RECENSIONE #122 – NEVE COME CENERE DI SARA RAASCH

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Come va? Io tutto bene! Oggi vi parlo di un libro che è uscito agli inizi del 2017 ma dovevo assolutamente recuperare. Edito Mondadori, oggi vi parlo di questo libro che mi ha colpito molto:

1ae16-cover2bneve2bcome2bcenereTitolo: Neve come Cenere
Autore: Sara Raasch
Serie: Snow Like Ashes #1
Prezzo: 12,50 euro
Pagine: 336
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 28 Febbraio 2017
TramaDa sedici anni i cittadini del Regno d’Inverno sono stati fatti schiavi, privati della loro magia e del loro re. L’unica speranza per il popolo di Inverno risiede negli otto fuggitivi che sono riusciti a scappare e sopravvivere fuori dai confini, in attesa che giunga il momento del riscatto. Rimasta orfana durante la sconfitta di Inverno, Meira è stata allevata da Sire e ha vissuto tutta la vita come profuga. Sogna di diventare una guerriera e far risorgere Inverno, ma il suo cuore batte anche per Mather, il suo migliore amico nonché erede al trono. Quando gli esploratori scoprono dove è nascosto il medaglione magico in grado di ridare i poteri a Inverno, Meira decide che è giunto il momento di fare sul serio. Finirà coinvolta in un gioco pericoloso forse troppo spietato per lei. E soprattutto dovrà rendersi conto che il suo destino non le è mai realmente appartenuto.

RECENSIONE

Risultati immagini per FAN ART SNOW LIKE ASHESQuesto è il primo di una saga Fantasy davvero ben pensata: basato sulle Stagioni e sui Ritmi. Primoria è il regno ed è suddiviso in otto regni: quattro sono i Regni delle Stagioni – Primavera, Estate, Autunno e Inverno -, con ognuno il proprio re ed il proprio retaggio (potere) dove si sussegue sempre la stessa stagione e i altrettanti 4 Regni dei Ritmi dove le stagioni hanno il normale corso. La storia ha inizio in un campo a Inverno. Meira si sta allenando con Mather, suo migliore amico e suo futuro re. Meira non è mai stata capace nei combattimenti corpo a corpo, anzi preferisce senza dubbio il suo chakram anche se non ha mai avuto modo di sperimentarlo sul campo. Ed è lì, mentre si allenano, che i quattro compagni andati alla ricerca della prima metà del potente medaglione, simbolo del retaggio e del potere di Inverno, tornano tutti quanti, vivi.

Lei vuole aiutare i suoi compagni, i rifugiati che come lei sono sfuggiti sedici anni prima dalle grinfie dei Primavera che tiene gli Inverniani  nei campi come schiavi ma Sire, colui che è a capo degli otto rifugiati, cerca di tenerla al sicuro proprio perchè lei non è capace come deve e rischierebbe di farsi del male. Meira però, sogna di poter aiutare nell’impresa fino a che Mather, complice, non le da una grande occasione ed avrà inizio il tutto.

Riuscirà Inverno a riscattarsi di tutti i torti subiti? Cosa farà Meira per aiutare i suoi compagni? Cosa succederà una volta una volta trovato la prima metà del medaglione?

«Sono sicura che te la caverai bene, non è per questo», aggiunge «ma avere un pezzo di Inverno in qualche occasione mi ha aiutato». Stringo la pietra: ogni volta che Mather sorride, in petto mi si raccoglie un senso di calore, oltre al lento battito sordo del mio cuore. «Grazie per tutto» annuisco con il capo rivolto alla sua caviglia. «Non dovevi…» Scuote la testa. «Invece dovevo. Meriti quanto noi di lottare per la tua casa».

La trama è assolutamente rappresentativa e non incappa in spoiler, anzi tutt’altro. 

La copertina è stata lasciata come l’originale e devo dire che è assolutamente realistica ai fini della storia. Al centro il Chakram, l’arma di Meira e al suo interno possiamo vedere uno scorcio dei due Regni delle Stagioni che sono in conflitto: Inverno e Primavera. L’unica pecca che ha questo libro è il fatto di essere uscito direttamente in Flessibile ma risparmiamo sullo spazio e sul prezzo (almeno io parlo per me) quindi non mi lamento. Il titolo è stato tradotto da originale e non è stato cambiato, proprio come la copertina. Sommariamente, quindi, non posso lamentarmi.

L’ambientazione si sposta da Inverno a Cordell, Regno del Ritmo, a Primavera e l’epoca non è assolutamente definita ma sembra quasi medioevale in alcune circostanze. 

Il soldato che ho ucciso giace ripiegato su se stesso accanto a dove atterro e non riesco a smettere di fissarlo in volt. E’ giovane.  Ovvio che lo sia. Non tutti i soldati appassiscono negli anni, coperti dal sangue di quelli che hanno ucciso, pronti a morire a loro volta. Deglutisco. In guerra non c’è spazio per le emozioni, un’altra frase originale di Sire.

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I personaggi sono tanti ma non temete, sono tutti ben definiti. L’unica che in certi momenti non mi è stata del tutto chiara è stata la protagonista ma arriveremo a questo per gradi.

Meira è un’orfana di Inverno, che è riuscita a fuggire assieme agli originari venticinque fuggitivi. Attualmente sono soltanto otto. Meira è una ragazza coraggiosa, a volte insicura, che lotta come tutti gli altri per il suo popolo. Mette in gioco la sua stessa vita per Inverno ed è questo che a volte, fa la differenza.

Mather è il futuro re d’Inverno dai capelli bianchi e dallo sguardo di ghiaccio. E’ un ragazzo forte ma non mi ha entusiasmato poi troppo. Irascibile e pieno di se, sa di essere forte e se ne fa una corazza. 

Sire è colui che comanda all’interno della piccola combriccola di rifugiati inverniani in attesa che Mather possa riscattare il suo potere e il suo trono. E’ un personaggio di ferro, un ottimo comandante e una persona su cui contare, anche se a volte si possono fare degli errori.

Theron è il futuro re di Cordell ed è stato uno dei miei personaggi preferiti. Si discosta completamente da suo padre Noam, re di Cordell attualmente in carica. E’ dolce e gentile. E’ premuroso e si occupa del suo popolo senza egoismo ma con passione e dedizione. Vuole essere qualcuno. Lo scrive e ci riesce, lui è davvero quel qualcuno che Meira potrebbe volere.

Mather è il mio re, il mio amico, il mio migliore amico, e io sono il suo soldato. Terrei la mano di Dendera e Finn allo stesso modo, se ne avessero bisogno, se minacciassero di lasciarsi morire per noi. Com’è cambiato in fretta il motivo per cui tengo la mano a Mather. Non si tratta di lui o di qualcosa che è successo tra noi. Sono solo un soldato che protegge il suo re. In ballo c’è sempre la stessa cosa: Inverno. E lui è Inverno. 

Il perno centrale è la ripresa di Inverno e il recupero del medaglione è una parte importante dalla riuscita dell’impresa. Meira vuole far parte dell’impresa e farà di tutto pur di riuscire a tornare a Jannuari, capitale di Inverno

Lo stile utilizzato è piuttosto descrittivo ma ricco di dettagli assolutamente indispensabili altrimenti non riusciremo a comprendere bene il World Building (Costruzione del Mondo) del mondo in questione.

L’unica cosa che mi è stata altalenante è stata la protagonista Meira: passava da momenti in cui si sentiva una perfetta incapace ad una che sa e riesce a fare tutto. Fortuna del principiante? Probabile, ma le sue reazioni mi sono sembrate troppo altalenanti. E’ pur vero, che anche io magari nella sua situazione avrei fatto lo stesso, o chi lo sa, ma è l’impressione che ho avuto in due punti in special modo.

Un’ultima scritta attira la mia attenzione, le lettere sono coperte di polvere. “Un giorno non saremo più soltanto parole nel buio.” E’ dura camminare sotto queste frasi, ma Nessa mi prende per mano e mi guida avanti. E’ chiaro che non siamo ancora arrivati a destinazione. Cosa ci può essere di più importante?  Voglio restare qua, memorizzare ogni frase, finché non potrò pensare, sentire o respirare altro…

Il libro è stato davvero avvincente. La storia è strutturata molto bene e il mondo creato dall’autrice diventa dopo poco, il tuo mondo e non vuoi far altro che restare ancora e ancora.

