RECENSIONE #125 – WILL TI PRESENTO WILL DI JOHN GREEN E DAVID LEVITHAN

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

In questo fine settimana un sacco di novità per voi! Ci sono recensioni in arrivo e siccome devo recuperarne parecchie, eccone un’altra per voi. Edito Piemme, che ringrazio per l’invio, in una ristampa che veste tutta nuova, ecco che ve ne parlo:

978885666342HIG_060cee0fd0f38715981351c1bcf6a214Titolo: Will ti presento Will
Autore: David Levithan & John Green
Editore: Piemme
Genere: Young Adult
Data di uscita: 10 ottobre 2017
È difficile credere ad una coincidenza, ma è più difficile credere a qualsiasi altra cosa.
Trama: Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Will e Will non potrebbero essere più diversi, ma dal momento in cui i loro mondi collidono, le loro vite, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia, l’amore e, soprattutto, su loro stessi.

RECENSIONE

La storia ha  inizio con Will Grayson o almeno uno dei due e si alterna capitolo per capitolo con la vita dell’altro Will Grayson. I due si incontreranno a Chicago, per puro caso e, dopo l’incontro, i due saranno segnati da qualcosa, qualcosa di piccolo ma che se coltivato può cambiare la vita di entrambi.

Cosa succederà ai due Will Grayson? E cosa c’entra in tutto questo l’eccentrico Tiny Cooper? Come cambieranno le loro vite?

Mi sento come se la mia vita fosse sparsa qua e là. Come se ci fossero tutti questi pezzetti di carta e qualcuno avesse acceso il ventilatore. Ma quando parlo con te mi sento come se il ventilatore venisse spento per un po’. Come se le cose potessero avere davvero un senso. Tu mi rimetti insieme, ed è una cosa bellissima. DIO QUANTO SONO INNAMORATO

Risultati immagini per Will ti presento WillLa trama è inerente alla storia ma non è proprio il fulcro della questione. In teoria nel momento in cui collidono i due, e si conoscono le loro vite cambiano ma i due si incontreranno al massimo due volte, non di più. Quindi scordatevi che i due abbiano un qualche rapporto di amicizia o cose simili, perchè non sarà così.

La copertina mi piace senza ombra di dubbio più della precedente, che non so se vi ricordate ma ve la metto qui di lato. Ebbene si, perchè questa è la seconda ristampa ed è stato rimesso in circolazione con questa copertina che vedete in alto nella presentazione del volume.

Il titolo è stato leggermente modificato dall’originale ma alla fine ci sta anche se la scelta dei due Will non mi ha fatto particolarmente impazzito. Vi faccio sapere più avanti cosa ne penso su questo.

L’ambientazione si sposta da Chicago al piccolo paesino dove vive l’altro Will ed è una storia moderna.

Forse c’è qualcosa che avete paura di dire, o qualcuno che avete paura di amare,
o un posto in cui avete paura di andare. E farà male. Farà male perchè è importante.

Risultati immagini per FAN ART WILL TI PRESENTO WILLI personaggi sono assolutamente ben delineati e strutturati in modo che ognuno non possa essere confuso con l’altro.

Will Grayson, il primo, vive a Chicago ed è migliore amico di Tiny Cooper un ragazzo enorme e tremendamente gay. Non è bravo con le relazioni sociali tant’è che non ha mai avuto neanche una ragazza.

L’altro Will Grayson soffre di depressione che cerca di annullare con le pillole giornaliere. Ha sua madre e Maura, un’amica di scuola e odia il mondo attorno a lui. Ma lui non preferisce niente di tutto questo, anzi. Lui ama un ragazzo di nome Isaac a cui scrive praticamente tutti i giorni. 

Tiny Cooper, come vi ho già detto è amico di Will Grayson, è tremendamente favoloso – come lui stesso si descrive, è anche tremendamente enorme e tremendamente gay. E’ un ragazzo che urla in corridoio, che ama attirare l’attenzione tanto da scrivere uno spettacolo teatrale incentrato esclusivamente su se stesso e sulla sua vita.

Jane è amica di Tiny e di Will. E’ una ragazza chiusa ma anche molto gentile e simpatica. Nel libro si parlerà di lei ed entrerà in scena in punta di piedi fino ad insinuarsi completamente nelle pagine.

Quando le cose si rompono, non è la rottura in sè che impedisce loro di tornare com’erano prima. E’ perché si perde un pezzettino e le due parti che restano non si potrebbero incastrare nemmeno se lo volessero. E’ la forma nel suo insieme a essere cambiata.

Il perno centrale è stato assolutamente distorto da quanto sembra far trasparire la trama. Non sono i due Will Grayson al centro di tutto, ma proprio Tiny Cooper. E’ attorno all’amico gay di Will Grayson su cui si basa tutta la storia. C’entra anche quando i due Will si incontrano per la prima volta. Quindi, pollicioni alti per Tiny!

Lo stile utilizzato è il medesimo che ho riscontrato in tutti i libri di John Green che ho letto almeno per quanto riguarda i personaggi. L’esagerata dose di Tiny Cooper, l’adolescenza trattata come se l’autore stesso volesse essere adolescente ma non lo è; e ci riesce non troppo bene. Levithan non lo conoscevo fino ad ora ma alla fine è stato bello leggere qualcosa di spiritoso, leggero ma con tematiche importanti e da non sottovalutare come l’omosessualità.

Ritorno poi alla questione dei due Will che vi ho accennato prima. Secondo me potevano benissimo chiamarsi Ben e Will, Adam e Liam e così via. Il fatto che si chiamino nello stesso modo è relativo perchè si può ricollegare nella storia in episodi contati e non era essenziale se non per il finale del libro.

La dose eccessiva in cui si tuffa Green è non evidente, di più! I personaggi versano in  una situazione criticamente esagerata, tipo… (uno a caso…) Tiny che sembra un tantino esagerato. In più le profonde frasi che ci sono nel corso della lettura, sono si, molto profonde, vere e belle ma poco credibili a quell’età che uno possa pensarle o tanto meno metterle in pratica.

