REVIEW TOUR: Recensione #412 – LA CITTA’ DI OTTONE DI S.A. CHAKRABORTY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Cosa mi raccontate? Io sto bene a parte il fatto che sono un po’ stanca per il lavoro e non vedo l’ora che arrivino le vacanze. Oggi voglio portarvi una lettura che ho fatto in questi giorni e spero possa incuriosirvi edita Mondadori che ringrazio per la lettura. Ringrazio anche Miriam del blog Me and books per avermi coinvolto in quest’evento. Ve ne parlo subito.

unnamedTitolo: La Città di Ottone
Serie: The Daevabad #1
Autore: S.A. Chakraborty
Genere: YA, Fantasy
Link d’acquisto: https://amzn.to/3egXsYY
Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli..

RECENSIONE

Tea Reading by simonbon on DeviantArtLa storia ha inizio in Egitto dove Nahiri è una ragazza che per sopravvivere si arrangia nel truffare ricchi ottomani con riti del tè e previsioni ciò che chi ha di fronte si aspetta di sentirsi dire. Ma non è soltanto quello, lei riesce a percepire quando una persona ha qualcosa che non va e sembra riuscire a curare questa cosa con molta facilità se non è un fattore irrimediabile. Nonostante questo, nel corso di una delle sue sedute, accade qualcosa di strano, misterioso e la vita di Nahiri cambia drasticamente. Nel suo cammino incontrerà un essere affascinante, Dara che dapprima si mostrerà enigmatico e le rivela di essere parte di un qualcosa di molto più grande di lei e di esserne l’ultima discendente. Dall’altra parte, abbiamo il Principe Alyzad, che nella capitale di Daevabad si trova a fare tutto ciò che suo padre non si aspetterebbe da uno dei possibili eredi al trono. Le strade dei due li porteranno a doversi incontrare mettendo sul piatto tutto quello che pensavano fossero solo antiche credenze perdute.
 
Cosa succederà a Nahiri? Chi è Dara? Perché vuole portarla nella capitale? Cosa le sta nascondendo? Riuscirà Alyzad a prendere il trono o è troppo giovane per ambire a questo ruolo? Perché si comporta diversamente da suo padre ed è molto attaccato ai piani degli shafit?
 
“Ed essi controlleranno i venti e saranno signori dei deserti. E sarà la fine per ogni viaggiatore che si smarrirà nelle loro terre…” Quei versi le risuonavano nella mente; li aveva uditi negli anni in cui aveva finto di sapere tutto sul soprannaturale. Le parole si riferivano a un essere che terrorizzava incalliti guerrieri e avveduti mercanti dal Maghreb al fiume Indo. Un antico essere, di cui si diceva che vivesse per ingannare e terrorizzare il genere umano. Un jinn. L’Afshin era un jinn. Un vero e proprio jinn.
 
La trama è dettagliata e ci da un quadro abbastanza preciso della situazione anche se si concentra molto su Nahiri nonostante ci siano due POV all’interno della storia che contano entrambi e danno due pesi differenti in questa storia. Quindi si, ci sta ma… perchè non si parla anche dell’altro lato della medaglia? Perchè non si da importanza anche al secondo personaggio di questo volume? Non saprei.

La copertina è molto bella ed è stata utilizzata una delle versioni estere anche se l’altra versione la trovo decisamente più bella visivamente. Questa rappresenta se si guarda bene i dettagli, parte delle cose che troveremo all’interno del volume. Per quanto riguarda il titolo, invece, abbiamo una traduzione semplice e concisa visto che il titolo originale è comunque City of Brass. Posso solo che essere soddisfatta dell’edizione che ne è venuta fuori.

Ci troviamo nel diciottesimo secolo, in Egitto dove ha inizio la storia di Nahiri. Per quanto riguarda invece il principe Alyzad ci troviamo nella capitale daeva, Daevabad soprannominata la città di ottone. Un luogo magico e misterioso.

Discover - INPRNT«Hai… hai un nome?» L’uomo socchiuse gli occhi luminosi. «Dovresti sapere che non si chiedono cose simili.» «Perché?» «C’è potere nei nomi. Non sono informazioni che il mio popolo condivide liberamente.» «Baseema ti ha chiamato Afshin.» Il daeva scosse la testa. «Quello è solo un titolo… E un titolo vecchio e piuttosto inutile, fra l’altro.» «E quindi non mi vuoi dire il tuo vero nome?» «No.»

I personaggi di questa storia sono diversi ma la storia avendo due punti di vista completamente diversi ci permetterà di conoscere sia il principe e possibile erede al trono della capitale Daevabad, sia per quanto riguarda la sventurata Nahiri, apparentemente umana che truffa ottomani pur di sopravvivere.

