RECENSIONE #474 – LA STORIA D’AMORE PIU’ BELLA DEL MONDO DI GAETANO BERARDINELLI E ANTONIO ROBERTO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi di cui ringrazio la New-Book per l’opportunità di lettura che mi è stata offerta dall’editore e da Librisottolineati, su Instagram. Li ringrazio molto per questa possibilità e vi parlo subito di questo volume. A voi:

41wosgbgiul._sx331_bo1204203200_Titolo: La storia d’amore più bella del mondo 
Autore: Gaetano Berardinelli e Antonio Roberto
Pagine: 264
Data di uscita: 4 dicembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3p2bsLx
Trama: Quando il presente diventa impossibile. Quando hai un dolore che ti costringe ad andare via. Quando tutto sembra perduto… l’unico posto dove puoi andare è l’amore. Il giorno che Mirko incrocia gli occhi di Sofia, sa di esserne già perdutamente innamorato. Il loro è un colpo di fulmine fatto di parole non dette, lunghi sguardi e baci rubati. Attimi fuggenti che trasformano la realtà in fantasia e i sogni in momenti indimenticabili. Sarà sull’onda lunga di una passione travolgente che Mirko, giovane imprenditore di successo, scoprirà d’essere un uomo vulnerabile. Quando il bisogno d’amore è solo un ideale, può risultare ingannevole e al tempo stesso trasformare le gesta più semplici in gesta folli. Una follia che spingerà una donna di spettacolo come Sofia a trasformare il sogno di un abito bianco davanti all’altare in un banalissimo e incomprensibile gossip nazionale. L’amore è fatto di comprensione profonda, complicità, fiducia e rispetto. Una passione travolgente potrà essere sufficiente per giurarsi amore eterno? Questa però non è la storia di Sofia, è quella di Mirko ed è la storia d’amore più bella del mondo.

RECENSIONE

man and woman holding hands in silhouette photographyLa storia ha inizio come tutte le storie d’amore, Mirko produce un reality e Sofia è una donna dello spettacolo che ha una grande visibilità mediatica. Quando Mirko incontra Sofia per la prima volta gli sembra quasi di vedere un angelo, un sogno e la donna sembra così sicura di sé. Così Mirko si avvicina a lei spudoratamente e tenta a tutti i costi di sedurla, di cercare di avvicinarla e fare in modo che anche lei lo noti e si innamori di lui sempre di più. Tra i due sembra nascere qualcosa di magico, misterioso e unico al mondo, così come accade in ogni storia d’amore che si rispetti. 

Ma cos’è che la rende la storia d’amore più bella del mondo? Cosa succederà tra Mirko e Sofia e dove porterà la loro storia d’amore? Esiste la storia d’amore più bella del mondo? I due riusciranno a viverla davvero?

Non sono mai stato un uomo troppo riflessivo. Non sto dicendo di essere poco intelligente, ma essere riflessivi è qualcosa in più perché implica la pace interiore che non ho mai avuto. La mia compagna invece lo è, le sue parole sono sempre ponderate e piene di comprensione. A volte la guardo e penso che ha il cuore più bello del mondo.

La trama è piuttosto lunga ma allo stesso tempo non lascia spoiler ma mostra soltanto quello che succede all’interno del volume aprendo uno spiraglio e la porta di questa storia senza dire troppo. E’ una trama semplice, ben scritta e mette curiosità.

La copertina è davvero molto carina e riprende le illustrazioni che sono presenti all’interno del volume, ovviamente. Il modello è sempre lo stesso, delicato, dolce e minimalista, quasi stilizzato. Insomma, una copertina dolce che rappresenta il titolo che il libro stesso porta. Quest’ultimo, devo essere sincera, non l’ho amato molto nella sua interezza ma dopo averlo letto sicuramente si riesce a comprendere l’accezione e il perché viene utilizzato. Quindi assume connotazione positiva e valore subito dopo che 

L’ambientazione si sposta tra Salerno e Catania e tanti altri posti anche se per la maggior parte è quello; l’epoca è moderna, ambientata ai giorni nostri tra cui possiamo scorgere anche il programma Uomini e Donne citato o i social attuali. Insomma una storia contemporanea.

bride in white vehicleUna sera, non sapendo come controllare la mia irrequietezza, feci entrare in azione il mio lato sentimentale e quando lei andò al bar a prendere un cocktail la raggiunsi. Da vicino era persino più bella. «Sei tu», dissi. «Come, scusa?».

I personaggi di questa storia non sono molti e sono decisamente piuttosto ordinari per un libro d’amore. Mi sarei aspettato qualcosa di decisamente particolare, originale e innovativo invece Mirko è abbastanza deludente e Sofia prevedibile. Una volta insieme non mi aspettavo nulla di meno, purtroppo.

Mirko è un’imprenditore e ama la bella vita. Vive da sempre a Salerno ma ama viaggiare ed esplorare posti nuovi soprattutto per via del suo lavoro. Ama l’amore, le belle donne e i bambini. Così come è molto affezionato al suo migliore amico Andrea che è sempre a supportarlo, oltre a cercare di farlo ragionare in determinate occasioni. Mirko è uno che si butta a capofitto, prima il cuore poi la testa e questo lo rende un personaggio piuttosto vulnerabile. Mirko è un pezzo di pane, una persona buona ma allo stesso tempo uno che si lascia abbindolare da poco, una persona priva di forza d’animo e di amor proprio, neanche quando le cose possono o rischiano di andare male.

Sofia è un personaggio fin dal primo momento enigmatico e poco preciso. Dapprima si presenta come forte, dura ma allo stesso tempo innamorata di ciò che Mirko sembra darle. Peccato che mano a mano che la cosa prende piede, Sofia sembra peggiorare visibilmente e sembra quasi sia affascinata al portafoglio più che all’amore di Mirko. O almeno questa è l’impressione che sviluppa questo personaggio. Molto legata a sua figlia è una donna intraprendente e sicura di se.

«Ti è mancata?»
«Moltissimo».

silhouette of couple on terraceIl perno centrale di questa storia è una storia d’amore. Una storia d’amore che come un fulmine colpisce Mirko ma che rischia di bruciarlo così come Sofia. E’ una storia d’amore che sembra essere così come tante altre ma allo stesso tempo entrambi tessono una trama difficile da sbrigliare e ancor più dura da portare a termine. Cosa succederà davvero lo sapremo solo leggendo.

Lo stile utilizzato all’interno della storia è semplice, fluido e sicuramente scorrevole. La storia in sé si compone di meno di 200 pagine ed è piuttosto veloce da leggere e nella seconda parte del volume la storia si compone di una raccolta di frasi sull’amore scritte da diversi autori e presumibilmente – credo – raccolte in internet o forse scritto da persone su Instagram alla loro pagina. Esattamente di questo non so dirvi eppure è stata una trovata carina e dolce per dare un punto di vista anche esterno e uniforme a come in genere si vede l’amore.

Mirko è un uomo semplice, che ama in maniera smisurata ma anche senza buon senso. E’ vero che l’amore prende all’improvviso ma è anche vero che per quanto uno si possa buttare a capofitto, è il tipo di uomo che non usa per niente la testa, ma solo il cuore. E a volte usare solo il cuore può portare a scelte sbagliate. Questo tipo di personaggio fin dal primo momento coraggioso ma allo stesso tempo debole, e non decisamente ciò che ci si aspetta, decade ogni volta un pezzetto in più macinando nel corso della storia. Specialmente quando decide di continuare ed essere ancor più parte passiva della situazione di quanto non lo fosse prima, il farsi trascinare dagli eventi, non prendere una posizione duratura e stabile per se stesso che possa farlo stare realmente bene. Questo è il prototipo di personaggio che non piace per questo tipo di storie. Ok, apprezzo il fatto che sia descritto un uomo potenzialmente debole… sono stanca di tante storie in cui l’uomo macho di turno conquista la sua bella (soltanto per questo devo dire grazie agli autori perché hanno portato un nuovo lato umano dell’uomo in quanto essere di genere maschile. DONNE UDITE UDITE: ANCHE GLI UOMINI POSSONO ESSERE DEBOLI O AVERE UN CUORE). Però non confondiamo la debolezza con la passività e con tante altre cose che Mirko qui rappresenta. La scelta di questo personaggio non è stata così felice e affiancarci la donna ricca, famosa e da social, sicuramente non è stata la scelta top dei top.

La storia, almeno per quanto mi riguarda, non è stata la storia d’amore più bella del mondo. E’ stata una storia d’amore come tante che iniziano e possono o non possono finire e ci regalano un’esperienza che nel bene o nel male ci lascia qualcosa. E penso che in fin dei conti è questo che volessero comunicare gli autori ai lettori che decideranno di leggere questa storia. 

Stavamo vivendo una favola, loro erano le mie principesse e io sentivo l’uomo più fortunato del mondo.

Il libro è sicuramente una lettura piacevole ma sicuramente non spicca particolarmente. Probabilmente passa più il messaggio che la storia in sé e quest’ultima non rende giustizia a ciò che, secondo il mio modesto parere, gli autori volevano comunicare. Consiglio? Sono nel limbo e non saprei darvi un’indicazione corretta. Dal mio punto di vista vi direi ni, ma oggettivamente chissà. Nonostante questo la storia si mantiene sulla sufficienza.

Gaeteano Berardinelli e Antonio Roberto scrivono la storia d’amore più bella del mondo che con le illustrazioni viene resa ancor più magica, viva e quasi reale. Una storia d’amore come tante altre ma che per chi la vive potrebbe essere la più bella del mondo.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente, io vi aspetto al solito, con opinioni o qualsiasi cosa volete.

