RECENSIONE #81 – LA DONNA DI GHIACCIO DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO BEI LETTORI!

E buona domenica! Oggi ho per voi una nuova recensione per i lettori appassionati di Thriller (ma anche non). Un libro che mi ha lasciato col fiato sospeso. Ringrazio la Newton Compton per avermi inviato questo libro! Vi sto parlando di:

la-donna-di-ghiaccio_9018_x1000Titolo: La donna di ghiaccio
Autore: Robert Bryndza

Prezzo: Ebook 2.99 €
Data di uscita: 25 Maggio 2017
Trama: Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare… Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

RECENSIONE: 

La storia ha inizio con una giovane ragazza che viene pedinata, rapita e poi uccisa brutalmente. Lei è la donna di ghiaccio del titolo. Proprio perchè viene ritrovata in condizioni pietose nell’acqua ghiacciata dietro ad un museo. Il ragazzo che la ritrova è in stato di shock ed è qui che entra in azione Erika Foster, Detective specializzata per tipi di casi come questo.

Si pensa che la ragazza ritrovata sia la giovane Andrea Douglas-Brown figlia di Simon e Diana Douglas-Brown, famosi in tutto il paese perchè ricchi impresari. Quindi il caso diventa mediatico e la polizia cerca di non mettere subito in mezzo la stampa mentre I Douglas-Brown daranno del filo da torcere a tutti.

Si creeranno discrepanze nelle indagini ma non vi dirò nulla i più perchè dovrete solo che leggere. Riuscirà Erika Foster a risolvere il caso? Cosa nascondeva Andrea? E perchè è stata brutalmente uccisa?

«Lord Douglas-Brown. Non è stato uno dei maggiori appaltatori governativi per la guerra in Iraq? E mentre faceva parte della squadra del governo?»
«La politica non c’entra niente.»
«E quando mai mi sono curata della politica, signore?»
«Andrea Douglas-Brown è scomparsa nella mia zona. Lord Douglas-Brown ha fatto enormi pressioni. E’ un uomo influente, capace di dare una spinta a una carriera o di distrugerla. Più tardi ho un appuntamento con il commissario capo e con non so quale agente governativo…»
«Quindi il punto è la sua carriera?»

La trama è ben scritta e mi ha colpito fin da quando ne segnalai l’uscita. Generalmente non amo molto il genere che propone una serie di eventi di un determinato poliziotto e che quindi, in seguito riporterà vari casi dello stesso Poliziotto/detective. Però questo inizio è davvero buono e mi ha colpito per diversi fattori che vi parlerò più avanti.

La copertina (e qui devo dire Grazie Newton FINALMENTE!!!) è davvero molto bella e miracolo dei miracoli è stata l’asciata come l’originale. Il formato del libro è grande ma cattura ed è davvero bello perchè sembra ghiaccio vero e cristallino. Il titolo è stato leggermente modificato, invece. Era The Girl in the Ice, che tradotto era La ragazza nel ghiaccio. E’ stato tradotto come potete ben vedere in La donna di ghiaccio. Su la donna invece di ragazza potrei anche starci ma perchè di ghiaccio? Lasciate nel ghiaccio, dico io. Ma sono piccoli dettagli e quindi sorvolo.

Il libro è ambientato in Inghilterra e l’epoca è senza dubbio moderna.

Socchiuse gli occhi e alzò le spalle. «Perchè non sei dentro?» chiese Erika.
«Perchè è una stronzata…I miei genitori hanno organizzato una cosa così pretenziosa… ma non c’entra niente con Andrea, lei non era così. Era un pò puttana, era rozza e volgare, e aveva la capacità di concentrazione di un insetto. Ma era bello averla accanto, era divertente. Odio quella frase “Illuminava la stanza”, la ripetono in continuazione, ma era vero. (…)»

I personaggi saranno molti ma vi parlerò maggiormente della protagonista e di chi la circonda a stretto contatto:

Erika Foster è la Detective che condurrà l’indagine della Donna di Ghiaccio, Andrea Douglas-Brown. La Foster è determinata, testarda, sempre pronta a tutto. Niente può fermarla ma anche umana perchè le sue emozioni e i suoi sentimenti a volte la tradiscono e la rendono vulnerabile, non invincibile.

Moss Peterson, sono i due agenti che la Detective Foster sceglierà di portare sempre con se e di cui si fida ciecamente e loro ricambiano la fiducia riposta. L’autore è riuscito ad amalgamare in questa storia anche soggetti che nella società odierna sono piuttosto ghettizzati: la detective Moss, infatti è sposata con una donna ed hanno un figlio e Peterson è un Detective di colore. Non a caso, Peterson verrà, a volte, anche soggetto a battute poco felici di altre persone per il colore della sua pelle e così via. (Apro e chiuso una parentesi: ci sarebbe un’odissea da parlare su questo argomento essendo molto vasto ma vi dico solo quanto segue)Sono assolutamente a favore di questo tipo di soggetti nei libri, perchè la gente tende spesso all’omofobia e al razzismo e leggendone nei libri sono felice perchè viene reso ancora più normale a chi non sa vederla in modo semplice, come la vedo anch’io.

