RECENSIONE #523 – BUNNY BOY DI LORENZA GHINELLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon lunedì! Oggi la giornata si fa ricca di suspance, visto che vi porto un thriller edito Marsilio Editore che mi ha sorpreso e mi ha convinto tantissimo. Una storia davvero incredibile, di cui ringrazio l’editore per l’entusiasmante lettura. Ecco che ve ne parlo subito:

9788829709625_0_0_626_75Autore: Lorenza Ghinelli
Titolo: Bunny Boy
Pagine: 176
Collana: Farfalle
ISBN: 978-88-297-0962-5
In uscita: 13 maggio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3y2h0e1
Trama: Dicembre 2018. La testa di un uomo a cui sono stati asportati gli occhi viene ritrovata in un sacco di plastica ai piedi di un cassonetto. Il resto del corpo, privato anche del cuore e delle mani, viene scoperto il giorno dopo dentro un pozzetto dell’acqua piovana, in stato di decomposizione. Nel frattempo Nina, undici anni, viene obbligata dai genitori a tornare in psicoterapia, per superare un trauma che sei mesi prima le è quasi costato la vita e a cui tutti imputano la sua attuale insonnia. In realtà, da quando è diventata sorda, Nina è afflitta da terrificanti visioni sonore, che altro non sono che presagi di morte; le sue notti sono tormentate da incubi ambientati proprio all’interno di un pozzetto dell’acqua piovana. Mentre il killer – un ragazzino spezzato che crescendo si è trasformato in un oscuro e spietato vendicatore chiamato Bunny Boy – continua a uccidere, la bambina a poco a poco si rende conto di essere in qualche modo connessa a lui, e soprattutto di essere la sola a poterlo fermare. Per riuscirci, con l’aiuto di vecchi e nuovi alleati, si vede costretta a calarsi nel pozzo nero e profondo dei ricordi dell’assassino: i suoni e le visioni che la perseguitano appartengono infatti al passato di Bunny Boy, dove si nasconde una frattura che non può essere sanata né ricomposta, ma alla quale Nina dovrà comunque dare ascolto. Insieme alle ormai diciannovenni Rasha e Nur e al diciassettenne Alfredo, suo fratello, la bambina si troverà catapultata in un’avventura che porterà ognuno di loro a confrontarsi con le ragioni del male. I quattro ragazzi si addentreranno in un territorio in cui l’infanzia può essere nera e cannibale, ma comunque degna di essere riconosciuta. Quello che non sanno è se gli sarà concesso di riemergerne indenni.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Nina che sta crescendo, non è più una bambina come nel primo volume che segue le sue vicende, Tracce dal Silenzio. Nina è una bambina divenuta sorda dopo un incidente e dopo quanto le è accaduto nel volume precedente la madre decide che per lei è meglio parlare con qualcuno visto che la notte non riesce a dormire ed è perseguitata dagli incubi. Il problema però non sono solo gli incubi ma il semplice fatto che quando toglie l’audio processore dall’orecchio per mettersi a letto, le visioni, le voci e quant’altro comincia a perseguitarla in maniera più viva e accesa rispetto a quanto accadeva in precedenza. Dall’altra parte c’è Bunny Boy, un serial killer che da ragazzo ha sofferto molto e il suo soprannome lo contraddistingue. E’ proprio il contatto tra il killer e Nina che metterà la ragazzina sempre più in allerta e ci permetterà di scoprire quanto più la vita del piccolo ragazzo che è divenuto un uomo pericoloso e aggressivo. 

Cosa lo avrà portato a diventare così? Cosa scoprirà Nina sul suo conto? Riusciranno a fermarlo prima che sarà troppo tardi? Quale mistero si nasconde dietro l’uomo che chiamavano Bunny Boy?

Ha cominciato a scombinarsi dopo l’incidente che l’ha resa sorda. Be’, anche quello è stato un trauma. Nina comincia a pensare che la vita sia un susseguirsi di colpi male assorbiti, come i lividi contro cui si continua a sbattere, senza volerlo. O forse i traumi sono come un martello che picchia contro un muro: in alcune persone certi punti possono cedere e attraverso quei buchi si può scorgere un altrove impensabile.

