RECENSIONE #591 – ARIANNA DI JENNIFER SAINT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? E buon inizio settimana a voi, che spero possa essere buona come nuovo inizio di quest’anno (anche perché per me l’anno è iniziato ora, più che a gennaio!). Sono qui a parlarvi di un volume di cui ringrazio la Sonzogno editore per la lettura che sono stata felice di intraprendere. Ve ne parlo subito, siete pronti? Ecco a voi:

41yqu6h6mpl._sx343_bo1204203200_Titolo: Arianna 
Autore: Jennifer Saint
Data di uscita: 03 febbraio 2022
Pagine: 384
Editore: Sonzogno

Link d’acquisto: https://amzn.to/3Aiyy8Z
Trama: Arianna e la sorella Fedra, principesse di Creta e figlie del temuto re Minosse, crescono ascoltando riecheggiare il rumore degli zoccoli del fratello, il Minotauro, nel labirinto costruito sotto il palazzo. Ogni anno, quattordici giovani ateniesi vengono sacrificati per placare la fame del mostro. Quando il principe Teseo giunge a Creta per immolarsi alla creatura, Arianna si perde nei suoi occhi verdi e se ne innamora follemente. Ma aiutarlo a scappare dal labirinto significherebbe tradire la famiglia e il regno, e la ragazza conosce fin troppo bene le implicazioni di un gesto simile. Assillata dai dubbi ma determinata a farsi valere, Arianna prenderà una decisione che ribalterà tanto la sua sorte quanto il destino di Fedra. Entrambe dovranno affrontare le conseguenze di una scelta coraggiosa e sovversiva, che le spingerà a mettere in discussione il proprio ruolo in quanto figlie, mogli e madri in un mondo in cui le donne non sono altro che pedine su una scacchiera dominata dagli uomini e dagli dèi. Con uno stile vibrante e ipnotico, Jennifer Saint reinventa con originalità la famosa storia del Minotauro, della fuga di Teseo, dell’incontro con Dioniso e degli amori tormentati di Fedra e Arianna, dando vita a un’eroina indimenticabile e sfaccettata che saprà commuovere e incantare i lettori e le donne di oggi.

RECENSIONE

ArtStation - AriadneLa storia ha inizio con Arianna e Fedra, nel palazzo del loro padre Minosse a Creta, in cui vive nei sotterranei del labirinto anche suo fratello il Minotauro. Quando Teseo, principe e futuro erede di Atene, approda sulle terre cretesi offrendosi come tributo assieme agli altri tredici ateniesi, come di rito per il Minotauro tutti rimangono colpiti da tale coraggio, comprese Arianna e Fedra. Le due sorelle non si aspettavano cotanta bellezza, di cui Arianna s’innamora, ne così tanta forza e provano pena per quel ragazzo che dovrà andare incontro a morte certa per essere accanto al suo popolo. Arianna ne resta talmente colpita che, con l’aiuto di Dedalo e il suo filo aiuterà l’erede al trono di terre lontane a fuggire dal labirinto dopo aver ucciso il feroce Minotauro, promettendole di portarla con sé, andando contro al tradimento della sua stessa famiglia, del suo stesso trono, del suo stesso sangue. Quello che Arianna non sa è che non è tutto oro ciò che luccica e Teseo finirà per ingannare entrambe le sorelle pur di ottenere ciò che desidera.

Cosa succederà ad Arianna e a sua sorella Fedra? Cosa scopriranno su Teseo? Riusciranno a fuggire da Creta ed avere la vita che speravano di avere? Cosa cambierà definitivamente, una volta scoperta la verità?

Con stupore presi il pendente, rigirandomelo tra le dita e meravigliandomi per la sua bellezza. «Perché le api?» gli domandai. Lui aprì i palmi delle mani verso il cielo e alzò le spalle, sorridendo: «Perché no?» chiese. «Le api sono adorate da tutti gli dèi. Furono le api a nutrire con il miele il neonato Zeus quando era nascosto nella sua caverna, in modo che crescesse abbastanza forte da spodestare i potenti titani. Le api producono il miele che Dioniso mescola al suo vino, così da addolcirlo e renderlo irresistibile. E addirittura si dice che il mostruoso Cerbero, il guardiano dell’Oltretomba, possa essere addomesticato con un dolce al miele! Se porterai al collo questo pendente, potrai piegare la volontà di chiunque alla tua.

La trama è piuttosto lunga ma ci lascia comprendere sia la storia che l’effettivo fulcro di ciò che l’autrice ci vuole comunicare con questo volume. La trovo giusta e ben scritta, sicuramente coinvolgente. Almeno lo è stato per me, quando ho scelto di leggere questo libro (sapete bene come leggo le prime righe della trama prima della lettura e finisco di leggerla alla fine del volume per evitare di conoscere il dettaglio ed eventuali/probabili/spero sempre di no spoiler). In questa trama non ce ne sono, visto che si limita a mostrarci una piccola parte e il resto possiamo scoprirlo solo leggendo.

