RECENSIONE #89 – THE GIFT DI REBECCA DANIELS.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Ecco per voi una nuova recensione. Mi scuso innanzi tutto per il ritardo nella pubblicazione di questa recensione ma ho avuto il caos la scorsa settimana e sono riuscita a preparare i post in maniera contata tutti in una sera e li ho distribuiti. Questo non ci sono riuscita. Perdonatemi.

Ecco a voi:

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Titolo: The Gift (Katie Corfield #1)
Autore: Rebecca Daniels

Genere: Thriller sovrannaturale
Prezzo: ebook 3,99 € | cartaceo 12,90 €
Data di uscita: 19 giugno 2017
Pagine: 240
TramaKatie Corfield ha un dono: riesce a entrare nella mente delle persone in coma, a guidarle in sogno e infine a riportarle in vita. Con l’aiuto di Matt O’Brien, suo amico e assistente, è riuscita a salvare molte persone. La fama è però un’arma a doppio taglio e Katie lo scopre sulla sua pelle quando viene rapita dal boss Alexander Mancini. L’uomo, incurante delle guerre tra clan che stanno dividendo Boston, ha il solo obiettivo di salvare il figlio Daniel, caduto in coma dopo un tentato omicidio. Mentre Katie è costretta a intervenire da sola in una situazione in cui fallire equivale a morire, Matt cercherà in tutti i modi di raggiungerla nel disperato tentativo di salvarle la vita.
Rischiando di perdere se stessa nei violenti ricordi di Daniel Mancini, Katie scoprirà che l’aggressore del giovane è molto più vicino di quanto creda.

RECENSIONE:

Innanzi tutto ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi permesso la lettura e mi scuso per il ritardo nella pubblicazione! Adesso passiamo alla recensione!

La storia ha inizio con Katie Corfield assieme ad una ragazza Julie Camp, in macchina e stanno andando ad una festa. La ragazza non sa perchè Katie si ritrova a sedere di fianco a lei. Sembra tutto confuso, strano, quasi fosse tutto un sogno, ma non lo è.

Julie Camp è in coma e Katie è nella sua mente. Dopo l’incidente e dopo essersi risvegliata dal coma, la nostra protagonista ha un inguaribile dono: quello di salvare le persone che sono in coma assieme ad un amico che la sostiene e la guida, Matt O’Brien. Lei può risvegliarle ma solo se hanno il coraggio di affrontare il momento del trauma.

La ragazza si risveglia e tutto sembra andare nel verso giusto. Fin quando Katie non torna a casa e mettendosi a letto pensa di soffrire di paranoie. Sente qualcuno grattare alla porta di casa. Peccato che questo non sia solo immaginazione ma pura realtà. Katie verrà rapita dal boss Alexander Mancini.

Cosa vorrà il boss da lei? Cosa si aspetta? Cosa farà Katie per cercare di salvare la vita a se stessa e alle persone che la circondano?

Le stesse persone che da un po’ di tempo a quella parte non si facevano più vedere. «Capisco», disse Hultman. Rimase in silenzio per un istante, quindi aggiunse: «Ascolti, lei mi sembra una brava persona. Ho l’impressione che non mi stia dicendo tutto, ma mi creda: la cosa migliore da fare è darci più informazioni possibili. Noi siamo dalla sua parte e dalla parte della sua amica. Non commetta l’errore che fanno tutti.» «Cioè?» «Pensare di poter risolvere questo problema da solo. È stupido e le porterà solo altri problemi.» Matt sospirò. Come avrebbe potuto raccontare tutto a quei due poliziotti senza passare per pazzo?

La trama è ben costruita e non spoilera cose che accadono anche se l’ultima frase poteva essere facilmente evitabile. Mette troppo la pulce all’orecchio e a quel punto tutto rimane troppo comprensibile.

La copertina è particolare ma estremamente affascinante; non è la solita copertina ma è pensata. Non scontata, ecco tutto. Il titolo mi piace ed è facilmente intuibile (si veda sulla copertina LIBRO PRIMO) che ci sia un seguito a tutto questo. Vi dirò, il libro sembra completamente auto-conclusivo, quindi non immagino cosa ci sia nel secondo volume. Sarà un altro caso della nostra Katie, magari collegato al precedente o magari no, anche se spero sia diverso altrimenti si rimescola soltanto il brodo e non si conclude nulla.

L’epoca è moderna e la scelta dell’ambientazione è ricaduta su Boston.

«È ancora nella mente di Daniel?» domandò Mancini. La voce era monocorde, come quella di un riproduttore vocale digitale. Non avrebbe avuto senso mentire. Di sicuro le guardie all’esterno avevano sentito lo scambio di battute tra lei e Katie, e avrebbero riportato tutto al loro capo. «Prima si è svegliata. Ha detto però di voler fare subito un altro tentativo e si è addormentata giusto qualche minuto fa.» «Strano», commentò Mancini. «Pensavo avesse bisogno di riposo tra un tentativo e l’altro.» Gli occhi del criminale si fissarono in quelli di Rachel. «Credi mi abbia mentito?» «No, signore», rispose lei, scuotendo il capo con più enfasi del dovuto. «Credo solo sia terrorizzata all’idea di deluderla.» Mancini annuì e abbassò lo sguardo sulla ragazza addormentata. «Già, lo credo anch’io. Magari non è un male. La paura è una delle più grandi spinte motivazionali al mondo. Può fare miracoli.»

I personaggi non sono stati tantissimi ed io vi parlerò dei principali:

Katie è una ragazza molto enigmatica. E’ chiusa caratterialmente anche con le persone con cui si trova bene. Non incline a rapporti sentimentali, si chiude a riccio ed è assolutamente altruista. Utilizza il suo dono a scopo gratuito.

Matt è il socio di Katie e l’aiuta nel suo lavoro di risveglio delle persone in coma grazie alla voce, che riesce a trasmetterla nella sua mente. Evita che lei possa perdersi e restare in coma assieme a chi cerca di svegliare. E’ segretamente innamorato di Katie e sa che lei, probabilmente, non lo ricambierà mai.

Alexander Mancini è il boss della malavita di Boston. Assieme a Nick Mancini, suo fratello, Jimmy ed altri scagnozzi è il più temuto in città ma anche quello più ricercato. Un personaggio ambiguo, che agisce tra i sentimenti e il lavoro.

Daniel è un personaggio davvero particolare ma decisamente comprensibile. E’ stato quello, secondo me, meglio costruito. Il suo migliore amico è il suo cane sua amata è Annabelle. Un personaggio misterioso, tutto da scoprire.

«Ehi, io sono solo una voce nella tua testa. Queste cose sei tu a pensarle.» «Sono pensieri paranoici.» «Su questo siamo d’accordo. E, tanto per concludere il discorso, arriviamo al punto. Tu non vuoi restare qui per paura di rivivere il momento della sparatoria. Tu vuoi restare qui perché non vuoi affrontare il mondo reale. Un mondo in cui sei solo e non sei in grado di gestire niente di niente. Non sei stato neanche capace di avere un dialogo decente con la ragazza che sostieni di amare. Tutto ciò che pensavi di aver costruito è crollato come un castello di carte al primo sbuffo di vento.»

Il perno centrale sta tutto nel titolo. The Gift, il dono che ha Katie di poter salvare le persone in coma e di aiutarle – per quanto le è possibile – a svegliarsi.

Lo stile utilizzato è semplice. Scritto in terza persona, il testo inquadra ed abbraccia più personaggi e riesce a farli conoscere tutti, nessuno escluso.

La parte, secondo me, più inutile è stata quella della polizia e degli agenti che parlavano fra loro, poteva essere del tutto evitabile. La pecca è stata la prevedibilità del colpevole. Ancor prima di metà libro avevo già capito chi era. E’ stato rimarcato troppo spesso ed è finito per essere banale.

Altra cosa che non mi ha convinto, purtroppo, è stata la mancanza di coinvolgimento all’interno della storia. E’ assolutamente soggettivo e posso comprenderlo ma è rimasto tutto troppo sospeso sul fatto della prigionia e del “provo e riprovo“. Avrei quasi preferito che lei si perdesse almeno un pò nella testa di Daniel così che rendesse tutto più complesso.

«Credo sia il nostro uomo.» Lei non rispose. «Non mi piace questo tuo atteggiamento, ragazza. Ricorda chi sei. Ti vedo immersa in ricordi che non ti appartengono. Se non la smetti subito mi avvicino e ti bacio, okay?» Lei emise una risatina nervosa e Daniel provò di nuovo quella staffilata interiore. No, era decisamente gelosia. Forse perché quel tizio avrebbe voluto baciare una ragazza con il volto di Annabelle? O forse perché lui si stava davvero legando a una persona che neanche aveva mai conosciuto dal vivo? Bradley attirò la sua attenzione graffiandolo con la zampa sullo stinco come quando nella realtà era disperatamente affamato. «Be’, ti ha conosciuto nel posto più intimo che possa esistere. Dentro te stesso. Credo che valga di più.»

