WWW WEDNESDAY #79

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

 Prima della fine dell’anno spero di togliermi diverse cosette in arretrato. Spero di conoscere anche le vostre e che, questa rubrica, – ideata da Should Be Reading – vi piaccia e mi diciate anche voi quali sono le vostre letture. Ecco qui:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

978880473430hig-313x480-1978880473426hig-313x480-1Questa settimana ho intenzione di leggere due bei volumi. Un volume che devo iniziare a leggere per via di un evento è sicuramente questo e che spero possa piacere a me come anche a voi. Sto parlando de Il tensorato di Neon Yang della Mondadori Oscar Vault, almeno la prima parte perché il volume è grandino perché composto dai quattro volumi di cui è formato la serie. Una storia che mi ha incuriosito fin dalla sua presentazione e che spero non deluda. 

Altro volume  di cui sono curiosissima e che sta per uscire? Heartstoppers 3 di Alice Oseman, edito sempre Mondadori Oscar Vault. Siamo rimasti in sospeso con il secondo volume di una serie di graphic novel che sto adorando pagina dopo pagina e che non posso smettere di leggere. Quindi siete pronti a scoprire con me il terzo volume? Io non vedo l’ora di scoprire come continua la storia di Charlie e Nick, sono adorabili e dolcissimi.


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

61hciqvqnel71vh9c3rvelHo letto un libro che ho acquistato io tempo addietro e  uno che ho ricevuto dalle case editrici da poco e che volevo assolutamente leggere perché ero curiosa in maniera particolare.

 Non svegliarti di Liz Lawler edito Newton Compton è un volume che mi ha sempre incuriosito e ultimamente mi mancava leggere qualche thriller quindi le mie aspettative erano veramente alte prima di cominciarlo soprattutto perché quanto scritto in copertina, come la copertina stessa mi hanno incuriosito subito.

Il futuro di un altro tempo di Annalee Newitz, edito Fanucci editore, ricevuto dall’editore da poco ed uscito anche in libreria da poco è una mia curiosità profonda. Dopo aver letto Autonomus della stessa autrice diverso tempo fa, come potevo lasciarmi sfuggire questo volume? La copertina è discutibile ma l’inizio della trama che ho letto mi ha incuriosisce subito. Vi farò sapere al più presto con una recensione, non temete!


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

In seguito è la fatidica domanda da un milione di dollari. Se ora vi dico cosa leggo state pur certi che prossima settimana leggerò tutt’altro. Quindi non voglio fare un piano di cosa leggere perché ve lo dirò mano a mano che la settimana comincia e andrà avanti. State tranquilli che saprete cosa sto leggendo e vi terrò aggiornati con recensioni e tutto.


Che ne pensate di queste letture? Voi cosa state leggendo? Cosa leggerete? Rispondete alle domande se volete, che io vi aspetto!
A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE # 194 – SULLA SOGLIA DI GIOVANNI PELI E STEFANO TEVINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa e vi presento una nuova lettura che spero possa piacervi o catturarvi. Stavolta è il turno di due autori che scrivono un libro particolare sicuramente. Siete pronti per questo? Ecco a voi:

Amazon.it: Sulla soglia - Peli, Giovanni, Tevini, Stefano - LibriTitolo: SULLA SOGLIA
di Giovanni Peli – Stefano Tevini
Editore: CALIBANO
Pagine: 184
Formato: 13×18
Prezzo: 14.00 €
Pubblicazione: 28/09/2020
ISBN: 9788894992762
Trama: Hanno vinto i buoni, e il futuro è diventato un inferno. Un’imprevedibile presa di coscienza globale ha trasformato il mondo in una dittatura di ciò che costituiva il riscatto morale della borghesia progressista, un vivere etico imposto per legge: politically correct, alimentazione vegan bio, decrescita e risparmio. Su tutto. Anche sulla vita umana. A 64 anni di età, si riceve obbligatoriamente l’eutanasia. Giovanni, 63 anni, ha poco tempo per recuperare il rapporto con ilo figlio Stefano entusiasta del regime, e per sognare una salvezza che sembra impossibile.

BIOGRAFIA

Stefano Tevini nasce nel 1981. Nel 2004 si laurea in Filosofia e subito si
avvicina alla scrittura, entrando a far parte del collettivo “Anonima Scrittori”.
Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo, “Vampiro Tossico”, seguito da
“Testamento di una Maschera” nel 2015, entrambi per La Ponga. Sono del
2017 la raccolta di racconti “Riassunto delle puntate precedenti” (Augh!) e il
romanzo “Storia di cento occhi” (Safarà), oltre a diversi racconti in varie
antologie. Attualmente lavora come copywriter, lotta nel circuito del wrestling
indipendente e scrive di libri e fumetti per “Nocturno” e “Duels”, oltre a
collaborare con “Flatlandia”, il programma dedicato ai libri su Radio Onda
d’Urto. 


Giovanni Peli nasce nel 1978, ed è musicista, scrittore, bibliotecario ed
editore. Ha una vasta produzione poetica, musicale e in prosa, tra cui le
raccolte poetiche “Babilonia non dà frutti” (Eretica Edizioni, 2017), e “Incontro
al tuono vicino” (Prospero Editore, 2019), il romanzo “Il candore” (Oedipus,
2016) e i dischi “Sette giorni” (autoprodotto, 2019) e “Tutto ciò che si poteva
cantare” (Kandinsky Records, 2012).


Che ne pensate? Può fare al caso vostro? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,
Sara ©

 

 

 

RECENSIONE #490 – IL CUORE DELLE COSE DI NATSUME SOSEKI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero davvero possa piacervi. Un libro sicuramente particolare e che potrebbe colpire davvero il cuore di ognuno di voi. Un libro che vi spiazzerà. A voi:

51r4ul1wsslTitolo: Il cuore delle cose
Autore: Natsume Soseki
Pagine: 279 
Data di uscita: 10 luglio 2014
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca

Link d’acquisto: https://amzn.to/3qinfpO
Trama: Il 30 luglio 1912 si spense in Giappone l’imperatore Meiji. Nei giorni successivi, durante i solenni funerali di Stato, il generale Nogi, in un atto di junshi, di accompagnamento del proprio signore nella morte, si uccise insieme con la propria moglie. I due eventi luttuosi scossero profondamente il Giappone del tempo. Scompariva, infatti, con l’imperatore, non soltanto l’epoca cui il sovrano aveva dato il nome, ma l’intero mondo racchiuso esemplarmente nel gesto del generale: l’universo della tradizione e degli antichi costumi nipponici. Due anni dopo, Natsume Soseki pubblicò Kokoro (Il cuore delle cose), l’opera che è oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose. Protagonista dell’opera è il «maestro», un uomo che nella solitudine e nel distacco dal mondo cerca la via per accedere a sé stesso. Il prezzo, tuttavia, da pagare per essere nati in un tempo saturo di «libertà, di indipendenza e del nostro egoismo», è davvero alto. Come a segnalare la perdita totale dell’identità, nessuno dei personaggi ha, in questo romanzo, un nome. Né il giovane studente che, nella prima parte, descrive il proprio incontro con il maestro, né quest’ultimo o sua moglie e neppure l’amico morto indicato semplicemente come K. Tutti i legami, inoltre, anche quelli più sacri, sono infranti. Il cuore delle cose, tuttavia, non è soltanto la struggente narrazione della fine di un’epoca, poiché indica anche una via di salvezza nel tempo in cui gli antichi dèi sono fuggiti: la prospettiva di un’esistenza dove le passioni umane sono filtrate da un superiore distacco che ne attenua le asperità e le rende più universali.

RECENSIONE

Mt. FujiLa storia ha inizio un giorno come tanti altri. Un giorno in cui un ragazzo incontra un uomo che lo incuriosirà dal primo momento e che chiamerà Maestro. E’ così che si crea un legame fra due uomini di età diverse, quasi come un padre e un figlio, che li unirà in passeggiate, profondi pomeriggi passati a chiacchierare e a discutere sulla vita e sulle possibilità ancora da affrontare e tutte quelle già portate a termine dall’altro. Una storia che è uno scambio di sentimenti reciproci di due persone molto diverse ma che sanno comprendersi molto, anche nel loro reciproco silenzio.