La copertina mi piace ed è carina nella sua complessità, nonostante sia completamente differente dall’originale. Quest’ultima è ben fatta, in linea con lo standard adottato dalla casa editrice con Arianna in primo piano e le colonne greche sullo sfondo. L’originale avrebbe senza dubbio colpito maggiormente visti i suoi colori e suoi dettagli, però trovo questa versione ben composta e colpisce visivamente nella sua complessità. Il titolo non ha subito alcun cambiamento se non l’adattamento al nome che noi abbiamo sempre utilizzato in Italia e così come è conosciuta anche attraverso la mitologia. Trovo che sia stata la scelta migliore non modificare alcunché e di lasciare soltanto il nome in primo piano a spiccare su tutto. Una bella combo che si lascia apprezzare.

L’ambientazione si muove nelle terre greche: si passa da Creta, poi Atene, fino a parlarci dell’isola di Nasso; l’epoca si muove nell’Antica Grecia, all’interno delle serie dei miti e della mitologia greca.

Danzai in onore della fine di tutto ciò che conoscevo e dell’inizio di tutto ciò che non conoscevo. Oltre le mura del palazzo, i tori mugghiavano forte e a lungo, mentre venivano condotti ai cancelli per il sacrificio. Nei templi, l’incenso bruciava emanando un dolce fumo che saliva verso il cielo, in preparazione al sangue che sarebbe stato versato per gli dèi. Molto al di sotto dei miei piedi, gli zoccoli rimbombavano impazienti e, quando il sole raggiunse il suo trionfante zenit, dall’oscurità sotterranea il Minotauro ruggì.

Ariadne Photographic Print by redqueenselfI personaggi descritti all’interno del volume sono molti, con nomi particolari e occorre, talvolta, fare attenzione per non confondersi ulteriormente. La storia però ci facilita in quanto i personaggi sono ricorrenti e le aggiunte non sono molte, così da avere una lettura che ci inviti a conoscere al meglio il quadro generale di chi andrà ad avere a che fare con le due sorelle, protagoniste in primis di questa storia.

Arianna è una ragazza fragile e sognatrice. Sogna una vita diversa, un mondo diverso e un amore da favola, non qualcosa che la costringa ad una vita infelice. Così quando nota Teseo, si lascia abbindolare dalle sue parole e dai suoi modi apparentemente gentili e finisce su un’isola apparentemente sola. E’ una ragazza che finisce per avere – in parte e per fortuna – ciò che in parte ha sognato seppur in modo del tutto differente da come lo aveva immaginato. E’ una ragazza sognatrice e una donna realista, che tiene a tutto ciò che ha.

Fedra sembra essere la più piccola e minuta ma appare la più forte e coraggiosa fra le due sorelle. E’ costretta a sposare un uomo che credeva di amare ma che si rivela un mostro, è costretta a vivere in un palazzo che le sta stretto e che la valorizza – si fa per dire – solo quando suo marito è lontano; viene rifiutata da chi credeva di amare e si sente depressa, sola, abbandonata. Era una ragazza forte, sagace e determinata, e finisce per diventare una donna triste, spenta, addolorata per un mondo di cui non si è mai sentita di far parte. E’ un personaggio emblematico per certi versi, ma ricco di significato.

«Decisi che io avrei voluto essere Medusa. Se un giorno gli dèi mi avessero ritenuta imputabile per i peccati di un altro, se fossero arrivati a punirmi per le azioni di un uomo, non mi sarei nascosta. Avrei indossato la corona di serpenti, e sarebbe stato il mondo a fuggire da me»

ariadne worship | Explore Tumblr Posts and Blogs | TumgirIl perno centrale del volume è il mito di Arianna e quello di Fedra sorelle e principesse di Creta che, nonostante avessero la possibilità di diventare regine delle loro stesse terre o di una terra lontana, preferiscono tradire la loro stessa patria e la loro stessa famiglia con la speranza di andare incontro a qualcosa di migliore, visto il padre tiranno. Ma il fulcro di questa storia non è solo questo ma la messa in risalto della donna all’interno di un mito in cui questa veniva considerata come un mero oggetto, un qualcosa di futile, privo di sentimenti, facile da ingannare o da maltrattare. 

Lo stile utilizzato dall’autrice è articolato ma non troppo particolare, solo descrittivo. La storia si divide in due punti di vista che si intervallano tra i diversi capitoli e le due protagoniste sono proprio le due sorelle: Arianna e Fedra. Non solo avremo modo di conoscere il mito di Arianna ma anche quello di Fedra, sconosciuto a molti, anche a me che personalmente non lo sapevo. In alcuni punti, almeno nella parte centrale, finisce per essere lentino in altri scorre più veloce come l’inizio e la fine.

