RECENSIONE # SERIE TV – DOTA: DRAGON’S BLOOD (Stagione Tre) – SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione di una serie TV che spero possa incuriosirvi e interessarvi. Io ho visto entrambe le stagioni e per non farvi due recensioni distinte ve ne faccio una completa. Ecco qui che ve ne parlo:

dota-series-3Titolo: Dota
Stagione TRE
Lingua: Italiano
Episodi stagione due: 8
Piattaforma: Netflix

Trama: Drysi stringe un patto terrificante. Luna e un nemico inaspettato si rivolgono a Mirana. Le cose cambiano per Fymryn mentre Davion affronta una prova impegnativa.

RECENSIONE

serie da vedere | Milioni di ParticelleIl tutto inizia laddove è finita la serie precedente. Il potente Terrorblade incombe e diventa sempre più pericoloso, tant’è che cerca sempre più di creare un mondo come lui più desidera. Mirana è sempre più presa dalle sue prese imperiali e il fatto che fare l’Imperatrice non è così semplice come sembra; Davion e tutti i suoi compagni della compagnia dei Draghi si accorgono che tutti i draghi si stano muovendo in un unico punto e si rende conto che il pericolo incombe. A smuovere ancor più le cose è l’Evocatore che tenta di unire tutti per cercare di rendere le cose e il suo passato, esattamente come avrebbe voluto. 

Cosa potrà succedere adesso, se l’Evocatore decidesse di resettare tutto e di ricreare un mondo in cui sua figlia è ancora viva? Terrorblade sarà ancora lì ad aspettarli? Riusciranno a fermare il tutto o finiranno per perdersi in esso? Cosa cambierà per i protagonisti di questa serie?

Dota Dragons Blood GIFs - Get the best GIF on GIPHYNonostante avessi iniziato questa serie perché il mio compagno ha cercato di condividere con me la visione della stessa e amando anche io i videogiochi in generale (è una serie tratta dal videogioco infatti) devo dire che mi sono ricreduta mano a mano che la serie ha preso piede. La prima stagione non mi ha fatto poi impazzire e la seconda è andata migliorando ma ne ero sempre curiosa fino ad un certo punto. Per questa terza stagione ne sono rimasta colpita in maniera piacevole, visto che ha finito per piacermi molto più di quanto immaginassi. La storia finisce per essere fluida e interessante anche se nel finale apre delle domande che si spera vengano risolte nella stagione seguente (se è prevista e ci sarà!).

Throw Luna GIF - Throw Luna Dota - Descubre & Comparte GIFsLo stile dei disegni utilizzati è il medesimo delle serie precedenti. Mi ricorda molto quando uscì il cartone animato delle Witch – cosa di cui amavo il fumetto – e il disegno aveva finito per deludermi. Tant’è che anche l’Evocatore ha i tratti praticamente semi identici a Cedric delle Witch – e giuro che non riesco a staccarmi questa cosa dalla mente quando lo guardo perché anche nei modi di fare finisce per essere piuttosto simile. Nonostante questa piccola parentesi, posso dire che lo stile mi piace ma non è la tipologia che amo, anche se posso dire che tanto di cappello il tutto è veramente ben fatto. Quello che non amo particolarmente è il cambio di stile di disegni all’interno della serie; il caso specifico: come è strutturato Terrorblade che finisce per assumere una forma differente sia nei disegni che nella sua struttura fisica di presentazione che lo differenzia totalmente da tutto il resto. Perché creare questa differenza che non ha alcun tipo di senso?

Dota 2 GIF by beastcoastIl tutto, in questa stagione, ruota attorno alle vicende di Mirana – che nonostante si crede sia Davion il protagonista – finisce per essere al centro di tutto e dell’Evocatore che pone le sue problematiche emotive al centro del mondo, tanto da metterlo addirittura in pericolo. Possibile che uno con così grandi poteri e grandi responsabilità finisca per essere così fragile tanto da mettere in pericolo tutto il mondo? Ho apprezzato la storia, ho apprezzato quanto Filomena influisca e faccia ragionare suo padre per tentare di salvare il tutto. I personaggi sono interessanti e ben fatti e finisce per essere interessante lo sviluppo che ne sta uscendo mano a mano che si procede all’interno della stagione.

Dota 2 GIF by beastcoast La storia, come vi dicevo, si conclude con un finale aperto, mistico che ci lascia misteriose domande e apre numerosi nuovi orizzonti in cui gli autori potranno sbizzarrirsi. Ma a cosa ci porterà tutto questo? Quando la serie giungerà ad un vero e proprio finale ancora non si sa ma spero non sia troppo lontano per fare in modo che anche ciò che c’è di buono in questa stagione non finisca per essere sminuita. Ve la consiglio sicuramente e spero vi piaccia.


Cosa ne pensate? L’avete visto? Vedrete la serie principale? Spero magari lo facciate se amate gli anime e i videogiochi per buona parte del secondo e di questa terza. Se decideste di vederla, vi auguro una buona visione.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #596 – LA COLLEZIONISTA DI ANIME DI KYLIE LEE BAKER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per portarvi una nuova recensione che spero possa incuriosirvi e/o interessarvi. La lettura è stata davvero piacevole e interessante e di questo posso solo ringraziare la casa editrice Fanucci editore per avermi permesso la lettura in questa estate. Ve ne parlo subito, ecco il libro in questione:

41cmpbmtuyl._sx333_bo1204203200_Titolo: La collezionista di anime
Autore: Kylie Lee Baker
Data di uscita: 29 luglio 2022
Pagine: 300
Editore: Fanucci editore

Link d’acquisto: https://amzn.to/3QuhfH0
Trama: Metà mietitrice britannica, metà shinigami giapponese, Ren Scarborough ha raccolto anime per le strade di Londra per secoli. Ci si aspetta che obbedisca alla dura gerarchia dei mietitori che la disprezzano, perciò Ren nasconde ogni emozione ed evita i suoi aguzzini come meglio può. Quando perde il controllo delle proprie abilità shinigami lascia Londra e fugge in Giappone per cercare l’accoglienza che non ha mai ricevuto dai suoi compagni mietitori. Seguita dal fratello minore, l’unico a prendersi cura di lei, Ren entra negli inferi giapponesi per servire la dea della Morte… ma scopre che anche qui deve dimostrare di esserne degna. Determinata a guadagnarsi il rispetto, accetta un compito impossibile – trovare ed eliminare tre pericolosi spiriti yokai – e realizza fino a che punto è disposta a spingersi per rivendicare il suo posto al fianco della Morte. Una ragazza collezionista di anime, divisa fra due mondi, cerca il suo destino in questa dilogia dark fantasy ambientata nel Giappone di fine Ottocento.

RECENSIONE

white skull with black backgroundLa storia ha inizio con una morte. Ren è andata ad accogliere l’anima di un uomo in punto di morte per accompagnarla dall’altra parte. Il lavoro di Ren non è semplice e non si è mai sentita a proprio agio nel fare la mietitrice a Londra. Ha cura di suo fratello Neven anche lui Mietitore e si fa strada tra gli altri che, come lei, la prendono di mira perché non è una pura Mietitrice ma per metà è una Shinigami. Ren comincia a tirare fuori le proprie abilità shinigami pur di cercare di salvarsi ma è quando ne perde il controllo che tutto finisce per crollare miseramente ed è costretta a fuggire assieme al piccolo Neven.

Cosa succederà durante il loro viaggio? Verrà accettata dai Shinigami come spera, visto che fra i Mietitori non era la benvenuta? Cosa scoprirà Ren una volta arrivata in quella che spera sia la sua nuova casa? Riuscirà a far integrare anche suo fratello nel suo mondo?

La leggenda che raccontano sul mio conto dice più o meno così: Per prima cosa, vedrai una scia argentata nel cielo, come una cometa che splende nella nebbia. Poi le lancette dell’orologio si fermeranno a metà tra una tacca dei secondi e quella successiva. Il mondo cadrà nel silenzio, e la mietitrice busserà tre volte alla porta della tua stanza. Che tu risponda o no, la Morte entrerà nel buco della serratura.

La trama è ben composta e preannuncia  molto bene ciò che andremo poi a leggere. Forse, andando verso la fine finisce per essere troppo specifica, cosa che avrei eluso lasciando pregustare al lettore quante più cose permettendo di scoprire cosa ci sarà in serbo per lei una volta giunta in Giappone. Mi sarei mantenuta sul vago, ecco tutto, perché si finisce per raccontare più di quello che si deve e, questo, sappiamo bene che non ci piace.

La copertina è molto carina e ben strutturata, sia per quanto riguarda le illustrazioni e il tipo utilizzato, sia per ciò che rappresenta. E’ di sicuro molto più accesa di come invece si presenta la copertina originale, a mio parere imbattibile. Questa la trovo molto bella e al centro possiamo notare Ren con il particolare kimono tipico orientale, la katana da samurai e, sullo sfondo, i teschi nel fumo che stanno a rappresentare le anime che Ren in quanto mietitore dovrà collezionare. Il titolo

woman in black crew neck shirtCome epoca siamo nella fine dell’Ottocento mentre per quanto riguarda l’ambientazione avremo modo di spostarci tra l’Inghilterra, Londra, al Giappone, comprendendo un viaggio attraverso l’Oceano e quant’altro.

Non ero calma e distaccata come ci si aspettava da una mietitrice. Non ero abile e precisa come una shinigami. Ero un miscuglio di Morte che sgorgava da tutti gli organi e rabbia così violenta che avrebbe potuto fare a pezzi il cielo, seccare gli oceani e spaccare l’universo in due.

I personaggi di questa storia non sono molti e, quelli che ci sono vengono strutturati degnamente sia nella loro struttura personale che li definisce, sia nel tempo in cui vivono che nel ruolo che ricoprono. Assieme a Ren ci muoveremo e avremo modo di conoscere Neven, suo fratello minore di cui si sente responsabile e Hiro, l’uomo che è stato bandito dal palazzo degli Shinigami e cerca di aiutare Ren per poter ottenere redenzione. Il personaggio che ho apprezzato maggiormente è stato quello di Hiro, sia per tutto ciò che comporterà all’interno della storia, sia per come si adatta a tutto il resto e come si sviluppa nel corso del volume.

Ren, o Wren se si va a vedere il suo nome originario, è ormai una donna nonostante sia ancora un mietitore giovane, nonostante i suoi secoli. Nonostante sia forte e potente perché ha dalla sua la possibilità di usufruire dei poteri da Shinigami che da Mietitrice, si sente fragile e senza un vero e proprio posto in cui riconoscersi. Infatti ci sono delle lotte interne e delle gerarchie anche fra Mietitori che la fanno sentire in difficoltà visto che finisce per essere bullizzata proprio per la sua pelle e i suoi tratti orientali, del tutto differenti dai tratti di un Londinese. E’ determinata a trovare un posto e un origine oltre che qualcosa in cui sentirsi a suo agio e un posto da chiamare casa, nonostante la sua famiglia le sia più vicina di quanto crede (ma non le basta ovviamente). Un personaggio atipico per il ruolo che ricopre ma interessante per come si sviluppa l’intreccio della storia.

Hiro, ormai ex shinigami da diverso tempo, è l’uomo che accompagnerà Ren e suo fratello Neven in questa avventura per far sì che venga riammesso nei shinigami con l’inserimento di Ren, considerato l’aiuto che sta svolgendo e che sta dando alla nostra protagonista. Si presenta fin da subito misterioso ed enigmatico, nonostante l’aiuto fornito ma non tarderà a rivelarsi veramente e riusciremo a comprendere tante cose, che finiranno persino per sorprenderci.

