RECENSIONE #112 – SETTE GIORNI DI TE DI CECILIA VINESSE.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, mentre vi scrivo starò in palestra a ballare ma come vedete non vi abbandono mai e vi penso sempre! Ringrazio la Piemme per avermi inviato la copia del libro, davvero molto carino. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: Sette giorni di te 

Autore: Cecilia Vinesse

Editore: Piemme

Data: 12 settembre 2017

Genere: Young Adult

Trama: Sophia ha sette giorni da trascorrere a Tokyo prima di tornare negli Stati Uniti. Sette giorni per salutare la città elettrica, il suo migliore amico e il ragazzo per il quale ha coltivato per anni una cotta semi-segreta. Sette giorni perfetti… fino a che Jamie Foster-Collins non ritorna in Giappone e rovina tutto. Jamie e Sophia hanno una storia finita col cuore infranto, e l’ultima cosa che Sophia vuole è che lui le rovini la partenza con il suo stupido arrivo. Tuttavia, col passare della settimana, le relazioni che ha pensato fossero stabili cominciano ad esplodere intorno a lei. E Jamie è quello che la aiuta a raccogliere i pezzi. Sophia è costretta ad ammettere che forse ha giudicato male Jamie, ma i loro sette brevi giorni di avventure a Tokyo porteranno a qualche cosa oltre che ai saluti?

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Sophia, sette giorni prima della sua partenza da Tokyo per il New Jersey. A casa fa caldo ed, anche se cerca in tutti i modi di preparare la sua valigia ma non ci riesce e dopo aver discusso con sua sorella decide di uscire di casa.

Assieme a Mika e David, amici di Sophia da tanto tempo, scopre che Jamie è appena tornato in città. Sophia non vuole vederlo perchè qualche anni prima, prima che lui partisse da Tokyo ha fatto soffrire la nostra giovane protagonista tanto che non riesce a starsene lì con i suoi amici ad aspettare l’arrivo di Jamie Foster-Collins così che decide di andarsene. Ma i due sono destinati comunque ad incontrarsi.

Cosa succederà nella settimana prima della partenza definitiva di Sophia? Cosa cambierà fra lei e Jamie? Riuscirà a seppellire il rancore? Riuscirà a capire tutto ciò che è rimasto incompreso fino a quel momento?

«Non lo so. Mi mancherà la T-Cad, credo. E non riesco a immaginare di fare qualcosa senza Mika e David». Cercai altre cose da dire. «E mi mancheranno i rumori. I treni che sento da casa mia, le cicale in estate. Ho pensato perfino di registrarli: sì lo so, è una stupidata. E mi mancherà il gelato Ramune del konbini e il cibo nei contenitori di plastica. Si,  mi mancheranno i bento*. E quelle scatole di dolci con quegli incarti bellissimi che si trovano nei grandi magazzini. Le adoro. E poi…» schiacciai l’erba fra le dita. «Ma tanto che importa?» A me importa disse Jamie sorridendo. Mi strinsi nelle spalle. (…) Quella era casa mia.

La trama è concisa e dritta al punto. Già leggendo le prime righe mi ero incuriosita e sono subito corsa a chiedere se potevo recensirla. Non ho resistito. E poi non ci sono spoiler, che anche questo è un bene ai fini della lettura.

La copertina mi piace molto. E’ stata utilizzata la versione originale e  sono doppiamente felice: sia perchè è bella, sia perchè il titolo non è stato storpiato in qualcosa di completamente diverso. L’originale infatti, è Seven Days of You e trovo che sia stato fatto davvero un buon lavoro.

Risultati immagini per gif tokio cittàL’ambientazione è Tokyo e – diciamocela tuttafinalmente un’ambientazione diversa fra tutti i romanzi rosa che ho letto fin’ora. Sono rimasta colpita e affascinata, adoro il Giappone e spero un giorno di poterci andare. Alla fine troverete anche un Glossario con i termini giapponesi che utilizza l’autrice e la loro spiegazione. Si vede bene, inoltre, quanto l’autrice conosca la metropoli e quanto ne ami l’essenza perchè riesce a descriverla benissimo. L’epoca è moderna, contemporanea, svolto ai giorni d’oggi in una metropoli davvero fantastica.

Arrivammo in una strada più stretta e silenziosa. Trasalii quando un gruppo di persone uscì di corsa da un vicolo, in un turbinio di voci e abiti luccicanti. Jamie e io restammo immobili. Ci guardammo un attimo negli occhi e poi ci voltammo nello stesso momento, e questo mi fece sentire leggerissima. Mi stavo innamorando di lui. Ecco perchè ero così decisa a restare con lui tutta la notte. Ecco perchè continuavo ad avvicinarmi a lui anche se non era necessario. Era spaventoso e scoraggiante, ma ero attratta da lui come se avesse avuto un suo campo gravitazionale.

I personaggi non sono tantissimi, in questa storia sono abbastanza concentrati e delineati finemente. 