Detto questo, con mio profondo dispiacere, devo dire che mi sarei aspettata molto di più. Ero partita super convinta che il libro fosse una bomba e il mio entusiasmo si è spento mano a mano.

L’idea è senza dubbio buona e l’autrice ha avuto molta fantasia nell’elaborare tutto. Quindi non metto in dubbio la difficoltà nello scrivere l’elaborato ma forse, proprio questo concentrarsi sul dono di Katie, ha fatto perdere di vista il fulcro e la vera bellezza di questo libro.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commento.

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #88 – PRIMA DI DOMANI DI LAUREN OLIVER.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi ho per voi una nuova recensione! Ringrazio infinitamente la Piemme per questo invio davvero interessante. E vi dico che correrò al cinema a vederlo perchè ne vale assolutamente la pena e sono curiosa di vedere l’adattamento cinematografico!

978885666222hig_49eea4eafb6cce842c8ffdff1650ccf9Titolo: Prima di domani
Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme
Prezzo: euro 16,50
Pagine: 432
Trama: Cosa faresti se ti rimanesse solo un giorno da vivere? Dove andresti? Chi baceresti? Fin dove ti spingeresti per salvare la tua vita? Samantha Kingston ha tutto quello che si potrebbe desiderare: un ragazzo che tutte invidiano, tre amiche fantastiche, la popolarità. E venerdì 12 febbraio sarà un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece Sam morirà tornando in macchina con le sue amiche da una festa. La mattina dopo, però, Samantha si risveglia nel suo letto: è di nuovo il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, continuerà a rivivere quella sua ultima giornata comportandosi ogni volta in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente. 

RECENSIONE:

La storia ha inizio con un vero e proprio messaggio. Sam sta lasciando qualcosa prima di raccontare il suo giorno, il 12 febbraio, quello che si ripeterà e la porterà a cambiare e a maturare i sentimenti, le scelte, le amicizie, l’amore e le occasioni.

Samantha Kingston, o meglio Sam, si alza e inizia la sua giornata, il giorno dei Cupidi, quello in cui più ricevi rose e più sei amata. Il minimo è di dieci altrimenti o sei una dei primi anni o sei una sfigata/o totale. Quando era piccola Sam era una vera sfigata. E’ diventata popolare dopo essere diventata amica di Lindsay e sono diventate davvero inseparabili.

Così Sam, Lindsay, Elody e Ally si preparano a ricevere le rose dai loro amici e dai loro ragazzi, ignare che quella sera avrebbero avuto un incidente tornando dalla festa a casa di Kent McFuller. Sam si sveglierà il giorno seguente nel suo letto e non capirà cosa le succede perchè sta per rivivere nuovamente lo stesso giorno.

Cosa succederà a Sam? Cosa cambierà in lei? Riuscirà a salvare la sua vita e ad evitare l’incidente?

Dicono che appena prima di morire la vita ti scorre davanti agli occhi in un lampo, ma a me non è andata così. In tutta sincerità, avevo sempre pensato che la storia del momento fatale in cui rivedi la tua vita come un film fosse davvero atroce. Certe cose è meglio che restino morte e sepolte, come direbbe mia madre. Sarei felice di scordare tutta la quinta elementare, per esempio (il periodo “occhiali e apparecchio”), e ditemi, qualcuno vorrebbe davvero rivivere il primo giorno di scuola media? Aggiungete le vacanze con la famiglia più noiose, le lezioni di algebra inutili, il mal di pancia per le mestruazioni e i pessimi baci a cui sono sopravvissuta per un pelo.

La trama è ben scritta e fa venire curiosità si sapere cosa possa accadere all’interno del libro. Corretta, semplice ed efficace per un soggetto curioso che cerca di scovare il suo libro in libreria.

La copertina mi piace molto anche se piuttosto particolare a vederla. E’ la stessa che è utilizzata per il film e, stavolta, non me ne dispiace. In generale detesto che venga utilizzata la stessa dei film ma questa volta, solo questa, non mi dispiace. Il titolo è stato tradotto in modo diverso. L’originale era Before I fall, cioè Pima di Cadere. L’adattamento italiano non mi dispiace, anche se non capisco perchè debba essere cambiato piuttosto che mantenere la traduzione dell’originale.

La storia è ambientata in loop infiniti dello stesso giorno, ella vita di Sammy, il 12 febbraio. L’ambientazione è una piccola cittadina (penso) del Missouri. A testimoniare la cosa, la scuola della Thomas Jefferson che però potrebbe non essere quella del Missouri ma qualsiasi altra scuola con lo stesso nome.

-Ti ho detto di lasciarla stare- interviene Lindsay alla fine alzando la voce. -Io dovrei lasciarla stare? -. La precisione, il senso di chiarezza svaniscono. Al contrario, sembra che tutto mi giri attorno e sfugga al controllo. – Sei tu che la tratti di merda tutto il tempo. Sei tu. «Com’è patetica Elody. Guardate Elody arrampicata addosso a Steve, e a lui nemmeno piace. Guardate, Elody è di nuovo sbronza. Speriamo che non mi vomiti in macchina…La prossima volta la mollo qui, quell’alcolizzata». Elody fa uno sbuffo secco sull’ultima parola. Ho esagerato, lo so. Nel momento in cui lo dico vorrei rimangiarmelo. Nello specchietto retrovisore vedo Elody che che guarda fuori dal finestrino, le trema il labbro come se cercasse di non piangere. Regola numero uno delle migliori amiche: certe cose non si dicono mai.

I personaggi che incontreremo sono molti ma i principali – o quantomeno quelli che ritroveremo di frequente – sono loro:

Samantha Kingston detta Sam è la protagonista di questa storia. Benestante di famiglia, adora sua sorella minore, Izzy, che parla con la f ed è intraprendente molto più di lei. E’ pensierosa e non ha problemi a dire le cose come stanno alle sue amiche a costo di essere detestata. Una ragazza enigmatica ma interessante da decifrare.

Lindsay, fra tutte le amiche di Sam, è la migliore ma anche la peggiore fra tutte quelle che ha. Io l’ho detestata dall’inizio alla fine. Opportunista, egoista e menefreghista, ha tutte le qualità negative del mondo ed è detestabile sotto tutti i punti di vista. Nasconde le sue emozioni e cosa ha nel suo passato ma ciò che fa e come, la rendono insopportabile e insensibile in ogni occasione.

Elody è l’amica più carina fra tutte ma anche quella più schietta e diretta nelle cose. Assieme ad Ally, che è l’amica che mette a disposizione casa sua quando le ragazze hanno voglia di passare del tempo tutte assieme, saranno le due ragazze carine, ricche e popolari esattamente come le precedenti e sono loro quattro a comporre il gruppo.

Kent McFuller è un vero tesoro. Sarà l’amico che Sam inizialmente non vede ma che sarà sempre presente. E’ dolce, premuroso e attento. Purtroppo per lui che sia lo sfigato della situazione, uno dei migliori personaggi della storia. Adorato dall’inizio alla fine.

Juliet Sykes è la ragazza che è detestata dal gruppo. Soprannominata Psycho, viene chiamata pazza e trattata a pezze in faccia dalle quattro ragazze, Sam compresa. Andando avanti con il tempo però, Sam si renderà conto di non avere motivo di odiarla.

Ed è la cosa più assurda di tutte, ma qui insieme a Kent McFuller in una stanza così buia che potrebbe essere sepolta ovunque, sento accendersi una minuscola fiammella dentro di me, un puntino in fondo alla pancia che schiaccia la paura. – Nell’armadio ci sono altre coperte – dice. Le sue labbra sono vicinissime alla mia guancia. – Grazie – sussurro. Rimane finché non mi sono infilata a letto, poi mi rimbocca le coperte come fosse la cosa più normale, come se da una vita mi mettesse a dormire tutte le sere. Tipico di Kent McFuller.

Il perno centrale è proprio questo ripetersi dello stesso giorno e la consapevolezza che la protagonista ha ogni giorno sempre di più. Ogni tassello si mette al suo posto e riesce a comporre un puzzle difficile ma risolutivo.

Lo stile utilizzato è semplice e mi ha riportato indietro nel tempo, al liceo. Coinvolgente, semplice e diretto. Scritto in prima persona, dove la narratrice è la nostra Sam, mi ha ricordato altri libri adolescenziali per la sua struttura semplice e infinitamente scorrevole: ho terminato questo libro in poche ore.

