RECENSIONE #296 – CARO EVAN HANSEN DI VAL EMMICH con STEVEN LEVENSON, BENJ PASEK, JUSTIN PAUL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, pronti per un’altra recensione. In questi giorni sto andando “a tutta birra” perché sto cercando di recuperare più letture possibili visto che ne ho tantissime in arretrato. Una di queste è il libro di cui sto per parlarvi per cui ringrazio la Sperling&Kupfer che mi ha permesso la lettura, a voi tutti i dati:

51voqkicgdlTitolo: Caro Evan Hansen
Autore: Val Emmich
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2W5qTrx
TramaTimido e solitario, Evan Hansen non è esattamente l’anima della festa. Così, per sopravvivere al suo ultimo anno di liceo, ha deciso di seguire il consiglio di scrivere lettere incoraggianti a se stesso. Quando, però, una di queste lettere arriva nelle mani sbagliate, a Evan si presenta l’occasione della vita. Per coglierla deve solo assecondare un equivoco, e fingere che il suo enigmatico compagno di scuola Connor Murphy, appena suicidatosi, fosse in segreto il suo migliore amico. All’improvviso, Evan ha uno scopo. E un sito web. La sua ansia paralizzante sembra dissolta. È sicuro di sé e popolare. Adesso è “Evan Hansen”. Non è più invisibile per Zoe, la ragazza dei suoi sogni, e i genitori di Connor lo accolgono nel disperato tentativo di sapere di più sul figlio perduto. Evan sa che quello che sta facendo è sbagliato, ma tutta la storia che ha messo in piedi sta davvero aiutando delle persone. Compreso lui. Grazie a una bugia, la sua vita è cambiata e ora sente di essere finalmente parte di qualcosa. Ma tutto ha un prezzo. E quando la verità minaccia di emergere, Evan si trova a dover fronteggiare di nuovo il suo peggior nemico: se stesso.

RECENSIONE

man standing on grassLa storia ha inizio un giorno come tanti altri per Evan Hansen. Sta per iniziare il suo ultimo anno scolastico e, dopo aver passato l’estate in solitaria e a lavoro come apprendista guardia parchi in cui ha collezionato un braccio rotto, l’ansia torna a fargli visita. Questo perché Evan Hansen è un tipo chiuso, solitario e non ha amici, se non Jared che conosce sin dall’infanzia e parla con Evan solo per fare qualcosa di carino. Quindi sotto consiglio del suo terapeuta, Evan ricomincia a scrivere delle lettere a se stesso. Quando però una lettera finisce nelle mani di sbagliate succede il peggio ed Evan decide di approfittare della situazione fingendosi amico di Connor Murphy, suo vecchio compagno di scuola e fratello di Zoe, di cui Evan è innamorato da una vita.

Cosa succederà al nostro caro protagonista? Riuscirà a farsi accettare dai suoi compagni? In che modo lo farà? Riuscirà a tenere in piedi le bugie che sta costruendo?

Bruciare rende bene l’idea. Senti un bollore montarti dentro, giorno dopo giorno. Sempre più forte.  Finché non diventa troppo. E’ come per le stelle. A un certo punto si spengono o esplodono. Cessano di esistere. Solo che se guardi il cielo non te ne accorgi. Pensi che siano ancora tutte lì, mentre alcune non ci sono più. Se ne sono già andate. Da un bel pezzo. Un po’ come è successo a me, insomma.

Risultati immagini per DEAR EVAN HANSEN BOOKLa trama è ben scritta e sicuramente incuriosisce, o almeno così è capitato a me. Forse un po’ troppo lunga ma non è male. E devo essere sincera, in fin dei conti, è stato un libro carino e ben costruito. 

La copertina italiana mantiene i colori dell’originale ma ne fa una propria versione completamente distaccata. Entrambe c’entrano con la storia in questione e se devo essere sincera non saprei quale preferisco di più. La versione in rilievo del foglio di quella italiana è sorprendente ma l’albero è sicuramente molto più comunicativo. So che a prima vista sembra non entrarci nulla con la storia ma posso assicurarvi che il motivo c’è eccome. Starà a voi scoprirlo. Il titolo non è stato modificato, ma solo tradotto. Quindi non posso lamentarmi e posso semplicemente dire che sommariamente è stato fatto un buon lavoro.

L’epoca è attuale, moderna, la storia è ambientata ai giorni nostri. 

I polmoni si svuotano d’aria e il corpo si rilassa. Ma il sollievo che provo dura solo un istante. Seguo con gli occhi Connor Murphy che esce come una furia dalla stanza e lo chiamo, ma lui è troppo veloce. Mentre sguscia fuori dalla pota, vedo che tiene stretto in pugno un punto esclamativo di tutt’altra sorta: ha ancora la mia lettera.

person looking out through windowI personaggi all’interno della narrazione non sono poi tantissimi ma ritengo sia necessario soffermarsi sia sul protagonista principale, Evan Hansen e Connor, il ragazzo che spaccia per il suo migliore amico anche se effettivamente non era così.

Il vero nome di Evan Hansen è Mark Evan Hansen che somiglia più a un Meh in realtà, se si guarda il suo acronimo. Evan, come preferisce essere chiamato, è un ragazzo sveglio ed intelligente ma con tanti problemi che si porta dietro. Va in terapia per sopperire alla sua scarsa capacità relazionale e al fatto che ormai suo padre sembra non considerarlo proprio più. Infatti è un ragazzo timido, che se ne sta sempre chiuso in casa e che non ama molto la compagnia anche se effettivamente la vorrebbe. La compagnia più frequente è quella della madre che non c’è quasi mai e il suo terapeuta che per aiutarlo gli consiglia di scriversi delle lettere parlando di cose che gli accadono. Si costringe anche ad andare a chiedere in giro se qualcuno vuole firmargli il gesso, per cercare di far vedere che ha almeno provato a socializzare con qualcuno. Connor ed Evan si conoscono a malapena di vista ma i due stanno per condividere più di ciò che pensano.

Connor Murphy è un ragazzo che a scuola non aveva proprio una bella nomea, anzi, diciamo che un nome sembrava non averlo proprio perché è sempre stato uno degli invisibili agli occhi degli altri, nonostante sua sorella sia in una band e sia amata da molti. E’ un ragazzo chiuso, scontroso e con problemi anche legati alla droga. Un personaggio che sarà il fulcro centrale di tutto ma che allo stesso tempo conosceremo molto poco, solo nell’essenziale.

