REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #466 – TWO’MORROW DI BEATRICE SIMONETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione di un volume tutto da mostrarvi per i suoi pro e i suoi contro. Quando ho saputo dell’uscita di questo nuovo volume, sono subito corsa nel volerlo leggere e ringrazio la Delrai Edizioni per questa grandissima opportunità. Ecco a voi che ve ne parlo:
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Titolo: Two’morrow
Autore: Beatrice Simonetti
Pagine: 289
Data di uscita: 26 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3l8frUw
Trama: Boston, 2049. Lowell è un ragazzo al servizio della Terrorism Prevention Unit, più conosciuta come TPU. Il suo compito è quello di anticipare i reati dei soggetti che gli vengono sottoposti dall’unità anticrimine. Lui, infatti, è un anomalo, fa parte di quei pochi esseri umani che, a causa di una mutazione genetica, nascono o sviluppano capacità incredibili. Lowell, tramite il contatto cutaneo, riesce a vedere il futuro di chi lo tocca e a estrapolare il materiale che servirà poi per condannare o assolvere l’imputato. In una lotta continua per ritrovare la stabilità e il rigore, lui capirà che le carte in tavola possono essere sempre rimescolate. È l’incontro con una ragazza qualunque a fargli comprendere questo, Myrtie. Collegiale dall’animo sensibile, molto timida, la giovane è cresciuta senza una madre e con la sola guida di un padre assente, pezzo grosso della TPU e grande nemico degli anomali.

RECENSIONE

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La storia ha inizio il giorno di un grande disastro in cui gli anomali hanno ucciso tantissime persone e Beth, si è ritrovata ad assistere alle trasmissioni televisive di queste barbarie ingiustificate. E’ il 2032 ma oggi, a distanza di tanti anni è Lowell, un giovane anomalo da sempre al servizio della TPU, la Terrorism Prevention Unit, assieme a Beth a sventare attraverso il suo potere efferati e possibili criminali nel prossimo futuro. Lowell non sa cosa vuol dire stare fuori la TPU e può solo sognare cosa possa significare per lui una vita al di fuori. Quando gli viene proposta l’occasione scatena una reazione a catena di eventi che neanche lui si aspetta davvero.

Cosa succederà a Lowell e all’interno della TPU? Cosa scoprirà una volta fuori, quando vede il mondo esterno? Cosa cambierà dopo l’incontro con Myrtie?

Era sempre stata contraria alla sperimentazione sugli anomali. La reputava una pratica barbara e inumana, ma più ripensava a quanto appena visto più si sentiva in linea con il pensiero dell’opinione pubblica: quelli non erano esseri umani. Gli anomali e le persone normali non potevano proprio convivere, le sembrò ormai chiaro.

La trama è chiara, interessante e suscita sicuramente curiosità, molta curiosità. Dalla trama il tutto sembra originale, particolare e moooolto moolto carino. Poi dopo aver letto il volume precedente dell’autrice volevo assolutamente sapere come fosse questo.

La copertina è assolutamente incredibile e sono davvero soddisfatta dell’effetto visivo che essa dona al lettore. E’ leggera ma allo stesso tempo i colori scuri creano un contrasto incredibile. La farfalla, la teoria del caos e i due ragazzi all’ombra di una panchina dimenticata dal mondo. Perfetta e rappresentativa. Il titolo di questa storia è particolare, che sembra quasi dire “Due domani“, due finali, due storie, due personaggi e due strade che si possono percorrere, quella facile e quella reale, vera, forte, per i coraggiosi. Un connubio copertina titolo davvero ben fatto, come molti altri titoli della Delrai che colpiscono l’occhio del lettore ancor prima del cuore.

L’ambientazione è Boston, una città particolare e diversa da come la conosciamo ora o da come ne abbiamo sentito parlare; questo per via dell’epoca in cui questa storia è ambientata e varia dal 2032 in cui accade il fatto che cambierà la storia, cambierà la vita degli esseri umani e degli anomali che convivono con loro, sottomettendoli ad una vita che non credevano possibile.

È dura avere degli affetti. Credo che amare qualcuno sia un’inevitabile, logorante condanna. Quando sei solo non puoi soffrire. Quando non hai nessuno al tuo fianco non puoi perderlo, non puoi vacillare e non hai alcun bisogno di strappare e ricomporre il tuo cuore. Io sono così. Un tutt’uno con me stesso.

I personaggi di questa storia, per quanto sembri, non sono tantissimi ma alla fine – e ovviamente – non è la quantità che fa la qualità. I personaggi sono ben delineati e ben strutturati, coinvolgono e colpiscono. Fra i più vicini ai nostri due punti di vista troviamo Beth e Voltage che fanno anche loro parte della TPU e che scopriremo nel corso della lettura.

Lowell è un’anomalo. Ha un potere non indifferente, difficile da trovare e sempre più raro fra gli anomali. E’ un veggente. Ovvero riesce, tramite il semplice contatto a pelle a vedere il futuro e capire così, se una persona risulterà pericolosa per la società o per le persone che la circondano. Sembra essere una cosa molto bella ma Lowell è sempre stato solo, chiuso in una piccola stanza del TPU vigilato 24h su 24 e si ritrova a soffrire di ansia, di sentirsi solo, da sembrare apatico e poco incline a stare assieme agli altri. Un personaggio emblematico che cambierà e si scioglierà nel corso della storia per via delle scelte che si troverà ad affrontare.

Myrtie è una ragazza semplice, fragile e tremendamente timida. Chiusa in sé stessa, dopo la morte di sua madre ha sperato sempre di riavvicinarsi a suo padre, invano. Il lavoro l’ha portato sempre più distante da lei e lei, a un certo punto, a smesso persino di provarci. Da sempre innamorata di Alan, uno dei ragazzi più disinibiti e carini del corso di teatro, cerca di esporsi seppur risulti quasi sempre imbranata e impacciata. Una ragazza che sboccerà nel corso di questa storia.

«Nonostante l’amarezza, una parte di me ne era felice. Avrei fatto ritorno alla TPU e la mia vita sarebbe tornata alla monotonia di tutti i giorni. Poi ti ho vista seduta su quella panchina e ho mandato all’aria tutti i miei buoni propositi. Mi sono appoggiato a te e ho pensato che fosse bello condividere finalmente pensieri con qualcuno» riprende fiato e distende le braccia lungo i fianchi. «La verità è che in questo mondo grigio almeno tu hai rappresentato una luce. Ci conosciamo a malapena, lo so, eppure mi sembrava di sapere di te da sempre.»

Il perno centrale di questa storia, per quanto si pensi possano sembrare la lotta tra anomali e esseri umani, sembra concentrarsi molto più su Lowell e sulle sue emozioni, su ciò che vuole o quanto meno vorrebbe essere. Sulla vita, sulle cose che cerca di donarci e su quali siano le effettive possibilità che abbiamo.

Lo stile utilizzato, rispetto al suo primo volume sembra leggermente mutato in una direzione più semplice e meno artificiosa, sicuramente scorrevole e fluida, in questo caso in prima persona dal punto di vista dei due personaggi protagonisti.

Il personaggio di Lowell all’inizio si contraddice. Si presenta come un personaggio apatico, dedito al suo lavoro e concentrato su quello che svolge e poi lavorativamente parlando si lascia sopraffare da determinate cose e soffre di tanti problemi. Le problematiche con cui si trova a combattere all’inizio posso ben comprenderle perché le ho passare anche io però non riesco a capire fino a che questo giustifichi il resto. Per il resto resto perplessa se il messaggio della storia passi come una mera e pura differenza anomalo – normale e quindi la storia è quindi l‘epicentro della storia si basi su questo o se l’autrice volesse affrontare molto altro senza riuscirci. In effetti speravo che fosse molto più presente il lato distopico o fantastico, che la società fosse meglio rappresentata, come il mondo fosse composto del tutto e perché, che fossero chiariti tutti i dubbi che si mettono in campo costruendo questo tipo di mondo. Invece non è stato così e ci si è concentrati su tutt’altro. La cosa infatti mi ha spiazzato e mi sono ritrovata a leggere una storia che, sembra essere differente.

Il personaggio di Voltage non si capisce in quale direzione propenda. All’inizio sembra essere un personaggio abbastanza distaccato da ciò che lo circonda. Poi sembra mettere in ridicolo determinate cose e poi si redime. La storia più che essere concentrata su Lowell sembra incentrati su questo personaggio decisamente dalle idee poco chiare e lascia al lettore dei veri e propri punti interrogativi.

La storia è confusa e non aleggia il mistero e la suspance che speravo. Mi spiego. All’interno della storia risulta fin da subito comprensibile che alcuni personaggi erano incastrati con altri, quindi fin qui, la storia non fa trasparire curiosità ma sembra essere abbastanza scontato. Per quanto riguarda la confusione, invece, intendo, come ho detto prima, la storia non lascia molto intendere sul punto di vista della storia e le varie scelte che prendono i personaggi, sicuramente del tutto discutibile.

Il tema che l’autrice voleva utilizzare è percepibile, forte e distinto. Il fatto dell’anomalia come qualsiasi tipo di diversità che possiamo percepire nel nostro tempo, anche se non si esattamente se è quello che l’autrice volesse intendere per questa storia.

La lettura, quindi, è carina ma non ha coinvolto come speravo. Questa volta è un Ni.

«Non dovevi aspettarti grandi cose da lui. Non dovresti mai aspettarti niente dalle persone, in generale.» Le persone sembrano tante cose, talmente tanto infatuate dell’immagine di loro stesse da proiettare le loro idee su chi hanno di fronte. Sono l’illusione più artificiosa che ci sia, l’allucinazione perfetta. «Neanche da te? Non devo aspettarmi niente neanche da te?» mi chiede lei.

Il libro è sicuramente ben scritto, leggero e di piacevole lettura. Dopo Rodion mi aspettavo una storia forte, che colpisse, invece in alcuni punti confonde e non conclude ciò che si sperava. Consiglio a chi cerca una lettura di scoperta di se stessi e di rinascita, di cambiamento.

Beatrice Simonetti ci lascia alle porte di una città divisa in due, in cui nonostante si cerchi di sventare gli attentati e si cerchi di limitare la morte ingiustificata si capisce quanto sia fragile e flebile il futuro. Quanto una piccola cosa possa cambiarne altre e quanto questo irrimediabilmente coinvolga tutto. Da scoprire.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Leggete le altre recensioni, vi aspettiamo ovviamente:twomorrow


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Cosa ne dite? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #457 – TENEBRE E OSSA DI LEIGH BARDUGO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi un nuovo volume edito Mondadori che spero possa piacervi. Ringrazio The Golden Reader per avermi permesso di partecipare all’evento e ovviamente la Casa editrice Mondadori per la lettura in anteprima. Confesso che avevo questo libro in un angoletto da diverso tempo in inglese e finalmente è giunto il suo tempo. Ecco qui che ve ne parlo:

Titolo: Tenebre e ossa 
Autore: Leigh Bardugo
Serie: The Shadow and Bone Trilogy – Volume #1
Pagine: 240
Data di uscita: 3 Novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JsXcMj
Trama: L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

RECENSIONE

An old Alina and Malyev piece. Both belong to @lbardugo . ❤️❤️❤️ | Fan  book, The grisha trilogy, The darklingLa storia ha inizio in un tempo in cui due piccoli ragazzini Mal e Alina Starkov erano due giovani orfani in un orfanotrofio di un piccolo paese ed era tempo per loro di fare il test da Grisha. Entrambi vengono quindi reclutati nell’esercito di Ravka e la ragazza si accontenta di fare la cartografa accanto al suo amico e unico supporto, ormai divenuto tracciatore. Quello che non può sapere è che, nel mezzo di un attacco in cui Mal rimane ferito, lei salva tutti emanando una luce di cui lei non ricorda assolutamente nulla. E’ così che l’Oscuro decide di portarla tra i Grisha perchè lei sembra essere una di loro, l’unica Evocaluce del mondo e che lui cercava disperatamente da diversi anni.