L’unica cosa che non mi è andata giù totalmente è stata la scelta del personaggio per ciò che le avviene. Vi spiegherò con calma. Le tematiche affrontate sono davvero diverse e tutte importanti: gli incidenti stradali, il bullismo, l’adolescenza, la redenzione, … che anche se non sono pienamente sottolineati ma velati, lasciano riflettere il lettore. La cosa che non ho trovato corretta è avvenuta nella parte finale e riguarda proprio la protagonista stessa. Per fargli succedere tutto ciò che le succederà nel libro avrei preso proprio Lindsay e non lei perchè sarebbe stata il soggetto ideale. In fondo Sam ha un cuore ed è una ragazza meravigliosa, quindi ho trovato sbagliata la scelta del soggetto, tutto qui.

Non faccio mai colazione a casa, ma mia madre continua a chiedermelo, tutti i giorni in cui riesce a intercettarmi prima che io scappi, e in quel momento mi rendo conto di adorare le piccole consuetudini quotidiane della vita: il fatto che me lo chieda sempre, il fatto che io dica sempre di no perchè c’è un bagel al sesamo che mi aspetta sull’auto di Lindsay, il fatto che ascoltiamo sempre No more Drama quando entriamo nel parcheggio della scuola. Il fatto che la domenica mia madre cucini sempre spaghetti e polpette, e il fatto che una volta al mese mio padre prenda il controllo della cucina e faccia il suo “stufato speciale”, nient’altro che hot dog a pezzi, fagioli e un sacco di ketchup; non ammetterò mai che mi piace, ma in realtà è uno dei miei piatti preferiti. I piccoli dettagli che segnano il ritmo della mia vita, come minuscoli difetti di cucitura che rendono unico un tappeto tessuto a mano, piccoli vuoti, gobbe o indecisioni impossibili da ripetere.

Quante cose diventano belle quando le guardi da vicino.

Il libro è stato bello, commuovente e riflessivo. Sommariamente è stato tutto molto buono e curato anche nell’avvenire degli eventi, che è difficile non ripetere se si tratta di ricominciare sempre la stessa giornata.

Lauren Oliver è stata una scoperta. Questo libro è uno di quelli da mettere in libreria, conservandolo gelosamente. Ricco di riflessioni, fa riscoprire quanto sia importante la vita anche nei suoi momenti più piccoli.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Allora, lo leggerete? Andrete a vederlo al cinema? Io sicuramente correrò a vederlo! Vi aspetto, come sempre.

A presto,

Sara. ©

 

 

RECENSIONE #87 – RONDINI D’INVERNO – SIPARIO PER IL COMMISSARIO RICCIARDI DI MAURIZIO DE GIOVANNI.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi una nuova recensione! Di cosa? Lo avrete già capito dal titolo del post però prima di tutto vorrei ringraziare Giulia di Liberi di Scrivere per avermi incluso nel suo progetto per il BlogTour (la mia tappa QUI) che poi c’è stato in questa settimana. E ringrazio l’Einaudi con cui non collaboro ma che ci ha permesso la lettura.

Ecco qui:

sipario-per-il-commissarioTitolo: Rondini d’inverno – Sipario per il commissario Ricciardi.

Autore: Maurizio De Giovanni

Pagine: 356

Editore: Einaudi

Data di pubblicazione: 4 luglio 2017

TramaIl Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo “di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, così dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora più oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con una confessione rivolta al brigadiere che lavora con il commissario Ricciardi, nostro protagonista indiscusso.

Subito dopo un vecchio racconta ad un bambino una storia dopo aver visto delle rondini spiccare il volo e, mentre suona una canzone, parte con il racconto di una compagnia intenta in uno spettacolo teatrale allo Splendor. Una donna viene uccisa durante lo spettacolo in una rappresentazione di tradimento. L’uomo che ha sparato è suo marito e sembra essere del tutto evidente. La cosa non convince il Commissario Ricciardi  che comincia ad indagare sull’omicidio in questione.

Nel frattempo, anche il brigadiere prende in carico un’indagine da solo assieme a Bruno Modo, a insaputa del Commissario che ha molto da fare nella questione teatrale.

Cosa succederà al Commissario Ricciardi? Sarà Gelmi il colpevole evidente o c’è qualcun altro dietro l’uccisione di Fedora Marra?

C’era qualcosa di strano nella sala dello Splendor. Ricciardi si chiese cosa fosse. Non era il fatto di vederla deserta. E nemmeno il silenzio, rotto appena dalle chiacchiere e dalle risate del personale che giungevano attutite dalla cucina lontana. All’improvviso il commissario comprese. Era la luce; arrivava dall’alto, dal lucernario. Un chiarore sommesso che conferiva all’ambiente la stessa atmosfera di una chiesa vuota. Sul palcoscenico qualcuno aveva deposto una rosa nel punto in cui si era accasciata Fedora Marra, la stella, la primadonna, la protagonista indiscussa. Una rosa rossa, nuda, a gambo lungo e non freschissima, perché qualche petalo si era già staccato.

La trama è corretta. Mette alla luce i fatti senza rivelare niente. Quindi devo dire un ottimo lavoro su questo punto di vista.

La copertina è decisamente particolare ma bella, decisamente. Esprime a pieno non solo il Sipario per il Commissario Ricciardi ma anche la morte di Fedora durante lo spettacolo teatrale, la rosa lasciata sul palco in segno di ricordo. Il titolo è lunghissimo ma è anche identificativo vista la considerevole mole di libri che riguardano la serie del Commissario in questione. Quasi fosse il Montalbano napoletano, per farla breve.

Siamo a Napoli e la storia è ambientata nei primi anni novanta, precisamente nel 1933.

Tornò a fissare Ricciardi. – Io aiuto, non uccido. Chiedete in giro, l’ambiente nostro è terribile, si sparla di tutti, ma su di me nessuno tiene niente da dire. Mi sono tutti fedeli, perché faccio del bene. Prima che le guardie lo portassero via mormorò: – Se avessi sparato a Fedora, commissario, non sarebbe stato l’unico colpo mortale. Ce ne sarebbe stato un altro, e sarebbe stato per me.

I personaggi principali si contano sulle dita di una mano. Però vi parlerò anche di chi è un pò il fulcro centrale:

Luigi Alfredo Ricciardi è il Commissario della polizia di Napoli e si occuperà delle indagini.  E’ un personaggio chiuso, enigmatico, introverso e di poche parole. Ama Elena ma non riesce ad esprimere a pieno i suoi sentimenti perchè nasconde dei segreti.

Elena è l’innamorata del nostro Commissario. I suoi genitori vogliono farle sposare un giovane tedesco ma lei non vuole saperne, lei ama Ricciardi. E’ una donna forte e coraggiosa per i tempi e le cose che c’erano prima.

Raffaele Maione è il Brigadiere che sta sempre assieme al Commissario. E’ un tipo piuttosto singolare, divertente e molto portato per la guida, al volante è davvero temerario.

Bruno Modo è il dottore che si occuperà delle autopsie ed è amico sia del Brigadiere Maione che del Commissario Ricciardi. Si prenderà a cuore Lina di cui (sembra) innamorato e cercherà di aiutarla.

Fedora Marra è la vittima. L’attrice di talento moglie di Gelmi, altro attore della compagnia del teatro Splendor, che mette in scena la commedia Ah, L’Amour! Vene uccisa dal suo stesso marito mentre inscenavano il tradimento.

Michelangelo Gelmi è il marito di Fedora, un uomo strano e ambiguo ma anche buono. Adora sua moglie e non riesce a spiegarsi perchè abbia ucciso sua moglie.

– Ancora non lo sappiamo, ma scoprirlo è fondamentale, se non altro per capire l’eventuale movente del marito. E siccome sono convinto che nessuno degli artisti parlerebbe di una cosa tanto delicata davanti ai colleghi, ho preferito dar modo loro di incontrarmi da solo. Cosí si eviteranno accuse reciproche e maldicenze varie. Hai notato che si sono già divisi tra quelli che sostengono l’innocenza di Gelmi e quelli che lo credono colpevole? Maione allargò le braccia. – Eccome. Ma credo sia abbastanza normale, dato l’ambiente. Ci stanno quelli grati di avere avuto l’ingaggio, che pensano «Mo’ ci cacciano», e quelli che vogliono approfittarne per mettersi in mostra.

Il perno centrale è appunto l’indagine del Commissario sull’omicidio avvenuto al teatro Splendor e alla sua compagnia. Sotto però gireranno altri fatti, altre indagini e altri fatti che avvengono a parte che riguardano sia la vita del commissario, … .