Il libro finisce per essere una lettura curiosa, interessante ed originale nonostante il mito sia conosciuto – e ne sia stata utilizzata una delle tre versioni conosciute – e nonostante ci siano talmente tante proposte di rivisitazioni di personaggi della mitologia che finiscono quasi per stancare il lettore per la presenza spasmodica sul mercato che ne vuole sapere, sì, ma spero continui  variare altrimenti si finisce per essere ridondanti. Il punto forte è la versione femminile e la forza della donna, che molto spesso o praticamente quasi sempre è stato messo da parte per dare spazio agli uomini e ai miti di uomini forti, coraggiosi e potenti che puntano alla gloria ottenendo una donna come trofeo o trattandola semplicemente come una schiava, balia o simili.

Quello che mi aspettavo in maniera maggiormente esposta era il Minotauro con almeno un riferimento ad un ricordo che aveva di lui Arianna quando era ancora umano, e non solo un animale che uccide persone indifese e che nessuno riesce a fermare. Mi aspettavo qualcosa di più con lui ma non sono rimasta delusa  e sono felice della lettura che ho intrapreso perché ricca di cose che non conoscevo, come la storia di Fedra e la prosecuzione della storia di Arianna – o almeno una delle tre interpretazioni che ci sono e che l’autrice ha scelto di portare al lettore.

Teseo aveva emulato il peggio degli immortali: la cupidigia, la spietatezza e l’infinito desiderio egoista che capovolgeva il mondo come se fosse un portagioie, saccheggiandone il contenuto per un capriccio passeggero poiché ritenevano che, in ogni caso, gli appartenesse. Era come qualsiasi altra divinità arraffatrice e meschina di ogni rango e tipo, che avrebbe preso ciò che voleva e scartato ciò che non voleva, senza dedicare alcun pensiero a quel che lasciava sulla propria scia. Ma Dioniso mi aveva detto che lui non era come gli altri dèi, e io sapevo che non era neanche come gli altri uomini. Strinsi la sua mano ancora più forte nella mia. Era tornato di nuovo. Forse, potevo iniziare a credere che sarebbe rimasto davvero.

Un libro che cattura, che ci rende partecipi del dolore e della forza delle donne e di un mito di cui si conosceva ma non abbastanza. Una storia da leggere.

Jennifer Saint aggiunge una nuova voce a due donne della mitologia greca riuscendo a farci sentire una di loro. Le voci delle donne come non le avete mai sentite, un racconto in cui vi sentirete parte della storia dalla prima all’ultima pagina.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Fatemi sapere cosa ne pensate, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #556 – IL SEGRETO DI MEDUSA DI HANNAH LYNN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa per i nostri volumi da leggere. Pronti per una storia che ci porta nell’antica Grecia, nelle vicinanze di una delle creature mitologiche più pericolose? Ringrazio la casa editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura di cui vi sto per parlare. Ecco a voi:

5124yggd0cl._sx317_bo1204203200_Titolo: Il segreto di Medusa 
Autore: Hannah Lynn
Data di uscita: 02 Dicembre 2021
Pagine: 256
Link d’acquisto: https://amzn.to/3erj2w3
Trama: Radiosa, innocente, la più pura tra le sacerdotesse di Atena. La bellezza di Medusa va ben oltre quella dei semplici mortali. Per questo, quando lo sguardo colmo di lussuria del dio Poseidone cade su di lei, l’unico luogo in cui spera di trovare rifugio è il sacro tempio della protettrice dei greci. Ma nessuno può sfuggire a un dio. E la divina Atena, signora delle arti e della guerra, non avrà pietà per colei che ha profanato la sua casa. Poco importa che Medusa, violata nel corpo e nello spirito contro la propria volontà, implori il suo perdono. Da questo momento il male che le è stato inflitto diventerà la sua corazza e abbraccerà l’oscurità, in esilio, perché chiunque altro le ha voltato le spalle. Si trasformerà nel mostro che gli altri hanno deciso che doveva essere. Nel frattempo, un giovane di nome Perseo si appresta a partire con la missione di uccidere Medusa. La storia dell’eroe Perseo e del mostro Medusa è stata raccontata molte volte. Questa è un’altra storia. In un tempo in cui gli dèi camminano tra i mortali, il confine tra la gloria e l’infamia è estremamente labile. Ma ogni mito ha bisogno di eroi e di mostri.

