REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #610 – TRUELIFE DI JAY KRISTOFF.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Con questo libro chiudiamo un cerchio di una saga robotica, fantascientifica, nel bel mezzo di un mondo del futuro un tantino devastato e sul filo del rasoio che oscilla tra le Leggi della Robotica e la ribellione e/o anarchia totale se così vogliamo chiamarla. Ma cosa siamo disposti a dare in pasto agli altri pur di ottenere ciò che vogliamo? Kristoff chiude la saga con questo volume di cui ringrazio per la lettura Graziella per avermi coinvolto nell’evento ma soprattutto la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima. Ecco a voi che ve ne parlo:
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Titolo: Truelife
Autore: Jay Kristoff
Lifel1k3 series. Volume tre

Data di uscita: 25 ottobre 2022
Pagine: 444
Link d’acquisto: https://amzn.to/3DIiHRP
Trama: Eve e Lemon hanno scoperto la verità su se stesse e l’una sull’altra. Sono cresciute legate da una solida amicizia, ma le recenti rivelazioni hanno messo in crisi il loro rapporto e le hanno allontanate (forse) per sempre. Ora però non c’è tempo per i rimpianti: l’intero Yousay è sull’orlo di una nuova guerra nucleare tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l’esercito della Daedalus Technologies. Una situazione in cui nuove e vecchie lealtà saranno messe a dura prova, si formeranno improbabili alleanze e prenderanno corpo inaspettati tradimenti. E non è tutto, perché i sembianti sono determinati a impossessarsi di Libertas, il virus capace di liberare gli androidi dall’obbedienza alle Tre Leggi della robotica. E per farlo c’è bisogno sia di Ana Monrova, la ragazza rapita e conservata in animazione sospesa, sia della sua sembiante, Eve. Solo alla fine si scoprirà chi sono i veri eroi… e potrebbe essere davvero una sorpresa.

RECENSIONE

LIFEL1K3 / DEVIAT3 / TRUEL1F3 book cover art — Chris Malbon

La storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata. Sta per cadere un missile sulla città di New Bethlem e Cricket è lì che cerca di salvaguardare i suoi nuovi compagni di avventure: Abraham figlio di Sorella Emme che ha dei poteri inspiegabili e Solomon, un robottino da compagnia. I tre cercano di savarsi quando in città subentrano dei nuovi ragazzini che tentano di salvarli con dei poteri simili a quelli di Abraham e a quelli di Lemon e Cricket comincia a chiedersi che fine abbia fatto la sua migliore amica. Eve finisce sotto il Predicatore che ha fregato Ezekiel che finisce per sentirsi persino più sciocco del normale nonostante abbia capacità cognitive e logiche più sviluppate di chiunque altro essendo un sembiante. Lemon se n’è rimasta nel rifugio dove ha visto scomparire i suoi amici e il suo nuovo amato ma non riesce a smettere di pensare a tutti coloro che sono stati accanto a lei. Il tutto è sull’orlo di una guerra e nonostante le due amiche non sembrino più così legate devono cercare di combattere – come tutti gli altri – per cercare di fermare quanto sta accadendo tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l’esercito della Daedalus Technologies.

Riusciranno i nostri eroi a mettere da parte le divergenze e da porre fine a tutto ciò che sta accadendo nel loro mondo? Cosa cambierà e quali consapevolezze riusciranno a maturare ancora da tutto ciò che sta accadendo? Riusciranno a riavvicinarsi nonostante le divergenze e a tornare parte del tutto che erano?

E la ragazza? Quella che le aveva insegnato che non tutti cercano un tornaconto? Che non tutti danno senza volere qualcosa in cambio? Be’, Lemon la chiamava la sua “amica per la pelle”. Ma naturalmente quello che intendeva era “sorella”.

La trama di questo volume, anche qui, finisce per essere ben fatta e incuriosisce dalla prima all’ultima frase. Non ci sono spoiler per il volume in sé ma è ovvio che non è consigliato leggere le trame in anticipo se non si sono letti i volumi precedenti della serie. A parte questo, trovo che sommariamente sia stato fatto un buon lavoro e la curiosità ci spinge nel voler sapere cosa accadrà ai nostri personaggi.
La copertina segue le precedenti e anche qui troviamo la versione double-face con cui possiamo divertirci e mettere al volume la copertina che preferiamo di più rispetto all’altra: quella americana o quella inglese. Si differenziano nei colori il tipo che vedete qui, utilizzata nella recensione e si differenziano nel disegno per la copertina double-face che vediamo dall’altro lato in cui nel primo volume vediamo solo Eve e poi Lemon e le vediamo assieme. Il titolo di questa serie sembra riferirsi non più a una dei protagonisti ma alla vita vera che ci aspetta una volta che tutto è finito e una volta che la guerra avrà fine. Ha davvero senso questa guerra? A cosa porterà per tutti coloro che la subiscono oltre che viverla? E’ la vita vera quella che resta ed è quello su cui poi spera ogni personaggio all’interno della storia ovvero di vivere una vita che voleva e che ha sognato. E un po’ come il programma della Daedalus che cambierà il modo di vedere il mondo. Chissà. Il connubio e la struttura di tutti i volumi è stata ben fatta visivamente e graficamente, ben studiata e interessante nello sviluppo anche delle pagine colorate.
L’ambientazione e l’epoca sono i medesimi del primo e del secondo volume. Il mondo è completamente inventato dall’autore e stavolta avremo modo di vedere diverse città che ci vengono anche illustrate sulla mappa principale all’inizio del volume così avremo modo anche di capire come il tutto è strutturato e i personaggi come e dove si spostano lungo il loro percorso.

Ma, sopra gli imperativi della sua programmazione, gli allarmi acutissimi che gli squillavano nella testa e la necessità di salvare gli umani che urlavano, pregavano ed erano in preda al panico tutt’attorno a lui, un unico pensiero gli risuonava nella mente. “Non voglio morire.” Il logika era consapevole di non essere “vivo” in senso stretto. Aveva impianti idraulici, non muscoli. Corazza, non pelle. Non esisteva nessun aldilà elettronico dove tostapane e microonde se ne stavano a oziare su nuvole sintetiche ascoltando arpe digitali. Cricket era felice della certezza che, una volta che si fosse fermato, tutto sarebbe semplicemente… finito. Ma, perfino se le Leggi della robotica non avessero reso l’autoconservazione il terzo imperativo più importante nella sua gerarchia di bisogni, la verità era che Cricket aveva deciso che gli piaceva esistere.

LIFEL1K3 / DEVIAT3 / TRUEL1F3 book cover art — Chris Malbon

I personaggi della storia sono i medesimi dei volumi precedenti e vengono approfonditi, evoluti e maturano lungo il loro percorso. Ho apprezzato molto il cambio di Cricket che avviene fin dal primo volume: da macchina che è riesce a far fuoriuscire un qualcosa di completamente umano nonostante i suoi comportamenti sono assoggettati comunque alle Tre Leggi della Robotica e cerchi sempre di mantenersi sul binario. Si mette in discussione e nonostante non sia un personaggio cardine come Eve o Lemon è comunque un personaggio che ha il suo perché e trascina lungo il suo pensiero e si finisce per empatizzare persino con una macchina.

