RECENSIONE #504 – ELBRUS DI MARCO CAPOCASA E GIUSEPPE DI CLEMENTE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi eccoci qui con un nuovo libro per voi che spero vi possa interessare. Siete pronti ad immergervi in una storia ricca di fantascienza. Ringrazio tantissimo gli autori per avermi inviato la copia e per avermi permesso la lettura. Ecco che ve ne parlo, qui.

9788868684693_0_0_626_75Titolo: Elbrus
Autore: Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente
Data di uscita: 02 marzo 2021
Pagine: 314
Editore: Armando Curcio Editore
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sa3Bh0
Trama: Anno Domini 2113.
La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

RECENSIONE

La storia ha inizio su un cornicione di un palazzo sul quale un uomo, Sokolov, farnetica strane cose e sembra avere delle visioni. Per questo è sul bordo e vuole buttarsi giù, per fare in modo che queste finiscano e tutto possa tornare alla normalità. Dall’altra parte c’è Lubomir, un uomo che si sente molto vicino al caso dello stilista famoso sul cornicione perché anche lui avverte qualcosa, ha delle strane visioni e quant’altro. E ancora c’è Nigul, un giornalista di un’emittente locale che incuriosito dal caso di Sokolov si trova ad investigare per trovare la verità che si nasconde profonda tra l’EASA e la vetta del monte Elbrus dove si studia un modo per la sopravvivenza dell’uomo e lo spazio.

Cosa scoprirà il curioso giornalista? Cosa sta accadendo al pianeta? E cosa sta cambiando in Sokolov e in Lubomir? Cosa nascondono gli scienziati e i studiosi del genoma umano e della vita sul pianeta terra?

Mark si guarda allo specchio nella toilette. Fissa lo sguardo nei propri occhi, gli stessi di sempre, gli stessi dei suoi fratelli coloni. A volte, preso dalla quotidianità, seppellisce in strati di subconscio la sua natura. L’uomo che avvelena il proprio mondo, l’uomo che deve rifugiarsi sottoterra, l’uomo che ha una sola speranza di sopravvivere lasciando la Terra, l’uomo che per fare tutto questo si affida a loro, procreati in via assistita e in modo massivo ma con l’amore che una madre morente, l’Umanità, può donare ai propri figli pronti ad essere esuli e fondatori di nuovi mondi.

La trama la trovo fuorviante per certi versi e troppo articolata. Già dopo aver letto le prime righe ci si chiede cosa ci si aspetta realmente da questa storia e se questa non finisca per essere esclusivamente prolissa e troppo descrittiva. Ve lo premetto, in alcuni punti lo è, ma trovo che l’idea e l’insieme di ciò che ne viene fuori, sia interessante e studiato.

La copertina è originale senza dubbio, visto che non ce ne sono molte con lo spazio con vista terra. Lo spiraglio centrale di colore differente e l’insieme rende il tutto particolare. Ho apprezzato l’insieme anche se finisce per non essere troppo impattante per ciò che la storia realmente comunica. Il titolo di questa storia, non conoscendo il nome del monte Elbrus in Russia e vedendolo a primo impatto sul volume avevo immaginato che fosse stato collegato a qualcosa di spaziale inventato dagli autori data la particolarità del nome stesso. Invece è molto più reale di quello che sembra e la spiegazione vi sarà chiara mano a mano che procederete nel corso della lettura.

L’ambientazione è la Terra ma lo è anche lo spazio. E’ il nostro pianeta e il nostro sistema solare in un’epoca che si aggira diversi anni più avanti rispetto a noi oggi. La storia si aggira su un arco temporale che prende diversi in particolare, l’Anno Domini (A.D) 2155 su cui si concentra più spesso e il 2113 o 2118 da cui tutto sembra aver inizio.

Tutti ascoltarono senza pronunciare nemmeno una parola. Non ce ne fu bisogno. E tutti quei bei ragazzi ebbero la più intensa lezione su [Frehm] a cui avessero potuto sperare di partecipare.

I personaggi di questa storia sono diversi e all’inizio sembra difficile riuscire ad incastrarli tutti ma vi assicuro che il collegamento è rapido e veloce e comprensibilissimo nell’immediato seppur all’inizio confonda il cambio punto di vista. Nella trama vi ho presentato i personaggi che troveremo con maggior ricorrenza seppur Sokolov sia parte del tutto e ci troveremo a seguire le vite di altri personaggi, non solo la loro.

Nigul è un giornalista di un’ente locale con carisma e determinazione. Il suo spirito, assieme ad un piccolo aiuto esterno, lo porteranno sulle tracce della verità, di quanto accaduto nel lontano 2113 e che ora sembra riversarsi su Sokolov così come su Lubomir. E’ un personaggio che ci accompagnerà spesso incuriosendo il lettore facendo da conduttore della curiosità che accompagnerà sia lui come il lettore stesso.

Lubomir è un uomo solo, che ha delle strane visioni ma che non riesce a comprendere da cosa possono derivare, perchè non sono le sue. Il tutto è accaduto improvvisamente e si trova a doversi giustificare persino con la donna che sta cominciando ad amare solo ora. E’ un uomo duro, schivo ma che cerca di ricevere e di ricavare dalle sue visioni qualcosa da scoprire. E’ così che quando sente del caso di Sokolov e ha modo di incontrare Nigul, avrà modo di mettere in discussione tutta la sua vita.

E lì, nel 2113 c’è uno dei scienziati, David, che seguiremo con maggiore interesse. E’ un uomo intrappolato in un matrimonio in crisi dal quale non riesce a uscire e dalla carriera universitaria avanzata, nonostante abbia avuto problemi in passato con l’EASA, una potente organizzazione mondiale. Per ila sua passione e per le sue conoscenze gli viene fatta una proposta che sembra non poter rifiutare seppure non rientri nei suoi standard e minano ulteriormente sia il matrimonio che la sua vita stessa, tutto ciò in cui crede.

Nigul comincia a pensare di dover parlare di nuovo con Lubomir e confrontarsi con lui sui ricordi di Sokolov, sperando che questo possa portare ulteriori sviluppi. Un’indagine lunga e tortuosa come mai nella sua carriera gli era capitato di dovere e, soprattutto, di voler affrontare.

Il perno centrale di questa storia non è solo il fatto che la Terra è al collasso, anzi questo sembra andare in secondo piano quando la storia comincia a prendere piede. Io ritengo che il perno centrale di tutto sia la dimostrazione di quanto a volte l’uomo sia stupido e sfrutti tutto quello che può sfruttare senza pensare alle conseguenze vere che poi ne derivano. Quello che accade ai scienziati di questa storia che li ridicolizzerà anche un po’, portandoli in un punto in cui la morale e l’etica dell’uomo stesso viene messa in discussione.

Lo stile utilizzato dai due autori è singolare. Non so dire esattamente se uno si sia occupato più del lato tecnico e della struttura fisica di strumenti, della materia e della questione genetica e spaziale mentre l’altro si sia concentrato più sull’aspetto della storia, dei legami e della fluidità delle connessioni fra personaggi o se i due abbiano amalgamato la cosa assieme; però posso dire che in alcuni punti è sembrato che il punto di divisione dei due autori sia stato proprio quello. La tecnicità, i dettagli tecnico-scientifici, le spiegazioni fino al minimo dettaglio – a volte esasperandolo anche – e il lato dei personaggi e dei loro legami affettivi o con la storia stessa. O almeno è l’impressione che è arrivata a me.

Scritto in terza persona da ogni protagonista di questa storia, trovo che la connessione e l’introspezione dei personaggi sia esclusiva, originale e assolutamente incredibile. E’ stato proprio questo a spingermi avanti con la lettura spingendomi a voler capire come andasse a finire seppur in determinate occasioni abbia davvero fatto fatica a proseguire per via dei troppi dettagli, troppa artificiosità, mettiamola così. In alcuni punti la storia scorre bene, fluida e pregna di sentimenti e di emozioni che trascinano il lettore sentendosi vicino ai protagonisti e a quanto accade loro, dall’altra rallenta tantissimo e si fa fatica sugli aspetti scientifici – che sono importanti nella stessa maniera, così come le descrizioni – ma fin troppo specifici rendendo persino difficile proseguire. Questa la trovo una cosa da dover calibrare per un futuro lavoro che magari i due vorranno ancora intraprendere assieme. Devo dire però, che il contrasto è stato altalenante quindi non ha pesato tantissimo ai fini della storia… ma c’è stato.

Ho trovato, invece, i personaggi e l’idea di questa storia davvero buona. I collegamenti temporali giusti, le connessioni fra i vari personaggi sorprendente e illuminante la tematica trattata che riporta un futuro prossimo che potrebbe essere il nostro, chissà o forse quello di un universo parallelo. Specialmente per alcuni personaggi si mette in discussione la morale e l’etica, il modo di vivere e il dover mettere in discussione i valori di una vita. L’equilibrio stabilito dai due autori è sorprendente e determinata a dare il giusto effetto che fuoriesce in tutta la sua integrità e originalità. Ho trovato la storia ben scritta, mai banale e si sente, una volta chiuso il libro, il duro lavoro che i due autori hanno affrontato assieme mettendolo su carta. Ho apprezzato molto questa storia di fantascienza e spero che possa colpire anche voi.

“E’ così difficile affrontare l’ultima fase della propria esistenza?”, chiede con franchezza Sirje. David distoglie lo sguardo. Una ridda di pensieri confusi gli turbinano nella testa e nessuno di essi è del tutto chiaro. Ma ugualmente la tormentano. “Dipende da quale esistenza hai condotto”.

Il libro è una vera chicca per gli amanti dello spazio, della scienza, e della fantascienza oltre che degli alieni. Magari non si realizzerà mai il fatto degli alieni, o forse si ma quanto detto prima non è molto lontano dalla realtà e siamo delle creature su un pianeta con risorse limitate, che prima o poi finiranno. Cosa resterà? Se vi ritrovate in tutto ciò e siete curiosi di saperne di più, questa storia fa per voi. Consiglio.

Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente uniscono scienza e sentimenti in una storia che parla di un futuro che potrebbe colpire ciascuno di noi o le generazioni future. Una storia che ci porta nello spazio ma che ci fa sentire anche a casa, sulla Terra in cui viviamo tutti i giorni. Una lettura originale.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringraziano gli autori per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente e se amate la fantascienza questo è un libro che fa per voi. Vi aspetto per vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #502 – L’ULTIMA CREATURA. REGNI DISTRUTTI DI ERICA PRONTERA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Apriamo il turno delle recensioni di questa settimana parlandovi di una lettura fantasy molto leggera ma allo stesso tempo intrigante, di cui avevo sicuramente bisogno in questo periodo. Ringrazio la casa editrice Elpìs Editore per avermi permesso la lettura e la ragazza che mi ha invitato all’evento per permettermi di partecipare all’evento. Ecco a voi che ve ne parlo:

9788899682668_0_0_626_75-1Titolo: L’ultima Creatura – Regni distrutti
Autore: Erica Prontera
Editore: Elpìs Editore
Genere: Fantasy
Pagine: 380
Data di uscita: 18 Marzo 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3rG6sho
TramaLenora ha sedici anni quando il suo mondo viene capovolto in maniera irreversibile: suo padre ha ottenuto un lavoro prestigioso a Monry ed entrambi sono costretti a trasferirsi al castello reale. Gli abitanti del luogo, però, si dimostreranno subito disgustati da lei, da quello che si nasconde all’interno del suo corpo. Lenora, infatti, non è un mutamorfo come tutti gli altri. L’essere che vive dentro di lei si nutre delle paure altrui, condizionando il suo modo di vivere. Inoltre, alcuni componenti della famiglia reale sono diabolici, senza scrupoli. Tra quelle mura si nascondono enormi segreti che verranno a galla e contro cui Lenora dovrà combattere. Non è l’unica a non trovare conforto in quel luogo: anche Jannik, un ragazzo che lavora al castello, prova la stessa sensazione. Quando si incontrano, lui sembra sempre sul punto di scappare. Nei suoi occhi chiari si nasconde un tormento che non può rivelare a nessuno. Neppure a Lenora. Sono ancora molte, infatti, le cose che lei non sa, come il vero motivo di quel trasferimento: lei.
L’ultima creatura di una specie estinta.

RECENSIONE

sitting woman beside treeLa storia ha inizio con la storia in cui i tre Regni siano stati divisi e su come la stabilità dei Tre regni, quello dei Mutamorfi, delle Fate e degli Elfi sia stato anteposto alla sete di conquista del Re dei Mutamorfi. Ogni volta che aveva voglia di attaccare un Regno perché credeva di essere minacciato subissava l’altro e l’ultima creatura di genere femminile di una determinata specie veniva tenuta a palazzo. E’ così che Lenora finisce al palazzo di Re Elras in un mondo in cui tutti sembrano guardarla con occhi disgustati per il fatto che è una creatura molto particolare, forgiata appositamente e di una specie quasi del tutto estinta, se non fosse per lei. Gli unici che sembrano avvicinarsi a lei oltre la sua guardia e suo padre sono un compagno di classe e Jannik, un ragazzino misterioso che incontra al mercato e dice di essere il paggetto dell’erede che deve restare nascosto al mondo finché non sarà il giorno della sua proclamazione. Tutti la evitano perché Lenora è un drago, una delle più potenti creature al mondo.

Per quale motivo Lenora se ne sta lì nel palazzo fra le grinfie del Re Elras e il suo primogenito Marlock? Cosa succederà all’interno del Regno? E cosa cambierà dopo la proclamazione dell’erede?

Chiusi gli occhi e mi beai del calore che sprigionavano le sue braccia. Prima c’erano le mie sorelle, a cui potevo affidare il mio stato d’animo. Loro non erano come me, ma mi capivano. Cercavano di darmi una mano ad affrontare la mia vera natura dopo che la mamma ci aveva lasciato. Quando erano partite, papà era rimasto l’ultimo della famiglia a supportarmi. Mi aveva detto che un giorno le cose sarebbero andate meglio per noi e io gli avevo creduto. Ma per me il trasferimento non era “meglio”, in quel castello non mi sentivo al sicuro. Non mi sentivo a casa.

La trama di questa storia incuriosisce il lettore e lascia in sospeso al punto giusto. Tutto della trama ti dice leggimi, in special modo per chi ama le storie fantasy young adult. Non avendola letta prima, come quasi sempre mi capia e lasciandomi trascinare da titolo, copertina ho pensato che potesse fare per me. In effetti è stato così, ed è una storia che vi piacerà, posso assicurarvelo. 

La copertina di questo volume è molto particolare e sicuramente originale anche se non mi fa impazzire. Riflette una parte di questo volume dove troviamo in primo piano Jannik e Lenora. Sullo sfondo il trono che spetta all’erede di Elras e i regni sui mosaici in alto. Vi è il Regno degli Elfi, Il regno dei Mutaformi e il regno distrutto, che vedete con il musaico rotto e da cui entra la luce. E’ una copertina ben costruita e mi piace nel messaggio che lascia e come rappresenta la storia per il resto, se si prendono i colori e le scelte dei personaggi in bianco, non mi lascia un granché. Il titolo è interessante e già da questo c’è aria di presagio di un seguito fin da quando ho deciso di leggerlo. In effetti è così, quindi tenetevi pronti a dei volumi successivi se deciderete di leggere questo volume. L’ultima creatura ovviamente si riferisce a Lenora essendo l’ultima della sua specie ad essere ancora viva.

L’ambientazione di questa storia è il Regno di Monry, dove si estende il Regno di R14, dove regna il Re Elras. Non è specificata l’epoca ma il world building è ben costruito e la storia si concentra in un mondo davvero ben descritto e delineato in maniera molto reale e vivida.

Non mi sarei piegata al principe. Magari sarebbe riuscito a farmi andare a quello stupido ballo, ma non avrebbe ottenuto niente più di quello. Avevo paura, una dannata paura, di quelle che si insidiano nelle viscere e non ti lasciano respirare. Alle otto e trenta avrei conosciuto il Sire, sarei stata sotto gli occhi di tutti: la loro principale paura, il loro incubo, si sarebbe manifestato in quella sala. Ero il mostro da cui i bambini scappavano impauriti. Ero l’abominio da cui la gente cercava di nascondersi.

person wearing red and white coatI personaggi di questa storia non sono tantissimi. O meglio, quelli che circondano i due protagonisti principali sono diversi, come Pasiox il migliore amico di Lenora nella scuola e l’unico che sembra accettarla sia come amica che come compagna di studi e molto altro, così come la domestica delle cucine che resta fedele a Jannik in ogni occasione, o come la donna delle stoffe che comprende i disagi di Lenora e le crea dei vestiti meravigliosi, o ancora Brawn, la guardia personale di Lenora e il gatto virtuale.

