RECENSIONE #603 – SONO VINCENT E NON HO PAURA DI ENNE KOENS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione di un libro che spero prendiate in considerazione e decidiate di leggere. Devo ringraziare di cuore la Camelozampa per avermi permesso la lettura di cui sono rimasta sia sorpresa che soddisfatta. Ve ne parlo subito, ecco a voi:

vincent-cover-webTitolo: Sono Vincent e non ho paura 
Autore: Enne Koens
Collana: I PELI DI GATTO
Pagine:
248
Data di uscita: 27 gennaio 2022
Link d’acquisto: https://amzn.to/3T3xgWB
Trama: Vincent conosce a memoria il manuale di sopravvivenza e ha un kit per cavarsela in ogni situazione.
Sopravvivere è la sua specialità. Non ha molta scelta, perché ogni giorno, a scuola, sopravvivere è la sua missione, da quando Dilan e gli altri l’hanno preso di mira. E adesso c’è pure il campo scuola: Vincent si aspetta il peggio e si prepara a ogni possibilità. Poi una nuova compagna si unisce alla sua classe, e questo cambia tutto…
Il commovente ritratto di un ragazzino solitario ma pieno di coraggio e di una ragazzina anticonformista che non ama le regole ed è determinata a compiere le proprie scelte.

Un romanzo che descrive alla perfezione i meccanismi psicologici del bullismo, senza far mancare la leggerezza e lo humour, grazie alla scrittura brillante di Enne Koens e all’originale veste grafica in verde e nero creata dall’illustratrice Maartje Kuiper.

RECENSIONE

two people on forestLa storia ha inizio con della sopravvivenza nei momenti del campo scuola. Vincent sembra essere in un bosco e sta attuando tutti i metodi a lui possibili per sopravvivere e si ripete “Sono Vincent e non ho paura” per cercare di tirarsi su e incoraggiarsi. Poi la storia riprende e torna ad una settimana prima in cui ci Vincent si trova fra scuola e casa a doversi preparare ad affrontare il campo scuola che sta per sopraggiungere e alla sua relativa sopravvivenza. Perché Vincent conosce ogni manuale di sopravvivenza e sa che questa è quasi una missione visto che tenta di sopravvivere ogni giorno anche a scuola da quando Dilan lo ha preso di mira o a casa in cui i suoi genitori si lasciano raccontare qualsiasi cosa, basta che non dia problemi. Vincent si sente solo ma quando ha scuola arriva una nuova compagna, Jasmjin, le cose sembrano quasi prendere una piega diversa.

Basterà la sopravvivenza a salvare il nostro piccolo protagonista? Cambieranno davvero le cose per il piccolo Vincent? Cosa scoprirà ora che sembra avere una nuova amica? Riuscirà ad aprirsi ai suoi genitori o alle sue insegnanti raccontando i suoi veri problemi?

Sono solo, e a essere sinceri: ho paura. Così parlo a me stesso. Sussurro nel buio: «Sono Vincent. Ho undici anni. Ho un papà e una mamma. Abito a Rotterdam. Sono Vincent. Undici anni. Sono in quinta». Continuo a parlare a me stesso, perché aiuta. Fa bene sentire una voce, anche se è la mia. Per un attimo mi sento meno solo. Mi stanno cercando? Sono vicini? Ricomincio a sussurrare tra me e me. «Sono Vincent. Ho undici anni e ho letto un libro su come sopravvivere nella natura. Sono Vincent. Il mio animale preferito è lo scoiattolo. Ho undici anni. In camera mia è appeso un poster dell’Uomo Ragno. Sono Vincent e non ho paura, non ho paura, non ho paura».

La trama non è particolarmente lunga ma espone correttamente ciò che viene narrato all’interno del volume stesso. E’ una trama che contiene dettagli salienti che saranno poi esposti all’interno della storia. Trovo che sia ben fatta e incuriosisce i grandi e piccoli lettori.