La Morte faceva paura agli umani, e la paura li rendeva interessanti. Senza la Morte, gli umani si adagerebbero sugli allori e non evolverebbero. Gli ultimi istanti della vita costringevano a rendersi conto di cosa era davvero importante, perché la morte strappava via tutte le bugie che ci raccontiamo per stare meglio.

100+ Time Pictures | Download Free Images & Stock Photos on UnsplashIl perno centrale di questa storia risiede tutto in Ren e nel cercare di scoprire quanto più di se stessa, delle sue origini e del lavoro che svolge. Lei è nata per metà Mietitrice e per metà Shinigami, quindi ha sia il potere di smuovere il tempo e di raccogliere le anime come primo e di smussare la luce e di governarla per accompagnare i morti nel loro viaggio per il secondo. Una storia che sarà sia una vera e propria ricerca che un’avventura pericolosa, quasi mortale nonostante il loro ruolo potente.

Inizialmente sono rimasta colpita dal come tutto questo potesse essere possibile per l’autrice, ovvero creare un mondo basato su dei mietitori e la loro gerarchia interna ovvero chi cattura l’anima e chi la “ripone” o la gerarchia stessa fra mietitore più alto e quello inferiore e devo dire che è stato proprio questo a causarmi delle domande iniziali. Una volta, però, entrati nel ritmo ecco che il volume prosegue e la sensazione passa, alleggerendo il tutto.

Lo stile utilizzato è fluido, nonostante ci siano dei punti qui e lì nel libro che finisce per risultare quasi lento, e di piacevole lettura, scritto in prima persona dal punto di vista di Ren. E’ una storia che si muove a ritmo cadenzato ma che riesce a salire d’intensità mano a mano che si procede, rivelando un finale con un plot twist non indifferente.

La cosa che più di ogni altra cosa si lascia amare, di questo volume, è il world building che viene strutturato in maniera del tutto composta e relativa ai tempi in cui la storia è ambientata. E questo vale sia per i luoghi reali che quelli fittizi che vengono resi decisamente bene agli occhi di chi legge che riesce ad immaginarseli nitidi, reali, ben costruiti.

Oltre al WB la cosa che impressiona maggiormente – e che ho personalmente apprezzato molto – sono i riferimenti alla cultura giapponese dei shinigami e di tutto ciò che ne deriva e che crea un contesto e un contorno al volume, prezioso e innovativo. Non conoscevo molto di ciò che si nascondeva dietro la morte nel conteso orientale se non dai manga, e ne sono rimasta stupita maggiormente rispetto a quello che credevo.

La cosa che invece non mi ha fatto particolarmente impazzire è stata la lentezza del volume, unita alla dinamicità della storia che si muove su richieste per ottenere cose su cose. Mi spiego: la storia si muove su pochi fattori e questi fattori vengono costantemente messi in dubbio, la cosa che mi ha colpito però è stato il risultato finale che rende davvero molto e crea delle prospettive piuttosto alte per il seguito. Ci sono, inoltre, delle spiegazioni che sono rimaste sospese e che spero vegano fuori o chiarite nel volume seguente: come ad esempio la rimozione di Ren dal volume dei mietitori. Cosa comporta oltre la sua caccia? Perché non è stato spiegato? Perché viene lasciato tutto sommesso? Avrei preferito ricevere delucidazioni in merito.

Le tematiche affrontate, però, sono forti e determinanti all’interno del volume e finiscono per renderlo ancor più magico: il riscatto di se stessi, la morte, cosa è giusto sacrificare nella propria vita e il valore della famiglia. Tutti temi forti, importanti e autentici che ritroveremo all’interno del volume passo dopo passo.

Il mio nome era l’unica cosa che mia madre mi aveva lasciato. Secondo Ambrose, tutti gli shinigami nascevano con il proprio nome tatuato sulla schiena con inchiostro indelebile. Mi chiesi chi sarei diventata se fossi cresciuta in Giappone con il nome di Ren e non Wren; mi chiesi se qualcuno lì mi avrebbe amata, se sarei comunque dovuta fuggire, trascinandomi dietro il mio povero fratellino. Piegai il braccio per toccare il tatuaggio ma non riuscii a raggiungerlo. Come tutto ciò che riguardava il Giappone, era appena fuori dalla mia portata. Pensai ancora al sommo mietitore che mi trascinava nell’acqua mentre allungavo le braccia verso l’orizzonte. Per un istante avevo pensato che sarei morta. Avevo visto la stessa cosa negli occhi degli umani a cui avevo raccolto l’anima. Gli ultimi istanti della vita costringevano a rendersi conto di cosa era davvero importante, perché la morte strappava via tutte le bugie che ci raccontiamo per stare meglio.

Questo primo volume della duologia, nonostante le sfere dark e le ambientazioni dalle note scure e oscure ci offre una storia originale e distintiva, che si lascia notare. Consiglio la lettura agli amanti delle letture dark, gotiche e fantasy moderno legato alla cultura giapponese oltre a chi vuole scoprire una lettura per ragazzi che si muove sul tema di una vita nuova e inaspettata per chi ha vissuto per secoli di sola ed esclusiva morte.

Kylie Lee Baker ci regala delle perle della cultura illustrandocele quasi poeticamente, muovendo i personaggi su delle note difficili trattando della morte e, al tempo stesso, creare una storia di cui vorremo sapere di più.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Fatemi sapere cosa ne pensate, io sono curiosa di sapere la vostra! Vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #595 : I LUPI DORATI DI ROSHANI CHOKSHI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa per questo nuovo volume giunto per voi in libreria. Vi parlo di questo nuovo volume, di cui ringrazio la Mondadori per la lettura in anteprima e Maria Cristina per aver organizzato l’evento in questione. Sono qui per parlarvi di questo nuovo volume, che spero possa fare al caso vostro, ecco a voi:

516zkckyoxl._sx345_bo1204203200_Titolo: I lupi dorati
Autore: Roshani Chokshi
Data di uscita: 13/09/2022
Pagine: 432
Editore: Mondadori
Link d’acquisto: https://amzn.to/3BrQbmi
Trama: 1889. L’Esposizione Universale ha immesso nuova linfa alla città di Parigi, ma ha anche portato alla luce antichi segreti. Nessuno conosce le oscure verità quanto Séverin Montagnet-Alarie, cacciatore di tesori e ricco albergatore. Il potentissimo ordine di Babel lo contatta per costringerlo ad aiutarli in una missione, e Séverin si trova così a inseguire un tesoro che mai avrebbe immaginato: la sua vera eredità. Accanto a lui in questa insolita missione, un’improbabile squadra: un’ingegnera che ha un debito da pagare; uno studioso di storia esiliato dalla terra natia; una ballerina dal passato oscuro; e un fratello d’armi se non di sangue.
Dovranno unire le forze, usando tutta la loro astuzia e il loro sapere, per esplorare il cuore nero e allo stesso tempo scintillante di Parigi. Quello che scopriranno potrebbe cambiare il futuro dell’umanità. Sempre che riescano a sopravvivere.

RECENSIONE

20 The Gilded Wolves ideas | gilded, fan book, fan artLa storia ha inizio nel 1889, a Parigi, in cui quattro case dell’Ordine di Babele e sono unite ognuna da un segreto. Séverin Montagnet-Alarie è un cacciatore di tesori di queste case, così come nella stessa Parigi – se così vogliamo chiamarlo – viene contattato dall’Ordine di Babel per costringerlo ad aiutarli  a partecipare ad una missione per inseguire un tesoro inimmaginabile anche per lui: la sua eredità. Assieme a lui, ci sono altri bizzarri personaggi che lo seguiranno e si uniranno con tutti i rischi che comporterà il caso: ci sarà Tristan, Laila, Zofia ed Enrique, tutti con un passato difficile alla ricerca di un futuro nuovo, differente.

Riusciranno a trovare ciò che cercano? Cosa succederà lungo il loro percorso? Sopravvivranno a tutto ciò che accadrà sia per via dell’Ordine di Babel sia per tutto quello che la ricerca implicherà? Cosa li aspetta veramente?

Il compito sacro che ci è stato affidato consiste nel custodire l’ubicazione del Frammento di Babele d’Occidente. Strapparci questo potere segnerebbe, oserei dire, la fine della civiltà.

La trama è ben strutturata e anche difficile da impostare viste le informazioni che ci vengono fornite almeno inizialmente. E’ anche difficile cercare di rimanere i più vaghi possibili per cercare di non spoilerare quanto accade nel volume. Quindi apprezzo di certo il buon lavoro che è stato fatto per mostrare al lettore di cosa parla questa storia.

Per la copertina è stata utilizzata una delle due versioni originali e non mi dispiace la scelta effettuata, anche se preferivo la versione  completamente in verde o almeno era quella che avevo notato maggiormente in giro ai tempi della pubblicazione. Inizialmente pensavo che la versione italiana fosse una rivisitazione della stessa, invece esiste all’estero anche questa versione e sono felice che si stata mantenuta bene. Possiamo vedere al centro la Torre Eiffel, completata proprio nell’anno della Esposizione Universale, ovvero quando è ambientato questo volume. Il titolo di questa storia non è nulla di nuovo, se si va a prendere l’originale, visto che è stato semplicemente tradotto così com’è. Il connubio fra i due è buono e funziona, lasciando un quadro generale che si lascia apprezzare.

L’ambientazione della storia è Parigi, le sue strade e i suoi retroscena, nel periodo dell’Esposizione Universale, precisamente nell’anno 1889.

Non importa che i vestiti che indossi ti stiano bene, se non stai bene nella tua pelle.

The Gilded Wolves by Diana Dworak | Wolf character, Fan art, WolfI personaggi di questa storia sono differenti l’uno dall’altro, uniti dal lavoro che hanno da svolgere sotto lo stesso hotel, l’Eden. La peculiarità della storia, oltre ai misteri in sé sono i relativi poteri che i personaggi protagonisti hanno e che li rendono così differenti sia l’uno con l’altro che con altre storie. Il gruppo è ben amalgamato e possiamo distinguere tutti i protagonisti del volume per via dei propri tratti, del carattere e delle relative peculiarità. Ve ne parlo subito:

Séverin è un cacciatore di tesori e il proprietario, non che albergatore dell’Eden. E’ un tipo eccentrico, ironico, scaltro e furbo. Non si lascia intimorire e nutre interesse per i tesori, così come per le persone. Tant’è che il gruppo reclutato è davvero fuori dal comune e misto per ogni tipo di capacità possibile sia per come interagiscono con lui – si veda Zofia, che comunica quasi esclusivamente con lui.

Laila ha il potere di svelare la storia di un oggetto toccandolo. E’ una stella del Cabaret, con un passato oscuro, e viene riconosciuta spesso per via della sua maschera e del copricapo che indossa. Ama i dolci, tant’è che si perde in cucina e tende, a volte, ad ammonire gli altri componenti del gruppo, risultando quasi una madre.

Zofia è un’ingegnera polacca con un passato di arresti per via del suo carattere chiuso e refrattario; riesce nella Forgiatura dei metalli, ha un potere non indifferente per questo ed è davvero brava con i numeri, una vera matematica provetta. Ha un debito da pagare e vorrebbe continuare a frequentare i studi che ha dovuto abbandonare per via del suo arresto. E’ una ragazza silenziosa, che ama la notte e poco la compagnia. Sicuramente il personaggio che ho preferito.

Tristan è uno studioso fin da quando è bambino, ma non ha mai avuto di troppo bisogno di impegnarsi perché le riesce tutto molto facile e ha avuto fin da piccolo una richiesta spasmodica di incarichi. Ha un compagno di lavoro, Goliath, il suo ragno; la sua peculiarità sono i suoi occhi grigi e la Forgiatura in cui anche lui è bravo è anche lui bravo ma non di materiale solido come Zofia ma di liquidi, in particolare la linfa e i liquidi delle piante. E’ quello con cui Severin ha un legame più sentito e forte.

