RECENSIONE #576 – PAX, IL VIAGGIO VERSO CASA DI SARA PENNYPACKER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa e in questa giornata ecco che vi parlo di un libro, secondo volume atteso della storia iniziata con il volume PAX (QUI la recensione del primo volume). In questo volume ritroveremo i vecchi protagonisti in versione molto più matura ed evoluta, che spero possano interessarvi. Ringrazio la Rizzoli per avermi permesso la lettura di cui sto per parlarvi:download

Titolo: Pax. Il viaggio verso casa
Autore: Sara Pennypacker
Data di uscita: 26 ottobre 2021
Pagine: 269
Link d’acquisto: https://amzn.to/377eP0b
Trama: È passato un anno da quando Peter e la sua volpe Pax si sono visti l’ultima volta. Un tempo erano inseparabili, ma ormai conducono vite molto diverse. Pax e la sua compagna Peloritto hanno avuto una cucciolata, che devono accudire e proteggere dai pericoli del mondo. Nel frattempo Peter, ormai orfano di guerra, lascia Vola, la donna che l’aveva accolto in casa sua, perché intende arruolarsi nei Soldati dell’Acqua, un corpo di volontari chiamati a ripulire fiumi e laghi dagli inquinanti che vi sono stati riversati durante la guerra. Il ritorno verso casa porterà Peter e Pax a riannodare quel legame che avevano intrecciato tanto tempo prima e che sembrava ormai reciso… L’atteso seguito di Pax non è solo la storia mozzafiato di una grande amicizia tra una volpe e un ragazzo, ma è anche la celebrazione del potere curativo dell’amore, e della forza che ognuno di noi può trovare in sé per uscire dalla propria solitudine.

RECENSIONE

Pax, Journey Home by Sara Pennypacker, Jon Klassen | Waterstones

La storia ha inizio un anno dopo la brusca separazione fra Peter e la sua volpe Pax. Peter adesso vive in una cittadina assieme a casa di Vola, che lo ospita da diverso tempo ormai e che vuole lasciargli la casa. Peter è sempre più maturo e il ragazzo di ieri e cerca, costruendo, di dimenticare il lato negativo del suo passato. Dall’altro lato c’è Pax che ha trovato una compagna, Peloritto, con la quale ha avuto tre piccoli cuccioli e che cerca di proteggere ad ogni costo. Peter non ha intenzione di rimanere a lungo in quel luogo, vuole tornare a casa e arruolarsi nei Soldati dell’Acqua, un corpo di volontari che ripuliscono le acque dagli inquinanti riversati al loro interno per via della guerra.

Riusciranno i due a rincontrarsi e a mettere pace dopo quanto è accaduto? Cosa succederà a Pax e alla sua famiglia e cosa scoprirà Peter su se stesso e sulle persone che lo circondano? Come rimedieranno al passato e come reagiranno al futuro?

A otto anni, Peter era rimasto sconvolto all’idea che una singola azione potesse essere vista in odi diversi, e si era addormentato ragionandoci. A dire la verità, a quasi quattordici anni, gli sembrava ancora una specie di trucco di magia.

La trama è molto semplice, dolce e riassume ciò di cui il libro andrà a parlare. Essendo un secondo volume è normale che ci spieghi qualcosa di prima e che ci riporti a cosa andremo incontro leggendo questo secondo volume. Ero un po’ scettica di cosa avrebbe portato visto che in genere queste storie per bambini e ragazzi si chiudono con un unico volume, eppure ha reso molto bene.

La copertina del volume segue la linea del secondo e trovo che sia del tutto dolce, disegnate come nel primo da John Klassen che si è occupato della parte grafica e di rendere davvero unico questo volume. La cosa più bella infatti sono le volpi che sono disegnate in maniera tremendamente dolce e per gli amanti degli animali questo è sicuramente un punto in più. Il titolo è un reminder del primo volume, visto che in primo piano abbiamo sempre Pax ma con un prosecuzione, un piccolo sottotitolo che ci spiega molto di ciò che verrà trattato in questo volume, ovvero un viaggio verso casa.

L’ambientazione e l’epoca come nel primo volume non sono specificate. Ma sappiamo che ci troviamo nel secondo dopoguerra. Non abbiamo, sembra, altre specifiche al riguardo.

