RECENSIONE #81 – LA DONNA DI GHIACCIO DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO BEI LETTORI!

E buona domenica! Oggi ho per voi una nuova recensione per i lettori appassionati di Thriller (ma anche non). Un libro che mi ha lasciato col fiato sospeso. Ringrazio la Newton Compton per avermi inviato questo libro! Vi sto parlando di:

la-donna-di-ghiaccio_9018_x1000Titolo: La donna di ghiaccio
Autore: Robert Bryndza

Prezzo: Ebook 2.99 €
Data di uscita: 25 Maggio 2017
Trama: Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare… Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

RECENSIONE: 

La storia ha inizio con una giovane ragazza che viene pedinata, rapita e poi uccisa brutalmente. Lei è la donna di ghiaccio del titolo. Proprio perchè viene ritrovata in condizioni pietose nell’acqua ghiacciata dietro ad un museo. Il ragazzo che la ritrova è in stato di shock ed è qui che entra in azione Erika Foster, Detective specializzata per tipi di casi come questo.

Si pensa che la ragazza ritrovata sia la giovane Andrea Douglas-Brown figlia di Simon e Diana Douglas-Brown, famosi in tutto il paese perchè ricchi impresari. Quindi il caso diventa mediatico e la polizia cerca di non mettere subito in mezzo la stampa mentre I Douglas-Brown daranno del filo da torcere a tutti.

Si creeranno discrepanze nelle indagini ma non vi dirò nulla i più perchè dovrete solo che leggere. Riuscirà Erika Foster a risolvere il caso? Cosa nascondeva Andrea? E perchè è stata brutalmente uccisa?

«Lord Douglas-Brown. Non è stato uno dei maggiori appaltatori governativi per la guerra in Iraq? E mentre faceva parte della squadra del governo?»
«La politica non c’entra niente.»
«E quando mai mi sono curata della politica, signore?»
«Andrea Douglas-Brown è scomparsa nella mia zona. Lord Douglas-Brown ha fatto enormi pressioni. E’ un uomo influente, capace di dare una spinta a una carriera o di distrugerla. Più tardi ho un appuntamento con il commissario capo e con non so quale agente governativo…»
«Quindi il punto è la sua carriera?»

La trama è ben scritta e mi ha colpito fin da quando ne segnalai l’uscita. Generalmente non amo molto il genere che propone una serie di eventi di un determinato poliziotto e che quindi, in seguito riporterà vari casi dello stesso Poliziotto/detective. Però questo inizio è davvero buono e mi ha colpito per diversi fattori che vi parlerò più avanti.

La copertina (e qui devo dire Grazie Newton FINALMENTE!!!) è davvero molto bella e miracolo dei miracoli è stata l’asciata come l’originale. Il formato del libro è grande ma cattura ed è davvero bello perchè sembra ghiaccio vero e cristallino. Il titolo è stato leggermente modificato, invece. Era The Girl in the Ice, che tradotto era La ragazza nel ghiaccio. E’ stato tradotto come potete ben vedere in La donna di ghiaccio. Su la donna invece di ragazza potrei anche starci ma perchè di ghiaccio? Lasciate nel ghiaccio, dico io. Ma sono piccoli dettagli e quindi sorvolo.

Il libro è ambientato in Inghilterra e l’epoca è senza dubbio moderna.

Socchiuse gli occhi e alzò le spalle. «Perchè non sei dentro?» chiese Erika.
«Perchè è una stronzata…I miei genitori hanno organizzato una cosa così pretenziosa… ma non c’entra niente con Andrea, lei non era così. Era un pò puttana, era rozza e volgare, e aveva la capacità di concentrazione di un insetto. Ma era bello averla accanto, era divertente. Odio quella frase “Illuminava la stanza”, la ripetono in continuazione, ma era vero. (…)»

I personaggi saranno molti ma vi parlerò maggiormente della protagonista e di chi la circonda a stretto contatto:

Erika Foster è la Detective che condurrà l’indagine della Donna di Ghiaccio, Andrea Douglas-Brown. La Foster è determinata, testarda, sempre pronta a tutto. Niente può fermarla ma anche umana perchè le sue emozioni e i suoi sentimenti a volte la tradiscono e la rendono vulnerabile, non invincibile.

Moss Peterson, sono i due agenti che la Detective Foster sceglierà di portare sempre con se e di cui si fida ciecamente e loro ricambiano la fiducia riposta. L’autore è riuscito ad amalgamare in questa storia anche soggetti che nella società odierna sono piuttosto ghettizzati: la detective Moss, infatti è sposata con una donna ed hanno un figlio e Peterson è un Detective di colore. Non a caso, Peterson verrà, a volte, anche soggetto a battute poco felici di altre persone per il colore della sua pelle e così via. (Apro e chiuso una parentesi: ci sarebbe un’odissea da parlare su questo argomento essendo molto vasto ma vi dico solo quanto segue)Sono assolutamente a favore di questo tipo di soggetti nei libri, perchè la gente tende spesso all’omofobia e al razzismo e leggendone nei libri sono felice perchè viene reso ancora più normale a chi non sa vederla in modo semplice, come la vedo anch’io.

Marsh è il commissario capo e direttore/mediatore di tutte le cose che accadranno all’interno del distretto. Sarà, assieme a sua moglie Marcie, un amico per la Foster perchè cerca di supportarla ove gli è possibile. Non è sempre propenso, questo è vero, ma ci sta anche questo, in ogni caso.