Sara Raasch mi è entrata nel cuore in punta di piedi. Inizialmente non avevo dato il giusto peso a questa saga, tralasciandola ma adesso sono più che mai curiosa di sapere cosa accadrà nei successivi. Una storia incredibile, la storia di un sogno e del riscatto di un popolo che vuole tornare più che mai ad avere una casa.

Consiglio? Ovviamente, voi amanti del Fantasy non potete perdervi questa saga e a chi vuole approcciare con questo genere, è un ottimo inizio.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Vi piace? Lo avete letto? Se non lo avete fatto dovete, perchè merita molto 🙂

A presto,

Sara ©

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REVIEW PARTY: “IL CIELO E’ OVUNQUE DI JANDY NELSON” (#121)

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Eccoci, qui, con un nuovo Review Party di un libro in uscita oggi in tutte le librerie! Voi direte, ma quanti ne escono al giorno? Tantissimi, ma questo dovete segnarlo perchè è stato davvero molto carino e ve ne parlerò tra poco. Prima ringrazio la Rizzoli per l’opportunità e Sandy de La stamberga d’inchiostro per aver organizzato il tutto. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: Il cielo è ovunque

Autore: Jandy Nelson
Editore: Rizzoli
Genere: Young Adult
Data di uscita: 16 novembre 2017 
Trama: Lennie, 16 anni, ha sempre vissuto dietro le quinte, ben contenta di lasciare le luci dei riflettori alla sorella maggiore Bailey. Così, quando quest’ultima muore all’improvviso, Lennie si ritrova scaraventata in un mondo di cui non ha mappe né riferimenti, completamente alla deriva. Per tenere ferma la barca della vita, Lennie si rende conto di aver bisogno di cose molte diverse, praticamente opposte, che solo due persone sembrano capaci di offrirle: Toby, l’ex ragazzo di Bailey, è l’unico che capisce il suo dolore, e Joe, che si è appena trasferito in città, ha da regalarle quella energia e quella musica che lei teme di aver perso per sempre. Ma sole e luna non possono stare nello stesso cielo, e Lennie si ritroverà a dover affrontare il più antico dei dilemmi: stare accovacciati di fronte alla piccola luce di un fuoco che muore, o prendere il coraggio a due mani e alzarsi ad affrontare il buio, in cerca di una luce più grande?

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Lennon, per gli amici Lennie. Sua nonna è preoccupata per lei, perchè la piantina a cui tengono molto e dicono che riprenda i stati d’animo di Lennie ha tutte chiazze e sembra ammalata. E in effetti non si sbaglia poi molto.

Lennie ha perso sua sorella Bailey da sole quattro settimane e si sente priva di ogni cosa.  Si sente mancare la terra sotto i piedi avendo vissuto sempre come la sua ombra. Quindi vuole solo chiudersi nel suo Santuario, la camera che condivideva con la sorella, e vestire con le sue cose, leggere i libri che lei non è riuscita a finire, sedere alla sua scrivania solo per sentirla vicina. Ma nella vita fa capolino Toby, il ragazzo di sua sorella Bailey che soffre quanto lei, l’unico con cui lei riesca veramente a parlare. Fino a che a scuola non arriva Joe Fontain, un ragazzo che adora suonare la chitarra e s’innamora di lei da subito.

Lennon riuscirà a uscire dal suo guscio? Riuscirà ad affrontare il coraggio di tornare in piedi ed affrontare la vita che l’aspetta fuori dalle mura di casa sua, dove vive con sua nonna e dello zio Big?

«D’accordo, lo confesso. Ti ho seguita.» Sorride, e il sorriso è sempre il solito ‘wow, capisco perché lo avevo pensato’. «E del resto immagino che tu voglia restare sola. Non credo che tu venga in qui e te ne stia su un albero perché provi un irresistibile desiderio di chiacchierare con qualcuno.» Mi lancia un’occhiata speranzosa. Mi rendo conto che sto soccombendo al suo fascino malgrado le mie miserevoli condizioni emotive e il Toby-tumulto in atto, e malgrado sia stata avvisata da Crudelia De Mon.«Ti va di venire su?» Gli indico un ramo e in meno di tre secondi lui è già su, si è sistemato accanto a me e mi rivolge una sventolata di ciglia.

La trama mette curiosità. E ho scoperto, oltretutto che questa per la Rizzoli è una ristampa, perchè era stato già pubblicato in Italia. Non conoscevo minimamente questo libro e sono felice di averlo fatto ora. E’ stato davvero molto bello e non vi deliderà, potete starne certi.

Risultati immagini per fan art the sky is everywhereLa copertina è molto somigliante al precedente della stessa autrice: Ti darò il sole. Però non c’entra granché con l’originale. Io preferisco senza ombra di dubbio questa ma c’è chi potrebbe dissentire. Io non ho letto l’altro libro ma dopo aver letto questo devo assolutamente recuperare perché quest’autrice, il suo modo di narrare e storia mi ha colpito davvero molto. Il titolo è stato tradotto esattamente dall’originale e non è stato ne storpiato ne è diventato qualcosa che non c’entra nulla. E’ rimasto lo stesso, solo tradotto.

L’ambientazione è una piccola cittadina americana e l’epoca sembra essere abbastanza moderna.

Hanno sempre detto tutti che assomiglio a Bailey, ma non è così. Io ho gli occhi grigi, lei verdi, il mio viso è ovale il suo a forma di cuore, io sono più bassa, più scarna, più pallida, più piatta, più scialba, più banale. L’unica cosa identica è la stessa assurda testa di ricci che io intrappolo in una coda di cavallo e lei lasciava ondeggiare intorno a sé come una corona di follia. Io non canto nel sonno, non mangio petali di fiori, non corro fuori sotto la pioggia invece di precipitarmi in casa. Io sono quella senza la marcia in più, la sorella-spalla, nascosta in un angolo della sua ombra. (…) Nelle fotografie in cui siamo insieme lei guarda sempre l’obiettivo e io guardo sempre lei. (Su un fogliettino piegato e ripiegato, mezzo sepolto tra gli aghi di pino sul sentiero per il fiume Rain)

personaggi non sono poi tantissimi ma ognuno è ben delineato e ben strutturato e fa la sua bella figura.

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Lennon è una ragazza davvero particolare ma anche molto chiusa. Ha vissuto tutta la vita nell’ombra di sua sorella: qualsiasi cosa Lennon facesse lei era migliore perchè era sua sorella maggiore e Lennon l’ammirava completamente. Sua sorella era un importante punto di riferimento anche se a volte bisticciavano, come normale che sia in un qualunque rapporto fra fratelli/sorelle. Quando la vita comincia ad affacciarsi per lei, quando non c’è più lo scudo di sua sorella a proteggerla, lei deve uscire ed affrontare le cose di petto. Adora suonare il clarinetto ed è bravissima, davvero.

La nonna e  lo zio Big, sono qualcosa di davvero particolare. Li ho adorati entrambi, sono una famiglia molto stravagante: Big inventa sempre cose strane e la nonna adora il giardinaggio oltre che fare i dipinti solo di colore verde. La cosa che mi è piaciuta più di ogni altra è stato il quadro della Mezza mamma, la madre delle due ragazze, con il volto solo per metà. Inquietante e al tempo stesso la vera raffigurazione di questa persona senza volto per Bailey e Lennon.

Toby è il ragazzo di Bailey ed avrebbe voluto stare con lei per tutta la vita. Adora gli animali, ha un rapporto speciale con loro ed è incredibilmente triste. Non è un personaggio che mi ha mai detto molto, per alcuni tratti mi ha fatto addirittura pena ma in senso negativo.

Joe è il misterioso ragazzo che fa il suo ingresso in scena quando arriva in città. Suona la chitarra egregiamente, ha due fratelli più grandi che gli somigliano molto ed ha delle ciglia – a detta di tutti – davvero fantastiche. E’ un ragazzo dolce, premuroso e tanto, tanto innamorato.

Avrete modo di scoprire anche le altre comparse all’interno del romanzo, se deciderete d leggerlo.