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #471 – GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE DI ALEC BOGDANOVIC.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero possa piacervi e interessarvi. Personalmente, se mi è piaciuta o meno devo spiegarvelo perché devo ammettere che la questione è difficile. Non siete un minimo curiosi di questa lettura?? Ringrazio l’autore per la copia di cui vi parlo subito:

9788899700416_0_0_626_75Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie
Autore: Alec Bogdanovic
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2020
Editore: Rogas Edizioni
Link d’acquisto: https://amzn.to/3qE63Mi
Trama: La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell’adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

RECENSIONE

man leaning on counterLa storia riprende la storia di un giovane che, riscontrato il suo fatto di essere depresso, solo e potenzialmente impotente cerca strane soluzioni e spiega come la sua vita sia infelice e potenzialmente circoscritta a tante dosi di ossitocina e quante più altre sensazioni ormonali e emotive riuscissero a tenere il cuore potenzialmente un luogo felice e non del tutto inospitale.

Ma cosa succede davvero ad Alec? Cosa lo rende così depresso e così avvezzo al mondo che lo circonda? Cosa scoprirà di se stesso e cosa cercherà di cambiare da ciò che di sbagliato sembra aver vicino?

Il mio essere sempre controllato la prendeva un po’ come una sfida nei suoi confronti. Pensava la disprezzassi quando in realtà la ritenevo troppo bella per non essere una presa per il culo. Grazie ai miei complessi di inferiorità avevo appena innescato una reazione a catena che l’avrebbe fatta innamorare di me. Col senno di poi forse la più grande, se non l’unica, botta di culo della mia vita.

La trama incuriosisce sicuramente ed è questa che mi ha spinto, stavolta alla lettura di questo volume. Per la maggior parte delle volte, se mi seguite, sapete bene che amo soffermarmi sulla copertina e sulle prime righe della trama per non andare troppo a fondo. Stavolta mi sono lasciata trascinare e convincere dalla trama. Una buona presentazione per questa storia seppur poi a conti fatti ci si trovi di fronte a una storia diversa e alternativa. 

La copertina non fa impazzire, devo essere sincera. Se non fosse stato per il tema della storia non sarei stata tentata dalla lettura di questo volume. Avendo avuto anche io attacchi di panico e avendo sofferto in piccola parte di depressione anche io, mi sono sentita vicina al tema e questo mi ha spinto alla lettura. Il significato della copertina è alquanto discutibile ed in netto contrasto con il titolo. Il titolo è particolare e, seppure mi aspettassi che citasse quantomeno in qualche luogo o momento i famosi zombie del titolo anche solo per sdrammatizzare la situazione, l’ho trovato originale seppur lungo. E’ così che ci si sente in queste situazioni, io per anni ho avuto la terribile paura che potesse sempre succedere qualcosa – di negativo ovviamente – ogni qualvolta che accadeva un’evento o simili.

L’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se ripercorre diversi anni della vita del protagonista. Ambientata nei pressi di Pescara o comunque in Abbruzzo.

Non so se i miei amici mi hanno mai voluto bene, né se io ne ho mai voluto a loro, ma questo chiacchiericcio indistinto intervallato da risate stanche è stato il sottofondo di buona parte della mia vita, è giusto quindi che trovino anche loro spazio in questa storia che tanto leggerò solo io.

I personaggi di questa storia non sono molti e si concentra quasi esclusivamente sulla vita del protagonista principale che descrive la storia. Alcuni personaggi che fanno da sfondo al protagonista sono sembrati inverosimili e poco concreti, come Yoon, si simpatico e tutto ma in fin dei conti molto fine a se stesso. Comparso si e no qualche volta con degli accenni e dai risvolti poco convincenti. Ines e Marina forse sono sembrate più veritiere e reali. Sicuramente Ines per quanto fosse una persona sbagliata per il protagonista, aveva un’evidente sorta di problemi anche lei legati alla strada sbagliata che ha intrapreso o al mondo in cui è cresciuta che l’ha portata ad essere quella che si è presentata ad Alec. Questo infatti viene evidenziato dal fatto che i due hanno pianto assieme senza un evidente motivo.

Alec è sicuramente un personaggio singolare. E’ ansioso e potenzialmente depresso, ha un’impotenza che lo porta a voler cambiare questo di sé e a spingerlo in questa direzione. Ha studiato Economia e si circonda di amici discutibili e sicuramente poco adatti alla sua personalità, che nonostante l’evidente stato emotivo sembra essere un tipo che nella solitudine si trova compensata con una buona dose di sesso che a quanto pare cerca di non farsi mai mancare, arrivati ad una determinata fase della vita. Non è un tipo che ama la compagnia dei suoi genitori ed è particolarmente ostinato e pessimista, sessista e maschilista. E’ un personaggio discutibile che probabilmente, una volta conosciuto, per mancanza di argomenti avrebbe sicuramente annoiato la maggior parte di voi, ma che ha un certo fascino mentale per come pensa di risolvere le cose nel modo – a volte –  più sbagliato possibile.

Dicevo, meno ossitocina provoca più ansia, più ansia frega tutte le altre cose, le quali si fregano di nuovo fra loro continuando a mantenerti fra il 20% degli italiani che soffre di depressione. Esatto, uno su cinque. Quindi, dato che i miei problemi sono così comuni, raccontare la mia esperienza potrà magari aiutare qualcuno a sentirsi meno solo o a trovare qualche strumento in più per combattere? La risposta ovviamente è no.

Il perno centrale di questa storia se considero la trama, sembra essere la depressione e l’ansia, tutto ciò che il protagonista di questa storia sembra provare nel corso del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Leggendolo però sembra quasi che la concentrazione di questo problema sia principalmente dovuto dall’impotenza e questo lo rende credibile, si, ma fino ad un certo punto. Vi spiegherò comunque questa cosa fra poco.

Lo stile utilizzato è particolare ma del tutto discutibile. E’ senza alcun dubbio scorrevole ma sembra, per la maggior parte del testo, di leggere un testo di giornale e nonostante il protagonista si metta completamente a nudo (in tutti i sensi, perdonatemi l’ironia xD) non riesca a coinvolgere del tutto specialmente quando si mette a fare il *Wikipedia* della situazione. Nonostante questo, sono rimasta comunque piacevolmente sorpresa del fatto che la stessa mi abbia spinto comunque alla lettura all’inizio alla fine, quindi senza ombra di dubbio positivo.

Apprezzo l’ironia, nonostante l’evidente difficoltà del protagonista, con cui si compone la storia e apprezzo il fatto che la storia insinui il dubbio che questa sia una sorta di autobiografia dell’autore stesso, visto il nome utilizzato – anche se personalmente la trovo improbabile viste una serie di cose che penso di aver calcolato tra tempistiche e la biografia stessa dell’autore. Magari è vera solo in parte, magari per niente, chissà. Comunque ho apprezzato molto questo e il fatto che leggendo si cerchi di voler comprendere come vada a finire il percorso del protagonista e della sua vita fatta di eventi principalmente travagliati.

Ci sono una serie di problematiche che invece, nonostante l’ironia non sono riuscita a digerire; odiatemi pure signori ma c’è un evidente problema di maschilismo e sessismo. Ok, posso comprendere che sia, in parte, l’ovvio frutto per la riuscita del personaggio nei suoi discorsi e – se fosse stata contenuta – avrei persino lasciato correre questo tipo di commento; la cosa, invece, si è protratta a lungo, su diversi fronti e su diverse fasce di accadimenti. Sia per quanto riguarda il fatto che le donne non pensano al sesso o al maschio/uomo in quanto tale ma solo ai soldi ripercorso più e più volte, così come l’exploit del fatto di Ines e di tutta un’altra sorta di categorie che vengono utilizzate a fini dispregiativi. E qui ci sarebbe anche da dire al protagonista che non è tutta colpa delle donne ma anche di che tipo di donne e di che tipo di ambiente – malsano e/o sbagliato probabilmente – si crea attorno a lui. O anche dalle persone di cui ci circondiamo: amicizie sbagliate, non parlare con qualcuno che veramente possa comprenderci, ecc… Ci sta il vedere tutto negativo quando si è depressi, ci sono passata e so benissimo come funziona ma nonostante questo se si usa comunque un po’ di cervello si riesce a vedere una visione più completa del mondo e non solo il lato che fa completamente schifo e anche se se ne vuole uscire veramente. In questo personaggio ho trovato serie difficoltà a trovare affinità o quantomeno empatia seppur la storia non mi sia dispiaciuta del tutto.

Il personaggio principale, nonostante sia triste, lontano dalla vita e – potenzialmente –  depresso ha una serie di caratteristiche che ho trovato che la depressione, lo stato di angoscia e ansietà era per la maggior parte assorbito dal suo stato di impotenza. Infatti per buona parte della lettura sembra quasi che il suo unico problema sia legato al sesso e al fatto che, avendo avuto ragazze tardi, non riuscendo a soddisfarle e non riuscendo a soddisfare se stesso, abbia bisogno di rendere tutto più semplice cercando di risolvere questo problema. Il fatto è che, laddove il problema sembra risolto mano a mano che va avanti nel corso della storia sembra non essere comunque soddisfatto perché la spirale della felicità – continuando a legarla al sesso e non al semplice fatto che probabilmente cerca e ha attorno persone sbagliate e ricade nelle stesse persone che non l’hanno aiutato all’inizio. Da soli in situazioni di depressione, di malessere o qualsiasi cosa essa sia, non servono equazioni o strane cose matematiche, serve forza di volontà e il circondarsi di cose positive, anche una sola per quanto questo sia difficile.