Marsh è il commissario capo e direttore/mediatore di tutte le cose che accadranno all’interno del distretto. Sarà, assieme a sua moglie Marcie, un amico per la Foster perchè cerca di supportarla ove gli è possibile. Non è sempre propenso, questo è vero, ma ci sta anche questo, in ogni caso.

I Douglas-Brown sono una famiglia piuttosto egocentrica. I figli AndreaDavid e Linda sono viziati, ognuno con una propria caratteristica sia fisica che caratteriale. Simon e Diana, il padre e la madre di Andrea, la vittima di omicidio, sono piuttosto attaccati ai soldi e alla reputazione della famiglia tanto da non badare a spese ma anche quanto riguarda avvocati, trattamenti televisivi, ecc…

Erika proseguì: «Immagino che molti di voi abbiano già scritto il proprio articolo e si siano già fatti un’idea precisa su ciò che sono venuta a dirvi. Ma prima che ve ne andiate a trascrivere, metaforicamente parlando, l’articolo che avete in mente,in cui dite peste e corna dell’incompetenza della polizia, o prima che decidiate che la morte di Andrea è più degna di nota di quella di altre persone che non sono nate in un ambiente privilegiato, pensate un momento al motivo per cui siamo tutti qui oggi. Il nostro lavoro consiste nel prendere i cattivi, il vostro nel raccontare ciò che facciamo in maniera appropriata. Si, noi ci usiamo a vicenda. La polizia usa la stampa per ampliare il proprio raggio d’azione e diffondere un messaggio. Voi vendete i vostri testi. Perciò, signore e signori della stampa, oggi vi chiediamo di lavorare insieme. Io vi regalerò una nuova storia tanto per cominciare.»

Il perno centrale è l’indagine della nostra Detective protagonista per il caso di omicidio che le è stato assegnato. Troverà del filo da torcere ma sarà cocciuta e determinata a portare luce sul caso in questione.

Lo stile è stato decisamente scorrevole quanto piuttosto coinvolgente. Pagina dopo pagina non si può fare a meno di cercare di arrivare alla fine per scoprire l’assassino colpevole di omicidio.

La cosa che, purtroppo, non mi ha portata a farmi spesso domande è stato proprio il personaggio della Foster. Mi sono domandata se un poliziotto con un trauma del suo livello potesse portarla a restare in servizio. A volte è irrimediabilmente irruenta e isterica altre volte l’esatto contrario. Quindi a tratti, risulta inverosimile. Ma alla fine la storia ha avuto il suo perchè, anche il personaggio quindi non biasimo nulla e lascio questo dubbio solo come semplice appunto all’autore.

«Sai come andrà a finire vero?» Potresti perdere il distintivo, la reputazione. «Signore, io ho perso quasi tutto. Mark e la vita che amavo al nord, circondata da amici, in un posto che potevo chiamare casa. L’unica cosa a cui posso aggrapparmi è un senso  di moralità, e la speranza che per le nove di mattina sarò riuscita a rendere giustizia (…)»

Il libro è stato veloce e scorrevole. Non so se leggerò i seguenti perchè non sono una fan accanita di casi polizieschi che si mantengono sempre con lo stesso soggetto principale; mi suonano molto come telefilm, però posso assicurarvi che merita assolutamente la lettura.

Robert Bryndza mi ha assolutamente colpito entrando nella mia top ten di Thriller che ho apprezzato particolarmente. Un libro di cui consiglio la lettura a tutti gli appassionati di genere poliziesco e non, perchè è un libro che toglie il fiato pagina dopo pagina. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

quattro-e-mezzo


Allora, come vi sembra? Lo leggereste? Io vi aspetto con tanti bei commenti!

A presto,

Sara. ©

SEGNALAZIONE #29 – PUOI FIDARTI DI ME DI SUSY TOMASIELLO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Per voi oggi ho una nuova segnalazione. Mi fa davvero piacere presentarvi il nuovo libro di una mia cara amica blogger, come me. Già la conoscete, se mi seguite da un bel pò di tempo ma se non conoscete i suoi libri potete trovarli girando sul mio sito.

Ecco il suo nuovo libro:

Risultati immagini per FIDATI DI ME DI SUSY TOMASIELLOTitolo: Puoi fidarti di me

Autore: Susy Tomasiello

Casa Editrice: Genesis Publishing

Pagine: 210

Link di acquisto: https://www.amazon.it/Puoi-fidarti-di-Susy-Tomasiello-ebook/dp/B071VTGCDJ/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1495134258&sr=1-2&keywords=puoi+fidarti+di+me

