RECENSIONE #48 – IO SONO BUIO DI KIERSTEN WHITE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon lunedì! Oggi vi presento la recensione di un libro che mi è piaciuto molto. Premetto che non amo i storici infatti non ne leggo mai. Questo mi aveva messo piuttosto curiosità e devo dire che è stata pienamente soddisfatta. L’ho letto per il The Reader’s Nest e vi sto parlando di:

Titolo: Io sono Buio (The Conqueror saga #1)

Autrice: Kiersten White

Editore: Fabbri 

Prezzo: 17,00 €

Pagine: 400

Sinossi: Una principessa non dovrebbe essere brutale. Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un’ambizione sfrenata. Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore.

RECENSIONE:

Questo libro è un retelling in versione al femminile di Vlad III ed la storia ha inizio alla nascita di Lada. Vlad Dracul, Principe di Valacchia e Governatore della Transilvania, guarda il frutto della debolezza di sua moglie Vasilissa: una figlia femmina. Per dispetto lui chiamerà sua figlia Ladislav un nome alternativo che sta per Vlad, il suo stesso nome. Il secondo figlio nasce l’anno seguente e si chiamerà Radu. Entrambi i fratelli per colpa della vigliaccheria del padre, vengono tenuti prigionieri dell’impero ottomano sotto il sultano Murad. Loro riceveranno istruzione e tutto ciò che ne consegue ma mentre Radu si sente a casa, Lada non smetterà di covare vendetta.

Ammetto le mie mancanze in fatto di storia, non sapevo neanche fosse mai esistito Vlad Drakul ma mi sono informata a dovere (Io ho sempre odiato storia, abbiate pietà di me!). I figli di Vlad  Dracul, come lui stesso, sono gli stessi storicamente esistiti: Mircea, Radu e Vlad che in questa storia è stato mutato in Ladislav o meglio Lada, una donna. E la cosa ha assunto decisamente un aspetto migliore di quanto credessi.

Le restava in mente l’immagine del fazzoletto gettato a terra. Sporco e abbandonato, ormai inservibile. Suo padre era uno scialacquatore. Suo padre era un debole. Bogdan meritava di meglio. Lei meritava di meglio. La Valacchia meritava di meglio. Tornò con la mente sulla cima della montagna, ricordò come il sole l’aveva abbracciata. Non avrebbe mai buttato via il suo Paese come aveva fatto il padre. L’avrebbe protetto. Un singhiozzo minacciò di uscirle dal petto. Cosa poteva fare? Non aveva potere. Ancora, promise a se stessa. Non aveva ancora potere.

La trama invoglia sicuramente alla lettura ed incuriosisce. Almeno per me è stato così. Ed è niente meno ciò che accade nel libro anche se preso molto alla larga. Ed è assolutamente la cosa migliore perché non ti permette di capire molto e ti invoglia a leggere.

La copertina è stupenda e vi dirò di più: la Fabbri l’ha mantenuta come l’originale, non è stata modificata a parte il titolo italiano. Io l’ho interpretata così: il fiore è Radu, bello e dolce. La lama è Lada, feroce e spietata. Il titolo è un altra cosa, che anche se tradotta, hanno lasciato tale. Nel senso che And I darken (originale) non è diventato tutt’altro come molti fanno ma è stato tradotto correttamente e fedelmente.

Risultato immagine per now i rise kiersten whiteLa storia si svolge in diversi anni. Comincia nell’anno 1435 e termina (momentaneamente perché ci sarà il seguito intitolato Now I Rise – trovate la copertina qui di lato) in un anno imprecisato ma non vi rivelerò gli eventi per non svelarvi il finale ovviamente. L’ambientazione invece, si muove fra la Valacchia e l’Impero Ottomano tra Edirne, la capitale, e Amasya.

Lada teneva Radu per mano e lo strattonava per fargli accelerare il passo, per non restare indietro agli adulti. Non era quello il comportamento che si era aspettata da Vlad Dracul. Da suo padre. Da un drago. Un drago non striscia davanti ai suoi nemici supplicando aiuto. Un drago non giura che libererà il mondo dagli infedeli per poi invitarli a casa sua. Un drago non fugge dalla sua terra in piena notte come un criminale. Un drago fa terra bruciata intorno a sé finché la cenere non purifica il mondo.

I personaggi sono molti, anche secondari ma vi specificherò quelli principali e più significativi. Gli altri li lascio, in modo da incuriosirvi, no?

Lada l’impalatrice è la figlia di madre Valacchia e del padre drago. Ama combattere e reputa suo padre un vigliacco. Affamata di vendetta e di potere, Lada impara a combattere, inizialmente per compiacere suo padre poi per se stessa. Fin da bambina preferisce Bogdan, a suo fratello Radu che reputa un debole. (Storicamente è la versione femminile di Vlad III l’Impalatore).

Radu Il Bello è il fratello minore di Lada. Dolce e sensibile è l’esatto opposto di Lada. Quando è bambino piange per ogni cosa e soffre per non essere ben visto e ben voluto sia da suo padre che da sua sorella. Si riscatterà, in nqualche modo, quando sarà più grande, diventando un bravo “oratore” .

Mentre Lada è più brava nel combattimento e nella fisicità nei scontri con i  nemici e con le persone, Radu è bravo nelle parole. E compensano a vicenda ciò che manca all’altro.