I Douglas-Brown sono una famiglia piuttosto egocentrica. I figli AndreaDavid e Linda sono viziati, ognuno con una propria caratteristica sia fisica che caratteriale. Simon e Diana, il padre e la madre di Andrea, la vittima di omicidio, sono piuttosto attaccati ai soldi e alla reputazione della famiglia tanto da non badare a spese ma anche quanto riguarda avvocati, trattamenti televisivi, ecc…

Erika proseguì: «Immagino che molti di voi abbiano già scritto il proprio articolo e si siano già fatti un’idea precisa su ciò che sono venuta a dirvi. Ma prima che ve ne andiate a trascrivere, metaforicamente parlando, l’articolo che avete in mente,in cui dite peste e corna dell’incompetenza della polizia, o prima che decidiate che la morte di Andrea è più degna di nota di quella di altre persone che non sono nate in un ambiente privilegiato, pensate un momento al motivo per cui siamo tutti qui oggi. Il nostro lavoro consiste nel prendere i cattivi, il vostro nel raccontare ciò che facciamo in maniera appropriata. Si, noi ci usiamo a vicenda. La polizia usa la stampa per ampliare il proprio raggio d’azione e diffondere un messaggio. Voi vendete i vostri testi. Perciò, signore e signori della stampa, oggi vi chiediamo di lavorare insieme. Io vi regalerò una nuova storia tanto per cominciare.»

Il perno centrale è l’indagine della nostra Detective protagonista per il caso di omicidio che le è stato assegnato. Troverà del filo da torcere ma sarà cocciuta e determinata a portare luce sul caso in questione.

Lo stile è stato decisamente scorrevole quanto piuttosto coinvolgente. Pagina dopo pagina non si può fare a meno di cercare di arrivare alla fine per scoprire l’assassino colpevole di omicidio.

La cosa che, purtroppo, non mi ha portata a farmi spesso domande è stato proprio il personaggio della Foster. Mi sono domandata se un poliziotto con un trauma del suo livello potesse portarla a restare in servizio. A volte è irrimediabilmente irruenta e isterica altre volte l’esatto contrario. Quindi a tratti, risulta inverosimile. Ma alla fine la storia ha avuto il suo perchè, anche il personaggio quindi non biasimo nulla e lascio questo dubbio solo come semplice appunto all’autore.

«Sai come andrà a finire vero?» Potresti perdere il distintivo, la reputazione. «Signore, io ho perso quasi tutto. Mark e la vita che amavo al nord, circondata da amici, in un posto che potevo chiamare casa. L’unica cosa a cui posso aggrapparmi è un senso  di moralità, e la speranza che per le nove di mattina sarò riuscita a rendere giustizia (…)»

Il libro è stato veloce e scorrevole. Non so se leggerò i seguenti perchè non sono una fan accanita di casi polizieschi che si mantengono sempre con lo stesso soggetto principale; mi suonano molto come telefilm, però posso assicurarvi che merita assolutamente la lettura.

Robert Bryndza mi ha assolutamente colpito entrando nella mia top ten di Thriller che ho apprezzato particolarmente. Un libro di cui consiglio la lettura a tutti gli appassionati di genere poliziesco e non, perchè è un libro che toglie il fiato pagina dopo pagina. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

quattro-e-mezzo


Allora, come vi sembra? Lo leggereste? Io vi aspetto con tanti bei commenti!

A presto,

Sara. ©

INTERVISTA # – MASSIMILIANO ARDINO PER LE OSSESSIONI DEL PINGUINO.

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Oggi per voi ho una nuova intervista. Ho aspettato un bel pò, avete ragione e se non ricordate la recensione del libro ecco qui che ve la lascio : QUI!

17755_1482148249Ecco a voi le domande e le risposte del nostro autore:

  • Ciao Massimiliano! Grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Per cominciare
    parlaci un po’ di te e della tua passione per la scrittura. Cosa ti ha spinto a scrivere questo tuo romanzo?

A scriverlo mi ha spinto quella passione così grande che diventa persino un
bisogno, il bisogno quasi fisico di inventare storie, di mettere su carta le emozioni. Il passo più difficile è stato quello di decidere di pubblicarlo, ovvero di condividerlo con gli altri, che equivale un po’ a mettersi a nudo.


  • Matteo Serrone, il tuo personaggio, mi è sembrato da subito un tipo complesso e difficile da digerire ma allo steso tempo comprensibile su diversi punti di vista. Quanto di te stesso c’è nascosto in Matteo?

Invero poco. Matt è una creazione, a tratti un’iperbole, è volutamente un personaggio con molti aspetti positivi e molti negativi. Mi sono divertito a metterlo in situazioni al limite ma reali, che possono capitare a molti di noi, e alle quali lui reagisce come essere umano, ergo spesso in maniera non inappuntabile. Di tutto il romanzo l’unico personaggio reale è Maya, la cagnolina che è stata davvero con me per molti anni.


  • Il Pinguino, una metafora del protagonista che lo avvolge mano a mano completamente. Ma perché “Le ossessioni del Pinguino”? Perché la scelta di questo titolo?

Il Pinguino è l’essere imperfetto per eccellenza! E’ un uccello che non vola, quando cammina sembra sempre in procinto di inciampare. Mi autocito: “per la sua caparbietà e ossessione quando cerca di raggiungere le regioni ghiacciate, senza in fondo capire bene cosa sta facendo, semplicemente sopraffatto dalla sua natura” (vedasi “La marcia dei pinguini” per riprova) 


  • Dieci Guinzagli in dieci capitoli ma quanti e quali di quei guinzagli fanno parte della tua vita? Ti va di parlarcene?

Lavoro, amore, alcool, sesso, denaro, verità, paura dell’oblio, ricordi, solitudine e felicità. Chi almeno una volta nella vita non ha avuto uno di questi guinzagli? Ho usato il guinzaglio come metafora. Il guinzaglio ti lascia qualche metro di illusoria libertà, ma in fondo sai che ti tiene legato a sé.


  • Qual è stato il guinzaglio/personaggio/cosa di cui hai trovato più difficoltà a scrivere? E perché?

Le scene di sesso, non nello scriverle, ma nel rileggerle prima di pubblicare il libro. Il mio pensiero è stato: mia madre le leggerà …


  • Jimmy diventa un personaggio nel momento stesso in cui la sua strada incontra quella del protagonista Matteo. Compagno di racconti e l’unico in grado di ascoltare i pensieri e le avventure che accompagnano Matt nel corso della storia. Com’è nato il suo personaggio? Hai nella realtà un amico che gli somiglia o è solo frutto di fantasia?

