RECENSIONE #73 – TUTTO L’AMORE CHE MI MANCA DI EMILY HENRY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E Buona Domenica a tutti voi! Oggi, ringrazio infinitamente la Newton Compton per avermi permesso di leggere questo libro. Di cosa vi sto parlando? Ecco qui:

tutto-lamore-che-mi-manca_8972_x1000Titolo: Tutto l’amore che mi manca
Autore: Emily Henry
Data di pubblicazione: 11/05/2017

Prezzo: € 10,00
ISBN: 9788822704030
Pagine: 384

Trama: L’estate nella sua piccola città del Kentucky, prima di partire per il college, sembra trascorrere per Natalie nel migliore dei modi. Almeno finché la ragazza non comincia a vedere cose strane. All’inizio sono solo delle fugaci visioni: la porta di casa è rossa invece che del solito colore verde, al posto di un negozio di fiori appare un asilo nido. Quando la città scompare per ore e al suo posto compaiono dolci colline e animali che pascolano, Natalie deve però ammettere che qualcosa non va. A un certo punto riceve anche la strana visita di un personaggio che lei chiama Nonna, che le dice: «Hai tre mesi per salvarlo». La notte successiva, sotto le luci del campo da football del liceo, Natalie incontra un bellissimo ragazzo di nome Beau, e allora è come se il tempo si fermasse e non esistesse più nulla. Nulla, tranne Natalie e Beau.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in camera di Natalie, in una notte apparentemente tranquilla. Viene svegliata da una voce e quando apre gli occhi si rende conto che le visioni che aveva da quando era bambina erano tornate a farle visita.

Una donna anziana, seduta sulla sedia a dondolo di fronte al suo letto è tornata dopo ben tre anni. Una donna che Natalie chiama Nonna ma pensa possa essere Dio, visto che lei cresce e la donna non cambia mai. Questa donna arriva, e le racconta delle storie che Natalie non riesce a comprendere.

Queste apparizioni, erano apparentemente scomparse, ma da quest’ultima apparizione di Nonna, – dopo averle detto «Hai tre mesi per salvarlo» e di trovare una donna che potrebbe aiutarla – le cose per Natalie cominciano a cambiare. Comincia ad avere strane visioni di un ragazzo Beau Wilkes.

Cosa succederà a Natalie? Chi è veramente Nonna? Cosa sono le storie che le racconta? Chi è Beau Wilkes?

«Puoi trovarmi su internet», propongo, sconsolata. «Okay». «Oppure puoi trovarmi qui». «Sulla tua pista». «Esatto». «Che non usi mai». «Be’, è una cittadina piccola», osservo. «Ci ribeccheremo di sicuro». Una vocina nella testa mi fa notare che prima della settimana scorsa io e Beau non ci eravamo mai visti. «Ti troverò», dice lui. «Lo spero». Detto questo, giro sui tacchi e me ne vado, con il cuore che mi palpita nel petto e degli assurdi crampi allo stomaco dovuti alla corsa. Al mio arrivo il parcheggio è ancora vuoto, ma dopo alcuni istanti scorgo uno sfarfallio di forme e colori sull’asfalto, e le auto – compresa la mia – mi balenano davanti agli occhi per una frazione di secondo. Resto immobile, in attesa, finché non accade di nuovo, stavolta per tre secondi buoni.

La trama è ben scritta e non svela niente di eccezionale che possa essere riconducibile a spoiler. Quindi almeno su questo punto, niente da dire.Risultati immagini per that love who split the world

La copertina, tutto sommato mi piace. Non è la solita copertina con in primo piano una ragazza bellissima e senza alcun senso. Mi piace… ma c’è un MA! Io non capisco perchè debba essere tanto difficile lasciare la copertina originale che era fantastica. (La trovate qui di latoIl titolo, stesso discorso che per la copertina. Si carino ma perchè inventarlo di sana pianta? Poteva benissimo essere tradotto letteralmente e sarebbe stato magnifico: L’amore che ha diviso il mondo. Non suonava più figo? Tipo da: “Comprami ti prego“? Ancora più magnifico se fosse stato lasciato l’originale ma capisco bene che siamo in Italia ed è anche giusto tradurlo.

La storia è ambientata nel Kentucky ed è contemporanea nella linearità degli eventi anche se viaggia su diversi livelli temporali.

«Allora perché non rimanere nel bosco per sempre?» «Perché per raggiungere la prossima montagna ti serve la macchina. Devi capire una cosa, Natalie. A dispetto di quanto possa sembrarti doloroso, non devi aver paura di andare avanti, e non devi nemmeno aver paura di restare dove sei. C’è sempre qualcosa di nuovo da vedere e da sperimentare». «Lo pensi davvero?», le chiesi. «Lo so per certo».

I personaggi sono piuttosto ampi ed ognuno con una propria caratteristica. Sono stati ben costruiti:

Natalie è una ragazza particolare. Piena di insicurezze e di fragilità. E’ stata adottata e quindi vive una situazione in parte di esclusione, in parte di scoperta. Vuole trasferirsi alla Brown una volta diplomata per conoscere le sue origini e, magari la sua vera madre.

Beau si rivela un ragazzo dolcissimo fin da subito. Il suo passato è davvero difficile e i suoi amici non sono da meno. Vuole vivere in una casa con una grande veranda dove poter passare la sua vita. S’innamora fin da subito della nostra protagonista. Io ho adorato questo personaggio perchè pronto a tutto e pieno di dolcezza.

Nonna è una narratrice. Racconterà alla nostra protagonista molte storie che l’aiuteranno nel corso della storia. E’ una donna anziana molto dolce e che tiene molto a Natalie e a tutta la sua famiglia, ma anche Beau.

Matt è l’ex fidanzato di Natalie sin dall’inizio. E’ inizialmente un tipo amichevole e premuroso ma cambierà nel corso del tempo. Sarà una delle parti fondamentali in questa storia.