Molto apprezzato è il gruppo in cui resa coinvolta Lemon fin dal secondo volume e che finisce per creare una nuova schiera di umani con strani e potenti poteri che si dispiegano al servizio degli altri , non solo per sé stessi seppur ci siano umani della Fratellanza che finiscono per ucciderli brutalmente.

Quello che invece non mi ha coinvolto pienamente è il cambio drastico che è avvenuto in Eve dal primo al secondo volume vedendola completamente differente da come l’abbiamo vista e conosciuta lungo tutto il primo volume. Durante questo percorso cambia e si evolve e porta a galla nuove emozioni e nuove sensazioni che però non rendono comunque giustizia a come era inizialmente.

Ezekiel è quello che più di tutti, alla fin fine, sembra essere quasi un umano ma potenziato. Fa errori come tutti gli altri, si fida di persone o fa scelte sbagliate e viene reso più umano di quanto invece si crede. E’ un personaggio che nonostante la decantata bellezza degli albori del primo volume – e che viene fortunatamente accantonata – è ben delineato e strutturato in modo da renderlo pieno a tutto tondo. L’unica pecca è il fatto che a volte si nota davvero poco. A volte, però, l’unica cosa che lo rende ridondante è il fatto che ha sempre Ana Monrova e decanta il suo amore per lei, il suo muoversi solo per lei e tutto ciò che ne consegue che finisce per diventare pesante. Ok che è un sembiante e a volte si può finire nell’ossessione come specificato anche all’interno dei libri precedenti e come vale anche per Gabriel, ma la cosa a volte doveva essere smorzata.

Non padroneggiava affatto il suo dono. Stava imparando a usarlo sulle cose viventi. Ma, più tempo passava lì, più si rendeva conto che l’intero edificio, anzi tutta la città, era, in qualche modo bizzarro, realmente viva. Anche la prima volta che aveva usato il suo potere era arrabbiata e quella furia l’avrebbe aiutata di nuovo. Perché una ragazza cresciuta tra le avversità e la sporcizia come Lemon non era certo una damigella che poteva starsene seduta in una torre ad aspettare un bel principe che la liberasse.

REVIEW: Dev1at3 by Jay KristoffThe Booktopian

Il perno centrale di questa storia si sviluppa intorno alla guerra in cui tutti si stanno addentrando sempre di più. C’è chi vuole liberare un virus in rado di liberare robot, sembianti e macchine dalle Tre Leggi e di poter prendere il sopravvento del mondo che li circonda e l’altra parte vorrebbe che questi non lo facessero e che anzi, scomparissero. Una guerra che sta portando tutti sull’orlo del baratro e si deve cercare di risalire e di porre fine a tutto ciò che si sta distruggendo.
Lo stile utilizzato si mantiene sulla linea fino ad ora seguita, proseguendo il volume successivo da quello precedente solo dall’edizione differente e dal titolo e così via, visto che si trova a mantenersi su una linea esattamente identica alla precedente o almeno per quello che riguarda il secondo volume benché nel primo volume è stata mantenuta una direzione leggermente differente. Ebbene si, prima avevamo bene o male un’unica focalizzazione su Eve che poi si è estesa a tutti gli altri personaggi dividendo i vari capitoli in base a colui con il quale interagiremo. Il che può essere anche stata una scelta logistica ai fini dello sviluppo della trama ma l’avrei posta sin dall’inizio oppure se non possibile, avrei mantenuto i volumi seguenti senza troppi sbalzi. Era anche difficile a lungo andare mantenere tutto sulle spalle di Eve anche perché non aveva troppo da raccontare rispetto ad alcune scoperte fatte da altri, quindi viene lasciata un po’ da parte. La cosa c’è a chi piace e a chi no, a me non cambia molto ma avrei preferito si seguisse una linea comune per tutti e tre i volumi.
La dinamicità e il word building finiscono per essere le cose migliori dell’intera storia. Non c’è un attimo in cui si può pensare di riposare, neanche per i personaggi stessi perché il dinamismo che viene a crearsi nelle scene è unico nel suo genere ed è anche stato difficile crearlo a mio parere. Il movimento è giusto, alcune sorprese sono inaspettate, altre meno ma alla fine si crea una storia ben pensata, senza dubbio. Il mondo costruito attorno è un altro punto cardine visto che le scene descritte e ciò in cui i personaggi si muovono risulta determinato e deciso. Questi due punti sono di certo la cosa migliore di tutto il resto.
Il romance e la caratterizzazione di alcuni personaggi non è particolarmente decisa. Mi sarei aspettata molto di più da questi due punti dopo aver letto almeno il primo volume di Nevernight (cosa che finirò assolutamente visto che questa serie è stata sì, carina ma poteva dare molto di più) cosa che lo piazza automaticamente sul podio dei libri di Kristoff. Il romance è piuttosto ridondante e poco deciso e finisce per annoiare quasi perché ci si aspetta ciò che viene mostrato quindi quasi scontato. I personaggi mi sarei aspettato molto di più visto ciò che li precede: Mia Corvere sembra essere imbattibile al confronto e me lo sarei aspettato molto più deciso rispetto a ciò che li precede. Dall’altro lato posso spezzare una lancia a favore di Kristoff che comunque colloca questa serie sia per lo stile che per la dinamica a una fascia di lettura per più giovani rispetto a come invece potrebbe essere inserita Mia con Nevernight.
Si gioca molto sul livello religioso all’interno della serie. Si prendano i nomi, che inizialmente sembrano essere casuali ma poi con l’evolversi del tutto finiscono per non esserlo o il fatto di chiamare una intera città New Bethlem e metterci all’interno la Fratellanza che crocifigge chi è diverso, le aberrazioni e devianti. Non vi ricorda l’Inquisizione spagnola? Kristoff, hai qualcosa da dirci verso la chiesa o gli ordini religiosi? Non è un caso che questa venga menzionata a mio parere anche perché – non per lettura espressa perché non mi interessa la tematica – ma in L’impero del Vampiro si parla del Sacro Graal, di preti che uccidono vampiri e simili e si rimanda ad un Ordine e così come avviene per qualche circostanza fortuita in Nevernight che sono assassini nella Chiesa rossa. Proseguendo nel corso della lettura il tutto ha creato una pesantezza che poteva essere evitata creando un altro tipo di gruppo invece che di fanatici religiosi visto che comunque trattandosi di un post apocalittico poteva trattarsi di tutt’altro, evitando riferimenti al culto e alla chiesa che sembrano essere ridondanti nelle tematiche utilizzate dall’autore.
Nonostante questo, la lettura mi ha comunque intrattenuto, è stata una trilogia piacevole che mi ha permesso di immergermi in una realtà differente dalle solite letture e che mi ha entusiasmato per via dei robot, delle dinamiche sempre fresche e per il semplice fatto che mi sono sentita perennemente in viaggio, alla scoperta di qualcosa e in mezzo a combattimenti o pericolose macchine distruttrici. Bene o male soddisfatta se si prende la lettura a livello generico e nella sua interezza e meno se si ricercano i cavilli e i dettagli che si sperava di ottenere.

