RECENSIONE #300 – IL CASALE DEI SOGNI PERDUTI DI LISETTA RENZI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione fresca fresca di lettura. Visto che settimana prossima ci sarà una presentazione di questo libro e del libro di Silvia Casini, Il gusto speziato dell’amore a cui farò da moderatrice, ho letto anche questo volume e devo dire che è stata una piccola sorpresa per me. Ringrazio la casa editrice Leggereditore per avermi permesso la lettura e vi invito a leggere la recensione per scoprire questo libro. A voi: 

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Titolo: Il casale dei sogni perduti
Autore: Lisetta Renzi
Genere: Narrativa
Editore: Leggereditore
Prezzo: € 16,00 (€ 4,99 ebook)
Pagine: 304
Uscita: 18 Aprile 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2XfN5ML
TramaLe case ci trasmettono emozioni e rappresentano il carattere di chi le abita: a insegnarlo a Isabel, inglese di padre italiano, è stata Ada, l’amata prozia presso il cui casale in Toscana ha trascorso le estati della sua infanzia: lei le ha insegnato l’amore per l’estetica e l’architettura. A trent’anni, però, Isabel conduce una vita molto diversa da quella che aveva sognato da bambina: lavora come controller in una prestigiosa banca londinese, ha una relazione con un manager di successo e vive in un lussuoso loft, razionale e ordinato come la sua stessa esistenza. Quando però la prozia muore lasciandole in eredità l’antico casale di famiglia, Isabel è costretta a fare i conti con un passato doloroso che ha condizionato le sue scelte… Tutto nella vecchia dimora di infanzia, ogni stanza, ogni oggetto, ogni profumo, la rimette in contatto con la parte più autentica di sé, inducendola a ricercare i suoi vecchi sogni e la vera felicità che ormai credeva per sempre perduti…

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio nel 1925, in Val D’Orcia, in Toscana. Una donna di nome Maria è lì, a riflettere sul suo futuro visto che è in dolce attesa dell’uomo che invece non la può sposare, il conte di Torrelupo.

Isabel oggi è una donna in carriera, che vive a Londra. L’unico peccato è quello di aver trovato il compagno con una collega in un periodo in cui il loro rapporto era in crisi. E, in quel periodo, riceve una chiamata dalla Toscana. La sua  prozia Ada è morta e lei è chiamata per ricevere l’eredità della donna. Quello che non sa è che la prozia ha lasciato a metà il casale ad Isabel e a Neri, una vecchia fiamma con cui si conoscono da quando erano bambini. Neri è il conte del paese, il classico bello e arrogante ed Isabel non ha tempo da perdere con uno come lui.

Cosa succederà ora che si troveranno dopo tanto tempo una davanti all’altro? Riusciranno a mettersi d’accordo su ciò che riceveranno in eredità? Isabel riuscirà a ritrovare se stessa e tutto ciò che ha perso lungo questo viaggio intenso e ricco di emozioni?

«A Torrelupo» mormoro e mi si stringe il peto.«Dov’è?» «In Val d’Orcia. » Il volto di Kate si illumina.«Davvero? Mi hanno detto che è bellissima! A parte l’occasione triste t’invidio, sai? È da tempo che vorrei andarci. » «Io non ne ho nessuna voglia, ma sembra che debba essere assolutamente presente all’apertura del testamento.»

La trama è strutturata piuttosto bene e sono felice che non ci sono spoiler in agguato. Mette curiosità al punto giusto, senza alcun dubbio. Non posso che consigliarvi questa storia, di sicuro.

La copertina è davvero adorabile e credo si adatti molto a questo libro abbastanza bene. Si vede la campagna in lontananza, come fossimo affacciati dal casale di Torrelupi. E di certo è una boccata d’aria fresca che delicata, cerca di catturare l’occhio del lettore. Assieme al titolo crea un mix molto buono. Quest’ultimo, infatti, mi piace anche se mi sembra qualcosa di già sentito. 

Immagine correlataL’ambientazione si aggira principalmente a Torrelupo, nella campagna Toscana ma avremo qualche scorcio anche di Londra, da cui Isabel parte inizialmente. L’epoca è principalmente moderna e contemporanea, dei giorni nostri. Comunque non mancherà il riferimento al 1925, in cui si capisce il vero legame dei due personaggi principali.

 Con Neri inventammo un gioco, Le case come le persone, e quando conoscevamo qualcuno ci divertivamo a trovare un edifcio che gli assomigliasse.«E se fosse una casa?» ci chiedevamo. Bona per noi era il castello dei ghiacci, Ada una casa di marzapane, Deborah e Giada la casa di Barbie. Gli altri non capivano cosa intendessimo, era un nostro segreto. Eravamo sempre insieme. 

