RECENSIONE #88 – PRIMA DI DOMANI DI LAUREN OLIVER.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi ho per voi una nuova recensione! Ringrazio infinitamente la Piemme per questo invio davvero interessante. E vi dico che correrò al cinema a vederlo perchè ne vale assolutamente la pena e sono curiosa di vedere l’adattamento cinematografico!

978885666222hig_49eea4eafb6cce842c8ffdff1650ccf9Titolo: Prima di domani
Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme
Prezzo: euro 16,50
Pagine: 432
Trama: Cosa faresti se ti rimanesse solo un giorno da vivere? Dove andresti? Chi baceresti? Fin dove ti spingeresti per salvare la tua vita? Samantha Kingston ha tutto quello che si potrebbe desiderare: un ragazzo che tutte invidiano, tre amiche fantastiche, la popolarità. E venerdì 12 febbraio sarà un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece Sam morirà tornando in macchina con le sue amiche da una festa. La mattina dopo, però, Samantha si risveglia nel suo letto: è di nuovo il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, continuerà a rivivere quella sua ultima giornata comportandosi ogni volta in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente. 

RECENSIONE:

La storia ha inizio con un vero e proprio messaggio. Sam sta lasciando qualcosa prima di raccontare il suo giorno, il 12 febbraio, quello che si ripeterà e la porterà a cambiare e a maturare i sentimenti, le scelte, le amicizie, l’amore e le occasioni.

Samantha Kingston, o meglio Sam, si alza e inizia la sua giornata, il giorno dei Cupidi, quello in cui più ricevi rose e più sei amata. Il minimo è di dieci altrimenti o sei una dei primi anni o sei una sfigata/o totale. Quando era piccola Sam era una vera sfigata. E’ diventata popolare dopo essere diventata amica di Lindsay e sono diventate davvero inseparabili.

Così Sam, Lindsay, Elody e Ally si preparano a ricevere le rose dai loro amici e dai loro ragazzi, ignare che quella sera avrebbero avuto un incidente tornando dalla festa a casa di Kent McFuller. Sam si sveglierà il giorno seguente nel suo letto e non capirà cosa le succede perchè sta per rivivere nuovamente lo stesso giorno.

Cosa succederà a Sam? Cosa cambierà in lei? Riuscirà a salvare la sua vita e ad evitare l’incidente?

Dicono che appena prima di morire la vita ti scorre davanti agli occhi in un lampo, ma a me non è andata così. In tutta sincerità, avevo sempre pensato che la storia del momento fatale in cui rivedi la tua vita come un film fosse davvero atroce. Certe cose è meglio che restino morte e sepolte, come direbbe mia madre. Sarei felice di scordare tutta la quinta elementare, per esempio (il periodo “occhiali e apparecchio”), e ditemi, qualcuno vorrebbe davvero rivivere il primo giorno di scuola media? Aggiungete le vacanze con la famiglia più noiose, le lezioni di algebra inutili, il mal di pancia per le mestruazioni e i pessimi baci a cui sono sopravvissuta per un pelo.

La trama è ben scritta e fa venire curiosità si sapere cosa possa accadere all’interno del libro. Corretta, semplice ed efficace per un soggetto curioso che cerca di scovare il suo libro in libreria.

La copertina mi piace molto anche se piuttosto particolare a vederla. E’ la stessa che è utilizzata per il film e, stavolta, non me ne dispiace. In generale detesto che venga utilizzata la stessa dei film ma questa volta, solo questa, non mi dispiace. Il titolo è stato tradotto in modo diverso. L’originale era Before I fall, cioè Pima di Cadere. L’adattamento italiano non mi dispiace, anche se non capisco perchè debba essere cambiato piuttosto che mantenere la traduzione dell’originale.

La storia è ambientata in loop infiniti dello stesso giorno, ella vita di Sammy, il 12 febbraio. L’ambientazione è una piccola cittadina (penso) del Missouri. A testimoniare la cosa, la scuola della Thomas Jefferson che però potrebbe non essere quella del Missouri ma qualsiasi altra scuola con lo stesso nome.

-Ti ho detto di lasciarla stare- interviene Lindsay alla fine alzando la voce. -Io dovrei lasciarla stare? -. La precisione, il senso di chiarezza svaniscono. Al contrario, sembra che tutto mi giri attorno e sfugga al controllo. – Sei tu che la tratti di merda tutto il tempo. Sei tu. «Com’è patetica Elody. Guardate Elody arrampicata addosso a Steve, e a lui nemmeno piace. Guardate, Elody è di nuovo sbronza. Speriamo che non mi vomiti in macchina…La prossima volta la mollo qui, quell’alcolizzata». Elody fa uno sbuffo secco sull’ultima parola. Ho esagerato, lo so. Nel momento in cui lo dico vorrei rimangiarmelo. Nello specchietto retrovisore vedo Elody che che guarda fuori dal finestrino, le trema il labbro come se cercasse di non piangere. Regola numero uno delle migliori amiche: certe cose non si dicono mai.