Nessuno dei due, comunque è ciò che sembra. Nahiri non è umana e scopriremo nel corso della lettura cosa sarà e la cosa avrà inizio quando conoscerà l’affascinante Dara, un misterioso uomo che cerca di trascinarla a tutti i costi e contro ogni pericolo nella capitale d’ottone.

Per quanto riguarda il giovane principe Alyzad, invece, non sembra somigliare molto a suo padre e a suo fratello maggiore ma sembra prediligere delle passioni e delle tendenze verso gli shafit, una comunità che non è proprio daeva ma più umanizzante se così la vogliamo definire, all’interno della capitale stessa. E questo porta il principe in una posizione scomoda persino di fronte a suo padre che propende solo ed esclusivamente sui Daeva e cerca di dare priorità loro pur di mantenere la pace in città. Due personaggi molto diversi fra loro legati da un destino che finisce per avvinarli.

«Ci hai traditi, hai tradito le stesse persone che la tua famiglia doveva proteggere. Pensi che abbia importanza come mi ammazzi? Cento altri prenderanno il mio posto. Tu soffrirai… in questo mondo e nel prossimo.» C’era un’acredine selvaggia nella sua voce. «E Dio ti porterà via le persone che ti sono più care.» A suo padre lampeggiarono gli occhi, ma si mantenne calmo. «Slegategli le mani prima di tornare ai vostri posti» disse alle guardie. «Vediamo come corre.»

The Daevabad Trilogy - Alizayd | art by Slaymate | History nerd ...Il perno centrale di questa storia si trova fra le strade di Daevabad, la città dei daeva e dei jinn e capitale della magia vera e propria. Lì Nahiri scoprirà la verità su se stessa e Alyzad cerca di costruire se stesso e ciò che vorrebbe per il suo popolo.

Lo stile utilizzato è intenso e particolarmente prolisso, sopratutto quando si cerca di dare un quadro alla situazione e al mondo che ci circonda. Infatti la lettura è tutt’altro che veloce e devo ammettere di averci messo un’eternità per finirlo, sembrava non finisse mai.

Non posso sicuramente dare un voto basso per il world-building e per la costruzione sia dei personaggi che sono sicuramente il punto migliore di questo volume. Oltre a tutto ciò che riguarda la cultura, le tradizioni popolari e delle leggende che girano attorno al volume. Su questo niente da dire ed è sicuramente ben costruito, studiato con minuzia, tutto molto interessante. Anche se, in alcuni punti, sarebbe stato utile una sfoltita o una riduzione perchè non rimane particolarmente fluido e finisce per risultare pesante a chi non mastica molto il fantasy.

La storia sembra una preparazione a ciò che ci troveremo per il prossimo volume perchè, sebbene la struttura e la composizione del mondo sia eccellente e ben argomentata, non accade poi granché e finisce per interessare sicuramente più Alyzad che Nahiri anche se devo dire che entrambi se la sono battuta un po’ nel corso del volume. Ci sono dei punti in cui l’erede al trono risulta pesante e ripetitivo, persino noioso e ci sono dei punti in cui Nahiri sembra annullarsi rispetto agli inizi diventando quasi qualcosa che non sembra più essere ciò che ci viene presentato all’inizio. E la storia – colpo di fulmine, amore e love story che avviene all’interno del volume – l’ho trovata piuttosto forzata.

Nel complesso, quindi non posso di certo dire che sia una storia scritta male perché è un volume sicuramente apprezzabile, studiato a livello di dettagli, di poteri, tribù, credenze e chi più ne ha più ne metta ma a livello generale della storia non è riuscito a trasmettere qualcosa di concreto e spero che funga da preparazione per ciò che ci aspetta in futuro. Lo spero seriamente. Probabilmente andrò contro la maggior parte delle persone che l’hanno letto e amato ma non sono riuscita ad affezionarmi e a legare emotivamente con i personaggi e ho fatto difficoltà a comprendere anche le loro scelte. La stessa Nahiri non sembra avere uno scopo preciso all’interno della situazione: ok, sei l’ultima della tue stirpe e quindi sei importante – questo non glielo toglie nessuno – ma quale è lo scopo di tutto questo? Quale è lo scopo di rimettere in piedi di nuovo tutto? Questo sembra non arrivare mai e il lettore – o almeno personalmente – ne sono rimasta appesantita cercando di trovare uno scopo che al momento sembra invisibile. Spero e punto tutto nel seguito.

