RECENSIONE #510 – LA RAGAZZA SCOMPARSA DI ANGELA MARSONS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui che vi porto una nuova recensione che spero possiate apprezzare. Scusate il rallentamento nelle recensioni ma è un periodo un po’ pieno di cose e sto leggendo a rilento. Ringrazio la casa editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura di cui vi parlo ed ecco a voi:

51fo1myjiylTitolo: La ragazza scomparsa
Autore: Angela Marsons
Data di uscita: 31 agosto 2017
Pagine: 439
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sUaFi7
Trama: Charlie e Amy, due bambine di soli nove anni, compagne di gioco, scompaiono all’improvviso. Un messaggio recapitato alle rispettive famiglie conferma l’ipotesi peggiore: le giovani sono state rapite. È l’inizio di un incubo. Poco tempo dopo, un secondo messaggio è ancora più mostruoso. I malviventi mettono le due famiglie l’una contro l’altra, minacciando di uccidere una delle due bambine. Per la detective Kim Stone e la sua squadra il caso è più difficile del solito. I rapitori potrebbero davvero trasformarsi in assassini spietati. Bisogna agire con rapidità e trovare la pista giusta. E Kim ha intuito che nel passato delle due famiglie si nascondono degli oscuri segreti… 

RECENSIONE

two women holding flowersLa storia ha inizio una mattina come tante altre per le due piccole migliori amiche Charlie ed Amy. Solo che loro due sono scomparse inspiegabilmente. Viene lasciato un messaggio ad entrambe le famiglie con una richiesta alquanto meschina e pericolosa. La famiglia che avesse fatto l’offerta più alta, avrebbe rivisto la figlia. E’ qui che entra in gioco Kim, ispettore della polizia che cerca in tutti i modi di farsi affidare il caso visto che una delle bimbe scomparse è di una sua conoscenza del passato, Karen

Riuscirà Kim e il suo team di poliziotti a risolvere il caso e a riportare a casa le bambine? Cosa si conosce dei rapitori e cosa vogliono davvero? Riusciranno le due famiglie, amiche da una vita, a non sfaldare il loro rapporto nonostante l’evidente asta che verrà a crearsi?

«Non potrò mai dimenticare quello che è successo dopo», esclamò Karen, con un sorriso che non riuscì a illuminarle gli occhi. «C’erano scarpe nuove da tutte le parti». Scosse la testa. «Allora, non sapevamo niente di te. Non parlavi ad anima via del tuo passato – anzi, parlavi poco in generale – ma si capiva che eri una tipa determinata». Kim accennò un sorriso. «E vuoi che mi occupi del caso perché ti ho fatto guadagnare un paio di scarpe nuove?» «No, Kim. Voglio che te ne occupi perché sono sicura che, se deciderai di aiutarti, riabbraccerò mia figlia».

La trama di questa storia è curiosa ed è ciò che poi accade in questo volume, senza fronzoli e senza spoiler anche se l’ultima frase l’avrei comunque risparmiata. E’ una trama ben strutturata e ben costruita per un thriller d’effetto.

Lost Girls: A fast paced, gripping thriller novel: Volume 3: Amazon.it:  Marsons, Angela: Libri in altre lingueLa copertina di questo volume è strutturata bene, tipica dei thriller della casa editrice e dei thriller americani e riprendendo una delle versioni originali utilizzate. Ritrae lo scantinato o comunque il luogo dove le due piccole sembrano essere trattenute in ostaggio. E sicuramente è d’impatto oltre che rappresentativo della storia stessa. Il titolo di questo volume, invece, viaggia con l’originale e diffida di poco. Mentre quest’ultimo, che vedete di lato, si basa su Lost Girls che è al plurale e quindi poteva essere tradotto come Ragazze Scomparse, il titolo italiano si basa su un’unica ragazza scomparsa. Anche se le ragazze sono comunque due all’interno del volume e quindi non capisco la scelta della traduzione.

L’ambientazione e l’epoca sono il Black Country nel 2015, una storia abbastanza moderna.

«Lo mandi ora?», chiese Symes, sprofondando di nuovo nel divano. Will non capiva la sua impazienza. Non era il messaggio che avrebbe cambiato la vita delle due famiglie. Non era il messaggio che avrebbe mandato in frantumi la loro esistenza, che avrebbe causato un dolore irreparabile: quello era previsto per l’indomani, ma Symes non riusciva ad aspettare.

I personaggi di questa storia sono diversi e ci sono diversi punti di narrazione diversi nonostante la storia si mantenga comunque in terza persona. Avremo modo di conoscere i rapinatori e i loro modi di fare, di vedere le due bambine rapite e le famiglie delle stesse, così come la squadra di Kim. 

Il fulcro, però, attorno al quale ruota la storia è la vita dell’ispettrice Kim Stone. E’ una poliziotta che prende a cuore le cose ed è impulsiva, ci mette molto sentimento anche quando dovrebbe prendere le cose in maniera più distaccata. E’ molto legata al suo collega che la supporta e l’aiuta a rimettersi in carreggiata. E’ una donna forte e intraprendente che ci mette tutta se stessa quando fa qualcosa. E’ determinata e vuole riportare a casa le due bambine a costo di rinunciare a tutto ciò che crede mettendo in ballo persino la sua stessa carriera.

Per catturarla bisognava capire la paura. Dopo due stagioni in Afghanistan, Symes conosceva le scelte indotte dalla paura cieca. Era una paura che non trovava posto nella realtà quotidiana, esiste solo quando temi veramente per la tua vita. Prima di un salto di bungee jumping, la paura montava in tutto il corpo mischiata a eccitazione e adrenalina. Ma la vera paura non lasciava spazio a nessun’altra emozione. Si faceva strada dalla pelle e scavava fino ad arrivare all’osso. Non diventava parte di te. Diventava te. Ogni respiro, ogni sguardo, ogni movimento era permeato di paura, e nessun esercizio di respirazione poteva farla sparire.

Il perno centrale di questa storia è il rapimento delle due bambine e il ricatto che ne deriva. Nasce sia una caccia all’uomo ma, allo stesso tempo, anche l’astio per la gara tra le due famiglie che metterà ancora più tensione ad ognuno, persino ai rapitori stessi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole, la storia è scritta in terza persona e si compone di diverse voci, dalla vittima al carnefice svelando mano a mano tutto il processo che ne verrà fuori. Misteri, segreti e intrighi all’interno delle famiglie stesse, così come negli animi di tutti i componenti della squadra prendono sempre più piede e mescolano persone e personaggi in una storia con una trama incredibilmente sorprendente. 

Bella è la determinazione dell’ispettrice protagonista che conquista il lettore con il suo carattere irascibile, sentimentale e prorompente. La cosa fondamentale è non far entrare i sentimenti in gioco ma a rompere i schemi della poliziotta semplice che investiga su un determinato caso sono le sue emozioni coinvolgenti che ci permettono di avvicinarci a lei e di sentirla vicina, di sentirci simili a lei o di comprendere a pieno il suo lavoro. E’ un personaggio che intriga e lascia di stucco, e mi ha sorpreso positivamente.

La cosa che non fa impazzire completamente è la risoluzione del caso che, nonostante fino all’ultimo è difficile, pericoloso e ricco di azione e suspance, lascia con l’amaro in bocca. Non per cosa succede ma proprio perché che si risolve si capisce da un bel pezzo e la lettura comincia a sbriciolarsi mano mano, seppur continui a piacere la storia e come questa sia stata sviluppata. Infatti l’idea dell’asta e del ricatto sono originali, la soluzione invece lascia a desiderare. Nonostante questo ho apprezzato molto la lettura, che ho trovato interessante.

«Che vuole dire?» «Che quelle erano urla di orrore, non di dolore. C’è una differenza». «Come fa a saperlo?» Lui non batté ciglio. «Si fidi, lo so».

Il libro è stato molto intenso, colpisce dalla prima all’ultima pagina e non si vede l’ora di scoprire il destino delle due ragazzine. Un thriller ben costruito seppur il finale è abbastanza noto e poco difforme dal genere, da cui è difficile distanziarsi o creare diversità.

Angela Marson cattura con la sua scrittura ipnotica e travolgente mettendoci nei panni di Kim Stone e insegue dei rapinatori pericolosi che agiscono nell’ombra. Una storia che vi farà entrare in un incubo in cui due famiglie si contenderanno, attraverso il denaro, le proprie figlie. Una storia

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©

RECENSIONE #509 – VINCENT DI BARBARA STOK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come facevo a non leggere questo volume, io che adoro le opere di Van Gogh e il suo modo di dipingere? La sua storia è stata l’unica di tutti gli autori che mi abbia mai affascinato ai tempi della scuola, sono andata a mostre su mostre ed adoro i suoi dipinti. Per cui questa storia non potevo non leggerla. Ecco che ve ne parlo subito:

71xbwgnyyplAutori: Barbara Stok
Titolo: Vincent
Data di pubblicazione: 17/07/2014
Pagine: 144
Link d’acquisto: https://amzn.to/3weqRgb
Trama: Un ritratto elegante e delicato, che ripercorre con sensibilità alcuni momenti della vita di uno dei pittori più amati della storia dell’arte. In un vortice di immagini a servizio della pittura di Van Gogh, questo libro saprà emozionarvi e mostrarvi la poesia dietro il dolore dell’esistenza di un artista profondamente tormentato. Una straordinaria prova d’autrice per Barbara Stok, autentica stella del fumetto olandese moderno.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la partenza di Vincent Van Gogh da Montmartre per la Provenza, in cui vuole dedicarsi alla pittura in tutto e per tutto cercando di trovare le meraviglie del mondo, dipingerle e magari guadagnarci qualcosa, così da non dover pesare ancora su suo fratello Theo. E’ lì che si salutano e Vincent promette di ripagare presto il fratello di tutti i soldi che lui gli sta dando per permettergli di vivere di pittura e di essere l’artista che ha sempre desiderato essere. Purtroppo tutti sappiamo come vanno le cose e per Vincent niente è stato semplice come poteva essere. Il viaggio in Provenza, segna l’inizio del percorso della vita del pittore che lo porterà a dipingere i suoi quadri migliori e che lo renderanno famoso in tutto il mondo, purtroppo solo dopo la sua morte.

Cosa succederà a Vincent? Come avrà, l’autrice, illustrato tutto il suo percorso? Lo scoprirete leggendo questa bellissima graphic novel.

Vincent di Barbara Stok 4 | likemimagazine

La trama è molto semplice che non descrive chissà quali cose ma dubito che ci sia molto altro da dire al riguardo. La storia segue dalla partenza in Provenza, grande cambiamento per la vita dell’autore fino alla fine, coprendo un vasto periodo ma riassunto e illustrato nel migliore dei modi, a mio parere. Una trama semplice ed efficace, che incuriosisce.

La copertina di questa storia è molto minimal e ci mostra il viso in primo piano di Vincent Van Gogh, come in uno dei suoi più famosi quadri, l’autoritratto. La struttura del disegno è piuttosto semplicistica ma ritengo sia il punto di forza di tutto il volume. Il titolo non poteva essere diverso trattandosi di una graphic novel sulla vita di uno dei pittori post-impressionisti più grandi e conosciuti al mondo. E’ un connubio, tra copertina e titolo, davvero interessante e curioso, utilizzando tutti gli accorgimenti possibili che potevano essere utilizzati.

L’ambientazione è la Provenza, correva l’anno 1888, in cui Vincent decide di partire e di dare vita al periodo più florido della sua vita, dove dipingerà più di 300 opere, in un posto che lo ispira in maniera particolare nonostante il tormento continui a seguirlo ancora e non lo renda mai felice. La storia ricopre più anni della vita del pittore.

Vincent by Barbara Stok

I personaggi di questa storia non sono molti, per di più la storia si concentra sul personaggio principale del volume che è il narratore e, quasi, pittore della sua stessa storia. Avremo comunque modo di scoprire sia suo fratello Theo che Paul Gauguin, autore e pittore post-impressionista libertino e particolare.

Van Gogh in questo volume risulta avere un’indole molto profonda, alla ricerca della bellezza vedendo cose magnifiche anche dove c’è una semplice distesa di campi coltivati o da coltivare. Ha un animo buono ma risente della poca vendita delle sue opere, della poca fiducia che riceve nei suoi lavori e nella ricerca estrema della perfezione. Dalla testa calda che ha riceve spesso delle batoste ma sa farsi valere. Viene reso un personaggio forte ma allo stesso tempo fragile e speranzoso di restituire la vita che gli sta permettendo suo fratello Theo. Un personaggio davvero incredibile.

Barbara Stok tekent strip over Vincent van Gogh - Digitale Kunstkrant

Il perno centrale del tutto è proprio Vincent Van Gogh, la parte più importante della sua vita che lo ha cambiato drasticamente sia come uomo che come pittore. Quasi come fosse un’autobiografia, l’autrice ci fa un regalo grandissimo e con le sue illustrazioni mostra diversi aspetti della vita di un artista che non è stato particolarmente amato in vita quando dopo la sua morte, in cui le sue opere hanno spopolato come non mai e ancora oggi sono attuali e di cui chiunque ha sentito parlare almeno una volta nella vita.