Penso a quanto sia importante un migliore amico. Quando ti svegli la mattina e metti le gambe fuori dal letto e appoggi i piedi per terra e ti alzi in piedi. Non è che ti avvicini al bordo del letto e guardi giù per assicurarti che il pavimento sia ancora lì. Il pavimento c’è sempre. E poi a un certo punto non c’è più. 

Sommariamente, non mi è dispiaciuto (nonostante Green non si proprio il mio scrittore preferito alias non lo reggo proprio). L’ho letto in poche ore ed è stato divertente, mi sono ritrovata a ridere più di una volta, come mi è capitato più di una volta di sentirmi un pò come entrami i Grayson messi insieme.

Il libro è stato ironico e leggero. Green e Levithan hanno creato una storia davvero particolare, una storia di due ragazzi che incontrandosi scatenano una serie di eventi che cambieranno per sempre le loro vite. Una storia che consiglio di leggere… vi conquisterà.

Il mio voto per questo libro è di:  4 conchiglie.

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 Cosa ne pensate, cari lettori? Vi piace? Lo avete mai letto? Lasciate un bel commentino perchè… me curiosa ❤

A presto,

Sara ©

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SEGNALAZIONE #50 – STORIA DI CENTO OCCHI DI STEFANO TEVINI

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Il 26 ottobre 2017 esce nelle librerie il romanzo “Storia di cento occhi” dell’italiano
Stefano Tevini. Un romanzo per chi ama le storie distopiche in cui presente e futuro,
uomo e tecnologie, si uniscono in un connubio tanto affascinante quanto pericoloso. A voi tutti i dettagli:

Risultati immagini per storia di cento occhiTITOLO: Storia di cento occhi

AUTORE: Stefano Tevini

USCITA: Ottobre 2017
PREZZO: 12 euro
PAGINE: 128
ISBN: 978-88-97561-60-6
COLLANA: Narrativa

Consigliato a chi:
attende con ansia la 4a stagione di Black Mirror, divora le storie distopiche in cui presente e futuro, uomo e tecnologie, si uniscono in un connubio tanto affascinante quanto pericoloso.

«I cavi, una nebbia di vasi capillari di rame rivestiti di gomma, convogliano un intero sistema nervoso periferico fatto di ottiche di precisione e microfoni ambientali in un cordone ombelicale innestato qui, nel mio grembo di acciaio e plexiglass».

Trama: Chiuso nel suo grembo metallico, A.R.G.O. vede. Innesto perfetto di software organico e hardware di prima sperimentazione, A.R.G.O. controlla la città attraverso una rete di microfoni e telecamere che convogliano voci, immagini e oceani di dati in un cervello disincarnato. Il progetto è un brevetto Sicurever, multinazionale leader nel mercato della sicurezza. Ma chi è davvero A.R.G.O.? E qual è il suo rapporto con Stefano, un anonimo scrittore che sembra conoscerlo, e temerlo, più di tutti? Crocevia tra distopia e science fiction, Storia di cento occhi esplora le inquietanti possibilità del futuro che incombe oltre la soglia della quotidianità. Il romanzo è impreziosito dal taglio obliquo del manufatto, oramai segno distintivo della casa editrice, il quale esprime simbolicamente la volontà di pubblicare opere trasversali, oblique, aperte alle ispirazioni più singolari dell’arte della narrazione.


«Questo attrito tra slancio vitale, perdizione ed emarginazione produce una combustione che Tevini rende con struggente lirismo». Corriere della Sera (ed. di Brescia)

«Consiglio assolutamente […] Stefano Tevini, altra dimostrazione che di autori validi ne abbiamo pure in Italia».
Aislinn, autrice per Fabbri Editore

«Un autore che percepisce il caos informe del mondo che lo circonda e per parte sua vorrebbe, forse, contribuire a porre un tassello per aggiustarlo».

Alessandro Preiser, su anonimascrittori.it


Biografia dell’autore:

Stefano Tevini nasce a Brescia nel 1981. Laureatosi in Filosofia nel 2004, si avvicina alla
scrittura poco dopo entrando a far parte del collettivo Anonima Scrittori, con cui inaugura una lunga e feconda collaborazione. Fra la sua produzione con Anonima Scrittori ci sono i racconti pubblicati nelle antologie Storie di (r)esistenza (ed. Argonauta) e Il bit dell’avvenire (ed. Tunuè). Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo, Vampiro Tossico, seguito da Testamento di una Maschera, editi da La Ponga Edizioni. Stefano Tevini, inoltre, lotta nel circuito del wrestling indipendente italiano e recensisce fumetti per la versione online della rivista Nocturno.

Per maggiori informazioni:
http://www.safaraeditore.com
press@safaraeditore.com
info@safaraeditore.com


Cosa ve ne pare? Vi piace? Lasciate un commento che io vi aspetto sempre per sapere la vostra opinione!

A presto!

Sara ©

NOI CHE AMIAMO NICHOLAS SPARKS: RICORDATI DI GUARDARE LA LUNA

BUON GIORNI CARI LETTORI!

Innanzitutto devo ringraziare Susy de I miei Magici Mondi per aver pensato a me per questa iniziativa.

Noi che amiamo Nicholas Sparks. Non so se voi avete mai letto un libro di questo autore ma io ne ho letti diversi molto prima che aprissi il blog. Ho iniziato a leggere i libri di Sparks assieme a mia madre, quando, iscritte assieme a un Club che ci mandava riviste su cui scegliere libri da leggere, sceglievamo i nostri preferiti. Sparks era sempre fra quelli, quindi come non parlarvene?!

