RECENSIONE #169 – LA SERA DELLE PROMESSE DI LORRAINE FOUCHET.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Eccomi con un altra recensione per voi cari lettori belli! Passiamo da uno storico – quello di ieri – ad un romanzo famigliare, una storia davvero molto carina che vi consiglio. Ve ne parlerò 

88116725119788811672517-300x448.jpgTitolo: La sera delle promesse
Autore: Lorraine Fouchet
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di uscita: 5 aprile 2018
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TramaL’ultima promessa che Jo fa alla moglie è la più difficile da mantenere: un futuro migliore. Un futuro migliore per i loro figli sempre più persi in esistenze incolori. Ma Jo non sa da dove cominciare perché si è dedicato totalmente alla carriera a scapito di un vero legame con loro. Dopo averli riuniti tutti insieme nella loro casa in Bretagna, per la prima volta dopo anni guarda i suoi figli negli occhi e vede la malinconia di cui parlava sua moglie. Vede nello sguardo di Cyrian il rimpianto per un matrimonio che sembra basarsi ormai solo sulle convenzioni e per il mancato rapporto con sua figlia. Vede nell’apparente freddezza di Sarah e nella sua voglia di rimanere da sola una ferita del cuore che non si è mai rimarginata. Per tenere fede alla parola data, Jo deve aiutarli a credere di nuovo nell’amore e a non aver paura dei propri sentimenti. Deve riscoprire che cosa vuole dire essere un padre e tornare nelle loro vite provando a rimetterli sulla strada verso la felicità. Piano piano, grazie a lui, Cyrian scopre che in fondo è ancora innamorato della moglie e che per parlare con la figlia basta farle arrivare il proprio affetto. E Sarah non ha più paura di lasciarsi andare e affidarsi a qualcuno. Perché non c’è niente di più forte di quello che lega una famiglia per ritrovare sé stessi e non sentirsi più soli. Perché non è mai troppo tardi per regalare un sorriso che illumina il futuro di sfumature inaspettate.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio in un giorno triste. E’ il 31 ottobre e all’isola di Groix una persona viene a mancare e, quella persona di nome Lou, era l’ancora di Joseph. La cosa più importante per lui, oltre la medicina, era sempre stata lei. L’ha amata più di ogni altra cosa al mondo. L’unica cosa che teneva in piedi la famiglia è scomparsa e una volta davanti al testamento di sua moglie, Jo non può più tirarsi indietro. Jo dovrà fare di tutto per costruire quella famiglia felice che ha perso per strada, deve ricostruire la loro felicità, un futuro migliore per lui e per i suoi due figli, Cyrian e Sarah e le sue nipoti, Pomme e Charlotte. Per l’uomo è una richiesta quasi impossibile ma ce la metterà tutta per rispettare le volontà di sua moglie.

Cosa succederà alla famiglia di Jo e Lou? Riusciranno padre e figlio a ritrovarsi? Andranno d’accordo finalmente le due sorellastre, entrambe figlie di Cyrian? Riuscirà Sarah ad accettarsi e ad amarsi? Riusciranno finalmente ad essere felici?

Usciamo sul sagrato dal grande portone. Il sole autunnale illumina il tonno che troneggia in cima al campanile della chiesa. Ovunque altrove, in Francia, sul campanile c’è un gallo, ma questa è un’isola di marinai, il primo porto del paese per la pesca del tonno all’inizio del ventesimo secolo. Qui non abbiamo una sala mortuaria, perché la clientela scarseggia. Il corteo gira attorno alla chiesa e si dirige verso il cimitero. Faccio questa strada tutti i giorni, ma stavolta non mi fermo a prendere il caffè al Triskell e non tengo il giornale sottobraccio. Ho il cuore lacerato e l’anima a pezzi. Tu credevi nel Dio di tuo padre, io sono fedele al dio dei marinai. Mi ha abbandonato, e ora naufrago sulla terraferma, annego nel dolore senza nemmeno aver preso il mare.

