RECENSIONE #196 – LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL DI AYSE KULIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon sabato lettori! Oggi mentre io sono in giro a divertirmi – spero – vi intrattengo con questa recensione che spero veramente vi incuriosisca e vi piaccia! Ringrazio ancora tantissimo la Newton Compton per avermi permesso di organizzare il Blogtour di questo libro (trovate la mia tappa QUI) e ve ne parlo subito in questa recensione:

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Titolo: Le quattro donne di Istanbul
Autore: Ayşe Kulin
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 12 Luglio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2zz0how
TramaDopo l’ascesa al potere di Hitler, Gerhard Schlimann, la moglie Elsa e i loro due figli Peter e Susanne abbandonano la Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Si rifugiano dapprima a Zurigo e poi, quando Gerhard riceve un’offerta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Istanbul, in Turchia. Mentre Susanne e Gerhard sono affascinati dalla cultura turca e provano a integrarsi, Elsa e Peter sono invece fortemente ancorati alle origini tedesche. Nella città musulmana le nuove usanze avranno impatti fortissimi sulle loro vite, fino a ridisegnare i loro concetti di patria e appartenenza. In questa potente saga familiare, la Kulin racconta le sfide e le difficoltà di una vita in esilio, le difficili scelte di chi è costretto ad abbracciare un futuro incerto con una valigia piena di speranze.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif istanbulLa storia ha inizio nel 1933 a Francoforte dove la famiglia Schimann vive da sempre.  I Schlimann sono ebrei e sotto l’ascesa del potere di Adolf Hitler tutti sembrano diventati irrequieti. Gerhard è un professore di università molto rinomato ed è un pomeriggio come tutti gli altri che scopre tramite un collega che ci saranno i controlli sul posto di lavoro e chi è ebreo è più a rischio di altri. Quindi senza destare sospetti Gerhard invia un messaggio a sua moglie Elsa intimandole di prendere i figli Suzanne e Peter e partire.

Gli Schlimann si trasferiranno inizialmente a Zurigo dai genitori di Elsa, appena in tempo dalle persecuzioni naziste, fino ad arrivare in Turchia dove il sole splende in maniera diversa e le città sono affascinanti luoghi da visitare non solo da vivere. E’ qui in Turchia, tra Ankara ed Istanbul che ha inizio la loro storia ed è Elsa che darà voce alla prima delle quattro donne di Istanbul.

Cosa succederà alla famiglia Schlimann? Chi sono le quattro donne di Istanbul? Riusciranno ad ambientarsi in quel mondo a loro ancora tanto sconosciuto?

Le stavano portando via la sua identità. La sua storia, i suoi ricordi, le sue lettere, i suoi amici, la sua casa, la sua strada, la sua città. Un pazzo con la ragione ottenebrata dall’avidità le stava rubando la vita, e suo marito non era in grado di fermarlo. Sapeva di non poter incolpare Gerhard. Era stata lei a spingere il marito a candidarsi per un posto all’università di Francoforte sul Meno. Il frutto di una sua fantasia romantica: lo scrittore che più ammirava era un celebre figlio di quella città. Aveva creduto che, nel posto in cui erano ancora conservati la scrivania, il calamaio e persino le tortiere della sua cucina, sarebbe stata circondata dall’arte, respirandola in ogni momento e ogni giorno. (…) Elsa, a cui batteva ancora forte il cuore tutte le volte che passava davanti alla casa di Goethe e che conosceva a memoria i suoi versi, ora era costretta ad abbandonare la sua ingenuità. 

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La trama incuriosisce anche se non rimanda troppo al titolo che invece comprenderete solo leggendo tutto il volume. Riporta ciò che succede agli albori del libro.

Risultati immagini per le quattro donne di istanbulLa copertina che era stata scelta inizialmente dalla Newton Compton era senza alcun dubbio migliore di quella che ne è uscita fuori poi e che vedete in alto nella presentazione del libro. Ancora non riesco a spigarmi il perché di tanti cambiamenti non necessari. Ecco qui a sinistra la copertina che era stata annunciata inizialmente. Non la trovate meravigliosa? Io si e giuro che non ho parole per comprendere tutti questi cambi inutili. Qui a destra, invece, una delle copertine utilizzate all’estero è quella (perdonatemi ma non sono riuscita a risalire all’originale vera e propria).

