REVIEW PARTY: LA LADRA DI NEVE DI DANIELLE PAIGE (113#)

BUON POMERIGGIO CARI E BEI LETTORI!

Oggi ho un Review Party per voi! Di cosa parleremo oggi? Del nuovo libro in uscita oggi per la DeAgostini che ringrazio per l’opportunità che ci ha dato! Volete scoprirlo? Ecco che ve ne parlerò fra poco!
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ladradineveTitolo:  La ladra di Neve
Autore: Danielle Paige
Editore: DeAgostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 17 ottobre 2017
Trama: Per sedici, lunghi anni Snow ha vissuto rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Ma di una cosa è sempre stata certa: lei non è mai stata pazza. Ogni notte, incontra nei suoi sogni un uomo bellissimo e misterioso che la incita a fuggire e a scoprire la verità sul suo passato. Finalmente, grazie all’aiuto del suo unico amico Bale, Snow riesce a fuggire dall’ospedale e a rifugiarsi in un bosco poco lontano. Qui il confine tra sogno e realtà diventa presto labile, finché Snow si ritrova in un altro mondo. Un mondo dove ogni cosa è di ghiaccio. È Algid, il Regno di Neve. Tra terribili inganni, fughe rocambolesche e amori impossibili, Snow scopre un segreto antico: è lei l’erede al trono di Algid, figlia di un tiranno disposto a ucciderla pur di preservare il potere. Ma adesso che Snow ha ritrovato se stessa reclama ciò che è suo, e per averlo è pronta a combattere.

RECENSIONE:

Parto dicendo che questa storia è un Retelling de La regina delle Nevi di Andersen e, avendola letta quando ero più piccola, sono partita piuttosto entusiasta nel leggere il libro sperando di ritrovarcene almeno un pò. Ciò che troviamo in Andersen, dimenticatelo, perchè qui ne verrà utilizzata solo una scrematura fine. Sarà una fantasy fiabesco e vi trasporterà nel gelido inverno di Algid.


La storia ha inizio con il racconto di cosa Bale sia per Snow. Bale ha bruciato la sua abitazione quando aveva sei anni ed era stato portato all’ospedale psichiatrico dove si sono, poi, conosciuti.

I due cercano di incontrarsi di nascosto ma succede un qualcosa che allontanerà Bale da Snow e costringerà i dottori a separarli ed a non permettergli di vedersi. Così, Snow comincerà a fare strani incubi, ad avere reazioni spropositate con le sue compagne, come Gazza che non ha mai sopportato. Quando uno strano ragazzo vestito da dottore si presenterà nella sua stanza dicendo di smettere di prendere le medicine che sopprimono la sua vera natura, comincerà la vera e propria ribellione della ragazza che la porterà anche a cercare di uscire dall’ospedale psichiatrico.

Cosa succederà a Snow? Riuscirà a fuggire ed arrivare all’Albero? Cosa succederà una volta che arriverà ad Algid?

«Sì, Snow, in te si nasconde un grande dono. Puoi controllare l’inverno e dominare il gelo, il ghiaccio e la neve. Sei l’erede al trono, colei che è destinata a privare il re del suo potere… o a elevarlo ad altezze ancora maggiori. Solo tu puoi scegliere la tua strada.» A quelle parole sentii il battito del mio cuore accelerare: avevo una scelta. Fino a quel momento non avevo mai avuto la possibilità di scegliere. Al Whittaker erano sempre gli altri a prendere le decisioni per me: che cosa indossare, che cosa mangiare, che cosa fare, quando dormire. Perfino con chi parlare. Cavoli, la sola ragione per cui mi trovavo lì era che qualcuno aveva trascinato Bale dentro uno specchio e io non avevo avuto altra scelta che venire a riprenderlo. «Come avete fatto a rompere lo specchio? E dove sono i pezzi, adesso?» chiesi.

La trama non è propriamente corretta almeno inizialmente. Snow non ha vissuto da sempre dentro un ospedale psichiatrico, bensì ci è stata mandata a cinque anni. Però immagino sia stato per non dover raccontare troppo, e ci si può passare sopra.