RECENSIONE

MEDUSA LA GORGONE E L'ALLEGORIA DELLA PERVERSIONE - PolisemanticaLa storia ha inizio nel tempio di Atena, in cui Medusa riesce con la venerazione della Dea a lavorare per lei come Sacerdotessa. Medusa è sveglia, bella e intelligente: non transige sull’uomo nel tempio della Dea e ha paura per le donne che vengono abusate o seviziate dal proprio marito. Medusa è una ragazza ferrea, giudiziosa, una donna consapevole e credente nella divinità che rappresenta. Ma c’è Poseidone che trama nell’ombra e sembra averla puntata fin dal primo momento che l’ha vista al tempio. E questo lo porta tutti i giorni a presentarsi in veste diversa così da cercare di spodestare questa sua veste sacerdotale solo per soddisfare se stesso. E’ in quel momento, quando la lussuria prende possesso di Poseidone e Medusa finisce per subire ingiustamente l’ira della sua stessa Dea, che la trasforma in quello che tutti conosciamo, la donna con i capelli da serpente che pietrifica ogni cosa.

Cosa succederà alla giovane Medusa una volta subito tutto ciò? Come fa a sfuggire alle persone? E come può non pietrificare chi ama se ormai il suo destino sembra essere soltanto questo? Potrà mai avere l’opportunità di redimersi o di tornare ad essere la sacerdotessa che era prima?

Alcuni pensano che mostri si nasca. Che ci siano creature approdate su questa Terra con un’oscurità talmente soverchiante nel cuore che l’amore di un misero mortale non potrebbe mai domarla. Secondo costoro, queste anime non possono essere redente e non se lo meritano nemmeno. Sono bestie, decise a portare il caos nella vita di chiunque incroci il loro cammino. Sono vendicative e piene d’odio e si meritano soltanto il nostro disprezzo. Forse è vero. Magari tutti i mostri sono così fin dalla nascita. Forse, però, è solo un espediente utilizzato per nascondere l’oscurità che tutti ci portiamo dentro. Che costringiamo noi stessi a nascondere al mondo intero perché non riusciamo nemmeno a immaginare quali misfatti orribili provocherebbe se le permettessimo di crescere. Perché è questa la verità che tutti noi conosciamo: l’oscurità cresce. Altrimenti sarebbe tutto più facile. Questa storia sarebbe più semplice, per molti versi, se l’oscurità fosse nata dentro di lei. Ma non è così. Lei non era così. Furono dei mostri a creare Medusa, ma lei non era nata da essi.

Athena's Child: A spellbinding retelling of one of Greek mythology's most important tales (The Grecian Women Series) (English Edition) di [Hannah Lynn]La trama di questa storia è molto dettagliata, almeno per quanto concerne il lato della storia stessa. Ci viene descritto cosa accade a Medusa, brevemente, e in cosa si imbarca Perseo – l’eroe che tenterà di ucciderla. Perché tutto questo e non un semplice preambolo su Medusa cercando di mantenersi comunque in qualcosa di vago che non vada a descrivere troppo di quello che succederà all’interno del volume? Una trama ben scritta, non ne ho dubbi, ma l’avrei posta sotto un altro punto di vista e in un altro modo.

La copertina è stata completamente stravolta se si vede l’originale che vi ho posto qui di lato. Non c’è una somiglianza, nulla, se non che si è provato a farla somigliare alle copertine di Circe e La canzone di Achille che sono però pubblicate da Marsilio/Sonzogno e che offrono il tema che viene proposto anche qui, riportandoci all’antica Grecia e alle vicende di eroi e antichi esseri mitologici che tutti oggi conoscono. Come potete osservare, anche voi potrete apprezzare di più la versione originale, sia per via dei colori che per via della diversità rispetto all’omologazione delle copertine, di recente. Il titolo si distanzia totalmente anche qui da quanto invece ci trasmette e comunica l’originale che, se tradotto, sarà: “I figli di Athena“. Il segreto di Medusa probabilmente fa riferimento alla sua storia e si è deciso di portare un qualcosa di riferito al suo personaggio, piuttosto che fare un discorso più ampio e generalizzato. Sinceramente, non so dirvi se sia stata la scelta migliore ma non ci sta male nel risultato, quindi ci si chiede: perché no?

Per quanto riguarda ambientazione ed epoca, ci troviamo nell’Antica Grecia ai tempi dei miti. Non vi è trascritta ne posizionata una vera e propria data ma è a questo che si fa riferimento, quindi si può tenere in considerazione questa cosa, nel corso della lettura.

«Offriresti il tuo cibo agli dèi se te lo chiedessero?». L’uomo scosse la testa, sconcertato. «Ma certo. Come qualsiasi persona sana di mente». «E se un dio lo rubasse?» «Gli dèi prendono e tolgono secondo la loro volontà». Medusa sorrise. «Esatto. Quindi, siamo d’accordo. Però». Fece una pausa, spostandosi un po’ più indietro. «E se il dio si fosse travestito? Come Poseidone quando viene a riva. Come fai a sapere se l’uomo a cui rifiuti da mangiare è un mortale oppure un dio?». Il mento dell’uomo non smise di tremare. «È un vicino che abita  accanto a me da una vita». «Eppure lo vedi solo quando hai gli occhi aperti. Ti chiedo, dov’è che va quando li chiudi o guardi da un’altra parte?»