Così come Matt, Jimmy è un personaggio che contiene in sé elementi positivi ed altri negativi. E’ il barista di un locale di streap tease, probabilmente il più improbabile dei confidenti. Dice la sua senza filtri, è il bambino che grida che il Re è nudo; l’ambiente in cui lavora gli permette di esprimersi senza troppi filtri. Non ho un amico così, ma non sarebbe affatto male averlo.


  • Chiudiamo con un’ultima domanda. Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Se si, vuoi parlarcene e lasciarci un’anticipazione?

La risorsa più preziosa è quella del tempo e, tra lavoro e famiglia, ultimamente non ne ho avuto per scrivere; ma ho già in mente il prossimo romanzo. Non sarà un sequel, ma un nuovo viaggio nelle “cose della vita”, sempre con le regole che ho seguito nel mio libro d’esordio: osservare, descrivere, ma non giudicare mai.


Cosa ne pensate lettori? Io direi che sono molto interessanti le sue risposte!

Ringrazio ancora Massimiliano per la sua disponibilità e la sua gentilezza.

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #76 – ABSENCE DI CHIARA PANZUTI.

BUON POMERIGGIO CARI BEI LETTORI!

Oggi vi parlo di un libro che mi ha tenuta incollata alle pagine come noi mai. Un libro che sono corsa ad acquistare appena uscito nonostante lo stessi già leggendo in digitale per la Casa Editrice Fazi, che ringrazio infinitamente, ed ho scoperto anche che la copia in mio possesso è autografata dall’autrice. Probabilmente perchè l’ho acquistata a Termini, dove aveva fatto il giorno prima la presentazione ma devo dire di essere veramente soddisfatta!

Ecco di cosa vi sto parlando:

Titolo: Absence – Il gioco dei quattro
Autore: Chiara Panzuti
Collana: LaynYA
Genere: Fantasy
Pagine: 382
Prezzo:  cartaceo 15,00 / ebook 6,99 

TramaViviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07”S78°30’35”W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

RECENSIONE:

Amanti del fantasy, tenetevi pronti!! Inizio col dire che Absence è il primo di una trilogia, quindi dovete essere pronti se volete immergervi in una storia davvero surreale. La storia è stata davvero particolare.

Ha inizio con quattro punti di vista, suddivisi nel primi quattro capitoli. Faith inizia il cerchio e Scott lo chiude.

Faith, si trova ad affrontare un altro dei suoi traslochi insieme a sua madre, in dolce attesa di sua sorella. Quando improvvisamente sente una strana debolezza e si rende tristemente conto che, oltre non vedere più se stessa, neanche sua madre la vede più. Nessuno riesce a vederla ne sentirla, riescono solo a percepirla attraverso il tatto ma in modo molto strano.

Jared è assieme a suo fratello e lo sta salvando come tante volte, dalle strade sbagliate che un giovane orfano può intraprendere e si accorge che suo fratello non riesce a notarlo, ne a sentirlo, ne vederlo.

Stessa cosa accade a Christabel e Scott ma in modi completamente diversi. Adesso loro quattro sono completamente invisibili. Qualcuno gli ha giocato un brutto scherzo ed il gioco ha inizio.

Cosa succederà ai quattro ragazzi destinati ad incontrarsi e a condividere un destino sconvolgente? Come hanno fatto tutti a dimenticarsi di loro? Come torneranno a vedere?

«Un fantasma semina il panico a Covent Garden. Smarrimento e grida nel centro di Londra». «La gente ha paura e ignora quello che non capisce», specificò lui di rimando. «Pensi che ti vedranno? Pensi davvero che ti vedessero… prima?». Diede una spinta di gambe e mi superò, bloccandomi la strada mezzo metro prima del mio pianerottolo. Se solitamente era alto, a quel punto mi sovrastava. Due gradini più su, come se dalle mie decisioni dipendessero anche le sue. «Le persone si girano dall’altra parte, Faith, è la vita. Le notizie di cronaca ti dicono niente? Rapine in metropolitana, gente aggredita senza che nessuno si fermi per prestare soccorso. E ti parlo di persone ben visibili. Lo schiamazzo fa paura, stravolge la routine, il copione da inscenare giorno dopo giorno».

La trama è intrigante. Di sicuro non lascia indifferenti e mi ha incuriosito subito, ho adorato questo libro. E vi spiegherò questo andando avanti.

La copertina fa presupporre ad una storia d’amore ed a volte le copertine della LainYA sembrano preimpostate: si veda la somiglianza con Twilight o Feline. Sempre nera con il soggetto centrale. Il caso di Feline, la copertina mi è piaciuta tantissimo ma questa non mi entusiasma particolarmente. Devo dire però che il formato del libro essendo tascabile è molto pratico e piccolo quindi decisamente a favore su questo punto di vista. Il titolo inglese oltre a il sottotitolo in italiano mi piace molto. Absence ovvero Assenza, il fulcro di questo libro.

Per quanto riguarda l’ambientazione partiremo da Londra e ci sposteremo a Quito e a Puerto Williams, rispettivamente in Equador e in Cile. L‘epoca in cui è ambientato il romanzo è moderna, ai giorni d’oggi.

I corridoi erano deserti. Per trovare le cucine ci toccò arrivare fino al ristorante, e da lì esplorare androni bui e carichi di umidità. I tavoli sembravano pietrificati, con le sedie appoggiate a testa in giù, e attorno un silenzio spettrale. Nessun cameriere, nessun addetto ai lavori, solo una scopa abbandonata in un angolo. Era l’ora in cui il mondo si resetta, in cui tutto appare immobile, calcificato, come nelle fotografie immaginarie che amavo tanto scattare. Là nessuno si curava della nostra invisibilità, nessuno faceva da spettatore alla nostra assurda condizione. Forse era quella la morte. Una stanza vuota, spoglia, immersa in un presente continuo. Esistiamo comunque, anche se nessuno ci vede? E in che modo, con quanta intensità? A San Francisco de Quito, oltre le porte di una cucina spettrale, io ero viva soltanto per Jared Price. E lui era vivo unicamente per me. 

