REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #610 – TRUELIFE DI JAY KRISTOFF.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Con questo libro chiudiamo un cerchio di una saga robotica, fantascientifica, nel bel mezzo di un mondo del futuro un tantino devastato e sul filo del rasoio che oscilla tra le Leggi della Robotica e la ribellione e/o anarchia totale se così vogliamo chiamarla. Ma cosa siamo disposti a dare in pasto agli altri pur di ottenere ciò che vogliamo? Kristoff chiude la saga con questo volume di cui ringrazio per la lettura Graziella per avermi coinvolto nell’evento ma soprattutto la Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima. Ecco a voi che ve ne parlo:
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Titolo: Truelife
Autore: Jay Kristoff
Lifel1k3 series. Volume tre

Data di uscita: 25 ottobre 2022
Pagine: 444
Link d’acquisto: https://amzn.to/3DIiHRP
Trama: Eve e Lemon hanno scoperto la verità su se stesse e l’una sull’altra. Sono cresciute legate da una solida amicizia, ma le recenti rivelazioni hanno messo in crisi il loro rapporto e le hanno allontanate (forse) per sempre. Ora però non c’è tempo per i rimpianti: l’intero Yousay è sull’orlo di una nuova guerra nucleare tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l’esercito della Daedalus Technologies. Una situazione in cui nuove e vecchie lealtà saranno messe a dura prova, si formeranno improbabili alleanze e prenderanno corpo inaspettati tradimenti. E non è tutto, perché i sembianti sono determinati a impossessarsi di Libertas, il virus capace di liberare gli androidi dall’obbedienza alle Tre Leggi della robotica. E per farlo c’è bisogno sia di Ana Monrova, la ragazza rapita e conservata in animazione sospesa, sia della sua sembiante, Eve. Solo alla fine si scoprirà chi sono i veri eroi… e potrebbe essere davvero una sorpresa.

RECENSIONE

LIFEL1K3 / DEVIAT3 / TRUEL1F3 book cover art — Chris Malbon

La storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata. Sta per cadere un missile sulla città di New Bethlem e Cricket è lì che cerca di salvaguardare i suoi nuovi compagni di avventure: Abraham figlio di Sorella Emme che ha dei poteri inspiegabili e Solomon, un robottino da compagnia. I tre cercano di savarsi quando in città subentrano dei nuovi ragazzini che tentano di salvarli con dei poteri simili a quelli di Abraham e a quelli di Lemon e Cricket comincia a chiedersi che fine abbia fatto la sua migliore amica. Eve finisce sotto il Predicatore che ha fregato Ezekiel che finisce per sentirsi persino più sciocco del normale nonostante abbia capacità cognitive e logiche più sviluppate di chiunque altro essendo un sembiante. Lemon se n’è rimasta nel rifugio dove ha visto scomparire i suoi amici e il suo nuovo amato ma non riesce a smettere di pensare a tutti coloro che sono stati accanto a lei. Il tutto è sull’orlo di una guerra e nonostante le due amiche non sembrino più così legate devono cercare di combattere – come tutti gli altri – per cercare di fermare quanto sta accadendo tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l’esercito della Daedalus Technologies.

Riusciranno i nostri eroi a mettere da parte le divergenze e da porre fine a tutto ciò che sta accadendo nel loro mondo? Cosa cambierà e quali consapevolezze riusciranno a maturare ancora da tutto ciò che sta accadendo? Riusciranno a riavvicinarsi nonostante le divergenze e a tornare parte del tutto che erano?

E la ragazza? Quella che le aveva insegnato che non tutti cercano un tornaconto? Che non tutti danno senza volere qualcosa in cambio? Be’, Lemon la chiamava la sua “amica per la pelle”. Ma naturalmente quello che intendeva era “sorella”.

La trama di questo volume, anche qui, finisce per essere ben fatta e incuriosisce dalla prima all’ultima frase. Non ci sono spoiler per il volume in sé ma è ovvio che non è consigliato leggere le trame in anticipo se non si sono letti i volumi precedenti della serie. A parte questo, trovo che sommariamente sia stato fatto un buon lavoro e la curiosità ci spinge nel voler sapere cosa accadrà ai nostri personaggi.
La copertina segue le precedenti e anche qui troviamo la versione double-face con cui possiamo divertirci e mettere al volume la copertina che preferiamo di più rispetto all’altra: quella americana o quella inglese. Si differenziano nei colori il tipo che vedete qui, utilizzata nella recensione e si differenziano nel disegno per la copertina double-face che vediamo dall’altro lato in cui nel primo volume vediamo solo Eve e poi Lemon e le vediamo assieme. Il titolo di questa serie sembra riferirsi non più a una dei protagonisti ma alla vita vera che ci aspetta una volta che tutto è finito e una volta che la guerra avrà fine. Ha davvero senso questa guerra? A cosa porterà per tutti coloro che la subiscono oltre che viverla? E’ la vita vera quella che resta ed è quello su cui poi spera ogni personaggio all’interno della storia ovvero di vivere una vita che voleva e che ha sognato. E un po’ come il programma della Daedalus che cambierà il modo di vedere il mondo. Chissà. Il connubio e la struttura di tutti i volumi è stata ben fatta visivamente e graficamente, ben studiata e interessante nello sviluppo anche delle pagine colorate.
L’ambientazione e l’epoca sono i medesimi del primo e del secondo volume. Il mondo è completamente inventato dall’autore e stavolta avremo modo di vedere diverse città che ci vengono anche illustrate sulla mappa principale all’inizio del volume così avremo modo anche di capire come il tutto è strutturato e i personaggi come e dove si spostano lungo il loro percorso.

