REVIEW PARTY – GHIACCIO COME FUOCO DI SARA RAASCH (#129)

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi un altro Review Party, la novità delle novità. Uno dei libri più attesi, il seguito di Neve come cenere (Recensione QUI) di Sara Raasch edito Mondadori che ringrazio per l’opportunità e Jessica per aver organizzato l’evento.

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Titolo: Ghiaccio come fuoco
Autore: Sara Raasch
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 5 dicembre 2017
Trama: Da tre mesi i sudditi del Regno d’Inverno sono stati liberati e il re di Primavera, Angra, è scomparso, grazie soprattutto all’aiuto di Cordell.
Ma ancora non c’è pace per gli inverniani: devono pagare il debito verso Cordell, e sono così costretti a lavorare nelle miniere. Dove portano alla luce qualcosa di molto potente e altrettanto pericoloso: l’abisso della magia di Pri
moria. Potrebbe essere l’arma definitiva per sconfiggere Angra, ma l’ultima volta che il mondo ha avuto accesso a una magia simile è precipitato verso la rovina. Così, quando il re di Cordell ordina a Meira e Theron di partire alla ricerca dei segreti della magia, la ragazza pensa di usare quel viaggio per radunare alleati con un unico scopo: evitare che i poteri dell’abisso vengano liberati. È l’unico modo per proteggere il suo popolo, e Meira è disposta a tutto pur di tenere gli inverniani al sicuro. Ma dentro di lei inizia a farsi strada un dubbio: e se la sua missione non fosse combattere solo per Inverno, ma per tutto il mondo? Saprà farlo senza mettere in pericolo le persone che ama?

RECENSIONE

La storia riprende dove l’avevamo lasciata, anzi non proprio; ha inizio tre mesi dopo la fine del primo volume. Essendo il secondo della serie iniziato con Neve come cenere e cercherò di fare meno Spoiler possibili anche se non ve lo garantisco visto che è molto difficile non parlarvi di ciò che succede visto come finisce il primo volume.

Quindi, tre mesi dopo la ripresa di Inverno da parte di Meira e della sconfitta di Angra, il popolo di Inverno sembra trovarsi di nuovo al punto di partenza. Sì, si trova a Jannuari, la capitale d’Inverno e tutti sembrano essere a casa, ma non è esattamente così. Cordell, governata da Noam, vuole trarre il giusto profitto da Inverno per l’aiuto e il supporto che ha ricevuto per ritrovare la libertà. E Meira non è disposta a starsene in silenzio e a farsi sfruttare. In più Noam dopo aver trovato nelle miniere di Inverno una cosa per lui interessante cerca di voler avere sempre più potere. Così Meira sarà costretta a ricorrere ad altri mezzi e a chiedere aiuto ad altri Regni per cercare supporto.

Riuscirà Meira nel suo intento? Avrà il supporto del suo popolo e quello degli altri Regni? Chi incontrerà lungo il suo cammino? Cosa succederà agli Inverniani questa volta? Troveranno finalmente la pace che cercano?

Non posso prevedere se troverò le chiavi e se lo farò prima di Cordell, né se riceverò le risposte su come controllare la mia magia. Anche se la ricerca dovesse rivelarsi infruttuosa, però, Inverno ne verrà comunque fuori con qualcosa in mano. Da questo viaggio tornerò con la salvezza del mio regno in pugno.

La trama è ben scritta e rappresentativa di questo volume. L’unica cosa è che se non avete letto la saga, non dovete leggere la trama di questo volume perchè potrebbe contenere Spoiler.

Risultati immagini per fan art frost like fireLa copertina è stata mantenuta come l’originale, solo la versione cambia rispetto a tutto ciò. Mentre la verione originale è stata mantenuta in Hardback, in italia abbiamo solo la Paperback, ovvero quella con la copertina flessibile. 

Il titolo non è stato storpiato, è stato tradotto semplicemente dall’originale Frost Like Fire e ne sono sinceramente felice. A quanto sembra la serie almeno sulla copertina e sul titolo è stata curata. Anche se la versione poteva essere migliore, almeno non è stato storpiato il resto.

L’ambientazione è sempre fantastica, ci troviamo a Primoria che è suddivisa in Regni delle Stagioni e i Regni del Ritmo (ma questo lo sapevate già se avete letto la recensione di Neve come cenere e se avete letto il primo volume) e l’epoca è assolutamente indefinita.

Ci sono tutti. Tutti i residenti di Jannuari, i visitatori di Autunno, qualche soldato di Cordell, ciascuno intento a socializzare tra le note della lira e un cielo che promette neve. Ogni Inverniano è riuscito a trovare almeno un dettaglio bianco da indossare in onore del nostro regno – una gonna, una sciarpa o un abito dai motivi bianchi su sfondo grigio. Centinaia di persone canute indossano capi bianchi e si muovono come tanti fiocchi di neve. Una tormenta.

I personaggi sono sempre ben delineati ma questa volta quello che mi ha dato più i nervi, oltre Mather che non l’ho mai sopportato neanche dal primo, è stato Theron. Vi analizzerò il tutto più avanti.

Risultati immagini per fan art frost like fireMeira stavolta ha piena coscienza di se, o almeno se non piena, molto di più del primo libro. E’ tosta, coraggiosa e si fa carico del Regno d’Inverno come non mai. Lo protegge, ama il suo popolo e cerca di contrastare più che mai Noam che gli mette i bastoni fra le ruote e tutti coloro che si metteranno sul suo cammino. E’ e sarà sempre la Regina guerriera.

Mather è sempre lo stesso, forte, ribelle, poco incline al dovere e impetuoso. Un tipo che non ho sopportato molto neanche nel primo libro ma che, per questo volume, è stato deciso di dargli una voce, cosa che non condivido molto anche perchè per la maggior parte è stato poco utile e poco costruttivo.

Theron è l’erede al trono di Cordell e il suo pensiero va contro suo padre in tutto e per tutto, almeno da come lo ricordavamo nel primo volume. Qui, Theron avrà delle reazioni piuttosto strane ma saranno del tutto giustificate e troveranno una base anche piuttosto forte, quindi… Theron, dai, sei perdonato ma solo ‘sta volta è!

Gli altri personaggi che troveremo saranno più o meno i stessi del precedente ma avremo anche tante aggiunte.

Simon, Re di Estate che Meira incontrerà lungo il suo percorso. Un uomo che pensa solo al vino e al piacere ma mai al suo popolo, ridotto per la maggior parte in povertà e in schiavitù. Ceridwen, la sorella di Simon e principessa di Estate, una ragazza molto simile a Meira sotto molti punti di vista, schietta, forte e audace. Va contro i principi del suo stesso fratello e sarà una spalla per la nostra protagonista. Un personaggio di cui mi è piaciuto molto leggere.

Conosceremo anche altri due regni del ritmo e i loro re e regine, Giselle di Yakim e Jesse di Ventralli. Sarà molto interessante andare alla scoperta di nuovi regni e usanze particolari per ognuno di loro. Bello, davvero bello.

Mi manca il respiro, lacrime brucianti mi scorrono lungo le guance. I suoi occhi arrossati per l’alcol incontrano i miei e vi si soffermano quel tanto da mostrarmi il dolore, la realtà che cala su di lui. «Mia regina» dice. Cerco a tentoni la maniglia alle mie spalle e apro la porta davanti ai volti confusi di Conall e Garrigan, la cui confusione non fa che aumentare alla vista di Mather che esce in corridoio. Se ne va. Come se niente fosse. Senza un addio, un ultimo sguardo. Come se non ci fossimo amati.

Il perno centrale è salvare Inverno dalla presa salda di Cordell. Non bastava Angra con Primavera nel primo volume. Adesso Meira ha liberato Inverno sotto l’aiuto di Cordell e loro vogliono la loro parte, Noam vuole la sua parte. La pretende e Meira non è disposta a dargliela.

Lo stile di scrittura è stato sempre descrittivo e prolisso ma assolutamente unico della Raasch, il mondo che ha creato è stato davvero fantastico.

Mentre il primo libro è stato più incentrato sull’azione, questo era concentrato sulla politica e sulla preparazione di ciò che avverrà nel terzo capitolo di questa interessante saga fantasy.

La cosa che non mi è andata giù completamente è stata la suddivisione delle voci narranti. Non c’è più solo Meira in prima persona ma anche Mather, solo che lui ha voce in terza persona. Il suo punto di vista l’ho trovato inutile e poco produttivo. Solo ad un certo punto si è ritrovato ad essere utile per capire un determinato avvenimento. Poi basta. Ma la cosa non andrà ad influire molto sul voto finale perchè il libro mi è piaciuto davvero molto.

Altra cosa che mi ha dato i nervi è stato Theron. Il comportamento è completamente cambiato rispetto al primo libro e piano a piano, nel corso delle pagine cominci a seguire la stessa linea di pensiero di Meira nei suoi confronti, se non peggio. Io l’ho detestato molto ma sappiate che è tutto spiegato, non è impazzito dall’oggi al domani.

