RECENSIONE #478 – IL GIOVANE ACHILLE DI ALESSANDRO RICCI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Sono qui per portarvi e parlarvi di un nuovo volume che ho letto scorsa settimana e di cui devi ringraziare l’autore, gentilissimo, per avermi permesso la lettura. Siete pronti per scoprire questa nuova lettura per ragazzi? Ecco a voi:

copertina20achille20ridotta-5Titolo: Il giovane Achille
Autore: Alessandro Ricci / Illustrazioni: Stefania Franchi
Editore: NPS Edizioni
Pubblicazione: 15 settembre 2020
Genere: Narrativa per ragazzi
Prezzo:
12€
Pagine:
222

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TramaA tredici anni, Alessio non sopporta nessuno. Né i suoi compagni, sempre pronti a sparlargli alle spalle, né suo padre, da cui si è allontanato dopo la morte della moglie. Ma soprattutto odia se stesso. Colpa del suo tallone d’Achille, una malformazione fisica che lo costringe a camminare zoppicando, attirando risatine e commenti, che alimentano la rabbia che si porta dentro. Un giorno, la fiamma dell’ira esplode, costringendo il padre a inviarlo a un campo estivo, sperando di favorire così la sua socialità. Ma al Campeggio Sorriso Alessio non imparerà solo regole e disciplina. Tra sortite notturne, giochi a Palla Mortale e misteri sotterranei, conoscerà il valore dell’amicizia e l’importanza di vivere ogni giorno a pieno.

RECENSIONE

La storia ha inizio durante gli ultimi giorni di scuola del giovane e piccolo Alessio. E’ un artista che si diletta a progettare strani metodi per strane trappole e marchingegni strani ed ha una malformazione al tallone che lo costringe a camminare in maniera claudicante. A scuola, dopo una scenata d’ira scatenata su un suo compagno, il padre di Alessio che ormai non comunica quasi più con suo figlio dopo la morte della moglie, decide che l’unico modo per rimetterlo in riga è mandarlo in un campo estivo punitivo. Quello che però Alessio non si aspetta di trovare è quanto di più bello in assoluto anche se tutto sembra presentarsi esattamente il contrario.

Cosa succederà al Campeggio Sorriso? Chi è Trisunto, il misterioso tipo a comando di tutta la strana baracca? Cosa cambierà all’interno della struttura e in Alessio? Riuscirà ad integrarsi e a farsi degli amici?

«Posso stare qui? Al posto sopra di te? Tutti gli altri posti sono già stati presi. Te l’ho chiesto due
volte, ma non mi hai risposto». «Certo, è libero» rispose Alessio. «Scusa, stavo pensando, succede a tutti». «Eri in viaggio, eh? Certo che succede! Ma non a tutti, sai? Ci sono persone che restano sempre qua e non viaggiano mai. Io ne conosco parecchie di persone così, la maggior parte sono adulti, però»

La trama della storia è semplice e ben composta, che lascia il tutto così come questa si presenta. Mette curiosità al lettore, soprattutto ai giovani e ai ragazzi che si avvicinano a questo volume. Ed è assolutamente loro che deve coinvolgere e spingere alla lettura. Insomma, su questo piano i requisiti li ha tutti.

Il titolo di questa storia sembra incomprensibile agli arbori di questa storia nonostante la storia inizi con il canto riferito ad Achille. Ma chi è il giovane Achille di cui parla la storia e perchè? Con un po’ di immaginazione potrete ben comprendere di chi si tratta già solo leggendo la trama ma qual è il vero motivo che spinge l’autore a definirlo tale? Lo scoprirete nel corso della lettura e del campeggio di Alessio e dei suoi giovani amici Koala. La copertina è davvero deliziosa e trovo che questa, così come le illustrazioni che vengono utilizzate all’interno del volume. Stefania Franchi ha reso questi personaggi reali, dolci e sicuramente unici nel loro genere.

L’epoca sembra essere abbastanza moderna, anche se non troppo e non completamente specificata dall’autore; l’ambientazione è italiana, ovviamente.

«Possiamo accorciarlo» disse Alessio. «Usiamo solo le iniziali A, K, E e I, saremo gli AKEI, ci state?»
Si alzò e stese il braccio in avanti. Uno alla volta i ragazzi appoggiarono la mano sulla sua.
Il patto era stato stipulato. Nascevano gli AKEI. «Adesso cerchiamo un modo per farla pagare a
Trisunto» disse Alessio.

