RECENSIONE #454 – UN GIOCO CHE NON SONO IO DI ELISA CORDOVANI E ALICE WALCZER BALDINAZZO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo volume che spero possa interessarvi e incuriosirvi. E’ una piccola raccolta di poesie edita NPS Edizioni che ringrazio per la lettura e per l’invio. Sono davvero felice di parlarvene. A voi:

71lajahtvzlTitolo: Un gioco che non sono io
Autore: Elisa Cordovani
Illustrazioni: Alice Walczer Baldinazzo
Curatore: Romina Lombardi
Genere: poesia
Formato: cartaceo
Prezzo: 10 euro
Pagine: 64
Uscita: 1 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3nvCJ9j
Trama: “Un gioco che non sono io” è una silloge poetica contro la violenza di genere. Una presa di posizione, per ricordarci quanto siamo fragili, vittime o carnefici dei nostri chiaroscuri e di quelli degli altri. Un invito a comprendere di quale “gioco”, psicologico e fisico, siamo succubi. E a tirarcene fuori. A dire NO, scegliendo l’amore per se stessi e per gli altri. Le poesie di Elisa Cordovani raccontano in modo lucido, profondo, straziante e lenitivo insieme, lo stupro non di un corpo, non di una mente, ma di una vita intera. Le donne ritratte nei versi vanno fino in fondo al proprio dolore, per capirlo, ma soprattutto per essere consapevoli di potergli sopravvivere. Sono donne che si trasformano nella vergogna che provano, nelle lacrime che pensano di non aver diritto a versare, negli occhi feriti dei loro padri e madri. Donne, i cui volti e pose, ritratti da Alice Walczer Baldinazzo, sono figure magnifiche che si fanno amare e ripudiare al medesimo tempo, senza che si riesca a dimenticarle.

RECENSIONE

selective focus photo of pink petaled flowersQuesta raccolta di poesie racchiude il Gioco. Come descritto nella prefazione di questo volumino davvero interessante, il gioco nasce come una cosa che da bambini è caratteristica e mano a mano che si cresce questo termine prende – a volte – delle pieghe sbagliate, come il famoso “prendersi gioco di qualcuno”. Ecco, questa raccolta è una silloge sulla violenza ma anche su quel gioco che nessuno (in questo caso direi nessunA) è più disposta a giocare. Non si è più disposti a stare alle regole di questo gioco che talvolta finisce per diventare triste, malinconico, persino violento e brutale. Le donne descritte nel loro sbocciare lento e bellissimo come un fiore e a tutti i percorsi difficili che sono costrette ad affrontare, in un mondo in cui ci vuole sempre più deboli, e noi dobbiamo cercare di mantenerci più forte. E dimostrarlo costantemente.

Vorrei mi ricordassi,
andandomi a cercare
nella bellezza mia perduta,
cadendo all’indietro,
in voci chiuse, memorie e illusioni di un’ora.

La trama è particolare e invita il lettore ad aprire il cuore a questa raccolta e ad abbandonarsi alla lettura di questo piccolo volume. Trovo che sia una trama autentica, sincera che spinge a raccogliere questo libro fra le mani, ad acquistarlo e ad accudirlo. Un libro da tenere sul comodino come monito, come forza. Una trama forte e autentica.

La copertina è davvero bellissima e visivamente, e rende l’idea di ciò che il volume rappresenta. La donna con quelle due mani in più che si muovono intorno a lei mentre le altre le coprono il volto. Assieme al titolo attirano davvero l’attenzione e questo racconta tanto. Il gioco, un gioco che non fa la persona, che non fa la donna e che non la rende cartapesta e un qualcosa di friabile, che si può calpestare.

Ho combattuto 
fino a essere
sapore della sconfitta.

Che a diventare 
uomini
si lascia segni,
senza mai darci un
nome.

person holding quartsIl perno centrale di questa raccolta di 

Lo stile utilizzato dall’autrice è melodioso, articolato e riesce a rendere intensamente la tematica trattata. Ho apprezzato tantissimo la prefazione e la spiegazione con cui l’autrice da significato ancor maggiore alla sua raccolta di poesie ivi raccolte.

Le poesie portano diverse tematiche importanti come Lo stupro ma anche diverse poesie dedicate ai genitori di Elisa Amato, ammazzata nel 2019, vittima di Femminicidio a Prato. Delle poesie che toccano nel profondo e che possono essere indirizzate a qualunque genitore abbia visto morire le proprie figlie di questa brutale barbarie ingiustificata e violenta. Una raccolta importante, forte e necessaria. 

Non ho amato alcuni passaggi nelle poesie che risultano forzati e non chiudono la poesia in modo leggero e veritiero ma quasi come se non si sapesse come chiudere. E’ capitato solo poche volte ma ho apprezzato molto i versi racchiusi dall’autrice in questa raccolta.

Le illustrazioni all’interno del volume sono uniche e stupende. L’illustratrice rende le poesie nella raccolta uniche e speciali.

Certe ore credute eterne
mi guardano i tuoi occhi,
mi mormorano come l’estate passata al mare
avvampa il tuo nome
dentro i miei occhi, di sale
e bruciore narra una notte,
l’ultima, la tua.

Consiglio questo piccolo volume agli amanti di poesie e non. E alle donne, a tutte le donne forti, coraggiose e a tutte coloro che hanno bisogno di una voce. Un libro dolce, intenso, forte.

Elisa Cordovani scrive una raccolta di poesie ricche di coscienza, di forza, dolore ed emancipazione. Poesie che portano ricordi, consapevolezze, rendendo questa raccolta di poesie toccante e indispensabile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate e se lo leggerete. Mi raccomando!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #452 – NONA GREY V.2 GREY SISTER DI MARK LAWRENCE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi del secondo volume di Nona Grey compreso nella Titan edition della Mondadori Oscar Vault che ringrazio per la lettura in anteprima, assieme a Miriam che ha organizzato quest’evento. Ve ne parlo subito:

Nb: per i curiosi della trilogia trovate online la recensione del primo volume.
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Titolo: Nona Grey v.2 Grey Sister
Autore: Mark Lawrence
Pagine: 328 (La titan edition ha le pagine complessive di ogni volume)
Link d’acquisto: https://amzn.to/3jedCEg
Trama: Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l’uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l’accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell’Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?

RECENSIONE

ArtStation - Shadowless, Reide Perigo

La storia parte due anni dopo gli avvenimenti del primo volume. Nona Grey è ormai in un’altra fase della sua vita, è più grande ed ha raggiunto una consapevolezza diversa da quando è entrata nel convento della Dolce Misericordia. Ha delle amiche e delle sorelle che la supportano e che le vogliono bene perché hanno capito com’è fatta veramente, mentre altre la vorrebbero soltanto fuori dal convento. Dentro di lei si insinua qualcosa di potente, un’ombra che ha un nome e cerca di spingerla ad uccidere mentre lei tenta di accaparrarsi il posto da sorella Grigia nonostante sia Rossa.

Ma cosa succederà a Nona? Cosa la porterà a cambiare e a dover considerare qualcosa di completamente diverso da ciò che aveva immaginato per lei? Quali rischi potrebbe correre? Perché è stata salvata e cresciuta all’interno del convento?

«Avvelenatrice.» Kettle trovò la forza per alzare la mano, insinuando le dita pallide tra i capelli fiammanti di Apple. La tenne così per un istante. «Avvelenami.» E con un grido Apple premette il palmo nero, mettendoci tutta la forza che aveva, mentre con l’altra mano estraeva dalla ferita il pugnale dell’assassina. E insieme all’acciaio e al sangue ne cavò fuori un veleno nero come l’inchiostro, generato dalle tenebre che si annidano negli spazi fra le stelle.

Vi invito a scoprire la copertina del volume originale, Grey sister. Ovviamente per quella italiana non cambia nulla visto che si tratta di un unica copertina che racchiude tutti e tre i volumi assieme. È assolutamente originale il connubio inglese di tutte e tre le copertine utilizzate e sarebbe stato carino se all’interno della titan ci fosse una piccola copertina rappresentativa anche in bianco e nero per suddividere i volumi. Non so se nel definitivo questa cosa esiste ma almeno nel digitale italiano non c’è.

Il titolo di questo secondo volume è Grey sister. Sorella Grigia, come la classe che si ritroverà ad affrontare Nona Grey con lezioni e questioni che la metteranno a dura prova e la porteranno ad ingegnarsi in maniera decisamente interessante.Mark Lawrence בטוויטר:

L’ambientazione e l’epoca sono le medesime del volume precedente solo che dopo la metà del volume ci ritroveremo anche molto fuori dal convento della Dolce Misericordia. È interessante scoprire il mondo che circonda il convento, senza dubbio.

“Intendevo, perché sono più preoccupate per le tonache da lavare e qualche strappo da ricucire… Qui c’è sotto qualcosa. Non mentirmi, demone. Ti costringerò a nasconderti nelle mie dita e le metterò di nuovo sulla fiamma.” “Io ti masticherò le ossa e ti farò sputare sangue!” “Ma sai già che vincerò io. Perciò, dimmelo.” “La paura le ha legate.” “O slegate?” “I fili che le legano a quel posto, a quelle caverne… la paura li ha sciolti. Ha fatto dissolvere quei ricordi. Il tempo di arrivare su, e tutto questo non sarà per loro che un brutto sogno. L’holothour le ha fatte dimenticare.” “E io, allora? Perché ci penso ancora?” “Ti ho protetta io.” “Non ti credo. Tu sai solo mentire.”

I personaggi di questa storia si muovono su quelli del volume precedente con più o meno qualche nuova comparsa.Trovo i personaggi ben costruiti seppur in alcuni casi molto deboli perché non trascinano il lettore nei loro panni totalmente. Sembra trattenuta, quasi l’autore sia frenato sul personaggio e non voglia scoprirlo interamente.

Nona Grey resta comunque la principale intrattenitrice del nostro volume che scopriremo più grande, matura e nonostante nasca nel primo volume molto più violenta sembra quasi redimersi ed avere una coscienza. Sembra riconoscere l’amicizia e quanto questo l’abbia aiutata e la stia aiutando da quando ha messo piede nel convento. Inoltre l’utilizzo di Kheot risulta pedante, sembra spingerla sempre all’omicidio, ad uccidere gente e nonostante sia una vera e propria presenza non ha molto di comunicativo. Mi aspettavo qualcosa di più parlato, dialoghi, non solo aiuti quando fa comodo e strani ricatti. Comunque…

Altro personaggio che qui ci troveremo davanti è la Badessa Glass, ovvero la Sorella del convento che nel primo volume ha salvato Nona Grey da morte certa. Ci ritroviamo a comprendere i problemi che si pongono alla donna che è ora nelle condizioni più alte di rango e si trova a far fronte con chi cerca di smontarla ma anche con le ragazze del convento. È un personaggio che nonostante sia al centro del volume risulta sempre enigmatico e misterioso seppur abbia una capacità particolarmente innata di cacciarsi fuori dai guai e di risolvere le cose.