Sophia è una diciassettenne molto particolare. Non ha vizi, è una ragazza semplice e porta sempre un orologio che le ha regalato suo padre da bambina. Sono entrata in empatia con la protagonista Sophia proprio perchè è un elemento semplice, curioso e matura finemente all’interno del romanzo.

Jamie è un tipo assolutamente particolare. Sembra che di Sophia non sia più interessato come lo era anni prima, sembra essere diverso ma non è mai cambiato. E’ dolce, premuroso e maturo per la sua età. Insomma, chi non vorrebbe un ragazzo così?

Mika, David e Caroline sono gli amici più stretti che Sophia ha a Tokyo, se non gli unici. Caroline non la reputa troppo sua amica ma si renderà presto conto che anche lei le è indispensabile all’interno della comitiva. Mika è una ragazza esaltata, che crede che il mondo sia ai suoi piedi e David, per come l’ho visto io, è semplicemente uno sfigato. Non c’è stato un secondo in cui l’abbia immaginato figo. Mai. Già solo per il fatto del soprannome che da alla protagonista. A parte Caroline, che è quella che si avvicina un pochino di più, caratterialmente a Sophia, Mika e David sono gli esatti opposti. Ma devo dire che è stato tutto amalgamato finemente e sono stati delineati piuttosto bene: ci si riesce a fare un quadro generale degli amici di Sophia già dalle prime pagine quindi potete ben comprendere quanto siano stati descritti bene.

«Sono desideri» rispose lui. «Vuoi scriverne uno anche tu?» «E cosa scrivo?» chiesi. «Per esempio, “vorrei poter restare a Tokyo per sempre”?» «Ah-Ah. E tu, che scriveresti?» Lui inspirò. «Che fosse veramente così». Mi voltai, con le guance che avvampavano. Volevo che fosse vero, lo volevo tanto da far paura. «Se potessi esprimere un desiderio» disse precipitosamente «vorrei che tu non andassi via».

Il perno centrale risiede proprio nel titolo stesso. Sette giorni prima di una partenza, sette giorni racchiusi in ogni pagina, il countdown che scorre a ritmi lenti e poi veloci. Mi sono ritrovata io stessa a vivere quella settimana come se fosse l’ultima assieme ai miei amici più cari, come se fossi stata io quella che doveva partire. Sette giorni in cui Sophia ha scoperto se stessa e l’amore nascosto per Jamie che piano piano uscirà fuori e sarà il più bello di tutti.

Lo stile utilizzato è stato semplice e estremamente coinvolgente. Sono entrata nel pieno della storia e mi sono ritrovata a vestire i panni di Sophia con tutte le scarpe: ebbene sì, la storia è narrata in prima persona.

Per quanto Sophia possa sembrare, a volte, immatura per la sua età, non è un personaggio sbagliato. Conosco gente che a vent’anni è più immatura di lei o che quantomeno ha il modo di fare molto simile, quindi ci sta. Ho sentito tante critiche mosse al personaggio proprio per questo ma io ritengo che sia un tipo di personaggio alternativo quanto comune. Non siamo tutti uguali ne reagiamo tutti con la stessa testa (E meno male direi).

L’unica cosa di cui sono assolutamente curiosa è cosa succede dopo, che temo non verremo mai a sapere, a meno che l’autrice non voglia scriverne un seguito. (Ti prego fammo per me 😀 ) Il finale, quindi, è aperto e lascia all’immaginazione. Solo che io volevo sapereeeeeeeeeeee. *Ok, basta Sara, calmati!*

«Ogni volta che sento di aver trovato il mio posto, lo devo lasciare». «Non tutte le volte». Spinse la gamba contro la mia. Mi strinsi nelle spalle e mi strofinai gli occhi, che senza dubbio erano di un bel rosso acceso. «E almeno tu sai di aver trovato il tuo posto» continuò Jamie. «Io non sono sicuro di averlo mai avuto». (…) Si voltò verso di me. «Quello che volevo dire è che non mi sono mai sentito a casa da nessuna parte. Mi sono sempre sentito metà in un posto e metà in un altro. Come se non fossi mai stato dove dovevo essere, tranne…ora. Tranne qui, con te». Chiusi gli occhi e qualche lacrima mi scorse giù per le guance. «Secondo me sei tu che scegli sussurrò. Io credo che sia tu a decidere qual’è il tuo posto, e ci sono posti che ti ricorderanno sempre chi si. Devi solo sceglierli».

Questo libro è stato dolcissimo.Immagine correlata

Cecilia Vinesse è riuscita ad insinuarsi dentro dolcemente, con una storia che fa battere il cuore. Mi ha ricordato tutte le volte in cui mi sposto dal posto dove vado per un mese in vacanza, dove ci sono le persone che per me contano come se fossero la mia famiglia. Ed anche se so che li rivedrò l’anno successivo fa sempre male lasciarli e lasciare quel posto che, per me, è come se fosse casa mia. Uno Young  Adult leggero, da leggere in poche ore.

Consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo. Una storia di amicizia, d’amore, di partenze e di maturità. Un libro ambientato dall’altra parte del mondo ma che ti fa sentire a casa dalla prima all’ultima pagina. Una storia d’amore bellissima.