La copertina è davvero molto bella e rappresenta ciò che avviene anche all’interno del volume stesso. C’è il bosco, il buio e gli occhi di Vincent in primo piano che fissano avanti a lui come se si fosse nel mezzo dell’oscurità o nel bosco più profondo. In basso si nota la piccola casa dove vive il bambino, fulcro anche questa di parte degli eventi e sui bordi i quattro animali che parlano con lui di cui i più importanti e che si troveranno di più sono il cavallo e il verme. Il titolo è inerente alla storia e assieme alla copertina crea il connubio perfetto. Viene realizzato sulla scorta delle parole che il protagonista dice per cercare di darsi forza e riesce molto bene nell’intento visto che è strutturata piuttosto bene. Trovo che visivamente sia un libro che colpisce e renda bene. 

L’ambientazione è Ardenne, in Belgio; l’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se non è sviluppata su un qualche tipo di anno specifico. Trovo che la struttura comunque sia buona e la composizione della descrizione dei posti che frequenta Vincent, davvero ben costruiti.

Ho già frequentato varie attività e lezioni, in passato. Gli scout, perché volevo io, e le lezioni di judo, perché secondo i miei genitori era una buona idea. Solo che, ogni volta, non ci voleva molto perché anche lì cominciassero a parlare alle mie spalle. Era orribile. Quei bambini non conoscevano i miei compagni di classe, perché facevano così anche loro? Forse tutti i bambini sulla terra si erano messi d’accordo per escludermi? Non credo. No, mi sa che c’era qualcosa in me, per cui gli altri capivano all’istante che ero uno da escludere. E io ci rimanevo così male che lasciavo subito perdere ogni attività. La Jas però non lo fa. Lei è diversa. La Jas mi sta aspettando al parco Rozenburg.

brown and green trees during daytimeI personaggi non sono poi molti ma la cosa si concentra quasi esclusivamente sul personaggio di Vincent e ciò che ruota attorno a lui. Ci sono la madre e il padre di cui non sappiamo il nome, la sua maestra che verrà citata qualche volta, la sua nemesi Dilan, bambino che lo bullizza e tutti i suoi animali immaginari che lui vede e gli fanno compagnia nonostante la solitudine. Oltre loro avremo modo di apprezzare La Jas, bambina nuova all’interno della scuola che si avvicina molto al piccolo Vincent e finalmente – forse – avrà un’amica.

Vincent, per gli amici Vince, è un ragazzino solitario e tendenzialmente molto solo. E’ un ragazzino intelligente e sempre pronto in caso ci sia necessità di sopravvivere a qualche evento di forza maggiore o ad un escursione in cui le materie primarie siano solo la natura e gli animali. E’ un personaggio fragile, alla ricerca di approvazione di qualcuno che non avviene mai perché sa che i suoi genitori credono ad ogni cosa che lui racconti, basta che dice di stare bene o che va tutto bene. Ha paura di essere strambo, di puzzare e di raccontare del suo manuale e della sua scatola di sopravvivenza per non sembrare folle e non essere accettato ma finisce per non esserlo comunque visto che viene sempre preso di mira. Vince è un ragazzino dolce, buono e incompreso che parla con degli animali immaginari pur di sentirsi ascoltato da qualcuno e trovo che sia un personaggio davvero riuscito per via della sua descrizione accurata e ben composta visto che qualsiasi altro ragazzino che ha problemi di bullismo o che si senta solo può apprezzarlo o rivedersi in esso. Io ho trovato una profonda connessione con lui e trovo che chiunque possa aver passato anche solo un minimo di quello che passa lui, può capirlo completamente e vorrebbe cercare di aiutarlo.

Mi ricordo di una cosa che ripete spesso mia madre: tutto passa. Le cose belle e anche quelle brutte. L’ha detto quando sono caduto dalla bicicletta e hanno dovuto mettermi i punti. L’ha detto quando ero a letto delirante con la febbre alta. Insomma, ecco a cosa penso in cima a quella roccia nel bosco, e mi mancano i miei genitori. Semplicemente perché è bello quando c’è qualcuno che ti dice: tutto passa. Perché quando si è da soli è molto più difficile crederci tutto il tempo.

green trees beside river during daytimeIl perno centrale di questa storia non è tanto la questione della sopravvivenza e del relativo manuale citato ma del bullismo e di quanto sia difficile per Vincent cercare di uscirne. Si rifugia in amici immaginari e nei suoi manuali per cercare di trovare non solo un modo di sopravvivere alle intemperie o a qualunque cosa possa accadere nell’ambiente esterno ma per cercare di sopravvivere alla scuola, al bullismo stesso che ne deriva nei suoi confronti. Ma si può sopravvivere veramente o si può affrontare il problema parlandone con gli adulti?