Formato digitale: 3.99

Formato cartaceo: 10.60

Genere: Romantico, contemporaneo

Data di pubblicazione: 20 maggio 2017

SinossiSara ama il suo gatto e il suo lavoro di maestra elementare. Il palazzo in cui vive è diventato per lei come una seconda famiglia e lentamente sta imparando a leccarsi le ferite che la vita le ha inferto. Stefano ha deciso di prendersi cura dell’unica famiglia che gli è rimasta: il suo fratellino Luca. Per farlo, si è trasferito ed ha cambiato casa e per quanto non sia facile per lui, non è pentito della sua scelta. Appena Sara e Stefano s’incontrano, tra loro scatta un’antipatia reciproca basata solo sui pregiudizi che inizialmente provano l’uno per l’altra. Stefano non ha mai conosciuto una persona più saccente di Sara, sempre pronta a rimproverarlo per ogni sua mancanza e Sara non sopporta la sua arroganza, non accettando mai consigli da chi vuole solo aiutarla. Decisi a frequentarsi non oltre il dovuto, dovranno fare i conti con le strane effrazioni che colpiscono il palazzo. Perché hanno puntato Sara? Che cosa centra lei con questi strani avvenimenti? Sara è spaventata e preoccupata e senza che se ne renda conto finisce con l’appoggiarsi a una persona che comincia a vedere sotto un’altra luce. Il suo problema però, è che da tempo ha smesso di fidarsi degli altri. Riuscirà Stefano con il suo sorriso sempre pronto a conquistare il suo cuore e soprattutto la sua fiducia?

ESTRATTO:

Quando ho ricevuto la chiamata dall’ospedale, quasi non riuscivo a credere che i miei genitori fossero morti sul colpo a causa di un’incidente d’auto. Sono stati sempre pieni di gioia di vivere e Luca era il loro regalo più bello. Nato a distanza di tanto tempo, era il loro miracolo e il bene più grande, e adesso non possono nemmeno essere qui a goderselo. Mi piange il cuore che Luca non potrà avere tanti ricordi di loro come invece ne ho io. Sono stati dei genitori magnifici e Luca non merita di vivere senza averli conosciuti a fondo. Devo fare in modo che non li dimentichi del tutto, anche se so che è complicato perchè so che parlare di loro gli fa ancora male. Quella pazza del piano di sopra aveva ragione quando ha detto che evo rispettare di più i sentimenti del mio fratellino. Non voglio deluderlo né essere poco partecipe della sua vita, ma conciliare il mio stile di vita con quello di un bambino non è facile.


Cosa ne pensate? Sembra davvero carino! Cosa state aspettando? Se vi interessa non vi resta che correre ad acquistarlo!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #77 – NON TORNARE INDIETRO DI SOPHIE HANNAH.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Come state? Io bene! Eccomi con una nuova recensione per voi. Finalmente ci riesco!Di chi vi sto parlando? Del libro di cui c’è stato il BlogTour e ringrazio ancora la Garzanti per avermelo permesso. 

non_tornare_indietroTitolo: Non tornare indietro

Autore: Sophie Hannah

Editore: Garzanti Libri
Collana: Narratori moderni
Pagine: 402

Trama: A Spilling è una mattina come tutte le altre. Nicki sta portando i figli a scuola. Passando per Elmhirst Road, però, si accorge che qualcosa non va. La polizia è arrivata in forza davanti a una villetta che conosce bene. Per paura di essere vista, fa una brusca inversione e scappa. Nella villa si è consumato l’omicidio del famoso opinionista Damon Blundy. Uniche tracce, un coltello e una strana scritta sul muro: “Non è meno morto”. Le telecamere di sorveglianza non hanno registrato nulla di strano, tranne una macchina che si allontana bruscamente la mattina del ritrovamento del cadavere. Non ci sono dubbi, è la macchina di Nicki. E ora Nicki è nei guai. Interrogata dalla polizia, non sa nulla sull’omicidio ma non può spiegare le sue motivazioni: rischierebbe di rivelare un segreto in grado di rovinare la sua vita per sempre. Perché si sente incastrata in un gioco più grande di lei.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con un segreto.

Un segreto pubblicato su Intimate Links in cui si parla dell’omicidio di Damon Blundy e di come sia stato ritrovato. Poi si passa a Nicki in una delle sue mattine di routine, in cui per andare a scuola dai suoi figli passa, come suo solito per Elmhirst Road, però, si accorge che la polizia ha bloccato la strada e sta fermando le automobili.

Per non essere vista fa inversione e decide di passare per un’altra strada. Le telecamere riprendono più volte la macchina della donna nel corso della mattina su quella strada ed, essendo proprio in una villa di Elmhirst Road a essere stato ucciso Damon Bundy – famoso opinionista e critico – la donna viene fermata dalla polizia perchè ritenuta sospetta. A detta della polizia la cosa che salta all’occhio è una scritta sul muro “Non è meno morto” di cui nessuno riesce a dare una spiegazione. Dopo la cattura di Nicki, sarà costretta a mentire più e più volte tessendo una ragnatela di bugie solo per non rivelare un segreto he le cambierebbe la vita. 

Ma cosa è successo veramente a Damon Bundy? Perchè Non è meno morto? E cosa nasconde Nicki di così importante?

