REVIEW PARTY: LA LADRA DI NEVE DI DANIELLE PAIGE.

BUON POMERIGGIO CARI E BEI LETTORI!

Oggi ho un Review Party per voi! Di cosa parleremo oggi? Del nuovo libro in uscita oggi per la DeAgostini che ringrazio per l’opportunità che ci ha dato! Volete scoprirlo? Ecco che ve ne parlerò fra poco!
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ladradineveTitolo:  La ladra di Neve
Autore: Danielle Paige
Editore: DeAgostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 17 ottobre 2017
Trama: Per sedici, lunghi anni Snow ha vissuto rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Ma di una cosa è sempre stata certa: lei non è mai stata pazza. Ogni notte, incontra nei suoi sogni un uomo bellissimo e misterioso che la incita a fuggire e a scoprire la verità sul suo passato. Finalmente, grazie all’aiuto del suo unico amico Bale, Snow riesce a fuggire dall’ospedale e a rifugiarsi in un bosco poco lontano. Qui il confine tra sogno e realtà diventa presto labile, finché Snow si ritrova in un altro mondo. Un mondo dove ogni cosa è di ghiaccio. È Algid, il Regno di Neve. Tra terribili inganni, fughe rocambolesche e amori impossibili, Snow scopre un segreto antico: è lei l’erede al trono di Algid, figlia di un tiranno disposto a ucciderla pur di preservare il potere. Ma adesso che Snow ha ritrovato se stessa reclama ciò che è suo, e per averlo è pronta a combattere.

RECENSIONE:

Parto dicendo che questa storia è un Retelling de La regina delle Nevi di Andersen e, avendola letta quando ero più piccola, sono partita piuttosto entusiasta nel leggere il libro sperando di ritrovarcene almeno un pò. Ciò che troviamo in Andersen, dimenticatelo, perchè qui ne verrà utilizzata solo una scrematura fine. Sarà una fantasy fiabesco e vi trasporterà nel gelido inverno di Algid.


La storia ha inizio con il racconto di cosa Bale sia per Snow. Bale ha bruciato la sua abitazione quando aveva sei anni ed era stato portato all’ospedale psichiatrico dove si sono, poi, conosciuti.

I due cercano di incontrarsi di nascosto ma succede un qualcosa che allontanerà Bale da Snow e costringerà i dottori a separarli ed a non permettergli di vedersi. Così, Snow comincerà a fare strani incubi, ad avere reazioni spropositate con le sue compagne, come Gazza che non ha mai sopportato. Quando uno strano ragazzo vestito da dottore si presenterà nella sua stanza dicendo di smettere di prendere le medicine che sopprimono la sua vera natura, comincerà la vera e propria ribellione della ragazza che la porterà anche a cercare di uscire dall’ospedale psichiatrico.

Cosa succederà a Snow? Riuscirà a fuggire ed arrivare all’Albero? Cosa succederà una volta che arriverà ad Algid?

«Sì, Snow, in te si nasconde un grande dono. Puoi controllare l’inverno e dominare il gelo, il ghiaccio e la neve. Sei l’erede al trono, colei che è destinata a privare il re del suo potere… o a elevarlo ad altezze ancora maggiori. Solo tu puoi scegliere la tua strada.» A quelle parole sentii il battito del mio cuore accelerare: avevo una scelta. Fino a quel momento non avevo mai avuto la possibilità di scegliere. Al Whittaker erano sempre gli altri a prendere le decisioni per me: che cosa indossare, che cosa mangiare, che cosa fare, quando dormire. Perfino con chi parlare. Cavoli, la sola ragione per cui mi trovavo lì era che qualcuno aveva trascinato Bale dentro uno specchio e io non avevo avuto altra scelta che venire a riprenderlo. «Come avete fatto a rompere lo specchio? E dove sono i pezzi, adesso?» chiesi.

La trama non è propriamente corretta almeno inizialmente. Snow non ha vissuto da sempre dentro un ospedale psichiatrico, bensì ci è stata mandata a cinque anni. Però immagino sia stato per non dover raccontare troppo, e ci si può passare sopra.

Risultati immagini per stealing snow copertina originaleLa copertina è stata lasciata esattamente come l’originale. Ce ne sono due versioni che sono state utilizzate all’estero e preferisco questa che è stata mantenuta in Italia. L’altra versione la trovate qui di lato, e ve la metto qui giusto per mostrarvela e rendervi partecipi in caso non lo sappiate.

Il titolo è stato semplicemente tradotto. Tecnicamente, tradotto letteralmente è Rubare la neve ma è sinceramente migliore l’arrangiamento italiano piuttosto che ciò che poteva uscirne fuori.

L’ambientazione sbalza dal Whittaker a New York ad Algid, quindi la storia sbalza tra realtà e finzione; l’epoca sembra, almeno per quanto riguarda New York, moderna. Per quanto riguarda Algid, sembra quasi di essere in una fiaba medievale, principi, duchesse e ladri, magia e tutto ciò a cui voi non crederete mai.

«Mi pare che di magia ne abbiate abbastanza» osservai. Jagger scosse la testa. «La maggior parte delle fialette ne contiene solo un quantitativo minimo. Non è sufficiente.» Sufficiente per che cosa?, avrei voluto chiedergli, ma sapevo che sarebbe stato inutile. «E come si fa a distinguerle?» «Dai colori.» Ognuna di quelle pozioni aveva un effetto diverso, proprio come i sette nani di Vern. Ne presi una dorata, simile a quella che avevo visto usare da Fathom sull’orchidea. «Questa è in grado di guarire le persone?» «È magia, non l’Onnipotente.» Non riuscivo a immaginare Jagger venerare qualcosa che non fosse lui stesso. «Però la vendete dicendo che lo fa.» «A volte per guarire è sufficiente crederci» rispose.

