REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #466 – TWO’MORROW DI BEATRICE SIMONETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione di un volume tutto da mostrarvi per i suoi pro e i suoi contro. Quando ho saputo dell’uscita di questo nuovo volume, sono subito corsa nel volerlo leggere e ringrazio la Delrai Edizioni per questa grandissima opportunità. Ecco a voi che ve ne parlo:
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Titolo: Two’morrow
Autore: Beatrice Simonetti
Pagine: 289
Data di uscita: 26 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3l8frUw
Trama: Boston, 2049. Lowell è un ragazzo al servizio della Terrorism Prevention Unit, più conosciuta come TPU. Il suo compito è quello di anticipare i reati dei soggetti che gli vengono sottoposti dall’unità anticrimine. Lui, infatti, è un anomalo, fa parte di quei pochi esseri umani che, a causa di una mutazione genetica, nascono o sviluppano capacità incredibili. Lowell, tramite il contatto cutaneo, riesce a vedere il futuro di chi lo tocca e a estrapolare il materiale che servirà poi per condannare o assolvere l’imputato. In una lotta continua per ritrovare la stabilità e il rigore, lui capirà che le carte in tavola possono essere sempre rimescolate. È l’incontro con una ragazza qualunque a fargli comprendere questo, Myrtie. Collegiale dall’animo sensibile, molto timida, la giovane è cresciuta senza una madre e con la sola guida di un padre assente, pezzo grosso della TPU e grande nemico degli anomali.

RECENSIONE

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La storia ha inizio il giorno di un grande disastro in cui gli anomali hanno ucciso tantissime persone e Beth, si è ritrovata ad assistere alle trasmissioni televisive di queste barbarie ingiustificate. E’ il 2032 ma oggi, a distanza di tanti anni è Lowell, un giovane anomalo da sempre al servizio della TPU, la Terrorism Prevention Unit, assieme a Beth a sventare attraverso il suo potere efferati e possibili criminali nel prossimo futuro. Lowell non sa cosa vuol dire stare fuori la TPU e può solo sognare cosa possa significare per lui una vita al di fuori. Quando gli viene proposta l’occasione scatena una reazione a catena di eventi che neanche lui si aspetta davvero.

Cosa succederà a Lowell e all’interno della TPU? Cosa scoprirà una volta fuori, quando vede il mondo esterno? Cosa cambierà dopo l’incontro con Myrtie?

Era sempre stata contraria alla sperimentazione sugli anomali. La reputava una pratica barbara e inumana, ma più ripensava a quanto appena visto più si sentiva in linea con il pensiero dell’opinione pubblica: quelli non erano esseri umani. Gli anomali e le persone normali non potevano proprio convivere, le sembrò ormai chiaro.

La trama è chiara, interessante e suscita sicuramente curiosità, molta curiosità. Dalla trama il tutto sembra originale, particolare e moooolto moolto carino. Poi dopo aver letto il volume precedente dell’autrice volevo assolutamente sapere come fosse questo.

La copertina è assolutamente incredibile e sono davvero soddisfatta dell’effetto visivo che essa dona al lettore. E’ leggera ma allo stesso tempo i colori scuri creano un contrasto incredibile. La farfalla, la teoria del caos e i due ragazzi all’ombra di una panchina dimenticata dal mondo. Perfetta e rappresentativa. Il titolo di questa storia è particolare, che sembra quasi dire “Due domani“, due finali, due storie, due personaggi e due strade che si possono percorrere, quella facile e quella reale, vera, forte, per i coraggiosi. Un connubio copertina titolo davvero ben fatto, come molti altri titoli della Delrai che colpiscono l’occhio del lettore ancor prima del cuore.

L’ambientazione è Boston, una città particolare e diversa da come la conosciamo ora o da come ne abbiamo sentito parlare; questo per via dell’epoca in cui questa storia è ambientata e varia dal 2032 in cui accade il fatto che cambierà la storia, cambierà la vita degli esseri umani e degli anomali che convivono con loro, sottomettendoli ad una vita che non credevano possibile.

È dura avere degli affetti. Credo che amare qualcuno sia un’inevitabile, logorante condanna. Quando sei solo non puoi soffrire. Quando non hai nessuno al tuo fianco non puoi perderlo, non puoi vacillare e non hai alcun bisogno di strappare e ricomporre il tuo cuore. Io sono così. Un tutt’uno con me stesso.

I personaggi di questa storia, per quanto sembri, non sono tantissimi ma alla fine – e ovviamente – non è la quantità che fa la qualità. I personaggi sono ben delineati e ben strutturati, coinvolgono e colpiscono. Fra i più vicini ai nostri due punti di vista troviamo Beth e Voltage che fanno anche loro parte della TPU e che scopriremo nel corso della lettura.

Lowell è un’anomalo. Ha un potere non indifferente, difficile da trovare e sempre più raro fra gli anomali. E’ un veggente. Ovvero riesce, tramite il semplice contatto a pelle a vedere il futuro e capire così, se una persona risulterà pericolosa per la società o per le persone che la circondano. Sembra essere una cosa molto bella ma Lowell è sempre stato solo, chiuso in una piccola stanza del TPU vigilato 24h su 24 e si ritrova a soffrire di ansia, di sentirsi solo, da sembrare apatico e poco incline a stare assieme agli altri. Un personaggio emblematico che cambierà e si scioglierà nel corso della storia per via delle scelte che si troverà ad affrontare.

Myrtie è una ragazza semplice, fragile e tremendamente timida. Chiusa in sé stessa, dopo la morte di sua madre ha sperato sempre di riavvicinarsi a suo padre, invano. Il lavoro l’ha portato sempre più distante da lei e lei, a un certo punto, a smesso persino di provarci. Da sempre innamorata di Alan, uno dei ragazzi più disinibiti e carini del corso di teatro, cerca di esporsi seppur risulti quasi sempre imbranata e impacciata. Una ragazza che sboccerà nel corso di questa storia.

«Nonostante l’amarezza, una parte di me ne era felice. Avrei fatto ritorno alla TPU e la mia vita sarebbe tornata alla monotonia di tutti i giorni. Poi ti ho vista seduta su quella panchina e ho mandato all’aria tutti i miei buoni propositi. Mi sono appoggiato a te e ho pensato che fosse bello condividere finalmente pensieri con qualcuno» riprende fiato e distende le braccia lungo i fianchi. «La verità è che in questo mondo grigio almeno tu hai rappresentato una luce. Ci conosciamo a malapena, lo so, eppure mi sembrava di sapere di te da sempre.»

Il perno centrale di questa storia, per quanto si pensi possano sembrare la lotta tra anomali e esseri umani, sembra concentrarsi molto più su Lowell e sulle sue emozioni, su ciò che vuole o quanto meno vorrebbe essere. Sulla vita, sulle cose che cerca di donarci e su quali siano le effettive possibilità che abbiamo.

Lo stile utilizzato, rispetto al suo primo volume sembra leggermente mutato in una direzione più semplice e meno artificiosa, sicuramente scorrevole e fluida, in questo caso in prima persona dal punto di vista dei due personaggi protagonisti.

Il personaggio di Lowell all’inizio si contraddice. Si presenta come un personaggio apatico, dedito al suo lavoro e concentrato su quello che svolge e poi lavorativamente parlando si lascia sopraffare da determinate cose e soffre di tanti problemi. Le problematiche con cui si trova a combattere all’inizio posso ben comprenderle perché le ho passare anche io però non riesco a capire fino a che questo giustifichi il resto. Per il resto resto perplessa se il messaggio della storia passi come una mera e pura differenza anomalo – normale e quindi la storia è quindi l‘epicentro della storia si basi su questo o se l’autrice volesse affrontare molto altro senza riuscirci. In effetti speravo che fosse molto più presente il lato distopico o fantastico, che la società fosse meglio rappresentata, come il mondo fosse composto del tutto e perché, che fossero chiariti tutti i dubbi che si mettono in campo costruendo questo tipo di mondo. Invece non è stato così e ci si è concentrati su tutt’altro. La cosa infatti mi ha spiazzato e mi sono ritrovata a leggere una storia che, sembra essere differente.

Il personaggio di Voltage non si capisce in quale direzione propenda. All’inizio sembra essere un personaggio abbastanza distaccato da ciò che lo circonda. Poi sembra mettere in ridicolo determinate cose e poi si redime. La storia più che essere concentrata su Lowell sembra incentrati su questo personaggio decisamente dalle idee poco chiare e lascia al lettore dei veri e propri punti interrogativi.

La storia è confusa e non aleggia il mistero e la suspance che speravo. Mi spiego. All’interno della storia risulta fin da subito comprensibile che alcuni personaggi erano incastrati con altri, quindi fin qui, la storia non fa trasparire curiosità ma sembra essere abbastanza scontato. Per quanto riguarda la confusione, invece, intendo, come ho detto prima, la storia non lascia molto intendere sul punto di vista della storia e le varie scelte che prendono i personaggi, sicuramente del tutto discutibile.

Il tema che l’autrice voleva utilizzare è percepibile, forte e distinto. Il fatto dell’anomalia come qualsiasi tipo di diversità che possiamo percepire nel nostro tempo, anche se non si esattamente se è quello che l’autrice volesse intendere per questa storia.

La lettura, quindi, è carina ma non ha coinvolto come speravo. Questa volta è un Ni.

«Non dovevi aspettarti grandi cose da lui. Non dovresti mai aspettarti niente dalle persone, in generale.» Le persone sembrano tante cose, talmente tanto infatuate dell’immagine di loro stesse da proiettare le loro idee su chi hanno di fronte. Sono l’illusione più artificiosa che ci sia, l’allucinazione perfetta. «Neanche da te? Non devo aspettarmi niente neanche da te?» mi chiede lei.