Ma, sopra gli imperativi della sua programmazione, gli allarmi acutissimi che gli squillavano nella testa e la necessità di salvare gli umani che urlavano, pregavano ed erano in preda al panico tutt’attorno a lui, un unico pensiero gli risuonava nella mente. “Non voglio morire.” Il logika era consapevole di non essere “vivo” in senso stretto. Aveva impianti idraulici, non muscoli. Corazza, non pelle. Non esisteva nessun aldilà elettronico dove tostapane e microonde se ne stavano a oziare su nuvole sintetiche ascoltando arpe digitali. Cricket era felice della certezza che, una volta che si fosse fermato, tutto sarebbe semplicemente… finito. Ma, perfino se le Leggi della robotica non avessero reso l’autoconservazione il terzo imperativo più importante nella sua gerarchia di bisogni, la verità era che Cricket aveva deciso che gli piaceva esistere.

LIFEL1K3 / DEVIAT3 / TRUEL1F3 book cover art — Chris Malbon

I personaggi della storia sono i medesimi dei volumi precedenti e vengono approfonditi, evoluti e maturano lungo il loro percorso. Ho apprezzato molto il cambio di Cricket che avviene fin dal primo volume: da macchina che è riesce a far fuoriuscire un qualcosa di completamente umano nonostante i suoi comportamenti sono assoggettati comunque alle Tre Leggi della Robotica e cerchi sempre di mantenersi sul binario. Si mette in discussione e nonostante non sia un personaggio cardine come Eve o Lemon è comunque un personaggio che ha il suo perché e trascina lungo il suo pensiero e si finisce per empatizzare persino con una macchina.

Molto apprezzato è il gruppo in cui resa coinvolta Lemon fin dal secondo volume e che finisce per creare una nuova schiera di umani con strani e potenti poteri che si dispiegano al servizio degli altri , non solo per sé stessi seppur ci siano umani della Fratellanza che finiscono per ucciderli brutalmente.

Quello che invece non mi ha coinvolto pienamente è il cambio drastico che è avvenuto in Eve dal primo al secondo volume vedendola completamente differente da come l’abbiamo vista e conosciuta lungo tutto il primo volume. Durante questo percorso cambia e si evolve e porta a galla nuove emozioni e nuove sensazioni che però non rendono comunque giustizia a come era inizialmente.

Ezekiel è quello che più di tutti, alla fin fine, sembra essere quasi un umano ma potenziato. Fa errori come tutti gli altri, si fida di persone o fa scelte sbagliate e viene reso più umano di quanto invece si crede. E’ un personaggio che nonostante la decantata bellezza degli albori del primo volume – e che viene fortunatamente accantonata – è ben delineato e strutturato in modo da renderlo pieno a tutto tondo. L’unica pecca è il fatto che a volte si nota davvero poco. A volte, però, l’unica cosa che lo rende ridondante è il fatto che ha sempre Ana Monrova e decanta il suo amore per lei, il suo muoversi solo per lei e tutto ciò che ne consegue che finisce per diventare pesante. Ok che è un sembiante e a volte si può finire nell’ossessione come specificato anche all’interno dei libri precedenti e come vale anche per Gabriel, ma la cosa a volte doveva essere smorzata.

Non padroneggiava affatto il suo dono. Stava imparando a usarlo sulle cose viventi. Ma, più tempo passava lì, più si rendeva conto che l’intero edificio, anzi tutta la città, era, in qualche modo bizzarro, realmente viva. Anche la prima volta che aveva usato il suo potere era arrabbiata e quella furia l’avrebbe aiutata di nuovo. Perché una ragazza cresciuta tra le avversità e la sporcizia come Lemon non era certo una damigella che poteva starsene seduta in una torre ad aspettare un bel principe che la liberasse.

