SEGNALAZIONE #190 – IL CARISMA DEL DUCA DI JESS MICHAELS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Giorno nuovo, nuova segnalazione che spero possiate apprezzare ovviamente! Vi lascio qui sotto tutti i dati, siete curiosi? Ecco a voi:

La biblioteca di Mary: Segnalazione - Il carisma del duca, Serie: Il Club  del 1797 - di Jess MichaelsTitolo: Il carisma del duca (titolo originale: The daring duke)
Autore: Jess Michaels
Traduttore: Isabella Nanni
Editore: The Passionate Pen LLC
Genere: Romance storico
Prezzo ebook: € 3,99 – disponibile in Kindle Unlimited
Prezzo cartaceo: € 13,99
Data pubblicazione: 2 novembre 2020
Serie: Il Club del 1797
Trama/Sinossi: Inghilterra, 1810. Il carismatico e impetuoso Duca di Abernathe, James Rylon, è il tipo di
amico che chiunque vorrebbe avere. Ha persino fondato il Club del 1797, composto da dieci
uomini tutti destinati a diventare duchi. Ma ha dichiarato apertamente che non si sposerà
mai e nessuno capisce perché. Ma alla signorina Emma Liston non importa sapere perché. Zitella da troppo tempo, con un padre assente che può far scoppiare uno scandalo da un momento all’altro, ha bisogno di
sposarsi. Adesso. Decide quindi di correre un rischio folle e di chiedere aiuto al fratello della
sua amica Meg, James. Gli chiede di fingere di essere interessato a lei quel tanto che basta per attirare l’attenzione di altri gentiluomini. James accetta, ma si accorge con sua grande sorpresa che fingere di corteggiare Emma gli risulta molto facile… Quando il padre di Emma ritorna, minacciando di condannarla a un futuro terribile, il loro corteggiamento diventa ben presto fin troppo reale. James rivelerà mai la vera natura dell’uomo che nasconde sotto la sua corazza esterna? Ed Emma riuscirà a scoprire il
proprio valore prima che sia troppo tardi?
Lunghezza: Romanzo in versione integrale (70.000 parole)
Grado di sensualità: bollente
Questo libro è il primo della serie Il Club del 1797.

Biografia autore

Jess Michaels è un’autrice bestseller di USA Today. Sebbene abbia iniziato come autrice
tradizionale pubblicata da Avon/HarperCollins, Pocket, Hachette e Samhain Publishing, e
anche da Mondadori in Italia nella collana “I Romanzi Extra Passion”, nel 2015 è passata al
self publishing e non si è mai guardata indietro! Ha la fortuna di essere sposata con la
persona che ammira di più al mondo e di vivere nel cuore di Dallas. Quando non controlla
ossessivamente quanti passi ha fatto su Fitbit, o quando non prova tutti i nuovi gusti di
yogurt greco, scrive romanzi d’amore storici con eroi super sexy ed eroine irriverenti che
fanno di tutto per ottenere quello che vogliono senza stare ad aspettare.

Estratto

«Sono una zitella schiva, faccio sempre da tappezzeria» gli disse, allontanando la mano dalla sua e desiderando di non sentirne ancora il calore. «Non c’è altra ragione se non quella che impedisce a molte donne come me di sposarsi. Mia madre insiste che devo sposarmi, ovviamente, per migliorare la nostra posizione. Mi spinge costantemente a farlo. Ma non basta agitare la mano per far cadere gli uomini ai miei piedi.» Il duca scosse lentamente la testa. «Che cosa buffa. Io sto cercando di evitare una trappola matrimoniale e voi desiderate finirci dentro.» «Sì» confermò lei, poi si coprì il viso. «Dio, mi sento così sciocca.» «Perché?» chiese lui con una risata. Emma abbassò le mani e lo fissò. «Veramente? Voi mi fate questa domanda?» La sua giovialità svanì alla sua domanda precisa. «Mi dispiace se sono stato superficiale» disse, con un’espressione di sincero rammarico. «Avete aiutato mia sorella, avete aiutato me. C’è un modo in cui io possa aiutare voi?» «Fingere di corteggiarmi per rendermi attraente per un altro uomo?» gli rispose, poi scosse la testa ridendo. «No, ​​milord. Non c’è niente che possiate fare, anche se vi ringrazio per il pensiero.» 


Cosa ne pensate? Fatemi sapere, ovviamente. Io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #181 – BELLA E PERDUTA PATRIA DI MARCO CALONI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ecco un altro autore a cui sicuramente farà piacere avere una recensione su Amazon se mai decidereste di leggerlo. Vi lascio uno storico che spero possa incuriosire quanti più possibile di voi. Ecco a voi:

Bella e perduta Patria: Storia e Memorie di Marco Montanari 1845-1945 di [Marco Caloni]Titolo: Bella e perduta Patria
Sottotitolo: STORIA E MEMORIE DI MARCO MONTANARI 1845 – 1945
Autore: Marco Caloni
Pagine: 324
Prezzo: Gratis per KU e 4,99 euro normale.
Data di uscita: 28 SETTEMBRE 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/33vEsU0
Sinossi: Marco Montanari nasce a Roma il 25 aprile del 1845 e si affaccia alla vita assieme all’idea di libertà e di Patria che da nord a sud infiamma i cuori di un popolo diviso che sogna l’unità per la quale combatterà tenacemente. In giovane età incontra il Generale Garibaldi, questo evento segnerà tutta la sua esistenza, nella quale egli seguirà l’eroe del Risorgimento per cui nutre una autentica venerazione e lo affiancherà nelle imprese più significative che hanno fatto la storia del nostro Paese. In questo diario Marco racconta le difficili tappe dell’unità nazionale e i passi che l’Italia ha mosso verso il proprio consolidamento. Il racconto di cento anni vissuti in prima linea con ardore ed entusiasmo, il cui puntuale resoconto è arricchito da vicende personali altrettanto turbolente e avventurose. Pagine ricche di passione in tempi irripetibili di grandi utopie, scritte col sangue dei patrioti e destinate al Mito. Un romanzo in cui esultare ed esaltarsi, in cui riflettersi e su cui riflettere per non dimenticare ciò che siamo chiamati ad essere sulla scia di un sogno che ha radici lontane.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

Marco Caloni è nato a Roma il 17 luglio 1963, dove ha sempre vissuto. Sin da piccolo appassionato di storia e della propria città, per poi rimanere attratto in età adolescenziale dall’epopea del selvaggio west che ne ha condizionato l’indole. Ha dedicato poi i suoi interessi alle vicende dell’Ottocento europeo, rimanendo affascinato dagli eventi costitutivi
dello Stato italiano e della sua identità nazionale che andava delineandosi in quegli anni. Ha trovato, a suo modo di vedere, la chiave di lettura dei mali endemici del nostro Paese e ha provato a spiegarli, scavando nel passato in “Bella e perduta Patria”.


Cosa ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE // REVIEW #394 – BLOOD AND GREED V.1 DI P. J. BERMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una raccolta di racconti in inglese uscita da poco per quest’autore. Ho anche un volume che avevo iniziato di quest’autore ma ancora devo finirlo essendo in inglese ed anche abbastanza corposo. Comunque conto di finirlo in qualche tempo perchè vorrei finirlo di leggere. Comunque, l’avevo acquistato in prevendita e finalmente è arrivato nel mio kindle direttamente e non ho esitato un momento a leggerlo. Ve ne parlo subito:

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Titolo: Blood and Greed (Volume 1)
Autore: P.J. Berman
Lingua: Inglese
Raccolta di racconti:
1) A Bloody Day at Marathon
2) The Spirit of Poland
3) Split Loyalties
4) The Fate of Mari
Link d’acquisto: https://amzn.to/2KTnPaJ
Trama originale: Award-winning fantasy author P.J. Berman steps into new territory by releasing four historical short stories of how the greed of the few costs the blood of the many.
Trama tradotta: Il pluripremiato autore fantasy P.J. Berman entra in un nuovo territorio pubblicando quattro racconti storici su come l’avidità di pochi costa il sangue di molti.

