ben presto a conoscersi e a parlarsi apertamente su ciò che sono, su ciò che si aspettano, sulle loro paure e si confidano l’una con l’altra. Le tematiche importanti trattate sono – in alcuni casi – similari anche ai volumi precedenti: si veda l’orientamento sessuale, l’accettazione sia di sé stessi che come individuo all’interno della comunità, l’inadeguatezza e il bisogno dell’essere umano come fonte di sfogo e ascolto dei problemi. 

E’ una storia che ci lascia con tanti spunti su cui riflettere e sui quali difficilmente ci soffermiamo.

Le illustrazioni e i disegni sono tipici di Tillie Walden dove si riconosce il tratto sia per la peculiarità nell’utilizzo dei colori, sia per quanto riguarda i tratti che riconosciamo in tutti i suoi libri, dal primo all’ultimo. Per chi ha letto i suoi volumi la sua penna e il suo stile si riconosce ad occhi chiusi e non ci si riesce a non affezionarsi alle due donne protagoniste di questo volume. Le emozioni e le sensazioni delle protagoniste sono le cose che hanno più impatto, all’interno della storia stessa. Si prenda ad esempio lo sguardo degli uomini che cercano il piccolo gatto lasciano intimorite non solo le donne ma lo stesso lettore, specialmente di sesso femminile che si sentono sotto giudizio. Insomma, le emozioni delle protagoniste non vi lasceranno indifferenti. ( o almeno io mi ci sono sentita perché mi ha ricordato in particolar modo tutte le volte in cui mi è accaduto e in cui la paura prende il sopravvento). O si prenda, ad esempio, i momenti in cui le ragazze si confidano fra di loro su cose con cui è difficile parlare con altri.

Nonostante la fantasia sulla quale si sviluppa la storia e il viaggio strano e psichedelico che le due protagoniste dovranno affrontare, le due non hanno un discorso che sembri forzato agli occhi di chi legge. Sono spontanei e impostate con le giuste tempistiche per cui nulla risulta forzato, anzi trovo che i momenti migliori in alcuni punti siano quelli di silenzio in cui si comprende quanto sia importante il contesto, l’ascolto e ciò che accade. Per quanto riguarda i colori, invece, si possono amare o non amare e il chiaroscuro finisce per essere commisurato alla quantità e ai momenti in cui ci sono eventi positivi o negativi – ma questo bene o male avviene in tutte le graphic novel. Qui vengono utilizzati più colori accesi, non pastello ma forti e incentrati con un impatto visivo determinante.

Are You Listening? by Tillie Walden : r/ImaginaryFeels

Il libro è un concentrato caleidoscopico di eventi che racchiudono emozioni e tanto ascolto che porterà queste due ragazze a rapportarsi differentemente con le persone che hanno attorno e con loro stesse. Una storia di accettazione originale e particolare che potrà confondervi per tutti i colori ma non per il messaggio che trasmette. Consiglio molto questa lettura, specialmente agli amanti delle graphic novel oltre a chi vorrebbe essere ascoltato.

Tillie Walden rappresenta una fuga da una quotidianità che ci sta stretta e il bisogno di ascolto spasmodico di qualcuno che ci è vicino ma che non ci sente. Ci illustra il bisogno di raccontarsi e di esporsi con le altre persone in una realtà differente ma non troppo dalla realtà che ci accompagna giornalmente. Un racconto che è una parentesi di un mondo difficile ma in cui occorre lottare per cercare di rimanere saldi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questa avventura dai colori in contrasto tra chiaro/scuro. Io vi aspetto come sempre qui, ovviamente.

A presto,

Sara ©

RECESIONE #620 – LILO DI INES GARLAND.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io molto bene e non vedo l’ora di parlarvi di questo volume davvero dolcino che non poteva mancare all’interno delle mie letture. Amante dei cani come sono, questo piccolo libricino per bambini e ragazzi mi ha ricordato il mio cagnolone scomparso ad agosto e sono stata davvero felice di avere opportunità di ricordarlo e di leggere di un bel cagnolone e la sua padrona. Per cui debbo ringraziare Uovo Nero, la casa editrice che mi ha permesso di leggerlo e di potervene parlare qui. Ecco a voi:

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Autore: Ines Garland
Illustrazioni: Maite Mutuberria
Traduzione:
Francesco Ferrucci
Data di uscita:
9 dicembre 2022

Pagine: 200
Link d’acquisto: https://amzn.to/3CgGI2g
Trama: I genitori di Emi sono partiti per un viaggio e lei rimane per qualche giorno con i nonni e il loro cane Lilo. L’animale si rende presto conto che la ragazza, un tempo affettuosa e giocosa, è ora una preadolescente testarda, attaccata al suo cellulare, che spesso si chiude nella sua stanza per piangere. Lilo, che ha una capacità speciale di percepire la tristezza e la paura attraverso gli odori, cercherà di scoprire, con l’aiuto di Olivertwist, un astuto cane randagio, e della misteriosa gatta Berenice, chi sta rovinando la vita alla nipote dei suoi padroni. Nella sua avventura, Lilo affronterà anche una paura che lo paralizza: Adele, la cagnolina che gli piace, non deve vedere che ha le gambe così corte. Inés Garland racconta una storia di gestione della rabbia e del dolore, in cui il mondo degli animali e quello degli esseri umani si compenetrano in modo insolito. 30° Premio di letteratura per l’infanzia Ala Delta (2019) White Ravens 2020 Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

La storia ha inizio un giorno come tanti altri per Lilo. E’ al parco ma non vuole farsi vedere dalla cagnolina che gli piace per non mostrare le sue zampette basse e tozze delle quali non va assolutamente fiero nonostante sia bello anche così. E’ lì che nota anche che la nipotina dei suoi padroni, Emi, odora di lievito e un cane lo sa che la paura odora di lievito. E’ in quel momento che si rende conto che la sua padroncina è triste ma non si capacita del motivo per il quale il contesto in cui si trova e l’utilizzo del telefono cellulare complichi le cose e la renda ancor più triste. Così, il piccolo Lilo decide di armarsi di pazienza e di arruolare i suoi amici per aiutare a capire quale sia il problema di Emi e come aiutare per risolverlo e una nuova avventura per lui avrà inizio.

Cosa succederà al piccolo Lilo? Riuscirà a scovare il motivo per cui Emi è sempre triste e mogia? Chi l’aiuterà nell’impresa e cosa combineranno tutti? Riuscirà a liberarsi dei pregiudizi verso il suo aspetto e finalmente lasciarsi vedere dalla cagnolina che tanto gli piace?

La paura odora di lievito. Noi cani lo sappiamo. La paura ti fa credere che ciò che ti spaventa è enorme e tu sei piccolo, e il modo per non sentirti piccolo  è arrabbiarti tanto, perché quando sei arrabbiato sembri più grande.

Lilo - EdelvivesLa trama è piuttosto semplicistica e, seppur il volume sia molto piccolo, essa risulta lunga e articolata. La trama non è nientemeno di ciò che andremo a leggere all’interno del volume e ci illustra in maniera generale chi è il nostro piccolo protagonista temerario di nome Lilo e quali paure lo mettono in allerta e che pensa richiedano il suo intervento. E’ un animale dolcissimo e ci permetterà di scoprire – per chi non lo conosce – anche il mondo canino.

La copertina è piuttosto dolce e assolutamente rappresentativa della storia che andremo a leggere. Ho visto che, in ogni caso, non è stata modificata dall’originale ed è stato mantenuto tutto com’era, il che rende ancor meglio anche tutte le illustrazioni che sono all’interno visto che sarà lo stesso illustratore a curare anche l’interno. Possiamo vedere la piccola Emi con una scia blu sul retro che somiglia alla coda di un drago e rappresenta la scia o la coda di tristezza o lievito, se così vogliamo chiamarlo – dal punto di vista di Lilo – che la contraddistingue, assieme al piccolo cagnolino che vive assieme ai suoi nonni. Emi sta con i nonni visto che i genitori sono partiti per un viaggio e quindi il tutto si svolgerà lungo questi periodi e oltre ma la trovo assolutamente rappresentativa e dai colori e i disegni che catturano al punto giusto. Il titolo, di controparte, è piuttosto semplice e non ha nulla di particolare visto che porta il nome del protagonista indiscusso di questa storia: il piccolo cagnolino della famiglia. Anche qui, nulla è variato dall’originale e non posso dire che questo connubio non sia soddisfacente visto che i requisiti ci sono tutti e finisce per essere interessante e ben composto.

L’epoca è sicuramente moderna visto Emi, che ha a che fare spesso con il suo telefonino.

Mi è venuta voglia di dargli un morso a un orecchio, ma non l’ho fatto. Gli ho detto che se erano amici miei dovevano aiutarmi anche se non capivano perché mi interessava quella ragazza. Gli ho detto che dovevano aiutarmi a investigare anche se non mi capivano, che gli amici servivano anche a questo.

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi, non essendo neanche troppo esteso il volume. Quindi è normale che si riduce a un numero esiguo ma non per questo meno importante di altri. Emi è la nipote di Héctor ed Ava e sono loro ad essere i padroni di Lilo e avranno una componente non indifferente all’interno del volume sia di influenza sul loro dolce cagnolone, sia sulla storia in generale visto che alla fine anche Lilo si adatta alle loro difficoltà e li comprende. Emi vive il cagnolone semplicemente perché i suoi genitori sono partiti per un viaggio e lei finisce con i nonni ed è per questo che poi Lilo si trova a voler aiutare la padroncina più piccola che è in difficoltà. Non avremo solo Lilo in questa strana avventura ma i suoi amici cani che sono strani ma divertenti e ognuno con la propria peculiarità che consente loro di essere altrettanto fedeli al loro amico e di aiutarlo nel momento di difficoltà.

C’è Olivertwist, un astuto cane randagio che finisce anche lui all’interno della famiglia per un periodo e finirà per essere apprezzato per il suo cuore grande e l’immenso aiuto che darà al nostro protagonista; e la misteriosa gatta Berenice della casa della persona con cui Emi sembra essere in difficoltà. Anche lei avrà una componente sullo sviluppo della storia e sulla visione dei gatti – quindi non solo dei cani – all’interno di questa struttura narrativa.

Lilo è un personaggio del tutto inaspettato con cui non ci si aspetta realmente di averci a che fare. E’ un cane molto dolce, temerario e casinista nonostante poi alla fine sia tenero e non combini poi tutti questi disastri. Tutto ciò che fa è a fin di bene seppur non riesca a resistere a determinate tentazioni che finiscono per metterlo anche in difficoltà. E’ un personaggio canino molto semplice e determinato in ciò che fa, specialmente nella felicità e nel benessere della sua famiglia. E’ un cagnolone che non vi lascerà delusi e che vi piacerebbe avere per voi.

Maite Mutuberria - Ilustratzailea, ilustradora, illustrator

Da quel giorno hanno imparato tutti ad avere pazienza. Ogni giorno dovevano salire sulla montagna della pazienza, e doveva scalarla persino Héctor, che aveva più pazienza di tutti gli altri messi insieme. Anch’io, in quel periodo ho imparato ad avere molta pazienza. Ava voleva riempirmi la ciotola e ci metteva un sacco di tempo perché faceva tutto con una mano sola. Io avevo fame  e le prime volte saltavo e mettevo le zampe sul ripiano della cucina. Poi mi sono reso conto che così la facevo soffrire perché non poteva fare più in fretta, e allora restavo fermo  e aspettavo, aspettavo, aspettavo.

Il perno centrale si concentra quasi esclusivamente sul benessere della piccola Emi e di comprendere ciò che la turba in maniera non indifferente. Nonostante il cane non abbia le capacità per leggere un cellulare o per fare cose che solo gli umani possono fare, riesce a percepire la difficoltà in cui versa la bambina e riesce a sentire l’odore di lievito, quello di pericolo o di difficoltà. E’ un cane intelligente e perspicace seppur a volte si lasci trasportare dagli eventi e perda il punto di vista primario ma si butta a capofitto per cercare di risolvere al meglio che può, ciò che rende la vita triste alla piccola padroncina.