Il libro è sicuramente ben scritto, leggero e di piacevole lettura. Dopo Rodion mi aspettavo una storia forte, che colpisse, invece in alcuni punti confonde e non conclude ciò che si sperava. Consiglio a chi cerca una lettura di scoperta di se stessi e di rinascita, di cambiamento.

Beatrice Simonetti ci lascia alle porte di una città divisa in due, in cui nonostante si cerchi di sventare gli attentati e si cerchi di limitare la morte ingiustificata si capisce quanto sia fragile e flebile il futuro. Quanto una piccola cosa possa cambiarne altre e quanto questo irrimediabilmente coinvolga tutto. Da scoprire.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Leggete le altre recensioni, vi aspettiamo ovviamente:twomorrow


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Cosa ne dite? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente!
A presto,
Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA // PREVIEW REVIEW (#465) – THE ADOPTION DI ZIDROU & MONIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di una graphic novel che è riuscita ad emozionarmi, a toccare delle corde fantastiche e di cui ringrazio sia Netgalley che la Casa editrice Diamond Book per avermi permesso la lettura. E’ un piccolo gioiello che spero verrà portato in Italia. Merita tantissimo. A voi:

81tzdiexlklTitolo: The adoption
Autore: Zidou, Arno Monin
Data di uscita:  
Editore: Diamond Book Distributors
Lingua: INGLESE

Link d’acquisto: https://amzn.to/3kPWlCh (Su Amazon è suddiviso in due volumi separati ma io ho letto la versione integrale comprensiva di entrambi i volumi)
Trama originale: When aging Gabriel’s son and daughter adopts an orphaned girl from Peru, Gabriel doesn’t know what to think of this foreign child who isn’t of his own blood. Besides, he was barely much of a father to his own son… how is he going to take to being a grandfather? The story is made up of moments of sharing between the grandfather and the granddaughter, as well as various interactions around this dilemma with his wife, his lifelong friends, and his own son himself. But when surprise twists complicate matters, true feelings blossom and Life takes on a whole new palette. A comic book filled with love in which we discover this old man gradually becoming a grandfather and allowing himself to be tamed by an absolutely adorable little girl.

Trama tradotta da me: Quando il figlio e la figlia di Gabriel, anziani, adottano una ragazza orfana dal Perù, Gabriel non sa cosa pensare di questa bambina straniera che non è del suo stesso sangue. Inoltre, era a malapena un padre per suo figlio… come pretenderà di essere un nonno? La storia è composta da momenti di condivisione tra il nonno e la nipote, nonché varie interazioni su questo dilemma con sua moglie, i suoi amici di una vita e suo figlio stesso. Ma quando colpi di scena a sorpresa complicano le cose, i veri sentimenti sbocciano e la vita assume una tavolozza completamente nuova. Un fumetto pieno di amore in cui si scopre questo vecchio gradualmente diventando un nonno, lasciandosi conquistare con una bambina assolutamente adorabile.

RECENSIONE

La storia ha inizio in Arequipa, in Perù. Un terremoto di 8.4 in scala Richter ha devastato il paese e il signor Gabriel, un signore ultra settantenne,  lontano miglia e miglia da lì in un altro paese, guarda le notizie non immaginando che a breve conoscerà sua nipote adottiva, arrivata proprio da quella terra devastata. Il suo nome è Quinaia e questa dolce e piccola bimba non sembra andargli a genio, non apprezzando le scelte di suo figlio che si distanziano molto dalle sue. Nonostante quanto detto e sostenuto dall’anziano signore si avvicina molto alla piccola Quinaia riscoprendo valori che credeva perduti e cose che non credeva fossero possibili. Ma anche questo strano equilibrio verrà stravolto prima o poi.

Cosa succederà a Gabriel e alla piccola Quinaia? Di quali consapevolezze si farà carico l’anziano nonno? Cosa avremo modo di scoprire nel corso di questa dolcissima e bellissima lettura?

The Adoption – Magnetic Press

La trama è semplice e spiega velocemente ciò che ci troveremo di fronte. E’ semplice e intuitiva, così come dovrebbe essere per una graphic novel, ovvero non raccontare troppo per non evitare di dire troppo.

La copertina è qualcosa di sensazionale e unico nel suo genere. Mi ha chiamato a sé già solo guardandola. Racchiude molto più di quello che vuole dire e riassume un po’ buona parte di questo volume. E’ una copertina dolcissima, con un nonno che guarda la nipote adottiva con uno sguardo strano, quasi fosse una cosa misteriosa e incomprensibile. Il titolo, da un valore aggiunto alla copertina e rende l’idea di ciò che cerca di comunicare anche se la storia dice molto di più e le tematiche trattate si concentrano non solo sul fatto dell’adozione ma sull’essere nonno, sull’essere una persona e sul riscoprire parte di se stessi. Una connubio indistruttibile a mio parere.

L’ambientazione si divide in due parti e non posso dire quali perché spoilererei parte del volume. Posso dire che inizia a casa del nonno Gabriel e si concentra agli inizi nella città dove lui vive per poi spostarsi per via di vicissitudini legate alla storia; l’epoca è moderna, contemporaneo, ai giorni nostri.

The Adoption – Magnetic Press

I personaggi di questa storia sono diversi anche se quelli assolutamente centrali ed effettivi sono pochi e si contano effettivamente sulle dita di una mano. Trovo incredibile la leggerezza del personaggio di Quinaia ed il cambiamento che subisce colui che si ritrova come nonno acquisito. A fare da sfondo i figli di Gabriel e sua moglie che cerca di dissuaderlo dall’essere così distante da tutto, la comitiva dei Gee Gee, gli amici di Gabriel e l’uomo che andremo a scoprire nella seconda parte del volume.

Gabriel, infatti, è un nonno ormai in pensione e si presenta fin da subito come scorbutico, poco incline all’adozione di questa nipote, restio a veder suo figlio fare un lavoro diverso dal suo e di aver mandato perduta l’attività di famiglia, nella macelleria dove lui lavorava da 50 anni. E’ un uomo che riscopre se stesso all’interno di un legame particolare, davanti agli occhi di una bambina che sembra adorarlo nonostante lui cerca a tutti i costi di mantenerla a distanza. Un personaggio che si scopre pagina dopo pagina, cambiamento dopo cambiamento.

The Adoption' Coming From Magnetic Press This Summer | Hollywood Reporter

Il perno centrale di questo volume non è solo il semplice rapporto nonno – nipote ma anche il cambiamento che tutto questo apporta nell’uomo che si troverà ad affrontare determinate situazioni e determinati scalini che non credeva di avere davanti a sé. Una storia completa e particolare, assolutamente da scoprire.

Lo stile e la grafica proposte e utilizzate in questo volume sono uniche e meravigliose. Si nota il tocco di Zidrou dopo aver letto per Bao Un’estate fa, in cui il tratto distintivo è lo stesso, unico e inimitabile. Queste illutrazioni hanno il suo marchio e si vede a un miglio di distanza. Apprezzo molto il suo tratto, i suoi disegni e i colori utilizzati in questa storia che rendono giustizia alla storia che Monin sembra aver strutturato assieme al disegnatore Zidrou.

La storia sembra essere suddivisa in due parti. Infatti su Amazon (In Italia almeno) ho notato che ci sono due diversi volumi di questa storia raccolti in un unico volume per Netgalley. Sinceramente vi consiglio la lettura di entrambi anche perché altrimenti non saprete mai come andrà a finire. In questa versione non c’è uno stacco a livello grafico ma a livello di storia, non rappresentato e quindi non annunciato ma che si capisce prendendo piede con la storia, che ci spiega cosa succederà. La divisione è repentina ma la storia non perde il messaggio o la validità delle tematiche trattate mantenendosi sullo stessa storia ovviamente.

Le tematiche sono semplici ma allo stesso tempo decise e forti agli occhi del lettore. E’ un viaggio alla scoperta dell’essere nonno ma anche di diverse cose: di ciò che ha sempre valutato in maniera sbagliata, di ciò che non è stato abbastanza e di ciò che vuole essere adesso, fino alla fine dei suoi giorni. La rinascita e le scoperte di un uomo che si era chiuso in un mondo in cui difficilmente lasciava entrare qualcun altro. Ed è proprio l’arrivo della piccola Quinaia a smontare gli equilibri e a permettere al nonno Gabriel di cambiare. Ci saranno anche delle scoperte che mineranno questo rapporto ma tutto colpisce e piace per come viene trattato e sistemato a livello di storia e illustrazioni.

The Adoption – Magnetic Press

Il libro è unico e inimitabile, assolutamente tenera e da leggere. Consiglio a tutti gli amanti delle grapich novel – e di chi legge in inglese con la speranza che venga portato presto in Italia – di leggere questo volume. Consiglio, consiglio, consiglio.

Zidou e Monin scrivono e illustrano una storia di amore, scoperta e  redenzione. Una storia adorabile su tutti i fronti che ho apprezzato tantissimo. Aprite il cuore anche voi alla piccola Quinaia, vi conquisterà.

Il mio voto per questo libro: 5 balene.

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Si ringrazia Netgalley e la casa editrice per la copia omaggio

ENGLISH REVIEW

The story begins in Arequipa, Perù. An 8.4 Richter scale earthquake devastated the country and Mr. Gabriel, a gentleman over seventy, miles and miles away from there in another country, watches the news not imagining that he will soon meet his adopted granddaughter, who came from that very land devastated. Her name is Quinaia and this sweet and little girl does not seem to like him, not appreciating the choices of his son that are far removed from his. Despite what was said and maintained by the elderly gentleman, she is very close to little Quinaia, rediscovering values ​​that she believed lost and things she did not believe were possible. But even this strange balance will be upset sooner or later.