Il titolo, nonostante non riuscivo a spiegarmelo dalla trama, devo dire che ha senso logico e almeno qui, ci siamo. E’ buono almeno su larga scala e non suona uguale ai titoli che la casa editrice ha in archivio.

L’ambientazione cambia dall’inizio in cui vedremo Francoforte e Zurigo. Ci sposteremo dall’Europa al Medio Oriente in cui Istanbul, in Turchia, era simbolo di bellezza e autenticità. Ankara era ancora sottosviluppata ma è fra quelle terre che i Schlimann vivranno e cambieranno. L’epoca varia su diversi anni. Ha inizio nel 1933 per diversi anni e per diverse generazioni mostrandoci gli anni duri e difficili dell’Europa ma ancor di più della Turchia.

La mattina del 19 novembre 1938, nove giorni dopo la sua morte, la bara contenente Atatürk partì da Istanbul sulla nave da guerra Yavuz, salutata da cento colpi di cannone. Poi un treno funebre trasportò il corpo da Ismit ad Ankara. Susy e gli altri bambini dello stabile passarono gran parte della giornata ad ascoltare la diretta radio dell’evento. Atatürk, che quando arrivava alla stazione di Ankara era sempre accolto con grida di giubilo, questa volta trovò lacrime e marce funebri. La bara, avvolta nella bandiera turca, fu posta su un catafalco di fronte alla grande assemblea nazionale. Quattro ufficiali armati di spade gli avrebbero fatto la guardia. A decine di migliaia giunsero sul posto, giorno e notte, per porgere il loro saluto.

Risultati immagini per gif storia di una ladra di libri hansI personaggi di questa storia sono diversi e la cosa più importante all’interno del tutto, oltre la famiglia Schlimann che è quella da cui comincia tutto, sono le quattro donne di Istanbul di cui non posso parlarvi apertamente; almeno non delle ultime due o finirei per spoilerarvi parte della storia.

Gerhard Schilmann è un professore rinomato all’università di Francoforte e quando si trasferisce all’università di Ankara porta tutto se stesso all’interno del progetto. Ha una famiglia a cui tiene molto e si abitua molto facilmente alla nuova vita in Turchia nonostante le abitudini e il paese siano completamente le opposte. Elsa, moglie di Gerhard è la prima delle quattro donne di Istanbul. E’ stata restia al trasferimento ed ha fatto parecchia difficoltà ad abituarsi alla vita in un altro paese. E’ una donna che tiene molto ai suoi figli. 

Peter è il primogenito degli Schlimann. E’ un ragazzo intelligente ed è l’unico dei due a cui i genitori possono permettere di studiare anche all’università. Si trasferisce all’estero, in America e vedremo poco questo personaggio all’interno della storia se non nella parte iniziale. Fa fatica ad abituarsi alla vita di 

Suz, secondogenita figlia di Elsa e Gerhard, è la seconda donna di Istanbul. E’ particolarmente legata alla città di Istanbul tanto da credere di essere figlia di Ataturk, il presidente della Turchia. Si affeziona a Madame, la donna che aiutava sua madre a tenerla a casa e si lega in modo indissolubile a Demir con cui crescerà e di cui si innamorerà.

Suzi indossò una gonna al posto dei calzoncini. Dopo aver preso al volo uno zaino, in un attimo uscì. Corse alla postazione dei taxi condivisi e salì sul primo mezzo libero, accorgendosi solo allora di avere ai piedi gli zoccoli da giardino. Chi se ne frega, pensò. L’importante era arrivare in ospedale il più in fretta possibile. Rimpianse di aver trascurato Madame negli ultimi mesi. Il profumo dei panini alla vaniglia e cannella, il buio della chiesa, gli innumerevoli regali e gli abbracci calorosi… Madame era la sua infanzia, la casa lontana da casa, il suo rifugio. Le lacrime cominciarono a rigarle il viso mentre stava seduta sul sedile posteriore del taxi. Com’era felice allora. Nessuno degli altri passeggeri le chiese perché stava piangendo. O, se lo fecero, lei non li sentì.

