RECENSIONE #567 – LA PORTA APERTA, MISTERO A LADLOW HALL DI CHARLOTTE RIDDELL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui in questo giorno finalmente un po’ più soleggiato anche se non meno freddo per parlarvi di un libricino contenente un racconto, tradotto da Tatiana Sabina Meloni a cui è affezionata e mi ha permesso di scoprirlo e di leggerlo, e di questo la ringrazio. Siete pronti a scoprire di cosa tratta questo volume?

Porta aperta_ebookTitolo: La porta aperta – Mistero a Ladlow Hall
Autore: Charlotte Riddell
Editore: Veleno Edizioni
Genere: gotico
Data di pubblicazione: 2 novembre 2021
Pagine: 78
Traduzione: Tatiana Sabina Meloni
Link d’acquisto: https://amzn.to/3MlLLly
Trama: C’è una casa che nessuno può abitare. C’è una porta che non può essere chiusa. C’è un caso di omicidio da risolvere. Il giovane Phil Edlyd, impiegato in un ufficio di banditori e agenti immobiliari, vuole a tutti i costi guadagnare qualche sterlina in più per arrotondare lo stipendio piuttosto esiguo. Si propone, così, volontario per risolvere il mistero che aleggia a Ladlow Hall, che si dice essere infestata. La porta aperta è una storia di fantasmi che fa delle atmosfere inquietanti il suo punto di forza e indaga, tra spettri e misteri, l’etica capitalistica dell’età vittoriana.

RECENSIONE

gold lion door handle on green wooden doorIl racconto ha inizio con il giovane Phil, ventiduenne impiegato in una società finanziaria che si occupa di conti ma che a lui non piace poi un granché. Un cliente di questa società, il signor Garrison, si trova incastrato in un contratto con una casa a Ladlow Hall in cui si dice sia infestata e ci sia una porta che non si chiude. Occorre quindi qualcuno della società che vada a investigare se quanto detto sia veritiero e se si possa fare effettivamente qualcosa e, pur di cambiare aria e di prendere qualche soldo in più Phil non si tira affatto indietro e si butta a capofitto in questa misteriosa avventura.

Cosa succede veramente a Ladlow Hall? Ci sono veramente dei fantasmi o è solo la suggestione di chi ci ha abitato prima o passato qualche notte? Cosa scoprirà Phil una volta giunto sul posto?

«Conosci quel posto che abbiamo lasciato a Garrison, il venditore di tè?» Garrison commerciava con la Cina, era in possesso di flotte mercantili e interi quartieri di magazzini; ma non corressi l’affermazione di Parton, annuii e basta. «L’ha preso in enfiteusi e non può viverci; e il nostro capo, stamattina, ha detto che non gli dispiacerebbe dare un paio di sovrane, più le spese di viaggio, a chiunque riesca a scoprire cosa diavolo è successo.»

La trama è breve, concisa e diretta. Cosa buona e giusta visto il quantitativo ridotto di pagine che, trattandosi di un racconto sono sicuramente giuste e ben composte. Per la trama difficilmente avrei sperato in qualcosa di meglio, quindi decisamente un buon lavoro.

La copertina ha il suo perché ovviamente ci ritrae una porta aperta nel bel mezzo di una villa, sembra, in una versione molto cupa. Anche visto il fatto che la storia tratta di un racconto mistery/gotico da un valore aggiunto al tutto, creando la copertina giusta per questo piccolo racconto. E’ una copertina che fa il suo lavoro e ci presenta la storia nel suo protagonista principale: la porta. Il titolo è ci mostra il fulcro principale di questa lettura ovviamente, che si rifà alla porta che resta aperta nel Medowshire, a Ladolow Hall. Niente di particolare o complesso, ne originale ma diretto e semplice su ciò di cui andremo a leggere e, in alcuni casi, è la cosa migliore.

L’ambientazione è inglese, senza alcuna ombra di dubbio; con l’epoca ci troviamo diversi anni indietro, probabilmente anche prima della guerra.

«Dov’è il posto?» chiesi, senza voltare la testa; per ascoltare meglio, avevo messo i gomiti sulla scrivania e appoggiato la mia faccia sulle mani.
«Laggiù nel Meadowshire, nel cuore della campagna.»

blue wooden doorI personaggi di questa storia sono davvero pochi. Avremo modo di conoscere il protagonista di questa storia, Phil Edlyl, un giovane impiegato che cerca di lavorare anche con dei lavori che effettivamente non lo soddisfano, pur di portare qualcosa a casa e mantenere la propria famiglia. Avremo modo di conoscere il proprietario di Ladlow Hall e poco più, anche perché il racconto è talmente breve che conoscere in qualche modo il protagonista è già difficile di per sé.