«I tuoi antenati inorridirebbero se vedessero con che facilità rubi.» «Da quel che dici, i miei antenati inorridirebbero anche solo a sapere della mia esistenza.» Tirò fuori da un involto una crosta di pane raffermo. «È così che va il mondo. A questo punto, di sicuro qualcuno è entrato in casa mia al Cairo e ha rubato le mie cose.» Lui buttò un ramo spezzato sul fuoco, da cui si sollevò una pioggia di scintille. «E questo ti rende migliore?» «Qualcuno ruba a me, io rubo ad altri e sono sicura che, prima o poi, le persone che ho derubato prenderanno qualcosa che non appartiene a loro. È un circolo» 

Il libro è stata sicuramente una scoperta a livello di struttura e trovo che l’autrice abbia reso il mondo originale, unico agli occhi del lettore. Non posso dire lo stesso della storia che mi ha coinvolto ma non mi ha lasciato quello che speravo e che – credo e spero – ci regali il secondo volume visto che ci sono tutti i presupposti.

S. A. Chakraborty ci porta fra l’Egitto e una capitale di potere e creature magiche che uniscono credenze e leggende popolari. Una storia che, nel cuore di Daevabad ci arricchirà di magie e ci mostrerà che i Nahid non sono scomparsi ma sono pronti a risorgere e a portare una nuova luce alla città.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Ecco a voi.

102342747_3440834175946306_6775170279325827072_o


Vuoi acquistare La città di ottone e sostenere il Blog? Acquista da Qui:  o dal generico Link AmazonAmazon.
 
Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!

Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #410 – IL RAGAZZO DEL FIUME DI TIM BOWLER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi di un volume che sono riuscita a leggere grazie alla Mondadori e di cui non vedo l’ora di parlarvi. E’ stata una lettura veloce ma di cui sono rimasta soddisfatta. Ecco qui , per voi:

978880472281hig-628x965-1Titolo: Il ragazzo del fiume
Autore: Tim Bowler
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 5 Maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3fhc0Za
Trama: Jess è nata per nuotare. Per lei l’acqua viene prima di tutto e tutti, ma non di suo nonno. Quando scopre che gli resta poco tempo da vivere, decide di aiutarlo a esaudire il suo ultimo desiderio: tornare nel paese della sua infanzia per portare a termine un dipinto misterioso, “Il ragazzo del fiume”. Jess vuole risolvere l’enigma del dipinto e capire perché per il nonno sia tanto importante, ma un secondo mistero le occupa la mente: quello del ragazzo del fiume in carne e ossa, il cui incontro diventa anche l’inizio di una sfida che Jess dovrà vincere prima che sia troppo tardi.

RECENSIONE

aerial photography of body of water with trees aroundLa storia ha inizio prima della partenza per le vacanze. Jess è una ragazzina che ama nuotare ed è con suo nonno in piscina che è lì che la assiste e la supporta come sempre. Ma Jess nota che c’è qualcosa che non va e, quando suo nonno cade in piscina all’improvviso, il suo mondo si destabilizza. Nessuno della famiglia ha più voglia di andare in vacanza con il nonno che peggiora a vista d’occhio ma insiste purché si parta per andare in un luogo in cui lui ha vissuto i primi quindici anni della sua vita e dove non è più tornato. Un luogo con un fiume misterioso che finisce per attirare Jess sempre di più.
Cosa succederà in quella vacanza? Chi è il ragazzo del fiume? Perchè il nonno non le dice il motivo del suo dipinto? Cosa sta succedendo a Jess e alla sua famiglia e, soprattutto, a suo nonno?

Non cominciò con il ragazzo del fiume. Ma cominciò, come erano cominciate tante cose, con il nonno e con una nuotata. Soltanto più tardi, ripensandoci, Jess si rese conto che il ragazzo del fiume era sempre stato parte di lei, come un frammento di sogno. E quel sogno era la sua vita.

La trama di questa storia è molto bella ma persino troppo descrittiva quindi consiglio di leggere le prime righe e non addentrarsi troppo nella lettura della stessa. Non ci sono spoiler salienti nell’aria ma dopo aver letto il libro vi dico che se avessi letto tutta la trama probabilmente non avrebbe avuto lo stesso sapore la storia. 

La copertina di questa edizione, rispetto alle precedenti è sicuramente fantastica e rende molto ciò che il nonno della protagonista cerca di trasmettere nel suo quadro. Una copertina favolosa ed emozionante che, dopo aver letto il libro non riuscirà più ad abbandonarvi per via del suo significato. 

