WWW WEDNESDAY #51

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Eccomi che torno alla carica con questa rubrica. Con un po’ meno tempo ma è giusto per tenervi aggiornati sulle mie letture, almeno un quadro generale ce lo abbiamo, no?! Ecco allora le mie risposte al WWW Wednesday ideato da Should be Reading :

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

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Risultati immagini per ingraham di colin andrewsSto leggendo Fandom di Anna Day edito DeAgostini per il BlogTour che trovate online in questa settimana, domani ci sarà la mia tappa. Un libro carino almeno fino alla metà dove sono rimasta io. Vi farò sapere, oggi andrò avanti ancora.

In più leggerò un libro molto vecchio ma che devo assolutamente recuperare perchè deve tornare alla legittima proprietaria: ovvero mia nonna. Me lo ha prestato diverso tempo fa ma non ho mai avuto tempo ma siccome vorrei ridarglielo anche per cercare ad iniziare a fare spazio a casa per altri libri in entrata ho deciso di darmi da fare! Di chi si tratta? Di un thriller, Ingraham di Colin Andrews. Lo avete sentito? 

 


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

978880468559hig-312x48051shatpauol-_ac_us218_La settimana precedente ho letto Luna 2 di Nick Cave che è stato un libro davvero molto carino edito Mondadori, di cui trovate la recensione QUI. Sono davvero entusiasta di aver partecipato a questo evento assieme alle altre.

L’altro libro è edito Newton Compton e nonostante a molte non sia andato giù completamente io lo ritengo davvero un ottimo libro. Lo rileggerei volentieri e sono assolutamente curiosa del secondo volume. Trovate la recensione QUI. Vi sto parlando de Il regno del male di Sandro Ristori a cui ho partecipato alla presentazione e di cui vi trascriverò l’intervista all’autore a breve.

 


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Risultati immagini per nowhere girls piemmeLeggerò Il leone ama l’ariete di Anyta Sunday per un’iniziativa dettata da un’editore//traduttrice inglese che mi ha contattato. Sarò ben felice di partecipare ovviamente! Curiosi?

E inizierò Nowhere Girls di  Amy Reed edito Piemme che sono super super curiosa di leggere. Non potete immaginare quanto. Una di quelle uscite che aspettavo e di cui sono doppiamente felice perchè è stato mantenuto come l’originale. 

 


Voi cosa state leggendo? Cosa leggerete? Cosa avete letto? Rispondete alle domande anche voi, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE #145 – L’UOMO DI GESSO DI C.J. TUDOR.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE BELLE!

Vi ho parlato di questo thriller che è approdato in libreria già nella mia tappa del BlogTour. Adesso vi tocca anche la recensione e non vedo l’ora di parlarvene visto che mi ha assolutamente rapito. Un thriller davvero avvincente. Non vi resta che leggere, così vi sarà tutto chiaro:

8237395_2966707Titolo: L’uomo di gesso
Autore: C.J. Tudor
Editore: Rizzoli
Genere: Thriller
Data di uscita: 30 Gennaio 2018
Link d’acquisto: http://amzn.to/2EyOWDW
Trama: Guardandosi indietro, tutto è cominciato quel giorno alla fiera, con il terribile incidente sulla giostra. Il giorno in cui Ed, dodicenne, ha incontrato per la prima volta l’Uomo di Gesso. È stato proprio lui, l’Uomo di Gesso, a dargli l’idea di utilizzare quei disegni per i messaggi con il suo gruppo di amici. E all’inizio era uno spasso, per tutti. Fino a quando non è stato ritrovato il cadavere di una ragazzina. Ma sono passati trent’anni, e Ed pensava di essersi lasciato il passato alle spalle. Poi, per posta, riceve una busta: un gessetto, e il disegno di un uomo stilizzato. Certe storie non finiscono. Il gioco, per Ed e i suoi amichetti di un tempo, ricomincia da capo. L’Uomo di Gesso è di nuovo tra loro.

RECENSIONE

Risultati immagini per c.j. tudorTutto comincia nel bosco. C’è una ragazza morta, distesa fra le foglie secche e qualcuno si avvicina, la guarda. Sembra quasi esserne incantato poi, quando si accorge che nessuno lo sta osservando, prende la testa della donna e la ripone in uno zaino pieno di gessetti. Qui ha inizio il tutto. L’Uomo di Gesso e la vita di quattro bambini – che ora sono tutti adulti – e tutto ciò che essi nascondono. 

La storia si divide tra il 1986 in cui i ragazzi hanno più o meno dodici anni e il 2016 quando ne hanno quarantadue. Ed Munster, soprannome che gli è stato dato dai suoi amici da bambino, è la voce narrante di un thriller mozzafiato, di una storia che lo riporterà indietro nel tempo ripercorrendo cose che lui non vorrebbe ricordare. Riceve nella cassetta della posta una busta contenente un omino stilizzato su un foglio e un gessetto bianco. Il gioco ricomincia da capo e si ritorna a quando erano dei bambini, negli anni in cui è cambiata la vita di tutti loro: Ed Munster, Nicky, Gav la Palla, Mickey Metallo e Hoppo.

Cosa significa? L’uomo di Gesso è tornato a tormentarli? Cosa vuole ancora da lui e dai suoi amici? Cosa è che li tormenta così tanto?

«E c’è dell’altro. » «Cosa?» Sorride, e in un attimo mi rendo conto che tutto quello che ha detto sui ritorni, sulla necessità di affrontare le proprie paure, erano tutte stronzate. Solo una montagna di merda puzzolente. «Io so chi l’ha uccisa davvero.»

La trama mi piace ed è quella che mi ha messo molta curiosità quando ho dato l’ok. Non l’ho letta tutta, come faccio sempre perché cerco di evitare spoiler ma posso garantire che qui non ce ne sono di evidenti, anzi tutt’altro. E’ tutto nascosto e ben costruito. Mette la giusta dose di curiosità.

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La copertina per una volta su un milione, ma lo devo ammettere, è migliore la versione italiana. Quella originale, detta molto francamente non mi dice niente invece quella italiana rispecchia in tutto e per tutto il libro. Un semplice omino di gesso ma che dice molto di più di quando possa dire qualsiasi altra cosa. E sembra una lavagna lisa e cancellata dal tempo, un bel lavoro Rizzoli, complimenti!

Il titolo è stato semplicemente tradotto e cosa meglio de L’uomo di gesso, rappresenta questo libro? Questa volta, devo dirlo, ci siamo! E finalmente ci siamo superati. Sono davvero felice di aver aderito per il BlogTour di questo libro e di averlo letto. Sono completamente soddisfatta e devo dire solo poche parole: bello, bello, bello.

L’ambientazione è Anderbury, un piccolo paesino (che ho cercato su internet ma non sono riuscita a trovare probabilmente è inventato) ma sembra essere nel territorio inglese e l’epoca in cui è ambientata la storia si alterna tra il 1986 e il 2016. 

Qualcosa nel suo volto ‘ gli occhi, forse la voce ‘ mi rendeva impossibile mentire di nuovo. Scossi la testa, sentii le lacrime che si affacciavano ai miei occhi, minacciavano di sgorgare. «Come pensavo.» Strinse le labbra. «Non c’è nulla al mondo che odi più dei bulli. Ma sai qual è il segreto dei bulli?» Scossi la testa. In quel momento non sapevo nulla di nulla. Mi sentivo debole, sconvolto. Lo stomaco e la testa mi facevano male, mi sentivo pieno di vergogna. Avevo voglia di sciacquarmi la bocca con il detersivo e pulirmi e lavarmi e grattarmi via la pelle fino a scorticarmi. «Sono dei codardi» disse il signor Halloran. «E i codardi alla fine si beccano sempre quello che meritano. Karma. Sai che cos’è?»

I personaggi che troveremo all’interno di questa storia sono abbastanza e anche piuttosto variegati. Tutti hanno un carattere ben definito, tutti si faranno o amare o odiare. Ve li racconterò nella versione del 1986 in cui sono ancora dei bambini.