RECENSIONE

7 buoni motivi per diventare uno spartano (o una spartana) in AC ...Le storie narrate sono quattro, ognuna ambientata in epoca diversa dall’altra ma che portano con loro quattro modi diversi di vivere la guerra, la vittoria, il sangue, la sconfitta e il dolore.

La guerra, il sangue e l’avidità legano questi racconti in maniera sublime e ci ricordano che siamo un popolo infinitamente stupido, quanto fragile, e queste guerre non portano a nulla se non alla distruzione e alla perdita.

Cosa succederà in questi quattro racconti? Cosa ci mostrerà l’autore di ogni realtà? Riuscirete a sentirvi parte di queste storie?

Theodosius blinked as he thought he saw the fleet leader adjust its course. It couldn’t be, could it? Yet he was sure he had seen the lead ship swing a little to the south, just a little. Yes, the ship was turning. It was turning away from the city. A roar exploded from the city walls as soldiers celebrated, watching as the first ship, then the second and third, then all behind them slowed and swung their bows towards the south, turning to sail away en masse. They’d done it. They’d lived, and because they’d lived, so did the people of Athens. No, this was not a victory over a vanquished enemy. But in times such as these, simply to survive was the greatest victory of all.

WW II Siły Powietrzne (Polonia)La trama è semplice e ovviamente non racconta quasi nulla, come è giusto che sia. Sono già dei racconti e cercare di spiegarli sarebbe davvero difficile.

La copertina è piuttosto particolare. I colori non mi colpiscono particolarmente e ne avrei utilizzati altri ma riporta ciò che le storie effettivamente raccontano e restano in tema con lo stile dell’autore rispetto ai libri precedenti. Il titolo è certamente adatto alle storie e alla trama preposte che sicuramente ritroveremo – almeno parte di esse – in un secondo volume che spero arriverà presto. Sangue e Avidità, la traduzione di questo titolo ci preannuncia cosa accomuna tutte queste storie di guerra, di avidità e sangue, di persone comuni in epoche diverse accomunate, quasi, dallo stesso destino.

L’ambientazione e l’epoca sono diverse a seconda dei racconti preposti. Passeremo dall’Antica Grecia alla Polonia nel corso di una delle guerre mondiali ai Romani per finire in Mesopotamia. Storie diverse, incredibili, che lasciano l’amaro in bocca ma che ci ricordano quanto l’umanità continui inesorabilmente a commettere i stessi errori semplicemente per la brama di un qualcosa che, la maggior parte delle volte, non riesce neanche ad ottenere.

But what price could be put on a nation’s freedom? Sometimes, when people are too concerned about money, the cost instead is measured in lives.

5 battaglie che fecero grande l'Impero Romano | best5.itI personaggi di questa storia sono diversi a seconda della storia che incontreremo.

Avremo modo di conoscere Theodosius in Eretria nella guerra contro Atene, un giovane che cerca vendetta dopo aver visto profanare e assassinare la propria sorella. Un uomo in Polonia che sta per attaccare il suolo nemico a bordo del suo velivolo P11 e che pensa spesso alla sua famiglia, di cui ha una foto attaccata proprio lì vicino a lui. O di Sigeric, Romano innamorato di quello che ha anche se va contro il suo stesso popolo. Per finire con un giovane schiavo in Mesopotamia che serve la famiglia reale ed è innamorato della giovane principessa ma che sta per perdere tutto dalle sue mani.

The others would never understand their connection. Not his family. Not the people of his village. But she wasn’t like most Romans. Licinia didn’t think herself better than the Visigoths, even though many of them believed themselves to be of higher standing than her, a Roman slave. If anyone found out, they would both be shunned; cast out at best, but the love they shared was something Sigeric would and could never sacrifice.

Mesopotamia: la storia nel nuovo manuale Unipg di di CarocciIl perno centrale di questi racconti viene lasciato proprio dal titolo stesso: “Sangue e Avidità”.  Ad accomunare tutti e quattro i racconti è proprio questo e, come vi ho già annunciato in precedenza, la stupidità umana di una bramosia ingiustificata. Dei racconti storici efficaci, ben costruiti.

Lo stile utilizzato dall’autore è articolato e particolarmente crudo ma allo stesso tempo ben strutturato e di facile lettura per essere comunque un libro in lingua inglese. Quindi, per chi volesse cominciare ad approcciare con la lingua inglese con un bel libro questo libro può essere quello che fa per voi.

I racconti sono ambientati tutti in epoche diverse e tutte permettono al lettore di immedesimarsi nel luogo in cui sono ambientate. Berman ha la facoltà di riuscire a trasportare il lettore in un viaggio nel tempo attraverso luoghi così diversi fra loro trasmettendone sia lo spirito che le singole peculiarità visive, gli odori, le cose che contraddistinguono le varie città, i costumi utilizzati. Leggere i libri di P.J. Berman sono quanto più vicino ad un viaggio nel tempo ben riuscito e, nonostante non sia una vera e propria amante del genere storico, l’autore riesce a trasmetterti passione per quei posti come riesce a trasmetterti i sentimenti dei suoi personaggi. Credo questa sia una vera peculiarità di pochi e quest’autore ci riesce davvero bene. Complimenti.

Sicuramente ho la mia storia preferita fra le quattro e posso dirvi che The Fate of Mari è quella che è riuscita a conquistarmi maggiormente anche se so che anche il pilota polacco mi darà soddisfazioni nel secondo volume, dove di certo lo ritroveremo. Nonostante The Fate of Mari sia il mio racconto preferito, a livello di cose che contraddistinguono i personaggi e ciò che fanno, non so se rispecchi troppo il periodo storico ma non oso comunque addentrarmi in questa specifica cosa perchè personalmente – storicamente parlando – non amo molto la storia e non posso parlare troppo per cose che ovviamente Peter, l’autore avrà studiato e si sarà documentato.

‘You’ve seen Princess Narramtum again, haven’t you? I’ve noticed that hangdog look. Whenever you see her, your face lights up and whenever you’re then sent somewhere else, you’ve got a face like Ereshkigal’s demons have taken up residence in your head. I know it sounds harsh, but you’re just going to have to get through this. You’ll never have her. You’re a commoner and she’s a princess, end of story. I know that sounds harsh, but I’m only saying it because I care about you.’ I knew the truth of it. She was my best friend. I should have treated her better. ‘It’s not just that, Tabni. It’s the way she looks at me, the way any girl looks at me — as staff. I want them to look at me and see a man. Somebody strong and brave. Somebody who oozes masculinity.’

Il libro è una piccola perla di carattere storico che vi consiglio di non perdere, specialmente se siete amanti di storie a sfondo storico, con battaglie dure ma con personaggi e caratteristiche molto più umane di quanto sembri. Un libro che mi sento vivamente di consigliare.

P. J. Berman  ci porta in varie epoche al centro di battaglie e guerre difficili, dure e pericolose, consentendoci di conoscere e di apprezzare ogni singolo protagonista di queste storie. Una lettura davvero interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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RECENSIONE IN INGLESE // ENGLISH REVIEW

There are four stories narrated, each set in a different era from the other but which bring with them four different ways of experiencing war, victory, blood, defeat and pain.
War, blood and greed bind these stories in a sublime way and remind us that we are an infinitely stupid, yet fragile, people, and these wars lead to nothing but destruction and loss.

What will happen in these four stories? What will the author of each reality show us? Can you feel part of these stories?

The plot is simple and obviously it tells almost nothing, as it should be. They are already stories and trying to explain would be really difficult.

The cover is quite particular. The colors do not particularly strike me and they could be the others but they indicate what the stories tell and remain in theme with the author’s style compared to previous books. The title is certainly suitable for all the stories and the intended plot that we will surely find – at least part of them – in a second volume that I hope will arrive soon. Blood and Greed, the translation of this title tells us what all these stories of war, of greed and blood, of ordinary people in different periods have in common, almost united by the same destiny.