Il titolo di questo volume chiude il cerchio, assieme alla copertina, di tutto ciò che questo volume può rappresentare. Laddove la copertina rappresenta il vero e proprio quadro, il titolo ne fa da cornice e rende quest’edizione davvero meravigliosa. Davvero molto, molto bella la struttura visiva del volume.

Eppure stava tornando là. Lo guardò, rannicchiato sul sedile e immerso in un sonno profondo. Forse li avrebbe sorpresi.Forse, durante quella vacanza, avrebbe riacquistato la salute e sarebbe tornato forte come una volta. Ma più Jess lo guardava, più si sentiva spaventata. Alla fine, anche lei si addormentò.

man wearing teal and black shorts standing beside waterfallsI personaggi di questa storia non sono molti ma sono assolutamente ben caratterizzati. La protagonista Jess e suo nonno sono uniti da un legame unico e indissolubile che si nota pagina dopo pagina e continua a unirli sempre più, uniti dallo strano ragazzo del fiume.

Jess è una ragazzina curiosa, è un abile nuotatrice ed ama molto suo nonno che a sua volta si rivede in lei. E’ una ragazzina determinata, perspicace e intuitiva che ha un profondo legame con l’acqua e con suo nonno.

L’anziano nonno di Jess, Pop, è un uomo che ama la pittura ed è da sempre un tipo da non contraddire, ostinato e determinato nelle sue scelte, portandole a termine in un modo o nell’altro. Quel fiume è una cosa che gli è rimasta sempre impressa, visto che ci ha vissuto i primi 15 anni della sua vita vicino a quel fiume, in quel piccolo paesino sperduto.

L’acqua fluiva scura e lucente, gorgogliando tra le rocce, per poi allontanarsi verso la campagna, più in basso, oltre la casa. E Jess sentiva che una parte di lei se ne andava insieme a quell’acqua, fino al mare. Sospirò. Quel posto aveva qualcosa di strano, che forse la turbava, ma non la spaventava. Era come se lì ci fosse uno spirito, non un demone o un fantasma, ma uno spirito del fiume, degli alberi e delle colline, uno spirito che trasformava ogni cosa in un incantesimo.

grayscale photography of man swimmingIl perno centrale di questa storia sta tutto nel titolo e nella copertina di questo volume. Il ragazzo del fiume è una figura misteriosa che incuriosirà Jess nella sua dimora sul fiume nel corso delle sue vacanze. Chi è quello strano ragazzo che lei vede notte e giorno nei pressi del fiume? Perchè è lì e da dove viene? Cosa vuole da lei?

Lo stile utilizzato è semplicissimo, fluido e scorrevole adatto anche a giovani lettori, si riesce a terminare tranquillamente in qualche ora. Scritto in terza persona, questo romanzo porta con se qualcosa di magico e allo stesso tempo unico che ci trascina all’interno di quel fiume assieme a Jess e al suo strano ragazzo che appare e scompare quasi per magia. E’ una storia di un legame fra nonno e nipote, e un luogo magico e misterioso. Una storia di accettazione della perdita e del dolore. Una storia che rileggerei sicuramente.

Nonostante questo ragazzo del fiume sia una figura che si spiegherà poi nel corso della lettura non sono riuscita davvero a comprendere il “come sia possibile”, perchè questo non viene spiegato ma lasciato alla semplice e tacita unione delle cose. Ok, la lettura ha la sua magia che in qualche modo deve rimanere sospesa e deve lasciarci la curiosità ma quella stessa curiosità non è stata colmata dalle spiegazioni derivanti dal ragazzo del fiume. Quindi la lettura è poetica ed è riuscita ad appassionarmi ma non ha il voto pieno che avrei voluto proprio perchè c’è qualcosa che resta sospeso e non sono riuscita a spiegarmi del tutto. Così mi sono limitata a dargli io stessa una spiegazione mia come interpretazione personale. Ovviamente con questo non voglio dire che il finale sia aperto. Il finale è chiuso e la storia si conclude.

«Non riesci a dormire?» le chiese. Jess scosse la testa. «Nemmeno io. Continuo a pensare a quanto è diverso questo posto da quello che ricordo. » La guardò intensamente, con gli occhi che brillavano nell’oscurità. «Tutto cambia, Jess. Tutto. Niente resta uguale. Niente dura per sempre. Non possiamo farci nulla. Dobbiamo accettarlo.» Jess capiva quello che le stava dicendo, ma non voleva sentirlo. Detestava l’idea che le cose potessero cambiare. Avrebbe voluto che tutto restasse uguale per sempre. E anche se qualcosa doveva cambiare, non voleva che accadesse in quel momento.