Il mondo intorno a noi cambia, e mi lascio sfuggire un gemito di stupore quando vedo un’altra me stessa camminare per la cabina armadio, talmente in fretta che la scorgo appena. L’ambiente si svuota per riempirsi subito dopo di contenitori di plastica che non ho mai visto, spettri di persone che non conosco ci sfrecciano intorno, passandoci attraverso. D’un tratto scompaiono anche i contenitori di plastica, rimpiazzati da scaffali ricolmi di indumenti, e nel frattempo il sole continua a sorgere e tramontare e le mani di Beau stringono le mie. Muta ogni cosa, tranne noi due. Noi rimaniamo gli stessi. «È bellissimo», dico in un sussurro. Lui annuisce senza staccare gli occhi dai miei. «Credi che possano sentirci?».

Il perno centrale è Nonna e le sue storie, le visioni di Natalie e la storia d’amore che nasce fra Beau e Natalie. Non riuscirete a non innamorarvi di questi due personaggi, sopratutto di Beau (io l’ho adorato).

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole. A tratti leggermente confusionario.

Si tratta di momenti in cui si passa da una cosa a un’altra in una riga. Mi spiego. Ci saranno molti cambi di ambiente, viaggi temporali tra un posto e molto altro ma la cosa che confonde non è tutto questo, quanto il fatto che da una riga all’altra -improvvisamente – prima sta facendo una cosa e poi tutt’altro.

Non ci sono asterischi o degli spazi che fanno capire che il tempo sia cambiato o che comunque si sta parlando di un altro momento e rischia di confondere il lettore.

La cosa che mi ha colpito molto, invece, sono state le varie storie che le racconta Nonna, dei veri e propri miti (ma tranquilli, tutte le spiegazioni ci saranno nei ringraziamenti). Alcune non ne ho capito la morale ma ho amato in particolar modo quella della ragazza che buttandosi e da un mondo ha creato il nostro. Davvero bella. (Anche per questo la copertina originale avrebbe avuto più senso, cavolo!)

«E tu non conosci quello di cui sono amico io», mormora lui, meditabondo. «Esatto. Sono due persone diverse. Non devi sentirti in colpa». Lui prorompe in una risata priva di umorismo e scuote la testa. «Comunque non importa», mormora. «Se vivessimo nello stesso mondo, quello in cui Kincaid è innamorato di te, adesso sarei qui lo stesso. Se tu mi volessi, io sarei qui». «Perché?», gli domando. Sopprime un sorriso e mi passa il pollice sulle labbra. «Io e il mondo siamo molto meno complicati di quello che pensi, Natalie. Non voglio dire che sceglierei te. Dico solo che se sapessi di poter costruire una sola veranda in tutta la vita, vorrei che fosse la tua, e se dovessi scegliere un’unica persona da non ferire o non deludere, sceglierei te».

Il libro non è stato per niente male ma non è riuscito a convincermi a fondo, soprattutto nel finale (l’ultima parte in extremis) che poteva essere resa migliore. Ma forse sono io che non sopporto il finale che lascia intendere tutto e niente.

Emily Henry ha creato un mondo davvero alternativo, fantastico e magico. Pieno di amore, di scoperte e di rivelazioni che fino all’ultimo ti lasciano col fiato sospeso.

Ve lo consiglio se amate il genere, il fantastico, i miti ma sopratutto l’amore.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.picsart_09-22-09.39.42-2.jpg


Cosa ne pensate? Lo avete letto questo libro? Lo leggerete? Io vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

 

SEGNALAZIONE #24 – LONTANO DA TE DI ROMINA CASAGRANDE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Per questo venerdì abbiamo una nuova segnalazione che aspetta solo di essere scoperta. Di chi vi sto parlando? Ecco qui:


Risultati immagini per lontano da te romina casagrandeÈ disponibile da aprile Lontano da te, il nuovo romanzo di Romina Casagrande: un’opera di raffinata composizione, scrupolosamente documentata, nella quale l’autrice unisce la passione per gli studi storici a quella per l’arte.

In Lontano da te s’intrecciano le storie di Bianca e Sofia, due sorelle che non si parlano più, e di Moses, un sopravvissuto alla Shoah con un enorme senso di colpa da superare. Sullo sfondo delle colline toscane, un viaggio a ritroso nel tempo costringerà ognuno di loro a fare i conti con il proprio passato. Ma è davvero possibile abbandonare quello che si è stati e ricominciare da capo?

Dettagli

Titolo: Lontano da te
Autore: Romina Casagrande
Editore: Arkadia Editore
Pagine: 200
Formato: cartaceo
Prezzo: 16 €
Genere: narrativa contemporanea, romance, storico
Quarta: Sofia vive a Londra. A vent’anni sa di aver conquistato tutto ciò per cui ha lottato: il ragazzo che ama, il lavoro dei sogni, un nuovo presente in una città piena di luci. Ma tra le pagine del suo diario è nascosta una fotografia, che porta ancora addosso il profumo della sua Toscana e l’odore del mare. L’unico filo che la lega alla notte da cui è scappata e che ha cercato di dimenticare. Sul retro, dietro l’immagine di una ragazza dai lunghi capelli rossi, una poesia di Elizabeth Siddal, la modella del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, alla quale il volto della fotografia somiglia in modo sorprendente. Sofia riguarda l’immagine della ragazza. Pensa a quanto siano diverse, eppure simili, lei e Bianca. Simili e diverse come lo sono due sorelle. Il mondo dorato in cui Sofia fluttua è tuttavia fragile e ingannevole come i sogni. E sarà una nuova ferita a costringerla ad aprire gli occhi e a guardare dentro se stessa per fare i conti con il passato. Una scommessa la riporterà in Toscana, nell’amata Siena, dove vive Bianca. Ed è a lei che Sofia pensa per comporre in fotografia il suo quadro vivente, la trasposizione dell’Ofelia di Millais, interpretata, nel quadro originale, dalla bellissima e triste Elizabeth Siddal. E sarà qui, al B&B Peonia, che la sua strada incrocerà quella del vecchio e misterioso Moses. Cosa li lega al quadro di Millais e quale destino li ha condotti al Peonia, dove non si arriva mai per caso? Mentre nei ricordi si svela la storia di Moses, Sofia torna a vivere il suo passato dal punto in cui lo ha lasciato. Per riprendersi la sua vita. Per riconquistare la fiducia di Bianca. Ma non sarà facile. Dovrà prima affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.