Lenora è una ragazza che sa come tenere a bada un drago che dimora dentro di lei da una vita. Sa che deve mangiare della carne una volta al giorno e sa che deve fare un bagno per rilassare le squame e per evitare che tutto inevitabilmente collassi. Da sempre è stata abituata a tutto questo ma non era abituata a finire in una corte ricca di persone che la utilizzano solo come un trofeo da esibire o come un’arma da tenere a disposizione. Nessuno sembra preoccuparsi veramente per lei, anche se viene presa in giro a scuola, anche se dentro il palazzo gli unici a parlare con lei sono suo padre, la sua guardia e il suo gatto virtuale. E’ una ragazza forte, determinata che cerca la verità e che vuole essere se stessa al cento percento.

Jannik sembra essere il paggetto dell’erede che nessuno ha mai avuto modo di vedere. E’ un ragazzo in gamba, sveglio e che conosce tutti i segreti della corte e del castello avendo stretto contatto con il principe. E’ fin dal primo momento un ragazzo esuberante, poco incline alle regole e che cerca di avvicinare Lenora perchè la sente molto vicina a lui come tipo di situazione che si ritrova a vivere.

Nelle loro solitudini i due cominceranno a confrontarsi e a trovare dei punti comuni che nel Regno non sono giusti ne per loro come per la popolazione stessa. Il Re manipola ogni cosa, perfino la Regina stessa e nessuno sembra essere disposto a far si che questo continui a ripetersi ancora.

Soltanto poche ore dopo mi risvegliai con una nuova consapevolezza: se la Regina non pensava che io fossi un abominio, allora non lo avrei pensato neppure io. Accettare me stessa non era mai stato semplice, soprattutto dopo l’arrivo a Monry, ma non avevo mai visto tanta gentilezza in una persona sola. Lei era potente e immortale e non vedeva in me un mostro. Dovevo provarci anche io. Era ormai tardi per andare a scuola: se mi fossi assentata, non se ne sarebbe accorto nessuno. C’era qualcos’altro che dovevo fare. Recuperai da sotto il letto il libro che mi aveva dato Jannik. Passai le dita sulla copertina e accarezzai il dorso, poi lo aprii e andai direttamente all’ultima pagina che avevo letto.

blue and purple snakeskinIl perno centrale di questa storia è il Regno distrutto e, come dice anche il titolo “L’ultima Creatura” ovvero Lenora, una ragazza che può trasformarsi in un possente drago che può prendere possesso di lei in qualsiasi momento se non tenuto sotto controllo. Una creatura che il Re meschino di un popolo ha voluto per lui e a cui lei non ha intenzione di piegarsi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è fin dal primo momento molto semplice e scorrevole, quasi minimal. Mi piace il fatto che la storia sia passata in maniera fluida e leggera dalla prima all’ultima pagina nonostante abbia comunque un lato fantasy non indifferente e che il mondo sia costruito in maniera davvero particolare.

Il world building. Questo è annunciato dalla storia sin dal prologo e avremo modo di scoprire come è formata Monry e da quali creature la popolano mano a mano che la storia prenderà a scorrere pagina dopo pagina. Ho trovato che sia la descrizione iniziale che la mappa all’inizio siano funzionali e determinanti per comprendere al meglio la storia. Anche le creature all’interno di ogni mondo sono spiegate e sono felice che siano state anche introdotte ulteriori spiegazioni nel volume che la ragazza scopre con dei libri così da percepire ancora meglio il tutto.

Il punto di vista dei personaggi. Il fatto che i capitoli vengano nominati con il nome, fin dall’inizio con Lenora lasciano presagire che un secondo personaggio prima o poi sarebbe uscito fuori e arrivati nel bel mezzo della storia avremo modo di passare anche al punto di vista di Jannik. Entrambi in prima persona ovviamente, permettendoci così di scoprire la storia sotto due punti differenti. Avrei preferito che i capitoli fossero nominati con il nome e non con un’anteprima gigantesca del nome anche perché non è necessario. Sarebbe bastato anche piccolo prima dell’inizio del capitolo ma numerando il capitolo normalmente. Non so, forse è una cosa stupida ed estremamente soggettiva ma è una cosa che mi ha colpito da subito e non mi ha fatto un effetto positivo. Però le immagini al lato delle squame e via discorrendo le ho adorate, azzeccate e ben poste.

Nonostante questa storia sia ricca di cliché e contiene un’amore che è palese a tutti fin dall’inizio e che potrebbe far storcere il naso agli amanti del fantasy più arduo e forte, è una storia che mi ha regalato un tuffo nella leggerezza di cui avevo un disperato bisogno. Oltre al semplice fatto che mi ha portato all’interno di una grande avventura, ricca di magia, di creature pericolose e che si trasformano in magici animali, a due ragazzi insicuri – in cui ogni ragazzo odierno può rispecchiarsi – che tentano di cambiare il mondo. Ovvero una storia con tanti messaggi talvolta nascosti o velati o evidenti e che incanteranno i lettori, specialmente i più giovani. Il messaggio più potente è di certo quello della diversità fisica per cui Lenora si ritrova ad essere denigrata dalle altre persone o guardata con disprezzo. Questo è l’aspetto migliore e in cui mi sono rispecchiata molto perchè ho trovato delle somiglianze e un qualcosa che mi legasse indissolubilmente alla protagonista.

Che peccato. È davvero stupenda. Quei capelli argentei… sono sicuro che sia un Drago meraviglioso. » L’uomo fece una pausa. «Dobbiamo attaccare i Camaleonti prima che scoprano quello che stiamo architettando. Abbiamo poco tempo.» Lo disse di getto, senza tanti preamboli, e mi diede la conferma che stavo cercando e che non volevo arrivasse. Quegli uomini avevano ucciso mia madre. Avevano decimato il mio popolo, distrutto la mia terra. Sapevo chi erano. I Cacciatori.

Quindi, se cercate una ventata di libertà e un’avventura ricca di azione, di strategie di corte e di un’amore che sta nascendo tra l’infida corte che tenta di rendere uno un manichino e l’altra un fenomeno da baraccone in una guerra fra popolazioni, questo è il libro che fa per voi. Un primo volume di una serie che dovete leggere anche solo per sentirvi liberi, almeno un po’.

Erica Prontera scrive una storia che ci permette di viaggiare in un luogo magico e di vivere una vera avventura stando seduti sul proprio divano. Una volta addentrati all’interno della corte di Monry vi sarà difficile uscirne senza aver legato con Lenora e Jannik. Una lettura che consiglio.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Pensate possa piacervi? Seguite le altre recensioni dell’evento e fatemi sapere ovviamente, io al solito vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #501 – RESTA CON ME DI TAMI OLDHAM ASHCRAFT & SUSEA MCGEARHAR.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un nuovo libro per voi, anche se è uscito da un diverso tempo ed era un po’ che avrei voluto leggerlo. Ho visto il film quando è uscito al cinema ma non ho mai avuto modo di leggerlo ed ora eccomi qui. Siete curiosi di sapere com’è questo libro? Avete visto il film? Ve ne parlo subito:

9788869053641_0_221_0_75Titolo: Resta con me 
Autore: Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhar.
Data di uscita: 4 luglio 2018
Pagine: 300
Link d’acquisto: https://amzn.to/2NcookI
Trama: Un’incredibile storia vera. 41 giorni dispersi nel Pacifico.
Giovani, innamorati e con un roseo futuro di fronte, Tami Oldham e il suo fidanzato Richard Sharp hanno trascorso alcuni mesi a visitare le isole polinesiane a bordo di una piccola barca a vela. Sono skipper provetti, e la proposta di portare l’Hazana, un modernissimo yacht a vela, fino al porto di San Diego è per loro un’occasione imperdibile che accettano con entusiasmo. Quando salpano da Tahiti il cielo è limpido e azzurro, ma a poco più di due settimane dalla partenza scoprono che un violento uragano sta facendo rotta su di loro, e avanza così velocemente che non c’è modo di sfuggirgli. È una delle tempeste più violente della storia, e i due giovani si ritrovano ad affrontare pioggia battente, onde alte come grattacieli e venti che soffiano a quasi 260 chilometri all’ora. Tami scende sotto coperta, e proprio mentre si sta assicurando con una cima sente Richard gridare. Un rumore assordante, e poi il buio. Tami rimane incosciente per ore. Quando si risveglia l’imbarcazione è semidistrutta. Non ci sono navi né terra in vista, solo una sconfinata distesa d’acqua tutto intorno.

RECENSIONE

Watch Exclusive 'Adrift' Trailer | FandangoLa storia ha inizio con l’incontro di Tami e Richard. I due si sono incontrati sul molo e lui era fidanzato in una relazione sull’orlo della crisi mentre Tami si sente subito attratta da quel ragazzo dagli occhi azzurri e dolci. I due sono skipper professionisti e sanno navigare con delle barche così come conoscono le leggi del mare. Assieme, da innamorati, hanno affrontato diversi viaggi e si sono divertiti in diversi luoghi passando via mare e quando viene proposto ad entrambi di portare un moderno yacht a vela, l’Hazana, al porto di San Diego per una lauta ricompensa, non ci pensano due volte e si buttano a capofitto nell’impresa. Quello che non sanno è che si ritroveranno nel mezzo del uragano Raymond che, cambia improvvisamente rotta e si ritrova sui loro passi.

Cosa succederà a Tami e Richard una volta a bordo dell’Hazana? Cosa cambierà nelle loro vite e come farà a prendere in mano la vita, la giovane Tami, dopo il potente uragano? Riusciranno a salvarsi e a tornare a casa nonostante la barca resti in parte distrutta?

Inoltre, sapevo che, se non fossi tornata a casa, mia mamma non avrebbe mai e poi mai spesso di cercarmi. Ero tutto ciò che le rimaneva, dato che lei e mio padre avevano divorziato quando io ero poco più di una bambina. Si era sentita altrettanto afflitta, quando mio padre se n’era andato? Impossibile: il divorzio era stato una scelta condivisa. Nessuno mi aveva chiesto se Richard se ne poteva andare: lui se n’era andato e basta, era sparito. Avrebbe potuto tranquillamente essere un divorzio. Solo che lui non voleva lasciarmi. Mi amava e io amavo lui.

La trama è molto semplice e racconta la vera storia di quanto accaduto nel mezzo dell’Oceano Pacifico ai due skipper Tami e Richard. Non c’è niente di particolarmente speciale, solo il fatto che è lunghina. Non ci sono spoiler ma all’interno del volume, nelle prime pagine c’è l’immagine e la dedica che lasciano comprendere bene cosa succederà all’interno del volume. Per chi ha visto il finale si sa che cosa succede però chi non conosce la storia, è uno spoiler seppur in molti la conoscano. Io l’ho trovata molto dolce e significativa, una storia dura, forte ma coraggiosa.

Red Sky in Mourning: A True Story of Love, Loss, and Survival at Sea by Tami  Oldham AshcraftLa copertina è molto carina ed è stata utilizzata la locandina del film uscito al cinema. Trovo che sia sicuramente interessante questa trovata, specialmente per attirare giovani lettori che hanno visto il film. In effetti la copertina originale non è niente di troppo attraente quindi sicuramente se vogliamo far giocare a favore “l’accalappia” il lettore, questa funziona molto di più. Il titolo originale all’inizio, lo vedete qui di lato e sarebbe stato in Italiano “Cielo rosso di mattina“. Il titolo del film originale era Adrift ovvero “Alla deriva” ed è stata la scelta migliore quella del titolo attuale preposto.

L’ambientazione di quanto accade realmente ai due protagonisti di questo racconto è nell’oceano Pacifico, corre l’anno 1983. 

Afferrai la camicia a fiori che adoravo vedergli addosso e me la portai al petto. Ondeggiando fino ad assopirmi, mi chiesi come facessi a sapere dov’era Richard: era nel mio cuore. Io, invece, dov’ero? Forse l’indomani, al rossore dell’alba, lo avrei scoperto. Le prime luci del giorno spesso rivelano una manna, un presagio di sviluppi positivi.

Adrift (2018) - remy_46 Photo (41547692) - FanpopI personaggi di questa storia sono principalmente due anche se ci aggiungerei un terzo personaggio piuttosto particolare e introspettivo che si ritroverà a interagire con Tami nel bel mezzo del disastro a bordo della Hazana. Dei protagonisti determinati e da quanto ho potuto vedere dall’intervista in inglese a Tami, anche molto forti emotivamente.

Tami è la protagonista e voce narrante della storia. E’ una ragazza che ama il mare e i paesi esotici fin da sempre, così come ama il suo lavoro e stare sulle barche. Ha un forte spirito di sacrificio e di sopravvivenza e ama tantissimo Richard, fin dal primo momento in cui i due si sono visti e conosciuti. In questo racconto è una ragazza e una donna forte, coraggiosa e determinata oltre che tremendamente fragile e innamorata della vita che le si prospetta davanti assieme al suo amato Richard.

Richard è un uomo che viene colpito dalla giovane Tami fin da subito e ne resta ammaliato. Dai profondi occhi azzurri è un ragazzo che ama il mare e le imbarcazioni e dopo aver vissuto grandi e dolcissime avventure con la sua amata, propone di portare l’Hazana a San Diego per un po’ di soldi, che potrebbero fare comodo. E’ un personaggio che vivremo attraverso gli occhi di Tami e di cui potremo rimanere piacevolmente sorpresi. Un bel personaggio ed è stata anche una bella persona nella realtà, da come se ne parla e dal suo profondo amore e sacrificio nei confronti di Tami.

Mi infilai la maglietta di Richard e mi cinsi con le braccia, ballando lentamente. Chiusi gli occhi. Non avevo più voglia di guardare Cassiopea. Ero gelosa. Forse Richard era lassù insieme a lei e la conduceva a passo di valzer lungo la sua favolosa via.

Il perno centrale di questa storia è la difficoltosa e coraggiosa avventura di Tami e Richard. E’ una storia di mare, di barche e di solitudine. Una storia commovente, dolce e difficile ma che vi incuriosirà e di cui vorrete saperne sempre di più. Una storia che parla di mare, di amore e di vita oltre che di esclusiva sopravvivenza e dolore.

ADRIFT GIFs - Find & Share on GIPHYLo stile utilizzato dalla sopravvissuta a quest’avventura e dalla scrittrice che ha unito i pezzi ed ha scritto questa storia di due giovani innamorati colpiti dall’uragano Raymond nel pieno dell’Oceano Pacifico nel 1983.

La storia è composta di 300 pagine scritte molto larghe, con un tempo di lettura molto veloce se non fosse stato per alcuni dettagli tecnici specifici delle imbarcazioni e della navigazione di cui molti di noi non sono a conoscenza (almeno per quanto riguarda me). Ovviamente, per ovviare questo, c’è anche un glossario alla fine del libro per rendere tutto più semplice e cercare di mostrare al lettore di cosa si tratti. Questa cosa dei dettagli specifici all’interno della lettura rallentano un po’ lo scorrimento della storia ma ci sono degli intermezzi in cui ci sono i ricordi di Richard e Tami assieme che condividono la loro storia d’amore da come si sono conosciuti a come sono arrivati a partire per San Diego con questa imbarcazione ultra moderna.

L’autobiografia riportata all’interno del volume è straziante, forte e assolutamente comunicativa. La cosa che ho notato in differenza rispetto al film è che a parlare con Tami, all’interno del volume, è quella che lei chiamerà la Voce. Nel film viene focalizzato Richard per buona parte, anche per mascherare il tutto e sinceramente su questo ho preferito il fatto che Richard fosse lì e la trasposizione cinematografica su questo ha colpito maggiormente – almeno me. Poi i due attori che hanno interpretato il film sono due dei miei preferiti, per cui potete immaginare. Quindi sarà la voce a portare avanti la sopravvivenza di Tami e che sia stata la voce di Richard, la sua stessa voce o quella di Dio non è dato saperlo perchè anche Tami se lo chiede più volte ma trovo che sia stata uno spiraglio verso la vita, il coraggio di ricominciare e spingere sempre ad essere vivi e a combattere per se stessi.

All’interno del volume, sono riportate delle foto dei due protagonisti come le foto dei ritrovamenti della barca o della partenza, così come tante altre cose. Potrete scoprire e vivere questa storia sia attraverso le parole di Tami che attraverso le immagini che vi colpiranno e vi resteranno nel cuore.