Il mio voto per questo libro: 5 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere se lo leggerete o se lo avete letto, mi raccomando!

Alla prossima,

Sara ©

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TEASER TUESDAY #47

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Piombo in questo martedì per portarvi la rubrica che tanto amate ideata da Should be Reading: il Teaser Tuesday! Lo spiego sempre in cosa consiste il (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
 spoil
er!
 Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

La prima lettura, in anteprima viene dalla DeAgostini ed è La ladra di Neve di Danielle Paige, in uscita il 17 ottobre e quel giorno ci sarà un bel Review Party! Non state più nella pelle, lo so, neanche io.

«Mi ricordo quello che ti ho fatto dopo il bacio. L’ho rovinato. Ci ho rovinati.»
«Che ne dici se io rompessi un polso a te e così saremmo pari?» scherzai
cercando di alleggerire quello che pesava così tanto tra di noi. Bale sussultò. Non sapeva di avermi fatto così male. Mi ero lasciata scappare troppo. Feci per stringergli la mano, ma temevo che nessuno dei due fosse ancora pronto. Era bello già solo parlare con lui e che lui mi vedesse e non avesse voglia di scappare. «Ti ho fatto male. Non lo supereremo mai, resterà sempre tra di noi» disse con voce risoluta e tanto triste. «So chi sei, Snow.» Ricordavo ancora la morsa delle sue dita sul mio polso e lo sguardo nei suoi occhi quando lo aveva detto la prima volta. Ora ho capito che cosa sei… Ma sapevo istintivamente che quello che lo aveva fatto smettere di parlare aveva a che fare solo ed esclusivamente con il dottor Harris e quel posto, che non c’entrava niente con chi eravamo noi. «E io so chi sei tu, Bale. Sei una brava persona.» 

Un’altra delle mie letture è Il Giglio d’oro di Laura Facchi, sempre per DeAgostini, uscito il 3 ottobre in libreria. Mi incuriosisce tantissimo e non vedo l’ora di parlarvene.

Ecco qui lo spezzone:

«Qui esiste la Legge di Cox» aveva sibilato Grondon. «Qui esiste la mia Legge. Stiamo cercando di cambiare il mondo, te ne sei forse dimenticato? Come puoi essere così stupido da non capire?» «Una Legge giusta non dovrebbe essere cambiata.» «E perché sarebbe giusta?» aveva ribattuto il Gran Balif, fissandolo dritto negli occhi e riuscendo, come al solito, a fargli abbassare lo sguardo. «Perché a quattordici anni un individuo non è ancora maturo, non ha una morale ben definita, si può intervenire per modificare il suo carattere e le sue devianze.» «E chi lo dice?» «Lo dicevi anche tu. Lo dicono gli scienziati che hanno passato la vita a studiare la mente lundeana. Sono tutti concordi nel ritenere che un individuo possa essere considerato adulto solo dopo aver compiuto diciannove anni.» «Credo che tu te la stia facendo addosso dalla paura.» «No, non ho paura, sto solo riflettendo…» «Hai paura di assumerti la responsabilità del cambiamento, ma è giunta l’ora che tu faccia qualcosa di importante. Domani sarai tu a eseguire la condanna. Ti lascio il comando. Ormai sei un uomo, no?» 

In più ho iniziato a leggere, da brava masochista quale sono (non perchè il libro sia triste ma per la quantità infinita di libri che devo leggere) Sette giorni di te di Cecilia Vinesse edito Piemme, che ringrazio per l’invio. Ecco qui lo spezzone:

In alcuni casi, la faccenda dell’addio non è stata tanto brutta. Per esempio, non avevo avuto alcun problema a lasciare la gigantesca scuola pubblica del New Jersey che frequentavo, né quei pochi fissati con le scienze e la matematica con i quali pranzavo in mensa. E le cose di cui sentivo davvero la mancanza, come la salsa piccante della mia marca preferita e i jeans che costavano poco, me le facevo mandare dai nonni per il compleanno. Altre volte invece era stato terribile. Come andarsene da Tokyo da piccola, sapendo che mio padre sarebbe stato lontano. Come andare in una città nuova sapendo che alla fine avrei dovuto lasciarla. Era come fluttuare costantemente nel momento che precede il risveglio, prima che un sogno finisca.


Che ne pensate? Fatemi sapere quale spezzone vi ispira di più, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #88 – PRIMA DI DOMANI DI LAUREN OLIVER.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi ho per voi una nuova recensione! Ringrazio infinitamente la Piemme per questo invio davvero interessante. E vi dico che correrò al cinema a vederlo perchè ne vale assolutamente la pena e sono curiosa di vedere l’adattamento cinematografico!