Mi metto i suoi abiti. Abbottono una delle sue camicette fru fru sulla mia T-shirt. Oppure mi avvolgo intorno al collo i suoi foulard da diva, uno, o due, a volte tutti insieme. Oppure mi svesto e infilo uno dei suoi abiti eleganti lasciando che mi scenda lungo i fianchi come una cascata. Mi fa sempre sentire meglio, come se lei mi abbracciasse. Poi accarezzo tutte le cose che non ho più toccato da quando lei non c’è più: qualche dollaro accartocciato uscito da una tasca sudata, le sue tre boccette di profumo, con sempre la stessa quantità dentro, Follia d’amore di Sam Shepard con il segnalibro sempre alla stessa pagina. L’ho già letto due volte per lei, rimettendo sempre il segnalibro dov’era… non riesco a pensare che non scoprirà mai come va a finire. (Sul frontespizio della copia di Cime tempestose della biblioteca del liceo di Clover)

Immagine correlataIl perno centrale è Bailey. Per quanto possa essere difficile crederlo, gia tutto attorno a lei e alla sua morte. Ed è dopo questo che Lennie comincia a vivere le sue esperienze non più in seconda persona, da una che vive all’angolo, ma in prima persona. Lennie si ritroverà a vivere emozioni vere e dovrà capire come gestirle.

Lo stile utilizzato è stato semplice e fluido. Mi è piaciuta molto la composizione dei capitoli e i pezzi di carta, le buste da lettere scribacchiate, le mattonelle e le ante dell’armadio con le frasi di Lennie sopra. Ed ho visto che nell’originale sono persino migliori, pensate! Strazianti ma bellissime, ti permettono di capire cosa prova ancora meglio di come viene descritto. Una scrittura che ti coinvolge, ho sentito il peso della perdita di Bailey dentro di me. Un libro emozionante.

«Wow. » Sorride. «Incoraggiante. » E poi, è come se io sparissi. Chino sulla sua chitarra, si concentra in tal modo sugli accordi che mi sembra quasi di essere di troppo. Non ce la faccio a smettere di guardarlo, anzi di issarlo a occhi sbarrati, domandandomi come dev’essere vivere così, come lui, con naturalezza, spontaneità, calma, passione e una folle energia vitale, e per un istante provo il desiderio di suonare insieme. Il desiderio di disturbare gli uccelli. Man mano che Joe continua a suonare e la nebbia pian piano si dissolve, penso: Ha ragione lui. È proprio così, sono follemente triste, e da qualche parte in fondo al cuore non desidero altro che volare via.

Il cielo è ovunque è mi ha completamente rapita. Consiglio assolutamente la lettura di questo libro, dovete – e ripeto dovete – leggerlo. Non potete perdervi questa struggente storia tra sorelle, di riscatto e d’amore.

Jandy Nelsen con Lennie ti trasporta in un Santuario di solitudine dove ogni cosa ricorda sua sorella che le servirà come trampolino di lancio per una vita meravigliosa. E’ una storia di malinconia, lutto e tristezza ma anche d’amore e su quanto sia importante ricordarsi di vivere. Una storia che ricorda una famiglia e due sorelle e di quanto sia importante vivere a pieno tutti i momenti. Un libro toccante e commuovente. Un dolce connubio fra dolore e accettazione.

Questo è un libro che fa riflettere sull’importanza di una perdita e il dover convivere anche senza, accettando la situazione, se stessi. Un libro per imparare ad amare le piccole cose di tutti i giorni.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Qui trovate le altre recensioni degli altri blog del Review Party, che vi consiglio di andare a leggere:

Nelson blog


Vi piace? Lo leggerete? Lasciate un bel commentino, che io come sempre aspetto una vostra opinione!

A presto,

Sara ©

 

 

 

RECENSIONE #120 – ASPETTAMI FINO ALL’ULTIMA PAGINA DI SOFIA RHEI

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Voi direte, finalmente ce l’hai fatta a leggere ‘sto libro! Ebbene si, mi era rimasto qualcosa di arretrato e sto cercando di recuperarlo fra una lettura e l’altra. Quindi ecco il primo recupero che avevo da fare ed anche il più breve visto che è di un’entità piuttosto piccola! Ringrazio la Newton Compton per l’invio, ancora una volta, e ve ne parlo subito.

aspettami-fino-allultima-paginaTitolo: Aspettami fino all’ultima pagina

Autore: Sofía Rhei
In uscita il: 24/08/2017
Prezzo: € 4,99 /  € 10,00
ISBN: 9788822712455

Pagine: 256
Numero 1 in classifica in Spagna
TramaSilvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mesi le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama… Dopo giorni e notti di disperazione, viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita…

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Silvia. Lei si sta preparando e sta sistemando casa, in attesa di Alain. Alain è l’uomo che lei ama. L’unico problema è che lui è sposato e sono anni che fa promesse su promesse che poi non mantiene. “Lascerò mia moglie e verrò a vivere con te” questa è l’ultima che le dice e lei ci crede. Ma quando Alain non arriva e come tutte le volte Silvia si ritrova la porta sbattuta in faccia decide che è tempo di cambiare. Ma non sarà così semplice perchè Alain l’ha cambiata fin nel profondo. Un bizzarro terapeuta che basa tutto sui libri, il signor O’Flahertie,  cercherà di aiutarla nel suo intento.

Riuscirà Silvia a riprendere in mano la sua vita? Si renderà conto che Alain non è l’uomo che fa per lei? Riuscirà assieme ai libri ad uscirne veramente?

«L’ho prestato a un… amico», disse Silvia. Isabel la fissò con intensità. Aveva indovinato a chi aveva prestato quel libro dal tono funebre dell’amica. «Come hai potuto permettere che questo tizio si prendesse il tuo libro preferito?», sussurrò aggrottando la fronte, senza che Isolde la sentisse. «Gli hai dato il tuo tempo, il tuo affetto e il tuo entusiasmo. Non puoi permettergli di prendersi tutta la tua vita. Se gli dai tutto, ti concedi troppo e dopo rimani vuota».

La trama è semplice e rappresentativa del libro, niente di più, niente di meno. Quindi niente da dire al riguardo.

La copertina è carina e diversa dal classico catalogo della casa editrice ma non capisco cosa abbia combinato la Newton Compton. Noi blogger abbiamo una versione azzurra e in libreria invece è venduta di colore bianco. Qual’è il mistero? Nessuno lo sa. Il titolo è lungo ma sicuramente diverso dallo standard “Newtoniano” quindi apprezzo lo sforzo diciamo.

La storia è ambientata nella magica Parigi e l’epoca è moderno/ contemporanea, al giorno d’oggi per capirsi.

La vita offre tanti inizi affascinanti, esordi possibili di storie incredibilmente promettenti Ma pochissimi di questi inizi si svilupperanno in una trama e ancor meno avranno un finale all’altezza. L’unico modo per guarire dagli inizi era trovare, o costruire, un proseguimento altrettanto accattivante.E questo poteva farlo soltanto il lettore, cioè lo spettatore della vita. Se stessa. Pochi istanti prima di addormentarsi, con il sorriso sulle labbra, Silvia si accorse che quella sera, da quando aveva varcato la porta dell’albergo, non aveva pensato ad Alain neanche una volta.

Risultati immagini per gif amore infedeleI personaggi sono pochi ma abbastanza ben delineati.

Silvia è una donna tutt’altro che forte. E’ sensibile e fragile. Continua a correre dietro ad un uomo che non lascerà mai sua moglie ma lei è convinta che presto o tardi sarà solo suo, basta solo aspettare. Ma Silvia è anche altro e lo scoprirete nel corso della lettura.

Alain è il classico uomo viscido, con un piede in due scarpe. Il problema è che sembra proprio che questo piede non abbia intenzione di toglierlo da nessuna delle due parti. Un personaggio che ho detestato dall’inizio alla fine.

O’Flahertie è uno psicologo/ terapeuta che tratta coi libri. Gli piace parlare di libri, di Parigi e di cose che non c’entrano apparentemente niente con la giovane donna in cerca di aiuto. Ma con i suoi libri , quest’uomo saprà scavare dentro di lei e Silvia resterà ogni volta sempre più stupita.

Ci sono anche altri soggetti e personaggi secondari che non vi descriverò altrimenti dovrei raccontarvi mezzo libro. Essendo già piccolo di suo, non conviene – ecco tutto.

«Ciascuno di noi è un mostro», le assicurò lui in tono solenne. «Siamo tutti Frankestein. Affinché risulti evidente, basta guardarsi nello specchio giusto. Siamo fatti di pezzi di cose molto diverse, ciascuno di noi ha parti che sono morte e poi rinate. Occultiamo qualcosa, ci nascondiamo, e in tante situazioni ci spaventa mostrare come siamo fatti realmente. In ciascuno di noi c’è una parte aggressiva. E’ molto frequente che, per proteggere gli altri, la rivoltiamo contro noi stessi. E’ su questa aggressione che viene da dentro, e che fa tanto soffrire il mostro di Frankestein, che si fonda la scarsa autostima».