I personaggi che troveremo all’interno della lettura sono molti ma mi soffermerò su quelli fondamentali all’interno della lettura e che ritroveremo sicuramente più degli altri:

Snow è una ragazza particolare. E’ rinchiusa in un ospedale psichiatrico e conosce poco il mondo fuori che la circonda. L’unica certezza sono le sue compagne, Vern che è l’infermiera che l’assiste per la maggior parte del tempo, che lei reputa amica e Bale. Snow si è sempre sentita inadeguata lì dentro, come se non appartenesse a quel posto e cominciano ad accadere cose strane quando la ragazza comincia a tirare fuori la rabbia che ha dentro. 

Bale è l’innamorato di Snow. Si sono conosciuti dentro l’ospedale psichiatrico ma da subito sono riusciti ad entrare in empatia uno con l’altro. E’ l’esatto opposto di Snow: dove lei è ghiaccio, lui è fuoco. E non è una metafora, lui è stato rinchiuso in quel posto proprio perchè aveva appiccato fuoco in casa sua e sente sempre che vorrebbe bruciare ogni cosa. E’ fuoco puro.

Jagger è un tipo strano. E’ un ladro e assieme alla sua congrega di ladre tenuta in piedi dalla regina Margot compie furti, … . Sembra attratto  da Snow ma si comporta in modo strano in più di un’occasione, sopratutto inizialmente. Avrete modo di conoscerlo, non temete ma sicuramente è un personaggio che ritengo più interessante di Bale.

Troveremo anche Kai, Margot, la Signora del Fiume, il Re Lazar e chi più ne ha più ne metta ma voglio lasciarvi la curiosità di andarli a scoprire da soli.

«Non sei pazza, Snow. È solo che ti hanno mentito. Tu non sei cattiva, hai la magia. La tua non è una maledizione, è un dono. Sarò anche un bugiardo, ma non ti mentirei mai su questo.» Pronunciò quelle parole come assolvendomi da ogni colpa e paura, semplicemente dicendomi la verità che avevo aspettato di sentire per tutta la vita. Quando si sporse ancora su di me, non ero sicura di potergli resistere. Mi baciò sulla guancia. Non potevo permettergli di avvicinarsi più di così. Però lui non faceva mistero di volermi ancora più vicino.

Il perno centrale è proprio la protagonista Snow. Lei è la chiave di tutto, crede di essere pazza ma non lo è, lei è la principessa del regno di Algid e non vuole sapere di esserlo. L’unica cosa che vuole è liberare Bale.

Lo stile utilizzato è stato fin troppo semplice e lo dico così perché non è in maniera propriamente positiva. Questo lo dico perchè ho notato delle cose che non mi sono piaciute per niente. Il tutto è scritto in prima persona da Snow ma questo c’entra ben poco, vi spiegherò fra poco.

Il fatto dell’ospedale psichiatrico. Tutto sembra sottovalutato: le pillole (che poi perchè dargli quei nomi?), il fatto che si incontrassero in segreto, il vero e proprio contesto e il fatto che ci fossero oggetti che non dovrebbero essere utilizzati. Non saprei neanche spiegarvelo, ma più che essere dentro un ospedale psichiatrico, inizialmente, mi sembrava di essere in un circo dove ognuno dava il meglio di se. All’inizio anche il motivo per cui fosse stata portata lì mi è sembrata sciocca ma poi è cambiato, almeno questo, perchè tutto si spiega.

Snow, bella mia, deciditi! Prima vuoi Bale, perchè lui è l’amore della tua vita: Bale è tutto quello che lei ha sempre voluto, lo ami ed è una sicurezza da quando è bambina. Poi incontra Kai e allora comincia a vacillare e sembra essere lui per poche pagine, l’uomo che ha sempre desiderato. Ma non è finita qui. Perchè ne abbiamo un altro: Jagger. Jagger è il ladro che seduce, ma farà sul serio? E lei cade ai suoi piedi! Ma ATTENZIONE, comunque continua a pensare che ama Bale. Facciamo la conta? Coerenza portami via! Per non parlare del fatto che siano tutti tremendamente affascinanti e belli.

In alcuni tratti, Snow, per i comportamenti che ha assunto mi è sembrata pazza davvero. Impressione o meno, mi ha dato questo, non saprei spiegarvelo meglio.

La storia inizialmente è lenta e poco sicura. Quando Snow è all’ospedale psichiatrico tutto sembra andare a rilento, per non parlare di quando arriva ad Algid. Jagger la porterà lì ma poi se la perde per strada e viene salvata dalla Signora del Fiume. Fino alla metà è stato decisamente ridondante e poco stabile, come se non sapesse che piega dovesse prendere. Dopo la metà del libro accade una cosa dopo l’altra ed è un continuo susseguirsi di eventi che cambieranno tutto: rivelazioni, segreti, sotterfugi e verità. Finalmente dopo prende una piega decisamente migliore e sembra coinvolgere un tantino in più.

Jagger mi tirò dentro a una nicchia, spingendomi dolcemente contro il muro, e mi prese la mano nella sua. «Se va tutto a rotoli, bevi questa e di’ “Casa”…» iniziò. Con le dita mi spinse una fialetta verde nel palmo, e per un attimo pensai che stesse per baciarmi. «Casa mia è dall’altra parte dell’Albero» ribattei cercando di nascondere la delusione. Mi guardò intuendo ciò a cui stavo pensando anche senza bisogno dell’incantesimo di comunione. «Non ti farà arrivare fin là, solo fino al Claret. Ti riporterà da me. Ti giuro che ti porterà solo dove hai bisogno di andare. Ma prendila soltanto se non c’è altro modo.» Mi morsi il labbro riflettendo. E poi afferrai la fiala.