What will happen to Gabriel and little Quinaia? Which awareness will the elderly grandfather take on? What will we be able to discover in the course of this sweet and beautiful reading?

The plot is simple and quickly explains what we will face. It is simple and intuitive, as it should be for a graphic novel, that is, don’t tell too much so as not to avoid saying too much.

The cover is something sensational and one of a kind. He called me to him just by looking at her. It encompasses much more than it means and sums up a good part of this volume. It is a very sweet cover, with a grandfather who looks at his adoptive granddaughter with a strange look, as if it were a mysterious and incomprehensible thing. The title gives an added value to the cover and gives an idea of ​​what it tries to communicate even if the story says much more and the issues dealt with focus not only on the fact of adoption but on being a grandfather, on being a person and about rediscovering a part of themselves. An indestructible combination in my opinion.

The setting is divided into two parts and I can’t say which ones because I would spoil part of the volume. I can say that it starts at the home of grandfather Gabriel and initially focuses on the city where he lives and then moves on through vicissitudes linked to history; the era is modern, contemporary, to the present day.

The characters of this story are different even if those absolutely central and effective are few and can actually be counted on the fingers of one hand. I find it incredible the lightness of Quinaia’s character and the change that the one who finds himself as grandfather undergoes. In the background the children of Gabriel and his wife who tries to dissuade him from being so distant from everything, the group of Gee Gee, Gabriel’s friends and the man that we will discover in the second part of the volume.

Gabriel, in fact, is a grandfather now retired and immediately presents himself as grumpy, not inclined to adopt this granddaughter, reluctant to see his son do a different job from his and to have sent the family business lost, in the butcher shop where he had worked for 50 years. He is a man who rediscovers himself within a particular bond, in front of the eyes of a little girl who seems to adore him despite the fact that he tries at all costs to keep her at a distance. A character who is discovered page after page, change after change.

The central pivot of this volume is not only the simple grandfather-grandson relationship but also the change that all this brings to the man who will face certain situations and certain steps that he did not believe he had in front of him. A complete and particular story, absolutely to be discovered.

The style and graphics proposed and used in this volume are unique and wonderful. You notice the touch of Zidrou after reading for Bao A summer ago, where the distinctive trait is the same, unique and inimitable. These illutrations have his own brand and it shows from a mile away. I really appreciate his stroke, his drawings and the colors used in this story that do justice to the story that Monin seems to have structured together with the illustrator Zidrou.

The story appears to be divided into two parts. In fact on Amazon (In Italy at least) I noticed that there are two different volumes of this story collected in a single volume for Netgalley. I honestly recommend reading both of them also because otherwise you will never know how it will end. In this version there is no detachment on a graphic level but on a story level, not represented and therefore not announced but which can be understood by taking hold with the story, which explains what will happen. The division is sudden but the story does not lose the message or the validity of the issues dealt with, obviously keeping on the same story.

The themes are simple but at the same time decisive and strong in the eyes of the reader. It is a journey of discovery of being a grandfather but also of different things: of what he has always evaluated incorrectly, of what has not been enough and of what he wants to be now, until the end of his days. The rebirth and the discoveries of a man who had closed himself in a world where he hardly let anyone else enter. And it is precisely the arrival of little Quinaia to break the balance and allow grandfather Gabriel to change. There will also be discoveries that will undermine this relationship but everything is striking and pleasing for how it is treated and arranged at the level of story and illustrations.

The book is unique and inimitable, absolutely tender and worth reading. I advise all lovers of graphic novels to read this volume. Advice, advice, advice.

Zidou and Monin write and illustrate a story of love, discovery and redemption. A lovely story on all fronts that I really enjoyed. Open your heart to little Quinaia, she will win you over.

My rating for this book: 5 stars.

**I received this book from Netgalley
and the publisher in exchange
to an Honest reviews**

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Cosa ne dite?

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL # – BE MY SEROTONIN DI CARENZA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Siete pronti per un nuovo libro? Ecco a voi una nuova scoperta che spero possa piacervi e che possa allietare le vostre giornate. Pronti a scoprire anche la copertina? A voi tutti i dettagli:

Titolo: Be my Serotonin
Autore: Carenza 
Genere: Young Adult F/F
Data di uscita: 03/11/2020
Link: nd
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: 304
Prezzo: eBook 2,99€ – cartaceo 14,90€
Trama: Linda frequenta l’Istituto Fermi ed è pronta ad affrontare la
maturità con il suo spiccato animo sovversivo, quando entra nella sua vita Ale, la nuova docente di chimica. Un colpo di fulmine in piena regola, un amore che gli amici reputano platonico e adolescenziale, oltre che irrealizzabile per via dei quasi trent’anni che le dividono. Linda però si è accorta delle attenzioni che Ale le dedica e non ha affatto voglia di
rinunciare a lei. In uno sfondo femminista e queer, tra docenti fuori dagli schemi, studenti ribelli, proteste e dipendenze, si innesca la rivoluzione
personale di due anime tanto diverse quanto affini, due anime in lotta contro la convenzionalità. Due molecole di serotonina.

COVER

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Biografia autore:

Carenza nasce a Torino nel 1998. Coltiva un forte interesse per la narrazione e per la scienza sin da bambina. Studia per diventare ostetrica ed è attivista LGBT+. Su Instagram e su Facebook gestisce “Polycarenze”, profilo in cui parla di poliamore, di transfemminismo e di Non Monogamie Etiche. Be my Serotonin è il suo romanzo d’esordio.


Che ne pensate? Fatemi sapere che ne pensate mi raccomando! Io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #409 – UNA GIORNATA NERA DI ALDO COSTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Terminato la scorsa settimana, riesco a portarvi finalmente la recensione di questo volume di cui devo ringraziare la Marsilio Editore per avermi permesso la lettura. Sono sicura che lo troverete interessante, un thriller dai tratti opachi ma che fa il suo dovere e colpisce. Ecco che ve ne parlo:
 
downloadAutore: Aldo Costa
Titolo: Una giornata nera
Pagine: 256
Collana: LUCCIOLE
ISBN: 978-88-297-0514-6
Prezzo: Cartaceo 14,00 euro /EBOOK7,99 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/30ePbko
TramaUna brutta costruzione di cemento in equilibrio su un precipizio appare tra le curve della strada costiera. Sarà un bar? Una trattoria per camionisti? È comunque il primo locale pubblico dopo chilometri di curve percorse sotto il peso di un’afa opprimente. L’uomo e la donna viaggiano da ore sotto il sole implacabile, e sono di pessimo umore per qualcosa che è successo la sera prima. Quella breve vacanza avrebbe dovuto riavvicinarli, ma niente sta andando per il verso giusto. Hanno proprio bisogno di un caffè, così decidono di fermarsi. La breve pausa distensiva si prolunga però oltre ogni possibile previsione, caricandosi di una tensione crescente. L’oste, un personaggio sgradevole e untuoso, li stordisce di chiacchiere e continua a servirgli piatti che loro non hanno ordinato. All’arrivo del conto, esorbitante, l’irritazione dell’uomo raggiunge il culmine. È una catena di eventi che sarebbe possibile spezzare in qualsiasi momento, e che invece si dipana inesorabilmente fino all’attimo in cui tutto collassa, così che una giornata storta come ne possono capitare a chiunque si trasforma in un incubo senza ritorno. 

RECENSIONE

gray rock formation beside body of water during daytimeLa storia ha inizio in vacanza, su una statale piena di tornanti in cui un macchina sfreccia veloce. La coppia in macchina è stanca e avrebbero entrambi voglia di un caffè ma, sulla strada, non sembra esserci molto finché non compare alla vista una locanda. Un baro o una trattoria non importa: i due non sono tentati di fermarsi. Quando alla fine si ritrovano ad entrare nella locanda, è lì che comincia la loro giornata, una vera e propria giornata nera. A partire da quell’oste strano, strampalato che fa tutto tranne quello che gli viene richiesto dai due che vorrebbero solo bere un semplice caffè, nulla di più.
 
Cosa succederà a quella locanda fra le scogliere? Cosa renderà la giornata così nera, tanto da cambiare completamente le loro vite? Quanto questa giornata cambierà le loro vite?
 
 
E’ lei a scegliere il tavolino. Preferisce quello incastonato più a fondo nella veranda; è il più lontano dalla strada, per quanto tre passi possano essere compresi nella definizione di lontano. Dal tavolino e dalla veranda si scorge una porzione di montagna. Il mare è da qualche parte, sotto di loro e quasi non si sente. C’è bonaccia.
 
La copertina è assolutamente in linea con il catalogo Marsilio ed è proprio quella che è riuscita a catturare la mia attenzione portandomi proprio su questo volume. Scoprendo poi la sua trama ho scoperto che il tipo di lettura, faceva proprio il caso mio come tutti quegli amanti di thriller psicologici originali e particolari. E’ la trama a coinvolgere il lettore anche se rivela leggermente troppo e sarebbe stata più utile in maniera più concisa e breve.
 
Il titolo di questa storia è assolutamente azzeccato e ci riporta nel pieno della storia presentandolo proprio così com’è. Una giornata nera sarò quella che coinvolgerà la coppia in vacanza come il lettore che leggerà il libro e si ritroverà a condividere con loro questa esperienza.
 
L’ambientazione è una locanda sulla scogliera e l’epoca è assolutamente moderna, in una giornata come tante altre di una qualsiasi coppia in vacanza.
 
L’uomo appallottola lo scontrino e lo getta nel portacenere. Non era previsto. Tra tutte le opzioni possibili, la donna non aveva messo in conto che lui potesse attuare una rimozione così semplice e drastica. E’ un gesto di totale indifferenza quello di buttare lo scontrino. E’ disprezzo puro.
 
aerial photography of coastal rock with big wavesI personaggi di questa storia sono ben definiti e strutturati in modo dettagliato e preciso, con quel mistero intelligente e meticoloso che nasconde i loro segreti svelandoli a poco a poco, così come dovrebbe essere in una storia di questo tipo.
 
