RECENSIONE #538 – EDWARD MANI DI FORBICE – QUALCHE ANNO DOPO DI KATE LETH E DREW RAUSCH.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va questo mercoledì? Io spero tutto bene e nel frattempo vi porto una lettura leggera, veloce e che ci riporta indietro nel tempo, negli anni 90 in cui usciva questo meraviglioso film con Johnny Depp. Siete pronti a scoprire una graphic novel che ci porterà nel cuore dolce di Edward diversi anni dopo gli eventi del film? Ecco che ve ne parlo:

81rn0qqie9lTitolo: Edward Mani di forbice – qualche anno dopo
Autore: Kate Leth e Drew Rausch
Pagine: 160 
Prezzo: 19,90 Euro
Data di uscita: 6 luglio 2017
Editore: NPE Edizioni
Link d’acquisto: https://amzn.to/3vq1bgH
Trama: Fin da quando fu proiettato per la prima volta nei cinema, nel lontano 1990, Edward Mani di Forbice divenne un film di culto, lanciando un giovane e smunto Johnny Depp come attore di primo piano di Hollywood. Il protagonista era un “essere artificiale” creato da un inventore che lo amava come un figlio. Purtroppo il suo creatore morì prima di poterlo completare, lasciandolo così senza delle vere e proprie mani: con delle forbici provvisorie al posto delle dita. Il volto pallido di Edward, così, è pieno di ferite di taglio, come un bambino che non sappia ancora badare a se stesso. Questa opera non avrebbe potuto non assurgere a simbolo di una generazione: i tratti gotici perfettamente inseriti nei nostri giorni, la malinconica tristezza di un essere creato senza mani, e perciò in un certo senso senza anima, senza identità, che cerca se stesso nelle proprie debolezze e si riscopre più umano delle persone “vere”. Questo fumetto non è un pedissequo adattamento del film, che di per sé avrebbe avuto poco senso data la perfezione della pellicola. Si tratta invece di una storia nuova, poetica come l’originale, gotica e toccante. Sono passati tanti anni, ed Edward non è invecchiato di un giorno. Il suo è sempre lo stesso sguardo triste e pensieroso. Scopre che il suo inventore aveva anche un altro progetto nello scantinato e gli dà vita seguendo le istruzioni che trova sopra un diario. Ma la nuova creatura è di temperamento malvagio, e fugge. Comincia a spaventare gli abitanti della città che si rivolteranno una seconda volta contro Edward, credendo che sia lui la causa di tutto. La storia si apre con Mess, in tutto e per tutto identica alla sua nonna, Kim, che bussa al cancello di Edward e lo incontra. Lui la scambia per la donna che aveva amato un tempo, ma l’equivoco è presto chiarito. Insieme lotteranno contro la nuova creatura, e Mess riscoprirà quanto di vero ci fosse nelle fiabe che la nonna le raccontava quand’era piccola.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Edward nel castello. Non è invecchiato di un giorno e la sua peculiarità è sempre la stessa, oltre alla sua aria triste, sognante ma comunque rassegnata. Ben presto scopre che il suo stesso inventore aveva un vecchio progetto in porto mai portato a termine perché definito difettoso e, una volta messo in moto, il risveglio comincia a creare scompiglio all’interno della piccola cittadina. Solo Mess, nipote di Peggy, crede ancora in Edward e cerca di aiutarlo dandogli una possibilità.

Ma Mess è davvero l’unica ancora di salvezza che ha il nostro Edward per cercare di risultare pacifico agli occhi degli abitanti della città? Come fermeranno questa nuova macchina pericolosa in movimento per la città? Cosa succederà ad entrambi i protagonisti di questa storia?

Edward mani di forbice: un ritorno inaspettato – Lo Spazio Bianco

La trama rimanda molto al passato e ci mostra un recap di quanto ci siamo lasciati alle spalle nel passato. Ovviamente sembra parecchio lunga ma non racconta poi molto del volume che ci troveremo davanti. Nonostante questo, la storia ci mostra diversi anni dopo gli eventi del film e solo nelle ultime righe della trama sapremo di cosa ci parlerà questa storia. Incuriosisce sia per la storia in sé – perché c’è chi ha amato questo film e chi mente – sia perché ci riporta in maniera alternativa e diversa laddove avremo voluto non finisse mai.