I personaggi che incontreremo sono molti ma i principali – o quantomeno quelli che ritroveremo di frequente – sono loro:

Samantha Kingston detta Sam è la protagonista di questa storia. Benestante di famiglia, adora sua sorella minore, Izzy, che parla con la f ed è intraprendente molto più di lei. E’ pensierosa e non ha problemi a dire le cose come stanno alle sue amiche a costo di essere detestata. Una ragazza enigmatica ma interessante da decifrare.

Lindsay, fra tutte le amiche di Sam, è la migliore ma anche la peggiore fra tutte quelle che ha. Io l’ho detestata dall’inizio alla fine. Opportunista, egoista e menefreghista, ha tutte le qualità negative del mondo ed è detestabile sotto tutti i punti di vista. Nasconde le sue emozioni e cosa ha nel suo passato ma ciò che fa e come, la rendono insopportabile e insensibile in ogni occasione.

Elody è l’amica più carina fra tutte ma anche quella più schietta e diretta nelle cose. Assieme ad Ally, che è l’amica che mette a disposizione casa sua quando le ragazze hanno voglia di passare del tempo tutte assieme, saranno le due ragazze carine, ricche e popolari esattamente come le precedenti e sono loro quattro a comporre il gruppo.

Kent McFuller è un vero tesoro. Sarà l’amico che Sam inizialmente non vede ma che sarà sempre presente. E’ dolce, premuroso e attento. Purtroppo per lui che sia lo sfigato della situazione, uno dei migliori personaggi della storia. Adorato dall’inizio alla fine.

Juliet Sykes è la ragazza che è detestata dal gruppo. Soprannominata Psycho, viene chiamata pazza e trattata a pezze in faccia dalle quattro ragazze, Sam compresa. Andando avanti con il tempo però, Sam si renderà conto di non avere motivo di odiarla.

Ed è la cosa più assurda di tutte, ma qui insieme a Kent McFuller in una stanza così buia che potrebbe essere sepolta ovunque, sento accendersi una minuscola fiammella dentro di me, un puntino in fondo alla pancia che schiaccia la paura. – Nell’armadio ci sono altre coperte – dice. Le sue labbra sono vicinissime alla mia guancia. – Grazie – sussurro. Rimane finché non mi sono infilata a letto, poi mi rimbocca le coperte come fosse la cosa più normale, come se da una vita mi mettesse a dormire tutte le sere. Tipico di Kent McFuller.

Il perno centrale è proprio questo ripetersi dello stesso giorno e la consapevolezza che la protagonista ha ogni giorno sempre di più. Ogni tassello si mette al suo posto e riesce a comporre un puzzle difficile ma risolutivo.

Lo stile utilizzato è semplice e mi ha riportato indietro nel tempo, al liceo. Coinvolgente, semplice e diretto. Scritto in prima persona, dove la narratrice è la nostra Sam, mi ha ricordato altri libri adolescenziali per la sua struttura semplice e infinitamente scorrevole: ho terminato questo libro in poche ore.

L’unica cosa che non mi è andata giù totalmente è stata la scelta del personaggio per ciò che le avviene. Vi spiegherò con calma. Le tematiche affrontate sono davvero diverse e tutte importanti: gli incidenti stradali, il bullismo, l’adolescenza, la redenzione, … che anche se non sono pienamente sottolineati ma velati, lasciano riflettere il lettore. La cosa che non ho trovato corretta è avvenuta nella parte finale e riguarda proprio la protagonista stessa. Per fargli succedere tutto ciò che le succederà nel libro avrei preso proprio Lindsay e non lei perchè sarebbe stata il soggetto ideale. In fondo Sam ha un cuore ed è una ragazza meravigliosa, quindi ho trovato sbagliata la scelta del soggetto, tutto qui.

Non faccio mai colazione a casa, ma mia madre continua a chiedermelo, tutti i giorni in cui riesce a intercettarmi prima che io scappi, e in quel momento mi rendo conto di adorare le piccole consuetudini quotidiane della vita: il fatto che me lo chieda sempre, il fatto che io dica sempre di no perchè c’è un bagel al sesamo che mi aspetta sull’auto di Lindsay, il fatto che ascoltiamo sempre No more Drama quando entriamo nel parcheggio della scuola. Il fatto che la domenica mia madre cucini sempre spaghetti e polpette, e il fatto che una volta al mese mio padre prenda il controllo della cucina e faccia il suo “stufato speciale”, nient’altro che hot dog a pezzi, fagioli e un sacco di ketchup; non ammetterò mai che mi piace, ma in realtà è uno dei miei piatti preferiti. I piccoli dettagli che segnano il ritmo della mia vita, come minuscoli difetti di cucitura che rendono unico un tappeto tessuto a mano, piccoli vuoti, gobbe o indecisioni impossibili da ripetere.