I personaggi non hanno un nome, sono Lei e Lui e il terzo incomodo ovvero l’oste e tutto ciò che accadrà alla locanda in cui si fermeranno. Lui e lei sembrano essere due personaggi molto peculiari ed enigmatici, che nascondono qualcosa che si riveleranno mano a mano che leggeremo questo volume assieme a loro. Ebbene si, perchè ci sono dei segreti che sono più grandi e che, prima o poi, rischiano di venire a galla. Due personaggi che sicuramente lasciano qualcosa al lettore.

Non si sente nessuna voce provenire dall’interno. In un certo senso è un bene: non stanno litigando.Esiste però la possibilità che il locale sia più ampio e profondo di quanto appaia all’esterno.

road during daytimeIl perno centrale di questa storia è proprio questa locanda misteriosa fra le scogliere che da a picco sul mare. Un luogo lontano dal chiasso della città, lungo i tornanti di una strada che conduce chissà dove, in un luogo unico e in cui nessuno dei due – Lei o  Lui – possono immaginare.
 
Lo stile utilizzato è articolato, quasi poetico ma allo stesso tempo fluido che si lascia leggere in brevissimo tempo, una manciata di ore è sufficiente.
 
La peculiarità dell’autore è assolutamente quello di non dare dei nomi ai suoi protagonisti, quasi avesse il terrore di affezionarsi loro. Non so il vero motivo della sua scelta ma è assolutamente originale, la prima volta che personalmente mi capita ed anche molto difficile da gestire, nel complesso. Lei, Lui, l’oste. Tre personaggi su cui ruoterà attorno tutta la storia.
 
Nonostante la parte iniziale della trama (perchè io non le leggo mai tutta se non alla fine del volume per evitare possibili spoilerini di qualsiasi tipo) mi abbia messo delle aspettative diverse riguardo a quanto poi si sia effettivamente presentato, il lato psicologico almeno inizialmente tarda a farsi sentire se non uno dei due personaggi principali che sembra lanciare qualche strana avvisaglia. Infatti avrei preferito che questo lato fosse più incisivo e più determinante.
 
Il finale resta sospeso anche se non risulta del tutto aperto. E’ interessante anche se c’è sempre un velo di sospensione che ci porta a chiederci effettivamente cosa possa essere successo in seguito. Sicuramente un thriller originale per il suo modo di presentarsi, per il suo stile narrativo e per i personaggi a cui non viene dato alcun nome.
 
Si avvicina lentamente al baratro. Quando vede il mare, viene colta dalla nausea. La superficie schiumosa è laggiù in fondo, molto più in basso di quanto credesse. Forse sono cento metri, forse di più. Inspira profondamente per ricacciare indietro il panico, poi volta la testa e cerca di intercettare la direzione dello sguardo di lui per sapere dove cercare. Che cosa o chi, lo sa già.
 
Il libro è un piccolo thriller che ci lascia con il fiato sospeso alla ricerca di qualcosa che renda questo giorno indimenticabile, in tutti i sensi possibili. Una lettura che mi sento di consigliare ai palati fini, che cercano un thriller non tanto incentrato sull’azione quanto sul cambiamento nelle poche ore in cui si incentra.
 
Aldo Costa riesce, con la sua scrittura dettagliata e incalzante, a creare una giornata che ha quasi dell’inverosimile. Una giornata come tante altre che può cambiare persino la vita per quanto può cambiare colore.
 
Il mio voto per questo libro è: 3 balene e mezzo.
 
tre e mezzo
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere mi raccomando, io vi aspetto ovviamente.
A presto,
Sara ©

 

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #409 – FIGLI DI VIRTU’ E VENDETTA DI TOMI ADEYEMI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ciao a tutti bei lettori! Oggi sono qui per portarvi il secondo libro di una serie parecchio attesa visto che il primo volume lo abbiamo letto nel lontano 2018. Ringrazio tantissimo la casa editrice Rizzoli per averci permesso la lettura e ringrazio Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento che mi consente di portarvelo oggi. TROVATE LA RECENSIONE DEL PRIMO VOLUME QUI. Ve ne parlo subito:

NB: Il volume è il secondo di una trilogia quindi se non avete letto il primo e volete farlo, non leggete quanto sotto perchè qui e lì potrebbero esserci spoiler dovuti inevitabilmente dalla spiegazione della recensione, come la trama stessa che riporta anch’essa spoiler.

downloadTitolo: Figli di Virtù e vendetta
Autore: Tomi Adeyemi
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy
Data di uscita: 9 giugno 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2YdW9Ue
Trama: Un tempo i magi, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati e di riportare la magia al suo popolo. Conosce i pericoli della sua stupefacente terra, dove si aggirano i leopardi della neve e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua, ma fin da bambina esercita l’arte della lotta e della sopravvivenza ed è pronta a guidare la rivolta.

RECENSIONE

Pin on bibliotheque of feels and fanartLa storia ha inizio laddove è terminata la precedente. La magia è tornata a scorrere nelle vene dei maji e delle persone a cui era stato provato con la forza. Il re è stato assassinato, Inan erede al trono sembra morto ucciso dalle mani di una delle due ragazze protagoniste, Zélie ed Amari, così diverse e così unite per una causa comune. Ora resta solo una cosa da fare per rimettere tutto al proprio posto, imporre sul trono la principessa Amari. Ciò che, però, le due non si aspettano è di trovare tutt’altro al loro arrivo.

Cosa mette a repentaglio la vita e il trono? Cosa sta succedendo a Orisha? Cosa dovranno fare Zelie e l’erede al trono Amari? C’è qualcuno che continuerà a dar loro filo da torcere?

Cerco di non pensare a lui. Ma, quando lo faccio, sento il rumore delle maree. Baba era con me la prima volta che le udii. La prima volta che le ho avvertite. Un po’ come il richiamo di una ninnananna che ci allontanava dal sentiero nella foresta, in direzione del mare. La brezza oceanica mi arruffava i capelli ricci sciolti. Tra le foglie rade filtrava qualche raggio di sole.

Children of Virtue and Vengeance (Legacy of Orisha Book 2 ...La trama è ben scritta, ci presenta bene il volume anche se – devo essere sincera – dopo aver letto il primo volume avevo dei dubbi su come questo potesse effettivamente continuare. Devo ammettere che, nonostante tutto, soni rimasta piacevolmente sorpresa.

La copertina è davvero molto bella e sono felice che lo stile di entrambe sia stato mantenuto come l’originale. E’ stata modificata lo stile della scrittura che nell’originale è molto bello e particolareggiato ma posso dire di ritenermi soddisfatta già che la copertina non sia stata cambiata drasticamente diventando qualcosa di improponibile come avviene spesso nell’editoria italiana. Devo dire che ultimamente tutte le case editrici si stanno impegnando e stanno cercando di mantenere lo stile delle originali quindi punto sicuramente a favore, non c’è che dire. Il titolo è tradotto dall’originale e non posso dire che l’accoppiata con la copertina rende giustizia – in qualche modo – all’originale. Quindi double win.

Book Fanartist — My only ship in Children of Blood and Bone.L’ambientazione di questo libro, come per quanto riguarda il volume precedente, è sempre Orisha, un mondo in cui ci sono vari clan, persone con i caratteristici capelli bianchi che portano dentro di loro l’assopita magia che era stata precedentemente repressa. In questa trilogia l’epoca non è specificata anche se ci sono molti tratti caratteristici di tribù, castelli, comunque cose medioevali se così vogliamo dire.

«Non faccio promesse.» «Fa’ semplicemente del tuo meglio.» Poso la mano sulla sua. «Abbiamo sacrificato decisamente troppo per perdere questa battaglia.»

I personaggi di questa storia sono tanti, incontreremo molti volti nuovi ed avremo modo di approfondirne di vecchi. Conosceremo un nuovo lato di Zélie e uno per quanto riguarda Amari, così legate all’inizio da qualcosa che ora sembra addirittura contrapporle. Ci sarà un terzo personaggio che non mi aspettavo di ritrovare – o che forse non ricordavo che si addentrerà nella lettura e prenderà sempre più piede all’interno della lettura migliorando quanto era in precedenza e mostrandosi sicuramente molto di più.

«Cos’è stato del progetto degli dei?» chiedo. «Cos’è stato della promessa di restare sempre al mio fianco?» «Come posso stare al tuo fianco dopo che Baba è morto per dare maggior potere a quella disgraziata di tua madre e ai suoi tîtán?» «È ingiusto.» Mi bruciano le guance per lo schiaffo delle sue parole. Mi guarda torvo, come se fossi un mostro. Come se fossi stata io a scoccare la freccia che ha ucciso suo padre. «Anch’io ho perso qualcuno in questa guerra.» «Dovrei forse piangere per quel bastardo di tuo padre?»

Il perno centrale di questa storia è incentrato sul risentimento, sulla vendetta, sul ritorno completo della magia nel mondo di Orisha pur di riportare a tutti i maji, ciò che gli è stato tolto con la forza. Dopo anni di soppressioni e soprusi, nessuno è disposto a rimanere in silenzio, è ora finalmente di farsi sentire.

Asma Faizal on Twitter: "I AM SO EXCITED FOR CHILDREN OF BLOOD AND ...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume  precedente utilizzando la prima persona per tutti i personaggi a cui darà voce.