Estratto

Soltanto il pensiero che lui potesse tradirla le avrebbe spezzato il cuore. Un tempo avrebbe sorriso di un’idea simile. Non si muore per amore. Si soffre un po’, ma la vita è qualcosa di più grande, una meraviglia più potente di qualunque inciampo in qualunque stupido sasso. Allora le bastava dare un’occhiata fuori, ai dolci declivi delle sue colline, all’abbraccio di un cielo che arrivava fino al mare, nella sua bella Toscana, o respirare il profumo di glicine, per averne la certezza. Il sole di Cala Violina. Una corsa a piedi nudi sull’erba, gli amici che la aspettavano nei vicoli ombrosi della città vecchia, per tornare di buonumore. Ma era tanto tempo prima, prima che Bianca la tradisse e il mondo diventasse un luogo più incomprensibile, fatto di nuvole nere che confondevano la verità.


Autrice

Romina Casagrande è nata a Merano nel 1977. Quando non indossa le vesti dell’insegnante di scuola media, cerca di tenere a bada l’irrefrenabile bisogno di scrivere. Le sue storie nascono da tre grandi passioni: le leggende e tradizioni della sua regione, il fantastico e la storia dell’arte. Ama la natura e i cani, soprattutto la sua cockerina Eclypse, ma non ha ancora deciso se trasformarla in un personaggio.

Il suo sito ufficiale è: http://www.rominacasagrande.com

Social

Facebook: http://www.facebook.com/rominaautrice

Instagram: https://www.instagram.com/casagranderomina/

Dal 10 aprile è possibile scaricare gratuitamente anche il racconto fantasy “Appuntamento con demone”, sempre dell’autrice, ispirato alle leggende del Trentino Alto Adige.

Amazon (mobi): https://www.amazon.it/dp/B06Y645P5L/

Street Lib (ePub): http://bit.ly/app_demone


Come vi sembra? Io aspetto, come sempre, un bel commento.

Alla prossima,

Sara. ©

REVIEW PARTY (+ Giveaway): LE MAMME RIBELLI NON HANNO PAURA DI GIADA SUNDAS.

BUONGIORNO CARI LETTORI!

Buona domenica e buona festa della mamma! Io personalmente sarò ad una comunione, ma ho pensato lo stesso a voi e vi lascio la recensione di questo bel libro per questo Review Party.  In più in fondo troverete il Giveaway del libro. Uno di voi vincerà una copia CARTACEA del libro.18406399_756927104480874_1763973252_o

Ecco a voi il libro di cui sto per parlarvi:

88116734379788811673439-300x451Titolo: Le mamme ribelli non hanno paura

Pagine: 180

Editore: Garzanti Libri

Data di pubblicazione: 11 maggio 2017

Trama: In una calda giornata di agosto, all’improvviso Giada si è ritrovata a essere madre. Perché è vero che ha cominciato a esserlo quando quel piccolo cuore batteva dentro di lei, ma solo quando l’ha stretta tra le braccia quella vita è esistita davvero. Un attimo prima Giada era una persona, un attimo dopo un’altra completamente diversa, e per sempre: una madre. Da quel giorno ha studiato tutti i manuali esistenti in commercio, ha ascoltato ogni consiglio, ha parlato con medici e ostetriche. Affinché Mya, il suo dono più prezioso, fosse al sicuro, protetta, amata. Eppure non sempre tutto andava com’era scritto in quei libri. Ed è stato allora che ha capito una grande verità: non esistono regole, leggi, verità assolute, dogmi imprescindibili. Il mestiere di madre si fa ogni giorno, si impara sul campo accettando l’imperfezione e fidandosi del proprio istinto.

RECENSIONE:

Innanzi tutto ringrazio la Garzanti per avermi permesso la lettura del libro e Sara di Diario di un Sogno per aver organizzato questo Review Party.

La storia ha inizio con i sette re di Roma. Perchè i sette re? Perchè sono questi che ci faranno muovere da una tappa all’altra della vita di Giada Sundas, dal momento in cui viene a conoscenza di essere incinta fino ai primi anni di vita della sua piccola bambina.

Un percorso difficile, accidentato e pieno di cose inaspettate ma pieno di dolcezza, divertimento, amore, paure e sofferenza. Come si diventa madri? Quali istruzioni occorre seguire? Lo scoprirete leggendo questo dolcissimo libro.

La vita ha tracciato i margini di questo processo in modo assurdamente meticoloso, non trovi? Ci concede due anni di tempo per confrontarci con una nuova dimensione e commettere tutti gli errori che vogliamo, senza che voi possiate ricordarlo. Due anni sono un tempo godzillamente grande per vivere senza memorie, ma anche un tempo troppo esiguo per imparare a crescersi per crescervi. Tutto quello che tu hai cancellato, io l’ho scritto qui, per darti la possibilità di conoscere la donna che sono stata e che tu mi hai fatto diventare. Questo libro parla di noi. Parla di te, di papà ma soprattutto di me.

La trama è dolcissima e ricca. Rispecchia come è il libro ma è anche tanto altro: divertimento, riflessione e leggerezza. Tante e bellissime cose insieme.

La copertina è davvero carina e rispecchia l’indole di un bambino oltre al disordine che può portare nella tua vita. I calzini spaiati è solo un simbolo di quanto l’essere madre possa essere distruttivo e potente allo stesso modo. Il simbolo di ribellione di un figlio ma anche quello di una madre. Un mestiere che si impara strada facendo.

Tutto si svolge a casa Sundas/Dragin, o almeno per la maggior parte ed è bello vedere come tutto cambia, dal silenzio e la pace di essere soltanto in due al cambiamento di essere finalmente in tre, oltre tutto ciò che ne comporta.

