INTERVISTA # – LORENZO QUADRARO PER L’EQUAZIONE DI CASSANDRA.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco qui una nuova e meravigliosa intervista. Non so se ricordate la recensione del suo libro, la trovate —> QUI.

9788898866489_0_0_700_80Ecco tutta per voi l’intervista! Spero vi piaccia e che vi metta ancora più curiosità! Io trovo che le sue risposte siano davvero soddisfacenti e ti permettono di capire al meglio tutto ciò che vi aspetta.

  1. Ciao Lorenzo! Innanzitutto grazie per la disponibilità e per la profonda sopportazione che hai nei miei confronti. Io ho avuto la possibilità di conoscerti ma estendiamo la fascia anche ai miei lettori! Parlaci un po’ di te.

Lorenzo: Anche a me ha fatto piacere fare la tua conoscenza e sapere che mi sopporti. Ho appena finito di vedere la serie “The young pope” e ho deciso che farò come Papa Pio XIII: non rivelerò niente di me, così possiamo spostare direttamente l’attenzione su soggetti decisamente più interessanti: i personaggi del romanzo.


  1. Ci sono tanti personaggi principali. Giulio, Adele, Ilaria e Cassandra ma qual è il personaggio in cui ti rispecchi e perché?

Lorenzo: In realtà non mi rispecchio in nessuno di loro. Tutti hanno qualcosa di me, tranne Cassandra che obiettivamente si esprime, fa considerazioni autonome e tutte sue. Tuttavia, così, su due piedi, Giulio è sicuramente il personaggio a cui ho prestato maggiormente alcune mie caratteristiche. Quando ho scritto le prime pagine eravamo praticamente coetanei e quindi gli è toccato rispecchiare maggiormente alcuni miei aspetti.


  1. Da dove nasce L’equazione di Cassandra? Da dove o da chi ne hai preso ispirazione?

Lorenzo: Dal frammento di un telefilm visto nell’estate del 2011. C’è una ragazza sospettata di omicidio che tiene in casa l’immagine di un buco nero e lo descrive come “Il male nella sua forma più pura”. È il primo episodio della serie Luther, per farvi capire meglio allego la scena che ho trovato su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=-AB_znetvII

Quella breve sequenza mi aveva fatto venire voglia di approfondire narrativamente il concetto di buco nero. Come un colpo di fulmine ho avuto un flash che mi ha poi inseguito per due anni, fino alla fine dell’estate del 2013, momento in cui ho deciso che avrei scritto un libro su quella sensazione. All’epoca facevo cinema indipendente e pensavo che sarebbe stato bello raccontare una storia in cui un personaggio studiasse quegli oggetti astronomici così misteriosi. Volevo raccontare la storia di una donna che compie scelte coraggiose e al limite della legalità per salvare il suo uomo gravemente malato, un professore di astronomia. Poi ho realizzato che separare le due vicende sarebbe stato ancora più interessante e così è nato il personaggio di Giulio.

Generare l’intreccio ha richiesto mesi di camminate per i boschi e profonde crisi da foglio bianco. A quel tempo avevo terminato un rapporto di lavoro e mi ero lasciato con la ragazza con cui stavo da circa un anno. L’unica cosa buona che sapevo e potevo fare era scrivere questa storia, così lasciai un’occupazione (mi feci letteralmente cacciare) che non mi piaceva e mentre i miei genitori mi credevano a fare il praticante avvocato in uno studio,  io andavo in biblioteca universitaria a leggere materiale sui buchi neri e a scrivere le vicende di Giulio e Ilaria.


  1. C’è stato un personaggio nel romanzo con cui ha avuto più difficoltà ad esprimere o definirlo?

Lorenzo: Sì, Giulio. Perché gli ho prestato alcuni frammenti sparsi della mia vita, ma allo stesso tempo dovevo caratterizzarlo in modo che fosse diverso da me. È stato anche il primo personaggio su cui ho cominciato a scrivere ed essendo al primo romanzo, la difficoltà è stata anche di metodo, perché sono “cresciuto”, narrativamente parlando, scrivendo quel personaggio.


  1. L’equazione di Cassandra, un titolo significativo e sorprendente che si nasconde fino alle ultime righe del libro. Perché proprio questa scelta? Perché un’ equazione?

Lorenzo: Domanda interessante. Perché credo che in natura esistano delle relazioni che sono talmente casuali da sembrare calcolate. Qualcuno crede che all’origine di questi episodi casuali si nasconda Dio, qualcun altro pensa alle coincidenze, io credo siano il risultato di un calcolo dato dalle nostre energie.