Cosa succederà nella vita del ragazzo e cosa cambierà frequentando il vecchio Maestro? E cosa cambierà nel Maestro ora che ha conosciuto questo ragazzo curioso e incline a saperne molto di più del suo silenzio interiore che ormai lo perseguita da anni? Cosa succederà ad entrambi?

Era una persona completamente sconosciuta al mondo. Nessuno, quindi, lo considerava per il suo sapere e per le sue idee, all’infuori di me che avevo con lui un rapporto di stretta amicizia. E gli dicevo sempre che me ne dispiaceva molto. Lui, senza farci caso, rispondeva soltanto che non aveva senso che le persone come lui parlassero in pubblico.

La trama nonostante non sembra coinvolgere completamente, mi ha colpito per questo “Due anni dopo, Natsume Soseki pubblicò Kokoro (Il cuore delle cose), l’opera che è oggi unanimemente riconosciuta come il suo capolavoro, il romanzo in cui si affaccia per la prima volta, nella moderna letteratura giapponese, il malinconico sentimento della fine, del tramonto del cuore stesso delle cose”. E’ un pezzo che mi ha incuriosito profondamente e mi ha spinto a voler leggere ancor di più, questo volume. Una trama giusta, che non racconta molto della storia ma che ci lascia un quadro di cosa ci si aspetta da questa lettura e vi assicuro che non ve ne pentirete.

La copertina è semplice, leggera e ricorda proprio uno dei giardini e dei posti che vengono visitati dai due durante le loro camminate. Un luogo che appare pacifico, silenzioso e in cui uno può perdersi completamente nei silenzi e nelle riflessioni per anni. Una copertina che comunica tantissimo, in special modo della storia seppur possa sembrare lontano anni luce dalla stessa racconta di una Tokyo o di un qualsiasi altro luogo del Giappone fermo dagli sbalzi del tempo impervio che scorre inesorabilmente. Il titolo è stata la cosa che più di tutte mi ha spinto a leggere il volume. Ho scoperto questo volume per puro caso, mentre guardavo un manga, Voglio mangiare il tuo pancreas, e ne sono rimasta affascinata da questo. E’ stato proprio il titolo a spingermi a cercarlo ed eccomi qui, una delle prime letture di questo 2021 che veramente mi hanno colpito l’anima. Un titolo che colpisce proprio nel cuore delle cose, che racconta la malinconia che ci si porta dentro una volta che si arriva alla fine di tutto, al tramonto inequivocabile di tutte le cose.

L’ambientazione è tutta orientale, ci troviamo a Tokyo e ci muoviamo fra i piccoli paesi limitrofi nel periodo prima delle guerre mondiali. Un’epoca che segna, come dice la trama stessa, un cambiamento molto importante per il Giappone e per i suoi abitanti che seguivano assiduamente una morale etica e un codice dettato da chi era al comando in quel momento.

«C’è davvero colpa, nell’amore?» domandai all’improvviso. «Certamente». Il tono della risposta era forte, come lo era stato prima. «Ma perché?» «Lo capirai presto. Anzi, dovresti già averlo capito. Il tuo cuore non è stato reso inquieto dall’amore, qualche tempo fa?» Provai a cercare dentro di me, ma vi trovai il vuoto. Non c’era niente che io potessi ricordare. «Dentro di me non c’è nemmeno una ragione d’amore. Maestro, non intendo nasconderle niente». «Proprio perché non hai una ragione d’amore, ti muovi. Se tu fossi innamorato di qualcuno, invece non sentiresti il bisogno di muoverti». «Ora non mi sto muovendo». «Non ti sei forse mosso verso di me perché ti sentivi insoddisfatto?» «Si, forse è così. Ma questo non ha nulla a che vedere con l’amore». «E’ un gradino verso l’amore».

silhouette of man near outsideI personaggi di questo volume non sono molti ma sono ben costruiti e donano al lettore molto di più che se fossero stati tanti e diversi. Il ragazzo e il Maestro sotto diversi aspetti sono molto similari fra loro ma c’è una sostanziale differenza che si assottiglia mano a mano che il volume prende a scorrere e pagina dopo pagina si scopre la verità delle cose, il vero motivo per cui il Maestro è così chiuso e perché anche sua moglie abbia paura di non essere mai stata abbastanza per lui. Due personaggi iconici che si cercano e si scoprono parola dopo parola e che entreranno nel cuore del lettore per via della semplicità ma anche per il modo di vedere la vita – che si può condividere o meno – ma che sicuramente spinge il lettore a pensare ancor di più a ciò che abbiamo intorno, ciò che ci spinge ad essere ciò che siamo e nelle scelte che facciamo.

Il ragazzo è curioso e si lega molto facilmente al maestro in maniera altrettanto curiosa, per caso. Trova molto più affinità con lui che con i propri famigliari da cui si è allontanato proprio per il semplice fatto di non condividere quasi nulla con loro e sentircisi quasi sempre in estrema difficoltà. E’ un personaggio studioso e caparbio ma anche inesperto della vita in generale cercando curiosità in quella altrui e nel passato del Maestro che incontrerà lungo il suo percorso di vita.

Il Maestro è un personaggio piuttosto enigmatico. E’ chiuso e spesso quando gli si fanno su di lui tende molto ad evadere e a portare la discussione su tutt’altro. Non gli piace che ci si concentri su di lui ed è un uomo che, affezionato al ragazzo spinge per farlo riflettere sulle cose a cui lui non presta attenzione o che tende a trattare con superficialità. E’ un uomo dal passato misterioso, che ha perso un suo amico quando era ancora uno studente e che non lavora, vive con sua moglie in maniera agiata e la tratta in maniera educata oltre che con rispetto. E’ una figura misteriosa, di cui scopriremo la sua storia solo nella terza parte del volume.

Quando ho letto la tua lettera – (…) – ho capito di avere agito male. Ho pensato che avrei dovuto scriverti. Ho preso in mano il pennello, ma l’ho deposto sul tavolo prima ancora di avere tracciato una riga. Ti avrei scritto le stesse cose che ti scrivo ora, ma allora era troppo presto  e vi ho rinunciato. Questo è il motivo per cui ti ho mandato quel semplice telegramma dicendoti che non era necessario il tuo arrivo.

White cherry blossom hanging from a tree over an Asian-style roofIl perno centrale di questa storia sta tutta nel titolo. Il cuore delle cose e quanto, queste, alle volte possano sembrare difficili sia da sopportare che da portare avanti nel corso della vita. Una storia che parla di un amore quasi fraterno, una chiusura che deriva da tanta nostalgia e tanti sentimenti racchiusi in un angolo del cuore e che il giovane ragazzo riesce a far emergere dal cuore del Maestro. Una storia che parla di un tramonto che, in tutta sincerità, non poteva essere scritta in maniera più egregia di questa.

Lo stile utilizzato dall’autore non è di certo fluido ma riflessivo e ben scritto oltre che ben costruito per un romanzo dei primi del novecento. Per quanto all’inizio la caratteristica dei capitoli brevissimi spalmati in un massimo di due o tre pagine pensavo mi avrebbero disturbato, invece ha reso la lettura migliore di quanto credevo. La storia si divide in tre parti: Il maestro e io in cui i due protagonisti faranno la loro conoscenza e si avvicineranno sempre di più; I miei genitori e io, una breve parte in cui il ragazzo torna a casa per la malattia di suo padre ed è costretto a separarsi dalla quotidianità e dalla routine che ha ormai imparato a condividere assieme al suo Maestro; e la parte finale e la più lunga, ovvero Il maestro e il suo testamento morale in cui il Maestro si racconta e svela quelle parti di lui che lo mostravano chiuso e così distante dalle cose che lo circondano. All’inizio, non sapendo questo non riuscivo davvero a comprendere dove volesse andare a parare questa storia ma l’ho trovata davvero interessante e ricca di spunti significativi una volta che avviene la svolta della terza e ultima parte.

Infatti l’unico che riesce ad aprire il cuore del Maestro è proprio il ragazzo che, nel corso della loro frequentazione, nonostante fosse curioso del suo passato ed è spinto più volte a chiedere sia a lui che a sua moglie il perché di tanta riservatezza e risolutezza, non riceve alcuna risposta concreta. In fin dei conti è l’unico che riesce a ricevere una risposta a tutte quelle domande alla fine di un’epoca segnata dalla morte di un imperatore, di una guida per il paese in cui tanti avevano creduto fermamente. Un ragazzo che riesce a scalfire il cuore più duro di tutti fino a farsi raccontare, mettendo a nudo ogni cosa, anche bella o crudele che sia.