La paura è salata. Ho l’impressione di trovarmi in una piccola teca di vetro che via via si riempie d’acqua. Immagino che l’acqua provenga dal mare, per questo sento il sapore del sale. Entra a fiumi nella teca. Mi è arrivata già alla bocca, tra un attimo mi coprirà la faccia e annegherò. Dalla teca non c’è via d’uscita. Non mi resta che aspettare di essere sommerso.  Allungo il collo in cerca dell’ultimo filo d’aria. Annaspo. Ma proprio quando ormai non riesco quasi più a prendere fiato, tutto si ferma. L’acqua si ritira, sempre. Finisce che non annego mai, ma questo fa poca differenza. Rischiare di annegare è persino peggio che annegare davvero. Annegare è raggiungere la pace. Rischiare di annegare è pura sofferenza.

man lifting textileIl perno centrale di questa storia parte dalla lettera che Evan si scrive e che finisce nelle mani sbagliate e da lì passa tutto a Connor. E’ lui che diventa il fulcro di tutto e di ogni cosa che succede, di ogni decisione che verrà poi presa all’interno della scuola, soprattutto dal giovane protagonista Evan.

Lo stile utilizzato è stato diretto, semplice e particolarmente fluido, infatti ho letto il libro in una manciata di ore. Avremo due punti di vista anche se quello principale resta quello del buon caro Evan Hansen. Scopriremo meglio, quindi, Connor Murphy, per quanto ci è possibile e sentire la sua voce per quanto riguarda cosa sta succedendo ma anche verso cosa lo ha portato ad uccidersi.

La cosa che non è riuscita a convincermi è stata proprio la scelta di Evan Hansen. Nonostante continuasse a ritenere orribile quello che stava facendo continuava a sguazzarci dentro. Perchè? Possibile che la popolarità e considerazione da gente che fino a due minuti prima non sapeva neanche chi eri o ti prendeva in giro, possa offuscare tanto il giudizio? Ok, la storia si basa comunque su un ragazzo adolescente, oltretutto problematico, ma… cerco di spiegare. Per quanto si elencasse quanto Evan avesse bisogno o meno delle sue pillole e di quanto fosse solitario e tutto il resto, si può arrivare a mentire a delle persone in lutto? E continuare a farlo, prendendole in giro? Per quanto l’intento di Evan Hansen magari fosse “buono” diciamo, lo trovo davvero squallido. Cioè approfittare della sofferenza altrui… per che cosa?

La campagna dei compagni di scuola fatta per Connor andava in una direzione un po’ unilaterale. Non c’era la sponsorizzazione sul: “Cercate aiuto prima di pensare al suicidio” (sto generalizzando molto, non prendete le parole come un dato di fatto) ma il semplice e mero fatto “Noi esistiamo, valiamo qualcosa, anche tu conti” e per alcuni versi mi è sembrato un qualcosa di veramente stupido. Per quanto uno non si senta mai accettato da adolescente – parlo con cognizione di causa perchè anche io sono sempre stata quella invisibile e anche io ho avuto problemi di depressione, fortunatamente non gravi quanto altri – il semplice dire che si vale, non serve ad un emerita cippa. Non ti aiuterà ad avere più considerazione di te, anzi forse ti affossa prima. Invece, il semplice dimostrare quanto anche un piccolo aiuto consistente possa fare effettivamente qualcosa, avrebbe aiutato a sensibilizzare molto su questo.

Le tematiche utilizzate all’interno della storia, come la droga e il suicidio sono importanti in questo tipo di letture ma secondo me non sono state dosate con il giusto peso. 

Il finale mi ha lasciato un po’ MEH. Proprio come l’acronimo del nome di Mark Evan Hansen. Mi aspettavo qualcosa di molto più d’impatto, invece il libro si è spento in un modo incomprensibile. Tutto ciò che succede, le aspettative sia di Evan Hansen che del lettore su cosa possa effettivamente succedere e poi tutto si spegne in una bolla di sapone. Non dico che doveva succedere chissà che cosa ma speravo in qualcosa di più costruttivo ma sopratutto costruito. Il finale sembra essere messo lì come se non si sapeva che finale dare a questa storia.

Le bugie. Qualunque storia io imbastisca, alle bugie non riuscirò mai a sottrarmi. 

E’ stata sicuramente una lettura che mi ha ricordato, molto ma molto alla lontana, Noi siamo Infinito, principalmente per il tipo di protagonista, anche se le scelte intraprese sono completamente agli antipodi. Nonostante le scelte di Evan siano più o meno discutibili e che moralmente questo libro mi ha davvero sconvolto, ho trovato la lettura scorrevole. 

Val Emmich, insieme ai suoi colleghi, scrive una storia che cattura il lettore e lo trascina nell’amicizia inesistente fra due persone che non si conoscevano. Una storia che ci riporta alle insicurezze da liceale e ci fa vivere un’esperienza decisamente particolare. 

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene e mezzo.

due e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Caro Evan Hansen e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Caro Evan Hansen o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Vi piace questo libro? Siete curiosi di leggerlo? Fatemi sapere, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: Recensione (#290) – L’ULTIMA NOTTE DELLA NOSTRA VITA DI ADAM SILVERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una delle uscite più attese degli ultimi periodi e sono felice di essere riuscita a leggere in anteprima questo volume. Ringrazio Il Castoro Editore per la lettura in anteprima e la mia cara e vecchia banana Sara di Bookspedia che mi ha invitato. Sono felice di presentarvelo, eccolo qui:

ultima-notteTitolo: L’ultima notte della nostra vita
Autore: Adam Silvera
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LAJ2cO
Trama: Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

RECENSIONE

person holding gray skull illustrationLa storia ha inizio con una telefonata. Nessuno vorrebbe riceverla, soprattutto se arriva da Death-Cast, un servizio che annuncia che entro le prossime 24 ore si morirà. In una sera come tante altre questa telefonata raggiunge diverse persone ma ci sono due ragazzi che vorrebbero ancora vivere la loro vita, sognare, viaggiare e crearsi un futuro. Un futuro che non avranno mai. Quando Mateo riceve la sua telefonata è a casa e cerca di prendere tempo, spera sia uno scherzo ma non lo è. Quando Rufus riceve la sua telefonata sta picchiando a sangue l’attuale fidanzato della sua ex ragazza. Entrambi soli, entrambi con poche ore da vivere si incontreranno su un app, Last Friend e decideranno di essere l’uno l’ultimo amico dell’altro, nella giornata più bella della loro vita.

Cosa succederà ai due giovani ragazzi? Quali consapevolezze riusciranno a ricavarne? Riusciranno, a sentirsi vivi, nonostante stiano per morire? 

Non importa se non ci buttiamo col paracadute per non correre rischi, anche se così non avremo mai l’occasione di volare come i miei supereroi preferiti. Non importa se teniamo la testa bassa quando passiamo accanto a una gang in un quartiere malfamato. Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.

La trama è incisiva e dritta al punto. Peccato che lasci già intendere l’inevitabile. Nonostante questo io me ne sono innamorata subito, ancora prima che venisse annunciato in Italia. Io l’avevo messo nella mia lista di libri da leggere quando era in inglese, potete figurarvi quando ho saputo che usciva in Italia. Sono abbastanza masochista nel scegliere libri di questo tipo, lo so, ma chi ama libri di questo genere so che può capirmi. 

