RECENSIONE #574 – PILLOLE DI TENEBRE DI RONALD ARKHAM.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi di nuovo su questi schermi per una nuova recensione, stavolta misteriosa e oscura, che ci porta e ci consente di immergerci in piccoli racconti horror di cui ringrazio l’autore per la lettura. Ecco che ve ne parlo subito:

41ygxqi86el._sx342_sy445_ql70_ml2_Titolo: Pillole di Tenebre
Autore: Ronald Arkham
Data di uscita: 12 dicembre 2021
Pagine: 130

Link d’acquisto: https://amzn.to/3KgUeEB
Trama: Un calderone con 9 racconti dark humor. Storie imprigionate in questo libro:

– MORSO DI LUNA: Microracconto di 2000 parole per il concorso RuleDesigner Racconti Liberi 2021 di Historica Edizioni. Letto da VIR La forza delle parole su Youtube
– TOMBA: Microracconto di 300 parole per il concorso 300 Parole per un incubo di Scheletri.com
– LA NOTTE DEGLI SPIRITI SANGUINANTI: Microracconto di 1000 parole per il concorso Halloween all’Italiana 2021 di LetteraturaHorror.it
– STRAORDINARI: Microracconto di 1000 parole per il concorso Racconti Fantasy 2021 di Historica Edizioni
– SOL INVICTUS: Microracconto di 1000 parole per il concorso Un Natale Horror 2021 di LetteraturaHorror.it
– ANIME IN POLVERE: Racconto post-apocalittico di 5000 parole
– ISOLA DELLE OMBRE: Racconto soprannaturale di 7000 parole
– RUBIN LAKE: Racconto del mistero di 6000 parole
FIOCCHI DI SANGUE: Racconto horror di 8000 parole

RECENSIONE

closeup photo of person's handPer questa raccolta di racconti non posso darvi un vero e proprio punto d’inizio o dire di cosa parla perché è un mix e un insieme di racconti horror e paranormali davvero ben scritti. Fin dal primo racconto si respira un’aria tetra, buia, oscura e misteriosa. Le capacità dell’autore sono proprio quelle di farci sentire all’interno di un vero e proprio racconto macabro, senza tralasciare nulla, anzi trascinandoci all’interno con violenza e determinazione. Le storie parlano di morte, di strane creature e di pericoli che si celano anche dietro la persona o la cosa che può apparirvi migliore di ogni altra con una tinta di humor, diciamo, sarcastico.

Siete pronti ad entrare nelle tenebre? Siete sicuri di voler affrontare un viaggio pericoloso e avvincente?  

Il sangue annaffiò le orchidee e Mordred, inerme, pensò che quel pezzettino di merda stava rovinando i fiori per sua moglie. Mentre l’uomo percepiva che la sua anima veniva spolpata, vide una bambina bionda, bella come una visione angelica, che timidamente si avvicinava. Sembrava la cucciola di una divinità.

La trama non vi è una vera e propria trama per questa storia, trattandosi di una raccolta di racconti. Vi sono descritti solo brevemente i racconti e il relativo titolo, con lunghezza e brevi dettagli. C’è una breve introduzione che, considerato anche la brevità dell’opera è giusto che ci sia un riferimento a questi senza parlarne troppo e finire per spoilerare una cosa già abbastanza breve.

La copertina mantiene la linea di tutte le copertine precedenti dell’autore. Se dovessi dire la mia, le copertine sono fuori tema rispetto i racconti e la linea utilizzata non mi fa impazzire. Non so e non conosco il perché della scelta dell’autore ovviamente ma trovo che si piazzi bene e si presti con la storia semplicemente per i colori che porta con sé e non per tutto il resto. Il titolo è semplice e ben composto. Visti i racconti che vengono raccolti all’interno, il titolo sembra avere una valenza puramente dimostrativa e fa il suo lavoro mostrandoci, in anteprima, a cosa ci troveremo di fronte.

L’ambientazione e l’epoca non sono specificate nel dettaglio, ma variano di storia in storia; in alcune è talmente tanto breve che è anche solo difficile comprendere dove siamo, pensate!