La cosa che mi è piaciuta è stato il fatto che, nonostante tutto, sia stato coinvolgente almeno per quanto riguarda il lato dell’azione (perchè il romance faceva pena, come vi ho già accennato). In alcuni tratti mi ha ricordato Cuore Oscuro della Novik, letto una settimana fa o due. 

Con questo non voglio dire che il libro è difficile digerire da un occhio attento e che ama particolarmente il genereQuesto non può definirsi fantasy ma più un qualcosa che tende ad avvicinarsi al fiabesco e che si mantiene su una linea abbastanza leggera e poco concreta.

Il finale è sconvolgente e lascia sul filo del rasoio e quindi sono curiosa comunque  di sapere cosa succederà nel prossimo libro, visto che ce ne sarà un secondo. E’ stata una storia di sicuro nuova ed un retelling particolare ma poteva essere davvero figo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Mi raccomando, non dimenticate di passare a leggere tutte le recensioni dei Blog partecipanti che ringrazio per aver contribuito e per la loro disponibilità!

Li trovate nell’immagine qui sotto:

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Cosa ne pensate? Volete leggerlo? Fatemi sapere cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

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SEGNALAZIONE #47 – NON E’ COLPA MIA DI LUCIA MAGIONAMI E VANNA UGOLINI.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

E’ venerdì! Finalmente è venerdì! Queste settimane volano, ma come mai? :O E il freddo sopraggiunge sempre di più. Io vi tengo compagnia a modo mio, come sapete, con una nuova segnalazione per oggi, di due autrici che parlano di un tema forte. Ecco qui:

Autori: Lucia Magionami, Vanna Ugolini 
Titolo: Non è colpa mia –Voci di uomini che hanno ucciso le donne 

Premessa di Gabriella Genisi, Prefazione di Cristiana Mangani e Claudia Fulvi

Isbn: 9788860748898
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2017
Editore: Morlacchi editore
Prezzo: € 14,00

Ci sono mille altri modi. La violenza è una scelta, una scelta da non fare.

Trama: Una giornalista e una psicologa insieme per capire cosa passa nella mente e nel cuore degli uomini che hanno ucciso le loro donne, per tentare di riconnettere esperienze di femminicidi alla realtà dei fatti ma, anche, al contesto culturale e al percorso psicologico che porta uomini normali a diventare assassini e a non assumersene, però, nel profondo, la responsabilità. 
Dalle interviste di Luca, Giacomo, Luigi risulta chiaro che non sono mostri, non sono malati. Sono persone normali. Le autrici lo affermano con forza: non ci sono raptus, né scatti d’ira, il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell’incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e quindi di riconoscerle. 
«Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza. Se vogliamo mantenere ad ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male.»

Comunicato Stampa 

Il libro e’ Un viaggio nell’anima di uomini che hanno ucciso le donne. Un libro che è un percorso emotivo ed evocativo ma anche uno strumento per capire cosa succede in una relazione violenta, scritto a quattro mani dalla psicologa psicoterapeuta Lucia Magionami e dalla giornalista Vanna Ugolini.

Il punto di partenza sono le interviste fatte a tre uomini che hanno ucciso le donne con cui avevano condiviso un progetto di vita. Dalle interviste a Luca, Giacomo e Luigi risulta chiaro che siamo di fronte a uomini normali, non certo dei mostri. Persone comuni eppure assassini. Sono stati disposti a ripercorrere con la memoria i passi compiuti verso gesti irrimediabili, a raccontare la propria storia. Il libro è una ricerca profonda che risponde alla necessità di capire, per poi comunicare, cosa spinge un uomo ad uccidere l’amore della propria vita, cosa succede in quei minuti in cui si decide – o non si decide, semplicemente si fa – di svoltare e diventare assassini. Tanto le parole dell’intervistatrice sono tese a cercare di capire cosa accade nella mente di una persona normale che arriva ad uccidere la propria compagna, tanto diventa forte la loro resistenza e il loro tentativo di giustificazione. Non è colpa mia, dicono i tre all’unisono, usando parole diverse ma che vanno a convergere nello stesso punto. La nostra ipotesi è che siano incapaci, anche dopo anni di carcere, di riconoscersi fino in fondo colpevoli e responsabili. E che il carcere, lungi dall’essere un luogo di recupero, non diventa nemmeno un luogo di espiazione della pena.

E dal libro emerge anche quello che le autrici Magionami e Ugolini lo affermano chiaramente: non ci raptus né scatti d’ira: il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell’incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e, quindi, di riconoscerle. “Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza – scrivono le autrici – Se vogliamo mantenere a ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male”. Gli sono mille altri modi diversi dalla violenza per chiudere una relazione. La violenza è una scelta. Una scelta da non fare.


Informazioni sugli autori

Vanna Ugolini, laureata in Economia, giornalista professionista, è vice-caposervizio alla redazione di Terni de «Il Messaggero», è madre di tre figli. Si è occupata di cronaca nera e giudiziaria seguendo i casi più importanti avvenuti prima in Romagna e poi in Umbria. Ha partecipato come docente a master post-universitari sulla comunicazione per l’Università degli Studi di Perugia e come relatrice a numerosi convegni su temi legati allo sfruttamento della prostituzione e violenza contro le donne. Nel 2011, insieme al Siulp, (sindacato di polizia) ha prodotto un documentario verità sullo spaccio di droga a Perugia dal titolo Zbun. Cliente. Ha pubblicato diversi libri tra cui Tania e le altre. Storia di una schiava bambina (Stampa Alternativa, 2007), con cui ha vinto il Premio Le Ragazze di Benin City (2008) e Nel nome della cocaina (Intermedia Edizioni, 2011). È presidente dell’associazione Libertas Margot, composta da professionisti che si occupano di violenza di genere.