Phil non ama molto il suo lavoro ma si appresta a farlo pur di portare i soldi a casa, che servono. E’ un giovane particolarmente volenteroso e curioso. Quando scopre del mistero della porta aperta di Ladlow Hall, non si tira affatto indietro e, oltre al fatto di ricevere una paga che può essere ben più soddisfacente, trova che la cosa lo incuriosisca più di quanto sembri e vuole trovare una risposta a ciò che sembra accadere all’interno di quella abitazione. Curioso e impertinente nel senso buono del termine, Phil è un personaggio che non si lascia intimorire e che sembra essere alla ricerca della verità.

«E qual è il problema?» domandai ancora. «Una porta che non si chiude.» «Che cosa?» «Una porta che rimane aperta, se preferisci dirlo in un altro modo» fece Parton.

opened doorIl perno centrale della storia si concentra esclusivamente su Ladlow Hall e sulla porta che resta misteriosamente sempre aperta. Nonostante i sforzi c’è qualcosa di enigmatico che si nasconde e si cela dietro la porta all’interno di Ladlow Hall. Siete curiosi di scoprire di cosa si tratta?

Lo stile utilizzato è piuttosto scorrevole e trattandosi comunque di un racconto si legge davvero in pochissimo tempo sia per via della sua fluidità che per la sua brevità stessa. Il volume è scritto in prima persona dal punto di vista del protagonista Phil e ci porterà all’interno della villa e degli avvenimenti riguardanti la famosa porta che resta aperta.

Nel volume, un punto a favore sono le diverse note a piè di pagina nelle varie pagine che ci spiegano qualcosa in più sui modi di dire e simili che venivano utilizzati ai tempi; ho trovato la cosa interessante con cui si possono scoprire sia cose e riferimenti nuovi, sia personalmente nuove scoperte.

All’inizio della storia non riuscivo davvero a comprendere come potesse essere un mistero una semplice “porta aperta”. Infatti il tutto suona quasi come assurdo e anche il lettore fa fatica ad immaginare qualcosa del genere. Una volta che Phil, però, si addentra all’interno della villa si capisce il vero significato del mistero e cosa s’intende con questa fantomatica porta aperta. E’ una questione di suggestione o i fantasmi esistono veramente? Come scopriremo la verità?

La cosa che più di tutti colpisce è la bontà d’animo di Phil che si capisce sia dal suo intrepido coraggio così come dal fatto che parte allo sbaraglio fidandosi delle poche informazioni così come le poche cose che gli vengono dette dal suo principale, senza preoccuparsi nemmeno che potessero burlarsi di lui. Andando avanti nel corso della lettura però viene a crearsi una linea sottile che divide l’entità e il mistero dei fantasmi con il ricevere un compenso in denaro. Ok, a Phil il denaro serve eccome ma la curiosità fa la sua parte. Quale però fra le due cose è la componente più importante? Cosa spinge davvero il protagonista a risolvere il mistero? 

Alcune persone non credono nei fantasmi. Del resto, alcune persone non credono in nulla.

Il libro è una lettura veloce e misteriosa; se siete amanti delle storie di fantasmi e simili, potrebbe fare al caso vostro. Una lettura che potrebbe coinvolgervi e che spero possa piacervi.

Charlotte Riddell ci porta nel pieno di un mistero, raccontandoci la dura realtà legata ad un mistero bizzarro e unico nel suo genere. Una lettura che cela un enigmatico e oscuro segreto.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezza.

tre e mezzo

Si ringrazia l’autrice e la traduttrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Fatemi sapere ovviamente, io sono senz’altro curiosa della vostra opinione. 

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL # – UNIPORN DI AUTORI VARI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Io nel frattempo, in questo mercoledì di primo dicembre vi porto una novità divertente e che spero possa incuriosirvi. Ecco che ve ne parlo subito, non temete:

Titolo: Uniporn
Autore: Autori vari
Genere: Racconti erotici
Data di uscita: 16 dicembre 2021

Link:  –
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: circa 230
Prezzo: eBook 2,99€

Trama: Sette autori per sette racconti erotici ma con un elemento in comune: l’unicorno. Tra sogni, arazzi, feste, set televisivi, ricette, evocazioni e ticchettii si dipana una tela arcobaleno intessuta da modi diversi
di raccontare. Il regalo di Natale della Collana Over the Rainbow ai suoi lettori per trascorrere le festività con un tocco di malizia.