La trama è forse un filino lunga e fin troppo dettagliata. Sono felice di non averla letta prima di leggere il libro ma di affidarmi alle prime righe di lettura. E’ davvero lunga e si rischia di incappare in spoiler quindi eviterei sinceramente la lettura della trama completa, questo è poco ma sicuro. Troppo dettagliata.

La copertina di questa storia è davvero bella e allo stesso tempo terrificante. Nonostante uno s’immagini di trovare all’interno del volume un uomo dalla maschera da coniglio, può e deve aspettarsi sicuramente qualcosa di molto più articolata e profonda proprio come l’avevo pensata io. Sono felice che sia così e la trovata, rispetto al volume precedente è geniale oltre ogni limite. Una copertina davvero meravigliosa, non c’è che dire. Per quanto riguarda il titolo anche qui è stato fatto centro. Bunny Boy non è solo il soprannome che un bullo ha dato a quello che sarà poi il serial killer di questa storia, è molto di più. E l’accoppiata con la copertina è vincente, non c’è che dire.

L’ambientazione è la stessa del medesimo volume precedente, in Italia e l’epoca si addentra tra il 2018 e gli anni in cui il piccolo Bunny Boy cresceva. E’ una storia moderna, anche se ambientata qualche anno fa.

Si dice che i padri chiedano ai figli di seguire i propri sogni. Ma lo si dice perché i padri non hanno idea di cosa sognino i figli. Se lo sapessero tremerebbero al vento, come foglie appese ai rami solo perché ignorano di essere morte.

grayscale photo of rabbit plush toyI personaggi di questa storia sono diversi e tutti particolari, originali, unici e sorprendenti. Stavolta, molto più di quanto faccia Nina, la protagonista di questa storia, ci si concentra molto più sul killer seriale, su il nostro pericoloso Bunny Boy. Avremo modo di conoscere anche altri elementi all’interno della storia e di approfondire determinate conoscenze, come la mamma di Nina, Sara e Alfredo, Rasha e Nur.

Il killer che con questo nome si addentra in città e fa incetta di vittime sezionandole o trovando uno strano gusto perverso nell’uccidere, è stato un bambino e un ragazzo problematico. Ama da sempre Kenshiro, il suo super eroe preferito ed ha avuto una situazione famigliare difficile oltre che a livello di frequentazioni e amicizie. L’unica persona che gli è stato veramente vicino è sua madre che ama e a cui ha voluto molto bene. E’ un personaggio che si svelerà pagina dopo pagina e che riuscirete perfino a comprendere, in qualche modo.

Dall’altra parte abbiamo Nina che diventa sempre più adulta, sempre più grande. Arriverà il ciclo e con questo aumenteranno le visioni e il fastidio quando l’apparecchio acustico verrà tolto. La notte arrivano le visioni, gli incubi e sarà sempre più difficile dormire oltre ad essere semplicemente creduta per via di tutto quello che riesce a vedere in quel momento. E’ una ragazzina forte, che cerca solo conforto e vorrebbe essere ascoltata ma è sempre più difficile se nessuno ti crede.

«Mio figlio va bene così com’è, grazie». Sa di amare sua madre. E’ tutto ciò che gli resta. Sono rimasti soli contro il mondo, lo sono sempre stati. Ma Vincenzo non lo capisce, o forse sì. Forse è proprio per questo che si atteggia a padrone.

Il perno centrale di questa storia sta tutta nella vita da ragazzo del serial killer. Bunny Boy non è solo un’omicida è stato un ragazzo e un bambino che ha sofferto che si sente solo ed ha continuato ad esserlo anche da adulto. Il fulcro è proprio il “ragazzo-coniglio” e la sua storia oltre al fatto che per il suo passato risulta pericoloso.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, molto leggero, fluido e scorrevole. Mantiene la terza persona sia per quanto riguarda Nina che per quanto riguarda il killer e la sua storia oltre che per i relativi personaggi che incontreremo nel corso della lettura.