Pertanto, di prima mattina, bordeggiai avanti e indietro, a poca distanza dall’ingresso costellato di scogli corallini. Ero davvero vicina eppure lontanissima. Non potevo semplicemente essere già lì? No, non potevo. Mi sentivo confusa. Sapevo che sarei cambiata. Sapevo che non sarei più stata la ragazza innocente e spensierata di prima. Avevo paura della civiltà a poche miglia da me e, al tempo stesso, ero eccitata. Le lacrime mi rigarono il viso.

Il libro è stato stravolgente e commovente. Vi consiglio la lettura se cercare un’autobiografia e se amate questo genere di storie, se siete appassionati di viaggi in barca e se amate le storie drammatiche, struggenti e di un amore che dura per sempre.

Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhar creano assieme una melodiosa armonia che si muove in balia del mare e che ci culla lungo lo straziante e  difficile ciclo della vita che ci regala tantissimo e che ci può portare via il mondo con una sola e forte tempesta. Una biografia potente, che apprezzerete.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate possa piacervi come libro? Vi aspetto mi raccomando! Un abbraccio forte.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE // ENGLISH REVIEW #499 – DELICATES DI BRENNA THUMMLER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io sono qui per parlarvi di una nuova recensione seguito di Sheets, che ho recensito diverso tempo fa. Siete curiosi di scoprire la recensione del primo volume QUI e sono felice di parlarvi di questo secondo volume. Ecco a voi:

71ubcz43blTitolo: Delicates (Sequel di Sheets)
Autore: Brenna Thummler
Data di uscita: 16 marzo 2021
Pagine: 317
Lingua: Inglese

Link d’acquisto: https://amzn.to/2O7RMsx
Trama: Following the events of the bestselling graphic novel, Sheets, Delicates brings Brenna Thummler’s beloved characters, artwork, and charm back to life. Marjorie Glatt’s life hasn’t been the same ever since she discovered a group of ghosts hiding in her family’s laundromat. Wendell, who died young and now must wander Earth as a ghost with nothing more than a sheet for a body, soon became one of Marjorie’s only friends. But when Marjorie finally gets accepted by the popular kids at school, she begins to worry that if anyone learns about her secret ghost friends, she’ll be labeled as a freak who sees dead people. With Marjorie’s insistence on keeping Wendell’s ghost identity a secret from her new friends, Wendell begins to feel even more invisible than he already is. Eliza Duncan feels invisible too. She’s an avid photographer, and her zealous interest in finding and photographing ghosts gets her labeled as “different” by all the other kids in school. Constantly feeling on the outside, Eliza begins to feel like a ghost herself. Marjorie must soon come to terms with the price she pays to be accepted by the popular kids. Is it worth losing her friend, Wendell? Is she partially to blame for the bullying Eliza endures? Delicates tells a powerful story about what it means to fit in, and those left on the outside. It shows what it’s like to feel invisible, and the importance of feeling seen. Above all, it is a story of asking for help when all seems dark, and bringing help and light to those who need it most.

Trama (tradotta da me): Dopo gli eventi del romanzo grafico bestseller, Sheets, Delicates riporta in vita gli amati personaggi, le opere d’arte e il fascino di Brenna Thummler. La vita di Marjorie Glatt non è più stata la stessa da quando ha scoperto un gruppo di fantasmi nascosti nella lavanderia a gettoni della sua famiglia. Wendell, che morì giovane e ora deve vagare per la Terra come un fantasma con nient’altro che un lenzuolo per corpo, divenne presto uno degli unici amici di Marjorie. Ma quando alla fine Marjorie viene accettata dai ragazzi popolari a scuola, inizia a preoccuparsi che se qualcuno viene a conoscenza dei suoi amici fantasmi segreti, verrà etichettata come un mostro che vede persone morte. Con l’insistenza di Marjorie nel mantenere segreta l’identità fantasma di Wendell ai suoi nuovi amici, Wendell inizia a sentirsi ancora più invisibile di quanto non sia già. Anche Eliza Duncan si sente invisibile. È un’appassionata fotografa e il suo zelante interesse nel trovare e fotografare i fantasmi la fa etichettare come “diversa” da tutti gli altri bambini della scuola. Sentendosi costantemente fuori, Eliza inizia a sentirsi lei stessa come un fantasma. Marjorie deve presto fare i conti con il prezzo che paga per essere accettata dai ragazzi popolari. Vale la pena perdere la sua amica, Wendell? È parzialmente da incolpare per il bullismo che Eliza sopporta? Delicates racconta una storia potente su cosa significa adattarsi e su quelli che rimangono all’esterno. Mostra cosa vuol dire sentirsi invisibili e l’importanza di sentirsi visti. È soprattutto una storia di chiedere aiuto quando tutto sembra buio e portare aiuto e luce a coloro che ne hanno più bisogno.

RECENSIONE

La storia ha inizio qualche periodo dopo gli eventi di Sheets. Marjorie ha una comitiva di amici molto popolari adesso e finalmente oltre al lavoro alla lavanderia riesce ad avere una vita sociale, riesce non solo a vedere dei fantasmi ma qualcuno di reale che la considera e la porta con se agli eventi e alle feste più gettonate. E’ per questo che Marjorie ha paura che i suoi amici scoprino dei fantasmi e che possano abbandonarla per le sue stranezze incomprese. Wendell, d’altro canto, è il solito fantasma burlone che vorrebbe sempre giocare e divertirsi con la sua amica ma, per la prima volta comincia a sentirsi più solo di quel che è, comincia a sentirsi come Eliza, arrivata a scuola da poco e che cerca nelle sue fotografie di catturare fantasmi perché è proprio così che si sente: invisibile e un fantasma che cammina. E’ nei pressi della zona dove Wendell e Marjorie che le due si incontrano per la prima volta e si scontreranno nel corso della storia.

Cosa vuole Wendell da Marjorie? Riuscirà la ragazza della lavanderia a rendersi conto di quanto sia sbagliato per lei il suo nuovo gruppo di amici? Riuscirà ad avere la forza che le serve per maturare, cambiare ed essere se stessa veramente?

Delicates by Brenna Thummler | Graphic Novel Review | Northern Plunder

La trama di questa storia è molto lunga e ci mostra anche più di quello che dovrebbe, mi sarei limitata a raccontare meno lasciando curiosità al lettore; magari la cosa migliore sarebbe stata quella di mettere meno dettagli e inserire invece le ultime frasi che spingono curiosità riguardo cosa tratta la storia in questo secondo volume.

La copertina di questo secondo volume riprende la linea del primo volume sui colori e sui tratti della storia ma stavolta in primo piano troviamo l’obiettivo di Eliza, una ragazza che crede ai fantasmi e non vede l’ora di trovarne uno da fotografare. Infatti al centro dell’obiettivo c’è Wendell che non potrebbe essere un fantasma più reale ed esplosivo. Trovo la copertina giusta e in linea con ciò che accadrà all’interno del libro e che non vi rivelerò ovviamente. Il titolo è molto semplice e come per il volume precedente si compone di un’unica parola che racchiude tutto: Delicati, ovvero uno dei tipi di lavaggi che vengono fatti in lavatrice ed è proprio quello su cui questa storia si fonda. Stavolta la storia è delicata, con tematiche ancora più importanti di quelle del legame umano e fantasma e della solitudine. Qui c’è molto molto di più.

L’ambientazione e l’epoca sono le stesse del volume precedente: una piccola cittadina non definita anche perchè di questa vedremo ben poco: la casa e lavanderia dove vive e lavora Marjorie e la scuola che quest’ultima frequenta, in una storia fine anni 90, una ventina di anni fa probabilmente per abbigliamenti e via discorrendo.

Delicates — Brenna Thummler

I personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente, con qualche aggiunta sinceramente degna di nota. In questo volume ho trovato la ragazza del volume precedente più spenta nonostante abbia degli amici e di quanto fosse più felice sola con Wendell e i suoi amici fantasmi.

Marjorie sta diventando grande e lascia sempre più da parte la lavanderia. Sente le responsabilità da adolescente, sente le responsabilità verso il suo fratellino anche se il padre cerca di allontanarla dal lavoro per farle vivere la sua adolescenza nel migliore dei modi possibili. Nonostante ora abbia degli amici popolari nella scuola, Marjorie non sembra essere così felice ed è  perennemente in disaccordo con ciò che fanno e dicono i suoi compagni nonostante non glielo dica apertamente e si tenga tutto dentro, mantenendosi distante e distaccata. La cosa che più infastidisce è il fatto che non agisca e non tira fuori ciò che invece vorrebbe dire e si nasconde dietro la paura dei fantasmi e di come sarebbe giudicata senza pensare che già quello che fanno lei lo trova tremendamente sbagliato anche se continua a stare accanto a quelle persone.

Wendell è un fantasma di un ragazzino morto e non sembra essere cambiato molto dal primo volume se non per il fatto che vorrebbe continuare a fare i giochi e le cose che faceva prima non rendendosi conto di quanto la sua amica Marjorie sta cambiando e crescendo ed essere un fantasma non è così facile nel mondo umano. Comincia quindi a sentire un velo di solitudine che lo rende ancor più infantile nella speranza di attirare l’attenzione su di lui non solo della sua vecchia amica ma del lettore stesso.

 Eliza è una ragazza che ha un professore nella sua stessa scuola e che ama tantissimo la fotografia. Più di ogni cosa nelle sue fotografie vorrebbe catturare dei fantasmi e spera di poterne finalmente vedere uno davvero. Perchè i fantasmi? Perchè Eliza si sente sola, emarginata e completamente invisibile, come se camminasse fra le strade, nella scuola e ovunque lei andasse e nessuno potesse vederla davvero. Eliza è un personaggio che potrebbe essere ognuno di noi e in cui tutti possono rispecchiarsi e a cui mi sono sentita particolarmente legata.

Delicates by Brenna Thummler | Graphic Novel Review | Northern Plunder

Il perno centrale di questa storia è molto diversa dal volume precedente. Questa storia ci mostra l’importanza di essere visti almeno una volta, e il lato invisibile che buona parte di noi può aver vissuto almeno una volta nella vita. Un racconto e una graphic novel potente su quelli che rimangono fuori dal coro, degli emarginati, la storia di qualcuno che vorrebbe ardentemente essere visto.

Lo stile utilizzato è molto semplice e l’autrice si riconferma davvero strabiliante, meravigliosa e semplice sia per quanto riguarda le tavole e la grafica dai colori leggeri, dai toni pastello che sembrano sul cromato rosso sia per quanto riguarda questa storia che colpisce ogni punto che vuole colpire.

Ho apprezzato tantissimo la tematica dell’essere invisibile e del sentirsi emarginato, il personaggio di Eliza alla ricerca del fantasma da fotografare nella speranza di sentirsi meno sola e apprezzata da qualcuno come lei. Eppure le sue foto sono dei semplici paesaggi e l’unica che sembra avere con se dei veri fantasmi è Marjorie che ora se ne sta con degli amici che non apprezzano molto la sua compagnia e viceversa. In effetti Marjorie sembra stare con loro solo per il semplice fatto di essere in e popolari e di sentirsi per una volta parte di un gruppo, non perchè li ritiene davvero degli amici allontanando come tutti Eliza seppur dandole uno spiraglio.

Non ho apprezzato molto questo cambiamento di Marjorie e il cambio di posizione. Anche lei ha sofferto le stesse cose, anche lei si sentiva sola e poco amata, specialmente dopo il dolore famigliare e tutto ciò che le è successo. Mi ha stupito che in alcune occasioni non abbia fatto nulla per Eliza, che non sia intervenuta nelle prese in giro dei suoi amici verso altre persone e che non abbia cercato o quantomeno provato a far capire che stavano sbagliando. Si è limitata al semplice silenzio. Posso capire questa posizione, che è la stesa che molti giovani di oggi assumono pur di far parte di un gruppo e si lasciano trascinare dagli altri ma è sinonimo di poca personalità e di non essere veramente qualcosa di forte. Questo l’ho trovato avvilente per il suo personaggio, un cambio strano e particolare che in alcuni punti me l’ha fatta persino odiare; avrei voluto dirle “Sveglia e guardati attorno!”. Mi sono sentita molto affine al personaggio di Eliza che prende piede pagina dopo pagina e fa il suo esordio portando al centro di tutto l’emarginazione e la solitudine, tema attuale e potente che ho apprezzato tantissimo.

La cosa triste è che Wendell diventa una specie di soprammobile, un ripiego che l’autrice sembra aver messo in mezzo per via dei fantasmi che Eliza voleva fotografare ma non gli ha dato un vero ruolo fondamentale se non quello metaforico della tematica stessa. Infatti anche Wendell cerca di farsi notare così come Eliza.

Delicates — Brenna Thummler

Il libro è di una potenza strabiliante e lo apprezzerete persino di più del primo volume sentendovi almeno come uno dei personaggi di questa storia. Non potete non rispecchiarvi in uno di loro. La storia è sicuramente da leggere, seppur in inglese e spero che arrivi presto anche in Italia visto che il primo volume è stato tradotto. Consiglio assolutamente, soprattutto ai giovani lettori.

Brenna Thummler si conferma ancor di più, oltre che illustratrice, una vera e propria narratrice di una storia interessante, da tematiche moderne. Una storia di amicizia, di accettazione e della rinascita, dell’emarginazione e del sentirsi invisibili in mezzo a tanta gente. Una storia reale, semplice e genuina che fa riflettere.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

ENGLISH REVIEW

The story begins sometime after the events of Sheets. Marjorie has a group of very popular friends now and finally in addition to working at the laundry she manages to have a social life, she not only manages to see ghosts but someone real who considers her and takes her with them to the most popular events and parties. This is why Marjorie is afraid that her friends will discover ghosts and that they may abandon her for her misunderstood weirdness. Wendell, on the other hand, is the usual prankster ghost who always wants to play and have fun with her friend but, for the first time, he begins to feel more alone than he is, he begins to feel like Eliza, recently arrived at school and who tries to capture ghosts in his photographs because that’s exactly how he feels: invisible and a walking ghost. It is near the area where Wendell and Marjorie that the two meet for the first time and will clash over the course of the story.

What does Wendell want from Marjorie? Will the laundry girl realize how wrong her new group of friends is for her? Will she be able to have the strength she needs to mature, change and truly be herself?

The plot of this story is very long and shows us even more than it should, I would have limited myself to telling less, leaving the reader curious; maybe the best thing would have been to put fewer details and instead insert the last sentences that prompt curiosity about what the story is about in this second volume.

The cover of this second volume takes up the line of the first volume on the colors and traits of the story but this time in the foreground we find the lens of Eliza, a girl who believes in ghosts and can’t wait to find one to photograph. In fact, at the center of the lens is Wendell who couldn’t be a more real and explosive ghost. I find the right cover and in line with what will happen inside the book and which I will not reveal to you obviously. The title is very simple and as for the previous volume it consists of a single word that encompasses everything: Delicates, which is one of the types of washes that are done in the washing machine and that is precisely what this story is based on. This time the story is delicate, with themes even more important than those of the human and ghost bond and loneliness. There is much much more here.

The setting and the time are the same as in the previous volume: a small town not defined also because we will see very little of it: the house and laundry where Marjorie lives and works and the school she attends, in a story at the end of the years 90, about twenty years ago probably for clothing and so on.

The characters in this story are the same as in the previous volume, with some genuinely noteworthy additions. In this volume I found the dullest girl from the previous volume despite having friends and how happier she was alone with Wendell and her ghost friends.

Marjorie is growing up and is leaving the laundry more and more aside. She feels the responsibilities as a teenager, she feels the responsibilities towards her little brother even if her father tries to take her away from work to make her live her adolescence in the best possible way. Although she now has popular friends in the school, Marjorie doesn’t seem to be that happy and is perpetually at odds with what her classmates do and say despite not telling her openly and keeping it all inside, keeping aloof and detached. The thing that bothers the most is the fact that she does not act and does not bring out what instead she would like to say and hides behind the fear of ghosts and how she would be judged without thinking that already what they do she finds it terribly wrong even if she continues to stay. next to those people.

Wendell is a ghost of a dead kid and he doesn’t seem to have changed much since the first volume except for the fact that he would like to keep doing the games and things he did before not realizing how much his friend Marjorie is changing and growing and being. a ghost is not that easy in the human world. He then begins to feel a veil of loneliness that makes him even more childish in the hope of drawing attention to him not just from his old friend but from the reader himself.

Eliza is a girl who has a teacher in her own school and who loves photography very much. More than anything in his photographs he would like to capture ghosts and hopes to finally be able to see one for real. Why ghosts? Because Eliza feels alone, marginalized and completely invisible, as if she were walking in the streets, in the school and everywhere she went and no one could really see her. Eliza is a character who could be each of us and in which everyone can reflect and to which I felt particularly attached.

