RECENSIONE #604 – CENTO POESIE D’AMORE A LADYHAWKE DI MICHELE MARI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con un nuovo libro che spero possa fare al caso vostro, che era davvero tanto che volevo leggerlo. Quindi non posso che parlarvi di questo volume che spero alleggerisca questo inizio di settimana ovviamente. Ecco a voi:

51qg-rtahfl-1Titolo: Cento poesie d’amore a Ladyhawke
Autore: Michele Mari
Data di uscita: 27 febbraio 2007
Pagine: 111
Editore: Giulio Einaudi editore

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Trama: Colto e citazionistico, ma immediato alla lettura, autobiografico e “vero” nei contenuti. Romantico e sentimentale nella tonalità di fondo, ma attraversato da un’ironia che si incastona negli snodi strutturali del libro, oltre che nelle sue pieghe più visibili. Testimonianza di un’ossessione privata, ma anche lucida analisi dei mostri che possono dominare la mente dell’uomo.

RECENSIONE

shallow focus photo of white daisy flowersLa raccolta di poesie di Michele Mari è una raccolta controversa e contraddittoria che non si limita solo a citare piccole parti a antichi poeti o poesie che conosciamo perché davvero famose nello specchio sociale e culturale. E’ una raccolta ricca di dettagli, dai tratti autobiografici e che tratta un tema ormai quasi ridondante che finisce per non essere de tutto scontato come sembra. 

Cosa vuole comunicarci Mari con questa raccolta? Quali sono le cose che lo hanno cambiato dentro e quali poesie ci porterà con le quali si mette a nudo? 

Verrà la morte e avrà i miei occhi
ma dentro
ci troverà i tuoi

La trama ci mostra ciò che la raccolta rappresenta anche con la sua stessa copertina. Non ci dice grandi cose ma ci mostra l’autore e di cosa andrà a trattare tutta la poesia, cosa che renderà davvero di più una volta che andrà letta, ovviamente. 

La copertina è un classico che Giulio Einaudi Editore ha imposto alle raccolte di poesie, non solo per lui ma per quanto riguarda tutta la categoria della sezione delle poesie. Questo in ogni caso accade alla categoria in generale delle poesie che molto spesso si ritrova un volume all’apparenza anonimo con su scritta una poesia che tende a catturare il lettore già dalla copertina e per la maggior parte delle volte ci riesce. Trovo che la poesia in copertina attiri particolarmente il lettore incuriosito e quindi fa il suo lavoro, sicuramente.

Il titolo è la cosa più bella, a mio parere, di tutta la raccolta. Le poesie all’interno sono Cento, sono d’amore e ha voluto “dedicarle” in qualche modo a Ladyhawke film must davvero dolce oltre che una delle storie d’amore cinematografiche più belle fatte all’epoca. 

Come un serial killer
faccio pagare alle altre donne
la colpa
di non essere te

maps lying on the floorIndubbiamente non c’è un ambientazione né un’epoca visto che il volume tratta di una raccolta di poesie e non di un romanzo o di un libro di narrativa. E’ comunque messo in conto che l’epoca di sviluppo di queste poesie è decisamente moderno rispetto a quelle dei grandi poeti del passato che ci precedono e elevando anche un lato citazionistico della situazione.

Il perno centrale di questa raccolta è l’amore, tema trattato ormai in tutte le salse e quello più popolare quando si finisce a parlare di libri. Ed oltre ad essere il tema più usurato è anche un tema in cui l’autore si ritrova piuttosto bene, gettando non solo le basi per qualcosa di autobiografico ma per qualcosa che ci consente di conoscere al meglio l’autore. Il tema è centrale e focalizzato e sulla scorta di questo, Mari fornisce un arguta selezione delle poesie dell’epoca latina, moderna e medioevale e finisce quasi per canzonarle.

Centoundici
giorni
sono passati dalla tua nascita alla mia
cento
perché si lambiccasse il maleficio
dieci
per organizzare il nostro incontro
uno
perché ti amassi

person holding glass jarLo stile utilizzato all’interno della raccolta è semplice, lineare e longilineo. Le poesie non sono mai particolarmente lunghe e l’autore finisce per colpire maggiormente sul tratto e sulla struttura della poesia breve. Quando va più per le lunghe finisce per rendere troppo sciapa la poesia, “ridicolizzandola” (dico proprio per estremo perché non riesco a trovare un altra parola per rendere meglio ciò che intendo).