La Estantería 'Lilo', una divertida historia de animalesLo stile utilizzato dall’autore è relativamente molto semplice e di scorrevole lettura visto anche l’età per la quale il libro è stato concepito essendo un libro per bambini/giovani ragazzi. Il libro è scritto in prima persona dal punto di vista del cane ed è stata questa la cosa più bella sotto la quale scoprire questo piccolo volume: poter conoscere anche per poco le sensazioni che muovono il piccolo animale, quali impulsi lo spingono a fare delle piccole marachelle e quali invece lo spingono a preoccuparsi per il proprio umano.

L’aspetto visivo lascia davvero estasiati. Ho apprezzato la composizione del volume e la frase sul retro che è una meraviglia – la mia preferita in assoluto del volume che rappresenta molto anche i cani in generale così come l’uomo – e le illustrazioni all’interno che rendono tutto particolare, originale e magico, colorato e unico nel proprio genere. Le pagine al tocco sono lisce e di un qualcosa di differente dal solito e la leggibilità del volume ovviamente è adatta ai più piccoli vista la tipologia di scrittura utilizzata all’interno, per loro adatta. Sotto questo punto ho apprezzato davvero tanto la storia visivamente rappresentata: non potrete non amare Lilo, Emi e i suoi nonni, nonché padroni del nostro protagonista.

L’aspetto che non mi ha spinto a dare il massimo a questo volume è la trama che un po’ finisce per perdersi dentro sé stessa. Ero piuttosto curiosa di capire cosa succedesse ad Emi ma non pensavo ne che la soluzione avvenisse in questo modo ne che il cane si ritrovasse altrove pur di risolverla e che nessuno se ne preoccupi abbastanza. E’ stato un finale tutto sommato giusto ma non è stato ben coinvolgente e costruito come avrebbe dovuto essere, a mio parere. La soluzione poteva essere benché più semplice o quella posta poteva essere resa in maniera molto più semplice: resta il fatto che ciò che viene posto in questo modo risulta – per una piccola parte del volume – difficile per un giovane lettore. E questo mi ha lasciato perplessa e poco incline a dare un risultato maggiore nonostante abbia adorato tutto di questa storia, in primis Lilo e il suo entusiasmo, il suo modo di coinvolgerti e di cambiare prospettiva di tutte le cose che ci circondano. E’ un buon personaggio e, assieme ad Emi, è stato reso molto bene, coinvolgente e ricco di azioni che, seppur semplici, hanno reso l’idea del cane e dell’uomo.

Ciò che rende più felici noi cani – non tutti, ma quasi tutti – è far felici i nostri padroni. Kai non era la mia padrona, ma vedere la sua felicità quando si è svegliata e mi ha visto ai piedi del letto era un regalo per qualsiasi cane.

E’ un libro dolce e piacevole che i bambini troveranno altrettanto interessante, posso scommetterci. Consiglio la lettura ai più piccoli ovviamente ma anche ad un pubblico adulto e a chi ama i cani. Io ho perso da poco il mio cane e ci ho rivisto tanto di lui qui dentro, quindi non lasciatevi sfuggire questa opportunità ed imparare ad amare anche voi Lilo e la sua splendida e bellissima famiglia. E’ una storia da apprezzare e conoscere.

Inés Garland ci coinvolge in una piccola avventura di un cane che cerca di aiutare a rendere felice la sua padrona e a scoprire il motivo che la rende infelice, triste e insoddisfatta. Lilo vuole rendere felici chi ha attorno e come non amarlo seppur non basti che la sua presenza a rendere quella famiglia felice, seppur lui non lo sappia? A volte noi uomini non ci rendiamo conto di quanto amore ci donano gli animali finché non li perdiamo e Lilo ha tantissimo da dare. Lo amerete.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe essere una lettura che potrebbe piacervi? Io come sempre vi aspetto qui e vi abbraccio.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #619 – HELL BENT, PORTALE PER L’INFERNO LEIGH BARDUGO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io sono qui, questo venerdì per portarvi e parlarvi di questo secondo volume della sedie di Leigh Bardugo. Debbo ringraziare per questa lettura la casa editrice Mondadori editore e l’organizzatrice dell’evento che ha preso cura di organizzare il tutto. Vi parlo subito della lettura in questione:

9788804770428_0_536_0_75Titolo: Hell Bent, portale per l’inferno
Autore
: Leigh Bardugo

Data di uscita: 10 gennaio 2023
Pagine 456
Secondo volume della serie La nona casa
Link d’acquisto: https://amzn.to/3VEmUNn
Trama: Trovare un portale per il mondo sotterraneo e rubare un’anima dall’inferno. Un piano semplice, se non fosse che le persone che compiono questo particolare viaggio raramente tornano indietro. Ma Galaxy “Alex” Stern è determinata a liberare Darlington, anche se questo le costerà il futuro alla Lethe e a Yale. Impossibilitate a tentare un salvataggio perché non possono accedere alle risorse della Nona Casa, Alex e Pamela Dawes, l’assistente di ricerca, mettono quindi insieme una squadra di dubbi alleati per salvare il “gentiluomo della Lethe”. Insieme, dovranno navigare in un labirinto di testi arcani e artefatti bizzarri per scoprire i segreti più gelosamente custoditi dalla società, infrangendo ogni regola. Ma quando i membri della facoltà iniziano a morire, Alex sa che non si tratta di semplici incidenti. Qualcosa di letale è all’opera a New Haven e, se vuole sopravvivere, dovrà fare i conti con i fantasmi del suo passato e con l’oscurità insita nelle mura dell’università. Denso di storia e ricco di colpi di scena nello stile di Bardugo, Hell Bent dà vita a un mondo intricato e indimenticabile, pieno di magia, violenza e mostri fin troppo reali.

RECENSIONE

Recensione "La nona casa" di Leigh Bardugo (REVIEW PARTY)La storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata, o almeno al secondo anno per la nostra Alex Stern. Lei è convinta, dopo tutto ciò che le è successo e tutto ciò che è successo a lei e a Darlinton, che lui non sia morto ma vivo ed è finito in un portale dell’inferno. Lei e Pamela Dawes devono cercare di riportarlo a casa, sempre se è lì che si trova ovviamente. La sfida è difficile e Alex rischia l’espulsione dalla scuola sia per il poco studio sia per tutto ciò che sta accadendo che finisce per metterla ancor di più sotto i riflettori: vengono trovati dei morti e Turner si rivolge nuovamente a lei per cercare di capire se la questione si avvicina alla Lethe e a tutta la scuola stessa o se sono dei casi isolati. Ma quando queste continuano ad avvenire e sono anche persone che non passano inosservate, le domande diventano tante e sia Alex che la Dawes sono costrette ad agire in fretta e contro le regole prima che Darlington svanisca del tutto.

Riusciranno nell’intento? Chi finirà assieme a loro per poter svolgere il rito e aprile il portale per l’inferno? Cos’altro succederà che metterà a rischio la vita della nostra protagonista così come delle persone che la circondano?

C’era così tanto sangue. Nuovo sangue. Sangue fresco. I Grigi non avevano abbandonato i loro corpi. Nonostante il panico, Alex sapeva che era anomalo. «Chi è stato?» chiese, e la donna gemette. L’uomo si premette un dito sulle labbra, gli occhi pieni di terrore, mentre entrambi sfrecciavano da una parte all’altra della cantina. Il buio le portò il suo sussurro. «Non siamo soli.»

La trama di questa storia è piuttosto basilare seppur lunga. Ebbene si, perché ciò di cui leggiamo al su interno è quello che troveremo all’interno del volume e sulla quale la storia si basa, quasi esclusivamente. E’ una trama ricca di dettagli, vista la sua lunghezza ma comunque importante per comprendere ciò che la storia ci trasmette in tutto e per tutto. Non avrei aggiunto, magari, troppi dettagli, ma alla fin fine è una trama ben fatta.

La copertina segue la versione originale proposta per questo volume, così com’è stato per il primo. E’ stato solo posto l’animale in risalto nel mezzo delle scritte ed è stato schiarito leggermente nella tonalità del grigio, nulla di particolare. L’animale in questione, posto come immagine principale, è piuttosto macabro e inquietante, forse peggio del serpente che ho trovato molto bello nella sua composizione eppure rende un pochino ciò che vuole comunicare il libro, seppur l’animale stesso non sembri avere una rilevanza così impattante nella storia, anzi, si fatica anche a capire a cosa si riferisca. E’ una copertina che sicuramente cattura e che pone in evidenza che si tratta di un volume dai risvolti gotici, macabri, quasi esoterici e – nonostante non invogli a primo acchito all’acquisto, è un’immagine impattante. Il titolo di questo volume è stato mantenuto così come l’originale senza venire tradotto ma ponendo un sottotitolo che ci mostra, bene o male, il significato di questo titolo e di questo volume. La scelta non è stata fatta male, anzi, trovo che abbia avuto la migliore soluzione possibile – cosa che accade praticamente di rado, lo so. Non posso non ritenermi soddisfatta del connubio fra copertina e titolo seppur – personalmente – non mi attiri ma proprio dall’originale, per il singolo volume e basta.

L’ambientazione è sempre la Yale, una delle scuole più famose al mondo, nel Connecticut e le sue Società segrete; L’epoca sembra essere moderna anche se non è del tutto specificata e la storia di questo secondo volume si muove un anno dopo gli avvenimenti dell’anno prima.

Alex ripensò alle teste velate e chine dei Book, allo scriba. “Fate bene a nascondere le vostre facce” disse loro mentalmente. “Quando arriverà la vostra ora, ci sarà qualcuno sull’altro lato ad aspettarvi per chiedervi il conto.”

Leigh Bardugo | La nona casa – Tegamini, il blog di Francesca CrescentiniI personaggi di questa storia sono diversi anche se essenzialmente il vertice a cui gira attorno tutto è Alex Stern. Attorno a lei c’è Pamela Dawes, l’Oculus, che era molto legata ache a Darlington ed è una persona molto diligente e poco incline a cambi repentini e radicali; c’è Turner, il poliziotto che scopre i casi di omicidi e con cui Alex ha già avuto a che fare in precedenza. E’ un uomo non particolarmente duro ma che si fida, nonostante tutto ciò che succede, di ciò che gli viene detto da Alex, visti i suoi precedenti. Altre ragazze all’interno della loro struttura abitativa faranno il resto e saranno importanti nella storia perché circonderanno Alex di tutto ciò che gli serve o meno ai fini della missione principale.

In tutto questo, Alex Stern, è una ragazza che sembra non aver imparato molto dai danni fatti e subiti in precedenza, vista la sua testardaggine e la sua impulsività nel fare le cose, ma è sicuramente cresciuta e maturata e cresciuta sia nella storia sia nel contesto generale dell’Accademia. E’ un Virgilio ed è una ragazza imperturbabile, coraggiosa ma non tanto studiosa, visto che non ama molto informarsi e leggere quando c’è qualcuno magari a farlo per lei, che le spiega le varie cose. Nonostante questo è piuttosto intuitiva e riesce a risolvere i casi anche più difficili, mettendo anche a rischio la su vita, senza alcun problema e lo finisce per fare direttamente e con determinazione.

Le bugie venivano facili ad Alex. Era sempre stato così. Mentiva da quando aveva scoperto di vedere cose che gli altri non vedevano, da quando aveva capito quanto era facile appiccicare etichette come “pazza” o “instabile” addosso a una bambina. Si sentiva tutte quelle bugie amiche sulla lingua, pronte a srotolarsi, fazzoletti di un mago di basso livello. Questo esigevano la Lethe e le società. Segretezza. Lealtà. Be’, al diavolo tutte quante.

