SEGNALAZIONE #58 – IL CERCATORE DEL TEMPO DI MIRKO ROVOYERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ecco arrivato il week end! E come ogni venerdì, vi propongo una nuova segnalazione. Era un pò che avrei dovuto proporvela ma meglio tardi che mai. Ringrazio Lucia per avermi fornito tutto con gentilezza e cortesia. Ecco qui, per voi:

Risultati immagini per il cercatore del tempo mirko revoyeraTitolo: ‘Il cercatore del tempo. Trentatré racconti di quotidiana magia’
Autore: Mirko Revoyera
Prezzo cartaceo: euro 13.00
Pagine: 214
Editore: Futura edizioni (Perugia)
Disponibile su Amazon e http://www.futuralibri.com

Trama: ‘Il cercatore del tempo’ Il libro di Revoyera racconta i prodigiosi accadimenti e le
misteriose magie che venano il vissuto quotidiano, raccolti e scritti in chiave teatrale
perché possano essere narrati come fossero fiabe. Tra gli incontri prodigiosi, il
bambino che fabbricava le nuvole, il direttore del più grande circo del mondo, una
strega spietata e un’altra amatissima cui i compaesani affidano i propri neonati, una
maestra che non abbandona la sua scuola nemmeno da morta, un violinista di legno
nelle strade di Napoli, un chitarrista perduto senza ritorno dentro la sua musica, un
uomo che cerca il Tempo e le ragioni della vita terrestre in ogni angolo
dell’Universo. Nell’introduzione l’autore esplicita che «I racconti scelti per questa
collezione costituiscono in gran parte il repertorio teatrale che ho prodotto, fin qui,
sul tema della magia, intesa come presenza tellurica, enigmatica, che invade e
condiziona il quotidiano vivere. Tutti i brani della raccolta sono nati per essere
recitati assieme alla musica di una fisarmonica, al sassofono, al violino, alla chitarra,
alla cornamusa, mescolandosi ai caratteri più disparati che l’universo musicale offre».

L’autore

Mirko Revoyera è contastorie, favoliere e autore teatrale, scrive e porta in scena
storie per ragazzi e adulti. Autore di novelle per Egea Small editrice discografica, con
cui ha pubblicato nove audiolibri musicali per bambini e ragazzi con le canzoni di
Francesca Rossi. Revoyera ha scritto e interpretato numerosi testi originali e
adattamenti dalla tradizione fiabistica internazionale. Ha inoltre pubblicato
l’audiolibro ‘Parole sul fondale’ (edizioni Sì, 2005) e il libro ‘1991 Parole in scatola’
con Paolo Magionami (edizioni Corsare, 2011).


Cosa ve ne pare? Fatemi sapere con un bel commento.

A presto,

Sara ©

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RECENSIONE #80 – OGNI ORIZZONTE DELLA NOTTE DI MAURIZIO VICEDOMINI.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Avrei dovuto fare questa recensione la settimana scorsa ma non ne ho avuto modo quindi ve la lascio adesso. Di chi sto parlando? Ve lo dico subito!

piatto_ogniorizzontedellanotteTitolo: Ogni orizzonte della notte

Autore: Maurizio Vicedomini

Genere: raccolta di racconti

Collana: frecce

Pagine: 160

Uscita: marzo 2017

Isbn: 978-88-9343-112-5

Prezzo: € 13,00

Trama: «Cammini fra le tombe e ti sembra di vedere le ombre di vecchi datori di lavoro,  colossi d’azienda, professori di quand’eri bambino. Di notte, là dentro, arrivi a pensare i poterci parlare, con i morti». «Dev’essere una bella esperienza». «Bella no, non direi. Ti sembra che la differenza fra te e loro sia così piccola, così insignificante, che basta fare un altro passo per fargli compagnia». Ogni orizzonte della notte è una raccolta di racconti in prima persona di protagonisti senza nome che, mediante una narrazione originale e undici situazioni di vita, sviscerano i pensieri dell’animo con uno sguardo diretto su una realtà dai toni scuri. Dall’isolamento più estremo di un uomo al buio, al vagare in moderne odissee, all’intreccio doloroso di monologhi solitari: un percorso che attraversa solitudine e individualità, fino a trovarne l’essenza, frammentata, nella trama  indissolubile dei rapporti umani.

RECENSIONE:

Ogni orizzonte della notte è una raccolta di racconti ben strutturati.  In tutto si tratteranno undici racconti così intitolati: Nova – Odissea d’autunno – L’uomo al buio – Nove – Ego – Long Island, mescolato bene – Mangiafuoco – Il rinoceronte – Chiaro di Luna – Una storia senza importanza – Compassione.

Il racconto che sicuramente ho preferito fra tutti è stato Chiaro di Luna. Qui ho apprezzato i personaggi, la ragazza del mare e il mistero che l’avvolge, che lascia l’amaro  in bocca ma allo stesso tempo conquista. Ma ho nel cuore anche Odissea d’autunno e Long Island, mescolato bene.

