IL SALOTTO DELLE PARTICELLE: LA MIA ESPERIENZA AL BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, in questo mercoledì con una nuova “puntata” de Il salotto delle Particelle, in cui vi invito a sedervi e a lasciarvi raccontare o narrarmi voi stessi qualcosa. Il salotto è quanto più vicino a quello che io chiamo casa, e so che ne parlo poco o mi racconto poco ma quelle poche volte vi lascio un pezzettino di qualcosa che ho fatto o che sono. Oggi vi parlo della fiera della scorsa settimana a cui ho partecipato e in cui ho incontrato delle nuove e vecchie blogger, compagne di lettura davvero interessanti. Vi parlo della mia esperienza, restate qui ancora un pochino!

Cancellata la Bologna Children's Book Fair

La scorsa settimana, si è svolta a Bologna la fiera del libro per bambini e ragazzi: la Bologna Children’s Book Fair. Questa fiera ospita editori italiani ed esteri, con un unico scopo comune: la lettura dei più piccoli e il fatto che questa sia una chiave internazionale, che abbatte ogni tipo di stereotipo e che amalgama sempre più lettori e avvicina grandi e piccoli ai libri.

In molti anni che faccio la blogger, ho letto tantissimi libri e c’è stato un vero e proprio cambiamento nella letteratura per ragazzi: c’è inclusione e c’è denuncia delle cose che, prima, non venivano neanche prese minimamente in considerazione.

Bologna Children's Book Fair fair view | BolognaFiere

Sono stata davvero felice di ritrovare delle vecchie amicizie, come Sara di Bookspedia e di averne conosciute di nuove – anche se ci conoscevamo già online, attraverso i nostri blog ovviamente: Sandy de La stamberga d’inchiostro e Susy de I miei magici mondi che mi hanno fatto compagnia lungo questa avventura in mezzo ai libri.

I murales e i disegni all’ingresso della fiera, quest’anno sono stati significativi e lasciano col fiato sospeso: NO WAR. Le illustrazioni di bambini, le scritte di piccoli e grandi lettori che insieme inneggiano alla pace, anche nella lettura stessa. Non ho partecipato attivamente agli eventi ma mi sono concentrata nel girare all’interno della fiera, dove avrei voluto incontrare dei vecchi autori che conosco ma che non sono riuscita a trovare nel giorno in cui mi sono recata lì. Ho avuto modo di rincontrare Claudia di Rizzoli, che è sempre una persona gentilissima e cortese così come ho avuto modo di conoscere anche nuovi piccoli editori esteri, con addetti davvero adorabili e dolci, come ad esempio la Sweet Cherry Publishing, della quale leggerò di sicuro – spero a breve qualcosina come The songs you’ve never heard di Becky Jerams & Ellie Wyatt in uscita a Giugno in lingua e che speriamo presto in Italia. Io sono curiosissima di leggerlo effettivamente e spero di farlo prima dell’uscita. 

Sono riuscita a portare con me un discreto bottino, perlopiù in lingua ma delle quali sono soddisfatta. E’ stata una giornata interessante ricca di bei libri e scoperte di letture interessanti, che spero arrivino presto in Italia.


Voi siete mai stati a questa fiera? Vi piacerebbe andarci? Io come sempre vi aspetto con commenti e opinioni e vi mando un abbraccio fortissimo.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY + BLOGTOUR: Recensione in anteprima #570 – LE RAGAZZE IMMORTALI DI KIRAN MILLWOOD HARGRAVE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon martedì! Sono qui per portarvi una nuova lettura che spero possa incuriosirvi e interessarvi. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso la lettura in anteprima e l’organizzatrice dell’evento che si è occupata di tutto. Ecco a voi che ve ne parlo:

9788804745006_0_536_0_75Titolo: Le ragazze immortali
Autore: Kiran Millwood Hargrave
Data di uscita: 22 marzo 2022
Pagine: 348 

Link d’acquisto: https://amzn.to/3D7gcYy
Trama: Le gemelle Lil e Kizzy stanno per compiere diciassette anni, ed entro poche ore arriverà per loro il giorno della divinazione: l’Anziana Charani svelerà alle ragazze quale destino le aspetta. Ma non faranno in tempo a partecipare alla cerimonia perché il crudele Boier Valcar le fa rapire per farne le sue schiave. Costretta a lavorare nelle cucine del castello, un luogo tutt’altro che accogliente, Lil trova conforto nell’incontro con Mira, una compagna di sventura verso cui si sente attratta in un modo mai provato prima. E lì sente parlare del Drago, che ricorda la terribile figura mitologica di cui raccontano le antiche leggende, un mostro a cui si portano in offerta giovani ragazze… Forse Lil e Kizzy non avranno la loro cerimonia di divinazione, ma le gemelle stanno per scoprire comunque il loro destino…


Per la mia tappa del BLOGTOUR vi parlo de

L’AMBIENTAZIONE 

Valacchia - WikipediaNel volume non è data una vera e propria spiegazione sul luogo in cui è ambientata ma abbiamo delle tracce che ci consentono di risalire sul dove e come viene sviluppata questa storia. Siamo nella nella Valacchia del XV secolo governata da Boieri e Voievod che fanno razzie e rendono schiavi i Viaggiatori, ovvero i Nomadi dell’epoca. (Ovviamente ci basiamo su questa ricostruzione dell’epoca, essendo la storia un retelling delle Mogli di Dracula e quindi basandosi sulle date in cui è ambientato Dracula)

Come cita anche la famosa Wikipedia:

La Valacchia è una regione storico-geografica della Romania, delimitata a sud e a est dal Danubio, a nord dalle Alpi Transilvaniche, a ovest dalle gole delle Porte di ferro. A nordest i fiumi Siret e Milcov la separano dalla Moldavia. Il fiume Olt la divide inoltre in due subregioni: l’Oltenia a ovest e la Muntenia a est. Corrisponde alla regione occupata anticamente dai Valacchi. La Valacchia divenne uno stato di fatto indipendente nel 1330 sotto Basarab I (1310 – 1352).

Attualmente, la Valacchia, è una regione della Romania. 


RECENSIONE

The Deathless Girls by Kiran Millwood Hargrave | GoodreadsLa storia ha inizio nelle lande boschive della Valacchia, dove due sorelle gemelle Lillai e Kizzy stanno per compiere il loro diciassettesimo compleanno e, con questo arriverà il giorno della divinazione ovvero il momento in cui l’Anziana del villaggio dirà loro cosa le aspetta nel futuro e a cosa sono destinate. Peccato che per loro, quel giorno non arriverà mai. I soldati di Boier Valcar vanno a fare razzia nel loro villaggio e tengono solo qualche ragazzo come schiavo  da utilizzare a palazzo. Le due gemelle, più uniche che rare oltre che Viaggiatrici (quindi la loro reputazione le precede) vengono portate a palazzo dove sta per arrivare un ospite importante, il Drago, somigliante alla terribile figura mitologica di cui raccontano le antiche leggende.

Cosa ha in serbo per loro, il destino? Cosa vuole da loro il Voievod e il Drago? Riusciranno a liberarsi e a trovare ciò che cercano? Cosa scopriranno del mondo che le circonda, una volta che entrano a contatto con una realtà diversa dalla loro?

Quando lo sciogliersi della neve mette in moto un altro anno, successivamente a tutto questo, viene “il dopo”. I primi verdi istanti del nuovo raccolto, l’emergere della lenta attività sotto il terreno dopo il disgelo. Per gli Stanziali è l’annuncio del lavoro a venire, sempre lo stesso, sicuro come le stagioni. Per noi, è il momento di partire. “Il dopo” era appena cominciato quell’anno, quando i soldati vennero dall’angusto passo tra le montagne, salirono attraverso gli alberi del colore del rame e fino a quella terra dove noi abitavamo senza pretese di possesso. Era un inizio quello in cui arrivarono, e fu una fine quella che portarono.

La trama è ben scritta, non ci sono spoiler evidenti e sembra essere costruita finemente per dare un’apertura e una chiusura al cerchio di cui questa storia andrà a trattare. Ero senz’altro curiosa del volume conoscendo l’autrice e avendo letto già un altro volume per Mondadori, qualche anno fa. La rama rispecchia ciò che viene narrato, ben fatto.

La copertina del volume non è stata modificata, per fortuna, ed è stata mantenuta la versione originale della medesima. Trovo che sia molto carina e ricorda altre copertine di storie simili che vanno su un genere simile o comunque con una storia al femminile strutturata tra castelli e boschi, per capirci. Un po’ come Oltre il bosco di Melissa Albert o Cuore Oscuro di Naomi Novik. Nel complesso si vedono le mani delle due sorelle che convergono nella stessa direzione, l’orso bianco che le due avevano a casa e il serpente relativo al vino al veleno. Si notano anche i funghi in basso, cosa che verrà nominata abbastanza spesso e si vedono le torrette del castello, in rosso. E’ una copertina ricca di significato se si vanno a vedere i dettagli e ci dice molto più di quello che sembra. Il titolo è la mera traduzione del volume e, fortunatamente anche qui, non ha subito mutamenti importanti. Per quanto riguarda il significato che si cela dietro questo, ricordo che essendo un retelling de Le mogli di Dracula, riusciate già a immaginare il significato del volume in questione.

Per l’ambientazione e l’epoca non lo menziono nuovamente avendone già parlato prima.

«Ah, ma allora parli!» Malovski alzò le mani e applaudì sarcastica. «Cominciavo a pensare che fossi la sua ombra. Kisaiya, dunque. E tu sei?» Non volevo sentire il mio nome storpiato dalla sua lingua di Stanziale, ma avevo già rivelato quello di Kizzy: non era giusto proteggere il mio. «Lillai.» «Che nomi strani.» Malovski storse il naso. «Comunque al castello non vi serviranno.» «Cosa faremo al castello?» azzardò Kizzy. «Ti ho autorizzato a parlare?» sbottò Malovski indispettita. «Ho in mente di farvi cominciare come cameriere.» «Non riesco a portare i vassoi» disse Kizzy. Malovski rise brevemente e si portò una mano alle labbra. «Le tue mani guariranno. Inoltre, ci sono molti altri modi di servire.» «Altri modi?» chiesi, ritrovando la voce. «Ogni modo in cui il boier vorrà.»

10 The Deathless Girls ideas | beautiful book covers, book cover design,  booksI personaggi di questa storia non sono tantissimi e il volume tenderà a concentrare il tutto sulle due gemelle, protagoniste principali della storia stessa. Le due gemelle Viaggiatrici, o anche comunemente dette Nomadi, vivono libere in dei carri e amano la natura, in attesa intrepida di ciò che ne sarà di loro nel futuro. Sono apparentemente in simbiosi fra di loro ma non possono essere più diverse di così:

Kisaya, detta Kizzy è la più carina fra le due sorelle, dai lineamenti fini e delicati ma dalla personalità forte, decisa e determinata, che non si lascia scalfire o abbattere tanto facilmente – e nonostante sia tutto ciò è quella che ho sopportato meno; Lillai è la gemella narrante, quella più calma e riflessiva, che tenta di mostrarsi invisibile e di fare tutto pur di cercare di sopravvivere. Infatti le due sono gemelle quasi perlopiù per l’aspetto che per quanto riguarda invece il carattere, che è agli antipodi.

«Lascia pure che lo credano» dissi, allungando improvvisamente una mano e posandogliela sulla guancia. «Loro non possono sapere cosa penso davvero. Io voglio sopravvivere a tutto questo, Kizzy, voglio rivedere Kem e Albu.» I suoi occhi bruciarono dentro ai miei, il loro bel marrone trasformato in un abisso di furia cieca. «Sopravvivere non è abbastanza per me.» Con uno scatto si sottrasse al mio tocco, scuotendo il capo. «Io non lo accetto questo destino.»