La raccolta di poesie riprende delle poesie del passato, le cita e cambia drasticamente, le banalizza quasi rendendole ancor più semplici. Non amo molto questo genere di discorso sulle poesie e qui parte la questione: allora cosa lo hai letto a fare? Vi rispondo subito: Ero curiosa di come fosse stato strutturato il tutto e poi la poesia in copertina così come altre poesie che girano per il web mi incuriosivano, quindi perché no provare? Per le più brevi che vi ho anche citato nella recensione posso dire di esserne anche abbastanza soddisfatta e mi colpiscono nella giusta misura. Per quanto invece riguarda il resto non le ho amate particolarmente e non apprezzo questo tipo d’ironia nella poesia che trovo una cosa quasi sacra da leggere. Le poesie (a mio parere estremamente soggettivo) devono comunicare diversamente dalla narrativa e comunicano dei sentimenti in maniera articolata seppur leggera e delicata, devastante e sorprendente tutto nello stesso momento assieme. Ho apprezzato quindi la raccolta nella sua interezza perché è ben strutturata e ben composta, così come determinate poesie all’interno ma qualcosa non mi ha convinto pienamente rispetto a come invece speravo. 

Nella mia testa
c’è sempre stata una stanza vuota per te
quante volte ci ho portato dei fiori
quante volte l’ho difesa dai mostri

Adesso ci abito io
e i mostri sono entrati con me

Il libro è una raccolta di poesie non particolarmente originale a livello di poesie ma sicuramente unica nel suo genere per la linea generale che la raccolta tende ad assumere. Una raccolta da leggere se si ha la curiosità di leggere delle poesie rivisitate in chiave canzonatoria, moderna, molto più semplice di come queste siano effettivamente.

Michele Mari con questa raccolta rende ancor più inimitabile quello che già era. Scrive una raccolta che nel suo tema e nella sua rappresentazione dell’amore difficile e tormentato ma che alla fine ci regala delle emozioni e delle sensazioni uniche e lui le esprime sia per questo che per tutto il resto che ne deriva.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe essere una raccolta che leggerete? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #593 – LA VERITA’ SUL CASO JOANNA DUNCAN DI ROBERT BRYNDZA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon lunedì! Eccoci qui con una nuova uscita che spero possa fare al caso vostro ovviamente. Siete pronti per scoprire questa novità dell’autore? Non avevo ancora letto nulla di questa serie ma della precedente e da qualche parte dovevo pur iniziare. Dico serie perchè i libri seguono un filo diretto del protagonista principale con la sua  vita ma sono tutti leggibili autonomamente e separatamente. Siete pronti? Ringrazio la Newton Compton per la lettura in anteprima di cui ora vi parlo:

51hturdiefl._sx328_bo1204203200_Titolo: La verità sul caso Joanna Duncan
Autore: Robert Bryndza
Data di uscita: 06 settembre 2022
Pagine: 320
Editore: Newton Compton

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Trama: Niente è meglio di un caso di portata nazionale per un’agenzia investigativa appena nata. Kate Marshall e il suo socio, Tristan Harper, hanno accettato l’incarico sperando di riuscire a chiudere con successo le indagini.** Il problema è che la scomparsa della giornalista Joanna Duncan, avvenuta dodici anni prima, è sempre stata circondata da un inquietante alone di mistero. Sembra tutt’altro che casuale, infatti, che sia svanita nel nulla proprio dopo aver denunciato uno scandalo politico… In assenza di prove, però, la polizia ha dovuto chiudere il caso. E tutti se ne sono dimenticati. Tutti tranne sua madre, che a distanza di anni non intende arrendersi: è sicura che Joanna abbia scoperto qualcosa di terribile, mettendo così in pericolo la sua vita. Per Kate e Tristan è chiaro fin da subito che non sarà facile risalire alla verità: l’indagine procede tra false piste e vicoli ciechi, almeno finché tra gli effetti personali di Joanna non scoprono i nomi di due giovani, scomparsi senza lasciare traccia pochi giorni prima che anche lei fosse vista per l’ultima volta. Che cosa hanno in comune quelle sparizioni? Possibile che ci sia un pluriomicida a piede libero da dodici anni? 

RECENSIONE

police car at streetLa storia ha inizio con un omicidio: Joanna sta tornando alla sua macchina ed è lì, fra la pioggia battente della strada e il parcheggio della sua auto, che Joanna finisce per essere aggredita e uccisa. La storia ha inizio però tredici anni dopo, con Kate e Tristan che aprono un agenzia investigativa e si ritrovano la madre di Joanna alla porta che non si da pace, dopo anni, per la morte di sua figlia e vuole giustizia. C’è qualcosa che a lei non quadra e i due si mettono sulle tracce di qualcosa che presenta troppi vicoli ciechi.

Cosa scopriranno i due investigatori? Riusciranno a scoprire la verità su Joanna Duncan? Cosa è successo quel giorno di tredici anni prima e chi era a volerla morta?