සර්ප හිසකෙස් තිබූ සුන්දර යක්ශණිය: මෙඩූසාI personaggi di questa storia non sono poi così tanti. Si parlerà di Medusa, che è la protagonista indiscussa della storia e di Perseo, colui che cercherà di ucciderla una volta che lei avrà preso le sembianze del gorgone e una volta che la su leggenda avrà ormai preso piede. E’ ovvio che, ci siano dei personaggi importanti ma poco ricorrenti o che siano nettamente secondari alla storia: si veda Atena o Poseidone, così come le sorelle di Medusa: tutti hanno un funzione ben precisa e determinata oltre ad essere ben delineata nel rispetto della storia stessa. Perseo, nonostante sia anch’esso menzionato nella seconda parte della storia e viene visto anche il suo punto di vista, non ottiene la stessa rilevanza che ha Medusa nel corso della storia. E’ un ragazzo forte, determinato, coraggioso, che come tanti altri uomini non esiterà nel tentare di sconfiggere e uccidere la giovane donna dai capelli da serpente. Eppure ho trovato Medusa molto più incentrante, infatti i pezzi di Perseo finiscono quasi per distrarre dalla storia principale.

Medusa nasce come una giovane ragazza che venera la dea Atena, che crede nel potere delle donne e che è devota al tempio e a ciò che questo rappresenta. Quando succede l’irreparabile con il dio Poseidone la ragazza viene punita da Atena e tramutata in una donna che pietrifica con lo sguardo e con i capelli come serpenti. Tant’è che cerca di trovare rifugio e riparo nella propria famiglia ma anche quella verrà messa a dura prova dalla stessa Medusa. E’ un personaggio solitario, forte ma al contempo fragile che preferiva uccidersi piuttosto che vivere così anche se ne era costretta dalla sorte e dalle divinità che le hanno voluto male.

«Perché si considerano le donne instabili? Impugnano un coltello più volte in un giorno di quanto farà mai un uomo in tutta la sua vita, eppure non sono le donne a pugnalare i mariti quando li sospettano di adulterio. Formano gruppi di amiche dai legami più resistenti dell’acciaio, eppure non sono le donne a picchiare a morte i mariti insieme ai loro accoliti quando riecheggia nell’aria appena una traccia di misfatto. Non sono le donne che richiedono un’amante dietro l’altra, per poi fare promesse d’amore che si rimangiano non appena compaiono capelli più scuri e occhi più luminosi. Ci accusano di continuo di essere emotive, irrazionali. Le donne non si ubriacano come gli uomini per poi insultare degli sconosciuti o lanciare pietre in segno di protesta. Le donne usano le parole e la ragione laddove gli uomini utilizzano i pugni e la forza bruta. Allora perché veniamo sempre per seconde? Perché, mia dea? Perché siamo sempre seconde, noi?»

Il mito di Medusa – Lo sguardo ammaliatore che le costò la vita.Il perno centrale di questa storia si incentra tutto sul mito di Medusa e su come l’autrice abbia voluto rappresentare la storia secondo il suo punto di vista. Il mito di Medusa e la conquista della test da parte di Perseo, diventa il fulcro di questa storia difficile ma al contempo quasi necessaria visti anche delle riflessioni su cui l’autrice finisce per soffermarsi.

Lo stile utilizzato è ipnotico e fin dal primo momento la scrittura cattura per la sua fluidità, in terza persona sviluppandosi sia sotto il punto di vista di Medusa che quello, successivamente, di Perseo. Infatti la lettura finisce per essere veloce, specialmente al principio in cui la storia di Medusa è accattivante e arriva dritto al cuore del lettore specialmente laddove a leggere la storia è una donna. Non dico questo per denigrare o mettere in risalto la categoria ma ho trovato il personaggio molto più toccante perché magari poteva riguardarmi in maniera più vicina rispetto invece a quanto possa esserlo per un uomo, che magari si rivede nell’eroe Perseo che cerca di ucciderla, piuttosto.

Ho trovato le tematiche descritte davvero importanti e ben sviluppate dall’autrice: il fatto della violenza, delle donne che si recano al tempio per cercare la salvezza dall’uomo che le tradisce o che le maltratta. Una realtà che è presente da secoli nelle gerarchie famigliari e relazionali e che si sta cercando con il tempo di sradicare, anche se ancor oggi è difficile. Il tema è quindi rilevante e porta con sé delle riflessioni non indifferenti al lettore. Questo è sicuramente il punto a favore maggiore all’interno della lettura perché si parla di abuso, violenza, voler porre fine alla propria vita – quindi suicidio – e della paura che il brutto o il fuori dall’ordinario possa suscitare negli altri, persino ai stessi famigliari, a volte. E sia per quanto riguarda le tematiche, l’autrice riesce a porci davanti un personaggio che riesce a farci provare dei sentimenti e delle emozioni forti, che ci toccano fin nel profondo. 