Il perno centrale è la famiglia Schlimann stessa. E’ l’albero che tesse i suoi frutti e ne crea altri sempre più nuovi creando una grande famiglia che sfida il tempo e lo spazio ma anche gli eventi stessi.

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Fonte: Web (JosephBrockPhotography)

Lo stile utilizzato altalenante. L’autrice passava da momenti di leggerezza a momenti in cui tutto si fa artificioso e a tratti più pesante.

La storia si perde un po’ quando i personaggi cominciano ad incentrarsi di più sulla politica turca e su tutto ciò che accade nel paese. Nonostante questo alle volte può risultare pesante, l’autrice ha strutturato tutto con assoluta padronanza del posto e degli avvenimenti. Si avverte quanto lei abbia studiato il tutto e quanto ami la sua terra d’origine.

Infatti, leggendo non si può far altro che amare Istanbul in tutte le sue forme. La città sembra splendere di vita propria tanto da spingere il lettore a volerla visitare.

L’unica cosa che ha deluso un po’ le aspettative è stato la connessione storia – trama decisamente poco rappresentativa. La trama sembra descrivere l’inizio di quanto accade nel libro ma ciò che mi aspettavo nel corso della lettura è ben differente e pensavo si mantenesse solo sui quattro protagonisti principali. Nonostante questo la storia è stata molto carina e interessante. I personaggi che ho preferito di più sono stati sicuramente Suzi e Demir ma non posso dirvi di più.

Dopo essersi seduta accanto a un uomo anziano, Sude chiuse gli occhi e iniziò a pensare. Lei e Korhan avevano appena trascorso sei meravigliosi anni insieme oppure quegli anni gli erano semplicemente sfuggiti tra le dita? Non riusciva a darsi una risposta. Aveva imparato a suonare il flauto, fare il liquore alla ciliegia, scattare belle fotografie, gestire un piccolo ristorante e apprezzare le bellezze archeologiche. Aveva anche imparato a vivere insieme a un’altra persona. Ma era comunque ancora molto sola, seduta sugli stessi gradini di pietra, senza sapere cosa fosse davvero importante nella vita. Era quello che stava andando a scoprire. Quando l’autobus prese l’autostrada, l’uomo anziano si voltò verso di lei e le sorrise. «Buon viaggio, ragazza mia», disse.

La storia è sicuramente gradevole e merita la lettura. Consiglio questo libro agli amanti dei storici ma anche a chi volesse affrontare una lettura interessante all’interno di un paese che spesso nei libri non viene neanche considerato.

Ayse Kulin è stata una scoperta da tenere in considerazione. Un racconto famigliare all’insegna di una nuova vita in un paese che incanta e affascina in cui quattro donne vivranno la loro vita alla scoperta di se stessi e del prossimo. Una storia che merita di essere letta.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commentino cosa ve ne pare! Vi aspetto a braccia aperte. 

A presto,

Sara ©

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BLOGTOUR: LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL DI AYSE KULIN – “LA VITA SU DUE FRONTI: LO STILE DI VITA TEDESCO E QUELLO TURCO”

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto una novità in libreria per la Newton Compton da domani. Il Blogtour è iniziato già da qualche giorno e vi consiglio di seguirlo, sono sicura vi piacerà! 🙂 Ecco qui che ve ne parlo attraversando le città che incontreremo in lettura:

51FMz-Fm8RLTitolo: Le quattro donne di Istanbul
Autore: Ayşe Kulin
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 12 Luglio 2018
Trama: Dopo l’ascesa al potere di Hitler, Gerhard Schlimann, la moglie Elsa e i loro due figli Peter e Susanne abbandonano la Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Si rifugiano dapprima a Zurigo e poi, quando Gerhard riceve un’offerta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Istanbul, in Turchia. Mentre Susanne e Gerhard sono affascinati dalla cultura turca e provano a integrarsi, Elsa e Peter sono invece fortemente ancorati alle origini tedesche. Nella città musulmana le nuove usanze avranno impatti fortissimi sulle loro vite, fino a ridisegnare i loro concetti di patria e appartenenza. In questa potente saga familiare, la Kulin racconta le sfide e le difficoltà di una vita in esilio, le difficili scelte di chi è costretto ad abbracciare un futuro incerto con una valigia piena di speranze.
La mia tappa è:

LA VITA SU DUE FRONTI: LO STILE DI VITA TEDESCO E QUELLO TURCO


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Francoforte

La storia di questo libro ha inizio a Francoforte nel 1933.