Koschei the Deathless by CatrineNice -- Fur Affinity [dot] netIl perno centrale di questa storia sta tutto nel destino delle due gemelle. Non sembra essere sostanzialmente chiaro a livello generale, ma se dovessi dare una chiara spiegazione, l’unica cosa che mi verrebbe da dire è quella che vi ho appena detto, anche perché ci sono delle cose fondamentali che l’autrice sembra aver tralasciato. Ve ne parlo fra poco.

Lo stile utilizzato è semplice, fluido e scorrevole, importato in prima persona dal punto di vista di una delle due gemelle, Lillai. L’ambientazione è ricca di dettagli e ci lascia sognare sia a livello di luoghi in cui le due gemelle vivevano, sia dove finiscono successivamente. La Hargrave su questo è molto brava, riesce a rendere il world building e la costruzione dell’ambientazione perfino magica e su questo non posso che ritenermi soddisfatta.

Le protagoniste stesse si confermano per il loro legame ma in fin dei conti è anche il carattere a farle divergere e a portarle in una direzione non troppo chiara al lettore. Lillai continua a combattere per tenere unite lei e la sorella e sua sorella Kizzy sembra fregarsene e andare nella direzione opposta. Ok il non voler sopperire al destino ingrato a cui stai andando incontro, ma non hai neanche paura di perdere tua sorella? Il legame fra le due, almeno inizialmente, piace e riesce a rendere bene anche a livello di storia, pensando che il tutto prendesse una piega diversa laddove anche il resto potesse prendere vita. Peccato che la storia non si smuove molto da questo e il tutto finisce per essere ripetitivo e fine a se stesso.

Nonostante la struttura della storia si basi su Dracula e questo, visto così senza lettura, può sembrare qualcosa di apparentemente affascinante dal punto di vista dei vampiri. Nonostante questo, però, sotto quest’aspetto il volume non tocca praticamente quasi per nulla i vampiri o simili. Vengono citati solo nella parte finale del volume ma non sono il punto focale ne nulla che lasci troppo spazio alla figura stessa. E, almeno per quanto mi riguarda, trovo che sia assolutamente un pregio.

Nel complesso non l’ho trovato un brutto volume, anche perché risulta scorrevole e la storia delle due gemelle finisce per incuriosire il lettore; il lato negativo è che la storia finisce per non avere una piega ben precisa, almeno rispetto a come, invece, ha inizio. Si concentra molto sul cambiamento che le due sorelle subiscono, sullo sradicamento famigliare ma il contorno, finisce per essere banale, quasi alla deriva, senza una direzione giusta da seguire. Ho trovato che il volume, si, volesse portare un tocco di femminilità, toccare tematiche importanti – si veda il fatto che la verginità viene vista come punto a favore, che le donne siano viste come trofeo dagli uomini e che la donna venisse schiavizzata, utilizzata come oggetto e quant’altro. Queste tematiche sono serie, importanti e ben valorizzate dall’autrice che non lascia spazio a gentilezze e ci descrive cosa accade così come accade e questo sicuramente è un punto a favore. Peccato però, che in fin dei conti la storia sembra non avere pesci a cui appigliarsi e finisce per essere fine a se stessa, banale e poco entusiasmante.

Come spesso accade con i peggiori mostri, aveva l’aspetto di un uomo normale. Sul capo portava una fascia di seta rossa attorcigliata in una foggia che non avevo mai visto. Era avvolto da diversi strati di pelliccia nonostante il caldo e ora che gli stavo così vicino, e che non riuscivo a distogliere gli occhi da lui, mi accorsi che sembrava grande e grosso, ma non lo era. Era magro come me, o come Malovski, e come lei emanava lo stesso fulgore febbricitante, anche se, per quanto potevo vedere, non era truccato. «Gemelle» disse il suo amico con la bocca piena di carne.

Il libro ha una buona struttura, è uno stand-alone di piacevole lettura ma che non “spiega” quasi nulla, lasciando più sospeso che altro. Vi consiglio la lettura aspettandovi qualcosa per nulla pretenzioso e leggero, un libro per ragazzi che spero comunque possa piacervi, sommariamente.

Kiran Millwood Hargrave ci porta nella Valacchia di Dracula, e ci parla del destino di giovani donne sradicate dalla propria terra che finiscono per cambiare drasticamente sia nei modi di essere, sia cambiando incontrovertibilmente il modo di vivere; e il futuro diverso da quello che le aspetta finisce per essere soltanto un sogno. La storia di due gemelle che si metteranno in gioco finendo fra le grinfie del potente Drago. Sarete capaci di cambiare le sorti o finirete anche voi ammaliate dal mostro che, apparentemente, non sembra essere?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia l’editore per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, mi raccomando! Noi vi aspettiamo:

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Cosa ne pensate? Potrebbe essere un volume che potrebbe piacervi? Fatemi sapere, ovviamente. Io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #569 – AURORA BURNING DI AMIE KAUFMAN E JAY KRISTOFF.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una lettura che volevo intraprendere da diverso tempo. Ero indietro con la lettura e, in vista dell’uscita del terzo volume, volevo parlarvi di questo secondo libro. E’ un volume che ho acquistato, edito Mondadori, di cui vi parlo subito. Ecco la Recensione del primo volume Aurora Rising. Vi parlo del sequel:

518yyfr5zrlTitolo: Aurora Burning
Autore: Amie Kaufman e Jay Kristoff
Pagine: 380
Data di uscita: 16 marzo 2021
Prezzo: 18,90 euro cartaceo / 9,99 euro ebook
Serie: Aurora Rising (Secondo volume della serie)
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Trama: I nostri eroi sono tornati. (Più o meno). Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Quella cattiva è che una forza oscura e antica sta per essere liberata nella galassia minacciando la sopravvivenza di ogni razza senziente che vive al suo interno. Qual è la buona? Ty e gli altri membri della Squadra 312 sono pronti a intervenire nuovamente per salvare la situazione. Tutto bene, se non fosse che incappano in una serie di tante piccole distrazioni che minacciano di distoglierli dalla missione, tipo il branco di gremp che li sta inseguendo per catturarli e accaparrarsi così la taglia messa sulla loro testa. O il gruppo di agenti AIG con inquietanti fiori argento per pupille pronti a tutto pur di mettere le mani su Auri. O, ancora, la sorella di Kal, ricomparsa dopo una lunga assenza, che non pare esattamente felice di rivedere il fratellino e che per di più ha un esercito syldrathi dalla sua. Con metà della galassia sulle sue tracce, la Squadra 312 non si è mai sentita così tanto desiderata. Quando Ty e i suoi scoprono che l’ Hadfield è stata recuperata, per loro è tempo di uscire allo scoperto. Duecento anni prima, la nave-colonia era svanita, lasciando Auri come unica sopravvissuta. E ora nella scatola nera del vascello potrebbero essere contenute informazioni fondamentali per la salvezza di tutti. Ma il tempo è tiranno e, se Auri non sarà in grado di imparare a gestire in fretta il suo potere, la squadra e tutti i suoi sostenitori rischieranno seriamente di ritrovarsi più morti del Grande Ultrasauro di Abraaxis IV.

RECENSIONE

aurora o'malley | Explore Tumblr Posts and Blogs | TumgirLa storia inizia esattamente dove l’avevamo lasciata con il primo volume. La Squadra 312 è ormai una banda di fuggitivi che cercano il riscatto rispetto a ciò che hanno perduto. Si trovano nella Città di Smeraldo a godersi quella poca pace che gli rimane, con la speranza di poter fuggire a bordo di una qualche navicella spaziale prima di essere dichiarati terroristi stellari e fuggitivi. E’ proprio quello che accade da un momento all’altro alla nostra giovane Squadra della legione Aurora: vengono attaccati da dei gremp che riconoscono i loro bei faccini su un notiziario. E da quel momento che ha inizio la loro fuga rocambolesca che li porta dritti dritti nelle fauci degli Indomiti, il gruppo di Sydrathi con a capo Saedii, sorella di Kal.

Cosa vuole Saedii? Perché tutti cercano di attaccarli e perché sembrano inevitabilmente volere tutti qualcosa da Aurora? In cosa può cambiare le sorti di ogni cosa? Cosa succederà all’interno della galassia ora che il Ra’ham è a piede libero e sta mettendo a repentaglio la vita di diversi pianeti?

Ed ecco che, in un attimo, gli occhi ricominciano a bruciare. L’ennesimo ricordo che lei non c’è più mi spezza il cuore. Conoscevo Cat dai tempi dell’asilo. In Accademia siamo state compagne di stanza per cinque anni. E’ stupido, ma sono le piccole cose quelle che più mi mancano di lei, perchè erano le costanti della mia vita, e la loro assenza è un dato di fatto quotidiano Mi manca quando parlava nel sonno. Quando mi nascondeva i calzini, per gioco, solo per farmi uscire di testa. Quando prendeva le cose senza chiedermelo. Quei piccoli tocchi di Cat tutto il giorno, ogni giorno, mi dicevano che lei c’era. Erano la garanzia della sua presenza. E la sua presenza significava avere sempre con me la mia migliore amica. Avere la mia complice.

La trama è ben scritta ma forse fin troppo lunga visto ciò che andremo a leggere. C’è davvero la necessità di essere così prolissi in una trama? Secondo me bastava molto meno ed essere più concisi per spiegare ciò che ci troveremo di fronte, senza perderci in dettagli e fronzoli. E’ ben composta ma troppo lunga, servirebbe molto meno per incuriosire, soprattutto perché si tratta di un secondo volume di una trilogia e si deve lasciare più suspance alla cosa.

Book Review: Aurora Rising by Amie Kaufman & Jay Kristoff – dinipandareads.La copertina segue la copertina del primo volume e quelle originali, che apprezzo molto sia nella composizione che nella struttura di come è stato gestito l’aspetto della sovraccoperta in plastica trasparente. In primo piano vediamo Kal questa volta, nel primo avevamo Aurora, nel terzo avremo Finian. La scelta di Aurora per il primo era quasi scontata, trattandosi della sua scoperta e di tutto ciò che ne consegue essendo il Grilletto e avendo poi un potere sovrannaturale rispetto a tutti gli altri umani ovviamente. Kal in questo volume è determinante, sia per la storia della sorella, sia per i segreti che cela il suo passato e che scopriremo mano a mano che si andrà avanti nel corso della lettura. Quindi senza ombra di dubbio è azzeccato e non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserverà Fin per il terzo volume. Il titolo si concentra sulla protagonista effettiva della storia e sia sul nome ovviamente della legione seppur figurativa. Dal titolo di questo volume e dalla storia presentata si comprende ancora meglio che questo fa riferimento al ciò che farà Aurora o almeno a ciò che le viene richiesto di fare, sia per se stessa che per la salvaguardia di ogni soggetto nella galassia. Vi assicuro che lo comprenderete nel migliore dei modi una volta letto il volume in questione.

L’ambientazione è lo spazio e si viaggerà attraverso diversi pianeti partendo dall’Accademia Aurora, in un’epoca che si aggira molti anni dopo di noi, esattamente nel 2380.

Scarlett sorride, scuote la testa, e il suo sorriso mi spinge a fagliene uno ancora più ampio. Ci mettiamo a giocare e , alla fine, Kal non è l’unico che impara un sacco di cose. Io scopro che quando ride troppo Auri inizia a starnutire. Che Kal ha una risata profonda, potente, che ti entra nel petto. Che puoi provarci quanto ti pare, ma Scarlett non la freghi. E che forse nei rapporti interpersonali non faccio schifo come sospettavo. Restiamo alzati anche dopo che il mio turno è finito. Giochiamo più a lungo di quanto dovremmo. Però, ehi, nessuno sta più pensando ai brutti sogni.