Cosa succedera ad Alina? Riuscirà a capire il suo vero potere e a sprigionarlo veramente? Mal si accorgerà di lei? Cosa succederà alla corte del re, a corte dei Grisha? Cosa vorrà l’Oscuro da lei?

 «Solo io e te» disse Mal.
«Davvero?»
«Siamo sempre solo io e te, Alina.»

La trama di questa storia è molto lunga ma anche piuttosto spoilerosa e ricca di troppi contenuti. Già la storia non sembra essere poi così lunga, viste le sue pagine comunque abbastanza esigue rispetto a tanti altri fantasy, eppure nella trama si racconta ancor di più di quanto sia dovuto effettivamente al lettore. Perchè non abbreviare e rendere più misterioso il tutto? Questo sicuramente è un punto a sfavore della cosa.

Amazon.com: Shadow and Bone (Grisha Trilogy) (9780805094596): Bardugo,  Leigh: BooksLa copertina è molto carina anche se, sinceramente, l’originale è veramente il top del top, nella sua nuova versione rinnovata. Questa versione Mondadori ci si avvicina molto ma si differenzia per diverse cose, restando similare solo nel colore di alcune cose e nel disegno del cervo, anche se come vedete di lato possiamo dire che l’originale non si commenta. Ovviamente il cervo è un simbolo che vi dirà molto solo se deciderete di leggere il volume ed è un indizio molto importante seppur così risulti quasi insignificante. Il titolo è la mera traduzione dell’originale quindi devo dire che, almeno in questo non ci sono storpiature e fa la sua figura. Ovviamente i fan accaniti della serie avrebbero preferito la versione originale ma sinceramente preferisco, almeno in questo caso la versione italiana scelta dalla Mondadori.

L’ambientazione è Rafka, una terra che è divisa dalla grande Faglia d’Ombra, popolata di mostri pericolosi che tentano di uccidere chiunque tenti di attraversarla. 

«Io non sono una Grisha» dissi d’impulso. «L’evidenza suggerisce il contrario» obiettò lui senza preoccuparsi troppo. «Che cosa ti rende così sicura?» «Guardami!» «Ti sto guardando.» «Ti sembro una Grisha?» Le Grisha erano belle. Non avevano le macchie sulla pelle, i capelli spenti e le braccia scheletriche. Lui scosse la testa e si alzò. «Tu proprio non capisci»

8 Fantasy & Sci-fi Vixens Who Are Taking Charge - Rogue SkiesI personaggi in questa storia non sono tantissimi ma quelli utilizzati sono ben descritti e caratterizzati anche se non arrivano particolarmente al cuore del lettore.

Alina è un personaggio molto semplice, una ragazza insicura di se stessa, che ama da sempre la persona che conosce da quando è bambina e che le è sempre stata accanto. Vorrebbe essere diversa e vorrebbe che lui la notasse di più.

Nei personaggi più secondari rispetto quello di Alina, troviamo Mal, il migliore amico di Alina che le è stato sempre accanto. L’Oscuro è un personaggio pericolosamente emblematico che misterioso tanto da riuscire a intrigare anche la nostra protagonista principale che perde quasi il nume della ragione per lui. Un personaggio che ho valutato molto e che ho trovato interessante è Genya. E sicuramente un personaggio frivolo per come si presenta agli altri ma non è così frivolo come lascia intendere. E’ leale ad Alina e cerca di aiutarla lungo il suo percorso, è innamorata di un Grisha non interessato alle feste e nonostante sia agli ordini del re e della regina, resta al suo posto e sa il fatto suo.

Una cosa mi era chiara: la parola che i filosofi usavano per descrivere le persone nate senza alcun dono Grisha era otkazat’sya, “gli abbandonati”. Si chiamavano così anche gli orfani.

Il perno centrale di questa storia è il potere. Per quanto Alina non si aspetta il potere che le è stato riservato e nonostante questo la allontani irrimediabilmente da Mal avvicinandola all’Oscuro, il potere si concentra tra le mani dell’Oscuro che ci nasconde una cosa molto importante che verrà fuori nel corso della lettura. Inoltre la sicurezza del popolo Grisha come quello degli abbandonati, tutto sembra essere nelle mani di Alina, sarà all’altezza del compito?

Lo stile utilizzato è molto semplice e scorrevole, in prima persona dal punto di vista di Alina Starkov, una ragazza che non pensava di essere anche lei una potente Grisha.

La cosa sicuramente interessante all’interno del volume è la figura del Grisha che viene introdotta seppur non spiegata totalmente nel dettaglio, specialmente all’inizio lasciata molto a se stessa, quasi scontata. Questa trilogia è antecedente a quella di Sei di Corvi che devo leggere ancora e di cui vi dirò successivamente. I Grisha sono figure dall’aspetto bellissimo che hanno dei doni, una sorta di poteri magici per ognuno diversi e più o meno potenti e sono ritenuti una classe più potente. Questo e il world building sono dei punti di forza a livello strutturale e di racconto all’interno del testo. Non tanto quando si tratta di vedere i Grisha per quello che sono: ok i loro poteri e tutto il resto ma a livello di storia sono carenti e solo imponenti e belli nella loro fisicità. Nell’inserimenti all’interno della storia mi ha quasi ricordato il film di Shadowhunters (cito il film perchè non ho letto i volumi quindi non posso paragonarlo con un libro) e in effetti la storia ci prende: grandi poteri e intrighi d’amore, dove l’amore e i sentimenti mettono a rischio tutto il resto e tutto diventa così triste e smieloso. Non so perchè ma su questo tipo di fantasy ultimamente sono abbastanza insofferente e preferisco quelli più articolati, forti e tosti dentro.

Alina un personaggio che si concentra molto sull’apparenza. Per quanto a volte abbia sofferto anche io come lei del fatto che molte persone apparentemente sembravano meglio o migliori di me, fregandomene sempre di quello che dicono gli altri, è un personaggio che pensa che l’apparenza sia tutto e buona parte dei suoi problemi si concentrano sul fatto che i Grisha siano belli ed eterei, che lei non sia come loro e che tutto il mondo che la circonda sembra essere più “bello” di lei. Per quanto la bellezza sia un concetto che ormai nella nostra società si sovrappone a molto altro e non ci si concentri su cose che sono invece essenziali e fondamentali nella vita. Quindi non ho apprezzato molto la cosa.

Per quanto riguarda l’inizio è stato molto confuso dopo aver letto la prima parte dei due bambini, ovvero la “quasi” introduzione diciamo alla storia che ci troveremo di fronte. Per una come me, di cui sapete bene che non leggo quasi mai le trame per intero ma solo le prime righe al massimo o altrimenti mi lascio guidare dalla copertina, mi sono sentita molto confusa. Principalmente perchè la storia all’inizio risulta poco chiara  lasciando troppe informazioni che li per li non si riesce a connettere in modo preciso e corretto e si dispiegano mano a mano che la stori prende piede, sinceramente un po’ troppo in là per i miei gusti.

L’amore presente rende tutto, come vi ho detto anche prima molto “miele” e la cosa non mi ha colpito come avrei voluto che fosse. Insomma carina la storia nel complesso ma niente di particolare da farti dire davvero: Wooow che bel libro! Spero bene nel prossimo volume.

Io non appartenevo a quel mondo meraviglioso e, se non avessi trovato il modo di usare il mio potere, non vi sarei mai appartenuta.

Il libro è un buon inizio per una trilogia anche se mi aspettavo di meglio, devo essere sincera. Consiglio? Per gli amanti di un fantasy light sicuramente, se vi aspettate qualcosa di particolarmente articolato, un fantasy cazzuto e tutto il resto, allora non fa per voi.

Leigh Bardugo ci porta un fantasy young adult leggero ma ricco di magia e forze potenti che cercano di prevaricare su ogni cosa, a qualsiasi costo. Un primo volume che apre le porte ad una serie che ci porta nel mondo dei forti e bellissimi Grisha. Siete pronti a conoscerli e a cercare di sopravvivere nel loro mondo?

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Ecco a voi:

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Che ve ne pare? Fatemi sapere, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #455 – A CACCIA DEL DIAVOLO DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione per chiudere il cerchio di questa quadrilogia. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault e ringrazio le ragazze che hanno organizzato per aver portato questa serie e quest’evento e per aver organizzato tutto questo. Siete pronti?

51n8bu5h5ul._sx345_bo1204203200_Titolo: A caccia del diavolo
Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 480
Data di uscita: 11 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/34FFFIX
Trama: In questo scioccante finale della serie bestseller iniziata con Stalking Jack lo Squartatore, Audrey Rose e Thomas sono a caccia del depravato e sfuggente assassino noto come White City Devil. Un micidiale gioco del gatto e del topo li vede combattere per rimanere un passo avanti rispetto al brillante serial killer, o vedere la loro storia d’amore interrotta da una tragedia indicibile. Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono sbarcati in America, una terra audace e sfacciata a differenza delle strade signorili di Londra. Ma come Londra, la città di Chicago nasconde bene i suoi oscuri segreti. Quando i due partecipano alla spettacolare Fiera Mondiale, scoprono che l’evento irripetibile è contaminato da segnalazioni di persone scomparse e omicidi irrisolti. Determinati ad aiutare, Audrey Rose e Thomas iniziano le loro indagini, solo per trovarsi di fronte a un serial killer diverso da tutti quelli che hanno incontrato fino ad ora. Identificarlo è una cosa, ma catturarlo – e perdersi pericolosamente nel famigerato Murder Hotel che ha costruito come un terrificante dispositivo di tortura – è un’altra. Audrey Rose e Thomas vedranno risolto il loro ultimo mistero – insieme e innamorati – o le loro fortune si esauriranno quando il loro più perverso avversario farà un’ultima, devastante uccisione?

RECENSIONE

CTD: Gabriella Bujdosó | Character art, Illustration, Fan bookLa storia ha inizio dove ci siamo fermato col volume precedente e in quest’ultimo volume il cerchio finalmente si conclude e tutto viene al pettine.  Scesi dalla nave da crociera RMS Etruria, i due protagonisti si ritrovano fra le strade di New York ad attendere l’arrivo del padre di Audrey Rose dopo la missiva contenente la proposta di matrimonio per lei da parte di Thomas e allo stesso tempo si trovano a combattere con una serie di omicidi che imperversano in città. L’amore messo a dura prova e gli omicidi sempre più fitti e misteriosamente difficili da scovare.

Cosa succederà ai due protagonisti? Riusciranno a coronare il loro sogno e a porre fine alla serie di pluriomicidi che continuano a  colpire in diverse parti del mondo?

«Determinare le differenze ci aiuterà a eliminare Jack lo Squartatore dalla lista dei sospettati» intervenni, comprendendo meglio il discorso dello zio. «Ben detto, e mi riferisco a entrambi. Ora» lo zio indicò di nuovo il collo, «come si sarebbe comportato lo Squartatore? Cos’ha effettivamente fatto a ciascuna delle sue vittime?»

