REVIEW PARTY: NELLA GABBIA DI ELLISON COOPER (#199).

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto una nuova recensione del Review Party per il nuovo thriller in uscita per Mondadori che ringrazio per averci permesso la lettura e Sara di Bookspedia per avermi coinvolto ancora una volta nelle sue bellissime iniziative. Ve ne parlo subitissimo:

downloadTitolo: Nella Gabbia
Autore: Ellison Cooper 
Genere: Thriller
Data di uscita: 24 Luglio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2O7Uud3
Trama: Washington, un quartiere residenziale deserto. La scena del crimine è piuttosto insolita… e macabra. Una cantina, un cucciolo di cane (vivo), una grande gabbia appesa al soffitto. E all’interno, una giovane ragazza morta di stenti. I due poliziotti che per primi fanno il sopralluogo vengono feriti per mezzo di un fucile azionato da un filo e il caso passa subito all’agente speciale dell’FBI Sayer Altair, che, dopo la morte in servizio del fidanzato, si è buttata anima e corpo sul lavoro. La sua specializzazione è neurologia della violenza, in pratica sta cercando di dimostrare che il cervello dei più pericolosi serial killer presenta effettive deficienze neurologiche. È la persona giusta per dedicarsi al caso della ragazza nella gabbia, la cui identità viene presto svelata: si tratta della figlia di un importante senatore in corsa per le presidenziali e Sayer si trova di colpo sotto i riflettori della stampa. Mentre la pressione dei media cresce, un’altra ragazza cade vittima dell’assassino.
Dai primi indizi, Sayer si rende conto che il killer è preda di una pericolosa ossessione: vuole spingere le sue vittime a un passo dalla morte per poi riportarle indietro. Più e più volte. Un esperimento terribile che sta per coinvolgere altre giovani donne e che porterà Sayer a lottare disperatamente contro il tempo e a muoversi con molta più circospezione di quanto non si sarebbe aspettata.

RECENSIONE

Sfondo, Recinto, Libertà, Griglia, Gabbia, CarcereLa storia ha inizio con uno scenario piuttosto inquietante ma allo stesso tempo curioso e intrigante. Dei poliziotti di Washington D.C. si trovano sulla volante fuori da una casa disabitata. Sono stati chiamati dai vicini per cattivi odori ed uno fra i due ricorda che qualche tempo prima avevano ricevuto una chiamata da quel posto da una ragazza spaventata ma quando erano arrivati sul luogo non avevano approfondito. Se lo avessero fatto probabilmente sarebbe stata ancora viva o forse no, ma fatto sta che non appena entrano i due attivano una trappola e uno dei due poliziotti rimane gravemente ferito. Entra in scena così Sayer Altair, neuroscienziata e agente speciale dell’FBI, a prendere in mano il caso non appena si scopre che una ragazza è morta chiusa in una gabbia e che quella è la figlia del candidato governatore scomparsa l’anno prima.

Chi si nasconde dietro l’omicidio della giovane nella gabbia? Ce ne sono altre? Riuscirebbe Sayer Altair a risolvere il caso nonostante non si abbiano indizi e nulla su cui partire?

Era impossibile resistere al fascino, la brutalità ti ipnotizzava nel suo orrore.Ora, invece, non provava altro che nausea. Ogni vittima provocava un altro piccolo strappo nella sua cortina mentale, rendendole sempre più difficile tenere fuori i sentimenti e guardare con obiettività le donne e i bambini morti che i mostri a cui dava la caccia lasciavano dietro di sé.«Insolito. » Indicò la gabbia. Vik rimase indietro, lasciando che lei avanzasse senza di lui.«Già. Forse possiamo risalire a dove è stata fatta. » Era la prima scena del crimine su cui lavoravano assieme, e Sayer era contenta che Vik non fosse uno di quelli che ti stavano addosso o ti sommergevano di chiacchiere. A causa della sua ricerca, a Sayer non era stato assegnato un partner a tempo pieno, e non sapeva mai cosa aspettarsi quando si trovava a lavorare con una persona nuova. Non c’era niente di peggio di chi era incapace di stare zitto davanti a un cadavere.«Adesso capisci perché ci hanno chiamato. » Vik parlò in tono piatto. Senza voltarsi a guardarlo, Sayer annuì e fece un passo per avvicinarsi al medico legale.

Risultati immagini per ellison cooperLa trama è ben scritta e descrive con poche parole quanto accade nelle prime pagine di questo nuovissimo thriller. Incuriosisce ed a primo acchito fa sperare bene nella storia e nella lettura.

La copertina italiana è carina nel complesso anche se l’originale è davvero fantastica e rende proprio l’idea della gabbia e di sicuro lascia presupporre un thriller quando per quella italiana non sembra. Il titolo italiano è stato tradotto non proprio letteralmente ma possiamo dire che nel complesso ci siamo. Per me il libro sarebbe andato bene anche così com’era l’originale anche perchè non di difficile comprensione soprattutto se fosse rimasta la copertina originale. Nel complesso l’adattamento italiano non è del tutto uno sfacelo. 

L’ambientazione è tutta americana. I ritrovamenti avvengono nella città di Washington D.C. e la protagonista si ritroverà a fare da spola fra casa sua, Quantico ovvero la sede dell’FBI e le scene del crimine. L’epoca è moderna, il libro sembra essere ambientato ai giorni d’oggi.

«Ma questo è…» Holt sollevò una mano, interrompendo Sayer. Incerta su cosa dire, l’agente fu sollevata quando sentì vibrare il cellulare. Abbassò lo sguardo sul messaggio di testo da parte di Joan. Sono arrivati i risultati dei test del Dna di Gwendolyn Van Hurst. Nessun riscontro nel sistema. Sayer sospirò e mostrò il messaggio a Holt, che per tutta risposta emise una specie di grugnito. Non aveva importanza che non avessero mai arrestato davvero Dillinger: sui media sarebbe venuto fuori che l’Fbi aveva appena commesso un grosso errore. Sayer non lo fece notare a Holt mentre se ne andava dal suo ufficio: aveva appena deciso che voleva vivere almeno un altro giorno.

Immagine correlataI personaggi in questo libro sono diversi e ben presenti e piazzati sulla scena. Vi parlerò dell’agente speciale senior Sayer Altair che è colei che narrerà questa storia e che condurrà le indagini delle ragazze in gabbia.

Sayer Altair è una donna forte, determinata e coraggiosa. E’ una neuroscienziata che studia i comportamenti e il cervello dei serial killer e quando le viene affidato il caso in questione ci mette tutta se stessa per cercare di salvare quelle ragazze. Dopo aver perso il suo compagno e i suoi genitori ha scostato il resto della sua famiglia pensando di potercela fare da sola e si è gettata a capofitto nel lavoro mettendoci l’anima. Non si lascia intimorire dalla scena cruenta e non si lascia coinvolgere. Nonostante sia una donna e molti facciano di tutto all’interno e all’esterno dell’FBI per farglielo pesare, lei non si lascia intimorire e prosegue nel suo lavoro meticolosamente. Non si lascia sopraffare dalle emozioni nonostante sia molto fragile e la cosa si percepisce mano a mano che si prosegue all’interno della lettura.

Sayer si avvicinò ancora di più ai simboli, trattenendo il fiato. Quando infine si rialzò, scoprì i denti in un sorriso di trionfo. «Qualsiasi cosa vogliano dire, scommetto tutto quello che ho che questa» – indicò un punto sulla parete – «è un’impronta parziale!»

Ardesia, Disegno, Black, Scuro, Bianco, AspettaIl perno centrale è trovare l’assassino, il Killer della Gabbia che imprigiona le ragazze e le tortura nel suo lungo esperimento che le costringe a morire lentamente senza più cibo ne acqua. L’uomo le riprende, le fotografa e lascia delle trappole per la polizia che cerca di risolvere il caso. Chi si nasconde dietro il Killer della Gabbia?

Lo stile utilizzato è stato piuttosto fluido devo ammetterlo ma la storia non mi ha catturato come avrebbe dovuto. La storia è scritta in terza persona per la maggior parte dal punto di vista della Altair.

Ho letto diversi thriller e questo è stato di sicuro ben studiato sul punto di vista dei colpi di scena nel punto giusto e sulla situazione burocratica dietro ogni passaggio e ogni movimento della polizia ma per buona parte del libro la storia mi è sembrato un barattolo vuoto che l’autrice ha cercato forzatamente di riempire.

La storia in alcuni punti sembra ferma in uno stallo e il tutto resta piatto anche in qualche punto di svolta. Probabilmente la maggior parte della colpa di questo è la protagonista principale che è poco condita e, nonostante la sua forza psicologica e tutto ciò che ha subito, resta fredda e distaccata agli occhi del lettore. Non sono riuscita ad entrare in empatia con la protagonista e la storia ha fatto così, difficoltà a galoppare.

Sayer Altair rende la lettura poco avvincente ed a tratti scontata. Inizialmente il libro mi aveva ricordato a tratti il libro La donna di ghiaccio di Robert Bryndza che ho adorato ma tutto ciò che avevo colto all’inizio è stato sostituito solo dalla voglia di finire il libro al più presto.

Nonostante questo, non metto in dubbio che l’autrice si sia documentata ed abbia studiato parecchio per porre in essere la storia e far si che tutto potesse funzionare in termini di logica e pratica. Un libro interessante sotto il punto di vista poliziesco e sui suoi movimenti  e dettagli ma nulla di più.

Dopo aver percorso qualche chilometro tra le montagne della Virginia, il profumo dei caprifogli rimpiazzò i fumi acri della città. La fresca aria della sera e la strada di campagna deserta le diedero lo spazio necessario per sciogliere le spalle e lasciare che la sua mente si aprisse. Anche se i lividi che aveva su tutto il corpo le dolevano, la facevano anche sentire viva, consapevole di ogni centimetro del suo essere. (…) Ma perché? La domanda le vagò nella testa finché lei, consciamente, non smise di pensarci e lasciò semplicemente che la strada scorresse sotto le sue ruote. Dopo quasi un’ora di viaggio, capì che c’era un collegamento che le stava sfuggendo, e che aveva bisogno di qualcosa in più per riuscire a unire i puntini.

Il libro è stato carino nel complesso ma non è riuscito a coinvolgermi fino in fondo. Ho apprezzato particolarmente i personaggi di contorno come Vik ed Ezra che sono vicini alla protagonista e la rendono sopportabile. In generale Sayer e Vik assieme mi sono sembrati un po’ tipo Sherlock e Watson.

Ellison Cooper ha costruito un thriller interessante ma sotto certi aspetti non del tutto coinvolgente. Consiglio la lettura a chiunque piacciano le serie poliziesche perché sotto quel punto la storia è davvero interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Seguite le altre tappe qui, vi stanno aspettando:

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Cosa ne pensate cari lettori? Fatemi sapere la vostra opinione che io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

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BLOGTOUR: GLI IMMORTALISTI DI CHLOE BENJAMIN – RECENSIONE. (#190)

BUON POMERIGGIO MIE CARE PARTICELLE!