978885666222hig_49eea4eafb6cce842c8ffdff1650ccf9Titolo: Prima di domani
Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme
Prezzo: euro 16,50
Pagine: 432
Trama: Cosa faresti se ti rimanesse solo un giorno da vivere? Dove andresti? Chi baceresti? Fin dove ti spingeresti per salvare la tua vita? Samantha Kingston ha tutto quello che si potrebbe desiderare: un ragazzo che tutte invidiano, tre amiche fantastiche, la popolarità. E venerdì 12 febbraio sarà un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece Sam morirà tornando in macchina con le sue amiche da una festa. La mattina dopo, però, Samantha si risveglia nel suo letto: è di nuovo il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, continuerà a rivivere quella sua ultima giornata comportandosi ogni volta in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente. 

RECENSIONE:

La storia ha inizio con un vero e proprio messaggio. Sam sta lasciando qualcosa prima di raccontare il suo giorno, il 12 febbraio, quello che si ripeterà e la porterà a cambiare e a maturare i sentimenti, le scelte, le amicizie, l’amore e le occasioni.

Samantha Kingston, o meglio Sam, si alza e inizia la sua giornata, il giorno dei Cupidi, quello in cui più ricevi rose e più sei amata. Il minimo è di dieci altrimenti o sei una dei primi anni o sei una sfigata/o totale. Quando era piccola Sam era una vera sfigata. E’ diventata popolare dopo essere diventata amica di Lindsay e sono diventate davvero inseparabili.

Così Sam, Lindsay, Elody e Ally si preparano a ricevere le rose dai loro amici e dai loro ragazzi, ignare che quella sera avrebbero avuto un incidente tornando dalla festa a casa di Kent McFuller. Sam si sveglierà il giorno seguente nel suo letto e non capirà cosa le succede perchè sta per rivivere nuovamente lo stesso giorno.

Cosa succederà a Sam? Cosa cambierà in lei? Riuscirà a salvare la sua vita e ad evitare l’incidente?

Dicono che appena prima di morire la vita ti scorre davanti agli occhi in un lampo, ma a me non è andata così. In tutta sincerità, avevo sempre pensato che la storia del momento fatale in cui rivedi la tua vita come un film fosse davvero atroce. Certe cose è meglio che restino morte e sepolte, come direbbe mia madre. Sarei felice di scordare tutta la quinta elementare, per esempio (il periodo “occhiali e apparecchio”), e ditemi, qualcuno vorrebbe davvero rivivere il primo giorno di scuola media? Aggiungete le vacanze con la famiglia più noiose, le lezioni di algebra inutili, il mal di pancia per le mestruazioni e i pessimi baci a cui sono sopravvissuta per un pelo.

La trama è ben scritta e fa venire curiosità si sapere cosa possa accadere all’interno del libro. Corretta, semplice ed efficace per un soggetto curioso che cerca di scovare il suo libro in libreria.

La copertina mi piace molto anche se piuttosto particolare a vederla. E’ la stessa che è utilizzata per il film e, stavolta, non me ne dispiace. In generale detesto che venga utilizzata la stessa dei film ma questa volta, solo questa, non mi dispiace. Il titolo è stato tradotto in modo diverso. L’originale era Before I fall, cioè Pima di Cadere. L’adattamento italiano non mi dispiace, anche se non capisco perchè debba essere cambiato piuttosto che mantenere la traduzione dell’originale.

La storia è ambientata in loop infiniti dello stesso giorno, ella vita di Sammy, il 12 febbraio. L’ambientazione è una piccola cittadina (penso) del Missouri. A testimoniare la cosa, la scuola della Thomas Jefferson che però potrebbe non essere quella del Missouri ma qualsiasi altra scuola con lo stesso nome.

-Ti ho detto di lasciarla stare- interviene Lindsay alla fine alzando la voce. -Io dovrei lasciarla stare? -. La precisione, il senso di chiarezza svaniscono. Al contrario, sembra che tutto mi giri attorno e sfugga al controllo. – Sei tu che la tratti di merda tutto il tempo. Sei tu. «Com’è patetica Elody. Guardate Elody arrampicata addosso a Steve, e a lui nemmeno piace. Guardate, Elody è di nuovo sbronza. Speriamo che non mi vomiti in macchina…La prossima volta la mollo qui, quell’alcolizzata». Elody fa uno sbuffo secco sull’ultima parola. Ho esagerato, lo so. Nel momento in cui lo dico vorrei rimangiarmelo. Nello specchietto retrovisore vedo Elody che che guarda fuori dal finestrino, le trema il labbro come se cercasse di non piangere. Regola numero uno delle migliori amiche: certe cose non si dicono mai.

I personaggi che incontreremo sono molti ma i principali – o quantomeno quelli che ritroveremo di frequente – sono loro:

Samantha Kingston detta Sam è la protagonista di questa storia. Benestante di famiglia, adora sua sorella minore, Izzy, che parla con la f ed è intraprendente molto più di lei. E’ pensierosa e non ha problemi a dire le cose come stanno alle sue amiche a costo di essere detestata. Una ragazza enigmatica ma interessante da decifrare.