Per quanto riguarda proprio questo, in primo piano di rilevante importanza troviamo sicuramente Zélie anche se è più particolarmente ferita che altro e sembra risvegliarsi passata la metà del volume. Comunque per quanto l’autrice si impegni, non riesce ancora a piacermi completamente. Amari cerca  Per quanto riguarda Inan, credevo ci fossero dei peggioramenti ma il personaggio sembra aver finalmente aver preso piede rispetto al volume precedente.

Per quanto riguarda la tematica del volume in questione riporta le intenzioni del volume precedente mostrandoci una volta ancora quanto le discriminazioni siano ancora presenti e quanto i protagonisti debbano far valere i propri diritti sia per quanto riguarda il popolo stesso e come parte di esso sia per quanto riguarda la magia.

Una lettura dinamica e avvincente che pagina dopo pagina scorre veloce, ci riempie di azione – a volte anche in maniera eccessiva visto che non sembra esserci un momento di vero e proprio respiro – e che sembra maturare in meglio rispetto al precedente volume.

«Mi dispiace per tutto ciò che la mia famiglia ha fatto» continuo, «ma non permetterti di comportarti come se il mio dolore non fosse autentico. Non sei l’unica ad avere delle cicatrici, Zélie! La mia famiglia ha fatto male a me tanto quanto ne ha fatto a te!» 

Il libro è sicuramente un secondo volume determinante, che si fa sentire esattamente come il volume precedente, anche se personalmente ho preferito il primo. Consiglio la lettura della trilogia agli appassionati di fantasy.

Tomy Adeyemi ci rispedisce nel cuore dei protagonisti permettendoci di sentire e percepire con autenticità le emozioni e i sentimenti dei vari personaggi. Una storia di ribellione in cui un popolo cerca di ottenere con le proprie forze tutto quello che ormai sembrava perduto.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la lettura in anteprima in omaggio

Rimanete sintonizzati e leggete le altre recensioni che trovate sul web proprio oggi. Eccole a voi:

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Cosa ve ne pare? Aspettavate questo secondo volume? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

 

SEGNALAZIONE #77 – CADENZE D’INGANNO DI ALESSANDRO SBROGIO’.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Come state? Arriva un nuovo fine settimana ed io porto con me una nuova segnalazione che spero vi interesserà! Ora ve ne parlo subito. Ecco qui:

Risultati immagini per Alessandro Sbrogiò cadenze d'ingannoAutore: Alessandro Sbrogiò
Titolo: Cadenze d’inganno
Editore: Diastema editrice
Pagine: 160
Prezzo: € 14,00

Il giallo musicale che ha vinto il Premio letterario “Lorenzo da Ponte” 2017 (concorso letterario per romanzi musicali inediti)
Trama: E’ certamente l’evento musicale del secolo: non il ritrovamento di una inedita partitura di Bach, di Vivaldi o di Handel, ma l’incredibile scoperta dell’esistenza di un grande e sconosciuto compositore del 1600: Venanzio Storioni, autore di lavori strumentali e vocali di straordinaria bellezza. Fra queste la più entusiasmante sembra “La Creazione”, una serie di concerti per archi e basso continuo riportati alla luce da Arthur Weller, direttore dell’Orchestra di Musica Antica di Venezia, che si prepara a eseguirli in un tour europeo. Ma pochi giorni prima della partenza un violoncellista del gruppo scompare senza lasciare traccia. Viene chiamato a sostituirlo Sauro Parisi, strumentista parmense da poco disoccupato e con un matrimonio alla deriva. Sin dal suo arrivo a Venezia, Sauro si immerge nell’atmosfera barocca della città lagunare, lasciandosi sedurre dal mistero artistico che circonda Venanzio Storioni, ma anche da quello più prosaico e preoccupante della scomparsa del collega. Non solo, Sauro dovrà fare i conti con L’Ars Magna di Attanasio Kircher e l’arte meno nobile dell’omicidio, realizzando che ci sono vicende umane che, come succede in tutte le musiche, sembrano arrivare a conclusione ma inaspettatamente deviano traiettoria e qualcosa ricomincia. Catanese di nascita e trevigiano di adozione, Alessandro Sbrogiò è diplomato in contrabbasso, è stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra prima e della Magister Espresso Orchestra poi. Attualmente si dedica alla composizione e si occupa di progetti culturali e didattici.

ESTRATTO

Cadenze D’Inganno
Cap. 1

La luce rossa iniziò a lampeggiare furiosamente. Istintivamente osservai gli altri viaggiatori: avevano tutti lo sguardo puntato in avanti, verso la cabina di pilotaggio, ma sembravano tranquilli, potevo addirittura vedere le teste ondeggiare curiosamente tutte insieme, come se stessero cantando, anche se nessun suono si udiva nell’aria. Guardai ancora la luce d’emergenza per essere sicuro di non sbagliare, ma continuava imperterrita a segnalare il pericolo imminente. Cercai così di attirare l’attenzione del mio vicino, un giovanotto in vestaglia e ciabatte, con un asciugamano intorno al collo, che mi sorrise imitando il gesto dell’autostop a pollice alzato. Mi sembrò di riconoscerlo e provai a dire qualcosa, ma nessun suono uscì dalla mia bocca. Tentai allora di urlare, ma nulla poteva scalfire il silenzio soffocante che mi avvolgeva; era materiale e palpabile, una melma trasparente e molliccia, entrava in gola, nelle orecchie; opprimeva tutto il corpo. Un silenzio così non l’avevo mai sentito. Poi accadde qualcosa. All’inizio fu solo una vibrazione grave, un suono bassissimo, lo avvertii con il corpo prima che con le orecchie, un dondolio ancestrale e misterioso. Poi si stratificò, si divise in mille oscillazioni diverse, forse è meglio dire voci, ma solo perché avevano una loro coralità, per il resto erano tutt’altro che umane. Non avevano  neanche una provenienza precisa, erano ovunque, potevo sentirle vibrare dentro di me e contemporaneamente le udivo echeggiare a distanza siderale. La paura lasciò spazio alla meraviglia e alla curiosità. Volevo ‘vedere’ quei suoni, sapevo che era possibile. Guardai fuori da un finestrino dalla forma fluttuante che, intuendo il mio desiderio, s’ingrandì fino a scoperchiare il rottame accartocciato che mi stava portando a zonzo per l’universo e li vidi. In un primo momento mi sembrarono meteoriti, luci viaggianti, erano chiare e accecanti, si muovevano caotiche ma senza mai toccarsi. Una di queste si avvicinò e ne potei distinguere le piume bianche come gigli, fuse l’una all’altra dalla velocità; vidi due occhi azzurri semichiusi e luminosi, i riccioli biondi miracolosamente vaporosi e, con la coda dell’occhio, seguii la lunga tunica, così tesa da sembrare di metallo, dorata di un giallo antico. Erano tante quelle creature, e continuavano a moltiplicarsi, come riflessi di luce a pelo d’acqua. Solo allora mi resi conto che non ero più seduto sulla poltrona dell’aereo. Dell’improbabile velivolo non c’era più traccia e stavo ascendendo al cielo, attraverso una galleria di membra e corpi intrecciati, verso un punto ancora più luminoso. Guardando in alto vedevo la scia infinita di gambe e braccia, come se stessi risalendo da un’apnea in un lembo di mare affollato di bagnanti. Ma non ero in acqua e, a ben guardare, nemmeno in cielo, anzi, avevo i piedi ben piantati a terra. Mi trovavo di nuovo nella mia città, più precisamente all’interno di una chiesa: solo il naso e gli occhi erano all’insù, puntati verso gli spazi trascendentali della cupola del Duomo, in salita libera dietro alla Madonna, con il corpo e le orecchie pieni di una musica mai sentita, dentro a quell’incredibile capolavoro visionario che è l’Assunzione di Antonio Allegri detto il Correggio.

BIOGRAFIA

Alessandro Sbrogiò è nato a Catania nel 1963. A 21 anni si è trasferito nel Veneto, dove ha
conseguito il diploma in contrabasso al Conservatorio di Venezia. E’ stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra, con cui ha inciso per Sony Americana e DDG e collaborato con nomi di primo piano nell’ambito della musica antica. Abbandonata l’attività concertistica, si è occupato di progetti culturali e didattici nell’ambito della rete Doc. Contemporaneamente ha proseguito la sua attività di musicista dedicandosi alla composizione, con specifico interesse per il teatro, la danza e il cinema. E’ uno dei fondatori di Magister Espresso Orchestra e con questa formazione ha registrato e prodotto un CD di sue composizioni: Banda Vaga, edizioni Freecom Music.
“Cadenza d’inganno”, vincitore del Premio Da Ponte 2017, indetto dalla Casa Editrice Diastema, è la sua prima pubblicazione.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere con dei bei commentini che io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

BLOGTOUR: ASCOLTA I FIORI DIMENTICATI DI HOLLY RINGLAND – CHI E’ ALICE?

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Lo so, oggi è venerdì e non c’è segnalazione. Infatti ho cambiato giorno proprio per questa tappa di questo BlogTour. Ringrazio la Garzanti per l’opportunità di lettura e Sara di Bookspedia per avermi coinvolto. Ecco qui che vi parlo del libro:

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Titolo: Ascolta i fiori dimenticati
Autore: Holly Ringland
Genere: Fiction
Data di uscita: 31 maggio 2018
Trama: Alice ha nove anni quando la sua vita cambia per sempre. Tutto quello che conosce sparisce in pochi istanti, lasciandola sola. È per questo che sceglie di non parlare più. Ora a prendersi cura di lei c’è nonna June, di cui non sospettava nemmeno l’esistenza. Con la sua passione e il suo entusiasmo, questa donna amorevole insegna ad Alice a coltivare i fiori. Ad ascoltarli e a imparare i loro significati nascosti. Col tempo, quei fiori diventano le sue parole. Il giglio per l’amore che accoglie e protegge. Le campanule gialle per lo stupore che accompagna le novità. L’orchidea nera per i desideri che bruciano in fondo al cuore. Perché solo qui, nel giardino della nonna, Alice si sente davvero al sicuro. Cullata dalla voce dei fiori, con i quali intreccia meravigliose ghirlande per coloro che desiderano fare un regalo capace di curare l’anima. Ma nel cuore di Alice ci sono ancora ferite che chiedono a gran voce di essere ricucite. Nessun fiore è stato in grado di lenirle. E quando il passato ritorna nella sua vita, Alice non può più far finta di niente. Deve tornare là dove tutto è cominciato per portare alla luce la verità e scoprire che, forse, non è sola come ha sempre creduto ma c’è qualcuno ad aspettarla. Solo così potrà rinascere davvero. Solo così potrà finalmente decidere in quale luogo mettere radici, proprio come un fiore che cresce vigoroso dopo la tempesta.
 