REVIEW: Dev1at3 by Jay KristoffThe Booktopian

Il perno centrale di questa storia si sviluppa intorno alla guerra in cui tutti si stanno addentrando sempre di più. C’è chi vuole liberare un virus in rado di liberare robot, sembianti e macchine dalle Tre Leggi e di poter prendere il sopravvento del mondo che li circonda e l’altra parte vorrebbe che questi non lo facessero e che anzi, scomparissero. Una guerra che sta portando tutti sull’orlo del baratro e si deve cercare di risalire e di porre fine a tutto ciò che si sta distruggendo.
Lo stile utilizzato si mantiene sulla linea fino ad ora seguita, proseguendo il volume successivo da quello precedente solo dall’edizione differente e dal titolo e così via, visto che si trova a mantenersi su una linea esattamente identica alla precedente o almeno per quello che riguarda il secondo volume benché nel primo volume è stata mantenuta una direzione leggermente differente. Ebbene si, prima avevamo bene o male un’unica focalizzazione su Eve che poi si è estesa a tutti gli altri personaggi dividendo i vari capitoli in base a colui con il quale interagiremo. Il che può essere anche stata una scelta logistica ai fini dello sviluppo della trama ma l’avrei posta sin dall’inizio oppure se non possibile, avrei mantenuto i volumi seguenti senza troppi sbalzi. Era anche difficile a lungo andare mantenere tutto sulle spalle di Eve anche perché non aveva troppo da raccontare rispetto ad alcune scoperte fatte da altri, quindi viene lasciata un po’ da parte. La cosa c’è a chi piace e a chi no, a me non cambia molto ma avrei preferito si seguisse una linea comune per tutti e tre i volumi.
La dinamicità e il word building finiscono per essere le cose migliori dell’intera storia. Non c’è un attimo in cui si può pensare di riposare, neanche per i personaggi stessi perché il dinamismo che viene a crearsi nelle scene è unico nel suo genere ed è anche stato difficile crearlo a mio parere. Il movimento è giusto, alcune sorprese sono inaspettate, altre meno ma alla fine si crea una storia ben pensata, senza dubbio. Il mondo costruito attorno è un altro punto cardine visto che le scene descritte e ciò in cui i personaggi si muovono risulta determinato e deciso. Questi due punti sono di certo la cosa migliore di tutto il resto.
Il romance e la caratterizzazione di alcuni personaggi non è particolarmente decisa. Mi sarei aspettata molto di più da questi due punti dopo aver letto almeno il primo volume di Nevernight (cosa che finirò assolutamente visto che questa serie è stata sì, carina ma poteva dare molto di più) cosa che lo piazza automaticamente sul podio dei libri di Kristoff. Il romance è piuttosto ridondante e poco deciso e finisce per annoiare quasi perché ci si aspetta ciò che viene mostrato quindi quasi scontato. I personaggi mi sarei aspettato molto di più visto ciò che li precede: Mia Corvere sembra essere imbattibile al confronto e me lo sarei aspettato molto più deciso rispetto a ciò che li precede. Dall’altro lato posso spezzare una lancia a favore di Kristoff che comunque colloca questa serie sia per lo stile che per la dinamica a una fascia di lettura per più giovani rispetto a come invece potrebbe essere inserita Mia con Nevernight.
Si gioca molto sul livello religioso all’interno della serie. Si prendano i nomi, che inizialmente sembrano essere casuali ma poi con l’evolversi del tutto finiscono per non esserlo o il fatto di chiamare una intera città New Bethlem e metterci all’interno la Fratellanza che crocifigge chi è diverso, le aberrazioni e devianti. Non vi ricorda l’Inquisizione spagnola? Kristoff, hai qualcosa da dirci verso la chiesa o gli ordini religiosi? Non è un caso che questa venga menzionata a mio parere anche perché – non per lettura espressa perché non mi interessa la tematica – ma in L’impero del Vampiro si parla del Sacro Graal, di preti che uccidono vampiri e simili e si rimanda ad un Ordine e così come avviene per qualche circostanza fortuita in Nevernight che sono assassini nella Chiesa rossa. Proseguendo nel corso della lettura il tutto ha creato una pesantezza che poteva essere evitata creando un altro tipo di gruppo invece che di fanatici religiosi visto che comunque trattandosi di un post apocalittico poteva trattarsi di tutt’altro, evitando riferimenti al culto e alla chiesa che sembrano essere ridondanti nelle tematiche utilizzate dall’autore.
Nonostante questo, la lettura mi ha comunque intrattenuto, è stata una trilogia piacevole che mi ha permesso di immergermi in una realtà differente dalle solite letture e che mi ha entusiasmato per via dei robot, delle dinamiche sempre fresche e per il semplice fatto che mi sono sentita perennemente in viaggio, alla scoperta di qualcosa e in mezzo a combattimenti o pericolose macchine distruttrici. Bene o male soddisfatta se si prende la lettura a livello generico e nella sua interezza e meno se si ricercano i cavilli e i dettagli che si sperava di ottenere.

L’ultimo pezzo di lei che era stato umano le era stato portato via. L’ultima àncora a legarla alla cosa che sarebbe dovuta essere.
«È tutto a posto» sussurrò. Eve si sporse verso il basso e baciò Ezekiel sulla fronte. «Sono qui.» E ora cosa sarebbe stata?

Il libro è un’ottima chiusura di trilogia che chiude il cerchio e permette al lettore di uscire dal mondo in cui ci troviamo in punta di piedi e in maniera ben delineata. Una trilogia da leggere senza troppe aspettative e con tanta leggerezza, così da godersi a pieno le avventure di Eve, Lemon e tutti i loro compagni di avventura.

Jay Kristoff si conferma un buon autore ma ho preferito altre letture a questa trilogia, debbo esserne sincera. Un capitolo finale che conclude le avventurose vicende di un gruppo, come vi ho già detto anche in precedenza, mal assortito ma che finisce per rendere la lettura ricca di avvenimenti che difficilmente una volta letti riuscirete a dimenticare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite qui le altre recensioni, vi stiamo aspettando ovviamente:
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Cosa ve ne pare di questa chiusura della serie? Io vi aspetto come sempre, vi mando un abbraccio grande e vi aspetto.
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #608 – DEVIATE DI JAY KRISTOFF.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa per la nostra trilogia che prosegue mano a mano la sua strada e io ho continuato a seguirla per me e per voi ovviamente. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per la lettura in anteprima e l’organizzatrice dell’evento per avermi permesso di partecipare. Vi parlo subito di questo secondo volume ma NB: Se non hai letto il primo volume potrebbero esserci dei piccoli spoiler dovuti dal fatto che questo sia un secondo volume di una trilogia. (Leggi QUI la recensione del primo volume!)