Segnalazione: “Il giovane Achille” di Alessandro Ricci

I personaggi di questa storia sono diversi e ben amalgamati. C’è Cirone, il capo gruppo dei Koala di cui fa parte anche Alessio e i suoi compagni da quello timido al ragazzino a cui piace ingozzarsi di cose da mangiare tanto da nasconderle. E poi c’è il capo struttura, Trisunto che è perfido, cattivo e misterioso.

Alessio è un ragazzino che ha sofferto per la morte della madre, l’unica in grado di capirlo per davvero. Suo padre non si sforza molto di capirlo e finiscono per starsene ognuno per i fatti propri. Ha una malformazione al tallone che lo costringe a zoppicare perennemente ed è un ragazzino che ama i suoi spazi, il silenzio e perdersi nei suoi progetti pericolosamente enigmatici ma che, per la maggior parte, non è mai riuscito a mettere in pratica. Nonostante questo non è un ragazzino a cui manca coraggio, anzi si butta a capofitto nelle cose e non sopporta le prese in giro e chi se la prende con il più debole oltre ad essere un paladino della giustizia e della verità. E’ un personaggio forte, coraggioso nonostante tutte le difficoltà che la vita ha ed ha avuto in serbo per lui.

«Veramente sarebbe solamente una passeggiata» lo interruppe Ciro. «Fa’ silenzio, Cirone. È per questo tuo atteggiamento che i ragazzi non sono nemmeno in grado di battere un branco di bimbette». Cirone diventò rosso come il naso di un clown e parve farsi ancora più piccolo di quello che era già. Annuì soltanto. Ha cercato di difenderci, pensò Alessio, ammirato dal coraggio del loro tutore. Sentì la familiare sensazione di rabbia scuotergli l’anima: la sorpresa che avevano in serbo avrebbe lavato anche le continue angherie del direttore verso Cirone.

Il perno centrale di questa storia risiede tutta all’interno del Campeggio Sorriso e dove ci saranno dei cambiamenti radicali sia in Alessio che negli animi di tutti i ragazzi del gruppo Koala, dove il giovane protagonista fa parte.

Lo stile utilizzato dall’autore è leggero, piacevole e adatto ad una lettura per giovani e medio piccoli lettori. Scritta in terza persona questa storia è intervallata, come detto in precedenza, dai colori di Stefania Franchi, che con i suoi colori tenui e su tinte pastello, dona un volto alla piccola combriccola di amici di Alessio. Questo rende la lettura ancor più magica e preziosa, specialmente per i più piccoli.

Per quanto riguarda le tematiche sviluppate all’interno del volume, sono diverse e tutte importantissime per la storia. Non solo il rigore e la disciplina è ciò che i ragazzi impareranno al Campeggio Sorriso, con tutte le premesse di Trisunto ai genitori che lasciano i propri figli in attesa e nella speranza di una messa in riga. C’è molto di più. I ragazzi impareranno l’amicizia e il valore della stessa, della condivisione e che la forza di tutti è ciò che rende unico un gruppo come per quanto riguarda singolarmente ognuno di loro. La cosa più importante è proprio, infatti, nello spirito di squadra, nel fatto che piccoli ragazzini che possono sembrare a tanti altri dei teneri e adorabili sfigati di quartiere, si rendano conto che possono essere forti, capaci, coraggiosi e molto di più. 

L’unica cosa che non mi consente di dare una votazione piena e completa è il fatto che la storia, almeno sotto il piano di Trisunto e i giovani ragazzi che smontano ogni suo piano, (ma di non vi dirò ovviamente di cosa si tratta onde evitare spoiler e rovinare questa dolcissima storia) sia abbastanza irrealistica. Con questo non voglio dire che la storia non sia ben scritta, assolutamente, ma questo piccolo particolare non la rende realistica come è stata presentata. Nonostante questo trovo questa storia di grande valore, soprattutto per i più piccoli.

Deglutì e trovò la bocca asciutta come il deserto, anche le ginocchia erano strane: sembravano decise a
ignorare la volontà del padrone. Aveva paura e aver paura era una situazione nuova per lui: in passato il
fatto di odiare la sua vita lo aveva portato ad affrontare ogni cosa con menefreghismo, ma in quella situazione le sue azioni avrebbero potuto rovinare non solo la sua felicità, ma anche quella dei suoi amici.
Però era arrivato fin lì, non poteva tornare indietro, gli AKEI lo avrebbero spinto ad andare avanti.

Il libro è un ottimo volume per ragazzi che consiglio sia a piccoli che grandi lettori. Una storia che insegna tantissimi valori e che vi spingo a prendere e a tenere in considerazione.