Le riflessioni sono importanti non solo per il ragazzo che viene spinto a pensare a tutto ciò che potrebbe e non deve lasciarsi sfuggire nel corso della sua vita ma anche per il lettore stesso. Il Maestro è una figura importante per tutto il corso del volume, sia per il suo passato difficile, sia per le sue scelte poco convenzionali, sia per la malinconia e la tristezza che porta con sé da una vita e che non riesce veramente ad abbandonarlo se non dopo aver svelato finalmente tutto quello che di pesante aveva portato nel cuore per anni e anni. Un uomo dalle radici ferme, dal cuore forte ma allo stesso tempo con una fardello che sembra accompagnarlo da sempre. Infatti l’uomo sembra essere depresso e non voglio utilizzare questo termine con leggerezza perché ci sono passata anche io; però è proprio così che l’ho visto. Un uomo che non lascia andare il suo passato e si lascia cullare ogni giorno dal rimorso e da ciò che nella vita poteva essere migliore per lui e che invece non ha fatto. Una storia difficile, sicuramente non per tutti ma che spero decidiate di leggere con la delicatezza che merita.

Forse ripeto cose notissime, ma io penso che perché nasca l’amore ci debba inizialmente essere il senso della novità, e che questo stimolo possa non essere avvertito da due persone che sanno tutto l’uno dell’altra. Come l’odore dell’incenso si sente solo nell’attimo in cui comincia a bruciare, e come il sapore del sakè viene avvertito nell’istante in cui si inizia a berlo, allo stesso modo c’è nell’amore un attimo nel quale si avverte tutto il suo potere. Ci potrà forse essere affetto, ma non amore, fra due persone che sono arrivate a conoscersi senza mai avere afferrato quell’attimo.

Il libro è davvero una piccola perla dei primi del Novecento arrivato in Italia molti anni dopo. Ultimamente è stato rivisitato ed è uscito in questa edizione che trovo completa e interessante. Un libro che, per chi ama la narrativa e la letteratura orientale è sicuramente un must che dovete leggere, così come chi ama libri riflessivi e importanti. Io non ho mai letto troppi libri di questo tipo ma l’ho adorato. Un libro da leggere.

Natsume Soseki scrive un libro significativo e potente, dall’inizio alla fine entrando nel cuore del lettore in punta di piedi ed insediandosi pagina dopo pagina. Un libro che nasce per far riflettere il lettore e che ci mostra la bellezza della fine, la malinconia delle cose perdute e di un’epoca importante per il Giappone. Una storia che farà riflettere anche i cuori più duri. 

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi questo volume da leggere? Fatemi sapere, è molto bello ed, io ovviamente, vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #486 – IL GIARDINO DELLE PAROLE DI MAKOTO SHINKAI E MIDORI MOTOHASHI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Buon inizio settimana! Finalmente vi porto un nuovo volume di cui ho già visto il film ma di cui ero curioso nella lettura. Voi lo avete letto o avete visto il film relativo? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto come sempre. Eccolo:

61nkv8-dhrl._sx359_bo1204203200_Titolo: Il giardino delle parole
Autore: Makoto Shinkai e Midori Motohashi
Anno: 17/06/2015
Pagine: 208
Editore: Edizioni Star Comics
Link d’acquisto: https://amzn.to/36reGRH
Trama:
Takao è uno studente di liceo che aspira a diventare uno stilista di calzature. Un giorno di pioggia, in un giardino, fa la conoscenza di Yukari Yukino, una giovane donna più grande di lui. Con molta discrezione, senza chiedere nulla sulle proprie vite private, compresi il nome e l’età, i due cominciano a scambiare qualche parola, per poi avvicinarsi sempre più, giorno dopo giorno, ad ogni nuovo incontro. Ma quell’incanto che sembra quasi sospeso nello spazio e nel tempo è destinato presto a svanire, per lasciare posto a una realtà dalla quale entrambi non potranno fuggire..

RECENSIONE

La storia ha inizio sul treno che conduce Takao a scuola. Lo prende tutte le mattine ma, nelle mattine di pioggia, il giovane ragazzo tarda sempre ed entra in seconda ora recandosi al parco sotto un gazebo per disegnare scarpe, ovvero i suoi progetti che lo spingono a voler diventare uno stilista di calzature o un semplice calzolaio. E’ in una di quelle mattine piovose in cui fugge dall’entrata a scuola che Takao incontra Yukai Yukino, una donna che se ne sta sotto il gazebo in cui se ne sta tutte le volte, a bere  birra e a mangiare schifezze. La donna sembra strana e pare incuriosirlo ed anche lei appare curiosa di quel giovane ragazzo più piccolo di lei.

Cosa succederà fra i due? Avranno il coraggio di condividere le loro curiosità e le loro vite e del perché entrambi evitano qualcosa in quei giorni di pioggia? Si incontreranno nuovamente o sarà stata la cosa fugace di un attimo e non si vedranno più?

Il giardino delle parole” di Shinkai Makoto e Motohashi Midori*

La trama di questo volume è molto semplice e ci presenta questo volume nella sua completa interezza, niente di più, niente di meno. Io ho iniziato a leggerlo dopo aver visto il film e sinceramente è stata la scelta migliore. Mi ero già innamorata del film ma ci sono dei piccoli dettagli differenti nel volume che è sicuramente meglio scoprire dopo che restare delusi di non aver trovato. Quindi sicuramente vi consiglio prima la visione del film e poi il manga ma se siete tipi che poi non leggete il volume per via del film allora leggete prima il libricino.

La copertina del volume è splendida e porta dei colori meravigliosi che lasciano molto all’immaginazione. Sono colorate anche le prime due pagine del piccolo manga e poi ci lasciamo cullare da questa storia in bianco e nero immaginando come i colori possano rendere ancor più bello questo volume. In effetti nel film che ne è stato fatto, i colori sono azzeccatissimi e piacciono molto. Il titolo di questo volume è incredibile e adoro la metafora e tutto ciò che contiene. In effetti è di questo che parla questa storia e non solo. E’ un giardino in dei giorni di pioggia in cui i due si incontrano per caso ed è lì che iniziano le parole e i due cominciano a parlare e a condividere, conoscendosi sempre di più.

L’ambientazione è giapponese, a Tokyo, precisamente a Shinjuku Gyoen, un grande giardino a Shinjuku e Shibuya nel centro di ; l’epoca sembra essere abbastanza moderno, seppur non sia specificato ovviamente, quindi su questo restano dei dubbi.

Il giardino delle parole (Makoto Shinkai, Motohashi) – Lo Spazio Bianco

I personaggi di questa storia non sono molti, anzi, tutt’altro. Il manga essendo tutto circoscritto ad un unico e solo volume concentra le proprie energie nei due protagonisti principali che catturano la scena come solo loro possono, facendosi amare per ciò che sono.

Takeo è un ragazzo dolce e sensibile, studioso e un grande lavoratore. Sua madre non è mai a casa e suo fratello maggiore ormai non vive più con loro. E’ un ragazzo che ama le calzature e che spera di diventare un calzolaio e di creare le proprie calzature come uno stilista di scarpe. E’ un ragazzo in gamba, sveglio e amante della pioggia dove, nel parco mentre la osserva riesce a lavorare dando il meglio di sè.

Yukari Yukino è una donna che ha avuto delle difficoltà e che amava il proprio lavoro. Le cose che però sono accadute la portano ad essere insicura, a non voler più andare a lavorare e a sentirsi una fallita. E’ una persona fragile e ciò che le è successo sembra destinato a ripetersi. E’ una donna dolce, che ama le poesie e il waka, specialmente quello che dice all’interno del volume che io – tra l’altro – adoro.

Il Giardino delle Parole: recensione del manga | AnimeClick

Il perno centrale di questa storia è il ritrovare se stessi e la condivisione che porta a tutto ciò che era perduto o ciò che nella vita può arrivare. Una condivisione di attimi, di cose differenti che portano due persone così diverse fra loro a amarsi in un modo quasi etereo, assieme alle cose che i due amano e che vogliono fare nella vita. Una storia singolare e originale.