Enrique sembra il più ordinario rispetto a tutti gli altri. È lo storico del gruppo, di origini filippine e spagnola. Il suo obiettivo era quello di entrare nella cerchia ristretta di un gruppo rivoluzionario filippino, noto come gli Ilustrados ma non venne scelto per via del suo sangue spagnolo e andò via dalla sua terra natia. Lui, assieme alla sua polvere che è stata bandita e non potrebbe essere utilizzata, riesce ad assumere sembianze di persone e di passare negli oggetti.

«Lo stai facendo di nuovo» disse Enrique. «Cosa?» «Quella tua solita espressione truce con lo sguardo perso in lontananza. Che cosa nascondi, Séverin?» «Niente.» «Tu e i tuoi segreti.» « I segreti sono ciò che mantiene lucenti i miei capelli» disse Séverin passandosi una mano tra i ricci.

Il perno centrale è quello di ritrovare a vera eredità di Severin che potrebbe cambiare la sorte non solo sua ma di tutti coloro che hanno deciso di collaborare e lavorare assieme a lui e il futuro dell’umanità. Non tanto e non solo per ciò che potrebbero trovare ma per quello che può cambiare anche dentro loro stessi.20 The Gilded Wolves ideas | gilded, fan book, fan art

Lo stile utilizzato dall’autrice è fluido, scorrevole e dinamico. Strutturato in terza persona, avremo modo di conoscere al meglio tutti i personaggi visto che ogni capitolo vedrà in primo piano ognuno dei personaggi di cui vi ho parlato prima.

La lettura è stata scorrevole e travolgente, nonostante ci siano delle cose che ho notato ma che non posso dire nel dettaglio. Vi spiego: ho avuto modo nel corso degli anni dall’uscita ad ora di leggere per il web, relativo al volume in questione, che ci sono delle somiglianze con Sei di Corvi ma, avendo seguito solo la serie TV per quel tipo di personaggi e non avendo letto la duologia, posso trovare una leggera similitudine nella composizione del gruppo e del luogo di reunion, ma non posso sbilanciarmi oltre. Magari potrò dirlo più in là.

L’ambientazione e il world building del volume (nonostante sia stato utilizzato un evento e un epoca storica effettivamente esistita e basata su eventi reali)  sono il punto forte di tutto, descritti in maniera egregia e impostata, così come il riferimento storico e tutta la suddivisione dei poteri e dei misteri che si aggirano attorno alle Case e all’Ordine di Babele. Ho apprezzato molto questa cosa e credo sia il punto che regge un po’ ogni cosa, gli indizi e il mistero su cui si fonda tutto il libro, che finisce per rendere magico il tutto. Ovviamente scopriremo molto di più con i volumi successivi, di cui ora sono curiosa.

Il punto di vista che si sbilancia da un personaggio all’altro può essere utile all’inizio se si vuole, come in questo caso, decidere di gestire un gruppo di personaggi coesi e uniti per una causa seppur tutti diversi. A lungo andare, però, la questione si complica e sarebbe stato semplice tenere tutto sotto un’unica voce che finisce per dire tanto ma anche per creare confusione.

L’orologio a pendolo in cima alle scale segnava le dieci. Tutto quel ritardo le provocò un dolore fisico. A quell’ora Séverin ed Enrique avrebbero dovuto essere già di ritorno. Qualcosa era andato storto.

Il libro è stata un’apertura di trilogia interessante e ben composta, che mi fa venire sicuramente voglia di scoprire cosa ci sarà in serbo in seguito. Consiglio la lettura a chi ama i fantasy moderni con dei riferimenti storici, in questo caso nel pieno della storia francese, rivisitando il tutto. Spero possiate apprezzare la lettura, ovviamente.

Roshani Chokshi ci regala l’emozione di vivere l’Esposizione Universale parigina con un misto di note e fragranze differenti, delle casate e la Forgiatura, che ci regalerà attimi unici e sicuramente originali. Vi unirete ad una banda davvero particolare, alla ricerca di eredità e di tesori che possono cambiare il corso e il futuro di ognuno di noi. Siete pronti per unirvi a Séverin e al suo gruppo strano e unico? Saprete stare al passo?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni con questo simbolino:

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Pensate possa piacervi? Io come sempre vi aspetto!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #594 – HIDE DI KIERSTEN WHITE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui anche oggi con una nuova recensione per voi, che riguarda una nuova uscita che speravo mi coinvolgesse parecchio, invece ha dato alte speranze per alcune e ha peccato in discesa per altre. Ma ve ne parlerò con calma. Ringrazio Miriam per aver organizzato l’evento in questione e la Mondadori per la lettura in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

9788804741619_0_536_0_75Titolo: Hide
Autore:  Kiersten White
Data di uscita: 30 agosto 2022
Pagine: 216
Editore: Mondadori

Link d’acquisto: https://amzn.to/3d1plta
Trama: La sfida: trascorrere un’intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere – per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita –, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l’eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze…

RECENSIONE

Hide. Unica regola non farti trovare di Kiersten WhiteLa storia ha inizio nel vecchio Parco delle Meraviglie, inaugurato nel 1953. Era un parco grandioso, ricco di attrazioni per grandi e piccini ed ogni stagione faceva il pienone di persone che andavano a visitarlo e a divertirsi, fino all’anno in cui una bambina sparì misteriosamente e qualche anno dopo il parco andò in rovina. Oggi, Mack, una donna sola che ha subito un grosso trauma da bambina, si limita a rimanere in vita, nonostante vorrebbe morire e, per tentare di sfondare con del denaro le viene proposto l’accesso ad un parco esclusivo, in cui il vincitore potrebbe accaparrare una cifra non indifferente a cambiargli la vita. E come viene proposto a lei, così avviene per altre quattordici persone che come lei finiscono in questo gioco dall’apparenza carino ma dal retroscena macabro e pericoloso: giocare a nascondino in un parco chiuso da anni e andato in malora.

Cosa succederà all’interno del parco? Chi vincerà il fantomatico premio? Cosa cela il vecchio Parco delle Meraviglie? Dovranno stare attenti l’uno all’altro oppure il pericolo risiede all’interno del parco stesso?

Mack si sistema con cautela, con metodo, tiene a portata di mano tutto ciò che potrebbe servirle. (…) Ava si mette accanto a lei, così vicina che i loro corpi quasi si toccano. Quando il sole fa capolino all’orizzonte, inaugurando la giornata noiosa che le attende, Ava sussurra: «Se Jaden non viene eliminato oggi, stasera gli faccio il culo». Non è un riferimento a Mack o al suo passato. Non è una domanda né una richiesta. È una proposta. Un gesto d’intimità. Ava è disposta a proteggerla.

La trama incuriosisce, seppur ricorda molto Squid Game o tutto un genere di volume che è partito con Hunger Games e che prosegue lungo il suo cammino. Nonostante sembri molto simile, le dinamiche all’intero sono strane e le regole sono tutt’altro che specifiche: l’unica cosa che è che si devono nascondere dall’alba al tramonto e uno solo di loro vincerà il denaro in palio. Il generis utilizzato è comune, di recente, la struttura narrativa e la trama sovvertono un po’ ciò che invece mi aspettavo; ve lo spiegherò nel dettaglio più avanti.

La copertina è stata mantenuta come l’originale quindi su questo punto posso dire che non ha subito modifiche e l’immagine centrale rende, visto ciò che il parco cela e nasconde. Quello che invece non amo particolarmente è il colore di sfondo che finisce per essere troppo sgargiante e come si dice a Roma: “è un cazzotto a n’occhio“. La trovo sobria nel complesso, visto che l’immagine è contenuta ma non nel colore di sfondo che crea un contrasto troppo forte e poco incline alla storia. Infatti in linea generale avrei preferito un altro tipo di colore, anche se forse bastava già un arancio o un rosso meno acceso o un giallo ocra, qualcosa di relativamente più leggero. Il titolo del volume non è stato tradotto ma anche qui, mantenuto. Hide, che significa nascondere o nascondersi, nel caso specifico del volume e di ciò che contiene è un titolo del tutto azzeccato per ciò a cui ci troveremo di fronte. Sulla copertina, sotto al titolo principale, svetta anche un sottotitolo che suona più come piccola frase da copertina che altro.  Non l’avrei aggiunto ma fa ugualmente il suo lavoro.

Kiersten White News on Twitter: "Presenting maybe the coolest book interior  that's ever existed… The end pages for HIDE, which will be an actual old  map of the Amazement Park where ourL’ambientazione è il Parco delle Meraviglie, soprannominato Asterion e si svolge tutto al suo interno; l’epoca è moderna, visto che troveremo all’interno del parco come partecipanti anche dei famosi ragazzi che lavorano in Internet.

Capisce perché Ava sta dando di matto, perché sono tutti ventati; ha paura anche lui, ma non vuole averne. E non crede che sia successo qualcosa di brutto. Pensa soltanto che qualcuno si sia comportato male. Jaden, con ogni probabilità. Non gli sembra plausibile che sia stata Linda. Sembra troppo… elegante per farlo. Però non c’entra con la sua età. Non gli ricorda per nulla la nonna, che una volta aveva sbagliato la tinta, si era ritrovata con i capelli rosa e se li era tenuti (“Al diavolo, perché no?”), che indossava magliette larghe da uomo e pantaloncini molto corti, che aveva la pelle abbronzata, morbida e grinzosa. La nonna non aveva nulla di elegante, ma era divertente, affettuosa e sincera. Sempre sincera. Gli manca tantissimo.

I personaggi di questo volume sono molti seppur la protagonista principale è pur sempre Mack. Avremo modo di conoscere meglio anche gli altri partecipanti visto che la struttura narrativa si basa su ampio spettro e cerca di catturare un po’ tutti i punti di vista all’interno del gioco: conosceremo Ava, che finirà per essere sempre assieme a Mack, Brandon, LeGrand, l’altra Ava, Jason, Rebecca, Sydney, Ian e chi più ne ha più ne metta. Ognuno con una propria maschera dietro il quale si cela un passato difficile o un qualcosa che tentano di nascondere a tutti gli altri partecipanti, ma che non possono nascondere a loro stessi.

Mack ha sofferto in passato. Ha avuto un padre che ha tentato di ucciderla e ha perso sua sorella e sua madre. E’ una donna che si nasconde ed è cresciuta con la convinzione che solo di nascosto può sopravvivere e andare avanti. Nonostante questo, però, è una donna forte e intrepida, coraggiosa e determinata per le cose a cui tiene: Ava, la ragazza ex militare che partecipa al gioco, sembra essere qualcuno su cui poter sperare e sul quale riporre sentimenti forti. La paura di perdere anche lei, però, è forte ed è legato anche a tutto il dolore ricevuto nella sua vita. Un personaggio peculiare, in cui molti possono rispecchiarsi e che finiranno per sostenere.

E allora, se tutti sono malvagi, nessuno lo è, e lui non si chiederà più se è un peccatore. Perché sì, ha peccato, ma non ha importanza. Qualsiasi cosa accada, aiuterà chiunque ne abbia bisogno. Come quella signora. Come Brandon, che gli ha offerto un posto in cui stare solo perché in qualche modo ha capito che non ha una casa. Come Ava, che ha deciso di proteggerlo quando nessun altro l’avrebbe fatto. Se il mondo intero è un inferno e la malvagità li assedia, cosa possono fare se non aiutarsi a vicenda?

6 Great Novels if You Love Spooky Theme Park Stories | by Emma Boone |  Books Are Our SuperpowerIl perno centrale di questa storia è il parco e ciò dal quale tutti, nessuno escluso, si ritroveranno a dover fuggire. Il Parco è abbandonato e i partecipanti vengono lasciati a loro stessi con poche regole e tante domande che aleggiano nell’aria fin dagli albori della settimana. Mano a mano che passeranno i giorni, il tutto finirà per essere più chiaro sia a loro, che al lettore che finirà per sostenere ciò che preferisce.