Lo stile e la grafica dell’autrice, nel raccontare questa storia è davvero piuttosto minimalista, come potete vedere sia dalla copertina che dalle strisce che vi ho lasciato all’interno della recensione. Nonostante questo l’autrice sembra cogliere l’essenza delle cose e quanto Van Gogh volesse comunicare al mondo con i suoi quadri nonostante il suo carattere difficile e i suoi modi di fare alquanto bizzarri.

Nella storia si parla specialmente del pittore e della sua vita, di come siano stati visti e vissuti i suoi quadri e di come la sua profondità e il suo tormento si ripercossero sulle sue opere. E’ una storia che non solo ci mostra i suoi più famosi quadri ma ce li mostra sotto una luce completamente diversa da come l’abbiamo sempre immaginato. La fantasia di vedere l’idea del quadro e di studiare ogni minimo dettaglio della vita del pittore, cogliendone l’essenza, la forza e la fragilità non mostrando tragicità o comicità ma soltanto la vita di un uomo che ha cambiato le regole della pittura e ha reso al mondo delle opere di valore inestimabile.

Un libro che vi consiglio di leggere, delicato, mai banale e sorprendente.

Vincent”, ritratto a fumetti di Van Gogh – Nicola D'Agostino (.net)

Il libro è una piccola perla per gli amanti di Van Gogh, sia perché ci lascia immaginare come lui possa aver concepito i suoi quadri, sia perché ci regala un bel quadro impressionistico di ciò che è stata la sua vita. Un libro da leggere, ve lo consiglio assolutamente.

Barbara Stok ci regala, nella sua semplicità, un’opera ricca di significato trascinandoci in Provenza assieme al pittore più grande di tutti i tempi. E’ attraverso i suoi disegni che insegna sia la storia di una parte importante della vita di Van Gogh che lascia un’impronta nel panorama delle graphic novel conquistandosi – probabilmente – anche la stima del famoso pittore per essere stato descritto così bene. Un libro da non perdere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©

RECENSIONE IN ANTEPRIMA // PREVIEW REVIEW #508 – BREATHING UNDERWATER DI SARAH ALLEN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Oggi vi porto una nuova recensione, di un libro uscito in lingua proprio in questi giorni. E’ una storia dolce e semplice, una storia di due sorelle davvero molto dolce. Ve ne parlo subito, ringraziando prima l’editore così come Giselle di Xpresso Book Tours per la lettura in anteprima. Ecco a voi:

**Ho ricevuto una copia di questo libro da Xpresso Book Tours come parte di un blog tour, in cambio di una recensione onesta.**

Titolo: Breathing Underwater
Autore: Sarah Allen
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 219
Lingua: Inglese
Pubblicato da: Farrar Straus and Giroux (BYR)
Link d’acquisto: https://amzn.to/3dcmqtD
Trama Originale: A sparkly, moving middle grade novel from Sarah Allen, and a big-hearted exploration of sisterhood, dreams, and what it means to be there for someone you love. 
Olivia is on the road trip of her dreams, with her trusty camera and her big sister Ruth by her side. Three years ago, before their family moved from California to Tennessee, Olivia and Ruth buried a time capsule on their favorite beach. Now, they’re taking an RV back across the country to uncover the memories they left behind. But Ruth’s depression has been getting worse, so Olivia has created a plan to help her remember how life used to be: a makeshift scavenger hunt across the country, like pirates hunting for treasure, taking pictures and making memories along the way. All she wants is to take the picture that makes her sister smile. But what if things can never go back to how they used to be? What if they never find the treasure they’re seeking? Through all the questions, loving her sister, not changing her, is all Olivia can do—and maybe it’s enough.

Trama tradotta:
Olivia è nel viaggio dei suoi sogni, con la sua fidata macchina fotografica e sua sorella maggiore Ruth al suo fianco. Tre anni fa, prima che la loro famiglia si trasferisse dalla California al Tennessee, Olivia e Ruth seppellirono una capsula del tempo sulla loro spiaggia preferita. Ora stanno attraversando il paese con un camper per scoprire i ricordi che si sono lasciati alle spalle. Ma la depressione di Ruth sta peggiorando, quindi Olivia ha creato un piano per aiutarla a ricordare com’era la vita: una caccia al tesoro improvvisata in tutto il paese, come i pirati a caccia di tesori, scattare foto e creare ricordi lungo la strada. Tutto quello che vuole è scattare la foto che fa sorridere sua sorella. Ma cosa succederebbe se le cose non tornassero mai come prima? E se non trovassero mai il tesoro che stanno cercando? In tutte le domande, amare sua sorella, non cambiarla, è tutto ciò che Olivia può fare e forse è abbastanza.

RECENSIONE

man and woman smiling while laying on lawn fieldLa storia ha inizio nella camera da letto di Olivia, dove si trova a preparare le sue cose per partire per un viaggio di una settimana assieme agli zii e a sua sorella per cercare di farla sentire un po’ meglio. Questo perché a Ruth soffre di depressione e ci sono giorni buoni ma giorni in cui ci si sente come dentro ad una Fossa. E’ per questo motivo che Olivia è davvero felice di organizzare la caccia al tesoro fotografica attraverso un viaggio in camper verso San Diego, lo stesso che le due avevano fatto tre anni prima quando si stavano per trasferire in Tennessee. 

Cosa succederà durante il loro percorso? Riuscirà Olivia a rendere il viaggio memorabile e far sorridere sua sorella ricordando i bei momenti passati insieme? Ricordando quanto è bella la vita e quanto assieme si possa essere più forti?

Ruth told me some of this herself—the tidal waves, the crash down to numbness. The rest is what I’m trying to learn from watching Ruth up close, trying my best to understand something she can only express in metaphor, trying to figure out what an inside hurt looks like on the outside. I’ve tried to learn the signs. Her signs. I want to watch Ruth’s face when we find our old box and open it up and see the shells she put inside, and her favorite necklace, and the pictures I took of her. Pictures of us dancing and playing pirates and all the times when we were happy Treasure Hunters. Because I think that will be a good day. A really good one.

La trama è molto semplice che da una partenza sprint a questa lettura e che invoglia a gettarsi in questa lettura. Una trama dolce e tenera, che incuriosisce e che mi ha spinto a voler leggere questa storia assieme alla presentazione visiva della copertina.

La copertina è meravigliosa e trovo che sia azzeccatissima per questo volume. Sia perché all’interno della storia ci sono riferimenti all’aquario che le due andranno a visitare così come il fatto che le due abbiano fatto immersioni insieme. Bello anche il riferimento a fatto che Ruth sia con i suoi abiti scuri e i suoi capelli dal taglio particolare che si ritrova a condividere la musica con sua sorella, per una volta, invece di come fa costantemente da sola all’interno del volume stesso; in più il fatto che Olivia sia poggiata sopra la spalla di Ruth e non il contrario che dimostra quanto tenga Olivia a sua sorella. Il titolo si ricollega alla copertina e lascia un senso molto più ampio di quanto sembra. Il fatto di respirare sott’acqua, la difficoltà che ne deriva e destreggiarsi in un mare di incertezze dona alla copertina e al titolo il connubio perfetto per questa storia. Non solo per il viaggio delle due ma proprio il significato stesso della depressione e di quanto possa sembrare simile al cercare di respirare sott’acqua, nei momenti più bui.

L’ambientazione della storia è un camper sul quale saremo in viaggio attraverso gli stati americani, passando per il Texas così come tanti altri posti interessanti, passando da Knoxville a San Diego in un’epoca moderna e contemporanea ai tempi di Instagram e dei social più popolari, come oggi.

“I think I’ve figured out what your superpower is,”he says. “My superpower?”“Yeah, everyone has one. Yours is finding pretty things to show other people. To try and make them happy.”Red lights of an ambulance rush by. “Ha, that’s not a superpower,”I say. “I wish it was.”“Believe me, it is,”Eddie says. “Not everybody thinks that way, and you’re really good at it.”If I was really good at making people happy, I think, then the people around me wouldn’t be sad. But I tell Eddie thanks.

silhouette of woman beside aquarium with whale sharkI personaggi di questa storia non sono molti, ci si concentra principalmente sulle due protagoniste anche se avremo modo di conoscere qualcosina anche dei due zii delle ragazze, in special modo di Ellie, di cui avremo modo di capire qualcosa di importante sul suo passato.

Olivia è una tredicenne che ama la fotografia e la bella musica così come ama sua sorella. Gli piace postare i suoi scatti su Instagram e condividerli come diario di viaggio delle sue avventure, anche le più piccole catturando l’essenza delle cose. Ma la cosa più importante per lei è Ruth e fare qualcosa per lei e per cercare di farla tornare a sorridere come una volta, condividendo i pirati, la caccia al tesoro fotografica e le belle avventure. Nonostante Olivia ci metta tutta se stessa si trova in seria difficoltà e si rende conto di quanto sia fragile sia sua sorella come se stessa. Olivia soffre un po’ la situazione, specialmente con i genitori che si preoccupano molto più facilmente di Ruth che di lei ma tiene duro per sua sorella e perché le vuole bene.

Ruth è una ragazza di sedici anni molto chiusa, che ama la musica e le belle fotografie che sa scattare sua sorella, nonostante sia molto più piccola di lei. Ruth soffre di depressione ed ha dei momenti di down in cui si chiude in se stessa e non vuole ne mangiare molto ne parlare, che la sorella chiama La Fossa, e dei momenti di Up in cui è più aperta ed espansiva. Ha un taglio di capelli davvero singolare ed ama mettersi pesanti felpe col cappuccio che coprano la sua testa e possa nascondersi.

Due protagoniste interessanti e forti, che vi sapranno coinvolgere e che saprete apprezzare.

I watch Ruth trace a finger across the wood grain of the table, and I wonder what’s going on behind her tired eyes. I know there have got to be happy memories in there. The Ruth from those pictures is in there somewhere. My plan for the next week—my plan for this trip— will be to remind her . And tomorrow, the plan begins. Tomorrow, we go on a Treasure Hunt.

photo of person reach out above the waterIl perno centrale di questa storia non è solo il viaggio sulla roulotte e la caccia al tesoro, ma la depressione e quanto questo viaggio sia importante, secondo Olivia, per sua sorella Ruth e di cui lei sia convinta che serva ad aiutare sua sorella.

Lo stile utilizzato è molto delicato e semplice, che si legge nel giro di poche ore anche per chi non mastica l’inglese molto bene (parlo da Italiana ovviamente). E’ una storia molto leggera e fluida nonostante la storia tratti un argomento molto pesante e altrettanto delicato.

Ci sono due risvolti all’interno di questa storia: uno è positivo e l’altro è negativo nonostante io parli da persona a cui il libro è piaciuto molto.

L’aspetto positivo è molto banale ma non così scontato fra due sorelle. L’amore fra le due sorelle e le difficoltà che si ritrovano ad affrontare assieme, l’una tenendo la mano dell’altra seppur a volte non sembrino andare molto d’accordo e Ruth sembra chiusa per via della depressione. Olivia cerca di condividere quanto le è possibile ed organizza questo viaggio apposta per lei, per mostrarle tutto l’amore che ha per lei e la gratitudine solo perché sia sua sorella. E’ un sentimento assolutamente positivo e trovo che sia stato trasmesso alla massima potenza rendendolo genuino e spontaneo, come dovrebbe essere sempre.

L’altro lato della medaglia, ovvero l’aspetto negativo sta nella malattia di Ruth. La depressione è una malattia infida, che si insinua al di sotto e che a volte è anche difficile da notare. Posso dirlo perché ne ho sofferto – non a livelli da prendere medicinali particolarmente pesanti – ma ci sono passata anche io e me ne rendo conto ancora quando ho dei momenti che mi buttano giù.  Quindi non è un sentimento a me sconosciuto ed è anche per questo che ho deciso di buttarmi su questo libro perchè mi incuriosiva l’argomento e mi piacciono queste tematiche forti e importanti. In alcuni momenti, più che soffrire di depressione, Ruth sembra avere il classico periodo che ha ogni adolescente che si chiude in se stesso ed ha bisogno dei suoi momenti. In altre occasioni invece la sua malattia sembra essere più evidente, e sembra quasi essere reale. Quindi ho apprezzato lo sforzo e la calibratura dell’autrice su questo ma in alcuni momenti è piuttosto minimal e poco reale a livello di impatto emotivo con la malattia vera e propria. 