Il libro è una lettura dolce, veloce e che mi sento di consigliare sopratutto ai più piccoli. Nei più grandi troverete la consapevolezza, la malinconia e la nostalgia di quei ricordi che credevate perduti. Una lettura che emoziona. 

Tim Bowler scrive una storia che porta con sé la bellezza del passato, della consapevolezza della perdita e del dolore che ne deriva. Il ragazzo del fiume saprà addentrarsi nel cuore come lo stesso corso del fiume che sa essere impetuoso o calmo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Il ragazzo del fiume e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Il ragazzo del fiume o dal generico Link AmazonAmazon.
Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
A presto,
Sara ©

REVIEW TOUR # – HUNGER GAMES (PREQUEL), BALLATA DELL’USIGNOLO E DEL SERPENTE DI SUZANNE COLLINS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto una lettura che non vedevo l’ora giungesse in Italia e arrivasse nelle nostre librerie: il prequel della saga di Hunger Games dove il protagonista sarà il nostro Corolanius Snow da giovane. Siete curiosi di saperne di più?

libro-hunger-games-copertina-ballata-usignolo-serpenteTitolo: Hunger Games – Ballata dell’usignolo e del serpente
Autore: Suzanne Collins
Genere: Distopico
Data di uscita: 19 Maggio 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3gqgRbL
Trama: L’AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO. È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

RECENSIONE

Coriolanus Snow | The Hunger Games Wiki | FandomLa storia inizia agli albori del decimo anno degli Hunger Games. La guerra ancora è viva nei cuori degli abitanti di Capitol e per gli abitanti dei distretti. Corolanius Snow se ne sta in casa con sua cugina Tigris e va all’accademia anche se sa che la sua famiglia rischia molto, di perdere tutto il denaro e la fama della loro famiglia. Il giovane Snow di soli diciotto anni è all’Accademia e neanche immagina che gli Hunger Games stiano cambiando e loro studenti siano una prima parte del cambiamento: diventeranno mentori dei tributi. Vuole cercare di recuperare la fama perduta ma sembra difficile anche quando gli viene assegnato il tributo femmina del Distretto 12, Lucy Gray, una ragazza esuberante e canterina.

Come riuscirà Corolanius a convincere di essere il migliore sulla pista? Come può cercare di far vincere il suo tributo? Cosa succederà al giovane Snow e al suo tributo? 

Corolanius si trascinò per le scale, i pensieri più cupi che mai al ricordo della povera cameriera stramazzata in stada per la fame. Quanto poteva aspettarsi che reggesse, Lucy Gray? Deperiva in fretta. Era debole e assente. Ferita e spezzata. Ma sopratutto moriva di  fame a poco a poco. Era possibile che l’indomani non sarebbe riuscita a stare in piedi. Se non avesse trovato un modo per sfamarla, sarebbe morta ancora prima che gli Hunger Games iniziassero.

La trama è audace e curiosa anche se racconta anche troppo di ciò che ci troveremo davanti. Fossi stato in loro avrei tentato di restare sul vago, cercando di svilupparmi sulla politica e sul fatto che Corolanius Snow sta per intraprendere la sua prima annata di Hunger Games partecipando come mentore.

La copertina è molto bella e intrigante. Il verde, colore del serpente misto all’oro della spilla che contraddistingue la ghiandaia imitatrice anche se qui non parleremo di lei. Nell’intreccio al centro c’è l’usignolo che contraddistinguerà il tributo femmina del Distretto 12, Lucy Gray adorabile cantate provetta e il serpente che contraddistingue – diciamo – lo Snow che tutti conosciamo. Una copertina particolare e rappresentativa. Il titolo racchiude tutto ciò che c’è da sapere su questo prequel e, si ritrova a completare la copertina.

Posts tagged as #presidentsnow | PicbabunAmbientato ai decimi Hunger Games in una Panem ancora devastata dalla guerra, ci troviamo ancora una volta a Capitol City, ma molto diversa da come la conoscevamo. Una Capitol povera e a rischio, persino per quanto riguarda l’arena dei giochi e i giochi stessi.

«Guardate tutte quelle persone» disse la dottoressa Gaul. «Mandano pane ad una ragazzina con il cuore spezzato anche se non sono convinte che possa vincere. Cosa ci insegna questo?» (…) «La gente è pazza» sogghignò Livia.

I personaggi di questa storia sono diversi anche se ci concentreremo sicuramente a conoscere meglio colui che diventerà il Presidente di Capitol City con la fama che lo contraddistingue. Una serie di personaggi come Tigris e il Capo Stratega e molti altri personaggi sono sicuramente importanti alla costruzione di Snow stesso. Persino i singoli tributi dei Distretti faranno la loro parte.