Laddove la storia inizialmente si presenta scorrevole e di veloce lettura, si ritrova a rallentare quando a prendere piede è Perseo e quando il focus, nonostante si mantenga bene o male su Medusa, si sposta e si incentra su di lui. La storia lì rallenta, prende un’altra piega e finisce per rimanere anche un po’ pesantuccia quindi dopo la metà del volume l’attenzione comincia radicalmente a calare e si trova il tutto persino più pesante di quello che si pensava. E’ logico che la storia si mantenga al mito originale e che venga colorito e modificato secondo l’autrice e come ha reinterpretato il tutto ma ad un certo punto il pathos sembra perdersi e Perseo sembra non avere lo stesso fascino che invece ci instillerà Medusa. Quindi la storia perde il suo fascino iniziale e non si riesce a sostenere la lettura con lo stesso interesse suscitato all’inizio; la seconda parte sembra scritta – in alcuni punti – come se non si sapesse come proseguire o che sviluppo dare al personaggio.

«Ti prego». Medusa, in ginocchio, a occhi chiusi cercava a tentoni di afferrare la sorella attraverso la tenda. Riuscì a ghermirle le caviglie alla cieca. «La dea ti sentirà. Sentirà quel che stai dicendo». «Bene, è quello che voglio. Voglio che senta quel che ci ha fatto. Merita di vedere il dolore inflitto dal suo egoismo. Il male che senza alcun motivo…».

Il libro è un piccolo volume che segue la scia della categoria delle rivisitazioni dei miti e della mitologia greca, portando alla luce uno dei personaggi più famosi di sempre e di cui tutti hanno sempre avuto più paura o – come nel mio caso – che hanno sempre affascinato. Una storia che consiglio agli amanti del genere e che spero possiate apprezzare.

Hannah Lynn è una scrittrice che si affaccia al panorama italiano con una lettura che di sicuro non lascia indifferenti. Chiunque almeno una volta nella vita può essersi sentito come Medusa e l’autrice è stata brava a farci vestire i suoi panni. Siete pronti ad affrontare Medusa o finirete per essere pietrificati?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi e fare il caso vostro? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto ovviamente!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #492 – IL CANTO DI CALLIOPE DI NATALIE HAYNES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui a chiudere la settimana con una nuova recensione che spero possa piacervi. Sicuramente per gli amanti dei miti greci questa è una storia da non perdere, così come le storie di donne, di guerra e dell’antica Grecia. Il canto di Calliope è questo e molto altro e spero possa piacervi. Ringrazio la Sonzogno per avermi permesso la lettura ovviamente e ve ne parlo subito:

9788845401435_0_0_626_75Titolo: Il canto di Calliope
Autore: Natalie Haynes
Pagine: 320
Data di uscita: 21 gennaio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/2N3ZFyM
Trama: Una donna sola corre nella notte, intorno a lei la sua città che brucia. Fuori dalle mura, la regina e altre sventurate attendono un destino che verrà deciso dai vincitori. È la caduta di Troia. Dieci interminabili anni di guerra sono giunti alla tragica conclusione, mentre le avventure dei protagonisti andranno a ispirare, nei secoli a venire, le opere di artisti e scrittori. «Cantami o Musa» invoca il sommo poeta Omero, che ha raccontato le gesta degli eroi. Ma Calliope, musa della poesia epica, questa volta è meno accomodante: è convinta che non tutto sia stato narrato, che qualcosa di fondamentale, legato alle figure femminili, manchi ancora per completare l’affresco. Se il bardo vuole che lei canti, allora lei canterà insieme a tutte le donne coinvolte nella grande tragedia. Dando voce a ciascuna di loro, Calliope prende in mano la storia e ce la racconta da una nuova prospettiva. Ecco Andromaca, Cassandra, Pentesilea, Clitennestra, che vengono alla ribalta, con i loro pensieri, con i complicati risvolti psicologici delle loro scelte, con la sete di vendetta, la solitudine, la dignità di fronte alla morte. E poi tutte le altre, da Penelope a Briseide, da Creusa a Ifigenia, dalle troiane che, vinte, saranno rese schiave, alle greche che attendono il rientro dei loro uomini, senza dimenticare le capricciose divinità che governano le sorti dei mortali. Attingendo alle fonti antiche, anche le meno note, Natalie Haynes rivisita una delle più grandi narrazioni di tutti i tempi, facendoci palpitare di commozione accanto alle leggendarie eroine, e trasmettendoci il sentimento vivo di come la guerra di Troia e la sua epopea appartengano alle donne non meno che agli uomini.