Non avrebbe senso fingere che quello che provo non sia un’ondata di euforia. Persino un maestro dell’autoinganno non ne sarebbe capace. Per quanto angosciata, io avrei rinunciato prima di mandare il settimo messaggio. Gavin no. Ecco, è tutto qui: se mento, ho dei segreti e corro rischi pazzeschi, è solo per questa sensazione. Nessuna sostanza chimica mi darebbe la stesso grado di eccitazione: l’euforia di essere così desiderata, così cercata. Incomincio ad aprire i messaggi, uno alla volta. Sono stati inviati tutti nei quattro giorni successivi alla mia decisione di interrompere ogni contatto con Gavin: quattro il mio primo giorno di silenzio, poi uno per ciascuno dei tre successivi.

La trama è ben scritta e non svela niente di ciò che accade durante il romanzo se non quello che sappiamo dalle prime pagine

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La copertina è standard, non attira particolarmente (almeno non me) anche se avrei preferito, sia per questo che per il titolo, che fosse mantenuta la versione originale. La copertina originale – che trovate qui di fianco – era molto più accattivante e sarebbe saltata all’occhio più facilmente. Il titolo poteva essere tradotto dall’originale e non inventato di sana pianta.

La storia è ambientata a Spilling e l’epoca è strettamente moderna.

«Non la arresto perché non credo che lei abbia ucciso qualcuno», disse Simon. «Non mi arresta adesso», ribatté Bryn con aria d’intesa. «E sì che sono il colpevole ideale… non so come fa a resistere. Lei tornerà, ne sono sicuro.» «Non è meno morto», disse Simon, stando attento a pronunciarlo in modo molto chiaro. Bryn si accigliò. «Non meno morto di chi? Che cosa intende?»

I personaggi sono davvero tanti e non ve li descriverò tutti. Solo gli essenziali.

Nicki Clements è una donna assolutamente strana. Ama la sua famiglia ma nasconde un segreto grande che non vuole confessare a nessuno. Cosa nasconderà Nicki?

Damon Blundy è la vittima di questo libro. Ogni tanto, all’interno del libro vengono fuori dei suoi articoli di giornale in cui dava sempre addosso a tante persone importanti da farsi così, tanti nemici. Nasconde dei segreti e a pensarlo è anche la sua stessa moglie. 

Simon Waterhouse è uno dei poliziotti più importanti nella ricerca dell’assassino. Insieme a Charlie, anche lei poliziotta e moglie, Gibbs ed altri, saranno coinvolti nelle ricerche dell’assassino.

Ci sono molti altri personaggi, come Melissa e Lee (la cognata e il fratello di Nicki), Gavin, …

Ma mi stava a sentire o no? «Adam, Melissa è andata alla polizia per indurre i detective a sospettare che io abbia ucciso Damon Blundy. Dietro di lei c’erano sicuramente Lee e i miei genitori. Non esiste proprio che si sia presentata al commissariato di sua iniziativa.» «Me li vedo a pensare che avresti bisogno di una bella iniezione di buon senso, ma non credo siano convinti che saresti capace di commettere un omicidio.» «Io sono capace di commettere un omicidio», ribatto. «Solo che non l’ho ancora commesso, tutto qui.

Il perno centrale è questo assassinio. La morte di Damon Blundy e il segreto che nasconde Nicki. Cosa accomuna i due soggetti non posso dirvelo ma lo scoprirete solo leggendo il libro.

Lo stile utilizzato è stato difficile da digerire. Le uniche cose che mi hanno colpito davvero sono la corrispondenza fra Gavin e la nostra protagonista Nicki e i tweet di Damon Blundy. 

Il libro per la maggior parte è stato pesante e ripetitivo ed ho fatto veramente fatica ad andare avanti in determinati punti. Mi sarei decisamente aspettata qualcosa di più avvincente, qualcosa che ti togliesse il fiato in ogni pagina essendo un Thriller.

Invece è stato ridondante e, a tratti, noioso. Non metto in dubbio che è solo una congettura personale, anche perchè il libro non è scritto male e non ha errori. Ma mi aspettavo molto di più, questo posso ben dirlo.

Simon. «Serve anche a me, per avere il quadro ben chiaro in testa.» «Non ho bisogno che mi si spieghi passo per passo un dannato nome, Waterhouse. Ce l’avrà un nome, no? Insomma, è un uomo, giusto? Non una lucertola con le babbucce luminose.» «È un uomo, sì.» «Allora ce lo dica», ringhiò Proust. «Dopodiché è assolutamente libero di proseguire con la parabola che preferisce.» «Chris…» Simon guardò Gibbs. «Tu non hai sentito il nome King Edward VII, lo hai visto.» Gibbs corrugò la fronte. 

Il libro è stato passabile ma non un thriller emozionante. Si è concentrato sui diversi personaggi e sulle loro interazioni, in passato, con la vittima.

La storia di Nicki è stata molto più coinvolgente delle altre solo per il fatto di cercare di capire il mistero che si nasconde dietro il suo arresto e quanto fosse realmente coinvolta. Sono rimasta delusa dal finale, in cui mi sarei aspettata qualcosa di più prepotente sotto il punto di vista della scoperta dell’assassino. 