Alessandro Ricci è uno scrittore che ci insegna tantissimi valori, per grandi e piccoli. Valori che i piccoli devono imparare a coltivare e a scoprire e che i grandi dovrebbero cominciare a ritrovare. Una storia che consiglio ad occhi chiusi.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia l’autore per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Sono felice di avervi parlato di questo volume e spero che possa piacervi, così com’è piaciuto a me.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #454 – UN GIOCO CHE NON SONO IO DI ELISA CORDOVANI E ALICE WALCZER BALDINAZZO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo volume che spero possa interessarvi e incuriosirvi. E’ una piccola raccolta di poesie edita NPS Edizioni che ringrazio per la lettura e per l’invio. Sono davvero felice di parlarvene. A voi:

71lajahtvzlTitolo: Un gioco che non sono io
Autore: Elisa Cordovani
Illustrazioni: Alice Walczer Baldinazzo
Curatore: Romina Lombardi
Genere: poesia
Formato: cartaceo
Prezzo: 10 euro
Pagine: 64
Uscita: 1 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3nvCJ9j
Trama: “Un gioco che non sono io” è una silloge poetica contro la violenza di genere. Una presa di posizione, per ricordarci quanto siamo fragili, vittime o carnefici dei nostri chiaroscuri e di quelli degli altri. Un invito a comprendere di quale “gioco”, psicologico e fisico, siamo succubi. E a tirarcene fuori. A dire NO, scegliendo l’amore per se stessi e per gli altri. Le poesie di Elisa Cordovani raccontano in modo lucido, profondo, straziante e lenitivo insieme, lo stupro non di un corpo, non di una mente, ma di una vita intera. Le donne ritratte nei versi vanno fino in fondo al proprio dolore, per capirlo, ma soprattutto per essere consapevoli di potergli sopravvivere. Sono donne che si trasformano nella vergogna che provano, nelle lacrime che pensano di non aver diritto a versare, negli occhi feriti dei loro padri e madri. Donne, i cui volti e pose, ritratti da Alice Walczer Baldinazzo, sono figure magnifiche che si fanno amare e ripudiare al medesimo tempo, senza che si riesca a dimenticarle.

RECENSIONE

selective focus photo of pink petaled flowersQuesta raccolta di poesie racchiude il Gioco. Come descritto nella prefazione di questo volumino davvero interessante, il gioco nasce come una cosa che da bambini è caratteristica e mano a mano che si cresce questo termine prende – a volte – delle pieghe sbagliate, come il famoso “prendersi gioco di qualcuno”. Ecco, questa raccolta è una silloge sulla violenza ma anche su quel gioco che nessuno (in questo caso direi nessunA) è più disposta a giocare. Non si è più disposti a stare alle regole di questo gioco che talvolta finisce per diventare triste, malinconico, persino violento e brutale. Le donne descritte nel loro sbocciare lento e bellissimo come un fiore e a tutti i percorsi difficili che sono costrette ad affrontare, in un mondo in cui ci vuole sempre più deboli, e noi dobbiamo cercare di mantenerci più forte. E dimostrarlo costantemente.

Vorrei mi ricordassi,
andandomi a cercare
nella bellezza mia perduta,
cadendo all’indietro,
in voci chiuse, memorie e illusioni di un’ora.

La trama è particolare e invita il lettore ad aprire il cuore a questa raccolta e ad abbandonarsi alla lettura di questo piccolo volume. Trovo che sia una trama autentica, sincera che spinge a raccogliere questo libro fra le mani, ad acquistarlo e ad accudirlo. Un libro da tenere sul comodino come monito, come forza. Una trama forte e autentica.

La copertina è davvero bellissima e visivamente, e rende l’idea di ciò che il volume rappresenta. La donna con quelle due mani in più che si muovono intorno a lei mentre le altre le coprono il volto. Assieme al titolo attirano davvero l’attenzione e questo racconta tanto. Il gioco, un gioco che non fa la persona, che non fa la donna e che non la rende cartapesta e un qualcosa di friabile, che si può calpestare.

Ho combattuto 
fino a essere
sapore della sconfitta.

Che a diventare 
uomini
si lascia segni,
senza mai darci un
nome.

person holding quartsIl perno centrale di questa raccolta di 

Lo stile utilizzato dall’autrice è melodioso, articolato e riesce a rendere intensamente la tematica trattata. Ho apprezzato tantissimo la prefazione e la spiegazione con cui l’autrice da significato ancor maggiore alla sua raccolta di poesie ivi raccolte.