L’ultimo pezzo di lei che era stato umano le era stato portato via. L’ultima àncora a legarla alla cosa che sarebbe dovuta essere.
«È tutto a posto» sussurrò. Eve si sporse verso il basso e baciò Ezekiel sulla fronte. «Sono qui.» E ora cosa sarebbe stata?

Il libro è un’ottima chiusura di trilogia che chiude il cerchio e permette al lettore di uscire dal mondo in cui ci troviamo in punta di piedi e in maniera ben delineata. Una trilogia da leggere senza troppe aspettative e con tanta leggerezza, così da godersi a pieno le avventure di Eve, Lemon e tutti i loro compagni di avventura.

Jay Kristoff si conferma un buon autore ma ho preferito altre letture a questa trilogia, debbo esserne sincera. Un capitolo finale che conclude le avventurose vicende di un gruppo, come vi ho già detto anche in precedenza, mal assortito ma che finisce per rendere la lettura ricca di avvenimenti che difficilmente una volta letti riuscirete a dimenticare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite qui le altre recensioni, vi stiamo aspettando ovviamente:
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Cosa ve ne pare di questa chiusura della serie? Io vi aspetto come sempre, vi mando un abbraccio grande e vi aspetto.
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #603 – SONO VINCENT E NON HO PAURA DI ENNE KOENS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione di un libro che spero prendiate in considerazione e decidiate di leggere. Devo ringraziare di cuore la Camelozampa per avermi permesso la lettura di cui sono rimasta sia sorpresa che soddisfatta. Ve ne parlo subito, ecco a voi:

vincent-cover-webTitolo: Sono Vincent e non ho paura 
Autore: Enne Koens
Collana: I PELI DI GATTO
Pagine:
248
Data di uscita: 27 gennaio 2022
Link d’acquisto: https://amzn.to/3T3xgWB
Trama: Vincent conosce a memoria il manuale di sopravvivenza e ha un kit per cavarsela in ogni situazione.
Sopravvivere è la sua specialità. Non ha molta scelta, perché ogni giorno, a scuola, sopravvivere è la sua missione, da quando Dilan e gli altri l’hanno preso di mira. E adesso c’è pure il campo scuola: Vincent si aspetta il peggio e si prepara a ogni possibilità. Poi una nuova compagna si unisce alla sua classe, e questo cambia tutto…
Il commovente ritratto di un ragazzino solitario ma pieno di coraggio e di una ragazzina anticonformista che non ama le regole ed è determinata a compiere le proprie scelte.

Un romanzo che descrive alla perfezione i meccanismi psicologici del bullismo, senza far mancare la leggerezza e lo humour, grazie alla scrittura brillante di Enne Koens e all’originale veste grafica in verde e nero creata dall’illustratrice Maartje Kuiper.

RECENSIONE

two people on forestLa storia ha inizio con della sopravvivenza nei momenti del campo scuola. Vincent sembra essere in un bosco e sta attuando tutti i metodi a lui possibili per sopravvivere e si ripete “Sono Vincent e non ho paura” per cercare di tirarsi su e incoraggiarsi. Poi la storia riprende e torna ad una settimana prima in cui ci Vincent si trova fra scuola e casa a doversi preparare ad affrontare il campo scuola che sta per sopraggiungere e alla sua relativa sopravvivenza. Perché Vincent conosce ogni manuale di sopravvivenza e sa che questa è quasi una missione visto che tenta di sopravvivere ogni giorno anche a scuola da quando Dilan lo ha preso di mira o a casa in cui i suoi genitori si lasciano raccontare qualsiasi cosa, basta che non dia problemi. Vincent si sente solo ma quando ha scuola arriva una nuova compagna, Jasmjin, le cose sembrano quasi prendere una piega diversa.

Basterà la sopravvivenza a salvare il nostro piccolo protagonista? Cambieranno davvero le cose per il piccolo Vincent? Cosa scoprirà ora che sembra avere una nuova amica? Riuscirà ad aprirsi ai suoi genitori o alle sue insegnanti raccontando i suoi veri problemi?

Sono solo, e a essere sinceri: ho paura. Così parlo a me stesso. Sussurro nel buio: «Sono Vincent. Ho undici anni. Ho un papà e una mamma. Abito a Rotterdam. Sono Vincent. Undici anni. Sono in quinta». Continuo a parlare a me stesso, perché aiuta. Fa bene sentire una voce, anche se è la mia. Per un attimo mi sento meno solo. Mi stanno cercando? Sono vicini? Ricomincio a sussurrare tra me e me. «Sono Vincent. Ho undici anni e ho letto un libro su come sopravvivere nella natura. Sono Vincent. Il mio animale preferito è lo scoiattolo. Ho undici anni. In camera mia è appeso un poster dell’Uomo Ragno. Sono Vincent e non ho paura, non ho paura, non ho paura».

La trama non è particolarmente lunga ma espone correttamente ciò che viene narrato all’interno del volume stesso. E’ una trama che contiene dettagli salienti che saranno poi esposti all’interno della storia. Trovo che sia ben fatta e incuriosisce i grandi e piccoli lettori.

La copertina è davvero molto bella e rappresenta ciò che avviene anche all’interno del volume stesso. C’è il bosco, il buio e gli occhi di Vincent in primo piano che fissano avanti a lui come se si fosse nel mezzo dell’oscurità o nel bosco più profondo. In basso si nota la piccola casa dove vive il bambino, fulcro anche questa di parte degli eventi e sui bordi i quattro animali che parlano con lui di cui i più importanti e che si troveranno di più sono il cavallo e il verme. Il titolo è inerente alla storia e assieme alla copertina crea il connubio perfetto. Viene realizzato sulla scorta delle parole che il protagonista dice per cercare di darsi forza e riesce molto bene nell’intento visto che è strutturata piuttosto bene. Trovo che visivamente sia un libro che colpisce e renda bene. 

L’ambientazione è Ardenne, in Belgio; l’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se non è sviluppata su un qualche tipo di anno specifico. Trovo che la struttura comunque sia buona e la composizione della descrizione dei posti che frequenta Vincent, davvero ben costruiti.

Ho già frequentato varie attività e lezioni, in passato. Gli scout, perché volevo io, e le lezioni di judo, perché secondo i miei genitori era una buona idea. Solo che, ogni volta, non ci voleva molto perché anche lì cominciassero a parlare alle mie spalle. Era orribile. Quei bambini non conoscevano i miei compagni di classe, perché facevano così anche loro? Forse tutti i bambini sulla terra si erano messi d’accordo per escludermi? Non credo. No, mi sa che c’era qualcosa in me, per cui gli altri capivano all’istante che ero uno da escludere. E io ci rimanevo così male che lasciavo subito perdere ogni attività. La Jas però non lo fa. Lei è diversa. La Jas mi sta aspettando al parco Rozenburg.

brown and green trees during daytimeI personaggi non sono poi molti ma la cosa si concentra quasi esclusivamente sul personaggio di Vincent e ciò che ruota attorno a lui. Ci sono la madre e il padre di cui non sappiamo il nome, la sua maestra che verrà citata qualche volta, la sua nemesi Dilan, bambino che lo bullizza e tutti i suoi animali immaginari che lui vede e gli fanno compagnia nonostante la solitudine. Oltre loro avremo modo di apprezzare La Jas, bambina nuova all’interno della scuola che si avvicina molto al piccolo Vincent e finalmente – forse – avrà un’amica.