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Autore: Jay Kristoff
Lifel1k3 series. Volume due

Data di uscita: 25 ottobre 2022
Pagine: 420
Link d’acquisto: https://amzn.to/3DOzxOM
Trama: È l’alba della battaglia decisiva tra le rovine della città di Babel. Eve e Lemon sono state amiche per la pelle, ma in questa lotta si trovano l’una contro l’altra. Eve è divisa tra i ricordi della propria vita umana, che ancora conserva, e la scoperta di essere un’androide. Insieme alle sue “sorelle” e ai suoi “fratelli”, ora deve trovare la vera Ana Monrova, il cui DNA è fondamentale per creare un esercito di sembianti. Nel frattempo per Lemon è giunto il tempo di fare i conti con un potere che ha troppo a lungo rifiutato, e che qualcuno vuole usare come arma. La svolta per lei è l’incontro con un ragazzo, Grimm, che le propone di portarla fuori da quella terra devastata e piena di orrori, verso un’enclave abitata da altri devianti come lei. Lì, finalmente Lemon scoprirà un senso di appartenenza, e forse anche l’amore. Ma non tutto è come appare: tra amici e nemici, buoni e cattivi che si scambiano continuamente di ruolo, anche Lemon si unirà alla ricerca di Ana Monrova, e dovrà trovarla prima che ci riesca la sua vecchia amica.

RECENSIONE

DEV1AT3 by Jay Kristoff - Sheaf & InkLa storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata con il volume precedente. Eve è rimasta in città, a Babel, tradita dai suoi stessi amici che credeva insostituibili e veri. Lemon, Ezekiel e Cricket stanno andando via da Babel quando improvvisamente Cricket si scarica e i due sono costretti per forza di cose a dividersi e a cercare un modo per ricaricarlo. Quello che Lemon non si aspetta è quella di essere catturata dalla Cacciatrice per raggiungere la BioMass che ha scoperto il suo potente potere e vuole sfruttarlo per vincere la guerra e disfarsi di tutte le macchine. Lemon viene così vista come una divinità mentre Cricket viene ripristinato e sfruttato per il Palaguerra ed Ezekiel finisce per inseguire tutti per cercare di rimettere insieme i pezzi di una vita che non è mai stata particolarmente clemente con lui. Il tutto mentre la guerra continua ad imperversare e lo scontro sembra essere sempre più alle porte.

Riusciranno a fermare la BioMass? Ritornerà Eve da loro e riusciranno a collaborare assieme? Ezekiel riuscirà a ritrovare la sua amata Ana, forse viva e dispersa da qualche parte? Cosa farà Lemon ora che scopre di poter essere molto più potente e amata di quanto abbia mai sperato e non solo un Aberrazione? Cosa cambierà nel gruppo e cosa li riporterà sulla retta via?

Lei ne aveva agguantate alcune ed era fuggita. Più veloce e più lontano che poteva prima che le Giubbe grigie o la Fratellanza la vedessero. Aveva capito già in quel primo momento che avrebbe dovuto nasconderlo, negarlo, reprimerlo e non mostrare o dire mai a nessuno ciò che era davvero.
Immonda.
“Aberrazione.
“Deviante.”

La trama di questo secondo volume è ben fatto e ben strutturato. Ci rappresenta in tutto e per tutto cosa andremo a leggere anche se la storia comincia da prima dell’alba della guerra e da come sia Lemon che Eve si allontanano per ritrovarsi su due fronti completamente opposti l’uno dall’altra. Nonostante questo la trama è dettagliata e ben composta per mostrare tutto quello che accade all’interno della lettura.

La copertina segue le copertine precedenti e anche qui troviamo la versione double-face con cui possiamo divertirci e mettere al volume la copertina che preferiamo di più rispetto all’altra. Come vi ho già detto, preferisco di gran lunga quella che vedete qui sulla recensione sia per gli interni che richiamano a questo più che all’altra e perché secondo i miei gusti non rende come dovrebbe. E’ interessante solo perché ci sono i protagonisti su cumuli di macerie e rottami che finisce per essere più rappresentativa quella di questa qui. Il titolo di questa serie è davvero ben composto e si rifà alla protagonista che concentra questo volume maggiormente ovvero Lemon. Lei si sente una Deviata, un’aberrazione e un’immonda ed è per questo – secondo la mia interpretazione – che il titolo assume una connotazione in linea con la storia narrata. Un titolo funzionale e ben composto che rende giustizia ala storia trattata all’interno.

L’ambientazione e l’epoca sono i medesimi del primo volume. l mondo è completamente inventato dall’autore e stavolta avremo modo di vedere diverse città che ci vengono anche illustrate sulla mappa principale all’inizio del volume così avremo modo anche di capire come il tutto è strutturato e i personaggi come e dove si spostano lungo il loro percorso.

«Sei mai stata innamorata, Lemon?» chiese lui. «Nah.» Lemon tirò su col naso, poi se lo pulì sulla manica sudicia. «Ho baciato un ragazzo che si chiamava Chopper un paio di volte. Viveva nei bassifondi delle Scorie come me. Era carino. Ma poi ha cominciato a palpare un po’ troppo e io gli ho tipo rotto un po’ il naso.» Ezekiel le rivolse quel sorriso sghembo, con tanto di splendida fossetta, e Lemon avvertì un involontario formicolio alla pancia. «Un giorno lo sarai» promise lui. «Lo so. E allora capirai.» «… Tu sei innamorato di Ana, eh? Ci stai sotto di brutto.» «Già» rispose il sembiante con il fervore negli occhi. «Ma di brutto in senso buono.» «Però amavi anche Eve.»