«Ma io sono il retaggio di Inverno.» Mi si spezza la voce. «Sono l’unica che può…» «Smettila!» Nessa agita le braccia in direzione di tutte le persone nella stanza. «Non sei l’unica. Questo è il mio regno tanto quanto è il tuo. È anche la mia guerra.» “È anche la mia guerra, Sire! Lasciami combattere. Posso essere d’aiuto, lo so!” Le parole di Nessa riecheggiano in me come ricordi e io mi limito a guardarla sbattendo le palpebre. Tutte le decine di volte in cui ho urlato contro Sire quelle stesse frasi. 

Il libro è stato molto molto bello. Sinceramente ho apprezzato di più il primo ma questo non ha niente da invidiare al precedente se non un pò più di azione. Adesso mi aspetto fuoco e fiamme dal terzo volume.

Sara Raasch ha creato un mondo davvero fuori dal comune, un fantasy davvero interessante che coinvolge e che è un insieme di magia, retaggi e lotta al potere. Una storia piena di valori, che spingerà la Regina d’Inverno a lottare con tutta se stessa per il bene di se stessa e del suo popolo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

quattro-e-mezzo


Eccovi tutti i Blog partecipanti! Non dimenticate di seguirli, mi raccomando:

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Cosa ne pensate? Voglio un super commentone e dovete iniziare a leggere questa saga perchè merita assolutamente.

A presto,

Sara ©

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REVIEW PARTY – LA PRIGIONIERA DEL GHIACCIO E DELLA NEVE DI RUTH LAUREN (#128)

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

E buon martedì! Ecco qui che vi presento un libro edito DeAgostini che ringrazio per avermi permesso la lettura e Sara di Bookspedia per aver organizzato l’evento. Un libro che promette tanto, davvero tanto e che sono stata felice di leggere in anteprima:

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Titolo: La prigioniera del ghiaccio e della neve

Autore: Ruth Lauren

Editore: De Agostini

Genere: Fantasy

Data di uscita: 5 dicembre 2017

Trama: In un mondo di ghiaccio dove la pace tra i regni è costata un caro prezzo, la tredicenne Valor desidera solo farsi catturare e finire in prigione. Essere arrestata è infatti l’unico modo per salvare la sorella gemella Sasha, incastrata per il furto del carillon che rappresenta la pace tra i popoli. Su di lei ora pende una condanna a morte e Valor non intende abbandonarla. Ma è solo quando entrambe si trovano rinchiuse nella fortezza più sicura e blindata al mondo che la ragazza comprende quanto grave sia la situazione. Perché nessuno è mai uscito vivo dalla prigione di Demidova. Nessuno è mai evaso. Valor però non intende arrendersi, e con l’aiuto di Sasha e dei loro improbabili compagni di prigione scopre una verità spaventosa. Una verità che rischia di distruggere per sempre tutto ciò che conosce.

RECENSIONE

La storia ha inizio in una fredda mattina a Demidova, il Paese dove vive Valor assieme a sua madre e a suo padre e sua sorella gemella Sasha. A Demidova, Sasha ha portato via qualcosa, un Carillon,  il fulcro per la pace tra il popolo di Demidova della Regina Ana e quello di Magadanskya di lady Olegevna, e, per averlo rubato è finita a Tyur’ma. Tyur’ma è una prigione. La peggiore del Paese dove il ghiaccio e la neve si infiltrano fin nelle profondità e il freddo s’insinua fin nelle ossa. Una prigione per ragazzi dai tredici ai sedici anni costretti a fare i schiavi e dove fin’ora nessuno era mai riuscito a scappare. Valor è disposta a tutto pur di riabbracciare sua sorella, persino a mettere in atto un attentato al principe Anatol scoccando una freccia verso di lui, ma senza colpirlo. Il piano è perfetto e dopo aver conosciuto Feliks, un ladruncolo di strada, viene catturata e portata al cospetto della Regina che la costringe a passare l’ergastolo a Tyur’ma.

Riuscirà Valor a ritrovare Sasha? Riuscirà ad attuare il suo piano e riuscire ad evadere assieme a sua sorella dalla prigione di ghiaccio e neve?

Quando ci avviciniamo ai cancelli dorati dei giardini reali, dal palazzo spuntano altre guardie. Vorrei urlare che non sono un’assassina, che non sono pericolosa, che non sono quello che pensano. Ma non posso farlo. I cancelli si aprono. Entro nei giardini e mi faccio coraggio. Presto otterrò quello che voglio.

La trama è stata la prima cosa che mi ha messo curiosità in questa storia. Fin dall’inizio, quando ho letto la mail con le novità mi sono detta: “devo leggerlo!”. E spero che metta la giusta dose di curiosità anche a voi perché è stato davvero un libro molto carino.

Risultati immagini per the princess of ice and snow ruth lawrenLa copertina è assolutamente meravigliosa e in confronto all’originale, che trovate qui di lato, davvero non c’è paragone che tenga. Sono davvero felice quindi, che la DeAgostini abbia fatto un bel lavoro e non vedo l’ora di averlo fra le mani. Il titolo è stato tradotto così come lo vedete dall’originale e non è stato storpiato quindi io trovo che sia stato fatto un lavoro doppiamente ben fatto. 

La storia è ambientata a Demidova, un paese dalle sembianze russe, dove il freddo è la caratteristica principale, governata da Re e Regine. L’epoca è indefinita anche se sembra in parte medioevale o giù di lì. Per non dire baggianate preferisco dirvi che è “incasellabile” all’interno di una fascia temporale. 

In lontananza, le cupole a forma di cipolla del palazzo reale risplendono sulla città. Le case e le botteghe, i moli, le scuole, la piazza acciottolata e i cancelli dorati dei giardini reali… è tutto bellissimo. E così distante da noi. Non riesco a smettere di pensare alla richiesta di Nicolai, ma questo non vuol dire che risponderò. «Non pensavo che si potesse sentire nostalgia di un posto» dico. E invece io la sento. In fondo al cuore, mi manca casa mia. Chissà se riuscirò mai a tornare in città… O se la vedrò per sempre così, da lontano…

I personaggi utilizzati sono stati descritti ma anche misteriosi nel punto giusto, niente da ridire su questo ed io vi parlerò di coloro che troverete maggiormente all’interno di questa lettura:

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Valor è una ragazzina forte e coraggiosa. Sa utilizzare l’arco in maniera egregia, avendo imparato da sua madre, una Cacciatrice. Ed è determinata e disposta a tutto pur di salvare sua sorella.

Sasha è la sorella gemella di Valor. E’ lei che è rinchiusa in prigione per aver rubato il Carillon tanto prezioso per il suo paese. Quando però Valor raggiungerà la prigione non sarà facile come sembra trovare sua sorella perchè lei è finita nelle Mani Nere. Sasha è una ragazzina in gamba e con le parole riesce sempre a sistemare tutto. Ama molto anche lei sua sorella.

Feliks è un piccolo ladruncolo che Valor incontrerà lungo il suo cammino. E’ intelligente, furbo e sprezzante del pericolo. Farà subito squadra con Valor e gli sarà di grande aiuto. Kate, invece, inizialmente non sembrava delle più simpatiche ma è cambiata nel corso del libro. Sarà la compagna di cella di Valor con cui essa stessa si ritroverà a condividere problemi e piani per cercare di evadere.

Trovere anche molti altri personaggi, che conoscerete e apprezzerete, e altri che detesterete. Non vi resta davvero che leggerlo!

«È stato questo a farti cambiare idea?» Katia abbassa lo sguardo e stringe le mani in grembo. «È stato il modo in cui parlavi di Sasha. Il desiderio che avevi di liberarla. Tutto quello a cui hai rinunciato per cercare di fare qualcosa che, francamente, è impossibile. Io…» Stringe i denti e, quando alza la testa, ha gli occhi lucidi. Si asciuga le lacrime con una mano. «Anch’io avevo una sorella. Eravamo molto unite, come te e Sasha. Ma lei era più piccola di me. Una volta, mia madre mi chiese di restare a casa per badare a lei, ma io non lo feci. Cielo, mi ero messa in testa di andare a una stupida festa, e quando tornai, lei era morta. Era annegata. È solo colpa mia. E poi, tutto quello che ho fatto dopo… scappare, rubare… è per quello che sono qui.» Katia si volta a guardarmi con gli occhi velati di lacrime, ma anche lucenti e speranzosi. «Però posso aiutarti a salvare tua sorella.»

Il perno centrale è, appunto il legame di Valor a sua sorella Sasha. Farebbe di tutto per salvarla e di tirarla fuori dalla prigione, anche se sa che ha rubato qualcosa di importante per il suo paese. Valor ama sua sorella, mettendo sempre prima Sasha a se stessa, un legame famigliare che difficilmente si riesce a trovare nei libri.

Risultati immagini per prigione di ghiaccio e neve gifLo stile utilizzato è stato di grande impatto e semplicemente scorrevole oltre che assolutamente di veloce lettura, tant’è che ho impiegato veramente pochissimo per terminarlo.