«Hai perso tantissimo per essere così giovane, Peter» disse, come se avesse fatto le prove. «Mi sto facendo preparare i documenti per cederti metà della proprietà. Qualsiasi cosa farai e ovunque andrai, che io sia viva o meno, avrai un posto tuo».

Pax : Pennypacker, Sara, Klassen, Jon: Amazon.it: Libri

I personaggi di questa storia non sono tanto differenti da quanto concerne il primo volume. I protagonisti che si dividono la storia sono sempre Pax e Peter. Stavolta, invece di un viaggio prettamente solitario in cui per la maggiore ci si concentrerà sul legame dei due, si avrà modo di vedere come i due personaggi hanno legato col mondo esterno e come interagiscono con altri della loro specie. Infatti avremo modo di conoscere Vola, la donna che si sta prendendo cura di Peter, i due Soldati dell’Acqua con cui si legherà Peter e la famiglia di Pax, Peloritto e i suoi tre cuccioli.

Pax è diventato adulto, ha una famiglia tutta sua da proteggere: Peloritto, la sua compagna, e i suoi tre cuccioli, due maschi e una piccola femmina. Pax non riesce a smettere di pensare a Peter, è sempre nei suoi pensieri anche se l’abbandono l’ha segnato in particolar modo. Ama la sua famiglia e fa di tutto per proteggere i suoi componenti: sarà sicuramente più legato alla piccola femminuccia che vede più debole e curiosa rispetto ai suoi fratelli che sono decisamente più intraprendenti e sicuro di sé.

Peter non ha mai superato del tutto la perdita di suo padre, così come l’abbandono di Pax per cercare di salvarlo e do renderlo un animale forte e intraprendente. È un ragazzo che è diventato un piccolo uomo e vuole dare il suo contributo al mondo, nonostante abbia ancora tanta insicurezza e non voglia più affezionarsi a qualcosa per paura che questa vada via o che gli sfugga si mano completamente. È un personaggio particolare, molto più complesso di Pax ma nel quale mi sono rispecchiata molto e che ho sentito, in special modo in questo volume, molto più vicino a me. L’empatia a volte nei personaggi è importante e in questo volume ci sono riuscita molto più che nel precedente.

Le intenzioni degli umani sono espresse nelle loro facce, nei loro odori, nelle loro voci, nei loro gesti. Come le volpi?
Si, come le volpi. Ma possono anche essere falsi.
Come fai a sapere di quali umani ci si può fidare?
Pax rifletté. Guardali attentamente, per molto tempo. Te lo faranno vedere.

bookspedia: Recensione

Il perno centrale di questa storia non è tanto il vero e proprio viaggio verso casa ma il percorso del viaggio, il cambiamento che in entrambi i personaggi riuscirà ad emergere e a portare i suoi frutti, portando all’esterno quanto più possibile dei personaggi e di chi gli sta attorno.
Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei volumi precedenti. Si divide ogni capitolo tra la voce di Pax, la volpe, e di Peter, l’umano. E questo si può capire sia dalla lettura stessa che dal disegnino ad inizio capitolo che rappresenta o Peter o Pax. La scrittura è fluida, veloce e piacevole. Essendo una lettura per ragazzi ha argomenti anche da più grandi a volte ma trovo che sia interessante e impattante per chi legge, quindi fa do sicuro la differenza.

Questo mi ha dato ancor più emozioni di quanto lo sia stato il primo volume; mentre il primo si concentrava sul legame uomo / animale, questo libro mira quasi esclusivamente alle emozioni che i due provano e dai risentimenti e le paure che entrambi hanno maturato sia per via della crescita personale che per il loro precedente legame.

Trovo che sia forte il cambio e la maturità dei due personaggi che apportano alla storia un cambiamento non indifferente sia nei modi di fare, sia nel modo di porsi con gli altri, sia una vera e propria crescita personale. Questo risulta essere la cosa più importante e in questo volume viene sviluppata benissimo e con maestria poeta il libro ad un livello sicuramente superiore rispetto a come era nato.

Non ho mai avuto paura che il mio ragazzo potesse farmi del male. Dopo aver cominciato ad amarlo, ho avuto spesso paura che potesse essere ferito, paura di perderlo. Si può amare un umano?
Sì.
E questo fa paura?
Sì, dopo avere amato hai paura, confermò Pax.
Come le volpi.