L’ultima tappa che conclude questo Blogtour è la mia! La mia tappa è:
 

Chi è Alice?

Immagine correlataAlice è una bambina di nove anni che vive una situazione famigliare decisamente difficile. Vive rinchiusa in casa con sua madre perchè suo padre le tiene sotto chiave e non gli permette di andare neanche in città. Per questo Alice ha studiato a domicilio, non ha mai visto la città in cui vive se non quando è scappata per arrivare in biblioteca e deve stare attenta a come parla e a cosa dice. Suo padre Clem Hart, ai suoi occhi, ha due volti: quello con cui intaglia sculture di legno meravigliose e tiene alla sua famiglia cercando di farle vivere felicemente e l’altro in cui come accade la cosa più stupida comincia a picchiarle e diventa un mostro. Alice non comprende che quell’uomo è pericoloso e potenzialmente malato.

E’ una bambina che è affascinata da tante cose tra cui i libri – sopratutto quelli sulle Silkie – dal fuoco e dalle piante. L’amore per queste ultime proviene da sua madre che quando entrava nel suo giardino sembrava perdersi ed assentarsi. Alice notava il cambiamento si sua madre ed è facilmente associabile al suo con i libri. Alice infatti ha imparato molto da sua madre ma a nove anni la vita di Alice viene sconvolta. 

Un incendio porta via i suoi genitori: Clem, suo padre che aveva due volti e due personalità. Alice ha sempre avuto paura di lui perchè picchiava sia lei che sia madre e Agnes, sua madre che aspettava un bambino, suo fratello. Muore anche il suo cagnolino Toby che lei adorava particolarmente.

Risultati immagini per bambina tra i fioriAlice si risveglia in ospedale e da lì ha inizio una nuova vita nuova per lei, accanto a sua nonna di cui lei nemmeno era a conoscenza. Alice però non ha voglia di parlare, si chiude in un mutismo dovuto in particolar modo dall’incidente e dalla perdita. 

Alice è sicuramente un personaggio straordinario e in qualche momento mi sono rivista in lei, specialmente nel modo in cui ha timore per sua madre e cerca di proteggerla da suo padre. E’ una bambina sveglia, curiosa e piena di cose ancora da imparare. In più è proprio l’amore per i fiori che ha perso e ritroverà grazie alla nonna a farla crescere e permetterle di diventare una bambina migliore.


Seguite qui le altre tappe che spero vi piaceranno molto. Eccole:

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Cosa ne pensate? Spero di avervi incuriosito abbastanza e che vi piaccia! Ne saprete di più con la recensione.
A presto,
Sara ©

COVER REVEAL – LA DODICESIMA CLESSIDRA DI ISABELLA VINCI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Oggi ho per voi un cover reveal molto interessante per Lettere Animate che spero vi piaccia. La segnalazione di questo venerdì è scalata alla prossima settimana. Ecco qui il nuovo libro in uscita e la sua cover:

Autrice: Isabella Vinci
Editore: Lettere Animate
Genere: Paranormal romance
Pagine: 276
Prezzo cartaceo: 14€
Sinossi: Mar dei Caraibi, 1850. Lady Emerald Blacksmith è
in fuga da un matrimonio con un uomo riprovevole, quando viene catturata dal
corsaro Benedict Rose. Ma il loro nemico comune li unirà in una battaglia
contro l’ingiustizia. Benedict non è chi dice di essere, ma anche lei nasconde
un segreto. Ecco perché non può cedere al fascino indicibile di Benedict e deve
tenerlo a distanza. Ma il passato è dietro l’angolo e chiama a gran voce la
ragazza. Un’antica popolazione, un’isola impenetrabile, bambini da salvare,
misteriose e alquanto inquietanti profezie, sembreranno volersi frapporre alla
passione che inesorabile nasce tra i due. Il viaggio di Emerald e Benedict è
molto più arduo di ciò che credevano. Riuscirà il loro amore a superare le
terribili prove a cui sarà sottoposto?
Dodici sono i Custodi dell’Isola,
dodici le clessidre.
E la sabbia della dodicesima ha appena iniziato a
scorrere.
 

Biografia

Isabella Vinci, classe ‘88. Terapista della Neuropsicomotricità e dottoressa in Psicologia e Neuroscienze cognitive. Lavora presso un centro di riabilitazione alla periferia di Roma. 
Appassionata lettrice dall’età di sette anni, ha iniziato la sua carriera di scrittrice con i diari segreti all’età di dieci. Ha una vera e propria ossessione per il fantasy, la fantascienza e i romance. Partecipa dal 2014 ai corsi di scrittura creativa di Cinzia Tani. 
Ha partecipato con alcuni racconti alla pubblicazione di diverse antologie. Nel novembre 2015 ha vinto il concorso Narratopoli per la sezione Romance con il racconto Dieci passi verso te. Cronache della Stirpe Nascosta è il suo primo romanzo urban fantasy, pubblicato da Lettere Animate ad aprile del 2016. La notte dei desideri, pubblicato a luglio del 2016 da Augh Edizioni (Gruppo editoriale Alter Ego), è il suo primo libro per bambini.  Collabora con un blog letterario, Il confine dei libri, e con un sito di intrattenimento dedicato alle donne di ogni età, Tratto Rosa.


Cosa ne pensate di questo volume? Fatemi sapere con un commentino, io vi aspetto!

A presto,
Sara ©
 

 

RECENSIONE #161 – U4. KORIDWEN DI YVES GREVET.

BUON POMERIGGIO PICCOLE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi sono qui per proporvi un nuovo romanzo, stavolta edito Garzanti, che ringrazio per avermi permesso la lettura. Trovate la tappa del BlogTour relativo a questo libro QUI se ve lo siete perso. Per il resto ecco qui la recensione di questo libro, purtroppo non positiva:
27497860_10216247430084783_841778513_nTitolo: U4. Koridwen
Autore: Yves Grevet
Editore: Garzanti
Genere: Distopico
Data di uscita: 1 marzo 2018
Link d’acquisto: http://amzn.to/2pfGwel
In un mondo colpito da un virus mortale, il destino dell’umanità è in mano a quattro ragazzi
Trama: Il mondo è popolato solo da adolescenti dai 15 ai 18 anni. Gli unici sopravvissuti fino ad ora al virus U4. Tra loro Koridwen che vive in una fattoria isolata in Bretagna. La ragazza piano piano da sola prova a rimettere in piedi la sua vita. Fino al giorno in cui tutto cambia. Fino al giorno in cui scopre di essere la prescelta per fermare il virus nella sua corsa mortale. Koridwen non capisce perché abbiano pensato proprio a lei. Ma non può non rispondere all’appello di quel messaggio misterioso: deve trovarsi il 24 dicembre a mezzanotte sotto l’orologio più antico di Parigi. Koridwen ha paura, eppure sa che c’è un’unica cosa che può darle la forza per affrontare il suo destino: il ciondolo che sua nonna le ha regalato che si rivelerà un fondamentale talismano. Quello che trova arrivata nella capitale francese è una realtà totalmente nel caos: il cibo scarseggia, le comunicazioni sono impossibili, non c’è elettricità e i monumenti più importanti della città come la Torre Eiffel, l’Arco di trionfo e il Sacro Cuore vengono presi d’assalto. Koridwen deve fare di tutto per proteggere la sua vita e raggiungere il luogo dell’appuntamento. Ma non è sola. Con lei altri tre ragazzi che come lei sono i prescelti: Jules che ha tra le mani segreti che non può svelare; Stephane che è convinta che il padre medico non sia morto e Yannis pieno di voglia di vendetta per la morte della sorellina. Tutti insieme sono l’unica salvezza per l’umanità.

RECENSIONE

Immagine correlata

La storia ha inizio con la una notizia sul virus U4 e di come si diffonde in Europa. Un messaggi arriva ai giocatori di Warrior Of Time prima che la corrente si stacchi definitivamente: Koridwen è una dei 4 Esperti di WOT e deve recarsi a Parigi il 24 Dicembre a mezzanotte assieme a Jules, Yannis e Stephane. Gli unici sopravvissuti all’epidemia sembrano essere gli adolescenti e Koridwen si ritrova a vivere da sola nella sua fattoria di famiglia con l’unica compagnia degli animali. Per combattere la sua solitudine va a cercare suo cugino Max e lo salva portandolo con se in viaggio verso Parigi, verso l’ignoto che li attende. Ben 541 chilometri in cui ne va della salvezza di tutti.

Cosa succederà a Parigi? Perchè i 4 ragazzi hanno ricevuto questa mail? Chi ha diffuso questo virus? Cosa succederà alla nostra protagonista?