Vincent, per gli amici Vince, è un ragazzino solitario e tendenzialmente molto solo. E’ un ragazzino intelligente e sempre pronto in caso ci sia necessità di sopravvivere a qualche evento di forza maggiore o ad un escursione in cui le materie primarie siano solo la natura e gli animali. E’ un personaggio fragile, alla ricerca di approvazione di qualcuno che non avviene mai perché sa che i suoi genitori credono ad ogni cosa che lui racconti, basta che dice di stare bene o che va tutto bene. Ha paura di essere strambo, di puzzare e di raccontare del suo manuale e della sua scatola di sopravvivenza per non sembrare folle e non essere accettato ma finisce per non esserlo comunque visto che viene sempre preso di mira. Vince è un ragazzino dolce, buono e incompreso che parla con degli animali immaginari pur di sentirsi ascoltato da qualcuno e trovo che sia un personaggio davvero riuscito per via della sua descrizione accurata e ben composta visto che qualsiasi altro ragazzino che ha problemi di bullismo o che si senta solo può apprezzarlo o rivedersi in esso. Io ho trovato una profonda connessione con lui e trovo che chiunque possa aver passato anche solo un minimo di quello che passa lui, può capirlo completamente e vorrebbe cercare di aiutarlo.

Mi ricordo di una cosa che ripete spesso mia madre: tutto passa. Le cose belle e anche quelle brutte. L’ha detto quando sono caduto dalla bicicletta e hanno dovuto mettermi i punti. L’ha detto quando ero a letto delirante con la febbre alta. Insomma, ecco a cosa penso in cima a quella roccia nel bosco, e mi mancano i miei genitori. Semplicemente perché è bello quando c’è qualcuno che ti dice: tutto passa. Perché quando si è da soli è molto più difficile crederci tutto il tempo.

green trees beside river during daytimeIl perno centrale di questa storia non è tanto la questione della sopravvivenza e del relativo manuale citato ma del bullismo e di quanto sia difficile per Vincent cercare di uscirne. Si rifugia in amici immaginari e nei suoi manuali per cercare di trovare non solo un modo di sopravvivere alle intemperie o a qualunque cosa possa accadere nell’ambiente esterno ma per cercare di sopravvivere alla scuola, al bullismo stesso che ne deriva nei suoi confronti. Ma si può sopravvivere veramente o si può affrontare il problema parlandone con gli adulti?

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, lineare e fluido infatti il volume si legge nel giro di poco tempo, anche vista la sua grandezza che non è che sia particolarmente lungo. Scritto in prima persona dal punto di vista di Vincent si suddivide in colori e viene presentato, in parte, come se fosse un vero e proprio manuale. Infatti ogni tanto i capitoli sono intervallati da pezzi di manuale su cui Vince fa riferimento.

Trovo che la tematica principale del bullismo sia davvero ben costruita e si riesce ad ogni modo ad entrare bene nel cuore e nella mente del piccolo ragazzino solitario. Talmente strutturato e ben descritto che si riesce a provare il dolore di Vince di fronte agli abusi subiti e si vorrebbe fare qualcosa per lui seppur sia solo un personaggio all’interno di un libro. Il personaggio questa volta diventa reale e vicino al lettore che prova empatia con lui fin dal primo momento. E trovo che questa sia la miglior cosa che possa avvenire all’interno di un libro. Il tema è profondo e trovo che gli atti citati siano da denuncia in qualsiasi caso possibile, che non siano minimamente ammissibili. La paura di Vincent è palpabile in ogni sua angolazione.

Trovo che questo volume debba essere letto non solo da ragazzi ma anche da adulti e dovrebbe essere imposto nelle scuole, che si comprenda che ciò che è successo a Vincent non debba succedere ad altri bambini e ragazzi.

La solitudine, oltre al bullismo finisce per dare un tocco in più e muovere le fila e finisce per presentare un altro aspetto importante per questa storia. Gli amici  sono fondamentali per una buona crescita e una buona interazione sociale e pur di non sentirsi solo finisce per avere degli amici immaginari ed è anche abbastanza furbo da rendersi conto di parlare con loro quando non ci sono altre persone attorno. Questo è un ottimo punto di partenza per il riconoscimento di un problema perché si rende conto che la cosa non è normale e non vuole dirla ai genitori per non fare in modo che questo cambi drasticamente il loro rapporto e la visione che hanno di lui o che visione ha lui nel mondo. Vincent si preoccupa molto di come appare all’estero e di come lo vedono gli altri e questo che crea una conseguenza di cose che a catena cambiano ogni cosa. E’ un ragazzino pieno di potenzialità che non vengono apprezzate e/o capite e lo finiscono per rendere soggetto preso di mira viste le sue “stranezze” o come dico io la capacità di essere unico e originale e diverso da tutti gli altri.

«Tu sai cos’è normale?» chiedo. «Non lo so, ma nessuno è del tutto normale. Tutti quelli che dicono di esserlo nascondono qualcosa». «Dici?» «Certo. Sono dei fifoni. In ogni caso, tutti nella tua classe hanno paura di essere presi di mira, perché vedono su di te quello che può succedere. Ecco perché si comportano nel modo più normale possibile. Non hanno il coraggio di essere diversi». «Davvero?» «Davvero. E ti dico un’altra cosa: la normalità non esiste proprio». «No?» «Perché nessuno sa bene cosa sia. Tu sai cos’è?»

Questo piccolo volume per ragazzi è un vero e proprio gioiello e credo che sia grandi che piccini dovrebbero leggere questo volume. Un libro che spero possiate leggere e che vi possa piacere e che vi consiglio con tutto il cuore, consigliatissimo.

Enne Koens, con questo volume ci permette di entrare nel cuore di un giovane ragazzo solo in cui la resilienza, la forza e la sua determinazione gli consentono di crescere, di denunciare ciò che gli sta accadendo e di non mollare mai davanti le difficoltà perché le amicizie possono arrivare, le cose possono cambiare e il dolore e la paura può cessare per tutti.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Io trovo che sia una lettura da fare sia per i giovani lettori che per gli adulti che possono sia ritrovarsi nella loro gioventù o capire le condizioni di alcuni bambini o di come ci si sente dal loro punto di vista, se non si è mai provato.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE # SERIE TV – DOTA: DRAGON’S BLOOD (Stagione Tre) – SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione di una serie TV che spero possa incuriosirvi e interessarvi. Io ho visto entrambe le stagioni e per non farvi due recensioni distinte ve ne faccio una completa. Ecco qui che ve ne parlo:

dota-series-3Titolo: Dota
Stagione TRE
Lingua: Italiano
Episodi stagione due: 8
Piattaforma: Netflix

Trama: Drysi stringe un patto terrificante. Luna e un nemico inaspettato si rivolgono a Mirana. Le cose cambiano per Fymryn mentre Davion affronta una prova impegnativa.