Eccoci qui oggi con una nuova recensione in questo Review Party, tutta per voi! Ringrazio la Rizzoli per averci permesso la lettura e Sara di Bookspedia che mi ha coinvolto in questa iniziativa! Ecco qui che vi parlo di questo libro in uscita oggi nelle librerie:

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Titolo: Gli Immortalisti
Autore:  Chloe Benjamin
Genere: Fiction
Pagine
Data di uscita: 26 Giugno 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2tA1l5v
Trama: Forse non sarebbe successo niente se non fossero stati nel cuore dell’estate, con un mese e mezzo di noia umida alle spalle e un altro mese e mezzo davanti. In casa non c’è aria condizionata e quest’anno – l’estate del 1969 – sembra che stia succedendo qualcosa a tutti tranne che a loro, i fratelli Gold. Mentre gli altri si sballano a Woodstock, New York non offre loro altro che un incontro con una veggente che, si dice nel quartiere, sarebbe in grado di predire la data di morte. I quattro ragazzi ci vanno, per gioco, per vestirsi di paura, per fare la rivoluzione a modo loro. Bussano alla porta della donna, entrano uno per volta, ed escono con una data. Nient’altro. Simon, Klara, Daniel e Varya sono figli di una famiglia di commercianti ebrei, sono il frutto di una storia dolorosa e felice insieme, ramificata tra Europa e Stati Uniti, e probabilmente non sono diventati quello che i genitori avrebbero voluto. E dopo quel giorno d’estate della loro adolescenza, marchiato da quel numero indimenticabile, niente sarà più come prima. I sogni e i progetti saranno altri. Non peggiori, diversi.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio nel 1969. Quattro fratelli VaryaDanielKlara e Simon sono uniti ma l’hanno seguente potrebbero non esserlo più perchè stanno per dividersi. Varya e Daniel andranno presto all’università per crearsi un futuro e i quattro si divideranno. Non ancora però, perchè nell’estate di New York del 1969 i quattro Gold decidono di andare da una donna che con le proprie capacità di veggenza riesce a stabilire la data della morte di ognuno di loro.

Inizialmente la cosa non sembra sfiorarli molto ma poi dentro ogni personaggio si instaura un’incosciente consapevolezza che li porta a credere di dover vivere la propria vita al meglio delle loro capacità portando Simon, quello che morirà giovane, a scappare con sua sorella Karla a San Francisco senza essere neanche maggiorenne e vivere la vita a pieno, amando un uomo come non mai e divertendosi facendo tantissime esperienze che a casa non avrebbe mai fatto. 

La storia di quattro vite unite che ripercorreremo una per una, in ordine, perdendone una dopo l’altra. Entrerete a far parte della vita dei quattro fratelli ripercorrendo la loro vita da quando erano dei bambini ed hanno perso il loro padre a quando inesorabilmente, lo raggiungono.

Cosa ha in serbo la vita per ognuno dei quattro fratelli? Quello che la veggente aveva predetto loro, si avvererà? Che storia hanno da raccontare i quattro fratelli Gold? Riusciranno a fare della loro vita ciò che hanno sempre desiderato?

Klara apre l’acqua, afferra una spugna e si mette a sfregare con impeto. «Io lo so perché» continua Simon, che l’ha seguita. «Perché se tornassi vorrebbe dire che Daniel aveva ragione. Significherebbe che non hai un progetto, che non puoi crearti una vita tutta tua, lontano da loro. Significherebbe che hai fallito.» Sta cercando di provocarla – l’autocontrollo della sorella lo innervosisce più dei suoi scoppi d’ira – ma Klara continua a tenere le labbra sigillate, le nocche bianche intorno alla spugna. È stato egoista, certo. Ma il pensiero della sua famiglia gli ronza sempre in testa. In un certo senso continua a frequentare l’Academy per loro: per dimostrare che la sua vita non è tutta eccessi, che è fatta anche di disciplina e volontà di migliorarsi. Prende il suo senso di colpa e lo trasforma in un salto, un sollevamento, una piroetta perfetta. L’ironia della situazione, ovviamente, è che Saul sarebbe rimasto scioccato se avesse scoperto che il figlio è diventato un ballerino di danza classica. (…)  In certi momenti fuggevoli si sente a casa.

30288282La trama è ben scritta e non ha spoiler al suo interno anche se, dopo aver letto il libro posso dire che mi figuravo una storia diversa da ciò che si preannuncia dalla trama del libro. E’ comunque ben scritta e mette la giusta curiosità.

La copertina originale è davvero stupenda. Non so perchè sia stata cambiata così tanto ma quella italiana si, rispecchia in parte la storia: il ponte di San Francisco dove Simon e Klara si trasferiscono ma in altri sensi non ha molto da rispecchiare. L’originale (qui di lato) l’ho sempre trovata molto bella sin da quando avevo notato l’uscita all’estero. Voi quale preferite? Al titolo – per fortuna – è stata risparmiata la tortura ed ha subito solo la traduzione che si riferisce a Klara che per i suoi spettacoli si fa chiamare “l’Immortalista”. In fin dei conti credo che possa riferirsi a tutti perchè è proprio così che sono i fratelli sia singolarmente che l’uno con l’altro.

L’ambientazione ruota attorno ai quattro personaggi. Inizialmente ci troviamo a New York ma viaggeremo molto: andremo a San Francisco con Simon, andremo a Los Angeles con Klara e in Europa con Daniel e Varya. L’epoca su cui viaggia questa storia ricopre un arco temporale molto vasto, in genere poco utilizzato nei libri e va dal 1969 fino ai giorni d’oggi.

Klara sa trasformare una sciarpa nera in una rosa rossa e un asso in una regina. Sa far comparire monete da dieci centesimi dai penny, monete da un quarto da quelle da dieci e banconote da un dollaro semplicemente dall’aria. È in grado di eseguire il salto della carta alla Herrmann, il lancio alla Thurston, il numero con la carta che si solleva e quello con la carta sul palmo della mano. È un’esperta dei classici trucchi con la tazza e la pallina, tramandati dal maestro canadese Dai Vernon a Ilya Hlavacek e da quest’ultimo a lei: un’illusione ottica che confonde e abbaglia gli spettatori, dove in una tazza vuota si materializzano dal nulla palline e dadi, e poi, alla fine, un limone intero. Quello che non è in grado di fare – quello che non smetterà mai di provare a fare – è riportare indietro suo fratello.

Immagine correlataI personaggi principali su cui verterà questa storia sono i quattro fratelli Gold. La storia è suddivisa in quattro parti, una per fratello in cui si farà riferimento alla loro vita e cosa hanno fatto. Ecco qui che ve li presento uno per uno:

Varya è la maggiore dei quattro Gold ed anche, secondo quello che la veggente ha detto lei, quella che vivrà più a lungo. Nel lungo percorso dell asua vita ha affrontato tante cose tra cui il College in biologia, … Varya ha sempre cercato di aiutare sua madre assieme a Daniel laddove Simon e Klara hanno mancato. E’ determinata e resta focalizzata sui suoi sogni. Tra tutti è quella che ho sentito più distante di tutti anche a livello empatico perchè trasmette davvero molto poco.

Daniel è molto simile a sua sorella Varya. Ha studiato medicina anche se poi nella vita è diventato militare. E’ rimasto inquadrato ai suoi sogni ma sente il peso della decisione i consultare la veggente su di lui, essendo stata una sua idea. Nonostante questo ha sempre cercato e tentato di tenere la famiglia unita telefonando a Simon e Klara molto più degli altri e cercando di convincerli a tornare a casa seppur in parte per egoismo personale.

Klara è la ribelle, quella che si alzava di notte per provare i numeri di magia che tanto amava. Ebbene si, Klara ha sempre sognato di diventare un’artista, non ha mai voluto lavorare in uffici o studiare come i fratelli. Quella vita non faceva per lei. Quando si trasferisce a San Francisco con suo fratello Simon i suoi sogni prendono lentamente vita e riesce persino ad esibirsi in qualche locale. E’ una personaggio fragile, che avrà una vita difficile e tormentata e che è legata molto più a Simon di quanto lo sia mai stata con gli altri due fratelli.

Simon è il più piccolo della famiglia ma anche quello con le idee più chiare di tutti gli altri. Dopo che ha ricevuto la sua data di morte si sente in dovere di dover vivere la sua vita al massimo e non rinchiuso come un topo dentro casa, accanto a sua madre solo perché è il più piccolo. Scappa da casa a sedici anni assieme a sua sorella Klara per andare a San Francisco. Klara sembra essere l’unica a capirlo davvero e si allontana dalla famiglia assieme a lei costruendosi un piccolo futuro luminoso con pochi soldi ma fatto di divertimento e di amore, quello vero.

Eddie aveva mostrato i palmi.«Non giudico nessuno. » Una fitta di dolore gli aveva trapassato il cranio e ora rimbalzava nella sua testa come un proiettile. Non sapeva se dipendesse dall’alcol o dall’imminente rivelazione, di cui non aveva parlato neppure con Mira. Ma di fronte alla storia della donna di Hester Street – la sua fama e la loro visita, il tempismo perfetto della morte di Klara – Eddie si era mostrato piuttosto scettico. Avrebbe controllato, così aveva detto, ma non nutriva grandi speranze. Sentiva di aver deluso l’agente, che Eddie voleva segreti o conflitti, non un ricordo di infanzia su una sensitiva itinerante. (…)  Il suo tutor alla scuola di specializzazione era stato allievo del dottor Theodore Woodward e amava citare ciò che quest’ultimo diceva sempre ai suoi specializzandi: «Se sentite rumore di zoccoli pensate ai cavalli, non alle zebre». Quattordici anni dopo e dieci Stati più a est Daniel entra nella Hoffman House per incontrare di nuovo Eddie.

Il perno centrale è proprio la veggente e la data di morte che lascia ad ognuno dei quattro fratelli. Per loro è inizialmente difficile da comprendere ma con il passare degli anni per tutti questa assume importanza e costringe i quattro fratelli Gold a vivere la vita in maniera diversa da come avrebbe potuto essere effettivamente.

Lo stile utilizzato è stato di facile lettura anche se pesante a lungo andare. Per quanto riguarda la struttura della storia invece è stata un po’ una delusione. Mi aspettavo qualcosa di molto più profondo e non solo l’elenco dei quattro in ordine di morte. La storia si suddivide un quarto per ogni personaggio rendendo il libro si, completo ma anche poco accattivante agli occhi del lettore. L’autrice utilizza la stessa struttura per tutti in cui ognuno ha ricordi d’infanzia diversi e esperienze future ma in certi momenti sembra diventare quasi la lista della spesa. Ha cercato di raccontare un arco temporale piuttosto vasto e ha perso secondo me il vero fulcro di questa storia.