Il libro è un picciolo gioiellino e vi consiglio la lettura, ovviamente, dopo aver letto il primo volume. Spero possiate prendere in considerazione la lettura, visto che non è solo un libro per ragazzi ma è molto di più.

Sara Pennypacker è un autrice davvero in gamba, che sorprende e che con l’aiuto dell’illustratore John Klassen riesce a rendere il tutto magico, tenero e sentimentale. Lasciatevi trasportare dall’amore di un uomo e della sua volpe, riusciranno a toccare le corde giuste fino ad emozionarvi.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Spero sia una lettura che intraprenderete, dal primo col finire i questo secondo volume. Come sempre vi aspetto.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #468 – QUI NEL MONDO REALE DI SARA PENNYPACKER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io sono qui per portarvi una nuova recensione ovviamente! Ringrazio la Rizzoli per avermi permesso la lettura di questo libricino dolce e tenero, che mi porta sempre più vicina a quest’autrice, l’autrice di Pax. Una lettura che vi appassionerà e che apprezzerete. A voi:

9788817149020_0_0_0_75Titolo: Qui nel mondo reale
Autore: Sara Pennypacker
Pagine: 300
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 17,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2I1gYOE
TramaWare non vede l’ora di trascorrere l’estate perso nel suo mondo, a sognare di cavalieri medievali e, in generale, per i fatti suoi. Ma i genitori lo iscrivono all’odiato centro estivo, dove dovrà sopportare “interazioni sociali significative” e tutte le attività previste per i cosiddetti ragazzi normali. Quando scopre una chiesa in rovina poco distante, l’estate prende una piega decisamente più avvincente. In mezzo alle macerie incontra una ragazzina che coltiva papaye. Si chiama Jolene e non lo accoglie di certo a braccia aperte; prima cerca di cacciarlo, poi non smette di prenderlo in giro e dirgli che lui non vive nel mondo reale. Per quanto siano diversi, i due hanno però una cosa in comune: per loro quel posto diventa un rifugio. Un rifugio minacciato, purtroppo, che Ware è deciso a salvare seguendo le regole del codice cavalleresco. Ma com’è un eroe nella vita vera? E cosa possono fare due ragazzini da soli?

RECENSIONE

La storia ha inizio alla casa di riposo dove se ne sta Manovre Generali, la nonna di Ware. Lui è lì ma sembra essere perso nel suo mondo, a godersi la frescura della piscina, non curandosi troppo della nonna da cui si era allontanato poco tempo prima. La nonna sa cavarsela da sola, e lui lo sa. Quello che non può sapere è che, quando sua nonna cade e si rompe le anche, i suoi genitori sono costretti a chiuderlo in un centro estivo per non lasciarlo solo e perché lui è sempre fuori. Fuori dal mondo, fuori dal contesto, sempre distratto e mai dentro. Quando la madre lo iscrive al centro estivo tutto immagina tranne di trovare delle rovine di una vecchia chiesa e una strana ragazzina, Joline, che coltiva le papaye e che non lo vuole lì.

Ma cosa vuol dire stare fuori? Cosa vogliono da Ware le persone che lo circondano? E cosa succederà una volta che conoscerà Jolene e il suo mondo, le sue papaye?

Se eri un cavaliere sapevi qual era il tuo posto. Troppo spesso Ware non era sicuro di quale fosse il proprio. A volte aveva l’impressione, in realtà, di essere trasportato dal vento. Un po’ alla deriva.

La trama è originale, scorrevole e assolutamente inerente a ciò che ci troveremo di fronte. Una trama senza spoiler, carina e che invita alla lettura del volume, così come per Pax, volume precedente della stessa autrice ovviamente. Una lettura che vi emozionerà.

La copertina è rimasta esattamente come l’originale e ci troviamo di fronte alla rappresentazione di dove i due ragazzini si incontreranno, dove si contenderanno il territorio e si ritroveranno a condividerlo. Si vede in primo piano la chiesa o almeno il rudere che ne resta e i due ragazzi davanti all’entrata. Le piante giganti di papaya che sbocciano su tutto, persino sulla dimensione della chiesa. Una copertina che rende assolutamente la storia che ci troveremo di fronte. Il titolo è una frase che ripete sempre Jolene quando vede che Ware sembra dire che le cose del mondo che lo circondano sembrano essere ingiuste. E gli dice sempre “Qui nel mondo reale…”. Una frase che sembra in quel momento quasi una cattiveria nei suoi confronti per farli svegliare da ciò che lo circonda.

man floating in waterL’ambientazione di questa storia è una piccola cittadina in cui, vicino ad un campo estivo si trova una chiesa diroccata e che presto verrà messa all’asta. E’ lì che Ware e Joline si incontreranno e dove si svolgerà la maggior parte di questa storia. L’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se non è specificato esattamente.