LA COPERTINA

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Cosa ne pensate? Per le prossime news sul volume attenderemo il 16 Dicembre. Io come sempre vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #541 – POLVERE Z DI ROBERTO RISSO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi. Non siete curiosi di sapere di cosa parla questo volume? Io ringrazio tantissimo sia l’autore che la Delos Digital per avermi permesso la lettura del volume del quale sto per parlarvi.

413A2vQhMLLTitolo: Polvere Z
Autore: Roberto Risso
Pagine: 80
Prezzo: 2,99 euro
Data di uscita: 13 aprile 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/2XnnRBp
Trama: Torino, 2032. Le autorità predispongono un piano per sopperire ai crescenti disordini legati alla crisi economica e alla conseguente malnutrizione dei cittadini. Una polvere sintetica, in grado di integrare la dieta degli abitanti, potrebbe essere la soluzione. Viene scelto un quartiere come luogo per una prima sperimentazione su larga scala, su cavie inconsapevoli che non hanno più nulla da perdere. I risultati sono catastrofici, il sangue dei civili inonda le strade ammantate di follia. I superstiti dovranno unirsi per fuggire e combattere chi è determinato a cancellare tutte le prove dell’accaduto.

RECENSIONE

man leaning on frosted glass panel doorLa storia ha inizio a Torino, nell’anno 2032. La crisi economica divampa e non c’è più né troppo cibo né i soldi per acquistarlo. Le persone hanno fame e non ci sono i soldi per potersi mantenere o mantenere le proprie famiglie. E’ così che in Italia cominciano i disordini e ci sono diversi attacchi in diverse città. A Torino la situazione ancora sembra essere sotto controllo ma la città è al limite, così come i suoi abitanti. Così un consiglio di autorità prospetta l’eventualità di evitare qualsiasi tipo di ribellione e di rivolta, cercando di utilizzare una strana polvere, la Polvere Z, che permette di far assumere dosi alimentari e da sedare allo stesso tempo gli animi.

Cosa contiene davvero, questa Polvere Z? Quali sono i suoi effetti? Riuscirà davvero a calmare gli animi e a permettere di poterla utilizzare anche in altre città per tenere sotto controllo la popolazione o peggiorerà ulteriormente le cose?

Pensò a sua figlia, l’aveva guardata mentre dormiva nella sua tutina rosa, aveva i capelli della madre, color miele, lunghi, lisci. Si chiese in che mondo sarebbe cresciuta. No, piuttosto… scosse il capo, infuriato che il pensiero fosse tornato, quel pensiero assurdo e atroce. Basta.

La trama è lunga ed esplicativa, ci espone la storia in linea generale anche in maniera troppo lunga, trattandosi comunque di un libro di lunghezza breve, che si legge in davvero pochissimo tempo. Infatti, nonostante non ci siano spoiler pressoché evidenti, avrei evitato di allungare e spiegare troppo, abbreviando il tutto e lasciando al lettore la scoperta di ciò che può provocare o meno la polvere in questione.

La copertina è particolare, dai toni e colori scuri che si addicono ad una storia distopica o di fantascienza come in questo caso. Vediamo un uomo correre inseguito dalle autorità con le armi puntate o da altre persone, difficile dirlo con esattezza. Una copertina ricca di dettagli significativi su questa storia a chi ha un occhio attento. Il titolo si limita a rappresentare la storia stessa, ovvero il fatto della Polvere, in questo caso Z. Più azzeccato di così era veramente difficile, e il connubio con la copertina funziona e rende.

L’ambientazione della storia è Torino, non proprio quella che conosciamo seppur non ci siano tanti riferimenti o rimandi che facciano comprendere che città sia. Viene menzionata a differenza di altre città ma basta questo. Per quanto riguarda l’epoca invece, ci troviamo avanti di qualche anno, nel 2032.

– Molto bene. – Il Dottore era soddisfatto. Molto bene un corno! Il Generale digrignò i denti. – In questo quadro così ben congegnato qual è la funzione dell’Esercito, perché è l’Esercito che io qui rappresento, giusto? – L’Esercito, con estrema discrezione, deve monitorare la situazione, nel caso qualcosa andasse… non andasse per il verso giusto

man with respirator on train trackI personaggi di questa storia non si focalizzano esclusivamente su uno o due personaggi che restano fissi e che possono essere chiamai protagonisti. Ci sono diversi personaggi su diversi punti di vista che conosceremo mano a mano che la storia prenderà piede scoprendo la storia da più fronti.