Nonostante quanto appena detto, il messaggio sotto inteso è potente e arriva sicuramente al lettore. Se ognuno fosse a conoscenza della data della propria morte si comporterebbe in modo diverso? Vivrebbe una vita che altrimenti non avrebbe il coraggio di fare? Che scelte farebbe? Questo sicuramente è importante e preponderante in se. Trasposto all’interno dei personaggi invece, (il modo in cui viene messo in pratica sui fratelli) non mi è piaciuto tantissimo. Almeno per il fatto che tutto diventa pesante quando l’autrice unisce tanti, TROPPI, eventi l’uno all’altro, a volte anche futili.

Fra i quattro fratelli è arrivata a livello empatico Klara molto più di tutti gli altri ed è stata la mia preferita in assoluto sia per tutto quello che fa nella sua vita sia per la sua tenacia e determinazione nonostante la vita gli avesse dato sempre contro. Simon è quello che la segue a ruota perchè si gode la vita come gli altri non hanno fatto completamente. Per quanto riguarda Daniele e Varya li ho sentiti proprio lontani e non sono riuscita a sentirli in sintonia con me neanche per un momento, li ho percepiti assenti, distanti e fin troppo simili l’un l’altro.

Alla fine l’unica curiosità che ho avuto è stata quella di scoprire il modo in cui ognuno sarebbe morto, nulla di più. Non ho avuto altri stimoli sotto questo punto di vista ed ho trovato interessanti i punti di vista di Simon ma più di tutto quello di Klara. Daniel e Varya sono apatici e non mi hanno lasciato nulla di così rilevante da farmeli piacere.

«Perché lo fai?» «Tu cosa pensi?» replica lei, ma esita quando lo vede avvicinarsi. «Perché sei arrabbiato? È mio diritto decidere come vivere.» «Non sono arrabbiato, sono triste» ribatte lui, la voce gutturale. «Vederti così mi spezza il cuore. Hai fatto terra bruciata intorno a te: non hai un marito, non hai figli. Avresti potuto fare qualunque cosa. E invece sei come le tue scimmie: prigioniera e denutrita. Il fatto è che per vivere una vita più lunga devi vivere una vita che non è vita. Non lo capisci? Il problema è che tu vuoi fare questo scambio, tu hai già fatto questo scambio, ma a che scopo? A che prezzo? L’unica differenza è che le tue scimmie non hanno mai avuto scelta.» 

Il libro è stato carino nella sua complessità ma mi aspettavo molto in maniera completamente diversa e non una serie di eventi per ogni fratello in ordine di morte. Credevo fosse una cosa un po’ più elaborata anche se il messaggio che lascia questa storia è comunque importante e non da sottovalutare. Una lettura da affrontare in tranquillità ma senza troppe pretese.

Chloe Benjamin scrive una storia famigliare che si basa sulle esperienze ma sopratutto sul destino e sulla potenza della vita e di quanto possa essere bella e intensa anche se breve. Una storia dalla potenza disarmante in cui il filo invisibile tra la vita e la morte assume un valore talmente forte da  E tu, cosa faresti se conoscessi la data della tua morte? 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Seguite qui le altre tappe del Blogtour. Vi aspettiamo!

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se lo leggerete e se vi ispira. Io aspetto come sempre, commenti!

A presto,
Sara ©

 

REVIEW PARTY: 13 ANNI DOPO DI KERRY WILKINSON (#187)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un nuovo Review Party stavolta edito Newton Compton, che ringrazio per avermi permesso la lettura di questo nuovo thriller in anteprima. Ringrazio anche Laura per avermi invitato a partecipare. Ecco qui che v parlo di una delle uscite più attese, da oggi in libreria:

13-anni-dopo-x1000Titolo:  13 anni dopo
Autore: Kerry Wilkinson
Genere: Thriller
Data di uscita: 21 giugno 2018
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TramaUna ragazza fa la sua comparsa in una cittadina inglese dicendo di essere Olivia Adams, la bambina svanita nel nulla tredici anni prima. Quando Olivia Adams, a soli sei anni, scomparve dal giardino di casa, la piccola comunità di Stoneridge venne presa dallo sgomento. Come poteva una bambina sparire semplicemente nel nulla? Tredici anni dopo, Olivia è tornata. Si è presentata al bar di sua madre, Sarah, che non ha avuto nemmeno un momento di esitazione nel riconoscere la figlia scomparsa che non ha mai smesso di cercare. La ragazza sostiene di essere stata rapita, ma dice anche che solo di recente i ricordi del passato hanno cominciato a riaffiorare. Alcuni punti del suo racconto, però, rimangono oscuri: dove e come ha vissuto per tutti quegli anni? E che cosa è accaduto esattamente in quel lontano pomeriggio assolato? Eppure c’è qualcuno che non è felice della ricomparsa di Olivia. Perché quando il passato ritorna ci sono segreti che rischiano di essere svelati, dopo essere stati sepolti per molti anni.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio con Olivia in un bar, che fissa una donna intenta al computer. Quella donna è sua madre, finalmente l’ha trovata. Olivia è stata portata via a casa quando aveva solo 6 anni e manca da 13 anni. Quando sua madre Sarah se la ritrova davanti capisce subito che è sua figlia, che è un miracolo e che è tornata.

Ma non per tutti è così semplice da accettare. Perché Sarah ha un figlio piccolo, Harry, e si è risposata con Max Pitman che non ha una bella fama in paese assieme a quella di suo fratello Ashley, che è la sua ombra da tutta la vita.

Cosa succederà in paese ora che Olivia è finalmente tornata? Cosa scoprirà Olivia sul suo passato? Cosa è successo a Olivia in questi Tredici anni?

Ripiego la mappa e la infilo nella borsa. La camera è piccola: un letto, una specchiera e un comodino, nient’altro. Mi siedo davanti alla specchiera e accendo la lampada, guardando il mio riflesso. Ho aspettato a lungo questo giorno – ed è stato lunghissimo. «Olivia», dico, studiando il movimento delle mie labbra. Suona bene. Suona nel modo giusto. Ho vissuto per tanto tempo con un altro nome, ma posso abituarmi a Olivia. «Olivia Adams». Anche questo suona bene. Olivia Pitman, no, non sarà mai il mio nome. «Olivia Elizabeth Adams». Mi piace anche questa versione. Chissà da dove proviene il secondo me. Se sia appartenuto a qualcuno di importante per mia madre, o se sia stato scelto a caso. «O-li-vi-a». Scandisco le sillabe. Sei lettere. Non male. Olivia è il mio nome – ora devo solo abituarmi a sentirlo pronunciare dagli altri.

Risultati immagini per kerry wilkinson the girl who came back: a totally gripping psychological thriller with a twist you won’t see coming

La trama è ben strutturata e di sicuro mette la giusta curiosità a un amante di thriller. Infatti ero super curiosa quando ne hanno annunciato l’uscita e lo sono rimasta nel corso della lettura fino a che tutto non è andato al proprio posto.

La copertina è carina anche se non mi fa impazzire ma sono comunque felice che sia stata mantenuta come l’originale e non sia diventata tutt’altro mentre per quanto riguarda il titolo, è stato palesemente modificato dall’originale che è The girl who came back ovvero approssimativamente “La ragazza che è tornata indietro”. Sono davvero felice che non sia stata semplicemente tradotta dall’originale anche perché sarebbe stato un altro di quei titoli della Newton che fanno sembrare i thriller tutti uguali. 

L’ambientazione è un piccolo paesino inglese chiamato Stoneridge in cui tutti si conoscono; l’epoca è sicuramente moderna.

«Non voglio i soldi», ribatto. «Tutti vogliono i soldi». «Io no». Si morde un labbro e le sue narici si dilatano, mentre prova a capire cosa potrei voler dire con quell’affermazione. Se non voglio i soldi, di cos’altro potrei aver bisogno? Non ne ha idea. (…) «Perché sei qui?», ripete con un sibilo. «Secondo te? Perché lei è mia madre». Ride alla mia risposta, dondolando la testa avanti e indietro. «Non mi freghi, cara. Mi sono informato. Sei qui a raccontare a quella credulona di tua madre storie di passeggiate sulla spiaggia e feste di compleanno – tutta roba che hai letto online. Ho visto quelle foto. Chiunque avrebbe potuto inventarsi quei ricordi». «Allora perché non lo dichiari apertamente? Esci allo scoperto. Cosa vuoi dirmi davvero, invece?». (…) «Non dirò niente», sentenzia con disprezzo, prima di contraddirsi. «Ma sappi che io so che non sei chi racconti di essere. Ti tengo d’occhio, e prima o poi riuscirò a dimostrarlo».

Immagine correlataI personaggi che tengono in piedi la storia e su cui essa stessa gira sono effettivamente due anche se ce ne sono anche altri rilevanti ai fini della storia. Olivia e Lily sono di sicuro le figure portanti ma altri personaggi rilevanti sono la madre e il padre di Olivia e i due fratelli Pitman.

Olivia è una ragazza confusa ma allo stesso tempo determinata a raggiungere il suo scopo. Non si lascia intimidire da coloro che pensano che non sia tornata, che sia una persona che voglia approfittare della bontà di sua madre o delle persone vicine a Olivia e alla sua famiglia. E’ una ragazza tenace e dura, che si mette da sola alla ricerca di risposte.

Lily è una ragazza intelligente ma non si applica come dovrebbe a scuola in seguito alla scomparsa di sua madre. Lei vive con suo padre ma, a volte, sono estranei nella stessa casa. Lei si occupa del mantenimento della casa, di preparare il pranzo e la cena e di aiutare suo padre quando beve troppo. Lily ha subito tante cose nel corso della sua vita ed è sempre stata forte e determinata rispetto ai suoi problemi.

«Perché mi credi?», gli chiedo, sorprendendomi. È la domanda sbagliata – stupida e pericolosa – ma sono impaziente di rivolgerla a qualcuno. Si tratta di una fede cieca, come una questione religiosa? Non c’è nulla di sbagliato a credere nell’esistenza di una forza superiore, ma allo stesso tempo è impossibile da dimostrare. Si basa tutto sulla fede. È così anche per i miei genitori con me? Sono un’idea a cui vogliono disperatamente credere, perché consente loro di trovare un senso agli ultimi tredici anni? Il papà si morde un labbro. «Vedo tua madre in te», afferma. È più o meno la stessa cosa che ha detto lei quando parlava dei miei occhi. Riconoscersi – non credo di riuscire a capirlo. È una cosa da genitori? Ci sono delle somiglianze fisiche tra me e mia madre, ma sono sufficienti? I miei sentimenti sono contrastanti. Voglio che la gente mi metta alla prova, eppure non voglio raccontare niente. Non capisco come entrambe le cose possano coesistere. «Non in senso fisico», aggiunge. Sbatto le palpebre, colpita dal fatto che mio padre sia riuscito in un certo senso a leggermi nel pensiero. «Hai in te la sua essenza. Il modo in cui parli, in cui cammini, come… sei». Ho la mia risposta, che mi piaccia o no. Io sono la figlia di mia madre.