Lucia Magionami, psicologa e psicoterapeuta, dal 2003 lavora sulla tematica della violenza di genere. Oltre alla libera professione che svolge presso i suoi studi a Firenze e Perugia, si occupa di formazione e sensibilizzazione sulla tematica della violenza di genere sia come libera professionista sia come consulente presso enti pubblici, inoltre è stata relatrice a più convegni riguardanti la violenza intra familiare. Attualmente fa parte dell’associazione “Libertas Margot” con sede a Perugia, la quale ha costituito, a livello regionale, il primo sportello di ascolto per gli uomini che agiscono violenza. Dal 2015, sempre a Perugia, ha formato il primo gruppo di “Libroterapia: parole lette, emozioni raccontate”, che organizza cicli di incontri di terapia di gruppo per parlare di emozioni e di sentimenti attraverso i libri scelti dal terapeuta per fare un viaggio attraverso la psiche. 

luciamagionami.blogspot.it

Cosa ne pensate? Fatemi sapere e tenetemi aggiornata! Io come sempre sono qui, che vi aspetto!

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL: “SIBYL DI FRANCESCA PALMARA”

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene! Oggi ci saranno due post e il primo ad aprire le danze è un bellissimo Cover Reveal per voi. Di chi stiamo parlando? Lo vedrete fra poco, non temete!

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Titolo: Sibyl

Autore: Francesca Palmara

TramaSupremazia e potere: Cade è stato addestrato seguendo questo codice

d’onore dal quale nessuno può fuggire. Il suo mondo e le sue difese

crollano quando, durante il suo percorso di morte e distruzione, si para di

fronte a lui la bellissima strega Sibyl, capostipite della sua congrega, con

poteri sovrannaturali che la rendono unica nel suo genere. Cade è un

demone della notte, è stato istruito ad odiare Streghe e Angeli, ma Sibyl

metterà in discussione tutto ciò in cui lui ha sempre creduto. La passione

dapprima dirompente tra i due li porterà ad un amore che avrà la potenza

di distruggere i loro mondi, fino a condurre Angeli, Demoni e Streghe

all’estinzione. L’amore, da sempre un sentimento portatore di speranza, diventerà per

Cade e Sibyl un presagio di morte.

Solo due sono le soluzioni: combattere per amore e morire, o arrendersi al

destino già scritto.

Quale sarà la scelta di Sibyl e Cade?

Ecco a voi la Cover!

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere, ovviamente, come sempre!

Alla prossima,

Sara ©

RECENSIONE #111 – CUORE OSCURO DI NAOMI NOVIK.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi ho una novità per voi che trovate in libreria da pochissimo. Ringrazio la Mondadori Chrysalide per avermi inviato questo libro e ve ne parlo subitissimo!!!

cuore2boscuro1Titolo: Cuore oscuro
Autore: Naomi Novik
Pagine: 432
Data di uscita: 26 settembre 2017
Prezzo: 19.50 euro
AUTOCONCLUSIVO
TramaAgnieszka è una contadina diciassettenne goffa e sgraziata che vive insieme alla famiglia in un piccolo villaggio del regno di Polnya. Su tutti loro incombe la presenza maligna del Bosco, che sta progressivamente divorando l’intera regione. Per mantenere al sicuro se stessi e i loro villaggi dalle minacciose creature del Bosco e dai sortilegi mortali che lì si compiono, tutti gli abitanti della valle si affidano a un misterioso e solitario mago noto con il nome di Drago. Quest’ultimo sembra l’unico, infatti, in grado di controllare con la sua magia il potere imperscrutabile e oscuro del Bosco. In cambio della sua protezione, però, l’uomo pretende un tributo: ogni dieci anni avrà la possibilità di scegliere una ragazza tra le diciassettenni della valle e di portarla con sé nella sua torre. Un destino a detta di tutti terribile quasi quanto finire nelle grinfie del Bosco. Con l’avvicinarsi del giorno della scelta, Agnieszka ha sempre più paura. Come tutti dà infatti per scontato che il Drago non potrà che scegliere Kasia, la più bella e coraggiosa delle “candidate” nonché sua migliore amica. Ma quando il Drago comunica la sua decisione, lo sgomento è generale.

RECENSIONE

Bene, bene! Iniziamo subito, lettori.

La storia ha inizio con Agnieszka al villaggio che dice che per quanto si senta narrare del Drago nella sua valle, lui, non mangia le ragazze. In cambio della protezione che lui ha da offrire alla valle dove la nostra protagonista vive, il Drago prende una ragazza diciassettenne e la tiene con se nella torre per dieci lunghi anni.

Agnieszka non è tanto preoccupata per se stessa perché sa già che non verrà mai presa dal Drago: lei è goffa, impacciata e un pò disastrata; è preoccupata che venga portata via la sua migliore amica Kasia che, a detta di tutto il paese, è la candidata perfetta per essere scelta dal Drago: è gentile, ha portamento, temperamento e coraggio da vendere. Tutti si preparano per il giorno della scelta e quando tutti si trovano di fronte il potente mago chiamato Drago hanno paura di essere portate via, tutte tranne Kasia, che già conosce il suo destino. La scelta del Drago, però, non ricadrà sulla giovane e aggraziata Kasia ma sull’impiastro di Agnieszka e lo sgomento è generale. Il Drago la porta via con se e lei comincia la sua nuova vita, all’interno della Torre. Agnieszka non è come le altre ragazze: la torre gli sta stretta e il Drago è tutto men che meno simpatico. Ma questo è solo l’inizio di un’avventura fantastica, fatta di magia, amicizia, amore e il Bosco.

Si, avete capito bene… Il Bosco è il nemico e si sta espandendo. Voi avete paura del Bosco? Ce la farà Agnieszka assieme al Drago a sconfiggerlo? Riuscirà a salvare il suo villaggio? 