Vecchi sdentati vestiti di stracci che cantavano in gaelico, gatti decapitati che facevano le fuse a bambini senza volto.

person with red and silver eyeshadowI personaggi di questa storia sono dei più disparati. Non c’è soltanto un personaggio, ma essendo molti ne conosceremo di diversi. E’ ovvio che laddove la storia è più lunga, riusciamo a comprendere meglio il personaggio e le ragioni che lo spingono ad agire in determinati modi. Quando invece la storia è molto breve, si ha poca empatia con il personaggio e comprendere le motivazioni o tutto ciò su cui si aggira la storia finisce per essere maggiormente difficile. In linea generale le storie hanno tutte un filo comune e dei personaggi interessanti e ben strutturati, che l’autore riesce a comporre molto bene.

La storia che più mi ha catturato e del quale ho apprezzato particolarmente la protagonista è stata la prima storia, MORSO DI LUNA, visto che ha un retroscena particolare e incuriosisce molto.

In un tempo lontano tutta la sua esistenza era racchiusa nel suo laptop. Foto, film, serie tv, libri, musica, documenti. Tutto digitalizzato. Teneva una copia del materiale più importante nel cellulare, per non rischiare mai di perdere nulla. Con un solo zainetto poteva portarsi appresso tutta la sua vita ovunque. Era l’era di Internet, un’epoca infame ritenuta falsamente di sviluppo e innovazione, dove tutta la conoscenza e le informazioni vivevano in una gigantesca nuvola invisibile di elettroni.

Il perno centrale delle storie si muove su una base chiaramente horror, con dei piccoli riferimenti humor molto dark, quasi al limite. E’ ovvio che l’allegoria dell’humor è collegato proporzionalmente a quanto accade nell’’horror e quanto questo a volte sa bizzarro o ai limiti dell’inverosimile. Il fulcro della storia si incentra sulla tenebra, sulle piccole pillole che l’autore ci racconta e che ha raccolto per i lettori in questo volume.

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo di volumi precedenti. E’ lineare, fluido e molto particolare, in special modo nei dettagli. Le storie sono tutte molto macabre, cruente, determinate e, ad ogni modo, soprattutto originali. Il testo completo si legge in pochissimo tempo, quindi sappiate che potete leggerlo in qualsiasi contesto, anche fra una pausa e l’altra.

La pecca principale di questa raccolta di racconti è che molti sono talmente brevi che non si fa in tempo ad elaborarli o non si fa in tempo a carpire tutto ciò che l’autore sta cercando di comunicarci, perché è dato per scontato. Come se già si conoscesse. Ed è per questo che essendo troppo breve non si riesce né a comprendere a fondo il contesto effettivo, né i movimenti e le dinamiche che si aggirano attorno alla storia. Non che i racconti non siano leggibili, o non si comprendano, non fraintendetemi. Semplicemente c vorrebbe, almeno in qualche caso, qualche riga in più. Dall’altro lato ovviamente comprendo che il testo è stato utilizzato per un contest e raccolto appositamente qui quindi è normale che abbia questa valenza.

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Una vacanza per fuggire dai propri demoni.
Entrambe le donnine avevano bisogno di staccare la spina e svuotare la mente da pensieri cupi ed angosciosi. Volevano godersi un viaggio spensierato per voltare pagina dalle loro vecchie vite ed iniziare un nuovo capitolo. Pillolina aveva finalmente deciso di usufruire delle sue ferie arretrate e, per non essere disturbata, aveva impostato il cellulare per bloccare tutte le telefonate. Era davvero stufa di vendere impianti fotovoltaici e bici elettriche. Sapeva che stava contribuendo a salvare il pianeta, ma la sua anima aveva bisogno di un altro tipo di nutrimento.

Il libro è una piccola raccolta per gli amanti del genere horror, ma una scoperta per chi vuole approcciarsi al genere e non ha avuto modo di provare fino ad ora, o non ne è mai troppo convinto. L’autore ci permette di avvicinarci al genere con determinazione e l’abilità di chi naviga in questo genere già da un po’. Consiglio la lettura, veloce e sicuramente originale.