Il perno centrale di questa storia si concentra tutto su Darligton. Alex si sente in debito nei suoi confronti, visto che lui sembra essere finito imprigionato all’inferno e lei si sia salvata e sente che deve cercare di riportarlo indietro, vivo e vegeto alla sua vita. Il tutto non è semplice visto che tutti lo danno per morto e i pochi che le credono sono a rischio esattamente quanto lei, però non demorde e il tutto si concentra su questa misteriosa e difficile sparizione da risolvere. Ovviamente il contorno delle morti che si consumano nei dintorni della struttura cominciano a far sorgere numerosi dubbi e Alex rischia di dover lasciare l’istituto.

We Found Wonderland In Books: RECENSIONE: "La Nona Casa" di Leigh Bardugo

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente: non in prima persona ma in terza che segue le vicende della protagonista che si muove, un luogo dopo l’altro alla ricerca della verità e della soluzione per salvare Darlington. Nel messo di questo vi sono dei spezzoni dei volumi della Lethe di ricerche, modifiche e articoli che serviranno per comprendere al meglio delle dinamiche all’interno dell’istituto e di come funziona il tutto. Rispetto al primo volume, poco è cambiato per quanto riguarda la pesantezza di alcune scene o parti che finiscono per essere fin troppo descrittive, poco fluide e questo non aiuta lungo il percorso di lettura della storia che già di per sé non è né facile né tantomeno leggera.

Per il resto, però, trovo che la storia sia migliore per via della trama, nonostante questo problema che vi ho appena descritto. La trama e il salvataggio di Darlington pongono tutto sotto un piano totalmente diverso e inaspettato anche del personaggio principale, che è costretto a sbottonarsi un po’ e a tirare fuori tutto di sé, anche ciò che la lega ad altre persone e che la rende parte della comunità, seppur sia difficile gestire se stessa e chi le sta attorno. Il personaggio di Alex emerge in primis sopra ogni cosa e si modella sia sulla trama  – e la storia quindi – sia sugli altri personaggi che la circondano diventando molto più vicina e affine agli altri e non troppo solitaria come invece quasi sempre tende ad agire. Trovo che il lato della storia abbia tirato fuori un lato di lei molto differente rispetto al precedente volume e si mette in gioco senza alcun dubbio, seppur la missione sembri impossibile.

La cosa che più affascina di questo volume è lo stile gotico del volume e le descrizioni dei luoghi in cui Alex stessa si addentra. Ci trascinano all’interno della Yale, della Lethe, della Skull and Bones e quant’altro rendendoci partecipe di riti, magie, sangue e di questo stile oscuro e arcano, quasi ai limiti con il genere esoterico, seppur sia una lettura comunque media per ragazzi, mettiamola così, anche se per lo stile e la scrittura lo metterei su una fascia di lettura più alta o almeno per ragazzi più grandi, non so.

La cosa che, invece, disarma è il fatto che la lettura sia ricca di dettagli e descrizioni di concetti, casate, eventi e legami famigliari, antichi rituali e simil discorrendo (non legati quindi al world-building) che finiscano per annoiare in alcuni punti rendendo la lettura pesante. In questo volume è stata più contenuta rispetto al precedente ma trovo che alcuni passaggi sulla scuola, sugli antenati e su tutti questi indovinelli collegati fra loro finiscano a volte solo per confondere il lettore se non rimandano a un ricordo magari preciso di qualcosa di Alex, per esempio (e come qui a volte è accaduto per fortuna).

Quindi la lettura di certo non risulta particolarmente agevole seppur non mi dispiaccia aver letto questo secondo volume, e di esservi entrata con uno spirito decisamente migliore visto che la storia ti accoglie e ti prende in maniera del tutto differente da quanto mi è accaduto con il primo. La Bardugo, ad ogni modo, con questi due volumi sembra essersi superata e ha creato una storia che va fuori dall’ordinario ma ben strutturata, decisa e determinata nella struttura dei personaggi e nella storia stessa che finisce per essere interessante e coinvolgente seppur rallenti ogni tanto.

Quindi non posso che ritenermi soddisfatta della lettura fatta e vi spingo a leggere il primo volume per poter leggere poi il successivo, questo. Per chi ama l’esoterismo, la magia arcana, le società segrete e quant’altro questa è la serie che fa per voi.

Le diede una seconda pacca sulla spalla, come se stesse incoraggiando un bambino. «Finisci questo lavoro e ci diremo addio, sì?» «Sì.» «È onesto. Fai ammenda. Tutti sono contenti.» Lei dubitava che avesse ragione su questo, ma disse soltanto: «Certo».
«Brava ragazza.» Anche qui si sbagliava.

Il libro è un buon secondo volume e l’ho apprezzato molto più di quanto invece fosse stato il primo. Non so per quale oscuro motivo, questo secondo volume l’ho trovato molto più significativo, forse anche per Alex che si svela e si mette a rischio per amicizia e per lealtà e crea così dei legami, diventa molto più parte di qualcosa e sembri molto più umana di prima. Consiglio la lettura di questo secondo volume, ovviamente se avete letto il primo, chiaro!

Leigh Bardugo scrive un secondo volume che ci immerge ancor di più dentro Yale e ci inserisce in un contesto difficile, misterioso e oscuro dove si devono fare delle scelte, salvare delle vite e cambiare per sempre ciò che si è. Siete pronti ad entrare nel Portale dell’inferno per recuperare un vecchio amico, finendo per rischiare la tua stessa vita, rischiando di non tornare indietro? Alex e Pamela vi guideranno lungo un viaggio pericoloso e pieno di insidie, tenetevi pronti!

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe interessarvi questa lettura? Avete letto il primo volume della serie? Io vi aspetto come sempre, qui.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #618 – POET X DI ELIZABETH ACEVEDO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Siete pronti per una nuova recensione? Io sono qui per portarvi una nuova lettura, che spero apprezzerete come l’ho apprezzata io. Non è una novità visto che il libro era uscito da un po’ e io l’avevo acquistato da tempo ma ero curiosa e finalmente ne avevo le possibilità. Ecco qui:

71un1a3polTitolo: Poet X
Autore: Elizabeth Acevedo
Pagine: 355
Data di uscita: 27 aprile 2021
Editore: Sperling&kupfer
Link d’acquisto: https://amzn.to/3YUjA3n
Trama: C’è potere nella parola. Avere quindici anni non è mai facile, men che meno se hai un corpo dalle curve prorompenti che non passa inosservato e che sembra raccontare tutto di te prima ancora che tu apra bocca. Xiomara se ne rende conto in fretta, mentre cammina per le strade di Harlem, inseguita da fischi e commenti lascivi, perciò impara a difendersi come può, con la lingua tagliente e i pugni levati. Non si concede mai di abbassare la guardia, se non quando appunta i suoi pensieri su un quaderno con la copertina di pelle, in cui scrive d’amore, di passione, del difficile rapporto con la madre, tradizionalista e molto religiosa, che mai e poi mai deve venire a conoscenza dei suoi tumulti interiori, dei suoi desideri più reconditi. E che la metterebbe in punizione, se venisse a sapere che la figlia si è iscritta al club di poetry slam della scuola, dove ha la possibilità di interpretare le sue poesie. Xiomara è consapevole di rischiare grosso, ma una volta assaporata la libertà di raccontare ad alta voce il suo mondo, come può accettare di tornare al silenzio?

RECENSIONE

donna con fiore rosso sulla testaLa storia ha inizio con Xiomara pochi giorni prima del rientro a scuola e lei è adolescente, grande, bellissima e dirompente. E’ lei che fa a pugni con chi la infastidisce e con chi infastidisce il suo gemello Fra, piuttosto che lui, è una tipa tosta e arguta, che ha tanto da dire ma che sottostà alle regole di sua madre, religiosa convinta e devota a Dio, per cui i loro figli devono rimanere puri e non fare cose di cui ci si può pentire o provocare vergogna. Xiomara non ama le imposizioni e non crede in Dio come sua madre, ma vuole combattere per i suoi diritti e per farlo utilizzerà la poesia.

Cosa succederà a Xiomara e al suo gemello? Cosa cambierà nella loro vita e come riuscirà, una volta per tutte, a far comprendere ai suoi genitori che lei vale molto di più e la poesia o crescere ed essere se stessi non è così scandaloso?

È che più divento grande
più mi rendo conto
che la chiesa
tratta quelle come me in modo diverso.
Certe volte mi sembra
che il mio valore stia tutto tra le gambe
anziché tra le mie orecchie.
Certe volte mi sembra
che porgere l’altra guancia
potrebbe costar la vita a uno come mio fratello.
Certe volte mi sembra
che la mia vita sarebbe più facile
se non mi sentissi così in debito
verso un Dio che non mi pare affatto
essere presente anche per me.

La trama è ben scritta e incuriosisce fin dalle prime righe. Come ben sapete – almeno chi mi segue da tanto tempo – che non leggo la trama prima di leggere il volume e mi ritrovo a leggerla ora, prima di scrivere questa recensione. E’ una trama che colpisce e se si legge il libro, vista anche la sua particolarità, non potrete non amare questa storia, almeno io l’ho apprezzata davvero molto.

La copertina che è stata scelta è identica all’originale ma non mi fa particolarmente impazzire. Vediamo Xiomara o almeno colei che la rappresenta in primo piano ricoperta di colori differenti e di parole, quelle che vorrebbe dire e/o quelle che dice. E’ una copertina rappresentativa entro i limiti se si prende l’aspetto della poesia e delle parole, per il resto la trovo nella media e non spicca a differenza di altri volumi. Per quanto riguarda il titolo, anche questo è stato mantenuto come l’originale. Inizialmente non riuscivo a capire, visto senza averlo letto a cosa si potesse riferire la X ma spesso Xiomara si identifica così, anche quando si scrivono i messaggi e/o simili quindi è logico che è Poet per via della poesia e X come se appartenessero a Xiomara.

L’ambientazione della storia è Harlem, quartiere di Manhattan nella città di New York; l’epoca è moderna, contemporanea, ai giorni d’oggi se non si è capito.

Capisce all’istante quando sto per scoppiare,
se ci sta una battuta, se mi devo sfogare
o se è meglio dirmele in faccia.
Ma, soprattutto, Caridad non mi fa la morale.
Sa tutto dei miei problemi,
con la chiesa, coi ragazzi e con Mami.
Però non dice mai che sbaglio.
Le basta lanciarmi una delle sue occhiate
caritatevoli, e dirmi che tanto poi
me la caverò.

foglie sul libroI personaggi di questa storia sono diversi e tutti molto importanti nella vita di Xiomara: c’è suo fratello Fra che è molto dolce, da a vedere che si preoccupa poco eppure non è così ed è molto sensibile, c’è Caridad la migliore amica di Xiomara che frequenta assieme a lei catechismo e la chiesa e poi c’è la madre e il padre di Xiomara che sono delle figure quasi mitologiche persino per lei. Sua madre è una devota, avrebbe sposato volentieri Dio se non gli avessero imposto di sposare quello che ora è suo marito. E suo marito era un donnaiolo che ha dovuto mettere la testa a posto una volta che ha dovuto mettere su famiglia quindi finisce spesso per assecondare sua moglie pur di non sentire problemi. C’è anche Aman che finisce per essere molto importante all’interno della struttura narrativa e all’interno della storia e dei sentimenti della nostra protagonista di cui ora vi parlerò.