La famiglia Schlimann è una famiglia ebrea che vive a Francoforte. Gerhard è un professore rinomato e viene a scoprire tramite un collega che ci saranno i controlli nell’università e chi è ebreo rischia molto. Quindi senza destare sospetti, Gerhard invia un messaggio a sua moglie intimandole di prendere i figli e prepararsi a partire.

Francoforte non è proprio come Berlino ma si respira aria pesante, l’aria che precede la guerra e in cui tutti sono tesi sotto l’ascesa al potere di Hitler. La famiglia Schlimann stessa ha paura e si ritrova a fuggire appena in tempo, prima che le vere e proprie persecuzioni contro gli ebrei abbiano inizio. Lasciano la propria casa, le proprie cose, tutti loro stessi, per andare verso Zurigo, città dove vivono i genitori di Elsa.

Dopo qualche rassicurante boccata di fumo, si mise a osservare l’atrio neoclassico intorno a sé come se lo vedesse per la prima volta. Quanti particolari sfuggivano nel trambusto della vita quotidiana. In tutte le sue precedenti visite alla stazione era stato troppo indaffarato a non perdere il treno o del tutto assorbito dai figli e dai bagagli di famiglia. Quel giorno, con la sigaretta che gli pendeva dalle labbra, guardò in alto, verso il soffitto di ferro e vetro, e in basso, il pavimento scintillante. C’erano lunghe file davanti alle biglietterie. Quando giunse il suo turno chiese con calma un posto sul primo treno per Zurigo.

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Zurigo

Zurigo è poco descritta all’interno di questo libro anche perchè i personaggi per la maggior parte del tempo se ne staranno a casa assieme ai genitori. Zurigo è comunque la città principale della Svizzera e ritengo abbia un fascino particolare. Alla fine Gerhard riesce a trovare lavoro ma il posto è ancora più lontano da casa: devono andare ad Ankara perchè verrà aperta una università dove si ricercano professori europei e di altri paesi che siano particolarmente istruiti. 

Abbracciando le mura di Palazzo Topkapi, il treno girò lungo il promontorio di Sarayburnu. Era stato trasportato in una terra immaginaria? Stava sognando? Nulla assomigliava alle città che aveva visto in Europa centrale o sul Mediterraneo, ma al tempo stesso non coincideva nemmeno con la sua idea di Medio Oriente. Non c’era neanche un cammello. Il treno giunse sbuffando alla stazione di Sirkeci. Con in mano solo una piccola valigia, Gerhard mise piede su un marciapiede che odorava di carbone e salsedine.

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Instanbul

 Istanbul viene descritta dagli occhi dei vari personaggi come una città piena di fascino. Il mare, il sole, i mercati e la vista. Tutto di Istanbul riesce a catturare il lettore tanto da costringerlo a voler rimanere in quel posto per sempre. La bellezza orientale di Istanbul cattura perchè affascinante e diversa dalle città come Francoforte e Zurigo per i colori, la temperatura e le persone stesse. Le donne con il velo e i loro vestiti sgargianti, i venditori ambulanti e i gabbiani. Istanbul riesce ad incantare Gerhard in ogni cosa. Persino i ricchi e i poveri sedevano gli uni accanto agli altri come gli edifici stessi: edifici maestosi vicino a quelli trasandati: Istanbul è un insieme di contrasti di cui l’autrice stessa ne va fortemente fiera e ne esprime l’amore con le sue parole.

Proprio davanti a lui, innumerevoli cupole e minareti si stagliavano su un sole scarlatto e un cielo multicolore e in continuo mutamento. A Gerhard venne la pelle d’oca. Non era un uomo particolarmente religioso, ma lo spettacolo davanti ai suoi occhi, quell’antica città che sembrava affondare nel mare insieme al sole del tramonto, era di sicuro un capolavoro di quel grande artista che alcuni chiamano Dio. Erim gli stava domandando qualcosa. Voleva sapere che idea Gerhard si era fatto fino a quel momento di Istanbul. «Magnifica», disse senza esitazione. Quella città, che assomigliava talmente poco alla terra in cui era nato e cresciuto, sembrava meritare ogni superlativo.