The setting and the age are different according to the stories told. We will pass from Ancient Greece to Poland during a world war on the Romans to end up in Mesopotamia. Different, incredible stories, which leave a bad taste in the mouth but which remind us of how humanity continues inexorably to make the same mistakes simply because of the craving for something that, most of the time, it can’t even get.

The characters in this story are different depending on the story we will meet.

We will get to know Theodosius in Eretria in the war against Athens, a young man who seeks revenge after seeing his sister desecrated and murdered. A man in Poland who is about to attack enemy soil aboard his P11 aircraft and who often thinks of his family, of which he has a photo attached right next to him. Or Sigeric, Romanic in love with what he has even if it goes against his own people. To end with a young slave in Mesopotamia who serves the royal family and is in love with the young princess but who is about to lose everything from his hands.

The central pivot of these stories is left by the title itself: “Blood and Greed”. What all four stories have in common is precisely this and, as I have previously announced, the human stupidity of unjustified longing. Effective, well-constructed historical accounts.

The style used by the author is articulated and particularly raw but at the same time well structured and easy to read to be a book in English anyway. So, for those who want to start approaching the English language with a good book, this book can be the one for you.

The stories are all set in different eras and all allow the reader to identify with the place in which they are set. Berman has the faculty of being able to transport the reader on a journey through time through places so different from each other by transmitting both the spirit and the individual visual peculiarities, the smells, the things that distinguish the various cities, the costumes used. Read the books of P.J. Berman are as close to a successful journey through time and, despite not being a real lover of the historical genre, the author manages to convey passion for those places as he manages to convey the feelings of his characters. I think this is a real peculiarity of a few and this author does it really well. Compliments.

Surely I have my favorite story among the four and I can tell you that The Fate of Mari is the one that managed to conquer me most even though I know that the Polish pilot will also give me satisfaction in the second volume, where we will certainly find him again. Although The Fate of Mari is my favorite story, at the level of things that distinguish the characters and what they do, I don’t know if it reflects the historical period too much but I don’t dare go into this specific thing anyway because personally – historically speaking – I don’t love much the story and I can’t speak too much for things that of course Peter, the author will have studied and documented himself.

The book is a small pearl of a historical nature that I advise you not to miss, especially if you are a lover of stories with a historical background, with hard battles but with characters and characteristics much more human than they seem. A book that I highly recommend.

P. J. Berman takes us in various eras to the center of difficult, hard and dangerous battles and wars, allowing us to know and appreciate every single protagonist of these stories. A really interesting reading.

My vote for this book is: 4 stars.


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Cosa ne pensate? Vi entusiasma? Fatemi sapere, sono davvero curiosa di sapere vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #370 – PER CHI E’ LA NOTTE DI ALDO SIMEONE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione che spero possa piacervi. Un libro dalla storia particolare ed originale che ci mostrerà un posto nuovo che io, personalmente, non conoscevo e storicamente importante. Ringrazio la Fazi editore per avermi permesso la lettura di questo volume. Ve ne parlo subito, non temete. Vi sto parlando di:
per-chi-exx-la-notte-673x1024-1Autore: Aldo Simeone
Titolo: Per chi è la notte
Collana: Le strade
Pagine: 284
Prezzo in libreria: € 16
Prezzo E-Book: € 7.99
Data Pubblicazione: 05-09-2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2vRRzjR
Trama: Mentre la seconda guerra mondiale si avvia verso la fase più cruenta, tra i monti della Garfagnana c’è un paese che sembra rimasto escluso dalla Storia e in cui la vita è scandita da antiche leggende. Per gli abitanti di Bosconero è più forte il divieto di entrare nel bosco del timore della guerra e delle terribili notizie che arrivano dal fronte. In paese si racconta che tra gli alberi si nascondano inquietanti creature: gli streghi, spiriti che, dopo il tramonto, si aggirano con un cero in mano, il loro indice che arde e non si consuma, in un’infinita processione. Chi sono? Qual è la risposta alla loro oscura domanda: «Per chi è la notte?». Francesco, di undici anni, vive con la madre, malinconica e distaccata, e con la nonna che nutre le sue fantasie con i racconti popolari. Il ragazzino non ha amici e vive isolato perché, secondo le dicerie paesane, è figlio di un disertore. Ma quel marchio infame non è la sua unica vergogna. Ancora più inconfessabile è il richiamo del bosco, nonostante la paura di ciò che in esso si annida. All’arrivo dei nazisti, e dopo l’apparizione di strane luci nel fitto degli alberi, sarà Tommaso, un ragazzino dagli occhi verdi e dai capelli rossi, giunto misteriosamente da solo in fuga dalla città, a convincere Francesco a violare quell’estremo confine, oltre il quale bisogna scegliere da che parte stare. Un esordio nitido e visionario che guarda al dramma della Storia con gli occhi candidi e coraggiosi di un bambino. Un romanzo di formazione dallo stile evocativo, suggestivo come il paesaggio magico e incantato dei monti della Garfagnana. Un racconto, tenero e straziante, sulla fine dell’infanzia.

RECENSIONE

aerial photo of green treesLa storia ha inizio in un piccolo paese in Italia, nei pressi della Garfagnana, in cui un ragazzino di undici anni scopre il cambiamento per quanto riguarda se stesso ma anche nei confronti delle persone che lo circondano e nel paese stesso che, costretto dalla guerra, cede ogni giorno sempre più alle difficoltà. Dal suo amico Secondo, alla Matta del paese, alla nonna che cerca di tenerlo lontano dal Bosconero e dai famigerati Streghi che lo popolano, Francesco che di secondo nome fa Pacifico, si troverà costretto ad affrontare la verità su ciò che ha separato la sua famiglia ed ha costretto suo padre ad andarsene di casa, a ciò che popola il bosco e cosa significa affrontare la guerra. Non solo quella effettiva, che si trovava in Italia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, anche quella interna che sembra logorarlo giorno dopo giorno. Tutto cambierà quando conoscerà il piccolo Tommaso.

Cosa succederà a Bosconero? Riuscirà Tommaso a scoprire qualcosa di più sugli Streghi e sul bosco che tanto lo affascina? Il padre di Pacifico è ancora vivo? Cosa scoprirà veramente il giovane protagonista?

A quel tempo morire non era la cosa peggiore. Non era nemmeno l’ultima. Questo a Bosconero lo sapevamo tutti. La guerra succedeva, e a volte te la dimenticavi, perché la sentivi normale, come la morte.

La trama è ben scritta anche se molto lunga e descrittiva, anche troppo. Infatti quando scelsi di leggere il libro mi limitai a leggere le prime due o tre righe, come faccio di solito, per evitare di spoilerarmi il libro e togliermi il gusto della lettura. Forse questa trama è un po’ troppo lunghina ed io non la leggerei tutta se fossi in voi ma è assolutamente rappresentativa della storia in questione.

La copertina di questo volume è davvero incredibile e, scusate se lo ammetto, ma è stata proprio lei ad attirarmi nella lettura. Rispetto alle altre copertine della Casa editrice in questione, questa mi ha attratto molto e sono rimasta poi incuriosita sia dal titolo che porta con sé, che la trama. Il titolo, è l’apice di tutta la lettura e racchiude l’intero significato di questa particolarissima storia. A Per chi è la notte, forse l’unica cosa che manca è un bel punto interrogativo e il titolo sarebbe stato il top perchè avrebbe rappresentato proprio la domanda che racchiude tutta questa storia e a cui si cerca di rispondere.

L’ambientazione è Garfagnana e il Bosconero, un piccolo paesino che si trova nei pressi di Garfagnana, oggi l’attuale Bosconero è Fabbriche di Careggine, un paesino fantasma abbandonato dal 1947, subito dopo la guerra dove oggi c’è un lago artificiale che viene svuotato dopo anni per riportare alla luce il piccolo paese ancora intatto. Lepoca in cui è ambientata questa storia è nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.