La copertina è davvero meravigliosa e sono felice che abbiano deciso di lasciarla invariata rispetto all’originale. Come si può notare i due amici sono in giro per la città ma sotto, la loro ombra riflette la morte, ovvero colei che li segue e li accompagna durante il loro viaggio insieme, lungo le ultime ore che gli restano da vivere. Entrambi decidono di volerle vivere uno accanto all’altro. 

graveyard with stones

Il titolo è stato leggermente modificato dall’originale ed è decisamente migliore della traduzione effettiva e letterale che ne sarebbe derivata. They both die at the end, che in italiano sta per Entrambi muoiono alla fine, era decisamente un tantino triste ed anche molto avvilente nei confronti di questa storia. Sono felice del risultato che ne è derivato dall’adattamento italiano perchè dice tutto lo stesso – come l’originale – essendo più elegante e descrivendo la storia per quello che effettivamente è.

L’ambientazione della storia è New York, solo in un’epoca molto più moderna ed evoluta della nostra, in cui c’è un servizio che sa quando stiamo per morire e come una persona può utilizzare tanti servizi e tante cose in riferimento al fatto che si sta per morire.

Non si deve fare beneficenza, aiutare gli anziani ad attraversare la strada o salvare cuccioli nella speranza di essere ripagati. Non troverò mai la cura per il cancro o la soluzione al problema della fame nel mondo, ma piccoli atti di gentilezza possono fare tanto. (…) «Credo che gli abbiamo svoltato la giornata semplicemente non facendo finta che fosse invisibile. Grazie per averlo guardato insieme a me». «Spero che abbiamo aiutato la persona giusta»

person holding Canon DSLR cameraI personaggi della storia sono davvero tanti ma io mi limiterò a parlarvi dei due punti di vista principali, i due veri protagonisti di questa storia di amicizia, di consapevolezza e di morte. Mateo e Rufus non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro.

Mateo veniva preso in giro quando era a scuola ed ha solo la sua migliore amica che con sua figlia gli regalano un po’ di sole nella sua vita poco illuminata. E’ un tipo a cui piace passare del tempo a seguire gli ultimi giorni degli altri su Death Cast e non avrebbe mai pensato che sarebbe stato nche lui protagonista di questa dolorosa ultima avventura. Suo padre è in coma ed è l’unica persona che gli è rimasta al mondo a parte la sua amica e non può fare altro che cercare un amico online per sentirsi meno solo nell’Ultima notte della loro vita.

Rufus è un ragazzo che ha visto morire la sorella e i suoi genitori in un giorno e negli ultimi tempi è cresciuto da affidatario e si è fatto degli amici, i Plutone, dei ragazzi che lo fanno sentire accettato e più a casa possibile. E’ un ragazzo sveglio e intelligente ma non ha paura di usare le mani quando servono, sopratutto se servono per dare una lezione a chi se lo merita. Rufus ha sofferto tanto quando anche Aimee l’ha lasciato e si è sentito ancora più vuoto di prima. Ed è proprio mentre si trova a scappare da tutti i demoni del passato che decide di provare una cosa nuova incontrando quello che sarà il suo ultimo migliore amico.

«Non vado da nessuna parte, conferma Mateo». Ha un sorriso gentile. «Cosa facciamo?» «Quello che vuoi». «Andiamo a vivere un momento speciale?» «Pensavo lo stessimo già facendo, ma perchè no».

Il perno centrale di questa storia è ciò che sta nel mezzo fra la vita e la morte. E’ il tempo che pensiamo di avere ma che non basta mai e che ci accorgiamo di aver sprecato nel momento in cui ci rendiamo conto di essere arrivati alla fine. E’ questo che accompagna i due protagonisti lungo questa storia, la consapevolezza di essere arrivati alla fine ma di avere – nonostante tutto – ancora un giorno per rimediare, un giorno da vivere come se fosse tutta la vita.

two men clapping each other on shoreLo stile utilizzato dall’autore è diretto e dritto al punto, semplice e scorrevole. La struttura narrativa dei personaggi si divide sia nei due protagonisti principali che in altri personaggi che vedremo per una pagina o due ma che costruiranno tutto ciò che circonderà il cuore principale della storia.

La storia funziona molto dal lato malinconico e della tristezza e lascia dei messaggi esaustivi e profondi su come soltanto nell’ultimo giorno ci si renda effettivamente conto di ciò che avevamo e di ciò che stiamo perdendo. Nonostante, comunque, sia stata scorrevole e fluida dal punto di vista della lettura e la storia sia stata toccante e lasci intendere quanto le persone non prendano sul serio la propria vita o non la vivano abbastanza a pieno, ci sono state delle cose che mi hanno lasciato in bilico e con una piccolissima parte di insoddisfazione. 

Pensavo che alla fine del libro avrei versato fiumi di lacrime – e lo so di per certo perchè con questo tipo di libri o comunque con una storia triste, difficilmente riesco a trattenermi – invece non è stato così. Non dico che sono rimasta delusa da questa cosa, ci mancherebbe, ma sono rimasta delusa proprio dalla mancanza di pathos nel finale che ti lascia l’amaro in bocca e ti fa stringere lo stomaco. 

L’inserimento di troppi personaggi che hanno incontrato i due protagonisti ma che sono decisamente superflui. Per qualcuno devo dire che potevano starci ed erano posizionati anche ad hoc ma alcuni lasciano dei dubbi esistenziali che fanno sorgere delle domande, come il tipo alla fine che si ricollega poi ad un altro personaggio secondario.

Ciò che nasce fra i due protagonisti non era davvero necessario. Secondo me si poteva tenere una profonda amicizia che li lega per via della morte. Ho trovato la cosa molto forzata e quindi ha smontato tutto ciò che per me era la parte importante della storia, in fin dei conti, ovvero quando i due protagonisti arrivano alle battute finali della storia. L’importante era vivere quell’ultimo giorno, uscirne vincitori (per quanto sia possibile considerarla tale), cambiati, diversi e un po’ meno soli.

In più c’era la possibilità che almeno un personaggio spiegasse come effettivamente fa Death Cast a sapere quando si muore. Ok che non nasce come un fantasy o una storia per cui quello sia effettivamente necessario ma forse anche questo ha contribuito nella mia insoddisfazione generale. Già il fatto di sapere quando si muore una cosa è effettivamente strana e praticamente impossibile, ma se avesse avuto una spiegazione anche misera probabilmente mi sarei accontentata. Invece sembra quasi che neanche l’autore sappia spiegarsi questa cosa o che lo ha ritenuto superfluo anche se è poi su questo servizio che nasce la storia e su cui si basa.

A parte questo ho trovato la storia davvero significativa a livello emotivo e di emozioni che trasmette. Il tema principale è importante e condivido il fatto di vivere una vita ricca di avventure che ci lasceranno soddisfatti di quello che abbiamo fatto, non solo cose che ci fanno andare avanti tanto per. E’ una storia che vi farà entrare nel cuore i due personaggi principali e che custodirete nel cuore per un bel po’ di tempo.