Xiomara è una quindicenne che ha irrimediabilmente bisogno di dar sfogo alla sua voce. E’ forte e non si lascia abbattere ne da bulli ne da persone che con uno sguardo la fanno sentire un oggetto desiderabile e non una persona. Xiomara è una combattente che spera di trovare il suo posto nel mondo, che viene costretta a seguire un Dio in cui non crede e a sottostare alle regole di sua madre che non vuole che abbia un ragazzo prima del college altrimenti sarebbe una vergogna e che vuole che resti vergine fino al matrimonio. Xiomara è una donna che vorrebbe dar sfogo alla sua voce con la poesia, in cui è molto brava tra l’altro ma al corso non può andare per via di sua madre che la costringe ad andare al catechismo da Padre Sean. Ma lo spirito di ribellione della ragazza è potente e cerca di combattere per se stessa e per ciò in cui crede ed è forse la sua unica salvezza.

Sono a letto
che penso al nuovo anno
e mi sembra
che mi si laceri la pelle.
Corpo da Amazzone, ma minuscolo
per quel che contiene.
Vorrei sgusciarmi come un uovo
picchiato su una tazza.
I prof dicono che
ogni anno è un nuovo inizio,
ma io sono convinta
di aver già iniziato da un pezzo.

donna in camicia con colletto bianco guardando la città durante la notteIl perno centrale è la voce di Xiomara e le sue poesie e la voce che con queste conduce sia il volume stesso che la sua vita. Le poesie sono un monito per andare sempre avanti nonostante le difficoltà e uno sfogo personale visto che le servono per mantenere in linea tutte le cose difficili, tutte le emozioni e i sentimenti dandone libero sfogo senza che nessuno possa entrare nel suo piccolo mondo.

Lo stile utilizzato dall’autrice si pone sempre dal punto di vista della nostra protagonista, Xiomara. E’ lei che dirige e trascina il lettore lungo la sua storia seppur sia tutta scritta in maniera del tutto diversa dal solito e completamente inaspettata. Immaginate un libro di poesie e un romanzo: metteteli assieme ed ecco che nasce la storia di Xiomara sotto forma di raccolta di poesie che ci illustrano il percorso evolutivo del personaggio, della sua storia e di ciò che le accade come fosse, in effetti, un volume che rappresenta un po’ il diario delle poesie di Xiomara e delle sue esperienze, in versi.

Le tematiche all’interno del volume non mancheranno e sono tutte molto importanti sia ai fini della storia che per l’evoluzione della storia, che per il lettore stesso che non solo imparerà a conoscere meglio il personaggio di Xiomara ma finirà per affezionarsi a lei e a comprendere tutto ciò che le succede e ad empatizzare con lei. Non è una storia semplice, questo è da metterlo in conto però non è neanche una storia impossibile. Xiomara è una ragazza che vorrebbe essere libera di scrivere, libera di fare ciò che desidera nei limiti ovviamente e di poter amare chi desidera visto che è comunque una ragazza e qualcuno può entrare nel suo cuore a quell’età. E la cosa più difficile sia per lei che per il suo fratello – con il quale nonostante siano infinitamente differenti cercano di spalleggiarsi e di aiutarsi a vicenda – è sconfiggere il grande mostro della Chiesa e di Dio che la loro madre ha imposto loro: non si deve peccare, si deve pregare, non si deve portare vergogna alla famiglia o a Dio e chi più ne ha più ne metta- E’ una storia che ti porta a detestare la madre di Xiomara sotto ogni piccola sfaccettatura, anche per il solo fatto di aver distrutto parte dei sentimenti e delle emozioni della ragazza che non sta facendo nulla di male, nulla che sia peccato, nulla che sia male per qualcun altro. 

Nonostante la storia mi sia piaciuta molto e questo confronto con la madre prima o poi per Xiomara era necessario, così come suo padre e l’affronto generale dei problemi stessi, abbia portato un po’ troppo radicalmente il cambio del genitore nei confronti della figlia che – ok può starci – ma l’ho percepito troppo repentino e troppo semplice, poco graduale. Forse ci sarebbe stato bisogno di qualche poesia in più per far comprendere il passaggio graduale da Dio e dall’essere impura alla comprensione di ciò che la figlia sta facendo però non ho trovato dispiacere in questo, anzi avrei voluto saperne molto di più anche su quello che accade, su ciò che cambia a livello di personaggi, a livello di emotività e di maturità di determinate cose, se così vogliamo metterla ovviamente.

Ciò che resta il must di quest’opera è che il tutto sembra essere il diario delle poesie di Xiomara con cui ha parlato della sua vita, delle sue emozioni e dei suoi sentimenti nei confronti di chi ha accanto ed è la cosa più bella che ci si aspetta, così come sono state strutturate alcune poesie, davvero ben strutturate.

L’unica persona con cui voglio parlare è Aman.
Ma anche se Frà mi presta
il suo telefono,
non saprei cosa dirgli.
Che è stata una splendida giornata,
ma poi tutto è crollato.
Che ho il cuore straziato più delle ginocchia.
Che non possiamo più rivederci.
Che pur di stare con lui mi farei
punire di nuovo?
Forse da dire non c’è proprio niente.
Ho solo voglia di essere abbracciata.

Il libro, finisce per essere una storia tanto originale quanto potente e rivoluzionaria. Sicuramente il suo metodo di scrittura e come è posta la storia da un tocco vincente al volume oltre alla potenza della storia che porta con sé. Spero possa incuriosirvi, ovviamente e mi trovo davvero a consigliarvi questa lettura.

Sharon G. Flake scrive un libro che difficilmente può passare inosservato e di cui spero vi regali dei begli attimi di lettura. Una struttura coinvolgente, un tema forte e sconvolgente. L’autrice riesce a donare la giusta voce a una ragazza che ha tanto da dare al mondo che la circonda. Perdetevi nel mondo di Xiomara, ne sarete i benvenuti.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate che questo volume possa piacervi? Io come sempre vi aspetto qui e vi mando un caro abbraccio!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #617 – THE SKIN I’M IN. IL COLORE DELLA MIA PELLE DI SHARON G. FLAKE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, a chiudere l’anno con una nuova recensione ovviamente, prima di Capodanno. Non temete che arriveranno ancora altre recensioni dei libri dell’anno in corso anche perché avendo meno giorni a disposizione per la pubblicazione e meno giorni per dedicarli alla scrittura delle recensioni, sono rimasta un pochino indietro e quindi almeno questa e la prossima settimana saranno di recupero di recensioni. Vi parlo di questa lettura, che spero possa interessarvi:

10fecedbed9949fabd0944ce0fe68df2Titolo: The skin I’m in – Il colore della mia pelle
Autore: Sharon G. Flake
Data di uscita: 7 aprile 2021
Pagine: 156
Link d’acquisto: https://amzn.to/3VX6Yqg
Trama: A tredici anni Maleeka sa già che non importa cosa indossi, come ti pettini, quanto ci provi: a scuola qualcuno troverà comunque il modo di farti sentire diversa e sbagliata. Ecco perché ormai si lascia comandare a bacchetta da Char, la bulletta peggiore dell’istituto. Fino all’arrivo della professoressa Sanders, con i suoi completi di marca e la voglia sul viso che la renderà subito oggetto di scherno. Sarà lei a vedere il potenziale di Maleeka, aiutandola ad affrontare i pregiudizi dei compagni e a scoprire la passione per la scrittura. Un romanzo – scritto in prima persona dalla protagonista tredicenne Maleeka – che affronta temi molto attuali come il razzismo, l’accettazione di se stessi, la violenza che si subisce a scuola, la forza di non piegarsi di fronte alle minacce.

RECENSIONE

ragazza in camicia bianca dietro foglie verdi durante il giornoLa storia ha inizio a scuola. Maaleka ha tredici anni e si sente in perenne difficoltà visto le difficoltà economiche in cui riversano lei e la madre che la costringe, ovviamente per questi motivi, a vestirsi con dei vestiti striminziti e ricamati a mano che lei stessa le prepara. Già Maaleka si vergogna del colore della sua pelle per la quale la prendono in giro, figurarsi per l’abbigliamento. E’ per questo motivo che si lascia comandare a bacchetta da Char la quale, in cambio, le presta a giornata i suoi vestiti da mettere, e lei si sente meno in imbarazzo seppur è costretta a farle i compiti e a sentirsi perennemente in debito con lei, a farle da schiavetta personale e a commettere le peggiori delle azioni scolastiche visto che Char è la peggior bulletta dell’intero istituto. E’ quando sopraggiunge a scuola una nuova insegnante, la professoressa Sanders – donnona dal viso con una voglia strana – che sembra voler rimettere le regole in pista e di rimettere tutti in riga, ognuno al proprio posto, comprendendo il vero valore di Maleeka che non è quello di sottostare ai bulli della sua classe e della scuola.

Cosa cambierà all’interno dell’istituto dopo l’arrivo della nuova professoressa? Riuscirà Maleeka a trovare un nuovo posto nel mondo e a farsi valere così com’è? Ci sarà almeno una persona che riuscirà a rimettere in riga la bulletta Char?

«Per me non ha nessun senso» dice, senza nascondere il suo fastidio. La Saunders dà l’impressione di doverci pensare, prima di trovare una buona ragione. Si porta le dita alle labbra e i suoi occhi esplorano il soffitto come se la risposta potesse nascondersi lì. «Voglio che sappiate come ci si sente a vivere nella pelle di qualcun altro e a vedere il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro»

La trama è piuttosto semplice e breve, concisa, leggera, Nonostante il volume sia breve e altrettanto leggero di lettura nasconde – come lo fa la trama – dei profondi significati che riusciremo a comprendere veramente soltanto leggendo il volume e scoprendo a cosa andremo incontro conoscendo davvero la piccola e dolce Maaleka.

La copertina di questo volume è davvero molto dolce dove in primo piano c’è Maleeka che sulla sua maglietta ha il titolo di questo volume. E il viso dolce della ragazzina tredicenne finisce per catturare molto più del resto, che è la persona principale di questa storia se la guardiamo sommariamente. Il bordo bianco permette di mettere in risalto il volto e la pelle di Maleeka che è meravigliosa così com’è. Il titolo di questa storia mantiene l’originale con l’aggiunta di un sottotitolo : “Il colore della mia pelle”. Ed è questo sia a porre una qualche traduzione al titolo e a porre i vertici su cui si svilupperà la storia e il colore della pelle di Maleeka, in questo volume, conta davvero molto.

L’ambientazione è una scuola americana e l’epoca non è specificata, almeno non direttamente. Non si sposta molto dalla scuola, quasi tutta la storia si concentra in questo spazio o a casa di Maleeka o casa di Char.

Quando le risate si esauriscono, varie mani si alzano. Alcuni dicono cose buffe e divertenti, altri no. John-John dichiara che la sua faccia dice al mondo che con lui non si scherza. Che conviene rispettarlo, altrimenti… Io non ho mai visto niente del genere sul viso di John-John. A guardarlo sembra più impaurito che cattivo. A quanto pare la gente vede quello che vuole, quando si guarda allo specchio.

photo en niveaux de gris d'une femme avec un collier en argentI personaggi della storia non sono poi moltissimi, anzi ci si concentra quasi esclusivamente su Maleeka seppur non manchino dei personaggi cardine che cambieranno e hanno influenzato il modo di vivere della protagonista in questi anni. Per Maleeka sua madre è una figura importante nonostante non se ne parli molto ma cerca sempre di gestire tutto in autonomia mentre Charleese – quella che lei reputa sua amica ma è solo una bulletta da quattro soldi in cerca di attenzioni – è quella che determina un po’ tutto ciò che succede nella sua vita: il suo modo di vestire ad esempio, che se non fosse per Char, Maleeka vestirebbe con i vestiti cuciti da sua madre e non In come vorrebbe essere; il suo rendimento scolastico che finisce per cambiarlo drasticamente visto che in cambio dei vestiti, Char vuole i compiti fatti ed essendo Maleeka studiosa e “secchiona” come non può on far comodo? Poi c’è la professoressa Saunders che prima non era tale ma lavorava dentro una grande azienda. Stanca di quel lavoro è entrata in questo istituto di qualche sobborgo e non ha mollato la presa, portando il cambiamento sia fra gli alunni che fra gli insegnanti che permettono che i ragazzi prendano il sopravvento sull’istituto e su loro stessi, piuttosto che tentare di riportarli in riga e di fermarli.