I personaggi, sono molti ma io vi parlerò dei più importanti oltre che dei principali di questa storia.

Faith è la protagonista principale di questa storia perchè, oltre i quattro punti di vista iniziali e finali, il punto di vista conduttore è lei. Una sedicenne che vorrebbe solo vivere in una casa normale, in una città normale, che vuole veder nascere sua sorella e fare mille esperienze nuove. Purtroppo l’invisibilità renderà tutto impossibile e la costringerà a tirare fuori la forza, il coraggio e la rabbia che risiedono dentro di lei mettendo da parte la paura.

Jared è un ragazzo inizialmente protettivo verso suo fratello, a tratti anche violento per difendere se stesso o chi ama ma ha un cuore davvero d’oro. Ho adorato questo personaggio molto di più della protagonista stessa. Io sono riuscita ad innamorarmi di lui piano piano. E’ protettivo e dolce anche con Faith e spera di tornare visibile un pò come tutti gli altri.

Christabel è la Rapunzel di questo racconto. Dalla folta chioma bionda, questa ragazza sarà forte e coraggiosa ma anche la più pessimista di tutti. Pensa che nessuno tornerà a vederli e nessuno li ricorderà mai o che non riusciranno nell’intento o che finiranno uccisi. Insomma, non è il massimo della leggerezza ma è comunque un pilastro forte del gruppo, non poteva mancare un elemento come lei.

e Scott si bilancia fra la forza delle sue braccia e il sarcasmo delle sue battute.  Un tipo bizzarro che è sempre stato un viaggiatore nella sua vita. Anche questa volta si ritroverà a viaggiare ma per cercare di salvare se stesso e la bizzarra squadra, che si è trovato a condividere forzatamente.

Avrete modo di scoprire altri otto ragazzi facente parte di altre squadre di questo gioco meschino e, in parte chi si nasconde dietro tutto questo, che non vi dirò.

«Parli della memoria?», sussurrò lei. «Dei ricordi?». «Se esiste una porcheria in grado di cancellare tutto, allora nulla ha più senso. Se da un momento all’altro mia madre può dimenticarmi, che senso ha lottare? Che senso ha vivere, stringere amicizie, amare? Che senso ha essere una figlia, Christabel? Cosa diavolo rimane, alla fine?». «Mia nonna ha l’Alzheimer», raccontò. «E tanti problemi di memoria, anche prima che le somministrassero un aiuto in più. A volte tornavo a casa e lei mi prendeva per sua sorella, o ancora peggio per mia madre. Viviamo assieme da quando sono morti i miei genitori, ma dalla morte di una figlia non ci si riprende tanto facilmente. Credo che da quel momento il suo corpo abbia scelto di dimenticare». 

Il perno centrale risiede tutto nel titolo: Absence, ovvero l’assenza. Più che assenza punto e mi butto molto sull’invisibilità, fulcro e tema preponderante in questo romanzo.

Come potete vedere anche dai pezzi che ho voluto appositamente condividere in questa recensione, sarà un tema preponderante.

I ragazzi vogliono tornare a vedere ed a essere visti ma sono coscienti che anche prima non è che fossero propriamente visibili. L’invisibilità c’è sempre stata. E sarà il gioco a mettere a repentaglio la loro visibilità come a loro stessa vita.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e scorrevole. Ci sono momenti riflessivi alternati a momenti di sopravvivenza o di amicizia e amore. Ho apprezzato molto il suo stile semplice ma diretto.

E poi urlavo. Un grido unico, rauco e rabbioso. Addosso a tutti loro. Addosso ai passanti, ai turisti, ai venditori ambulanti. Addosso ai bambini e agli animali, contro il cielo e le montagne, uno schiaffo agli alberi e un pugno ai monumenti. Urlavo e urlavo, dimostrando a me stessa che nessuno poteva sentirmi. Che nessuno voleva sentirmi. Era liberatorio e spaventoso, uccideva il passato e scomponeva il futuro. Si chiamava presente, rancore, vendetta. Scardinava le certezze della vecchia Faith per affossarle da qualche parte, nel luogo più remoto dell’anima, dove anche la vecchia Faith giaceva, decisa a non risvegliarsi mai più. Non era quello che serviva. Non servivano mia madre, mio padre, mia sorella. Non servivano una filastrocca, le lacrime, il dolore. Servivo io, la mia decisione, la mia furia. Se il mondo non mi voleva, sarei stata ombra, se il mondo non mi vedeva, sarei stata assenza. Invisibilità, silenzio, morte.

Il libro merita davvero di essere letto perchè affronta una tematica seria e allo stesso tempo vi è stata costruita intorno una storia davvero sorprendente. Sono davvero curiosa su come saranno i seguiti e cosa accadrà ai nostri giovani ragazzi.

Chiara Panzuti è riuscita ad entrare, in punta di piedi, nel mio cuore, pagina dopo pagina. La storia mi ha colpito davvero e sulla tematica inseritami sono completamente trovata in sintonia con lei. E’ vero, al mondo siamo già invisibili. Gli unici che ci vedono davvero possono essere gli affetti stretti ma per le persone che incontriamo, che schiviamo, che guardiamo ogni giorno in giro per la strada, non siamo invisibili? E lo stesso non vale lo stesso il contrario?

Una realtà che ci colpisce sempre più da vicino e che merita di essere letta sotto questo punto di vista.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Voi cosa ne pensate? Lo leggerete (dovete farlo perchè è davvero bello!) Vi aspetto con un commento.

A presto,

Sara. ©

BLOGTOUR: “NON TORNARE INDIETRO DI SOPHIE HANNAH”

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Oggi ho per voi la tappa del BlogTour del libro Non tornare indietro di Sophie Hannah. Innanzi tutto ringrazio la Stamberga D’inchiostro per avermi invitato a partecipare e la Garzanti per avermi permesso la lettura.

La mia tappa è davvero particolare e spero l’apprezzerete! 

LA PLAYLIST!