Il libro che ho scelto è stato questo:

Risultati immagini per ricordati di guardare la lunaTitolo: Ricordati di guardare la luna
Autore: Nicholas Sparks
Pagine: 322
Data di pubblicazione: 7 Agosto 2007
TramaJohn Tyree è un ragazzo solitario e ribelle che ha trovato sfogo all’indole violenta arruolandosi nell’esercito e facendosi mandare di stanza in Europa. Savannah Lynn Curtis è una studentessa esuberante e idealista che trascorre l’estate dedicandosi al volontariato con un gruppo religioso. Quando per caso si incontrano sulla spiaggia di Wilmington, nel North Carolina, durante una licenza di lui, capiscono di avere affinità profonde e giurano di amarsi per sempre. Per John la fine della ferma non è lontana e le lettere della sua ragazza gli rendono meno pesante il trascorrere dei mesi. Manca poco al congedo quando sulle Torri Gemelle si scatena l’inferno e il soldato, anziché tornare a casa, sceglie di essere inviato in Medio Oriente. Cinque anni dopo, rimpatriato d’urgenza per assistere il padre morente, John va alla ricerca di Savannah e si trova di fronte a una realtà totalmente inaspettata…

Particelle! Dovete sapere che non sono solo una lettrice accanita di Fantasy.
Il mio cuore ha anche un lato tenero e romantico e adoro le storie d’amore.
L’unica cosa che mi dispiace è che stiano diventando sempre più insulse, incentrate sul sesso o con dei protagonisti con poco carattere oltre i bellocci di turno.
Bene, dimenticate tutto questo. Perchè le storie di Sparks sono vere storie d’amore, una più bella dell’altra e voi non potete non averne letta almeno una.
Oggi vi parlerò di questo bel libro, che mi ha emozionato e che spero, se non lo avete letto, emozioni anche voi.
John è un ragazzo chiuso e per mettere un punto alle sue ribellioni e volendo mettere la testa a posto si arruola nell’esercito. E’orfano di madre e con suo padre non ha un ottimo rapporto. Quando era bambino il legame che li univa era la numismatica e collezionare monete uniche nel loro genere ma poi nell’adolescenza di John questo si è perso.
Savannah è una ragazza dolce e sensibile. E’ una studentessa e si trova in vacanza a Wilmington in cui è ambientato il romanzo, assieme al suo gruppo religioso. Studia per aprire un centro per ragazzi autistici. I suoi famigliari sono benestanti ma li ritroveremo molto poco per poter sapere qualcosa di approfondito.

Ecco perché preferisco non parlarne con gli altri. Non capirebbero, e io non sento il bisogno di spiegare, semplicemente perché il mio cuore sa quanto sia stato vero. Quando penso a te, non posso fare a meno di sorridere, perché sento che mi hai completato. Ti amo, non solo adesso, ma per sempre…

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I due si conoscono per puro caso. A Savannah cade la borsa in mare, sul molo, e John non esita un secondo per tuffarsi ed andare a riprenderla. In quel momento i due cominciano una profonda conoscenza e s’innamorano quasi da subito.
Bastano due settimane perché capiscano che non possono fare a meno uno dell’altra, che si amano ma la licenza sta per terminare e John è costretto a rientrare i servizio.
I due promettono di amarsi e di aspettarsi reciprocamente ma basterà? L’amore sarà più forte della distanza?

E poi, come se stessi assistendo ad un miracolo, la vedo alzare lentamente la testa verso la luna… avverto la marea di ricordi che la sommerge e desidero disperatamente farle sapere che ci sono anch’io. Invece, resto dove sono e guardo a mia volta la luna. E per un fugace istante, ho l’impressione che siamo ancora insieme.

I due cominciano della corrispondenza in cui si raccontano reciprocamente cosa succede a uno e all’altro. Non vi dirò niente di più perchè se non lo avete letto vi farei spoiler che non voglio fare.
La storia affronta una realtà che è di tutti i giorni. Ci sono militari che mancano da casa per anni e lasciano famiglie, mogli, parenti lontano e non hanno una vera e propria vita sociale se non quando sono in licenza o in pausa.
La storia che viene a crearsi fra i due è senza dubbio autentica e John è un ragazzo che tutte dovrebbero avere. Chi scrive più delle lettere? Chi riesce a stare lontano per così tanto tempo riuscendo a tenersi stretto ciò che ha?Risultati immagini per gif dear john

 

John è unico nel suo genere. Punto. Niente di più, niente di meno.

Quando lei posò la testa sulla mia spalla, mi pentii di essermi arruolato. Rimpiansi di essere dislocato oltreoceano, e di non avere scelto un’altra strada nella vita, che mi avrebbe permesso di far parte del suo mondo.

Ho apprezzato sicuramente di più John perchè ha una vera e propria evoluzione all’interno del romanzo.
Cresce e cambia. E’ un personaggio che matura, comprende i sentimenti e li fa propri cercando di tenerseli stretti. Anche per quanto riguarda il rapporto con suo padre.
Savannah invece, è una ragazza semplice ma non mi è mai andata del tutto a genio. Dove John mantiene salda la presa, lei si lascia scivolare tutto e non è in grado di gestire i suoi sentimenti come dovrebbe. Può essere difficile, lo ammetto ma… cavolo no.
Lo stile è tipico di Sparks, come solo lui sa essere. Io penso che sia difficile, sopratutto per un uomo scrivere una storia d’amore che sia bella da leggere e non risulti banale.
Ecco Sparks ci riesce sempre e i sentimenti dei personaggi sembrano così vivi, così reali. Forse proprio perchè sembrano storie comuni, che possono accadere a chiunque, immagino.

Risultati immagini per gif dear johnOvunque sarai e qualunque cosa stia accadendo nella tua vita, tutte le volte che ci sarà la luna piena tu cercala nel cielo… E mentre la guardi, pensa a me e alla nostra magica settimana, perché dovunque sarò e qualunque cosa mi stia succedendo, io farò lo stesso. Se non potremo stare insieme, almeno avremo questo a unirci, e forse così il nostro legame durerà per sempre.

Ultimamente non ho letto più niente di suo, lo ammetto. Me ne dispiace, ma solo in parte perchè le sue storie sembrano diventate troppe, tutte standardizzate. I due che si conoscono e s’innamorano perdutamente. Poi la falla nel mezzo che li divide – se non peggio – e poi il rappacificamento. 
Questo libro però è, a parer mio, assieme a molti altri prima degli ultimi, uno di quelli che merita di essere letto e ve lo dico perchè ne ho letti davvero diversi di quest’autore.
Detto questo, comunque, questo è uno dei miei libri preferiti di Sparks, anche se, il mio preferito però, rimane sempre Le pagine della nostra vita, davvero meraviglioso.

Ecco qui il trailer dell’adattamento cinematografico che ne è stato fatto, intitolato Dear John.

Questo film mi piace molto, sia per gli attori che per  come è stato adattato, forse troppo lascivo sul finale ma altrettanto bello. 