Lo stile utilizzato è piuttosto elaborato. De Giovanni riesce ad entrare nell’ottica e nell’epoca in cui scrive e resta tale, non sfociando in altre cose.

L’unica cosa che mi ha dato pesantezza, sono state le prime quaranta pagine che non avevano uno straccio di dialogo – se c’era era in una forma che non vi sarei descrivere pienamente, quasi fosse impersonale – e le descrizioni erano davvero pesanti. Ho sperato che non fosse tutto così altrimenti sarei impazzita ma quando la storia ha preso il via, tutto è cambiato. La storia ha cominciato ad prendere piede ma sempre con estrema modestia, come negli anni trenta. Ho fatto difficoltà a relazionarmi a pieno con il Commissario, personaggio molto chiuso, ed ho preferito maggiormente il Brigadiere. Non è riuscito a coinvolgermi come doveva ma, credo, che parte della colpa sia mia che non avevo mai letto alcun libro precedente sul commissario.

L’apprezzamento invece, che ho da fare, [avendo letto un vecchio libro di Camilleri di Montalbano, quindi il paragone posso farlo], è quello di aver preferito  sinceramente De Giovanni.

 – Commissa’, noi attori siamo gente strana. Con gli anni, a forza di rappresentare esagerazioni, perché questo sono i sentimenti che mostriamo sul palcoscenico, finiamo per esagerare pure noi. E ci convinciamo che è tutto vero: le lacrime e le urla, le risate e i tradimenti. Forse il povero Michelangelo è rimasto vittima di un sogno, e ha dimenticato la differenza che ci sta tra la realtà e l’immaginazione. Pure Fedora era un’attrice, e anche lei faceva finta. Magari si è inventata un grande amore e ci ha creduto. A teatro, succede. Gli altri non se ne rendono conto, pensano che siamo persone normali che fanno un mestiere particolare. Invece è il contrario, siamo persone particolari che fanno un mestiere normale.

Il libro non è stato male, non mi è del tutto dispiaciuto però, allo stesso tempo, non mi è entrato dentro come avrei sperato.

La storia è carina, io non ho letto i precedenti della serie e vi assicuro che può essere letto anche in totale solitudine dagli altri essendo indagini singole in ogni libro. Comunque è preferibile leggere i precedenti se si vuole cercare di capire tutto. La vita del commissario prosegue ma credo che con questo sia arrivato al capolinea (o forse ce ne sarà un ultimo da come è finito questo) anche perchè l’autore ha annunciato che nel 2019 smetterà di scrivere.

Vi consiglio comunque la lettura anche se a me non ha fatto particolare impressione o mi ha coinvolto granché.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.picsart_09-29-08.44.45-3.jpg


Cosa ne pensate? Conoscete i Libri di quest’autore? Avete letto altri volumi del Commissario Ricciardi?

Io vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

BLOGTOUR “UN CATTIVO RAGAZZO COME TE” DI HUNTLEY FITZPATRICK: RECENSIONE

BUON PRIMO POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi continuiamo con il BlogTour di Un cattivo ragazzo come te di Huntley Fitzpatrick edito DeAgostini e abbiamo la recensione tutte quante assieme.

Eccovi la mia recensione:

cover2b252822529Titolo: Un cattivo ragazzo come te

Autore: Huntley Fitzpatrick

Editore: De Agostini

Prezzo: € 6,99 (ebook) € 14,90 (cartaceo)

In uscita l’11 luglio 2017

TramaL’ultima cosa di cui una maniaca del controllo come Alice Garrett ha bisogno è un tipo come Tim Mason. Tim che è il migliore amico di suo fratello minore. Tim che attira i guai come una calamita. Tim che fiuta l’alcol anche bendato. Ma si sa, le cose non vanno sempre come si vorrebbe. Così, quando Tim si trasferisce nell’appartamento sopra il garage dei Garrett, Alice comincia a conoscerlo meglio. E capisce che dietro quella maschera da bad boy si nasconde un ragazzo che, dopo aver toccato il fondo, è pronto a tutto pur di cambiare. Anche a prendersi finalmente la responsabilità per il guaio che ha combinato un anno prima. Un guaio che Tim non ricorda nemmeno ma le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Qualcosa di così scomodo che potrebbe mettere fine alla storia con Alice ancora prima che abbia inizio. 

RECENSIONE:

La storia ha inizio a casa Mason. Timothy, per gli amici Tim, è convocato da suo padre in merito alla sua condotta. Tim ha tanti problemi di cui vi parlerò più avanti e suo padre gli lascia un ultimatum: entro dicembre deve maturare e cercare di diventare adulto altrimenti il suo fondo per l’università verrà girato a sua sorella Nan, la gemella perfetta e studiosa, e non avrebbe più ricevuto alcun aiuto finanziario.

Timothy non si perde d’animo e si trasferisce sopra al garage di Casa Garrett dove prima viveva il suo migliore amico Jase ed è lì che incontra Alice. I due si conoscono già per via dell’amicizia che lega Jase a Tim ma avranno modo di approfondire questa conoscenza. In più Tim riceverà una sgradita sorpresa che gli sconvolgerà la vita.

Cosa succederà ai due ragazzi? Riuscirà Tim a dimostrare di essere diverso da come il padre lo ha sempre considerato? Cosa sarà la sorpresa a cui si troverà vincolato Tim?

«Allora, cos’è successo di così grave? Stavi migliorando!» «Sì, be’, e ora sono peggiorato.» Ha quella voce roca e strozzata che viene ai ragazzi quando si sforzano di contenere le emozioni. Tiene gli occhi fissi sul fondo del vialetto, come se temesse di piangere se distoglie lo sguardo da lì. Sembra più piccolo, un ragazzino. Continua a stuzzicare quello strappo vicino alla tasca, e con un gesto di stizza gli prendo il polso e lo scuoto. «Proprio come ti aspettavi, vero, Alice? Volevo essere meglio di così.» Mi guarda per un momento. «Sei bellissima. Dio.» È chiaro che è successo qualcosa di grave, ma non capisco cosa, e lui non me lo vuole dire. Ma io ho tutta la mia famiglia. Lui ha molto di meno.

La trama è ben scritta e invoglia a leggere il libro. Mi aveva incuriosito molto e sono felice di aver partecipato a questo BlogTour.

La copertina è carina ed è stata lasciata come l’originale quindi è decisamente apprezzabile. Non mi fa impazzire perchè ci sta di meglio ma è completamente soggettivo: può piacere oppure no. Il titolo originale è The boy most likely to, ovvero il Ragazzo che ha più probabilità di. Non capisco questo arrangiamento italiano visto che tradurlo così com’era avrebbe avuto anche più senso anche per ciò che c’è all’interno del libro stesso.

L’epoca è senza dubbio moderna.

Quando apro l’acqua si irrigidisce per lo shock. Per favore, Cal, non ricominciare a strillare. «Va tutto bene. È una doccia. A noi uomini piacciono le docce. Dalle una possibilità.» Mi si aggrappa al petto come una scimmietta. Una scimmietta sporca coi capelli rossi. Gli lavo la schiena sotto l’acqua. Fa una smorfia: accidenti, l’acqua è un po’ caldina. La regolo fin quasi al freddo. Cal sembra ancora più spaventato. Gli insapono di nuovo la schiena e poi lo tiro su per guardarlo in faccia. «Va tutto bene, Cal. Sei al sicuro» mormoro in tono convinto. I suoi occhi blu e rotondi fissano i miei. China la testa, mi appoggia la bocca sul naso… E inizia a succhiarlo. Non resisto, scoppio a ridere. Lui continua a succhiare lo stesso. «Non otterrai quello che cerchi dal mio naso, ragazzino!» Probabilmente neanche dal resto di me. Ma qui, sotto questa doccia gelida, con lui scivoloso come una saponetta, ed entrambi reduci dal pannolino dell’orrore, sono felice. Per il momento, quantomeno, posso essere ciò di cui questo bambino ha bisogno. O almeno può esserlo il mio naso.

I personaggi principali sono due; poi ci sono anche altri che sono preponderanti per la storia che viene a crearsi:

Tim è un ragazzo scapestrato, ha avuto problemi con l’alcolismo, è stato espulso da diverse scuole e sta cercando di cambiare. E’ un ragazzo particolare, ironico sia verso se stesso che con gli altri, è un ragazzo sicuramente particolare ma da non sottovalutare.

Alice è una ragazza esemplare. Si fa carico della famiglia e dei conti di casa perchè suo padre è in ospedale e sua madre è sempre impegnata con i figli. Con i ragazzi invece è fredda, calcolatrice, una sottospecie di sergente. Con Tim tutte le sue sicurezze vacilleranno. Riuscirà a irrompere nel suo cuore di ghiaccio?