«Hai ragione. Hai proprio ragione. Stanno sparendo un sacco cose, tutto, tutti stanno morendo. Gli esseri umani fanno proprio schifo. Pensiamo di essere indistruttibili e immortali (…)». «Non agiamo mai», afferma Mateo, «reagiamo soltanto quando ci rendiamo conto che il tempo sta per scadere».

Il libro è sicuramente una lettura che vi lascerà tante emozioni coinvolgenti. Quella predominante è sicuramente la tristezza e la malinconia come la speranza costante che i due possano salvarsi, che Death Cast per loro possa essersi sbagliato. E voi, cosa fareste se vi dicessero che questo è il vostro ultimo giorno di vita?

Adam Silvera arriva al cuore del lettore dalla prima all’ultima pagina lasciando quell’alone di tristezza che stringe il cuore. Una lettura coinvolgente ed emozionante che vi porterà in giro per New York in un ultimo giorno che ci trascina in un avventura malinconica e dolcissima.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni mi raccomando! Eccole qui:

20190506_140138_0001


Vuoi acquistare L’ultima notte della nostra vita e sostenere il Blog? Acquista da Qui: L’ultima notte della nostra vita o dal generico Link Amazon: Amazon

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Fatemi sapere che ve ne sembra e se lo leggerete!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE GENERALE #283 – 4 CLASSICI a FUMETTI del BATTELLO A VAPORE: IL MERAVIGLIOSO MAGO DI OZ, IL GIARDINO SEGRETO, BLACK BEAUTY E IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente vi porto questi quattro piccoli gioielli della Battello a Vapore, collana della Piemme Edizioni, che spero possano incuriosirvi. Ho ricevuto questi piccoli e bei volumi alla fiera di Bologna e ringrazio ancora molto la casa editrice per questo. Ve ne parlerò molto generalmente perchè sono dei grandi classici che – spero – conosciate bene. Per chi non dovesse conoscerli non è mai troppo tardi per conoscere una bella storia. In particolar modo ai giovani che possono avvicinarsi alla lettura di queste storie con leggerezza ma con tanto divertimento e bellezza. Ve li introduco e ve ne parlo:

Risultati immagini per I CLASSICI A FUMETTI IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI IL BATTELLO A VAPORETitolo: Il giro del mondo in 80 giorni
Autore: Jules Verne
Illustratore: Giopota
Prezzo: 10,00 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/2WSskpM
TramaPassepartout è il nuovo maggiordomo del londinese Phileas Fogg, ma fa appena in tempo ad arrivare nel nuovo posto di lavoro che deve prepararsi a ripartire. Il signor Fogg infatti ha fatto una scommessa con i gentiluomini del club che frequenta quotidianamente: gli spetteranno ventimila sterline se, grazie ai nuovi veloci mezzi di trasporto, riuscirà a tornare di nuovo a Londra in 80 giorni, facendo il giro del mondo! Grandi storie a fumetti per piccoli lettori. Età di lettura: da 8 anni.


Titolo: Black Beauty
Autore: Anna Sewell
Illustratore: Donata Pizzato
Prezzo: 10,00 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/2uOS8aB
TramaBlack Beauty è un bellissimo puledro nero che nasce in una fattoria della campagna inglese. È a partire da questi suoi giorni spensierati, passati al fianco della madre, che Black Beauty inizia a raccontare la sua storia, che lo porterà a guidare carrozze per le strade trafficate di Londra, a sfidare incendi e a subire molte angherie per mano dell’uomo. Ma sarà sempre per mano dell’uomo che Black Beauty vivrà la gioia dell’amicizia e della libertà. Grandi storie a fumetti per piccoli lettori. Età di lettura: da 8 anni.


Titolo: Il meraviglioso mago di Oz
Autore: L. Frank Baun
Illustratore: Agnese Innocente
Prezzo: 10,00 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/2VsxtEN
Trama: Dorothy vive in una fattoria in Kansas con gli zii e l’amato cagnolino Toto. Un giorno un tornado solleva la sua casetta e la trasporta in cielo per poi farla ricadere nel paese sconosciuto di Oz. Dorothy vuole tornare a casa, ma per riuscirci deve andare a chiedere aiuto al mago di Oz. Lungo il sentiero di ciottoli gialli Dorothy incontra nuovi amici che desiderano accompagnarla: uno spaventapasseri, un uomo di latta e un leone… Grandi storie a fumetti per piccoli lettori. Età di lettura: da 8 anni.


Titolo: Il giardino Segreto
Autore: B. Barnett
Illustratore: Fabio Pia Mancini
Prezzo: 10,00 euro
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Vw3pZ8
Trama: Mary è appena arrivata dall’India nella brughiera inglese, è senza genitori e non conosce nessuno. Non è strano quindi che sia scorbutica e imbronciata: si annoia e non ha nulla da fare. È così che, anche se fa freddo e minaccia sempre pioggia, Mary comincia a esplorare i giardini che circondano la grande casa in cui vive. Fino a quando scopre un muro e una piccola porticina, chiusa a chiave… Grandi storie a fumetti per piccoli lettori. Età di lettura: da 8 anni.


RECENSIONE GENERALE

Quattro grandi classici che si trasformano in quattro piccoli gioielli da vedere e toccare con mano. Conoscerete quasi sicuramente queste storie grandiose e avvincenti: Il meraviglioso mago di Oz, Il giardino Segreto, Black Beauty e Il giro del mondo in ottanta giorni. Sono dei libri davvero meravigliosi, sia nelle loro storie principali come immagino sappiate già, sia in questa loro versione ed edizione in cui sono tutti davvero carinissime.

Personalmente di questi grandi classici avevo letto soltanto il giardino segreto, Il Giro del mondo in ottanta giorni non mi ha mai tentato la storia in generale,  Il Meraviglioso mago di Oz  ho visto i film mentre per quanto riguarda Black Beauty non lo conoscevo e sono felice di aver avuto modo di venirne a conoscenza perchè è davvero adorabile.

I piccoli libricini sono delle vere e proprie opere d’arte. Sono stati disegnati da quattro diversi illustratori e sono davvero incredibili, fatti ognuno con uno stile diverso come potete anche notare dalla copertina e sono davvero adatti ad un pubblico di più piccini. 

Ho adorato in particolar modo lo stile di Donatella Pizzato che trasforma e rende Black Beauty e tutti i cavalli in maniera egregia e fiera. Infatti ho adorato la struttura fisica degli animali e la maestosità che ha donato loro in questa storia.

Per quanto riguarda Il meraviglioso Mago di Oz ho trovato adorabili i personaggi, costruiti in maniera semplice ma meravigliosa. Avrei voluto abbracciarli tutti perchè sembravano dei piccoli peluche “dolciosi”. Agnese Innocente rende la lettura leggera e stravagante proprio come Oz stesso si presenta.