La copertina è meravigliosa e rimanda tantissimo al film degli anni 90. Ovviamente si nota fin da subito, come potete anche vedere dalle immagini utilizzate che la copertina del volume nello stile del disegno è completamente differente dallo stile dei disegni all’interno del volume. A prescindere da questo trovo che la copertina sia significativa e che incuriosisce gli amanti del film e della storia. Il titolo è piuttosto basico e semplice rimandando anche in questo caso al 

La città così come l’anno di ambientazione, non vengono specificati all’interno del film, e di rimando anche qui non vengono ne menzionati ne specificati, anche se la nipote di Peggy è ormai adolescente e sembra essere ambientato ai giorni nostri.

Edward Mani di Forbice – Qualche anno dopo: recensione del fumetto | Isola  Illyon

I personaggi di questa storia non sono tantissimi anche perché la storia è breve e non consente una grande esplosione di personaggi, sia perché, in effetti è anche meglio così. Apprezzabili entrambi i personaggi principali che oltre alle peculiarità di ognuno trascinano le sorti della storia in maniera coinvolgente e decisa. Personaggi che vedremo in modo ricorrente oltre ai protagonisti sono Eli, la nuova macchina che doveva essere creata da colui che ha creato anche lo stesso Edward e la mamma di Mess che ha paura per lei, ricordando sua mamma e i suoi racconti che Edward possa essere pericoloso per la salute di sua figlia e la porta ad essere insistente e persino molesta.

Mess è determinata, sagace e furba. E’ la nipote di Peggy e vuole a tutti i costi la verità per se stessa e per ciò che sua madre cerca di nasconderle con tanta insistenza. E’ un personaggio duro, forte e coraggioso che continua a ribellarsi alla madre cercando di dimostrare, come sua nonna ai tempi, che Edward non è un pericolo per la società, anzi tutt’altro.

Edward è un personaggio adorabile, così come si presenta anche all’interno del film. Si diletta nel suo giardino con le sculture e passa il suo tempo principalmente nella sua villa scura e pericolante, pur non farsi vedere dal mondo esterno. Un personaggio dolce, sensibile e che ha una tremenda paura dell’esterno e della cattiveria delle persone.

Edward mani di forbice - Qualche anno dopo: il sequel a fumetti -  Nerdando.com

Il perno centrale del volume è proprio Eli, l’altra creatura partorita dalla mente del creatore di Edward e mai sviluppata fino in fondo perché danneggiato, ostile e malfunzionante. Nonostante questo, Edward decide di fare una prova, vista la sua solitudine e nel farlo crea un qualcosa che non si aspettava potesse ritorcersi in questa maniera all’interno del paese. Chi è Eli? E cosa combinerà una volta che avrà ripreso vita propria?

Lo stile e la grafica utilizzati per questa storia sono sicuramente peculiari e originali. La scrittura di Leth e il disegno di Rash creano una combo, dopo ben 27 anni dall’uscita del film, riuscitissima che conserva in un modo impressionante la dolcezza e il modo di fare che contraddistingue il protagonista principale, Edward.

Ad alternare e a far comprendere ciò che c’è dietro l’intera storia, sono i colori che passano dal vivace allo spento, in base alle situazioni o a che tipo di cose andremo a leggere. Basti vedere la differenza tra il personaggio di Edward e dove vive e l’esterno dove invece vive Mess in cui è tutto più vivo e colorato. Il disegno anche ha dei tratti assolutamente caratteristici che lo distinguono da qualsiasi altro tipo di disegno proposto fino ad ora: infatti Edward così come gli altri personaggi hanno gli occhi a palla o una particolare resa espressiva.

La storia si muove in un misto fra gotico e fiaba e regala una magia del tutto particolare a chi decide di immergersi nella lettura. A colpirvi ovviamente sarà Edward che, mosso dalla solitudine e dal fatto che non riesce a starsene per sempre solo, decide di riattivare una vecchia scoperta che, lo metterà in serio percolo. La lettura del volume è autoconclusiva ma so che è stato pubblicato soltanto il primo volume che racchiude 5 capitoli. In totale sono dieci che verranno compresi, si spera al più presto anche in Italia, in un secondo volume.

Edward Mani di Forbice – Qualche anno dopo”: un fumetto di Kate Leth e Drew  Rausch – nonsologotica

Questa graphic novel è un piccolo gioiello per chi ha amato il film e che vi consiglio di leggere. Una storia emozionante, leggera e piacevole che non riuscirete a smettere di leggere se non una volta finito.