Altro punto, il peso che viene dato ad Olivia: gestire sua sorella e se stessa. Il fatto che Olivia si senta quasi colpevole della malattia della sorella, tanto da dover organizzare il viaggio – che non metto in dubbio sia una cosa meravigliosa – ma che i genitori acconsentano mettendo tutto sulle spalle della figlia minore che ovviamente comincia a risentire del peso di quanto ha di fronte mano a mano che passano le ore e i giorni a contatto con sua sorella Ruth. Così come non ho apprezzato il fatto che Olivia cerchi di far sentire in colpa la sorella per il tatuaggio. Le sue parole in quel momento non mi sono piaciute molto ma ho soprasseduto trattandosi di una protagonista tredicenne che dimostra e dovrebbe dimostrare la sua età in queste circostanze. In molte altre, specie per qualche ragionamento sembra più grande ma trovo che sia stata ben calibrata. Dall’altro lato ho apprezzato però il fatto dei genitori consapevoli e vicini alla figlia, pronti ad aiutarla, così come gli zii, pronti a tutto per le proprie nipoti, aspetto non da poco in queste storie, che viene spesso messo da parte o addirittura trova il genitore/parente distante o del tutto assente.

La cosa però a colpirmi maggiormente sotto una luce del tutto positiva è come questa storia riesca ad insinuarsi nel cuore toccando le corde giuste, parlandoci col cuore conquistandoci con le parole di Olivia nei confronti del mondo, della situazione e con l’amore per sua sorella. E’ una storia dolcissima ed emozionante che ho apprezzato e che rileggerei volentieri perché sa entrarti dentro e colpire dritto al cuore, nonostante quanto detto e le complicazioni che derivano nel trattare tematiche di questo tipo.

These are the kinds of Ruth situations I’ve always been terrible at, even before Ruth got sick. The knowing-what-to-say part. The comforting part. I can never get the tone right, like a singer always slightly off-key. I try, but can always tell I come off like a trite, ignorant cheer captain instead of someone who really cares. It seems like this should be such an obvious thing, comforting my sister. But somehow for me, knowing exactly what to say to make her feel better is like a bird knowing how to breathe underwater. But I have to try. Another step closer. I want her to know that I don’t care about our dumb argument anymore, and I’ve put it behind me. That there will be more opportunities. That she should always keep working on her songs and her own things no matter what, because they’re amazing.

Il libro è una storia per ragazzi piacevole che mi sento di consigliare soprattutto nelle scuole, visto l’argomento delicato e molto attuale. Una storia che mi sento di consigliare ai più piccoli ma anche agli adulti che si vogliono addentrare in una storia unica e sotto il pelo dell’acqua.

Non avevo ancora letto nulla di Sarah Allen, nonostante sia già uscito un libro in precedenza anche in Italia, Coraggiosa come una ragazza (What Stars Are Made of). L’autrice ci trascina in un viaggio itinerante attraverso gli scatti fotografici, la musica e l’amore indissolubile di due sorelle che si sostengono a vicenda e continueranno a farlo sempre. Una storia da leggere!

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

PREVIEW REVIEW

I received a copy of this book from Xpresso Book Tours as part of a blog tour, in exchange for an honest review.

The story begins in Olivia’s bedroom, where she is packing her things to go on a week-long trip with her uncles and her sister to try to make her feel a little better. This is because Ruth suffers from depression and there are good days but days when it feels like inside a Pit. It is for this reason that Olivia is so happy to organize the photographic treasure hunt through an RV trip to San Diego, the same one the two had done three years earlier when they were about to move to Tennessee.
What will happen during their journey? Will Olivia make the trip memorable and make her sister smile by remembering the good times they had together? Remembering how beautiful life is and how much stronger you can be together?

The plot is very simple that gives a sprint start to this reading and that invites you to throw yourself into this reading. A sweet and tender plot, which intrigues me and which prompted me to want to read this story together with the visual presentation of the cover.

The cover is wonderful and I find it fits perfectly for this volume. Both because within the story there are references to the aquarium that the two will visit as well as the fact that the two have dived together. Also nice is the reference to the fact that Ruth is with her dark clothes and her hair with a particular cut that finds herself sharing the music with her sister, for once, instead of constantly coming alone within the volume itself; plus the fact that Olivia is leaning over Ruth’s shoulder and not the other way around which shows how much Olivia cares about her sister. The title links back to the cover and leaves a much broader sense than it seems. The fact of breathing underwater, the difficulty that comes with it and juggling in a sea of ​​uncertainties gives the cover and the title the perfect combination for this story. Not only for the journey of the two but the very meaning of depression and how similar it can seem to trying to breathe underwater, in the darkest moments.

The setting of the story is a camper on which we will be traveling through the American states, passing through Texas as well as many other interesting places, passing from Knoxville to San Diego in a modern and contemporary era at the time of Instagram and social media. popular, like today.

I watch Ruth trace a finger across the wood grain of the table, and I wonder what’s going on behind her tired eyes. I know there have got to be happy memories in there. The Ruth from those pictures is in there somewhere. My plan for the next week—my plan for this trip— will be to remind her. And tomorrow, the plan begins. Tomorrow, we go on a Treasure Hunt.

The characters in this story are not many, we focus mainly on the two protagonists even if we will also get to know a little bit of the girls’ two uncles, especially Ellie, of which we will be able to understand something important about her past.

Olivia is a 13-year-old who loves photography and beautiful music as much as she loves her sister. He likes to post his shots on Instagram and share them as a travel diary of his adventures, even the smallest ones, capturing the essence of things. But the most important thing for her is Ruth and to do something for her and to try to make her smile as she once did, sharing the pirates, the photographic treasure hunt and the beautiful adventures. Although Olivia gives her all she finds herself in serious trouble and realizes how fragile her sister is as herself. Olivia suffers a little from the situation, especially with her parents who worry much more easily about Ruth than about her but hold on for her sister and because she loves her.

Ruth is a very closed sixteen-year-old girl who loves music and beautiful photographs that her sister can take, despite being much smaller than her. Ruth suffers from depression and has moments of down in which she closes in on herself and does not want to eat much or talk, which her sister calls La Fossa, and the moments of Up in which she is more open and expansive. She has a very unique haircut and loves to wear heavy hoodies that cover her head and can hide.

Two interesting and strong protagonists, who will know how to involve you and that you will know how to appreciate.

The central focus of this story is not just the caravan ride and the treasure hunt, but the depression and how important this journey is, according to Olivia, to her sister Ruth and that she believes it helps her sister.

The style used is very delicate and simple, which can be read within a few hours even for those who do not chew English very well (I speak Italian of course). It is a very light and fluid story despite the fact that the story deals with a very heavy and equally delicate subject.
There are two implications to this story: one is positive and the other is negative despite the fact that I speak as a person who liked the book a lot.

The positive aspect is very trivial but not so obvious between two sisters. The love between the two sisters and the difficulties they find themselves facing together, one holding the hand of the other even if at times they don’t seem to get along very well and Ruth seems closed due to depression. Olivia tries to share as much as possible and organizes this trip especially for her, to show her all the love she has for her and her gratitude just because she is her sister. It is an absolutely positive feeling and I find that it has been transmitted at maximum power making it genuine and spontaneous, as it should always be.

The other side of the coin, which is the downside, is Ruth’s disease. Depression is a treacherous disease, which creeps underneath and which is sometimes even difficult to notice. I can say this because I have suffered from it – not at levels to take particularly heavy medicines – but I have been through it too and I still realize it when I have moments that bring me down. So it is not a feeling unknown to me and it is also for this reason that I decided to throw myself on this book because I was intrigued by the subject and I like these strong and important themes. In some moments, rather than suffering from depression, Ruth seems to have the classic period that every teenager has that closes in on herself and needs her moments of hers. On other occasions, however, her illness seems to be more evident, and it almost seems to be real. So I appreciated the effort and the calibration of the author on this but in some moments it is rather minimal and not very real in terms of emotional impact with the actual disease.

Another point, the weight given to Olivia: managing her sister and herself. The fact that Olivia feels almost guilty of her sister’s illness, so much so that she has to organize the trip – which I do not doubt is a wonderful thing – but that the parents agree by putting everything on the shoulders of the younger daughter who obviously begins to suffer from the weight of what he has in front of him as the hours and days pass in contact with his sister Ruth. Just as I dislike the fact that Olivia tries to make her sister feel guilty about her tattoo. I did not like her words at that moment but I postponed it since it is a thirteen-year-old protagonist who demonstrates and should demonstrate her age in these circumstances. In many others, especially for some reasoning it seems bigger but I find that she has been well calibrated. On the other hand, however, I appreciated the fact of the parents aware and close to their daughter, ready to help her, as well as the uncles, ready to do anything for their nieces, an aspect not just in these stories, which is often put aside or even find the distant or absent parent / relative.

However, the thing that strikes me most in a totally positive light is how this story manages to insinuate itself in the heart by touching the right chords, talking to us from the heart, conquering us with Olivia’s words towards the world, the situation and with the love for her sister. It’s a very sweet and exciting story that I appreciated and that I would gladly reread because she knows how to enter you and hit you straight to the heart, despite what has been said and the complications that arise in dealing with issues of this type.

The book is a pleasant story for children that I feel I can recommend especially in schools, given the delicate and very current topic. A story that I can recommend to children but also to adults who want to delve into a unique story under the surface of the water.

I had not yet read anything by Sarah Allen, although a book has already been published previously in Italy, Coraggiosa come una ragazza (What Stars Are Made of). The author takes us on a traveling journey through the photographs, the music and the indissoluble love of two sisters who support each other and will continue to do so forever. A story to read!

The vote for this book: 4 stars.


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TROVATE LE ALTRE RECENSIONI IN INGLESE E GLI ALTRI APPROFONDIMENTI IN BASSO A QUESTO LINK. Ovviamente per chiunque voglia approfondire può tradurre le pagine con la sezione traduci di google.

XPRESSO BOOK TOUR – SARAH ALLEN, BREATING UNDERWATER


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Cosa ve ne pare? Pensate possa piacervi come libro (se leggete in lingua ovviamente)? E per tutti gli altri speriamo venga tradotto in Italia! Vi aspetto come sempre ovviamente!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #508 – LA LISTA DELLE COSE SEMPLICI DI LUCIA RENATI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui con un nuovo libro per voi che mi è piaciuto davvero tanto. Spero ovviamente sia lo stesso per voi, perché merita davvero questo libro! Ringrazio molto la casa editrice Sperling&Kupfer per avermi permesso la lettura di cui vi parlo subito. Ecco a voi:

Titolo: La lista delle cose semplici
Autore: Lucia Renati
Data di uscita: 16 marzo 2021
Pagine: 272
Prezzo: Euro 16,90

Link d’acquisto: https://amzn.to/3fz9dh8
Trama: Camilla e Sara sono gemelle. La lista delle dieci cose più importanti da fare nella vita l’hanno stilata insieme, a nove anni: arrivare a cento salti, dire la verità, baciare solo per vero amore… Quando Sara, appena undicenne, viene a mancare tragicamente, Camilla si trova a dover crescere senza la sua metà, a dover ricalcolare la rotta della sua vita. Ma come si riparte dopo un dolore così grande? Così Camilla per anni relega in un angolo di cuore quel tassello di vita che però compare in ogni sua scelta e la tiene bloccata al passato. Cinica e disillusa, ora che è adulta, lavora come giornalista in una tv locale. Impermeabile all’amore di Andrea, il fidanzato devoto che prova con la dolcezza a raggiungere il suo cuore, crede che i sentimenti siano sopravvalutati. A scalfire la sua corazza ci provano anche Tea, amica d’infanzia e collega un po’ fricchettona, e i suoi genitori, Walter e Teresa, che convivono con un dolore inimmaginabile senza parlarne mai. Perché perdere un figlio è una cosa alla quale non si riesce a dare un posto, né fuori, né dentro di noi. Vent’anni dopo la morte di Sara, Camilla ritrova per caso quella lista di cose semplici scritta da bambine e non riesce più a ignorarla. Il tentativo di mettere in pratica quel decalogo farà venire a galla un potente segreto di famiglia.

RECENSIONE

photo of woman's face reflectionLa storia ha inizio una mattina come tante altre per Camilla. Si alza al fianco di Andrea e va a lavorare al giornale, un lavoro che ama tantissimo ma più di ogni cosa, ogni giorno l’accompagna il dolore per la sorella gemella Sara, persa quando avevano dieci anni. E’ un pensiero che la segue costantemente e che ha spento la sua vita drasticamente, spingendola anche a fare il lavoro di cui si occupa e tutta la sua vita. Camilla non ha mai avuto qualcosa di diverso e pensa che tutto vada bene così, anche se, così com’è sembra tremendamente sbagliato.

Cosa è successo a Sara  quel fatidico giorno? Perché Camilla non riesce a cambiare la sua vita e si lascia trascinare da un vortice negativo che sembra risucchiarla e renderla costantemente infelice? Come la lista delle cose semplici potrà cambiare, finalmente, la sua vita?

Nonostante siano passati vent’anni, la chiesa è ancora gremita. E’ una cosa che mi stupisce sempre. Sarà che quando muore un bambino la gente si ricorda che esiste il male. E quindi anche il bene. Perciò, ogni tanto, conviene farsi vedere in chiesa, ché non si sa mai. Questa è l’occasione per guardare il dolore da vicino.  E’ la cosa più affascinante: entrare nel dolore degli altri e guardarlo di traverso, come fanno i gatti quando si strusciano contro lo stipite di una porta fino alla fine della coda per poi entrare in un’altra stanza. Una volta lì, però, se ne infischiano di tutto.