Preponderante è Cal è il piccolo che entrerà a far parte del romanzo e sarà una parte davvero fondamentale per la crescita dei personaggi principali, sopratutto di Tim. Ho adorato Cal in ogni sua singola forma e il rapporto con Tim è stato davvero fantastico.

La famiglia Garrett è numerosa, chiassosa e generosa. Sono aperti nei confronti degli altri e sono disposti sempre ad aiutare. Ognuno con una propria caratteristica creano una famiglia allargata fantastica, che tutti vorrebbero.

«Anche il tuo appartamento era vuoto.» «Sì, be’. Accidenti, quanto traffico. Devo andare a prendere Nano prima di Cal, e Hester si agita sempre se arrivo in ritardo. Dio, quello lì è appena passato col rosso, hai visto?» «Tim, sei arrossito?» «No, io non arrossisco. Gli uomini non arrossiscono.» «Secondo me sei arrossito.» «Fa caldo qui dentro, Alice. Puoi aprire il finestrino?» Non fa affatto caldo, lì dentro. È un fresco e nuvoloso pomeriggio autunnale. E poi c’è l’aria condizionata, nonostante sia totalmente inutile. Apro lo stesso il finestrino. Anche lui apre il suo, e quando ci fermiamo a un semaforo tira fuori la testa per rinfrescarsi il viso. Che non è arrossito. Perché gli uomini non arrossiscono.

Il perno centrale più che Alice e la storia d’amore, per me, è stata la crescita di Tim, il diventare uomo, il cambiare e il rapporto che matura con se stesso dall’arrivo di Cal ed entrando anche a contatto con una famiglia vera, diversa dalla propria; quella dei Garrett.

Lo stile utilizzato è stato davvero minimal. La storia si divide in due punti di vista diversi che si alternano all’interno dei capitoli più volte: quello di Alice e quello di Tim.

[Apro e chiudo parentesi! Ammetto che ho preferito sicuramente Tim ad Alice ma è proprio un difetto mio. E’ difficile, se ci sono due punti di vista in una storia, che io ami il punto di vista femminile. Perchè? Perchè la parte maschile risulta quasi sempre migliore e somigliante alla realtà. La donna viene fatta come una mollacciona in stile oca giuliva. (Ma questo è un discorso a parte, ovviamente).]

In alcuni momenti l’ironia di Tim è stata sincera e pura. Ridevo di gusto e mi sono trovata nei suoi pensieri, veri e forti per un adolescente di soli diciassette anni.

Le tematiche affrontate non sono delle più semplici: si passa dall’alcolismo alla paternità e sono state decisamente bene affrontate. I personaggi sono maturati, in questo senso, sopratutto Tim.

Parlo della mamma, della sua inattesa accettazione di Cal, e dei Garrett, di come per loro l’accettazione sia scontata… e poi dico qualche parola su pa’. Dopo la riunione Jake si siede accanto a me in cima alla lunga scalinata di St. Jude. Apre con i denti un pacco di bottigliette di birra analcolica, me lo porge senza dire niente. Ne prendo una, me la porto alle labbra, resto seduto lì, gambe larghe e mani intrecciate tra le ginocchia. «Sto smettendo di fumare» dice Jake. «Di nuovo. Stavolta spero proprio che sia per sempre. Sei un ottimo esempio, ragazzo. E non avrei mai pensato di poterti dire questa frase.» Gli scocco un’occhiata, riesco a sorridere, torno a guardarmi le mani. «Il fatto è che…» continua. «Quando il mio compagno ha detto ai suoi genitori di essere gay, loro hanno chiamato il pediatra sperando che ci fosse un vaccino. I miei l’hanno chiamato per chiedergli cosa volesse per cena.» Mi lancia uno sguardo significativo. Poi sospira, sorride. «A volte… se abbiamo fortuna… troviamo una famiglia dove meno ce l’aspettiamo.»

La storia per quanto sia stata carina è risultata scontata. Avevo capito già come sarebbe andata a finire fra Tim e Alice ed ancora peggio fra Tim e Cal. Nessun effetto sorpresa, nessuna cosa che mi abbia coinvolto e sopratutto convinto pienamente.

Un vero peccato perchè la storia d’amore è passata in secondo piano rispetto al resto e ha perso molto. E’ stato comunque divertente e riflessivo.

Lo consiglio? Più agli adolescenti e a chi vuole affrontare una lettura leggera e spensierata in vista dell’estate ma non aspettatevi niente di particolare. 

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Ecco qui le altre tappe che potete leggere se ve le siete perse:19656897_1428040043928983_3837399997214683550_n

In più ci sono le altre recensioni da leggere, che aspettano soltanto voi!


Cosa ne pensate, vi piace questo libro? Lo leggerete? Io vi aspetto con un commento!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #86 – LOVE GENERATION DI NOELLE OLSEN.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi abbiamo la recensione di un libro che mi ha davvero stupito. Vi spiegherò tutto con estrema calma ma voglio assolutamente ringraziare l’autrice per avermi permesso la lettura.

Ecco qui di cosa sto parlando:

downloadTitolo: Love Generation – Generazione D’amore

Autrice: Noelle Olsen

Casa Editrice: Self Publishing / StreetLib

Anno di Pubblicazione: 9 aprile 2017

Genere: Romanzo Rosa / Young Adult

Pagine: 276

Prezzo Ebook: 1,49 € /Cartaceo: 18,00 €

Trama:  Anno 2006. Arianna Lombardi, diciottenne studentessa dell’ultimo anno di liceo, vive una vita quasi perfetta: famiglia benestante, feste in
yacht, amici a volontà. Arianna, però, custodisce un segreto. O meglio: custodisce una persona dentro di se’ di cui è segretamente innamorata. Lui, Tommy Ferrari, il classico belloccio popolare e altezzoso. S’incontrano spesso, tra feste e ore scolastiche, come se una forza misteriosa voglia sempre intervenire sui loro destini. Tutto sembra andare a gonfie vele nella vita di Arianna, quando una notizia sconvolgente si abbatte su di lei come un fulmine a ciel sereno, in quella calda giornata di Agosto, cambiando per sempre la sua vita. Un evento capace di inaugurare una catastrofe silenziosa, sistematica. Tutto quel castello di sogni, speranze, illusioni giovanili, rimpiazzato giorno dopo giorno da una realtà tortuosa, fatta di preoccupazioni e responsabilità. Una notizia che cela dietro di se’ una verità molto più agghiacciante. Arianna si troverà ad affrontare, come tanti altri suoi coetanei, il lungo percorso in cui vede il suo mondo innocente, la sua ‘‘generazione d’amore’’ trasformarsi in un mondo crudo e colpevole. Il cammino dall’adolescenza all’età adulta.

RECENSIONE:

La storia ha inizio a Carpi, il 23 dicembre 2015. Arianna Lombardi è in macchina intenta in una delle guide che le servono per prendere la patente. Una volta a casa la ragazza si prepara per uscire con il suo ragazzo, Lapo, ma viene interrotta dalla sua amica Irene che le si presenta in casa chiedendole disperatamente il numero di Alex, un amico di Arianna. Dopo vari battibecchi tra le due Arianna cede all’amica e finalmente può uscire assieme al suo ragazzo.

Tutto sembra andare per il verso giusto fino a quando Arianna si accorge che nel suo cuore non c’è più spazio per Lapo e per sua madre che tenta da secoli di farli mollare definitivamente. Uno spiraglio nel cuore gli dice che Tommaso è quello che fa per lei.

Sarà effettivamente così? E cosa succederà alla nostra protagonista e alle sue amiche che si intrecceranno sempre di più all’interno del volume? Come vivranno l’ultimo anno della loro adolescenza, fra esami di maturità, amori, party e famiglia? Lo scoprirete solo leggendo!

Lo stacco di rullante e i bassi s’arrampicarono su un dirupo scosceso, in un moto perfetto e regolare, fino a sfociare nell’estasi di Love Generation e dei suoi arpeggi celestiali. Per una volta Arianna non si abbandonò al ritmo, riflettendo invece su cosa significasse quel brano per lei e per i suoi coetanei. La loro era veramente la generazione che descriveva Bob Sinclar? Una generazione di svalvolati sognatori, custode del più grande dei sentimenti? Sul momento non seppe trovare una risposta. Le amiche cominciarono a farsi strada tra la folla, fermandosi al centro della sala e poi iniziarono a ballare.

La trama è ben scritta e ben strutturata. Anche se avrei incentrato poco il fatto della notizia che la sconvolge, perchè quello accade tutto nella parte finale. Ma capisco anche la scelta dell’autrice perchè comunque la storia si incentra molto si, sull’adolescenza ma anche sul cambiamento e sulle scelte che portano verso l’età adulta.