The central pivot of this story is very different from the previous volume. This story shows us the importance of being seen at least once, and the invisible side that most of us may have experienced at least once in our life. A powerful tale and graphic novel about those who stay out of the crowd, the marginalized, the story of someone who longs to be seen.

The style used is very simple and the author reconfirms herself as truly amazing, wonderful and simple both in terms of the tables and graphics in light colors, with pastel tones that appear on the red chrome and in terms of this story that affects every point that wants to hit.

I really appreciated the theme of being invisible and feeling marginalized, the character of Eliza in search of the ghost to photograph in the hope of feeling less alone and appreciated by someone like her. Yet her photos are simple landscapes and the only one who seems to have real ghosts with her is Marjorie who is now with friends who do not appreciate her company very much and vice versa. In fact, Marjorie seems to be with them only for the simple fact of being in and popular and for once feeling part of a group, not because she really considers them friends, distancing Eliza like everyone else, albeit giving her a glimmer.

I didn’t really appreciate this change of Marjorie and the change of position. She also suffered the same things, she too felt lonely and unloved, especially after the family pain and all that happened to her. I was amazed that on some occasions she did nothing for Eliza, that she did not intervene in the teasing of her friends towards other people and that she did not try or at least try to make them understand that they were wrong. It limited itself to mere silence. I can understand this position, which is the same that many young people today take in order to be part of a group and let themselves be carried away by others but it is synonymous with little personality and not really being something strong. I found this disheartening for her character, a strange and peculiar change that in some places even made me hate her; I wanted to say “Wake up and look around!”. I felt very close to the character of Eliza who takes hold page after page and makes her debut bringing to the center of all marginalization and loneliness, a current and powerful theme that I appreciated very much.

The sad thing is that Wendell becomes a kind of ornament, a makeshift that the author seems to have put in the middle because of the ghosts that Eliza wanted to photograph but did not give him a real fundamental role other than the metaphorical one of the theme itself. In fact, even Wendell tries to get noticed as well as Eliza.

The book is of astonishing power and you will appreciate it even more than the first volume by feeling at least like one of the characters in this story. You cannot fail to reflect yourself in one of them. The story is definitely worth reading, albeit in English and I hope it will soon arrive in Italy as the first volume has been translated. I absolutely recommend, especially to young readers.

Brenna Thummler is even more confirmed, as well as an illustrator, a real narrator of an interesting story, with modern themes. A story of friendship, acceptance and rebirth, marginalization and feeling invisible in the midst of so many people. A real, simple and genuine story that makes you think.

My rating for this book is: 4 stars and a half .


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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto come sempre con le vostre opinioni.

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #497 – WILDER GIRLS DI RORY POWER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon giovedì! Finalmente il fine settimana sta arrivando e io sono felice di parlarvi di questo volume di cui ero curiosa fin dal primo momento. Siete curiosi di sentirne parlare? E’ azzeccato sicuramente per il periodo anche se i risvolti sono leggermente diversi. Ve ne parlo subito:

978880473407hig-319x480-1Titolo: Wilder Girls
Autore: Rory Power
Data di uscita: 23 febbraio 2021
Pagine: 252 
Link d’acquisto: https://amzn.to/2PgEfiJ
Trama: Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell’istituto, su un’isola al largo della costa americana. Un’epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l’altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l’epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l’un l’altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c’è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

RECENSIONE

La storia ha inizio una sera come tante altre da quando è arrivato il Tox sull’isola di Raxter, in cui vi era una prestigiosa una scuola femminile. Hetty se ne sta sul tetto assieme alle sue amiche Byatt e Reese e con il suo occhio solo che ormai è uno dei tratti distintivi della malattia che si sta prendendo tutta l’isola. Ha preso le mani che ormai sono argentate e squamose di Reese, la colonna vertebrale all’infuori di Byatt e ognuna delle insegnanti e delle ragazze che vivono in quella scuola in modo del tutto diverso. Sono isolate su quell’isola in attesa di una cura in cui si stanno prodigando la Marina militare ed altre forze dell’ordine. Isolate da questa misteriosa e pericolosa epidemia, le ragazze devono cercare di sopravvivere.

Cosa succederà al terzetto di amiche? Come riusciranno a sopravvivere in quarantena chiuse in quella scuola in cui ormai cibo e acqua scarseggiano? Come cambierà qualcosa quando ognuna di loro lotta ogni giorno fra la vita e la morte?

Un altro rumore dalla macchia e poi di nuovo silenzio. La strada è vuota. Io tengo il mio fucile sollevato, non si sa mai; il mirino davanti all’occhio sinistro. L’altro occhio è morto, è diventato cieco durante una crisi. La palpebra superiore si è chiusa fondendosi con quella inferiore, e sotto sta crescendo qualcosa. È così per tutte, qui. Siamo malate e strane, e non sappiamo perché.

La trama della storia è interessante e curiosa oltre che originale. Non avrei approfondito molto, però. Io quando ho acquistato il libro, presa da una voglia di leggere questo libro praticamente subito ho letto le prime tre righe della trama e la prima pagina del volume che sono quelle che mi convincono di più quando acquisto un volume. Però ora che la leggo dopo aver finito il volume mi accorgo di aver fatto bene a non leggerla tutta. L’ultima parte, quella di Byatt era evitabile visto che questo accade ben più in là all’interno del volume. Insomma spoiler non necessari, ci si poteva limitare a cose più semplici e contenute e avrebbe sortito lo stesso effetto.

La copertina è una delle copertine più belle degli ultimi tempi e mi ha incuriosito da tantissimo tempo, fin dalla sua uscita in lingua. Appena l’ho visto esposto ho detto fra me e me “Tu verrai a casa con me…” e così è stato. La copertina italiana è uguale all’originale e sono davvero entusiasta che la casa editrice abbia deciso di portare il volume esattamente come quello estero e che non abbia apportato cambiamenti se non che sulla costina di un rosa/fucsia troppo appariscente a mio modesto parere. E’ comunque una copertina meravigliosa che rispecchia la storia narrata. Il titolo è stato mantenuto come l’originale e anche qui, son felice che non sia diventato qualcosa tipo “Ragazze selvaggeperché non l’avrei potuto sopportare. Quindi il mix titolo copertina vince così e sono felice che sia stato mantenuto tale.

L’ambientazione è in un punto realmente esistente seppur l’isola non esista; mi spiego, la storia è ambientata al largo della costa del Maine, sull’isola di Raxter, inventata e partorita dalla mente dell’autrice.  Lepoca della storia della storia è moderna , ambientata circa 2 anni dopo che il Tox si è insediato e ha prese piede sull’isola stessa.

Alla fine cala il silenzio, il gruppo intorno a Emmy comincia a disperdersi. Lei sembra stare bene, pe una prima crisi. Le sue gambe sono incerte quando si alza in piedi e perfino da dove mi trovo io le vene del suo collo spiccare scure, come fossero lividi. C’è un accenno di applauso mentre Emmy si spazza i jeans. Julia,  una ragazza della Squadra della Barca, stacca un pezzo dal suo panino raffermo e glielo lancia. Qualcuno stanotte le lascerà un dono sotto il cuscino. Forse un paio di forcine, o una pagina strappata da una delle riviste che ancora girano tra le camere. Landry la abbraccia ed Emmy è raggiante, orgogliosa di averla superata così bene. Arriverà più tardi, penso, quando calerà l’adrenalina, quando non ci sarà Landry a guardare: il vero dolore. Il cambiamento.

Wilder Girls Portraits – Laya Rose ArtI personaggi che si muovono attorno a questa storia sono diverse e le protagoniste narranti sono due seppur la storia si aggira principalmente attorno a tre delle ragazze dell’istituto seppur ne conosceremo anche molte altre.

Hetty è il personaggio narrante principale ed oltre ad essere la più intraprendente del gruppo ha una forza da vendere visto anche la sua visione limitata ad un occhio solo. Ha a cuore più di ogni altra cosa le sue amiche, in special modo Byatt. 

Byatt è un personaggio che vedremo in prima persona in occasione particolare. E’ molto legata ad entrambe le sue amiche ma le piace passare molto tempo con Hetty. Nonostante tutte sembrano devastate da questo morbo, dall’epidemia, Byatt sembra l’unica a non essere troppo sconvolta, anzi le piace il cambiamento che la sta attraversando e ne vorrebbe sempre di più. E’ una ragazza dai tratti caratteristici che viene messa in evidenza per cercare di salvarla.

Reese è chiusa a riccio se non riesce ad aprirsi completamente con qualcuno. Silenziosamente ammira e prova dei sentimenti per una delle sue due amiche ma non ha il coraggio ne la forza di dirlo se non sia l’altra ad accorgersene per davvero. E’ un personaggio marginale fra le tre ma ho trovato dolcissimo il legame descritto con il proprio padre che la rende un personaggio davvero unico e genuino all’interno del gruppo. Il mio personaggio preferito, devo ammetterlo.

«Te lo ricordi?» grido all’improvviso. La brezza invernale mi strappala voce dalla bocca. «Com’era prima?» Lei volta la testa verso di me. Mi domando se sta pensando alle stesse cose a cui sto pensando io. A quando guardavamo dal portico le ragazze dell’ultimo anno che scendevano sulla spiaggia con i loro vestiti bianchi del diploma. A quando intrecciavo le dita con le sue durante le adunanze e ce le stringevamo forte per non ridere. A quando nella sala da pranzo, con gli ultimi echi del sole che entravano dalle finestre all’inglese, cantavamo un inno stonato prima di sederci a mangiare. «Si» rispose Byatt.

Il perno centrale della storia è il Tox e come cercare di uscirne, se mai ci sarà una soluzione. E’ una storia molto particolare, cruda e forte che vi porterà al centro di un’epidemia ma non come quella che stiamo vivendo, un’epidemia che ti logora da dentro e di cui non si sa quando ti porterà via. Una malattia che logora il corpo e lo modifica.

woman in black leather jacket holding black rifleLo stile utilizzato dall’autrice non è di certo scorrevole ma articolato e allo stesso tempo cruento, crudele e sfrontato. Ho apprezzato molto la storia e mi è piaciuta ma, nonostante mi sia piaciuta e mi abbia coinvolto e colpito tenendomi incollata dalla prima all’ultima pagina, ho trovato alcune cose che potevano essere sicuramente sviluppate in modo migliore di quanto siano state scritte.

In alcuni punti la storia sembra più “mostrata” che “raccontata” e forse è per questa che, a volte, si fa più fatica a proseguire che altro. La storia ha già molte impronte young adult, dai discorsi concentrati delle ragazze e dalle scelte che vengono effettuate dalle stesse e questo lo rende molto adatto ad un pubblico più giovane ma, a prescindere da questo, la storia non sembra raccontare le azioni e farle vivere alla protagonista in determinate occasioni ma solo raccontarle. Hetty non sembra così dilaniata dal dolore della perdita della sua amica; si la cerca, vorrebbe averla accanto e le manca come è giusto ma non si percepisce come dovrebbe così come tante altre cose. Così come quando ci si ritrova a dover colpire o a uccidere. Non si sentono i sentimenti e le emozioni come avrei voluto e il personaggio che sembrano trasudare più emozioni sono quelli che si distanziano dal protagonista stesso: prendiamo ad esempio Reese oppure Teddy. Questi sono personaggi che vi intrigheranno maggiormente.

Il fatto di mantenere la storia ad una lunghezza limitata quando le domande sono tante e non vengono assolutamente risolte in questo volume. Non so se ci sarà un secondo volume visto il finale un po’ strano di questa storia che non mi ha convinto del tutto e che spero ci aiuterà a mettere un punto vero a questa storia. Ci sono domande irrisolte sul morbo, sul finale stesso, sulla vera e propria risoluzione di questa cosa che resta sospesa. In effetti sembra quasi il finale di uno di quei film horror che non sai come va a finire veramente anche se puoi serenamente immaginarlo. In questo caso non è così facile immaginarlo ma mi sarei aspettato un libro approfondito e con qualche spiegazione in più arrivato al punto in cui si trova. Troppe cose sospese, troppe cose che vorrei sapere e che spero avremo modo di sapere prima o poi. Se così non fosse la trovo comunque una storia interessante e presa con il piacere di leggere una storia originale e per ragazzi.

La cosa che invece ho apprezzato più di tutto è l’ambientazione e il world building della storia oltre hai risvolti creepy ed horror, crudi e violenti che le stesse protagoniste si ritrovano a fare. Le uccisioni, il sangue, le cose e le scelte che sono destinate a compiere sono per chi ha tanti fegato e le ragazze sembrano averne da vendere pur di restare in vita. Gli animali sembrano essere diventati più pericolosi ed anche loro stesse sono diverse da quando sono arrivate lì, stanno o potrebbero morire o veder cambiare il loro corpo o perderne direttamente la connessione e impazzire. Questo risvolto del libro è stata una cosa sensazionale e la cosa che mi ha colpito di più e che di certo colpirà in pieno anche voi.

Anche il risvolto della scelta della scuola femminile e di tutti i personaggi femminili che sono forti e mantengono e resistono più all’epidemia rispetto a quanto succede se colpisce gli uomini. E’ una storia che su questo piano mi ha intrigato ma di cui mi aspettavo di più almeno sul punto di vista dei legami dei

Sopra di noi i pini salgono incespicando verso il cielo. Più alti di quanto dovrebbero essere, con i tronchi più grossi, i rami che si dividono mille volte e le chiome che filtrano quel poco sole che c’è, rendendo la luce torbida e sospesa. Tutto sembra dimenticato, come se fossimo i primi esseri umani a passare di qui in cent’anni. Nessuna traccia di ruote sulla strada, nessun segno che questo sia mai stato da quello che è ora. Non dovremmo essere qui. Questo posto non ci appartiene più.

Il libro è oscuro, pericoloso e in cui bisogna avere uno stomaco forte oltre che uno spirito da combattente. Consiglio questo genere di letture a chi piacciono i distopici o i libri dai risvolti horror, o storie di strane epidemie morbose ricordando che è comunque una storia per ragazzi, classificato come young adult, non paragonabili di certo a libri tipo Stephen King. Ha però il suo fascino.

Rory Power ci trascina su un’isola pericolosa in cui un’intera scuola e delle amiche si ritroveranno ad affrontare crisi, cambiamenti del corpo, crisi, sangue e morte. Sarete abbastanza coraggiosi per approdare sull’isola di Raxter? Riuscirete a sopravvivere a tutto questo?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ve ne pare?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #496 – HEARTSTOPPER V3 DI ALICE OSEMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un volume che non vedevo l’ora che uscisse. Amo tantissimo questa serie e i due protagonisti principali di questa storia e ringrazio sia Oscar Vault per la lettura in anticipo sia Miriam per aver organizzato l’evento per questo volume. Un libro di una serie che adoro tantissimo. Potete scoprire le recensioni dei primi due volumi se cercate nel blog. Ecco:

978880473430hig-313x480-1Titolo: Heartstopper v.3
Autore: Alice Oseman
Data di uscita: 2 Marzo 2021
Pagine: 384
Link d’acquisto: https://amzn.to/3aDzTKH
Trama: Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. “Heartstopper” parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.

RECENSIONE

La storia inizia esattamente dove l’avevamo lasciata nel volume precedente. I due sono innamorati e Nick ha trovato conferme con sua madre nel suo coming out così come Charlie ha confermato ai suoi genitori che Nick è il suo fidanzato. Entrambi stanno superando delle fasi importanti nella loro vita e le paure per ognuno di loro stanno lentamente venendo a galla, così come i due non sono ancora pronti a mettere in piazza il loro amore parlandone con gli amici. L’inaspettata gita a Parigi arriva proprio al momento giusto per mescolare tutte le carte.

Saranno finalmente pronti Nick e Charlie a lasciare liberi i propri sentimenti e a mostrarsi per quello che realmente provano? Cosa scoprirà Nick su Charlie che ancora non sapeva? Quali sono le paure di Charlie per la relazione e per Nick oltre che per tutto ciò che li circonda? Riusciranno ad amarsi liberamente, come dovrebbe essere?

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La trama è molto semplicistica ma assolutamente in linea per questa storia. Heartstopper non è solo amore ma un’insieme di messaggi forti e potenti che l’autrice cerca di trasmettere al lettore della serie. Mentre nel primo era più concentrato sulla scoperta dell’amore fra i due, dal secondo volume la storia va nel crescendo delle tematiche e tutto si fa più interessante, più importante, più potente.

