REVIEW PARTY: Recensione #329 – IRON FLOWERS, REGINA DI CENERE DI TRACY BANGHART.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Chi è pronto per questa nuova uscita? Il secondo ed ultimo volume conclusivo di questa duologia distopica è stato un finale davvero ricco di azione. Ringrazio la DeAgostini per avermi permesso la lettura in anteprima e Francesca per aver organizzato l’evento. NB: Se avete intenzione di leggere questa duologia ma ancora no avete letto il primo volume vi consiglio di leggere la recensione del primo che trovate QUI. Per i temerari e per chi ha letto il primo volume , potete proseguire senza problemi. Ecco a voi che ve ne parlo:

6d26480b-f6f4-43f9-8703-7b17bbc850b8Titolo: Iron Flowers – Regina di Cenere
Autore: Tracy Banghart
Genere: Distopico
Data di uscita: 10 Settembre 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2HN5pHg
Trama: Se c’è una cosa che Nomi ha imparato durante i mesi trascorsi a corte è che non bisogna arrendersi mai. Nemmeno quando tutto sembra perduto. Nemmeno quando Malachi, l’uomo che ama più di se stessa e legittimo erede al trono, viene spodestato dal fratello minore e bandito dal regno. Disperata, Nomi sa che le rimane un’unica speranza: raggiungere la sorella Serina nella prigione di Monte Rovina. Ma al suo arrivo non trova ad aspettarla le donne vinte e ferite che ha sempre immaginato. Perché le prigioniere di Monte Rovina si sono ribellate: alle loro ingiuste condanne, al loro ingiusto destino di donne. E Serina, la dolce, remissiva Serina, è il capo della rivolta. Il dolore, la violenza e la sofferenza hanno cambiato sia Nomi che Serina, eppure le sorelle sono pronte a combattere l’una al fianco dell’altra. Per liberarsi dell’usurpatore e per ristabilire la giustizia – e l’uguaglianza – in tutto il regno. Perché, a volte, per costruire un mondo migliore bisogna prima ridurre tutto in cenere.

RECENSIONE

brown handle knifeLa storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata con il primo volume. Serina e le altre donne imprigionate su Monte Rovina si sono ribellate ed hanno avuto modo di conquistarsi almeno parte della loro libertà. Sua sorella Nomi, invece, è in viaggio con un’altra Grazia e il principe Malachi in fin di vita verso Monte Rovina stesso dopo l’attacco al Supremo da parte del figlio più piccolo, Asa. Mentre Nomi pensa che la sua vita sia finita lì, in quel momento, Serina sa che la sua è appena cominciata.

Cosa succederà alle due sorelle? Riusciranno a ritrovarsi? Combatteranno per cercare di costruire un nuovo regno in cui le donne hanno gli stessi diritti degli uomini?

«Combattete tutte da moltissimo tempo» disse Serina, le parole strozzate in gola. «È difficile credere che sia davvero finita. È difficile immaginare che le cose miglioreranno. Ma è così. Per i prossimi dieci giorni, questa sarà la nostra isola. Proprio come i nostri soprannomi, proprio come le nostre vite, ce la siamo guadagnata. Ci siamo guadagnate la nostra libertà. Qualunque cosa accada quando arriveremo ad Azura, questo sarà sempre vero. Non siamo più prigioniere.»

Risultati immagini per grace and fury 2La trama incuriosisce e sprona sempre di più alla lettura per chi ha letto il primo volume. Chi ha già letto il primo sa di cosa sto parlando e la storia adesso comincia a farsi sempre più interessante. Le due sorelle combatteranno vicino, fianco a fianco, per un mondo migliore.

La copertina italiana, se posso dire la mia in maniera piuttosto schietta e diretta, fa leggermente pena. Se fossi in libreria e lo vedessi lì, questo libro, farei davvero difficoltà a prenderlo in considerazione solo a guardarlo. Non che sia una che compra un libro dalla copertina ma anche l’occhio, converrete con me, vuole la sua parte e l’originale fa molto bene il suo lavoro. Non trovate? Voi quale preferite? Per il titolo è stata utilizzata la stessa versione del libro precedente, solo aggiungendo un sottotitolo. Non che mi faccia particolarmente impazzire anche questo, ma tant’è e ce lo facciamo bastare. L’originale di copertina e titolo lo trovate qui di lato. 