Il perno centrale è Silvia stessa. Tutto ruota intorno a lei anche se la storia sembra ruotare attorno ad Alain. Alain è solo la causa scatenante di tutto ciò che accadrà intorno e nell’animo di Silvia.

Lo stile utilizzato è stato semplice ma poco scorrevole. Il fatto che la storia fosse narrata in terza persona, in questo libro non ci stava particolarmente a pennello. In alcuni momenti sembrava addirittura forzata. In più Silvia non è per niente un soggetto facile. In più la storia è poco condita e quindi questo non giova a suo favore.

Un punto a favore che devo a questa storia è stato il fatto della terapia. Silvia durante il percorso matura e cambia. Il terapeuta e gli appuntamenti mi hanno ricordato molto quando ero io ad andare dalla psicologa. Quindi su questo piano mi sono sentita molto vicino alla protagonista ed ho capito molto i suoi repentini sbalzi d’umore e di pensiero. 

Il finale era sicuramente inaspettato ma ha stonato in confronto a tutto il resto e non mi ha fatto impazzire particolarmente.

La signora era accompagnata da un giovane. Quando si voltarono per salutare Odysseus, Silvia si rese conto che quell’anziana era la famosa Paulette Lamie. «Lascia che ti presenti Paulette e il suo assistente, Borìs» disse il greco, divertito dall’espressione stupefatta di Silvia.

Il libro non è stato male ma non è stato un libro che ti toglie il fiato. Non è un libro che 

Più che una storia romantica la definirei di rivincita su se stessi e sull’accettazione di ciò che si è e di ciò che si vuole nella propria vita. Un libro che mi ha fatto apprezzare il cambiamento e la rivincita che ho avuto anche io su me stessa. Però si ferma qui. Consiglio? Ni, fate ciò che vi sentite.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo

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Allora? Cosa mi dite, vi piace? Lasciate un bel commento, io sono qui che vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: “IL BAMBINO E IL FALEGNAME – STORIA DI UN’AMICIZIA SULLE ALI DI MILLE COLORI DI MATILDA WOOD (#119)

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Oggi ho per voi un nuovo Review Party del quale devo ringraziare la Rizzoli per averci permesso la lettura e a Sara di Bookspedia per avermi coinvolto! Ecco a voi che vi parlo di questo libro carinissimo:
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il-bambino-e-il-falegnameTitolo: Il bambino e il falegname: Storia di un’amicizia sulle ali di mille colori
Autore: Matilda Woods 
Editore: Rizzoli
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 2 novembre 2017
Trama: Nel piccolo paese di Alors, dove il vento fa volare i pesci fuori dal mare e le case brillano come gioielli, il falegname Albert vive chiuso in una cortese ma ferma solitudine. Fino al giorno in cui nella sua cucina si intrufolano un bimbo misterioso di nome Tito in cerca di un rifugio e il suo magico uccellino. Tito è timoroso e schivo, però a mano a mano che l’inverno si fa sempre più freddo e buio, la casa di Tito diventa più calda e luminosa. Riuscirà Albert a proteggere Tito da ciò da cui fugge e dal suo passato? Una storia che racconta della vita e la morte, e di come l’amicizia e la speranza siano spesso in grado di spazzare le ombre più buie.

 

RECENSIONE

Questo è un libro per bambini e ragazzi davvero fantastico. La storia ha inizio ad Alors, un piccolo paesino modesto ma colorato dove tutto è tutt’altro che normale. Albert è un falegname molto rinomato, sa fare davvero di tutto. Di giorni compone mobilio per gli abitanti di Alors, di notte intaglia giochi per i suoi tre figli. Ha una splendida famiglia e vive felicemente. Tito irrompe in casa di Albert di nascosto assieme a Fia, il suo uccellino colorato, in cerca di cibo dopo la morte di sua madre. Albert è in un periodo negativo della sua vita ed è diventato il compositore delle casse da morto per il paese. Tito è tutto solo e non ha niente da mangiare. Così, fra varie peripezie, Albert riesce a fermare Tito e fra loro nasce una grande amicizia.

Riuscirà Albert a tenere al sicuro Tito dalle voci che girano frenetiche in paese? Riuscirà a proteggerlo dal suo passato, che sta venendo a prenderlo?

«Non poteva permettersi da mangiare, Albert, figuriamoci una cassa da morto. » La voce di Vincent prese il tono di un uomo iero quando sta per chiedere un favore. «Io però ricordo ‘come potrei dimenticarlo’ che aiutasti mio padre quando non potevamo permetterci.» «Ma certo, ma certo» disse Albert.«Non c’è nemmeno bisogno di chiederlo, Vincent. Non preoccuparti. Mi prenderò cura io di lei, adesso.» «Grazie, Albert.» Vincent gli strinse la mano.«Sapevo che questa donna in te avrebbe trovato un amico.»

La trama è semplice e giusta. Non eccede e non svela niente di che, anzi lascia la storia in sospeso, in modo che sia tutta da scoprire. E a voi, che ve ne pare?

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La copertina è molto carina ed è stata utilizzata una delle varianti dell’originale. E’ molto esplicativa e rappresenta molto bene il libro. Questa che ho trovato online è un’altra variante molto carina ma più semplice rispetto a questa e la trovate qui di lato.

Il titolo non l’ho amato particolarmente, sopratutto per il sottotitolo: Storia di un’amicizia sulle ali di mille colori. L’originale, come avrete notato anche dall’immagine che della copertina qui di fianco è: The boy, the bird and the Coffin Maker. Posso capire che magari non era il massimo tradurre il Coffin Maker essendo il costruttore di Casse da morto ma poteva essere benissimo: Il bambino, l’uccellino e il falegname. O soltanto Il Bambino e il Falegname senza dilungarsi troppo. 

L’ambientazione è una piccola e magica cittadina sul mare chiamata Alors, dove i tetti sono colorati e i pesci volanti. L’epoca non è stata specificata ma sicuramente non è moderna.

Il pescatore sciocco sospirò e guardò l’uccellino in cielo. Sì, era stato uno stupido a venire in questa cittadina a cercar fortuna. Ma sapeva che sarebbe stato persino più sciocco andarsene. Perché quale altro luogo al mondo avrebbe potuto essere più magico di quello? Dove altro avrebbe potuto passare la notte a guardare pesci argentei piovere dal cielo e uccelli arcobaleno così rari che nessuno li aveva mai visti? Ecco perché Alexandre Duport aveva deciso di restare in una cittadina in cui tutti lo chiamavano sciocco. Aveva deciso di restare perché quando arrivavi ad Alors ti bastava alzare gli occhi verso il cielo per vedere magia, fosse il pieno giorno, o la notte più profonda.

I personaggi non sono tantissimi ma sono fondamentali all’interno della lettura. Ci tengo a precisare che sono stati tutti ben strutturati e studiati, descritti ed analizzati al punto giusto.

Albert è un uomo davvero eccezionale. E’ abile con ogni tipo di legno e sa creare cose eccezionali da mobili a giocattoli fino alle casse da morto. E’ un uomo modesto, buono e sensibile.

Tito Bonito è un ragazzino chiuso e schivo ma ha un lato nascosto che mostrerà soltanto ad Albert. Ha un passato difficile ed è molto legato al suo piccolo uccellino colorato, che è l’unico che le è rimasto accanto dopo tutto ciò che gli è successo.

Fia è l’uccellino colorato di Tito. Da quando lo ha aiutato con un’ala, l’uccellino non si è mai separato da lui. E’ un uccellino intelligente e particolarmente affascinante. E’ tutto colorato ed è un animale speciale oltre che intelligente.

Ci sono parecchi personaggi secondari, come il sindaco, Vincent ma li approfondirete da soli. Avrete modo di scoprire una storia fantastica.

La paura che aveva irrigidito Tito per settimane si dissolse. Le spalle gli si incurvarono, e una profonda tristezza riempì i suoi occhi. Fia gli si posò sulla spalla e gli sfregò il capino contro la guancia. Ma Tito era così immerso nella tristezza che non se ne accorse neppure.«So quant’è difficile perdere qualcuno a cui si vuole bene» disse Albert, «ma cerca di non pensare a lei in questa stanza. Pensala invece prima che venisse qui. Pensala quando sorrideva, e scoppiava a ridere e ti leggeva un libro per farti addormentare la sera. Non servirà a cancellare tutta la tristezza, ma ti aiuterà a concentrarti su pensieri più felici.» Tito annuì adagio, eppure la tristezza non abbandonò i suoi occhi. Albert avrebbe tanto voluto rallegrarlo, ma non conosceva nessuna parola capace di fare tanto. Per guarire, al bambino sarebbe servito tempo, proprio come era servito a lui. 

