RECENSIONE #380 – QUESTO OSCURO DUETTO DI VICTORIA SHWAB.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmente riesco a portarvi la recensione di questo libro di cui, dovete scusarmi il ritardo ma ci sono stati eventi nell’intermezzo e con il lavoro è slittato tutto. Ho letto il primo volume di questo libro in lingua originale e non mi ha convinto davvero del tutto ma sono speranzosa per quanto riguarda il secondo volume. Ringrazio la Giunti editore per avermi permesso la lettura. Ve ne parlo subito: 

downloadTitolo: Questo nostro oscuro duetto
Autore: Victoria Schwab
Genere: Fantasy
Data di uscita: 8 gennaio 2020
Pagine: 413
Link d’acquisto: https://amzn.to/39HMlpQ
TramaNel secondo e ultimo episodio della serie Monsters of Verity torniamo nelle strade infestate dai mostri, tra giochi di potere e nuovi intrighi. – Ma Kate Harker non ha paura dei mostri. Li caccia, li uccide ed è anche brava. Ora Kate vive a Property e combatte. August Flynn, il mostro che bramava di diventare umano, ora vive a Verity e combatte. Le loro strade sono destinate a incontrarsi di nuovo. Così come i loro cuori. Ora, infatti, la guerra è iniziata. I mostri stanno vincendo. E uno nuovo mostro li sta aspettando – uno che si nutre di caos e fa emergere il lato oscuro delle sue vittime. Kate deve tornare a Verity. August dovrà lasciarla tornare.

RECENSIONE

person in black hoodieLa storia riparte qualche tempo dopo la fine del volume precedente. Kate è scappata da Verity e vive ormai a Prosperity, dove è riuscita anche a farsi degli amici. A lei sembra ancora strano tutto ciò che la circonda ma a farle compagnia nella monotonia sono i Mostri che decidono di comparire anche a Prosperity. E’ lì che si metterà a caccia e questa stessa caccia la riporta a Verity, dove August è a capo di una squadra, anche lui a caccia di mostri. Entrambi sembrano essere cambiati ma entrambi combattono per la stessa identica causa. 

Riuscirà August a ritrovare se stesso, tornando quello che voleva essere un umano? Riuscirà Kate ad uscire dal labirinto che la riconduce e la condanna al suo cognome?

Amica. La parola le rimbalzò contro le costole, così forte da lasciarla senza fiato. Perchè lei conosceva un segreto: c’erano due tipi di mostri, quelli che infestavano le strade e quelli che vivevano nella tua mente. Lei era in grado di combattere contro i primi, ma i secondi erano più pericolosi. Erano sempre, sempre un passo avanti a te. Non avevano denti o artigli, non si nutrivano di carne o di sangue o di cuori. Semplicemente, ti ricordavano cosa succede quando apri il tuo cuore a qualcuno.

La trama è semplice e non rivela quasi nulla di ciò che accade se non che i due protagonisti saranno costretti ad incontrarsi nuovamente ma con delle consapevolezze diverse rispetto quanto riguarda il volume precedente. Non è una trama particolarmente interessante ma almeno non spoilera niente e credo sia giusto così.

La copertina è molto bella e riprende il precedente che ho letto quindi direi Top, sicuramente anche se non comprendo la retromarcia della Giunti riguardo le copertine. La prima fu pubblicata con la versione Uk, questo secondo volume con la versione USA ed è stata anche modificata la copertina del primo volume. Comprendete bene però, che chi ha già il primo volume si ritrova con una serie con due copertine che fra loro non ci azzeccano proprio nulla. Un mistero profondo. Il titolo è stato semplicemente riproposto, come l’originale apponendo la traduzione come sottotitolo. Niente di più niente di meno. Forse la scelta migliore in questo caso.

L’ambientazione ha inizio con Prosperity e si ritorna a Verity, la città partorita dalla mente dell’autrice suddivisa fra nord e sud, come nel primo volume in cui la suddivisione si sente davvero poco perchè la città è chiusa ed in quarantena per via dei Mostri che la popolano; l’epoca è indefinita anche se sembra moderna da quel che ne risulta.

«Te lo sto raccontando, no? Ogni tanto qualcuno combina qualche casino. La tensione sale, si commettono degli errori. In questi casi non danno altri esempi. Quando succede, il soldato sparisce e basta. Tra di noi c’è un detto: Soro viene per i cattivi, Ilsa si occupa dei pentiti». Conclusero un altro giro di pista prima che Kate parlasse di nuovo. «E August?» Colin ansimava: «Che cosa vuoi sapere?» «Be’, se Soro raccoglie le anime dei cattivi e Ilsa quelle dei pentiti, August quali raccoglie?» Mony sbuffò: «Quelle di tutti gli altri».

brown violinI personaggi di questa storia sono diversi e ce ne sono di nuovi ma i principali restano comunque coloro su cui ruota tutta la storia. Ci saranno nuovi mostri come Alice, Soro e conosceremo meglio Isla. August e Kate sembrano essere cambiati entrambi.

Kate è più forte, audace, combattiva, la degna figlia di suo padre nonostante abbia una costante paura contro i mostri. E’ una tipa tosta, ha scoperto cosa vuol dire avere degli amici e cerca in August ciò che sperava di aver lasciato quando era andata via da Verity.