L’ambientazione è fantastica e semplicemente unica nel suo genere. Ci troveremo fra il regno di Viridia e Monte Rovina, una prigione per sole donne. L’epoca non è specificata.

«Non starò a guardare queste donne morire al servizio di un paese che le annienterebbe volentieri. Che le ha già annientate.» «Allora, non fatelo.» Nomi si alzò, il petto teso da una speranza che Asa non aveva mandato in cenere del tutto. «Non lottate per il mondo vecchio. Lottate per uno nuovo.»

grayscale photography of woman with sunflower field backgroundpersonaggi che troveremo all’interno di questa storia sono molti, sopratutto le donne di Monte Rovina, che ormai conosciamo già dal primo volume. Avremo modo di conoscere meglio alcuni personaggi e di conoscerne altri nuovi, sempre da vicino. Non vi parlerò degli altri personaggi aggiuntivi perché vorrei che li scopriste da soli, sperando che possano piacervi ma, vi parlerò delle due sorelle che condurranno questa storia ancora una volta.

NomiSerina non potevano essere una più diversa dall’altra ma in questa sfida saranno più unite e simili che mai. Serina è diventata una vera e propria ribelle, una guerriera a capo delle donne di Monte Rovina, la prigione in cui erano state mandate. E’ lì che Serina ha affilato i denti e messo il coraggio e la forza per combattere ed essere finalmente qualcuno. Adesso è libera. Nomi, è sempre più debole di sua sorella, innamorata dell’erede al trono Malachi, cerca di fare di tutto per aiutare sua sorella e le donne che si trova davanti. La vendetta è la sua idea più forte, anche a costo di farlo da sola. Asa deve pagare per quello che ha fatto.

Nessuno di noi è al sicuro. Nessuno sarebbe stato al sicuro finché Asa non fosse morto. Ma, comprese Nomi, con un peso che le attanagliava il petto, la morte di Asa era diventata più di una macabra necessità per lei. Era diventata un desiderio. Lo voleva morto. Voleva vederlo soffrire. E voleva essere lei a infliggergli quella sofferenza.

person sitting on soilIl perno centrale di questa storia sono le donne. Da sempre sono state sottomesse, venivano vendute, schiavizzate, non potevano leggere o ricevere istruzione, potevano soltanto essere graziose e accondiscendenti. Bene. Dimenticate tutto questo, perchè qui, adesso è finito.

Lo stile dell’autrice è il medesimo del libro precedente. E’ suddiviso nei classici due punti di vista delle sorelle, Nomi e Serina sempre mantenuti in terza persona. La storia mi è piaciuta anche se almeno all’inizio ha carburato poco per via del fatto che la storia era statica su Monte Rovina. Nonostante questo però, l’azione di certo non manca quindi sarà un susseguirsi di eventi che coinvolgeranno il lettore pagina dopo pagina. Una volta che tutto cambia, finalmente le cose si fanno interessanti e il lettore potrà perdersi fra combattimenti e lotte all’ultimo sangue.

Nonostante questo però, devo dire di aver preferito il primo volume a questo secondo. La vera e propria ribellione e il cambiamento avvengono dalla metà del libro in poi e si susseguono talmente tante cose che poteva essere riassunta un po’ la rima parte e resa più profonda e descrittiva la seconda.

La tematica delle donne è ricorrente anche in questo libro ed è la parte predominante. Niente più donne sottomesse o schiavizzate. Le donne devono essere libere e adesso sono pronte a combattere per questo, proprio come le leggende delle loro terre, proprio come la Regina Baccaro. Sicuramente un segnale forte sia per le donne che per la società odierna che, nonostante tutte le conquiste che queste hanno dovuto ottenere con forza e coraggio nel corso anni e anni di storia, non siamo riuscite a raggiungere mai la vera parità di diritti. Ed io penso che questa storia riassuma molto bene la lotta più grande per le donne, quella per la libertà.