Particolare è lo stile del giovane Fabio Pia Mancini che trasforma Il Giardino Segreto in maniera particolare giocando con colori chiari, pastello, trasformando le tonalità di colore per ogni stagione che passa nel corso della storia. I suoi tratti particolari si distinguono e rendono la storia autentica e veramente dolcissima. 

Lo stile di Giopota per Il giro del mondo in Ottanta giorni non mi è nuovo perchè ho notato per via di un suo libro pubblicato per la Bao che vorrei leggere prima o poi. Ha uno stile particolare ma molto bello ed ha reso il tutto molto interessante anche attraverso il viaggio nei vari paesi, utilizzando dei colori forti ma che si intonavano bene all’interno della storia.

Tutti i libri in questione sono delle vere perle e sono adorabili, adatti a ragazzi e giovani lettori che vogliono scoprire delle opere classiche in maniera leggera e divertente. Spero che tanti lettori decidano di prendere in considerazione questi libricini perchè meritano davvero tanto.

La Battello a Vapore non si smentisce mai ed accompagna i più piccoli da diverse generazioni e non delude. Questi Classici a Fumetti come tante altre bellissime letture vi attendono in libreria e spero che voi possiate prenderle in considerazione per voi, un figlio, un fratellino o una sorellina più piccoli o chiunque vogliate per imparare a crescere nella lettura di queste opere.

Ringrazio la casa editrice per le copie omaggio

Cosa ve ne pare di questi bei gioielli? Spero possiate apprezzare la bellezza e il lavoro di questi artisti su degli intramontabili classici.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #278 – LA MUSA DIMENTICATA 2, LA STORIA DI HOFFMANN DI EMILIA CINZIA PERRI E DEDA DANIELS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per chi fosse interessato alla lettura di questa Graphic Novel, lo invito a leggere la Recensione del PRIMO VOLUME della duologia che trovate QUI. In questa recensione potrebbero esserci spoiler – anche se cerco sempre di farne il meno possibile – quindi invito solo i temerari a leggere questa recensione. Per i restanti vi invito a leggere questi due volumi per poi parlarne insieme qui sotto nei commenti, magari. Ringrazio le due autrici che con me sono state carinissime e che mi hanno permesso di leggere la loro meraviglia. Ecco qui che ve ne parlo:
41FJNM-3dsL._SX345_BO1,204,203,200_Titolo: La Musa dimenticata (#2)
– La storia di Hoffmann
Autori: Emilia Cinzia Perri e Deda Daniels
Editore: Hazard Edizioni
Link d’acquisto:  https://amzn.to/2FMKsMl

Trama: Si conclude la miniserie originale che omaggia i temi e i personaggi del Dio del Manga Osamu Tezuka con una storia di crescita, drammi personali e traboccante di impeto artistico. La vita di Markus Hoffmann, testardo e indomito come molti dei protagonisti delle opere del mangaka, non è stata facile: e adesso, nella Germania bismarckiana sconvolta dalle rivolte popolari, il ragazzo dovrà decidere se sacrificare amicizie e amori per inseguire una carriera da pittore. Al suo fianco è infatti comparsa una inaspettata musa, una presenza sovrannaturale potente e affascinante in grado di realizzare i suoi sogni.., ma che porta con sé una terribile maledizione. Tra volti familiari dello star system e rivelazioni sconvolgenti, con il volume finale de “La musa dimenticata” Emilia Cinzia Perri e Deda Daniels dimostrano come Osamu Tezuka sia attuale e fondamentale ancora oggi.

RECENSIONE

La storia inizia esattamente dove l’avevamo lasciata con il secondo volume. Markus Hoffman ritornato alla piccola casa vicino al mare, incontra per la prima volta la sua Musa ispiratrice, la donna che arriva dal mare e che sarà portavoce e d’aiuto nella creazione di opere d’arte lungo la sua carriera da pittore. Quello che Markus non sa è che la sua Musa porta con se una misteriosa maledizione. 

Cosa succederà al giovane pittore? Riuscirà finalmente ad emergere nel mondo dell’arte? Il suo nome sarà ricordato? Cosa farà per lui, la sua Musa?

nor

La trama, ben strutturata, non lascia spazio a ripensamenti ed è dritta al punto. Non ci sono spoiler evidenti per quanto riguarda il primo volume. In entrambi i volumi, ricordo che si omaggia il grande mangaka Osamu Tezuka con i tratti del disegno attraverso determinate caratteristiche.

La copertina è FAVOLOSA. Persino di più del primo volume. Non che non mi piaccia quella del primo volume ma questa è molto più bella e penso che Deda si sia superata di gran lunga. A prescindere che il soggetto sia una meraviglia anche all’interno del libro, la Musa è ricorrente in tutta la storia, cosa che invece abbiamo trovato solo alla fine del primo volume.

Il titolo non è variato rispetto al precedente, c’è solo il 2. Forse avrei utilizzato dei sottotitoli diversi per questa storia sottolineando così la differenza tra un titolo e l’altro. Sarebbero stati più identificativi del volume, insomma.

L’ambientazione è sempre la Germania Bismarkiana e l’epoca si aggira intorno agli anni novanta.

nor

I personaggi di questa storia sono gli stessi che troverete nel primo volume. La new-entry che cattura e piace è la Musa che predomina la scena e, con la sua bellezza, riesce a scavalcare anche il giovane Markus.

Markus è il solito giovanotto che abbiamo trovato anche nel volume precedente, solo che avremo un quadro più completo di tutto il suo essere. E’ un uomo diviso a metà: la sua passione per la pittura e i suoi amici e coloro che ama. Ha un talento innato per la pittura ed è un vero mostro nel rappresentare le cose che si trova di fronte. Le sue forme affascinano ogni qualsivoglia tipo di persona e ritroverà vecchi amici lungo il percorso.

La Musa – di cui non vi dirò il nome – è una donna dai tratti meravigliosi che incanta il lettore pagina dopo pagina. E’ veramente un carattere disegnato in maniera sublime e fa il suo dovere, di catturare l’occhio del lettore. E’ intraprendente, dolce, con gli occhi solo per il nostro giovane Markus. E’ una donna che si fa notare e che si lascia desiderare nonostante resti fedele al nostro giovane pittore. La maledizione di cui lei è portatrice vi terrà sulle spine e… non posso dirvi di più.

IMG_20190401_202435

Il perno centrale di questa storia è ancora una volta Markus Hoffman solo che, in questo volume lo troveremo adulto e alle prese con la propria vita e le scelte, seppur difficili, a cui la vita lo sottoporrà. E’ giusto sacrificare i propri sentimenti per inseguire la propria carriera e le proprie ambizioni?