«Sei sbadata. Non lo controlli. Te l’ho visto sui polsi quando combattiamo, e sul collo quando strilli.» (…) «Tu non sai quello che dici! Non hai visto un bel niente!» Zole si strinse nelle spalle. «Sul ghiaccio, noi conosciamo i klaulathu. Noi non fuggiamo da quei “demoni” urlanti come voialtri che vivete rintanati nel Corridoio.» Nona si astenne dal farle notare che Zole era rintanata lì con loro da almeno cinque anni a quella parte. «Klaulathu? Tu sai come si fa a sbarazzarsene?» Keot le risalì per la spina dorsale. “Io posso andarmene solo quando tu muori.” Zole si alzò. «È possibile, ma difficile. Meglio conviverci. Loro appartengono agli Scomparsi, capisci? Sono pezzi che gli Scomparsi hanno abbandonato prima di attraversare il Sentiero.»

Il perno centrale di questo volume è la classe grigia e tutto quello che aspetta Nona Grey fuori dalle porte del convento. Perché sembra essere così tanto preziosa? Cosa continuano a nasconderci? Perché Glass l’ha salvata dalla morte e per anni l’ha istruita a combattere? Things Get Worse for Nona Grey in Grey Sister - The B&N Sci-Fi and Fantasy  Blog

Lo stile del volume è il medesimo del volume precedente. La scrittura è articolata e a volte sicuramente pedante anche perché già la storia di per sé non è poi così veloce, così viene addirittura rallentata.

La storia per quanto riguarda la politica e la religione sembra ben strutturata anche se a volte tutti questi intrighi politici/sotterfugi/nomi e quant’altro sono talmente tanti che rischiano di confondere il lettore. Si deve sempre restare attenti alla lettura nonostante questa a volte sia moolto lenta e poco incline a voler carburare veramente. La prima parte resta pesante e pedante almeno fino alla prova in cui Nona si ingegna e si rianima completamente, poi mako a mano ricomincia la discesa.

Gli eventi e le scene di azione sono tante ma il volume non scorre. Così come per quanto riguarda il primo volume, si fa una vera e propria fatica a dover proseguire nella lettura. Leggi una ventina di pagine e sembra di averne lette 100. Non so se sia colpa dello stile dell’autore o della storia ma è veramente molto lento nel carburare nonostante l’azione non tardi ad arrivare.

Il fatto della presenza dentro di lei, in certi momenti sembra solo molesto e poco produttivo. Perché utilizzare questo ”personaggio” se poi è utile solo per aiutare in situazioni in cui lei non ce la farebbe ma non è utile ne comodo in altro senso? Perché proprio questa scelta? Perché proprio lui? Gli interrogativi nel corso della lettura sono tanti e avrete modo più o meno di capirli.

Da apprezzare invece il punto di vista della Badessa Glass che arricchisce e aggiunge crediti alla storia. Nonostante resti misteriosa questi personaggio da del valore aggiunto e dei perché alla storia arricchendola sicuramente.

«Non pensavo che credessi a quella storia della Prescelta.» Kettle raggiunse i primi due assalitori e si chinò per recuperare le sue stelle da lancio con l’aiuto di un coltello. «Infatti, non ci credo.» «Allora, perché?» La seconda stella venne fuori con un gorgoglio macabro. Alle sue spalle, Kettle udì la voce di Zole, così bassa che riuscì a malapena a sentirla. «Perché è mia amica.»

Il libro ha delle fondamenta che hanno del potenziale. Lo sviluppo, purtroppo comincia a non convincere più e spero che l’ultimo volume mi faccia ricredere su tutta la storia in generale. Consiglio? Ni. Leggete i pro e i contro per comprendermi al meglio.

Mark Lawrence ci mostra, attraverso gli occhi di Nona, un mondo duro e difficile per cui bisogna tirare fuori tutta la forza possibile per cercare di sopravviverne. Una storia non per tutti sicuramente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere che ne pensate!
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #449 – LE DIECIMILA PORTE DI JANUARY DI ALIX E. HARROW.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

978880472864higTitolo: Le diecimila porte di January
Autore: Alix. E. Harrow
Serie: Autoconclusivo
Data pubblicazione: 13  Ottobre 2020
Genere: Fantasy
Pagine: 396
Link d’acquisto: https://amzn.to/3kaoGDV
Trama: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura… Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: Le diecim por. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei…

RECENSIONE

ten thousand doors of january | TumblrLa storia ha inizio in un’antica dimora del Vermont, in cui un giovane padre viene accolto dal padrone di casa assieme alla sua figlia. Quel padre lavorerà per il padrone di casa, il signor Locke alla ricerca di artefatti e oggetti misteriosi in giro per il mondo e la bambina, January Scaller si ritroverà a dover crescere tra le grinfie di un uomo che cerca di tenerla lontano dai guai , custodendola in casa come uno dei rari manufatti che riporta il suo stesso padre. Le cose cambiano quando un giorno la giovane ritrova una Porta e incuriosita si ritrova ad aprirla. Quando lo fa, ciò che vede dall’altra parte la lascia stupefatta e curiosa di saperne di più riguardo a ciò che ha visto. Infatti da quel luogo si riporterà una moneta e questo sembra essere solo l’inizio di una strana e magica avventura.

Cosa succederà a January? Cosa sono queste misteriose porte che si trova di fronte? Quale segreto celano? E il libro che si troverà a leggere, l’aiuterà a carpire i segreti di tutto ciò che le sta accadendo?

I libri odorano di brividi da due soldi o di ricerche scrupolose, di peso letterario o misteri irrisolti. Questo aveva un odore diverso da qualsiasi altro volume avessi mai preso in mano. (…) Aveva l’odore dell’avventura raccolta in mezzo alla natura più selvaggia, distillata fino a ottenere un vino raffinato e versata su ogni pagina. Ma sto correndo troppo. Le storie vanno raccontate in ordine, con un inizio, una parte centrale e una fine.

La trama è lunga, forse anche troppo. Avendola letta dopo aver letto il volume, posso dire che forse racconta anche troppo e poteva essere scritta in maniera sicuramente più sintetica ma allo stesso modo da poter incuriosire il lettore. Nonostante questo non ci sono spoilerissimi ma tante cose che vengono scritte e che si trovano al suo interno sarebbe un piacere scoprirle solo leggendo il libro in questione.

La copertina è meravigliosa in ogni sua fibra, dai fiori, al lucchetto all’edizione italiana che è tutto dire, sia per come è stata sviluppata, sia per il colore delle pagine che per tanto altro. Lasciata come l’originale non poteva essere migliore di così, con il chiavistello al centro, che lascia presagire un mondo bellissimo aldilà di quella porta. Manca solo una chiave per aprirla e poi… poi dove vorreste trovarvi voi se quella porta potesse aprirsi? Il titolo, tradotto così com’è dall’originale da alla copertina un vero e proprio significato autentico, così come la storia in generale.

L’ambientazione è il Vermont, in America e, per quanto riguarda l’epoca si corre l’anno 1901. Un luogo e un anno particolari, in cui un padre si ritrova solo con una figlia a cui baderà il suo “datore” di lavoro e che si preoccuperà di crescerla seppur non abbia il suo stesso colore di pelle e seppur non sia docile e mansueta come dovrebbe essere per Locke, il proprietario di casa.

«Non ti viene mai voglia di andartene via?» La domanda mi sfuggì di bocca prima che potessi chiedermi da dove fosse saltata fuori. Jane posò il libro spalancato sulla trapunta e mi guardò. «Via da dove?» «Non saprei, via da Villa Locke. Dal Vermont. Da tutto.» Ci fu un attimo di silenzio, durante il quale mi resi conto di due cose contemporaneamente.

alix e. harrow | Tumblrpersonaggi di questa storia non sono poi così tanti, principalmente abbiamo un grande flusso principale che verte su January la protagonista principale di questa storia. Ci sono altri personaggi che circondano questa bellissima e autentica protagonista e c’è un altro lato importante che merita una chiave di lettura interessante nel volume. Il signor Locke è un personaggio fondamentale per buona parte nell’inizio del volume perché si occupa a pieno regime della crescita della ragazza. Jane è una ragazza che subentrerà a lettura inoltrata ma sarà un appoggio fondamentale per la protagonista. 

January è una ragazza orfana di madre che vive assieme al signor Locke, in una prestigiosa villa ricca di reperti antichi e preziosi. Suo padre Julian è un dipendente del signor Locke e sta spesso via per viaggi alla ricerca di misteriosi reperti. January è sempre stata una ragazzina curiosa ed esuberante, un’amante della lettura, impavida. Succedono però determinate cose che portano January a diventare silenziosa e taciturna. E’ una ragazza principalmente sola e l’unico appiglio dall’esterno è il giovane e misterioso ragazzo che riesce a portargli la gioia quando arriva Bad, il piccolo cucciolo di cane che l’accompagna.

Julian, il padre di January, è un elemento fondamentale  all’interno di questa storia. All’inizio sembra essere un personaggio marginale, a cui il lettore difficilmente fa caso. Ma quando la ragazza trova LE DIECIM POR, le cose cambiano e cominciano ad assumere un valore decisamente diverso nei confronti di questo personaggio.

«Forse. Forse no. Forse si è soltanto perso ed è là fuori da qualche parte. Magari ha trovato una Porta, ci è caduto attraverso ed è
in un altro mondo, un mondo migliore, dove non ci sono persone come voi.» Come risposta era a metà tra “assolutamente folle” e “patetica”.

Il perno centrale di questa storia sono le Porte. Che siano Diecimila o una sola, January si troverà al centro di un conflitto per salvaguardare la chiusura di tutte le porte che collegano il mondo ad altri mondi, a universi paralleli e a mondi meravigliosi che January riesce a vedere e che suo padre si è trovato a vivere in prima persona.

Lo stile utilizzato è essenzialmente semplice e fluido in un punto e leggermente più articolato per quanto riguarda un altro senso. La storia fondamentalmente verte su January, in prima persona e la storia prosegue veloce, tanto che si può leggere veramente in pochissimo tempo, qualche ora è più che sufficiente. La parte leggermente più complessa sono le parti del libro che January si ritroverà fra le mani e che leggerà nella storia, quindi ci troveremo di fronte a capitoli che all’inizio sembrano scritti da un famoso ricercatore e mano a mano si sciolgono sempre di più.

Ho apprezzato che il personaggio di January non fosse il classico personaggio bianco stereotipato. Infatti, una ragazza col colore della sua pelle nella casa di un bianco ricco e potente, era vista per la maggiore – alle feste – come un animale da compagnia. Effettivamente, a quei tempi era così e una donna dal colore di pelle più scuro era effettivamente vista male dalla società che la circondava, soprattutto se aveva bei vestiti e viveva in una casa lussuosa. Infatti, Locke ha sempre cercato di mantenerla al margine, chiusa in casa tanto da farla sentire sola. Ho apprezzato molto anche il lato del manicomio e di mostrare al lettore che impatto avesse a quei tempi, dire una qualche fantasia o cercare di andare contro a qualcuno apparentemente “più forte“.

Il personaggio di January però non ha davvero costruito un legame col lettore, o almeno non con me. Non sono riuscita a sentirmi parte dei suoi pensieri e delle sue condivisioni ma ho quasi apprezzato di più il punto di vista di Julian, suo padre. Un personaggio che invece riesce a entrare nel cuore nonostante non sia poi così centrale è il cane Bad. I sentimenti di January nei suoi confronti, infatti, sono talmente forti che il lettore si preoccupa veramente nei confronti dell’animale. Poi avendo anche io un cane l’ho preso un po’ a cuore, ecco. 