DEV1AT3 by Jay Kristoff - Sheaf & InkI personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente. Non ci sono particolari cambiamenti visto che comunque la storia tratta consequenzialmente gli eventi di poco prima, legate a cose successe pochi attimi prima della chiusura del volume precedente. Infatti l’evoluzione dei personaggi carbura molto poco o comunque si adatta su un range di tempo che è maggiore che da un volume e l’altro ma si evolve e matura all’interno della struttura narrativa stessa.

In questo volume più che concentrarci su Eve avremo modo di vedere e conoscere sempre di più Lemon che finisce per essere quasi una protagonista a tutto tondo molto più di come il primo volume ci aveva presentato Eve. E’ un personaggio che inizialmente viene assoldato dalla BioMaas e viene trasportata dalla Cacciatrice come se fosse una specie di divinità intoccabile o di persona da proteggere e lei comincia a sentirsi meno insicura e più determinata visto che c’è finalmente qualcuno che crede in ciò che è e non la giudica come Aberrazione o come Deviante. E’ questo che la porterà a stare dall’altra parte della barricata rispetto a Eve che è un sembiante e scoperto questo e i vari tradimenti degli amici si sente di proteggere la sua integrità in quanto robotica e non umana come la sua vecchia migliore amica.

Ezekiel finisce per essere quello di sempre: un sembiante forte e determinato ma pur sempre in alcuni momenti più frivolo rispetto quanto programmato. In cuor suo spera di ritrovare sempre la sua Ana e di amare ancora e ancora anche se non era affatto programmato per quello.

Un ruolo importante in questo volume finisce per averlo Cricket che, scarico, finisce per essere catturato e portato a lottare al PalaGuerra e si trova a doversi risentire delle stesse regole che tanto lui decantava. Si abbassa alle leggi della robotica però si rende conto di quanto queste poi lo portano anche ad auto-ferirsi pur di non colpire gli umani e di fare ciò che le leggi richiedono.
E’ un personaggio che cambia molto, matura e finisce per piacermi molto più degli altri., devo essere sincera.

Qualcosa là fuori si stava muovendo.
Verso di lui.

Il perno centrale della storia si concentra, differentemente dal primo nella battaglia fra le due fazioni: quelli che sono i robot e tutto ciò che ha a che fare con le macchine e la BioMaas che le macchine non vogliono sapere neanche cosa siano e si crede siano il male. Questo fa da sfondo alla ricerca di Ana Monrova che cambierebbe per i sembianti le sorti della guerra, non solo per quanto riguarda loro stessi che gli consentirebbe di replicarsi ma gli umani e tuti quelli dal lato opposto devono cercare di fermare la cosa per non far scoppiare una guerra insensata e creare numerose nuove macchine potenzialmente pericolose.

Lo stile utilizzato è il medesimo del volume precedente e ci mostra a tutto tondo il punto di vista dei personaggi all’interno del volume utilizzando sempre la terza persona ma concentrandosi su ciò che conta ai fini della storia stessa. Visto come si suddivide a livello di personaggi non mi aspettavo un tale accantonamento di Eve per dedicarsi al resto ma pensavo che il personaggio principale su cui si sarebbe mantenuto sarebbe stato quello con delle modifiche a livello di struttura magari della storia sbalzando da Ezekiel a Eve e non un cambio così radicale facendoci sembrare che il protagonista non sia mai stata Eve. A meno che la cosa non è ancora più sottile e il terzo volume si concentrerà su un ulteriore personaggio rispetto ad altri e tutto spiega questi change se siano voluti o meno.

Colpi di scena e dinamismo sono, come si può dire, all’ordine del giorno ovvero sono sempre presenti, costanti e difficilmente riuscirete ad annoiarvi con questa struttura narrativa, con i flashback che vengono apportati e l’azione oltre differenti POV e tanta avventura. Insomma, difficilmente vi annoierete visto che i colpi di scena non mancano ma ho avuto l’impressione lungo tutto questo secondo volume che l’autore abbia perso qualcosa, la verve o l’effettiva trasmissione dell’entusiasmo che invece mi aspettavo. Non mi sono annoiata però sento che emozionalmente e a livello di imprinting il volume avrebbe potuto fare molto di più conoscendo lo stile e il modo di narrare dell’autore. Un po’ banalotto ciò che avviene tra Lemon, i ragazzi e l’uomo che li tiene assieme. Il tutto mi era sembrato sospetto fin dagli arbori, avevo qualche riserbo ma poi si è confermato il mio primo pensiero e la cosa non mi ha particolarmente lasciato di stucco, ecco. Mi aspettavo più sorpresa stavolta.

Già nel primo volume avevo notato questa cosa e mi era mancata la verve e l’attaccamento ad un personaggio e tutto ciò che ne deriva e ho trovato che sia tutto un po’ distaccato, come se anche gli stessi personaggi mantenessero una sorta di velo su cui è difficile scavare. E in questo volume speravo che mitigasse un po’ visto che ormai il primo volume era andato, invece ha continuato a mantenersi almeno per qualche personaggio. Infatti come vi dicevo Cricket viene visto sotto una prospettiva completamente differente e finisce per piacere più di quanto mi aspettassi.

Cricket guardò verso il PalaGuerra sopra la sua testa.
Voleva parlare.
Voleva scappare.
Voleva vivere.
Ma non riusciva a escogitare un modo per riuscire a fare nessuna di quelle cose.

