RECENSIONE #497 – WILDER GIRLS DI RORY POWER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon giovedì! Finalmente il fine settimana sta arrivando e io sono felice di parlarvi di questo volume di cui ero curiosa fin dal primo momento. Siete curiosi di sentirne parlare? E’ azzeccato sicuramente per il periodo anche se i risvolti sono leggermente diversi. Ve ne parlo subito:

978880473407hig-319x480-1Titolo: Wilder Girls
Autore: Rory Power
Data di uscita: 23 febbraio 2021
Pagine: 252 
Link d’acquisto: https://amzn.to/2PgEfiJ
Trama: Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell’istituto, su un’isola al largo della costa americana. Un’epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l’altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l’epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l’un l’altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c’è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

RECENSIONE

La storia ha inizio una sera come tante altre da quando è arrivato il Tox sull’isola di Raxter, in cui vi era una prestigiosa una scuola femminile. Hetty se ne sta sul tetto assieme alle sue amiche Byatt e Reese e con il suo occhio solo che ormai è uno dei tratti distintivi della malattia che si sta prendendo tutta l’isola. Ha preso le mani che ormai sono argentate e squamose di Reese, la colonna vertebrale all’infuori di Byatt e ognuna delle insegnanti e delle ragazze che vivono in quella scuola in modo del tutto diverso. Sono isolate su quell’isola in attesa di una cura in cui si stanno prodigando la Marina militare ed altre forze dell’ordine. Isolate da questa misteriosa e pericolosa epidemia, le ragazze devono cercare di sopravvivere.

Cosa succederà al terzetto di amiche? Come riusciranno a sopravvivere in quarantena chiuse in quella scuola in cui ormai cibo e acqua scarseggiano? Come cambierà qualcosa quando ognuna di loro lotta ogni giorno fra la vita e la morte?

Un altro rumore dalla macchia e poi di nuovo silenzio. La strada è vuota. Io tengo il mio fucile sollevato, non si sa mai; il mirino davanti all’occhio sinistro. L’altro occhio è morto, è diventato cieco durante una crisi. La palpebra superiore si è chiusa fondendosi con quella inferiore, e sotto sta crescendo qualcosa. È così per tutte, qui. Siamo malate e strane, e non sappiamo perché.

La trama della storia è interessante e curiosa oltre che originale. Non avrei approfondito molto, però. Io quando ho acquistato il libro, presa da una voglia di leggere questo libro praticamente subito ho letto le prime tre righe della trama e la prima pagina del volume che sono quelle che mi convincono di più quando acquisto un volume. Però ora che la leggo dopo aver finito il volume mi accorgo di aver fatto bene a non leggerla tutta. L’ultima parte, quella di Byatt era evitabile visto che questo accade ben più in là all’interno del volume. Insomma spoiler non necessari, ci si poteva limitare a cose più semplici e contenute e avrebbe sortito lo stesso effetto.

La copertina è una delle copertine più belle degli ultimi tempi e mi ha incuriosito da tantissimo tempo, fin dalla sua uscita in lingua. Appena l’ho visto esposto ho detto fra me e me “Tu verrai a casa con me…” e così è stato. La copertina italiana è uguale all’originale e sono davvero entusiasta che la casa editrice abbia deciso di portare il volume esattamente come quello estero e che non abbia apportato cambiamenti se non che sulla costina di un rosa/fucsia troppo appariscente a mio modesto parere. E’ comunque una copertina meravigliosa che rispecchia la storia narrata. Il titolo è stato mantenuto come l’originale e anche qui, son felice che non sia diventato qualcosa tipo “Ragazze selvaggeperché non l’avrei potuto sopportare. Quindi il mix titolo copertina vince così e sono felice che sia stato mantenuto tale.

L’ambientazione è in un punto realmente esistente seppur l’isola non esista; mi spiego, la storia è ambientata al largo della costa del Maine, sull’isola di Raxter, inventata e partorita dalla mente dell’autrice.  Lepoca della storia della storia è moderna , ambientata circa 2 anni dopo che il Tox si è insediato e ha prese piede sull’isola stessa.