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Ankara

Ankara, all’interno di questa storia si percorre in un periodo in cui  era ancora molto più sottosviluppata di Istanbul. Non ha comodità e sembra quasi una città fantasma in cui tutti sognano soltanto di tornare ad Istanbul. E’ qui che lavorerà Gerhard ma non mancherà modo di vedere Istanbul più e più volte nel corso della lettura. Una città apparentemente triste e spenta che si svilupperà nel corso della lettura.

«Passo a prenderla in albergo a mezzogiorno. Questa città non è come Istanbul. Non c’è molto da vedere oltre al viale laggiù, che va dalla stazione ferroviaria fino alla residenza presidenziale a Çankaya. Questa è una città nuova, è ancora in costruzione». «È quello che ho intuito guardando dal finestrino del treno. Non ho avuto occasione di andare in giro per Istanbul, ma non dimenticherò mai quel tramonto sul Bosforo». «Una volta chiesero a un famoso poeta turco cosa gli era piaciuto di più di Ankara. “Poter tornare a Istanbul”, rispose».

L’autrice vuole lasciare ed imprimere al lettore l’amore verso la sua terra e ci riesce, lasciandomi una strana voglia di partire per Istanbul al più presto. Trovo che queste siano le cose meglio riuscite in assoluto: se un autore riesce a farti amare una città o un posto attraverso la lettura è lì che ha vinto.

Spero che questa tappa vi sia piaciuta e che l’abbiate trovata interessante! 😀


Seguite le altre tappe che sono scritte nel’immagine. Spero che vi piacerà:

tappe istanbul


Cosa ne pensate? Seguite tutti e spero vi piaccia molto! 🙂 Fatemi sapere con un commento!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #71 – QUANDO LA NAVE SI INCAGLIA L’HA DECISO IL MARE DI AMANDA FOLEY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Oggi, in questo inizio del week-end vi porto una novità, una nuova segnalazione letteraria che spero vi piacerà. Ve ne parlo subito. Ecco qui.

Risultati immagini per Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare

Risultati immagini per Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mareTitolo: Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare

Autore: Amanda Foley

Editore: Collana Literary Romance

Genere: Romance storico

Costo: ebook euro 2,99- cartaceo euro 13,90

Pagine: 260

Link Amazon: https://www.amazon.it/dp/B07B4RF49F/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1519924179&sr=8-1&keywords=amanda+foley

SinossiIrlanda 1892. In una terra devasta da una profonda crisi politica e religiosa, nella contea di Gallway, viene trovato il corpo carbonizzato di una donna. Avrà a che fare con l’antica dinastia inglese dei Winslow? Nel frattempo, l’inaspettato matrimonio del facoltoso lord Oliver, rampollo della nobile famiglia, mette a duro confronto il destino di due donne molto diverse: Kathleen, giovane popolana irlandese e lady Emma, superba matriarca degli altolocati Winslow. I continui scontri tra loro spezzano il precario equilibrio della famiglia portando alla luce quei segreti che sarebbero dovuti rimanere tali: come i natali dell’unico erede, Edward, che vive in bilico tra il senso del dovere verso la potente famiglia e il seme ribelle dell’orgoglio irlandese che si scontra con gli ideali di lady Emma, sua nonna. Mentre nei villaggi e nelle città irlandesi si preannuncia una lotta senza quartiere contro l’odiata Inghilterra, Edward è costretto a partire per la Louisiana. Lì, conosce Eleanor, indomita e passionale suffragetta che lo aiuterà a far luce su se stesso, il suo futuro e il segreto che avvolge l’influente famiglia. Tre generazioni a confronto per comprendere che talvolta è necessario tornare al passato per affrontare il futuro.

Logline: Conosci la mano che tesse il tuo destino, giovane Edward…


Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commento! Io nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #65 – OLTRE IL TEMPO PARTE SECONDA DI DARIA REIANI

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Vi ricordate di Daria Reiani? Immagino che sia passato diverso tempo ma vi ricordo che avevo segnalato il suo primo volume diverso tempo fa e sono felice che sia tornata di nuovo da me per segnalare anche il secondo. QUI trovate il primo volume, nel caso ve lo foste perso. Ora vi parlo del secondo:

Risultati immagini per “Oltre il tempo – Parte seconda – Volume 1Titolo: “Oltre il tempo – Parte seconda – Volume 1”.