Pin on BookWormI personaggi sono gli stessi del volume precedente meno Cat, ovviamente, che abbiamo perso nel precedente volume. La squadra ha una pressione non indifferente e Aurora sa che deve fare e dare molto di più per salvaguardare tutto ciò che li circonda, non solo loro stessi. In questo volume, avremo modo di conoscere meglio dei personaggi che nel primo volume abbiamo visto davvero molto poco. Si prenda ad esempio Zila che nel primo volume scriveva poco e niente e le sue parti erano davvero un punto interrogativo, almeno all’inizio. Le cose in questo volume per lei sono cambiate, così come conosceremo meglio Kal. Per quanto riguarda Tyler e Scarlett li avevamo già inquadrati nel precedente volume e continuiamo a vederli e a conoscerli poco di più rispetto a prima. Altro soggetto che inquadreremo un po’ meglio è Finian che scopriremo parte della comunità LGBTQ+ ma che non si aprirà poi tantissimo a livello personale e di passato, molto meno rispetto a tutti gli altri. Aurora è un altro personaggi che giocando un ruolo fondamentale all’interno del volume, si ritrova più forte e caparbia di prima, più decisa e determinata.

Insomma, per quanto riguarda i personaggi abbiamo un nuovo pot-pourri di informazioni che ci consentono di farci un’idea ancor più chiara e decisa di chi si preferisce o meno all’interno della squadra – anche perché mi sembra ovvio che non possono piacerci un po’ tutti, no? Personalmente mi sento molto vicino a Zila e alla storia da lei narrata, il suo passato e ciò che ci ha esposto, nel modo in cui lo ha fatto oltre ad apprezzare la determinazione, l’amore e la cura di Kal e la forza di combattere contro i mostri del passato essendo una persona diversa da come lo volevano in realtà.

«Sono…contenta». Corrugo la fronte. «Di essere uscita dal buio». Lo guardo negli occhi. Non mi sembra di averlo mai fatto, prima d’ora. Chissà se vede lei, la bambina. Che striscia nei condotti su quella stazione silenziosa. I pezzi della sua vita che ha lasciato nel buio. La paura. Il dolore. La rabbia. Ha lasciato solo quelli? O anche se stessa? Lo ha fatto perché era la scelta più facile? O perché ha dovuto? E, dopo dodici anni, cosa farà adesso che sta finalmente, veramente iniziando a venirne fuori? Non è vero che non sento… nulla. Non riesco più a non sentire nulla.

Fan Art And Original Art. — Saedii from Aurora Burning.Il perno centrale del volume si concentra – oltre alla fuga dei legionari della Squadra 312 – sulla salvaguardia della galassia stessa, del mondo da cui provengono e di ciò in cui tutti credono davvero. Come si può salvare tutto ciò in cui si crede senza fare del male alle persone che ci circondano? Come può Aurora svolgere il suo compito di Grilletto? E’ questo ciò su cui ci si andrà a concentrare in questo sequel della storia.

Lo stile utilizzato dai due autori è il medesimo dei libri precedenti. In ogni capitolo il baricentro della storia si sposta e si calibra su un personaggio differente che nonostante – per alcuni, si tratti di stare separati in dei frangenti – mantiene la storia su un unica linea mostrando l’una e l’altra cosa, non confondendo mai le cose. E questa vi assicuro che è una buona cosa visto che giocare su diversi personaggi e muoversi con diversi di loro è davvero molto difficile e finisce per minare parecchio la storia, rischiando di andare a finire malissimo.

Nel complesso, trattandosi di una storia per ragazzi, la trilogia si mantiene su uno standard semplice, fluido e scorrevole, essenzialmente di piacevole lettura. Se devo fare un paragone tra le due trilogie scritte dagli autori, quella di Illuminae e questa qui, sicuramente preferisco a livello di storia e speccaolarità sia a livello di libro che di dinamiche ansiogene, Illuminae. A livello effettivo di storia, visto il ripetersi di un modus operandi in Illuminae, ho preferito questa. Sono due trilogie che si basano nello spazio e sono poste in maniera completamente differente ma hanno una base simile: si veda il PC chiacchierone che dall’altro invece è “l’anima della festa” e protagonista attivo della storia. A livello di personaggi siamo simili a caratteristiche, anche se ho amato dei personaggi in Illuminae che qui, invece, difficilmente riescono a toccarmi. Tant’è che è riuscita a fare breccia nel mio cuore quella che fino a questo momento si è mantenuta nel poco più del silenzio. Sostanzialmente trovo che entrambe le trilogie siano buone e da leggere ma c’è qualcosa che non mi torna nella lettura di questa storia e spero che i miei dubbi vengano definitivamente chiariti con l’uscita del terzo volume, che avverrà a breve.

L’introduzione del personaggio di Saedii crea una sorpresa nel lettore e pone diverse domande sul personaggio di Kal, anche se non mi sono sentita sorpresa di trovarmi davanti qualcosa in più su di lui, visto che la copertina lo mette in evidenza forte e chiaro e si capisce lontano chilometri che le verità e le cose su di lui e il suo essere misterioso sarebbe uscito miseramente a galla, mano a mano. In effetti è proprio così che succede: Saedii è sua sorella e sente suo fratello, riesce a percepirlo e vuole portarlo a casa. Saedii è l’esatto opposto di Kal, Indomita, coraggiosa, guerriera nata e che trova gli umani repellenti e una specie da sconfiggere. Non si arrende, è una combattente nata e studia i suoi nemici per trovare i punti deboli con cui poi distruggerli. E’ un personaggio complesso, enigmatico ma che a tratti finisce quasi per stancare vista la sua ripetitività e ce lo fa capire anche Tyler, nonostante ne sia affascinato. E’ petulante, sempre a parlare delle stesse cose e a offendere il prossimo. Sembra un vecchio disco rotto.  Questo infatti finisce quasi per disturbare il lettore perché, anche meno, no?

Nonostante questo, ho apprezzato molto l’approfondimento su alcuni dei personaggi che troveremo all’interno del volume e che fanno comunque parte della squadra e l’inevitabile parte che porta ad affezionarci a loro, in un modo o nell’altro. E’ una storia semplice in alcuni versi, e complicata in altri e sono curiosa sicuramente di ciò che ci aspetta con il prossimo volume.

«Kal, tu non sei il tuo passato». Intreccio le dita alle sue, guardo le costellazioni. «Non sei quello che avrebbe voluto chi ti ha educato. Se c’è una cosa che ho imparato qui è proprio questa. I rimpianti, le paure, sono una zavorra. Bisogna che ce ne liberiamo per poter diventare quello che siamo. Bisogna bruciarle tutte nel fuoco». «Ma è il passato a fare di noi ciò che siamo». «No» ribatto, (…) «Proprio no. Siamo quello che scegliamo di essere. Ogni giorno. In ogni momento. Il passato non c’è più. Non capisci che il domani vale un milione di ieri?»

Il libro è un giusto sequel per questa storia, ricco di dinamicità seppur non mi abbia convinto al 100%. Mi piace il complesso degli eventi, i personaggi e la dinamicità che prende la storia ma nella trama c’è qualcosa che fatica a tornarmi. Spero che il terzo volume chiarisca e compensi questa piccola voragine che continua a non convincermi completamente. Consiglio la lettura agli amanti dello sci-fi, intergalattiche e guerre spaziali ma sappiate, ovviamente, che è una lettura per ragazzi e non potrete aspettarvi nulla di più di questo mantenendoci su questo target.

Amie Kaufman & Jay Kristoff riescono sempre e inesorabilmente a condurci a bordo di una navicella, nel bel mezzo dello spazio e di farci sentire parte di qualcosa, di farci sentire a casa nonostante i combattimenti, nonostante il dolore e la paura. La Squadra 312 è pronta a questa nuova avventura ma non sa esattamente a cosa sta andando incontro. Sarete pronti a scoprirlo?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Volume acquistato

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Cosa ve ne pare di questo secondo volume? Spero vi piaccia! Io come sempre vi aspetto ovviamente, fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #552 – IL CACCIATORE DI NUBI DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi di un nuovo volume che ho finito di leggere settimana scorsa. Dovevo recuperare questa recensione visto il fermo della settimana precedente su questo fronte e ve ne parlo subito. Ringrazio la casa editrice Piemme nella collana de Il battello a Vapore e l’autore per avermi permesso la lettura di questo bel libro. Ve ne parlo subito:

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Titolo: Il cacciatore di nubi
Autore: Christian Antonini
Data di uscita: 5 ottobre 2021
Pagine: 225
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Trama: Tristan ha dodici anni, frequenta un’esclusiva scuola di Singapore ed è il principe di un piccolo regno in mezzo all’Oceano Indiano, le isole del Cocco. Quando scoppia la prima guerra mondiale il ragazzo si ritrova a bordo dell’Emden, l’incrociatore tedesco del corsaro e gentiluomo Von Müller, nemico del suo regno. Il comandante decide che per Tristan è il momento di impegnarsi come mozzo e vedetta, proprio lui che era stato allevato tra vizi e lussi per diventare un regnante. Così, nel bel mezzo di tempeste e battaglie navali, Tristan scopre che tutto è possibile, anche rispettare i propri nemici, e che la vita da principe viziato non fa per lui. Lui è nato per guardare le nubi da lontano, e per vivere mille avventure.

RECENSIONE

Emden (incrociatore) - WikipediaLa storia ha inizio con Tristan, dodicenne studente di un esclusiva scuola di Singapore e principe delle isole del Cocco conosciute come isole Keeling che, assieme alla sua giovane governante Catherine viene messo alla gogna da due apparenti ladri. I due sembrano riuscire a scappare ma poi vengono sorpresi e Tristan finisce prigioniero su una nave diretta a Calcutta. E’ a bordo di questa nave che viene assaltata che Tristan si ritrova a bordo dell’Emden, l’incrociatore tedesco del corsaro Von Müller, nemico acerrimo del suo regno ora che il mondo si ritrova nel corso della prima guerra mondiale. 

Ma cosa succederà a Tristan a bordo dell’Emden? Scopriranno di chi si tratta o riuscirà a camuffarsi? Cosa cambierà dentro di lui e quali consapevolezze raggiungerà nei confronti della sua famiglia? Quali cose cambierà la guerra per la sua casa e per ciò che sta vivendo?

Una volta misurava la sua vita in base alla qualità degli abiti, al numero di portate dei pranzi, alla morbidezza del cuoio delle scarpe: ora ha i piedi duri come suole di stivale, il sale nelle pieghe del viso e il sole negli occhi. E si sente libero.

La trama è ricca di piccole cose che ci aiutano a comprendere di cosa parlerà questa storia al meglio ma non ci sono spoiler. La trama è interessante e incuriosisce i piccoli ma anche i grandi lettori. Una trama curiosa ed efficiente.

La copertina di questa storia è particolare e rispecchia una delle tante immagini storiche dell’Emden, utilizzandola semplicemente come disegno sulla copertina di questa storia. In alto, a bordo si può intravedere quello che sembra essere Tristan – o Von Muller? – chissà cosa era stato pensato per questo. La trovo comunque una copertina interessante per questa storia e la trovo adatta a ciò che deve essere fatto. L’interno del volume è unico, nella prima pagina interna c’è la mappa delle Isole Keeling, e di dove si trovano, e all’ultima pagina si trova il disegno della composizione e della struttura della Emden. E’ davvero un’edizione unica e ben curata. Il titolo della storia fa altrettanto il suo lavoro visto che è Tristan ad essere soprannominato Il cacciatore di nubi per via della sua vista formidabile da lontano nell’avvistare altre navi. E’ un titolo ben pensato e assieme alla copertina creano un connubio perfetto.

L’ambientazione di questo volume si incentra a bordo dell’Emden quindi ci si trova principalmente a bordo di una nave ma avremo modo anche di scoprire le isole del Cocco dove il ragazzo vive; l’epoca del volume parte dall’anno 1914, anno d’inizio della prima guerra mondiale.