Lo stile utilizzato dal volume è articolato e descrittivo, poco incline al lato discorsivo e più incentrato sui ricordi, sui dettagli e sul conoscere i personaggi che dovranno nascondersi e partecipare a questo macabro gioco per cercare di rimanere “in gara” ancora un giorno. Scritto in terza persona, ne ho apprezzato le descrizioni e la struttura narrativa lenta, posata, che ha il suo tempo. Mi ha ricordato molto il volume La donna nel buio di Alexandra Oliva e mi ha riportato indietro di diversi anni, di diversi libri, vista la similitudine relativa allo stile di scrittura.

Nella struttura narrativa del volume ci sono dei punti forti ma ci sono anche delle problematiche evidenti che smontano tutto il quadro generale che l’autrice era riuscita a costruire. Vi elenco subito i punti di forza e debolezza del volume in questione:

  • I personaggi e la loro struttura, sono sicuramente il punto più forte su cui ha giocato l’autrice, consentendoci di conoscere a pieno tutti coloro che andranno a dare un valore aggiunto a questo volume. Ho apprezzato molto questo punto, benché la storia ci consente di conoscere non solo il protagonista principale, bensì anche tutti i personaggi che lo circondano, esplorando il loro passato e le difficoltà che li hanno spinti ad affrontare questa sfida tutti assieme e i comportamenti che questi assumono quando interagiscono l’uno con l’altro. Il libro ha una struttura di personaggi davvero unica ne suo genere, sia per come sono stati strutturati e pensati, che per come sono stati scritti su carta.
  • Il lato paranormale della storia decisamente confusionario e va da sé che questo finisce per essere un punto a sfavore per il lettore, trattandosi di un punto focale del volume e del quale si vorrebbe sapere sempre di più e che, purtroppo, non avviene nella maniera corretta. Lo sviluppo all’interno del parco e le dinamiche famigliari le abbiamo comprese, ma da dove nasce tutto questo? Cosa ne sarà in futuro? Troppe poche spiegazioni e tanta confusione che finiscono per ammazzare anche solo la bellezza e il buono del lavoro fatto dai protagonisti e dalle loro storie.
  • Il finale aperto, non è sempre un male anche perché nessuna storia finisce poi con un vero e proprio finale, ma c’è comunque un seguito, visto che chi scrive racconta una piccola parte del mondo fuori. Il problema inizia laddove questo finale resta aperto per via delle poche spiegazioni che nascono dal punto precedente.
  • Il world-building, sicuramente punto a favore. Non solo per via della mappa che è esposta all’interno del libro e favorisce un quadro più ampio una volta che ci si immerge nella lettura ma per via delle descrizioni accurate, dei punti di riferimento in cui si riesce a seguire i protagonisti passo dopo passo, nonostante si stia parlando di un semplice parco divertimenti in rovina.

Non è da sola, è vero. Ma questo non significa che non sia nascosta. Significa soltanto che ora può contare su qualcuno.

Il volume sembra scritto , come se chi ha scritto il volume si volesse dare l’impressione di essere qualcuno che stessa vivendo la storia e stesse cercando di vivere il dubbio di tutto ciò che la circonda come lettore e non come autore. Non tende a chiarire ma a lasciare dei punti che un lettore cerca di darsi da solo. Non so se la cosa sia voluta, penso di no, però non è stata particolarmente apprezzata visto la piega che prende la storia e le domande e i dubbi che restano. Consiglio la lettura a chi vuole intraprendere qualcosa di nuovo e diverso dal solito, ma non partite con aspettative alte.

Kiersten White si lancia in una nuova avventura riuscendo in alcune cose ma peccando in altre. La storia è originale, nuova, fresca, dalle tinte noir e paranormale che avrebbe potuto rendere il doppio se fosse stato tutto valorizzato nel modo corretto. Una storia ad ogni modo di piacevole lettura che lascia suspance nei momenti giusti. E voi, siete pronti ad entrare ad Asterion, il Parco delle Meraviglie?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, vi stiamo aspettando:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate, ovviamente. Io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #593 – LA VERITA’ SUL CASO JOANNA DUNCAN DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon lunedì! Eccoci qui con una nuova uscita che spero possa fare al caso vostro ovviamente. Siete pronti per scoprire questa novità dell’autore? Non avevo ancora letto nulla di questa serie ma della precedente e da qualche parte dovevo pur iniziare. Dico serie perchè i libri seguono un filo diretto del protagonista principale con la sua  vita ma sono tutti leggibili autonomamente e separatamente. Siete pronti? Ringrazio la Newton Compton per la lettura in anteprima di cui ora vi parlo:

51hturdiefl._sx328_bo1204203200_Titolo: La verità sul caso Joanna Duncan
Autore: Robert Bryndza
Data di uscita: 06 settembre 2022
Pagine: 320
Editore: Newton Compton

Link d’acquisto: https://amzn.to/3L8ngIn
Trama: Niente è meglio di un caso di portata nazionale per un’agenzia investigativa appena nata. Kate Marshall e il suo socio, Tristan Harper, hanno accettato l’incarico sperando di riuscire a chiudere con successo le indagini.** Il problema è che la scomparsa della giornalista Joanna Duncan, avvenuta dodici anni prima, è sempre stata circondata da un inquietante alone di mistero. Sembra tutt’altro che casuale, infatti, che sia svanita nel nulla proprio dopo aver denunciato uno scandalo politico… In assenza di prove, però, la polizia ha dovuto chiudere il caso. E tutti se ne sono dimenticati. Tutti tranne sua madre, che a distanza di anni non intende arrendersi: è sicura che Joanna abbia scoperto qualcosa di terribile, mettendo così in pericolo la sua vita. Per Kate e Tristan è chiaro fin da subito che non sarà facile risalire alla verità: l’indagine procede tra false piste e vicoli ciechi, almeno finché tra gli effetti personali di Joanna non scoprono i nomi di due giovani, scomparsi senza lasciare traccia pochi giorni prima che anche lei fosse vista per l’ultima volta. Che cosa hanno in comune quelle sparizioni? Possibile che ci sia un pluriomicida a piede libero da dodici anni? 

RECENSIONE

police car at streetLa storia ha inizio con un omicidio: Joanna sta tornando alla sua macchina ed è lì, fra la pioggia battente della strada e il parcheggio della sua auto, che Joanna finisce per essere aggredita e uccisa. La storia ha inizio però tredici anni dopo, con Kate e Tristan che aprono un agenzia investigativa e si ritrovano la madre di Joanna alla porta che non si da pace, dopo anni, per la morte di sua figlia e vuole giustizia. C’è qualcosa che a lei non quadra e i due si mettono sulle tracce di qualcosa che presenta troppi vicoli ciechi.

Cosa scopriranno i due investigatori? Riusciranno a scoprire la verità su Joanna Duncan? Cosa è successo quel giorno di tredici anni prima e chi era a volerla morta?

Trascorse un altro minuto con una torcia in mano per controllare con attenzione il punto in cui aveva aggredito Joanna. Doveva vedere se avesse lasciato cadere qualcos’altro. Ma era tutto in ordine. Salì in auto e rimase seduto in silenzio per un istante. E adesso? La ragazza deve sparire. Il corpo. Il computer. Tutte le tracce di DNA devono svanire. Allora gli venne un’idea. Era audace e rischiosa, ma se avesse funzionato… Mise in moto e partì.

La trama è sicuramente ben scritta e ci lascia sulle spine anche se finisce per lasciarci dei dettagli – seppur vaghi  – che potevano essere evitati. Ho comunque trovato la trama interessante ai fini della storia e di tutto ciò alla quale ruota attorno e mi piace generalmente come si struttura il tutto.

La copertina nonostante sia utilizzata praticamente la stessa versione dell’originale, sono stati utilizzati dei colori più forti e meno delicati, così come la scritta in giallo che finisce per spiccare rispetto a tutto il resto. Ho notato che questa è una caratteristica che viene utilizzata spesso dalla casa editrice in questione (seppur a volte venga utilizzata anche all’estero per questo genere di volumi) e finisce per sovrastare tutto il resto. In buona sostanza posso dire di preferire le copertine dell’altra serie dell’autore, quelle in cui la protagonista è Erika Foster. Il titolo è stato completamente modificato, rispetto l’originale. Darkness Falls diventa “La verità sul caso Joanna Duncan” quando non vedo la difficoltà, almeno per questa volta, di tradurre in “Cala l’oscurità” o qualcosa di simile che si avvicina a quanto invece era stato pensato dall’autore. Non so perché questo cambio drastico e la messa in risalto del caso e lo trovo troppo lungo, a mio gusto. Ma visivamente non riesce ad attrarmi la copertina ed è stata mantenuta quindi generalmente, dal lato visivo delude un po’. Come ho già ribadito in precedenza, visivamente e graficamente apprezzo molto l’altra serie. Comunque si tratta solo di un preambolo grafico oltretutto personale, ce non inficia sulla storia generale quindi è fine a se stessa.

Business newspaper articleL’ambientazione è la Cornovaglia, in Inghilterra; l’epoca si sposta tra il 2002, anno in cui avviene l’omicidio di Joanna Duncan e il 2015, dove viene richiesto a Kate e Tristan di riaprire il caso e indagare nella maniera corretta e di trovare il colpevole, facendo giustizia per la povera vittima. 

Un altro titolo, risalente al primo dicembre del 2002, nel quale si diceva che Joanna era scomparsa da quasi tre mesi, attirò l’attenzione di Kate. Quasi tutti i pezzi utilizzavano la stessa fotografia di Joanna Duncan, ritratta su una spiaggia, sullo sfondo il cielo blu e una sabbia bianca e perfetta. Aveva gli occhi azzurro chiaro, gli zigomi alti, un naso pronunciato e i denti anteriori lievemente storti. Nella foto sorrideva. Aveva un grosso garofano rosso infilato dietro l’orecchio sinistro e stringeva in mano un mezzo cocco con dentro un ombrellino da cocktail. «Ha detto che Joanna era una giornalista?», domandò Kate.

I personaggi di questa storia sono relativamente diversi seppur la storia si soffermi poi, sempre sugli stessi, come è giuso che sia. La protagonista indiscussa è Kate Marshall che si affianca del suo amico Tristan, con il quale ormai ha un rapporto d’amicizia unico, e che soffre per la sua amica Myra persa diciotto mesi prima. Ci sono diversi altri personaggi secondari che faranno da sfondo ad un thriller che si aggiunge ad una lista di libri già consistenti pubblicati dall’autore anche nel panorama italiano.

Kate Marshall è un detective investigativo tormentato da diverse cose del passato. Kate è diversa da Erika Foster ma non poi così differente per alcuni dei suoi problemi che dovrà affrontare. E’ una donna dal passato tormentato ma combattente, su questo somiglia molto ad Erika, e si pone determinata ma tormentata per via della sua dipendenza. E’ una donna fragile ma al tempo stesso cerca una rivincita per se stessa e per suo figlio.

«Exeter è qui vicino…». Sarah alzò gli occhi al cielo e rise. «Dove dovete incontrare questa nuova cliente?» «A Salcombe. Vive in una grande casa affacciata sulla baia». «Be’. Assicuratevi di non risolvere il caso troppo in fretta, se vi paga a ore».

do not cross police barricade tape close-up photographyIl perno centrale della storia ruota tutto attorno a Joanna Duncan, una giornalista il cui caso era stato chiuso diversi anni prima e della quale sua madre non riesce a darsi pace. Inizialmente sembra essere soltanto il delirio di una madre che cerca vendetta o giustizia ma finisce ben presto per essere tutt’altro se si finisce per scavare a fondo laddove tutti avevano insabbiato.