Quante cose diventano belle quando le guardi da vicino.

Il libro è stato bello, commuovente e riflessivo. Sommariamente è stato tutto molto buono e curato anche nell’avvenire degli eventi, che è difficile non ripetere se si tratta di ricominciare sempre la stessa giornata.

Lauren Oliver è stata una scoperta. Questo libro è uno di quelli da mettere in libreria, conservandolo gelosamente. Ricco di riflessioni, fa riscoprire quanto sia importante la vita anche nei suoi momenti più piccoli.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Allora, lo leggerete? Andrete a vederlo al cinema? Io sicuramente correrò a vederlo! Vi aspetto, come sempre.

A presto,

Sara. ©

 

 

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WWW WEDNESDAY #44

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI !

Buon mercoledì! Oggi partiamo in quarta con la rubrica del mercoledì! Ecco le risposte al WWW Wednesday ideato da Should be Reading :

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

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Sto leggendo Rondini D’inverno – Sipario per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni edito Einaudi per un BlogTour già in atto. Venerdì c’è la mia tappa! 

E poi sto leggendo Prima di domani di Lauren Oliver edito Piemme che ringrazio infinitamente per l’invio.

Vi parlerò di entrambi i libri nel fine settimana. 

 


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

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Ho finito di leggere, la settimana scorsa: 

The Gift di Rebecca Daniels edito Dunwich edizioni, e la recensione uscirà nel fine settimana. Perdonatemi ma sto studiando nel frattempo e ci sto mettendo un’infinità per riuscire a fare tutto.

E Un cattivo ragazzo come te di Huntley Fitzpatrick edito DeAgostini. La mia tappa del BlogTour la trovate qui: QUI.

La recensione invece QUI sempre collegata al BlogTour.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

 

In seguito leggerò… Vi faccio sapere perchè devo fare ordine fra le letture che mi aspettano. Ho davvero un casino. Perdonatemi 🙂


E voi, cosa state leggendo? Vi piacciono queste letture? Lasciatemi un bel commento che vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi si parte con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Piemme per avermi permesso di leggere questo libro. Sto parlando di una novità attesissima, ecco che vi presento:

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins

Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Prezzo: ebook 10,99 € | cart. 19,50 €
Pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE:

Julia/Jules che viene chiamata perché il corpo di sua sorella Danielle o come la conoscono tutti, Nel, è stata ritrovata senza vita nel fiume. E’ così costretta a dover rivivere estenuanti ricordi che credeva fossero dimenticati sotto una montagna di indifferenza oltre a trovarsi di fronte sua nipote Lena, identica in tutto e per tutto a sua madre. Jules è sicura che Nel non si sarebbe mai tolta la vita in questo modo anche se era ossessionata dal fiume, sua figlia sostiene l’esatto contrario.

Ma cosa è successo veramente a Nel Abbott? Si tratta davvero di un suicidio? Cosa sanno gli abitanti, che cercano di nascondere?

La ragazza le appoggiò una mano sul braccio, ma Louise si sottrasse. Non riusciva a guardarla. «Scusami, davvero. Non posso parlare con te, non adesso.» Era diventata un mostro, una creatura arida incapace di essere gentile con una ragazza che aveva appena perso la mamma. Anzi, a essere sincera con se stessa, era molto peggio di così. Perché guardandola Louise non riusciva a non pensare: Perché non è successo a te, Lena? Perché non hanno trovato te nell’acqua? Perché la mia Katie? Lei era buona e gentile, generosa, piena di vita. Era migliore di te, in ogni modo possibile. Non era lei che doveva entrare in acqua. Eri tu.

La trama invoglia e cattura. Dice tutto e non dice niente perché tutto quello di cui la cittadina è a conoscenza piano piano verrà svelato. Ognuno con i propri intrighi e con i propri punti di vista.

La copertina non mi dispiace anche se preferisco e adoro molto di più quella – spero di non dire una baggianata sulla provenienza- americana che trovate qui di lato. Mentre il titolo, grazie al cielo, non è stato cambiato – tradotto ovvio – ma non è diventato tutt’altro. Quindi assolutamente pollicioni in su per questo.

La storia è ambientata a Beckford, una piccola cittadina del regno unito sul fiume, e l’epoca non è specificata ma si attiene ad un periodo attuale anche se non troppo.