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Ecco la mia playlist, che vi consiglio con la lettura:

Rihanna – Unfaithful

Jonh Legend – Love me Now

The Kolors – What happened last night

James Bay – Let It Go

Ed Sheeran – Drunk

Birdy – Skinny Love

Isaiah – Don’t Come Easy

Potete scoprire le altre tappe leggendole in questa foto e andando sui loro blog per poterle scoprire!  (Andate più in basso per scoprire una sorpresa per voi!)

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TRE COPIE DEL LIBRO CERCANO CASA!

Partecipare è molto semplice.

Il Giveaway inizia il 25/05 e termina il 02/06

OBBLIGATORIE:

Diventare lettori fissi dei blog partecipanti

Seguire su Instagram “La stamberga d’inchiostro” : @lastambergadinchiostro

Seguire su Instagram “The Room Tales” : @carlo.salvato

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FACOLTATIVE:

Condividere le tappe e taggare tre amici

Dovete andare Qui —> a Rafflecopter giveaway, entrare con la vostra mail o con facebook e seguire tutte le regole (che sono le stesse che vi ho elencato prima) Compilate il modulo che è fondamentale per la partecipazione!


Allora, cosa ne pensate? Io vi aspetto e ci conti nella vostra partecipazione!

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #74 – THE MIDNIGHT SEA DI KAT ROSS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi abbiamo la recensione di un libro che mi ha letteralmente conquistata infatti non vedo l’ora di leggere il seguito! Ne ho già parlato nel release party –> QUI  e adesso vi aspetta la recensione! Vi sto parlando di:

The Midnight Sea - promoTitolo: The Midnight Sea (Il Quarto Elemento – Libro Primo)

Autrice: Kat Ross

Genere: Fantasy

Pagine: 300

Prezzo: 3,99 ebook / 14,90 cartaceo

Data di uscita: 15/05/2017

Trama: Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

RECENSIONE: 

Innanzi tutto ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi permesso questa bellissima lettura e poi, andiamo avanti.

La storia ha inizio con due sorelle: Ashraf Nazafareen due ragazzine del clan dei Four-Legs, uno gruppo nomade delle montagne dell’antica Persia. Durante una pericolosa traversata da un luogo all’altro in una tempesta di neve, Nazafareen vede morire sua sorella, uccisa da un Druj, (Spettri che prima ti uccidono e poi si impossessano del tuo corpo, nutrendosi di esso, compiendo atti malvagi).

Tutto questo spingerà la nostra giovane protagonista, che vedremo crescere, cambiare e maturare, a cercare vendetta per sua sorella; Cosìcchè quando le capita di unirsi ai cacciatori di Druj, i Water Dog, Nazafareen accetta senza pensarci due volte. E per diventare Water Dogs dovrà rinunciare alla famiglia, dedicarsi a combattere e prepararsi al giorno in cui riceverà il suo Daeva, creature che dominano diversi elementi, di cui sarà padrona e con cui sarà legata per tutta la vita. E a lei spetterà Darius, un Daeva forte, prepotente e tenebroso.

Ma è soltanto questo essere una Water Dog? Cosa scoprirà la protagonista che la porterà a cambiare idea su ciò per cui ha sempre voluto lottare? Chi è Darius? Tutte domande da cui riceverete risposta solo leggendo.

Sussurrai una preghiera senza parole e cercai a tentoni il coltello, mezzo sepolto nella neve. «Druj», sibilò mio zio. Druj. Non ne avevo mai visto uno, ma avevo sentito parlare di loro quando le braci negli accampamenti si andavano spegnendo. Di come venissero dal nord in un’ondata senza fine, cose non-morte con spade di ferro e ombre il cui tocco significava la fine. Di come alcuni, quelli chiamati spettri, indossassero i corpi degli uomini, facendo diventare i loro occhi neri come i crepacci più profondi…

La trama è ben scritta e curata. Oltretutto non fa alcun spoiler, quindi la cosa è decisamente positiva.

La copertina e il titolo sono stati mantenuti come l’originale e questo va solo che a favore con la casa editrice. Mille volte grazie per aver lasciato tutto come l’originale, in fondo non ci vuole molto ed è sinceramente più bello, più figo e più tutto. Ci tengo a precisare che il nome di questo volume, The Midnight Sea, lo ritroveremo all’interno sia perchè è uno dei mari principali, sia in una storia che racconterà la protagonista – che personalmente mi ha colpito e mi è piaciuta molto.

Siamo nei territori dell’antica Persia e l’epoca precisa al momento mi sfugge ma credo intorno a 400 d.c. Non vorrei dire cavolate, ovviamente quindi se è sbagliato mea culpa. (Non ne sono sicura).

«Basta. Quello che dici non ha alcun senso, Darius.» «Darei ogni cosa per essere come te», replicò. «Per essere un buono. Ma sono un Druj. E mi piacerebbe che la smettessi di far finta del contrario.» «Sono dei bugiardi!» gridai, non curandomi di chi avrebbe potuto sentirmi. «Forse hanno mentito anche su altre cose. Forse hanno mentito su tutto!» «So cosa sono. Prendi il potere, Nazafareen. Non lo voglio.» «No.»

I personaggi sono davvero tanti ed avrete modo di incontrarli nel corso del libro. Ovviamente vi parlerò dei principali, gli altri li scoprirete solo leggendo 🙂

Nazafareen è una ragazza senza dubbio determinata. Per vendetta, lascia la sua famiglia e spera di avere un po’ di pace nel suo cuore. Diventerà una combattente forte e decisa ma anche piena di insicurezze nascoste, che più di tutti Darius riuscirà a leggerle.

Ilyas è a capo dei Water Dog che servono il Re. E’ un tipo tosto, rigido e anche piuttosto subdolo. Il suo personaggio è stato ben costruito e mi ha sorpreso molto.

Tommas è il Daeva di Ilyas. Un ragazzo bellissimo, dall’animo gentile e premuroso ma di una forza strabiliante. Un personaggio che mi è piaciuto molto, molto significativo.