Corolanius Snow ha le basi pragmatiche ed enigmatiche che lo contraddistinguono ma è sicuramente molto diverso da ciò che troveremo nella serie di Katniss. Si può comprendere il fatto del veleno, delle sue scelte in fatto di uccisioni e di comprendere determinate cose molto prima degli altri ma il suo carattere resta comunque quello di un giovane che cerca di riscattarsi e  resta invischiato nella sua stessa rete non riuscendone più ad uscire. Nonostante lui non faccia parte degli Hunger Games sembra quasi che questi costituiscano tutta la sua vita e che anche lui vi sia all’interno, in modo completamente diverso e del tutto inaspettato persino per lui.

Lucy Gray, tributo del Distretto 12, dall’altro lato è il tributo che nessuno si aspetta e, personalmente, mi ha fatto più tenerezza che altro. E’ priva di alcun particolare che la faccia spiccare se non quello del canto anche se rispetto agli altri sembra decisamente molto più sveglia e lo capirete da alcune sue frasi nei confronti del giovane Snow.

«Come ti sembra il tempo nel Distretto 12, Jubilee? Eh, proprio freddo, Lucky. Freddo in luglio, Jubilee? Sicuro, freddo come uno Snow!»

President Snow - The Hunger Games - Taking of Lives -Il perno centrale di questo volume è la politica che ruota attorno a Capitol City, il dopo guerra ed i primi anni degli Hunger Games dove Snow comincia la sua ascesa nonostante sia nel periodo più nero della sua vita. E questa, comincia proprio dalla decima edizione degli Hunger Games.

Lo stile utilizzato dall’autrice è sicuramente molto più concentrato, molto più descrittivo e politico rispetto a quanto abbiamo trovato negli Hunger Games precedenti. Non particolarmente fluido e sicuramente più brutale rispetto a ciò che conoscevamo prima ma assolutamente in linea, anche inaspettato per certi aspetti.

Scritto il terza persona e già da questo si differenzia dai precedenti, ci mostra Capitol City e gli Hunger Games, il loro rapporto con la città e come questi siano nati a poco a poco diventando poi quelli che troveremo ai tempi di Katniss evolvendosi di anno in anno. Riusciremo a comprendere la politica e le dinamiche che si nascondono all’interno della struttura gerarchica della Capitale e di come i ragionamenti di coloro che comandano porteranno alle modifiche degli Hunger Games, spettacolarizzandoli sempre più. E’ sicuramente intrigante questo punto di vista e il pensiero che viene a svilupparsi anche se corrotto, spregevole e cudele. E’ comunque la base degli Hunger Games.

Nonostante questo ho trovato il personaggio di Lucy Gray soltanto di contorno, poco all’interno della struttura complessiva del volume e la sua stravaganza dovuta al cantare davvero poco inerente al contesto. Non so perchè ma il personaggio non è riuscito davvero a convincermi come doveva e speravo fosse più incisivo non solo per Snow ma anche per il contesto stesso. Anche il legame con Snow si regge su un filo sottile e l’ho trovato poco intenso, forse volto solo a dare un sentimento o un lato più umano al Corolanius che noi non conoscevamo. Nonostante questo, Lucy non è riuscita a toccarmi ed ho apprezzato molto più Corolanius e qualche personaggio che lo circonda da vicino, nella stessa Capitol City.

Un libro sicuramente non per tutti, molto più intenso, riflessivo e politico rispetto ai precedenti. Ci mostra la base degli Hunger Games, il serpente e l’usignolo, la vita vera e il reality show così come è stato progettato. 

Ecco cosa gli avevano ricordato i serpenti la prima volta che li aveva visti. Erano uguali al vestito di Lucy Gray. Quali fossero sempre stati il suo destino…

Per chi ha letto la trilogia degli Hunger Games sicuramente questo è un libro da non perdere. Consiglio la lettura agli amanti della saga e, per chi volesse avvicinarsi alla lettura di questo volume consiglio prima la lettura della trilogia e poi di questo volume.