La trama è sicuramente intrigante ma forse troppo lunga per raccontare questo volume e troppo ricca di dettagli che potevano essere scoperti nel corso della lettura. Quindi, se l’avete evitata prima di leggere questo volume e la mia recensione, avete fatto benissimo. Sicuramente sempre meglio leggere le cose nel corso della lettura che scoprendole dalla trama, no?

La copertina di quest’ultimo volume segue la scia dei precedenti e trovo che il giallo sia assolutamente azzeccato per questo scenario. In mano ad Audrey, quello che sembra essere il bastone da passeggio che Thomas ha regalato lei, per difendersi anche da attacchi di qualcuno che potrebbe essere in agguato. Non poteva essere scelta migliore questa. Il titolo stavolta ci presenta una caccia al “Diavolo”. Cosa si intenderà con questo vi sarà dato scoprirlo solo se leggerete il volume. Ovviamente non può trattarsi del Diavolo, quindi vi consiglio di scoprire quest’ultimo volume della quadrilogia per scoprire di cosa si tratta. Tradotto, ovviamente come per i volumi precedenti fedelmente dall’originale.

L’epoca segue il filone dei volumi precedenti, quindi siamo sempre attorno agli stessi anni. Cambia l’ambientazione visto che ci troviamo a New York e siamo sbarcati in America con l’RMS Etruria.

Lo scrutai, senza vergogna. I suoi occhi erano cupi, velati di preoccupazione. E faceva bene ad avere paura; persino io stentavo a riconoscermi. Non avrei dovuto gioire di tanta violenza, eppure non potevo negare quanto mi sentissi incredibilmente viva quando studiavo la morte. Forse era il demone dentro di me che implorava di essere liberato. Senza ulteriori indugi, lo accontentai.

Pin on Stalking Jack the Ripperpersonaggi di questa storia sono i stessi dei volumi precedenti e ritroveremo molto di ciò che abbiamo lasciato nel primo e nel secondo volume, ovvero ritroveremo la zia e il padre di Audrey, Draciana e Ileana, addirittura Mefistifele e il circo del chiaro di luna e via discorrendo.

Troviamo un Thomas che dovrà scontrarsi con la sua famiglia e ciò che si troverà di fronte, un Cresswell molto meno sicuro di sé quando si trova davanti un componente della sua famiglia che tenta di schiacciarlo. La cosa importante è che comunque non si lascia abbattere da questo ma trova un modo vero e proprio per proseguire in questo.

Audrey Rose dall’altro si ritrova a dover rimettere avanti i mostri e i ricordi del passato, di suo fratello e di tutto ciò che le è successo mettendo davanti a se il bilancio di tutto ciò che le è accaduto negli ultimi tempi. Anche se l’amore sembra essere minacciato e la gamba sembra dare i suoi problemi alla giovane protagonista, Audrey non si abbatte e cerca di tirare avanti ad ogni costo.

Lottai per non farmi risucchiare dal vortice emotivo che infuriava dentro di me, nella speranza di non dare di stomaco in quel preciso istante. Come un sole dorato che s’innalza in cielo, un nuovo incubo si profilava all’orizzonte. Il mio adorato fratello ci aveva nascosto qualcos’altro. Un segreto che  stravolgeva tutto ciò che pensavo di conoscere.

Il perno centrale di questa storia si divide su due binari. Viaggia sulla storia d’amore dei due protagonisti che ha un concentrato molto evidente in questa storia, molto più dei volumi precedenti, perchè qui cercano di coronare il loro sogno di sposarsi, e ci troveremo a dover affrontare un nuovo “mostro”. Colui che ora chiamiamo il Diavolo e che sta per diventare il nuovo Jack Lo Squartatore, stavolta di New York. Riusciranno i due protagonisti a tenere in piedi la loro storia d’amore ed a catturare l’omicida che si aggira tra le strade Newyorkesi?

STALKING JACK THE RIPPER boxed sets are hitting shelves in one week!  preview bonus material here + FAQ | Audrey rose, Book art, Fan bookLo stile utilizzato in questo volume è il medesimo dei volumi precedenti, sempre dal dal punto di vista di Audrey Rose.

I problemi che susseguivano nei volumi precedenti non cambiano in questo volume: si ripresenta sia la banalità per quanto riguarda il giallo, poco forte e scontato, come per i volumi precedenti. Anche la storia smielosa d’amore tra i due e la banalità con cui Mr Cresswell sia ripetitivo e scontato. Un uomo così, non lo sopporterei, perdonatemi.

La cosa che cambia rispetto ai volumi precedenti è l’amore presente. Rispetto all’efferata voglia di risolvere gli omicidi in questo volume ci si concentra maggiormente sull’amore della coppia, portando il matrimonio e tutto ciò che poi ne consegue in questo volume.

Per il resto il volume resta lo stesso dei libri precedenti, molto bello nel tipo di scrittura e nel presentare storicamente le cose seppur l’autrice si sia presa – come ammette lei ogni fine del libro – diverse libertà temporali e quant’altro. Per il resto, non fa impazzire, devo ammetterlo. Carino, leggibile ma resta pur sempre uno young adult molto più rispetto a tutto il resto che poteva lasciare al lettore. Consiglio la serie? A chi ama in particolar modo lo young adult senza troppe pretese, si. Se cercate molto altro, ve lo dico sinceramente, no.

«Se è troppo per te…» «Sto bene, Sir.» Appoggiai il bastone alla gamba del tavolo e mi legai il grembiule in vita. «Devo effettuare l’incisione preliminare, o volete che vi assista mentre la eseguite?»

Il libro conclude una serie ricca di viaggi, avventure, illusioni e amore. Una storia che rincorre omicidi in lungo e in largo nel mondo, alla ricerca del vero colpevole. Riuscirete a stare al passo con Audrey Rose e Thomas?

Kerri Maniscalco chiude un cerchio ponendo l’obiettivo che pone l’inizio di una storia fra due persone che si amano e che si completano anche sul punto di vista lavorativo. Continua a rincorrere omicidi su omicidi ma lasciando molto più spazio all’amore e a ciò che possono finalmente sognare i due protagonisti, con tutte le difficoltà del caso. Una serie leggera, ricca di viaggi e avventure e di misteriosi omicidi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne pensate di questa saga? Pensate che possa piacervi e che possiate dargli una chance? Fatemi sapere, mi raccomando!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #453 – NONA GREY V.3 HOLY SISTER DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi dell’ultimo volume di Nona Grey compreso nella Titan Edition. Anche qui mi trovo a ringraziare la Mondadori Oscar Vault per la lettura in anteprima e Miriam di Me and Books che ha organizzato l’evento. Pronti per una nuova avventura? Vi stiamo aspettando:

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Titolo: Nona Grey – Holy sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 260 (ultimo volume nella titan edition da 870 pagine)
Link d’acquisto: https://amzn.to/34x9sTS
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

nona grey | Tumblr

La storia in quest’ultimo volume si divide in due. Una parte riprende gli eventi di oggi, un altro ciò che è successo tre anni prima dopo la fine del secondo volume. Nona cerca di combattere per avere una delle vesti del convento e diventare a tutti gli effetti Suor Cage e allo stesso tempo il pulsatore sembra essere nelle mani sbagliate e la guerra si fa sempre più vicino sconvolgendo gli equilibri della Chiesa ma anche quella di tutto il sistema che circonda il paese.

Cosa succederà nel convento della Dolce Misericordia? La guerra alle porte, saranno pronte a fronteggiarla? Quali sono i segreti che si celano all’interno e all’esterno del convento?

«Ho bisogno del tuo aiuto.» Markus aggrottò la fronte. «Io ti potrei dare aiuto?» «Devo fare una cosa pericolosa e illegale.»I solchi sulla fronte di Markus si accentuarono. «Perché dovresti fidarti di me? Perché abbiamo viaggiato insieme per qualche settimana dentro una gabbia, quando io avevo dieci anni e tu sette? Due anni dopo, hai rischiato di morire per colpa mia.» «Mi fido di te perché non mi hai chiesto che interesse avresti ad aiutarmi, ma solo perché dovrei affidarmi al tuo aiuto. E anche perché non mi hai mentito su quanto è successo all’Accademia.»

Holy sister more like holy fuck - Francesca Tacchi AuthorLa copertina del volume che vedete è unica per tutti e tre i volumi, come vi ho già detto. Finalmente ho trovato un’immagine che riassume tutte e tre le copertine dei volumi di cui vi abbiamo parlato, all’estero. Queste sono le copertine originali e fanno sicuramente capire come il volume è strutturato e come cambia il personaggio di Nona da un volume all’altro.

Il titolo dell’ultimo volume è Holy Sister ovvero, letteralmente Sorella santa. Qui stiamo ad intendere Sorella Divina credo, non ricordo esattamente il titolo tradotto dell’ultimo volume e – quindi – non vorrei fare una gaffe. Un titolo che racchiude un significato molto più ampio di ciò che lascia intendere così.

L’ambientazione e l’epoca sono le medesime dei volumi precedenti solo che dopo la metà del volume ci ritroveremo  per metà all’interno del volume e per metà i fuori a scoprire cosa cerca di fare Nona per salvaguardare la situazione.

La fiala in cui aveva versato le preziose gocce per gli occhi si era rotta mentre si rotolava sul pavimento della caverna. Avevano ragione le sue compagne. Le gocce non erano indispensabili per penetrare negli archivi proibiti del sommo sacerdote. A spingerla nel deposito sotterraneo era stata la vanità. Il desiderio di essere normale, di poter incrociare lo sguardo di una persona senza vederla sgranare gli occhi per lo stupore. Suora Apple sosteneva di avere messo le gocce sottochiave perché c’era il rischio che togliessero la vista a Nona. Ma ora Nona sapeva di essere stata cieca fin dall’inizio.

I personaggi di questo volume portano quello del volume precedente più qualche aggiunta che avevamo perso per la strada nei volumi precedenti. Ci personaggi più descritti ed altri meno e tutti assieme rendono la storia compatta. Personaggio che ho apprezzato particolarmente all’interno della trilogia è sicuramente Glass ma anche Ara, dal secondo volume l’ho rivalutata.

Nona Grey è un personaggio enigmatico e misterioso, che nasce come una bambina e si evolve diventando una donna forte e coraggiosa. Una donna che non combatte più solo per vendetta ma che si ritrova a scoprire dei valori fondamentali che la renderanno più forte nella vita, come l’amicizia. All’interno del convento anche se ha un carattere difficile da avvicinare ha parecchie amicizie e sorelle che tentano di aiutarla, che le sono vicine e con cui si supporta e va avanti. Questo è sicuramente un punto a favore del personaggio che la rende debole magari agli occhi di un nemico che sa conoscerla ma che la rafforza nelle piccole difficoltà o nelle cose in cui non riesce perché scopre che con questo supporto si può migliorare tutti.

«Zole è la speranza della nostra gente, ma c’è un’eroina anche in te, figliola. Io l’ho vista.» Nona non poté fare a meno di ricambiare il sorriso, anche se le doleva il viso per il freddo. Tarkax le piaceva, nonostante le sue spacconerie. Annuì e rivolse un mezzo inchino ai membri della tribù. «Che il vento vi sospinga.» Aveva imparato da Suora Rule quell’augurio comune tra gli abitanti dei ghiacci.

