RECENSIONE #517 – IL MARTELLO NELLA TESTA DI STEFANO FORTELLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo libro di poesie nel frattempo che si va avanti e si leggono nuovi volumetti che sto recuperando per voi. Devo anche recuperare su Instagram ma mi sto rimettendo in careggiata piano piano quindi presto novità per voi. Spero che questo volume, comunque possa piacervi. A voi:

il-martello-nella-testaTitoloIl martello nella testa: Dark poetry
AutoreStefano Fortelli
GenerePoesia
Casa editriceHelios Edizioni
Data di Pubblicazione15 gennaio 2021
FormatoCartaceo, Ebook
Pagine71
Link d’acquisto: https://amzn.to/3fIey5j
Trama: Arriva la stagione in cui si perde la leggerezza. Quando resta poco asfalto da poter divorare e ci si rassegna all’idea che le cose, fuori e dentro di noi, non possano cambiare. Ci osserviamo e osserviamo il mondo con le sue brutture, inermi, dal braccio della morte, mentre batte incessante nella testa un martello. E arriva il momento in cui rischi di impazzire, quello in cui l’unica salvezza è gettare su un foglio bianco le frequenze di quel battere.

RECENSIONE

Questa raccolta di poesie è qualcosa che ho sentito subito dentro, subito mia, perché anch’io ho avuto quel martello nella testa per fin troppo tempo. E’ una raccolta di poesie oscure, emozionanti, coraggiose. Delle poesie che si scrivono nei momenti duri e difficili, in cui si rischia di impazzire e in cui l’unica cosa che sembra salvarci è gettare su carta tutte le emozioni che sembra ci stiano divorando. Una raccolta di poesie strazianti, che ci permettono di entrare nella testa e nelle paure più intime dell’autore così come possiamo ritrovare una parte di noi, che almeno una volta, magari abbiamo passato o attraversato.

Cosa riuscirà a trasmetterci l’autore con queste poesie? Cosa vuole dirci davvero e quanto ha da dire?

Inganni del cuore
Quante storie andate,
dentro le poesie
Rianimiamo le nostre verità
con l’afflato di un respiro
Ci inchiodiamo alla croce
lasciando libera una mano
Le scriviamo in bilico
tra la vita e la morte
per chi non leggerà.

La trama della raccolta sembra muoversi in punta di piedi, così come la raccolta stessa seppur sia di tutt’altro colore, di tutt’altro avviso e potenza. La trama è spontanea, genuina e penso sinceramente che poteva essere davvero difficile fare di meglio su questo punto di vista.

La copertina, detta francamente, non mi fa impazzire. Non per l’accostamento del soggetto utilizzato al titolo ma proprio la composizione generale dell’impostazione tra immagine, colori e font utilizzato. Probabilmente mi sarei aspettata un immagine di un uomo tormentato, uno sfondo bianco o addirittura un disegno minimal di un uomo seduto con la testa fra le mani. Non so, probabilmente c’era molto su come impostare visivamente la raccolta nel modo migliore ma immagino ci sia anche la scelta dell’autore – probabilmente – dietro al risultato attuale, quindi avrà i suoi buoni motivi al riguardo. Trovo che, personalmente, poteva essere sfruttato diversamente ma nel complesso, il titolo compensa il resto.

Il titolo della raccolta non poteva essere più azzeccato di così. Le poesie sono un vero e proprio martello nella testa, così come viene posto nel titolo, quindi quale scelta poteva essere migliore? Nessuna probabilmente. Trovo sia un titolo giusto, equilibrato e pensato nei minimi dettagli per ciò che l’autore voleva esprimere per la sua raccolta. Questo titolo porta alla mente il rumore di un martello che batte, come un qualcosa che entra dentro l’animo e s’insinua nelle pieghe della mente distruggendo ogni cosa buona, trapassando e abbattendo ogni cosa.