Suzanne Collins ci riporta all’interno dell’arena attraverso gli occhi del ragazzo che diventerà il potere di Panem. Un prequel potente, devastante e brutale che ci mostra un’altra Capitol City, un ragazzo che ci mostra la riconquista di se stesso e del suo nome.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Senza titolo-2

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia omaggio

Seguite le tappe dei prossimi giorni e quelle di questa settimana. Eccole a voi, parti di esse:

95870273_10221029083184244_1089230747379695616_n


Vuoi acquistare Hunger games, Ballata dell’usignolo e del serpente e sostenere il Blog? Acquista da Qui: QUI o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

IL SALOTTO DELLE PARTICELLE: INCONTRO GAYLE FORMAN IN MONDADORI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Lunedì 18 febbraio 2019 sono andata in sede della Mondadori a Roma per incontrare Gayle Forman, autrice di Resta anche domani, Resta sempre qui, Il mio giorno Migliore, Laggiù mi hanno detto che c’è il sole e tanti altri. Vi consiglio di sicuro la lettura di Resta anche domani e leggete la Recensione di Il mio giorno Migliore uscita ieri 😀

Risultati immagini per gayle formanAbbiamo fatto tantissime domande all’autrice, con ben 1 ora e trenta di registrazione – che non vi riporterò tutta fedelmente sappiatelo, ma per alcune cose vi farò un riassunto (Abbiate pietà di me).

Si è parlato dell’attivismo dell’autrice, visto che in America è un’attivista politica. L’autrice dice che dopo le elezioni si è iniziata ad interessare molto di politica ed ha partecipato ad organizzazioni che si occupano di cambiare quello che c’è nel paese, cercando di capire quello che vogliono le persone.

“Collegamento tra leggere, scrivere e resistere perchè c’è una mancanza di empatia, c’è un vedere l’altro come una persona diversa da noi. Si tenta sempre di demolire il prossimo e quindi agisco in questo senso e bisogna resistere. E’ molto importante mettersi nei panni degli altri. Il mio intento è cercare di cambiare la politica”

E’ cambiato modo di scrivere dopo tutto questo? E come vede il futuro per i giovani?

“E’ importante scrivere per i giovani, ti da un potere importante. Dopo le elezioni ho sentito il bisogno di esprimere la rabbia come donna perchè dopo le elezioni c’è stata una grandissima espressione di misoginia. In questo ultimo libro infatti parlo di tre protagonisti completamente diversi fra loro ma che hanno molto in comune. E quindi è proprio questo il punto. Mostrare i punti in comune nella differenza. Questa è la mia prima esigenza. La seconda esigenza  è che ho sentito il bisogno di fare qualcosa partecipando ad un’organizzazione che è diventato un lavoro part-time. Non sentirmi confinata soltanto a scrivere e fare qualcosa di concreto. Il mondo oggi è terrificante ed io sono sia pessimista che ottimista essendo una Gemelli. In certi momenti avverto che tutto andrà male visto prima di tutto il cambiamento climatico e la nostra incapacità di porre rimedio. In certi momenti invece, sopratutto quando mi confronto con altri attivisti e le loro azioni sopratutto nei confronti dei giovani, costringono il paese e la gente in generale a focalizzare l’attenzione su ciò che noi chiamiamo Intersezionalità, ovvero l’incrocio fra femminismo, i diritti civili, problemi di razzismo, LGBT+, ovvero quindi questa intersezione di tutti questi problemi che viene affrontata dai giovani in maniera incredibile ed è per questo che sono ottimista. Voi in Europa penserete che sarete pazzi con il problema delle armi in America ma la cosa va contro ogni tipo di buon senso. Non voglio porre tutto l’onere di questo spalle dei giovani ma credo che abbiano una consapevolezza su queste tematiche che se non gli consegneremo un mondo completamente guasto sapranno come gestirlo.


E’ stato chiesto se lei scrivesse di sofferenza, emozioni, disperazione e dolore che ha vissuto o che ha da qualcuno vicino a lei.

“Scrivo di emozioni, emozioni famigliari e che siano universali. Non sono libri dark ma pieni di speranza perchè mostrano dei giovani che si trovano ad affrontare situazioni travolgenti ma che nonostante non sappiano come comportarsi, se si condividono le cose con gli altri si assume molto potere e conforto”.

Gli è stato chiesto se soffre da ansia da prestazione dopo che Resta anche domani sia diventato così famoso, nonostante non sia il primo volume.

Lei risponde ridendo che si. Assolutamente è molto ansiosa. Però dice anche che il successo di un libro è fatto dal 10%  della scrittura del libro e il 90% è il publishing, e molta molta fortuna. Si può controllare solo il 10% e si concentra sulla parte che può controllare, ovvero la scrittura del libro.

978880470274HIG-312x480Personalmente ho fatto due domande all’autrice anche perchè ci sono cose che altri hanno chiesto per me e a cui lei ha risposto, quindi ve ne parlerò comunque, non vi preoccupate. Gli ho chiesto se la musica influenza la sua vita e la sua scrittura come prima domanda. 

