RECENSIONE #87 – RONDINI D’INVERNO – SIPARIO PER IL COMMISSARIO RICCIARDI DI MAURIZIO DE GIOVANNI.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi una nuova recensione! Di cosa? Lo avrete già capito dal titolo del post però prima di tutto vorrei ringraziare Giulia di Liberi di Scrivere per avermi incluso nel suo progetto per il BlogTour (la mia tappa QUI) che poi c’è stato in questa settimana. E ringrazio l’Einaudi con cui non collaboro ma che ci ha permesso la lettura.

Ecco qui:

sipario-per-il-commissarioTitolo: Rondini d’inverno – Sipario per il commissario Ricciardi.

Autore: Maurizio De Giovanni

Pagine: 356

Editore: Einaudi

Data di pubblicazione: 4 luglio 2017

TramaIl Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo “di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, così dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora più oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.

RECENSIONE:

La storia ha inizio con una confessione rivolta al brigadiere che lavora con il commissario Ricciardi, nostro protagonista indiscusso.

Subito dopo un vecchio racconta ad un bambino una storia dopo aver visto delle rondini spiccare il volo e, mentre suona una canzone, parte con il racconto di una compagnia intenta in uno spettacolo teatrale allo Splendor. Una donna viene uccisa durante lo spettacolo in una rappresentazione di tradimento. L’uomo che ha sparato è suo marito e sembra essere del tutto evidente. La cosa non convince il Commissario Ricciardi  che comincia ad indagare sull’omicidio in questione.

Nel frattempo, anche il brigadiere prende in carico un’indagine da solo assieme a Bruno Modo, a insaputa del Commissario che ha molto da fare nella questione teatrale.

Cosa succederà al Commissario Ricciardi? Sarà Gelmi il colpevole evidente o c’è qualcun altro dietro l’uccisione di Fedora Marra?

C’era qualcosa di strano nella sala dello Splendor. Ricciardi si chiese cosa fosse. Non era il fatto di vederla deserta. E nemmeno il silenzio, rotto appena dalle chiacchiere e dalle risate del personale che giungevano attutite dalla cucina lontana. All’improvviso il commissario comprese. Era la luce; arrivava dall’alto, dal lucernario. Un chiarore sommesso che conferiva all’ambiente la stessa atmosfera di una chiesa vuota. Sul palcoscenico qualcuno aveva deposto una rosa nel punto in cui si era accasciata Fedora Marra, la stella, la primadonna, la protagonista indiscussa. Una rosa rossa, nuda, a gambo lungo e non freschissima, perché qualche petalo si era già staccato.

La trama è corretta. Mette alla luce i fatti senza rivelare niente. Quindi devo dire un ottimo lavoro su questo punto di vista.

La copertina è particolare ma bella, decisamente. Esprime a pieno non solo il Sipario per il Commissario Ricciardi ma anche la morte di Fedora durante lo spettacolo teatrale, la rosa lasciata sul palco in segno di ricordo. Il titolo è lunghissimo ma è anche identificativo vista la considerevole mole di libri che riguardano la serie del Commissario in questione. Quasi fosse il Montalbano napoletano, per farla breve.

Siamo a Napoli e la storia è ambientata nei primi anni novanta, precisamente nel 1933.

Tornò a fissare Ricciardi. – Io aiuto, non uccido. Chiedete in giro, l’ambiente nostro è terribile, si sparla di tutti, ma su di me nessuno tiene niente da dire. Mi sono tutti fedeli, perché faccio del bene. Prima che le guardie lo portassero via mormorò: – Se avessi sparato a Fedora, commissario, non sarebbe stato l’unico colpo mortale. Ce ne sarebbe stato un altro, e sarebbe stato per me.

I personaggi principali si contano sulle dita di una mano. Però vi parlerò anche di chi è un pò il fulcro centrale:

Luigi Alfredo Ricciardi è il Commissario della polizia di Napoli e si occuperà delle indagini.  E’ un personaggio chiuso, enigmatico, introverso e di poche parole. Ama Elena ma non riesce ad esprimere a pieno i suoi sentimenti perchè nasconde dei segreti.