Darius è il Daeva di Nazafareen. Un ragazzo bello e potente. Il potere della terra è quello che riesce a dominare meglio ma sa gestire, come tutti i Daeva anche quello dell’aria e dell’acqua. Potente, coraggioso, determinato ma anche molto solitario e misterioso. Cosa ci riserverà nei prossimi libri?

Tijah diventa Water Dog, dopo Nazafareen e diventano subito amiche. Lei e il suo Daeva Myra, sono inseparabili da quando erano bambine. Con la protagonista viene a crearsi un legame speciale.

Battei le palpebre fino a ricacciare indietro le lacrime. Era un miracolo che alcuni di noi fossero ancora vivi. Quel giorno avrei potuto perdere molto di più. Avrei potuto perdere Darius. Sentii il mio cuore lacerarsi, piangendo per qualcosa che non era mai avvenuto. Perché non è il lutto che ci cancella, capii. È il rimpianto per le parole non dette, per le piccole gentilezze trattenute. Se Ilyas non fosse stato il figlio bastardo del satrapo, se non avesse avuto l’aspetto di un barbaro, sarebbe stato un uomo tanto duro? Forse no, forse sì. E cos’ero io? Ero del clan Four-Legs? Una Water Dog? Un’eretica? Ancora non lo sapevo. «Perché li hai aiutati?» domandai al Purificato. «Dimmi il motivo. Per favore.» «È il volere del Sacro Padre», rispose lui semplicemente. «Vuole che i suoi figli siano liberi.»

 

Il perno centrale è il Midnight Sea. E’ il legame fra gli umani e i Daeva. E’ la magia stessa.

Lo stile utilizzato è stato scorrevole e coinvolgente oltre che molto semplice. Con tutto che si viene catapultati in un mondo pieno di creature magiche di cui non siamo a conoscenza, riusciamo ad entrare nel mondo dapprima in punta di piedi e poi con tutte le scarpe.

Oltre la storia proibita che viene a crearsi fra la protagonista e il suo Daeva, ci sono anche tutti i sentimenti e le emozioni di entrambi che Nazafareen percepisce e riesce, piano piano a distinguere. Il cambiamento della protagonista e la sua crescita si nota molto, sopratutto dall’inizio inoltrandoci nella lettura. Esce la sua giovinezza nel momento in cui si rende conto di essere innamorata di Darius, ma è assolutamente normale; diventiamo tutti un pò scemi quando si tratta di amore. Le ambientazioni, inoltre, sono molto suggestive e ben studiate, non cadono nel banale.

L’unica cosa ricorrente che ho trovato e che probabilmente piace in particolar modo all’autrice sono i capelli maschili. Sempre tutti “ricciolosi” sono, sti tipi? 

«Temo di sì. Ma una lotta tradizionale…» Il mio respiro si interruppe mentre Darius mi accarezzava il volto con la mano destra. «Anche se fossi libero, sceglierei te», sussurrò. Qualcosa dentro di me si allentò. Avevo paura che mi vedesse come io vedevo me stessa: mutilata, spezzata. Una creatura degna di pietà e niente di più. Ma mi desiderava ancora molto. Riuscivo a sentirlo. Addolcii le labbra per un bacio. Il bacio che avevo aspettato tanto. Invece fui sollevata come un sacco d’orzo. «Darius? Cosa…»

Se amate le ambientazioni persiane e il loro fascino misto al fantasy, non potete perdervi questo libro.

Kat Ross è riuscita a creare un mondo davvero fantastico, mischiando lotte, politica, intrighi amorosi, vendetta, potere e molto molto altro in questo libro, il primo di tre volumi. Un libro da cui non sono riuscita a staccarmi: semplicemente fantastico.

Una storia davvero unica, magica – a tratti struggente – che non vedo l’ora di continuare e che vi consiglio assolutamente. Non potete perdervela!

Il mio voto per questo libro è di : 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Vi piace? Io l’ho adorato e non vedo l’ora di leggere i seguiti.

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #73 – TUTTO L’AMORE CHE MI MANCA DI EMILY HENRY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E Buona Domenica a tutti voi! Oggi, ringrazio infinitamente la Newton Compton per avermi permesso di leggere questo libro. Di cosa vi sto parlando? Ecco qui:

tutto-lamore-che-mi-manca_8972_x1000Titolo: Tutto l’amore che mi manca
Autore: Emily Henry
Data di pubblicazione: 11/05/2017

Prezzo: € 10,00
ISBN: 9788822704030
Pagine: 384

Trama: L’estate nella sua piccola città del Kentucky, prima di partire per il college, sembra trascorrere per Natalie nel migliore dei modi. Almeno finché la ragazza non comincia a vedere cose strane. All’inizio sono solo delle fugaci visioni: la porta di casa è rossa invece che del solito colore verde, al posto di un negozio di fiori appare un asilo nido. Quando la città scompare per ore e al suo posto compaiono dolci colline e animali che pascolano, Natalie deve però ammettere che qualcosa non va. A un certo punto riceve anche la strana visita di un personaggio che lei chiama Nonna, che le dice: «Hai tre mesi per salvarlo». La notte successiva, sotto le luci del campo da football del liceo, Natalie incontra un bellissimo ragazzo di nome Beau, e allora è come se il tempo si fermasse e non esistesse più nulla. Nulla, tranne Natalie e Beau.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in camera di Natalie, in una notte apparentemente tranquilla. Viene svegliata da una voce e quando apre gli occhi si rende conto che le visioni che aveva da quando era bambina erano tornate a farle visita.

Una donna anziana, seduta sulla sedia a dondolo di fronte al suo letto è tornata dopo ben tre anni. Una donna che Natalie chiama Nonna ma pensa possa essere Dio, visto che lei cresce e la donna non cambia mai. Questa donna arriva, e le racconta delle storie che Natalie non riesce a comprendere.

Queste apparizioni, erano apparentemente scomparse, ma da quest’ultima apparizione di Nonna, – dopo averle detto «Hai tre mesi per salvarlo» e di trovare una donna che potrebbe aiutarla – le cose per Natalie cominciano a cambiare. Comincia ad avere strane visioni di un ragazzo Beau Wilkes.