Diede il segnale ai soldati. E Serina si mise a cantare.
Fuoco, respira
Acqua, brucia
Terrore, plàcati
Il tuo regno è finito
I colpi di fucile lacerarono l’aria.
Fuoco, respira
Acqua, brucia
Stelle, fate strada
Vostra sorella è qui.

Il libro è stata una lettura super scorrevole e piacevole, sicuramente una duologia che rileggerò, quando avrò tempo. Consiglio sicuramente questa duologia agli amanti del genere distopico e fantastico ma anche a tutti coloro che sono curiosi di scoprire una storia che parla di coraggio e forza delle donne.

Tracy Banghart scrive di donne che rinascono, di cambiamento e ribellione puntando il dito contro una società moderna che ancora fa distinzioni di sesso, anche se non gravi come in questo libro. Una storia che oltre a coinvolgere emoziona. Una voce forte per le donne di oggi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

 Seguite le altre recensioni, mi raccomando! Ecco qui le partecipanti del review di oggi:

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Cosa ve ne pare? Vi piace? Fatemi sapere mi raccomando, io ci tengo e vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

 

 

 

REVIEW PARTY: IRON FLOWERS DI TRACY BANGHART (#181)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon lunedì! Oggi vi porto un fantasy che mi ha davvero sorpreso. Ultimamente trovare un buon libro è sempre più raro, sopratutto nei fantasy e sono davvero soddisfatta che questo libro sia stato portato in Italia. Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura e ringrazio Silvia per aver organizzato quest’evento, includendomi.

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Titolo: Iron Flowers

Autore: Tracy Banghart
Genere: Fantasy
Data di uscita: 29 maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LvfBoq
Trama: In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle gemelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e ribelle. Serina è gentile e romantica e ha sempre desiderato diventare una delle Grazie, una delle mogli del principe. Ma il giorno in cui le due ragazze si recano a palazzo, Nomi come ancella, Serina come candidata Grazia, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché contro ogni previsione è proprio Nomi a essere scelta dal principe come sua donna, non Serina… E mentre per Nomi inizia così una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, Serina, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene condannata nell’isola di Monte Rovina, una prigione di donne ribelli in cui per sopravvivere occorre combattere e uccidere. Per entrambe, la fuga è impossibile e un solo errore potrebbe significare la morte. Quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole, e a volte bastano due sole donne per farlo.

RECENSIONE

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La storia ha inizio nella piazza principale di Lanos. Serina è lì con altre nove ragazze della stessa età in attesa di essere scelte come Grazie per l’Erede del Supremo e nuovo sovrano di Bellacqua. La famiglia di Serina è in un angolo: Nomi, la sorella, se sua sorella dovesse essere scelta sia in quel momento che dall’Erede, potrebbe cambiare vita divenendo l’ancella di sua sorella. Le due sorelle non potrebbero essere più diverse. Serina è sempre stata abituata ad essere sottomessa, una donna che deve rassettare e ai servizi degli altri mentre Nomi è ribelle e non ama stare in silenzio di fronte a ingiustizie o a qualsiasi altra cosa che per lei non sia corretta.

Serina viene scelta dal magistrato e portata a Bellacqua assieme a sua sorella Nomi come ancella. Le due si recano a palazzo dove l’Erede Malachi aspetta le sue prime tre Grazie. Solo che al momento della scelta delle Grazie, non viene scelta Serina ma sua sorella Nomi. Serina viene spedita sull’isola di Monte Rovina dove le donne ribelli, che uccidono che non servono o che leggono, vengono portate.

Cosa succederà alle due sorelle? Serina riuscirà a cambiare il suo modo di essere e sopravvivere a ciò che l’attende? Nomi si adatterà alla vita a palazzo? Si ribellerà anche lì?