La storia è piena di colpi di scena, è interessante e con un valore talvolta importante, che a volte le storie perdono di vista: la famigliaIl cordone ombelicale che lega le due sorelle è talmente grande che nessuno sembra poterle separare. E sono grata che non ci sia stata di mezzo la storiella romantica perchè avrebbe smontato tutto. Finalmente un libro come si deve!

In più pensavo che andando all’interno della prigione il libro diventasse monotono e noioso, invece è stato tutt’altro. Ci sono molti colpi di scena, amicizie inaspettate, Pacificatori, la direttrice, e talmente tante cose che accadranno che lasceranno il lettore a bocca aperta.

L’unica cosa che mi ha sempre un pò frenato è stata questa di cui sto per parlarvi. Nonostante questa sia una storia per ragazzi e la protagonista sia solo una tredicenne non sono mai riuscita ad immaginare Valor come tale. L’ho vista sempre più grande, una sedicenne/diciassettenne al massimo. Perchè è abbastanza difficile immaginare una ragazzina di quell’età essere così furba e scaltra.

Mi fermo. La landa è punteggiata dai cadaveri dei lupi. Chiazze scure macchiano le loro pellicce e la neve. Chino la testa per un attimo, e quando mi volto, vedo la direttrice Kirov immobile, che mi fissa. I Pacificatori si stringono intorno a lei. Mi guardano tutti. «Ve l’avevo detto che… ho una certa dimestichezza con arco e frecce.»

Un libro davvero sorprendente. La prigioniera del ghiaccio e della neve ti trascina in un mondo fantastico, fatto di ragazzi coraggiosi, di sorelle unite e di collaborazione in un ambientazione con fondo russo, pieno di mistero, potere e amore fraterno. E mi stupisco sempre di più di queste storie per ragazzi, perchè appassionano, a volte, molto di più di quanto faccia effettivamente un libro per adulti.

Consiglio assolutamente la lettura di questo libro ed ammetto che sono assolutamente curiosa, adesso, di voler leggere il seguito e di sapere cosa accadrà alle due sorelle andando avanti nel tempo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo

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Ecco a voi tutti i link partecipanti al Review Party! Mi raccomando, non perdete le altre recensioni!

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Cosa ne pensate cari lettori? Io vi aspetto come sempre con dei bei commenti, visto il libro, molto carino! Su, su, fatemi sapere le vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: “IL SEGNO DELLA TEMPESTA DI FRANCESCA NOTO” (#124)

BUONA SERA CARI LETTORI!

Scusate il ritardo ma oggi è stata una giornataccia ed io dovevo finire di scrivere la recensione che ho finito solo poco fa. Sono dolorante e stanchissima ma non vi abbandono sappiatelo. Oggi per voi ho pronto un bel Review Party di cui ringrazio la Saper Scrivere e la Astro Editore per l’invio e per avermi invitato a partecipare! Ecco che ve ne parlo:

cover_il-segno-della-tempesta-2Titolo: Il segno della tempesta
Autore: Francesca Noto
Data d’uscita: 18 Aprile 2016
Editore: Astro Edizioni
Prezzo: € 2,99 Ebook / € 12,67 Cartaceo
Trama: Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. Anni dopo, le sue capacità tornano a manifestarsi con forza. In preda a strani sogni premonitori, Lea decide di fuggire verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent’anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio – come il suo dono – fa parte di un disegno più grande. Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Lea. Lea è una ragazza fragile ma allo stesso tempo forte: convive da sempre con un dono speciale: percepisce le emozioni degli altri e la cosa si fa prepotente nel momento in cui conosceremo la protagonista. 

La ragazza è stanca di ciò che gli succede, di vivere le emozioni altrui e di sogni premonitori e decide di partire con una destinazione davvero curiosa: le Everglades. Partendo per la zona più selvaggia della Florida, Lea conosce Sven, un ragazzo con cui entra subito in empatia, il quale non ha emozioni particolarmente negative per lei e da cui lei si sente attirata da un legame invisibile.

Chi è Sven? Cosa succederà a Lea una volta giunti a destinazione? Cosa succederà ai due una volta che scopriranno la verità su ciò che sta accadendo?

Quel cavallo sembrava aver perso ogni fiducia nel genere umano, tornato alla natura selvaggia delle sue origini. Raido, l’avevano chiamato, come la runa del viaggio e della scoperta. Un nome significativo, scelto da Kenneth in uno dei suoi inspiegabili, intuitivi impulsi.«Ehi, bello…», mormorò piano, guardandolo, provando con cautela a stendere una mano verso di lui. Una profferta di pace. I suoi occhi verdi risplendevano di una luce gentile, mentre cercava lo sguardo scuro e guizzante dello stallone.«Raido, siamo qui per aiutarti. Non c’è più niente di cui avere paura…». In realtà, le parole non avevano importanza. Era il tono, quello che contava. 

Immagine correlataLa trama è avvincente e invoglia sicuramente alla lettura.

La copertina è carina ma forse avrei preferito che fosse meno “cartoonizzata”. Sarebbe stato sicuramente migliore qualcosa di effettivamente reale, misto a qualcosa di fantastico, com’è il libro stesso, ecco. Il titolo mi piace molto. Ovviamente si deve entrare nel vivo della storia per capire effettivamente a cosa si riferisce ma è ben pensato e, come ho detto poco fa, mi piace.

Essendo un Urban fantasy c’è del fantastico nelle ambientazioni, sappiatelo ma ci sono anche posti e ambienti effettivamente esistenti: Sven è New Yorkese, Lea è italiana e l’epoca è moderna: urban da questo.

Attraverso quali occhi aveva guardato il mondo, pochi istanti prima? “Non ero io”, questo continuava a ripeterle la sua mente paralizzata dallo spavento.“E allora chi?”. Per un attimo, se lo domandò: stava facendo bene a partire da sola verso un posto dall’altra parte del mondo, seguendo le suggestioni di un sogno? Le sembrò la più grande follia che avesse mai deciso di vivere. Ma lentamente il cuore calmò i battiti, e smise di sbattere contro le sue costole come un animale impazzito contro le sbarre della sua gabbia. Riprese fiato, rendendosi conto di quanto fosse facile respirare, e uscì sul pianerottolo. La normalità fece breccia nel guscio di inquietudine che le si era chiuso intorno, permettendole di pescare le chiavi dalla borsa senza che le tremassero troppo le mani, e di aprire la porta al secondo tentativo. Non capiva.

personaggi sono molti e sono ben costruiti.

Lea è una ragazza dolce e decisamente fragile. Lei è la Runa Bianca ed è un elemento importante all’interno di questa storia. Inoltre, ha un dono davvero particolare: riesce a percepire le emozioni delle persone che la circondano tanto da diventare sue. Sembra essere trascinata nel vortice delle vite degli altri e devo dire che questo mi ha suscitato curiosità perchè volevo capire come questo potesse essere utile ai fini della storia stessa.

Sven è un ragazzo dapprima misterioso ma mano a mano che si va avanti si scoprono tante cose di lui. E’ uno scrittore famoso in incognita ed ha molte cicatrici sul corpo. E’ molto misterioso ma a Lea da pace e sembra essere in sintonia con lui, come se lo conoscesse da sempre.

Trovarono un piccolo chiosco che preparava daiquiri, e si fermarono lì. Per un po’, Lea succhiò la bevanda ghiacciata dalla cannuccia senza parlare, osservando Sven di sottecchi. Lui invece guardava il mare, le barche che esponevano cartelli per le brevi gite intorno alla baia, e aveva nelle ombre sotto agli zigomi due pozzi pensosi, chiaroscuri di perplessità.«Sai, stavo pensando che è un bellissimo caso, quello che ci ha fatti incontrare qui, in questo posto». Lei si ritrovò a sorridere.«A due passi dalle Everglades», mormorò piano, in risposta.«Lo penso anch’io, Sven. Solo che forse non è stato un caso»

Il perno centrale sono Lea, che è la Runa Bianca, e Sven, che sono legati da un filo indissolubile che li lega fin nel profondo.

Lo stile utilizzato è abbastanza complesso e poco fluido. L’autrice preferisce focalizzarsi molto di più sulle descrizioni che su altro e a, volte, lo ha reso più o meno pesante. Analizzerò qui di seguito i punti che più ritengo opportuni:

Fino alla prima metà del libro ciò che accade è tutto molto confuso e tu sei più confuso dei protagonisti stessi. Lo dico perché mi è successo. E nella prima parte è ancora più accentuato, dopo la metà comincia un po’ di azione (e meno male).