Il perno centrale di questa storia è la guerra che attende fuori dalle porte del Convento, alle suore e le sorelle che lo popolano. E’ la vita di una ragazza che è stata in gabbia e ora ha trovato un posto da chiamare casa ed un combattere per far si che rimanga tale.
nona grey | Tumblr

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo dei volumi precedenti con dei cambiamenti per quanto riguarda il tipo di struttura narrativa rispetto al resto dei volumi. Ogni volume si caratterizza con qualcosa di particolare e in quest’ultimo l’autore suddivide i capitoli fra ciò che è ora e ciò che era tre anni prima, ai tempi della fine della storia precedente.

Il tipo di scrittura utilizzata non è semplice e non aiuta per la storia e per la fluidità del volume. Come vi ho detto anche nel volume precedente c’è azione, c’è movimento e ci sono tanti avvenimenti che si susseguono ma sembrano svolgersi al rallentatore. Duecento pagine sembrano diventare il doppio per la fatica di lettura che si fa nel leggere questo volume e posso dirvi che questa cosa mi è accaduta raramente in volumi fantasy anche più complessi e articolati di questo. In genere non ho problemi di questo tipo, eppure con questa storia ho fatto davvero fatica a proseguire e per tirare avanti è stata dura nonostante l’azione sia molta. Non si riesce a trovare una vera empatia con i personaggi per cui si fa vera e propria fatica a sentirli vicini. Forse è anche questo che rende lo stile difficile da digerire dal lettore.

Comunque trovo incredibile come sia stato costruito il mondo e la struttura gerarchica della società, del convento e la politica stessa. E’ interessante e da scoprire, sicuramente un punto a favore come quello dei poteri che scaturiranno in queste pagine dell’ultimo volume che conclude la trilogia.

Non ho amato fin dall’inizio la scelta del convento. Cioè, ho sempre sperato che fosse questione del primo volume e che Nona si distanziasse dal mondo che l’ha cresciuta, eppure la storia si è concentrata troppo all’interno del convento tra lezioni e prove, quando il mondo fuori si stava sgretolando. Ci sono state molte lezioni inutili a mio parere e poteva essere sicuramente più snello concentrando parte della storia altrove o movimentando le questioni all’esterno più che all’interno. Mi è sembrato un misto di tante cose che l’autore voleva provare ma ha mixato male.

La scelta della classe finale di Nona mi ha spiazzato seppur ci sia una vera e propria spiegazione della cosa. Dopo tutta la fatica fatta mi immaginavo una scelta differente e forse per spiazzare l’autore ha scelto ciò che è stato scritto per Nona. Eppure è quello che non vedo cucito addosso a lei. Così come non vedo davvero nel suo personaggio il fatto di voler restare nella sua confort zone. Perchè non voler tentare di volere una vita all’esterno? Di provare cosa c’è fuori ma di limitarsi solo a quello che c’è all’interno perchè lo si conosce? Un po’ banalotto su questo.

Il fragore di una battaglia può essere descritto come un ruggito, e a volte lo è letteralmente. Quando mille guerrieri si lanciano alla carica, un ruggito li precede e sommerge ogni altro rumore. Ma tra l’attacco e il contrattacco si levano le grida dei feriti troppo gravi per restare quieti, ma non ancora vicini abbastanza ad attraversare il Sentiero e trovare il silenzio eterno. C’è il cozzare delle armi, il più spesso contro gli scudi, perché la mischia serrata è cosa brutta e cruenta e concede ben poco spazio alla scherma. Ci sono le disperate invocazioni d’aiuto, e ci sono i singhiozzi degli sconfitti. Kettle sentiva tutte queste cose.

Il libro è il volume conclusivo di questa storia che chiude un cerchio importante per Nona Grey e le suore del convento della Dolce Misericordia. È un volume che mi sento di consigliare solo in parte.

Mark Lawrence scrive una trilogia intrigata, articolata, per animi forti. Non saprei dirvi se sia il caso di gettarvi accanto a Nona ma se vorrete entrare nel Convento, sappiate che c’è sempre un posto per voi per una nuova assassina.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:
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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente! Io vi aspetto.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #452 – NONA GREY V.2 GREY SISTER DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi del secondo volume di Nona Grey compreso nella Titan edition della Mondadori Oscar Vault che ringrazio per la lettura in anteprima, assieme a Miriam che ha organizzato quest’evento. Ve ne parlo subito:

Nb: per i curiosi della trilogia trovate online la recensione del primo volume.
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Titolo: Nona Grey v.2 Grey Sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 328 (La titan edition ha le pagine complessive di ogni volume)
Link d’acquisto: https://amzn.to/3jedCEg
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

ArtStation - Shadowless, Reide Perigo

La storia parte due anni dopo gli avvenimenti del primo volume. Nona Grey è ormai in un’altra fase della sua vita, è più grande ed ha raggiunto una consapevolezza diversa da quando è entrata nel convento della Dolce Misericordia. Ha delle amiche e delle sorelle che la supportano e che le vogliono bene perché hanno capito com’è fatta veramente, mentre altre la vorrebbero soltanto fuori dal convento. Dentro di lei si insinua qualcosa di potente, un’ombra che ha un nome e cerca di spingerla ad uccidere mentre lei tenta di accaparrarsi il posto da sorella Grigia nonostante sia Rossa.

Ma cosa succederà a Nona? Cosa la porterà a cambiare e a dover considerare qualcosa di completamente diverso da ciò che aveva immaginato per lei? Quali rischi potrebbe correre? Perché è stata salvata e cresciuta all’interno del convento?

«Avvelenatrice.» Kettle trovò la forza per alzare la mano, insinuando le dita pallide tra i capelli fiammanti di Apple. La tenne così per un istante. «Avvelenami.» E con un grido Apple premette il palmo nero, mettendoci tutta la forza che aveva, mentre con l’altra mano estraeva dalla ferita il pugnale dell’assassina. E insieme all’acciaio e al sangue ne cavò fuori un veleno nero come l’inchiostro, generato dalle tenebre che si annidano negli spazi fra le stelle.

Vi invito a scoprire la copertina del volume originale, Grey sister. Ovviamente per quella italiana non cambia nulla visto che si tratta di un unica copertina che racchiude tutti e tre i volumi assieme. È assolutamente originale il connubio inglese di tutte e tre le copertine utilizzate e sarebbe stato carino se all’interno della titan ci fosse una piccola copertina rappresentativa anche in bianco e nero per suddividere i volumi. Non so se nel definitivo questa cosa esiste ma almeno nel digitale italiano non c’è.

Il titolo di questo secondo volume è Grey sister. Sorella Grigia, come la classe che si ritroverà ad affrontare Nona Grey con lezioni e questioni che la metteranno a dura prova e la porteranno ad ingegnarsi in maniera decisamente interessante.Mark Lawrence בטוויטר:

L’ambientazione e l’epoca sono le medesime del volume precedente solo che dopo la metà del volume ci ritroveremo anche molto fuori dal convento della Dolce Misericordia. È interessante scoprire il mondo che circonda il convento, senza dubbio.

“Intendevo, perché sono più preoccupate per le tonache da lavare e qualche strappo da ricucire… Qui c’è sotto qualcosa. Non mentirmi, demone. Ti costringerò a nasconderti nelle mie dita e le metterò di nuovo sulla fiamma.” “Io ti masticherò le ossa e ti farò sputare sangue!” “Ma sai già che vincerò io. Perciò, dimmelo.” “La paura le ha legate.” “O slegate?” “I fili che le legano a quel posto, a quelle caverne… la paura li ha sciolti. Ha fatto dissolvere quei ricordi. Il tempo di arrivare su, e tutto questo non sarà per loro che un brutto sogno. L’holothour le ha fatte dimenticare.” “E io, allora? Perché ci penso ancora?” “Ti ho protetta io.” “Non ti credo. Tu sai solo mentire.”

I personaggi di questa storia si muovono su quelli del volume precedente con più o meno qualche nuova comparsa.Trovo i personaggi ben costruiti seppur in alcuni casi molto deboli perché non trascinano il lettore nei loro panni totalmente. Sembra trattenuta, quasi l’autore sia frenato sul personaggio e non voglia scoprirlo interamente.

Nona Grey resta comunque la principale intrattenitrice del nostro volume che scopriremo più grande, matura e nonostante nasca nel primo volume molto più violenta sembra quasi redimersi ed avere una coscienza. Sembra riconoscere l’amicizia e quanto questo l’abbia aiutata e la stia aiutando da quando ha messo piede nel convento. Inoltre l’utilizzo di Kheot risulta pedante, sembra spingerla sempre all’omicidio, ad uccidere gente e nonostante sia una vera e propria presenza non ha molto di comunicativo. Mi aspettavo qualcosa di più parlato, dialoghi, non solo aiuti quando fa comodo e strani ricatti. Comunque…

Altro personaggio che qui ci troveremo davanti è la Badessa Glass, ovvero la Sorella del convento che nel primo volume ha salvato Nona Grey da morte certa. Ci ritroviamo a comprendere i problemi che si pongono alla donna che è ora nelle condizioni più alte di rango e si trova a far fronte con chi cerca di smontarla ma anche con le ragazze del convento. È un personaggio che nonostante sia al centro del volume risulta sempre enigmatico e misterioso seppur abbia una capacità particolarmente innata di cacciarsi fuori dai guai e di risolvere le cose.

«Sei sbadata. Non lo controlli. Te l’ho visto sui polsi quando combattiamo, e sul collo quando strilli.» (…) «Tu non sai quello che dici! Non hai visto un bel niente!» Zole si strinse nelle spalle. «Sul ghiaccio, noi conosciamo i klaulathu. Noi non fuggiamo da quei “demoni” urlanti come voialtri che vivete rintanati nel Corridoio.» Nona si astenne dal farle notare che Zole era rintanata lì con loro da almeno cinque anni a quella parte. «Klaulathu? Tu sai come si fa a sbarazzarsene?» Keot le risalì per la spina dorsale. “Io posso andarmene solo quando tu muori.” Zole si alzò. «È possibile, ma difficile. Meglio conviverci. Loro appartengono agli Scomparsi, capisci? Sono pezzi che gli Scomparsi hanno abbandonato prima di attraversare il Sentiero.»

Il perno centrale di questo volume è la classe grigia e tutto quello che aspetta Nona Grey fuori dalle porte del convento. Perché sembra essere così tanto preziosa? Cosa continuano a nasconderci? Perché Glass l’ha salvata dalla morte e per anni l’ha istruita a combattere? Things Get Worse for Nona Grey in Grey Sister - The B&N Sci-Fi and Fantasy  Blog

Lo stile del volume è il medesimo del volume precedente. La scrittura è articolata e a volte sicuramente pedante anche perché già la storia di per sé non è poi così veloce, così viene addirittura rallentata.

La storia per quanto riguarda la politica e la religione sembra ben strutturata anche se a volte tutti questi intrighi politici/sotterfugi/nomi e quant’altro sono talmente tanti che rischiano di confondere il lettore. Si deve sempre restare attenti alla lettura nonostante questa a volte sia moolto lenta e poco incline a voler carburare veramente. La prima parte resta pesante e pedante almeno fino alla prova in cui Nona si ingegna e si rianima completamente, poi mako a mano ricomincia la discesa.