Serina fissò Ines, poi la sorella, con il cuore che batteva a un ritmo forsennato. Nomi aveva gli occhi spiritati, e i capelli le sfuggivano dalla lunga treccia. Il semplice vestito marrone le si era sollevato su un fianco, rendendo l’orlo sbilenco. Anche in quel momento, con il suo abito migliore, sembrava più indomabile che mai. Una ragazza che odiava tutto delle Grazie e ciò che rappresentavano… e adesso era una di loro.

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La trama è ben scritta e, personalmente è stata una delle prime cose a mettermi curiosità su questo libro. Non mi piace, però, l’ultima frase in cui, non c’è uno spoiler evidente o particolarmente pressante ma lascia presupporre troppo cosa accade all’interno del libro. Lo si comprende ancor di più dopo averlo letto.

La copertina, più che rappresentare il libro in se sembra parlare di Games of Thrones e la trovo decisamente fuorviante per ciò che il libro rappresenta. Amo particolarmente questa che vedete qui di fianco ed immagino rappresenti Nomi e il fuoco rappresenti il fatto della ribellione e del suo animo di fuoco e imponente. Apprezzo molto anche l’altra copertina con entrambe le sorelle sullo sfondo.

Il titolo italiano è presente nel libro, si parla proprio di quanto le donne a Monte Rovina siano dei fiori di ferro ma preferisco, anche qui, l’originale. Grace and Fury ovvero Grazia e Furia è sicuramente più azzeccato ed esprime meglio la storia nel suo complesso. Se volevano utilizzare il titolo in inglese come hanno fatto potevano lasciare l’originale che era meglio.

L’ambientazione è senz’altro di fantasia, come il libro stesso e ci divideremo fra Bellacqua, dove si trova il palazzo con Nomi e Monte Rovina, l’isola-prigione dove si trova Serina. L’epoca è indefinita. La storia si muove molto su qualcosa che non sono riuscita del tutto a comprendere: si accenna a treni – in un millesimo di secondo e lo ricordo bene – ma poi sembra tutto basarsi, come periodo storico, nel Medioevo.

Serina sentì il cuore sprofondare. Le donne non combattevano. Mai. Non contro gli uomini, e nemmeno le une contro le altre. La violenza implicava sempre la punizione più severa. Serina conosceva storie di donne che avevano cercato di difendersi: una lontana cugina che aveva resistito a un marito violento, una ragazza in una fabbrica tessile che aveva dato uno schiaffo a un uomo che aveva cercato di baciarla. Quelle donne erano state punite severamente. Frustate, incarcerate. Mandate a Monte Rovina o in una prigione simile. Dunque, come poteva essere consentito l’uso della violenza proprio nel luogo destinato ad arginarla?

I personaggi principali di questa storia sono le due voci narranti. Queste due si svolgono su due piani inizialmente simili ma principalmente diversi e divisi. Procedono anche in maniera inversa: inizialmente odierete Serina e il suo modo di fare e apprezzerete sicuramente più Nomi ma andando avanti nel corso della lettura apprezzerete il cambiamento di Serina che avrà all’interno di Monte Rovina e Nomi si manterrà su un piano abbastanza normale. Ci saranno anche altri personaggi ma vi parlerò delle nostre due protagoniste principali.
Nomi è una ragazza sveglia, intelligente e ribelle. Non gli è mai piaciuto starsene al suo posto e non sopporta come la sorella abbia dedicato la sua vita per diventare Grazia e stare al servizio degli altri pensando solo ad essere ben vestita e di bella presenza, annuendo a testa bassa e senza dire la propria opinione. E’ una ragazza che neanche davanti all’Erede e al Supremo si piega, nulla riesce a piegare il suo animo e il suo spirito. Infatti ha imparato a leggere da suo fratello Renzo anche se è severamente proibito alle donne del loro paese.

