REVIEW TOUR: Recensione “MACCHINE MORTALI 2, L’ORA DEI PREDONI DI PHILIP REEVE” (#273)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente con un nuovo evento per voi. Ricordate il primo libro di Macchine Mortali (Recensione QUI)? Avete visto il film uscito solo qualche mese fa? La casa editrice ha finalmente tradotto il secondo volume e speriamo continui anche con gli altri in modo da portare a termine questa serie. Ringrazio Ylenia di Cronache di lettrici accanite per l’organizzazione e per avermi coinvolto e la Mondadori per averci permesso questa lettura in super anteprima. ATTENZIONE: Vi consiglio di non leggere la recensione se non avete letto il primo volume o se avete intenzione di farlo. Questa recensione può contenere spoiler legati al primo volume. Ve ne parlo:

Macchine mortali - L'oro dei predoni di [Reeve, Philip]

Titolo: Macchine Mortali – L’ora dei predoni

Autore: Philip Reeve
Genere: Sci-Fi
Data di uscita: 19 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2OigXo4
Trama: Sono passati ormai più di due anni dalla distruzione di Londra e Tom ed Hester, ancora insieme e sempre più innamorati l’uno dell’altra, vivono solcando i cieli a bordo della Jenny Haniver e commerciando tutto ciò che trovano lungo il loro cammino. Hester si sta persino abituando alla felicità, proprio lei che per anni ha vissuto ai margini, affamata e rassegnata alla solitudine. Finalmente sembra essersi ritagliata il suo posto nel mondo, accanto al suo Tom. Un giorno, però, dopo essere stati attaccati dallo Stormo Verde, i due precipitano nelle Lande di Ghiaccio, dove vengono soccorsi in extremis da Anchorage, una città un tempo pacifica e gloriosa ma che ora riesce a stento a sopravvivere e che si muove scivolando silenziosa come un fantasma attraverso quelle distese innevate e inospitali. Qui vengono accolti a corte da Freya Rasmussen, la giovanissima e nobile margravia della città. La ragazza, dopo la morte dei genitori a causa dell’epidemia che ha decimato la popolazione di Anchorage, ne ha assunto la guida e ha scelto di darle una nuova, spregiudicata rotta verso l’America, il continente morto. Proprio quelle terre lontane e devastate dalla Guerra dei Sessanta Minuti, dove quasi nessuno è mai riuscito a spingersi e dove si narra si trovino oasi rigogliose e lussureggianti. La permanenza nella città e, soprattutto, la vicinanza con Freya, con la quale condivide interessi e passioni, risveglieranno però in Tom la nostalgia per la sua vecchia vita londinese e inizieranno a creare un’incrinatura nel suo rapporto con Hester, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile ma pronta ad allargarsi. Tanto da spingere la ragazza, furiosa per la gelosia, a prendere una decisione che rischierà di mettere in pericolo tutto ciò per cui ha lottato fino a quel momento.

RECENSIONE

Risultati immagini per mortal engine 2 fandomLa storia ha inizio due anni dopo il primo volume. Hester e Tom sorvolano insieme i cieli con la Jenny Haniver, la vecchia aeronave rossa di Anna Fang e finalmente si godono un po’ di felicità. Sono innamorati e felici ma la pace sembra essere ad un passo dalla fine. I due vengono attaccati e si ritrovano come rifugiati ad Anchorage, una città comandata da Freya, giovanissima snob e margravia della città. Mentre i due si trovano a fare i conti con i propri sentimenti mettendo in discussione tutto ciò che hanno, qualcuno trama alle loro spalle.

Hester è in pericolo ma, cosa vogliono da lei? Cosa succederà ad Hester e Tom? Chi trama alle loro spalle? Cos’è lo Stormo Verde e cosa cercano di ottenere? Riusciranno i nostri protagonisti ad uscirne indenni?

Seduta a godersi il sole di settembre nel terrazzo della Tana dell’Aviatore, uno dei più bei caffè di Airhaven, la città sospesa, Hester scoprì che stava cominciando a credere che quella storia potesse durare per sempre. Strinse la mano di Tom sotto il tavolo e gli rivolse il suo sorriso storto. Lui la guardò con lo stesso amore con il quale, la terribile notte in cui la sua città era morta per sempre, aveva ricambiato il bacio di lei alla luce sfarfallante dei lampi di MEDUSA.

La trama è ben scritta, non ci sono spoiler evidenti ed incuriosisce il lettore che ha già letto il primo volume. Il fatto che sia troppo lunga uccide un po’ l’alone di mistero che dovrebbe girare attorno a questa storia ma non è male, devo ammetterlo. Io l’ho letta soltanto dopo aver letto il libro e devo dire che non ci sono grandi rivelazioni se non per la prima parte del libro.

La copertina è davvero molto bella ed è stata presa a pie pari dall’originale quindi come non esserne felice. Fortunatamente non hanno inventato nulla di strano ne hanno utilizzato altre immagini del film e questa rispecchia molto la storia in sé. Il titolo del libro è stato semplicemente tradotto e va benissimo così. Sapete bene quanto io non sopporti i sottotitoli visto che poteva chiamarsi semplicemente L’oro dei predoni (com’è poi all’estero / l’originale) ma ci avrei scommesso che avrebbero optato per una soluzione simile, come in genere si fa sempre in Italia.

L’ambientazione è, come per il precedente, fantastica e di pura fantasia. Dove nel primo però, abbiamo trovato Londra in una versione particolare e innovativa, stavolta troveremo città molto più piccole, come Anchorage, una città dell’Alaska o Arkangel, ispirata ad una città Russa. L’epoca è post-apocalittica ma non viene definita ne imposta dall’autore, il tutto resta molto vago ma visto la particolarità del libro ci  sta che sia rimasta molto vaga come cosa.