Senza offesa per l’autore ovviamente ma sembra, in alcuni punti e ripeto, solo in alcuni punti (non fraintendetemi please!), scritto da chi non abbia provato realmente depressione o che sia stato veramente male ma che sia semplicemente una storia per esorcizzare e ironizzare sul fatto che nonostante la società di oggi ci veda sempre più depressi e sempre più lobotomizzati dagli eventi che si susseguono, se le cose possono andare male potrebbero farlo ugualmente e non serve a nulla cercare di migliorarle.

Apprezzato molto, quasi dimenticavo, il modo in cui l’autore parla con tranquillità del sesso che per quanto questo per la maggior parte dei casi qui sia utilizzato a scopo ludico o errato dal protagonista, è descritto così com’è, così come per quanto riguarda l’impotenza. Questa risulta schietta, alla luce del sole e senza alcun tipo di problemi ad esporla come a tutto ciò che ne verrà dopo. Non c’è nulla di scandaloso in ciò che viene riportato ma per alcuni può risultare pesante o quasi crudo e privo di sentimenti, per cui se non siete avvezzi a questo, non è la storia che fa per voi.

L’adrenalina ti accelera il battito del cuore e ti rende i respiri ancora più corti, ciò aumenta ancora di più la paura, quindi il cervello aumenta ancora di più l’adrenalina e così via. Non è una bella esperienza. Per cercare di descriverla a chi non l’ha mai vissuta diciamo che è un po’ come se ogni dieci secondi stessi per morire, ma con il non trascurabile svantaggio di continuare a rimanere vivi.

Il libro lascia fin dall’inizio il dubbio che questa possa essere o meno autobiografica anche se per la maggior parte delle cose non credo, o almeno a mio parere, ovviamente. Solo l’autore potrà smentire o confermare, mi sembra logico. Una storia che deve piacere seppur sia originale, a modo suo.

Alec Bogdanovic ci lascia una storia particolare, che può lasciare di stucco o può sconvolgere i nostri punti di vista sul mondo che ci circonda. Una storia ironica, forte e intensa.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia l’AUTORE per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Pensate di leggerlo? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente, io sono curiosa di avere vostre opinioni al riguardo.

A presto,
Sara ©

RECENSIONE FILM: THE OLD GUARD – SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui, come promesso, a portarvi una nuova recensione che spero possa interessarvi. E’ un film che ho visto qualche settimana fa ma di cui non sono riuscita a parlarvi prima. Spero possa comunque farvi piacere ora.

the-old-guard-netflixTitolo: The old guard
Durata: 2h e 5m
Cast:
Charlize Theron (Andy) / Harry Melling ( Steven Merrick) / KiKi Layne (Nile Freeman) / Matthias Schoenaerts (Sebastian Le Livre) / Chiwetel Ejiofor (James Copley)

Trama: Andromaca, è una guerriera immortale, che guida un gruppo di mercenari formato da Booker, Nicky e Joe, anche loro secolari immortali in grado di guarire da qualsiasi ferita. Vivono nell’ ombra e cercano di rendere la loro esistenza il meno nota possibile.

TRAILER

RECENSIONE

the old guard – Alix Attraverso Lo SpecchioLa storia ha inizio con un nuovo compito per questo gruppo strano e sicuramente ben assortito di mercenari. Si vede che sono molti amici e che assieme ne hanno passate tante. Infatti accettano una nuova missione che li porterà in un bunker in un luogo sperduto. Presto il gruppo, composto da Andromaca che ne è la leader, scopre che laddove sono stati inviati era solo una trappola e finiscono per essere vittime e colpiti da una strana scarica di proiettili. La cosa più strana non sarà vederli morire ma rialzarsi di lì a poco. E’ lì che ha inizio la nostra storia, che conosceremo gli Old Guard, ovvero le vecchie guardie.

Chi sono e cosa ci si aspetta da loro? Perchè si cerca tanto di catturarli vivi e nessuno sembra riuscirci? 

Nessuno sembra riuscirci perché loro sono immortali o almeno lo sono in un tempo che sembra indefinito. Guariscono con un processo velocissimo ma non sanno quando smetteranno di farlo. Ogni volta potrebbe essere l’ultima e nessuno di loro sa quando accadrà mai veramente. Andromaca è la prima e sembra essere la più vecchia e, in questo momento, qualcuno sta per aggiungersi al gruppo sempre più minacciato in una società dalla quale è ormai difficile nascondersi.The Old Guard - Andromache of Scythia Gif - ID: 211374 - Gif Abyss

Il cast è sicuramente ben costruito e ben amalgamato. Charlize Theron spicca sicuramente fra tutti ma nonostante rappresenti un personaggio molto chiuso e non di facile interpretazione a dar spazio anche a tutti gli altri attori. L’unico personaggio che non ha coinvolto me più di tanto è la nuova che si aggiungerà al gruppo di mercenari, Nile. I personaggi sono incredibili e sicuramente quello che colpirà tutti è Andromaca, leader e protagonista indiscussa di questa storia. Sembra aver vissuto epoche difficili, aver visto morire amici e compagni ed essere rimasta per secoli sola prima di aver incontrato gli altri che ora vivono assiduamente con lei ogni momento della vita. E’ enigmatica, misteriosa e solitaria ma ha comunque un cuore grande, qualcosa che solo scavando a fondo si riesce davvero a percepire. I personaggi che la circondano sembrano essere i più disparati ed ho apprezzato ognuno degli altri componenti della squadra, specialmente Nick e James e il loro amore spropositato e incredibilmente dolce, che resiste da secoli.

The Old Guard - Andromache of Scythia Gif - ID: 211380 - Gif AbyssLa storia è sicuramente interessante. Quando vidi il trailer per la prima volta non ne rimasi particolarmente colpita ma il fatto che venisse da una graphic novel e non lo sapessi, attivò i miei sensori da lettrice per andare comunque a vedere il film e dare una possibilità alla questione. Anche perché accadde lo stesso anche con I kill giants. Per curiosità sono andata a scoprire il film e ho trovato una storia interessante e un film ben costruito – sicuramente anche più della GN che è anch’essa molto bella edita Bao Publishing. La trama, riportata da quella che si trova su netflix o sotto i trailer è una trama semplice, che non spiega molto ma lascia le basi per mettere curiosità. Sicuramente è un film che per capirci effettivamente qualcosa va visto e sono felice sommariamente di averlo fatto. Recupererò appena mi sarà possibile anche la serie a fumetti su questo film sperando che escano anche di questo – spero – i seguiti.

Il film si prospetta con una funzione interessante, mettendo in primo piano l’immortalità di questo gruppo e la speranza che venga tenuto e rimanga sempre nascosto. Eppure in questo mondo è sempre più difficile restare nell’ombra e molti bramano il loro potere per cambiare la medicina, la chimica e le produzioni mondiali. Eppure la curiosità ancor più grande è che questa immortalità sembra non durare per sempre ma ha un limite non definito e non preciso. Prima o poi moriranno. Prima o poi non guariranno più. Solo che non si sa effettivamente quando. Charlize Theron Fight GIF by NETFLIX - Find & Share on GIPHY

Cosa ne penso? Sono sempre affascinata sulle storie in cui il tempo o l’immortalità sembrano essere il perno centrale della storia e costruiscono punto sia di riflessione che di coinvolgimenti emotivi e di azione. Anche Come fermare il tempo, libro di Matt Haig è riuscito, ad esempio, a scolpirsi nel mio cuore. Questo è sicuramente una tematica che mi colpisce molto e non potevo lasciarmi sfuggire la visione di questo film. Oltre questo ritengo che sia una storia molto carina , particolare e misteriosa, soprattutto sulla parte della morte che può avvenire in qualsiasi momento, come per qualsiasi essere umano solo non si sa quando nei secoli e nel corso della loro immortalità. Penso che sia un film ben strutturato e ben calibrato e sono curiosa di scoprire la Graphic Novel da cui è tratto per poter chiudere il cerchio e fare un raffronto effettivo su cosa i veri autori della storia volessero comunicare. Vi dirò presto anche questo. Nel frattempo, però, vi invito alla visione.

Invito sicuramente alla visione del film e spero che possiate sia scoprire un film carino con cui passare il tempo, specialmente se amate le storie con cose fantastiche o non scientificamente possibili. Una storia, inoltre, di cui spero arrivi presto il secondo, già annunciato.

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Che ne pensate? Lo avete visto? Lo vedrete? Fatemi sapere, che ne pensate! 

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #466 – TWO’MORROW DI BEATRICE SIMONETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione di un volume tutto da mostrarvi per i suoi pro e i suoi contro. Quando ho saputo dell’uscita di questo nuovo volume, sono subito corsa nel volerlo leggere e ringrazio la Delrai Edizioni per questa grandissima opportunità. Ecco a voi che ve ne parlo:
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Titolo: Two’morrow
Autore: Beatrice Simonetti
Pagine: 289
Data di uscita: 26 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3l8frUw
Trama: Boston, 2049. Lowell è un ragazzo al servizio della Terrorism Prevention Unit, più conosciuta come TPU. Il suo compito è quello di anticipare i reati dei soggetti che gli vengono sottoposti dall’unità anticrimine. Lui, infatti, è un anomalo, fa parte di quei pochi esseri umani che, a causa di una mutazione genetica, nascono o sviluppano capacità incredibili. Lowell, tramite il contatto cutaneo, riesce a vedere il futuro di chi lo tocca e a estrapolare il materiale che servirà poi per condannare o assolvere l’imputato. In una lotta continua per ritrovare la stabilità e il rigore, lui capirà che le carte in tavola possono essere sempre rimescolate. È l’incontro con una ragazza qualunque a fargli comprendere questo, Myrtie. Collegiale dall’animo sensibile, molto timida, la giovane è cresciuta senza una madre e con la sola guida di un padre assente, pezzo grosso della TPU e grande nemico degli anomali.