La trama, nonostante io non lo faccia praticamente mai, quando ho visto il libro l’ho letta dall’inizio e alla fine e mi ha davvero incantata. E’ una storia profonda e mi ha incuriosito e quindi sono qui, l’ho letto e mi piace. Una trama che incuriosisce e per chi ama queste storie è il massimo e vi innamorerete di tutto questo, entreranno nel vostro cuore.

La copertina è davvero dolce e significativa. Le due sorelle che sono una avanti all’altra che si seguono l’un l’altra e sanno, in quell’età innocente di avere sia tutto il tempo del mondo, sia di poter fare quello che si vuole nella vita. E’ un’immagine spontanea, che rimanda ai giochi da bambini che tutti amavamo a quell’età. Il titolo della storia è l’epicentro di ogni cosa che c’è in questo volume. La lista delle cose semplici è la lista che Camilla e Sara avevano fatto da bambine ma che non hanno potuto mantenere perché Sara è morta. E Camilla l’aveva dimenticata, nella sua stanza che ormai ha lasciato da diversi anni. E ora che quella lista torna a galla, cosa succederà?

white and black striped textileL’ambientazione è italiana e l’epoca è moderna anche se non si mantiene solo sull’odierno ma passa al 1996 e agli anni in cui Camilla e Sara sono bambine, prima della morte di Sara, quando è morta o comunque ricordi dell’infanzia che hanno segnato Camilla nel profondo.

Con in mano la lista scritta da me e da Sara, qui, dentro la mia stanza, ho la conferma di quello che penso da tutta la mia vita: non si deve mai tornare nei posti o nei pensieri in cui si è stati felici. Si rischia di provare delle emozioni. Di sentire qualcosa. Io sto così bene con addosso il mio mantello dell’invulnerabilità. Cosa ci guadagnerei a stare lì? Ad andare a cercare una Camilla che è morta e sepolta da vent’anni proprio tra queste mura, in questa casa, in questa camera?

I personaggi di questa storia non sono tanti. Conosceremo attraverso gli occhi della protagonista: Tea, la sua migliore amica; i genitori della giovane, Epifanio il capo della redazione della redazione in cui lavora e Andrea, il fidanzato.

Camilla, però è la protagonista principale di questa storia e la narratrice di questa storia. Camilla è una donna che lavora per il giornale, che ha un fidanzato che la ama amorevolmente ed ha una famiglia che sembra non sopportare perché ogni volta che rimette piede in casa ripensa a sua sorella gemella morta quando erano bambine. E’ una donna fragile, di sani principi e inquadrata nel lavoro che adora fare ma ha perso il suo lato infantile, il suo lato semplice, ha perso le cose erano un tempo e avrebbero potuto rendere la sua vita èiù bella e più semplice. Ora, sulla soglia dei trent’anni e con la lista in mano, Camilla torna a pensare a sua sorella, che non se n’è mai andata da dentro di lei ma che, con quella lista, le regala speranza e ottimismo, una vita diversa e una nuova prospettiva, più felice.

E’ solo un pezzo di carta, Camilla, non può ucciderti. Ho paura delle cose minuscole. Di quelle che nessuno considera pericolose. E’ una fottuta paura incontrollabile di qualcosa che non c’è ancora e che nemmeno ha un nome, ma esiste già nel mio archivio delle potenziali cose che potrebbero accadermi se decidessi di fare qualcosa che non è stato previsto o pianificato dopo giorni, mesi anni di valutazioni. E’ un foglio scritto da due bambine di undici anni che pensavano che la morte non esistesse. Mi stupisco di quanto può battere il mio cuore. Era molto tempo che non ci facevo più caso.

Il perno centrale di questa storia è La lista delle cose semplici che Camilla trova in una circostanza un po’ strana, andando nella vecchia casa dei suoi, una volta in cui era con Andrea ad andarci, nonostante lei preferisse andarci in solitaria.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, fluido, scorrevole e il libro si legge in pochissimo tempo. E’ una storia che sa emozionare ed apprezzo tantissimo che all’interno della lettura ci siano molti aspetti riflessivi e che l’autrice si intrattiene in punti su cui far riflettere il lettore in profondità.

La storia è un viaggio nelle viscere della coscienza e dell’animo di Camilla così come nella sua famiglia e nel dolore che l’accompagna da tanti anni e di cui non hanno neanche veramente parlato. E’ la storia di come tutti hanno sempre evitato qualcosa di importante e di cui finalmente prendono consapevolezza affrontando il dolore, le emozioni, la crescita e la vita stessa, sotto diversi punti di vista e sotto differenti modalità. Camilla è rimasta per anni intrappolata in una vita che non sente veramente sua, prigioniera di un dolore che sembra quasi non aver mai realizzato e La lista delle cose semplici arriva in un momento provvidenziale per lei, a ridosso dei suoi trent’anni.

E’ una storia profonda, in cui si mette in risalto non solo gli aspetti dei punti nella lista e il cambiamento che si sviluppa all’interno di ognuno di loro, a partire da Camilla per poi passare anche a suo padre e a suo madre. Il legame di Camilla con il suo papà all’inizio non sembra essere così chiaro ma stupisce dalla prima all’ultima pagina e la storia che lui si ritrova a scrivere emoziona quasi più di tutto. Ho apprezzato ogni singola pagina di questo volume e le tematiche affrontate in maniera dolce e spontanea oltre che estremamente emozionante.

Chi dice di essere felice mente. Perché quando arriviamo in cima allo scivolo, tutto quello che vogliamo scendere senza farci male.

Tratto da vicende autobiografiche, il libro è delicato, audace e commovente. Una storia che tocca l’animo del lettore e di cui consiglio la lettura ad ognuno di voi. Penso potrebbe piacervi, quindi perché non provare?

Lucia Renati scrive qualcosa di sé e ci mette tutta se stessa: il dolore, l’amore, la forza e il coraggio di cambiare. Adesso vi basta prendere un foglio, una penna e pensare a dieci cose semplici che vorreste si mantenessero tali nel corso della vostra vita e di leggerla ogni volta che vi sentite persi o infelici. E’ un libro commovente, che tutti dovrebbero leggere.  

Il mio voto per questo libro è di: 5 Balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate di leggerlo? Siete un pochino curiosi? Fatemi sapere cosa ne pensate, io sono assolutamente curiosa di sapere e di avere vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #507 – FREEZER DI VERONICA VECI CARRATELLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui e buon lunedì per voi! Siete carichi e pronti ad affrontare una nuova settimana? Io non molto ma ce la metto tutta… Almeno questo week end ci sarà Pasqua, che è già qualcosa di diverso dalla routine. Oggi vi parlo di un libro che ho concluso questo fine settimana e che spero possa incuriosirvi. Preparatevi che per questa settimana ne arriveranno altri libri interessanti. A voi:

81fokva7vlTitolo: Freezer
Autore: Veronica Veci Carratello
Data di uscita: 14 luglio 2016
Editore: BAO Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/3lY9Cel

Trama: Una saga familiare deliziosamente tratteggiata, un cast eclettico e perfettamente caratterizzato, con tanto di vicini ficcanaso, equivoci che coinvolgono la polizia, dating online che finisce malissimo, l’attesa spasmodica e terrorizzata del menarca da parte di una ragazzina ansiosa e un gatto che tenta ripetutamente il suicidio. Questo nuovo libro di Veronica “Veci” Carratello è irresistibile!

RECENSIONE

La storia ha inizio con il rientro a casa del papà di Mina. Assieme lui e la madre cercano di riparare al fatto che sia stata staccata la corrente e il gatto Kafka è stato quasi investito e la madre ha già invitato una compagna di scuola di Mina a casa, visto che non ha molti amici. Tutto quello che Mina detesta, e la sua famiglia allargata, con la nonna in casa e suo zio che ha paura di sedersi sono tutto un programma per presentarsi alla sua compagna di scuola. E’ una ragazzina semplice in una famiglia in cui si sente stretta e a disagio ma dalla quale, non riuscirebbe mai a separarsi nonostante siano tutti così stravaganti e inusuali.

Cosa succederà all’interno della famiglia di Mina? Cosa vedranno i vicini che cercano di spiarli? Cosa succederà a scuola con i compagni della nostra protagonista? Riuscirà lo zio a trovare finalmente l’amore che tanto desidera?

Freezer: un giallo familiare dai toni ironici e surreali – Lo Spazio Bianco

La trama è molto breve e non racconta praticamente nulla di questa storia mantenendosi sul vago, sull’aspetto famigliare di Mina e di cosa accade in maniera del tutto approssimativo. Detto francamente, forse è stata la scelta migliore visto che il volume non è lunghissimo e raccontare ciò che accade è in maniera molto difficile. Quindi ottima scelta anche se ovviamente uno potrebbe chiedersi e farsi domande maggiori su questo volume.

La copertina di questa storia è particolare ma allo stesso tempo originale e lancia dei messaggi velati che soltanto dopo aver letto la storia potete comprendere a pieno. Però se avete un minimo di immaginazione potete comprendere il significando guardando l’immagine nel fumo e qualcos’altro che cattura la vista. Il titolo è una di queste e posso dire che è un titolo singolare per una storia altrettanto singolare. Infatti, il connubio è davvero unico e mi piace il risultato nonostante a guardarlo così possa sembrare che non abbia un senso logico.

L’epoca non è troppo moderna ma non so darvi ne un luogo ne un anno preciso visto che non è specificato all’interno della lettura.

FREEZER - Recensione - Veronica "Veci" Carratello

I personaggi di questa storia sono diversi e tutti particolari. Il personaggio principale della storia è Mina e di cui seguiremo le vicende nonostante la famiglia e le loro vicende sono al centro di questa storia. E’ una famiglia bizzarra, strampalata ma allo stesso tempo originale e unica nel suo genere sia nella creatività di alcune scelte che nel carattere di ognuno di loro.

Mina ha paura di crescere, è per questo che controlla costantemente se il suo ciclo sta per arrivare ed ha paura di finire come le sue amiche e di cambiare. Ha il suo taglio di capelli allo stesso modo da quando è bambina ed è costantemente presa di mira dai bulli a scuola. Non è una ragazzina audace, ne tantomeno coraggiosa, anzi è fragile e molto matura per la sua età. Ha un legame unico con ognuno dei componenti della sua famiglia ma quello più bello, a parer mio è quello con suo zio. E scoprirete il motivo di quanto sto dicendo solo leggendo questa storia. 

Non a caso infatti, i miei personaggi preferiti sono proprio nipote e zio che hanno un legame dolce ed entrambi hanno una storia che vi farà sentire vicini a loro allo sfogliare di ogni pagina. Gli altri personaggi sono Kafka, il gatto strampalato e combina guai della famiglia, il fratello di Mina, i genitori della ragazza e la nonna, silenziosa e dolce che non parla mai ma che esprime il tutto con poco, all’interno di questa storia.

Freezer – Veronica Carratello | Gli Amanti dei Libri

Il perno centrale di questa storia sono le vicende famigliari che colpiranno ogni membro della stessa, nessuno escluso. Dai vicini impiccioni, al lavoro che il padre non riesce a trovare, dal ciclo che Mina spera non arrivi mai, allo zio che spera di trovare l’amore online, fino alla nonna che vive con loro per via della pensione.

Lo stile e la grafica utilizzati sono particolari e unici. La storia all’interno del volume è a colori e sono stata davvero colpita dall’utilizzo di tonalità sul pastello ma con delle sfumature di disegno incredibili, che ricordano quasi Adventure Time –  il cartone animato – non so se avete presente di cosa sto parlando sia per quanto riguarda la tipologia di disegno utilizzata, le linee sia per lo stile di disegno dell’autore. Ho apprezzato molto le illustrazioni e l’insieme che ne esce fuori dall’integrità del volume stesso.

Le tematiche all’interno del volume sono diverse e tutte al limite dell’assurdo che inducono a divertire il lettore. Dietro tutto questo però, soprattutto per alcune cose ci sono dei risvolti importanti e dei messaggi che l’autore cerca di sottolineare nonostante la bizzarra situazione he ogni volta viene a crearsi.

Il fatto della crescita di Mina, delle prese in giro a scuola e il fatto delle mestruazioni. E’ un tema importante quello della crescita, del bullismo e del cambiamento in una ragazza. E questo è trattato con leggerezza, cosa che ho apprezzato molto, ma allo stesso tempo anche con messaggi profondi e diretti che sono importanti specialmente per un ragazzino di dodici, tredici anni, che leggerà o potrebbe leggere questo volume. E non lo dico in senso negativo, anzi, tutt’altro.

C’è anche l’importanza dell’amore e della famiglia. Per quanto riguarda l’amore è lo Zio di Mina a fare da padrone e nonostante abbia la paura di sedersi e viva alle spalle degli altri, sogna un amore vero come molti altri al mondo. E’ un uomo di altri tempi, che parla con metafore e strane frasi antiquate ma che aprirà le porte del vostro cuore per sentirvi vicino a lui. La famiglia, invece, viene messa in primo piano nonostante le difficoltà evidenti la famiglia resta unita e nessuno tradisce l’altro. E questo credo sia la cosa più importante di tutte e che dovrebbe esserci in qualsiasi famiglia che si rispetti.