RECENSIONE

serie da vedere | Milioni di ParticelleIl tutto inizia laddove è finita la serie precedente. Il potente Terrorblade incombe e diventa sempre più pericoloso, tant’è che cerca sempre più di creare un mondo come lui più desidera. Mirana è sempre più presa dalle sue prese imperiali e il fatto che fare l’Imperatrice non è così semplice come sembra; Davion e tutti i suoi compagni della compagnia dei Draghi si accorgono che tutti i draghi si stano muovendo in un unico punto e si rende conto che il pericolo incombe. A smuovere ancor più le cose è l’Evocatore che tenta di unire tutti per cercare di rendere le cose e il suo passato, esattamente come avrebbe voluto. 

Cosa potrà succedere adesso, se l’Evocatore decidesse di resettare tutto e di ricreare un mondo in cui sua figlia è ancora viva? Terrorblade sarà ancora lì ad aspettarli? Riusciranno a fermare il tutto o finiranno per perdersi in esso? Cosa cambierà per i protagonisti di questa serie?

Dota Dragons Blood GIFs - Get the best GIF on GIPHYNonostante avessi iniziato questa serie perché il mio compagno ha cercato di condividere con me la visione della stessa e amando anche io i videogiochi in generale (è una serie tratta dal videogioco infatti) devo dire che mi sono ricreduta mano a mano che la serie ha preso piede. La prima stagione non mi ha fatto poi impazzire e la seconda è andata migliorando ma ne ero sempre curiosa fino ad un certo punto. Per questa terza stagione ne sono rimasta colpita in maniera piacevole, visto che ha finito per piacermi molto più di quanto immaginassi. La storia finisce per essere fluida e interessante anche se nel finale apre delle domande che si spera vengano risolte nella stagione seguente (se è prevista e ci sarà!).

Throw Luna GIF - Throw Luna Dota - Descubre & Comparte GIFsLo stile dei disegni utilizzati è il medesimo delle serie precedenti. Mi ricorda molto quando uscì il cartone animato delle Witch – cosa di cui amavo il fumetto – e il disegno aveva finito per deludermi. Tant’è che anche l’Evocatore ha i tratti praticamente semi identici a Cedric delle Witch – e giuro che non riesco a staccarmi questa cosa dalla mente quando lo guardo perché anche nei modi di fare finisce per essere piuttosto simile. Nonostante questa piccola parentesi, posso dire che lo stile mi piace ma non è la tipologia che amo, anche se posso dire che tanto di cappello il tutto è veramente ben fatto. Quello che non amo particolarmente è il cambio di stile di disegni all’interno della serie; il caso specifico: come è strutturato Terrorblade che finisce per assumere una forma differente sia nei disegni che nella sua struttura fisica di presentazione che lo differenzia totalmente da tutto il resto. Perché creare questa differenza che non ha alcun tipo di senso?

Dota 2 GIF by beastcoastIl tutto, in questa stagione, ruota attorno alle vicende di Mirana – che nonostante si crede sia Davion il protagonista – finisce per essere al centro di tutto e dell’Evocatore che pone le sue problematiche emotive al centro del mondo, tanto da metterlo addirittura in pericolo. Possibile che uno con così grandi poteri e grandi responsabilità finisca per essere così fragile tanto da mettere in pericolo tutto il mondo? Ho apprezzato la storia, ho apprezzato quanto Filomena influisca e faccia ragionare suo padre per tentare di salvare il tutto. I personaggi sono interessanti e ben fatti e finisce per essere interessante lo sviluppo che ne sta uscendo mano a mano che si procede all’interno della stagione.

Dota 2 GIF by beastcoast La storia, come vi dicevo, si conclude con un finale aperto, mistico che ci lascia misteriose domande e apre numerosi nuovi orizzonti in cui gli autori potranno sbizzarrirsi. Ma a cosa ci porterà tutto questo? Quando la serie giungerà ad un vero e proprio finale ancora non si sa ma spero non sia troppo lontano per fare in modo che anche ciò che c’è di buono in questa stagione non finisca per essere sminuita. Ve la consiglio sicuramente e spero vi piaccia.


Cosa ne pensate? L’avete visto? Vedrete la serie principale? Spero magari lo facciate se amate gli anime e i videogiochi per buona parte del secondo e di questa terza. Se decideste di vederla, vi auguro una buona visione.

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #271 – NOTTI D’ACQUA DI SIMONA COLOMBA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene. Le vacanze sono giunte al termine e spero che vi siate riposati. Ecco che vi porto un altro libro che spero possa fare al caso vostro. A voi:

Titolo: Notti d’acqua
Autore: Simona Colomba
ISBN: 979-12-5466-104-8
Formato: Rilegato
Genere: Narrativa
Collana: Percorsi

Anno: 2022 – Mese: maggio
Pagine: 56
Disponibilità immediata
Disponibile anche in formato eBook
Prezzo: 15,00 €
Casa editrice: Kimerik

SintesiNotti d’acqua nasce dalla trascrizione dettagliata di sogni molto intensi che invadono l’inconscio dell’autrice notte dopo notte tra il 2003 e il 2010. Viaggi onirici non pilotabili che manifestano l’urgenza di non sfumare alle prime luci dell’alba. In seguito a corsi terapeutici, pratiche letterarie, sperimentazioni linguistiche contaminate dal movimento artistico del Dadaismo, meditazione e ricerche approfondite, Simona Colomba intinge il pennino nelle sue conoscenze e nei suoi miraggi modellando il contenuto di questo libro dopo aver tentato a lungo di ignorarlo.
Notti d’acqua è l’avventura di un personaggio aperto ad ogni possibilità di identificazione. Può rivelarsi reale o immaginato, vissuto o raccontato, credibile o assurdo; può diventare la rappresentazione di noi, di altri o di nessuno. Chiunque si scelga di vedere tra le righe di queste pagine, attraversa paesaggi e paure, sente echi e voci, ascolta rumori e natura, incontra esseri favoleggianti. Ringrazia e riparte alla volta del successivo balzo nell’ignoto. Prende qualcosa da ogni esperienza e si lascia cambiare e scorrere come l’acqua del fiume che tanto lo rassicura.
La trama potrebbe sembrare un itinerario prestabilito nella propria interiorità, ma non è così. E’ più un pellegrinaggio alla ricerca del suo stesso significato. E’ un vagabondaggio senza meta precisa, in balìa degli stravolgimenti del caso. E’ tutto ciò che non si può etichettare né definire con precisione. E’ una chiacchierata dell’autrice con le sue chimere mentre attraversano per mano la sala principale del castello in aria. In fondo, imponente sul suo intoccabile e altissimo trono, Morfeo.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere come sempre, io in ogni caso vi aspetto.

A presto,

Sara ©

WWW WEDNESDAY #92

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va? Qui le ferie mano a mano stanno giungendo al termine ma posso dire dalla mia che mi sto riposando molto.  Vi lascio questa rubrica, ideata da Should Be Reading – che spero vi piaccia e  con la quale potete dirmi anche voi quali sono le vostre letture. Ecco che vi parlo delle mie, spero anche voi lo facciate nei commenti:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

6189r7ss8jlAttualmente sto leggendo Ancora una volta con te di Dustin Thao, edito Newton Compton editore, acquistato di recente ma di cui ero curiosa per la lettura. E’ una storia struggente e spero anche emozionante, l’ho iniziato da poco. Spero sia all’altezza delle mie aspettative e sono felice che la copertina sia stata mantenuta come l’originale.