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La trama è ben scritta e rappresenta la storia molto bene. Forse leggermente troppo dettagliata ma ben fatta e ben strutturata tutto sommato. Di sicuro mette curiosità, su questo non c’è dubbio.

 

La copertina, onestamente parlando, oltre la trama è quella che mi ha attirato maggiormente a leggere questo libro. Il lavoro che è stato fatto dalla Garzanti è davvero ottimo, cattura visivamente e non si può fare a meno di apprezzare la versione italiana, rispetto all’originale che trovate qui di lato.

Il titolo italiano è stato decisamente modificato ma non mi dispiace visto che la sera delle promesse esprime tutto il significato del libro e ciò che esso stesso racchiude. Anche Entre Ciel et Lou, “Tra cielo e Lou” non mi dispiace ma preferisco la versione italiana senza ombra di dubbio.

L’ambientazione è principalmente la piccola isola di Groix, in francia, situata nella regione della Bretagna. Quando si sposta si va a Parigi o Lorient, poco distante dall’Isola di Groix. L’epoca in cui è ambientato il libro è moderna ed ogni tanto torna indietro di anni o mesi e ripercorre alcune cose che sono successe all’interno della famiglia.

Io ho gli occhi del papà, Charlotte la sua bocca. Lei è rossa con i capelli lisci come sua madre, io sono mora con i capelli ondulati come la mia. Oggi compio dieci anni. Quest’anno non avrò la torta perché sei morta. La mamma mi ha dato il suo regalo discretamente stamattina. Io odio il rosa in stile Hello Kitty, perciò il mio nuovo orologio è nero; un orologio a lutto come nella poesia della zia Sarah. Mi piacciono il nero, la carta da parati che si scolla, i tubi che fischiano, il mare in tempesta, le meduse e le zanzare. A scuola ci hanno spiegato che l’isola di Groix non si è staccata dal continente; è emersa dal fondo dell’oceano milioni di anni fa. Faccio spesso un incubo nel quale l’isola sprofonda sott’acqua e anneghiamo tutti. Mi sveglio piangendo, ma non lo dico a nessuno. 

I personaggi sono tanti e diversi ma ognuno è interpretato molto bene e sono distinti uno dall’altro molto bene. Insomma l’autrice è stata brava a non creare finti personaggi che non reggono e che sembrano tutti uguali. Nonostante siano in tanti ognuno ha la sua caratteristica e la mantiene bene non confondendosi agli altri.

Joseph, detto Jo è stato nella sua vita un medico brillante ed ha amato con tutto se stesso sua moglie Lou. E’ un uomo chiuso, difficile da trattare ma infinitamente buono.

Pomme è la prima nipote di Jo, figlia di Cyrian e la sua vecchia compagna Moelle. E’ una ragazzina arguta, intelligente e sveglia per la sua età e non riesce a darsi per vinta su suo padre, che vorrebbe più presente nella sua vita. Charlotte è l’altra nipote di Jo e Lou. Figlia di Cyrian con sua moglie Albane. Lei è una ragazzina non particolarmente perspicace, maligna, dispettosa ma anche indifferente alla sua stessa famiglia. Suo padre è sempre assente e sua madre la tiene chiusa in un bozzolo che la comprime in cui lei cerca di sopravvivere giorno dopo giorno.

Cyrian e Sarah sono i due figli di Jo e Lou. Non potrebbero essere uno più diverso dall’altra. Cyrian ha un rancore verso suo padre che preferisce la sorella e lei non crede molto in se stessa avendo un problema alla gamba che la costringe nei giorni buoni a camminare col bastone e in quelli cattivi sulla sedia a rotelle. Cyrian non è esattamente un padre modello, non sa come fare mentre Sarah dopo essere stata lasciata da Patrice salta di letto in letto non trovando mai qualcuno che la ami per quello che è.

Lou è colei che unisce tutti in un valzer che si ritrovano a ballare ormai costretti. La vita ci dona delle sorprese, belle o brutte che siano, inaspettate e sta a noi affrontarle nel migliore dei modi. Lou è l’anello mancate, la colonna portante e l’occhio vigile che li guarderà dall’alto.