Poi guardò davanti a sé. E per poco non cadde dall’albero. Qualcuno aveva messo la chiesa sotto assedio.

I personaggi di questa storia non sono tantissimi ma coloro che sono presenti principalmente hanno un ruolo fondamentale e sono incredibili per la struttura di questo volume.

Ware è il protagonista principale di questa storia. E’ un ragazzino che ama starsene in solitaria per la maggior parte del tempo nonostante i suoi genitori vogliano per lui che sia più sociale verso gli altri. Ama la solitudine, quindi, e sta bene in momenti in cui si ferma a riflettere perso nei suoi pensieri ma allo stesso tempo è anche un po’ solo. Ama sua nonna Manovre Generali e finge di impegnarsi socialmente dopo essere rimasto deluso dalle frasi dei suoi genitori. E’ un ragazzino che crede nella giustizia e in cui molti possono rispecchiarsi.

Joline è una ragazzina sveglia e perspicace, appassionata di rifiuti e di come nella storia questo particolare si sia evoluto e sia cambiato. Vuole coltivare le papaye nel giardino della chiesa diroccata per poterle rivendere e poter fare qualcosa di diverso per se stessa. Ha avuto un passato misterioso ma che esce fuori nel corso della lettura (che ovviamente non ve lo dirò, dovrete leggerlo per saperne di più).

Era cambiato, quell’estate. Stava passando più tempo nel suo mondo. E a quanto pareva non se ne vergognava. A quanto pareva gli piaceva molto.

Il perno centrale di questa storia è oltre il semplice nascondiglio tra i ruderi della chiesa invece di scappare dal centro estivo. E’ la storia di un ragazzino che cerca di capire come può essere qualcuno in un mondo in cui sembra sapere ogni cosa, anche come comportarsi o come essere veramente qualcuno. 

Lo stile dell’autrice è semplice, scorrevole e sicuramente adatto al pubblico per il quale è scritto. In terza persona sempre seguendo le vicende di Ware, il ragazzino undicenne protagonista di questa nostra storia. Un personaggio che è un must, in cui tutti i ragazzini insicuri possono rispecchiarsi e ritrovarsi.

L’unica cosa che non è andata particolarmente a genio è stato l’approccio genitore-figlio. Il fatto che per tutta la storia fossero così assenti e si fidassero di cosa faceva il loro bambino, senza preoccuparsi mai davvero. E il fatto di dire quelle cose cattive per poi pentirsene così stupidamente, facendo sentire sempre più sbagliato il loro figlio, che dovrebbe essere la cosa più importante di tutto. Non hanno fin dall’inizio ascoltato le necessità del figlio che ama stare in solitaria ed essere ciò che è anche così o anche se deve scoprire chi e cosa è veramente.

Il personaggio principale è la cosa più bella che potesse esserci. Semplice, buono e pronto a tutto pur di dimostrare di essere migliore anche se non sa che non ha niente da dover dimostrare, lui va benissimo così com’è. Trova in Joline l’esatto contrario che lo spronerà a far uscire la parte migliore ancor di più. Ware è un artista e ha l’animo battagliero che lo porta a mantenere promesse e a credere in un mondo giusto e finalmente a credere in se stesso.

«Tutte le cose erano qualcos’altro prima» Iniziò a registrare, come voce fuori campo per accompagnare le immagini. «E saranno qualcos’altro dopo. A volte, se guardi bene riesci a vederla: tutta la storia di una cosa».

Il libro è un piccolo gioiellino di dolcezza infinita, per lettori che amano le storie con un protagonista in cui possono rispecchiarsi. Una storia tenera, che lascia al lettore un senso di leggerezza e di dolcezza inaspettata. Consiglio assolutamente la lettura, a grandi e piccini.

Sara Pennypacker ci porta nel cuore di un bambino che cerca di essere qualcuno e che cerca di dimostrare a tutti che non bisogna per forza cercare di essere diversi per esserlo davvero. Una storia che vi porterà proprio dove siete. Qui, dove si trova il mondo reale, quello di ognuno di noi.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò.