La copertina inizialmente non mi ha entusiasmato per niente. Andando avanti nella lettura però, mi sono ricreduta e (devo ammettere che è la prima volta che mi succede sappiatelo!) l’ho compresa e amata. La copertina calza a pennello in questa storia ed è più che azzeccata. Forse non sembra il massimo a primo acchito ma vi assicuro che è ben fatta. Il titolo mi piace anche se avrei messo o Love Generation o Generazione d’amore, anche perchè è la stessa cosa e suona ripetitivo. Mi ha colpito però il significato profondo che l’autrice ha voluto dare al titolo legandolo ad una canzone in particolare.

Risultati immagini per carpiL’ambientazione è la piccola città di Carpi che fa da sfondo alle vicende della nostra protagonista, Arianna Lombardi. Lepoca della storia in questione parte dal dicembre 2005 ma possiamo dire il resto si svolge al principio del 2006 ed abbraccia più archi temporali. Per la maggior parte si concentra nell’anno che vi ho menzionato ma andremo anche piuttosto avanti nel tempo.

Dopo aver aspirato a lungo, Tommy lanciò la sigaretta per terra e si avvicinò ancora di più a lei. “Mi ha fatto piacere ricevere il tuo messaggio l’altra sera, è stata una bella sorpresa” disse lui, cambiando argomento. “È stato un momento così, d’impulso…” balbettò lei, cercando di giustificarsi. “Mi piacciono i tuoi momenti così, d’impulso” sorrise. “Vediamo di trovare un giorno per uscire insieme.” Tommy la fissò, poi le sfiorò delicatamente il viso con le dita, ancora odoranti di nicotina. Si avvicinò e appoggiò le labbra sulle sue, con decisione. Arianna aprì la bocca, lasciando entrare la sua calda lingua. Il ragazzo ci sapeva fare, muoveva la bocca e la lingua in un modo perfetto, alternando movimenti lenti ad altri più veloci.

I personaggi sono molti e non vi parlerò di tutti ma solo dei principali. Vorrei che li scovaste per conto vostro, così che possiamo magari discuterne assieme:

Arianna è una ragazza ricca e intraprendente. E’ studiosa ed è fidanzata con Lapo, un ragazzo scialbo senza interessi, da anni fatti da tira e molla che lei stessa pensa di terminare. Il suo cuore è stato rapito dal giovane Tommaso con cui non ha mai scambiato una parola ma che lo attira da sempre.

Petra è la sorella minore di Arianna, anche lei Lombardi ma fino al midollo. Somigliante molto più ai genitori, testarda ed egocentrica. Un personaggio che ritroveremo spesso ma che non mi ha fatto particolarmente impazzire.

Irene è una delle migliori amiche di Arianna nonché vicina di casa. E’ un’ottima amica per la nostra protagonista fin da quando erano bambine. Morgana è una delle altre amiche del gruppo che assieme a Luana, completano la squadra delle nostre ragazze. Sono unite da un’amicizia indissolubile che le unisce da sempre.

Alex è il classico tipo ricco e stronzo (passatemi la volgarità perchè ci sta tutta). Non ha un briciolo di cervello se non quello che gli risiede nei pantaloni. In compenso è un grande amico di Arianna e l’aiuterà nei momenti più impensati.

Tommaso è il ragazzo che farà da cornice al nostro quadro. Un ragazzo misterioso, particolare e ricco di fascino. Figlio del famoso Carlo Ferrari è un ragazzo che farà sognare il lettore come la nostra stessa protagonista.

“Ragazze, ci pensate che finita la scuola, a giugno, non ci vedremo più tutti i giorni?” irruppe Irene, esternando un timore che albergava dentro tutte loro. “Comunque noi ci terremo in contatto e chissà, magari ci ritroveremo nella stessa università” la rassicurò Morgana. Ci fu nuovamente silenzio. “E se invece ci perdessimo di vista?” chiese Arianna, pensierosa. “Non succederà mai. Salvo che qualcuna di voi non sottragga Giovanni alla Morg” scherzò Irene. “Oppure Alex a Irene.” Arianna ricordando cosa era accaduto tra i due, le chiese come fossero rimasti dopo quella serata. “Stendiamo un velo pietoso su questo argomento.” “Morale di Arianna tra tre, due, uno…” rise Morgana, intuendo cosa sarebbe successo nel giro di poco. Tutte scoppiarono a ridere. “Ragazze, facciamo un patto: non perdiamoci mai di vista, neanche se dovesse accadere qualcosa di assurdo” disse Luana. “Promesso” risposero le altre.

Il perno centrale è, come spiegato anche dalla trama stessa, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Conosceremo Arianna e i suoi amici sopratutto nella loro fase adolescenziale ma non mancherà anche il resto.

Lo stile utilizzato dall’autrice è stato semplice e scorrevole. Con la sua semplicità, l’autrice riesce a trasportarti all’interno della storia cullandoti completamente.

Non mi è dispiaciuto il cambio di prospettiva. Non solo troveremo Arianna che guiderà la maggior parte della storia ma avremo modo di conoscere Morgana, Tommaso, Irene, persino Giovanni. Forse il passaggio su più personaggi può disturbare il lettore abituato a rimanere entro una certa prospettiva però a me non è dispiaciuto perchè ben scritto.

Ci sono delle cose che non mi sono andate completamente a genio. Le scene di sesso, per carità ben descritte, ma fra i due ne sarebbe bastata una scritta più esplicita, le altre avrebbero potuto essere surclassate. Non perchè sia pudica ma oltre a non amarle in se per se, le trovo ripetitive a lungo andare. Perdonami Noelle.

(Ps: il QB che poteva essere evitato mettendolo scritto per esteso, visto che sto QB messo così suona davvero male ma è una cosa relativa)

Il tono di voce si fece più sottile. Tommy la strinse a sé più forte che poté. Arianna da quella stretta poteva percepire tutta la sua sofferenza, la stessa che l’aveva portato a chiudersi completamente al mondo che lo circondava. Non sapeva come confortarlo ma d’istinto, le parole, come dotate di vita propria, uscirono dalla bocca di Arianna senza il suo permesso. “Ti amo.” Dopo quella dichiarazione, la ragazza trattenne il respiro in attesa di una reazione da parte di Tommy, positiva o negativa che fosse.

Il libro è stato davvero carino e fa senza dubbio riflettere. Mi ha portato indietro negli anni quando io, nell’anno in cui Arianna stava per uscire dalle scuole superiori, avevo appena iniziato e mi ero immersa in un nuovo “mondo”. In più, le musiche scelte creano davvero un bello sfondo.

Si percepisce il cambiamento e la svolta nella vita di Arianna, la consapevolezza di essere diventati adulti e di aver lasciato indietro le cose che ormai non possiamo più rincorrere. E l’autrice, Noelle Olsen è stata davvero brava in questo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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E voi, lo leggerete? Cosa ne pensate? Io vi aspetto con un bel commento, mi raccomando!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #85 – TUTTI PER UNO DI PITTACUS LORE.

BUON POMERIGGIO MIEI CARI LETTORI!

Oggi. come vi avevo promesso ho per voi l’articolo della recensione dell’ultimo libro che chiude la saga delle Lorien Legacies di cui vi avevo parlato qualche giorno fa. Non sapete di cosa sto parlando o vi siete persi l’articolo? Non temete, andate QUI prima di proseguire e capirete tutto al meglio.

Di chi sto parlando? Tenetevi pronti!

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Titolo: Tutti per uno (#7 della saga Lorien Legacies iniziata con Sono il numero Quattro.)