L’idea delle Porte è sicuramente originale e sorprendente. Ancora non mi era mai capitato di immergermi in un libro con questa magia particolare (E so che ce ne sono) anche se devo dire, da bambina sognavo una cosa simile e avrei voluto tante volte aprire la Porta e trovarmi in un altro posto magico. Quindi sicuramente l’idea delle Porte, del libro LE DIECIM POR e tutto quello che è legato a questo è sicuramente sorprendente anche se non così eclatante. Non avendo come sempre letto tutta la trama ma basandomi principalmente sul titolo del volume mi ero immaginata che il volume si incentrasse di più sulle porte, sul passaggio da un mondo all’altro, sulla magia e su tanta fuga, cose rocambolesche… Invece January smorza un po’ questa fantasia che invece troveremo nel volume che si troverà a leggere.

«Potresti… leggermelo ad alta voce? Ho appena finito il quarto capitolo.» Jane mi sorrise rivelando la fessura tra i denti. «Certo.» Aprì il libro e cominciò a leggere.

Il libro è un fantasy autoconclusivo davvero originale che permette al lettore di sognare e sperare che, aprendo una semplice Porta, possiamo trovare un mondo bellissimo, un luogo lontano in cui poter andare o sognare di restare. Un libro che mi sento di consigliare, nonostante tutto.

Alix. E. Harrow stravolge e sovverte le regole del mondo con le Porte che possono portare il lettore dal nostro mondo a dei mondi paralleli, strani, pieni di creature e artefatti misteriosi. Le Porte sono diecimila, sarete pronti a varcarne almeno una?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi?
A presto,
Sara ©

A PROPOSITO DI… LA SAGA DI DESCENDER DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi dell’ultimo episodio della saga di Descender che avete seguito con questa rubrica. Giunti all’ultimo volume finiamo di seguire le vicende di Tim-21 e ci muoveremo in Ascender seguendo le vicende di un altro personaggio della storia nello stesso mondo ma diversi anni dopo. Cosa succederà nella prossima serie lo sapremo quando pubblicheranno nei prossimi periodi quindi passeremo ad altro nel frattempo.

La saga di Descender è composta da sei volumi:

  1. Stella di latta
  2. Luna meccanica
  3. Singolarità
  4. Macchine orbitali
  5. La rivolta dei robot
  6. La guerra delle macchine

Vi farò una recensione generale che spero apprezzerete!

Descender vol. 3: Singolarità (Lemire, Nguyen) – Lo Spazio Bianco

Questa saga ambientata nello spazio si apre con il risveglio di Tim-21 in un mondo ormai disabitato e privo di popolazione. Tim-21 è un robot rimasto dormiente per dieci anni che si sveglia e cominci la caccia al suo ritrovamento perchè parte importante di una catena di Robot potenti. Ma TIM-21 ha in mente una sola persona da ritrovare: Andy, quello che per lui è stato un fratello dieci anni prima, della famiglia a cui era stato affidato.

Cosa succederà ora che Tim-21 è sveglio? Chi gli darà la caccia? Perchè il mondo è così in pericolo? Come faranno a salvare loro stessi e chi li circonda?

Descender Vol. 2: Luna Meccanica & Descender Vol. 3: Singolarità |  RecensioneIl perno principale di questa serie sono i robot. Anche ora sappiamo tutti anche vedendo diversi film suoi robot che molto spesso vengono rappresentati come quelli che rubano spazio all’uomo e possono prendere il sopravvento sul mondo. Fin da sempre sembra essere una paura comune anche se l’uomo continua ad inseguire lo stesso il progresso tentando di raggiungere la costruzione di queste tecnologie ultra avanzate. Il mondo di Descender è popolato da umani e robot che in alcuni casi vivono in pace fra loro mentre in altri pianeti e in altri casi vengono utilizzati come schiavi, come oggetti che è poi quello che effettivamente sono. Il problema sorge proprio qui. Queste macchine hanno raggiunto un livello tale di consapevolezze e di emozioni che riescono a provare rabbia, risentimento, affetto, paura, vendetta. Emozioni umane che rendono le macchine stesse ancor più pericolose di quanto non lo fossero in precedenza.

La minaccia dei Mietitori resta la maggiore causa di disappunto fra i robot e gli esseri umani. I Mietitori erano venuti per distruggere e lo hanno fatto ed ora l’uomo cerca vendetta per ciò che è stato fatto. Tim-21 sembra essere un portavoce collegato ai misteriosi Mietitori ma effettivamente cosa si nasconde dietro tutto questo? E’ la verità? Cosa succederà a Tim-21 e alle persone, robot  o chiunque lo circondi?

La struttura dei disegni è davvero incredibile. L’acquerello utilizzato è leggero che passa da colori forti ai tenui in base alla situazione in cui ci si trova ed è estremamente interessante la scelta dei colori in questo modo. SI passa dal forte al leggero e quei tratti non colorati che restano bianchi rendono il tutto speciale e unico nel suo genere.

Descender vol 1 - una recensione ammirata - Dimensione FumettoLa storia, invece, in alcuni punti perde di intensità. Si concentra molto sui personaggi che sono il punto forte della storia ma tralascia in alcuni punti la storia principale dandola un po’ troppo per scontata. Ci sono alcune cose, infatti, che non essendo spiegate restano sospese e non comprese al massimo dal lettore. Si parlava di legame fra Tim-21 e i Mietitori. La spiegazione effettiva non c’è, c’è questo legame, c’è il mistero dei robot e tutto ma resta molto enfatizzato. Come per quanto riguarda altre cose. Concentrato molto sulla vita dei personaggi ma poco su ciò che effettivamente serviva a comprendere a pieno la storia.

Il finale è molto bello e aperto a ciò che ci si aspetta da Ascender, la prossima serie ambientata nello stesso molto ma diversi anni dopo con un altro personaggio. Interessante la scelta e vedremo cosa ci riserverà il futuro con questa serie.

Consiglio questa serie agli amanti dei robot, della fantascienza e dello spazio. Ovviamente anche agli amanti delle graphic novel.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate di questa Space Saga? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

REWIEW PARTY: Recensione #447 – LA GUERRA DEI PAPAVERI DI R.F. KUANG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi un nuovo evento che porta una recensione in cui avrò molto da dirvi e sarà ricca di contenuti ma che ci terrei particolarmente ci dedicaste i minuti che servono. Insomma spero la leggiate tutta e con attenzione. E’ un libro interessante, non adatto a tutti e spero che per quanto ne siate attratti possiate comprendere ogni minuzia che ho spiegato per voi. Ringrazio l’Oscar Vault Mondadori per avermi permesso la lettura e ringrazio Miriam per aver organizzato l’evento.

715hSgZfhHL._SL1500_Titolo: La guerra dei papaveri
AutoreR. F. Kuang
FormatoFormato Kindle / cartaceo

Prezzo: 9,99 €
Copertina rigida: 22,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ite2Xi
TramaOrfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo…

RECENSIONE

Midnight Designs: The Poppy War – Read at MidnightLa storia ha inizio un un piccolo luogo sperduto di una remota regione dell’Impero. Runin, che conosceremo come Rin, è un’orfana adottata dalla famiglia Fang che spaccia oppio e nasconde il tutto gestendo un piccolo negozio di cui Rin è costretta a fare la commessa. Trattata come una schiava all’interno della famiglia, i Fang decidono che per lei è giunto il momento di essere venduta come moglie a qualche ricco benestante. Ma Rin non vuole questa vita per se stessa, lei è nata per qualcosa di più grande ed è pronta a dimostrarlo iscrivendosi all’esame per entrare alla più grande accademia militare dell’Impero, la Sinegard. E’ difficile, la strada in salita e tutto per lei si mette difficile quando si deve combattere per cercare di non finire sposa ma in schiavitù; una strada che la porterà a scoprire cose importanti di se stessa e delle persone che la circondano.

Cosa farà Rin? Riuscirà ad evitare il matrimonio ed entrare alla Sinegard? Cosa le succederà durante il suo percorso di crescita?

«Non parla tanto, vero?» chiese Han. «Neanche si presenta. Che coglione.»  «Non ne ha bisogno» disse Kitay in tono di scherno. «Tutti sanno chi è.» «Forte e misterioso» disse Venka trasognata, e si mise a ridacchiare con Niang. «Forse non sa parlare» suggerì Nezha. «Lo sapete com’erano gli speerliani. Selvaggi e assetati di sangue. A malapena sapevano cosa fare se non gli si davano ordini.» «Gli speerliani non erano degli idioti» protestò Niang.

La trama è interessante, originale e incuriosisce già a primo impatto. Una storia che coinvolge e cerca di introdurre il lettore in una storia forte, coinvolgente e potente. Tutto ciò che trovate nella trama troverete, ma anche oltre, anche di più, persino più forte.

La copertina è fantastica e sono felicissima che la Mondadori abbia mantenuto l’originale perchè era davvero difficile uguagliarla in alcun modo. Tutto in questa stupenda edizione fa presagire bellezza e dedizione, così com’è la protagonista di questa storia. Il titolo è stato semplicemente tradotto così com’è ed è interessante. Avrei sicuramente preferito il titolo originale ma anche così rende.

L’ambientazione è un punto che gioca molto a favore e sicuramente, il word building è una delle cose con una struttura studiata, precisa e meticolosa. Sarebbe davvero difficile parlarvi di questo mondo, si finirebbe per sminuirlo. Riprende dai tratti nipponici e riporta tutto ciò che di quello si aveva un tempo. Finalmente una storia che ci porta in un luogo che sogno di andare a visitare, con una cultura differente dalla nostra, che rende tutto magico e scenografico.

La prima volta fece turbinare delle foglie ai suoi piedi senza muovere un muscolo. Rin pensò che fosse uno scherzo del vento. Poi lui lo fece una seconda volta e una terza, per dimostrarle che ne aveva il totale controllo.  (…) «È sovrannaturale.» Jiang aveva un’aria compiaciuta. «La parola sovrannaturale è adatta a definire qualsiasi cosa non rientri nella tua attuale concezione del mondo. È importante che tu sospenda l’incredulità. Ho bisogno che accetti semplicemente che queste cose sono possibili.» «Vi aspettate che io accetti il fatto che siete un dio?» «Non essere sciocca. Non sono un dio» disse lui. «Sono un semplice mortale che si è svegliato e ha scoperto il potere della consapevolezza.»

Midnight Designs: The Poppy War – Read at Midnight in 2020 | Poppies,  Graphic design, GraphicI personaggi sono davvero i più variegati possibili all’interno della storia. In primo luogo ci ritroviamo a perderci nei panni di Rin e a cercare di capire la sua mentalità, la sua scalata verso ciò che l’aspetta e il modo in cui cerca di conquistare il mondo attorno partendo dal nulla. Ho letto un’intervista dell’autrice in cui “paragona” se così vogliamo definirlo a la vita di Mao Zedong che nasce come un uomo che veniva dal nulla, da una piccola provincia di Hunan ed è diventato un dittore genocida. Ha voluto intraprendere il percorso mentale che lei ha immaginato debba aver intrapreso lui.  Dice l’autrice stessa: “Come passi dalle radici che avevano Mao e Rin, a detenere un potere inimmaginabile e causare così tanta sofferenza con esso? Come lo giustifica mentalmente a te stesso?” Insomma voleva scoprire psicologicamente come poteva nascere un dittatore o comunque qualunque potere che venga dal nulla. Quindi prende un personaggio, Rin, e utilizza lo stesso schema mentale partendo dal fatto che Rin voleva salvare i suoi amici e se stessa e come fare per rendere questo possibile se il mondo attorno crolla inesorabilmente? Starete a vedere.