Per quanto riguarda, invece, la seconda lettura attendo di terminare questa, per questa volta perché non so ancora su cosa orientarmi e quindi ve ne parlerò una volta messa in atto. Credo leggerò una graphic novel che volevo leggere da diverso tempo e qualche altra lettura che mi sono portata in vacanza.


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

La collezionista di anime

5357846-9788817156059Ho appena terminato La collezionista di anime di Kylie Lee Baker edito Fanucci editore, una lettura di una duologia che è stata appena portata in Italia e di cui speriamo di vedere presto il sequel. La lettura è stata sicuramente originale e non vedo l’ora di parlarvene ma come potete ben comprendere avremo a che fare con la Morte e con le anime ma con tanta mitologia giapponese, che per gli amanti finisce per essere interessante. Nei prossimi giorni ve ne parlerò.

Altra lettura che ho intrapreso da poco è Non devi dirlo a nessuno di Riccardo Gazzaniga, la storia di una vacanza a Lamon, nel 1989 di un gruppo di ragazzi scapestrati e di Luca che scopre il suo corpo e la sua forza d’animo nel crescere e maturare piano, assieme a tutti i suoi compagni. Una lettura pubblicata da Rizzoli, di cui vi parlerò sempre nei prossimi giorni.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

downloadIn seguito devo leggere una nuova lettura che è in arrivo in Italia di un’autrice che ho apprezzato anche in precedenza e che sicuramente conoscete: Kiersten White. Il libro è in arrivo per Mondadori editore e si chiama The Hide, che non conoscevo ma spero sia interessante, paragonato quasi alla Squid Game.

Altri libri ce li ho qui vicino a me mentre vi scrivo e prima di tornare a casina dalle ferie spero di recuperarne di altri. Ho La Regina n.5 e qualche altro libro che mi aspetta lì da un pochino e conto di recuperarla, non temete.


Che ne pensate di queste letture? Voi cosa state leggendo? Cosa leggerete? Rispondete alle domande se volete, che io vi aspetto, come sempre!
A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #266 – FEMME FATALE DI LADY D. & K. JACKSON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci finalmente giunti alla fine di luglio e stiamo per raggiungere – almeno io – le tanto agognate vacanze. Spero di riposare un po’ e di fare tante cosine belle, di cui vi terrò aggiornati. Ecco che nel frattempo vi parlo di una nuova uscita. A voi:

FEMME FATALE eBook : D., Lady , Jackson, K., Editing , Shine: Amazon.it:  Kindle StoreTITOLO: Femme Fatale
AUTRICI: Lady D. & K. Jackson
EDITORE: Self Publishing
GENERE: Contemporary Romance
CATEGORIA: Mafia – Suspense – Azione
NARRAZIONE: Prima persona, POV alternati
FINALE: Conclusivo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 15 Gennaio 2022
PAGINE: 220
PREZZO: E-book 2,99 / Cartaceo da definire
Disponibile per gli abbonati a KINDLE UNLIMITED

TRAMA: 
Arya Lancaster mi odia. È tutto ciò da cui dovrei tenermi alla larga, da quando l’ho tradita. L’ultima volta che l’ho vista impugnava il suo coltello preferito, ed era pronta a conficcarmelo nel petto se non fossi sparito dalla sua vista all’istante. Le nostre strade sembravano essersi divise per non incrociarsi mai più, ma ora che mio padre è stato assassinato non ho altra scelta: devo andare da lei. Anche a costo di farmi ammazzare. È solo con Arya al mio fianco che potrò avere la mia vendetta. Non posso farcela da solo. Non questa volta. Non contro Arturo Casablanca. Ho bisogno di lei. Con il suo cuore tinto di nero, capovolto come una picca, che adesso impugna come un’arma di distruzione. Tanto in guerra, quanto in pace. Ho bisogno di lei anche se sono Byron Dimitry. L’erede dell’ultimo grande Boss di Chicago. Il traditore che non ha mai smesso di amarla.


Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto e spero possa piacervi ovviamente.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #587 – LEGENDBORN DI TRACY DEONN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi eccoci qui con un nuova recensione che spero possa incuriosirvi. Devo dire che avevo puntato questo libro già dalla sua uscita all’estero e speravo venisse portato in Italia. Quale migliore occasione per leggerlo, allora? Ringrazio fin da subito l’organizzatrice dell’evento per l’organizzazione e per avermi tenuto in considerazione e ringrazio la Fazi Editore con la collana Lainya per la lettura in anteprima. Ve ne parlo subito:

9791259673053_0_536_0_75Titolo: Legendborn
Autore: Tracy Deonn
Pagine: 574
Data di uscita: 12 Luglio 2022
Prezzo: 17,10 euro

Link d’acquisto: https://amzn.to/3NYNbBX
Trama: Il primo capitolo di una nuova appassionante serie fantasy in cui l’intrigante mondo delle società segrete dei college americani fa da cornice a un’avventura che affonda le sue radici nella leggenda di re Artù. Dopo che sua madre ha perso la vita in un incidente, la sedicenne Bree Matthews vuole lasciarsi tutto alle spalle. Il programma per liceali promettenti organizzato dall’Università della Carolina del Nord sembra l’occasione perfetta. Proprio durante la sua prima festa al campus, però, Bree nota delle misteriose presenze soprannaturali che seminano caos e violenza fra gli studenti per nutrirsi della loro energia. Un ragazzo tenebroso e affascinante di nome Selwyn Kane interviene per cancellare nei testimoni qualsiasi memoria dell’attacco, ma la sua magia non ha effetto su Bree che, anzi, ricorda di colpo molti particolari riguardo alle circostanze in cui è scomparsa la madre: possibile che la sua morte nasconda dei segreti magici? L’occasione per approfondire il mistero arriva grazie a Nick, il ragazzo più popolare dell’università, che le confessa l’esistenza della società segreta dei Leggendari. Quando questi si rivelano essere i discendenti dei cavalieri di re Artù e annunciano che una guerra magica sta per scoppiare, Bree deve decidere fino a che punto spingersi per scoprire la verità: userà la sua magia per abbattere la società, o si unirà alla battaglia? Clamoroso successo di vendite e critica, Legendborn, in fase di pubblicazione in nove paesi e con una serie tv in corso di produzione, è l’inizio di una grande storia ricca di suspense: un’avventura imperdibile per tutti gli amanti del fantasy.

RECENSIONE

Nicole on Instagram: “Fanart of Bree from Legendborn by @tracydeonn  https://www.goodreads.com/book/show/50892338-legendborn #br… | Fan book,  Fan art, Black girl artLa storia ha inizio con un dolore. Bree perde sua madre improvvisamente ma tutto ciò che ne consegue non la ferma da andare via da Bentonville e andare finalmente all’Università della Carolina del Nord, dove va anche la sua migliore amica Alice. E’ nel primo giorno delle matricole, dove ci si tuffa da una scogliera come iniziazione all’anno scolastico, che cominciano ad accadere delle cose strane: ci sono delle misteriose presenze soprannaturali che seminano caos e violenza per nutrirsi dell’energia dei ragazzi presenti. Un ragazzo tra i più grandi, Selwyn Kane, combatte queste cose e cerca di far dimenticare a tutti i studenti ciò che è appena successo ma Bree sembra non poter essere colpita da questo tipo di magia. E’ così che Bree comincia a pensare che può essere accaduto qualcosa di simile a sua madre e vuole entrare a far parte della società segreta di cui Selwyn e il suo nuovo tutore scolastico Nick, sembrano far parte.