Cosa succederà a Natalie? Chi è veramente Nonna? Cosa sono le storie che le racconta? Chi è Beau Wilkes?

«Puoi trovarmi su internet», propongo, sconsolata. «Okay». «Oppure puoi trovarmi qui». «Sulla tua pista». «Esatto». «Che non usi mai». «Be’, è una cittadina piccola», osservo. «Ci ribeccheremo di sicuro». Una vocina nella testa mi fa notare che prima della settimana scorsa io e Beau non ci eravamo mai visti. «Ti troverò», dice lui. «Lo spero». Detto questo, giro sui tacchi e me ne vado, con il cuore che mi palpita nel petto e degli assurdi crampi allo stomaco dovuti alla corsa. Al mio arrivo il parcheggio è ancora vuoto, ma dopo alcuni istanti scorgo uno sfarfallio di forme e colori sull’asfalto, e le auto – compresa la mia – mi balenano davanti agli occhi per una frazione di secondo. Resto immobile, in attesa, finché non accade di nuovo, stavolta per tre secondi buoni.

La trama è ben scritta e non svela niente di eccezionale che possa essere riconducibile a spoiler. Quindi almeno su questo punto, niente da dire.Risultati immagini per that love who split the world

La copertina, tutto sommato mi piace. Non è la solita copertina con in primo piano una ragazza bellissima e senza alcun senso. Mi piace… ma c’è un MA! Io non capisco perchè debba essere tanto difficile lasciare la copertina originale che era fantastica. (La trovate qui di latoIl titolo, stesso discorso che per la copertina. Si carino ma perchè inventarlo di sana pianta? Poteva benissimo essere tradotto letteralmente e sarebbe stato magnifico: L’amore che ha diviso il mondo. Non suonava più figo? Tipo da: “Comprami ti prego“? Ancora più magnifico se fosse stato lasciato l’originale ma capisco bene che siamo in Italia ed è anche giusto tradurlo.

La storia è ambientata nel Kentucky ed è contemporanea nella linearità degli eventi anche se viaggia su diversi livelli temporali.

«Allora perché non rimanere nel bosco per sempre?» «Perché per raggiungere la prossima montagna ti serve la macchina. Devi capire una cosa, Natalie. A dispetto di quanto possa sembrarti doloroso, non devi aver paura di andare avanti, e non devi nemmeno aver paura di restare dove sei. C’è sempre qualcosa di nuovo da vedere e da sperimentare». «Lo pensi davvero?», le chiesi. «Lo so per certo».

I personaggi sono piuttosto ampi ed ognuno con una propria caratteristica. Sono stati ben costruiti:

Natalie è una ragazza particolare. Piena di insicurezze e di fragilità. E’ stata adottata e quindi vive una situazione in parte di esclusione, in parte di scoperta. Vuole trasferirsi alla Brown una volta diplomata per conoscere le sue origini e, magari la sua vera madre.

Beau si rivela un ragazzo dolcissimo fin da subito. Il suo passato è davvero difficile e i suoi amici non sono da meno. Vuole vivere in una casa con una grande veranda dove poter passare la sua vita. S’innamora fin da subito della nostra protagonista. Io ho adorato questo personaggio perchè pronto a tutto e pieno di dolcezza.

Nonna è una narratrice. Racconterà alla nostra protagonista molte storie che l’aiuteranno nel corso della storia. E’ una donna anziana molto dolce e che tiene molto a Natalie e a tutta la sua famiglia, ma anche Beau.

Matt è l’ex fidanzato di Natalie sin dall’inizio. E’ inizialmente un tipo amichevole e premuroso ma cambierà nel corso del tempo. Sarà una delle parti fondamentali in questa storia.

Il mondo intorno a noi cambia, e mi lascio sfuggire un gemito di stupore quando vedo un’altra me stessa camminare per la cabina armadio, talmente in fretta che la scorgo appena. L’ambiente si svuota per riempirsi subito dopo di contenitori di plastica che non ho mai visto, spettri di persone che non conosco ci sfrecciano intorno, passandoci attraverso. D’un tratto scompaiono anche i contenitori di plastica, rimpiazzati da scaffali ricolmi di indumenti, e nel frattempo il sole continua a sorgere e tramontare e le mani di Beau stringono le mie. Muta ogni cosa, tranne noi due. Noi rimaniamo gli stessi. «È bellissimo», dico in un sussurro. Lui annuisce senza staccare gli occhi dai miei. «Credi che possano sentirci?».

Il perno centrale è Nonna e le sue storie, le visioni di Natalie e la storia d’amore che nasce fra Beau e Natalie. Non riuscirete a non innamorarvi di questi due personaggi, sopratutto di Beau (io l’ho adorato).

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole. A tratti leggermente confusionario.

Si tratta di momenti in cui si passa da una cosa a un’altra in una riga. Mi spiego. Ci saranno molti cambi di ambiente, viaggi temporali tra un posto e molto altro ma la cosa che confonde non è tutto questo, quanto il fatto che da una riga all’altra -improvvisamente – prima sta facendo una cosa e poi tutt’altro.

Non ci sono asterischi o degli spazi che fanno capire che il tempo sia cambiato o che comunque si sta parlando di un altro momento e rischia di confondere il lettore.

La cosa che mi ha colpito molto, invece, sono state le varie storie che le racconta Nonna, dei veri e propri miti (ma tranquilli, tutte le spiegazioni ci saranno nei ringraziamenti). Alcune non ne ho capito la morale ma ho amato in particolar modo quella della ragazza che buttandosi e da un mondo ha creato il nostro. Davvero bella. (Anche per questo la copertina originale avrebbe avuto più senso, cavolo!)