Il libro inizia con Nova, un racconto che parla di un giovane ragazzo e le sue stelle, l’amore e chi più ne ha più ne metta. Ho trovato davvero interessante i temi trattati che sono tutti diversi tra loro ma tutti ugualmente ben scritti. Si passa dall’amore, alla ricerca di se stessi, al lavoro,… Potete scoprirli solo leggendoli.

Indica una donna. È seduta dal lato opposto al fuoco. Se ne sta da sola. Dondola in avanti.«Quella è mia madre». Continuo a guardarla. Non fa altro che dondolare.«Cosa ci fa qui?». «Le piace» spiega. «È una specie di abitudine. Per quarant’anni ha aiutato gente come questa. Adesso che… adesso ne fa parte. Si è abituata». «E tu le fai la guardia?». «Quando sei l’unica con tutte le rotelle a posto in mezzo a un gruppo così» mi dice «sei più che una guardiana. Sei una specie di regina». «O la direttrice di un circo» replico io. «Questione di punti di vista». La ragazza mette le mani in tasca. Prende una cartina e un piccolo recipiente metallico. Lo apre. «Te la fumi una canna?» chiede. Prendo un pacchetto di sigarette da sotto la giacca. Do un colpetto. Afferro quella che è saltata fuori e me la porto alla bocca. «Preferisco queste»

La trama mi piace molto, è ben scritta e si vede che è stata ben pensata oltre che ben strutturata. Colpisce l’occhio del lettore e mette curiosità sui racconti, dando l’idea che siano ben scritti.

La copertina non mi fa particolarmente impazzire ma ricorda uno di quei giochini in Pixel. L’uomo che cammina sul ponte però, da l’idea di qualcuno che narra e racconta queste storie quasi in modo scanzonato. Il titolo è molto bello, colpisce e fa effetto. Mi piacerebbe sapere molto il suo significato nel racchiudere i suoi racconti e nel perchè proprio questo titolo.

Le ambientazioni sono luoghi diversi come un pub, la spiaggia, una piccola cittadina; tutti ambienti del tutto diversi fra loro. L’epoca per la maggior parte sembra essere moderna ma per alcuni non saprei dirlo con esattezza.

Non sapevo cos’avrei fatto, dove sarei andato. Non avevo più un lavoro, non avevo più un’identità. Mi sentivo svuotato.«Ti sei preso gli anni migliori della mia vita» mi gridò contro lei. Scossi il capo.«Non dire così». Non riusciva a smettere di piangere.«Ti ho dato in cambio i miei». Fare la valigia mi aveva riportato alla mente vecchi ricordi. Mia moglie, dopo un litigio quasi dimenticato, mi aveva detto che se ne sarebbe andata. Non sapeva dove, forse dalla sorella, forse in albergo. Aveva bisogno di tempo, diceva (…)

I personaggi, per la maggior parte senza nome sono diversi e ben proporzionati uno con l’altro.

Ci sono ad esempio Sergio e Silvia nella storia Chiaro di Luna. Non conosceremo direttamente Silva ma solo tramite le parole di Sergio. E nella stessa storia avremo Selene, la ragazza del mare.

Avremo Stefania in una delle storie o l’anziano signore dell’Odissea d’autunno, e tanti altri. Ognuno con le proprie caratteristiche ben definite anche per solo poche pagine.

Ma più di tutto è arrivata la responsabilità. Sentiva un peso sulle spalle tutte le volte che si sedeva al computer per scrivere. Non me lo diceva, ma lo capivo. Ormai avevo imparato a leggerlo come avrei fatto con uno dei suoi libri».«Era un po’ la maledizione che colpiva qualunque autore di successo. Un bestseller e subito ci si aspetta che ne sforni un altro.Certo, questo non vale per quei vip che da un giorno all’altro decidono di scrivere un libro. Loro vendono perché hanno un nome, chi se ne frega se poi hanno scritto un elenco telefonico. Ma quando sei uno sconosciuto che arriva alla grande pubblicazione con un libro osannato dalla critica e dalle vendite… beh, è diverso. Sei una sorta di promettente genio, futuro Nobel per la letteratura o chissà cos’altro. E se ti azzardi a scrivere un libro appena una virgola sotto le aspettative… sei finito. Il primo sarà stato solo fortuna e forse una vita di lavoro non basterà per rimediare a quell’unico errore».

Il perno centrale? Non ce n’è solo uno. Il filo dei racconti è vario e multi tematico.

Lo stile è stato a tratti pesante ma assolutamente introspettivo. In ogni suo racconto ogni descrizione era ben delineata e strutturata in maniera decisamente buona.

Il primo racconto non mi aveva catturato di per se, ma andando avanti li ho trovati sempre più belli. Il suo stile è meticoloso e pignolo, nelle sue fasi di descrizioni ci si sofferma particolarmente e rende tutto migliore agli occhi del lettore.