Cosa succederà all’interno dell’Università? Cosa scoprirà Bree sui Leggendari e su tutto ciò che li circonda? Effettivamente sua madre entra in tutta questa storia, oppure no? Quali consapevolezze deriveranno da tutto ciò?

Sì, mi sentivo pronta per andarmene da Bentonville, ma non perché avevo coraggio. All’inizio volevo rimanerci. Mi sembrava la cosa giusta da fare, dopo tutto quello che era successo, ma vivere con mio padre, noi due soli in quella casa, mi dava un senso di colpa intollerabile. Proviamo dolore per la stessa persona, ma non è uguale. È come accostare due magneti con la stessa polarità: si respingono. Non riesco a toccare il dolore che prova mio padre. Anzi, non voglio. Me ne sono andata perché avevo troppa paura.

La trama del volume è ricca, ben delineata e strutturata davvero bene. Ci consente di muoverci molto bene all’interno della storia, anche perché nelle prime battute – almeno per quel che succede nell’ambito scolastico – tutto sembra confondere un po’ il lettore che si trova davanti tutto come primo acchito. Insomma, in questo caso ho letto la trama non appena ho cominciato la lettura, altrimenti mi sarei sentita persa. E’ scritta molto bene ed è chiara, trasparente.

La copertina è fantastica e sono felice che sia stata mantenuta così come l’originale. Pensavo che subisse delle modifiche non indifferenti, invece ci regala la bellezza di Bree in primo piano nel pieno dei suoi poteri ed è sicuramente significativa della storia che andremo a leggere e che ci troveremo di fronte. Il titolo non è stato modificato dall’originale e il connubio estetico, fa il suo bel lavoro. Il titolo sicuramente sta a rappresentare di sicuro i “Leggendari” ma non avendo subito modifiche non lo sapremo con certezza – anche se sembra piuttosto ovvio. Apprezzo moltissimo il fatto che sia stato mantenuto tutto come l’originale e da sicuramente dei punti in più a livello generale.

L’ambientazione è americana: si va da Bentonville, dove Bree viveva fino all’Università del Nord Carolina; l’epoca sembra essere moderna ma non troppo e comunque si mantiene su una linea che riporta al passato e che ci mette in discussione l’esistenza persino di Re Artù.

«Come te la stai cavando? Posso aiutarti in qualche modo?». Ambo della sfiga. Volendo rispondere in modo sincero e realistico a queste due domande, dovrei dire: Non al meglio e No, invece dico: «Sto bene». Nessuno vuole sentire la risposta sincera. La gente che ti fa le condoglianze vuole soltanto sentirsi gratificata dal semplice fatto di farti le domande di rito. Che gioco del cavolo. «Non riesco a immaginare il dolore», mormora Charlotte, coprendo un altro numero della cartella. Sì che riesce a immaginarlo, vorrebbe solo non doverlo fare. Ci sono delle verità che solo le tragedie possono insegnarti. La prima che ho imparato è che quando le persone riconoscono il tuo dolore, vogliono che esso sia manifesto. Hanno bisogno di vederlo in diretta, altrimenti non stai recitando la tua parte. Charlotte mi fissa, i suoi occhi azzurri cercano lacrime, labbra che tremano, ma la barriera è attiva, quindi non troverà niente. Anche Evan fa la posta al mio dolore, ma io punto il mento in avanti in segno di sfida e lui distoglie lo sguardo.

Our Favorite Fan Art from Tracy Deonn's LegendbornI personaggi di questa storia sono diversi e tutti molto particolari e ben delineati. La persona che sicuramente seguiremo di più è la protagonista e voce narrante del volume: Brianna Matthews, detta Bree. Avremo comunque modo di conoscere al meglio anche il suo custode e protetto Nick, e Selwyn, così come tante altre persone che fanno parte dei Leggendari o di tutta la combriccola studentesca.

Bree è una ragazza afroamericana determinata e coraggiosa, che non si lascia passare la mosca sotto al naso e dice tutto ciò che pensa senza alcun tipo di problema. Dopo aver perso sua madre, si è chiusa ancor di più in se stessa sia per la sua perdita, sia per il fatto che aveva discusso con lei poco prima che lei morisse e non riesce a darsi pace per questo. E’ determinata a scoprire la verità circa la morte di sua madre che finisce per sembrare ancor più sospetta ora che conosce l’ordine dei Leggendari e tutto ciò che si nasconde tra i Merlini e quant’altro.

Nick è un ragazzo intelligente, forte e determinato nell’aiuto di Bree, nonostante all’inizio non ne sia tanto convinto. Non ama ciò che gli è stato lasciato da suo padre ma non può fare a meno di starne nel mezzo, anche perché vorrebbe vivere come un ragazzo normale per la sua età. Dall’altro lato c’è Selwyn, misterioso, imperscrutabile e distaccato, freddo. E’ un personaggio che nel corso della lettura conosceremo meglio ma che non amerete particolarmente per via del suo continuo gioco tra bene e male nel quale non si capisce mai troppo da che parte lui si trovi. Laddove Nick ha un passato e un’eredità non indifferente alle spalle, Selwyn è un Merlino dai poteri considerevoli, protettore anche di Nick. Due personaggi agli antipodi che mescoleranno le carte in tavola più e più volte; non mancheranno le sorprese.

Faccio per andare, ma Nick mi blocca. «Le leggende sono pericolose. Non sottovalutarle».

Il perno centrale di questa storia sta tutto nelle leggende. Non si tratta solo di una storia che parla di società segrete nelle università americane ma di antichi poteri che si tramandano di generazione in generazione e di antiche eredità che verranno fuori riportando a galla antiche Leggende del Regno Unito, come quella di Re Artù e della Tavola Rotonda. Una storia che non parla solo di dolore ma di riscatto, di risposte, di discendenze e di misteriosi poteri magici.

Bree Matthews from Tracy Deonn's Legendborn (by me) : r/fanartLo stile utilizzato dall’autrice è molto semplice, fluido e scorrevole, scritto in prima persona dal punto di vista di Bree. Nonostante la fluidità e il fatto che il libro sia massiccio e consistente a livello di lettura ci sono dei punti di forza e di debolezza che vorrei analizzare con voi e ve ne parlo subito.

Punto di forza è la caratterizzazione del personaggio e la sua etnia. Apprezzo molto il fatto del personaggio afroamericano e che, nel contesto delle società segrete e quant’altro sia l’unica nera in mezzo a tanti bianchi. Oltre al fatto che questo viene rimarcato più volte, con questo romanzo si porta una voce forte, che non si lascia intimorire, all’interno di una struttura gerarchica e di eredità che funziona non da anni ma addirittura secoli. Infatti è la stessa Bree a parlare di figli di schiavisti dei neri delle stesse persone con il quale condivide la tavola.