RECENSIONE

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La storia ha inizio il giorno di un grande disastro in cui gli anomali hanno ucciso tantissime persone e Beth, si è ritrovata ad assistere alle trasmissioni televisive di queste barbarie ingiustificate. E’ il 2032 ma oggi, a distanza di tanti anni è Lowell, un giovane anomalo da sempre al servizio della TPU, la Terrorism Prevention Unit, assieme a Beth a sventare attraverso il suo potere efferati e possibili criminali nel prossimo futuro. Lowell non sa cosa vuol dire stare fuori la TPU e può solo sognare cosa possa significare per lui una vita al di fuori. Quando gli viene proposta l’occasione scatena una reazione a catena di eventi che neanche lui si aspetta davvero.

Cosa succederà a Lowell e all’interno della TPU? Cosa scoprirà una volta fuori, quando vede il mondo esterno? Cosa cambierà dopo l’incontro con Myrtie?

Era sempre stata contraria alla sperimentazione sugli anomali. La reputava una pratica barbara e inumana, ma più ripensava a quanto appena visto più si sentiva in linea con il pensiero dell’opinione pubblica: quelli non erano esseri umani. Gli anomali e le persone normali non potevano proprio convivere, le sembrò ormai chiaro.

La trama è chiara, interessante e suscita sicuramente curiosità, molta curiosità. Dalla trama il tutto sembra originale, particolare e moooolto moolto carino. Poi dopo aver letto il volume precedente dell’autrice volevo assolutamente sapere come fosse questo.

La copertina è assolutamente incredibile e sono davvero soddisfatta dell’effetto visivo che essa dona al lettore. E’ leggera ma allo stesso tempo i colori scuri creano un contrasto incredibile. La farfalla, la teoria del caos e i due ragazzi all’ombra di una panchina dimenticata dal mondo. Perfetta e rappresentativa. Il titolo di questa storia è particolare, che sembra quasi dire “Due domani“, due finali, due storie, due personaggi e due strade che si possono percorrere, quella facile e quella reale, vera, forte, per i coraggiosi. Un connubio copertina titolo davvero ben fatto, come molti altri titoli della Delrai che colpiscono l’occhio del lettore ancor prima del cuore.

L’ambientazione è Boston, una città particolare e diversa da come la conosciamo ora o da come ne abbiamo sentito parlare; questo per via dell’epoca in cui questa storia è ambientata e varia dal 2032 in cui accade il fatto che cambierà la storia, cambierà la vita degli esseri umani e degli anomali che convivono con loro, sottomettendoli ad una vita che non credevano possibile.

È dura avere degli affetti. Credo che amare qualcuno sia un’inevitabile, logorante condanna. Quando sei solo non puoi soffrire. Quando non hai nessuno al tuo fianco non puoi perderlo, non puoi vacillare e non hai alcun bisogno di strappare e ricomporre il tuo cuore. Io sono così. Un tutt’uno con me stesso.

I personaggi di questa storia, per quanto sembri, non sono tantissimi ma alla fine – e ovviamente – non è la quantità che fa la qualità. I personaggi sono ben delineati e ben strutturati, coinvolgono e colpiscono. Fra i più vicini ai nostri due punti di vista troviamo Beth e Voltage che fanno anche loro parte della TPU e che scopriremo nel corso della lettura.

Lowell è un’anomalo. Ha un potere non indifferente, difficile da trovare e sempre più raro fra gli anomali. E’ un veggente. Ovvero riesce, tramite il semplice contatto a pelle a vedere il futuro e capire così, se una persona risulterà pericolosa per la società o per le persone che la circondano. Sembra essere una cosa molto bella ma Lowell è sempre stato solo, chiuso in una piccola stanza del TPU vigilato 24h su 24 e si ritrova a soffrire di ansia, di sentirsi solo, da sembrare apatico e poco incline a stare assieme agli altri. Un personaggio emblematico che cambierà e si scioglierà nel corso della storia per via delle scelte che si troverà ad affrontare.

Myrtie è una ragazza semplice, fragile e tremendamente timida. Chiusa in sé stessa, dopo la morte di sua madre ha sperato sempre di riavvicinarsi a suo padre, invano. Il lavoro l’ha portato sempre più distante da lei e lei, a un certo punto, a smesso persino di provarci. Da sempre innamorata di Alan, uno dei ragazzi più disinibiti e carini del corso di teatro, cerca di esporsi seppur risulti quasi sempre imbranata e impacciata. Una ragazza che sboccerà nel corso di questa storia.

«Nonostante l’amarezza, una parte di me ne era felice. Avrei fatto ritorno alla TPU e la mia vita sarebbe tornata alla monotonia di tutti i giorni. Poi ti ho vista seduta su quella panchina e ho mandato all’aria tutti i miei buoni propositi. Mi sono appoggiato a te e ho pensato che fosse bello condividere finalmente pensieri con qualcuno» riprende fiato e distende le braccia lungo i fianchi. «La verità è che in questo mondo grigio almeno tu hai rappresentato una luce. Ci conosciamo a malapena, lo so, eppure mi sembrava di sapere di te da sempre.»

Il perno centrale di questa storia, per quanto si pensi possano sembrare la lotta tra anomali e esseri umani, sembra concentrarsi molto più su Lowell e sulle sue emozioni, su ciò che vuole o quanto meno vorrebbe essere. Sulla vita, sulle cose che cerca di donarci e su quali siano le effettive possibilità che abbiamo.

Lo stile utilizzato, rispetto al suo primo volume sembra leggermente mutato in una direzione più semplice e meno artificiosa, sicuramente scorrevole e fluida, in questo caso in prima persona dal punto di vista dei due personaggi protagonisti.

Il personaggio di Lowell all’inizio si contraddice. Si presenta come un personaggio apatico, dedito al suo lavoro e concentrato su quello che svolge e poi lavorativamente parlando si lascia sopraffare da determinate cose e soffre di tanti problemi. Le problematiche con cui si trova a combattere all’inizio posso ben comprenderle perché le ho passare anche io però non riesco a capire fino a che questo giustifichi il resto. Per il resto resto perplessa se il messaggio della storia passi come una mera e pura differenza anomalo – normale e quindi la storia è quindi l‘epicentro della storia si basi su questo o se l’autrice volesse affrontare molto altro senza riuscirci. In effetti speravo che fosse molto più presente il lato distopico o fantastico, che la società fosse meglio rappresentata, come il mondo fosse composto del tutto e perché, che fossero chiariti tutti i dubbi che si mettono in campo costruendo questo tipo di mondo. Invece non è stato così e ci si è concentrati su tutt’altro. La cosa infatti mi ha spiazzato e mi sono ritrovata a leggere una storia che, sembra essere differente.

Il personaggio di Voltage non si capisce in quale direzione propenda. All’inizio sembra essere un personaggio abbastanza distaccato da ciò che lo circonda. Poi sembra mettere in ridicolo determinate cose e poi si redime. La storia più che essere concentrata su Lowell sembra incentrati su questo personaggio decisamente dalle idee poco chiare e lascia al lettore dei veri e propri punti interrogativi.

La storia è confusa e non aleggia il mistero e la suspance che speravo. Mi spiego. All’interno della storia risulta fin da subito comprensibile che alcuni personaggi erano incastrati con altri, quindi fin qui, la storia non fa trasparire curiosità ma sembra essere abbastanza scontato. Per quanto riguarda la confusione, invece, intendo, come ho detto prima, la storia non lascia molto intendere sul punto di vista della storia e le varie scelte che prendono i personaggi, sicuramente del tutto discutibile.

Il tema che l’autrice voleva utilizzare è percepibile, forte e distinto. Il fatto dell’anomalia come qualsiasi tipo di diversità che possiamo percepire nel nostro tempo, anche se non si esattamente se è quello che l’autrice volesse intendere per questa storia.

La lettura, quindi, è carina ma non ha coinvolto come speravo. Questa volta è un Ni.

«Non dovevi aspettarti grandi cose da lui. Non dovresti mai aspettarti niente dalle persone, in generale.» Le persone sembrano tante cose, talmente tanto infatuate dell’immagine di loro stesse da proiettare le loro idee su chi hanno di fronte. Sono l’illusione più artificiosa che ci sia, l’allucinazione perfetta. «Neanche da te? Non devo aspettarmi niente neanche da te?» mi chiede lei.

Il libro è sicuramente ben scritto, leggero e di piacevole lettura. Dopo Rodion mi aspettavo una storia forte, che colpisse, invece in alcuni punti confonde e non conclude ciò che si sperava. Consiglio a chi cerca una lettura di scoperta di se stessi e di rinascita, di cambiamento.