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia è Olivia stessa e il mistero della sua sparizione. Dove è stata per Tredici anni? E’ veramente lei? Cosa succederà in paese ora che lei ha fatto ritorno?

Lo stile utilizzato è stato decisamente scorrevole, tant’è che ho letto questo libro in pochissime ore. Ho apprezzato lo sbalzo tra il punto di vista di Lily e quello di Olivia che  fino alla fine la storia e la connessione fra le due porta il lettore a porsi tantissime ipotesi. Sul punto del linguaggio e dello stile dell’autore devo dire di esserne rimasta colpita perchè completamente veloce e di facile lettura.

La storia dal punto di vista funzionale, scorre e incuriosisce sicuramente il lettore ma ho trovato diverse insufficienze a livello strutturale e di trama. Ve le spiego:

  • Olivia ritorna dopo 13 anni. La polizia viene avvertita dopo vari giorni in cui Olivia si aggirava beatamente per la cittadina e avesse affermato che lei era viva. Possibile una cosa del genere? Poi quando finalmente la polizia fa capolino non fa nulla se lei non parla di cosa le è successo (okkeeeey…) ma facciamo un test del DNA che ho trovato (almeno questo, per fortuna) corretto sotto un punto di vista concreto e veritiero.
  • La storia parla del ritorno di Olivia ma non sono riuscita a trovare il propriamente un lato thriller, neanche quello psicologico, fino a quando sono arrivata all’80% in cui qualcosa comincia ad accadere. Ho trovato molto più interessante il lato di Lily a quello di Olivia perchè molto più dinamico e diretto al cuore del lettore, ai sentimenti, all’empatia. Olivia sembra giocare a fare l’investigatrice privata su i due fratelli Pitman per la maggior parte del libro, cosa che ad un certo punto ho trovato snervante. La storia è stata scorrevole e l’ho letta con piacere ma non ha avuto quell’impatto psicologico che in questi libro dovrebbe esserci. Inizialmente ci si pongono tante domande su chi sia Lily e cosa c’entri con questa storia ma la cosa diventa chiara quasi subito e scontata. Quindi effetto sorpresa zero se non nel finale… ma proprio finalissimo!!!

Certo, perdere un genitore è doloroso. Lo sarebbe anche per un marito, una moglie, un fidanzato o una fidanzata, probabilmente. Non è solo la morte: sono le conseguenze. Quando in passato mi succedeva qualcosa di importante, uno dei primi pensieri era: «Non vedo l’ora di raccontarlo a papà», oppure «E ora come faccio a dirlo a papà?». È istintivo, e ora so che anche l’istinto è superfluo. Continuerò a domandarmi come farò a dire qualcosa al papà – ma poi ricorderò che, in ogni caso, non potrò. È come cercare di dimenticare l’impulso che ti spinge a mettere un piede davanti all’altro quando si cammina. Ogni volta che mi accadrà qualcosa, dovrò riprogrammare il mio modo di pensare.

Il libro è stato molto bello sul punto di vista della scorrevolezza. Veloce, leggero e senz’altro piacevole. Nel finale la storia si scioglie velocemente mostrando un quadro raccapricciante in cui tutto va al proprio posto. Consiglio la lettura per chi voglia affrontare un thriller leggero e non troppo impegnativo.

Kerry Wilkinson ha cercato di costruire un quadro intricato giocando con la mente del lettore che si sentirà inizialmente confuso. I tasselli andranno piano piano al loro posto, in questo thriller che vi trascinerà in un piccolo paesino dove si vede tutto ma nessuno sa niente. Un thriller leggero e scorrevole.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Ecco le altre tappe che potrete seguire e spero vi piaceranno:

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Cosa ve ne pare? Vi piace? Fatemi sapere con un bel commentino, che io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY + GIVEAWAY : “PER LANCIARSI DALLE STELLE DI CHIARA PARENTI” (#186)

BUON POMERIGGIO CARE E BELLISSIME PARTICELLE LETTRICI!

Oggi eccomi con un evento che ho organizzato con il permesso della Garzanti che ringrazio ancora per l’opportunità e ringrazio tutte le ragazze che hanno accettato di partecipare. Di cosa vi sto parlando? Della nuova uscita di Chiara Parenti di cui avevo già recensito in precedenza La voce nascosta delle pietre, che ho adorato (trovate la recensione QUI se ve la siete persa). Un nuovo libro che vi conquisterà, eccolo qui:

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Titolo: Per lanciarsi dalle stelle
Autore: Chiara Parenti
Genere: Narrativa
Data di uscita: 14 giugno 2018
Link d’acquistohttps://amzn.to/2JyBndj
Trama: Sono queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di partire e di sparire dalla sua vita. Sole non smette di guardare quel foglio perché, per lei, non c’è nulla di più difficile che superare le proprie paure. Quando non c’è nulla da rischiare, è tutto più facile. Per questo ha preferito un lavoro sicuro al sogno di laurearsi e non ha mai dato il primo bacio, perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Adesso, però, Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una piccola paura dopo l’altra, dal salire sulle montagne russe al dormire in un bosco sotto le stelle, dal fare un viaggio da sola a Parigi a lanciarsi con il paracadute. Giorno dopo giorno scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che fa battere il cuore. Accanto a lei c’è Asia, una timida adolescente. Rivedendosi in lei, Sole prova a smontare tutti i tasselli della sua insicurezza per insegnarle quello che ha appena imparato: è normale avere paura, quello che serve è solo un unico, magnifico istante di coraggio per lasciarsi andare. E, per dimostrarlo, è pronta a vivere il suo timore più grande: confessarsi al ragazzo di cui è innamorata da sempre. La prova più difficile. Perché anche per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco.

BOOKTRAILER

RECENSIONE

Sogni ad occhi aperti by RioTAngiELa storia ha inizio su un aereo. Sole sta per lanciarsi da un aereo ed ha paura ma è questione di pochi minuti, non può più tirarsi indietro e si butta assieme all’istruttore.

Sole e Stella sono amiche da una vita e non potevano essere più diverse una dall’altra. Sole è chiusa, casa e lavoro e nient’altro per nulla al mondo. Stella è temeraria, viaggia nel mondo e non si perde mai d’amino. Le piace sperimentare cose nuove e cerca di spingere anche Sole a fare lo stesso. Quando però Stella viene a mancare improvvisamente Sole si sente in debito verso la sua migliore amica e comincia a fare una lista di cose di cui ha paura. Una al giorno, per cento giorni, Sole affronterà le sue paure aprendosi sempre di più al mondo.

Cosa succederà a Sole nel corso di questa storia? Siamo veramente in grado di vincere le nostre paure? Come possiamo farlo e come riesce Sole in tutto questo?

Lo squillo del telefono fisso rimbomba nella stanza come una sirena antiaerea che, con un suono lungo, cupo e lamentoso, annuncia un pericolo imminente. I miei genitori e io fissiamo l’apparecchio come fosse un ordigno innescato e per un momento infinito nessuno parla o respira. Restiamo immersi in un limbo di terrore, una bolla sospesa nel tempo e nello spazio destinata a infrangersi non appena qualcuno alzerà la cornetta. Sarà sollievo o strazio. Sarà riprendere a respirare o trattenere il fiato per sempre. Sarà vita o morte. Alla fine è mio padre a rispondere, a me manca la forza, manca il coraggio. Non serve che lui parli e nemmeno che lo faccia Patrizia dall’altra parte. Basta il singhiozzo che le sfugge a provocare un terremoto di proporzioni gigantesche, che infrange i vetri e fa scoppiare i tubi, scoperchia il tetto e fa crollare tutto quello che c’è dentro casa finché non ci resta più niente. Solo un gigantesco, incancellabile senso di colpa.

La trama è ben scritta e mette di sicuro la giusta curiosità nel lettore. Personalmente ero attratta dal libro per il solo fatto che fosse di Chiara Parenti avendo amato il primo in maniera viscerale quindi non sono stata a badare troppo alla trama all’inizio ma devo dire che di sicuro attira gli occhi e l’attenzione di chi legge. Ero davvero curiosa non appena l’avevano accennato.

La copertina è meravigliosa. La Garzanti se s’impegna, ogni tanto, fa uscire i suoi gioiellini con le copertine, sopratutto per i libri italiani. Sono davvero felice per questo libro perché in fatto di grafica è davvero stupendo, anche più del libro precedente della stessa autrice. 

L’ambientazione è un piccolo paese nelle Molise, quindi location tutte italiane e l’epoca è moderna. La storia si sviluppa al giorno d’oggi.

Quando il mondo finisce, io non sento più niente. Tutto quello che succede nelle ore e nei giorni successivi alla notizia della morte della mia migliore amica mi arriva come da lontano, un’eco debole e ovattata di una realtà troppo assordante da ascoltare. Non ascolto quando mia madre mi dice che Patrizia e Giorgio sono partiti per Parigi per sbrigare le formalità burocratiche. Non ascolto quando mi dice che la bara è tornata in Italia. E non ascolto nemmeno quando mi ricorda che è tardi e che devo prepararmi per il funerale perché è ora di andare in chiesa. Nella bolla di dolore in cui mi sono rifugiata, mi trascino dietro i miei genitori sul sagrato della chiesa di Santa Maria a Mare.

Risultati immagini per gif paurepersonaggi all’interno della storia sono ben delineati e accuratamente strutturati. Non si confondono uno con l’altro e sono davvero ben caratterizzati. Mi sento in dovere di parlarvi della protagonista di questa storia più che di ogni altro personaggio che troveremo all’interno della lettura perchè decisamente colonna portante della storia.

Sole è una ragazza intelligente, lavora in un piccolo supermercato e le sue giornate si svolgono con una routine fin troppo semplice ed ha paura praticamente di qualsiasi cosa: non è mai salita su un aereo, non ha mai baciato un ragazzo e non ha mai bevuto o ballato ad una festa. La sua migliore amica Stella è l’esatto contrario e quando lei muore, tutto per Sole sembra essere finito. Fin quando non riceve il regalo di compleanno da parte di Stella, un regalo che la costringe a sfidare le sue paure più grandi. Lei decide di farlo, decide di lanciarsi col paracadute da un aereo solo per Stella. D’ora in poi farà tutto ciò di cui ha sempre avuto paura solo e soltanto per lei, per la sua migliore amica.