Vi consiglio di leggerlo, di sfogliarlo e di assaporarne parola per parola perché è davvero bello e ne vale la pena. 


Nell’immagine qui sotto troverete le altre tappe di questa iniziativa! Dovete proprio andare a leggerle tutte perchè meritano molto:

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Cosa ne pensate di questa bell’iniziativa? A me è piaciuto molto partecipare e sono contenta che Susy mi abbia reso partecipe. La ringrazio ancora tanto e aspetto delle vostre considerazioni.

Avete letto questo libro? Visto il film? O letto altri libri di Sparks? Lasciate un bel commento, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: LA LADRA DI NEVE DI DANIELLE PAIGE (113#)

BUON POMERIGGIO CARI E BEI LETTORI!

Oggi ho un Review Party per voi! Di cosa parleremo oggi? Del nuovo libro in uscita oggi per la DeAgostini che ringrazio per l’opportunità che ci ha dato! Volete scoprirlo? Ecco che ve ne parlerò fra poco!
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ladradineveTitolo:  La ladra di Neve
Autore: Danielle Paige
Editore: DeAgostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 17 ottobre 2017
Trama: Per sedici, lunghi anni Snow ha vissuto rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Ma di una cosa è sempre stata certa: lei non è mai stata pazza. Ogni notte, incontra nei suoi sogni un uomo bellissimo e misterioso che la incita a fuggire e a scoprire la verità sul suo passato. Finalmente, grazie all’aiuto del suo unico amico Bale, Snow riesce a fuggire dall’ospedale e a rifugiarsi in un bosco poco lontano. Qui il confine tra sogno e realtà diventa presto labile, finché Snow si ritrova in un altro mondo. Un mondo dove ogni cosa è di ghiaccio. È Algid, il Regno di Neve. Tra terribili inganni, fughe rocambolesche e amori impossibili, Snow scopre un segreto antico: è lei l’erede al trono di Algid, figlia di un tiranno disposto a ucciderla pur di preservare il potere. Ma adesso che Snow ha ritrovato se stessa reclama ciò che è suo, e per averlo è pronta a combattere.

RECENSIONE:

Parto dicendo che questa storia è un Retelling de La regina delle Nevi di Andersen e, avendola letta quando ero più piccola, sono partita piuttosto entusiasta nel leggere il libro sperando di ritrovarcene almeno un pò. Ciò che troviamo in Andersen, dimenticatelo, perchè qui ne verrà utilizzata solo una scrematura fine. Sarà una fantasy fiabesco e vi trasporterà nel gelido inverno di Algid.


La storia ha inizio con il racconto di cosa Bale sia per Snow. Bale ha bruciato la sua abitazione quando aveva sei anni ed era stato portato all’ospedale psichiatrico dove si sono, poi, conosciuti.

I due cercano di incontrarsi di nascosto ma succede un qualcosa che allontanerà Bale da Snow e costringerà i dottori a separarli ed a non permettergli di vedersi. Così, Snow comincerà a fare strani incubi, ad avere reazioni spropositate con le sue compagne, come Gazza che non ha mai sopportato. Quando uno strano ragazzo vestito da dottore si presenterà nella sua stanza dicendo di smettere di prendere le medicine che sopprimono la sua vera natura, comincerà la vera e propria ribellione della ragazza che la porterà anche a cercare di uscire dall’ospedale psichiatrico.

Cosa succederà a Snow? Riuscirà a fuggire ed arrivare all’Albero? Cosa succederà una volta che arriverà ad Algid?

«Sì, Snow, in te si nasconde un grande dono. Puoi controllare l’inverno e dominare il gelo, il ghiaccio e la neve. Sei l’erede al trono, colei che è destinata a privare il re del suo potere… o a elevarlo ad altezze ancora maggiori. Solo tu puoi scegliere la tua strada.» A quelle parole sentii il battito del mio cuore accelerare: avevo una scelta. Fino a quel momento non avevo mai avuto la possibilità di scegliere. Al Whittaker erano sempre gli altri a prendere le decisioni per me: che cosa indossare, che cosa mangiare, che cosa fare, quando dormire. Perfino con chi parlare. Cavoli, la sola ragione per cui mi trovavo lì era che qualcuno aveva trascinato Bale dentro uno specchio e io non avevo avuto altra scelta che venire a riprenderlo. «Come avete fatto a rompere lo specchio? E dove sono i pezzi, adesso?» chiesi.

La trama non è propriamente corretta almeno inizialmente. Snow non ha vissuto da sempre dentro un ospedale psichiatrico, bensì ci è stata mandata a cinque anni. Però immagino sia stato per non dover raccontare troppo, e ci si può passare sopra.

Risultati immagini per stealing snow copertina originaleLa copertina è stata lasciata esattamente come l’originale. Ce ne sono due versioni che sono state utilizzate all’estero e preferisco questa che è stata mantenuta in Italia. L’altra versione la trovate qui di lato, e ve la metto qui giusto per mostrarvela e rendervi partecipi in caso non lo sappiate.

Il titolo è stato semplicemente tradotto. Tecnicamente, tradotto letteralmente è Rubare la neve ma è sinceramente migliore l’arrangiamento italiano piuttosto che ciò che poteva uscirne fuori.

L’ambientazione sbalza dal Whittaker a New York ad Algid, quindi la storia sbalza tra realtà e finzione; l’epoca sembra, almeno per quanto riguarda New York, moderna. Per quanto riguarda Algid, sembra quasi di essere in una fiaba medievale, principi, duchesse e ladri, magia e tutto ciò a cui voi non crederete mai.

«Mi pare che di magia ne abbiate abbastanza» osservai. Jagger scosse la testa. «La maggior parte delle fialette ne contiene solo un quantitativo minimo. Non è sufficiente.» Sufficiente per che cosa?, avrei voluto chiedergli, ma sapevo che sarebbe stato inutile. «E come si fa a distinguerle?» «Dai colori.» Ognuna di quelle pozioni aveva un effetto diverso, proprio come i sette nani di Vern. Ne presi una dorata, simile a quella che avevo visto usare da Fathom sull’orchidea. «Questa è in grado di guarire le persone?» «È magia, non l’Onnipotente.» Non riuscivo a immaginare Jagger venerare qualcosa che non fosse lui stesso. «Però la vendete dicendo che lo fa.» «A volte per guarire è sufficiente crederci» rispose.