Alla fine cala il silenzio, il gruppo intorno a Emmy comincia a disperdersi. Lei sembra stare bene, pe una prima crisi. Le sue gambe sono incerte quando si alza in piedi e perfino da dove mi trovo io le vene del suo collo spiccare scure, come fossero lividi. C’è un accenno di applauso mentre Emmy si spazza i jeans. Julia,  una ragazza della Squadra della Barca, stacca un pezzo dal suo panino raffermo e glielo lancia. Qualcuno stanotte le lascerà un dono sotto il cuscino. Forse un paio di forcine, o una pagina strappata da una delle riviste che ancora girano tra le camere. Landry la abbraccia ed Emmy è raggiante, orgogliosa di averla superata così bene. Arriverà più tardi, penso, quando calerà l’adrenalina, quando non ci sarà Landry a guardare: il vero dolore. Il cambiamento.

Wilder Girls Portraits – Laya Rose ArtI personaggi che si muovono attorno a questa storia sono diverse e le protagoniste narranti sono due seppur la storia si aggira principalmente attorno a tre delle ragazze dell’istituto seppur ne conosceremo anche molte altre.

Hetty è il personaggio narrante principale ed oltre ad essere la più intraprendente del gruppo ha una forza da vendere visto anche la sua visione limitata ad un occhio solo. Ha a cuore più di ogni altra cosa le sue amiche, in special modo Byatt. 

Byatt è un personaggio che vedremo in prima persona in occasione particolare. E’ molto legata ad entrambe le sue amiche ma le piace passare molto tempo con Hetty. Nonostante tutte sembrano devastate da questo morbo, dall’epidemia, Byatt sembra l’unica a non essere troppo sconvolta, anzi le piace il cambiamento che la sta attraversando e ne vorrebbe sempre di più. E’ una ragazza dai tratti caratteristici che viene messa in evidenza per cercare di salvarla.

Reese è chiusa a riccio se non riesce ad aprirsi completamente con qualcuno. Silenziosamente ammira e prova dei sentimenti per una delle sue due amiche ma non ha il coraggio ne la forza di dirlo se non sia l’altra ad accorgersene per davvero. E’ un personaggio marginale fra le tre ma ho trovato dolcissimo il legame descritto con il proprio padre che la rende un personaggio davvero unico e genuino all’interno del gruppo. Il mio personaggio preferito, devo ammetterlo.

«Te lo ricordi?» grido all’improvviso. La brezza invernale mi strappala voce dalla bocca. «Com’era prima?» Lei volta la testa verso di me. Mi domando se sta pensando alle stesse cose a cui sto pensando io. A quando guardavamo dal portico le ragazze dell’ultimo anno che scendevano sulla spiaggia con i loro vestiti bianchi del diploma. A quando intrecciavo le dita con le sue durante le adunanze e ce le stringevamo forte per non ridere. A quando nella sala da pranzo, con gli ultimi echi del sole che entravano dalle finestre all’inglese, cantavamo un inno stonato prima di sederci a mangiare. «Si» rispose Byatt.

Il perno centrale della storia è il Tox e come cercare di uscirne, se mai ci sarà una soluzione. E’ una storia molto particolare, cruda e forte che vi porterà al centro di un’epidemia ma non come quella che stiamo vivendo, un’epidemia che ti logora da dentro e di cui non si sa quando ti porterà via. Una malattia che logora il corpo e lo modifica.

woman in black leather jacket holding black rifleLo stile utilizzato dall’autrice non è di certo scorrevole ma articolato e allo stesso tempo cruento, crudele e sfrontato. Ho apprezzato molto la storia e mi è piaciuta ma, nonostante mi sia piaciuta e mi abbia coinvolto e colpito tenendomi incollata dalla prima all’ultima pagina, ho trovato alcune cose che potevano essere sicuramente sviluppate in modo migliore di quanto siano state scritte.