Ho apprezzato molto la resilienza e la forza con cui Bree si impegna per andare oltre perfino ai suoi stessi limiti. E’ difficile trovare un protagonista che non si arrende e Bree non demorde, ha sempre la risposta pronta e cerca di trovare una soluzione per la sua situazione analizzando anche le piccole cose e valutando quante più cose possibile. E’ un personaggio istintivo ma forte e coraggioso, sicuramente da non sottovalutare.

Altro punto a favore è sicuramente il world building e la struttura narrativa in fatto di descrizione di luoghi. Nonostante non ci sia uno scenario particolare, almeno all’inizio, la struttura e tutto ciò con cui Bree andrà a contatto quindi luoghi, abitazioni o le sedi dei Leggendari e simil, sono evocativi e rendono particolarmente. Infatti, sembra di essere finiti all’interno del volume per come queste vengono portate avanti e spiegate.

Non ho apprezzato molto lo stile di scrittura utilizzato. Premetto che ho trovato la storia coinvolgente e spero arrivi presto il seguito del volume ma c’è qualcosa che nel corso della lettura ha stonato un po’ con tutto il resto. Non so se sia il fatto della traduzione o se sia dall’origine il problema, ma la scrittura e la storia in alcuni punti (ripeto e sottolineo, in alcuni punti!) suonano quasi come infantili, quasi sempliciotti, visto come invece finisce per svolgersi la storia. Ok che è comunque una lettura per ragazzi, la protagonista è comunque una sedicenne ed è un fantasy alla fin fine anche piuttosto leggero ma devo essere onesta: mi aspettavo molto di più da tutto questo. Ci sono fantasy che bene o male presentano lo stesso target di età del personaggio e riescono a rendere il personaggio persino migliore. Quindi ottime le descrizioni dei luoghi ma non ha coinvolto troppo a livello di narrativa generale del volume.

L’inizio di come Bree si accorge della magia e di tutto ciò che sta accadendo attorno a lei risulta confuso e un po’ fiacco. Non si pone troppe domande a livello di “Cosa sta succedendo?” ma finisce per sembrare quasi tutto normale – cosa che non dovrebbe succedere. Sotto quest’aspetto sono rimasta anche interdetta, ho riletto due volte il primo capitolo e ho riletto anche la trama per cercare di capire se fossi io il problema. Nonostante poi le spiegazioni nel corso del volume sopraggiungano e siano anche chiare e le domande di Bree diventano un vulcano esplosivo, ho visto una reazione iniziale troppo distaccata e poco umana. Non so se riesco a rendere il concetto, spero di sì.

Gli altri escono dalla biblioteca al seguito della guida, ma io rimango ancora un po’ davanti alla teca. Sono sconvolta da ciò che è rimasto taciuto: perché venivano usate le manette? Perché sono in mostra adesso? Ma soprattutto: qual è il loro ruolo nelle missioni dei merlini? I merlini non vanno semplicemente a caccia di demoni. Cacciano anche le persone.

Questo primo volume ci regala una ventata di leggerezza non indifferente vista comunque la mole.  Nonostante ciò che ho appena detto, ho trovato la lettura interessante e il libro piacevole, tant’è che sono curiosa di sapere come procede e spero che possa interessare anche a voi, se cercate un fantasy moderno ma che evoca personaggi antichi e leggendari.

Tracy Deonn scrive un primo volume di una trilogia fantasy che ci permette di sognare la magia della Tavola rotonda, di Re Artù e di tutti quei gruppi segreti ed esclusivi che ci sono nel college e di cui tutti abbiamo sognato almeno una volta di far parte. Un fantasy che ci porta con la mente al medioevo tra Merlini e Oscuri, mantenendoci con i piedi ancorati – in parte – al presente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Seguite le altre recensioni che, tra ieri e oggi, vi parleranno al meglio di questo volume.

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #259 – INCHIOSTRO DI GIORGIA LEURATTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene ovviamente. Siete curiosi di scoprire una nuova uscita nelle librerie. Spero possa piacervi ovviamente. Ecco che ve ne parlo:

Inchiostro” di Giorgia Leuratti: una silloge poetica per esplorare nuove e  antiche suggestioni - Quarta Parete RomaInchiostro
di
Giorgia Leuratti: una silloge poetica per esplorare 
nuove e antiche suggestioni.

È disponibile in libreria e nei principali store online dal 31 marzo “Inchiostro” di Giorgia Leuratti
edito da Robin Edizioni.
La silloge poetica, opera prima della giovane autrice, reca in sé l’urgenza viscerale di essere
“esistenza”. L’inchiostro diviene per Giorgia impronta di vita in grado di scavare nelle sfumature degli
eventi e scoprire nuove e antiche suggestioni.

“Tutto il fermento che vi era all’origine della mia scrittura, attraverso “Inchiostro” ha preso
forma: dapprima vi era solo una confusionaria urgenza espressiva, ora il movimento dentro di
me si sta incanalando in una sua più reale traiettoria, in una sua ricerca, in un suo
linguaggio” Giorgia Leuratti

“Inchiostro” è il mezzo stesso della sovrimpressione, materia nera e liquida che, come il sangue,
reca in sé l’urgenza di trasportare in superficie una componente viscerale traboccante.
Concepito come materia originaria, unico mezzo che permetta alla visione di farsi linguaggio e
oggetto di trasmissione, l’inchiostro attraversa le pagine della raccolta assegnando alle poesie-
oggetto del suo imprimersi- il ruolo di organismi vitali, agenti in una struttura che richiama quella
della tragedia greca. Cosi come tragedia restituisce l’inesauribile tentativo dell’uomo di afferrare l’origine del proprio dolore, la raccolta muove dalla stessa urgenza: quella di scavare nelle sfumature degli eventi e di esplorarne le suggestioni, per trovare nell’epifania poetica, ciò che risolva la loro intermittenza.

#31
Aspetto
lo sgranchirsi dell’alba
il lento flettersi
delle giunture
l’afflato tremulo
degli spifferi.
Attendo il non gesto
il non atto
il non detto
che possa fluire sghembo
dalla mia nuca
fin sulla schiena.

BIOGRAFIA

Giorgia Leuratti nasce a Roma nel 1994. Nel 2018 si laurea in Lettere presso l’Università degli
Studi dell’Aquila con una tesi sul drammaturgo francese Antonin Artaud, che sancirà l’inizio di un
crescente interesse verso la scrittura e il teatro. Tornata a Roma studia critica teatrale presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico diplomandosi nel 2020 con una tesi sulla figura dei clown, da Jean Starobinski a Pippo Delbono. Negli stessi anni comincia a scrivere per la testata giornalistica Quarta Parete divenendo giornalista nel gennaio del 2022. Dieci anni fa inizia una ricerca poetica e stilistica fondata sulla sperimentazione del linguaggio e sulla creazione immaginifica, originata da una visione della scrittura come mezzo vitale di urgenza espressiva.

http://www.robinedizioni.it/nuovo/inchiostro


Cosa ne pensate? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto qui con commenti, opinioni e simili.

A presto,

Sara ©