Ed Munster è un ragazzino piuttosto singolare. Gli piace collezionare piccoli oggetti ed ha occhi solo per Nicky, l’unica ragazza del loro gruppo. Ha un gruppo di amici davvero singolare di cui vi parlerò tra poco. Diventa famoso per aver salvato la vita al luna park, alla Ragazza del Valzer insieme al signor Halloran. Quando conoscerà meglio quest’uomo proporrà ai suoi amici un gioco particolare con i gessetti, in cui per incontrarsi avrebbero utilizzato un codice strano disegnando omini di gesso con diversi colori.

Nicky è la figlia del Parroco di Anderbury. E’ una ragazza che si circonda di ragazzi ed essa stessa si comporta come se lo fosse. Nonostante questo, è una ragazzina forte che non si piega di fronte a niente, nonostante tutto quello che le accade nel corso della storia.

Hoppo è un ragazzino davvero tenero. Non c’è momento in cui non amerete questo personaggio. Ha una madre che si occupa di lui e si fa in quattro ed un piccolo cagnolino che adora. E’ un personaggio che non si espone particolarmente ma che ho apprezzato molto, assieme a Nicky.

Gav la Palla Mickey Metallo sono completamente diversi uno dall’altro e li scoprirete se deciderete di leggere il romanzo. Sono gli unici due che non ho sopportato molto all’interno della lettura. All’interno del gruppo c’è sempre uno che, per quanto possa sembrare amico, non si sopporta fino in fondo. Ecco, Ed e Mickey non lo sono mai stati completamente per certi momenti ma anche tra Ed e Gav è stato lo stesso come lo sarà fra Gav e Mickey stesso.

Il signor Halloran, l’Uomo di Gesso di questa storia che non è un segreto ne uno spoiler quindi state tranquilli. Un uomo albino, un professore d’inglese e un uomo piuttosto singolare. E’ un uomo che ama disegnare utilizzando dei gessetti. Per questo il soprannome Uomo di Gesso.

L’uomo di gesso era ancora lì. «Ehi, facciadimerda. Che ne dici di un tuffo? Andiamo, l’acqua è meravigliosa. Da morire.» Avrei potuto lasciarlo lì. Magari avrei dovuto. Invece afferrai la bacinella per il bucato di mamma da sotto il lavello e la riempii. Poi la rovesciai fuori, affogando l’uomo di gesso nell’acqua fredda e nei rimasugli di schiuma e sapone. Cercai di ripetermi che doveva essere stato uno degli altri a disegnarlo. Gav la Palla, magari. Hoppo. Una specie di scherzo malato. Solo a metà del tragitto per andare a scuola mi resi conto di una cosa. Avevamo tutti un colore per i gessi. Gav la Palla il rosso, Mickey Metallo il blu, Hoppo il verde, Nicky il giallo e io l’arancione. Nessuno di noi utilizzava il bianco.

Il perno centrale è l’Uomo di Gesso. Il signor Halloran è un uomo strano, che porta con se dei gessetti e con cui ne fa dei ritratti. E oltre questo anche tutto il mistero che si cela dietro la ragazza ritrovata morta nel bosco all’inizio del libro. 

Immagine correlataLo stile utilizzato è stato da subito semplice e fluido. Non c’è momento in cui la storia diventa pesante o che prenda una piega difficile.

Ogni capitolo si alterna fra il 1986 e il 2016 ed ognuno di questi è una completa sorpresa, rivelazioni su rivelazioni, sorprese su sorprese. Un thriller che vi terrà con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Non ho molte altre parole per descrivervi questo libro, se non dirvi: leggetelo!

«Mai fare supposizioni» mi disse una volta mio padre.«Perché le cose vere vanno da una parte, e le supposte…» Lo fissai senza capire e lui proseguì: «La vedi questa sedia? Credi che sarà ancora qui dove si trova adesso, domattina?». «Sì.» «Dunque lo supponi.» «Penso di sì.» Papà prese la sedia e la mise sopra il tavolo.«L’unico modo per essere sicuri che questa sedia rimanga in questa esatta posizione è incollarla al pavimento.» «Ma non è come barare?» Mi rispose con voce più seria.«La gente barerà sempre, Eddie. E mentirà. È per questo che è importante non dare mai nulla per scontato. Tieni sempre gli occhi aperti. Dubita di tutto. E guarda sempre cosa c’è dietro quello che ti sembra ovvio.

Un libro sorprendente. Consiglio vivamente la lettura di questo libro, non potete perdervelo!

C. J. Tudor ha creato un thriller davvero degno di nota. L’uomo di Gesso è un uomo, eppure è tante altre cose. L’uomo di Gesso è nei gessetti colorati della piccola combriccola ed è nascosto dentro ognuno di noi. Un libro che consiglio a tutti gli amanti di genere ma anche a chi vuole imbarcarsi per la prima volta nei thriller. Una storia sconvolgente, piena di suspance. Bellissima.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene!

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Cosa ne pensate di questo thriller? Vi piace? Lo leggerete! Dovete farlo assolutamente perchè ne vale davvero la pena!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: IL SOLE E’ ANCHE UNA STELLA DI NICOLA YOON (#140)

BUONGIORNO CARI LETTORI!

Eccoci qui con un nuovo Review Party di una delle novità più attese per gli amanti della Yoon, dopo il fantastico esordio italiano con Noi siamo tutto. La Sperling & Kupfer, che ringrazio per avermi permesso la lettura, porta in Italia questo bel volume, questa bella storia che vi coinvolgerà. Ringrazio tantissimo anche Sara di Bookspedia che mi ha coinvolto in questa iniziativa! Ve ne parlo subito:
8340165_2923878Titolo: Il sole è anche una stella
Autore: Nicola Yoon
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Young Adult
Data di uscita: 16 Gennaio 2018
Pagine: 335
Link d’acquisto: http://amzn.to/2mSlMIm
Trama: Natasha non crede né al caso né al destino. E neppure ai sogni: non si avverano mai. Crede piuttosto nella scienza e nei fatti. Per intenderci, non è il tipo di ragazza che incontra un ragazzo carino in un polveroso negozio di dischi a New York e si innamora di lui. Eppure è quello che accade, a dodici ore dall’essere rimpatriata in Giamaica insieme alla sua famiglia. Lui si chiama Daniel. È il figlio perfetto, studente modello e sempre all’altezza delle molte aspettative dei genitori. Quando è con Natasha, però, tutto è diverso. Qualcosa in lei gli suggerisce che il destino abbia in serbo un che di speciale – per entrambi. È come se ogni momento della loro vita li avesse preparati solo per vivere questo meraviglioso, singolo istante.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio su due fili completamente differenti, due vite diverse, due mondi diversi, due universi completamente distanti uno dall’altro. 

Natasha e la sua famiglia sono degli immigrati irregolari che per colpa del padre, quella sera stessa sono costretti ad andarsene da New York e tornare al loro paese natale, la Giamaica. Natasha però non sia arrende ed esce di casa per un’ultima, flebile speranza che non li faccia partire. Un famoso avvocato che si occupa di immigrazioni e che lei pensa possa esserle d’aiuto.

Daniel è il secondogenito di una famiglia coreana a New York. Charlie, suo fratello, è sempre stato il figlio preferito dai suoi genitori fino a quando si è fatto cacciare dalla migliore scuola in cui poteva andare, la Harvard. Da lì, le speranze sono state riposte tutte in Daniel i cui genitori sperano che diventi un medico come hanno sempre sognato per lui. Daniel però non vuole seguire in consigli dei suoi genitori, lui vorrebbe scrivere e fare ciò che ama di più: scrivere poesie. 

I due si incontreranno in una circostanza strana; Daniel lo chiama destino, Natasha, una conseguenza delle sue azioni. I due si conosceranno e condivideranno la giornata più bella della loro vita.