I personaggi che troveremo all’interno della lettura sono molti ma mi soffermerò su quelli fondamentali all’interno della lettura e che ritroveremo sicuramente più degli altri:

Snow è una ragazza particolare. E’ rinchiusa in un ospedale psichiatrico e conosce poco il mondo fuori che la circonda. L’unica certezza sono le sue compagne, Vern che è l’infermiera che l’assiste per la maggior parte del tempo, che lei reputa amica e Bale. Snow si è sempre sentita inadeguata lì dentro, come se non appartenesse a quel posto e cominciano ad accadere cose strane quando la ragazza comincia a tirare fuori la rabbia che ha dentro. 

Bale è l’innamorato di Snow. Si sono conosciuti dentro l’ospedale psichiatrico ma da subito sono riusciti ad entrare in empatia uno con l’altro. E’ l’esatto opposto di Snow: dove lei è ghiaccio, lui è fuoco. E non è una metafora, lui è stato rinchiuso in quel posto proprio perchè aveva appiccato fuoco in casa sua e sente sempre che vorrebbe bruciare ogni cosa. E’ fuoco puro.

Jagger è un tipo strano. E’ un ladro e assieme alla sua congrega di ladre tenuta in piedi dalla regina Margot compie furti, … . Sembra attratto  da Snow ma si comporta in modo strano in più di un’occasione, sopratutto inizialmente. Avrete modo di conoscerlo, non temete ma sicuramente è un personaggio che ritengo più interessante di Bale.

Troveremo anche Kai, Margot, la Signora del Fiume, il Re Lazar e chi più ne ha più ne metta ma voglio lasciarvi la curiosità di andarli a scoprire da soli.

«Non sei pazza, Snow. È solo che ti hanno mentito. Tu non sei cattiva, hai la magia. La tua non è una maledizione, è un dono. Sarò anche un bugiardo, ma non ti mentirei mai su questo.» Pronunciò quelle parole come assolvendomi da ogni colpa e paura, semplicemente dicendomi la verità che avevo aspettato di sentire per tutta la vita. Quando si sporse ancora su di me, non ero sicura di potergli resistere. Mi baciò sulla guancia. Non potevo permettergli di avvicinarsi più di così. Però lui non faceva mistero di volermi ancora più vicino.

Il perno centrale è proprio la protagonista Snow. Lei è la chiave di tutto, crede di essere pazza ma non lo è, lei è la principessa del regno di Algid e non vuole sapere di esserlo. L’unica cosa che vuole è liberare Bale.

Lo stile utilizzato è stato fin troppo semplice e lo dico così perché non è in maniera propriamente positiva. Questo lo dico perchè ho notato delle cose che non mi sono piaciute per niente. Il tutto è scritto in prima persona da Snow ma questo c’entra ben poco, vi spiegherò fra poco.

Il fatto dell’ospedale psichiatrico. Tutto sembra sottovalutato: le pillole (che poi perchè dargli quei nomi?), il fatto che si incontrassero in segreto, il vero e proprio contesto e il fatto che ci fossero oggetti che non dovrebbero essere utilizzati. Non saprei neanche spiegarvelo, ma più che essere dentro un ospedale psichiatrico, inizialmente, mi sembrava di essere in un circo dove ognuno dava il meglio di se. All’inizio anche il motivo per cui fosse stata portata lì mi è sembrata sciocca ma poi è cambiato, almeno questo, perchè tutto si spiega.

Snow, bella mia, deciditi! Prima vuoi Bale, perchè lui è l’amore della tua vita: Bale è tutto quello che lei ha sempre voluto, lo ami ed è una sicurezza da quando è bambina. Poi incontra Kai e allora comincia a vacillare e sembra essere lui per poche pagine, l’uomo che ha sempre desiderato. Ma non è finita qui. Perchè ne abbiamo un altro: Jagger. Jagger è il ladro che seduce, ma farà sul serio? E lei cade ai suoi piedi! Ma ATTENZIONE, comunque continua a pensare che ama Bale. Facciamo la conta? Coerenza portami via! Per non parlare del fatto che siano tutti tremendamente affascinanti e belli.

In alcuni tratti, Snow, per i comportamenti che ha assunto mi è sembrata pazza davvero. Impressione o meno, mi ha dato questo, non saprei spiegarvelo meglio.

La storia inizialmente è lenta e poco sicura. Quando Snow è all’ospedale psichiatrico tutto sembra andare a rilento, per non parlare di quando arriva ad Algid. Jagger la porterà lì ma poi se la perde per strada e viene salvata dalla Signora del Fiume. Fino alla metà è stato decisamente ridondante e poco stabile, come se non sapesse che piega dovesse prendere. Dopo la metà del libro accade una cosa dopo l’altra ed è un continuo susseguirsi di eventi che cambieranno tutto: rivelazioni, segreti, sotterfugi e verità. Finalmente dopo prende una piega decisamente migliore e sembra coinvolgere un tantino in più.

Jagger mi tirò dentro a una nicchia, spingendomi dolcemente contro il muro, e mi prese la mano nella sua. «Se va tutto a rotoli, bevi questa e di’ “Casa”…» iniziò. Con le dita mi spinse una fialetta verde nel palmo, e per un attimo pensai che stesse per baciarmi. «Casa mia è dall’altra parte dell’Albero» ribattei cercando di nascondere la delusione. Mi guardò intuendo ciò a cui stavo pensando anche senza bisogno dell’incantesimo di comunione. «Non ti farà arrivare fin là, solo fino al Claret. Ti riporterà da me. Ti giuro che ti porterà solo dove hai bisogno di andare. Ma prendila soltanto se non c’è altro modo.» Mi morsi il labbro riflettendo. E poi afferrai la fiala.

La cosa che mi è piaciuta è stato il fatto che, nonostante tutto, sia stato coinvolgente almeno per quanto riguarda il lato dell’azione (perchè il romance faceva pena, come vi ho già accennato). In alcuni tratti mi ha ricordato Cuore Oscuro della Novik, letto una settimana fa o due. 