Beatrice Simonetti ci lascia alle porte di una città divisa in due, in cui nonostante si cerchi di sventare gli attentati e si cerchi di limitare la morte ingiustificata si capisce quanto sia fragile e flebile il futuro. Quanto una piccola cosa possa cambiarne altre e quanto questo irrimediabilmente coinvolga tutto. Da scoprire.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Leggete le altre recensioni, vi aspettiamo ovviamente:twomorrow


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Cosa ne dite? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente!
A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE #181 – BELLA E PERDUTA PATRIA DI MARCO CALONI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ecco un altro autore a cui sicuramente farà piacere avere una recensione su Amazon se mai decidereste di leggerlo. Vi lascio uno storico che spero possa incuriosire quanti più possibile di voi. Ecco a voi:

Bella e perduta Patria: Storia e Memorie di Marco Montanari 1845-1945 di [Marco Caloni]Titolo: Bella e perduta Patria
Sottotitolo: STORIA E MEMORIE DI MARCO MONTANARI 1845 – 1945
Autore: Marco Caloni
Pagine: 324
Prezzo: Gratis per KU e 4,99 euro normale.
Data di uscita: 28 SETTEMBRE 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/33vEsU0
Sinossi: Marco Montanari nasce a Roma il 25 aprile del 1845 e si affaccia alla vita assieme all’idea di libertà e di Patria che da nord a sud infiamma i cuori di un popolo diviso che sogna l’unità per la quale combatterà tenacemente. In giovane età incontra il Generale Garibaldi, questo evento segnerà tutta la sua esistenza, nella quale egli seguirà l’eroe del Risorgimento per cui nutre una autentica venerazione e lo affiancherà nelle imprese più significative che hanno fatto la storia del nostro Paese. In questo diario Marco racconta le difficili tappe dell’unità nazionale e i passi che l’Italia ha mosso verso il proprio consolidamento. Il racconto di cento anni vissuti in prima linea con ardore ed entusiasmo, il cui puntuale resoconto è arricchito da vicende personali altrettanto turbolente e avventurose. Pagine ricche di passione in tempi irripetibili di grandi utopie, scritte col sangue dei patrioti e destinate al Mito. Un romanzo in cui esultare ed esaltarsi, in cui riflettersi e su cui riflettere per non dimenticare ciò che siamo chiamati ad essere sulla scia di un sogno che ha radici lontane.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

Marco Caloni è nato a Roma il 17 luglio 1963, dove ha sempre vissuto. Sin da piccolo appassionato di storia e della propria città, per poi rimanere attratto in età adolescenziale dall’epopea del selvaggio west che ne ha condizionato l’indole. Ha dedicato poi i suoi interessi alle vicende dell’Ottocento europeo, rimanendo affascinato dagli eventi costitutivi
dello Stato italiano e della sua identità nazionale che andava delineandosi in quegli anni. Ha trovato, a suo modo di vedere, la chiave di lettura dei mali endemici del nostro Paese e ha provato a spiegarli, scavando nel passato in “Bella e perduta Patria”.


Cosa ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #454 – UN GIOCO CHE NON SONO IO DI ELISA CORDOVANI E ALICE WALCZER BALDINAZZO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo volume che spero possa interessarvi e incuriosirvi. E’ una piccola raccolta di poesie edita NPS Edizioni che ringrazio per la lettura e per l’invio. Sono davvero felice di parlarvene. A voi:

71lajahtvzlTitolo: Un gioco che non sono io
Autore: Elisa Cordovani
Illustrazioni: Alice Walczer Baldinazzo
Curatore: Romina Lombardi
Genere: poesia
Formato: cartaceo
Prezzo: 10 euro
Pagine: 64
Uscita: 1 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3nvCJ9j
Trama: “Un gioco che non sono io” è una silloge poetica contro la violenza di genere. Una presa di posizione, per ricordarci quanto siamo fragili, vittime o carnefici dei nostri chiaroscuri e di quelli degli altri. Un invito a comprendere di quale “gioco”, psicologico e fisico, siamo succubi. E a tirarcene fuori. A dire NO, scegliendo l’amore per se stessi e per gli altri. Le poesie di Elisa Cordovani raccontano in modo lucido, profondo, straziante e lenitivo insieme, lo stupro non di un corpo, non di una mente, ma di una vita intera. Le donne ritratte nei versi vanno fino in fondo al proprio dolore, per capirlo, ma soprattutto per essere consapevoli di potergli sopravvivere. Sono donne che si trasformano nella vergogna che provano, nelle lacrime che pensano di non aver diritto a versare, negli occhi feriti dei loro padri e madri. Donne, i cui volti e pose, ritratti da Alice Walczer Baldinazzo, sono figure magnifiche che si fanno amare e ripudiare al medesimo tempo, senza che si riesca a dimenticarle.

RECENSIONE

selective focus photo of pink petaled flowersQuesta raccolta di poesie racchiude il Gioco. Come descritto nella prefazione di questo volumino davvero interessante, il gioco nasce come una cosa che da bambini è caratteristica e mano a mano che si cresce questo termine prende – a volte – delle pieghe sbagliate, come il famoso “prendersi gioco di qualcuno”. Ecco, questa raccolta è una silloge sulla violenza ma anche su quel gioco che nessuno (in questo caso direi nessunA) è più disposta a giocare. Non si è più disposti a stare alle regole di questo gioco che talvolta finisce per diventare triste, malinconico, persino violento e brutale. Le donne descritte nel loro sbocciare lento e bellissimo come un fiore e a tutti i percorsi difficili che sono costrette ad affrontare, in un mondo in cui ci vuole sempre più deboli, e noi dobbiamo cercare di mantenerci più forte. E dimostrarlo costantemente.

Vorrei mi ricordassi,
andandomi a cercare
nella bellezza mia perduta,
cadendo all’indietro,
in voci chiuse, memorie e illusioni di un’ora.

La trama è particolare e invita il lettore ad aprire il cuore a questa raccolta e ad abbandonarsi alla lettura di questo piccolo volume. Trovo che sia una trama autentica, sincera che spinge a raccogliere questo libro fra le mani, ad acquistarlo e ad accudirlo. Un libro da tenere sul comodino come monito, come forza. Una trama forte e autentica.

La copertina è davvero bellissima e visivamente, e rende l’idea di ciò che il volume rappresenta. La donna con quelle due mani in più che si muovono intorno a lei mentre le altre le coprono il volto. Assieme al titolo attirano davvero l’attenzione e questo racconta tanto. Il gioco, un gioco che non fa la persona, che non fa la donna e che non la rende cartapesta e un qualcosa di friabile, che si può calpestare.

Ho combattuto 
fino a essere
sapore della sconfitta.

Che a diventare 
uomini
si lascia segni,
senza mai darci un
nome.

person holding quartsIl perno centrale di questa raccolta di 

Lo stile utilizzato dall’autrice è melodioso, articolato e riesce a rendere intensamente la tematica trattata. Ho apprezzato tantissimo la prefazione e la spiegazione con cui l’autrice da significato ancor maggiore alla sua raccolta di poesie ivi raccolte.

Le poesie portano diverse tematiche importanti come Lo stupro ma anche diverse poesie dedicate ai genitori di Elisa Amato, ammazzata nel 2019, vittima di Femminicidio a Prato. Delle poesie che toccano nel profondo e che possono essere indirizzate a qualunque genitore abbia visto morire le proprie figlie di questa brutale barbarie ingiustificata e violenta. Una raccolta importante, forte e necessaria. 

Non ho amato alcuni passaggi nelle poesie che risultano forzati e non chiudono la poesia in modo leggero e veritiero ma quasi come se non si sapesse come chiudere. E’ capitato solo poche volte ma ho apprezzato molto i versi racchiusi dall’autrice in questa raccolta.

Le illustrazioni all’interno del volume sono uniche e stupende. L’illustratrice rende le poesie nella raccolta uniche e speciali.

Certe ore credute eterne
mi guardano i tuoi occhi,
mi mormorano come l’estate passata al mare
avvampa il tuo nome
dentro i miei occhi, di sale
e bruciore narra una notte,
l’ultima, la tua.

Consiglio questo piccolo volume agli amanti di poesie e non. E alle donne, a tutte le donne forti, coraggiose e a tutte coloro che hanno bisogno di una voce. Un libro dolce, intenso, forte.

Elisa Cordovani scrive una raccolta di poesie ricche di coscienza, di forza, dolore ed emancipazione. Poesie che portano ricordi, consapevolezze, rendendo questa raccolta di poesie toccante e indispensabile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate e se lo leggerete. Mi raccomando!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: RECENSIONE #421 – LA LUCE DEGLI ABISSI DI FRANCES HARDINGE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un’altra bella novità per voi. Era parecchio che aspettavo di parlarvi di questo libro, come è tanto che aspettavo di leggere un altro libro di questa autrice che già in passato ho apprezzato molto. Ringrazio Elisa per avermi invitato all’evento e la Mondadori per la lettura in anteprima. Ve ne parlo subito, tenetevi pronti:

978880472419hig-628x965-1Titolo: La luce degli abissi
Autore: Frances Hardinge
Uscita: 21 luglio 2020
Pagine 456
Prezzo: € 17,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/39dQ13n
TRAMA: Un romanzo memorabile. Una fusione di fantasy, avventura, horror e mitologia. Da sempre Hark e Jelt sanno che, appena sotto il mare, esiste l’Abissomare, l’antica dimora dei mostruosi dèi che a lungo terrorizzarono l’arcipelago della Miriade. Riti sacerdotali e sacrifici servirono per anni a placare l’ira delle divinità marine, fino al giorno del Cataclisma, quando in un’esplosione di follia si distrussero a vicenda. Le loro reliquie, che conservano un potere divino, sono molto ambite dai piccoli truffatori come Hark e Jelt, in fuga dalle leggi del governatore e dai contrabbandieri. Due amici inseparabili, almeno finché i fondali non restituiscono una reliquia diversa da tutte le altre: un globo pulsante, intriso di un potere straordinario e oscuro, che potrebbe distruggere non soltanto l’amicizia di Hark e Jelt, ma tutto il loro mondo.

RECENSIONE

Frances Hardinge | Vincent Chong Illustration & Design BlogLa storia ha inizio con due amici Hark e Jelt, vissuti in strada per tanti anni, che sono lì ad aspettare che arrivi la famosa Figlia degli Abissi mentre cercano di accalappiare qualche pollo da spennare. E’ così che i due cercano di vivere e mantenersi, restando nel brivido e cercando di ambire alle reliquie delle divinità marine. Ma questo non è così semplice, sopratutto se Jelt fa di tutto per mettere nei guai il suo amico Hark, che finisce per scontare la sua pena in uno strano convento alla ricerca di risposte sull’Abissomare, sul luogo in cui vivono e su ciò che è successo alle divinità del mare.