«Perché non fai come tutti gli altri?». Aggrottò la fronte per chiedermi spiegazioni. «Mi evitano». Si strinse nelle spalle e fissò la vallata. «Che colpa c’abbiamo noi se siamo figli di babbi sbagliati?». Fu per quella risposta che gli perdonai tutte le sfottiture, i silenzi e le improvvise sparizioni, le botte e le verità spiattellate in faccia. Per quella risposta accettai anche che non fossimo amici. Forse Secondo non era migliore degli altri, ma era come me.

closeup photography of bong maskI personaggi di questa storia non sono poi molti e sicuramente è opportuno concentrarsi molto più sul protagonista principale, il nostro Francesco che di secondo nome fa Pacifico. Non ci sono molti altri personaggi che spiccano davvero se non Secondo, un ragazzo del paese che sembra arrogante e saccente ma che, nonostante tutto ha un rapporto quasi di amicizia con Pacifico, e il piccolo Tommaso, un giovane dai capelli rossi che il Don ha tenuto per un po’ nascosto nella chiesa.

Francesco / Pacifico è un ragazzino particolarmente solitario. Non è un tipo che ama la compagnia, neanche quella di Secondo, infatti si limita ad acconsentire i suoi modi senza prendere davvero una posizione. Francesco ha problemi di salute ed è particolarmente triste da quando suo padre ha abbandonato la loro casa per scappare dalla guerra. In più, è confinato in paese perchè chiunque si addentra nel bosco, finisce per diventare uno strego. Questo  ciò che ha sempre raccontato la nonna a Francesco e ciò a cui lui ha finito per credere, tanto da pensare che anche suo padre lo sia diventato. Tutto nel paese sembra girare attorno all’antica leggenda e tutti si tengono alla larga dal Bosco. Francesco, invece, ne è attratto proprio come tutte le cose che sembrano proibite e noi cerchiamo di ottenere comunque soltanto per mero spirito di contraddizione.

«Si chiama Bosco delle Sorti. È pericoloso. Ci si può entrare solo con la bulletta». «Con cosa?». «Col permesso scritto. È per via degli streghi. Dopo il tramonto, si vedono delle luci. Le ho viste pure io». «Cosa sarebbero questi streghi?». «Anime cattive. Morti, forse. Vanno dopo il tramonto, in processione al lume di candela e, se li incontri, ti chiedono: “Per chi è la notte?”. Se sai la risposta, puoi andare. Sennò, fingono di riaccompagnarti a casa, ma in realtà resti con loro per sempre».

worm's-eye view photography of forestIl perno centrale di questa storia è il bosco con gli Streghi e risiede tutto nel titolo. Perchè nel titolo direte voi? Perchè è nel Bosco che gli streghi domandano “Per chi è la notte?”. Se non si sa rispondere a questa domanda si diventa streghi e si finisce per vagare all’interno del bosco per sempre. Questa è la leggenda ed è così che Francesco, detto anche Pacifico, cercherà di ritrovare suo padre.

Lo stile utilizzato dall’autore è molto semplice, il libro è abbastanza contenuto e si legge nel giro di davvero poco tempo. Non è ultra scorrevole ma posso dire di piacevole lettura.

Sicuramente il top di questa storia è l’ambientazione che ha sviluppato l’autore. Ha preso un luogo veramente esistito ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e ci ha montato sopra una storia surreale, a tratti anche magica. Ho amato il posto descritto e le sue sfaccettature, compreso il bosco, tant’è che speravo fosse un posto effettivamente esistente. Infatti nei ringraziamenti verrà citato e sono felice di aver scoperto una cosa che prima non conoscevo.

Per quanto riguarda il protagonista non è riuscito a colpirmi come doveva ma forse anche dal fatto che il suo cambiamento e tutte le cose che saranno scoperte all’interno del volume non sono poi chiare come si doveva. Ancora non riesco a capire davvero la figura di Tommaso ed ho davvero pensato che il nostro protagonista soffrisse di qualche patologia grave. Non posso dirvi di cosa si tratta od a cosa ho pensato altrimenti influirei sulla vostra percezione se decideste di leggere il libro ma sono ancora parecchio frastornata dalla questione. Infatti non rimane molto chiaro dove effettivamente va a parare su alcuni punti. La tematica del cambiamento e il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è sicuramente chiaro ma ci sono tante sfaccettature all’interno del volume, secondo me, lasciate a se stesse e questo è sicuramente un punto a sfavore.

Infatti tra questo e l’ambientazione e la storia la bilancia resta abbastanza equilibrata e punto sicuramente a consigliare la lettura. Infatti ho trovato la storia sicuramente non monotona e ben strutturata oltre che quasi surreale e magica, dettata sia dall’ambientazione e delle leggende del posto, sia dalla fantasia del piccolo Francesco e di chi lo circonda pur di salvarlo e di tenerlo al sicuro dalla guerra. Una storia che mi sento di consigliare a tutti quei lettori che amano storie ambientate in epoche passate ma con un pizzico in più, che sanno toccare il cuore.

«Tu smetti di credere agli streghi, e io smetto di credere alla guerra». Aggrottai la fronte, contrariato. Ma i suoi occhi erano verdi come le cose più antiche e, quando ti puntavano, non avevi scampo. Ripetutamente, fece di sì con la testa. «Non è mica possibile». «Cosa?». «Smettere di avere paura». «Sì, invece. Si sceglie anche quello». «Si sceglie tutto per te?». Mi sorrise. «Te sei grullo», ripetei.

Il libro è sicuramente una lettura che tutti dovrebbero intraprendere. Nonostante ci siano state delle cose che non mi hanno convinto pienamente, la storia è originale, piacevole e si scoprono delle cose nuove e assolutamente innovative, in tempo di guerra in cui ormai è anche solo difficile immaginare di ambientare un libro che finisce per essere etichettato come monotono.e

Aldo Simeone è sicuramente un autore da tenere in considerazione. Ho apprezzato molto questa lettura per l’ambientazione originale e unica al mondo, credo, o almeno in tutti i libri che io abbia letto fino ad ora. Una storia particolare, quasi magica anche se difficile, dura che ci dimostra il duro percorso e il cambiamento dalla giovinezza all’adolescenza.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

SEGNALAZIONE #129 – UN CAVALIERE TUTTO SUO DI JILL BARNETT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci con delle nuove uscite per voi che spero possano interessarvi. Vi lascio tutti i dati qui sotto, spero possiate apprezzare anche questo libro:

Risultati immagini per Un Cavaliere Tutto Suo Jill BarnettTitolo: Un Cavaliere Tutto Suo (titolo originale: A Knight In Tarnished Armor)
Autore: Jill Barnett
Traduttore: Isabella Nanni
Editore: Babelcube
Genere: Romance
Prezzo ebook: € 2.59 su Amazon
Prezzo cartaceo: N/A
Data pubblicazione: aprile 2019
Pagine: 84 su kindle, 95 su Ibooks
Serie: (nome) o (autoconclusivo) Inganni d’amore
Trama: Nel tentativo disperato di evitare un matrimonio imposto con il Barone di Warbrooke, il cavaliere
più temuto d’Inghilterra, Lady Linnet di Ardenwood assolda il pericoloso mercenario William de Ros perché l’aiuti a fuggire in convento. A sua insaputa, de Ros in realtà è proprio il nuovo Barone di Warbrooke e d’accordo con il protettivo nonno di Linnet ha solo una settimana per farle la corte e conquistarla. Se solo sapesse come fare a corteggiare una dama…

Biografia autore

Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.