Autore: Daria Reiani

Genere: Romantico-storico e altro..

Casa Editrice: piattaforma online StreetLib (self)

Anno di pubblicazione: 2018

Sinossi: cos’è successo quel giorno? Com’è possibile che non sia morta? E che cos’ha a che fare questo con la persona che ama? Sono molte le domande alle quali Vivian cerca di trovare risposta. Per farlo dovrà abbandonare gran parte delle sue certezze, seguire il suo cuore a dispetto dei rischi e della razionalità, intraprendendo un viaggio che non poteva nemmeno immaginare…


Questo è il 3° libro della quadrilogia in fase di pubblicazione integrale su Wattpad dove è possibile leggere anche i precedenti (“Oltre il tempo – Parte prima – Vol.1” e “Oltre il tempo – Parte prima – Vol.2)”.

Il profilo Wattpad  https://www.wattpad.com/user/DariaReiani

Pagina Fbhttps://www.facebook.com/dariareiani.romanzo.oltreiltempoquadrilogy/

È possibile l’acquisto in formato ebook su StreetLib (prossimamente anche in cartaceo) e nelle librerie online collegate : https://www.streetlib.com/it/librerie/


Biografia

Ciao, mi chiamo Daria Reiani, nata nel 1990, ho una famiglia che amo e vivo in Toscana, nella provincia di Siena. Sono una ragazza qualunque, curiosa, diplomata al Liceo Socio Pedagogico, laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Ho iniziato a scrivere “Oltre il tempo” nel 2009. Da allora ci sono state diverse interruzioni ma non ho mai abbandonato davvero la mia passione. Molte cose sono state importanti per la stesura, come le esperienze personali, gli studi, il cinema, la musica, i libri che ho letto. Tra quelli del genere young adult “romantico” ho apprezzato particolarmente la celebre saga di Twilight di Stephenie Meyer che mi ha fatto sognare per la sua intensità e il modo magistrale in cui è stata scritta.


Cosa ne pensate cari lettori? Fatemi sapere con un bel commentino!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #48 – IO SONO BUIO DI KIERSTEN WHITE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon lunedì! Oggi vi presento la recensione di un libro che mi è piaciuto molto. Premetto che non amo i storici infatti non ne leggo mai. Questo mi aveva messo piuttosto curiosità e devo dire che è stata pienamente soddisfatta. L’ho letto per il The Reader’s Nest e vi sto parlando di:

Titolo: Io sono Buio (The Conqueror saga #1)

Autrice: Kiersten White

Editore: Fabbri 

Prezzo: 17,00 €

Pagine: 400

Link d’acquisto: http://amzn.to/2zDQ9py

Sinossi: Una principessa non dovrebbe essere brutale. Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un’ambizione sfrenata. Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore.

RECENSIONE:

Questo libro è un retelling in versione al femminile di Vlad III ed la storia ha inizio alla nascita di Lada. Vlad Dracul, Principe di Valacchia e Governatore della Transilvania, guarda il frutto della debolezza di sua moglie Vasilissa: una figlia femmina. Per dispetto lui chiamerà sua figlia Ladislav un nome alternativo che sta per Vlad, il suo stesso nome. Il secondo figlio nasce l’anno seguente e si chiamerà Radu. Entrambi i fratelli per colpa della vigliaccheria del padre, vengono tenuti prigionieri dell’impero ottomano sotto il sultano Murad. Loro riceveranno istruzione e tutto ciò che ne consegue ma mentre Radu si sente a casa, Lada non smetterà di covare vendetta.

Ammetto le mie mancanze in fatto di storia, non sapevo neanche fosse mai esistito Vlad Drakul ma mi sono informata a dovere (Io ho sempre odiato storia, abbiate pietà di me!). I figli di Vlad  Dracul, come lui stesso, sono gli stessi storicamente esistiti: Mircea, Radu e Vlad che in questa storia è stato mutato in Ladislav o meglio Lada, una donna. E la cosa ha assunto decisamente un aspetto migliore di quanto credessi.