Su un’isola tutti conoscono i fatti tuoi: le persone vedono la tua macchina, ti incrociano sulla nave, sanno che hai ospiti perché compri più pane del solito, se mangi carne o pesce, che giornali leggi. Anche i figli dei nostri amici vivono altrove e vengono per le vacanze, ma è complicato perché gli orari del treno fanno a pugni con quelli del traghetto: sembra che uno spiritello dispettoso si sia divertito a scombinarli tutti per rompere le scatole al mondo. Contiamo gli uni sugli altri più che sulle nostre famiglie. Nei mesi estivi, quando le case si riempiono di figli e nipotini, non ci frequentiamo molto. Poi, all’inizio di settembre, torna la pace. Abbiamo il magone nel vederli partire, ma a poco a poco riprendiamo il nostro ritmo, ci vediamo, tiriamo il fiato.

Immagine correlataIl perno centrale è proprio la famiglia. Tutto ruota attorno ad essa e alla promessa che Jo fa a sua moglie. Ci proverà. Cercherà di rendere i suoi figli e le sue nipoti, finalmente felici. Riusciranno nell’intento?

Lo stile utilizzato è stato semplice e fluido. Di certo è che la storia si legge davvero in poche ore e vi trasporterà accanto ad ognuno dei protagonisti di questa storia. Il libro è scritto in prima persona da differenti punti di vista: c’è quello di Jo, vedovo di sua moglie; Pomme la nipote che vive sulla sua stessa isola che è un portento; Charlotte l’altra nipote, quella più maligna; Cyrian, il figlio di Jo e il padre che non riesce ad esserlo fino a fondo; Albane la moglie di Cyrian, una donna tosta e gelosa di suo marito; Sarah, l’altra figlia di Lou e Jo, che cammina con un bastone e che è bellissima e dolce; e fra altri personaggi secondari che prenderanno parte in prima persona a questa storia c’è il punto di vista della cara Lou, che dall’altra parte osserva e spera che la sua famiglia finalmente si riunisca.

Immagino che stiate pensando che fra le tante voci possa esserci stata confusione, invece questa è stata una delle pochissime storie che io abbia letto con tanti, tantissimi punti di vista e che non ha creato alcun tipo di confusione. La storia infatti, segue un ritmo e una cadenza giusta rispettando la linearità della storia e i tempi di ognuno, districandosi davvero bene.

Le emozioni sono sentite e veritiere. Non c’è momento in cui non si riesca ad entrare in empatia con i personaggi e le loro emozioni. Il dolore affrontato da Jo è autentico e si mantiene per tutto il libro, modellandosi e lasciando una consapevolezza diversa ogni volta che tutto prende una piega diversa. Il rancore di Cyrian, le insicurezze di Sarah, come i sentimenti degli altri personaggi sono tutte veritiere e giuste.

L’unica cosa che forse avrei evitato era tutto il discorso su Fellini di Sarah, che a un certo punto ho trovato noioso e ridondante.

A volte si chiude l’ombrello mentre piove, si rifiuta la sua protezione e ci si bagna apposta. È quello che ho fatto io quando mi sono trasferita alla casa di riposo. Mi sono tolta il tuo maglione dalle spalle. Ti ho lasciato da solo al riparo. Non volevo portare te, Pomme e Maëlle con me sotto la pioggia. Non avercela con me, amore mio.

Il libro è stato davvero bello anche se a tratti doloroso, porta con se un messaggio forte che tutte le persone e tutte le famiglie dovrebbero seguire. Una storia di dolore e di rinascita, che vi farà amare ancor di più la vostra famiglia, qualsiasi essa sia.

Lorraine Fouchet ha scritto una storia famigliare in punta di piedi, con una delicatezza Verrete trasportati sull’isola di Groix e vi sentirete parte di una famiglia che non sa come amarsi ma che scavando mano a mano nel cuore di ognuno, anche in quello del lettore stesso. E voi… voi siete veramente felici?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


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A presto,

Sara ©