E c’è il fatto che i vicini tendano sempre a fare i dispetti, i classici vicini impiccioni che cercano a tutti i costi di screditare l’altro per avere la meglio su non si sa quale cosa. Anche questo, nonostante sia assurda la situazione della storia narrata, ricorre a cose attualmente presenti e veritiere, che possono accadere a chiunque aggiungendo anche una buona dose di prevaricazione sociale che si cerca di avere sull’altro in maniera a volte spasmodica e irritante; senza alcun senso per di più. E trovo siano state gestite con maestria ed eleganza oltre che con una buona dose di divertimento.

Il tutto con il gatto Kafka che fa da contorno alla storia e che si insinua con le sue gag divertenti e i suoi disastri, creandone ulteriori per la famiglia. E’ uno strano gatto che ricorda Scrat dell’Era Glaciale, che appare nei momenti più impensati, fa i suoi danni e poi scompare per riapparire al prossimo danno. E’ una storia davvero originale che vi regalerà un momento di evasione e che spero prendiate in considerazione.

BAO Publishing presenta Freezer di Veronica "Veci" Carratello - anteprima |  Fumetti - BadTaste.it

Il libro è davvero divertente, assurdo e leggero. Una lettura che vi porterà via poco tempo ma che riuscirà a rimanere nel cuore per le avventure mirabolanti di una famiglia come tante altre, adatta per un periodo come questo che richiede proprio frivolezza e di staccare la spina dalla situazione pesante che stiamo vivendo.

Veronica Veci Carratello saprà trasportarvi all’interno di una famiglia stramba e disperata, divertente e quasi criminale! E’ una storia ai limiti dell’inverosimile ma che trasforma la normalità di una famiglia in un caso eccezionale. Consiglio la lettura.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate possa fare il caso vostro? Sicuramente è una lettura alternativa e divertente, che vi permetterà di svagare la mente per qualche ora.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #506 – LA REGINA DEL NULLA DI HOLLY BLACK.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi con una nuova recensione per voi. Ringrazio tantissimo la Mondadori per la lettura del terzo volume della serie e spero che possa piacere anche a voi. Se amate le storie di fate e di regni fatati, questa è la storia che fa per voi. Ecco:

978880472149hig-312x480-1Titolo: La regina del nulla
Autore: Holly Black
Data di uscita: 12 gennaio 2021
Pagine: 264
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sk1Y07
Trama: Lui porterà la corona e il trono alla distruzione. Il potere è più facile conquistarlo che mantenerlo: un’amara lezione che Jude ha dovuto imparare sulla propria pelle dopo aver accettato di liberare dal suo controllo Cardan, il re malvagio, in cambio di un potere sconfinato. Ora la ragazza, Regina degli Elfi esiliata e mortale, ancora sconvolta dal tradimento di Cardan, attende solo il momento in cui potrà riprendersi ciò che lui le ha sottratto. L’occasione propizia si presenta grazie a Taryn, la sua gemella, la cui vita mortale è in pericolo. Per salvarla Jude sarà infatti costretta a fare ritorno alla corte del re e a fare i conti con i sentimenti che prova per lui. Ma nulla è come lo ha lasciato. Una guerra feroce è in arrivo e Jude finisce per esserne coinvolta. Quando poi un maleficio potente e fino a quel momento silente si diffonde, generando il panico ovunque, sarà costretta a scegliere tra la sua ambizione e la sua umanità.

RECENSIONE

1,180 Likes, 26 Comments - Gabriella Bujdosó 🇭🇺 (@gabriella.bujdoso) on  Instagram: “Queen of Nothing . Second post of… | Queen of nothing, Prince  art, Holly blackLa storia ha inizio esattamente dopo la fine del volume precedente, Il re malvagio. Quest’ultimo volume della trilogia ha inizio con Jude nel mondo dei mortali, esiliata dal suo stesso Re Cardan nonostante fosse lei sua moglie, la Somma Regina degli Elfi. Nel suo mondo, dove lei dovrebbe vivere da sempre visto che anche lei è una mortale, se ne sta con sua sorella Vivi, creatura del regno fatato assieme al piccolo erede al trono degli Elfi Farnia, facendo qualche lavoretto per il regno fatato nonostante sia nel mondo dei mortali. Jude si sente esclusa, si sente fuori dal suo mondo e l’occasione per tornare nel Regni degli Elfi si presenta con Taryn, che ha bisogno di qualcuno che menta al suo posto in un’inchiesta e lei è il candidato ideale perchè, oltre ad essere identiche alla sorella, è l’unica che non è soggetta a potere magico e che può mentire al suo posto. E’ così che tutte le carte si mescoleranno nuovamente, cambiando il destino del Regno stesso.

Cosa succederà a Jude non appena si troverà al cospetto del Re Cardan? La riconoscerà? Cosa sta accadendo al Regno magico? Sono vere le voci che girano sul Trono degli Elfi messo a rischio dall’armata guidata da Madoc?

Dicono che i bambini del mondo magico non siano come i bambini mortali. Dicono che non abbiano bisogno di molto amore o di farsi rincalzare le coperte la sera, ma che possano dormire felici buttati nel freddo angolo di un salone da ballo, raggomitolati in una tovaglia. Dicono che non abbiano bisogno di essere nutriti, che si accontentino di leccare la rugiada e di rubare pane e minestra dalle cucine. Dicono che non abbiano bisogno di essere consolati perché è raro che piangano. Ma se i bambini del mondo magico non hanno bisogno di molto amore, i principi del mondo magico hanno bisogno di essere guidati.

La trama della storia è intensa e particolarmente vaga. E non lo dico tanto per dire, anzi è assolutamente un bene visto che è il finale della serie e non avere spoiler già in partenza non è cosa da poco. Ho apprezzato questa cosa e sono felice che sia stata così composta. 

La copertina del volume, come per i volumi precedenti si basa sull’originale e apprezzo molto che non sia stato modificato per tutta la serie. Ovviamente il volume non ha particolarità evidenti e si compone di una struttura semplice ma efficiente. Quanto in copertina rappresenta, invece, esattamente ciò che ci troveremo a leggere. La corona in ombra, quasi risucchiata dal giacchio, simbolo di Jude in esilio e il trono appeso ad un filo con Cardan al limite delle sue possibilità, il serpente – che non vi spiegherò ma che ha il suo significato – e il sangue sulla neve che sembra quasi cambiare … capirete poi perchè (non posso dirvi tutto!). Il titolo è la mera traduzione dall’inglese The queen of nothing che è l’originale. Ho apprezzato molto che sia stato composto questo connubio particolare e se ne da merito alla casa editrice per aver mantenuto tale la cosa.

L’ambientazione si sposta dal regno magico degli Elfi e delle creature fatate, da Insmire al mondo mortale, la storia si dispiega su più fronti e avremo modo di scoprie entrambe le parti ma di concentrarci molto sul regno magico attraverso i luoghi più oscuri oltre che il castello principale dove il Re ha dimora; l’epoca sembra moderna nel mondo mortale – anche se non è specificato. Ovviamente non c’è una data quindi per scoprire la trilogia dovrete partire dal primo volume, Il principe Crudele e farvi un’idea di come vi immaginate questo mondo.

PhantomRin on Twitter | Holly black, Holly black books, Character artDa bambina, sognavo di tornare nel mondo mortale. Io, Taryn e Vivi ripensavamo com’era, al profumo di erba appena tagliata e all’odore di benzina, a giocare ad acchiapparella nel giardino dei vicini e a galleggiare nell’acqua clorata delle piscine d’estate. Sognavo il tè freddo fatto con la polverina e i ghiaccioli all’arancia. Mi mancavano cose terra terra, come l’odore dell’asfalto caldo, i festoni di fili elettrici tra i lampioni, i jingle delle pubblicità. E adesso che sono condannata a restare per sempre nel mondo dei mortali, il mondo magico mi manca come l’aria. È la magia a mancarmi di più. Sono in astinenza da magia. E forse anche dalla paura. È come se passassi le mie giornate a fantasticare, irrequieta, mai completamente sveglia.

I personaggi di questa storia sono gli stessi dei volumi precedenti anche se avremo qualche cambiamento di sorta a livello di carattere o di maturità e di emotività dei personaggi già a noi conosciuti. L’unico personaggio per cui mi aspettavo un plot twist è Taryn ma non c’è stato e mi ha lasciato con non pochi dubbi al riguardo.

Jude Duarte sembra essere determinata esattamente come nei primi volumi ma in questo ha un sete di vendetta di voler tornare al mondo magico più di quanto si possa immaginare. E’ un personaggio forte, indipendente e coraggioso seppur a volte troppo impulsivo e al quale non sono riuscita a legarmi completamente per via del suo attaccamento al trono e al potere come qualcosa di assoluto, di viscerale e che la rende odiosa, soprattutto nella seconda parte del volume. Nonostante questo ho apprezzato la sua forza di spirito e il fatto di insidiarsi nel regno degli elfi pur essendo una semplice mortale e non un essere fatato.

Per quanto riguarda Cardan, sembra essersi rammollito tutto assieme e non rende giustizia al Cardan iniziale del primo volume. Nonostante non abbia amato particolarmente questo personaggio e aver odiato il fatto che nel primo volume fosse pieno di prosopopea e utilizzasse il bullismo verso Jude stessa, in questo volume ha perso di verve a livello caratteriale. Mantiene la forza e la determinazione che lo contraddistingue, così come quella cattiveria e sfacciataggine che lo contraddistingue ma sembra essersi oltre ogni modo rammollito. Il cambiamento è apprezzabile ma il repentino cambiamento spiazza il lettore che conosce il principe dei libri precedenti; sembra, però, essere maturato dopotutto.

«Ho gli incubi. Di quel posto. Il mondo magico. Non riesco a dormire. Guardo la gente per strada e mi chiedo se sono vittime di sortilegi. Questo mondo ha già abbastanza mostri, abbastanza persone che vogliono approfittarsi di me o farmi del male o privarmi dei miei diritti. Preferisco non sapere che c’è un altro mondo popolato di mostri.» «Quindi è meglio non sapere?» le chiedo. Lei si adombra e tace.

Il perno centrale di questa storia sta tutto nel titolo. Jude è una vita che sogna di essere qualcosa di più per il Regno degli Elfi ed ora che ne aveva la possibilità era stata esiliata. Non può essere la Regina del regno ma soltanto una Regina del nulla. Spodestata da ogni cosa ed esiliata, l’opportunità si presenta grazie a Taryn la gemella di Jude, che sembra essere stata un po’ doppiogiochista. Cosa succederà in questo volume conclusivo?

PhantomRin — “the Queen” Jude - “The Wicked King”...Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei volumi precedenti, leggero, fluidissimo, semplice e scorrevole scritto in prima persona dal punto di vista di Jude; infatti la storia si legge nel giro di qualche ora. E questo vale sia per questo terzo volume così come per i primi due volumi della serie.

Il world building resta il punto forte della storia per via sia di come è stato pensato e costruito, sia per l’effettiva realizzazione e i movimenti dei personaggi nei luoghi e le descrizioni che ne derivano. E’ interessante la scelta del mondo e delle varie corti all’interno del Regno fatato e delle varie Corti, così come le descrizioni di luoghi, arredamenti e abiti. Questo gioca un ruolo predominante ed è una caratteristica che la Black fa sua.

L’unica cosa in cui l’autrice ha peccato un po’ è nel non voler spargere del sangue in più per rendere il tutto leggermente più credibile e originale, forte e cruente. Tutto si concentra sulla storia di Cardan e di Jude e del Regno degli Elfi da salvare quando si perde di vista la morte di Locke, così come il cambiamento di Taryn nel secondo volume. Mi sarei aspettata la morte di uno dei personaggi, magari non principali ma sarebbe stato interessante il risvolto e il cambiamento che ne sarebbe derivato. E non parlo solo dalla parte del male, questo poteva accadere anche nel bene, ai personaggi vicino ai principali.

Credo che il problema fondamentale della serie sia stato il secondo volume che ha creato una sorta di declino e trasformato Jude e Cardan in maniera differente da come si prospettavano nel primo volume. Comunque, il risvolto di questo terzo volume è interessante e originale ma soprattutto leggero. E’ stata, tutto sommato, una bella lettura.

«Cardan non è stato un bambino facile e con il tempo non ha fatto che peggiorare. Strillava per essere preso in braccio e quando lo prendevo, mi mordeva e scalciava per scendere. Vedeva un gioco e ne era ossessionato finché non ce l’aveva e dopo bruciava tutti i pezzi. Quando non sarete più un suo desiderio, vi odierà.» La guardo. «È la bontà del tuo cuore che ti spinge a mettermi in guardia?» Mi sorride. «Ve lo dico perché ormai non ha più importanza. Siete già spacciata, Somma Regina degli Elfi. Voi lo amate. Lo amavate già quando mi avete fatto domande su di lui anziché su vostra madre. E lo amerete ancora, ragazza mortale, anche quando i suoi sentimenti evaporeranno come la rugiada al mattino.»