Trascorse un altro minuto con una torcia in mano per controllare con attenzione il punto in cui aveva aggredito Joanna. Doveva vedere se avesse lasciato cadere qualcos’altro. Ma era tutto in ordine. Salì in auto e rimase seduto in silenzio per un istante. E adesso? La ragazza deve sparire. Il corpo. Il computer. Tutte le tracce di DNA devono svanire. Allora gli venne un’idea. Era audace e rischiosa, ma se avesse funzionato… Mise in moto e partì.

La trama è sicuramente ben scritta e ci lascia sulle spine anche se finisce per lasciarci dei dettagli – seppur vaghi  – che potevano essere evitati. Ho comunque trovato la trama interessante ai fini della storia e di tutto ciò alla quale ruota attorno e mi piace generalmente come si struttura il tutto.

La copertina nonostante sia utilizzata praticamente la stessa versione dell’originale, sono stati utilizzati dei colori più forti e meno delicati, così come la scritta in giallo che finisce per spiccare rispetto a tutto il resto. Ho notato che questa è una caratteristica che viene utilizzata spesso dalla casa editrice in questione (seppur a volte venga utilizzata anche all’estero per questo genere di volumi) e finisce per sovrastare tutto il resto. In buona sostanza posso dire di preferire le copertine dell’altra serie dell’autore, quelle in cui la protagonista è Erika Foster. Il titolo è stato completamente modificato, rispetto l’originale. Darkness Falls diventa “La verità sul caso Joanna Duncan” quando non vedo la difficoltà, almeno per questa volta, di tradurre in “Cala l’oscurità” o qualcosa di simile che si avvicina a quanto invece era stato pensato dall’autore. Non so perché questo cambio drastico e la messa in risalto del caso e lo trovo troppo lungo, a mio gusto. Ma visivamente non riesce ad attrarmi la copertina ed è stata mantenuta quindi generalmente, dal lato visivo delude un po’. Come ho già ribadito in precedenza, visivamente e graficamente apprezzo molto l’altra serie. Comunque si tratta solo di un preambolo grafico oltretutto personale, ce non inficia sulla storia generale quindi è fine a se stessa.

Business newspaper articleL’ambientazione è la Cornovaglia, in Inghilterra; l’epoca si sposta tra il 2002, anno in cui avviene l’omicidio di Joanna Duncan e il 2015, dove viene richiesto a Kate e Tristan di riaprire il caso e indagare nella maniera corretta e di trovare il colpevole, facendo giustizia per la povera vittima. 

Un altro titolo, risalente al primo dicembre del 2002, nel quale si diceva che Joanna era scomparsa da quasi tre mesi, attirò l’attenzione di Kate. Quasi tutti i pezzi utilizzavano la stessa fotografia di Joanna Duncan, ritratta su una spiaggia, sullo sfondo il cielo blu e una sabbia bianca e perfetta. Aveva gli occhi azzurro chiaro, gli zigomi alti, un naso pronunciato e i denti anteriori lievemente storti. Nella foto sorrideva. Aveva un grosso garofano rosso infilato dietro l’orecchio sinistro e stringeva in mano un mezzo cocco con dentro un ombrellino da cocktail. «Ha detto che Joanna era una giornalista?», domandò Kate.

I personaggi di questa storia sono relativamente diversi seppur la storia si soffermi poi, sempre sugli stessi, come è giuso che sia. La protagonista indiscussa è Kate Marshall che si affianca del suo amico Tristan, con il quale ormai ha un rapporto d’amicizia unico, e che soffre per la sua amica Myra persa diciotto mesi prima. Ci sono diversi altri personaggi secondari che faranno da sfondo ad un thriller che si aggiunge ad una lista di libri già consistenti pubblicati dall’autore anche nel panorama italiano.

Kate Marshall è un detective investigativo tormentato da diverse cose del passato. Kate è diversa da Erika Foster ma non poi così differente per alcuni dei suoi problemi che dovrà affrontare. E’ una donna dal passato tormentato ma combattente, su questo somiglia molto ad Erika, e si pone determinata ma tormentata per via della sua dipendenza. E’ una donna fragile ma al tempo stesso cerca una rivincita per se stessa e per suo figlio.

«Exeter è qui vicino…». Sarah alzò gli occhi al cielo e rise. «Dove dovete incontrare questa nuova cliente?» «A Salcombe. Vive in una grande casa affacciata sulla baia». «Be’. Assicuratevi di non risolvere il caso troppo in fretta, se vi paga a ore».

do not cross police barricade tape close-up photographyIl perno centrale della storia ruota tutto attorno a Joanna Duncan, una giornalista il cui caso era stato chiuso diversi anni prima e della quale sua madre non riesce a darsi pace. Inizialmente sembra essere soltanto il delirio di una madre che cerca vendetta o giustizia ma finisce ben presto per essere tutt’altro se si finisce per scavare a fondo laddove tutti avevano insabbiato.