Ultima notte
Ho lasciato una lettera
sul frigo spento e il mazzo
di chiavi sotto lo zerbino
Ho gettato l’immondizia
nel bidone in fondo al viale
in quest’aria cha sa ancora di notte
e senza voltarmi ho proseguito
Poco importa se la leggerai,
poco, se sarai lì al mio ritorno
Dopo tutto, poco importa ora
se un giorno mi vorrai capire

Il perno centrale di questa silloge parla di tutto quello che un dubbio, un pensiero negativo o dei tarli nella testa, proprio come un martello si ritrovano a colpire l’animo di una persona fino a penetrare nelle ossa, distruggendo ogni cosa possibile. E nel momento stesso in cui il martello sembra distruggere ogni cosa c’è la parte che cerca di sopravvivere cercando di mantenere il tutto in equilibrio nonostante non sia affatto semplice.

Lo stile utilizzato dall’autore è al tempo stesso leggero nel suo modo di scrivere e dello scorrere del testo, così come è potente ciò che cerca di comunicarci. Una scrittura originale, di piacevole lettura ma che allo stesso tempo si mantiene sul dark, dando quel tocco di oscuro, di emozione dura, cruenta, che colpisce il lettore riga dopo riga, pagina dopo pagina. Le due parti, separate dallo scritto degli Scheletri nell’armadio, colpisce e, nonostante la sua stranezza complessiva del testo, il tutto completa la parte successiva alla precedente. E le due parti collimano perfettamente assieme.

Rispetto alla raccolta precedente, L’Ultimo Giorno – Versi dell’Aldilà, di cui trovate la recensione online, ho trovato questa raccolta ancor più forte ed emozionante. Fra le due ho preferito questa, sia per la maturità che per la struttura della raccolta oltre al semplice fatto che in questi versi ci si può ritrovare molto più facilmente, visto che ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di avere come un martello nella testa. Con frasi brevi e concise e con poesie che arrivano dritte al cuore del lettore, le poesie diventano qualcosa che si vive oltre che si legge.

Due anni
Dicono, che a credere di essere
infermo, ci si ammali per davvero
Ma io non volevo ammalarmi:
questo stesso giorno di
due anni fa, volevo morire
Da allora non c’è stato giorno
in cui non lo abbia sperato
Sono ancora qui che aspetto
e solo mi consola il fatto
che di questi anni, non
mi resti alcun ricordo

Con questo libro, c’è un salto di qualità di un’autore che mi era piaciuto ma che non mi aveva colpito a pieno con la sua opera precedente. Ho trovato questa raccolta forte, diretta e ricca di coinvolgimento emotivo.

Stefano Fortelli s’insinua, s’insedia e colpisce il lettore, come il suo stesso martello che sembra averlo turbato tanto, con una raccolta originale, empatica. Un insieme Una lettura che mi sento di consigliarvi.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere se lo leggerete e se pensate possa piacervi, mi raccomando! Io vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #373 – L’ULTIMO GIORNO (VERSI DALL’ALDILA’) DI STEFANO FORTELLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione per voi che spero possa piacervi ed interessarvi. Sono felice di portarvi una nuova raccolta di poesie che l’autore mi ha gentilmente inviato e di cui vi parlerò.

4D6DAFCA-766B-4CF7-8870-07B02C97005ATitolo: L’ultimo giorno (versi dell’aldilà)
Autore: Stefano Fortelli
Genere: Silloge Poetica
Data di uscita: Gennaio 2020
Editore: Youcanprint
Pagine: 68
Link d’acquisto: https://amzn.to/2vpaOkQ
Trama: Le riflessioni sempre più profonde ed amare di Stefano sul mondo che ci circonda e sulla caducità del “tutto”, lo portano a sviluppare proprie tesi sulla teoria della “assenza del presente” e maturare l’idea di pubblicare una raccolta di poesie che sviluppi il tema dell’aldilà in senso più ampio. Comuni denominatori delle composizioni sono il fluire del tempo e della vita, il rimpianto, la disillusione, l’incertezza ed i tanti quesiti irrisolti che ci portiamo dentro.