RECENSIONE

white concrete pillarsLa storia ha inizio con Calliope che viene chiamata a cantare le gesta degli antichi eroi dal poeta e scrittore che vorrebbe esserne ispirato. Ma Calliope è stanca di acclamare gli uomini e le loro gesta quando nella guerra tra Greci e Troiani no vi erano solo uomini ed eroi ma anche le donne. Quelle che hanno sofferto per la perdita del loro marito, quelle che hanno combattuto al fianco e contro gli uomini stessi, schierandosi contro i più forti pur di raggiungere la morte, chi ha perso la sorella e chi ha perso se stessa. Nella guerra e nei racconti non vi è spazio solo per gli uomini, anche le donne hanno la loro parte ma nessuno le ha mai considerate e Calliope farà loro un regalo inaspettato: parlerà di loro e delle loro gesta che valgono come tutti gli altri.

Di quali donne ci canterà Calliope? Cosa succede a tutte le donne citate? Riuscirà a far ricredere anche il narratore delle gesta che anche le donne hanno un valore e sono altrettanto importanti? Cosa cambierà vedendo le cose da questa prospettiva?

Da tempo aveva imparato a tacere, anche se non non riusciva a trattenere il flusso di parole che le saliva dalle labbra. Nessuna delle donne piangeva. I mariti, i padri, i fratelli e i figli morti erano ferite recenti. Li avevano pianti di notte e si erano strappate i capelli e le vesti. Ma i greci che le sorvegliavano avevano poco tempo per le lamentazioni funebri. 

La trama di questa storia è particolare e articolata che ci dirige esattamente dove questa storia vuole portarci, ovvero lontano, nell’antica Grecia, nella guerra di Troia di cui in tanti hanno cantato delle gesta degli eroi e degli uomini che ne hanno preso parte. Ma le donne? Non valgono esattamente quanto gli uomini in una guerra? Non soffrono come gli uomini? Qui, la rivisitazione della guerra dell’antica mitologia greca, rivisitata in chiave del tutto femminile. Assolutamente una trama che descrive bene questa storia.

Risultato immagini per THOUSAND OF SHIP BOOKLa copertina di questo volume, devo ammetterlo, è curiosa e mi piace. Riprende i canoni della casa editrice e gioca con i colori dei vasi greci mantenendo un colore sull’arancione quasi tramonto, non particolarmente acceso mettendo in primo piano Calliope, la musa ispiratrice dei canti degli eroi. Sul retro della copertina vedremo tante altre donne che, come Calliope, vedono e vivono il flusso della guerra sotto una luce unica. Sinceramente, mi piace l’adattamento della versione italiana, ma l’edizione originale che vedete qui di lato è davvero unica. Non trovate anche voi? Quale delle due preferite? Il titolo, molto diverso dall’originale che tradotto letteralmente sarebbe stato grossomodo “Un migliaio di navi”, trovo che sia un adattamento molto interessante e decisamente migliore di quanto non sia la stessa versione originale. Un titolo che riassume la storia stessa che non è altro che un canto della musa Calliope delle donne nella guerra.

L’ambientazione è la Grecia, passando da Troia ad Itaca fin sull’Olimpo; l’epoca è la guerra di Troia, periodo in cui si svolge sia l’Iliade che l’Odissea.

Mentre il sangue fluiva tra le labbra di lei, ad Achille, mancò il respiro. A lui, che mai aveva mostrato esitazione o paura. Vide gli occhi della donna annebbiarsi, come per una cataratta. La vide aprire la bocca e dire una sola parola, e poi la luce si oscurò. Achille guardò il cielo, pieno di orrore, e sentì una voce volgare ridere alle sue spalle. Si voltò e infilzò l’uomo senza pensarci: non avrebbe mai saputo chi era colui che aveva ucciso. Vide gli altri greci che scappavano, per paura che se la sarebbe presa anche con loro Non li considerò nemmeno, preso solo dalla donna e dalla sua bocca piena di sangue.  Si domandò se mai qualcun altro fosse morto pronunciando la parola “grazie”.

woman in white tank top with curly hairI personaggi di questa storia sono tantissime e diverse tra loro, nonostante tutte stiano combattendo contro o per qualcosa, come i loro compagni, mariti e figli. Una storia di donne coraggiose, forti ma anche fragili e che, ognuna con le proprie debolezze riuscirà a conquistarvi. 

Tra le tante donne –  vi parlerò di alcune di loro come:

Pentesilea, l’amazzone, una donna forte che faceva parte di un gruppo di donne davvero potenti e meravigliose. Questa donna ha perso sua sorella e si tuffa nella guerra solo per cercare la morte e ritrovare sua sorella. L’unico che però può sconfiggerla veramente è solo Achille.

Le troiane, tra cui vi è la regina di Troia e moglie di Priamo, e le sue tre figlie uniche sopravvissute tra cui Artemide e Cassandra che sono provate dalla guerra e rese prigioniere, le cui verranno scelte da alcuni uomini.