Gli eventi e le scene di azione sono tante ma il volume non scorre. Così come per quanto riguarda il primo volume, si fa una vera e propria fatica a dover proseguire nella lettura. Leggi una ventina di pagine e sembra di averne lette 100. Non so se sia colpa dello stile dell’autore o della storia ma è veramente molto lento nel carburare nonostante l’azione non tardi ad arrivare.

Il fatto della presenza dentro di lei, in certi momenti sembra solo molesto e poco produttivo. Perché utilizzare questo ”personaggio” se poi è utile solo per aiutare in situazioni in cui lei non ce la farebbe ma non è utile ne comodo in altro senso? Perché proprio questa scelta? Perché proprio lui? Gli interrogativi nel corso della lettura sono tanti e avrete modo più o meno di capirli.

Da apprezzare invece il punto di vista della Badessa Glass che arricchisce e aggiunge crediti alla storia. Nonostante resti misteriosa questi personaggio da del valore aggiunto e dei perché alla storia arricchendola sicuramente.

«Non pensavo che credessi a quella storia della Prescelta.» Kettle raggiunse i primi due assalitori e si chinò per recuperare le sue stelle da lancio con l’aiuto di un coltello. «Infatti, non ci credo.» «Allora, perché?» La seconda stella venne fuori con un gorgoglio macabro. Alle sue spalle, Kettle udì la voce di Zole, così bassa che riuscì a malapena a sentirla. «Perché è mia amica.»

Il libro ha delle fondamenta che hanno del potenziale. Lo sviluppo, purtroppo comincia a non convincere più e spero che l’ultimo volume mi faccia ricredere su tutta la storia in generale. Consiglio? Ni. Leggete i pro e i contro per comprendermi al meglio.

Mark Lawrence ci mostra, attraverso gli occhi di Nona, un mondo duro e difficile per cui bisogna tirare fuori tutta la forza possibile per cercare di sopravviverne. Una storia non per tutti sicuramente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Vuoi acquistare Nona Grey e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Nona Grey o dal generico Link Amazon: Amazon.

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #451 – PUMPKINHEAD DI RAINBOW ROWELL & FAITH ERIN HICKS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa. Stiamo per giungere alla fine delle letture di questo pienissimo periodo di ottobre e sto (QUASI?) per tornare a respirare. Forse. Comunque, detto questo, ringrazio la Mondadori Oscar per averci permesso la lettura in anteprima di questo volume e ringrazio Miriam di Me and Books per avermi invitata a partecipare a questo evento. Ecco a voi:
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Titolo: Pumpkinhead
Autore: Rainbow Rowell & Faith Erin Hicks
Pagine: 228
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 20 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/30T5dQC
Trama: Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni… L’amata scrittrice Rainbow Rowell e l’artista vincitrice dell’Eisner Award Faith Erin Hicks si sono unite per creare questa storia tenera e divertente su due adolescenti che imparano cosa significhi dire addio a un posto – e a una persona – senza rimpianti.

RECENSIONE

Letto tutto in una folata, la storia ha inizio ad una fiera che tutti gli anni si fa nella cittadina di Josiah e Deja e loro sono i due che più di tutti si ono sempre impegnati per essere i primi ed essere reclutati nuovamente alla fiera successiva per poter scegliere di nuovo in quale banchetto poter stare e far parte. Josiah vorrebbe passare l’ultima fiera prima di dover partire per il college in maniera semplice e divertente, alla solita Casetta del Mais e Fagioli. Dall’altra parte Deja vede per lui l’ultima opportunità per rivelarsi finalmente alla ragazza che insegue da tre anni ma che, per vergogna e altro, non ha mai avuto il coraggio di avvicinare e si lascia convincere.

Cosa succederà ai due ragazzi? Riusciranno a raggiungere la ragazza misteriosa su cui fantastica da diversi anni? Cosa cambierà nel loro percorso e nella sera della fiera? Cosa capiranno Josiah e Deja?
Rainbow Rowell's First Graphic Novel Serves Up Comedy and Romance - The New  York Times
La trama è semplice, spontanea e dolcissima. Io non sapevo di cosa parlava perché mi sono lasciata ispirare particolarmente dalla copertina e dal titolo così come per quando era uscito all’estero. Leggere le trame delle graphic novel è sempre difficile perché sono brevi e a volte dicono tanto, quindi mi sono lasciata trascinare dalla corrente e devo dire di essere rimasta colpita positivamente.

La copertina è bellissima e sono davvero felice che la Mondadori abbia mantenuto anche qui l’originale. In primo piano vediamo Josiah e Deja nel campo di zucche, con i vestiti della fiera autunnale che si svolge al loro paese. I due non possono essere più diversi fra loro ma non sanno quanto simili possono essere veramente. Il titolo è stato mantenuto come l’originale anche perché forse era difficile giungere ad una conclusione riguardo ad una traduzione effettiva. Il complesso che fa copertina e titolo è magico così come è per quanto riguarda l’originale.

L’ambientazione è la fiera del paese, una fiera che si svolge tutti gli anni nel periodo di Halloween. L’ultima fiera prima del college per i protagonisti. L’epoca è moderna, ambientato ai giorni d’oggi.

The Perfect Fall Read: Pumpkinheads by Rainbow Rowell, Faith Erin Hicks |  Bookspoils

I personaggi di questa storia sono principalmente due, i due che troviamo in copertina e di cui vi ho parlato fino ad ora. Due personaggi che entrano nel cuore dalla prima all’ultima pagina.

Josiah è un ragazzo timido, che ama la fiera che viene organizzata ogni anno e si ritrova a voler essere sempre il primo dell’annuario per poter stare al passo. È un ragazzo diligente e dedito ad una determinata cosa quando questa le viene affidata. Ma la sua timidezza smonta un po’ la sua forza di farsi avanti nonostante abbia a cuore determinate persone.

Deja è una ragazza molto espansiva, l’esatto contrario di Josiah. È una ragazza che ama il cibo e che ha avuto molti flirt ma con cui è rimasta sempre in buoni rapporti. Un personaggio unico nel suo genere, che vi conquisterà.

Pumpkin heads: Amazon.it: Rowell, Rainbow, Hicks, Faith Erin: Libri in  altre lingue
Il perno centrale di questa storia sembra essere l’infatuazione di Josiah per una ragazza della fiera che, ha sempre visto negli ultimi anni a quello stesso evento ma che non ha mai avuto il coraggio di avvicinare per il suo fare timido. C’è Deja, l’amica che da anni si ritrova a condividere lo stesso banchetto, ad aiutarlo proprio nell’ultima fiera prima di partire per il college.
Lo stile e la grafica utilizzati sono fantastici. Le illustrazioni di Faith Erin Hicks sono incredibili e rendono la storia che la Rowell ha costruito per questi personaggi, davvero unica e speciale.

La costruzione del personaggio di Deja colpisce finalmente la struttura letteraria odierna, così come la bisessualità e quindi l’orientamento sessuale come inserito anche nei volumi precedenti come Carry On. Infatti Deja non ha i tratti ripidi della ragazza ”magra e apparentemente perfetta” che ritroviamo in molti libri ma ha delle caratteristiche comuni, in cui tutti si possono ritrovare e sensibili ad una tematica importante, così come per quanto riguarda la sessualità. Sono felice che finalmente, seppur in maniera marginale e non del tutto analitica questi temi vengano affrontati e vengano scardinati i cardini.

Mi ha fatto sorridere come Deja cercasse costantemente qualcosa da mangiare e finisse miseramente per perderlo solo per cercare di stare al passo con Josiah e i spostamenti della ragazza misteriosa. E teneramente anche lui attende ben disposto le file seppur abbiano fretta di raggiungere la meta.

Nonostante la storia sia di una lunghezza nella media in fatto di pagine, per quanto riguarda la storia è stato davvero breve, racchiuso in troppo poco tempo lasciando molti interrogativi che spero vagano colmati con un prossimo volume magari. La trama e ciò che succede era abbastanza evidente, si riesce a comprendere fin dalle prime pagine dive voglia andare a parare. Nonostante questo speravo in qualcosa di leggermente diverso nel finale, invece no. Quindi bello nei temi, nei disegni e tutto ma la storia è molto semplicistica e fin troppo prevedibile.
La última noche (Sin límites): Amazon.es: Rowell, Rainbow: Libros
Questa graphic novel è dolcissima e sicuramente invito chiunque ami le storie d’amore e chi ama il genere illustrato a leggere questa storia. E’ carinissimo e sicuramente consiglio.

Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks sono una coppia unica e creano un volume magico, dolce che rincorre l’amore per accorgersi che a volte è semplicemente dove non lo credevamo possibile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Le trovate in questi altri blog:

pumpkinheadscalendario


Vuoi acquistare Pumpkinhead e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Pumpkinhead o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò.

Che ve ne pare? Siete curiosi di scoprire questo nuovo volume che arriva in libreria? Io vi aspetto come sempre con opinioni e quant’altro.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #450 – NONA GREY V.1 RED SISTER. DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io sto bene e sono felice finalmente che questo periodo strapieno d letture sta per terminare. Non vedo l’ora di tornare a leggere con una frequenza medio- normale perché così è follia. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso la lettura e Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento. A voi:41e14bxfnsl._sx345_bo1204203200_

Titolo: Nona Grey v.1 – Red Sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 864
Data di uscita: 13 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3jedCEg
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

ArtStation - I come with knives, Francesca RestaLa storia ha inizio con una svemtata esecuzione. Nona Grey è solo una bambina ma ha del sangue che la rende potente ed estremamente veloce. Per questo è riuscita ad uccidere Raymel Tacsis per vendicare una sua più cara amica. Così, dopo essere stata chiusa fra le sbarre e la sua esecuzione ormai è alle porte, viene salvata da Sorella Glass, una suora del convento della Dolce Misericordia. È lì, infatti, che Nona verrà portata, allevata e addestrata a diventare un’assassina. Ed ha tutto inizio da lì, in quel convento in cui le ragazze vengono salvate e cresciute in un percorso duro, ricco di insidie e di insegnamenti.

Cosa succederà all’interno del convento? Perché Nona è stata salvata ed è stata scelta da Sorella Glass? Cosa ha il destino in serbo per lei?

Nona pensò a Raymel Tacsis, a letto nel palazzo di suo padre, attorniato da uomini dell’Accademia che sudavano per impedirgli di morire. Saida era morta: Nona ne aveva visto i piedi spuntare da sotto al telone, nel cortile del carcere, i calzari ancora imbrattati dal sangue di Raymel. Non provava pietà per lui. «Spero che torni indietro pieno di demoni e che gli divorino il cuore.»

La trama del volume include generalmente quella di tutti e tre i volumi racchiudendo la storia generale così come si presenta. È curiosa, intrigante e misteriosa. Spero che anche i volumi seguenti diano soddisfazione alla storia nel suo complesso.

La copertina è particolare e molto bella anche se si distanzia molto da quelle utilizzate all’estero. Vi consiglio di andare a scorgere le originali in giro per il web se volete perché attirano decisamente di più di quanto attiri questa versione italiana. Il titolo per questo volume, Nona Grey, racchiude in questa titan edition la raccolta dei tre volumi: Red Sister, Grey Sister e Holy Sister. In questo primo volume ovvero Red Sister, Sorella Rossa la copertina originale è davvero molto bella e vi consiglio di cercarla in rete. Una Titan edition che piace per il fatto che siamo tre volumi tutti assieme in un’unica raccolta.