Elena è l’innamorata del nostro Commissario. I suoi genitori vogliono farle sposare un giovane tedesco ma lei non vuole saperne, lei ama Ricciardi. E’ una donna forte e coraggiosa per i tempi e le cose che c’erano prima.

Raffaele Maione è il Brigadiere che sta sempre assieme al Commissario. E’ un tipo piuttosto singolare, divertente e molto portato per la guida, al volante è davvero temerario.

Bruno Modo è il dottore che si occuperà delle autopsie ed è amico sia del Brigadiere Maione che del Commissario Ricciardi. Si prenderà a cuore Lina di cui (sembra) innamorato e cercherà di aiutarla.

Fedora Marra è la vittima. L’attrice di talento moglie di Gelmi, altro attore della compagnia del teatro Splendor, che mette in scena la commedia Ah, L’Amour! Vene uccisa dal suo stesso marito mentre inscenavano il tradimento.

Michelangelo Gelmi è il marito di Fedora, un uomo strano e ambiguo ma anche buono. Adora sua moglie e non riesce a spiegarsi perchè abbia ucciso sua moglie.

– Ancora non lo sappiamo, ma scoprirlo è fondamentale, se non altro per capire l’eventuale movente del marito. E siccome sono convinto che nessuno degli artisti parlerebbe di una cosa tanto delicata davanti ai colleghi, ho preferito dar modo loro di incontrarmi da solo. Cosí si eviteranno accuse reciproche e maldicenze varie. Hai notato che si sono già divisi tra quelli che sostengono l’innocenza di Gelmi e quelli che lo credono colpevole? Maione allargò le braccia. – Eccome. Ma credo sia abbastanza normale, dato l’ambiente. Ci stanno quelli grati di avere avuto l’ingaggio, che pensano «Mo’ ci cacciano», e quelli che vogliono approfittarne per mettersi in mostra.

Il perno centrale è appunto l’indagine del Commissario sull’omicidio avvenuto al teatro Splendor e alla sua compagnia. Sotto però gireranno altri fatti, altre indagini e altri fatti che avvengono a parte che riguardano sia la vita del commissario, … .

Lo stile utilizzato è piuttosto elaborato. De Giovanni riesce ad entrare nell’ottica e nell’epoca in cui scrive e resta tale, non sfociando in altre cose.

L’unica cosa che mi ha dato pesantezza, sono state le prime quaranta pagine che non avevano uno straccio di dialogo – se c’era era in una forma che non vi sarei descrivere pienamente, quasi fosse impersonale – e le descrizioni erano davvero pesanti. Ho sperato che non fosse tutto così altrimenti sarei impazzita ma quando la storia ha preso il via, tutto è cambiato. La storia ha cominciato ad prendere piede ma sempre con estrema modestia, come negli anni trenta. Ho fatto difficoltà a relazionarmi a pieno con il Commissario, personaggio molto chiuso, ed ho preferito maggiormente il Brigadiere. Non è riuscito a coinvolgermi come doveva ma, credo, che parte della colpa sia mia che non avevo mai letto alcun libro precedente sul commissario.

L’apprezzamento invece, che ho da fare, [avendo letto un vecchio libro di Camilleri di Montalbano, quindi il paragone posso farlo], è quello di aver preferito  sinceramente De Giovanni.

 – Commissa’, noi attori siamo gente strana. Con gli anni, a forza di rappresentare esagerazioni, perché questo sono i sentimenti che mostriamo sul palcoscenico, finiamo per esagerare pure noi. E ci convinciamo che è tutto vero: le lacrime e le urla, le risate e i tradimenti. Forse il povero Michelangelo è rimasto vittima di un sogno, e ha dimenticato la differenza che ci sta tra la realtà e l’immaginazione. Pure Fedora era un’attrice, e anche lei faceva finta. Magari si è inventata un grande amore e ci ha creduto. A teatro, succede. Gli altri non se ne rendono conto, pensano che siamo persone normali che fanno un mestiere particolare. Invece è il contrario, siamo persone particolari che fanno un mestiere normale.