Con questo non voglio dire che il libro è difficile digerire da un occhio attento e che ama particolarmente il genereQuesto non può definirsi fantasy ma più un qualcosa che tende ad avvicinarsi al fiabesco e che si mantiene su una linea abbastanza leggera e poco concreta.

Il finale è sconvolgente e lascia sul filo del rasoio e quindi sono curiosa comunque  di sapere cosa succederà nel prossimo libro, visto che ce ne sarà un secondo. E’ stata una storia di sicuro nuova ed un retelling particolare ma poteva essere davvero figo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Mi raccomando, non dimenticate di passare a leggere tutte le recensioni dei Blog partecipanti che ringrazio per aver contribuito e per la loro disponibilità!

Li trovate nell’immagine qui sotto:

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Cosa ne pensate? Volete leggerlo? Fatemi sapere cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #47 – NON E’ COLPA MIA DI LUCIA MAGIONAMI E VANNA UGOLINI.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

E’ venerdì! Finalmente è venerdì! Queste settimane volano, ma come mai? :O E il freddo sopraggiunge sempre di più. Io vi tengo compagnia a modo mio, come sapete, con una nuova segnalazione per oggi, di due autrici che parlano di un tema forte. Ecco qui:

Autori: Lucia Magionami, Vanna Ugolini 
Titolo: Non è colpa mia –Voci di uomini che hanno ucciso le donne 

Premessa di Gabriella Genisi, Prefazione di Cristiana Mangani e Claudia Fulvi

Isbn: 9788860748898
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2017
Editore: Morlacchi editore
Prezzo: € 14,00

Ci sono mille altri modi. La violenza è una scelta, una scelta da non fare.

Trama: Una giornalista e una psicologa insieme per capire cosa passa nella mente e nel cuore degli uomini che hanno ucciso le loro donne, per tentare di riconnettere esperienze di femminicidi alla realtà dei fatti ma, anche, al contesto culturale e al percorso psicologico che porta uomini normali a diventare assassini e a non assumersene, però, nel profondo, la responsabilità. 
Dalle interviste di Luca, Giacomo, Luigi risulta chiaro che non sono mostri, non sono malati. Sono persone normali. Le autrici lo affermano con forza: non ci sono raptus, né scatti d’ira, il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell’incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e quindi di riconoscerle. 
«Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza. Se vogliamo mantenere ad ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male.»

Comunicato Stampa 

Il libro e’ Un viaggio nell’anima di uomini che hanno ucciso le donne. Un libro che è un percorso emotivo ed evocativo ma anche uno strumento per capire cosa succede in una relazione violenta, scritto a quattro mani dalla psicologa psicoterapeuta Lucia Magionami e dalla giornalista Vanna Ugolini.

Il punto di partenza sono le interviste fatte a tre uomini che hanno ucciso le donne con cui avevano condiviso un progetto di vita. Dalle interviste a Luca, Giacomo e Luigi risulta chiaro che siamo di fronte a uomini normali, non certo dei mostri. Persone comuni eppure assassini. Sono stati disposti a ripercorrere con la memoria i passi compiuti verso gesti irrimediabili, a raccontare la propria storia. Il libro è una ricerca profonda che risponde alla necessità di capire, per poi comunicare, cosa spinge un uomo ad uccidere l’amore della propria vita, cosa succede in quei minuti in cui si decide – o non si decide, semplicemente si fa – di svoltare e diventare assassini. Tanto le parole dell’intervistatrice sono tese a cercare di capire cosa accade nella mente di una persona normale che arriva ad uccidere la propria compagna, tanto diventa forte la loro resistenza e il loro tentativo di giustificazione. Non è colpa mia, dicono i tre all’unisono, usando parole diverse ma che vanno a convergere nello stesso punto. La nostra ipotesi è che siano incapaci, anche dopo anni di carcere, di riconoscersi fino in fondo colpevoli e responsabili. E che il carcere, lungi dall’essere un luogo di recupero, non diventa nemmeno un luogo di espiazione della pena.

E dal libro emerge anche quello che le autrici Magionami e Ugolini lo affermano chiaramente: non ci raptus né scatti d’ira: il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell’incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e, quindi, di riconoscerle. “Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza – scrivono le autrici – Se vogliamo mantenere a ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male”. Gli sono mille altri modi diversi dalla violenza per chiudere una relazione. La violenza è una scelta. Una scelta da non fare.


Informazioni sugli autori

Vanna Ugolini, laureata in Economia, giornalista professionista, è vice-caposervizio alla redazione di Terni de «Il Messaggero», è madre di tre figli. Si è occupata di cronaca nera e giudiziaria seguendo i casi più importanti avvenuti prima in Romagna e poi in Umbria. Ha partecipato come docente a master post-universitari sulla comunicazione per l’Università degli Studi di Perugia e come relatrice a numerosi convegni su temi legati allo sfruttamento della prostituzione e violenza contro le donne. Nel 2011, insieme al Siulp, (sindacato di polizia) ha prodotto un documentario verità sullo spaccio di droga a Perugia dal titolo Zbun. Cliente. Ha pubblicato diversi libri tra cui Tania e le altre. Storia di una schiava bambina (Stampa Alternativa, 2007), con cui ha vinto il Premio Le Ragazze di Benin City (2008) e Nel nome della cocaina (Intermedia Edizioni, 2011). È presidente dell’associazione Libertas Margot, composta da professionisti che si occupano di violenza di genere.


Lucia Magionami, psicologa e psicoterapeuta, dal 2003 lavora sulla tematica della violenza di genere. Oltre alla libera professione che svolge presso i suoi studi a Firenze e Perugia, si occupa di formazione e sensibilizzazione sulla tematica della violenza di genere sia come libera professionista sia come consulente presso enti pubblici, inoltre è stata relatrice a più convegni riguardanti la violenza intra familiare. Attualmente fa parte dell’associazione “Libertas Margot” con sede a Perugia, la quale ha costituito, a livello regionale, il primo sportello di ascolto per gli uomini che agiscono violenza. Dal 2015, sempre a Perugia, ha formato il primo gruppo di “Libroterapia: parole lette, emozioni raccontate”, che organizza cicli di incontri di terapia di gruppo per parlare di emozioni e di sentimenti attraverso i libri scelti dal terapeuta per fare un viaggio attraverso la psiche. 

luciamagionami.blogspot.it

Cosa ne pensate? Fatemi sapere e tenetemi aggiornata! Io come sempre sono qui, che vi aspetto!