La prolissità. Per carità, non posso dire che il libro fosse scritto male, anzi, tutt’altro. L’autrice ha uno stile particolare e piuttosto ben strutturato. Il problema è che appensantivano la lettura e la scorrevolezza del testo. In più ho trovato ridondante il fatto che, da quando Lea ha incontrato Sven, l’inizio dei capitoli è un susseguirsi: passarono giorni, passarono giorni, passarono giorni. Ci sta una via lì? :O

L’inverosimile di alcune scene. Sven è bello e bla bla bla ma la sua storia ha dell’infondato: ti risvegli dal coma, ok non hai i genitori e tutto il resto ma addirittura nessuno riesce a risalire a chi sei? Tanto da doverti inventare un nuovo te stesso? Non saprei quanto possa essere veritiero. In più i due si conoscono, (tralasciando che Lea si trovi a suo agio con ciò che lui le trasmette) ti fidi ciecamente di questo appena conosciuto? E lui di te? Come  alcuni discorsi… li ho trovati incompresi. Belli, ma incompresi, tipo questo che trovate subito qui sotto.

«Poco fa. Ti ho vista che già correvi. Prima… mi sono svegliato da un sogno. Un sogno in cui c’era il mare, e l’alba… e mi sembrava di vederti, ma di colpo ho aperto gli occhi e ho sentito che dovevo venire qui. E quando ti ho vista correre sulla spiaggia, allora ho capito. Luce… tantissima luce. Sembrava che il mondo mi stesse parlando, che stesse cercando di dirmi qualcosa. Ero certo che tu stessi provando le stesse cose, che avessi sentito quello che avevo sentito io. Era il suono del mondo». Lea annuì in silenzio. Era una bella sensazione, stare distesi su quella spiaggia e sapere che si provava lo stesso sentimento.

Insomma, il libro si è mantenuto su una linea abbastanza strana. E’ stato interessante ma ha avuto molti punti con cui non mi trovo. 

Una storia con una trama accattivante con un tipo di scrittura interessante ma che non mi ha catturato come speravo. Consiglio? Non so dirvi,  si e no ma l’aspetto e l’essenza è sempre singolare e soggettivo quindi non sarò io a frenarvi se avete tanta voglia di leggerlo, sappiatelo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Ecco la locandina con i blog partecipanti che dovete andare a trovare, mi raccomando:Noto_review-party-def_locandina


Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere con un bel commentino, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: “IL CIELO E’ OVUNQUE DI JANDY NELSON” (#121)

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Eccoci, qui, con un nuovo Review Party di un libro in uscita oggi in tutte le librerie! Voi direte, ma quanti ne escono al giorno? Tantissimi, ma questo dovete segnarlo perchè è stato davvero molto carino e ve ne parlerò tra poco. Prima ringrazio la Rizzoli per l’opportunità e Sandy de La stamberga d’inchiostro per aver organizzato il tutto. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: Il cielo è ovunque

Autore: Jandy Nelson
Editore: Rizzoli
Genere: Young Adult
Data di uscita: 16 novembre 2017 
Trama: Lennie, 16 anni, ha sempre vissuto dietro le quinte, ben contenta di lasciare le luci dei riflettori alla sorella maggiore Bailey. Così, quando quest’ultima muore all’improvviso, Lennie si ritrova scaraventata in un mondo di cui non ha mappe né riferimenti, completamente alla deriva. Per tenere ferma la barca della vita, Lennie si rende conto di aver bisogno di cose molte diverse, praticamente opposte, che solo due persone sembrano capaci di offrirle: Toby, l’ex ragazzo di Bailey, è l’unico che capisce il suo dolore, e Joe, che si è appena trasferito in città, ha da regalarle quella energia e quella musica che lei teme di aver perso per sempre. Ma sole e luna non possono stare nello stesso cielo, e Lennie si ritroverà a dover affrontare il più antico dei dilemmi: stare accovacciati di fronte alla piccola luce di un fuoco che muore, o prendere il coraggio a due mani e alzarsi ad affrontare il buio, in cerca di una luce più grande?

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Lennon, per gli amici Lennie. Sua nonna è preoccupata per lei, perchè la piantina a cui tengono molto e dicono che riprenda i stati d’animo di Lennie ha tutte chiazze e sembra ammalata. E in effetti non si sbaglia poi molto.

Lennie ha perso sua sorella Bailey da sole quattro settimane e si sente priva di ogni cosa.  Si sente mancare la terra sotto i piedi avendo vissuto sempre come la sua ombra. Quindi vuole solo chiudersi nel suo Santuario, la camera che condivideva con la sorella, e vestire con le sue cose, leggere i libri che lei non è riuscita a finire, sedere alla sua scrivania solo per sentirla vicina. Ma nella vita fa capolino Toby, il ragazzo di sua sorella Bailey che soffre quanto lei, l’unico con cui lei riesca veramente a parlare. Fino a che a scuola non arriva Joe Fontain, un ragazzo che adora suonare la chitarra e s’innamora di lei da subito.

Lennon riuscirà a uscire dal suo guscio? Riuscirà ad affrontare il coraggio di tornare in piedi ed affrontare la vita che l’aspetta fuori dalle mura di casa sua, dove vive con sua nonna e dello zio Big?

«D’accordo, lo confesso. Ti ho seguita.» Sorride, e il sorriso è sempre il solito ‘wow, capisco perché lo avevo pensato’. «E del resto immagino che tu voglia restare sola. Non credo che tu venga in qui e te ne stia su un albero perché provi un irresistibile desiderio di chiacchierare con qualcuno.» Mi lancia un’occhiata speranzosa. Mi rendo conto che sto soccombendo al suo fascino malgrado le mie miserevoli condizioni emotive e il Toby-tumulto in atto, e malgrado sia stata avvisata da Crudelia De Mon.«Ti va di venire su?» Gli indico un ramo e in meno di tre secondi lui è già su, si è sistemato accanto a me e mi rivolge una sventolata di ciglia.

La trama mette curiosità. E ho scoperto, oltretutto che questa per la Rizzoli è una ristampa, perchè era stato già pubblicato in Italia. Non conoscevo minimamente questo libro e sono felice di averlo fatto ora. E’ stato davvero molto bello e non vi deliderà, potete starne certi.

Risultati immagini per fan art the sky is everywhereLa copertina è molto somigliante al precedente della stessa autrice: Ti darò il sole. Però non c’entra granché con l’originale. Io preferisco senza ombra di dubbio questa ma c’è chi potrebbe dissentire. Io non ho letto l’altro libro ma dopo aver letto questo devo assolutamente recuperare perché quest’autrice, il suo modo di narrare e storia mi ha colpito davvero molto. Il titolo è stato tradotto esattamente dall’originale e non è stato ne storpiato ne è diventato qualcosa che non c’entra nulla. E’ rimasto lo stesso, solo tradotto.

L’ambientazione è una piccola cittadina americana e l’epoca sembra essere abbastanza moderna.

Hanno sempre detto tutti che assomiglio a Bailey, ma non è così. Io ho gli occhi grigi, lei verdi, il mio viso è ovale il suo a forma di cuore, io sono più bassa, più scarna, più pallida, più piatta, più scialba, più banale. L’unica cosa identica è la stessa assurda testa di ricci che io intrappolo in una coda di cavallo e lei lasciava ondeggiare intorno a sé come una corona di follia. Io non canto nel sonno, non mangio petali di fiori, non corro fuori sotto la pioggia invece di precipitarmi in casa. Io sono quella senza la marcia in più, la sorella-spalla, nascosta in un angolo della sua ombra. (…) Nelle fotografie in cui siamo insieme lei guarda sempre l’obiettivo e io guardo sempre lei. (Su un fogliettino piegato e ripiegato, mezzo sepolto tra gli aghi di pino sul sentiero per il fiume Rain)

personaggi non sono poi tantissimi ma ognuno è ben delineato e ben strutturato e fa la sua bella figura.

Risultati immagini per gif ragazzo che suona la chitarra

Lennon è una ragazza davvero particolare ma anche molto chiusa. Ha vissuto tutta la vita nell’ombra di sua sorella: qualsiasi cosa Lennon facesse lei era migliore perchè era sua sorella maggiore e Lennon l’ammirava completamente. Sua sorella era un importante punto di riferimento anche se a volte bisticciavano, come normale che sia in un qualunque rapporto fra fratelli/sorelle. Quando la vita comincia ad affacciarsi per lei, quando non c’è più lo scudo di sua sorella a proteggerla, lei deve uscire ed affrontare le cose di petto. Adora suonare il clarinetto ed è bravissima, davvero.

La nonna e  lo zio Big, sono qualcosa di davvero particolare. Li ho adorati entrambi, sono una famiglia molto stravagante: Big inventa sempre cose strane e la nonna adora il giardinaggio oltre che fare i dipinti solo di colore verde. La cosa che mi è piaciuta più di ogni altra è stato il quadro della Mezza mamma, la madre delle due ragazze, con il volto solo per metà. Inquietante e al tempo stesso la vera raffigurazione di questa persona senza volto per Bailey e Lennon.

Toby è il ragazzo di Bailey ed avrebbe voluto stare con lei per tutta la vita. Adora gli animali, ha un rapporto speciale con loro ed è incredibilmente triste. Non è un personaggio che mi ha mai detto molto, per alcuni tratti mi ha fatto addirittura pena ma in senso negativo.