C’è Penelope che aspetta incessante il ritorno del suo Odisseo che nonostante tutto preferisce tutto fuorché tornare a casa. E’ una donna forte che si ritrova ad ingannare ma impara dopo anni a disinnamorarsi dell’illusione di ciò che credeva fosse possibile. Briseide la quale le viene uccisa la famiglia dall’esercito dei mirmidoni con a capo Achille e viene scelta proprio da lui e la quale alla fine finirà per affezionarsi a Patroclo e sarà costretta a passare le sue giornate con Achille nell’accampamento. E Leodamia che perde suo marito e passa giorni a piangerlo, in silenzio sperando che questo ritorni da lei anche se non c’è più nulla di lui su questo mondo.

C’è Atena, Afrodite, Teti, Clitennestra, Ifigenia, Eris e tante tante altre unite da volti stanchi e stanche da una guerra che loro non hanno voluto ma di cui sono diventate comunque ugualmente protagoniste e comunque parte di una dura prova per tutte le loro vite.

Ne fu certa quando lo abbracciò per l’ultima volta, dopo aver viaggiato con lui fino alla nave per poterlo salutare mentre partiva. Di nuovo gli chiese di tenersi indietro dalle coste sabbiose di Troia, di essere l’ultimo, di essere il penultimo, di essere tutto tranne che il primo dei greci a mettere piede sul suolo straniero. Aveva nascosto le lacrime al marito in modo da lasciargli il ricordo del suo sorriso. Ma appena non fu più in grado di vederla, scoppiò a piangere senza mai fermarsi. Stette a guardare la sua figura che si allontanava, finché non riuscì più a distinguerla, e poi rimase a osservare la nave che diventava un puntino.

Il perno centrale di questa storia sono le donne. Nell’antica Grecia e nella mitologia la forza non erano solo Achille ed Ettore che erano sul campo; non è solo Patroclo che si sacrifica per Achille, non è solo Odisseo che parte in una grandiosa avventura. Sono anche le donne che attendono a casa, o che perdono i loro compagni e famigliari, donne che vengono rese schiave o vengono stuprate. Nella guerra c’è l’eroe che combatte sul campo e c’è l’eroina che dall’altro lato della medaglia compensa e soffre ed ha paura e perde quanto di più importante ha al mondo, persino la propria dignità.

lit candleLo stile utilizzato in questo volume non è sicuramente scorrevole quindi non aspettatevi una lettura da finire in pochissimo tempo ma è una lettura intensa, emozionante e necessaria. Il volume si suddivide in piccoli capitoli che creano una storia uniforme, ognuno su una donna o su un gruppo di donne in varie parti dove la guerra imperversa tra le strade delle città.

La cosa più importante, oltre al valore stesso della donna in quanto tale e il messaggio che questo libro cerca di comunicare al lettore, è anche il world building della storia stessa. Nonostante sia una storia che è stata scritta secoli e secoli fa, l’autrice riesce a rendere innovativo ogni cosa, anche quella più conosciuta come, ad esempio, la storia di Achille e  Agamennone che per Briseide scatenano l’ira degli dei e una pestilenza incombe sul campo. 

Ci sono tante storie di donne non molto conosciute, messe in rilievo dall’autrice e riportate dandole il giusto valore o quello che avrebbero dovuto avere anche prima. Imponente è la voce di Calliope, la musa che canta al poeta e lo convince a scrivere di donne e di tutto ciò che loro stesse sono per la guerra e ciò che hanno vissuto nella loro eroicità, nel loro dolore e nella loro tragicità.

Un libro non di semplice lettura ma che consiglio di leggere ad ognuno di voi, vi piacerà potete starne certi.

Ah, ma adesso ho capito il problema. Non sono le loro morti a preoccuparlo. E’ che sa quello he sta per accadere, e teme che ci sarà più tragedia che epica. Guardo il suo petto che si alza e si abbassa, mentre si concede un riposo inquieto. Le morti degli uomini sono epiche, le morti delle donne sono tragiche: è questo il problema? Ha frainteso la natura stessa del conflitto. L’epica è fatta di innumerevoli tragedie, tessute insieme. Gli eroi non diventano diventano eroi senza massacri e i massacri hanno sia cause e conseguenze. E queste non cominciano né finiscono sul campo di battaglia.

Il libro è di sicuro una lettura che tutti dovrebbero affrontare. Una lettura innovativa, interessante e per tutti gli amanti della mitologia greca. Una storia per le donne che hanno lottato e che continuano a lottare e una storia per gli uomini, che li aiuti a comprendere quanto, in una guerra di qualsiasi tipo, non solo letterale, 

Natalie Hayes riscrive una storia in chiave innovativa, interessante e originale, puntando tutto sulla forza delle donne. Una storia di coraggio, di dolore, di forza e di donne che contano quanto un uomo nonostante non abbiano in mano una spada e non combattano sul campo. Le donne affrontano un altro tipo di guerra e starà a voi scoprirla.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©