Risultati immagini per stealing snow copertina originaleLa copertina è stata lasciata esattamente come l’originale. Ce ne sono due versioni che sono state utilizzate all’estero e preferisco questa che è stata mantenuta in Italia. L’altra versione la trovate qui di lato, e ve la metto qui giusto per mostrarvela e rendervi partecipi in caso non lo sappiate.

Il titolo è stato semplicemente tradotto. Tecnicamente, tradotto letteralmente è Rubare la neve ma è sinceramente migliore l’arrangiamento italiano piuttosto che ciò che poteva uscirne fuori.

L’ambientazione sbalza dal Whittaker a New York ad Algid, quindi la storia sbalza tra realtà e finzione; l’epoca sembra, almeno per quanto riguarda New York, moderna. Per quanto riguarda Algid, sembra quasi di essere in una fiaba medievale, principi, duchesse e ladri, magia e tutto ciò a cui voi non crederete mai.

«Mi pare che di magia ne abbiate abbastanza» osservai. Jagger scosse la testa. «La maggior parte delle fialette ne contiene solo un quantitativo minimo. Non è sufficiente.» Sufficiente per che cosa?, avrei voluto chiedergli, ma sapevo che sarebbe stato inutile. «E come si fa a distinguerle?» «Dai colori.» Ognuna di quelle pozioni aveva un effetto diverso, proprio come i sette nani di Vern. Ne presi una dorata, simile a quella che avevo visto usare da Fathom sull’orchidea. «Questa è in grado di guarire le persone?» «È magia, non l’Onnipotente.» Non riuscivo a immaginare Jagger venerare qualcosa che non fosse lui stesso. «Però la vendete dicendo che lo fa.» «A volte per guarire è sufficiente crederci» rispose.

I personaggi che troveremo all’interno della lettura sono molti ma mi soffermerò su quelli fondamentali all’interno della lettura e che ritroveremo sicuramente più degli altri:

Snow è una ragazza particolare. E’ rinchiusa in un ospedale psichiatrico e conosce poco il mondo fuori che la circonda. L’unica certezza sono le sue compagne, Vern che è l’infermiera che l’assiste per la maggior parte del tempo, che lei reputa amica e Bale. Snow si è sempre sentita inadeguata lì dentro, come se non appartenesse a quel posto e cominciano ad accadere cose strane quando la ragazza comincia a tirare fuori la rabbia che ha dentro. 

Bale è l’innamorato di Snow. Si sono conosciuti dentro l’ospedale psichiatrico ma da subito sono riusciti ad entrare in empatia uno con l’altro. E’ l’esatto opposto di Snow: dove lei è ghiaccio, lui è fuoco. E non è una metafora, lui è stato rinchiuso in quel posto proprio perchè aveva appiccato fuoco in casa sua e sente sempre che vorrebbe bruciare ogni cosa. E’ fuoco puro.

Jagger è un tipo strano. E’ un ladro e assieme alla sua congrega di ladre tenuta in piedi dalla regina Margot compie furti, … . Sembra attratto  da Snow ma si comporta in modo strano in più di un’occasione, sopratutto inizialmente. Avrete modo di conoscerlo, non temete ma sicuramente è un personaggio che ritengo più interessante di Bale.

Troveremo anche Kai, Margot, la Signora del Fiume, il Re Lazar e chi più ne ha più ne metta ma voglio lasciarvi la curiosità di andarli a scoprire da soli.

«Non sei pazza, Snow. È solo che ti hanno mentito. Tu non sei cattiva, hai la magia. La tua non è una maledizione, è un dono. Sarò anche un bugiardo, ma non ti mentirei mai su questo.» Pronunciò quelle parole come assolvendomi da ogni colpa e paura, semplicemente dicendomi la verità che avevo aspettato di sentire per tutta la vita. Quando si sporse ancora su di me, non ero sicura di potergli resistere. Mi baciò sulla guancia. Non potevo permettergli di avvicinarsi più di così. Però lui non faceva mistero di volermi ancora più vicino.

Il perno centrale è proprio la protagonista Snow. Lei è la chiave di tutto, crede di essere pazza ma non lo è, lei è la principessa del regno di Algid e non vuole sapere di esserlo. L’unica cosa che vuole è liberare Bale.