Infatti avremo modo di conoscere Fabio, un uomo che vede sua moglie e suo figlio assumere la Polvere e lui stesso però ne prende una piccola dose non particolarmente significativa. E’ un uomo disperato, che ha ucciso già per portare del cibo a casa e che continua a sentirsi in colpa nonostante abbia fatto tutto pe salvaguardar suo figlio.

Allo stesso modo avremo modo di conoscere la vicina di casa con sua figlia, la cui quest’ultima assume la Polvere e la madre no. Due persone particolari che si trovano su due linee di pensiero diverse sul fatto dell’assunzione di questa sostanza.

Dall’altra parte anche le autorità, così come ad esempio la Deputata o dei semplici militari dell’Esercito. La storia viene vista su più fronti e vista da diversi punti di vista, sia da chi assume la sostanza ed è costretto per non morire di fame a chi cerca di fare e sperimentare qualcosa per la popolazione cercando di evitare il peggio, che non è detto siano per forza delle rivolte, anche lecite tra l’altro.

– Non pensa che suo figlio e mia figlia dovrebbero prendere la polvere come i figli di tanti disgraziati che abitano là fuori? La Deputata vide che il militare aveva le lacrime agli occhi. Si sentì ancora più sola. – I nostri figli sono dei privilegiati, Generale. Forse non è giusto, ma così va il mondo. – Sussurrò con una nota di rammarico. – Se dovessimo scegliere fra la fame e la polvere sceglieremmo la polvere anche per i nostri figli, Signora. – Speriamo non sia necessario.

Il perno centrale di questa storia è la Polvere Z ovviamente. E’ con questa Polvere sperimentale e messa a disposizione dei cittadini di una zona di Torino, che sperano vengano a crearsi dei riscontri positivi. Ma ci sarà qualcosa di positivo in tutto questo, oppure la cosa finirà per peggiorare la situazione?

Lo stile utilizzato dall’autore è fluido, scorrevole e ben composto. La storia si prospetta in terza persona e ci racconta sotto diversi punti di vista la storia post-apocalittica o comunque distopica / fantascientifica che andremo a leggere. E’ molto breve e di sicuro sarebbe stato più interessante scoprire molto di più, e leggere un libro più lungo di questo.

La storia ci pone diverse tematiche che si pongono sotto un aspetto quasi veritiero o che potrebbero succedere. Le risorse sono da sempre limitate e arriverà il punto che potrebbero non esserci più moneta o risorse disponibili da cui attingere. Quindi in Polvere Z, Roberto Risso pone un problema comune e che potrebbe fuoriuscire da qui a diversi anni. Altro punto importante è la questione della sopravvivenza: cosa si è disposti a fare per la propria sopravvivenza e quella delle persone che amiamo? Sareste disposti anche ad uccidere? Altro punto importante è il punto di vista delle autorità che, per calmare gli animi e salvarsi, cercano di trovare soluzioni alternative a discapito della popolazione stessa.

L’unica cosa che non è esattamente chiara e lascia dei dubbi si trova sul finale e sul sottosuolo, sotto l’ospedale e simili, di cui non vi voglio spoilerare ma di cui la situazione non resta chiara e cristallina e instilla dei dubbi che non sono del tutto chiari al lettore. Infatti inizialmente la storia sembra mantenersi comunque in un ambito reale, nonostante tutto quello che succederà, quando invece il finale lascia un po’ con il naso storto, sia per quanto riguarda uno dei personaggi, sia per la linea generale di comportamento. E’ pur vero che la Polvere dimostra diverse cose ma non dice cosa succederà di conseguenza a tutto questo. Ci sarà un seguito? Vedremo, chi lo sa.

Il ricordo di sé stesso che ammazzava i proprietari del minimarket di via Ormea ritornò come una mazzata. Sono già un mostro, ho assassinato due persone a sangue freddo per un po’ di cibo. Sono già il mostro che ho paura di diventare, si disse mentre guardava come in ipnosi la polvere che si scioglieva.

Il libro è un piccolo volume che ci pone diverse domande e ci mostra un possibile futuro. Una storia distopica che vi colpirà e di cui vi consiglio la lettura.