Estratto

Linnet scosse la testa e sospirò. “Ho sempre pensato che il mio primo bacio sarebbe stato nel giardino del castello, ad Ardenwood.” Fece un sorriso trasognato. “Al chiaro di luna, con le rose notturne e i caprifogli in fiore e io tra le braccia di un bel cavaliere che mi facesse la corte.” “Come sogna di essere corteggiata una dama?” Provò a chiedere lui facendo finta di sembrare indifferente, senza tradire quanto fosse importante per lui la sua risposta. “Come? Non ne sono certa. Nel solito modo suppongo. Con fiori e dolcetti e gesti romantici. Ciascuno dei mariti delle mie sorelle ha corteggiato la sposa in maniera diversa. Michael per Maude suonò il liuto e le cantò ballate d’amore. Fu molto toccante. John scrisse a Elizabeth delle poesie molto appassionate.” William soffocò un mugolio. “Il marito di Isabelle le portò sete ed essenze profumate dall’Oriente, e dolci deliziosi e un mazzo di fiori. Fu davvero romantico.” Romantico. Una qualità che William decisamente non possedeva. Non riusciva a declamare belle parole e gli avevano detto che quando cantava sembrava di sentire le catene arrugginite di un ponte levatoio.


Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #281 – LA GEISHA E IL SUONATORE DI BANJO DI HALLIER JéROME

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, con l’arrivo del fine settimana, con una nuova uscita che spero possa piacervi sempre di più. Ringrazio ancora una volta la Giunti editore per questa lettura e vi lascio alla lettura della recensione. Lascio a voi tutto qui sotto:

51e-b1wza1l._sx316_bo1204203200_Titolo: La geisha e il suonatore di banjo
Autore: Jérôme Hallier 
Editore: Giunti
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 27 Febbraio 20193
Link d’acquisto: https://amzn.to/2U4JI99
Trama: Kyoto, 1900. In una delle più eleganti case da tè della città, vive O-miya, una giovane geisha che sogna di evadere dai confini ristretti del suo mondo. Un mondo dove fin da bambina le è stato insegnato come muoversi, parlare, vestirsi, in cui non c’è spazio per i propri desideri e nemmeno per l’amore, visto che è la sua padrona a scegliere per lei amanti e protettori. Ma un giorno un vecchio liutaio dona alla ragazza un misterioso shamisen, che ha il potere di commuovere chiunque lo ascolti. Così la fama di O-miya arriva fino all’imperatore, che le chiede di unirsi alla delegazione giapponese in partenza per l’Esposizione Universale di Parigi. Il gruppo di geishe risveglia la curiosità degli europei, che fanno la fila per vederle, ma è impossibile sfuggire alla rigida sorveglianza del capitano Yoshikawa, che le accompagna ovunque ed è segretamente innamorato della bella musicista. Finché l’inaspettato crollo di un’installazione non crea il panico tra la folla, e O-miya si ritrova fra le braccia di Tommy, un affascinante suonatore di banjo venuto dall’America…

RECENSIONE

borse, camminando, donnaLa storia ha inizio in due parti del globo completamente distanti uno dall’altro. O-miya è una geisha del quartiere di Kyoto ed è bravissima a suonare il suo shamisen, la più rinomata del suo Okiya. Talmente tanto brava che viene reclamata dall’imperatore in persona a suonare per rappresentare il suo paese all’Esposizione Universale. Tommy è un giovane suonatore di banjo, in america. Due vite completamente diverse quelle dei due giovani nell’anno 1899. Due vite che stanno per incontrarsi in Francia, all’Esposizione Universale di Parigi.

Cosa succederà ai due giovani nel lungo percorso che li porterà lontano da casa? E quando si incontreranno come sarà?  

O-miya suonò la prima corda con il plettro. Quello shamisen non era come gli altri. Piangeva. Ogni nota era una lacrima.

Risultati immagini per Jérôme Hallier booksLa trama è un po’ distante da ciò che si trova nel libro. Non fraintendetemi, rispecchia il libro ma lo fa sembrare molto più una storia d’amore di quanto invece non lo è. I due si incontrano praticamente quando il libro è quasi finito e l’avrei sicuramente posta in maniera differente. Non so se siete riusciti a comprendere ciò che voglio dirvi. La trama rispecchia il libro nella sua integrità e nella sua descrizione ma non nella storia d’amore. Non è così: wooooow o così palese.

La copertina del libro è molto carina, mi piace il fatto che ci sia la geisha di spalle che guarda la torre Eiffell. Come potete vedere qui di lato c’è la copertina originale, ovviamente francese visto che l’autore è francese.  Trovo, sinceramente, molto più intensa e significativa ai fini del libro, quella italiana.

Il titolo originale è totalmente diverso da quello italiano, come potete semplicemente intuire. In italiano, se fosse stato semplicemente tradotto, sarebbe stato Il ritratto sonoro del Dottor Léon Azoulay. Probabilmente l’adattamento italiano rispecchia molto di più la storia generale.

L’ambientazione si sposta da Kyoto a New York, fino a giungere a Parigi, in Francia. L’epoca si trova a cavallo tra il 1899 e l’inizio del nuovo secolo, il 1900.

Non sapeva nulla dell’Europa, e neanche della Francia. Aprì la finestra. Parigi era «più lontana dal paradiso o dell’inferno».

giocatore banjo, moda, muroI personaggi di questa storia non sono molti e potremo vedere come la storia si divide principalmente su due personaggi principali, O-miya e Tommy, oriente e occidente a confronto. I personaggi sono sicuramente ben strutturati e adatti all’epoca in cui si trovano. Ecco che ve ne parlo:

O-miya è una geisha di Kyoto molto conosciuta sopratutto per il fatto che sa suonare il suo shamisen. Quando suona tutti si quietano per ascoltarla ed incanta tutti, dal primo all’ultimo. Persino l’Imperatore in persona è rimasto affascinato ed ha voluto che lei rappresentasse il Giappone all’Esposizione Universale di Parigi. E’ una donna molto riservata e tiene molto a sua sorella Wako, una geisha più piccola che vive assieme a lei nel suo Okiya.

Tommy è un giovane suonatore di banjo. E’ indeciso della sua vita e coglie qualsiasi occasione gli si proponga pur di lavorare e di suonare il suo banjo. Prima si affida ad un certo Benjamin Flames che gli promette di farlo crescere musicalmente permettendogli di imparare molto, fino ad arrivare con Gennaro all’Esposizione Universale di Parigi.

Lèon Azoulay girò la manovella. Fu sorpreso dal suono dello shamisen. La geisha si mise a cantare. Non capiva le parole, ma quella musica lo emozionava.

acciaio, acqua, alberiIl perno centrale di questa storia sta tutta nell’Esposizione Universale di Parigi perchè è lì che i personaggi principale finalmente si incontrano, perchè è lì che collimano tutte le culture del mondo e perchè Léon Azoulay, cerca di catturare i suoni della fiera per far si che possano vivere per sempre. 

Lo stile utilizzato è stato musicale e sostenuto. Non particolarmente fluido come mi aspettavo viste le sue dimensioni ma sicuramente una storia carina.

La storia è molto breve e l’autore in qualche punto ha decisamente ristretto troppo le descrizioni e si è limitato a narrare la sequenza dei fatti senza metterci davvero il cuore. In qualche pezzo sembra soltanto voler raccontare ciò che accade e basta, senza trasmettere sentimenti o emozioni così come sono. Quelli che più di tutti sembrano trasmettere qualcosa sono i personaggi che circondano quelli principali, come Sally Ann, o il capitano Yoshikawa. Ed è contraddittorio visto che dovrebbero fare questo lavoro i protagonisti principali della storia.

L’autore è stato sicuramente molto corretto temporaneamente anche nelle relazioni fra le persone del tempo, non essendo ambientato al giorno d’oggi ma nel 1900. L’unica cosa che ho trovato fuorviante e poco realistica è stato lo scontro tra Tommy e il capitano francese che è sembrato forzato e poco credibile dal punto di vista di Tommy che sembra non sapere neanche cosa sia un’arma e poi riesce nell’intento (fortuna? Mah, però poco credibile a mio avviso).