“Non sono una musicista. Per l’ultimo libro infatti non ho voluto ascoltare musica perchè mi serviva molta concentrazione. Credo però che c’è qualcosa che nella musica che ha a che fare con uno spazio emotivo profondo che tutti noi abbiamo. Per cui a volte noi ascoltiamo un brano e siamo sopraffatte da una sensazione e da un emozione molto forte. Credo che la musica e l’amore siano fortemente interconnessi. Per questo ho fatto riferimento alla metafora della ragazza che perde la voce perchè credo che in qualche modo la musica ha un significato profondo.”

Come seconda cosa, invece, ho chiesto se sia stato difficoltoso condensare le storie in un solo giorno, come Resta anche domani e Il nostro giorno migliore o meno.

“E’ una grande sfida per me in effetti scrivere storie che sono condensate in un solo giorno, in 24 ore o come nell’ultimo libro in 12 ore, contraendo la time line. Però è bello che si condensi il dramma della storia e che ci sia questo ritmo piuttosto complesso. Adoro questo tipo di esercizio e mi fa concentrare sui punti centrali, sui punti del cambiamento. Non perchè i personaggi cambino in 24 ore perchè poi in realtà la direzione della loro vita cambia dopo sei mesi, un anno. Però, si , è una sfida lavorare su questo arco temporale.”

Se ha dei nuovi progetti?

Risponde che attualmente è un giocoliere e che ha tantissimi progetti in ballo come quello di scrivere un audio libro con un protagonista molto più giovane, target di 10 anni, di questi già descritti ed un romanzo storico ambientato nel 1946. La figlia minore non ha la costanza di leggere un libro e le piacciono audio book e le Graphic Novel e voleva approfondire questo. Ha anche pensato di fare una Graphic Novel con un artista di cui ancora non ha idea ed ha in progetto di fare un distopico femminista. Avremo tante novità, sappiatelo.


9788804646792.1000.jpgCi ha raccontato che lei generalmente scrive da computer e che quando scrive ha un inizio e una fine ma nella parte centrale la costruisce mano a mano facendosi trasportare da ciò che succede e conosce i personaggi mano a mano che va avanti nella storia. Ci ha detto che Resta anche domani nasce come un libro singolo, individuale e poi ha pensato a un sequel perchè i personaggi continuavano a premere per continuare la storia e così ha deciso di scriverlo. Inoltre, scrive ovunque, non solo a casa o in silenzio ma si concentra in silenzio. Ama ascoltare la musica quando non scrive perchè è fonte d’ispirazione, canzoni come Rollin in the Deep di Adele, o Lorde. Ha detto che scrive per un target adolescenziale perchè lei è stata giornalista per una fascia adolescenziale e le piaceva quindi ha continuato a muoversi in una fascia che si conosceva ma che le piaceva. 

Gli è stato chiesto se cambierebbe mai qualcosa delle sue storie e lei risponde che ogni volta che li rilegge cambierebbe sempre qualcosa. Il libro finisce perchè viene pubblicato ma non c’è mai un vero momento in cui è completamente convinta che sia tutto apposto o che tutto sia completamente finito.

Il libro più facile da scrivere è stato Resta anche domani. Non aveva alcuna idea se sarebbe stato pubblicato o meno ed era più semplice perchè in tre mesi lo ha scritto e poi fortunatamente è stata pubblicata. Quello più difficile è stato Il nostro giorno migliore perchè stava vivendo grandi dubbi sulle sue capacità e poi perchè ci sono tre personaggi e sei archi narrativi, il ritmo delle emozioni e la difficoltà di inserire anche cosa succedeva prima. Quindi è stato più difficile.

Ambienterebbe un libro in Italia, di uscire dalla confort zone. Adora Roma e gli piacerebbe molto scrivere qualcosa su Roma.

Le è piaciuto molto il risultato del film ed è rimasta soddisfatta. Quando gli hanno detto che ne verrà fatto un film lei la prima cosa che dice è AUGURI! Ha atteso due anni prima che ne uscisse fuori qualcosa seriamente. Per il personaggio di Mia erano già sicuri di affidarlo all’attrice mentre per Adam c’è stata una selezione e l’attore che è stato scelto si è trovato subito in sintonia con lei. Ha seguito le riprese costantemente e ha dato consigli agli attori così da far conoscere meglio i personaggi quindi quando è finito in realtà aveva già un’idea di come sarebbe stato ed era soddisfatta perchè tutti sono stati dolci e disponibili nei suoi confronti.


Cosa ne pensate? Siete curiosi? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©