La copertina, come per le precedenti, è in linea e perfettamente mantenuta come l’originale. Ed è assolutamente adorabile come le precedenti. Stavolta troviamo Charlie e Nick per mano con una piantina in mano di Parigi, fra le strade della grande capitale dell’amore. Una copertina che rappresenta gran parte di questa storia. Il titolo del volume mantiene l’onda dei precedenti, così come l’originale e aggiunge soltanto il numero del volume relativo, concentrando il tutto e per tutto sulla differenziazione della copertina in cui si nota il vero e proprio cambiamento della coppia protagonista di questa storia.

L’epoca è susseguente ai volumi precedenti, ambientato tra l’Inghilterra e la Francia, in questo volume e che ci permette di vedere anche Parigi fra gli scorci delle pagine illustrate dalla Oseman.

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I personaggi di questa storia sono diversi e stavolta ci concentriamo sempre su più personaggi. Restano comunque i due principali, colonne portanti della serie e dell’amore reciproco che hanno l’uno per l’altro ma ci concentreremo e conosceremo anche i loro amici, i loro amori, le loro storie, così come le redenzioni, i cambiamenti, e i legami e le difficoltà che riserbano l’uno per l’altro. Avremo anche modo di scoprire legami fra due professori e il loro modo di interagire all’interno della gita scolastica, pensate un po’!

Nick e Charlie restano il fulcro su cui girerà la storia e conosceremo molto l’uno dell’altro approfondendo sia cose di cui non si era a conoscenza e a problematiche che si presenteranno all’interno del volume. Conosceremo il fratello di Nick, completamente diverso caratterialmente da suo fratello e scopriremo che Nick parla fluentemente francese per via di suo padre. Scopriremo le paure di Charlie di esporre i suoi sentimenti agli altri e del fatto che metterebbe a rischio anche Nick. Del fatto dell’alimentazione e che mangia poco e che questo si riflette sulla sua salute. Una serie di cose che scopriremo dei due protagonisti e che ci permetteranno di avvicinarci a loro ancor di più.

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Il perno centrale di questa storia verte sia sull’amore ma anche sul valore dell’amicizia, sull’omofobia, sui problemi alimentari e su tanto tanto altro che scoprirete all’interno di questo volume e che non voglio spoilerarvi.

Lo stile utilizzato e la grafica di questo libro continuano e seguono la scia dei volumi precedenti, con la storia illustrata in bianco e nero ma dalla composizione delle pagine colorate e dalle copertine sgargianti e ricche di allegria. Un volume che racconta la storia di un amore adolescenziale e che con questo porta molto altro, di cui vado fierissima e di cui sono felice di parlare. 

La curiosità del volume, che sicuramente in pochi hanno notato è la consequenzialità delle pagine che non contano quelle del volume in corso ma continuano imperterrite e seguono e scorrono come se fosse un unico e lunghissimo volume. E’ una cosa che non mi è mai capitata, personalmente, o di cui forse non avevo mai fatto caso prima ma è assolutamente originale e peculiare. Chissà il perché di questa scelta.

A parte questo che è una cosa a livello grafico, la storia anche stavolta concentra dei temi profondi e che fanno riflettere e che spingono il lettore in argomenti spinosi nonostante mantenga leggerezza e dolcezza in ogni pagina mostrando e trasmettendo ogni emozione che si cela in ogni dubbio, incertezza o discussione in cui la questione è in essere. C’è molto in questo volume, che  l’autrice vuole farci sapere: le paure di Charlie riguardo Nick e ciò che ha passato e che potrebbe peggiorare; il fatto dei problemi alimentari o dei tagli; dell’amore e dei problemi legati all’amicizia; dell’omofobia e dei silenzi. Le tematiche affrontate sono tante, tutte ugualmente importanti e che credo affronteremo ancor più approfonditamente nei seguiti di questa serie. La cosa meravigliosa è che l’autrice affronta tutto questo con una leggerezza disarmante e che piace tantissimo.

Oltre ad affezionarsi ai due protagonisti, il lettore si trova a fare il tifo per loro, a sentirsi nei loro stessi panni affrontando le loro problematiche così da vicino che sembra quasi che questi due protagonisti siano reali e che siano accanto a noi. Adoro Nick e Charlie ogni pagina che passa.

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Il libro è un’ottima prosecuzione per questa serie che sto adorando sempre di più e che amo pagina dopo pagina. Un terzo volume che mette tutti con i piedi per terra ma che lascia volare con i sentimenti permettendoci di legare con i personaggi più che mai. Una serie che consiglio assolutamente sia agli amanti delle graphic novel così come agli amanti delle storie d’amore, delle storie di amicizia, di scoperta e di tante tematiche attuali importanti.

Alice Oseman illustra e scrive una serie che entra nel cuore del lettore passo dopo passo, delicatamente ammaliando d’amore e di sentimenti e domande forti, che ognuno di noi dovrebbe farsi. Un libro che inneggia alla forza dell’amore e alla forza di essere se stessi senza paure, anche se combattere con il mondo odierno è difficile. Una serie che adorerete e di cui vi innamorerete, statene pur certi.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, che, come me hanno pubblicato e sono uscite quest’oggi. Siete pronti a scoprire anche altri punti di vista? Ecco a voi i nomi dei blog dove potete andare a trovarle:

Review Party Heartstopper 3


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Cosa ve ne pare? Pensate di leggerlo e di continuare la serie o di scoprirla per la prima volta? Io spero che se ancora non avete letto i precedenti, deciderete di dargli un’opportunità. Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE // REVIEW #495 – VENGEANCE OF HOPE // LA VENDETTA DELLA SPERANZA DI P. J. BERMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente riesco a parlarvi di questo libro. So che è tanto che attendete un mio responso su questo volume e da tanto che è anche segnato come in lettura. Tra una cosa e l’altra è stato sempre rimandato ma è giusto anche che io ponga fine alla lettura di questo volume anche per l’autore che mi attende da mezzo secolo xD Spero potrai perdonarmi Peter e ti ringrazio per la pazienza nei miei confronti oltre ad avermi permesso di leggere il tuo volume. Ho acquistato il secondo volume così da leggerlo successivamente e ve ne parlerò, spero entro la fine dell’anno visto che quest’anno voglio utilizzarlo per recuperare diverse cose arretrate. Ecco a voi che ve ne parlo:

downloadTitolo originale: Vengeance of Hope: Can freedom ever be for all?
Titolo: La vendetta della speranza v.1
Autore: P.J. Berman
Pagine: 431
Data di uscita all’estero: 14 Novembre 2018
Data di uscita italia: 12 gennaio 2021
Traduttore: Giuseppe Raccosta
Link d’acquisto: https://amzn.to/2NKSPOE
Trama: Can freedom ever be for all? How do you save a nation from tyranny? 
When the King of Bennvika dies in suspicious circumstances and a foreign usurper named Jostan Kazabrus seizes the throne, ruthlessly imposing his will on the population, a disunited triumvirate of leaders and their followers must attempt to resist him. The first is Silrith, the ousted philanthropic Princess who had been expected to take the throne. The second is Ezrina, a vengeful rebel who is desperate to overturn the years of ethnic oppression of her people, the Hentani. The third is Zethun, a minor noble who believes the only way to fight for the common people is to abolish the monarchy altogether. As the various factions fight the threat of tyranny and religious persecution, each must be prepared to make the ultimate sacrifice for their cause. 

Trama tradotta: La libertà potrà mai essere per tutti? Come salvi una nazione dalla tirannia? Quando il Re di Bennvika muore in circostanze misteriose ed un usurpatore straniero di nome Jostan Kazabrus s’impadronisce del trono, imponendo spietatamente la sua volontà sulla popolazione, un triumvirato disunito di leader e dei loro seguaci deve tentare di resistergli. La prima è Silrith, la spodestata Principessa filantropa che ci si aspettava salisse al trono. La seconda è Ezrina, una ribelle vendicativa che desidera disperatamente ribaltare gli anni di oppressione etnica del suo popolo, gli Hentani. Il terzo è Zethun, un piccolo nobile che crede che l’unico modo di lottare per la gente comune sia abolire del tutto la monarchia. Mentre le varie fazioni affrontano la minaccia della tirannia e della persecuzione religiosa, ogni condottiero deve essere pronto a compiere l’estremo sacrificio per la loro causa.

RECENSIONE

woman in black and white floral sleeveless dressLa storia di questo primo volume della serie ha inizio in un giorno nefasto, un giorno che per tre persone, i protagonisti, cambierà improvvisamente ogni cosa. Silrith, discendente legittima e figlia di Re Lissoll di Bennvika, viene dichiarata colpevole di aver avvelenato suo padre per prendere il trono, proprio quando suo cugino Jostan è ritornato da pochi giorni. E’ Afanya, la sua personale ancella ad incolparla per cercare di scaglionare se stessa dall’essere accusata di aver avvelenato il piatto del Re su sua richiesta. Dall’altra parte c’è Erzina, una ribelle che cerca a tutti i costi la sua ribalta e quella del suo popolo oppresso per tanti anni, il popolo Hentai. E c’è Zethun, un nobile che fa parte della congrega dei Demokroi e cerca di mettere sempre avanti i diritti del popolo, cercando di sfidare la monarchia, spodestando i nobili dalle terre che hanno deturpato e rubato alla povera gente che voleva solo mangiare. Tre personaggi unici e diversi fra loro ma con degli ideali forti e che si faranno sentire.

Cosa succederà a Silrith una volta resa colpevole? Come riuscirà a farsi ascoltare Zethun? Come farà Erzina per tentare di far riemergere un popolo da sempre denigrato e ripudiato?

«E’ troppo rischioso». «Che razza di uomo sei? E’ il nostro paese quello di cui stiamo parlando». Stava diventando sempre più agitata. «Sai, sembra strano che tu fossi contento di insegnarmi a combattere, mentre ora sei così riluttante nel farlo per davvero.»  «Non posso prendere le armi contro il Re». «Pensavo fossi più forte di così.» replicò lei esasperata , dandogli di nuovo la schiena.

La trama di questa storia è ben scritta e molto, molto semplice se non addirittura introduttiva. Non dice molto di ciò che accadrà all’interno del volume ma ci preannuncia tre diversi personaggi che saranno i cardini di questa storia. Trovo interessante la scelta, sicuramente voluta, di non dire troppo al lettore che, incuriosito, si ritroverà a scoprire questo mondo e questa storia immergendosi completamente.

La copertina è originale e particolare e l’illustrazione riprende in maniera del tutto assoluta sia la copertina originale, sia la storia stessa. Possiamo vedere le spalle della giovane Silrith, a capo di ribelli, di coloro che la sostengono e di tanti eretici di altre terre, così come tante altre popolazioni che sperano in lei, nella libertà e in un mondo migliore. A capo di tutto questo un personaggio forte e autoritario che cerca di riprendere ciò che le è stato portato via. Il titolo è la mera traduzione dell’originale e apprezzo il fatto che sia stato mantenuto, così come per quanto riguarda la copertina. E’ un titolo originale, unico e mai utilizzato ne mai sentito quindi gioca a favore dell’autore in primis oltre che alla storia stessa che si ritrova con un titolo del tutto naturale, semplice e genuino oltre che distintivo. 

L’ambientazione di partenza è il regno diBennvika ma che si muoverà tra diversi territori, arrivando a Rildayorda e molti altri luoghi da scoprire; l’epoca sembra essere medioevale anche se non è specificata ne è specificato una data o un era particolare per lo sviluppo di questa storia.

«Mia Regina, non sarà vostro zio Lord Yathrud a guidare l’esercito?» Silrith arrestò il passo e lo aggredì verbalmente. «Io guiderò le mie truppe. Ovviamente, utilizzerò l’esperienza e l’assistenza di mio zio a mio vantaggio, ma come posso aspettarmi che le mie truppe combattano e muoiano per la mia causa, se io non lo faccio? Pensate che sarei una condottiera migliore se mi nascondessi nei miei alloggi come una bambina spaventata, invece di prendere il controllo del mio stesso destino? È questo il tipo di sovrano che preferireste servire?»

brown wooden handle bar on brown wooden tablepersonaggi di questa storia sono davvero tantissimi e parlarvi di ognuno di loro ci vorrebbe davvero tantissimo tempo per cui mi limiterò a parlarvi generalmente dei personaggi ricorrenti e di cui si parlerà maggiormente all’interno del volume. 

Silrith è una ragazza, un’erede al trono che si ritrova improvvisamente sola e accusata di omicidio del suo stesso padre seppur sia innocente. Da subito si dimostra una donna con molto carattere, forte e indipendente e che non si lascia scomporre troppo, ne segue tantissimo i protocolli reali ma che ama il suo popolo e il suo regno. L’amore per lei infatti è anche ricambiato e nessuno ha problemi a seguirla adocchi chiusi visto che lei è la prima a schierarsi in prima linea.

Zethun vuole fare qualcosa per il popolo a cui stanno togliendo sempre di più e al quale non sta rimanendo niente. Sente che l’essere Demokroi deve pur servire a qualcosa e il solo fatto di poter proporre delle cose al re, ascoltando il volere delle persone depredate delle loro terre è molto forte e da tenere in considerazione. E’ un uomo valoroso che si batte per i diritti ma che allo stesso tempo istiga la popolazione alla rivolta nonostante lui non ne prenda mai parte. Un personaggio piuttosto enigmatico.

Erzina, nonostante sia stata quella più vessata è il personaggio che è riuscita a coinvolgermi meno. E’ devota ad una divinità e crede che ritrovando un ciondolo perduto, potrebbe riacquisire la fortuna da tenpo perduta per il suo popolo Hentani che da anni è stato messo all’angolo e deriso. E’ una donna che non si tira indietro, forte e determinata pronta a tutto pur di riuscire nel suo intento. Fredda e calcolatrice, non si fa scrupolo di chi non ne ha avuto con lei.

«Un soldato fa ciò che gli viene ordinato» rispose lui, cercando di ignorare i suoi movimenti ma senza riuscire a controllare la reazione delle sue parti basse, ed era sicuro che lei l’aveva notato. «Ma avrete pure libero arbitrio?» domandò lei in tono cospiratorio. «Non c’è qualcosa che volete?» In quel momento, inconsciamente, Gasbron guardò verso Silrith, che stava chiaramente passando una bella serata ridendo, flirtando e ballando con Shappa. Ezrina se ne accorse. «Ah, capisco» disse maliziosamente. Gasbron mantenne un freddo silenzio e smise di muoversi, svelando il suo disagio. «Non posso biasimarvi» continuò in tono seducente Ezrina. «È squisita, vero? Davvero incantevole.»

Il perno centrale di questa storia, almeno fino a una prima parte del volume non sembra essere ben comprensibile. Forse la quantità di personaggi, di nomi e territori aiuta a confondere il lettore un pochino, tutti e tre i personaggi sono alla ricerca di qualcosa, seppur non sia la stessa. Ognuno a modo suo cerca di conquistare qualcosa per se stesso e per le persone che li circondano. Forse il perno centrale è questo o forse questo è solo l’inizio di una storia ancor più grande che si svilupperà molto di più nel secondo e nel terzo volume. Staremo a vedere…

gray steel sword on ground during daytimeLo stile dell’autore è molto articolato, severo e giusto per quanto riguarda un buon fantasy. Da apprezzare anche l’elenco dei personaggi all’inizio che aiuta ne corso della lettura e che se non ci fosse stato avrebbe causato serie problematiche di lettura. La struttura della storia è molto buona anche se diverse volte mi sono domandata dove volesse andare a parare tutto questo, non solo a livello di riprendere ciò che sembra essere andato perso ma a livello ancor più grande e di storia generale; cosa che anche nella trama non è chiara. Ovviamente nel corso della storia si delineano dei punti comuni fra i vari personaggi e spero di saperne molto di più nel secondo volume, che spero mi dia soddisfazioni. Vi dirò qui di seguito le cose che hanno creato maggior problemi all’interno della lettura:

Troppi personaggi. Premetto che io adoro molto i fantasy con diversi punti di vista diversi che si ricongiungono in un determinato momento e, con questa storia, almeno agli inizi sembrava aver tutte le carte in regola per essere l’ideale. Solo che i personaggi sono diventati troppi. Troppi nomi di personaggi, troppi territori, troppi intrighi e troppi sotterfugi che confondono ancor più il lettore che cerca di raccapezzarsi in ciò che sta leggendo. Io posso ben comprendere la smania di voler raccontare e delineare una storia chiara e il più trasparente possibile ma raccontare TUTTO TUTTO è davvero impossibile. E’ sembrato, per l’appunto, che l’autore volesse raccontare quanto più della storia, quanti più dettagli possibili spiegando e spiegando tantissime cose – per carità – utilissime per la storia e una buona costruzione del tutto. Ad un certo punto però sono sembrati eccessivi, troppo tutto. Avrei preferito si dicesse meno, si limitasse ai tre personaggi principali limitandosi a riunire i loro punti di vista in qualcosa che li unisse tutti alla fine. Invece non mi ha convinto come speravo potesse fare questa storia.