La cosa che mi ha destabilizzato, sopratutto inizialmente, sono stati i cambi di personaggi fatti in modo piuttosto velato e poco comprensibile. Due punti di vista che si alternano per poi congiungersi ed incontrarsi. Questo è stato l’unico punto debole perchè risulta, come ho già detto, destabilizzante.

I messaggi che vengono comunicati attraverso questi racconti, invece, sono molto forti e ben costruiti. La premura con cui lo stile è stato curato dimostra che l’autore ha pensato ad ogni aspetto fondamentale sia dello scritto che del contenuto.

«Ma questo non ti piace».«Non è che non mi piace, è che…» mi grattai il mento. «Potrei farlo anch’io».«Prendi quella scogliera: in vent’anni l’hanno apprezzata tutti, nessuno escluso. Eppure il più bel complimento che riuscivano a farmi era “sembra una fotografia”».«E non è un bene?».«Caro mio, se lo scopo dell’artista fosse affinare la propria tecnica fino a eguagliare la realtà» sorrise «beh, la nostra funzione sarebbe sparita dall’invenzione della fotografia. A che serve, dimmi, una riproduzione dipinta di una scogliera quando puoi avere quella precisa scogliera immortalata in una foto, premendo un tasto ovunque tu sia?».«Vuole mettere la differenza?».«Sta solo nell’idea che il dipinto sia più pregiato. Ma di fatto rende molto meglio la foto, se ciò che cerchi è la rappresentazione della realtà».«Ma quello è più bello» dissi.«Se guardo questo… non so cosa sto guardando. Non mi rappresenta nulla».

E’ stata una raccolta di racconti niente male a prescindere dal fatto che potesse, a tratti, risultare pesante.

Il libricino di Maurizio Vicedomini è uno dei piccoli tesori rari nell’ambito dei racconti, o almeno tra quelli letti, fin ora perchè spicca di originalità, storie, personaggi e dettagli. In poche pagine riesce a trasportarti in quel racconto ritrovandoti con i protagonisti e sentendoli tuoi per un pò.

Intanto, io ve lo consiglio e, con questo vi saluto e ringrazio l’autore gentilissimo e disponibile.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Cosa ne pensate? Io vi aspetto e mi raccomando….lasciate tanti bei commenti!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #75 – SPEGNI LA LUCE DI GIANLUCA ESPOSITO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Finalmente torno con qualche recensione! Lo so che è una settimana minimo che non ne pubblico una ma abbiate pietà di me, la scorsa settimana è stata piena di cose da fare e non sono riuscita a leggere quasi niente per cui questa settimana mi rimetto in paro! Oggi per voi la recensione di questo volume, che vi avevo segnalato la settimana scorsa. Sto parlando di:

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Titolo: Spegni la luce

Autore: Gianluca Esposito
Self-publishing
Data di pubblicazione: 28 febbraio 2017
Pagine: 101

Prezzo: ebook 1.99 euro su diverse piattaforme digitali.
Disponibile cartaceo 6,49 euro
Sinossi: E’ l’amore che scandisce il tempo o lo fa la vita?
Vita vissuta, vita da amare, vita spezzata, vita desiderata
E’ la vicinanza o la distanza a far battere di più un cuore?
E la pelle si sfiora o si custodisce?
E i ricordi, sono passati o da plasmare?
Ridisegnare e riscrivere
Tracciare o farsi tracciare?
Al buio o con la luce?
Scoprilo e … spegni la luce

20 racconti uniti in un unico filo conduttore: L’Amore.

RECENSIONE

Innanzi tutto ringrazio l’autore per avermi inviato la sua opera, e adesso andiamo avanti.

Questo volume, per l’appunto, Spegni la luce è una raccolta di più di Venti racconti tutti diversi, con in comune un filo conduttore, che più che l’amore per me è sembrato molto la vita stessa. Subito dopo la Prefazione, li troverete, così intitolati:

L’inizio del giorno è tutto qui – Tic Tac – Vada Avanti – Non ci lasceremo – Spegni la luce – Non sarà facile – Continua a salvarmi – Fammi L’amore – Ricordati di noi – Prenditi – Continua a crederci possibili – Con te sono me – Ehi tu lassù – Sei – Ci siamo – L’amore sono io – Il sole risorge – Tra paradiso e inferno – Scusa il ritardo – Viviamo tutta la vita – L’attacco di panico – Vorrei guardarti con gli occhi di Dio – Alla fine Gian.

G. è al parco, seduto su una panchina, fuma una sigaretta nonostante abbia promesso di non toccarne più neanche una. Ha un milioni di pensieri per la testa. A breve sarebbe diventato padre. Ora davvero cominciava la vita, sapeva che da quel mo‐ mento in poi le responsabilità sarebbero state tante.