– Tra di noi ci si aiuta. E’ la legge del mare. Molla la presa e Tristan cade sul sedere. L’uomo si allontana lungo il corridoio, lasciando Tristan a terra. Di fronte a lui, il mare ruggisce come una belva affamata. Un mostro tanto grande da occupare tutto il mondo. E non c’è terra in vista, per lui.

mountain surrounded by body of water during daytimeI personaggi di questa storia sono diversi fra loro e sono tutti ben costruiti e delineati. Oltre a conoscere il protagonista di questa storia, di cui vi parlo fra poco, avremo modo di conoscere il padre di Tristan attraverso le sue parole, re delle isole del Cocco malato e che vorrebbe che suo figlio sia sempre il migliore. Avremo modo di conoscere anche Von Muller, personaggio storico realmente esistito e riadattato dall’autore cercando di immaginarlo secondo quanto lo ha ispirato ma attenendosi a fatti reali ed esistenti. Inoltre conosceremo la governante giovane di Tristan, così come gli altri passeggeri e aiutanti di Von Muller a bordo della Emden.

Tristan Tiberius Clunies-Ros, chiamato in questa storia semplicemente Tristan o Tristan Kirke per cercare di salvaguardare il suo territorio, è il principe delle isole Keeling, dette anche Isole del Cocco situate tra l’Australia e Singapore. Tristan è un personaggio che si presenta come presuntuoso, spocchioso e, in quanto principe, come una persona da servire e riverire. Suo padre sembra sempre metterlo sotto torchio e lui non si lascia scoraggiare anche a volte sembra essere consapevole di essere una delusione per lui, visto che non è ciò che si aspettava. Lungo il corso di questa storia, Tristan si ritroverà a mutare il suo carattere e a trovare la forza di cambiare come persona e come figlio. A bordo della Emden diventa un ragazzo consapevole delle proprie capacità, un ragazzo determinato e capace di tante cose che non credeva possibili. Un personaggio che nasce quasi come odioso ma che si lascia amare nel corso della lettura.

– Io sognavo le battaglie. Avrei voluto essere un eroe – ammette lui, a mezza voce. – La verità è che ho avuto paura. E mi vergogno di quello che ho aiutato a fare.

Il perno centrale di questa storia è il cambiamento personale, emotivo e di maturità del principe delle isole del Cocco, Tristan. Lungo il suo percorso possiamo notare quanto il personaggio tenderà a cambiare nel corso della lettura passando da principino presuntuoso a ragazzo umile che comprende che la vita non era quella che credeva, che crescere come un principe non vuol dire essere privilegiati o essere migliori di altri e che rimboccarsi le maniche, essere umili e credere in se stessi a volte ci rende persino migliori.

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo dei volumi precedenti, limpido, scorrevole, fluido. Questa volta è concentrato in prima persona dal punto di vista di Tristan e si divide in delle specie di pagine di diario che sono scritte in corsivo intervallate a ciò che accade a Tristan e cosa lo cambierà drasticamente portandolo ad una vota completamente differente da quella che ha sempre vissuto: agiata e di lusso. Quella a bordo dell’Emden è una vita completamente differente dalla sua, a fare il mozzo sulla nave e cambierà il modo di vivere di Tristan e di vedere le cose che lo circondano.

Ho trovato questa storia, rispetto alle precedenti dell’autore, per una fascia più alta di lettura. Questo libro abbraccia più categorie e nonostante il personaggio sia poco più che un dodicenne e che abbia dei modi di fare in cui si capisce che è una via di transizione tra un ragazzo e un piccolo uomo, credo ci si possa ritrovare anche per tanti adulti. Una lettura che devo essere sincera, mi ha colpito molto per la maturità che si instilla nel personaggio principale e gli permette di evolversi, di cambiare modo di pensiero di evolversi sempre di più.

La peculiarità che ha Christian Antonini, autore di questo volume è quello di creare storie con dei giovani protagonisti collegati a dei personaggi storici più o meno noti o che nessuno ricorda perché non vengono presi troppo in considerazione ma che hanno fatto la storia così come tanti altri. In questo volume è Von Muller il personaggio storico: militare tedesco, ufficiale della marina imperiale e capitano della Emden, una nave che durante la prima guerra mondiale catturò e affondò 17 mercantili attenendosi alle regole del diritto internazionale in materia di guerra in mare: gli equipaggi furono evacuati dalle navi prima che queste fossero affondate. E questa fu una peculiarità riconosciutagli da tutti coloro la cui nave è stata affondata. Non so cosa abbia affascinato l’autore su questo personaggio ma ho trovato il suo modo di descriverlo così particolare. Autoritario e allo stesso tempo di buon cuore e rispettoso, malato e curioso di ogni cosa così come un nemico leale in tema di guerra. Un personaggio che colpisce e al quale l’autore ha voluto rendere un suo omaggio particolare, se così si può dire. 

– Io sono il principe Tristan Tiberius Clunies-Ross del regno delle isole Keeling. Questa è casa mia. Risponde con fermezza, puntando un dito a terra, poi di nuovo negli occhi dell’ufficiale. – Voi, invece, chi sareste?

Il libro è una piccola perla sia per i ragazzi che per gli adulti perché permette ad entrambe le categorie di conoscere un personaggio storico e perché ci consente di ritrovarci in un piccolo dodicenne e di scoprire come si può maturare e cambiare, nel corso della propria vita, seppur si sia ancora piccoli a dodici anni. Un libro che sa di storia, che sa di forza e di coraggio, di amore e di amicizia, onore e molto altro. Un libro per ragazzi che saprà conquistare anche gli adulti, ve lo consiglio.

Christian Antonini ci porta a bordo di una nave nel pieno di una guerra mondiale accompagnati da un giovane piccolo principe inconsapevole di ciò che sta per succedere nella sua vita. Siete pronti a salpare a bordo della Emden e diventare dei corsari nel corso di una delle guerre più devastanti del mondo?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Penso che questo libro possa piacervi e che sia uno di quei libri da leggere assolutamente. Non dovete perdervelo! Vi aspetto come sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #529 – ARRIVEDERCI TRA LE STELLE DI JACK CHENG.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Primo libro letto in vacanza e se posso dirla tutta, non potevo iniziare con un volume migliore. Preso in super offerta, questo piccolo libricino non ci ha messo molto ad entrarmi nel cuore. Vi racconterò un po’ di questo volume e del perché dovreste leggerlo. A voi:

db5d01bb4e3849f8af349c659d29bb52B08236Titolo: Arrivederci tra le stelle
Autore: Jack Cheng
Data di uscita: 28 giugno 2017
Pagine: 255
Link d’acquisto: https://amzn.to/39haW6n
Trama: Alex Petroski ha undici anni e un’ossessione: il cosmo. Vive con la madre e un cane che si chiama Carl Sagan come il suo mito, l’ingegnere della NASA che ha progettato il Voyager, che trasporta nello spazio profondo il Disco d’oro con incise le voci e le immagini della Terra ad uso degli alieni. In omaggio a Sagan, anche Alex ha deciso di comunicare con gli extraterrestri, e affida al suo iPod la sua personale visione (a puntate) della vita sul nostro pianeta. Naturalmente è la vita secondo Alex Petroski, che non esita a scappare di casa col suo cane per andare a un convegno di costruttori dilettanti di razzi in Texas e del suo viaggio fa una cronaca puntuale e stravagante quanto le persone e le situazioni in cui si imbatte. Adottato da una piccola comunità di nerd come lui decisi a fargli ritrovare il padre che vive a Las Vegas, Alex farà della sua missione on the road un’occasione straordinaria per osservare da vicino gli esseri umani, compresa una scatenata sorellastra più grande, Terra, che sbuca dal nulla. Ma a un certo punto Carl Sagan (il cane) scompare…

RECENSIONE

assorted planet decorLa storia ha inizio con la preparazione per andare allo SHARF, una fiera in cui il giovane Alex Petroski – ossessionato dallo spazio e dagli alieni – decide di voler partecipare assieme al suo cane Carl Sagan per poter spedire il suo iPod e poter finalmente comunicare con gli alieni, raccontandogli come è la Terra dal suo punto di vista. Una madre assente, un padre scomparso e un albero genealogico e un’avventura tutta da vivere alla ricerca degli alieni ma anche di se stessi. E’ da questo viaggio che per Alex comincerà una vera e propria avventura in cui incontrerà e conoscerà persone lungo il suo percorso un po’ travagliato, che lo aiuteranno a superare le difficoltà che la vita a volte ci pone davanti, cercando persino di aiutarlo a crescere.

Riuscirà Alex a mandare il suo iPod nello spazio e a coronare il suo sogno? Cosa succederà lungo il suo viaggio? Cosa scoprirà sul suo passato, su se stesso e sulle persone che lo accompagnano? Sarà pronto a crescere e a comprendere tutto ciò che gli sta per accadere?

Ho già imballato il razzo e l’ho messo nel borsone insieme a uno spazzolino, alla vecchia tenda da campeggio di Ronnie  e uno shampoo-balsamo 2 in 1 così recupero spazio. Ho preso anche i croccantini di Carl Sagan – allo SHARF fanno il barbecue ma Carl Sagan non può mangiare cose alla griglia perché ha l’intestino irritabile. Devo ancora finire di riempire il borsone ma avevo bisogno di una pausa, perciò sono salito sul tetto.

La trama è decisamente lunghina ed avrei evitato di esporre determinati dettagli, soprattutto per quanto riguarda la parte finale. Ovviamente non impattano sulla storia in maniera invasiva ma ci danno un’idea di cosa accadrà una volta che ci si è già addentrati nel volume e non la trovo una cosa buona per il lettore che si aspetta curioso determinate cose. Comunque i punti salienti e le cose davvero importanti non vengono menzionate quindi posso dirvi che rimarrete colpiti da questa storia in maniera del tutto positiva.

La copertina è una piccola meraviglia, non trovate anche voi? Sicuramente è rappresentativa della storia che andremo a toccare con mano e non posso non dirmi soddisfatta del risultato ottenuto. Possiamo vedere il giovane protagonista con il suo cane e l’Ipod all’orecchio che osserva il cielo che lo circonda sperando di poter trasmettere quanta più conoscenza possibile agli esseri che popolano lo spazio e non conoscono la Terra su cui invece lui vive. Il titolo si abbina molto alla storia che andremo a leggere. Ale vuole inviare il suo iPod nello spazio, quindi una specie di Arrivederci alle sue cose per lasciarle allo spazio, per raccontare le sue avventure e come viene vista la Terra da un piccolo ragazzino di undici anni, sognatore. Un connubio unico e sorprendente, quasi magico.

white printer paper close-up photographyL’ambientazione si muove da casa di Alex, fino allo SHARF che è un festival di modellismo aerospaziale in cui il nostro protagonista vorrebbe far volare nello spazio il razzo da lui interamente costruito; ovviamente il viaggio non si muoverà solo in questo senso ma finirà per prendere altre città in cui si ritroveranno ad andare. L’epoca è abbastanza moderna, forse ambientata qualche anno addietro rispetto ad ora.

Le volte che ci innamoriamo e facciamo le cose con coraggio e diciamo la verità sono le volte che siamo grandi e siamo ovunque, come l’universo.

I personaggi di questa storia sono davvero molti e con diversi ci interfacceremo persino a lungo visto che viaggeranno con il nostro protagonista. Terra diventa un vero e proprio punto di riferimento per Alex ma non vi spiegherò di cosa ne di chi si tratta, dovrete scoprirlo leggendo il volume, altrimenti finirei per dirvi persino troppo. Ci saranno diversi aiuti che Alex otterrà dai suoi amici di viaggio oltre al piccolo amico a quattro zampe, Carl Sagan, chiamato così proprio per la sua passione dello spazio essendo Carl Sagan è stato un astronomo, scientifico e autore di fantascienza. Avremo modo di conoscere anche la mamma di Alex e Ronnie, il fratello maggiore ma in maniera del tutto marginale rispetto a quanto invece riportano gli altri personaggi della storia.