Altri personaggi di cui si circonderà Rin saranno alcuni completamente opposti, come Kitay che è un ragazzo semplice, caparbio e fondamentalmente tranquillo seppur studioso e disciplinato a Nezha irruento, saccente e superbo. Avremo modo di avere molto a che fare con Altan, coloro che tutti chiamano l’ultimo speerliano , dagli occhi rossi e dalla forza mostruosa. Inoltre avrete modo di far entrare nel vostro cuore il Maestro di demologia Jiang che per i suoi modi di insegnamento nel cercare di aprire la mente alle cose che ci circondano mi ha ricordato il mio insegnante di italiano, che spronava a far lo stesso. Sicuramente una varia serie di personaggi interessanti e da scoprire.

«Perché nel Nikan sono contrari all’uso di droghe?» (…) «Perché l’uso di sostanze psichedeliche è associato all’annebbiamento della mente, al potenziale sprecato e al disordine sociale. Perché i tossicodipendenti possono dare poco alla società. Perché è una piaga persistente nel nostro paese, un’eredità della cara Federazione.» Jiang annuì lentamente. «Ben detto. Sei d’accordo?» Rin fece spallucce. A Tikany, nei covi degli oppiomani, ne aveva viste a sufficienza di cose per conoscere gli effetti della dipendenza. Capiva perché le leggi dovessero essere tanto severe. «Ora sì» disse con prudenza. «Ma suppongo che cambierò idea dopo che avrete detto la vostra.»

Midnight Designs: The Poppy War | Poppies, War, ArtistLo stile utilizzato è complesso, articolato non particolarmente scorrevole ma coinvolgente. Per quanto sia moralmente ed emotivamente difficile sorreggere questa storia, non posso essere più orgogliosa di avergli dato una possibilità.

Il volume si ispira in chiave fantasy al periodo delle guerre sino-giapponesi, nel periodo del massacro di Nanchino, un insieme di crimini di guerra che l’esercito giapponese fece a Nanchino. Infatti è noto come Lo stupro di Nanchino, uno dei periodi più cruenti e crudeli di quel periodo. Oltretutto riprende in piccola parte anche le guerre dell’Oppio. La storia storicamente si divide in queste due fasce storiche, giocandoci molto e mettendoci molto fantasy che renderà la lettura ancor più interessante.

La scelta del personaggio di Rin è stata assolutamente focale e originale. E’ una ragazza determinata, che si spinge oltre il limite pur di non subire abusi. Arriva a farsi del male verso se stessa pur di non sacrificarsi agli altri e non essere succube di nessuno. E’ determinata a conquistarsi le sue libertà seppur sia particolarmente ottusa in determinati contesti. E questa suo essere ottuso la porterà a scontrarsi in diversi contesti che la metteranno alla prova: la rabbia che non riesce ad incanalare e che sfoga verso chi ha tentato di sottometterla, i ragionamenti profondi con un insegnante misteriosamente ridicolo ma potente e pieno di segreti, una scelta di assumere qualcosa che la cambiasse per sempre e non le permettesse una determinata cosa, e tanto altro.

In particolar modo quest’ultima cosa che non ho volutamente detto ma che scoprirete solo leggendo può lasciare il lettore sconcertato seppur non vi sia alcun obbligo che perché sia donna allora tutto deve essere scritto che debba andare in un determinato modo. Credo che sia stata una delle scelte più coraggiose e audaci da parte dell’autrice degli ultimi tempi, una scelta azzardata ma che personalmente piace e da un valore in più alla forza che Rin cerca di mettere in ciò che fa e in ciò che vuole diventare in futuro.

Le atrocità della guerra sono reali, vive, si riesce a sentire tutto sulla propria pelle. Si riesce a percepire l’angoscia, i risentimenti, la vendetta, la rabbia di un popolo messo alla gogna e la speranza di riprendere in mano quel poco che resta nonostante anche i più vicini siano quelli da temere di più. Rin si farà strada in un mondo crudele, che vuole vederla sconfitta e perdente, che preferisce vederla morta.

Ho apprezzato il fatto che non vi fosse alcuna storia d’amore. [FINALMENTEEEEEEE!] Basta tutte ste storie latte e miele, non ci servono o almeno ci stanno ma non sempre. A volte il libro è bello anche senza storie d’amore, no? C’è tantissima amicizia, c’è rispetto, rivalità e timore, scoperta di se stessi, interrogativi, paure, sangue e tanto altro. Dimenticate l’amore fru fru insomma. E sinceramente, ringrazio l’autrice di non aver inserito niente al riguardo se non qualche timido e fugace sguardo di Rin nei confronti di Altan. E per fortuna si limita solo a questo. E – per quanto si vocifera ci sono anche personaggi asex!!!! Sono felice che non si riduca all’amore, alla storia sentimentale per salvare il mondo. MEEEWH _._ Finalmente una storia – perdonatemi il francesismo – con i controcoglioni sotto tanti e differenti aspetti.

Altro punto importante nella storia sono l’uso di oppio e droghe e lo sciamanesimo. Le droghe sono viste come un mal nell’abuso ma allo stesso tempo anche un aiuto per la magia, per raggiungere gli Dei che possono aiutare la protagonista e altri personaggi a far fuoriuscire il potere, a connettersi con il mondo. Sicuramente è un punto di vista curioso e originale ma non colpisce a pieno. Perchè dargli potere se poi, in alcuni casi devono dipendere da questo? La frase di Rin sotto riflessione sull’uso delle droghe mi ha colpito – tant’è che ve l’ho riportato anche qui, nella striscia in alto; la risposta di Jiang spiazza ma rende ciò che l’autrice cerca di trasmettere tra il connubio di utilizzo e non (non c’è citata quindi dovrete scovarla nel libro se volete saperne di più). Il lato sciamanico è interessante ed è il primo libro in cui mi trovo a sentirne parlare. Ho apprezzato Jiang e il suo ruolo all’interno di questo, il modo in cui si arriva a parlare di sciamanesimo e in cui esso esce all’esterno. 

Nonostante questo libro sia grande, potente e assolutamente incredibile non riesco a dare il massimo dei voti perché dopo si esce dai schemi dell’Accademia, in special modo quando Altan prende una parte importante all’interno della situazione, le cose cominciano a diventare ripetitive, pesanti e quasi ridondanti. Infatti per un terzo il volume scorre e la storia si concentra all’interno della struttura scolastica in cui il solo compito di Rin sembra quello di restare, quello di battere l’antagonista del momento, Nezha. Si concentra molto sull’utilizzo dei suoi poteri e tutto il resto che cerca di apprendere da Jiang, il suo insegnante di demologia. Quello che succede successivamente però, porta Rin completamente alla deriva, in cui non si riconosce più e sembra aver perso i binari di ciò che voleva diventare. Comincia a seguire consigli di altri e non ragiona più con la sua testa. Insomma, Rin finisce completamente alla deriva per via della trama ricca di avvenimenti che finiscono per concentrarsi su tutt’altro e lasciandola allo scoperto. Forse anche troppo.  Quindi non riesco davvero a comprendere la scelta di Rin di continuare a seguire quello che ormai è solo un folle piuttosto che i principi che aveva coltivato fino a quel tempo. Perché continuare a cercare vendetta per un principio che non sentiva così forte, che non sentiva così suo? E’ una spiegazione che non riesco a darmi effettivamente.

«No, intendo, a chi somigliano?» chiese Kitay. «Ai nikariani? Tutti gli abitanti della Federazione provengono dal continente orientale. Se non sono come gli esperiani, allora devono avere una faccia in qualche modo normale.» Rin non capiva che importanza potesse avere. «E cosa c’entra?» «Non vuoi vedere che faccia ha il nemico?» chiese Kitay. «No, non voglio» rispose lei. «Perché in quel caso potrei considerarli umani. Ma non lo sono. Stiamo parlando della gente che durante l’ultima invasione dava l’oppio ai bambini di due anni. Della gente che ha massacrato gli speerliani.» (…) «Che importanza ha adesso? Stanno arrivando, noi invece stiamo qua ad aspettarli e alla fine della giornata saranno vivi solo i vincitori. La guerra non determina chi ha ragione. La guerra determina chi resta.»

Sicuramente non è un libro per tutti e vi invito a leggerlo solo se esclusivamente curiosi, amanti del genere e delle storie cruenti, forti, decise e pericolose. Un fantasy originale, che vi consiglio, nonostante una parte sia stato più pesante delle altre.

R. F. Kuang scrive una storia coinvolgente, che ci trascina in una scuola, nella crudeltà della vita e nella forza di spirito per cercare di costruirsi un futuro come per quanto riguarda se stessi. Un primo volume di una trilogia che apre le porte a un mondo denso di minacce, poteri e crudeltà. Una storia che non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando. Le trovate in questi altri blog:

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Che ve ne pare? Siete curiosi di scoprire questo nuovo volume  tutto da leggere? 🙂

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #445 – IL PRIORATO DELL’ALBERO DI ARANCE DI SAMANTHA SHANNON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi finalmente vi parlo di questo bel mattoncino che sono riuscita a togliermi nel corso delle ferie. Sono entusiasta di essere riuscita a leggerlo e di esserne rimasta soddisfatta nonostante le voci contrastanti che ho sentito al riguardo. Un volume che, gli amanti del fantasy non possono lasciarsi sfuggire. Preparatevi ad una LUNGA recensione – difficile farla corta vista la mole del volume. Perdonatemi. A voi:

51ohcxmst3lTitolo: Il priorato dell’albero delle arance
Autore:  Samantha Shannon

Editore: Oscar Vault Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: novembre 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/354zwqm
Trama: Un mondo diviso. Un regno senza eredi. Un antico nemico che si risveglia. Un maestoso epic fantasy che narra di draghi, di un mondo sull’orlo della rovina, e delle donne che lottano per salvarlo. La Casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

RECENSIONE

the priory of the orange tree | TumblrLa storia ha inizio con un uomo che esce dall’acqua. Quell’uomo viene da una terra lontana, che rischia di portare il morbo a quella parte del paese. E’ lì che Tané, che non vuole rischiare di perdere il suo esame da cavaliere di draghi decide di lasciarlo da un esiliato dal regno, Niclays Roos, e gli chiede di nasconderlo. Dall’altra parte c’è Ead Duryan, istruita come dama di compagnia della regina Sabran Nona, ultima discendente della Casata di Berethnet. La Regina dovrebbe sposarsi e dare alla luce un’erede femmina, come è stato per tutta la sua stirpe e, nonostante Ead sembra sia lì per proteggerla da chiunque minacci l’incolumità della sovrana, cela una natura ben diversa da quella che dimostra. Dopo un millennio di pace, le voci sul ritorno del Senza Nome stanno tornando alla luce ed ha intenzione di risorgere più forte che mai. 

Riuscirà il potente nemico a risvegliarsi e a minacciare le terre ormai in pace da tempo? Cosa sarà disposta a fare Ead per riuscire a mantenere la pace? Sabran sarà disposta a sposarsi e a dare vita ad un’erede femmina per dare al suo popolo ciò che si aspetta? Riscirà Tané a diventare cavaliere dei draghi? Cosa si scatenerà nel mondo di Inys?