Cosa succederà ai due amici? Cosa troveranno di così importante? Rischieranno di mettere a repentaglio chi li circonda e le loro stesse vite? 

A trent’anni da questo Cataclisma, nessuno ancora ne conosce le ragioni. Gli dèi restano avvolti nel mistero, anche se la paura che incutevano comincia solo ora a scemare. Dicono che un solo brandello di un dio morto, anche piccolo come una moneta, possa fare la fortuna di chi lo trovi, se i poteri che possiede sono curiosi e rari, e se si ha il coraggio di tuffarsi a recuperarlo. Anche questo risponde a verità.

Deeplight by Frances Hardinge | Rakuten Kobo New ZealandLa trama è ben scritta, incuriosisce che, però, racconta molto più di quanto si dovrebbe. Al solito, io che non leggo le trame ma mi regolo solo dalle prime due righe se possa piacermi o meno, posso dirvi che qui ci si è addentrati molto in ciò che è la storia stessa. Sarebbe stato sicuramente più interessante carpire qualcosa in generale senza scendere nei dettagli delle ultime righe, nonostante non ci siano poi troppi dettagli. Anche perchè, posso assicurarvelo, la storia ne ha molti.

La copertina è davvero meravigliosa, è stata presa una versione dell’originale anche se rivisitata perchè leggermente diversa nei dettagli che vi sono illustrati. Comunque la copertina mi ha conquistato fin dal primo momento, sia per la tematica marina che come sapete bene tutti, mi sta a cuore (vi basta guardare il mio blog), sia perchè la trovo estremamente accurata nel dettaglio di ciò che cerca di mostrare al lettore. Infatti è proprio lì che andremo a finire: nell’Abissomare,  l’antica dimora dei mostruosi dèi che terrorizzarono l’arcipelago della Miriade, annientati dal Cataclisma. Il titolo originale Deeplight, sta diciamo per Luce profonda, se così vogliamo dirlo quindi l’adattamento che ne è stato fatto lo ritengo più che giusto riguardo questo volume. Nel complesso, il connubio titolo e copertina rende giustizia all’originale e fa la sua figura.

L’ambientazione e l’epoca sono fantastici e ci mostrano una storia davvero unica e ricca di dettagli che si lascerà leggere pagina dopo pagina. Ci troviamo nella Miriade, in cui Borgomare è la città in cui i due protagonisti vivono.

«Come facciamo a riconoscere la Figlia degli Abissi?» Il mercante stringeva l’occhio dietro a un cannocchiale. «Oh, la riconoscerete!» Come la maggior parte degli altri isolani, Hark covava un fiero orgoglio per la Figlia degli Abissi, quasi fosse stata sua.

Deeplight | Explore Tumblr Posts and Blogs | TumgirI personaggi così uniti ma così diversi non potrebbero essere più lontani. Uniti da un’amicizia malata in cui Hark è perennemente succube di Jelt, i due si trovano a dover fronteggiare l’altro, loro stessi e ciò che li circonda.

Hark è un ragazzo che è cresciuto in strada esattamente come Jelt. Entrambi sanno come cavarsela in situazioni difficili anche se Jelt sa essere molto manipolatore e subdolo nei confronti di Jelt. Continua dicendo che cerca di trattarlo in quel modo per spronarlo a fare e dare di più in situazioni difficili ma alla fine è il classico tipo che a parole è bravo ma che si tira fuori dalla mischia mandando sempre avanti qualcun altro al posto suo. Sono due personaggi poco complementari fra loro ma che esprimono esattamente una situazione generazionale che appartiene a molti ragazzi e a molte persone che non fanno altro che lasciarsi trascinare dagli altri senza pensare con la propria testa.

Due personaggi che incontreranno lungo la loro strada altre figure importanti per questa storia e che dovrete incontrare anche voi. Non vi parlerò di chi si tratta e spero che decidiate di prendere in considerazione questa lettura.

Sentiva anche da lontano le vibrazioni emesse dalla misteriosa reliquia e immaginava onde di oscura energia che attraversavano l’aria, la roccia e la carne, provocando sottili alterazioni. Visualizzava vene sempre più nere, menti sempre più contorte, organismi in continua evoluzione. I suoi amici non sentivano il sapore di quel veleno, non lo vedevano neppure, e si lasciavano modificare piano piano. Ti fermerò  io! giurò Selphin a se stessa. Dovranno starmi a sentire. Ma nessuno volle darle ascolto.

Deeplight - 1st Edition, Signed & Numbered Copy, by Frances Hardinge – Pea  Green Boat BooksIl perno centrale di questa storia è l’Abissomare e gli dei che sembrano essere scomparsi dopo il grande Cataclisma e tutto ciò che sembra nascondere. I due furfanti di strada cercheranno di trovare la ricchezza e di trarne quanto più possibile ma non sanno che, da quest’avventura ne uscirà molto, molto di più.

Lo stile utilizzato è tipico dell’autrice e mi sono subito ritrovata in sintonia con lei, avendo apprezzato anche il volume precedente di quest’autrice, La voce delle ombre.

Scritto in terza persona, la storia seguirà molto più le vicende di Hark mostrandoci il suo lato da furfante come quello fragile e succube di quello che ha sempre creduto suo amico ma che effettivamente non lo è. Nonostante il lettore si prenda a cuore il giovane Hark, non si riesce ad amare del tutto questo personaggio per via delle sue scelte sconsiderate che tendono quasi sempre ad assecondare il giovane manipolatore Jelt, sia perchè non ha un vero e proprio carattere. Il giovane Hark sicuramente rispecchia una buona fetta dei giovani di oggi e di un tempo, che si lasciano trascinare dalla corrente per cercare di sembrare qualcuno che non si è ma allo stesso tempo lo si vorrebbe prenderlo per le orecchie e dirgli: cosa stai facendo? Non ti rendi conto di quanto è sbagliato? Ci sono dei barlumi in cui il giovane riflette su quanto Jelt gli faccia male ma allo stesso tempo lui sembra non riuscire a privarsene.

Il world-building è sicuramente la cosa che spicca in maniera evidente all’interno della lettura, mostrando dove risiede la vera magia di questo volume. L’autrice riesce, mescolando le leggi – come lei stessa le ha definite – regalandoci uno spettacolo unico in cui si riesce a percepire la vera essenza, i suoni, i rumori e gli odori di ciò che ci circonda anche se, alle volte, non sono descritti. E’ una sensazione che accade in poche letture e la Hardringe ci riesce con semplicità e leggerezza, rendendo un volume sostanzioso, leggero e scorrevole, che fonde magia, amicizie strane, leggende e divinità tutti su un piano.  Una lettura di cui non vi pentirete, ve lo assicuro.

«Hai presente quando un imbroglio va fin troppo bene? Quando trovi un pollo troppo ansioso di crederti, tanto che il mondo gli crollerebbe addosso se dovesse scoprire che non sei chi avevi detto? Il genere di persona che non può reggere la delusione…» «Non li deluderemo, stupido» disse Jelt, che pareva godersi tanto l’eco che quella cavità dava alla sua voce roca. «Noi glielo daremo, quel che desiderano.»

Il libro è sicuramente una piccola perla del fantasy per ragazzi che possono amare ed apprezzare anche i lettori più adulti alla ricerca di una storia oscura, magica e nelle profondità più recondite degli abissi. Una storia che, senza dubbio, mi sento di consigliare.

Frances Hardinge scrive un volume che rimodella le oscurità degli Abissi e le profondità del mare portandoci come in un viaggio nel passato, alla ricerca di antiche reliquie e di divinità scomparse. Una storia in cui neanche l’abisso più profondo vi sembrerà tale.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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Cosa ne pensate? Pensate possa fare il caso vostro? Vi potrebbe piacere questa lettura? Fatemi sapere che io vi aspetto.
A presto,
Sara ©

 

RECENSIONE #416 – LE PAROLE NEL VENTO DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per portarvi una nuova recensione di un libro che possa piacervi. Ringrazio infinitamente Christian Antonini per la sua gentilezza e avermi permesso la lettura del volume e alla Giunti che me lo ha cortesemente inviato così da potervene parlare. Ecco a voi:

514stvrpltl._sx315_bo1204203200_Titolo: Le parole nel vento
Autore: Christian Antonini
Editore: Giunti Editore
Prezzo: 14.00 € / eBook: 8.99 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ClssJs
Trama: Nel 1935 il governo americano lancia il progetto delle Bibliotecarie a cavallo: donne in sella che portano libri e riviste alle comunità più remote e isolate. In quegli stessi mesi, nella contea di Salleville, Kentucky, la quattordicenne Lucy May Walton sogna di diventare una maestra, anche se la povertà della sua famiglia minaccia il suo futuro e la vita della sua amata cavalla Brezza di luna. Ma Lucy May non è disposta a rinunciare ai propri sogni di libertà. Così, in sella alla sua puledra, decide di fuggire da un destino segnato. Durante la fuga incontra un ragazzo ferito, un criminale in fuga dalla sua banda, che lo sta cercando perché ha deciso di restituire il bottino…

RECENSIONE

brown horse standing near grassLa storia ha inizio in Kentucky, nel 1935 in cui una ragazza, Lucy May, a galoppo di Brezza di Luna scorge delle ragazze a cavallo. Chi sono non lo so ma sogna un giorno di diventare una maestra nonostante i suoi genitori e la sua famiglia sono sempre più poveri e rischiano persino di non riuscire più a mandarla a scuola e di dover vendere il suo adorato cavallo.
Ma Lucy May non demorde e cerca di aiutare la sua famiglia come può. Quando, però, incontra un giovane in una fattoria abbandonata tutto cambia, la vita, le cose che la circondano, persino le sue priorità.
Chi è quel ragazzo misterioso? E quelle giovani a cavallo? Cosa potrà fare ora Lucy May per aiutare la sua famiglia e per salvare il suo adorato cavallo Brezza di Luna?
E’ strano essere di nuovo alla fattoria dei Carter. Con il sole alto tra le nuvole il posto non le fa più paura. Solo un po’ di tristezza.  E’ questo che succede quando una famiglia se ne va?
 