«Ehi, che cos’hai?». Lo guardo scettica. «Paura?!» «Oh, anch’io, non preoccuparti…» risponde come fosse la cosa più naturale del mondo. Stupita, sollevo la testa per guardarlo in faccia e vedere se sta scherzando. «Anche tu?» «Certo», annuisce. «Chiunque sano di mente avrebbe paura a lanciarsi appeso a un drappo di stoffa da quattromila metri di altitudine!» esclama come fosse ovvio. «Sai, non sono pratica, ma credo che queste non siano le parole giuste da dire mentre si sta salendo sull’aeroplano che ci butterà giù.» Lui ride. «È normale avere paura», dice e poi inchioda gli occhi azzurri ai miei e li tiene fermi. «Quello che ci serve, piccola, è solo un unico, singolo, magnifico istante senza paura. È in quell’istante che si fanno le cose più impensabili!» (…) Penso che sono qui per lei e mi lascio invadere da una sensazione meravigliosa. So che sto facendo la cosa giusta, so che sto facendo quello che lei voleva. “Questo è per te”, le dico.

Il perno centrale è il superare le proprie paure. Ognuno di noi ha qualcosa di cui ha paura e sono quelle stesse paure talvolta a fermarci, a mettere un paletto o un limite a delle situazioni o a qualcosa che invece vorremmo fare. Questa storia ci insegna quanto sia importante affrontare le cose che più temiamo e di non rinchiuderci nel dolore assoluto. 

Risultati immagini per gif paureLo stile dell’autrice è semplice e super scorrevole. Riuscirete a leggere questa storia in pochissime ore e la storia, in un modo o nell’altro, vi catturerà. 

Personalmente ho preferito La voce nascosta delle pietre in tutto e per tutto. Ora vi spiego i motivi che si sono fatti strada nella mia mente, a prescindere – ovviamente – dal libro precedente e che ho trovato poco funzionali in questa storia.

Poca empatia con il personaggio. L’autrice trasmette le sue emozioni al lettore ma non riesce a farle passare attraverso Sole. Mi piacciono i pensieri profondi e li trovo veri, reali, persino un po’ miei ma non è la protagonista a lasciarmeli. Sole sembra muoversi nel limbo dell’insicurezza che la porta a compiere gesti che non avrebbe mai pensato di fare ma, semplicemente, la cosa non arriva come dovrebbe. In compenso, invece, ho preferito Stella, sia inizialmente per la sua presenza che per ciò che ha lasciato a Sole, per come l’abbia aiutata lungo tutto il percorso.

La situazione con Massimo è fin troppo prevedibile e chiara fin da subito e Samuele non ve ne parlo nemmeno. I due sono stati un mix sorprendente di incroci davvero scontati ed è un cliché che mi aspettavo sin dalla comparsa di ognuno dei due personaggi. E su questo non dico altro. 

Nonostante questo, però, la storia si basa su sensazioni, emozioni e realtà che ci circondano e che fanno parte della nostra vita. Come ad esempio il fatto che Stella muoia in un attentato a Parigi o come la possibilità di riscattarsi nelle propria vita. Una storia che, nonostante tutto, ci insegna a credere in noi stessi, a superare i nostri limiti e le nostre paure.

In pochi istanti mi ritrovo a pogare in mezzo a questi ragazzi che mi incitano e mi sorridono e mi inondano con la loro pazzesca energia che, unendosi alla mia, esplode sopra di noi con una fiammata. Ora sono carica come una bomba e quando mi sento prendere per le gambe e sollevare in aria non oppongo resistenza, ormai ogni barriera è caduta e io mi sento senza limiti. Con la musica che mi pulsa nelle vene, nel cervello e nei polmoni, mi ritrovo sdraiata sopra decine di mani saltellanti, ma non ho paura di cadere perché mi sembra di volare. Sotto di me c’è tutto quello di cui ho avuto paura per tutta la sera, per tutta la vita. Sopra di me c’è solo un cielo pieno di stelle.

Il libro è stato dolce e pieno di significato. Questa storia impatta di sicuro a livello emotivo, che vi consiglio se avete paura di almeno una cosa (e so che ce l’avete) o se c’è qualcosa che nella vita avete deciso che non farete mai e poi mai. Consiglio sicuramente questa lettura ma ancor di più vi consiglio di leggere il precedente della stessa autrice, quello si che è meraviglioso.

Chiara Parenti ci fa vivere una storia all’insegna del coraggio e del riscatto, delle seconde possibilità e di tirare fuori l’io più nascosto. Un libro che ci insegna ad avere la forza di vincere le profonde paure che teniamo nascoste dentro di noi. Perché dal dolore, a volte, può nascere veramente qualcosa di buono. 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo


GIVEAWAY

Per vincere una copia di Per lanciarsi dalle stelle le regole sono molto semplici , dovete solo:

– seguire la pagina Facebook di Garzanti;
– diventare lettori fissi dei blog (trovate la lista qui sotto);
– commentare le recensioni;
– (facoltativo) condividere le recensioni nei social.

Il giveaway inizia oggi, 14 giugno e termina il 17 giugno.

Qui sotto trovate il form per partecipare:

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(Se non riuscite a utilizzare il form, utilizzatelo da una delle altre recensioni, grazie!)


Mi raccomando, seguite le altre tappe, qui:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con tanti bei commentini!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: MENTRE NOI RESTIAMO QUI DI PATRICK NESS (#183)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui che vi porto una recensione davvero interessante per cui devo ringraziare sia la Mondadori per averci permesso di parlarvene e di leggere questo libro in anteprima che Sara di Bookspedia per avermi coinvolto nell’organizzazione e nella partecipazione dell’evento. Ecco qui che ve ne parlo:
41674bZZoKL._SY346_Titolo:  Mentre noi restiamo qui
Autore: Patrick Ness
Genere: Young Adult, Fantasy
Data di uscita: 5 Giugno 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2J8wmrG

Trama: Mentre i coraggiosi Prescelti – gli indie, con i capelli perfetti e i vestiti vintage – tentano di salvare il mondo dall’Apocalisse, in uno sperduto paesino di provincia Michael, un ragazzo normale che studia e che, al massimo, combatte contro la noia, ha desideri più semplici: per esempio riuscire a baciare Henna, di cui è innamorato da sempre, aiutare la sua problematica sorella Mei, e studiare per gli esami senza perdere l’amicizia con Jared, il migliore amico che sembra nascondergli più di un segreto. Tra apparizioni di daini dagli occhi illuminati d’azzurro, attacchi di zombie e misteriose morti dei Prescelti, Michael scoprirà che, anche se tutto attorno a lui sembra avvicinarsi alla catastrofe, le vite ordinarie come la sua possono rivelarsi le più straordinarie di tutte.

RECENSIONE

Wish night by Ellysiumn

Source: DeviantArt

La storia ha inizio un giorno qualunque al Campo, un posto in rovina in fondo ad una strada dove Micheal, Henna, Jared e Mel si incontrano per passare del tempo tutti assieme. Parlano di ciò che si prova a livello di sentimenti quando si ama una persona. Si sente qualcosa all’altezza dello stomaco e si capisce. Alcuni sembrano condividere il punto di vista altri no mentre l’unica cosa che tutti condividono è che fra qualche settimana, quando la scuola sarà finita se ne andranno tutti da quel posto, lasciando le loro famiglie. 

La storia ha inizio anche nel punto in cui una Messaggera degli Immortali si manifesta con delle sembianze particolari e cerca un qualche Veicolo rincorrendo un ragazzo, un indie di nome Finn che va incontro al proprio destino. Ma questo è soltanto un introduzione come tutte le altre che troverete all’inizio di ogni capitolo e che narrerà il lato fantasy celato all’interno del romanzo.

I quattro protagonisti sono ragazzi come tutti gli altri che si trovano a lottare in una società in cui gli Indie vengono uccisi e ci sono diversi tipi di mostri tipo fantasmi, zombie o addirittura vampiri. La storia di quattro anime che condividono con il lettore la loro vita quotidiana mista ad eventi bizzarri e creature strane.

Cosa succederà ai quattro amici? Cosa succederà all’indie di nome Finn e a tutti gli altri come lui? Riusciranno i quattro a restare uniti nonostante tutto ciò che vivono ogni giorno?

Okay, benissimo, a quanto pare il corpo di Finn non è stato trovato da quelle parti, ma non smetterò mai di stupirmi delle cose che la gente si ostina a non credere. E di quelle che non vuole neanche vedere. Ero al primo anno delle superiori quando vennero i vampiri. Cominciava a morire gente, altra gente spariva senza far più ritorno, potevi indicare uno e dire con certezza: “Quello lì è un vampiro”, ma la gran parte delle persone, la maggior parte degli adulti, tuttora si ostina a negare che sia mai accaduto. Cos’è che succede quando si diventa adulti? Si dimentica tutto quel che è accaduto prima dei diciotto anni? Ci si sforza di dimenticare? (…) Non tutti gli adulti sono così, lo so, però vediamo un ragazzo il giorno stesso in cui muore e il poliziotto incaricato dell’indagine, mezzo ubriaco, minaccia di arrestare noi. No, davvero: gli adulti! Come fanno a stare al mondo? (Ma forse è proprio così che stanno al mondo).

La trama, l’ho letta diverse volte da quando hanno annunciato l’arrivo in italia ma non riuscivo a capacitarmi di cosa intendesse con la storia dei Prescelti e tutto il resto e vi assicuro, che se vi ha fatto la stessa impressione, cambierete idea leggendo il libro. La trama rende fino ad un certo punto e posso assicurarvi che è una storia davvero molto particolare ma allo stesso tempo profonda e riflessiva.

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La copertina originale è decisamente molto più bella di quella italiana anche se, quest’ultima, non mi dispiace del tutto… Cioè, non è il massimo ma neanche del tutto orribile. Queste che vedete di lato sono le versioni estere e personalmente preferisco quella a sinistra che lascia comprendere come di tante persone venga presa la storia di qualcuno, delle persone qualunque.

Il titolo originale è The rest of us just live here che, semplicemente tradotto sarebbe potuto essere: “Il resto di noi vive qui”. Sommariamente carino ma preferisco l’adattamento italiano che rende molto ciò che accade all’interno e ciò che la storia stessa rappresenta. Come a dire: succedono un miliardo di cose nel mondo mentre noi ce ne stiamo semplicemente qui, come tanti altri. Io lo trovo decisamente significativo.

L’epoca è moderna. La storia è ambientata ai giorni nostri in una piccola cittadina americana in cui la vita vera e ordinaria si mescola ad una realtà fantastica e decisamente straordinaria per i giovani protagonisti che ne fanno parte.