La caratteristica di questo volume, oltre al fatto di essere macabro e cruento come il volume precedente, è l’empatia tra il lettore e il serial killer. In tanti thriller che ho letto, questa è probabilmente la prima volta che mi succede e trovo che sia sorprendente quanto nonostante sia brutale, pericoloso e sbagliato quello che stia facendo, si riesca a comprendere le sue scelte, si riesca a CAPIRLO. E questo l’ho trovato il punto cardine su cui si aggira il volume, molto più di quanto riesca a fare Nina. Anche io da più piccola mi sono sentita come lei ma la vicinanza a Bunny Boy mi ha portato a comprendere davvero a fondo le sue scelte e ciò che lo ha portato ad uccidere. Un libro crudele, forte e incredibile ma trovo che fra i due che ho letto dell’autrice, questo sia ad un livello incredibilmente più alto del precedente.

La maturità e l’evoluzione del personaggio di Nina giocano una componente importante all’interno del libro e avremo modo di scoprire di lei dei cambiamenti sia a livello fisico, che emotivo oltre che sul piano dei suoi strani poteri soprannaturali. Trovo che sia una trovata incredibile e che sia stata trattata con il giusto peso e l’equilibro giusto. Un personaggio che si mantiene ancora in disparte ma che piano piano si addentra all’interno prendendo sempre più consapevolezza di sé, specialmente per quanto riguarda la fase finale.

Il libro si ferma con un epilogo che è pronto ad aprire altre porte per Nina e che la rende sia più consapevole di cosa le accade, sia il bene che può fare per fermare tutto ciò che le accade lasciando quindi la possibilità di un terzo volume sempre sulla scia dei primi due. Con queste prospettive, spero arrivi e sarei curiosa di scoprire di cosa si tratta e come verrà trattato stavolta sia il potere di Nina, sia il prossimo omicida.

«Sei dei nostri?» Gli sguardi di tutti convergono verso un unico punto di fuga: la porta che incornicia l’uomo con la camicia stazzonata e la sacca floscia appesa alla spalla. La sua espressione sembra smottare, una frana d’imbarazzo. L’uomo china il capo e se ne va da dove è venuto, lasciando una voragine dove prima c’era soltanto una porta. «Non ha retto l’emozione dello spettacolo» dice Giulio Greco Tutti ridono. Ride anche Sara. Risate che formano un fiume che sciaborda fino a colpire alle spalle l’uomo con la sacca. In quel fiume, lui teme di annegare.

Il libro è un secondo volume che può essere collegato al primo per via della storia di Nina ma può essere letto benissimo anche in maniera singola e autonoma. E’ un thriller emozionante, cruento e ricco di emozioni forti che riescono a coinvolgere il lettore fin nel profondo.

Lorenza Ghinelli ci porta e ci lascia in bilico fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, muovendoci tra Nina e il pericoloso Bunny Boy che si aggira fra le strade e uccide uomini. Una scrittrice che sorprende sempre di più e di cui sono curiosa di leggere ancora molto altro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Pensate che possa fare il caso vostro e possa piacervi? Fatemi sapere ovviamente, sono curiosa! Vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #355 – TRACCE DAL SILENZIO DI LORENZA GHINELLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI

Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero possa davvero piacervi. Innanzitutto ringrazio la Marsilio per avermi permesso la lettura di questo volume ed ora vi parlerò di questa storia a tratti macabra ma allo stesso tempo veloce e coinvolgente. Ecco a voi che vi parlo di un piccolo libro di una storia intensa. A voi:
ghinelli-199x300Autore: Lorenza Ghinelli
Titolo: Tracce dal silenzio
Collana: Lucciole
ISBN: 978-88-297-0257-2
Link d’acquisto: https://amzn.to/2KW7FxG
Trama: Nina, dieci anni, è diventata sorda dopo essere stata investita davanti a casa. I genitori, decisi a lasciarsi quel brutto ricordo alle spalle, si trasferiscono in una nuova casa confinante con il parco. L’unica vicina si chiama Rebecca, ha ottantaquattro anni e brutti ricordi che la perseguitano. Per la vecchia, Nina è un raggio di sole. Per Nina, Rebecca è la nonna che ha perduto. Ogni sera, prima di dormire, Nina si toglie l’apparecchio acustico e nel silenzio si addormenta, ma una notte una musica la sveglia: è una canzone vecchissima che lei non ha mai conosciuto. Soprattutto, la bambina è l’unica a sentirla. In quella notte, a quell’ora, nella stessa città un ragazzo viene ucciso. Non sarà l’unica volta che Nina sentirà quella musica. Non sarà l’unico episodio di sangue a cui dovrà, con l’aiuto del fratello, porre fine.

RECENSIONE

girl walking on brown grass near trees during daytime

La storia ha inizio a casa della piccola Nina, una dolce e adorabile bambina che qualche tempo prima ha avuto un incidente e ne è uscita sorda. E’ notte fonda e tutti stanno dormendo, tutti tranne Nina. La piccola bambina diventata sorda a seguito di un incidente si alza nel cuore della notte, senza l’apparecchio acustico e sente una musica provenire da fuori al citofono. La musica è spettrale, spaventosa ma questo non la frena dal cercare di curiosare un po’. Se non che sua madre la coglie in piedi e crede che sua figlia abbia un problema. Quello che nessuno sa è che quella stessa notte qualcuno è stato ucciso e tutto sembra essere collegato. Intanto, una simpatica vecchina di nome Rebecca suona alla porta di casa di Nina e la piccola bimba comincia a fare torte e dolci con lei.

Perchè Nina la sera sente sempre una strana musica senza il tuo apparecchio? Cosa succede la notte quando la musica imperversa nell’aria? Perchè accadono queste misteriose morti? Cosa c’entra Nina con tutto questo?

«Cosa ti è preso, me lo dici?» le chiese Sara. «Ho sentito una canzone». «Oh, Nina». Gli occhi tristi della mamma le avevano appena ricordato che non era possibile. «Allora perchè vi siete svegliati?» «La corrente, Nina. Ha fatto sbattere la porta della tua camera». Non l’aveva sentita. Per forza: era sorda. Eppure in quel momento ne fu più sicura che mai: la musica, la voce, non le aveva affatto sognate.

La trama incuriosisce molto. E’ stata, oltre la copertina, la cosa ad attrarmi di più. Pensavo che dalla trama fosse una storia incentrata di più su qualcosa di esoterico o particolare mentre alla fine Nina sembra essere solo la chiave di risoluzione di tutto ciò che accadrà. Trovo comunque sia molto avvincente ed accattivante per chi cerchi una lettura originale e particolare.

La copertina è una delle migliori copertine che ha fatto la Marsilio. Mi piace il colore e il risultato generale della stessa. E’ assolutamente rappresentativa della storia narrata e trovo davvero sia una delle più belle e meglio riuscite di questa casa editrice negli ultimi tempi. Il titolo della storia è semplice e sicuramente inerente a ciò che si descrive e alla storia proposta. Tracce dal silenzio per via della musica che Nina riesce a percepire nel silenzio, è questo che crea un connubio tra copertina e titolo fornendo una soluzione originale e innovativa. Bello il complesso; ottimo lavoro!

L’ambientazione è tutta italiana e la storia si sviluppa ai giorni nostri, senza ombra di dubbio.

“Quando noi vediamo una ragazza passeggiar, cosa facciam? Noi la seguiam, e con occhio scaltro, poi cerchiam d’indovinar cosa c’è da capo a pié”.

girl holding bear while sitting on bench

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi ma quelli che ci sono li ho trovati ben costruiti e ottimamente strutturati. Pagina dopo pagina si delineano i dettagli e i retroscena che nasconde ogni personaggio nel profondo.