Lo stile e la grafica utilizzati sono molto semplici e tipici delle scelte di Shinkai. Nonostante i disegni siano dell’altra autrice, l’autore per le sue storie dolci e ricche di significato si circonda di disegnatori bravissimi e tutti molto simili fra loro. Basta guardare Your Name, Weatherin with You e questo volume qui, ovviamente. Ci sono anche altri volumi che vorrei leggere di quest’autore e adoro i suoi manga.

La storia è decisamente bizzarra e particolare, sicuramente molto strana dal punto di vista dell’età, visto che la signorina Yukino che è molto più grande di Takeo, di ben dodici anni. Takeo mano a mano che comincia a conoscere la signorina Yukino si ritrova a voler condividere molto di più, si ritrova a sperare che fuori piova per rivedere ancora una volta la donna tutte le mattine. Yukino lo stesso, e spera che lui capisca di chi si tratti visto che lui va ancora a scuola ed è solo un ragazzo.

Una storia di similitudini che si incontrano e si scontrano, si trovano e si perdono ma allo stesso tempo il tutto lascia tante consapevolezze in più e la forza sia per andare avanti che per inseguire i propri sogni.

“Il rombo del tuono nel cielo nuvoloso forse pioverà e, quando accadrà resterai con me?
Il rombo del tuono nel cielo nuvoloso e anche se non piovesse resterò con te”
Man’yōshū

Il Giardino delle Parole: recensione del manga | AnimeClick

Il libro è un piccolo volume dolce, che fa riflettere e che manda al lettore diversi messaggi. Un libro unico nel suo genere, che si lascia amare pagina dopo pagina, che consiglio vivamente, specialmente se amate i manga di cuore.

Makoto Shinkai e Midori Motohashi scrivono e illustrano un volume tenero, ricco di significato nonostante per la distanza di età sembri strano. Io credo che il messaggio vada oltre e arrivi dritto al cuore del lettore che può rispecchiarsi sia nelle aspettative e nell’amore, nel futuro del ragazzo da vedere con occhi privi di malizia e pregiudizi sia in quello della donna matura ma al contempo fragile che ci mostra quanto la vita può essere dura e buttarci giù, persino da adulti.

Il mio voto per questo libro è: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Volume acquistato

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Cosa ve ne pare di questo volume? Pensate di leggerlo? Fatemi sapere ovviamente. Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #480 – IL FIATO DI EDITH DI NICOLA PESCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi eccoci con una terza recensione della settimana per voi di un libro che è uscito da poco e che volevo leggere. Ringrazio la casa editrice NPE Edizioni per la lettura e ve ne parlo subito. Ecco a voi:

Titolo: Il fiato di Edith51rzl7iw0ll._sx382_bo1204203200_
Autore
:
Pesce Nicola

Collana: Himself
Formato volume: cartonato in imitlin avorio e testo in rilievo rosso
ISBN: 9788836270088
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sgkEyh
Trama: “Il fiato di Edith” è un romanzo ambientato in una Irlanda di un indefinito secolo passato, tra prati verde scuro, piccole casette e grandi nebbie. Un ragazzo di dieci anni o poco più, inseguendo una palla di pezza rotolata ai piedi di una collina, scorge una casa diversa dalle altre. Entra attraverso la porta socchiusa e vede una famiglia in piedi accanto a un lettino, di fronte a un fuoco scoppiettante. Distesa sul lettino, la piccola Edith, una bimba malata dai lunghissimi capelli rossi, che respira a piccoli sorsi. È così che il piccolo Jonathan cade suo malgrado in una favola. Non si sa come esattamente, si parla di un maleficio, di una strega… una volta… e la piccola Edith non può vivere come le altre persone, per il suo cuore troppo debole.

RECENSIONE

La storia ha inizio fra le colline nebulose d’Irlanda in cui un bambino curioso, Jonathan, si addentra in una casa in collina e scorge una bambina che se ne sta sdraiata sul letto e parla a malapena. Il suo nome è Edith e sembra stare molto male. I suoi genitori non sanno come porre rimedio alla cosa e la figlia sembra essere vittima di una maledizione. Jonathan si affeziona tantissimo alla ragazza e trova in lei un punto a cui poggiarsi e un mistero da risolvere, specialmente per quanto riguarda il maleficio di cui la piccola sembra essere vittima.

Cosa è successo veramente alla piccola Edith? Riuscirà Jonathan a rimanerle vicino e a scacciare questo profondo maleficio? Cosa cambierà nella vita di Jonathan e in quella di Edith ormai profondamente legate?

Poi una voce, che non si aspettava, gli arrivò all’orecchio come una carezza troppo leggera. «Ritornerai?» aveva chiesto Edith, e dopo era caduta in uno svenimento prima ancora che lui potesse risponderle.

La trama di questa storia ci mostra l’inizio di questa storia e di come questa prenda effettivamente piega, forse anche meglio di come il libro si presenta agli occhi del lettore.

Il titolo è sicuramente quanto di più inerente a questa storia. La storia si basa sul maleficio a cui è soggetta Edith e il suo fiato sembra pesante, tanto che sembra quasi un miracolo che respiri. Il suo fiato e la sua voce è quanto di più importante per Jonathan e per il lettore che prenderà fra le mani questo volume. Su Edith dipendono le sorti della storia, quindi trovo il titolo sicuramente azzeccato. La copertina è piuttosto minimalista. Non mi fa impazzire, se devo essere sincera, ma ha il suo fascino misterioso. Sembra essere il volto di Edith che sogna di vivere come tutti gli altri ragazzi/e della sua età, di correre nel vento. Per questo motivo è sicuramente una copertina figurativa, per il resto troppo semplice per dirvi di più.

L’epoca è misteriosa e ignota ma non sembra essere ambientato quasi nel medioevo. Non so dirvi se questa cosa però sia corretta e veritiera, per cui mi limiterò a dirvi che è nell’epoca che vi ho appena detto in cui mi sono immaginata questa storia. L’ambientazione è l’Irlanda, di cui nessun altro dettaglio ci è dato sapere.

Ma era come se quell’uccellino, all’entrare di altra gente, perdesse improvvisamente di valore. Era come se quell’uccellino – senza che lo sapesse nemmeno – guadagnando in giubilo perdesse in bellezza, in profondità. Ma in cosa risiedeva il valore di quell’uccellino? Era proprio la tristezza intrinseca a dargli valore?, o lo decideva Jonathan, lo decidevano i suoi occhi di bambino, di uno in mezzo a quattro, di nessuno? Non era egoista.

I personaggi di questa storia non sono molti e sono poco sviluppati, soprattutto per quanto riguarda Edith. Conosceremo molto poco di lei se non ciò che la caratterizza, la “maledizione” che porta con sé e che la mette nella condizione in cui si trova. Scopriremo però le scelte della bambina quando ci si avvia verso il finale del volume. Motivata più dallo spirito della compagnia e dalla solitudine, si accompagna a Jonathan in cui trova un compagno e un amico.

Jonathan è il ragazzino che sicuramente conosceremo di più, scopriremo i suoi pensieri, le sue paure, il semplice fatto di essere ammaliato dalla piccola bambina e di prodigarsi per lei. Jonathan è un ragazzino che resta al suo fianco, l’unico che cerca di trovare una soluzione e l’unico che si ritrova persino a pagare per questo. E’ un ragazzino intelligente e devoto, che dona fiducia e sembra quasi innamorarsi della piccola.

«Dimmi la verità: vorresti stare tra le mie braccia adesso?» Una civetta in lontananza rispose in vece di Edith. «Sentirei i battiti del tuo cuore,» continuò Jonathan, «come quello di un uccellino impazzito, poi, come sempre, si calmerebbe, stavolta adattandosi al mio respiro, lento. Chiuderesti gli occhi, come li chiudi a volte quando ti faccio una carezza. E il tuo cuore diventerebbe possente e calmo, come quello di un bellissimo cavallo che dorma nel buio. Sentiremmo solo i nostri respiri. Dopo, io dormirei per la prima volta dopo tanti giorni. Tu dormiresti. Che bello sarebbe dormire insieme senza una parola. «Nel buio ti sussurrerei che ti voglio bene. Ma staresti già dormendo. Sognando. Sognando un vento che spoglia dei loro orecchini i ciliegi in fiore, di un camino che crepita su una montagna nella neve.