Lo stile utilizzato dell’autore è ormai conosciuto ed, anche per questo volume si mantiene incalzante e ricco di suspance lungo tutto il volume, scritto in terza persona seguendo le vicende di Kate e Tristan. All’interno del romanzo, oltre il caso stesso che segue la sua linea ben definita e costruita davvero molto bene dall’autore, affronta diverse tematiche importanti che l’autore tiene ad evidenziare al lettore.

C’è la dipendenza dall’alcool che ha un fattore determinante nella vita di Kate: ha perso la custodia di suo figlio per l’annegamento nella propria disperazione e la forza sta nel recarsi alle riunioni degli Alcolisti anonimi per cercare di acquistare sia la fiducia di suo figlio che tutto quello che ne consegue nella sua vita e nella sua società. Si parlerà anche di bullismo e delle reazioni sia dei bullizzati che per tutti quelli che fingono di non vedere quanto accade o il problema delle persone scomparse in Inghilterra, cosa che accade lì come in tutto il mondo e non è un problema da sottovalutare. Ci sono anche un’altra serie di tematiche importanti, relative all’infedeltà, la prostituzione maschile e tutti quei sotterfugi politici che si celano a tutti gli elettori e quant’altro. 

Le tematiche sono tante, a vederle così sembrano quasi persino troppe per un volume ma l’autore riesce ad accumunarne assieme creando qualcosa di unico e ben strutturato. Trovo che la storia sia interessante ma ho trovato migliore la vecchia serie, forse perché ne sono anche un po’ affezionata ad Erika. Kate, in ogni caso, è una buona contendente e starebbero bene assieme, se l’autore decidesse di farli incontrare.

«Ma certo», rispose Kate. «Non facciamo mai false promesse, ma abbiamo risolto ogni caso di cui ci siamo occupati». Bill annuì per un momento e poi si alzò. «Se volete venire con me, c’è qualcosa che vorrei mostrarvi».

E’ stata una lettura interessante, lo ammetto, ricca e coinvolgente come solo Brynza sa fare. Una lettura che mi sento di consigliare, soprattutto per chi ama i polizieschi e le serie con un personaggio principale che fa da filo conduttore al resto della storia.

Robert Bryndza ci porta in un vortice ricco di suspance e azione, nel cuore, nella mente e nella vita di una donna e del suo amico, risolvendo un caso vecchio di diversi anni, quasi del tutto dimenticato. Una lettura da affrontare. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Avete letto altri libri dell’autore? Vi aspetto come sempre ovviamente!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #592 – LA ROTTA DI NADIR DI SILVIA FRANCESCA FORTI E ALESSANDRA DI CONSOLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Io nel frattempo sono qui a portarvi una nuova uscita che spero possa fare al caso vostro ovviamente, se non per i vostri piccoli bambini magari. Un libro di cui ringrazio la Sabir Editore per la lettura e di cui vi parlo immediatamente:

9788831460323_0_424_0_75Titolo: La rotta di Nadir
Autore: di Silvia Francesca Forti (Autore)
Alessandra Di Consoli (illustratrice)
Data di uscita: 23 luglio 2022
Pagine: 36
Editore: Sabir Editore

Link d’acquisto: https://amzn.to/3RAmENJ
Trama: Protagonista è una barchetta di carta che ama l’avventura, che gira per il mondo e attraversa le pagine accompagnata da un pizzico di magia. Mari, monti e canali, luci di stelle e luci di case la accolgono e la accompagnano in questo viaggio. Solo alla fine si scoprirà chi fa viaggiare la barchetta con la fantasia in luoghi lontani, per sfuggire alla sua difficile realtà. 

RECENSIONE

La storia è piuttosto breve e concisa, trattandosi di sole 36 pagine di albo scritto e illustrato, quindi è altresì difficile parlarvi di questo libro senza raccontarvi la storia stessa. Una storia emozionante e commovente che parla di un bambino che ha dei sogni e continua a portarli avanti muovendo la sua barchetta di carta attraverso la sua fantasia. Una storia in cui il protagonista non è tanto la piccola barca di carta ma il bambino che la governa.

Cosa succederà alla piccola barchetta? Quali luoghi di Libromondo sogna di visitare? Cosa ci permetterà di scoprire, il piccolo Nadir?

Navigava, Barchetta. Ogni giorno sceglieva una pagina del Libromondo e partiva…

La trama è piuttosto semplice e relativamente breve, in proporzione al fatto che in ogni caso il volume è comunque piccolino e di lettura veloce. Ben composta, finisce per rendere il volume ancor più interessante consentendo al lettore di comprendere anche le tematiche che ci sono all’interno.

La copertina è davvero molto carina, si vedono dei palazzoni di notte, in cui la barca si ritroverà a viaggiare, i stessi palazzoni in cui magari Nadir sogna di vivere un domani, o le case che potrebbe aver perso, perdendo la sua casa e lui finisce per ricordarle grandi e immense, viste con i suoi occhi da bambino. La scritta avrei optato per renderla più evidente e non del colore simile al resto, però trovo il tutto visivamente dolce. Il titolo non sembra, se si legge la storia senza prestare troppo attenzione, che sia riferita ad un bambino ma cogliendo il contesto generale, la copertina e la storia di questa dolce barchetta, si comprende tutto al meglio e si finisce per apprezzare Nadir maggiormente, visto che finiamo per vederlo in un unico frame.

L’ambientazione e l’epoca non sono specificate ma cogliendo qualche sprazzo e notando dei piccoli dettagli si può pensare che sia moderno, contemporaneo, ambientato in un campo profughi.

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I personaggi all’interno di questa storia sono pochissimi e non abbiamo modo di creare un legame narrativo con loro ma piuttosto visivo ed emotivo. Avremo modo di conoscere Nadir, la scimmietta e il gabbiano e tutti i luoghi meravigliosi che si deciderà di visitare a Libromondo ma quello che avrà un riscontro più grande alla fine sarà dato dalla Barchetta.

Nadir con la sua barchetta di carta sogna luoghi immensi e bellissimi, sogna panorami incredibili, sogna le stelle, la savana, gli animali ma soprattutto sogna una casa in cui fermarsi, in cui vivere, in cui essere finalmente libero ed amato nonostante tutte le difficoltà che la vita gli ha imposto. Un bambino forte e coraggioso, un sognatore forte e indissolubile che nonostante le difficoltà riesce a vedere il buono, come solo un bambino può essere, solo come un bambino può fare.

Il perno centrale della storia è il viaggio, è la rotta incredibile della mente di un bambino, è il sogno di qualcosa di più grande, di un futuro stabile e significativo, una vita che non sia troppo sofferta o difficile da affrontare, ma qualcosa di tangibile, che non si debba solo sognare.

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L’albo ha i tratti delicati e sinceri che hanno i bambini e riesce fra scritto e illustrazioni a portarci un messaggio tanto duro quanto attuale. Questa tematica, infatti, viene spesso messa da parte perché non le viene dato il giusto risalto. Eppure ci sono così tanti Nadir là fuori, tanti bambini ricchi di speranze per il loro futuro di cui nessuno si preoccupa abbastanza. Infatti, questo si svela solo alla fine della lettura: il viaggio della barchetta, dettato dall’immaginazione di Nadir bambino di un campo profughi che spera qualcosa di magico da lì in avanti.

L’idea nasce dall’incontro dell’autrice e l’illustratrice che fra testo e colori hanno creato un volume per bambini da scegliere per la lettura ai propri figli. I colori sono sgargianti dalle illustrazioni originali e atipiche ma che funzionano e creano delle tavole a pagina doppia uniche nel loro genere. Mi hanno ricordato un po’ lo stile di Alessandro Sanna e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa; non solo amerete la storia ma le illustrazioni stesse.

L’unica pecca è che per capire che Nadir è un profugo che sogna il suo viaggio si fa un poco di difficoltà a percepirlo a primo impatto e ci si deve fermare a riflettere; mi aspettavo questa cosa leggermente più semplice nella comprensione visto che per un bambino è ancor più difficile arrivare poi ad una conclusione simile, se non venga poi effettivamente spiegata da un occhio adulto o più attento.

Trovo che sia un volume dolce, emozionante e da leggere ai bambini. Un ottimo regalo per chi vuole far approcciare un piccolo bimbo a un piccolo racconto serale a cui può associare un messaggio significativo. Consiglio di sicuro la lettura e/o l’acquisto per un regalo ai più piccoli.

Silvia Francesca Forti e Alessandra Di Consoli condividono un’idea che hanno reso davvero bene. Un viaggio che suona come un sogno e una speranza per un bambino che, come tanti altri al mondo, vorrebbe solo essere felice.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©

RECENSIONE #591 – ARIANNA DI JENNIFER SAINT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? E buon inizio settimana a voi, che spero possa essere buona come nuovo inizio di quest’anno (anche perché per me l’anno è iniziato ora, più che a gennaio!). Sono qui a parlarvi di un volume di cui ringrazio la Sonzogno editore per la lettura che sono stata felice di intraprendere. Ve ne parlo subito, siete pronti? Ecco a voi:

41yqu6h6mpl._sx343_bo1204203200_Titolo: Arianna 
Autore: Jennifer Saint
Data di uscita: 03 febbraio 2022
Pagine: 384
Editore: Sonzogno

Link d’acquisto: https://amzn.to/3Aiyy8Z
Trama: Arianna e la sorella Fedra, principesse di Creta e figlie del temuto re Minosse, crescono ascoltando riecheggiare il rumore degli zoccoli del fratello, il Minotauro, nel labirinto costruito sotto il palazzo. Ogni anno, quattordici giovani ateniesi vengono sacrificati per placare la fame del mostro. Quando il principe Teseo giunge a Creta per immolarsi alla creatura, Arianna si perde nei suoi occhi verdi e se ne innamora follemente. Ma aiutarlo a scappare dal labirinto significherebbe tradire la famiglia e il regno, e la ragazza conosce fin troppo bene le implicazioni di un gesto simile. Assillata dai dubbi ma determinata a farsi valere, Arianna prenderà una decisione che ribalterà tanto la sua sorte quanto il destino di Fedra. Entrambe dovranno affrontare le conseguenze di una scelta coraggiosa e sovversiva, che le spingerà a mettere in discussione il proprio ruolo in quanto figlie, mogli e madri in un mondo in cui le donne non sono altro che pedine su una scacchiera dominata dagli uomini e dagli dèi. Con uno stile vibrante e ipnotico, Jennifer Saint reinventa con originalità la famosa storia del Minotauro, della fuga di Teseo, dell’incontro con Dioniso e degli amori tormentati di Fedra e Arianna, dando vita a un’eroina indimenticabile e sfaccettata che saprà commuovere e incantare i lettori e le donne di oggi.

RECENSIONE

ArtStation - AriadneLa storia ha inizio con Arianna e Fedra, nel palazzo del loro padre Minosse a Creta, in cui vive nei sotterranei del labirinto anche suo fratello il Minotauro. Quando Teseo, principe e futuro erede di Atene, approda sulle terre cretesi offrendosi come tributo assieme agli altri tredici ateniesi, come di rito per il Minotauro tutti rimangono colpiti da tale coraggio, comprese Arianna e Fedra. Le due sorelle non si aspettavano cotanta bellezza, di cui Arianna s’innamora, ne così tanta forza e provano pena per quel ragazzo che dovrà andare incontro a morte certa per essere accanto al suo popolo. Arianna ne resta talmente colpita che, con l’aiuto di Dedalo e il suo filo aiuterà l’erede al trono di terre lontane a fuggire dal labirinto dopo aver ucciso il feroce Minotauro, promettendole di portarla con sé, andando contro al tradimento della sua stessa famiglia, del suo stesso trono, del suo stesso sangue. Quello che Arianna non sa è che non è tutto oro ciò che luccica e Teseo finirà per ingannare entrambe le sorelle pur di ottenere ciò che desidera.