«Ma non ci sono siepi!» ruggì lui. «Secondo me…» esordii con fare pensoso, parlando all’aria «… la colpa è del fatto che passi troppo tempo da solo, al chiuso, dimenticandoti che gli esseri viventi non restano sempre dove li metti». Impietrito dalla rabbia, mi ordinò di lasciare la stanza.

La trama è veritiera in ciò che accade all’inizio ma non c’è il fulcro di tutto. Non accenna al Bosco ed al fatto che è da esso stesso nasce la cosa. Che lui si propaga e contagia.

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La copertina? Posso dire che quella italiana, rispetto a tutte le altre, è semplicemente orribile?! Guardate queste due di lato. Non le trovate bellissime? Addirittura non saprei quale scegliere. Il titolo, invece, è stato completamente cambiato. In inglese era Uprooted e significa Sradicato/a. Secondo il mio modesto parere sarebbe potuto rimanere il titolo originale, ecco tutto.

L’ambientazione è la valle in cui il Bosco imperversa e la protgonista vive in uno dei tanti paesini appartenenti alla valle stessa, chiamato Dvernik. E’ un ambientazione inventata e decisamente particolare. L’epoca sembra piuttosto antica, fatta di re e soldati, enormi castelli, torri e imponenti montagne, quindi direi una sorta di Medioevo.

E mentre gli uomini che invece erano venuti mi guardavano, lì in piedi accanto al Drago, io non avrei saputo definire cosa passava sui loro volti. Portavo di nuovo abiti normali, eppure anche andandosene continuavano a osservarmi… Non con ostilità, ma nemmeno come  uno di loro avrebbe normalmente guardato la figlia di un taglialegna di Dvernik. Era lo stesso tipo di sguardo che avevo rivolto io al principe Marek la prima volta che lo avevo visto. Mi osservavano e riconoscevano in me un personaggio uscito da una storia, che poteva passarti accanto ed essere scrutato, ma non apparteneva alla tua vita. 

I personaggi che vengono introdotti sono molti ma io vi parlerò dei principali che troveremo all’interno di questo volume.

Agnieszka o meglio Nieszka è una ragazza davvero unica nel suo genere. Non è utile in niente se non a sporcarsi continuamente ed essere davvero fastidiosa. Ma in qualsiasi cosa farà, con o senza l’aiuto del Drago, riuscirà nell’intento. 

Il Drago non è un vero e proprio drago con le ali e tutto il resto. Per quanto il nome possa trarre in inganno, e credete ha ingannato anche me – non avendo letto tutta la trama PRIMA di iniziare la lettura, ahimè come faccio sempre – è un mago. E’ un uomo chiuso, silenzioso e irascibile ma ha un lato sensibile. E’ potente e risoluto. Riuscirà a mettere in riga la giovane protagonista?

 

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Kasia è la migliore amica di Nieszka. Lei sa fare qualsiasi cosa, è educata, è coraggiosa, sa cucinare, … e sarà all’interno del volume una parte fondamentale, che muove un pò tutto. Ho apprezzato molto questo  personaggio, che in punta di piedi, fa molto all’interno del volume e aiuta la protagonista in più di un’occasione senza mai tradirla. Una vera amica su cui contare.

 

—> [Ho trovato questa FanArt che vedete di lato nel Web e si dica rappresenti Nieszka e il Drago. Beh Nieszka più o meno nella mia mente è stata così ma il Drago nella mia testa aveva i capelli lunghi, lisci e neri; un tipo un pò lugubre, tipo i cantanti metal. (Lo so che ora starete ridendo ma non chiedetemi perchè!)]

«Stai bene?» chiesi. «Mi ha detto di non temere di essere ancora corrotta». La bocca le si mosse piano, il fantasma di un sorriso. «E che  se potevo temere di esserlo, probabilmente non lo ero». Poi, ancora più inaspettatamente aggiunse: «Mi ha detto anche che gli dispiaceva che avessi paura di lui… Paura di essere scelta, intendo. E che non prenderà più nessun’altra».

Risultati immagini per gif  bosco oscuroIl perno centrale più che la torre del drago e la protagonista principale è il Bosco. Il Bosco cattura, il Bosco si espande, il Bosco contagia. Non c’è fine alla sua ira, non c’è fine al suo propagarsi. Chi potrà fermarlo? Lo scoprirete leggendo.

Lo stile utilizzato è stato semplice, quasi una fiaba, ma a dir poco scorrevole e molto lento. In certi momenti il libro sembrava non finire mai; invece di diminuire, le pagine sembravano aumentare e questo ha un peso rilevante perchè una lettura dovrebbe essere fluida (non dico sempre ma quasi).

Il punto di vista è in prima persona, proprio da Agnieszka. Lei non è stata dei miei preferiti semplicemente perchè viene dipinta come goffa e impacciata, non ha idea di cosa fare ma, come lo fa, ci riesce. Ehm… va beeeneee. Tutta sta fortuna? Che culo*!  Dammene un pò anche a me! (*Scusate il francesismo). Non dico che l’eroe deve essere figo e deve saper gestire la situazione – anche perchè personaggi di questo tipo li detesto – ma questa ha talmente fortuna che gli riesce sempre tutto, non sbaglia mai?

Come potete notare l’antagonista della storia è una cosa bizzarra: Il Bosco (se non l’avevate capito); per quanto possa risultare bizzarro ha il suo fascino.

Ho amato il Drago e mi è dispiaciuto che per buona parte poi venga messo da parte. Che fine fa in quel momento? Perchè sembra essere scomparso e non si preoccupa più di ciò che succede? MISTERO!