Troppa autorità, troppe scene di guerra e pochi ma veri e reali sentimenti. Mi spiego. Quello che più di tutti mi ha sorpreso è stato il carattere di Silrith che, nonostante sia stato il personaggio che ho seguito con maggiore interesse, è stata fredda, calcolatrice troppo avvezza a sentimenti, così come capita anche negli altri personaggi dell’autore. Non fraintendetemi, si percepisce l’amore per il popolo, la forza e il carisma, il carattere o la rabbia e la vendetta di altri personaggi ma allo stesso tempo è l’autore stesso che non sembra comunicarli con passione e non li mostra reali ed effettivi. Insomma, ai personaggi manca del sentimento. Perchè per Silrith non vi è mai stato un momento che parlasse del legame con suo padre e del fatto che si senta devastato di averlo perso? Perchè mentre combatte non pensa al suo passato, ai suoi ideali e a suo padre (immagino magari) che le ha lasciato tutto questo e le ha insegnato anche molto altro. Perchè non si racconti del perchè Jostan sembra volere a tutti i costi quel regno e sia così avvezzo a voler uccidere, alla morte, alla vendetta e a tutto questo? Perché Erzina non racconta delle cose sul suo passato, eventi che possono averla traumatizzata o cose che possono essere accadute al suo popolo invece di meri racconti che trapelano quasi come leggende popolari? Non so, mi sarei aspettata molto più di questo.

Il world building, invece, è stata la cosa migliore del volume. Oltre ad aver trovato e immaginato territori sconosciuti, il mondo sembra essere chiaro e le descrizioni realistiche e ben improntate. Infatti, sia il regno di Bennvika che tutti i territori circostanti e le popolazioni con culture, armi e vesti diverse, colpiscono e rendono chiara la visione dell’insieme e delle strade, dei boschi e dei castelli che ci troveremo a vivere e dell’avventura nella quale ci stiamo immergendo. Di sicuro questo è che un punto a favore molto importante.

Insomma, tanta lotta, sangue, potere e intrighi politici che legano e intrecciano tantissimi personaggi fra loro e che non sembrano volersi disfare tanto facilmente. Un regno da riconquistare, delle terre da riassegnare ai loro legittimi proprietari, una donna emarginata e pronta a riprendere in mano ciò che le è stato tolto e ciò che ha subito per anni. C’è tanto di questo e la storia è ben scritta, colpisce e fa il suo lavoro solo speravo in qualcosa con un pizzico in più. 

Vi sono molti che credono che staremmo meglio senza nessun Re, a prescindere da chi ha o meno ucciso per raggiungere la sua posizione. Presto tutti sapranno che la Principessa Silrith è viva. Le persone comuni sono stanche di rischiare la loro vita per Re e Lord che non valutano il loro sacrificio. Necessitiamo di un monarca che possa mantenere la pace, altrimenti non se ne fa nulla.»

Il libro è stato sicuramente un buon punto di partenza ma mi aspetto molto molto altro dai prossimi volumi. Un primo volume con combattimenti feroci, intrighi e politica che per un lettore che ama questo genere di letture unite ad un pizzico di storicità, può essere una lettura giusta ed equilibrata anche se sono curiosa dei prossimi volumi e di vedere cosa succederà.

P. J. Berman ci lascia una storia di forza e di amore per il popolo, per le radici e per l’onore. Un primo volume che apre un varco verso un castello, tra uomini che lottano per il potere e la verità e l’uguaglianza. Siete pronti ad armarvi e a scendere in battaglia per difendere ciò in cui credete? E voi, da che parte vi schiererete?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

ENGLISH REVIEW

The story of this first volume of the series begins on a disastrous day, a day that for three people, the protagonists, will suddenly change everything. Silrith, a legitimate descendant and daughter of King Lissoll of Bennvika, is found guilty of poisoning her father to take the throne, just when her cousin Jostan returned a few days ago. It is Afanya, her personal maid who blames her for trying to stagger herself from being accused of poisoning the King’s plate at her request. On the other side there is Erzina, a rebel who seeks at all costs her limelight and that of her people oppressed for so many years, the Hentai people. And there is Zethun, a noble who is part of the Demokroi coven and always tries to put forth the rights of the people, trying to challenge the monarchy, ousting the nobles from the lands they have defaced and stolen from the poor people who just wanted to eat. Three unique and different characters but with strong ideals that will make themselves felt.

What will happen to Silrith once she is guilty? How will Zethun manage to make himself heard? How will Erzina try to re-emerge a people who have always been denigrated and repudiated?

The plot of this story is well written and very, very simple if not introductory. It does not say much about what will happen inside the volume but it foretells us three different characters who will be the cornerstones of this story. I find interesting the choice, certainly deliberate, not to say too much to the reader who, intrigued, will find himself discovering this world and this story by immersing himself completely.

The cover is original and particular and the illustration completely reproduces both the original cover and the story itself. We can see the shoulders of the young Silrith, leader of rebels, of those who support her and of many heretics from other lands, as well as many other peoples who hope in her, in freedom and in a better world. At the head of all this a strong and authoritarian character who tries to take back what was taken away from her. The title is a mere translation of the original and I appreciate the fact that it has been kept, as well as the cover. It is an original title, unique and never used or never heard so it plays in favor of the author in the first place as well as the story itself which is found with a completely natural, simple and genuine title as well as distinctive.

The starting setting is the kingdom of Bennvika but which will move between different territories, arriving in Rildayorda and many other places to discover; the epoch seems to be medieval even if it is not specified nor is a particular date or era specified for the development of this story.

The characters in this story are really many and talking to you about each of them would take a very long time so I will just generally talk to you about the recurring characters and which will be discussed more in the volume.

Silrith is a girl, an heir to the throne who suddenly finds herself alone and accused of murdering her own father even though he is innocent. She immediately proves to be a woman with a lot of character, strong and independent and who does not let herself be broken down too much, she follows the royal protocols a lot but who loves her people and her kingdom. In fact, love for her is also reciprocated and no one has problems following her with closed eyes as she is the first to take the front line.

Zethun wants to do something for the people from whom they are taking away more and more and from whom nothing is left. He feels that being Demokroi has to serve something and the mere fact of being able to propose things to the king, listening to the will of the people looted from their lands is very strong and to be taken into consideration. He is a brave man who fights for rights but at the same time instigates the population to revolt even though he never takes part in it. A rather enigmatic character.

Erzina, despite being the most vexed, is the character who managed to involve me least. She is devoted to a divinity and believes that by finding a lost pendant, she could regain her long-lost fortune for her Hentani people who have been cornered and mocked for years. She is a woman who does not hold back, strong and determined ready to do anything to succeed in her intent. Cold and calculating, she has no qualms about anyone who hasn’t had any with her.

The central pivot of this story, at least up to the first part of the volume, does not seem to be well understood. Perhaps the amount of characters, names and territories helps to confuse the reader a little, all three characters are looking for something, even if it is not the same. Each in his own way tries to conquer something for himself and for the people around them. Perhaps the central pivot is this or perhaps this is just the beginning of an even greater story that will develop much more in the second and third volumes. We’ll see…

The author’s style is very articulate, severe and right as far as good fantasy is concerned. Also to be appreciated is the list of characters at the beginning which helps in the course of reading and which if it had not been there would have caused serious reading problems. The structure of the story is very good even if several times I have wondered where all this was going to end, not only at the level of resuming what seems to have been lost but at an even greater level and of general history; something that even in the plot is not clear. Obviously in the course of the story some common points are outlined between the various characters and I hope to know a lot more in the second volume, which I hope will give me satisfaction. I will tell you below the things that have created the most problems in reading:

Too many characters. I really love fantasy with different points of view that come together at a given moment and, with this story, at least at the beginning it seemed to have all the credentials to be ideal. Only the characters have become too many. Too many names of characters, too many territories, too many intrigues and too many subterfuges that confuse even more the reader who tries to understand what he is reading. I can well understand the desire to tell and outline a clear and as transparent story as possible but to tell EVERYTHING EVERYTHING is really impossible. It seemed, in fact, that the author wanted to tell as much of the story, as many details as possible, explaining and explaining many things – for heaven’s sake – very useful for the story and a good construction of the whole. At one point, however, they seemed excessive, too much. I would have preferred to say less, to limit itself to the three main characters simply to bring their points of view together in something that united them all in the end. Instead he didn’t convince me as I hoped this story could do.

Too much authority, too many war scenes and few but true and real feelings. Let me explain.What surprised me most of all was the character of Silrith who, despite being the character I followed with the greatest interest, was cold, calculating too accustomed to feelings, as happens in the other characters of the author. Don’t get me wrong, you can perceive the love for the people, the strength and charisma, the character or the anger and revenge of other characters but at the same time it is the author himself who does not seem to communicate them with passion and does not show them real and actual. In short, the characters lack the feeling. Why has there never been a moment for Silrith that she talks about the bond with her father and the fact that she feels devastated that she has lost him? Because while she is fighting she does not think about her past, her ideals and her father (I guess maybe) who left her all this and taught her much more. Why don’t you tell why Jostan seems to want that kingdom at all costs and is so used to wanting to kill, to death, to revenge and all this? Why doesn’t Erzina tell things about her past, events that may have traumatized her or things that may have happened to her people instead of mere tales that leak almost like popular legends? I don’t know, I would have expected a lot more than that.

The World building, on the other hand, was the best thing about the volume. In addition to having found and imagined unknown territories, the world seems to be clear and the descriptions realistic and well imprinted. In fact, both the kingdom of Bennvika and all the surrounding territories and populations with different cultures, weapons and clothes, strike and make clear the vision of the whole and of the roads, woods and castles that we will find ourselves living and adventure in which we are immersing ourselves. For sure this is a very important plus.

In short, a lot of struggle, blood, power and political intrigues that bind and intertwine many characters with each other and who do not seem to want to unravel so easily. A kingdom to be reconquered, lands to be reassigned to their rightful owners, a marginalized woman ready to take back what has been taken from her and what she has suffered for years. There is so much of this and the story is well written, it hits and does its job just hoping for something with a little more.

The book was certainly a good starting point but I expect much, much more from the next volumes. A first volume with fierce fights, intrigues and politics that for a reader who loves this kind of reading combined with a pinch of historicity, can be a fair and balanced reading even if I’m curious about the next volumes and to see what will happen.

P. J. Berman leaves us a story of strength and love for the people, for roots and for honor. A first volume that opens a passage towards a castle, between men who fight for power and truth and equality. Are you ready to arm yourself and go into battle to defend what you believe in? And you, which side will you take?

My vote for this book: Three stars and an half.

tre e mezzo

Thanks to the author for the free copy

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, io ci tengo e vi aspetto!

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #492 – IL CANTO DI CALLIOPE DI NATALIE HAYNES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui a chiudere la settimana con una nuova recensione che spero possa piacervi. Sicuramente per gli amanti dei miti greci questa è una storia da non perdere, così come le storie di donne, di guerra e dell’antica Grecia. Il canto di Calliope è questo e molto altro e spero possa piacervi. Ringrazio la Sonzogno per avermi permesso la lettura ovviamente e ve ne parlo subito:

9788845401435_0_0_626_75Titolo: Il canto di Calliope
Autore: Natalie Haynes
Pagine: 320
Data di uscita: 21 gennaio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/2N3ZFyM
Trama: Una donna sola corre nella notte, intorno a lei la sua città che brucia. Fuori dalle mura, la regina e altre sventurate attendono un destino che verrà deciso dai vincitori. È la caduta di Troia. Dieci interminabili anni di guerra sono giunti alla tragica conclusione, mentre le avventure dei protagonisti andranno a ispirare, nei secoli a venire, le opere di artisti e scrittori. «Cantami o Musa» invoca il sommo poeta Omero, che ha raccontato le gesta degli eroi. Ma Calliope, musa della poesia epica, questa volta è meno accomodante: è convinta che non tutto sia stato narrato, che qualcosa di fondamentale, legato alle figure femminili, manchi ancora per completare l’affresco. Se il bardo vuole che lei canti, allora lei canterà insieme a tutte le donne coinvolte nella grande tragedia. Dando voce a ciascuna di loro, Calliope prende in mano la storia e ce la racconta da una nuova prospettiva. Ecco Andromaca, Cassandra, Pentesilea, Clitennestra, che vengono alla ribalta, con i loro pensieri, con i complicati risvolti psicologici delle loro scelte, con la sete di vendetta, la solitudine, la dignità di fronte alla morte. E poi tutte le altre, da Penelope a Briseide, da Creusa a Ifigenia, dalle troiane che, vinte, saranno rese schiave, alle greche che attendono il rientro dei loro uomini, senza dimenticare le capricciose divinità che governano le sorti dei mortali. Attingendo alle fonti antiche, anche le meno note, Natalie Haynes rivisita una delle più grandi narrazioni di tutti i tempi, facendoci palpitare di commozione accanto alle leggendarie eroine, e trasmettendoci il sentimento vivo di come la guerra di Troia e la sua epopea appartengano alle donne non meno che agli uomini.

RECENSIONE

white concrete pillarsLa storia ha inizio con Calliope che viene chiamata a cantare le gesta degli antichi eroi dal poeta e scrittore che vorrebbe esserne ispirato. Ma Calliope è stanca di acclamare gli uomini e le loro gesta quando nella guerra tra Greci e Troiani no vi erano solo uomini ed eroi ma anche le donne. Quelle che hanno sofferto per la perdita del loro marito, quelle che hanno combattuto al fianco e contro gli uomini stessi, schierandosi contro i più forti pur di raggiungere la morte, chi ha perso la sorella e chi ha perso se stessa. Nella guerra e nei racconti non vi è spazio solo per gli uomini, anche le donne hanno la loro parte ma nessuno le ha mai considerate e Calliope farà loro un regalo inaspettato: parlerà di loro e delle loro gesta che valgono come tutti gli altri.

Di quali donne ci canterà Calliope? Cosa succede a tutte le donne citate? Riuscirà a far ricredere anche il narratore delle gesta che anche le donne hanno un valore e sono altrettanto importanti? Cosa cambierà vedendo le cose da questa prospettiva?

Da tempo aveva imparato a tacere, anche se non non riusciva a trattenere il flusso di parole che le saliva dalle labbra. Nessuna delle donne piangeva. I mariti, i padri, i fratelli e i figli morti erano ferite recenti. Li avevano pianti di notte e si erano strappate i capelli e le vesti. Ma i greci che le sorvegliavano avevano poco tempo per le lamentazioni funebri. 

La trama di questa storia è particolare e articolata che ci dirige esattamente dove questa storia vuole portarci, ovvero lontano, nell’antica Grecia, nella guerra di Troia di cui in tanti hanno cantato delle gesta degli eroi e degli uomini che ne hanno preso parte. Ma le donne? Non valgono esattamente quanto gli uomini in una guerra? Non soffrono come gli uomini? Qui, la rivisitazione della guerra dell’antica mitologia greca, rivisitata in chiave del tutto femminile. Assolutamente una trama che descrive bene questa storia.

Risultato immagini per THOUSAND OF SHIP BOOKLa copertina di questo volume, devo ammetterlo, è curiosa e mi piace. Riprende i canoni della casa editrice e gioca con i colori dei vasi greci mantenendo un colore sull’arancione quasi tramonto, non particolarmente acceso mettendo in primo piano Calliope, la musa ispiratrice dei canti degli eroi. Sul retro della copertina vedremo tante altre donne che, come Calliope, vedono e vivono il flusso della guerra sotto una luce unica. Sinceramente, mi piace l’adattamento della versione italiana, ma l’edizione originale che vedete qui di lato è davvero unica. Non trovate anche voi? Quale delle due preferite? Il titolo, molto diverso dall’originale che tradotto letteralmente sarebbe stato grossomodo “Un migliaio di navi”, trovo che sia un adattamento molto interessante e decisamente migliore di quanto non sia la stessa versione originale. Un titolo che riassume la storia stessa che non è altro che un canto della musa Calliope delle donne nella guerra.