Alex Petroski è un amante del cosmo e dello spazio. Conosce tutti i segreti, ha la tesserina della Planetary Society fondata dal suo mito Carl Sagan, da cui ha dato il nome anche al suo cagnolino, e spera di poter connettersi con gli alieni nello spazio, per dirgli che come è la Terra. E’ un ragazzino sveglio, che ha costruito un piccolo modellino di un razzo per potergli permettere di spedire il suo iPod nello spazio e spera che sia possibile. E’ iscritto su Rocketforum e sa badare a sé stesso molto più di altri ragazzini della sua età. Vive da solo con sua madre ma lei è spesso assente o esce a fare le sue passeggiate quindi lui è costretto a badare ad entrambi o a provvedere a sé più di quanto vorrebbe. Ha un fratello che vive molto lontano e che spera di vedere più spesso oltre al fatto che è spesso assente anche quando comunica con lui. E’ un ragazzino sognatore che spera di raggiungere il suo sogno ma che si ritrova spesso ad essere anche solo. Amerete il suo personaggio.

Una volta Benji mi ha chiesto se ci soffrivo a non avere un papà, e io gli ho chiesto, Tu ci soffri a non avere un dinosauro? Benji ha risposto che non lo sapeva perchè non aveva mai avuto un dinosauro, e io gli ho detto che per mio papà era la stessa cosa. Benji mi ha detto che però gli sarebbe piaciuto avere un triceratopo, perché puoi cavalcarlo e sfondare i muri della scuola, e se un bidello vuole mandarti in segreteria perché sei in ritardo tu gli rispondi, Parla con il mio triceratopo! Gli ho detto che era un’idea grandiosa. Certe volte però mi capita davvero di pensare che sarebbe bello avere un papà.

Il perno centrale di questo libro è il viaggio on the road che si trasforma velocemente in uno di crescita e di maturità del personaggio attraverso le cose belle ma anche le difficoltà che la vita può metterti davanti. E’ una storia di crescita personale, di capire cosa sia raggiungibile e cosa non lo sia e di cosa sia effettivamente importante nella vita. Una storia unica nel suo genere, che amerete pagina dopo pagina.

white and brown robot toyLo stile utilizzato è davvero singolare oltre che originale. La storia è composta come se si stessero leggendo delle vere e proprie registrazioni dell’undicenne Alex, attraverso il suo iPod. Sia le discussioni e i discorsi con gli altri, così come tutto ciò che accade viene descritto come se lo stesse raccontando un piccolo ragazzino undicenne e posso assicurarvi che oltre a essere assolutamente credibile, lo sentirete vicino fino al midollo.

La storia si concentra sotto diversi fronti. Parte come un viaggio per portare l’iPod nello spazio e poi diventa una ricerca del cane Carl Sagan scomparso, alla scoperta del passato della famiglia di Alex, così come ciò che sta succedendo a sua madre. Un evento dopo l’altro che si sussegue e va in crescendo fino a che tutto si risolve, come tutte le storie che si rispettino.

Ovviamente in questa storia l’autore mette in campo diversi aspetti della vita di Alex e li tramuta in qualcosa di unico che solo lui poteva vivere davvero. L’amicizia, l’amore delle persone che ci sono accanto, il valore della famiglia, la solitudine, la crescita emotiva e i sogni che a volte possono non realizzarsi come vogliamo, o forse si, una scoperta che può cambiare la vita. Una storia che tocca diversi punti importanti e li tramuta in qualcosa di ancora più importante, rivelandoli attraverso gli occhi di un bambino.

Ho amato più di ogni altra cosa, oltre il legame profondo con il personaggio che ho sentito come se fosse un mio piccolo fratello, il legame che viene a crearsi fra Alex e Terra. E’ una cosa che accade all’improvviso, è magico e senza una spiegazione tutto diventa chiaro. E questo credo sia il punto più forte di tutto il volume e sono certa che lo penserete anche voi.

Voi avete mai perso qualcuno a cui volete bene?
Lo avete ritrovato?
Come avete fatto?
Magari voi dei problemi così non ne avete perché non vi separate mai dalle persone a cui volete bene. Forse, non appena sentite di voler bene a qualcuno, vi connettete a quella persona fisicamente, attraverso un tubo che sembra un po’ un guinzaglio , solo che è fatto di carne e viene fuori dal vostro ombelico e lo chiamate carnaglio. O forse avete qualcos’altro, qualcosa di ancora meglio…

Il libro, per la tenerezza che il protagonista, riesce a trasmettere al lettore sembra quasi somigliare a Wonder (di cui ho visto il film ma per cui mi ha fatto lo stesso effetto e a cui mi sono sentita legata fin dal primo momento). Un libro che mi auguro decidiate di leggere perché merita davvero tantissimo.

Jack Cheng ci permette di diventare i migliori amici di Alex e di seguirlo attraverso la sua avventura dolcissima e ricca di eventi che cambieranno drasticamente la vita dell’undicenne che sogna di parlare agli alieni. Registrazioni su registrazioni che ci consentiranno di capire la crescita e il cambiamento che a volte è necessario oltre al fatto che l’amore delle persone che ci sono accanto può fare davvero la differenza.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Libro acquistato

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #475 – VOI DI DAVIDE MOROSINOTTO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui a chiudere l’anno con l’ultima recensione dell’anno! Ringrazio la Rizzoli che mi ha permesso la lettura e finalmente colgo l’occasione per parlarvene. Siete curiosi almeno un pochino? Una nuova lettura per ragazzi è qui per voi. Ecco qui:

4389186-9788817118989-285x424Autore: Davide Morosinotto
Titolo: VOI
Prezzo: € 16,00
Dai 12 anni
Link d’acquisto: https://amzn.to/2L69omP
Trama: “I marines americani usano un metodo infallibile per addormentarsi in ogni situazione: rilassano i muscoli poi immaginano di trovarsi su una canoa al centro di un lago. Una notte ho deciso di provarci anch’io. E ci sono riuscito così bene da sognare. Mi sono ritrovato su una canoa circondato da montagne, in fondo la colata di cemento di una diga. All’improvviso un rumore, poi un lampo rosso nel cielo, e la barca si è ribaltata. Sono piombato sott’acqua. Per fortuna qualcuno si è tuffato e mi ha aiutato a nuotare verso riva. Era una ragazza dagli occhi così blu da far luce. Raggiunta la spiaggia di un’isola, ci siamo accorti di non essere soli. Qualcuno era lì con noi. Solo che non potevo vederlo, giravo la testa ma lo straniero era sempre fuori dal mio campo visivo. Avrei dovuto avere paura. Invece sentivo che era l’inizio di una grande avventura. Quando mi sono svegliato, nel mio letto, ho preso il quaderno che tengo accanto al comodino. E ho capito che avrei scritto questa storia”

RECENSIONE

woman in red long sleeve shirt and pink pants sitting on rock near lake during daytimeLa storia ha inizio un giorno come un altro a Montemorso. Il signor Peter come altri giorni stava andando al lago a pescare, solo che non immaginava che quello fosse l’ultimo giorno della sua vita e che finisse ucciso sepolto da una frana dalla montagna adiacente. Blu conosceva il signor Peter e la frana suona così strana. Cameron è un ragazzino viziato che sta giungendo dall’America fino a Montemorso e quello che non si aspetta è di vivere un’avventura grandiosa e spericolata assieme a Blu e ai suoi amici Abel e Tilly e alla ragazza dolcissima che tutti reputano stramba. Qualcosa è accaduto a Montemorso dal momento della frana e strani avvenimenti continuano ad accadere nella vita di tutti giorni anche agli altri paesani.

Cosa sta succedendo davvero nel piccolo paese? Come farà Blu e il suo gruppo di amici a scoprire di cosa si tratta? Cosa scoprirà Blu e come affronteranno le conseguenze di ciò che sta per accadere?

Perché è una cosa buffa, la paura. Prima non c’è, poi all’improvviso te la trovi addosso, fortissima. La testa, ti riempie di dubbi e di colpo una fantasia sembra vera. Così Blu scattò in avanti, più veloce che poté, testa bassa, braccia che sventagliavano a tempo. Voleva allontanarsi e basta. Allora lo sentì. Dietro di lei. Sovrapposto al rumore dei suoi passi, ce n’erano altri che fecero pensare a qualcuno di più alto e pesante.

La trama di questa storia sembra insensata a leggerla così e ammetto che anche io non avevo capito il legame con la storia. Mi dicevo “Ok, Morosinotto, hai iniziato a scriverla così ma di cosa parla esattamente questa storia?” Quindi su questo piano sono andata completamente al buio e devo dire che, nonostante non sia il migliore dei piani per presentare un libro, suscita curiosità. Certo non è il metodo ideale ma quantomeno fa il su dovere se è questo che cercava di trasmettere l’autore.

La copertina di questa storia è assolutamente particolare. I colori sono unici anche se il disegno della scalatrice non è esattamente veritiera. Forse sarebbe stato ideale un altro tipo di rappresentazione per questa storia, senza ombra di dubbio. La scelta dei colori è interessante perché riporta molto al crepuscolo così come i colori utilizzati per le immagini all’interno del volume; nonostante questo, ripeto, la scelta dell’immagine mi lascia perplessa. Il titolo è centrale per la storia narrata e trovo che sia assolutamente interessante anche se così come mostrato in copertina non da alcun indizio. E sinceramente non voglio smorzare questa fantasia che ha messo l’autore nell’incuriosire il lettore. Quindi vi dirò soltanto che è l’argomento centrale di questa storia ma non vi mostrerò di cosa si tratta.

L’ambientazione è il piccolo paese italiano, partorito dalla mente dell’autore, di Montemorso, composto da un piccolo paesino nei pressi di un lago che ha una diga installata da pochi anni e da una piccola isola centrale in cui un tempo sorgeva un fantastico camping. L‘epoca sembra essere abbastanza moderna anche se non specificato, quindi su questo siamo sicuramente in dubbio.

I vigliacchi sono imprevedibili. Proprio quando ti convinci di averli sconfitti, loro ti accoltellano alle spalle. Blu lo sapeva, così i suoi amici, perciò fecero l’unica cosa sensata: corsero via, più veloce che poterono.

brown boat on lake near mountains during daytimepersonaggi di questa storia sono tanti e diversi ma penso sia importante rivalersi sui più importanti che conducono il divenire di questa storia pagina dopo pagina. Infatti gli abitanti di Montemorso seguono l’avvenire degli eventi e li portano avanti ma la vera protagonista di questa storia è Blu e il suo gruppo di amici, compreso persino Luka.

Blu è una ragazza dagli occhi chiari e dal carisma forte. Ha i genitori separati e passa diverso periodo con la madre seppur apprezzi la compagnia di suo padre. Ha una migliore amica, Tilly da cui non si separa mai neanche quando sono lontane perché si sentono costantemente e con Abel, che è innamorato perso di Blu praticamente da sempre. Blu è determinata, forte e coraggiosa per essere una giovane ragazzina. Sono un gruppo ben amalgamato e unito e l’avventura che accadrà nel loro piccolo paese li unirà ancor di più.

Cameron è un ragazzino americano che si trasferisce a Montemorso per il lavoro di sua madre e tutto si aspettava tranne che di finire in un buco sperduto di mondo, rispetto a dove viveva prima. Non conosce nessuno e quando Blu lo salva mentre rischiava di finire affogato per via della frana nel lago, sente un legame che lo unisce a loro e, nonostante capisca molto poco di italiano riusciranno a comunicare fra loro. Un personaggio che non si scopre molto, forse quello che da meno carattere alla storia ma una buona presenza, soprattutto a livello di affidabilità.

Luka è un personaggio intrigante e misterioso. Ha qualcosa che non avrete mai visto prima e sicuramente apprezzerete lui e chi gli sta tanto vicino, la sua storia e da dove proviene. Non posso dirvi molto ma sappiate che apprezzerete molto questo personaggio enigmatico che ha tanto da regalare al lettore.

Lui si lanciò con lunghi balzi, portandola fin quasi sulle stelle poi di nuovo giù, a una velocità che Blu non aveva mai provato, allora rise e aprì le braccia come fossero ali. Per un istante non ci furono problemi, né pensieri. Soltanto loro due con la loro gioia, la luna, il vento, la strada.