Roberto Risso ci mette a disposizione una città che conosciamo bene ponendo una situazione non troppo inverosimile. Una storia cruenta, violenta, triste ma forte per ciò che vuole trasmetterci. Un libro che consiglio di leggere, non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto ovviamente. Vi abbraccio!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #227 – POLVERE Z DI ROBERTO RISSO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va? In questo giovedì di fine ottobre, andiamo sempre più verso il freddo. Oggi un libro particolare, che ho letto e di cui vi parlerò, per gli amanti del distopico e della fantascienza. Siete curiosi? Ecco cosa vi lascio:

413A2vQhMLLTitolo: Polvere Z
Autore: Roberto Risso
Genere: Fantascienza – Romanzo breve
Collana a cura di Delos Veronesi

Trama: C’è un piano per combattere la fame, ma si rivelerà un completo disastro. Torino, 2032. Le autorità predispongono un piano per sopperire ai crescenti disordini legati alla crisi economica e alla conseguente malnutrizione dei cittadini. Una polvere sintetica, in grado di integrare la dieta degli abitanti, potrebbe essere la soluzione. Viene scelto un quartiere come luogo per una prima sperimentazione su larga scala, su cavie inconsapevoli che non hanno più nulla da perdere. I risultati sono catastrofici, il sangue dei civili inonda le strade ammantate di follia. I superstiti dovranno unirsi per fuggire e combattere chi è determinato a cancellare tutte le prove dell’accaduto.

L’AUTORE

Roberto Risso (1978) torinese, laureato e addottorato in letteratura italiana, ha pubblicato numerosi saggi accademici e un racconto su Granta Italia nel 2012. Fra il 2006 e il 2013 è stato due volte finalista al Premio Italo Calvino con una raccolta di racconti e un romanzo. Dall’inizio del 2010 vive e lavora negli Stati Uniti dove è docente universitario. Si occupa prevalentemente di prosa narrativa italiana dal Cinquecento al Duemila. Appassionato di letteratura del disastro, ha ideato il progetto Universo Torino 2050, un luogo virtuale di storie e immagini ambientate nella Torino e nel mondo del
futuro prossimo e remoto. Dal 2015 risiede a Clemson, nella Carolina del Sud (USA) e sta scrivendo romanzi e racconti autoconclusivi e indipendenti, ambientati nel futuro (e nel passato) della sua città e dell’ Italia. Un modo efficace per colmare le distanze.

EDIZIONE EBOOK
Data di uscita: 13 aprile 2021
Editore: Delos Digital srl
Collana: Dystopica n. 6
Pagine (stimate): 61
Formati: epub, kindle
Prezzo: Euro 2,99
Tutte le informazioni: https://delos.digital/9788825414844/polvere-z

Amazon: https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias%3Ddigital-text&field-keywords=9788825414844&tag=fantascienzac-21

ISBN: 9788825414844

ESTRATTO POLVERE Z

– No, Dottore. No. Non ci siamo. – Il Generale esitò, pallido, le occhiaie scure di un uomo che ha perso troppe ore di sonno. La voce era ferma ma gli occhi lo tradivano. Arrossati, mobili. Incerti. – Ha idee migliori, Generale? – La voce del Dottore sembrava una sfida. Lievemente curvo, con la barba e i capelli ricci spolverati di grigio, sorrideva senza traccia di allegria. – Calmatevi. Temo che non si tratti di avere idee migliori. – La Deputata era intervenuta per evitare
uno scontro di potere – dobbiamo risolvere un problema la cui gravità è oltre ogni possibilità di speranza.  – La soluzione proposta è peggiore del problema! – La voce del militare aveva riacquistato durezza. – Non possiamo combattere questa minaccia aggrappandoci alla follia. La donna fece una smorfia. Il sorriso del Dottore si allargò. Divenne provocante. La stanza era stretta, senza finestre, uno sgabuzzino riadattato. I tre erano seduti attorno a un tavolo scheggiato, davanti a loro c’erano tre cartelline con dei fogli scritti a mano, calligrafia fitta, inchiostro nero. C’era un forte odore di disinfettante, pungente ma non sgradevole. Il profumo dolce della donna aveva abbandonato l’idea di prevalere e si era accontentato degli angoli. Il Generale scosse il capo, l’uniforme era fresca di lavanderia, le piastrine erano state lucidate a dovere, ma si vedevano ai gomiti dei punti usurati. – Dottore, non possiamo fare quanto ci ha proposto. – Se la proposta del mio gruppo di ricerca le pare peggiore del problema, aspetti di avere novecentomila torinesi affamati che assaltano i depositi. Quale soluzione proporrà, allora? Mi auguro nulla di simile al suo collega Bava Beccaris centoquarant’anni fa. La stoccata era dura e colse nel segno. – Siamo nel 2032, non nel 1898 – la Deputata si stropicciava nervosamente l’orlo della giacca – è passato più di un secolo e mezzo, i tempi sono cambiati. – Lo dica ai suoi colleghi giù a Napoli, o a Palermo, o a Roma.


Cosa ve ne pare? Potrebbe essere il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente, io ve ne parlo prossima settimana con una recensione.

A presto,

Sara ©