Il perno centrale di questa storia sembra essere il maleficio a cui è soggetta Edith. E’ costretta a letto con un filo di voce e non si riesce quasi a parlare. Un ragazzino si avvicina e resta assieme a lei, la prende a cuore visto che è sola e anche i genitori di lei, chiedono a lui di restare. Lui lo fa incondizionatamente, cercando di salvare la piccola Edith; è questa l’unica cosa che conta.

Lo stile utilizzato dall’autore è al contempo articolato e singolare, non del tutto fluido per una storia di sole 120 pagine, però scritto in modo poetico e incisivo, sicuramente non da tutti. Questo infatti è una lama a doppio taglio: laddove l’autore è prolisso o si perde nei meandri dei dettagli decantandone le lodi e la bellezza, perde a livello di trama e di storia. Con questo non dico che la storia non mi sia piaciuta ma per alcune cose se ne perde molte altre che sono fondamentali ai fini di una storia ben scritta e ben delineata e improntata.

Infatti, resta confuso il motivo per il quale questa bambina sia vittima di questo maleficio. Il libro si concentra molto sui sentimenti del giovane ragazzo e sul messaggio che vuole cercare di condurre quando il volume giunge alla fine ma perde il suo valore dal momento che non spiega quasi nulla: ne come la ragazza sia stata vittima di questo maleficio, ne perché e perde per la via il vero senso e significato di questa storia.

La tematica del volume lascia presagire molto seppur con la scrittura l’autore tenda molto a confondere il lettore. Il messaggio se penso sia quello che ho compreso nel leggere il libro, è chiaro, se non alla fine del libro ma il trascorso non e i presupposti di certo lo sono meno. Inoltre non ho ben compreso il perché del finale di questa storia sia così e il ciclo si ripete e alla fine a pagare è solo uno, perché non viene reciprocamente resa la cosa. Era un trucco? Un inganno? Era quella stessa cosa il maleficio verso qualcun altro? Non so spiegarvi perché ma le domande sono troppe e meritano troppe risposte che, con molta probabilità non avverranno mai. Quindi la storia ha sicuramente molte crepe e carenze.

Il quinto giorno più bello della loro vita fecero una passeggiata in un bosco, le loro dita si sfiorarono e Jonathan per la prima volta ebbe paura di morire.

Il libro narra un racconto sicuramente particolare sia nella struttura narrativa, sia nella storia stessa che, però, non raggiunge veramente a fondo il cuore del lettore. Consiglio? Se amate storie dal ritmo e dalla tonalità fiabesca con un tipo di scrittura quasi poetico, questo può fare per voi. Altrimenti, direi di no.

Nicola Pesce scrive una storia di due ragazzini che si trovano in circostanze strane, curiose e che si ritrovano a condividere qualcosa di particolare che li unirà e li porterà a cercare di risolvere il fitto e intrigato mistero che li avvolge.

Il mio voto per questo libro: si barcamena tra 2 e mezzo / 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Il fiato di Edith e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Il fiato di Edith o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò


Cosa ne dite? Pensate che possa fare il caso vostro? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

COVER REVEAL # – TRA LE TUE BRACCIA DI ESTER ASHTON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io tutto bene, sono qui a portarvi un nuovo volume con cui scoprire assieme la copertina. Siete curiosi di sapere di cosa si tratta e quale sarà la copertina? Eccovi tutti i dettagli, a voi:

Titolo : Tra le tue braccia
Autrice: Ester Ashton
Edizione: ripubblicazione in self ( antecedente Delos)
Genere: erotic romance
Data di uscita: 14 Febbraio 2021
Ebook: 1,99 e anche su Kindle Unlimited
Cartaceo: da definire

LA COPERTINA

COVER (1)

TRAMA: 
20 centesimi di secondo è il tempo sufficiente a far scoccare un colpo di fulmine, Oliver
Westmore l’ha provato utilizzando un ascensore per raggiungere il suo piano.
Abigail Cooper è riuscita a mettere in discussione tutto il suo mondo e le sue certezze in
quei pochissimi istanti.
Vuole conoscerla, baciarla, amarla.
Sentimenti opposti con l’immagine del playboy che ha cucita addosso.
Abigail odia tutto quello che Oliver rappresenta: rapporti effimeri e superficiali, consumati
giusto per placare un impulso fisico, eppure è bastato un bacio di Oliver per annientare ogni
sua sicurezza.


Cosa ne pensate? Vi piace la copertina? E la trama può fare al caso vostro? Come sempre fatemi sapere, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #189 – IL CASO GALLI DI FRANCESCO ACCARDO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci con una nuova segnalazione! Come stanno andando le vostre feste? Ovviamente raccontatemi, sono curiosa di sapere! 🙂 Vi lascio un bel libro per voi:

Il caso Galli eBook: Accardo, Francesco: Amazon.it: Kindle StoreTITOLO: Il caso Galli
AUTORE: Francesco Accardo
GENERE: Giallo-Investigativo
DATA DI USCITA: 30 aprile 2020

TRAMA: In un piccolo paesino a ridosso delle Alpi tra Italia e Francia scompare Roberta Galli, una ragazza poco più che ventenne. Le autorità liquidano la cosa come una semplice fuga da casa, ma qualcosa non quadra. Le indagini vengono interrotte e su tutta la questione cala un insolito silenzio.

L’investigatore Giuseppe Quirico e i suoi amici vengono assoldati per far luce sul caso, ma scopriranno a loro spese che dietro la sparizione c’è un segreto terribile e inconfessabile.

Tra leggende, superstizioni, strani avvenimenti e un passato oscuro, nel piccolo paese di Pietraporzio i protagonisti dovranno districarsi tra sotterfugi ed enigmi diabolici. Quello che all’inizio sembra un semplice caso di routine diventerà un’intricata matassa da sciogliere e presto gli estranei che volevano investigare inosservati saranno al centro delle attenzioni.

Riusciranno a risolvere il Caso Galli? O forse anche loro spariranno nel nulla?

ESTRATTI

 
George si sporse oltre il bancone.
«Ti ho visto, sai! Non sei di certo uno stratega nello spionaggio» disse sottovoce guardandolo negli occhi in maniera eloquente.
L’uomo si irrigidì e, offeso dalle illazioni di George, lo guardò accigliato.
«Senta, non ho tempo da perdere! Ha idea di che libro sta cercando?»
Benché George non fosse pienamente sicuro di rivolgersi alla persona giusta, come suo solito decise di rischiare.
«E se cercassi il libro “I segreti di Maurizio?”»
Il bibliotecario appena udì le parole dello spacciatore sbiancò.


«Luca, Luca… sei un giovane sempre pieno di entusiasmo e impulsività. Dovresti aver imparato che la forza non conduce al successo. “Divide et impera”… Sai chi pronunciò questa frase?»
A quella domanda Luca tentennò cercando di far mente locale.
«Giulio Cesare, ma che cosa c’entra?»
«Risposta sbagliata! Fu Filippo il Macedone a pronunciarla. Era un grande combattente Filippo, ma la forza stava nella tattica… Per poter sconfiggere le armate nemiche è necessario prima dividerle, per poi ridurle in modo che non diventino un problema. Quindi se noi eliminiamo uno alla volta quei ficcanaso non avremo problemi. Invece in gruppo possono essere molto pericolosi, lo dimostra il fatto che a pochi giorni dal loro arrivo hanno scoperto più cose di quanto abbiano fatto gli altri durante gli anni.»