Il perno centrale di questa storia risiede tutto nel titolo come risiede nella frattura della montagna che crolla miserabilmente nel lago. Da qui tutto ha inizio, tutti i cambiamenti a Montemorso e l’arrivo di qualcosa di inaspettato, di misterioso che può quasi sembrare pericoloso. Siete pronti anche voi a scoprire cosa si cela dietro questa storia?

man in white shirt sitting on brown wooden dock during daytimeLo stile di questo volume è leggero, piacevole e scorrevole che sbalza da un personaggio all’altro e crea una storia unica ed omogenea cercando di sfruttare quanto più Montemorso e i suoi abitanti. Scritto in terza persona, questa storia ci regala un mistero che si infittisce sempre più regalandoci qualcosa che non si crede possibile anche se non è del tutto improbabile.

La scelta della trama, come vi ho già detto in precedenza non è sicuramente dei migliori ma dopo aver letto la storia anch’essa assume un senso e rende tutto più armonioso e ricco di significato.

La scelta comunque di quanto riguarda “Voi” rende tutto misterioso e intrigante, anche a livello di significato ma non ne capisco l’utilità di non mostrarli al mondo. Il mistero è grande e questo fatto rende tutto ciò che accade a Montemorso molto difficile. In più non comprendo come possa essere accaduto da una semplice frattura. Loro sostengono di non ricordare ma questa cosa al lettore resta dubbia, specialmente ad un lettore più adulto; anche se non vuol dire che questo non accada anche a lettori più giovani e con molto più acume. Infatti il mistero di queste cose resta comunque inspiegato e irrisolto e non rende a livello di spiegazioni della storia.

Nonostante questo è sicuramente una lettura piacevole, che fa divertire e al contempo riflettere su qualcosa che potrebbe avvenire da un giorno all’altro anche a noi, solo magari non nelle stesse modalità o non nelle stesse modalità. Potrebbero essere già qui e non accorgercene, non vi pare? Ovviamente so che non riuscite ben a comprendere di chi o cosa io stia parlando ma datemi fiducia e se siete dei tipi curiosi vi invito alla lettura. Sicuramente troverete una storia carina ad aspettarvi.

Accadde una cosa che Blu non aveva previsto. Sulla piazzetta calò un silenzio perfetto, e quando Luka ricominciò a spiegare, le sue parole diventarono luce, si trasformarono in immagini che lampeggiavano dietro le palpebre chiuse degli occhi. Non era una magia, o come guardare un film. Era la forza del racconto che la trascinava con sé. Perché è questo che fanno le buone storie. Ti costringono a entrarci dentro. Ti cambiano. E quando vieni fuori, niente è più come prima.

Il libro è sicuramente una lettura per ragazzi originale e interessante sia dal punto di vista della storia che da tutto ciò che ne deriva in conseguenza alla frana nel lago. Nessuno si aspettava questo cambiamento. Siete pronti a conoscere Voi?

Davide Morosinottoci porta in un piccolo paesino italiano in cui tutto sta per cambiare. Voi, noi e loro, coloro che cambieranno tutto o forse niente all’interno di questa storia e il futuro, quello che ci aspetta, quello che stiamo scrivendo, quello che vivremo. Ma questa in fondo, è un’altra storia. 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Che ne dite? Fatemi sapere mi raccomando, io ci tengo e vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE FILM # – ENOLA HOLMES SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene, grazie. Nel frattempo sono qui per portarvi una nuova recensione, stavolta di un film che ho visto qualche settimana fa ma per una cosa o per un’altra ho rimandato per dare spazio ai libri. Un film leggero, semplice, adatto specialmente ad un pubblico giovanile. Ecco qui:

enola_holmes_posterTitolo: Enola Holmes
Durata: 2h
Data di uscita: 
23 settembre 2020

Piattaforma: Netflix
Cast: Millie Bobby Brown: Enola Holmes / Louis Partridge: Tewkesbury / Henry Cavill: Sherlock Holmes / Sam Claflin: Mycroft Holmes / Helena Bonham Carter: Eudoria Holmes
Trama: Enola Holmes, sorella minore del famigerato e famoso Sherlock Holmes, è una ragazza di sedici anni, intraprendente e non ordinaria per la fine dell’Ottocento, che si ritrova a vivere una complicata avventura londinese sulle tracce della madre scomparsa.

TRAILER

RECENSIONE

Enola Holmes: tutto sul nuovo film di Netflix!Il film ha inizio con la presentazione di Enola e del rapporto con sua madre. Enola, che con un gioco di parole diventa Alone ovvero Sola, è già abbastanza come presagio di come inizierà questa storia. Enola Holmes è la sorella del famoso Sherlock Holmes, il detective più famoso d’Inghilterra ma che ha visto solamente quando era bambina. Quando la madre di Enola scompare misteriosamente Enola si rivolge a Sherlock e Mycroft Holmes, i suoi due fratelli e ormai tutori legali. Mycroft nota che la casa è nel degrado più totale e che sua sorella sembra troppo selvaggia per una donna. Per questo, le impone di rinchiuderla in una scuola per ragazze dove poter apprendere comportamento e tanto altro per poter entrare in società.

Ma cosa succederà ad Enola? Si lascerà rinchiudere in convento o scapperà per se stessa e per ritrovare sua madre?

Gli attori e i personaggi sono sicuramente ben interpretati e ben strutturati. Oltre alla figura predominante di Enola, anche la madre ha il suo ruolo fondamentale all’interno della storia anche se lo capiremo di più con lo scorrere del tempo e l’andare avanti del film. From My Window Seat — henrycavilledits: HENRY CAVILL as Sherlock Holmes...Sherlock, per quanto sia importante ha un ruolo marginale ed è quasi preponderante il fratello Mycroft su di lui, rispetto a quanto lo vediamo effettivamente. Personaggio nuovo è anche quello del Visconte Tewksbury anche se non lo trovo un vero e proprio asso innovativo all’interno della storia ha il suo ruolo e maturerà esattamente come lo farà Enola. Insieme, infatti sembrano andare d’accordo soprattutto perché hanno la stessa sintonia e lo stesso modo di muoversi nei pensieri e nelle cose, anche se Tewksbury a volte è leggermente più stupidotto e bambino. Gli attori sono perfetti nei loro ruoli e trovo l’attrice Millie Bobby Brown adatta a questa storia leggera e per ragazzi. Forse l’unico leggermente fuori tono è Mycroft che è veramente stupido nelle scene con la direttrice così come lo è anche quest’ultima. 

Ritengo che la copertina sia fondamentale, anche se, la figura di Sherlock è forse messa troppo in risalto, così come quella del fratello rispetto alla storia e poco alla madre e a Tewksbury che invece si muovono in questa storia molto più di quanto lo facciano i due fratelli Holmes.

Enola Holmes Movie Review | Movie Reviews SimbasibleOvviamente come vi ho già detto, se vi aspettate un film per adulti o comunque una storia seria, classica, degna di Sherlock Holmes, dimenticatelo. Piuttosto questa è una storia carina, per divertire ragazzi e più piccoli e da vedere in famiglia. Infatti la storia in determinati punti, raccontata da Enola in primo piano che spiega determinati passaggi, ricordando lo stile de Le follie dell’Imperatore (Disney), rende la storia dinamica, divertente, leggera e ricca di azione e tematiche adatte a tutti, grandi e piccini.

Per quanto riguarda le tematiche utilizzate all’interno del volume sono sicuramente innovative, specialmente per l’epoca presa in considerazione. Infatti Enola è indipendente, intraprendente e poco incline ai canoni e allo standard di comportamento della società del tempo così come le ha insegnato sua madre. E questo comportamento la porterà sia ad essere intuitiva ed intelligente come suo fratello, sia a sapersi difendere e a saper muoversi da sola senza l’aiuto di un supporto maschile sulle spalle, nonostante l’amore si lasci toccare su qualche corda all’interno del film. Inoltre ho apprezzato quanto le amiche di Enola che ritroverà a Londra, sia per la madre stessa. C’è una presa del potere femminile, nel periodo del suffragio per ammettere le donne al voto, cosa importante e preponderante anche come movimento di alcune cose all’interno del volume.

The World Is Quiet Here — Enola Holmes (2020) Il film quindi è sicuramente divertente, semplice, dolce e forte sia nei messaggi che nelle dinamiche. Vi consiglio la visione se volete un film che vi riporti ai tempi di Sherlock Holmes ma con una protagonista che oltre ad assomigliargli sotto alcuni aspetti, rende tutto originale, diverso e forte per quanto riguarda tutto ciò che circonda la storia in generale. Un film ricco di azione, femminilità, intuitività e un mistero da risolvere, quello del Visconte scomparso.


Che ne pensate di questo film? Pensate di vederlo? Fatemi sapere se lo avete già visto o se lo vedrete. Mi raccomando!

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #463 – GOLFO DI ROBERT WESTALL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Una storia sicuramente particolare ci regala la Camelozampa che ringrazio per avermi permesso questa lettura. Sicuramente una lettura peculiare e interessante. Ecco che ve ne parlo subito:

GOLFO-cover-web-768x1089Titolo: Golfo
Autore: Robert Westall
Traduttore:  Sara Saorin
Pagine: 155
Data di uscita: 07 novembre 2020
Link d’acquisto:  https://amzn.to/3lUqsdh
TramaFiggis è diverso dai suoi coetanei. Se c’è qualcuno che soffre, anche lontano migliaia di chilometri, Figgis sta male come se accadesse a lui. Quando scoppia la guerra del Golfo, comincia ad avere strani sogni: dice di chiamarsi Latif e di vivere in Iraq. Ma se nella testa di Figgis c’è Latif, allora dov’è andato Figgis? Nel trentennale della Guerra del Golfo, torna in Italia il capolavoro di Robert Westall, più attuale e importante che mai.

RECENSIONE

character hand wallpaperLa storia ha inizio con Tom che racconta la vita prima che arrivasse suo fratello. Un fratello chiamato Andrew, soprannominato dai genitori Andy e da lui Figgis, come l’amico immaginario che aveva quando era più piccolo. Il fratello maggiore, protagonista di questa storia, ci parlerà del piccolo Figgis e delle sue fisse più strane nel corso della sua crescita, fino alla fissazione più grande in cui Latif sembra prendere il posto di Figgis sempre di più e nessuno riesca veramente a capire cosa succeda se non suo fratello Tom seppur non sappia darsi una vera spiegazione. 

Cosa succederà al piccolo Figgis? Tom cercherà di aiutare suo fratello o asseconderà ancor di più tutto ciò che gli sta accadendo? Chi è Latif e cosa è successo a lui, che vive nel pieno della Guerra del Golfo, dal lato di Saddam?

Volevo bene a mio fratello. Fin dal primo momento. Ma gliene volevo abbastanza? L’ho usato. Non si dovrebbe usare chi si ama. Forse quello che gli è successo è stata tutta colpa mia…

La trama di questo volume è leggera e intuitiva, sicuramente chiarisce molto la storia e mette curiosità nei confronti del lettore. Interessante e ben scritta che rende pan per focaccia alla storia. 

La copertina è davvero molto bella e in tema con la linea della Camelozampa e rispetto alle precedenti copertine e all’originale della copertina di Golfo, dell’autore. Le altre sembrano decisamente terribili rispetto a questa edizione e trovo la versione attuale davvero molto carina e inerente a ciò che viene raccontato nel volume in questione. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale. Devo ammettere che non avendo letto riferimenti alla breve trama in questione credevo che Golfo si riferisse al nome del protagonista, invece no. E’ assolutamente in riga con la storia trattata, posso assicurarvelo.

L’ambientazione è in una piccola cittadina americana nel periodo della Guerra del Golfo dove Saddam Hussein era a capo dell’Iraq e in televisione giungeva ogni tipo di notizia e si seguiva la cosa con interesse.