Cosa succederà ad Arianna e a sua sorella Fedra? Cosa scopriranno su Teseo? Riusciranno a fuggire da Creta ed avere la vita che speravano di avere? Cosa cambierà definitivamente, una volta scoperta la verità?

Con stupore presi il pendente, rigirandomelo tra le dita e meravigliandomi per la sua bellezza. «Perché le api?» gli domandai. Lui aprì i palmi delle mani verso il cielo e alzò le spalle, sorridendo: «Perché no?» chiese. «Le api sono adorate da tutti gli dèi. Furono le api a nutrire con il miele il neonato Zeus quando era nascosto nella sua caverna, in modo che crescesse abbastanza forte da spodestare i potenti titani. Le api producono il miele che Dioniso mescola al suo vino, così da addolcirlo e renderlo irresistibile. E addirittura si dice che il mostruoso Cerbero, il guardiano dell’Oltretomba, possa essere addomesticato con un dolce al miele! Se porterai al collo questo pendente, potrai piegare la volontà di chiunque alla tua.

La trama è piuttosto lunga ma ci lascia comprendere sia la storia che l’effettivo fulcro di ciò che l’autrice ci vuole comunicare con questo volume. La trovo giusta e ben scritta, sicuramente coinvolgente. Almeno lo è stato per me, quando ho scelto di leggere questo libro (sapete bene come leggo le prime righe della trama prima della lettura e finisco di leggerla alla fine del volume per evitare di conoscere il dettaglio ed eventuali/probabili/spero sempre di no spoiler). In questa trama non ce ne sono, visto che si limita a mostrarci una piccola parte e il resto possiamo scoprirlo solo leggendo.

La copertina mi piace ed è carina nella sua complessità, nonostante sia completamente differente dall’originale. Quest’ultima è ben fatta, in linea con lo standard adottato dalla casa editrice con Arianna in primo piano e le colonne greche sullo sfondo. L’originale avrebbe senza dubbio colpito maggiormente visti i suoi colori e suoi dettagli, però trovo questa versione ben composta e colpisce visivamente nella sua complessità. Il titolo non ha subito alcun cambiamento se non l’adattamento al nome che noi abbiamo sempre utilizzato in Italia e così come è conosciuta anche attraverso la mitologia. Trovo che sia stata la scelta migliore non modificare alcunché e di lasciare soltanto il nome in primo piano a spiccare su tutto. Una bella combo che si lascia apprezzare.

L’ambientazione si muove nelle terre greche: si passa da Creta, poi Atene, fino a parlarci dell’isola di Nasso; l’epoca si muove nell’Antica Grecia, all’interno delle serie dei miti e della mitologia greca.

Danzai in onore della fine di tutto ciò che conoscevo e dell’inizio di tutto ciò che non conoscevo. Oltre le mura del palazzo, i tori mugghiavano forte e a lungo, mentre venivano condotti ai cancelli per il sacrificio. Nei templi, l’incenso bruciava emanando un dolce fumo che saliva verso il cielo, in preparazione al sangue che sarebbe stato versato per gli dèi. Molto al di sotto dei miei piedi, gli zoccoli rimbombavano impazienti e, quando il sole raggiunse il suo trionfante zenit, dall’oscurità sotterranea il Minotauro ruggì.

Ariadne Photographic Print by redqueenselfI personaggi descritti all’interno del volume sono molti, con nomi particolari e occorre, talvolta, fare attenzione per non confondersi ulteriormente. La storia però ci facilita in quanto i personaggi sono ricorrenti e le aggiunte non sono molte, così da avere una lettura che ci inviti a conoscere al meglio il quadro generale di chi andrà ad avere a che fare con le due sorelle, protagoniste in primis di questa storia.

Arianna è una ragazza fragile e sognatrice. Sogna una vita diversa, un mondo diverso e un amore da favola, non qualcosa che la costringa ad una vita infelice. Così quando nota Teseo, si lascia abbindolare dalle sue parole e dai suoi modi apparentemente gentili e finisce su un’isola apparentemente sola. E’ una ragazza che finisce per avere – in parte e per fortuna – ciò che in parte ha sognato seppur in modo del tutto differente da come lo aveva immaginato. E’ una ragazza sognatrice e una donna realista, che tiene a tutto ciò che ha.

Fedra sembra essere la più piccola e minuta ma appare la più forte e coraggiosa fra le due sorelle. E’ costretta a sposare un uomo che credeva di amare ma che si rivela un mostro, è costretta a vivere in un palazzo che le sta stretto e che la valorizza – si fa per dire – solo quando suo marito è lontano; viene rifiutata da chi credeva di amare e si sente depressa, sola, abbandonata. Era una ragazza forte, sagace e determinata, e finisce per diventare una donna triste, spenta, addolorata per un mondo di cui non si è mai sentita di far parte. E’ un personaggio emblematico per certi versi, ma ricco di significato.

«Decisi che io avrei voluto essere Medusa. Se un giorno gli dèi mi avessero ritenuta imputabile per i peccati di un altro, se fossero arrivati a punirmi per le azioni di un uomo, non mi sarei nascosta. Avrei indossato la corona di serpenti, e sarebbe stato il mondo a fuggire da me»

ariadne worship | Explore Tumblr Posts and Blogs | TumgirIl perno centrale del volume è il mito di Arianna e quello di Fedra sorelle e principesse di Creta che, nonostante avessero la possibilità di diventare regine delle loro stesse terre o di una terra lontana, preferiscono tradire la loro stessa patria e la loro stessa famiglia con la speranza di andare incontro a qualcosa di migliore, visto il padre tiranno. Ma il fulcro di questa storia non è solo questo ma la messa in risalto della donna all’interno di un mito in cui questa veniva considerata come un mero oggetto, un qualcosa di futile, privo di sentimenti, facile da ingannare o da maltrattare. 

Lo stile utilizzato dall’autrice è articolato ma non troppo particolare, solo descrittivo. La storia si divide in due punti di vista che si intervallano tra i diversi capitoli e le due protagoniste sono proprio le due sorelle: Arianna e Fedra. Non solo avremo modo di conoscere il mito di Arianna ma anche quello di Fedra, sconosciuto a molti, anche a me che personalmente non lo sapevo. In alcuni punti, almeno nella parte centrale, finisce per essere lentino in altri scorre più veloce come l’inizio e la fine.

Il libro finisce per essere una lettura curiosa, interessante ed originale nonostante il mito sia conosciuto – e ne sia stata utilizzata una delle tre versioni conosciute – e nonostante ci siano talmente tante proposte di rivisitazioni di personaggi della mitologia che finiscono quasi per stancare il lettore per la presenza spasmodica sul mercato che ne vuole sapere, sì, ma spero continui  variare altrimenti si finisce per essere ridondanti. Il punto forte è la versione femminile e la forza della donna, che molto spesso o praticamente quasi sempre è stato messo da parte per dare spazio agli uomini e ai miti di uomini forti, coraggiosi e potenti che puntano alla gloria ottenendo una donna come trofeo o trattandola semplicemente come una schiava, balia o simili.

Quello che mi aspettavo in maniera maggiormente esposta era il Minotauro con almeno un riferimento ad un ricordo che aveva di lui Arianna quando era ancora umano, e non solo un animale che uccide persone indifese e che nessuno riesce a fermare. Mi aspettavo qualcosa di più con lui ma non sono rimasta delusa  e sono felice della lettura che ho intrapreso perché ricca di cose che non conoscevo, come la storia di Fedra e la prosecuzione della storia di Arianna – o almeno una delle tre interpretazioni che ci sono e che l’autrice ha scelto di portare al lettore.

Teseo aveva emulato il peggio degli immortali: la cupidigia, la spietatezza e l’infinito desiderio egoista che capovolgeva il mondo come se fosse un portagioie, saccheggiandone il contenuto per un capriccio passeggero poiché ritenevano che, in ogni caso, gli appartenesse. Era come qualsiasi altra divinità arraffatrice e meschina di ogni rango e tipo, che avrebbe preso ciò che voleva e scartato ciò che non voleva, senza dedicare alcun pensiero a quel che lasciava sulla propria scia. Ma Dioniso mi aveva detto che lui non era come gli altri dèi, e io sapevo che non era neanche come gli altri uomini. Strinsi la sua mano ancora più forte nella mia. Era tornato di nuovo. Forse, potevo iniziare a credere che sarebbe rimasto davvero.

Un libro che cattura, che ci rende partecipi del dolore e della forza delle donne e di un mito di cui si conosceva ma non abbastanza. Una storia da leggere.

Jennifer Saint aggiunge una nuova voce a due donne della mitologia greca riuscendo a farci sentire una di loro. Le voci delle donne come non le avete mai sentite, un racconto in cui vi sentirete parte della storia dalla prima all’ultima pagina.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Fatemi sapere cosa ne pensate, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #590 – BUGIARDE NATE DI E. LOCKHART.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa, ma non mi sono dimenticata di voi. In questi giorni gli impegni sono tanti e sto cercando di tirare le somme delle letture prima di agosto e di cui vorrei parlarvi. Ho acquistato questo volume come è uscito, avendo amato L’estate dei segreti perduti. Come potevo perderlo? E quindi sono qui a parlarvene.

9791221202403_0_536_0_75Titolo: Bugiarde nate
Autore: E. Lockhart
Data di uscita: 12 luglio 2022
Pagine: 333
Link d’acquisto: https://amzn.to/3Bmvd9S
Trama: Prima di L’estate dei segreti perduti , prima che tutto andasse storto, prima della vacanza perfetta finita in tragedia… c’erano loro: le ragazze della famiglia Sinclair. Un’ereditiera travolgente, un ragazzo irresistibile. Un’estate di tradimenti imperdonabili e terribili errori.
Le sorelle Sinclair contano i giorni che le separano dalle vacanze a Beechwood, l’isola privata su cui trascorrono ogni meravigliosa estate, tra lunghe nuotate nell’oceano e spumeggianti aperitivi a bordo piscina. Ma stavolta le cose saranno diverse. Da quando una tragedia ha spezzato la vita della più giovane erede dei Sinclair, Rosemary, niente sull’isola potrà più essere come prima. O forse sì? La cosa peggiore di perdere una sorella è dimenticarla. E la famiglia Sinclair sembra aver ristabilito una nuova normalità, nell’estate senza Rosemary. Solo per Carry il vuoto lasciato da sua sorella resta incolmabile. Soltanto lei sembra non riuscire a superare il suo ricordo e voltare pagina. L’unico modo che ha per soffocare il dolore è anestetizzarlo con i medicinali… almeno fino a quando sull’isola dei Sinclair non arrivano tre ragazzi: George, Major e, soprattutto, l’affascinante e misterioso Pfeff, che sa cosa significa non sprecare un chiaro di luna. O un solo attimo della vita. Per Carrie e le sue sorelle inizia così un’estate magica, in cui scopriranno la forza del loro legame. Un’estate costellata di passione ma anche di segreti, tradimenti e bugie. Un’estate che le segnerà per sempre.

RECENSIONE

two women surrounded by lavender under nimbus cloudsLa storia ha inizio con Carrie adulta che, dopo la morte di suo figlio continua a vederlo e a parlare con lui, esattamente come gli accadeva da ragazza con sua sorella Rosemary. Jonathan Sinclair Dennis, detto Johnny vuole sentire la sua storia e quella delle sue zie, di cosa è accaduto sull’isola di tanto irreparabile quando erano solo delle bambine e cosa è cambiato all’interno della famiglia Sinclair.
Carrie fa fatica a ricordare quell’estate tanto agognata ma non si tira indietro con suo figlio, non questa volta: ha bisogno di dire tutta la verità per liberarsi – forse? o finalmente – da un qualcosa che non ha mai detto a nessuno all’infuori della sua famiglia.