«Non esiste un manuale? Tipo Genitori for dummies?» «Possiamo guardare su Amazon. Magari con le immagini, tipo istruzioni per il montaggio di uno scaffale Ikea. » «Non so se è un buon momento per confessarlo, ma io non sono stata neanche in grado di dare il giusto sostentamento a un criceto. È morto inspiegabilmente dopo un anno dal suo arrivo in casa mia. » «Il mio un giorno ha tentato la fuga e l’ho trovato per le scale. Abitavo al sesto piano. » «Saremo dei pessimi genitori, vero?» «Ce la metteremo tutta. Adesso andiamo a casa e godiamoci la nostra ultima nottata in silenzio. » Cenammo presto e guardammo una puntata di Prison Break. Alle dieci e mezza eravamo già a letto, coperti da un lenzuolo azzurro e una pesante coltre di incognite.

I personaggi, essendo basato su eventi accaduti a Giada, l’autrice, sono lei e la sua famiglia.

Giada è donna, compagna, complice e madre. La fase della gravidanza è quella per lei più pesante tanto da convincerla che un figlio basta e avanza. Quando si ritrova in braccio la piccola Mya non pensa a quanto sia felice in quel momento ma pensa a tutt’altro. Quando torna a casa non pensa alla felicità di essere finalmente madre e pensa a tutte le cose che da ora in poi cambieranno. Una donna forte, ben compresa per i suoi pensieri, perchè non sempre essere madre vuol dire per forza esserne capace.

Moreno è il marito di Giada e il padre di Mya. E’ spiritoso, amorevole e dolce con la sua famiglia. Il regalo più grande che potesse farle Giada, è proprio la piccola Mya.

e la piccola Mya, un uragano di emozioni. Un piccolo tornado di sorrisi, parole e amore. Oltre al panico che creerà nella vita di Giada più di quanto scombini quella di Moreno.

A oggi, l’unica cosa buona che posso affermare di averti dato da mangiare è la mia famosa focaccia. Non c’è niente che io sappia fare meglio, addirittura la mia ricetta è stata diffusa nel web e riprodotta con successo da molte massaie.Però, ecco, c’è un motivo se si chiama La Schifocaccia. Per il suo sviluppo sono state impiegate tonnellate di manitoba e i frantoi hanno dovuto fare gli straordinari. A ogni nuovo tentativo, quando la sfornavo, da qualche parte un panettiere genovese moriva. Per lo stesso principio per cui il battito d’ali d’una farfalla scatena un uragano dall’altra parte del mondo, ogni mio tentativo di focacciare innescava un ictus in un povero genovese. 

Il perno centrale è l’essere madre. Talvolta può essere difficile, non si è mai pronte abbastanza e non c’è un manuale che dice come comportarsi. La gravidanza può far soffrire ma regala una delle gioie più grandi che la vita può farti. Può essere difficile, può cambiare la vita, scombinarla ma basta un sorriso di un piccolo esserino che ci guarda e tutto torna al suo posto.

Lo stile è stato leggero, scorrevole e, per la maggior parte, divertente. In alcuni tratti il suo cercare di essere spiritosa eccede ma si riprende sempre. Passa da esagerate dosi di ironia a fasi viscerali di commozione, pensieri, riflessioni ed eventi più interiori.

Non lo so se quando sarai grande, oltre al “viva con me o morta senza di me”, ti verrà concessa una terza possibilità. Non lo so davvero se, quando sarai grande, potrai finalmente essere giudicata prima come essere umano e poi per il tuo genere d’appartenenza, però, te ne prego, se non dovesse essere così, o se dovesse essere peggio di così, non lasciare che questa condizione continui a raccogliere consensi, lotta con i denti perché non è colpa tua né mia, né di tutte quelle che prima di noi si sono tolte o a cui è stata tolta la vita per la sola colpa di essere donne. Ti prego, lotta con i denti e fai la differenza, perché io, perdonami, ho fallito.

Il libro è stato delicato e tenero. Ti entra dentro con una leggerezza e allo stesso tempo una grande profondità.

Essere mamme è una cosa che si scopre una volta che hai fra le mani il piccolo esserino piagnucoloso e allo stesso tempo non lo è. Essere mamme lo si diventa un giorno dopo l’altro, una parola, un dentino, un passo dopo l’altro. La Sundas entra a passi leggeri nel cuore di ogni lettore lasciando un solco indelebile.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Io vi aspetto e spero che partecipiate in tanti!

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi si parte con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Piemme per avermi permesso di leggere questo libro. Sto parlando di una novità attesissima, ecco che vi presento:

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins

Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Prezzo: ebook 10,99 € | cart. 19,50 €
Pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE:

Julia/Jules che viene chiamata perché il corpo di sua sorella Danielle o come la conoscono tutti, Nel, è stata ritrovata senza vita nel fiume. E’ così costretta a dover rivivere estenuanti ricordi che credeva fossero dimenticati sotto una montagna di indifferenza oltre a trovarsi di fronte sua nipote Lena, identica in tutto e per tutto a sua madre. Jules è sicura che Nel non si sarebbe mai tolta la vita in questo modo anche se era ossessionata dal fiume, sua figlia sostiene l’esatto contrario.

Ma cosa è successo veramente a Nel Abbott? Si tratta davvero di un suicidio? Cosa sanno gli abitanti, che cercano di nascondere?

La ragazza le appoggiò una mano sul braccio, ma Louise si sottrasse. Non riusciva a guardarla. «Scusami, davvero. Non posso parlare con te, non adesso.» Era diventata un mostro, una creatura arida incapace di essere gentile con una ragazza che aveva appena perso la mamma. Anzi, a essere sincera con se stessa, era molto peggio di così. Perché guardandola Louise non riusciva a non pensare: Perché non è successo a te, Lena? Perché non hanno trovato te nell’acqua? Perché la mia Katie? Lei era buona e gentile, generosa, piena di vita. Era migliore di te, in ogni modo possibile. Non era lei che doveva entrare in acqua. Eri tu.