«Sai qual è la cosa importante, Mike?» Riavvita con cura il coperchio della crema idratante. «La cosa importante è che io ti conosco e so quanto stai a rimuginare su ogni piccola cosa. E che so che gran parte di questo rimuginare dipende dal fatto che, in qualunque gruppo di amici ti trovi, anche se li conosci da un mare di tempo, dai sempre per scontato di essere la persona meno desiderata di tutte. La persona di cui tutti potrebbero fare a meno. » La sola cosa che mi viene da fare adesso è deglutire. Mi sento tutt’a un tratto come se fossi nudo.«Persino quando siamo io e te» dice.«Io so quanto temi di avere più bisogno di me di quanto io non ne abbia di te. » «Jared, ti prego…» «Ti conosco da quando eravamo bambini, Mike. Non sei il solo a tenerci. » Mi dà un lieve pugno sul petto, e tiene la mano ferma lì. «Non ce l’avrei fatta senza di te. Le persone più importanti che ho siete tu e mio padre e ho bisogno di entrambi. Più di quanto tu non creda.» Deglutisco di nuovo. «Grazie, amico.»

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I personaggi che troveremo all’interno del romanzo sono molti ma quelli su cui si concentra la storia sono principalmente i quattro protagonisti, in particolare dalla voce narrante che conduce la storia su livelli inaspettati e decisamente delicati. Perchè amerete Mickey in ogni sua forma, ve l’assicuro.

Michael Mitchell, chiamato dai suoi amici Mickey è un ragazzo di diciassette anni singolare. Soffre di attacchi compulsivi che lo fanno finire in dei loop dai quali non riesce a uscire se qualcuno non l’aiuta, come il semplice fatto di doversi lavare le mani quindici volte di fila solo per il fatto di pensare che non sia stato fatto per bene. Ha alle spalle una madre che si dedica solo ed esclusivamente alla carriera essendo Senatrice ed essendosi candidata per una carica ancora più alta e un padre che ha avuto in passato problemi di soldi e che ora è alcolizzato. Quindi, la situazione famigliare non è delle più rosee ma Mickey entra nel cuore per la sua bontà, il suo cuore dolce e, a volte, ingenuo.

Mel è la sorella più grande di Mickey. E’ costretta a condividere il peso con suo fratello della sua famiglia e ad occuparsi, oltre di loro stessi, anche della sorella più piccola Meredith. Mel ha avuto problemi di anoressia in passato che l’hanno costretta a perdere un anno di scuola per riprendersi e che sembra aver apparentemente superato. Una ragazza che conosceremo attraverso gli occhi di Mickey, una ragazza fragile.

Jared è il migliore amico di Mickey. Jared sembra avere un’aria misteriosa e al contempo dispensa consigli neanche fosse un fratello maggiore. E’ gay e suo padre è l’avversario politico della madre di Mickey, per questo lui non può recarsi mai in casa sua quando è presente la madre. Non so perchè ma Jared mi ha ricordato Tony nella serie televisiva di Tredici che ha quel tanto di misterioso e allo stesso tempo piano piano ne viene fuori qualcosa.

Henna è stata particolarmente controversa e in tutto il libro sono riuscita a comprenderla veramente meno di tutti. Si comporta dapprima in un modo e subito dopo in un altro, è strana e nonostante Mickey ne sia innamorato perso l’unica cosa che riuscirete a provare nei suoi confronti in alcuni momenti è quasi odio. Non che sia un personaggio particolarmente odioso ma neanche bello ecco.

Henna ride allegra. Poi mi prende la mano nella sua e la stringe. «Mikey» dice, ma non come se volesse aggiungere dell’altro, è più come se mi identificasse, mi donasse un luogo mio in cui esistere. La voglio così tanto che mi sento il cuore gravato da un peso, come se fossi a lutto. È questo che intendevano, quando parlavano di una sensazione allo stomaco? Non avevano detto che era così triste. Il campo da minigolf è vecchio e piccolissimo, perciò anche se Jared, Mel e Nathan sono già alla buca numero tre praticamente sono ancora qui, li sentiamo ridere, e si voltano verso il punto in cui siamo seduti. Specialmente Nathan. (…) Li guardo allontanarsi verso la baracca che vende il classico cibo da minigolf: hot dog e nachos. Guardo Henna entrare insieme a Nathan. Anche Jared guarda, poi guarda me e so cosa sta pensando. Sta pensando che devo lasciar perdere Henna, e che avrei dovuto lasciarla perdere già da un po’. E forse ha ragione. Ma mi ha preso la mano. E ha detto che riusciva a vedere le cose con chiarezza.Vorrei riuscirci anch’io.

My world by ivtaya

Source: DeviantArt

Il perno centrale di questa storia è complesso e non percepibile a primo impatto. Il libro potrebbe definirsi un fantasy se avesse tutte le caratteristiche a renderlo tale; caratteristiche che invece non ha ma allo stesso tempo contiene in parte. Lo so che suona strano ma la storia di questi quattro ragazzi è la vita quotidiana, è il riuscire a combattere e vincere ogni giorno dimostrando a se stessi e a chi ci circonda ciò che si è e allo stesso tempo è qualcosa di più. I personaggi si ritroveranno a fare i conti con delle creature che uccidono gli indie. Ma loro possono ritenersi effettivamente al sicuro?

Lo stile utilizzato è semplice e scorrevole scritto e vissuto in prima persona dal punto di vista di Micheal ma al contempo è divisa in due. All’inizio di ogni capitolo, come vi ho spiegato all’inizio ci saranno delle brevi introduzioni che sembrano accennare a ciò che succederà all’interno del capitolo ma non è così. Sono due storie – diciamo – separate ma che viaggiano sullo stesso livello temporale dei nostri protagonisti. Se fate particolarmente attenzione a ciò che vi è scritto nelle intro ne ritroverete delle conseguenze nella storia dei quattro protagonisti. 

La cosa unica e originale nello stile di Ness è la magia in cui inesorabilmente trascina il lettore mostrando il lato che nessuno ha mai mostrato, ovvero la normalità delle vite di quattro ragazzi come tanti altri misto a qualcosa di magico dai risvolti a volte, anche macabri e oscuri. Su questo punto non posso che fare i miei complimenti perchè ha reso veramente bene la vita di questi personaggi facendoli sembrare reali.

Micheal // Mickey è il punto su cui ruota tutto. E’ un ragazzo indipendente, che aiuta la sua famiglia e allo stesso tempo necessita di aiuto soffrendo, come ho già detto in precedenza, di attacchi compulsivi. Amerete questo personaggio tanto da sentirlo vostro e solidali con lui fino ad immedesimarvi completamente. La scrittura di Ness, su questo punto, riesce davvero ad incantare. E’ difficile non amare il nostro giovane protagonista.

Avrei preferito, però, che gli altri tre personaggi su cui ruota la storia, amici di Mickey, fossero più concreti e approfonditi. Solo in qualche momento mi è sembrato che fossero lasciati al caso, in special modo Henna e Jared. Infatti, su questo si poteva migliorare ma non va a far perdere nulla alla storia, anzi. Sono solo cose che avrei personalmente preferito sapere per conoscere meglio tutti ed avere un quadro completo dei comportamenti e del resto.

«Perciò» dico, «la sola cosa che non riesco a capire è: perché sono sempre costantemente inquieto? Se ci rifletto su, le cose vanno bene. Potrebbero andar meglio – c’è questo tizio a scuola che piace a Henna, e tua nuora si è candidata di nuovo –, ma sto per entrare in una nuova fase della vita, e l’aspetto con ansia, credo.» Mia nonna sta lì e mi guarda. «Mi resterà una cicatrice sul viso. Dicono tutti che è una cosa figa, ma che ne sanno? E… ho ripreso a contare le cose. Mi sto richiudendo in trappola. Ho la sensazione che debba accadere qualcosa di terribile, se non faccio e rifaccio in continuazione queste cose assurde. A essere sincero, la sensazione è che queste cose terribili accadranno lo stesso. È una sensazione che non mi abbandona mai. Neppure quando sono felice.» 

Il libro merita sicuramente di essere letto, per questo ve lo consiglio. Non ho letto il precedente libro dell’autore “Sette minuti dopo la mezzanotte” ma conto di recuperarlo al più presto avendo visto il film che – tra l’altro – è stato molto bello. Ero sicura che Ness mi avrebbe conquistato e così ha fatto, sia nella storia in se che nei piccoli dettagli. Non riuscirete a staccare gli occhi dal libro, amerete Mickey – sopratutto lui – e i suoi amici. 

Patrick Ness di sicuro è un autore che lascia il segno per la sua penna originale e al contempo particolarmente unica. Un romanzo che racconta il lato fantasy come elemento di contorno e prende delle singole e semplici anime di cui racconta la loro storia. Mentre noi restiamo qui racconta di vite semplici, reali e comuni a tanti altri, con problemi e difficoltà in cui ognuno di noi è costretto ogni giorno a vivere, ma in una realtà particolare. Una storia di un’amicizia ma anche di come una vita, per quanto ordinaria sia meravigliosa e importante come tutte le altre.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


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Cosa ve ne pare? Vi piace? Fatemi sapere con un bel commento!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: SABBIE MOBILI – TRE SETTIMANE PER CAPIRE UN GIORNO DI MALIN PERSSON GIOLITO (#182)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui in questo giovedì con la nuova uscita del momento, un thriller di cui presto, nel 2019 ci sarà una serie tv su Netflix. Ringrazio la Salani per avermi permesso la lettura e ringrazio Sara di Bookspedia, che mi ha coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco qui il libro:

9788893810166Titolo: “Sabbie mobili: Tre settimane per capire un giorno
Autore:  Malin Persson Giolito 
Editore: Salani
Genere: Thriller
Data di uscita: 31 Maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Ja26ff
TramaStoccolma, il quartiere più elegante. Nella classe di un liceo cinque persone sono a terra, colpite da una raffica di proiettili. Accanto a loro, Maja Norberg: diciotto anni appena compiuti, brava studentessa, popolare, ragazza di buona famiglia. Tra le vittime ci sono il suo fidanzato, Sebastian Fagerman, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia e la sua migliore amica, Amanda. Nove mesi dopo, il processo sta per cominciare. Maja è accusata della strage e ha trascorso un lungo periodo in custodia cautelare. I giornali non le hanno dato tregua, nessuno crede alla sua innocenza, la ragazza della porta accanto si è trasformata nella teenager più odiata di Svezia.  Peder Sander, l’avvocato difensore, ha il difficile compito di mettere in discussione quello che ormai sembra scontato per tutti, la colpevolezza della ragazza, e di fare emergere la verità di Maja. Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto? Attraverso la voce di Maja, irriverente, dura, unica, ripercorriamo i fatti fino ad arrivare a quel terribile giorno. L’incontro con Sebastian, un amore malato e totalizzante, feste, tradimenti. E, mentre il racconto prosegue, si sgretola la facciata rassicurante di una comunità agiata in cui gli adulti si voltano dall’altra parte per non vedere i loro figli che – tra violenza, tensioni razziali e problemi di droga – affondano sempre di più nelle sabbie mobili. Un crime avvincente e fuori dagli schemi, ma non solo. Sabbie mobili è un romanzo che dipinge con cruda acutezza i risvolti più bui della società occidentale di oggi. 