Lo stile utilizzato è stato fin troppo semplice e lo dico così perché non è in maniera propriamente positiva. Questo lo dico perchè ho notato delle cose che non mi sono piaciute per niente. Il tutto è scritto in prima persona da Snow ma questo c’entra ben poco, vi spiegherò fra poco.

Il fatto dell’ospedale psichiatrico. Tutto sembra sottovalutato: le pillole (che poi perchè dargli quei nomi?), il fatto che si incontrassero in segreto, il vero e proprio contesto e il fatto che ci fossero oggetti che non dovrebbero essere utilizzati. Non saprei neanche spiegarvelo, ma più che essere dentro un ospedale psichiatrico, inizialmente, mi sembrava di essere in un circo dove ognuno dava il meglio di se. All’inizio anche il motivo per cui fosse stata portata lì mi è sembrata sciocca ma poi è cambiato, almeno questo, perchè tutto si spiega.

Snow, bella mia, deciditi! Prima vuoi Bale, perchè lui è l’amore della tua vita: Bale è tutto quello che lei ha sempre voluto, lo ami ed è una sicurezza da quando è bambina. Poi incontra Kai e allora comincia a vacillare e sembra essere lui per poche pagine, l’uomo che ha sempre desiderato. Ma non è finita qui. Perchè ne abbiamo un altro: Jagger. Jagger è il ladro che seduce, ma farà sul serio? E lei cade ai suoi piedi! Ma ATTENZIONE, comunque continua a pensare che ama Bale. Facciamo la conta? Coerenza portami via! Per non parlare del fatto che siano tutti tremendamente affascinanti e belli.

In alcuni tratti, Snow, per i comportamenti che ha assunto mi è sembrata pazza davvero. Impressione o meno, mi ha dato questo, non saprei spiegarvelo meglio.

La storia inizialmente è lenta e poco sicura. Quando Snow è all’ospedale psichiatrico tutto sembra andare a rilento, per non parlare di quando arriva ad Algid. Jagger la porterà lì ma poi se la perde per strada e viene salvata dalla Signora del Fiume. Fino alla metà è stato decisamente ridondante e poco stabile, come se non sapesse che piega dovesse prendere. Dopo la metà del libro accade una cosa dopo l’altra ed è un continuo susseguirsi di eventi che cambieranno tutto: rivelazioni, segreti, sotterfugi e verità. Finalmente dopo prende una piega decisamente migliore e sembra coinvolgere un tantino in più.

Jagger mi tirò dentro a una nicchia, spingendomi dolcemente contro il muro, e mi prese la mano nella sua. «Se va tutto a rotoli, bevi questa e di’ “Casa”…» iniziò. Con le dita mi spinse una fialetta verde nel palmo, e per un attimo pensai che stesse per baciarmi. «Casa mia è dall’altra parte dell’Albero» ribattei cercando di nascondere la delusione. Mi guardò intuendo ciò a cui stavo pensando anche senza bisogno dell’incantesimo di comunione. «Non ti farà arrivare fin là, solo fino al Claret. Ti riporterà da me. Ti giuro che ti porterà solo dove hai bisogno di andare. Ma prendila soltanto se non c’è altro modo.» Mi morsi il labbro riflettendo. E poi afferrai la fiala.

La cosa che mi è piaciuta è stato il fatto che, nonostante tutto, sia stato coinvolgente almeno per quanto riguarda il lato dell’azione (perchè il romance faceva pena, come vi ho già accennato). In alcuni tratti mi ha ricordato Cuore Oscuro della Novik, letto una settimana fa o due. 

Con questo non voglio dire che il libro è difficile digerire da un occhio attento e che ama particolarmente il genereQuesto non può definirsi fantasy ma più un qualcosa che tende ad avvicinarsi al fiabesco e che si mantiene su una linea abbastanza leggera e poco concreta.

Il finale è sconvolgente e lascia sul filo del rasoio e quindi sono curiosa comunque  di sapere cosa succederà nel prossimo libro, visto che ce ne sarà un secondo. E’ stata una storia di sicuro nuova ed un retelling particolare ma poteva essere davvero figo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Mi raccomando, non dimenticate di passare a leggere tutte le recensioni dei Blog partecipanti che ringrazio per aver contribuito e per la loro disponibilità!