Cosa ne dite? Pensate possa fare al caso vostro? Fatemi ovviamente sapere, come sempre. Io vi aspetto.
A presto,
Sara ©

SEGNALAZIONE #188 – LA SINDROME DI DIDONE: TRACOTANZA V.1 DI CHRISTINA MIKAELSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, un altro week end è giunto alle porte e non vedo l’ora di riposare un po’. Spero che queste vacanze di Natale siano state comunque per voi un moto di riposo e di serenità nonostante la situazione. Ecco a voi una lettura per voi:

La Sindrome di Didone (Vol.1): Tracotanza: Amazon.it: Mikaelson, Christina,  Rose, Alexandra, Angelice Graphics, Angelice: LibriTitolo: La Sindrome di Didone: Tracotanza Vol.1 (primo di una Trilogia non autoconclusiva)
Autrice: Christina Mikaelson
Casa editrice: Self-publishing
Genere: Young Adult, Romance
Pagine: 413
Prezzo Ebook: 1,99 £ (in promozione per la prima settimana dell’uscita) / 2,99 £ prezzo pieno
Prezzo Cartaceo: 14,90 £
Data di uscita: 26 ottobre 2020
Formati: Cartaceo ed E-book
Non Autonclusivo.
Trama: Roma 2006. Cosa faresti se dovessi fingere di essere fidanzata col ragazzo che odi per conquistare quello che ti piace? Caterina Farnesi frequenta l’ultimo anno del liceo classico. È una ragazza spigolosa, saccente e altezzosa che non vuol perdere tempo dietro ai ragazzi o ad altro che potrebbe distoglierla dal suo adorato studio. Purtroppo ha una cotta per il suo migliore amico Leonardo, a sua volta fidanzato con Beatrice, compagna di banco di Caterina. Una mattina, Cat scopre un segreto scottante sul ragazzo che odia: il popolarissimo e irriverente rappresentante d’Istituto Adriano Greco. Lui è tutto ciò che lei detesta e approfitterà di questa occasione per ricattarlo e chiedergli di fingersi il suo ragazzo per fare ingelosire Leonardo. Ma cosa succederebbe se la finzione si mischiasse con la realtà e Caterina si rendesse conto che Adriano non è così terribile come credeva?

Estratto

Un altro passo. Un altro ancora. Si accorse di aver raggiunto il muro soltanto quando percepì il freddo del cemento premuto contro la schiena. Adriano rimase a una distanza dignitosa, anche se Cat poteva sentire con chiarezza il calore propagato dal suo corpo. Si chinò su di lei e batté il palmo sulla parete, accanto al suo viso. Quel gesto le fece quasi schizzare il cuore fuori dal petto. Il suo torace si gonfiava e sgonfiava a un ritmo frenetico. «Puoi dirmi che ti faccio schifo, usarmi per fare ingelosire chi cazzo ti pare, darmi del bastardo, dello stronzo, del pezzo di merda, tutto quello che vuoi… Però questo no» ringhiò feroce, troppo vicino per respirare, troppo vicino per ignorare la sua voce vibrare di delusione o il suo profumo aspro. Troppo vicino per non osservare i lividi sulla sua faccia. «Non riesco a crederti» sussurrò Cat, scossa da sensi di colpa che forse non avrebbe mai ammesso. Si schiarì la gola per far assumere alla propria voce un timbro più sicuro. «Delle cose che dici non mi fido neppure della punteggiatura.»

Biografia

Dopo aver esordito su Amazon con il Contemporary Romance “Take a Sad Song” edito da Un cuore per Capello, Christina Mikaelson ritorna con il primo volume di una trilogia Young Adult non autoconclusiva. L’autrice nasce a Catania l’1 Ottobre del 1991. La sua passione per la scrittura nasce fin da piccola, non appena è in grado di scrivere i suoi primi temi scolastici. Si avvicina al mondo dei libri a dieci anni, dopo aver letto Harry Potter e la Pietra Filosofale. Qualche anno dopo comincia a scrivere di suo pugno e a postare online delle fanfiction sull’omonima saga; si esercita così per anni finché non decide di scrivere qualcosa di suo. Per lei la scrittura rappresenta da sempre un’àncora di salvezza, nonché l’unico mezzo attraverso cui può esprimere se stessa.


Cosa ne pensate di questo volume? Vi incuriosisce? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto come sempre!

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #474 – LA STORIA D’AMORE PIU’ BELLA DEL MONDO DI GAETANO BERARDINELLI E ANTONIO ROBERTO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi di cui ringrazio la New-Book per l’opportunità di lettura che mi è stata offerta dall’editore e da Librisottolineati, su Instagram. Li ringrazio molto per questa possibilità e vi parlo subito di questo volume. A voi:

41wosgbgiul._sx331_bo1204203200_Titolo: La storia d’amore più bella del mondo 
Autore: Gaetano Berardinelli e Antonio Roberto
Pagine: 264
Data di uscita: 4 dicembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3p2bsLx
Trama: Quando il presente diventa impossibile. Quando hai un dolore che ti costringe ad andare via. Quando tutto sembra perduto… l’unico posto dove puoi andare è l’amore. Il giorno che Mirko incrocia gli occhi di Sofia, sa di esserne già perdutamente innamorato. Il loro è un colpo di fulmine fatto di parole non dette, lunghi sguardi e baci rubati. Attimi fuggenti che trasformano la realtà in fantasia e i sogni in momenti indimenticabili. Sarà sull’onda lunga di una passione travolgente che Mirko, giovane imprenditore di successo, scoprirà d’essere un uomo vulnerabile. Quando il bisogno d’amore è solo un ideale, può risultare ingannevole e al tempo stesso trasformare le gesta più semplici in gesta folli. Una follia che spingerà una donna di spettacolo come Sofia a trasformare il sogno di un abito bianco davanti all’altare in un banalissimo e incomprensibile gossip nazionale. L’amore è fatto di comprensione profonda, complicità, fiducia e rispetto. Una passione travolgente potrà essere sufficiente per giurarsi amore eterno? Questa però non è la storia di Sofia, è quella di Mirko ed è la storia d’amore più bella del mondo.

RECENSIONE

man and woman holding hands in silhouette photographyLa storia ha inizio come tutte le storie d’amore, Mirko produce un reality e Sofia è una donna dello spettacolo che ha una grande visibilità mediatica. Quando Mirko incontra Sofia per la prima volta gli sembra quasi di vedere un angelo, un sogno e la donna sembra così sicura di sé. Così Mirko si avvicina a lei spudoratamente e tenta a tutti i costi di sedurla, di cercare di avvicinarla e fare in modo che anche lei lo noti e si innamori di lui sempre di più. Tra i due sembra nascere qualcosa di magico, misterioso e unico al mondo, così come accade in ogni storia d’amore che si rispetti. 

Ma cos’è che la rende la storia d’amore più bella del mondo? Cosa succederà tra Mirko e Sofia e dove porterà la loro storia d’amore? Esiste la storia d’amore più bella del mondo? I due riusciranno a viverla davvero?

Non sono mai stato un uomo troppo riflessivo. Non sto dicendo di essere poco intelligente, ma essere riflessivi è qualcosa in più perché implica la pace interiore che non ho mai avuto. La mia compagna invece lo è, le sue parole sono sempre ponderate e piene di comprensione. A volte la guardo e penso che ha il cuore più bello del mondo.

La trama è piuttosto lunga ma allo stesso tempo non lascia spoiler ma mostra soltanto quello che succede all’interno del volume aprendo uno spiraglio e la porta di questa storia senza dire troppo. E’ una trama semplice, ben scritta e mette curiosità.

La copertina è davvero molto carina e riprende le illustrazioni che sono presenti all’interno del volume, ovviamente. Il modello è sempre lo stesso, delicato, dolce e minimalista, quasi stilizzato. Insomma, una copertina dolce che rappresenta il titolo che il libro stesso porta. Quest’ultimo, devo essere sincera, non l’ho amato molto nella sua interezza ma dopo averlo letto sicuramente si riesce a comprendere l’accezione e il perché viene utilizzato. Quindi assume connotazione positiva e valore subito dopo che 

L’ambientazione si sposta tra Salerno e Catania e tanti altri posti anche se per la maggior parte è quello; l’epoca è moderna, ambientata ai giorni nostri tra cui possiamo scorgere anche il programma Uomini e Donne citato o i social attuali. Insomma una storia contemporanea.

bride in white vehicleUna sera, non sapendo come controllare la mia irrequietezza, feci entrare in azione il mio lato sentimentale e quando lei andò al bar a prendere un cocktail la raggiunsi. Da vicino era persino più bella. «Sei tu», dissi. «Come, scusa?».

I personaggi di questa storia non sono molti e sono decisamente piuttosto ordinari per un libro d’amore. Mi sarei aspettato qualcosa di decisamente particolare, originale e innovativo invece Mirko è abbastanza deludente e Sofia prevedibile. Una volta insieme non mi aspettavo nulla di meno, purtroppo.