Joe è il misterioso ragazzo che fa il suo ingresso in scena quando arriva in città. Suona la chitarra egregiamente, ha due fratelli più grandi che gli somigliano molto ed ha delle ciglia – a detta di tutti – davvero fantastiche. E’ un ragazzo dolce, premuroso e tanto, tanto innamorato.

Avrete modo di scoprire anche le altre comparse all’interno del romanzo, se deciderete d leggerlo.

Mi metto i suoi abiti. Abbottono una delle sue camicette fru fru sulla mia T-shirt. Oppure mi avvolgo intorno al collo i suoi foulard da diva, uno, o due, a volte tutti insieme. Oppure mi svesto e infilo uno dei suoi abiti eleganti lasciando che mi scenda lungo i fianchi come una cascata. Mi fa sempre sentire meglio, come se lei mi abbracciasse. Poi accarezzo tutte le cose che non ho più toccato da quando lei non c’è più: qualche dollaro accartocciato uscito da una tasca sudata, le sue tre boccette di profumo, con sempre la stessa quantità dentro, Follia d’amore di Sam Shepard con il segnalibro sempre alla stessa pagina. L’ho già letto due volte per lei, rimettendo sempre il segnalibro dov’era… non riesco a pensare che non scoprirà mai come va a finire. (Sul frontespizio della copia di Cime tempestose della biblioteca del liceo di Clover)

Immagine correlataIl perno centrale è Bailey. Per quanto possa essere difficile crederlo, gia tutto attorno a lei e alla sua morte. Ed è dopo questo che Lennie comincia a vivere le sue esperienze non più in seconda persona, da una che vive all’angolo, ma in prima persona. Lennie si ritroverà a vivere emozioni vere e dovrà capire come gestirle.

Lo stile utilizzato è stato semplice e fluido. Mi è piaciuta molto la composizione dei capitoli e i pezzi di carta, le buste da lettere scribacchiate, le mattonelle e le ante dell’armadio con le frasi di Lennie sopra. Ed ho visto che nell’originale sono persino migliori, pensate! Strazianti ma bellissime, ti permettono di capire cosa prova ancora meglio di come viene descritto. Una scrittura che ti coinvolge, ho sentito il peso della perdita di Bailey dentro di me. Un libro emozionante.

«Wow. » Sorride. «Incoraggiante. » E poi, è come se io sparissi. Chino sulla sua chitarra, si concentra in tal modo sugli accordi che mi sembra quasi di essere di troppo. Non ce la faccio a smettere di guardarlo, anzi di issarlo a occhi sbarrati, domandandomi come dev’essere vivere così, come lui, con naturalezza, spontaneità, calma, passione e una folle energia vitale, e per un istante provo il desiderio di suonare insieme. Il desiderio di disturbare gli uccelli. Man mano che Joe continua a suonare e la nebbia pian piano si dissolve, penso: Ha ragione lui. È proprio così, sono follemente triste, e da qualche parte in fondo al cuore non desidero altro che volare via.

Il cielo è ovunque è mi ha completamente rapita. Consiglio assolutamente la lettura di questo libro, dovete – e ripeto dovete – leggerlo. Non potete perdervi questa struggente storia tra sorelle, di riscatto e d’amore.

Jandy Nelsen con Lennie ti trasporta in un Santuario di solitudine dove ogni cosa ricorda sua sorella che le servirà come trampolino di lancio per una vita meravigliosa. E’ una storia di malinconia, lutto e tristezza ma anche d’amore e su quanto sia importante ricordarsi di vivere. Una storia che ricorda una famiglia e due sorelle e di quanto sia importante vivere a pieno tutti i momenti. Un libro toccante e commuovente. Un dolce connubio fra dolore e accettazione.

Questo è un libro che fa riflettere sull’importanza di una perdita e il dover convivere anche senza, accettando la situazione, se stessi. Un libro per imparare ad amare le piccole cose di tutti i giorni.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Qui trovate le altre recensioni degli altri blog del Review Party, che vi consiglio di andare a leggere:

Nelson blog


Vi piace? Lo leggerete? Lasciate un bel commentino, che io come sempre aspetto una vostra opinione!

A presto,

Sara ©

 

 

 

REVIEW PARTY: “IL BAMBINO E IL FALEGNAME – STORIA DI UN’AMICIZIA SULLE ALI DI MILLE COLORI DI MATILDA WOOD (#119)

BUON POMERIGGIO LETTORI BELLI!

Oggi ho per voi un nuovo Review Party del quale devo ringraziare la Rizzoli per averci permesso la lettura e a Sara di Bookspedia per avermi coinvolto! Ecco a voi che vi parlo di questo libro carinissimo:
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il-bambino-e-il-falegnameTitolo: Il bambino e il falegname: Storia di un’amicizia sulle ali di mille colori
Autore: Matilda Woods 
Editore: Rizzoli
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 2 novembre 2017
Trama: Nel piccolo paese di Alors, dove il vento fa volare i pesci fuori dal mare e le case brillano come gioielli, il falegname Albert vive chiuso in una cortese ma ferma solitudine. Fino al giorno in cui nella sua cucina si intrufolano un bimbo misterioso di nome Tito in cerca di un rifugio e il suo magico uccellino. Tito è timoroso e schivo, però a mano a mano che l’inverno si fa sempre più freddo e buio, la casa di Tito diventa più calda e luminosa. Riuscirà Albert a proteggere Tito da ciò da cui fugge e dal suo passato? Una storia che racconta della vita e la morte, e di come l’amicizia e la speranza siano spesso in grado di spazzare le ombre più buie.

 

RECENSIONE

Questo è un libro per bambini e ragazzi davvero fantastico. La storia ha inizio ad Alors, un piccolo paesino modesto ma colorato dove tutto è tutt’altro che normale. Albert è un falegname molto rinomato, sa fare davvero di tutto. Di giorni compone mobilio per gli abitanti di Alors, di notte intaglia giochi per i suoi tre figli. Ha una splendida famiglia e vive felicemente. Tito irrompe in casa di Albert di nascosto assieme a Fia, il suo uccellino colorato, in cerca di cibo dopo la morte di sua madre. Albert è in un periodo negativo della sua vita ed è diventato il compositore delle casse da morto per il paese. Tito è tutto solo e non ha niente da mangiare. Così, fra varie peripezie, Albert riesce a fermare Tito e fra loro nasce una grande amicizia.

Riuscirà Albert a tenere al sicuro Tito dalle voci che girano frenetiche in paese? Riuscirà a proteggerlo dal suo passato, che sta venendo a prenderlo?

«Non poteva permettersi da mangiare, Albert, figuriamoci una cassa da morto. » La voce di Vincent prese il tono di un uomo iero quando sta per chiedere un favore. «Io però ricordo ‘come potrei dimenticarlo’ che aiutasti mio padre quando non potevamo permetterci.» «Ma certo, ma certo» disse Albert.«Non c’è nemmeno bisogno di chiederlo, Vincent. Non preoccuparti. Mi prenderò cura io di lei, adesso.» «Grazie, Albert.» Vincent gli strinse la mano.«Sapevo che questa donna in te avrebbe trovato un amico.»

La trama è semplice e giusta. Non eccede e non svela niente di che, anzi lascia la storia in sospeso, in modo che sia tutta da scoprire. E a voi, che ve ne pare?

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La copertina è molto carina ed è stata utilizzata una delle varianti dell’originale. E’ molto esplicativa e rappresenta molto bene il libro. Questa che ho trovato online è un’altra variante molto carina ma più semplice rispetto a questa e la trovate qui di lato.

Il titolo non l’ho amato particolarmente, sopratutto per il sottotitolo: Storia di un’amicizia sulle ali di mille colori. L’originale, come avrete notato anche dall’immagine che della copertina qui di fianco è: The boy, the bird and the Coffin Maker. Posso capire che magari non era il massimo tradurre il Coffin Maker essendo il costruttore di Casse da morto ma poteva essere benissimo: Il bambino, l’uccellino e il falegname. O soltanto Il Bambino e il Falegname senza dilungarsi troppo. 

L’ambientazione è una piccola e magica cittadina sul mare chiamata Alors, dove i tetti sono colorati e i pesci volanti. L’epoca non è stata specificata ma sicuramente non è moderna.

Il pescatore sciocco sospirò e guardò l’uccellino in cielo. Sì, era stato uno stupido a venire in questa cittadina a cercar fortuna. Ma sapeva che sarebbe stato persino più sciocco andarsene. Perché quale altro luogo al mondo avrebbe potuto essere più magico di quello? Dove altro avrebbe potuto passare la notte a guardare pesci argentei piovere dal cielo e uccelli arcobaleno così rari che nessuno li aveva mai visti? Ecco perché Alexandre Duport aveva deciso di restare in una cittadina in cui tutti lo chiamavano sciocco. Aveva deciso di restare perché quando arrivavi ad Alors ti bastava alzare gli occhi verso il cielo per vedere magia, fosse il pieno giorno, o la notte più profonda.

I personaggi non sono tantissimi ma sono fondamentali all’interno della lettura. Ci tengo a precisare che sono stati tutti ben strutturati e studiati, descritti ed analizzati al punto giusto.