La trama invoglia e cattura. Dice tutto e non dice niente perché tutto quello di cui la cittadina è a conoscenza piano piano verrà svelato. Ognuno con i propri intrighi e con i propri punti di vista.

La copertina non mi dispiace anche se preferisco e adoro molto di più quella – spero di non dire una baggianata sulla provenienza- americana che trovate qui di lato. Mentre il titolo, grazie al cielo, non è stato cambiato – tradotto ovvio – ma non è diventato tutt’altro. Quindi assolutamente pollicioni in su per questo.

La storia è ambientata a Beckford, una piccola cittadina del regno unito sul fiume, e l’epoca non è specificata ma si attiene ad un periodo attuale anche se non troppo.

L’ispettore non mi guardava, forse non mi ascoltava neppure. «Quante morti ci sono state? Voglio dire, in totale…» «Da quando?» mi ha chiesto, scuotendo la testa. «Da quando vuoi iniziare a contarle?» Come ho detto, un tipo veramente strano.

I personaggi sono tanti quanti i diversi punti di vista su cui si focalizza l’intero volume ma non vi parlerò di tutti perché dovrete scoprirveli da soli. I principali e quelli che mi hanno colpito sono:

Jules Abbott è un personaggio piuttosto ambiguo. Per la maggior parte del tempo si sofferma parlando e ricordando l’odio che prova per sua sorella. Si trasforma in ricordi e torna a quando erano bambine e guarda la nipote quasi fosse un misto tra un padre e una madre che lei non vorrebbe ricordare. Ma la morte di Nel la prende alla sprovvista e finisce per sconvolgerla totalmente.

Nel Abbott è parte e fulcro di questa storia. La conosceremo sotto gli occhi di Jules Abbott, sua sorella. Verso di lei passerete da una sorte di odio incondizionato ad amore e mancanza. In questo l’autrice è stata molto brava. In più la ritroveremo nelle pagine del suo manoscritto Lo stagno delle Annegate.

Lena è la figlia di Nel e la nipote di Jules. Una ragazza indisponente, coraggiosa e stranamente poco sconvolta dalla morta della madre. Non ha peli sulla lingua e non riesce mai a trattenersi. Un bel personaggio, mi è piaciuta molto.

Sean, Helen sono rispettivamente marito e moglie, uno poliziotto e l’altra preside della scuola dove va Lena. Lui? Un brav’uomo, rispettabile e conosciuto da tutti. Lei una brava preside, sempre attenta alle esigenze dei suoi studenti, o almeno così sembra.

Erin Morgan è il personaggio, che meno centra, a livelli sentimentali in tutta la storia. Collega di Sean, si ritrova a Beckford dopo essere stata trasferita e le viene affidato da subito il caso della morte di Nel. Sarà davvero suicidio, quello che tutti pensano? Quale segreti nasconde questa città?

Una fotografia ha attirato la mia attenzione: tu e Lena, lei una bambina di cinque o sei anni, forse di più, non sono brava a indovinare l’età dei bambini. Sorrideva e mostrava i dentini bianchi, anche se c’era qualcosa di strano in lei, che mi ha fatto rizzare i peli sulle braccia. Il suo sguardo, la forma del viso… Ricordava un predatore. Ho sentito riaffiorare una vecchia paura. Mi sono sdraiata sul letto e ho cercato di non ascoltare il mormorio dell’acqua, ma era impossibile, anche se le finestre erano chiuse. Rimbombava contro le pareti, si infilava nelle crepe dei mattoni e saliva verso il tetto. Ne sentivo in bocca il sapore, fangoso e sporco, e ho cominciato a sudare freddo. Poi nella casa è riecheggiata una risata: sembravi proprio tu.

Il perno centrale è l’acqua, il fiume che costeggia questa cittadina e le tante donne morte a causa sua. Ma c’è un mistero che ruota attorno al fiume di Beckford, qualcosa che Nel stava cercando di scoprire. Cosa ci sarà dietro tutto questo?

Lo stile utilizzato è scorrevole e coinvolgente oltre che abbastanza semplice per quanto riguarda la storia narrata.

Almeno inizialmente ho fatto difficoltà ad associare il nome di chi narrava a cosa stava accadendo, chi era e a chi era collegato. Poi ci ho preso dimestichezza ma, almeno secondo me, la storia ha perso molto suddividendo tutto per tanti personaggi. Minimo saranno stati otto punti di vista diversi, ovvio, ti consentono di conoscere meglio i personaggi ma creano confusione. Ne sarebbero bastati tre al massimo.

La storia, inoltre, non eccelle in originalità. Mi ha colpito il lato quasi paranormal, legato alle voci che venivano sentite o alle leggende del fiume che si tramandano da secoli di cui la cittadina non vuole saperne ma niente di più. Avevo capito quasi da subito chi poteva celarsi dietro tutto questo anche se ammetto che le ultime due pagine mi hanno sorpreso comunque.

Ho ripensato all’accendino che avevo trovato nel tuo cassetto, e alle iniziali LS. Libby Seeton? È così, Nel? Eri ossessionata a tal punto da quella ragazzina morta trecento anni fa? Così tanto da far incidere le sue iniziali sui tuoi oggetti? O forse no. Forse non eri ossessionata. Semplicemente, ti piaceva l’idea di tenerla nel palmo delle tue mani. Sono tornata a concentrarmi sulle carte, in cerca di altre tracce di Libby. Pagine stampate, fotografie, vecchi articoli di giornale, ritagli di riviste, ogni tanto i tuoi scarabocchi illeggibili sul margine dei fogli. Conoscevo alcuni nomi, mentre altri mi erano ignoti: Libby e Mary, Anne, Katie, Ginny e Lauren e poi, in alto, vicino al nome “Lauren”, una frase in inchiostro nero. Beckford non è un luogo di suicidi. Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Il libro è stato coinvolgente e scorrevole ma non come avrei voluto. Non è stato un thriller che ti tiene incollato alle pagine ma piuttosto leggerlo, a tratti quasi magico, irrazionale. Purtroppo non ha colpito come speravo.