Ricordo quando ero al liceo e pensavo fortemente a qualcosa e questa si avverava. Ricordo l’allarme antincendio della scuola suonato durante una versione di greco, perché lo avevo fissato e sperato fortemente che suonasse, o quando a diciott’anni pensavo in modo intensissimo una ragazzina che mi piaceva, ma che avevo visto solo in occasione di un compleanno e come d’incanto si era materializzata in pieno centro un sabato di giugno.

Senza andare troppo in là nel tempo: ero al Salone del Libro di Torino qualche settimana fa, al ritorno stavo aspettando la metropolitana per andare in stazione e in mezzo a tutta quella folla, in quel preciso istante, in quel preciso metro quadro, incontro una persona che non vedevo da tantissimi anni. Anche lui era stato al Salone e mi ha dato il suo libro (bellissimo tra l’altro: “Senza scampo” di Carmelo Gallico).

Nel romanzo accadono coincidenze e intrecci fra vicende completamente distinte fra loro, che conducono appunto a un’equazione finale. Personalmente mi piace credere che le energie di Giulio, Adele e Ilaria abbiano dato vita a quel finale.


  1. Lo studio della fisica e dell’astronomia, i discorsi sulle stelle e sulla teoria dei buchi neri sono stati tutti molto interessanti. Hai una passione per l’astronomia? E cosa ti ha spinto a gettare Giulio in un mare così ampio?

Lorenzo: Mi appassionava l’idea di creare un concetto di fondo che permeasse tutta la storia. Come ho detto prima, si tratta di un’idea nata quasi per caso, guardando la scena di un telefilm, ma quell’idea era così forte e interessante che ho voluto tesserci sopra delle vicende. In ogni modo sì, sono sempre stato molto appassionato di quello che accade nell’universo. Ci sono dei fenomeni pazzeschi, accadono cose che vanno al di là della nostra comprensione: tempo che si ferma, deformazioni del tessuto spaziale, esplosioni così immense da poter essere viste a distanza di miliardi di anni luce. Capire e studiare l’universo fa vedere con altri occhi quello che accade qui sul nostro pianeta.


7. Ilaria è un personaggio molto differente dagli altri perché, se non altro, spezza il ritmo della storia con un pizzico di suspense e di azione. Com’è nato il suo personaggio? E cosa ti ha portato a creare questa parte più dark, più thriller alla storia d’amore?

Lorenzo:  Ilaria è stato il primo personaggio ad essere entrato nel “cast” del romanzo. Giulio è arrivato dopo e inizialmente volevo dargli un ruolo marginale. Poi ho optato per introdurre prima lui. Mi piaceva l’idea di iniziare una storia e poi spezzarla introducendo un personaggio e un’atmosfera diametralmente opposti. La vicenda di Ilaria, la parte riservata a lei, rimarcano la differenza sostanziale fra queste due vite. E tutta l’azione contenuta nelle sue sequenze portano ad accelerare il climax.

Avrai notato infatti come il climax cresce a mano a mano che si procede nella lettura, per poi esplodere nel finale. Ho voluto proprio partire con un romanzo di formazione, una storia d’amore, tutto lento, come a sottolineare che in fondo, anche da qualcosa di apparentemente ordinario può scaturire una conseguenza inaspettata ed esplosiva. 


  1. Stai lavorando ad un nuovo progetto? Un nuovo libro? Ti va di darne qualche anticipazione per i lettori?

Lorenzo: Sto lavorando ad altre storie che, come la prima, riposano su concetti particolari. Ne “L’equazione di Cassandra” questo concetto era racchiuso nella disciplina della Fisica, nei prossimi romanzi ci saranno la Poetica (in modo particolare il concetto di “Bellezza”) e la Filosofia (il concetto di “Solitudine”). Di recente ho scritto un racconto per un concorso letterario intitolato “Airport tales”, che mi auguro che avrete presto l’occasione di leggere.


Cosa ne pensate? Vi piace? 🙂 Ringrazio Lorenzo per essere stato gentile come sempre. Non vi resta che andare a scoprire il suo libro!