Immagine correlataEsther capì che tra di loro si era aperta una fessura, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile, per il momento, ma pronta ad allargarsi.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del precedente libro più qualche new entry che si farà spazio nel corso delle pagine.

Sempre ben strutturati, Hester e Tom si confermano in assoluto i protagonisti principali che si fanno strada lungo il difficile percorso che li metterà nuovamente alla prova. Hester si conferma ancora la mia preferita in assoluto e in questo volume avremo modo di scoprire tutta la sua fragilità. Per quanto nel primo volume questa cosa possa essere affiorata, abbiamo visto Hester come una dura, una combattente aggressiva e vendicativa. Invece in questo libro i sentimenti di Hester verranno finalmente alla luce e potremo vederla sia sotto un altro aspetto, sia nella sua completezza. Tom, invece, si conferma un personaggio volubile di cui non si sa mai cosa aspettarsi e anche qui, ne vedremo delle belle. Non è di sicuro un personaggio intelligente o particolarmente forte e spero che Hester possa trovare qualcuno di migliore, che possa apprezzarla seriamente per quello che è, non uno che sia pronto a dimenticarla per nulla.

Caul e Freya sono le new entry e non potevano essere più diversi l’uno dall’altro. Il primo è un Ragazzo Perduto ed è sveglio, intelligente ed emotivo. Infatti nonostante abbia il divieto di avvicinarsi ai “Mosci” (ovvero le altre persone che non fanno parte della loro combriccola) si lascia incuriosire ed emozionare dalla storia di Hester e Tom. Così, dove Caul sembra somigliare in qualche modo più ad Hester, Freya riprende in parte qualche tratto di Tom. (Solo io ho notato queste somiglianze?) Freya è una ragazzina messa a capo di una città troppo giovane, ce ama la storia e gli Antichi. E’ viziata, scialba e decisamente poco interessante sia generalmente che come personaggio. 

«Il solo fatto che un Predatore necessiti di un cervello e di un sistema nervoso di provenienza umana non significa che la sua forma debba essere per forza umana.
Perché accontentarsi di due sole gambe e di due sole braccia? Perché accontentarsi di due occhi? Perché preoccuparsi di fargli una bocca? Non mangiano e noi non li abbiamo costruiti per intrattenere conversazioni brillanti…» Con un gesto teatrale strappò i teli di plastica coperti di brina, rivelando (…) Predatori con occhi supplementari dietro la testa. Hester si portò una mano alla bocca, trattenendo il fiato, terrorizzata.

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Il perno centrale di questa storia risiede in buona parte nella Jenny Haniver di Anna Fang. Molti si domandano il perchè, dopo la morte di Anna siano stati Tom ed Hester a prenderla e, tra chi non riesce a darsi pace per la morte di Anna Fang e chi cerca soltanto di inglobare più città possibili, i due dovranno cercare di restare uniti continuando a combattere per la propria vita.

Lo stile utilizzato è il medesimo che abbiamo riscontrato nel libro precedente. Il libro è fluido e scorrevole, si legge in pochissime ore. Nonostante la storia sembrasse terminata con il primo volume e poteva quasi sembrare uno standalone (visto il finale), l’autore ha trovato un modo per andare avanti con questa serie e lo ha fatto in maniera semplice portando avanti la storia di Hester.

Per quanto ci siano diversi punti di vista che si susseguono e che potrebbero confondere il lettore (come vi avevo detto nella recensione del primo volume), rispetto al libro precedente, questo sembra quasi muoversi in maniera differente, come se l’autore nel frattempo abbia evoluto la sua scrittura e sia leggermente maturato. Infatti, anche a livello di descrizioni l’ho trovato leggermente più completo e non ho riscontrato troppo la sensazione diciamo “semplicistica” che mi aveva trasmesso il primo.

La cosa che ho notato e sembra poco realistica è stato l’attaccamento di Hester a Tom da farla sembrare quasi una stupida se lui non è lì con lei. E’ passata da essere la tipa tosta che non si piega di fronte a nulla al fatto di sentirsi persa se Tom non c’è. Dico io: Perchè? Visto il carattere di Hester avrebbe dovuto prenderlo a calci in culo subito e non fare ciò che ha fatto lei. Non è da Hester. Cioè, ok darle dei sentimenti verso questo ragazzo – che tra l’altro trovo completamente discutibile (bel faccino, finto altruista/perbenista ma con poca personalità) – ma la sua reazione mi ha spiazzato. Avrei preferito lo prendesse a mazzate, voi no? xD

«Buona fortuna!» gli aveva detto il ragazzo quando si erano abbracciati nel boccaporto, e Tom stava cominciando a rendersi conto di quanta gliene sarebbe servita per quella missione quasi impossibile.

Il libro è decisamente un ottimo sequel e, invece di fare come la maggior parte dei secondi libri delle serie che tendono a peggiorare, questo migliora decisamente sopratutto dal piano della scrittura dell’autore. Cominciate a prendere i considerazione questa serie perchè più si va avanti, più si fa interessante.

Philip Reeve è un autore innovativo e sorprendente. Crea un mondo unico ed assolutamente originale dove la cosa che sorprende più di tutte – nonostante la caratteristica principale siano queste città/macchine predatrici – è proprio la protagonista Hester. Una storia particolare che amerete mano a mano.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, mi raccomando:

19 Marzo: 

20 Marzo:

21 Marzo: 

22 Marzo:


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Cosa ne pensate? Continuerete questa serie o la inizierete?  Fatemi sapere 😀

A presto,

Sara ©