L’ispettore non mi guardava, forse non mi ascoltava neppure. «Quante morti ci sono state? Voglio dire, in totale…» «Da quando?» mi ha chiesto, scuotendo la testa. «Da quando vuoi iniziare a contarle?» Come ho detto, un tipo veramente strano.

I personaggi sono tanti quanti i diversi punti di vista su cui si focalizza l’intero volume ma non vi parlerò di tutti perché dovrete scoprirveli da soli. I principali e quelli che mi hanno colpito sono:

Jules Abbott è un personaggio piuttosto ambiguo. Per la maggior parte del tempo si sofferma parlando e ricordando l’odio che prova per sua sorella. Si trasforma in ricordi e torna a quando erano bambine e guarda la nipote quasi fosse un misto tra un padre e una madre che lei non vorrebbe ricordare. Ma la morte di Nel la prende alla sprovvista e finisce per sconvolgerla totalmente.

Nel Abbott è parte e fulcro di questa storia. La conosceremo sotto gli occhi di Jules Abbott, sua sorella. Verso di lei passerete da una sorte di odio incondizionato ad amore e mancanza. In questo l’autrice è stata molto brava. In più la ritroveremo nelle pagine del suo manoscritto Lo stagno delle Annegate.

Lena è la figlia di Nel e la nipote di Jules. Una ragazza indisponente, coraggiosa e stranamente poco sconvolta dalla morta della madre. Non ha peli sulla lingua e non riesce mai a trattenersi. Un bel personaggio, mi è piaciuta molto.

Sean, Helen sono rispettivamente marito e moglie, uno poliziotto e l’altra preside della scuola dove va Lena. Lui? Un brav’uomo, rispettabile e conosciuto da tutti. Lei una brava preside, sempre attenta alle esigenze dei suoi studenti, o almeno così sembra.

Erin Morgan è il personaggio, che meno centra, a livelli sentimentali in tutta la storia. Collega di Sean, si ritrova a Beckford dopo essere stata trasferita e le viene affidato da subito il caso della morte di Nel. Sarà davvero suicidio, quello che tutti pensano? Quale segreti nasconde questa città?

Una fotografia ha attirato la mia attenzione: tu e Lena, lei una bambina di cinque o sei anni, forse di più, non sono brava a indovinare l’età dei bambini. Sorrideva e mostrava i dentini bianchi, anche se c’era qualcosa di strano in lei, che mi ha fatto rizzare i peli sulle braccia. Il suo sguardo, la forma del viso… Ricordava un predatore. Ho sentito riaffiorare una vecchia paura. Mi sono sdraiata sul letto e ho cercato di non ascoltare il mormorio dell’acqua, ma era impossibile, anche se le finestre erano chiuse. Rimbombava contro le pareti, si infilava nelle crepe dei mattoni e saliva verso il tetto. Ne sentivo in bocca il sapore, fangoso e sporco, e ho cominciato a sudare freddo. Poi nella casa è riecheggiata una risata: sembravi proprio tu.

Il perno centrale è l’acqua, il fiume che costeggia questa cittadina e le tante donne morte a causa sua. Ma c’è un mistero che ruota attorno al fiume di Beckford, qualcosa che Nel stava cercando di scoprire. Cosa ci sarà dietro tutto questo?

Lo stile utilizzato è scorrevole e coinvolgente oltre che abbastanza semplice per quanto riguarda la storia narrata.

Almeno inizialmente ho fatto difficoltà ad associare il nome di chi narrava a cosa stava accadendo, chi era e a chi era collegato. Poi ho preso dimestichezza con il tutto ma, almeno secondo me, la storia ha perso molto suddividendo tutto per tanti personaggi. Minimo saranno stati otto punti di vista diversi, (ovvio ti consentono di conoscere meglio i personaggi) ma creano confusione. Ne sarebbero bastati tre al massimo.

La storia, inoltre, non eccelle in originalità. Mi ha colpito il lato quasi paranormal, legato alle voci che venivano sentite o alle leggende del fiume che si tramandano da secoli di cui la cittadina non vuole saperne, ma niente di più. Avevo capito quasi da subito chi poteva celarsi dietro tutto questo anche se ammetto che le ultime due pagine mi hanno sorpreso comunque.