Cosa ne pensate? Una storia molto dolce. Fatemi sapere ovviamente! Io vi aspetto!
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #63 – PAX DI SARA PENNYPACKER.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Colgo l’occasione oggi per augurarvi una felice Pasqua a tutti visto che domani non pubblicherò nulla (ci mancherebbe!). Poi ringrazio la Rizzoli per avermi mandato questo libro di cui vi parlerò fra poco. Sto parlando di:

51pf6phqmrlTitolo: Pax
Autore: Sara Pennypacker
Editore: Rizzoli
Pagine: 300
Prezzo: 16,00 € (copertina rigida)

Sinossi: Da quando Peter, dodici anni, ha trovato il volpacchiotto Pax, i due sono sempre stati inseparabili. Un giorno accade l’impensabile: il padre di Peter si arruola per andare in guerra e costringe suo figlio a lasciare la volpe sul ciglio di una strada. Il ragazzo obbedisce, ma non appena arriva a casa del nonno dove è destinato a vivere, capisce di aver fatto l’errore della sua vita. Così parte per ritrovare il suo migliore amico. Un percorso di cinquecento chilometri che gli porterà avventure, guai e amicizie: un viaggio che lo farà crescere. Pax lo aspetta, e nel frattempo scopre luci e ombre della libertà. Tutti e due non vedono l’ora di ritrovarsi, però quel momento non sarà affatto come avevano immaginato.

RECENSIONE:

La storia, come avete letto nella trama, ha inizio in macchina. Il padre di Peter deve partire per la guerra e Peter steso è costretto a trasferirsi da suo nonno, l’unico parente rimasto oltre suo padre.

In quel momento il padre si ferma in una delle tante strade di campagna e costringe il povero Peter a spararsi dal suo volpacchiotto Pax. In primo momento, Peter, sembra non voler accettare ma poi si trova costretto a doversi separare dal suo inseparabile amico peloso.

Lancia il soldatino con cui giocavano sempre e Pax corre a prenderlo. Solo che quando cerca Peter per riportarlo indietro, Peter non c’è. Una volta dal nonno però Peter non si da pace del fatto di aver lasciato il suo amico chissà dove. Quindi decide di andarlo a cercare. Da qui nasce una vera e propria avventura.

E in quell’istante, dietro di lui, sentì chiudersi una portiera della macchina e poi un’altra. Si lanciò a tutta velocità, incurante dei rovi che gli graffiavano il muso. Il motore dell’auto ruggì accendendosi e la volpe si fermò di colpo sul ciglio della strada. Il ragazzo abbassò il finestrino e gettò fuori le braccia. Mentre la macchina si allontanava a tutta velocità sollevando una gragnola di ghiaia, il padre urlò il nome del ragazzo: «Peter!». E il ragazzo urlò l’unico altro nome che la volpe conoscesse.«Pax!» 

La trama è semplice e racconta ciò che succede inizialmente. I due si lasciano sul ciglio di una strada, costretti, e faranno di tutto per ritrovarsi. Perchè non avrebbero dovuto mai lasciarsi e l’amore può andare oltre tutto questo. L’amore fra Peter e Pax è oltre ogni confine. Davvero ben scritta e incuriosisce molto.

La copertina mi ha colpito da subito. E’ tenera e trasmette tutto ciò che la trama lascia presagire. Pax che aspetta il suo umano ed è tutto davvero bello. Il titolo? Giusto e semplice. Cosa c’è di meglio del nome della protagonista di questa storia?

L’ambientazione e l’epoca non sono specificate esattamente ma è tutto scritto a tempo di guerra, su questo non c’è dubbio.

Lo so. E sarebbe colpa mia. Se è morta, dovrò riportarla a casa e seppellirla. In un modo o nell’altro, io vado a riprenderla e la riporto a casa. » Vola studiò Peter come se lo vedesse per la prima volta.«Quindi, qual è la verità? Stai tornando dalla tua volpe o a casa?» «Sono la stessa cosa» disse Peter, la risposta improvvisa e sicura, benché sorprendente anche per lui.«E lo farai a prescindere da chi tenterà di fermarti? Perché è ciò che è giusto per te, nel profondo dell’anima?» Vola chiuse la mano a pugno e si batté il petto.«Nel profondo della tua anima. È così?» Peter aspettò un poco prima di rispondere, perché quella donna – forse pazza, forse no – lo aveva chiesto come se ne dipendesse il destino del mondo. Ma la risposta fu la stessa che se gli fosse scappata di bocca d’impulso. E la risposta sarebbe stata la stessa anche se avesse aspettato una vita intera per rifletterci. Si batté il petto e sentì il muscolo del cuore fare un balzo.«Sì. A dir la verità, nel profondo della mia anima non c’è nient’altro, che io sappia. »