«Ovunque sarò,» disse Tané «rimarrò al tuo fianco». Susa aveva rischiato ogni cosa per un sogno non suo. Quel genere di amicizia si trovava una sola volta nella vita. A volte mai. Lo spazio intorno alle ragazze si addensò di ricordi, e all’improvviso non fu solo la pioggia a rigare le loro guance. (…) «Qualunque cosa succeda, se qualcuno dovesse associarti al forestiero, vieni di corsa a Ginura» mormorò Tané. «Vieni a cercarmi, Susa. Ti proteggerò per sempre».

La trama è intensa, ricca di particolari necessari per cercare di descrivere questo volume al meglio. E’ talmente grande che spiegarlo in poche parole è praticamente impossibile e si è trovato il giusto compromesso per parlarne nel migliore dei modi. Mette curiosità e ci mostra un generale intro del volume che ci troveremo di fronte, almeno agli inizi. Ma c’è tanto, tanto altro da scoprire.

La copertina, mantenuta come l’originale, non poteva essere migliore. Finalmente la Mondadori sta venendo alla luce e sta portando interessanti libri nella loro migliore forma estetica, colorando anche le pagine lateralmente. Questa edizione, curata all’interno e all’esterno del volume è magnifica e risplende di luce propria. Se alzate la sovraccoperta troverete un mondo, bello, bello bello, curato nei minimi dettagli. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale ovvero The Priory of the orange three.

L’ambientazione e l’epoca sembrano essere medioevale, anche se tutto è fantastico, intrigato, fascinoso. All’interno troverete una mappa del volume in cui vi saranno spiegati luoghi, casate e qualsiasi altra cosa siate desiderosi di scoprire dei luoghi affascinanti descritti dall’autrice. 

«Quindi vedi, Ead», concluse Sabran «non dormo perchè non solo ho paura dei mostri che ci sono fuori dalla porta, ma anche di quelli che la mia stessa mente può partorire. Quelli che vivono dentro». Ead le strinse la mano un po’ più forte.

the priory of the orange tree | TumblrI personaggi di questa storia sono assolutamente fantastici e ben delineati l’un l’altro. La storia si alterna fra tutti questi personaggi e, nonostante si creino quelli che si ameranno di più e quelli meno, troviamo una bella schiera di personalità evidenti e forti a portare avanti questo volume. Il cast è ricco, intreccia le vite dei vari protagonisti fino a farli entrare in sintonia con il lettore, tutti con credenze, usanze, poteri distanti e dissimili fra loro.

Ead Duryan è stata portata a corte e ingaggiata come dama di compagnia della Regina Sabran Nona. E’ una guerriera silenziosa, sa uccidere uomini in completo silenzio e sa essere forte, potente e mostrerà anche qualche strano potere – che non voglio svelarvi. Uno dei personaggi più complessi all’interno del volume ma anche il più amato dal lettore – o almeno per quanto mi riguarda. Mi sono ritrovata molto in questo personaggio, schivo, solitario, che tenta di avvicinarsi lentamente per cercare di capire le persone che la circondano, diffidente e malfidata. Nonostante questo riuscirà ad aprire il cuore ad una persona che saprà ricambiarla come si deve. Un personaggio incredibile, da non sottovalutare.

Sabran Nona è la regina di Inys. Una donna tanto potente quanto alle volte totalmente ottusa. E’ difficile avvicinarla perché da sempre mantiene uno scudo impenetrabile, in cui solo Ead con tanta pazienza e dedizione riuscirà a far brezza. Si sente in gabbia, costretta ad una vita dedita solo al compito di dare alla luce un figlio e nient’altro. Ma cos’è una vita fatta solo di questo? Può chiamarsi veramente vita? Come può riuscire a mantenere davvero la pace nel suo paese? Un personaggio in un primo momento odioso e saccente ma che si rivelerà, mano a mano che le crepe verranno ad accentuarsi, sempre più fragile e indifesa, una donna che ha bisogno di affetto e di supporto, di forza e molto altro. Tutto quello che invece non ha mai avuto. Il suo punto di vista non sarà focale ma solo secondario, visto dagli occhi di Ead. Nonostante questo, mano a mano che Ead riuscirà ad avvicinarla riusciremo a vederla sempre più con occhi diversi.

Tané ha sempre avuto un unico sogno, quello di diventare cavaliere di draghi. Quello che lei non sa è cosa l’aspetta davvero in questa grande e misteriosa avventura in cui si sta per tuffare. La cosa meravigliosa del personaggio di Tané è la costanza e la forza che mette per realizzare il suo sogno, oltre al legame che creerà con la potente e possente Nayimathun. E’ chiuso, schivo e in alcuni tratti somigliante a Sabran ma decisamente coraggiosa dalla prima all’ultima pagina. Non si lascia scoraggiare, non si lascia dire che lei non può farlo. Lei può e deve e state tranquilli che lo farà.

Loth Arteloth è a corte, quello che la regina Sabran stessa definisce il suo migliore amico. Cacciato da corte per via delle dicerie che tra lui e la Regina potesse esserci del tenero, si ritrova assieme a Kit – un suo amico – nel regno dei draghi come ambasciatori, quale invece non erano. E’ un uomo nobile e diplomatico legato molto ad Ead e alla regina ma non a scopi puramente amorosi, solamente affettivi. E’ un uomo affascinante e dalle mille risorse che non mancherà di sorprendere pagina dopo pagina nel corso di questa storia, trovandosi alla stregua di eventi troppo più grandi di lui.

Niclays Roos è uno dei personaggi che ho odiato più di tutti all’interno della struttura dei personaggi. Avete presente il classico soggetto che va dove tira il vento? Che si schiera con chi gli fa comodo e che si venderebbe anche sua madre pur di salvare il suo amato deretano? Eccovi descritto in poche e semplici parole questo vile personaggio. Nasce come alchimista esiliato dalla Regina Sabran per il fatto di essersi vantato di saper preparare un elisir dell’immortalità ma di non averlo mai effettivamente dato alla luce. Spesi tutti i soldi e diventato un grande amante di bevute per non sentire il dolore della perdita di un uomo che ha amato in passato e che ha perso. E’ un codardo che egoisticamente pensa solo a se stesso e a nient’altro. E’ pur vero che sembra essere stata la vita che ha condotto ad averlo portato a comportarsi in un determinato modo ma questo non lo trovo giustificabile. Ho sempre odiato le persone come questo personaggio e penso lo farò per tutta la vita. Quindi, pensiate che io abbia provato un qualche minimo senso di compassione nei suoi confronti? No, neanche un po’.

Ead assisteva a tutto ciò con spossato distacco. Ben presto la Priora l’avrebbe richiamata a casa. Una parte di lei non vedeva l’ora di raggiungere le sorelle e tornare a pregare la Madre insieme a loro. Ma c’era un’altra parte che desiderava soltanto rimanere. E avrebbe dovuto distruggerla.

Ace Artemis on Twitter: "Commission of Tane Miduchi and her dragon  Nayimathun from @say_shannon 's The Priory of the Orange Tree. #myart… "

Il perno centrale di questa storia non è uno soltanto. E’ la pace dei regni, è la Casata di Berethnet minacciata dal fatto che non si ha ancora un’erede, è il Priorato che mantiene equilibri e crea e forgia nuove menti, è 

Lo stile utilizzato dall’autrice è articolato, meticoloso, e di non scorrevole lettura, o almeno non particolarmente. Ma per la mole della storia e per il tipo di storia preposta è quasi impossibile che il volume fili liscissimo. 

Lo scopo principale di questa lettura sta proprio nella ricchezza dei dettagli che l’autrice regala ai suoi lettori mischiando personaggi, politica, antiche leggende che donano ad ogni regno un proprio scopo, come dovrebbe essere. L’autrice in questo caso riesce a destreggiarsi particolarmente rendendo la struttura di ogni personaggio, di ogni punto di vista e di ogni parte del regno di cui sta parlando di una flessibilità incredibile. La cosa sicuramente interessante del volume è come le antiche leggende, riescono ad apparire nitide agli occhi del lettore mischiando culture e portando storie avvincenti e originali da una parte del mondo all’altro.

Dimenticate i draghi come li avete sempre conosciuti e non fate la bocca che questi siano il vero e proprio centro di questo volume. Li vedete in copertina e vedete i due tipi più comuni descritti in questo volume ma non sono il vero fulcro e non saranno poi così presenti se non quando si parlerà di un personaggio in particolare di questo volume. Infatti questi non sopraffanno gli altri personaggi che a loro differenza cambiano, maturano, si ingegnano e tessono una rete minuziosa, maturando e crescendo pagina dopo pagina.

La forza delle donne in questo volume è di sicuro il punto forte e focale del volume, essendo per la maggior parte incentrato su di loro – anche se non esclusivamente. Un libro in cui le donne sono a capo di un intero regno e di un’intera stirpe, potenti guerriere, cavaliere di draghi possenti e maestosi, pirati e molto molto altro, portando a questo volume una ventata di novità, di consapevolezza e di tanto altro.

Altro punto forte di questa storia è sicuramente il word-building. Le descrizioni dei territori e dei luoghi maestosi che ci troveremo ad affrontare sono uniche e dettagliate, in cui amerete perdervi vista la bellezza e il talento nel descrivere ogni piccola minuzia. 

L’unica cosa di cui sono rimasta delusa è della battaglia più importante del volume, che avrebbe dovuto regalare al lettore davvero una buona fetta importante di questo volume. Mi aspettavo avvincenti ed epiche battaglie, molto più di ciò che mi sono trovata a leggere. E’ molto più lungo, prolisso e intrigato ciò che viene prima del vero e proprio moto risolutivo di questa storia. Quindi sono rimasta leggermente delusa da questo finale frettoloso mentre la storia è intrigata, complessa e descritta in ogni completa minuzia.

La mia Ead, bisbigliava in quelle occasioni, inalando il profumo della sua testa di bambina. La mia stella della sera. Se il sole si spegnesse domani, basterebbe la tua fiamma a illuminare il mondo. Il ricordo provocò a Eda una fitta di dolore. Aveva solo sei anni quando Zala era morta nel suo letto. Abbassò la maniglia ed entrò. Possa la tua fiamma ascendere e illuminare l’albero.

Il volume è originale, complesso, ricco di dettagli e unico nel suo genere. Mi sento di consigliare questa lettura agli amanti del fantasy, di antiche leggende, di regine e dei draghi. Una storia molto complessa, una storia che non è per tutti ma che consiglio vivamente. Necessaria oserei dire.

Samantha Shannon ci porta in un mondo antico, in cui creature draconiche sono come divinità e dove una Regina per cercare di non far risvegliare un antico male, deve dar luce la sua erede al più presto. Un mondo magico, misterioso e denso di intrighi vi sta aspettando. Ma state attenti alle arance, chi dice che saprete stare al passo e che saprete mantenere il loro vero potere?