Ho ripensato all’accendino che avevo trovato nel tuo cassetto, e alle iniziali LS. Libby Seeton? È così, Nel? Eri ossessionata a tal punto da quella ragazzina morta trecento anni fa? Così tanto da far incidere le sue iniziali sui tuoi oggetti? O forse no. Forse non eri ossessionata. Semplicemente, ti piaceva l’idea di tenerla nel palmo delle tue mani. Sono tornata a concentrarmi sulle carte, in cerca di altre tracce di Libby. Pagine stampate, fotografie, vecchi articoli di giornale, ritagli di riviste, ogni tanto i tuoi scarabocchi illeggibili sul margine dei fogli. Conoscevo alcuni nomi, mentre altri mi erano ignoti: Libby e Mary, Anne, Katie, Ginny e Lauren e poi, in alto, vicino al nome “Lauren”, una frase in inchiostro nero. Beckford non è un luogo di suicidi. Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Il libro è stato scorrevole ma non coinvolgente come avrei voluto. Non è stato un thriller che ti tiene incollato alle pagine ma piuttosto leggero, a tratti quasi magico, irrazionale. Purtroppo non ha colpito come speravo.

A volte è sconvolgente quanto possiamo mentire, plasmare, cercare di cancellare brutte situazioni e quanto queste stesse cose ci plasmino dentro in maniera indelebile. Mi sarei aspettata decisamente di più da questo libro visto la fama che precede l’autrice.

Il mio voto per questo libro è di: 3 e mezzo.

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Vi piace? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto, 

Sara. ©

WWW WEDNESDAY #39

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI !

Mentre sarò dal dentista vi apparirà la rubrica di oggi care particelle! Oggi abbiamo il WWW Wednesday ideato da Should be Reading,. Eccovi le mie risposte:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

Sto leggendo vari libri in questa settimana:

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Poi ho finito Dentro l’acqua di Paula Hawkins edito Piemme che ringrazio molto per avermi permesso la lettura. La recensione online domani!

Domani inizio il libro di Valentina Bindi, Let Me Kiss you hard che finirò prima di fine settimana e la recensione arriverà nel fine settimana.cover25255b825255d


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?noi-gli-unici-al-mondo_8922_x1000now

Ho letto Now di Stephan Meier edito Fanucci che ringrazio per l’invio. Trovate QUI  la recensione.

In più ho letto Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian edito Newton Compton che ringrazio nuovamente  per avermi permesso la lettura. Trovate la recensione: QUI e vi consiglio di leggerlo perchè merita.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?23299512

This Savage Song di Victoria Schwab, (uscirà a giugno in Italia) ed io lo leggerò in lingua! Poi non so cosa ci abbinerò sinceramente.

 

 


E voi, cosa state leggendo? Fatemi sapere con un bel commento che io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #40

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Come va? Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be Reading. Lo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
spoiler!
Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

Ci sono vari libri che ho in lettura in questa settimana e che devo leggere assolutamente. Come al solito cambio i miei piani dalla settimana precedente come avrete notato dal WWWWednesday ma dovevo. This savage song è scalato alla prossima settimana ma non temente che lo leggerò! 

Sto leggendo Let me Kiss You Hard di Valentina Bindi, che mi ha inviato l’autrice e che ringrazio. Ecco lo spezzone:

Siamo in pausa e ci siamo spostate nella sala dove si fuma, c’è un’enorme nube di fumo che alle volte mi ricorda la campagna in inverno, non riesco a vedere le teste dei presenti e questo è tutto un dire. «Anna, stai bene?» «Sì. È solo che…» Tiro una boccata dalla sigaretta e mi fisso i piedi in maniera assente, forse dovrei rivalutare un po’ la mia inutile e scialba vita. «Dimmi, mi sembri pensierosa.» «Sì, è così. Secondo te cosa dovrei fare?» Scuote la testa e mi guarda allibita. «Che intendi?» «Della mia vita.» La mia domanda le fa rimanere a mezz’aria la sigaretta, poi dopo essersi guardata intorno e averla spenta, mi fissa pensando a una risposta plausibile. «Dunque, non hai molta scelta no? Lavori, vivi da sola con un gatto. Certo questo può far pensare che sei pazza, ma del resto è così.» Le do una botta in testa e lei ride. «No sul serio, sei pazza. Comunque credo che tu debba uscire di più, intendo per capire quello che vuoi. Potresti andare al parco e meditare un po’ sul da farsi, ascoltare che cosa fanno le persone nel tempo libero. Uscire dal tuo mondo fatto solo di gatti e musica, e dal mio.»

 

Sto leggendo Le mamme ribelli non hanno paura di Giada Sundas per cui avrete una sorpresa a fine settimana edito Garzanti che ringrazio per la lettura. Ecco lo spezzone:

«Hai fatto il piano del parto?» mi domandò la biondina tutta denti. “Merda, il piano del parto!” Avevo stilato un meraviglioso piano per il mio parto, l’avevo studiato nei minimi dettagli e avevo pensato a tutto senza tralasciare alcuna possibilità, avevo anche deciso di esporlo a chi mi avrebbe seguita in modo piuttosto nazi con la bacchetta e la lavagnetta bianca, riportando esempi e statistiche. Se fosse stato necessario avrei anche fatto partire una conference call con l’università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera per un confronto sulle procedure. Alla fine avrei chiesto se ci fossero domande e avrei consegnato un test con venti quesiti a risposta aperta, se il risultato non fosse stato soddisfacente, avrei richiesto un altro team per il parto. Ovviamente lo avevo lasciato a casa.