Li trovate nell’immagine qui sotto:

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Cosa ne pensate? Volete leggerlo? Fatemi sapere cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

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REVIEW PARTY (+ Giveaway): LE MAMME RIBELLI NON HANNO PAURA DI GIADA SUNDAS.

BUONGIORNO CARI LETTORI!

Buona domenica e buona festa della mamma! Io personalmente sarò ad una comunione, ma ho pensato lo stesso a voi e vi lascio la recensione di questo bel libro per questo Review Party.  In più in fondo troverete il Giveaway del libro. Uno di voi vincerà una copia CARTACEA del libro.18406399_756927104480874_1763973252_o

Ecco a voi il libro di cui sto per parlarvi:

88116734379788811673439-300x451Titolo: Le mamme ribelli non hanno paura

Pagine: 180

Editore: Garzanti Libri

Data di pubblicazione: 11 maggio 2017

Trama: In una calda giornata di agosto, all’improvviso Giada si è ritrovata a essere madre. Perché è vero che ha cominciato a esserlo quando quel piccolo cuore batteva dentro di lei, ma solo quando l’ha stretta tra le braccia quella vita è esistita davvero. Un attimo prima Giada era una persona, un attimo dopo un’altra completamente diversa, e per sempre: una madre. Da quel giorno ha studiato tutti i manuali esistenti in commercio, ha ascoltato ogni consiglio, ha parlato con medici e ostetriche. Affinché Mya, il suo dono più prezioso, fosse al sicuro, protetta, amata. Eppure non sempre tutto andava com’era scritto in quei libri. Ed è stato allora che ha capito una grande verità: non esistono regole, leggi, verità assolute, dogmi imprescindibili. Il mestiere di madre si fa ogni giorno, si impara sul campo accettando l’imperfezione e fidandosi del proprio istinto.

RECENSIONE:

Innanzi tutto ringrazio la Garzanti per avermi permesso la lettura del libro e Sara di Diario di un Sogno per aver organizzato questo Review Party.

La storia ha inizio con i sette re di Roma. Perchè i sette re? Perchè sono questi che ci faranno muovere da una tappa all’altra della vita di Giada Sundas, dal momento in cui viene a conoscenza di essere incinta fino ai primi anni di vita della sua piccola bambina.

Un percorso difficile, accidentato e pieno di cose inaspettate ma pieno di dolcezza, divertimento, amore, paure e sofferenza. Come si diventa madri? Quali istruzioni occorre seguire? Lo scoprirete leggendo questo dolcissimo libro.

La vita ha tracciato i margini di questo processo in modo assurdamente meticoloso, non trovi? Ci concede due anni di tempo per confrontarci con una nuova dimensione e commettere tutti gli errori che vogliamo, senza che voi possiate ricordarlo. Due anni sono un tempo godzillamente grande per vivere senza memorie, ma anche un tempo troppo esiguo per imparare a crescersi per crescervi. Tutto quello che tu hai cancellato, io l’ho scritto qui, per darti la possibilità di conoscere la donna che sono stata e che tu mi hai fatto diventare. Questo libro parla di noi. Parla di te, di papà ma soprattutto di me.

La trama è dolcissima e ricca. Rispecchia come è il libro ma è anche tanto altro: divertimento, riflessione e leggerezza. Tante e bellissime cose insieme.

La copertina è davvero carina e rispecchia l’indole di un bambino oltre al disordine che può portare nella tua vita. I calzini spaiati è solo un simbolo di quanto l’essere madre possa essere distruttivo e potente allo stesso modo. Il simbolo di ribellione di un figlio ma anche quello di una madre. Un mestiere che si impara strada facendo.

Tutto si svolge a casa Sundas/Dragin, o almeno per la maggior parte ed è bello vedere come tutto cambia, dal silenzio e la pace di essere soltanto in due al cambiamento di essere finalmente in tre, oltre tutto ciò che ne comporta.