Albert è un uomo davvero eccezionale. E’ abile con ogni tipo di legno e sa creare cose eccezionali da mobili a giocattoli fino alle casse da morto. E’ un uomo modesto, buono e sensibile.

Tito Bonito è un ragazzino chiuso e schivo ma ha un lato nascosto che mostrerà soltanto ad Albert. Ha un passato difficile ed è molto legato al suo piccolo uccellino colorato, che è l’unico che le è rimasto accanto dopo tutto ciò che gli è successo.

Fia è l’uccellino colorato di Tito. Da quando lo ha aiutato con un’ala, l’uccellino non si è mai separato da lui. E’ un uccellino intelligente e particolarmente affascinante. E’ tutto colorato ed è un animale speciale oltre che intelligente.

Ci sono parecchi personaggi secondari, come il sindaco, Vincent ma li approfondirete da soli. Avrete modo di scoprire una storia fantastica.

La paura che aveva irrigidito Tito per settimane si dissolse. Le spalle gli si incurvarono, e una profonda tristezza riempì i suoi occhi. Fia gli si posò sulla spalla e gli sfregò il capino contro la guancia. Ma Tito era così immerso nella tristezza che non se ne accorse neppure.«So quant’è difficile perdere qualcuno a cui si vuole bene» disse Albert, «ma cerca di non pensare a lei in questa stanza. Pensala invece prima che venisse qui. Pensala quando sorrideva, e scoppiava a ridere e ti leggeva un libro per farti addormentare la sera. Non servirà a cancellare tutta la tristezza, ma ti aiuterà a concentrarti su pensieri più felici.» Tito annuì adagio, eppure la tristezza non abbandonò i suoi occhi. Albert avrebbe tanto voluto rallegrarlo, ma non conosceva nessuna parola capace di fare tanto. Per guarire, al bambino sarebbe servito tempo, proprio come era servito a lui. 

Risultati immagini per the boy the bird and the coffin makerIl perno centrale è nascosto tutto in Tito. Arriva e scombina la vita di Albert da capo a piedi e rende tutta la storia avvincente ed unica al tempo stesso.

Lo stile utilizzato è stato semplice e dritto al punto. I capitoli non sono lunghissimi ed è scritto in terza persona. Questo libro è molto veloce da leggere, io ci ho messo due ore al massimo e sa tenerti col fiato sospeso. Ti spinge in una spirale di eventi che si susseguono l’un l’altro e non si riesce a fare a meno di staccare gli occhi dal volume.

Ci si affeziona ai personaggi immediatamente ed, almeno con Albert mi sono sentita subito legata quasi fosse parte della mia famiglia. Un uomo davvero umile e dolce. Tito smuove il suo mondo e sarà magnifico entrare nel loro paese e scoprirne i segreti: il sindaco spendaccione e le due vicine di casa che non possono fare a meno di spettegolare.

Quella sera, quando Albert tornò al laboratorio, mise da parte la sua cassa e fece un trenino con cinque carrozze. La sera dopo intagliò degli uccellini in miniatura che stavano uno dentro l’altro, come una matrioska. Presto, i giocattoli di Tito divennero così tanti che il costruttore di casse dovette fabbricare una grossa cassapanca per tenerceli tutti. Se Albert passava le notti a costruire giochi per Tito, i giorni li trascorreva giocando insieme a lui. Giocavano a biglie in cucina, a mosca cieca in laboratorio e a nascondino per tutta la casa. Nemmeno un suono sfuggiva loro dalla labbra per paura che le sorelle alla porta accanto potessero sentirli, ma nonostante il silenzio, le loro giornate erano piene fino all’orlo di divertimento, e per la prima volta in trent’anni la casa in cima a Colle Alors fu di nuovo luminosa e felice.

Il libro è stato davvero unico nel suo genere non solo per la storia in se, molto fantasiosa, ma anche per la grafica che è stata utilizzata: all’interno del libro troverete immagini rappresentative di scene particolarmente salienti ed ogni pagina è decorata ai bordi con pesci o fiori.

Per questo mi ha ricordato molto Pax, sempre edito Rizzoli, di Sara Pennypacker e trovate qui la recensione, se non lo ricordate: QUI. Le immagini erano somiglianti ed è stato ugualmente dolce, forse anche di più.

Un libro principalmente per bambini e per ragazzi ma è una lettura gradevole per tutti. Ci ricorda quanto possa essere bello ritrovare se stessi e sentirsi a casa ovunque, basta essere con le persone a cui si vuole bene. Alors vi rimarrà nel cuore, come tutti i personaggi di questa storia, questa fiaba, con una morale incredibile. La speranza, l’amore e l’amicizia sanno cancellare l’oblio in cui pensavamo di aver chiuso il nostro cuore e ci permettono di tornare a vivere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini

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Ecco gli altri blog partecipanti! Passate a leggere anche le loro recensioni, mi raccomando:Matilda Woods blog


Cosa ne pensate? Io ve lo stra-consiglio! Aspetto i vostri commenti!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: LA BATTAGLIA DELLE TRE CORONE DI KENDARE BLAKE (#117)

Autore: Kendare Blake

In uscita il: 02/11/2017

Pagine: 384

Prezzo: € 10,00

Tre sorelle un solo trono
Una guerra all’ultimo sangue

TramaDa che se ne ha memoria, sull’isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è in totale simbiosi con i veleni: può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita, ognuna di loro dovrà combattere duramente per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde… In ballo c’è la loro vita. Questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici anni, la battaglia ha inizio.

RECENSIONE:

Questo volume è il primo libro di una serie fantasy. La storia ha inizio al Palazzo di Greavesdrake al cospetto di Katherine, la Regina degli Avvelenatori. Genevieve e Natalia stanno preparando l’esile Regina per il Sedicesimo compleanno e cercano un modo per nascondere sotto le vesti le sue piaghe da avvelenamento. Temono che lei sia troppo giovane ma devono comunque farlo. Il giorno del suo sedicesimo compleanno è arrivato e lei dovrà dimostrare attraverso l’Offerta Nera, di essere una degna Regina Avvelenatrice. La storia si sposta poi, prima a Wolf Spring e poi a Rolanth dove ci sono le altre due Regine. Rispettivamente Arsinoe la naturalista e Mirabella, l’elementale.

E’ arrivato il momento per le tre Regine, di reclamare il trono. Ma solo una di loro può vincere e Mirabella sembra avere tutti i requisiti per essere la preferita. Quindi si dia inizio alle danze e tutto ciò che ne consegue: i festeggiamenti di Beltane, la Caccia, l’Esordio e l’inizio dell’Anno dell’Ascensione. 

Riusciranno le Regine ad essere all’altezza? Cosa tramano le Sacerdotesse del Tempio? Cosa succederà sull’isola di Fennbirn?

«Sembra che mi muova a scatti!». Katharine scoppia a ridere e lo spinge via. Pietyr atterra di schiena sul tappeto e si unisce alla risata della regina. «Hai ragione, però. In effetti a volte mi muovo un po’ a scatti. Come un topo». Sorride. «Ma adesso basta. Tu mi insegnerai a camminare e io farò in modo che i pretendenti dimentichino il nome delle mie sorelle. Con un solo sguardo». «Con un solo sguardo?», domanda Pietyr. «È una promessa avventata». «Ce la farò. E riuscirò a far scordare una cosa anche a te», dice Katharine abbassando gli occhi. «Cosa vorresti farmi dimenticare?». La regina alza lo sguardo su Pietyr. «Che non sono destinata a te».

La trama mi ha catturato da subito. Nonostante ci sia stato un periodo, quando era appena uscita in cui non ero poi tanto curiosa, devo dire di essere felice di aver letto questo libro. E’ stato davvero interessante e sono entrata all’interno della storia. Non riuscivo a staccarmi dal libro e l’ho letto tutto d’un fiato. Il titolo così tradotto non è dei miei preferiti. Perchè non tradurre con Tre Oscure Corone visto che il titolo originale è Three Dark Crowns? Mistero. 

Sulla copertina, non si capisce molto cosa è accaduto. Prima avevano annunciato che avrebbero lasciato l’originale e di tradurre solo il titolo. Poi hanno cambiato anche l’originale utilizzandone solo i colori. Le corone adesso sono tutte piene di brillocchi. Sarei in grado di immaginare anche il perchè di questa modifica: “Perchè è più femminile così!” Ve prego, no!

L’ambientazione è prettamente fantastica, l’isola di Fennbirn è dove si svolge questa storia e sembra una specie di “Themyscira” per Wonder Woman. Un’isola nascosta nella nebbia e al di fuori il continente, dove vive il resto della gente, oltre loro. L’epoca, in base alle loro vesti e al contesto, sembra quasi medievale ma non vi è specificazione alcuna.