Lindsay, fra tutte le amiche di Sam, è la migliore ma anche la peggiore fra tutte quelle che ha. Io l’ho detestata dall’inizio alla fine. Opportunista, egoista e menefreghista, ha tutte le qualità negative del mondo ed è detestabile sotto tutti i punti di vista. Nasconde le sue emozioni e cosa ha nel suo passato ma ciò che fa e come, la rendono insopportabile e insensibile in ogni occasione.

Elody è l’amica più carina fra tutte ma anche quella più schietta e diretta nelle cose. Assieme ad Ally, che è l’amica che mette a disposizione casa sua quando le ragazze hanno voglia di passare del tempo tutte assieme, saranno le due ragazze carine, ricche e popolari esattamente come le precedenti e sono loro quattro a comporre il gruppo.

Kent McFuller è un vero tesoro. Sarà l’amico che Sam inizialmente non vede ma che sarà sempre presente. E’ dolce, premuroso e attento. Purtroppo per lui che sia lo sfigato della situazione, uno dei migliori personaggi della storia. Adorato dall’inizio alla fine.

Juliet Sykes è la ragazza che è detestata dal gruppo. Soprannominata Psycho, viene chiamata pazza e trattata a pezze in faccia dalle quattro ragazze, Sam compresa. Andando avanti con il tempo però, Sam si renderà conto di non avere motivo di odiarla.

Ed è la cosa più assurda di tutte, ma qui insieme a Kent McFuller in una stanza così buia che potrebbe essere sepolta ovunque, sento accendersi una minuscola fiammella dentro di me, un puntino in fondo alla pancia che schiaccia la paura. – Nell’armadio ci sono altre coperte – dice. Le sue labbra sono vicinissime alla mia guancia. – Grazie – sussurro. Rimane finché non mi sono infilata a letto, poi mi rimbocca le coperte come fosse la cosa più normale, come se da una vita mi mettesse a dormire tutte le sere. Tipico di Kent McFuller.

Il perno centrale è proprio questo ripetersi dello stesso giorno e la consapevolezza che la protagonista ha ogni giorno sempre di più. Ogni tassello si mette al suo posto e riesce a comporre un puzzle difficile ma risolutivo.

Lo stile utilizzato è semplice e mi ha riportato indietro nel tempo, al liceo. Coinvolgente, semplice e diretto. Scritto in prima persona, dove la narratrice è la nostra Sam, mi ha ricordato altri libri adolescenziali per la sua struttura semplice e infinitamente scorrevole: ho terminato questo libro in poche ore.

L’unica cosa che non mi è andata giù totalmente è stata la scelta del personaggio per ciò che le avviene. Vi spiegherò con calma. Le tematiche affrontate sono davvero diverse e tutte importanti: gli incidenti stradali, il bullismo, l’adolescenza, la redenzione, … che anche se non sono pienamente sottolineati ma velati, lasciano riflettere il lettore. La cosa che non ho trovato corretta è avvenuta nella parte finale e riguarda proprio la protagonista stessa. Per fargli succedere tutto ciò che le succederà nel libro avrei preso proprio Lindsay e non lei perchè sarebbe stata il soggetto ideale. In fondo Sam ha un cuore ed è una ragazza meravigliosa, quindi ho trovato sbagliata la scelta del soggetto, tutto qui.

Non faccio mai colazione a casa, ma mia madre continua a chiedermelo, tutti i giorni in cui riesce a intercettarmi prima che io scappi, e in quel momento mi rendo conto di adorare le piccole consuetudini quotidiane della vita: il fatto che me lo chieda sempre, il fatto che io dica sempre di no perchè c’è un bagel al sesamo che mi aspetta sull’auto di Lindsay, il fatto che ascoltiamo sempre No more Drama quando entriamo nel parcheggio della scuola. Il fatto che la domenica mia madre cucini sempre spaghetti e polpette, e il fatto che una volta al mese mio padre prenda il controllo della cucina e faccia il suo “stufato speciale”, nient’altro che hot dog a pezzi, fagioli e un sacco di ketchup; non ammetterò mai che mi piace, ma in realtà è uno dei miei piatti preferiti. I piccoli dettagli che segnano il ritmo della mia vita, come minuscoli difetti di cucitura che rendono unico un tappeto tessuto a mano, piccoli vuoti, gobbe o indecisioni impossibili da ripetere.

Quante cose diventano belle quando le guardi da vicino.

Il libro è stato bello, commuovente e riflessivo. Sommariamente è stato tutto molto buono e curato anche nell’avvenire degli eventi, che è difficile non ripetere se si tratta di ricominciare sempre la stessa giornata.

Lauren Oliver è stata una scoperta. Questo libro è uno di quelli da mettere in libreria, conservandolo gelosamente. Ricco di riflessioni, fa riscoprire quanto sia importante la vita anche nei suoi momenti più piccoli.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

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Allora, lo leggerete? Andrete a vederlo al cinema? Io sicuramente correrò a vederlo! Vi aspetto, come sempre.

A presto,

Sara. ©

 

 

WWW WEDNESDAY #44

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI !

Buon mercoledì! Oggi partiamo in quarta con la rubrica del mercoledì! Ecco le risposte al WWW Wednesday ideato da Should be Reading :

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

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Sto leggendo Rondini D’inverno – Sipario per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni edito Einaudi per un BlogTour già in atto. Venerdì c’è la mia tappa! 

E poi sto leggendo Prima di domani di Lauren Oliver edito Piemme che ringrazio infinitamente per l’invio.

Vi parlerò di entrambi i libri nel fine settimana. 

 


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

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Ho finito di leggere, la settimana scorsa: 

The Gift di Rebecca Daniels edito Dunwich edizioni, e la recensione uscirà nel fine settimana. Perdonatemi ma sto studiando nel frattempo e ci sto mettendo un’infinità per riuscire a fare tutto.

E Un cattivo ragazzo come te di Huntley Fitzpatrick edito DeAgostini. La mia tappa del BlogTour la trovate qui: QUI.

La recensione invece QUI sempre collegata al BlogTour.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

 

In seguito leggerò… Vi faccio sapere perchè devo fare ordine fra le letture che mi aspettano. Ho davvero un casino. Perdonatemi 🙂


E voi, cosa state leggendo? Vi piacciono queste letture? Lasciatemi un bel commento che vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi si parte con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Piemme per avermi permesso di leggere questo libro. Sto parlando di una novità attesissima, ecco che vi presento:

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins

Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Prezzo: ebook 10,99 € | cart. 19,50 €
Pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE:

Julia/Jules che viene chiamata perché il corpo di sua sorella Danielle o come la conoscono tutti, Nel, è stata ritrovata senza vita nel fiume. E’ così costretta a dover rivivere estenuanti ricordi che credeva fossero dimenticati sotto una montagna di indifferenza oltre a trovarsi di fronte sua nipote Lena, identica in tutto e per tutto a sua madre. Jules è sicura che Nel non si sarebbe mai tolta la vita in questo modo anche se era ossessionata dal fiume, sua figlia sostiene l’esatto contrario.

Ma cosa è successo veramente a Nel Abbott? Si tratta davvero di un suicidio? Cosa sanno gli abitanti, che cercano di nascondere?

La ragazza le appoggiò una mano sul braccio, ma Louise si sottrasse. Non riusciva a guardarla. «Scusami, davvero. Non posso parlare con te, non adesso.» Era diventata un mostro, una creatura arida incapace di essere gentile con una ragazza che aveva appena perso la mamma. Anzi, a essere sincera con se stessa, era molto peggio di così. Perché guardandola Louise non riusciva a non pensare: Perché non è successo a te, Lena? Perché non hanno trovato te nell’acqua? Perché la mia Katie? Lei era buona e gentile, generosa, piena di vita. Era migliore di te, in ogni modo possibile. Non era lei che doveva entrare in acqua. Eri tu.

La trama invoglia e cattura. Dice tutto e non dice niente perché tutto quello di cui la cittadina è a conoscenza piano piano verrà svelato. Ognuno con i propri intrighi e con i propri punti di vista.

La copertina non mi dispiace anche se preferisco e adoro molto di più quella – spero di non dire una baggianata sulla provenienza- americana che trovate qui di lato. Mentre il titolo, grazie al cielo, non è stato cambiato – tradotto ovvio – ma non è diventato tutt’altro. Quindi assolutamente pollicioni in su per questo.

La storia è ambientata a Beckford, una piccola cittadina del regno unito sul fiume, e l’epoca non è specificata ma si attiene ad un periodo attuale anche se non troppo.

L’ispettore non mi guardava, forse non mi ascoltava neppure. «Quante morti ci sono state? Voglio dire, in totale…» «Da quando?» mi ha chiesto, scuotendo la testa. «Da quando vuoi iniziare a contarle?» Come ho detto, un tipo veramente strano.

I personaggi sono tanti quanti i diversi punti di vista su cui si focalizza l’intero volume ma non vi parlerò di tutti perché dovrete scoprirveli da soli. I principali e quelli che mi hanno colpito sono:

Jules Abbott è un personaggio piuttosto ambiguo. Per la maggior parte del tempo si sofferma parlando e ricordando l’odio che prova per sua sorella. Si trasforma in ricordi e torna a quando erano bambine e guarda la nipote quasi fosse un misto tra un padre e una madre che lei non vorrebbe ricordare. Ma la morte di Nel la prende alla sprovvista e finisce per sconvolgerla totalmente.

Nel Abbott è parte e fulcro di questa storia. La conosceremo sotto gli occhi di Jules Abbott, sua sorella. Verso di lei passerete da una sorte di odio incondizionato ad amore e mancanza. In questo l’autrice è stata molto brava. In più la ritroveremo nelle pagine del suo manoscritto Lo stagno delle Annegate.

Lena è la figlia di Nel e la nipote di Jules. Una ragazza indisponente, coraggiosa e stranamente poco sconvolta dalla morta della madre. Non ha peli sulla lingua e non riesce mai a trattenersi. Un bel personaggio, mi è piaciuta molto.