 

In più abbiamo Dentro l’acqua di Paula Hawkins edito Piemme che ringrazio infinitamente per l’invio di cui sono a buon punto. Ecco lo spezzone:

La cosa strana è che ricordo tutto molto bene. Troppo bene. Com’è possibile che le cose che mi sono successe a otto anni siano perfettamente chiare nella mia memoria, e invece, per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare se ho parlato con i colleghi per spostare quell’incontro con il cliente? Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo. Oggi, mentre guidavo, più mi avvicinavo a Beckford, più il passato mi si ripresentava davanti, schizzando in ogni direzione come i passeri quando volano fuori da una siepe, improvviso e inevitabile. Tutta quella natura, quel verde incredibile, il giallo acido e squillante della ginestra mi bruciavano il cervello, e forse è anche colpa loro se ho cominciato a vederli, i miei ricordi, uno dopo l’altro: io a quattro o cinque anni in braccio a papà che mi porta a fare il bagno nel fiume, i miei gridolini di gioia, i tuoi tuffi dalle rocce, ogni volta più in alto. I picnic sulla riva sabbiosa dell’acqua, il sapore della crema solare sulle labbra, i grossi pesci scuri pescati a valle, oltre il mulino. Tu che torni a casa con le gambe piene di graffi, perché hai esagerato con i salti, e mordi forte un tovagliolo mentre papà ti disinfetta. No, tu non piangi, non davanti a me.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere cosa state leggendo!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #61 CARRY ON DI RAINBOW ROWELL

BUONASERA CARI LETTORI!

Oggi vi presento la recensione di un nuovo libro che è uscito da poco nelle librerie ed è edito Piemme editore, che ringrazio infinitamente per questa lettura. Sto parlando di:
carry-onTitolo: Carry on
Autore: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Pagine: 538 
Prezzo: ebook €6,99 e cartaceo €17,00
Data di pubblicazione: 21 marzo 2017 
SinossiSimon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

RECENSIONE: 

La storia innanzi tutto è una fan-fiction. Sapete cos’è una fan-fiction? 

Una fanfiction o fan fiction (abbreviato in fanfic, FF o fic) è un’opera scritta dai fan prendendo come spunto le storie o i personaggi di un’opera originale, sia essa letteraria, cinematografica o televisiva…  (Fonte Wikipedia)

Per chi ha letto Fangirl è facile riconoscere i personaggi di questo libro: la stessa autrice, infatti, utilizzava Cath la protagonista di Fangirl come scrittrice di fan fiction dell’opera dell’autrice Gemma T. Leslie e utilizza i suoi stessi personaggi, Simon e Baz, per una storia tutta sua. (Gemma T. Leslie è stata comunque inventata da Rainbow Rowell quindi è una fan-fiction di se stessa diciamo xD) La storia comunque è simile ad Harry Potter quindi si tratta di una storia di magia e scuole fantastiche, personaggi fantastici e amori incantati.

Quindi passiamo all’inizio di questa di storia. Ci troviamo con Simon Snow, il Prescelto, che torna alla scuola di magia di Watford dopo una lunga estate di solitudine in uno dei tanti orfanotrofi che ogni anno è costretto a passare in rassegna. L’Arcimago, ovvero il preside della scuola, pensa che per lui sa meglio così. Ma proprio mentre è sulla strada per Watford, si ritrova in pieno combattimento con un essere che vuole catturarlo. Simon con la sua spada lo uccide e si rimette in cammino.

Una volta arrivato, Snow, ritroverà Penelope ed Agatha, rispettivamente migliore amica e fidanzata, che l’aspettano con ansia. In più, sa già che ritroverà il suo acerrimo nemico Basil Tyrannus Pitch, meglio conosciuto come Baz, con cui condivide la sua stanza.

Ma un mistero avvolgerà la scuola dove il misterioso Tedio è sempre in agguato. Riuscirà Simon a dare un senso a tutto quello che succede? Riuscirà a sconfiggere il Tedio?