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #444 – LA GITA DEL TERRORE DI KATHERINE ARDEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per presentarvi un libro del tutto nuovo, carino e per ragazzi. Ringrazio innanzitutto la casa editrice Mondadori per averci permesso la lettura e tutti i partecipanti che si sono adoperati per questo evento. Ecco a voi:

978880473085hig-628x965-1Titolo: La Gita del Terrore
Serie: Small Spaces #1
Autore: Katherine Arden
Genere: YA, Fantasy, Horror, Mystery
Data d’uscita: 06 ottobre 2020
Pagine: 200
Link d’acquisto: https://amzn.to/33kAGwA
Trama: Ollie ha undici anni, e da quando la sua geniale e avventurosa mamma non c’è più, si sente sempre un po’ fuori posto nel mondo. Il suo unico rifugio è la lettura. Così, quando vede una sconosciuta che sta per gettare un piccolo libro nero nel torrente, d’impulso decide di salvarlo: glielo ruba e scappa via. In una notte di pioggia e vento inizia a leggere l’inquietante storia di un patto d’amore maledetto racchiusa tra le pagine del misterioso libriccino. Il giorno dopo scopre che la meta della gita di classe è proprio la fattoria della storia, un luogo che esiste davvero e che rivelerà un passato di misteri e sparizioni inspiegabili. Durante il viaggio di ritorno dalla fattoria il pullmino sul quale viaggiano Ollie e i suoi compagni si ferma… Mentre cala il buio e si alza una strana nebbia, sull’orologio rotto di Ollie, un ricordo della mamma, compaiono un conto alla rovescia e un messaggio inequivocabile: via! C’è sempre una qualche storia di fantasmi. Che ci piaccia a no. Ovunque tu vada in questo enorme, terribile mondo meraviglioso troverai sempre una storia di fantasmi ad aspettarti. A volte inventata, a volte no. Età di lettura: 11 anni.

RECENSIONE

Fan art of Katherine Arden's book Small Spaces : IllustrationLa storia ha inizio un giorno come tanti altri per la nostra piccola Ollie. Quando la ragazza trova una donna, durante il suo percorso di rientro a casa da scuola, che cerca di gettare via un libro cerca subito di salvarlo. La donna le lascia un avvertimento e Piccoli spazi comincia a ridisegnare le giornate della piccola Ollie. Quando però il libro si scopre realtà ed è proprio in quel luogo in cui andranno in gita, la realtà comincia a subire bruschi cambiamenti e tutto ciò che ha letto nel libro comincia a diventare reale. Un patto con un misterioso Uomo che sorride, i fantasmi, le morti non spiegate.

Cosa sta succedendo e cosa è successo in passato in quella fattoria?  Chi è l’Uomo che sorride? Perchè tutto comincia a cambiare e la misteriosa figura da la caccia proprio a loro? 

Doveva trovare qualcosa che la distraesse. Le distrazioni fanno bene. Le avrebbero evitato di pensare al papà, con il viso pallido sotto la barba. O al signor Easton e alla sua espressione fin troppo compassionevole. O a un campo in fiamme sotto la pioggia. Non avrebbe dovuto pensare a niente.

La trama è semplice e spiega a grandi linee davanti a cosa ci troveremo di fronte anche se forse si dilunga un po’ troppo specificando dei dettagli che potevano essere evitati. Nonostante questo non c’è alcun spoiler quindi potete procedere nella lettura della stessa, tranquillamente.

La copertina è stata mantenuta così come l’originale. Sono assolutamente entusiasta della scelta perché è assolutamente rappresentativa della storia che ci troveremo ad affrontare: la gita con il pullman, la fattoria nella nebbia sullo sfondo, gli spaventapasseri di cui uno in primo piano. C’è davvero tutto quello che questo volume contiene, sicuramente ben fatta. Il titolo dal canto suo, posso capire perché sia stato modificato così repentinamente, ovvero per cercare di dare un’aria ancora più macabra e spaventosa alla storia che ci troveremo a leggere. Nonostante questo avrei comunque preferito “Piccoli Spazi”, ovvero la traduzione letterale del titolo originale Small pieces.

L’ambientazione è in territorio americano e l’epoca è moderna, in una gita scolastica dei nostri tempi, nonostante poi la storia ondeggi tra il fantasy e l’horror.

Ollie girò, rapita, la pagina. Sulla successiva c’era solo un’epigrafe.

Quando si alza la nebbia e l’Uomo che sorride avanza
devi evitare gli spazi grandi di notte.
Rimani nei piccoli spazi

person standing on misty groundI personaggi di questa storia non sono tantissimi ma avremo modo di conoscere ed approfondire sia la protagonista Olivia, per gli amici Ollie e i due che si uniranno a lei in questa avventura: Brian e Coco.

Ollie è una ragazzina che ha perso sua madre da poco e, quel giorno, il suo mondo è andato in frantumi. E’ una ragazza che si è chiusa nel suo dolore e  per non sentire il mondo esterno preferisce chiudersi e perdersi in un bel libro che le permetta di stare per un po’ lontano dal resto, per poter cercare di dimenticare il dolore che continua a perseguitarla. E’ una ragazzina che ama i libri, i misteri e di stare per i fatti propri. Un personaggio unico ed originale che sa farsi rispettare e valere nei momenti difficili, aiutando anche gli altri come da buoni principi che la sua famiglia le ha insegnato.

Brian è uno dei ragazzi più in della classe di Ollie ed è anche uno di quei bulletti che sa che sta sbagliando ma per mantenere la faccia davanti agli amici continua a stuzzicare e infastidire i compagni più deboli. E’ per questo motivo che Ollie si ritrova a fronteggiarlo, perché prende di mira la nuova arrivata, quella che sembra strana agli occhi degli altri, Coco. Nonostante questo, in questa storia cercherà di riscattarsi essendo coraggioso e credendo alle due ragazze anche se sembrava tutto ridicolo e pericoloso.

Coco è una ragazzina che si è trasferita nella cittadina da poco. Ha una madre giornalista e viene spesso presa di mira dagli altri compagni. Nonostante questo, quando Ollie la difende, finalmente crede di avere un’amica su cui contare anche se Ollie non ha tutto questo interesse nei suoi confronti. E’ un personaggio goffo, particolarmente statico e che spero migliorerà nei prossimi volumi di questa trilogia.

Ollie si fermò e si voltò verso di lui. «Credo che dovresti venire con noi, Brian. L’autista ha detto che dovevamo muoverci. Credo che succederà qualcosa di brutto.» Brian la guardò come se non avesse mai sentito niente di più stupido. Il cielo aveva il colore dell’ardesia. Dal bosco sembravano uscire delle ombre che strisciavano verso lo scuolabus pieno di ragazzi. L’autista li osservava dal finestrino, gli occhi tondi e bianchi come biglie. Ollie sprofondò nell’ombra di un albero. L’autista indicò senza sorridere la foresta. «Vieni» sussurrò Ollie alla compagna. «Dobbiamo andare.»

green treesIl perno centrale di questo volume è il piccolo libro che Ollie ha fra le mani, intitolato Piccoli Spazi. Il mistero che avvolge questo piccolo volume è un fatto realmente accaduto nel loro paese e quando la ragazzina si trova di fronte a ciò che ha letto, tutto si fa pericoloso e interessante.

Lo stile utilizzato dall’autrice stavolta si presenta molto differente da come l’abbiamo conosciuta fino ad ora. Nei volumi precedenti, ovvero nella serie de L’orso e l’usignolo, la scrittura era molto più pesante, meticolosa e articolata. Infatti la storia scorreva di meno nonostante sia stata una buona serie complessivamente con le sue ambientazioni russe. 

Qui, ci ritroviamo in territorio americano e la scrittura è basilare, semplice e ultra scorrevole, sicuramente adatta al pubblico di lettori per cui è mirata e  per cui è stato scritto. Nonostante questo, un po’ il cambio di scrittura e di stile mi ha spiazzato: in positivo perché mi aspettavo una lettura molto più pesante e in negativo perché l’autrice ha cambiato totalmente le sue carte e sembra non essere neanche un suo volume. Non so se riuscite a comprendere il mio discorso in questo senso.

Ad amalgamare i personaggi è stata davvero molto brava, ha unito un dolore al bullismo alla solitudine. Tre ragazzini singolari uniti da un mistero profondo che sicuramente tornerà a farci visita in un secondo volume – spero presto – carico di suspance.

Nonostante i personaggi e la storia sia paurosamente misteriosa, ci sono delle cose che non hanno quadrato proprio completamente. La parte in cui Ollie si trova nella nebbia, l’Uomo che sorride e tutto il ciò che accade dopo un bel po’ che sono nella nebbia, cominciano ad apparire strane, persino troppo e non chiare al lettore, specialmente il labirinto, i misteriosi messaggi sull’orologio e gli spaventapasseri, l’Uomo che sorride. Tutto a volte viene spiegato con delle semplici supposizioni ma per rendere concreto tutto non basta così poco. Spero che nel secondo volume avremo modo di approfondire determinati dettagli.

Non sentiva altri rumori oltre al suo respiro affannato.
E se qualcuno o qualcosa li avesse catturati? Se fosse sbucato dal granturco e li avesse portati via? Qualcosa di peggio di un fantoccio, l’Uomo che sorride, forse. Magari la stava osservando anche in quel momento.

Primo di una trilogia, il libro è sicuramente un ottimo libro per giovani lettori che amano il mistero, antiche leggende e un misto di horror. Una lettura che ci riporta quasi ai Piccoli Brividi di un tempo, in una storia completamente originale e innovativa. Super!

Katherine Arden ci trascina all’interno di un vero e proprio labirinto di mistero, paura e posti da cui è difficile uscirne vivi. State molto attenti, perché quando arriverà l’Uomo che sorride non lascierà scampo a nessuno, neanche a voi. Sarete pronti ad affrontarlo?

Il mio voto per questo libro: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Spero seguiate anche le altre recensioni. Le trovate oggi e domani sui blog nell’immagine qui sotto. Vi aspettiamo!

Copia di REVIEW PARTY (1)


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Cosa ne dite? Che ve ne pare? Fatemi sapere ovviamente opinioni e pareri su questo primo volume di questa serie nella speranza che i seguiti arrivino velocemente!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: RECENSIONE #443 – HEARTSTOPPER V.2 DI ALICE OSEMAN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene e sono davvero felice di portarvi questo secondo bel volume della serie della Oseman edito Mondadori Oscar Vault. Sono ultra felice di questo arrivo e sono ultra felice di parlarvene perchè questa storia è una delle graphic novel più belle e dolci degli ultimi tempi.

NB: Trattandosi di un secondo volume, potrebbero esserci spoiler riferiti ovviamente al primo. Quindi se volete proseguire, sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo.
978880472881higTitolo: Heartstopper V2
Autore: Alice Oseman
Editore: Mondadori
Genere: Graphic Novel
Data di uscita: 6 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/35KKCB3
Trama: Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia. Ma l’amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso.

RECENSIONE

La storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata con il volume precedente. Charlie alla festa ha baciato Nick, dimostrando finalmente di essere innamorato di lui a tutti gli effetti. E’ Nick a reagire a questo bacio andando via e sparendo dalla circolazione. Adesso è Charlie ad aver paura di aver combinato qualcosa di irreparabile, di non poter riavere più indietro il suo amico Nick sentendosi in difetto e sentendo di aver fatto un disastro. I due sono entrambi in un limbo da cui devono cercare di uscire.

Ma come? Cosa succederà fra Nick e Charlie? Riuscirà Nick ad elaborare il tutto e giungere finalmente ad una conclusione su se stesso e su ciò che vuole davvero? Charlie riuscirà finalmente a trovare e ad avere l’amore che tanto desidera?