Uno dei soldati era un ragazzo della mia età, e si stava dando da fare per lucidare la punta della picca (…). Non sembrava imbronciato o infelice; aveva scelto di diventare un soldato. Forse aveva una storia che cominciava così (…) Anche quella era una storia; avevano tutti delle storie. Avevano madri o padri, sorelle o amanti. Non erano soli al mondo, privi di qualunque affetto. Mi sembrava profondamente ingiusto trattarli come monete dentro la borsa. Avevo voglia di andare a parlare con quel ragazzo, di chiedergli come si chiamava, di scoprire quale fosse realmente la sua storia. Però sarebbe stato disonesto, una concessione gratuita ai miei personali sentimenti. Sentivo che i soldati capivano perfettamente che li trattavamo come numeri, tanti cosà possiamo sacrificarli, tanti così sarebbero troppi, e non come fossero singoli individui.

Complessivamente non è stato male. Ero davvero curiosa di leggerlo e sono rimasta felice di averlo fatto ma non completamente soddisfatta, purtroppo.

Ho diverse considerazioni da fare ai fini del voto. Se si considera come storia seria a tutti gli effetti probabilmente avrei dato un voto più basso di quello che ho intenzione effettivamente di dare. Se lo si legge con l’intenzione di un fantasy leggero,  che tende molto più alla fiaba allora posso dire che la votazione va a salire perchè su questo lato è stato efficace. Consiglio? Se apprezzate il genere e volete leggere una fiaba fantasy si ma senza troppe pretese, sappiatelo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie

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Cosa mi dite? Vi piace questo libro? Lo leggerete? Fatemi sapere, sono curiosa!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #47 – ANGELS – WINGS OF LIGHT DI GIOIA DE BONIS.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Gioia, l’autrice di questo romanzo che è uscito da poco, è davvero gentilissima e sono felice di segnalare qualcosa di suo! Presto avrete una recensione di un altro suo romanzo qui sul blog!

Ecco che ve ne parlo: Risultati immagini per Angels-Wings gioia de bonis

AUTORE: Gioia De Bonis
TITOLO: Angels- Wings of light
SERIE: Angels Saga (vol. 1)
E-BOOK /CARTACEO: —

LINK D’ACQUISTO: https://www.amazon.it/ANGELS-WINGS-LIGHT-SERIE-Vol-ebook/dp/B0762BP93S
USCITA: 5 ottobre 2017
TRAMA: Secoli fa Dio diede il libero arbitrio anche agli angeli, e questi decisero di amarsi sopra ogni cosa. Adam, Aidan e Aileen sono nati da quest’amore, e fanno parte dell’ottava generazione di Nahalia, ovvero i nati senza ali. È giunto il tempo del Discendit de caelo, e se c’è una cosa che Adam odia è proprio questa stupida tradizione.
Lui non ha bisogno di un anno fra gli umani per decidere cosa fare da grande: LUI SA COSA VUOLE!
La sua vita però sta per cambiare … il suo incontro con Heather, sebbene non sia dei più dolci, scombinerà la sua vita, i suoi piani.
Adam dovrà presto rispondere ad una domanda: siamo destinati ad essere quello che altri hanno deciso per noi o l’amore può sconvolgerci a tal punto da travolgere le nostre vite?
Cosa sarà disposto a sacrificare Adam per amore?
E TU … TU COSA FARESTI PER AMORE?
Ma l’amore non è il solo ostacolo … qualcuno trama nell’ombra per rubare le ali ad un angelo e quale più ghiotta occasione del Discendit de caelo?

ESTRATTO:

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Cosa ne pensate cari lettori? Vi piace?! Io vi aspetto come sempre con un bel commentino!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #110 – ALLA DERIVA DI CHRIS SIMMS.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Avete tirato un sospiro di sollievo ieri che non ho pubblicato niente è?! *E zaak!* Oggi eccomi qua con qualcosa per voi!  Devo assolutamente ringraziare la Leone Editore per avermi inviato una copia di questo libro. Se non vi ricordate di cosa state parlando potete innanzitutto trovare la Cover Reveal che avevo fatto, QUI, ma ve ne parlo comunque.

alla-deriva_fronteTitolo: Alla deriva
Autore: Chris Simms
Editore: Leone editore
Data di pubblicazione: 21 settembre 2017
Collana: MISTÉRIA
Pagine: 448
Prezzo: 14,90 euro

Trama:  L’ispettore di Manchester Jon Spicer e il suo collega Rick vengono incaricati di indagare sul brutale assassinio di un richiedente asilo russo, ma si trovano in un vicolo cieco quando l’identità dell’uomo si rivela falsa. Gli unici indizi sono un gommone trovato alla deriva, delle misteriose lettere restituite dal mare e una flottiglia di paperelle di gomma che navigano in direzione della costa britannica. Intanto altri richiedenti asilo iniziano a morire, ognuno ucciso nello stesso orribile modo. Anche Spicer e la sua famiglia si trovano in mortale pericolo, perché la sua ex moglie Alice, un’assistente sociale, sta cercando di aiutare una giovane donna, che è il prossimo obiettivo del killer.

RECENSIONE:

La storia ha inizio su una nave cargo. Il mare è in tempesta e tutto sembra prospettarsi nel peggiore dei modi. Dei container cominciamo a muoversi, per il mare in tempesta, finchè non si aprono e cominciano a uscirne delle persone. Il comandante resta sorpreso di commerciare esseri umani mentre un uomo sulla nave ordina di gettare le persone a mare. Il comandante cerca di dissuaderli dal commettere un’atrocità ma l’uomo lo minaccia dicendogli che potrebbe fare la stessa fine. 

Subito dopo, Oliver, salva una balena spiaggiata su una costa e, subito dopo, si accorge di alcune paperelle a riva e ne prende una che porta con se. Ecco che, ancora più avanti troviamo Jon Spicer, ispettore di polizia, in casa di Carmel, una giornalista che ha conosciuto da poco, dopo essere stato cacciato da casa sua da sua moglie Alice. E’ ignaro di tutto ciò che sta per succedere. Un’indagine che gli cambierà la vita,  la più importante di tutte.