RECENSIONE

snow covered mountain during daytimeLa raccolta di poesie è un insieme che unisce sentimenti e riporta piccoli istanti del tutto oltre che l’assenza del presente, come lui stesso cita nella sua trama. L’autore tende ad esplorare l’aldilà non solo in senso lato o da un punto di vista della fede ma nei veri e propri sentimenti che ci rappresentano sia nelle relazioni che nella singolarità dell’uomo.

Cosa ci porterà l’autore e cosa risveglierà nel lettore?  Quali emozioni vuole trasmettere? Cosa ci lascerà davvero questa raccolta di poesie?

Raccontami

Raccontami di quella volta
e riderò per te
Mille volte ancora
ti ascolterò
E questo tacito
dirci a vicenda
ci accompagnerà lieve.

brown ship on sea under cloudy sky during daytimeLa trama è abbastanza semplice ma sembra lasciarci in un limbo, introducendo solo senza dare un vero e proprio impatto deciso. Infatti non sono riuscita ad inquadrarla davvero la trama ma sono comunque rimasta incuriosita dal titolo. In più amo molto le poesie quindi non potevo lasciarmi sfuggire questa opportunità.

La copertina non è qualcosa che mi fa particolarmente impazzire ed anche l’immagine non risulta davvero chiara. Ok il vetro appannato, ci sta come significato di ciò che l’autore cerca di trasmettere anche con il titolo ma  non mi convince a pieno. Nonostante questo apprezzo i colori, armoniosi e leggeri sono ben strutturati e sicuramente rendono la copertina molto leggera. 

Il titolo, a primo acchito sopratutto per quanto riguarda “L’ultimo giorno” sembra quasi ci stesse mostrando ciò che vede qualcuno che sta per morire. Ad avvalorare la mia tesi, ciò che viene riportato tra parentesi. Non so se è questa l’idea che voleva o vuole dare l’autore ma a vederlo così, a me è arrivato questo. Magari mi piacerebbe avere conferme o spiegazioni dall’autore, sarebbe davvero interessante scoprirlo.

ocean waves crashing on shore during daytimeLo stile utilizzato dall’autore è leggero e fluido. Essendo una raccolta molto piccola si legge davvero in poco tempo anche se non è così scontata come sembra e ci si sofferma sui testi per carpirne il senso profondo e ciò che cerca di trasmettere.

Il volume sembra quasi il risultato di una redenzione. Non sapendo come l’autore abbia interpretato questa raccolta – e devo ammettere, la cosa mi incuriosisce assai – mi è sembrata davvero ben composta e ben scritta. Ci sono dei testi che leggermente più corposi ed altri più brevi e ammetto che il punto di forza si vede e si nota molto più in quelli brevi.

Il lato negativo sta nella brevità della raccolta. Avrei sicuramente preferito leggerne di più e carpirne ancora oltre che conoscere nel profondo ancor di più l’autore e le sue poesie. Una raccolta sicuramente interessante che vi consiglio.

La mia preferita, anche se magari a voi non importa, lo so, è Raccontami che ho citato anche in questa recensione e, come giusto, credo non dovesse mancare.

Cosa resta

Eterni siamo stati noi due
Tu ed io nel nostro piccolo mondo
Soli ed invisibili
Etere che si materializza
Materia che si dissolve
Percezioni alla deriva
cullate da maree universali
Eremi di solitudine
e di perenne misura

La raccolta è sicuramente un risultato interessante per un panorama che tende a snobbarle ormai molto. Io trovo che siano un lato molto affascinante della letteratura e, questa, è sicuramente una buona lettura.

Stefano Fortelli è un autore emergente che vi invito a prendere in considerazione. La raccolta, lo so, è piuttosto breve ma cerca di raggiungere il cuore del lettore puntando sul tutto e sulla sua assenza, mostrandoci dei lati nascosti che a volte tendiamo a dimenticare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Senza titolo-3 (2)

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©