La musica è il fulcro principale di questa storia. Sia per O-miya che per Tommy la musica è tutta la loro vita. O-miya è sempre stata abituata, fin da bambina ad obbedire agli altri e sa che l’unica cosa che le riesce bene è suonare lo shamisen. Per Tommy la musica è la strada, è esperienza ed è vita. Il banjo che porta con se è il suo compagno di vita e sarà proprio la musica ad unire ciò che c’è di più lontano al mondo.

Il finale è stato invece, molto dolce e intenso, in qualche modo persino inaspettato.

«E’ stata una bellissima giornata. Arrivederci». Tommy esitò. «Ci rivedremo?» «Si», disse lei, avvicinandosi «di giorno, nei nostri ricordi. E la notte, nei nostri sogni.»

Il libro è stato carino nel complesso ma non mi ha fatto particolarmente impazzire. Consiglio ad un pubblico più adulto anche se non è una lettura particolarmente impegnativa ma a chi è appassionato di storia ed ama esplorare due realtà diverse, l’oriente e l’occidente, a confronto.

Jérôme Hallier scrive una storia semplice, senza troppi fronzoli in cui lo scontro fra due culture completamente diverse riuscirà a diventare quasi una cosa sola. Una storia dolce e ricca di musica.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Vi piace? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #196 – LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL DI AYSE KULIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon sabato lettori! Oggi mentre io sono in giro a divertirmi – spero – vi intrattengo con questa recensione che spero veramente vi incuriosisca e vi piaccia! Ringrazio ancora tantissimo la Newton Compton per avermi permesso di organizzare il Blogtour di questo libro (trovate la mia tappa QUI) e ve ne parlo subito in questa recensione:

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Titolo: Le quattro donne di Istanbul
Autore: Ayşe Kulin
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 12 Luglio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2zz0how
TramaDopo l’ascesa al potere di Hitler, Gerhard Schlimann, la moglie Elsa e i loro due figli Peter e Susanne abbandonano la Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Si rifugiano dapprima a Zurigo e poi, quando Gerhard riceve un’offerta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Istanbul, in Turchia. Mentre Susanne e Gerhard sono affascinati dalla cultura turca e provano a integrarsi, Elsa e Peter sono invece fortemente ancorati alle origini tedesche. Nella città musulmana le nuove usanze avranno impatti fortissimi sulle loro vite, fino a ridisegnare i loro concetti di patria e appartenenza. In questa potente saga familiare, la Kulin racconta le sfide e le difficoltà di una vita in esilio, le difficili scelte di chi è costretto ad abbracciare un futuro incerto con una valigia piena di speranze.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif istanbulLa storia ha inizio nel 1933 a Francoforte dove la famiglia Schimann vive da sempre.  I Schlimann sono ebrei e sotto l’ascesa del potere di Adolf Hitler tutti sembrano diventati irrequieti. Gerhard è un professore di università molto rinomato ed è un pomeriggio come tutti gli altri che scopre tramite un collega che ci saranno i controlli sul posto di lavoro e chi è ebreo è più a rischio di altri. Quindi senza destare sospetti Gerhard invia un messaggio a sua moglie Elsa intimandole di prendere i figli Suzanne e Peter e partire.

Gli Schlimann si trasferiranno inizialmente a Zurigo dai genitori di Elsa, appena in tempo dalle persecuzioni naziste, fino ad arrivare in Turchia dove il sole splende in maniera diversa e le città sono affascinanti luoghi da visitare non solo da vivere. E’ qui in Turchia, tra Ankara ed Istanbul che ha inizio la loro storia ed è Elsa che darà voce alla prima delle quattro donne di Istanbul.

Cosa succederà alla famiglia Schlimann? Chi sono le quattro donne di Istanbul? Riusciranno ad ambientarsi in quel mondo a loro ancora tanto sconosciuto?

Le stavano portando via la sua identità. La sua storia, i suoi ricordi, le sue lettere, i suoi amici, la sua casa, la sua strada, la sua città. Un pazzo con la ragione ottenebrata dall’avidità le stava rubando la vita, e suo marito non era in grado di fermarlo. Sapeva di non poter incolpare Gerhard. Era stata lei a spingere il marito a candidarsi per un posto all’università di Francoforte sul Meno. Il frutto di una sua fantasia romantica: lo scrittore che più ammirava era un celebre figlio di quella città. Aveva creduto che, nel posto in cui erano ancora conservati la scrivania, il calamaio e persino le tortiere della sua cucina, sarebbe stata circondata dall’arte, respirandola in ogni momento e ogni giorno. (…) Elsa, a cui batteva ancora forte il cuore tutte le volte che passava davanti alla casa di Goethe e che conosceva a memoria i suoi versi, ora era costretta ad abbandonare la sua ingenuità. 

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La trama incuriosisce anche se non rimanda troppo al titolo che invece comprenderete solo leggendo tutto il volume. Riporta ciò che succede agli albori del libro.

Risultati immagini per le quattro donne di istanbulLa copertina che era stata scelta inizialmente dalla Newton Compton era senza alcun dubbio migliore di quella che ne è uscita fuori poi e che vedete in alto nella presentazione del libro. Ancora non riesco a spigarmi il perché di tanti cambiamenti non necessari. Ecco qui a sinistra la copertina che era stata annunciata inizialmente. Non la trovate meravigliosa? Io si e giuro che non ho parole per comprendere tutti questi cambi inutili. Qui a destra, invece, una delle copertine utilizzate all’estero è quella (perdonatemi ma non sono riuscita a risalire all’originale vera e propria).

Il titolo, nonostante non riuscivo a spiegarmelo dalla trama, devo dire che ha senso logico e almeno qui, ci siamo. E’ buono almeno su larga scala e non suona uguale ai titoli che la casa editrice ha in archivio.

L’ambientazione cambia dall’inizio in cui vedremo Francoforte e Zurigo. Ci sposteremo dall’Europa al Medio Oriente in cui Istanbul, in Turchia, era simbolo di bellezza e autenticità. Ankara era ancora sottosviluppata ma è fra quelle terre che i Schlimann vivranno e cambieranno. L’epoca varia su diversi anni. Ha inizio nel 1933 per diversi anni e per diverse generazioni mostrandoci gli anni duri e difficili dell’Europa ma ancor di più della Turchia.

La mattina del 19 novembre 1938, nove giorni dopo la sua morte, la bara contenente Atatürk partì da Istanbul sulla nave da guerra Yavuz, salutata da cento colpi di cannone. Poi un treno funebre trasportò il corpo da Ismit ad Ankara. Susy e gli altri bambini dello stabile passarono gran parte della giornata ad ascoltare la diretta radio dell’evento. Atatürk, che quando arrivava alla stazione di Ankara era sempre accolto con grida di giubilo, questa volta trovò lacrime e marce funebri. La bara, avvolta nella bandiera turca, fu posta su un catafalco di fronte alla grande assemblea nazionale. Quattro ufficiali armati di spade gli avrebbero fatto la guardia. A decine di migliaia giunsero sul posto, giorno e notte, per porgere il loro saluto.

Risultati immagini per gif storia di una ladra di libri hansI personaggi di questa storia sono diversi e la cosa più importante all’interno del tutto, oltre la famiglia Schlimann che è quella da cui comincia tutto, sono le quattro donne di Istanbul di cui non posso parlarvi apertamente; almeno non delle ultime due o finirei per spoilerarvi parte della storia.

Gerhard Schilmann è un professore rinomato all’università di Francoforte e quando si trasferisce all’università di Ankara porta tutto se stesso all’interno del progetto. Ha una famiglia a cui tiene molto e si abitua molto facilmente alla nuova vita in Turchia nonostante le abitudini e il paese siano completamente le opposte. Elsa, moglie di Gerhard è la prima delle quattro donne di Istanbul. E’ stata restia al trasferimento ed ha fatto parecchia difficoltà ad abituarsi alla vita in un altro paese. E’ una donna che tiene molto ai suoi figli. 