Da: Game master A: Esperti Questo è probabilmente il mio ultimo messaggio. Poco alla volta, le connessioni stanno saltando in tutto il mondo. Tenete viva la speranza. Siamo pur sempre i Guerrieri del tempo. E io conosco il modo per tornare indietro. Lo conosco da sempre. Ma non posso farlo da solo. Ho bisogno di voi. Insieme potremo riscrivere il passato ed evitare così la catastrofe. Credete in me, credete in voi e sconfiggeremo il più potente dei nemici: il virus. Ci vediamo il 24 dicembre, a mezzanotte, sotto il più antico orologio di Parigi. Khronos

La trama è ben scritta ma forse un tantino troppo dettagliata. Avrei sicuramente decimato le righe e l’avrei resa più leggera ai fini delle spiegazioni. Sulla trama tenderei ad essere diretta e dritta al punto invece in alcun punti si è divagato troppo, secondo mio parere. Però almeno non ci sono spoiler, questo posso garantirlo.

La copertina, personalmente non mi fa impazzire, ma almeno è stata mantenuta come l’originale e questo devo dargliene atto. Non pensavo, sinceramente, che la Garzanti avrebbe pubblicato libri di questo genere visto che si orienta quasi sempre su altro ma sono felice che sia stato portato da loro un genere diverso e che abbiano mantenuto tutto così com’è senza stravolgere nulla. Per il titolo, vale lo stesso che per la copertina. E’ stato mantenuto come l’originale e non posso dire nulla su questo. U4 è il virus che si diffonde nel mondo e Koridwen è la protagonista di questo libro, uno dei quattro di questa saga.

L’ambientazione si muove tra un piccolo paese della Bretagna, Ménesguen, vicino a Morlaix, dove Koridwen vive alle strade di Parigi, in cui gli Esperti come lei sono stati reclamati per cercare di risolvere quanto gli è possibile. L’epoca sembra essere post-moderna, quindi diciamo ai giorni d’oggi ma in un futuro apocalittico.

Tace un istante, quindi mi chiede: «E tu, Kori? Tu a cosa ti aggrappi?». Esito a darle una risposta che non ho mai formulato nemmeno a me stessa. Temo che esprimendola ad alta voce possa capire quanto sono assurde e vane le ragioni che mi hanno portata a Parigi. «Mi aggrappo alle parole di mia nonna, che mi ha detto che avevo una missione da compiere, che la vita dell’umanità dipendeva da me… e che di conseguenza non avevo il diritto di morire.» Non oso sollevare la testa per paura di cogliere un lampo di pietà o di scherno nei suoi occhi. Camille mi parla invece con dolcezza, con un tono che mi sembra sincero: «Una settimana fa, se tu non fossi intervenuta, la mia vita e quella di Nico avrebbero potuto finire dentro un R-Point. Quindi fai bene a credere alle parole di tua nonna».

I personaggi durante il corso della lettura sono stati diversi ma i principali, senza ombra di dubbio sono stati essenzialmente due.

Koridwen è la protagonista principale di questa storia, come vi avevo già descritto anche nella tappa del BlogTour riguardante questo libro, è una ragazza che si ritrova in qualcosa più grande di lei. Un personaggio perlopiù incompreso. E’ fragile ma allo stesso tempo forte e riesce in tutto quello che fa – cosa che trovo in un personaggio sopratutto principale una cosa poco produttiva e poco realistica ma ve ne parlerò più avanti.

Max è il cugino di Koridwen e sarà con la protagonista per per tutto il viaggio durante il corso del libro, o quasi almeno. Max è più d’impaccio che di aiuto ma sarà una spalla su cui contare e su cui poter fare affidamento in certi momenti. E’ un ragazzo molto particolare, buono e generoso che soffre di disturbi (probabilmente autistici). Uno dei personaggi che nonostante non sia stato di grande aiuto o d’impatto mi è stato più a cuore nel libro.

Incontreremo anche Jules, Yannis e Stephane che ritroveremo sicuramente in maniera più approfondita nei prossimi romanzi della serie a loro dedicati, presto in Italia.

Se tu avessi il potere di tornare indietro nel tempo per eliminare il virus e tornare alla vita di prima lo faresti, vero?» Kadi mi guarda in modo strano. La mia domanda sembra davvero averla sconvolta. «Non lo farei mai», risponde. «Il destino non si può cambiare, Koridwen. Quello che succede è già scritto e, anche se è duro, è senz’altro necessario.» «Ma come?» ribatto io, turbata. «Come puoi dire una cosa del genere? Perché un’ingiustizia come questa dovrebbe essere necessaria?» Restiamo in silenzio per un bel po’ senza aggiungere nulla. Kadi mi prende per mano. Forse ha paura di litigare con me proprio quando abbiamo così tanto bisogno l’una dell’altra.

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Il perno centrale è proprio questo virus U4 che si diffonde in Europa e in altri paesi del mondo.

Lo stile utilizzato è stato fluido e ben scritto in prima persona dal punto di vista di Koridwen. Peccato che la fluidità non rispecchi il contenuto del volume che lascia un tantino a desiderare. Per quanto sia bello il contesto del virus e il fatto che il libro possa SEMBRARE un bel post’apocalittico, ci sono diversi problemi che ho riscontrato nonostante sia stata una lettura piacevolmente leggera. E queste influiscono molto di più rispetto a quanto il libro sia fluido o leggero nel suo corso.

Primo. Tutto il libro per il viaggio di trasferimento e si risolve tutto al 90% del libro. Fino alla metà per arrivare alle porte di Parigi. Il resto la vita a Parigi che era evitabile mentre si poteva creare una bella soluzione per il finale, gettato in pasto ai cani e lasciato a marcire lì ad interpretazione del lettore. Come finisce questo libro? Stupidamente. Sono rimasta ancor più basita dopo averlo letto tutto.

Secondo. Koridwen riesce a fare tutto. Cosa che io ritengo, per un buon personaggio che si rispetti, impossibile. E’ ovvio che al fine di rimanere in vita il personaggio debba essere anche un po’ “fortunato” ma qui in certi casi mi è sembrato TROPPO plateale ed esagerato. Senza dimenticare la sfacciataggine e l’egoismo con cui ci riesce. In più la ragazza non si fa una domanda su niente, l’unica cosa che riesce a domandarsi è la questione del baule e se sua nonna sia pazza. Nient altro. Perché è normale che nel mondo scoppi un epidemia, si riceva un messaggio dicendo che tu sei uno degli Esperti e devi andare a Parigi per risolvere la questione. Beh, ovvio, capita tutti i giorni, no?

Terzo. Il baule che Koridwen si ritrova da sua nonna. Koridwen riceve in eredità, diciamo, il baule di sua nonna con un quaderno pieno di spiegazioni su erbe e pozioni da poter utilizzare o creare a suo piacimento. La cosa che mi ha fatto più ridere non è stato il ritrovamento del baule in se, quanto del fatto che lei si fa poche domande sulla questione e si CONVINCE, capite bene, SI CONVINCE di essere una strega. Ceeeeeerto. Mi ha fatto ridere la questione perché è davvero fuorviante e ridicola al tempo stesso.
Giuro che ancora non riesco a comprendere chi lo ha apprezzato particolarmente dove abbia visto del bello e dove esso risieda. Più andavo avanti nel corso del libro più sorgevano domande e, più, rimanevo basita.

Yannis comincia a parlare con me. Mi vuole conoscere. Bene, anche a me va di conoscerlo. Viene da Marsiglia e il viaggio è stato lungo e complicato. Non mi nasconde di aver lasciato diversi cadaveri alle sue spalle. Io non aggiungo niente. Non mi va di parlargli di tutte le persone che sono scomparse a causa mia.

Risultati immagini per u4Sicuramente leggerò gli altri libri, perchè ovviamente sono curiosa di capire cosa combineranno gli altri autori (perhè i seguiti sono ognuno di un autore diverso). In pratica non possono definirsi neanche seguito di questo perché – a quanto ho potuto notare – è la storia vista da gli altri tre Esperti.

Yves Grevet ha creato uno spunto interessante per una saga che poteva brillare ma che è soltanto una scheggia fra tante. Poteva risultare una storia entusiasmante ma ha perso il suo fascino nel lungo viaggio verso Parigi. Per i curiosi, potrete comunque tentare questa strada ed io vi auguro… un in bocca al lupo.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene.

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Che ne pensate? Purtroppo non mi ha tentato un granchè ma se siete curiosi nulla vi vieta di provare.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #154 – FANDOM DI ANNA DAY.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI BELLI!

Oggi sono di recensione e spero che siate felici di questo! Come state? Io bene e sono felice di parlarvi di questa nuova uscita edita DeAgostini che ringrazio sia per avermi permesso la lettura sia per il BlogTour che avrete notato in precedenza!

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Titolo:  Fandom
Autore: Anna Day
Editore: De Agostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 6 febbraio 2018
Link d’acquisto: http://amzn.to/2BDUcH0
Trama: Finalmente il gran giorno è arrivato, Violet è pronta. Pronta per incontrare gli attori che hanno portato sul grande schermo il suo romanzo preferito, La Danza delle forche. Violet lo sa recitare a memoria, ne conosce ogni battuta. Se potesse esprimere un desiderio, chiederebbe di poterci vivere dentro ed essere Rose, la protagonista perfetta. Dovendo fare i conti con la realtà, Violet si accontenta di presentarsi all’evento come cosplayer di Rose e mettersi in fila per l’autografo dei suoi idoli. Soprattutto per quello dell’attore che interpreta Willow, l’eroe più bello di sempre – darebbe ogni cosa per far colpo su di lui. Proprio nel momento in cui il ragazzo si complimenta con lei per il suo costume accade qualcosa di inaspettato. Un terremoto. Urla. Il buio. Violet riapre gli occhi e qualcosa è cambiato. Le guardie corrono ovunque impazzite. Ma è solo quando un proiettile colpisce Rose e la ragazza cade a terra esanime che Violet capisce. Capisce che adesso non è più solo a un evento in costume per appassionati di fantasy. Adesso quella è la realtà. Adesso lei è dentro la storia e la protagonista del suo romanzo preferito è appena morta. Violet ora può fare solo una cosa: prendere il suo posto, ripassare le battute e vivere la storia fino alla fine… E sperare che tutto vada come è stato scritto.