Cosa succede sull’isola di Beechwood? Come cambia la vita della famiglia dopo la scomparsa di Rosemary? Cosa succederà una volta che i ragazzi approderanno sull’isola? Quali segreti nasconde la famiglia Sinclair da non poterne parlare con nessuno?

Sii motivo d’orgoglio per la famiglia. Ecco uno dei molti motti che nostro padre ripeteva spesso a tavola. In realtà significava: rappresentateci degnamente. Non per te stessa, ma perché la reputazione dei Sinclair esige rispetto. Il modo in cui le persone ti vedono, è il modo in cui vedono tutti noi.

La trama non è articolata e non dice troppo visto che preannuncia soltanto degli arrivi, quindi devo dire di esserne abbastanza soddisfatta. Pensavo dicesse molto di più quando ho letto il primo pezzo ma sappiate che ho acquistato il volume ad occhi chiusi già solo sapendo che era il prequel di uno dei miei libri preferiti. E’ una trama ben composta, mette la giusta suspance e sappiate che c’è tanto altro da scoprire dietro tutto ciò che accadrà fra Carrie e le sue sorelle sarà da rimanerne atterriti.

La copertina segue la scia del volume precedente per quanto riguarda i colori utilizzati ed il soggetto centrale che, nel primo volume era uno e in questo si divide in due. Sinceramente, non amo molto la scelta che ne è risultata poi effettivamente perché non è accattivante e non dice praticamente nulla neanche a livello di storia, eppure almeno la linea del precedente la segue, quindi ha almeno uno scopo di qualche tipo. Resta il fatto che non è del tutto inerente e non mi fa impazzire come avevo sperato. Il titolo originale era Family of Liars, che si rifà al primo volume (We are Liars) ma non nella traduzione. Effettivamente visto che già nella traduzione originale non erano stati particolarmente clementi chiamando il volume L’estate dei segreti perduti – che come potete vedere non c’entra nulla con l’originale – speravo si mantenesse su qualcosa di simile o che si giungesse ad una traduzione più o meno vicina a ciò che il libro diceva. Invece no, e un po’ di delusione c’è.

L’ambientazione è l’isola di Beechwood da cui non ci si sposta dall’inizio alla fine del volume; l’epoca si aggira, facendo due calcoli da come la pone l’autrice all’interno del volume, nell’estate dell’anno 1987 in cui Caroline – Carrie – ha diciassette anni.

Come me, Cenerentola si trasforma e da deforme diventa bella e altolocata. Il suo nuovo aspetto è il mio nuovo aspetto. Ma io sono anche una sorellastra. Sono vanitosa e ossessionata dalla mia vita, consumata dal desiderio di piacere ai miei genitori, disperatamente alla ricerca d’amore e approvazione mi mutilo, vedo le mie sorelle come rivali.
Sanguino.

silhouette of person looking at sunsetI personaggi di questa storia sono diversi e tutti con una peculiarità che li contraddistingue da tutto il resto. A fare da sfondo c’è la famiglia Sinclair e le sorelle di Carrie ma la protagonista principale è lei che ci racconta le vicende di un’estate tormentata e che porterà con sé una valanga di segreti da seppellire e da lasciare sull’isola.

Carrie è una ragazzina che fin da quando era bambina era insicura. Le sue sorelle sono tutte bellissime e lei, con quel viso squadrato da operare, non è mai stata bella agli occhi degli altri, neanche di suo padre visto che i Sinclair dovevano essere tutti perfetti e in riga con gli standard della famiglia. Carrie difficilmente si è sentita una vera Sinclair ed è l’unica che è rimasta legata ai ricordi di sua sorella Rosemary, morta quando era piccola e quasi dimenticata poco dopo. Carrie è l’unica che riesce a “vederla” ancora, se così possiamo dire. E’ una ragazza che non appena scopre il primo amore si sente presa finalmente in considerazione ma è anche quella che comprende la delusione molto prima degli altri, visto che sa che può stare dietro l’angolo. E’ una ragazza forte e determinata, nonostante le sue fragilità e ci farà comprendere i veri Sinclair di cosa sono capaci, ci svelerà i segreti di una famiglia apparentemente perfetta e ci metterà dentro tutte le sue fragilità di bambina, ragazza e donna.

Percorro un sentiero che appartiene ai miei genitori. Lo percorro come percorro le passerelle di legno che hanno costruito per tutta Beechwood. Non so come fare a deviare strada. Se mi allontano e mi addentro tra i cespugli, sotto gli alberi o sulla sabbia, non importa. Sono comunque sulla loro isola.

woman behind leavesIl perno centrale di questa storia è l’estate in cui le sorelle Sinclair sono state più divise e unite che mai al tempo stesso. Un’estate che cambia le loro prospettive e la loro vita non solo a livello sentimentale – per via delle scoperte sessuali e dei ragazzi/e – ma anche emotive per i ricordi del loro passato nei confronti della piccola sorella scomparsa e di ciò che accadrà che le renderà unite più che mai. La famiglia dei Sinclair non si piega, non molla e non si lascia scalfire da niente, quindi: come reagiranno tutti di fronte a determinate cose che accadranno?

Lo stile utilizzato dall’autrice è molto simile a come era impostato il volume che l’ha resa celebre. La differenza principale sta nel fatto che laddove ne L’estate dei segreti perduti le frasi erano brevi, concise, dirette e andava spesso a capo con frasi molto brevi, qui si è dilungata molto di più e l’ha resa molto più romanzata anche se lo stesso interessante. 

Ho apprezzato molto il quadro generale della situazione e delle tematiche introdotte: che le famiglie e le persone non sono perfette come le vediamo, un piccolo personaggio LGBTQ+ e l’amore verso la famiglia (Carrie con Rosemary e il loro legame fraterno), così come la forza di accettarsi per quello che si è e tutte le altre cose negative che succedono e come vengono affrontate dalla protagonista – visto che la famiglia tende sempre molto a mascherare il tutto. 

Il personaggio di Carrie è un epicentro di emozioni e sentimenti contrastanti che si muovono in bilico su un filo che la famiglia stessa tenta di manovrare, inutilmente. E’ l’arrivo dei ragazzi sull’isola a mettere in dubbio ogni cosa, persino il legame fra le stesse sorelle. I ragazzi non sono da meno ed essendo dei veri e propri vulcani di ormoni sia loro che le ragazze che sono alla scoperta delle loro prime cotte e dei primi amori, finiscono in un vortice che rischia di metterli anche in pericolo portando a non fidarsi più l’una dell’altro. Su questo punto l’ho trovato ben fatto ed ho anche apprezzato molto come tutta la famiglia riesca a mantenere il silenzio e la compostezza di fronte ad eventi che cambiano repentinamente il corso della vita. Ho apprezzato molto come è stato gestito il tutto, i dubbi che vengono instillati e le visioni che Carrie ha della sua piccola sorella, proprio come Cady ne L’estate dei segreti perduti. Il finale lascia a bocca aperta, lo apprezzerete.

«Non vuoi mai parlare di lei» dico tra i singhiozzi. «Non vuoi mai parlare di niente. E’ tutto vietato. Non ho più il mio viso, non riconosco la persona che vedo allo specchio e la gente muore e soffre, è su tutti i giornali. Ma non ne parliamo mai. Non so nemmeno come affrontarlo: la vita degli altri, la mia, Rosemary…»

Questo prequel è stato interessante ma non particolarmente audace ed emozionante come è stato il suo predecessore. Carino, godibile e mi ha riportato indietro nel tempo di diversi anni – quando avevo letto il primo volume – ma ha qualcosa che non mi ha emozionato come il primo volume.

E. Lockhart tornando a Beechwood island, ci riporta quasi indietro nel tempo, in un luogo dove tutto deve essere sotto controllo, perchè i Sinclair sono così: ligi al dovere e devono essere rappresentati degnamente per cui ogni componente della famiglia deve essere degno e fiero al tempo stesso di essere un Sinclair. Ma quali segreti nascondono veramente? Siete pronti ad approdare su un’isola che riuscirà a farvi dubitare persino del più buono e dolce dei Sinclair?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Spero di si, ma prima di leggere questo dovrete leggere L’estate dei segreti perduti in modo da comprendere tutti i collegamenti e i legami famigliari al meglio. Io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV # – STRANGER THINGS (Stagione 4 PARTE 2) SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con la chiusura della quarta stagione tanto attesa e desiderata. Ovviamente l’ho vista non appena uscita ma non ero riuscita a parlarvene prima tra le tante cose che ho avuto nel mese di luglio, quindi ne approfitto per parlarvene ora e spero vi faccia comunque piacere e che possiate parlarmi anche voi delle vostre impressioni/idee e quant’altro. Ovviamente se ancora non avete visto la serie o la prima parte, evitate di leggere questa recensione perché potrebbe contenere tracce di piccoli spoiler dovuti al racconto che debbo per forza di cose fare. Ecco che ve ne parlo:

stranger_things_logoSerie: Stranger Things 4 (parte due)
Piattaforma
: Netflix

Stagioni: 4
Episodi totali: 11 
Episodi finali: 2
Durata: da 1 ora minimo circa a puntata
Genere: Fantascienza
Trama: Joyce, Will e Jonathan si sono trasferiti in California, portando con loro anche Undici. L’esercito americano vuole però impossessarsi di nuovo della ragazza, per utilizzarla in scopi militari, di fronte ad una nuova guerra soprannaturale con l’epicentro localizzato ad Hawkins.

TRAILER


RECENSIONE

Stranger Things Upside Down GIFs - Get the best GIF on GIPHYSiamo nel bel mezzo dell’azione, dovuta dalla prima parte della serie. Nancy è intrappolata nelle visioni di Vecna e vede diverse cose, parte dei ragazzi di Hawkins sta cercando disperatamente Undici, mentre l’altra parte si prepara per la battaglia contro Vecna. Intanto anche Joyce è arrivata e ha ritrovato il suo Hopper, e devono tornare a casa se vogliono cercare di aiutare i ragazzi, anche se in Russia sembrano avere il loro bel daffare con i Demogorgoni e i mostri in agguato.

Riusciranno a sconfiggere definitivamente Vecna? Cosa capiterà al gruppo di ragazzini di Hawkins ormai sparpagliato in vari punti? Riuscirà Undici a ritrovare i suo potere e a sconfiggere ciò che minaccia lei e i suoi compagni? Quali consapevolezze raggiungerà il gruppo?

Recensione – Stranger Things 4: l'inizio della fineIl cast è lo stesso della parte precedente di cui vi avevo già parlato. Non ci sono particolari cambiamenti ed ognuno ha interpretato molto bene la sua parte. Peccato solo che come epicentro principale sembra essere traslato tutto da Undici a Max e non è più ne Undi ne Will il fulcro della storia, il motivo del sottosopra e il panico generale e la cosa piace ma fino ad un certo punto. E’ comunque Undici ad aver creato tutto questo, è comunque Undici quella che ha i poteri, eppure sembra essersi traslato tutto l’hype su personaggi che in precedenza non gli sarebbe data una lira, come si sul dire.

In questo finale di stagione ci sono state diverse cose che ho fatto fatica a digerire e di cui vi parlerò immediatamente.

  1. Stranger Things4 Season4 GIF - Stranger Things4 Stranger Things Season4 -  Discover & Share GIFsLa durata delle puntate. Perché creare due puntate una da un’ora e mezza e l’altra da due ore e mezza facendo quasi peggio di un film, quando era sicuramente meglio fare una cosa più semplice e gestire il tutto suddividendo in più puntate? La cosa finisce quasi per essere pensante da vedere tutto assieme quando era facile poterla dividere per più punti? La cosa finisce per andare in netto svantaggio e crea un vero e proprio punto debole che ok, può piacere ma porta a una domanda: perché?