Cosa succederà a Natasha? Come si incontreranno i due? Cosa condivideranno assieme? Cambierà Natasha il modo di vedere il mondo e Daniel quello di credere in se stesso? Come cambierà quella giornata il corso della loro vita?

Non credo di aver mai osservato qualcuno come sto osservando lei. La luce del sole le filtra tra i capelli disegnandole una specie di aureola intorno alla testa. Il viso è un alternarsi di emozioni. (…) Lei smette di osservare cuffie rotte e, appena i nostri occhi si incontrano, ho una specie di déjà-vù. Ma più che  rievocare un’esperienza passata, mi sembra di vivere una scena che accadrà nel mio futuro. Vedo come saremo da vecchi. Non distinguo i volti e non so né dove né in quale anno, ci troviamo. Ma ho una strana sensazione positiva che non saprei descrivere. E’ un po’ come conoscere tutte le parole di una canzone e trovarle  ugualmente incantevoli e sorprendenti.

Risultati immagini per the sun is also a starLa trama è ben scritta e non cade nel potente cliché dello spoiler gratuito. Lascia molto a intendere ma non specifica niente di preciso, ne parla di cosa accade, quindi punto decisamente a favore su questo, visto che noi italiani tendiamo spesso a spoilerare l’intero libro sulla trama (e non ne capisco il motivo – seriamente).

Sulla copertina, non saprei dirvi quale delle due preferisco, se quella italiana o quella originale. In quella italiana abbiamo aggiunto i due soggetti nella parte alta della copertina. La cosa che apprezzo di più di questo fatto è che, almeno, non siano stati presi due soggetti totalmente diversi da quelli descritti all’interno del libro. I due soggetti sembrano rispettare molto bene i canoni dei protagonisti se non per i capelli del ragazzo. Daniel aveva il codino e i capelli lunghi.

Il titolo non è stato storpiato, anzi è stato semplicemente tradotto, il che non è un male e mi piace ma anche l’originale non era male dopotutto. Nonostante sembra non avere senso, il titolo ha un suo significato anche piuttosto ampio che vi lascerò scoprire da soli. L’ambientazione è New York. Natasha sta per partire per andare in Giamaica e Daniel vive e l’epoca è moderna, una storia ambientata ai giorni nostri.

«Dimmi perchè vuoi fare il poeta», mi chiede. Mi ritraggo e le accarezzo le nocche con il pollice. «Non lo so. Cioè, non so nemmeno se di lavoro vorrei fare quello o altro. Non capisco perchè dovrei saperlo già adesso. So soltanto che mi piace scrivere. Mi piace tanto. Ho dei pensieri e sento il bisogno di metterli nero su bianco e, quando lo faccio, mi escono in versi. E’ la cosa che mi fa stare meglio in assoluto a parte…». Mi interrompo, temendo di spaventarla di nuovo. Natasha solleva ancora la testa. «A parte cosa?» Le brillano gli occhi. Vuole conoscere la risposta. «A parte te. Anche tu mi fai stare bene».

Risultati immagini per fanart the sun is also a starI personaggi sono stati ben delineati e sono stati ben differenziati l’un l’altro. “I personaggi in più”, che si muoveranno all’interno di questa storia, sono stati una sorpresa per me e non pensavo che funzionassero così bene.

Daniel è un sognatore ed inguaribile romantico. E’ un ragazzo modello, un coreano dal sogno americano, come hanno progettato i suoi famigliari per lui. Studierà per fare il medico, è intelligente e sveglio ma ama particolarmente la scrittura e la poesia. Infatti porta con se un piccolo taccuino dove appunta sempre di tutto, le sue emozioni e ciò che lo circonda. Detesta suo fratello Charlie, perfetto in tutto, che lo denigra sempre, lo ha sempre fatto ed è strafottente nei suoi confronti da una vita. In più, crede nel destino e nelle coincidenze: se lui e Natasha si sono incontrati era scritto e le coincidenze li avrebbero portati esattamente dove dovevano essere.

Natasha è cinica, fredda e non crede nel destino. Natasha crede che le cose accadano per una determinata causa, e in conseguenza delle azioni. E’ una ragazza che ama l’america ma che deve tornare in Giamaica perchè immigrata irregolare, scoperta proprio per colpa di suo padre, che lei adesso detesta con tutta se stessa. E’ stato lui a metterli in questa situazione e lei è determinata a risolverla almeno fin dove le sarà possibile. Ama la musica e adora le sue cuffie rosa come ama la scienza e le cose concrete.

Simmetrie
Una poesia di Daniel Jae Ho Bae
Io starò
dalla mia
parte. E tu starai
da tutt’
altra.

Il perno centrale sono le circostanze che faranno incontrare i due protagonisti ed il modo in cui interagiranno sia fra loro che con altri personaggi all’interno di questa storia. E’ l’incredibile storia di due ragazzi che si salvano a vicenda. 

Lo stile utilizzato è stato semplice e diretto. I capitoli sono brevi e suddivisi fra i vari personaggi della storia. Oltre i punti di vista Natasha e Daniel, ci sono stati anche altri punti di vista di persone che i due incontrano o con cui condividono qualcosa nel loro cammino, nel loro percorso.

I punti di vista esterni sono stati ben curati e mi sono davvero piaciuti. Sono stati particolari e la cosa da apprezzare è stato proprio come siano stati strutturati e legati agli altri. Ti fa capire quanto siano importanti le persone e i loro comportamenti, anche quelli che non riusciamo a spiegarci, anche quelli che non conosciamo. Ognuno ha una sua storia, facile o difficile che sia, che noi non conosciamo e che dovremo cercare quantomeno di percepire. Quanto sia difficile anche per gli altri la vita, quanto un piccolo gesto verso qualcuno possa cambiare la vita di una persona anche se non la conosciamo affatto. E’ stato davvero spettacolare questo punto, questa infinita connessione con varie persone con cui nella vita si interagisce ma a cui noi non diamo peso: la sorvegliante agli ingressi della società di immigrazione, un autista, un avvocato, il guardiano di un palazzo, e così via.

La cosa che invece ho apprezzato di meno è stato l’insta-love che si è creato fra i due protagonisti. Troppo rapido e veloce. Nonostante fra i due sia stata una storia molto bella e scritta bene, non mi ha convinto pienamente l’immediatezza della cosa e la velocità in cui galoppano i sentimenti di entrambi i ragazzi in questione. La cosa si risolleva un pò nella parte finale, in cui tutto si spiega.

«Non è strano che i nostri ricordi preferiti siano legati alla persona per cui adesso proviamo meno simpatia?» domando. «Forse è proprio questa la ragione per cui li disprezziamo tanto. Sono così distanti da com’erano un tempo che abbiamo perso la speranza di vederli tornare come prima». «Può darsi. Sai qual’è la parte peggiore della mia storia?» «Quale?» «Che adesso odio le montagne russe proprio per colpa di quella volta». Natasha scoppia a ridere e io pure.

Il libro è stato davvero molto carino. Non a caso poi, l’autrice è somigliante a Natasha perchè anche lei è giamaicana in america e suo marito è coreano-americano come Daniel. Sembra una storia quasi su di loro ed è stato molto bello interagire con due culture diverse in un paese che non è il loro e vedere come entrambe reagiscono.

La Yoon colpisce ancora fin nell’animo. Dopo un esordio come Noi siamo tutto, è difficile ricreare un libro che faccia lo stesso successo ma la Yoon è stata brava anche stavolta. Ha creato un amore potente, un inter-connessione fra le persone strabiliante e la fortezza in cui risiede un ricordo di un momento magico e imprevedibile.