Peter è il primogenito degli Schlimann. E’ un ragazzo intelligente ed è l’unico dei due a cui i genitori possono permettere di studiare anche all’università. Si trasferisce all’estero, in America e vedremo poco questo personaggio all’interno della storia se non nella parte iniziale. Fa fatica ad abituarsi alla vita di 

Suz, secondogenita figlia di Elsa e Gerhard, è la seconda donna di Istanbul. E’ particolarmente legata alla città di Istanbul tanto da credere di essere figlia di Ataturk, il presidente della Turchia. Si affeziona a Madame, la donna che aiutava sua madre a tenerla a casa e si lega in modo indissolubile a Demir con cui crescerà e di cui si innamorerà.

Suzi indossò una gonna al posto dei calzoncini. Dopo aver preso al volo uno zaino, in un attimo uscì. Corse alla postazione dei taxi condivisi e salì sul primo mezzo libero, accorgendosi solo allora di avere ai piedi gli zoccoli da giardino. Chi se ne frega, pensò. L’importante era arrivare in ospedale il più in fretta possibile. Rimpianse di aver trascurato Madame negli ultimi mesi. Il profumo dei panini alla vaniglia e cannella, il buio della chiesa, gli innumerevoli regali e gli abbracci calorosi… Madame era la sua infanzia, la casa lontana da casa, il suo rifugio. Le lacrime cominciarono a rigarle il viso mentre stava seduta sul sedile posteriore del taxi. Com’era felice allora. Nessuno degli altri passeggeri le chiese perché stava piangendo. O, se lo fecero, lei non li sentì.

Il perno centrale è la famiglia Schlimann stessa. E’ l’albero che tesse i suoi frutti e ne crea altri sempre più nuovi creando una grande famiglia che sfida il tempo e lo spazio ma anche gli eventi stessi.

Immagine correlata

Fonte: Web (JosephBrockPhotography)

Lo stile utilizzato altalenante. L’autrice passava da momenti di leggerezza a momenti in cui tutto si fa artificioso e a tratti più pesante.

La storia si perde un po’ quando i personaggi cominciano ad incentrarsi di più sulla politica turca e su tutto ciò che accade nel paese. Nonostante questo alle volte può risultare pesante, l’autrice ha strutturato tutto con assoluta padronanza del posto e degli avvenimenti. Si avverte quanto lei abbia studiato il tutto e quanto ami la sua terra d’origine.

Infatti, leggendo non si può far altro che amare Istanbul in tutte le sue forme. La città sembra splendere di vita propria tanto da spingere il lettore a volerla visitare.

L’unica cosa che ha deluso un po’ le aspettative è stato la connessione storia – trama decisamente poco rappresentativa. La trama sembra descrivere l’inizio di quanto accade nel libro ma ciò che mi aspettavo nel corso della lettura è ben differente e pensavo si mantenesse solo sui quattro protagonisti principali. Nonostante questo la storia è stata molto carina e interessante. I personaggi che ho preferito di più sono stati sicuramente Suzi e Demir ma non posso dirvi di più.

Dopo essersi seduta accanto a un uomo anziano, Sude chiuse gli occhi e iniziò a pensare. Lei e Korhan avevano appena trascorso sei meravigliosi anni insieme oppure quegli anni gli erano semplicemente sfuggiti tra le dita? Non riusciva a darsi una risposta. Aveva imparato a suonare il flauto, fare il liquore alla ciliegia, scattare belle fotografie, gestire un piccolo ristorante e apprezzare le bellezze archeologiche. Aveva anche imparato a vivere insieme a un’altra persona. Ma era comunque ancora molto sola, seduta sugli stessi gradini di pietra, senza sapere cosa fosse davvero importante nella vita. Era quello che stava andando a scoprire. Quando l’autobus prese l’autostrada, l’uomo anziano si voltò verso di lei e le sorrise. «Buon viaggio, ragazza mia», disse.

La storia è sicuramente gradevole e merita la lettura. Consiglio questo libro agli amanti dei storici ma anche a chi volesse affrontare una lettura interessante all’interno di un paese che spesso nei libri non viene neanche considerato.

Ayse Kulin è stata una scoperta da tenere in considerazione. Un racconto famigliare all’insegna di una nuova vita in un paese che incanta e affascina in cui quattro donne vivranno la loro vita alla scoperta di se stessi e del prossimo. Una storia che merita di essere letta.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commentino cosa ve ne pare! Vi aspetto a braccia aperte. 

A presto,

Sara ©

BLOGTOUR: LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL DI AYSE KULIN – “LA VITA SU DUE FRONTI: LO STILE DI VITA TEDESCO E QUELLO TURCO”

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto una novità in libreria per la Newton Compton da domani. Il Blogtour è iniziato già da qualche giorno e vi consiglio di seguirlo, sono sicura vi piacerà! 🙂 Ecco qui che ve ne parlo attraversando le città che incontreremo in lettura:

51FMz-Fm8RLTitolo: Le quattro donne di Istanbul
Autore: Ayşe Kulin
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 12 Luglio 2018
Trama: Dopo l’ascesa al potere di Hitler, Gerhard Schlimann, la moglie Elsa e i loro due figli Peter e Susanne abbandonano la Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Si rifugiano dapprima a Zurigo e poi, quando Gerhard riceve un’offerta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Istanbul, in Turchia. Mentre Susanne e Gerhard sono affascinati dalla cultura turca e provano a integrarsi, Elsa e Peter sono invece fortemente ancorati alle origini tedesche. Nella città musulmana le nuove usanze avranno impatti fortissimi sulle loro vite, fino a ridisegnare i loro concetti di patria e appartenenza. In questa potente saga familiare, la Kulin racconta le sfide e le difficoltà di una vita in esilio, le difficili scelte di chi è costretto ad abbracciare un futuro incerto con una valigia piena di speranze.
La mia tappa è:

LA VITA SU DUE FRONTI: LO STILE DI VITA TEDESCO E QUELLO TURCO


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Francoforte

La storia di questo libro ha inizio a Francoforte nel 1933.

La famiglia Schlimann è una famiglia ebrea che vive a Francoforte. Gerhard è un professore rinomato e viene a scoprire tramite un collega che ci saranno i controlli nell’università e chi è ebreo rischia molto. Quindi senza destare sospetti, Gerhard invia un messaggio a sua moglie intimandole di prendere i figli e prepararsi a partire.

Francoforte non è proprio come Berlino ma si respira aria pesante, l’aria che precede la guerra e in cui tutti sono tesi sotto l’ascesa al potere di Hitler. La famiglia Schlimann stessa ha paura e si ritrova a fuggire appena in tempo, prima che le vere e proprie persecuzioni contro gli ebrei abbiano inizio. Lasciano la propria casa, le proprie cose, tutti loro stessi, per andare verso Zurigo, città dove vivono i genitori di Elsa.

Dopo qualche rassicurante boccata di fumo, si mise a osservare l’atrio neoclassico intorno a sé come se lo vedesse per la prima volta. Quanti particolari sfuggivano nel trambusto della vita quotidiana. In tutte le sue precedenti visite alla stazione era stato troppo indaffarato a non perdere il treno o del tutto assorbito dai figli e dai bagagli di famiglia. Quel giorno, con la sigaretta che gli pendeva dalle labbra, guardò in alto, verso il soffitto di ferro e vetro, e in basso, il pavimento scintillante. C’erano lunghe file davanti alle biglietterie. Quando giunse il suo turno chiese con calma un posto sul primo treno per Zurigo.

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Zurigo

Zurigo è poco descritta all’interno di questo libro anche perchè i personaggi per la maggior parte del tempo se ne staranno a casa assieme ai genitori. Zurigo è comunque la città principale della Svizzera e ritengo abbia un fascino particolare. Alla fine Gerhard riesce a trovare lavoro ma il posto è ancora più lontano da casa: devono andare ad Ankara perchè verrà aperta una università dove si ricercano professori europei e di altri paesi che siano particolarmente istruiti. 