Mirko è un’imprenditore e ama la bella vita. Vive da sempre a Salerno ma ama viaggiare ed esplorare posti nuovi soprattutto per via del suo lavoro. Ama l’amore, le belle donne e i bambini. Così come è molto affezionato al suo migliore amico Andrea che è sempre a supportarlo, oltre a cercare di farlo ragionare in determinate occasioni. Mirko è uno che si butta a capofitto, prima il cuore poi la testa e questo lo rende un personaggio piuttosto vulnerabile. Mirko è un pezzo di pane, una persona buona ma allo stesso tempo uno che si lascia abbindolare da poco, una persona priva di forza d’animo e di amor proprio, neanche quando le cose possono o rischiano di andare male.

Sofia è un personaggio fin dal primo momento enigmatico e poco preciso. Dapprima si presenta come forte, dura ma allo stesso tempo innamorata di ciò che Mirko sembra darle. Peccato che mano a mano che la cosa prende piede, Sofia sembra peggiorare visibilmente e sembra quasi sia affascinata al portafoglio più che all’amore di Mirko. O almeno questa è l’impressione che sviluppa questo personaggio. Molto legata a sua figlia è una donna intraprendente e sicura di se.

«Ti è mancata?»
«Moltissimo».

silhouette of couple on terraceIl perno centrale di questa storia è una storia d’amore. Una storia d’amore che come un fulmine colpisce Mirko ma che rischia di bruciarlo così come Sofia. E’ una storia d’amore che sembra essere così come tante altre ma allo stesso tempo entrambi tessono una trama difficile da sbrigliare e ancor più dura da portare a termine. Cosa succederà davvero lo sapremo solo leggendo.

Lo stile utilizzato all’interno della storia è semplice, fluido e sicuramente scorrevole. La storia in sé si compone di meno di 200 pagine ed è piuttosto veloce da leggere e nella seconda parte del volume la storia si compone di una raccolta di frasi sull’amore scritte da diversi autori e presumibilmente – credo – raccolte in internet o forse scritto da persone su Instagram alla loro pagina. Esattamente di questo non so dirvi eppure è stata una trovata carina e dolce per dare un punto di vista anche esterno e uniforme a come in genere si vede l’amore.

Mirko è un uomo semplice, che ama in maniera smisurata ma anche senza buon senso. E’ vero che l’amore prende all’improvviso ma è anche vero che per quanto uno si possa buttare a capofitto, è il tipo di uomo che non usa per niente la testa, ma solo il cuore. E a volte usare solo il cuore può portare a scelte sbagliate. Questo tipo di personaggio fin dal primo momento coraggioso ma allo stesso tempo debole, e non decisamente ciò che ci si aspetta, decade ogni volta un pezzetto in più macinando nel corso della storia. Specialmente quando decide di continuare ed essere ancor più parte passiva della situazione di quanto non lo fosse prima, il farsi trascinare dagli eventi, non prendere una posizione duratura e stabile per se stesso che possa farlo stare realmente bene. Questo è il prototipo di personaggio che non piace per questo tipo di storie. Ok, apprezzo il fatto che sia descritto un uomo potenzialmente debole… sono stanca di tante storie in cui l’uomo macho di turno conquista la sua bella (soltanto per questo devo dire grazie agli autori perché hanno portato un nuovo lato umano dell’uomo in quanto essere di genere maschile. DONNE UDITE UDITE: ANCHE GLI UOMINI POSSONO ESSERE DEBOLI O AVERE UN CUORE). Però non confondiamo la debolezza con la passività e con tante altre cose che Mirko qui rappresenta. La scelta di questo personaggio non è stata così felice e affiancarci la donna ricca, famosa e da social, sicuramente non è stata la scelta top dei top.

La storia, almeno per quanto mi riguarda, non è stata la storia d’amore più bella del mondo. E’ stata una storia d’amore come tante che iniziano e possono o non possono finire e ci regalano un’esperienza che nel bene o nel male ci lascia qualcosa. E penso che in fin dei conti è questo che volessero comunicare gli autori ai lettori che decideranno di leggere questa storia. 

Stavamo vivendo una favola, loro erano le mie principesse e io sentivo l’uomo più fortunato del mondo.

Il libro è sicuramente una lettura piacevole ma sicuramente non spicca particolarmente. Probabilmente passa più il messaggio che la storia in sé e quest’ultima non rende giustizia a ciò che, secondo il mio modesto parere, gli autori volevano comunicare. Consiglio? Sono nel limbo e non saprei darvi un’indicazione corretta. Dal mio punto di vista vi direi ni, ma oggettivamente chissà. Nonostante questo la storia si mantiene sulla sufficienza.

Gaeteano Berardinelli e Antonio Roberto scrivono la storia d’amore più bella del mondo che con le illustrazioni viene resa ancor più magica, viva e quasi reale. Una storia d’amore come tante altre ma che per chi la vive potrebbe essere la più bella del mondo.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente, io vi aspetto al solito, con opinioni o qualsiasi cosa volete.

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #471 – GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE DI ALEC BOGDANOVIC.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero possa piacervi e interessarvi. Personalmente, se mi è piaciuta o meno devo spiegarvelo perché devo ammettere che la questione è difficile. Non siete un minimo curiosi di questa lettura?? Ringrazio l’autore per la copia di cui vi parlo subito:

9788899700416_0_0_626_75Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie
Autore: Alec Bogdanovic
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2020
Editore: Rogas Edizioni
Link d’acquisto: https://amzn.to/3qE63Mi
Trama: La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell’adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

RECENSIONE

man leaning on counterLa storia riprende la storia di un giovane che, riscontrato il suo fatto di essere depresso, solo e potenzialmente impotente cerca strane soluzioni e spiega come la sua vita sia infelice e potenzialmente circoscritta a tante dosi di ossitocina e quante più altre sensazioni ormonali e emotive riuscissero a tenere il cuore potenzialmente un luogo felice e non del tutto inospitale.

Ma cosa succede davvero ad Alec? Cosa lo rende così depresso e così avvezzo al mondo che lo circonda? Cosa scoprirà di se stesso e cosa cercherà di cambiare da ciò che di sbagliato sembra aver vicino?

Il mio essere sempre controllato la prendeva un po’ come una sfida nei suoi confronti. Pensava la disprezzassi quando in realtà la ritenevo troppo bella per non essere una presa per il culo. Grazie ai miei complessi di inferiorità avevo appena innescato una reazione a catena che l’avrebbe fatta innamorare di me. Col senno di poi forse la più grande, se non l’unica, botta di culo della mia vita.

La trama incuriosisce sicuramente ed è questa che mi ha spinto, stavolta alla lettura di questo volume. Per la maggior parte delle volte, se mi seguite, sapete bene che amo soffermarmi sulla copertina e sulle prime righe della trama per non andare troppo a fondo. Stavolta mi sono lasciata trascinare e convincere dalla trama. Una buona presentazione per questa storia seppur poi a conti fatti ci si trovi di fronte a una storia diversa e alternativa. 

La copertina non fa impazzire, devo essere sincera. Se non fosse stato per il tema della storia non sarei stata tentata dalla lettura di questo volume. Avendo avuto anche io attacchi di panico e avendo sofferto in piccola parte di depressione anche io, mi sono sentita vicina al tema e questo mi ha spinto alla lettura. Il significato della copertina è alquanto discutibile ed in netto contrasto con il titolo. Il titolo è particolare e, seppure mi aspettassi che citasse quantomeno in qualche luogo o momento i famosi zombie del titolo anche solo per sdrammatizzare la situazione, l’ho trovato originale seppur lungo. E’ così che ci si sente in queste situazioni, io per anni ho avuto la terribile paura che potesse sempre succedere qualcosa – di negativo ovviamente – ogni qualvolta che accadeva un’evento o simili.

L’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se ripercorre diversi anni della vita del protagonista. Ambientata nei pressi di Pescara o comunque in Abbruzzo.

Non so se i miei amici mi hanno mai voluto bene, né se io ne ho mai voluto a loro, ma questo chiacchiericcio indistinto intervallato da risate stanche è stato il sottofondo di buona parte della mia vita, è giusto quindi che trovino anche loro spazio in questa storia che tanto leggerò solo io.