L’ambientazione è tutta particolare, nel mondo di Abeth, la terra in cui avranno luogo queste vicende. L’epoca sembra essere quasi medioevale anche se con strane caratteristiche che non pensavamo di trovare specialmente per un convento di suore.

«La nostra storia è vasta e noi ormai ci siamo ristretti, quindi forse le sue lezioni non calzano più. Tagliati la stoffa su misura, dicono alcuni. Ma la storia della terra offre lezioni ben più importanti di quelle sui re e le loro dinastie. Ci si può leggere la storia del ghiaccio. Il racconto del nostro sole morente, scolpito nella roccia e nei ghiacciai. Queste sono le lezioni da cui dipende la vita di tutti noi. E quando la luna verrà meno, dipenderà da quelle anche la nostra morte.»

I personaggi di questa storia sono diversi, tutti molto intriganti ma allo stesso tempo molto da contorno alla protagonista di questa storia. L’unica ad esporsi leggermente di più, oltre ad essere la Suora che ha trovato e salvato Nona, Sorella Glass e Clera che la accompagnerà lungo il suo percorso in entrata al convento, dispensandole consigli.

Nona Grey in questo primo volume è ancora una piccola bambina di nove anni che si affaccia al mondo e di cui tante cose le sono sconosciute. Pensate che non riesce neanche a sapere cosa sia un globo e non conosce la forma sulla terra in cui vive. È una ragazzina che viene dal nulla, una contadina, ma con il sangue è Hunska che si contraddistinguono dai colori scuri e dalla rapidità e velocità. È interessante come avremo modo di valutare la crescita, lo sviluppo e la maturità di questo personaggio mano a mano che gli anni andranno avanti.

«Noi non siamo fatte per la guerra. Non siamo veloci: quasi ogni animale può batterci in corsa o sfuggirci, segugio, gatto, ratto o passero che sia. Non siamo forti: un mulo, un hoola, un orso, a parità di peso sono tutti tre, forse anche cinque volte più forti di un uomo. E voi non siete uomini». «In compenso, noi siamo intelligenti e precise. Questi sono i nostri strumenti. Intelligenza e precisione. Vi sto insegnando a combattere senz’armi per due motivi. Primo, perché ci sono occasioni in cui non avrete a disposizione un’arma. Secondo, perché allenandovi a questo tipo di scontro, imparerete cos’è il dolore senza essere distrutte, e imparerete cos’è la rabbia senza uccidere nessuno.»

Il perno centrale di questo primo volume è l’entrata di Nona Grey nel convento della Dolce Misericordia fin da bambina, mostra le sue più forti e profonde caratteristiche. La sua forza e la sua essenza, verranno temperate ancor di più stando all’interno del Convento. Mark Lawrence: ThatThornGuy.com

Lo stile utilizzato dall’autore è particolarmente articolato e ricco ma allo stesso tempo sia scorrevole che pesante. Infatti la storia si legge facilmente solo che sembra non camminare perché si incentra molto all’interno del convento, alle lezioni e non si muove molto da dove ci si trova. Non si legge sicuramtente in poco tempo, questo è certo e ci vuole molta concentrazione per seguire nomi, fatti, storia e via discorrendo.

I flashback si, ma forse un po’ troppi? I continui flashback di Nona sicuramente sono di aiuto a comprendere maggiormente la storia di come lei è arrivata fino a quel punto. È carino e intrigante ma allo stesso tempo rallenta molto la lettura e la storia portandola sempre indietro e mai avanti.

Un punto di partenza buono ma che non fa impazzire, nonostante il finale lasci aperta una porta che non vedremo l’ora di aprire con il secondo volume. Infatti l’intero volume, da quel che ho capito, sembra seguire le vicende di Nona sotto diverse fasi del suo personaggio lungo la sua crescita.

Il wordbuilding c’è ma lo immaginavo più d’impatto. Chiusi dentro il convento avremo modo di conoscere diverse cose attraverso il luogo stesso e attraverso i ricordi di Nona ma di cui immagino andremo a conoscerlo meglio nei prossimi volumi – o almeno spero.

La trama per quanto riguarda il fatto di una scuola di assassini ricorda molto Nevernight e lo stile duro di Jay Kristoff. Ovviamente questo volume è uscito sicuramente prima anche se Nona non riesce a coinvolgere come invece è riuscita a farlo Mia Corvere. Nonostante questo le lezioni e le cose sembrano essere abbastanza similari nonostante ci siano poi delle differenze tra un volume e l’altro.

«Sei sicura che in mezzo a quel sangue non ce n’è del tuo?» domandò la badessa. Nona fletté le mani, le dita vischiose che già si appiccicavano una all’altra. «Sono
sicura.» «Allora, fila. Metti a posto quel coltello, e non ne riparleremo più. Proteggerti è mio dovere, ed è dovere di tutte le tue sorelle quassù. Non hai bisogno di una lama.»

Il primo volume apre le porte ad una storia che spero si riveli sinceramente ancor più interessante di questa, se così vogliamo chiamarla, introduzione. Spero che nei prossimi volumi la storia sia ancora più interessante e cruenta, così come si presenta anche all’inizio. Spero solo lo sia ancor di più. Consiglio come inizio di una trilogia che apre le porte a qualcosa di dark, misterioso ed estremamente potente.

Mark Lawrence ci porta all’interno di un convento in cui le ragazze cercheranno la loro strada come assassine. Uno scrittore molto criticato ma di cui ero curiosa di scoprire Nona e il suo mondo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate di una storia simile e se pensate che possa piacervi. Vi aspetto!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #449 – LE DIECIMILA PORTE DI JANUARY DI ALIX E. HARROW.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

978880472864higTitolo: Le diecimila porte di January
Autore: Alix. E. Harrow
Serie: Autoconclusivo
Data pubblicazione: 13  Ottobre 2020
Genere: Fantasy
Pagine: 396
Link d’acquisto: https://amzn.to/3kaoGDV
Trama: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura… Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: Le diecim por. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei…

RECENSIONE

ten thousand doors of january | TumblrLa storia ha inizio in un’antica dimora del Vermont, in cui un giovane padre viene accolto dal padrone di casa assieme alla sua figlia. Quel padre lavorerà per il padrone di casa, il signor Locke alla ricerca di artefatti e oggetti misteriosi in giro per il mondo e la bambina, January Scaller si ritroverà a dover crescere tra le grinfie di un uomo che cerca di tenerla lontano dai guai , custodendola in casa come uno dei rari manufatti che riporta il suo stesso padre. Le cose cambiano quando un giorno la giovane ritrova una Porta e incuriosita si ritrova ad aprirla. Quando lo fa, ciò che vede dall’altra parte la lascia stupefatta e curiosa di saperne di più riguardo a ciò che ha visto. Infatti da quel luogo si riporterà una moneta e questo sembra essere solo l’inizio di una strana e magica avventura.

Cosa succederà a January? Cosa sono queste misteriose porte che si trova di fronte? Quale segreto celano? E il libro che si troverà a leggere, l’aiuterà a carpire i segreti di tutto ciò che le sta accadendo?

I libri odorano di brividi da due soldi o di ricerche scrupolose, di peso letterario o misteri irrisolti. Questo aveva un odore diverso da qualsiasi altro volume avessi mai preso in mano. (…) Aveva l’odore dell’avventura raccolta in mezzo alla natura più selvaggia, distillata fino a ottenere un vino raffinato e versata su ogni pagina. Ma sto correndo troppo. Le storie vanno raccontate in ordine, con un inizio, una parte centrale e una fine.

La trama è lunga, forse anche troppo. Avendola letta dopo aver letto il volume, posso dire che forse racconta anche troppo e poteva essere scritta in maniera sicuramente più sintetica ma allo stesso modo da poter incuriosire il lettore. Nonostante questo non ci sono spoilerissimi ma tante cose che vengono scritte e che si trovano al suo interno sarebbe un piacere scoprirle solo leggendo il libro in questione.

La copertina è meravigliosa in ogni sua fibra, dai fiori, al lucchetto all’edizione italiana che è tutto dire, sia per come è stata sviluppata, sia per il colore delle pagine che per tanto altro. Lasciata come l’originale non poteva essere migliore di così, con il chiavistello al centro, che lascia presagire un mondo bellissimo aldilà di quella porta. Manca solo una chiave per aprirla e poi… poi dove vorreste trovarvi voi se quella porta potesse aprirsi? Il titolo, tradotto così com’è dall’originale da alla copertina un vero e proprio significato autentico, così come la storia in generale.

L’ambientazione è il Vermont, in America e, per quanto riguarda l’epoca si corre l’anno 1901. Un luogo e un anno particolari, in cui un padre si ritrova solo con una figlia a cui baderà il suo “datore” di lavoro e che si preoccuperà di crescerla seppur non abbia il suo stesso colore di pelle e seppur non sia docile e mansueta come dovrebbe essere per Locke, il proprietario di casa.

«Non ti viene mai voglia di andartene via?» La domanda mi sfuggì di bocca prima che potessi chiedermi da dove fosse saltata fuori. Jane posò il libro spalancato sulla trapunta e mi guardò. «Via da dove?» «Non saprei, via da Villa Locke. Dal Vermont. Da tutto.» Ci fu un attimo di silenzio, durante il quale mi resi conto di due cose contemporaneamente.

alix e. harrow | Tumblrpersonaggi di questa storia non sono poi così tanti, principalmente abbiamo un grande flusso principale che verte su January la protagonista principale di questa storia. Ci sono altri personaggi che circondano questa bellissima e autentica protagonista e c’è un altro lato importante che merita una chiave di lettura interessante nel volume. Il signor Locke è un personaggio fondamentale per buona parte nell’inizio del volume perché si occupa a pieno regime della crescita della ragazza. Jane è una ragazza che subentrerà a lettura inoltrata ma sarà un appoggio fondamentale per la protagonista. 

January è una ragazza orfana di madre che vive assieme al signor Locke, in una prestigiosa villa ricca di reperti antichi e preziosi. Suo padre Julian è un dipendente del signor Locke e sta spesso via per viaggi alla ricerca di misteriosi reperti. January è sempre stata una ragazzina curiosa ed esuberante, un’amante della lettura, impavida. Succedono però determinate cose che portano January a diventare silenziosa e taciturna. E’ una ragazza principalmente sola e l’unico appiglio dall’esterno è il giovane e misterioso ragazzo che riesce a portargli la gioia quando arriva Bad, il piccolo cucciolo di cane che l’accompagna.

Julian, il padre di January, è un elemento fondamentale  all’interno di questa storia. All’inizio sembra essere un personaggio marginale, a cui il lettore difficilmente fa caso. Ma quando la ragazza trova LE DIECIM POR, le cose cambiano e cominciano ad assumere un valore decisamente diverso nei confronti di questo personaggio.

«Forse. Forse no. Forse si è soltanto perso ed è là fuori da qualche parte. Magari ha trovato una Porta, ci è caduto attraverso ed è
in un altro mondo, un mondo migliore, dove non ci sono persone come voi.» Come risposta era a metà tra “assolutamente folle” e “patetica”.

Il perno centrale di questa storia sono le Porte. Che siano Diecimila o una sola, January si troverà al centro di un conflitto per salvaguardare la chiusura di tutte le porte che collegano il mondo ad altri mondi, a universi paralleli e a mondi meravigliosi che January riesce a vedere e che suo padre si è trovato a vivere in prima persona.