La grafica utilizzata è sicuramente migliorata rispetto al secondo volume e si fa notare oltre al cambio di stile della mano utilizzata. Dove i disegni sono rimasti gli stessi e non hanno subito cambiamenti, nel primo volume abbiamo riscontrato più una struttura più incentrata sull’emozione e sul cambio di colore dovuta ai sentimenti dei personaggi. Inutile dire che il primo volume è si, più introduttivo, ma una base solida per ciò che accade in questo secondo volume. Quindi ci si sofferma più sui ricordi e tutto ciò che succede al giovane Markus. In questo secondo volume si punta molto di più sulla storia e sulla Musa che appare come un qualcosa di inspiegabile oltre che perfettamente eterea nella sua essenza.

Nella grafica inoltre, troveremo molto più intenso lo stile – passatemi il termine non so come si dice tecnicamente – del “puntinato”. Ci sono molti più puntini a sottolineare l’intensità di alcune scene. Non so se la scelta sia stata voluta o meno – immagino di si – ma ha reso tutto molto particolare.

La storia si concentra molto più in questo secondo volume ed ogni domanda che il lettore si è posta con il primo volume verrà svelata. Questo, a partire dalla Musa che, vedendo il nome del libro del primo volume, ci domandiamo “Chi è ‘sta benedetta Musa?“. Ebbene sì, perché nel primo volume la Musa appare solo nell’ultima pagina ma non sappiamo assolutamente nulla di lei. Qui invece tutto sarà più chiaro e, a partire da quell’evento, la conosceremo sempre di più.

La storia scritta da Emilia quindi, crea un connubio vincente assieme ai disegni di Deda, trascinando visivamente il lettore in una storia ambientata in un luogo reale, in un periodo storico importante, con quel pizzico di magia che rende tutto più armonioso e misterioso.

nor

Il libro è una scoperta continua dopo l’altra. Consiglio sicuramente questa lettura agli amanti delle Graphic Novel in generale e, ovviamente, a chi ha amato Osamu Tezuka ma anche a chi volesse sperimentare una lettura molto carina.

Deda Daniels ed Emilia Cinzia Perri creano assieme un mix esplosivo che rende questa graphic novel sicuramente vincente. Se il primo volume era soltanto di introduzione, preparatevi per questo secondo libro, pieno di magia, di speranza e di pittura. Un percorso incredibile quello di Markus Hoffman, da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


Vuoi acquistare La Musa Dimenticata 2 – La storia di Hoffmann e sostenere il Blog? Acquista da Qui: La musa dimenticata. La storia di Hoffmann: 2 o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Che ve ne pare di questo secondo volume? Spero che prendiate in considerazione questa Graphic Novel perchè le due autrici se lo meritano molto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione L’ORSO E L’USIGNOLO DI KATHERINE ARDEN (#277)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Innanzitutto voglio ringraziare la mia banana che finalmente domani rivedo, Sara di Bookspedia per avermi invitato a partecipare e ringrazio la Fanucci per averci permesso la lettura in anteprima. Ecco qui che vi presento una nuova e interessante serie da leggere. A voi la recensione del primo volume:

9263848_3791295Titolo: L’orso e l’usignolo
Autore: Katherine Arden
Editore: Fanucci editore
Data d’uscita: 3 aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2YGhYv4
Trama: In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l’inverno dura la maggior parte dell’anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alësa tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell’inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può “vedere” e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell’intera comunità: le colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. Vasilisa è l’unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre: l’Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini. Nell’incantevole scenario della tundra russa, il primo capitolo di una nuova trilogia fantasy.

RECENSIONE

Risultati immagini per katherine arden the bear and the nightingaleLa storia ha inizio un gorno d’inverno. Dunja, la badante della famiglia Petrovna sta raccontando una storia e lì, Marina Petrovna dice di essere incinta di una nuova figlia, colei che sarà Vasilisa, che sarà forte, indomita, magica e piena di coraggio.

Ed è proprio così che sarà la giovane ragazza che vedremo dalla nascita lungo il suo percorso di crescita alla scoperta di se stessa e dei suoi poteri. Tutto nel villaggio sembra essere calmo e sereno, le creature e gli uomini vivono legati dalla tradizione e dai racconti ma quando arriva Anna, quella che sarà la matrigna di Vasilisa e il giovane parroco, tutto verrà messo in discussione.

Cosa succederà nel percorso di crescita di Vasilisa? Cosa scoprirà di se stessa e di chi la circonda? Le storie che le raccontava Dunja, sono vere? Cosa rischiano gli abitanti del posto?

«Molto bene, tienilo al sicuro per lei, allora, finché non sarà grande… ma non oltre. Non credo debba spiegarti cosa succederà se mi inganni. »

Immagine correlata

Le copertine della serie completa in inglese.

La trama è molto buona. A prescindere dal fatto che io avevo puntato questo libro da diverso tempo addietro, mette sicuramente curiosità anche per chi lo nota per la prima volta. Di sicuro, a chi piacciono le favole, le ambientazioni russe e le rivisitazioni, apprezzerà questa storia, non c’è che dire. 

Per la copertina sono davvero entusiasta del fatto che sia stata utilizzata una delle due versioni originali. Personalmente preferivo l’altra versione ma anche questa è molto bella ed è da ringraziare per il solo fatto che sia stata lasciata così. Io la trovo molto veritiera con la storia e sicuramente rappresentativa.

Il titolo è stato semplicemente tradotto, quindi il mix tra i due è sicuramente vincente. Sono anche qui soddisfatta del risultato e che non ne sia uscito fuori qualcosa di strano o che non c’entrava nulla con il resto.

L’ambientazione è un piccolo villaggio poco fuori dalla capitale Mosca, in Russia. Un luogo fatato, in mezzo ai boschi. L’epoca è indefinita anche se sembra 

«Non è colpa di Vasja se Madre è morta» aggiunse Saša, con tono più sommesso. Pëtr non disse nulla, Saša si alzò in piedi, fece un inchino al genitore e spense la candela con un soffio.

I personaggi di questa storia sono molti e sono tutti caratterizzati molto bene. L’autrice, nonostante abbia inserito nella storia molte comparse e molti personaggi fissi avrebbe potuto avere caos e somiglianze fra i vari personaggi, quando invece, è riuscita e destreggiarsi molto bene.

Ritengo di dovervi parlare di Vasilisa molto più che degli altri personaggi, essendo loei la vera protagonista di questa storia. Di Vasilisa Petrovna, sua madre non aveva dubbi fin prima della sua nascita. Sarebbe stata forte e coraggiosa oltre che avrebbe avuto i stessi poteri di sua nonna. E così è stato anche se con la sua nascita ha condotto sua madre alla morte. 

Vasilisa essendo la più piccola di casa e quindi un po’ quella più viziata, ha sempre infranto le regole e non è mai stata agli ordini di nessuno. E’ selvaggia e temeraria e non si fa sottomettere. Ama la sua famiglia e i suoi fratelli, sopratutto suo padre Petr e la Dunja, la donna che si occupa di loro da quando sono nati. Vasilisa è una ragazzina che riesce a vedere le piccole creature che a circondano e riesce ad amarle e farsi amare da tutte per la sua gentilezza e per la sua sagacia. Ha un rapporto particolare con i cavalli e riuscirà persio a parlare con loro. Non c’è dubbio che Vasja, sia un personaggio davvero unico e inimitabile, non vi pare?