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL: “SIBYL DI FRANCESCA PALMARA”

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene! Oggi ci saranno due post e il primo ad aprire le danze è un bellissimo Cover Reveal per voi. Di chi stiamo parlando? Lo vedrete fra poco, non temete!

 

Titolo: Sibyl

Autore: Francesca Palmara

TramaSupremazia e potere: Cade è stato addestrato seguendo questo codice

d’onore dal quale nessuno può fuggire. Il suo mondo e le sue difese

crollano quando, durante il suo percorso di morte e distruzione, si para di

fronte a lui la bellissima strega Sibyl, capostipite della sua congrega, con

poteri sovrannaturali che la rendono unica nel suo genere. Cade è un

demone della notte, è stato istruito ad odiare Streghe e Angeli, ma Sibyl

metterà in discussione tutto ciò in cui lui ha sempre creduto. La passione

dapprima dirompente tra i due li porterà ad un amore che avrà la potenza

di distruggere i loro mondi, fino a condurre Angeli, Demoni e Streghe

all’estinzione. L’amore, da sempre un sentimento portatore di speranza, diventerà per

Cade e Sibyl un presagio di morte.

Solo due sono le soluzioni: combattere per amore e morire, o arrendersi al

destino già scritto.

Quale sarà la scelta di Sibyl e Cade?

Ecco a voi la Cover!

sibyl ebook


Cosa ne pensate? Fatemi sapere, ovviamente, come sempre!

Alla prossima,

Sara ©

RECENSIONE #111 – CUORE OSCURO DI NAOMI NOVIK.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi ho una novità per voi che trovate in libreria da pochissimo. Ringrazio la Mondadori Chrysalide per avermi inviato questo libro e ve ne parlo subitissimo!!!

cuore2boscuro1Titolo: Cuore oscuro
Autore: Naomi Novik
Pagine: 432
Data di uscita: 26 settembre 2017
Prezzo: 19.50 euro
AUTOCONCLUSIVO
TramaAgnieszka è una contadina diciassettenne goffa e sgraziata che vive insieme alla famiglia in un piccolo villaggio del regno di Polnya. Su tutti loro incombe la presenza maligna del Bosco, che sta progressivamente divorando l’intera regione. Per mantenere al sicuro se stessi e i loro villaggi dalle minacciose creature del Bosco e dai sortilegi mortali che lì si compiono, tutti gli abitanti della valle si affidano a un misterioso e solitario mago noto con il nome di Drago. Quest’ultimo sembra l’unico, infatti, in grado di controllare con la sua magia il potere imperscrutabile e oscuro del Bosco. In cambio della sua protezione, però, l’uomo pretende un tributo: ogni dieci anni avrà la possibilità di scegliere una ragazza tra le diciassettenni della valle e di portarla con sé nella sua torre. Un destino a detta di tutti terribile quasi quanto finire nelle grinfie del Bosco. Con l’avvicinarsi del giorno della scelta, Agnieszka ha sempre più paura. Come tutti dà infatti per scontato che il Drago non potrà che scegliere Kasia, la più bella e coraggiosa delle “candidate” nonché sua migliore amica. Ma quando il Drago comunica la sua decisione, lo sgomento è generale.

RECENSIONE

Bene, bene! Iniziamo subito, lettori.

La storia ha inizio con Agnieszka al villaggio che dice che per quanto si senta narrare del Drago nella sua valle, lui, non mangia le ragazze. In cambio della protezione che lui ha da offrire alla valle dove la nostra protagonista vive, il Drago prende una ragazza diciassettenne e la tiene con se nella torre per dieci lunghi anni.

Agnieszka non è tanto preoccupata per se stessa perché sa già che non verrà mai presa dal Drago: lei è goffa, impacciata e un pò disastrata; è preoccupata che venga portata via la sua migliore amica Kasia che, a detta di tutto il paese, è la candidata perfetta per essere scelta dal Drago: è gentile, ha portamento, temperamento e coraggio da vendere. Tutti si preparano per il giorno della scelta e quando tutti si trovano di fronte il potente mago chiamato Drago hanno paura di essere portate via, tutte tranne Kasia, che già conosce il suo destino. La scelta del Drago, però, non ricadrà sulla giovane e aggraziata Kasia ma sull’impiastro di Agnieszka e lo sgomento è generale. Il Drago la porta via con se e lei comincia la sua nuova vita, all’interno della Torre. Agnieszka non è come le altre ragazze: la torre gli sta stretta e il Drago è tutto men che meno simpatico. Ma questo è solo l’inizio di un’avventura fantastica, fatta di magia, amicizia, amore e il Bosco.

Si, avete capito bene… Il Bosco è il nemico e si sta espandendo. Voi avete paura del Bosco? Ce la farà Agnieszka assieme al Drago a sconfiggerlo? Riuscirà a salvare il suo villaggio? 

«Ma non ci sono siepi!» ruggì lui. «Secondo me…» esordii con fare pensoso, parlando all’aria «… la colpa è del fatto che passi troppo tempo da solo, al chiuso, dimenticandoti che gli esseri viventi non restano sempre dove li metti». Impietrito dalla rabbia, mi ordinò di lasciare la stanza.

La trama è veritiera in ciò che accade all’inizio ma non c’è il fulcro di tutto. Non accenna al Bosco ed al fatto che è da esso stesso nasce la cosa. Che lui si propaga e contagia.

Risultati immagini per uprooted

La copertina? Posso dire che quella italiana, rispetto a tutte le altre, è semplicemente orribile?! Guardate queste due di lato. Non le trovate bellissime? Addirittura non saprei quale scegliere. Il titolo, invece, è stato completamente cambiato. In inglese era Uprooted e significa Sradicato/a. Secondo il mio modesto parere sarebbe potuto rimanere il titolo originale, ecco tutto.