Abbracciando le mura di Palazzo Topkapi, il treno girò lungo il promontorio di Sarayburnu. Era stato trasportato in una terra immaginaria? Stava sognando? Nulla assomigliava alle città che aveva visto in Europa centrale o sul Mediterraneo, ma al tempo stesso non coincideva nemmeno con la sua idea di Medio Oriente. Non c’era neanche un cammello. Il treno giunse sbuffando alla stazione di Sirkeci. Con in mano solo una piccola valigia, Gerhard mise piede su un marciapiede che odorava di carbone e salsedine.

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Instanbul

 Istanbul viene descritta dagli occhi dei vari personaggi come una città piena di fascino. Il mare, il sole, i mercati e la vista. Tutto di Istanbul riesce a catturare il lettore tanto da costringerlo a voler rimanere in quel posto per sempre. La bellezza orientale di Istanbul cattura perchè affascinante e diversa dalle città come Francoforte e Zurigo per i colori, la temperatura e le persone stesse. Le donne con il velo e i loro vestiti sgargianti, i venditori ambulanti e i gabbiani. Istanbul riesce ad incantare Gerhard in ogni cosa. Persino i ricchi e i poveri sedevano gli uni accanto agli altri come gli edifici stessi: edifici maestosi vicino a quelli trasandati: Istanbul è un insieme di contrasti di cui l’autrice stessa ne va fortemente fiera e ne esprime l’amore con le sue parole.

Proprio davanti a lui, innumerevoli cupole e minareti si stagliavano su un sole scarlatto e un cielo multicolore e in continuo mutamento. A Gerhard venne la pelle d’oca. Non era un uomo particolarmente religioso, ma lo spettacolo davanti ai suoi occhi, quell’antica città che sembrava affondare nel mare insieme al sole del tramonto, era di sicuro un capolavoro di quel grande artista che alcuni chiamano Dio. Erim gli stava domandando qualcosa. Voleva sapere che idea Gerhard si era fatto fino a quel momento di Istanbul. «Magnifica», disse senza esitazione. Quella città, che assomigliava talmente poco alla terra in cui era nato e cresciuto, sembrava meritare ogni superlativo.

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Ankara

Ankara, all’interno di questa storia si percorre in un periodo in cui  era ancora molto più sottosviluppata di Istanbul. Non ha comodità e sembra quasi una città fantasma in cui tutti sognano soltanto di tornare ad Istanbul. E’ qui che lavorerà Gerhard ma non mancherà modo di vedere Istanbul più e più volte nel corso della lettura. Una città apparentemente triste e spenta che si svilupperà nel corso della lettura.

«Passo a prenderla in albergo a mezzogiorno. Questa città non è come Istanbul. Non c’è molto da vedere oltre al viale laggiù, che va dalla stazione ferroviaria fino alla residenza presidenziale a Çankaya. Questa è una città nuova, è ancora in costruzione». «È quello che ho intuito guardando dal finestrino del treno. Non ho avuto occasione di andare in giro per Istanbul, ma non dimenticherò mai quel tramonto sul Bosforo». «Una volta chiesero a un famoso poeta turco cosa gli era piaciuto di più di Ankara. “Poter tornare a Istanbul”, rispose».

L’autrice vuole lasciare ed imprimere al lettore l’amore verso la sua terra e ci riesce, lasciandomi una strana voglia di partire per Istanbul al più presto. Trovo che queste siano le cose meglio riuscite in assoluto: se un autore riesce a farti amare una città o un posto attraverso la lettura è lì che ha vinto.

Spero che questa tappa vi sia piaciuta e che l’abbiate trovata interessante! 😀


Seguite le altre tappe che sono scritte nel’immagine. Spero che vi piacerà:

tappe istanbul


Cosa ne pensate? Seguite tutti e spero vi piaccia molto! 🙂 Fatemi sapere con un commento!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #71 – QUANDO LA NAVE SI INCAGLIA L’HA DECISO IL MARE DI AMANDA FOLEY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Oggi, in questo inizio del week-end vi porto una novità, una nuova segnalazione letteraria che spero vi piacerà. Ve ne parlo subito. Ecco qui.

Risultati immagini per Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare

Risultati immagini per Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mareTitolo: Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare

Autore: Amanda Foley

Editore: Collana Literary Romance

Genere: Romance storico

Costo: ebook euro 2,99- cartaceo euro 13,90

Pagine: 260

Link Amazon: https://www.amazon.it/dp/B07B4RF49F/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1519924179&sr=8-1&keywords=amanda+foley

SinossiIrlanda 1892. In una terra devasta da una profonda crisi politica e religiosa, nella contea di Gallway, viene trovato il corpo carbonizzato di una donna. Avrà a che fare con l’antica dinastia inglese dei Winslow? Nel frattempo, l’inaspettato matrimonio del facoltoso lord Oliver, rampollo della nobile famiglia, mette a duro confronto il destino di due donne molto diverse: Kathleen, giovane popolana irlandese e lady Emma, superba matriarca degli altolocati Winslow. I continui scontri tra loro spezzano il precario equilibrio della famiglia portando alla luce quei segreti che sarebbero dovuti rimanere tali: come i natali dell’unico erede, Edward, che vive in bilico tra il senso del dovere verso la potente famiglia e il seme ribelle dell’orgoglio irlandese che si scontra con gli ideali di lady Emma, sua nonna. Mentre nei villaggi e nelle città irlandesi si preannuncia una lotta senza quartiere contro l’odiata Inghilterra, Edward è costretto a partire per la Louisiana. Lì, conosce Eleanor, indomita e passionale suffragetta che lo aiuterà a far luce su se stesso, il suo futuro e il segreto che avvolge l’influente famiglia. Tre generazioni a confronto per comprendere che talvolta è necessario tornare al passato per affrontare il futuro.

Logline: Conosci la mano che tesse il tuo destino, giovane Edward…


Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commento! Io nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #65 – OLTRE IL TEMPO PARTE SECONDA DI DARIA REIANI

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Vi ricordate di Daria Reiani? Immagino che sia passato diverso tempo ma vi ricordo che avevo segnalato il suo primo volume diverso tempo fa e sono felice che sia tornata di nuovo da me per segnalare anche il secondo. QUI trovate il primo volume, nel caso ve lo foste perso. Ora vi parlo del secondo:

Risultati immagini per “Oltre il tempo – Parte seconda – Volume 1Titolo: “Oltre il tempo – Parte seconda – Volume 1”.

Autore: Daria Reiani

Genere: Romantico-storico e altro..

Casa Editrice: piattaforma online StreetLib (self)

Anno di pubblicazione: 2018

Sinossi: cos’è successo quel giorno? Com’è possibile che non sia morta? E che cos’ha a che fare questo con la persona che ama? Sono molte le domande alle quali Vivian cerca di trovare risposta. Per farlo dovrà abbandonare gran parte delle sue certezze, seguire il suo cuore a dispetto dei rischi e della razionalità, intraprendendo un viaggio che non poteva nemmeno immaginare…


Questo è il 3° libro della quadrilogia in fase di pubblicazione integrale su Wattpad dove è possibile leggere anche i precedenti (“Oltre il tempo – Parte prima – Vol.1” e “Oltre il tempo – Parte prima – Vol.2)”.

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Biografia

Ciao, mi chiamo Daria Reiani, nata nel 1990, ho una famiglia che amo e vivo in Toscana, nella provincia di Siena. Sono una ragazza qualunque, curiosa, diplomata al Liceo Socio Pedagogico, laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Ho iniziato a scrivere “Oltre il tempo” nel 2009. Da allora ci sono state diverse interruzioni ma non ho mai abbandonato davvero la mia passione. Molte cose sono state importanti per la stesura, come le esperienze personali, gli studi, il cinema, la musica, i libri che ho letto. Tra quelli del genere young adult “romantico” ho apprezzato particolarmente la celebre saga di Twilight di Stephenie Meyer che mi ha fatto sognare per la sua intensità e il modo magistrale in cui è stata scritta.


Cosa ne pensate cari lettori? Fatemi sapere con un bel commentino!

A presto,

Sara ©