Il libro è una buona conclusione di serie anche se negli sviluppi sarebbe stato interessante qualche evoluzione differente da quanto è stato effettivamente sviluppato. Consiglio questo volume, o la serie se non l’avete letta prima, agli amanti degli esseri fatati, dell’Irlanda e delle creature del bosco come maghi, elfi e quant’altro preparandovi ad un’avventura mai letta prima.

Holly Black chiude la trilogia con una storia dal sapore di sangue e magia. Una storia che racchiude la magia, la determinazione e il coraggio in un’unica storia, mettendo il potere sul piatto. Una corona, un regno in rovina e una profezia che potrebbe avverarsi sempre più. Una regina del nulla più assoluto se non di se stessa. E voi, con chi vi schiererete?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ve ne pare? Pensate di leggere questa trilogia o di recuperare questo volume se avete letto i precedenti? Vi aspetto come sempre e vi mando un abbraccio forte!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #505 – UP ALL NIGHT DI GIULIA ARGNANI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Ecco qui con una nuova lettura che ho intrapreso giorni fa. Un libro che spero possa piacere anche a voi e che vi incuriosisca. Acquistato durante il primo lockdown, in offerta, non vedevo l’ora di leggerlo e ne ho approfittato ora che avevo un buchino piccino piccino. Ecco che ve ne parlo:

51vatanqw9lTitolo: Up all night!
Autore: Giulia Argnani
Data di uscita: 21 giugno 2018
Pagine: 172
Link d’acquisto: https://amzn.to/2MVKbgp
Trama: La graphic novel d’esordio di Giulia Argnani (Janis Joplin: Piece of My Heart)!
Come in Janis, è la musica il filo che si snoda per le sue pagine e sottolinea la storia d’amore della fotografa Chiara e della musicista Greta, ragazze che passeranno insieme un anno indimenticabile. Un viaggio che tra momenti di grande felicità e delusioni porterà le due a capirsi meglio.
Il volume contiene un capitolo extra inedito!

RECENSIONE

La storia ha inizio con Chiara che rientra a casa, dopo varie commissioni del periodo pre-natalizio ricco e pieno di impegni. E’ stanca e quando si mette a letto non riesce a dormire perché i pensieri sembrano prendere il sopravvento; è così che decide di uscire e di andare in un locale di musica live dove quella sera si esibisce Greta con la sua chitarra e una canzone che conoscerete sicuramente – ma che non vi dirò. E’ in quel momento, questo strano incontro del destino cambierà la vita ad entrambe.

Cosa succederà a Chiara, ora che ha incontrato Greta? E Greta, donna di mondo dalle certezze ferree, riuscirà a mantenere saldi i suoi cardini o vacillerà? Cosa cambierà fra le due?

ARF! 2018, Edizioni BD: Intervista a Giulia Argnani, autrice di Up All Night  | Fumetti - BadTaste.it

La trama di questa storia è molto, molto semplicistica e nella breve descrizione dice quanto più è possibile sul lasciare indizi per questa storia. Scrivere meno era impossibile ma lo era anche farlo di più, altrimenti si sarebbe finiti in una serie di spoiler non necessari.

La copertina è davvero molto carina e rappresentativa della storia che andremo a leggere, seppur sia in bianco e nero mentre la copertina ci lascia immaginare i colori delle nostre due protagoniste: Chiara che fissa il lettore nella speranza di essere salvata, forse? O di raccontarci qualcosa con lo sguardo? Greta invece è immersa nella sua musica e non sembra neanche accorgersi della ragazza al suo fianco talmente è concentrata. Il titolo della storia è ciò che rappresenta un po’ questa storia. Up all night! ovvero In piedi tutta la notte, è quello che fanno le due protagoniste per via dei concerti e delle serate di Greta che suona in vari locali e Chiara che i ritrova a seguirla fotografando le loro imprese e avventure. Ma non è solo questo che le terrà sveglie, c’è anche l’amore l’una per l’altra che le trascinerà in un vortice che le fa fare le ore piccole praticamente ogni sera.

L’epoca è abbastanza moderna e contemporanea, forse siamo solo indietro di qualche anno, non di più.

a clacca piace leggere...: anteprima ~ up all night

I personaggi di questa storia sono molto pochi e il campo si ristringe alle due protagoniste della storia che ci ritroveremo a leggere, che ci condurranno un passo dopo l’altro attraverso l’incontro tra due persone terribilmente diverse che si trovano in un momento in cui entrambe cercano l’evasione e qualcosa da condividere con una persona dissimile ma terribilmente unica e da non lasciarsi scappare.

Chiara è una ragazza molto chiusa, riservata che vive in casa con i suoi parenti e sua nonna anche se ha una parte esclusivamente per lei. Per la nonna farebbe di tutto infatti annulla spesso tante cose per lei. Ama la fotografia e ha suonato anche dei strumenti seppur sia accaduto quando andava all’oratorio. E’ una ragazza semplice, vulnerabile e anche piuttosto fragile.

Greta fin dal primo momento si presenta come un fiume in piena: le piace divertirsi, viaggiare in diverse parti del mondo e conoscere quanta più gente possibile, si adatta a qualsiasi luogo per vivere e adora la sua musica e dove questa la porta ogni giorno. E’ uno spirito libero, una ragazza di mondo che sente, dopo aver incontrato Chiara, di aver forse trovato il posto in cui fermarsi.

Up all night: musica, passioni e lunghe notti insonni – Lo Spazio Bianco

Il perno centrale di questa storia non è solo la musica o la fotografia, passioni delle due protagoniste ma molto, molto di più. Questa storia è l’imprevedibilità della vita e le sorprese che a volte questa può riservarci. Possono arrivare amore o amicizia, dolore o condivisione, emozioni positive o negative che possono arrivare cos’, all’improvviso. 

Lo stile e la grafica utilizzati sono belli, leggeri e delicati. La storia, come potete vedere dalle immagini allegate in recensione potete vedere che la storia si struttura in bianco e nero ed è molto molto carino nonostante mi aspettavo fosse a colori.

Le tematiche affrontate sono tante, a partire dagli attacchi di panico di Chiara, dall’amore fra le due donne ed io apprezzo molto il fatto che la storia abbia tematiche LGBTQ+, così come si parla di amicizia, di dolore e di grandi sentimenti importanti. Il più importante sembra essere il destino: ogni giorno ci confrontiamo con diverse realtà e incontriamo tante persone ma quanti sono davvero in grado di cambiare la nostra vita seppur per un breve e intenso attimo?

Questa è la storia di due donne in cui il destino regala qualcosa di intenso e bellissimo che può durare un secondo o una vita. Ma che importa? L’importante è viverlo a pieno, no? Una storia che saprà catturarvi, fidatevi.

IoVoceNarrante - Dalla parola all'immagine: Up all night una storia d'amore  a ritmo di musica

Il libro in questione è stata una lettura inaspettata. Nonostante il finale non sia come me lo aspettavo mi è piaciuto molto di più di come invece poteva finire. Una graphic novel romantica e dolorosa che affronta diverse tematiche importanti e che ci lascia con un dolce velo di malinconia.

Giulia Argnone ci fa viaggiare quasi fossimo su una giostra mostrandoci tanti sentimenti quanto un inverno può darci e quanto la vita stessa riesce a donarci, regalandoci persone, ricordi da costruire, la musica e tantissime cose belle ma che può regalarci contemporaneamente anche il dolore, la nostalgia e la malinconia del tempo che scorre – a volte fin troppo veloce.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

Senza titolo-1

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Se amate le graphic novel e la musica, questa storia fa per voi! Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #504 – ELBRUS DI MARCO CAPOCASA E GIUSEPPE DI CLEMENTE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi eccoci qui con un nuovo libro per voi che spero vi possa interessare. Siete pronti ad immergervi in una storia ricca di fantascienza. Ringrazio tantissimo gli autori per avermi inviato la copia e per avermi permesso la lettura. Ecco che ve ne parlo, qui.

9788868684693_0_0_626_75Titolo: Elbrus
Autore: Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente
Data di uscita: 02 marzo 2021
Pagine: 314
Editore: Armando Curcio Editore
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sa3Bh0
Trama: Anno Domini 2113.
La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

RECENSIONE

La storia ha inizio su un cornicione di un palazzo sul quale un uomo, Sokolov, farnetica strane cose e sembra avere delle visioni. Per questo è sul bordo e vuole buttarsi giù, per fare in modo che queste finiscano e tutto possa tornare alla normalità. Dall’altra parte c’è Lubomir, un uomo che si sente molto vicino al caso dello stilista famoso sul cornicione perché anche lui avverte qualcosa, ha delle strane visioni e quant’altro. E ancora c’è Nigul, un giornalista di un’emittente locale che incuriosito dal caso di Sokolov si trova ad investigare per trovare la verità che si nasconde profonda tra l’EASA e la vetta del monte Elbrus dove si studia un modo per la sopravvivenza dell’uomo e lo spazio.

Cosa scoprirà il curioso giornalista? Cosa sta accadendo al pianeta? E cosa sta cambiando in Sokolov e in Lubomir? Cosa nascondono gli scienziati e i studiosi del genoma umano e della vita sul pianeta terra?

Mark si guarda allo specchio nella toilette. Fissa lo sguardo nei propri occhi, gli stessi di sempre, gli stessi dei suoi fratelli coloni. A volte, preso dalla quotidianità, seppellisce in strati di subconscio la sua natura. L’uomo che avvelena il proprio mondo, l’uomo che deve rifugiarsi sottoterra, l’uomo che ha una sola speranza di sopravvivere lasciando la Terra, l’uomo che per fare tutto questo si affida a loro, procreati in via assistita e in modo massivo ma con l’amore che una madre morente, l’Umanità, può donare ai propri figli pronti ad essere esuli e fondatori di nuovi mondi.

La trama la trovo fuorviante per certi versi e troppo articolata. Già dopo aver letto le prime righe ci si chiede cosa ci si aspetta realmente da questa storia e se questa non finisca per essere esclusivamente prolissa e troppo descrittiva. Ve lo premetto, in alcuni punti lo è, ma trovo che l’idea e l’insieme di ciò che ne viene fuori, sia interessante e studiato.

La copertina è originale senza dubbio, visto che non ce ne sono molte con lo spazio con vista terra. Lo spiraglio centrale di colore differente e l’insieme rende il tutto particolare. Ho apprezzato l’insieme anche se finisce per non essere troppo impattante per ciò che la storia realmente comunica. Il titolo di questa storia, non conoscendo il nome del monte Elbrus in Russia e vedendolo a primo impatto sul volume avevo immaginato che fosse stato collegato a qualcosa di spaziale inventato dagli autori data la particolarità del nome stesso. Invece è molto più reale di quello che sembra e la spiegazione vi sarà chiara mano a mano che procederete nel corso della lettura.

L’ambientazione è la Terra ma lo è anche lo spazio. E’ il nostro pianeta e il nostro sistema solare in un’epoca che si aggira diversi anni più avanti rispetto a noi oggi. La storia si aggira su un arco temporale che prende diversi in particolare, l’Anno Domini (A.D) 2155 su cui si concentra più spesso e il 2113 o 2118 da cui tutto sembra aver inizio.

Tutti ascoltarono senza pronunciare nemmeno una parola. Non ce ne fu bisogno. E tutti quei bei ragazzi ebbero la più intensa lezione su [Frehm] a cui avessero potuto sperare di partecipare.

I personaggi di questa storia sono diversi e all’inizio sembra difficile riuscire ad incastrarli tutti ma vi assicuro che il collegamento è rapido e veloce e comprensibilissimo nell’immediato seppur all’inizio confonda il cambio punto di vista. Nella trama vi ho presentato i personaggi che troveremo con maggior ricorrenza seppur Sokolov sia parte del tutto e ci troveremo a seguire le vite di altri personaggi, non solo la loro.

Nigul è un giornalista di un’ente locale con carisma e determinazione. Il suo spirito, assieme ad un piccolo aiuto esterno, lo porteranno sulle tracce della verità, di quanto accaduto nel lontano 2113 e che ora sembra riversarsi su Sokolov così come su Lubomir. E’ un personaggio che ci accompagnerà spesso incuriosendo il lettore facendo da conduttore della curiosità che accompagnerà sia lui come il lettore stesso.

Lubomir è un uomo solo, che ha delle strane visioni ma che non riesce a comprendere da cosa possono derivare, perchè non sono le sue. Il tutto è accaduto improvvisamente e si trova a doversi giustificare persino con la donna che sta cominciando ad amare solo ora. E’ un uomo duro, schivo ma che cerca di ricevere e di ricavare dalle sue visioni qualcosa da scoprire. E’ così che quando sente del caso di Sokolov e ha modo di incontrare Nigul, avrà modo di mettere in discussione tutta la sua vita.