Heartstopper Volume Two - Alice Oseman, ed 2019 - eMAG.ro

La trama è semplice, breve e poco esplicativa. Essendo un secondo volume e trattandosi di una graphic novel direi che è giustissimo così e non lasciare troppe informazioni è la riuscita migliore per una storia simile. Meglio leggere e restarne rapiti direttamente.

La copertina è adorabile. E’ stata mantenuta come l’originale e sono davvero felice della riuscita che sta avendo, come sono felice che finalmente la Mondadori si stia operando per portare tantissimi bei titoli in Italia con una grafica ben fatta e con il bordo colorato, come sarà anche per questi volumi. Il titolo si adatta al primo volume, mantenuto anche qui come l’originale e non perde niente della serie. C’è infatti scritto Volume 2 ed è ben visibile sulla maglia di Nick. Un connubio copertina e titolo ben fatto.

L’epoca è moderna, ambientato ai giorni nostri, una storia attualissima da tematiche davvero importanti!! Quindi attualissimo.

Narlie | Shipping Wiki | Fandom

I personaggi di questa storia sono sempre Charli e Nick che si fanno più smielosi, più uniti e semplicemente meravigliosi pagina dopo pagina. Come non innamorarsi di questi due personaggi? Difficilissimo ed io vi consiglio di iniziare a perdervi fra le loro scene dolcissime, buffe e da giovani ragazzi innamorati quali sono.

Nick è un personaggio che si fa mano a mano sempre più adorabile nel corso della lettura. Sembra il classico orsacchiottone da abbracciare, passatemi il termine ma ha l’aria coccolosa e tenera. E’ un ragazzo che, in questo volume, troveremo confuso e alla ricerca di se stesso. Nonostante apprezzi la compagnia dei suoi amici comincia a rendersi conto di coloro che contano davvero piuttosto delle apparenze. Ha molto a cuore la mamma e il suo cagnolino.

Charlie è un ragazzo fragile che richiede attenzioni continue perchè perennemente insicuro. Nonostante personalmente preferisca Nick, trovo che sia un personaggio davvero singolare e ben sviluppato nel contesto e nella storia. La sua famiglia lo tiene molto in considerazione e accetta qualsiasi tipo di scelta, come dovrebbe essere in ogni famiglia e purtroppo non sempre è così. La voce di Charlie è adorabile ed ha costantemente bisogno di supporto emotivo vista la sua fragilità.

Heartstopper vol.1 - Alice Oseman - Recensione - Appunti di Zelda

Il perno centrale di questa storia è la ricerca di se stessi, l’identità di Nick in questo caso e i valori dell’amore e dell’amicizia. Come l’importanza del coming out. Una secondo volume d’impatto e necessario, in tutti i sensi.

Lo stile e la grafica utilizzato sono i medesimi del volume precedenti: immagini brevi e dirette sulle pagine, significative ed esclusivamente in bianco e nero. La lettura è veloce, si legge nel giro di venti minuti al massimo se vogliamo esagerare.

La tematica all’interno di questo volume è la cosa che me lo ha fatto apprezzare di più. L’identità sessuale di Nick, la ricerca di se stesso, le sue paure e l’accettazione di se stesso e di chi lo ama e gli sta a fianco. Facciamo un passo indietro. Nick ha sempre avuto fidanzate di sesso femminile, quindi resta spiazzato quando in Charlie scopre di più di un amico e comincia a provare qualcosa di più. Si spaventa, non riesce a comprendere, a darsi una spiegazione. Cosa gli sta accadendo? Si è semplicemente innamorato di Charlie ma renderlo effettivamente così e dirlo ad alta voce o dimostrarlo è ben diverso rispetto a cosa si trova a provare. Dall’altra parte ci sono il giudizio degli altri e la paura di questo, la paura della non accettazione da parte degli amici, dai famigliari e dalle persone che gli sono accanto. Riuscirà Nick in tutto questo? E riuscirà a fare coming out esponendo effettivamente se stesso agli altri, sentendosi finalmente pronto?

Una storia che pone tanti piccoli obiettivi e tante piccole domande che si pongono tanti altri ragazzi nel mondo. Una storia che sento attuale, moderna e vicina a me perché è una tematica che ho a cuore. Mi auguro che tanti di voi decidano di leggere questo volume e il precedente perché è davvero molto bello e intenso oltre che leggero.

Heartstopper Volume 1 by Alice Oseman | South Dublin Reads

Il libro è un misto di tenerezza, accettazione, amicizia, amore. Sentimenti ed emozioni che al giorno d’oggi servirebbero sempre un po’ di più. Una serie che mi sento sempre più di consigliare.

Alice Oseman scrive e illustra una storia d’amore potente e tenera allo stesso tempo tra due giovani ragazzi che cercano di scoprire se stessi, il mondo che li circonda e l’amore stesso. Una lettura unica e meravigliosa; un libro dolcissimo.

Il mio voto per questo volume è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando, vi aspettiamo:

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Cosa ne dite? Che ve ne pare? Lo aspettavate? Vi aspetto come sempre con idee e opinioni.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #442 – STELLA DI MARE DI GIULIO MACAIONE.

BUON POMERIGGIO CARISSIME PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui finalmente per portarvi una nuova recensione. Oggi vi porto di nuovo in un ambiente e un luogo di mare in cui spero possiate ritrovarvi bene o male. Un libro che ho acquistato in digitale per curiosità e di cui sono rimasta sorpresa sia in senso negativo che positivo. Ve ne parlerò qui:

85048-445x634-1Autore: Giulio Macaione
Titolo: Stella di mare
Editore: Bao Publishing
Genere: NARRATIVA A FUMETTI
Pagine: 180
Uscita: 04/10/2018
Prezzo: € 18,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/33duW7X
TRAMA: Un vecchio che non vuole ricordare il passato e un ragazzo che non è capace di pensare al futuro si incontrano, prigionieri di un segreto custodito dal mare. Le verità da cui si nascondono entrambi li costringeranno a guardarsi dentro, per poter ricominciare a guardare avanti.

RECENSIONE

La storia si dirama in due situazioni ma il protagonista finisce per essere quasi esclusivamente uno, Stefano. Il giovane protagonista vive a Cefalù, un luogo che lascia il segno e in cui lui spera di ritrovare l’amore che aspetta, quello della sola amica d’infanzia, Marina, che ama e ha sempre amato. Nel frattempo, Stefano comincia a rimanere incuriosito dallo strano pescatore solitario di nome Vico che tutti allontanano e prendono in giro al paese. Tutti lo credono pazzo per il solo fatto che crede nelle sirene e sostiene che esse siano presenti nel mare. Quando anche Stefano comincia a fare strani sogni al riguardo cerca di avvicinarsi sempre di più all’uomo.

Cosa succederà fra i due? Le sirene esistono veramente? Cosa cerca di mostrarci l’autore con questa storia misteriosa e magica ma allo stesso tempo, reale?

Stella di mare – Giulio Macaione | Leggendo a Bari

La trama è leggera, semplice e audace. Non dice praticamente nulla e lascia molto alla scoperta di questa storia. Quindi, io nel raccontarvi l’inizio di questo volume vi ho già detto anche troppo, no?

La copertina è assolutamente meravigliosa. Ho acquistato questo volume quasi principalmente per la copertina misteriosa e il titolo che lasciavano presagire qualcosa di interessante che non mi aspettavo minimamente. Non la trovate anche voi bellissima? Il titolo è interessante, che richiama una vecchia canzone di Lucio Dalla. Non la conoscevate? Nemmeno io, ma ho scoperto questa cosa cercando il titolo del volume e ritrovandomi davanti la canzone, come trovando anche riferimenti al fatto che sia proprio così. Una scelta interessante e leggendo il volume capirete anche il significato di questa scelta dell’autore.

L’ambientazione è Cefalù, una bella cittadina siciliana, quindi tutto italiano e questa volta giochiamo in casa ritrovando luoghi e spazi evocativi e caratteristici dei borghi marini del nostro paese; l’epoca è moderna, ambientato ai giorni d’oggi, nonostante la piccola città sembra incatenata ad una sorta di magia che pare quasi riportare indietro nel tempo, all’epoca dei nostri nonni – anche se non è così effettivamente. Un luogo che incanta e in cui il lettore può perdersi nei suoi nei vicoli.

Le sirene raccontate da Giulio Macaione in “Stella di mare” - OUTsiders  webzine

I personaggi di questa storia non sono molti e non voglio parlarvi di tutti per non spoilerarvi più cose del dovuto. Quindi, oltre a Vico il pescatore, Marina e la sorella del protagonista, il vero fulcro di questa storia risiede proprio in lui, Stefano.

Stefano è un ragazzo semplice ma che non ha intenzione di fare un passo verso il futuro cercando di rimanere ancorato al presente. Non riesce e neanche vuole, inizialmente, trovare la sua strada nel mondo accontentandosi delle estati di Cefalù in cui Marina torna a fargli visita, incatenandolo in un mondo in cui tutto sembra fermo a quei giorni d’infanzia. Quello che Stefano non riesce a vedere è oltre e questo sarà quello che poi si ritroverà ad affrontare lui stesso assieme al lettore.

Sirene e attesa in Stella di mare, il nuovo romanzo grafico di Giulio  Macaione

Il perno centrale di questa storia – tralasciando da parte le sirene che sono la parte fantastica di questo volume – è la storia di Stefano, del suo amore e della ricerca di se stesso dal primo all’ultimo momento. Con l’aiuto della sua famiglia e del pescatore,

Lo stile dei disegni e la grafica di Giulio Macaione è sicuramente il suo punto di forza. Per questa storia l’autore adotta due soli colori con le loro sfumature: il blu e il giallo. I tratti sono definiti, presenti dall’inizio alla fine e delicati sotto ogni sfumatura possibile.

Sicuramente a colpire maggiormente in questa Graphic Novel é l’ambientazione. Cefalù viene disegnato e descritto come un luogo magico e ricco d’incanti, persino senza le sirene. Leggendo questa storia effettivamente avrei voluto essere lì per come questa storia riesca a gettarti effettivamente all’interno del volume.

Però, c’è un però. Nonostante l’ambientazione sia molto bella e incanta visivamente, la storia in alcuni punti è davvero confusa e carente di un vero e proprio significato. Ovvero, mi spiego meglio… il significato c’è ma il fatto delle sirene viene aggiunto in un contesto in cui non servivano davvero e confonde il lettore doppiamente. Infatti, il lettore inconsciamente, si ritroverà a dover decidere a cosa credere: se rimanere sulla via della ragione o seguire l’istinto e credere che esistano queste incantatrici marine. E’ pur vero che queste sirene possono essere ben interpretate come un mero simbolo di Marina e della tentazione che essa può provocare – come l’ho pensata io effettivamente – però lascia davvero a desiderare nel contesto della storia e nel complesso della struttura del volume.

Stella di Mare non è solo la storia di Stefano, ma anche dei personaggi che lo circondano specialmente la sorella Luisa e il pescatore Vico. Però ameno per quanto riguarda Vico sono rimasta sinceramente perplessa riguardo la sua storia. Ok, è stata spiegata, ma poteva essere vera? Vico ha perso il nume della ragione? Qual è e dov’è la verità? Questo resta e resterà un mistero.