Mentre alle cose belle non mi sono concesso di pensarci affatto. Ecco cosa fa impazzire davvero, la nostalgia delle cose belle. Ho una lista di tutte le cose che mi mancano di più, ma mi impedisco di passarla mentalmente in rassegna finché non mi trovo a un’ora da Watford. Allora la scorro punto per punto. L’effetto è lo stesso di quando ci si immerge piano piano nell’acqua fredda. Però al contrario… un immergersi graduale in qualcosa di piacevolissimo, in modo che lo shock non ti sconvolga. Avevo undici anni quando ho iniziato la mia lista di cose belle, e forse a questo punto un paio di voci potrei anche cancellarle, ma è più difficile di quanto si creda.

La trama è giusta e non dice troppo rispetto a quello che dovrebbe essere. Non svela quasi niente ma è comunque buona.

La copertina mi piace molto e rispetto all’originale è decisamente ben fatta. (La trovate qui di lato) Ne ho visto anche una versione che sembra quasi di leggere un fumetto. Una cosa davvero penosa. Devo riconoscere che qui la Piemme ha fatto davvero un buon lavoro. Il titolo non è stato tradotto e direi che anche questo è un bene ed apprezzo vivamente la cosa. Il titolo stesso si riferisce al testo di una canzone a quanto ho potuto capire dal libro ma è comunque significativo di per se. Ecco il pezzo a cui mi riferisco:

«Easy come, easy go. Little high, little low. » Mi faccio avanti in silenzio, non voglio interromperlo a metà di un incantesimo. Specialmente se sta cercando di resuscitare una persona.«Carry on, carry on» canta l’Arcimago.

Carry on significa Proseguire/Andare Avanti quindi ci sta all’interno della storia.

La storia si svolge tra Watford, la scuola di magia e Londra e l’epoca è decisamente moderna. Dei maghi dei nostri tempi.

Gli sollevo il mento.«Baz. » «Vattene, Snow. » «Non sei un mostro» dico. Nella mia mano il suo viso è freddo quanto quello di un cadavere. «Mi sono sbagliato. Per tutti questi anni. Sei un bullo. Uno snob. E uno stronzo totale. Ma non sei uno di loro. » Lui fa per allontanare il viso, ma io lo tengo stretto. Quando apre gli occhi, vedo due pozze di grigio, di nero e di sofferenza. Non riesco a sopportarlo. Ringhio di nuovo. E il fuoco si ritrae. «È questo ciò che merito» mi dice. Scuoto la testa. «Be’, non è quello che merito io, però. » «Allora vattene. » Vedo il tremolio del fuoco riflesso nei suoi occhi, significa che l’incendio ci circonda. «No. Non ti ho mai girato le spalle. E non comincerò certo adesso.»

I personaggi sono diversi e la storia si bilancia su più livelli. Troveremo:

Simon è un mago, il Prescelto e l’erede dell’Arcimago. Un ragazzo chiuso, solo e che si circonda di pochi ma buoni amici. Un tipo sbadato, potente e a tratti anche piuttosto bizzarro.

Baz è un mago ma è anche un vampiro. L’acerrimo nemico di Simon Snow con cui divide la stanza. Ma è anche studioso, attento ai rischi e innamorato – oltre che figo su tutti i fronti.

Penelope è la classica maga brava, intelligente e perspicace. Lei per ogni cosa ha una soluzione. Ma è decisamente un’ottima amica e una attenta osservatrice di cause e conseguenze per Simon e per chi li circonda.

Agatha è il una delle ragazze più carine della scuola, chiusa ed introversa. Il personaggio, oltre che punto di vista, che ho detestato di più. E’ opportunista, non è chiara sui propri sentimenti risultando falsa, e volta le spalle ai propri amici fregandosene altamente.

…e molti altri che scoprirete leggendo.

«A nessuno interessa se sei gay» commenta lui gelido. Sono seduto di traverso ora, vedo il suo profilo. Ha gli occhi stretti e la bocca è una riga diritta. «Insomma…» E mi va via la voce. Sono una frana in queste situazioni. «Mi piace guardarti. » Mi getta un’occhiata veloce e abbassa le sopracciglia, ma non si gira. «Mi piace questa cosa» continuo.«Questa cosa che stiamo facendo. » Mi ignora. «Mi piaci tu» dico. «E non m’importa se io non ti piaccio, ci sono abituato. Non saprei come comportarmi se fosse altrimenti. Però tu mi piaci, Baz. Mi piace questa cosa. Mi piace aiutarti. Sapere che stai bene. Quando in autunno non sei tornato a scuola, quando non c’eri… ho creduto di impazzire.» «Pensavi che stessi complottando contro di te. » «Sì» rispondo. «Però mi mancavi. » Scrolla la testa. «Tu non sei normale…» «Lo so. Ma questa cosa la voglio comunque, se me la permetti.» Baz si volta finalmente a guardarmi. «Che intendi per questa cosa, Snow?» «Questo» insisto.« Voglio essere il tuo ragazzo. Il tuo pessimo ragazzo.»