La trama narrata è semplice e diretta che in poche parole ci spiega la situazione che verremo a trovare in questo volume nella sua interezza. Una trama che rispecchia molto ciò che ci viene presentato senza incorrere in spoiler.

La copertina è originale e particolare, molto diversa dal solito anche nella sua composizione estetica visto che il libro si presenta in rigida quasi di ” tessuto” (perdonatemi ma non so come si chiama questo materiale), quasi fosse un libro di quell’epoca. Molto bello.


Il titolo è molto carino, ci porta proprio in sella a Brezza di Luna in cui le parole volano e corrono a cavallo assieme alla protagonista.

L’ambientazione, come già detto in precedenza è il Kentucky, una piccola cittadina di campagna nell’anno 1935, in cui, in quei posti il tempo sembra essersi fermato e tutto rimane sospeso in una bolla di sapone. Dei luoghi magici in cui tra fattorie, cavalli e vasti praterie tutto sembra avere un effetto persino calmante della situazione.

brown horse on body of water during daytime«Hai la forza di tuo padre, Lucille Mayflower Walton» riprende la mamma, appoggiando la schiena alla parete. «Ma nel tuo cuore c’è anche una vena selvaggia, irrequieta. Io lo so, la sento». «Indomita?» La donna annuisce, sorpresa. «E’ la parola di oggi» spiega la ragazza. «Si, indomita…». 


I personaggi di questa storia non sono molti ma i pochi presenti sono assolutamente ben delineati e ben costruiti, che lasciano il segno al lettore trasportandolo proprio in quei posti.

Lucy May Walton è una ragazzina di quattordici anni sveglia, dedita alla sua famiglia e all’aiuto della stessa facendo piccole consegne pur di prendere qualche soldo. Ama il suo cavallo Brezza di Luna che si lascia montare solo da lei e che ormai la riconosce come unica proprietaria. Ama andare a scuola e studiare e per questo vuole diventare una maestra

Galoppo china su collo di Brezza di luna, cercando di farmi leggera più che posso. I suoi zoccoli colpiscono la terra soffice con una raffica di tonfi ovattati, veloci e sicuri. Quel suono mi riempie le orecchie e sorrido: ha lo stesso ritmo del mio cuore.

silhouette photography of horse riders on treesIl perno centrale sono proprio le parole, così come ci annuncia il titolo stesso. E saranno queste parole nel vento che porteranno la nostra protagonista in una bellissima avventura alla ricerca di se stessa, del sacrificio, del valore della famiglia e dell’avventura.

Lo stile utilizzato è molto scorrevole e fluido, tipico dell’autore in questione che si legge sicuramente in poche ore. Il volume è piccolo e ci porta in un luogo e in un’epoca che in libri per ragazzi non si vede quasi mai. Sicuramente una lettura coinvolgente.

Rispetto ai volumi precedenti questo volume riporta più a livello di valori trasmessi che a livello di storia effettiva. Infatti, laddove i volumi precedenti sono riusciti ad emozionarmi dall’inizio alla fine, per questo volume ho seguito più la sua storia lasciando una scia di cose e di valori che cerca di lasciare lungo il percorso.

Le bibliotecarie a cavallo non sono state il perno centrale della situazione ma hanno fatto la loro parte nella storia lasciando al lettore qualcosa che non si conosce. Personalmente, infatti, non conoscevo questa cosa delle bibliotecarie a cavallo ed è una cosa che andrò a vedere e su cui mi piacerà informarmi.

«E’ per questo che mi aiuti? Anche se sai che voglio andare via?» «Certo. Tu hai un dono. E se rimani qui ti verrà portato via, assieme a Brezza di Luna». «Temevo che volessi fermarmi» osserva Lucy May sistemandosi una ciocca sulla fronte.

Il libro è una lettura che stavolta si affaccia ad un pubblico più grande e più maturo oltre al pubblico dei giovani a cui di solito l’autore fa fronte. Trovo sia una lettura interessante, originale, che mi sento di consigliare vivamente.

Christian Antonini scrive un volume molto diverso dai precedenti che ci mostra la bellezza delle parole, del leggere e del comunicare. Un libro che ci insegna il valore del sacrificio, la forza di volontà e l’amore per i libri e per la propria famiglia.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Io ve lo consiglio sicuramente! Io vi aspetto come sempre.
 
A presto,
Sara ©

 

 

RECENSIONE #413 – UN’ESTATE FA DI JORDIE LAFEBRE E ZIDROU.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene! Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione che spero possa piacervi. Il libro l’ho acquistato in digitale ed è della Bao Publishing che sforna tante e belle graphic novel interessanti. Ecco qui che vi parlo di questa che è riuscita a colpirmi ed entrarmi nel cuore. Ve la presento:

51mhrmaznel._sy445_ql70_ml2_Titolo: Un’estate fa
Autori: Jordi Lafebre, Zidrou
Colore o B/N: Colore
Prezzo: 22,00€
Data di pubblicazione: 26/09/2019
Pagine: 176
Link d’acquisto: https://amzn.to/30jMrCj
Trama: Pierre è un fumettista belga, e ogni anno si affanna per consegnare le tavole in tempo per portare la famiglia in vacanza. La moglie, Mado, è paziente con lui, ma i bambini lo sono un po’ meno. I tre capitoli di questo volume vanno a ritroso nel tempo, raccontando tre estati nella vita di questa famiglia unica e allo stesso tempo così simile a tante altre, rivelandone la psicologia e i sogni in un modo deliziosamente poetico. Lo sceneggiatore Zidrou costruisce un racconto corale a più livelli, delicato e vero, rendendo ogni personaggio meravigliosamente tridimensionale, aiutato dai magnifici disegni dello spagnolo Jordi Lafebre. Sebbene la serie sia ancora in corso in Francia, questo primo volume italiano è perfettamente autoconclusivo e, anzi, lascia una sensazione di commossa soddisfazione nel lettore, grazie a un finale che vi strapperà una lacrima di pura, malinconica empatia.

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Pierre dove, prima di partire per andare in vacanza, sta cercando di terminare i suoi disegni per presentarli all’editore ed andare poi in ferie. Tutti attendono con ansia di partire e come tutto finisce, la famiglia di Pierre e Mado parte per le vacanze. Un libro che racconta tre estati di questa famiglia, tre passaggi, tre anni fondamentali che segnano le successive estati che questa grande e bella famiglia andrà ad affrontare. 

Cosa succederà nelle loro vacanze? Dove amano trascorrerle? Cosa succederà da cambiare i loro piani, da sconvolgere le loro cose e da creare delle vere e proprie tradizioni?

Jordi Lafebre on Twitter: "La soir éternelle. Les Beaux Étés ...La trama di questa storia è rappresentativa e assolutamente unica. Io devo ammettere di aver comprato il volume a scatola chiusa e ne sono rimasta completamente soddisfatta. Rileggendo la trama posso dirvi che c’è tutto quello che il libro cerca di trasmettere al lettore. E’ un po’ lunghina per una graphic novel ma è assolutamente ben scritta e ben strutturata per presentare il volume.

La copertina è davvero molto bella mostrandoci i componenti della famiglia belga che andrà a rappresentare nel volume. La trovo molto dolce e che riesce già ad immedesimarci nella lettura. Il titolo 

L’ambientazione di partenza è il Belgio, anche se ci sposteremo nel corso della lettura e seguiremo le strampalate avventure di questa famiglia; l’epoca di questo volume si divide in tre epoche che caratterizzeranno la vita e l’andamento delle vacanze della famiglia stessa.

Il ricordo di Un'estate fa. Intervista a Jordi Lafebre

I personaggi di questa storia sono stati davvero incredibili, sia nei disegni strutturati nei vari anni in cui questa storia è ambientata ma anche nella costruzione caratteriale degli stessi.

Pierre è un ben noto fumettista belga, che nel suo lavoro se la cava sempre sulla cresta dell’onda, poco prima delle vacanze di cui si libera delle sue tavole inviandole all’editore. Sua moglie Mado, è una donna che tiene molto ai suoi figli e alle relative vacanze che ne derivano. E’ una donna che si prodiga molto per i suoi figli – tutti e tre così diversi tra loro – e ama divertirsi assieme a loro nel corso dell’estate. Entrambi amano fare cose sciocche, divertenti e portare allegria nonostante tutte le cose che possono succedere. Ad esempio scopriremo come si instaura la tradizione delle patatine, ma non vi dico di più, dovrete scoprirlo.

Angoulême 2018 Interviews: Jordi Lafebre - Europe Comics

Il perno centrale di questa storia sono le vacanze della famiglia di Pierre e Mado che, con i loro figli riusciranno a strapparci delle risate, a porci problemi reali di tutte le famiglie e a farci divertire con la spontaneità che solo questa famiglia saprà regalarci. Dove passeranno loro, ci sarà allegria.

La grafica e lo stile utilizzato sono molto belli composti da una penna leggera e ricca di dettagli, dai tratti del volto definiti e da colori sgargianti e dolci, melodiosi, ritmici e ben disposti. La storia costruita è originale, strutturata in tre fasi diverse dalla vita della famiglia ma sempre quanto riguarda l’estate ed il periodo delle vacanze.