Cosa scoprirà l’ispettore di polizia? Perchè la nave trasportava persone? Perchè delle paperelle gialle sono giunte a riva?

LETTERA NOVE

La notte scorsa non ci sono state tempeste. I lamenti della signora anziana e suo marito che parlava da solo disturbavano tutti gli altri. Nel buio, il bambino ha viso delle palle di fuoco galleggiare sul mare. Credeva fossero streghe. Per calmarlo gli ho detto che erano navi venute a cercarci. Ho sentito Parviz che pregava. All’alba, l’anziano cinese ha chiesto aiuto Si è alzato in piedi, ma ero troppo debole per raggiungerlo. Ha fatto un passo fuori dalla zattera e non c’era più.

La trama è interessante ma si ritrova a fare uno spoiler – non troppo rilevante – ma c’è! Ciò che viene descritto nella trama, nelle ultime righe poteva essere risparmiato e lo spoiler è bensì evidente dopo aver letto il libro. Tutto questo perchè le ultime righe sono la parte finale del libro. *Oooooooooooh!* Ebbene si, cari lettori, è così. Io penso che dopo le prime righe, la trama ha perso il nesso con il perno centrale del libro e sia andato da se, ma è solo un punto di vista personale.

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La copertina italiana non mi ispira granché, sopratutto dopo aver letto il libro. Sarebbe sicuramente stato più adatto qualcosa nel mare o delle papere di gomma se non addirittura delle lettere in mare. E già questa che vedete di lato, rende l’idea. Non so se sia effettivamente l’originale ma è una di quelle inglesi. Il titolo si discosta ma non troppo dal precedente ma penso che l’adattamento italiano sia ottimo.

La storia è ambientata nel 2008, penso l’anno in cui è stato effettivamente scritto, infatti la prima pubblicazione sembra risultare nel 2010 ed ambientato tra Manchester e Londra.

«Non ti preoccupare» disse Jon, piegandosi su un ginocchio in modo da poter guardare sua figlia negli occhi. «Per Carmel non c’è nessun problema. Per nessuno di noi, tesoro.» Lo sguardo di Holly era fermo sulla lavatrice nell’angolo della cucina. All’interno, le sue lenzuola giravano lentamente, senza fine. (…) «Si lava tutto. Ora, tornerai a stare da noi, non è vero?» Holly annuì esitante, la valigetta sul pavimento accanto a un sacchetto di plastica con il pigiama ancora umido.

personaggi e i soggetti utilizzati sono davvero tantissimi e non mancheranno i nomi che (almeno personalmente) mi hanno confuso. Ritengo sia comunque necessario approfondire i protagonisti di questa vicenda.

Jon è il classico ispettore di polizia che si concentra su un caso e vuole portarlo a termine. Peccato non sia così anche nell’ambito famigliare. Perchè? Perchè sua moglie l’ha lasciato perchè non era mai presente in casa ma sempre concentrato sul lavoro tanto da non prestare attenzione neanche alla propria figlia Holly. Ama la sua famiglia, ma non riesce a tenersela stretta, tutto sommato. E’ un uomo dedito al proprio lavoro quindi ma anche abbastanza particolare. 

Alice è una psichiatra forte e coscienziosa anche se ostinata su determinate cose. Ho odiato Braithwaite, il compagno con cui è attualmente, in tutti i modi possibili e immaginabili perseguendo lo stesso pensiero di Jon su di lui. Alice non è da sottovalutare.

Oliver, almeno inizialmente me lo ero perso per strada. Ebbene si, perchè si vede all’inizio quando salva la balena e prima che si ritrovi ne passa un bel pò. Per cui quando si ritorna nella sua parte, ci si ritrova spiazzati e non si capisce il nesso logico con cui è collegato al resto. Sappiate che ciò che vi ho appena detto potrebbe salvarvi se mai decideste di leggere questo libro. Quindi bisogna prestare molta attenzione sul suo personaggio e sul ruolo che esso compie. Oliver, è un uomo semplice, che vive con poco e niente e si arrangia con quello che ha. Un personaggio particolare ma interessante.

Prese la giacca dallo schienale della sedia. «Anche se non vedo l’ora di godermi la sua faccia quando gli dirò che un richiedente asilo di lingua russa ha chiamato il suo ufficio poche ore prima che venisse decapitato con la garrota». Rick si alzò. «Ottima prospettiva. E lui c’è in questo momento?» «A quanto ha detto la donna che ha risposto al telefono, si». «Ridimmi il suo nome?» Jon mise la busta di plastica in una valigetta sottile. (…)

Il perno centrale sono le lettere che vengono ritrovate all’interno delle paperelle di gomma. Sono il fulcro di ogni cosa e contengono più di quanto non venga dato a vedere, oltre che l’unica cosa che mi ha messo curiosità.

Lo stile di scrittura utilizzato è stato essenzialmente caotico. Nella prima metà del libro è stato lento, pesante e confusionario nella maniera più assoluta. L’unica cosa chiara è stata la vita sentimentale del protagonista che seguiva un filo logico. Il resto non si riesce a comprendere fino a che non si passa la metà del libro. 

Il finale frettoloso. Un’epopea per cercare una connessione, tutti pezzi sfalsati e incompresi e il finale corre come non mai. Perchè? Mistero. Il libro poteva essere decisamente ridotto in termini di lunghezza e nei discorsi superflui.

In genere riesco a divorare libri di questo genere, ma con questo non ci sono riuscita, anzi, ho fatto fatica ad andare avanti. Dopo la metà, e nella parte finale è stato, invece, interessante e coinvolgente. Si perde sistematicamente su dettagli storici e intrighi politici e su nomi accennati e poco approfonditi. L’unica cosa che mi ha VERAMENTE messo curiosità, come vi ho detto anche prima, sono state le lettere della donna sulla zattera. Peccato che non è abbastanza per tenerti a galla nella lettura. 

