APPUNTAMENTI FAZI EDITORE AL “FESTIVALETTERATURA” DI MANTOVA.

BUON POMERIGGIO LETTORI!

E buon inizio settimana! Cosa ho per voi oggi? Un avviso per un evento sui libri che ci sarà a Mantova i primi di settembre, per la casa editrice Fazi Editore.

Tutti i dettagli qui sotto:


Dal 6 al 10 settembre ci sarà il Festivaletteratura di Mantova. Ecco gli appuntamenti Fazi editore:

Autore:  Artemis Cooper 
Titolo: ELIZABETH JANE HOWARD
Un’innocenza pericolosa

La prima biografia dell’autrice della saga dei Cazalet.

«La scrittrice più interessante della sua generazione». Martin Amis

 
Giovedì 7 settembre, ore 18.30
Palazzo Castiglioni – Ingresso libero
IL LIBRO CHE HO RILETTO – Middlemarch di George Eliot
Artemis Cooper con Federico Taddia

Venerdì 8 settembre, ore 21.15
Chiesa di Santa Paola – Ingresso 6 €
L’AMORE SI IMPOSSESSAVA DI LEI 
Elizabeth Jane Howard: è la nuova Jane Austen?
Artemis Cooper con Stefania Bertola

Autore: Wajdi Mouawad 
Titolo: IL VOLTO RITROVATO

Il romanzo d’esordio di Wajdi Mouawad, l’autore diAnima. Artista poliedrico, è una fra le voci più ardite della letteratura francofona contemporanea. 

Giovedì 7 settembre, ore 21.00
Chiesa santa Paola – Ingresso 6 €
OK. E ALLORA?
Wajdi Mouawad con Raffaele Cardone

Domenica 10 settembre, ore 15.00
Teatro Bibien – Ingresso 10 €
ASSETATI
di Wajdi Mouawad con la collaborazione di  Benoît Vermeulen
Regia e traduzione di Caterina Gozzi, musiche di Antonia Gozzi
con Alessandro Bandini, Ugo Fiore e Marta Malvestiti
Lettura e messa in scena della pièce teatrale di Wajdi Mouawad inedita in Italia


Autore: Ian Manook
Titolo: YERULDELGGER. Tempi selvaggi

Il commissario più amato della Mongolia è tornato: dopoYeruldelgger, Morte nella steppa, il noir francese più premiato degli ultimi 10 anni, ecco il secondo capitolo della trilogia che sta conquistando i lettori di tutto il mondo. 
 
Sabato 9 settembre, ore 19.00
Chiesa di Santa Paola – Ingresso 6 €
LA YURTA NELLA STEPPA
Ian Manook con Luigi Caracciolo

 


Cosa ne pensate particelle? Ci andrete? Vi aspetto con tanti bei commenti!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #3 – LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO DI SALVATORE BASILE.

 

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi vi propongo la recensione di un libro che ho finito di leggere ieri sera! Di cosa sto parlando? Lo scoprirete fra poco.image

Vi posso assicurare che non ve ne pentirete:

Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito.
Autore : Salvatore Basile.
Editore : Garzanti.
Pagine : 290
Sinossi : Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina.
Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui.
E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.

RECENSIONE :

Bene bene bene, si comincia.

La storia ha inizio con Michele bambino che ricorda sua madre nella giornata in cui sparisce senza far più ritorno. 

Il libro narra di un uomo dall’infanzia bruciata, che vive in una piccola casa nella stazione di Miniera del Mare, in cui lavora.
Un viaggio che parte da un incontro che sconvolge la vita di Michele il protagonista, seguito dal ritrovamento di un vecchio diario rosso, che lo porteranno a viaggiare per cercare una persona persa da oramai vent’anni.

Ecco perché volevo farti vedere questo ulivo… Perché è come te. Ha una ferita profonda che gli hanno inferto quando era bambino. Però è cresciuto lo stesso. E continua a crescere anche se, crescendo crescendo, la ferita diventa sempre più profonda.

Michele è pragmatico, sconfitto, solo e dopo aver vissuto all’oscuro per tanti anni torna a toccare la luce.
Elena è, invece, esuberante, vivace e chiacchierona e porta il protagonista davanti ai fatti della sua vita poco compiuta.
Il libro è ambientato in un’epoca moderna quindi il tutto é piuttosto attuale.

I sedili al tramonto erano in ombra adesso erano, invece, inondati di luce, e viceversa. In quel momento, Michele capì che le abitudini fissano il mondo e la vita in un fermo immagine. E che gli era bastato salire sul treno ad un orario diverso dal solito per capire che, invece, tutto è in movimento.

Lo stile utilizzato, a mio parere, non è stato troppo scorrevole – almeno non sempre.
Vi spiego.
Ho avuto serie difficoltà ad andare avanti in alcuni punti, nella parte iniziale, in cui il tutto è molto monotono e lento nello svolgimento.
In più le descrizioni influenzano non poco la scorrevolezza del testo.
Qualsiasi cosa Michele vede, percepisce, sente e tocca si ritrova descritto nel testo.
Amo le descrizioni ma troppe, a mio parere, intralciano la corretta lettura del libro.
Anche perché il protagonista è un soggetto molto pensieroso, fuori dal mondo, ingenuo e triste.
Però passata la parte iniziale ho cominciato a ritrovarmi nei panni del povero Michele.
Ho cominciato a capire tutti i suoi sentimenti e le sue emozioni.

“A proposito,tu di che colore sei? Voglio dire…ognuno di noi,se ci pensa bene,si sente di un colore.
Che poi magari cambia a seconda delle giornate o dei momenti.
Insomma,è importante sapere di che colore sei,così ti accosti solo ai colori che si intonano al tuo.
Ora,il fatto è che non riesco a capire di che colore sei tu,per questo te lo chiedo.
E questa cosa è strana,perchè in genere mi riesce facile di vedere i colori delle persone.
Quindi,dimmelo tu di che colore sei…”

La trama è piuttosto lunga ma non è fuorviante, ne racconta troppo del libro. E’ assolutamente giusta e mi ha messo curiosità fin da subito. E’ proprio per questo che l’ho acquistato!

La copertina, invece, non l’ho capita. Non riesco a trovarci un collegamento con la storia per quanto carina possa essere. La Garzanti in generale fa sempre belle copertine ma questa non l’ho capita davvero.

Si arrese,sperando che lei andasse via il prima possibile.
Prima che lui cominciasse a sperare nella possibilità di un ritorno.
Perchè nessuno ritorna,anche se lo promette.
Soprattutto se lo promette.

È stata una lettura molto interessante, piena di scoperte e cose sempre più inaspettate.
Le idee sperimentate dall’autore sono pienamente condivisibili.
Ha di speciale la magia del ricordo, la rivincita su se stessi, sulla solitudine e la scoperta dell’amore.
Michele nel suo viaggio farà i conti con il passato, con soggetti e personaggi di una società attuale ma comunque freschi e genuini per la crescita personale e dello stesso protagonista.
Consiglio vivamente la lettura di questo bel romanzo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Conchiglie.

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Alla prossima,
Sara. ©