Una lettura che tutti dovrebbero intraprendere perchè lascia emozioni meravigliose quali la nostalgia e la malinconia, ricordandoci quanto la vita e le persone che ci sono attorno cambiano velocemente; oltre a quanto sia importante costruire dei bei ricordi da portare sempre con noi. Un libro originale, da leggere.

Jordi Lafebre - Character Design III | Concept art books ...

Il libro è una piccola perla preziosa. Un libro semplice, che mi sento di consigliare assolutamente ai miei lettori, a coloro che amano le graphic novel ma anche a chi non le ama molto visto che potrebbero trovare una lettura che regala emozioni incredibili.

Jordi Lafebre, Zidrou scrivono ed illustrano un libro che resterà nel cuore per tanto, tanto tempo. Un libro incredibile che ci farà viaggiare in posti sconosciuti, su una vecchia macchina in un’estate di ieri, di oggi e di domani.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ve ne pare? Vi piacerebbe leggerlo? Vi aspetto con vostre opinioni.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #371 – L’INGANNO DI CRISTALLO DI BLUE JEANS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di una nuova uscita, un secondo volume che credo stavate aspettando se avete letto il primo libro della stessa serie: La ragazza invisibile. Qui ritroviamo i stessi protagonisti in una nuova vicenda. Ringrazio la DeA per avermi permesso la lettura del volume e ringrazio Susy di I miei magici mondi per avermi coinvolto nell’evento.
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Titolo: L’inganno di cristallo
Autore: Blue Jeans
Data di uscita: 28 Gennaio
Genere: Narrativa – Young Adult
Pagine: 500
Link d’acquisto: https://amzn.to/2OXpezk
Trama: Da quando è scampata per un soffio alla morte durante un’esplosione in metropolitana, Julia Plaza non è più la stessa: si chiude in camera, parla poco, si rifiuta addirittura di mangiare. Nemmeno l’amico Emilio, distratto dai litigi con la fidanzata, è in grado di strapparla ai suoi pensieri cupi. Tutti i compagni di scuola di Julia, del resto, sono profondamente cambiati dal giorno in cui Aurora. Ríos è stata trovata assassinata nella palestra del loro liceo. Ma una telefonata improvvisa riscuote Julia dal torpore: Iván Pardo, il ragazzo più grande di cui è innamorata, è sparito. Iván aveva parlato spesso ai suoi coinquilini della straordinaria intelligenza di Julia, ed è per questo che loro ora le chiedono aiuto. Sebbene all’inizio voglia credere che si tratti solo di un brutto scherzo, la ragazza si ritrova catapultata in un altro terribile mistero: un omicidio in cui tutti sembrano avere un movente plausibile, e nascondere il loro vero volto. E questa volta Julia potrà contare solo sulla vicinanza di sua nonna Pilar – una curiosa settantenne dalla sua stessa prodigiosa capacità deduttiva – per risolvere questo fragile e complicato inganno.

RECENSIONE

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La storia riprende da dove l’abbiamo lasciata con la precedente, due settimane dopo l’incidente. La storia ci porta nel prologo, la breve storia dell’uomo che ha provocato l’esplosione e del perchè questo è stato fatto. Ed è due settimane dopo che ritroviamo i nostri protagonisti. Julia sembra quasi depressa: chiusa in casa non vuole saperne di uscire e di passare le vacanze di Natale che le restano in modo decente. Emilio, con il gesso è bloccato in casa e Vanesa è quella conciata peggio di tutti. Nonostante questo, la moglie dell’uomo che ha provocato l’esplosione intende scusarsi ma allo stesso tempo c’è qualcuno che non è completamente convinto della sua innocenza, mentre la nostra Julia verrà contattata da Hugo, un amico del suo vecchio amore Ivan. Dice che Ivan è misteriosamente scomparso ma questo, non sembra avergli raccontato tutta la verità. Quando un nuovo morto si aggiunge alla lista, Julia non riesce a tirarsi indietro anche se vorrebbe e si ritrova nuovamente nel giro, a cercare di risolvere il mistero.

Cosa sarà successo? Cosa farà Julia? Riuscirà ad uscire dalla spirale di queste morti misteriose? Ci saranno i suoi amici ad aiutarla questa volta? Cosa succederà ai protagonisti di questa storia?

«Non mi va di parlarne. Quasi non ci penso più.» È una bugia. E sua madre lo sa quanto lei. Le tornano in mente di continuo frammenti di quanto è successo due settimane prima, nella stazione della metro all’aeroporto. I primi secondi di confusione. Poi, quando si era resa conto dell’accaduto, il panico. Si era tastata per controllare di essere ancora tutta intera. Aveva le orecchie chiuse e faticava a respirare. Il fumo e la polvere le offuscavano la vista. Erano stati istanti drammatici, impossibili da dimenticare.

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La trama sembra particolare e all’inizio sicuramente rende più di quanto aveva reso il primo. Ma nel finale mi lascia perplessa fin dall’inizio. Cioè, davvero Julia e sua nonna? Addirittura? Vi spiegherò cosa cambierà andando avanti con la recensione.

La copertina segue l’originale e, come potete vedere qui di lato, riprende anche la tipologia di ciò che era il primo volume. La copertina è semplice e se devo dire che da un vero e proprio significato alla storia, vi direi di no. Solo una ragazza in copertina che sembra essere Julia ma niente di più, non mi dice niente di che, lo ammetto. Il titolo italiano è stato leggermente modificato, come potete anche intuire da soli guardando l’immagine della copertina originale. El puzle de Cristal, sta per Il puzzle di cristallo ma è stato modificato ne L’inganno di Cristallo. Non saprei spiegarvi se sia meglio o peggio ma alla fine credo sia abbastanza irrilevante ai fini della storia.

L’ambientazione, è la medesima del volume precedente, in un paese in Spagna non citato se non sbaglio – non ci ho dato particolarmente peso, devo essere sincera – e l’epoca è moderna, ambientato fra il 2017 e il 2018.

Incredibile come possa cambiare la vita delle persone a causa delle azioni altrui. Basta trovarsi per caso in un certo luogo, in un certo istante, perché il mondo si metta a girare al contrario, capovolgendo tutto. Irrimediabilmente. E tu manco ti spieghi il perché.

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I personaggi di questa storia sono assolutamente gli stessi del volume precedente quindi non vi starò ad elencare la lista.

L’unico cambiamento che noteremo, sarà quello in Julia che si ritrova sola e si sente sola nonostante sia circondata dalle persone che ama. È una Julia solitaria e diversa che a tratti è depressa e che lascia fuoriuscire tutto il suo malumore riversando sul non mangiare, sul parlare poco e sull’essere distante dai suoi amici.

Emilio, dopo aver subito la delusione d’amore, sembra cambiare nuovamente quindi è un personaggio che non è di facile inquadratura. Avremo modo di conoscere da vicino anche Ivàn e i suoi amici, con cui è entrato in contatto negli ultimi tempi. Cosa succederà? Chi sono queste persone? Si può fidare di loro?

«Pensavo che avresti capito chi sono.» «Ci conosciamo?» (…) «Non so chi sei.» «Tu non mi hai mai visto, ma io ho visto te. Molte volte.» «Senti, non sono in vena di giochetti. O mi dici chi sei o me ne vado per la mia strada.»

Il perno centrale del volume è un altro omicidio misterioso che avviene in città, dopo la ricomparsa del misterioso Ivan, vecchio amore di Julia. Dove la nostra protagonista pensava di non voler aver a che fare con niente, ecco che si ritrova immersa in un altro caso che cercherà di rimetterla in carreggiata.

Lo stile utilizzato è tipico dell’autore e ovviamente non si distacca molto dal volume precedente.

L’unica differenza sostanziale che noterà il lettore sarà il cambio di Julia sia emotivamente che psicologicamente. Laddove la capacità intuitiva è il fatto di smascherare il colpevole sia stato per Julia fonte nel primo volume, in questa torna in pista soltanto dopo. Infatti qui troviamo una Julia piuttosto diversa, che si sente in colpa e che si sente emotivamente a pezzi.

Se devo dire di essere stata particolarmente entusiasta di questo volume? No. Non perchè la storia non sia buona ma perchè non era particolarmente necessaria. Anzi, sembra quasi forzata. Ok, ci sta che l’autore non volesse finire il volume come era finito il precedente ma portare un altro omicidio a galla sempre con Julia, una giovane ragazza che va ancora al liceo, lo trovo alquanto bizzarro. Mi sembra di essere in una di quelle puntate di Conan, il cartone animato che vedevo da bambina, in cui guarda caso ovunque andasse ci scappava il morto.

L’introduzione della nonna ci sta e non ci sta. Ok che le capacità di Julia potessero essere di origine famigliare ma ho trovato il personaggio un po’ forzato. Quindi se devo dire, non il massimo del massimo.

Il libro, in fin dei conti, è di lettura scorrevole e piacevole nonostante tutto.

«È qui.» Julia sente un brivido che le corre lungo tutta la schiena. Non avrebbe mai immaginato di trovarsi di nuovo alle prese con un caso di omicidio. In maggio erano morte Aurora e Patri, uccise da due dei loro professori. Non era stata punita abbastanza? Erano passati solo sette mesi da quei fatti terribili.

Il libro è stato sicuramente un buon passatempo, nonostante non rientri fra i miei libri preferiti. È un mix di generi diversi dove lo Young Adult si fonde con il thriller ed anche qualcos’altro.

Blue Jeans scrive una secondo volume quasi di passaggio che ci riporta nel mondo di Julia e ci permette di conoscere altri lati di questi personaggi, riportando alla luce un nuovo omicidio.

Il mio voto per questo libro è di: tre balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite l’evento, mi raccomando, e leggete le altre recensioni che trovate qui:

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!
A presto,
Sara ©