Le restava in mente l’immagine del fazzoletto gettato a terra. Sporco e abbandonato, ormai inservibile. Suo padre era uno scialacquatore. Suo padre era un debole. Bogdan meritava di meglio. Lei meritava di meglio. La Valacchia meritava di meglio. Tornò con la mente sulla cima della montagna, ricordò come il sole l’aveva abbracciata. Non avrebbe mai buttato via il suo Paese come aveva fatto il padre. L’avrebbe protetto. Un singhiozzo minacciò di uscirle dal petto. Cosa poteva fare? Non aveva potere. Ancora, promise a se stessa. Non aveva ancora potere.

La trama invoglia sicuramente alla lettura ed incuriosisce. Almeno per me è stato così. Ed è niente meno ciò che accade nel libro anche se preso molto alla larga. Ed è assolutamente la cosa migliore perché non ti permette di capire molto e ti invoglia a leggere.

La copertina è stupenda e vi dirò di più: la Fabbri l’ha mantenuta come l’originale, non è stata modificata a parte il titolo italiano. Io l’ho interpretata così: il fiore è Radu, bello e dolce. La lama è Lada, feroce e spietata. Il titolo è un altra cosa, che anche se tradotta, hanno lasciato tale. Nel senso che And I darken (originale) non è diventato tutt’altro come molti fanno ma è stato tradotto correttamente e fedelmente.

Risultato immagine per now i rise kiersten whiteLa storia si svolge in diversi anni. Comincia nell’anno 1435 e termina (momentaneamente perché ci sarà il seguito intitolato Now I Rise – trovate la copertina qui di lato) in un anno imprecisato ma non vi rivelerò gli eventi per non svelarvi il finale ovviamente. L’ambientazione invece, si muove fra la Valacchia e l’Impero Ottomano tra Edirne, la capitale, e Amasya.

Lada teneva Radu per mano e lo strattonava per fargli accelerare il passo, per non restare indietro agli adulti. Non era quello il comportamento che si era aspettata da Vlad Dracul. Da suo padre. Da un drago. Un drago non striscia davanti ai suoi nemici supplicando aiuto. Un drago non giura che libererà il mondo dagli infedeli per poi invitarli a casa sua. Un drago non fugge dalla sua terra in piena notte come un criminale. Un drago fa terra bruciata intorno a sé finché la cenere non purifica il mondo.

I personaggi sono molti, anche secondari ma vi specificherò quelli principali e più significativi. Gli altri li lascio, in modo da incuriosirvi, no?

Lada l’impalatrice è la figlia di madre Valacchia e del padre drago. Ama combattere e reputa suo padre un vigliacco. Affamata di vendetta e di potere, Lada impara a combattere, inizialmente per compiacere suo padre poi per se stessa. Fin da bambina preferisce Bogdan, a suo fratello Radu che reputa un debole. (Storicamente è la versione femminile di Vlad III l’Impalatore).

Radu Il Bello è il fratello minore di Lada. Dolce e sensibile è l’esatto opposto di Lada. Quando è bambino piange per ogni cosa e soffre per non essere ben visto e ben voluto sia da suo padre che da sua sorella. Si riscatterà, in nqualche modo, quando sarà più grande, diventando un bravo “oratore” .

Mentre Lada è più brava nel combattimento e nella fisicità nei scontri con i  nemici e con le persone, Radu è bravo nelle parole. E compensano a vicenda ciò che manca all’altro.

Se Lada era l’erbaccia ispida che spuntava tra le crepe del letto di un fiume riarso dalla siccità, Radu era una rosa dolce e delicata, che appassiva se le condizioni del terreno non erano perfette.

Mehmed il Conquistatore è il terzo figlio del sultano Murad. Diventa amico dei due fratelli quasi maniacale. Lui non è solo un amico, lui ha bisogno di loro. Chiamato dal popolo “il piccolo esaltato” non è ben visto da suo padre il sultano. Ma farà di tutto pur di essere diverso, rispettabile e forte come suo padre, forse anche migliore.