Consiglio la lettura comunque, magari io l’ho trovato più pesante e ad altri può non esserlo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Come vi sembra? Volete leggerlo? Lo avete in lista?

Alla prossima,

Sara. ©

SEGNALAZIONE #28 – DIO 2.0 DI DANILO CONTI

 BUON POMERIGGIO LETTORI!

Buon venerdì e buon inizio fine settimana! Anche questa settimana 

Titolo: Dio 2.0Risultati immagini per dio 2.0 danilo conti

Autore: Danilo Conti
Editore: self publishing

Pagine: 310

Formato: ebook/cartaceo

Prezzo: 2,99 € / 13,99 (cartaceo Streetlib) / 19,50 € (cartaceo Youcanprint)

Genere: fantascienza distopica

QuartaA Gift Town, cittadina che rimanda alle realtà suburbane americane degli anni ’50, la popolazione vive nella costante adorazione e nel timore di Dio, figura manifestatasi nel cosiddetto “Giorno della Rivelazione”. L’umanità è tenuta a seguire alla lettera le regole di un nuovo testo sacro, pena la perdita di “punti sociali” e il rischio di finire all’Inferno, un luogo di cui poco si conosce e da dove la gente raramente torna indietro. Brian, un ragazzino di tredici anni pervaso di dubbi e ossessionato dal ruolo di Dio, inizia a mettere in discussione la società di cui fa parte e a tastare le pareti di quella che avverte come una gabbia invisibile.


Estratto

Il sole era ormai tramontato e lungo i viali le case iniziavano ad accendersi una dopo l’altra, come migliaia di ceri disposti sopra un enorme altare. I lampioni irradiavano dall’alto una luce calda e potente, che formava molteplici ombre al passaggio di Seth. Molte persone rientravano dal lavoro a quell’ora, a piedi o col tram, per riunirsi ai loro figli e alle loro mogli, che nella maggior parte dei casi facevano le casalinghe. Seth pensò che per Dio, dall’alto dei cieli, quella doveva essere una visione davvero emozionante, come le candeline di una torta di compleanno. Con un brivido, pensò che avrebbe potuto spegnerle tutte, in un soffio.

Autore: Danilo Conti è nato a Palermo nel 1990. Ha studiato cinema all’università di Roma 3 e adesso frequenta l’Accademia di Belle Arti nella sua città natale. Appassionato di musica, cinema e serie televisive, ha subito il fascino della cosiddetta fantascienza sociologica, apprezzandone la capacità di riflessione sulle dinamiche umane. Dio 2.0 è il suo primo romanzo.

Pagina Facebookhttps://www.facebook.com/Dio-20-314559912025875/


Cosa mi dite di questa segnalazione? Vi aspetto con un commentinooo!
A presto,
Sara ©

INTERVISTA # – LORENZO QUADRARO PER L’EQUAZIONE DI CASSANDRA.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco qui una nuova e meravigliosa intervista. Non so se ricordate la recensione del suo libro, la trovate —> QUI.

9788898866489_0_0_700_80Ecco tutta per voi l’intervista! Spero vi piaccia e che vi metta ancora più curiosità! Io trovo che le sue risposte siano davvero soddisfacenti e ti permettono di capire al meglio tutto ciò che vi aspetta.

  1. Ciao Lorenzo! Innanzitutto grazie per la disponibilità e per la profonda sopportazione che hai nei miei confronti. Io ho avuto la possibilità di conoscerti ma estendiamo la fascia anche ai miei lettori! Parlaci un po’ di te.

Lorenzo: Anche a me ha fatto piacere fare la tua conoscenza e sapere che mi sopporti. Ho appena finito di vedere la serie “The young pope” e ho deciso che farò come Papa Pio XIII: non rivelerò niente di me, così possiamo spostare direttamente l’attenzione su soggetti decisamente più interessanti: i personaggi del romanzo.


  1. Ci sono tanti personaggi principali. Giulio, Adele, Ilaria e Cassandra ma qual è il personaggio in cui ti rispecchi e perché?

Lorenzo: In realtà non mi rispecchio in nessuno di loro. Tutti hanno qualcosa di me, tranne Cassandra che obiettivamente si esprime, fa considerazioni autonome e tutte sue. Tuttavia, così, su due piedi, Giulio è sicuramente il personaggio a cui ho prestato maggiormente alcune mie caratteristiche. Quando ho scritto le prime pagine eravamo praticamente coetanei e quindi gli è toccato rispecchiare maggiormente alcuni miei aspetti.


  1. Da dove nasce L’equazione di Cassandra? Da dove o da chi ne hai preso ispirazione?

Lorenzo: Dal frammento di un telefilm visto nell’estate del 2011. C’è una ragazza sospettata di omicidio che tiene in casa l’immagine di un buco nero e lo descrive come “Il male nella sua forma più pura”. È il primo episodio della serie Luther, per farvi capire meglio allego la scena che ho trovato su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=-AB_znetvII

Quella breve sequenza mi aveva fatto venire voglia di approfondire narrativamente il concetto di buco nero. Come un colpo di fulmine ho avuto un flash che mi ha poi inseguito per due anni, fino alla fine dell’estate del 2013, momento in cui ho deciso che avrei scritto un libro su quella sensazione. All’epoca facevo cinema indipendente e pensavo che sarebbe stato bello raccontare una storia in cui un personaggio studiasse quegli oggetti astronomici così misteriosi. Volevo raccontare la storia di una donna che compie scelte coraggiose e al limite della legalità per salvare il suo uomo gravemente malato, un professore di astronomia. Poi ho realizzato che separare le due vicende sarebbe stato ancora più interessante e così è nato il personaggio di Giulio.