La trama, almeno personalmente l’avrei messa in altro modo. E’ molto bella ma ripetitiva in alcune cose. Personalmente avrei soltanto posto le domande che sono molto profonde e l’ultima frase. Ad esempio: “Vita vissuta, vita da amare, vita spezzata, vita desiderata” l’avrei completamente abolita.

La copertina non mi entusiasma particolarmente ma ovviamente è un’opinione personale. Il titolo, inveceè molto carino e mi ha messo molta curiosità molto più del resto, quindi punto sicuramente a favore.

L’epoca dei racconti sembra piuttosto moderna mentre l’ambientazioni variano da racconto a racconto.

Non ho mai amato gli orologi Anzi posso dire con fermezza che li ho sempre detestati Fin da bambino Quando feci la prima comunione me ne regalarono diversi Belli Colorati Uno di loro credo anche con un gran valore economico Li regalai tutti Uno ad uno A mio cugino A mio fratello Uno anche al mio compagno di banco Carino lui, non ci poteva credere Lo esibiva con fierezza e le ragazzine non disdegnavano gli sguardi Per me invece l’orologio era la fine e l’inizio di qualcosa che non volevo che accadesse

I personaggi sono diversi per ogni racconto e piuttosto misti ma sfuggevoli. Non ce n’è stato veramente uno che mi sia rimasto dentro. E’ pur vero che sono racconti ma dovrebbero lasciarci qualcosa dentro, no?

Eppure per quanto i messaggi dell’autore siano arrivati dritti al punto giusto, perchè ho capito cosa volesse comunicare, ho fatto difficoltà ad abbracciare e a tenere con me i personaggi dei vari racconti.

L’amore sono i doppi lavori per tirare avanti Il sudore le sere stanche Il freddo I visi non vinti I denti stretti Le coperte corte La notte breve L’amore è il ‘continuiamo’ L’amore è il ‘ricominciamo’ Alla fine, Amore mio, l’Amore sei Tu. 

Il perno centrale è il filo conduttore di questi racconti, come dice la trama stessa, l’Amore. Io più di tutto, come ho già detto in precedenza, penso lo sia la vita e tutto ciò che la comprende. La morte, il tempo, l’amore e le emozioni, le sensazioni e chi più ne ha più ne metta.

Lo stile utilizzato è stato il punto che ho compreso di meno di tutto il resto.

Primo: La punteggiatura. E’ stata un mistero per quasi tutto il volume. A volte i punti ci sono, altre volte no e non capisco il nesso tra le volte in cui c’è e quelle in cui non c’è.

Altre vittime degne di nota sono le andate a capo. Per la maggior parte più che leggere un racconto sembrava stessi leggendo poesie. Poteva essere tutto concentrato e più descritto, avrebbe sicuramente fatto un effetto diverso rendendolo più leggero anche se l’andare a capo spesso può sembrare immediato, non sempre è la cosa migliore.

Ripetizioni. Ci sono frasi e frasi che sembrano essere piuttosto simili fra loro ed è un male quando qualcuno si aspetta qualcosa di diverso da racconto a racconto. Prendo la frase clou: “In tutti i modi in cui una donna può essere salvata” viene ripetuta in un racconto molte pagine più avanti così detta “In tutti i modi in un un uomo può essere salvato“.

Se fossero stata una raccolta di poesie, posta e scritta come tale, avrebbe avuto più senso di come è stata posta così.

I personaggi non sono del tutto specificati. Si fa a malapena in tempo a capire di chi si stia parlando che cambia racconto. Alcuni di una brevità eccessiva, di due pagine di Kindle che non fai in tempo a fare tuoi che ti sono già scivolati dalle mani.

Aiutami a riaprirli… Aiutami a guardare le onde del mare, le spiagge, le conchiglie, gli scogli Salvami da questi jeans sempre troppo larghi Dalle gambe sempre più scheletriche Risolleva le mie braccia, ti prego Mi fanno cosi male, sono cosi doloranti Sento sulle braccia il peso del mondo e solo tu puoi sapere quanto il mondo pesa Salva la mia testa, Oh, Dio, salvami dalle mie idee. Sai di cosa parlo, tu lo sai… lo so. Salvami dalla soluzione più semplice. Salvami dal buio eterno.

La raccolta di racconti in se non è male perchè le idee sono buone. Il problema è che sono applicate e sviluppate male, anzi avrei preferito che alcuni fossero uniti in una storia sola, sarebbe stato decisamente un buon volume. Sempre personalmente parlando.
Ho apprezzato il racconto Tic Tac che è stato quello che mi ha colpito maggiormente, con il paragone degli orologi.
Purtroppo, però, mi dispiace dare questa sentenza.

Il mio voto per quest libro è di : 2 conchiglie e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi aspetto con un bel commento!

A presto,

Sara.©

SEGNALAZIONE #18 – JUKEBOX – racconti a tempo di musica.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Per voi oggi, una nuova segnalazione ricevuta da Alessio del Debbio di cui non so se ricordate ma avevo segnalato già, tempo addietro, un suo romanzo che trovate QUI.