Stefano si ritroverà ad affrontare un vero e proprio percorso di crescita personale lungo questa storia che affascinerà e sedurrà il lettore, nonostante il personaggio non si faccia amare poi così tanto, rispetto a quelli che lo circondano. Quindi la storia non parla solo di amore, famiglia e sirene, ma anche di ricerca di se stessi , di maturità e di consapevolezza. L’unica pecca di questo discorso restano le sirene che si dimostrano ancora una volta un punto a sfavore non ben compreso e non ben catalogato all’interno del volume e il finale che resta MOLTO, perfino TROPPO sospeso e aperto. Non mi è andato davvero giù questo, devo ammetterlo. Avrei preferito un piccolo spiraglio in questo senso, almeno per il lettore che ha seguito l’evoluzione dei personaggi in corso.

Giulio Macaione

Il libro è una piccola perla per gli amanti del mare anche se non mi ha catturato come doveva. Ho apprezzato molto Alice di Sogno in sogno e spero di leggere presto Basilicò, ma questo non ha avuto in me l’effetto che speravo. Resta comunque una lettura leggera, da affrontare in periodi di vacanza o per sentirsi anche solo in vacanza per qualche ora, rimanendo affascinati dai luoghi.

Giulio Macaione è un grande artista, un fumettista dai disegni da invidia che riescono ad immergerti nella storia e nel luogo da lui desiderato. Nonostante questa storia non sia la mia preferita, vi lascerò immergervi nelle sue acque, richiamati dalle sue sirene che vi trascineranno a fondo di questa storia. Siete pronti?

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne dite?

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #441 – ALLA RICERCA DEL PRINCIPE DRACULA DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un volume che, speravo migliorasse rispetto al precedente. Comunque vi spiegherò tutto nella recensione perchè ovviamente non posso spoilerarvi tutte le mie cose e i miei motivi qui sopra. Ve ne parlerò con calma. Di cosa sto parlando? Come avete intuito del secondo volume edito Oscar Valut Mondadori della serie della Maniscalco. Siete pronti? Ringrazio come sempre la casa editrice per la lettura del volume e le ragazze che hanno organizzato l’evento. Ecco a voi:

NB: Trattandosi di un secondo volume di una serie, è impossibile non rivelare qualcosa relativo al volume precedente. Detto questo, a vostro rischio e pericolo leggere questa recensione.

allaricercadelprincipedraculakerrimaniscalcoTitolo: Alla ricerca del principe Dracula
Autore: Kerri Maniscalco
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 468 
Prezzo: € 20,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/30g7THM
Trama: Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell’oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l’Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all’oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

RECENSIONE

Audrey Rose (”Hunting Prince Dracula” by @kerrimaniscalco) lazy scribbles  scribbles… | Character art, Audrey rose, Comic artLa storia ha inizio a bordo dell’Orient Express in direzione della prestigiosa accademia  di Medicina Legale d’Europa. Audrey Rose, dopo aver perso suo Nathaniel ed aver scoperto cosa aveva fatto ed avere ancora dei rimorsi, degli incubi e tutto ciò che ne deriva, sta andando a studiare Medicina Legale come ha sempre desiderato, accompagnata da Thomas Cresswell. Sul treno le sorprese non tarderanno ad arrivare e il primo morto per impalatura avviene proprio fuori dalla cabina dei due protagonisti di questa storia. Il mistero si infittisce non appena Audrey e Thomas metteranno piede nell’accademia.

Chi è stato ad uccidere quell’uomo? Cosa succederà nell’Accademia? Cosa scopriranno su il Principe Dracula e cosa vivranno all’interno della scuola? Riusciranno ad essere ammessi nell’Accademia e allo stesso tempo scoprire e svelare l’arcano che si aggira dentro quella oscura struttura?

Jack lo Squartatore non sarebbe tornato mai più. Era un dato di fatto.
Nessun assassino seriale si trovava su quel treno. Un’altra verità. L’Autunno di Terrore era terminato il mese precedente. E certamente i lupi non stavano dando la caccia a nessun passeggero dell’Orient Express. Se non fossi stata attenta, presto avrei cominciato a credere anch’io al ritorno di Dracula. Mi concessi un ultimo respiro profondo prima di aprire la porta, scacciando ogni pensiero riguardante presunti principi immortali mentre entravo nello scompartimento.

La trama incuriosisce, come tutte le altre di questa serie. E’ interessante se si mantenesse stabile e determinata in ciò che cerca di comunicare. Vi spiegherò i dettagli dei fatti per cui questa storia ha cominciato un lento declino già cominciato nel primo volume ma leggero e – speravo – sorpassabile.

La copertina è davvero bello che la serie sia stata mantenuta come l’originale. La copertina è in tema con la storia e con cosa ci troveremo di fronte. Adrey Rose con in mano il paletto da impalatura, e sul vestito l’accademia della Russia. Il rosso dona al tutto il colore del sangue, ideale per l’idea dei vampiri generali. Il titolo segue la scia del volume precedente parlandoci di una ricerca del principe Dracula. Nonostante e a prescindere da questo, trovo che il titolo di questo, come quello dei volumi di questa serie siano solo per fare scena e nient’altro.

Hunting Prince Dracula by Kerri Maniscalco {@kerrimaniscalco}  #stalkingjacktheripper | Dracula book, Dracula, Book charactersL’ambientazione è l’Accademia della Russia, in Europa. La patria di Vlad l’Impalatore, da quello definito poi come Vlad Dracul, ovvero Dracula; e l’epoca segue gli anni del volume precedente, ovvero tra il 1888 e il 1889.

«Sembra che qualcuno ci stia aspettando.» Thomas annuì verso due lanterne ardenti che, per quanto ne sapevo, potevano benissimo fungere da cancelli d’ingresso al covo di Satana. «Un posticino… accogliente.» La slitta serpeggiò lungo lo stretto sentiero che dalla foresta attraversava un piccolo tappeto erboso e conduceva all’ingresso del castello, dove il nostro lungo viaggio si concluse. La luna tendeva le dita sulle guglie e accarezzava le tegole dei tetti, plasmando sagome sinistre dalle ombre della slitta e dei cavalli. Quel castello era inquietante, e non ci avevo ancora messo piede.

I personaggi di questo volume sono gli stessi del volume precedente che verranno approfonditi e riscoperti, ma ne scopriremo anche di nuove come la sorella di Thomas, Draciana, la nipote del direttore dell’Accademia, Anastasia, che legherà molto con Audrey, oppure Nicolai, Ileana, i gemelli italiani e tanto altro. Non voglio mostrarvi tutti in anteprima e spero scoprirete mano a mano tutto con le vostre forze.

Da un lato, mentre Audrey si riscopre forte nonostante abbia perso suo fratello e continua a fare strani incubi  e molto più sfiduciata sulla medicina legale, dall’altra Thomas sembra molto più aperto. Si espone nei confronti di Audrey in maniera molto più audace e spudorata e questo – dopo un po’ – inizia davvero a diventare stucchevole, persino terrificante. Lascia respirare sta povera ragazza, cavolo! E’ diventato tutto un appiccicume, tutto una protezione anche se in alcuni punti sembra sentirsi solo e diverso dagli altri.

Tum. Dopo aver trascorso molto tempo a spostare cadaveri nel laboratorio dello zio, conoscevo bene il suono prodotto dagli arti inanimati quando cadevano a peso morto su una superficie. La mia mente pensò subito a dei trafugatori di cadaveri. Non so perché, ma li immaginai come entità scheletriche con gli artigli, le zanne grondanti di sangue e ali spesse come il cuoio, quando in realtà avrebbero dovuto essere robuste per riuscire a sollevare un defunto. E di certo umane.

HPD: Gabriella Bujdoso | Character inspiration, Character design, Cartoon  booksIl perno centrale di questa storia è la ricerca dell’omicida che sembra spacciarsi per Dracula. Audrey Rose non crede neanche per un momento che i vampiri esistano e si mette alla ricerca di cosa sta  accadendo seriamente all’interno e all’esterno dell’Accademia di Medicina Legale. Thomas è lì per accompagnarla e sostenerla nel suo percorso.

Lo stile utilizzato è il medesimo del volume precedente. Cambia ambientazione ma la storia prosegue sulla stesa linea del volume precedente mantenendo in prima persona dal punto di vista di Audrey Rose. La storia mantiene bene lo stile generale per quanto riguarda l’epoca e le ambientazioni come per quanto riguarda la voglia di riscattarsi di Audrey non amalgamandosi e differenziandosi dalla massa e dai dettami in cui vorrebbero le donne, in quel tempo.

Ma i problemi sostanziali di questa serie cominciano a salire a galla e ad amplificarsi.

Il problema sostanziale sta nel titolo. Mettere Alla ricerca del Principe Dracula – come per quanto riguarda il primo volume e come mi immagino sia il terzo e il quarto, purtroppo – e poi nominarlo solo per quanto riguarda il castello e far percepire al lettore cosa e chi possa essere , non è una buona cosa. In più si illude un po’ il lettore che si aspetta di trovare determinate cose e determinati influssi se non proprio il personaggio e rimane un poco: meeeewh.

Il giallo resta sempre scadente. Oltre al fatto che il lato “giallo” è veramente a prova di sciocco, mi è sembrato di essere finita catapultata in delle puntate di Conan il detective. Omicidi che capitano proprio tutti a loro, dove sono loro e via discorrendo e tentano di risolverlo. Wow, ma quanto siete fortunati nella vita? La scena del treno infatti è decisamente forzata infatti.

Thomas, cosa mi combini? Thomas nonostante nel primo volume è stato quello che ho preferito, in questo volume è quello che ho fatto fatica a digerire. E’ diventato smielato, appiccicoso e totalmente dipendente da Audrey. Una specie di cagnolino che deve fare la battuta per compiacere lei e fine dei giochi. Mi sarei aspettato qualcosa di più nel complesso.

Lo young adult in questa serie è la cosa che si fa più evidente, più di tutto. Bella l’ambientazione, bello lo stile di cui l’autrice fa uso ma su altri fronti, la storia comincia a scendere. Spero che il volume successivo essendo più corposo sia anche più bello dal punto di vista della magia magari, visto che è invischiato Houdini – non che speri di incontrarlo davvero, s’intende. Staremo a vedere.

Thomas sollevò pian piano lo sguardo; per una volta, non stava nascondendo le sue emozioni. Prima che mi rispondesse, nei suoi occhi lessi una paura profonda. La superbia e l’arroganza erano svanite. Al loro posto, c’era un giovane convinto che il mondo gli stesse per crollare addosso e di non poter fare nulla per salvarsi. Era precipitato da una scogliera talmente alta che ogni speranza di sopravvivere era sfumata ancor prima di toccare terra. (…) «Io non vedo un mostro, Thomas.»

Il libro è carino se si pensa alla composizione dei luoghi, al fitto mistero come punto di vista generale, ma se si guarda nel complesso e nei dettagli, comincia a lasciare a desiderare. Spero che il volume di Houdini mi regali almeno qualche soddisfazione altrimenti comincio ad avere problemi seri al riguardo e farò fatica a proseguire. Spero in qualche miglioramento e per il momento mi mantengo sul sufficiente.

Kerri Maniscalco ci trascina fra la neve e il gelo di un luogo russo, misterioso, che riporta alle antiche leggende dei vampiri in cui alcuni sembrano persino credere. Una storia di morte, sangue e alla ricerca di qualcosa di misterioso.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Cosa ne dite?

A presto,

Sara ©