Risultati immagini per the boy the bird and the coffin makerIl perno centrale è nascosto tutto in Tito. Arriva e scombina la vita di Albert da capo a piedi e rende tutta la storia avvincente ed unica al tempo stesso.

Lo stile utilizzato è stato semplice e dritto al punto. I capitoli non sono lunghissimi ed è scritto in terza persona. Questo libro è molto veloce da leggere, io ci ho messo due ore al massimo e sa tenerti col fiato sospeso. Ti spinge in una spirale di eventi che si susseguono l’un l’altro e non si riesce a fare a meno di staccare gli occhi dal volume.

Ci si affeziona ai personaggi immediatamente ed, almeno con Albert mi sono sentita subito legata quasi fosse parte della mia famiglia. Un uomo davvero umile e dolce. Tito smuove il suo mondo e sarà magnifico entrare nel loro paese e scoprirne i segreti: il sindaco spendaccione e le due vicine di casa che non possono fare a meno di spettegolare.

Quella sera, quando Albert tornò al laboratorio, mise da parte la sua cassa e fece un trenino con cinque carrozze. La sera dopo intagliò degli uccellini in miniatura che stavano uno dentro l’altro, come una matrioska. Presto, i giocattoli di Tito divennero così tanti che il costruttore di casse dovette fabbricare una grossa cassapanca per tenerceli tutti. Se Albert passava le notti a costruire giochi per Tito, i giorni li trascorreva giocando insieme a lui. Giocavano a biglie in cucina, a mosca cieca in laboratorio e a nascondino per tutta la casa. Nemmeno un suono sfuggiva loro dalla labbra per paura che le sorelle alla porta accanto potessero sentirli, ma nonostante il silenzio, le loro giornate erano piene fino all’orlo di divertimento, e per la prima volta in trent’anni la casa in cima a Colle Alors fu di nuovo luminosa e felice.

Il libro è stato davvero unico nel suo genere non solo per la storia in se, molto fantasiosa, ma anche per la grafica che è stata utilizzata: all’interno del libro troverete immagini rappresentative di scene particolarmente salienti ed ogni pagina è decorata ai bordi con pesci o fiori.

Per questo mi ha ricordato molto Pax, sempre edito Rizzoli, di Sara Pennypacker e trovate qui la recensione, se non lo ricordate: QUI. Le immagini erano somiglianti ed è stato ugualmente dolce, forse anche di più.

Un libro principalmente per bambini e per ragazzi ma è una lettura gradevole per tutti. Ci ricorda quanto possa essere bello ritrovare se stessi e sentirsi a casa ovunque, basta essere con le persone a cui si vuole bene. Alors vi rimarrà nel cuore, come tutti i personaggi di questa storia, questa fiaba, con una morale incredibile. La speranza, l’amore e l’amicizia sanno cancellare l’oblio in cui pensavamo di aver chiuso il nostro cuore e ci permettono di tornare a vivere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Ecco gli altri blog partecipanti! Passate a leggere anche le loro recensioni, mi raccomando:Matilda Woods blog


Cosa ne pensate? Io ve lo stra-consiglio! Aspetto i vostri commenti!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #118 – THE CASTOFFS V.1: MAGE AGAINST THE MACHINE DI M.K. REED, BRIAN SMITH, MOLLY OSTERTAG E WYETH YATES.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Oggi ho una nuova recensione per voi. L’editore estero, la Diamond Book Distributor dopo una Subscription al loro sito mi ha inviato gratuitamente l’ebook di questa Grapich Novel. Ed io ve l’ho recensito! Cosa ne pensate? (NB: Ovviamente questa Graphic è in lingua inglese!)

Titolo: The Castoffs, V.1: Mage Against the Machine33830449

Autori: M.K. Reed, Brian Smith (Writer and Colorist), Molly Ostertag (Illustrator), Wyeth Yates (Illustrator)
Pagine: 119
Pubblicazione: 12 Aprile 2017
Editore: Lion Forge, Roar / Diamond Book Distributor
ISBN: 1941302270
Lingua: Inglese 
Trama: It’s Mage against the Machine! Magic vs technology in Roar’s newest graphic novel. When three apprentice mages are sent to help a neighboring guild, they reignite a decades-old war with a robot army that has destroyed the world.
Traduzione italiana (tradotta da me)È i Maghi contro le Macchine! Magia contro Tecnologia nel nuovo romanzo grafico di Roar. Quando tre maghi apprendisti vengono inviati per aiutare una gilda vicina, riaccendono una guerra decennale con un esercito robotico che ha distrutto il mondo.

RECENSIONE:

Primo di una serie di volumi, The Castoffs è una Graphic Novel che colpisce con impatto immediato.

La storia ha inizio nel mezzo di una battaglia. I Maghi stanno cercando di salvare quante più persone possibili dall’attacco sconsiderato delle Macchine ma è sempre più difficile e si trovano in difficoltà. Leda riesce a svegliarsi e finalmente i suoi amici hanno un aiuto in più e riescono a sconfiggere le macchine nonostante le perdite.

La storia riprende vent’anni dopo. I Maghi più giovani vengono addestrati dai più grandi e Leda è diventata una persona di rilievo all’interno del campo. Viene a sapere di una voce che giunge da una gilda vicina e manda i suoi migliori studenti in ricognizione: Charris con il potere del vento, Trinh con il dono dell’invisibilità e Ursa sembra essere inutile se non con le sue pozioni, ma nasconde un potere considerevole.

Cosa starà succedendo alla gilda vicina? Riusciranno i tre Maghi ad essere all’altezza del compito che le è stato lasciato?

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La trama è semplice ma forse un po’ troppo breve. Sarebbe potuto essere un pò più esplicativo ma comprendo anche che il libro avendo solo 137 pagine non si voglia raccontare troppo.

La copertina, invece, è molto carina e rappresentativa della storia in se per se. Al centro troviamo proprio i tre ragazzi Maghi a cui viene affidato il compito e la Macchina, rappresentativa della categoria. Il titolo che significa i Reietti, non mi è chiaro se si riferisca ai Maghi o alle Macchine. Avremo modo di rivedere la faccenda andando avanti.

L’ambientazione è fantastica e lepoca ha un non so che di post-apocalittico ma non saprei dire perché non è specificata.

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I personaggi sono relativamente pochi ma interessanti e potenzialmente diversi fra loro.

Charris viene scelta da Leda perchè una delle più potenti nel suo gruppo. Peccato che proprio per questo che si crede forte e brava solo lei. Si sente un Leader e talvolta risulta antipatica.

Trinh è quella che personalmente mi è piaciuta di più. Il suo potere è utilissimo. E’ invisibile come un fantasma e può passare attraverso i muri, diventando quasi di vapore. E’ semplice, umile e si tiene da parte ma alla fine, almeno per me, è risultata la migliore di tutte.

Ursa è particolare ma giusta, almeno al momento. Sembra inizialmente inutile ed, anche se inganna Charris sui suoi poteri, lo fa a fin di bene. E’ molto utile alla squadra e riesce a mettere Charris in riga quando serve (praticamente sempre!).

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Il perno centrale è la guerra che imperversa, fra Maghi e Macchine. I tre ragazzi vagano per andare a vedere cosa succede ad una gilda vicina e scoprono che c’è qualcuno che vuole riportare in vita le Macchine. 

La grafica è stata molto accattivante. I disegnatori e gli illustratori hanno uno stile molto particolare e sicuramente riconoscibile. Ho preferito molto di più la prima parte, quella dei Maghi in guerra contro le Macchine e tutti i poteri che ne uscivano fuori. E’ stato pazzesco. Molto bello nei disegni.

La storia narrata è stata carina peccato nella mancanza di originalità almeno in questo volume. Spero che con i seguenti si riprenda. Vi spiego i motivi:

  1. I combattimenti finali sono deprimenti. Azione pari a zero e mi ha deluso la cosa perchè avrebbe potuto essere con più azione e invece no. Zero. Si sono limitati a poche mosse e tutto era risolto e mi è sembrato un pochino ridicolo.
  2. La persona che voleva riportare in vita le macchine si è capito da subito chi era e che potere potesse avere. Scontato come pochi.