Le poesie portano diverse tematiche importanti come Lo stupro ma anche diverse poesie dedicate ai genitori di Elisa Amato, ammazzata nel 2019, vittima di Femminicidio a Prato. Delle poesie che toccano nel profondo e che possono essere indirizzate a qualunque genitore abbia visto morire le proprie figlie di questa brutale barbarie ingiustificata e violenta. Una raccolta importante, forte e necessaria. 

Non ho amato alcuni passaggi nelle poesie che risultano forzati e non chiudono la poesia in modo leggero e veritiero ma quasi come se non si sapesse come chiudere. E’ capitato solo poche volte ma ho apprezzato molto i versi racchiusi dall’autrice in questa raccolta.

Le illustrazioni all’interno del volume sono uniche e stupende. L’illustratrice rende le poesie nella raccolta uniche e speciali.

Certe ore credute eterne
mi guardano i tuoi occhi,
mi mormorano come l’estate passata al mare
avvampa il tuo nome
dentro i miei occhi, di sale
e bruciore narra una notte,
l’ultima, la tua.

Consiglio questo piccolo volume agli amanti di poesie e non. E alle donne, a tutte le donne forti, coraggiose e a tutte coloro che hanno bisogno di una voce. Un libro dolce, intenso, forte.

Elisa Cordovani scrive una raccolta di poesie ricche di coscienza, di forza, dolore ed emancipazione. Poesie che portano ricordi, consapevolezze, rendendo questa raccolta di poesie toccante e indispensabile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate e se lo leggerete. Mi raccomando!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #18 – JUKEBOX – racconti a tempo di musica.

BUON POMERIGGIO PARTICELLE!

Per voi oggi, una nuova segnalazione ricevuta da Alessio del Debbio di cui non so se ricordate ma avevo segnalato già, tempo addietro, un suo romanzo che trovate QUI.

Questa volta mi scrive per una raccolta di racconti, che sembra molto carina. Ecco qui:unnamed (2)

Scheda “JUKEBOX – Racconti a tempo di musica”

Titolo: JUKEBOX – Racconti a tempo di musica

Autori: Autori vari

Editore: Associazione Culturale Nati per Scrivere

Genere: antologia di racconti

Formato: Cartaceo e digitale

Prezzo: 10 euro (cartaceo), 0,99 euro (digitale)

Pagine: 120

ISBN cartaceo: 9788894210224

EAN (Digitale): 9788894210231

Data di uscita: 10 febbraio 2017

Dove trovarla?

Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook (Amazon, Ibs, Kobo Store, Libreria Universitaria ecc).

Link Amazon ebook: https://www.amazon.it/dp/B06X3S3LJD/

Disponibile in cartaceo

Sinossi: “Jukebox” è una raccolta di racconti, diversi per generi e ambientazioni, accomunati dall’essere legati alla musica, tanti piccoli mondi che ogni autore ha creato con il tocco che gli è proprio. In queste pagine, i protagonisti dei racconti mettono a nudo le loro emozioni, travolti dal potere di melodie pacificatrici, suoni diabolici e rapsodie incantate, perché le parole sono potere, scritte o cantate che siano. Possono portarci indietro, ai tempi delle ballate dei cavalieri, ai giorni spensierati dell’adolescenza, al momento della nostra nascita. Possono viaggiare tra i mondi e evocare spiriti inquieti, corrompere la nostra anima, rinfrancarci dalle fatiche quotidiane. Possono dare un senso all’esistenza, completandoci come uomini e ricordarci di non essere soli. Mai.

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Jukebox” comprende:

Il crociato, di Emanuele Marcheselli

Frederick, di Luciana Volante

Lo spartito del diavolo, di Daniela Tresconi

Si bemolle, di Maria Pia Michelini

Sunday, gloomy Sunday, di Alessio Del Debbio

I love you, baby…, di Leandra Cazzola

Lucia e le sue note, di Serenella Menichetti

New York City boy, di Francesco Balestri

La voce, di Chiara Rantini

Gli infami, di Mirko Tondi

L’associazione culturale “Nati per scrivere” nasce nel 2016, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura.

Contatti:

Associazione culturale Nati per scrivere”

Piazza Dia 10, 55041 Camaiore (LU)

Email: natiperscrivereCHIOCCIOLAhotmailPUNTOcom

Sito associazione: http://www.natiperscrivere.webnode.it

Pagina Facebook: Nati per scrivere


Cosa ne pensate? Lasciate un bel commento!

Alla prossima,

Sara. ©