Ma torniamo a Maleeka. E’ una ragazzina di appena tredici anni, insicura. E’ soggiogata da Char che le permette di mettere i suoi vestiti e sentirsi più accettata dalla comunità ma è consapevole che è sempre tutto in bilico su un filo che può spezzarsi da un momento all’altro. E’ un personaggio chiuso ma che con la sua scrittura e la sua forza interiore dettata da qualcuno che crede in lei – in questo caso la professoressa Saunders – si sente accettata anche se pensa di essere diversa perché in primis è lei ad accettarsi così com’è. Questo è importante per non sentirsi demoliti e Maleeka ne ha proprio bisogno, così come di una direzione e di  una vera e propria scossa nella sua vita.

Salto giù dal lavandino e mi sporgo verso lo specchio, pensando a mio padre. «Maleeka» mi diceva, «devi imparare a guardarti con i tuoi occhi. È l’unico modo per sapere chi sei davvero.»

Il perno centrale della storia fa perno sulla resilienza e la forza della nostra protagonista sul capire che vale, come tutti gli altri, che ha uno scopo e che la sua pelle non la rende diversa da tutte le persone che la circondano. E’ una storia di forza, di maturità, di coraggio e di una tenerezza sconvolgente, di una ragazza che assieme all’aiuto di una persona adulta che credeva in lei, può credere in se stessa e cambiare radicalmente la vita e le persone che le stanno accanto e che non sono quelle che credeva.

donna in canotta nera in piedi accanto a un albero spoglio durante il giornoLo stile utilizzato dall’autrice è in prima persona dal punto di vista della nostra amata protagonista che conoscerete e apprezzerete pagina dopo pagina, comprendendo persino i suoi gesti estremi mossi dalla paura e dall’incapacità di gestire determinate situazioni. Il volume ha una struttura narrativa semplice e poco articolata, soprattutto di veloce lettura che potrete completare al massimo con un paio d’ore, forse anche meno.

Le tematiche affrontate, come avete capito dalla trama e da ciò che vi ho scritto in precedenza non mancheranno e saranno tutte molto importanti l’una con l’altra. Una delle tematiche più importanti è il colore della pelle di Maleeka che è spesso soggetto di derisione, di canzoncine stupide e di differenze fra compagni, fra relazioni instaurate e quant’altro. E’ anche per questo che la protagonista si sente esclusa o di poco conto, quando il colore della sua pelle non cambia nulla rispetto al resto. E così anche altri temi che spingono a mettere la Sanders in posizione di difesa nei confronti di Maleeka spingendola a fare dei lavoretti per la scuola o di dedicarsi alla scrittura – che poi le riesce incredibilmente bene e gioca un ruolo fondamentale all’interno del volume come ancora di salvezza ma anche per comprendere al meglio i sentimenti e le emozioni che giocano nel cuore della protagonista.

La cosa che ogni volta mi sconcerta è il fatto che i professori sembrano giocare un ruolo completamente passivo nella vita dei giovani ragazzi e molto spesso questo avviene per paura di ritorsioni coi genitori o con gli alunni stessi. Sempre più, specialmente negli ultimi tempi le figure dei professori si spengono e non riescono neanche ad arrivare ad accendere l fiamma dell’interesse verso una determinata materia per degli elementi che andrebbero isolati e che dovrebbero ricevere o cure adeguate o assistenza o qualsiasi tipo di bisogno occorre loro. Purtroppo lì ci si va a scontare anche con i genitori che molto spesso creano un muro e finiscono per dare ragione a loro stessi o ai figli precludendo un esistenza decorosa anche agli altri che, poi, subendo sempre finiscono per essere quelli che vanno in terapia per curare ciò che è stato causato dal male. In terapia oggi ci va il buono per imparare a difendersi e a tenere testa al cattivo e non il contrario per cercare di aiutare le difficoltà effettive he ci sono. E questo mi sconvolge e mi delude come donna e come futuro genitore e come colei che ha subito angherie ai tempi scolastici. Ed è un po’ quello che accade anche all’interno di questo volume e l’unica a cercare di cambiare le cose nel sistema malato è la professoressa Saunders che non ha paura, che combatte e lotta per ciò che è giusto senza fare del male a nessuno ma cercando di far emergere i deboli e di far smettere i forti di smontare e demolire i più fragili.

Lei si irrigidisce. Continuo a parlare. «Alcuni di noi sono del colore sbagliato. Altri hanno misure sbagliate. Qualcuno ha la faccia sbagliata. Ma questo non ci rende persone sbagliate, giusto?» Mi siedo sul mio banco e ci metto i piedi sopra, come lei prima. «Ok, spari, ma lo sa che non ho tutti i torti. Anch’io ho i miei lati buoni.»

Il libro è stata una lettura veloce e piacevole che, nonostante sulla fascia di età sulla quale si basa e il fatto che sembra riportare temi e argomenti pre-adolescenziali, ci dimostra molto più di questo e ci porta la forza di una giovane ragazza che diventerà un’adulta e che può essere monito e un punto su cui molti ragazzi possono cominciare a vivere una vita diversa da quella che hanno, in cui si sentono sottomessi  e deboli o insicuri di come si è. Consiglio la lettura agli adolescenti, ai ragazzi delle medie – dovrebbe essere letto in tutte le scuole – e agli adulti così che non smettano mai di imparare. Un libro che tutti dovrebbero leggere.

Sharon G. Flake è stata molto brava a rendere questo libro attuale sia ai tempi della sua uscita all’estero forse più di quanto lo sia ora. E’ stata una voce per tutte le ragazze che come Maleeka vedono la propria pelle come un motivo di vergogna e di frustrazione e si sentono ancor più fragili di quello che sono. Ricordate, non siete soli e non c’è solo gente orribile su questo pianeta e tutti insieme possiamo cambiare e migliorare e distruggere l’ignoranza di chi sminuisce gli altri per sentirsi migliore.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Lo spero davvero perché merita. Vi mando un caro abbraccio e vi aspetto qui, come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #616 – QUESTO INVERNO DI ALICE OSEMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa con una nuova recensione per voi, che spero possa interessarvi e/o incuriosirvi. Io ho voluto acquistare questo volume assieme all’altro che è uscito sempre della Oseman per continuare a leggere la saga di HEARTSTOPPER che adoro. Spero questo volume possa piacervi, visto che è una chicca aggiuntiva ad altri volumi:

978880477124higTitolo: Questo inverno
Autore: Alice Oseman
Data di uscita: 15 novembre 2022
Pagine: 120 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3j95yKE
Trama: Il Natale in genere è una festa tranquilla in casa Spring. Ma quest’anno non è proprio un Natale normale: è stato un inverno difficile per Tori, suo fratello Charlie e anche per il piccolo Oliver. Per cui, questo 25 dicembre, il piano è quello di sopravvivere alla giornata uscendone indenni. E se per Oliver ciò significa giocare a Mario Kart con suo fratello e sua sorella, per Tori e Charlie implica necessariamente lasciarsi alle spalle il passato.

RECENSIONE

La storia è molto breve e si riferisce a un’unica giornata per Nick e Charlie, otto mesi dopo l’inizio della loro relazione, proprio il giorno di Natale. Charlie esce da un periodo in cui è stato chiuso in un istituto psichiatrico per via del suo problema alimentare e il disturbo con il cibo e tutti sembrano di saperla lunga su come si sente o su come dovrebbe essere osa la sua vita, che dovrebbe mangiare e questa giornata sembra così lunga da uscirne completamente indenni. 

Riuscirà Charlie assieme all’aiuto di sua sorella Tori, di suo fratello Oliver e del suo Nick a uscirne e a riscoprire la magia del Natale? Cosa succederà nel corso della giornata di Natale? Cosa cambierà per Charlie e per Tori, dopo questa giornata?

Mi rifiuto di pensare ai mesi scorsi, a me e Charlie, a tutta la tristezza. Metterò un muro fra me e tutta questa roba. Solo per oggi. «Buon Natale» dico. Cerco di non riaddormentarmi, ma è inutile, e scivolo nel sonno con la risata di Oliver che mi risuona nelle orecchie.

La trama di questa storia è piuttosto breve anche per via del volume che è piuttosto ridotto visto che si tratta di un centinaio di pagine o poco più e la storia si compone di un misto fra narrazione e illustrazioni. Nonostante questo, però, non è una trama fuori contesto e ci mostra ciò di cui ci andrà a parlare la storia e ciò che succede a Charlie e a Tori ha molto da dire.

La copertina di questa storia è piuttosto semplice e si mantiene sia sulla linea della collana originale utilizzata dall’autrice per questi libri unici e che con i loro colori sgargianti e cromatici finiscono per colorare la nostra libreria con tanto di allegria e buon umore. Con questo rosso si vede all’interno di una lampadina la piccola dimora dei Spring circondata dalla neve e viene racchiusa proprio all’interno di quella struttura per commisurare il fatto che la storia viene racchiusa all’interno della singola struttura e lì cresce, si dipana e muore – per così dire. Il titolo si rifà precisamente all’inverno e più precisamente al Natale sotto cui la storia si struttura ed è una semplice traduzione letterale della storia, niente di particolare al riguardo.

L’ambientazione del piccolo volume si riduce tra Casa Spring e casa di Nick, quindi si mantiene tutto in un micro cosmo controllato e piccolo; l’epoca si riferisce a otto mesi dopo che Nick e Charlie si sono messi assieme, ovvero qualche mese dopo gli ultimi avvenimenti del quarto volume di Heartstopper.

A Heartstopper novella — THIS WINTER: TikTok made me buy it! From the YA  Prize winning author and creator of Netflix series HEARTSTOPPER : Oseman,  Alice: Amazon.it: Libri

I personaggi della storia, stavolta, sono diversi e non si concentra solo sul punto di vista di Nick o Charlie cosa che avviene nelle graphic novel di riferimento e precedenti a questa pubblicazione. Avremo un punto di vista del tutto inedito che ci lascerà sicuramente sorpresi e che non ci deluderà.

Sto parlando dei fratelli di Charlie, in particolar modo Tori, sorella maggiore di Charlie che tiene ai suoi piccoli fratelli ma che è sempre sulle sue, si mantiene distaccata nel modo di fare, nel vestirsi sempre di scuro e simili ma che ha un cuore grande per quei due monellacci dei fratelli. In particolar modo è preoccupata per Charlie e che non si lascia avvicinare tanto facilmente da lei, prendendola come se non gli importasse di lui. Dall’altro lato abbiamo Oliver, il piccolo casinista di casa che vorrebbe tutte le attenzioni per sé anche se sono tutte sugli altri e vuole un mondo di bene ai suoi fratelli maggiori che lo trattano come una piccola mascotte.

Poi, c’è chi conosce Charlie e chi mente. Se avete letto i libri passati – ovvero la serie di Heartstopper – non potrete non apprezzare e amare il giovane Spring e la sua love story con Nick che sembra un tenero orsacchiottone dolce. Qui avremo modo di conoscere un lato diverso di Charlie, più spigoloso e duro, chiuso dovuto dall’uscita dall’istituto che si è occupato di lui per il suo disturbo alimentare e per via dei commenti dei vari parenti – ignoranti aggiungerei e me lo passerete questa volta perché: a chi non è mai capitato di essere nella situazione di Charlie nel corso delle feste e di voler rispondere a quel parente scortese? O di ricevere domande scomode? E’ difficile e Charlie fa già fatica a tenersi in piedi con le sue gambe, figurarsi a ricevere trattamenti simili che finiscono per colpire anche Tori e anche lei si trova in condizioni difficili e che la fanno sentire a disagio.