Lo stile utilizzato dell’autore è ormai conosciuto ed, anche per questo volume si mantiene incalzante e ricco di suspance lungo tutto il volume, scritto in terza persona seguendo le vicende di Kate e Tristan. All’interno del romanzo, oltre il caso stesso che segue la sua linea ben definita e costruita davvero molto bene dall’autore, affronta diverse tematiche importanti che l’autore tiene ad evidenziare al lettore.

C’è la dipendenza dall’alcool che ha un fattore determinante nella vita di Kate: ha perso la custodia di suo figlio per l’annegamento nella propria disperazione e la forza sta nel recarsi alle riunioni degli Alcolisti anonimi per cercare di acquistare sia la fiducia di suo figlio che tutto quello che ne consegue nella sua vita e nella sua società. Si parlerà anche di bullismo e delle reazioni sia dei bullizzati che per tutti quelli che fingono di non vedere quanto accade o il problema delle persone scomparse in Inghilterra, cosa che accade lì come in tutto il mondo e non è un problema da sottovalutare. Ci sono anche un’altra serie di tematiche importanti, relative all’infedeltà, la prostituzione maschile e tutti quei sotterfugi politici che si celano a tutti gli elettori e quant’altro. 

Le tematiche sono tante, a vederle così sembrano quasi persino troppe per un volume ma l’autore riesce ad accumunarne assieme creando qualcosa di unico e ben strutturato. Trovo che la storia sia interessante ma ho trovato migliore la vecchia serie, forse perché ne sono anche un po’ affezionata ad Erika. Kate, in ogni caso, è una buona contendente e starebbero bene assieme, se l’autore decidesse di farli incontrare.

«Ma certo», rispose Kate. «Non facciamo mai false promesse, ma abbiamo risolto ogni caso di cui ci siamo occupati». Bill annuì per un momento e poi si alzò. «Se volete venire con me, c’è qualcosa che vorrei mostrarvi».

E’ stata una lettura interessante, lo ammetto, ricca e coinvolgente come solo Brynza sa fare. Una lettura che mi sento di consigliare, soprattutto per chi ama i polizieschi e le serie con un personaggio principale che fa da filo conduttore al resto della storia.

Robert Bryndza ci porta in un vortice ricco di suspance e azione, nel cuore, nella mente e nella vita di una donna e del suo amico, risolvendo un caso vecchio di diversi anni, quasi del tutto dimenticato. Una lettura da affrontare. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, vi stanno aspettando con questo logo:

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Avete letto altri libri dell’autore? Vi aspetto come sempre ovviamente!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: RECENSIONE #557 – LE MAREE NERE DEL CIELO DI NEON YANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova uscita che spero possa fare al caso vostro. Ovviamente devo ringraziare per la lettura la Mondadori Oscar Vault e Miriam per aver organizzato l’evento in questione che ci guiderà lungo questo viaggio lungo 4 volumi profondi e particolari. Ecco che ve ne parlo:

51io1p9tzl._sx355_bo1204203200_-1Titolo: Le maree nere del cielo
Autore: Neon Yang
Volume uno della serie de Il tensorato.

Data di uscita: 23 novembre 2021
Pagine: 216

Link d’acquisto: https://amzn.to/32KQR8W
Trama: Mokoya e Akeha, le gemelle figlie della Protettrice Sanao, sono state affidate al Grande Monastero da bambine per adempiere a una promessa. Mokoya ha sviluppato un talento profetico, Akeha ha sempre avuto il dono di comprendere quali motivazioni si celano dietro le azioni degli adulti. Mokoya ha illuminazioni su ciò che sarà, Akeha comprende cosa potrebbe essere. Entrambe hanno visto il marcio che si annida nel cuore del Protettorato. Il momento della confermazione segna la prima divisione nel destino delle due gemelle. Altre ne seguiranno: Akeha infatti non vuole più essere una pedina negli intrighi orditi da sua madre, così si lascia tutto alle spalle e parte in cerca del proprio cammino, fino a che la sua strada non incrocerà quella dei Macchinisti che si ribellano allo strapotere del Tensorato.

RECENSIONE

red shrine in body of waterLa storia ha inizio con l’incontro tra la Protettrice Sanao e il Sommo Abate. Il Sommo che avrebbe ricevuto in carico la sua prossima figlia/o nato, l’avrebbe potuto crescere all’interno del Grande Monastero per mantenere una promessa. Quando il Sommo Abate va a prendere il nascituro se ne trova due e non può portarle via fino al loro sesto anno di età, età in cui potranno essere ammesse all’interno della struttura. Così le piccole Akeha e Mokoya, due gemelle con dei doni particolari, vengono relegate al sommo dall’età dei sei anni e crescono lontane dalla famiglia natia mostrando fin dal principio dei poteri e delle qualità strane, magiche, potenti.