L’ambientazione è la Grecia, passando da Troia ad Itaca fin sull’Olimpo; l’epoca è la guerra di Troia, periodo in cui si svolge sia l’Iliade che l’Odissea.

Mentre il sangue fluiva tra le labbra di lei, ad Achille, mancò il respiro. A lui, che mai aveva mostrato esitazione o paura. Vide gli occhi della donna annebbiarsi, come per una cataratta. La vide aprire la bocca e dire una sola parola, e poi la luce si oscurò. Achille guardò il cielo, pieno di orrore, e sentì una voce volgare ridere alle sue spalle. Si voltò e infilzò l’uomo senza pensarci: non avrebbe mai saputo chi era colui che aveva ucciso. Vide gli altri greci che scappavano, per paura che se la sarebbe presa anche con loro Non li considerò nemmeno, preso solo dalla donna e dalla sua bocca piena di sangue.  Si domandò se mai qualcun altro fosse morto pronunciando la parola “grazie”.

woman in white tank top with curly hairI personaggi di questa storia sono tantissime e diverse tra loro, nonostante tutte stiano combattendo contro o per qualcosa, come i loro compagni, mariti e figli. Una storia di donne coraggiose, forti ma anche fragili e che, ognuna con le proprie debolezze riuscirà a conquistarvi. 

Tra le tante donne –  vi parlerò di alcune di loro come:

Pentesilea, l’amazzone, una donna forte che faceva parte di un gruppo di donne davvero potenti e meravigliose. Questa donna ha perso sua sorella e si tuffa nella guerra solo per cercare la morte e ritrovare sua sorella. L’unico che però può sconfiggerla veramente è solo Achille.

Le troiane, tra cui vi è la regina di Troia e moglie di Priamo, e le sue tre figlie uniche sopravvissute tra cui Artemide e Cassandra che sono provate dalla guerra e rese prigioniere, le cui verranno scelte da alcuni uomini.

C’è Penelope che aspetta incessante il ritorno del suo Odisseo che nonostante tutto preferisce tutto fuorché tornare a casa. E’ una donna forte che si ritrova ad ingannare ma impara dopo anni a disinnamorarsi dell’illusione di ciò che credeva fosse possibile. Briseide la quale le viene uccisa la famiglia dall’esercito dei mirmidoni con a capo Achille e viene scelta proprio da lui e la quale alla fine finirà per affezionarsi a Patroclo e sarà costretta a passare le sue giornate con Achille nell’accampamento. E Leodamia che perde suo marito e passa giorni a piangerlo, in silenzio sperando che questo ritorni da lei anche se non c’è più nulla di lui su questo mondo.

C’è Atena, Afrodite, Teti, Clitennestra, Ifigenia, Eris e tante tante altre unite da volti stanchi e stanche da una guerra che loro non hanno voluto ma di cui sono diventate comunque ugualmente protagoniste e comunque parte di una dura prova per tutte le loro vite.

Ne fu certa quando lo abbracciò per l’ultima volta, dopo aver viaggiato con lui fino alla nave per poterlo salutare mentre partiva. Di nuovo gli chiese di tenersi indietro dalle coste sabbiose di Troia, di essere l’ultimo, di essere il penultimo, di essere tutto tranne che il primo dei greci a mettere piede sul suolo straniero. Aveva nascosto le lacrime al marito in modo da lasciargli il ricordo del suo sorriso. Ma appena non fu più in grado di vederla, scoppiò a piangere senza mai fermarsi. Stette a guardare la sua figura che si allontanava, finché non riuscì più a distinguerla, e poi rimase a osservare la nave che diventava un puntino.

Il perno centrale di questa storia sono le donne. Nell’antica Grecia e nella mitologia la forza non erano solo Achille ed Ettore che erano sul campo; non è solo Patroclo che si sacrifica per Achille, non è solo Odisseo che parte in una grandiosa avventura. Sono anche le donne che attendono a casa, o che perdono i loro compagni e famigliari, donne che vengono rese schiave o vengono stuprate. Nella guerra c’è l’eroe che combatte sul campo e c’è l’eroina che dall’altro lato della medaglia compensa e soffre ed ha paura e perde quanto di più importante ha al mondo, persino la propria dignità.

lit candleLo stile utilizzato in questo volume non è sicuramente scorrevole quindi non aspettatevi una lettura da finire in pochissimo tempo ma è una lettura intensa, emozionante e necessaria. Il volume si suddivide in piccoli capitoli che creano una storia uniforme, ognuno su una donna o su un gruppo di donne in varie parti dove la guerra imperversa tra le strade delle città.

La cosa più importante, oltre al valore stesso della donna in quanto tale e il messaggio che questo libro cerca di comunicare al lettore, è anche il world building della storia stessa. Nonostante sia una storia che è stata scritta secoli e secoli fa, l’autrice riesce a rendere innovativo ogni cosa, anche quella più conosciuta come, ad esempio, la storia di Achille e  Agamennone che per Briseide scatenano l’ira degli dei e una pestilenza incombe sul campo. 

Ci sono tante storie di donne non molto conosciute, messe in rilievo dall’autrice e riportate dandole il giusto valore o quello che avrebbero dovuto avere anche prima. Imponente è la voce di Calliope, la musa che canta al poeta e lo convince a scrivere di donne e di tutto ciò che loro stesse sono per la guerra e ciò che hanno vissuto nella loro eroicità, nel loro dolore e nella loro tragicità.

Un libro non di semplice lettura ma che consiglio di leggere ad ognuno di voi, vi piacerà potete starne certi.

Ah, ma adesso ho capito il problema. Non sono le loro morti a preoccuparlo. E’ che sa quello he sta per accadere, e teme che ci sarà più tragedia che epica. Guardo il suo petto che si alza e si abbassa, mentre si concede un riposo inquieto. Le morti degli uomini sono epiche, le morti delle donne sono tragiche: è questo il problema? Ha frainteso la natura stessa del conflitto. L’epica è fatta di innumerevoli tragedie, tessute insieme. Gli eroi non diventano diventano eroi senza massacri e i massacri hanno sia cause e conseguenze. E queste non cominciano né finiscono sul campo di battaglia.

Il libro è di sicuro una lettura che tutti dovrebbero affrontare. Una lettura innovativa, interessante e per tutti gli amanti della mitologia greca. Una storia per le donne che hanno lottato e che continuano a lottare e una storia per gli uomini, che li aiuti a comprendere quanto, in una guerra di qualsiasi tipo, non solo letterale, 

Natalie Hayes riscrive una storia in chiave innovativa, interessante e originale, puntando tutto sulla forza delle donne. Una storia di coraggio, di dolore, di forza e di donne che contano quanto un uomo nonostante non abbiano in mano una spada e non combattano sul campo. Le donne affrontano un altro tipo di guerra e starà a voi scoprirla.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere, io vi aspetto ovviamente.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #490 – IL CUORE DELLE COSE DI NATSUME SOSEKI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero davvero possa piacervi. Un libro sicuramente particolare e che potrebbe colpire davvero il cuore di ognuno di voi. Un libro che vi spiazzerà. A voi:

51r4ul1wsslTitolo: Il cuore delle cose
Autore: Natsume Soseki
Pagine: 279 
Data di uscita: 10 luglio 2014
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca

Link d’acquisto: https://amzn.to/3qinfpO
Trama: Il 30 luglio 1912 si spense in Giappone l’imperatore Meiji. Nei giorni successivi, durante i solenni funerali di Stato, il generale Nogi, in un atto di junshi, di accompagnamento del proprio signore nella morte, si uccise insieme con la propria moglie. I due eventi luttuosi scossero profondamente il Giappone del tempo. Scompariva, infatti, con l’imperatore, non soltanto l’epoca cui il sovrano aveva dato il nome, ma l’intero mondo racchiuso esemplarmente nel gesto del generale: l’universo della tradizione e degli antichi costumi nipponici. Due anni dopo, Natsume Soseki pubblicò Kokoro (Il cuore delle cose), l’opera che è oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose. Protagonista dell’opera è il «maestro», un uomo che nella solitudine e nel distacco dal mondo cerca la via per accedere a sé stesso. Il prezzo, tuttavia, da pagare per essere nati in un tempo saturo di «libertà, di indipendenza e del nostro egoismo», è davvero alto. Come a segnalare la perdita totale dell’identità, nessuno dei personaggi ha, in questo romanzo, un nome. Né il giovane studente che, nella prima parte, descrive il proprio incontro con il maestro, né quest’ultimo o sua moglie e neppure l’amico morto indicato semplicemente come K. Tutti i legami, inoltre, anche quelli più sacri, sono infranti. Il cuore delle cose, tuttavia, non è soltanto la struggente narrazione della fine di un’epoca, poiché indica anche una via di salvezza nel tempo in cui gli antichi dèi sono fuggiti: la prospettiva di un’esistenza dove le passioni umane sono filtrate da un superiore distacco che ne attenua le asperità e le rende più universali.

RECENSIONE

Mt. FujiLa storia ha inizio un giorno come tanti altri. Un giorno in cui un ragazzo incontra un uomo che lo incuriosirà dal primo momento e che chiamerà Maestro. E’ così che si crea un legame fra due uomini di età diverse, quasi come un padre e un figlio, che li unirà in passeggiate, profondi pomeriggi passati a chiacchierare e a discutere sulla vita e sulle possibilità ancora da affrontare e tutte quelle già portate a termine dall’altro. Una storia che è uno scambio di sentimenti reciproci di due persone molto diverse ma che sanno comprendersi molto, anche nel loro reciproco silenzio.

Cosa succederà nella vita del ragazzo e cosa cambierà frequentando il vecchio Maestro? E cosa cambierà nel Maestro ora che ha conosciuto questo ragazzo curioso e incline a saperne molto di più del suo silenzio interiore che ormai lo perseguita da anni? Cosa succederà ad entrambi?

Era una persona completamente sconosciuta al mondo. Nessuno, quindi, lo considerava per il suo sapere e per le sue idee, all’infuori di me che avevo con lui un rapporto di stretta amicizia. E gli dicevo sempre che me ne dispiaceva molto. Lui, senza farci caso, rispondeva soltanto che non aveva senso che le persone come lui parlassero in pubblico.

La trama nonostante non sembra coinvolgere completamente, mi ha colpito per questo “Due anni dopo, Natsume Soseki pubblicò Kokoro (Il cuore delle cose), l’opera che è oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose”. E’ un pezzo che mi ha incuriosito profondamente e mi ha spinto a voler leggere ancor di più, questo volume. Una trama giusta, che non racconta molto della storia ma che ci lascia un quadro di cosa ci si aspetta da questa lettura e vi assicuro che non ve ne pentirete.

La copertina è semplice, leggera e ricorda proprio uno dei giardini e dei posti che vengono visitati dai due durante le loro camminate. Un luogo che appare pacifico, silenzioso e in cui uno può perdersi completamente nei silenzi e nelle riflessioni per anni. Una copertina che comunica tantissimo, in special modo della storia seppur possa sembrare lontano anni luce dalla stessa racconta di una Tokyo o di un qualsiasi altro luogo del Giappone fermo dagli sbalzi del tempo impervio che scorre inesorabilmente. Il titolo è stata la cosa che più di tutte mi ha spinto a leggere il volume. Ho scoperto questo volume per puro caso, mentre guardavo un manga, Voglio mangiare il tuo pancreas, e ne sono rimasta affascinata da questo. E’ stato proprio il titolo a spingermi a cercarlo ed eccomi qui, una delle prime letture di questo 2021 che veramente mi hanno colpito l’anima. Un titolo che colpisce proprio nel cuore delle cose, che racconta la malinconia che ci si porta dentro una volta che si arriva alla fine di tutto, al tramonto inequivocabile di tutte le cose.

L’ambientazione è tutta orientale, ci troviamo a Tokyo e ci muoviamo fra i piccoli paesi limitrofi nel periodo prima delle guerre mondiali. Un’epoca che segna, come dice la trama stessa, un cambiamento molto importante per il Giappone e per i suoi abitanti che seguivano assiduamente una morale etica e un codice dettato da chi era al comando in quel momento.

«C’è davvero colpa, nell’amore?» domandai all’improvviso. «Certamente». Il tono della risposta era forte, come lo era stato prima. «Ma perché?» «Lo capirai presto. Anzi, dovresti già averlo capito. Il tuo cuore non è stato reso inquieto dall’amore, qualche tempo fa?» Provai a cercare dentro di me, ma vi trovai il vuoto. Non c’era niente che io potessi ricordare. «Dentro di me non c’è nemmeno una ragione d’amore. Maestro, non intendo nasconderle niente». «Proprio perché non hai una ragione d’amore, ti muovi. Se tu fossi innamorato di qualcuno, invece non sentiresti il bisogno di muoverti». «Ora non mi sto muovendo». «Non ti sei forse mosso verso di me perché ti sentivi insoddisfatto?» «Si, forse è così. Ma questo non ha nulla a che vedere con l’amore». «E’ un gradino verso l’amore».

silhouette of man near outsideI personaggi di questo volume non sono molti ma sono ben costruiti e donano al lettore molto di più che se fossero stati tanti e diversi. Il ragazzo e il Maestro sotto diversi aspetti sono molto similari fra loro ma c’è una sostanziale differenza che si assottiglia mano a mano che il volume prende a scorrere e pagina dopo pagina si scopre la verità delle cose, il vero motivo per cui il Maestro è così chiuso e perché anche sua moglie abbia paura di non essere mai stata abbastanza per lui. Due personaggi iconici che si cercano e si scoprono parola dopo parola e che entreranno nel cuore del lettore per via della semplicità ma anche per il modo di vedere la vita – che si può condividere o meno – ma che sicuramente spinge il lettore a pensare ancor di più a ciò che abbiamo intorno, ciò che ci spinge ad essere ciò che siamo e nelle scelte che facciamo.

Il ragazzo è curioso e si lega molto facilmente al maestro in maniera altrettanto curiosa, per caso. Trova molto più affinità con lui che con i propri famigliari da cui si è allontanato proprio per il semplice fatto di non condividere quasi nulla con loro e sentircisi quasi sempre in estrema difficoltà. E’ un personaggio studioso e caparbio ma anche inesperto della vita in generale cercando curiosità in quella altrui e nel passato del Maestro che incontrerà lungo il suo percorso di vita.

Il Maestro è un personaggio piuttosto enigmatico. E’ chiuso e spesso quando gli si fanno su di lui tende molto ad evadere e a portare la discussione su tutt’altro. Non gli piace che ci si concentri su di lui ed è un uomo che, affezionato al ragazzo spinge per farlo riflettere sulle cose a cui lui non presta attenzione o che tende a trattare con superficialità. E’ un uomo dal passato misterioso, che ha perso un suo amico quando era ancora uno studente e che non lavora, vive con sua moglie in maniera agiata e la tratta in maniera educata oltre che con rispetto. E’ una figura misteriosa, di cui scopriremo la sua storia solo nella terza parte del volume.

Quando ho letto la tua lettera – (…) – ho capito di avere agito male. Ho pensato che avrei dovuto scriverti. Ho preso in mano il pennello, ma l’ho deposto sul tavolo prima ancora di avere tracciato una riga. Ti avrei scritto le stesse cose che ti scrivo ora, ma allora era troppo presto  e vi ho rinunciato. Questo è il motivo per cui ti ho mandato quel semplice telegramma dicendoti che non era necessario il tuo arrivo.

White cherry blossom hanging from a tree over an Asian-style roofIl perno centrale di questa storia sta tutta nel titolo. Il cuore delle cose e quanto, queste, alle volte possano sembrare difficili sia da sopportare che da portare avanti nel corso della vita. Una storia che parla di un amore quasi fraterno, una chiusura che deriva da tanta nostalgia e tanti sentimenti racchiusi in un angolo del cuore e che il giovane ragazzo riesce a far emergere dal cuore del Maestro. Una storia che parla di un tramonto che, in tutta sincerità, non poteva essere scritta in maniera più egregia di questa.

Lo stile utilizzato dall’autore non è di certo fluido ma riflessivo e ben scritto oltre che ben costruito per un romanzo dei primi del novecento. Per quanto all’inizio la caratteristica dei capitoli brevissimi spalmati in un massimo di due o tre pagine pensavo mi avrebbero disturbato, invece ha reso la lettura migliore di quanto credevo. La storia si divide in tre parti: Il maestro e io in cui i due protagonisti faranno la loro conoscenza e si avvicineranno sempre di più; I miei genitori e io, una breve parte in cui il ragazzo torna a casa per la malattia di suo padre ed è costretto a separarsi dalla quotidianità e dalla routine che ha ormai imparato a condividere assieme al suo Maestro; e la parte finale e la più lunga, ovvero Il maestro e il suo testamento morale in cui il Maestro si racconta e svela quelle parti di lui che lo mostravano chiuso e così distante dalle cose che lo circondano. All’inizio, non sapendo questo non riuscivo davvero a comprendere dove volesse andare a parare questa storia ma l’ho trovata davvero interessante e ricca di spunti significativi una volta che avviene la svolta della terza e ultima parte.