A volte è sconvolgente quanto possiamo mentire, plasmare, cercare di cancellare brutte situazioni e quanto queste stesse cose ci plasmino dentro in maniera indelebile.

Il mio voto per questo libro è di: 3 e mezzo.

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Vi piace? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto, 

Sara. ©

RECENSIONE #69 – NOI, GLI UNICI AL MONDO DI SIOBHAN VIVIAN.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Oggi vi presento e recensisco un libro che mi ha completamente rapita e ringrazio la Newton Compton per avermi permesso questa lettura. Sto parlando di:

noi-gli-unici-al-mondo_8922_x1000Titolo: Noi, gli unici al mondo

Autore: Siobhan Vivian

Prezzo: € 10,00

ISBN: 9788822702999

Pagine: 416 

«Questo romanzo è un capolavoro.»

Stephen Chbosky, autore di Noi siamo infinito

In un mondo sommerso l’unica cosa che ti terrà a galla sarà l’amore

Sinossi: Cosa puoi fare se la tua città si sta inabissando, sommersa dall’acqua, e a tutti è stato ordinato di fare i bagagli e andarsene? Mentre gli adulti sono impegnati a pensare a come sarà il futuro, a mettere al sicuro i propri beni e a cercare nuovi luoghi in cui poter vivere, Keeley Hewitt e i suoi amici vogliono invece trovare il modo per rendere indimenticabili le ultime ore che trascorreranno insieme ad Aberdeen. E allora ecco che cominciano a organizzare feste d’addio incredibili per chi è in partenza per sempre, balli di fine anno in case abbandonate. Per Keeley, lasciare quel posto significa anche dire addio al ragazzo che ha sempre amato. Ma proprio quando crede di aver perso tutto, ecco che il destino le regala un incontro inaspettato. E forse la fine di Aberdeen coinciderà con l’inizio della sua prima storia d’amore…

RECENSIONE:

La storia ha inizio con una piccola cittadina sommersa e lo sceriffo che porta via su una barca l’ultima ragazza di Aberdeen, Keeley.

Poi riprende da prima, da come tutto è cominciato. Keeley è la popolazione mette sacchi di sabbia per fermare il rischio di esondazione del fiume. Lì, finalmente riesce a farsi notare da Jesse Ford, il ragazzo più popolare della scuolaFinalmente la vita di Keelay comincia ad andare per il verso giusto.

Cosa succederà alla piccola cittadina di Abeerden, tanto da costringere molti ad andare via? Cosa farà Keelay adesso?  

Dovrete solo scoprirlo.

Si asciugò gli occhi. E lo disse di nuovo, proprio come le avevo chiesto. Morgan era sempre stata la persona più importante della mia vita, ma qualche volta mi chiedevo preoccupata se per lei fosse lo stesso. Ma eccola qui la nostra amicizia, che ci avvolgeva come un cappotto pronto per affrontare la tempesta. Alcuni dicono che talvolta serve una tragedia per mettere in prospettiva la vita, per mostrarti quel che conta davvero. Era davvero incredibile il mio talento nel trovare il lato positivo anche nel momento più oscuro.

Risultati immagini per the last boy and girl in the worldGeneralmente mi bastano le prime righe, della trama, per restare colpita da un libro e preferisco leggerla tutta dopo aver letto il libro. Non mi ero accorta fino a poco fa, mentre scrivevo la recensione, che svela anche un po’ troppo. (L’ultima riga è da debellare, secondo me.)

La copertina non è il massimo, era decisamente migliore l’originale. Le casette in basso sommerse nell’acqua, le due barchette! Era decisamente migliore se fosse stata utilizzata questa (molto più significativa!) che vedete qui di lato. Sul titolo, invece, è stato fatto decisamente un lavoro migliore (anche se io sono quasi sempre per lasciare il titolo originale, li preferisco a meno che non suoni davvero figo in italiano). Di certo non potevano tradurre letteralmente essendo The last boy and girl in the world, ve lo immaginate “L’ultimo ragazzo e ragazza del mondo?”, *Ve prego*. Quindi sul titolo non mi lamento.

La storia è ambientata nella piccola cittadina di Aberdeen e l’epoca in cui si sviluppa è decisamente moderna.

Forse non era stato niente. O qualunque cosa fosse, forse non importava più. «Seriamente, però. Sono davvero contento che tu sia venuta. Mi pare che tu capisca il senso della serata». «Ah sì?». Mi indicò con il mento due ragazze rintanate in un angolo. «Vedi quella ragazza laggiù? Ha seriamente pianto tutta sera. Voglio dire, mi dispiace per lei, ma sta decisamente scegliendo di essere la ragazza piagnucolona della festa». Scosse il capo e poi tornò a guardare me. «E poi c’è una ragazza come te, che non esita nemmeno per un cavolo di secondo prima di mettersi in bikini davanti a tutti e farsi un giro sullo scivolo». (…) «Non ci sono molte ragazze come te al mondo, Keeley, il che rende il fatto che io ti abbia trovata qui ad Aberdeen follemente fantastico». 

I personaggi sono molti ma vi parlerò della protagonista di questa storia e di quelli che per la maggior parte la circonderanno:

Keeley è una ragazza divertente e spassosa. E’ innamorata da sempre di Jesse e assieme condivideranno i momenti più belli e divertenti ad Aberdeen. Pensa che tutto possa essere riparato con un sorriso e cerca di far divertire gli altri per farli star bene ma questo suo divertire ha un prezzo se usato in maniera spropositata. Purtroppo Keeley non è forte come sembra, si nasconde dietro tutto questo e se ne fa scudo. Una strategia che le costerà caro.

Morgan  è la migliore amica della nostra Keleey. Sono amiche fin da piccole e condividono tutto assieme dall’album di adesivi ai segreti più intimi. Morgan è molto più sveglia e cerca sempre di stare al suo posto, addirittura rinuncia al suo fidanzato Wes che ama ancora per la sua migliore amica.