Cosa succederà alle due gemelle una volta che i loro poteri saranno portati alla luce? Cosa cambierà nel corso della loro crescita e negli intrighi politici che si svolgono attorno a loro? Cosa scopriranno le gemelle sulla loro madre e sul Protettorato così come sul Tensorato stesso?

C’era quel sutra, il Primo Sutra, che Mokoya amava recitare tra sé e sé quando si sentiva nervosə: “Tutto è Slasca, la Slasca è tutto”, seguito da un’infinita sequela di sciocchezze sulle cinque nature. Ad Akeha, però, piaceva usare una lista migliore, più corta:
Terra, per la gravità;
Acqua, per il movimento;
Fuoco, per il caldo e il freddo.
Foresta, per la carne e il sangue;
Metallo, per l’elettricità.
Tutto il resto è in più.

La trama è ben scritta anche se letta così all’inizio può risultare ostica e si cerca di comprendere cosa si nasconde ancor più nel profondo di ciò che ci troveremo a leggere. Una trama scorrevole che ci illustra cosa ha in serbo per noi questo primo volume; curiosa prima di tutto.

La copertina è particolare e si basa su un lignaggio completamente orientale. La struttura basica dei volumi è sempre la stessa per ogni volume di questa serie di volumi, a cambiare è il personaggio che si trova in primo piano della stessa. E’ stata mantenuta tale e quale all’originale e la trovo interessante e ben composta. Il titolo si rifà ai titoli con cui viene suddivisa l’intera quadrilogia di piccoli racconti in cui viene suddivisa la storia. L’originale di questo volume era The Black Tides of Heaven, che è stato tradotto da Paradiso a cielo ma bene o male nel complesso ci siamo mantenendo poi come fulcro principale il fatto de Il tensorato.

L’ambientazione è il Protettorato suddiviso in regioni e quant’altro come viene anche mostrato sia dalla mappa che vi allego sia dalla stessa che troverete anche all’interno del volume stesso; l’epoca non è specificata trattandosi comunque di una storia prettamente fantasy. Nonostante questo gli anni vengono specificati a partire dall’Anno Zero ovvero quando le due gemelle vengono alla luce e sviluppandosi su di esso in base alla loro età così che si comprenda quanti anni sono passati, così come quanti anni hanno le due gemelle.

«Potevi morire. Che stavi facendo?» Akeha lanciò un’occhiata al picco invisibile della Montagna
della Fenice Dorata. «Cercavo le caverne nascoste.» «Perché?» Si strinse nelle spalle. «Ci serve un posto dove rifugiarci, in caso nostra madre venisse a prenderci. Io non voglio tornare indietro.» Mokoya ritrasse la mano. «Lei non verrà. Non le importa di noi.» (…) «Non aver paura» disse Akeha. «Ti proteggerò io.» «Proteggermi da cosa? Dal futuro?» «Da tutto.» Mokoya si voltò verso di ləi con le guance rigate di lacrime. «E se fosse vero? Se davvero sognassi cose che devono ancora accadere?» «Ho detto: tutto» ripeté Akeha, e attirò lə gemellə in uno strettissimo abbraccio che mise a tacere ogni protesta. «Non dobbiamo per forza dirlo a qualcuno. Questo può rimanere un nostro segreto.»

photo of two black, white, and orange koi fishI personaggi del volume sono diversi sia in quantità che per come vengono composti: complessivamente sono ben sviluppati, differenti fra loro e ben strutturati. Entrambe lə protagonistə si presentano con un genere non binario, quindi né uomo né donna che si identificherà nel corso della lettura o meno, anche se manterrà comunque il “they” ovvero il loro che caratterizza il genere non binario anche all’estero.

Mokoya, tra lə due gemellə sembra quella più intraprendente, più forte, carismatica e audace. Ha un potere derivante dalla Slasca che le consente di essere quasi profeticə, illuminando ciò che potrebbe essere un determinato futuro per vederlo anche realizzato, a volte. E’ un personaggio forte, che si butta a capofitto ed è il primo a decidere in quale genere riconoscersi. E’ trascinante e si porta dietro persino sua sorella.

Alekha si appoggia molto all’altra gemellə ed è meno forte di quello che sembra. Nonostante tutto è un personaggio che non si lascia intimidire, che difende a spada tratta sua sorella e che riesce a comprendere sia le motivazioni che spingono sua sorella a compiere determinate cose, sia ciò che spinge anche gli adulti stessi a compiere determinate cose. E’ un personaggio più “timido” che si scopre più lentamente dell’altro e che comprenderemo meglio laddove la lettura si avvierà verso la fine del primo volume.