«Ma è Natale» replico. «Tanto lo sappiamo tutti» continua come se non mi avesse sentito «che sono lo zimbello della famiglia». «Non è vero». Lui si affaccia all’ingresso per afferrare la giacca e la busta di regali per Nick. Questo inverno è stato una merda. Prende le chiavi e apre la porta. Sta piovendo Il freddo si insinua dentro. Voglio piangere.

Il perno centrale di questa storia si concentra su un’unica giornata – il Natale – e ci mostra come può essere difficile una giornata tipo di questo genere per degli adolescenti e ci mostra sia le loro difficoltà e i disagi, il loro punto di vista e la visione del mondo vista dai loro occhi, come ci si sente se ci vengono poste domande scomode da persone che ci conoscono poco e che credono di sapere tutto di noi.

Lo stile utilizzato utilizzato ripiega su più punti di vista: inizieremo con Tori per poi passare ad altri personaggi con la differenza – rispetto agli altri volumi della serie – che qui la storia è in forma scritta con qualche illustrazione e non solo in forma illustrata come avviene per i precedenti volumi che ci parlano di Charlie e Nick. La struttura della storia si svolge unicamente in poche ore di un unico giorno, quindi il tutto risulta abbastanza veloce, breve e conciso ma pieno di significati e messaggi che non passano inosservati al lettore.

Il Natale diventa una festa ostica quando si comincia a perdere la magia di quando si è bambini e riunire dei parenti che non si vedono quasi mai, può risultare difficile e ci pone sotto l’obiettivo soprattutto se succedono delle cose nella vita che finiscono facilmente per essere di dominio pubblico. Charlie, per Natale, è già scosso di quanto gli è accaduto e finisce per sentirsi lo zimbello della famiglia per via delle domande che gli fanno, per il fatto di essere gay e per il suo disturbo alimentare di cui non si sente compreso e, chi non sa porre le giuste domande e non sa avere il giusto buon senso e il tatto, finisce per metterti solo che in difficoltà.

Immaginate cosa può essere poi per un adolescente che magari non ha neanche tanto spirito di risposta pronta o non si sente compreso già dall’origine cosa si può causare. Nonostante questo e i messaggi che l’autrice cerca di porci, c’è anche una soluzione che va trovata nelle persone vicine, che ci vogliono bene e che veramente ci comprendono.

Una lettura che ho sentito vicina – perché a chi non è mai capitato il parente rompipalle che non sa stare con gli altri, diciamocelo! Per cui se avete amato la serie precedente e se volete leggere una piccola storia e sentirvi anche se solo per una piccola parte, vicini a Charlie per ciò di cui vi ho parlato, allora la storia fa per voi. Lo apprezzerete.

«Stai bene?» e io iniziato a piangere, come succede spesso quando mi fanno questa domanda. Non voglio che mi veda piangere, perché è già successo abbastanza negli ultimi tempi ed è pure Natale, per cui cerco di rimanere immobile il più possibile sulla sua spalla, ma questo non gli impedisce di accorgersene.

Il libro che, per chi ha seguito Heartstopper, è d’obbligo e che troverà interessante e ben costruito per sottolineare ulteriori disagi, problematiche e quant’altro e come è possibile bypassarle se non risolverle del tutto. Una storia che consiglio se avete amato Nick e Charlie, non potete non leggerla.

Non solo Alice Oseman riesce a portarci dei temi importanti a galla e ci pone quesiti seri che spingono il lettore a riflettere a tutti quei momenti in cui ci trovavamo in una situazione scomoda o di difficoltà ma ci permette di scoprire quel punto di vista, analizzarlo e comprenderlo, sperando di non trovarsi mai in quelle circostanze. Questa piccola storia ci insegna a non mollare, ad essere forti e determinati sempre e, nei momenti difficili, saper riconoscere chi ci è accanto per sorreggerci ed aiutarci veramente.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Spero prima di questo leggiate le graphic novel legate al mondo di Nick e Charlie. Potete trovare su Netflix anche la serie TV dedicata a loro due. Vi stiamo aspettando tutti! Siete pronti per una nuova storia d’amore dolce, tenera e adorabile?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV # – UNO DI NOI STA MENTENDO (Seconda Stagione) SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

uno-di-noi-sta-mentendoTitolo: Uno di noi sta mentendo
Stagione: Due
Episodi: 8
Durata: 50 – 55 min
Trama: Simon Dice taglieggia il gruppo del Baywiew e Bronwyn tende una trappola. Addy riceve un regalo misterioso e i ragazzi sono convocati per vedere un video agghiacciante.

TRAILER (contiene spoiler se non hai visto la prima stagione)


RECENSIONE

One Of Us Is Lying season 3: Expected release date, cast and moreHa inizio laddove l’abbiamo lasciata, infatti riprende l’ultima scena con cui si chiude la stagione precedente. Simon è morto e tutti lo sanno ormai, è cosa nota e i quattro di Bayview sono stati scagionati e tornati alla normalità seppure portino con sé anche la morte di Jake di cui nessuno è a conoscenza se non i quattro e qualche altro. Tutti pensano che sia fuggito in Messico per via di ciò che è accaduto a Simon e ciò che è stato ritrovato sulla playstation ma ciò che AddyCooperNate e Bronwyn non si aspettano è che qualcuno fosse con loro quella sera ed abbia un video che provi la loro colpevolezza nella morte di Jake. Ecco qui che Simon dice torna alla carica e attacca i quattro in segreto spingendoli a fare delle cose, anche pericolose per fare in modo che questi possano soffrire e, sfiniti, andare alla polizia.

Chi è che sta utilizzando ancora Simon Dice? Perché ricattarli invece di denunciarli direttamente alla polizia? Cosa spera di ottenere Simon Dice dai quattro di Bayview? Riusciranno a cavarsela oppure finiranno dritti nelle grinfie del loro aguzzino? Cosa capiterà a tutti coloro che li circondano e a loro stessi?

Recensione - Uno di noi sta mentendo 2I personaggi e il cast su cui si concentrerà principalmente la serie è il medesimo della stagione precedente con qualche approfondimento in più in merito a Janae e Maeve che prima erano più defilate – o almeno da quanto ricordo dal volume – e Vanessa cheerleader ed ex amica di Addy che finirà per dare del filo da torcere ai quattro. Ho apprezzato l’evoluzione di tutti i personaggi sia in merito alle relazioni sentimentali che spingono Nate e Bronwyn a stare assieme anche se molto diversi fra loro (non possono fare a meno l’uno dell’altro) e Janae che si espone e fa coming out con Addy e si avvicinano in amicizia e la relazione che invece questa assume con Maeve. Cooper è ancora soto botta per la rottura con Chris ma durante il percorso riesce a tirare fuori ciò che Chris sperava da lui. C’è stata un evoluzione non indifferente nei personaggi ma quello che più è sembrato reale è stata la reazione di Addy di fronte alle visioni di Jake, cosa le diceva e come lei lo immaginava. Immagino e spero possa affrontare un percorso che la porti fuori da questo tunnel e le faccia dimenticare di essere stata sfruttata e maltrattata e di cambiare finalmente punto di vista nella vita per ricominciare con una nuova relazione.

VIDEO] 'One of Us Is Lying' Season 2 Trailer | TVLineLa cosa che più mi piace di questa serie e che si ripropone fin dalla prima stagione, così come nel primo volume (è quello che ho letto ma immagino sia così anche per il secondo) è l’abilità nell’instillare dubbi su chiunque e poi smontarli mossa dopo mossa per poi costruirne degli altri. Sono stata tutta la serie a- assieme al mio boy che l’ha vista con me – a fare supposizioni insieme su chi potesse essere Simon Dice, così come gli stessi personaggi si domandano e sono alla ricerca di una spiegazione. Sembrano essere tutti e nessuno così colpevole ed è difficile capire chi stia effettivamente mentendo visto che nessuno dei quattro sembra essere uno stinco di santo. Ovviamente, mentre nel primo volume e nella prima stagione loro potevano essere benissimo inclusi nei sospettati, qui almeno i quattro finiscono per essere le vittime del sadismo di qualcuno che vuole giocare con loro, vederli soffrire senza mai confessare ciò che hanno fatto, quindi il tutto viene reso più interessante nel momento in cui altri compagni di scuola come ad esempio Vanessa – la cheer leader che sembra tutto fuorché intelligente – si mette in pista e cerca delle risposte alle domande che si pongono tutti e la verità piano piano rischia di emergere e venire a galla.

Prévia da estreia da segunda temporada de 'One of Us Is Lying' para a série  PeacockLa stagione è poco probabile semplicemente perché se si pensa a un semplice gruppo di adolescenti così mal amalgamati si pensa che durino poco o che non portino avanti un mistero così fitto a lungo, che non si lascino ricattare e che cedano o che compino errori che li porteranno dritti in mano a degli adulti. A volte è questo che diventa poco probabile e mette a rischio la credibilità dei ragazzi nella loro età non della composizione della storia. Non capisco, invece, la scelta del soggetto che si occupa di Simon Dice perchè ok, non ci si pensava minimamente ma sembra essere troppo esterno ai fatti e inserito successivamente. Personalmente sono curiosa di sapere come si è evoluta la cosa all’interno del libro per saperne di più in merito, anche perché non credo ci siano troppe modifiche visto che alla fin fine il primo volume seguiva la storia davvero bene sommariamente.

Detto questo, ho trovato questa seconda stagione piacevole, godibile ed è finita troppo presto! Avrei voluto vedere molte altre puntate al riguardo perché i personaggi mi piacciono e dopo aver creato il loro bel legame non si può che sperare che prosegua il tutto in qualche modo.  Ho notato che comunque il tutto, nei titoli di coda finali sembra essere sotto la supervisione di Karen McManus, autrice della serie di Uno di noi sta mentendo. Non posso al momento fare paragoni con il volume ma non appena lo leggerò, spero davvero a breve, vi farò sapere cosa ne penso, non temete. Il finale ci lascia uno spiraglio per gli avvenimenti futuri che probabilmente sono anche un piccolo spoiler di ciò che avverrà nel terzo volume in pubblicazione nel 2023 all’estero. E  voi, non siete curiosi?

Mamma Mia 2: il trailer del secondo capitolo con Meryl Streep (VIDEO)


Cosa ne pensate? Avete visto la serie? Fatemi sapere, sono curiosa di avere vostre opinioni in merito!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #615 – PIU’ FELICE CHE NO DI ADAM SILVERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova uscita per cui ringrazio Camilla del Tandem Collective Global e la Oscar Vault per avermi permesso di leggere in anteprima e con entusiasmo questo romanzo di Silvera. Ringrazio anche tutte le altre ragazze che hanno partecipato con me e di cui vi invito ad andare a vedere i loro post, stories e recensioni (le trovate anche sul mio Instagram: @milionidiparticelle) sotto l’hastag #piùfelicechenoreadalong! Spero che a voi possa fare piacere anche a voi se vi parlo del primo romanzo in assoluto scritto da lui e di cui sono felice di parlarvi. Ecco che ve lo racconto:

978880475634higTitolo: Più felice che no
Autore: Adam Silvera
Editore: Mondadori Oscar Vault
Genere: narrativa LGBT
Target: +16
Data di pubblicazione: 15 novembre 2022
Link d’acquisto: https://amzn.to/3F16k3R
Trama: 
DA QUANDO SUO PADRE si è suicidato, è dura per Aaron Soto, sedici anni, immaginarsi di nuovo felice. E la cicatrice a forma di sorriso che ha sul polso non fa che rinnovare il dolore, ma anche la sua determinazione a farcela: riconquisterà la felicità, anche con l’aiuto della fidanzata Genevieve e dell’indaffaratissima mamma. Quando Genevieve parte per tre settimane, Aaron inizia a passare sempre più tempo con il suo nuovo amico Thomas. Piano piano, Thomas diventa sempre più importante, e Aaron non può negare i sentimenti che prova per lui, anche se tutto questo crea tensioni con la sua ragazza e con i vecchi amici. Per riavere indietro la sua vecchia vita, Aaron arriva a prendere in considerazione ogni strada, compresa la rivoluzionaria procedura per cancellare la memoria proposta dall’Istituto Leteo. Ma vale davvero la pena dimenticare chi sei pur di essere felice?