I personaggi di questa storia non sono molti e si concentra quasi esclusivamente sulla vita del protagonista principale che descrive la storia. Alcuni personaggi che fanno da sfondo al protagonista sono sembrati inverosimili e poco concreti, come Yoon, si simpatico e tutto ma in fin dei conti molto fine a se stesso. Comparso si e no qualche volta con degli accenni e dai risvolti poco convincenti. Ines e Marina forse sono sembrate più veritiere e reali. Sicuramente Ines per quanto fosse una persona sbagliata per il protagonista, aveva un’evidente sorta di problemi anche lei legati alla strada sbagliata che ha intrapreso o al mondo in cui è cresciuta che l’ha portata ad essere quella che si è presentata ad Alec. Questo infatti viene evidenziato dal fatto che i due hanno pianto assieme senza un evidente motivo.

Alec è sicuramente un personaggio singolare. E’ ansioso e potenzialmente depresso, ha un’impotenza che lo porta a voler cambiare questo di sé e a spingerlo in questa direzione. Ha studiato Economia e si circonda di amici discutibili e sicuramente poco adatti alla sua personalità, che nonostante l’evidente stato emotivo sembra essere un tipo che nella solitudine si trova compensata con una buona dose di sesso che a quanto pare cerca di non farsi mai mancare, arrivati ad una determinata fase della vita. Non è un tipo che ama la compagnia dei suoi genitori ed è particolarmente ostinato e pessimista, sessista e maschilista. E’ un personaggio discutibile che probabilmente, una volta conosciuto, per mancanza di argomenti avrebbe sicuramente annoiato la maggior parte di voi, ma che ha un certo fascino mentale per come pensa di risolvere le cose nel modo – a volte –  più sbagliato possibile.

Dicevo, meno ossitocina provoca più ansia, più ansia frega tutte le altre cose, le quali si fregano di nuovo fra loro continuando a mantenerti fra il 20% degli italiani che soffre di depressione. Esatto, uno su cinque. Quindi, dato che i miei problemi sono così comuni, raccontare la mia esperienza potrà magari aiutare qualcuno a sentirsi meno solo o a trovare qualche strumento in più per combattere? La risposta ovviamente è no.

Il perno centrale di questa storia se considero la trama, sembra essere la depressione e l’ansia, tutto ciò che il protagonista di questa storia sembra provare nel corso del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Leggendolo però sembra quasi che la concentrazione di questo problema sia principalmente dovuto dall’impotenza e questo lo rende credibile, si, ma fino ad un certo punto. Vi spiegherò comunque questa cosa fra poco.

Lo stile utilizzato è particolare ma del tutto discutibile. E’ senza alcun dubbio scorrevole ma sembra, per la maggior parte del testo, di leggere un testo di giornale e nonostante il protagonista si metta completamente a nudo (in tutti i sensi, perdonatemi l’ironia xD) non riesca a coinvolgere del tutto specialmente quando si mette a fare il *Wikipedia* della situazione. Nonostante questo, sono rimasta comunque piacevolmente sorpresa del fatto che la stessa mi abbia spinto comunque alla lettura all’inizio alla fine, quindi senza ombra di dubbio positivo.

Apprezzo l’ironia, nonostante l’evidente difficoltà del protagonista, con cui si compone la storia e apprezzo il fatto che la storia insinui il dubbio che questa sia una sorta di autobiografia dell’autore stesso, visto il nome utilizzato – anche se personalmente la trovo improbabile viste una serie di cose che penso di aver calcolato tra tempistiche e la biografia stessa dell’autore. Magari è vera solo in parte, magari per niente, chissà. Comunque ho apprezzato molto questo e il fatto che leggendo si cerchi di voler comprendere come vada a finire il percorso del protagonista e della sua vita fatta di eventi principalmente travagliati.

Ci sono una serie di problematiche che invece, nonostante l’ironia non sono riuscita a digerire; odiatemi pure signori ma c’è un evidente problema di maschilismo e sessismo. Ok, posso comprendere che sia, in parte, l’ovvio frutto per la riuscita del personaggio nei suoi discorsi e – se fosse stata contenuta – avrei persino lasciato correre questo tipo di commento; la cosa, invece, si è protratta a lungo, su diversi fronti e su diverse fasce di accadimenti. Sia per quanto riguarda il fatto che le donne non pensano al sesso o al maschio/uomo in quanto tale ma solo ai soldi ripercorso più e più volte, così come l’exploit del fatto di Ines e di tutta un’altra sorta di categorie che vengono utilizzate a fini dispregiativi. E qui ci sarebbe anche da dire al protagonista che non è tutta colpa delle donne ma anche di che tipo di donne e di che tipo di ambiente – malsano e/o sbagliato probabilmente – si crea attorno a lui. O anche dalle persone di cui ci circondiamo: amicizie sbagliate, non parlare con qualcuno che veramente possa comprenderci, ecc… Ci sta il vedere tutto negativo quando si è depressi, ci sono passata e so benissimo come funziona ma nonostante questo se si usa comunque un po’ di cervello si riesce a vedere una visione più completa del mondo e non solo il lato che fa completamente schifo e anche se se ne vuole uscire veramente. In questo personaggio ho trovato serie difficoltà a trovare affinità o quantomeno empatia seppur la storia non mi sia dispiaciuta del tutto.

Il personaggio principale, nonostante sia triste, lontano dalla vita e – potenzialmente –  depresso ha una serie di caratteristiche che ho trovato che la depressione, lo stato di angoscia e ansietà era per la maggior parte assorbito dal suo stato di impotenza. Infatti per buona parte della lettura sembra quasi che il suo unico problema sia legato al sesso e al fatto che, avendo avuto ragazze tardi, non riuscendo a soddisfarle e non riuscendo a soddisfare se stesso, abbia bisogno di rendere tutto più semplice cercando di risolvere questo problema. Il fatto è che, laddove il problema sembra risolto mano a mano che va avanti nel corso della storia sembra non essere comunque soddisfatto perché la spirale della felicità – continuando a legarla al sesso e non al semplice fatto che probabilmente cerca e ha attorno persone sbagliate e ricade nelle stesse persone che non l’hanno aiutato all’inizio. Da soli in situazioni di depressione, di malessere o qualsiasi cosa essa sia, non servono equazioni o strane cose matematiche, serve forza di volontà e il circondarsi di cose positive, anche una sola per quanto questo sia difficile.

Senza offesa per l’autore ovviamente ma sembra, in alcuni punti e ripeto, solo in alcuni punti (non fraintendetemi please!), scritto da chi non abbia provato realmente depressione o che sia stato veramente male ma che sia semplicemente una storia per esorcizzare e ironizzare sul fatto che nonostante la società di oggi ci veda sempre più depressi e sempre più lobotomizzati dagli eventi che si susseguono, se le cose possono andare male potrebbero farlo ugualmente e non serve a nulla cercare di migliorarle.

Apprezzato molto, quasi dimenticavo, il modo in cui l’autore parla con tranquillità del sesso che per quanto questo per la maggior parte dei casi qui sia utilizzato a scopo ludico o errato dal protagonista, è descritto così com’è, così come per quanto riguarda l’impotenza. Questa risulta schietta, alla luce del sole e senza alcun tipo di problemi ad esporla come a tutto ciò che ne verrà dopo. Non c’è nulla di scandaloso in ciò che viene riportato ma per alcuni può risultare pesante o quasi crudo e privo di sentimenti, per cui se non siete avvezzi a questo, non è la storia che fa per voi.

L’adrenalina ti accelera il battito del cuore e ti rende i respiri ancora più corti, ciò aumenta ancora di più la paura, quindi il cervello aumenta ancora di più l’adrenalina e così via. Non è una bella esperienza. Per cercare di descriverla a chi non l’ha mai vissuta diciamo che è un po’ come se ogni dieci secondi stessi per morire, ma con il non trascurabile svantaggio di continuare a rimanere vivi.

Il libro lascia fin dall’inizio il dubbio che questa possa essere o meno autobiografica anche se per la maggior parte delle cose non credo, o almeno a mio parere, ovviamente. Solo l’autore potrà smentire o confermare, mi sembra logico. Una storia che deve piacere seppur sia originale, a modo suo.

Alec Bogdanovic ci lascia una storia particolare, che può lasciare di stucco o può sconvolgere i nostri punti di vista sul mondo che ci circonda. Una storia ironica, forte e intensa.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia l’AUTORE per la copia omaggio

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