Un libro di cui consiglio vivamente la lettura. Leggero, fresco e semplice ma anche tenero e pieno di significati su cui non sempre ci soffermiamo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Seguite le altre recensioni sugli altri blog che trovate qui sotto, all’interno dell’immagine:
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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere se lo leggerete e se siete interessati a questo volume, che vi consiglio!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #139 – NON STANCARTI DI ANDARE DI STEFANO TURCONI E TERESA RADICE

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione. Ho acquistato questo libro a una delle presentazioni degli autori – che me lo hanno anche autografato – e sono davvero felice di aver fatto un acquisto simile. Edito Bao con cui purtroppo non collaboro e con cui mi piacerebbe davvero tanto, ecco che vi parlo di una bella Graphic Novel!

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Autore: Stefano Turconi e Teresa Radice
Editore: Bao Publishing
Genere: Narrativa a Fumetti
Pagine: 311
Uscita: 09 novembre 2017
Prezzo: € 27,00
Link d’acquisto:  http://amzn.to/2DceSro
Trama: Iris inizia a mettersi comoda nella casa di Verezzi mentre Ismail torna a Damasco per sistemare le ultime faccende. Separati da un destino violento e imprevisto, Iris si scopre incinta mentre Ismail lotta per tornare in Italia. Costellato di personaggi memorabili, Non stancarti di andare è un romanzo grafico lungo, denso, impegnato e impegnativo, sul senso dell’esistenza e della distanza. Una storia per distruggere le barriere, per imparare ad amare senza riserve, scritta con immenso coinvolgimento emotivo da Teresa Radice e disegnata, a colori, da uno Stefano Turconi che inventa nuovi trucchi per rendere su carta le emozioni della sceneggiatrice. Un libro che coltiva l’anima e la fa sbocciare, non importa quanto freddo faccia, fuori.

RECENSIONE

La storia ha inizio nel 1933 a Genova, dove un anziana donna, accompagnerà la sua famiglia e la sua nipote Iris – (che è la nonna della protagonista di questo libro da cui la protagonista prenderà il nome) – al porto e li guarda partire, per poi tornarsene a Verezzi, la sua casa, col treno. Subito dopo si passa sempre a Genova ma oggi, con Iris e Ismail. Si trasferiscono alla vecchia casa di Verezzi, un paesino in provincia di Savona.

Ismail, il giorno dopo, deve tornare a Damasco per aiutare dei suoi colleghi sul lavoro mentre lei resta a casa. Iris, scopre di essere incinta e da qui cominciano le due storie, le due facce della medaglia, le due realtà distanti se pur vere entrambe. Ismail si ritroverà al centro di un attacco terroristico, non avrà più documenti ne telefono e si ritroverà costantemente a sopravvivere, a lottare con forza nella speranza di tornare a casa.

Riusciranno i due a ricongiungersi? Cosa farà Iris nel periodo di assenza di Ismail? Chi aiuterà entrambi i giovani? Cosa nasconde Maite, la mamma di Iris, a sua figlia?

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La trama è ben scritta e rappresenta ciò che succede. Entrambi i protagonisti, lontani e senza possibilità di contatto si ritroveranno a dover proseguire nella vita, con la speranza di rivedersi.

La copertina mi piace davvero tanto. Era davvero molto bella la versione che avevano fatto per il “Lucca Comics” mi sembra – se non sbaglio. Erano solo tot copie ed era davvero spettacolare. Questa non è comunque da meno, è bella davvero. Rappresenta Ismail e Iris, i due protagonisti di questa storia così tenera ma così tremendamente attuale e vera.

Il titolo. Non stancarti di andare. Un significato profondo, un incitamento a non stancarsi di vivere, non stancarsi di camminare, non stancarsi di essere, di muoversi da un luogo ad un altro. Non stancarti di andare è un titolo davvero unico nel suo genere. Azzeccato oserei dire.

L’ambientazione, varia da momento a momento e dal personaggio in questione. Iris si trova in Italia, a Genova, Ismail che torna a Damasco per aiutare dei suoi vecchi colleghi di lavoro. In più conosceremo il passato di Tiz e Maite, la mamma di Iris. Lepoca è moderna, attuale e ambientati ai giorni nostri, con le nostre difficoltà e i nostri problemi.

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I personaggi non sono tantissimi ma sono ben strutturati e ben delineati.

Iris è una donna in gamba, un’artista, una disegnatrice e quasi una mamma. Nel lungo percorso della gravidanza percorrerà diversi “viaggi”, ripercorrerà la vita di sua madre scoprendo delle lettere, scoprirà cosa significa avere una vita che nasce e fiorisce dentro di lei. Una donna forte e determinata.

Ismail è un uomo coraggioso. Un siriano che ama la sua terra e che ne assapora la bellezza, narrandola e mostrandola. Ismail è così, un uomo forte, coraggioso ma anche fragile. Fragile come la sua terra natia che si sta sgretolando mano a mano dalla sua stessa gente.

Maitre è la mamma di Iris. E’ una donna dura, irascibile e con la risposta sempre pronta. In alcune occasioni mi ha fatto anche ridere; è davvero una donna strana ma col suo perchè. Una donna burbera ma dal cuore d’oro, che nasconde al suo interno una miriade di segreti che verranno mano a mano svelati.

Padre Saul è un gesuita italiano che vive in Siria. E’ un uomo forte, generoso e pieno di consigli. Un uomo davvero fondamentale per questa storia.

questi sono i principali, che metteranno radice all’interno della storia e ne tesseranno la trama assieme a tutto ciò che troviamo poi sullo “sfondo” ma non meno importante.

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La storia narrata è stata davvero attuale oltre che bella. Ismail e Iris si trovano a lottare contro una realtà che ci circonda da diversi anni, quella del terrorismo, di grandi barconi pieni di uomini che cercano di trovare un posto migliore in cui vivere e talvolta, tanti  non riescono ad arrivarci, morendo miseramente in acque internazionali, senza nessuno che si preoccupi di loro. Ecco, questa storia parla della Siria e della sua bellezza, di quante brutalità la stiano uccidendo, e di salvezza. Tu no, Non Stancarti di Andare. Perchè andare ti porterà sempre da qualche parte.

La grafica è davvero spettacolare e, sopratutto reale. I due sono davvero due giovani di talento, due persone diverse ma al contempo uguali: un professore e un’artista. Due giovani che vogliono soltanto amarsi ma che condividono un destino infausto. Non sembra ma una parte fondamentale l’assume il personaggio di Padre Saul, un gesuita che vive in Siria, in una chiesa su una montagna. Chiunque passa per di là passa a trovarlo e non trova soltanto preghiera, ma trova un luogo accogliente, una persona semplice e modesta che da consigli ed è umile.

Lungo il percorso di lettura avremo cambi di tonalità di colori che ci portano a pezzi in cui si raccontano altre storie, storie del passato che appartengono a Maite da giovane, prima che desse alla luce Iris, a Ismail da bambino e a Padre Saul da giovane. Dei pezzi che prospettano un quadro completo della storia, senza lasciare nulla al caso.

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Questo libro è stato davvero autentico e unico nel suo genere. Una Graphic Novel che racconta una storia di forza d’animo, pieno di verità e di realtà.

Teresa Radice e Stefano Turconi sembrano quasi raccontare la loro storia, la loro esperienza del viaggio in Siria che hanno fatto nel 2007 e Padre Saul, (come anche specificato all’interno del libro) riprende un gesuita che si trovava in Siria proprio come lui. Hanno creato una storia piena di amore e di attualità, una storia che sa piegare gli animi di chiunque e che ti fa sentire a casa. Un libro che consiglio senza ombra di dubbio.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Cosa ne pensate? Vi piace questa storia? Vi piace questo libro?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: “IL GIOCO BUGIARDO DI RUTH WARE” (#138)

BUON GIORNO CARE PARTICELLE!