RECENSIONE

uomo in giacca blu e jeans in denim nero seduto sulla scatola giallaLa storia ha inizio nella Giornata delle Famiglie in cui Aaron Soto e i suoi amici del Bronx sono lì per festeggiare e parlano della nuova procedura Leteo che consente di cancellare dei ricordi – anche specifici – per tentare di essere felici. Infatti, uno dei loro più cari amici hanno deciso di sottoporsi alla procedura per la morte del fratello gemello, anch’esso parte del gruppo e di conseguenza si sono tutti allontanati dal quartiere. Intanto Aaron condivide i suoi momenti e le sue cose con Genevieve, la sua ragazza con cui sembra essere abbastanza felice. E’ non appena incontra Thomas lungo un gioco in strada che le cose cambiano e non appena Genevieve parte per una ventina di giorni i sentimenti di Aaron subiscono i più atroci dubbi sulla sua attuale relazione e sul fatto che non sia minimamente felice, sul fatto che lui sia gay e che Thomas possa essere la persona che stava cercando nella vita. Ma questo cambia irrimediabilmente ogni cosa con Genevieve e con i suoi amici della comitiva, così come nella vita di sempre per Aaron.

Cosa succederà ad Aaron ora che tutto ciò che c’è da affrontare sembra essere così difficile? Cosa cambierà nella sua vita? Gli amici accetteranno con lui, i cambiamenti e tutto ciò che ne deriva? Si sottoporrà alla procedura Leteo o, visti gli effetti collaterali, decide di guardarsene bene? Quali consapevolezze raggiungerà Aaron e tutta la famiglia Soto, compresi i suoi amici più stretti?

Appoggio la testa contro la parete, l’acqua mi scorre tra i capelli e lungo la schiena, e penso a tutti i ricordi che farei sparire grazie a Leteo. Hanno tutti a che fare con il vivere in questo mondo dopo papà.

La trama che viene trascritta e riportata rappresenta appieno la storia che ci viene presentata all’interno del volume stesso. E’ ben strutturata e ci mostra il corso degli eventi che scaturirà quanto avverrà per il nostro giovane protagonista che è alla ricerca della felicità, dell’amore, di se stesso e molto di più. Coinvolgente a prima vista, ma sotto nasconde molto, molto di più perché c’è questo ma sotto c’è molto altro che non vi aspettate minimamente, questo è poco ma sicuro.

La copertina che viene utilizzata per il volume non è tra le migliori che siano state sfornate, soprattutto per quanto riguarda Silvera. Nonostante questa piccola premessa, essendo il primo volume dell’autore e pubblicato successivamente agli altri qui in Italia, siamo abituati bene ma io do una spiegazione molto semplice alla copertina e al disegno utilizzato che rappresenta – sembrerebbe il protagonista della storia. Aaron somiglia molto a Silvera stesso e c’è un non so che di autobiografico in questa storia, seppur sia edulcorata e ci sia molto altro all’interno. Quindi non posso non immaginarmi che sia un po’ lui quello in copertina. Il titolo di questa storia è la mera traduzione dell’originale ma è ciò su cui poi si fonda lo spirito e le linee guida della storia: la felicità. Non credo ci potesse essere titolo più rappresentativo di questo, quindi va bene così.

escalier bleu sarcelle et vert près de l'usineL’ambientazione della storia è il Bronx, distretto di New York e l’epoca si riferisce a qualche anno fa, non troppo indietro con i tempi ovviamente anche perché la storia risulta essere abbastanza moderna.

Ma c’è un buco anche dentro di me, e ho la testa piena di domande che non riesco a ignorare. Mi manca l’uomo che manca a mia mamma, che rideva quando io e i miei amici facevamo finta che la sua macchina fosse una nave spaziale inseguita dagli alieni, che guardava i cartoni animati con me quando avevo gli incubi, che mi faceva sentire al sicuro quando mi metteva a letto la sera, prima di uscire per il suo turno di notte all’ufficio postale. Non mi piace pensare all’uomo che era diventato quando lo abbiamo perso.

I personaggi di questo volume sono diversi ma alla fin fine il solo ed esclusivo principale narratore della storia è Aaron, il diciottenne che è nel pieno della tempesta emotiva che nessuno può cambiare, soltanto lui. Genevieve e Thomas sono, inizialmente e  rispettivamente, la ragazza di Aaron e quello che diventerà il suo migliore amico e saranno delle colonne portanti per lui all’interno della storia non solo per dolori e gioie che questi possono provocargli ma per la vicinanza e per tutto ciò che loro rappresentano e come restano accanto a lui, qualsiasi cosa accade. Genevieve è una ragazza buona, dolce e che ama Aaron fin nel profondo anche se riconosce e sa bene di non essere ricambiata e trattata nello stesso modo. Riconosce di essere ferita ma prosegue lungo il suo percorso, si comporta anche egoisticamente ad un certo punto non allontanandosi almeno per un po’ ma trovo che sia uno dei pochi personaggi che è rimasto vicino ad Aaron senza chiedere nulla in cambio, anche quando aveva perso i sentimenti di lui per lei definitivamente. Thomas, dall’altro lato è un personaggio inizialmente molto chiuso e misterioso seppur si faccia voler bene fin dalle prime pagine in cui verrà introdotto. Si mette a disposizione, resta in momenti di difficoltà e seppur Aaron sia convinto di alcune cose, lui non si lascia intimorire e si mantiene stoico e determinato a proteggere il suo migliore amico dalle difficoltà in cui sta finendo, rispettando anche le tempistiche richieste.

Aaron non è felice però ha tatuato uno smile sul suo braccio ed è una persona fragile, indecisa, che ha tanto da dare al mondo. E’ un personaggio tendenzialmente anche molto duro con sé stesso che non riesce ad accettare ciò che gli succede, i suoi stessi sentimenti e la sua natura oltre a tutte le conseguenze che ne derivano visto che si sente giudicato e in colpa. Nonostante questo è un personaggio che ha molto da dare e che si lascia apprezzare pagina dopo pagina seppur non condivida, in alcuni casi estremi, le sue scelte.

Thomas non è Genevieve e Genevieve non è Thomas, e questo assurdo ping-pong tra loro due nella mia testa è una stronzata. Hanno dei ruoli molto diversi nella mia vita. Lo so, giuro che lo so.

Il perno centrale di questa lettura si concentra sul concetto di felicità e da come e cosa o chi (e se) venga influenzata; ma non è solo questo, il tema è decisamente molto più ampio e si snoda in tante piccole sotto trame importanti che delineano la felicità stessa: si veda l’accettazione di se stessi e l’insicurezza che ne deriva, la sessualità e il fatto di sentirsi in colpa per la “diversità” che poi tale non è ma nella società di oggi ci sono ancora molti pregiudizi al riguardo.

Lo stile utilizzato utilizzato è piuttosto semplice e delineato in prima persona dal punto di vista di Aaron Soto. Sotto diversi aspetti ho trovato questo libro piuttosto lento rispetto a come si evolvono invece le altre storie di Silvera. Si nota soprattutto su questo che è ancora acerbo e è il suo primo libro di cui parla, oltre al fatto che la lentezza e la pesantezza credo derivino anche dalle tematiche importanti su cui occorre soffermarsi, giustamente, e il tutto lo rende ancor più particolare. La storia, così come anche scritto nelle note finali ha un qualcosa di autobiografico o comunque dei riferimenti che giostrano molto sulla vita dell’autore e che hanno impattato significativamente per lui, quindi non è da sottovalutare, anzi è da tenere in considerazione.

Ciò che rende originale i volumi di Silvera è la sua profonda capacità di inserire in un contesto ordinario e reale un qualcosa fuori dal comune, di differente e di quasi magico a mio parere. Io parlerei quasi di realismo magico ma non gli si addice in tutto e per tutto ma associare la realtà a delle APP come il caso del Death Cast o come questa procedura Leteo che consente di poter dimenticare ricordi dolorosi, difficili o chicchessia. E’ una cosa che nei volumi e nelle storie apprezzo davvero molto e che sono felice di  aver ritrovato anche in questo volume, visto che rendono la lettura ancor più interessante di quello che potrebbe essere una storia semplice, d’amore o quant’altro.

Le tematiche affrontate sono davvero differenti fra loro e tutte decisamente importanti che non passano di certo inosservate: il fatto della felicità come concetto assoluto e il fatto che la felicità possa essere influenzata da chi ci circonda o possiamo costruirla e determinarla e decidere di dare il giusto peso alle cose, seppur siano difficili da digerire; i fatti che ci accadono nella vita di tutti i giorni che poi diventano ricordi – dolorosi o meno che siano – o ciò che decidiamo di essere, la gestione degli eventi oltre all’impatto che questi hanno sulla nostra vita. Come dice anche la trama stessa: vale la pena dimenticare chi sei pur di essere felice?; il concetto della sessualità e dell’accettazione dell’amore non tanto degli altri verso di noi ma di se stessi, guardandoci allo specchio e amandoci per ciò che siamo prima di ogni cosa; le tematiche sociali ovvero l’accettazione e/o il rifiuto della comunità e l’omofobia che deriva da determinate situazioni che tutt’ora si presenta e che lascia sconvolti – che ognuno possa amare chi voglia, vivete la vostra vita!; il fatto del suicidio che ricorre sia attraverso il gesto del padre di Aaron che la sua comunità critica e la sua stessa esperienza. Come potete vedere non mancano le tematiche e trovo che sia un volume ricco e pieno di significato, in tutte le sue piccole sfaccettature.

Mi sono ritrovata anche in disaccordo con Aaron per alcune scelte fatte e per alcuni modi di affrontare la questione ma si comprende anche facilmente che – non essendo tutti uguali a questo mondo – le reazioni sono differenti da persona a persona ed è questo che poi rende bello tutto ciò che avviene e che muta con noi. Non è una storia che lascia indifferenti e potrete farvi la vostra idea intraprendendo la lettura.

Ricordi: alcuni possono mozzarti il fiato, altri ti permettono di andare avanti, alcuni restano con te per sempre, altri ancora spariscono da soli. Non puoi davvero sapere a quali sopravvivrai se non rimani sul campo di battaglia mentre ti sparano proiettili di infelicità. Ma se sei fortunato, avrai felicità in abbondanza a farti da scudo.

Il libro, nonostante ne siano passati diversi dell’autore sotto le mie grinfie ed abbia già saggiato la scrittura dell’autore, ritengo che sia un libro da non perdere e da tenere assolutamente in considerazione nonostante non sia un libro semplice a livello di storia come di trama né di facile lettura. Consiglio la lettura del volume a chi spera di trovare la felicità e non pensa di essere abbastanza e garantisco agli amanti di Silvera che anche questo, vi piacerà.

Adam Silvera si conferma ancora una volta un autore che stupisce, questo è poco ma sicuro. Una storia toccante, difficile e dura da digerire che però ci lascia tanti messaggi da cui possiamo solo che imparare. La felicità nasce da dentro di noi, dall’accettazione di se stessi prima di ogni cosa e poi tutto il resto. Una storia che vi colpirà.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questo volume? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto e vi abbraccio.