Generare l’intreccio ha richiesto mesi di camminate per i boschi e profonde crisi da foglio bianco. A quel tempo avevo terminato un rapporto di lavoro e mi ero lasciato con la ragazza con cui stavo da circa un anno. L’unica cosa buona che sapevo e potevo fare era scrivere questa storia, così lasciai un’occupazione (mi feci letteralmente cacciare) che non mi piaceva e mentre i miei genitori mi credevano a fare il praticante avvocato in uno studio,  io andavo in biblioteca universitaria a leggere materiale sui buchi neri e a scrivere le vicende di Giulio e Ilaria.


  1. C’è stato un personaggio nel romanzo con cui ha avuto più difficoltà ad esprimere o definirlo?

Lorenzo: Sì, Giulio. Perché gli ho prestato alcuni frammenti sparsi della mia vita, ma allo stesso tempo dovevo caratterizzarlo in modo che fosse diverso da me. È stato anche il primo personaggio su cui ho cominciato a scrivere ed essendo al primo romanzo, la difficoltà è stata anche di metodo, perché sono “cresciuto”, narrativamente parlando, scrivendo quel personaggio.


  1. L’equazione di Cassandra, un titolo significativo e sorprendente che si nasconde fino alle ultime righe del libro. Perché proprio questa scelta? Perché un’ equazione?

Lorenzo: Domanda interessante. Perché credo che in natura esistano delle relazioni che sono talmente casuali da sembrare calcolate. Qualcuno crede che all’origine di questi episodi casuali si nasconda Dio, qualcun altro pensa alle coincidenze, io credo siano il risultato di un calcolo dato dalle nostre energie.

Ricordo quando ero al liceo e pensavo fortemente a qualcosa e questa si avverava. Ricordo l’allarme antincendio della scuola suonato durante una versione di greco, perché lo avevo fissato e sperato fortemente che suonasse, o quando a diciott’anni pensavo in modo intensissimo una ragazzina che mi piaceva, ma che avevo visto solo in occasione di un compleanno e come d’incanto si era materializzata in pieno centro un sabato di giugno.

Senza andare troppo in là nel tempo: ero al Salone del Libro di Torino qualche settimana fa, al ritorno stavo aspettando la metropolitana per andare in stazione e in mezzo a tutta quella folla, in quel preciso istante, in quel preciso metro quadro, incontro una persona che non vedevo da tantissimi anni. Anche lui era stato al Salone e mi ha dato il suo libro (bellissimo tra l’altro: “Senza scampo” di Carmelo Gallico).

Nel romanzo accadono coincidenze e intrecci fra vicende completamente distinte fra loro, che conducono appunto a un’equazione finale. Personalmente mi piace credere che le energie di Giulio, Adele e Ilaria abbiano dato vita a quel finale.


  1. Lo studio della fisica e dell’astronomia, i discorsi sulle stelle e sulla teoria dei buchi neri sono stati tutti molto interessanti. Hai una passione per l’astronomia? E cosa ti ha spinto a gettare Giulio in un mare così ampio?

Lorenzo: Mi appassionava l’idea di creare un concetto di fondo che permeasse tutta la storia. Come ho detto prima, si tratta di un’idea nata quasi per caso, guardando la scena di un telefilm, ma quell’idea era così forte e interessante che ho voluto tesserci sopra delle vicende. In ogni modo sì, sono sempre stato molto appassionato di quello che accade nell’universo. Ci sono dei fenomeni pazzeschi, accadono cose che vanno al di là della nostra comprensione: tempo che si ferma, deformazioni del tessuto spaziale, esplosioni così immense da poter essere viste a distanza di miliardi di anni luce. Capire e studiare l’universo fa vedere con altri occhi quello che accade qui sul nostro pianeta.


7. Ilaria è un personaggio molto differente dagli altri perché, se non altro, spezza il ritmo della storia con un pizzico di suspense e di azione. Com’è nato il suo personaggio? E cosa ti ha portato a creare questa parte più dark, più thriller alla storia d’amore?

Lorenzo:  Ilaria è stato il primo personaggio ad essere entrato nel “cast” del romanzo. Giulio è arrivato dopo e inizialmente volevo dargli un ruolo marginale. Poi ho optato per introdurre prima lui. Mi piaceva l’idea di iniziare una storia e poi spezzarla introducendo un personaggio e un’atmosfera diametralmente opposti. La vicenda di Ilaria, la parte riservata a lei, rimarcano la differenza sostanziale fra queste due vite. E tutta l’azione contenuta nelle sue sequenze portano ad accelerare il climax.