«Non esiste un manuale? Tipo Genitori for dummies?» «Possiamo guardare su Amazon. Magari con le immagini, tipo istruzioni per il montaggio di uno scaffale Ikea. » «Non so se è un buon momento per confessarlo, ma io non sono stata neanche in grado di dare il giusto sostentamento a un criceto. È morto inspiegabilmente dopo un anno dal suo arrivo in casa mia. » «Il mio un giorno ha tentato la fuga e l’ho trovato per le scale. Abitavo al sesto piano. » «Saremo dei pessimi genitori, vero?» «Ce la metteremo tutta. Adesso andiamo a casa e godiamoci la nostra ultima nottata in silenzio. » Cenammo presto e guardammo una puntata di Prison Break. Alle dieci e mezza eravamo già a letto, coperti da un lenzuolo azzurro e una pesante coltre di incognite.

I personaggi, essendo basato su eventi accaduti a Giada, l’autrice, sono lei e la sua famiglia.

Giada è donna, compagna, complice e madre. La fase della gravidanza è quella per lei più pesante tanto da convincerla che un figlio basta e avanza. Quando si ritrova in braccio la piccola Mya non pensa a quanto sia felice in quel momento ma pensa a tutt’altro. Quando torna a casa non pensa alla felicità di essere finalmente madre e pensa a tutte le cose che da ora in poi cambieranno. Una donna forte, ben compresa per i suoi pensieri, perchè non sempre essere madre vuol dire per forza esserne capace.

Moreno è il marito di Giada e il padre di Mya. E’ spiritoso, amorevole e dolce con la sua famiglia. Il regalo più grande che potesse farle Giada, è proprio la piccola Mya.

e la piccola Mya, un uragano di emozioni. Un piccolo tornado di sorrisi, parole e amore. Oltre al panico che creerà nella vita di Giada più di quanto scombini quella di Moreno.

A oggi, l’unica cosa buona che posso affermare di averti dato da mangiare è la mia famosa focaccia. Non c’è niente che io sappia fare meglio, addirittura la mia ricetta è stata diffusa nel web e riprodotta con successo da molte massaie.Però, ecco, c’è un motivo se si chiama La Schifocaccia. Per il suo sviluppo sono state impiegate tonnellate di manitoba e i frantoi hanno dovuto fare gli straordinari. A ogni nuovo tentativo, quando la sfornavo, da qualche parte un panettiere genovese moriva. Per lo stesso principio per cui il battito d’ali d’una farfalla scatena un uragano dall’altra parte del mondo, ogni mio tentativo di focacciare innescava un ictus in un povero genovese. 

Il perno centrale è l’essere madre. Talvolta può essere difficile, non si è mai pronte abbastanza e non c’è un manuale che dice come comportarsi. La gravidanza può far soffrire ma regala una delle gioie più grandi che la vita può farti. Può essere difficile, può cambiare la vita, scombinarla ma basta un sorriso di un piccolo esserino che ci guarda e tutto torna al suo posto.

Lo stile è stato leggero, scorrevole e, per la maggior parte, divertente. In alcuni tratti il suo cercare di essere spiritosa eccede ma si riprende sempre. Passa da esagerate dosi di ironia a fasi viscerali di commozione, pensieri, riflessioni ed eventi più interiori.

Non lo so se quando sarai grande, oltre al “viva con me o morta senza di me”, ti verrà concessa una terza possibilità. Non lo so davvero se, quando sarai grande, potrai finalmente essere giudicata prima come essere umano e poi per il tuo genere d’appartenenza, però, te ne prego, se non dovesse essere così, o se dovesse essere peggio di così, non lasciare che questa condizione continui a raccogliere consensi, lotta con i denti perché non è colpa tua né mia, né di tutte quelle che prima di noi si sono tolte o a cui è stata tolta la vita per la sola colpa di essere donne. Ti prego, lotta con i denti e fai la differenza, perché io, perdonami, ho fallito.

Il libro è stato delicato e tenero. Ti entra dentro con una leggerezza e allo stesso tempo una grande profondità.

Essere mamme è una cosa che si scopre una volta che hai fra le mani il piccolo esserino piagnucoloso e allo stesso tempo non lo è. Essere mamme lo si diventa un giorno dopo l’altro, una parola, un dentino, un passo dopo l’altro. La Sundas entra a passi leggeri nel cuore di ogni lettore lasciando un solco indelebile.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Alla prossima,

Sara. ©