«Le cose sono quelle che sono. Come hai detto tu, non possiamo fare nulla per cambiarle, no?» «Al monastero» disse Mokoya «ci hanno insegnato che la fortuna è sia intrattabile, sia imparziale, e che quando ci succede qualcosa di brutto, è il risultato di un universo incomprensibile e distaccato che opera per conto suo. La montagna si scuote, ma non si cura delle case travolte dalla valanga. Non è quello il suo scopo.» «E questo dovrebbe consolarmi?» «Sì» replicò Mokoya, con un po’ troppa enfasi. «Perché il punto non sei tu, o ciò che tu hai fatto. Non esiste una ragione più elevata».

Il perno centrale di questo primo volume, si basa prevalentemente sulla scorta dei due personaggi principali e sulle vicende che si muovono attorno alla coppia di gemelli. I due, che vengono cresciuti fin da piccoli nel Grande Monastero  e si ritrovano a spalleggiarsi e difendersi l’un l’altra da tutto ciò che scopriranno nel corso della loro crescita personale. Una storia che si incentra, almeno per questo volume, sulla loro crescita personale con il relativo sostegno l’una dell’altra.

green lily pods on calm body of waterLo stile utilizzato è particolare, originale a al contempo fluido quindi il volume si legge in poco tempo. La storia però, a livello di trama e di livello empatico con i vari personaggi, sembra aprire tante porte ma sembra lasciare in sospeso tante altre spiegazioni che hanno bisogno di essere gestite nell’immediato e non nei volumi successivi (e che spero avvenga ovviamente). A livello di storia e di empatia emozionale con i vari personaggi sembra che manchi sempre qualcosa, come se ci fosse un velo che ci tiene a distanza e non ci permettesse di avvicinarci più di tanto sia alle politiche interne della società e a tutto ciò che ne consegue a livello di trama, sia a livello dei singoli personaggi e di ciò che questi trasmettono. Le dinamiche della struttura del Tensorato, del Protettorato e del perchè la Protettrice abbia risentimenti verso determinate categorie non sono ben specificati e dal punto di vista strategico-politico così come di intrighi pecca di qualche mancanza. Infatti sotto questo punto di vista la storia mi ha lasciato un po’ in sospeso e spero che ci si addentri nelle cose, in modo maggiore proseguendo nel corso della lettura.

Il libro apre la porta alla comunità LGBTQ+ e si affaccia su un genere che fino a questo momento non era mai stato trattato, almeno non in Italia. Neon Yang, anche lui gender fluid (non binario), usa anche per se stesso il pronome loro. Probabilmente nella lingua italiana è più difficile (visto che in inglese si muove tutto attorno al they) da accettare anche a livello di lettura stessa del volume ma una volta preso piede, la lettura scorre bene. Infatti Yang ha trasposto la sua esperienza ai personaggi rendendo la lettura unica, originale oltre ad essere il primo volume e serie a percorrere nel panorama italiano, una tematica così importante legata all’orientamento sessuale e del gender fluid che talvolta o non viene compreso o si fa difficoltà a capire. Oltre al fatto che i personaggi stessi, come per quando vi ho parlato delle protagoniste principali, possono scegliere la transizione ad un genere o non farlo mai. Questo è di sicuro un punto a favore non indifferente per il volume e trovo sia stata una lettura interessante oltre ad essere una bella scoperta sotto questo punto di vista.

Il problema editoriale è un fattore altamente negativo sullo sviluppo del volume sul mercato. Questo, infatti, si è posto con il volume è stato piuttosto criticato subito dopo la prima pubblicazione. Inizialmente era stato pubblicato un unico volume che racchiudeva tutte e quattro le storie, ad un importo pari a 18 euro; subito dopo, la Mondadori ha pensato bene di ritirare le copie dal mercato e posticipare l’uscita suddividendo i volumi in quattro più piccoli piccoli per un totale all’incirca sui 50 euro. Capite bene che la differenza è sostanziale e sarebbe stato sinceramente migliore la prima soluzione sia a livello di portafoglio sia a livello di storie che si sono carine ma non così eclatanti da spendere così tanto a volume. Con questo ritiro e la rimessa in commercio è stata cambiata anche la shawa “ə” che vi spiegherò fra poco. Per questo discorso di cambio da un volume a quattro, dissento dalla politica utilizzata dalla casa editrice anche se so che sto parlando e promuovendo il volume – anche perché ero curiosa di sapere di cosa parlasse e come fosse strutturata la storia. Nonostante questo se non fosse stata per la curiosità di leggere il volume a questi prezzi non avrei acquistato il tutto, dico la verità.