Il perno centrale è la storia tra Simon e Baz e l’evolversi della stessa. Inoltre anche il Tedio ha rilevanza particolare all’interno della storia: una minaccia per il mondo magico che i ragazzi dovranno saper affrontare quando sarà il momento.

Lo stile utilizzato è semplice e fluido oltre che coinvolgente, tipico della Rowell. Inizialmente ho fatto difficoltà ad ingranare non per lo stile ma per il personaggio, Simon, di per se molto chiuso e piuttosto solo. Quindi entrare nella sua ottica è stato difficile infatti ho apprezzato molto di più Baz con il proseguire della storia.

La storia si suddivide in libro primo, secondo e terzo in cui al suo interno sono contenuti i vari capitoli e i vari punti di vista.

Troveremo il punto di vista di Simon di Baz, di Penelope, Agatha, Lucy e l’Arcimago. Quindi la storia sarà molto variegata e troveremo diversi modi di vedere, diverse personalità e diversi eventi.

Butto fuori tutta l’aria di colpo e mi alzo. Poi mi giro verso la porta e chino la testa. Abbasso la voce, per non farmi sentire dalle altre ossa: «So che in genere vengo quaggiù per dirti che mi dispiace. Ma oggi sono qui per dirti che me la caverò. Non permettermi di essere una delle cose che ti impediscono di trovare la pace, madre. Ti prometto che me la caverò». Aspetto qualche istante, giusto… giusto per essere sicuro. Poi esco dalle Catacombe …

Insomma, questo libro è un misto fra Harry Potter – tra scuola e personaggi è c’è somiglianza: Snow è un Potter depresso, Baz è un Malfoy audace e figo, Penelope è la classica Hermione di turno mentre per Agatha non ho trovato nessuno di vagamente somigliante.) e i suoi personaggi, le creature di Narnia e i vampiri di non so cosa. Capisco che detta in questi termini non è rassicurante ma vi assicuro che vale la pena leggere questa storia.

Ho adorato la storia d’amore fra Baz e Simon. Mi sono innamorata anche io di questi due ragazzi (Tanto per la cronaca: Mi sono innamorata di Baz anche io, sappiatelo xD) ed è stato bellissimo leggere la spensieratezza e l’evolversi del tutto. Proprio come in Fangirl, l’autrice non si smentisce e riesce a far innamorare il lettore passo dopo passo, riga dopo riga.

Coinvolgente, valida e spensierata. Ti trascina in un mondo magico e ti fa innamorare perdutamente.

Un bel libro a cui dare una chance. Consiglio? Ovviamente, come non potrei.

Il mio voto per questo libro è di : 4 conchiglie.

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Cosa ne pensate? Una storia di stregoneria e magia  tutta da leggere. Aspetto vostre opinioni.

Alla prossima,

Sara. ©

WWW WEDNESDAY #35

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI !

Buon mercoledì! Siamo nel bel mezzo della settimana e come sempre ho una rubrica per voi! Voi direte… chissà qual’è?! Ed io vi dico: oggi abbiamo la rubrica WWW Wednesday ideata da Should be Reading,. Eccovi le risposte:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

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Questa settimana avrò due letture: carry-on

Una ragazza bugiarda di Ali Land edita Newton Compton editori che mi è arrivata nella settimana scorsa e che devo leggere!!!! Ringrazio ancora molto la Newton per questi bei libri che arrivano ed a fine settimana avrete la recensione!

Poi ho letto Carry On di Rainbow Rowell edito Piemme che ringrazio ancora per l’invio e la recensione sarà on line domani pomeriggio!

 


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?the-raven-boys

La scorsa settimana ho letto:

Raven Boys di Maggie Stiefvater, che dovevo terminarlo, edito Rizzoli. Ecco a voi la recensione: QUI!

Poi ho letto Four di Veronica Roth edito Deagostini, che ho apprezzato 910dxqcy9ol molto, la recensione la troverò QUI.

In più ho anche finito We Can be Manded sempre di Veronica Roth, l’epilogo della saga di Divergent non in commercio che mi ha inviato la Mondadori che ringrazio e we-can-be-mended-731x1024trovate la recensione QUI.

Un pò tante è? Non fatevi spaventare, l’epilogo era di trenta pagine e Four l’ho finito in una giornata. Quindi gli altri son venuti da se.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Vi farò sapere cosa leggerò all’inizio della prossima settimana visto che tanto ve lo dirò, fra spezzoni e roba varia, non ho idee e devo vedere cosa smaltire in libreria visto che ne ho ancora un pò da leggere!


Cosa ne pensate? Cosa state leggendo? *mecuriosa* Lasciate un commento!

Alla prossima,

Sara ©