Il gioco bugiardo

Per questo libro ringrazio innanzitutto la Corbaccio che ci ha permesso di leggerlo e poi ringrazio Sara di Bookspedia, una banana per la maggior parte delle cose ma non per scegliere libri che si rivelano poi, davvero sensazionali. Questo libro è prepotente, entra con grazia, in punta di piedi ma alla fine ci si ritrova dentro in un batter d’occhio. Un Thriller da non perdere:

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TitoloIl gioco bugiardo
Autore: Ruth Ware
Editore: Corbaccio
Genere: Mystery
Data di uscita: 11 Gennaio 2017
Link d’acquisto: http://amzn.to/2EujqWm
Trama: Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di te». Isa prende con sé la figlia e si precipita a Salten, dove aveva trascorso gli anni del liceo che ancora proiettano le loro ombre su di lei. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni, un cadavere è stato ritrovato sulla spiaggia, facendo emergere un segreto terribile. Un segreto che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre donne che non ha più visto ma che non ha mai dimenticato. Non è un incontro sereno: Salten non è un posto sicuro per loro, non dopo quello che hanno fatto. È ora che le quattro amiche affrontino la verità.

RECENSIONE

Il tutto ha inizio con una breve intro, in cui una donna su un argine che cerca di fermare il suo cane che si accanisce su qualcosa fra la terra. Il cane sta cercando di tirare fuori qualcosa e quando la donna vede resta sconvolta. La storia, però, ha inizio a casa di Isa. E’ assieme alla sua piccola bambina di sei mesi, Freya e riceve un messaggio da una persona che non è nella sua rubrica. Inizialmente non da peso e neanche vuole leggerlo, pensando che sia qualche scocciatore. Ma quando legge quelle quattro parole: “HO BISOGNO DI VOI, non ha dubbi e capisce subito chi è. Kate, una sua vecchia amica d’infanzia e sa che anche le altre due hanno ricevuto lo stesso messaggio. E’ urgente e Isa lo sa. Per questo avvisa suo marito Owen che partirà per una breve vacanza dalla sua amica e porterà con se sua figlia. 

Immagine correlataQuando prende il treno per Salten, ad Isa cominciano a tornare i ricordi che la legano a quel posto e pensa a quanto tempo è passato prima di tornare oltre a tutti i ricordi che le legano indissolubilmente tutte: Kate, Isa, Fatima e Thea. Quattro amiche e un gioco che le ha unite contro tutti gli altri: il gioco delle bugie. Le ragazze si ritrovano in un luogo ora per loro difficile e pericoloso che riporta a galla un segreto che le unisce. Loro non sanno niente, questo è ciò che sostengono ma sanno che è una bugia troppo grande e prima o poi la verità torna a galla.

Cosa sanno le quattro amiche? Riuscirà il gioco delle bugie a salvarle adesso, a diciassette anni da tutto ciò che le ha unite profondamente? A diciassette anni da ciò che hanno fatto e che credevano avrebbero finito col dimenticare? Cosa nascondono le quattro piccole bugiarde?

«E’… un gioco?» chiesi, incerta. Scese un lungo silenzio. Thea e Kate si guardarono, e io le vidi di nuovo comunicare senza parole, una specie di corrente elettrica che fluiva dall’una all’altra, come se stessero decidendo cosa rispondere. Poi Kate sorrise, un sorrisetto quasi furtivo, e si piegò in avanti verso di me, avvicinandosi così tanto che riuscivo a vedere le sfumature scure dei suoi occhi grigio-azzurro. «Non è un gioco», disse. «E’ il gioco. E’ il gioco delle bugie». Il gioco delle bugie. Mi torna in mente chiaro e vivido come il profumo del mare e le strida dei gabbiani sul Reach, e non riesco a credere che l’avevo quasi dimenticato… dimenticato la tabella segnapunti che Kate teneva appesa sopra al letto ricoperta dei segni criptici del suo complicato sistema di calcolo del punteggio. (…) Non ci pensavo da anni, ma in un certo senso non ho mai smesso di giocare.

La trama mi è piaciuta da subito, nonostante non conoscessi questo libro ne sapessi dell’uscita. A farmelo conoscere è stata proprio Sara del Blog Bookspedia e sono felice che l’abbia fatto perchè è stato davvero un bel libro.

35096883La copertina non capisco perchè è stata diversificata così tanto dall’originale. L’originale è davvero bella, invece su quella italiana hanno puntato molto di più sul Mill, la casa dove vive Kate e la sua famiglia da anni. Hanno reso tutto molto cupo nello sfondo con quel nero. Nel complesso rappresenta bene la storia ma non mi entusiasma particolarmente come lo è l’originale che vedete qui di lato. Il titolo, invece, è stato semplicemente tradotto, anche se forse sarebbe stato più semplice “il gioco delle bugie” ma alla fine ci sta anche così. Come potete vedere dalla copertina originale e sono felice che sia stato mantenuto.

L’ambientazione sbalza da Londra a Salten, il piccolo paese dove tutto è cominciato, dove le quattro amiche si sono conosciute e dove è iniziato il Gioco Bugiardo. Dove hanno mentito agli altri, e l’epoca è moderna, è ambientato ai giorni nostri. I ricordi di Isa, sono ambientati diciassette anni prima, nel momento in cui le 4 ragazze si sono conosciute.

E’ stato un errore, questo avrei voluto dire a Mary mentre sedevo ammutolita di fronte alla sua collera. E’ stato un errore, mi dispiace. Ma non dissi nulla. E quando tornai all’ufficio postale, lei mi servì come al solito, e la questione non venne più sollevata. Però diciassette anni dopo, mentre allatto mia figlia e tento di sorridere alla sua faccia paffuta e contenta, risento ancora le parole di Mary Wren e penso che avesse ragione. Me le meritavo sul serio. Tutte noi ce le meritavamo. Piccole bugiarde.

I personaggi sono tutti importanti e tutti descritti molto bene. Mi hanno colpito e catturato nel loro vortice ed Isa più di tutti, riesce a farti vestire i suoi panni. Un personaggio che non si dimentica tanto facilmente. 

Isa ha trentadue anni, è madre della piccola Freya di sei mesi e compagna di Owen, un uomo brillante e dolce. Vive a Londra ed ha una bella casa ma ricorda il suo periodo al College di Salten come se fosse ieri. Per questo quando Kate scrive lei è pronta ad andare. Ama il suo Owen ed ama sua figlia Freya, diventata sua appendice in tutto. E’ una madre apprensiva e vede pericoli per sua figlia ovunque. Una protagonista coi fiocchi, davvero ben costruita.

Kate è un’artista e fa della pittura la sua vita. Abita a Slaten da quando è nata e continua a viverci nonostante la casa stia crollando a pezzi, la marea la sta facendo sprofondare e lei non abbia più un soldo con cui andare avanti. Kate è stato un personaggio unico e indecifrabile sotto molti punti di vista.

Thea è fragile, lo è sempre stata, anche se nasconde tutto dietro la scorza da dura. Lavora in un casinò e non ha una ancora una famiglia tutta sua.

Fatima l’ho amata fin da subito. Insieme ad Isa è stata quella con cui ho avuto più intimità e quella con cui io mi sarei trovata meglio in linea di pensiero generale. Lei è musulmana, ha dei figli e un marito e fa il medico. E’ una donna forte e determinata nelle scelte e in ciò che fa. Mi piace ciò che pensa e come agisce.

Sono tutte e quattro legate da un gioco ma sopratutto da un’amicizia profonda, vera. Sono quattro donne che avevano problemi da adolescenti e nella loro solitudine, si sono unite, creando una squadra variegata ma bella nonostante tutto ciò che ci sia sotto. Nonostante le quattro nascondano qualcosa di grande e difficile. Qualcosa che le ha tormentate per anni e che adesso si deve affrontare, tutte insieme, come hanno sempre fatto. 

E noi ce ne andammo. (…) Fu tutto di incredibilmente veloce: nel giro di ventiquattr’ore, prima della fine di quel weekend, ce n’eravamo andate tutte. La prima fu Kate, che caricò con terreo stoicismo le sue cose su un taxi. Poi fu la volta di Fatima, pallida e in lacrime sul sedile posteriore dell’auto degli zii. Poi del padre di Thea, rumoroso e gioviale fino allo strazio, e alla fine toccò a me, triste e tesa al punto da sembrare quasi irriconoscibile. Mio padre non disse niente. Ma il suo silenzio durante l’interminabile viaggio di ritorno a Londra fu forse la cosa più difficile da sopportare.