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Il libro, tutto sommato è stato carino. Mi ha deluso un pò nel finale perchè mi aspettavo molto di più. Spero che vada migliorando andando avanti con i volumi e che ci siano battaglie davvero epiche perchè la storia sembra interessante e di sminuirla non me la sento.

Consiglio? Si, per chi vuole cominciare a leggere in inglese queste letture sono davvero semplici, veloci ed intuitive. Provare per credere.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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RECENSIONE IN INGLESE:

First of a series of volumes, The Castoffs is a Graphic Novel that hits with immediate impact.

History begins in the middle of a battle. The Wizards are trying to save as many people as possible from the ruthless attack of the Machines but it is getting harder and harder to find. Leda wakes up and finally her friends have more help and succeed in defeating the machines despite the losses. the story resumes twenty years later. Younger Wizards are trained by the Greater and Leda has become a major person within the camp. comes to know of a voice coming from a nearby guild and sends out his best students in reconnaissance: Charris with the power of the wind, Trinh with the gift of invisibility and Ursa seems to be useless except with his potions but hides a considerable power.

What’s going to happen to the nearby guild? Will the Three Wizards succeed in meeting the task they have been left behind?

The plot is simple but maybe a bit too short. it could have been a bit more explanatory but I also understand that the book having only 137 pages does not want to tell too much. The cover, on the other hand, is very pretty and representative of the story in itself. In the middle are the three Wizards who are entrusted with the task and the Machine, representative of the category. The title that the “Reietti” means is not clear to me if it refers to Wizards or Machines. We will have the opportunity to review the matter by going forward. ù

The setting is fantastic and the era has a do not know it post-apocalyptic but I can not tell why it is not specified.

The characters are relatively few but interesting and potentially different from each other.

Charris is chosen by Leda because one of the most powerful in his group. It’s a shame that just because you think that you are strong and just good. You feel a Leader and sometimes it’s disgusting.

Trinh is the person I personally liked most. Its power is very useful. It is invisible like a ghost and can pass through the walls, becoming almost vapor. It’s simple, humble and keeps aside but in the end, at least for me, it was the best of all.

Ursa is particular but right, at least at the moment. It seems initially unnecessary, and even though it deceives Charris over its powers, it does so well. It is very useful to the team and manages to put Charris in line when it is needed (practically always!).

The central pivot is the war that rages, between Wizards and Machines. The three guys wander to see what happens to a nearby guild and find out there’s someone who wants to bring the Machines back to life.

The graphics were very eye-catching. Designers and illustrators have a very distinctive and definitely recognizable style. I preferred a lot more the first part, that of the Wizards in War against the Machines and all the powers that came out. It was crazy. Very nice in the designs.

The narrated story was a sinful thing in the lack of originality at least in this volume. I hope that with the following we will resume. I explain why:

  1. Final battles are depressing. Action equal to zero and disappointed me because it could have been more action and not. Zero. They were limited to a few moves and everything was fixed and it seemed a bit ridiculous.
  2. The person who wanted to bring the machines back to life was immediately aware of who he was and what he might have. Discounted as few.

The book, all in all, was cute. I was disappointed in the final because I was expecting a lot more. I hope that it’s going to go better with the volumes and that there are really epic battles because the story seems interesting and to undo it I do not feel it. Council? Yes, for those who want to start reading in English these readings are really simple, fast and intuitive. seeing is believing.

My vote for this book is: 3 stars.


Vi piace? Cosa ne pensate? Fatemi sapere è, che io vi aspetto, come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: LA BATTAGLIA DELLE TRE CORONE DI KENDARE BLAKE (#117)

Autore: Kendare Blake

In uscita il: 02/11/2017

Pagine: 384

Prezzo: € 10,00

Tre sorelle un solo trono
Una guerra all’ultimo sangue

TramaDa che se ne ha memoria, sull’isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è in totale simbiosi con i veleni: può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita, ognuna di loro dovrà combattere duramente per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde… In ballo c’è la loro vita. Questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici anni, la battaglia ha inizio.

RECENSIONE:

Questo volume è il primo libro di una serie fantasy. La storia ha inizio al Palazzo di Greavesdrake al cospetto di Katherine, la Regina degli Avvelenatori. Genevieve e Natalia stanno preparando l’esile Regina per il Sedicesimo compleanno e cercano un modo per nascondere sotto le vesti le sue piaghe da avvelenamento. Temono che lei sia troppo giovane ma devono comunque farlo. Il giorno del suo sedicesimo compleanno è arrivato e lei dovrà dimostrare attraverso l’Offerta Nera, di essere una degna Regina Avvelenatrice. La storia si sposta poi, prima a Wolf Spring e poi a Rolanth dove ci sono le altre due Regine. Rispettivamente Arsinoe la naturalista e Mirabella, l’elementale.

E’ arrivato il momento per le tre Regine, di reclamare il trono. Ma solo una di loro può vincere e Mirabella sembra avere tutti i requisiti per essere la preferita. Quindi si dia inizio alle danze e tutto ciò che ne consegue: i festeggiamenti di Beltane, la Caccia, l’Esordio e l’inizio dell’Anno dell’Ascensione. 

Riusciranno le Regine ad essere all’altezza? Cosa tramano le Sacerdotesse del Tempio? Cosa succederà sull’isola di Fennbirn?

«Sembra che mi muova a scatti!». Katharine scoppia a ridere e lo spinge via. Pietyr atterra di schiena sul tappeto e si unisce alla risata della regina. «Hai ragione, però. In effetti a volte mi muovo un po’ a scatti. Come un topo». Sorride. «Ma adesso basta. Tu mi insegnerai a camminare e io farò in modo che i pretendenti dimentichino il nome delle mie sorelle. Con un solo sguardo». «Con un solo sguardo?», domanda Pietyr. «È una promessa avventata». «Ce la farò. E riuscirò a far scordare una cosa anche a te», dice Katharine abbassando gli occhi. «Cosa vorresti farmi dimenticare?». La regina alza lo sguardo su Pietyr. «Che non sono destinata a te».

La trama mi ha catturato da subito. Nonostante ci sia stato un periodo, quando era appena uscita in cui non ero poi tanto curiosa, devo dire di essere felice di aver letto questo libro. E’ stato davvero interessante e sono entrata all’interno della storia. Non riuscivo a staccarmi dal libro e l’ho letto tutto d’un fiato. Il titolo così tradotto non è dei miei preferiti. Perchè non tradurre con Tre Oscure Corone visto che il titolo originale è Three Dark Crowns? Mistero. 

Sulla copertina, non si capisce molto cosa è accaduto. Prima avevano annunciato che avrebbero lasciato l’originale e di tradurre solo il titolo. Poi hanno cambiato anche l’originale utilizzandone solo i colori. Le corone adesso sono tutte piene di brillocchi. Sarei in grado di immaginare anche il perchè di questa modifica: “Perchè è più femminile così!” Ve prego, no!

L’ambientazione è prettamente fantastica, l’isola di Fennbirn è dove si svolge questa storia e sembra una specie di “Themyscira” per Wonder Woman. Un’isola nascosta nella nebbia e al di fuori il continente, dove vive il resto della gente, oltre loro. L’epoca, in base alle loro vesti e al contesto, sembra quasi medievale ma non vi è specificazione alcuna.

Joseph osserva attentamente la regina accanto a sé. Non assomiglia minimamente ad Arsinoe. E non è affatto come se l’era immaginata. Aveva sentito che Mirabella vive come se fosse già sul trono, che incontrandola per strada bisogna inchinarsi al suo cospetto. Aveva sentito che viveva rinchiusa nella proprietà dei Westwood o che veniva tenuta accuratamente nascosta nel tempio. Se l’era immaginata come una specie di decorazione natalizia, un ornamento che viene tirato fuori solo durante le feste e con cui non si può mai giocare. Questa Mirabella non ha nulla di tutto ciò. È spontanea e coraggiosa. I suoi capelli neri non sono acconciati o fissati sulla testa. Si domanda se questa sia davvero la regina che le persone vedono a Rolanth. Visto che tutte le voci si sono dimostrate false. O forse questa Mirabella compare solo sulle spiagge, dopo le tempeste.

I personaggi principali sono proprio le tre Regine.

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Katherine è la Regina degli Avvelenatori. E’ stata la mia preferita da subito. Come avvelenatrice non è un granché, se non un disastro, ma è una ragazza davvero particolare. Ha un serpente come animale da compagnia ed è una ragazza semplice e dolce. Il cambiamento nel corso della lettura è repentino anche se per una parte della lettura mi è sembrata quasi messa da parte per favorire la vicenda delle altre due. Spero venga messa più in primo piano nel secondo volume e che faccia qualcosa di epico.