«Perché dovrei scegliere di morire?» «Tre nascite. Una morte» sintetizzò il Bannik.«Non è così? Non dimenticarmi, Vasilisa Petrovna.»

Immagine correlataIl perno centrale della storia è Vasilisa stessa che, lungo il percorso che la porta dalla nascita all’adolescenza, si trova di fronte a situazioni diverse che la metteranno davanti a delle scelte, a volte anche difficili. 

Lo stile utilizzato è stato molto raffinato e particolare. La storia, riprende una delle favole russe più famose, quella di Vasilisa La Bella e la plasma come meglio crede. Ne ho lette anche altre di questa rappresentazione e questa, a mio parere, si discosta molto per tante cose ma che sicuramente mantiene le ambientazioni magiche e misteriose.

L’autrice porta alla luce diverse favole russe raccontate da Dunja, che non so se siano effettivamente vere nella cultura russa, ma che funzionano e rendono la storia straordinariamente particolare e bella da leggere.

Nonostante poi, questo sia un libro “DI PRESENTAZIONE” diciamo, dei prossimi due che ne verranno – perchè racconta da prima della nascita e mano a mano tutto il percorso di crescita di Vasilisa e molto poco del fulcro dell’azione – è stato veramente un ottimo libro. L’autrice è riuscita a raccontare i primi quindici anni della giovane Vasilisa, della sua famiglia e del suo villaggio in maniera eccelsa, portando con se tutti i cambiamenti che sono derivati nel corso del tempo e plasmando la storia nel corso degli anni, cosa davvero molto difficile.

Nel corso della lettura non si riesce a capire dove voglia arrivare la storia e, sopratutto, non si capisce chi siano l’Orso e l’Usignolo che vengono poi citati all’interno del libro. Tutto sembra essere meravigliosamente incomprensibile e misterioso ma la storia si svela a mano a mano e capiremo percorrendo passo passo tutte le cose assieme a Vasilisa stessa. E’ sicuramente un libro innovativo e originale che spero si faccia ancora più interessante nei prossimi volumi. 

«Il re dell’inverno ti aiuterà» disse. «Ha promesso. Lo abbiamo sentito tutti. È molto vecchio, ed è nemico del tuo nemico. Ma non devi fidarti di lui. » (…) «Ti credo» mormorò Vasja. «Tu sei mia amica.» «Che il tuo cuore sia puro, Vasilisa Petrovna»

Il libro è sicuramente un inizio di serie sorprendente. E’ originale, cupo e misterioso, ricco di informazioni che ci serviranno per i prossimi volumi. Non posso che consigliare questo volume di sicuro agli amanti del fantasy ma anche a chi piacciono le favole russe e le ambientazioni russe, magiche e ricche di meraviglie.

Katherine Arden mi ha colpito in ogni sua sfumatura.Una storia che vi trasporterà nel gelo dell’inverno, in un bosco infestato di creature magiche. Non riuscivo a staccare gli occhi dalla lettura. Un libro emozionante e raffinato. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe, mi raccomando:

Orso e usignolo bnner (1)


Vuoi acquistare L’orso e l’usignolo e sostenere il Blog? Acquista da Qui: L’orso e l’usignolo. La notte dell’inverno o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere, mi raccomando che ci tengo!

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL # – NOTE D’AMORE DI SUSY TOMASIELLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sveliamo la Cover Reveal del nuovo libro di Susy Tomasiello. Personalmente mi incuriosisce molto, anche di più dei precedenti della stessa autrice. Spero che possiate apprezzare. Ecco qui:

Un romance contemporaneo ambientato nella magica Maiori sulla Costiera Amalfitana con due protagonisti molto diversi, ma uniti da un’unico destino: l’amore.

Trama

Quest’estate Thomas ha deciso che sarà indimenticabile per suo figlio John. Sceglie una meta lontana perché sa che così potrà avere pace e tranquillità almeno per un mese. Laura è a Maiori perché sta attraversando un periodo difficile e desidera soltanto rilassarsi.Due anime sole che intrecciano le loro vite quasi per caso. Due persone che capiranno quanto la vita che credevano decisa, può subire una scossa enorme se s’incontra la persona giusta.Se Thomas è coinvolto dalla sua dolcezza, Laura trova in lui quello che ha sempre desiderato in un uomo. Potrebbe sembrare tutto perfetto se Thomas non cercasse di tenerla lontana.Cerca di nascondere i suoi segreti perché sa che una volta scoperta la verità, niente sarà più lo stesso. Il cuore però, è capace di seguire anche le strade più difficili pur di arrivare alla meta. E poi Thomas non ha tenuto conto della caparbietà di Laura, né dell’importanza di una semplice canzone…

Autrice: Susy Tomasiello

Editore: Self  Publishing

Genere: Romance Contemporaneo

Data di Pubblicazione 5 Aprile 2019

Formato ebook 1,44

Formato Cartaceo 10,15

Disponibile Gratis per chi ha Kindle Unlimited

Disponibile in pre order

Lui credeva di conoscere il suo futuro.
Lei sapeva come sarebbe andato il suo futuro.
Una canzone e un’estate al mare cambiò tutto.



Ecco qualche card estratto

 

 


Ecco tutto. Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere carissimi!

A presto,

Sara ©










 

RECENSIONE #261 – IN UN CHIARO, GELIDO MATTINO DI GENNAIO ALL’INIZIO DEL VENTUNESIMO SECOLO DI ROLAND SHIMMELPFENNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi di nuovo con una recensione. Lo so che vi sto riempendo ultimamente ma ho tanti di quei libri da recuperare che penso sarà così per tanto. Sappiatelo. Spero che questa storia possa allietare la vostra giornate ed incuriosirvi fino a spingervi a leggere questo libro. Ringrazi la Fazi per avermi permesso la lettura di questo libro e ve ne parlo subito:

arton151348-c8a48Titolo: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo
Autore: Roland Schimmelpfennig
Categoria: Narrativa Straniera
Anno di pubblicazione: 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2If2TMC

TramaIn un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco. “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.

RECENSIONE

Wolf during WinterLa storia ha inizio nel bosco, in un gelido mattino di gennaio del ventunesimo secolo. Un lupo attraversa il fiume che separa la Germania dalla Polonia e avanza fino a mostrarsi a diverse persone lungo il suo cammino.

Delle persone sono ferme sull’autostrada per via di un grande incidente e tutti sono bloccati in macchina. Tomasz, sotto il cartello che costeggia all’autostrada vede il lupo e lo fotografa. Un ragazzo e una ragazza scappano assieme. Il padre alcolista cerca di ritrovare i due fuggiaschi. Una donna depressa torna e cerca di ricordare la sua gioventù e tanto altro. In tutto questo il lupo appare e scompare nei momenti più impensati e al momento giusto ma nessuno sembra riuscire a prenderlo.