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Il perno centrale è il segreto che le protagoniste nascondono agli altri ma anche a loro stesse. Peccato che quando il passato bussa alla tua porta e la verità viene a galla le quattro si ritroveranno in un gioco più grande di loro. Anche molto più grande delle loro bugie. Riusciranno a mantenere tutto ciò che hanno messo in piedi? Chi è che compromette il loro segreto? Chi sta mentendo?

Lo stile utilizzato è molto semplice e scorrevole, visto in prima persona da Isa, una delle quattro protagoniste al centro di questa storia. Una scrittura accattivante, capace di trasportarti nei panni della protagonista in un modo incredibilmente vero.

L’autrice riesce a farti provare le stesse sensazioni della protagonista, riesce a porre le radici della vita di Isa all’interno, fin nel profondo. Conosceremo le quattro protagoniste che nonostante tutto non riuscirete ad odiare. L’amicizia è profonda e il legame indissolubile che è stato creato è davvero ben costruito, oltre all’idea del gioco che è veramente pazzesca. Un gioco duro, difficile e impegnativo in cui loro sono le assolute maestre.

Le regole del gioco sono cinque, tutte essenzialmente semplici: Racconta una bugia. Non cambiare mai versione. Mai farti scoprire. Mai mentirsi a vicenda. Sapere quando smettere di mentire.

 Un gioco nel quale ognuna doveva inventare una storia credibile e tenerla in piedi il più possibile. Ma quando la verità cerca d’insinuarsi nelle crepe lasciate negli anni, si può ancora mentire? Come? Un gioco macabro e violento; un libro forte e deciso. Una storia che lascia col fiato sospeso, un thriller psicologico dal risvolto inquietante.

«Aspetta.» Si alza mentre io mi accingo a uscire dalla stanza. «Non essere arrogante. Non volevo fare questa discussione». «Sei stata tu a tirar fuori tutto quanto!» Non rispondo. Inizio a salire le scale. «Isa», mi chiama pressante ma tenendo la voce bassa per non svegliare Freya. «Isa! Perchè accidenti ti comporti così?» Non rispondo. Non posso. Perchè se lo facessi, direi qualcosa che potrebbe rovinare irrimediabilmente il nostro rapporto. La verità.

La Ware ha creato una storia avvincente, un’amicizia che sfida ogni tipo di logica, che sfida gli anni. Un’amicizia basata su molte bugie, dove le regole sono semplici ed essenziali per la sopravvivenza di ognuna. Una storia di amicizia profonda, che va oltre le bugie, oltre i segreti, oltre le apparenze. Kate, Isa, Fatima e Thea sono quattro protagoniste uniche nel loro genere.

Un libro che difficilmente si dimentica. Un thriller avvincente, che ti tiene col fiato sospeso e che non si riesce a smettere di leggere. Vi consiglio di leggere questo Thriller  psicologico davvero ben scritto e pieno di suspance. Sicuramente uno dei migliori Thriller che abbia mai letto.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Andate a leggere le recensioni degli altri partecipanti al Review Party!

Milioni di particelle 

Il salotto del gatto libraio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio spassionatamente. Davvero un bel thriller!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #137 – THE HATE U GIVE DI ANGIE THOMAS

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, voglio presentarvi un nuovo libricino, davvero davvero interessante. Sono stata davvero felice e soddisfatta di leggerlo. Oltretutto, ho condiviso questa lettura assieme a Reader in the attic, mia amica :). Ve ne parlo:
611eufnk2b4lTitolo: The Hate U Give – Il coraggio della verità
Autore: Angie Thomas
Editore: Giunti
Genere: Young Adult
Data di uscita: 30 agosto 2017
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Trama: La sedicenne Starr Carter si muove tra due mondi: il quartiere povero in cui vive e la scuola di lusso che frequenta. L’equilibrio già al limite tra questi mondi viene spezzato quando Starr assiste alla morte del suo miglior amico d’infanzia Khalil, per mano di un ufficiale di polizia. Khalil era disarmato.  Poco dopo la morte del suo amico è sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Alcuni lo considerano colpevole, forse anche uno spacciatore di droga e un appartenente a una gangband. Le proteste si sollevano sulla strada in nome di Khalil. Alcuni poliziotti e il signore della droga locale cercano di intimorire Starr e la sua famiglia. Quello che tutti vogliono sapere è: cosa è successo veramente quella notte? E l’unica persona viva che può rispondere è Starr. Ma ciò che Starr può dire o non dire potrebbe abbattere la sua comunità. E potrebbe anche mettere in pericolo la sua vita.

RECENSIONE

La storia ha inizio ad una festa. Starr è insieme a Kenya e non avrebbe dovuto essere lì. Primo perchè i suoi genitori non vogliono, secondo perchè lei non conosceva nessuno lì, frequentando una scuola per bianchi e terzo, perchè quel genere di feste finivano sempre male a Garden Heights.

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Starr è lì ad un angolo e ad un tratto si avvicina Khalil, un vecchio amico di quando erano bambini. Iniziano a parlare di cose semplici e poco dopo cominciano gli spari. Khalil si offre di accompagnare Starr a casa così i due salgono in macchina e si dirigono verso casa. Nel loro percorso vengono fermati da una volante e Khalil accosta subito, Starr cerca di restare calma nonostante sia agitata ed abbia paura. Lui scende dalla macchina e fa tutto quello che gli viene detto ma nel momento in cui va a chiedere a Starr come stava e che tutto andava bene, l’agente spara.

La ragazza vede così morire davanti a se il suo migliore amico da un poliziotto bianco, gli stessi uomini che dovrebbero proteggerli. Adesso tutto è nelle mani della giovane Starr. 

Avrà il coraggio di parlare e fare giustizia per il suo migliore amico? O avrà paura e starà in silenzio? Khalil avrà giustizia?

Mentre ce ne andiamo ricordo che Khalil mi rincorreva sempre fino alla macchina, con il sole che gli faceva risplendere i solchi imbrillantinati tra le treccine. Anche i suoi occhi brillavano. Bussava al finestrino, aspettava che lo abbassassi e mi sorrideva, mostrando il suo dente storto. «Ci vediamo, caimano». Ridevo anch’io, allora, mostrando i miei denti storti. Adesso mi viene da piangere. Gli addii che fanno più soffrire sono quelli in cui un’altra persona se n’è già andata. Me lo immagino in piedi davanti al finestrino, e sorrido. «A dopo, vecchio topo».

La trama è ben scritta e riassume bene ciò ce succede all’interno del romanzo. Un romanzo che parla di ragazzi, di razzismo, di coraggio e di parole, parole che prima o poi verranno a galla.

La copertina è stata mantenuta come l’originale ed io l’adoro perchè rappresenta tutto ciò che il libro rappresenta. Starr sullo sfondo bianco, con un cartello che recita il titolo del nostro romanzo,  il testo della canzone di Tupac che non è poi tanto lontano dalla realtà: L’odio che voi ci date. Non ha bisogno di traduzioni, perchè è evidente. L’unica cosa che storpia la questione è il sottotitolo. Una copertina davvero bella, e sono contenta che sia stata mantenuta come l’originale.

L’ambientazione è Garden Heights, il ghetto immaginario in cui si svolge la storia, e l’epoca è assolutamente moderno, ambientato in un America che combatte ogni giorno contro questo. L’autrice dedica questo a tutti i ragazzi di GeorgeTown come tutte le Garden Heights del mondo. “Le vostre voci contano“. Contano, ed è vero. Contano e bisognerebbe che noi le ascoltassimo di più.