Arsinoe è la Regina dei Naturalisti. E’ stata colei che, sin dall’inizio, non mi ha mai detto niente. E’ stata perlopiù anonima fino a che non succede una cosa che cambia la sua reputazione e cerca di farsi spazio all’interno della storia. Al suo posto, spicca molto più Jules, sua amica e Naturalista più forte del paese oltre che colei che ha in casa la Regina da tutta la vita. Arsinoe è determinata anche se ha paura. Per questo ha tentato, quando era più piccola, di tentare di fuggire dall’isola.

Mirabella è la Regina degli Elementali. Riesce quindi a gestire il fuoco, il vento, la terra e l’acqua, anche se quest’ultima le rimane più ostica delle altre. E’ lei la preferita dal popolo e girano voci su di lei davvero incredibili. E’ forte e potente, i suoi poteri sono sconfinati ma non sanno che è anche debole e non desidera uccidere le sue sorelle ma vorrebbe soltanto ricongiungersi a loro. Non ho apprezzato particolarmente l’attaccamento a Josefh, che (vabbè) lasciamo stare ma passa, anche lei non rientra nelle mie preferenze.

Natalia per gli Avvelenatori, Jules per i Naturalisti e Luca, l’Alta Sacerdotessa che dovrebbe essere neutra ma preferisce gli Elementari, aiuteranno le Regine ognuno per la propria casata, causando ancora più fermento di quanto ce ne sia effettivamente.

«C’è una filastrocca su di voi, lo sai?», continua lui. «A casa, sul continente. Le bambine la canticchiano quando saltano con la corda.

Tre streghe oscure sono nate in una valle,

Tre piccole gemelle

Che mai saranno compagne. 

Tre streghe oscure, tutte di gentile aspetto,

Due da divorare

E una sola da incoronare.

«È così che vi chiamano, sul continente. Streghe. È questo che siete per mio padre. Mostri. Animali. Ma tu non sei un mostro». «No», risponde lei piano. «E lo stesso vale per le altre. Ma ciò non cambia quello che dobbiamo fare».

Il perno centrale è assolutamente l’incoronazione delle Tre Regine. Ognuna di loro deve cercare di sovrastare l’altra, dando il meglio di se. E’ così, perchè da sempre, quando la Regina precedente da in vita le tre gemelle viene esiliata e le sue figlie all’età di sei anni vengono divise e lasciate in casate diverse, ognuna al suo potere: tra gli Avvelenatori del Palazzo di Greavesdrake, i Naturalisti di Wolf Spring e gli Elementali di Rolanth. Ognuno di loro ha una persona che si prende cura delle Regine e si occupa di loro fino al compimento dei Sedici Anni dove dovranno dopo l’esordio dove mostreranno al Popolo le loro capacità e dove avrà inizio Beltane. Le tre, entro un anno dovranno uccidersi l’un l’altra e colei che rimarrà salirà al trono.

Lo stile utilizzato è stato estremamente coinvolgente. Ogni capitolo era un conoscere un pezzo in più di una delle tre regine. Si ha inizio con Katherine, poi con Arsinoe ed infine Mirabella. E’ un cerchio che si sussegue ed ogni tre capitoli il giro ricomincia e si susseguono l’un l’altra, interrotte solo ogni tanto dalle cospirazioni dell’Alta Sacerdotessa con le sue Sacerdotesse e Natalia con il Consiglio Oscuro. Cosa succederà all’interno di questo libro io non posso dirlo ma è un gioco di potere tutto al femminile.

Vorrei soffermarmi su queste cose, estremamente positive:

  1. Il sistema Matriarcale. Ci voleva proprio una storia tutta al femminile e devo dirlo proprio ad alta voce: FINALMENTE! Una storia ben studiata ed è davvero molto interessante. 
  2. Il gioco di potere. Tutta il “sistema politico” che si nasconde all’interno della narrazione è davvero fine e ben pensato oltre che ben strutturato.

L’unica cosa che forse in tutto questo non ho apprezzato è stata la storia di Jules nell’intermezzo ma comprendo che serviva per diversi fini e diversi scopi e quindi è una cosa assolutamente di poca rilevanza e più soggettiva.

«Ma se mi lasciassi…». «Se ti lasciassi fare cosa? Ascolta, so che credi di aver appena fatto un gesto grandioso. Ma sono qui. Sono in trappola. Lo siamo tutte». «Allora mi detesti?», le chiede Mirabella. «Vuoi uccidermi?» «Sì, ti detesto», risponde Arsinoe. «Da sempre. Non ho provato a scappare perché così avrei potuto risparmiarti. Non ha mai avuto a che fare con te». Mirabella guarda sua sorella zoppicare verso l’apertura della tenda. «Immagino di essere stata una stupida», dice Mirabella. «Immagino…». «Smettila di sembrare così dispiaciuta. E smettila di guardarmi in quel modo. Questo è ciò che siamo. Il fatto che non abbiamo mai voluto nulla di tutto ciò non conta nulla». Arsinoe si aggrappa all’apertura della tenda. Esita un istante, come se stesse per aggiungere qualcosa. Come se fosse dispiaciuta. «Adesso ti detesto un po’ meno», dice a bassa voce, e poi sparisce.

La storia è stata davvero interessante e coinvolgente. Il finale è stupefacente e mette assolutamente curiosità per quanto riguarda il seguito. Spero solo che la Newton Compton non ci faccia attendere troppo.  Sicuramente ne vedremo delle belle nel secondo volume.

Kendare Blake ha scritto una storia originale e avvincente. Fra giochi di potere e magia, con una narrazione violenta e subdola. Una storia da amare, che ti farà sentire parte del tutto e ti costringerà a prendere parte di una scelta più grande. La battaglia delle Tre Corone è una lotta all’ultimo sangue.

Consiglio questo libro? Si, si e si. Dovete leggere questa storia, non potete perdervela.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Vi piace? Volete leggerlo? Lo trovate da oggi in tutte le librerie! Non perdetelo!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: “WINTERSONG DI S. JAE-JONES” (#116)

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Sono particolarmente entusiasta di parlarvi di questo libro. Uno perchè è un’uscita che aspettavo da molto, due perchè la casa editrice Newton Compton, che ringrazio molto per l’invio e per avermi permesso di partecipare all’evento, ha fatto davvero un’ottimo lavoro stavolta!
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Autrice: S. Jae-Jones
Editore: Newton Compton

Data di pubblicazione: 26 Ottobre 2017

Prezzo: 9,90 €
Pagine: 448
Un labirinto di bellezza e oscurità, musica e magia. Questo è il mondo in cui ti perderai.
Trama: È l’ultima notte dell’anno. Ora che si sta avvicinando l’inverno, il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa… Per tutta la vita, Liesl ha sentito infiniti racconti sul bellissimo e pericoloso Re dei Goblin. È cresciuta insieme a quelle leggende che hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso è diventata grande, ha ormai diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come tanti minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. 
Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong di S. Jae-Jones trasporta il lettore in un mondo indimenticabile.

RECENSIONE

La storia ha inizio con l’Overture in cui due bambini che suonano della musica e si divertono nella Radura dei Goblin. Il bambino, Re dei Goblin, chiede la mano alla bambina e lei rimanda. Così per più volte, finché la bambina non cresce e non va più nella foresta.

La bambina è ora una piccola donna, si chiama Liesl, o meglio Elisabeth ed è una ragazza bruttina, che si sente piccola ma ha un cuore grande. Quella notte sarà l’ultima dell’anno, quella dove il mondo umano e quello del Sottosuolo dove vivono i Goblin si assottiglia e il Re dei Goblin andrà a cercare la sua sposa. Liesl lo sa bene ma sa anche che quella sera è importante per suo fratello perchè avrà un provino musicale e da esso dipenderà la sua carriera come la sua vita. Quindi si alza e, assieme a sua sorella, va al mercato. Lì succederà l’irreparabile. Sua sorella mangerà un frutto offerto dai Goblin e sparirà quella sera stessa. Dove è finita?

Nel Sottosuolo, il regno dei Goblin, assieme al loro Re, che la reclama in sposa. Ma Liesl vuole liberare sua sorella? Ci riuscirà? Cosa chiederà in cambio il Re degli Inganni, Il Re dei Goblin? 