Il libro è un buon secondo volume ma finisce per scendere qualche gradino rispetto al primo che mi aveva coinvolto maggiormente. La cosa che entusiasma di più è cercare di ritrovare Ana che il lettore finisce per sperare soltanto per Ezekiel e non come si dovrebbe per tutto il resto della storia. Consiglio la lettura della serie agli amanti di letture per ragazzi ma non per chi ama il vero Sci-fi e la robotica perché sotto quel piano ha ricca ambientazione e dettagli ma a livello generale l’ho sentito carente.

Jay Kristoff ci trascina ancora una volta in questo mondo urban fantasy che sa di robot, sembianti e misteriosi poteri per fermare le macchine. Ma ritrovare Ana è l’obiettivo principale di tutto; siete disposti a schierarvi per scegliere da che parte stare? Riuscirà il vecchio gruppo a ripristinarsi e a cercare di collaborare per raggiungere un obiettivo comune? Riuscirete a far parte del tutto?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni che vi stanno decisamente aspettando. Spero possa incuriosirvi anche perchè troverete tutte recensioni interessanti. A voi:

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Cosa ve ne pare come secondo volume? Potrebbe fare al caso vostro? Dite che potrà piacervi finalmente? Lo scopriremo assieme, non temete.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #606 – LIFELIKE DI JAY KRISTOFF.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Siete pronti per un nuovo arrivo di fantascienza d’azione che stavate sicuramente aspettando? Non posso non ringraziare l’organizzatrice dell’evento che mi ha coinvolto per la lettura in questione e la Oscar Vault Mondadori per avermi permesso la lettura in anteprima del volume e dell’intera trilogia. Ero davvero curiosa e sono felice di aver fatto parte dell’evento.

978880475657higTitolo: Lifelike
Autore: Jay Kristoff
Lifel1k3 series. Volume uno

Data di uscita: 25 ottobre 2022
Pagine: 408
Link d’acquisto: https://amzn.to/3NI5JI8
Trama: Eve ha diciassette anni, e l’ultima cosa di cui ha bisogno è un segreto da custodire. No, grazie, è già abbastanza impegnata a guardarsi le spalle e a districarsi tra mille problemi. Problema numero uno: il robot gladiatore che ha passato mesi a costruire è stato ridotto a un relitto fumante. Problema numero due: ha perso con gli allibratori i pochi crediti che aveva, l’unico mezzo per comprare le medicine indispensabili a Nonno. Problema numero tre: un gruppo di fanatici puritani la vuole uccidere e… che altro? Ah, sì, ha appena scoperto che può distruggere le macchine con il potere della mente. Forse ha vissuto momenti peggiori, ma non riesce proprio a ricordarseli. Quando però scopre la carcassa di un ragazzo androide di nome Ezekiel, nell’ammasso di rottami che chiama casa, tutto cambia; si mette in viaggio per salvare chi ama insieme a lui, alla sua amica Lemon e al suo compagno robotico Cricket: attraverseranno deserti di vetro nero, combatteranno contro cyborg assassini, esploreranno megalopoli abbandonate, fino a scoprire i segreti sepolti nel suo passato… anche se ci sono segreti che è meglio non portare alla luce.

RECENSIONE

EveLa storia ha inizio con Eve nell’arena a combattere con il suo robot gladiatore per cercare di guadagnarsi dei crediti per comprare le medicine a Nonno Silas, indispensabili per lui. E’ fermamente convinta che riuscirà a vincere ma quando un colpo mal assestato la manda al tappeto, finisce per perdere anche tutto ciò che aveva scommesso nonostante il tutto faccia fuoriuscire un potere sulle macchine che gli consente di distruggerle con il potere della mente. Il tutto crea un leggero problema, perché tutti hanno visto la diretta trasmessa e ciò che ha fatto e una taglia finisce dritta sulla sua testa perché questo la rende una deviante. La serata però sembra non avere fine quando tra dei relitti alla Discarica rinviene un androide affascinante di nome Ezekiel che sembra conoscerla con un nome totalmente differente da quello che lei ha sempre saputo e finiscono tutti per ricevere un brutto attacco che li costringe alla fuga, coinvolgendo il NonnoLemon migliore amica di Eve e suo piccolo compagno robotico Cricket, alla ricerca di segreti e verità che sembrano essere state sepolte.

Cosa sta succedendo nella vita di Eve? Cosa cambierà ora che tutto il suo mondo è stato messo in discussione? E’ vero ciò che ricorda o ciò che era? Chi è Ava e come fa Ezekiel a conoscerla così bene? Cosa succederà al gruppo mal assortito?

Per primo uccidono mio padre. 
Stivali lucidati risuonano sulle scale mentre marciano diretti alla nostra cella. Sono in quattro, tutti in fila ordinata. Volti inespressivi e pelle perfetta, pistole grigio opaco in mani rosse, rossissime. Un uomo avvenente con i capelli dorati dice che sono qui per giustiziarci. Nessuna spiegazione. Nessuna parola di scuse. Mio padre si volta verso di noi e il terrore nei suoi occhi mi riduce il cuore in frantumi. Apro la bocca per parlargli, ma non so cosa dire. I proiettili lo centrano alla schiena e fiori insanguinati sbocciano sul suo petto. Le mie sorelle urlano mentre le bocche di fuoco lampeggiano e le ombre danzano; il rumore è così forte da farmi temere che non sentirò mai più nulla. Mia madre si allunga verso il corpo di mio padre come per afferrarlo mentre cade e il colpo che le bacia la tempia mi dipinge la faccia di rosso. Sento sapore di sale, rame e fumo bianco latteo. E tutto è immobile.