Qualche volta, quando eravamo da soli, chiamavo lui “Figgis”. Era un gioco tra noi. Avevo tre anni quando arrivò. I miei genitori temevano che fossi geloso. Ma come potevo essere geloso di lui? Lui era mio, come lo era stato Mister Figgis. Non mi limitavo a rendermi utile, come magari andando a prendere un pannolino nel cassetto per portarlo alla mamma, trascorrevo ore a guardarlo mentre dormiva. Domandandomi cosa avrebbe detto, una volta che avesse imparato a parlare. Dove saremmo andati assieme, una volta che avesse imparato a camminare.

soldier walking on wooden pathway surrounded with barbwire selective focus photographyI personaggi di questa storia sono molto pochi e sono sicuramente ben delineati e ben descritti dal punto di vista in prima persona di Tom, il maggiore della famiglia.

Tom è un ragazzino sveglio e perspicace, anche abbastanza tranquillo. A scuola sembra essere bullizzato e non ha molti amici se non suo fratello, Figgis che spera cresca presto per condividere con lui ogni cosa. Ha molto in comune con suo padre, come lo sport e finisce per svegliarsi ogni volta per dare retta al segreto e alla fissa di suo fratello, assecondandolo sempre di più.

Figgis è un ragazzino molto particolare e riesce a connettersi in modo assolutamente particolare con le persone in difficoltà, con le persone distanti nel mondo e che lo colpiscono particolarmente. Latif è uno di questi. Un ragazzino in guerra in Iraq al servizio di Saddam che lotta per un briciolo di vita che gli è stata rubata ed è stata mesa al servizio della guerra che rischia di farlo morire da un momento all’altro. Due personaggi che impareremo a conoscere una pagina dopo l’altra.

Io però non ero sicuro che si trattasse solo di fantasia o di cose viste in televisione. Perché Figgis mi garantiva che quelle nei suoi sogni erano persone vere, e poi lui non guardava mai quel tipo di programmi.
Non ne aveva bisogno. Inoltre, quello che mi raccontava era così particolareggiato: mi aveva mostrato perfino alcuni dei nodi che
usavano per legare le cose assieme. Ho provato più di una volta a coglierlo in fallo.

Il perno centrale di questa storia è il fratello di Tom, Figgis che ha delle strane fissazioni e sembra connettersi perfettamente al mondo attorno a lui. Le sue strane “Fisse” sembrano connetterlo al resto delle persone che lo circondano, in special modo ad un ragazzo della sua stessa età di nome Latif, che si trova sul fronte, in guerra in Iraq.

Lo stile utilizzato è molto fluido e diretto, intuitivo per qualsiasi tipo di ragazzo ed anche di bambino ma che cela dietro di sé un messaggio molto più profondo di quello che sembra trasparire rispetto alla semplicità del testo, come detto in precedenza, in prima persona dal punto di vista di Tom, il fratello maggiore di Figgis o Andy. Chiamatelo come preferite.

La storia è stata carina ma fin dalle prime “Fisse” o connessioni che avvengono fra Figgis e le altre persone tutto sembra molto confuso. Persino dopo, quando la connessione con Latif sembra essere sempre più prepotente, più forte e tutto assume una connotazione diversa rispetto all’inizio, resta comunque tutto molto confuso. Neanche il dottore che prende le redini della situazione sa dare un nome a ciò che sta accadendo. Perché l’autore non si sofferma su tutto questo? Perché lascia che tutto resti inspiegato dall’inizio alla fine? Questa è stata una cosa che è pesata molto all’interno della lettura e per cui faticavo ad andare avanti. Carina l’idea e la connessione ma la motivazione dietro troppo debole a mio avviso e troppo, davvero troppo labile. Si regge su un filo TROPPO sottile.

L’idea della guerra e delle difficoltà, che tutti siamo esseri umani e che dovremmo essere connessi fra noi, rende la cosa sicuramente interessante e ben strutturata. Infatti sono davvero sbalordita della scelta della storia e di cosa ne esce fuori tutto sommato.

L’abuso però che Tom fa dall’inizio alla fine del volume della connessione di suo fratello mi ha alquanto disturbata. Invece di aiutare suo fratello finisce per incuriosirsi lui continuando a sottoporlo a stress continuo. Ho trovato, infatti, questo messaggio tremendamente sbagliato e quando cerca di redimersi sembra essere difficile recuperare ciò che è successo. Per giustificare il tutto poi sopraggiunge il finale che non ho trovato per nulla corretto nei confronti del piccolo Figgis.

C’è un filo anche di razzismo all’interno del volume come tematica trattata ma lasciata parecchio fine a sé stessa. Infatti si capisce la posizione che prende Tom rispetto al resto ma tutto resta così, non muta niente, anzi resta fin troppo leggero nonostante suo padre reputi anche lui che gli iraqeni debbano essere sconfitti. Non prende posizione Tom e ne dice quattro a suo padre. Se ne sta in silenzio a guardare.

Per essere di vecchia data questo volume però mi sento di giustificarlo da queste tematiche sociali che attualmente sono più trattate che in precedenza. Ma non mi sento comunque di farlo del tutto e su tutto.

Non so perché ci andai tanto pesante con Figgis in quel nostro gioco notturno. Forse in un certo senso lo invidiavo. Figgis il visionario, perso in un mondo tutto suo. Figgis, che non si annoiava mai in compagnia
di se stesso, con i suoi pensieri. Io invece ho sempre avuto bisogno degli amici. Se una sera vengo lasciato da solo, apro il frigo e mi rimpinzo di schifezze, accendo la televisione e mi riempio la testa di altre schifezze e alla fine vado a letto di pessimo umore. Ho bisogno che succedano cose, ho bisogno che ci sia dell’azione. Penso che questa storia di Latif fosse come avere un giocattolo nuovo e ne approfittavo il più possibile, una notte dopo l’altra. Figgis stava solo fingendo?

Il libro è sicuramente particolare ma lo consiglio più ad un ragazzo più grande che comprende il messaggio che cela questo volume rispetto ad un bambino che non può capire completamente la storia e ciò che vuole comunicare l’autore in queste pagine. Anche agli adulti perché no.

Robert Westall connette due bambini lontani chilometri, di due fazioni che si combattono mettendo a repentaglio la mente di uno per permettere all’altro e a chi lo circonda di scoprire la brutalità del mondo e di quanto sia dura vivere la guerra e chi la vive per un ideale personale. Siete pronti a connettervi anche voi con Latif?

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate! Sono curiosa di vostre opinioni ovviamente.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #461 – LA RAGAZZA DEGLI ORSI DI SOPHIE ANDERSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per portarvi una nuova recensione che spero apprezzerete. Un libro per ragazzi, edito Rizzoli, che ringrazio assolutamente per la lettura di cui ero curiosissima non appena era già uscito in lingua. Non vedo l’ora di parlarvene ed ora lo faccio subito, sperando che possa incuriosire voi e i lettori più piccoli. Ecco solo per voi:

51x6l8hzgjlTitolo: La ragazza degli orsi
Autore: Sophie Anderson
Pagine: 375
Genere:  Fantasy
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/35rEjSt
Trama:
Yanka si interroga da sempre sulle proprie origini: è sicura che il mistero che avvolge la sua nascita abbia a che fare con l’irrequietezza che le agita il cuore. Per quanto ami il villaggio in cui è cresciuta con la madre adottiva, infatti, Yanka sente di appartenere a un altro mondo. La natura sembra parlarle; la foresta che circonda la sua casa le sussurra richiami sempre più insistenti. È lì, lei lo sente, che si nascondono le risposte che cerca. È lì, tra fiumi gelati e vulcani infuocati, che vive il ricordo di una storia scintillante come il più limpido cielo notturno. La sua storia: quella di Yanka l’orsa.

RECENSIONE

Young Bear (a got fan art), Kelly Perry | Bear art, Character art, Fantasy  artworkLa storia ha inizio con Yanka che ricorda un’orsa quando era bambina. Un animale dolce, protettivo che sapeva tenerla al caldo ma che allo stesso tempo l’ha lasciata andare. Probabilmente è solo un sogno, o forse no, ma Yanka che ora va verso l’adolescenza, si fa sempre più grand e robusta. Molto più grande di tutte le persone del villaggio, tant’è che viene chiamata Yanka l’Orsa e continua ad interrogarsi sul suo passato, sulle sue origini, perché sente di non appartenere veramente a quel piccolo villaggio dove è cresciuta con Mamocka e con l’unico amico vero, Sasha. C’è qualcosa che le sfugge e sembra sempre che la natura, gli animali che la circondano la chiamino a loro. Quando succede qualcosa di veramente troppo strano da spiegare Yanka decide che è il momento di partire per scoprire tutto sul suo passato.

Cosa succederà a Yanka? Ma soprattutto cosa scoprirà sulle sue origini? Dove sono i suoi genitori e perché si è sempre sentita così fuori posto e mai davvero a casa, in quel villaggio?

La mia mamma adottiva, Mamochka, dice che avevo all’incirca due anni quando mi trovò fuori dalla grotta dell’orsa. Dice che me ne stavo in piedi nuda nella neve, ma con le guance rosa e calde e il più grande dei sorrisi. Capì all’istante che eravamo destinate a stare insieme.

La trama di questo volume è dolce, curiosa e lascia intendere tutto e niente. Avevo adocchiato ovviamente questo volume già quando è uscito all’estero e non vedevo l’ora di leggerlo perché ho apprezzato molto il volume precedente dell’autrice e 

La copertina è stata mantenuta come l’originale ed è meravigliosa sia nei colori che nella struttura sul fronte ma anche sul retro. I dettagli di questa storia, per chi sa coglierli ci sono tutti e potrete scoprirli pagina dopo pagina. Oltretutto, anche all’interno e nella sovraccoperta l’edizione è stupenda. Chapeau! Il titolo si differenzia leggermente dall’originale. Mentre è The girl who speaks bear quindi La ragazza che parla con l’orso. Posso comprendere il perché non è stata utilizzata nella traduzione e apprezzo il cambio titolo intelligente e curioso. Connubio ben strutturato.

L’ambientazione e l’epoca non sono definiti però ci si ritrova in un piccolo villaggio, nella neve del gelido inverno che sta per arrivare, sempre mantenendosi all’interno della cultura russa, riportando ancora una volta fra noi anche la casa sulle zampe di gallina che troviamo nel primo volume ma con diverse abitanti al suo interno – che amerete esattamente come l’altro volume.

Un giorno mi piacerebbe scoprire la storia del mio passato, e spero che sia un racconto pieno di meraviglia, che spieghi chi sono e perché sono diversa, perché sento gli alberi che sussurrano segreti, la presenza della foresta, e mi chiama a sé.

The Girl who Speaks Bear – Sophie AndersonI personaggi di questa storia sono diversi e variegati anche se sicuramente il più importante è la protagonista indiscussa di questa storia, ovvero Yanka l’Orsa. Nonostante questo, di cui vi parlerò fra poco, c’è Mamochka che è un personaggio unico e l colonna portante di Yanka. C’è Sasha, il suo migliore amico da sempre, Trappola il suo animale da compagnia, il lupo, Anatoly, l’amico che ha raccontato un sacco di storie a Elena e tanto tanti altro da scoprire.

Yanka è una ragazzina curiosa, che ama le storie e che vorrebbe saperne di più su ciò che è stato nel suo passato e sul perché la foresta sembra richiamarla sempre più a sé, più di quanto faccia il villaggio e i suoi abitanti. Ama la sua Mamochka ma è allo stesso tempo ossessionata da ciò che c’è al di là della sua casa, la curiosità delle storie e le mappe da riprodurre pur di sentirsi a casa. Una ragazzina coraggiosa, forte e intraprendente che metterà tutta se stessa e la verità avanti a tutto.

La paura che mi striscia dentro si lancia al galoppo. Non abbiamo mai lasciato il villaggio; non abbiamo mai avuto bisogno di nulla che la foresta non potesse darci. Ho paura di quello che sta succedendo, ho paura che le persone mi vedano ridotta così e ho paura di mettermi in viaggio  per farmi pizzicare e punzecchiare da strani dottori lontano da qui.