Alla prossima,

Sara. ©

RECENSIONE #65 – L’EQUAZIONE DI CASSANDRA DI LORENZO QUADRARO

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon sabato a voi! Ecco la recensione di oggi tutta per voi. Sto parlando di:

9788898866489_0_0_700_80Titolo: L’equazione di Cassandra
Autore: Lorenzo Quadraro
Editore: Viola Editrice
Pagine: 343
Prezzo: € 16,00
ISBN: 978-88.98866-48-9

SinossiGiulio Cervi ha 25 anni, è uno studente universitario alla facoltà di Fisica e sta per laurearsi con una tesi su uno degli argomenti più misteriosi dell’astrofisica: i buchi neri. Il suo obbiettivo è vincere una borsa di studio per un dottorato di ricerca ed emigrare in California all’universalità di Berkeley. Adele è una giovane italo-lituana, è bellissima e lavora come ballerina di lap dance all’interno di un locale notturno. Le sue giornate incominciano al tramonto e finiscono prima che si alzi il sole. Ilaria De Nardo ha 32 anni, madre single, lavora come guardia giurata. Sua figlia Alice ha una rara forma di tumore al cervello. Salvare la bambina è la sua preoccupazione principale ed è disposta a tutto pur di salvarla, anche a uccidere. Cosa unisce queste tre persone così diverse tra loro? E chi è Cassandra, una giovane ragazza venuta da lontano per far luce su una vicenda accaduta nel passato? L’equazione di Cassandra è una storia malinconica che parla di amicizia, passione, violenza, ricerca delle proprie radici… due storie che procedono parallele, ma che confluiscono in un unico finale che apre una finestra sull’Assoluto e svela il significato dell’opera e la sua completezza sono nelle ultime pagine. Tra noir, passione e misticismo, un testo suggestivo che appassionerà il lettore, incollandolo alla vicenda, pagina dopo pagina.

RECENSIONE:

Innanzi tutto ci tengo molto a ringraziare Lorenzo che ho avuto modo di conoscere un pochino meglio in questi giorni e posso dire che è una persona umile e gentile. Adesso andiamo avanti!

La storia ha inizio con la giovane Cassandra che troveremo per il momento solo nel prologo. Cassandra aspetta qualcosa: delle risposte? Una persona?  Non avremo modo di saperlo fino alla fine quindi passo a sintetizzarvi come ha inizio tutto questo.

Il volume è suddiviso in quattro parti in cui si alternano tre storie differenti. Quella di Giulio e Adele, la storia di Ilaria e quella di Cassandra.

Quindi nella storia di partenza avremo modo di incontrare Giulio. Il nostro protagonista è uno studente di Fisica e si sta per laureare con una tesi sui buchi neri. Tra studio e l’amico Tommaso, Giulio conoscerà Adele. Insieme vivranno una tenera storia d’amore che conosceremo piuttosto lentamente. Vi parlerò degli altri andando avanti, non temete!

 – Anche tu vivi una doppia identità? – Noi ci mostriamo agli uomini per quello che loro vogliono che siamo per un paio di ore con loro e poi li guardiamo uscire con la consapevolezza che una volta fuori, avranno qualche centinaio di euro in meno e la stessa solitudine di prima. Giulio ascoltò quel discorso così meditato con una nota di fascino. Non sapeva niente di quel mondo, per lui era più famigliare il processo di formazione di una nebulosa. – Detta così suona triste – disse, ammirando la sincerità di quelle parole. – Lo è – gli rispose Adele guardando per terra e tamburellando con la mano sul bracciolo del divanetto – anche se è quella degli altri, la solitudine è sempre triste.

La trama è chiara e forse anche troppo lunga. Secondo me il semplice ed essenziale avrebbe un effetto più diretto ed immediato. Ma la cosa è decisamente relativa, perchè è solo un semplice parere e non influisce sul resto avendo le idee chiare a proposito del volume in questione.

La copertina, inveceè molto bella, visivamente cattura ed è azzeccata rispetto al titolo che poi ha la storia. Per tutta la lettura mi sono domandata: quando arriverò a ‘sta benedetta Cassandra? E non riuscivo a dare un senso al titolo che un senso invece ce l’ha eccome. Alla fine del libro tutto assume un senso ed il titolo diventa irrimediabilmente chiaro. Bene.

L’ambientazione è tutta italiana mentre l’epoca è moderna anche se non specificata completamente. Quindi è a immaginazione del lettore questo.