Jesse Ford è il ragazzo più popolare e più figo della scuola, il ragazzo che Keleey adora da sempre. Jesse e Keelay si somigliano molto. Jesse cerca sempre di fare il pagliaccio e di far ridere tutti per farli stare bene perchè non vuole tristezza nella sua vita.

Levi è il figlio dello sceriffo, soprannominato il “Ragazzo che farà strada”. Il ragazzo che è dedito alle regole, studioso, quello prevedibile perchè se combini qualcosa di sbagliato sai già che lui sarà lì per fartelo notare. Un personaggio ambiguo ma che si avvicinerà a Keleey in punta di piedi facendo uscire il lato che tanto nasconde dietro tutta l’allegria che usa.

Non appena aprii la prima scatola, mi resi conto che cosa mi aveva trattenuto dal farlo. Il fatto è che è difficile essere sicuri al cento per cento di cosa valga la pena salvare e cosa vada buttato quando hai solo trenta minuti per smistare ogni cosa che possiedi, non ti vengono dati nemmeno abbastanza scatoloni, e ti stai cavando gli occhi a furia di piangere. Ero consapevole di aver fatto degli errori. Avevo gettato cose che avrei voluto tenere. Mi ero portata via un sacco di cose che avrei dovuto eliminare. E non volevo farci i conti. Era più facile nasconderle che affrontarle, perché sapevo che non si poteva tornare indietro e aggiustare le cose. (…) Mi stavo liberando di una pila di vecchi raccoglitori quando un foglio scritto volò sul pavimento. 

Il perno centrale è proprio Aberdeen stessa e tutto l’intrigo politico che si cela dietro il fatto che sia sommersa. E’ Aberdeen perchè tutto nasce, cresce, cambia dentro di lei. Tutto è nascosto dietro ma sopratutto dentro Abeerden. 

Lo stile è semplice e scorrevole. Non è in prima persona ma è visto tutto da Keelay e trovo che sia stato molto coinvolgente. Ho trovato molto ben fatto l’intrigo politico che viene a crearsi, la sorpresa e la suspance. Tutto ben ponderato e ben strutturato.

Quanto la protagonista si ritrovi a crescere, a cambiare, a conoscere ed esplorare l’amore, l’amicizia, la solidarietà, l’allegria fino a prendere coscienza di se stessi. Un cambiamento davvero intenso intinto a tratti commuoventi nel finale.

Ho adorato alcune sue frasi e il struggente moto degli addii che si scatenano un lungo vortice di emozioni che non vi so spiegare.

«Tu che ci fai qui?», gli chiesi. «Tuo papà sa che sei tornato? Gli ho appena parlato, gli ho chiesto di te». «No, non ne ha idea. Non avevo intenzione di venire qui, a dire il vero. Ma la scorsa notte, non so. Sono salito in macchina e ho iniziato a guidare. Dieci ore dopo… sono arrivato». Scosse la testa. Penso che fosse ancora sotto shock. «Sono venuto qui per te, Keeley. Solo che non pensavo di trovarti qui».

Ho adorato il modo in cui Keelay si innamora, cambia e cresce. Il modo in cui la consapevolezza si fa strada dentro di lei oltre al contesto ben studiato. 

La Siobhan, con le sue parole, ha costruito un’intera cittadina permettendo di toccarne con mano ogni cosa e vederla piano piano scivolar via. Mentre leggevo mi è sembrato di essere ad Aberdeen per tutto il tempo.

Mi ha lasciato dentro una bella malinconia tanto da mettermi voglia di ricominciarlo da capo. Una bella storia ed un buon libro che posso solo che consigliarvi.

Dovete assolutamente leggerlo!

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-1.jpg


Cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #68 – FIORE DI CACTUS DI FRANCESCA LIZZIO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi abbiamo una nuova recensione di un’autrice che esordisce con questo nuovo libro dolcissimo. Vi sto parlando di:

41slzdw9kzl-_sy346_Titolo: Fiore di cactus
Autore: Francesca Lizzio
Editore: Panesi Edizioni
Pagine: 190
Prezzo e-book € 2,99
Prezzo cartaceo: 10,00 €
Sinossi: Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.  

RECENSIONE:

La storia ha inizio con un cambiamento. Sara, con il suo diario e la sua valigia carica di speranze, sta per andare a vivere assieme ad Isa con cui lavorerà in una libreria. Finalmente sarà indipendente. Finalmente potrà riprendere in mano se stessa.

Ma sarà pronta ad affrontare tutto ciò che le accadrà una volta iniziato un nuovo capitolo della sua vita? Sarà pronta a far sbocciare il fiore fra le sue spine e far entrare nel suo cuore il dolce e innamorato Andrea? 

Annuisce, beve il suo caffè. «Dunque, come sai, lavoro all’He(art), tra poco avrò venticinque anni e… bé, mi piacciono i libri, la musica, l’arte in generale, la psicologia. Penso che la chiave della felicità sia nel cibo. Mi piace il vino e anche a me piace stare a contatto con la natura. Ho una passione per i cactus.» «I cactus?» «Sì, i cactus. Mi piacciono le cose che sorprendono. Quelle che magari a guardarle non sono nemmeno belle, non ti ispirano grandi aspettative, ma che invece nascondono un potenziale. Come i cactus, appunto. Non sono belli, però tra le loro spine possono nascere frutti e fiori.»

La trama è ben scritta e decisamente curata. E’ piuttosto difficile dar vita ad una bella trama che incuriosisca e che dica tutto ma allo stesso tempo non sveli niente. Rispetto a tante che ho letto questa mi piace particolarmente.

La copertina la trovo, purtroppo, piuttosto anonima. Ci si è concentrati più sul titolo che sul resto e sarebbe potuta essere decisamente più viva ma è decisamente soggettiva e decisamente poco influente nel contesto. Quindi andiamo avanti.

L’ambientazione non è specificata, penso comunque italiana se non sbaglio (almeno così ricordo e spero di non sbagliarmi altrimenti penitenza per me) e l’epoca non è specificata ma è relativamente moderna.