Kate Leth e Drew Rausch ci riportano indietro nel tempo con questo amore di graphic novel che ci mostra sia come potrebbe essere stato un ipotetico futuro di Edward, sia come la magia di quel film incanti anche adesso. Una storia che ci trascina in un magico mondo dolce e pericoloso allo stesso tempo.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Amavate Edward Mani di Forbice? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #503 – IL VECCHIO E IL MARE DI LAPROVITERA E LOCASCIO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per questo bel volume debbo ringraziare la casa editrice Edizioni NPE per avermi permesso la lettura. Dal romanzo di Hemingway, passione sfrenata degli autori, ne nasce questa graphic novel unica e dalla copertina magnifica. Ecco a voi che ve ne parlo:

91p5mrnvi9lTitolo: Il vecchio e il mare
Autore: Andrea Laprovitera e Ludovico Locascio
EditoreEdizioni NPE
Pagine: 96
Link d’acquisto: https://amzn.to/3rOlD82
Trama: Uno splendido ed elegante cartonato. Un fumetto dal potente bianco e nero, scandito dai silenzi e dai tempi lenti del mare. L’ultima sfida di un uomo. Dal romanzo premio Pulitzer di Hemingway.

Ambientato sull’isola di Cuba, il romanzo presenta pochissimi personaggi. Manolin, un giovane ragazzo che rappresenta la speranza, il marlin (l’enorme pesce che verrà catturato) e il vecchio, profondamente segnato di una vita dura e piena di sacrifici. Tutto in lui era vecchio, ad eccezione dei suoi occhi che erano rimasti del colore del mare. La sua lotta con il pesce afferma il suo orgoglio e il suo coraggio, che sembravano già persi da tempo, ma anche la notevole forza che dimostra combattendo quasi a mani nude con i pescecani. Il pesce catturato ha una notevole rilevanza nel romanzo. Si tratta di un marlin enorme, lungo circa 5 metri e mezzo, «con delle strisce color viola che la cingevano; e accanto a lei, nuotavano due remore grigie, che non si allontanavano mai». Nei suoi movimenti è calmo e infonde nel marinaio un senso di nobiltà; sembra che, nonostante la situazione, tra i due si sia instaurato un rapporto quasi paritetico.

RECENSIONE

La storia ha inizio dal vecchio Santiago che rientra al porto dopo la pesca. Il vecchio non ha avuto una pesca fruttuosa per ben ottantaquattro giorni e al rientro, il giovane Manolin, che prima navigava con lui e che sembra essere l’unico che si fida di quest’uomo, chiede all’uomo se può tornare a pescare con lui, se ne ha voglia ma il vecchio sceglie che per lui è saggio restare con chi ha fortuna e una buona pesca. L’uomo sembra essere stanco e provato e viene denigrato da molti altri pescatori della zona. Così, decide di uscire per l’ottantacinquesimo giorno in cui non sembra essere poi così sfortunato.

Cosa succederà in questo nuovo giorno di pesca? Perchè l’uomo parte da solo e non si lascia accompagnare dal giovane Manolin? Riuscirà a pescare qualcosa e tornare a casa con un bel bottino? Cosa cambierà nella vita del vecchio e in quella del giovane Manolin?

Il vecchio e il mare" diventa un fumetto - Quotidianpost

La trama è molto semplice, ben scritta e ben strutturata. Forse ci dice un po’ troppo della storia se qualcuno non ha mai letto la storia originale da cui proviene quest’adattamento dei due autori italiani, ma trovo che sia molto bella. Personalmente, non avendo letto il racconto originale la trovo descrittiva e interessante se la si legge prima della lettura del volume, mentre se la si legge dopo aver letto il volume, forse è anche troppo. Viene esplicitato anche troppo e spoilera un po’ quello che è tutto il volume. Sicuramente io sarò una dei pochi a non aver letto il capolavoro in questione ma se c’è qualcun altro come me la trama dice anche troppo.

La copertina è assolutamente meravigliosa. Trovo che sia una delle copertine più belle degli ultimi tempi in fatto di graphic novel, sia per quanto riguarda i colori che per il volto dell’uomo da cui si percepisce tutto quello che sta cercando di comunicare al lettore. Sicuramente un lavoro fantastico ne è uscito fuori da questi disegni anche se mi ha un po’ deluso il fatto che la copertina attiri e si presenti in tutto il suo colore e la storia sia stata lasciata in bianco e nero. Mi aspettavo una risoluzione a colori che sicuramente sarebbe stata di maggiore impatto per il lettore, così come lo è la copertina stessa. Il titolo di questa storia, essendo una graphic novel basata su il premio pulizer di E. Heminghway, si intitola nello stesso modo, rendendogli omaggio con questa lettura che anima il vecchio pescatore e la sua pesca miracolosa e al tempo stesso strana.