Joseph osserva attentamente la regina accanto a sé. Non assomiglia minimamente ad Arsinoe. E non è affatto come se l’era immaginata. Aveva sentito che Mirabella vive come se fosse già sul trono, che incontrandola per strada bisogna inchinarsi al suo cospetto. Aveva sentito che viveva rinchiusa nella proprietà dei Westwood o che veniva tenuta accuratamente nascosta nel tempio. Se l’era immaginata come una specie di decorazione natalizia, un ornamento che viene tirato fuori solo durante le feste e con cui non si può mai giocare. Questa Mirabella non ha nulla di tutto ciò. È spontanea e coraggiosa. I suoi capelli neri non sono acconciati o fissati sulla testa. Si domanda se questa sia davvero la regina che le persone vedono a Rolanth. Visto che tutte le voci si sono dimostrate false. O forse questa Mirabella compare solo sulle spiagge, dopo le tempeste.

I personaggi principali sono proprio le tre Regine.

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Katherine è la Regina degli Avvelenatori. E’ stata la mia preferita da subito. Come avvelenatrice non è un granché, se non un disastro, ma è una ragazza davvero particolare. Ha un serpente come animale da compagnia ed è una ragazza semplice e dolce. Il cambiamento nel corso della lettura è repentino anche se per una parte della lettura mi è sembrata quasi messa da parte per favorire la vicenda delle altre due. Spero venga messa più in primo piano nel secondo volume e che faccia qualcosa di epico.

Arsinoe è la Regina dei Naturalisti. E’ stata colei che, sin dall’inizio, non mi ha mai detto niente. E’ stata perlopiù anonima fino a che non succede una cosa che cambia la sua reputazione e cerca di farsi spazio all’interno della storia. Al suo posto, spicca molto più Jules, sua amica e Naturalista più forte del paese oltre che colei che ha in casa la Regina da tutta la vita. Arsinoe è determinata anche se ha paura. Per questo ha tentato, quando era più piccola, di tentare di fuggire dall’isola.

Mirabella è la Regina degli Elementali. Riesce quindi a gestire il fuoco, il vento, la terra e l’acqua, anche se quest’ultima le rimane più ostica delle altre. E’ lei la preferita dal popolo e girano voci su di lei davvero incredibili. E’ forte e potente, i suoi poteri sono sconfinati ma non sanno che è anche debole e non desidera uccidere le sue sorelle ma vorrebbe soltanto ricongiungersi a loro. Non ho apprezzato particolarmente l’attaccamento a Josefh, che (vabbè) lasciamo stare ma passa, anche lei non rientra nelle mie preferenze.

Natalia per gli Avvelenatori, Jules per i Naturalisti e Luca, l’Alta Sacerdotessa che dovrebbe essere neutra ma preferisce gli Elementari, aiuteranno le Regine ognuno per la propria casata, causando ancora più fermento di quanto ce ne sia effettivamente.

«C’è una filastrocca su di voi, lo sai?», continua lui. «A casa, sul continente. Le bambine la canticchiano quando saltano con la corda.

Tre streghe oscure sono nate in una valle,

Tre piccole gemelle

Che mai saranno compagne. 

Tre streghe oscure, tutte di gentile aspetto,

Due da divorare

E una sola da incoronare.

«È così che vi chiamano, sul continente. Streghe. È questo che siete per mio padre. Mostri. Animali. Ma tu non sei un mostro». «No», risponde lei piano. «E lo stesso vale per le altre. Ma ciò non cambia quello che dobbiamo fare».

Il perno centrale è assolutamente l’incoronazione delle Tre Regine. Ognuna di loro deve cercare di sovrastare l’altra, dando il meglio di se. E’ così, perchè da sempre, quando la Regina precedente da in vita le tre gemelle viene esiliata e le sue figlie all’età di sei anni vengono divise e lasciate in casate diverse, ognuna al suo potere: tra gli Avvelenatori del Palazzo di Greavesdrake, i Naturalisti di Wolf Spring e gli Elementali di Rolanth. Ognuno di loro ha una persona che si prende cura delle Regine e si occupa di loro fino al compimento dei Sedici Anni dove dovranno dopo l’esordio dove mostreranno al Popolo le loro capacità e dove avrà inizio Beltane. Le tre, entro un anno dovranno uccidersi l’un l’altra e colei che rimarrà salirà al trono.

Lo stile utilizzato è stato estremamente coinvolgente. Ogni capitolo era un conoscere un pezzo in più di una delle tre regine. Si ha inizio con Katherine, poi con Arsinoe ed infine Mirabella. E’ un cerchio che si sussegue ed ogni tre capitoli il giro ricomincia e si susseguono l’un l’altra, interrotte solo ogni tanto dalle cospirazioni dell’Alta Sacerdotessa con le sue Sacerdotesse e Natalia con il Consiglio Oscuro. Cosa succederà all’interno di questo libro io non posso dirlo ma è un gioco di potere tutto al femminile.

Vorrei soffermarmi su queste cose, estremamente positive:

  1. Il sistema Matriarcale. Ci voleva proprio una storia tutta al femminile e devo dirlo proprio ad alta voce: FINALMENTE! Una storia ben studiata ed è davvero molto interessante. 
  2. Il gioco di potere. Tutta il “sistema politico” che si nasconde all’interno della narrazione è davvero fine e ben pensato oltre che ben strutturato.

L’unica cosa che forse in tutto questo non ho apprezzato è stata la storia di Jules nell’intermezzo ma comprendo che serviva per diversi fini e diversi scopi e quindi è una cosa assolutamente di poca rilevanza e più soggettiva.

«Ma se mi lasciassi…». «Se ti lasciassi fare cosa? Ascolta, so che credi di aver appena fatto un gesto grandioso. Ma sono qui. Sono in trappola. Lo siamo tutte». «Allora mi detesti?», le chiede Mirabella. «Vuoi uccidermi?» «Sì, ti detesto», risponde Arsinoe. «Da sempre. Non ho provato a scappare perché così avrei potuto risparmiarti. Non ha mai avuto a che fare con te». Mirabella guarda sua sorella zoppicare verso l’apertura della tenda. «Immagino di essere stata una stupida», dice Mirabella. «Immagino…». «Smettila di sembrare così dispiaciuta. E smettila di guardarmi in quel modo. Questo è ciò che siamo. Il fatto che non abbiamo mai voluto nulla di tutto ciò non conta nulla». Arsinoe si aggrappa all’apertura della tenda. Esita un istante, come se stesse per aggiungere qualcosa. Come se fosse dispiaciuta. «Adesso ti detesto un po’ meno», dice a bassa voce, e poi sparisce.

La storia è stata davvero interessante e coinvolgente. Il finale è stupefacente e mette assolutamente curiosità per quanto riguarda il seguito. Spero solo che la Newton Compton non ci faccia attendere troppo.  Sicuramente ne vedremo delle belle nel secondo volume.

Kendare Blake ha scritto una storia originale e avvincente. Fra giochi di potere e magia, con una narrazione violenta e subdola. Una storia da amare, che ti farà sentire parte del tutto e ti costringerà a prendere parte di una scelta più grande. La battaglia delle Tre Corone è una lotta all’ultimo sangue.

Consiglio questo libro? Si, si e si. Dovete leggere questa storia, non potete perdervela.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Passate a trovare gli altri blog e leggete le altre Recensioni Online:

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Vi piace? Volete leggerlo? Lo trovate da oggi in tutte le librerie! Non perdetelo!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: “WINTERSONG DI S. JAE-JONES” (#116)

BUON POMERIGGIO LETTORI!

Sono particolarmente entusiasta di parlarvi di questo libro. Uno perchè è un’uscita che aspettavo da molto, due perchè la casa editrice Newton Compton, che ringrazio molto per l’invio e per avermi permesso di partecipare all’evento, ha fatto davvero un’ottimo lavoro stavolta!
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Autrice: S. Jae-Jones
Editore: Newton Compton

Data di pubblicazione: 26 Ottobre 2017

Prezzo: 9,90 €
Pagine: 448
Un labirinto di bellezza e oscurità, musica e magia. Questo è il mondo in cui ti perderai.
Trama: È l’ultima notte dell’anno. Ora che si sta avvicinando l’inverno, il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa… Per tutta la vita, Liesl ha sentito infiniti racconti sul bellissimo e pericoloso Re dei Goblin. È cresciuta insieme a quelle leggende che hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso è diventata grande, ha ormai diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come tanti minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. 
Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong di S. Jae-Jones trasporta il lettore in un mondo indimenticabile.

RECENSIONE

La storia ha inizio con l’Overture in cui due bambini che suonano della musica e si divertono nella Radura dei Goblin. Il bambino, Re dei Goblin, chiede la mano alla bambina e lei rimanda. Così per più volte, finché la bambina non cresce e non va più nella foresta.

La bambina è ora una piccola donna, si chiama Liesl, o meglio Elisabeth ed è una ragazza bruttina, che si sente piccola ma ha un cuore grande. Quella notte sarà l’ultima dell’anno, quella dove il mondo umano e quello del Sottosuolo dove vivono i Goblin si assottiglia e il Re dei Goblin andrà a cercare la sua sposa. Liesl lo sa bene ma sa anche che quella sera è importante per suo fratello perchè avrà un provino musicale e da esso dipenderà la sua carriera come la sua vita. Quindi si alza e, assieme a sua sorella, va al mercato. Lì succederà l’irreparabile. Sua sorella mangerà un frutto offerto dai Goblin e sparirà quella sera stessa. Dove è finita?