I funerali non sono per i morti. Sono per i vivi. Dubito che a Khalil importi quali inni vengano cantati o cosa dica il pastore. E’ in una bara, e questo niente può cambiarlo. Usciamo di casa mezz’ora prima dell’inizio della funzione, ma il parcheggio della chiesa del Tempio di Cristo è già pieno. Qualche compagno di scuola di Khalil indossa la maglietta RIP KHALIL con la sua faccia sul davanti. Ieri un tipo a cercato di vendercele, ma mia madre ha detto che oggi non le avremmo indossate: le magliette sono fatte per girare in strada, non per andare in chiesa. E così, eccoci qui, vestiti di tutto punto.

Risultati immagini per gif Amandla StenbergI personaggi non sono tantissimi ma sono tutti ben descritti. Mi riservo di parlarvi innanzitutto della protagonista assoluta di questa storia davvero ben interpretata.

Starr è una sedicenne dolce che si divide in due parti. C’è la Starr Carter della Williamson, quella che frequenta quindi, una scuola per bianchi, che ha un fidanzato bianco di nome Chris e che sta sempre attenta a non mostrare la vera se per non essere additata come la nera isterica, la nera del ghetto, la nera…. E poi c’è la Starr Carter di Garden Heights, quella che è se stessa ma che non si relaziona con chi vive nel suo quartiere se non con la sua famiglia. La Starr che ha perso la sua migliore amica quando era una bambina ed ora ha visto morire il suo migliore amico Khalil e l’unica che può fare giustizia per lui è proprio lei.

Starr è tutto questo ma anche di più. Starr è la voce che può scatenare una serie di eventi nel suo quartiere o quella che resterà in silenzio ad aspettare, nascosta dalla paura come tutti gli altri. 

(Apro e chiudo la parentesi: sono già stati acquisiti i diritti di questo libro per farne un film e l’attrice protagonista che interpreterà Starr sarà Amandla Stenberg, la ragazza che vedete nell’immagine qui in alto che ha fatto il film Noi siamo tutto ed ha interpretato Rue in Hunger Games).

«Non sfrutto i morti per saltare le lezioni». Se non fossi etero, le chiederei di uscire con me solo perchè ha detto una cosa simile. Questa volta sono io a posarle la testa sulla spalla. Lei mi accarezza i capelli e dice: «A volte i bianchi si comportano da idioti». Jess è bianca. Seven e Layla ci raggiungono con i loro vassoi. Seven mi tende il pugno, e io glielo tocco con le nocche. «Se-ven» dice Jess, e si sbattono i pugni anche loro. Non avevo idea che fossero così in confidenza. «A quanto pare stiamo protestando contro la protesta». «Si.» risponde Seven. «Protestiamo contro la protesta».

Il perno centrale è proprio la morte di Khalil. Il libro si basa tutto sulla sua morte e sul razzismo. Un argomento delicato e toccante, vero e profondo come non avete mai immaginato.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice, in prima persona dal punto di vista di Starr. Un libro scorrevole, a primo impatto ma con un peso e un valore inestimabile.

The Hate U give è un vero e proprio manifesto alla lotta. A quella contro il razzismo visto dagli occhi di un’adolescente di un quartiere difficile, in cui tutti hanno paura e nessuno parla e in cui l’uomo bianco porta terrore. The Hate U Give è un inno alla realtà, quella che questi ragazzi affrontano ogni giorno con difficoltà e paura, senza che nessuno sia lì ad ascoltarli.

L’unica cosa che forse non mi ha convinto è stata la parte finale che non posso spoilerarvi ovviamente e speravo veramente in qualcosa di più ma è assolutamente un gusto personale.

«Se l’agente Cruise fosse seduto qui con noi», chiede Diane Carey «che cosa gli diresti?» Batto le palpebre a ripetizione. La saliva mi riempie la bocca, ma la inghiotto. Non lascerò che il pensiero di quell’uomo mi faccia piangere o vomitare. Se fosse seduto qui con noi, il mio Gesù Nero non sarebbe sufficiente a farmi che lo perdono. Probabilmente gli mollerei un pugno. Senza tante storie. Ma April Ofrah dice che questa intervista è il mio modo di combattere. E quando combatti ti scopri, senza pensare a chi ferisci o temere di essere ferito. E così tiro un altro pugno, stavolta dritto a Uno-Quindici. «Gli chiederei se rimpiange di non aver sparato anche a me.»

Il libro è stato profondo e decisamente riflessivo. Una storia che entra di sicuro nei libri che rileggerei senza esitazione.

La Thomas ha creato un immaginario non lontano dalla realtà che ci circonda. Tutto sembra essere difficile e lontano da noi ma c’è gente che combatte per l’uguaglianza di diritti, per dei valori che non riconosciamo perchè siamo capaci di giudicare, di puntare il dito. Un libro che parla di rose che crescono dall’asfalto e che hanno coraggio, davvero tanto coraggio.

Un libro che vi invito a scoprire e a leggere. Un libro che vi porta nel mondo di Starr e v catapulta nella sua vita. Un romanzo che non potrete far a meno di apprezzare.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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 Cosa ne pensate? Io ve lo consiglio, davvero un buon libro! Voi lo avete letto? Lo leggerete?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA #136 – FIORI SOPRA L’INFERNO DI ILARIA TUTI.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Buona Befana! Io vi porto per questa festa, da brava Befana, una nuova recensione. Ringrazio la Longanesi per avermi permesso di leggere questo volume e ve ne parlo subito, non voglio farvi aspettare oltre. Ecco qui:

9788830449817Titolo: Fiori sopra l’inferno

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Genere: Thriller

Data di uscita: 4 gennaio 2018

Link d’acquisto: http://amzn.to/2CXVeMp

Trama: «Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.

Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.

Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»  Questo non è soltanto l’esordio di una scrittrice di grandissimo talento. Non è soltanto un thriller dal ritmo implacabile e dall’ambientazione suggestiva. Questo è il debutto di una protagonista indimenticabile per la sua straordinaria umanità, il suo spirito indomito, la sua rabbia e la sua tenerezza.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif montagne innevateLa storia ha inizio in Austria nel 1978. Una persona si accinge nei pressi della Scuola, una struttura fatiscente in un luogo sperduto dove i i monti, la nebbia, e il mistero fanno da sfondo. Qualcosa di strano succede lì dentro ma nessuno sembra accorgersene. Agnes si appresta ad arrivare al Nido. Tutti sembrano essere agitati. Si avvicina al numero 39, quello con gli occhi più vispi e tutti si agitano accanto a lui.

Subito dopo, si passa ai giorni nostri, nel piccolo paese montano chiamato Travenì. Il piccolo Michael vede un corvo morto da poco, per lui sono quasi una scoperta queste cose ma subito dopo si sbriga per arrivare in un posto speciale che condivide con i suoi amici più cari: Lucia, Diego e Oliver. Qualcuno nell’ombra li sta guardando. Nel frattempo un corpo viene ritrovato fra gli alberi, coperto di brina e il Commissario Teresa Battaglia si trova lì sul posto.

Cosa succederà nel piccolo paese di Travenì? Su cosa si troverà ad investigare il Commissario Battaglia? Cosa c’entra la Scuola austriaca con il piccolo paese? Cosa c’entrano i piccoli bambini nella storia?

«Vedi, osserva, dimentica.» Significava che tutto ciò che avveniva nella Scuola non avrebbe mai varcato la sua soglia. Era possibile, le aveva detto la Braun, che capitasse di vedere pratiche all’apparenza bizzarre. Ne avrebbe dovuto osservare gli effetti e riportarli meticolosamente nel taccuino che le era stato consegnato insieme alla divisa. E poi doveva dimenticare. Tutto. Magdalena la vide estrarre un mazzo di chiavi dalla tasca dell’uniforme, infilarne una nella toppa della porta e fermarsi.

La trama è ben scritta e fa venire di sicuro voglia di leggerlo. E’ così che è successo anche a me: come l’ho letta volevo saperne di più e leggere il libro.