Lo stile utilizzato è essenzialmente semplice e fluido in un punto e leggermente più articolato per quanto riguarda un altro senso. La storia fondamentalmente verte su January, in prima persona e la storia prosegue veloce, tanto che si può leggere veramente in pochissimo tempo, qualche ora è più che sufficiente. La parte leggermente più complessa sono le parti del libro che January si ritroverà fra le mani e che leggerà nella storia, quindi ci troveremo di fronte a capitoli che all’inizio sembrano scritti da un famoso ricercatore e mano a mano si sciolgono sempre di più.

Ho apprezzato che il personaggio di January non fosse il classico personaggio bianco stereotipato. Infatti, una ragazza col colore della sua pelle nella casa di un bianco ricco e potente, era vista per la maggiore – alle feste – come un animale da compagnia. Effettivamente, a quei tempi era così e una donna dal colore di pelle più scuro era effettivamente vista male dalla società che la circondava, soprattutto se aveva bei vestiti e viveva in una casa lussuosa. Infatti, Locke ha sempre cercato di mantenerla al margine, chiusa in casa tanto da farla sentire sola. Ho apprezzato molto anche il lato del manicomio e di mostrare al lettore che impatto avesse a quei tempi, dire una qualche fantasia o cercare di andare contro a qualcuno apparentemente “più forte“.

Il personaggio di January però non ha davvero costruito un legame col lettore, o almeno non con me. Non sono riuscita a sentirmi parte dei suoi pensieri e delle sue condivisioni ma ho quasi apprezzato di più il punto di vista di Julian, suo padre. Un personaggio che invece riesce a entrare nel cuore nonostante non sia poi così centrale è il cane Bad. I sentimenti di January nei suoi confronti, infatti, sono talmente forti che il lettore si preoccupa veramente nei confronti dell’animale. Poi avendo anche io un cane l’ho preso un po’ a cuore, ecco. 

L’idea delle Porte è sicuramente originale e sorprendente. Ancora non mi era mai capitato di immergermi in un libro con questa magia particolare (E so che ce ne sono) anche se devo dire, da bambina sognavo una cosa simile e avrei voluto tante volte aprire la Porta e trovarmi in un altro posto magico. Quindi sicuramente l’idea delle Porte, del libro LE DIECIM POR e tutto quello che è legato a questo è sicuramente sorprendente anche se non così eclatante. Non avendo come sempre letto tutta la trama ma basandomi principalmente sul titolo del volume mi ero immaginata che il volume si incentrasse di più sulle porte, sul passaggio da un mondo all’altro, sulla magia e su tanta fuga, cose rocambolesche… Invece January smorza un po’ questa fantasia che invece troveremo nel volume che si troverà a leggere.

«Potresti… leggermelo ad alta voce? Ho appena finito il quarto capitolo.» Jane mi sorrise rivelando la fessura tra i denti. «Certo.» Aprì il libro e cominciò a leggere.

Il libro è un fantasy autoconclusivo davvero originale che permette al lettore di sognare e sperare che, aprendo una semplice Porta, possiamo trovare un mondo bellissimo, un luogo lontano in cui poter andare o sognare di restare. Un libro che mi sento di consigliare, nonostante tutto.

Alix. E. Harrow stravolge e sovverte le regole del mondo con le Porte che possono portare il lettore dal nostro mondo a dei mondi paralleli, strani, pieni di creature e artefatti misteriosi. Le Porte sono diecimila, sarete pronti a varcarne almeno una?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi?
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #448 – IN FUGA DA HOUDINI DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene. Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione di cui ringrazio le ragazze che hanno organizzato l’evento e la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso di leggere il volume in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

NB: Trattandosi di un terzo volume di una serie, è impossibile non rivelare qualcosa relativo al volume precedente. Detto questo, a vostro rischio e pericolo leggere questa recensione.

infugadahoudinikerrimaniscalcoTitolo: In fuga da Houdini
Autore: Kerri Maniscalco
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 552
Prezzo: € 20,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/31aE9we
Trama: Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

RECENSIONE

libri narrativa, libri letteratura, libri horror

La storia ha inizio dove abbiamo lasciato col volume precedente. A bordo del RMS Etruria, Audrey Rose e Thomas Creswell stanno con lo zio Jonathan e una nuova minaccia incombe laddove inizia uno spettacolo di magia da far terrore a la maggior parte delle persone che vi assistono. Sbalordimento, sorpresa, magia, con Mefistofele che è a capo di questa compagnia e presenta i numeri. È un uomo misterioso che si presenta da sempre con una maschera. Improvvisamente la prima sera dello spettacolo una giovane donna muore e una sera dopo l’altra la morte continua a colpire implacabile.

Cosa succederà durante il viaggio? Cosa scoprirà Audrey Rose? Riusciranno ad acciuffare l’omicida che si aggira sulla nave da crociera? Chi sarà stavolta il colpevole che si nasconde nell’ombra?

«L’offerta rimane sempre valida. Ho la sensazione che molto presto avrete dei ripensamenti. Dopotutto, l’omicidio non è altro che un gioco di prestigio, no?». Sperai non avesse notato l’esitazione dei miei passi mentre mi affrettavo sulla passeggiata buia, ignorando i brividi che mi correvano lungo la schiena. L’omicidio era davvero un gioco di prestigio. E, se il colpevole era un prestigiatore abbastanza esperto, c’era la concreta possibilità che riuscisse a farla franca.

La trama è semplice e inerente a cosa ci troveremo di fronte. Forse troppo spoilerosa in un determinato frangente ma per il resto ben strutturata. Sicuramente a bordo di una crociera sembra tutto più interessante e le sorprese con il circo e l’illusionismo non tarderanno ad arrivare.

La copertina segue l’onda dei precedenti ma se devo dirvi la verità è forse quella che mi piace di più fra tutte. Oltre al fatto che era il volume di cui ero più curiosa in assoluto il blu del vestito di Audrey in copertina e la RMS sullo sfondo rendono tutto magico come le carte che tiene in mano. Insomma, l’edizione come per i precedenti volumi è esteticamente incredibile. Il titolo è la traduzione dell’originale anche se, come per quanto riguarda i volumi precedenti il nome in copertina è quasi una comparsa. Effettivamente però è l’unico che abbia una consistenza fisica fra tutti quelli utilizzati e non troppo immaginaria e lasciata al caso. Almeno qui Houdini si vede, si conosce un poco e si ha a che fare con lui in qualche modo, seppur fugace e sempre distante dalla protagonista.

L’ambientazione  questa volta è nel pieno dell’oceano a bordo dell’RMS Etruria, una nave da crociera dei tempi. E’ sicuramente una bella idea seppur poco sviluppata effettivamente visto che i luoghi a bordo della nave sono poco descritti ma si limita solo in alcuni contesti; l’epoca segue la linea della storia e ci troviamo nel 1889.

Il numero era durato appena tre secondi, e come fossero riusciti a compiere un’impresa tanto difficile in così poco tempo era proprio un mistero. Mi chiesi se al mondo esistesse un luogo da cui Harry Houdini non sarebbe riuscito a scappare. O una trappola con cui non avrebbe potuto imprigionare qualcun altro. L’ultima vittima era stata appesa per le caviglie; forse avevamo appena trovato l’artefice di quella faticosa prodezza.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente per quanto riguarda i principali anche se stavolta troveremo molto più da parte Thomas e avremo modo di vedere Audrey in difficoltà alle prese con Mefistofele. Avremo modo di scontrarci con nuovi personaggi che non approfondiremo molto,

Review + Giveaway: Escaping From Houdini | Jack ripper, Audrey rose, Audry  rosePer quanto riguarda Audrey Rose e Thomas non troviamo molti cambiamenti nel loro personaggio base. Audrey è sempre più fragile e invece di dedicarsi più alle autopsie e ai corpi cerca di svagarsi sempre più e a prendere sotto braccio la cosa che finisce per passare quasi in secondo piano. Infatti dopo Jack lo Squartatore, Audrey non sembra essere più la stessa e laddove qui inizia sempre con l’amore per il caro Thomas, anche questo sembra perdersi quando l’illusione e la magia entrano a far parte della vita di Audrey e Mefistofele entra di prepotenza scardinando ogni cosa, anche la fiducia fra i due.

Mefistofele è il nuovo personaggio di questo volume ed è un illusionista de il Circo al chiaro di luna. Gira sempre con la maschera e riesce a sedurre le donne che lo guardano o che hanno a che fare con lui. Tutti al circo contano su di lui, cercano la sua approvazione e fanno in modo che lui sia il centro di tutto nonostante tutto. E’ un bravo presentatore, molto bravo con le parole, incute timore e sa fare bene il suo lavoro di illusionista, non c’è che dire.

«Gettare del fumo davanti a un paio di specchi non è come compiere progressi scientifici o ingegneristici che possano debellare malattie e salvare vite.» «Permettetemi di dissentire, Miss Wadsworth. Esistono molti modi per aiutare le persone. Talvolta la gente ha bisogno di risate e distrazioni, insieme a diagnosi e cure mediche.» Mefistofele mi studiò. «Dato che siete una studentessa di Medicina di così grande talento, forse dovreste essere aperta a esplorare altre strade. Io potrò anche offrire “solo” qualche futile ora di distrazione, ma ad alcuni bastano per tirare avanti nei momenti più difficili. La speranza è una forza invisibile ma potentissima. Non sminuitene l’importanza.»

Il perno centrale di questa storia, nonostante gli omicidi sembrano essere ormai una costante all’interno della vita di Audrey Rose, sembra essere l’illusionismo e la magia e la compagnia in cui è incluso anche Houdini in qualche modo. A bordo della nave da crociera il pericolo è dietro l’angolo.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei libri precedenti, scritto in maniera articolata e finemente interessante a livello di struttura della scrittura e nello stile. Carente in tutto il resto. In terza persona dal punto di vista di Audrey la storia si sviluppa nello stesso modo particolarmente prevedibile. Vi spiego i motivi di ciò che vi sto esponendo.

La storia effettivamente riporta di nuovo omicidi in catena, una sera dopo l’altra ogni sera dell’evento del circo. E, nonostante sia scritto nella trama e io non l’avevo letta prima di iniziare a leggere il volume, devo dire che avevo capito che sarebbero state in serie praticamente da subito.

Le morti e gli assassini seriali, capitano tutti a loro? Possibile che questa protagonista risulti peggio di Conan il Detective? La cosa sembra quasi assurda. Ovunque vanno capita che muore una serie di persone su cui loro si improvvisano detective. Ormai non è neanche più capire cosa accade ai loro corpi perché per la maggior parte ci pensa lo zio o Thomas a dedurre, è più giocare a fare i detective e a capire cosa può succedere.

Il personaggio di HOUDINI? Vale come tutti gli altri personaggi e, come vi ho detto prima risulta essere l’unico con un po’ di senso perché almeno lo vediamo effettivamente come da titolo. Nonostante questo la delusione è abbastanza evidente e in questa serie vediamo i nomi dei personaggi portati praticamente solo nel titolo.

L’amore tutto miele tra Audrey e Thomas, fin dall’inizio risulta quasi stomachevole. Siete carini insieme, per carità ma vi prego basta. Fate cadere il latte alle ginocchia, per non dire altro. Finalmente infatti la storia di Audrey si allontana un po’ da Thomas per concentrarsi su Mefistofele e su Audrey così da allontanarla da tutto questo miele – nonostante tra l’altro Thomas risulti  abbastanza geloso.