Ilaria si avvicinò per guardare l’uomo mentre moriva davanti ai suoi occhi.
– Lo so che ti piace, ti ho sentito – gli disse, fissandolo negli occhi.
Dalla bocca dell’uomo sgorgò del sangue, poi i suoi occhi si sollevarono bianchi a fissare il soffitto. Rimase a osservarlo per una manciata di secondi, quindi svuotò il caricatore contro di lui. Un fischio profondo s’impadronì del suo udito, tappandole i timpani; quella serie di esplosioni l’aveva assordata. L’odore opprimente della polvere da sparo la fece starnutire, quindi a fatica riuscì a sentire un abbaiare ovattato provenire dall’esterno della casa.

I personaggi principali non sono molti e ve ne parlerò subito.

Giulio è uno studente che sogna di vincere una borsa di studio per andare finalmente a realizzare i suoi sogni all’estero. Un tipo silenzioso, chiuso e riservato.  

Adele è una ragazza che lavora, per mantenersi, in un night club dove per caso conosce Giulio. Non gli interessa l’aspetto fisico ma l’aspetto mentale e nasconderà un segreto, un profondo segreto.

Ilaria è una donna, è una madre ed è una vera forza della natura. Oltre ad essere dannatamente bella è anche coraggiosa e pronta a tutto per far curare sua figlia Alice malata di cancro. Il personaggio e il punto di vista meglio costruito.

Cassandra è una giovane studentessa piena di domande. Curiosa e dolce, l’equazione del suo nome sarà un punto interrogativo per il lettore. Leggere per credere.

…tutti i personaggi secondari li scoprirete soltanto leggendo, non voglio guastarvi troppo la festa.

Cassandra osservava il mare dalla terrazza di casa.
Un gruppo isolato di gabbiani volteggiava in lontananza. Il cielo era limpido e una folata di vento caldo le mosse i capelli. Da quando un anno prima si era trasferita con sua madre in Sardegna si sentiva molto meglio. Aveva sempre avuto un carattere irrequieto, ma il lento rumore delle onde contro la battigia aveva il potere di renderla calma e farla sprofondare in uno squisito stato di quiete. Adorava la vita sull’isola: la natura incontaminata, le spiagge di una sabbia bianchissima, l’immensa varietà della flora marina con i suoi colori sfavillanti. Guardò il suo riflesso sul vetro della porta finestra.

Il perno centrale è proprio Cassandra. Per quanto possa sembrare strano, lo so, è proprio lei la colonna portante di tutto ed il senso di questa storia. E solo leggendolo potrete capire il perchè. Un vortice di eventi con un unico filo conduttore.

Lo stile utilizzato è stata la cosa più tosta da digerire e la storia almeno per buona parte non ha aiutato. Abbiate pazienza che vi spiego tutto.

Innanzi tutto per la buona metà del libro ho fatto una fatica immensa. Giulio è un personaggio spento e Adele non l’ha aiutato, anzi dopo averla conosciuta era ancora più pesante. Sembrano due personaggi troppo simili caratterialmente e non hanno reso come dovevano. L’unico personaggio che risolleva la situazione è stato Tommaso, l’amico spacciatore, che, tra l’altro, si vede e non si vede.

In più l’autore si sofferma su cose di dubbia utilità, che hanno poco a che vedere col corso della storia e rallentano tutto il meccanismo. Se fosse stato per me, avrei debellato buona parte della prima metà, decisamente piatta.

Ho apprezzato molto di più la parte di Ilaria perchè più veloce e piena di azione. 

Fino all’ultimo ho pregato che i due soggetti in questione, Giulio e Ilaria, fossero collegati in qualche modo ed è stato così. Anche se avrei preferito che la cosa fosse più proficua ma è comunque accettabile sotto tutti i punti di vista.

La parte di Cassandra invece meritava più approfondimento per quanto riguarda il suo obiettivo. Non posso dirvi nient’altro perchè finirei con fare spoiler che non voglio fare.

– Ricordi quella cosa che mi hai detto sui buchi neri? – Quale? – Hai detto che quando qualcosa finisce in un buco nero non se ne va mai definitivamente, cambia solamente forma. A Giulio scappò un sorriso, ripensando al pomeriggio in cui aveva provato a spiegarle l’argomento della sua tesi di laurea. – Stai dicendo che non sparirai nel nulla, ma che tornerai sotto un’altra forma? – Adele finse di assumere un’espressione misteriosa. – Esatto. Tornerò quando meno te l’aspetti e magari anche in un modo diverso in cui te l’aspetti. Com’è che hai detto quella volta? – “Una forma caotica”. Giulio annuì e annusò il profumo dei suoi capelli. 