Questa volta mi scrive per una raccolta di racconti, che sembra molto carina. Ecco qui:unnamed (2)

Scheda “JUKEBOX – Racconti a tempo di musica”

Titolo: JUKEBOX – Racconti a tempo di musica

Autori: Autori vari

Editore: Associazione Culturale Nati per Scrivere

Genere: antologia di racconti

Formato: Cartaceo e digitale

Prezzo: 10 euro (cartaceo), 0,99 euro (digitale)

Pagine: 120

ISBN cartaceo: 9788894210224

EAN (Digitale): 9788894210231

Data di uscita: 10 febbraio 2017

Dove trovarla?

Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook (Amazon, Ibs, Kobo Store, Libreria Universitaria ecc).

Link Amazon ebook: https://www.amazon.it/dp/B06X3S3LJD/

Disponibile in cartaceo

Sinossi: “Jukebox” è una raccolta di racconti, diversi per generi e ambientazioni, accomunati dall’essere legati alla musica, tanti piccoli mondi che ogni autore ha creato con il tocco che gli è proprio. In queste pagine, i protagonisti dei racconti mettono a nudo le loro emozioni, travolti dal potere di melodie pacificatrici, suoni diabolici e rapsodie incantate, perché le parole sono potere, scritte o cantate che siano. Possono portarci indietro, ai tempi delle ballate dei cavalieri, ai giorni spensierati dell’adolescenza, al momento della nostra nascita. Possono viaggiare tra i mondi e evocare spiriti inquieti, corrompere la nostra anima, rinfrancarci dalle fatiche quotidiane. Possono dare un senso all’esistenza, completandoci come uomini e ricordarci di non essere soli. Mai.

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Jukebox” comprende:

Il crociato, di Emanuele Marcheselli

Frederick, di Luciana Volante

Lo spartito del diavolo, di Daniela Tresconi

Si bemolle, di Maria Pia Michelini

Sunday, gloomy Sunday, di Alessio Del Debbio

I love you, baby…, di Leandra Cazzola

Lucia e le sue note, di Serenella Menichetti

New York City boy, di Francesco Balestri

La voce, di Chiara Rantini

Gli infami, di Mirko Tondi

L’associazione culturale “Nati per scrivere” nasce nel 2016, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura.

Contatti:

Associazione culturale Nati per scrivere”

Piazza Dia 10, 55041 Camaiore (LU)

Email: natiperscrivereCHIOCCIOLAhotmailPUNTOcom

Sito associazione: http://www.natiperscrivere.webnode.it

Pagina Facebook: Nati per scrivere


Cosa ne pensate? Lasciate un bel commento!

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #51 – I LIMITI DELL’AMORE storia di te e di me DI DIAMANTE GIORGESE

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi abbiamo la recensione di un libro che mi è stato affidato dall’autrice e che non vedo l’ora di parlarvene. Ecco che lo presento:

diamante-copertina-211x300Autore: Diamante Giorgese
Titolo: I limiti dell’amore storia di te e di me
Pagine: 88
Prezzo: 2.99
Sinossi: Lorenzo e Anna sono la coppia perfetta, un amore unico li unisce ormai da anni; Claudia è solo una ventenne ma ha già un segreto inconfessabile da nascondere. Tre nomi legati dal filo dell’amore, della vita e della colpa, intrecciati in un percorso che porrà l’attenzione sulla flebile consistenza dell’essere, e su come tutto sia fragile e alla mercé del tempo. I protagonisti capiranno che tutto può sfuggire dalle proprie mani, da un momento all’altro, che anche l’amore conosce limiti, che il passato inevitabilmente influenza il futuro, e che il perdono non sempre significa dimenticare; perché la vita dona colpe, ferite, emozioni, e spesso non è data la possibilità di tirarsi in dietro. E l’amore sarà allora in grado di sopravvivere e superare le circostanze della vita? E cos’è in fondo l’amore? E la gelosia?

RECENSIONE:

La storia ha inizio su due livelli o meglio, due punti di vista. Il primo a parlare è Lorenzo. In seguito prenderà voce Claudia.

Lorenzo ed Anna, si amano tanto e stanno vivendo il loro sogno insieme. Ma la vita può essere crudele a volte ed il destino riserba, purtroppo, sorprese amare. Questo sogno si spezza e Lorenzo si ritrova solo. Claudia è una ventenne che ha perso sua madre ed ha un grande e profondo peso che porta con se. 

Le due voci si troveranno a viaggiare sullo stesso binario ma cosa succederà veramente? Cosa ha, ancora, in serbo la vita per loro?

Ci sono paure che con il tempo si sedimentano, diventano gelo, marmo, fermano l’istante in cui tutto accadde, pronte a farlo rivivere di nuovo. Ma con lui non è accaduto, con lui è stato il pomeriggio più bello che io abbia mai vissuto.