A presto,

Sara ©

REVIEW TOUR: Recensione in anteprima #614 – A TOUCH OF RUIN DI SCARLETT ST. CLAIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa con questo secondo volume di Ade e Persefone. Non eravate curiosi di ritrovarli? Per questa lettura in anteprima debbo ringraziare la casa editrice Queen Edizioni per avermi permesso di leggerlo assieme alle altre compagne di lettura. Cosa accadrà ai due amanti, pericolosi e del tutto diversi l’uno dall’altra? Ecco che ve ne parlo:

a-touch-of-ruin-600x945-1Titolo: A touch of ruin
Autore: Scarlett St. Claire
Editore: Queen Edizioni
Genere: romance
Data di pubblicazione: 30 novembre 2022
Secondo libro della sedie di Ade e Persefone
Link d’acquisto: https://amzn.to/3VRsufO
Trama:
La relazione tra Persefone e Ade è venuta allo scoperto, e la tempesta mediatica che ne è conseguita sconvolge la vita della ragazza e minaccia di smascherare il suo ruolo di dea della primavera. Ade, il dio dei morti, si porta addosso il peso del suo passato infernale. Un passato che tutti vogliono riportare alla luce in modo da allontanare Persefone da lui. Le cose non fanno altro che peggiorare quando un’orribile tragedia spezza il cuore di Persefone, e Ade si rifiuta di aiutarla. Disperata, la ragazza prende in mano la situazione, stringendo accordi che avranno gravi conseguenze. Afflitta dalla sua perdita e dall’aver scoperto un lato di Ade che non aveva mai visto, Persefone non potrà fare a meno di porsi una domanda a cui ha paura di rispondere. È davvero disposta a diventare la regina dell’Oltretomba?

RECENSIONE

HADES from A Touch of Darkness series by @authorscarlettstclair , design is  based of @libraryofthenight funko pop, so thi… | Hades and persephone,  Persephone, HadesLa storia ha inizio sulle sponde dl fiume Stige, dove Persefone si intrattiene assieme ad un’anima e chiede spiegazioni per ancora tutta la tristezza presente all’interno del Regno, la paura negli occhi delle anime e la struttura generale del tutto, perchè questa non possa cambiare almeno un pochino. Persefone sente che, nonostante il Regno degli Inferi possa o debba essere oscuro e il suo Re, Ade, debba mostrarsi risoluto e compito di fronte agli altri, possa rendere un minimo più accogliente il tutto. Ade non sembra preoccuparsi di tutto questo, anzi è convinto che presto o tardi Persefone diventerà la sua regina. Le cose si complicano quando la voce della relazione fra i due si sparge e l’esistenza di Persefone viene messa a rischio e il passato di Ade rischia di trapelare da un momento all’altro per cercare di allontanare una volta per tutte i due.

Cosa succederà fra Persefone e Ade? Quanto la struttura mediatica si intrometterà nella loro relazione? Quali segreti nasconde Ade sul suo passato? Cosa permetterà Persefone di farsi passare e cosa invece non riuscirà a dimenticare?

«Sono Persefone, la dea della primavera, e sono molto contenta che voi siate qui.» La reazione delle anime al suo splendore fu immediata. Passarono dal tremare di paura a inginocchiarsi ai suoi piedi per venerarla. Persefone sentì una stretta allo stomaco, e, quando scattò in avanti, il suo battito cardiaco accelerò. «Oh, no, vi prego.» Si inginocchiò di fronte a una delle anime, una donna anziana dai capelli corti e bianchi e la pelle sottile come carta. Le toccò una guancia, e un paio di occhi azzurro acqua incontrarono i suoi. «Per favore, rialzati con me» (…) «Spero che troverai l’Oltretomba piacevole quanto me.»

La trama è piuttosto semplice e ben strutturata. Non racconta troppo nei dettagli, questo è certo ma si addentra in piccolezze che lasciano abbastanza storditi e, non appena si legge questa, si spera che la storia fra i due non si infranga per sempre. Sicuramente le sorprese non mancheranno ma staremo a vedere cosa ci riserverà questo volume, mano a mano che andremo avanti nel corso della recensione.

La copertina si rifà sia al volume precedente che a quello originale di cui segue la scia. E’ sicuramente un buon punto di partenza il fatto che le copertine non siano state modificate perché hanno una buona fattura e mi piace come sono state pensate e/o come intrigano dal punto di vista visivo. Questa volta si nota uno sfondo bluastro, un cancello grigio e delle rose quasi come se fossero in fiamme: i cancelli dell’inferno? La natura di Persefone che brucia nell’aldilà? Lo scopriremo solo leggendo. Il titolo non è stato modificato, così com’è valso per il primo volume e sono felice che il tutto sia stato ben mantenuto e che la saga continui con questo connubio che seduce e avvince come la storia fra Ade e Persefone ovviamente. Laddove il primo era “Un tocco di oscurità”, qui abbiamo “Un tocco di Rovina” per cui dovremo scoprire da cosa è dovuto.

L’ambientazione e l’epoca sono i medesimi dei volumi precedenti: abbastanza moderno, visto anche la struttura delle divinità e di come il libro viene condotto e l’ambientazione si rifà specialmente sul mondo divino ovvero nel Regno dell’Aldilà seppure ci si alterni col mondo umano e tutto ciò che succede fra Ade, persefone e tutti coloro che si metteranno nel mezzo.

Non aveva importanza il fatto che Sibilla non sapesse della sua Divinità. Non poteva accontentarla. Dopo qualche secondo, Sibilla alzò lo sguardo, incontrando il suo. «Persefone?» «Io non faccio promesse, Sibilla.» Lei si accigliò. «Temevo che lo avresti detto.»

JEMLIN on Instagram: “HADES from A Touch of Darkness series by  @authorscarlettstclair , design is based of… | Hades and persephone, Hades,  Greek and roman mythologyI personaggi di questa storia non sono tanto differenti da quelli che abbiamo incontrato nel primo volume ovvero la parte principale si destreggia principalmente fra Persefone, su cui la storia si concentra quasi esclusivamente, e Ade. Intorno a loro comunque gireranno altri personaggi che faranno la loro parte e non saranno totalmente indifferenti alle vicende ovvero Ermes, il messaggero che si rivelerà molto più sarcastico e pungente, Ecate e Apollo che si rivelerà anche leggermente differente da come immaginavamo potesse essere uno come lui.

Persefone, nonostante la conosciamo molto bene, in questo volume si rivela molto più infantile del solito, testarda e poco incline a tutto ciò che sta accadendo. Così facendo rischia di mettersi contro anche Ade che nonostante ogni sua difficoltà cerca di stargli vicino. Si lascia trascinare nel vortice del sesso e di tutto ciò in cui Ade riesce a coinvolgerla ma finisce per andare anche contro qualche regola degli Dei e finisce per risultare sciocca, quasi una piccola bambina.

 Ade ha delle difficoltà e dei segreti che non riesce a lasciar andare e finisce per nascondere anche a Persefone stessa, che nonostante tutto vuole come sua Regina nell’Oltretomba. E’ una divinità difficile da interpretare ma è anche un personaggio che ha un qualcosa di affascinante e che seduce persino l’autrice. E’ per questo che finisce per risultare oscuro, macabro ma interessante e seducente ma forse è il fascino del proibito o di cose simili che fin dai tempi ci coinvolge e sembra attrarci, quindi è proprio così che finisce per essere anche lui. Non mancheranno le difficoltà anche per lui che lo metteranno in seria difficoltà e parte di questi dipendono anche dai comportamenti della sua futura Regina ma è un personaggio che sicuramente riesce a trascinare buona parte della storia.

La prima regola degli uomini, Persefone, è che sono tutti idioti.

n i k : “You are my weakness, losing you is my greatest...Il perno centrale di questa storia si concentra sulla storia fra le due divinità e sulla comunicazione che c’è fra i due protagonisti oltre a tutto quello che accade che rischia di minare ciò che c’è tra loro. Non a caso, è difficile gestire il tutto senza una buona comunicazione e i due, in diversi casi fanno difficoltà a venirsi incontro. Che, ok le divergenze di pensiero e di opinione su differenti fronti ma in alcuni casi sembra che fra i due ad avvicinarli sia solo il sesso che – per quanto importante – ha una valenza che dura fino ad un certo punto.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, sempre in terza persona e ci troveremo a leggere una storia che si incentra sempre di più fra gli intrighi e i misteri di ciò che lega le due divinità. In fin dei conti si snoda come una lettura fluida e veloce, senza particolari intoppi ne descrittivi ne di altro, seppur non coinvolgente come speravo.

E’ chiaro che Ade, nel primo volume abbia approfittato in qualche modo dell’ingenuità della ragazza e con il patto di tentare di legarla a sé più di quanto si immaginava persino lei, ma immaginavo che entrambi scendessero a compromessi e si comportassero da persone mature e adulte, cercando di risolvere determinati problemi che vengono a crearsi mano a mano che la storia prosegue. Invece si creano due binari unici che sembrano viaggiare in modo parallelo senza sfiorarsi – o quasi. Ade ha un passato che lo trascina in un vortice di donne e quant’altro oltre tutto il resto che non vi sto a svelare e Persefone che si porta ancora dietro ciò che le è successo in passato con sua madre Demetra, finisce per non crescere ne maturare e a comportarsi come una bambina infantile e immatura: fa dei dispetti, si lascia manipolare e comportandosi in determinati modi rischia di minare anche ciò che prova lui per lei. La relazione, infatti, sembra essere totalmente squilibrata e/o anomala per non dire quasi tossica e non fa bene ne all’uno ne all’altra. Fa da sfondo anche, la mancata comunicazione che i due non hanno e risolvono facendo sesso. Ma, amori miei, non funziona esattamente così.

La trama della storia vera e propria, finisce per perdersi dietro tutte le lamentele di Persefone e tutte le bugie, ripicche e problemi che essa stessa crea e il sesso, che per risolvere tutto ciò che c’è all’interno della relazione fra le due divinità e alla trama stessa. Trovo che, nonostante l’inserimento di nuovi personaggi che alla fin fine sembrano essere loro a creare e a tessere le fila della storia – che altrimenti è caotica e poco funzionale – non ci sia il vero pathos e la vera grinta che mi aspettavo. Non sono rimasta soddisfatta dal volume dal quale mi aspettavo letteralmente di più, specialmente dal personaggio principale che sembra essere entrato in un tunnel oscuro dal quale non sembra aver voglia di uscire. Spero davvero che nel prossimo volume Persefone decida di prendere in mano la situazione e la sua vita, la sua relazione e tutto ciò che ruota attorno a lei e a svegliarsi, in modo da poter rendere magico e potente un volume che – al momento sembra essere solo erotico e nient’altro e che sta rischiando di perdere anche la trama stessa iniziale, che preferivo.

«Combatto da sola le mie battaglie, Demetrio. Fidati, questa storia non finirà bene. I tipi come Kal hanno dei segreti, e io lo demolirò dall’interno.» Un barlume di ammirazione brillò negli occhi di Demetrio, ma le sue successive parole suonarono come una minaccia alle orecchie di Persefone. «Apprezzo la tua determinazione, ma ci sono dei poteri che il giornalismo non può combattere, e uno di questi è il potere che hanno i soldi.»

Questo secondo volume della serie, apre le porte a nuove problematiche e nuovi colpi di scena fra divinità che non passano inosservate ma che, almeno per quanto mi riguarda, non riesce a battere il primo volume anzi, l’ho trovato leggermente ridondante. Consiglio la lettura del primo volume e di questo secondo se amate il romance e l’erotico e la mitologia legata a un fattore di modernità, più che sul retelling a livello di storia narrata sin dai tempi.

Scarlett St. Claire ci seduce e si lascia sedurre dai suoi stessi personaggi rendendo delle divinità qualcosa di moderno e intrigante. Scrive una serie accattivante, sexy e originale seppur questo secondo volume non mi abbia fatto impazzire come è stato per il primo. Un romance che si divide fra umano e mitologico e crea delle aspettative e dei personaggi diversi dal solito. Siete pronti e pronte a scendere nel Regno dell’Oltretomba?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Pensate che possa rientrare tra le vostre preferenze? Avete letto il primo? Vi aspetto come sempre qui! 

A presto,

Sara ©