Serina è una ragazza devota alla sua famiglia ma sopratutto al suo popolo. Lei è chiusa ma cambierà il suo modo di essere non appena sua sorella verrà nominata Grazia dell’Erede e lei è costretta a proteggerla quando trovano un libro nella sua stanza, condivisa con Nomi. Serina si sente comunque in dovere si difendere sua sorella e prende lei la colpa, venendo condannata a passare il resto dei suoi giorni sull’isola di Monte Rovina. Lì le donne sono costrette a sopravvivere in gruppi e vengono messe uno contro l’altra a combattere in un’arena per vincere una razione in più rispetto alle altre.

Con un’ondata di nausea, Serina pensò a Nomi e al suo segreto, al suo rifiuto di sottomettersi. Per quale altro motivo l’avrebbe desiderata Malachi, se non per piegare il suo spirito? Serina era stata troppo docile, troppo obbediente. Era stata educata per esserlo. Una furia e un terrore mai provati prima la travolsero con la forza di un maremoto. Guardò verso l’oceano, il suo bagliore distante appena visibile attraverso gli alberi. Sua sorella era confinata in una prigione fatta di sete e pizzi, a soffrire per mano dell’Erede. Contro la sua volontà. In quel preciso istante, Serina fece una scelta. Monte Rovina non l’avrebbe piegata. E sicuro come il fuoco che divorava l’isola dall’interno, non avrebbe permesso che l’Erede piegasse Nomi. Sarebbe fuggita. In un modo o nell’altro sarebbe fuggita. E avrebbe salvato sua sorella.

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Il perno centrale è il femminismo che in questa storia è davvero preponderante. La storia introduce tematiche che la gente, in alcune culture e alcuni paesi vivono tutt’ora. Come ad esempio che le donne siano inutili praticamente per tutto tranne che per servire ed essere considerate come un oggetto. In questo libro infatti le donne non possono leggere, devono portare i capelli lunghi e devono parlare solo se interpellate. Un libro sulla forza delle donne e sulla ribellione che da esse scaturisce.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e fluido. Nonostante in alcuni punti non accadessero cose esorbitanti o non ci siano plot twist evidenti – ma molto radi – la storia è stata molto bella e interessante. Primo di una serie fantasy, questo libro vi trascinerà in un mondo da cui non vorrete più uscire, ve l’assicuro.

Non ho apprezzato particolarmente solo una cosa che è quella che ha fatto il modo che la mia valutazione passasse da cinque, ovvero il massimo, a quattro e mezzo. La storia, sia per quanto riguarda Nomi che quanto riguarda Serina prende una piega – come dire … – amorosa. E’ quest’infatuazione, sopratutto nel caso di Serina è davvero fuorviante e inutile sotto tutti i punti di vista. Di sicuro avrebbe reso meglio se se la fosse cavata da sola o comunque non serve per forza la parentesi amorosa, basta a volte anche “un’amicizia” o un escamotage differente. Nel caso di Nomi la situazione amorosa è più che giustificata ma il lato di Serina – almeno sotto questo punto di vista – per me è un NO.

«In tutti i racconti, le donne rinunciano a ogni cosa» disse Maris, con voce tesa. «Dobbiamo cedere, sempre. Nessuno pensa che potremmo reagire. Perché credi che sia così?» Nomi pensò alla regina Baccaro e alle sue figlie, tradite dai loro stessi consiglieri uomini e cancellate dalla storia. Pensò alla lettera nascosta nella sua stanza. A voce bassa, sapendo di camminare su una corda sospesa sul vuoto, mormorò: «Perché hanno paura di quello che accadrà quando lo faremo».

Il libro è stato davvero molto bello e decisamente significativo sotto molti aspetti. Sono felice che sia stato mandato un messaggio e abbia risaltato all’interno del libro mantenendosi tale per tutto il tempo. Consiglio questo libro agli amanti dei fantasy e non, un libro che apprezzerete.

Tracy Banghart scrive un fantasy che intriga e affascina il lettore con il messaggio. La storia di due sorelle legate da un destino che le separa e le mette in difficoltà passo dopo passo. Nomi e Serina sono due personaggi particolari e originali narrati da una penna davvero unica.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

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Seguite le altre tappe qui, vi aspettano:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?
A presto,
Sara