The Girl who Speaks Bear – Sophie AndersonIl perno centrale di questa storia è la scoperta del passato e delle origini di Yanka l’orsa, la protagonista di questo dolcissimo volume. Un significato che vale molto, specialmente per la piega che prenderà questa storia.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, in prima persona dal punto di vista di Yanka l’Orsa; stavolta, però, ci porta un messaggio del tutto diverso e una tematica importante ai fini della storia. 

Il tema della scoperta del passato e di se stessi è predominante. Il coraggio, la forza di voler conoscere ciò che è stato e ciò che la rende come è adesso, rende il personaggio ancor più interessante. Ho amato infinitamente le scelte della protagonista e la tenacia, la forza di volontà e la scoperta, il mettersi in gioco che completa il suo quadro e oltre a renderla dolcissima la rende anche molto coraggiosa. La rende originale, unica, dolce e tanto tanto altro.

Le illustrazioni all’interno del volume danno un valore aggiunto alla lettura e la rendono – oltre che bella – sicuramente sensazionale e tenerissima. Trovo che sia una storia molto dolce nel suo complesso e queste non fanno che avvalorare la tematica e la dolcezza unica e infinita di questo volume.

L’unica cosa che lascia un po’ di stucco sono le tante fiabe/storie che l’autrice inserisce all’interno del volume e che vengono raccontate a Yanka o che quest’ultima racconta ai suoi amici. Ci stanno in alcuni contesti, in altri risultano troppo, a volte anche abbastanza scontate. Comprendo sia una lettura per ragazzi quindi le giustifico pienamente e mi piacciono – non fraintendetemi – ma a volte forse sono state troppo. Sembra quasi che la soluzione sia sempre lì pronta e servita. Leggermente più complesso o articolato da captare, no?

Mi chiedo, se Mamochka fosse qui, fingerebbe di non vedere che sto parlando con un lupo? Sorrido al pensiero, poi apro la bocca e lascio che le parole della storia corrano fuori.

Il libro è un piccolo gioiellino assolutamente da leggere e da regalare ai più piccoli. Ho trovato questa storia indispensabile e tenera, forte e audace. Una storia che spero molti di voi leggeranno, ne vale assolutamente la pena.

Sophie Anderson ci porta in una fitta foresta misteriosa che può far paura ma che regala magia, sentimenti ed emozioni uniche. Una storia di una bambina e di un’orsa, della ricerca di se stessi e del coraggio di intraprendere un viaggio che può portare la serenità seppur questo presenti molti ostacoli. 

Il mio voto per questo libro: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere, mi raccomando. Sono davvero felice di  aver parlato di questo volume.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #459 – GLI INADOTTABILI DI HANNAH TOOKE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un’altra recensione per voi che spero possa piacervi. Ovviamente ringrazio la Rizzoli per avermi permesso la lettura davvero piacevole. Un libro di cui sono molto felice di parlarvi, eccolo qui:

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Autore: Hannah Tooke
Collana: Ragazzi
Prezzo: 17.00 €
Pagine: 416
Data di uscita: 01/09/2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3nfyHRx
TramaAmsterdam, 1892. All’orfanotrofio del Piccolo Tulipano arrivano cinque neonati abbandonati nelle maniere più diverse, chi in una cesta a forma di bara, chi dentro un secchio per il carbone. Tutti modi comunque inaccettabili per la direttrice, l’arcigna e puntigliosa signora Gassbeek. Milou, Dita, Oval, Finny e Sem diventano presto gli “inadottabili”, casi disperati di cui la direttrice non riesce a liberarsi. Loro, però, sono uniti come fratelli e hanno trovato nell’amicizia la forza di resistere. Una speranza sembra profilarsi quando i ragazzi compiono dodici anni e un commerciante di zucchero, un certo signor Rotman, propone di prenderli con sé. Indossa abiti eleganti, ma ha baffi che fremono e un sorriso sbagliato. Per i cinque amici è l’inizio di un’avventura che richiederà tanto ingegno quanto coraggio. In un paese incantevole, tra i canali di Amsterdam e i mulini a vento del vasto polder, la loro fuga sarà costellata di atmosfere da brividi, messaggi segreti e colpi di scena. Nel solco dei migliori classici della letteratura per l’infanzia, Gli Inadottabili, diventato immediatamente un caso internazionale, unisce alla magia di Sophie sui tetti di Parigi di Katherine Rundell l’avvincente cupezza di Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket.

RECENSIONE

The Unadoptables: Five fantastic children on the adventure of a lifetime:  Amazon.it: Tooke, Hana, Rubio, Ayesha L.: Libri in altre lingueLa storia ha inizio diverse notti all’orfanotrofio del Piccolo Tulipano in cui ci sono delle regole da rispettare per lasciare i neonati alla porta. Cinque di questi neonati vengono lasciati nei modi più disparati e con oggetti bizzarri o dentro ceste impensabili, specialmente per la direttrice Gassbeck, e da ai cinque dei nomi strani quanto i loro ritrovamenti al di fuori della struttura da neonati. Milou, Oval, Dita, Finny e Sem crescono all’interno dell’orfanotrofio e sperano sempre di essere adottati o addirittura che i famigliari vengano a riprenderli in qualche modo. Ma questo non avviene e i cinque diventano presto gli Inadottabili. Fino a che, un giorno, i cinque si sentono costretti a dover accettare un’offerta che li porterà lontani dalla loro casa, in missione, alla ricerca di qualcosa che neanche loro credono possibile. E una serie di guai ha inizio.

Cosa succederà ai cinque orfanelli? Riusciranno a costruire la famiglia che tanto desideravano? Cosa scopriranno l’uno dell’altro? 

«Forse non siamo arrivati in tempo…» disse piano. «Forse loro sono…» «Se fossero morti, la loro roba sarebbe stata portata via e il mulino venduto». disse Sem. (…) «E’ tutto così… misterioso» disse. «Devo scoprire che cosa è successo».

The Unadoptables by Hana Tooke – ACHUKA Children's Books UKLa trama è lunga e sicuramente sarebbe stata meglio una versione più concisa. Nonostante questo, però, posso dire che non troverete spoiler nonostante la lunghezza e tutto quello che trovate scritto riguarda solo e semplicemente l’inizio di questa storia che è tutta da scoprire.

La copertina è bellissima e dolcissima. Nonostante si differenzi totalmente dall’originale che vedete qui di lato – e anche questa veramente fantastica con i suoi colori unici e inimitabili – fa la sua figura e rende il volume differente, quasi un volume antico visto il disegno e la struttura posta sul dorso della copertina. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale, un termine grammaticalmente non corretto ma che rende effettivamente ciò che cerca di comunicare, ovvero i cinque ragazzi che non riescono ad essere adottati.

L’ambientazione è Amsterdam, in cui si trova l’Orfanotrofio del Piccolo Tulipano e il destino di questi cinque ragazzi che cercheranno di costruire loro stessi e il loro stesso avvenire.  L’epoca del volume si aggira attorno il 1892 ed è resa molto bene dall’autrice lungo la narrazione della storia.

Milou si strinse al petto il suo pupazzo e accarezzò di nuovo la scritta, ignorando la piccola fitta di incertezza che cercava di farsi strada nel suo cuore. Anche lei sperava ne valesse la pena. La speranza era tutto ciò che le restava.

Review: 'The Unadoptables,' By Hana Tooke : NPRI personaggi di questa lettura sono i nostri cinque protagonisti seppur la storia sembra muoversi molto di più su Milou che su tutti gli altri. Sono tutti e cinque ben caratterizzati, ognuno con caratteristiche e cose che li rendono interessanti agli occhi del lettore.

Milou è una piccola bambina in una piccola bara col peluche a forma di gatto, con i capelli neri e gli occhi scuri. E’ una ragazzina sveglia e intraprendente che fa una lista di indizi e spera sempre di ritrovare la sua vera famiglia. E’ una sognatrice ma con i piedi per terra. Un personaggio interessante e originale su cui la storia si concentra molto più degli altri.

Oval, è stato lasciato dentro un secchio di carbone ed ha i tratti orientali, infatti si sente diverso da tutti gli altri non sentendosi a casa. E’ un ragazzino sempre sporco di fuliggine o carbone per via delle mappe che sa riprodurre e per i disegni che fa. Un personaggio di cui avrei voluto sapere di più.

Dita, quando è stata trovata era sistemata in giardino, con i suoi capelli biondi e il suo senso acuto. E’ un personaggio che si chiama con questo nome per via proprio delle sue dita che sono più del normale ed è abilissima nell’utilizzarle.

Finny con i riccioli rossi è stata lasciata fra panini e dolci ed è una ragazzina silenziosa e che non parla, anzi raramente. E’ dolcissima e si lascia intendere molto anche se il personaggio  non è valutato come avrebbe dovuto e avrebbe potuto dare molto di più.

Sem, sacchi di semola di grano, capelli color del grano è il più alto di tutti e si adopera per gli altri in tutto e per tutto.

Era questo che si provava ad amare un fratello? Forse. Ma in quel momento l’unica cosa che Milou sapeva era che avrebbe messo il mondo a ferro e fuoco se fosse servito a riavere (…). La paura si mescolò con qualcosa di nuovo, qualcosa di fiero e tagliente, qualcosa che assomigliava alla furia. 

Talking to Hana Tooke about her debut novel, The UnadoptablesIl perno centrale di questa storia sono i cinque orfanelli che cercano famiglia. La cercano talmente tanto ardentemente da cacciarsi in un’avventura grandiosa ed anche pericolosa per riuscire a scoprire l’appartenenza di Minou alla sua famiglia che l’ha abbandonata e di cui lei crede di avere indizi.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, veloce e scorrevole, un libro sicuramente per ragazzi e bambini. Questo non preclude la lettura anche agli adulti perché è sicuramente un libro in cui molti possono sia rivedersi che trovare qualcosa di nuovo e alternativo. Le illustrazioni sono meravigliose e rendono il volume ancor più bello e tenero.

Le tematiche sono sicuramente interessanti e ho apprezzato il semplice fatto che tutti possono rispecchiarsi in questo volume. Sia per il semplice fatto che ci si vuole sentir parte di una famiglia sia perché a volte famiglia è un concetto molto più ampio e la famiglia può essere anche solo le persone di cui ci circondiamo. E questo gruppo di dolcissimi ragazzi sono amici e complici prima di essere una vera famiglia. E sarà molto bello quando si renderanno conto che tutto questo viene prima di qualunque altra cosa.

Le dinamiche sono interessanti anche se i personaggi nonostante siano diversi, ci si concentri molto di più su uno rispetto agli altri. Avrei preferito che la storia cercasse di amalgamare le storie di ognuno di loro e risolvesse anche qualcosa degli altri, anche solo piccoli indizi o aiuti ma non c’è stato come non c’è stato troppo approfondimento su altri personaggi. Immagino anche che questo per un libro per ragazzi è abbastanza difficile come è difficile inserire il tutto in una storia simile perché o ci si concentra su una cosa o su un’altra. Quindi ho apprezzato la somma delle cose e il complesso di questa storia nella sua integrità e interezza.

«Credo che Edda avesse un marito, una volta» spiegò. «Ho trovato un paio di stivali da uomo accanto alla posta sul retro. Troppo grandi per essere i suoi». «Credi che sia morto?» Dita alzò le spalle. «Forse. C’è una specie di tristezza in lei, che non lascia intravedere molto spesso. Il tipo di tristezza che immagino si provi quando qualcuno ti manca molto».

Il libro è un’ottima lettura per grandi e piccini. E’ un volume emozionante, tenero e ricco di avventura, mistero e senso di famiglia, sia per via della ricerca che per via dei cinque orfani che sembrano essere più fratelli di chiunque altro. Consiglio assolutamente.

Hannah Tooke scrive un libro dolce, toccante e da leggere assolutamente. Siete pronti ad aprire il cuore a cinque piccole anime dolcissime che sperano solo di avere la famiglia che sognano da sempre? Un gruppo di “fratelli” acquisiti che conquisterà il cuore di ogni lettore che deciderà di adottarli.

Il mio voto per questo libro: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Pensate possa piacervi? Fatemi sapere, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©