Se Lada era l’erbaccia ispida che spuntava tra le crepe del letto di un fiume riarso dalla siccità, Radu era una rosa dolce e delicata, che appassiva se le condizioni del terreno non erano perfette.

Mehmed il Conquistatore è il terzo figlio del sultano Murad. Diventa amico dei due fratelli quasi maniacale. Lui non è solo un amico, lui ha bisogno di loro. Chiamato dal popolo “il piccolo esaltato” non è ben visto da suo padre il sultano. Ma farà di tutto pur di essere diverso, rispettabile e forte come suo padre, forse anche migliore.

Bogdan è il migliore amico di Lada sin dall’infanzia. Con Lada, lui si sente a proprio agio e giocano a combattere, si picchiano e sono amici inseparabili. Figlio della balia che a palazzo cresceva Lada e Radu prima di essere portati via da casa.

Mircea è il fratello maggiore di Lada e Radu nato NON dalla loro stessa madre ma da una concubina. Primo erede in successione del trono della Valacchia. Un uomo senza scrupoli.

Murad è il sultano di Edirne e dell’Impero Ottomano. Quando i due protagonisti giungono prigionieri a Edirne tutto è sotto il suo comando. Murad è feroce oltre che senza paura, impetuoso e potente.

Mehmed fece una pausa, come se fosse in ascolto, poi scosse la testa. «Lei è insopportabile. E l’harem… Non è reale, Lada. Vado a trovarle e loro svolazzano come spettri, come quadri. Nessuna di loro è reale per me.» Si interruppe di nuovo e posò un palmo contro il battente. «Tu sei l’unica cosa reale nella mia vita.» Radu ansimò per il dolore che quelle parole gli avevano provocato. Ma il suono della sua sofferenza fu coperto da quello della porta che si apriva.

Il perno centrale è la vita dei due fratelli. Inizialmente la storia viaggia a binario unico e i due fratelli sono visti assieme. Mano a mano che il tempo scorre, ogni capitolo viene alternato dai due punti di vista sempre in terza persona. Uno Lada e uno Radu. Diversi, contrastanti, divergenti. Uno l’esatto opposto dell’altro.

Lo stile utilizzato è stato decisamente scorrevole anche se in alcuni punti più lento perché fermo ad avvenimenti non troppo importanti ma comunque utili per capirne il quadro generale. I riferimenti storici nel libro sono velati e non pesanti. Non ci sono papier di pagine sul lato storico ed ammetto che almeno per me è stata una salvezza.

Personalmente mi sono ritrovata molto di più in Lada, che per quanto crudele o vendicativa, era secondo quella sviluppata in modo migliore. Radu fin quando non inizia a farsi un nome nella capitale non mi ha detto nulla se non un bamboccio troppo gentile e troppo educato per essere, comunque, un erede al trono della Valacchia. Mehmed invece, mi è piaciuto anche se a volte mi è sembrato, molto sommessamente, manipolatore (soprattutto nella parte finale).

«Voi due siete così indaffarati a imparare tattiche e a studiare battaglie, che non avete capito dov’è che si vincono e si perdono davvero i troni. È nei pettegolezzi, nelle parole e nelle lettere scambiate in angoli oscuri, nelle alleanze nascoste e nei pagamenti segreti. Pensi che io non valga niente? So fare cose che non ti sogneresti neppure.» Lada barcollò all’indietro. Quelle parole avevano centrato il suo punto debole: una fragilità che aveva sempre cercato di ignorare. «Ma… dobbiamo restare uniti. Possiamo contare solo l’uno sull’altra contro questo impero.» Radu aprì la porta e guardò fuori, sopra la testa di lei. «Il tuo errore è dare per scontato che entrambi lo consideriamo un nemico.» Lada sentì che la rabbia e il disgusto le si riversavano fuori dalle labbra senza che lei potesse fermarli. «Non puoi dire sul serio. Siamo valacchi.» «Tu sei valacca. Io sono a casa mia. Vattene.»

Il libro è stato scorrevole e ben scritto. Sono stata attratta da questo libro tanto da voler sempre sapere come proseguisse ogni volta che rimanevo appesa perché dovevo fare altro. Quindi direi che mi ha catturato anche se sostanzialmente questo non è il mio genere.

Non nascondo che il secondo libro sarà, (almeno penso e suppongo) attenendomi alle fonti storiche, molto più pesante e brutale di questo. Per quanto pensavo fosse crudele e crudo questo volume è stato abbastanza contenuto. Ma il prossimo non so quanto si conterrà ed è qui che viene il bello. Non vedo l’ora di leggere il seguito!

Un libro che consiglio di sicuro. Forte, che gioca fra vendetta e una scia velata d’amore fraterno e non. Assolutamente da leggere!

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

quattro-e-mezzo


Cosa ne pensate? E’ assolutamente un ottima lettura quindi non potete perdervela. Vi aspetto con un commento!

Alla prossima,

Sara. ©

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11 thoughts on “RECENSIONE #48 – IO SONO BUIO DI KIERSTEN WHITE.

  1. Alla fine gli hai dato il mio stesso voto. Sono contentissima che ti sia piaciuto. A giugno arriva il seguito, anche se in Italia bisognerà aspettare un po’ di più. Ho come l’impressione che Lada non andrà molto lontano o farà parecchi casini U_U

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  2. Pingback: WWW WEDNESDAY #3 | Milioni di Particelle

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