Sean, Helen sono rispettivamente marito e moglie, uno poliziotto e l’altra preside della scuola dove va Lena. Lui? Un brav’uomo, rispettabile e conosciuto da tutti. Lei una brava preside, sempre attenta alle esigenze dei suoi studenti, o almeno così sembra.

Erin Morgan è il personaggio, che meno centra, a livelli sentimentali in tutta la storia. Collega di Sean, si ritrova a Beckford dopo essere stata trasferita e le viene affidato da subito il caso della morte di Nel. Sarà davvero suicidio, quello che tutti pensano? Quale segreti nasconde questa città?

Una fotografia ha attirato la mia attenzione: tu e Lena, lei una bambina di cinque o sei anni, forse di più, non sono brava a indovinare l’età dei bambini. Sorrideva e mostrava i dentini bianchi, anche se c’era qualcosa di strano in lei, che mi ha fatto rizzare i peli sulle braccia. Il suo sguardo, la forma del viso… Ricordava un predatore. Ho sentito riaffiorare una vecchia paura. Mi sono sdraiata sul letto e ho cercato di non ascoltare il mormorio dell’acqua, ma era impossibile, anche se le finestre erano chiuse. Rimbombava contro le pareti, si infilava nelle crepe dei mattoni e saliva verso il tetto. Ne sentivo in bocca il sapore, fangoso e sporco, e ho cominciato a sudare freddo. Poi nella casa è riecheggiata una risata: sembravi proprio tu.

Il perno centrale è l’acqua, il fiume che costeggia questa cittadina e le tante donne morte a causa sua. Ma c’è un mistero che ruota attorno al fiume di Beckford, qualcosa che Nel stava cercando di scoprire. Cosa ci sarà dietro tutto questo?

Lo stile utilizzato è scorrevole e coinvolgente oltre che abbastanza semplice per quanto riguarda la storia narrata.

Almeno inizialmente ho fatto difficoltà ad associare il nome di chi narrava a cosa stava accadendo, chi era e a chi era collegato. Poi ho preso dimestichezza con il tutto ma, almeno secondo me, la storia ha perso molto suddividendo tutto per tanti personaggi. Minimo saranno stati otto punti di vista diversi, (ovvio ti consentono di conoscere meglio i personaggi) ma creano confusione. Ne sarebbero bastati tre al massimo.

La storia, inoltre, non eccelle in originalità. Mi ha colpito il lato quasi paranormal, legato alle voci che venivano sentite o alle leggende del fiume che si tramandano da secoli di cui la cittadina non vuole saperne, ma niente di più. Avevo capito quasi da subito chi poteva celarsi dietro tutto questo anche se ammetto che le ultime due pagine mi hanno sorpreso comunque.

Ho ripensato all’accendino che avevo trovato nel tuo cassetto, e alle iniziali LS. Libby Seeton? È così, Nel? Eri ossessionata a tal punto da quella ragazzina morta trecento anni fa? Così tanto da far incidere le sue iniziali sui tuoi oggetti? O forse no. Forse non eri ossessionata. Semplicemente, ti piaceva l’idea di tenerla nel palmo delle tue mani. Sono tornata a concentrarmi sulle carte, in cerca di altre tracce di Libby. Pagine stampate, fotografie, vecchi articoli di giornale, ritagli di riviste, ogni tanto i tuoi scarabocchi illeggibili sul margine dei fogli. Conoscevo alcuni nomi, mentre altri mi erano ignoti: Libby e Mary, Anne, Katie, Ginny e Lauren e poi, in alto, vicino al nome “Lauren”, una frase in inchiostro nero. Beckford non è un luogo di suicidi. Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Il libro è stato scorrevole ma non coinvolgente come avrei voluto. Non è stato un thriller che ti tiene incollato alle pagine ma piuttosto leggero, a tratti quasi magico, irrazionale. Purtroppo non ha colpito come speravo.

A volte è sconvolgente quanto possiamo mentire, plasmare, cercare di cancellare brutte situazioni e quanto queste stesse cose ci plasmino dentro in maniera indelebile. Mi sarei aspettata decisamente di più da questo libro visto la fama che precede l’autrice.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Vi piace? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto, 

Sara. ©

WWW WEDNESDAY #39

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI !

Mentre sarò dal dentista vi apparirà la rubrica di oggi care particelle! Oggi abbiamo il WWW Wednesday ideato da Should be Reading,. Eccovi le mie risposte:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

Sto leggendo vari libri in questa settimana:

88116734379788811673439-300x451978885666061hig_ae50e39b7239240fdfe7a387add6ab85Ho finito Le mamme ribelli non hanno paura di Giada Sundas che uscirà l’undici maggio (Domani quindi!) in libreria edito Garzanti e arriverà una sorpresa in merito nel fine settimana, quindi occhi aperti! 
Poi ho finito Dentro l’acqua di Paula Hawkins edito Piemme che ringrazio molto per avermi permesso la lettura. La recensione online domani!