RECENSIONE

Risultati immagini per gif ragazza che sparaLa storia ha inizio a scuola. Maja ha fra le braccia Sebastian, suo fidanzato e figlio dell’uomo più ricco di Svezia, morto. Gli altri compagni tra cui Amanda la sua migliore amica e il suo coordinatore di classe Christer giacciono a terra con delle pallottole in corpo e nell’aria c’è odore di uova marcia e polvere da sparo.

Maja è l’unica sopravvissuta e dopo nove mesi in carcere si apre il suo processo per aver ucciso i suoi amici. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti e tutti la vedono come un mostro perchè lei era lì a puntare l’arma contro le persone a cui voleva bene e davanti al giudice non piange, non attira l’attenzione, anzi sembra impassibile.

Cosa succederà a Maja? Cos’è successo in quell’aula scolastica? Cos’è che lega tutti in quell’aula anche se sono tutti così diversi fra loro? Cosa provava Maja per Sebastian? E come vive ora tutto ciò che le sta accadendo? 

E i giornalisti. Non voglio guardare neanche loro. Capisco cosa vogliono: vogliono spiegare chi sono, dire che ero così o cosà, che la mia infanzia è stata in un certo modo, i miei genitori in un altro, che ‘non stavo bene’, che bevevo troppo, che fumavo le sigarette sbagliate; che ascoltavo la musica sbagliata, che frequentavo le persone sbagliate, che non ero ‘una ragazza normale’; che mi immaginavo delle cose e non ne capivo delle altre. A loro non interessa sapere cos’è successo, vogliono incasellarmi in un riquadro il più piccolo possibile. Perché così sarà più facile liquidarmi. Vogliono essere convinti di non avere nulla in comune con me. Solo allora riusciranno a dormire la notte. Solo allora potranno pensare che ciò che è successo a me non potrebbe mai, mai, mai succedere a loro.

La trama è ben scritta e mette la giusta curiosità al lettore che, curioso si avvicina al libro in questione. Personalmente è stata la cosa che mi ha attirato maggiormente. In genere, anche se è sbagliato lo ammetto, la prima cosa a catturarmi è la copertina. Anche se generalmente non leggo libri solo per la copertina – ci mancherebbe solo – (anche perchè generalmente quelle italiane lasciano parecchio a desiderare), mentre questo mi ha catturato da subito per la storia che cela. Una trama che rispecchia completamente il libro senza ricadere in spoiler.

Risultati immagini per störst av alltLa copertina originale è questa che trovate qui di lato. Trovo ci sia un collegamento tra la piscina della foto e la piscina di casa di Sebastian ma trovo comunque la cosa fuorviante per quanto riguarda la storia stessa. Trovo sia molto bello l’adattamento italiano anche se piuttosto inquietante. Anche qui però, non ne vedo troppo il senso ma decisamente è migliore di quella originale.

Il titolo originale, come potete vedere è Störst av allt che (traducendolo tramite Google translate che non so poi quanto sia affidabile) sarebbe approssimativamente “Più grande di tutti”. Non so di preciso a chi si riferisca ma sicuramente ha avuto un senso per l’autrice. Il titolo italiano lo trovo interessante come scelta anche se avrei evitato il sottotitolo che è senz’altro inutile e superfluo.

L’ambientazione è una piccola frazione svedese, precisamente a Djursholm. L’ambientazione, per quanto venga vista solo in alcuni punti l’ho ritenuta davvero espressiva. Difficilmente un libro mi trasporta completamente in un posto e questo ci è riuscito anche per quanto riguardava il processo stesso. L’epoca è abbastanza moderna, non è specificata ma sembra ambientata ai giorni nostri.

Non so come farò ad ascoltare. Ma perdere la concentrazione è pericoloso, perché se lo faccio arrivano i rumori. Il rumore di quando sono entrati in classe e mi hanno trascinato via, il rumore della testa di Sebastian che cade a terra con un tonfo sordo. Mi rimbomba dentro, appena mi lascio andare ritorna. Mi conficco le unghie nel palmo della mano, cerco di fuggire da lì. Ma non funziona. Non riesco a eliminare quel rumore. Il mio cervello mi trascina sempre di nuovo in quella classe. A volte mentre dormo mi capita di sognare quel momento. E quello subito prima che arrivassero. Io che gli tenevo la mano sulla ferita per fermare il sangue: lui sdraiato sulle mie ginocchia e io che premevo con tutte le mie forze. Per quanto forte premessi non riuscivo a fermare il flusso di sangue. Era come cercare di trattenere l’acqua che spruzza da un tubo di gomma che si sta staccando dal rubinetto. Lo sapevate che il sangue può spruzzare? Che è impossibile da fermare con le mani? E Sebastian diventava sempre più freddo. Di notte sento ancora – ancora e ancora – le sue mani diventare sempre più fredde. Ci è voluto poco. (…) Non sapevo che si potesse sognare la sensazione che dà la pelle di qualcun altro, oppure un rumore. Eppure si può, perché a me succede di continuo.

Risultati immagini per gif ragazza che sparaI personaggi di questa storia di cui ritengo di over parlare sono soltanto due anche se ce ne sono diversi che interagiscono con la storia e con la protagonista stessa. Trovo tutti ben strutturati e costruiti finemente, uno diverso dall’altro, visti dal punto di vista di Maja. Trovo interessante il suo profilo e mi è piaciuta la struttura contorta del personaggio.

Maja Norberg. Il suo vero nome è Maria Norberg ed è una ragazzina chiusa, enigmatica e silenziosa. E’ una ragazza inizialmente misteriosa che impareremo a conoscere nel corso della lettura. Durante il romanzo sapremo tutti i suoi pensieri ed elaboreremo i suoi punti di vista rispetto i suoi compagni e la comunità che gira attorno a tutto.

Sebastian Fagerman è figlio dell’imprenditore più grande di Svezia è un ragazzo chiuso. E’ un ragazzo non particolarmente intelligente e sa che gli amici si vedono soltanto nel momento in cui mette i suoi soldi in mostra. Nonostante la sua maschera di ragazzo popolare e ricco nasconde una profonda insicurezza che lo renderà fondamentale in questa storia.

E poi’ vi bisbiglierete a vicenda, ‘tu non sei chiunque. C’è una ragione per cui dentro quella cella ci sei proprio tu’. Perché non volete certo pensare che ‘sarebbe potuto capitare a voi’. Voi volete che io abbia qualche rotella fuori posto. Volete essere sicuri di non avere niente in comune con me. Voi non ve ne andate in giro a pensare i miei pensieri, voi non avreste mai fatto quello che ho fatto io, non direste mai quello che ho detto io, ossignore quanto credete che quel che è successo a me non potrebbe mai succedere a voi, io invece me lo merito, io sono caduta nella mia fossa. Io ero ossessionata da Sebastian, avevo dei disturbi empatici, ero viziata, distante dalla realtà. Forse ero perfino tossicodipendente: non possiamo fare finta che sia così? Voi invece non siete ossessionati, voi non fate uso di droghe, voi avreste contattato la polizia. Voi non siete me. (…)  ‘Il caso è solo il modo che ha Dio per rimanere anonimo’ ha detto qualcuno. Tutto ciò che ha un significato è il risultato di una lotteria.

Il perno centrale è il processo di Maria Norberg chiamata da tutti Maja. Perchè i suoi compagni sono morti, tra cui il suo fidanzato, il suo coordinatore scolastico che lei trovava gentile e buono nei loro confronti e la sua migliore amica Amanda. Una storia particolare vista dagli occhi della ragazza accusata della morte dei suoi compagni.

Lo stile utilizzato è stato particolarmente descrittivo e fitto – a tratti un po’ lento – ma molto, molto bello. Scritto in prima persona dal punto di vista di Maja, la storia si svolge in tre settimane di processo, in cui la protagonista ripercorrerà a ritroso tutto ciò che le è accaduto. Il thriller è particolarmente complesso pieno di terminologie giuridiche, che ritengo siano state studiate con efficace minuzia e che affascinano il lettore sotto diversi punti di vista. Sbalzeremo temporalmente più e più volte durante il racconto indiretto di una ragazza sotto processo, che ripercorrerà tutti i passaggi, le amicizie, le storie d’amore, l’infanzia con i genitori e l’incontro con il giovane e affascinante Sebastian. 

La cosa bella di questo personaggio è la vastità e il modo in cui l’autrice stessa la descrive. Nonostante sia appena diciottenne, Maja è piuttosto intelligente ed ha pensieri veramente profondi per la sua età verso la società, le persone che la circondano e tutto ciò che le accade. Il personaggio appare quasi ambiguo ed è l’autrice a tessere una tela complessa che apprezzerete. Passerete dal pensare che Maja sia un’ingenua o una killer spietata a pazza o che sia priva si sentimenti, al fatto che fosse completamente sola o semplicemente sfacciata, non per forza in quest’ordine. Lo farete, ve l’assicuro. Passerete sotto diversi profili e processi che vi porteranno da detestare i personaggi ad amarli percorrendo un percorso difficile e tortuoso. Che sicuramente vi stupirà. 

Oltre al cercare di capire cos’è successo quel giorno trovo interessante, quindi, il personaggio poco comune di Maja e il suo punto di vista davvero unico nel suo genere.

Amanda non ballerà mai più. Non canterà mai più. Non ascolterà mai più musica che in realtà non le piace perché capisce che ‘dovrebbe’ piacerle. Adoravo il fatto che Amanda mi lanciasse baci volanti e me li facesse acchiappare. Era superficiale e sciocca e distante dalla realtà ed egoista e io le volevo bene. Ovvio che le volevo bene. Era la mia migliore amica in assoluto. Non avrei mai potuto farle del male. Mai mai mai. Però l’ho fatto lo stesso.

Il libro è stato sicuramente impressionante. Consiglio a tutti la lettura di questo volume che, anche se lento nel suo procedere, è assolutamente ben costruito sia a livello strutturale che di contenuti. Difficilmente riuscirete a staccare gli occhi dalle pagine, vorrete sapere tutto. Chi è avvocato poi, amerà di sicuramente questo caso perchè giuridicamente e strutturalmente ben piazzato.