Ronald Arkham scrive dei racconti che spaventano ma che al contempo stesso contengono un humor spiazzante e non così scontato come sembra. Una lettura che vi porterà in posti differenti, tutti con un finale drammaticamente sconvolgente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Vi piacerebbe leggerlo? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #547 – MORTE VERDE DI RONALD ARKHAM

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi vi porto un racconto che spero possa incuriosirvi. Io l’ho trovato davvero strano e ve ne parlerò lungo questa recensione. Siete curiosi di scoprire cosa ci troveremo a leggere? Ecco che ve ne parlo:

51nindc2qulTitoloMorte verde
AutoreRonald Arkham
GenereThriller
Casa editriceSelf Publishing
Data di Pubblicazione: 18 maggio 2021
FormatoCartaceo, Ebook
Pagine104
Link d’acquisto: https://amzn.to/30eI5yZ
TramaUn antico male si risveglia per inghiottire un paesino nell’oblio. Una cometa misteriosa, un incidente imperdonabile. A Carfax, un piccolo villaggio sperduto nel bosco, le persone cominciano a scomparire. Lilith, la piccoletta dagli occhi smeraldo, dovrà sviluppare tutte le proprie risorse per sopravvivere alla spietata fame delle tenebre.

RECENSIONE

green white and black abstract paintingLa storia ha inizio nel cuore di Carfax in cui cominciano a succedere strani avvenimenti: le persone cominciano a sparire misteriosamente o finiscono per impazzire definitivamente. Tra animali e persone, nessuno sembra essere più al sicuro nei pressi del paese, così come a passeggiare tra i boschi.

Cosa sta succedendo a Carfax? Riuscirà a salvarsi qualcuno? Come è possibile fermare quanto sta accadendo nella zona?

Non aveva ancora incrociato un essere umano quel giorno. Si avviò all’ultimo piano per godersi il panorama e cercare un minimo di sollievo dall’oscurità. Carfax, il luogo in cui era nata e cresciuta, era diventato un paese fantasma.

La trama è piuttosto breve in vista del fatto che, in ogni caso, si tratta di un racconto. Scrivere qualcosa di più lungo e articolato equivale a spiegare troppo di ciò che avviene all’interno, quindi trovo che sia ben scritta, corretta ed esaustiva del racconto che andremo a leggere. Una trama ben fatta.

La copertina che mi sarei aspettata, nel mio immaginario, è sicuramente diversa da come si presenta poi effettivamente. L’albero poteva anche starci ma nel complesso mi aspettavo qualcosa di più “verde” diciamo. Un bosco, una cittadina spersa nel verde, delle persone nel bosco. Insomma, mi sarei aspettata qualcosa di diverso vista la storia e la tipologia di storia utilizzata. L’albero può essere bene o male riconducibile ma per i colori e la scelta non trovo dei collegamenti veri e propri. Per quanto riguarda il titolo, a differenza della copertina, è inerente a ciò che viene narrato e lascia un alone di mistero per quanto riguarda questa morte di colore verde. Perché è proprio questo il colore? Cosa starà a significare? Lo scopriremo solo leggendo ovviamente, ed avremo le risposte relative a questo titolo originale e peculiare.

L’ambientazione è Carfax, un paesino sperso tra i boschi e lontano dalla civiltà; l’epoca non è de tutto specificata. Potrebbe essere applicata a qualsiasi epoca anche se mi aggirerei poco dopo il medioevo o giù di lì avendo dei richiami antichi.