E lì, nel 2113 c’è uno dei scienziati, David, che seguiremo con maggiore interesse. E’ un uomo intrappolato in un matrimonio in crisi dal quale non riesce a uscire e dalla carriera universitaria avanzata, nonostante abbia avuto problemi in passato con l’EASA, una potente organizzazione mondiale. Per ila sua passione e per le sue conoscenze gli viene fatta una proposta che sembra non poter rifiutare seppure non rientri nei suoi standard e minano ulteriormente sia il matrimonio che la sua vita stessa, tutto ciò in cui crede.

Nigul comincia a pensare di dover parlare di nuovo con Lubomir e confrontarsi con lui sui ricordi di Sokolov, sperando che questo possa portare ulteriori sviluppi. Un’indagine lunga e tortuosa come mai nella sua carriera gli era capitato di dovere e, soprattutto, di voler affrontare.

Il perno centrale di questa storia non è solo il fatto che la Terra è al collasso, anzi questo sembra andare in secondo piano quando la storia comincia a prendere piede. Io ritengo che il perno centrale di tutto sia la dimostrazione di quanto a volte l’uomo sia stupido e sfrutti tutto quello che può sfruttare senza pensare alle conseguenze vere che poi ne derivano. Quello che accade ai scienziati di questa storia che li ridicolizzerà anche un po’, portandoli in un punto in cui la morale e l’etica dell’uomo stesso viene messa in discussione.

Lo stile utilizzato dai due autori è singolare. Non so dire esattamente se uno si sia occupato più del lato tecnico e della struttura fisica di strumenti, della materia e della questione genetica e spaziale mentre l’altro si sia concentrato più sull’aspetto della storia, dei legami e della fluidità delle connessioni fra personaggi o se i due abbiano amalgamato la cosa assieme; però posso dire che in alcuni punti è sembrato che il punto di divisione dei due autori sia stato proprio quello. La tecnicità, i dettagli tecnico-scientifici, le spiegazioni fino al minimo dettaglio – a volte esasperandolo anche – e il lato dei personaggi e dei loro legami affettivi o con la storia stessa. O almeno è l’impressione che è arrivata a me.

Scritto in terza persona da ogni protagonista di questa storia, trovo che la connessione e l’introspezione dei personaggi sia esclusiva, originale e assolutamente incredibile. E’ stato proprio questo a spingermi avanti con la lettura spingendomi a voler capire come andasse a finire seppur in determinate occasioni abbia davvero fatto fatica a proseguire per via dei troppi dettagli, troppa artificiosità, mettiamola così. In alcuni punti la storia scorre bene, fluida e pregna di sentimenti e di emozioni che trascinano il lettore sentendosi vicino ai protagonisti e a quanto accade loro, dall’altra rallenta tantissimo e si fa fatica sugli aspetti scientifici – che sono importanti nella stessa maniera, così come le descrizioni – ma fin troppo specifici rendendo persino difficile proseguire. Questa la trovo una cosa da dover calibrare per un futuro lavoro che magari i due vorranno ancora intraprendere assieme. Devo dire però, che il contrasto è stato altalenante quindi non ha pesato tantissimo ai fini della storia… ma c’è stato.

Ho trovato, invece, i personaggi e l’idea di questa storia davvero buona. I collegamenti temporali giusti, le connessioni fra i vari personaggi sorprendente e illuminante la tematica trattata che riporta un futuro prossimo che potrebbe essere il nostro, chissà o forse quello di un universo parallelo. Specialmente per alcuni personaggi si mette in discussione la morale e l’etica, il modo di vivere e il dover mettere in discussione i valori di una vita. L’equilibrio stabilito dai due autori è sorprendente e determinata a dare il giusto effetto che fuoriesce in tutta la sua integrità e originalità. Ho trovato la storia ben scritta, mai banale e si sente, una volta chiuso il libro, il duro lavoro che i due autori hanno affrontato assieme mettendolo su carta. Ho apprezzato molto questa storia di fantascienza e spero che possa colpire anche voi.

“E’ così difficile affrontare l’ultima fase della propria esistenza?”, chiede con franchezza Sirje. David distoglie lo sguardo. Una ridda di pensieri confusi gli turbinano nella testa e nessuno di essi è del tutto chiaro. Ma ugualmente la tormentano. “Dipende da quale esistenza hai condotto”.

Il libro è una vera chicca per gli amanti dello spazio, della scienza, e della fantascienza oltre che degli alieni. Magari non si realizzerà mai il fatto degli alieni, o forse si ma quanto detto prima non è molto lontano dalla realtà e siamo delle creature su un pianeta con risorse limitate, che prima o poi finiranno. Cosa resterà? Se vi ritrovate in tutto ciò e siete curiosi di saperne di più, questa storia fa per voi. Consiglio.

Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente uniscono scienza e sentimenti in una storia che parla di un futuro che potrebbe colpire ciascuno di noi o le generazioni future. Una storia che ci porta nello spazio ma che ci fa sentire anche a casa, sulla Terra in cui viviamo tutti i giorni. Una lettura originale.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringraziano gli autori per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente e se amate la fantascienza questo è un libro che fa per voi. Vi aspetto per vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #503 – IL VECCHIO E IL MARE DI LAPROVITERA E LOCASCIO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per questo bel volume debbo ringraziare la casa editrice Edizioni NPE per avermi permesso la lettura. Dal romanzo di Hemingway, passione sfrenata degli autori, ne nasce questa graphic novel unica e dalla copertina magnifica. Ecco a voi che ve ne parlo:

91p5mrnvi9lTitolo: Il vecchio e il mare
Autore: Andrea Laprovitera e Ludovico Locascio
EditoreEdizioni NPE
Pagine: 96
Link d’acquisto: https://amzn.to/3rOlD82
Trama: Uno splendido ed elegante cartonato. Un fumetto dal potente bianco e nero, scandito dai silenzi e dai tempi lenti del mare. L’ultima sfida di un uomo. Dal romanzo premio Pulitzer di Hemingway.

Ambientato sull’isola di Cuba, il romanzo presenta pochissimi personaggi. Manolin, un giovane ragazzo che rappresenta la speranza, il marlin (l’enorme pesce che verrà catturato) e il vecchio, profondamente segnato di una vita dura e piena di sacrifici. Tutto in lui era vecchio, ad eccezione dei suoi occhi che erano rimasti del colore del mare. La sua lotta con il pesce afferma il suo orgoglio e il suo coraggio, che sembravano già persi da tempo, ma anche la notevole forza che dimostra combattendo quasi a mani nude con i pescecani. Il pesce catturato ha una notevole rilevanza nel romanzo. Si tratta di un marlin enorme, lungo circa 5 metri e mezzo, «con delle strisce color viola che la cingevano; e accanto a lei, nuotavano due remore grigie, che non si allontanavano mai». Nei suoi movimenti è calmo e infonde nel marinaio un senso di nobiltà; sembra che, nonostante la situazione, tra i due si sia instaurato un rapporto quasi paritetico.

RECENSIONE

La storia ha inizio dal vecchio Santiago che rientra al porto dopo la pesca. Il vecchio non ha avuto una pesca fruttuosa per ben ottantaquattro giorni e al rientro, il giovane Manolin, che prima navigava con lui e che sembra essere l’unico che si fida di quest’uomo, chiede all’uomo se può tornare a pescare con lui, se ne ha voglia ma il vecchio sceglie che per lui è saggio restare con chi ha fortuna e una buona pesca. L’uomo sembra essere stanco e provato e viene denigrato da molti altri pescatori della zona. Così, decide di uscire per l’ottantacinquesimo giorno in cui non sembra essere poi così sfortunato.

Cosa succederà in questo nuovo giorno di pesca? Perchè l’uomo parte da solo e non si lascia accompagnare dal giovane Manolin? Riuscirà a pescare qualcosa e tornare a casa con un bel bottino? Cosa cambierà nella vita del vecchio e in quella del giovane Manolin?

Il vecchio e il mare" diventa un fumetto - Quotidianpost

La trama è molto semplice, ben scritta e ben strutturata. Forse ci dice un po’ troppo della storia se qualcuno non ha mai letto la storia originale da cui proviene quest’adattamento dei due autori italiani, ma trovo che sia molto bella. Personalmente, non avendo letto il racconto originale la trovo descrittiva e interessante se la si legge prima della lettura del volume, mentre se la si legge dopo aver letto il volume, forse è anche troppo. Viene esplicitato anche troppo e spoilera un po’ quello che è tutto il volume. Sicuramente io sarò una dei pochi a non aver letto il capolavoro in questione ma se c’è qualcun altro come me la trama dice anche troppo.

La copertina è assolutamente meravigliosa. Trovo che sia una delle copertine più belle degli ultimi tempi in fatto di graphic novel, sia per quanto riguarda i colori che per il volto dell’uomo da cui si percepisce tutto quello che sta cercando di comunicare al lettore. Sicuramente un lavoro fantastico ne è uscito fuori da questi disegni anche se mi ha un po’ deluso il fatto che la copertina attiri e si presenti in tutto il suo colore e la storia sia stata lasciata in bianco e nero. Mi aspettavo una risoluzione a colori che sicuramente sarebbe stata di maggiore impatto per il lettore, così come lo è la copertina stessa. Il titolo di questa storia, essendo una graphic novel basata su il premio pulizer di E. Heminghway, si intitola nello stesso modo, rendendogli omaggio con questa lettura che anima il vecchio pescatore e la sua pesca miracolosa e al tempo stesso strana.

L’ambientazione è il porto di Cuba, laddove era ambientato anche il romanzo originale, credo sviluppata negli anni 80.

Il vecchio e il mare diventa un fumetto

I personaggi di questa storia non sono tantissimi vista anche la brevità dell’opera che andremo a trattare. Sicuramente la parte più importante della storia va al vecchio pescatore Santiago che trascinerà tutto il corso degli eventi a suo favore. Una storia che non ha tanti personaggi ma che con poco sa comunicare molto.

Santiago è un uomo dai profondi occhi azzurri del colore del mare, che adora la pesca e non si arrende nonostante sia sfortunato con questa. E’ un uomo determinato, sfrontato e che non si lascia abbattere nonostante venga deriso e preso in giro. E’ un uomo duro ma profondamente devoto alla vita che fa ed è un vero pescatore anche quando si trova a bordo della sua barchetta a cercare di portare a tutti il pesce più grande che nessuno abbia mai pescato.

Manolin è un giovane ragazzo particolarmente affezionato al vecchio pescatore. E’ stato in barca con lui per alcuni tempi ma poi ha cambiato per via dei suoi genitori che l’hanno spinto a cercare altrove la soluzione ai suoi problemi. Nonostante questo Manolin è un ragazzo semplice, che si preoccupa e che sembra voler molto bene all’uomo che gli ha imparato cosa volesse dire essere un pescatore, ad essere resiliente e al non arrendersi mai davanti alle difficoltà della vita.

Il grande marlin, gioca anche lui un fattore molto importante, specialmente per Santiago. Non solo perché tenta di riportare a casa un pesce davvero enorme ma perché per pescarlo ci vuole tutta la forza del mondo e il pesce a modo suo non sembra arrendersi tanto facilmente.

Il vecchio e il mare: Nicola Pesce Editore ripropone il fumetto tratto da  Hemingway

Il perno centrale di questa lettura è la vita del pescatore e il fatto che non si arrenda alla sfortuna che la vita sembra avergli lasciato. Una storia di una pesca miracolosa e di una vita ad inseguire un sogno cercando di realizzarlo, nonostante il fatto di essere sempre esclusivamente alla ricerca di qualcosa per cui viene continuamente deriso.

Lo stile e la grafica utilizzate sono molto semplici, quasi minimaliste. Infatti potete vedere come i disegni siano in bianco e nero quasi fossero esclusivamente fatti a penna nera su sfondo bianco. Guardando la copertina, se devo essere sincera mi aspettavo che la storia fosse a colori e su questo la delusione ha giocato un pochino. Comunque , anche così è ben disegnato e le illustrazioni colpiscono al punto giusto.

Non posso fare paragoni con la narrazione di Hemingway e la storia stessa ma posso dire che si, l’opera originale era poco più di un racconto, che prima o poi leggerò, però seppur nella sua brevità, gli autori hanno colto il senso di quello che voleva dire Hemingway o almeno quello che avevano gli autori dentro di loro, facendo arrivare attraverso i gesti del vecchio pescatore la sua forza di volontà, il suo dolore e l’orgoglio che lo porta ad allontanarsi dalla costa fin troppo al largo; una storia semplice con una rappresentazione ancor più semplice che da modo di vedere e toccare con mano i personaggi di un racconto famoso.

Il Vecchio e il Mare - Edizioni NPE

Il libro è una graphic novel che riesce a comunicare tutta la passione con cui gli autori hanno amato lo scritto di Hemingway, sia le emozioni del vecchio pescatore. Un volume che mi sento di consigliare agli amanti del genere e agli amanti del grande autore, in cui potranno ritrovare uno scorcio di quello che hanno letto in precedenza, avendo la possibilità di viverlo anche con gli occhi e dare un volto ai personaggi.