Tutta la rabbia abbandonò Mokoya, non un vero e proprio dileguarsi, ma più una sorta di svuotamento. Akeha provò quasi dispiacere per lə suə gemellə. Il ragazzo era carismatico, dopo tutto. Era facile innamorarsi di lui. Disse compiaciutə: «Io non mi fidavo affatto»

Il libro tratta tematiche innovative e apre le porte ad un nuovo modo sia di narrazione, sia ad orientamenti sessuali che fino ad ora non erano mai stati trattati così nello specifico e che finalmente riescono ad entrare nel panorama nazionale, che a livello di fantasy generale. Consiglio la lettura in linea generale ma spero di saperne di più così come spero di avere approfondimenti maggiori con i prossimi volumi, di cui vi parlerò nelle prossime settimane.

Neon Yang ci porta in un mondo dai tratti orientali e dai poteri e dalle forze misteriose che ogni giorno ci sconvolgono e dalle quali ne uscirà sempre più del marcio. Siete pronti a scoprire tutto questo? Siete fatti per entrare nel Protettorato? Lo scoprirete solo leggendo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, ovviamente. Vi aspettano qui:

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Fatemi sapere che ne pensate, sono curiosa di avere vostre opinioni al riguardo.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #388 – QUANDO TUTTO DIVENTO’ BLU DI ALESSANDRO BARONCIANI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi con una nuova recensione per voi che spero possa davvero interessarvi. In questi giorni ne ho approfittato per leggere graphic novel e portarmi avanti tanti di quei nuovi acquisti che ho fatto quindi ve ne parlerò nei prossimi giorni, recuperando anche qualche bella lettura e leggendo qualche libro in arretrato. Ecco che vi parlo di:

5007651_1138_quando_tutto_divento_blu_minTitolo: Quando tutto diventò blu
Autore: Alessandro Baronciani
Casa editrice: Bao publishing
Pagine: 128
Prezzo: 17 euro
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Trama: Chiara, la protagonista di questo libro, ha paura di tante cose, ma soprattutto di ammettere di avere un problema. Desidera fortemente che qualcuno dia un nome alla sua malattia per non dover ammettere di avere paura di avere paura. Alessandro Baronciani sviscera il processo emotivo che porta Chiara sempre più nell’abisso della rimozione della realtà, per non sentirsi costretta ad affrontare la propria condizione, e poi mostra al lettore uno spiraglio, sperando che anche Chiara lo veda, e decida di agire. Una storia di paura e di coraggio, e di come debbano coesistere, perché la guarigione sia possibile. Un racconto così intimo da sembrare il diario di una persona vera, e non un racconto di invenzione.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un’immersione o è semplicemente quello che sembra a Chiara. La protagonista di questa storia si sente come nella fase di decompressione che è costretto a fare chi fa sub. Ci servono quei lunghi 20 minuti fermi ad aspettare nel silenzio e nell’immobilità più totale che tutto passi. Ed è in quei venti minuti di silenzio che i pensieri si fanno più intensi, più forti e si aggrovigliano. Quindi star fermi in quel limbo è difficile e sembra persino difficile uscirne. E’ l’inizio di tutto ciò che Chiara non credeva possibile o a cui, probabilmente, non aveva pensato, l’inizio del momento in cui c’è bisogno di rendersi conto di un problema, di accettarlo e di trovare un modo per risolverlo.

Cosa succederà a Chiara? Come si renderà conto del suo problema? Come rimediare? E come uscirne? Qual’è la strada giusta e quali sono le criticità? Riuscirà Chiara ad uscire da tutto questo?

Blue Monday: Alessandro Baronciani presenta Quando tutto diventò blu

La trama è semplice e dritta al cuore della storia. Ovviamente non spiega nulla di ciò che succede all’interno del volume ne di cosa soffre Chiara e sono felice che non sia stato fatto perchè sicuramente è migliore il fatto che il lettore debba scoprirlo da solo.

La copertina è assolutamente meravigliosa e ammetto di aver comprato il libro completamente a scatola chiusa. Nel senso che mi ispirava tantissimo la copertina e il titolo. In genere non capita quasi mai ma, in questo caso, sono sempre stata attirata dalla pubblicità che è stata fatta al volume dalla pagina della casa editrice che ho deciso di acquistarlo e di provare solo per il semplice fatto che mi aveva attirato. La copertina scelta è meravigliosa e credo che rappresenti tutto il volume. La felicità della protagonista assieme al suo animale ma nonostante questo si può notare nei bordi vicino al titolo come il suo corpo sfuma e sembra annegare lentamente nell’abisso. Una copertina potente e significativa. Per il titolo vale lo stesso discorso della copertina, inerente alla storia, colpisce e rende tutto vero, forte e intenso. Quando tutto diventò blu è l’esatto momento in cui tutto per Chiara cambia, cambia colore e diventa difficile, in cui entra in un vortice di emozioni difficili e complicate da gestire. Un titolo e una copertina perfetti.