Domani inizio il libro di Valentina Bindi, Let Me Kiss you hard che finirò prima di fine settimana e la recensione arriverà nel fine settimana.cover25255b825255d


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?noi-gli-unici-al-mondo_8922_x1000now

Ho letto Now di Stephan Meier edito Fanucci che ringrazio per l’invio. Trovate QUI  la recensione.

In più ho letto Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian edito Newton Compton che ringrazio nuovamente  per avermi permesso la lettura. Trovate la recensione: QUI e vi consiglio di leggerlo perchè merita.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?23299512

This Savage Song di Victoria Schwab, (uscirà a giugno in Italia) ed io lo leggerò in lingua! Poi non so cosa ci abbinerò sinceramente.

 

 


E voi, cosa state leggendo? Fatemi sapere con un bel commento che io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #40

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Come va? Si riparte alla carica con la rubrica del giorno ideata da Should be Reading. Lo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
spoiler!
Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

Ci sono vari libri che ho in lettura in questa settimana e che devo leggere assolutamente. Come al solito cambio i miei piani dalla settimana precedente come avrete notato dal WWWWednesday ma dovevo. This savage song è scalato alla prossima settimana ma non temente che lo leggerò! 

Sto leggendo Let me Kiss You Hard di Valentina Bindi, che mi ha inviato l’autrice e che ringrazio. Ecco lo spezzone:

Siamo in pausa e ci siamo spostate nella sala dove si fuma, c’è un’enorme nube di fumo che alle volte mi ricorda la campagna in inverno, non riesco a vedere le teste dei presenti e questo è tutto un dire. «Anna, stai bene?» «Sì. È solo che…» Tiro una boccata dalla sigaretta e mi fisso i piedi in maniera assente, forse dovrei rivalutare un po’ la mia inutile e scialba vita. «Dimmi, mi sembri pensierosa.» «Sì, è così. Secondo te cosa dovrei fare?» Scuote la testa e mi guarda allibita. «Che intendi?» «Della mia vita.» La mia domanda le fa rimanere a mezz’aria la sigaretta, poi dopo essersi guardata intorno e averla spenta, mi fissa pensando a una risposta plausibile. «Dunque, non hai molta scelta no? Lavori, vivi da sola con un gatto. Certo questo può far pensare che sei pazza, ma del resto è così.» Le do una botta in testa e lei ride. «No sul serio, sei pazza. Comunque credo che tu debba uscire di più, intendo per capire quello che vuoi. Potresti andare al parco e meditare un po’ sul da farsi, ascoltare che cosa fanno le persone nel tempo libero. Uscire dal tuo mondo fatto solo di gatti e musica, e dal mio.»

 

Sto leggendo Le mamme ribelli non hanno paura di Giada Sundas per cui avrete una sorpresa a fine settimana edito Garzanti che ringrazio per la lettura. Ecco lo spezzone:

«Hai fatto il piano del parto?» mi domandò la biondina tutta denti. “Merda, il piano del parto!” Avevo stilato un meraviglioso piano per il mio parto, l’avevo studiato nei minimi dettagli e avevo pensato a tutto senza tralasciare alcuna possibilità, avevo anche deciso di esporlo a chi mi avrebbe seguita in modo piuttosto nazi con la bacchetta e la lavagnetta bianca, riportando esempi e statistiche. Se fosse stato necessario avrei anche fatto partire una conference call con l’università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera per un confronto sulle procedure. Alla fine avrei chiesto se ci fossero domande e avrei consegnato un test con venti quesiti a risposta aperta, se il risultato non fosse stato soddisfacente, avrei richiesto un altro team per il parto. Ovviamente lo avevo lasciato a casa.

 

In più abbiamo Dentro l’acqua di Paula Hawkins edito Piemme che ringrazio infinitamente per l’invio di cui sono a buon punto. Ecco lo spezzone:

La cosa strana è che ricordo tutto molto bene. Troppo bene. Com’è possibile che le cose che mi sono successe a otto anni siano perfettamente chiare nella mia memoria, e invece, per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare se ho parlato con i colleghi per spostare quell’incontro con il cliente? Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo. Oggi, mentre guidavo, più mi avvicinavo a Beckford, più il passato mi si ripresentava davanti, schizzando in ogni direzione come i passeri quando volano fuori da una siepe, improvviso e inevitabile. Tutta quella natura, quel verde incredibile, il giallo acido e squillante della ginestra mi bruciavano il cervello, e forse è anche colpa loro se ho cominciato a vederli, i miei ricordi, uno dopo l’altro: io a quattro o cinque anni in braccio a papà che mi porta a fare il bagno nel fiume, i miei gridolini di gioia, i tuoi tuffi dalle rocce, ogni volta più in alto. I picnic sulla riva sabbiosa dell’acqua, il sapore della crema solare sulle labbra, i grossi pesci scuri pescati a valle, oltre il mulino. Tu che torni a casa con le gambe piene di graffi, perché hai esagerato con i salti, e mordi forte un tovagliolo mentre papà ti disinfetta. No, tu non piangi, non davanti a me.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere cosa state leggendo!

A presto,

Sara ©