Bogdan è il migliore amico di Lada sin dall’infanzia. Con Lada, lui si sente a proprio agio e giocano a combattere, si picchiano e sono amici inseparabili. Figlio della balia che a palazzo cresceva Lada e Radu prima di essere portati via da casa.

Mircea è il fratello maggiore di Lada e Radu nato NON dalla loro stessa madre ma da una concubina. Primo erede in successione del trono della Valacchia. Un uomo senza scrupoli.

Murad è il sultano di Edirne e dell’Impero Ottomano. Quando i due protagonisti giungono prigionieri a Edirne tutto è sotto il suo comando. Murad è feroce oltre che senza paura, impetuoso e potente.

Mehmed fece una pausa, come se fosse in ascolto, poi scosse la testa. «Lei è insopportabile. E l’harem… Non è reale, Lada. Vado a trovarle e loro svolazzano come spettri, come quadri. Nessuna di loro è reale per me.» Si interruppe di nuovo e posò un palmo contro il battente. «Tu sei l’unica cosa reale nella mia vita.» Radu ansimò per il dolore che quelle parole gli avevano provocato. Ma il suono della sua sofferenza fu coperto da quello della porta che si apriva.

Il perno centrale è la vita dei due fratelli. Inizialmente la storia viaggia a binario unico e i due fratelli sono visti assieme. Mano a mano che il tempo scorre, ogni capitolo viene alternato dai due punti di vista sempre in terza persona. Uno Lada e uno Radu. Diversi, contrastanti, divergenti. Uno l’esatto opposto dell’altro.

Lo stile utilizzato è stato decisamente scorrevole anche se in alcuni punti più lento perché fermo ad avvenimenti non troppo importanti ma comunque utili per capirne il quadro generale. I riferimenti storici nel libro sono velati e non pesanti. Non ci sono papier di pagine sul lato storico ed ammetto che almeno per me è stata una salvezza.

Personalmente mi sono ritrovata molto di più in Lada, che per quanto crudele o vendicativa, era secondo quella sviluppata in modo migliore. Radu fin quando non inizia a farsi un nome nella capitale non mi ha detto nulla se non un bamboccio troppo gentile e troppo educato per essere, comunque, un erede al trono della Valacchia. Mehmed invece, mi è piaciuto anche se a volte mi è sembrato, molto sommessamente, manipolatore (soprattutto nella parte finale).

«Voi due siete così indaffarati a imparare tattiche e a studiare battaglie, che non avete capito dov’è che si vincono e si perdono davvero i troni. È nei pettegolezzi, nelle parole e nelle lettere scambiate in angoli oscuri, nelle alleanze nascoste e nei pagamenti segreti. Pensi che io non valga niente? So fare cose che non ti sogneresti neppure.» Lada barcollò all’indietro. Quelle parole avevano centrato il suo punto debole: una fragilità che aveva sempre cercato di ignorare. «Ma… dobbiamo restare uniti. Possiamo contare solo l’uno sull’altra contro questo impero.» Radu aprì la porta e guardò fuori, sopra la testa di lei. «Il tuo errore è dare per scontato che entrambi lo consideriamo un nemico.» Lada sentì che la rabbia e il disgusto le si riversavano fuori dalle labbra senza che lei potesse fermarli. «Non puoi dire sul serio. Siamo valacchi.» «Tu sei valacca. Io sono a casa mia. Vattene.»

Il libro è stato scorrevole e ben scritto. Sono stata attratta da questo libro tanto da voler sempre sapere come proseguisse ogni volta che rimanevo appesa perché dovevo fare altro. Quindi direi che mi ha catturato anche se sostanzialmente questo non è il mio genere.

Non nascondo che il secondo libro sarà, (almeno penso e suppongo) attenendomi alle fonti storiche, molto più pesante e brutale di questo. Per quanto pensavo fosse crudele e crudo questo volume è stato abbastanza contenuto. Ma il prossimo non so quanto si conterrà ed è qui che viene il bello. Non vedo l’ora di leggere il seguito!

Un libro che consiglio di sicuro. Forte, che gioca fra vendetta e una scia velata d’amore fraterno e non. Assolutamente da leggere!

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? E’ assolutamente un ottima lettura quindi non potete perdervela. Vi aspetto con un commento!

Alla prossima,

Sara. ©