L’ambientazione è il porto di Cuba, laddove era ambientato anche il romanzo originale, credo sviluppata negli anni 80.

Il vecchio e il mare diventa un fumetto

I personaggi di questa storia non sono tantissimi vista anche la brevità dell’opera che andremo a trattare. Sicuramente la parte più importante della storia va al vecchio pescatore Santiago che trascinerà tutto il corso degli eventi a suo favore. Una storia che non ha tanti personaggi ma che con poco sa comunicare molto.

Santiago è un uomo dai profondi occhi azzurri del colore del mare, che adora la pesca e non si arrende nonostante sia sfortunato con questa. E’ un uomo determinato, sfrontato e che non si lascia abbattere nonostante venga deriso e preso in giro. E’ un uomo duro ma profondamente devoto alla vita che fa ed è un vero pescatore anche quando si trova a bordo della sua barchetta a cercare di portare a tutti il pesce più grande che nessuno abbia mai pescato.

Manolin è un giovane ragazzo particolarmente affezionato al vecchio pescatore. E’ stato in barca con lui per alcuni tempi ma poi ha cambiato per via dei suoi genitori che l’hanno spinto a cercare altrove la soluzione ai suoi problemi. Nonostante questo Manolin è un ragazzo semplice, che si preoccupa e che sembra voler molto bene all’uomo che gli ha imparato cosa volesse dire essere un pescatore, ad essere resiliente e al non arrendersi mai davanti alle difficoltà della vita.

Il grande marlin, gioca anche lui un fattore molto importante, specialmente per Santiago. Non solo perché tenta di riportare a casa un pesce davvero enorme ma perché per pescarlo ci vuole tutta la forza del mondo e il pesce a modo suo non sembra arrendersi tanto facilmente.

Il vecchio e il mare: Nicola Pesce Editore ripropone il fumetto tratto da  Hemingway

Il perno centrale di questa lettura è la vita del pescatore e il fatto che non si arrenda alla sfortuna che la vita sembra avergli lasciato. Una storia di una pesca miracolosa e di una vita ad inseguire un sogno cercando di realizzarlo, nonostante il fatto di essere sempre esclusivamente alla ricerca di qualcosa per cui viene continuamente deriso.

Lo stile e la grafica utilizzate sono molto semplici, quasi minimaliste. Infatti potete vedere come i disegni siano in bianco e nero quasi fossero esclusivamente fatti a penna nera su sfondo bianco. Guardando la copertina, se devo essere sincera mi aspettavo che la storia fosse a colori e su questo la delusione ha giocato un pochino. Comunque , anche così è ben disegnato e le illustrazioni colpiscono al punto giusto.

Non posso fare paragoni con la narrazione di Hemingway e la storia stessa ma posso dire che si, l’opera originale era poco più di un racconto, che prima o poi leggerò, però seppur nella sua brevità, gli autori hanno colto il senso di quello che voleva dire Hemingway o almeno quello che avevano gli autori dentro di loro, facendo arrivare attraverso i gesti del vecchio pescatore la sua forza di volontà, il suo dolore e l’orgoglio che lo porta ad allontanarsi dalla costa fin troppo al largo; una storia semplice con una rappresentazione ancor più semplice che da modo di vedere e toccare con mano i personaggi di un racconto famoso.

Il Vecchio e il Mare - Edizioni NPE

Il libro è una graphic novel che riesce a comunicare tutta la passione con cui gli autori hanno amato lo scritto di Hemingway, sia le emozioni del vecchio pescatore. Un volume che mi sento di consigliare agli amanti del genere e agli amanti del grande autore, in cui potranno ritrovare uno scorcio di quello che hanno letto in precedenza, avendo la possibilità di viverlo anche con gli occhi e dare un volto ai personaggi.

Andrea Laprovitera e Ludovico Locascio illustrano un volume che h avuto una rilevanza non importante e lo fanno con una delicatezza e una spontaneità disarmante che tocca il cuore del lettore perfino con poche pagine. Una lettura interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Pensate che potrebbe piacervi? Avete letto il libro di Hemingway? Fatemi sapere ovviamente io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©