Autore: Pittacus Lore

ISBN: 9788842929239

Editore: Nord

Trama: La mia vita è stata un lungo, estenuante allenamento. Dovevo prepararmi al giorno in cui io e i miei compagni avremmo combattuto e vinto una guerra segreta contro la terribile minaccia che gravava sul mondo. Ma abbiamo fallito. I nostri nemici hanno invaso la Terra, seminando il panico tra la popolazione inerme. Ci siamo resi conto di non essere abbastanza forti per farcela da soli, così ci siamo alleati con l’esercito americano e abbiamo viaggiato per settimane alla ricerca di ragazzi come il mio amico Sam. Ragazzi dotati di poteri straordinari, da addestrare prima che sia il nemico a trovarli e a usarli contro di noi. Perché la nostra unica speranza è unire le forze. O almeno è ciò di cui sono convinti gli altri. Io, invece, non ne sono più tanto sicuro.
Perché loro hanno ucciso il Numero Uno in Malesia.
Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya.
Il Numero Otto in Florida. Io sono il Numero Quattro e loro mi hanno portato via la casa, la famiglia e la ragazza che amavo. Nessun altro deve morire a causa mia. Non ora che ho scoperto di avere una nuova, potentissima Eredità. Io sono un’arma, forse l’unica in grado di sconfiggerli. E sono pronto a sacrificarmi, pur di vincere la guerra…

RECENSIONE:

La storia del primo volume Sono il numero Quattro ha inizio sulla Terra, Numero Uno è stato ucciso in Malesia. Numero Due in Inghilterra e Numero Tre in Kenya. Numero Quattro si ritrova ad essere il prossimo di un profondo attacco da parte di Mogadorian, stirpe aliena crudele e orribile che cerca di eliminarli. I Numeri sono stati istituiti per proteggere i Nove ragazzi inviati sulla Terra per creare una nuova popolazione Loric (altra popolazione aliena uguali agli umani ma con dei poteri, chiamate Eredità) e per salvare quel poco che poteva essere salvato. I ragazzi potevano essere uccisi soltanto in successione numerica, altrimenti il danno era ritorto contro a chi lo stava procurando. Quattro scappa da una vita e si muove di continuo di città in città fino a che non si ferma a Paradise e li incontrerà Sam, Sarah, Mark ed avrò inizio la caccia da parte dei Mog per ucciderlo. Da qui ha inizio la storia del primo volume.

Detto questo, potete leggere questa recensione a vostro rischio e pericolo perchè ci saranno evidenti spoiler che, dopo sette libri, mi è davvero difficile evitare. Se qualcuno ha intenzione di leggere la saga, non leggesse la recensione ma può ritornarci in seguito, io vi aspetto sappiatelo. Per i più temerari, benvenuti.

La storia ha inizio dove l’avevamo lasciata. Un primo gruppo ritorna dal Santuario con l’astronave di Lexa mentre l’altro gruppo è assieme ai terresti del governo statunitense in cerca di attuare un piano per sconfiggere i Mogadorian.

Quattro, Sam ed altri si trovano nella base statunitense mentre Sei, Marina, Ella ed altri sono assieme sulla navicella che li sta portando dal Santuario alla base statunitense.

Insieme, fra sofferenza, combattimenti, morte, tristezza, forza, Eredità e strategia cercheranno di porre fine alla stirpe dei Mogadorian assieme al loro capo, il Benevolo Condottiero conosciuto come Setràkus Ra. Riusciranno i giovani alieni Loric a portare la pace sulla Terra oltre che nei loro cuori? Riusciranno a vincere la guerra che incombe su di loro e sul destino dell’intera popolazione terrestre?

Non lo contraddico, anche se penso che abbia ragione. E’ strano sperare di aver ucciso Setràkus Ra e allo stesso tempo sentirmi in colpa per quello che è successo a Sarah, (…). Sono a pezzi. «Ammiro molto voi Garde», continua Adam «Quasi tutti avete forza , ma anche compassione. La mia gente no. Io… sarei andato avanti in ogni caso». Al Santuario, per un istante, Adam ha avuto la possibilità di colpire Setràkus Ra. 

La trama è assolutamente in linea anche se, unico appunto che ho da fare è il fatto di scrivere “Il Numero Otto in Florida“. A parte che non l’anno ucciso i Mog e poi è uno spoiler che non dovrebbe essere fatto.

La copertina mi piace, nulla da dire. Rispetto a tutte le altre è anche meglio perchè è una delle più chiare, le altre sono tutte scure a parte La vendetta del Numero Nove. Sembra che il titolo e il simbolo siano stati scavati nella neve. Sul titolo ho davvero da ridire. Cioè, lo avete visto? Secondo me le opzioni sono due: o il traduttore si fa di qualche sostanza o stava guardando i Tre Moschettieri nel frattempo. Perchè altrimenti non si spiega. L’originale era United As One cioè Uniti Come Uno. Era così difficile? Mbah.

L’ambientazione è sulla Terra, pianeta invaso da Loric e Mogadorian dove si consuma la battaglia finale. L’epoca è senza dubbio moderna.

«Spegniti». Il Game Boy si spegne. Niente male commenta Daniela. «Ci stai riuscendo davvero». Anziché congratularmi con Sam, lo guardo perplessa. Ho una strana sensazione. Il vento fuori dall’astronave si è alzato all’improvviso. Ci metto un momento per capire perchè.  Stiamo precipitando, osserva Ella. «Ragazzi!» chiama Lexa  dalla cabina di Pilotaggio, con una nota di panico nella voce. (…) Io e Daniela ci giriamo all’unisono a guardare Sam. Lui sgrana gli occhi. Deglutisce. «Ops».

I personaggi che troveremo qui sono i medesimi dei precedenti, qualcuno in più, qualcuno in meno.

Quattro per quanto sia il protagonista principale dell’intera saga, l’ho sempre detestato. E’ pieno di se, si crede forte – per carità, lo è ma tiratela di meno – e si fa carico delle redini del gruppo. E’ autoritario, ama incredibilmente Sarah e il suo potere con cui si sente forte è il Lumen.

Nove è il classico tipo tutto muscoli e niente cervello. Cioè, il cervello ce l’ha ma lo usa solo in combattimento. Quando parla per la maggior parte del tempo da aria alla bocca ma è un personaggio che sa farsi apprezzare perchè volume dopo volume diventa davvero unico. E’ agile e sa usare dei poteri antigravitazionali.

Cinque è un personaggio decisamente ambiguo, che per la maggior parte dei libri non sono mai riuscita a comprendere completamente. I suoi poteri? Sa volare e sa trasformare qualsiasi parte del corpo in ciò che tocca. Esempio: e tocca il ferro riesce a diventare di ferro.

Sei è una forza della natura, una delle mie preferite. Sa essere invisibile e sa modificare gli agenti atmosferici a proprio piacimento. Nasce come un personaggio forte, una ragazza insensibile e pronta a tutto ma andando avanti si scoprirà che ha un cuore d’oro anche lei.

Marina è la mia preferita in assoluto. E’ buona, gentile ma sa essere anche vendicativa e potente. Ha poteri curativi, sa respirare sotto l’acqua, sa creare potenti lastre di ghiaccio e sa vedere al buio.

Ella è la più enigmatica di tutte. Sa ambiare il suo aspetto rendendosi più grande o più piccola con l’età a proprio piacimento, in più sa annullare i poteri degli altri e sa comunicare telepaticamente con tutti gli altri.

Sam è un umano ed un vero amico per Quattro. Riesce ad essere davvero forte sia fisicamente che mentalmente davanti a tutto ciò che accade a lui ed ai suoi amici.

…e tanti altri di cui non vi parlo altrimenti vi dovrei parlare di un infinità di persone e non ne dispongo ne il tempo ed oltretutto penso che vi annoiereste a leggere una miriade di nomi. Quindi vi risparmio la tortura e vi consiglio di leggerlo.

«Abbiamo sentito parlare di questi patrimoni ereditari che voi Loric avete ricevuto dai vostri  genitori morti, o qualcosa del genere» dice Phiri Dun-Ra. «Riordini del vostro pianeta defunto. Ti svelo un segreto John… Anche il Benevolo Condottiero ha conservato qualcosa. Souvenir. Trofei che gli ricordano la prima grande conquista». Mark ha in mano qualcosa che somiglia a una fune, ma emette una fioca luminescenza rossa. Qualcosa che non appartiene a questo mondo. Lo riconosco. Era in una visione del passato. E’ il cappio che Pittacus Lore legò  un giorno al collo di Setràkus Ra.

Il perno centrale in questo libro è lo scontro finale tanto atteso. Il perno centrale della saga sarà appunto lo scontro fra Mog e Loric e la salvezza di questi ultimi. Si riuscirà ad arrivare alla fine tanto attesa?

Lo stile utilizzato per essere stato scritto da due scrittori assieme (perchè Pittacus Lore* è solo uno pseudonimo con cui i due si fanno chiamare) è davvero molto fluido e coinvolgente.

In questo libro troveremo due punti di vista soltanto. Quello di Sei e quello di Quattro mente nei precedenti troveremo un pò tutti i punti di vista, a turno.

L’unica cosa che speravo in questo libro era più azione. E’ stato sempre fluido e si è mantenuto tale ma mi aspettavo molta più azione dei Loric nella battaglia quando invece hanno puntato più sulla strategia. A questo punto posso dire che forse il penultimo libro e questo potevano essere uniti benissimo in uno soltanto.

La fine però non è stata pessima, anzi ha avuto una fine davvero ottima e degna di nota. Non ho amato molto l’epilogo finale ma è abbastanza comprensibile perchè altrimenti non avrebbe avuto senso. Quindi è soltanto gusto personale e non intacca sul resto.