Avrai notato infatti come il climax cresce a mano a mano che si procede nella lettura, per poi esplodere nel finale. Ho voluto proprio partire con un romanzo di formazione, una storia d’amore, tutto lento, come a sottolineare che in fondo, anche da qualcosa di apparentemente ordinario può scaturire una conseguenza inaspettata ed esplosiva. 


  1. Stai lavorando ad un nuovo progetto? Un nuovo libro? Ti va di darne qualche anticipazione per i lettori?

Lorenzo: Sto lavorando ad altre storie che, come la prima, riposano su concetti particolari. Ne “L’equazione di Cassandra” questo concetto era racchiuso nella disciplina della Fisica, nei prossimi romanzi ci saranno la Poetica (in modo particolare il concetto di “Bellezza”) e la Filosofia (il concetto di “Solitudine”). Di recente ho scritto un racconto per un concorso letterario intitolato “Airport tales”, che mi auguro che avrete presto l’occasione di leggere.


Cosa ne pensate? Vi piace? 🙂 Ringrazio Lorenzo per essere stato gentile come sempre. Non vi resta che andare a scoprire il suo libro!

Alla prossima,

Sara. ©

SEGNALAZIONE #27 – LOLITA IN LOVE DI PAMELA GERONI

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Oggi ho per voi una Segnalazione! Lo so che vi state chiedendo di chi sto parlando ed adesso ve lo svelerò piano piano!

Eccovi qui:

E se l’avessi solo sognato?Risultati immagini per lolita in love

Rainbow Day ha diciassette anni, una famiglia problematica e una migliore amica che le ha sempre raccontato tutto, almeno fino a quell’ultima, strana lite. Rainbow ha anche due guilty pleasures: la scrittura e gli abiti Lolita.

Una notte, al parco abbandonato vicino a casa, incontra Tristan: curioso, affascinante, un po’ sbruffone e amante della poesia. Resistergli sembra impossibile quanto vederlo alla luce del sole. Che sia reale o solo un sogno troppo a lungo desiderato?

Nel suo esordio letterario, Pamela Geroni fa propria la voce autentica, a volte malinconica, a volte sarcastica, di un’adolescente che si nasconde agli altri per paura di essere respinta. Lolita in Love è uno young adult che parla di crescita, coraggio e accettazione di sé e di come l’amore, letteralmente, salva la vita.

Dettagli

Titolo: Lolita in Love

Autore: Pamela Geroni

Pagine: 234

Formato: e-book / cartaceo (disponibili in esclusiva su Amazon dal 29/05)

Prezzo: 2,99 € / 8,90 €

Genere: young adult, romance, gotico

Quarta

Avere diciassette anni non è facile, soprattutto se vivi a Fort Rose, dove non succede nulla, e ti chiami Rainbow Day come me. Lo so, non dire niente: l’idea del nome è stata di mia madre, una fotografa hippy con più sogni che buon senso. La vedo poco, da quando mi ha piantata qui con mio fratello e mio padre. Non che veda molto anche lui, dato che sembra aver messo radici nel suo ufficio. Per fortuna a salvarmi ci sono il cinese che consegna a domicilio, le storie che scrivo e Chloe, la mia migliore amica, alla quale racconto tutto. O… quasi.

Okay, ho un segreto, ma a te posso dirlo. Nell’armadio, accanto alla divisa scolastica, nascondo la mia collezione di abiti Lolita. Vestirmi così mi fa sentire bene, ma lo faccio solo quando sono da sola, nella mia camera o nel parco abbandonato vicino a casa.

Proprio lì, qualche giorno fa, ho incontrato un tipo strano, Tristan, una specie di stalker col piercing al sopracciglio che non la smetteva di farmi domande. Ha preso bene le mie riposte da stronza, comunque. L’ho rivisto, e mi è piaciuto, ma se lo cerco di giorno sembra che non esista. E se me lo fossi inventato? Se fosse solo un sogno, una creazione della mia mente? Grandioso, Rainbow, sei messa così male da aver bisogno di un innamorato immaginario. Patetico. Un momento… ma chi ha parlato d’amore?

Estratto

Non faccio nulla di che. Non mi spoglio nuda, mettendomi a ballare al chiaro di luna. Mi siedo sull’altalena e respiro. A volte riprendo a scrivere dal punto in cui mi ero interrotta nella mia stanza, facendomi luce con una pila. Oppure leggo il libro che ho portato con me. O penso a tutto, e a nulla,  finché l’ultima traccia di inquietudine si è placata e posso ritornare a casa.

No, non ho paura a starmene in piena notte in un parco abbandonato. A Fort Rose non accade mai niente. Per ogni evenienza, comunque, ho con me uno spray al peperoncino. Me l’ha regalato il nanetto, non so per quale ragione. Forse ritiene che anche una città come la nostra sia vulnerabile senza un supereroe a vegliare su di lei. In realtà, pur sapendo che sarei pericolosa solo per me stessa, con quella bomboletta in mano, averla mi fa stare più tranquilla. Mi è capitato di avvertire la fastidiosa sensazione di essere osservata. Del resto gli alberi sono pieni di uccelli notturni, e una volta ho scorto una civetta appollaiata su un ramo della quercia che sovrasta le altalene. Tutto questo per dire che no, nonostante il mio aspetto romantico, non sono una fanciulla suscettibile, che si spaventa per una sciocchezza.