La trama è assolutamente il filo conduttore di questa storia e la conduce bene. Tutto si basa su ciò che è stato scritto, senza spoiler ed è stata creata piuttosto bene. Molte cadono i chiacchiere inutili o fanno spoiler indesiderati. Qui tutto procede bene, quindi punto senza dubbio a favore.

La copertina è carina e può piacere, sono gusti. Personalmente, non mi fa impazzire ma, ripeto, i gusti son gusti.  Il titolo forse è troppo lungo ma  comunque profondo ed in linea con la storia narrata.

L’ambientazione e l’epoca non sono ben specificati. Potrebbe sembrare moderno ma non troppo. Purtroppo non essendo precisa come cosa non saprei dirvi.

«Tu credi di potermi amare per sempre?», la curiosità nei suoi occhi mi invitava come null’altro ad essere sincero. «Io voglio che sia per sempre», non chiedevo nulla di più, se non la consapevolezza che tutto quello che io sentivo potesse durare. «Ma magari domani ti ritroverai con dei bisogni diversi da quelli di oggi, ed io non sarò più in grado di ascoltarli». «Ma magari non sarà così», il solo pensiero che dedicai alla possibilità mi donava dubbi, e colorava tutto di mancanza e adii.

I personaggi sono essenzialmente due e sono i punti di vista su cui ruota la storia.

Lorenzo è il principale senza ombra di dubbio. Un personaggio davvero forte, intenso. Ama profondamente e vive felice fino a che non gli viene portata via la cosa che ama di più al mondo. E lì tutto cambia.

Claudia è una ragazza semplice ed insicura. Ed ha un peso grande che porta dentro e che sembra corroderla ogni giorno. Uscirà a galla? 

Anna fa parte della storia tanto quando Lorenzo e Claudia. E sarà legata indissolubilmente ad entrambi attraverso un filo invisibile che li farà incontrare e scontrare nel vortice infinito della vita che ci regala sempre delle sorprese inaspettate, che ci facciano bene o male.

«Ed allora dimentica il mio passato, dimentica il tuo, e vivi, vivi adesso. Perché è adesso che io ho bisogno di te». «Ma non posso ignorare il domani, né ciò che ieri ti ha portato ad essere la persona che ho qui davanti». «Ma non devi. Allo stesso modo, però, non puoi privarti della certezza dell’oggi per l’incertezza di un domani troppo influenzato da ieri per poter essere come vorresti», pensieri così profondi e complessi da farmi smarrire. «Il presente è solo un modo per allungare l’attimo, prima di abbandonarlo al passato». «Tutti i domani saranno oggi, non puoi vivere nel futuro, se non con la fantasia»

Il perno centrale è l’amore. L’amore che ci fa vincere e perdere al tempo stesso. L’amore di una vita o di un secondo non importa, è ugualmente importante ed è ugualmente bellissimo.

Lo stile utilizzato è fine e delicato. I messaggi lasciati all’interno di questo racconto sono piuttosto belli e mi hanno fatto riflettere. Il tutto è molto profondo e mi è piaciuto molto il modo di interagire dell’autrice nella storia. Sembra quasi entrarci  in punta i piedi e lascia dei messaggi davvero belli.

La cosa che purtroppo mi ha lasciato piuttosto interdetta è il personaggio di Lorenzo. Autorevole, deciso, una persona che ama ed è amata come non mai si potrebbe mai desiderare MA la giovane età collocatogli sembra andargli stretta sopratutto nei discorsi che fa. Ho fatto decisamente fatica ad entrare nei suoi discorsi che, per quanto profondi e decisamente ammirevoli, sembravano conferirgli un’età molto più adulta di quella che effettivamente ha. Ovvio che la maturità di una persona non si da in base all’età anagrafica ma ad un ragazzo relativamente giovane ho fatto difficoltà ad associargli una mentalità simile ed un modo di vedere le cose così trasparente e importante.

Altra dubbio, purtroppo, è stato la ristrettezza di descrizioni di ciò che effettivamente li circonda. E’ circoscritto a se stesso e mi sarebbe piaciuto saperne di più anche sul contesto che li circondava. Tutto molto fine a se stesso ecco tutto.

«Ma non stanno più insieme! Lui ha te adesso! Lei non è più nella sua vita allo stesso modo in cui lo sei tu ora». «Lo so ma… non si sono lasciati perché lo volevano, è stata la vita a scegliere per loro…». «Cosa vorresti dire con questo?». «Che ho paura, una paura tremenda». «Ma di cosa?». «Che domandandogli se mi vorrebbe ancora, nel caso in cui lei potesse tornare indietro, mi direbbe di no».

Il racconto è decisamente molto buono. Ho apprezzato molto la profondità interiore e viscerale che traspare in questo piccolo racconto che racchiude tanto in ciò che i personaggi cercano di trasmettere. Però piuttosto limitato alle emozioni che provano e dichiarano – oltre ai messaggi ed i valori che l’autrice cerca di trasmettere -.