In alcuni punti la storia sembra più “mostrata” che “raccontata” e forse è per questa che, a volte, si fa più fatica a proseguire che altro. La storia ha già molte impronte young adult, dai discorsi concentrati delle ragazze e dalle scelte che vengono effettuate dalle stesse e questo lo rende molto adatto ad un pubblico più giovane ma, a prescindere da questo, la storia non sembra raccontare le azioni e farle vivere alla protagonista in determinate occasioni ma solo raccontarle. Hetty non sembra così dilaniata dal dolore della perdita della sua amica; si la cerca, vorrebbe averla accanto e le manca come è giusto ma non si percepisce come dovrebbe così come tante altre cose. Così come quando ci si ritrova a dover colpire o a uccidere. Non si sentono i sentimenti e le emozioni come avrei voluto e il personaggio che sembrano trasudare più emozioni sono quelli che si distanziano dal protagonista stesso: prendiamo ad esempio Reese oppure Teddy. Questi sono personaggi che vi intrigheranno maggiormente.

Il fatto di mantenere la storia ad una lunghezza limitata quando le domande sono tante e non vengono assolutamente risolte in questo volume. Non so se ci sarà un secondo volume visto il finale un po’ strano di questa storia che non mi ha convinto del tutto e che spero ci aiuterà a mettere un punto vero a questa storia. Ci sono domande irrisolte sul morbo, sul finale stesso, sulla vera e propria risoluzione di questa cosa che resta sospesa. In effetti sembra quasi il finale di uno di quei film horror che non sai come va a finire veramente anche se puoi serenamente immaginarlo. In questo caso non è così facile immaginarlo ma mi sarei aspettato un libro approfondito e con qualche spiegazione in più arrivato al punto in cui si trova. Troppe cose sospese, troppe cose che vorrei sapere e che spero avremo modo di sapere prima o poi. Se così non fosse la trovo comunque una storia interessante e presa con il piacere di leggere una storia originale e per ragazzi.

La cosa che invece ho apprezzato più di tutto è l’ambientazione e il world building della storia oltre hai risvolti creepy ed horror, crudi e violenti che le stesse protagoniste si ritrovano a fare. Le uccisioni, il sangue, le cose e le scelte che sono destinate a compiere sono per chi ha tanti fegato e le ragazze sembrano averne da vendere pur di restare in vita. Gli animali sembrano essere diventati più pericolosi ed anche loro stesse sono diverse da quando sono arrivate lì, stanno o potrebbero morire o veder cambiare il loro corpo o perderne direttamente la connessione e impazzire. Questo risvolto del libro è stata una cosa sensazionale e la cosa che mi ha colpito di più e che di certo colpirà in pieno anche voi.

Anche il risvolto della scelta della scuola femminile e di tutti i personaggi femminili che sono forti e mantengono e resistono più all’epidemia rispetto a quanto succede se colpisce gli uomini. E’ una storia che su questo piano mi ha intrigato ma di cui mi aspettavo di più almeno sul punto di vista dei legami dei

Sopra di noi i pini salgono incespicando verso il cielo. Più alti di quanto dovrebbero essere, con i tronchi più grossi, i rami che si dividono mille volte e le chiome che filtrano quel poco sole che c’è, rendendo la luce torbida e sospesa. Tutto sembra dimenticato, come se fossimo i primi esseri umani a passare di qui in cent’anni. Nessuna traccia di ruote sulla strada, nessun segno che questo sia mai stato da quello che è ora. Non dovremmo essere qui. Questo posto non ci appartiene più.

Il libro è oscuro, pericoloso e in cui bisogna avere uno stomaco forte oltre che uno spirito da combattente. Consiglio questo genere di letture a chi piacciono i distopici o i libri dai risvolti horror, o storie di strane epidemie morbose ricordando che è comunque una storia per ragazzi, classificato come young adult, non paragonabili di certo a libri tipo Stephen King. Ha però il suo fascino.

Rory Power ci trascina su un’isola pericolosa in cui un’intera scuola e delle amiche si ritroveranno ad affrontare crisi, cambiamenti del corpo, crisi, sangue e morte. Sarete abbastanza coraggiosi per approdare sull’isola di Raxter? Riuscirete a sopravvivere a tutto questo?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Sara ©