Tuttavia, nell’istante in cui distinguo, nell’ombra, un paio di occhi decisamente umani posati su di me, urlo così forte che credo mi si squarcino i polmoni.

L’autrice

Pamela Geroni crede di essere nata qualche secolo troppo tardi, anche se smartphone e laptop sono prolungamenti delle sue braccia. Ha un’anima british, un fidanzato che assomiglia a Harry (il principe, non Styles), un doppio cognome con problemi d’identità e una dipendenza da tè all’ultimo stadio.

Nel 2015 ha creato Last Century Girl, un blog e un canale YouTube dove parla di libri, e di quello che ci gravita attorno. L’Inghilterra non è la sua unica patria elettiva: come Rainbow, adora il Giappone e ha un debole per l’estetica kawaii. Lolita in Love è il suo primo (ma non ultimo!) romanzo pubblicato.

www.lastcenturygirl.com

Facebook: https://www.facebook.com/lastcenturygirl/

Instagram: https://www.instagram.com/pamela_lastcenturygirl/

YouTube: https://www.youtube.com/c/LastCenturyGirlChannel


Cosa ne pensate di questo romanzo? Vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

INTERVISTA A FRANCESCA LIZZIO PER FIORE DI CACTUS.

BUON POMERIGGIO BEI LETTORI!

Per voi oggi ho una cosa diversa dal solito! Vi ricordate Fiore di Cactus di Francesca Lizzio, che ho recensito qualche settimana fa?

Se non ve lo ricordate vi rinfresco la memoria lasciandovi il link –> Recensione Fiore di Cactus

41slzdw9kzl-_sy346_Ho fatto una piccola intervista all’autrice e devo ammettere di essere soddisfatta. Francesca è una persona dolce e sensibile, che ringrazio molto per la sua disponibilità nei miei confronti!

Ecco le domande:

  • Andiamo sul soft e cominciamo con calma. Chi è Francesca Lizzio? Parlaci di te.

Per cominciare, grazie per avermi proposto quest’intervista.

Sono una ragazza di venticinque anni che cerca la sua strada e, nel frattempo, si dedica alle sue passioni. Lettrice accanita, adoro la musica e le parole in tutte le loro forme.

Per natura sono silenziosa e introspettiva, e scrivere mi permette di tirar fuori tutto quello che sono senza barriere imposte dalla timidezza. Scrivo su un blog, “cuore di cactus”, e decidermi a crearlo è stata la cosa migliore che abbia fatto.   


  • Innanzitutto credo sia doverosa una spiegazione. Perché “Fiore di cactus”? Perché è nato tutto come “cuore di cactus” e cosa rappresenta per te?

“Fiore di cactus” è un soprannome. Mia madre mi chiama sempre così perché mi vede bella, anche se in realtà io mi considero un disastro. E da qui ecco spiegato “cuore di cactus”. Da due anni ormai rappresenta il mio rifugio.


  • Ti sei ispirata a qualcosa/qualcuno quando hai scritto il tuo libro? Raccontaci.

Si, mi sono un po’ ispirata ad esperienze che ho vissuto e a persone che fanno (o hanno fatto) parte della mia vita, ma questo romanzo non parla di me, anche se in ogni parola c’è la mia anima. E’ la storia di Sara.


  • Come immagini Sara e Andrea, adesso, oltre a tutto ciò che accade nel libro? Dove li vedi e cosa stanno facendo?

E’ difficile rispondere senza spoilerare nulla. Spero tanto che siano felici.  


  • Il diario di Sara è un po’ il retroscena di tutto ciò che Sara ha sempre vissuto. Sembra essere, più che il suo diario, il diario di una ragazza che vedo scrivere da parecchio tempo sulla sua pagina. E’ così?

In parte si, perché siamo molto simili.

Immergersi nei suoi dolori e nei suoi sentimenti, cercare di capirla, è quello che si dovrebbe fare con qualsiasi persona che entra nella nostra vita. Senza giudicarla, senza pretendere. Semplicemente, ascoltandola. Perché c’è sempre qualcosa che ci spinge a diventare le persone che siamo e bisogna rispettarlo.

Le sono molto affezionata, conoscerla è stato bellissimo.


  • Stai lavorando ad altro?  Se si, vuoi lasciarci delle anticipazioni?

Per scaramanzia, com’è stato per “Fiore di cactus”, preferisco non anticipare nulla… ma si, sto lavorando ad un nuovo romanzo.

Ti ringrazio infinitamente per la disponibilità, la dolcezza e per avermi permesso di entrare nel tuo mondo.


Cosa ne pensate? Vi è piaciuto questo articolo? E’ stata interessante l’intervista per scoprire meglio il piccolo mondo di Sara, nata dalla penna di Francesca?

Io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©