La copertina mi piace, ha un che di soave e tranquillo. Peccato che la ragazza non rispecchi il commissario Battaglia in tutto è per tutto. Sulla copertina è stata rappresentata una giovane ragazza dai capelli lunghi. Il commissario Battaglia ha i capelli corti, a caschetto e rossastri. Chi è la donna in copertina? Mistero.

Il titolo, ha un non so che di prezioso. Tanti, tantissimi fiori che nascondono un qualcosa di orribile. Dei fiori bellissimi che nascondono quanto più di orribile c’è al mondo. E come dice anche il commissario Battaglia, che vi ho citato qui in basso: “Vedo oltre i fiori, vedo l’inferno“.

L’ambientazione è un piccolo paesino montano chiamato Travenì vicino al confine con l’Austria e la Scuola in Austria. L’epoca va dal 1978 e oggi.

«Non è bravo, è feroce. Ma c’è davvero differenza fra le due cose? Io non lo so. È forse bravo un lupo che divora la preda o è semplicemente se stesso?» Massimo ricordò il discorso iniziato nel bosco dietro la casa dei Kravina. «Sta dicendo che lui è così e non può evitarlo» disse. «Suona male, parecchio male.» Lei sorrise. Sembrava stanca o forse era solo annoiata dalle chiacchiere di quello che considerava un neofita, nemmeno troppo capace. «Forse loro vedono il mondo meglio di noi» disse, in un sussurro. (…) «Che in un lontano passato hanno sofferto e quella sofferenza li ha trasformati in ciò che sono. Io questo non lo posso dimenticare.» (…) «Non lo può dimenticare? Che intende dire?» le chiese, temendo di spingersi troppo oltre, ma incapace di fermarsi. Lei, però, sembrava persa in altri pensieri. «Perché io, come loro, vedo oltre i fiori. Vedo l’inferno» mormorò.

I personaggi sono diversi ma sono tutti importanti ai fini della storia.

Il Commissario Teresa Battaglia è una donna forte e determinata. Conosce molto bene la psicologia e porta dentro di se tanto dolore oltre la solitudine, anche se lei non è sola, ha i suoi aiutanti sul posto di lavoro più fedeli di sempre. E’ una donna testarda, dalla risposta pronta e piena di cipiglio. Si batte costantemente per essere forte e per non essere 

Marini è un giovane ispettore che arriva la mattina stessa della scoperta del corpo a Travenì. Nessuno è in questura e così l’uomo si premunisce di partire per raggiungere tutti sul luogo del delitto. Quando arriva però commette la prima gaffe e Teresa non lo prende a ben volere, anzi inizia con lui una lotta all’ultima risposta. I due cominceranno a battibeccare per qualsiasi cosa nel corso del romanzo. E’ un tipo altrettanto insicuro e sente messo alla prova sempre.

Agnes è la direttrice della Scuola e si occupa di istruire i nuovi arrivi, su come comportarsi all’interno della Scuola e al Nido, a contatto con tutti i numeri presenti. Una donna davvero macabra e molto ligia al dovere.

e tanti altri che dovete scoprire leggendo, ovviamente.

«Se è come dice lei, c’è un mostro che si aggira tra le case del paese» osservò Marini. Teresa sbuffò alito caldo sulle dita intirizzite. Tra la lana dei guanti era rimasto impigliato del ghiaccio. «Qualcuno prima o poi dovrà spiegarmi che cos’è un mostro» disse. «Li chiamiamo così, ma intanto restiamo a guardare, non riusciamo a cambiare canale perché sappiamo che sono come noi: umani. È questo che ci cattura, il riconoscere una parte di loro in noi.» Marini guardò la foresta immobile. Forse si stava chiedendo che segreti custodisse, di quali altri orrori sarebbe stata, forse, presto testimone. «Secondo lei, il mostro è in ognuno di noi?» chiese. Sembrava scettico. «Ne sono convinta. Se sei fortunato, se il destino ti dà in dote una vita almeno decente, continuerà a dormire fino al tuo ultimo respiro. In loro, invece, è stato alimentato da abusi e traumi.»

Risultati immagini per gif commissario donnaIl perno centrale è il misterioso assassino che si aggira per le montagne attorno a Travenì. C’è un essere, una presenza, un fantasma, una persona che si comporta in modo strano e che commette feroci atrocità. Chi è questo misterioso? Come riuscirà il Commissario Battaglia a risolvere l’enigma?

Lo stile utilizzato è stato piuttosto discutibile. La storia è stata a tratti macabra a tratti decisamente pesante. Vi spiegherò i pregi e i difetti che ne convengono.

La presenza di troppi punti di vista. Quello dell’assassino, del commissario, dei bambini e dell’ispettore Marini. C’è qualcun’altro? I capitoli brevi da un personaggio all’altro che rendevano tutto troppo volitivo e sconclusionato. 

E’ pesante nella scrittura. Persino per descrivere che il frigorifero fosse vuoto un’epopea. Non servono grandi paroloni, a volte basta poco. La scrittura è senza dubbio buona e ma impegnativa e pesante su lungo raggio.

A lungo andare questi due punti appena citati, stanca e rende la lettura pesante.

Scontato sul punto di vista dell’assassino. E’ già chiaro a neanche un terzo del libro chi è e da dove proviene. L’unico a cui è sconosciuto è il commissario. Insomma, l’effetto sorpresa non c’è neanche per idea. 

La mancanza di colpi di scena. La trovo una cosa di rilevanza ai fini di un buon thriller. Deve esserci suspance e colpi di scena ponderati, qui totalmente assenti. Non c’è  stato un momentoin cui avessi provato del brivido, sembrava già sapessi cosa sarebbe accaduto.

Ecco i due aspetti positivi che ho trovato:

La presenza del Commissario Battaglia. Nonostante non abbia amato molto il suo personaggio, l’ho trovato vero perchè umano e non invincibile sotto questo aspetto. E’ una donna irruenta, che dimostra costantemente di essere forte e all’altezza del suo lavoro ma ha anche un qualcosa che la rende umana. Sia ciò che ha subito in passato, la sua solitudine e il fatto che abbia qualcosa che non va e che la rende debole e fragile.

Il tema generale e la teoria su cui si basa l’assassino. La teoria che è stata pensata non è stupida, anzi è ben studiata. La teoria e gli studi psicologici che sono stati fatti sono stati ben pensati. Per carità, io non ne ne intendo di psicologia ma mi è sembrato tutto molto buono sotto quel punto di vista. Ho trovato 39 un soggetto ben costruito e per certi aspetti mi ha fatto anche pena.

Sentiva lo sguardo di Marini su di sé. «Sembra quasi che provi compassione per lui.» «Si chiama empatia.» «Potrebbe essere l’assassino.» «Sì, potrebbe.» «Questo per lei non significa nulla?» «Certo. Che ogni assassino seriale, prima di oltrepassare il punto di non ritorno, è stato un essere umano sofferente. Molto spesso abusato. Di sicuro solo.» Il cellulare di Marini squillò. Lui parlò brevemente con la centrale di Travenì prima di chiudere la chiamata. 

Non boccio questo romanzo perchè in fin dei conti è stato sufficiente e molto buoni sotto diversi aspetti, la storia ben pensata ma secondo me mal disposta e troppo dispersiva sulle descrizioni.

Mi ha ricordato per certi versi, Dentro l’acqua di Paula Hawkins. No, attenzione, non lo paragono per chissà quale cosa. Lo paragono per la banalità della scoperta di “CHI C’E’ SOTTO o DIETRO” (l’assassino) a tutto il romanzo. Non so se l’autrice puntasse a questo o ad altro ma l’unica cosa a colpirmi è stata la protagonista principale e la spiegazione psicologia dietro tutto.

Consiglio comunque questo romanzo a chi voglia leggere un buon thriller d’esordio. Sono comunque curiosa di leggere altro di quest’autrice, sperando che sotto questo punto di vista e sugli altri elencati sopra possa migliorare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.

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