I personaggi sono decisamente pochi:

Pax è un piccolo volpacchiotto rosso dalla coda con la punta bianca. Un animale che dovrebbe essere selvatico, invece domestico ed amico di Peter, altro protagonista di questa storia. Pax non sa affrontare la solitudine e la vita nei boschi ma finisce per essere costretto ad adattarsi, a diventare forte, a crescere fino a cambiare.

Peter è un ragazzo di dodici anni a cui è rimasto suo padre e la sua tenera volpe, Pax. Quando i due sono costretti a separarsi vorrebbe protestare ma non riesce a ribellarsi a suo padre, anzi lo asseconda tanto da ingannare la volpe stessa. Ma Pax è un amico, un confidente. 

Vola è una donna che vive sola e con cui Peter avrà a che fare perchè costretto. Inizialmente burbera e solitaria si scoprirà che è una donna dal cuore d’oro che si affezionerà a Peter e alla sua storia tanto da cercare di aiutarlo.

Peloritto e Scricciolo sono due volpi, due fratelli, che incrocerà Pax durante il suo cammino con cui si ritroverà costretto a vivere. Peloritto è una volpe chiusa, che non si fida di niente e nessuno, mentre Scricciolo è un cucciolo tenero e dolcissimo.

Mentre faceva la guardia, Pax pensò a tutte le sue cose preferite, che avrebbe fatto col ragazzo quando l’avesse trovato: ruzzolare insieme all’aperto, giocare alla caccia, esplorare il cortile erboso e il tratto di bosco retrostante. Si ricordò dei modi che aveva il ragazzo di ricompensarlo: il suo sorriso aperto quando lo salutava; il modo in cui gli grattava il collo, con le dita che affondavano nel pelo al punto giusto. Pensò alla gioia di starsene sdraiato ai suoi piedi davanti al fuoco (…)

Il perno centrale è proprio Pax e il legame che ha con il suo umano Peter. E si basa tutto su questo oltre che sul cercare di ricongiungere due punti fra loro lontani ma vicini nel cuore.

Lo stile utilizzato è stato abbastanza elementare e decisamente scorrevole. L’ho finito in una manciata di ore quindi non posso che parlarvene bene sotto questo punto di vista.

La storia si suddivide in due punti di vista: quello di Pax e quello di Peter. Pax è molto più descrittivo e Peter è ben distribuito.

Il libro si sviluppa in maniera lenta e cadenzata quindi è abbastanza fluido. La cosa che non mi ha convinto pienamente è stato il finale. Vi spiego. Tutto il libro si basa su un’eventuale ricongiungimento dei due e alla fine risulta tutto troppo frettoloso. Risulta esserci una discrepanza fra l’intero libro e il finale: lento nella storia e si conclude troppo velocemente tralasciando le emozioni finali oltre tutto ciò che ne consegue. Tutto troppo fugace nel finale e mi è dispiaciuto molto perchè poteva essere davvero un buon libro.

Pax guardò i cespugli e poi di nuovo il viso del suo ragazzo. Peter s’infilò una mano in tasca e ne estrasse il soldatino. Lo sollevò. Pax alzò la testa, gli occhi allenati fissi sulla mano di Peter. E Peter scagliò il soldatino di plastica oltre i cespugli, dentro il bosco, più lontano che poté.

Il libro è stato dolce e spontaneo. In più le illustrazioni fanno da cornice e rendono tutto veramente bello. I disegni delle volpi sono meravigliosi, hanno un’aria davvero magica a tutto il libro (Come potete vedere qui sotto un esempio)

Un libro basato sull’amore, amicizia e fedeltà fra un’animale e una persona e fino a dove può arrivare tutto questo.

Consiglio questa storia leggera, quasi fiabesca, piena di illustrazioni bellissime. La consiglio per tutte le età, specialmente per bambini. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Cosa ne pensate? Vi ispira? Io ve lo consiglio.

A presto,

Sara. ©