«Come?» «Non fare come fai sempre. Non fare qualcosa che lo convinca a pensare che tu sia un’immatura o una stupida o una stronza, così da spingerlo a sparire. Sii te stessa, ma se puoi non tirare fuori le spine. O almeno, non tutte», e mi lascia così, come se niente fosse. Le sue parole continuano a risuonarmi nelle orecchie, mentre mi rigiro nel letto cercando di prendere sonno. Magari fosse facile non essere la solita di sempre. Il guaio di essere me è che ormai hai imparato a usare solo la testa, così oltre a reprimere la parte di te che andrebbe tirata fuori, impedisci agli altri di scorgerla.

I personaggi non sono molti ma vi parlerò in special modo di chi è fondamentalmente più presente e mi ha colpito di più:

Sara è un piccolo cactus pieno di spine, senza fiori. Perchè Sara non riesce proprio a lasciarsi andare ai sentimenti e al’amore. Anche quando l’amore è tanto vicino da accarezzarti e stringerti, cullarti. Sara è una ragazza semplice e chiusa che potrete conoscere solo leggendo.

Andrea è un ragazzo dolce e preciso. Quasi un ragazzo di altri tempi nel corteggiare ed è davvero un ragazzo d’oro. Semplice e spontaneo.

Isa è un’amica di Sara. Coinquiline e colleghe condividono tutto assieme, dalle cose negative a quelle positive. Isa è una ragazza pazzerella, piena di buoni propositi e cercherà di aiutare Sara a togliere le spine per far nascere in lei uno splendido fiore.

Le persone spesso davanti al buio preferiscono desistere dimenticando che l’ombra senza la luce non può esistere così della realtà delle cose ha fatto la sua difesa, il cinismo dalle illusioni la lascia illesa. Perché un cactus non dimentica come vanno le cose, le sue spine non sono belle come quelle delle rose, sta in guardia dal mondo là fuori, a nessuno importa che tra le sue brutte spine nascono frutti e fiori.

Il perno centrale è proprio il fiore di cactus, racchiuso nella nostra protagonista Sara. Tutto gira attorno a lei e al suo diario che conserva gelosamente, pieno di pensieri forti che la spingono a riflettere fino a giungere ad una conclusione giusta e ponderata.

Lo stile utilizzato è stato decisamente semplice e pertanto scorrevole. La storia è stata anch’essa semplice e senza pretese. Non ci sono eventi particolarmente salienti ma è comunque una storia senza troppi fronzoli e giusta. 

La cosa che non mi ha convinto a pieno, però, è stato il fatto che la storia è veramente compressa e sintetizzata. I capitoli sono tanti e poveri. Quindi per essere a tutto avrebbe potuto esser meglio gestita nella suddivisione e arricchita pienamente.

Il diario invece è abbastanza buono e riempie con riflessioni e consapevolezze che la ragazza assume e di cui si fa carico. Le poesie, il racconto della propria famiglia, tutto con estrema cura e dolcezza.

«Sto bene.» «Non sembra.» «Ma allora ti importa qualcosa di me», e indossa un sorriso compiaciuto. «Ma che c’entra, ho solo visto che sei stanco e non credevo ti andasse di uscire!» «Io ho sempre voglia di stare con te.» Trova la ricetta, ti prego, così per il tuo compleanno ti regalo davvero il mio cuore.

Il libro è piccolo e contenuto ma non mi è affatto dispiaciuto. (Ho fatto pure la rima, che brava *.* Ok, basta)

Faccio una piccolissima premessa e vado avanti. Conosco Cuore di Cactus, pagina dell’autrice che seguo da molto, molto tempo, quasi dagli inizi e sono davvero felice che fra tante persone, inaspettatamente, abbia scelto proprio me e il mio blog per richiedere la recensione del suo primo libro – perchè penso che non lo sappia nemmeno l’autrice di tutto questo. Quindi la ringrazio innanzi tutto di questo.

La storia è candida e chiara, forse anche troppo ma mi ha colpito e ha portato una brezza leggera ed una ventata di ricordi positivi, di quelli che fanno bene.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Vi piace? Vorreste leggerlo? Lo trovate negli store online!

Alla prossima,

Sara. ©

SEGNALAZIONE #21 – FIORE DI CACTUS DI FRANCESCA LIZZIO

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Abbiamo oggi un libro che ho letto in questa settimana e che mi ha fornito direttamente l’autrice, che ringrazio. Sto parlando di:

Titolo: Fiore di cactus

Autore: Francesca 41slzdw9kzl-_sy346_Lizzio

Editore: Panesi Edizioni

Pagine: 190

Prezzo e-book € 2,99

Prezzo cartaceo: 10,00 €

Amazon: www.amazon.it/Fiore-di-cactus-Francesca-Lizzio-ebook/dp/B06XQB98J8/

IBS: www.ibs.it/fiore-di-cactus-ebook-francesca-lizzio/e/9788899289553?zanpid=2284630582271226880

Kobo: www.kobo.com/it/en/ebook/fiore-di-cactus.

Sinossi: Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.  

Estratto:

Vorrei dirgli: “Tu le conosci le mie spine, trova la ricetta, il rimedio, quello che vuoi, ma
falle sparire, falle fiorire”. Invece non dico niente, come sempre. Cerco un coraggio che non riesco mai a
trovare e siamo già a casa.
I miei piedi toccano l’asfalto, vanno verso il portone. Il cuore resta ancora un po’ in macchina.
«Sara», dice alle mie spalle, amo e odio come pronuncia il mio nome.
Mi bacia sulla fronte, con tenerezza.
Come vorrei essere bella come mi vedi tu, lo vorrei più di qualunque altra cosa.
Mi guarda di nuovo in quel modo, come se avesse fatto una scoperta.
Sono a casa. Potessi, domani mattina prima di andare a lavoro butterei il cuore in un cassonetto.


Cosa ne pensate? Vi aspetto con un commento!!!

Alla prossima,

Sara. ©