Cosa succederà ai protagonisti? Che fine farà il lupo? Cosa succederà in questa importante fiaba moderna e assolutamente particolare?

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo solitario attraversò poco dopo il sorgere del sole il fiume ghiacciato che separa la Germania dalla Polonia. Il lupo veniva da est. Avanzò sulla superficie ghiacciata dell’Oder, raggiunse l’altra sponda e proseguì verso ovest. Alle spalle del fiume il sole era ancora basso sull’orizzonte.

Risultati immagini per roland schimmelpfennig one clear ice-cold january morning at the beginning of the 21st centuryLa trama è ben scritta e racconta ciò che è la storia stessa. Non ci sono ghingheri e non ci sono spoiler quindi tranquilli. Sembra lunga ma riassume molto bene questo libro e lascia pensare a cosa possa succedere. 

La copertina mi piace molto. E’ quella che mi ha catturato, lo ammetto. Molto più della trama, almeno inizialmente, senza sapere di cosa parlava il libro. Poi ho notato anche la trama e la curiosità è sicuramente aumentata. Come potete vedere qui di fianco, l’originale è stato assolutamente modificato e stranamente, dico stranamente perchè non mi capita quasi mai di preferire quella italiana, ma è assolutamente più bella quella che la Fazi ha deciso di adottare per l’Italia. Il titolo è assolutamente particolare. E’ stato utilizzato la frase dell’incipit e credo sia assolutamente originale oltre che assolutamente giusta per questo libro. All’inizio del ventunesimo secolo, in una mattina fredda un lupo si aggira fra il confine ed è lui l’assoluto protagonista di questa storia. Quindi questo titolo riassume un inizio incredibile. Bene.

L’ambientazione è tedesca. Ci si sposta sul confine ma si muove per la maggior parte in Germania. L’epoca è specificata anche sul titolo del libro, mi sembra ovvio. L’inizio del ventunesimo secolo.

La serratura del portabagagli era congelata. Sulla destra, davanti a Tomasz, c’era il cartello: ottanta chilometri per Berlino. E poi Tomasz vide il lupo. Il lupo era davanti al cartello, sul bordo della strada innevata, a non più di sette metri da lui. Un lupo, pensò Tomasz, sembra un lupo, probabilmente è un cane molto grande, chi è che lascia libero il proprio cane qui in mezzo. O magari è un lupo sul serio? Fece una foto dell’animale davanti al cartello, in mezzo alla bufera. Un lampo nell’oscurità. Un istante dopo il lupo era sparito.

I personaggi di questa storia sono volubili, miti e scostanti. Tutti diversi ma tutti con un filo conduttore unico che li ha uniti dal primo all’ultimo. Nonostante ci sia chi mi ha colpito di più e chi di meno, la storia è sicuramente interessante.

C’è il lupo che è la figura centrale, appare e scompare quasi non esistesse e che tutti, dalla foto fatta da Tomasz, cominciano a cercare in ogni angolo sperando di vederlo. Tomasz e Agnieszka, sono i due personaggi che ho apprezzato meno in questa storia. Sono una coppia poco affiatata e sono stati i primi a fare la loro apparizione dopo il lupo oltre che i primi a trovarlo e vederlo. C’è la coppia di ragazzi che scappa di casa che si rivelano dei semplici adolescenti in fuga, ala ricerca di qualcosa di migliore. C’è il padre che esce dalla clinica per andare a cercarli, c’è il cileno misterioso e tanto altro. Tutti da scoprire.

Lavoravano dalle sei o le sette di mattina fino a notte tarda, dal lunedì al mezzogiorno del sabato. Il sabato sera andavano a ballare. «Ho fatto una foto». Lei la guardò. «Hai fotografato un lupo». «Te l’ho detto». «Secondo te il lupo l’ha fotografato tanta gente?». «No. Nessuno». «Un lupo sull’autostrada», disse lei. «In mezzo alla neve». «Nell’ingorgo. Un lupo bloccato nell’ingorgo». Lei rise. Voleva essere una spiritosaggine. Tomasz scherzava di rado. Praticamente mai.

Selective Focus Photography of Woman Holding Petaled FlowerIl perno centrale, come ho detto anche prima, è il lupo. E’ lui a primeggiare su tutto, la star indiscussa di questa storia. Il lupo lascia una scia di impronte lungo il suo percorso che lo legano a sua insaputa a tanti personaggi e alle loro vite, tutte diverse ma allo stesso modo importanti.

Lo stile utilizzato è molto semplice ma anche particolare nella costruzione della storia che sbalza da un personaggio all’altro mantenendo il filo conduttore del lupo. I personaggi sono dei più disparati e la storia originale sta proprio nel fatto che il tutto mantiene un aura fiabesca. 

Ho apprezzato molto il fatto che il lupo rimanesse la figura del mistero e che, nonostante si veda poco, sia – almeno personalmente – la più apprezzata. Ad affascinare è proprio il lupo come figura misteriosa, che tutti e nessuno sembrano aver visto e che faccia le sue apparizioni in momenti inaspettati. Interessanti personaggi sono stati inoltre i due ragazzi che scappano da casa per andare a Berlino. Sono loro che hanno fatto da collante in questa storia e che mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine di questa storia. Purtroppo, gli altri personaggi li ho trovati lenti e poco funzionali per la storia. 

Altra cosa che non ho amato particolarmente è stato il finale. La storia che si crea è interessante e piace seguire i due fuggitivi, come il fatto di seguire il lupo ma in sostanza la lettura resta in sospeso. E la cosa mi ha completamente spiazzato. Avrei preferito che la cosa coinvolgesse di più, invece mi ha lasciato appesa e senza parole. E non completamente in senso positivo.

La foto del lupo di notte sull’autostrada era in prima pagina, il giornale era lì in giro durante la pausa-colazione delle nove, e Tomasz disse a Marek, il capo, questa foto l’ho fatta io, c’è anche il mio nome. E Marek disse lo vedi, lo vedi, l’ho sempre detto che avresti fatto strada. Diventerai famoso.

Il libro è stato interessante nella sua integrità ed è stato sicuramente alternativo e curioso. Una lettura per palati esigenti, che cercano una storia originale, fiabesca in un clima incredibilmente freddo dal tocco nordico.

Roland Schimmelpfenning scrive una fiaba moderna che ci permette di viaggiare lungo il gelido confine fino alla capitale tedesca inseguendo un lupo che farà le sue apparizioni lungo il percorso. Una storia che unisce diversi personaggi in un fine comune, alla rincorsa di una figura misteriosa, che si fa desiderare e bramare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo e sostenere il Blog? Acquista da Qui: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo  o dal generico Link Amazon:Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando, ci tengo!

A presto,

Sara ©