Malin Persson Giolito scrive un thriller con un potere comunicativo non indifferente. La sua penna è formidabile. Riuscirete ad entrare perfettamente sia nella sequenza degli eventi che nella testa di Maja. Entrerete nella scuola e vedrete la morte da vicino. Finirete in isolamento e verrete processati. Una storia potente, che entra dentro dalla prima all’ultima pagina.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Seguite le altre tappe del Review Party qui. Non lasciatevele sfuggire:

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Cosa ve ne pare? Io spero vi incuriosisca e che possa piacervi. Attendo i vostri commentini!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: IRON FLOWERS DI TRACY BANGHART (#181)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon lunedì! Oggi vi porto un fantasy che mi ha davvero sorpreso. Ultimamente trovare un buon libro è sempre più raro, sopratutto nei fantasy e sono davvero soddisfatta che questo libro sia stato portato in Italia. Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura e ringrazio Silvia per aver organizzato quest’evento, includendomi.

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Titolo: Iron Flowers

Autore: Tracy Banghart
Genere: Fantasy
Data di uscita: 29 maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LvfBoq
Trama: In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle gemelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e ribelle. Serina è gentile e romantica e ha sempre desiderato diventare una delle Grazie, una delle mogli del principe. Ma il giorno in cui le due ragazze si recano a palazzo, Nomi come ancella, Serina come candidata Grazia, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché contro ogni previsione è proprio Nomi a essere scelta dal principe come sua donna, non Serina… E mentre per Nomi inizia così una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, Serina, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene condannata nell’isola di Monte Rovina, una prigione di donne ribelli in cui per sopravvivere occorre combattere e uccidere. Per entrambe, la fuga è impossibile e un solo errore potrebbe significare la morte. Quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole, e a volte bastano due sole donne per farlo.

RECENSIONE

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La storia ha inizio nella piazza principale di Lanos. Serina è lì con altre nove ragazze della stessa età in attesa di essere scelte come Grazie per l’Erede del Supremo e nuovo sovrano di Bellacqua. La famiglia di Serina è in un angolo: Nomi, la sorella, se sua sorella dovesse essere scelta sia in quel momento che dall’Erede, potrebbe cambiare vita divenendo l’ancella di sua sorella. Le due sorelle non potrebbero essere più diverse. Serina è sempre stata abituata ad essere sottomessa, una donna che deve rassettare e ai servizi degli altri mentre Nomi è ribelle e non ama stare in silenzio di fronte a ingiustizie o a qualsiasi altra cosa che per lei non sia corretta.

Serina viene scelta dal magistrato e portata a Bellacqua assieme a sua sorella Nomi come ancella. Le due si recano a palazzo dove l’Erede Malachi aspetta le sue prime tre Grazie. Solo che al momento della scelta delle Grazie, non viene scelta Serina ma sua sorella Nomi. Serina viene spedita sull’isola di Monte Rovina dove le donne ribelli, che uccidono che non servono o che leggono, vengono portate.

Cosa succederà alle due sorelle? Serina riuscirà a cambiare il suo modo di essere e sopravvivere a ciò che l’attende? Nomi si adatterà alla vita a palazzo? Si ribellerà anche lì?

Serina fissò Ines, poi la sorella, con il cuore che batteva a un ritmo forsennato. Nomi aveva gli occhi spiritati, e i capelli le sfuggivano dalla lunga treccia. Il semplice vestito marrone le si era sollevato su un fianco, rendendo l’orlo sbilenco. Anche in quel momento, con il suo abito migliore, sembrava più indomabile che mai. Una ragazza che odiava tutto delle Grazie e ciò che rappresentavano… e adesso era una di loro.

Immagine correlata

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La trama è ben scritta e, personalmente è stata una delle prime cose a mettermi curiosità su questo libro. Non mi piace, però, l’ultima frase in cui, non c’è uno spoiler evidente o particolarmente pressante ma lascia presupporre troppo cosa accade all’interno del libro. Lo si comprende ancor di più dopo averlo letto.

La copertina, più che rappresentare il libro in se sembra parlare di Games of Thrones e la trovo decisamente fuorviante per ciò che il libro rappresenta. Amo particolarmente questa che vedete qui di fianco ed immagino rappresenti Nomi e il fuoco rappresenti il fatto della ribellione e del suo animo di fuoco e imponente. Apprezzo molto anche l’altra copertina con entrambe le sorelle sullo sfondo.

Il titolo italiano è presente nel libro, si parla proprio di quanto le donne a Monte Rovina siano dei fiori di ferro ma preferisco, anche qui, l’originale. Grace and Fury ovvero Grazia e Furia è sicuramente più azzeccato ed esprime meglio la storia nel suo complesso. Se volevano utilizzare il titolo in inglese come hanno fatto potevano lasciare l’originale che era meglio.

L’ambientazione è senz’altro di fantasia, come il libro stesso e ci divideremo fra Bellacqua, dove si trova il palazzo con Nomi e Monte Rovina, l’isola-prigione dove si trova Serina. L’epoca è indefinita. La storia si muove molto su qualcosa che non sono riuscita del tutto a comprendere: si accenna a treni – in un millesimo di secondo e lo ricordo bene – ma poi sembra tutto basarsi, come periodo storico, nel Medioevo.

Serina sentì il cuore sprofondare. Le donne non combattevano. Mai. Non contro gli uomini, e nemmeno le une contro le altre. La violenza implicava sempre la punizione più severa. Serina conosceva storie di donne che avevano cercato di difendersi: una lontana cugina che aveva resistito a un marito violento, una ragazza in una fabbrica tessile che aveva dato uno schiaffo a un uomo che aveva cercato di baciarla. Quelle donne erano state punite severamente. Frustate, incarcerate. Mandate a Monte Rovina o in una prigione simile. Dunque, come poteva essere consentito l’uso della violenza proprio nel luogo destinato ad arginarla?

I personaggi principali di questa storia sono le due voci narranti. Queste due si svolgono su due piani inizialmente simili ma principalmente diversi e divisi. Procedono anche in maniera inversa: inizialmente odierete Serina e il suo modo di fare e apprezzerete sicuramente più Nomi ma andando avanti nel corso della lettura apprezzerete il cambiamento di Serina che avrà all’interno di Monte Rovina e Nomi si manterrà su un piano abbastanza normale. Ci saranno anche altri personaggi ma vi parlerò delle nostre due protagoniste principali.
Nomi è una ragazza sveglia, intelligente e ribelle. Non gli è mai piaciuto starsene al suo posto e non sopporta come la sorella abbia dedicato la sua vita per diventare Grazia e stare al servizio degli altri pensando solo ad essere ben vestita e di bella presenza, annuendo a testa bassa e senza dire la propria opinione. E’ una ragazza che neanche davanti all’Erede e al Supremo si piega, nulla riesce a piegare il suo animo e il suo spirito. Infatti ha imparato a leggere da suo fratello Renzo anche se è severamente proibito alle donne del loro paese.

Serina è una ragazza devota alla sua famiglia ma sopratutto al suo popolo. Lei è chiusa ma cambierà il suo modo di essere non appena sua sorella verrà nominata Grazia dell’Erede e lei è costretta a proteggerla quando trovano un libro nella sua stanza, condivisa con Nomi. Serina si sente comunque in dovere si difendere sua sorella e prende lei la colpa, venendo condannata a passare il resto dei suoi giorni sull’isola di Monte Rovina. Lì le donne sono costrette a sopravvivere in gruppi e vengono messe uno contro l’altra a combattere in un’arena per vincere una razione in più rispetto alle altre.

Con un’ondata di nausea, Serina pensò a Nomi e al suo segreto, al suo rifiuto di sottomettersi. Per quale altro motivo l’avrebbe desiderata Malachi, se non per piegare il suo spirito? Serina era stata troppo docile, troppo obbediente. Era stata educata per esserlo. Una furia e un terrore mai provati prima la travolsero con la forza di un maremoto. Guardò verso l’oceano, il suo bagliore distante appena visibile attraverso gli alberi. Sua sorella era confinata in una prigione fatta di sete e pizzi, a soffrire per mano dell’Erede. Contro la sua volontà. In quel preciso istante, Serina fece una scelta. Monte Rovina non l’avrebbe piegata. E sicuro come il fuoco che divorava l’isola dall’interno, non avrebbe permesso che l’Erede piegasse Nomi. Sarebbe fuggita. In un modo o nell’altro sarebbe fuggita. E avrebbe salvato sua sorella.

Selene by DanielleFiore

Il perno centrale è il femminismo che in questa storia è davvero preponderante. La storia introduce tematiche che la gente, in alcune culture e alcuni paesi vivono tutt’ora. Come ad esempio che le donne siano inutili praticamente per tutto tranne che per servire ed essere considerate come un oggetto. In questo libro infatti le donne non possono leggere, devono portare i capelli lunghi e devono parlare solo se interpellate. Un libro sulla forza delle donne e sulla ribellione che da esse scaturisce.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e fluido. Nonostante in alcuni punti non accadessero cose esorbitanti o non ci siano plot twist evidenti – ma molto radi – la storia è stata molto bella e interessante. Primo di una serie fantasy, questo libro vi trascinerà in un mondo da cui non vorrete più uscire, ve l’assicuro.

Non ho apprezzato particolarmente solo una cosa che è quella che ha fatto il modo che la mia valutazione passasse da cinque, ovvero il massimo, a quattro e mezzo. La storia, sia per quanto riguarda Nomi che quanto riguarda Serina prende una piega – come dire … – amorosa. E’ quest’infatuazione, sopratutto nel caso di Serina è davvero fuorviante e inutile sotto tutti i punti di vista. Di sicuro avrebbe reso meglio se se la fosse cavata da sola o comunque non serve per forza la parentesi amorosa, basta a volte anche “un’amicizia” o un escamotage differente. Nel caso di Nomi la situazione amorosa è più che giustificata ma il lato di Serina – almeno sotto questo punto di vista – per me è un NO.

«In tutti i racconti, le donne rinunciano a ogni cosa» disse Maris, con voce tesa. «Dobbiamo cedere, sempre. Nessuno pensa che potremmo reagire. Perché credi che sia così?» Nomi pensò alla regina Baccaro e alle sue figlie, tradite dai loro stessi consiglieri uomini e cancellate dalla storia. Pensò alla lettera nascosta nella sua stanza. A voce bassa, sapendo di camminare su una corda sospesa sul vuoto, mormorò: «Perché hanno paura di quello che accadrà quando lo faremo».

Il libro è stato davvero molto bello e decisamente significativo sotto molti aspetti. Sono felice che sia stato mandato un messaggio e abbia risaltato all’interno del libro mantenendosi tale per tutto il tempo. Consiglio questo libro agli amanti dei fantasy e non, un libro che apprezzerete.

Tracy Banghart scrive un fantasy che intriga e affascina il lettore con il messaggio. La storia di due sorelle legate da un destino che le separa e le mette in difficoltà passo dopo passo. Nomi e Serina sono due personaggi particolari e originali narrati da una penna davvero unica.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


Seguite le altre tappe qui, vi aspettano:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?
A presto,
Sara