Infatti l’unico che riesce ad aprire il cuore del Maestro è proprio il ragazzo che, nel corso della loro frequentazione, nonostante fosse curioso del suo passato ed è spinto più volte a chiedere sia a lui che a sua moglie il perché di tanta riservatezza e risolutezza, non riceve alcuna risposta concreta. In fin dei conti è l’unico che riesce a ricevere una risposta a tutte quelle domande alla fine di un’epoca segnata dalla morte di un imperatore, di una guida per il paese in cui tanti avevano creduto fermamente. Un ragazzo che riesce a scalfire il cuore più duro di tutti fino a farsi raccontare, mettendo a nudo ogni cosa, anche bella o crudele che sia.

Le riflessioni sono importanti non solo per il ragazzo che viene spinto a pensare a tutto ciò che potrebbe e non deve lasciarsi sfuggire nel corso della sua vita ma anche per il lettore stesso. Il Maestro è una figura importante per tutto il corso del volume, sia per il suo passato difficile, sia per le sue scelte poco convenzionali, sia per la malinconia e la tristezza che porta con sé da una vita e che non riesce veramente ad abbandonarlo se non dopo aver svelato finalmente tutto quello che di pesante aveva portato nel cuore per anni e anni. Un uomo dalle radici ferme, dal cuore forte ma allo stesso tempo con una fardello che sembra accompagnarlo da sempre. Infatti l’uomo sembra essere depresso e non voglio utilizzare questo termine con leggerezza perché ci sono passata anche io; però è proprio così che l’ho visto. Un uomo che non lascia andare il suo passato e si lascia cullare ogni giorno dal rimorso e da ciò che nella vita poteva essere migliore per lui e che invece non ha fatto. Una storia difficile, sicuramente non per tutti ma che spero decidiate di leggere con la delicatezza che merita.

Forse ripeto cose notissime, ma io penso che perché nasca l’amore ci debba inizialmente essere il senso della novità, e che questo stimolo possa non essere avvertito da due persone che sanno tutto l’uno dell’altra. Come l’odore dell’incenso si sente solo nell’attimo in cui comincia a bruciare, e come il sapore del sakè viene avvertito nell’istante in cui si inizia a berlo, allo stesso modo c’è nell’amore un attimo nel quale si avverte tutto il suo potere. Ci potrà forse essere affetto, ma non amore, fra due persone che sono arrivate a conoscersi senza mai avere afferrato quell’attimo.

Il libro è davvero una piccola perla dei primi del Novecento arrivato in Italia molti anni dopo. Ultimamente è stato rivisitato ed è uscito in questa edizione che trovo completa e interessante. Un libro che, per chi ama la narrativa e la letteratura orientale è sicuramente un must che dovete leggere, così come chi ama libri riflessivi e importanti. Io non ho mai letto troppi libri di questo tipo ma l’ho adorato. Un libro da leggere.

Natsume Soseki scrive un libro significativo e potente, dall’inizio alla fine entrando nel cuore del lettore in punta di piedi ed insediandosi pagina dopo pagina. Un libro che nasce per far riflettere il lettore e che ci mostra la bellezza della fine, la malinconia delle cose perdute e di un’epoca importante per il Giappone. Una storia che farà riflettere anche i cuori più duri. 

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questo volume da leggere? Fatemi sapere, è molto bello ed, io ovviamente, vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #488 – IL REGNO CAPOVOLTO DI MARIE LU.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Dopo aver letto questo libro sono rimasta colpita della quantità di cose che ho scoperto e di cui non ero a conoscenza sula vita di W. A. Mozart. E’ stata una lettura originale, musicale e magica. Ringrazio la casa editrice Mondadori Oscar Vault per avermi permesso la lettura e Miriam di Me and Books per avermi coinvolto nell’evento. Ve ne parlo subito:

9788804735175_0_0_626_75Titolo: Il regno capovolto
Autore:
Marie Lu
Genere:
fantasy
Data di uscita: 2 febbraio 2021
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Trama: NATA CON UNO STRAORDINARIO DONO musicale, la piccola Nannerl Mozart ha un solo desiderio: essere ricordata per sempre. Ma, anche se incanta le platee con le sue straordinarie interpretazioni, ha poche speranze di diventare una celebre compositrice. È una ragazza nell’Europa del Diciottesimo secolo, e ciò significa che comporre per lei è proibito. Suonerà fino a quando avrà raggiunto l’età da marito: su questo il suo tirannico padre è stato ben chiaro. Ogni anno che passa le speranze di Nannerl si fanno più sottili, mentre il talento del suo amato fratellino Wolfgang diventa sempre più brillante, e finisce per oscurarla. Ma un giorno giunge un misterioso straniero da una terra magica, con un’offerta irresistibile: può far diventare il sogno di Nannerl realtà. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo. Nel suo primo romanzo storico, l’autrice bestseller del “New York Times” Marie Lu intesse una storia rigogliosa e poetica che parla di musica, magia e dell’indissolubile legame tra un fratello e una sorella.

RECENSIONE

Risultato immagini per fan art marie the kingdom of backLa storia parla di un talento. Conoscete tutti Wolfgang Amadeus Mozart o almeno una volta nella vita vi è capitato di poter ascoltare almeno una delle sue composizioni. Questa è la storia di sua sorella Maria Anna Mozart, meglio conosciuta come Nannerl che ha paura di essere dimenticata nonostante la sua musica sia importante tanto quella di suo fratello Wolferl. Una storia in cui due fratelli che vivono di musica sotto un padre che cerca di coltivare con dedizione il loro talento, di come entrambi amino la musica e di quanto vogliano che continui sempre a far parte della loro vita.

Ma se a Nannerl venisse offerta un’occasione irripetibile? Se un misterioso essere fatato le proponesse di realizzare il suo sogno e di fare in modo che non venga mai dimenticata? Cosa succederà a lei e a suo fratello? E cosa vorrà in cambio da lui questo misterioso ragazzo fatato di nome Hyacinthus?

«Mamma» le chiesi infine. «Di che cosa hai paura, tu?» Lei rise e si avvicinò per darmi un buffetto sul naso. La sua voce era ricca di vibrato, come il suono di un buon violoncello. «Ho paura del freddo, piccolina, perché mi fanno male le ossa. Provo paura quando sento storie di guerre e di pestilenze.» Un’ombra di serietà attraversò il suo sguardo, come succedeva spesso quando parlava della propria infanzia. «Ho paura per te e per Woferl, come tutte le mamme.» «E tu?» (…) «Ho paura di essere dimenticata» dissi. La verità emerse, perfetta, e resa ancora più forte dall’essere stata espressa a voce alta. 

La trama è ben costruita, interessante e coinvolgente. Avendola letta, come mi capita quasi sempre, dopo aver letto il volume la trovo adeguata alla storia e non ci sono spoiler, ne altro. Sicuramente coinvolgente, questa storia racchiude musica, luoghi magici e desideri che tutti vorrebbero realizzare. E voi, siete curiosi di entrare a scoprire Il regno capovolto?

La copertina la trovo davvero stupenda. E’ stata mantenuta come la versione originale con, in primo piano, l’albero capovolto simbolo per l’appunto del Regno Capovolto citato anche nel titolo stesso. Il titolo originale era leggermente diverso ” The Kingdom Of Back” che trovo anche molto difficile da tradurre letteralmente, quindi trovo che la scelta è stata adeguata, sicuramente un buon compromesso. Insieme, titolo e copertina sono una gioia per gli occhi e racchiudono tutto ciò che la storia ci vuole comunicare, seppur visto così non sembra dirci un granché, ve ne do atto. All’inizio anche io non sapevo cosa aspettarmi dal significato di copertina e titolo ma devo dire di trovarlo giusto e in linea con la storia proposta.

Risultato immagini per the kingdom of back fandomL’ambientazione e l‘epoca di questa storia, si aggira nel XVIII secolo in cui i due fratelli Mozart, ancora bambini,  iniziano la loro scoperta verso la musica e le tournée che li portano in giro per vari luoghi in giro tra Germania e Austria.

«Io sono il tuo custode, Nannerl. Dimmi cosa vuoi. Troverò il modo di dartelo.» “Dimmi cosa vuoi.” Nessuno mi aveva mai offerto queste parole. Una lenta e strisciante sensazione di gelo mi serpeggiò nelle dita e mi appesantì le braccia, intorpidendole. Gli occhi del ragazzo mi stavano ipnotizzando. «Ma fai attenzione a ciò che desideri» continuò lui. «I desideri finiscono spesso per prendere di sorpresa chi li formula.»

personaggi di questa storia non sono tantissimi e seguono le vicende dei fratelli Mozart. Per cui conosceremo al meglio la sorella, e protagonista principale oltre che voce narrante, del famoso compositore, rivisitata come una donna a cui le è stato impedito di emergere visto l’epoca e visto il fatto che per le donne era impossibile anche solo pensare di comporre musica. Una voce forte e autentica, scritta da una penna ormai conosciuta anche dal panorama italiano per altri volumi fantasy e distopici molto conosciuti. Vi parlerò di loro e di come sono stati impostati.

Nannerl è la sorella maggiore di Wolfgang, che ama la musica fin da bambina. Suo padre la spinge sempre a suonare meglio di quanto può e lei non si sottrae anche se sa di essere costantemente sotto esame, molto di più di quanto poi accade al fratello minore. E’ una ragazza coscienziosa, che adora suo fratello ma di cui prova anche molto invidia visto che lui può comporre, potrà essere ricordato per il suo talento, mentre lei con la crescita è destinata a diventare moglie e madre interrompendo tutti i suoi sogni sul futuro.

Wolferl è il piccolo prodigio, quello che in futuro sarà il famoso compositore. E’ un bambino fragile, che si ammala spesso e che ha un talento per la musica fin da piccolino. Ricorda la musica in maniera sorprendente e compone come mai prima. E’ un ragazzino sveglio, audace e, come ogni bambino si getta a capofitto nelle cose con l’innocenza che contraddistingue i più piccoli. E’ un ragazzino esuberante e fantasioso sia con la musica che di persona. E’ protettivo verso sua sorella e sa mantenere i segreti.

Hyacinthus è il personaggio principale del Regno Capovolto. Si presenta la prima volta a Nannerl in sogno e da lì, nascerà uno scambio fitto di incontri e di misteriose creature che popolano un mondo con gli alberi che crescono al contrario e in cui qualcosa di brutto sembra essere accaduto. Ma cosa vuole esattamente Hyacinthus lo scopriremo solo leggendo, non posso di certo rivelarlo io. E’ una creatura fatata, magica, che si circonda di piccole creaturine magiche ed è legato indissolubilmente al nostro mondo e ai Mozart dalla musica.

Mi tirai le coperte fino al mento e mi immaginai il principe che dondolava il capo di qua e di là osservandomi con i suoi occhi luminosi dall’altro lato della camera. Speravo che ci fosse. Mi strinsi ancora più forte il quaderno al petto e spalancai gli occhi cercandolo nel buio, poi mi addormentai con quell’immagine ancora stampata nei pensieri.

Risultato immagini per fan art marie the kingdom of backIl perno centrale di questa storia sembra essere la musica a primo acchito conoscendo la figura di Mozart, ma non è così. Questa è la storia di due fratelli, della loro forza e della loro passione per la musica e del desiderio ardente di una donna che desidera diventare qualcuno, proprio come aspira suo fratello. Il non essere dimenticati, questo è il fulcro del volume insieme a molto, molto altro.

Lo stile dell’autrice è molto delicato e semplice, fluido e scorrevole. La storia, scritta in prima persona dal punto di vista di Nannerl Mozart, ci mostra la storia dagli occhi della sorella del compositore più famoso di tutti i tempi sotto una veste speciale, magica.

Devo fare una piccola premessa, ammettendo che, prima di leggere questo libro, non sapevo che Wolfgang avesse una sorella e tantomeno che avesse un talento musicale come suo fratello. Non sapevo che Mozart la implorò di inviarle le sue composizioni ne che in una tournée tirarono fuori insieme un mondo fantastico e immaginario. L’autrice ha unito questo ad una buona dose di fantasy e ha creato una storia magica e potente, dando una possibilità, quella di essere qualcuno e di essere ricordata anche alla sorella Nannerl. Un messaggio che sembra forte, importante, persino per quella che hai tempi era una bambina ma che vede superare giorno dopo giorno dalla forza dirompente di suo fratello, con la “fortuna” di essere nato uomo e con la possibilità di tirare fuori il proprio talento alla luce del sole.

Alle donne di quel secolo come prima era impossibile anche solo immaginare che potessero comporre e l’autrice riesce a dare una voce importante per il personaggio di Nannerl, così come riesce a descrivere la donna, la pubertà e i problemi relativi al fatto che la donna non nascesse per emergere ma soltanto per essere una brava moglie, per trovare un marito e per fare dei figli. Nonostante la storia fosse ambientata diversi secoli addietro, trovo che sia stata scritta con precisione e solerzia, cosa importante per improntare una storia di questo calibro storico. Sicuramente su questo la storia ha tanti punti a favore.

Ci sono dei punti in cui la storia mi ha lasciato dei punti interrogativi non riuscendo a comprendere il vero fantasy e dove volesse andare a parare veramente. Il tutto sembra essere confuso, sconclusionato e non si comprende veramente se Nannerl veda tutto come un mero sogno partorito dalla sua mente o se sia qualcosa di più forte e potenzialmente magico. Così come non si capisce il vero significato delle apparizioni di Hyacinthus e di ciò che le chiede ogni volta che la incontra. Questo lato è davvero misterioso, incuriosisce ma mette anche a dura prova il lettore che si sente frastornato e continua a non comprendere il vero significato fino a che non si giunge quasi alla fine. Questo disturba un pochino ma tutto si chiude nel migliore dei modi ed è questo ciò che conta. Temevo rimanesse più sospeso, invece chiude un cerchio in maniera profonda e ben costruita.

E’ interessante la scelta del nome Hyacintus che riporta un personaggio che verrà utilizzato all’interno di una delle più famose sonate di Mozart, così come anche la citazione di alcune che poi saranno per lui delle grandi idee e delle grandi opere, come citare il famoso Papageno.

La cosa he sicuramente colpisce più del fantasy, più della musica e più di ogni altra cosa all’interno di questo volume è il rapporto tra fratello e sorella, il legame fraterno. E, quest’ultimo è qualcosa di forte, autentico, veritiero, fatto di scaramucce, invidie ma comunque e sempre tanto amore. Quello che colpisce maggiormente di questo rapporto è quanto sia reale e tocchi il lettore pagina dopo pagina non risultando mai pesante e mai sottotono. Mantiene sempre la sua veridicità e chiunque abbia un fratello può rispecchiarsi in tutto ciò che accade a questi due personaggi.

Era stato abbandonato, dimenticato, come temevo di esserlo anch’io un giorno, e anelava con tutto il suo animo a un mondo in cui non gli era possibile ritornare. «Questo accade ai bambini che vengono dimenticati, Woferl» conclusi abbassandomi per dagli un bacio sulla fronte. Ero esausta e il castello ora mi pareva fin troppo reale. Gettando uno sguardo a Woferl, notai che per fortuna si era riaddormentato. «Sono perduti per sempre» mormorai a me stessa, «null’altro che un ricordo svanito.»

Il libro è originale, musicale e fantastico. Un’opera mantenuta segreta nel cassetto per tanto tempo e che coltiva mentre venivano pubblicati altri suoi grandi volumi che colpisce con una audacia e una magia fuori dal comune. Consiglio agli amanti di musica, specialmente classica, agli amanti del fantasy e a chiunque creda che al mondo ci sia una possibilità per ognuno di noi. Un libro che spero leggiate.

Marie Lu scrive una storia fatata che ci porta, a ritmo di una musica leggera e armoniosa, nell’illusione e nei sogni dei due fratelli Mozart. Una storia che, tra realtà e fantasia sovrasta ogni confine e ci porta in un Regno incredibile e illusorio. Siete pronti per finire anche voi nel Regno Capovolto?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni di quest’evento per sapere anche altre opinioni al riguardo del volume in questione. Siete curiosi? Eccole qui:

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Sara ©