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi e quelli che ci sono, in struttura e funzionalità sono ben costruiti. A partire dai personaggi principali fino a quelli che sono comunque molto secondari. Sicuramente c’è da soffermarsi sulla protagonista di questa storia e sul co-erede con cui si dovrà incontrare – scontrare.

Isabel è una donna in carriera che ha perso tutto il suo mondo. Da quando ha scoperto che Jack l’ha tradita con Fiona, una sua collega, tutto è crollato e ad aggiungersi è anche il dolore per la perdita della sua amata prozia Ada. Il viaggio in Toscana quindi, risulta provvidenziale per la giovane. Nonostante Isabel stessa si imponga di amare la città, il suo lavoro e che voglia mangiare solo cose salutare, dentro di sè si nasconde ancora quella bambina che è scappata da Torrelupo per colpa di Neri Falco, il conte del paese. E quando se lo ritrova davanti e deve condividere con lui l’eredità, per lei sarà come tornare indietro nel tempo, ai sentimenti e alla vita che credeva di aver perduto ma che era rimasta assopita dentro di lei. Una donna fragile che saprà riscattarsi.

Neri è un belloccio dall’aria arrogante. Essendo da generazione conte di Torrelupo sa di avere l’intero paese ai suoi piedi e sa di dover sposare una donna adeguata a lui, del suo stesso rango, non una sempliciotta di paese. Eppure ha sempre avuto un’attrazione per Isabel, sin da quando erano ragazzi. Nonostante la sua maschera è dura a cedere, sotto sotto Neri sta cambiando e cerca di apprezzare le cose semplici, di lavorare e di guadagnarsi ciò che vuole con le sue stesse mani e non solo per il nome che porta.

Ora non sono più la stessa. Ora sono un’altra persona, più forte. La vecchia Isabel che disegnava case, che si emozionava davanti ai paesaggi, che amava un uomo impossibile, non c’è più.

Il perno centrale di questa storia è proprio il casale di Torrelupo. Lasciato in eredità a metà sia ad Isabel che a Neri, riuscirà a portare alla luce vecchi ricordi, ad amalgamare il tutto creandone anche di nuovi.

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Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e molto molto scorrevole. Il libro non è particolarmente lungo e si legge comunque con molta fluidità, vi basteranno una manciata di ore.

Il libro è davvero molto semplice e sin da quando ho letto la trama mi ha ricordato il film Un’ottima annata, con Russell Crowe. Non so se avete visto mai questo film ma posso assicurarvi che a ricordarvelo non sarà soltanto la trama ma anche la storia stessa, il casale in campagna e il buon vino. Nonostante la storia si distacchi molto dal film, non ho potuto fare a meno di pensarci più di una volta e ne sono rimasta colpita. L’autrice non ha cercato in alcun modo di imitare il film in questione ma ha creato una storia semplice ma d’effetto che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina. Infatti posso solo dire di aver letto il libro tutto d’un fiato e di esserne rimasta piacevolmente colpita.

L’unica pecca, se così posso chiamarla, è il fatto che sicuramente non è una storia che spicca per originalità, comprendendo i classici cliché di storie come questa. Il tipo ricco, avvenente e pieno di prosopopea, la protagonista confusa e innamorata della sua vecchia fiamma, … Non ne sto facendo una colpa, anzi. Il libro mi ha colpito ed è stata davvero una lettura piacevole.

La cosa coinvolgente di questa storia è la stessa Torrelupo ed il casale ricco di ricordi. I paesaggi descritti dall’autrice ti fanno venir voglia di fare un bel viaggio in toscana e di trovare un bel casale in cui passare una piacevole vacanza. Sicuramente questo è uno dei punti forte di questa storia, come quello della figura della prozia Ada, che nonostante non sia presente all’interno di questa storia come personaggio attivo, si respira di lei in ogni pagina, attraverso i ricordi dei due ragazzi, attraverso il bel casale e la stessa Torrelupo.

Intanto ripenso all’incontro con Neri. Averlo rivisto ha definitivamente rovinato la giornata. Nel peto ho uno strano magone e, anche se cerco di ignorarlo, non riesco a mandarlo via. Alla lista di cose che detesto ne mancava una. Detesto la Toscana, la campagna, gli uccellini che cantano, il vino, le rotatorie, guidare a destra, gli automobilisti italiani. E detesto pure Neri Falco di Torrelupo.

Il libro è stata una piccola scoperta. Nonostante la storia, come vi ho già detto, non sia una scoperta grandiosa in fatto di originalità è stata una lettura piacevole e dolce, che sicuramente rifarei. Il potere di questo libro è di trasportarti in luoghi che semplici ma che finiscono per sembrare magici. Consiglio sicuramente la lettura.

Lisetta Renzi scrive una storia semplice, genuina e sicuramente dolce. La memoria e il passato affiorano in una sequenza che ci porta nel cuore della Toscana, in un casale ricco di ricordi che aspettano solo di essere ritrovati.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©