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, lineare e fluido infatti il volume si legge nel giro di poco tempo, anche vista la sua grandezza che non è che sia particolarmente lungo. Scritto in prima persona dal punto di vista di Vincent si suddivide in colori e viene presentato, in parte, come se fosse un vero e proprio manuale. Infatti ogni tanto i capitoli sono intervallati da pezzi di manuale su cui Vince fa riferimento.

Trovo che la tematica principale del bullismo sia davvero ben costruita e si riesce ad ogni modo ad entrare bene nel cuore e nella mente del piccolo ragazzino solitario. Talmente strutturato e ben descritto che si riesce a provare il dolore di Vince di fronte agli abusi subiti e si vorrebbe fare qualcosa per lui seppur sia solo un personaggio all’interno di un libro. Il personaggio questa volta diventa reale e vicino al lettore che prova empatia con lui fin dal primo momento. E trovo che questa sia la miglior cosa che possa avvenire all’interno di un libro. Il tema è profondo e trovo che gli atti citati siano da denuncia in qualsiasi caso possibile, che non siano minimamente ammissibili. La paura di Vincent è palpabile in ogni sua angolazione.

Trovo che questo volume debba essere letto non solo da ragazzi ma anche da adulti e dovrebbe essere imposto nelle scuole, che si comprenda che ciò che è successo a Vincent non debba succedere ad altri bambini e ragazzi.

La solitudine, oltre al bullismo finisce per dare un tocco in più e muovere le fila e finisce per presentare un altro aspetto importante per questa storia. Gli amici  sono fondamentali per una buona crescita e una buona interazione sociale e pur di non sentirsi solo finisce per avere degli amici immaginari ed è anche abbastanza furbo da rendersi conto di parlare con loro quando non ci sono altre persone attorno. Questo è un ottimo punto di partenza per il riconoscimento di un problema perché si rende conto che la cosa non è normale e non vuole dirla ai genitori per non fare in modo che questo cambi drasticamente il loro rapporto e la visione che hanno di lui o che visione ha lui nel mondo. Vincent si preoccupa molto di come appare all’estero e di come lo vedono gli altri e questo che crea una conseguenza di cose che a catena cambiano ogni cosa. E’ un ragazzino pieno di potenzialità che non vengono apprezzate e/o capite e lo finiscono per rendere soggetto preso di mira viste le sue “stranezze” o come dico io la capacità di essere unico e originale e diverso da tutti gli altri.

«Tu sai cos’è normale?» chiedo. «Non lo so, ma nessuno è del tutto normale. Tutti quelli che dicono di esserlo nascondono qualcosa». «Dici?» «Certo. Sono dei fifoni. In ogni caso, tutti nella tua classe hanno paura di essere presi di mira, perché vedono su di te quello che può succedere. Ecco perché si comportano nel modo più normale possibile. Non hanno il coraggio di essere diversi». «Davvero?» «Davvero. E ti dico un’altra cosa: la normalità non esiste proprio». «No?» «Perché nessuno sa bene cosa sia. Tu sai cos’è?»

Questo piccolo volume per ragazzi è un vero e proprio gioiello e credo che sia grandi che piccini dovrebbero leggere questo volume. Un libro che spero possiate leggere e che vi possa piacere e che vi consiglio con tutto il cuore, consigliatissimo.

Enne Koens, con questo volume ci permette di entrare nel cuore di un giovane ragazzo solo in cui la resilienza, la forza e la sua determinazione gli consentono di crescere, di denunciare ciò che gli sta accadendo e di non mollare mai davanti le difficoltà perché le amicizie possono arrivare, le cose possono cambiare e il dolore e la paura può cessare per tutti.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Io trovo che sia una lettura da fare sia per i giovani lettori che per gli adulti che possono sia ritrovarsi nella loro gioventù o capire le condizioni di alcuni bambini o di come ci si sente dal loro punto di vista, se non si è mai provato.

A presto,

Sara ©