L’epoca è moderna, ambientata ai giorni nostri ed è assolutamente comprensibile da cosa circonda Chiara nella sua normalità e nelle sue cose, nei suoi gesti e nei suoi movimenti.

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I personaggi di questa storia non sono molti, anzi. La malattia prende la scena di tutto, per qualche momento persino di Chiara.

Chiara è sia l’epicentro di tutto che il mistero su cui tutto si svolge. Chiara è la protagonista ma viene presentata molto più per il problema che ha che per quello che effettivamente è. Chiara è forte ma allo stesso tempo fragile, vulnerabile e la sua malattia sembra caratterizzarla molto più di quanto non voglia sembrare. Chiara è una protagonista in cui ognuno si può rispecchiare, in cui io mi sono rivista molto più del normale visti i suoi problemi e le sue difficoltà che sono appartenute anche a me, in passato. Un personaggio chiave fondamentale per questa storia.

Quando tutto diventò blu, la storia di Chiara e i suoi attacchi di ...

Il perno centrale di questa storia, come vi dicevo anche in precedenza, è la malattia di Chiara che in un momento della sua vita prende il sopravvento e lei deve cercare di combattere per se stessa e per la sua vita per cercare di stare meglio. Chiara dovrebbe accettare di avere un problema e affrontarlo a testa alta oppure lasciarsi trascinare dalla corrente e vedere dove può portarla. Cosa deciderà per se stessa?

Lo stile dell’autore è semplice, di poche parole ma incisive che trasmettono potenza ed ogni  pagina rappresenta la fase successiva ed ogni step che Chiara supera, ogni piccola cosa positiva o negativa con cui essa essa si ritrova a convivere. 

[Voglio aprire una piccola parentesi ed è, in genere, una cosa che non faccio mai e mi limito alla recensione del volume. Ho sofferto anche io dei stessi problemi di Chiara e ne sono uscita proprio come lei. Ho assunto solo una parte dei medicinali che ha assunto lei  ma so cosa vuol dire e so come ci si sente in ogni singolo momento di questo volume. Nelle domande che Chiara si pone, nelle sue “crisi” e in ciò che accade mi ci sono rivista e dentro di me mi sono detta “Cavolo, Baronciani non poteva descriverlo meglio”].

La cosa che non mi ha convinto pienamente però, alla fine del libro è che credevo che tutto avesse un’incisività diversa e che fosse rappresentato anche qualcosa DOPO. Qualcosa che rappresentasse Chiara, qualcosa che dimostrasse il cambiamento e che le permettesse il cambio radicale delle cose, non solo a livello della malattia ma anche livello personale. Infatti alla fine della storia, nonostante sia assolutamente rappresentativa e mi ci sia ritrovata in con tutte le scarpe, mi sarei aspettata qualcosa di più. Probabilmente è soltanto una questione di gusto personale.

Per quanto riguarda la grafica utilizzata dall’autore è sicuramente bizzarra e particolare, soprattutto nei suoi colori che restano nel blu e nelle sue sfumature. Devo essere sincera, mi sarei aspettata un cambio di colore che invece non è avvenuto. Credevo che l’utilizzo del blu fosse utilizzato per la parte in cui Chiara è dentro il problema e non riesce ad affrontarlo e che cambiasse nelle fasi della sua malattia, che variasse in base al fatto che come tutto può cambiare, anche i colori potessero rappresentare questa fase. Invece il colore è stato mantenuto dall’inizio alla fine e, a questo punto non so se sia stato mantenuto invariato per il semplice gusto estetico o perchè da quello che ha Chiara se ne esce ma può ripresentarsi in ogni momento della vita. Mi piacerebbe tanto saperne di più su questo punto, è una curiosità che mi ha colpito molto.

Quando tutto diventò blu

Il libro è un piccolo volume che parla di un problema, e di come la protagonista di questo volume lo abbia accettato, affrontato e reso suo muovendosi nelle difficoltà che questo porta con sé. Un volume che consiglio a tutti coloro che hanno difficoltà ad affrontare o ad ammettere di avere un problema. Sappiate che non c’è niente di sbagliato in voi e ne uscirete, anche se è difficile, anche se a volte sembra che sia impossibile.

Alessandro Baronciani è sicuramente un illustratore originale sia nella sua storia che nei suoi disegni. Una storia che non può passare inosservata, una storia semplice, difficile ma necessaria.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

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