E se ben sviluppato avrebbe potuto essere un romanzo ben costruito molto più di un semplice racconto. Un’autrice che mi ha sorpreso senza dubbio e per questo racconto siamo arrivati alle battute finali!  

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo.picsart_09-29-08.44.45-3.jpg


Cosa ne pensate di questa recensione? Lasciate un bel commento che io vi aspetto sempre. Buona serata,

Sara. ©

RECENSIONE #45 – I RACCONTI DI GIOIA DI GIOIA ASSANAGORA.

BUONASERA CARI LETTORI!

Questa sera vi lascio la recensione di una raccolta di racconti che mi ha inviato l’autrice stessa, mia amica e collega blogger che con piacere ho deciso di leggere! Quindi partiamo subito senza perdere tempo ad indugiare:

Titolo: I racconti di Gioia: raccolta di racconti9788892611108

Autore: Gioia Assanagora

Data di uscita: 2016

Editore: Youcanprint

ISBN: 9788892611108

Sinossi: Questo libro raccoglie 11 racconti che sono incentrati sull’amore perso, sull’amore ritrovato, sul perdono e sulla famiglia.

RECENSIONE: 

Bene, non so come iniziare anche perchè sulla storia generale c’è molto poco da dire. Come scritto nella sinossi, questa che vi recensisco oggi è una raccolta di undici racconti che variano su più tematiche anche se si mantengono principalmente sull’amore e sulla riscoperta di se stessi direi.
Ogni piccolo racconto ha un suo titolo ed un suo messaggio e una rivincita personale verso se stessi.  Quindi la trovo una cosa molto positiva ai fini della lettura.
 Mi dispiace lo stesso, ogni volta che ti vedevo lì da sola e triste volevo solo venire da te, abbracciarti e dirti che non eri sola. » «Perché non l’hai fatto?» chiese Clara.«Ero uno stupido a quel tempo, per me il giudizio delle persone era molto importante e ho dovuto soffocare quello che provavo per te. » 
La trama, come presentazione, è piuttosto scarna, almeno per quanto riguarda me avrei cercato di parlare di questi racconti in modo da invogliare il lettore e non soltanto limitandomi ad osservare e descrivere l’insieme così lapidariamente.
 
La copertina è sicuramente accesa nella colorazione ma, almeno personalmente non cattura ed il titolo è essenziale e semplice (anche se tra il titolo e l’autore diventa ripetitivo). Ma in fin dei conti si tratta di gusti quindi almeno su questo niente da dire.
L’epoca si mantiene pressoché moderna anche se, essendo diversi i racconti e/o storie è difficile dare a tutti sia un epoca che un ambientazione precisa – ove non fosse specificata ovviamente. Ma non mi dileguerò in simili dettagli che potrete ben leggere voi stessi.
 «Ti piace la pioggia?» gli chiesi a un tratto. Non sapevo perché glielo avessi chiesto, però quel silenzio era diventato un po’ troppo pesante.«Sì e no. In questo momento decisamente sì» disse.«Perché?» «Mi ha fatto incontrare te. » Mi sembrava di sognare, davvero lo aveva detto? Non ci potevo credere. Ero rimasta ferma, sotto la pioggia. Quando lui non mi vide più al suo fianco si girò, venne davanti a me e schioccò le dita. A quel suono ritornai alla realtà.
I personaggi sono diversi per ogni racconto ma non ho potuto fare a meno di pensare ogni volta che dietro le diverse protagoniste dei racconti ci fosse un pò l’autrice stessa. Almeno è l’impressione che mi ha dato.
I personaggi narranti sono tutti femminili, quindi una ragazza si ritrova molto più facilmente nel testo e riesce ad immaginarsi meglio nei panni del protagonista anche per pensieri, paranoie e quant’altro.
Finalmente le lacrime avevano smesso di scendere. Aveva deciso che sarebbe stata una persona diversa. La gente che conosceva Francesca la vedeva cambiata sia nei modi di fare, sia nell’atteggiamento verso gli altri. Nessuno però si fermava a chiederle se le fosse successo qualcosa, se stesse bene. Nessuno si era preoccupato mai per lei. Nessuno si era mai interessato a quello che stava succedendo alla ragazza.
Il perno centrale, oltre a ciò che viene sottolineato nella sinossi quindi tematiche familiari, di amori persi e ritrovati e sul perdono c’è anche molto riscatto e molta voglia di cambiare.
Il punto critico è proprio qui. Lo stile utilizzato! Purtroppo, arrivano le note dolenti della situazione. Lo stile è abbastanza semplice e diretto quindi sicuramente di veloce lettura. Io ho letto tutto in un’ora neanche quindi è assolutamente una cosa del tutto leggera. Vi spiego però, dove sorge il problema che suddivido in una serie di punti:
  • La scrittura basilare è piuttosto “semplice“, diciamo troppo. “Il c’era una volta” iniziale ad esempio, come altri che non dico altrimenti finirei per spoilerare i racconti.
  •  Ci sono dei racconti che fra loro hanno somiglianze. Persone che compaiono magicamente lasciando un messaggio profondo cercando di far capire quanto la vita sia importante – o cose simili. Tipi di storie che apprezzo molto perchè mi piacciono particolarmente ma, a mio parere, sviluppate male.
  • La lunghezza di alcuni racconti si limita a una manciata di righe. E per quanto siano profonde quelle poche righe, non da modo ne di capire cosa sta accadendo ne di cosa stiamo parlando. E quindi finisce in un vagheggiare assoluto di cui solo l’autrice può dirci di più perchè veramente non si comprende.
  • I dettagli (in alcuni racconti) su cui ci si sofferma sono piuttosto futili. In altri, il racconto è talmente tanto corto da non far capire nemmeno cosa sta accadendo.
  • Sembra puntare più sulla quantità dei racconti che sulla loro qualità. Anche se poi alla fine il libro non è che sia molto lungo. Ma leggendo mi ha dato questa idea.
 «Tu credi nell’amore?» Ignorò la domanda della ragazza per fargliene un’altra. Hope non sapeva cosa rispondergli. Si era fatta molte volte questa domanda, senza darsi una risposta. Poteva dirgli semplicemente che ci credeva, ma sapeva era una bugia. Era talmente confusa che ancora non gli aveva risposto. Alla fine prese una decisione, sbagliata o no, per lei era quella giusta.
Il volume in se non è male e le idee sono sostanzialmente molto buone il problema è che sono applicate e sviluppate male. Almeno personalmente parlando.
Personalmente ho apprezzato il primo racconto e il racconto l’angelo dell’amore che sono poi i più lunghi e quelli più ricchi rispetto agli altri.
Con questo non posso che darvi la sentenza (spero di non essere lapidata nel frattempo, sappiatelo xD )
Il mio voto per questo libro è di: 2 conchiglie.picsart_09-22-09-39-42-5