L’ambientazione è la valle in cui il Bosco imperversa e la protgonista vive in uno dei tanti paesini appartenenti alla valle stessa, chiamato Dvernik. E’ un ambientazione inventata e decisamente particolare. L’epoca sembra piuttosto antica, fatta di re e soldati, enormi castelli, torri e imponenti montagne, quindi direi una sorta di Medioevo.

E mentre gli uomini che invece erano venuti mi guardavano, lì in piedi accanto al Drago, io non avrei saputo definire cosa passava sui loro volti. Portavo di nuovo abiti normali, eppure anche andandosene continuavano a osservarmi… Non con ostilità, ma nemmeno come  uno di loro avrebbe normalmente guardato la figlia di un taglialegna di Dvernik. Era lo stesso tipo di sguardo che avevo rivolto io al principe Marek la prima volta che lo avevo visto. Mi osservavano e riconoscevano in me un personaggio uscito da una storia, che poteva passarti accanto ed essere scrutato, ma non apparteneva alla tua vita. 

I personaggi che vengono introdotti sono molti ma io vi parlerò dei principali che troveremo all’interno di questo volume.

Agnieszka o meglio Nieszka è una ragazza davvero unica nel suo genere. Non è utile in niente se non a sporcarsi continuamente ed essere davvero fastidiosa. Ma in qualsiasi cosa farà, con o senza l’aiuto del Drago, riuscirà nell’intento. 

Il Drago non è un vero e proprio drago con le ali e tutto il resto. Per quanto il nome possa trarre in inganno, e credete ha ingannato anche me – non avendo letto tutta la trama PRIMA di iniziare la lettura, ahimè come faccio sempre – è un mago. E’ un uomo chiuso, silenzioso e irascibile ma ha un lato sensibile. E’ potente e risoluto. Riuscirà a mettere in riga la giovane protagonista?

 

Immagine correlata

Kasia è la migliore amica di Nieszka. Lei sa fare qualsiasi cosa, è educata, è coraggiosa, sa cucinare, … e sarà all’interno del volume una parte fondamentale, che muove un pò tutto. Ho apprezzato molto questo  personaggio, che in punta di piedi, fa molto all’interno del volume e aiuta la protagonista in più di un’occasione senza mai tradirla. Una vera amica su cui contare.

 

—> [Ho trovato questa FanArt che vedete di lato nel Web e si dica rappresenti Nieszka e il Drago. Beh Nieszka più o meno nella mia mente è stata così ma il Drago nella mia testa aveva i capelli lunghi, lisci e neri; un tipo un pò lugubre, tipo i cantanti metal. (Lo so che ora starete ridendo ma non chiedetemi perchè!)]

«Stai bene?» chiesi. «Mi ha detto di non temere di essere ancora corrotta». La bocca le si mosse piano, il fantasma di un sorriso. «E che  se potevo temere di esserlo, probabilmente non lo ero». Poi, ancora più inaspettatamente aggiunse: «Mi ha detto anche che gli dispiaceva che avessi paura di lui… Paura di essere scelta, intendo. E che non prenderà più nessun’altra».

Risultati immagini per gif  bosco oscuroIl perno centrale più che la torre del drago e la protagonista principale è il Bosco. Il Bosco cattura, il Bosco si espande, il Bosco contagia. Non c’è fine alla sua ira, non c’è fine al suo propagarsi. Chi potrà fermarlo? Lo scoprirete leggendo.

Lo stile utilizzato è stato semplice, quasi una fiaba, ma a dir poco scorrevole e molto lento. In certi momenti il libro sembrava non finire mai; invece di diminuire, le pagine sembravano aumentare e questo ha un peso rilevante perchè una lettura dovrebbe essere fluida (non dico sempre ma quasi).

Il punto di vista è in prima persona, proprio da Agnieszka. Lei non è stata dei miei preferiti semplicemente perchè viene dipinta come goffa e impacciata, non ha idea di cosa fare ma, come lo fa, ci riesce. Ehm… va beeeneee. Tutta sta fortuna? Che culo*!  Dammene un pò anche a me! (*Scusate il francesismo). Non dico che l’eroe deve essere figo e deve saper gestire la situazione – anche perchè personaggi di questo tipo li detesto – ma questa ha talmente fortuna che gli riesce sempre tutto, non sbaglia mai?

Come potete notare l’antagonista della storia è una cosa bizzarra: Il Bosco (se non l’avevate capito); per quanto possa risultare bizzarro ha il suo fascino.

Ho amato il Drago e mi è dispiaciuto che per buona parte poi venga messo da parte. Che fine fa in quel momento? Perchè sembra essere scomparso e non si preoccupa più di ciò che succede? MISTERO!

Uno dei soldati era un ragazzo della mia età, e si stava dando da fare per lucidare la punta della picca (…). Non sembrava imbronciato o infelice; aveva scelto di diventare un soldato. Forse aveva una storia che cominciava così (…) Anche quella era una storia; avevano tutti delle storie. Avevano madri o padri, sorelle o amanti. Non erano soli al mondo, privi di qualunque affetto. Mi sembrava profondamente ingiusto trattarli come monete dentro la borsa. Avevo voglia di andare a parlare con quel ragazzo, di chiedergli come si chiamava, di scoprire quale fosse realmente la sua storia. Però sarebbe stato disonesto, una concessione gratuita ai miei personali sentimenti. Sentivo che i soldati capivano perfettamente che li trattavamo come numeri, tanti cosà possiamo sacrificarli, tanti così sarebbero troppi, e non come fossero singoli individui.

Complessivamente non è stato male. Ero davvero curiosa di leggerlo e sono rimasta felice di averlo fatto ma non completamente soddisfatta, purtroppo.

Ho diverse considerazioni da fare ai fini del voto. Se si considera come storia seria a tutti gli effetti probabilmente avrei dato un voto più basso di quello che ho intenzione effettivamente di dare. Se lo si legge con l’intenzione di un fantasy leggero,  che tende molto più alla fiaba allora posso dire che la votazione va a salire perchè su questo lato è stato efficace. Consiglio? Se apprezzate il genere e volete leggere una fiaba fantasy si ma senza troppe pretese, sappiatelo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie

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Cosa mi dite? Vi piace questo libro? Lo leggerete? Fatemi sapere, sono curiosa!

A presto,

Sara ©