RECENSIONE

Tra una settimana Violet sarà impiccata. Perchè? Lo scoprirete subito dopo, tornando un pochino indietro nel tempo.

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Violet è a scuola e racconta alla classe il suo romanzo/film preferito: La Danza delle Forche (un libro completamente inventato all’interno del libro) e ne è completamente rapita. Conosce ogni battuta a memoria e si deve preparare per andare al ComiCon, vestita con il Cosplay di Rose, la protagonista di questo romanzo. Oltretutto non vede l’ora di incontrare Willow o almeno l’attore che lo interpreta nel film. Così Violet, suo fratello Nate, e le sue migliori amiche Alice e Katie si travestono da personaggi de La Danza delle Forche e una volta arrivati davanti all’attore con cui vogliono fanno una foto c’è un terremoto. Le urla e la paura. Quando Violet riprende i sensi si ritrova all’interno del suo romanzo preferito. Rose viene uccisa davanti ai suoi occhi e lei e i suoi amici si ritrovano coinvolti in tutta la scena. La Danza delle Forche è un libro distopico in cui il mondo si divide fra Imp (Imperfetti) e i Gem (individui perfetti Geneticamente Modificati). 

Com’è possibile? Sono veramente dentro La Danza delle Forche? Ora che Rose è morta cosa farà Violet per salvare gli Imp e i Gem?

Tra una settimana esatta sarò impiccata. Sarò impiccata per i miei amici, per la mia famiglia e, soprattutto, per amore. Un’idea che, sorprendentemente, mi dà poco conforto se penso al cappio che si stringe intorno al collo, ai piedi che annaspano in cerca del terreno solido, alle gambe che si dimenano… danzando a mezz’aria. Questa mattina non ne avevo il minimo sospetto. Questa mattina ero al ComiCon, a respirare odore di hot dog, sudore e profumi; a guardare i costumi dai colori vivaci tra i flash delle macchine fotografiche; ad ascoltare la musica delle grancasse e dei violini. E ieri ero a scuola, a stressarmi per una stupida presentazione di inglese e a desiderare di essere in un altro mondo. Attento a quello che desideri, perché a volte la realtà può letteralmente esplodere.

La trama è ben scritta e non lascia presagire cose che accadono più in là o evidenti spoiler. Non l’avevo mai letta tutta perché, come ben sapete, leggo tutta la trama solo quando ho finito il libro. Quindi ammetto che non ci sono Spoiler ed è leggibile da chiunque perchè racconta ciò che succede all’inizio di questo volume.

Risultati immagini per the fandomLa copertina devo dire che fa piuttosto impressione. Oltre a essere stata modificata dall’originale in maniera assolutamente palese – con l’aggiunta del rosa che cosa c’entra santo cielo – è sproporzionata giusto un tantino, non trovate? Le braccia sono proprio mal poste e non so cosa gli abbia detto la testa al grafico quando ha progettato questa oscenità. Guardate quanto era bella la copertina originale qui di lato. Di sicuro converrete con me. Il titolo è pressoché identico all’originale. Hanno tolto solo il “the“. Posso dire che ci sta nonostante tutto e forse suona meglio così. Almeno questo!

L’ambientazione della storia ha inizio dapprima a Londra. I protagonisti stanno per prepararsi per andare al ComiCon vestiti dai loro personaggi preferiti, quelli de La Danza delle Forche. Si ritroveranno poi catapultati nella storia stessa quindi l’ambientazione diventa fantastica. L’epoca è moderna. Ci troviamo comunque 

Qualcosa scatta nel posto giusto e non ho più paura. (…) «Ruth… tu vuoi vendicarti di quello che hanno fatto a Ruth. La ragazza Imp di cui eri innamorato da giovane. L’hanno impiccata perché aveva una relazione con un Gem… con te.» La stretta di Thorn si allenta un po’, la lama si rilassa contro la pelle di Nate, ma io non mi fermo: «Vedi che so cose che non dovrei sapere, giusto? Perché le ho lette e le ho guardate. Tu sei un Gem. E sotto quella benda c’è un altro occhio che ci vede benissimo. Indossi la toppa solo per spezzare la regolarità dei tuoi lineamenti, perché ti vergogni di essere uno di loro. E ogni volta che tiri un pugno a un Gem, o fai lo scalpo a un Gem, o uccidi un Gem, in realtà stai cercando di eliminare quella parte di te che odi, la parte Gem. Perché nel profondo di te stesso ti senti colpevole della morte di Ruth, perché se tu non l’avessi amata, lei sarebbe ancora viva».

I personaggi ricorrenti che troveremo all’interno di questo volume sono diversi ma trovo che un’occhio di riguardo vada a Violet, protagonista indiscussa della storia. Vi parlerò di lei e dei suoi amici, che finiscono in questa avventura con lei, tutti descritti molto bene.

Violet è una ragazza semplice. E’ molto timida e ama alla follia La Danza delle Forche. Non è assolutamente coraggiosa come Rose, la sua protagonista preferita ma una volta all’interno del suo romanzo preferito dovrà fare appello a tutta la sua forza per andare avanti e per prendere il posto di Rose.

Nate è il fratello di Violet. E’ molto intelligente e perspicace. Aiuterà Violet durante il percorso all’interno del loro viaggio. Un ragazzino a cui vi affezionerete di sicuro, un fratello minore che sarà per Violet importante e protettivo quasi come fosse lui il maggiore.

Alice è una ragazza piuttosto bella per la sua età e fa breccia nel cuore di tutti. Ama scrivere fan fiction, sopratutto di La danza delle Forche. E’ una delle due migliori amiche di Violet anche se durante il percorso all’interno di questo libro non è che sia una delle migliori amiche che si possano desiderare. 

Katie, nonostante non abbia letto il libro e nonostante sia una una fan accanita come Violet e gli altri, sarà l’unica amica a darle supporto. E’ una ragazza che terrà testa anche al capo dei Ribelli degli Imp. E’ una ragazza che tutti vorrebbero come amica.

«Alice è affascinante» ammette «ma alcune cose che ha detto mi hanno fatto davvero…» Avverto uno spasmo allo stomaco, aspettandomi la pugnalata di un altro tradimento. Invece lui ridacchia piano tra sé e continua: «…sentire la tua mancanza». Il senso tradimento si riduce. «Tipo cosa?» «Be’, mi ha parlato della clandestinità come motore dell’attrazione e ovviamente io ho pensato subito a te. So di aver detto che mi piace il fatto che tu sia così libera, ma mi piace anche il fatto che tu a volte sia così, così… maldestra e vera. Sei una combinazione strana, mi affascini molto.» Fa una pausa. «Mi ricordi che cosa significa essere umani.»

Risultati immagini per gif distopicoIl perno centrale è la Danza delle Forche e il Fandom stesso. Il Fandom è formato da una specie di “community” di fan che condividono tutti insieme la passione o l’interesse per una determinata cosa, che può essere un libro, un film, una moda, ecc… La Danza delle Forche, infatti, è proprio questo. Violet e i suoi amici amano questo libro – poi adattato a film – tanto da andare al ComiCon vestiti da Cosplay dei loro stessi personaggi preferiti, sanno le battute a memoria e amano tutto ciò che si può amare di questo volume.

Lo stile utilizzato è decisamente fluido e assolutamente scorrevole. Scritto in prima persona dal punto di vista di Violet la storia è stata molto carina. Una lettura sicuramente piacevole ma c’è stato qualcosa che non mi ha convinto a pieno.

Tutti sognano di potersi trovare all’interno del proprio romanzo preferito, nonostante questo la storia su cui si basavano gli Imp e i Gem è stata decisamente basilare, il classico distopico steso e piantato senza troppe fondamenta. Poi non capisco perchè, di tante persone di cui potevano disporre gli Imp si sia ricorso proprio a lei. L’unica certezza è che odierete Alice e amerete Ash senza ombra di dubbio. Di sicuro se lo leggerete, converrete con me, fidatevi.

«Io non sono coraggiosa e non sono un’eroina.» La mia voce si sgretola sui bordi come a conferma della mia affermazione. Lei si stringe nelle spalle. «Allora tu e i tuoi amici resterete nella nostra realtà per sempre.» Nella mia mente si forma l’immagine dei miei genitori, il dolore che scava la loro pelle mentre ancora aspettano che io e Nate torniamo dal ComiCon. (…) E il senso di perdita continua a crescere, espandendosi in tutte le direzioni finché non ha più limiti né confini e mi invade tutta la mente: docce calde, telefilm, Instagram, i gelati di Ben & Jerry’s, i miei ombretti, il mio letto morbido, Google, il campeggio, il Kindle, il pollo arrosto di Nando’s, le feste, i voti alti a scuola, andare all’università, trovare un lavoro… crescere i miei futuri figli in un mondo che li rispetta e li tratta con giustizia…

Il libro è stato sicuramente molto carino. Vi consiglio questo libro se volete affrontare una lettura leggera, se amate il genere distopico, i Cosplay e siete dei fandom, dei veri fan di qualcosa tanto da amarla come se fosse vera, reale. 

Anna Day ha creato una storia assolutamente alternativa e accattivante. L’autrice con le sue parole riesce a trasportare all’interno del romanzo “La danza delle Forche” che Violet ama e la storia colpisce molto. Fa sì che il lettore si immedesimi nella protagonista e nella cruda esistenza tra Imp e Gem.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commentino, mi raccomando!

A presto,

Sara ©