Lui non disse nulla. «Se», esordii schiarendomi la voce, «se perdi cosa accadrà? La primavera non arriverà mai? Il mondo di sopra vivrà in un inverno eterno?». Il suo volto si fece serio. «Sei disposta a correre il rischio?». Era una scelta impossibile. La vita di mia sorella… o il destino del mondo. Pensavo che la posta che avevo messo in gioco fosse alta, ora capivo che quella del Re dei Goblin lo era molto di più. «Cosa ti succederà se vinco?», sussurrai. Sulle sue labbra si disegnò un sorriso, ma gli angoli della bocca erano incurvati in un’espressione più triste che soddisfatta. «Sai», disse lui. «Sei la prima in assoluto a chiedermelo». E svanì in un turbine di vento e foglie morte.

Risultati immagini per wintersong fanartLa trama è ben scritta e mette curiosità, senza dubbio. Quando avevo adocchiato questo libro in lingua originale ne ero rimasta colpita e come ho saputo che arrivava in Italia ho aspettato pazientemente.

Per la copertina e il titolo è stato fatto un bel lavoro davvero. Sono davvero felice che sia stata mantenuta la versione originale della copertina come il titolo originale. In mano alla Newton non so cosa sarebbe potuto diventare ma sono davvero, davvero soddisfatta. La versione cartacea è bellissima. Finalmente – ripeto e sottolineo – finalmente un ottimo lavoro!

L’ambientazione è particolare e tutt’altro che scontata. Non è propriamente definita se non si capisce che siamo e l’epoca sembra barcamenarsi fra il settecento e l’ottocento. Il padre di Liesl ha conosciuto Mozart, quindi ho dedotto da qui le mie conclusioni.

Sembravo una pazza. Sembravo una di loro. La mia risata ruppe l’incantesimo che li tratteneva. I goblin iniziarono a sbattere tra loro, spingendosi, in mezzo al rumore delle stoviglie rotte e delle posate che cadevano e il suono acuto e stridulo delle loro risate. E della mia. Osservai il mio regno. Caos. Crudeltà. Abbandono. Mi ero sempre contenuta. Trattenuta. Volevo diventare più grande, più luminosa, migliore; volevo essere capricciosa, maliziosa, scaltra. Prima di allora non avevo mai conosciuto l’intossicante dolcezza dell’essere al centro dell’attenzione. Nel mondo di sopra erano sempre stati Käthe o Josef a conquistare gli occhi e il cuore di tutti, Käthe per la sua bellezza e Josef per il suo talento. Io ero sempre stata dimenticata, sottovalutata, ignorata: la semplice, scialba, concreta sorella senza talento. Ma nel Sottosuolo ero il sole intorno al quale girava il mondo, l’asse su cui turbinava il loro vortice. Liesl, la ragazza, era noiosa, spenta e obbediente; Elisabeth, la donna, era una regina.

I personaggi sono intensi e tutti ugualmente importanti. Sono delineati molto bene e non si può non amarli tutti, dal primo all’ultimo.

Elisabeth detta anche Liesl, è una ragazza particolare. Ama suo fratello Josef con tutta se stessa e spera che lui diventi un musicista e non sopporta molto sua sorella, troppo bella e civettuola per lei. Liesl è molto attaccata alla sua famiglia e cerca di mettere prima gli altri di se stessa. Nonostante questo, però, lei ama comporre musica e crede nel Re dei Goblin e nel Sottosuolo, in cui ci credono solo suo fratelo Josef e la nonna Costanze. Liesl è bruttina ed egoista e vi ritroverete nei suoi panni, più di quanto possiate riuscirci.

Il Re dei Goblin, un re senza nome, il Erlkonig, il Re degli Inganni. E’ il classico soggetto belloccio che ti ammalia solo con il sorriso. Questo genere di personaggi, così fisicamente costruiti li ho sempre detestati, infatti ho cercato di pensarlo in tutt’altro modo. Invece mi è piaciuto molto perchè ha avuto un lato umano davvero convincente. La sua devozione a Dio, l’attaccamento alla normalità degli umani. Ecco cosa di lui mi è piaciuto. Il suo essere vero e umano. Il suo sentirsi vulnerabile nonostante non lo sia.

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Stecco e Spina sono state ben descritte e mi sono piaciute particolarmente. Sono le due Goblin che servivano Liesl nelle sue stanze e che si occupavano di lei in ogni momento. Una è dolce e gentile e l’altra più aspra. Due Goblin davvero molto particolari.

«Solo allora», disse. «Non mi accontenterò di niente di meno. No mi accontenterò di metà del tuo cuore quando ciò che voglio è tutta la tua anima. Solo allora assaggerò il tuo frutto e ne gusterò ogni goccia finché non sparirà». Tremai per lo sforzo di trattenere le lacrime. Lui aveva un sorriso triste. «La tua anima è bellissima», disse dolcemente, posando gli occhi sull’abito da sposa e sul pianoforte. «E questa ne è la prova. La tua musica. Se tu non avessi tanta paura di condividerla con me, se non avessi tanta paura di quella parte di te, avresti potuto avermi già da un pezzo». Dopodiché il Re dei Goblin sparì in un turbine di seta, lasciando nell’aria un lieve odore di ghiaccio.

Risultati immagini per wintersong fanartIl perno centrale sta tutta in Liesl e nella sua musica. Si, perchè Liesl ha sempre sognato di diventare una grande componitrice e il Re dei Goblin vuole la sua musica come sacrificio, come  pegno d’amore. Vuole la sua musica come vuole essa stessa.

Lo stile utilizzato è stato scorrevole, fluido e veramente coinvolgente. La storia mi ha catturata dall’inizio alla fine nonostante ci sia qualche intermezzo che non mi sia andato giù più di tanto.

Elisabeth è esasperante. Forse perchè è scritto in prima persona dal suo punto di vista ma è così. Passa da momenti di nostalgia a momenti in cui vuole spaccare il mondo. Oppure, cosa ancora peggiore, quando passa da non voler stare assieme al Re del Goblin al volerlo portare ardentemente a letto. Coerenza?! In effetti, nel corso della lettura Liesl, o meglio Elisabeth mi è sembrata un “tantinello” pazza. Ma forse era proprio ciò che voleva creare l’autrice. Liesl, all’inizio, quando era ancora a casa, con la sua famiglia non sembrava così ma impazzisce completamente dopo aver aiutato sua sorella e dopo essere caduta nelle grinfie del Re dei Goblin. Il personaggio che ho apprezzato di più, infatti, come vi ho detto anche prima, è stato proprio il Re dei Goblin

In certi momenti sembrava di leggere un romance erotico più che un fantasy, ma credo sia una cosa soggettiva. Piano piano andando avanti i due cominciano a conoscersi e a prendere coscienza uno dell’altra e la storia assume una forma. Il finale ti lascia col fiato sospeso, da non vedere l’ora di leggere il seguito.

«Vuoi la dura verità, Elisabeth?», disse lui. «Molto bene, allora l’avrai». Si mise a camminare avanti e indietro davanti a me, come un animale in gabbia. C’era un lupo intrappolato nel suo cuore che voleva liberarsi a tutti i costi. «Ti volevo perché sei strana e diversa e poco graziosa. Perché un uomo può anche trascorrere l’eternità – e credimi, io l’ho fatto – con una schiera infinita di belle spose, ma i loro nomi e i loro volti continueranno a confondersi davanti ai suoi occhi. L’unica che posso ricordare sei tu, così strana e così poco graziosa». (…) «La tua intensità, la tua fierezza», disse lui a bassa voce. 

Nonostante questo, il libro mi è piaciuto molto. Mi è entrato dentro e mi ha coinvolto più di quanto immaginavo. Quindi le mie conclusioni questa volta saranno sorprendentemente positive.

Il libro è stato un misto fra bugie rivelate e verità nascoste. Musica e passione. Amore e paura. Ignoto, debolezza e sacrificio.

S. Jae-Jones vi trasporterà in un mondo di magia, Goblin e musica, dove un Re vi aspetta come sua Sposa per amarvi e prosciugarvi, finchè il Sottosuolo non avrà fine. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo. 

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Ringrazio Federica che ha organizzato l’evento! Passate a trovare gli altri blog, mi raccomando!REVIEW PARTY (1)


Cosa ne pensate di questo nuovo libro? Vi piace? Fatemi sapere se lo leggerete o se lo metterete in lista. Oppure se non vi ispira e perchè! Insomma vi aspetto come sempre!

Alla prossima,

Sara ©