Il cellulare dentro il teschio portaoggetti vibrò ed emise una tenera vocina.
Muuu
Ronnie muggì e spalancò la palpebra sinistra. Era la suoneria per i messaggi di Lilith. 
Porta qua subito il culo!
Lui rispose quasi ad occhi chiusi.
Deh ma quanto sei dolce oggi! Hai fatto il bidet nella nutella?
Lilith era la persona preferita di Ronnie, anche perché era l’unico essere vivente che sopportava. Forse l’unica umana che avesse qualche onda cerebrale compatibile con le sue. Questo non toglieva il fatto che fosse un esserino demoniaco.

man standing behind green plantI personaggi all’interno del volume sono molteplici e vengono inter-cambiati quasi ad ogni capitolo. Solo alcuni troveremo in maniera più ricorrente di altri, come per quanto riguarda la protagonista di questa storia, Lilith, che cercherà di barcamenarsi in un mondo pericoloso che cercherà di uccidere o portare con sé anche lei. In tutto questo a darle supporto ci sarà il suo amico Ronnie e avremo modo di conoscere le diverse persone della cittadina, dalla signora con il cane all’uomo che le dà fastidio e via dicendo.

Tutto immobile e morto. Anche l’infame fabbrica Mulder sembrava abbandonata. Si chiese se non fosse il caso di fuggire a Ozwich. Anche se sin da bambina aveva sviluppato una specie di allergia per le città e la modernizzazione. Lei era una romantica, una nostalgica. Una piccola figura in movimento rovinò la staticità del panorama. Un bambino stava portando in grembo un fagotto verso il cuore del bosco.

Il perno centrale è, per l’appunto, la morte verde e tutto ciò che accade di misterioso in questo paese. Non solo le persone muoiono o scompaiono in misteriose circostanze ma nel bosco accadono delle cose che non sembrano catturare ogni abitante fino a portarlo alla follia più assoluta. E’ una storia misteriosa, che vi spingerà a chiedervi cosa ci sia dietro tutto questo.

Lo stile utilizzato è articolato ma non troppo complesso. Scritto in terza persona, la storia si focalizza sull’aspetto principale di ciò che avviene passando di singolo in singolo portando alla luce quanto più possibile. Ovviamente la storia essendo solo un racconto è molto breve e si focalizza ad ampio spettro sul generale, cogliendo l’essenza di ciò che sta accadendo all’interno del posto in questione. Il tipo di scrittura è ben composta e fluida, mi ha colpito fin dall’inizio solo la storia non è riuscita a coinvolgermi come doveva. Probabilmente anche non avere empatia con i personaggi non ha aiutato molto. Concentrandosi sul generale, infatti, si tralascia l’emozione di cosa si prova in quel momento che non arriva molto seppur ci siano dei momenti in cui il volume si sente che è in crescendo e la paura comincia ad albergare fra i soggetti coinvolti.

La cosa che non sono riuscita a comprendere bene è il mistero su cosa si fonda. Nonostante ci sia una spiegazione finale e si risalga a cosa sia accaduto veramente e cosa li abbia condotti a questo punto, posso dirvi che si resta con delle domande, si resta un pochino incompleti. Questa è stata la cosa a lasciarmi più perplessa e avrei preferito avere un chiarimento maggiore nonostante la storia mi sia piaciuta generalmente. Con molta probabilità se fosse stato più lungo il racconto, avrebbe chiarito magari i punti in cui mi sono sentita persa e avrebbe dato un’occasione migliore sia all’autore di chiarire bene tutto, sia al lettore di comprendere meglio le domande che si è posto.

Tutto il regno teme e disprezza la misteriosa creatura. In ogni strada voci infamanti e assurde circolano sul suo conto. Strega rinnegata, morte personificata, mostro proveniente da un altro pianeta, scarto di un futuro dannato.

Il libro è un racconto che si smuove fra il paranormale e il mistery. E’ una storia che, se devo dirla tutta, non mi ha coinvolto come speravo e che per alcuni versi non sono riuscita a comprendere del tutto, come se mancasse qualcosa per chiudere il cerchio; non so se mi spiego. Consiglio agli amanti del genere e dei racconti, potrebbe interessarvi, ne sono abbastanza certa.

Ronald Arkham ci porta in un luogo dove il mistero ci accompagna come mettiamo il piede fuori di casa ma che può insediarsi persino all’interno e riuscire a toccare corde e situazioni che non si credevano possibili. Un antico male si risveglia e voi siete pronti a non farvi prendere?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fare al caso vostro? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©