Nel Sottosuolo, il regno dei Goblin, assieme al loro Re, che la reclama in sposa. Ma Liesl vuole liberare sua sorella? Ci riuscirà? Cosa chiederà in cambio il Re degli Inganni, Il Re dei Goblin? 

Lui non disse nulla. «Se», esordii schiarendomi la voce, «se perdi cosa accadrà? La primavera non arriverà mai? Il mondo di sopra vivrà in un inverno eterno?». Il suo volto si fece serio. «Sei disposta a correre il rischio?». Era una scelta impossibile. La vita di mia sorella… o il destino del mondo. Pensavo che la posta che avevo messo in gioco fosse alta, ora capivo che quella del Re dei Goblin lo era molto di più. «Cosa ti succederà se vinco?», sussurrai. Sulle sue labbra si disegnò un sorriso, ma gli angoli della bocca erano incurvati in un’espressione più triste che soddisfatta. «Sai», disse lui. «Sei la prima in assoluto a chiedermelo». E svanì in un turbine di vento e foglie morte.

Risultati immagini per wintersong fanartLa trama è ben scritta e mette curiosità, senza dubbio. Quando avevo adocchiato questo libro in lingua originale ne ero rimasta colpita e come ho saputo che arrivava in Italia ho aspettato pazientemente.

Per la copertina e il titolo è stato fatto un bel lavoro davvero. Sono davvero felice che sia stata mantenuta la versione originale della copertina come il titolo originale. In mano alla Newton non so cosa sarebbe potuto diventare ma sono davvero, davvero soddisfatta. La versione cartacea è bellissima. Finalmente – ripeto e sottolineo – finalmente un ottimo lavoro!

L’ambientazione è particolare e tutt’altro che scontata. Non è propriamente definita se non si capisce che siamo e l’epoca sembra barcamenarsi fra il settecento e l’ottocento. Il padre di Liesl ha conosciuto Mozart, quindi ho dedotto da qui le mie conclusioni.

Sembravo una pazza. Sembravo una di loro. La mia risata ruppe l’incantesimo che li tratteneva. I goblin iniziarono a sbattere tra loro, spingendosi, in mezzo al rumore delle stoviglie rotte e delle posate che cadevano e il suono acuto e stridulo delle loro risate. E della mia. Osservai il mio regno. Caos. Crudeltà. Abbandono. Mi ero sempre contenuta. Trattenuta. Volevo diventare più grande, più luminosa, migliore; volevo essere capricciosa, maliziosa, scaltra. Prima di allora non avevo mai conosciuto l’intossicante dolcezza dell’essere al centro dell’attenzione. Nel mondo di sopra erano sempre stati Käthe o Josef a conquistare gli occhi e il cuore di tutti, Käthe per la sua bellezza e Josef per il suo talento. Io ero sempre stata dimenticata, sottovalutata, ignorata: la semplice, scialba, concreta sorella senza talento. Ma nel Sottosuolo ero il sole intorno al quale girava il mondo, l’asse su cui turbinava il loro vortice. Liesl, la ragazza, era noiosa, spenta e obbediente; Elisabeth, la donna, era una regina.

I personaggi sono intensi e tutti ugualmente importanti. Sono delineati molto bene e non si può non amarli tutti, dal primo all’ultimo.

Elisabeth detta anche Liesl, è una ragazza particolare. Ama suo fratello Josef con tutta se stessa e spera che lui diventi un musicista e non sopporta molto sua sorella, troppo bella e civettuola per lei. Liesl è molto attaccata alla sua famiglia e cerca di mettere prima gli altri di se stessa. Nonostante questo, però, lei ama comporre musica e crede nel Re dei Goblin e nel Sottosuolo, in cui ci credono solo suo fratelo Josef e la nonna Costanze. Liesl è bruttina ed egoista e vi ritroverete nei suoi panni, più di quanto possiate riuscirci.

Il Re dei Goblin, un re senza nome, il Erlkonig, il Re degli Inganni. E’ il classico soggetto belloccio che ti ammalia solo con il sorriso. Questo genere di personaggi, così fisicamente costruiti li ho sempre detestati, infatti ho cercato di pensarlo in tutt’altro modo. Invece mi è piaciuto molto perchè ha avuto un lato umano davvero convincente. La sua devozione a Dio, l’attaccamento alla normalità degli umani. Ecco cosa di lui mi è piaciuto. Il suo essere vero e umano. Il suo sentirsi vulnerabile nonostante non lo sia.

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Stecco e Spina sono state ben descritte e mi sono piaciute particolarmente. Sono le due Goblin che servivano Liesl nelle sue stanze e che si occupavano di lei in ogni momento. Una è dolce e gentile e l’altra più aspra. Due Goblin davvero molto particolari.

«Solo allora», disse. «Non mi accontenterò di niente di meno. No mi accontenterò di metà del tuo cuore quando ciò che voglio è tutta la tua anima. Solo allora assaggerò il tuo frutto e ne gusterò ogni goccia finché non sparirà». Tremai per lo sforzo di trattenere le lacrime. Lui aveva un sorriso triste. «La tua anima è bellissima», disse dolcemente, posando gli occhi sull’abito da sposa e sul pianoforte. «E questa ne è la prova. La tua musica. Se tu non avessi tanta paura di condividerla con me, se non avessi tanta paura di quella parte di te, avresti potuto avermi già da un pezzo». Dopodiché il Re dei Goblin sparì in un turbine di seta, lasciando nell’aria un lieve odore di ghiaccio.

Risultati immagini per wintersong fanartIl perno centrale sta tutta in Liesl e nella sua musica. Si, perchè Liesl ha sempre sognato di diventare una grande componitrice e il Re dei Goblin vuole la sua musica come sacrificio, come  pegno d’amore. Vuole la sua musica come vuole essa stessa.

Lo stile utilizzato è stato scorrevole, fluido e veramente coinvolgente. La storia mi ha catturata dall’inizio alla fine nonostante ci sia qualche intermezzo che non mi sia andato giù più di tanto.

Elisabeth è esasperante. Forse perchè è scritto in prima persona dal suo punto di vista ma è così. Passa da momenti di nostalgia a momenti in cui vuole spaccare il mondo. Oppure, cosa ancora peggiore, quando passa da non voler stare assieme al Re del Goblin al volerlo portare ardentemente a letto. Coerenza?! In effetti, nel corso della lettura Liesl, o meglio Elisabeth mi è sembrata un “tantinello” pazza. Ma forse era proprio ciò che voleva creare l’autrice. Liesl, all’inizio, quando era ancora a casa, con la sua famiglia non sembrava così ma impazzisce completamente dopo aver aiutato sua sorella e dopo essere caduta nelle grinfie del Re dei Goblin. Il personaggio che ho apprezzato di più, infatti, come vi ho detto anche prima, è stato proprio il Re dei Goblin

In certi momenti sembrava di leggere un romance erotico più che un fantasy, ma credo sia una cosa soggettiva. Piano piano andando avanti i due cominciano a conoscersi e a prendere coscienza uno dell’altra e la storia assume una forma. Il finale ti lascia col fiato sospeso, da non vedere l’ora di leggere il seguito.

«Vuoi la dura verità, Elisabeth?», disse lui. «Molto bene, allora l’avrai». Si mise a camminare avanti e indietro davanti a me, come un animale in gabbia. C’era un lupo intrappolato nel suo cuore che voleva liberarsi a tutti i costi. «Ti volevo perché sei strana e diversa e poco graziosa. Perché un uomo può anche trascorrere l’eternità – e credimi, io l’ho fatto – con una schiera infinita di belle spose, ma i loro nomi e i loro volti continueranno a confondersi davanti ai suoi occhi. L’unica che posso ricordare sei tu, così strana e così poco graziosa». (…) «La tua intensità, la tua fierezza», disse lui a bassa voce. 

Nonostante questo, il libro mi è piaciuto molto. Mi è entrato dentro e mi ha coinvolto più di quanto immaginavo. Quindi le mie conclusioni questa volta saranno sorprendentemente positive.

Il libro è stato un misto fra bugie rivelate e verità nascoste. Musica e passione. Amore e paura. Ignoto, debolezza e sacrificio.

S. Jae-Jones vi trasporterà in un mondo di magia, Goblin e musica, dove un Re vi aspetta come sua Sposa per amarvi e prosciugarvi, finchè il Sottosuolo non avrà fine. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo. 

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Ringrazio Federica che ha organizzato l’evento! Passate a trovare gli altri blog, mi raccomando!REVIEW PARTY (1)


Cosa ne pensate di questo nuovo libro? Vi piace? Fatemi sapere se lo leggerete o se lo metterete in lista. Oppure se non vi ispira e perchè! Insomma vi aspetto come sempre!

Alla prossima,

Sara ©