La trama ci riassume alla bene e meglio ciò che andremo a leggere all’interno del libro ed è sempre un piacere leggere quelle di Kristoff perché hanno una peculiarità importante: non parlano solo per esprimere ciò di cui parlerà il libro ma ci lascia un piccolo pezzo di storia banalmente composto come se lo stesse raccontando a degli amici, come se fosse quasi implicito che uno dovesse conoscere la storia e i suoi personaggi. Una trama ben fatta, non c’è che dire.

La copertina è stata mantenuta come la versione originale sia per quanto riguarda la versione americana che quella inglese dipende da quella che si preferisce avere di fronte visto che la Oscar ha pensato bene di farla double-face. E’ una cosa che finisce per essere interessante e permette agli utenti di sbizzarrirsi in base a quella che vogliono mostrare nella propria libreria. Personalmente preferisco quella che vedete anche all’interno della recensione all’altra ma sono gusti quindi non ne resterete delusi. Anche l’edizione è fantastica visti i colori utilizzati anche all’interno del volume, i disegni e la costina delle pagine colorata che rende il tutto ancor più interessante se si uniscono tutti i volumi assieme. Il titolo non ha subito modifiche e sono assolutamente felice che la casa editrice abbia deciso di mantenere alto lo standard per l’intera trilogia vista la pubblicazione tutta in un unico giorno, ad ogni modo. E’ un titolo che si suddivide uno per ogni storia e ha un relativo significato. Lifel1k3 che viene scritto con numeri a riferimento del fatto che ci sono robot e simili, ma nasconde un significato alternativo. In realtà letteralmente sta per “Realistico/a” ma potrebbe anche star a indicare la vita che piace, intesa molto grossolanamente. Sotto, il tutto, ha un significato molto più ampio e si riferisce alla vita di Eve che ricorda ma anche a quella che le sarebbe piaciuta, o come sarebbe stata la sua vita se fosse rimasta reale.

L’ambientazione è futuristica e fantascientifica, in un mondo Devastato e ricco di robot, simbionti, droidi e parti del corpo facilmente sostituibili con componenti meccaniche e robotiche. Non vi è una data specificata ma ci sono riferimenti alla nostra epoca e quant’altro che sono facilmente intuibili e ben strutturate.

Mio padre dice che costruire una mente è come fabbricare un motore: più facile se prendi i componenti altrove, invece di crearli dal nulla. E così ha modellato i sembianti su individui che conosceva. Ha copiato pezzi delle persone a cui voleva bene. Ci ha fatto accomodare su sedie lisce a forma di conchiglia e ci ha collegato elettrodi alle tempie per registrare le nostre personalità. I nostri schemi mentali. Li ha scomposti in equazioni e li ha codificati dietro occhi stupendi color nero come la notte e azzurro come il vecchio cielo.

DEV1AT3 by Jay Kristoff - Sheaf & Inkpersonaggi di questo volume sono tutti completamente diversi fra loro e, nonostante il gruppo come ho detto prima possa sembrare mal assortito, viene ben composto in base sia alle necessità tecniche della storia stessa e finiscono per appassionare anche le vicende interne fra loro, non solo la trama e la storia stessa. Eve è sicuramente il punto focale della storia e voce narrante del tutto ma senza suo Nonno Silas – che sta male e sembra essere in fin di vita – Cricket il suo robot che finisce per difenderla ad ogni costo, Lemon la sua amica di sempre che cerca di porre rimedio all’impulsività della protagonista e per finire Ezekiel, tutto questo non avrebbe il successo desiderato. Ho apprezzato particolarmente Ezekiel che come tutte le voci robotiche che finiscono per utilizzare nei suoi libri – Kristoff – riesce a renderli umani al quale ci si può approcciare da vicino anche se si tratta solo di macchine. Vi parlo della protagonista di tutto che finisce per prendere tutto il lettore e lo trascina lungo le strade che lei stessa percorrerà seppur siano irte di pericoli e ricche di segreti che, forse, è meglio non scoprire a volte.

Eve è un personaggio particolare a livello fisico: diciassette anni, capelli biondi tagliati in un crestino, una sfera di metallo nera nell’orbita dell’occhio destro e sei chip di silicio inseriti dietro l’orecchio dentro e dalla tempia alla base del cranio che ricopriva la ferita del colpo da pallottola che ha ricevuto e ha rischiato di farla morire. E, messa sotto questi termini di certo non passa inosservata. Per quanto riguarda l’aspetto caratteriale, invece, riprende uno dei stili tipi di dei diciasettenni: impulsivi, diretti e che non vogliono sentire le verità che li circondano, nonostante a volte siano palesi e innamorati di qualcosa di quasi impossibile. E’ un personaggio che si lascia trascinare all’interno di qualcosa di più grande di lei e che non sembra riuscire a ricordare. Un personaggio che a tratti piace e a tratti no.

Una volta sembrava quasi vero, ma un anno prima la pelliccia aveva cominciato a staccarsi, perciò Eve l’aveva spogliato fino al metallo e l’aveva aerografato con uno schema di colori mimetico-urbani. Adesso era scheletrico, tutto piastre di plastacciaio e sistemi idraulici. Le piaceva di più così. Sembrava più sincero di fingere che fosse un vero cane. Nonno diceva che  era sempre meglio ricevere un proiettile per chi eri che essere abbracciato per chi non eri. Tanto prima o poi nelle Scorie qualcuno ti avrebbe sparato comunque.