Il libro non è stato male, non mi è del tutto dispiaciuto però, allo stesso tempo, non mi è entrato dentro come avrei sperato.

La storia è carina, io non ho letto i precedenti della serie e vi assicuro che può essere letto anche in totale solitudine dagli altri essendo indagini singole in ogni libro. Comunque è preferibile leggere i precedenti se si vuole cercare di capire tutto. La vita del commissario prosegue ma credo che con questo sia arrivato al capolinea (o forse ce ne sarà un ultimo da come è finito questo) anche perchè l’autore ha annunciato che nel 2019 smetterà di scrivere.

Vi consiglio comunque la lettura anche se a me non ha fatto particolare impressione o mi ha coinvolto granché.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.picsart_09-29-08.44.45-3.jpg


Cosa ne pensate? Conoscete i Libri di quest’autore? Avete letto altri volumi del Commissario Ricciardi?

Io vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©

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BLOGTOUR: “RONDINI D’INVERNO – SIPARIO PER IL COMMISSARIO RICCIARDI” DI MAURIZIO DE GIOVANNI: DREAMCAST

BUON POMERIGGIO LETTORI CARI!

Oggi vi presento la tappa di un nuovo BlogTour. Il libro sto per presentarvelo fra poco ma posso dirvi che si tratta di una novità da pochissimo in libreria. L’ultimo volume di una serie. Ecco qui che vi presento:

sipario-per-il-commissarioTitolo: Rondini d’inverno – Sipario per il commissario Ricciardi.

Autore: Maurizio De Giovanni

Pagine: 356

Editore: Einaudi

Data di pubblicazione: 4 luglio 2017

Trama: Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo “di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, così dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora più oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.


La mia tappa?

Il DREAMCAST!

Ho letto voci di corridoio che potrebbe esserci una serie tv ma visto che le voci iniziali sono apparse nel 2012 dove si pensava che il protagonista fosse interpretato da Scamarcio, poi si è vociferato di una cosa più recente e ancora non si sa nulla… io procedo con un cast tutto mio.

Visto che il libro è di un Autore Italiano perchè non utilizzare un bel cast italiano? Ecco qui (probabilmente non tutti hanno i stessi requisiti fisici del libro ma io più o meno li immagino così!) :

Risultati immagini per Giorgio Tirabassi

Commissario Luigi Alfredo Ricciardi è Giorgio Tirabassi. Le sue parti poliziesche le ho adorate e lo vedrei perfetto per questo ruolo essendo molto bravo.


Risultati immagini per Fabio Troiano

Raffaele Maione (Brigadiere) è Fabio Troiano. Perchè lui? Perchè il Brigadiere non mi è sempre sembrato un pò “Tonto”, non che lo fosse poi tanto sul serio, però quest’attore lo vedrei molto bene nei suoi panni.


Risultati immagini per Giulia Bevilacqua gi

Enrica è Giulia Bevilacqua. Per Ricciardi è qualcosa di bello, quindi mi è balzata in testa subito lei. Un’attrice italiana bellissima.


Immagine correlata

Bruno Modo è Giorgio Marchesi Non chiedetemi perchè ma il volto del dottore che si occupa delle autopsie, per me deve avere questo volto.


Risultati immagini per Vittoria Puccini

Livia è Vittoria Puccini.


Risultati immagini per Giulia Michelini

Fedora Marra è Giulia Michelini. Fedora è un attrice di talento che sta assieme a Gelmi, altro attore della compagnia del teatro Splendor, che mette in scena la commedia Ah, L’Amour! Viene uccisa durante il suo stesso spettacolo.


Risultati immagini per Sergio Castellitto

Michelangelo Gelmi è Sergio Castellitto. Gelmi è accusato di aver ucciso la moglie e mi ha sempre dato l’idea di un uomo misterioso con uno sguardo che sembra essere profondo e ambiguo.


Vi è piaciuta la mia tappa? Vi piacerebbe questo cast per una serie di questo libro? Fatemi sapere che ne pensate e andate a seguire le altre tappe:

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Vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara. ©