Se non fosse per la storia della protagonista, legata ai precedenti sarebbe un buon libro da leggere in solitaria. Messo nella serie diventa prevedibile nella scoperta dell’assassino, nella serie di omicidi, nella storia d’amore e resta interessante solo per la scrittura particolare dell’autrice e per ciò che ha creato attorno ai singoli personaggi.

Una nuvola fluttuò davanti alla luna, oscurando il cielo per qualche
istante. Era mezzanotte, ed ero stata avvertita: non dovevo stringere patti nel cuore della notte. Mefistofele si sporse in avanti, gli occhi fissi nei miei. «Abbiamo un accordo, dunque?»

Il libro in questione è sicuramente una lettura interessante ma piuttosto banalotta se presa con i suoi seguiti. Consiglio a chi ha iniziato la serie di continuarla, ovviamente. Per chi la dovesse iniziare? Solo se amate lo young adult e dei bei posti a cui fare visita.

Kerri Maniscalco scrive una serie che segue una fila di omicidi nella fine dell’ottocento, inizi novecento. Una serie che passa attraverso diversi stati e, in questo ci porta a bordo di una crociera ricca di misteri e omicidi. Siete pronti ad affrontare l’illusionismo del Circo al chiaro di luna?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne dite?
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #446 – THUNDERHEAD DI NEAL SHSTERMAN

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci di nuovo qui con una serie di nuove recensioni in settimana che partono con questo secondo volume della serie che ha avuto inizio con Falce. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per la lettura in anteprima e Beatrice per aver organizzato questo grande e bellissimo evento. Trovate se siete curiosi QUI la recensione del primo volume. A voi:

Titolo: Thunderhead
Autori: Neal Shusterman
Collana: Oscar Fantastica
Genere: Fantasy YA
Uscita: 13 ottobre
Pagine: 360
Serie: La Trilogia della Falce #2
Link d’acquisto: https://amzn.to/2FqaUhq
Trama: In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci. Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti. Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente. Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento. Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

RECENSIONE

Citra Terranova (Scythe Anastasia) | Arc of a Scythe Wiki | Fandom
La
storia ha inizio quasi un anno dopo rispetto a dove l’avevamo lasciata. Citra è assieme a Madame Curie e con la sua veste da falce turchese, dona un mese di tempo alle persone che deve spigolare per dare modo loro di poter fare le ultime cose e salutare i propri cari. Un motivo, quello della compassione, che porta scompiglio nel consiglio e che la rende pericolosa perché porta idee innovative ma allo stesso tempo pericolose che mettono in pericolo la sua stessa vita. Rowan dall’altra parte è diventato ciò che tutti soprannominano Mastro Lucifero. Non essendo falce gode dell’immunità donatole da Citra ma al tempo stesso si dedica alla rimozione in via definitiva delle falci corrotte come Mastro Goddard, colui che lo ha istruito lungo il suo percorso da apprendista Falce. Nel frattempo una nuova figura si fa largo in mezzo a loro, il Thunderhead che vede e sente tutto.

Cosa farà il Thunderhead? Starà ancora una volta a guardare o deciderà di intervenire per cercare di riportare l’ordine laddove tutto si sta miseramente disgregando? Cosa succederà a Citra e Rowan?

Rowan sapeva che doveva lasciare quel posto. Anche se nessuno aveva seguito Tyger, la Compagnia sarebbe presto riuscita a risalire al suo nascondiglio. Molto probabilmente, una squadra era già sulle sue tracce, con il compito di eliminarlo. I due si salutarono, e Rowan mise alla porta il suo vecchio amico in tutta fretta. Un minuto dopo che Tyger fu uscito, anche Rowan se ne andò, portando con sé solo uno zaino pieno zeppo di armi e la sua veste nera.

La trama del volume è intricata ed interessante sotto differenti aspetti. Io come semrpe mi riservo di leggerla dopo aver letto il volume per non incappare in spoiler che potrebbero anddensarvisi. Non ci sono spoiler evidenti ma per chi ancora non ha avuto modo di leggere il primo volume è bene non leggere di cosa si parla in questa trama.

La copertina segue la linea del volume precedente e segue la versione originale. Mentre nella prima i colori vertevano sul rosso e predominava la scena, in questo volume il turchese si fa spazio e rappresenta il colore della tunica che veste Citra. Sullo sfondo, si vede anche la veste da falce nera che contraddistingue il colore in cui si nasconde Rowan. Entrambi rappresentati in questo volume si fanno spazio sempre più nel volume. Il titolo di questa storia è stato mantenuto così come l’originale e ci trascina nel mondo del Thunderhead in tutti i sensi.

L’ambientazione è la MidAmerica, una specie di America del Nord, in chiave differente da come l’abbiamo sempre vista. L’epoca è moderna, in un futuro post apocalittico in cui lo stesso Thunderhead ha rimesso in ordine le leggi del mondo e ha riportato gli equilibri nel mondo.

Prima che assumessi il comando del mondo, la Terra aveva una
capacità massima di dieci miliardi di abitanti. Oltre quel limite, avrebbe raggiunto la saturazione, che avrebbe portato carestia e sofferenza, fino alla totale disgregazione della società. Io ho cambiato quella crudele realtà. È sorprendente vedere quanta vita umana può sopportare
un ecosistema ben gestito. (…) Tremo al pensiero della sofferenza che una tale implosione planetaria potrebbe provocare. Grazie al cielo, sono qui per impedirlo. – Il Thunderhead

I personaggi di questa storia sono gli stessi dei volumi precedenti, con qualche aggiunta. Scordatevi Citra e Rowan che conoscevate dal primo volume perché sono maturi, più sicuri di loro stessi e differenti in tutto e per tutto. Quello che resta loro è l’umiltà e la correttezza nel portare a termine i loro compiti.

Citra o con il suo nome da falce Anastasia, ormai vive assieme a Madame Curie e si trova bene con lei. Ha iniziato a spigolare ma da sempre un mese alle persone selezionate per sistemare le priore cose e salutare i suoi cari. In breve si lascia commuovere dalle persone e prova compassione per loro anche se compie ugualmente il suo lavoro con la sua veste turchese. A casa non si sente più come si sentiva prima e rischia comportandosi così per spigolare di mettersi contro anche gli altri dle cosniglio delle falci. È una ragazza determinata, divenuta più forte nel corso del tempo anche se molto più enigmatica di prima.

Rowan si spaccia ormai per Mastro Lucifero uccidendo e bruciando i corpi delle falci corrotte nel mondo, riportando tutto nel giusto. O almeno così crede. Non è una falce vera e propria ma gode ancora dell’immunità anche se non gli spettava. È un ragazzo forte e coraggioso oltre che sveglio e particolarmente audace per la sua età.

Greyson è stato cresciuto dal Thunderhead ed è un ragazzo abbastanza semplice. Spera sempre che la sua famiglia lo prenda in considerazione ma non è mai stato così. Un personaggio che si farà avanti, che si mostrerà determinato a sovrastare anche Il Thunderhead se necessario. Un introduzione molto interessante quella di questo personaggio.

Fu allora che le venne in mente una frase che le aveva detto una volta Maestro Faraday. “Quando si diventa falce, la famiglia è la prima vittima.” Non parlarono più per il resto del pranzo e, dopo aver sparecchiato e messo i piatti in lavastoviglie, Citra annunciò: «Ora devo andare». I genitori non cercarono di trattenerla. Il momento era imbarazzante tanto per loro quanto per lei. La madre non aveva più l’aria risentita, semplicemente rassegnata. Gli occhi le si riempirono di lacrime, ma tentò di nasconderle abbracciandola stretta. Citra se ne accorse lo stesso. «Torna presto, tesoro. Questa è sempre casa tua.»
Ma non lo era più, e lo sapevano tutti.

Rowan Damisch (Scythe Lucifer) | Arc of a Scythe Wiki | Fandom

Il perno centrale di questa storia risiede tutto nel titolo: il Thunderhead. Quest’ultimo è colui che controlla tutto, una potente intelligenza artificiale che controlla ogni cosa senza interferire. Tutto deve andare nel modo corretto, tutto deve esserlo per far funzionare le cose nel migliore dei modi eppure è difficile non intervenire quando qualcuno o qualcosa minaccia molto più delle falci ma il mondo è l’equilibrio stesso.

Lo stile utilizzato è il medesimo del volume precedente. I punti di vista questa volta sbalzano da Citra a Rowan con l’inserimento di Greyson. La differenza principale nella caratterizzazione del volume sta nell’utilizzo di frasi e pezzi di ciò che dice e pensa il Thunderhead. Mentre nei primi volumi trovavamo le pagine di diario di Madame Curie, Mastro Faraday o Mastro Goddard, questa volta ci si concentra sul Thunderhead. Per quanto fosse interessante il punto di vista di chi tutto controlla, risulta ripetitivo ed avrei preferito leggere seriamente punti di vista effettivi di Rowan e Citra, di cosa fanno e cosa dicono.

La struttura delle morti non cambia, solo la misericordia di Citra comincia a colpire il sistema delle Falci nel profondo e comincerà a minacciarne il funzionamento. Interessante ma piuttosto scontatello su questo piano. In effetti, a questo punto diventa interessante il punto di vista di Rowan che avrei voluto fosse più approfondito specialmente all’inizio.

L’introduzione di un nuovo personaggio cala all’interno della storia un nuovo spunto per ripartire e per dar modo a questo secondo volume di muoversi e svilupparsi. Infatti dubito che senza Greyson ci sarebbe stato lo stesso risultato. La cosa di maggior interesse è il fatto che questi viene dal Thunderhead ed ha visto il funzionamento delle cose all’interno, che ha visto il mondo che lo circonda e che cerca di essere imparziale anche se a volte non sempre sembra essere possibile.

Il tema della morte è il più ricorrente ed è interessante come è stato sviluppato. Un po’ meno per la storia generale e per lo sviluppo distopico che ne è venuto fuori, leggermente banalotto e semplicistico. L’amore lo avrei sinceramente evitato concentrandomi più sulla brutalità e sulla riflessione ma sono scelte. Nel complesso non posso dire che la storia sia una brutta storia perché non è così. È fluida, scorrevole e godibile.

Citra non poté fare a meno di notare le macchie di sangue sull’asfalto, proprio sul ciglio del cratere, nel punto in cui era caduto il giovane che aveva salvato loro la vita. Madame Curie, che riusciva a leggere nell’animo della ragazza più di quanto lei volesse, si accorse del suo sguardo. «Dimenticalo, Anastasia, quel poveretto non è un nostro problema.» «Lo so» ammise Citra. Ma non era disposta a lasciar correre. Non era proprio nella sua natura.

Il libro è un secondo volume interessante seppur in genere i secondi volumi siano di passaggio. Colpi di scena interessanti anche se la struttura generale della storia lascia a desiderare. Per chi ha letto il primo volume, sicuramente consiglio.

Neal Shusterman ci porta di nuovo in un mondo popolato da falci che spigolano e portano la morte. Un mondo che ora si regge su un equilibrio precario e su cui bisogna stare attenti. Riuscirete a non finire spigolati?

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni di oggi e dei prossimi giorni. Ecco a voi:

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Cosa ne dite? Che ve ne pare di questo secondo volume? Fatemi sapere se volete leggerlo e se seguirete le vicende di questi due personaggi.
A presto,
Sara ©