Il personaggio di Jon, poi, è interessante soltanto quando cerca di concentrarsi nei casi che svolge e non per tutto il resto. Fa l’ispettore di polizia ma si ritrova a vivere in una casa piccola con una donna che nemmeno ama, Carmel. In più sembra che patisca la fame. Ok, i poliziotti non sono di certo la categoria più pagata del mondo ma da lì a morire di fame ce ne passa, non credete? Un personaggio bizzarro. Ho preferito Rick, che in tutto ciò era concentrato solo sulle lettere e nient’altro, quindi vi lascio immaginare il quadro.

Jon imboccò Fairfield Street sulla destra e individuò un’unica ragazza al lavoro all’ombra del ponte ferroviario sul retro della stazione di Piccadilly. Non poté fare a meno di cercare la Saab di Braithwaite perfino mentre Rick ricominciava a parlare. «Lettera dodici. Un’altra di quelle già pubblicate l’altro giorno. Vuoi sentirla ancora?» Jon annuii. La sua convinzione si rafforzava.

Il libro non mi ha convinto pienamente. Si è ripreso solo nella parte finale in cui tutto si risolve. I colpi di scena non sono mancati e sono stati giusti, anche quelli che riguardano la zattera stessa, oltre che nel finale.

Consiglio? Ni. Non mi ha entusiasmato particolarmente. E’ stato noioso per tutta la parte iniziale oltre che decisamente confusionario e si è ripreso sul finale che è stato, invece, avvincente. Può piacere o non piacere, secondo me. Quindi il mio voto è abbastanza standard. Per il resto sta a voi, leggerlo e farmi sapere cosa ne pensate! 

Il mio voto per questo libro è: 3 pesciolini

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commento se avete letto il libro o se pensate di leggerlo! Io vi aspetto come sempre, sappiatelo!

Alla prossima,

Sara ©

SEGNALAZIONE #45 – EVEN IF IT HURTS – L’AMORE CHE FA MALE DI FABIOLA DANESE

 

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Altro venerdì, altra segnalazione! Ringrazio l’autrice, gentilissima e vi lascio tutti i dettagli qui di seguito. Eccola qui per voi:

Risultati immagini per fabiola Danese Titolo dell'opera: Even if it hurts - L'amore che fa male -

Autore: Fabiola Danese
Titolo: Even if it hurts –  L’amore che fa male

Titolo Serie: Crush Soul
Genere: Romance
Prezzo: 0,99 centesimi
Pagine: 280
Disponibile: Tutti gli store online

Uscita prevista: 14 settembre 2017
Formato: e-book e cartaceo

SINOSSI:
FAMIGLIA. DOLORE. PASSIONE. AMORE.
L’ultima possibilità di avere una vera casa per Haze arriva a sedici anni, quando viene adottata dai Carrigan e dove ad attenderla ci sono già: Gabe, Roona e… Ash, i suoi nuovi ‘fratelli’. Per Haze sarà fin troppo semplice perdere la testa per il più grande quando sarà costretta a dividere la stessa stanza e lo stesso letto, ma sarà allora che per Ash cominceranno i guai. Evitare Haze e fare la cosa giusta diventerà sempre più difficile, perché nonostante i dieci anni di differenza, lei sa esattamente cosa nasconde il suo cuore e cosa lo fa tornare a battere. Se da un lato vediamo nascere legami unici in questa grande casa piena di dolore, cosa accadrà quando i segreti, le bugie e le promesse infrante le porteranno via di nuovo ogni cosa? Anni dopo, Haze sarà una donna diversa, col cuore diviso in due e l’anima schiacciata; perché non è sempre vero che il tempo sistema le cose, a volte sa solo spezzarti dentro. Che ne sarà allora di Haze e Ash, due cuori divisi dallo stesso dolore?

Even if it hurts è il primo libro della Crush Soul Serie di Fabiola Danese. Haze, Gabe, Roona: tre fratelli, tre storie, un’unica grande famiglia pronta a tutto per amore. Ma l’amore li salverà o li distruggerà?


LIBRI DELLA STESSA AUTRICE

  • La Cercatrice di sogni
  • Le paturnie di Miss Moon
  • Mai nessuno al mondo
  • Dimmi dove finisce il cielo
  • Questo nostro folle amore
  • Ho ucciso Cupido (Sì, ma non facciamone un dramma!)

Biografia: 

Fabiola Danese è nata a Taranto il 09/01/1990. Laureata in Editoria e Giornalismo presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bari. Autrice di una raccolta di poesie, di un fantasy romance e di un romance (in collaborazione con diverse case editrici) e di svariati racconti. Dal 2015 pubblica romanzi in self-publishing e attualmente si occupa anche della creazione di book-trailer e della gestione social media marketing per diverse aziende.

Pagina autore: https://www.facebook.com/La-Cercatrice-di-Sogni-Pagina-autore-444632282342307/?fref=ts

BOOK- TRAILER SERIE:  https://vimeo.com/230436105

BOOK- TRAILER LIBRO:  https://vimeo.com/232335175

CITAZIONI:

Come puoi dimenticare qualcuno che, nonostante tutto, resta la parte migliore di te? Quella più scoperta. Quella più ferita. Quella più fragile. Già… perché Ash è tutto quello che resta di me, ovunque io sia andata a finire.

Se anche il ‘per sempre’ durasse un attimo, quell’attimo sarebbe nostro ‘per sempre.’


Cosa ne pensate? Fatemi sapere, vi aspetto sempre con tanti bei commenti!

A presto,

Sara ©