Joyce Byers Jim Hopper GIF - Joyce Byers Jim Hopper Stranger ...

2. Il finale di stagione davvero deludente. La prima parte della quarta stagione è stato un completo crescendo di informazioni e avvenimenti che lasciano con un completo hype e con il quale non si vede l’ora di cogliere il finale e sapere cosa succederà ai nostri amici e come sconfiggeranno il famigerato Vecna. Non accadrà nulla di tutto questo perché sarà pieno di scontri e simili ma ci lasceranno perplessi con ancor più indecisione di prima… visto che ci sarà una quinta stagione. Ma non doveva finire qui? Non avevano detto che questa sarebbe stata l’ultima stagione? Personalmente ho pensato che per la stagione avessero pensato e costruito due finali differenti in base a come fosse andata in onda la prima parte della stagione. Vista l’affluenza, la visione e l’aspettativa che ha creato la prima parte hanno fatto in modo di andare avanti per guadagnarci ancora di più. Ho avuto questa impressione e ne sono piacevolmente delusa, visto che mi aspettavo una chiusura coi controfiocchi e non quanto invece è accaduto.


gif: stranger things | Explore Tumblr Posts and Blogs | TumgirFinalmente apprezzato Hopper e Joyce che riescono a dare un senso alla loro storia, cosa che io ho adorato fin dagli albori e che era giusto venisse alla luce. Altro personaggio che nonostante sia partito col piede sbagliato, ha avuto la sua rivincita è Steve, apprezzatissimo dai fan in generale. Non ho capito per quale motivo i produttori optano sempre per la morte di qualcuno di esterno al gruppo – magari appena introdotto – per non sacrificare parte del gruppo. Eppure, ammetto che ci starebbe e non è del tutto fuori di dubbio che potesse accadere visto in mezzo a quanti pericoli si mettono in mezzo tutti quanti. Apprezzatissimo Eddie fin dalla prima puntata, è stato sicuramente un personaggio iconico per questa stagione.

Spero che con la quinta e ultima stagione non escano fuori dei flop micidiali e che finalmente si concluda la serie in tutto e per tutto perché sta andando troppo per le lunghe e la cosa finirà solo che male quando accadono cose simili. Voi l’avete apprezzata? Cosa ne pensate di quanto detto?


Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? L’avete vista? Fatemi sapere che ne pensate! Io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

 

 

 

RECENSIONE #589 – LEGATI DA UN FILO DI EMILIA CINZIA PERRI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con una nuova uscita che spero possa fare al caso vostro e di cui sono felice di parlarvi perché l’autrice la conosco, ho letto i suoi precedenti volumi e con questo ha vinto il Premio Letterario Battello a Vapore. Sono rimasta contentissima per lei, quindi non posso fare a meno di parlarvi di questa dolcezza:

9788856685107_0_536_0_75Titolo: Legati da un filo
Autore: Emilia Cinzia Perri
Data di uscita: 28 giugno 2022
Pagine: 161 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3PN0VRC
Trama: Undici anni e i capelli rosso ciliegia, Fred vive a Roseville, in Louisiana, nei primi del Novecento. Anche se nella sua famiglia l’arte del ricamo è una tradizione che si tramanda da generazioni – il nonno era un sarto affermato e la mamma ha continuato la professione – Fred si vergogna di far sapere in giro che anche a lui piace cucire e ricamare, perché da sempre sono attività considerate solo “da femmine”. A complicare le cose, poi, ci si mette anche la sua amicizia con Nick, un ragazzo nuovo che tutti a scuola prendono in giro perché ama leggere ed è brillante negli studi. Per evitare di essere escluso dai suoi compagni, Fred rinnega i suoi gusti e perfino la sua amicizia con Nick. Sarà solo l’arrivo di Diana, la vulcanica nipote di colore dei vicini di casa, a metterlo di fronte a se stesso e ai propri errori: con la sua forza e il suo coraggio, Diana dimostrerà a tutti cosa significa il rispetto per sé e per gli altri, e insegnerà a Fred che cos’è la vera amicizia.

RECENSIONE

green and red floral textileLa storia ha inizio un giorno come tanti altri per il piccolo Fred. E’ a scuola e i suoi amici lo prendono in giro per via dei suoi capelli rossi, gli occhiali e il suo modo impacciato di starsene in mezzo agli altri. Fred non ha amici ed ha paura a farsene perché raccontare i suoi segreti a qualcuno è difficile e potrebbe sentirsi in difficoltà visto che gli piace ricamare e leggere libri, attività che possono essere considerate più “da femmine”. Si aggiunge anche un nuovo amico, Nick, che viene anche lui preso in giro e bullizzato ed entrambi non sanno come fare per uscirne.

Cosa succederà a Fred? Scopriranno il suo segreto? Come reagiranno gli altri di fronte a una cosa simile? Cos’è davvero l’amicizia? Come ci si rende conto di chi ci si può davvero fidare?

– Che ho di speciale, io? A scuola nessuno mi sceglie per giocare o stare in squadra con lui. Sanno solo prendermi in giro, per gli occhiali o per i capelli rossi. (…) – Fred, anche se non ci crederai tu sei speciale. Tutti lo sono: tua madre, le tue sorelle e ciascuno dei tuoi compagni di scuola. Per questo devi accettarti per quello che sei, senza desiderare di essere diverso.
– Anche se questo significa restare solo?

La trama della storia è lunghina nonostante il volume non sia poi così grande e vista la mole ridotta, forse era preferibile ridurre di un pochino la trama, togliendo alcune cose che finiscono quasi per essere spoiler, visto che Diana la incontreremo solo a libro inoltrato ormai. Sarebbe stato preferibile ma non necessario visto che non dice poi molto e si mantiene sul generico. Una trama dolce, così come si contraddistingue tutto il volume.

La copertina è davvero dolcissima e oltre a sembrare un piccolo quadretto ritraente Diana e Fred, il nostro protagonista, ha dei riferimenti evidenti al ricamo. I personaggi illustrati sono proprio come uno se li immagina ed a rendere tutto ancor più originale è il formato dell’illustrazione che finisce per essere tondeggiante e ricorda anch’esso i tondi che si usano per ricamare. Una copertina azzeccata e ben pensata, ci piace. Il titolo di questo volume rappresenta la storia in sé e l’attività che svolge Fred. Tutti noi siamo legati da un filo invisibile che ci unisce e lo stesso vale per Fred con le persone che lo circondano e che gli vogliono bene e lo allontanano da chi invece finisce per fargli de male.

L’ambientazione è Roseville, in Louisiana anche se non poteva essere tranquillamente un altro posto, visto che era poco percepibile dalla composizione generale della storia se non per un particolare; l’epoca in cui si svolge è i primi del Novecento.

«Fred, non importa che tu sia maschio o femmina, puoi fare quello che vuoi, se non si reca danno agli altri. L’importante è che tu sia felice?»

child holding flashlight reading bookI personaggi di questo volume sono diversi ma poi non così tanti. L’epicentro si sviluppa attorno a Fred e a coloro che finiscono per diventare i suoi amici, ovvero Nick e Diana. Avremo modo di sentir parlare anche di Dangley, il bulletto della scuola e dei suoi amici.

Fred è un ragazzino sveglio e intelligente. Ama leggere grandiosi libri di avventura e gli piace ricamare, cosa che invece non piace fare alle sue sorelle. Figlio più piccolo della famiglia con nonno sarto e madre sarta, è un bambino dai capelli rossi con gli occhiali, vispo ma cauto, per paura che possano prenderlo in giro o possano fargli del male. E’ un bambino che fa fatica a farsi degli amici e che scoprirà cosa vuol dire cambiare, crescere, buttarsi ed essere coraggiosi.

Frederic si sentì sollevato vedendo Dangley togliere il disturbo senza dare troppo nell’occhio, e soprattutto senza prendere in giro Nick. Realizzò che si preoccupava più per Nick che per se stesso. Forse essere amici significava proprio questo: avere più paura per gli altri che per se stessi. Fred provò un gran senso di soddisfazione, quasi come quella volta che aveva scoperto il punto raso.

assorted threads on rackIl perno centrale della storia si basa sull’amicizia e sulla forza di essere sé stessi e sui valori oltre a tutta un’altra serie di tematiche che vengono affrontate all’interno del volume. E di cui vi parlerò fra poco. E’ una storia per ragazzi ma che apprezzeranno molto anche gli adulti.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, fluido, dalla lettura veloce in davvero pochissimo tempo, visto lo stile di scrittura leggero che si attiene ad un linguaggio comune per ragazzi e bambini. L’autrice, rispetto ai primi volumi di partenza con cui era partita, si guardi Freccia Senzapaura – la relativa recensione che trovate qui sul blog – è migliorata tantissimo, sia nella struttura narrativa del testo (che era già buona in principio ma meno dettagliata) che le tematiche trattate all’interno, attuali e ben caratterizzate.

Oltre al bullismo che viene trattato e messo in primo piano, di cui sia Fred che Nick sono i soggetti che subiscono le vessazioni, vengono trattati diversi temi importanti. In primo piano Fred fa difficoltà ad avere degli amici, se ne sta sempre solo e si fa bastare le sue sorelle, così come adora lo zio che viaggia spesso e gli riporta sempre dei meravigliosi regali. Ha maturato l’idea che se cerca di farsi forte e fare delle cose simili agli altri, possa essere accettato dal resto del gruppo. Ma cosa vuol dire essere se stessi? Cosa vuol dire essere accettati per quello che si è? Cosa vuol dire farsi degli amici e come si riconosce la persona giusta con cui confidarsi?

C’è il fatto del razzismo di cui la protagonista è Diana, ragazza dalla pelle scura che viene denigrata per essere nera da molte persone e sarà apprezzata tantissimo da Fred e da Nick, cosa che finirà per unirli ancora di più visto che anche loro vengono spesso denigrati per il resto.

Oltre questo anche il fatto che Fred si senta in difficoltà per qualcosa che possa essere considerato all’epoca “da femmine”, discriminante e invalidante visto che ci sono molti sarti e molti uomini che leggono. E Fred ha paura di dire cosa gli piace fare e di essere preso in giro per questo. Questo è un punto che tutt’oggi pone i bambini sotto i riflettori ma devono essere liberi di esprimersi e fare ciò che più sentono e amano fare.

Un libro profondamente attuale, sia per i bambini che per gli adulti che lascia dei messaggi che fanno riflettere, sia per quanto riguarda l’accettazione di sé stessi, sia per quanto riguarda l’inserimento all’interno di una comunità. Un libro da leggere.

-Credi che sia un problema se rimarrà per sempre un’attività che mi piace fare, e non un lavoro?
Nick si alzò in piedi. Era più alto di Fred di diversi centimetri, perciò gli appoggiò le mani sulle spalle e piegò un po’ il viso.
– Se non lo è per te, un problema, non lo è per nessuno – Gli occhi di Nick brillavano, commossi. – Nessuno deve dirti cosa fare, chi diventare o… chi essere.

Il libro è un vero e proprio gioiellino della lettura per ragazzi e spero possiate prenderlo in considerazione sia come lettura per i vostri piccoli, o se conoscete dei bambini a cui fare un regalo o come lettura personale perché merita davvero. I temi trattati sono resi in maniera delicata e ben strutturata e consiglio vivamente la lettura. 

Emilia Cinzia Perri ci porta in Luisiana per farci vivere una piccola avventura con dei giovani ragazzi che lasceranno il segno nel cuore di chi legge, sia per la loro semplicità, sia per la dolcezza e la forza che il protagonista riesce a trasmettere a chiunque deciderà di leggere questo volume.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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A presto,

Sara ©