August non è più lo stesso da quando Kate è andata via. Sente la voce di suo fratello Leo nella sua mente, non riesce più ad essere il mostro che voleva essere umano ma riesce ad essere solo ciò che effettivamente è: un Sunai. Suona la sua melodia dal violino e cattura le anime, tutte quelle che gli altri non riescono a catturare. E’ un personaggio particolare e fragile, forse molto di più di quanto non lo sia Kate.

«Una volta ti ho odiato disse lei all’improvviso». August alzò la testa di scatto. «Come?» «Quando ci siamo incontrati. Ti ho odiato. Sai perchè?» «Perchè ero un mostro?» «No. Perchè volevi essere umano. Avevi tutto questo potere, tutta questa forza, e volevi gettare via tutto… e per cosa? Per l’occasione di essere debole, inerme. Ho pensato che eri un’idiota. Poi però ti ho visto bruciare vivo, per questo sogno. Ti ho visto andare in pezzi, per tenerlo stretto, e allora ho capito qualcosa. Non si tratta di cosa sei, August, si tratta di chi sei, e quel ragazzo stupido, pieno di soni, quello non era un errore, o un’illusione, o uno spreco di energia. Eri tu». Si chinò in avanti. «E allora, dove sei andato?»

woman standing near wallIl perno centrale di questa storia è, ancora una volta Verity e i suoi mostri, solo che questi al momento sono molto più pericolosi di quanto si credeva, molto più di quanto era nel primo volume. I Corsai, i Malchai e i Sunai sembrano essere niente in confronto a ciò che sta per raggiungere la città. Bisogna combattere prima conm i mostri che si hanno dentro per sconfiggere quelli al di fuori.

Lo stile utilizzato è apparentemente semplice anche se non particolarmente fluido. Ammetto di aver avuto seria fatica a continuare la lettura  sia per quanto riguarda lo stile, sia per la struttura della storia.

I problemi alla base di questo libro sono tante. Quella più grande di tutte è il semplice fatto che esso stesso sia stato scritto. E dico seriamente, era evitabile al 100%. Non dico questo perchè il libro è brutto o perchè non mi è piaciuto ma perchè tendenzialmente, il volume, non ha una trama solida ed efficace.

Ciò che nel primo volume era la novità, ovvero i mostri, in questo volume è sembrato semplicemente ridondante e, non fanno decisamente più effetto, non perchè non ne abbiano ma perchè non hanno più la centralità della storia, anzi ne sono solo accessorio. Anche il fatto che August sia un Sunai perde di valore. Figo, invece, il lato combattivo di Kate che si scopre impavida e affronta i mostri anche per dimostrarsi migliore di quanto sia stato suo padre.

Il fatto dei mostri al proprio interno. Se fosse stata solamente una cosa retorica magari avrebbe avuto persino senso ma questa cosa, accadendo in senso reale ed effettivo per quanto riguarda ENTRAMBI i protagonisti, mi sembra una vera e propria esagerazione. Ripeto, ENTRAMBI. Non bastava che il problema fosse soltanto di uno dei due protagonisti? No, Kate ha un mostro potente, quasi demoniaco, August ha suo fratello a rendere tutto piuttosto ridicolo (che poi non si comprende nemmeno se sia effettivamente così o se è solo ciò che August pensava avrebbe detto suo fratello in determinate occasioni).

Il libro finisce per essere piatto. La prima parte è soltanto uno “stabilizzatore” o un’introduzione di ciò che ci aspetteremo. Tutto troverà un senso quando ci avviciniamo  verso la terza parte dove l’azione comincia a farsi sentire, ma ormai siamo già oltre il 75% del volume. Se per il primo volume ho avuto dei dubbi e delle incertezze e la storia non sembrava prendere il volo davvero, in questa nasce e muore così come è iniziata. Non aveva neanche ragione di esistere, secondo il mio modesto parere personale.

Finale scontato come pochi. Non posso dirvi nulla al riguardo, ci mancherebbe ma con un po’ di fantasia credo possiate arrivarci da soli, se avete letto il primo volume. In questo caso, comunque, mi astengo da qualsiasi tipo di commento sia perchè non posso, sia perché, cosa dire?!

August la afferrò per un braccio. «Che farai quando lo trovi, Kate? Come lo ucciderai? Sei sicura di poterlo uccidere, con i suoi artigli dentro la testa?» La guardò mentre cercava di dire di sì, vide le parole che le si bloccavano in gola. Quando alla fine rispose, la sua voce era flebile. «Non lo so» disse, incrociando il suo sguardo. «Ma che sia dannata se lascerò che lui uccida me. Tu puoi rifiutarti di affrontare i tuoi mostri, August. Ma io combatterò il mio».

Il libro è sicuramente una lettura particolare per quanto riguarda la sua struttura generale ma non nella storia complessiva. Questo secondo volume era opzionale e non necessario. Se sul primo volume non ero totalmente convinta, questo ha affossato la situazione. Sinceramente, non saprei se consigliarvi questa duologia visto che molti, a differenza mia hanno un’opinione completamente contrastante.

Victoria Shwab, sicuramente si conferma un’autrice che non so se leggerei ancora. Sono curiosa della trilogia uscita già in Italia ma non rientra fra le priorità. Una lettura che affascina per via dei Mostri e delle loro peculiarità, ma niente di più.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

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