DEV1AT3 by Jay Kristoff - Sheaf & InkIl perno centrale di questo volume non si limita solo al contesto urban fantasy – fantascientifico ma a ciò che si nasconde dietro Eve e a ciò che ha passato un tempo, quando la sua vita era diversa, prima che venisse ripresa dalla morte e prima che parti di lei diventassero meccaniche e diventasse una Carpenter e fosse con suo Nonno Silas. Quando tutta la sua esistenza viene messa in discussione non può far altro che domandarsi se tutto ciò che ha vissuto fino a quel momento sia stata una bugia o se ci sia un modo per rendere tutto il più reale possibile. Una storia che apre tanti fronti, che scopriremo passo dopo passo, battaglia dopo battaglia.

Lo stile utilizzato dall’autore, nonostante la complessità di alcuni argomenti trattati quali la tecnologia utilizzata e la robotica ovvero tutto quello che riguarda l’ambientazione e la fantascienza relativa alla robotica e simili, trovo sia stata fluida e di piacevole lettura, adatta sia a giovani lettori che la troveranno ben composta e ben strutturata sia agli adulti che la troveranno un po’ più leggera se così vogliamo dire ma comunque interessante. Scritta in prima persona per quanto riguarda i ricordi di Eve e in terza persona per il resto tenendo come focalizzazione principale sempre la protagonista di cui vi ho parlato sopra. 

Rispetto all’altra trilogia solitaria dell’autore ho trovato che ha puntato più su una scrittura improntata, come ho detto anche poco fa, ad un pubblico di una fascia media rispettando anche i canoni per i più adulti e mantenendo un aurea più complessa per i dettagli specifici della robotica. Per dare una piccola chicca in più sarebbe stato interessante avere un piccolo glossario in cui includere spiegazioni ( anche se sono tecnologie inventate dall’autore stesso, spiegare piccole parti che finiscono per essere interessanti agli occhi del lettore curioso). Mi ha lasciato, questo cambio, da un lato colpita e dall’altro spiazzata perché mi aspettavo più grinta dal lato della protagonista principale che invece finisce per essere abbastanza ordinaria nello standard della narrativa fantasy/fantascientifica contemporanea. Mi aspettavo qualcosina in più, tutto qui.

La compagnia creata è davvero unica nel suo genere: un robot-cane, una ragazza con delle parti robotiche, un robot in tutto e per tutto che sembra non rispettare i canoni standard delle leggi della robotica e una ragazza umana, amica della nostra protagonista. E’ un gruppo che finisce per sorprendere nel suo modo di amalgamarsi e di distinguersi, cosa non scontata in questo genere di volumi e si finisce per apprezzare il lato droide così come mi è accaduto anche per gli altri volumi dei stessi autori: si veda AIDAN, che nonostante sia in buona parte cattivo, finisce per piacere più di altri personaggi. Qui, nonostante Ezekiel sia a tutti gli effetti una macchina non si può che sperare di vederlo cedere ai sentimenti e alle emozioni umane anche se molto spesso ci si avvicina e fa piacere vederlo più umano del solito e non solo una semplice macchina.

E’ stato un primo volume sia introduttivo che ricco di azione, anzi per quanto riguarda le prime pagine persino troppa da sembrare quasi troppo ad un certo punto. Per le prime settanta pagine è stato uno scontro continuo dopo l’altro prima di avere un attimo di tregua che è ben scritta a livello di movimentazione e struttura ma da seguire difficile dopo un po’ perché si cerca di capire la trama e i personaggi e finisce per essere tutto troppo ammucchiato. Nonostante questo il volume prende una bella piega e sono curiosa di scoprire cosa ci riservano i volumi seguenti di cui vi parlerò nelle prossime settimane, quindi tenetevi pronti.

IL TUO CORPO NON TI APPARTIENE
LA TUA MENTE NON TI APPARTIENE
LA TUA VITA NON TI APPARTIENE

Il libro in questione è stato un buon inizio di serie che di sicuro voglio cercare di approfondire. Conoscendo il buon vecchio Jay mi aspettavo qualcosa di molto più forte e crudo a livello di personaggi e struttura narrativa e il cambiamento ha spiazzato un pò visto che sembra più incentrarsi su uno stile riconducibile a Illuminae e/o Aurora Rising in cui la scrittura era a quattro mani, piuttosto che a Nevernight in cui ha lavorato da solo e la scrittura era più intraprendente, dura, forte. Ha puntato per un pubblico giovanile e ha dato libero sfogo più sulle descrizioni delle macchine e quant’altro di genere che gli riesce molto bene devo dire.

Jay Kristoff ci porta all’interno di un mondo post-apocalittico, di piena fantascienza, robot e simili in cui ci permetterà non solo di scoprire le dinamiche legate alle macchine e alla fine potrebbe fare il nostro mondo nel futuro ma ci permette di conoscere il futuro di una giovane ragazza che ha scoperto che tutto ciò in cui credeva non era corrispondente al vero. Siete pronti per essere catapultati nella vita di Eve in mezzo a robot, simbionti e macchine potenzialmente pericolose, in un mondo che metterà a repentaglio ogni qualsivoglia tipo di sopravvivenza? Lifel1k3 vi sta aspettando.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco qui le altre recensioni che spero possiate apprezzare ovviamente. Ecco a voi:

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A presto,

Sara ©