Attendo vostri commenti e vi auguro una buona notte!

A presto,
Sara. ©

TEASER TUESDAY #31

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Buon martedì e BUON SAN VALENTINO innamorati!! 😍😍Ecco il Teaser Tuesday di oggi, la rubrica del giorno ideata da Should be ReadingLo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare spoiler!
• Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

Attualmente ho ripreso a leggere Vassa in The Night di Sarah Porter di cui vi riporto qui lo spezzone così che potete ricordare:

Night’s consciousness is one infinite starry moment, timeless and drifting. It was not surprise, then, that it was so easly confused. Without understanding what was happening, Night was falling for the same trick in a dozen different locations, all at the same moment. A dozen old woman sank golden stars into the eyelids of a dozen hollow man. Night’s pieces became like lost children, riding forever on identical motorcycles in identical parking lots in scattered cities. Night lingered wherever it saw them. Hoping someday to bring them home. Hoping they could all be one again. Join back together, and share the same stars.

Per chi mastica l’inglese potrebbe ben capire cosa si dice qui (non so se funziona il traduttore di wordpress in caso) quindi ve lo traduco. [Attenzione: In questa storia la notte è personificata, quindi capirete meglio e ve lo specifico]

TRADUZIONE:

La coscienza della Notte è un attimo infinito stellato, senza tempo e alla deriva. Essa non ne è sorpresa, quindi, che fosse così facilmente confuso. Senza capire cosa stava succedendo, Notte cadeva per lo stesso trucco in una dozzina di posti diversi, tutti nello stesso momento. Una dozzina di donne anziane affondano stelle dorate nelle palpebre di una dozzina di uomini vuoti/spenti. I pezzi della notte diventarono come figli perduti, cavalcando per sempre un’identica motocicletta in identici parcheggi di città sparse. Notte si soffermò ovunque li aveva visti. Sperando un giorno di portarli a casa. Sperando che tutti potevano essere come uno, di nuovo. Torneranno insieme e condivideranno tutti le stesse stelle.

In più sto leggendo I racconti di Gioia di Gioia Assanagora. E vi lascio qui lo spezzone:

La ragazza non gli aveva staccato gli occhi di dosso. Vide quando le sorrise e le fece

l’occhiolino prima di aprire la porta e svanire. Da quel giorno erano passate diverse settimane, in cui Hope continuava a ignorare il ragazzo. Lui, invece, tutti i giorni si sedeva al tavolo dietro a Hope e la fissava. Una volta provò ad attaccare bottone, ma la ragazza si mise le cuffie e alzò la musica per non sentirlo più. Un giorno il ragazzo si sedette di fronte a Hope e si mise a fissarla. «Ciao Hope» le sorrise.


Che ne pensate? Vi aspetto con ansia!

Alla prossima,

Sara. ©