«E tu non conosci quello di cui sono amico io», mormora lui, meditabondo. «Esatto. Sono due persone diverse. Non devi sentirti in colpa». Lui prorompe in una risata priva di umorismo e scuote la testa. «Comunque non importa», mormora. «Se vivessimo nello stesso mondo, quello in cui Kincaid è innamorato di te, adesso sarei qui lo stesso. Se tu mi volessi, io sarei qui». «Perché?», gli domando. Sopprime un sorriso e mi passa il pollice sulle labbra. «Io e il mondo siamo molto meno complicati di quello che pensi, Natalie. Non voglio dire che sceglierei te. Dico solo che se sapessi di poter costruire una sola veranda in tutta la vita, vorrei che fosse la tua, e se dovessi scegliere un’unica persona da non ferire o non deludere, sceglierei te».

Il libro non è stato per niente male ma non è riuscito a convincermi a fondo, soprattutto nel finale (l’ultima parte in extremis) che poteva essere resa migliore. Ma forse sono io che non sopporto il finale che lascia intendere tutto e niente.

Emily Henry ha creato un mondo davvero alternativo, fantastico e magico. Pieno di amore, di scoperte e di rivelazioni che fino all’ultimo ti lasciano col fiato sospeso.

Ve lo consiglio se amate il genere, il fantastico, i miti ma sopratutto l’amore.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.picsart_09-22-09.39.42-2.jpg


Cosa ne pensate? Lo avete letto questo libro? Lo leggerete? Io vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

 

SEGNALAZIONE #24 – LONTANO DA TE DI ROMINA CASAGRANDE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Per questo venerdì abbiamo una nuova segnalazione che aspetta solo di essere scoperta. Di chi vi sto parlando? Ecco qui:


Risultati immagini per lontano da te romina casagrandeÈ disponibile da aprile Lontano da te, il nuovo romanzo di Romina Casagrande: un’opera di raffinata composizione, scrupolosamente documentata, nella quale l’autrice unisce la passione per gli studi storici a quella per l’arte.

In Lontano da te s’intrecciano le storie di Bianca e Sofia, due sorelle che non si parlano più, e di Moses, un sopravvissuto alla Shoah con un enorme senso di colpa da superare. Sullo sfondo delle colline toscane, un viaggio a ritroso nel tempo costringerà ognuno di loro a fare i conti con il proprio passato. Ma è davvero possibile abbandonare quello che si è stati e ricominciare da capo?

Dettagli

Titolo: Lontano da te
Autore: Romina Casagrande
Editore: Arkadia Editore
Pagine: 200
Formato: cartaceo
Prezzo: 16 €
Genere: narrativa contemporanea, romance, storico
Quarta: Sofia vive a Londra. A vent’anni sa di aver conquistato tutto ciò per cui ha lottato: il ragazzo che ama, il lavoro dei sogni, un nuovo presente in una città piena di luci. Ma tra le pagine del suo diario è nascosta una fotografia, che porta ancora addosso il profumo della sua Toscana e l’odore del mare. L’unico filo che la lega alla notte da cui è scappata e che ha cercato di dimenticare. Sul retro, dietro l’immagine di una ragazza dai lunghi capelli rossi, una poesia di Elizabeth Siddal, la modella del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, alla quale il volto della fotografia somiglia in modo sorprendente. Sofia riguarda l’immagine della ragazza. Pensa a quanto siano diverse, eppure simili, lei e Bianca. Simili e diverse come lo sono due sorelle. Il mondo dorato in cui Sofia fluttua è tuttavia fragile e ingannevole come i sogni. E sarà una nuova ferita a costringerla ad aprire gli occhi e a guardare dentro se stessa per fare i conti con il passato. Una scommessa la riporterà in Toscana, nell’amata Siena, dove vive Bianca. Ed è a lei che Sofia pensa per comporre in fotografia il suo quadro vivente, la trasposizione dell’Ofelia di Millais, interpretata, nel quadro originale, dalla bellissima e triste Elizabeth Siddal. E sarà qui, al B&B Peonia, che la sua strada incrocerà quella del vecchio e misterioso Moses. Cosa li lega al quadro di Millais e quale destino li ha condotti al Peonia, dove non si arriva mai per caso? Mentre nei ricordi si svela la storia di Moses, Sofia torna a vivere il suo passato dal punto in cui lo ha lasciato. Per riprendersi la sua vita. Per riconquistare la fiducia di Bianca. Ma non sarà facile. Dovrà prima affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.

Estratto

Soltanto il pensiero che lui potesse tradirla le avrebbe spezzato il cuore. Un tempo avrebbe sorriso di un’idea simile. Non si muore per amore. Si soffre un po’, ma la vita è qualcosa di più grande, una meraviglia più potente di qualunque inciampo in qualunque stupido sasso. Allora le bastava dare un’occhiata fuori, ai dolci declivi delle sue colline, all’abbraccio di un cielo che arrivava fino al mare, nella sua bella Toscana, o respirare il profumo di glicine, per averne la certezza. Il sole di Cala Violina. Una corsa a piedi nudi sull’erba, gli amici che la aspettavano nei vicoli ombrosi della città vecchia, per tornare di buonumore. Ma era tanto tempo prima, prima che Bianca la tradisse e il mondo diventasse un luogo più incomprensibile, fatto di nuvole nere che confondevano la verità.


Autrice

Romina Casagrande è nata a Merano nel 1977. Quando non indossa le vesti dell’insegnante di scuola media, cerca di tenere a bada l’irrefrenabile bisogno di scrivere. Le sue storie nascono da tre grandi passioni: le leggende e tradizioni della sua regione, il fantastico e la storia dell’arte. Ama la natura e i cani, soprattutto la sua cockerina Eclypse, ma non ha ancora deciso se trasformarla in un personaggio.

Il suo sito ufficiale è: http://www.rominacasagrande.com

Social

Facebook: http://www.facebook.com/rominaautrice

Instagram: https://www.instagram.com/casagranderomina/

Dal 10 aprile è possibile scaricare gratuitamente anche il racconto fantasy “Appuntamento con demone”, sempre dell’autrice, ispirato alle leggende del Trentino Alto Adige.

Amazon (mobi): https://www.amazon.it/dp/B06Y645P5L/

Street Lib (ePub): http://bit.ly/app_demone


Come vi sembra? Io aspetto, come sempre, un bel commento.

Alla prossima,

Sara. ©