Rebecca, molto più di quanto lo sia la piccola Nina, è un personaggio che si scopre man a mano che si scorre nel corso della lettura. All’inizio sembra essere la classica vecchina vicina di casa in cui si carpisce dalle pagine in corsivo ciò che ha passato nel corso della Guerra. Proseguendo la lettura, invece, si evince che Rebecca è tutto tranne che una adorabile e simpatica vecchietta. Ma questo lo lascio scoprire a voi, non vi dirò di più. Nina, dal canto suo è una ragazzina davvero adorabile. Si lascia amare pagina dopo pagina e la sua dolcezza conquisterà il lettore sotto tutti i punti di vista. Pensavo che la sordità fosse più pesante e più invalidante ma con il suo apparecchio la piccola riesce ad ascoltare come sempre. Due personaggi che si contrastano fra loro per i caratteri e per ciò che fanno ma che creano un connubio funzionante all’interno di questa storia.

«Sto sognando» sussurrò Nina. «E’ solo un sogno». Nei sogni le persone possono camminare sulle penne dei corvi e persino volare. Nei sogni si possono esplorare i misteri. Non si muore nei sogni.

Il perno centrale di questa storia sono degli omicidi che avvengono in città ed il fatto che tutte le volte che ne accade uno, Nina riesce a sentire una strana musica senza apparecchi acustici, quindi anche se lei è sorda. Tutto sembra macabro, strano e misterioso ma mano a mano si avrà modo di scoprire sempre più cose riguardo gli avvenimenti che accadono.

girl holding white rabbitLo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice e scorrevole, suddiviso dal punto di vista sia della piccola Nina in terza persona che attraverso i ricordi della vecchina vicina di casa, Rebecca. E’ una storia particolare, originale e a tratti quasi macabra.

La cosa che non mi ha colpito poi come dovrebbe è stato il semplice fatto che, laddove sembrava dalla trama una storia in cui Nina fosse coinvolta con il suo problema della sordità e del fatto che lei sembrasse speciale, risulta invece essere soltanto un “accessorio” della storia principale. Nina è il filo conduttore che unisce la sua vita a quella di Rebecca di cui, mano a mano nel corso del volume, si scoprirà la vita.

I trascorsi famigliari di Nina e le vicende della madre, del padre e del fratello li ho trovati decisamente fuori tono e poco inerenti alla storia. Finiscono per essere un contorno che arricchisce la storia ma non da niente in più rispetto a quello che magari avrebbe potuto. Speravo che le vicende che si sviluppavano in separata sede fossero collegate alla fine in qualche modo e rendessero il tutto ancora più misterioso, invece si sono rivelate soltanto un aggiunta per dare una voce in più al libro. A questo punto, avrei preferito che Nina fosse più coinvolta nella vicenda e risultasse davvero quello che la trama lascia intendere, ovvero che ci fosse un lato diciamo quasi “magico” o “paranormale”. Tutto qui.

Nonostante questo, ho trovato sicuramente interessante scoprire la misteriosa esistenza di Rebecca e il suo passato con Maria Sole e Francesco oltre al legame che la vecchia instaura con la piccola bambina. Infatti, Rebecca rivede in lei la sua defunta sorella, quando era soltanto una giovane ragazza. Il lato di Rebecca è risultato interessante e ha dato un tocco oscuro e minaccioso alla storia rivelando una donna che cerca vendetta per il proprio passato.

In lontananza come un grido di Erinni, le sirene, i megafoni, le voci straniere, americane. La guerra è finita. Per Rebecca e Francesco è appena iniziata.

Il libro è sicuramente una storia scorrevole e piacevole. Ci sono cose che ho apprezzato di più e altre di meno ma spero comunque prendiate in considerazione la lettura nel suo complesso. Lo farete?

Dalla penna di Lorenza Ghinelli ne esce una storia misteriosa, ricca di retroscena e ricordi che inquietano e che lasciano al lettore sempre più curioso di scoprire la verità su ciò che accade veramente nel corso della notte. Una storia macabra, misteriosa, che vi consiglio.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!
A presto,
Sara ©