Andrea Laprovitera e Ludovico Locascio illustrano un volume che h avuto una rilevanza non importante e lo fanno con una delicatezza e una spontaneità disarmante che tocca il cuore del lettore perfino con poche pagine. Una lettura interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Pensate che potrebbe piacervi? Avete letto il libro di Hemingway? Fatemi sapere ovviamente io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione #502 – L’ULTIMA CREATURA. REGNI DISTRUTTI DI ERICA PRONTERA

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Apriamo il turno delle recensioni di questa settimana parlandovi di una lettura fantasy molto leggera ma allo stesso tempo intrigante, di cui avevo sicuramente bisogno in questo periodo. Ringrazio la casa editrice Elpìs Editore per avermi permesso la lettura e la ragazza che mi ha invitato all’evento per permettermi di partecipare all’evento. Ecco a voi che ve ne parlo:

9788899682668_0_0_626_75-1Titolo: L’ultima Creatura – Regni distrutti
Autore: Erica Prontera
Editore: Elpìs Editore
Genere: Fantasy
Pagine: 380
Data di uscita: 18 Marzo 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3rG6sho
TramaLenora ha sedici anni quando il suo mondo viene capovolto in maniera irreversibile: suo padre ha ottenuto un lavoro prestigioso a Monry ed entrambi sono costretti a trasferirsi al castello reale. Gli abitanti del luogo, però, si dimostreranno subito disgustati da lei, da quello che si nasconde all’interno del suo corpo. Lenora, infatti, non è un mutamorfo come tutti gli altri. L’essere che vive dentro di lei si nutre delle paure altrui, condizionando il suo modo di vivere. Inoltre, alcuni componenti della famiglia reale sono diabolici, senza scrupoli. Tra quelle mura si nascondono enormi segreti che verranno a galla e contro cui Lenora dovrà combattere. Non è l’unica a non trovare conforto in quel luogo: anche Jannik, un ragazzo che lavora al castello, prova la stessa sensazione. Quando si incontrano, lui sembra sempre sul punto di scappare. Nei suoi occhi chiari si nasconde un tormento che non può rivelare a nessuno. Neppure a Lenora. Sono ancora molte, infatti, le cose che lei non sa, come il vero motivo di quel trasferimento: lei.
L’ultima creatura di una specie estinta.

RECENSIONE

sitting woman beside treeLa storia ha inizio con la storia in cui i tre Regni siano stati divisi e su come la stabilità dei Tre regni, quello dei Mutamorfi, delle Fate e degli Elfi sia stato anteposto alla sete di conquista del Re dei Mutamorfi. Ogni volta che aveva voglia di attaccare un Regno perché credeva di essere minacciato subissava l’altro e l’ultima creatura di genere femminile di una determinata specie veniva tenuta a palazzo. E’ così che Lenora finisce al palazzo di Re Elras in un mondo in cui tutti sembrano guardarla con occhi disgustati per il fatto che è una creatura molto particolare, forgiata appositamente e di una specie quasi del tutto estinta, se non fosse per lei. Gli unici che sembrano avvicinarsi a lei oltre la sua guardia e suo padre sono un compagno di classe e Jannik, un ragazzino misterioso che incontra al mercato e dice di essere il paggetto dell’erede che deve restare nascosto al mondo finché non sarà il giorno della sua proclamazione. Tutti la evitano perché Lenora è un drago, una delle più potenti creature al mondo.

Per quale motivo Lenora se ne sta lì nel palazzo fra le grinfie del Re Elras e il suo primogenito Marlock? Cosa succederà all’interno del Regno? E cosa cambierà dopo la proclamazione dell’erede?

Chiusi gli occhi e mi beai del calore che sprigionavano le sue braccia. Prima c’erano le mie sorelle, a cui potevo affidare il mio stato d’animo. Loro non erano come me, ma mi capivano. Cercavano di darmi una mano ad affrontare la mia vera natura dopo che la mamma ci aveva lasciato. Quando erano partite, papà era rimasto l’ultimo della famiglia a supportarmi. Mi aveva detto che un giorno le cose sarebbero andate meglio per noi e io gli avevo creduto. Ma per me il trasferimento non era “meglio”, in quel castello non mi sentivo al sicuro. Non mi sentivo a casa.

La trama di questa storia incuriosisce il lettore e lascia in sospeso al punto giusto. Tutto della trama ti dice leggimi, in special modo per chi ama le storie fantasy young adult. Non avendola letta prima, come quasi sempre mi capia e lasciandomi trascinare da titolo, copertina ho pensato che potesse fare per me. In effetti è stato così, ed è una storia che vi piacerà, posso assicurarvelo. 

La copertina di questo volume è molto particolare e sicuramente originale anche se non mi fa impazzire. Riflette una parte di questo volume dove troviamo in primo piano Jannik e Lenora. Sullo sfondo il trono che spetta all’erede di Elras e i regni sui mosaici in alto. Vi è il Regno degli Elfi, Il regno dei Mutaformi e il regno distrutto, che vedete con il musaico rotto e da cui entra la luce. E’ una copertina ben costruita e mi piace nel messaggio che lascia e come rappresenta la storia per il resto, se si prendono i colori e le scelte dei personaggi in bianco, non mi lascia un granché. Il titolo è interessante e già da questo c’è aria di presagio di un seguito fin da quando ho deciso di leggerlo. In effetti è così, quindi tenetevi pronti a dei volumi successivi se deciderete di leggere questo volume. L’ultima creatura ovviamente si riferisce a Lenora essendo l’ultima della sua specie ad essere ancora viva.

L’ambientazione di questa storia è il Regno di Monry, dove si estende il Regno di R14, dove regna il Re Elras. Non è specificata l’epoca ma il world building è ben costruito e la storia si concentra in un mondo davvero ben descritto e delineato in maniera molto reale e vivida.

Non mi sarei piegata al principe. Magari sarebbe riuscito a farmi andare a quello stupido ballo, ma non avrebbe ottenuto niente più di quello. Avevo paura, una dannata paura, di quelle che si insidiano nelle viscere e non ti lasciano respirare. Alle otto e trenta avrei conosciuto il Sire, sarei stata sotto gli occhi di tutti: la loro principale paura, il loro incubo, si sarebbe manifestato in quella sala. Ero il mostro da cui i bambini scappavano impauriti. Ero l’abominio da cui la gente cercava di nascondersi.

person wearing red and white coatI personaggi di questa storia non sono tantissimi. O meglio, quelli che circondano i due protagonisti principali sono diversi, come Pasiox il migliore amico di Lenora nella scuola e l’unico che sembra accettarla sia come amica che come compagna di studi e molto altro, così come la domestica delle cucine che resta fedele a Jannik in ogni occasione, o come la donna delle stoffe che comprende i disagi di Lenora e le crea dei vestiti meravigliosi, o ancora Brawn, la guardia personale di Lenora e il gatto virtuale.

Lenora è una ragazza che sa come tenere a bada un drago che dimora dentro di lei da una vita. Sa che deve mangiare della carne una volta al giorno e sa che deve fare un bagno per rilassare le squame e per evitare che tutto inevitabilmente collassi. Da sempre è stata abituata a tutto questo ma non era abituata a finire in una corte ricca di persone che la utilizzano solo come un trofeo da esibire o come un’arma da tenere a disposizione. Nessuno sembra preoccuparsi veramente per lei, anche se viene presa in giro a scuola, anche se dentro il palazzo gli unici a parlare con lei sono suo padre, la sua guardia e il suo gatto virtuale. E’ una ragazza forte, determinata che cerca la verità e che vuole essere se stessa al cento percento.

Jannik sembra essere il paggetto dell’erede che nessuno ha mai avuto modo di vedere. E’ un ragazzo in gamba, sveglio e che conosce tutti i segreti della corte e del castello avendo stretto contatto con il principe. E’ fin dal primo momento un ragazzo esuberante, poco incline alle regole e che cerca di avvicinare Lenora perchè la sente molto vicina a lui come tipo di situazione che si ritrova a vivere.

Nelle loro solitudini i due cominceranno a confrontarsi e a trovare dei punti comuni che nel Regno non sono giusti ne per loro come per la popolazione stessa. Il Re manipola ogni cosa, perfino la Regina stessa e nessuno sembra essere disposto a far si che questo continui a ripetersi ancora.

Soltanto poche ore dopo mi risvegliai con una nuova consapevolezza: se la Regina non pensava che io fossi un abominio, allora non lo avrei pensato neppure io. Accettare me stessa non era mai stato semplice, soprattutto dopo l’arrivo a Monry, ma non avevo mai visto tanta gentilezza in una persona sola. Lei era potente e immortale e non vedeva in me un mostro. Dovevo provarci anche io. Era ormai tardi per andare a scuola: se mi fossi assentata, non se ne sarebbe accorto nessuno. C’era qualcos’altro che dovevo fare. Recuperai da sotto il letto il libro che mi aveva dato Jannik. Passai le dita sulla copertina e accarezzai il dorso, poi lo aprii e andai direttamente all’ultima pagina che avevo letto.

blue and purple snakeskinIl perno centrale di questa storia è il Regno distrutto e, come dice anche il titolo “L’ultima Creatura” ovvero Lenora, una ragazza che può trasformarsi in un possente drago che può prendere possesso di lei in qualsiasi momento se non tenuto sotto controllo. Una creatura che il Re meschino di un popolo ha voluto per lui e a cui lei non ha intenzione di piegarsi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è fin dal primo momento molto semplice e scorrevole, quasi minimal. Mi piace il fatto che la storia sia passata in maniera fluida e leggera dalla prima all’ultima pagina nonostante abbia comunque un lato fantasy non indifferente e che il mondo sia costruito in maniera davvero particolare.

Il world building. Questo è annunciato dalla storia sin dal prologo e avremo modo di scoprire come è formata Monry e da quali creature la popolano mano a mano che la storia prenderà a scorrere pagina dopo pagina. Ho trovato che sia la descrizione iniziale che la mappa all’inizio siano funzionali e determinanti per comprendere al meglio la storia. Anche le creature all’interno di ogni mondo sono spiegate e sono felice che siano state anche introdotte ulteriori spiegazioni nel volume che la ragazza scopre con dei libri così da percepire ancora meglio il tutto.

Il punto di vista dei personaggi. Il fatto che i capitoli vengano nominati con il nome, fin dall’inizio con Lenora lasciano presagire che un secondo personaggio prima o poi sarebbe uscito fuori e arrivati nel bel mezzo della storia avremo modo di passare anche al punto di vista di Jannik. Entrambi in prima persona ovviamente, permettendoci così di scoprire la storia sotto due punti differenti. Avrei preferito che i capitoli fossero nominati con il nome e non con un’anteprima gigantesca del nome anche perché non è necessario. Sarebbe bastato anche piccolo prima dell’inizio del capitolo ma numerando il capitolo normalmente. Non so, forse è una cosa stupida ed estremamente soggettiva ma è una cosa che mi ha colpito da subito e non mi ha fatto un effetto positivo. Però le immagini al lato delle squame e via discorrendo le ho adorate, azzeccate e ben poste.

Nonostante questa storia sia ricca di cliché e contiene un’amore che è palese a tutti fin dall’inizio e che potrebbe far storcere il naso agli amanti del fantasy più arduo e forte, è una storia che mi ha regalato un tuffo nella leggerezza di cui avevo un disperato bisogno. Oltre al semplice fatto che mi ha portato all’interno di una grande avventura, ricca di magia, di creature pericolose e che si trasformano in magici animali, a due ragazzi insicuri – in cui ogni ragazzo odierno può rispecchiarsi – che tentano di cambiare il mondo. Ovvero una storia con tanti messaggi talvolta nascosti o velati o evidenti e che incanteranno i lettori, specialmente i più giovani. Il messaggio più potente è di certo quello della diversità fisica per cui Lenora si ritrova ad essere denigrata dalle altre persone o guardata con disprezzo. Questo è l’aspetto migliore e in cui mi sono rispecchiata molto perchè ho trovato delle somiglianze e un qualcosa che mi legasse indissolubilmente alla protagonista.

Che peccato. È davvero stupenda. Quei capelli argentei… sono sicuro che sia un Drago meraviglioso. » L’uomo fece una pausa. «Dobbiamo attaccare i Camaleonti prima che scoprano quello che stiamo architettando. Abbiamo poco tempo.» Lo disse di getto, senza tanti preamboli, e mi diede la conferma che stavo cercando e che non volevo arrivasse. Quegli uomini avevano ucciso mia madre. Avevano decimato il mio popolo, distrutto la mia terra. Sapevo chi erano. I Cacciatori.

Quindi, se cercate una ventata di libertà e un’avventura ricca di azione, di strategie di corte e di un’amore che sta nascendo tra l’infida corte che tenta di rendere uno un manichino e l’altra un fenomeno da baraccone in una guerra fra popolazioni, questo è il libro che fa per voi. Un primo volume di una serie che dovete leggere anche solo per sentirvi liberi, almeno un po’.

Erica Prontera scrive una storia che ci permette di viaggiare in un luogo magico e di vivere una vera avventura stando seduti sul proprio divano. Una volta addentrati all’interno della corte di Monry vi sarà difficile uscirne senza aver legato con Lenora e Jannik. Una lettura che consiglio.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Sara ©