La storia non mi è dispiaciuta, sopratutto nell’ultima parte ha assunto un valore più intenso. Tutti i tasselli si incastrano e finalmente tutto assume un senso più conciso.

Il senso del libro e tutti i pensieri ad esso collegati sono stati decisamente intensi e mi hanno catturato ma non come poteva, almeno secondo il mio modesto parere. Anche l’idea che è stata sviluppata è stata profonda e ben pensata.

Ovviamente ho avuto modo di appurare che ci sono diversi pareri contrastanti su questo volume quindi mi sento comunque di consigliarlo e di dargli una possibilità e leggerlo!

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commento! Io vi aspetto.

A presto,

Sara. ©

TEASER TUESDAY #38

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi inizio per direttissima con questo Teaser Tuesday, la rubrica del giorno ideata da Should be ReadingLo spiego sempre in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
spoiler!
Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

Questa settimana ho tre letture di cui vi parlo subito lasciandovi un bel estratto di ognuno!

Sto leggendo Passenger di Alexandra Bracken una novità edita Sperling & Kupfer e che sono così curiosa di proseguire! Ecco lo spezzone:

Non c’era una singola parte di Etta che non si sentisse esposta e malconcia; il dolore conficcato nella testa non riusciva ad attenuare l’odore rancido di sangue e secrezioni, e di qualcos’altro che le ricordava i fuochi d’artificio.
Guardando di viso in viso – i berretti fatti a maglia, una parrucca storta e sgualcita, qualche occhio lucido frettolosamente sfregato sulle spalle – la sua mente iniziò a mettere insieme i pezzi come se stesse leggendo a vista un nuovo pezzo musicale. Le note divennero misure e le misure frasi, finché l’intera melodia la pervase.
Non si trovava al museo. Perciò, ovviamente, chi l’aveva salvata doveva averla trascinata in strada, lontano dalla strana esplosione di luce e rumore. La sua pelle, i capelli e il vestito erano fradici, perché…perché era scattato l’allarme antincendio, giusto?

In più, sto leggendo L’equazione di Cassandra di Lorenzo Quadraro che mi ha inviato personalmente l’autore e che ringrazio molto. Ecco lo spezzone tutto per voi:

L’aria fresca entrava dalla finestra e Giulio se ne stava sdraiato e sfinito di fianco a lei. Le scostò dolcemente il lato biondo dei capelli e nella penombra il tatuaggio sulla sua spalla sembrava guardarlo. Il lontano sciabordio del mare immergeva tutta la camera in un’atmosfera magica e sensuale.
– In questo momento mi viene in mente il testo di una canzone – le disse, sedendosi e incrociando le gambe.
– Certo che non sai stare fermo un secondo tu – rispose Adele con un sorriso, mentre si asciugava un rivolo di sudore alla base del col-lo.
– Il testo dice: “Se i muri stessero guardando e potessero vedere il tuo viso, sono sicuro che parlerebbero e so anche quello che direbbe-ro…”.
– E cosa direbbero i muri di questa camera?
– Direbbero: “Non abbiamo mai visto niente del genere, assolu-tamente niente del genere”

In più sto leggendo Pax di Sara Pennypacker che mi ha inviato gentilmente la Rizzoli che ringrazio infinitamente. Ecco a voi lo spezzone:

Il ragazzo non oppose resistenza, quindi nemmeno la volpe oppose resistenza. Pendeva inerme e vulnerabile dalla presa dell’uomo, benché fosse ormai abbastanza spaventata da poter mordere. Non avrebbe contrariato i suoi umani quel giorno. Il padre aprì la portiera della macchina e marciò sulla ghiaia e sui ciuffi di erbacce fino al margine del bosco. Il ragazzo scese e li seguì. Il padre depose il volpacchiotto, e lui balzò fuori portata. Fissò lo sguardo sui suoi due umani, notando che erano ormai quasi alti uguali. Il ragazzo era cresciuto molto negli ultimi tempi. Il padre indicò il bosco. Il ragazzo guardò suo padre per un lungo momento, gli occhi ancora pieni di lacrime. E poi si asciugò il viso sul collo della maglietta e annuì. Infilò una mano in tasca e ne trasse un vecchio soldatino di plastica, il gioco preferito della volpe. Il volpacchiotto si mise all’erta, pronto per quel passatempo familiare. 


Cosa ne pensate? Vi piacciono questi due estratti? Io vi aspetto!

Alla prossima,

Sara. ©