[*Pittacus Lore lo ritroveremo all’interno del libro perchè è l’antenato più potente dei Loric.]

Non c’è posto per Loridas, per Setràkus o per Pittacus. Non ci sono neppure nove sedie. Ce n’è la quantità giusta, c’è spazio per tutti. E se saremo troppi ci stringeremo. Ho chiuso coi numeri.

Il libro è stato una conclusione di anni di lettura e dopo averla finita mi sono sentita svuotata. Ho atteso un libro all’anno, forse anche di più, e l’attesa è stata sconcertante ma posso dire che ne è valsa la pena.

Mi dispiace soltanto che questa saga non abbia avuto un riscontro positivo come lo abbia avuto in America che è andato a ruba ma penso sia colpa della poca pubblicità che le è stata fatta.

Il mio voto per la saga è senza dubbio un Cinque.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti, io vi aspetto.

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #84 – RECESSIVE DI IRENE GRAZZINI.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi ho una recensione in Anteprima solo per voi! Ringrazio la Fanucci per la copia omaggio e per avermi permesso di fare questa bella lettura.

recessiveTitolo: Recessive
Autore: Irene Grazzini
Editore: Fanucci
Genere: Fantasy – Distopico
Uscita ebook: 15 giugno 2017 e Prezzo: €4,99
Uscita cartaceo: 29 giugno 2017 e Prezzo: €14,90

Un’avvincente storia di fiducia, amore e amicizia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
Trama: In un mondo sferzato dal ghiaccio e spezzato dall’odio, tra tempeste di neve, enormi città robotizzate e antiche rovine, continua la travolgente avventura delle sorelle Claire ed Eleanor. Dopo una rocambolesca missione all’interno della Cupola, Eleanor si ritrova ora prigioniera nella City, tra le grinfie di Jordan e del Dominante Gabriel Swan, governatore da oltre quindici anni. Il loro scopo è estorcerle importanti informazioni su dove siano nascosti Clare e i Recessivi, ed Eleanor dovrà dimostrare grande forza d’animo e coraggio. Da parte sua, Claire è determinata a liberarla ed è disposta a tutto pur di riuscirci. Anche a partire con l’ambiguo signor Yan per intraprendere un lungo e avventuroso viaggio che li condurrà alla ricerca dei misteriosi Dragoni di Giada, senza i quali non potrebbe mai portare a termine la sua nuova missione. Ma nel Mondo di Fuori si annidano potenti alleati quanto subdoli nemici. E mentre Claire deve decidere di chi fidarsi, e pagarne a caro prezzo le conseguenze, Eleanor lotta duramente per sopravvivere…

RECENSIONE:

La storia riparte da dove l’abbiamo lasciata quindi se non avete letto il primo libro e non volete spoiler inutili non leggete la recensione. Io comunque cerco di non farne ma alcuni sono piuttosto impossibili da evitare.

Eleanor ha permesso a Claire di scappare dalla City rimanendo prigioniera di Gabriel Swan, il sindaco della città.

Quindi la storia si divide in due: ciò che accade ad Eleanor all’interno della City e cosa cerca di fare Claire per poter tirare fuori Eleanor da lì. Avremo un piccolo punto di vista in più, sempre tutto in terza persona, e verrà inserito Diego, un ragazzo davvero strano che si ritrova a scappare dalla sua città perchè inseguito da Raul, una persona pericolosa a detta sua.

Tutto si fa più avvincente, pieno di intrighi e di azione, una saga che dovete soltanto che iniziare.

«Avresti dovuto vedere le smorfie di Claire la prima volta che ha assaggiato la zuppa di licheni» commentò, accennando un sorriso. Questo a Chan non lo disse, ma i ricordi più belli erano quelli in cui c’era anche sua sorella. «Robb e gli altri baderanno a lei. Se la caverà anche senza di me. Non credo che lei ne sia consapevole, ma ha un’incredibile forza di volontà. Nonostante quello che le hanno inculcato in tutti questi anni, ha avuto il coraggio di lasciarsi alle spalle il mondo che conosceva. Ha rinnegato la sua gente per entrare in un gruppo che l’ha sempre guardata con sospetto. E tutto per la convinzione di fare la cosa giusta». Devi amarla moltissimo, disse Chan dopo qualche attimo di silenzio. «E’ la metà di me di cui ho sempre sentito la mancanza, anche se prima non me ne rendevo conto.»

Il titolo è l’unica cosa che è cambiata sulla copertina, della serie fantasia portami via. Oltretutto avevo immaginato che il titolo fosse questo visto che il primo era Dominant. Mi domando adesso come sarà il prossimo?

La trama è ben scritta e non fa troppi spoiler a parte partire da dove eravamo rimasti. Quindi è assolutamente un bene!

L’ambientazione stavolta si sposta dalla City al Mondofreddo fino ad arrivare alla Confederazione Vesuviana mentre l’epoca è sempre Post Apocalittica.

Torva, pericolosa e bellissima. Claire socchiuse gli occhi. Si, era proprio Eleanor, evocata da quelle brevi e intense parole, che l’avevano sfiorata come frammenti di ali di farfalla.  Per un attimo le sembrò di vedere la sorella, davanti a lei, e la sensazione fu così forte da lasciarla senza fiato. Sussurrò il suo nome nella penombra, nello spazio immenso e sottile che le divideva. E si sentì di nuovo completa.

I personaggi? Per i principali troveremo per la maggior parte quelli che già conosciamo ma ci saranno delle new entry!

Claire ed Eleanor le abbiamo già viste nel libro precedente. Claire adesso è determinata a riavere sua sorella con se e non più una sempliciotta ragazza uscita dalla City. Eleanor invece da un lato sa di essere in trappola e un esca, dall’altra è determinata a non rivelare nulla di dove ha sempre vissuto.

Ci sarà sempre Arthur e il Signor Yan che stavolta sarà molto più presente e ben determinato rispetto al primo volume. Un mercante che sa destreggiarsi attraverso i cieli con la sua Carovana, il suo dirigibile volante.

Subentrerà Diego, un ragazzo squattrinato, che nasconde un segreto e sarà un clandestino che li accompagnerà e alla fine sarà parte della squadra.

Avremo modo di conoscere meglio il Sindaco Gabriel Swan e ritroveremo anche Jordan in dei panni, anche diversi da come l’abbiamo trovato in precedenza.

Chan è uno dei personaggi che ho adorato di più. Una spia provetta all’interno della City ed è un personaggio che acquista valore, carattere e fascino.

«Grazie». «Non ringraziarmi» replicò lei, più duramente di quanto intendesse. Era vero, l’aiuto del Terramante le avrebbe fatto comodo. (…) «Aveva un’altra questione di cui occuparsi. Ti stiamo mettendo nei guai». «No, mi state dando la possibilità di ricordare chi sono davvero».

Il perno centrale in questo volume è liberare Eleanor dalle grinfie della City e del sindaco Swan. Le due ragazze saranno separate e Claire cercherà di fare di tutto per liberare Eleanor, ma gli ostacoli che incontrerà sono davvero tanti.

Lo stile utilizzato è stato il medesimo del precedente. Però questo è arrivato molto di più del precedente.

C’è stata molta più azione ed è stato coinvolgente. Ho amato Claire e Arthur e la loro vicinanza, per cui Diego è stato fondamentale in questo. Ho adorato Chan che abbiamo già trovato nel primo volume ed acquista quel qualcosa in più, che me lo ha fatto adorare.

C’è soltanto una chicca (che fa parte del repertorio di tutti i libri che non sopporto poi molto) che mi fa ridere in generale in tutti i libri, del tipo: profuma di muschio (o qualsiasi tipo di profumo che sia) e hai appena combattuto, sei sudato o non so cosa. Cose improbabili insomma, ma va be sono dettagli che accenno e passo avanti.

Eleanor li aveva mandati a mente senza difficoltà. Il computer che affermava di essere sua madre si era infiltrato nella rete delle telecamere dell’aeropista e nei computer di bordo per estrarre le informazioni utili sulle aeronavi e sul personale presente. Questo avrebbe semplificato notevolmente il loro piano. «Sarà comunque rischioso aveva fatto notare».

Il libro è stato pieno di colpi di scena, pieno di suspance molto più del precedente che sopratutto nella parte centrale era rimasto più lento.

Questa saga è iniziata in punta di piedi e passo dopo passo sta diventando qualcosa davvero emozionante. Un distopico italiano che sorprende.

Sono davvero curiosa di leggere il seguito per sapere come andrà a finire tutta questa storia, che ha preso davvero una piega interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-1.jpg


Cosa ne pensate? Lasciate un bel commento, che io vi aspetto.

Alla prossima,

Sara. ©